Waste Management Plan of Molise Region
颁布于 2016-03-01 · 文本截至 2026-10-01
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研究内容本身以英文撰写。标题和标签已翻译,调查结果和引文未翻译。
关于这部法律
- 原标题
- Piano regionale per la gestione dei rifiuti della regione Molise.
- 语言
- Italian
- 类型
- policy
- 国家
- 意大利 · Molise
- 主题
- Environment, Land and soil, Water, Waste and hazardous substances
- 关键词
- biodiversity, bioenergy, soil pollution/quality, soil conservation/soil improvement, protected area, protection of environment, pollution control, groundwater, surface water, public health, water quality standards, standards, access-to-information, contracts, certification, classification/declassification, climate change, business/industry/corporations, data collection/reporting, ecofriendly products/ecofriendly processes, education, effluent waste water/discharge, environmental standards, freshwater pollution, good practices, hazardous substances, hazardous waste, inspection, packaging/labelling, monitoring, organic waste, policy/planning, precautionary principle, public participation, recycling/reuse, risk assessment/management, soil rehabilitation, solid waste, sustainable development, sustainable use, waste disposal, waste domestic sources, waste management, waste non-domestic sources, waste prevention, zoning
- 类别
- *
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REGIONE MOLISE Consiglio Regionale XI Legislatura Seduta del 1 marzo 2016 Deliberazione n° 100 ex verbale n.11 /2016 Piano regionale per la gestione dei rifiuti. Approvazione. Oggetto n. 696 Consiglieri Segretari Presidenza del Presidente Vincenzo Cotugno Carmelo Parpiglia e Giuseppe Sabusco L'anno 2016, ii giorno 1 del mese di marzo, si e riunito ii Consiglio Regionale presso la sede di Via IV Novembre n° 87 in Campobasso, a seguito di convocazione n° 2153 del 25/02/2016. Cavaliere Nicola Ciocca Salvatore Cotugno Vincenzo di Laura Frattura Paolo Di Nunzio Domenico Di Pietro Cristiano Facciolla Vittorino Nagni Pierpaolo Consiglieri regionali nell'esercizio delle funzioni Federico Antonio Fusco Perrella Angiolina loffredi Domenico Iorio Angelo Michele Lattanzio Nunziata Manzo Patrizia Micone Salvatore Monaco Filippo Niro Vincenzo Parpiglia Carmelo Petraroia Michele Sabusco Giuseppe Scarabeo Massimiliano Totaro Francesco Assessori non consiglieri regionali in carica Veneziale Carlo Assiste ii Dirigente: Pasquale lammarino Consiglio Regionale del Molise - Deliberazione n° 100 in data 01/03/2016 2 VISTO VISTO VISTA VISTA VISTA II Presidente: IL CONSIGLIO REGIONALE lo Statuto regionale; ii decreto legislative 3 aprile 2006, n. 152, e successive modificazioni ed integrazioni; la deliberazione n. 553 del 9 ottobre 2015, avente ad oggetto: <<Piano regionale per la gestione dei rifiuti. Adozione della "Proposta di Piano". - D. Lgs. n. 152 del 2006 s.m.i.>>, con la quale la Giunta regionale ha approvato ii documento di Piano Regionale per la Gestione dei Rifiuti corredato del Rapporto ambientale e della Sintesi non tecnica dello stesso ed ha indicato ii Servizio Tutela Ambientale per: ii deposito della proposta di Piano, del rapporto Ambientale e della sintesi non tecnica presso ii proprio ufficio e presso gli uffici delle Province; la pubblicazione di un avviso dell'avvenuto deposito della proposta del Piano, del rapporto Ambientale e della Sintesi non tecnica sul Bollettino Ufficiale della Regione Molise e sul portale Web regionale; la trasmissione, in concomitanza con la pubblicazione dell'avviso, al Servizio Valutazioni Ambientali della proposta di Piano, del Rapporto Ambientale e della Sintesi non tecnica per consentire l'avvio dell'esame istruttorio al fine dell'espressione del parere motivate; la deliberazione n. 693 del 14 dicembre 2015, avente ad oggetto: << Piano regionale per la gestione dei rifiuti. D. Lgs. n. 152 del 2006 s.m.i.. Conclusione della procedura di valutazione ambientale strategica. Adozione della "Proposta di Piano>>, con quale la Giunta regionale ha approvato l'aggiornamento della proposta di Piano Regionale per la Gestione dei Rifiuti, redatta a conclusione della fase di consultazione pubblica, ai fini della Valutazione Ambientale strategica (VAS), e ha confermato ii Rapporto Ambientale e la Sintesi non tecnica del rapporto ambientale, come approvati con la richiamata D.G.R. 553 del 09.10.2015 poiche in conseguenza di detta fase di consultazione pubblica non avevano subito alcuna modifica; la propria deliberazione n. 34:1 del 28 dicembre 2015, ad oggetto <<Piano regionale per la gestione dei rifiuti. D.lgs. n. 152 del I Consiglieri Segretari Consiglio Regionale del Molise - Deliberazione n° 100 in data 01/03/2016 3 VISTA VISTA VISTA, ATTESO II Presidente: 2006 e s.m.i.. Conclusione della procedura di Valutazione Ambientale Strategica. Adozione della "Proposta di piano". Approvazione.>> con la quale l'Assemblea ha deliberate di: approvare, ai fini della Valutazione Ambientale Strategica, la Proposta di Piano Regionale per la Gestione dei Rifiuti, nel testo allegato alla deliberazione stessa quale parte integrante e sostanzial~, da intendersi modificato nei termini di cui agli emendamenti anch'essi allegati quali parti integranti e sostanziali; approvare, ai medesimi suddetti fini, ii Rapporto ambientale e la Sintesi non tecnica del rapporto ambientale, cosl come approvati dalla Giunta regionale con la deliberazione n. 553 del 9 ottobre 2015; demandare al la Giunta regionale ed ai suoi competenti uffici: 1) ii coordinamento del testo della Proposta di Piano Regionale per la Gestione dei Rifiuti con le modifiche di cui agli emendamenti allegati alla deliberazione stessa; 2) le ulteriori attivita occorrenti ai fini dell'approvazione definitiva, con atto dello stesso Consiglio regionale, del Piano Regionale per la Gestione dei Rifiuti, a norma degli articoli 14 e 15 del decreto legislative 3 aprile 2006, n. 152, e successive modificazioni e integrazioni; la deliberazione n. 23 dell'8 febbraio 2016, avente ad oggetto: <<Approvazione definitiva della proposta di Piano regionale per la gestione dei rifiuti. D.Lgs. n. 152 del 2006 s.m.i. da sottoporre al Consiglio regionale per l'approvazione finale>>, con la quale la Giunta regionale ha approvato la proposta di Piano regionale di Gestione dei Rifiuti, cosl come approvata, previ emendamenti, nella seduta del 28 dicembre 2015 con atto n. 341, ex verbale n. 51 dal Consiglio regionale, e di proporre al Consiglio regionale l'approvazione definitiva del Piano regionale di gestione dei rifiuti; la determinazione dirigenziale n. 7802 del 22 dicembre 2015 ad oggetto "Valutazione ambientale strategica del Piano per la gestione dei rifiuti della Regione Molise (Artt. da 13 a 18 del D.Lgs 152/2006 e ss.mm.ii.) procedura comprensiva della valutazione di incidenza ambientale - Espressione del parere motivate" del Direttore del Servizio valutazioni ambientali; altresi, la nota integrativa prot. n.1380/2016 del 7 gennaio 2016, a firma dello stesso Direttore del Servizio valutazioni ambientali; che la Terza Commissione consiliare permanente, nella seduta I Consiglieri Segretari ~ <£1 , ;J ......... ' ~~(\"~ Consiglio Regionale del Molise - Deliberazione n° 100 in data 01/03/2016 4 UDITO UDITO UDITO UDITO UDITO UDITI del 22 febbraio 2016, ha espresso parere - n. 51 - favorevole all'approvazione definitiva del Piano di gestione dei rifiuti nei termini di cui alla deliberazione di Giunta regionale n. 23 dell'8 febbraio 2016 demandando alla Giunta stessa i successivi adempimenti di cui agli articoli 17 e 18 del decreto legislative n. 152 del 2006; ii consigliere Ciocca, che relaziona sull'argomento; , ii consigliere Federico, che conclude annunciando voto contrario del Gruppo di appartenenza; ii consigliere Scarabeo; l'assessore Facciolla; ii Presidente della Giunta regionale; gli interventi per dichiarazione di voto pronunciati dai consigl ieri: Manzo, che annuncia e motiva ii voto contrario, anche a nome del Gruppo di appartenenza; Scarabeo, che annuncia voto contrario; UDITO ii Presidente della Giunta regionale; UDITI gli ulteriori interventi svolti per dichiarazione di voto pronunciati dai consiglieri Lattanzio e Ciocca, che motivano e annunciano voto favorevole; UDITO l'intervento del consigliere Iorio, che annuncia voto favorevole e nel contempo chiede l'iscrizione della mozione a firma propria e dei consiglieri Fusco Perrella, Sabusco e Cavaliere, riguardante "l'utilizzo del Termovalorizzatore di Pozzilli" [ogg. n. 703]; UDITO ii Presidente, che, attese le dichiarazioni, mette ai voti dando lettura del dispositivo del presente atto; PRESO ATTO della Valutazione Ambientale Strategica emessa dal Servizio Valutazione Ambientale Autorita competente con determinazione n. 7802 del 22 dicembre 2015 e dallo stesso Servizio confermata con nota n. 1380 del 7 gennaio 2016 relativamente alla Proposta di Piano come modificata con deliberazione consiliare n. 341 del 28 dicembre 2015; PRESO ATTO della Bozza di dichiarazione di sintesi; / II Pcesideote, I• I Consiglieri Segretari ) Consiglio Regionale del Molise - Deliberazione n° 100 in data 01/03/2016 5 a maggioranza dei voti espressi per alzata di mano dai consiglieri presenti in Aula, con ii voto contrario dei consiglieri Scarabeo, Federico e Manzo, DELIBERA I I di definitivamente approvare ii Piano per la Gestione dei Rifiuti, nei termini di cui alla deliberazione propositiva della Giunta regionale n. 23 dell'8 febbraio 2016 e, pertanto, nel testo che, allegato al presente atto, dello stesso costituisce parte integrante e sostanziale; di demandare alla Giunta regionale i successivi adempimenti di cui agli articoli 17 e 18 del decreto legislativo n. 152 del 2006. [Per quanto non riportato si rimanda al resoconto agli atti] II Presidente: I Consiglieri Segretari PIANO REGIONALE PER LA GESTIONE DEi RIFIUTI DELLA REGIONE MOLISE Definitivamente approvato nella seduta del 1° marzo 2016 6 STRUTTURA DEL PIANO DI GESTIONE DEi RIFIUTI 11 Piano di Gestione dei Rifiuti della Regione Molise e strutturato in quattro parti distinte, fra di loro fortemente connesse: Parte I. Obiettivi e principi ispiratori del piano regionale di gestione rifiuti. Questa prima parte del PRGR contiene gli obiettivi che si pone ii Piano, ed i principi ispiratori dello stesso. Poiche buona parte di questi obiettivi e principi sono fissati dalla normativa comunitaria e nazionale (in particolare dal D.Lgs. 152/2006), questa parte contiene anche un compendia essenziale della normativa di riferimento. Parte II. Pianificazione della gestione dei rifiuti urbani. Come richiede l'art. 199 del D.Lgs. 152/2006, questa seconda parte del PRGR contiene la descrizione della situazione di "Status Quo", con la produzione attuale di rifiuti urbani in regione e la capacita gestionale gia esistente. Riporta poi la definizione dei programmi di riduzione della produzione dei rifiuti urbani, della pianificazione della raccolta differenziata e dell'impiantistica regionale, assieme alle valutazioni economiche per la stima della tariffa e ai criteri per l'esclusione delle aree non idonee alla localizzazione degli impianti. Parte Ill. Pianificazione della gestione dei rifiuti speciali. Questa parte, come richiede ii citato art. 199 del D.Lgs. 152/2006, riporta la produzione attuale di rifiuti speciali in regione, distinti per macrocategorie CER e la capacita di gestione gia esistente. Riporta poi la definizione di azioni tese alla diminuzione della quantita e pericolosita dei rifiuti speciali assieme alla pianificazione dell'impiantistica regionale e ai criteri di possibile localizzazione di tali impianti. Parte IV. Pianificazione delle bonifiche delle aree inquinate. La parte finale del PRGR, come richiedono gli artt. 199 e 239 del D.Lgs. 152/2006, contiene lo stato attuale degli interventi di bonifica per i siti inseriti nel piano, ii censimento di tutti i siti potenzialmente inquinati, ii censimento dei siti potenzialmente contaminati di interesse nazionale, una rappresentazione cartografica dei siti. Questa sezione fornisce anche la stima degli oneri economici. REGIONE MOLISE PROPOSTA DI PIANO REGIONALE per la GESTIONE DEi RIFIUTI della REGIONE MOLISE PARTE I. OBIETTIVI E PRINCIPI ISPIRAT0RI DEL PIANO REGI0NALE DI GESTI0NE RIFIUTI Parte I del PIANO REGIONALE per la GESTIONE DEi RIFIUTI della REGIDNE MOLISE La Proposta di Piano Regionale per la Gestione dei Rifiuti e stata preparata da/ Servizio Tutela Ambientale de/la Regione Molise in collaborazione con ii Dipartimento di Scienze e Tecnologie Ambientali, Bio/ogiche e Farmaceutiche de/la Secondo Universita degli Studi di Napoli, nell'ambito della convenzione con la Regione Molise di cui al DGR n.124 de/ 20/03/2015, relativa a/le Parti I e II di questa Proposta di Piano. Ogni parte di tale documento puo essere riprodotta senza esplicita autorizzazione purche la fonte e gli autori siano correttamente citati. 2 9 ~ ....., , Parte I del PIANO REGIONALE per la GESTIONE DEi RIFIUTI della REGIONE MOUSE SOMMARIO 1 Obiettivi del Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti 5 1.1 Principi e obiettivi della legislazione comunitaria e nazionale in tema di rifiuti 5 1.2 Obiettivi della gestione dei rifiuti alla base del PRGR 7 1.3 Priorita del PRGR per la gestione dei rifiuti 15 2 Quadro normativo 2.1 II quadro comunitario 2.1.1 2.1.2 2.1.3 2.1.4 2.1.5 2.1.6 2.1.7 2.1.8 2.1.9 Direttiva 75/442/CE Direttiva 91/689/CE Direttiva 94/62/CE Direttiva 96/61/CE Direttiva 1999/31/CE Direttiva 2000/76/CE Direttiva 2004/12/CE Direttive per specifiche tipologie di rifiuti Direttiva 2008/98/CE 2.2 II quadro nazionale 2.2.1 D.Lgs. 152/2006 2.2.2 Decreto Ministeriale 8 aprile 2008 2.2.3 D.Lgs.205/2010 2.2.4 D.L.133 del 12 settembre 2014 2.2.5 D.Lgs. 46 dell'll aprile 2014 2.2.6 D.L.92 del 4 luglio 2015 2.2.7 D.Lgs.105/2015 2.3 II quadro programmatico e gli atti normativi di interesse "regionale" 21 21 22 22 23 23 24 24 24 24 26 28 28 29 30 32 32 33 34 35 3 ~ Parte I del PIANO REGIONALE per la GESTIONE DEi RIFIUTI della REGIONE MOUSE . ;..,, 2.3.1 II Piano di gestione dei rifiuti de Ila regione Molise (DCR 280 del 22/07/2003 e LR 07/08/2003) 36 2.3.2 II Piano Provinciale di gestione dei rifiuti della Provincia di lsernia (DCP 269 del 11/10/2004) 37 2.3.3 II Piano Provincia le di gestione dei rifiuti della Provincia di Campobasso (DCR 25/2 del 30/04/2004) 38 2.3.4 II Piano regionale per la raccolta, la decontaminazione e lo smaltimento degli apparecchi contenenti PCB e dei PCB in essi contenuto, soggetti e non soggetti ad inventario (DCR 133 del 18/05/2004) 38 2.3.5 II Piano per la riduzione dei rifiuti urbani biodegradabili da conferire in discarica (DGR 280 del 29/07/2008} 39 3 Acronimi 4 Bibliografia 40 41 4 Parte l del PIANO REGIONALE per la GESTIONE DEi RIFIUTI della REGIONE MOUSE 1 OBIETTIVI DEL PIANO REGI0NALE DI GESTI0NE DEi RIFIUTI 1.1 Principi e obiettivi della legislazione comunitaria e nazionale in tema di rifiuti Un sistema di gestione dei rifiuti ha ii compito primario di rimuovere i rifiuti dall'habitat umano per assicurare ii mantenimento di condizioni di vita igieniche. Nei Paesi europei, questo ruolo fondamentale e stato anche l'unico, perlomeno fino alla fine del 19mo secolo, ed e ancora tale in molti Paesi in via di sviluppo. Da diversi decenni pero le procedure gestionali e le pratiche sanitarie soddisfano gli obiettivi igienici cos) bene e con tale continuita che ii cittadino non avverte la necessita (e l'importanza) del servizio se non nelle situazioni di emergenza, che costituiscono comunque casi isolati, addirittura eclatanti perche considerati incomprensibili. Contemporaneamente si e assistito ad una crescita inarrestabile dei consumi, con una produzione sempre maggiore di beni, spesso molto sofisticati per tipo di materiali impiegati e tecnologie di realizzazione, che ha portato inevitabilmente ad una generazione di rifiuti sempre piu rilevante sia per quantita che per complessita . Si e di conseguenza evoluto ii ruolo della gestione rifiuti, che con l'ausilio di soluzioni gestionali e tecnologiche sempre piu avanzate ed affidabili, svolge oggi ii ruolo di barriera di protezione o, meglio, di "filtro" indispensabile tra le attivita umane e l'ambiente. Dalle procedure estremamente semplici, come la raccolta indifferenziata e lo smaltimento in discarica, si e passati quindi a sistemi di gestione integrata e sostenibile dei rifiuti urbani e speciali, che includono: programmi di riduzione alla fonte della quantita e pericolosita dei rifiuti; pratiche di separazione alla fonte e di successiva raccolta differenziata; moderni e distinti sistemi di raccolta e trasporto; tecniche di riciclo di materiali da reintrodurre net sistema produttivo (per ridurre lo sfruttamento di risorse primarie e l'inquinamento creato dai relativi processi di estrazione e lavorazione); processi biologici e termici per ii recupero sostenibile di materia ed energia; conferimento in discariche autorizzate (localizzate in siti idonei e dotate di adeguate barriere di protezione e di efficienti sistemi di trattamento del percolato e di captazione e valorizzazione energetica del biogas)1; trattamento, inertizzazione e smaltimento definitivo dei rifiuti special?. Un moderno sistema di gestione dei rifiuti non pub cioe piu limitarsi solo al mantenimento di condizioni di vita igieniche. In accordo con le ultime Direttive Europee, deve necessariamente perseguire alcuni obiettivi generali. In altri termini, se - come in questo Piano Regionale per la Gestione dei Rifiuti (PRGR) - devono essere valutate tutte le diverse opzioni di gestione rifiuti che 1 Arena U. (2012) Scelte sostenibili ed equilibrate per la gestiane dei rifiuti urbani. ARC-Ambiente Rischio Comunicazione, 2:4-15, disponibile su www.amracenter.com 2 Arena U. (2013) L 'insostenibile invisibilita dei rifiuti speciali. Ambiente Rischio Co 11ni€0~·one, 6: 4-13, disponibile su www.amracenter.com <J,o~ALt: () <:;, L~AL1~ ,:,. S ; :~>'\ < ~}YV..P ~ " Parte I del PIANO REGIONALE per la GESTIONE DEi RIFIUTI della REGIONE MOUSE ,.J possono essere implementate in regione, e indispensabile aver prima condiviso gli obiett ivi finali da utilizzare come denominatore comune e defin ito i criteri da adottare nella valutazione delle diverse opzioni. La base per selezionare questi criteri non pub che essere l'insieme degli obiettivi della gestione rifiuti, cos\ come fissati dalle politiche comunitarie e nazionali. Gl i obiettivi, i criteri, i principi e la struttura del PRGR sono coerenti e si inseriscono pienamente entro gli ambiti dell'attuale schema normative e procedurale Comunitario, recentemente ridefinit i dalla Direttiva 2008/98/CE (recepita con D. Lgs. 205/20103). Ulteriori dettagli su questi aspetti sono contenuti nel Documento Programmatico del PRGR della Regione Molise. Qui ci si limita a ricordare schematicamente i principi stabiliti dalla Direttiva Quadro 75/442/CE, dalla 2006/12/CE e poi dalla Direttiva Rifiuti 2008/98/CE, recepiti nel D.Lgs. 152/2006 e ss.mm.ii. (quale, ad es. quella del D.Lgs. 205/2010), a cui ci si e ispirati per redigere ii Piano di Gestione dei Rifiuti della Regione Molise: ✓ Assicurare la conservazione della natura e delle risorse; ✓ Assicurare una riduzione degli impatti che la gestione dei rifiuti (urbani e specia li) ha sulla salute dell'uomo e su ll'ambiente, anche attraverso la riduzione della produzione e della pericolosita del rifiuto (prevenzione); ✓ Assicurare che chi produca ii rifiuto ne sostenga completamente ii costo di smaltimento in totale sicurezza ambientale, secondo ii principio per ii quale ii produttore deve essere "responsabile" e secondo ii pr incipio del "chi inquina paga"; ✓ Assicurare adeguate infrastrutture che consentano di trattare efficientemente i vari rifiuti urbani ed industriali prodotti, garantendo l'autosufficienza di smaltimento della Regione. In particolare, e da considerarsi un principio prioritario l'assicurare una dotazione di infrastrutture impiantistiche che consentano la preparazione per ii riutilizzo, ii riciclo, ii recupero di materia e di energia, la riduzione della pericolosita e lo smalt imento; ✓ Assicurare la tracciabilita dei rifiuti, dal momenta della loro produzione a quelli del loro trasporto, trattamento e smaltimento definitivo; ✓ Assicurare ii monitoraggio continue ed affidabile della gestione amministrativa e delle emissioni nei diversi comparti ambientali degli impianti predisposti per ii corretto trattamento e smaltimento dei rifiuti, comprese le discariche; 3 "Disposizioni di attuazione della direttiva2008/98/CE del Parlamento europeo e del Consigliodel 19 novembre 2008 relativa ai r ifiuti e che abroga alcune direttive". Supplemento ordinario alla "Gazzetta Ufficiale n. 288 del 10 dicembre 2010- Serie generale ~ ~ 6 0 :. ~ u' " Parte I del PIANO REGIONALE per la GESTIONE DEi RIFIUTI della REGIONE MOLISE .. .,,,,, ✓ Garant ire ii rispetto del principio di prossimita, quindi che ii rifiuto sia smaltito in luoghi adeguati, ii piu possibile prossimi alla sua produzione cosi da limitare l'impatto ambientale ed economico del trasporto su lunghe distanze. 1.2 Obiettivi della gestione dei rifiuti alla base del PRGR II Piano Regionale per la Gestione dei Rifiuti ha l'obiettivo primario di definire la linee programmatiche per la pianificazione ed attuazione delle soluzioni gestionali ed impiantistiche da realizzare al fine di garantire un sistema di gestione integrato e sostenibile dei rifiuti urbani e speciali nella regione Molise. II PRGR, sulla base di dati ufficiali sulla produzione dei rifiuti urbani in Molise e di informazioni, anche acquisite sul campo, sulla tipologia e la potenzialita dell'impiantistica attualmente disponibile, e stato sviluppato per: ■ Delineare i principi guida del la pianificazione regionale in tema di prevenzione della produzione di r ifiuti e della raccolta differenziata; ■ Definire e quantificare alcuni scenari programmatici alternativi di gestione; ■ Definire i quantitativi di rifiuti che per ognuno degli scenari di gestione esaminati devono essere avviati alle varie tipologie di trattamento; • Quantificare (in massa e volume) le correnti dei residui da conferire in discarica, valutare l'entita del recupero di materia ed energia conseguibile attraverso le filiere del riciclo ed i processi (termici, biologici, chimico-fisici, ecc.) per i rifiuti urbani e speciali; ■ Definire dati essenziali della pianificazione dell'impiantistica regionale, indicando loca lizzazioni definite o programmate, gestori, stime dei costi di investimento e di gestione. ■ Censire i siti contaminati da sottoporre a bonifica individuando le priorita di intervento con criteri oggettivi. La pianificazione del sistema di gestione dei rifiuti e intesa come un processo dinamico: la strategia ed i contenuti del PRGR possono essere adeguati in base alle informazioni ottenute dal monitoraggio degli effetti che le azioni previste dallo stesso PRGR, e progressivamente implementate, producono nonche all'eventuale evoluzione della normativa nonche ancora all'azione di co-pianificazione che la Regione Molise mettera in atto, relativamente alla gestione dei rifiuti speciali, alle bonifiche, alle attivita estrattive e al risanamento e mantenimento della qualita dell'aria. In ogni caso, la prima revisione del Piano Regionale per la Gestione dei Rifiuti dovra awenire non oltre 3 anni dalla sua adozione. Tenendo canto delle informazioni gia acquisite da fonti ufficiali sulla situazione attuale della gestione dei rifiuti in regione Molise (principalmente i Rapporti Rifiuti pubblicati annualmente 7 ~ Parte I del PIANO REGIONALE per la GESTIONE DEi RIFIUTI della REGIONE MOUSE ...... ...,,. dall'ISPRA e le Autorizzazioni Integrate Ambientali della Regione Molise) sono stati definiti gli obiettivi di seguito elencati. Ognuno di essi e perseguibile attraverso l'applicazione di programmi e protocolli specifici ma soprattutto attivando e/o potenziando le interazioni degli Enti competenti con i produttori di rifiuti, i trasportatori, i gestori degli impianti di trattamento e smaltimento. Gli obiettivi generali del PRGR, assunti come base per lo sviluppo di una strategia di gestione sostenibile del ciclo dei rifiuti, sono: 1. Minimizzazione dell'impatto del ciclo dei rifiuti, a protezione de/la salute umana e dell' ambiente; 2. Conservazione di risorse, quali materiali, acqua, energia ma anche territori, in considerazione che la capacita di ospitare siti di smaltimento e una risorsa sempre piu scarsa, non riproducibile e largamente dilapidata dalla societa dell'uso e getto; 3. Sostenibilita trans-generazionale de/la gestione dei rifiuti, cioe gestione "after-core-free" tale che ne ii conferimento a discarica ne i trattamenti biologici, termici e chimico-fisici ne le filiere del riciclo comportino problemi da risolvere per le future generazioni; 4. Sostenibilita economica de/ ciclo dei rifiuti; 5. Autosufficienza regionale nella gestione dei rifiuti, anche quelli generati dalle operazioni di bonifica dei siti contaminati. Per soddisfare tali obiettivi e necessario: i. Attuare politiche di prevenzione della produzione di rifiuti, soprattutto di quelli speciali, al fine di ridurne massa, volume e pericolosita; ii. Avviare a riciclo la massima frazione di rifiuti, urbani e speciali, che siano riciclabili in maniera economicamente ed ecologicamente sostenibile; iii. Mineralizzare completamente le sostanze organiche contenute nei rifiuti non riciclati, per evitare problemi successivi nelle discariche; iv. lmmobilizzare i costituenti dei residui della mineralizzazione; v. Smaltire i residui immobilizzati in siti adeguati, cioe formazioni geologiche dove i residui non richiedano ulteriori trattamenti. La gerarchia "prevenzione", "preparazione per ii riutilizzo, "riciclo", "recupero di altro tipo" e "smaltimento"4, richiamata spesso come principio basilare per le decisioni relative alla gestione 4 Si veda ii citato D.Lgs. 205/2010. 8 ~ Parte I del PIANO REGIONALE per la GESTIONE DEi RIFIUTI della REGIONE MOLISE ...... .,..; rifiuti (soprattutto quelli urbani), e stata utilizzata quale principio guida in questo Documento5 . In altri termin i, si afferma (e si dovra poi operare conseguentemente) che devono divenire priorita assoluta del sistema di gestione integrata ed eco-efficiente dei rifiuti da realizzare sul territorio region ale: • Politiche concrete di riduzione della quantita e pericolosita di rifiuti6 ; • Separazione alla fonte e raccolta differenziata di rifiuti urbani e speciali, adeguata per quantita e qualita; • Processi adeguati di recupero di materia e di energia, nel rispetto dei quattro obiettivi generali sopra richiamati; • Appropriato smaltimento dei rifiuti, in particolare di quelli pericolosi. Dunque, si deve soddisfare, pienamente ed efficientemente, innanzitutto l'esigenza primaria di tutela sanitaria ed ambienta le, che deve essere alla base del sistema di gestione dei rifiuti e quindi delle attivita degli operatori della diverse fasi della raccolta, trasporto, recupero, trattamento e smaltimento. Si e poi assunto conservativamente che, nonostante saranno programmate in regione Molise misure per favorire la riduzione della quantita e del la pericolosita dei rifiuti, la produzione regionale di rifiuti, urbani e speciali, rimanga sostanzialmente costante nell'arco di tempo di validita del PRGR. Si e infatti tenuto presente che diversi ed autorevoli studi recent / indicano che, nonostante le politiche di prevenzione in atto e gli effetti della recente crisi economica, la produzione dei rifiuti delle societa occidentali e destinata comunque a crescere, nel medio termine. Gli scenari di gestione rifiuti definiti dal PRGR hanno tutti, come stadio preliminare ed imprescindibile, una separazione alla fonte (domestica, nel caso dei rifiuti urbani, e nel sito produttivo, nel caso dei rifiuti speciali) e una raccolta differenziata di quantita e qualita. In alt ri termini, la filiera "separazione alla fonte + raccolta differenziata + riciclo" sara assunta come la base indispensabile di tutto ii sistema di gestione dei rifiuti in Molise. per alcune ragioni fondamentali: 5 Benche diverse fonti indichino che questo principio non sempre porti al sistema di gestione piu efficiente economicamente. La stessa Direttiva 2008/98/CE, riporta che la gestione di determinati flussi di rifiuti puo discostarsi dalla gerarchia ... a patto che gli Stati membri giustifichino l'impostazione adottata in termini di cic/o di vita, tenendo present e gli impatti complessivi generati, dalla fase produzione alla gestione e fino al destino finale di tali particolari correnti di rifiuti. 6 Elaborate considerando gli obiettivi e le prescrizioni del Programma Nazionale di prevenzione dei rifiuti del 2014, secondo quanta previsto dall'art.199 comma 3r del D.Lgs. 152/2006. 7 Hoornweg D. e Bhada-Tata P. What a Waste. A Global Review of Solid Waste Management, The World Bank Report n. 15, 2012; Brunner, P.H. e H. Rechberger. Waste to energy - key element for sustainable waste management. Waste Management, 37:3-12, 2015. c:,\ONA I' (;:-<(; '<,1"1,.J, Al( ' 0 9 al~ ; :J ~ C) ;:I ~ ,·~.\Ji. ✓c~i --lb ~ Parte I del PIANO REGIONALE per la GESTIONE DEi RIFIUTI della REGIONE MOLISE ...... .,,,,, 1. E' un obbligo previsto dalla normativa nazionale per livelli quantitativi che, in particolare per i rifiuti urbani, sono ben piu alti di quelli attualmente raggiunti in regione Molise; 2. Contribuisce in maniera rilevante all'eco-efficienza generale del sistema, determinando significativi risparmi energetici e di risorse non rinnovabili, e consentendo apprezzabili riduzioni delle emissioni sia nella fase di produzione sia in quella dello smaltimento finale8 ; 3. Consente una riduzione dei conferimenti a discarica, purche sia attuata a livelli qualitativi e quantitativi elevati; 4. Prepara ii rifiuto a tutte le successive fasi di trattamento, e quindi: nel caso dei rifiuti urbani (Figura 1L a. Filiera del riciclo, per la frazione secca riciclabile (carta, vetro, plastica, alluminio, metalli, legno); b. Trattamenti biologici, di compostaggio e di digestione anaerobica, per la frazione organica; c. Trattamenti termici, esclusivamente per ii rifiuto indifferenziato non riciclabile residuale alla raccolta differenziata (RUR) e per gli scarti combustibili del le filiere del riciclo; nel caso dei rifiuti speciali (Figura 2), in accordo con ii Best Reference Document della Comunita Europea9 : d. Processi e tecn iche, anche gestionali, che riguardano le attivita di pre- e di post t rattamento del rifiuto ed includono anche operazioni comuni all'intero settore, quali controlli di ricezione e di tracciabilita, stoccaggio, raggruppamento, riconfezionamento, movimentazione, trasporto, tranciatura, stacciatura, essiccazione, omogeneizzazione e miscelazione, selezione, omogeneizzazione; e. Trattamenti biologici, per le frazioni biodegradabili; f. Trattamenti chimico-fisici, per rifiuti liquidi, solidi e fanghi; g. Trattamenti di recupero/rigenerazione, per specifiche categorie quali rifiuti da C&D, solventi esausti, gli oli usati, ecc.; h. Trattamenti termici, per le frazioni pericolose da termo-distruggere e per quelle valorizzabili energeticamente; i. Riutilizzo in cicli produttivi diversi. Cio consentira di inviare a discarica solo i quantitativi minimi di rifiuti stabilizzati e non ulteriormente valorizzabi li, e risparmiare preziosi volumi di discarica. 8Bianchi D. (a cura di) - lstit uto di ricerche Ambiente Italia (2008) II riciclo ecoefficiente. Edizioni Ambiente, ISBN 978 88-89014-95-0 9 EC-IPPC-lntegrat ed Pollution Prevention and Control (2006) Reference Document on the Best Avai lable Techniques for Waste Treatments lndustrie .,.. 10 Parte I del PIANO REGIONALE per la GESTIONE DEi RIFIUTI della REGIONE MOLISE Frazione Umida J TRATTAMENTO BIOLOGICO l Compost Biogas t Energia , Rifiuto Urbano i RIDUZIONE SEPARAZIONE DOMESTICA e RACCOLTA DIFFERENZIATA I Frazione secca riciclabile SELEZIONE ........... · RICICLO Prodotti riciclati DISCARICA I , I I I I I I I I I I I I I Rifiuto residuale TRATTAMENTO TERMICO Gas combustibile Energia J Figura 1 Diagramma di flusso di un sistema integrato di gestione dei rifiuti urbani {Fonte: Arena, ARC, 2012). La procedura scelta per progettare ii sistema di gestione dei rifiuti per la regione Molise e quella dell'analisi di scenari10 , in particolare per la parte relativa ai rifiuti urbani. Sulla base delle condizioni al contorno acquisite da fonti ufficiali {quali ii tipo e la quantita di rifiuto attualmente prodotto, la logistica della raccolta, l'impiantistica di trattamento e le discariche disponibili) nonche delle esigenze prima elencate, si definiranno alcuni scenari di gestione. Tali scenari saranno poi valutati secondo criteri coerenti con gli obiettivi richiamati ed i risultati saranno confrontati con lo scenario "Status Quo" (o "Stato di fatto"). Gli scenari esaminati terranno in conto le esperienze di sistemi di gestione dei rifiuti utilizzati con successo in Italia ed in Europa. In altri termini, si assumera come prerequisito quello di utilizzare solo tecnologie di trattamento che costituiscano un riferimento provato ed affidabile alle scale di interesse (cioe che non siano piu ad uno stadio sperimentale), con costi economici ed ambientali noti sia per la gestione operativa che per quella post-operativa. Si e scelto un approccio "esemplare" per la valutazione degli scenari, selezionando alcuni criteri in grado di rappresentare i gia richiamati obiettivi della gestione rifiuti. Per selezionare tali criteri vanno 10 Si vedano: Arena e Di Gregorio {2014), op. citata; Mastel lone M.L., Brunner P.H., Arena U. (2009). Scenarios of waste management for a waste emergency area: a substance flow analysis.Journal of Industrial Ecology, 13/5: 735-757. c,\ONAt t::- 11 o~~~ ~ 0:) • '? ¥') Parte I del PIANO REGIONALE per la GESTIONE DEi RIFIUTI della REGIONE M OUSE ...... ,.,,. individuati gli indicatori che meglio descrivono se e come gli obiettivi di un certo sistema di gestione dei rifiuti sono stati raggiunti. Tali indicatori dipendono dall'obiettivo preso in esame, cioe saranno di tipo "goal specific", come sono definiti nella letteratura di settore11 . Rifiuti organici TRATTAMENTO BIOLOGICO Rifiuto Speciale i RIDUZIONE di QUANTITA' e PERICOLOSITA' i SEPARAZIONE ALL'ORIGINE e , I I I I I I I I I I I I I I I I RACCOLTA DIFFERENZIATA i I Rifiuti riciclabili (es. C&D) SELEZIONE RICICLO , I I I I I Materie Prime Seconde 1 I I I I I DISCARICA H I I Rifiuti pericolosi e non i TRATTAMENTI IN SERIE/PARALLELO inertin azione chimico-fisici termici Figura 2 Diagramma di flusso di un sistema integrato di gestione dei rifiuti speciali (Fonte: Arena, ARC, 2013}. Le principali realta nazionali ed internazionali che vantano da anni sistemi di gestione dei rifiuti urbani che hanno raggiunto pienamente questi obiettivi, hanno dimostrato che l'opzione "rifiuti zero" e un 'utopia12 mentre l'opzione "discarica zero" e un obiettivo raggiungibile agevolmente con scelte equilibrate e sostenibili. Un esame anche rapido degli schemi di gestione di Figura 1 e di Figura 2 indica che essi prevedono sempre, a valle di adeguate politiche di riduzione della quantita e della pericolosita dei rifiuti, lo stadia preliminare ed imprescindibile di una raccolta differenziata di quantita e qualita, a cui deve seguire una combinazione adeguata di opzioni, tutte necessarie ma da sole non sufficienti a garantire efficienza e sostenibilita. Ciascuna di queste opzioni genera residui che devono essere ~ Parte I del PIANO REGIONALE per la GESTIONE DEi RIFIUTI delta REGIONE MOUSE ...... ..,,. trattati attraverso altre soluzioni gestionali previste in un sistema integrato13 : in altri termini, nessuna di esse e in grado da sola di trattare adeguatamente ii 100% dei rifiuti, urbani o speciali che siano. Un sistema sostenibile di gestione dei rifiuti deve pertanto essere una combinazione integrata di fasi e tecnologie, in cui i residui delle fasi a monte sono gli ingressi di quelle a valle, fino a che i prodotti risultanti sono collocati positivamente sul mercato o conferiti in discarica. Le diverse opzioni sono parti indispensabili ma complementari di una strategia integrata e non sono alternative tra di loro. E' poi rilevante osservare che per raggiungere gli obiettivi del la "protezione della salute umana e dell'ambiente" e della "conservazione delle risorse", devono essere soddisfatti certi requisiti relativi alla composizione bio-geo-chimica dei rifiuti. La gestione e ii trattamento dei rifiuti non possono cioe focalizzarsi solo sul quantitativo di rifiuti prodotti. Basta pensare al numero di elementi chimici sempre piu ampio, spesso utilizzati anche in dimensioni nanometriche, che e impiegato nella fabbricazione di beni di ampio consume che si possono poi ritrovare nei prodotti o sotto-prodotti del la gestione dei rifiuti risultanti 14 . E' pertanto indispensabile considerare anche ii tipo e la quantita di elementi e composti chimici in essi contenuti, perche sono tali sostanze che determinano se un rifiuto e una risorsa potenziale o un materiale pericoloso15 . Si e quindi operato, in particolare nella pianificazione dei RU, per acquisire informazioni sufficienti e affidabili sulla composizione, anche elementare, dei rifiuti, al fine di conoscere cosa accade ai rifiuti ed ai loro cost ituenti quando vengono sottoposti ai diversi tipi di trattamento. Per stabilire se gli obiettivi sono stati raggiunti da uno specifico sistema di gestione rifiuti, e necessaria un'analisi dei flussi di sostanze che copra le diverse correnti di rifiuti, la loro composizione chimica e i coefficienti di trasferimento dei processi di trattamento a cui essi sono sottoposti16 . lnfine, si osserva come l'obiettivo after-carefree waste management abbia diverse implicazioni sul conferimento in discarica e sul riciclo. Secondo la letteratura scientifica, le discariche moderne richiedono ii trattamento del percolato nonche ii monitoraggio e ii controllo di diversi parametri 13 Arena U. (2012), ARC, op. citata; Arena U., A. Massarutto, L. Morselli (2013) Verso uno reole sostenibilita de/la gestione rifiuti: comunicoziane, tecnologie, strumenti trasparenti di governante. In: Cicio dei rifiuti: governare insieme. Economia, ambiente, territorio, Rapporto 2012-2013 di Italia Decide, Soc. Editrice II Mulino, p. 397-405 14 Come dimostrato anche dal progetto RiskCycle (Risk-based management of chemicals and products in a circular economy at a global scale, http://www.wadef.com/projects/riskcycle) della Comunita Europea per lo studio del destino di additivi in alcuni settori, quali quelli di carta, plastica e tessili. Si veda pure, Bartl A. (2011) Zero waste: a desirable goal or empty words?, Proceedings Sardinia 2011, Thirteenth International Waste Management and Landfill Symposium, S. Margherita di Pula, Cagliari, Italy; 3 - 7 October 2011, CISA Publisher, Italy, ISBN 978-88-6265-000-7. 15 Per esempio, e ii contenuto di cadmio come stabilizzante nelle plastiche che determina se un r ifiuto plastico possa o meno essere riciclato, ed e ii contenuto di metalli pesanti nelle ceneri di fondo di un termovalorizzatore che determina se esse possano essere conferite in discarica o se debbano essere trattate prima del conferimento. 16 Arena U. e Di Gregorio F. (2014) A waste management planning bosed on substanc .flo analysis. Resource, Conservation and Recycling, 85:54-66 -\0 ' .,,, le.."- \OU' ,,~~(.'\ 0 c/1~~ 1 - ,q; • ..J O I "\ 13 20 ~ Parte I del PIANO REGIONALE per la GESTIONE DEi RIFIUTI della REGIONE MOUSE .. .,,; ambientali per archi temporali di centinaia di anni17 . La ragione principale e che la grande parte di costituenti biodegradabili nei rifiuti si traduce in alti carichi di azoto e carbonio organico dei percolati di discarica. Se i rifiuti sono trattati termicamente, questa frazione organica e mineralizzata, generando ceneri di fondo igienizzate che non contengono alcuna materia organica degradabile. Comunque, esse possono ancora percolare sali inorganici e metalli, per cui devono essere trattate per soddisfare l'obiettivo di una gestione after-care-free. Questo stesso obiettivo applicato al riciclo richiede "cicli puliti". In altri termini, se si vogliono sfruttare in modo ecosostenibile le notevoli potenzialita del riciclo, e se si vuole allargarne ii campo di applicazione, anche in considerazione di livelli sempre piu alti di raccolta differenziata a cui si pub mirare, si deve necessariamente tener conto della complessita crescente della composizione del rifiuto, figlia della complessita dei processi di preparazione dei beni di consumo. Nella coscienza dei limiti delle tecnologie attuali di selezione e riciclo, bisogna poi investire in ricerca tecnologica avanzata, che consenta di isolare le sostanze pericolose per l'ambiente o la salute, dai prodotti potenzialmente riciclabili, e smaltirle poi in un sito finale sicuro. In definitiva, ii terzo obiettivo del PRGR impone che i materiali costituenti i rifiuti siano inviati a cicli puliti di trattamento e recupero o eliminati e inviati ad un conferimento finale in sicurezza. In questo quadro, la minimizzazione dell'uso della discarica e un obbiettivo prioritario per la tutela del territorio e della salute dei cittadini. In Paesi ad alto livello di sensibilita ecologica si e gia operato in tal senso con risultati eccellenti, puntando, ad esempio, anche su incentivi per la minimizzazione del rifiuto da portare a discarica. Germania, Olanda, Austria, Svezia, Danimarca, Belgio gia dal 2009 sono riusciti a ridurre ii conferimento in discarica sotto 1'1% della produzione nazionale di rifiuti urbani18 . Lo scenario di gestione previsto dal PRGR della Regione Molise deve garantire che vadano in discarica solo rifiuti residuali da altre operazioni di trattamento, delle filiere del riciclo e quelle dei trattamenti di vario tipo (biologico, termico, chimico-fisico, di inertizzazione), rispettando cos) ii principio delle quattro barriere (barriera geologica del sito, barriera artificiale del rivestimento di fondo e del capping, e barriera intrinseca costituita dal conferimento di solo rifiuto stabilizzato) che garantisce la massima protezione ambientale19 . In tale ottica questo PRGR tiene conto anche degli scarti della filiera del riciclo nonche di quelli degli altri impianti di trattamento. 17 Lechner P. e Huber-Humer M. (2011) The Road To Sustainable Landfilling, Proceedings Sardinia 2011, Thirteenth International Waste Management and Landfill Symposium, S. Margherita di Pula, Cagliari, Italy; 3 - 7 October 2011, CISA Publisher, Italy, ISBN 978-88-6265-000-7, p. 111 18 Dati Eurostat (2010) 19 Si veda, Lechner P. e Huber-Humer M. (2011) op. citata 14 ~ ,..,,. Parte I del PIANO REGIONALE per la GESTIONE DEi RIFIUTI della REGIONE MOUSE 1.3 Priorita del PRGR per la gestione dei rifiuti Per permettere la realizzazione degli obiettivi elencati si sono fissate alcune priorita . La tabella che segue ne riporta una lista necessariamente ispirata dai principi generali appena esposti ma anche dalla situazione attuale della regione Molise. caratterizzata da un ricorso pressoche totale all'o p zione discarica e da un livello di raccolta differenziata dei RU molto basso. Per ognuna di tali prior ita ii livello di raggiungimento dell'obiettivo sara monitorato attraverso opportuni indicatori, riportati in tabella assieme ai target di riferimento. PRIORITA' 1. IDENTIFICARE ED ELIMINARE I FLUSSI DI RIFIUTI NON DICHIARATI E, TRA QUESTI, QUELL! SMALTITI ILLEGALMENTE INDICATORI 1. Confronto con metodi statistici tra le quantita di rifiut i dichiarate e quelle di industrie/attivita simili (capacita produttiva, numero addetti, ... ) TARGET 1. Rendere operativo e pienamente efficace ii sistema di tracciabilita per la gestione e controllo dei flussi dei rifiuti, in preparazione da parte delle autorita nazionali. ~ 2 • Svilu , ,,;L!O ~ l • ppare e rendere Q~ ,· ... ~ .. ~v•;,!!..:,; sostema infer • operativo un ri' §'S,. ~ mat,vo • • • " , · e 'o I rifi uti b • ' rn1Z1almente • •I... -::; \, z ur am e poi per i • • • per ' .~ ;, ,.I che sia age I rrf1ut1 special,· " ~,~ vo me t ' o)i, .:":{.;'· I cittadini. n e accessibile ai I 15 ~ ~ ~ Parte I del PIANO REGIONALE per la GESTIONE DEi RIFIUTI delta REGIONE MOUSE .. ..,,. 2. ATTIVARE M ISURE PER LA RIDUZIONE DELLA GENERAZIONE DEi RIFIUTI URBANI 3. FAVORIRE LA RIDUZIONE ALLA FONTE DELLA QUANTITA E PERICOLOSITA DEi RIFIUTI INDUSTRIAL! ATTRAVERSO L' APPLICAZIONE DI BAT PER OGNI SPECIFICO SETTORE PRODUTTIVO ❖"o, , .., , ~ 1. Produzione, in t/a 2. Produzione pro-capite, in t/(ab·a) 1. Produzione specifica di rifiuti per unita prodotta, per le diverse tipologie di aziende produttive, secondo i valori riportati nei documenti Bref di settore. 2. Produzione specifica di rifiuti pericolosi per unita prodotta, per le diverse tipologie di aziende produttive, secondo i valori riportati nei documenti Bref di settore. 1. Da concordarsi con la Commissione Europea come previsto dalla Direttiva 2008/98/CE del 18 novembre 2008 ma comunque non inferiore a una riduzione della produzione annuale del 3% entro 5 anni dall'avvio dell'applicazione del PRGR. 1. Raggiungere ii rispetto dei valori specifici d i produzione industriale riportati nei Bref di settore: 2. per ii 75% delle aziende regionali entro 2 anni dall'entrata in funzione del PRGR; per ii 100% delle aziende regionali entro 4 anni dall'entrata in funzione del PRGR. Ridurre la produzione regionale di rifiuti speciali pericolosi: del 10% entro 2 anni dall'entrata in funzione del PRGR; del 20% entro 4 anni dall'entrata in funzione del PRGR. 16 :i ~ Parte I del PIANO REGIONALE per la GESTIONE DEi RIFIUTI della REGIONE M OUSE , ..,,. 4. MIGLIORARE IN QUANTITA E QUALITA LA RACCOLTA DIFFERENZIATA DEi RIFIUTI URBANI ~~A /~'~? ~. <~z '1' f ,"\· \ ~ ~ \ ~ ~ /;ltJ • ·:> >--! , 1,0 ~-~ 5. ACCRESCERE LA QUANTITA E LE TIPOLOGIE DI RIFIUTI SPECIALI AVVIATI A RECUPERO, ANCHE ATTRAVERSO ACCORDI DI PROGRAMMA SPECIFIC! CON LE ASSOCIAZIONI DI CATEGORIA 6. D OTARE IL TERRITORIO REGIONALE DI IMPIANTISTICA PER IL TRATTAM ENTO DELLA FRAZIONE SECCA DELLA RACCOLTA DIFFERENZIATA, CHE SIA ADEGUATA PER 1. RD, frazione di rifiuti raccolta in maniera differenziata rispetto al totale dei rifiuti urbani raccolti nel medesimo ambito, in%. 2. RR, frazione di rifiuti effettivamente avviat i alla filiera del riciclo (quindi pari a quella raccolta meno gli scarti della fase di selezione) rispetto al totale dei rifiuti urbani raccolti nel medesimo ambito, in%. 3. MR, frazione di rifiuti effettivamente recuperati, cioe immessi nel ciclo produttivo (quindi pari a quella raccolta meno gli scarti delle fasi di selezione e di riciclo) rispetto al totale dei rifiuti urbani raccolti nel medesimo ambito, in%. 1. Quantita d i residui industria li sul territorio regionale, inviati a riutilizzo o riciclo. 1. Grado di copertura delle piattaforme di selezione a servizio della RD rispetto alla produzione regiona le di frazione secca raccolta, in % 1. Valore di RD = 50% entro 3 anni dall'avvio dell'applicazione del PRGR e valore di RD = 65% (secondo la normativa vigente) entro 5 anni dall'avvio dell'applicazione del PRGR. 2. Valore di RR = 0.80,RD, calcolato come media su tutte le frazioni merceologiche raccolte separatamente, entro 5 anni dall'avvio dell'applicazione del PRGR. 3. Valore di MR= 0.70-RD, calcolato come media su tutte le frazioni merceologiche raccolte separatamente, entro 5 anni dall'avvio dell'applicazione del PRGR. 1. Accrescere la quantita di rifiuti industriali inviati a riciclo del 20% entro 4 anni dall'entrata in vigore del PRGR. 1. 100% entro 2 anni dall'avvio dell'applicazione del PRGR. 17 (\.) c.JJ ~ -· ~ Parte I del PIANO REGIONALE per la GESTIONE DEi RIFIUTI della REGIONE M OUSE LIVELLO TECNOLOGICO E POTENZIALITA. 7. 0 0TARE IL TERRITORIO REGIONALE DI IMPIANTISTICA PER IL TRATTAMENTO DELLA FRAZIONE UM IDA RACCOLTA IN MODO DIFFERENZIATO, CHE SIA ADEGUATA PER LIVELLO TECNOLOGICO E POTENZIALITA. 8. ATTIVARE M ISURE PER LA RIDUZIONE DELLA PERICOLOSITA PERICOLOSI. DEi RIFIUTI URBANI 9. MINIMIZZARE LA DISTANZA TRA LA 10. SORGENTE DI GENERAZIONE DEi RIFIUTI E L'IMPIANTO UTIUZZATO PER IL SUO TRATTAMENTO/SMALTIMENTO 11. D OTARE IL TERRITORIO REGIONALE DI IMPIANTISTICA PER IL TRATTAMENTO DEL \0 f. r::G-.,.,, 0" ~ ~ RIFIUTO RESIDUALE ALLA RACCOLTA " ~) .... "'·~t., \ i, {/: \ '"f! } IFFERENZIATA (RUR}, CHE SIA ADEGUATA ~·- L ;.,) J;, ER LIVELLO TECNOLOGICO E POTENZIALITA, ,o'> • ,,, . .c'i;/ ' ·,e,,~ 1/."' ~sn1 V 1. Grado di copertura degli impianti di trattamento biologico per digestione aerobica ed anaerobica rispetto alla produzione regionale di frazione organica, in% 1. Grado di copertura delle "utenze diverse" servite con contenitori di raccolta specifici, in % 2. Quantita di RUP drenata a monte dal flusso di RU, in t/a 1. Percorrenza, in t*km o veicol i*km 1. Grado di copertura degli impianti di trattamento termico per termovalorizzazione rispetto alla produzione regionale di rifiuto residuale alla RD, in% 1. 100% entro 2 anni dall'avvio dell'applicazione del PRGR. 1. Copertura totale di tali utenze entro 5 anni dall'avvio dell'applicazione del PRGR. 2. Raddoppio della quantita di RUP drenata a monte entro 5 anni dall'avvio dell'applicazione del PRGR. 1. Riduzione della percorrenza a partire dal secondo anno di applicazione del PRGR 1. 100% entro 3 anni dall'avvio dell'applicazione del PRGR. 18 ~ ~ Parte I del PIANO REGIONALE per la GESTIONE DEi RIFIUTI della REGIONE MOUSE ...... .,,,, 12. DOTARE ll TERRITORIO REGIONALE, ATTRAVERSO l 11DENTIFICAZIONE DI SITI IDONEI, DI IMPIANTI DI RECUPERO, TRATTAMENTO E SMALTIMENTO DEi RIFIUTI SPECIALI, CHE SIANO TECNOLOGICAMENTE SICURI ED ECONOMICAMENTE SOSTENIBILI. 13. OOTARE IL TERRITORIO REGIONALE DI IMPIANTI DI DISCARICA PER RIFIUTI SPECIAL! NON PERICOLOSI DERIVANTI DALLE DIVERSE FASI DELLA GESTIONE DEi RIFIUTI, CHE SIANO ADEGUATI PER LIVELLO TECNOLOGICO E POTENZIALITA. 14. DEFINIRE SEVERI REQUISITI TECNICI PER ll ~I:::.~ RILASCIO DELLE AUTORIZZAZIONI A TUTTE LE ' ~• ~•s~-'-)'( ~ ., 1.l /,\·~~, · ~ AZIENDE DI GESTIONE DEi RIFIUTI, URBANI E lo t , -~ "' ~ t.'\:: ( ~ !) ; SPECIALI, NEL RISPETTO DELLA NORMATIVA • . .. ·L< ' NAZIONALE E COMUNITARIA. ~., ,., -'>) !.'./ 1. Grado di copertura degli impianti di trattamento dei RS rispetto alla produzione regionale di rifiuti speciali, in % 1. Grado di copertura degli impianti di discarica per rifiuti speciali non pericolosi rispetto alla produzione regionale dalle varie fasi di gestione dei rifiuti urbani, in% 1. Adozione di elevati standard tecnici per le aziende di gestione rifiuti, basandoli sulle Best Available Technologies contenute nei documenti Bref della Comunita Europea, in % di aziende autorizzate conformemente a tali standard rispetto al totale di aziende autorizzate 2. 100% entro 3 anni dall'avvio dell'applicazione del PRGR. 1. 100% entro 2 anni dall'avvio dell'applicazione del PRGR . 1. 100% entro 2 anni dall'avvio dell'applicazione del PRGR20 . 20 Anche alla luce delle disposizioni contenute nel D.Lgs. 46/2014 del 4 marzo 2014 "Attuazione della direttiva 2010/75/UE relativa alle emissioni industriali (prevenzione e riduzione integrate dell'inquinamento)". 19 Iv ~ ~Q ~ Parte I del PIANO REGIONALE per la GESTIONE DEi RIFIUTI della REGIONE MOUSE ....-:"' ..... F-------- --,------------. 15. ACCRESCERE, ATTRAVERSO LA CORRETTA COMUNICAZIONE E INFORMAZIONE, LA CONSAPEVOLEZZA DEi CITTADINI SULLA NECESSITA DI TRATTARE E SMALTIRE I RIFIUTI ONDE EVITARE CHE IL LORO IMPATTO SULLA SALUTE E SULL1 AMBIENTE SIA FUORI DA OGNI CONTROLLO. 1. Numero di utenti effettivamente raggiungibili dai mezzi di informazione sulle tematiche di interesse per la gestione dei rifiuti urbani e speciali, in % della popolazione residente 1. 50% della popolazione residente correttamente ed esaustivamente informata. 2. Sviluppare e rendere operativo un sistema informativo, inizialmente per i rifiuti urbani e poi per i rifiuti speciali, che sia agevolmente accessibile ai cittadini. 20 Parte I del PIANO REGIONALE per la GESTIONE DEi RIFIUTI della REGIONE MOUSE 2 QUADRO NORMATIVO 2.1 II quadro comunitario La tutela gestione dei rifiuti e oggetto di provvedimenti normativi a diversi livelli: internazionale, comunitario, nazionale, regionale e locale. La politica europea per l'ambiente si fonda sull'articolo 174 del Trattato che istituisce la Comunita Europea e mira ad assicurare, mediante misure correttive applicate a problemi specifici o attraverso disposizioni piu trasversali e/o integrate ad altre politiche, uno sviluppo sostenibile del model lo europeo di societa. Tale approccio, mutuato nelle attivita di regolamentazione dei rifiuti, si e tradotto nel recepimento, via via piu incisive, dei principi di "precauzione", "prevenzione", "danno ambientale evitato alla fonte" e del "chi inquina paga". II quadro normative di riferimento definite a livello comunitario in materia di gestione dei rifiuti ha avuto negli ultimi venti anni una progressiva evoluzione, basata su un sistema definite di regale chiave: • fissare i criteri di definizione della pericolosita dei rifiuti; • stabilire un sistema obbligatorio di registrazione dei movimenti di rifiuti; • determinare le responsabilita delle varie fasi della gestione dei rifiuti; • definire un sistema autorizzativo per la realizzazione degli impianti e delle fasi di gestione dei rifiuti; • controllare ii flusso trans-frontaliero. Le strategie di intervento nella gestione dei rifiuti devono fare riferimento alle principali direttive, di seguito elencate: • Direttive quadro sui rifiuti e rifiuti pericolosi: 2008/98/CE sui rifiuti; 2006/12/CE sui rifiuti; 91/156/CE sui rifiuti; 91/689/CE sui rifiuti pericolosi 75/442/CEE, prime atto legislative comunitario specificatamente dedicate al tema; • Direttiva su categorie speciali di rifiuti: 94/62/CE sugli imballaggi e rifiuti da imballaggio. • Direttiva sul controllo integrate: 96/61/CE IPPC sulla prevenzione e riduzione integrata dell'inquinamento. 12' " ) ;2 21 .,. 0 ~ ,~ Parte I del PIANO REGIONALE per la GESTIONE DEi RIFIUTI della REGIONE MOUSE 2.1.1 Direttiva 75/ 442/CE II primo atto legislativo comunitario riguardante la questione rifiuti e stata la Direttiva 75/442/CE, sostanzialmente modificata dalla successiva 91/156/CE, che recepisce gli orientamenti introdotti dal Quinto Program ma d' Azione, varato ii 15/12/1992 per ii period a 1993/2000 e che si basa sui seguenti principi: • integrazione delle politiche ambientali con le regale del mercato; • promozione dell'innovazione tecnologica e della ricerca; • promozione dell'utilizzo di strumenti fiscali e finanziari; • promozione della cooperazione volontaria tra la pubblica amministrazione e le imprese. Con l'affermarsi del concetto di sviluppo sostenibile, nel campo della gestione dei rifiuti sono state introdotte altri principi, quali: • promozione della prevenzione e minimizzazione della produzione dei rifiuti; • massimizzazione del riciclo e del recupero; • promozione di sistemi compatibili dal punto di vista ambientale per ii trattamento e lo smaltimento di rifiuti. La Direttiva 91/156/CE individua alcune strategie di particolare rilevanza: • la necessita di una terminologia comune e di una definizione dei rifiuti; • la necessita di dare la priorita alla prevenzione ovvero alla minimizzazione della produzione dei rifiuti ed al recupero di materia ed energia rispetto allo smaltimento; • l'introduzione di un regime meno rigido e vincolante per le operazioni di recupero rispetto allo smaltimento. Questa direttiva e stata poi supportata dalla Decisione 2000/532/CE che ha introdotto ii nuovo Catalogo Europeo dei Rifiuti (CER), in sostituzione di quello precedentemente in vigore. Rispetto al precedente, i nuovi codici CER prevedono: • l'introduzione di codici "specchio" che consentano la caratterizzazione come pericoloso o meno di un data rifiuto, in funzione delle caratteristiche chimico-fisiche del rifiuto stesso e della concentrazione in esso di sostanze pericolose; • l'introduzione di nuovi capitoli riferiti a processi produttivi non presenti nel precedente Catalogo. 2.1.2 Direttiva 91/689/ CE Anche per cio che concerne i rifiuti pericolosi a livello normativo c'e stata un'evoluzione: la Direttiva 78/319/CE e stata modificata dalla Direttiva 91/689/CE. Essa detta norme supplementari per migliorare la gestione dei rifiuti pericolosi e Ii sottopone ad un controllo maggiore. A questa direttiva ha fatto seguito la Decisione 94/904/CE che ha istituito l'elenco 22 Parte I del PIANO REGIONALE per la GESTIONE DEi RIFIUTI della REGIONE MOUSE europeo dei rifiuti pericolosi successivamente modificato come specificato precedentemente dalla Decisione 2000/532 e successive modifiche ed integrazioni. 2.1.3 Direttiva 94/62/CE La Direttiva 94/62/CE riguarda gli imballaggi e i rifiuti da imballaggio ed ha lo scopo di armonizzare le misure nazionali in materia di gestione degli imballaggi e dei rifiuti di imballaggio, sia per prevenirne o ridurne l'impatto sull'ambiente, assicurando cos) un elevate livello di tutela dell'ambiente sia per garantire ii funzionamento del mercato interno e prevenire l'insorgere di ostacoli agl i scambi nonche distorsioni e restrizioni alla concorrenza nella Comunita. In particolare, con riferimento al recupero e riciclo, la normativa prevede che gli Stati Membri adottino le misure necessarie per realizzare i seguenti obiettivi: • entro cinque anni dal recepimento della direttiva sara recuperate almeno ii 50% e fino al 65% in peso dei rifiuti di imballaggio; • nell'ambito dell'obiettivo globale e sulla base della stessa scadenza sara riciclato almeno ii 25% e fino al 45% in peso di tutti i materiali di imballaggio che rientrano nei rifiuti di imballaggio, con un minima del 15% e fino al 25% in peso per ciascun materiale di imballaggio. 2.1.4 Direttiva 96/61/CE La Direttiva 96/61/CE IPPC (Integrated Prevention and Pollution Control) prevede un approccio integrate su tutte le componenti ambientali (acqua, aria, suolo, rumore, ecc.) in modo da conseguire una riduzione dell'inquinamento prodotto da determinati impianti. E lo strumento di cui l'Unione Europea si e dotata per mettere in atto i principi di prevenzione e controllo dell'inquinamento industriale assieme ad un livello elevato di protezione dell'ambiente. La normativa IPPC trova la sua applicazione in diversi comparti industriali, interessando al loro interno ii tema della prevenzione dei rifiuti e della loro corretta gestione. La direttiva si pone l'obiettivo di prevenire, ridurre e, per quanta possibile, eliminare l'inquinamento, intervenendo alla fonte delle attivita inquinanti: per determinate categorie di impianti, individuati in un apposite allegato, l'autorita competente rilascia un'autorizzazione unica per i comparti aria, acqua e suolo (Autorizzazione lntegrata Ambientale, AIA). L' AIA e ii provvedimento che autorizza l'esercizio di un'installazione a determinate condizioni, che devono garantire la conformita ai requisiti di cui alla parte seconda del D.Lgs. n. 152 del 3 aprile 2006.Questo tipo di autorizzazione include anche aspetti propositivi per la concreta prevenzione e riduzione dell'inquinamento, mediante l'imposizione delle "migliori tecniche disponibili" (MTD, o BAT nel corrispondente inglese Best Available Techniques). Per migliori tecniche si intendono, oltre alle tecnologie di processo, quelle di progettazione, gestione, manutenzione, messa in esercizio e dismissione; per tecniche disponibili si intendono quelle che consentono la loro applicazione nei diversi settori industriali sia dal punto di vista tecnologico che economico, in una valutazione 23 ~ ........... Parte I del PIANO REGIONALE per la GESTIONE DEi RIFIUTI della REGIONE MOUSE art icolata dei costi e benefici derivanti dal loro impiego. La Direttiva e stata recepita in Italia con ii Decreto Legislative 59/2005. A queste Direttive quadro si sono accompagnati provvedimenti mirati alla regolamentazione di particolari attivita di gestione dei rifiuti, qua Ii quelle di seguito riportate. 2.1.5 Direttiva 1999/31/CE La Direttiva 1999/31/CE in materia di smaltimento di rifiuti in discarica definisce i requisiti operat ivi e tecnici per tale attivita di smaltimento, ponendo particolare attenzione alla corretta conduzione sia in fase di gestione operativa sia in fase di gestione post-chiusura. Vengono inoltre individuati limiti specifici allo smaltimento in discarica di rifiuti urbani biodegradabili. 2.1.6 Direttiva 2000/76/CE La Direttiva 2000/76/CE in materia di incenerimento e coincenerimento di rifiuti pericolosi e non pericolosi, definisce regale molto rigorose per I' esecuzione di queste attivita. La Direttiva si propane di delineare un quadro organico ed omogeneo di riferimento per tutte le attivita di incenerimento dei rifiuti, indipendentemente dal loro contenuto in sostanze pericolose, al fine di evitare o di limitare, per quanto possibile, gli effetti negativi sull'ambiente derivanti dall 'incenerimento e dal coincenerimento dei rifiuti, ed in particolare, l'inquinamento dovuto alle emissioni nell'atmosfera, nel suolo, nelle acque superficiali e sotterranee nonche i rischi per la salute umana. 2.1.7 Direttiva 2004/12/CE Obiettivi di recupero e riciclo piu spinti, da conseguire entro ii 2008, sono stati int rodotti dalla nuova Direttiva sugli imballaggi e i rifiuti da imballaggio (2004/ 12/ CE) che ha modificato la Direttiva del '94. L'obiettivo minima di recupero e stato stabilito pari al 60% in peso dei rifiuti di imballaggio, mentre quello globale di riciclo varia tra ii 55% e 1'80%. Obiettivi separati sono stati inoltre fissati per i diversi materia li: 60% per la carta e ii vetro, 50% per i metalli, 22,5% per la plastica e 15% per ii legno. 2.1.8 Direttive per specifiche tipologie di rifiuti Sona inoltre state emanate direttive finalizzate alla corretta gestione di specifiche tipologie di rifiuti, quali: oli minerali usati, veicoli fuori uso, rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche. La costante e progressiva tendenza all 'aumento della produzione di rifiuti quale indice del progresso economico e dell'aumento dei consumi, rilevata in tutti gli Stati membri, ha spinto la Commissione ed ii Consiglio europeo a valutare gli effetti dell'applicazione della legislazione comunitaria e di individuare le esigenze, non solo di ca~atteren~m ~ativo, ancora t0))~ 24 ~ Parte I del PIANO REGIONAlE per la GESTIONE DEi RIFIUTI della REGIONE MOLISE ....... ,,,,. attuali per determinare gli interventi finalizzati a dare concreta attuazione alla gerarchia comunitaria in materia di gestione dei rifiuti. Da questa impostazione e scaturita la Decisione 2002/1600 che istituisce ii VI Programma d' Azione per I' Ambiente e la Comunicazione dell a Commissione "Verso una strategia tematica di prevenzione e riciclo dei rifiuti" . La Decisione 2002/1600/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, stabilisce i principali obiettivi che l' Unione europea si propone di perseguire per un periodo di dieci anni a decorrere dal 22 luglio 2002. Tali obiettivi corrispondono alle principali priorita ambientali che la Comunita deve e dovra affrontare nei settori dei cambiamenti climatici, della natura e biodiversita, dell'ambiente e salute e qualita della vit ae, infine, delle risorse naturali e dei rifiuti. I principi su cui si fonda ii program ma sono i seguenti: • principio del "chi inquina paga''; • principio di precauzione; • principio dell'azione preventiva; • principio di riduzione dell'inqL1inamento alla fonte. In linea con quanto enunciato nella Strategia comunitaria, ii Programma punta a modelli di produzione e consume piu sostenibili, che garantiscano una maggiore efficienza nella gestione delle risorse e dei rifiuti. La finalita e ii disallineamento tra crescita economica e impiego delle risorse/produzione dei rifiuti, in modo che ii consumo di risorse, rinnovabili e non, non superi la capacita di carico dell'ambiente. Nella Comunicazione 301/2003 delta Commissione si riprendono queste tematiche, delineando ii contesto della futura strategia attraverso l'esame degli strumenti con cui realizzare gli obiettivi di prevenzione e riciclo necessari ad imprimere, in linea con la gerarchia comunitaria, un ulteriore sviluppo al settore. Le principali componenti della strategia sono le seguenti : • strumenti per promuovere la prevenzione dei rifiuti; • strumenti per promuovere ii riciclo dei rifiuti; • misure per colmare ii divario tra le norme sul riciclo dei rifiuti; • misure di accompagnamento per promuovere la prevenzione e ii riciclo dei rifiuti. Una politica organica di gestione dei rifiuti deve, secondo ii legislatore comunitario, prevedere misure per la prevenzione della produzione dei rifiuti e ii reinserimento dei rifiuti nel ciclo economico "chiudendo ii ciclo dei materiali". Per raggiungere questo obiettivo bisognerebbe adottare a livello comunitario alcune misure volte a col mare le d isparita esistenti tra le diverse pratiche di riciclo. Le attuali direttive prevedono che tutti gli Stati membri debbano conseguire analoghi obiettivi di riciclo. Tale approccio presuppone un quadro giuridico piu orientato al rnercato e norme ambientali applicabili agli impianti di riciclo armonizzate a livello comunita~ 25 ., , ,; Parte I del PIANO REGIONALE per la GESTIONE OEI RIFllJTI della REGIONE MOUSE Si ricorda infine che la Direttiva 2006/12/CE in materia di rifiuti in vigore dal 17 maggio 2006, introdotta al fine di semplificare ii panorama normativo comunitario in materia di rifiuti, abroga la precedente Direttiva 75/442/CEE, piu volte modificata. Gli obiettivi della direttiva sono, in primo luogo, la prevenzione o la riduzione della produzione e della nocivita dei rifiuti; in secondo luogo ii recupero dei rifiuti mediante riciclo, reimpiego, riutilizzo od ogni altra azione intesa a ottenere materie prime secondarie, oppure l'uso di rifiuti come fonte di energia. E previsto, a carico degli Stati membri, l'obbligo di creare una rete integrata di impianti di smaltimento, che tenga conto delle tecnologie migliori a disposizione, in modo tale da consentire alla Comunita nel suo insieme di pervenire all'autosufficienza in materia di smaltimento dei rifiuti e ai singoli Stati di mirare al conseguimento di tale obiettivo. lnoltre ciascuno Stato membro e tenuto ad elaborare quanta prima uno o piu piani di gestione dei rifiuti che devono contemplare, tra le altre cose, ii tipo, la quantita e l'origine dei rifiuti da smaltire, i luoghi e gli impianti adatti allo smaltimento, i requisiti tecnici generali e tutte le disposizioni speciali per rifiuti di particolare tipo. Gli Stati membri devono fare in modo che ogni detentore di rifiuti Ii consegni ad un raccoglitore privato o pubblico, o ad un'impresa che effettua le operazioni di smaltimento e recupero, oppure provveda egli stesso al recupero o allo smaltimento. Tutti gli stabilimenti e le imprese che effettuano le operazioni di smaltimento e di recupero devono ottenere ii rilascio di una specifica autorizzazione da parte dell'autorita competente, mentre gli stabilimenti o le imprese che provvedono alla raccolta o al trasporto dei rifiuti a titolo professionale o che provvedono allo smaltimento o al recupero dei rifiuti per canto terzi (commercianti o intermediari) devono essere iscritti presso le competenti autorita, qualora non siano soggetti ad autorizzazione. lnfine, e previsto che gli Stati membri comunichino alla Commissione informazioni sull'applicazione della direttiva stessa tramite una relazione settoriale concernente anche le altre direttive comunitarie e trasmettano ii testo delle principali disposizioni di diritto interno emanate nel settore dei rifiuti. 2.1.9 Direttiva 2008/98/CE Da poco recepita all' interno dell'ordinamento nazionale e la "Direttiva 2008/98/CE del Parlamento Europeo e del Consiglio del 19 novembre 2008 sui rifiuti e che abroga alcune direttive", e con la quale si e proceduto alla revisione ed alla semplificazione delle normative previste in ambito di rifiuti pericolosi e oli usati, che sono state tutte inglobate nello stesso corpo normativo. La finalita del la direttiva, recepita in Italia con D.Lgs. 205/2010, e la diffusione di un approccio che tenga canto dell' intero ciclo di vita dei prodotti e dei materiali per una reale riduzione degli impatti ambientali connessi alla produzione e alla gestione dei rifiuti. Cio rafforzera ii valore economico di questi ultimi, favorendone ii recupero e la riutilizzazione per preservare risorse naturali. Con essa vengono assorbiti alcuni principi derivanti dal sesto programma d'azione ed introdotte diverse importanti novita. Per cio che e di interesse per la redazione del PRGR e rilevante richiamare almeno i punti che si espongono sinteticamente di segu1to. 26 ~ Pa rte I del PIANO REGIONALE per la GESTIONE DEi RIFIUTI della REGIONE MOLISE ,.,,, I cosiddetti five steps delta gerarchia dei rifiuti ("prevenzione; preparazione per ii riutilizzo; riciclaggio; recupero di altro tipo, per esempio, recupero di energia; smaltimento" ) rappresentano un fattore di continuita rispetto alla precedente impostazfone. Si deve rilevare pero che, per la prima volta a livello comunitario, viene affermato ii principio che gli Stati membri nella gestione del ciclo dei r ifiuti devono adottare misure volte ad incoraggiare ii miglior risultato ambientale complessivo. A ta! fine e ammesso che la gestione di determinati flussi di rifiuti possa discostarsi dalla gerarchia consolidata e affermata come principio nelle precedenti direttive a patto che gli Stati membri giustifichino l' impostazione adottata in termini di "ciclo di vita", tenendo presente gli impatti complessivi generati, dalla fase produzione alla gestione e fino al destine finale di tali particolari correnti di rifiuti. Questo principio innovativo risulta ispiratore di ulteriori modificazioni nell'approccio del legislatore comunitario nei confronti di discipline che mostravano, sino ad oggi, anche un orientamento giurisprudenziale alquanto consolidato. E' ii caso del campo delle materie prime seconde (art. 61 cessazione della qualifica di rifiuto) le quali, dal recepirnento della Direttiva in parola, devono soddisfare l'ulteriore requisito di non arrecare impatto complessivo negativo sull'ambiente o sulla salute umana. Di specifica attinenza risultano le disposizioni contenute agli articoli: 11 (Riutilizzo e Riciclaggio), comprese le misure e gli obiettivi da raggiungersi obbligatoriamente entro ii 2020; 16 (Principi di autosufficienza e prossimita), comprese le misure volte ad irnplementare una rete adeguata di impianti per la gestione dei rifiuti e quelle volte a limitare le spedizioni transfrontaliere; 28 (Piani di gestione dei rifiuti); 29 (Programmi di prevenzione dei rifiuti); 30 (Valutazione e riesame dei piani e programmi); 31 {Partecipazione del pubblico); 32 (Cooperazione); 33 (lnformazioni da comunicare alla Commissione). In particolare, i precedenti artt., da 28 a 33 compreso, sono contenuti nel Titolo V (Piani e Programmi) della Direttiva in esame. Dall'art. 28 (2), discende che ii Piano regiona le in preparazione dovra contenere: "( ... ) un'analisi della situazione de/la gestiane dei rifiuti esistente nefl'ambito geografico interessato nonche le misure do adottare per migliorare una preparazione per ii riutilizzo, un riciclag-gio, un recupero e uno smaltimento dei rifiuti corretti do/ punto vista ambientale e una valutazione de/ modo in cui i piani contribuiranno all'attuazione degli obiettivi e de/le disposizioni de/la presente direttiva". II PRGR, inoltre, dovra anche contenere elementi utili alla definizione del "Programma di prevenzione dei rifiuti" di cui all'art. 29 della Direttiva di che trattasi. Sull'argomento in specie, relativamente alla definizione di adeguati obiettivi quantitativi di riduzione, anche in forza di quanta stabilito nell'art. 32 (Cooperazione) dovra essere attivata dalla Regione Molise una specifica collaborazione con gli organismi centrali (MATTM) e comunitari (Commissione). 27 ,, , ,.,. Parte I del PIANO REGIONALE per la GESTIONE DEi RIFIUTI della REGIONE MOUSE 2.2 II quadro nazionale La legislazione statale in materia di gestione dei rifiuti trae impulso dai numerosi atti legislativi emanati a livello comunitario, di cui si e detto nel paragrafo precedente. In particolar modo le direttive comunitarie richiedono, date le evoluzioni a tale livello, un lavoro continua e complesso di adattamento dell'ordinamento giuridico. Storicamente ii primo provvedirnento organico e stato ii Decreto del Presidente della Repubblica 10 settembre 1982, n. 915 (in GU 15 dicembre, n. 343), Attuazione de/le direttive (CEE) n. 75/442 re/ativa ai rifiuti, n. 76/403 relativa a/lo smaftimento dei policlorodifenifi e dei po/iclorotrifenili en. 78/319 re/ativa ai rifiuti tossici e nocivi. Quella che ha dettato i criteri guida, ancora oggi validi e stato, pero, ii D.Lgs. 22/97 (cos, detto "Decreto Ranchi") che rappresenta ii provvedimento normativo che ha profondamente innovato la normativa in materia di rifiuti recependo le direttive 11riformatrici11 dell'approccio gestionale (91/156/CEE sui rifiuti, 91/689/CEE sui rifiuti pericolosi, 94/62/CE sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggi). La complicata situazione di frammentazione normativa sulle tematiche ambientali in generale, accanto al quadro comunitario ulteriormente mutato, ha poi reso stringente la necessita di una completa riscrittura delle norme in materia ambientale, cosl come previsto dalla Legge Delega n. 308/2004, che ha portato nell'aprile del 2006 all'emanazione del D.Lgs. 152/2006, oggi vigente. 2.2.1 D.Lgs. 152/2006 II D.Lgs. 152 "Norme in materia ambientale" del 3 aprile 2006, in attuazione delta Legge Delega n.308/2004 si propane la completa r iscrittura delle norme in materia ambientale. Come noto tale Decreto ha avuto alterne vicende ed infine e stato definito dal Governo un programma di riformulazione del "codice ambientale", attraverso un D.Lgs.recante "Disposizioni integrative e correttive del D.Lgs. 3 aprile 2006, n.152". Le Norme in materia di gestione dei rifiuti e di bonifica dei siti inqL1inati sono oggetto della Parte IV del Cadice ambientale (artt. da 177 a 266) che e suddivisa nei seguenti Titoli: Titolo I - Gestione dei rifiuti. Regolamenta modalita e requisiti generali per la corretta gestione dei rifiuti attraverso, tra l'altro, la delimitazione del campo di applicazione, la formulazione delle definizioni, ii recepimento dei principi generali, di sostenibilita ambientale e dei criteri di priorita, la ripartizione delle competenze istit uzionali e i contenuti della pianificazione regionale. Titolo II - Gestione degli imballaggi. Disciplina la gestione degli imballaggi e dei rifiuti di imballaggio in ottemperanza alla disciplina comunitaria di cuj -alla Direttiva 94/62/CE e ss.mm.ii. della quale costituisce ii formale recepimento. Lo scope precipuo e quello di 28 3~ Pa rte I del PIANO REGIONAL( per l a GESTIONE DEi RIFIUTI della REGIONE MOUSE prevenire e ridurre l'impatto sull'ambiente correlato con ii loro utilizzo, di garantire ii funzionamento del mercato, nonche di evitare discriminazioni nei confronti dei prodotti importati, di prevenire l'insorgere di ostacoli agli scambi e distorsioni della concorrenza e di garantire ii massimo rendimento possibile degli imballaggi e dei rifiuti di imballaggio. Titolo Ill - Gestione di particolari categorie di rifiuti. Regolamenta, anche rimandando ad altri atti normativi dedicati, la gestione di particolari categorie di rifiuti tra i quali, quelli che maggiormente possono interessare l'organizzazione dei sistemi regionali di raccolta: i rifiuti elettrici ed elettronici - RAEE (oggetto anche del D.Lgs 151/2005), i rifiuti prodotti dalle navi (oggetto anche del D.Lgs 182/2003), gli oli e grassi esausti e le batterie al piombo esauste per i quali sono previsti sistemi consortili di gestione. Titolo IV - Tariffa per la gestione dei rifiuti urbani. Disciplina la tariffa per la gestione dei rifiuti urbani coadiuvando ii passaggio progressive gia avviato (DPR 158/99 attuativo del Decreto Ronchi) dalla TARSU alla TIA (tariffa igiene ambientale) in qualita di corrispettivo per lo svolgimento del servizio di raccolta, recupero e smaltimento da commisurarsi anche alle quantita e qualita medie ordinarie di rifiuti prodotti per unita di superficie. In tale ambito sono significative le novita introdotte dal recentissimo D.l. 201/2011 (c.d. Salva Italia) che all'art. 14 prevede l'istituzione, a decorrere dal 1 gennaio 2013, in tutti i comuni del territorio nazionale del tribute comunale sui rifiuti e sui servizi, a copertura dei costi relativi al servizio di gestione dei rifiuti urbani e dei rifiuti assimilati awiati allo smaltimento. Titolo V - Bonifica dei siti contarninati. Vengono disciplinati gli interventi di bonifica e ripristino ambientale dei siti contaminati e definite le procedure amministrative e tecniche, i criteri e le modalita per lo svolgimento delle relative operazioni, in armonia con i principi comunitari con particolare riferimento al principio "chi inquina paga". L'oggetto di tali norme interessa. ii sistema regionale di gestione degli impianti poiche molte discariche ormai in fase di post chiusura, ai sensi del D.Lgs. 36/2003, sono censite come siti potenzialmente contaminati e/o contaminati. Titolo VI - Sistema sanzionatorio e disposizioni transitorie e finali. Prevede ii sistema delle sanzioni, penali ed amministrative, e detta le norme per la gestione delle attivita transitorie tra vecchia e nuova normativa. II D.Lgs. 152 e stato profondamente innovate con l'emanazione del D.Lgs. 4/2008, ii cosiddetto correttivo ambientale e, piu recentemente, con ii D.Lgs. 205/2010. In particolare quest'ultimo ha introdotto novita tali da meritare una trattazione separata. 2.2.2 Decreto Ministeriale 8 aprile 2008 II Decreto del Ministero dell' Ambiente dell'8 aprile 2008, come modificato dal Decreto del 13 maggio 2009, disciplina i centri di raccolta dei rifiuti urbani differenziati, in attuazlone dell'articolo 183, comma 1, lettera mm) del D.Lgs 152/2006 e ss.mm.ii. ,, ~ 29 ~ Parte I del PIANO REGIONAL.E per la GESTIONE DEi RIFIUTI della REGIONE MOUSE '--" 2.2.3 D.Lgs.205/2010 II O.Lgs. 205 "Disposizioni di attuazione della Direttiva 2008/98/CE del Parlamento Europeo e del Consiglio del 19 novembre 2008 re lativa ai rifiuti e che abroga alcune direttive" del 3 dicembre 2010 e stato pubblicato sul Supplemento ordinario a Ila "Gazzetta Ufficiale n. 288 del 10 dicembre 2010 - Serie generale. II testo si compone di 39 articoli e 6 allegati ed e entrato in vigore ii 25 dicembre 2010. Le nuove norme vanno a modificare le disposizioni contenute nel D.Lgs. n. 152/2006 "Norme in materia ambientale" sulla gestione dei rifiuti. In particolare le modifiche riguardano, tra le altre, la nozione di rifiuto, di sottoprodotto, di preparazione per ii riutilizzo, di materia prima secondaria (sostituita dalla cessazione della qualifica di rifiuto), di trattamento, delle terre da scavo, del combustibile da rifiuti, del rifiuto biostabilizzato, di raccolta differenziata, della disciplina dell'autosufficienza e della prossimita nello smaltimento, delle autorizzazioni e delle iscrizioni all' Albo. II nuovo decreto predispone inoltre una disciplina sanzionatoria relativa all'inosservanza degli obblighi del SISTRI, ossia del Sistema di Tracciabi lita dei Rifiuti che ha cambiato rad icalmente le modalita di tenuta delle documentazioni obbligatorie in materia di rifiuti (M.U.D., Registri di carico e scarico e Formulari d'identificazione per ii trasporto) sostituendoli (per alcuni soggetti) con le "schede SISTRI registro cronologico" e "area movimentazione". II decreto prevede un certo numero di successivi decreti ministeriali per l'attuazione della disciplina. In materia di "combustibile da rifiuti", ii D.Lgs. 205/2010 apporta numerose novita come l'abrogazione delle definizioni di CDR (Combustibile da Rifiuto) e CDR-Q (CDR di Qualita) e della disciplina specifica relativa a quest'ultimo ma anche l'introduzione del cosiddetto meccanismo "end-of-waste" (EoW) che stabilisce quando un rifiuto cessi di essere tale, a valle di determinate operazioni di recupero. L'applicazione potenziale di questo concetto ad alcune tipologie di CSS (Combustibili Solidi Secondari) riveste un'importanza fondamentale per gli scopi di questo PRGR. Si intravede un Javor legis a vantaggio della produzione e dell'utilizzo dei combustibili da rifiuti, aprendo prospettive interessanti per i settori relativi alla produzione e all'utilizzo dei CSS.La nuova norma, di fatto, sostituisce ai concetti di CDR e CDR-Q (abrogati) quel lo di CSS. In particolare ii nuovo art. 183 definisce: - ... omissis... cc) "combustibile solido secondario (CSS)": ii combustibile solido prodotto da rifiuti che rispetta le caratteristiche di classificazione e di specificazione individuate delle norme tecniche UNI CEN/TS 15359 e successive modifiche ed integrazioni; fatta salva l'applicazione dell'articolo 184-ter, ii combustibile solido secondario, e classificato come rifiuto speciale; ... omissis ... - La modifica apportata dal D.Lgs. n. 205/2010, e giustificata dall'esistenza della normativa CEN sui combustibili solidi secondari (UNI CEN/TS15359) sulla quale si basa la definizione del Decreto. 30 ~ Parte I del PIANO REGIONALE per la GESTIONE DEi RIFIUTI della REGIONE MOUSE "'..,,. II CSS, come e mostrato dalla Tabella 1, e diviso in 5 classi di qualita decrescente al variare di tre parametri fondamentali: ii Potere Calorifico lnferiore, ii contenuto di Cloro (Cl) e quello di Mercurio (Hg). Proprieta Misura Unita di Classe Statistica Misura 1 2 3 4 5 MJ/kg PCI media ~ 25 ~ 20 ~ 15 ~ 10 ~3 tal quale Cl media % SS :5 0,2 :5 0,6 :51,0 :51,5 :5 3 mediana mg/MJ :5 0,02 :5 0,03 :5 0,08 :5 0,15 :5 0,50 Hg so· (sul t al percentile quale) :5 0,04 :5 0,06 :5 0,16 :5 0,30 :51,0 Tabella 1 Classificazione dei Combustibili Solidi Secondari derivati dai rifiuti. E' ragionevole pensare che almeno le classi qualitativamente piu elevate (1 e 2) in futuro possano essere escluse dalla normativa sui rifiuti andando, di fatto, a sostituire quello che e stato ii CDRQ. In effetti ii D.Lgs. 205/2010, con l'introduzione dell'art. 184ter ha inteso istituire ii meccanismo EoW per verificare se, e a quale condizioni, escludere determinati materiali dalla nozione di rifiuto. A differenza della normativa comunitaria, la norma non include una lista di possibili candidati EoW. Tuttavia, l'art. 183 comma 1 lettera cc) lascia intendere che la strada dell'foW non sia affatto preclusa ai CSS. Nella parte in cui l'art. 183 comma 1 lettera cc) recita che "fatto salvo l'applicazione del/'artico/o 184ter, ii combustibile solido secondario e classificato come rifiuto speciale", lo stesso legislatore, oltre a non escludere a priori I' EoW per i CSS, sembra addirittura indicare questa ipotesi, proprio su lla base di quanto contenuto nell'art. 184ter. 31 ~ Parte I del PIANO REGIONALE per la GESTIONE DEi RIFIUTI della REGIONE MOUSE .....,..,,. Anzi, le operazioni di produzione di CSS potrebbero essere classificate come '1recupero di materia", quindi come attivita gerarchicamente piu favorita dalla norma. lnfatti, con l'introduzione dell'art. 179, comma 5, lettera e), ii legislatore italiano ha adottato un approccio differenziato. In primis, la norma citata opera una distinzione tra la produzione di combustibili, ii successive utilizzo e l'impiego dei rifiuti come altro mezzo per produrre energia. Di conseguenza, ii legislatore distingue tra l1utilizzo dei rifiuti "tal quali" per la produzione di energia e l'utilizzo dei rifiuti per la produzione di combustibili. La distinzione e rilevante sotto profili non solo industriali e ambientali ma anche di classificazione. Se l'utilizzo dei rifiuti tal quale per la produzione di energia e, nella migliore delle ipotesi, classificabile come operazione di recupero di energia {a condizione che siano soddisfatti i criteri di efficienza energetica), ci sono buoni argomenti per sostenere che l'operazione di produzione di un autentico combustibile prodotto sia classificabile come operazione di recupero di materia. Per quel che riguarda i possibili impatti di queste modifiche sulla gestione dei rifiuti in regione Molise va ricordato che sul territorio e presente un impianto di trattamento termico di rifiuti, della Herambiente di Pozzilli {IS), dimensionato per trattare 93.500 t/a di CSS di tipologia 3.3.2. (si veda la Tabella 1) ed autorizzato con Autorizzazione lntegrata Ambientale del 14-07-2015. Questo impianto nel 2014 ha trattato quasi esclusivamente CSS proveniente da fuori regione {83.550 t/a su un totale di 93.444 t/a, quindi per oltre 1'89%). Tale percentuale andrebbe fortemente ridotta a favore di CSS proveniente dai comuni molisani prevedendo in regione una maggiore potenzialita impiantistica per la preparazione di CSS di tipologia 3.3.2. 2.2.4 D.L.133 del 12 settembre 2014 Misure urgenti per l'apertura dei cantieri, la realizzazione delle opere pubbliche, la digitalizzazione del Paese, la semplificazione burocratica, l'emergenza del dissesto idrogeologico e per la ripresa delle attivita produttive. 2.2.5 D.Lgs. 46 dell'11 aprile 2014 II Decreto Legislativo 46/2014, relativo alle emissioni industria li (prevenzione e riduzione integrate dell'inquinamento, che modifica ii Testo Unico Ambientale (D.Lgs. 152/06) con ii recepimento della Direttiva Europea 2010/75/UE sulle emissioni industriali (IED - Industrial Emission Directive), e entrato in vigore 1'11 aprile 2014 e introduce alcune importanti novita riguardanti la disciplina dell' Autorizzazione lntegrata Ambientale (AIA). L'obiettivo dichiarato della Direttiva IED e quello di estendere ii campo di applicazione della precedente normativa (IPPC - Integrated Pollution and Prevention Control) e contemporaneamente restringere la discrezionalita degli stati membri relativamente alle condizioni di rilascio delle autorizzazioni. Le novita piu rilevanti riguardano l'estensione del ~~t\ ~ 32 "' Pa rte I del PIANO REGIONALE per la GESTIONE DEi RIFIUTI della REGIONE MOUSE ..... ..,, campo di applicazione che interessa molte categorie tra cui la gestione dei rifiuti e le industrie chimico-farmaceutiche. lnoltre, le sanzioni previste in caso di inosservanza delle prescrizioni AIA, o in caso di esercizio in assenza di Autorizzazione lntegrata Ambientale, sono state ulteriormente inasprite dal D.Lgs 46/2014 (art. 29-decies, comma 9; art. 29 quattuordecies). Questo decreto introduce una Relazione di Riferimento (Baseline Report) sullo stato di qualita di suolo e acque sotterranee da presentare al momento della richiesta di autorizzazione, esso diviene pa rte integrante dell' Autorizzazione lntegrata Ambientale (AIA) e deve essere presentato unitamente alla domanda di autorizzazione oppure in occasione di rinnovo delle autorizzazioni gia in essere. Vengono definite e descritte in appositi documenti (BREF- Best REFerence documents) le prestazioni ambientali ottenibili con l'applicazione delle migliori tecniche disponibili, in particolare vengono definiti i livelli di emissione autorizzabili (BAT-AEL, Best Available Technologies -Associated Emission Levels) per ciascuno dei settori presi in esame. Questi documenti costituiscono ii riferimento vincolante derivato dall'analisi dei BREF documents introducendo indicazioni univoche per quanta riguarda le migliori tecniche disponibili da prendere in considerazione ed i relativi limiti emissivi applicabili. 2.2.6 D.L.92 del 4 luglio 2015 II Decreto Legge n. 92 del 4 luglio 2015 recante Misure urgenti in materia di rifiuti e di autorizzazione integrata ambientale, nonche per l'esercizio dell'attivita d'impresa di stabilimenti industriali di interesse strategico nazionale. Tale decreto interviene, tra le altre cose, sul deposito temporaneo di rifiuti e sul sequestro preventive di stabilimenti cosiddetti "di interesse strategico nazionale", introducendo alcune modifiche sostanziali negli articoli che si riportano di seguito. L'art. 1 del decreto n. 92/2015 introduce alcune modifiche all'art. 183, comma 1 del d.lgs. 152/2006 (ed. t.u. ambiente), norma quest'ultima recante le definizioni rilevanti per la disciplina sulla gestione dei rifiuti di cui alla Pa rte IV del t.u. medesimo. In particolare: la nozione di "produttore di rifiuti" di cui all'art. 183, lett. f) viene ampliata con l'introduzione di un nuovo inciso in grassetto: "ii soggetto la cui attivita produce rifiuti (produttore inizia/e) e ii soggetto al quale sia giuridicamente riferibile detta produzione o chiunque effettui operazioni di pretrattamento, di miscelazione o a/tre operazioni che hcmno modificato la natura o la composizione di detti rifiuti (nuovo produttore)"; la nozione di "raccolta" di cui all'art. 183, lett. o) viene modificata (parte in grassetto): "ii prelievo dei rifiuti, compresi Ja cernita preliminare e ii deposito preliminare al/a raccolta, ivi compresa Ja gestione dei centri di raccolta di ~ui al/a lettera "mm", ai fini de/ loro trasporto in ' un impianto di trattamento"; 33 ~ Parte I del PIANO REGIONALE per la GESTIONE DEi RIFIUTI delta REGIONE MOLISE ,~ anche la nozione di "deposito temporaneo", di cui alla lett. bb), viene ritoccata. II testo attuale risulta cosl formulata: "ii raggruppamento dei rifiuti e ii deposito preliminare al/a raccolta ai fini de/ trasporto di detti rifiuti in un impianto di trattamento, effettuati, prima de/la raccolta, nel luogo in cui gli stessi sono prodotti, da intendersi quale l'intera area in cui si svolge l'attivita che ha determinato la produzione dei rifiuti [. . .]" All'articolo 2 ii decreto prevede una modifica al D.Lgs. 152/2006 volta a consentire che le installazioni sottoposte ad autorizzazione integrata ambientale a seguito dell'entrata in vigore del D.Lg. 46/2014, possano proseguire ii proprio esercizio in base alle autorizzazioni pre-vigenti, nelle more della definizione dei procedimenti amministrativi di autorizzazione da parte delle competenti autorita regionali. Tale misura, consente di evitare la sospensione dell'esercizio di numerosi impianti a causa di ritardi delle Amministrazioni locali nella conclusione delle istruttorie oltre ii termine del 7 IL1glio. II Decreto Ministeriale 272 del 7 Gennaio 2015, sancisce le disposizioni per la relazione di riferimento per impianti soggetti ad Autorizzazione lntegrata Ambientale (AIA). Tale decreto definisce le modalita per la redazione e i contenuti minimi della relazione di riferimento sullo stato di qualita del suolo e delle acque sotterranee che ii gestore deve presentare se l'attivita comporta l'utilizzo, la produzione o lo scarico di sostanze pericolose. I gestori degli impianti soggetti ad AIA statale, con esclusione degli impianti di combustione di potenza pari o sopra i 300 MW21 alimentati esclusivamente a gas naturale (fatti salvi gli esiti della procedura di verifica di seguito richiamata), devono presentare la relazione di riferimento entro 12 mesi dall'entrata in vigore del decreto del 13 novembre 2014, cioe entro ii 7 gennaio 2016. lnoltre in caso di domanda di rilascio di AIA o modifica sostanziale per impianti soggetti a AIA statale (compresi impianti con procedura di AIA pendente) ii gestore presenta gli esiti negativi della procedura di verifica ex Allegato 1 del Decreto oppure la relazione di riferimento o un aggiornamento della stessa. 2.2.7 D.Lgs.105/2015 II 4 luglio 2012 e stata emanata, dal Parlamento europeo e dal Consiglio dell'Unione europea, la direttiva 2012/18/UE (ed. "Seveso Ill") sul controllo del pericolo di incidenti rilevanti connessi con sostanze pericolose, e recepita in Italia ii 26 Giugno 2015, n. 105. II provvedimento recepito in G.U. del 14 luglio 2015 aggiorna la norma precedentemente vigente (D.Lgs. n° 334/99, come modificato dal D.Lgs. n° 238/2005), confermando sostanzialmente l'impianto e, per quanta riguarda l'assetto delle competenze, 21 I gestori degli impianti di combustione di potenza pari o sopra i 300 MW alimentati esclusivamente a gas naturale devono comunicare all'Autorita Competente entro 3 mesi dall'entrata in vigore del DM 272/2014, quindi entro ii 7 aprile 2015, gli eslti della procedura di verifica di sussistema dell'obbligo di presentazione della relazione di riferimento di cui all' Al legato 1 al Decreto stesso. 34 ~ Parte I del PIANO REGIONALE per la GESTIONE DEi RIFIUTI della REGIONE MOUSE ..... l'assegnazione al Ministero dell'interno delle funzioni istruttorie e di controllo sugli stabilimenti di soglia superiore ed alle regioni delle funzioni di controllo sugli stabilimenti di soglia inferiore. E' aggiornato l'elenco delle sostanze pericolose e delle relative soglie di assoggettabilita, in conformita alla nuova direttiva. Con tale D.Lgs. vengono inoltre aggiornate e completate tutte le norme di carattere tecnico necessarie per la sua applicazione (allegati da A ad M). La completezza del provvedimento permette dunque ai gestori degli stabilimenti rientranti nell'ambito di applicazione della direttiva Seveso Ill ed alle amministrazioni coinvolte di disporre di un vero e proprio "testo unico" in materia di controllo del pericolo di incidenti industriali rilevanti che definisce contestualmente ogni aspetto tecnico ed applicativo senza la necessita di riferimenti a successivi prowedimenti attuativi. 2.3 II quadro programmatico e gli att i normativi di interesse "regionale" II quadro normative attuale della Regione Molise si basa essenzialmente sul Piano di gestione dei rifiuti della regione e su due Piani provinciali. A questi si aggiungono norme per rifiuti particolari o condizioni specifiche. Le principali norme, in ordine cronologico, sono: • Legge regionale 13 dicembre 1999, n. 38 "lstituzione dell'Agenzia regionale per la protezione ambientale del Molise (ARPAM)" e ss.mm.ii.; • Deliberazione di Giunta regionale del 9 settembre 2002 n. 1316, recante l'istituzione della sezione regionale del catasto rifiuti; • Legge regionale 13 gennaio 2003, n. 1 "Disposizioni per l'applicazione del tributo speciale per ii deposito in discarica dei rifiuti solidi, di cui all'art. 3 della legge 28 dicembre 1995, n. 459 e ss.mm.ii.; • Deliberazione del Consiglio regionale del 22 luglio 2003 n. 280, recante approvazione del Piano di Gestione dei Rifiuti della Regione Molise; • Legge regionale del 7 agosto 2003 n. 25 "Norme per l'elaborazione e l'attuazione del Piano di Gestione dei Rifiuti"; • Legge regionale 31 agosto 2004, n. 18 " Modifiche ed integrazioni alla legge regionale 13 gennaio 2003, n. 1, concernente: 'Disposizioni per l'applicazione del tribute speciale per ii deposito in discarica dei rifiuti solidi."; • Legge regionale 27 maggio 2005, n. 22. "Disciplina regionale in materia di rifiuti radioattivi" (dichiarata incostituzionaleJ:on..sentenza del 21-28 giugno 2006, n. 247); .., 35 42 ~ , ,. Pa rte I del PIANO REGIONALE per la GESTIONE DEi RIFIUTI della REGIONE MOUSE • Legge regionale 10 ottobre 2005, n. 34. "Modifiche ed integrazioni alla legge regionale 13 gennaio 2003, n. 1, contenente 'Disposizioni per l'applicazione del tributo speciale per ii deposito in discarica dei rifiuti solidi, di cui all'articolo 3 della legge 28 dicembre 1995, n. 549' nonche determinazione dell'ammontare del tribute con decorrenza dal 1 ° gennaio 2006."; • Deliberazione di Giunta regionale del 29 luglio 2008 n. 890, recante approvazione del Piano per la riduzione dei rifiuti biodegradabili da conferire in discarica ad integrazione del Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti; • Deliberazione di Giunta regionale del 1° marzo 2011 n. 118, recante l'Accordo di Programma quadro relativo alla promozione di interventi per la riduzione e prevenzione della produzione di rifiuti e per lo sviluppo di nuove tecnologie di riciclaggio; • Deliberazione di Giunta regionale del 30 agosto 2011 n. 734, recante concessione del contribute regionale per ii potenziamento del servizio di raccolta differenziata. Si riporta una breve descrizione dei piu significativi di questi provvedimenti. 2.3.1 II Piano di gestione dei rifiuti della regione Molise (OCR 280 del 22/07/2003 e LR 07/08/2003) II Piano estate pubblicato sul Supplemento al B.U.R.M. n. 21 del 16/10/2003. Si articola nei seguenti capitoli: l. I criteri generali di localizzazione degli impianti per la gestione dei rifiuti; 2. La tipologia ed ii complesso degli impianti di smaltimento e recupero dei rifiuti urbani; 3. II complesso delle attivita e dei fabbisogni degli impianti necessari; 4. La stima dei costi per le operazioni di recupero e smaltimento; 5. I criteri per l'individuazione da parte delle Province delle aree idonee e non idonee alla localizzazione degli impianti di smaltimento e recupero dei rifiuti; 6. Le iniziative dirette a favorire ii recupero di energia dai rifiuti; 7. Le iniziative dirette a limitare la produzione dei rifiuti e a favorire ii riutil izzo, ii riciclaggio ed ii recupero. 8. Le misure atte a favorire la regionalizzazione della raccolta, cernita e smaltimento dei rifiuti urbani; 9. I tipi, le quantita e l'origine dei rifiuti da selezionare e da smaltire; 10. Le disposizioni per i rifiuti di tipo particolare e speciali. Detta le regale generali per la corretta gestione dei rifiuti nella regione basandosi essenzia lmente su: • Riduzione della produzione dei rifiuti 36 ~ , ...,,. Parte I del PIANO REGIONALE per la GESTIONE DEi RIFIUTI della REGIONE MOUSE • Differenziazione progressiva degli stessi • Recupero energetico • Gestione unitaria dei rifiuti urbani tra comuni limitrofi • Necessita e corretto uso di impianti prossimi a luoghi di produzione • Riduzione dei quantitativi di rifiuti destinati alla discarica. E' la norma ancora oggi in vigore e detta le regole per la redazione delle disposizioni operative costituite dai Piani Provincia li. II nuovo PRGR ne costituisce la naturale evoluzione, per dotare la Regione di uno strumento aggiornato tecnicamente ed adeguato alle vigenti normative. 2.3.2 II Piano Provinciale di gestione dei rifiuti della Provincia di lsernia (DCP 269 del 11/10/2004) II Piano e stato pubblicato sul Supplemento ordinario al B.U.R.M. n. 28 del 16/12/2004. Si articola in: A. Rifiuti urbani e raccolta differenziata • produzione di rifiuti urbani • rendimento delle raccolte differenziate • destine dei rifiuti a smaltimento • evoluzione della produzione di rifiuti urbani • sintesi delle previsioni degli strumenti di pianificazione • criteri di riorganizzazione e gestione del servizio di raccolta differenziata • analisi quantitativa e valutazioni economiche • bilanci economici di gestione B. Rifiuti speciali • produzione dei rifiuti speciali • destine dei rifiuti specia li • evoluzione della produzione di rifiuti speciali • analisi dei fabbisogni impiantistici • valutazione complessiva degli oneri finanziari connessi alla realizzazione degli interventi c. D. E. F. G. • comparto rifiuti urbani e raccolta differenziata • comparto rifiuti speciali Fase transitoria Comparto rifiuti urbani e raccolta differenziata Comparto rifiuti speciali Strategie comuni / Approvazione del piano e termini per la presenta1ione dei progetti 37 ';I Parte I del PIANO REGIONALE per la GESTIONE DEi RIFIUTI della REGIONE MOUSE .. .., H. Procedure per l'approvazione del piano I. Termini per la presentazione dei progetti 2.3.3 11 Piano Provinciale di gestione dei rifiuti della Provincia di Campobasso (OCR 25/2 del 30/04/2004) II Piano e stato pubblicato su l Supplemento ordinario al B.U.R.M. n. 28 del 16/12/2004.Contiene: A. La determinazione delle caratteristiche, dei tipi, delle quantita e dell'origine dei rifiuti da recuperare e da smaltire; B. II rilevamento e la descrizione dei servizi di raccolta differenziata e degli impianti esistenti di t rattamento, di recupero, di riciclo e di innocuita finalizzata allo smaltimento dei rifiuti non pericolosi; C. L'individuazione del sistema integrato dei servizi di raccolta differenziata e delle relative attivita di recupero; D. L'individuazione delle frazioni oggetto di raccolta differenziata in relazione agli obiettivi e relative modalita di recupero; E. L'individuazione di tutte le zone idonee alla localizzazione degli impianti di smaltimento e recupero dei rifiuti, sulla base dei criteri stabiliti dal Piano Regionale; F. Le modalita per l'attuazione del Piano; G. I criteri per la localizzazione ed ii dimensionamento delle aree da adibire a centri di raccolta di veicoli a motore, rimorchi e simili, nonche delle modalita della loro gestione; H. La valutazione degli oneri finanziari connessi alla realizzazione degli interventi; I. Termini entro i quali devono essere presentat i i progetti e realizzati gli interventi di adeguamento o costruzione degli impianti di smaltimento. 2.3.4 II Piano regionale per la raccolta, la decontaminazione e lo smaltimento degli apparecchi contenenti PCB e dei PCB in essi contenuto, soggetti e non soggetti ad inventario (OCR 133 del 18/05/2004) II Piano regionale per la raccolta, la decontaminazione e lo smaltimento degli apparecchi contenenti PCB e dei PCB in essi contenuti, soggetti e non soggetti ad inventario, e stato pubblicato sul supplemento al BURM. n. 16 del 16/08/2004. 38 ~ "'~ Parte I del PIANO REGIONALE per la GESTIONE DEi RIFIUTI della REGIONE MOUSE 2.3.5 II Piano per la riduzione dei rifiuti urbani biodegradabili da conferire in discarica (DGR 280 del 29/07/2008} II Piano contiene le indicazioni per la riduzione dei rifiuti biodegradabili da conferire in discarica in attuazione del D.Lgs. 36/2003. 39 Parte I del PIANO REGIONALE per la GESTIONE DEi RIFIUTI della REGIONE MOUSE 3 ACRONIMI AIA Autorizzazione lntegrata Ambienta le APC Air Pollution Control (sistema di controllo dell'inquinamento) CHP Combined Heat and Power CSM Centro Selezione Multimateriale css Combustibile Selezionato Secondario FOS Frazione Organica Stabilizzata IPPC Integrated PollutionPrevention and Control (prevenzione e controllo integrato dell'inquinamento) MBT Mechanical Biological Treatment (trattamento meccanico biologico) MFA Material Flow Analysis (analisi dei flussi dei materiali) LCA Life Cycle Assessment (valutazione del ciclo di vita) PCI Potere Calorifico lnferiore PRGR Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti RAEE Rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche Raccolta Differenziata(frazione di rifiuti secchi ed umidi raccolti in maniera RD differenziata rispetto al totale dei rifiuti urbani raccolti nel medesimo ambito) RS Rifiute Speciale RU Rifiuto Urbano RUP Rifiuto Urbano Pericoloso RUR Rifiuto Urbano Residua le alla raccolta differenziata SFA Substance Flow Analysis (analisi dei flussi delle sostanze) 40 Parte I del PIANO REGIONALE per la GESTIONE DEi RIFIUTI della REGIONE MOLISE 4 BIBLIOGRAFIA Arena U. (2012) Scelte sostenibili ed equilibrate per la gestione dei rifiuti urbani. ARC Ambiente Rischio Comunicazione, 2:4-15 (disponibile su http://www.amracenter.com/it/pubblicazioni/rivista-amra-ambiente-rischio comunicaz ione.html ) Arena U. (2013} L 'insostenibile invisibilita dei rifiuti speciali. Ambiente Rischio Comunicazione, 6: 4-13 (disponibile suhttp://www.amracenter.com/it/pubblicazioni/rivista amra-ambiente-rischio-comunicazione.html ) Arena U. e F. Di Gregorio (2014) A waste management planning based on substance flow analysis.Resource, Conservation and Recycling, 85:54-66 Arena U., Massarutto A., L. Morselli (2013) Verso una reale sostenibilita de/la gestione rifiuti: comunicazione, tecnologie, strumenti trasparenti di governante. In: Cicio dei rifiuti: governare insieme. Economia, ambiente, territorio, Rapporto 2012-2013 di Italia Decide, Associazione di Ricerca a-partisan per la qualita delle politiche pubbliche, Soc. Editrice II Mulino, p. 397-405, 2013. ISBN:978-88-15-24409-3 Bartl A. (2011) Barriers towards achieving a zero waste society, Waste Management, 31:2369-2370 Bartl A. (2011) Zero waste: a desirable goal or empty words?, Proceedings Sardinia 2011, Thirteenth International Waste Management and Landfill Symposium, S. Margherita di Pula, Cagliari, Italy; 3 - 7 October 2011, CISA Publisher, Italy, ISBN 978-88-6265-000-7. Bianchi D. (a cura di) (2008) JI riciclo ecoefficiente, lstituto di ricerche Ambiente Italia, Edizioni Ambiente, ISBN 978-88-89014-95-0 Brunner P.H. e Rechberger H. (2015) Waste to energy - key element for sustainable waste management. Waste Management, 37:3-12 Direttiva 2008/98/CE del Parlamento Europeo e del Consiglio in tema di Rifiuti, GU del la UE, 22/11/2008 Doberl G., Huber ft, Brunner P.H., Eder M., Pierrard R., Schonback W., Fruhwirth W., Hutterer H., Long term assessment of waste management options - a new, integrated and goal-oriented approach, Waste Management& Research, 20/4: 311-327 (2002) EC-IPPC, European Commission - Integrated Pollution Prevention and Control (2006a) Reference Document on the Best Available Techniques for Waste Incineration. August 2006 EC-IPPC, European Commission - Integrated Pollution Prevention and Control (2006b} Reference Document on the Best Available Techniques for Waste Treatments. August 2006 41 ~ Parte I del PIANO REGIONALE per la GESTIONE DEi RIFIUTJ della REGIONE MOUSE .......... Lechner P. e Huber-Humer M. (2011) The Road To Sustainable Landfilling, Proceedings of Thirteenth International Waste Management and Landfill Symposium, S. Margherita di Pula, Cagliari, Italy; 3 - 7 October 2011, CISA Publ isher, Italy, ISBN 978-88-6265-000-7, p. Ill Hoornweg D. e Bhada-Tata P. (2012) What a Waste. A Global Review of Solid Waste Management, The World Bank Report n. 15 Mastel lone M.L., Brunner P.H., Arena U. (2009). Scenarios of waste management for a waste emergency area: a substance flow analysis. Journal of Industrial Ecology, 13/5: 735-757 Singh J., Laurenti R., Sinha R., Frostell B. {2014) Progress and challenges to the global waste management system. WM&R, 32/9: 800-812 42 REGIONE MOLISE PROPOSTA DI PIANO REGIONALE per la GESTIONE DEi RIFIUTI della REGIONE MOLISE PARTE II. PIANIFICAZIONE DELLA GESTIONE DEi RIFIUTI URBANI La Proposta di Piano Regionale per la Gestione dei Rifiuti e stata preparata dal Servizio Tutela Ambientale de/la Regione Molise in collaborazione con ii Dipartimento di Scienze e Tecnologie Ambientali, Biologiche e Farmaceutiche de/la Secondo Universita degli Studi di Napoli, netrambito de/la convenzione con la Regione Molise di cui al DGR n.124 de/ 20/03/2015, relativa a/le Parti I e II di questa Proposta di Piano. Ogni parte di tale documento pub essere riprodotta senza esplicita autorizzazione purche la fonte e gli autori siano correttamente citati. Parte It del PIANO REGIONALE per la GESTIONE DEi RIFIUTI della REGIONE MOUSE SOMMARIO 1 Produzione ed attuale gestione di rifiuti urbani a livello regionale e provinciale 8 1.1 Produzione regionale di RU 1.2 Dotazione impiantistica esistente sul territorio regionale 1.2.1 Schede dei singoli poli impiantistici 1.2.1.1 Polo impiantistico di Tufo Colonoco (IS} 1.2.1.2 Polo impiantistico di Montagano (CB) 1.2.1.3 Polo impiantistico di Guglionesi (CB} 1.2.1.4 lmpianto di termovalorizzazione di Pozzilli (IS) 1.2.1.5 lmpianto di selezione di Pozzilli (IS} 1.2.2 Dotazione impiantistica totale per tipologia di trattamento 1.3 Fattori che possono determinare criticita gestionali 1.4 Scenari "Status Quo" 2 Delimitazione degli Ambiti Territoriali Ottimali 3 Dati di composizione delle diverse correnti di rifiuto 3.1 Composizione merceologica ed elementare del rifiuto urbano 8 13 15 15 16 17 18 19 19 21 21 27 29 29 3.2 Efficienze di intercettazione e composizione merceologica ed elementare del rifiuto differenziato e di quello residuale 32 4 Programmi per la riduzione dei rifiuti 4.1 Obiettivi di un programma di riduzione dei rifiuti 4.2 Pianificazione di una riduzione dei rifiuti urbani 5 Pianificazione della Raccolta Differenziata a livello regionale 44 44 47 52 5.1 Ruolo della raccolta differenziata in un sistema di gestione integrata dei rifiuti 52 5.1.1 5.1.2 II Sistema CONAI La comunicazione per la formazione e l'informazione 53 55 3 Parte II del PIANO REGIONALE per la GESTIONE DEi RIFIUTI della REGIONE M OUSE 5.1.3 Raccolta stradale e raccolta domiciliare 5.2 Sistemi di raccolta differenziata attivi in regione Molise 56 58 5.3 Linee guida per la corretta implementazione della raccolta differenziata in un sistema di gestione integrata dei rifiuti 61 5.3.1 5.3.2 Obiettivi della raccolta differenziata Possibili modelli gestionali 5.4 Sistemi di controllo e monitoraggio delle prestazioni 5.4.1 lndicatori per la qualita della raccolta differenziata 61 63 69 70 5.5 lmpiantistica attualmente disponibile a supporto della raccolta differenziata 74 5.6 Costi attuali della gestione dei rifiuti urbani 75 6 Valutazione del fabbisogno impiantistico 79 6,1 Caratteristiche dei diversi trattamenti delle frazioni non riciclabili del rifiuto urbano 79 6.1.1 Trattamento aerobico della frazione organica da raccolta differenziata e di quella separata meccanicamente negli impianti di tritovagliatura 79 6.1.2 Trattamento anaerobico della frazione organica da raccolta differenziata 79 6.1.3 Trattamento termico della frazione secca residuale non riciclabile e del combustibile selezionato secondario (CSS) 81 6.1.4 Conferimento in discarica controllata 6.2 Approccio metodologico alla pianificazione impiantistica 6.3 Descrizione degli scenari di gestione 6.4 Valutazione comparata dei diversi scenari di gestione 6.4.1 6.4.2 Criteri di valutazione Risultati della valutazione comparata degli scenari 84 84 88 94 94 98 6.5 Confronto tra gli scenari di gestione e definizione dello Scenario di Piano 121 6.6 Dotazione impiantistica necessaria 125 4 Parte II def PIANO REGIONALE per la GESTIONE DEi RIFIUTI della REGIONE MOLISE 6. 7 Considerazioni conclusive 7 Programmazione dell' impiantistica regionale 7.1 lmpianti a supporto della filiera del riciclo 7.2 lmpianti di discarica 7.2.1 7.2.2 Evoluzione della domanda di impianti discarica e scenari transitori Programmazione degli impianti di discarica 8 Valutazioni economiche sulle diverse fasi delta gestione dei rifiuti urbani 8.1 Premessa 8.2 Dati di composizione e produzione dei rifiuti 8.3 Previsione dei costi di gestione delle raccolte 8.4 Previsione dei costi di gestione delle fasi impiantistiche 8.5 Previsione dei ricavi derivanti dal recupero 8.6 Stirna delta tariffa dell'intero ciclo di gestione 126 128 128 128 128 130 132 132 133 137 140 144 145 9 Criteri per la esclusione delle aree non idonee alla localizzazione degli impianti 148 9.1 lmpianti di discarica per rifiuti inerti 149 9.2 lmpianti di discarica per rifiut i non pericolosi 156 9.3 lmpianti di discarica per rifiuti pericolosi 158 9.4 lmpianti di discarica di qualsiasi t ipologia 160 9.5 lmpianti industriali a predominante trattamento termico 161 9.6 lmpianti industriali di trattamento meccanico, chimico1 fisico e biologico 162 9.7 Quadro riepilogativo dei vincoli cogenti 163 9.8 Raccomandazioni 166 9.8.1 9.8.2 Raccomandazioni genera Ii valide per tutte le tipologie impiantistiche Raccomandazioni valide per discariche di rifiuti inerti 166 171 5 Parte II del PIANO REGIONALE per la GESTIONE DEi RIFIUTI della REGIONE MOUSE 9.8.3 Raccomandazioni valide per discariche di rifiuti non pericolosi 172 9.8.4 Raccomandazioni valide comunemente per discariche di rifiuti pericolosi e non pericolosi 173 9.8.5 Raccomandazioni valide comunemente per discariche di rifiuti pericolosi e non pericolosi che accettano rifiuti contenenti amianto 174 10 Definizione dei criteri preferenziali per la localizzazione impiantistica 175 11 Check list per la valutazione della conformita delle nuove proposte di impianti ai principi di localizzazione contenuti nel PRGR 185 12 Linee guida per la predisposizione del piano di monitoraggio 12.1 II sistema degli indicatori di performance 12.1.l Quadro di sintesi degli indicatori economico-ambientali 13 14 15 Attivita promosse dalla Regione Bibliografia Acronimi ALLEGATI 1 Grafi risultanti dalle Analisi di Flusso di Materia e di Sostanze 1.1 Flussi di materia e di sostanze per lo scenario Status Quo 1.2 Flussi di materia e di sostanze per lo scenario 35% RD 1.3 Flussi di materia e di sostanze per lo scenario 50% RD 1.3.1 Flussi di materia e di sostanze per lo scenario 65% RD 186 186 192 199 200 206 208 209 209 214 219 224 2 Check list per la va lutazione della conformita delle nuove proposte di impianti ai principi di localizzazione contenuti nel PRGR 229 2.1 Check list per la valutazione della conformita di proposte di nuove discariche di rifiuti inerti ai principi di localizzazione. 230 2.2 Check list per la valutazione della conformita di proposte di nuove discariche di rifiuti non pericolosi ai principi di localizzazione 236 6 Pa rte II del PIANO REGIONAL[ per la GESTIONE DEi RIFIUTI della REGIONE MOUSE 2.3 Check list per la valutazione della conformita di proposte di nuove discariche di rifiuti pericolosi ai principi di localizzazione 242 2.4 Check list per la valutazione della conformita di nuove proposte di impianti di trattamento termico o impianti di trattamento meccanico biologico e chimico fisico ai principi di localizzazione 248 7 Parte II del PIANO REGIONALE per la GESTIONE DEi RIFIUTI della REGIONE MOUSE 1 PRODUZIONE ED ATTUALE GESTIONE DI RIFIUTI URBANI A LIVELLO REGIONALE E PROVINCIALE 1.1 Produzione regionale di RU la produzione complessiva dei rifiuti urbani in Molise e riportata in Tabella 1 come stimata dal Rapporto Rifiuti Urbani 2014 di ISPRA, con riferimento all'anno 2013. RU RUR RD t/a kg/(ab t/a % t/a % ·anno) ITALIA 29.594.665 487 17.085.784 57,73 12.508.881 42,27 MOUSE 124.075 394 99.435 80,14 24.640 19,86 Campobasso 88.960 391 67584 75,97 21376 24,03 lsernia 35.115 402 31851 90,71 3264 9,30 Tobe/la 1 Produzione di RU e percentuali di RD in Italia e in Regione Molise. RU=rifiuti solidi urbani; RD=raccolta differenziata; RUR=rifiuti urbani residuali a/la racco/ta differenziata. (Fonte: Rapporto ISPRA, 2014) la produzione di rifiuti urbani si e ridotta rispetto al 2012, come su tutto ii territorio nazionale a causa della crisi economica. la produzione specifica regionale (Figura 1) resta piu bassa della media nazionale, probabilmente per la tipologia dei consumi della popolazione molisana rispetto al resto d'ltalia. la provincia di Campobasso rientra tra le province italiane con produzione inferiore a 400 kg/abitante per anno, come mostrato dalla Figura 2 mentre la provincia di lsernia supera di poco questo valore. A fronte di questo livello di produzione si ha, pero, una percentuale di raccolta differenziata che, sia pur maggiore del data molto basso del 2009 (10,35%), e ancora molto inferiore (19,86%) alla media nazionale del 42,27%. Tale criticita e probabilmente legata alla forte dispersione antropica che caratterizza ii territorio e alle difficolta logistiche di gestione dei servizi di raccolta in modo coordinate ed economicamente efficiente presso i piccoli comuni. 8 700 'g600 C :' 1500 c :::, ~400 'ii e e Joo 0. g 0 ' !::1200 5 ~ 100 0 • • Parte II del PIANO REGIONALE per la GESTIONE DEi RIFIUTI della REGIONE MOLISE ■2012 112013 . . ..., ~- · " ·l; 0 " ~ 3 ] :-<: .i E "' ..J :::, .£ ~ i g ..J ! " 0 " " = " "' j ~ t; ft i ·c :g !l .D 5 .. ... .,, > ] " g a :;;; ~ C: < Cll ·s u St t; > ·E " Figura 1 Produzione pro-capite di rijiuti urbani nelle Regioni italiane. (Fonte: Rapporto Rifiuti ISPRA, 2014). Province con produ:<lonc pro cnpile d i rifiuti urbaui minore o ugunle, nel 20 13, a 400 kgfabilante per •nno, 11nni 2012 - 2013 500 450 ~ 400 g :' 350 1 .0 {,, 300 c ::i 250 c,:: ~ 200 C ·a 2 150 e c. 100 1 § '§ 50 I o "' "' .... "'cl; ~ .... = , 1 , f. >- · >- . I.. ~ < ~ UJ f < ..J ::. < > 0 Cl > 0 .... "' .... .... 1 , 1 ..... UJ z 0 z vi 0 c,:: u. 0 20 12 ■2013 o"' o- g:- r---o "' co .... ~ ..,..,. M~ "'"' °'0 """' ... ... ,..., Meo ,..., .... ,.., rr- - ... M N 0 , , , · I I I , . - , I - . ,- ,- 1-. 1- - - 1- 1- - 1- - >- 1- · I >- - I >- ·- t- ,.. · ... ~ 0 0 ~ i:5 < 0 z "' z z c,:: "' < z :z 0< t-:J < UJ UJ - c ..J 5 u o UJ 0. < > "' "- ::. ::F. ::F. 6 < u a, co,-. ... ..., ~,o ...."' .... ~:;; N ,.., M~ ;3;..., ;3;~ .... 00 ~a M F- ""!:> ....... ' r~· r'1 1 , I t 1 ' I- 1- ·- ,- 1- - - 1- - - I· ,- ,- >- - - - ·- - ·- ,-. - ·- ..... ~ 0 0 ;:j 0 0 ~ 0 z "' 0,: z !ii ;:: > z 0 :::i f w UJ ::, ...., V, UJ V) f- z ::s > c,:: UJ ~ f- 2 > ...., Ul 0 < 8 z UJ Cl Figura 2 Province italiane con produzione pro-capite di rifiuti urbani inferiore a 400 (kg/ab,anno). (Fonte: Rapporto Rifiuti ISPRA, 2014). 9 Parte II del PIANO REGIONALE per la GESTIONE DEi RIFIUTI della REGIONE MOLISE II quadro gestionale appare ancora piu critico esaminandone l'andamento nel tempo. I grafici che seguono mostrano per le singole regioni italiane la percentuale di raccolta differenziata di RU negli anni 2012-2013 {Figura 3) e i quantitativi di raccolta differenziata pro capite di RU {Figura 4). Si noti che a fronte di un andamento del la produzione di rifiuti praticamente costante negli anni si e avuto un sign ificativo miglioramento della raccolta differenziata nella quasi totalita delle regioni italiane, con t rend di crescita significativi. II Molise e agli ultimi posti sia in termini assoluti che specifici. 65 - - ,; -- 60 • 55 .. ! .,. 50 • 45 40 ~ 35 + ~ 30 j 25 5 20 e g 15 LO • 5 0 ... ... "" . ... -... ... .. ... ... .... ... I .... - , '"' ,... ... - .... ... ... •· , ... , ... ... I • ... - ... ... ,- I ... - ... -~ --- - --- -- -- - - " ------- - - - -obietlivo 2012 - -------- -- - - --- - -- - -obietti, o 2011 obieuivo 2009 ... , ,- , .. ,- ,... , r- ... ... ... .... ... ... .. .... , . .... re ... , ... .... ... t- ... r- r- , ... t- , . ,. , .... - --.. ... . ... ... - - ,- ,- ,- ,- , ... ,- .... ,- ... r- ,... . ,... ... ,... ,... r- .. - f . ,- ,- ... ~ "' ~ C ·~ 2 ~ c. "" E .,, !,! a < ;; > ■2012 lil2013 Figura 3 Percentuali di raccolta differenziata de/le regioni italiane. {Fonte: Rapporto Rifiuti ISPRA, 2014). 10 59 Parte II del PIANO REGIONALE per la GESTIONE DEi RIFIUTI della REGIONE MOUSE Pro capite d i r acrolta d lfrttffl.liata dd rifiali lll'tlaal per ttgkln<!, tu1D.i 2012 - 20 lJ 350 ::i;i ,':i 300 ; I 250 0 150 • ..:: ~ ,,a. ,., ~ ,J I I I I u 0 cil ii ~ < ~ ~ < s ·; ! I: ~f"I ~~ :::;~ 0 !IC ,, r;'t ':~ ~ ~ ; C"t ,~ Et 11 II,.. ,-. I I II 11 >-· . - f • I I II g . !! .. 2 " ,. .. :i s i 'E ·c [! g ,:; .. 0 ;; 5 ll "' :E i': 5 .. ... "A .!t i:!: C: 6 ;; ..I > > :3 ~ ~~ ... ~ ~ - -~ ~~~~ I - - - !:: i ,- - g~ I I . .. . IJ !'! < 0 .. • g . !! a, ::; !;j ·;; ·c: 1:1 :i, .. ~ .SI < ii E .., d: "' t:: ;.:i .. < c, V. .. a ,g "ij al Figura 4 Quantitativi pro capite di racco/ta differenziata nel/e regioni ita/iane {Fonte: Rapporto ISPRA, 2014) Dalla Figura 3 si pub notare l'enorme distanza che ancora esiste tra gli obiettivi fissati dalla legge e la situazione reale della regione. Comunque, nel 2013 e stata per la prima volta superata la soglia del 19%, che resta pero lontanissima dagli obiettivi del 50% e del 65%, fissati dal D.Lgs. 152/2006. La Tabella 2 mostra che questo, per ora solo accennato, segnale di miglioramento e attribuibile principalmente ai Comuni della provincia di Campobasso. Pro,inci:1 I Popolazion~~ 2013 PESCARA 322.401 159.050 153.053 47.372 47.425 29,8% 31,0% CHIETI 393.734 172.205 164.131 80.282 82.646 46,6% 50,4% ABRUZZO 1.333.939 626.639 600.016 237.471 257.344 37,9% 42,9% CAMPOBASSO 227.482 90.428 88.960 19.859 2 1.376 22,0% 24,0% ISERNIA 87.243 36.086 35.116 3.360 3.264 9,3% 9,3% MOLlSE 314.725 126.SlJ 124.075 23.219 24.640 18,4% 19,9% Tabel/a 2 Produzione di RU e di RD nelle province de/ Mo/ise (Fonte: Rapporto /SPRA, 2014) 11 Parte II del PIANO REGIONALE per la GESTIONE DEi RIFIUTI della REGIONE MOUSE La Tabella 3 mostra come la regione Molise ricorra ad un uso intensivo, quasi esclusivo, dell'opzione discarica, per un valore pari al 113% (spiegabile con le quantita di rifiuto ricevute dalle altre regioni) che e ii piu alto del territorio nazionale. Come gia accennato, lo smaltimento definitivo in discarica e la peggiore opzione di gestione dei RU dal punto di vista dell'impatto ambientale, della gestione del territorio, e del lo sviluppo economico. Dovrebbe essere impiegato solo come destino del le frazioni residuali di altre forme di gestione. lnoltre le discariche sono in via di esaurimento su tutto ii territorio nazionale e non e pensabile aprirne di nuove senza una programmazione che stabilisca anche i criteri di localizzazione dei siti di smaltimento sul territorio regionale, in linea con obiettivi e principi gia richiamati in questo documento. Valle d' Aosta 45 58 n 42 55 73 40 55 Lomb.vdia 4.824 322 7 4.627 366 8 4.595 268 6 Tremino Alto Adige 522 134 26 505 123 14 495 94 19 Veneto 2.305 318 14 2.214 241 11 2..213 197 9 Friuli Venezia Giulia 575 71 12 551 40 7 546 37 7 Ligurin 962 714 74 919 608 66 890 569 64 Emilia Romagna 2.919 727 25 2.801 839 30 2.780 857 31 Nord 14.345 3.240 23 13.72-0 2.995 n 13.595 2.784 20 Toscnna 2.373 1.008 42 2253 957 41 2.234 833 37 Umbria 507 315 62 488 292 60 470 257 55 Marche 822 503 61 801 455 57 764 397 52 LB2io 3.316 2.357 7 1 3.199 2..085 65 3.160 1.446 46 Centro 7.018 4.183 60 6.741 3.790 6.6i.28 l.933 44 A 9 Molise 133 121 9 1 127 105 124 141 113 Campa.nia 2.640 645 24 2.554 320 13 2..545 493 19 Puglia 2.095 1.229 59 1.972 1.236 63 1.928 1.284 67 Ba.,i licatn 220 175 80 219 120 55 207 119 57 Calabria 898 669 75 852 697 82 833 591 71 Sicilia 2.580 2.341 91 2.426 2.023 83 2.391 2.227 93 Sardegna 795 355 45 755 289 38 742 255 34 Sud 10.023 5.783 58 9.532 4.936 52 9.371 5.203 56 lttlla 31.386 13.206 42 29.994 11.720 39 29.595 10.911 37 Tabel/a 3 Quantita di RU prodotti e sma/titi in discarica nelle regioni italiane {Fonte: Rapporto ISPRA, 2014} 12 Parte II del PIANO REGIONALE per la GESTIONE DEi RIFILITI delta REGIONE MOUSE Sulla base delle considerazioni appena riportate, si sono assunti come base di partenza per le elaborazioni del PRGR i dati di produzione riportati nella successiva Tabella 4. Essi assumono una produzione annua di rifiuti sostanzialmente costante con ii dato riportato nell'ultimo Rapporto ISPRA disponibile, per tener conto sia dell'andamento decrescente a livel lo nazionale degli ultimi anni, fortemente influenzato dalla crisi economica sia dei primi segnali di inversione dell'andamento dei consumi ufficializzati negli ultimi mesi sia da ancora dell'evidenza che la produzione del Molise e gia tra le piu basse di tutto ii Paese. La stessa Tabella riporta anche le produzioni specifiche (pro-capite) di ciascuna provincia, per sottolineare la sostanziale omogeneita sul territorio regionale. Popolazione, Produzione Produzione Produzione % abitanti RU, RU, t/anno RU, kg/(ab.·giorno) t/ giorno Campobasso 227.482 1,07 88.960 244 71,7 lsernia 87.243 1,10 35.115 96 28,3 MOUSE 314.725 1,08 124.075 340 100,0 Tobe/la 4 Dati di produzione specifica giornaliera e produzione complessiva annua dei rifiuti solidi urbani nelle Province de/ Molise, assunti come base per le elaborazioni de/ PRGR. Si deve qui sottolineare che nelle elaborazioni riportate nei successivi capitoli si e tenuto conto delle eventuali incertezze dovute alla possibile, sia pur contenuta, variabilita insita nei dati di partenza. Cib con particolare riferimento alla produzione complessiva giornaliera di rifiuti pari a 340 tonnellate (valore di input di tutti i layer svi luppati per l'analisi degli scenari futuri) per ii quale e stata considerato un intervallo di variabilita pari a ±2%. Tale percentuale di incertezza assorbe, ragionevolmente, tutti i fattori che potenzialmente possono influenzare ii dato riguardante la produzione di rifiuti. 1.2 Dotazione impiantistica esistente sul territorio regionale Si riporta di seguito ii quadro, aggiornato al dicembre 2014, della dotazione impiantistica dedicata gia esistente sul territorio regionale e di quella che presenta uno stato avanzato di realizzazione o di programmazione, cosl come valutabile sulla base di documenti ufficiali -t 13 Parte II del PIANO REGIONALE per la GESTIONE DEi RIFIUTI della REGIONE MOLISE (sostanzialmente le Autorizzazioni Integrate Ambientali rilasciate con Determinazione Dirigenzia le dalla Regione Molise), delle schede pervenute dai gestori e delle risultanze delle visite sul campo. Si tratta quindi della lista degli impianti gia disponibili, o in procinto di esserlo, in Molise, a servizio della gestione dei rifiuti. Si tratta quindi di impianti che vanno necessariamente tenuti in canto, al di la de!le scelte e degli atti che deriveranno dalla pianificazione contenuta in questo PRGR. Ad oggi, ii sistema di trattamento e smaltimento dei rifiuti urbani in Regione Molise si articola su quattro poli impiantistici, localizzati rispettivamente in: • Guglionesi, presso Termoli, Provincia di Campobasso • Montagano, Provincia di Campobasso • Pozzilli, Provincia di lsernia • Tufo Colonoco, Provincia di lsernia oltre ad una serie di dotazioni impiantistiche a supporto delta filiera della raccolta differenziata (centri di raccolta, impianti di selezione, impianti di riciclo), che sono dettagliate nel capitolo 5. Di seguito si riportano le schede di questi poli impiantistici, elaborate sulla base dei documenti prima citati e delle informazioni ricevute dagli operatori nel settembre 2015. 14 Parte II del PIANO REGIONALE per la GESTIONE DEi RIFIUTI della REGIONE M OUSE 1.2.1 Schede dei singoli poli impiantistici 1.2.1.1 Polo impiantistico di Tufo Colonoco (JS) Societa Localizzazione Autorizzazioni Smaltimenti Sud Sri lsernia, localita "Tufo Colonoco" Sito di proprieta della Smaltimenti Sud Sri e gestito dalla stessa societa. lmpianto di trattamento meccanico biologico, impianto di compostaggio e discarica autorizzati AIA con Determinazione Dirigenziale n.14 del 13/07/2015 Tipologia lmpianti e 1. Trattamento meccanico di selezione, con potenzialita 91.250 t/a di rifiuti Potenzialita {inclusi rifiuti da raccolta differenziata). 2. Trattamento biologico di stabilizzazione della frazione organica da RD dei RU, con potenzialita di 18.000 t/a. 3. Discarica autorizzata per un quantitativo di rifiuti pari a 85.000 m3 /a . A questi si aggiunge una quantita di compost fuori specifica, utilizzato come materiale di ricopertura {"capping") per discarica, che ammonta al massimo al 20% in massa dei rifiuti conferiti annualmente in discarica. Ne deriva una quantita di rifiuti media giornaliera smaltita autorizzata pari a 285 t/g. II volume residua al 31/12/2014 e di circa 380.272 m3 . Possibili estensioni II gestore dell'impianto nella domanda di Autorizzazione lntegrata del servizio Ambientale, protocollo n. 103192 del 10 novembre 2014, ha, inoltre, chiesto l'ampliamento del bacino della discarica per 516.160 m3; attualmente e in atto presso ARPA Molise ii procedimento istruttorio per la Valutazione di lmpatto Ambientale e, qualora ii procedimento avra esito positivo, si procedera ad un aggiornamento dell'atto autorizzativo. 15 Parte II del PIANO REGIONALE per la GESTIONE DEi RIFIUTI della REGIONE MOLISE 1.2.1.2 Polo impiantistico di Montagano (CB} Soggetto Gestore Localizzazione Giuliani Enviroment Sri -Via Principe di Piemonte, 2 - Campobasso Montagano (CB), localita "Colle Santo Ianni". Sito di proprieta della Comunita Montana "Molise Centra le", C. da Vazzieri, 2 in localita Poggio Verde, Ferrazzano (CB}. Autorizzazioni lmpianto di trattamento rifiuti solidi urbani e differenziati autorizzato AIA con con Determinazione Dirigenziale n.12 del 23/06/2015 Tipologia lmpianti e 1. Trattamento meccanico di selezione dei RUR, con potenzialita di Potenzialita 55.000t/a. 2. Trattamento di selezione di frazioni secche da RD, con potenzialita di 20.000 t/a. 3. Trattamento biologico di compostaggio a biocelle, con potenzialita di 14.400 t/a. 4. Discarica autorizzata per 39.000 m3 /a con volume residua al 01/01/2015 pari a 113.000m3 . Possibili estensioni II gestore dell'impianto la ditta Giuliani Environment, con nota protocollo n. del servizio 59125 del 25 maggio 2015 ha chiesto la delocalizzazione della sola area di discarica dall'attuale sito in localita Colle S. Ianni in agro di Montagano {CB) al nuovo sito in agro di Oratino {CB). 16 Parte II del PIANO REGIONAL£ per la GESTIONE DEi RIFIUTI della REGIONE MOUSE 1.2.1.3 Polo impiantistico di Guglionesi {CB) Societa Loca lizzazione Autorizzazioni Guglionesi Ambiente S.c.a r.l. Guglionesi (CB} Sito di proprieta del Comune di Guglionesi (CB) ed in gestione/appalto alla Guglionesi Ambiente Searl con convenzione in scadenza al 30-08-2024. Sorge in loc. lmporchia-Vallone Cupo, a margine dell'area della "ex-discarica per rifiuti non pericolosi" (chiusa ai conferimenti dal 30-11-2005}. A.I.A. per "lmpianto di selezione e trattamento ed lmpianto di Discarica per Rifiuti non Pericolosi in localita lmporchia - Vallone Cupo in agro del Comune di Guglionesi", rilasciata al gestore (Determinazione Dirigenziale n° 16 del 06.08.2014). Con questa A.I.A. e stato approvato ii progetto di raccordo tra le due discariche ("discarica completata ma non ancora in fase di post -gest ione" e "discarica in esercizio") con utilizzo di ulteriori volumetrie pari a 95.610 m3 oltre quelle gia autorizzate, per un totale complessivo pari a 508.410 m3 di rifiut i abbancati che si avranno al termine del periodo di esercizio. Tipologia lmpianti e 1. Trattamento meccanico di selezione dei RUR, con potenzialita 37.500 Potenzialita t/a. 2. Trattamento di bioessiccazione dei RUR, con potenzialita 37.500 t/a. 3. Discarica autorizzata per 508.410 m3 con volume residua al 31/12/2014 pari a 193.125 m3 (179.626 m3 al 30/06/2015}. 4. Nella stessa area, ma con gestione della societa "Foglia Umberto srl" , e in esercizio un impianto di digestione anaerobica di frazioni organiche, quali residui di lavorazioni agricole e frazione organica da RD dei RU, con potenzialita 27.360 t/a (autorizzazione del Servizio Energia, ai sensi dell'art. 12 del D.Lgs. 387 /2003} Possibili estensioni Ad oggi non e stata avanzata alcuna richiesta di possibile espansione del del servizio bacino della discarica. 17 Parte II del PIANO REGIONALE per la GESTIONE DEi RIFIUTI della REGIONE MOUSE 1.2.1.4 lmpianto di termovalorizzazione di Pozzi/Ji {IS} Societa HERAMBIENTE S.p.A. Loca lizzazione Pozzilli (IS), via dell'Energia - Zona lndustria le Sito di proprieta della HERAMBIENTE S.p.A. e gestito dalla stessa societa. Autorizzazioni A.I.A. acquisita con Determinazione Dirigenziale n. 15 del 14/07/2015 Tipologia lmpianti e Si tratta di un impianto di "coincenerimento" alimentato a CDR da 47 MW Potenzialita termici e 13,4 MW elettrici. Possibili estensioni del servizio Autorizzato per: a) una capacita di 12 t/h (93.500 t/a) di CSS, combustibile di categoria 3.3.2., cioe con PCI non inferiore a 15 MJ/kg, contenuto di Cl ~ 1 % s.s., di Hg mediana ~ 0.03 mg/MJ tq ed 80° percentile~ 0.06 mg/MJ tq b) un carico termico nominale pari a 180.000 MJ/h. In sede di rilascio della autorizzazione AIA, Determina dirigenziale n. 15 del 14 luglio 2015, ii CSS autorizzato e corrispondente alla categoria 3.3.2 e si ritiene autorizzato anche ii CDR ad esso corrispondente. 18 Parte II del PIANO REGIONALE per la GESTIONE DEi RIFllJTI della REGIONE MOUSE 1.2.1.5 lmpianto di selezione di Pozzi/Ii {IS} 1 Societa Smaltimenti Sud srl Localizzazione Pozzilli (IS), Localita Streppate Sito di proprieta della Smaltimenti Sud srl e gestito dalla stessa societa. Autorizzazioni lmpianto di recupero di rifiuti non pericolosi autorizzato con Determinazione Dirigenziale n.36 del 27/04/2014 e n. 10 del 18/02/2015 Tipologia lmpianti e Trattamento meccanico e manuale di rifiuti non pericolosi con potenzialita Potenzialita totale di 61.500 t/a di rifiuti (operazioni R3, R4, R5, R12). Sezioni Codici di recupero Capacita annua t/a Messa in riserva R13 68.850 Selezione, cernita, riduzione R3 - R4 - RS -R12 15.000 volumetrica Recupero rifiuti ingombranti R3 - R4 - R5 -R12 5.000 Recupero differenziato RU - RA R3 - R4 - R5 -R12 25.000 Recupero inerti R4 - RS -R12 10.000 Recupero metalli (ferrosi e non) R4 6.500 1.2.2 Dotazione impiantistica totale per tipologia di trattamento Le informazioni riportate nelle schede precedenti, consentono di tracciare un quadro sintetico della dotazione impiantistica gia disponibile in regione, al 1 gennaio 2015. Nella stessa tabella si riportano anche i dati relativi alle possibili estensioni, di cui si e dettagliato nelle schede. 1 Come da scheda pervenuta dalla ditta Smaltimenti Sud in data 19-09-2015 19 Pa rte II del PIANO REGIONALE per la GESTIONE DEi RIFIUTI della REGIONE MOUSE Potenzialita Tipo di lmpianto Localizzazione (t/a o m3 per le discariche) Tufo Colonoco 91.250 Trattamenti meccanici di Montagano 55.000 selezione RUR Guglionesi 37.500 TOTALE 183.500 Pozzilii2 25.000 Trattamenti meccanici di selezione a secco da RD Montagano1 20.000 TOTALE 45.000 Tufo Colonoco {biost abilizzazione)4 8.000 Trattamenti biologici su Montaga no {biostabilizzazione) 22.000 umido da RU Guglionesi (bioessiccazione) 5 37.500 TOTALE 67.500 Tufo Colonoco (compostaggio) 9 10.000 Trattamenti biologici su Montagano {compostaggio) 14.400 umido da RD Guglionesi (digestione anaerobicai6 27.360 TOTALE 51.760 Tufo Colonoco7 380.000 Montagano 113.000 Discariche Guglionesi8 179.626 TOTALE 672.626 Trattamenti termici Pozzilli 93.500 N.B. Tra parentesi sono riportati i dati di possibili estensioni del servizio. Tobe/la 5 Localizzazione e potenzialita degli impianti esistenti in Regione Matise, distinti per tipo/ogia di trattamento. 2 L'impianto ha completato ii collaudo dei macchinari ed e in fase di commissioning. Entrera presumibilmente in esercizio ad inizio 2016. 3 Con D.D. n. 63 del 18-04-2013, come da osservazione alla proposta di PRGR pervenuta in data 23-11-2015. 4 L'impianto e unico ed e del tipo a biocelle. Opera una biostabilizzazione della frazione organica da RUR e un compostaggio della frazione umida da RD. Nell'anno 2014 l'impiant o ha trattato solo frazione organica da RU, per circa 10.000 t/a. La ripartizione tra biostabilizzazione e compostaggio riportata in tabella e solo indicativa, in quanto con ii crescere dei live Iii regionali di RD l'impianto probabilmente trattera quantitativi crescenti di umido da RD. Nei primi sei mesi del 2015 ha gia compostato 3.300 t di umido da RD. 5 Nell'anno 2014 (in cui l'impianto di bioessiccazione e stato attivo per l' intera annualita), sono state effettivamente conferite 22.786 t/a di rifiuto. Negli anni precedenti sono stati trattati rifiuti fino a 29.000 t/a. 6 Nell'anno 2014 (in cui e stato attivo per l'intera annualita), l'impianto ha funzionato con una potenzialita di 21.593 t/a, ricevendo anche umido da altre regioni. I quantitativi effettivamente conferiti dai Comuni molisani ammontano a 6000 t/a di frazione organica di RD nel 2013 ea poco meno nel 2014, come da comunicazioni di Guglionesi Ambiente S.c. a r.l. 7 Per un prime ampliamento che interessa una volumetria di 500.000 m3 , e stata presentata istanza di VIA presso ARPA Molise, in data 10-11-2014. 8 Al 30-06-2015, come da comunicazioni di Guglionesi Ambiente S.c. a r.l. 20 Pa rte II del PIANO REGIONALE per la GESTIONE DEi RIFIUTI della REGIONE MOLISE 1.3 Fattori che possono determinare criticita gestionali L'analisi del sistema attuale di gestione dei rifiuti urbani in Molise evidenzia alcune realta: 1. L'opzione di gestione dei rifiuti largamente predominante in regione Molise e ii conferimento in discarica, che nel 2013 e stato impiegato, secondo ii rapporto Rifiuti 2014 di ISPRA, per oltre ii 113% (che evidenzia l'esistenza di flussi di rifiuti conferiti da fuori regione). 2. II livello di raccolta differenziata media regionale e a valori bassi (19,86%) e lontanissimi dai valori obbligatori per legge. Nelle condizioni attuali, benche la Regione disponga di diversi siti adatti ad accogliere discariche, si rischia un depauperamento non sostenibile del territorio se non si provvede in tempi brevi ad invertire l'approccio alla gestione dei rifiuti urbani, cominciando da un sostanzia!e incremento della raccolta differenziata, che deve raggiungere in tempi brevi valori per!omeno pari al 50%, per poi arrivare ai valori previsti dalla norma. 1.4 Scenari "Status Quo" II quadro della gestione attuale dei rifiuti urbani, generalmente definito come "Status Quo" o "Stato di fatto", e di seguito descritto graficamente attraverso diagrammi di flusso qua ntificati. Tali grafi sono ii risu!tato di un'analisi di flusso di materia e di sostanze (MFA/SFA)9 , che prevede lo sviluppo di una serie di bilanci di materia, applicati a ciascuna corrente di rifiuto e, quando di interesse, anche a specifici elementi chimici di ciascuna corrente, utilizzando per ogni unita operativa (filiera della selezione e del riciclo, trattamento biologico o termico) adeguati coefficienti di ripartizione, desunti dalla letteratura scientifica, da documenti ufficiali (ad es., AIA degli impianti}, da informazioni ricevute dai gestori e da elaborazioni proprie. 9 Sulla metodologia di analisi e sui valori utilizzati per queste elaborazioni sl ritornera piu dettagliatamente nel paragrafo 6.2. 21 Parte II del PIANO REGIONALE per la GESTIONE DEi RIFIUTI della REGIONE MOUSE II tutto e gestito dal software STAN, messo a punto dalla Technical University of Wien e disponibile gratuitamente in rete, e gia utilizzato per pianificazione di sistemi di gestione rifiuti10 . I grafi riportati dal la Figura 5 alla Figura 7 descrivono l'analisi dei flussi di massa e degli elementi carbonio e cadmio per la situazione impiantistica attuale, indicata come scenario Status Quo, con elaborazioni basate sui dati di produzione di rifiuti riportati da ISPRA nel Rapporto Rifiuti Urbani 2014, che riporta i dati dell'anno 2013 e che e l' ultimo disponibile alla data di elaborazione di questo Piano. D'altra parte ii Servizio Tutela Ambientale della Regione Molise ed i gestori degli impianti dei poli impiantistici descritti nella pagine precedenti, hanno fornito dati aggiornati alla fine del 2014. Si e deciso pertanto, nella non disponibilita dei dati del Rapporto Rifiuti Urbani 2015, di elaborare lo scenario Status Quo con ii valore della percentuale di RD valutato sulla base dei dati di conferlmento a discarica di RUR proveniente dal Molise, cosi come ricevuti dai gestori. Come ci si attendeva, ta le dato e superiore al livello di raccolta differenziata del 19,86% stimato da ISPRA per ii 2013 ed e pari al 24,1%11 . Cio e coerente con l'evidenza che nel 2014 sono entrati in funzione nuovi impianti di trattamento biologico e successivamente e partito ii Piano-Programma "DifferenziaMOLISEmpre" a supporto della RD in tutti i Comuni molisani: questi eventi hanno tutti migliorato ii quadro del recupero di materia dello scenario regionale, rispetto ai valori riportati nel citato Rapporto Rifiuti 2014. I grafi dalla Figura 5 alla Figura 7 stimano quindi un valore di RD per ii 2014 pari al 24,1% ed assumono che tutto ii rifiuto urbano residuale alla RD sia inviato agli impianti di tritovagliatura localizzati nei tre poli impiantistici di cui si e detto. II grafo di Figura 5, in particolare, e stato elaborate evidenziando le correnti di RD, ed indirizzandole ad un unico punto di selezione e poi di riciclo: cio ha lo scope solo di mettere in risalto l'entita complessiva di gueste correnti differenziate ma nella realta e evidente che esse sono poi trattate in piattaforme diverse di selezione, nel diversi poli impiantistici. Si e deciso di non utilizzare i dati di conferimento a discarica del Rapporto Rifiuti Urbani 2014 ISPRA (tabella 3.13)12 ma quelli dedotti dalla Figura 5 ed elaborati con le stesse ipotesi di "buone pratiche" de Ila raccolta differenziata assunte per gli scenari futuri. 10 Si veda ii PRGR della Regione Campania, pubblicato sut BURC n. 8 del 25-01-2012. Si vedano pure: Arena U. e F. Di Gregorio (2014) A waste management planning based an substance flaw analysis. Resource, Conservation and Recycling, 85:54-66 e Mastellone M.L., P.H. Brunner, U. Arena. (2009) Scenarios of Waste Management for o Waste Emergency Area: a Substance Flow Analysis, J. of Industrial Ecology, 13/5:735-757 11 In sede di integrazione della Proposta di PRGR con le osservazioni del pubblico e dei soggetti interessati si e reso disponibile ii Rapporto Rifiuti ISPRA 2015, che riporta un valore di RD regionale per i i 2014 pari al 22,3%. Tale dato e solo leggermente inferlore a quello usato come riferlmento nella redazione del PRGR. 12 anche perche quel dato non tiene conto degli effetti benef,ci dei trattamenti di biostabilizzazione. 22 Pa rte II del PIANO REGIONALE per la GESTIONE DEi RIFIUTI della REGIONE MOUSE Si tenga presente infine che nell'analisi riportata da qui in poi la parte inferiore di questi grafi descrive e quantifica i flussi della filiera del riciclo e del trattamento biologico dell'organico da raccolta differenziata. A rigore, tali rifiuti potrebbero trovare siti di trattamento e/o smaltimento anche fuori regione13 . E' evidente che essi sono pero strettamente collegati alla gestione dei RU e quindi per garantire una reale autosufficienza regionale non possono a priori essere esclusi dalle va lutazioni quantitative su lle esigenze impiantistiche della Molise. Si noti poi che nella Tabella 6, cos) come nelle altre che seguiranno, e stato assunto che la frazione organica stabilizzata (FOS) proveniente dalla fil iera della RD sia di qualita ta le da non essere conferita a discarica come rifiuto ma, eventualmente, come materiale di ricopertura. Nella stessa tabella, l'ammontare di rifiuto che viene inviato a discarica e di 254 t/g (pari al 74, 7%), che tiene gia canto dei processi di biostabilizzazione svolti nei Poli di Guglionesi e Montagano e della frazione che nel polo di Tufo Colonoco e trasformata in combustibi le solido secondario ed inviata all'impianto di termovalorizzazione di Pozzilli. L'analisi del le Figura 5, Figura 6 e Figura 7, che sono parte dei grafi prodotti e riportati in Allegato a questa Proposta di PRGR, assieme a quella dei dati della tabella appena richiamata, confermano quanta evidenziato nei paragrafi precedenti: l'attuale sistema di gestione non e sostenibile perche i livelli quant itativi di raccolta differenziata sono troppo bassi e depauperano irresponsabilmente i volumi di discarica disponibili nel territorio regionale. RU, RD, RUR, a discarica, a discarica/ t/g t/g t/g t/g RU prodotto, % STATUS 340 82 QUO 258 250 73,5 Tobe/la 6 Flussi di massa di rifiuti nello scenario Status Quo (elaborato con dati di produzione RU de/ 2013 e sulla base de/le assunzioni riportate) In partico lare: • la raccolta differenziata, benche migliorata in quantita rispetto ai valori molto bassi degli anni passati, sottrae ancora alla gestione dell'indifferenziato una parte non sufficientemente elevata della produzione complessiva di rifiuti; • l'impiantistica di trattamento biologico, grazie alle nuove attivazioni degli impianti di Guglionesi e di Tufo Colonoco, e piu che sufficiente per ii fabbisogno regionale ma g 13 art. 181 comma 5 de! D.Lgs. 152/2006): "Per le frozioni di rifiuti urbani oggetto di raccolta differenziata destinati al riciclaggio ed al recupero e sempre ammessa la libero circo/azione su/ territorlo nozionole tromite enti o imprese iscritti nelle apposite categorie dell'Albo Nozionole gestori ombientoli ... " 23 ' ~ Parte II del PIANO REGIONALE per la GESTIONE DEi RIFIUTI della REGIONE MOUSE largamente utilizzata per frazioni organiche provenienti da fuori regione. La presenza di una dotazione impiantistica gia adeguata sul te rritorio regionale puo costituire una spinta importante all'indispensabi le aumento della raccolta differenziata, che si basi soprattutto su un'ampia intercettazione della frazione organica; • l' impiantistica di recupero energetico gia esistente sul territorio, per trattare la frazione secca residuale alla RD, e sufficiente per ii fabbisogno regionale ma g anch'essa per la massima parte utilizzata per frazioni combustibili provenienti da fuori regione. E' opportuno che l'impianto in localita Pozzi lli sia alimentato con percentuali molto piu alte di CSS di categoria 3.3.2 da rifiuti molisani, perche cio contribuira in maniera determinante a ridurre drasticamente ii ricorso alla opzione discarica. ... E!. I ~ ... - --- . -- ., - l . .. .. ,;;' [ - - . .... C -- .......... >;' - • I - ~ - • - 1 - ' • !•l+l :,);: •'f o) --<j:> te.n•~· . .. TT T T T I T .., " -.. ' ~~ ,,...!!"° ,...,.."" .! ..!. - -·-·-r-:..-i-11 ~ ·-· ,.. -- ~ ..... - ~, .,, -~ ,,. , .. -~ ,.....~~ .!.. . - -!. I - . ...... ..!J ® -... ..,..,, ,~ao.c.o - ., - · - .. , ~IICl,.o:II.O .., ,, - ~==~ , ~M) 0 ....... ~~-w ,.- " 'W · - ' -~ 111~ ' - '>i< , ........ !! 'ID -G ' -lli ...!!.-- - --..,.......OICll'ICII: ·-· -'E'- -- .. A .,.,,,,..o~ ~ Figura 5 Bilancio di massa espresso in tonnellate/giorno relativo a/lo scenario Status Quo. Layer ''massa di rifiuto". {Si e visualizzato un unico punto di selezione che nella realta e distribuito tra i vari poli impiantistici regionali) 24 Parte II del PIANO REGIONALE per la GESTIONE DEi RIFIUTI delta REGIONE MOUSE :--<-Ur-1 I ... !I - ----.1 ,- .... ·1 -..!l - t. ·, -· ~ - • -·- ~ . - - ~ - • '"i - ~ -,. I " - ,;.- - .. (:l::X ;:X;I: : : :) ---'1t> -..::.=-· 1, - ,I ~ tlO 1 T l l T =~ ... .. .-.. .., • • -@> "-Of., -~~-~...:. -~ "-, , { • - -J -- t~--...,,... .... .... - · i.- 10 • {01 - .. ... ...!) --J ----.!' ....... ~~ J..!. ~ - !. I I ~ -!!.. - '..!) ..!!l. KM·~ • ~ ~ 11 -· - -!!...- ~ -· ----~1.ad - ~-~-l «) - •• .,. .,.., •• ~-~ ~ •• di~~+ ~ 07 -. ,..,. ,,.,.. -~ .... ....... ""'• .-»~ AO -· .. ~T -....!.!,.~• , , "-"• ~ • IIIIUfca ~I , ... .ll ~-~'\!) Figura 6 Bilancio di massa sul carbonio espresso in tonnellate/giorno relativo allo scenario Status Quo. {Si e visualizzato un unico punto di se/ezione che nella realta e distribuito tra vari po/i impiantistici regional/) 25 I I Parte II del PIANO REGIONALE per la GESTIONE DEi RIFIUTI della REGIONE MOUSE .,, ... ->----<D-- • ·- 1,~-11 --~~~ .. ~-~ ·-11=,.... • )8Jl ~ .-++---=--r-'-, = .-++-1-1--,:;.,,,•.,......~1 ~ - I 'f ,-----,... ~ .,.., ,-----------------<I• H .-..rw .=. IC'MII·~· ..... • • - . - . ..,. .,. ... ~ ............ ~ ·-1----------<-~t>-1 M I """ ........ ~..a ,. • L-----------------------C.!!.i:i::H- = 1------------< O >---~-=•'""-=-"'-""u,-,.,,,.,..-<!).I') 1------------( • >---'------,(-!,II) ...... ,© © -• • t-------------<-J.,>---------::::::-=-C•• 5 ~.!. ..... .. ,,,,~-,,. ~ • 1 1.sa " Figura 7 Bilancio di massa sul cadmio espresso in grammi/giorno relativo a/lo scenario Status Qua . (Si e visualizzato un unico punto di selezione che nella realta e distribuito tra i vari poli impiantistici regionali) 26 Parte II del PIANO REGIONALE per la GESTIONE DEi RIFIUTI della REGIONE M OLISE 2 DELIMITAZI0NE DEGLI AMBITI TERRITORIAL! OTTIMALI L'individuazione degli Ambiti Territoriali Ottimali (ATO) deve avvenire in ossequio ai criteri di cui all'art. 200 de! D.Lgs 152/06: a) superamento della frammentazione delle gestioni attraverso un servizio di gestione integrata dei rifiuti; b) conseguimento di adeguate dimensioni gestionali, definite sulla base di parametri fisici, demografici, tecnici e sulla base delle ripartizioni politico-amministrative; c) adeguata valutazione del sistema stradale e ferroviario di comunicazione al fine di ottimizzare i trasporti all'interno dell'ATO; d) valorizzazione di esigenze comuni e affinita nella produzione e gestione dei rifiuti; e) ricognizione di impianti di gestione di rifiuti gia realizzati e funzionanti; f) considerazione delle precedenti delimitazioni affinche i nuovi ATO si discostino dai precedenti solo sulla base di motivate esigenze di efficacia, efficienza ed economicita. Tali criteri si correlano con quelli specificamente previsti dall'art. 182-bis, comma 1, del medesimo D.lgs. n. 152/2006 che dispone "Lo smaltimento dei rifiuti ed ii recupero dei rifiuti urbani non differenziati e attuato con ii ricorso ad una rete integrata ed adeguata di impianti, tenendo canto delle migliori tecniche disponibili e del rapporto tra i costi e i benefici complessivi, al fine di: a) realizzare l'autosufficienza nello smaltimento dei rifiuti urbani non pericolosi e dei rifiuti del loro trattamento in ambiti territoriali ottimali; b) permettere lo smaltimento dei rifiuti ed ii recupero dei rifiuti urbani indifferenziati in uno degli impianti idonei piu vicini ai luoghi di produzione e raccolta, al fine di ridurre i movimenti dei rifiuti stessi, tenendo canto del contesto geografico o della necessita di impianti specializzati per determinati tipi di rifiuti; c) utilizzare i metodi e le tecnologie piu idonei a garantire un alto grado di protezione dell'ambiente e della salute pubblica." Per rispondere alle finalita sopra descritte, l'ATO, in quanta ente di governo, esercita l'attivita di regolazione del sistema di gestione degli impianti, attraverso la quale determina gli obiettivi da perseguire per garantire la gestione del sistema secondo criteri di efficienza, di efficacia, di economicita e di trasparenza. Tale attivita si orienta su tre livelli, come previsto dalla normativa regionale e nazionale: • organizzazione del sistema impiantlstico dell'ambito sulla base del PPGR vigente; • affidamento della realizzazione e gestione degli impianti e del relativo servizio alle societa di gestione; • controllo sul servizio affidato. Lo strumento di regolazione del sistema e ii Piano d'Ambito. L'art. 203 comma 3 del citato D.lgs. n. 152/2006 prevede che " Le autorita d'ambito [ ... ] definiscono le procedure e le modalita, anche su base pluriennale, per ii conseguimento degli obiettivi previsti dalla Parte 27 Parte II del PIANO REGIONALE per la GESTIONE DEi RIFIUTI della REGIONE MOUSE quarta del presente decreto ed elaborano, sulla base dei criteri e degli indirizzi fissati dalle Regioni, un piano d'ambito comprensivo di un programma degli interventi necessari, accompagnato da un piano finanziario e dal connesso modello gestionale ed organizzativo. II piano finanziario indica, in particolare, le risorse disponibili, quelle da reperire, nonche proventi derivanti dall'applicazione del la tariffa sui rifiuti per ii periodo considerato. L'art. 200 del D.Lgs. n. 152/06 prevede che la gestione dei rifiuti urbani sia organizzata sulla base di Ambiti Territoriali Ottimali, delimitati dai piani regionali, mentre l'art. 202 prescrive che l'autorita d'ambito aggiudica ii servizio di gestione integrata dei RU. E' da rilevare che la ratio del legislatore e certamente quella di eliminare Enti intermedi tra Regioni, Province e Comuni, semplificando ii sistema e riportando funzioni e competenze in capo agli Enti costituzionalmente riconosciuti. La scelta dell'ente, unita alla rivoluzione delle competenze assegnate alle Province (L. 7 aprile 2014, n. 56) e ad altre disposizioni in materia14 , sembrerebbero quindi ridare un ruolo attivo e centrale ai Comuni o alle Unioni di Comuni quantomeno per le attivita di raccolta dei rifiuti. In ogni caso, alla dimensione organizzativa articolata sugli ATO, ii Cadice dell'ambiente aggiunge, quale sintesi programmatica, che ii servizio e comunque regionale (e non extraregionale), e pretende che i singoli piani di gestione contengano misure atte a promuovere la regionalizzazione e l'autosufficienza almeno a livello regionale. II PRGR, considerate le attuali difficolta nel rendere autosufficienti i singoli ATO, si prefigge l'obiettivo primario del raggiungimento dell'autosufficienza regionale nella gestione dei rifiuti urbani. Considerata la complessita tecnico-giuridica dell'argomento, nonche la sua continua evoluzione, ii PRGR in coerenza con l'attuale assetto normativo, fermo restando i criteri e i principi di cui agli artt. 147 e 200 del D.Lgs. n. 152/06, individua prioritariamente l'intero territorio regionale quale unico Ambito Territoriale Ottimale ai fini dell'attribuzione delle funzioni in materia di rifiuti. 14 quali quelle previste dalla legge 147/2013, commi 641-668 per i tributl comunali sui rifluti (TARI) e sui servizi (TASI}, volti a garantire la copertura dei costi che derivano dal servizio di gestione dej rifiuti urbanl, che ogni Comune svolge per se, nonche dei costi relativi ai servizi indivisibili dei comuni. 28 Parte II del PIANO REGIONALE per la GESTIONE DEi RIFIUTI della REGIONE MOLISE 3 DATI DI COMPOSIZIONE DELLE DIVERSE CORRENTI DI RIFIUTO 3.1 Composizione merceologica ed elementare del rifiuto urbano II rifiuto prodotto dalle utenze domestiche e commercia li ha una composizione variabile a seconda dello sviluppo socio-economico, degli stili di vita e delle tradizioni del bacino di interesse. In assenza di una composizione specificamente valutata per ii territorio regionale molisano, si e assunta la composizione merceologica del rifiuto urbano visualizz.ata graficamente nella Figura 8 e riportata nella Tabel la 7 assieme alle portate giornaliere delle diverse frazioni merceologiche. La stessa Tabella riporta anche, a titolo di confronto, la composizione del rifiuto urbano utilizzata da ISPRA (2014) e quella stimata da uno studio del 2011 in un Progetto di Ricerca di lnteresse Nazionale (PRIN)15 . Tutte le elaborazioni di questo PRGR utilizzano tale composizione di partenza . Per valutare la sensitivita dei risultati dell'analisi a questo data di partenza si sono comunque effettuate diverse elaborazioni con composizioni differenti16 , e dei cui risultati, in termini di fabbisogno impiantistico per le filiere del riciclo, dei trattamenti biologici e termici nonche per i volumi di discarica necessari, si riportera nel capitolo 6. Composizione merceologica dell'RU % t/giorno % In Giugllano % in ISPRA, etal., 2011 2014 Umido 35,0% 119 39,5% 34,40% Carta 25,0% 85 25,8% 22,80% Vetro 6,0% 20 5,8% 7,60% Plastica 15,0% 51 14,6% 11,60% Metal Ii ferrosi 3,0% 10 2,1% 2,15% Alluminio 1,0% 3 0,6% 2,15% Legno + tessili 4,0% 14 4,6% 8,90% Resto (RAEE+ingom.+fini inerti) 11,0% 37 7,0% 10,40% TOTALE 100,0% 340 100,0% 100,0% Tabef/a 7 Composizione merceologica de/ rifiuto urbano ta/ quale e portata giornaliera de/le diverse frazioni merceologiche (Fonte: Elaborazioni proprie do fonti diverse) 15 Giugliano M., S. Cernuschi, M. Grosso, L. Rigamonti. (2011) Material and Energy recovery in integrated waste management systems. An evaluation based on life cycle assessment, Waste Management, 31:2092-2101. Lo studio, condotto da alcune Universita italiane coordinate dal Politecnico di Milano, ha esaminato i sistemi di raccolta e quantificato gli scarti di selezione e di rilavorazione di tutte le correnti secche ed umide riciclabili. 16 Si sono usate sia le due composizioni riportate nella stella Tabel la sia quella uti lizzata per ii PRGR della Regione Campania (BURC n. 8 del 25-01-2012). 29 Parte II del PIANO REGIONALE per la GESTIONE DEi RIFIUTI della REGIONE MOUSE resto (RAEEE+ingom.+ legno + tessili fini inerti) \ 4% ~% alluminio 1% -----....... metalli ferrosi A 3% Figura 8 Composizione merceologica de/ rifiuto urbano ta/ quale (Fonte: Elaborazioni proprie da fonti diverse) Come dettagliato nel successivo paragrafo 6.2 e gia anticipate nel Documento Programmatico di questo PRGR, le elaborazioni del fabbisogno impiantistico si basano su un approccio che fa impiego dell'analisi dei f lussi di sostanze, cioe segue i percorsi ed i destini di alcuni elementi o composti chiave, lungo le diverse fasi del sistema di gestione del rifiuto urbano. A tale scopo e indispensabile disporre della composizione elementare del rifiuto urbano, estesa ad alcuni composti, spesso presenti in basse concentrazioni, nonche del potere calorifico delle varie frazioni merceologiche. Si e pertanto svolto uno studio specifico, utilizzando diverse fonti bibliografiche17 ed elaborandone i dati. I risu ltati sono riportati in dettaglio nella successiva Tabella 8. 17 Consonni S. e F. Vigano (2011) Material and Energy Recovery in Integrated Waste Management Systems: the Potential for Energy Recovery, Waste Management, 31:2074-2084; Jung C.H., T. Matsuto, N. Tanaka, T. Okada (2004) Metal distribution in incineration residues of municipal solid waste, Waste Management, 24:381-391. Jung C.H., T. Matsuto, N. Tanaka (2006) Flow analysis of metals in a municipal solid waste management system, Waste Management, 26:1337-1348; Rotter V.S., Kost T., Winkler J., Bi litewski B. (2004) Material flow analysis of RDF-production processes, Waste Management, 24:1005 1021; Giugliano et. al. (2011), op. citata; Mastellone et al. {2009) op. citata. 30 ~ ~ Parte II del PIANO REGIONALE per la GESTIONE DEi RIFIUTI della REGIONE MOUSE ~ Composizione PCI, C,% Cl,% F,% H,% 0,% N,% s, % Ceneri, Umidita, TOT Cd, Cr, Hg, merceologica % MJ/kg % % mg/kg mg/kg mg/kg dell'RU umido 35,0% 4,85 15,49 0,20 0,00 2,51 13,62 0,76 0,03 4,89 62,49 100,0 1,80 12 0,057 carta 25,0% 10,84 30,97 0,11 0,00 4,65 34,07 0,37 0,03 7,80 22,00 100,0 1,90 25 0,047 vetro 6,0% -0,02 0,43 0,03 0,02 0,01 1,08 0,87 0,13 96,43 1,00 100,0 2,60 370 0,007 plastica 15,0% 25,63 60,61 0,67 0,00 9,29 8,21 0,72 0,04 6,45 14,00 100,0 16,00 120 0,072 metalli ferrosi 3,0% -0,02 0,42 0,18 0,01 0,02 0,83 1,04 0,08 96,43 1,00 100,0 4,40 800 0,23 alluminio 1,0% -0,02 0,42 0,18 0,01 0,02 0,83 1,04 0,08 96,43 1,00 100,0 0,95 80 0,26 legno + tessi li 4,0% 14,92 39,32 0,05 0,00 5,14 33,16 1,53 0,08 2,74 18,00 100,0 1,50 57,5 0,3 resto (RAEE + 11,0% 8,06 21,97 0,52 0,00 3,56 16,74 0,94 0,14 23,63 32,50 100,0 57,00 630 1,8 ingom. + fini inerti) TOTALE 100,0% 9,73 26,29 0,27 0,00 4,03 17,78 0,73 0,05 16,98 33,87 100,0 10,1 147 0,26 I ~·· · '. · Tobe/la 8 Composizione elementore e potere calorljico de/ rifiuto ta/ qua/e e de/le diverse frazioni merceo/ogiche (Fonte, E/aborozioni ~- \ '--~~ \ : pfoprie do fonti diverse) ,"': ·,.' ·(' ~ '' •. -::... .. '> '1.,, ,, "\. 31 Pb, mg/kg 11 11 430 170 2300 37 144 460 184 Parte II del PIANO REGIONALE per la GESTIONE DEi RIFllJTI della REGIONE MOUSE 3.2 Efficienze di intercettazione e composizione merceologica ed elementare del rifiuto differenziato e di quello residuale II rifiuto effettivamente raccolto avra una composizione differente da quella di Figura 8. Sulla base di questa composizione di partenza nonche dei livelli quantitativi e qualitativi di RD si avranno specifiche composizioni della corrente di rifiuto differenziata e di quella di rifiuto secco residuale. Conoscere tali composizioni e importante per: • definire la potenzialita impiantistica dei sistemi di selezione e riciclo delle frazioni secche riciclabili di carta1 vetro, plastica, alluminio, metalli ferrosi, legno; • definire tipologia e potenzialita impiantistica dei trattamenti biologicl della frazione organica umida; • definire la potenzialita impiantistica dei trattamenti termici del frazione secca residuale e stimare la produzione di energia termica ed elettrica ottenibile nonche la frazione di ceneri da trattare e riutilizzare o smaltire. Ai fini della pianificazione regionale e quindi necessario valutare le specifiche composizioni della corrente di rifiuto differenziata (RD) e di quella di rifiuto secco residuale (RUR): • al variare del livello percentuale di materiale raccolto in modo differenziato rispetto a quello prodotto, tenendo conto perlomeno dei tre obiettivi progressivi previsti dalla normativa (35%, 50% e 65%); • sulla base di efficienze di intercettazione specifiche di ogni frazione merceologica, in quanto uno specifico livello quantitative di RD non puo certo essere raggiunto in modo omogeneo per tutte le frazioni. Ta li composizioni sono riportate di seguito, come risultato di un algoritmo su fogli di calcolo elettronici che ha utilizzato un array di efficienze di intercettazione specifiche per ciascuna frazione merceologica desunte dalla principale letteratura tecnico-scientifica18 . Di seguito si riportano tali composizioni per la situazione certificata da ISPRA per ii 2013 con un livello di RD pari al 19,86% e per scenari di gestione Status Quo, come definite sulla base delle assunzioni riportate (e quindi una RD=24.1%), e degli scenari futuri con un livello di RD pari al 35%, al 50% ed al 65%. 18 Le efficienze di intercettazione sono state desunte dagli studi seguenti e poi adattate alla realta della Regione Molise: Arena e Di Gregorio (2014), op. citata; Mastellone et al. (2009), op. citata; Giugliano et al. (2011), op. citata. 32 (6) ~ .......... ,,, Parte II del PIANO REGIONALE per la GESTIONE DEi RIFIUTI della REGIONE MOUSE Effie. Composiz., Cl,% Ceneri, Umidita, Frazione merceologica intercettaz., % C, % F,% H, % 0,% N, % s, % % % TOT % umido 19,3 34,0 15,49 0,20 0,00 2,51 13,62 0,76 0,03 4,89 62,49 100,0 carta 20,5 25,8 30,97 0,11 0,00 4,65 34,07 0,37 0,03 7,80 22,00 100,0 vetro 65,8 19,9 0,43 0,03 0,02 0,01 1,08 0,87 0,13 96,43 1,00 100,0 plastica 13,2 10,0 60,61 0,67 0,00 9,29 8,21 0,72 0,04 6,45 14,00 100,0 metalli ferrosi 3,5 0,5 0,42 0,18 0,01 0,02 0,83 1,04 0,08 96,43 1,00 100,0 alluminio 8,9 0,4 0,42 0,18 0,01 0,02 0,83 1,04 0,08 96,43 1,00 100,0 \ legno + tessili 8,5 1,7 39,32 0,05 0,00 5,14 33,16 1,53 0,08 2,74 18,00 100,0 testo (RAEE + ingom. + ini inerti) 13,8 7,6 21,97 0,52 0,00 3,56 16,74 0,94 0,14 23,63 32,50 100,0 I T0TALE RD 19,86 100,0 21,74 0,21 0,00 3,34 16,31 0,71 0,06 26.27 31.3 100,0 I Tabella 9 Composizione e/ementare de/la corrente di raccolta differenziata con ii dettag/io per le diverse frazioni merceologiche, nella condizione de/lo Status QUO 2013, con un live/lo di RD pari al 19,86% (Fonte: Elaborazioni proprie da Rapporto Rifiuti ISPRA, 2014) 33 o() '.)J ,, .. ' , . ; f i6" ,; .' L \ . ' . ' ~ ) ~ Parte II del PIANO REGIONALE per la GESTIONE DEi RIFIUTI della REGIONE MOUSE PCI, C, % Cl,% F, % H, % 0,% Frazione merceologica % MJ/kg umido 35,2% 4,85 15,49 0,20 0,00 2,51 13,62 carta 24,8% 10,84 30,97 0,11 0,00 4,65 34,07 vetro 2,6% -0,02 0,43 0,03 0,02 0,01 1,08 plastica 16,2% 25,63 60,61 0,67 0,00 9,29 8,21 metalli ferrosi 3,6% -0,02 0,42 0,18 0,01 0,02 0,83 alluminio 1,1% -0,02 0,42 0,18 0,01 0,02 0,83 legno + tessili 4,6% 14,92 39,32 0,05 0,00 5,14 33,16 resto (RAEE + ingom. + 11,8% 8,06 21,97 0,52 0,00 3,56 16,74 fini inerti) N,% S,% Ceneri, Umidita, % % TOT 0,76 0,03 4,89 62,49 100,0 0,37 0,03 7,80 22,00 100,0 0,87 0,13 96,43 1,00 100,0 0,72 0,04 6,45 14,00 100,0 1,04 0,08 96,43 1,00 100,0 1,04 0,08 96,43 1,00 100,0 1,53 0,08 2,74 18,00 100,0 0,94 0,14 23,63 32,50 100,0 ?{:, TOTALE 100,0% 10,2 27,41 0,28 0,00 4,20 18,15 0,73 0,05 14,68 34,49 100,0 Tabel/a 10 Composizione elementare e potere calorifico de/la corrente di rifiuto residua/e al/a raccolta differenziata, con ii dettaglio per le diverse frazioni merceo/ogiche, nella condizione de/lo Status QUO 2013, con un live/lo di RD pari al 19,86% (Fonte: Elaborazioni proprie do Rapporto Rifiuti ISPRA, 2014) 34 '2 ~ ... ,;.,, ; Parte II del PIANO REGIONALE per la GESTIONE DEi RIFIUTI della REGIONE MOUSE Effie. Composiz., Ceneri, Umidita, C, % Cl,% F,% H, % 0,% N,% S,% TOT Frazione merceologica intercettaz., % % % % umido 23,4 34,0 15,49 0,20 0,00 2,51 13,62 0,76 0,03 4,89 62,49 100,0 carta 24,9 25,8 30,97 0,11 0,00 4,65 34,07 0,37 0,03 7,80 22,00 100,0 vetro 79,8 19,9 0,43 0,03 0,02 0,01 1,08 0,87 0,13 96,43 1,00 100,0 plastica 16,0 10,0 60,61 0,67 0,00 9,29 8,21 0,72 0,04 6,45 14,00 100,0 metalli ferrosi 4,2 0,5 0,42 0,18 0,01 0,02 0,83 1,04 0,08 96,43 1,00 100,0 alluminio 10,8 0,4 0,42 0,18 0,01 0,02 0,83 1,04 0,08 96,43 1,00 100,0 legno + tessili 10,3 1,7 39,32 0,05 0,00 5,14 33,16 1,53 0,08 2,74 18,00 100,0 resto (RAEE + ingom. + 16,7 7,6 21,97 0,52 0,00 fini inerti) 3,56 16,74 0,94 0,14 23,63 32,50 100,0 ,:,~'.~)'l ~ TOTALE RD 24,10 100,0 21,74 0,21 0,00 3,34 16,31 0,71 0,06 26.27 31.3 100,0 Tobe/la 11 Composizione elementare de/la corrente di raccolta differenziata con ii dettaglio per le diverse frazioni merceologiche, nella condizione de/lo Status QUO 2014, con un live/lo di RD pari al 24,1% (Fonte: Elaborazioni proprie do fonti diverse) 35 ~ ~ Parte II del PIANO REGIONALE per la GESTIONE DEi RIFIUTI della REGIONE MOUSE ~ ..... PCI, C,% Cl,% F, % H, % 0,% N,% 5,% Ceneri, Umidita, TOT Frazione merceologica % MJ/kg % % umido 35,2% 4,85 15,49 0,20 0,00 2,51 13,62 0,76 0,03 4,89 62,49 100,0 carta 24,7% 10,84 30,97 0,11 0,00 4,65 34,07 0,37 0,03 7,80 22,00 100,0 vetro 1,6% -0,02 0,43 0,03 0,02 0,01 1,08 0,87 0,13 96,43 1,00 100,0 plastica 16,6% 25,63 60,61 0,67 0,00 9,29 8,21 0,72 0,04 6,45 14,00 100,0 metalli ferrosi 3,8% -0,02 0,42 0,18 0,01 0,02 0,83 1,04 0,08 96,43 1,00 100,0 alluminio 1,2% -0,02 0,42 0,18 0,01 0,02 0,83 1,04 0,08 96,43 1,00 100,0 10 , .... ... t "1. c. '·"' ;y ,' \•L·,1q . -.\-.. legno + tessili 4,7% 14,92 39,32 0,05 0,00 5,14 33,16 1,53 0,08 2,74 18,00 100,0 resto (RAEE + ingom. + 12,1% 8,06 21,97 0,52 0,00 3,56 16,74 0,94 0,14 23,63 32,50 100,0 fini inerti) TOTALE 100,0% 10,3 27,73 0,28 0,00 4,25 18,25 0,73 0,05 14,03 34,67 100,0 Tobe/la 12 Composizione elementare e potere calorifico def/a corrente di rifiuto residuale a/fa raccolta differenziata, con ii dettaglio per le diverse frazioni merceologiche, nelfa condizione def/o Status QUO 2014, con un live/lo di RD pari al 24,1% (Fonte: Elaborazioni proprie da fonti diverse) 36 ~ Pa rte II del PIANO REGIONALE per la GESTIONE DEi RIFIUTI della REGIONE MOUSE Effie. Composiz., Cl,% H, % Ceneri, Umidita, C,% F, % 0,% N, % S,% TOT Frazione merceologica intercettaz., % % % % umido 40,0 40,1 15,49 0,20 0,00 2,51 13,62 0,76 0,03 4,89 62,49 100,0 carta 44,0 31,5 30,97 0,11 0,00 4,65 34,07 0,37 0,03 7,80 22,00 100,0 vetro 55,0 9,4 0,43 0,03 0,02 0,01 1,08 0,87 0,13 96,43 1,00 100,0 plastica 25,0 10,7 60,61 0,67 0,00 9,29 8,21 0,72 0,04 6,45 14,00 100,0 metalli ferrosi 30,0 2,6 0,42 0,18 0,01 0,02 0,83 1,04 0,08 96,43 1,00 100,0 alluminio 30,0 0,9 0,42 0,18 0,01 0,02 0,83 1,04 0,08 96,43 1,00 100,0 legno + tessi li 15,0 1,7 39,32 0,05 0,00 5,14 33,16 1,53 0,08 2,74 18,00 100,0 resto (RAEE + ingom. + 10,0 3,1 21,97 0,52 0,00 3,56 16,74 0,94 0,14 23,63 32,50 100,0 fini inerti) TOTALE RD 35,0 100,0 23,88 0,21 0,00 3,67 18,29 0,67 0,05 18,31 34,9 100,0 Tabella 13 Composizione elementare de/la corrente di racco/ta differenziata con ii dettaglio per le diverse frazioni merceologiche, nella condizione di un Jive/lo di RD pari al 35% (Fonte: Elaborazioni proprie da fonti diverse) 37 ~ ~ .. .,,.,,. Parte II del PIANO REGIONALE per la GESTIONE DEi RIFIUTI della REGIONE MOUSE PCI, C, % Cl,% F, % H,% 0,% N, % s, % Ceneri, Umidita, TOT Frazione merceologica % MJ/kg % % umido 32,3 4,85 15,49 0,20 0,00 2,51 13,62 0,76 0,03 4,89 62,49 100,0 carta 21,5 10,84 30,97 0,11 0,00 4,65 34,07 0,37 0,03 7,80 22,00 100,0 vetro 4,2 -0,02 0,43 0,03 0,02 0,01 1,08 0,87 0,13 96,43 1,00 100,0 plastica 17,3 25,63 60,61 0,67 0,00 9,29 8,21 0,72 0,04 6,45 14,00 100,0 metalli ferrosi 3,2 -0,02 0,42 0,18 0,01 0,02 0,83 1,04 0,08 96,43 1,00 100,0 alluminio 1,1 -0,02 0,42 0,18 0,01 0,02 0,83 1,04 0,08 96,43 1,00 100,0 legno + tessili 5,2 14,92 39,32 0,05 0,00 5,14 33,16 1,53 0,08 2,74 18,00 100,0 resto (RAEE + ingom. + 15,2 fin i inerti) 8,06 21,97 0,52 0,00 3,56 16,74 0,94 0,14 23,63 32,50 100,0 TOTALE 100,0 10,3 27,58 0,30 0,00 4,23 17,51 0,75 0,06 16,27 33,30 100,0 Tobe/la 14 Composizione elementore e potere calorifico de/lo corrente di rifiuto residuale a/lo racco/ta differenziota, con ii dettaglio per le diverse frazioni merceo/ogiche, nella condizione di un live/lo di RD pari al 35% (Fonte: Elaborazioni proprie da fonti diverse) 38 ~ ~ Parte II del PIANO REGIONALE per la GESTIONE DEi RIFIUTI della REGIONE MOUSE ...;:"'",.,; Effie. Composiz., Ceneri, Umidita, C,% Cl,% F, % H,% 0,% N,% S,% TOT Frazione merceologica intercettaz., % % % % umido 65,0 45,5 15,49 0,20 0,00 2,51 13,62 0,76 0,03 4,89 62,49 100,0 carta 50,0 25,0 30,97 0,11 0,00 4,65 34,07 0,37 0,03 7,80 22,00 100,0 vetro 65,0 7,8 0,43 0,03 0,02 0,01 1,08 0,87 0,13 96,43 1,00 100,0 plastica 45,0 13,5 60,61 0,67 0,00 9,29 8,21 0,72 0,04 6,45 14,00 100,0 meta Iii ferrosi 35,0 2,1 0,42 0,18 0,01 0,02 0,83 1,04 0,08 96,43 1,00 100,0 alluminio 35,0 0,7 0,42 0,18 0,01 0,02 0,83 1,04 0,08 96,43 1,00 100,0 legno + tessili 20,0 1,6 39,32 0,05 0,00 5,14 33,16 1,53 0,08 2,74 18,00 100,0 resto (RAEE + 17,5 3,8 21,97 0,52 0,00 3,56 16,74 0,94 0,14 23,63 32,50 100,0 ingom. + fini inerti) TOTALE RD 50,0 100,0 24,48 0,24 0,00 3,78 17,10 0,69 0,05 16,21 37,45 100,0 Tabella 15 Composizione elementare de/fa corrente di raccolta differenziata con ii dettaglio per le diverse frazioni merceologiche, nella condizione di un live/lo di RD pari al 50% (Fonte: Elaborazioni proprie da /anti diverse) 39 ~ ~ Parte II del PIANO REGIONALE per la GESTIONE DEi RIFIUTI della REGIONE MOUSE .. ..,;;-~ Frazione PCI, C,% Cl,% F,% H,% 0,% N,% S,% Ceneri, Umidita, % MJ/kg TOT merceologica % % umido 24,5 4,85 15,49 0,20 0,00 2,51 13,62 0,76 0,03 4,89 62,49 100,0 carta 25,0 10,84 30,97 0,11 0,00 4,65 34,07 0,37 0,03 7,80 22,00 100,0 vetro 4,2 -0,02 0,43 0,03 0,02 0,01 1,08 0,87 0,13 96,43 1,00 100,0 plastica 16,5 25,63 60,61 0,67 0,00 9,29 8,21 0,72 0,04 6,45 14,00 100,0 meta Iii ferrosi 3,9 -0,02 0,42 0,18 0,01 0,02 0,83 1,04 0,08 96,43 1,00 100,0 alluminio 1,3 -0,02 0,42 0,18 0,01 0,02 0,83 1,04 0,08 96,43 1,00 100,0 legno + tessi li 6,4 14,92 39,32 0,05 0,00 5,14 33,16 1,53 0,08 2,74 18,00 100,0 resto (RAEE + 18,2 ingom. + fini inerti) 8,06 21,97 0,52 0,00 3,56 16,74 0,94 0,14 23,63 32,50 100,0 TOTALE 100,0 10,5 28,10 0,30 0,00 4,29 18,47 0,76 0,06 17,75 30,28 100,0 Tabella 16 Composizione elementare e potere calorijico de/la corrente di rifiuto residuale al/a raccolta differenziata, con ii dettag/io per le diverse frazioni merceologiche, nella condizione di un Jive/lo di RD pari al 50% (Fonte: Elaborazioni proprie do fonti diverse) 40 j ~ 1 Parte II del PIANO REGIONALE per la GESTIONE DEi RIFIUTI della REGIONE M OUSE ..: ..... Effie. Composiz., Ceneri, Umidita, C, % Cl,% F, % H,% 0,% N, % S, % TOT Frazione merceologica intercettaz., % % % % umido 80,0 43,1 15,49 0,20 0,00 2,51 13,62 0,76 0,03 4,89 62,49 100,0 carta 65,0 25,0 30,97 0,11 0,00 4,65 34,07 0,37 0,03 7,80 22,00 100,0 vetro 90,0 8,3 0,43 0,03 0,02 0,01 1,08 0,87 0,13 96,43 1,00 100,0 plast ica 60,0 13,9 60,61 0,67 0,00 9,29 8,21 0,72 0,04 6,45 14,00 100,0 metal Ii ferrosi 55,0 2,5 0,42 0,18 0,01 0,02 0,83 1,04 0,08 96,43 1,00 100,0 alluminio 55,0 0,8 0,42 0,18 0,01 0,02 0,83 1,04 0,08 96,43 1,00 100,0 legno + tessili 25,0 1,5 39,32 0,05 0,00 5,14 33,16 1,53 0,08 2,74 18,00 100,0 resto {RAEE + ingom. + 28,2 4,8 21,97 0,52 0,00 3,56 16,74 0,94 0,14 23,63 32,50 100,0 fini inerti) TOTALE RD 65,0 100,0 24,53 0,24 0,00 3,78 16,96 0,70 0,05 17,41 36,33 100,0 Tabel/a 17 Composizione elementare de/la corrente di raccolta differenziata con ii dettaglio per le diverse frazioni merceologiche, nella condizione di un Jive/lo di RD pari al 65% (Fonte: Elaborazioni proprie da fonti diverse) 41 i? ~ Pa rte II del PIANO REGIONALE per la GESTIONE DEi RIFIUTI della REGIONE MOUSE ~ ..... Composizione PCI, c, .% Cl,% F, % H, % 0,% N, % S,% Ceneri, Umidita, TOT merceologica dell'RU % MJ/kg % % umido 20,0 4,85 15,49 0,20 0,00 2,51 13,62 0,76 0,03 4,89 62,49 100,0 carta 25,0 10,84 30,97 0,11 0,00 4,65 34,07 0,37 0,03 7,80 22,00 100,0 vetro 1,7 -0,02 0,43 0,03 0,02 0,01 1,08 0,87 0,13 96,43 1,00 100,0 plastica 17,1 25,63 60,61 0,67 0,00 9,29 8,21 0,72 0,04 6,45 14,00 100,0 ~ . . '-~l.- .,, \ metalli ferrosi 3,9 -0,02 0,42 0,18 0,01 0,02 0,83 1,04 0,08 96,43 1,00 100,0 alluminio 1,3 -0,02 0,42 0,18 0,01 0,02 0,83 1,04 0,08 96,43 1,00 100,0 legno + tessili 8,6 14,92 39,32 0,05 0,00 5,14 33,16 1,53 0,08 2,74 18,00 100,0 r~sto (RAEE + ingom. + 22,5 8,06 21,97 0,52 0,00 3,56 16,74 0,94 0,14 23,63 32,50 100,0 fini inerti) TOTALE 100,0 11,2 29,55 0,31 0,00 4,50 19,30 0,78 0,07 16,19 29,30 100,0 Tabella 18 Composizione elementare e potere calorifico de/la corrente di rifiuto residuale a/la raccolta differenziata, con ii dettaglio per le diverse frazioni merceo/ogiche, nella condizione di un live/lo di RD pari al 65% (Fonte: Elaborazioni proprie da fonti diverse) 42 Parte II del PIANO REGIONALE per la GESTIONE DEi RIFIUTI della REGIONE MOLISE L'analisi comparata dei dati dalla Tabella 9 alla Tabella 18 consente gia di individuare le frazioni merceologiche suite quali spingere maggiormente per incrementare ii livello quantitativo di raccolta differenziata. Come si esaminera piu dettagliatamente nel capitolo 5, queste sono la frazione organica umida innanzitutto, e poi quelle di carta e plastica. Una visualizzazione di quanta debba variare l'efficienza di intercettazione di queste categorie merceologiche al crescere dell'indice di raccolta differenziata e riportata in Figura 9. * ii .... 111 ·;::. C ~ :E "C 111 ,±! 8 u 111 ... "C ..2 ] :::; RD=65% I ~ ·~ ,- ·- -- --~ - - - - - RD=50% ,, I - - - - - - RD=35% ~ ,I ~ ~ I ,- · II meta Ii RD=24,1% (2014, Stirna) RD=19,86% (2013, ISPRA) - •I D plastica ~ r - II ea rta le carto I e ~ .... - Iii fraziolne umi< a I 0,0% 10,0% 20,0% 30,0% 40,0% 50,0% 60,0% 70,0% 80,0% 90,0% Efficienza di intercettazione, % Figura 9 Variazione dell'efficienza di intercettazione di umido, carta, plastica e metalli con l'aumento dei livelli percentuali di raccolta aift'e"tenziata 43 Parte II del PIANO REGIONALE per la GESTIONE DEi RIFIUTI della REGIONE MOUSE 4 PROGRAMMI PER LA RIDUZIONE DEi RIFIUTI 4.1 Obiettivi di un programma di riduzione dei rifiuti La produzione di rifiuti e uno dei principali indicatori di quanta le attivita umane interagiscono con i sistemi ambientali perche essa e strettamente connessa alla produzione ed all'utilizzo di beni ed ai consumi. La quantita e la qualita dei rifiuti prodotti, difatti, dipendono direttamente dall'efficienza con cui vengono utilizzate le risorse nei processi produttivi e dalla quantita e dalla qualita dei beni che vengono prodotti e consumati. In questa ottica la produzione di rifiuti rappresenta essenzialmente una perdita di risorse di materie e di energia. Secondo I' Agenzia Ambientale Europea (EEA), circa un terzo delle risorse usate in Europa viene convertito in scarti ed emissioni con oltre 1,8 miliardi di tonnellate di rifiuti prodotti ogni anno. In particolare, ogni cittadino europeo produce 520 kg di rifiuti domestici all'anno, con una crescita prevista del 25% dal 2005 al 2020. Se ne ricava che, non potendo imporre la rinuncia all'aspirazione di vivere nel benessere economico, occorre mettere in campo strategie che permettano ii decoupling, ovvero ii disallineamento, tra la crescita economica e dei consumi e la crescita della produzione dei rifiuti. A cio mirano le strategie comunitarie e a cio deve tendere ogni azione messa in cam po dalla Regione Molise e dagli Enti locali, per quanta di loro competenza. II VI Programma d'azione ambientale della Comunita Europea ha definito nel 2002 le priorita comunitarie per ii decennio in corso: t ra queste vi sono, appunto, ii necessario disallineamento tra produzione di rifiuti, crescita dell'economia e relative consumo di risorse, soprattutto non rinnovabili, e la corretta applicazione della gerarchia d' azioni sui rifiuti, che pone al primo posto l'urgenza d' intervenire con maggiore efficacia sulla fase di prevenzione. La Direttiva Europea 2008/98/CE definisce "prevenzione" l' insieme delle misure adottate prima che una sostanza, un materiale o un prodotto diventino un rifiuto. Essa introduce l'obbligo, per gli Stati membri, di elaborare programmi di prevenzione dei rifiuti incentrati sui principali impatti ambientali e basati sulla considerazione dell'intero ciclo di vita dei prodotti e dei materiali. La direttiva stabilisce che gli Stati membri adottino programmi di prevenzione dei rifiuti fissando specifici obiettivi . Lo scopo di tali obiettivi e misure e di dissociare la crescita economica dagli impatti ambientali connessi alla produzione dei rifiuti. Con ii decreto direttoriale del 7 ottobre 2013, ii Ministero dell' Ambiente e de Ila Tutela del Territorio e del Mare ha adottato ii Program ma Nazionale di Prevenzione dei Rifiuti. Misure di prevenzione possono essere infatti applicate a tutte le fasi del ciclo di vita d'un bene, a partire dalla fase di progettazione e produzione, di marketing, di distribuzione, vendita e impiego fino a quella della sua dismissione a fine vita. Utilizzando un metodo di 44 Parte II del PIANO REGIONALE per la GESTIONE DEi RIFIUTI della REGIONE MOUSE analisi basato sull'uso combinato di Valutazione del Cicio di Vita (LCA) e di Analisi del Flusso di Materie e Sostanze (MFA/SFA), cos\ come si e scelto di fare nella preparazione di questo Piano19 , si puo analizzare ogni fase nel ciclo di vita di un bene e di un sistema di produzione/gestione individuando interventi per r idurre la produzione di rifiuti ad essi associati e definire i livelli ai quali e necessario ed efficiente operare. Alla fine del loro ciclo di vita i beni dismessi diventano rifiuti e rientrano nella fase in cui sono possibili solo azioni di minimizzazione del loro impatto sull'ambiente attraverso ii recupero di materia e di energia e l'inertizzazione prima dell'avvio a smaltimento. Se si pensa alla molteplicita di attori che agiscono negli ambiti produttivi e gestionali dei beni e dei servizi risulta chiaro che e altrettanto esteso ii numero di ambiti in cui e necessario intervenire (imprese, pubbliche amministrazioni, consumatori, ecc.) per porre in essere azioni efficaci di prevenzione. L'ampiezza e la complessita del campo di azione rende complessa la definizione di programmi rea lmente efficienti poiche occorre tenere in canto molti aspetti, coinvolgere molti attori e valutare tutte le conseguenze secondarie dell'attuazione dei programmi messi a punto. E' infatti indubbio che un'efficiente legislazione in materia deve mirare a cambiare abitudini e tipologia di consumi, deve influenzare scelte economiche e di marketing ma non puo ledere la gia fragile economia dei sistemi produttivi. In altre parole, la prevenzione dei rifiuti deve diventare un obiettivo non solo di salvaguardia ambientale ma anche di risparmio economico cos) da incontrare l'interesse attivo e non passivo dell'industria, del commercio, dell'imprenditoria e del cittadino. In base alle linee Guida della Commissione europea, i flussi prioritari su cui focalizzare le misure di prevenzione sono i rifiuti biodegradabili, i rifiuti cartacei, i rifiut i da imballaggio, i rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche ed i rifiuti pericolosi. I rifiuti biodegradabili comprendono gli scarti alimentari e gli scarti dei giardini. L'intervento e volto alla valorizzazione dei sottoprodotti dell'industria alimentare, alle eccedenze alimentari della grande distribuzione organizzata: in questo senso e auspicabile la promozione della filiera corta al fine di evitare produzione di scarti in stadi non indispensabili. Un altro aspetto e legato alla promozione di certificazione qualita ambientale per i servizi alimentari (ristorazione, hotel, catering, bar). Si puo poi pensare di intervenire anche sul la riduzione degli scarti alimentari a livello domest ico, attraverso un'opportuna comunicazione. I rifiuti cartacei sono prodotti principalmente dalle famiglie e dalle imprese. Le linee guida della Commissione focalizzano l'attenzione sulla pasta indesiderata (junk mail ), i cataloghi, la carta per uffici, i giornali e le riviste. La riduzione dei rifiuti cartacei puo avvenire in maniera rilevante anche nell'ambito dei consumi all' interno di uffici pubblici e privati, ad esempio tramite l1utilizzo di internet e la digitalizzazione del le prassi amministrative. 19 Documento Programmatico al PRGR della Regione Molise, 2012. 45 Parte II del PIANO REGIONALE per la GESTIONE DEi RIFIUTI della REGIONE MOUSE La prevenzione dei rifiuti da imballaggio ha un aspetto di carattere quantitativo legato alla riduzione a monte del peso degli imballaggi, come gia attuato da alcuni grossi marchi, che si traduce in un minor quantitativo di rifiuto prodotto. II Conai porta avanti attivita di prevenzione attraverso la diffusione e promozione, tra le imprese, di azioni finalizzate al miglioramento delle prestazioni ambientali degli imballaggi immessi al consumo, e quindi alla realizzazione di imballaggi eco-efficienti. Vi sono misure migliorative che prevedono la diffusione di punti vendita di prodotti "alla spina", che possono assumere la forma di negozi o di "corner", oppure in altri casi si favorisce ii consumo di acqua pubblica. I RAEE sono tutti quei rifiuti che derivano dalla dismissione delle apparecchiature elettriche ed elettroniche che dipendono, per ii funzionamento, da correnti elettriche o da campi elettromagnetici. Misure preventive (in ottiCcl di riduzione dei rifiuti) riguardano la progettazione di apparecchiature elettriche ed elettroniche piu durevoli o piu facilmente riparabili e/o riutilizzabili, oppure viene favorita la creazione di centri per la riparazione e ii riutilizzo delle apparecchiature elettriche ed elettroniche. A valle di queste considerazioni iniziali, si pub, in maniera schematica, e prendendo a riferimento recenti pubblicazioni sul tema20 , affermare che ridurre i rifiuti, sia quelli urbani che quelli provenienti dalle attivita produttive, significa adottare misure per: a. Ridurre la quantita di rifiuti, che per i RU significa soprattutto accrescere le possibilita di ri-uso dei prodotti e l'estensione della loro vita utile e, nel caso dei RS, migliorare la gestione dei processi produttivi b. Ridurre gli impatti negativi dei rifiuti su ambiente e salute umana, quindi migliorare la qualita dei rifiuti c. Ridurre ii contenuto di sostanze pericolose nei materiali e nei beni di consumo, quindi adottare nuovi criteri per la progettazione di beni e servizi d. Accrescere la possibilita di ri-uso, riciclo e recupero di risorse. Considerata la maggiore quantita di rifiuti speciali prodotti annualmente, e la loro potenziale maggiore pericolosita in alcuni casi, e quindi innanzitutto molto importante tener canto che le nuove norme sulla gestione di alcune attivita produttive, come quelle imposte dal D.Lgs. 59/2005 in materia di Autorizzazione lntegrata Ambientale, consentono di concertare con le imprese operanti sul territorio regionale una riduzione della quantita e pericolosita dei rifiuti (speciali) da esse generate, in accordo con le indicazioni contenute nei documenti sulle migliori tecnologie disponibili, noti come BREF documents (EC-IPPC, 2006°; 2006b). In tema di rifiuti urbani, le possibili azioni da mettere in atto sono ovviamente diverse, e debbono tenere in canto due evidenti difficolta: 20 Bartl A. (2014) Moving from recycling to waste prevention: A review of barriers and enables. Waste Management & Research, 32/9: 3-18; Singh J., Laurenti R., Sinha R., Frostell B. (2014) Progress and challenges to the globol waste management system. Waste Management & Research, 32/9: 800-812 46 95 Parte II del PIANO REGIONALE per la GESTIONE DEi RIFIUTI della REGIONE MOLISE i. I forti conflitti di lnteresse che esistono alla realizzazione di una concreta ed efficace applicazione di programmi di prevenzione dei rifiuti ii. L'assenza, ad oggi, di una metodologia condivisa per misurare gli effetti di un programma di prevenzione di rifiuti ("come si fa a misurare qualcosa che non c'e?" ), che spesso possono essere confusi con quelli da altre cause sociali, come, ad es., la riduzione dei consumi indotta da una crisi economica21 . Nel primo caso, e evidente che prevenzione dei rifiuti (urbani, in particolare) significa una riduzione dei consumi e, quindi, anche una riduzione della produzione industriale, dei processi di estrazione e processo delle risorse primarie. Questi obiettivi non rientrano nelle attivita del settore della gestione rifiuti. Ed inoltre, ridurre le quantita di rifiuti significa anche ridurre l'ammontare di materiale da inviare a trattamento. Quindi ogni programma di riduzione dei RU che abbia successo portera anche una riduzione del profitto degli operatori della raccolta, dei riciclatori1 delle societa di trattamento biologico e termico1 ed anche dei gestori delle discariche. In secondo luogo, a fronte del grande interesse e dei crescenti investimenti in possibili misure di prevenzione, e assolutamente poco chiaro come acquisire misure affidabili di riduzione della produzione di rifiuti. In generale, infatti1 le statistiche riportano, l'ammontare di rifiuto prodotto ma avranno difficolta a r iportare dati affidabili sulla prevenzione dei rifiuti. Qualsiasi riduzione potrebbe infatti essere ii risultato di una politica di prevenzione della produzione rifiuti ma potrebbe egualmente essere dovuto ad una crisi economica o ad eventi accidental i. La questione chiave e come misurare qualcosa che non c'e. 4.2 Pianificazione di una riduzione dei rifiuti urbani Per pianificare in tema di prevenzione si dispone, a livello comunitario, di un "quadro normative e di indirizzi complete e stimolante sul tema della gestione dei rifiuti, ed in particolare sulle possibili politiche di prevenzione, che non lascia spazio ad incertezze e inerzie da parte degli Stati membri e delle comunita locali"22 . Naturalmente gli strumenti proposti Vanna applicati contestua lizzandoli al territorio specifico senza ritenerli immutabili. Al contrario, essi vanno considerati come soggetti a continue modifiche anche grazie al confronto con altre esperienze, e, soprattutto, al feedback degli attori che materialmente devono operare ii cambiamento mettendo in pratica gli strumenti pianificatori. L'art. 180 e l'art. 180-bis del D.Lgs. 152/2006 regolamentano a livello nazionale la prevenzione della produzione dei rifiuti. In particolare, l' art. 180-bis, al comma 1, indica che 21Bartl A. (2014), op. citata 22 Federambiente (2008) Linee guida sulla prevenzione dei rifiut i urbani 47 Parte II del PIANO REGIONALE per la GESTIONE DEi RIFllJTI della REGIONE MOUSE le Regioni integr ino la lorn Pianfficazione Territoriale con le indicazioni del Programma Nazionale di Prevenzione dei Rifiuti. I programmi di prevenzione devono intervenire su diverse fasi ed in particolare: • sulla fase di produzione dei beni e di realizzazione dei servizi attraverso la conversione dei sistemi tecnologici ed organizzativi, anche con investimenti nella ricerca, nella innovazione e nell'amrnodernamento dei processi e delle tecnologie; • sulla modalita con la quale si "consumano" i beni ed i servizi e, in particolare, sui criteri che ii consurnatore segue per scegliere cosa consumare con l'obiettivo di indirizzare i produttori a convertire ii proprio prodotto (green shopping); • sulle operazioni di trattamento e smaltimento dei rifiuti stessi. Al riguardo, e opportuno evidenziare che ii PRGR e state redatto scegliendo processi e tecnologie che consentono di trattare efficientemente i rifiuti urbani, lirnitando al massimo le ernissioni e lo sfruttarnento di risorse non rinnovabili e del territorio molisano ma anche evitando processi che producono grandi quantita di rifiuti e scarti o materie seconde senza un reale mercato. Un programma di prevenzione ha successo se e ben progettato, ben realizzato e, soprattutto, ben monitorato. II monitoraggio va fatto attraverso ii calco lo di indicatori ed indici che consentono di verificare ii trend conseguente alle azioni preventive rnesse in atto. lndicatori relativi alla produzione dei rifiuti, specialrnente quelli pericolosi o da imballaggio, consentono di verificare l'efficienza del Programma di prevenzione. Un quadro di indicatori di performance e riportato nel capitolo 0 con l'obiettivo di monitorare vari aspetti della filiera di gestione dei rifiuti: dalla prevenzione alla raccolta, dal riciclo allo smaltimento. Un prime strumento di pianificazione in tema di prevenzione, che in questo Piano e considerate prioritario, e contenuto nell'ALLEGATO IV della Direttiva 98/2008/CE "Esempi di misure di prevenzione dei rifiuti" (articolo 2923 ). Di seguito se ne riporta ii te.sto che e da intendersi assorbito in toto in seno al PRGR, nelle more dell'attivazione di specifici tavoli tecnici con le Associazioni di categoria e gli Enti pubblici, finalizzate all'implementazione operativa dei program mi di che trattasi. II gia citato Programma Nazionale di Prevenzione dei Rifiuti fissa seguenti obiettivi di prevenzione al 2020 rispetto ai valori registrati nel 2010: Riduzione del 5% della produzione di rifiuti urbani per unita di PIL. Nell'ambito del monitoraggio per verificare gli effetti delle misure, verra considerate anche l'andamento dell'indicatore Rifiuti urbani/consumo del le famiglie; Riduzione del 10% della produzione di rifiuti speciali pericolosi per unita di Pll; 23 Poi integralmente receprto nell' Allegato L del D.Lgs. 205/2010. 48 Parte II del PIANO REGIONALE per la GESTIONE DEi RIFIUTI della REGIONE MOUSE Riduzione del 5% della produzione di rifiuti speciali non pericolosi per unita di PIL. Le misure che possono incidere sulle condizioni generali relative al la produzione di rifiuti sono: 1. Ricorso a misure di pianificazione o ad altri strumenti che promuovono l'uso efficiente delle risorse. 2. Promozione di attivita di ricerca e sviluppo finalizzate a realizzare prodotti e tecnologie piu puliti e capaci di generare meno rifiuti; diffusione e utilizzo dei risultati di tali attivita. 3. Elaborazione di indicatori efficaci e significativi delle pressioni ambientali associate alla produzione di rifiuti volti a contribuire alla prevenzione della produzione di rifiuti a t utti i livelli, dalla comparazione di prodotti a livello comunitario attraverso interventi delle autorita locali fino a misure nazionali. Le misure che possono incidere sulla fase di progettazione e produzione e di distribuzione sono: 4. Promozione della progettazione ecologica {cioe l'integrazione sistematica degli aspetti ambientali nella progettazione del prodotto al f ine di migliorarne le prestazioni ambientali nel corso dell'intero ciclo di vita) . 5. Diffusione di informazioni sulle tecniche di prevenzione dei rifiuti al fine di agevolare l'applicazione delle migliori tecniche disponibili da parte dell'industria. 6. Organizzazione di attivita di formazione delle autorita competenti per quanto riguarda l'integrazione delle prescrizioni in materia di prevenzione dei rifiuti nelle autorizzazioni rilasciate a norma della presente direttiva e della direttiva 96/61/ CE. 7. lntroduzione di misure per prevenire la produzione di rifiuti negli impianti non soggetti alla direttiva 96/61/CE. Tali misure potrebbero eventualmente comprendere valutazioni o piani di prevenzione dei rifiuti. 8. Campagne di sensibilizzazione o interventi per sostenere le imprese a livello finanziario, decisionale o in altro modo. Tali misure possono essere particolarmente efficaci se sono destinate specificamente {e adattate) alle piccole e medie imprese e se opera no attraverso reti di imprese gia costituite. 9. Ricorso ad accordi volontari, a panel di consumatori e produttori o a negoziati settoriali per incoraggiare le imprese o i settori industriali interessati a predisporre i propri piani o obiettivi di prevenzione dei rifiuti o a modificare prodotti o imballaggi che genera no troppi r ifiuti. 10. Promozione di sistemi di gestione ambientale affidabili, come l'EMAS e la norma ISO 14001. Le misure che possono incidere su lla fase del consumo e del l' utilizzo sono: 49 Parte II del PIANO REGIONALE per la GESTIONE DEi RIFIUTI della REGIONE MOLISE 11. Ricorso a strumenti economici, ad esempio incentivi per l'acquisto di beni e servizi meno inquinanti o imposizione ai consumatori di un pagamento obbligatorio per un determinato articolo o elemento dell'imballaggio che altrimenti sarebbe fornito gratuitamente. Fra i numerosi strumenti di natura economica, fiscale e regolamentare esistenti si ritiene urgente l'attivazione dei seguenti24 : a. l'applicazione del principio della responsabilita estesa del produttore ad altri flussi di rifiuti rispetto a quelli attualmente previsti e l'amptiamento della responsabilita anche alla prevenzione della formazione del rifiuto; b. l'implementazione, laddove i bacini di utenza e i sistemi di raccotta ne consentano una razionale applicazione, dei meccanismi di tariffazione puntuale per ii conferimento dei rifiuti urbani (in funzione dei volumi o dette quantita conferite); c. l'introduzione di sistemi fiscali o di finanziamento premiali per processi produttivi piu efficienti dal punto di vista ambientate ea minor produzione di rifiuto; d. una revisione dei meccanismi di tassazione dei conferimenti in discarica e aumento della quota del tributo che le Regioni devono destinare alla promozione di misure di prevenzione dei rifiuti. 12. Campagne di sensibilizzazione e diffusione di informazioni destinate al pubblico in generale o a specifiche categorie di consumatori. 13. Promozione di marchi di qualita ecologica affidabili. 14. Accardi con l' industria, ricorrendo ad esempio a gruppi di studio sui prodotti come quelli costituiti nell'ambito delle politiche integrate di prodotto, o accordi con i rivenditori per garantire la disponibilita di informazioni sulla prevenzione dei rifiuti e di prodotti a minor impatto ambientale. 15. Nell'ambito degli appalti pubblici e privati (Green Public Procurement), integrazione dei criteri ambientali e di prevenzione dei rifiuti nei bandi di gara e nei contratti, coerentemente con quanto indicato nel manuale sugli appalti pubblici ecocompatibili pubblicato dalla Commissione ii 29 ottobre 2004. 16. Promozione del riutilizzo e/o della riparazione di determinati prodotti scartati, o loro componenti in particolare attraverso misure educative, economiche, logistiche o altro, ad esempio ii sostegno o la creazione di centri e reti accreditati di riparazione/riutilizzo, specialmente in regioni densamente popolate. Le azioni sopra riportate si intendono tutte azioni obbligatorie per l'attuazione del PRGR. In particolare, quelle riportate in grassetto sono gia state tenute in conto nel processo stesso di pianificazione e sono da intendersi attivate ed in via di evoluzione con obiettivi temporali brevi (entro un anno dall'adozione del Piano). 24 Senato della Repubblica (2015) Relazione recante l'aggiornamento del programma nazionale di prevenzione dei rifiuti. XVII Legislatura. Doc. CCXXIV n.1 50 Parte II del PIANO REGIONALE per la GESTIONE DEi RIFIUTI della REGIONE M OUSE Esiste una forte connessione tra riduzione della produzione dei rifiuti ed attivita industriale e commerciale e che l'interazione con le aziende durante gli iter autorizzativi costituisca uno strumento efficace per ottenere la riduzione dei rifiuti. Ne consegue che non si puo definire un vero e proprio Piano di Azione per la Riduzione dei Rifiuti se non operando un raccordo tra questo Piano di Gestione dei Rifiuti Urbani e ii futuro Piano di Gestione dei Rifiuti Speciali. In questo ultimo si puo prevedere di strutturare l'iter autoriz-zativo per le attivita industriali in modo mirato, prevedendo che siano date alle Aziende prescrizioni in materia di riduzione e prevenzione della quantita e pericolosita dei rifiuti quantomeno nell'ambito di rilascio dell'Autorizzazione lntegrata Ambientale (AIA). Tale modalita di indirizzo deve avvenire concertando le modalita di applicazione con le Associazioni di categoria (Confindustria, Camere di Commercio) e gli Enti preposti (AGC, STAP regionali, Province). Da tali premesse deriva la necessita che, entro un anno dall'adozione del PRGR, sia sviluppato, con espliciti appostamenti finanziari, un Piano Attuativo per la Prevenzione dei Rifiuti della Regione Molise. / 51 Parte II del PIANO REGIONALE per la GESTIONE DEi RIFIUTI della REGIONE MOUSE 5 PIANIFICAZIONE DELLA RACCOLTA DIFFERENZIATA A LIVELLO REGIONALE 5.1 Ruolo della raccolta differenziata in un sistema di gestione integrata dei rifiuti II Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti della Regione Molise e basato sul ruolo predominante di una raccolta differenziata di quantita e di qualita, assunta come stadia preliminare ed imprescindibile di tutto ii sistema di gestione dei rifiuti, sia urbani che speciali, da implementare in regione. Tale ruolo preliminare ed imprescindibile, come gia riportato in sede di Obiettivi del PRGR (Parte I, paragrafo 1.2), trova ampia motivazione nei fondamentali vantaggi della raccolta differenziata che, in particolare per i rifiuti urbani, possono essere cos) schematizzati: 1. consente una riduzione dei conferimenti a discarica, purche sia attuata a livelli qualitativi e quantitativi elevati; 2. prepara ii rifiuto domestico a tutte le successive fasi di trattamento, e quindi a: a. la filiera del riciclo, per la frazione secca riciclabile (carta, vetro, plastica, alluminio, metalli, legno); b. i trattamenti biologici, di compostaggio e di digestione anaerobica, per la frazione umida organica; c. i trattamenti termici, esclusivamente per ii rifiuto indifferenziato non riciclabile residuale alla raccolta differenziata (RUR) e per gli scarti delle filiere del riciclo; d. un corretto trattamento specifico di recupero/smaltimento, per i rifiuti ingombranti (elettrodomestici, elementi di arredo, ecc.) e per quelli pericolosi (pile, batterie, farmaci scaduti, ecc.). Essa consente, in tal modo, di inviare a discarica solo i quantitativi minimi tecnici di rifiuti stabilizzati con un notevole risparmio di volumi preziosi. A tal proposito, con riferimento allo scenario regionale corrente di produzione e gestione dei rifiuti (gia denominato Status Quo), cosl come desunto dall'ultimo Rapporto Rifiuti Urbani ISPRA 2014 relativo ai dati di produzione dei rifiuti dell'anno 20131 si ribadisce che ii valore certificato di raccolta differenziata in Regione Molise e tra i piu bassi d'ltalia, pari al 19,86% rispetto ad una media nazionale del 42,27%. A tale basso livello si affianca un ricorso intensivo dell'opzione discarica, per ii 113% dei rifiuti urbani prodotti (spiegabile con le 52 Pa rte II del PIANO REGIONALE per la GESTIONE DEi RIFILJTI della REGIONE MOUSE quantita di rifiuto ricevute dalle altre regioni) che e ii piu alto del territorio nazionale. Si tratta di un approccio gestionale non piu sostenibile in quanta: • l'opzione discarica, benche necessaria, e unanimemente riconosciuta come la meno sostenibile dal punto di vista dell'impatto ambientale, della gestione del territorio e dello sviluppo economico. Va quindi impiegata solo come destine delle frazioni residuali di altre forme di gestione; • si rischia di arrivare ad un rapido esaurimento delle discariche esistenti, t he porterebbe poi alla necessita di individuare nuovi siti idonei per aprirne di nuove, sottraendo altre porzioni di territorio destinabili ad usi diversi. Poiche la separazione domestica ("separazione alla fonte") e la successiva raccolta delle varie frazioni preparano ii rifiuto urbano a tutte le successive fasi di trattamento, e evidente che le modalita attraverso le quali viene attuata la raccolta differenziata contribuiscono, in modo spesso determinante, a stabilire se la filiera del riciclo, del trattamento biologico e di quello termico posseggano la necessaria sostenibilita economica ed ambientale. E' poi di fondamentale importanza rendere compatibili le necessita del mercato e la qualita dei materiali raccolti e selezionati per garantire non solo maggiore efficienza ed economicita del processo ma la sua stessa sopravvivenza. In altri termini, nell'ambito dell'intero ciclo di gestione dei rifiuti urbani, la raccolta differenziata rappresenta ii punto di contatto tra i produttori (famiglie ed esercizi commerciali) e i gestori del rifiuto. L'interazione tra queste due entita deve essere resa ii piu possibile sinergica, al fine di garantire l'efficacia del sistema. II cittadino produttore dei rifiuti e gli operatori predisposti alla raccolta, selezione e trattamento hanno esigenze diverse: ii primo vuole ii minor fastidio possibile (soprattutto in termini di spazio e tempo impegnati) dalla separazione domestica dei rifiuti mentre i secondi devono raccogliere i rifiuti in modo da non compromettere l'efficienza ambientale ed economica dei metodi di trattamento pianificati. L'equilibrio tra queste diverse esigenze e una condizione indispensabile per ii successo dell'intero sistema integrato di gestione. 5.1.1 II sistema CONAI II CONAI - Consorzio Nazionale lmballaggi - e ii consorzio privato senza fini di lucro costituito dai produttori e utilizzatori di imballaggi con la finalita di perseguire gli obiettivi di recupero e riciclo dei materiali di imballaggio previsti dalle Direttive europee e recepiti in Italia con ii Decreto Legislative n. 22 del 5 febbraio 1997 (cosiddetto Decreto "Ranchi"). II sistema CONAI si basa sull'attivita di sei Consorzi rappresentativi dei materiali Acciaio, Alluminio, Carta, Legno, Plastica e Vetro: • Consorzio Nazionale Acciaio, CNA 53 Parte II del PIANO REGIONALE per la GESTIONE DEi RIFIUTI della REGIONE MOLISE • Consorzio lmballaggi Alluminio, CIAL • Consorzio Nazionale per ii Recupero ed ii Riciclo degli lmballaggi a base Cellulosica1 COMIECO • Consorzio Nazionale per ii Recupero ed ii Riciclo degli lmballaggi in Legno, Rilegno • Consorzio Recupero Vetro, COREVE • Consorzio per la Raccolta, ii Riciclaggio e ii Recupero degli lmballaggi in Plastica, COREPLA. II CONAI indirizza e coordina le attivita dei sei Consorzi incaricati del recupero e del riciclo, garantendo anche ii necessario raccordo tra questi e la Pubblica Amministrazione. I Consorzi, cui aderiscono produttori e importatori, associano tutte le principali imprese che determinano ii ciclo di vita dei rispettivi materiali. II compito di ciascun Consorzio e garantire ii raggiungimento degli obiettivi di filiera e ii ritiro dei rifiuti conferiti al servizio pubblico. A tal fine essi stipulano convenzioni a livello locale con i Comuni e le societa di gestior,e dei servizi di raccolta differenziata per ii ritiro e la valorizzazione degli imballaggi usati (o "post consumo") conferiti dai cittadini. II tutto e regolamentato dall' Accardo Quadro tra ii CONAI e I' Associazione Nazionale dei Com uni d'ltalia (ANCI), che e lo strumento, previsto gia dal Decreto Ronchi del 1997 e poi dal D.Lgs. 152/06, attraverso ii quale ii sistema consortile garantisce ai Comuni italiani la copertura dei maggiori oneri sostenuti per le raccolte differenziate dei rifiuti di imballaggi. Come si desume dal sito del Conai (www.conai.org), "I' Accordo e costituito da una pa rte generale che riporta i principi e le modalita applicative generali, e da sei Allegati Tecnici, uno per ogni materiale, che disciplinano le convenzioni che ciascun Comune, direttamente o tramite un soggetto terzo, puo sottoscrivere con ciascun Consorzio di Filiera". II nuovo Accordo Quadro ANCI-CONAI 2014-2019, sottoscritto ii 1 aprile 2014, disciplina ii conferimento in convenzione al sistema CONAI - Consorzi di Filiera, con le nuove convenzioni25, che sono valide dall'aprile 2015 e che costituiscono per i Comuni una possibilita e non un obbligo, in virtu del carattere sussidiario proprio del sistema consortile e delle caratteristiche dell' Accordo Quadro stesso. La crisi economico-finanziaria degli ultimi anni, che ha determinato una significativa contrazione della domanda di beni e di materie prime, ha investito anche i mercati del riciclo determinando una maggiore difficolta di riuscire a collocare i materiali provenienti dalla raccolta differenziata di rifiuti. Sulla base di tali considerazioni, serve un impegno concreto dei gestori della raccolta differenziata per un adeguato miglioramento della qualita dei conferimenti richiesta dal sistema CONAI, necessario a garantire l'effettiva collocazione dei materiali sui mercati del riciclo. L'Accordo ANCI-CONAI riporta negli Allegati Tecnici, specifici per ogni materiale, i valori soglia di frazione estranea che possono essere conferiti assieme al 25 Dispon1bili sul sito www.conai.org 54 Parte II del PIANO REGIONALE per la GESTIONE DEi RIFIUTI della REGIONE MOUSE materiale raccolto: per ciascuno di tali valori e previsto un determinate corrispettivo (fino ad un valore nullo). L'Accordo sottolinea tra i principi guida quello della "qualita delle raccolte [che sia] compatibile con ii successivo avvio a riciclo a condizioni economicamente e ambientalmente sostenibili, in considerazione dell'obiettivo di effettivo avvio a riciclo dei materiali". Esso ribadisce quindi un concetto spesso trascurato: l'obiettivo primo non e la raccolta differenziata bensi ii riciclo, e quindi ii recupero di risorse. Ne risulta che ii modello di gestione della raccolta differenziata deve essere scelto basandosi su vincoli diversi vincoli, come schematizzato in Figura 10. Vincoli Normative nazionali e specifiche Accordo Quadro ANCI-CONAI Servizio Monitoraggio & Controllo Modello di gestione della i..--,1.i Verifica raccolta differenziata di ottemperanza ai vincoli Parametri di performance Figura 10 Correfazioni tro vincoli tecnico-normativi e sistema di gestione, monitoraggio e controffo de/la raccolta differenziata (N.B. II vincolo dell'accordo quadro ANCI-CONAI e solo per i comuni che stipu/ano le convenzioni e che quindi devono attenersi agli Allegat, Tecnici; in caso contrario possono vendere ii materio/e al libero mercato). 5.1.2 La comunicazione per la formazione e l'informazione La comunicazione deve "formare" ed "informare" in modo esaustivo, garantendo la massima correttezza, trasparenza e t empestivita di dati ed informazioni. La comunicazione e uno strumento indispensabile per formare i cittadini, rendendoli consapevoli che la raccolta differenziata e un diritto/dovere necessario per poter ridurre l'impatto ambientale complessivo della gestione delle materie prime, dell'energia e dei rifiuti e per fornire le regale pratiche per corrette modalita di separazione e conferimento dei rifiuti. La comunicazione e uno strumento indispensabile per informare i cittadini, divulgando i risultati sull 'effettiva efficienza del sistema implementato, cosl che possano rendersi canto dei vantaggi ma anche delle criticita del sistema, condividendo ii raggiungimento degli obiettivi e contribuendo a superare le possibili difficolta. In un contesto territoriale quale quel lo della regione Molise, caratterizzato sino ad oggi da un ricorso limitato alla raccolta differenziata, si potrebbe registrare un atteggiamento di 55 Parte II del PIANO REGIONALE per la GESTIONE DEi RIFIUTI della REGIONE MOUSE diffidenza sulle reale convenienza di un siffatto sistema di raccolta e sulla corretta gestione del rifiuto differenziato nei diversi stadi ad esso successivi {trasporto, selezione, trattamento di riciclo o biologico). Sano quindi particolarmente utili programmi di comunicazione intensivi, come quelli previsti e finanziati nell'ambito del Piano-Programma "DifferenziaMOLISEmpre" recentemente attivato. Soprattutto in fase di avviamento del servizio e importante che tali azioni di comunicazione forniscano almeno le seguenti informazioni: • quantita di rifiuto raccolto in modo differenziato, per le diverse frazioni merceologiche; • quantita del le diverse frazioni merceologiche di rifiuto avviate effettivamente a riciclo; • quantita di rifiuto avviato effettivamente a recupero energetico • costo pro-capite del servizio di gestione inclusivo delle operazioni di selezione, trattamento e smaltimento. A tal fine, ii PRGR prevede la creazione ed attivazione in tempi brevi di una pagina web gestita dalla Regione Molise che riporti in modo semplice ma complete queste ed altre informazioni, dando anche la possibilita ai cittadini di acquisirne ulteriori inerenti ai diversi aspetti della gestione rifiuti. Si prescrive anche la preparazione ed attuazione di programmi di premialita per gli utenti piu virtuosi, sia a livello di singolo cittadino che di comunita, finalizzati ad incentivare un conferimento differenziato che sia ad un tempo quantitativamente e qualitativamente migliore. Cio vale anche, e soprattutto, per i rifiuti pericolosi (pile, batterie, toner, neon, farmaci scaduti, ecc.) ed ingombranti (elettrodomestici, elementi di arredo, ecc.} che devono per quanta piu possibile essere raccolti separatamente, per rendere piu sicuro, semplice ed ecocompatibile lo smaltimento del rifiuto residuale. Ne consegue la necessita di rendere fruibile ed agevole l'utilizzo dei centri di raccolta e delle isole ecologiche, e di incentivarlo adeguatamente. 5.1.3 Raccolta stradale e raccolta domiciliare Le frazioni merceologiche che possono essere raccolte in modo differenziato sono: carta, cartone, vetro, plastiche, metalli ferrosi e non ferrosi (alluminio), legno, verde, frazione umida organica, tessili, ingombranti e beni durevoli, RAEE (rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche), oli, inerti, toner, neon, farmaci scaduti, ecc. La European Recovery and Recycling Association {ERRA) definisce due sistemi fondamentali di raccolta stradale: • sistema a consegna o a raccolta stradale (bring method), nel qua le i cittadini portano ii materiale riciclabile in uno o piu punti di raccolta comunali 56 Parte II del PIANO REGIONALE per la GESTIONE DEi RIFIUTI della REGIONE MOLISE • sistema a ritiro o a raccolta domiciliare (kerbside method}i nel quale i cittadini depositano ii materiale riciclabile in contenitori o sacchetti, a giorni stabiliti, fuori le proprie abitazioni. Nel primo caso i cittadini trasportano i materiali dalla loro abitazione al punto di conferimento, mentre nel secondo i materiali sono ritirati dal gestore presso le abitazioni dei cittadini. Questi due criteri rappresentano solo i due estremi di una molteplicita di metodologie integrate di raccolta: • raccolta domiciliare o "porta a porta"i • raccolta stradale mediante contenitori su strada, ad alta densita; • raccolta stradale mediante contenitori a bassa densita, ubicati presso negozi e grandi utenze commerciali; • conferimento presso i centri di raccolta. La forma estrema del sistema stradale e ii centro di raccolta o isola ecologica presso cui i cittadini trasportano soprattutto rifiuti ingombranti, sfalci e potature nonche rifiuti pericolosi. Tali centri di raccolta devono anche essere dotati di contenitori di raccolta per materiali riciclabili, come bottiglie di vetro e lattine. A seguire vengono le cosiddette campane (banks) a bassa densita, cioe ognuna ad uso di un numero relativamente elevate di abitanti, che sono spesso situate nei pressi di supermercati e centri commerciali. Tali campane, adeguatamente progettate, potrebbero anche divenire dei centri di raccolta di piccole dimensioni. Quando la densita di questi contenitori cresce si parla di close-to-home drop-off container, cioe contenitori stradali che i cittadini possono raggiungere a piedi piuttosto che con l'auto. Questo sistema si applica, in particolare, a zone ad alta densita abitativa (aree urbane o metropolitane), dove di solito i residenti portano i loro rifiuti e i loro materiali riciclabili in grandi contenitori comunali posizionati fuori dagli edifici e al lato delle strade. Si tratta essenzialmente di contenitori esterni invece che interni: in questo caso la sola differenza fra sistema stradale e domiciliare e che i contenitori sono comunali, piuttosto che adibiti al sevizio di singole famiglie. Le metodologie di raccolta si differenziano poi anche per le frazioni specifiche di rifiuto o di rifiuti misti a cui sono dedicate. La necessita di preservare le caratteristiche di alcune frazioni merceologiche determina infatti in alcuni casi, quale quello di carta e cartone, l'adozione di sistemi di raccolta monomateriale per i quali in genere e poi sufficiente una selezione minima. II confronto tra i sistemi domiciliare e stradale deve necessariamente tenere conto anche del tipo di frazioni merceologiche di rifiuti da raccogliere, da cui si comprende ii dettaglio che si 57 Parte II del PIANO REGIONALE per la GESTIONE DEi RIFIUTI della REGIONE MOUSE e voluto dare in questo PRGR alla composizione de! rifiuto urbano differenziato ed indifferenziato, riportato nelle tabelle a partire dalla Tabella 9 fino alla Tabella 14. In definitiva, in funzione delle caratteristiche territoriali e delle strutture organizzative preesistenti, ii sistema di raccolta differenziato deve essere pianificato come una combinazione equilibrata tra modalita domiciliari e stradali. L'obiettivo prioritario deve essere quello di ottenere elevati livelli quantitativi, garantendo comunque una buona qualita della raccolta1 cosl da ridurre la complessita e ii costo della successiva selezione nonche la frazione di scarti ottenuti da quest'ultima. 5.2 Sistemi di raccolta differenziata attivi in regione Molise La regione Molise e caratterizzata da un tessuto insediativo alquanto disomogeneo1 con prevalenza di centri abitati di modeste dimensioni e case sparse26 : 128 comuni, su un totale di 136, hanno una popofazione residente minore di 5.000 unita, e di questi addirittura 95 hanno meno di 1000 abitanti. Le eccezioni sono le citta27 di Campobasso, dove risiedono circa cinquantamila abitanti (49.434 ab.), Termoli {33.576 ab.), lsernia (21.981 ab.) e Venafro (11.329 ab.). In regione non esiste ad oggi un sistema che si possa definire complete ed efficiente per la gestione della raccolta differenziata. Cib nonostante, ii Rapporto Rifiuti Urbani 2014 di ISPRA riporta che nel 2013 e stato raggiunto un vafore di raccolta differenziata del 19,86% dei rifiuti urbani generati, con circa 78 kg raccolti per abitante. La frazione predominante tra quelle raccolte differenziatamente e l1organico, che rappresenta quasi un terzo del totale raccolto. L' Assessorato alla Tutela dell' Ambiente de Ila Regione Molise ha evidenziato che al 31 dicembre 2013 si registrano: 27 comuni, pari a circa ii 20%, che hanno attivo un servizio di raccolta differenziata "porta a porta"; 109 comuni, pari a circa 1'80%, che svolgono un servizio di raccolta con cassonetti stradali. Come si evidenzia dalla Figura 11, ii servizio "porta a porta" al 2013 risulta attivo in 23 comuni su 84 della provincia di Campobasso (per un bacino d'utenza pari a circa 98.132 26 ISPRA (2014) Rapporto rifiuti urbani 27 ISTAT, Popolazione residente al 1° gennaio 2015. (http://datl.istat.it/lndex.aspx?OataSetCode=OCIS POPRESl) 58 Parte II del PIANO REGIONALE per la GESTIONE DEi RIFIUTI della REGIONE MOLISE abitanti, corrispondente al 43% della popolazione provinciale residente), e in soli 4 comuni della provincia di lsernia (per un bacino d'utenza pari a 1.763 abitanti, corrispondente a solo ii 2% del la popolazione provinciale)28 . La Tabella 19 riporta ii dettaglio della distribuzione della tipologia di sistemi di raccolta dei rifiuti urbani in regione. r-, ( ..., . ., I'll~ ' . c...'!v ~ -.,~ \ Figura 11 Collocazione geografica dei 27 comuni de/la Regione Molise che hanno gia attivato la raccolta differenziata "porta a porta" Se ne desume che ii 14% circa dei comuni molisani non ha attivo alcun servizio di raccolta differenziata e raccoglie ancora ii rifiuto tal quale, mentre la restante parte presenta un sistema di raccolta mista (stradale + porta a porta) con livel li di efficienza estremamente bass i. 28 Dati dell' Assessorato alla Tutela dell' Ambiente della Regione Molise 59 Parte II del PIANO REGIONALE per la GESTIONE DEi RIFIUTI della REGIONE MOUSE E' pero importante evidenziare che questo quadro e in evidente, e si spera rapido, miglioramento. Nel 2014 infatti, con DGR n.95 del 15 marzo, I' Assessorato region ale alla Tutela dell'Ambiente della Regione Molise ha avviato la definizione del Piano-Programma "DifferenziaMOLISEmpre" finalizzato a promuovere e potenziare lo sviluppo di sistemi di raccolta differenziata "porta a porta" in tutti i comuni della regione Molise. Con successivo DGR del 2 settembre 2014 sono stati individuati 38 interventi per un valore complessivo di oltre 23 milioni di euro, atti a: • Consentire l'acquisto di attrezzature (mastelli, contenitori, automezzi, ecc.) • Rea lizzare centri di raccolta • lmplementare attivita di informazione e comunicazione per l'avvio della raccolta differenziata. Al settembre 2015 risultano essere stati finanziati 23 dei 38 interventi e i soggetti attuatori hanno avviato le procedure per la realizzazione di quanto previsto nei progetti. Tipo di Raccolta numero di Comuni % sul totale dei Comuni Porta a porta 27 19,85% Stradale con cassonetti per la R.D. 4 2,94% Porta a porta Stradale con cassonetti per la R.D. 44 32,35% Stradale tal quale Stradale con cassonetti per la R.D. 5 3,68% Porta a porta Stradale tal quale 37 27,21% Stradale con cassonetti per la R.D. Stradale tal quale 19 13,97% Totale 136 100,00% Tabella 19 Distribuzione dei sistemi di raccolta dei rifiuti urbani in Regione Molise (Fonte: Assessorato a Ila Tutela dell' Ambiente della Regione Molise) 60 Parte II de) PIANO REGIONALE per la GESTIONE DEi RIFIUTI della REGIONE MOLISE 5.3 Linee guida per la corretta implementazione della raccolta differenziata in un sistema di gestione integrata dei rifiuti 5.3.1 Obiettivi della raccolta differenziata La progettazione della raccolta differenziata, secondo quanta previsto dall'attuale quadro normativo, non deve essere oggetto della pianificazione regionale. Un progetto di raccolta differenziata dipende fortemente dalle caratteristiche territoriali ed urbanistiche del territorio su cui deve essere applicato e quindi una progettazione generica, pur tecnicamente valida, potrebbe non dare risultati positivi in termini di raggiungimento degli obiettivi, potendo risultare poco efficiente e anche poco sostenibile economicamente. L'obiettivo che ii PRGR si prefigge e la definizione di linee guida e dati di riferimento che i Comuni (da soli o in forma associata) utilizzino per elaborare progetti di raccolta differenziata, che garantiscano ii raggiungimento degli obiettivi quantitativi e qualitativi posti alla base della pianificazione regionale. Va preliminarmente rilevato che l'adozione di un unico sistema di raccolta per tutta la regione potrebbe risultare poco attuabile, attesa l'eterogeneita delle variabili di progetto (densita abitativa, rete viaria, tipologia delle unita abitative, ecc.). Si ritiene invece utile proporre due modelli gestionali che, senza limitare la liberta della progettazione di dettaglio e in accordo con gli obiettivi del richiamato Piano-Programma "DifferenziaMOLISEmpre", forniscano indicazioni sulle modalita di raccolta in grado di garantire ampie probabilita di successo e siano coerenti con lo scenario di gestione dei rifiuti di questo PRGR. E, innanzitutto, necessario che la raccolta differenziata, quale che sia ii modello gestionale adottato, consegua i seguenti obiettivi principali: a. separare alla fonte i rifiuti pericolosi di engine domestica, quali RAEE (rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche), toner, pile e batterie, neon, farmaci scaduti, evitando che essi inquinino sia la frazione umida organica che quella secca residua le; b. separare alla fonte la frazione umida organica, onde evitare la contaminazione che invece avviene inevitabilmente negli impianti di separazione meccanica per trito vagliatura e che di fatto rende spesso tale frazione non adatta ai trattamenti biologici; c. separare alla fonte la frazione secca riciclabile (vetro, carta&cartone, legno, plastiche, metalli ferrosi e alluminio) per avviarla a riciclo; 61 A..-1.0 Parte II del PIANO REGIONALE per la GESTIONE DEi RIFIUTI della REGIONE MOUSE d. ottenere una frazione residuale (RUR) priva di materiali pericolosi e con limitata presenza di umido ed inerti. Questa frazione di rifiuti residuale alla raccolta differenziata ha caratteristiche assimilabili a quelle di un buon combustibile solido secondario (CSS), come mostrano i dati in Tabella 10, Tabella 14, Tabella 16 e Tabella 18, per i vari livelli di RD: quindi e inviabile a termovalorizzazione con buona efficienza energetica e con una produzione di ceneri inferiore a quella ottenibile da un rifiuto tal quale. La raccolta differenziata nel PRGR della Regione Molise ha quindi un ruolo centrale nel sistema di gestione dei rifiuti, poiche da un lato garantisce l'avvio a recupero di diverse frazioni di rifiuto e dall'altro "prepara" un buon substrate ed un buon combustibile per i successivi trattamenti, rispettivamente biologici e termici. Si ribadisce, a tal proposito, l'importanza strategica, soprattutto da un punto di vista ambientale, della separazione dei rifiuti pericolosi di origine domestica che, infatti, costituiscono l'obiettivo primario nelf' elenco sopra riportato. La letteratura scientifica concorda sulla necessita di recuperare materie ed elementi dai rifiuti, quando sia garantita compatibilita ambientale ed economica29 . Ad esempio, mentre l'opportunita, soprattutto ambientale, di riciclare la carta o alcune plastiche e ancora controversa3°, e invece riconosciuta a livello internazionale la necessita di recuperare da alcune correnti di rifiuto metalli preziosi la cui estrazione in cava e onerosa. I RAEE, ad esempio, contengono frazioni (nel complesso quantitativamente rilevanti, vista l'attuale produzione di beni elettronici) di metalli, quali oro e platino, che oggi vengono estratti e recuperati, soprattutto in Paesi extra-europei. Le ceneri stesse dei trattamenti termici dei rifiuti costituiscono una fonte significativa da cui estrarre metalli, principalmente ferrosi. Peraltro gli stessi elementi che possono rendere pericolose le ceneri se smaltite in discarica senza gli opportuni trattamenti, le rendono pure una interessante sorgente di metalli che pub affiancare quella mineraria. La raccolta separata della frazione umida e invece l'unica modalita che garantisce, in presenza di un mercato adeguato, l'ottenimento di substrati organici con basse frazioni di metalli pesanti, convertibili in ammendante di qualita. lnoltre, essa assicura un buon potere calorifico al rifiuto urbane residuale ed una sua gestione piu agevole, anche dal punto di vista igienico-sanitario. La separazione domestica dei materiali riciclabili e quella piu nota e ormai associata al concetto stesso di "differenziata". Per essa vale ancor piu, sulla scorta di considerazioni sia 29 Si vedano: Bartl (2014), op. citata e Massarutto A., A. de Carli, M. Graffi (2011) Material and energy recovery in integrated waste management systems: A life-cycle costing approach. Waste Management, 31:2102-2111 30 Si veda Arena, U., M.l. Mastellone, F. Perugini e R. Clift (2004) Environmental Assessme1:t of Pap er Waste Management Options by means of LCA Methodology. Ind. Eng. Chem. Res., 43:5702-5714) 62 Parte II del PIANO REGIONALE per la GESTIONE DEi RIFIUTI della REGIONE MOUSE ambientali che economiche31 , l'importanza di livelli qualitativi ben piu elevati di quelli standard attuali, al fine sia di garantire ii massimo recupero di materia (e quindi la minima produzione di scarti) assieme alla sostenibilita economica della filiera sia di raggiungere in tempi brevi gli obiettivi stabiliti a livello nazionale. 5.3.2 Possibili modelli gestionali L'obiettivo minima della pianificazione a livello regiona le della raccolta differenziata e l'ottenimento di almeno tre flussi di rifiuto: materiali riciclabili, frazione umida e frazione residuale. Per conseguire in tempi brevi ed a costi sostenibili tale obiettivo minimo, si propongono due modelli gestionali, definiti rispettivamente "ottimale" e "minimale". Nella Figura 11 si riporta lo schema (A+C) della modalita di raccolta differenziata per utenze domestiche definita "ottimate", che si ritiene quindi quello a cui e preferibile riferirsi. In essa vengono conferite in modo differenziato cinque tipotogie di rifiuti (schema A), alcune delle quali aggregate per frazioni merceologiche con caratteristiche fisiche tali da consentirne un'efficiente successiva separazione meccanica, e nello specifico: frazione umida, carta&cartone, multimateriale leggero {plastica, alluminio e metalli), frazione residuale (RUR) e vetro. Le prime quattro di tali frazioni merceologiche dovrebbero essere depositate separatamente in contenitori ed in giorni diversi presso micro-isole condominiali o, nel caso di villini o abitazioni di poche unita abitative, presso ii proprio civico. Tale modalita rispetta pienamente ii concetto di "prossimita" al luogo di produzione mediante cui e possibile ottenere l'auspicata responsabilizzazione degli utenti. Soltanto per ii recupero del vetro e prevista una raccolta in campane dedicata a bassa densita, facilmente raggiungibili a piedi dai cittadini. Lo schema dovrebbe garantire una buona qualita del materiale differenziato rispetta quello ottenuto da una modalita di raccolta prettamente stradale, che e maggiormente soggetta a contaminazioni di materiali conferiti in maniera erronea o arbitraria. Non essendo possibile pero, per motivi sia logistici che economici, raccogliere tutti i tipi di rifiuto prodotti con tale modalita, ad essa si deve affiancare una raccolta centralizzata presso i centri di raccolta (schema C). In tali centri possono essere conferiti tutti i tipi di rifiuti e, in particolare, quelli "pericolosi". II conferimento presso tali centri dovra essere fortemente incentivato con appropriate premialita (per esempio assegnando adeguate defiscalizzazioni a chi realmente ha ii merito del conferimento), anche perche esso generalmente consente di ottenere un materiale di qualita elevata. Nella Figura 12 si riporta invece lo schema (B+C) della modalita di raccolta differenziata definita "minimale". In essa e prevista la raccolta della frazione umida, della carta&cartone nonche del rifiuto urbane residuale da termovalorizzare (schema B). I materiali riciclabi li, ad 31 Si vedano i gia richiamati lavori di Giugliano et al. (2011) e Massarutto et al. {2011) 63 Parte II del PIANO REGIONALE per la GESTIONE DEi RIFIUTI della REGIONE MOUSE eccezione della carta, devono essere conferiti al circuito unicamente mediante centri di raccolta attrezzati (schema C) ed eventualmente micro-centri (o eco-punti) posti nei pressi degli agglomerat i abitativi (ad es., nei centri commerciali). lmpian.bcli d',Pstiane •n.-erooim o d'i corq,c:ot•1irio Mtiltim■tc.ri&ne lle.(Sf!f'O Im pi.nbJ di seJe.rion.e mut.ti:matu'ia!c 11.ccotbl pr~:io cen1ridi raa:cH:1 e/o micro-centri SCHEMA A C.rta e at.rtone ■acmtta portl I p.orta e./o di prossimita SCHEMAC lmpia:-ntocsi izl'fflonloriue:ione 't'e.roe e potatun (tt-etupero) cart,• urtione (Ricido) Plls.tlGs. monom1tctlllc: (11:icido) \letro (lticiclo l ""Offlt>ranti ,-......... 1 Pfflcolo>i [tone<, neon, .. n,ici ) (Recupe-o) l'r,e,imotici (Recvpero) n,uili (R«upero) Oli ••Jetati (Rea,pero) t.c,gno, a,oio ( Ricido, Recupero, Sm• ltimcnto) ·· (Aicido, Rccupc.to1 Smaltimc nto) Figura 12 Schema (A+C) de/la modafita di raccolta differenziata ottimale per utenze domestiche 64 Parte II del PIANO REGIONALE per la GESTIONE DEi RIFIUTI della REGIONE MOUSE lmpi■ritidi d:~eilicme an<Krotlicao di<Offlf'mt•rP Rac.cDlta pr~~ ce:ntri csi r■crOlta e/omiao-cmtri SCl-lEMA B lfflpi■nto di ,~sdt.zioM C.rtl e ca.rtDne tlKCOIU portt-a-porta c/o di p rDiiimitzl SCHEMAC Frazion.e: , c.Mdu.le: l mpi.11ntodi tiennovalori:u• zione lll:rde • pototlln: (R« :upero) Clrt• e nrtone {Rici<fo) PJ.u tim mon.om■terille (1i.cklot Yttro (Aici<lo) M<'l•lli (Rici<IO] llAU (Rttupero) rerico1osi (ton,:r, neon. vemici. ) (Rtmpero) P'-neu.m1tio (ReC\lpero) Oli ••getali (Re01pero] t.e1no. aioio- t Aiodo~ 111:e-cupero, Sm• ltimento) ~· (Ri.cklo, Re0.1pero, smanime nto} Figura 13 Schema de/la modalita di raccolta differenziata minimale per utenze domestiche 65 ~ ............ Parte II del PIANO REGlONALE per la GESTIONE DEi RIFIUTI della REGIONE MOUSE Per conseguire con buone possibi lita di successo un buon livello quantitativo e qualitativo di raccolta differenziata senza gravare eccessivamente SLli costi di gestione (che, come verra rappresentato nel seguito, risultano attualmente contenuti attesa la rnancanza di un sistema esteso di raccolta differenziata, va applicato: • lo schema (A+C) perlomeno per le citta con piu abitanti (Campobasso, Termoli, lsernia e Venafro), circoscrivendo ai soli centri storici (caratterizzati da un tessuto urbano con reti viarie molto strette e la quasi totale assenza di marciapiedi) la raccolta "porta a porta" condominiale delle correnti merceologiche individuate, mentre nelle aree periferiche (caratterizzate da reti viarie piu larghe e presenza di marciapiedi) la raccolta domiciliare va limitata alla sola frazione umida, prevedendo per le altre correnti ii conferimento in cassonetti stradali posti comunque in prossimita delle abitazioni; • lo schema (B+C) nei restanti comuni della regione, circoscrivendo, anche in tal caso, ai soli centri storici (caratterizzati da un tessuto urbano con reti viarie molto strette e la quasi totale assenza di marciapiedi) la raccolta domiciliare condominiale di tutte le correnti merceologiche individuate, mentre nelle aree periferiche (caratterizzate da case sparse con reti viarie piu larghe e presenza di marciapiedi) la raccolta "porta a porta" potrebbe essere limitata alla sola frazione umida prevedendo comunque per le altre correnti ii conferimento in cassonetti posti in prossimita delle abitazioni. La scelta dello schema influenza la tipologia e la potenzialita degli impianti necessari a valle della raccolta differenziata. La raccolta dei materiali riciclabili viene conferita alla filiera di riciclo e recupero del consorzio CONAI, secondo quanto stabilito dal vigente Accordo di Programma Quadro ANCI CONAI e relativi Allegati Tecnici, essendo comunque possibile per i comuni organizzarsi in modo indipendente da tale consorzio. La raccolta della frazione organica umida prevede la possibilita di ricorrere ad impianti di trattamento biologico che assicurino la mineralizzazione del carbonic organico onde evitare che lo stesso, una volta smaltito in discarica, venga utilizzato dai microorganismi per generare gas ad effetto serra e composti maleodoranti. Poiche tale approccio e in grado di assicurare ii raggiungimento di elevate percentuali di raccolta differenziata, sia perche facilmente identificabile sia perche caratterizzata da un elevato peso specifico, la sua implementazione con modalita domiciliare e stata ipotizzata in tutti i modelli di raccolta. Cio e favorito dalla disponibilita in regione di impianti di trattamento biologico di capacita sufficiente, in mancanza dei quali ii costo del sistema di gestione dei rifiuti sarebbe decisamente piu elevato. Cio consente tra l'altro, entro i limiti tecnici noti, anche di sviluppare le potenzialita del compostaggio domestico. 66 A-1..S ~ ... ..,,. Parte II del PIANO REGIONALE per la GESTIONE DEi RIFIUTI della REGIONE MOLISE La frazione residuale alla raccolta differenziata (RUR), priva di gran parte dell'umido e dei metalli oltre che dei rifiuti realmente riciclabili nonche dei rifiuti contenenti sostanze tossiche, deve essere inviata ad impianti di produzione di css di categoria 3.3.2 per ii successive recupero energetico tramite trattamento termico ad elevata temperatura. La raccolta dei rifiuti "pericolosi" (toner, neon, farmaci scaduti, pile, accumulatori, vernici, etc.) comporta un non trascurabile ma necessario lavoro organizzativo che eviti la contaminazione di altre frazioni merceologiche, in particolare quella organica a cui sarebbe inibito ii naturale processo di digestione. lnoltre, evitare che tali rifiuti pericolosi vadano a termovalorizzazione o in discarica consente, nel prime caso, di ridurre ii costo del trattamento delle emissioni gassose e, nel secondo, di evitare l'inquinamento dei comparti ambientali aria-acqua-suolo a causa dei fenomeni chimico-fisici che si realizzano nel corpo della discarica, generando gas e composti volatili tossici e caratterizzati da grande mobilita. La raccolta degli ingombranti diversi dai RAEE (generalmente elementi di arredo) deve, invece, prevedere ii ricorso a piattaforme di conferimento e successive smantellamento e recupero. La raccolta di tale frazione e agevolata dalla possibilita di convenzionamento con ii Consorzio RAEE che provvede a dotare i Centri di Raccolta di contenitori idonei per ognuna delle categorie RAEE (grandi e piccoli elettrodomestici, apparecchiature informatiche e per telecomunicazioni, apparecchiature di consume, apparecchiature di illuminazione, strumenti elettrici ed elettronici, giocattoli e apparecchiature per lo sport e per ii tempo libero, dispositivi medici (ad eccezione di tutti i prodotti impiantati ed infetti), strumenti di monitoraggio e controllo, distributori automatici) e di ritirare, gratuitamente, gli stessi per avviarli ai processi di recupero di materiali pregiati. La raccolta degli oli vegetali, benche poco nota, e di basilare importanza per migliorare la qualita delle acque reflue urbane inviate ai depuratori (atteso che gli oli vengono abitualmente sversati in fogna), cos) da permetterne un migliore funzionamento. Anche in questo caso una corretta gestione mediante conferimento al centre di raccolta comporta un costo molto limitato per l'utente a fronte di una notevole beneficio per l'ambiente. In definitiva, anche al fine di contenere ii costo del servizio della raccolta differenziata, ii cui onere economico puo diventare rilevante per la necessita di svariate tipologie di automezzi, attrezzature e di un consistente numero di operatori, ii PRGR indica ii ricorso alla raccolta differenziata "minimale" con modalita domiciliare circoscritta ai soli centri storici, a valle di un'adeguata dotazione di centri di raccolta e di micro-centri presso i quali implementare le misure di incentivazione economica per ii conferimento differenziato. In altri termini, si indica di ricorrere a sistemi di "conferimento differenziato" da parte del cittadino piuttosto che di "raccolta differenziata" da parte del gestore, al fine di contenere la tariffa di igiene urbana conseguendo al tempo stesso alte rese quantitative e qualitative. 67 ~ .. .,,.,. Parte II del PIANO REGIONALE per la GESTIONE DEi RIFIUTI della REGIONE MOUSE II numero, la tipologia32 e la localizzazione dei centri di raccolta, dipendono da una serie di fattori (quali facilita di fruizione, vincoli urbanistici, rete viaria, densita abitativa, omogeneita dell'area servita), e vanno necessariamente definiti all'atto della pianificazione di dettaglio a livello comunale o provinciale. E' qui opportuno precisare che: • i centri di raccolta di grosse dimensioni necessitano di caratteristiche impiantistiche (sistema di raccolta acque piovane con disoleazione, tettoie coperte per rifiuti RAEE, !ocali chiusi per rifiuti perico losi come toner, neon e pile, etc.) e gestionali che rendono non trascurabili i costi di investimento inizia le e quelli di gestione: devono essere in numero contenuto e localizzati solo in corrispondenza di bacini di utenza rilevanti, cosl che l'entita dei conferimenti ne giustifichi i costi; • i micro-centri di raccolta (detti anche eco-punti) devono operare senza personale fisso e, quindi, essere necessariamente automatizzati, con accesso e conferimento regolato da identificazione tramite tessera magnetica nonche localizzati in aree sorvegliate o gia caratterizzate da sufficiente visibilita, onde evitare atti di vandalismo, usi impropri e conseguenti alti costi di manutenzione. Risultano quindi da preferire aree quali centri commerciali, complessi scolastici ed universitari, grandi condomini, ecc. L'incentivazione al ricorso del conferimento presso tutti i centri di raccolta deve avvenire tramite registrazione informatizzata dei dati anagrafici dell'utente e della quantita e tipologia dei rifiuti conferiti con ii preciso scopo di contabilizzarne ii relative valore economico correlate al corrispettivo riconosciuto dai consorzi di filiera del CONAI o da altre societa private. Tale corrispettivo dovra essere poi utilizzato per ridurre l'ammontare della tariffa degli utenti in quantita proporzionale a quanta contabilizzato. Cio consentira di ridurre la parte variabile della TIA esclusivamente agli utenti meritevoli e solo per importi realmente sostenibili. Le riduzioni tariffarie (con eccezione di quelle relative al reddito o a situazioni di indigenza, malattia, ecc.) che non siano imputabili a reali diminuzioni del costo totale della gestione dei rifiuti non sono infatti compatibili con ii concetto di tariffa e andrebbero immediatamente cancellate dai regolamenti comunali e sostituite da metodi di premialita che abbiano un riscontro finanziariamente sostenibile. Va sottolineato che, in questo PRGR, non si considerano avulse dal contesto della gestione integrata le correnti di rifiuti della filiera de! riciclo/recupero che siano inerti e combustibili, non pericolose. La restante parte, comunque estremamente limit ata, va inserita nel contesto del trattamento dei rifiuti speciali pericolosi, esulando dal contesto del presente PRGR. II PRGR della Regione Molise fa propri i contenuti delle linee Guida per la Raccolta Differenziata, preparati dall'Assessorato regionale all'Ambiente con ii contributo di CONAI. 32 Nella definizione di centri di raccolta si intendono inclusi anche i punti di conferimento automatizzato, a scomparsa o meno, che possono anche comprendere punti di dist ribuzione di buste ecologiche nonche beni erogati "a spillamento" quail, ad es. detersivi ed acqua minerale. 68 Parte II del PIANO REGIONALE per la GESTIONE DEi RIFIUTI delta REGIONE MOLISE Per consentire una piu rapida implementazione a livello regionale di un efficiente sistema di raccolta differenziata, ii PRGR fa riferimento ad una serie di documenti di supporto, anch'essi preparati dall'Assessorato regionale all'Ambiente con ii contribute di CONAI, che comprendono: • manuale per le attivita di avviamento di un nuovo servizio di raccolta differenziata; • regolamento comunale tipo per la gestione dei rifiuti urbani; • criteri progettuali e gestionali di riferimento per cent ri e micro-centri di raccolta; • capitolato tipo per la gara per l'affido del servizio di raccolta . 5.4 Sistemi di controllo e monitoraggio delle prestazioni Un sistema di monitoraggio della raccolta differenziata dovrebbe essere controllato con l'obiettivo di migliorarlo in maniera continuativa ogni qualvolta cio sia possibile e/o necessario. La caratterist ica di un sistema adeguatamente monitorato e ii collegamento continue e funzionale tra ii sistema oggetto del monitoraggio (nel caso specifico ii sistema di raccolta) e ii Sistema di monitoraggio e controllo. Lo schema di Figura 14 individua i collegamenti tra ii Sistema di raccolta dei rifiuti e ii relative modello di monitoraggio delle prestazioni. Articolazione de/ Sistema Sistema di Raccolta: Metodologia di raccolta dei rifiuti Organizzazione della raccolta dei rifiutl Dati quali-quantitativi sui rifiuti Modello di monitoraggio: Raccolta e trasmissione dei datl Elaborazione dei dati e stima di indicatori di prestazione Flussi di informazioni e dati Ditte appaltatrici del servizio di raccolta e trasporto rifiuti. lmpianti di trattamento e/o smaltimento 11 Osservatorio Regionale Rifluti e ARPA Molise Societa civile, Associazioni ambientaliste, Organi di informazione. Figura 14 Schema del/'articolozione de/ sistema di raccolta connesso al mode/lo di monitoraggio La gestione del sistema di raccolta pub e deve essere dipendente in modo biunivoco dal sistema di monitoraggio delle prestazioni, cosl da consenpre di ottimizzare quest'ultimo sia 69 Parte II del PIANO REGIONALE per la GESTIONE DEi RIFIUTI della REGIONE MOUSE dal punto di vista tecnico-gestiona le che dal punto di vista economico ed ambientale. La biunivocita delle informazioni tra ii sistema di raccolta e quello di monitoraggio garantisce un miglioramento continue ed un adattamento dell'intero sistema all'eventuale variare delle condizioni al contorno (normative, direttive, accordi quadro, variazioni della domanda di mercato, ecc.). Per strutturare ii sistema che ponga in comunicazione ii sistema di raccolta con ii sistema di monitoraggio occorre prima definire quali dati e/o informazioni occorrono per poi individuare una fonte attendibile ed autorevole di essi. Successivamente, occorre un'infrastruttura informatica di acquisizione ed elaborazione e un modello di monitoraggio che, sulla scorta dei dati di input e di ulteriori informazioni, sia in grado di valutare adeguatamente le prestazioni del sistema raccolta. 5.4.1 lndicatori per la qualita della raccolta differenziata Si e detto piu volte, gia in fase di definizione degli obietti del PRGR della Regione Molise, che la raccolta differenziata va aumentata in quantita garantendone un livello qualitative adeguato, cioe evitando che vengano in essa inclusi materiali che non possono essere tecnicamente riciclati. La qualita del rifiuto differenziato e un obiettivo perlomeno altrettanto importante della quantita dello stesso. Accrescere a tutti i costi la quantita pub risultare inutilmente costoso ed ingannevole nei confronti dell'utenza che effettua la raccolta nella convinzione che tutto quanta essi separano venga poi awiato effettivamente a riciclo o a recupero. Si farebbe cattiva informazione se si comunicasse, come accade spesso, che tutto ii rifiuto raccolto in maniera differenziata non debba poi essere ulteriormente trattato perche "oramai e recuperato". Si creano cos) convinzioni fuorvianti, confondendo "raccolta" con "riciclo", trascurando la ri levanza degli scarti inevitabili nel successivo processo di riciclo, e veicolando l'idea che, ad esempio, raccogliendo 1kg di carta o di imballaggi plastici "post-consumo" si ottenga 1kg di carta o di plastica riciclata. La societa moderna, con le difficolta imposte dalla necessita di coniugare sostenibilita ambientale con sostenibilita sociale ed economica, non puo permettersi di tacere alcune verita incontestabili: • ogni filiera di riciclo, nelle sue fasi di selezione e di riciclo, richiede materie prime ed energia, a loro volta prodotte con generazione di emissioni e rifiut i; • gli scarti, anche rilevanti, sono inevitabili e dell'ordine perlomeno del 20%. E' noto che piu alti livelli quantitativi di raccolta differenziata implicano una qualita piu scadente del raccolto e quindi costi di selezione maggiori e piu alte percentuali di scarti, anche oltre ii 50%, che devono poi essere t rattati o smaltiti; • noh tutti i rifiuti si possono riciclare mentre per alcuni materiali l'opzione rlciclo puo essere piu nociva dal punto di vista ambientale di altre (si pensi agli imballaggi poliaccoppiati); 70 Parte II del PIANO REGIONALE per la GESTIONE DEi RIFIUTI delta REGIONE MOUSE • nessun materiale organico e riciclabile infinite volte, ed anche per quelli metallici esiste un limite imposto dalle impurezze che si accumulano nel materiale riciclato; • ii riciclo e sostenibile quando esiste un mercato a valle che accetti ii prodotto riciclato, non pub cioe essere imposto sempre ed a priori, senza rischiare di danneggiare inutilmente la sostenibilita del sistema. Nelle elaborazioni calcolative sviluppate per ciascuno scenario di gestione, si e quindi tenuto canto degli scarti prodotti dalle diverse fasi della selezione e del riciclo. L'entita di tali scarti e stata fissata sulla base di diversi lavori recenti sull'argornento33 , come stimati nell'ipotesi di "buone pratiche della raccolta differenziata", quindi pari a valori relativamente bassi. Gli schemi della Figura 15 successivi Ii riportano per alcune frazioni merceologiche, per uno dei livelli di RD fissati nella pianificazione. Quindi ii PRGR della Regione Molise introduce parametri che tengono debitamente canto non solo della quantita di materiale raccolto ma anche di quello effettivamente riciclato e/o recuperato. Tali indici devono consentire di determinare quanta parte del rifiuto raccolto e effettivamente avviato a riciclo. A tale scopo si definiscono i seguenti indicatori: • RD (in %}, indice di Raccolta Differenziata: frazione di rifiuti secchi ed umidi raccolti in maniera differenziata rispetto al totale dei rifiuti urbani raccolti nel medesimo ambito; • RR (in %}, indice di Raccolta a Recupero: frazione di rifiuti effettivamente avviati alla filiera del riciclo ed ai trattamenti biologici della frazione organica (quindi pari a quella raccolta meno gli scarti della fase di selezione} rispetto al totale dei rifiuti Urbani raccolti nel medesimo ambito; • RE (in %), indice di Recupero Effettivo: frazione di rifiuti effettivamente recuperati1 cioe immessi nel ciclo produttivo come materia o energia (quindi pari a quella raccolta meno gli scarti delle fasi sia di selezione sia di riciclo) rispetto al totale dei rifiuti urbani raccolti nel medesimo ambito. La valutazione e l1analisi dei suddetti indicatori consentira di elaborare considerazioni quantitative sulla quantita, qualita ed economicita del servizio. In generale, si pub prevedere che: • l'incremento degli indici RR e RE si traduca in un aumento del recupero di materie come ii vetro, ii ferro, l'alluminio, la carta, le plastiche (PE, PET, miscele poliolefiniche); 33 Giugliano et al. (2011), op. citata; Bologna province (2006) Rapporto Rifiuti 2005; Arena U., M.L. Mastellone, F. Perugini e R. Clift (2004) Environmental Assessment of Poper Waste Management Options by meons of LCA Methodology, Ind. Eng. Chem. Res., 43:5702-5714; Perugini, F., M.L. Mastellone e U. Arena (2005) A Life Cycle Assessment of Mechonica/ and Feedstock Recycling Options For Management of Plastic Packaging Wastes, Environmental Progress, 24/2:137-154 (200S) 71 Pa rte II del PIANO REGIONALE per la GESTIONE DEi RIFIUTI della REGIONE MOUSE • l'incremento degli indici RR ed RE si traduca in un aumento dei ricavi economici legati al pagamento, da parte dei Consorzi di Filiera del CONAI dei contributi economici proporzionali all'ammontare delle frazioni "pulite" di vetro, plastica da imballaggio, acciaio, alluminio, carta e legno. Va ricordato che queste sono le uniche voci di costo "positive" nel bilancio economico che determina la tariffa di gestione del servizio di igiene urbana atteso che la frazione umida (che costituisce circa ii 35% del rifiuto urbano tal qua le) ha un costo di smaltimento elevato; • l'indice RR fornisca un'indicazione sulla qualita del materiale riciclabile secco raccolto ed inviato ai centri di selezione. II rapporto tra cib che e inviato a riciclo vero e proprio e cib che e stato raccolto indica ii grado di conformita agli standard dettati dai Consorzi per ii rifiuto in ingresso alla filiera. 72 ~ ,,,,, .. --::---,. .... 'l l'. , ~ .. ..;::-...,.. l~gd1Ct1rt•"' 1001<& d• Allum•n~ SC.,r11•1~ MPS• 71S 7 Parte II del PIANO REGIONALE per la GESTIONE DEi RIFIUTI detla REGIONE MOUSE E.ll.lf.BA.QEL BICICLO QELlA CARTA SU CDONE Ptodoth dfoRil ~l•zk>M ~ 9S.5kJ• RIOCL0 Prodorn del R>< itlo • BSkf • I Surt, deli. Seltl~ • 4 Ski Sort, d~l Rtdclo • 10.Ska ffi!~L R!CICLO OELL'ALLU M INIO {mult1mau;,a~ lt09tro} SlcLEZlONE Pt0do1u dello S.l<110n• • askg. RICICU) Prodo1t1 d~I R1cido • 7lkg ► Soni d•U• S.l•>lono • 1s,-. sur11 del Rlcido • 141<& l<>Oq di Pl•,toc•• x.u1, SB 3,. MPS 417l\ 1oot.g d1 Acc1.1i0 ► S.uct,, 15\t. MPS as, flLIERA DEL BlCICLO DELIA PlASTICA (multtrnatrna~ Wggnal SELEZIONE Prodolll dell, Set~tH>M • 56kl ► RICICl0 Prodoru d♦I Rlc.ido • 41 )'kJ • Sc4rt1 dellit Se-~ttone • 44k& Sc,1111 drl R+c,clo • 14 3kt E!ill.BA DEL RICICLO OELL'ACCIA!Q /mv/t,mortrlolf ~ro/ SElfZIONE Pt·odorn deli. Sf.1Clk>M • 94\:g ► RIOCL0 Prodom d~ lbctelo • 8Si.;c ► sun, <1<11• s.i.,..,.,. • 6~c SUnl d<I RKIClo • 91& . ~ Figura 15 Schemi di flusso dei processi di selezione e di riciclo di alcune Jrazioni merceologiche a valle de/la raccolta differenziata (Fonte: Arena U. ~ .,,,. (2012)34) 34 Arena U. (2012), ARC-Ambiente Rischio Comunicazione, op. citata 73 Pa rte II del PIANO REGIONALE per la GESTIONE DEi RIFIUTI della REGIONE MOUSE 5.5 lmpiantistica attualmente disponibile a supporto della raccolta differenziata Le dotazioni impiantistiche a supporto della filiera della raccolta differenziata, quali centri di raccolta, isole ecologiche, impianti di selezione, impianti di riciclo, gia disponibili in Molise sono schematicamente riportati di seguito, cos1 come desunte dai documenti ufficiali acquisiti. PROVINCIA DI CAMPOBASSO • Vinchiaturo, Pietracatella, Salcito {tutti operativi) • Casacalenda, Larino, Palata {tutti operativi) PROVINCIA DI ISERNIA • Carovilli (isola ecologica), Pozzilli {impianto di selezione), Macchiagodena (centro di raccolta carta) Ad integrazione delle informazioni appena riportate, si riportano gli elenchi35 , non necessariamente esaustivi, delle piattaforme ave ad oggi avviene ii ritiro del materiale conferito dai comuni: Piattaforme in Molise convenzionate con Comieco: • Giuliani Environment s.r.l. (Montagano, CB) • Mangifesta C.& C. s.n.c. (Campomarino, CB) • Pasil s.r.l. (Limosano, CB) • Tred Sud s.r.l. (contrada Vicenne, Sessano del Molise, IS) • West Molise s.r.l. (Termoli, CB} Piattaforme in Molise convenzionate con Coreve: • Giuliani Environment s.r.l. (Montagano, CB) • Mangifesta C.& C. s.n.c. (Campomarino, CB} • West Molise s.r.l. (Termoli, CB) 35 Come desumibile dal sito web del Conai (http://www.conai.org/imprese/piattaforme-conferimento-rifiuti#l), 2015 74 Parte II del PIANO REGIONALE per ta GESTIONE DEi RIFIUTI della REGIONE MOLISE Piattaforme in Molise convenzionate con Corepla: • Giuliani Environment s.r.l. (Montagano, CB) • Mangifesta C.& C. s.n.c. (Campomarino, CB) • West Molise s.r.l. (Termoli) Piattaforme in Molise convenzionate con CNA: • Giuliani Environment (Montagano) • S.O.G.E.S.I. s.r.1. (Cercepiccola) 5.6 Costi attuali della gestione dei rifiuti urbani Per cio che concerne gli aspetti economici legati alla raccolta differenziata dei rifiuti urbani in ambito regionale, l'obiettivo del Piano e quello di fornire un quadro economico preliminare e una stima dei costi necessari all'implementazione del sistema di gestione integrate dei rifiuti di cui si e argomentato nei paragrafi precedenti. Tali dati preliminari potranno essere utilizzati dai Comuni (o raggruppamenti degli stessi) cui e affidata la fase di raccolta dei rifiuti urbani, per confrontare i costi annualmente sostenuti per l'implementazione del servizio. Nel seguito, dunque, verranno riportati alcuni dati di riferimento particolarmente significativi tratti dal Rapporto Rifiuti Urbani ISPRA (2014) gia utilizzato per l'analisi dell'attuale produzione dei rifiuti urbani in regione Molise. Tali dati, risultano utili a delineare lo stato di fatto in termini di costi dell'attuale sistema di gestione della raccolta dei rifiuti urbani che, come piu volte ribadito, risulta allo stato molto carente e del tutto insufficiente ai fini del raggiungimento delle rese di raccolta differenziata stabilite dalle attuali norme di legge. Nella sezione del documento ISPRA relativa alla valutazione dei costi di gestione dei servizi di igiene urbana sostenuti dai Comuni italiani (Capitolo 6), sono ricompresi ii ciclo di gestione dei rifiuti urbani indifferenziati, le raccolte differenziate, lo spazzamento ed ii lavaggio delle strade e gli altri servizi connessi in generale con la nettezza urbana. Le valutazfoni economiche sono state effettuate sulla base delle dichiarazioni MUD 2013 e 2014 (gestione del servizio per gli anni 2012 e 2013) presentate da un campione sufficientemente rappresentativo di Comuni italiani e dei dati relativi all'ammontare degli importi dei costi e della tassa per lo smaltimento dei rifiuti urbani desunti dai Certificati del Canto Consuntivo di Bilancio dei Comuni per l'anno 2012. Gli indicatori economici del ciclo di gestione del servizio di igiene urbana presi in considerazione sono i seguenti : • costo annuo pro capite di gestione del ciclo dei rifiuti e per tonnellata di rifiuto; 75 A24 Parte II del PIANO REGIONALE per la GESTIONE DEi RIFIUTI della REGIONE MOLISE • costo annuo tota le pro capite e per tonnellata di rifiuto totale; • percentuale di copertura dei costi complessivi del servizio, determinato come rapporto percentuale tra l'importo dei proventi da Tarsu e/o tariffa e l'ammontare complessivo dei costi del servizio. Tali costi unitari sono stati calcolati sulla base dei dati quantitativi relativi alla sola popolazione residente e alla raccolta dei rifiuti urbani indifferenziatl, differenziati e totali. Una piu corretta valutazione dovrebbe tener canto anche della popolazione fluttuante (turisti e lavoratori pendolari) e delle modalita di raccolta (raccolta domiciliare o stradale, numero di contenitori pro capite, numero di svuotamenti settimanali dei contenitori, numero di automezzi impiegati per la raccolta, personale addetto, ecc.). Tali dati pero, non richiesti esplicitamente nelle dichiarazioni MUD, sono disponibili, a livello statistico, solo per pochissime realta provinciali e, pertanto, essi risultano insufficienti a condurre in maniera esaustiva l'analisi in oggetto. A livello nazionale, nel 2013, l'ammontare media pro capite annuo dei proventi da tassa e/o tariffa risulta di 153,54 €/abitante per anno, a fronte di un costo totale media annuo pro capite di 153,33 €/abitante per anno, con una percentuale media di copertura dei costi del 100,1%. A livello di macroarea geografica ii tasso di copertura e risultato del 98,5% al Nord, del 104, 7% al Centro e 100,4% al Sud, che rispetto ai tassi di copertura medi rilevati per l'anno 2012, sono rispettivamente superiori dell'l, 7% al Nord, inferiori dell'l,1% al Centro e superiori del 6,1% al Sud. La notevole variazione del tasso di copertura al Sud deve probabilmente imputarsi al passaggio a tariffa in vari ambiti ottimali verificatisi nel territorio. II dettaglio della situazione regionale molisana e riportato nella tabella seguente: Abitanti Provent! Abitanti Comuni Abitantl Comuni Cost! annul Comuni annul pro- Copertura (n.) (n.) campione campione campione campione pro-capite capite costi (%) (n.) (n.) (%) (%} (€/ab.•anno) (€/ab. •anno) 136 314.725 99 204.969 72,8 65,1 107,6 109,6 101,9 Tobe/la 20 Costi totali pro capite di gestione de/ servizio di igiene urbana e dei proventi pro capite do tassa e/o tariffa in Regione Molise net 2013 valutati dai MUD integrati con Certificati di Canto Consuntivo dei Comuni. (Fonte: ISPRA, 2014) A titolo rappresentativo, su un numero di Comuni molto piu ristretto (69 su 136) e sulla scorta dei dati forniti dai soli MUD (e, quindi, complessivamente su un campione meno rappresentativo e corretto del precedente) sono stati, inoltre, valutati i costi specifici diretti relativi al la gestione congiunta del ciclo dei rifiuti indifferenziati e differenziati (CGind+CGd), di spazzamento e lavaggio (Csl), i costi comuni {Cc) e quelli d'uso del capitale (Ck). Queste voci di costo sono di seguito meglio dett agliate: 76 Pa rte II del PIANO REGIONALE per la GESTIONE DEi RIFIUTl della REGIONE MOLISE • i costi di gestione del ciclo dei servizi dei rifiuti indifferenziati (CGind) comprendono i costi di raccolta e trasporto (Crt), i costi di trattamento e smaltimento (Cts), nonche altri costi (Cas), inerenti la gestione dei rifiuti urbani indifferenziati; • i costi di gestione del ciclo dei rifiuti differenziati (CGd) comprendono i costi di raccolta differenziata dei singoli materiali (Crd) e i costi di trattamento e riciclo (Ctr) al netto dei proventi derivanti dalla vendita dei materiali e dell'energia recuperata e dei contributi CONAI; • i costi comuni (Cc) comprendono i costi amministrativi dell'accertamento, della riscossione e del contenzioso, i costi genera Ii di gestione e i costi comuni diversi; • i costi d'uso del capitale (Ck) comprendono l'ammortamento dei mezzi meccanici per la raccolta, mezzi e attrezzi per lo spazzamento, contenitori per la raccolta, ammortamenti finanziari per beni devolubili, gli accantonamenti e la remunerazione del capitale. Comuni Abltantl Comuni Abltanti RU CGlnd+ I I I I Ctot campione camplone camplone camplone RD pro-caplte CGd Csl Cc Ck Ctot (n.) (n.) (%) (%) (%) (kg/ab. •anno) ((/ab.*anno) ((/t) 69 166.387 50,7 52,9 20,4 416,i3 6 83,8 I 15,0 I 9,47 I o,9 1 110,2 264,8 Tabella 21 Costi specifici annui pro capite in Regione Molise nel 2013 {Fonte: /SPRA, 2014} Sulla stesso numero di comuni campione, sono state inolt re determinate le singole componenti dei costi di gestione del ciclo dei rifiuti indifferenziati e differenziati come sopra definite. Nella tabella che segue si riportano tutte le voci di costo scorporate, utili alla determinazione dell'incidenza percentuale di ciascuna di esse sul costo complessivo di gestione. Comunl Abltanll Comunl Abltantl Cts Cat CGlnd Crd CGd Csl Ck camplone camplone camplone camplone RO Crt Ctr Cc Ctot (n.) (n.) (%) (%) (%) ((/ab. *anno) 69 166.387 50,7 52,9 20,4 33,4 26,1 6,3 65,8 16,0 2,0 18,0 16,0 9,5 0,9 110,2 30,3 23, 5,7 59,7 14,5 1,8 16,3 14,5 8,6 0,8 100,0 lncidenza su Ctot, % 7 Tabella 22 Costi specifici annui pro capite in Regione Molise net 2008 {Fonte: elaborazioni proprie su dati ISPRA, 2014) 36 Per RD e RU sono stat i assunti i valori del 2012 pubblicati nel Rapporto Rifiut i Urbani ISPRA 2014, in quanta i costi specifici per kg di rif iuto alla data di pubblicazione del rapporto non erano ancora disponibili per l'anno 2013. 77 Parte II del PIANO REGIONALE per la GESTIONE DEi RIFIUTI della REGIONE M OUSE costi complessivi del sistema di gestione a livello regionale, possono dunque essere est rapolati dalle tabelle precedenti che, tenuto conto della incertezza del campione, restituiscono un valore medio complessivo pari a circa 34, 7 M€ all'anno. E, comunque, evidente che negli scenari prospettati a regime, ii costo pro capite delta gestione della raccolta e dello smaltimento dei rifiuti urbani sara funzione, per ciascun ambito di riferimento (comune, unione di comuni, ecc.), dell'effettivo scenario di gestione adottato oltre che del numero di abitanti in esso presenti. Tali costi dovranno essere opportunamente valutati, in tutte le aliquote che Ii compongono, nella fase di attuazione, soprattutto con riferimento alla successiva elaborazione della ta riffa. 78 Parte II del PIANO REGIONALE per la GESTIONE DEi RIFIUTI della REGIONE MOLISE 6 VALUTAZIONE DEL FABBISOGNO IMPIANTISTICO 6.1 Caratteristiche dei diversi trattamenti delle frazioni non riciclabili del rifiuto urbano 6.1.1 Trattamento aerobico della frazione organica da raccolta differenziata e di quella separata meccanicamente negli impianti di tritovagliatura La frazione organica da raccolta differenziata e di qualita superiore di quella ottenibile dagli impianti di tritovagliatura e/o di separazione meccanica. Pua essere quindi inviata a trattamento biologico di digestione aerobica (compostaggio), che solo a partire da substrati di qualita porta ad un ammendante utilizzabile in vivaistica e agricoltura. II processo pub essere condotto su microscala in compostiere domestiche (che possono soddisfare una frazione molto limitata della quantita che si pianifica che venga raccolta) e su scala superiore in impianti di compostaggio. La frazione organica ottenuta per separazione meccanica del rifiuto residuale alla raccolta differenziata e invece difficilmente trattabile per digestione aerobica perche ii contenuto di metalli e di residui in plastica ne peggiora fortemente la qualita. Si pub solo sviluppare, come gia avviene in alcuni dei poli impiantistici oggi attivi in Regione Molise, un processo di biostabilizzazione che ha ii vantaggio di ridurre ii volume del rifiuto trattato di circa ii 30% e di consentire l'invio in discarica di materiale per larga parte non biodegradabile. Non si ha pero nessun recupero di materia ma solo, a fronte di un non trascurabile consume di energia (poco sostenibile nell'ottica di approccio da va lutazione del ciclo di vita (LCA)37 ), una riduzione dei volumi di discarica da usare. 6.1.2 Trattamento anaerobico della frazione organica da raccolta differenziata La frazione organica da raccolta differenziata ha qualita tale che ne consente l'impiego in digestione anaerobica, ottenendo una perdita in peso simile a quella della digest ione aerobica ma recuperando al contempo un biogas ad alto contenuto di metano. II processo si sostiene economicamente per la vendita del l'energia elettrica ottenuta da un motore alimentato a biogas e consente di pre-stabilizzare la frazione organica senza immettere in atmosfera odori o microrganismi patogeni. 37 Si veda, ad es., Clift R., Doig A. e Finnveden G. (2000} The application of life cycle assessment ta integrated solid waste management: Part I - methodology, Trans. IChemE, 78:279-287; Arena, U., M.l. Mastellone e F. Perugini (2003) The Environmental Performance of Alternative Solid Waste Management Options. Chemical Eng. Journal, 96:1-3, 207-222; Arena U., M.l. Mastellone, F. Perugini (2005) The environmental performance of alternative options for the management of the organic fraction of municipal solid waste: a life cycle study. LCM2005-lnnovation by Life Cycle Management, 2nd lnt. Conf. on Life Cycle Management, Barcellona, 5-7 September 2005, ISBN 84-609-6564-3, pp. 140-144 79 Parte II del PIANO REGIONALE per la GESTIONE DEi RIFIUTI della REGIONE MOLISE In estrema sintesi, la digestione anaerobica opera (a secco o a umido} in assenza di ossigeno libero e sfrutta un processo biologico promosso da microrganismi gia naturalmente presenti nel rifiuto organico per produrre un gas combustibile (biogas} che contiene principalmente metano (per circa ii 60-65%) ed anidride carbonica (per ii 35-40%} ma trasporta anche circa 1'1% di impurita quali umidita, acido solfidrico (H2S}, silossani38 e materiale particolato. Si stima che 1t di solido organico da raccolta differenziata, digerito a temperature tra 35 e 40°C, in un periodo di tempo tra i 15 e i 30 giorni, fornisca circa 100-150 m3 di biogas39 . Poiche ii potere ca lorifico de! metano e di 33 MJ/m3 N, ii potenzia le output energetico (elettrico + termico} di un digestore anaerobico e di circa 0,4-0,6MWh/t. II residua solido della digestione anaerobica e semi-stabilizzato e, a seconda della qualita del rifiuto di partenza e del contenuto di sostanze inquinanti all'interno, puo: • preferenzialmente, essere stabilizzato definitivamente tramite un processo di post compostaggio, se la buona qualita del substrata ne permette lo spandimento sul suolo come ammendante (si sfrutta in questo caso un altro importante vantaggio della digestione anerobica: ii contenuto di azoto del combustibile none distrutto ed i nitrati sono trattenuti nel fango finale, non digeribile, consentendone l'uso come ammendante}; • in alternativa, essere impiegato in un trattamento termico, soprattutto nel caso in cui la presenza di contaminanti sia tale da sconsigliare un inutile ed oneroso processo aerobico. Eventuali reflui liquidi, che sono presenti solo in caso di ricorso a tecnologie ad umido, possono essere depurati con un classico trattamento biologico oppure, sempre solo nel caso di buona qualita del substrata di partenza, costituire un buon fertilizzante liquido. Gli impianti di digest ione anaerobica utilizzano solo reattori chiusi, hanno un basso impatto ambientale complessivo, non immettono nei comparti ambientali ne odori ne microrganismi patogeni, consentono di recuperare energia con una produzione netta cedibile in rete e stabilizzano i residui solidi. Per tali motivi sono stati considerati i trattamenti biologici da preferire, anche in considerazione delle diffusione sempre maggiore che stanno avendo nei Paesi europei40 . 38 Composti (analoghi agli eteri} della famiglia dei polimeri silico-organici di formula R2SiO in cui Re un gruppo alchilico, di solit o metilico (ad es., ii trlmetilmetossilano (CH3hSiOCH3). Questi polimeri esistono come liquid! untuosi, grassl, gomme o resine. 39 L'intervallo, per le principali tecnologie disponibili in commercio, varia tra 80 e 200m3 di biogas/t di rifiuto organico trattato. Si veda: Banks C. (2007) Renewable Energy from crops and ogrowastes. CROPGEN Report-SES6-CT-2004-50824 (disponiblle su www.cropgen.soton.ac.uk) 40 Si veda, ad es.: DEFRA-Dept. of Environmental, Food and Rural Affairs (2005). Advanced biological treatment of MSW. London: 27 e Izquierdo Lopez P. (2010) Integration of energy from waste technologies within building developments: technical, environmental and ecof}omic considerations. Eng.D. Thesis in Environmenta l Technology, University of Guildford, Surrey (UK) 80 Pa rte II del PIANO REGIONALE per la GESTIONE DEi RIFIUTI della REGIONE MOLISE La digestione anaerobica e pero efficace solo con la parte putrescibile del rifiuto: ii processo non avviene in modo ottimale se altri rifiuti, come frammenti di plastica e metalli, sono presenti assieme alla frazione putrescibile. Ecco perche essa e la soluzione da preferire per la frazione umida organica derivante da raccolta differenziata mentre non e invece applicabile a quella prodotta dai trattamenti meccanici, che risulta sempre inevitabilmente contaminata da prodotti estranei. Le stime impiegate per l'elaborazione degli scenari di gestione relativamente ai trattamenti biologici sono state sviluppate in relazione ad un processo di digestione anaerobica a secco realizzato con tecnologie efficienti e gia commercialmente mature. I dati utilizzati sono stati ricavati dalla letteratura41 e da elaborazioni calcolative. 6.1.3 Trattamento termico della frazione secca residuale non riciclabile e del combustibile selezionato secondario {CSS) La frazione secca residuale alla raccolta differenziata dei rifiuti urbani, cos, come ii combustibile derivato dai rifiuti indifferenziati sottoposti a trattamento meccanico (CSS), deve essere valorizzata energeticamente per garantire l'effettiva chiusura di un ciclo integrate di gestione, e quindi per evitarne ii conferimento in discarica, garantire la mineralizzazione dei prodotti tossici e per recuperarne ii contenuto energetico che altrimenti andrebbe inutilmente disperso. In estrema sintesi, i processi di termovalorizzazione sono caratterizzati da elevate temperature di esercizio e velocita di conversione, ed includono i processi di combustione, gassificazione e pirolisi, anche se solo i primi due hanno una maturita commerciale che ne garantisce l'affidabilita tecnologica ed ambientale42 . I tre processi citati si distinguono in base al rapporto di equivalenza ER (definite come ii rapporto tra ii quantitativo di ossigeno effettivamente immesso nel sisterna reagente e quello richiesto dalla combustione stechiometrica): per la combustione ER>l, per la gassificazione ER=0.20-0.50, per la pirolisi ER=O. La combustione realizza l'ossidazione totale e veloce della frazione combustibile alimentata, in presenza di un eccesso d'aria (cioe di un quantitative di ossigeno superiore a quello necessario per la reazione stechiometrica) tanto maggiore quanta meno efficiente e ii contatto comburente-combustibile. La reazione e esotermica ed e accompagnata da uno 41 Si e fatto riferimento a Mata-Alvarez J., S. Macee, P. Llabrees, P. (2000) Anaerobic digestion of organic solid wastes. An overview of research, achievements and perspectives. Bioresource Techn., 74:3-16; Pirozzi P., A. Panico {2012) Digerire anaerabicamente la frazione orgonica dei rlfiuti, ARC-Ambiente Rlschio Comunicazione, 2:47-60, disponibile su amracenter.com 42 Nelles M. et al. Thermal waste treatment: an essential component of a sustainable waste treatment system. Wast.e Management, 30:1159-1160 (2010); Arena U., M. Nelles, J. Werther (2011) Advanced aspects of thermal treatment of solid wastes: From a flue gas to a fuel gas technology? Waste Management, 31:405-406 81 Parte II del PIANO REGIONALE per la GESTIONE DEi RIFIUTI della REGIONE MOUSE sviluppo di calore la cui entita dipende dal potere calorifico inferiore (PCI) del combustibile e dall'efficienza di combustione. Si produce un gas effluente (flue gas) ad alta temperatura che non contiene composti combustibili (gassosi, liquidi o solidi) commercialmente utilizzabili ma viene inviato ad una sezione di recupero energetico. L'energia recuperata viene ceduta ad un fluido vettore (acqua) che poi espande in una turbina a vapore, producendo energia elettrica. L'energia residua contenuta nel vapore esausto pub essere impiegata in impianti di co-generazione per produrre vapore di processo per l'industria o per alimentare reti di teleriscaldamento, aumentando cos) l'efficienza energetica complessiva del processo di termovalorizzazione. La gassificazione realizza un insieme di processi termici e reazioni chimiche tra materiali carboniosi ed uno o piu reagenti (in genere l'aria ma anche l'ossigeno o ii vapore) contenenti ossigeno in quantitativi inferiori rispetto a quelli necessari per la combustione stechiometrica. L'ambiente e quindi riducente anziche ossidante. Si produce un gas combustibile, costituito essenzialmente da una miscela di prodotti gassosi non completamente ossidati (monossido di carbonic, idrogeno e metano) che puo essere utilizzata come vettore di energia (utilizzabile anche in siti diversi da quelli di produzione) o come sostanza di base per l'industria chimica. E' anche noto come processo di combustione indiretta, perche ii processo di produzione di energia si completa in un dispositivo in serie al reattore di gassificazione, che puo essere una caldaia con turbina a vapore, una turbina a gas o un motore a combustione interna. La gassificazione dei solidi e la combustione in questi dispositivi dei gas combustibili da essa derivati generano le stesse categorie di prodotti della combustione diretta dei solidi anche se ii controllo di processo e le efficienze di conversione possono essere migliori. le stime per l'elaborazione degli scenari di gestione relativamente ai trattamenti termici sono state sviluppate con riferimento ad un processo di termovalorizzazione per combustione diretta, realizzato con tecnologie efficienti e gia commercialmente mature (quale quella dei forni a griglia mobile) che consentono di valorizzare energeticamente ii rifiuto, garantendo al contempo ii pieno rispetto della tutela della salute dei cittadini e dell'ambiente. I dati utilizzati per i bilanci di materia e di energia, compresi quelli necessari per la quantificazione delle ceneri di fondo e dei residui dei sistemi di pulizia del gas, che sono alla base delle utilizzate analisi di flussi di materia e di sostanze, sono stati ricavati dal Bref (Best Reference Document) dell'lntegrated Pollution Prevention and Control della Comunita Europea43 e dalla letteratura scientifica44 . In tali valutazioni, si sono opportunamente tenute 43 European Commission (2006) Integrated Pollvt ion Prevention and Control Reference Document on the Best Avoi/oble Techniques for Woste Incineration. 44 I riferimenti prlncipali sono stati: Arena U.1 F. Ardolino, F. DI Gregorio (201S) A Life Cycle Assessment of Environmental Performances of two Combustion- and Gasification-Based Waste-t o-Energy Technologies. Waste Management, 41;60-74; Arena U. e F. Di Gregorio (2014), op. citata; Arena U. e F. Di Gregorio (2013) Element Partitioning iry Combustion- and Gasification-based Waste-to-Energy Units. Waste Management, 33:1142-1150S; Niessen W.R. (2010). Combustion and 82 Parte II del PIANO REGIONALE per la GESTIONE DEi RIFIUTl della REGIONE MOUSE in canto le diverse composizioni dei materiali inviati a termovalorizzazione nei diversi scenari di gestione esaminati. Per quanta riguarda i residui solidi del processo di termovalorizzazione1 questi possono essere distinti in scorie di fondo e residui del sistema di pulizia dei gas effluenti45 . Alie prime, che costituiscono 1'85-90% in peso dei residui solidi, appartengono le ceneri che sono scaricate dal fondo del forno (bottom ash) o che cadono attraverso gli orifizi della griglia. Alle seconde appartiene fondamentalmente ii materiale particolato trattenuto dai sistemi di abbattimento degli inquinanti (APC-air pollution control residues) che include ceneri volanti, sorbenti, prodotti condensati, ed a cui vengono pure aggiunte le ceneri di caldaia raccolte nel sistema di recupero di calore (heat recovery ash). Le scorie di fondo sono spesso sottoposte a processi di recupero finalizzati al loro riutilizzo per recuperare metalli ed inerti e per risparmiare preziosi volumi di discarica. I residui dei sistemi APC contengono metalli pesanti (tra cui piombo, cadmio e mercurio) che possono creare problemi alla salute e all'ambiente se non adeguatamente gestite e smaltite46 . Nelle tabelle sulle esigenze di conferimento a discarica si sono valutati per i residui APC gli incrementi di massa e volume determinati dai processi di inertizzazione piu diffusi (quelli di solidificazione/stabilizzazione) mentre per le scorie di fondo si e conservativamente considerato che esse siano conferite a discarica, pur in presenza di efficienti processi di recupero e riutilizzo che in numerosi Paesi della Comunita Europea, tra cui anche l1 ltalia, consentono di ridurre drasticamente i quantitativi inviati a smaltimento in discarica, garantendo cos, allo stesso tempo risparmi sia di volume di discarica sia di costi di gestione. Per ii calcolo dell'energia prodotta dai processi di termovalorizzazione, si sono tenute in canto sia la condizione degli impianti dotati della sola produzione di energia elettrica sia quella con impianti cogenerativi, cioe in grado di produrre sia energia elettrica che energia termica (CHP, combined heat and power). In questo ultimo caso, si e assunto, conservativamente, un livello di produzione di energia tota le di 1,9 MWh per tonnellata di incineration processes: application in environmental engineering. 4th ed. CRC Press; Consonni S., Giugliano M. e Grosso M. (2005) Alternative strategies for energy recovery from municipal sa//d waste. Part B: Emission and cost estimates, Waste Management, 25:136-148. 45 I riferimenti principali sono stati: Rocca S., van Zomeren A., Costa G., Dijkstra J.J., Comans R.N.J., Lombardi F. (2012) Characterisation of major component leaching and buffering capacity of RDF incineration and gasification bottom ash in relation to reuse or disposal scenarios. Waste Manag., 32:759-768; CEWEP (2011) Environmentally sound use of bottom ash (disponibile su http://www.cewep.eu); ISWA (2006) Management of Bottom Ash from WTE Plants; ISWA (2008) Management of APC residues from WTE Plants, 2 ed.; Samaras P. et al. (2010) An inventory of characteristics and treatment processes for fly ash from waste-to-energy facilities for municipal solid wastes, Il l lnt. Symposium on Energy from Biomass and Waste, CISA Publisher, Italia ISBN 978-88-6265-008-3; Filipponi P., Polettinl A., Pomi R. e Sirini P. (2003) Physical and mechanical properties of cement-based products containing incineration bottom ash, Waste Management, 23:145-156. 46 Negli ultimi anni sono stati messi a punto diversi metodi per bloccare la "veicolabilita ambientale'' dei contamfnanti delle ceneri volanti. Tra I trattamenti piu utilizzatl vi sono: l'estrazione e separazione {per rimuovere o recuperare specific! componenti o frazioni), la stabilizzazione chlmica (per legare e lmmobilizzare gli inquinanti nella matrice del residue), la solidificazione/stabilizzazione (per incapsulare fisicamente e idraulicamente i residul), i trattamenti termici (principalmente vetriflcazione e fusione a 1300-2000"C per formare un materiale vetroso amorfo). ' 83 Parte II del PIANO REGIONALE per la GESTIONE DEi RIFIUTI della REGIONE MOUSE rifiuti solidi urbani, comunque significativamente piu alto del valore assunto nelle stime di produzione di sola energia elettrica47 . 6.1.4 Conferimento in discarica controllata La discarica, opportunamente gestita con interposizione di materiali di copertura, e un vero e proprio digestore anaerobico, anche se ii metano e per buona parte disperse in atmosfera ed ii processo e molto piu lento. In questo caso le efficienze di trasformazione in biogas ma soprattutto la cinetica di trasformazione sono talmente differenti da richiedere un calcolo specifico. In particolare, quando si parla di discariche si deve considerare una scala tempora le molto piu ampia di quella di un qualsiasi reattore industriale, in quanta ii biogas viene emesso per decine di anni anche dopa la chiusura della discarica stessa. In una discarica si produce biogas, da captare per la massima parte possibile, per poi utilizzarlo energeticamente (anche al fine di ridurre la produzione di gas ad effetto climalterante), ed un flusso di percolate, costituito principalmente da acqua e da diverse sostanze sia organiche che inorganiche. II percolato va opportunamente raccolto ed inviato ad impianti di trattamento che utilizzino sia metodi chimico-fisici che biologici per evitare ii rischio di infiltrazione, e conseguente contaminazione. La stima della quantita giornaliera di percolate prodotta da una discarica andrebbe effettuata sulla base di dati sito specifici (quali, la frequenza e l'entita delle precipitazioni) e di dati costruttivi della discarica (quali, la superficie esposta). Non essendo disponibili tali dati, nelle elaborazioni degli scenari presenti e futuri non si e proceduto ad alcuna stima di flusso di percolato da discarica. Si stanno diffondendo, soprattutto a livello europeo, interventi definiti di "landfill mining" su volumi di discarica gia utilizzati, soprattutto per conferimenti avvenuti a valle di livelli di raccolta differenziata nulli o molto bassi. Tali volumi vengono riprocessati, estraendo ii materiale conferito e sottoponendolo a un trattamento di selezione per recuperare risorse. I vantaggi potenziali, da valutare dal punto di vista tecnico, ambientale ed economico con opportuni strumenti oggettivi, sono i recuperi di materia, energia nonche i volumi di discarica nuovamente disponibili. 6.2 Approccio metodologico alla pianificazione impiantistica L'approccio utilizzato48 si basa sull'impiego combinato di Analisi dei Flussi di Materia e di Sostanza (M FA/SFA) e di studi di Valutazione del Cicio di Vita (LCA). 47 Si veda la t abella 3.42 de! citato documento BRef della Commisslone Europea (2006) IPPC Reference Document on the Best Avollable Techniques for Woste Incineration, ma anche Andretta M.F. (2010) Le tarijfe per ii recupero e lo smaltimento dei rifiuti urbani per tipalogia e caratteristiche deg/i impianti. Autorita per la yigil;mza dei servizi idrici e di gestione dei rifiuti urbani-Regione Emilia Romagna. 84 Parte II det PIANO REGIONALE per la GESTIONE DEi RIFIUTI della REGIONE MOUSE • Una serie di studi di LCA e stata preliminarmente impiegata per selezionare le opzioni che definiscono lo schema complessivo di gestione dei rifiuti urbani, identificando i processi specifici e, dove possibile, le tecnologie da preferire49 . • Si sono poi condotte analisi dei flussi di materia e di sostanza, specifiche per ciascuna delle opzioni selezionate {filiere del riciclo, trattamenti biologici, trattamenti termici), nella convinzione che la complessita della composizione dei rifiuti imponga oggi di tenere in conto non solo masse e volumi da gestire ma anche tipo e quantita di elementi e composti chimici in essi contenuti. Si sono pertanto sviluppati bilanci di materia estesi anche alle principali specie atomiche (carbonio, cloro, cadmio, mercurio, piombo) e valutati i coefficienti di trasferimento di tali elementi in tutti i processi di trattamento selezionati. • Sulla base delle condizioni al contorno (ii tipo e la quantita di rifiuto attualmente prodotto, la logistica della raccolta, l'impiantistica di trattamento esistente e le discariche disponibili) nonche dei risultati delle analisi MFA/SFA sopra citate, si sono quindi definiti e sviluppati alcuni scenari di gestione alternativi, caratterizzati da diversi livelli quantitativi di impiego delle opzioni selezionate (ad esempio, minori o maggiori livelli di raccolta differenziata). • Questi scenari sono stati poi valutati secondo criteri coerenti con gli obiettivi piu volte richiamati e confrontati tra di loro e con l'attuale scenario di gestione dei rifiuti della Regione Molise ("Status Qua"). Gli scenari esaminati tengono in conto le esperienze di sistemi di gestione rifiuti utilizzati con successo in Italia ed in Europa. In altri termini, si e assunto come speciale prerequisito quello di fare riferimento solo a tecnologie commercialmente mature che costituiscono un riferimento provato ed affidabile, con costi economici ed ambientali noti sia per la gestione operativa che per quel la post-operativa. L'approccio impiegato ha consentito di quantificare le portate massiche di rifiuto e quelle dei loro principali elementi chimici, fornendo cos) un supporto scientifico al processo decisionale. E' anche possibile prevedere che nei mesi successivi all'adozione del PRGR si possa svi luppare anche uno studio di LCA su tutti gli scenari esaminati. 48 Si veda la descrizione dettagliata di tale approccio contenuta in: Arena e Di Gregorio (2012) Integrated and sustainable waste management planning: an approach based on material and substance flaw analysis, Waste Management 49 Sono stati usati diversi studi, per larga parte gia citati, tra i quail: Clift et al. (2000), op. citata; McDougall F.R, White P.R., Franke M., Hindle P. (2001). Integrates solid waste management: a life cycle inventory. Blackwell Science; Arena et al. (2003), op. citata; Arena et al. (2004), op. citata; Perugini F., M.l. Mastellone e U. Arena, A Life Cycle Assessment af Mechanical and Feedstock Recycling Options for Management of Plastic Packaging Wastes. Env. Progress, 24/2:137-154 (2005); Arena et al. (2005), op. citata; Azapagic A., S. Perdan, R. Clift (a cura di) (2004) Sustainable Development in Practice, J. Wiley & Sons, Ltd, Chicester, UK; Izquierdo Lopez (2010), op. citata; Rigamonti L., Grosso M, Giugliano M. (2010) Life Cycle Assessment of sub-units composing a MSW management system, J. Cleaner Production, 18:1652-1662; Giugliano et al. (2011), op. citata; Arena et al. (2015), op. citata. 85 Parte II del PIANO REGIONALE per la GESTIONE DEi RIFIUTI de11a REGIONE MOUSE La definizione degli scenari di gestione dei rifiuti solidi urbani della Regione Molise ha seguito quindi un percorso articolato in cui la conoscenza dei processi adottati in Europa con successo da decenni si e coniugata con l'analisi delle soluzioni piu recenti in questo campo ed ii rispetto dei criteri generali delineati dall'attuale schema normativo e procedurale Comunitario della Direttiva 2008/98/CE recepita con ii D.Lgs. 205/2010 (e precedentemente della Direttiva Quadro 75/442/CE e dalla Direttiva 2006/12/CE). La scelta di processi per trattare le diverse frazioni dei rifiuti solidi urbani e infatti ampia e le combinazioni di ta li processi sono diverse. I tipi di processi e la loro interconnessione definiscono lo "scenario di gestione" dei rifiuti, che rappresenta quindi la sintesi delle scelte sia in termini gestionali (es. separazione alla fonte nelle utenze domestiche e commerciali, raccolta differenziata, selezione centralizzata di diverse frazioni del rifiuto) che in termini di processi (es. termici, biologici, chimico-fisici). Naturalmente la definizione di uno o piu scenari non pub prescindere da un esame approfondito delle tecnologie che devono poi realizzare lo specifico processo e non pub non tenere in conto l'esistenza di vincoli pre esistenti sia di tipo tecnologico (ad es. impianti gia esistenti o in corso di autorizzazione) che normativo (ad es. leggi nazionali e/o regionali). La coniugazione del le analisi operate sui processi e sulle tecnologie con le considerazioni sui vincoli imposti costituisce l'ambito in cui gli scenari sono stati formulati. Gli scenari sono stati definiti in modo da: 1. minimizzare ii ricorso alle discariche ed assicurare che non vi sia necessita di smaltire in discarica, mettere in riserva o stoccare per tempi incompatibili con la normativa vigente e con ii rispetto dell'ambiente e della salute pubblica rifiuti che non siano inerti biologicamente oppure che contengano componenti pericolosi che possono migrare nei diversi comparti ambientali (aria, acqua, suolo) e generare danni al la salute dell'uomo oltre che danni all'economia del territorio (agricoltura, zootecnia, turismo, ecc.). Come gia detto, la minimizzazione dell'uso della discarica e un obbligo per la tutela de! territorio e della salute dei cittadini molisani50 . Lo scenario di Piano deve garantire che vadano in discarica solo rifiuti residuali da altre operazioni di trattamento, quali quelle delle filiere del riciclo, dei trattamenti biologici e termid1 . 2. minimizzare ii ricorso ad operazioni che implichino un consumo eccessivo di materie prime ed energia senza che vi sia un reale vantaggio ambientale complessivo. Approcci quali quelli dell'analisi dei flussi delle sostanze attraverso i sistemi gestionali 50 In Paesi ad alto e riconosciuto livello di sensibilita ecologica, quali Danimarca, Olanda, Germania, Svizzera, Paesi Scandinavi, si opera gia da tempo in questa ottica, con risultati eccellenti per la salute dei cittadini e per l'ambiente, puntando, ad es., anche su incentivi per la minimizzazione del rifiuto da portare a discarica. 51 Cio consentira di rispettare ii principio delle quattro barriere (barriera geologica del sito, barriera artificiale del rivestimento di fondo e del capping e "barrlera intrinseca" costituita dal conferimento di solo rifiuto stabiliz.zato) avanzato da esperti del settore. Si veda, ad es., Lechner P. e M. Huber-Humer (2011) The Road To Sustainable Landf/1//ng, Proceedings Sardinia 2011, Thirteenth International Waste Management and Landfill Symposium, S. Margherita di Pula, Cagl iari, Italy; 3 7 October 2011, CISA Publisher, Italy, ISBN 978-88-626S-000-7, p. Ill. 86 Parte II del PIANO REGIONALE per la GESTIONE DEi RIFIUTI della REGIONE MOLISE considerati (SFA) e dell'analisi del ciclo di vita (LCA), che estende le va lutazioni degli impatti sull'ambiente a tutti i processi esterni al sistema considerato (ma che sono ad esso collegati), sono stati ritenuti validi strumenti per garantire un esame corretto degli scenari di gestione52 ; 3. massimizzare ii recupero di materia, pur nel rispetto dei principi di cui al punto precedente; 4. ottimizzare ii recupero di energia, considerando che, va drasticamente ridotto ii ricorso a CSS proveniente da fuori regione in luogo di combustibile secondario prodotto da rifiuti di provenienza regionale, aumentando la capacita di produzione sul territorio di CSS 3.3.2. II recupero di energia tramite trattamenti termici (principalmente per combustione o gassificazione) consente un fondamentale vantaggio che e quello di pater separare le componenti inorganiche (cloro, bromo, cadmio, piombo, ecc.) dalla frazione organica (composta da carbonio, idrogeno, ossigeno) consentendo un loro riutilizzo o inertizzazione ed evitando cos) che esse si disperdano in ambiente o si accumulino nei prodotti (ad esempio quelli riciclati) raggiungendo concentrazioni pericolose. II raggiungimento di questi obiettivi deve essere realizzato ricorrendo a processi ad elevata efficienza ed a tecnologie ad elevata affidabilita oltre che caratterizzate da semplicita di gestione e da bassi rischi connessi al loro utilizzo. Sono state poi escluse soluzioni non economicamente sostenibili per motivi intrinseci del processo, per assenza di un reale mercato dei prodotti o perche realizzabili in dimensioni diverse da quelle ottimali. In altri termini, si ritiene che definire la tipologia dei processi da implementare in un determinato scenario, selezionare le tecnologie piu adatte a ciascun processo da implementare, dimensionare ogni singolo impianto associando ad esso una precisa potenzialita, non e sufficiente se non si verifica la presenza di condizioni economico gestionali tali da garantire un esercizio sostenibile, una rigorosa manutenzione programmata e un aggiornamento impiantistico (ad es., sui sistemi di controllo delle emissioni) al passo con gli sviluppi tecnologici e normativi. In altre parole, e stata condotta una disamina attenta delle principa li tecnologie di interesse, corredata anche da analisi SWOT53 aggiornate allo stato attuale della tecnologia e con i risultati degli studi di LCA prima richiamati. Cio ha portato ad escludere dagli scenari di gestione quei processi che non consentono di rispettare i punti prima citati o che siano rischiosi da esercire oppure di cui non vi sia una riconosciuta esperienza operativa. 52 Si veda, a riguardo, la trattazione contenuta del Documento Programmatico del Piano Regionale di Gestione dei Rlfiuti Urbani della Regione Molise. 53 Una SWOT (Strengths, Weakness, Opportunities and Threats) analysis evidenzia i punti di forza, di debolezza, le opportunlta (anche quelle offerte dal mercato o dalla normativa locale o comunitaria) nonche gli ostacoli relativi agli aspetti ambientali, tecnologici ed economici legati all'adozione di una specifica tecnologia. 87 Parte II del PIANO REGIONALE per la GESTIONE DEi RIFIUTI della REGIONE MOLISE Le ragioni delle scelte operate sono quindi di natura tecnica, economica e gestionale e vanno tutte nella direzione di dotare la Regione Molise di un sistema di gestione sostenibile con impianti moderni ma al contempo sicuri, efficienti ed affidabili. Cio significa che la loro economia di esercizio deve assicurare al cittadino di pater contare su impianti che verranno correttamente gestiti, in particolare per cio che riguarda la manutenzione e l'aggiornamento tecnologico eventualmente necessario, grazie a tariffe di smaltimento in linea con quelle di tutti i Paesi in cui i rifiuti costituiscono ormai una risorsa economica. Tenendo presente quanta premesso, si e partiti dallo scenario di "Status Quo" che rappresenta lo scenario di gestione attuale. Si sono poi definite una serie di variazioni considerando l'implementazione di operazioni e processi gia definiti o in fase di autorizzazione o di realizzazione. Ulteriori variazioni agli scenari sono state delineate con lo scopo di raggiungere gli obiettivi di cui all'elenco precedente e quindi di minimizzare ii volume di discarica e massimizzare ii recupero di materia e di energia. 6.3 Descrizione degli scenari di gestione Per garantire ii pieno rispetto della Direttiva Comunitaria 1999/31/CE relativa alle discariche di rifiuti, inizialmente recepita in Italia con ii D.Lgs. 36/2003, poi incluso nel D.Lgs. 152/2006, gli scenari di gestione definiti per la pianificazione propongono una semplificazione del ciclo dei rifiuti oltre che una forte riduzione del suo costo economico e sociale. Si e anche scelto di affidare alla raccolta differenziata ii compito di separare la frazione organica adatta ad essere trattata biologicamente, la frazione secca riciclabi le (plastica, carta e metalli) nonche i RUP, gli ingombranti e i RAEE e di fare riferimento alla termovalorizzazione per ii solo rifiuto residuale tal quale. La t ipologia di scenari di gestione pianificata prevede la chiusura del ciclo attraverso: • impianti di trattamento e selezione delle frazioni secche riciclabili, raccolte in modo differenziato; • impianti di trattamento anaerobico della frazione organica del rifiuto raccolta in modo differenziato. Per ottimizzare la resa energetica ed ambientale di tali impianti e indispensabile garantire, anche attraverso adeguate campagne di informazione e di formazione, una elevata qualita della frazione organica, che costituira ii substrata organico da sottoporre al processo biologico di digestione anaerobica. Se, e solo se, questo substrate e di alta qualita (con basso grado di contaminazione da materiali non organici o addirittura tossici come le batterie o i detersivi) ii processo biologico consentira di ottenere biogas con rese piuttosto alte e ii residue solido (digestato) potra eventualmente essere compostato ed imrnesso sul mercato (se esistente) come 88 Parte II del PIANO REGIONALE per la GESTIONE DEi RIFIUTI delta REGIONE MOUSE compost. In alternativa, tale digestato, previa stabilizzazione aerobica, potra servire come materiale di ripristino senza alcun problema ambientafe in quanto stabile. • impianti di produzione di CSS di categoria 3.3.2 che possono essere realizzati attraverso degli impianti di trattamento meccanico o meccanico biologico, ii cui prodotto finale pub essere destinato a termovalorizzazione in impianti dedicati, in tal modo si riducono le quantita di materiale da smaltire in discarica. La produzione e combustione del CSS e sostenibile sotto ii profilo sociale perche la filiera del css non e in contrasto con la raccolta differenziata, anzi si integra pienamente a questa ed al recupero di materia permettendo, durante la fase di produzione, dr ricondurre al riciclo parte dei rifiuti indifferenziati che sfuggono alla raccolta differenziata; e sostenibile dal punto di vista ambientale in termini di minori emissioni ai camini. lnoltre, l'evitato smaltimento in discarica1 l'utilizzo di impianti di pretratt amento per la produzione di CSS di categoria 3.3.2 ed ii successivo impiego in impianti dedicati di termovalorizzazione consentirebbe di ottenere una sensibile riduzione delle emissioni complessive di CO2. • ii recupero energetico e di materiali (oltre alla riduzione di massa e volume) della frazione secca residuale in impianti di combustione corredati dalle necessarie apparecchiature di recupero energetico e di trattamento delle emissioni gassose, liquide (se presenti) e solide. I rifiuti solidi prodotti da tali impianti di termovalorizzazione per combustione sono: a) le scorie di fondo, scaricate dal forno di combustione e costituite dal la frazione inorganica non combustibife contenente materiale misto (metalli, vetro, ceramica, ecc.); b) le ceneri volanti ed i residui dei sistemi di controllo dell'inquinamento (APC residues54 ), separati dalla corrente di effluenti gassosi prima dell'immissione in atmosfera trarnite i sistemi di depofverazione. Mentre le scorie del forno sono tipicamente inviabili in discarica dopo ii solo recupero dei metalli poiche costituite da materiale inerte e poco "lisciviabile" e possono essere anche adeguatamente riciclate, i residui APC dei sistemi di controllo dell'inquinamento sono invece trattati in loco o in apposite piattaforme che Ii inertizzano bloccando la possibilita che composti pericolosi (ed in granulometria molto fine) possano migrare nei comparti ambientali e raggiungere target sensibili. II processo di inertizzazione fa aumentare peso e volume del rifiuto da conferire in discarica e di cio si e tenuto conto in modo conservativo, poiche nella pratica tali trattamenti sono per larga pa rte realizzati presso ii sito di smaltimento finale, come le diverse miniere di salgemma in territorio tedesco (ISWA, 2008). Gli scenari sviluppati, che si distinguono tra loro per ii livello quantitativo di raccolta differenziata, conservano la stessa sequenza di fasi in serie-parallelo: 54 Con ii termine di Residui APC (Air Pollution Control) si indica l'insieme delle ceneri di caldaia e dei residui solfdi dei sistemi di filtrazione delle unit a di controllo dell'inquinamento atmosferico. ,..- ~ " • 89 ~ r" :, 0 Parte II del PIANO REGIONAlE per la GESTIONE DEi RIFIUTI della REGIONE M OLISE • raccolta differenziata • selezione e riciclo della frazione secca riciclabile • trattamento biologico della frazione umida organica raccolta in maniera differenziata • termovalorizzazione della frazione secca non riciclabile residuale alla raccolta differenziata (e dei residui combustibili delle filiere del riciclo) • conferimento in discarica. I tre scenari differiscono solo per la percentuale di rifiuti raccolti in maniera differenziata (35%, 50% e 65%). I valori di tale percentuale possono essere agevolmente cambiati, inserendo ii dato ritenuto piu adeguato nel modello di calcolo appositamente sviluppato per la redazione di questo PRGR. Si e operato in tal modo nella definizione degli scenari transltori. La Figura 16 schematizza graficamente la tipologia di scenario assunta come riferimento per la pianificazione. Per chiarezza di rappresentazione, lo schema contiene i soli "processi unitari", ciascuno dei quali potrebbe essere ulteriormente scomposto in sotto-sistemi e operazioni unitarie. Gli scenari e la procedura per la loro valutazione sono definiti e descritti in dettaglio nei paragrafi che seguono. In fase di analisi preliminare si sono anche valutati scenari con una diversa combinazione di trattamenti cui sottoporre ii rifiuto indifferenziato RUR. In altri termini, alla sequenza scelta (raccolta differenziata, selezione e riciclo della frazione secca riciclabile, trattamento biologico della frazione umida organica da raccolta differenziata; termovalorizzazione della frazione secca non riciclabile residuale alla raccolta differenziata; conferimento in discarica) si e anche affiancata una sequenza alternativa di trattamenti (raccolta differenziata, selezione e riciclo della frazione secca riciclabile, trattamento meccanico-biologico dell'indifferenziato, trattamento biologico de Ila frazione umida organica; termovalorizzazione della frazione secca non riciclabile; conferimento in discarica). Quest'ultima e stata perb scartata per i motivi che si espongono di seguito. Va osservato che, avendo assunto come obiettivo minimo e irrinunciabile quello di una separazione alla fonte e successiva raccolta differenziata pari a livel li di almeno ii 50% del totale di rifiuti urbani prodotti, si sono pianificati solo scenari in cui la raccolta differenziata "pre-seleziona" ii rifiuto urbano, avviando a recupero materiale di buona qualita. Di conseguenza hanno util ita i trattamenti meccanico o meccanico biologici per la produzione di CSS di categoria 3.3.2. L' impiego di questi impianti pub verificarsi sia nella fase transitoria, per arrivare al livello minimo di RD del 50% previsto dal PRGR, che nella fase a regime per poter continuare ad alimentare, con CSS di categoria 3.3.2 proveniente dal territorio, l'impianto di termovalorizzazione gia esistente ed operativo di Pozzilli. 90 Parte II del PIANO REGIONALE per la GESTIONE DEi RIFIUTI della REGIONE MOUSE Rifiuto urbano RACCOLTA DIFFERENZIATA Frazione umida Frazione secca riciclabile Rifiuto residuale TRATTAMENTO SELEZIONE TRATTAMENTO 7 -BIOLOGICO I TERMICO I r r- ' I I I I Frazione Biogas I stabilizzata i RICICLO 7 1 I I I I Energia I I I I I I I I I Energia I Prodotti riciclat i I I I I I tv yy DISCARICA Figura 16 Schema di flusso dello scenario di Piano per la gest ione dei rifiuti urboni. Per quanto riguarda la filiera di recupero/riciclo del rifiuto differenziato va ricordato che le filiere del riciclo della carta, della plastica, dei metalli, dei rifiuti elettrici ed elettronici (RAEE), dei rifiuti ingombranti e quella di recupero della frazione organica non hanno ovviamente efficienza unitaria55 . Ne deriva che da ognuna di esse si produce una corrente rilevante di rifiuto da conferire in discarica in quanto inerte ma che, in parte, puo essere utilmente termovalorizzata essendo costituita da alcune frazioni combustibili (plastiche non riciclabili, scarti di pulper e FOS proveniente dagli impianti di digestione anaerobica). Si e pertanto ipotizzato che perlomeno i residui della filiera di riciclo della carta e della plastica siano mandati a termovalorizzazione assieme alla frazione secca trito-vagliata. La mancata valorizzazione energetica di questi scarti, conferendoli in discarica, determinerebbe un consumo dei gia scarsi volumi di discarica, ingiustificato dal punto di vista sia ambientale che 55 L'efficienza complessiva e stimata pari a circa 0.80, quindi con uno scarto medio del 20%; l)ei citati studi di Giugliano et al. (2011) e di Bianchi-lstituto Ambiente Italia (2008). 91 Parte II del PIANO REGIONALE per la GESTIONE DEi RIFIUTI della REGIONE MOLISE economico56 . Va poi ricordato che l'art. 6 comma p del D.Lgs. 36/2003 vieta di conferire in discarica rifiuti con un potere calorifico superiore a 13 MJ/kg. Nella tipologia di scenari pianificata quindi: 1. si fa ricorso ad impianti di trattamento meccanico o meccanico biologico per la produzione di CSS di categoria 3.3.2; 2. si fa riferimento a tecnologie di termovalorizzazione di nuova generazione, in grado di trattare efficientemente e nel pieno rispetto delle norme ambientali ii rifiuto residuale ad un'intensa raccolta differenziata CSS, di categoria 3.3.2; 3. si garantiscono notevoli riduzioni nei volumi di discarica necessari, grazie all'operazione di pre-trattamento svolta dalla raccolta differenziata domestica e alla rilevante riduzione di volume garantita dai processi di termovalorizzazione. Tutti gli scenari esaminati assumono l'esistenza di "buone pratiche" di raccolta differenziata, in assenza delle quali viene meno lo stadio primo di tutto lo scenario di gestione rifi uti. La Tabella 23 mostra ii dettaglio dei valori utilizzati per stimare i flussi delle singole correnti in ingresso a ciascuno dei citati scenari, sulla base della composizione merceologica del RU e delle efficienze di intercettazione delle diverse frazioni merceologiche, riportate in dettaglio nel paragrafo 3.1 e nel paragrafo 3.2. 56 Lo stesso, gla citato, testo "II rlciclo ecoefficiente" (2008) a cura di D. Bianchi afferma che su tutto ii terrltorio nazionale, nel 2020 (cioe quando la cultura del r iciclo si spera sla molto piu svlluppata), si deve: (pag. 162) "prevedere una media globale di scarti pari a circa ii 15% del materiale, ... destinata a ritornare nel circuito di valorizzazione dei rifiuti urbani", ed aggiunge che per garantire ii minimo ricorso alla discarica, la parte combustibile di questi scarti deve essere inviata a trattamento termico: (pag. 163} "ii sistema di gestione del rifiuto residue e fondato su ... : - massimizzare i recuperi energetici con sistemi che consentano nella massima misura possibile di ridurre le emissioru ,generate e di massimizzare le emissioni evitate ,; - ridurre ai minimi tecnici la quantita di rifiuti destinata a discaric31,.fn.partlcol<!re ~ frazioni suscettibili di generare emissloni ... ''. 92 ~ Parte II del PIANO REGIONALE per la GESTIONE DEi RIFIUTI della REGIONE MOUSE ,..;:-..,... frazione merceologica I Umido I Carta I Vetro I Plastica I Metalli I Alluminio I Legno+ I Resto I Totale tessili (RAEE +ing.+ ... ) frazione nel RU totale, % 35,0 1,0 4,0 11,0 I 100 - ~-·~ .-;4'~ ;,;. -- ;. -· ~ .,, ."'i; ---., .... . .. - - efficienza di intercettazione, % 23,4 24,9 79,8 16,0 4,2 10,8 raccolta d ifferenz iata, t/g 27,9 21,1 16,3 8,2 0,4 0,4 1,4 6,2 81,9 3,0 12,2 31,1 258,1 •. .;., .. ,.e -- - - 411 ~Sr..: ..a:... ~ 15,0 10,0 35% 2,0 3,7 118,9 differenziata, t/g 3,4 220,9 rba no residua le, t/g I 23,8 I 29,7 I 2,0 I 20,4 I 4,6 I 1,5 10,2 26,8 119,1 Tab~yla 23 Dati di input e dati da e/aborazione per la costruzione deg Ii scenari di gestione definiti. 93 ~ )0 Parte II de1 PIANO REGIONALE per la GESTIONE DEi RIFIUTI della REGIONE MOLISE 6.4 Valutazione comparata dei diversi scenari di gestione Gli scenari sviluppati sono stati valutati secondo criteri coerenti con gli obiettivi della gestione rifiuti. Per garantire compatibilita e consistenza tra tutti gli scenari, si sono elaborati bilanci di massa per ogni scenario, seguendo ogni corrente di rifiuto attraverso l'intero sistema di gestione (raccolta, trattamento, riciclo) fino allo smaltimento finale in discarica o re-immissione nel circuito produttivo. I valori numerici derivano per la massima parte dalla letteratura tecnico-scientifica disponibile, come da fonti citate e riportate in Bibliografia. 6.4.1 Criteri di valutazione Per la valutazione degli scenari si sono scelti criteri in grado di quantificare adeguatamente la capacita di raggiungere i piu volte richiamati obiettivi della gestione rifiuti. Gli indicatori che megllo descrivono see come gli obiettivi di un certo sistema di gestione dei rifiuti siano stati raggiunti sono quelli individuabili in base allo specifico obiettivo che si prende in esame57 . Per l'obiettivo "protezione della salute umana e dell'ambiente" sono da considerare indicatori appropriati i materiali pericolosi, quali i metalli pesanti e le sostanze organiche tossiche e persistenti. Non e pero la mera presenza di una sostanza che crea ii pericolo, quindi e importante seguirla attraverso ii sistema di gestione dei rifiuti e controllare se, lungo o alla fine del percorso, essa si accumuli e/o abbia impatti negativi sulla salute umana o sull'ambiente. Sempre per l'obiettivo "protezione della salute umana e dell'ambiente", un altro indicatore cruciale e ii volume, perche anche ii trasporto di rifiuti e soprattutto l'uso del territorio per collocarvi discariche hanno rilevanti impatti. II carbonio come causa di cambiamenti climatici e un altro indicatore importante, poiche diversi studi mostrano che l'ottimiz-zazione della gestione dei rifiuti pub determinare una riduzione sensibile nelle emissioni di gas serra. Con riferimento all'obiettivo "conservazione delle risorse", e certamente importante tenere in canto l'energia ma anche i volumi di rifiuti e residui risultano critici, poiche lo spazio adatto ad accogliere siti di discarica e una preziosa risorsa del territorio, anche in Regione Molise dove, pur essendoci disponibilita di siti adeguati, l'uso indiscriminato della soluzione discarica ha fortemente depauperato tale risorsa. 57 Diiberl G., R. Huber, P.H. Brunner, M. Eder, R. Pierrard, W. Schonback, W. Fruhwirth, H. Hutterer (2002) Long term assessment af waste management options-a new, integrated and goal-oriented approach, Waste Management& Research, 20/4: 311-327 (2002) 94 Parte II del PIANO REGJONALE per la GESTIONE DEi RIFIUTI della REGIONE MOLISE Esiste poi un forte legame tra 11conservazione delle risorse" e 11protezione della salute umana e dell'ambiente": l'effetto positivo piu rilevante sulla protezione dell'ambiente e determinato dal riciclo, che consente la reintroduzione nel sistema produttivo di materiali di scarto e riduce di conseguenza lo sfruttamento di risorse primarie ed i carichi ambientali, spesso molto ri levanti, collegati ai processi di estrazione e lavorazione delle materie prime58 . Alcuni materiali sono piu importanti di altri nell'ambito della gestione rifiuti. Per alcuni metalli pesanti, quali mercuric (Hg) e cadmio (Cd), ii rapporto dei flussi di massa nei RU rispetto a quelli nelle importazioni totali nazionali e elevato e puo arrivare fino al 50%. Quindi, su scala nazionale, i rifiuti urbani costituiscono un rilevante vettore di sostanze pericolose: ne consegue l'importanza di assicurare che tutte le fasi di raccolta, trattamento, riciclo e smaltimento finale gestiscano questi metalli pesanti con cura e Ii riciclino in sicurezza con un'alta percentuale di recupero o Ii trasferiscano a siti finali sicuri. Altri efementi, come azoto, fosforo e zoffo attraversano le fasi di gestione rifiuti con basse percentuali. Quindi, in una prospettiva nazionale, la loro importanza e limitata sia per la protezione ambientale che per la conservazione delle risorse. Tenendo presente le ragioni sinora schematicamente elencate, gli indicatori che sono stati selezionati per la valutazione degli scenari sono: flusso di massa, volume, energia, carbonio1 cadmio e piombo. Di seguito se ne riportano schematicamente le motivazioni, anche sulla base di recenti lavori della letteratura scientifica di settore59 . I flussi di massa determinano la potenzialita della logistica di raccolta e quella dell'impiantistica di trattamento e smaltimento dei rifiuti. Seguire i flussi consente di identificare l' impatto che i cambiamenti in un sistema di gestione possono comportare sui vari elementi del sistema: un maggior ricorso al riciclo riduce la necessita di capacita di trattamento per termovalorizzazione ma anche quella di successivo smaltimento finale a discarica. D'altra parte, una maggiore quantita di rifiuti avviati alla filiera del riciclo implica maggiori quantita di scarti prodotti dalle fasi di selezione e riciclo, che a fora volta richiedono maggiore capacita di smaltimento. Solo un approccio che utilizzi ii flusso di massa puo tenere in conto tutti gli effetti di un cambiamento in uno scenario di gestione rifiuti, e fornire un quadro complessivo della capacita totale di impianti necessari. Alla stessa maniera, ii volume e cruciale per quantificare i sistemi di raccolta, trattamento e smaltimento finale. Poiche la disponibilita di siti per discariche che rispettino i vincoli della normativa nazionafe ed europea e scarsa e la realizzazione di tali impianti e spesso contrastata dalle popofazioni interessate, ii volume diviene un parametro importante in modo particolare per ii conferimento a discarica. Naturalmente esso svolge un ruolo cruciale anche per i trasporti. 58 Arena U. (2012), op. cit. t 59 Arena e Di Gregorio (2014), op. clt.; Brunner P.H. (2012), op. cit.; Arena Mastellonr et al. (2009), op. cit. 95 ~ ............ Parte II del PIANO REGIONALE per la GESTIONE DEi RIFIITTI della REGIONE M OUSE II contenuto di energia del rifiuto residuale alla raccolta differenziata, ma anche degl i scarti di filiere del riciclo, in particolare di frazioni quali plastica, carta e legno, puo essere ri levante: e quindi importante includere l'energia come criteria di valutazione. In alcuni processi di trattamento, quali quelli di termovalorizzazione, si recuperano percentuali elevate di energia: oltre ii 65% dell'energia contenuta nel rifiuto se si produce ca lore oltre ad energia elettrica; dal 18 fino a circa ii 30% se !'output e solo l'energia elettrica. Durante ii compostaggio invece ii contenuto energetico del rifiuto non viene recuperato ed ii carbonio e ossidato ad anidride carbonica senza impiegare l'energia prodotta dal processo. La digestione anaerobica (indicata talvolta come biometanazione) genera invece un biogas ricco in metano che e usato come combustibile e consente quindi ii recupero di parte dell'energia contenuta nel rifiuto. II carbonio e un indicatore di potenziali risorse (energia, biomassa) ma anche di pericolo ambientale (gas serra, sostanze organiche tossiche e persistenti). Per distinguere questi aspetti e necessario conoscere in quali specie ii carbonio sia presente. Per cio che riguarda ii rifiuto in ingresso al sistema di gestione, la differenza e rilevante a seconda che ii carbonio sia contenuto in polimeri sintetici (plastiche) che non sono degradabili se non in tempi lunghi o condizioni estreme, in cellulosa (carta e rifiuto di cibo) che e biodegradabile e pub essere usata in trattamenti biochimici per produrre energia e materia, o in composti organici pericolosi che devono invece essere trattati in maniera speciale. Per cib che riguarda le correnti in uscita, l'obiettivo principale e trasformare i composti organici pericolosi in sostanze innocue come la CO2. Altri obiettivi sono la produzione di energia e la mineralizzazione a CO2. II cadmio e un elemento indicatore dei metalli tossici. Si e gia ricordato che gran parte del cadmio (uti lizzato come additivo importante nei beni plastici durevoli dagli anni '70 ai '90) attraversa la filiera della gestione rifiuti. Essa e quindi da considerare un elemento di elevata pericolosita da tenere in canto in ogni valutazione di gestione rifiuti. Serve ad indagare se uno specifico sistema di gestione rifiuti sia in grado di concentrare quest'elemento conservativo (cioe, "non distruttibile") in frazioni dove esso non possa causare problemi alla salute pubblica e all'ambiente. A causa delle sue proprieta chimico-fisiche (ad es, ii basso punto di ebollizione) ii cadmio agisce come altri metalli atmofili, quali zinco, stagno ed antimonio. II piombo figura ai primi posti nella lista delle sostanze pericolose indicate dall' ATSDR (Agency for Toxic Substances and Disease Registry). La sua tossicita deriva in larga misura dalla sua capacita di "imitare" ii calcio, ovvero di sostituirsi ad esso in molti dei processi cellulari fondamentali che dipendono dal calcio. Ha molteplici utilizzi, che recentemente si cerca di limitare a causa della consapevolezza della sua tossicita e del danno indotto dalla sua dispersione non controllata nel l'ambiente: viene impiegato in accumulatori, tubature, vernici, come schermo contra le radiazioni, e in leghe con lo stagno per saldature. E' anche 96 Parte II del PIANO REGIONALE per la GESTIONE DEi RIFIUTI della REGIONE MOUSE un elemento indicatore dei metalli pesanti che possono andare a concentrarsi in residui solidi che producono poi un lisciviato potenzialmente inquinante. Alcuni altri importanti criteri non sono stati invece presi in considerazione: • l'igiene e l'aspetto piu importante di una gestione rif iuti ma none stata utilizzata nella redazione del PRGR perche tutti i moderni sistemi di raccolta, trattamento e smaltimento di rifiuti soddisfano pienamente i requisiti di salvaguardia della salute pubblica; • le emissioni di diossine, che costituivano in passato ii principale problema del trattamento termico di rifiuti, non sono state prese in considerazione perche, gia a partire dagli anni '90, i moderni impianti di termovalorizzazione sono dotati di forni e di sistemi di controllo dell'inquinamento atmosferico che minimizzano le emissioni di diossine ad un livello trascurabile, ben al di sotto di quello di altre attivita antropiche60 ; • i livelli di acidificazione ed eutrofizzazione indotti da sorgenti quali agricoltura e sistemi di trattamento delle acque di scarico sono ordini di grandezza piu grandi di quelli determinati dalla gestione rifiuti e sono stati quindi trascurati; • lo stesso si pub affermare per ii potenziale di formazione de/l'ozono, trascurabile se confrontato con altre cause; • ii potenzia/e di assottigliamento de/la fascia di ozono stratosferico e invece in parte considerato all'interno del flusso di carbonio. Le sostanze organiche sono anch'esse solo parzialmente considerate nel flusso del carbonic; • i metalli di valore, quali ii rame, l'alluminio ed ii ferro non sono inclusi come criteri ma tenuti in canto nell'efficienze di intercettazione della raccolta differenziata, negli scarti delle fasi di selezione e riciclo, nel recupero possibile da ceneri di fondo di termovalorizzazione. 60 Si vedano: AEA (2012) Review of research into health effects of Energy from Waste facilities. Report for Environmental services Association No. ED57607001, January 2012 National Environmental Research Institute - Aarhus University. (2010) Emissions from decentralised CHP plants 2007 ENERGINET,DK. Environmental Project No. 786 - Project Report No. 5 Vehlow J. (2005) Dioxins in Waste Combustion - Conclusions from 20 Years of Research, Bioenergy Australia 2005, Melbourne, December 12 -13, 2005 Angelucci, Bedin, Tirler, Donega (2009). L'influenzo dell'impionto di incenerimento dei rifiuti urban/ di Bolzano sulla qua/ita dell'arla nella provincia di Bolzano, XII lnt. Waste Management and Landfill Symposium, CISA Publisher, Italy, ISBN 978-88 6265-007-6, pag. 975. Rechberger H. e Scholler G. (2006) Comparison of Relevant Air Emissions from Selected Combustion Technologies. Project CAST. CEWEP - Congress, Waste-to-Energy In European Policy, 18 May 2006 Ministero dell'ambiente, della conservazione della natura e della sicurezza nucleare de! Governo Tedesco (2005) Waste incineration: a potential danger? Porteous (2005) Why energy from waste incineration is an essential component of environmentally responsible waste management, Waste Management, 25:451-459. Consonni, Giugliano, Grosso (2004). Alternative strategies for Energy recovery from municipal solid waste Part B: Emission and cost estimates, Waste Management, 25: 137-148. McKay (2002) Dioxin characterization, formation and minimization during mi,mlcipal solid waste (MSW) incineration: review, Chemical Engineering Journal, 86:343-368. 97 Parte U del PIANO REGIONALE per la GESTIONE DEi RIFIUTI della REGIONE MOUSE 6.4.2 Risultati della valutazione comparata degli scenari Negli scenari proposti: • la frazione di rifiuto raccolto in modo differenziato e molto piu alta di quella attuale in Regione Molise, e cioe 35%, 50% e 65%, applicando le buone pratiche per una raccolta differenziata estesa a tutte le frazioni merceologiche (di cui al capitolo S); • la frazione organica raccolta in maniera differenziata e trattata in impianti di digestione anaerobica, oltre che in quelli di compostaggio gia esistenti o in fase di a utorizzazione; • ii rifiuto residuale alla raccolta differenziata di livello elevato in quantita e qualita e inviato a termovalorizzazione; • i residui della filiera di riciclo della carta e della plastica sono inviati a termovalorizzazione; • i residui solidi della digestione anaerobica della frazione organica raccolta in modo differenziato sono considerati utilizzabili, a seguito di post-stabilizzazione aerobica, come compost o come materiale per copertura discariche o ripristino di siti contaminati. risultati principali della valutazione degli scenari sono sintetizzati di seguito, cosl come ricavati dal le analisi di tutti gli indicatori selezionati (flusso di massa totale, volume, carbonio, energia, cadmio e piombo) per tutti gli scenari esaminati. In termini di obiettivi della gestione dei rifiuti, gli effetti positivi di questi scenari sono notevoli: la massa ed ii volume per le discariche sono drasticamente ridotti, le emissioni di gas serra sono minori, i materiali organici tossici sono mineralizzati, i metalli pesanti sono concentrati in una piccola frazione del volume totale del precedente RU e l'accumulo di metalli atmofili nei residui dei sistemi APC consente la definizione di nuovi schemi di riciclo per i metalli. In combinazione con le piu alte percentuali di raccolta differenziata, gli scenari pianificati sono in grado di soddisfare pienamente gli obiettivi della gestione rifiuti. In particolare, per l'obiettivo di una gestione dei rifiuti after-care-free, gli scenari pianificati sono efficienti, perche prevengono le principali preoccupazioni per le generazioni future e risolvono "qui ed ora" le problematiche della gestione dei rifiuti. II riciclo e migliorato e la biomassa e impiegata per produrre metano in impianti di digestione anaerobica. Una parte rilevante dell'ammontare totale di rifiuto e trasformata dalla termovalorizzazione in gas effluenti puliti. Le ceneri di fondo richiedono un limitato pretrattamento prima dello smaltimento in discarica e, data la mancanza di sostanze 98 Parte II del PIANO REGIONALE per la GESTIONE DEi RIFIUTI deJla REGIONE MOUSE organiche, non producono gas di discarica ma solo flussi di percolato. Per ii trattamento di queste scorie di fondo in numerosi Paesi della Comunita Europea, ed anche in Italia, si sono diffuse tecniche innovative che consentono ii recupero di metalli ed inerti, garantendo cosl allo stesso tempo notevoli risparmi di volume di discarica e di costi di gestione61 . Per cio che riguarda la massa di rifiuti in discarica, i dati sono riassunti in Tabella 24, cosl come dedotti dalla Figura 5 e dalla Figura 17, Figura 18 e Figura 19. Come gia detto, per lo Status Quo non si sono usati i dati di conferimento a discarica del Rapporto Rifiuti 2014 ISPRA (che non tengono conto delle perdite di processo della biostabilizzazione e dei quantitativi trasformati in CSS e termovalorizzati a Pozzil li) ma quelli dedotti dalla Figura 5 e valutati con le ipotesi di "buone pratiche" della raccolta differenziata assunte per gli scenari futuri. In ogni caso, comunque, con i nuovi scenari di gestione la massa inviata in discarica e ridotta drasticamente, di circa ii 70% in totale. residui APC ceneri di da filiera da TMB o Totale NP, TOTALE, inerti, t/g fondo, t/g riciclo, t/g tratt. t/g t/g biolog., t/g Status Qua 6,9 56,2 5,3 186,4 247,9 254,8 Scenario 35% 6,3 51,5 2,8 12,4 66,7 73,0 Scenario 50% 5,1 41,9 5,0 21,3 68,2 73,3 Scenario 65% 4,0 32,5 7,5 27,6 67,6 71,6 Tobe/la 24 Portote e tipo/ogio di rifiuti da conferire a discarica per lo Status Quo e g/i scenari di gestione 61 Si veda: "Environmentally sound use of bottom ash" (2011) sul sito www.cewep.eu ma anche: Federambiente, Separazione e recupero dei meta/Ii e valorizzazione de/le scorie di combustione dei rifiuti urboni, 2010. In Italia sono gia attive esperienze del genere, tra le quali: 1. l'impianto BSB di Noceto. nato dalla collaborazione fra CIAL (Consorzio lmballaggi Alluminio) e Bsb Prefabbricati, dove si trattano 30.000 t di scorie l'anno da cui si ricavano 25.000t (83% del flusso in ingresso) di materiale destinato alla produzione di calcestruzzo, l .S00t (5%) di metal Ii ferrosi e 300t (1%) di metal Ii non ferrosi di cui ii 65% di alluminio; 2. l'impianto Hera di Modena e In grado di recuperare sia le frazioni ferrose e metalliche (alluminio) contenute nelle scorie sia di creare un prodotto dalle caratteristiche idrauliche tali da peter essere utilizzato come sottofondo stradale. L'impianto e costituito essenzialmente da due sezioni, una ha l'obiettivo di recuperare dalle scorie le frazioni metalliche e di selezionare una granulometria di inerte adatta alla creazione del prodotto fina le, l'altra conferisce, tramite l'addit ivazione di loppa d'altoforno, inerti e uno specifico catalizzatore, caratteristiche pozzolaniche al prodotto ottenuto che, una volta posato, inizia un processo di presa che gli fa acquisire buone caratteristi=he i-resistenza meccanica se utilizzato come fondo stradale. Al contempo ii prodotto ottenuto (preventivamente defer ato e demetallizzato) non rilascia ne inquinanti ne metalli pesanti e viene sottoposto a test di cessione per la v rifiea dell' inerzia al rilascio di ;,,,io,,,. ~ 99 RSU Pa rte II del PIA NO REGIONALE per la GESTIONE DEi RIFIUTI dell a REGIONE M OUSE dio-11ione ar,a(tn:,,bica i i ~ ~ } 1 ~ I " g lGrm0'!11~01'1tl g.nefflll4!n!O 1,7789 p: .. 1a ric::ic1at11 mat11• tic1CU1li 1lluminio r~IO ~rtt1riciclala vetroriacia\Q lepno , 1c:1c:lllo tesslll riciclatl perd!le d1 prrx,eno biOQH Figura 17 Bi/oncio di massa refativo a/lo scenario 35%RD. Layer "massa di rifiuto" (t/g) E Questo valore di riduzione e piu che conservativo perche non tiene canto della possibilita, gia diffusa a livello di impianti nazionali, di recupero di metalli e di inerti dalle ceneri di fondo della termovalorizzazione. Tale opportunita potrebbe portare i quantitativi a discarica a valori sotto le SO t/g. In considerazione, poi, dell'evidenza della gestione degli impianti europei che nella stragrande maggioranza inviano i residui inertizzati dei sistemi di pulizia a stoccaggio definitivo nei siti sotterranei delle miniere di salgemma tedesche, anche tali residui andrebbero esclusi dai quantitativi da inviare a discariche in Molise. Con tali considerazioni, la riduzione garantita dai nuovi scenari di gestione e ancora piu rilevante, arrivando a valori di circa ii 90%. 100 RSU Parte II del PIANO REGIONALE per la GESTIONE DEi RIFIUTI della REGIONE MOUSE I' i I ·I i 170.0 a M i !2 ! i i " ·e 8 ;:1e l l ~ ~ t ~ ·e g 1,535 plaslica f,:IC!otl n'Mltdi riGiel.ati oUumil\io ridela;to c.llrtancda1a 'l'ttlto ncictato legnoric:ic:llto tessdi rlclclGli pen:!Me d1 procosso compost b1ogos Figura 18 Bilancio di massa relativo a/lo scenario 50%RD. Layer "massa di rifiuto" (t/g) Si noti che la riduzione e meno contenuta di quanto ci si potrebbe attendere per gli scenari con piu raccolta differenziata, in conseguenza della crescente entita degli scarti della filiera di selezione della frazione secca e di quella umida, riportati nella terza colonna della Tabella 24. Per cio che riguarda ii volume di rifiuti da conferire a discarica si sono usati dati di densita di mucchio acquisiti da diverse fonti ufficiali, tutte elencate in bibliografia. I piu importanti di tali valori sono riportato nella Tabella 25. 101 RSU Parte II del PIANO REGIONALE per la GESTIONE DEi RIFIUTI della REGIONE MOLISE "''"" veuo ra.coob differtflzial4 nliuto~<nduale ,--------+i~ r,r'IOV,l(or,ua?i,01\0 22.e OOff'CXY~gio 0.1s DffllJCnto 13181 me~lli ricdati Cllun-.inio <iclol~to c:.!Ulnoctata ~tro f'ldd■IO tcgno nac:t:alo E L-------------------'':.::""'.:::"::..• •°"; Pc:.:'°:.::'•:.::•'°:.:.. -+lE l---------------------="""= ?0:::."-----+(E ,... .; o,ogc=;11 ------;,{E Figura 19 Bilancio di massa relativo a/lo scenario 65%RD. Layer 1'massa di rifiuto" (t/g) La Tabella 26 riporta i fabbisogni di volumi di discarica, indicando anche la tipologia di rifiuto. Con le stesse considerazioni appena riportate sul valore conservativo dei f lussi di massa a discarica, in considerazione della possibilita di allocare fuori regione residui di termova lorizzazione, risulta comunque evidente ii risparmio di volumi. Questi dati confermano la assoluta necessita dell'adozione dei nuovi scenari di gestione, che puo anche t riplicare la vita delle discariche esistenti. 102 Parte II del PIANO REGIONALE per la GESTIONE DEi RIFIUTI della REGIONE MOLISE Materiale Densita di bulk, tf m3 RU al la raccolta 0,48 rifiuti indifferenziati in discarica 1,07 RUR 0,34 RUR tritovagliato e pressato 0,72 FOS e compost 0,40 FORSU e FOS umida 0,60 Carta 1,20 Cartone 0,69 rifiuti del pulper (fi lm plastici) 0,13 plastica pressata 0,61 plastica in scaglie 0,54 metalli (contenitori) 1,20 metalli in scaglie 0,56 vetro rotto 1,90 ingombranti, RAEE, tessili (media) 2,00 residui APC inertizzati 0,78 residui APC inertizzati (dopo che la massa e stata aumentata di un fattore 1,535) 62 1,20 ceneri di fondo da termovalorizzatori 1,95 Tobe/la 25 Densita di mucchio dei diversi materiali solidi tenuti in conto negli scenari di gestione Status Scenario Scenario Scenario Tipo di rifiuto Quo, 35%RD, 50%RD, 65%RD, m3/g m3/g m3/g m3/g residui da riciclo e trattamento meccanico/biologico 267,7 25,4 43,8 58,5 ceneri di fondo 28,8 26,4 21,5 16,7 residui APC inertizzati 8,8 8,1 6,5 5,1 TOTALE 305,3 59,9 71,8 80,3 Tobe/la 26 Volumi necessari per impianti di discarica per lo Status Quo e gli scenari di gestione 62 Si tratta di un'ipotesi conservativa, nell'eventualita che si inertizzino in loco i residui del sistema di controllo • l dell' inquinamento atmosferico. Oa alcuni anni, questi residui del sistema APC sono convogliati tal quali (cioe senza trattamento di inertizzazione con cemento) in sistemi di trasporto specifici e po ti in Germania, dove ;ono smaltiti in cave sotterranee di salgemma dismesse. 103 Parte II del PIANO REGIONALE per la GESTIONE DEi RIFIUTI della REGIONE MOUSE I flussi di carbonio degli scenari di gestione futuri, come mostrati dalla Figura 20, dalla Figura 21 e dalla Figura 22, e riassunti nel la Tabella 28, sono completamente diversi da quelli relativi allo Status Quo. Non viene di fatto inviato carbonic organico a discarica e le quantita di quello inorganico nei residui dell' incenerimento sono !imitate. Gli scenari futuri di gestione riducono gli ammontari da conferire a discarica e quindi l'emissione complessiva di gas serra, a causa delle ridotte emissioni di metano da discarica. Nell'ottica dell'approccio del Cicio di Vita inoltre, la produzione di energia da termovalorizzazione sostituisce le fonti di energia del mix energetico nazionale, in Italia per lo piu di origine fossile, e quindi indirettamente riduce le emissioni di CO2, in quanto circa meta del carbonic nel RU e di origine non fossile e quindi non contribuisce a priori ai cambiamenti climatici. RSU 61.0 raecolta d fit tanzilta dtglSbol\e anal!!.,ob'ica CQ(Tl~f~io nfiuto llt'baoo ros.idualo ana p.,s ol'ftuonlO i---Q&&~.o:;..--!0-(e pl~rioicfata motAlliriodati allummioriclciMo ~riciciat.D vetroric:!do1o Ntgt'IOriciclato toui1i ftQdati . biog ;" , u -+(E Figura 20 Bilancio di massa relativo a/lo scenario 35%RD. Layer "Carbonio" (t/g) E' infatti noto che i moderni impianti di termovalorizzazione sono in grado di mineralizzare piu del 90% di tutto ii carbonic, producendo anidride carbonica, acqua ed energia. La termovalorizzazione e cioe l'unico processo di trattamento dei rifiuti che possa smaltire in 104 Parte II del PIANO REGIONALE per la GESTIONE DEi RIFIUTI della REGIONE MOUSE sicurezza e con alta efficienza i materiali senza pregio o pericolosi, comunque presenti nei rifiuti urbani. E' quindi importante disporre anche di impianti di trattamento termico quale metodo affidabile di distruzione completa, soprattutto per alcune sostanze contenute nei prodotti di consumo, quali i CFC con potenziale danno alla fascia di ozono o i ritardanti di fiamma bromurati che hanno elevate proprieta tossiche. RSU 47,8 dlQutJone an.1ero~g nf!uto u,bano ,-.Sl(lo;le ~------tc~!Olllllll0f10 g311emveru, plo.,tic>ricidata met0d1 noellll ~ :umimo~lo cattal'leadata ..-.1roOQCLalo ~--------------"'.'pen,,=-:·=-:,.o-:"",p~:oo, ,.., -tE '------------------'°:;;;rnpo= "'----+(:E Figura 21 Bilancio di massa re/otivo a/lo scenario 50%RD. Layer "Carbonio" (t/g) Questo aspetto e di rilevanza non trascurabile. Come recentemente osservato63 , ne ii trattamento meccanico biologico, ne quello aerobico (compostaggio) o anaerobico (digestione, anaerobica o messa in discarica) sono in grado di minera lizzare completamente le sostanze organiche pericolose. Se ne deduce un altro aspetto spesso trascurato della filiera del riciclo. Per basse percentuali di raccolta differenziata e sufficiente la raccolta, selezione e riciclo di imballaggi plastici comparativamente puliti; per ottenere percentuali piu alte devono invece essere riciclati anche i rifiuti di beni durevoli non provenienti da imballaggi. Questi materiali durevoli in plastica, per garantir~ funzioni per tempi lunghi, sono 63 Brunner {2012), op. citata. 105 Parte II del PIANO REGIONAL£ per la GESTIONE DEi RIFIUTI delta REGIONE MOLISE stabilizzati con piombo, zinco, antimonio e cadmio. Una moderna gestione di rifiuti deve necessariamente tenere in conto dell'ammontare crescente di tali additivi e del numero di elementi chimici sempre piu ampio, spesso utilizzati anche in dimensioni nanometriche, che e impiegato nella fabbricazione di beni di ampio consume. Tali sostanze entreranno nelle correnti di rifiuti alla fine de! tempo di vita dei prodotti e rischiano di essere presenti anche nei materiali recuperati/riciclati se non verranno messe a punto tecnologie di nuova concezione, in grado di garantire prestazioni piu elevate.64 RSU 352 dlg,Htiono anHrobk:11 ri"iU10 urbano rniclualt .,,. ola~tJCaric1clat1 metal~~tl IJ!un'W\loric:lc&eto cattafield.1'1..:11 VOltOtjei(bto tegoo ncidato tesdlrk:C~ti ~-------------~~~•,,; 11 •"'~""""-"°--e co n,po S1 ..,E b~•ogo •--------+1. E Figura 22 Bilancio di massa re/otivo a/lo scenario 65%RD. Layer "Carbonio" (t/g) Durante la termovalorizzazione e la fase di abbattimento degli inquinanti, negli scenari di gestione futuri un'alta percentuale di cadmio si concentra nei residui APC (come mostrato dalla Figura 23, dalla Figura 24 e dalla Figura 25 e riepilogati nella gia citata Tabella 28) che sono poi trattati con processi di inertizzazione volti a bloccare adeguatamente la veicolabilita ambientale dei contaminanti prima della messa in discarica. 64 B.Bilitewski (2009) op. citata; Arena (2012), ARC, op.citata. 106 ,1SS Parte II del PIANO REGIONALE per la GESTIONE DEi RIFIUTI della REGIONE MOUSE 2.710 dlgtstlooo ;,mattrobica Iii Q ! 'II I!~ ~ ; I ntiuto urtMno 1a.idua:a i K } ! - !3 i : i " ~ I ~ •2.828 plasbca nocwta rM1Alffriektatl aUtJm1n10 riac:la!o carta,icicr•:a vettonaclllto legr.o ncidato tn.sll,icicla~ pardite di procelDQ compost Figura 23 Bilancio di massa relativo al/o scenario 35%RD. Layer "Cadmio" (g/g) Poiche tali residui costituiscono circa ii 3% del totale dei RU inceneriti65 , in un'ottica di ecologia industriale e possibile pensare ad un nuovo schema di riciclo del Cd attraverso gli impianti di termovalorizzazione e le successive fasi di raccolta e riciclo dei residui dei sistemi APC di controllo dell'inquinamento atmosferico. Gli scenari di gestione proposti mostrano chiaramente la potenzialita che ha la termovalorizzazione di concentrare certi metalli nei residui dell'APC e certi altri nelle ceneri di fondo. Come gia detto, questi due residui possono essere trattati ulteriormente per valutare l'ottimizzazione del recupero di metalli quali cadmio, zinco, piombo e antimonio (nei residui APC) e rame, ferro e alluminio (nelle ceneri di fondo}. 65 Questa frazione puo cambiare leggermente a seconda della composizione del rifiuto e della tecnologia usata per l' incenerimento. Si veda: ISWA {2008) Management of APC residues from WTE Plants. ISWA-WG Thermal Treatment of Waste, 2 ed. 107 Parte II del PIANO REGIONALE per la GESTIONE DEi RIFIUTI della REGIONE MOllSE 2,236 racco:.1a dirforaoz:iata ~estione :tr\8.0fObica t volro logl1() 135 oompot!.a;r;glo riliu10 urbll'IO cllSJ'J1,1,11t> i ,, 0 i B 1 i ,. :g ~ ·e " l § ~ .... le.rmcw.lonaazion• gi,seff'uent& p5attieancidatil metl.lllrlcltla11 alh.dninio rtodat.o Cliilrta l"IClclata vetto ncic;JJto loi;lnoOCk';lato Figura 24 Bilancio di massa relativo a/lo scenario 50%RD. Layer "Cadmio" (g/g) 108 Parte II del PIANO REGIONALE per la GESTIONE DEi RIFIUTI delta REGIONE MOUSE digOShOM .amaGrobica ..,. ritluto urt>ario residuo,!o gas e1'ftl.Hlrrl• pa.stic:;11'ic;:il»ta metaff1 r'ici0,ti al'.um1nroticic:1Qto e1111arir:ida1a vctrorictelato lllfi"()~V bRSs.li licic.lO.b L ..JPffllc::=''=.•';'-<li,:::P"""'=-=--------.(E '---------------------="':::m:::;?C:.::••-------.ie '------------------ ----------°'~·CC:c. •'----~ E Figura 25 Bilancio di massa relativo a/lo scenario 65%RD. Layer "Cadmio" (g/g) Per quanto riguarda ii piombo, l'analisi della Figura 26, dalla Figura 27 e dalla Figura 28 e della gia citata Tabella 29, evidenzia ulteriormente la possibilita, offerta dalla termovalorizzazione, di "bloccare" metalli pesanti all'interno di ceneri che subiscono un trattamento di stabilizzazione. Anche per tale elemento, va sottolineato ii rischio che livelli di raccolta differenziata elevati, non assistiti da adeguate tecniche di selezione e riciclo, possano implicare alte concentrazioni di sostanze pericolose nei prodotti riciclati. 109 Parte II del PIANO REGIONALE per la GESTIONE DEi RIFIUTI della REGIONE MOLISE 38,97 3ri3 f--------<m1r......:==:c•::•c:'"::,.::':::"::;;""=--+1 d t$Cllric.l ecmposlaogD +J.963 d.seanca matallliriciclatl .t1!ul'nnorielci:Ho w"tariclCllllta ve1ro ncicl.Jto legno riticlato tess/11 riclclatl . cOcc•.c""cc'°:..dic..'c.p,-'-o"°'='°-'--- +{E L-------------------------'°"=m::,?O'=''-----{ IE ~ --------------------------------"'---'og'-•-•-----<'{E Figura 26 Bilancio di massa re/ativo a/lo scenario 35%RD. Layer "Piombo" (g/g) 110 i.59 Parte II del PIANO REGIONALE per la GESTIONE DEi RIFIUTI della REGIONE MOUSE .,,. l"Nlt:I urbano rH,dl.lll• 29153 RSU Figura 27 Bifancio di massa relativo af/o scenario 50%RD. Layer "Piombo" (g/g) wu ollluortio pt.-sttc,o fldd,a~ motaliric:ldati a:Ji:minio roclato ve1rorieic1Mo logoo nck.1110 tosti!il'IC:dati perdn. d1 procouo compm:I 111 RSU Parte II del PIANO REGIONALE per la GESTIONE DEi RIFl1.JTI della REGIONE MOLISE llfiJ\Ourba.no~ 13087 i! l! i I! 2 .!I i f "ii i .§ ~ § § ra,c<;0ll1 chf'ferenzsola f-----Q,667[>--="""="':::..:· •:::.:•"'="'=-==----+1 dt5c:a,i c:a p1111i1C.1 nciciaa w1ro rick:llllo IGgr..o tiacialo la1-Sift rfCiaati bloga1 Figura 28 Bilancio di massa relativo alfo scenario 65%RD. Layer "Piombo" (g/g) Un'ulteriore considerazione, di importanza fondamentale nell'ottica di una valutazione realmente integrata della gestione dei rifiuti, e quella relativa ai flussi di energia. Sia dal punto di vista della sostenibilita economica che di quella ambientale e necessario stimare quanta "costa" energeticamente la gestione del rifiuto. Occorre cioe valutare, per ognuno degli scenari ipotizzati quali siano le operazioni che consumano energia (e quindi consumano materie combustibili ed emettono sostanze nell'ambiente) e quali quelle che invece ne permettono la produzione (e quindi consentono di evitare emissioni da altre fonti che dovrebbero produrre la stessa quantita di energia). La Tabella 27 riassume i dati valutati ed evidenzia l'enorme recupero di energia, attualmente sperperata in discarica, che e consentito da tutti gli scenari proposti. In particolare: per lo scenario Status Quo, la produzione di energia e solo quella elettrica attribuibile alla valorizzazione presso ii termovalorizzatore di Pozzilli, gia in esercizio in Molise, del solo CSS proveniente dal territorio del Molise, con ii piccolo, ma importante contributo dell'energia elettrica prodotta dal biogas generato nell'impianto di digestione anaerobica in esercizio presso Guglionesi. Per gli scenari futuri, la produzione di energia e quella ottenibile dalla 112 Parte II del PIANO REGIONALE per la GESTIONE DEi RIFIUTI della REGIONE MOUSE valorizzazione, presso lo stesso impianto, del CSS di categoria 3.3.2 ottenuto dal nuovo sistema di gestione, assumendo che esso sia t utto inviato all'impianto di Pozzilli, oltre a quella ottenibile dai digestori anaerobici alimentati dalla frazione organica raccolta in modo differenziato, assumendo che tutta la frazione organica da RD sia inviata (come auspicabile) a digestori anaerobici con produzione di energia da biogas. Sono state invece trascurate le {!imitate) produzioni di energia da valorizzazione del biogas da discarica Per tutti gli scenari, si e ipotizzato anche ii funzionamento in configurazione di cogenerazione (produzione di energia elettrica e termica}, anche se tali ipotesi e poco probabile, essendo attualmente gli impianti configurati per la sola produzione di energia elettrica. In ogni caso si auspica un efficientamento del sistema di recupero energetico, utilizzando ad esempio una rete di teleriscaldamento che permetta uno scambio sul posto dell'energia termica prodotta dai cicli di recupero, puntando quindi sulla cogenerazione che permetterebbe di aumentare ii rendimento dell'impianto stesso e di sfruttare al meglio i principi termodinamici che regolano tali processi. Produzione annua di Status Quo Scenario Scenario Scenario energia, GWh/ a 35%RD 50%RD 65%RD solo energia elettrica 7,1 59,7 51,5 43,9 energia elettrica e termica 3,0 170,9 146,0 119,7 Tabel!a 27 Energia generata nello scenario Status Quo e neg/i scenari di gestione A questo punto della trattazione, e utile analizzare la Figura 29, la Figura 30 e la Figura 31, che riportano i flussi di energia di feedstock, un concetto molto utilizzato nelle Analisi di Cicio di Vita, che e definibile come l'energia posseduta dai singoli flussi di rifiuti del sistema di gest ione in virtu del loro potere ca lorifico, non utilizzata ma potenzialmente utilizzabile in un dispositivo adeguato. Le figure citate evidenziano l'energia dispersa in discarica, che e di 231 GJ/g nello scenario 35%RD, di 332 GJ/g nello scenario 50%RD e di 384 GJ/g nello scenario 65%RD mentre nello scenario attuale di gestione {Status Quo}, come e desumibile dai grafi riportati in Allegato a questo PRGR, e di 10 volte maggiore! 113 RSU Parte II del PIANO REGIONALE per la GESTIONE DEi RIFIUTI della REGIONE MOUSE 2.287 djgenona anNroba rifiuto urbano resJduale ~--------.,lotmoVal::>riuoliono g,:s eft.Htnta ~--..::;,1].500~---,(je p&Hlic:G tk::k:l111a rn<Q.fic;dati al!um,ruo nodalO e,; i,a riodala velronaclt.lo !Ogno r1ae!Oto cel"d1te <11 PfflOHIO compost blogas. Figura 29 Bilancio di massa relativo a/lo scenario 35%RD. Layer "Energia di Feedstock" (GJ/g) 114 Parte II del PIANO REGIONALE per la GESTIONE DEi RIFIUTI della REGIONE MOLISE 1.79,5 dl!)<IWOM anaarobtca ! i r ~ I! t 8 " ~ :g l! ~ I l4H'm0VillOnaazlOl'IO gM efflueme 2,190 d.sarieo :altumiruoric:icJato cananeda.il wttonctclato legnoric:iet,ato perd.ite d i PfOCOS,0 compost biogos E Figura 30 Biloncio di massa relativo a/lo scenario 50%RD. Layer "Energia di Feedstock" (GJ/g) 115 RSU Parte II del PIANO REGIONAL£ per la GESTIONE DEi RIFIUTI della REGIONE MOUSE .,.. nfiAo urbal"O tHidulle 1,333 fDCOOILO diff01o.nzlato oom.postaggH> gu efflueiiie 1,901 ph.1,t!C6f'lcic!111a meta1l1 nae!ati elum!n10 ,icicle10 Clrta rlclclata ... otto ~ ato i.cflO ricicbto perd)te di proc:esso a;,mpost Figura 31 Bi/ancio di mossa relativo a/lo scenario 65%RD. Loyer "Energia di Feedstock" {GJ/g) Di seguito si riportano, in fine, l'insieme di tutti i dati rilevanti, sia tabellati in Tabella 28 e Tabella 29 sia graficati in Figura 32, Figura 33 e Figura 34. 116 Parte II del PIANO REGIONALE per la GESTIONE DEi RIFIUTI della REGIONE MOLISE Scenario Status Quo 35% 50% 65% Massa di rifiuto a discarica, t /g da riciclo 5.3 2.8 5.0 7.5 da tratt. biol. ( e/o mecc. per StatusQuo) 186.4 12.4 21.3 27.6 da termovalorizzazione 66.8 61.2 49.7 38.6 Totale I 258.5 76.4 76.0 73.7 Volume di rifiuto a discarica, m3/ g da riciclo 8.8 4.7 8.3 12.5 da tratt. biol. ( e/o mecc. per StatusQuo) 258.9 20.7 35.5 46.0 da te rmovalorizzazione 37.6 34.5 28.0 21.8 Totale ' 305.4 59.8 71.8 80.3 Produzione netta di energia, GWh/a energia elettrica 7.1 59.7 51.5 43.9 energia te rmica (funz. in cogenerazione) - 111.1 94.5 75.8 Totale 7.1 170.9 146.0 119.7 Energia di feedstock utilizzabile e dispersa, GWh/ a t rasformabile in energia elettrica e term ii 46.8 259.4 232.1 207.3 dispersa in discarica 226.6 22.3 35.8 42.4 Materiali reimmessi net ciclo produttivo, t/g vetro 15.3 10.5 11.4 15.5 plastica 7.2 6.6 11.1 14.0 metall i 2.7 4.3 6.0 9.5 alluminio 0.6 0.9 1.2 1.9 carta 17.9 31.6 35.4 45.2 tessil i 0.6 0.1 0.2 0.2 legno 0.8 1.4 2.1 3.0 compost 1.8 4.8 7.1 8.0 Totale 46.9 60.2 74.5 97.3 Tobe/Ja 28 Riepi/ogo dei principali risu/tati dell'analisi de/ flusso di materia per i diversi scenari di gestione 117 ~ Parte II del PIANO REGIONALE per la GESTIONE DEi RIFIUTI della REGIONE MOUSE ... .,,,,. Scenario Status Quo 35% 50"/4 65% Carbonio in discarica, t/g da riciclo 1.4 0.5 0.8 1.2 da tratt. biol. (e/o mecc. per StatusQuo) 57.6 1.7 2.7 3.4 da ceneri di fondo 1.1 0.7 0.6 0.5 da residui APC 0.5 0.3 0.3 0.2 Totale 60.6 3.2 4.4 5.3 Cadmio in discarica, g/g da riciclo 344 304 534 861 da tratt. biol. ( e/o mecc. per StatusQuo) 2357 85 138 171 totale Qarziale 2701 389 672 1032 da ceneri di fondo 383 283 246 200 da residui APC 3448 2545 2210 1802 Tota le 6532 3217 3128 3034 Cadmio nei prodotti riciclati, g/g vetro 47 27 30 40 plastica 170 106 177 225 metalli 13 19 26 42 alluminio 1 1 1 2 carta 43 60 67 86 tessili 1 0 0 0 legno 1 1 2 3 compost 5 0 1 1 Totale 281 214 304 399 Piombo in discarica, g/g da riciclo 735 3499 5404 8591 da tratt. biol. (e/o mecc. per StatusQuo) 41055 465 761 947 totale Qarziale 41790 3964 6165 9538 da ceneri di fondo 11526 22123 17652 9009 da residui APC 9418 18077 14423 7362 Totale 62734 44164 38240 25909 Piombo nei prodotti riciclati, g/g vetro I 7710 4527 4918 6646 plastica 1810 1127 1880 2388 metalli 6614 9869 13800 21964 alluminio 1559 2152 2785 4418 carta 248 348 389 497 tessili 53 11 15 19 legno 161 280 425 608 compost 22 56 84 95 Totale 18177 18370 24296 36635 Tobe/la 29 Riepilogo dei principali risultati de/J'analisi de/ flusso di sostanze per i diversi scenari di gestione 118 Parte II del PIANO REGIONALE per la GESTIONE DEi RIFIUTI della REGIONE MOUSE Rifiuto urbane 124.100 t/a , RACCOLTA DIFFERENZIATA AL 35% I Frazione umida 17.400 t/a TRATTAMENTO BIOLOGICO Frazione stabilizzata 1.700 t/a Biogas , Energia 2,4 GWhe/a ' Frazione secca riciclabile 26.000 t/a SELEZIONE I Rifiuto residuale 80.700 t/a TRATTAMENTO TERMICO I r ------.------' r-' RICICLO 1 Prodotti riciclati 20.600 t / a DISCARICA 27.600 t/a 7 I I I I Energia 57,3 GWhe/a Figura 32 Schema di f/usso quantificato de/lo scenario al 35% di racco/ta differenziata per la gestione dei rifiuti urbani de/ Molise. 119 Parte II del PIANO REGIONALE per la GESTIONE DEi RlFIUTI della REGIONE MOUSE Rifiuto urbano 124.100 t/a RACCOLTA DIFFERENZIATA AL 50% I Frazione umida 28.200 t/a TRATTAMENTO BIO LOG I CO Frazione stabilizzata 2.700 t/a Biogas 7 Energia 4,0 GWhe/a Frazione secca riciclabile 33.900 t/a SELEZIONE RICICLO r-• I 7 1 Prodotti riciclati 24.900 t/a DISCARICA 27.600 t/a I Rifiuto residuale 62.000 t/a TRATTAM ENTO TERMICO r Energia 47,5 GWhe/a Figura 33 Schema di flusso quantificato de/lo scenario al 50% di raccolta differenziata per la gestione dei rifiuti urbani de/ Molise. 120 Parte II del PIANO REGIONALE per la GESTIONE DEi RIFIUTI della REGIONE MOLISE Rifiuto urbano 124.lOOt/a RACCOLTA DIFFERENZIATA AL 65% I Frazione umida 34,700 t/a TRATTAMENTO BIOLOGICO 7 Frazione stabilizzata 3.300 t/a Biogas 1 Energia 1 4,9 GWhe/a I I Frazione secca riciclabile 45..900 t/a SELEZIONE I Rifiuto residuale 43.500 t/a TRATTAMENTO TERMICO I r , RICICLO r- ' I Prodotti rkiclati 32.900 t/a 71 I I I I I I I I I I I I DISCARICA 27.200 t/a Energia 39,0 GWhe/a Figura 34 Schema di flusso quantificato de/lo scenario al 65% di raccolta differenziata per la gestione dei rifiuti urbani de/ Molise. 6.5 Confronto tra gli scenari di gestione e definizione dello Scenario di Piano La Tabella 30 riassume la potenzialita degli impiant i di selezione della frazione secca riciclabile e di quelle di trattamento biologico, di termovalorizzazione e di discarica necessari a soddisfare le ipotesi dei d iversi scenari, sulla base delle riportate analisi di flusso di massa e di sostanze e per i t re livelli di raccolta differenziata citati. Si e gia detto che si ritiene prioritario e irrinunciabile l'obiettivo minima del 50% di raccolta differenziata come primo stadia per raggiungere poi ii valore del 65%. cui mirare con un 121 Parte II del PIANO REGIONALE per la GESTIONE DEi RIFIUTI della REGIONE MOLISE sistema ii piu possibile omogeneizzato, che sia in accordo con le linee guida regionali definite dal PRGR e che consenta di garantire anche livelli qualitativi elevati. L'accresciuta capacita di raccolta differenziata, e quindi di riciclo e recupero di materiali a valle, migliorera considerevolmente ii sistema di gestione dei rifiuti alla luce dei richiamati obiettivi di tutela ambienta le. Non si prendera pertanto in considerazione lo scenario 35% RD, se non come scenario transit orio. Le considerazioni che seguono partono quindi dall'assunzione che sia concretamente realizzabile, nell'arco di tre-guattro anni dall'approvazione del Piano di Gestione dei Rifiuti Urbani, un livello di RD di perlomeno ii 50%. RD, % 35 50 65 Piattaforme di SELEZIONE de/la frazione secca riciclabile Potenzialita complessiva, t/a 24.630 31.450 42.000 Per sola carta&cartone, t/a 13.650 15.510 20.160 Per solo mult imateriale leggero, t/a 6.140 10.110 13.900 Per solo vetro, t/a 4.090 4.840 6.700 Altro (legno, tessili, ecc.), t/a 750 990 1240 Trattamento biologico per DIGESTIONE de/la frazione organica da RD Potenzialita complessiva, t/a 17.400 28.250 34.750 Trattamento termico per TERMOVALORIZZAZIONE de/la frazione secca non riciclabile Potenzialita complessiva, t/a 85.350 69.400 53.900 Potenzialita per ii RUR, t/a 80.700 62.000 43.500 Potenzialita per i residui della RD, t/a 4.650 7.400 10.400 Smaltimento in DISCARICA dei residui della RD e dei trattamenti biologici e termici Fabbisogno complessivo, t/a 27.610 27.630 27.200 Fabbisogno per speciali NP, t/a 24.070 24.750 24.970 Fabbisogno per residui APC inerti, t/a 3.540 2.880 2 .. 230 Tabella 30 Potenzialito degli impianti di selezione de/la raccolta differenziata e di trattamento biologico e termico e di discarica necessari al funzionamento dei djversi scena(j. 122 Parte II del PIANO REGIONALE per la GESTIONE DEi RIFIUTI della REGIONE MOUSE In particolare, per cio che riguarda gli impianti di trattamento della frazione organica da raccolta differenziata, la frazione organica da trattare richiede, per quanta sopra argomentato, una potenzialita di 28.500 t/a per una RD al 50% e di 35.000 t/a per una RD al 65%. Tali valori vanno decurtati della potenzialita dell'impiantistica di digestione aerobica (compostaggio) ed anaerobica gia funzionante, che e pari a 51.760 t/a, come dettagliato nel paragrafo 1.2. Non sono quindi necessari altri impianti di trattamento biologico per soddisfare l'esigenza di trattamento regionale, purche tale impiantistica sia preferenzialmente impiegata per la frazione umida da RD dei comuni molisani. Lo stesso discorso vale per l'impiantistica di trattamento termico, che andrebbe usata prioritariamente per i CSS di categoria 3.3.2 provenienti dai territori regiona li. Nelle figure che seguono si confrontano le prestazioni degli scenari proposti e di quello di gestione attuale. La Figura 35 confronta le percentuali del RU prodotto che vengono conferite a discarica negli scenari proposti e nella situazione attuale. 100% 90% Ill ~ 80% Ill u 70% <II 'ii Ill 60% :::, V'I a: 50% 'ii "' 40% iii ::, ... 30% C "' ~ 20% "' ~ 10% 0% Status Quo Scenario 35%RD Scenario 50%RD Scenario 65%RD Figura 35 Confronto tra la percentuali di RU conferite a discarica per ciascun scenario. La Figura 36 confronta la produzione di energia nella situazione attuale e negli scenari proposti. Gli istogrammi riportano sia l'energia elettrica prodotta dalla termovalorizzazione del RUR sia dalla digestione anaerobica dell'umido (che nello Status Quo avviene solo nel polo di Guglionesi). Benche gli impianti esistenti (sia i termici che i biologici) siano configurati per la sola produzione di energia elettrica, si e riportata anche la produzione potenzialmente ottenibile nella configurazione di cogenerazione, auspicata dalla Comunita Europea. I va lori per i calcoli sono stati desunti dalla Dichiarazione Ambientale dell'impianto di Pozzilli e dal Documento BREF della Comunita Europea. 123 Parte II del PIANO REGIONALE per la GESTIONE DEi RIFIUTI delta REGIONE MOUSE La Figura 37 mostra invece le quantita di materiali reimmessi nel circuito produttivo dalla filiera del riciclo e da quella dei trattamenti biologici. 200.0 ~ 180.0 ■ generazione di sola en. elettrica .,:; ~ 160.0 ·i 140.0 oi ~ 120.0 II cogenerazione ~ 100.0 +-----------;.::, :(,J-----lot ::, § 80.0 +----------➔;itHr.t------'il "' ~ 60.0 +-------- o ·;:; ::, 40.0 +-------- o 0 O: 20.0 + 0.0 -l---------- -~ Status Quo Scenario 35%RD Scenario 50%RD Scenario 65%RD Figura 36 Confronto tra la produzione di energia producibile nei vari scenari di gestione. ~ ~ 25,000 "' :;; a. ::, ~ 20,000 ~ ,fl 15,000 "' ~ 10,000 5,000 0 Status Quo Scenario 35%RD Scenario 50%RD Scenario 65%RD Figura 37 Quantitativi annui di materiali recuperati nei vari scenari di gestione. 124 Parte II del PIANO REGIONALE per la GESTIONE DEi RIFIUTI della REGIONE MOLISE 6.6 Dotazione impiantistica necessaria II fabbisogno impiantistico regionale e di seguito riportato in maniera schematica, con riferimento allo scenario di gestione appena definite. • IMPIANTI DI SELEZIONE DELLA FRAZIONE SECCA RICICLABILE: nessun fabbisogno per lo scenario minima con ii 50% di RD, a seguito della prossima entrata in esercizio della piattaforma di selezione di Pozzilli, atteso che essa sia impiegata esclusivamente per rifiuti provenienti dai comuni molisani. Per lo scenario del 65% di RD potrebbe essere utile una nuova piattaforma, da realizzarsi in una zona piu prossima alla citta di Campobasso, ed in grade di selezionare anche i RAEE e gli ingombranti; • IM PIANTI DI TRATTAMENTO BIOLOGICO: nessun fabbisogno, perche l'impiantistica di compostaggio e digestione anaerobica in esercizio presso i poli impiantistici e gia sufficiente, se impiegata preferenzialmente per i flussi regionali. Si consiglia l'utilizzo preferenziale di impianti di digestione anaerobica, eventualmente con uno stadio finale di post compostaggio, per le riconosciute migliori prestazioni ambientali ed energetiche: tale tecnologia andrebbe quindi preferita per eventuali prossime realizzazioni impiantistiche, che potrebbero essere alimentate anche con rifiuti speciali; • IMPIANTI DI TERMOVALORIZZAZIONE: nessun fabbisogno in aggiunta a quello gia funzionante. Tale dotazione impiantistica dovra impiegare preferibilmente residui combustibili provenienti dai comuni molisani, considerando le capacita produttive attuali e future degli impiant i di trattamento del rifiuto urbano residuale, che sono gia attivi nei siti di Tufo Colonoco, Montagano e Guglionesi. In ogni caso va ricordato che solo ii CSS di tipologia 3.3.2 potra essere trattato presso gli impianti di termovalorizzazione presenti sul territorio. • IMPIANTI DI DISCARICA: nessun fabbisogno in aggiunta a quello gia esistente. pur potendosi verificare la necessita di espansione anche parziale di alcuni dei bacini esistenti. Per un arco temporale di dieci anni e nell'ipotesi della evoluzione della r ichiesta di volumi riportata nella Figura 39, che ipotizza due anni per arrivare al 35% di RD, altri due per raggiungere ii 50% e tre anni ulteriori per arrivare al 65% di RD, occorrerebbero circa 410.000 m3 (Figura 40), a cui destinare solo rifiuti gia trattati e/o inertizzati adeguatamente, provenienti da precedenti operazioni di selezione/riciclo, recupero energetico per trattamento biologico o termico. Questa esigenza di volumi, che potrebbe anche variare considerevolmente in base alla minore rapidita con la quale dalla situazione attuale ci si evolvera verso quella dello scenario di obiettivo, e gia presente sul territorio regiona le. La Figura 38 confronta graficamente la dotazione impiantistica gia esistente, e quella che e richiesta per la gestione all'interno dei confini regionali, dei diversi flussi di rifiuto, per i tre diversi scenari valutati. Risulta quindi anche graficamente evidente che la dotazione 125 Parte II del PIANO REGIONALE per la GESTIONE DEi RIFIUTI della REGIONE MOUSE impiantistica esistente, e gia sufficiente, purche impiegata preferenzialmente per i rifiuti molisani. ., 100,000 "' 90,000 ·;:: :Jl 80,000 "' ., V ., 70,000 C ... G~ 60,000 :~ i ., C S0,000 C .. "' ., ·- "' 40,000 0. •-.s ~ 30,000 ., C: 0 20,000 ·;:; I■ "' 10,000 'o C 0 II II Potenzialit/1 Esigenza per Esigenza per Esigenza per Esigenza per esistente Status Quo Scenario 35%RD Scenario 50%RD Scenario 65%RD ■ impianti selezione frazione secca ■ impianti trattamento biologico ■ impianti trattamento termico Figura 38 Dotazione impiantistica necessaria ed esistente, per Jo scenario Status Quo e quelli di gestione futura. 6.7 Considerazioni conclusive Si sono esaminati sistemi alternativi di gestione dei rifiuti urbani da attuare in Regione Molise nell'ottica di soddisfare i principali obiettivi di tutela della salute umana e di rispetto dell'ambiente fissati dalla Comunita Europea e dalle norme italiane. II sistema attuale di gestione dei rifiuti e quelli alternativi ipotizzati all'interno degli scenari sono stati modellati con un software di analisi dei flussi di materia e di sostanze (STAN) che ha consentito di valutare alcuni indicatori, ritenuti i piu idonei a quantificare ii livello di raggiungimento degli obiettivi generali di una moderna gestione dei rifiuti. Gli scenari di gestione proposti mostrano in maniera evidente i benefici che ii sistema di gestione dei rifiuti molisano riceverebbe da un livello di raccolta differenziata sensibilmente piu alto dell'attuale e dalla messa in esercizio di impianti di trattamento biologico avanzati, come la digestione anerobica. Tutti gli scenari futuri soddisfano pienamente gli obiettivi di una moderna gestione dei rifiuti, ad un livello significativamente piu elevato di quello attuale. La valutazione dei risultati ottenuti conferma che un'accresciuta capacita di raccolta differenziata, e quindi di riciclo a valle, migliorera considerevolmente ii sistema di gestione dei rifiuti alla luce dei richiamati obiettivi di tutela ambientale. 126 Parte II del PIANO REGIONALE per la GESTIONE DEi RIFIUTl della REGIONE MOUSE Una riduzione significativa del volume di discarica necessario per lo smaltimento in sicurezza dei rifiuti potra essere ottenuto solo se ii rifiuto urbano residuale alla raccolta differenziata verra termovalorizzato, assieme agli scarti combustibili della filiera del riciclo. Per cio che riguarda le emissioni di gas serra, gli scenari proposti risultano vantaggiosi in quanta consentono un pieno utilizzo dell'energia prodotta dall'ossidazione del carbonio. II metano non captato proveniente dalle discariche cosl come l'anidride carbonica degli impianti di compostaggio accrescono invece le emissioni di gas serra. Risulta percio importante verificare se le discariche esistenti siano tutte in grado di realizzare un'efficiente captazione del biogas ed ii suo utilizzo per ii recupero di energia, e puntare oltre che su trattamenti biologici aerobici dei rifiuti organici biodegradabili {compostaggio) anche su quelli anaerobici con successivo utilizzo del metano prodotto. Gli scenari proposti comportano un ulteriore importante beneficio: i costituenti tossici dei rifiuti organici sono completamente distrutti e mineralizzati mentre i composti inorganici sono concentrati nei residui della termovalorizzazione. L'esempio del cadmio, riportato in dettaglio per tutti gli scenari esaminati, mostra che la termovalorizzazione consente di concentrare i materiali pericolosi in limitati quantitativi di residui del sistema di controllo dell'inquinamento atmosferico. Questo risultato e in contrasto con l'attuale sistema di gestione dei rifiuti nel quale metalli pesanti e sostanze organiche pericolose sono dispersi in discariche che richiederanno tempi molto lunghi di monitoraggio e controllo e costi molto elevati di gestione. In conclusione, l'attuale sistema di gestione dei rifiuti urbani in Molise puo essere fortemente migliorato. Gli obiettivi di tutela ambientale di una moderna gestione dei rifiuti saranno effettivamente raggiunti se la percentuale di raccolta differenziata sara portata in tempi brevi a perlomeno ii 50% con un'adeguata filiera di selezione e riciclo/recupero a valle e se la frazione organica biodegradabile raccolta separatamente verra trattata per digestione anaerobica con utilizzo energetico del metano prodotto. 127 Parte 11 del PIANO REGIONALE per la GESTIONE DEi RIFIUTI della REGIONE MOLISE 7 PROGRAMMAZIONE DELL'IMPIANTISTICA REGIONALE 7 .1 lmpianti a supporto de Ila filiera del riciclo Gli impianti a supporto della filiera del riciclo sono fondamentalmente di due tipi: 1. Piattaforme di selezione del multi-materiale leggero e pesante o di altra forma di raccolta mista organizzata sul territorio regionale. 2. Centri di raccolta {isole ecologiche}. Lo scenario di Piano prevede che sia disponibile in tempi brevi, dato ii ruolo cruciale svolto dalla raccolta differenziata, una dotazione adeguata di piattaforme di selezione (Tabella 31} nonche di centri e micro-centri di raccolta. impianti di selezione frazione riciclabile 35%RD S0"/4RD 65%RD per carta&cartone, t/a 13650 15500 20200 per multimateriale leggero, t/a 6150 10100 13900 pervetro, t/a 4100 4800 6700 per la frazione secca riciclabile, t/a 24600 31450 42000 per ingombranti, t/a 1350 2400 3850 Tobe/la 31 Fabbisogno di piattaforme di se/ezione nei tre scenari di gestione 7 .2 lmpianti di discarica 7.2.1 Evoluzione della domanda di impianti discarica e scenari transitori Per la stima del fabbisogno di volume complessivo, necessario per ii periodo 2015-2026, si e operato ipotizzando: a) un'esigenza di volumi che si riduce gradualmente, fino al valore stimato per lo scenario 35%RD, entro la fine del 2016; b) un'esigenza di volumi che si riduce gradualmente, fino al valore stimato per lo scenario 50%RD per i due anni successivi, quindi dal 2017 al 2018; c) un'esigenza di volumi che si riduce gradualmente, fino a raggiungere in tre anni, quindi dal 2019 al 2021, ii valore del lo scenario 65%RD; d) piena realizzazione dell'impiantistica prevista in questo PRGR, e quindi: a. impianti di trattamento biologico per tutta la potenzialita richiesta, in funzione entro due anni dall 'entrata in vigore del PRGR; b. trattamento termico come CSS di categoria 3.32 presso l'impianto esistente di Pozzilli. ) 128 Parte II del PIANO REGIONALE per la GESTIONE DEi RIFIUTI della REGIONE MOUSE 140000 co' u 120000 ·;: Ill u "' :s 100000 "C ·e 0 ::, 80000 0 C: C: > Ill 0 ::, m 60000 c: E C: Ill 0 C: 40000 ~ 0 "' 1i .c 20000 Ill I.I. 0 2015 2016 2017 2018 2019 2020 2021 2022 2023 2024 anno Figura 39 Evoluzione de/la domanda annua di volumi di discarica, secondo le ipotesi di scenari transitori. tO u ·;:: ,,, u "' :a :a ·e ::, 0 >"' ,,, > E ·.:; ..!!! ::, E ::, u ,,, .., "' (II :E u ii: 450000 400000 350000 300000 250000 200000 150000 100000 50000 0 2015 2016 2017 2018 2019 2020 2021 2022 2023 2024 2025 anno Figura 40 Richiesta cumulativa di volumi di discarica, secondo le ipo.,,tesi di scenari transitori. 129 Parte II del PIANO REGIONALE per la GESTIONE DEi RIFIUTI delta REGIONE MOLISE E' possibile anche stimare, a mero scopo indicative, l'evoluzione del la disponibilita di volumi di discarica negli anni, in due diverse ipotesi di scenari evolutivi : a. non ci sia alcun ampliamento del le attuali volumetrie di discarica b. ci sia l'ampliamento volumetrico di 500.000 m3 della discarica di Tufo Colonoco (si veda la Tabella 5)66 , dopo aver raggiunto ii livello di RD regionale del 35%; e ci sia poi l'ampliamento del bacino di Guglionesi per tutta la volumetria disponibile (si veda la Tabella 5), dopo aver raggiunto ii livello di RD regionale del 50%. ■ senza espansioni ■ con espansioni "' E 1,600,000 ~ V 1,400,000 ·;: Ill V <II =o 1,200,000 =o 1,000,000 ·e ~ 800,000 0 > •Ill .'!: 600,000 :s 400,000 ·c 0 Q. <II 200,000 0 0 2016 2017 2018 2019 2020 2021 2022 2023 2024 2025 anno Figura 41 Disponibilita di volumi di discarica, secondo le ipotesi di scenari transitori. 7 .2.2 Programmazione degli impianti di discarica Le valutazioni appena riportate sull'evoluzione della domanda di impianti di discarica indicano che non esistono rischi di criticita gestionale, intesa come possibile interruzione del servizio per mancanza di volumi di discarica. Tale situazione varra anche negli anni successivi al la validita decennale del PRGR, purche si mettano in atto le possibi li estensioni dei siti esistenti, per le volumetrie dichiarate dai gestori dei poli impiantistici attuali. 66 Secondo la procedura autorizzativa gia avviata presso l'ARPA Molise in data 10-11-2014, come risulta da osservazione alla Proposta di PRGR, pervenuta in data 09-11-2015. 130 Parte II del PIANO REGIONAL£ per la GESTIONE DEi RIFIUTI della REGIONE MOLISE E' importante osservare che queste volumetrie, disponibili ed espandibili, daranno tranquillita di conferimento in sicurezza dei rifiuti regionali per alcune decine di anni (piu di due, se non ci sono espansioni; oltre quattro, con le previste espansioni) anni se si raggiunge nei tempi prefissati (tre anni dall'approvazione del PRGR} ii limite minimo del 50% di raccolta differenziata67 . Gli stessi volumi sarebbero sufficienti per poco piu di 10 anni, se si restasse ancora nella situazione attuale. In altri termini, l'incremento pianificato della raccolta differenziata porterebbe a piu che triplicare la vita dei siti di discarica esistenti. Loca lizzazione Disponibilita massima Disponibilita a seguito di residua (m3 ) espansione (m3 ) Tufo Colonoco (IS)68 380.000 1.180.000 Montagano (CB) 113.000 113.000 Guglionesi (CB) 179.626 629.626 Tota le 672.626 1.922.626 Tabella 32 Disponibilita massima di conferimento nelle discariche mo/isane, al/o stato attuale ed a seguito di possibili espansioni 67 Queste valutazioni ipotizzano che la discarica di Tufo Colonoco, che e proprieta di un privato, sia utilizzata esclusivamente per r ifiuti provenienti dal Molise. Un'ipotesi piu conservativa potrebbe assumer-e che solo parte delle volumetrie sia a disposizione del Molise. 68 Si veda la nota precedente. 131 Parte II del PIANO REGIONALE per la GESTIONE DEi RlFIUTI della REGIONE MOUSE 8 VALUTAZIONI ECONOMICHE SULLE DIVERSE FASI DELLA GESTIONE DEi RIFIUTI URBANI 8.1 Premessa E' stata elaborata un'analisi preliminare dei costi complessivi necessari all'implementazione del sistema di gestione dei rifiuti urbani secondo gli scenari ipotizzati nei capitoli precedenti, basandosi sui dati di alcuni autorevoli riferimenti di letteratura specializzata. La determinazione dei costi e dei ricavi di un sistema di gestione tanto complesso come quello dei rifiuti urbani e sicuramente suscettibile di una notevole variabilita anche a causa della quantita di informazioni disponibili che, per quanto sicuramente rilevante, risulta fortemente disorganica al punto di non consentire l'implementazione di confronti significativi e coerenti. Sono poi disponibili "un ridotto numero di fonti bibliografiche che affrontano in maniera completa l'argomento e che possono essere considerate anche scientificamente affidabili ed esaustive"69 e, soprattutto, generalizzabili, in quanto i dati di dettaglio dei costi di gestione e di trattamento dei rifiuti urbani sono riferiti, in generale, a scenari progettuali e tipologie impiantistiche estremamente eterogenei. Cio premesso, nel PRGR della Regione Molise, si e scelto di basare l'analisi dei costi e dei ricavi del sistema di gestione dei rifiuti urbani soprattutto su lle risultanze del recente rapporto scientifico pubblicato nel marzo 2010 dall'IEFE della Bocconi70 . II rapporto Bocconi presenta un'approfondita analisi dei costi necessari alla corretta implementazione del ciclo dei rifiuti con riferimento a diversi scenari di riferimento, supportata da un'analisi di sensitivita utile a verificare l'efficacia e la robustezza dei parametri proposti. I risultati dell'analisi condotta negli scenari ipotizzati nel presente Piano sono stati inoltre confrontati con i dati riportati nel Rapporto Rifiuti ISPRA 2011, gia riportati nei capitoli 1 e 5, i quali, benche riferiti ai dati di produzione del 2009, forniscono un quadro complessivo utile a quantificare economicamente ii prevedibile aumento dei costi conseguente ad un modello di gestione dei rifiuti finalmente adeguato al raggiungimento dei valori di raccolta differenziata fissati dall'attuale quadro normative. 69 M.F. Andretta {2010), Le tariffe per ii recupero e lo smaltimento dei nfiuti urbani per tipolagia e caratteristiche deg/i impianti. Autorita per la vigilanza dei servizi idrici e di gestione dei rifiuti urbani-Regione Emilia Romagna. 70 Massarutto A., de Carli A., Graffi M. (2010), La gestione integrata dei rifiuti urbani: analisi economica di scenari alternativi. IEFE - Centre for Research on Energy and Environmental Economics and Policy at Bocconi University, Research Report n. 5, ISSN 2036-1785. 132 Parte II del PIANO REGIONALE per la GESTIONE DEi RIFIUTI della REGIONE MOUSE Le voci di costo, nei limiti dell'utilizzabilita dei dati sopra rappresentata, sono state determinate con tecniche di contabilita analitica che considerano tutte le principali voci di costo e quantificano tutti i possibili ed auspicabili ricavi. In particolare, avendo utilizzato nella redazione del PRGR l'approccio del Life Cycle Assessment e lo strumento della Material/Substance Flow Analysis, la quantificazione delle voci di costo e dei ricavi e stata effettuata tenendo canto dei bilanci di massa e di energia determinati nei capitoli precedenti. A tal proposito, va tenuto canto della differenza significativa che sussiste tra costi e tariffe. Mentre, infatti, i costi si riferiscono alle sole spese, di investimento e di gestione, da sostenere per l'implementazione dei servizi di raccolta, trattamento e smaltimento dei rifiuti, le tariffe tengono conto sia dei costi (opportunamente incrementati in modo tale da consentire un margine di guadagno ai gestori dei servizi e degli impianti) sia dei possibili introiti (che, come nel caso degli impianti di trattamento biologico per digestione anaerobica o di trattamento di termovalorizzazione, possono derivare dalla produzione e vendita di elettricita e/o di calore, da incentivi specifici e dallo smaltimento di altre tipologie di rifiuti). Nel seguito, dunque, verra proposta un'analisi preliminare dei costi e dei ricavi attesi, con riferimento ai costi industriali specifici delle diverse fasi elementari che compongono ii sistema di gestione dei rifiuti urbani. Cio consentira di determinare una prima ipotesi di tariffa media per abitante e per tonnellata di rifiuto prodotto. 8.2 Dati di composizione e produzione dei rifiuti Con riferimento ai diversi scenari di gestione prospettati nei capitoli precedenti, al fine di consentire un piu agevole e diretto riscontro con quanta verra esposto di seguito, e indispensabile, in via preliminare, organizzare sinotticamente tutti i dati necessari all'analisi economica con particolare riguardo alla composizione merceologica del rifiuto, alla produzione annuale delle diverse frazioni individuate nonche alle quantita effettive di rifiuto da trattare e/o smaltire. Riguardo alla composizione merceologica del rifiuto nei tre scenari ipotizzati (RD rispettivamente al 35, 50 e 65%), pub farsi riferimento alla seguente tabella: 133 Parte II del PIANO REGIONALE per la GESTIONE DEi RIFIUTI della REGIONE MOUSE Frazione merceologica RD35% ROSO% RD65% RUR,% 65,0 50,0 35,0 RD,% di cui: 35,0 50,0 65,0 umido 14,0 22,8 28,0 carta 11,0 12,5 16,3 vetro 3,3 3,9 5,4 plastica 3,8 6,8 9,0 meta/Ii ferrosi 0,9 1,1 1,7 al/uminio 0,3 0,4 0,6 legno + tessili 0,6 0,8 1,0 resto (RAE£+ ingom. + fini inerti) 1,1 1,9 3,1 Tabefla 33. Composizione elementare de/ rifiuto ta/ quale con ii dettaglio per le diverse frazioni merceologiche, per i diversi scenari di RD (Fonte: Elaborazioni proprie do fonti diverse) Nell'ipotesi posta di considerare costante la produzione complessiva regionale di rifiuti, pari a circa 124.075 t/a, si ottiene la seguente stima della produzione annuale di rifiuti per frazione merceologica: Frazione merceologica RD35% RD50% RD65% RU, t/a 124,075 124,075 124,075 RUR, t/a 80,649 62,038 43,426 RD, t/a di cui: 43,364 62,069 80,589 umido 17,371 28,227 34,741 carta 13,648 15,509 20,162 vetro 4,094 4,839 6,700 plastica 4,653 8,375 11,167 meta/Ii ferrosi 1,117 1,303 2,047 alluminio 372 434 682 legno + tessi/i 744 993 1,241 resto (RAE£+ ingom. + fini inerti) 1,365 2,388 3,849 Tobe/la 34. Produzione annuole di rifiuti per le diverse frazioni merceologiche, per i diversi scenori di RD (Fonte: Eloborazioni proprie da fonti diverse) A questo punto e necessario effettuare una ripartizione delle quantita sopra riportate in funzione della modalita di implementazione dei servizio di raccolta differenziata. Nella specifica sezione del capitolo 5 relativo alla pianificazione regionale della raccolta differenziata, e stato proposto di optare per due modalita gestionali, rispettivamente definite "ottimale" (rappresentata dallo schema A+C di Figura 11) e "minimale" (rappresentata dallo schema B+C di Figura 12), che differiscono sia per tipologia di raccolta 134 Parte II del PIANO REGIONALE per la GESTIONE DEi RIFIUTI della REGIONE MOUSE {stradale e/o di prossimita supportata da un uso intensive dei centri e micro-centri di raccolta) che per tipologia di rifiuti da raccogliere separatamente. In particolare, l'implementazione della modalita ottimale (schema A+C), piu onerosa ma al tempo stesso piu efficiente in termini di quantita e qualita di rifiuti raccolti separatamente, e stata raccomandata per i centri urbani di Campobasso, Termoli, lsernia e Venafro mentre per i restanti comuni molisani, caratterizzati da un tessuto insediativo piu scarno, e stata indicata una modalita "minimale" (schema B+C) circoscrivendo, in entrambi i casi, ai soli centri storici la raccolta "porta a porta" delle correnti merceologiche specificamente individuate. Tenuta canto del numero di abitanti dei suddetti centri urbani (Tabella 4), e della produzione specifica di rifiuti si ottiene: Schema A+C Popolazione (abitanti) 116.365 Produzione (t/anno) 45.875 Schema B+C Popolazione (abitanti) 198.360 Produzione (t/anno) 78.200 Tabella 35. Produzione di rifiuti differenziata per modalita di raccolta (Fonte: Elaborazioni proprie da ISTAT, 2015). La produzione regionale di rifiuti riportata in Tabella 34 pub, dunque, essere ripartita in funzione della tipologia di raccolta, ottenendosi: Schema A+C RD 35% RO SO% RD65% RU, t/a 45.875 45.875 45.875 RUR, t/a 29.819 22.937 16.056 RD, t/a di cui: 16.033 22.949 29.797 umido 6.422 10.437 12.845 carta 5.046 5.734 7.455 vetro 1.514 1.789 2.477 plastica 1.720 3.097 4.129 meta/Ii ferrosi 413 482 757 alluminio 138 161 252 /egno + tessili 275 367 459 resto (RAE£+ ingom. + fini inerti) 505 883 1.423 Tabella 36. Produzione annua/e di rifiuti per i diversi scenari di RD per i comuni gestiti con modalita di raccolta "ottimale" (schema A+C). (Fonte: Elaborazioni proprie do fonti diverse) 135 Parte II del PIANO REGIONALE per la GESTIONE DEi RIFIUTI della REGIONE M OLISE Schema B+c R0 3S% ROSO% R0 65% RU, t/a 78.200 78.200 78.200 RUR, t/a 50.830 39.100 27.370 RD, t/a di cui: 27.331 39.120 50.793 umido 10.948 17.791 21.896 carta 8 .602 9.775 12.708 vetro 2.581 3.050 4.223 plastica 2.933 5.279 7.038 meta/Ii ferrosi 704 821 1.290 alluminio 235 274 430 legno + tessili 469 626 782 resto (RAEE + ingom. + fini inerti) 860 1.505 2.426 Tabella 37. Produzione annuale di rifiuti per i diversi scenari di RD per i comuni gestiti con modalita di raccolta "minimale" {schema B+C). (Fonte: E/aborazioni proprie do fonti diverse) Per quanta concerne, invece, le quantita di rifiuto da inviare a trattamento e/o smaltimento, sempre con riferimento alle tabelle numeriche date nei capitoli precedenti in merito alla definizione del fabbisogno impiantisco regionale, e possibile far riferimento al seguente quadro sinottico: Quantita da t rattare e/o smaltire, t/a R0 3S% RO SO% R0 6S% Trasporti (produzione totale) 124.075 124.075 124.075 lmpianto selezione carta 13.648 15.509 20.162 lmpianto selezione vetro 4.094 4.839 6.700 lmpianto selezione multimateriale 6.142 10.112 13.896 lngombranti 744 993 1.241 lmpianto di trattamento biologico 24.629 31.453 41.999 lmpianto di trattamento termico 730 1.314 2.117 Discarica (ip. solo RUR a TMV) 621 1.059 1.716 Discarica (ip. RUR + scarti sel. e ric. a TMV) 17.371 28.227 34.741 Tobe/la 38. Quantita di rifiuto da avviare a trattamento e/o smaltimento. {Fonte: Elaborazione propria) lnfine, per quanta concerne le quantita di rifiuto effettivamente riutilizzabili (calcolate al netto degli scarti di selezione e di riciclo) necessarie alla determinazione dei ricavi provenienti dalla vendita della materie prime seconde, puo farsi riferimento alla seguente tabella di sintesi: 136 Parte II del PIANO REGIONALE per la GESTIONE DEi RIFIUTI della REGIONE MOUSE Quant ita riut ilizzabili, t/anno R03S% RO SO% R0 6S% digestato post-compostato 1.679 2.592 2.920 carta 11.534 12.921 16.498 vetro 3.833 4.161 5.658 plastica 2.373 3.942 4.964 meta Iii ferrosi 1.314 1.752 2.811 alluminio 292 365 584 legno + tessili 402 584 767 resto 21.426 26.317 34.201 TOTALE materiali 59.718 51.498 43.884 Energia recuperablle, MWhe/a71 R0 3S% RO SO% R06S% Energia elettrica 1.679 2.592 2.920 Tabella 39. Quantita di rifiuto effettivamente riutilizzabili. {Fonte: Elaborazione propria) 8.3 Previsione dei costi di gestione delle raccolte Per la determinazione del costo complessivo necessario alla gestione del sistema delle raccolte da svolgersi secondo le modalita di implementazione ipot izzate, si e fatto riferimento ai costi unitari riportati nel citato lavoro IEFE stimati mediante ii modello procedurale definito da Massarutto e Kaulard (1997)72 integrato con indicazioni tratte dal manuale ANPA (1999)73 . In tali cost i unitari, opportunamente differenziati per tipologia di raccolta (stradale e/o porta a porta), sono ovviamente ricompresi i costi per gli operatori (per i qua Ii sono ipotizzate 6 ore lavorative per turno per 6 giorni alla settimana e riserve pari al 25% sul totale degli addetti per le sostituzioni) nonche i costi di impianto per i quali vengono formulate ipotesi circa la vita utile e la remunerazione del capita le investito. Voci di costo considerate Costi di impianto Costi O&M Mezzi di raccolta manutenzione veicoli, assicurazioni, ecc. Altre infrastrutture Combustibile Veicoli, ecc. manutenzione cassonetti Campane, Cassonetti manutemione edifici Officina, uffici (edifici) manutenzione attrezzature Attrezzature Personale (operatore, caposquadra, amm.vo Costi indiretti Tabel/a 40. Voci di costo per le raccolte dei rifiuti. {Fonte: Research Report IEFE, op. cit) 71 Per la stima delle energia elettrica prodotta annualmente, si sono impiegate le stesse ipotesi di cui al paragrafo 6.5. 72 A. Massarutto, A. Kaulard, 1997, La gestione integrata dei rifiuti urbani - Analisi dei costi industriali, Franco Angeli. 73 ANPA - ONR, 1999, La raccolta differenziata -Aspetti progettuali e gestionali, Manuale ANPA. 137 Parte II del PIANO REGIONALE per la GESTIONE DEi RIFIUTI della REGIONE MOUSE Va riferito che ii modello adottato prende in considerazione ii flusso di rifiuto urbano ordinario, conferito con continuita al sistema di raccolta (differenziata e indifferenziata) ad esclusione dei servizi di spazzamento e lavaggio di strade e marciapiede nonche dei rifiuti contenuti nei cestini stradali. lnoltre, esso non considera lo smaltimento dei rifiuti pericolosi, dei rifiuti ingombranti e dei rifiuti elettronici, costituenti la frazione "resto" del rifiuto lordo, avendo supposto che ogni gestore, dopa aver raccolto tali materiali negli appositi centri di raccolta, organizzi autonomamente un sistema di gestione specifico per tali flussi di rifiuti. Nella tabel la seguente si riportano, dunque, i costi specifici di ogni singola raccolta tratti dal lavoro citato e opportunamente adeguati allo specif ico caso oggetto di studio con riferimento alle due modalita di raccolta "ottimale" (schema A+C) e "minimale" (B+C) per i diversi scenari di raccolta differenziata ipotizzati. A ta l proposito va riferito che mentre per gli scenari di RD al 50 e al 65% e stato supposto un servizio di raccolta strutturato secondo le due tipologie individuate con un ricorso sostenuto alla modalita di raccolta porta a porta, per lo scenario di RD al 35% e stata ipotizzata una modalita di raccolta prevalentemente stradale che, se correttamente gestita, risulta gia sufficiente a garant ire tali livelli di raccolta differenziata a cost i sicuramente piu contenuti. Costi delle raccolte (schema A+C), €/t S35 PSO P65 RUR 81 160 168 umido 103 138 122 carta 29 97 99 vet ro 103 190 149 plastica 103 135 123 metalli ferrosi 103 135 123 alluminio 103 135 123 legno + tessili 61 61 61 resto (RAEE + ingom. + fini inerti) 61 61 61 Tobe/la 41. Costi de/le racco/te rapportati a/le rispettive quantita di rifiuto per la modalita di racco/ta "ottimale" (schema A+C). (Fonte: Elaborazione propria su dati IEFE) 138 Parte II del PIANO REGIONALE per la GESTIONE DEi RIFIUTI della REGIONE MOUSE Costi delle raccolte (schema B+C), €/t S35 PSO P65 RUR 81 160 168 umido 103 138 122 carta 29 97 99 vetro 103 135 123 plastica 103 135 123 meta Iii ferrosi 103 135 123 alluminio 103 135 123 legno + tessili 61 61 61 resto (RAEE + ingom. + fini inerti) 61 61 61 Tobe/la 42. Costi de/le raccolte rapportati a/le rispettive quantita di rifiuto per la modalita di raccolta "minimale" (schema B+C). (Fonte: Elaborazione propria su dati IEFE) Tenuto conto dei dati di produzione regionali riportati in Tabella 36 e Tabella 37 si ottengono i seguenti costi annuali di gestione del servizio: Costi delle raccolte, €/anno (schema A+C) S35 PSO P65 RUR € 2.415.315 € 3.669.994 € 2.697.446 umido € 661.516 € 1.440.243 € 1.567.088 carta € 146.341 € 556.234 € 738.013 vetro € 155.929 € 339.933 € 369.110 plastica € 177.192 € 418.035 € 507.835 metalli ferrosi € 42.526 € 65.028 € 93.103 alluminio € 14.175 € 21.676 € 31.034 legno + tessili € 16.790 € 22.387 € 27.984 resto (RAEE + ingom. + fini inerti) € 30.782 € 53.869 € 86.805 Totale raccolta (schema A+C) € 3.660.567 € 6.587.399 € 6.118.418 Tobe/la 43. Costi complessivi de/le raccolte nei comuni gestiti con modalita "ottimale" (schema A+C). (Fonte: Elaborazione propria) Costi delle raccolte, €/anno (schema B+C) S35 PSO P65 RUR € 4.497.759 € 6.825.534 € 5.018.990 umido € 1.230.918 € 2.679.935 € 2.915.961 carta € 272.304 € 1.035.012 € 1.373.259 vetro € 290.145 €449.430 € 566.973 plastica € 329.710 € 777.860 € 944.956 meta Iii ferrosi € 79.130 € 121.000 € 157.493 alluminio € 26.377 € 40.333 € 78.746 legno + tessili € 31.242 € 41.657 € 52.071 resto (RAEE + ingom. + fini inerti) € 57.278 € 100.236 € 161.523 Totale raccolta (schema B+C) € 6.814.863 € 12.070.998 € 11.269.972 Tobe/la 44. Costi complessivi de/le raccolte nei comuni gestiti con modalita "minimale" (schema B+C). {Fonte: Elaborazione propria) 139 Parte II del PIANO REGIONALE per la GESTIONE DEi RIFIUTI della REGIONE MOUSE Sommando i dati del le tabelle sopra riportate, si ottiene, dunque, ii costo complessivo delle raccolte su tutto ii territorio regionale: M olise, €/anno S35 PSO P65 TOTALE € 9.900.503 € 17.648.779 € 16.438.303 Coste annuale per tonnellata €80 € 142 € 132 Costo annuale per abitante € 31 €56 € 52 Tobe/la 45. Previsione dei costi complessivi de/le raccolte in Regione Molise. (Fonte: Elaborazione propria) 8.4 Previsione dei costi di gestione delle fasi impiantistiche Anche per la determinazione del costo complessivo necessario alla gestione delle diverse fasi impiantistiche, si e fatto riferimento ai costi specifici riportati nel citato lavoro IEFE. Per gli impianti di selezione delle frazioni secche, i costi sono riferiti ai sistemi per la cernita dei materiali con caratteristiche operat ive adeguate sia al modello "carta" che al modello "contenitori per liquidi" (vetro, plastica, metall i ferrosi e non ferrosi). A tali modelli sono infatti riconducibili, come Iara varianti, tutti gli impianti di selezione. E stato, dunque, stimato che un impianto di selezione di "contenitori per liquidi", in grado di trattare circa 15 t/g, abbia un costo totale di circa 46 € per tonnellata di materiali in entrata mentre un impianto di selezione modello "carta", con capacita di 15.000 t/a, abbia un costo di circa 110 € per tonnellata trattata. Per gli impianti di trattamento biologico e stato stimato ii costo medio di gestione di un impianto base con potenzialita di 30.000 t/a, pari a circa 70 € per tonnellata trattata che e specificamente riferito a digestori aerobici ma che puo essere conservativamente attribuito anche ai digestori anaerobici . Si e ipotizzato che ii compost prodotto negli impianti di compostaggio o di digestione anaerobica, sia prelevato dagli agricoltori direttamente presso gli stessi impianti. Per la definizione dei costi dei termovalorizzatori e stato fatto riferimento allo studio condotto dall'ENEA (laboni e De Santis74 , 2007) ed al recente lavoro di review di Massarutto (2015)75 . I costi degli impianti sono da calcolarsi in funzione della taglia e del potere calorifico dei rifiut i secondo ii seguente diagramma: 74 laboni V e De Stefanis P. (2007) Aspetti economici de/ recupero energetico da rifiuti urbani, ENEA (http://www.enea.it/ com/web/pubblicazioni/volumi. htm I). 75 Massarutto A. (2015) Economic aspects of thermal treatment of solid waste in ,a sustaina,Ble WM system. Waste Management 37, 45-57 ' \ 140 ~ ... ,,,,, 60 SS 50 I -15 ~ -IC ! JS J JO I 1S .,, =o ' l.S 10 s () Parte II del PIANO REGIONALE per la GESTIONE DEi RIFIUTI della REGIONE MOUSE I .,,. : , l,lr> ;· 4'"111 Y ~u- ,,. \ "·"" >y" / ~ / ./ - ,,,... \ ,\ Co t w:m ii ,,/1/ / :/' -~ 1 J)Uk ~ ' \. / % ./ ,. / ~ \ \. I'-... /7 ../ .,,- Co,i robb , I\. "' r-----..... ~~~ / .,,.~ I\,. ' "' ~ r-. " ;f V~ ><- - -.:.:... . . ,... .,, - ,. .. "' ~ V - --- 1-- ~ ~ r 1 . . . .. r--. tC ~ :.J:: k ,. -~ t. l!t\~ .2~0 210 100 190 ISO 1~0 160 l~ l-10 130 120 110 100 90 so iO 60 0 50 100 I SO ~00 HO 300 350 -'00 ~so SOO 550 600 6:lO 700 750 SOO S50 ~ c" ,. ! ·:; !:, :; . <.. Figura 42. Costi degli impianti di termova/orizzazione in funzione de/lo toglia dell'impionto (in kt/anno) e de/ PC! dei rifiuti (in MJ/kg). (Fonte: Research Report IEFE do laboni e De Stefonis, 2007) Tenuto conto del PCI medic dei rifiuti stimato in circa 10,5 MJ/kg (si vedano i dati riportati da Tabella 10 a Tabella 18) nonche della potenzialita dell'impianto di termovalorizzazione gia esistente pari a 93.500 t/a (Tabella 5), si assume conservativamente un costo unitario pari a 120 € per tonnellata trattata. Tale dato, come mostra la Figura 42 e evidentemente penalizzato dalla taglia contenuta dell'impianto. Per ii calcolo dei costi della discarica, e stato utilizzato lo schema proposto nel 2005 dalla Regione Emi lia Romagna76 , riportato nella seguente tabella: 76 Regione Emilia Romagna, Agenzia regionale per la vigilanza dei servizi ~ i gestione dei rifiuti urbani, 2005, Definizione del prezzo medio regionale del recupero e dello smaltimento d.ei rifiuti urbani p er tipologia e caratteristica degli impiaoti. \ ] ' :\~) 141 3 Parte II del PIANO REGIONALE per la GESTIONE DEi RIFIUTI della REGIONE MOUSE Volumetria (m3) < 300.000n? > 300.000 m3 Voce di costo (/m3 % €/m3 % Manutenzione 3,41 7,7% 3,28 8,9% Persona le 4,06 9,2% 3,21 8,7% Consumi 1,82 4,1% 1,29 3,5% Gestione percolato 1,14 2,6% 1,03 2,8% Materiali di copertura 0,52 1,2% 0,52 1,4% analisi e monitoraggi 1,40 3,2% 1,29 3,5% Ammortamenti realizzazione 16,06 36,2% 16,24 44,0% Ammortamenti post-gestione 6,59 14,9% 2,12 5,7% Accantonamenti per post gestione 7,50 16,9% 6,63 18,0% spese generali 1,85 4,2% 1,32 3,6% Totale 44,35 100,0% 36,93 100,0% Tobe/la 46. Costi de/la discarica in funzione de/la volumetria. (Fonte: Research Report IEFE da Regione Emilia Romagna, ARSIRU, 2005) Ai costi sopra rappresentati vanno opportunamente aggiunti i costi di "scarsita", particolarmente rilevanti in un contesto come quello italiano. Per la stima di tale costo addizionale deve essere valutata la differenza tra l'attuale presso di mercato nelle aree congestionate ed ii costo industria le di gestione, al netto delle ecotasse. Tale differenza (Massarutto, 2007)77 e infatti assimilabile al valore della rendita di scarsita che viene in parte appropriata dalla collettivita sottoforma di imposte ambientali, royalties, richieste dai comuni in cui sono ubicati gli impianti, valore dei terreni, etc. (denominata Benefit EELL) e in parte goduta dal proprietario dell'impianto (Benefit proprietario). Per ogni tonnellata smaltita in discarica ii citato rapporto IEFE propone un'ecotassa di 25 €, un benefit EELL di 25 € ed un Benefit proprietario pari a 50 € che porterebbero ii costo complessivo di smaltimento in discarica a valori molto alti pari a circa 140 € per tonnellata di rifiuto da smaltire. Sulla base delle indagini condotte presso i poli impiantistici molisani, si assume invece un valore complessivo di 80 €/t. lnfine, per quanta riguarda i costi di trasporto, pub farsi riferimento ai valori unitari rapportati alla quantita totale di RU prodotti riportati nel citato lavoro IEFE, variabili nel caso specifico da 1 €/t (35% RD) a 2 €/t (50 e 65% RD). Riassumendo e possibile far riferimento alla seguente tabella: 77 Massarutto A. (2007) Waste management as a public utility: options for competition in an environmentally-reguloted industry", Utilities Policy, 15, 9-19 142 Parte II del PIANO REGIONALE per la GESTIONE DEi RIFIUTI della REGIONE MOLISE Costi unitari di trattamento e/o smaltimento, €/t S35 PSO P65 Costi trasporto € 1 € 2 € 2 Impianto selezione carta € 110 € 110 € 110 lmpianto selezione vetro € 46 € 46 € 46 lmpianti frazione secca riciclabile € 46 € 46 € 46 lmpianti di trattamento biologico € 70 € 70 € 70 Impianto di trattamento termico € 120 € 120 € 120 Discarica (ipotesi solo RUR a TMV) € 80 € 80 € 80 Discarica (ipotesi RUR + scarti sel. e ric. a TMV) € 80 € 80 € 80 Tabella 47. Costi unitari di trattamento e/o smaftimento. (Fonte: Elaborazione propria da Research Report IEFE, op. cit. ) Tenuta canto dei dati specifici riportati in Tabella 38 si ricava la seguente stima dei costi complessivi annuali di trattamento e/o smaltimento: Stirna dei costi complessivi di 535 PSO trattamento e/o smaltimento, €/anno Costi trasporto € 124.075 € 248.150 lmpianto selezione carta € 1.501.308 € 1.706.031 lmpianto selezione vetro € 188.346 € 222.591 lmpianto selezione multimateria le € 282.519 € 465.157 lmpianti frazione secca riciclabile € 1.132.929 € 1.446.839 lmpianti di trattamento biologico € 1.215.935 € 1.975.894 lmpianto di trattamento termico € 10.234.170 € 8.338.020 Discarica (ipotesi solo RUR) € 2.507.377 € 2.661.152 Discarica (ipotesi RUR + scarti comb.) € 2.231.335 € 2.219.082 P65 € 248.150 € 2.217.841 € 308.202 € 639.234 € 1.931.972 € 2.431.870 € 6.459.510 € 2.774.126 € 2.155.238 Totale (ipotesi discarica solo RUR) € 16.053.729 € 15.616.995 € 15.078.933 Casto annuale per tonnellata € 129 € 126 € 122 Casto annuale per abitante € 51 € so €48 Totale (ipotesi discarica RUR + scarti comb.) € 15.777.687 € 15.174.925 € 14.460.045 Casto annuale per tonnellata € 127 € 122 € 117 Casto annuale per abitante €50 €48 €46 Tobe/Ja 48. Previsione dei costi complessivi di trattamento e/o smaltimento. (Fonte: efaborazione propria) 143 Parte II del PIANO REGIONALE per la GESTIONE DEi RIFIUTI della REGIONE MOUSE 8.5 Previsione dei ricavi derivanti dal recupero Per ii calcolo dei ricavi, nell'ambito del Research Report IEFE preso come principale riferimento, sono state condotte delle indagini conoscitive che, per ogni frazione merceologica, hanno tenuto conto delle serie storiche dei prezzi riportati nel listino "Rilevazione dei prezzi al l'ingrosso sulla piazza di Milano", elaborato dalla Camera di Commercio di Milano nell'arco temporale dell'ultimo decennio. Per ii prezzo dell'energia si e invece adottato !'ultimo dato riportato dal Gestore dei Mercati Energetid8 , pari a circa 80€ per ogni MWh elettrico venduto. Va riferito che, attese le attuali caratteristiche dell'impianto di termovalorizzazione esistente, non si e tenuto conto dell'eventuale ricavo proveniente dalla vendita di energia termica. II dettaglio dei prezzi unitari considerati e, dunque, riportato nella tabella seguente: Prezzi di vendita post UdM Valori Anno di Fonte selezione riferimento Umido €/t € 8,00 - Pubb. Scuola Agraria Parco Monza Carta €/t € 30,32 2000-2009 Camera di Commercio di Milano Vetro €/t € 5,15 2002-2009 Camera di Commercio di M ilano Plastica €/t € 294,00 1999-2009 Camera di Commercio di Milano Meta Iii ferrosi €/t € 8,00 2008 Bianchi, 2008 Alluminio da RD €/t € 723,77 2000-2009 Camera di Commercio di Milano Legno + tessili €/t € 0,00 Resto €/t € 0,00 Energia elettrica €/MWh € 80,00 2011 GME Tobe/la 49. Prezzi di vendita dell'energia e delle materie prime seconde. {Fonte: Research Report IEFE do fonti diverse) Tenuta conto delle quantita di materia e di energia effettivamente destinate al riutilizzo riportate nel la Tabella 39, si ottiene la seguente previsione dei ricavi per ciascuno scenario analizzato: 78 Liberamente consultabile dal sito http://www.mercatoelettrico.org/lt/Default.aspx 144 Parte II del PIANO REGIONAL£ per la GESTIONE DEi RIFIUTI delta REGIONE MOUSE Stirna dei ricavi complessivi, €/anno S35 PSO P65 Umido € 13.432 € 20.732 € 23.360 Carta € 349.711 € 391.765 € 500.219 Vetro € 19.737 € 21.429 € 29.136 Plastica € 697.515 € 1.158.948 € 1.459.416 meta Iii ferrosi € 10.512 € 14.016 € 22.484 Alluminio € 211.341 € 264.176 € 422.682 legno + tessili €- €- € resto €- €- € Totale da riciclo € 1.302.248 € 1.871.066 € 2.457.297 Energia elettrica € 4.777.412 € 4.119.828 € 3.510.716 Totale ricavi € 6.079.660 € 5.990.894 € 5.968.013 Ricavi annuali per tonnellata €49 €48 €48 Ricavi annuali per abitante € 19 € 19 € 19 Tobe/la 50. Stima dei ricavi complessivi proveniente da/la vendita dell'energia e dei materiali riciclati. (Fonte: Elaborazione propria) 8.6 Stirna della tariffa dell'intero ciclo di gestione Sulla scorta delle valutazioni effettuate nei paragrafi precedenti, e possibile ricavare un quadro complessivo dei costi e dei ricavi attesi dall'implementazione dei servizi di raccolta, trasporto, trattamento e/o smaltimento dei rifiuti nonche di recupero delle materie prime seconde. Per ii calcolo della tariffa, dovendo tener canto anche dei costi di spazzamento e lavaggio, dei costi di gestione amministrativa nonche di un margine di guadagno da assicurare ai gestori dei servizi e degli impianti, in via preliminare e stato ipotizzato di caricare i costi complessivi calcolati nei paragrafi precedenti anche dei suddetti costi aggiuntivi posti pari, in via approssimativa, al 20% di quelli industriali. Si ritiene, infatti, che tale valore aggiuntivo possa essere sufficiente a ricomprendere i costi di spazzamento e lavaggio nonche i costi di gestione legati ad attivita di supporto amministrativo, logistico, ed altro, piu un adeguato margine di guadagno per i gestori. } 145 Parte II del PIANO REGIONALE per la GESTIONE DEi RIFIUTI della REGIONE MOUSE I Scenari di riferimento S35 PSO P65 Costi raccolta, tratt. e smalt. (ip. discarica solo € 25.954.232 € 33.265.774 € 31.517.237 RUR) Costi aggiuntivi (20%) € 5.190.846 € 6.653.155 € 6.303.447 Totale costi € 31.145.078 € 39.918.929 € 37.820.684 Costo annuale per tonnellata € 209 € 268 € 254 Costo annuale per abitante €82 € 106 € 100 Costi raccolta, tratt. e smalt. (ip. discarica RUR + € 25.678.189 € 32.823.705 € 30.898.348 scarti comb.) Costi aggiuntivi (20%) € 5.135.638 € 6.564.741 € 6.179.670 Totale costi € 30.813.827 € 39.388.446 € 37 .078.018 Coste annuale per tonnellata € 207 € 265 €249 Coste annuale per abitante €82 € 104 €98 Totale ricavi € 6.079.660 € 5.990.894 € 5.968.013 Ricavo annuale per tonnellata €49 €48 €48 Ricavo annuale per abitante € 19 € 19 € 19 Totale costi - ricavi (Ip. discarica solo RUR) € 25.065.418 € 33.928.035 € 31.852.671 Costo annuale per tonnellata €202 €273 €257 Costo annuale per abitante €80 € 108 € 101 Totale costi - ricavi (Ip. discarica RUR + scarti € 24. 734.167 € 33.397.552 €31.110.005 comb.) Costo annuale per tonnellata € 199 €269 €251 Costo annuale per abitante €78 €106 €99 Tobe/la 51. Stima de/la tariffa dell'intero ciclo di gestione Nelle ipotesi poste, la previsione complessiva del costo del sistema di gestione dei rifiuti urbani in Regione Molise, comprensivo dei costi di gestione e dei ricavi provenienti dalla vendita di energia e delle MPS, varia dunque dai circa 25M€ per un livello di RD pari al 35% ai circa 32M€ per una RD pari al 65%. II valore piu elevate, pari a circa 34M€, lo si ottiene in corrispondenza di un livello di RD pari al 50%. Va rilevato che nello scenario RD al 35%, i costi per i soli servizi di raccolta ammontano a circa ii 38% dei costi complessivi per la raccolta, ii trattamento e lo smaltimento, mentre negli scenari di RD al 50 e 65%, i costi per le raccolte sono pari a circa ii 53% di tali costi complessivi. Tali risultati confermano che gli scenari che puntano a livelli di recupero maggiori, basati principalmente su raccolte porta a porta, risultano tanto piu competitivi quanto maggiori sono le rese di intercettazione, mentre risultano molto vulnerabili in termini di costo qualora le rese risultassero inferiori. La fattibilita degli scenari individuati e, dunque, strettamente correlata sia all'effettiva possibilita di adottare determinate soluzioni progettuali (porta a porta, ricorso spinto ai centri e micro-centri di raccolta) sia alla risposta 146 Pa rte II del PIANO REGIONALE per la GESTIONE DEi RIFIUTI della REGIONE MOUSE dei cittadini. Se, infatti, la quantita di RUR resta significativa, dovendo questa essere comunque gestita, ii vantaggio del porta a porta si riduce notevolmente sia in termini economici che ambientali. Ad ogni modo, l'alta incidenza percentuale della raccolta differenziata impone la pianificazione di opportune strategie di riduzione dei costi, da ottenere soprattutto mediante la riduzione della produzione dei rifiuti, l'incentivazione all'uso intensivo dei centri e micro-centri di raccolta nonche ad un piu diffuso utilizzo del sistema di raccolta "minimale" che risulta meno "tabor intensive". E importate ri levare che tutti gli scenari considerati rappresentano significativi passi avanti rispetto alla situazione attuale: con riferimento allo scenario regionale corrente di produzione e gestione dei rifiuti (denominato Status Quo) desunto dall'ultimo Rapporto Rifiuti Urbani ISPRA 2014 relativo ai dati di produzione del 2013, va ribadito che ii valore certificato di raccolta differenziata in Regione Molise e molto basso, pari al 19,86% rispetto ad una media nazionale del 42,3%, con un ricorso intensivo alla discarica. Dalla Tabella appena riportata si ricava un incremento tariffario, limitato nell'ipotesi di spingere gli attuali livelli di RD fino al 35%, e piu sensibile nell'ipotesi di raggiungere livelli di RD pari o superiori al 50%. In particolare, per un livello di RD pari al 50% ii costo annuale pro capite risulta pari a circa 108€/(ab. *anno) rispetto ai circa 85€(/ab. *anno) attuali, mentre per livelli di RD pari al 65% esso risulta pari a circa 101€/ab.*anno. Altresl, ii costo specifico ammonta a circa 269-273€/t per un livello di RD pari al 50% e a circa 251-257€/t per un livello di RD pari al 65%. 147 Parte II del PIANO REGIONALE per la GESTIONE DEi RIFIUTI della REGIONE MOLISE 9 CRITERI PER LA ESCLUSIONE DELLE AREE NON IDONEE ALLA LOCALIZZAZIONE DEGLI IMPIANTI Con specifico riferimento alla determinazione del fabbisogno impiantistico regionale, rappresentata in relazione alle previsioni del raggiungimento dei vari livelli di raccolta differenziata prevedibili nel tempo, nel precedente paragrafo 6.6 si e mostrato che: • per gli IMPIANTI DI SELEZIONE DELLA FRAZIONE SECCA RICICLABILE: potrebbe essere utile un nuovo impianto, per ii solo scenario al 65% di RD, che sia in grado di selezionare sia ii multimateriale leggero sia i RAEE e gli ingombranti; • per gli IM PIANTI DI DIGESTIONE ANAEROBICA: nessun fabbisogno in aggiunta a quel li gia in esercizio, purche usati preferenzialmente per i rifiuti provenienti dai comuni molisani; • per gli IMPIANTI DI TERMOVALORIZZAZIONE: nessun fabbisogno in aggiunta a quello coperto dall'impianto gia funzionante; • per gli IMPIANTI DI DISCARICA: nessun fabbisogno in aggiunta a quello gia esistente. Avendo ribadito che, ad eccezione di un nuovo impianto di selezione da realizzare solo per le esigenze che interverranno per lo scenario futuro del 65% di RD, non si prevede sia necessario, nel breve e medic termine, localizzare ulteriori infrastrutture di trattamento o smaltimento di rifiuti nell'ambito della regione Molise, rimane comunque d'obbligo, rispetto ai contenuti previsti per legge, per ii presente Piano, riconoscere e dettare i criteri per la localizzazione impiantistica. La determinazione dei criteri per ii riconoscimento dei cosiddetti vincoli cogenti, tali cioe da costituire motivazione ostativa non rimovibile per l'eventuale localizzazione di nuove infrastrutture destinate al trattamento e allo smaltimento di rifiuti, internamente al la regione Molise, deve essere appropriatamente ricondotta ai principi sanciti a livello nazionale dal D.Lgs. 152/2006, cosl come successivamente modificato, fino al D.Lgs. 205/2010. Cib riferendosi, per ii riconoscimento delle aree non idonee, ai principi ispiratori di carattere e validita generale, ricavabili dal quadro normative di riferimento imperniato saldamente al framework delle direttive comunitarie settoriali ed intersettoriali. Secondo quanta disposto dall'art. 196 comma 1, punti elenco n e o del D.Lgs. 152/2006, la definizione dei criteri per la determinazione delle aree non idonee alla localizzazione degli impianti di smaltimento e di recupero dei rifiuti nonche dei luoghi o impianti idonei allo smaltimento, e un esercizio di esclusiva competenza regionale mentre l'individuazione delle stesse aree e competenza esclusiva delle Province. Rimangono comunque da stabilirsi, cosl come piu diffusamente spiegato al precedente capitolo 2 sulla base del complesso ed 148 Parte II del PIANO REGIONALE per la GESTIONE DEi RIFIUTI delta REGIONE MOUSE articolato percorso legislativo, quali saranno i compiti, i ruoli e le funzioni delle Province, con particolare riferimento alle competenze nel campo della programmazione e della gestione dei rifiuti. Di seguito, con specifico riferimento alle principali macrotipologie impiantistiche: 1) discariche di rifiuti inertizzati e gia pretrattati, suddivise in: a) discariche per rifiuti inerti; b) discariche per rifiuti non pericolosi; c) discariche per rifiuti pericolosi; 2) impianti industriali a predominante trattamento termico; 3) impianti industriali di trattamento meccanico, chimico, fisico e biologico, si affrontera una dettagliata indagine sul regime vincolistico derivante dall'applicazione degli strumenti normativi e programmatici vigenti, anche intersettoriali, arricchita con approfondimenti derivanti dalle conclusioni cui pervengono alcuni lavori della letteratura tecnica e scientifica, al fine di arrivare alla determinazione della proposta complessiva dei criteri di esclusione delle aree non idonee alla localizzazione degli impianti di trattamento dei rifiuti per la regione Molise. 9.1 lmpianti di discarica per rifiuti inerti Per tale tipologia di discariche e necessario fare riferimento costante a quanto stabilito a livello comunitario dalla Direttiva 99/31, cos) come recepita all'interno dell'ordinamento nazionale dal D.Lgs. 36/2003 recante "Attuazione della Direttiva 1999/31/CE relativa alle discariche di rifiuti" ed, in particolare, al sottoparagrafo 1.1 (Ubicazione) del paragrafo 1 (lmpianti di discarica per rifiuti inerti) dell'allegato 1 del suddetto D.Lgs. 36/2003. Di norma i siti idonei alla realizzazione di un impianto di discarica per rifiuti inerti non devono ricadere in: V-01: aree individuate ai sensi dell'articolo 17, comma 3, lettera m), della Legge 18 maggio 1989, n. 183; V-02: aree individuate dagli articoli 2 e 3 del Decreto del Presidente della Repubblica 8 settembre 1997, n. 357; V-03: aree collocate nelle zone di rispetto di cui all'articolo 21, comma 1, del D.Lgs. 11 maggio 1999, n. 152; 149 Parte II del PIANO REGIONALE per la GESTIONE DEi RIFIUTI della REGIONE MOLISE V-04: territori sottoposti a tutela ai sensi dell'articolo 146 del D.Lgs. 29 ottobre 1999, n. 490. II Vincolo V-01 si riferisce ad un articolo della L. 183/89 che e stata abrogata. II testo di tale articolo e perfettamente identico, tuttavia, al testo dall'art. 65, comma 3, lettera n del D.Lgs. 152/2006 vigente: l' indicazione delle zone da assoggettare a speciali vincoli e prescrizioni in rapporto alle specifiche condizioni idrogeologiche, ai fini della conservazione del suolo, della tutela dell'ambiente e della prevenzione contro presumibili effetti dannosi di interventi antropici. Si ritiene che le aree cui fa riferimento ii vincolo V-01 possano essere adeguatamente rappresentate da tutte quelle soggette a rischio idrogeologico elevato (R3) e molto elevato (R4), nonche a pericolosita P3 e P4, sia relativamente al rischio idraulico che al rischio da frana, cosl come definite dal DPCM 29 settembre 1998 ed operativamente individuate nei Piani di Assetto ldrogeologico dalle Autorita di Bacino con competenze sul territorio regional e. II Vincolo V-02 si riferisce alle aree definite ai punti elenco m ed n dell'articolo 2 nonche all'articolo 3 del Decreto del Presidente della Repubblica 8 settembre 1997, n. 357 che rappresenta ii "Regolamento recante attuazione della Direttiva 92/43/CEE relativa alla conservazione degli habitat naturali e seminaturali, nonche della flora e della fauna selvatiche": V-02a - Sito di lmportanza Comunitaria (SIC). Punto elenco m): un sito che, nella o nelle regioni biogeografiche cui appartiene, contribuisce in modo significativo a mantenere o a ripristinare un tipo di habitat naturale di cui all'allegato A o di una specie di cui all'allegato B in uno stato di conservazione soddisfacente e che pub, inoltre, contribuire in modo significativo alla coerenza della rete ecologica "Natura 2000" di cui all'articolo 3, al fine di mantenere la diversita biologica nella regione o nelle regioni biogeografiche in questione. Per le specie animali che occupano ampi territori, i siti di importanza comunitaria corrispondono ai luoghi, all'interno della loro area di distribuzione naturale, che presentano gli elementi fisici o biologici essenziali alla loro vitae riproduzione; V-02b - Zona Speciale di Conservazione (ZSC). Punto elenco n): un sito di importanza comunitaria designato in base all'articolo 3, comma 2, in cui sono applicate le misure di conservazione necessarie al mantenimento o al ripristino, in uno stato di conservazione soddisfacente, degli habitat naturali o delle popolazioni delle specie per cu i ii sito e designato. Ai SIC/ZSC, per motivazioni non direttamente discendenti dall'applicazione lettera le della Direttiva 1999/31/CE relativa alle discariche di rifiuti ma per ovvi motivi di maggiore e piu estesa protezione delle risorse naturali tutelate a livello comunitario, si rit iene debbano aggiungersi anche le: 150 Parte II del PIANO REGIONALE per la GESTIONE DEi RIFIUTI della REGIONE MOUSE V-02c - Zone di Protezione Speciale (ZPS), cosl come istituite ai sensi della Direttiva 2009/147 /CE del Parlamento Europeo e del Consiglio del 30 novembre 2009 (che abroga e sostituisce la Direttiva del Consiglio del 2 aprile 1979 concernente la conservazione degli uccelli selvatici), ed in particolare dall'art. 3, co. 1, lettera a. Va immediatamente riferito, anche in relazione alla disciplina della Valutazione d'lncidenza, obbligatoria per tutti i piani (incluso ii presente) o progetti che non sono direttamente connessi con gli scopi di conservazione delle specie e degli habitat presenti nel sito (applicabile, oltre che ai Siti di lnteresse Comunitario, anche alle Zone di Protezione Speciale), che ii rispetto del vincolo V-02 none una condizione intrinsecamente esaustiva del rispetto dei principi comunitari di protezione e sa lvaguardia degli habitat e delle specie tutelate ai sensi delle Direttive 92/43/CEE "Habitat" e 79/409/CEE "Uccelli". E' bene sottolineare, infatti, che "la valutazione d'incidenza si applica sia agli interventi che ricadono all'interno delle aree Natura 2000 (o in siti proposti per diventarlo), sia a quelli che pur sviluppandosi all'esterno, possono comportare ripercussioni sullo stato di conservazione dei valori naturali tutelati nel sito" (MATTM, 2008a). Da un punto di vista operativo, dunque, ii criteria di esclusione di aree SIC/ZSC o ZPS, da quelle possibili ove localizzare impianti di discarica controllata (di qualsiasi t ipo), di per se rappresenta solo una misura minima di protezione delle specie e degli habitat tutelati dalla disciplina comunitaria . E' possibile, infatti, che qualsiasi impianto, pure collocato all'esterno del perimetro di un SIC/ZSC o di una ZPS, possa ugualmente esercitare impatti intollerabili dai bersagli sensibili (specie e habitat tutelati) e sui loro ambienti naturali, comprese tutte le componenti biot iche e abiotiche coinvolte nei loro cicli vitali. II Vinco/o V-03, analogamente al vincolo V-01, nella sua accezione letterale discendente dal D.Lgs. 36/2003, si riferisce ad un articolo di una legge oramai abrogata dal D.Lgs. 152/2006. Si tratta dell'articolo 21, comma 1, del D.Lgs. 11 maggio 1999, n. 152 (Disciplina delle aree di salvaguardia delle acque superficiali e sotterranee destinate al consumo umano): Su proposta de/le autorita d'ambito, le regioni per mantenere e migliorare le caratteristiche qualitative de/le acque superficiali e sotterranee destinate al consumo umano erogate a terzi mediante impianto di acquedotto che riveste carattere di pubblico interesse, nonche per la tutela de/lo stato de/le risorse, individuano le aree di salvaguardia distinte in zone di tutela assoluta e zone di rispetto, nonche, all'interno dei bacini imbriferi e de/le aree di ricarica de/la falda, le zone di protezione. II comma dell'articolo appena citato, testualmente inalterato, e oggi presente nel testo vigente del D.Lgs. 152/2006 e piu precisamente al comma 1 dell'articolo 94. Le zone di tutela assoluta sono definite dal comma 3 del medesimo articolo 94: La zona di tutela assoluta e costituita dall'area immediatamente circostante le captazioni o derivazioni: essa, in caso di acque sotterranee e, ove possibile, per le \ ) ~ 151 Parte II del PIANO REGIONALE per la GESTIONE DEi RIFIUTI della REGIONE MOUSE acque superficiali, deve avere un'estensione di almeno dieci metri di raggio dal punto di captazione, deve essere adeguatamente protetta e deve essere adibita esclusivamente a opere di captazione o presa e ad infrastrutture di servizio. Le zone di rispetto sono definite dal successive comma 4: La zona di rispetto e costituita dalla porzione di territorio circostante la zona di tutela assoluta da sottoporre a vincoli e destinazioni d'uso ta li da tutelare qualitativamente e quantitativamente la risorsa idrica captata e pub essere suddivisa in zona di rispetto ristretta e zona di rispetto allargata, in relazione alla tipologia dell'opera di presa o captazione e alla situazione locale di vulnerabil ita e rischio della risorsa. Nel medesimo articolo 4 sono enumerate certe attivita vietate nelle zone di rispetto, tra le quali si segnalano, per pertinenza rispetto al presente Piano: ( ... ); h) gestione di rifiuti; i) stoccaggio di prodotti ovvero, sostanze chimiche perico/ose e sostanze radioattive; I) centri di raccolta, demolizione e rottamazione di autoveicoli. Le zone di protezione sono regolamentate ai sensi del comma 7 dell'articolo 94 in parola: Le zone di protezione devono essere delimitate secondo le indicazioni delle Regioni o delle Province autonome per assicurare la protezione del patrimonio idrico. In esse si possono adottare misure relative alla destinazione del territorio interessato, limitazioni e prescrizioni per gli insediamenti civili, produttivi, turistici, agro-forestali e zootecnici da inserirsi negli strumenti urbanistici comunali, provinciali, regionali, sia generali sia di settore. If Vinco/o V-04 pure e riferito ad un articolo di una legge oramai abrogata. Si tratta dell'articolo 146 (beni tutelati per legge) del D.Lgs. 29 ottobre 1999, n. 490 recante ii Testo Unico del le disposizioni legislative in materia di beni culturali e ambientali. Tale articolo e stato sostituito dal corrispondente comma dell'articolo 142 del D.Lgs. 42/2004, recante "Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio", successivamente sostituito dall'articolo 12 del D.Lgs. n. 157 del 2006. II D.Lgs. 42/2004 ha subito ulteriori modifiche dal D.Lgs. n. 62 del 200879 . Secondo ii testo vigente del Cadice dei Beni Culturali e del Paesaggio, le aree tutelate per legge (art. 142 D.Lgs. 42/2004 e s.m.i.) per lo specifico interesse paesaggistico sono le seguenti: V-04a: i territori costieri compresi in una fascia della profondita di 300 metri dalla linea di battigia, anche per i terreni elevati sul mare; 79 D.Lgs. 26 marzo 2008, n. 62 recante "Ulteriori disposizioni integrative e correttive del D.Lgs. 22 gennaio 2004, n. 42, in relazione ai beni culturali", pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 84 del 9 aprile 2008. 152 Parte II del PIANO REGIONALE per la GESTIONE DEi RIFIUTI della REGIONE M OUSE V-04b: i territori contermini ai laghi compresi in una fascia della profondita di 300 metri dalla linea di battigia, anche per i territori elevati sui laghi; V-04c: i fiumi, i torrenti, i corsi d'acqua iscritti negli elenchi previsti dal Testa Unico delle disposizioni di legge sulle acque ed impianti elettrici, approvato con regio decreto 11 dicembre 1933, n. 1775, e le relative sponde o piedi degli argini per una fascia di 150 metri ciascuna; V-04d: le montagne per la parte eccedente 1.600 metri sul livello del mare per la catena alpina e 1.200 metri sul livello del mare per la catena appenninica e per le isole; V-04e: i ghiacciai e i circhi glaciali; V-04/: i parchi e le riserve nazionali o regiona li, nonche territori di protezione esterna dei parchi; V-04g: i territori coperti da foreste e da boschi, ancorche percorsi o danneggiati dal fuoco, e quelli sottoposti a vincolo di rimboschimento, come definiti dall'articolo 2, commi 2 e 6, del D.Lgs. 18 maggio 2001, n. 227; V-04h: le aree assegnate alle universita agrarie e le zone gravate da usi civici; V-04i: le zone umide incluse nell'elenco previsto dal D.P.R. 13 marzo 1976, n. 448; V-04/: i vulcani; V-04m: le zone di interesse archeologico. Un ulteriore vincolo cogente da osservare per la localizzazione di discariche di rifiuti inerti all'origine deriva da quanta disposto al punto 1.2.2. dell'allegato 1 del citato D.Lgs. 36/2003, paragrafo 1.2. Protezione de/ terreno e de/le acque: V-05: Barriera geologica. La barriera geologica e determinata da condizioni geologiche e idrogeologiche al di sotto e in prossimita di una discarica tali da assicurare una capacita di attenuazione sufficiente per evitare rischi per ii suolo e le acque superficiali e sotterranee. II substrata della base e dei lati della discarica consiste in una formazione geologica naturale che risponda a requisiti di permeabilita e spessore almeno equivalente a quello risultante dai seguenti criteri: conducibilita idraulica k minore o uqua/e a 1 x 10 al/a -7 m/s; spessore maqqiore o ugua/e a 1 m. Le caratteristiche di permeabilita della barriera geologica naturale devono essere accertate mediante apposita indagine in sito. Ai sensi del vincolo V-05 sopra richiamato, e richiesto che le discariche per rifi uti inerti vengano localizzate in territori in cui le formazioni geologiche e le condizioni idrogeologiche presentino coefficienti di filtrazione minori del va lore soglia indicato e pari a 10·7m/s e che contemporaneamente presentino potenze di almeno un metro. 153 Parte II del PIANO REGIONALE per la GESTIONE DEi RIFIUTI della REGIONE MOLISE Da un punto di vista operativo, risulta utile verificare in quali tipi di formazioni vengono soddisfatte le condizioni imposte agli stati membri attraverso la Direttiva Discariche80 , cos) come recepita nell'ordinamento nazionale dal piu volte citato D.Lgs. 36/2003. Al lo scopo, e di ausilio la Tabella 52 rappresentata di seguito. Tipo di terreno k (m/s) Ghiaia media 3x10·• Sabbia grossa 2x10·• Sabbia media 6xlff" Sabbia fine 7xlff~ Sabbia molto fine 2xlff' Sabbia siltosa lx10·9 Silt 3 xlff0 Silt argilloso lx10·• Argilla 5x10·lv Tabella 52 Va/ori caratteristici de/ coejficiente di permeabilita k al variare dei tipi di suoli81 Come e possibile verificare, le condizioni del vincolo V-05 sono molto restrittive, in quanta e impasto a livello comunitario che le discariche per inerti siano localizzate in domini territoriali ("al di sotto e in prossimita di una discarica") naturalmente impermeabili, con presenza di formazioni che presentino dal punto di vista geologico ed idrogeologico tali caratteristiche, per spessori di potenza superiore ad un metro. La barriera geologica deve essere oggetto di specifiche prove di campagna tendenti ad accertare i requisiti minimi richiesti. Essa, "qualora non soddisfi naturalmente le condizioni di cui sopra, puo essere completata artificialmente attraverso un sistema barriera di confinamento opportunamente realizzato che fornisca una protezione equivalente"82 . Tale completamento deve avere uno spessore di almeno mezzo metro e deve essere posto al di sopra del tetto dell'acquifero confinato o della quota di massima escursione della falda, nel caso di acquifero non confinato, con un franco di almeno un metro e mezzo. II concetto di barriera geologica viene introdotto per la prima volta nella normativa tecnica della Repubblica federale tedesca nel 1993 con la "Technische Anleitung zur Verwertung, Behandlung und sonstigen Entsorgung von Siedlungsabfi:illen83 " TASi e solo successivamente ripreso dalla Direttiva Discariche (1999) a livello comunitario. 80 Direttiva 99/31/CE del Consiglio del 26 aprile 1999. 81 Castany (1982); p. 89 tab. n. 15. 82 Citazione testuale dal paragrafo 1.2.2. dell'allegato 1 del D.Lgs. 36/2003. 83 "Guida tecnica per ii riutilizzo, ii trattamento ed ulteriori smaltimenti di rifiuti derivanti da insediamenti antropici" del 14 maggio 1993 (BAnz. Nr. 99a vom 29.05.1993). 154 Pa rte II del PIANO REGIONALE per la GESTIONE DEi RIFIUTI della REGIONE MOUSE Rimandando ii lettore alla lettura integrale del testo citato, in questa sede si vuole sottolineare che la barriera geologica prevista dalle norme tecniche in questione viene considerata quale caratteristica intrinseca e naturale del sito prescelto per la loca lizzazione di un impianto di discarica. Tale caratteristica di impermeabilita84 propria dei terreni deve essere posseduta imprescindibilmente per diversi metri di potenza al fine di impedire la fuoriuscita e la dispersione di eventuali agenti inquinanti contenuti nei rifiuti verso le acque sotterranee e deve contraddist inguere l'intero sito individuato, al di sotto, ai lati e nel suo intorno (§ 10.3.2. Geologische Barriere; p. 34). Si raccomanda fortemente che nelle fasi di progettazione ed in tutte le altre fasi operat ive di verifica e valutazione delle proposte di localizzazione di dettaglio, compresi gli studi e le eventuali procedure di valutazione ambientale da svolgere per le proposte di nuove discariche di rifiuti inerti, vengano attentamente e dettagliatamente verificate le condizioni imposte dal vincolo V-05 con tutti i mezzi d'indagine necessari, in funzione dei livelli di approfondimento richiesti, fino ad includere le prove di campagna per l'accertamento dei valori minimi imposti dal la Di rettiva comunitaria 99/31/CE. II problema della localizzazione di discariche di rifiuti in maniera perfettamente conforme al vincolo V-05 e part icolarmente sentito in determinate regioni europee totalmente o scarsamente dotate di terreni con permeabilita almeno pari a quelle minime previste. L' Agenzia per la protezione dell'ambiente scozzese (SEPA - Scottish Environment Protection Agency) nel ma nu ale tecnico Framework for Risk Assessment for Landfill Sites The Geological Barrier, Mineral Layer and the Leachate Sealing and Drainage System (2002; par. 5.1, p. 13) precisa che: For geological deposits that are highly homogeneous and fully characterized it may be possible to be confident that the insitu permeability meets that of the Landfill Directive throughout a lm depth. Such deposits may be found on continental Europe and certain areas of England. In such areas depending on the homogeneity, permeability and thickness insitu mineral layers can occasionally be found to be acceptable on a site specific basis but in general reworking may be required. However, the deposits typically found in Scotland are generally characterized by a degree of heterogeneity (sand layers, fissures, etc) and for this reason most clay liners are formed from re-worked materials under a CQA85 regime. Della stesso avviso rimane ii Ministero dell' Ambiente e de Ila Tutela del Territorio e del Mare che, con nota interpretativa del 26-07-2011 (prot. 24055/TRI/D1), inviata contestualmente alla procedura di osservazioni al recente Piano di Gestione dei Rifiuti Urbani della Regione Campania, comunicava ii seguente parere sul vincolo di cui si sta trattando: " ... In base a quanta discip/inato dal decreto legislativo, fatte salve le prescrizioni relative a/la conducibilita idraulica (k< o = 10·7 cm/s), a/lo spessore (100cm) e al/a distanza de/ piano di impasto de/lo 84 "Schadstoffruckhaltepotential". 85 Control Quality Assessment J 155 Parte II del PIANO REGIONALE per la GESTIONE DEi RIFIUTI della REGIONE MOUSE strata inferiare rispetta al/'acquifera, la barriera di confinamento puo sostituire la barriera qeo/oqica naturale. Chiaramente campleta quella naturale in quanta ripartata sulla stessa"86 . Nella pratica, dunque, si ammette che, nell'impossibilita di rinvenire siti pienamente conformi ai rigidi requisiti dettati dalla direttiva discariche, si rende necessario porre in essere una barriera artificiale, in sostituzione e/o integrazione di quella naturale, in modo da garantire i parametri di permeabilita e spessore richiesti. Per completezza espositiva, perb, si deve pure riferire che lo stesso Ministero dell' Ambiente ha ritenuto di dover bloccare ii progetto della nuova discarica emergenziale di Roma in localita Corcolle (Marzo 2012) anche per ii fatto che ii sito scelto non incontrava pienamente i requisiti della barriera geologica naturale. Cib nonostante ii fatto che ii progetto dell'infrastruttura prevedesse la posa in opera di una barriera artificiale con parametri di permeabilita, spessore e sovralzo rispetto alla quota di massima oscillazione del pelo libero della falda, ben piu restrittivi rispetto a quelli previsti dalla direttiva discariche. In conclusione di tutto quanto sopra esposto, nell'ottica della massima protezione delle risorse suolo e acqua, ed in linea con quanto previsto dalle Direttive 80/68/EEC (Groundwater Directive) e 2000/60/EEC (Water Framework Directive), ed in accordo con ii principio delle quattro barriere (barriera geologica del sito, barriera artificiale del rivestimento di fondo, barriera del capping e "barriera intrinseca" costituita dal conferimento di solo rifiuto stabilizzato) avanzato dai massimi esperti del settore87 , si ritiene comunque che le discariche debbano essere cioe prioritariamente localizzate in aree dotate di barriera geologica naturale, eventualmente completabile con integrazioni artificiali. Solo a valle di attente analisi geologiche che portino a concludere circa l'assenza di siti di tale tipo si potra, con tutte le attenzioni tecniche del caso, prevedere una localizzazione in zone con assenza di barriera geologica naturale. 9.2 lmpianti di discarica per rifiuti non pericolosi Devono intendersi confermati e qui integralmente richiamati i vincoli sopra rappresentati: V 01, V-02, V-03 e V-04. Va, inoltre, tenuto conto di quanto disposto al paragrafo 2.1 (Ubicazione) del citato allegato 1 del D.Lgs. 36/2003: 86 Nella prospettazione posta a base dell'interpretazione de! citato articolo, la previsione in discorso sembrerebbe considerata espressione di un principio di equivalenza tra barriera geologica e barriera di confinamento artificiale che renderebbe sostanzialmente inutile e irrazionale ii r iferimento alle caratteristiche geologiche de! suolo circostante la discarica, atteso che dette caratteristiche potrebbero, in ogni case, essere surrogate da idonea barriera artificiale. Si cita a supporto di quanto sopra la sentenza de! TAR Pugl ia (lecce, sez. 1) de! 19 gennaio 2011, n. 88. 87 Si veda, ad es.,Lechner et al. (2011) op. citata. 156 Parte II del PIANO REGIONALE per la GESTIONE DEi RIFIUTI della REGIONE MOUSE V-06: aree naturali protette sottoposte a misure di salvaguardia ai sensi dell'articolo 6, comma 3, della Legge 6 dicembre 1991, n. 394; II vincolo V-06 e dunque riferito alla legge quadro sulle aree protette ed in particolare ai divieti esistenti nelle aree parco nazionale, regiona/e, aree marine protette e riserve naturali88 (cos, come definite all'articolo 2 della Legge quadro di che trattasi) . Si nota che ii vincolo V-06 viene a coincidere con ii vincolo V-04f sopra considerate. Cio e derivante dal fatto che le aree naturali protette costituiscono aree tutelate per legge a causa del loro specifico interesse paesaggistico normato dal Cadice dei Beni Culturali e del Paesaggio. Si fa osserva, a margine, che a causa del la rilevata coincidenza tra ii vincolo V-04f ed ii vincolo in parola, V-06, e possibile constatare l'applicazione del principio comunitario della precauzione, con divieto di realizzare anche discariche per rifiuti inerti in aree naturali protette, tra le quali (vedi nota 88), si annoverano pure le ZPS. Un ulteriore vincolo cogente da osservare per la localizzazione di discariche di rifiuti speciali non pericolosi deriva da quanta disposto al punto 2.4.2. dell'allegato 1 del citato D.Lgs. 36/2003, paragrafo 2.4. Protezione de/ terreno e de/le acque: V-07: Barriera geologica. II substrate della base e dei fianchi della discarica deve consistere in una formazione geologica naturale che risponda a requisiti di permeabilita e spessore almeno eguivalente a guello risultante dai seguenti criteri: conducibilita idraulica k minore o uguale a 1 x 10 al/a -9 m/s; spessore maqgiore o uguale a 1 m. La continuita e le caratteristiche di permeabilita della barriera geologica su tutta /'area interessata dalla discarica devono essere opportunamente accertate mediante indagini e perforazioni geognostiche. Ai sensi del vincolo V-07 sopra richiamato, e richiesto che le discariche per rifiuti non pericolosi non vengano localizzate in territori in cui le formazioni geologiche e le condizioni idrogeologiche presentino uniformemente sull'area interessata da/la discarica coefficienti di fi/trazione maqqiori de/ va/ore sog/ia indicato e pari a 10·9m/s e che contemporaneamente presentino potenze di almeno un metro. Rispetto al vincolo V-05 gia esaminato, dunque, si e nel caso di dover garantire, con tutte le precisazioni gia date, a parita di potenza degli strati impermeabili (almeno lm), un coefficiente di permeabilita piu elevato per le discariche di rifiuti non pericolosi (k ~ 10·9m/s) rispetto al valore soglia dettato per le discariche di rifiuti inerti (k.:: 10·7 m/s). 88 tra cui rientrano anche le ZPS. Cio ai sensi delle ordinanze n.797, n.798 e n.799 del 14 febbraio 2006 del Consiglio di Stato di conferma dei provvedimenti di sospensione e annullamento (ordinanze n.6854/2005, n.6856/2005 e n.6870/2005 del TAR Lazio) del decreto del 25 marzo 2005 del Ministero dell'Ambiente e della Tutela del territorio (pubblicato nella G.U. n. 155 del 6/7/2005) con ii qua le si annullo la deliberazione 2/12/1996 del Comitato delle aree naturali protette in forza della quale fu disposta la ricomprensione delle ZPS e ZSC nella categoria delle riserve naturali protette di cui alla legge n. 3W~~- ~ 157 \ Parte II del PIANO REGIONALE per la GESTIONE DEi RIFIUTI della REGIONE M OUSE Rinviando a tutto quanta gia rappresentato a proposito del significato della barriera geologica naturale, in occasione dell'esposizione data per ii vincolo V-05, in ta le sede si ribadisce che, nell'ottica del la massima protezione del le risorse suolo e acqua, ed in linea con quanta previsto dalle Direttive 80/68/EEC (Groundwater Directive) e 2000/60/EEC (Water Framework Directive), in accordo con ii principio del le quattro barriere (barriera geologica del sito, barriera artificiale del rivestimento di fondo, barriera del capping e "barriera intrinseca" costituita dal conferimento di solo rifiuto stabilizzato), si ritiene che le discariche debbano essere prioritariamente localizzate in aree dotate di barriera geologica naturale, eventualmente completabile con integrazioni artificiali. Solo a valle di attente analisi geologiche che portino a concludere circa l'assenza di siti di tale tipo si potra, con tutte le attenzioni tecniche del caso, prevedere una localizzazione in zone con assenza di barriera geologica naturale. 9.3 lmpianti di discarica per rifiuti pericolosi Devona intendersi confermati e qui integralmente richiamati i vincoli sopra rappresentati: V 01, V-02, V-03, V-04 e V-06. Va, inoltre, tenuto conto di quanta disposto al paragrafo 2.1. (Ubicazione) del citato allegato 1 del D.Lgs. 36/2003: Gli impianti non vanno ubicati di norma: V-08: in aree interessate da fenomeni qua Ii faglie attive, aree a rischio sismico di 1 ° categoria cosl come classificate dalla Legge 2 febbraio 1974, n. 64, e provvedimenti attuativi, e aree interessate da attivita vulcanica, ivi compresi i campi solfatarici, che per frequenza ed intensita potrebbero pregiudicare l'isolamento dei rifiuti; V-09: in corrispondenza di doline, inghiottitoi o altre forme di carsismo superficiale; V-10: in aree dove i processi geologici superficiali quali l'erosione accelerata, le frane, l'instabilita dei pendii, le migrazioni degl i alvei fluviali potrebbero compromettere l'integrita della discarica e delle opere ad essa connesse; V-11: in aree soggette ad attivita di tipo idrotermale; V-12: in aree instabili e alluvionabili; deve, al riguardo, essere presa come riferimento la piena con tempo di ritorno minima pari a 200 anni. Le Regioni definiscono eventuali modifiche al valore da adottare per ii tempo di ritorno in accordo con I' Autorita di Bacino lad dove costituita. Con provvedimento motivato le Regioni possono autorizzare la realizzazione di discariche per rifiuti non pericolosi nei siti sopradescritti. La discarica pub essere autorizzata solo se le caratteristiche del luogo, per quanta riguarda le condizioni di cui sopra, o le misure correttive da adottare, indichino che la discarica non costituisca un grave rischio ecologico. 158 Parte II del PIANO REGIONALE per la GESTIONE DEi RIFIUTI delta REGIONE MOUSE Da quanta sopra si ricava che i vincoli V-08, V-09, V-10, V-11 e V-12 devono intendersi come assoluti e cogenti solamente per discariche di rifiuti pericolosi. Per discariche di rifiuti non pericolosi, gli stessi vincoli da V-08 a V-12 costituiscono, invece, oggetto di particolare verifica ed approfondimento degli studi localizzativi di dettaglio e soprattutto momenta di valutazione e parere motivato, in fase di istruttoria delle richieste di autorizzazione alla rea lizzazione di nuove discariche di rifiuti speciali non pericolosi, allo scopo di escludere un "grave rischio ecologico". Un ulteriore vincolo cogente da osservare per la localizzazione di discariche di rifiuti speciali pericolosi deriva da quanta disposto al punto 2.4.2. dell'allegato 1 del citato D.Lgs. 36/2003, paragrafo 2.4. Protezione de/ terreno e de/le acque: V-13: Barriera geologica. II substrata del la base e dei fianchi della discarica deve consistere in una formazione qeoloqica naturale che risponda a requisiti di permeabi lita e spessore almeno equivalente a quello risultante dai seguenti criteri: conducibilita idraulica k minore o uqua/e a 1 x 10 al/a -9m/s; spessore maqqiore o uqua/e a Sm. La continuita e le caratteristiche di permeabilita della barriera geologica su tutta /'area interessata dalla discarica devono essere opportunamente accertate mediante indagini e perforazioni geognostiche. Ai sensi del vincolo V-13 sopra richiamato, e richiesto che le discariche per rifiuti pericolosi non vengano localizzate in territori in cui le formazioni geologiche e le condizioni idrogeologiche presentino, uniformemente sull'area interessata dalla discarica, coef[icienti di filtrazione maqgiori de/ va/ore soq/ia indicato e pari a 10"9m/s e che contemporaneamente presentino potenze di almeno cinque metri. Rispetto al vincolo V-07 gia esaminato, dunque, si e nel caso di dover garantire, con tutte le precisazioni gia date, a parita di permeabilita minima degli strati (k ;::: 10·9m/s), una potenza maggiore per le discariche di rifiuti pericolosi (almeno Sm) rispetto al valore soglia dettato per le discariche di rifiut i non pericolosi (almeno lm). Rinviando a tutto quanto gia rappresentato a proposito del significato della barriera geologica naturale, in occasione dell'esposizione data per ii vincolo V-05, in tale sede si ribadisce che, nell'ottica della massima protezione delle risorse suolo e acqua, ed in linea con quanta previsto dalle Direttive 80/68/EEC (Groundwater Directive) e 2000/60/EEC (Water Framework Directive), in accordo con ii principio del le quattro barriere (barriera geologica del sito, barriera artificiale del rivestimento di fondo, barriera del capping e "barriera intrinseca" costituita dal conferimento di solo rifiuto stabilizzato), si ritiene che le discariche per rifiuti pericolosi debbano essere assolutamente localizzate in aree dotate di barriera geologica naturale. 159 Parte II del PIANO REGIONALE per la GESTIONE DEi RIFIUTI della REGIONE MOLISE 9.4 lmpianti di discarica di qualsiasi tipologia Ulteriori vincoli cogenti, applicabili a tutti i tipi di discariche, derivano da normative di settori trasversali. Relativamente agli impatti generabili dagli impianti di smaltimento sul comparto agricolo, deve essere considerate ii: Vinco/o V-14: Aree di elevato pregio agricolo di cui al D.Lgs. 228/2001, recante "Orientamento e modernizzazione del settore agricolo, a norma dell'articolo 7 della Legge 5 marzo 2001, n. 57" articolo 21: Fermo quanta stabilito dal D.Lgs. 5 febbraio 1997, n. 22, come modificato dal D.Lgs. 8 novembre 1997, n. 389, e senza nuovi o maggiori oneri a carico dei rispettivi bilanci, lo State, le Regioni e gli Enti locali tutelano, nell'ambito delle rispettive competenze: a) la tipicita, la qualita, le caratteristiche alimentari e nutrizionali, nonche le tradizioni rurali di elaborazione dei prodotti agricoli e alimentari a denominazione di origine controllata (DOC), a denominazione di origine controllata e garantita (DOCG), a denominazione di origine protetta (DOP), a indicazione geografica protetta (IGP) e a indicazione geografica tutelata (IGT); b) le aree agricole in cui si ottengono prodotti con tecniche dell'agricoltura biologica ai sensi del regolamento (CEE) n. 2092/91 del Consiglio, del 24 giugno 1991; c) le zone aventi specifico interesse agrituristico. Da un punto di vista operative, dunque, dovra essere cura e responsabilita degli Enti gestori delle fasi di localizzazione impiantistica di dettaglio, nonche dei soggetti competenti delle procedure autorizzative di nuovi impianti, specializzare l'analisi della ricerca degli impatti sugli areali di produzione di prodotti t ipici al fine di rendere ii vincolo V-14 efficace nella sa lvaguard ia delle produzioni di pregio e contemporaneamente dei territori entro i quali queste vengono circoscritte. Tale rinvio alla localizzazione nelle fasi successive, consentira, tra l'altro, una definizione piu accurata, a livel li di sca la di maggiore dettaglio rispetto a quella regionale, anche nella individuazione delle specificita di cui ai punti be c del citato articolo 21 del D.Lgs. 228/2001. Dall'analisi del quadro di riferimento programmatico, relativamente agli impatti generabili dagli impianti di smaltimento sulla componente ambientale atmosfera, deve essere considerate ii: Vincolo V-15 : Adozione, gia dal prime momenta di esercizio, di tutte le misure di abbattimento e contenimento delle emissioni diffuse e puntuali applicabili, incluse 160 Parte II del PIANO REGIONALE per la GESTIONE DEi RIFIUTI della REGIONE MOLISE quelle adottabili a medio e lungo termine, all'interno del Piano Regiona le di Risanamento e Tutela dell a Qualita dell' Aria89 . Da un punto di vista operativo, a livello di localizzazione di dettaglio, includendo anche in tale fase gli esercizi di localizzazione connessi alla pianificazione di livello provinciale, per la proposta di nuovi impianti, si dovra prestare particolare cura nell'analisi degli scenari emissivi e di concentrazione attesa al suolo, valutata con opportuni modelli di simulazione, anche considerando gli scenari emissivi corrispondenti allo stato di fatto e al futuro (comprendente ulteriori proposte di localizzazione impiantistica ad emissioni puntuali e diffuse non banali, per ii calcolo degli impatti cumulativi e sinergici), sia per scale temporali di simulazione a breve termine che climatologiche. In tale esercizio, dovrebbe essere portato in canto anche l'inquinamento atmosferico "importato" entro i confini regionali e derivante da sorgenti emissive nazionali e transnazionali90 , non appena ii Ministero dell' Ambiente della Tutela del Territorio e del Mare rendera disponibili per le applicazioni su scala locale i risultati delle applicazioni dei modelli diffusivi su scala nazionale a risoluzione adeguata agli scopi. A valle di tali valutazioni, ai fini dell'acquisizione dei provvedimenti autorizzativi, dovranno essere considerate tutte le misure applicabili di abbattimento e contenimento delle emissioni diffuse e puntuali, incluse quelle adottabili a media e lungo termine, al fine di garantire ii rispetto rigoroso dei limiti di concentrazione degli inquinanti atmosferici che incidono negativamente sulla salute pubblica e sull'ambiente dettati dalle direttive comunitarie in materia. 9.5 lmpianti industriali a predominante trattamento termico Per la localizzazione degli impianti industriali a predominante trattamento termico, si propane che vengano tenuti in considerazione tutti i vincoli che implicano la protezione del territorio derivanti dall'analisi del quadro di riferimento normativo e programmatico sopra esaminati. Andranno considerati, pertanto, come vincoli cogenti a tutti gli effetti, anche per gli impianti a predominante trattamento termico, i seguenti: V-01: aree a Rischio R3 ed R4 nonche a Pericolosita P3 e P4; 89 L.R. 22 luglio 2011, n. 16 recante "Disposizioni per la tutela dell'ambiente in materia di inquinamento atmosferico" pubblicata sul Bollettino Ufficiale della Regione Molise del 1° Agosto 2011. 90 II contributo dell'inquinamento atmosferico proveniente da sorgenti nazionali e transnazionali e non banale rispetto agli scenari emissivi locali, anche nella nostra regione. Cio verrebbe dimostrato anche da recenti studi basati sull'applicazione della modellistica diffusiva a livel lo di scala nazionale ed internazionale ed, in particolare, dal "Modello Integrate Nazionale a supporto della Negoziazione lnternazionale" (MINNI) sui temi dell'inquinamento.at[T1osferico, in uso anche dalla Direzione per l'inquinamento e i rise hi industriali {IAR) del Ministero dell' Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare. Si consulti, per tutti, Monforti et al. (2005) 161 Parte II del PIANO REGIONALE per la GESTIONE DEi RIFIUTI della REGIONE MOLISE V-02: Siti di lnteresse Comunitario, Zone Speciali di Conservazione nonche Zone di Protezione Specia le; V-03: zone di tutela assoluta delle opere di captazione di risorse idriche per uso idropotabile; zone di rispetto e di protezione dei corpi idrici sotterranei; V-04: aree tutelate per legge dal Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio D.Lgs. 42/2004 e s.m.i. e, segnatamente, devono essere considerati i vincoli V-04a, V-04b, V 04c, V-04d, V-04f, V-04g, V-04h, V-04i, V-041, V-04m; V-06: aree naturali protette di cui alla Legge quadro sulle aree naturali protette 394/91; V-08 (a e c): faglie e aree soggette ad attivita vulcanica; escluse le aree a rischio sismico di prima categoria (V-08b); V-09: doline, inghiottitoi e altre forme di carsismo superficiale; V-11: aree soggette ad attivita idrotermale; V-12: aree soggette a rischio di inondazione per portate al colmo di piena con tempi di ritorno inferiori a duecento anni; V-14: aree di elevato pregio agricolo, con le avvertenze di interpretazione e le limitazioni di applicazione del vincolo sopra riportate; V-15: applicazione delle misure di breve, medio e lungo termine previste nel Piano Region ale di Risanamento e Tutela de Ila Qualita dell' Aria. 9.6 lmpianti industriali di trattamento meccanico, chimico, fisico e biologico Per la localizzazione degli impianti industriali di trattamento meccanico, chimico, fisico e biologico, si propane che vengano tenuti in considerazione tutti i vincoli che implicano la protezione del territorio derivanti dal l'analisi del quadro di riferimento normativo e programmatico sopra esaminati. Andranno considerati, pertanto, come vincoli cogenti a tutti gli effetti, anche per gli impianti industriali di trattamento meccanico, chimico, fisico e biologico, i seguenti: V-01: aree a Rischio R3 ed R4 nonche a Pericolosita P3 e P4; V-02: Siti di lnteresse Comunitario, Zone Speciali di Conservazione nonche Zone di Protezione Speciale; V-03: zone di tutela assoluta delle opere di captazione di risorse idriche per uso idropotabile; zone di rispetto e di protezione dei corpi idrici sotterranei; 162 Parte II del PIANO REGIONALE per la GESTIONE DEi RIFIUTI della REGIONE MOUSE V-04: aree tutelate per legge dal Cadice dei Beni Culturali e del Paesaggio D.Lgs. 42/2004 e s.m.i. e, segnatamente, devono essere considerati i vincoli V-04a, V-04b, V 04c, V-04d, V-04f, V-04g, V-04h, V-04i, V-04I, V-04m; V-06: aree naturali protette di cui alla Legge quadro sulle aree naturali protette 394/91; V-0B(a e c): faglie e aree soggette ad attivita vulcanica; escluse le aree a rischio sismico di prima categoria (V-08b); V-09: doline, inghiottitoi e altre forme di carsismo superficia le; V-11: aree soggette ad attivita idrotermale; V-12: aree soggette a rischio di inondazione per portate al colmo di piena con tempi di ritorno inferiori a duecento anni; V-14: aree di elevato pregio agricolo, con le avvertenze di interpretazione e le limitazioni di applicazione del vincolo sopra riportate V-15: applicazione delle misure di breve, medio e lungo termine previste nel Piano Regionale di Risanamento e Tutela de Ila Qualita dell' Aria. 9.7 Quadro riepilogativo dei vincoli cogenti Tutti i vincoli esaminati per ciascuna delle macrotipologie impiantistiche considerate ai precedenti paragrafi, possono ritenersi esaustivi del quadro dei vincoli vigenti cos\ come discende dall'analisi del quadro di riferimento normativo e programmatico, a livello di macrolocalizzazione e cioe al livello di scala regionale. E' estremamente rilevante in questa sede rimarcare l'ambito di azione del Piano rispetto alle operazioni di localizzazione dei siti di trattamento e smaltimento. Secondo la norma vigente, infatti, (D.Lgs. 152/2006 e s.m.i., art. 196 comma 1, punti elenco n e o), e competenza specifica delle Regioni la sola definizione dei criteri per la determinazione delle aree non idonee alla localizzazione degli impianti di smaltimento e di recupero dei rifiuti nonche dei luoghi o impianti idonei allo smaltimento, mentre l'individuazione delle stesse aree e una competenza esclusiva delle Province. In particolare, tale individuazione, a livello provinciale (D.Lgs. 152/2006, art. 197, comma 1, punto elenco d), dovra avvenire solo a val le della determinazione dei criteri compiuta a livello di pianificazione regionale e sulla base del le previsioni del piano territoriale di coordinamento di cui all'articolo 20, comma 2, del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267 ove gia adottato, e del le previsioni di cui all'articolo 199, comma 3, lettere d) e h), nonche sentiti l'autorita d'ambito ed i Comuni. 163 \ 2-0 ~ --....; ,,. Parte II del PIANO REGIONALE per la GESTIONE DEi RIFIUTI della REGIONE MOUSE Come si e piu volte diffusamente rappresentato, rimangono comunque da stabilirsi, alla conclusione del complesso ed articolato percorso legislativo, tutt'oggi in evoluzione, quali saranno i compiti, i ruoli e le funzioni delle Province, con particolare riferimento alle competenze nel campo della programmazione e della gestione dei rifiuti. Tutto quanto sopra premesso, la tabella a doppia entrata rappresentata di seguito consente di ricapitolare ii quadro dei vincoli proposti in funzione delle macrocategorie impiantistiche considerate. ( \ 164 Parte II del PIANO REGIONALE per la GESTIONE DEi RIFIUTI della REGIONE MOLISE ,:. • • • • t!lt • •I ,,:.-,.. . . ..... . . . . .. """'' ,- .. ~ , ..... : • •■ • llf:'r•loTI . . • . ··-··- .... . ..... .... . . . "" © ** * ** ** 0 ** ** ** -, • r•I I •■•1•1.. £,J I: 0 * ** ** Tobe/la 53 Quadro sinottico dei vinco/i cogenti in relazione a/le macrocategorie impiantistiche 165 Parte II del PIANO REGIONAL£ per la GESTIONE DEi RIFIUTI della REGION£ MOLISE 9.8 Raccomandazioni Congiuntamente al quadro dei vincoli cogenti sopra rappresentato, declinato per ciascuna tipologia impiantistica individuata nel presente Piano, viene di seguito fornito ii collettivo delle raccomandazioni di natura non strettamente territoriale applicabili nel processo di verifica delle proposte di localizzazione di nuovi impianti. In altri termini, esistono delle verifiche da condursi a livello di dettaglio che pure dovrebbero essere prese in considerazione in ogni fase di verifica operativa delle ipotesi localizzative, per tutte le tipologie di impianti di recupero, trattamento e smaltimento di rifiuti considerate. Le raccomandazioni date di seguito dovrebbero essere osservate ad ogni livello (negli studi di fattibilita, nelle procedure di autorizzazione, negli studi di impatto ambientale, ecc.) sia dai proponenti che dai tecnici della pubblica amministrazione coinvolti nel processo decisionale. 9.8.1 Raccomandazioni generali valide per tutte le tipologie impiantistiche R-01: Quadro dei vincoli derivanti dal la normativa vigente Per quanta nella stesura del presente Piano sia state compiuto ogni sforzo per ten ere conto di qualsiasi vincolo dettato dalla normativa in vigore capace di influenzare le ipotesi localizzative di nuovi impianti di trattamento e smaltimento di rifiuti, si e consapevoli della impossibilita di garantire a priori che nessun vincolo sia state tralasciato. Si fa richiesta al pubbl ico, ai portatori d'interesse e a tutti i soggetti competenti in materia ambientale che intervengono nelle procedure di consultazione e partecipazione previste a livello comunitario, che siano a conoscenza di ulteriori vincoli derivanti dalla vigente normativa, di segnalare tali eventuali vincoli, preventivamente rispetto all'adozione del presente Piano. II presente Piano, infatti, e comunque soggetto a revisioni periodiche con le quali sara possibile anche l'integrazione del quadro dei vincoli proposti con quelli derivanti dall'aggiornamento della normativa. Pure relativamente ai vincoli considerati nell'analisi condotta, per tutte le tipologie impiantistiche, in fase di localizz.azione di dettaglio, la verifica puntua le dell'effettiva sussistenza delle condizioni della loro applicazione implica l'obbligo di rispetto degli stessi, persino in caso di una mancante o errata rappresentazione cartografica. R-02: Valutazione d'incidenza Nelle procedure di autorizzazione delle nuove proposte di nuovi impianti di recupero, trattamento e smaltimento, si raccomanda fortemente di valutare l'incidenza, ai sensi dell'art. 5 del DPR 8 settembre 1997, n. 357 cosi come modificato dall'art. 6 del DPR 12 marzo 2003 n. 120, delle ipotesi localizzative di dettaglio sulle specie e sugli habitat protetti dalle Direttive comunitarie 92/43/CEE "Habitat" e 79/409/CEE "UccelW', indipendentemente 166 Parte II del PIANO REGIONAlE per la GESTIONE DEi RIFIUTI della REGIONE MOUSE dal fatto che i candidati siti ricadano all'interno del perimetro dei Siti di lmportanza Comunitaria o delle Zone di Protezione Speciale. Si raccomanda fortemente, inoltre, di basare gli studi e le conclusioni della procedura di Valutazione d'lncidenza, anche quella da condursi per ii presente Piano, sui contenuti dell'allegato G del citato DPR 8 settembre 1997, n. 357 e specialmente sulla guida metodologica "Valutazione di piani e progetti aventi un'incidenza significativa sui siti della rete Natura 2000 - guida metodologica alle disposizioni dell'art. 6, paragrafi 3 e 4 della Direttiva Habitat 92/43/CEE" pubblicato dall'ufficio per le pubblicazioni ufficiali delle Comunita Europee nel 2002. R-03: Beni Culturali Nelle procedure di autorizzazione di nuovi impianti, si dovra avere cura speciale nel tenere canto delle limitazioni spaziali e funzionali esercitate dalla presenza di beni culturali tutelati ai sensi dell'articolo 20 del D.Lgs. 43/2004 e s.m.i., ai fini della localizzazione degli impianti di trattamento e di smaltimento dei rifiuti previsti dal presente Piano. I Beni Culturali sono definiti all'art. 2, comma 2 del citato D.Lgs. 42/2004: sono beni culturali le cose immobili e mobili che, ai sensi degli articoli 10 e 11, presentano interesse artistico, storico, archeologico, etnoantropologico, archivistico e bibliografico e le altre cose individuate dalla legge o in base alla legge quali testimonianze aventi valore di civilta. Trattasi dunque di entita areali, lineari nastriformi o puntuali non uniformemente collocabili spazialmente al livello di scala considerate e le cui distanze di sicurezza da siti ipotizzati come idonei per la localizzazione di nuovi impianti di trattamento e smaltimento non possono che essere valutate case per caso. Nelle procedure di autorizzazione e negli studi di valutazione ambientale si dovra tenere conto del patrimonio dei Beni Culturali sul quale le nuove ipotesi localizzative possono esercitare impatti negativi. Cio anche promuovendo specifiche procedure di analisi e valutazione in cui le Soprintendenze competenti possano partecipare nella formulazione e nell'approvazione delle nuove ipotesi localizzative. R-04: Condizioni geomorfologiche Nell'analisi e nella valutazione delle proposte di nuovi impianti si raccomanda fortemente di valutare, in relazione ai contesti localizzativi, per tipologie di opere e case per case, !'influenza delle condizioni geomorfologiche del territorio dei candidati siti di trattamento e smaltimento sia a livello di scala vasta che di scala locale. L'analisi richiesta deve avere lo scope di valutare le condizioni di pericolosita locale degli aspetti fisici del territorio che comprendono tutte le caratteristiche topografiche, geologiche, geotecniche, geofisiche e idrogeologiche che possono determinare instabilita dei versanti, effetti di amplificazione del moto sismico, addensamenti, liquefazioni, rotture di faglia, collasso di cavita, subsidenze, modifiche del regime del le acque superficiali e profonde, ecc., tenuto conto anche di eventuali effetti derivanti dalla realizzazione delle opere previste, in relazione alle tipologie e alle tecniche progettuali nonche ai materiali adottati. 167 Parte II del PIANO REGIONALE per la GESTIONE DEi RIFIUTI della REGIONE MOUSE R-05: Vincolo idrogeologico II vincolo idrogeologico venne istituito e normato con ii Regio Decreto n. 3267 del 30 dicembre 1923 e con ii Regio Decreto n. 1126 del 16 maggio 1926. L'obiettivo principale del vincolo idrogeologico e quello di preservare l'ambiente fisico: non e preclusivo della possibilita di trasformazione o di nuova uti lizzazione del territorio, ma mira alla tutela degli interessi pubblici e alla prevenzione del danno pubblico. Dai 1923 ad oggi, la disciplina della tutela idrogeologica e della prevenzione del rischio ha assunto Lina dimensione piu appropriata e maggiormente organica; essa non si limita all'inquadramento parziale proprio della norma citata, ben antiquata anche se vigente. II rispetto della considerazione del patrimonio naturalistico (zone boscate) e degli equilibri dei bacini idrologici ed idrogeologici sono assicurati in ogni caso dall'imposizione dei vincoli cogenti riguardanti la tutela dei beni cu lturali (nuovo codice dei beni culturali e del paesaggio) e dal Testo Unico ambientale, per la parte relativa alla difesa del suolo, ben piu attuali ed "informati" degli avanzamenti dell'ingegneria e delle scienze dell'ambiente e della tutela del territorio che si sono avuti dal 1923 ad oggi. Nelle fasi localizzative di dettaglio, pertanto, si dovranno analizzare attentamente gli effetti sull'ambiente delle proposte di ubicazione degli impianti nei territori soggetti a vincolo idrogeologico, avendo cura di individuare, tra le alternative possibili, quelle che massimizzano la tutela delle risorse essenziali del territorio con azioni dirette alla loro salvaguardia, alla prevenzione e alla difesa dagli inquinamenti. Al fine di garantire la minimizzazione degli impatti ambientali, per tutte le opere e categorie di lavori accessori agli impianti di trattamento e smaltimento (es. interventi sui versanti, sistemazioni idrauliche, attraversamenti, viabilita secondaria, ecc.), si dovra far ricorso, prioritariamente, alle tecniche di ingegneria naturalistica, oramai ampiamente codificate, anche attraverso manuali operativi editi dal Ministero dell'Ambiente della Tutela del Territorio e del Mare. R-06: Distanze dagli impianti di trattamento e smaltimento La distanza di un sito di trattamento e smaltimento dai centri abitati, incluse le case sparse ed isolate, rappresenta uno dei principali fattori di accettabilita degli impianti da parte delle comunita e delle Autorita Locali di governo del territorlo. La massimizzazione di tale fattore riveste un'importanza fondamentale per gli studi di localizzazione di dettaglio. D'altra parte risulta anche chiaro che notevoli distanze dal contesto urbanizzato influiscono negativamente sull'accessibilita dei candidati siti, con crescenti impatti sull'ambiente connessi alla costruzione di nuovi tratti di collegamento alla rete cinematica esistente. Tale obiettivo di ottimizzazione risulta oltretutto influenzato da diversi fattori quali la disponibilita dei suoli, le vocazioni territoriali e la continua espansione degli insediamenti abitativi, non sempre inquadrata perfettamente entro gli argini netti del rispetto della legalita e della programmazione. 168 Parte II del PIANO REGIONALE per la GESTIONE DEi RIFIUTI della REGIONE MOUSE Sull'argomento non esiste un limite stabilito dalla norma e, come si dira di seguito, pub non avere un senso scientifico assegnare, a priori, distanze soglia oltre le quali e possibile affermare con certezza che non vi saranno, da parte dei candidati siti di trattamento e smaltimento, impatti e disturbi ambientali sui possibili bersagli d'indagine. La letteratura esaminata e ampia e comprende sia lavori scientifici che strumenti di pianificazione del settore, nazionali e internazionali. Si riscontra, comunemente ai lavori consultati, l'individuazione di alcuni fattori dai quali deriva la quantificazione del valore soglia cercato, in funzione essenzialmente del tipo e della potenzialita di impianto (inteso come sorgente inquinante), della componente ambientale considerata e della categoria del bersaglio dell'impatto (case sparse, zone residenziali, ospedali e case di cura, ecc.). II risultato dell'indagine comparativa e non univoco, nel senso che si conclude che non e possibile individuare una distanza soglia da potere assegnare decontestualizzando ii caso specifico di studio. Se ne conclude che nelle fasi di localizzazione di dettaglio, e opportune analizzare attentamente le proposte di ubicazione di nuovi siti di trattamento e smaltimento, con la raccomandazione di applicare adeguati modelli di simulazione per le varie componenti ambientali (es. polveri, parti volatili, rumore, vibrazioni, aerosoli, odori, emissioni in atmosfera diffuse e concentrate, ecc.) al fine di riconoscere se le distanze tra gli impianti in proposta e i possibili bersagli di impatto possano giudicarsi adeguate, rispetto ai limiti di legge, in funzione della natura e della potenzialita dei trattamenti previsti in progetto. R-07: Protezione e vulnerabilita dei corpi idrici sotterranei Nelle procedure di autorizzazione, negli studi e nelle eventuali procedure di valutazione ambientale, dovrebbero essere verificate adeguatamente le interferenze dei nuovi progetti con le finalita e le misure di protezione degli acquiferi superficiali e sotterranei allo scope di assicurare ii perseguimento degli obiettivi di salvaguardia quali - quantitativa della risorsa idrica. R-08: Piani fondali e livelli massimi di falda Le ipotesi di localizzazione dei nuovi impianti di smaltimento e trattamento di rifiuti dovranno sempre garantire adeguati margini di sicurezza rispetto al rischio di contatto delle acque sotterranee con i volumi trattati o smaltiti. Cio vale per le discariche di qualsiasi tipo, per le quali si ricordano le disposizioni del D.Lgs. 36/2003 (allegato 1, paragrafi 1.2. e 2.4.) ma deve essere considerate anche per tutti gli impianti che trattano o stoccano rifiuti e sottoprodotti intermedi di processo in vasche e volumi di servizio. Si raccomanda che nelle fasi di localizzazione di dettaglio, nelle procedure di autorizzazione di nuovi impianti, negli studi e nelle eventuali procedure di valutazione ambienta le, venga verificato che siano assicurati elevati margini di sicurezza dei piani fondali di tutti i volumi tecnici degli impianti nei quali sono stoccati rifiuti e sottoprodotti intermedi di processo 169 Parte II del PIANO REGIONAU per la GESTIONE DEi RIFIUTI della REGIONE MOUSE rispetto ai livelli della fa lda e alle fluttuazioni giornaliere e stagionali, anche in funzione delle evoluzioni delle piezometriche derivanti dalle variazioni dei volumi di emungimento connessi agli usi in essere o ragionevolmente prevedibili. R-09: Allontanamento delle acque meteoriche Fatti salvi i vincoli derivanti dal D.Lgs. 36/2003 e applicabili alle discariche, le acque meteoriche non dovrebbero mai entrare in contatto direttamente o indirettamente con i rifiuti che si trovano all'interno dei siti di trattamento e smaltimento. Tale principio, applicabile anche ai sottoprodotti e ai rifiuti derivanti dai processi intermedi di trattamento, deve ispirare la progettazione di adeguati sistemi di drenaggio detle acque meteoriche tali da garantire, con gli ampi margini di sicurezza derivanti dall'assunzione di periodi di ritorno crescenti con l'aumentare della quantita e della pericolosita dei rifiuti trattati, la raccolta e l'allontanamento delle acque meteoriche senza che queste mai possano venire a contatto con materiali e sostanze inquinanti. Dovranno essere altres) previsti opportuni sistemi di pretrattamento ed eventuali ulteriori unita di processo che conferiscano agli scarichi acquosi caratteristiche qualitative compatibili rispetto ai corpi idrici recettori. Nelle fasi di localizzazione di dettaglio, alle procedure di autorizzazione, agli studi e alle eventuali procedure di valutazione ambientale attinenti al le proposte di nuovi impianti, si dovrebbero prevedere particolari prescrizioni per le proposte di nuovi siti di trattamento e di smaltimento, in relazione alle tipologie e alle potenzialita degli impianti in proposta e allo stato quali quantitativo dei possibili carpi recettori degli scarichi acquosi, in modo da garantire la massima protezione delle risorse idriche superficiali. R-10: Fasce di rispetto e servitu Ulteriori analisi ed approfondimenti di dettaglio dovranno riguardare la verifica del rispetto puntuale del le distanze di norma (fasce di rispetto e servitu) da strade, autostrade, ferrovie, porti, aeroporti, gasdotti, oleodotti, elettrodotti, cimiteri, aree e beni militari. R-11: Uso e vocazione de! territorio La localizzazione di impianti di trattamento e smaltimento di qualsiasi tipo dovra essere oggetto di studi di dettaglio tendenti ad approfondire l'ubicazione dei candidati siti rispetto all'uso e alle vocazioni dei territori limitrofi. In fase di procedure di autorizzazione, si dovra tenere canto, in termini via via piu favorevoli rispetto alle ipotesi ventilate, della seguente classificazione del territorio, ordinata a iniziare dalle partizioni territoriali in cui insistono i vincoli cogenti e nelle quali e esclusa la localizzazione degli impianti in questione, fino alle aree in cui e auspicabile una loro localizzazione: i) aree vincolate sul le quali sono stati individuati i vincoli cogenti del presente Piano; ii) aree urbane destinate ad uso prevalentemente residenziale, caratterizzate da bassa densita di popolazione, limitata presenza di esercizi commerciali ed assenza di attivita industriali ed artigianali; iii) aree urbane miste, ovvero aree urbane a densita di popolazione media, presenza di esercizi commerciali, !imitate attivlta artigianali, assenza di insediamenti industriali; iv) aree urbane 170 Parte II del PIANO REGIONAL£ per la GESTIONE DEi RIFIUTI della REGIONE MOLJSE densamente popolate, con elevata presenza di esercizi commerciali ed attivita artigianali e lirnitata presenza di insediarnenti produttivi; v) aree prevalentemente agricole, con scarsa densita abitativa, scarsa presenza di esercizi commerciali e di attivita artigianali; vi) aree prevalentemente industria li, caratterizzate da insediamenti produttivi, con scarsa o scarsissirna densita abitativa; vii) aree esclusivamente industriali (escludendo dall'analisi le discariche di qualsiasi natura ), in cu i sono presenti solamente attivita produttive e prive di insediamenti abitativi. R-12: Salute pubblica Gli effett·i negativi degli impianti di trattamento e smaltimento sulla salute degli esseri umani si possono esplicare secondo diverse modalita, dirette ed indirette. II percorso piu comune ed anche piu probabile, pub essere l'inalazione diretta di inquinanti; percorsi di tipo indiretto possono anche includere l'ingestione di cibi e bevande contaminati. Nelle fasi di localizzazione di dettaglio, soprattutto nelle procedure di autorizzazione di nuovi impianti, dovrebbe essere previsto uno specifico memento di valutazione del rischio sugli ecosistemi e sulla salute degli esseri umani, tendente ad analizzare la probabilita e i livelli di esposizione dei bersagli d'impatto. Speciale cura dovra essere prestata nell'individuazione delle zone ove e possibile prevedere maggiori concentrazioni di sostanze accumulabili nel suolo e nelle acque, con particolare riferimento alle sostanze bioaccumulabili (metalli pesanti, diossine, furani), relativamente alle emissioni provenienti dagli impianti. Non dovrebbero essere trascurate le migrazioni degli inquinanti piu pericolosi per la sa lute pubbiica verso tutte le componenti ambientali direttamente ed indirettamente in relazione con le ulteriori correnti liquide e solide costituite dai prodotti di scarto dei processi industria li (scarichi acquosi, ceneri, fanghi, ecc.). La valutazione dei rischi dovrebbe pertanto comprendere un'attenta analisi delle alternative di smaltimento degli effluenti inquinanti derivanti dal trattamento e dal lo smaltimento primario dei rifiuti e dei rischi sulla salute connessi a ciascuna delle alternative esaminate. R-13: Siti da bonificare Le fasi di localizzazione di dettaglio, incluse le procedure di autorizzazione di nuovi impianti e le eventual! procedure di valutazione ambientale connesse, dovrebbero comprendere approfonditi studi tendenti ad accertare la compatibilita delle proposte loca!izzative rispetto ai siti soggetti da inquinamento accertato e da bonificare. 9.8.2 Raccomandazioni valide per discariche di rifiuti inerti R-14: Raccomandazioni valide per le discariche per rifiuti inerti Circa le ipotesi localizzative di dettaglio delle discariche per inerti, bisogna tenere in conto quanto disposto dall'allegato 1 del D.Lgs. 36/2003, paragrafo 1.1. (Ubicazione): Le discariche non devono essere normalmente localizzate: 171 Parte II del PIANO REGIONALE per la GESTIONE DEi RIFllTTI delta REGIONE MOLISE in corrispondenza di doline, inghiottitoi o a/tre forme di carsismo superficia/e; in aree dove i processi geologici superficiali quali l'erosione accelerata, le frane, l'instabilita dei pendii, le migrazioni deg/i a/vei fluviali potrebbero compromettere l'integrita de/la discorica; in aree instabili e alluvionabili; deve, al riguardo, essere presa come riferimento la piena con tempo di ritorno minima pari a 50 anni. Le Regioni definiscono eventuali modifiche al valore da adottare per ii tempo di ritorno sopra riportato in accordo con l'autorita di bacino laddove costituita; aree naturali protette sottoposte a misure di salvaguardia ai sensi de/l'art. 6, comma 3 de/la Legge 6 dicembre 1991, n. 394; Le Regioni possono, con provvedimento motivato, autorizzore la realizzazione de/le discoriche per inerti nei siti di cui al comma precedente. La discarica puo essere autorizzota solo se le caratteristiche de/ luogo, per quanta riguarda le condizioni di cui sopra, o le misure correttive da adottore, indichino che la discarica non costituisca un grave rischio ecologico. Com'e possibile notare dal confronto con i vincoli cogenti, le condizioni oggetto di provvedimento motivato riguardano, rispettivamente, i vincoli: V-09, V-10, V-12 (con un tempo di ritorno diverse per le aree alluvionali) e V-06, cogenti per discariche adatte allo smaltimento di rifiuti speciali pericolosi e di rifiuti speciali (solo vincolo V-06}. Da quanta sopra, si ricava che per discariche di rifiuti inerti, gli stessi vincoli V-09, V-10, V-12 e V-06 devono costituire oggetto di particolare ed approfondita verifica degli studi localizzativi di dettaglio e soprattutto momenta di valutazione e parere motivate da parte degli organi regionali, in fase di istruttoria delle richieste di autorizzazione alla realizzazione di nuove discariche, allo scope di escludere un "grave rischio ecologico". Circa le valutazioni ambientali da condurre per la proposta di discariche per inerti, gli studi dovranno tenere in canto le condizioni locali di accettabilita degli impianti in relazione alla distanza dai centri abitati (allegato 1, punto 1.1. del D.Lgs. 36/2003}. Per la valutazione e l'individuazione delle distanze minime di sicurezza dai centri abitati, si faccia riferimento al precedente punto R-6. Dovra essere svolta un'analisi approfondita tendente all'individuazione dei siti degradati da risanare e/o da ripristinare sotto ii profile paesaggistico che, nella valutazione delle possibili alternative da condurre nella composizione del quadro di riferimento progettuale dovranno avere una posizione di privilegio rispetto ad altre alternative di localizzazione. 9.8.3 Raccomandazioni valide per discariche di rifiuti non pericolosi R-15: Raccomandazioni valide per le discarica per rifiuti non pericolosi 172 Parte II del PIANO REGIONALE per la GESTIONE DEi RIFllJTI della REGIONE MOUSE Circa le ipotesi localizzative di dettaglio delle discarica per rifiuti non pericolosi, bisogna tenere in conto quanto disposto dall'allegato 1 del D.Lgs. 36/2003, paragrafo 2.1. (U bicazione): GIi impianti non vanno ubicati di norma: in aree interessate do fenomeni quali faglie attive, aree a rischio sismico di 1 ° categoria cosi come classificate da/la Legge 2 febbraio 1974, n. 64, e provvedimenti attuativi, e aree interessate da attivita vu/canica, ivi compresi i campi solfatarici, che per frequenza ed intensita potrebbero pregiudicare l'iso/amento dei rifiuti; in corrispondenza di doline, inghiottitoi o altre forme di carsismo superficiale; in aree dove i processi geologici superficiafl quali l'erosione acce/erata, le frane, l'instabilita dei pendii, le migrazioni degli alvei fluviali potrebbero compromettere l'integrita de/la discarica e de/le opere ad essa connesse; in aree soggette ad attivita di tipo idroterma/e; in aree instabili e alluvionabili; deve, al riguardo, essere presa come rijerimento la piena con tempo di ritorno minima pari a 200 anni. Le Regioni definiscono eventuali modifiche al valore da adottare per ii tempo di ritorno in accordo con l'Autorita di Bacino /addove costituita. Con provvedimento motivato le regioni possono autorizzare la realizzazione di discariche per rifiuti non pericolosi nei siti sopradescritti. Una discarica per rifiuti non pericolosi puo essere autorizzata solo se le caratteristiche de/ luogo, per quanta riguarda le condizioni di cui sopra, o le misure correttive da adottare, indichino che la stessa non costituisca un grave rischio ecologico. Com'e possibile notare dal confronto con i vincoli cogenti, le condizioni oggetto di prowedimento motivato riguardano, rispettivamente, i vincoli : V-08, V-09, V-10, V-11 e V 12, riconosciuti come cogenti ed assoluti per discariche di rifiuti pericolosi. Per discariche di rifiuti non pericolosi, gli stessi vincoli da V-08 a V-12 costituiscono, invece, oggetto di particolare verifica ed approfondimento degli studi localizzativi di dettaglio e soprattutto momenta di valutazione e parere motivato da parte degli organi regionali, in fase di istruttoria delle richieste di autorizzazione alla realizzazione di nuove discariche di rifiuti speciali non pericolosi, allo scopo di escludere un "grave rischio ecologico". 9.8.4 Raccomandazioni valide comunemente per discariche di rifiuti pericolosi e non pericolosi R-16: Raccomandazioni valide comunemente per le discarica per rifiuti non pericolosi e pericolosi 173 Parte II del PIANO REGIONALE per la GESTIONE DEi RIFIUTI della REGIONE MOUSE Circa le valutazioni ambientali da condurre per la proposta di discarica per rifiuti non pericolosi e pericolosi, gli studi dovranno tenere canto (a llegato 1, punto 2.1. del D.Lgs. 36/2003) delle condizioni locali di accettabilita dell'impianto in relazione a: distanza dai centri abitati; col/ocazione in aree a rischio sismico di 2° categoria cos/ come classificate do/la Legge 2 febbraio 1974, n. 64, e provvedimenti attuativi, per gli impianti di discarica per rifiuti pericolosi sul/a base dei criteri di progettazione degli impianti stessi; collocazione in zone di produzione di prodotti agricoli ed alimentari definiti ad indicazione geografica o a denominazione di origine protetta ai sensi de/ rego/amento {CEE} n. 2081/92 e in aree agricole in cui si ottengono prodotti con tecniche dell'agricoltura biologica ai sensi de/ regolamento (CEE) n. 2092/91; presenza di rilevanti beni storici, artistici, archeologici. Per le su elencate condizioni locali di accettabilita, si veda quanta gia riferito relativamente a: Raccomandazione R-06, relativamente alla distanza dai centri abitati; Vincolo V-08b, relativamente al rischio sismico; Vincolo V-14, relativamente alle aree agricole di cui ai regolamenti 2081/92/CEE e 2092/91/CEE; Raccomandazione R-03, relativamente ai rilevanti beni storici, artistici ed archeologici. 9.8.5 Raccomandazioni valide comunemente per discariche di rifiuti pericolosi e non pericolosi che accettano rifiuti contenenti amianto R-17: Raccomandazioni valide comunemente per le discarica per rifiuti non pericolosi e pericolosi che accettano rifiuti contenenti amianto Circa le discariche di rifiuti pericolosi e non pericolosi che accettano rifiuti contenenti amianto, a norma del piu volte citato allegato 1 del D.Lgs. 36/2003, gli studi di localizzazione di dettaglio dovranno contenere una specifica analisi tendente ad accertare, al fine di evitare qualsiasi possibile trasporto aereo delle fibre, la distanza dai centri abitati in relazione alla direttrice dei venti dominanti. Tale direttrice e stabilita sulla base di dati statistici significativi dell'intero arco dell'anno e relativi ad un periodo non inferiore a 5 anni. Ulteriormente e a maggiore vantaggio di sicurezza, si richiama, per gli studi localizzativi di dettaglio, l'applicazione delle raccomandazioni R-06 ed R-12. 174 Parte II del PIANO REGIONALE per la GESTIONE DEi RIFIUTI della REGIONE MOUSE 10 DEFINIZIONE DEi CRITERI PREFERENZIALI PER LA LOCALIZZAZIONE IM PIANTISTICA II riconoscimento della distribuzione spaziale dei vincoli cogenti esaminati al precedente capitolo consentira implicitamente di riconoscere le aree idonee alla localizzazione degli impianti di trattamento e di smaltimento dei rifiuti come quelle esenti dai gravami individuati, relativamente a ciascuna delle macrocategorie impiantistiche considerate. Secondo la normativa oggi vigente (D.Lgs. 152/2006, art. 197, comma 1, punto elenco d) e nelle more della piu compiuta definizione del nuovo assetto che ii legislatore vorra conferire al sistema degli Enti Locali, incluse le competenze specifiche che saranno assegnate alle province, dovranno essere redatte, nelle sedi istituzionali opportune, adeguate carte di dettaglio che definiranno gli strati dei vincoli cogenti individuati al capitolo precedente da portare in conto ai fini delle scelte di localizzazione impiantistica. Tuttavia, ii riferimento alle carte dei vincoli potra risultare di un'utilita relativa circa ii contributo sui criteri di preferenzialita da considerare nelle fasi fina lizzate all'individuazione dei siti che potranno ospitare nuovi impianti di trattamento e/o smaltimento di rifiuti. II principio della prossimita dei siti di smaltimento ai principali bacini di produzione dovrebbe costituire ii criteria guida nella localizzazione di qualsiasi macrotipologia impiantistica di recupero, smaltimento e trattamento in quanto esso e derivante direttamente dal principio del "chi inquina paga". Non dovrebbero essere prodotti rifiuti. In caso contrario, se ne dovrebbero produrre sempre meno in quantita e sempre meno pericolosi in qualita. Non dovrebbero essere create diseconomie esterne trasferendo ii problema dell'inquinamento prodotto dai propri rifiuti a chi i rifiuti non Ii produce o si sta sforzando di non produrli. Chi produce rifiuti dovrebbe preoccuparsi di recuperarli, di trattarli e di smaltirli laddove vengono prodotti, purche siano assicurate le condizioni richieste dalla normativa in termini di tutela della salute pubblica e dell'ambiente. Anche applicando tutte le migliori tecnologie disponibili e le prassi di buona pratica tese alla minimizzazione della produzione di rifiuti, la loro generazione non risulterebbe mai completamente nulla. Cib nemmeno in processi che consentono di produrre materie prime seconde a partire da correnti di scarto. Piccole quantita di prodotti indesiderabili vengono sempre generate anche dal piu efficiente dei sistemi di riciclo. Con specifico riferimento al precedente paragrafo 6.6, ove si e riconosciuto che per la Regione Molise, nel prossimo futuro (e comunque entro i limiti della portata temporale di r iferimento del presente piano), esiste la necessita di rinvenire la piu opportuna loca lizzazione impiantistica, limitatamente ad un nuovo impianto di selezione della frazione secca riciclabile, per ii solo scenario del 65% di RD. Di seguito si individuano alcuni criteri di preferenzialita per l'individuazione ottimale di tale sito di trattamento. 175 Parte II del PIANO REGIONALE per la GESTIONE DEi RIFIUTI della REGIONE MOUSE II principale riferimento normative per gli impianti appartenenti a Ila tipologia impiantistica in discorso e fornito dal l'art. 196, comma 3 del D.Lgs. 152/2006 secondo ii quale la localizzazione degli impianti di gestione dei rifiuti91 , deve essere privilegiata in aree ad elevata connotazione e vocazione industriale, compatibilmente con le caratteristiche delle aree medesime. Tale criteria preferenziale, coerente con i principi della prossimita degli impianti di gestione al le aree di produzione rifiuti e della responsabilita territoriale delle aree in cui si concentra la produzione di rifiuti, e anche fina lizzato alla riduzione dei rischi di movimentazione (inclusi anche i rischi di smaltimento illegale) e al la minimizzazione degli impatti da trasporto. L'indagine svolta di seguito mira a ricostruire, a partire dall'acquisizione delle informazioni sul collettivo delle ASI esistenti sul territorio regionale, ii quadro conoscitivo dei caratteri discriminanti in base ai quali riconoscere le condizioni dettate dalla norma vigente, fermo restando ii piano fondale rappresentato dai principi comunitari del "chi inquina paga", dell'"autosufficienza" e della "prossimita" dei luoghi di smaltimento ai luoghi di produzione di rifiuti. Un approccio92 per misurare l'intensita dell'interazione spaziale tra i siti di produzione e le localita polari di smaltimento e trattamento di rifiuti e basato sui cosiddetti mode/Ii di gravitazione. II metodo suggerito e derivato dalla statistica economico territoriale che in una delle sue branche piu classiche e piu affascinanti si occupa della teoria delta /ocalizzazione o de/le localita centrali. Modelli del genere fanno risalire l'intensita della interazione tra due unita spaziali "alla loro reciproca forza attrattiva ed alla distanza che Ii separa"93 . In altri termini, secondo gli autori della statistica economico territoriale classica, un utente sarebbe attratto da una certa localita polare tanto piu fortemente quanta piu e elevata una caratteristica intrinseca della localita verso cui ci si dirige (capacita attrattiva) e tanto piu debolmente, quanta piu e elevata la distanza che Ii divide. In simboli, i modelli che esprimono tale legge assumono la forma: [1] dove: @1,J e l'attrattivita esercitata dalla localita polare i sulla localita periferica j; c i e la capacita attrattiva intrinseca del polo i; O1,J e la distanza tra la localita polare i e la localita periferica j; k e una costante dipendente dalla modalita usata per ca lcolare D i,j per tutte le coppie i, j; ~ e un para metro, con o < ~ < 1. 91 eccettuati gli impianti di dlscarica controllata 92 Bidello P. {1999a; 1999b; 2001; 2007) 93 Arbia G., Espa G., 1996; p. 159 176 "J25 Pa rte II del PIANO REGIONAL£ per la GESTIONE DEi RIFIUTI della REGIONE M OLISE La distanza rappresenta, dunque, un indicatore di accessibilita ed ii parametro ~, chiamato frizione de/la distanza, rappresenta la resistenza che offre lo spazio agli spostamenti degli individui. Tiene conto di tutte le motivazioni che si prendono in considerazione per non spostarsi da j ad i a causa della loro reciproca lontananza, a parita di capacita attrattiva di i. In sostanza ~ pub rappresentare, secondo la teoria classica, la diseconomia connessa allo spostamento da j ad i e cioe lo svantaggio derivante dal la lontananza (costo del viaggio, tempo di percorrenza, ecc.) mentre, sotto ii profilo ambientale, pub essere efficacemente vista come impatto sulle componenti ambientali a causa del trasporto di una data massa da j ad i. Quanta alla capacita attrattiva della localita polare i-esima, questa rappresenta una caratteristica intrinseca della stessa localita e cioe un indicatore della sua "qualita". In altri termini, ogni qualvolta che da una localita periferica j ci si indirizza verso la localita polare i vuol dire che la capacita attrattiva di i e predominante rispetto all'attrito della distanza i-j. La localizzazione spaziale delle aree industriali molisane e rappresentata dal cartogramma riportato nella figura di seguito. Figura 43 Distribuzione spaziale de/le AS/ molisane Le aree industriali della regione Molise sono state modellate attraverso alcuni indicatori caratteristici delle proprie capacita intrinseche ad ospitare impianti di trattamento di rifiuti e collocate spazialmente rispetto alla rete cinematica regionale, in modo da poterne ricavare le distanze intercorrenti dai centri comunali ove, per costruzione del modello, si ipotizza concentrata tutta la produzione di rifiuto urbano. Si e ricavata dunque la tabella riepilogativa che si rappresenta di seguito. 177 Parte II del PIANO REGIONALE per la GESTIONE DEi RIFIUTI della REGIONE MOUSE SUP.TOT SUP.IND SUP.ES SUP.FUT SUP.NOW costo ID AREAIND. (m') (m') (m') (m') (t\m' ) Servlzl (m' ) 1 Bojano 1.920.000 1.130.000 380.000 750.000 0 15 1-2-3-4 7-8 2 Campochiaro 1.630.000 1.180.000 440.000 740.000 0 18 1-2-3-4 5. Polo 5-7-8-9 3 Carpi none 560.000 270.000 50.000 220.000 0 10,5 1-2-3-4 5-7-8 4 Macchia 460.000 322.000 122.000 200.000 16.000 21 1-2-3-4 d'lsernia 7-8 5 Pettoranello 270.000 189.000 127.000 62.000 44.000 13 1-2-3-4 7-8 6 Pozzilli 2.820.000 1.340.000 1.325.000 15.000 0 26 1-2-3-4 5-6-7-8-9 7 Sessa no del 690.000 483.000 220.000 263.000 0 6,2 1-3-4-7-8 Molise 8 Sesto 570.000 330.000 90.000 240.000 0 9 1-2-3-4 Campana 7-8 9 Trivento 230.000 110.000 70.000 40.000 20.000 8 1-2-3-4 5-7-8 10 Valle del 9.630.000 7.240.000 5.450.000 1.790.000 600.000 22,5 1-2-3-4 Biferno 5-6-7-8-9 Tobe/fa 54 Aree industriali molisane e caratteri quali - quantitativi utili per le elaborazioni de/ mode/lo proposto. Fonte: www.siffi.com (Sistema lnformativo Fattori Localizzazione lmprese de/ Ministero dello Sviluppo Economico); www.europa.molisedati.it (Sporteflo tnformativo sui Programmi cofinanziati dall'Unione Europea); www.mol.camcom.it (portale della Camera di Commercio) Nella Tabella 54 appena data, II primo carattere (ID) esprime ii numero progressivo identificativo dell'area industriale adottato; ii secondo ii nome dell'area; ii terzo (SUP.TOT) la superficie complessiva dell'insediamento; ii quarto (SUP.IND) la superficie effettivamente dedicata agli insediamenti industriali; ii quinto (SUP.ES) la superficie ricoperta dalle industrie gia esistenti; ii sesto (SUP.FUT) la superficie industriale disponibile al futuro per nuovi insediamenti; ii settimo (SUP.NOW) rappresenta la superficie industriale attualmente disponibile per nuovi insediamenti; l'ottavo (COSTO) ii prezzo del suolo; ii nono (INFR), rappresenta dei codici numerici che corrispondono ad una particolare infrastruttura o servizio presente nell'area industriale. Rispetto alle infrastrutture presenti, si e adottata la seguente simbologia: (1) energia elettrica, (2) gas metano, (3) reti idriche, (4) gestione impianti fognari ed impianti di depurazione, (S) depurazione dei reflui civili ed industria li, (6) analisi di laboratorio, (7) manutenzione del la sede stradale e del verde, (8) segnaletica, (9) centro servizi area. 178 Parte II del PIANO REGIONALE per la GESTIONE DEi RIFIUTI delta REGIONE MOUSE Per le aree industriali molisane individuate, e possibile operare ii seguente raggruppamento basato sul criteria discriminante della disponibilita dei suoli rispetto al tempo (distinguendo ASI con suoli immediatamente disponibili per l'implementazione di impianti nuovi ed aree che, invece, mostrano tale disponibilita solamente in un tempo medio - lungo). Un ulteriore fattore discriminante e rappresentato dall'esistenza delle infrastrutture. Se un' ASI e gia dotata di infrastrutturazione, essa si rende maggiormente in grado (capacita attrattiva) di costituire sede d'impianto. Secondo la logica sopra rappresentata le aree industriali possono essere raggruppate nelle seguenti classi: CLASSE 1 - Aree industriali dotate di tutte le infrastrutture, con superfici attualmente dlsponibili e dotate di piano di sviluppo, ancorche non approvati; CLASSE 2 - Aree industriali dotate di infrastrutture, senza superfici attualmente disponibili ma con superfici disponibili al futuro secondo piani di sviluppo esistenti, ancorche non approvati; CLASSE 3 - Aree industriali non dotate di tutte le infrast rutture necessarie ma in corso di realizzazione, con piani di sviluppo e superfici attualmente disponibili; CLASSE 4 - Aree industriali non dotate di tutte le infrastrutture necessarie, con piani di sviluppo e senza superfici attualmente disponibili. A tal fine, rispetto ai caratteri rilevati delle ASI molisane, e possibile riconoscere i seguenti collettivi: CLASSE 1: Area industriale della Va lle de! Biferno. CLASSE 2: Aree industriali di Pozzilli, Campochiaro - S. Polo. CLASSE 3: Aree industriali di Pettoranello, Macchia d'lsernia, Trivento. CLASSE 4: Aree industriali di Carpinone, Bojano, Sesto Campana, Sessano del Molise. Al fine di quantificare la grandezza ®iJ che compare nella [1] come attrattivita esercitata da un'area industriale polare rispetto alla localita periferica j risulta necessario specificare la grandezza Cj, Una proposta per la formulazione delle relazioni tra le variabili che tengono insieme i fattori piu rilevanti assume la forma: ci = Suplnd X Ag(l + Sv X Q) [2]. Dove: Ci e la capacita attrattiva intrinseca della localita i calcolata con ii modello proposto; 179 Suplnd Ag Pa rte II del PIANO REGIONALE per la GESTIONE OEI RIFIUTI della REGIONE MOLISE e l'estensione della superficie industriale complessiva; e un coefficiente di agglomerazione ottenuto dal rapporto tra la superficie di agglomerazione indust riale esistente {SUP.ES) e la superficie di agglomerazione industriale media delle aree della regione considerata; Sv e la percentuale di suolo disponibile {SUP.DISP/SUP.IND) per nuovi insediamenti industriali; Q e un coefficiente di qualita dell'area industriale che tiene in considerazione caratteri quantitativi (costo del suolo) e qualitativi (grado di infrastrutturazione dell'area, presenza di superfici immediatamente disponibili, eventuali fattori deglomerativi) propri dell' ASI considerata. Per ii computo di Q si considera quindi: Q = fc X Cd [3] Dove: fc e un coefficiente di costo pari al rapporto t ra costo dei suoli industriali per m2 dell'area considerata e ii costo medio dei suoli di tutte le aree della regione considerata; Cd e un coefficiente di classe fornito dall'inverso della classe di appartenenza dall'area, cosl come definita precedentemente. In altri termini, la [2] fornisce la capacita attrattiva di un sito come estensione equivalente dell'area industriale in cui ii sito stesso e ubicato. Tale superficie e aumentata rispetto alla vocazione industriale intrinseca dell'area considerata (attraverso ii coefficiente agglomerazione), considerata in relazione alla disponibilita immediata di suoli industriali, all'estensione superficiale degli stessi rispetto alle superfici industriali dell'ASI e al costo degli stessi. Dimensionalmente, la capacita attrattiva e espressa nella stessa unita di misura in cui viene espressa la superficie (km2 , ha, ecc.). La tabella rappresentata di seguito consente di sintetizzare i calcoli effettuati per ii computo della capacita attrattiva di ciascuna area industriale molisana, secondo ii modello appena esposto. ID non,c .SUPJNO SUP.ES SUP.HIT Al. .. (()&to f<\m"' It cl.in~ Cd Q C 1 Bot•no 1.130.000 380.000 750,000 0,45-9170002 0,663716114 2S 1;00536193 • 0,2S o.~1340483 00554!,5608 1 QmPo(hla.ro- S. Polo 1.180.000 440.000 740,000 o,.5317S63l'J D.627l..116,U 18 1..10&'34116 1 o,s 0,603217153 164887,00J5 3 Carpfnone 210.000 S0.000 220,000 0,0Mt30263 0,&lffl4!15 101.S 0,703753351 4 0,25 0,17S93833a 1B6S.S,lll 16 4 M.lochia d'l.semlil 322.000 112.000 200.000 0,1C7,4,t,s43 0,6llll.801l ll I.A07>06702 3 0,333313.3:33 0,469168901 61314,62.SM 5 Penaune:llo 189.000 U7.000 62.000 O,IS34!n869 0;32!()11Ui 13 o,a1u1!6n 3 0,333333333 0,250'17891 31774,12.129 6 F'onllJI l.:!Ml.000 1.325.000 15.000 l,60l401,S2 0,0l.11S400 20 l, 742627346 2 0,5 0,171:ll.3~73 2166808,>08 7 Sessano deJ Molin 483.000 220.000 263.000 D,26.5&93139 0"'"5•=~ 6,2 0,41.S54959! • 0,25 o. !038S7399 lll69112315 8 seno Clmp,no 33.0.000 90.000 240.000 o.1osn4,474 o:m:mn ' 0,603217138 • 0,25 0,15080425 3'832.~26 9 rnvento 110.000 70.000 40.000 0,0SA602369 0,363636364 ' 0,536193029 ' D1313333333 0,17873101 9911,.103248 ID V.alle del 61femo 7,240.000 S.450.000 l.7'0.000 6,5860'5715 0,2-47ll~ 22,5 1,~04289~ 1 1 1,508042895 6S46975'9,94 Tobe/la 55 Cafcolo del/a capacito attrattiva delle aree industriali molisone 180 22.9 Parte II del PIANO REGIONALE per la GESTIONE DEi RIFIUTI della REGIONE MOUSE Note le capacita attrattive, acquisite le distanze tra i centri comunali e le ASI attraverso software dedicati, e possibile procedere al computo dell'attrattivita secondo la [1] esercitata dalle ASI individuate su ciascuno dei comuni molisani. Sono state pertanto ottenute le carte dell'attrattivita per ciascuna delle ASI considerate in un'ottica di breve e di medio - lungo periodo1 rappresentate nei cartogrammi allegati da A 01 ad A-10. Tali rappresentazioni cartografiche descrivono graficamente l'intensita delle relazioni spaziali esplicate dalle aree industriali, modellate come idonee localita polari di smaltimento1 sulle altre localita (periferiche) di produzione di rifiuti, distribuite sul territorio molisano. Dalla lettura e dal confronto delle carte dell'attrattivita e possibile notare che le ASI considerate esplicano una forza attrattiva sulle unita statistiche territoriali (da ora U.S.T.) rappresentate dai centri comunali nei quali e supposta concentrata la produzione che decade con la distanza secondo la relazione espressa dalla [1). Nel compute, la costante k della [1] e intrinsecamente contenuta nel la modalit a di calcolo della distanza sulla rete cinematica (e stata applicata la ricerca del percorso piu veloce in maniera uniforme rispetto a tutte le calcolazioni effettuate) e ~ e stato assunto pari a 0,2 per tutti i calcoli effettuati. Un'ulteriore caratteristica essenziale delle aree industriali che esplicano la maggiore attrattivita relativa sulle localita periferiche provinciali viene a coincidere con la capacita di entrare in reazione con esse a causa della posizione reciproca nel territorio e, specificamente, per la loro prossimita rispetto alla rete cinematica esistente94 . Una volta identificate le localita polari che esplicano la maggiore attrattivita sul territorio 1 un ulteriore interessante contribute informative e dato dall'analisi delle aree di mercato che possono utilmente individuarsi, anche a scopo confermativo delle indagini come sopra condotte, al fine di ottenere una misura dell'importanza strategica dell'ipotesi localizzativa di un impianto di trattamento di rifiuti rispetto alla disponibilita degli stessi. Cib e utile per verificare l'applicazione del principio della prossimita dei siti di smaltimento ai luoghi di produzione dei rifiuti e per valutare la migliore localizzazione possibile da un punto di vista economico rispetto alla disponibilita dei rifiuti o delle frazioni nobili ricavabili. In tal senso, infatti, l'analisi delle aree di marcato che si va ad illustrare con maggiore dettaglio di seguito, tiene intrinsecamente conto del fatto che le ASI, oltre a costituire poli attrattivi, costituiscono anche centri nei quali si addensa la produzione di rifiuti speciali. Cib e 94 In altri termini, nello spazio reale non omogeneo, none rilevante la distanza fisica o euclidea tra due U.S.T. ai fini del calcolo dell' attrattivita relatlva ma la loro posizione reciproca rispetto alla rete cinematica. Questa, con le proprie caratteristiche, e in grade, da sola, di fare variare anche sensibilmente l'attrattivita calcolata secondo le distanze dirette tra le U .S.T. 181 Parte II del PIANO REGIONALE per la GESTIONE DEi RIFllJTI della REGIONE MOLISE tanto piu vero quanto alle entita amministrative dei siti industriali corrispondono effettivamente anche raggruppamenti di imprese attive di un certo significato in termini di addetti, fatturato, produzione, ecc. E chiaro che, in tal caso, la localizzazione di un eventuale impianto per la gestione dei rifiuti all'interno di un'area industriale assume una valenza strategica di forte rilevanza innanzitutto per le stesse aziende localizzate all'interno dell' ASI. I poli industriali notevoli sono capaci, inoltre, di generare un indotto significativo nel loro intorno spaziale e pertanto possono diventare ancora di piu convenienti, in ossequio al richiamato principio della prossimita, se intesi come siti nei quali, entro minime distanze, e possibile disporre di quantita rilevanti di rifiuti. Dato un certo dominio spaziale, un operatore economico realizza ii 100% del proprio vantaggio (rifiuti raccolti) sul 100% del dominio, a patto che sia dlsposto a coprire la distanza (costo, emissioni e impatti) che separa la propria sede stabile da tutte le localita periferiche piu remote del dominio spaziale dato. Pub succedere, pero, che l'operatore economico si accorga che, rinunciando ad una parte dei profitti provenienti dalle localita piu periferiche, rea lizzi un maggiore vantaggio coprendo distanze (costi) minori. La massimizzazione del vantaggio viene conseguita quando si raggiunge ii massimo profitto rispetto alla minima area e dunque alla minima distanza coperta. A partire dalla stima del la produzione dei rifiuti, per dascuna categoria merceologica, e stata individuata la distribuzione geografica della disponibilita di frazioni di rifiuto a partire dalla quale deve essere ricercata la piu conveniente delle localizzazione di impianti di trattamento o smaltimento, in accordo con ii principio della prossimita. Le frazioni di rifiuto da RD considerate sono: • Umido; • Carta; • Vetro; • Plastica; • Metalli ferrosi; • Alluminio; • Legno + tessili; • Resto (RAEE + ingombranti + fini inerti). Acquisita la distribuzione spaziale della produzione di rifiuto, per ogni livello di RD considerato come scenario di riferimento (RD = 35%, 50%, 65%), note le distanze tra i centri comunali e le ASI di cui sopra, e possibile mettere in correlazione le coppie (distanze/disponibilita) per tutte le ASI d'interesse. 182 Parte II del PIANO REGIONALE per la GESTIONE DEi RIFllJTI delta REGIONE MOUSE In tal modo sono state ottenute le carte delle aree di rnercato per ciascuna delle ASI considerate, in un'ottica di breve e di medio-lungo periodo, rappresentate nei cartogrammi allegati da D-01 ad D-10, Tali rappresentazioni cartografiche descrivono graficamente lc1 disponibilita di rifiuti e di frazioni nobili separabili attraverso la raccolta differenziata per ciascuna delle aree industriali molisane, modellate come idonee localita polari di smaltimento, sulle altre localita (periferiche) di produzione di rifiuti, distribuite sul territorio molisano. L'analisi e ii confronto delle cartografie ottenute permette di elaborare una serie di considerazioni circa l'individuazione delle aree industriali ave loca lizzare piu convenientemente i nuovi impianti industriali di selezione della frazione secca riciclabile indicati dal piano (per una potenzialita di trattamento compresa tra 15kt/anno e 25kt/anno). L'area di Termoli (Valle del Biferno) rappresenta da sempre ii punto di forza del settore industriale del Molise, concentrando al suo interno tutte le principa li aziende della Regione ed in particolare lo stabilimento della Fiat. Le industrie dislocate presso le altre aree industriali rappresentano principalmente piccole realta destinate ad attivita legate all'artigianato o al settore agricolo. Le cartografie elaborate rispecchiano sostanzialmente questa realta consolidata, mostrando un forte squilibrio tra l'attrattivita esercitata dal nucleo della Valle del Biferno e la maggior parte delle altre aree industriali molisane. Dall'osservazione delle carte delle aree di mercato redatte per !'area industriale della Valle del Biferno, si evince, infatti, che l'area industriale in questione, considerata come polo di trattamento, drena rifiuti o frazioni nobili per una percentuale corrispondente a circa ii 55% della disponibilita regionale entro distanze dell'ordine dei 65km, pari a meno della meta della distanza dal centro di produzione (comune) piu remoto del Molise dal polo considerato. Quanta si rileva discende dalla grande dimensione dell'agglomerato industriale, dalla presenza di tutte le infrastrutture e servizi necessari, nonche di superfici ancora disponibili per nuovi insediamenti nonche, ovviamente, dalla concentrazione della distribuzione della popolazione a distanze minime dal polo considerato. Le altre aree che raggiungono livelli considerevoli di attrattivita sono quelle di Pozzilli, che rappresenta ii piu grande e attrezzato nucleo industriale della Provincia d'lsernia, nonche quelle di Campochiaro e Bojano, in virtu delle buone prospettive di sviluppo determinate da una sufficiente dotazione infrastrutturale e la presenza di vaste superfici disponibili per futuri insediamenti. Per quanta riguarda tutte le altre aree industriali (Sessano, Carpinone, Trivento, Sesto Campana, Macchia d'lsernia, Pettoranello), le cartografie elaborate mostrano bassi valori di attrattivita e disponibilita residuale rispetto ai principali poli industriali prirna considerati. Queste aree, essendo insediate da poche e piccole industrie, oonche dotate di infrastrutture 183 Parte t1 del PIANO REGIONALE per la GESTIONE DEi RIFIUTI della REGIONE MOUSE inadeguate o insufficienti, non sembrano offrire un'adeguata alternativa alle precedenti per la localizzazione di nuovi impianti industriali. A questo punto, dal confronta delle cartografie redatte, e possibile elaborare una classifica delle aree industriali ave risulta maggiormente conveniente (per la pubblica e privata utilita) ipotizzare la localizzazione dei nuovi impianti: l. Valle del Biferna 2. Pozzilli 3. Campachiara - S. Polo 4. Bojano 5. Sessano del Molise 6. Macchia d'lsernia 7. Pettoranello 8. Carpinone 9. Sesto Campana 10. Trivento Data la graduatoria che deriva dall'applicazione di modelli propasti, alla luce di tutta quanta gia rappresentato sul la delimitazione degli ambiti territoriali ottimali, si pub concludere che: relativamente alla provincia di lsernia, ii recente impianto di trattamento della fraziane secca riciclabile realizzato in Pozzilli pub adeguatamente ricoprire ii fabbisogna regionale, fina al raggiungimento di un livello di RD del 50%. relativamente al territaria corrispondente alla provincia di Campobasso, la localizzazione di un impianto di trattamenta della frazione secca riciclabile, ad es. in prossimita del baricentro dell'area industriale della Valle del Biferno, potrebbe soddisfare ii fabbisogno corrispondente alle esigenze per un livello di RD del 65%. Ulteriori lacalizzazioni prevedibili in prossimita delle altre ASI molisane potrebbero tuttavia essere prese in esame, riconsiderando perb la taglia media del numero d'impianti da autorizzare camplessivamente e tenendo comunque canto dell'esiguo ammontare complessiva dei rifiuti dispanibili a livello regionale e della relativa convenienza economica di lmpianti con potenzialita di piccola taglia. 184 ~ .. .,,.,,. Parte II del PIANO REGIONAL£ per la GESTIONE DEi RIFIUTI della REGION£ M OUSE Check list per la valutazione della conformita delle nuove proposte di impianti ai principi di localizzazione contenuti nel PRGR L' Allegato 2 al PRGR riporta una lista di control lo (check list) elaborata come strumento operative per le Amministrazioni regionali e provinciali. Esse potranno avvalersene in ogni fase in cui, secondo le norme vigenti, e prevista un'analisi tecnica di proposte di localizzazione di nuovi impianti. Cio con specifico riferimento almeno alle procedure di autorizzazione e al contraddittorio che si svolge internamente alle conferenze dei servizi per l'Autorizzazione lntegrata Ambientale (AIA) e a quelle per la Valutazione di lmpatto Ambientale (VIA). Da un punto di vista metodologico, lo strumento delle liste di controllo consente di verificare la conformita di un processo, di un progetto o di uno studio rispetto a determinati requisiti fissati come standard di riferimento. Si puo avere ii caso di "liste semplici", impiegate al solo scopo di riconoscere la presenza di prerogative minime o essenziali nell'oggetto in analisi. Strumenti piu complessi dello stesso genere come le "liste pesate" (dette anche " liste a punteggio") vengono adoperate o per condurre valutazioni di carattere quantitativo sul grado di soddisfacimento dei requisiti dell'oggetto di analisi rispetto all'ottimo (rappresentato dal punteggio pieno) o per paragonare tra loro diverse configurazioni o soluzioni alternative (con la scelta della soluzione che presenta un punteggio maggiore). Le liste di controllo che seguono, appartengono alla classe del primo tipo e cioe alle liste di control lo semplici. Cio perche, come ben si evidenzia in scritti di numerosi autori (tra tutti: La Camera, 1998; Schmidt di Friedberg e Malcevschi, 1998; Mendia et al., 1985), nelle check list pesate, la componente soggettiva (connessa sia alla loro predisposizione che al loro uso) che porta alla determinazione quantitativa del risultato finale puo rivelarsi determinante nell' orientare le scelte verso soluzioni precostituite. Le check list fornite, dunque, sono state prodotte sulla scorta dei risultati e delle analisi svelte al Capitolo 9. Esse vengono presentate in due distinti raggruppamenti. II prime consente di riconoscere se ii candidato sito rientra in una delle aree individuate come non idonee alla localizzazione di nuove proposte in virtu dei criteri escludenti presi a riferimento nel presente Piano. II secondo raggruppamento deve essere adoperato per la verifica dell'ottemperanza puntuale a ciascuna delle raccomandazioni di cui al paragrafo 9.8 tendenti ad orientare le scelte localizzative e di processo verso siti e soluzioni ta li da minimizzare gli impatti sulle componenti ambientali e sulla salute pubblica 185 Pa rte II del PIANO REGIONALE per la GESTIONE DEi RIFIUTI della REGIONE MOUSE 11 LINEE GUIDA PER LA PREDISPOSIZIONE DEL PIANO DI MONITORAGGIO 11.111 sistema degli indicatori di performance 11 sistema di indicatori di performance, non solo ambientali ma soprattutto gestionali ed economici, deve essere tale da rappresentare la realta considerata e misurare gli effetti delle variazioni del sistema di gestione. Gli indicatori dovranno essere organizzati secondo uno schema relazionale, che permetta di verificare le loro variazioni rispetto al contesto iniziale, in funzione delle varianti che vengono di volta in volta introdotte secondo quanto previsto dal piano delle azioni. La definizione di un appropriato Quadro di lndicatori di Prestazione (Performance Indicators Framework - PIF) consente di operare la valutazione tra differenti alternative che si dimostrino intellegibili e consistenti ma anche in grado di valutare le conseguenze economiche, ambientali e sociali dell'implementazione di ciascuna di tali alternative. II quadro di indicatori95 ambientali e quindi un indispensabile strumento per gli amministratori (decision makers), i dirigenti e i tecnici impegnati nel decidere, pianificare ed attuare sistemi complessi96 . Per scegliere gli indicatori e necessario innanzitutto definire ii processo che dai dati di base, ovvero le informazioni e i dati non processati, che conduce alla creazione degli indici, i quali consentono di condensare ii contenuto informativo di numerosi dati, in forma descrittiva o numerica, in un singolo valore. II beneficio e chiaramente individuabile, ove si consideri ii livello di immediatezza analitica che ne deriva, tale per cui e possibile valutare e confrontare scelte, politiche e relativi impatti. In particolare a trarne beneficio e la comunicabilita dell'informazione, tale per cui la stessa risu lta trasmissibile in tempi ridotti e in modo sintetico. II processo di "condensazione" non e, pero, esente da sacrifici dal punto di vista dei contenuti dell'informazione. Essa ne risulta in un certo qual modo decurtata a livello di dettaglio soprattutto in merito alla spazialita de! data ossia alla distribuzione spaziale dello stesso. Cio spesso si traduce in una difficolta nel pianificare le azioni e distribuirle in maniera efficace su aree disomogenee. A livello generale gli indicatori devono rispondere alle esigenze per cui sono utilizzati, devono quindi essere scelti in base a criteri che ne rendano utile ed efficace l'utilizzo. Secondo l'OCSE (Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico) indicatori ed 95 L'Agenzla Europea per l'Ambiente (EEA) ha definito un indicatore come un dato elementare o una semplice combinazione di dati in grado di misurare un fenomeno osservato. Essi misurano quindi l'effetto delle azioni "politiche" ovvero degli atti delle amministrazioni; indlcano se gli obiettivi sono o meno raggiunti, se vi e bisogno di misure aggiuntive e, soprattutto, quantificano i i livello quali -quantitativo del servizio di Gestione dei Rifiuti valutando se le risorse materiali ed energetiche sono utilizzate correttamente e quanto distante sia ii sistema dagli obiettivi che ci si era prefissatl. 96 Ljunggren M. Waste Management and Research, 18/6:525-537, 2000. 186 Parte II del PIANO REGIONALE per la GESTIONE DEi RIFIUll della REGIONE MOUSE indici utilizzati per analizzare a livello quantitativo gli impatti ambientali di diverse tipologie di azioni, devono essere utili, rilevanti, avere solidita scientifica ed essere misurabi li. Nella scelta degli indicatori devono, dunque, essere valutate prevalentemente le seguenti caratteristiche: • Pertinenza: attinenza alle tematiche proposte negli obiettivi del piano ed al le azioni individuate per la sua realiz.zazione, nonche coerenza con le realta ambientali locali a cui l'indicatore si riferisce; • Rappresentativita: capacita di rappresentare in modo chiaro ed efficace le problematiche e restituire l'efficacia delle scelte; • Popolabilita: disponibilita di dati per ii calcolo dell'indicatore, • Aggiornabilita: possibilita di avere nuovi valori nella stessa serie storica dell'indicatore per permetterne l'aggiornamento e la valutazione delle sue evoluzioni tempora li; • Semplicita e comprensibilita: gli indicatori devono pater essere compresi sia da tecnici che da non tecnici e devono essere facilmente comunicabili. Nel caso specifico della gestione dei rifiuti ii quadro degli indicatori deve rispettare i seguenti criteri : • deve essere associato ad un concetto chiaro ed essere non ambiguo; • deve esserci indipendenza tra gli indicatori; • deve esserci una semplicita di calcolo che renda gli indicatori realmente fruibili; • deve essere verificabile. II quadro deg/i indicatori per la gestione dei rifiuti nel suo complesso pub contenere piu di 150 indicc1tori strutturati. Estraendo da tale contesto solo i set di indicatori relativi ad una specifica fase (ad es., quella di "raccolta" dei rifiuti) si restringe ii campo di applicazione e diminuisce considerevolmente ii numero di indicatori, anche se si riduce l'ampiezza del monitoraggio dedicandolo a specifici, seppur cruciali, fasi della gestione dei rifiuti. Da un punto di vista speculativo, ii Piano di Monitoraggio del PRGR del Molise dovra essere uno strumento operativo finalizzato a definire procedure, tempi e responsabilita circa le attivita di rilevazione, elaborazione e diffusione delle informazioni relative all'attuazione del PRGR. Sull'argomento sembra opportuno richiamare le specifiche competenze individuate della L.R. n. 25 del 7 agosto 2003, dell'Osservatorio Regionale sul Cicio dei Rifiuti sulle modalita ed i fenomeni oggetto di rilevazione, i tempi di aggiornamento del rapporto di monitoraggio come st rumento operativo per soddisfare ii fabbisogno conoscitivo ed informativo. II set di indicatori da individuare dovrebbe essere auspicabilmente strutturato dal punto di vista logico in: • indicatori di risultato, che misurano ii grado di raggiungimento degli obiettivi che ii PRGR si propane di conseguire; 187 Parte II del PIANO REGIONALE per la GESTIONE DEi RIFIUTI della REGIONE MOUSE • indicatori di impatto1 che esprimono l' impatto che ii raggiungimento degli obiettivi genera sul sistema di riferimento (es.: componenti ambientali1 riorganizzazione della PA, procedure, ecc.); • indicatori di realizzazione fisica, che misurano ii grado di realizzazione del PRGR (es.: impianti realizzati, ecc.) Gli indicatori da individuarsi dovrebbero essere rappresentati in maniera strutturata secondo la mappa proposta di seguito. Essa, per ciascun indicatore individuate, reca una serie di informazioni articolate in modo da far emergere: l. Nome dell'indicatore: ii nome con ii quale viene rappresentato l'indicatore in parola; 2. Finalita: a cosa serve (es.: a misurare un certo carattere di un fenomeno per valutarne l'andamento); 3. Unita di misura: l'unita di misura con ii qua le viene espresso l'indicatore; 4. Risultato/lmpatto/Realizzazione: specifica la categoria rispetto all'obiettivo; 5. D/P/5/1/R: specifica la categoria dell'indicatore rispetto al modello concettuale europeo; 6. Fonte: riferimenti della letteratura scientifica relativi all'indicatore (se applicabile); 7. Riferimenti Normativi: fonte normativa che introduce l'uso dell'indicatore (se applicabile); 8. Note: eventuali note esplicative; 9. Copertura spazia/e: dominio territoriale di riferimento; 10. Copertura tempora/e: dominio temporale di riferimento; 11. Tipo di rappresentazione: specifica se la rappresentazione dell'indicatore e di tipo tabulare, grafica o cartografica; 12. Stato/Trend: specifica se al momenta della rilevazione la misura e stabile, soddisfacente o insoddisfacente rispetto a quella ri levata precedentemente o attesa o imposta ai sensi di legge; 13. Fornitore: specifica l'organo che istituzionalmente effettua la raccolta del data; 14. Commenta: contiene eventuali annotazioni sul processo di costruzione dell'informazione. II Piano di monitoraggio del PRGR del Molise deve essere redatto nella sua versione definitiva solo a conclusione delle procedure di consu ltazione a cura dell' Autorita Procedente e del Proponente. Cib consentira di tenere in opportune canto quanto emergera dalle fasi di concertazione e partecipazione del pubblico e dei soggetti competenti in materia ambientale circa gli indicatori di volta in volta segnalati e proposti al monitoraggio nei diversi capitoli del PRGR. Di seguito si riporta un primo elenco di indicatori {per i quali bisognera comunque verificare dettagliatamente i requisiti essenzia li di effettiva popolabilita ed aggiornabilita) ritenuti fondamentali per ii monitoraggio, ii controllo e la verifica dell'attuazione del PRGR del 188 Parte It del PIANO REGIONALE per la GESTIONE DEi RIFIUTI della REGIONE MOUSE Molise, e dunque ritenuti idonei in quanta a pertinenza, attendibilita, comprensivita e rappresentativita. INFORMAZIONI SUL CONTESTO PRODUZIONE DEi RIFIUTI {INDICATOR/ DI PRESS/ONE}: Produzione di rifiuti urbani Produzione pro-capite di rifiuti urbani PRESTAZIONI DEL SISTEMA DI GESTIONE DEi RIFIUTI RACCOLTA DEi RIFIUTI (INDICATOR/ DI RISPOSTA): lndice di Raccolta Differenziata: frazione di rifiuti secchi ed umidi raccolta in maniera differenziata rispetto al totale dei rifiuti urbani raccolto nel medesimo ambito Frazione % di ogni componente merceologica raccolta Quantita pro-capite di rifiuti raccolta in modo differenziato Frazione % pro-capite di ogni componente merceologica raccolta Turni di raccolta per categoria merceologica Numero di svuotamenti dei contenitori stradali per categoria merceologica per unita di tempo (per raccolta stradale) lndice di riempimento dei contenitori stradali per categoria merceologica tra due svuotamenti consecutivi (per raccolta stradale) Onere economico specifico del sistema di raccolta suddiviso in voci di costo (personale, consumi, attrezzature) Onere economico pro-capite del sistema di raccolta suddiviso in voci di costo (personale, consumi, attrezzature) TRATTAMENTO/RIC/CLO/RECUPERO DEi RIFIUTI (INDICATOR/ DI RISPOSTA): lmpianti di trattamento biologico Numero di impianti di compostaggio Copertura impiantistica di compostaggio Consumo di energia per unita di massa di rifiuto trattato e di tempo per gli impianti di compostaggio Ind ice di Global Warming Potential (GWP) per gli impianti di compostaggio 189 Parte II del PIANO REGIONALE per la GESTIONE DEi RIFIUTI della REGIONE MOUSE Numero di impianti di digestione anaerobica Copertura impiantistica di digestione anaerobica Produzione di energia per unita di massa di rifiuto trattato e di tempo per gli impianti di digestione anaerobica lndice di Global Warming Potential (GWP) per gli impianti di digestione anaerobica Onere economico pro-capite del sistema di trattamento umido (voce del la TIA) lmpianti di selezione dei rifiuti Numero di impianti di selezione Potenzialita di trattamento degli impianti di selezione Consume di energia per unita di massa di rifiuto trattato e di tempo Frazione di scarto della selezione Onere economico pro-capite del sistema di selezione (voce della TIA) lndice di Raccolta a Recupero: frazione di rifiuti effett ivamente avviata alla fi liera del riciclo ed al trattamento biologico della frazione organica (quindi pari a quel la raccolta meno gli scarti della fase di selezione) rispetto al totale dei rifiuti urbani raccolto nel medesimo ambito lmpianti di termovalorizzazione Numero degli impianti di termovalorizzazione Potenzialita degli impianti di termovalorizzazione Frazione percentuale del rifiuto in ingresso trasformata in ceneri di fondo Frazione percentuale del rifiuto in ingresso trasformata in ceneri volanti Produzione di energia per unita di massa di rifiuto t rattato e di tempo lndice di Global Warming Potential (GWP) Onere economico pro-capite del sistema di termovalorizzazione (voce della TIA) lmpianti di tritovagliatura e biostabilizzazione/bioessiccazione Numero degli impianti di tritovagliatura Potenzialita degli impianti di tritovagliatura Frazione percentuale del rifiuto in ingresso avviata a recupero 190 Parte II del PIANO REGIONALE per la GESTIONE DEi RIFIUTI delta REGIONE M OUSE Frazione percentuale del rifiuto in ingresso avviata a smaltimento Consumo di energia per unita di massa di rifiuto trattato e di tempo Onere economico pro-capite del sistema di tritovagliatura (voce del la TIA) /NOICE DI RECUPERO EFFETTIVO (/ND/CA TORE DI RISPOSTA} lndice di Recupero Effettivo: frazione di rifiuti effettivamente recuperata, cioe immessa nel ciclo produttivo come materia o energia (quindi pari a quella raccolta meno gli scarti delle fasi sia di selezione sia di riciclo) rispetto al totale dei rifiuti urbani raccolto nel medesimo ambito SMALT/MENTO DEi RIF/UTI (INDICATOR/ DI RISPOSTA): Discariche Numero di discariche (per ogni categoria) Potenzialita di discariche per rifiuti (per ogni categoria) Frazione dei rifiuti urbani inviata in discarica Onere economico pro-capite del sistema di smaltimento (voce della TIA) Produzione di biogas dalle discariche per unita di massa e di tempo (per tipologia di discarica) Produzione di percolato dalle discariche per unita di massa e di tempo (per tipologia di discarica) 191 Parte II del PIANO REGIONALE per la GESTIONE DEi RIFIUTI della REGIONE MOLISE 11.1.1 Quadro di sintesi degli indicatori economico-ambientali Si riporta una tabella di sintesi in cui vengono esplicitate le formule di calcolo degli indicatori riportati nel paragrafo precedente. Simbolo lndicatore Formula di calcolo PRU Produzione di rifiuti urbani quantita di rifiuti urbani prodotta[ ] t PRU= = giorni di produzione g PRU' Produzione pro-capite di r ifiuti urbani , quantitadi rifiuti urbani prodotta[ ] t PRU = = giorni di produzione· abitanti g • ab RD lndice di Raccolta Differenziata RD frazionedi rifiuti secchi e umidi raccolti in maniera differenziata[=]~ totaledi r ifiuti urbani raccolto nel medesimo ambito t Fi Frazione % di ogni componente merceologica . quantita della i - esima frazione merceologi ea prodotta[ ] I FI= = raccolta quantita di rifiuti solidi urbani prodotta l Fi' Frazione % pro-capite di ogni componente Fi'= quantita della i - esima frazione merceologi ea prodotta[=J-' merceologica raccolta quantita di rifiuti solidi urbani prodotta· abitanti t • ab Tri Turni di raccolta per categoria merceologica TR= turni di raccolta per la i -e~ima categoria merceologi ea [ =]~ sett1mana sett. NSVi Numero di svuotamenti dei contenitori stradali per NSVi= numero di svuotamenti cont. per la i-esima cat. mere. [ =] ~ categoria merceologica per unita di tempo mese mese 192 t \ N ,.c: t---> ~ ..:✓ IRCi Cr (costi di raccolta) Cr p (personale) Cr c (consumi} Cr a (amm. attr.) Ct (costo del trattamento} Cs (costo di selezione} I Csrry (costo dello smaltimento} Parte II del PIANO REGIONALE per la GESTIONE DEi RIFIUTI della REGIONE MOUSE lndice di riempimento dei contenitori stradali per categoria merceologica tra due svuotamenti consecutivi (per raccolta stradale} Onere economico specifico del sistema di raccolta suddiviso in voci di costo IRCi= Volume i-esima cat.mere. nel contenitore[=] ni3 Volume del contenitore nl Cr Costodel serviziodi raccolta: personale[=]£ p quantita raccolta di RU t Costo de] servizio di raccolta : consumi [ ] € Cr c=-------------- = quantita raccolta di RU t Casto de] servizio di raccolta : ammortamento attrezzatu·e [ ] € Cr a=--------------------- = quantita raccolta di RU t Ct= Cos tode ltra tta me no FORSU[=]~ quantitaaccoltadiRU t Costodel I a;el ezi onelelmulti mateira I~ ] € Cs=----- ----------L= qua ntitaaccoltadiRU t Csm= Costode I la;ma ltimerd:delRURe degl i;ca rtidisel ezion[=]~ qua ntitaaccoltadiRU t 193 Iv 5 Cr' {costi di raccolta) Cr' p (personale) Cr' c (consumi) Cr' a (amm. attr.} Ct' (costo del trattamento) Cs' ( costo di selezione} Csm' (costo del lo smaltimento) N-COMP 1- P-COMP Parte II del PIANO REGIONALE per la GESTIONE DEi RIFIUTI della REGIONE M OLISE Onere economico pro-capite del sistema di raccolta differenziata suddiviso in voci di costo Numero di impianti di compostaggio Potenzialita degli impianti di compostaggio Cr' p= Costodel servizio~i rac colta: personale[=] £ ab1tant1 ah. Cr' c= Costodel serviz io di raccolta: consumi [ =]~ abitanti ah. Cr' a= Costodel serviziodi raccolta: ammm1amento attrezzatu·e [=] § abitanti ah. Ct'= Costodeltrattament>FORSU[=] ,£ a bita nti ab. Cs'= Costodel la;e l ezi onee lmulti matei@l i =l ,£ a bi ta nti ab. , Costodella;maltimentdelRURedeglEcartidiselezion~ l € Csm =------------- ...;... ------L= a bita nti ab. N-COMP = Numero impianti di compostaggio [=Jn. Potenzi amimpiantmicompostaggo[- ] t P-COMP - ; ...: ..:::..::.... - tempo anno 194 '1') Parte II del PIANO REGIONALE per la GESTIONE DEi RIFIUTI della REGIONE MOUSE .. .,;:--...,. CE-COMP Consumo di energia per unita di massa di rifiuto consume energetico [ ] kWh CE-COMP = = trattata e di tempo per gli impianti di quantita trattata di FORSU + verde t compostaggio GWP-COMP lndice di Global Warming Potential (GWP) per gli produzionedi C02 e gas equivalenti [ ] fco,,q impianti di compostaggio GWP-COMP = = - · quantit a trattatadi FORSU + verde t N-DA Numero di impianti di digestione anaerobica N-DA = Numero impianti di digestione anaerobica [=Jn. P-DA Potenzialita degli impianti di digestione anaerobica Potenziataimpiantmidigestionenaerobicf-J t P-DA- - tempo anno E-DA Produzione di energia per unita di massa di rifiuto E-DA = energicprodotta [={Wh trattata e di tempo per gli impianti di digestione qua ntita-a ccoltad iFORSU+ ve rde t anaerobica GWP-DA lndice di Global Warming Potential (GWP) per gli produzionedi C02 e gas equivalent i [-] l co2eq impianti di digestione anaerobica GWP-DA - - quantit a trattatadi FORSU + verde t C-COMP-DA Onere economico pro-capite del sistema di A costo de! sistema di trat tamento umido [ ] € C-COMP-D = = trattamento umido (voce della TIA) abitanti ab. " N~SEL Numero di impianti di selezione N-SEL = Numero impianti di selezione [=Jn. P-SEL Potenzialita degli impianti di selezione Potenziataimpiantmise lezion[:-] t P-SEL- - tempo anno 195 ~ ~ lv J: t57 E-SEL W-SEL C-SEL RR N-TV P-TV SC-TV ASH-TV E-TV Parte II del PIANO REGIONALE per la GESTIONE DEi RIFIUTI della REGIONE MOUSE Consumo di energia per unita di massa di rifiuto energia consumata [ ] kWh E~Eb = trattata e di tempo quantita trattatadi rifiuto differenziato t Frazione di scarto della selezione del rifiuto rifiuto prodottodalla selezione [-] t W-SEL- - quantita trattata t Onere economico pro-capite del sistema di C-SEL = costodel sistema di selezione[=]~ selezione (voce della TIA) abitanti ab. lndice di Raccolta a Recupero totaledi rifiuti raccolto - scarti delta selezione [ ] I R~ = totaledi rifiuti urbani raccolto nel medesimo ambito t Numero degli impianti di termovalorizzazione N-TV= Numero impianti di termovalorizzazione [=Jn. Potenzialita degli impianti di termovalorizzazione quantita di rifiuto inviabile a termovalorizzazione[ ] i p~~ = - tempo anno Frazione percentuale del rifiuto in ingresso quantita di scorie di fondo prodotte [- ] t SC-TV- - trasformata in ceneri di fondo quantitadi rifiuto inviata a termovalorizzazione t Frazione percentuale del rifiuto in ingresso quantita di ceneri volanti prodotte [ ] t ASH-TV= = trasformata in ceneri volanti quantita di rifiuto inviato a termovalorizzazione t Produzione di energia per unita di massa di rifiuto energia prodotta [ ] kWh E-TV= = trattato e di tempo quantita di rifiuto inviata a tetmovalorizzazione I 196 Parte II del PIANO REGIONALE per la GESTIONE DEi RIFIUTI della REGIONE MOUSE GWP-TV lndice di Global Warming Potential (GWP) produzionedi C02e gas equivalenti l GWP-TV= [ =] CO,eq quantita di rifiuto inviata a te1movalorizzazione l C-TV Onere economico pro-capite del sistema di C-SEL = costo del sistema di termovalorizzazione[ =] i termovalorizzazione {voce della TIA) abitanti ab. N-CDR Numero degli impianti di tritovagliatura e N-CDR = Numero impianti di tritovagliatura e produzione CDR [=Jn. produzione CDR P-CDR Potenzialita degli impianti di tritovagliatura e quantita di rifiuto inviabile a tritovagiatura [ ] t P-CDR= = produzione CDR tempo anno R-CDR Frazione percentuale del rifiuto in ingresso avviata quantitaliCDRprodotto [ 1 t R-CDR= = a recupero qua ntitalirifi utd nvi ates tritova glaitura t W-CDR Frazione percentuale del rifiuto in ingresso avviata quantita di rifiuto inviata a discarica [ ] l W-CDR= = a smaltimento quantita di rifiuto inviata a tritovagl iatura t E- CDR Consume di energia per unita di massa di rifiuto energia consumata [ ] kWh E~D~ = trattata e di tempo quantita di rifiuto inviata a tritovagliatura t C-CDR Onere economico pro-capite del sistema di C-SEL = costo de) sistema di tritovagliatura [ =] ยง tritovagliatura (voce della TIA) abitanti ab. RE lndice di Recupero Effettivo ' frazione di rifiuto effettivamente recuperata [ ] t RE= = totale rifiuti urbani raccolti net medesimo ambito t 197 ~ 10 Parte II del PIANO REGIONALE per la GESTIONE DEi RIFIUTI delta REGIONE MOUSE N-DIS Numero di discariche (per ogni categoria) N-DIS = Numero impianti di discarica [=Jn. P-DIS Potenzialita di discariche per rifiuti (per ogni quantita:firifiuto [-] t P-DIS- - categoria) tempo anno RU-DIS Frazione dei rifiuti urbani inviati in discarica quantita di rifiuto inviata a discarica [=]~ RU-DIS= quantita di rifiuto raccolta t C-DIS Onere economico pro-capite del sistema di C-DIS = costodel sistema di smaltimento [=] i. smaltimento (voce della TIA) abitanti ab. GWP-DIS Produzione di biogas prodotta dalle discariche per produzionedi C02 e l?flS equivalenti [ ] l co2eq unita di e di tempo (per tipologia di GWP-DIS= = - massa quantita di rifiuto inviata a discarica I discarica) PER-DIS Produzione di percolate prodotta dalle discariche qua ntita:lipercolato [ ] t PER-DIS= = per unita di massa e di tempo (per tipologia di qua nti ta:lirifi utotempo t-anno discarica) 198 t Parte II del PIANO REGIONALE per la GESTIONE DEi RIFIUTI della REGIONE MOUSE 12 ATTIVITA PROMOSSE DALLA REGIONE La Regione Molise, con l' obiettivo di migliorare la sostenibilita ambientale ed economica dell'attuazione del PRGR, si impegna ad una serie di ulteriori attivita, non solo a carattere di pianificazione, da implementare in corrispondenza della presa d'atto del PRGR. 1. Monitorare lo stato di attuazione e sviluppo della raccolta differenziata regionale attraverso un sistema informatico su web, accessibile ai cittadini. 11 sistema dovrebbe riportare, per ogni comune molisano, e con cadenza perlomeno settimanale, i quantitativi, le tipologie e i destini (piattaforme di selezione e/o trattamento) delle diverse frazioni merceologiche, secche e umide, dei rifiuti urbani. 2. Attivare tavoli tecnici tra gli enti preposti al controllo del territorio, anche con ii supporto di associazioni ambientaliste, al fine di sviluppare sinergie per rendere piu efficaci e mirate le azioni di controllo. 3. Sviluppare studi sulla sostenibilita ambientale delle soluzioni previste dal PRGR, attraverso l'utilizzo di sistemi di valutazione oggettiva, riconosciuti dalla Comunita Europea, quali l'analisi del ciclo di vita, eventualmente estesa agli aspetti economici e social i. Attivita di questo gene re potrebbero essere inquadrate in progetti comunitari, o finanziati da fondi comunitari. 4. Stimolare ed incentivare l'utilizzo dei prodotti della filiera del recupero di materia e di energia, quali, ad es., i prodotti della filiera del riciclo, l'ammendante da trattamenti biologici, i metalli e gli inerti recuperati dalle ceneri di fondo della termovalorizzazione, ii metano prodotto dai digestori anaerobici alimentati con le frazioni umide da raccolta differenziata ed opportunamente convertito in combustibile per autotrazione. 5. Destinare adeguati finanziamenti all'attivazione di sperimentazioni su sistemi innovativi (processi, tecnologie, strumenti di valutazione) che abbiano l'obiettivo di migliorare tutte le fasi, di prevenzione, raccolta, riciclo, recupero e smaltimento finale, del ciclo di gestione dei rifiuti, sia dal punto di vista dell'efficienza del servizio sia da quello della sua sostenibilita economica, sociale ed ambientale. 6. Promuovere attivita di "landfill mining" sui siti di discarica gia esistenti ed esauriti, al fine di recuperare risorse sia in termini di materia e di energia che di volumi di discarica disponibili, attraverso ii trattamento di selezione, con sistemi innovativi, di rifiuti conferiti in epoche precedenti, caratterizzate da scarse o nulle attivita di raccolta differenziata. 7. Programmare attivita di aggiornamento periodico, almeno biennale, del PRGR. 199 Parte II del PIANO REGIONALE per la GESTIONE DEi RIFIUTI della REGIONE MOUSE 13 BIBLIOGRAFIA AA.VV. Guida ENPLAN - Programme lnterreg 1/18 - Evaluacio ambiental de plans i programes, 2004. AEA Review of research into health effects of Energy from Waste facilities. Report from Environmental services Association No. ED57607001, Gennaio 2012 (disponibile su http://www.esauk.org) Andretta A.M.F. (2010) Le tariffe per if recupero e lo smaltimento dei rifiuti urbani per tipologia e caratteristiche degli impionti. 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' - • -.. .., T ( 'I'-- "111111,.1' ... "!'!. . ~do~•~ffi .... -· ,.. --- ~ , ~1 •1' ... .Jl.r· >~~ . ,, ... --. J)9'9Jllill~t:JOO',f~ ! . - -!, ~ • -<.V !!..- -..... ~-~·~ - ~ .. , -· ~~\old - ~ ,...~.:ec~= ~ ~-, l>'l'Klo~J:I) 0 ---0~~ ,!c ··- ., .£, ~ ,.!.,, - • 111.}i ' - 1 <t) --· ~~ .., L ~ - ..... ~-~ ·-· -· ~ -... " --• ~ © Bilancio di massa totale (t/g) re/ativo a/lo scenario Status Quo. 209 Parte II del PIANO REGIONALE per la GESTIONE DEi RIFIUTI della REGIONE MOUSE ~~~.. .. '" .. ., ....,.. oi ,-1':.l-":+r-l--: -: "',;~""r:·~'1 == ;g ,...;,-++H--:;:--~ -...,,.. t-- -----------------<;;¾ ... " .. 1 00 Biloncio di mosso sul carbonio (t/g) relativo a/lo scenario Status Quo . - ,. - ' -- . 00 .,.,... .. ~ [ 210 I Parte ll del PIANO REGIONAL£ per la GESTIONE DEi RIFIUTI della REGIONE MOLISE .... .,. .Ull .... @., ... -l © .--- --- • - . - . --· t--------:9.<~:>----==·=-=-'-=-;;:-:::::l~!J~ © - . " ...... ~t Bilancio di massa sul cadmio (g/g) relativo a/lo scenario Status Quo ) 211 Parte II del PIANO REGIONALE per la GESTIONE DEi RIFIUTI della REGIONE MOLISE Q;l!Tf;>,,M,l)'llt ,olO')MOONlf-"M'.t~ (:;..!.,) ;; ;.;; ; ; ; ;; ;;,;;,;;,;;,;;; ,;;,;;; ;;;;,;;;.; -<::'.il!t!.! .~ .. ~,--------------------------------------1 TMV"'-1Utl ~~~ rnm.5:':"Pl'f km> ...J T~.9,U ,,,..,,. 1er;ccbclrl\trt1'WIIT.I ,----------C. ! ~-------... ""·"','"''<i• '" Bilancio di massa sul piombo (g/g) relativo a/lo scenario Status Qua ( 212 Parte II del PIANO REGIONAL£ per la GESTIONE DEi RIFIUTI della REGIONE MOLISE ( I -- llOS -.. I ... Bilancio sull'energia di feedstock (GJ/g) .. .., ........... ' OIK.C.c..f ' , ~I ·" II .... © • t r • ' • • ~~ ~·~' . ' 213 Parte II del PIANO REGIONALE per la GESTIONE DEi RIFIUTI della REGIONE MOUSE 1.2 Flussi di materia e di sostanze per lo scenario 35% RD RSU 221.3 dlgestoM onaorobicl ~ ~ g 3 : g' i: i " ~" ยง ~ nriu!O wt>a,i.o rou::lua~ i ~ ยง. ! 5 I! :; 3 8 .g ~ i i 'i' ยง Biloncio di mossa totale (t/g) relotivo a/lo scenario 35%RD. 11M g,.asomuonte 1,778.9 +57.6 plMbcoricidat:,, metal! ric,c&n alluminio ricidato cartlridda1a Ye11'0 riclciato legno nac:J11CO p,ol'd1to di prooosso compost 214 Parte II del PIANO REGIONALE per la GESTIONE DEi RIFIUTI della REGIONE MOLISE RSU 6\.0 diQest;.ene enaerobioa rlfkito ufbano rcistdualo Bilancio di massa su/ carbonio (t/g) relativo a/lo scenario 35%RD. ~--..::;66§.o::----{!E p1a,-t,;c;,;aricidat.1 motalli nodall afluminio ri~ to cartt~to. velra ncdato logno noicloto toss.iii naei.riti pord.ite d 1 ptoai,S$0 --· 215 RSU 3.434 Parte II del PIANO REGIONALE per la GESTIONE DEi RIFIUTI della REGIONE MOLISE m'iuto urb&oo residua'c 86 umido 8:l ~laggio plasticariaell1a ~aJMriclc,(ati cena OQcllta 't'etro oocln> legro riodato tM.sfi ricidati perefrte dJ proceuo , b ,og,,-'-•----->{IE Bilancio di massa sul cadmio (g/g) relativo a/lo scenario 35%RD. 216 Parte II del PIANO REGIONALE per la GESTIONE DEi RIFIUTI della REGIONE MOLISE i>ria rifiuto urbano residua~ 38.975 RSU Bi/ancio di massa su/ piombo (g/g) relativo a/lo scenario 35%RD. gasemuont11 plastica riot11111 m.1111 riciclati a!lumif"IIOriciciato CiU1i1 ncaclatcl ve1ro ncicleto tegno ocidalo perdite dt p(008.HO b.OO:,H 217 Parte II del PIANO REGIONALE per la GESTIONE DEi RIFIUTI della REGIONE MOUSE digu:ione atUM!ltcbiea nflulo uroano residualo Bilancio sull'energia di feedstock (GJ/g) relativo a/lo scenario 35%RD. ga;s effluonte d,scanca pl,nlb riocla\o mc4al~l'lC!Clati 1lu,rw110rioc:la:to Cllltta tlcidata V11tro ocic1ato l,e,goorieic:1810 tess:i ricidln S)en:tite d1 p,oce,sso co~sf tliogas 218 Parte II del PIANO REGIONALE per la GESTIONE DEi RIFIUTI delta REGIONE MOUSE 1.3 Flussi di materia e di sostanze per lo scenario 50% RD RSU 170.0 Bto i ll 3 " "- i I 0 ,e 'g i § "i " \! l( ~ ~ } ~ e ~ OH ef11uente 1,5357 +41,0 pCr.tloa ,icic!ota m.1-allrieielatl allumirllo ,iotcia)o cartariod.ltal legno ricidato ttss11~tl . O,::C::;l<l:::ite::.d,::i.,::Oto::;CO=":::...."-·•(E . ;oom=po=st'------+fE . ::l>:.:ogo=•-----o{E Bilancio di massa tota/e (t/g) relativo a/lo scenario 50%RD. 219 Parte II del PIANO REGIONALE per la GESTIONE DEi RIFIUTI della REGIONE MOUSE nt1Lt.o urtJ.ano rNKfu11le ~ --------+<termovm~ziooo 47.8 RSU 88.4 Bilancio di massa su/ carbonio (t/g) relativo a/lo scenario 50%RO. o,a, el"lluen\11 57.1 +09 ptastica nclciata melalh ricidaci atumin10 ricid3to carui ncid,a:ta veUoocida\o 1ess«i ricicla11 perdlte di ptccou o oompost 220 Parte II del PIANO REGIONALE per la GESTIONE DEi RIFIUTI della REGIONE MOUSE 2,2J6 racootta Oirferenziata diges110n1 anaarobica riftu to U1bano utsidu.ale 13" c:ompos~gio Bilancio di massa su/ cadmio (g/g) relativo a/lo scenario 50%RD. ( \ •rlo gaiomoente pm,tie.1 nc.id11:t:i m~ttlr1citl3tl a!IYminlo rOCla\o can.a noclata vetto nciefato 1egno nddlto pecdr!a di proceHo '"'"""'" bioga$ 221 Parte II del PIANO REGIONALE per la GESTIONE DEi RIFIUTI della REGIONE MOUSE RSU 29.753 raa::oltl diffe,■nriata digttnone 1n1erobicl. rifitn:>~oore5iduale (1ngombt1tr1J c RAEE) oomposu.os;10 Bilancio di massa su/ piombo (g/g) relotivo ollo scenario 50%RD. liciclo pla'Slica riddala motoll1~11 a'.luminio nclcJ.ato ~ancectato legno nc.te!oto toss.iii ,.eiciati pordrto d, prooono compost 222 RSU 3,306 Parte II del PIANO REGIONALE per la GESTIONE DEi RIFIUTI della REGIONE MOLISE t ,795 taccoUa diffarenziata dige!.tlooe anatrob!CI nliuto u1bano r.saduaae ~ ~ g ~ ~ i e i n ! j' i i I 1 I ~ l <! 1 ~ dis.carica •295 aria ga, efflueni. 2,190 plulJICI ncictata met,11 riciel•ti alumin.o ticidilo a:rtaricieblw velro nciclalo legno riaclato tesUi noiclati . ,:.:P•:.;:nl:.;:it•::..d;::i , prccc'°="°:.: ~E ,. c:o m po'-st-----+!E b1ogaa Bilancio sull'energia di feedstock (GJ/g) relativo a/lo scenario 50%RD. 223 Parte II del PIANO REGIONALE per la GESTIONE DEi RIFIUTI della REGIONE MOUSE 1.3.1 Flussi di materia e di sostanze per lo scenario 65% RD RSU 1192 d9"'tiona .:.n~« 11co nfiulo urbJno rH;ctuate Bilancio di mossa toto/e (t/g) relativo a/lo scenario 65%RD. I gaa eftluenhli 1 ,318 \ ......... mecafi rieiclf:11 alluminiorlc::ida'IO eartJ rt0ellta Vtlt'O neiellto perd,t1 di p,oc.esso 224 Parte II del PIANO REGIONALE per la GESTIONE DEi RIFIUTI della REGIONE MOUSE riMo urbal'lO ,.ddual• RSU 89.4 2.3 s.cirti <Sil s.eluiooe d~nca dioestione anaerobJca $ctrtJ di proceno compo,t3ggo 1. 1 +4.6 Bilancio di massa su/ carbonio (t/g) relativo a/lo scenario 65%RD. ( ' --......... : ... 4U ..0.7 piasllOI tieida!a 1n111alli ricicJati a.11umin:ioricid.2to cal\lriacla;a. toSSifl riciclab pel'dite di proeeslO COf11l)OSt 225 Pa rte II del PIANO REGIONALE per la GESTIONE DEi RIFIUTI della REGIONE MOUSE RSU 1.692 ~0$tl0ne anaorobiea 0 ,---------♦ termov•·onuavone Bilancio di massa sul cadmio (g/g) relativo a/lo scenario 65%RD. pl,3$1brie~to meta!ll rierclatl ellumin10 rk:idlto carta (icidala velrOriek:lato leigno ncielato tessltinciciati compo:51 226 Parte II del PIANO REGIONALE per la GESTIONE DEi RIFIUTI della REGIONE MOUSE RSU ~ 80 13.087 d'",ge'Stiona anaeroba ,iiuto urbano l't!'Siduakt Bilancio di massa su/ piombo (g/g) relativo a/lo scenario 65%RD. ., .. gas olfluonlo di$C,illr'ica pJallJC# CIOldltl motaUI ricidati S:lumimom.lclato ~ rieieiota velroricklo,to lcgr,o ~to lossift neici~ petdi!o di proceno ecmpoot biogH 227 Parte II del PIANO REGIONALE per la GESTIONE DEi RIFIUTI della REGIONE MOUSE 1,333 rac.cotta drfferenziata umido diQOS!iono llltH<otk:a .,.. ,,-nu,o Utbeno ,eslduaJt ricxlo dlsc:a1c:i gas emuonte 1!lumin11)nc::tde:o 0,3r1arleida1a vetton.c.ctat.o to5s:,li ricic!al1 L, ,:;P•:;:•d:;:;':,":::'·' :::P<;;:0<::;:•:::"::. 0 -.{,e . ..:com=po=$1------+{E ,. c:bioga..:' =•-----• (E Bilancio sull'energia di feedstock (GJ/g) relativo a/lo scenario 65%RO. 228 Parte II del PIANO REGJONALE per la GESTIONE DEi RIFIUTI della REGIONE MOUSE 2 CHECK LIST PER LA VALUTAZIONE DELLA CONFORMITA DELLE NUOVE PROPOSTE DI IMPIANTI Al PRINCIPI DI LOCALIZZAZIONE CONTENUTI NEL PRGR Nel presente allegato si fornisce una lista di controllo (check list) elaborata come strumento operativo per I' Amministrazione regionale che potra avvalersene in ogni fase in cui, secondo le norme vigenti, e previsto l'intervento delle strutture interne all'Ente committente finalizzato all'analisi tecnica di proposte di localizzazione di nuovi impianti. Cib con specifico riferimento almeno alle procedure di autorizzazione in regime semplificato e al contraddittorio che si svolge internamente alle conferenze dei servizi e alla Valutazione di lmpatto Ambientale {VIA). Da un punto di vista metodologico, lo strumento delle liste di controllo consente di verificare la conformita di un processo, di un progetto o di uno studio rispetto a determinati requisiti fissati come standard di riferimento. Si pub avere ii caso di "liste semplici", impiegate al solo scopo di riconoscere la presenza di prerogative minime o essenziali nell'oggetto in analisi. Strumenti piu complessi dello stesso genere come le "liste pesate" (dette anche "liste a punteggio") vengono adoperate o per condurre valutazioni di carattere quantitative sul grado di soddisfacimento dei requisiti dell'oggetto di analisi rispetto all'ottimo (rappresentato dal punteggio pieno) o per paragonare tra loro diverse configurazioni o soluzioni alternative (con la scelta della soluzione che presenta un punteggio maggiore). Le liste di controllo che seguono, appartengono alla classe del primo tipo e cioe alle liste di controllo semplici. Cib perche, come ben si evidenzia in scritti di numerosi autori (tra tutti : La Camera, 1998; Schmidt di Friedberg e Malcevschi, 1998; Mendia et al., 1985), nelle check list pesate, la componente soggettiva (connessa sia alla loro predisposizione che al loro uso) che porta alla determinazione quantitativa del risultato finale pub rivelarsi determinante nell'orientare le scelte verso soluzioni precostituite. Le check list fornite, dunque, sono state prodotte su lla scorta dei risultati e delle analisi svelte. Esse vengono presentate in due distinti raggruppamenti. II prime consente di riconoscere se ii candidate sito rientra in una delle aree individuate come non idonee alla localizzazione di nuove proposte in virtu dei criteri escludenti presi a riferimento nel presente Piano. II secondo raggruppamento deve essere adoperato per la verifica dell'ottemperanza puntuale a ciascuna delle raccomandazioni tendenti ad orientare le scelte localizzative e di 229 Parte II del PIANO REGIONALE per la GESTIONE DEi RIFIUTI della REGIONE MOLISE processo verso siti e soluzioni tali da minimizzare gli impatti sulle componenti ambientali e sulla salute pubblica. 2.1 Check list per la valutazione della conformita di proposte di nuove discariche di rifiuti inerti ai principi di localizzazione. Di seguito si propane la lista di controllo attraverso la quale e possibile riconoscere i motivi di esclusione diretta di proposte di nuove discariche per rifiuti inerti. Si noti che una risposta affermativa alle domande paste di seguito comporta la conclusione con esito sfavorevole della verifica di congruenza con i vincoli individuati nel presente Piano. • II sito individuato ricade in aree soggette a rischio idraulico o da frana elevato (R3) e molto elevato (R4) ovvero in "aree a pericolosita P3 e P4"? • II sito individuato ricade in un Sito di lmportanza Comunitaria (SIC) o in una Zona speciale di conservazione (ZSC) ovvero in Zone di Protezione Speciale (ZPS)? • II sito individuato ricade in zone di tutela assoluta delle opere di captazione di risorse idriche per uso idropotabile? • Lo studio idrogeologico di area vasta del progetto conclude sull'esistenza di possibili interferenze delle opere e degli impianti con le "zone di protezione dei carpi idrici sotterranei"? • II sito individuato ricade in territori costieri compresi in una fascia della profondita di 300 metri dalla linea di battigia, anche per i terreni elevati sul mare? • II sito individuato ricade in territori contermini ai laghi compresi in una fascia della profondita di 300 metri dalla linea di battigia, anche per i territori elevati sui laghi? • II sito individuato e prossimo a fiumi, torrenti, corsi d'acqua iscritti negli elenchi previsti dal testo unico delle disposizioni di legge suite acque ed impianti elettrici, approvato con regio decreto 11 dicembre 1933, n. 1775, e le relative sponde o piedi degli argini, per una fascia di 150 metri ciascuna? • II sito individuato ricade in aree montuose per la parte eccedente 1.200 metri sul livello del mare? • II sito individuato ricade in parchi o riserve nazionali o regionali, nonche in territori di protezione esterna dei parchi? 230 Parte II del PIANO REGIONALE per la GESTIONE DEi RIFIUTI della REGIONE MOLISE • II sito individuate ricade in territori coperti da foreste e da boschi, ancorche percorsi o danneggiati dal fuoco o sottoposti a vincolo di rimboschimento, come definiti dall'articolo 2, commi 2 e 61 del D.Lgs. 18 maggio 2001, n. 227? • II sito individuato ricade in aree assegnate alle Universita agrarie o in zone gravate da usi civici? • II sito individuate ricade in zone umide incluse nell'elenco previsto dal D.P.R. 13 marzo 1976, n. 448? • II sito individuate ricade in un'area vulcanica come definita nel D.Lgs. 42/2004? • II sito individuate ricade zone di interesse archeologico? • II sito individuate ricade in un'area NON dotata di barriera geologica naturale (caratterizzata da un coefficiente di permeabilita k:S10-7m/s e spessore s>lm) ovvero, anche laddove la barriera fosse completabi le artificialmente, e dimostrabile la disponibilita di almeno un sito le cui caratteristiche soddisfano i requisiti richiesti (coefficiente di permeabilita k:Sl0-7 m/s e spessore s>lm)? • II sito individuate ricade in aree interessate da fenomeni quali faglie attive? • II sito individuate ricade in aree di elevate pregio agricolo ai sensi del D.Lgs. 228/2001? • II sito individuate ricade in area di risanamento del piano atmosfera deila Regione Molise? • II sito individuate ricade in area di osservazione del piano atmosfera della Regione Molise? Nel seguito si rappresenta una lista di controllo che consente di verificare la congruita e la completezza degli studi che accompagnano le nuove proposte di discariche per rifiuti inerti, relativamente ai fattori ambientali rispetto ai quali nel presente Piano sono state fatte specifiche raccomandazioni, con quesiti raggruppati per comparto ambientale: 1. Specie ed Habitat protetti 1.a. E stata condotta una valutazione di incidenza, indipendentemente dal fatto che i siti in proposta ricadano all'interno di SIC o ZPS? 2. Beni culturali 231 Parte II del PIANO REGIONALE per la GESTIONE DEi RIFIUTI della REGIONE MOLISE 2.a. II progetto contiene un elenco dei beni culturali97 presenti, a livello di scala vasta e scala locale rispetto al sito in proposta? 2.b. Sono rispettate le limitazioni spaziali e funzionali98 esercitate dalla presenza di beni culturali tutelati? 2.c. Tali eventuali limitazioni sono state adeguatamente valutate? 2.d. Si e tenuta la Conferenza dei Servizi? 2.e. Come si e espressa a riguardo, in Conferenza dei Servizi, la Sovraintendenza competente? 3. Condizioni geomorfologiche 3.a. ii progetto contiene una sezione in cui vengono verificate le condizioni di pericolosita loca le rispetto agli aspetti fisici del territorio (caratteristiche topografiche, geologiche, geotecniche, geofisiche ed idrogeologiche)? 3.b. Sussistono condizioni che possono determinare instabilita dei versanti, effetti di amplificazione del moto sismico, addensamenti, liquefazioni, rotture di faglia, collasso di cavita, subsidenze, modifiche del regime delle acque superficiali e profonde, in relazione alle tipologie e alle tecniche progettuali, nonche ai materiali adottati? 3.c. II sito individuato comprende doline, inghiottitoi o altre forme di carsismo superficia le? 3.d. II sito individuato ricade in aree dove i processi geologici superficiali quali l'erosione accelerata, le frane, l'instabilita dei pendii, le migrazioni degli alvei fluviali potrebbero compromettere l'integrita della discarica e delle opere ad essa connesse? 3.e. II sito individuato ricade in aree esondabi li, instabili e alluvionabili con riferimento ad una piena con tempo di ritorno minima pari a 50 anni? 4. ldrogeologia 4.a. Nel progetto vengono verificati gli effetti della proposta di localizzazione rispetto all'idrogeologia locale e di area vasta? 97 Art. 2 comma 2 del D. Lgs. 42/2004 98 Art. 20 del D. Lgs. 43/2004 232 Parte II del PIANO REGIONALE per la GE.STIONE DEi RIFIUTI della REGIONE MOLISE 4.b. Sano state individuate, tra le alternative possibili, quelle che massimizzano la tutela delle risorse essenziali del territorio con azioni dirette alla loro salvaguardia, alla prevenzione e alla difesa dagli inquinamenti? 4.c. II progetto contiene la "relazione di massima applicazione" di opere di ingegneria naturalistica al fine di garantire la minimizzazione degli impatti ambientali? 5. Distanze dagli impianti di trattamento e smaltimento 5.a. II progetto contiene un'analisi comparativa tra le diverse alternative di localizzazione? 5.b. Sono stati utilizzati specifici modelli (es. ISC, CALINE, SOUNDPLAN, LIMA) per la simulazione degli impatti legati all'evoluzione degli inquinanti (es. polveri, parti volatili, rumore, vibrazioni, aereosoli, odori, emissioni in atmosfera diffuse o concentrate ecc.) anche dovuti al l'incremento di traffico veicolare su tutti i possibili bersagli, in particolare quelli sensibili (case di cura, ospedali, scuole, ecc.)? 5.c. Sulla base dei modelli utilizzati, e possibile concludere che l'impianto e a distanza sufficiente dai centri abitati, incluse case sparse ed isolate nonche dai bersagli sensibili? 6. Protezione e vulnerabilita dei corpi idrici 6.a. II sito individuate rientra in un'area richiedente specifiche misure di prevenzione dall' inquinamento o per la quale sussiste un delicate equilibria acqua dolce-acqua salata e una concreta possibilita di inquinamento dovuto alla commistione dell'acqua continentale con l'acqua marina? 6.b. II sito individuate rientra in un'area richiedente specifiche misure di risanamento dall'inquinamento o in una zona vulnerabile di origine agricola o vulnerabile all'uso di prodotti fitosanitari? 6.c. Nel progetto vengono verificate le interferenze delle opere in proposta con le finalita e le misure di protezione dei corpi idrici superficiali e sotterranei? 7. Piani fondali e livelli massimi di falda 7 .a. II progetto tiene canto di adeguati margini di sicurezza dei piani fondali di tutti i volumi tecnici degli impianti nei quali sono stoccati i rifiuti e i sottoprodotti intermedi e di processo rispetto alla falda eventualmente presente e alle sue fluttuazioni giornaliere e stagionali? 8. Allontanamento delle acque meteoriche 233 Parte II del PIANO REGIONALE per la GESTIONE DEi RIFIUTI della REGIONE MOU SE 8.a. Le acque meteoriche possono entrare in contatto, direttamente o indirettamente, con i rifiuti che si trovano all'interno dei siti di trattamento e smaltimento? 8.b. Le acque meteoriche possono entrare in contatto, direttamente o indirettamente, con i sottoprodotti derivanti dai processi intermedi di trattamento? 8.c. Le acque meteoriche possono entrare in contatto, direttamente o indirettamente, con i rifiuti derivanti dai processi intermedi di trattamento? 8.d. In progetto sono previsti opportuni impianti di pretrattamento ed eventuali unita di processo che conferiscano agli scarichi acquosi da allontanare caratteristiche qualitative compatibili con carpi idrici recettori? 9. Fasce di servitu e rispetto 9.a. Sono verificate puntualmente le distanze di norma (fasce di rispetto e servitu) da strade, autostrade, porti, aeroporti, gasdotti, oleodotti, elettrodotti, cimiteri, aree e beni militari? 10. Uso e vocazione del territorio Rispetto all'uso de! territorio si dovra valutare ii progetto in proposta in relazione all'esito delle risposte alla seguente griglia di domande, determinandosi una situazione via via piu favorevole nel caso in cui sara possibile riconoscere l'appartenenza del candidate sito a categorie di uso del suolo a classi piu elevate. 10.a.Classe 1 - II sito individuato ricade in aree urbane destinate ad uso prevalentemente residenziale, caratterizzate da bassa densita di popolazione, limitata presenza di esercizi commerciali ed assenza di attivita industriali ed artigianali? 10.b.Classe 2 - II sito individuate ricade in aree urbane densamente popolate, con elevata presenza di esercizi commerciali ed attivita artigianali e limitata presenza di insediamenti produttivi? 10.c. Classe 3 - II sito individuate ricade in aree urbane miste, ovvero aree urbane a densita di popolazione media, presenza di esercizi commerciali, !imitate attivita artigianali, assenza di insediamenti industriali? 10.d.Classe 4 - II sito individuate ricade in aree prevalentemente agricole, con scarsa densita abitativa, scarsa presenza di esercizi commerciali e di attivita artigianali? 10.e.Classe 5 - II sito individuate ricade in aree prevalentemente industriali, caratterizzate da insediamenti produttivi, con scarsa o scarsissima densita abitativa? 11. Salute pubblica ( 234 Parte II del PIANO REGIONALE per la GESTIONE DEi RIFIUTI della REGIONE MOUSE 11.a.Nel progetto viene va lutato ii rischio di tutte le azioni connesse al cantiere e all'esercizio degli impianti in proposta sugli ecosistemi e sul la salute degli esseri umani? 11.b.Nel progetto viene analizzata la probabilita e ii livello di esposizione ad agenti che possono incidere negativamente su lla salute degli esseri umani e sugli ecosistemi? 11.c. Nel progetto vengono individuate delle aree ove e possibi le prevedere maggiori concentrazioni di sostanze accumulabili nel suolo e nel le acque, con particolare riferimento alle sostanze bioaccumulabili (metalli pesanti, diossine, furani), relativamente a tutte le correnti in uscita dagli impianti? 12. Siti da bonificare 12.a.ll sito individuate ricade in un'area soggetta ad inquinamento accertato e da bonificare? 235 Parte II del PIANO REGIONALE per la GESTIONE DEi RIFIUTI della REGIONE MOLISE 2.2 Check list per la valutazione della conformita di proposte di nuove discariche di rifiuti non pericolosi ai principi di localizzazione Di seguito si propane la lista di controllo attraverso la quale e possibile riconoscere i motivi di esclusione diretta di proposte di nuove discariche per rifiuti non pericolosi. Si noti che una risposta affermativa alle domande paste di seguito comporta la conclusione con esito sfavorevole della verifica di congruenza con i vincoli individuati nel presente Piano. • II sito individuate ricade in aree soggette a rischio idraulico o da frana elevato (R3) e molto elevate (R4) ovvero in "aree a pericolosita P3 e P4"? • II sito individuate ricade in un Sito di lmportanza Comunitaria (SIC) o in una Zona speciale di conservazione (ZSC) ovvero in Zone di Protezione Speciale (ZPS)? • II sito individuato ricade in zone di tutela assoluta delle opere di captazione di risorse idriche per uso idropotabile? • Lo studio idrogeologico di area vasta del progetto conclude sull'esistenza di possibili interferenze delle opere e degli impianti con le "zone di protezione dei corpi idrici sotterranei"? • II sito individuate ricade in territori costieri compresi in una fascia della profondita di 300 metri dalla linea di battigia, anche per i terreni elevati sul mare? • II sito individuate ricade in territori contermini ai laghi compresi in una fascia della profondita di 300 metri dalla linea di battigia, anche per i territori elevati sui laghi? • II sito individuate e prossimo a fiumi, torrenti, corsi d'acqua iscritti negli elenchi previsti dal testo unico delle disposizioni di legge sulle acque ed impianti elettrici, approvato con regio decreto 11 dicembre 1933, n. 1775, e le relative sponde o piedi degli argini, per una fascia di 150 metri ciascuna? • II sito individuate ricade in aree montuose per la parte eccedente 1.200 metri sul livello del mare? • II sito individuato ricade in parchi o riserve nazionali o regionali, nonche in territori di protezione esterna dei parchi? • II sito individuate ricade in territori coperti da foreste e da boschi, ancorche percorsi o danneggiati dal fuoco o sottoposti a vincolo di rimboschimento, come definiti dall'articolo 2, commi 2 e 6, del D.Lgs. 18 maggio 2001, n. 227? 236 Parte II del PIANO REGIONALE per la GESTIONE DEi RIFIUTI della REGIONE MOLISE • II sito individuate ricade in aree assegnate alle Universita agrarie o in zone gravate da usi civici? • II sito individuate ricade in le zone umide incluse nell'elenco previsto dal D.P.R. 13 marzo 1976, n. 448? • II sito individuate ricade in un'area vulcanica come definita nel D.Lgs. 42/2004? • II sito individuate ricade zone di interesse archeologico? • II sito individuate ricade in aree naturali protette ai sensi della L. 394/91 ed in particolare aree parco nazionale, regionale, aree marine protette e riserve naturali? • II sito individuate ricade in un'area NON dotata di barriera geologica naturale (caratterizzata da un coefficiente di permeabilita k~10-9m/s e spessore s>lm) owero, anche laddove la barriera fosse completabile, e dimostrabile la disponibilita di almeno un sito le cui caratteristiche soddisfano i requisiti richiesti (coefficiente di permeabilita k~lff9m/s e spessore s>lm)? • II sito individuate ricade in aree interessate da fenomeni quali faglie attive? • II sito individuate ricade in aree di elevate pregio agricolo ai sensi del D.Lgs. 228/2001? • II sito individuate ricade in area di risanamento del piano atmosfera della Regione Molise? • II sito individuate ricade in area di osservazione del piano atmosfera della Regione Molise? Nel seguito si rappresenta una lista di controllo che consente di verificare la congruita e la completezza degli studi che accompagnano le nuove proposte di discariche per rifiuti non pericolosi, relativamente ai fattori ambientali rispetto ai quali nel presente Piano sono state fatte specifiche raccomandazioni, con quesiti raggruppati per comparto ambientale: 1. Specie ed Habitat protetti 1.a. E stata condotta una valutazione di incidenza, indipendentemente dal fatto che i siti in proposta ricadano all'interno di SIC o ZPS? 2. Beni culturali 237 Pa rte II del PIANO REGIONALE per la GESTIONE DEi RIFIUTI della REG I ONE MOLlSE 2.a. II progetto contiene un elenco dei beni culturali99 presenti, a livello di scala vasta e sca la locale rispetto al sito in proposta? 2.b. Sono rispettate le limitazioni spaziali e funzionali100 esercitate dalla presenza di beni culturali tutelati? 2.c. Tali eventuali limitazioni sono state adeguatamente valutate? 2.d. Si e tenuta la Conferenza dei Servizi? 2.e. Come si e espressa a riguardo, in Conferenza dei Servizi, la Sovraintendenza competente? 3. Condizioni geomorfologiche 3.a. II progetto contiene una sezione in cui vengono verificate le condizion i di pericolosita locale rispetto agll aspetti fisici del territorio (caratteristiche topografiche, geologiche, geotecniche, geofisiche ed idrogeologiche)? 3.b. Sussistono condizioni che possono determinare instabilita dei versanti, effetti di amplificazione del moto sismico, addensamenti, liquefazioni, rotture di faglia, collasso di cavita, subsidenze, modifiche del regime delle acque superficiali e profonde, in relazione alle tipologie e alle tecniche progettuali, nonche ai materiali adottati? 3.c. II sito individuato ricade in aree a rischio sismico di la categoria cos) come classificate dalla legge 2 febbraio 1974, n. 64, e provvedimenti attuativi? 3.d. 11 sito individuato ricade in aree interessate da attivit a vulcaniche, ivi compresi campi solfatarici? 3.e. 11 sito individuato ricade comprende doline, inghiottitoi o altre forme di carsismo su perficiale? 3.f. II sito individuato ricade in aree dove i processi geologici superficiali quali l'erosione accelerata, le frane, l'instabilita dei pendii, le migrazioni degli alvei fluviali potrebbero compromettere l'integrita della discarica e delle opere ad essa connesse? 3.g. II sito individuato ricade in aree soggette ad attivita idrotermale? 99 Art. 2 comma 2 del D.Lgs. 42/2004 lOO Art. 20 del D.Lgs. 43/ 2004 238 Parte II del PIANO REGIONALE per la GESTIONE DEi RIFIUTI della REGIONE MOLISE 3.h. II sito individuato ricade in aree esondabili, instabili e alluvionabili con riferimento essere ad una piena con tempo di rrtorno minima pari a 200 anni? 4. ldrogeologia 4.a. Nel progetto vengono verificati gli effetti della proposta di local izzazione rispetto all'idrogeologia locale e di area vasta? 4.b. Sona state individuate, tra le alternative possibili, quelle che massimizzano la tutela delle risorse essenziali del territorio con azioni dirette alla Iara salvaguardia, alla prevenzione e alla difesa dagli inquinamenti? 4.c. II progetto contiene la "relazione di massima applicazione" di opere di ingegneria naturalistica, al fine di garantire la minimizzazione degli impatti ambientali? 5. Distanze dagli impianti di trattamento e smaltimento 5.a. II progetto contiene un'analisi comparativa tra le diverse alternative di localizzazione? 5.b. Sano stati utilizzati specifici modelli (es. ISC, CALINE, SOUNDPLAN, LI MA) per la simulazione degli impatti legati atl'evoluzione degli inquinanti (es. polveri, parti volatili, rumore, vibrazioni, aereosoli, odori, emissioni in atmosfera diffuse o concentrate ecc.) anche dovuti all'incremento di traffico veicolare su tutti i possibili bersagli, in particolare quelli sensibili (case di cura, ospedali, scuole, ecc.)? 5.c. Sulla base dei modelli utilizzati, e possibile concludere che l'impianto e a distanza sufficiente dai centri abitati, incluse case sparse ed isolate nonche dai bersagli sensibili? 6. Protezione e vulnerabilita dei corpi idrici 6.a. II sito individuato rientra in un'area richiedente specifiche misure di prevenzione dall'inquinamento o per la quale sussiste un delicato equilibria acqua dolce-acqua salata e una concreta possibilita di inquinamento dovuto alla commistione dell'acqua continentale con l'acqua marina? 6.b. II sito individuato rientra in un' area richiedente specifiche misure di risanamento dall'inquinamento o in una zona vulnerabile di origine agricola o vulnerabile all'uso di prodotti fitosanitari? 6.c. Nel progetto vengono verificate le interferenze delle opere in proposta con le finalita e le misure di protezione dei carpi idrici superficiali e sotterranei? 7. Piani fondali e livelli massimi di falda 239 Parte II del PIANO REGIONALE per la GESTIONE DEi RIFIUTI della REGIONE MOLISf 7.a. II progetto tiene conto di adeguati margini di sicurezza dei piani fondali di tutti i volumi tecnici degli impianti nei quali sono stoccati i rifiuti e i sottoprodotti intermedi e di processo rispetto alla falda eventualmente presente e alle sue fluttuazioni giornaliere e stagionali? 8. Allontanamento delle acque meteoriche 8.a. Le acque meteoriche possono entrare in contatto, direttamente o indirettamente, con i rifiuti che si trovano all'interno dei siti di trattamento e smaltimento? 8.b. Le acque meteoriche possono entrare in contatto, direttamente o indirettamente, con i sottoprodotti derivanti dai processi intermedi di trattamento? 8.c. Le acque meteoriche possono entrare in contatto, direttamente o indirettamente, con i rifiuti derivanti dai processi intermedi di trattamento? 8.d. In progetto sono previsti opportuni impianti di pretrattamento ed eventuali unita di processo che conferiscano agli scarichi acquosi da allontanare caratteristiche qualitative compatibili con corpi idrici recettori? 9. Fasce di servitu e rispetto 9.a. Sono verificate puntualmente le distanze di norma (fasce di rispetto e servitu) da strade, autostrade, porti, aeroporti, gasdotti, oleodotti, elettrodotti, cimiteri, aree e beni militari? 10. Uso e vocazione del territorio Rispetto all'uso del territorio si dovra valutare ii progetto in proposta in relazione all'esito delle risposte alla seguente griglia di domande, determinandosi una situazione via via piu favorevole nel caso in cui sara possibile riconoscere l' appartenenza del candidato sito a categorie di uso del suolo a classi piu elevate. 10.a.Classe 1 - II sito individuato ricade in aree urbane destinate ad uso prevalentemente residenziale, caratterizzate da bassa densita di popolazione, limitata presenza di esercizi commerciali ed assenza di attivita industriali ed artigianali? 10.b.Classe 2 - II sito individuato ricade in aree urbane densamente popolate, con elevata presenza di esercizi commerciali ed attivita artigianali e limitata presenza di insediamenti produttivi? 10.c. Classe 3 - II sito individuato ricade in aree urbane miste, ovvero aree urbane a densita di popolazione media, presenza di esercizi commerciali, !imitate attivita artigianali, assenza di insediamenti industriali? 240 Parte II del PIANO REGIONALE per la GESTIONE DEi RIFIUTI della REGIONE MOUSE 10.d.Classe 4 - II sito individuato ricade in aree prevalentemente agricole, con scarsa densita abitativa, scarsa presenza di esercizi commercia li e di attivita artigianali? 10.e.Classe 5 - II sito individuate ricade in aree prevalentemente industriali, caratterizzate da insediamenti produttivi, con scarsa o scarsissima densita abitativa? 11. Salute pubblica 11.a. Nel progetto viene va lutato ii rischio di tutte le azioni connesse al cantiere e all'esercizio degli impianti in proposta sugli ecosistemi e sulla salute degli esseri umani? 11.b.Nel progetto viene analizzata la probabilita e ii livello di esposizione ad agenti che possono incidere negativamente sulla salute degli esseri umani e sugli ecosistemi? 11.c. Nel progetto vengono individuate delle aree ove e possibile prevedere maggiori concentrazioni di sostanze accumulabili nel suolo e nelle acque, con particolare riferimento alle sostanze bioaccumulabili (metalli pesanti, diossine, furani}, relativamente al le emissioni provenienti dagli impianti? 12. Siti da bonificare 12.a. II sito individuato ricade in un'area soggetta ad inquinamento accertato e da bonificare? 241 Parte II del PIANO REGIONALE per la GESTIONE DEi RIFIUTI della REGIONE MOUSE 2.3 Check list per la valutazione della conformita di proposte di nuove discariche di rifiuti pericolosi ai principi di localizzazione Di seguito si propane la lista di controllo attraverso la quale e possibile riconoscere i motivi di esclusione diretta di proposte di nuove discariche per rifiuti pericolosi. Si noti che una risposta affermativa alle domande paste di seguito comporta la conclusione con esito sfavorevole della verifica di congruenza con i vincoli individuati nel presente piano. • II sito individuate ricade in aree soggette a rischio idraulico o da frana elevato (R3) e molto elevato (R4) ovvero in "aree a pericolosita P3 e P4"? • II sito individuate ricade in un Sito di lmportanza Comunrtaria (SIC) o in una Zona speciale di conservazione (ZSC) ovvero in Zone di Protezione Speciale (ZPS)? • II site individuate ricade in zone di tutela assoluta delle opere di captazione di risorse idriche per uso idropotabile? • Lo studio idrogeologico di area vasta del progetto conclude sull'esistenza di possibili interferenze delle opere e degli impianti con le "zone di protezione dei carpi idrici sotterranei"? • II site individuate ricade in territori costieri compresi in una fascia della profondita di 300 metri dalla linea di battigia, anche per i terreni elevati sul mare? • II sito individuate ricade in territori contermini ai laghi compresi in una fascia della profondita di 300 metri dal la linea di battigia, anche per i territori elevati sui laghi? • II sito individuate e prossimo a fiumi, torrenti, corsi d'acqua iscritti negli elenchi previsti dal testo unico delle disposizioni di legge sulle acque ed impianti elettrici, approvato con regio decreto 11 dicembre 1933, n. 1775, e le relative sponde o piedi degli argini, per una fascia di 150 metri ciascuna? • II sito individuate ricade in aree montuose per la parte eccedente 1.200 metri sul livello del mare? • II site individuate ricade in parchi o riserve nazionali o regionali, nonche in territori di protezione esterna dei parchi? • II sito individuate ricade in i territori coperti da foreste e da boschi, ancorche percorsi o danneggiati dal fuoco, e quelli sottoposti a vincolo di rimboschimento, come definiti dall'articolo 2, commi 2 e 6, del decreto legislative 18 maggio 2001, n. 227? 242 Parte II del PIANO REGIONALE per la GESTIONE DEi RlfllJTI della REGJONE MOUSE • II sito individuato ricade in aree assegnate alle Universita agrarie o in zone gravate da usi civici? • II sito individuate ricade in zone umide incluse nell'elenco previsto dal D.P.R. 13 marzo 1976, n. 448? • II sito individuate ricade in un'area vulcanica come definita nel D.Lgs. 42/2004? • II sito individuato ricade zone di interesse archeologico? • II sito individuato ricade in aree naturali protette ai sensi della L. 394/91 ed in particolare aree parco nazionale, regionale, aree marine protette e riserve naturali? • II sito individuato ricade in aree interessate da fenomeni quali faglie attive? • II sito individuato ricade in aree a rischio sismico di la categoria cosl come classificate dalla legge 2 febbraio 1974, n. 64, e provvedimenti attuativi? • II sito individuato ricade in aree interessate da attivita vulcaniche, ivi compresi campi solfatarici? • II sito individuate comprende doline, inghiottitoi o altre forme di carsismo superficiale? • II sito individuate ricade in aree dove i processi geologici superficia li quali l' erosione accelerata, le frane1 l 'instabilita dei pendii, le migrazioni degli alvei fluviali potrebbero compromettere l'integrita della discarica e delle opere ad essa connesse? • II sito individuate ricade in aree soggette ad attivita di tipo idrotermale? • II sito individuate rlcade in aree esondabili, instabili e alluvionabili con riferimento essere ad una piena con tempo di ritorno minima pari a 200 anni? • II sito individuate ricade in un'area NON dotata di barriera geologica naturale (caratterizzata da un coefficiente di permeabilita k:=aff9m/s e spessore s>Sm)? • II sito individuate ricade in aree di elevate pregio agricolo ai sensi del D.Lgs. 228/2001? • II sito individuate ricade in area di risanamento del piano atmosfera della Regione Molise? • II sito individuate ricade in area di osservazione del piano atmosfera della Regione Molise? 243 Parte II del PIANO REGIONALE per la GESTIONE DEi RIFIUTI della REGIONE M OU SE Nel seguito si rappresenta una lista di controllo che consente di verificare la congruita e la completezza degli studi che accompagnano le nuove proposte di discariche per rifiuti pericolosi, relativamente ai fattori ambientali rispetto ai quali nel presente Piano sono state fatte specifiche raccomandazioni, con quesiti raggruppati per comparto ambientale: 1. Specie ed Habitat protetti 1.a. E stata condotta una valutazione di incidenza, indipendentemente dal fatto che i siti in proposta ricadano all'interno di SIC o ZPS? 2. Beni culturali 2.a. II progetto contiene un elenco dei beni culturali101 presenti, a livello di scala vasta e scala locale rispetto al sito in proposta? 2.b. Sano rispettate le limitazioni spaziali e funzionali102 esercitate dalla presenza di beni culturali t ute lati? 2.c. Tali eventuali limitazioni sono state adeguatamente valutate? 2.d. Si e tenuta la Conferenza dei Servizi? 2.e. Come si e espressa a riguardo, in Conferenza dei Servizi, la Sovraintendenza competente? 3. Condizioni geomorfologiche 3.a. II progetto contiene una sezione in cui vengono verificate le condizioni di pericolosita locale rispetto agli aspetti fisici del territorio (caratteristiche topografiche, geologiche, geotecniche, geofisiche ed idrogeologiche)? 3.b. Sussistono condizioni che possono determinare instabilita dei versanti, effetti di amplificazione del moto sismico, addensamenti, liquefazioni, rotture di faglia, collasso di cavita, subsidenze, modifiche del regime delle acque superficiali e profonde, in relazione alle tipologie e alle tecniche progettuali, nonche ai materiali adottati? 4. ldrogeologia 4.a. Nel progetto vengono verificati gli effetti sull'ambiente della proposta di localizzazione rispetto all'idrogeologia locale e di area vasta? 101 Art. 2 comma 2 del D.Lgs. 42/2004 102 Art. 20 del D.Lgs. 43/2004 244 Parte II del PIANO REGIONALE per la GESTIONE DEi RIFIUTI della REGIONE MOUSE 4.b. Sono state individuate, tra le alternative possibili, quelle che massimizzano la tutela delle risorse essenziali del territorio con azioni dirette alla loro salvaguardia, alla prevenzione e alla difesa dagli inquinament i? 4.c. II progetto contiene la "relazione di massima applicazione" di opere di ingegneria naturalistica, al fine di garantire la minimizzazione degli impatti ambientali? 5. Distanze dagli impianti di trattamento e smalt imento 5.a. II progetto contiene un' analisi comparativa tra le diverse alternative di localizzazione? 5.b. Sona stati utilizzati specifici modelli (es. ISC, CALINE, SOUNDPLAN, LIMA) per la simulazione degli impatti legati all'evoluzione degli inquinanti (es. polveri, parti volatili, rumore, vibrazioni, aereosoli, odori, emissioni in atmosfera diffuse o concentrate ecc.) anche dovuti all'incremento di traffico veicolare su tutti i possibili bersagli, in particolare quelli sensibili (case di cura, ospedali, scuole, ecc.)? 5.c. Sulla base dei modelli utilizzati, e possibile concludere che l'impianto e a distanza sufficiente dai centri abitati, incluse case sparse ed isolate nonche dai bersagli sensibili? 6. Protezione e vulnerabilita dei corpi idrici 6.a. II sito individuate rientra in un'area richiedente specifiche misure di prevenzione dall'inquinamento o per la quale sussiste un delicate equilibria acqua dolce- acqua salata e una concreta possibilita di inquinamento dovuto alla commistione dell'acqua continentale con l'acqua marina? 6.b. II sito individuate rientra in un'area richiedente specifiche misure di risanamento dall'inquinamento o in una zona vulnerabile di origine agricola o vulnerabile all'uso di prodotti fitosanitari? 6.c. Nel progetto vengono verificate le interferenze delle opere in proposta con le finalita e le misure di protezione dei carpi idrici superficiali e sotterranei? 7. Piani fondali e livelli massimi di falda 7.a. II progetto tiene canto di adeguati margini di sicurezza dei piani fondali di tutti i volumi tecnici degli impianti nei quali sono stoccati i rifiuti e i sottoprodotti intermedi e di processo rispetto alla falda eventualmente presente e alle sue fluttuazioni giornaliere e stagionali? 8. Allontanamento delle acque meteoriche 245 Part e II del PIANO REGIONALE per la GESTIONE DEi RIFIUTI della REGIONE M OLISE 8.a. Le acque meteoriche possono entrare in contatto, direttamente o indirettamente, con i rifiuti che si trovano all'interno dei siti di trattamento e smaltimento? 8.b. Le acque meteoriche possono entrare in contatto, direttamente o indirettamente, con i sottoprodotti derivanti dai processi intermedi di trattamento? 8.c. Le acque meteoriche possono entrare in contatto, direttamente o indirettamente, con i rifiuti derivanti dai processi intermedi di trattamento? 8.d. In progetto sono previsti opportuni impianti di pretrattamento ed eventuali unita di processo che conferiscano agli scarichi acquosi da allontanare caratteristiche qualitative compatibili con corpi idrici recettori? 9. Fasce di servitu e rispetto 9.a. Sono verificate puntualmente le distanze di norma (fasce di rispetto e servitu) da strade, autostrade, porti, aeroporti, gasdotti, oleodotti, elettrodotti, cimiteri, aree e beni militari? 10. Uso e vocazione del territorio Rispetto all'uso del territorio si dovra valutare ii progetto in proposta in relazione all'esito delle risposte alla seguente griglia di domande, determinandosi una situazione via via piu favorevole nel caso in cui sara possibile riconoscere l'appartenenza del candidato sito a categorie di uso del suolo a classi piu elevate. 10.a.Classe 1 - II sito individuato ricade in aree urbane destinate ad uso prevalentemente residenziale, caratterizzate da bassa densita di popolazione, limitata presenza di esercizi commerciali ed assenza di attivita industriali ed artigianali? 10.b.Classe 2 - II sito individuato ricade in aree urbane densamente popolate, con elevata presenza di esercizi commerciali ed attivita artigianali e limitata presenza di insediamenti produttivi? 10.c. Classe 3 - II sito individuato ricade in aree urbane miste, ovvero aree urbane a densita di popolazione media, presenza di esercizi commerciali, !imitate attivita artigianali, assenza di insediamenti industriali? 10.d.Classe 4 - II sito individuato ricade in aree prevalentemente agricole, con scarsa densita abitativa, scarsa presenza di esercizi commerciali e di attivita artigianali? 10.e.Classe 5 - II sito individuato ricade in aree prevalentemente industriali, caratterizzate da insediamenti produttivi, con scarsa o scarsissima densita abitativa? 11. Salute pubblica 246 Parte II del PIANO REGIONALE per la GESTIONE DEi RIFIUTI della REGIONE M OLISE 11.a.Nel progetto viene valutato ii rischio di tutte le azioni connesse al cantiere e all'esercizio degli impianti in proposta sugli ecosistemi e sulla salute degli esseri umani? 11.b.Nel progetto viene analizzata la probabilita e ii livello di esposizione ad agenti che possono incidere negativamente sulla salute degli esseri umani e sugli ecosistemi? 11.c. Nel progetto vengono individuate delle aree ave e possibile prevedere maggiori concentrazioni di sostanze accumulabili nel suolo e nelle acque, con particolare riferimento alle sostanze bioaccumulabili (metalli pesanti, diossine, furani), relativamente alle emissioni provenienti dagli impianti? 12. Siti da bonificare 12.a.11 sito individuate ricade in un'area soggetta ad inquinamento accertato e da bonificare? 247 Parte II del PIANO REGIONALE per la GESTIONE DEi RIFllITI della REGIONE MOUSE 2.4 Check list per la valutazione della conformita di nuove proposte di impianti di trattamento termico o impianti di trattamento meccanico biologico e chimico fisico ai principi di localizzazione Di seguito si propane la lista di controllo attraverso la quale e possibile riconoscere i motivi di esclusione diretta di proposte di nuovi impianti di trattamento termico o meccanico biologico o fisico-chimico. Si noti che una risposta affermativa alle domande poste di seguito comporta la conclusione con esito sfavorevole della verifica di congruenza con i vincoli individuati nel presente piano. • II sito individuato ricade in aree soggette a rischio idraulico o da frana elevato {R3) e molto elevato (R4) ovvero in "aree a pericolosita P3 e P4"? • II sito individuato ricade in un Sito di lmportanza Comunitaria (SIC) o in una Zona speciale di conservazione (ZSC) ovvero in Zone di Protezione Speciale (ZPS)? • II sito individuato ricade in zone di tutela assoluta delle opere di captazione di risorse idriche per uso idropotabile? • Lo studio idrogeologico di area vasta del progetto conclude sull'esistenza di possibili interferenze delle opere e degli impianti con le "zone di protezione dei corpi idrici sotterranei"? • II sito individuato ricade in territori costieri compresi in una fascia della profondita di 300 metri dalla linea di battigia, anche per i terreni elevati sul mare? • II sito individuato ricade in territori contermini ai laghi compresi in una fascia della profondita di 300 metri dalla linea di battigia, anche per i territori elevati sui laghi? • II sito individuate e prossimo a fiumi, torrenti, corsi d'acqua iscritti negli elenchi previsti dal testo unico delle disposizioni di legge sulle acque ed impianti elettrici, approvato con regio decreto 11 dicembre 1933, n. 1775, e le relative sponde o piedi degli argini, per una fascia di 150 metri ciascuna? • II sito individuato ricade in aree montuose per la parte eccedente 1.200 metri sul livello del mare? • II sito individuato ricade in parchi o riserve nazionali o regionali, nonche in territori di protezione esterna dei parchi? 248 Parte II del PIANO REGIONALE per la GESTIONE DEi RIFIUTI della REGIONE MOUSE • II sito individuato ricade in i territori coperti da foreste e da boschi, ancorche percorsi o danneggiati dal fuoco, e quelli sottoposti a vincolo di rimboschimento, come definiti dall'articolo 2, commi 2 e 6, del D.Lgs. 18 maggio 20011 n. 227? • II sito individuato ricade in aree assegnate alle universita agrarie o in zone gravate da usi civici? • II sito individuato ricade nelle zone umide incluse nell'elenco previsto dal D.P.R. 13 marzo 1976, n. 448? • II sito individuato ricade in un'area vulcanica come definita nel D.Lgs. 42/2004? • II sito individuato ricade in zone di interesse archeologico? • II sito individuate ricade in aree naturali protette ai sensi della L. 394/91 ed in particolare aree parco nazionale, regionale, aree marine protette e riserve naturali? • II sito individuate ricade in aree interessate da fenomeni quali faglie attive? • II sito individuate ricade in aree a rischio sismico di la categoria cosl come classificate dalla legge 2 febbraio 1974, n. 64, e provvedimenti attuativi? • II sito individuato ricade in aree interessate da attivita vulcaniche, ivi compresi campi solfatarici? • II sito individuato comprende doline, inghiottitoi o altre forme di carsismo superficiale? • II sito individuato ricade in aree dove i processi geologici superficiali quali l'erosione accelerata, le frane, l'instabilita dei pendii, le migrazioni degli alvei fluviali potrebbero compromettere l'integrita della discarica e delle opere ad essa connesse? • II sito individuato ricade in aree soggette ad attivita di t ipo idrotermale? • II sito individuato ricade in aree esondabili, instabili e alluvionabili; con riferimento ad una piena con tempo di ritorno minima pari a 200 anni? • II sito individuato ricade in aree di elevate pregio agricolo ai sensi del D.Lgs. 228/2001? • II sito individuate ricade in area di risanamento del piano atmosfera della Regione Molise? • II sito individuate ricade in area di osservazione del piano atmosfera della Regione Molise? 249 Parte II del PIANO REGIONALE per la GESTIONE DEi RIFllJTI della REGIONE MOUSE Nel seguito si rappresenta una lista di controllo che consente di verificare la congruita e la completezza degli studi che accompagnano le nuove proposte di impianti di trattamento termico o impianti di trattamento meccanico biologico e chimico fisico, re lativamente ai fattori ambientali rispetto ai quali nel presente Piano sono state fatte specifiche raccomandazioni, con quesiti raggruppati per comparto ambientale: 1. Specie ed Habitat protetti 1.a. E stata condotta una valutazione di incidenza, indipendentemente dal fatto che i siti in proposta ricadano all'interno di SIC o ZPS? 2. Beni culturali 2.a. II progetto contiene un elenco dei beni culturali103 presenti, a livello di scala vasta e scala loca le rispetto al sito in proposta? 2.b. Sono rispettate le limitazioni spaziali e funzionali104 esercitate dal la presenza di beni culturali tutelati? 2.c. Tali eventuali limitazioni sono state adeguatamente valutate? 2.d. Si e tenuta la Conferenza dei Servizi? 2.e. Come si e espressa a riguardo, in Conferenza dei Servizi, la Sovraintendenza competente? 3. Condizioni geomorfologiche 3.a. II progetto contiene una sezione in cui vengono verificate le condizioni di pericolosita locale rispetto agli aspetti fisici del territorio (caratteristiche topografiche, geologiche, geotecniche, geofisiche ed idrogeologiche)? 3.b. Sussistono condizioni che possono determinare instabilita dei versanti, effetti di amplificazione del moto sismico, addensamenti, liquefazioni, rotture di faglia, collasso di cavita, subsidenze, modifiche del regime delle acque superficiali e profonde, in relazione alle tipologie e alle tecniche progettuali, nonche ai materiali adottati? 4. ldrogeologia 4.a. Nel progetto vengono verificati gli effetti sull' ambiente della proposta di locatizzazione rispetto all' idrogeologia locale e di area vasta? 103 Art. 2 comma 2 del D.Lgs. 42/2004 104 Art. 20 del D.lgs. 43/2004 250 Parte II del PIANO REGIONAL[ per la GESTIONE DEi RIFIUTI della REGIONE MOLISE 4.b. Sano state individuate, tra le alternative possibili, quelle che massimizzano la tutela delle risorse essenziali del territorio con azioni dirette alla loro salvaguardia, alla prevenzione e alla difesa dagli inquinamenti? 4.c. II progetto contiene la "relazione di massima applicazione" di opere di ingegneria naturalistica, al fine di garantire la minimizzazione degli impatti ambientali? S. Distanze dagli impianti di trattamento e smaltimento 5.a. II progetto contiene un'analisi comparativa tra le diverse alternative di localizzazione? 5.b. Sono stati sviluppati studi di simutazione degli impatti legati all'evoluzione degli inquinanti (es. polveri, parti volatili, rumore, vibrazioni, aereosoli, odori, emissioni in atmosfera diffuse o concentrate ecc.) in particolare quelli sensibili (case di cura, ospedali, scuole, ecc.)? 5.c. Sulla base dei modelli utilizzati, e possibile concludere che l'impianto e a distanza sufficiente dai centri abitati, incluse case sparse ed isolate nonche dai bersagli sensibili? 6. Protezione e vulnerabilita dei corpi idrici 6.a. II sito individuate rientra in un'area richiedente specifiche misure di prevenzione dall'inquinamento o per la quale sussiste un delicate equilibria acqua dolce-acqua salata e una concreta possibilita di inquinamento dovuto alla commistione dell'acqua continentale con l'acqua marina? 6.b. II sito individuate rientra in un'area richiedente specifiche misure di risanamento dall'inquinamento o in una zona vulnerabile di origine agricola o vulnerabile all'uso di prodotti fitosanitari? 6.c. Nel progetto vengono verificate le interferenze delle opere in proposta con le finalita e le misure di protezione dei carpi idrici superficiali e sotterranei? 7. Piani fondali e livelli massimi di falda 7.a. II progetto tiene canto di adeguati margini di sicurezza dei piani fondali di tutti i volumi tecnici degli impianti nei quali sono stoccati i rifiuti e i sottoprodotti intermedi e di processo rispetto alla falda eventualmente presente e afle sue fluttuazioni giornaliere e stagionali? 8. Allontanamento delle acque meteoriche 8.a. Le acque meteoriche possono entrare in contatto, direttamente o indirettamente, con i rifiuti che si trovano all' interno dei siti di trattamento e smaltimento? 251 Parte II del PIANO REGIONALE per la GESTJONE DEi RIFIUTJ della REGIONE MOUSE 8.b. Le acque meteoriche possono entrare in contatto, direttamente o indirettamente, con i sottoprodotti derivanti dai processi intermedi di trattamento? 8.c. Le acque meteoriche possono entrare in contatto, direttamente o indirettamente, con i rifiut i derivant i dai processi intermedi di trattamento? 8.d. In progetto sono previsti opportuni impianti di pretrattamento ed eventuali unita di processo che conferiscano agli scarichi acquosi da allontanare caratteristiche qualitative compatibili con corpi idrici recettori? 9. Fasce di servitu e rispetto 9.a. Sono verificate puntualmente le distanze di norma (fasce di rispetto e servitu) da strade, autostrade, porti, aeroporti, gasdotti, oleodotti, elettrodotti, cimiteri, aree e beni militari? 10. Uso e vocazione del territorio Rispetto all'uso del territorio si dovra valutare ii progetto in proposta in relazione all'esito delle risposte alla seguente griglia di domande, determinandosi una situazione via via piu favorevole nel caso in cui sara possibile riconoscere l'appartenenza del candidato sit o a categorie di uso del suolo a classi piu elevate. 10.a.Classe 1 - II sito individuato ricade in aree urbane destinate ad uso prevalentemente residenziale, caratterizzate da bassa densita di popolazione, limitata presenza di esercizi commerciali ed assenza di attivita industriali ed artigianali? 10.b.Classe 2 - II sito individuato ricade in aree urbane densamente popolate, con elevata presenza di esercizi commerciali ed attivita artigianali e limitata presenza di insediamenti produttivi? 10.c. Classe 3 - II sito individuato ricade in aree urbane miste, ovvero aree urbane a densita di popolazione media, presenza di esercizi commercia li, !imitate attivita artigianali, assenza di insediamenti industriali? 10.d.Classe 4 - II sito individuato ricade in aree prevalentemente agricole, con scarsa densita abitativa, scarsa presenza di esercizi commerciali e di attivita artigianali? 10.e.Classe 5 - II sito individuato ricade in aree prevalentemente industriali, caratterizzate da insediamenti produttivi, con scarsa o scarsissima densita abitativa? 10.f. Classe 6 - II sito individuato ricade in aree esclusivamente industriali in cui sono presenti solamente attivita produttive e prive di insediamenti abitativi? 11. Salute pubblica 252 Parte II del PIANO REGIONALE per la GESTJONE DEi RIFIUTI delta REGIONE MOLISE 11.a. Nel progetto viene valutato ii rischio di tutte le azioni connesse al cantiere e all'esercizio degli impianti in proposta sugli ecosistemi e sulla salute degli esseri umani? 11.b.Nel progetto viene analizzata la probabi lita e ii livello di esposizione ad agenti che possono incidere negativamente sulla salute degli esseri umani e sugli ecosistemi? 11.c. Nel progetto vengono individuate delle aree ove e possibile prevedere maggiori concentrazioni di sostanze accumulabili nel suolo e nelle acque, con particolare riferimento alle sostanze bioaccumulabili (metall i pesanti, diossine, furani), relativamente alle emissioni provenienti dagli impianti? 12. Siti da bonificare 12.a. II sito individuato ricade in un'area soggetta ad inquinamento accertato e da bonificare? 253 REGIONE MOLISE PIANO REGIONALE per la GESTIONE DEi RIFIUTI SPECIALI della REGIONE MOLISE Parte Ill. Pianificazione DELLA GESTIONE DEi RIFIUTI SPECIALI Parte Ill. Pianificazione della gestione dei rifiuti speciali Sommario 1. PREMESSA ......... ............................................................................................................................ 6 1.1 Contenuti de! Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti Specia li ............................................. 7 2. INQUADRAMENTO NORMATIVO E PIANIFICATORIO ................................................................. 11 2.1 Quadro Comunitario ..................................... ..... .................................................................. 11 2.2 Quadro Nazionale .......... ...................................................................................................... 15 2.3 Quadro Regionale ................................................................ ................................................ 20 2.3.1 Pianificazione Regionale Vigente: Piano di Gestione dei Rifiuti della Regione Matise Gestione dei Rifiuti Speciali Anno 2002 ......................................................................................... 21 3. ANALISI DELLA PRODUZIONE DEi RIFIUTI SPECIAL! .................................................................... 23 3.1 Classificazione dei Rifiuti ....... ... ........ ............... ........ .......... ... .... ........................................... 23 3.2 Produzione di Rifiuti Speciali in Italia .................................................................................. 25 3.3 Produzione di Rifiuti Speciali nella Regione Matise ............................................................ 27 4. ANALISI DELLA PRODUZIONE DEi RIFIUTI SPECIAL!: APPROFONDIMENTO ................................ 56 4.1 Grandi Soggetti Produttori in Regione Molise .............................................................. ...... 56 4.2 Produzione dei Rifiuti Speciali Prodotti in Regione per Capitolo dell'Elenco Europeo dei Rifiuti a Livello Regionale ............................................................................................................... 57 4.2.1 Rifiuti Derivanti da Prospezione, Estrazione da Miniera o Cava, nonche dal Trattamento Fisico o Chimico di Minerali ............................................................................................................ 58 4.2.2 Rifiuti Prodotti da Agricoltura, Orticoltura, Acquacoltura, Selvicoltura, Caccia e Pesca, Preparazione e Lavorazione di Alimenti Rifiuti Prodotti ................................................................ 59 4.2.3 Rifiuti Prodotti dalla Lavorazione del Legno e della produzione di Pannelli, Mobili, Pol pa, Carta e Cartone ....................................................................................................... ............ 60 4.2.4 Rifiuti Prodotti dalla Lavorazione di pelle e Pellicce e dell'lndustria Tessile ................... 62 4.2.5 Rifiuti della Raffinazione del Petralia, Purificazione del Gas Naturale e Trattamento Pirolitico del Carbone ..................................................................................................................... 62 4.2.6 Rifiuti dei Processi Chimici lnorganici .............................................................................. 63 2 ,, ...... ~ 4.2.7 Parte Ill. Pianificazione della gestione dei rifiuti special! Rifiuti dei Processi Chim id Organici .............. .................................................................. 64 4.2.8 Rifiuti della Produzione, Formulazione, Fornitura ed Uso di Rivestimenti (Pitture, Vernici e Smalti Vetrati), Adesivi, Sigillanti, e inchiostri per Stam pa ............................................. 66 4.2.9 Rifiuti dell'lndustria Fotografica ...................................................................................... 68 4.2.10 Rifiuti Provenienti da Processi Termici ............................................................................ 69 4.2.11 Rifiuti Prodotti dal Trattamento Chimico Superficiale e dal Rivestimento di Metalli ed Altri Materiali; ldrometallurgia non Ferrosa .................................................................................. 71 4.2.12 Rifiuti Prodotti dalla Sagomatura e dal Trattamento Fisico e Meccanico Superficiale di Meta Iii e Plastica ............................................................................................................................ 72 4.2.13 Oli Esauriti e Residui di Combustibili Liquidi (tranne oli commestibili ed oli di cui ai capitoli OS, 12 e 19) ........................................................................................................................ 74 4.2.14 Solventi Organici, Refrigeranti e Propellenti di Scarto .................................................... 75 4.2.15 Rifiuti di lmballaggio; Assorbenti, Stracci, Materiali Filtranti e lndumenti Protettivi(non specificati altrimenti) ............................................................................................................. ......... 77 4.2.16 Rifiuti non Specificati Altrimenti nell'Elenco ......................................... ................... ....... 78 4.2.17 Rifiuti dalle Attivita di Costruzione e Demolizione (compreso ii terreno prelevato da siti contaminati) ........................................................................................ ........ ................................... 80 4.2.18 Rifiuti Prodotti dal Settore Sanitario e Veterinario o da Attivita di Ricerca Collegate (tranne i rifiuti di cucina e di ristorazione non direttamente provenienti da trattamento terapeutico) ................................................................. ................................................................... 82 4.2.19 Rifiuti Prodotti da lmpianti di Trattamento dei Rifiuti, lmpianti di Trattamento delle Acque Reflue Fuori Sito, Nonche dalla Potabilizzazione dell' Acqua e de Ila sua Preparazione per Uso lndustriale ............................................................................................................................... 84 4.2.20 Rifiuti Urbani (Rifiuti Domestici e Assimilabili Prodotti da Attivita Commerciali e lndustriali nonche dalle lstituzioni) lnclusi i Rifiuti della Raccolta Differenziata ........................... 87 5. ANALISI DEL SISTEMA IMPIANTISTICO DI RECUPERO E SMALTIMENTO DEi RIFIUTI SPECIAL! IN AMBITO REGIONALE .......................................................................................... ................................ 89 5.1 Anagrafica degli lmpianti Operanti nella Regione .............................................................. 89 6. ANALISI SINTETICA SULL' ATTUALE GESTIONE DEi RIFIUTI SPECIAL! IN REGION E . ................. 107 7. OBIETTIVI DEL PIANO ................................................................................................................ 110 3 ~ Parte Ill. Pianificazione della gestione dei rifiuti speclali '---' 8. CONSIDERAZIONI DI SINTESI SULL'INDIVIDUAZIONE DELLO SCENARIO DI PIANO .................. 112 9. LA GESTIONE DI PARTICOLARI CATEGORIE DI RIFIUTO ..................... ........... ............................ 113 9.1 Rifiuti lnerti da Costruzione e Demolizione ................. ..... ......... ....................................... 114 9.1.1 lnquadramento Normativo ..................................................................... ... ..... ............... 114 9.1.2 [nquadramento dell'attuale produzione in Regione .... ............................. .................... 117 9.2 Oli Esausti ...................... .................................................................................................... 118 9.2.1 lnquadramento normativo ............................ ............................................................... 118 9.2.2 lnquadramento dell'attuale produzione in Regione ..... ........... ..................................... 122 9.3 Raee .... .. ....................................................................................... ...................................... 123 9.3.1 lnquadramento normativo .............................................................. ..... ............... .......... 123 9.3.2 lnquadramento dell'attuale produzione in Regione ..................................................... 126 9.4 Veicoli e Pneumatici Fuori Uso ....................................................... ................................. .. 128 9.4.1 lnquadramento normativo ...................... .. .................................................. .. .. ............ .. 128 9.4.2 lnquadramento dell'attuale produzione in Regione .. ....... .. .......................................... 133 9.5 Rifiuti contenenti amianto ................................................................................................ 134 9.5.1 lnquadramento normativo ........................................... ................................................. 134 9.5.2 lnquadramento dell'attuale produzione in Regione .................................. ................... 138 9.6 Rifiuti sanitari ....................................................... ......... .................................................... 139 9.6.1 lnquadramento Normativo ....................................... ..................................................... 139 9.6.2 lnquadramento dell'attuale produzione in Regione ..................................................... 142 9.7 Rifiuti Agricoli ........................................................................................................ .... .. ...... 144 9.7.1 lnquadramento Normativo ... ......................................................................................... 144 9.7.2 lnquadramento dell'attuale produzione in Regione ................................................. .... 145 9.8 Percolato da Discariche ..................................................................................................... 147 9.8.1 lnquadramento Normativo .. ................................. .............. ........................................... 147 4 ~ ... Parte Ill. Pianificazione della gestione dei rifiuti speciali 9.8.2 lnquadramento dell' Attuale Produzione in Regione ..................................................... 151 10. PIANO REGIONALE DI GESTIONE DEi RIFIUTI PORTUALI ...................................................... 153 10.1 lnquadramento Normativo e Pianificatorio ............... ....................................................... 153 11. AZIONI ATTUATIVE PERIL RAGGIUNGIMENTO DEGLI OBIETTIVI DEL PIAN0 . .. ............. ....... 154 11.1 Azioni inerenti la Riduzione della Produzione e Pericolosita dei Rifiuti ........................... 155 11.2 Azioni per Massimizzare l'lnvio a Recupero ............ .............. ............................................ 156 11.3 Azioni Volte all'Ottimizzazione del Sistema Gestionale .................................................... 157 11.4 Azioni a Sostegno di Particolari Categorie di Rifiuto ......................................................... 158 5 P,1rte Ill. Pianificazione della gestione dei rifiuti speciali 1. PREMESSA La gestione dei rifiuti e uno degli aspetti piu importanti della tutela dell'ambiente; in particolare la gestione "sostenibi le", dal punto di vista ambientale, dei rifiuti speciali prodotti nel territorio assume una rilevanza sia dal punto di vista della pericolosita, superiore rispetto ai rifiuti urbani, potenzia lmente nociva per l'ambiente e la salute umana, che dello sviluppo delle attivita antropiche che Ii generano. lnfatti l'art. 177 del d. lgs. 152/2006 e ss.mm.ii. impone al comma n. 4: 11 1 rifiuti sono gestiti senza pericolo per la salute dell'uomo e senza usare procedimenti o metodi che potrebbero recare pregiudizio all'ambiente e, in particolare: a) senza determinare rischi per l'acqua, l'aria, ii suolo, nonche per la fauna e la flora; b) senza causare inconvenienti da rumori o odori; c) senza danneggiare ii paesaggio e i siti di particolare interesse, tutelati in base alla normativa vigente." Considerato, cos) come e impasto dall'articolo n. 178 del d. lgs. 152/2006 e ss.mm.ii., che "La gestione dei rifiuti e effettuata conformemente ai principi di precauzione, di prevenzione, di sostenibilita, di proporzionalita, di responsabilizzazione e di cooperazione di tutti i soggetti coinvolti nella produzione, nella distribuzione, nell'utilizzo e nel consumo di beni da cui originano i rifiuti, nonche del principio <<chi inquina paga»". A tale fine, considerate che la gestione dei rifiuti e effettuata secondo criteri di efficacia, efficienza, economicita, trasparenza, fattibilita tecnica ed economica, nonche nel rispetto delle norme vigenti in materia di partecipazione e di accesso alle informazioni ambientali, e che la responsabilita della corretta e ottimale gestione del rifiuto e pasta in capo innanzitutto al produttore del rifiuto stesso, e necessario che le politiche pianificatorie forniscano indirizzi affinche, in tutte le fasi della gestione, siano perseguiti obiettivi di tutela ambientale, di risparmio di risorse e di ottimizzazione tecnica. lnoltre, essendo la gestione dei rifiuti in genere un'attivita di pubblico interesse per le diverse implicazioni che ne possono derivare, tutte le operazioni di trattamento e smaltimento anche dei rifiuti speciali devono essere disciplinate, autorizzate e controllate dall'Ente pubblico. La definizione della nuova pianificazione della gestione dei rifiuti speciali deve evidenziare le azioni da attuare per conseguire migliori livelli prestazionali del sistema gestionale nel rispetto delle indicazioni normative. 6 " .. .. Parte Ill. Pianificazione della gestlone dei rifiuti speciali Tra le priorita della gestione, una volta conseguito l'obiettivo del contenimento della produzione di rifiuti (che per quella dei rifiuti speciali deve tradursi, al pari di altre variabili prestazionali quali i consumi energetici, in una diminuzione di rifiuti per "unita di prodotto" ), vi deve essere l'obiettivo della massimizzazione del recupero e quello del corretto trattamento/smaltimento. Questo aspetto, in particolare, rappresenta un interessante terreno di convergenza con la pianificazione della gestione dei rifiuti urban i. Pertanto la conoscenza dei fabbisogni impiantistici, che saranno implementati nei piani provinciali, necessari a garantire la tendenziale autosufficienza regionale nella gestione dei rifiuti speciali rappresenta un elemento di conoscenza indispensabile alla complessiva formulazione della pianificazione (rifiuti urbani e bonifiche) di cui all'art. 199 del D.Lgs. 152/06. 1.1 Contenuti del Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti Speciali II nuovo Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti Speciali (PRGRS) e stato predisposto a partire da una preliminare caratterizzazione del quadro normativo e pianificatorio di riferimento (come definito a livello comunitario, nazionale e regionale) seguito da un'analisi della produzione di rifiuti speciali, pericolosi e non, nell'ambito regionale, attraverso una fotografia della situazione aggiornata all'anno 2012 (fonte ISPRA - Rapporto SLli rifiuti speciali anno 2014); i dati reperiti sono stati poi comparati con quelli relativi alle annualita precedenti, pur con le incertezze legate a una non trascurabi le disomogeneita delle diverse fonti di informazione. In seguito si e analizzata la produzione dei rifiuti speciali suddivisi per capitolo dell'elenco europeo dei rifiuti, ai sensi della Direttiva 2008/98/CE e della decisione 2000/532/CE, modificata dalla decisione 2015/955/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, attraverso i dati forniti dal Catasto Rifiuti dell' ARPA Molise riferlti all'anno 2013. In particolare: ✓ si sono acquisite le banche dati informative in merito a dichiarazioni MUD presentate nel 2013 relative ad attivita 2012 bonificate e inserite nel Rapporto sui rifiuti speciali anno 2014 redatto dall' ISPRA, nonche quelle degli anni precedenti, in piu si sono acquisite quelle in possesso dell' ARPA Molise; ✓ si e acquisito l'elenco degli impianti di trattamento, recupero, smaltimento di rifiuti speciali operanti in Regione, in regime di Autorizzazione lntegrata Ambientale, in procedura ordinaria ex D.Lgs. 152/06 e in procedura semplificata e relative autorizzazioni; ✓ si e ricostruito ii quadro normativo di riferimento a livello comunitario, nazionale e regionale in materia di rlfiuti speciali; 7 ~ Parte Ill. Pianificazlone della gestione dei rifiuti speciali .,. .., ✓ si e analizzata la produzione di rifiuti speciali, la sua evoluzione storica, le tendenze in atto e i fattori che le determinano; ✓ si sono analizzati i quantitativi di rifiuti speciali avviati al sistema impiantistico e le relative operazioni di recupero e smaltimento; ✓ si e fatta un'analisi sulla gestione dei rifiuti speciali in Regione, approfondendo le categorie di rifiuto piu significative ; ✓ si e analizzato ii sistema impiantistico; ✓ si sono fissati gli obiettivi del piano con le conseguenti azioni attuative di raggiungimento dei medesimi. La produzione di rifiuti speciali e stata indicativamente analizzata sull'insieme del territorio regionale, confrontandole con i dati delle Regioni del Sud e poi con quelli dell'intera Nazione, oltre che con riferimento alle produzioni registrate nei contesti caratterizzati dalla maggior presenza di attivita industriali (consorzi industriali), presentandone la composizione in termini di: ✓ attivita economica dalla quale si origina; ✓ classificazione di pericolosita o meno; ✓ categoria CER dei rifiuti. L'analisi ha portato quindi a evidenziare aspetti quali: ✓ le principali attivita economiche presenti sul territorio, in relazione ai rifiuti dalle stesse generati; ✓ l'incidenza dei rifiuti pericolosi sia rispetto al complesso della produzione, sia rispetto ai flussi generati dalle diverse attivita; ✓ la composizione della produzione dei rifiuti, in relazione alla classificazione dei codici CER, con l'illustrazione delle quote riconducibili alle diverse macrocategorie e delle singole tipologie di codici CER di particolare rilevanza; Nell'ambito della definizione del quadro generale delle destinazioni dei rifiuti speciali prodotti in Molise, si e proceduto alla caratterizzazione del quadro impiantistico esistente sul territorio, finalizzato al trattamento, recupero o smaltimento di rifiuti speciali. Le valutazioni sono state condotte analizzando indicativamente: ✓ ii numero degli impianti in esercizio, in relazione alle diverse tipologie di operazioni di recupero o smaltimento condotte; 8 Uo Parte Il l. Pianificazione della gestione dei rifiuti special! le tipologie (classificazione di pericolosita, macrocategorie CER e singoli codici CER) e quantitativi di rifiuti oggetto di operazioni di recupero, in relazione alle diverse operazioni; A partire dal la lettura dell'esistente situazione della gestione dei rifiuti speciali in Regione, e degli obiettivi assunti alla base alla pianificazione sono stati definiti gli indirizzi e le linee guida che costituiscono, nel loro complesso, la struttura portante della pianificazione regionale, attraverso la previsione di specifiche azioni finalizzate al conseguimento degli obiettivi assunti, che saranno implementati nei Piani di settore; Un aspetto di sicuro interesse per la pianificazione della gestione dei rifiuti in ambito regionale attiene alla possibile integrazione tra ii sistema di gestione dei rifiuti urbani e quello dei rifiuti special i. Tale integrazione rappresenta infatti un' importante opportunita di creazione di sinergie tra i due"sistemi" che consentono ii perseguimento, anche attraverso la realizzazione di significative economie di scala, dell'ottimizzazione tecnico-ambientale degli impianti, garantendone nel contempo la piena sostenibilita economica. Lo sviluppo di tali sinergie pub riguardare ben definite tipologie di attivita di trattamento, recupero o smaltimento, e di rifiuti, essenzialmente non pericolosi, quali: rifiuti speciali assimilabili agli urbani, rifiuti speciali compostabili, rifiuti combustibili, rifiutl solidi, fanghi palabili non piu recuperabili come materia o energia. Nell' ambito di una ricerca dell'ottimizzazione del sistema impiantistico, ii PRGRS ha poi formulate specifici indirizzi gestionali oltre che individuate le azioni prioritarie per ii conseguimento degli obiettivi. Una trattazione particolare e dedicata alla produzione regionale dei rifiuti speciali suddivisi per capitolo dell'elenco europeo dei rifiuti. Tali rifiuti presentano caratteristiche di pericolosita o aspetti gestionali o dati di produzione di potenziale interesse per un'ampia gamma di soggetti. Una sezione del Piano Regionale e inoltre dedicata all'aggiornamento dei 11criteri per l'individuazione delle aree non idonee al la localizzazione degli impianti di smaltimento e recupero di rifiuti e criteri per la definizione dei luoghi adatti allo smaltimento e recupero dei rifiuti" . Si sono riproposti i criteri localizzativi individuati dal Piano per la Gestione dei Rifiuti Urbani gia considerati idonei anche per gli impianti di rifiuti speciali. Per garantire la completezza della documentazione pianificatoria si ripropongono nella presente relazione i contenuti relativi a questo specifico argomento. Tali nuovi criteri varranno sia per gli impianti di trattamento e/o smaltimento dei rifiuti speciali sia dei rifiuti urbani. 9 ~ Parte Ill. Pianificazione della gestione dei rifiuti speciali L'ultima sezione del PRGRS e riservata alla individuazione delle azioni attuative da implementare per ii conseguimento degli obiettivi della pianificazione e all'individuazione degli indirizzi gestionali che I' Amministrazione regiona le e gli a Itri attori istituzionali o gli operatori economici dovranno perseguire. 10 ., .....,...,, Parte Ill. Pianificazione della gestione dei rifiuti speciali 2. INQUADRAMENTO NORMATIVO E PIANIFICATORIO La normativa in materia di gestione dei rifiuti ha subito negli ultimi anni una progressiva evoluzione, ad oggi i le principali norme a cui si fa riferimento sono: ✓ Direttiva del Parlamento Europeo e del Consiglio n. 2008/98/CE del 19 novembre 2008 relativa ai rifiuti; ✓ D.Lgs. 3 aprile 2006, n. 152 "Norme in materia ambientale11 e successive modifiche e integrazioni. La produzione di rifiuti e stata a lungo considerata come un'inevitabile e imprescindibile sottoprodotto dell'attivita economica e della crescita, ma attraverso norme adeguate e tecnologie moderne tale col legamento ciclico si puo interrompere. La Direttiva (modificata Regolamento (UE} n. 1357/2014 ) stabilisce un quadro giuridico per ii trattamento dei rifiuti nell'Unione Europea {UE), studiato in modo da proteggere sia l'ambiente che la salute umana, sottolineando l'importanza di adeguate tecniche di gestione, riutilizzo e riciclaggio dei rifiuti, volte a ridurre le pressioni sulle risorse ea migliorare ii loro uso. 2.1 Quadro Comunitario II quadro normative di riferimento definito a livello comunitario in materia di gestione dei rifiuti si fonda su un sistema di regale chiave ben definito: fissare i criteri di definizione della pericolosita dei rifiuti, stabilire un sistema obbligatorio di registrazione dei movimenti di rifiuti, determinare le responsabilita delle varie fasi della loro gestione, definire un sistema autorizzativo per la realizzazione degli impianti e delle fasi di gestione, controllare ii flusso transfrontaliero. II primo atto legislative comunitario riguardante la questione rifiuti e stata la Direttiva 75/442/CE, modificata dalla successiva 91/156/CE, poi supportata dalla Decisione 2000/532/CE che ha introdotto ii nuovo Catalogo Europeo dei Rifiuti (CER), quest'ultima modificata dalla Decisione della Commissione 2014/955/UE del 18 Dicembre 2014. Anche per cio che concerne i rifiuti pericolosi a livello normativo c'e stata un'evoluzione, con la Direttiva 78/319/CE modificata dalla 91/689/CE. lnoltre la Direttiva 96/61/CE IPPC (Integrated Pollution and Prevention Control) ha come oggetto la prevenzione e riduzione integrata dell'inquinamento, prevedendo un approccio integrato su tutte le componenti ambientali, finalizzato al conseguimento di una riduzione dell'inquinamento prodotto da determinati impianti, da conseguirsi con l'applicazione delle "Best Available Techniques" (BAT), 11 ~ .. ..... Parte Ill. Pianificazione della gestione dei rifiuti speciali A queste direttive quadro, si sono associati provvedimenti mirati alla regolamentazione di particolari attivita di gestione rifiuti (Direttiva 2000/76/CE sull'incenerimento e coincenerimento di rifiuti e Direttiva 1999/31/CE in materia di smaltimento in discarica) o alla corretta gestione di specifiche tipologie di rifiuti (oli minerali usati, veicoli fuori uso, RAEE). lnfine e stata emanata la Direttiva 2006/12/CE, la nuova direttiva quadro in materia di rifiuti, Direttiva 2008/98/CE, modificata di recente dal Regolamento (UE) n. 1357/2014, che sostit uisce le disposizioni di riferimento precedentemente vigenti, puntando al la semplificazione e all'aggiornamento della legislazione vigente, all'attuazione di politiche piu ambiziose ed efficaci di prevenzione dei rifiuti, a incoraggiare ii riutilizzo e riciclaggio dei rifiuti. II concetto fondamentale che sta alla base della nuova direttiva puo essere espresso dall'obiettivo di realizzare la cosiddetta "societa del riciclaggio" . Da molti rifiuti e poco riciclaggio A pochi rifiuti e molto ric iclaggio Figura 1 Riciclaggio (Fonte: Commissione Europea "La politico sui rifiuti dell'UE: l'origine de/la strategia"} In particolare la Direttiva: ✓ stabilisce una gerarchia dei rifiuti: prevenzione, riutilizzo, riciclaggio, recupero per altri scopi, come l'energia e lo smaltimento; Soluzioue n~liore Soluzioue pe~£1:iOl't Preveuzione dei n.fiuti: oltcmativo da J)rl,il~rt Riulilizzo dtl µrodouo R.icideu:io dt:I marerialt o tnhfonuutone in COJJq)O~ Rec,,pero di enorpa (medL'Ultc 1noenerlm•nto) Srualtirueuto del prodotto (in discarica) Figura 2 Gerarchia dei rifiuti (Fonte: C. E. "La politico sui rifiuti dell'UE: /'origine de/la strategia"} 12 Parte Ill. Pianificazione della gestione dei rifiuti speciali ✓ ribadisce ii principio «chi inquina paga», per cui ii produttore iniziale di rifiuti deve pagare i costi di gestione dei rifiuti; ✓ introduce ii concetto di «responsabilita estesa del produttore». Tale misura pub includere l'accettazione, da parte del produttore, dei prodotti restituiti e dei rifiuti che restano dopa l'utilizzo di tali prodotti; ✓ distingue tra rifiuti e sottoprodotti (ii risultato di un processo di produzione che non era lo scopo primario di tale processo, diversamente da un rifiuto, deve poter essere utilizzato in seguito. La direttiva consente alla Commissione europea di adottare i criteri che devono essere rispettati dal le sostanze in modo da differenziare i sottoprodotti dai rifiuti); ✓ la gestione dei rifiuti deve essere effettuata senza creare rischi per l'acqua, l'aria, ii suolo, la flora o la fauna, senza causare inconvenienti da rumori o odori, o senza danneggiare ii paesaggio o i siti di particolare interesse; ✓ i produttori o detentori di rifiuti devono trattarli da soli o consegnarli ad un operatore ufficialmente riconosciuto. Essi hanno bisogno di un permesso e sono ispezionati periodicamente; ✓ le autorita nazionali competenti devono elaborare piani di gestione dei rifiuti e programmi di prevenzione dei rifiuti; ✓ condizioni particolari si applicano a rifiuti pericolosi, oli usati e rifiuti organici; ✓ introduce obiettivi di riciclaggio e di recupero da raggiungere entro ii 2020 per i rifiuti domestici (50%) e i rifiuti da costruzione e demolizione {70%); Sano state, inoltre, emanate norme che disciplinano flussi particolari di rifiuti, in particolare: ✓ Direttiva 2006/66/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 6 settembre 2006 e sue successive modifiche e integrazioni: direttiva relativa a pile e accumulatori e rifiuti di pile e accumulatori, che ha abrogato la Direttiva 91/157 /CE. Questa direttiva nasce dal bisogno di impedire che i rifiuti di pile e accumulatori vengano eliminati in modo nocivo per l'ambiente. II campo di applicazione di questa norma riguarda tutti i tipi di pile e accumulatori indipendentemente dalla forma, dal volume, dal peso dalla composizione materiale o dall'uso cui sono destinati. La direttiva stabilisce le norme in materia di immissione sul mercato delle pile e degli accumulatori e, in particolare, ii divieto di immettere sul mercato pile e accumulatori contenenti sostanze pericolose, nonche le norme specifiche per la raccolta, ii trattamento, ii riciclaggio e lo smaltimento dei rifiuti di 13 ) Parte Ill. Pianificazione della gest ione dei rifiuti speciali pile e accumulatori, destinate a integrare la pertinente normativa comunitaria sui rifiuti e a promuovere un elevate livello di raccolta e di riciclaggio di pile e accumulatori. ✓ Direttiva 2002/96/CE del Parlamento Europeo e del Consiglio, del 27 gennaio 2003: direttiva relativa ai rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche, che punta alla prevenzione della formazione di questa tipologia di rifiuto ea promuoverne ii reimpiego, ii riciclaggio e altre forme di recupero. La direttiva applica ii concetto della responsabilita estesa del produttore prevedendo l'obbligo per i produttori di provvedere al finanziamento delle operazioni di raccolta, stoccaggio, trasporto, recupero, riciclaggio e corretto smaltimento delle proprie apparecchiature una volta giunte a fine vita . Nel 2008 la Commissione Europea ha avanzato una proposta di nuova direttiva sui RAEE. Tale documento propone di differenziare con chiarezza i RAEE prodotti da nuclei domestici e professionali; per entrambi ipotizza di fissare un importante obiettivo di raccolta: 65%, determinato in funzione della quantita media di AEE immessi sul mercato nei due anni precedenti. Tale tasso di raccolta dovrebbe essere raggiunto ogni anno a partire dal 2016, prevedendo eventualmente misure transitorie per gli stati membri. ✓ Direttiva 2006/21/CE del Parlamento europeo e del consiglio, del 15 marzo 2006: riguarda la gestione dei rifiuti derivanti da attivita estrattive; ✓ Decisione Commissione 2009/337 /Ce: contiene i criteri per la classificazione dei depositi di rifiuti da attivita estrattive; ✓ Decisione Commissione Ce 2009/359/Ce: riguarda la gestione rifiuti da attivita estrattive e contiene la nozione di rifiuto inerte. ✓ Direttiva 2000/53/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 18 settembre 2000: e relativa ai veicoli fuori uso e punta ad aumentare le percentuali di riciclo in questo settore. La direttiva prevede che i costruttori e i fornitori di materiali e di equipaggiamenti riducano l'uso di sostanze pericolose a livello di progettazione dei veicoli, progettino e fabbrichino i veicoli in modo che siano agevoli lo smontaggio, ii reimpiego, ii recupero e ii riciclaggio, sviluppino l' impiego di materiale riciclato per la costruzione dei veicoli, facciano si che i componenti dei veicoli immessi sul mercato dopo ii 1° luglio 2003 non contengano mercurio, cromo esavalente, cadmio e piombo (fatta eccezione per le applicazioni elencate nell'allegato II). ✓ Direttiva 1986/278/CEE del Consiglio: riguarda la protezione dell'ambiente, in particolare del suolo, nell'utilizzazione dei fanghi di depurazione in agricoltura. La Direttiva promuove la corretta utilizzazione di fanghi di depurazione sui terreni agricoli. Secondo quanto previsto dalla norma, gli Stati membri mettono in vigore le disposizioni legislative, regolamentari ed amminist rative necessarie per conformarsi alla direttiva. 14 ~ .. .,,,,, Parte Ill. Pianificazlone della gestione dei rifiuti speciali ✓ Direttive 75/439/CEE e 87 /101/CEE: riguardano l'eliminazione degli oli usati. E richiesto agli Stati membri di adottare le misure necessarie per garantire la raccolta e l'eliminazione degli oli usati senza che ne derivino danni evitabili per l'uomo e l'ambiente. lnoltre gli Stati membri devono adottare le misure necessarie affinche sia data priorita al trattamento degli oli usati mediante rigenerazione. ✓ Direttiva 94/62/CE del Parlamento europeo e Consiglio Ue, del 20 dicembre 1994 integrata e modificata dalla direttiva 2004/12/CE, dell'll febbraio 2004: riguarda gli imballaggi e i rifiuti di imballaggi. Richiede che gli stati membri mettano a punto misure atte a prevenire la formazione dei rifiuti d'imballaggio ea favorire ii riutilizzo degli stessi. 2.2 Quadro Nazionale II D.Lgs. n. 152 del 3/4/2006, entrato in vigore ii 29 aprile del 2006, negli anni a seguire e stato interessato da un elevato numero di modifiche che hanno portato alla riscrittura di gran parte del testo. Le modifiche piu consistenti alla parte IV ("Gestione dei rifiuti e bonifica dei siti inquinati") sono state recentemente apportate dal D.Lgs. 3 dicembre 2010, n. 205, che costituisce ii recepimento della citata Direttiva Quadro europea in materia di rifiuti {2008/98/CE). Tra le principa li innovazioni, si riportano le seguenti. ► Responsabilita estesa del produttore Al fine di rafforzare la prevenzione e facilitare l'utilizzo efficiente delle risorse durante l'intero ciclo di vita, ii Ministero dell' Ambiente e incaricato di regolare le modalita e i criteri di introduzione della "responsabilita estesa del produttore del prodotto", inteso come la persona f isica o giuridica che "professionalmente sviluppi, fabbrichi, trasformi, tratt i, venda o importi prodotti". ► Criteri di priorita nella gestione dei rifiuti E introdotta una gerarchia per la gestione dei rifiuti: prevenzione, preparazione per ii riutilizzo {novita della direttiva 2008/98/CE), riciclaggio, recupero di altro tipo (per esempio recupero di energia), smaltimento. Nel rispetto della gerarchia, devono essere adottate le misure volte a incoraggiare le opzioni che garantiscono ii "miglior risultato complessivo". Da tale ordine e possibile discostarsi, relativamente a singoli flussi e in via eccezionale, se cio e giustificato da un'analisi degli impatti complessivi della produzione e della gestione dei rifiuti in questione. ► Riciclaggio e recupero dei rifiuti 15 Parte Il l. Pianifica?ione della gestione dei rifiuti speciali Per promuovere ii riciclaggio si dispone che siano le regioni a stabilire i criteri con i quali i comuni provvedono a realizzare la raccolta differenziata in conformita a quanto previsto dall'articolo 205. lnoltre e previsto che "le autorita competenti realizzino entro ii 2015 la raccolta differenziata almeno per carta, metalli, plastica e vetro, e ove possibile per ii legno, nonche adottino le misure necessarie per conseguire i seguenti obiettivi: entro ii 2020, la preparazione per ii riutilizzo e ii riciclaggio di rifiuti quali, come minimo, carta, metalli, plastica e vetro provenienti da nuclei domestici, e possibilmente di altra origine, nella misura in cui tali flussi di rifiuti sono simili a quelli domestici, sara aumentata complessivamente almeno al 50% in termini di peso; entro ii 2020 la preparazione per ii riutilizzo, ii riciclaggio e altri tipi di recupero di materiale, incluse operazioni di colmatazione che utilizzano i rifiuti in sostituzione di altri materiali, di rifiuti da costruzione e demolizione non pericolosi, escluso ii materiale allo state naturale definite alla voce 17 05 04 dell'elenco dei rifiuti, sara aumentata almeno al 70 % in termini di peso". inoltre "per facilitare o migliorare ii recupero, i rifiuti sono raccolti separatamente, laddove cio sia realizzabile dal punto di vista tecnico, economico e ambientale, e non sono miscelati con a Itri rifiuti o a Itri materiali aventi proprieta diverse". ► Principi di autosufficienza e prossimita E previsto che l'autosufficienza in ambiti territoriali ottimali per lo smaltimento dei rifiuti urbani non pericolosi riguardi anche i rifiuti derivati dal loro trattamento. lnoltre lo smaltimento dei rifiuti e ii recupero dei rifiuti urbani indifferenziati deve avvenire in uno degli impianti idonei piu vicini ai luoghi di produzione o raccolta. ► Modifica definizione rifiuto E' definite rifiuto "qualsiasi sostanza od oggetto di cui ii detentore si disfi o abbia intenzione o abbia l'obbligo di disfarsi"; estate eliminate quindi ii riferimento all'allegato A. ► Modifica definizione raccolta differenziata Risulta invece definita come "raccolta in cui un flusso di rifiuti e tenuto separate in base al tipo ed alla natura dei rifiuti al fine di facilitarne ii trattamento specifico", quindi viene a mancare ii riferimento ai soli rifiuti urbani. ► Nuova definizione dei rifiuti speciali Si definiscono rifiuti speciali: ' 16 Parte Ill. Pianificazione della gestione dei rifiuti speciali a) i rifiuti da attivita agricole e agro-industriale, ai sensi e per gli effetti del l'articolo 2135 c.c.; b) i rifiuti derivanti dalle attivita di demolizione, costruzione, nonche i rifiuti che derivano dal le attivita di scavo, fermo restando quanta disposto all'articolo 184-bis; c) i rifiuti da lavorazioni industria li; d) i rifiuti da lavorazioni artigianali; e) i rifiuti da attivita commerciali; f) i rifiuti da attivita di servizio; g) i rifiuti derivanti dalla attivita di recupero e smaltimento di rifiuti, i fanghi prodotti dalla potabilizzazione e da altri trattamenti del le acque e dalla depurazione delle acque reflue e da abbattimento fumi; h) i rifiuti derivanti da attivita sanitarie. Rispetto alla versione precedente del decreto sono stati eliminati dall'elenco dei rifiuti speciali "i macchinari e le apparecchiature deteriorati ed obsoleti", "i veicoli a motore, rimorchi e simili fuori uso e loro parti" e "ii combustibile derivato da rifiuti", e, rispetto alla versione originale, "i rifiuti derivati dalle attivita di selezione meccanica dei rifiuti solidi urbani". ► Divieto di miscelazione E confermato ii divieto di miscelazione dei rifiuti pericolosi con i rifiuti non pericolosi ma cambia ii principio da applicarsi ai soli rifiuti pericolosi: non e piu vietata la miscelazione tra "categorie diverse di rifiuti pericolosi" ma quella tra "rifiuti pericolosi aventi differenti caratteristiche di pericolosita". In relazione a quanta attinente alla pianificazione della gestione dei rifiuti speciali, si segnala che l'art. 199 del D.Lgs. 152/06 definisce i contenuti dei piani regionali in materia di gestione dei rifiuti, in genere, e dei rifiuti speciali in particolare. Essi devono: ✓ comprendere l'analisi della gestione dei rifiuti esistente nell'ambito geografico interessato, le misure da adottare per migliorare l'efficacia ambientale delle diverse operazioni di gestione dei rifiuti, nonche una valutazione del modo in cui i Piani contribuiscono all'attuazione degli obiettivi e delle disposizioni della Parte IV del decreto; 17 ~ Parte Ill. Pianificazione della gestione dei rifiuti speciali ~ ✓ prevedere tipo, quantita e fonte dei rifiuti prodotti all 'interno del territorio, rifiuti che saranno prevedibilmente spediti da o verso ii territorio nazionale e valutazione dell'evoluzione futura dei flussi di rifiuti; ✓ prevedere i sistemi di raccolta dei rifiuti e impianti di smaltimento e recupero esistenti, inclusi eventuali sistemi speciali per oli usati, rifiuti pericolosi o flussi di rifiuti disciplinati da una normativa comunitaria specifica; ✓ prevedere una valutazione della necessita di nuovi sistemi di raccolta, della chiusura degli impianti esistenti per i rifiuti, di ulteriori infrastrutture per gli impianti per i rifiuti in conformita del principio di autosufficienza e prossimita di cui agli artt. 181, 182 e 182-bis e se necessario degli investimenti correlati; ✓ prevedere informazioni sui criteri di riferimento per l'individuazione dei siti e la capacita dei futuri impianti di smaltimento o dei grandi impianti di recupero, se necessario; ✓ prevedere politiche generali di gestione dei rifiuti, incluse tecnologie e metodi di gestione pianificata dei rifiuti, o altre politiche per i rifiuti che pongono problemi particolari di gestione; ✓ prevedere ii complesso delle attivita e dei fabbisogni degli impianti necessari ad assicurare lo smaltimento e ii recupero dei rifiuti speciali in luoghi prossimi a quelli di produzione al fine di favorire la riduzione della movimentazione di rifiuti; ✓ prevedere i criteri per l'individuazione, da parte delle province, delle aree non idonee alla localizzazione degli impianti di recupero e smaltimento dei rifiuti nonche per l'individuazione dei luoghi o impianti adatti allo smaltimento dei rifiuti, nel rispetto dei criteri generali di cui all'art. 195, c. 1, lett. p); ✓ prevedere le iniziative volte a favorire, ii riutilizzo, ii riciclaggio ed ii recupero dai rifiuti di materiale ed energia, ivi incluso ii recupero e lo smaltimento dei rifiuti che ne derivino; ✓ prevedere la determinazione, nel rispetto delle norme tecniche di cui all'art. 195, c. 2, lett. a), di disposizioni speciali per specifiche tipologie di rifiuto; ✓ prevedere le prescrizioni in materia di prevenzione e gestione degli imballaggi e rifiuti di imballaggio di cui all'art. 225, c. 6; ✓ prevedere un programma di prevenzione della produzione dei rifiuti, elaborato sulla base del programma nazionale di prevenzione dei rifiuti di cui all'art. 180, che descriva le misure di prevenzione esistenti e fissi ulteriori misure adeguate; ii programma fissa anche gli obiettivi di prevenzione. Le misure e gli obiettivi sono finalizzati a dissociare la crescita economica dagli impatti ambientali connessi alla produzione dei rifiuti; ii programma deve 18 Parte Ill. Pianificazione della gestione dei rifiuti speciali contenere specifici parametri qualitativi e quantitativi per le misure di prevenzione al fine di monitorare e valutare i progressi real izzati, anche mediante la fissazione di indicatori. Al medesimo art. 199, comma 1 si specifica inoltre che l'approvazione dei piani regionali e soggetta alla procedura di Valutazione Ambientale Strategica (VAS) di cui alla Parte II del Decreto stesso. Per alcune particolari categorie di rifiuto sono vigenti normative specifiche nate dal recepimento di direttive europee; per l'approfondimento normative su tali flussi si rimanda ai capitoli specifici nei quali vengono riportati: l'inquadramento normative, lo state di fatto gestionale in ambito regionale (produzione, attivita di recupero e smaltimento), gli indirizzi per la gestione operativa nonche specifici obiettivi. Sono trattati quali flussi specifici le seguenti tipologie di rifiuti : ✓ rifiuti inerti da costruzione e demolizione; ✓ oli usati; ✓ rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche (R.A.E.E.); ✓ veicoli fuori uso; ✓ rifiuti contenenti amianto; ✓ rifiuti sanitari; ✓ rifiuti agricoli; ✓ percolate da discarica Relativamente alla gestione dei rifiuti speciali e importante far riferimento anche alla normativa riguardante le discariche: ii D.Lgs. 36/03, attuazione della direttiva 1999/31/Ce, e ii D.M. Ambiente 27 settembre 2010 - Criteri di ammissibilita dei rifiuti in discarica. L'articolo 6 del D.Lgs. 36/03 riporta i rifiuti non conferibili in discarica; in particolare si ricorda: ✓ rifiuti sanitari pericolosi a rischio infettivo - categoria di rischio H9 ai sensi dell'allegato I alla parte quarta del D.Lgs. 152/06 e ai sensi del decreto del Ministro dell'ambiente 26 giugno 2000, n. 219; ✓ rifiuti che contengono fluidi refrigeranti costituiti da Cfc e Hcfc, o rifiuti contaminati da Cfc e Hcfc in quantita superiore al 0,5 % in peso riferito al materiale di supporto; ✓ pneumatici interi fuori uso a partire dal 16 luglio 2003, esclusi i pneumatici usati come materiale di ingegneria e i pneumatici fuori uso triturati a partire da tre anni da tale data, 19 ) Parte Ill. Pianificazione della gestione dei rifiuti speciali esclusi in entrambi i casi quelli per biciclette e quelli con un diametro esterno superiore a 1400mm; ✓ rifiuti con PCI (Potere calorifico inferiore) > 13.000 kJ/kg a partire dal 31 dicembre 2015 (ii termine e stato prorogato a tale data dal D.L. 31 dicembre 2014, n. 192 convertito con modificazioni della Legge 27 febbraio 2015, n. 11) ad eccezione dei rifiuti provenienti dalla frantumazione degli autoveicoli a fine vitae dei rottami ferrosi per i quali sono autorizzate discariche monodedicate che possono continuare a operare nei limiti delle capacita autorizzate alla data di entrata in vigore della legge di conversione del decreto-legge 29 dicembre 2010, n. 225. I rifiuti possono essere collocati in discarica solo dopa trattamento, eccezion fatta per i rifiuti inerti ii cui trattamento non e tecnicamente fattibile e per i rifiuti ii cui trattamento non contribuisce a ridurre la quantita dei rifiut i o i rischi per la salute umana o per l'ambiente e non risulta indispensabile ai fini del rispetto dei limiti fissati dalla normativa vigente. E vietato diluire o miscelare rifiuti al so lo fine di renderli conformi ai criteri di ammissibilita definiti dal D.M. Ambiente 27 settembre 2010. 2.3 Quadro Regionale II quadro normativo attuale della Regione Molise si basa essenzialmente sul Piano di gestione dei rifiuti della regione e su due Piani provinciali. A questi si aggiungono norme per rifiuti particolari o condizioni specifiche. Le principali norme, in ordine cronologico, sono: ✓ Legge regionale 13 dicembre 1999, n. 38 "lstituzione dell'Agenzia regionale per la protezione ambientale del Molise (A.R.P.A.M.)" e s.m.i.; ✓ Deliberazione di Giunta regionale del 9 settembre 2002 n. 1316, recante l'istituzione della sezione regionale del catasto rifiuti; ✓ Legge regionale 13 gennaio 2003, n. 1 "Disposizioni per l'applicazione del tributo speciale per ii deposito in discarica dei rifiuti solidi, di cui all'art. 3 della legge 28 dicembre 1995, n. 459 e s.m.i. ✓ Deliberazione del Consiglio regionale del 22 luglio 2003 n. 280, recante approvazione del Piano di Gestione dei Rifiuti della Regione Molise; ✓ Legge regionale de( 7 agosto 2003 n. 25 "Norme per l'elaborazione e l'attuazione del Piano di Gestione dei Rifiuti"; 20 ~ Parte Ill. Pianificazione della gestione dei rifiuti speciali .. ,,,. ✓ Legge regionale 31 agosto 2004, n. 18 "Modifiche ed integrazioni alla legge regionale 13 gennaio 2003, n. 1, concernente: 'Disposizioni per l'applicazione del tributo speciale per ii deposito in discarica dei rifiuti solidi." ✓ Legge regiona le 27 maggio 2005, n. 22. "Disciplina regionale in materia di rifiuti radioattivi" (dichiarata incostituzionale con sentenza del 21-28 giugno 2006, n. 247). ✓ Legge regionale 10 ottobre 2005, n. 34. "Modifiche ed integrazioni alla legge regionale 13 gennaio 2003, n. 1, contenente 'Disposizioni per l'applicazione del tributo speciale per ii deposito in discarica dei rifiuti solidi, di cui all'articolo 3 della legge 28 dicembre 1995, n. 549' nonche determinazione dell'ammontare del tributo con decorrenza dal 1 ° gennaio 2006." ✓ Deliberazione di Giunta regionale del 29 luglio 2008 n. 890, recante approvazione del Piano per la riduzione dei rifiuti biodegradabili da conferire in discarica ad integrazione del Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti; ✓ Deliberazione di Giunta regionale del 1° marzo 2011 n. 118, recante l'Accordo di Programma quadro relativo alla promozione di interventi per la riduzione e prevenzione della produzione di rifiuti e per lo sviluppo di nuove tecnologie di riciclaggio; ✓ Deliberazione di Giunta regionale del 30 agosto 2011 n. 734, recante concessione del contributo regionale per ii potenziamento del servizio di raccolta differenziata; 2.3.1 Pianificazione Regionale Vigente: Piano di Gestione dei Rifiuti della Regione Molise - Gestione dei Rifiuti Speciali Anno 2002 La Regione Molise ha approvato con Deliberazione del Consiglio regionale del 22 luglio 2003 n. 280 la parte riguardante la gestione dei rifiuti speciali del Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ad oggi ancora vigente. II Piano 2002, dopo un'analisi di dettaglio dei dati di produzione dei rifiuti speciali riferita all'anno 1999, pari a 313.394 tonnellate, di cui 13.203 di pericolosi, definisce innanzitutto i principi e gli obiettivi da porsi alla base della gestione dei rifiuti speciali in Regione, sintetizzabili nell'individuazione di percorsi e modalita per pater assicurare la gestione integrata dei rifiuti e per attivare una rete impiantistica che, privilegiando la regionalizzazione del trattamento e dello smaltimento, riduca ii trasporto dei rifiuti. Nel Piano si definiscono, nonostante le problematiche relative alla mancanza di dati, le seguenti esigenze relative ai rifiuti speciali: ✓ ottimizzazione della gestione degli inerti; 21 ~ .. ..,,. Parte Ill. Pianificazione delta gestione dei rifiuti speciali ✓ ottimizzazione della gestione dei r ifiuti organici provenienti dal settore agro alimentare con possibile produzione di compost di qualita; ✓ ottimizzazione della gestione per ii trattamento dei rifiuti provenienti da imballaggi, da lavorazione della gomma, legno e carta, conciario tessile, industria dell'auto(pneumatici e fluff da demolizione); ✓ migliore distribuzione territoria le dei recuperatori di veicoli fuori uso. La Regione si limita a suggerire che nella scelta tra le diverse tipologie impiantistiche le Province devono orientarsi in modo da garantire: ✓ ii raggiungimento di soluzioni durature, secondo le necessita che si delineeranno nel tempo; ✓ l'attuazione del principio espresso nel decreto Ronchi assicurando lo smaltimento dei rifi uti speciali in luoghi prossimi a quelli di produzione; ✓ l'adozione degli impianti meno impattanti per ii territorio scelti tra quelli messi a disposizione dalle migliori tecnologie. 22 Parte Ill. Pianificazione delta gestione dei rifiuti speciali 3. ANALISI DELLA PRODUZIONE DEi RIFIUTI SPECIALI 3.1 Classificazione dei Rifiuti I r ifiuti sono classificati, cos) come contenuto nell'art. 184, comma 1, del D.Lgs. n. 152/2006, sulla base del criterio dell'origine in: ✓ rifiuti urbani sono: i rifiuti domestici, anche ingombranti, provenienti da locali e luoghi adibiti a civile abitazione; i rifiuti non pericolosi provenienti da locali e luoghi adibiti ad usi diversi da quelli di cui alla lettera a), assimilati ai rifiuti urbani per quantita e qualita; l'assimilazione e disposta dal Comune in base a criteri fissati in sede statale; i rifiuti provenienti dallo spazzamento delle strade; i rifiuti di qualunque natura o provenienza, giacenti su lle strade ed aree pubbliche o sulle strade ed aree private comunque soggette ad uso pubblico o sulle spiagge marittime e lacuali e sulle rive dei corsi d'acqua; i rifiuti vegetali provenienti da aree verdi, quali giardini, parchi ed aree cimiteriali; i rifiuti da esumazioni ed estumulazioni, nonche gli altri rifiuti provenienti da attivita cimiteriale diversi da quelli di sui alle lettere b), c) ed e). ✓ rifiuti speciali sono: i rifiuti da attivita agricole e agro-industriale, ai sensi e per gli effetti dell'articolo 2135 c.c.; i rifiuti derivanti dalle attivita di demolizione, costruzione, nonche i rifiuti che derivano dalle attivita di scavo, fermo restando quanta disposto all'articolo 184-bis; i rifiuti da lavorazioni industriali; i rifiut i da lavorazioni artigianali; i rifiuti da attivita commerciali; i rifiuti da attivita di servizio; 23 Parte Ill. Pianificazione delta gestione dei rifiuti speciali i rifiuti derivanti dalla attivita di recupero e smaltimento di rifiuti, i fanghi prodotti dalla potabilizzazione e da altri trattamenti delle acque e dalla depurazione delle acque reflue e da abbattimento fumi; i rifiuti derivanti da attivita sanitarie. e secondo le caratteristiche di pericolosita, sia per gli urbani che per gli speciali, in base al quale sono distinti in: ✓ rifiuti non pericolosi; ✓ rifiuti pericolosi ( quelli che recano le caratterist iche di cui all'al legato I della parte quarta D.Lgs. n. 152/2006 e sono contrassegnati da apposito asterisco nell'elenco CER 2002). Nell'ambito dei rifiuti urbani vi sono anche i rifiuti speciali assimilati agli urbani, cioe rifiuti speciali non pericolosi provenienti da locali o luoghi adibiti ad usi diversi dalla civile abitazione e che sono assimilati per quantita e qualita ai rifiuti urbani (art. 184, comma 2, lett. b, D. Lgs. 152/2006). Codice CER Rifiuti generati nell'ambito di: 1 Estrazione e trattamento minerali e materiali di cava 2 Agricoltura, selvicoltura, produzione, preparazione, trattamento alimenti 3 Lavorazione legno e produzione carta, cartone e mobili 4 Produzione conciaria e tessile 5 Lavorazione e raffinazione del petrolio, gas e carbone 6 Processi chimici inorganici 7 Processi chi mici organ ici 8 Produzione e uso di pitture,vernici, smalti e inchiostro 9 lndustria fotografica 10 Rifiuti inorganici da processi termici 11 Rifiuti inorganici da metallurgia 12 Lavorazione e trattamento superficiale di metalli e plastica 13 Oli esausti e residui dei combustibili liquidi 14 Sostanze organiche utilizzate come solventi 15 lmballaggi, assorbenti,stracci, materiali filtranti e indumenti protettivi 16 Rifiuti non specificati altrimenti 17 Costruzioni, demolizioni e manutenzione strade 18 Settore sanitario e veterinario 19 Rifiuti da impianto di t rattamento rifiuti, acque reflue e industrie 20 Rifiuti urbani e assimilabili agli urbani, prodotti dalle istituzione, da commercio e dell' industria Tobe/la 1 Cata/ago europeo dei rifiuti 24 ) Parte Il l. Pianificazione della gestione dei rifiuti speciali II CER Catalogo Europeo dei Rifiuti, e un codice identificativo, posto in sostituzione al codice italiano, che viene assegnato ad ogni tipologia di rifiuto in base alla composizione e al processo di provenienza. II CER (in vigore dal 1 gennaio 2002) e composto da sei cifre; la prima coppia di numeri (Capito lo) rappresenta la Categoria o attivita che genera ii rifiuto (tutti i Capitoli -da 1 a 20 che riguardano questa categoria si riferiscono ad un processo produttivo che origina dei rifiuti, ad esclusione del Capitoli 19- nel quale sono individuati i rifiuti prodotti da impianti di trattamento di rifiuti e 13, 14 e 15- che rappresentano tutti i rifiuti che non sono originati da uno specifico processo produttivo-); la seconda coppia di numeri (Sottocapitolo) rappresenta ii processo produttivo che genera ii rifiuto; la terza coppia di numeri (ii Rifiuto) sono identificativi del singolo rifiuto. 3.2 Produzione di Rifiuti Speciali in Italia La produzione nazionale dei rifiuti specia li nell'anno 2009 si attestava a circa 134,6 milioni di tonnellate, di cui 124,3 di rifiut i non pericolosi e 10,3 di rifiuti pericolosi e nell'anno 2010, a circa 137,9, di cui 128,2 di rifiuti non pericolosi e 9,6 di rifiuti pericolosi, con un incremento pari al 2,4% corrispondente a 3,2 milioni di tonnellate; nel 2011 la produzione era di 137,2 milioni di tonnellate, di cui 128,5 di rif iuti non pericolosi e 8,6 di rifiuti pericolosi, con un decremento rispetto all'anno precedente di circa 0,48% pari a 666.082 t onnellate; nel 2012 si sono prodotti 134,3 milioni di tonnellate, di cui 124,9 di rifiuti non pericolosi e 9,3 di rifiuti pericolosi, con un decremento che si attesta a circa ii 2,10% pari a 2,81 milioni di tonnellate. II dato complessivo, derivante dalle elaborazioni MUD e dalle stime ISPRA, indica che ii maggior quantitativo di rifiuti provengono dal trattamento di rifiuti urbani (CER 190501, 190503, 191210 e 191212). R.SNPesdusi RS NP attlvlti> RS P esclusl RS P.attiviU RS NP tsdusl c&o RS NP C&O ISTATnon ToU le RSNP velcoll fuorl veicoli fuori lSTATnon Totale RS P RS CER non Tot~le RS C&O(MUO) (integruionl determlnata USO detu min1ta determinato estlme) USO Tonn./anno 2009 S8.774,270 8,688.731 S6.680.7SO 180.749 124.324.SOO 8 ,689.192 1.610.137 15.313 10.314.642 3.461 134,642.603 2010 61.053.0S8 9.635.442 S7.421.288 92.610 128.202.378 7.971.671 1.671.153 16.211 9.660.03S 3.641 137.866.053 2011 61.2S8.181 9.123.860 58,079.423 62.336 128.S23.800 7.268.439 1.377,738 26.217 8,672.394 3.807 137.200.001 2012 64.764.383 8.S24.429 51.629.208 78.389 124.996.409 8.197.797 1.162.593 11,794 9.372.184 5.281 134.373.874 Tobe/la 2 Produzione di rifiuti Speciali in Italia anni 2009-2012 {Fonte: Elaborazioni proprie do Jonte ISPRA} 25 Parte Ill. Piani ficazione della gestione dei rifiuti speciali 160.000.000 140.000.000 120.000.000 100.000.000 0 C: C: " ...... C: 80.000.000 B 60.000.000 40.000.000 20.000.000 0 2009 2010 2011 2012 ■ RS NP C&D 56.680.750 57.421.288 58.079.423 51.629.208 ■ RS NP 67.463.001 70.688.500 70.382.041 73.288.812 RSP 10.314.642 9.660.035 8.672.394 9.372.184 Figura 3 Produzione di rifiuti speciali in Italia anni 2009-2012 (t/a) (Fonte: Elaborazioni proprie da Jonte ISPRA) Codice Rifiuti generati nell'ambito di: Nord Centro Sud CER 1 Estrazione e trattamento minerali e materiali di cava 1.135.159 681.340 256.632 2 Agricoltura, selvicoltura, produzione, preparazione, 5.242.892 969.967 2.255.434 trattamento alimenti 3 Lavorazione legno e produzione carta, cartone e mobili 1.469.634 501.243 155.921 4 Produzione conciaria e tessile 341.817 234.008 66.357 5 Lavorazione e raffinazione del petrolio, gas e carbone 27.480 25.953 36.937 6 Processi chimici inorganici 272.211 547.052 54.000 7 Processi chimici organici 1.159.733 123.564 106.908 8 Produzione e uso di pitture,vernici, smalti e inchiostro 744.987 83.278 32.957 9 lndustria fotografica 18.941 3.090 7.740 10 Rifiuti inorganici da processi termici 5.750.104 1.430.316 3.206.008 11 Rifiuti inorganici da metallurgia 305.774 51.618 127.455 12 Lavorazione e t rattamento superficiale di metalli e plastica 4.184.517 392.904 458.944 13 Oli esausti e residui dei combustibili liquidi 478.251 85.032 127.511 14 Sostanze organiche uti lizzate come solventi 33.628 4.847 2.432 15 lmballaggi, assorbenti,stracci, materiali filtranti e indumenti 2.593.366 630.011 550.888 protettivi 16 Rifiuti non specificati altrimenti 2.627.291 925.828 3.263.164 17 Costruzioni, demolizioni e manutenzione strade 31.636.343 10.066.460 10.780.930 18 Settore sanitario e veterinario 90.398 38.863 55.009 19 Rifiuti da impiant o di trattamento rifiuti, acque reflue e 17.505.745 6.657.633 11.188.352 industrie 20 Rifiuti urbani e assimilabili agli urbani, prodotti dalle 1.435.978 711.274 326.301 istituzione, da commercio e dell ' industria Totale 77.054.249 24.164.281 33.059.880 RSP attivita ISTAT non determinata 51.189 21.497 17.497 RS CER non determinato 473 767 4.041 Totale R5P 77.105.911 24.186.545 33.081.418 Tabella 3 Produzione di rifiuti speciali per capitolo dell'elenco europeo dei rifiuti in Italia 2012 (t/a) (Fonte: Elaborazioni proprie da Jonte ISPRA} 26 / Parte Ill. Pianificazione della gestione dei rifiuti speciali ., ""-"~----------------------------------- ----, 35000000 30000000 25000000 +----------------------------11 20000000 1S000000 + 10000000 +-------------------------1-1 5000000 0 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 ■Nord ■ Cen tro ■ Sud Figura 4 Produzione di rifiuti speciali per capitolo dell'elenco europeo dei rifiuti in Italia, ton/anno (2012) (Fonte: Elaborazioni proprie do Jonte /SPRA} 3.3 Produzione di Rifiuti Speciali nella Regione Molise I dati quantitativi sui rifiuti speciali prodotti in Molise sono di fonte ISPRA - Rapporto sui rifiuti speciali. Le informazioni riportate sono state desunte dalle banche dati MUD sulla base delle dichiarazioni dalle aziende che hanno prodotto rifiuti e ai sensi della normativa di settore 1. I dati illustrati si riferiscono agli anni 2009, 2010, 2011 e 2012 e sono stati tratti dalle dichiarazioni MUD presentate nell'anno 2011, 2012, 2013 e 2014, altri dati sono stati stimati2. 1 In relazione alla copertura/raccolta delle informazioni sui rifiuti speciali, va precisato che ii D.Lgs. 152/2006 prevede diverse esenzioni dall'obbligo di dichiarazione MUD, e questo i i caso di molte aziende piccole con meno di 10 addetti o di gran parte delle aziende agricole. Tutto cio rende non esaustivo ii contenuto della banca dati MUD, infatti e evidente che, per quei settori interamente esentati dall'obbligo di dichiarazione e per quelli caratterizzati da un'elevata presenza di piccole imprese, la banca dati MUD non possa fornire un'informazione completa sulla produzione soprattutto dei rifiuti non pericolosi. In proposito l'ISPRA ha proceduto ad integrare i dati MUD carenti mediante l'utilizzo di specifiche metodologie di stima sui rifiuti speciali dei settori: agroindustriale, del tessile e dell'industria conciaria, della lavorazione del legno, dell'industria cartaria, di parte del settore chimico e petrolchimico (fabbricazione di prodotti chimici e di fibre sintetiche e artificiali e produzione di materie plastiche e in gomma), dell'industria metallurgica e della lavorazione di prodotti in metallo, delle costruzioni e demolizioni. 2 Per la stima dei r ifiuti speciali sono state adottate varie metodologie basate sulla ricostruzione dei bilanci di massa delle materie prime e i bilanci energetici in entrata ed uscita nei settori produttivi, quantificandone ii rifiuti per unita di prodotto. In altri casi, ove possibi le e stata applicata una differente metodologia basata sulla quantificazione della produzione dei rifiuti correlata al numero di addetti. L'ISPRA comunica inoltre che per tutti i settori analizzati sono state effettuate ulteriori elaborazioni finalizzate alla ripartizione, su scala regionale, dei quantitativi di rifiuti stimati. Tale ripartizione e stata condotta utilizzando, come coefficienti moltiplicatori, i valori ottenuti rapportando ii numero regionale di addetti di ciascun sett ore al numero totale di addetti rilevato a livello nazionale (dati ISTAT). 27 ~ ✓ Parte Ill. Pianificazione della gestione dei rifiutl speciali Nelle tabelle che seguono sono indicate le quantita di rifiuti speciali (ton/anno) pericolosi e non pericolosi prodotti in Molise, nelle regioni del Sud Ital ia e nell' intera nazione per gli anni 2009, 2010, 2011 e 2012. RSNP RS NPattiviti RS P RS P aulvru RS NP esdusi esclusi C&D esdusl veicoli RS CER non C&D (MUD) RS NP C&D lSTATnon Totale RS NP lSTAT non Totale RS P deurmlnato Totale RS (integra-zioni veicoll fuorl USO determinata estfme) determlnata fuori USO Tonn,hnno Molise 368.892 189.632 152.752 799 712.075 24.821 8.737 49 33.607 0 745.682 Re1ioni del Sud Italia 12.825.819 229.791 11.994.727 23.703 27.074.040 3.575.977 543.329 4.879 4.124.185 3.387 31.201.612 Italia 58.774.270 8.688.731 56.680.750 180.749 124.324.500 8.689.192 1.610.137 15.313 10.314.642 3.461 134.642.603 Tobe/la 4 Produzione di rifiuti speciali in Molise, al Sud e in Italia (2009} {Fonte: Elaborazioni proprie da Jonte ISPRA} RS NP RS NP attlYiti RS P RS P attlvtt> RS NP e.sclusi esclusi C&O esclusi veicoli Totc1le RS P RS CER non Totale RS C&D(MUD) lintegra1ioni RS NP C&D ISTAT non Totale RS NP fuorl USO ISTAT non determinate velcoll estimt) determlnata fuorl USO determinata Tonn./anno MoUse 435.662 193.452 147.205 0 776.319 28.853 6.270 0 35.123 0 811.442 Region! del Sud Italia 14.559.075 2.470.548 12.347.164 68.018 29.444.805 2.532.862 481.094 7.637 3.021.593 3.604 32.470.002 Italia 61,053.058 9.635.442 57.421.288 92.610 128.202.378 7.972.671 1.671.153 16.211 9.660.035 3.641 137.866.053 Tabella 5 Produzione di rifiuti speciali in Molise, al Sud e in Italia (2010} (Fonte: Elaborazioni proprie do Jonte ISPRA} RSNP RSNP RS NP atti1Jiti RS P RSPattMd1 esclusl esdusl es.clusl \lelcoll ISTAT non Totale RS P RS (ER non Totale RS C&D RS NP C&D ISTAT non Totale RS NP veicoli fuori uso determinato C&D (integrazio determlnata (MUD) determlnata fuoriuso ni e stime) Tonn./anno Molise 221.519 193.396 106.792 0 521.707 29.013 S.S07 0 34.520 0 556.227 Regioni del Sud Italia 14.160.576 2.352.228 11.890.082 32.5S7 28.435.443 1.418.149 383.652 12.800 1.814.601 3.756 30.253.800 Italia 61.258.181 9.123.860 58.079.423 62.336 128.523.800 7.268.439 1.377.738 26.217 8.672.394 3.807 137.200.001 Tobe/la 6 Produzione di rifiuti speciali in Molise, al Sud e in Italia (2011) (Fonte: Elaborazioni proprie do Jonte /SPRA) 28 Parte Ill. Pianificazione della gestione dei r ifiuti speciali RSNP RS NP RSP esclusl eK:lusi RS NP attrvltt esdusi veicoli RSPattMta RS CER non C&D C&D RSNP C&D lSTATnon Totale RS NP fuorl USO ISTAT non Totale RS P Tot.ale RS (integrnlo veicoli determrnato (MUD) determlnata fuori uso dete rminata ni e stime) Tonn./anno Molise: 286.244 181.313 68.303 5 53S.86S 31.318 3.886 l 35.20S 0 S71.070 Regloni del Sud Italia 18.019.234 2.240.767 I0.6S6.987 14.31S 30.931.303 !.79S.187 347.70S 3.182 2.146.074 4.041 33.081.418 Italia 64.764.383 8.S24.429 Sl.629.208 78.389 124.996.409 8.197.797 1.162.S93 11.794 9.372.184 S,281 134.373.874 Tobe/la 7 Produzione di rifiuti speciali in Molise, al Sud e in Italia (2012} (Fonte: Eloborazioni proprie do Jonte ISPRA) La produzione di rifiuti speciali registrata in Molise per ii 2009 e di circa 745.689 ton, di cui 712.075 non pericolosi e 33.607 pericolosi, e nell'anno 2010, a circa 811.442 tonnellate, di cui 776.319 di rifiuti non pericolosi e 35.123 di rifiuti pericolosi, con un incremento rispetto all'anno precedente pari al 8,80% corrispondente a 65. 760 tonnellate; quella registrata in Molise per ii 2011 e di circa 556.227 ton, di cui 521.707 non pericolosi e 34.520 pericolosi, con un decremento rispetto all'anno precedente sostanzioso pari al 31,40% corrispondente a 255.215 tonnellate; la produzione di questi rifiuti nell'anno 2012, a circa 571070 tonnellate, di cui 535.865 di rifiuti non pericolosi e 35.205 di rifiuti pericolosi, con un incremento pari al 2,60% corrispondente a 14.843 tonnellate. Come si puo notare, nell'anno 2009 la quantita di rifiuti speciali non pericolosi stimati e circa ii 95% del totale dei rifiuti speciali, di cui ii 78,44% sono rifiuti non pericolosi esclusi C&D e ii 21,45% sono quelli provenienti dalle demolizioni e costruzioni; mentre quelli pericolosi sono ii 5%, di cui ii 73,86% sono quelli esclusi i veicoli fuori uso e ii 26,00% quelli che derivano dalla rottamazione dei veicoli fuori uso (8.737 tonnellate) . Nell'anno 2010 la quantita di rifiuti speciali non pericolosi stimati e circa ii 95,67% del totale dei rifiuti speciali, di cui ii 81,04% sono rifiuti non pericolosi esclusi C&D e ii 18,96% sono quelli provenienti dalle demolizioni e costruzioni; mentre quelli pericolosi sono lo 4,33%, di cui ii 82,15% sono quelli esclusi i veicoli fuori uso e ii 17,85% quelli che derivano dalla rottamazione dei veicoli fuori uso (6.270 tonnellate). Nell'anno 2011 la quantita di rifiuti speciali non pericolosi stimati e ii 93,79% del totale dei rifiuti speciali, di cui ii 79,5% sono rifiuti non pericolosi esclusi C&D e ii 20,4% sono quelli provenienti dalle demolizioni e costruzioni; mentre quelli pericolosi sono lo 6,21%, di cui ii 84,05% sono quelli esclusi i veicoli fuori uso e ii 15,95% quelli che derivano dalla rottamazione dei veicoli fuori uso (5.507 tonnellate). Nell'anno 2012 la quantita di rifiuti speciali non pericolosi stimati e circa ii 93,84% del totale dei rifiuti speciali, di cui ii 87,25% sono rifiuti non pericolosi esclusi C&D e ii 12, 75% sono quelli 29 { / ~ .. ,. Parte Ill. Pianificazione della gestione dei rifiuti speciali provenienti dalle demolizioni e costruzioni; mentre quelli pericolosi sono lo 6,16%, di cui ii 88,96% sono quelli esclusi i veicoli fuori uso e ii 11% quelli che derivano dalla rottamazione dei veicoli fuori uso (3.886 tonnellate). Nel grafico che segue e indicata la produzione ripartita per macro voce (RS P, RS NP escluso C&D, RS NP da C&D) dei rifiuti speciali in Molise per gli anni 2009, 2010,2011 e 2012. 900.000 800.000 700.000 600.000 0 C 500.000 C l1l --C 400.000 2 300.000 200.000 100.000 0 2009 2010 2011 2012 ■ RS NPC&D 152.752 147.205 106.792 68.303 ■ RS NP 558.524 629.114 414.915 467.557 RS P 33.607 35.123 34.520 35.205 Figura 5 Produzione di rifiuti specioli in Molise 2009-2012 (Fonte: Elaborazioni proprie da Jonte /SPRA} La quantita totale dei rifiuti speciali prodotti in Regione nell'anno 2009 (745.682 tonnellate) e pari al 2,39% dei rifiuti speciali prodotti nelle Regioni del Sud d'ltalia {31.201.612 tonnellate), e allo 0,55% dei rifiuti speciali prodotti in Italia (134.642.603 tonnellate);quelli prodotti nell'anno 2010 (811.442 tonnellate) e pari al 2,50% dei rifiuti speciali prodotti nelle Regioni del Sud d'ltalia (32.470.002 tonnellate), e allo 0,59% dei rifiuti speciali prodotti in Italia (137.886.053 tonnellate); quelli prodotti nell'anno 2011 (556.227 tonnellate) e pari al 1,84% dei rifiuti speciali prodotti nelle Regioni del Sud d'ltalia {30.253.800 tonnellate), e allo 0,41% dei rifiuti speciali prodotti in Italia (137.200.000 tonnellate); infine quelli prodotti nell'anno 2012 (571.070 tonnellate) e pari al 1, 73% dei rifiuti speciali prodotti nelle Regioni del Sud d'ltalia (33.081.418 tonnellate), e allo 0,42% dei rifiuti speciali prodotti in Italia {134.373.874 tonnellate). Nei grafici che seguono e indicata la produzione dei rifiuti specia li, di quelli non pericolosi e di quelli pericolosi prodotti in Molise, nelle Regioni del Sud e in Italia (anni 2009-2012). 30 Parte Ill. Pianificazione della gestione dei rifiuti speciali +-Molisc 2009 2010 2011 2012 Figura 6 Produzione di rifiuti speciali in Molise 2009-2012 (Fonte: Elaborazioni proprie da Jonte ISPRA} 33500000 33000000 32500000 32000000 31500000 31000000 Regioni del Sud 30500000 30000000 29500000 29000000 28500000 2009 2010 2011 2012 Figura 7 Produzione di rifiuti speciali nelle Regioni de/ Sud {Fonte: Elaborazioni proprie do Jonte ISPRA) I 31 Parte Ill. Pianificazione della gestione dei rifiuti speciali 139000000 ------ -------~--- 138000000 137000000 135000000 +-Italia 134000000 + 133000000 + 132000000 2009 2010 2011 2012 Figura 8 Produzione di rifiuti specia/i in Italia 2009-2012 {Fonte: Elaborazioni proprie da Jonte ISPRA} 1600000 1400000 1200000 1000000 800000 600000 400000 200000 0 • . 2009 ■ ♦ 2010 ■ ♦ T 2011 . • ♦---, 2012 Molise Regioni del Sud . Italia Figura 9 Produzione di rifiuti speciali in Molise, Regioni de/ Sud e in Italia 2009-2012 (Fonte: Elaborazioni proprie da Jonte ISPRA) 32 Parte Ill. Pianificazione della gestione dei rifiuti speciali 9000 8000 7000 6000 5000 4000 3000 2000 1000 0 f - ---- .-----·, " - "· ' - T 2009 2010 2011 ♦ . • Molise 2012 Figura 10 Produzione di rifiuti speciali non pericolosi in Molise 2009-2012 (Fonte: Eloborazioni proprie da Jonte ISPRA) 355 ~ ♦ 350 340 +----~ ♦ -♦ Molise 335 + 330 325 2009 2010 2011 2012 Figura 11 Produzione di rifiuti specioli perico/osi in Mo/ise 2009-2012 (Fonte: Elaborazioni proprie do Jonte /SPRA) I 33 ~ Parte Ill. Pianificazione della gestione dei rifiuti speciali .. ...,. 1400000 • • a- .... 1200000 1000000 800000 600000 Molise Rcgioni de/ Sud 400000 --a-Italia • • • • 200000 0 --♦ ♦- T • ♦--, 2009 2010 2011 2012 Figura 12 Produzione di rifiuti specia/i non perico/osi in Molise 2009-2012 (Fonte: Elaborazioni proprie do Jonte ISPRA) 120000 100000 80000 60000 Molise serie2 40000 Italia 20000 0 --• ♦ T • -----. 2009 2010 2011 2012 Figura 13 Produzione di riJiuti specia/i pericolosi in Molise 2009-2012 (Fonte: Elaborazioni proprie da Jonte /SPRA) Nei grafici che seguono e indicata la produzione dei rifiuti speciali, di quelli non pericolosi e di quelli pericolosi prodotti in Molise, nelle Regioni del Sud e in Italia negli anni 2009, 2010, 2011 e 2012. ) 34 0 C C "' ...... C 0 I Parte Ill. Pianificazione della gestione dei rifiuti speciali 140.000.000 120.000.000 100.000.000 80.000.000 60.000.000 40.000.000 20.000.000 0 Molise • Sud Italia ■ Italia Rifiuti speciali non ericolosi 712.075 27.074.040 124.324.500 Riftuti speciali pericolosi 33.607 4.124.185 10.314.642 Totale Rifiuti S eciali 745.682 31.201.612 134.642.603 Figura 14 Produzione di rijiuti speciali in Molise, nel Sud e in Italia 2009 (Fonte: Elaborazioni proprie da Jonte ISPRA) Fig. 3.3.13 Produzione di Rifiuti Specia/i in Molise, nel Sud e in ltolia nel/'anno 2010 140.000.000 120.000.000 100.000.000 0 c:: C: 80.000.000 "' --C: 0 ... 60.000.000 40.000.000 20.000.000 0 R1fiuti spcclali non pericolosi a Molise 776.319 ■ Sud Italia 29.444.80S ■ Italia 128.202.378 Rifiuti speciali pericolosi 35.123 3.021.593 9.660.035 Total!! Rifiutl Speciali 811.442 32.470.002 137 .866.053 Figura 15 Produzione di rifiuti speciali in Molise, net Sud e in Italia 2010 (Fonte: Elaborazioni proprie da Jonte ISPRA) 35 Parte Ill. Pianificazione della gestione dei rifiuti speciali 140.000.000 120.000.000 100.000.000 0 C 80.000.000 C .. ...... C 60.000.000 {=. 40.000.000 20.000.000 0 Rifiuti speciali non Rifiuti speci.ili pericolosl pericolosi • Molise 521.707 34.520 ■ Sud Italia 28.435.443 1.814.601 ■ Italia 128.523.800 8.672.394 Tot.ile Rifiuti Speciali 556.227 30.253.800 137.200.001 Figura 16 Produzione di rifiuti speciali in Molise, nel Sud e in Italia 2011 {Fonte: Elaborazioni proprie da fonte /SPRA} 140.000.000 120.000.000 100.000.000 0 C: C: 80.000.000 ,., ...... C: 0 I- 60.000.000 40.000.000 20.000.000 0 Rifiuti speciali non pericolosi • Molise 535.865 ■ Sud Italia 30.931.303 ■ Italia 124.996.409 Rifiuti speciali ericolosi 35.205 2.146.074 9.372.184 Totalc Rifiuti Speciali 571.070 33.081.418 134.373.874 Figura 17 Produzione di rifiuti speciali in Molise, nel Sud e in Italia 2012 (Fonte: Elaborazioni proprie do fonte ISPRA} Nell'ordine per regione, ii Molise si pone al penultimo posto, dopo la Valle d'Aosta, per la produzione assoluta di rifiuti speciali in Italia, come si evince dalla figura che segue. ( \ 36 Parte Ill. Pianificazione della gestione dei rifiut i speciali 30.000 r',,.",l>i ------------------------------, ~::; 02011 ■ 2O12 I 25.000 20.000 . 0 ~ 15.000 "' "' '-' 10.000 ~ ~ Q 5.000 ., 0 r 1 ~ 2 t, " "' c a C: .. 0 ~ ., :, .c 5- E E c.. {=. E 0 " et 0.: C: .!i ::: E <::J ~ ~ .!!l u ., " .9 ~ -~ 0 ~ "' -~ " § .9!-t C: ~ .i e I:! ] .,, " :g "" a> ..c ;: -"' 0 0 .., c.. < c s E .!1 < V, E ] ..c " -~ :.: 3 .. .., .2. ;::, "" " < u u < "' "f': 0) E ., ~ 0 ] .5 c ~ '-' i= "" Figura 18 Produzione di rifiuti specioli a live/lo regionole, onni 2011 - 2012 (Fonte: Elaborozioni proprie do Jonte JSPRA) Analizzando i dati per attivita economica si mette in evidenza che ii maggior contributo alla produzione complessiva dei rifiuti specia li, contrariamente a quanta accade nelle altre regioni, dove sono ii settore delle costruzioni e ii settore del trattamento di altri rifiuti a generare le maggiori quantita, e dato dall'industria alimentare. Dall'esame dei rifiuti speciali complessivi prodotti nell'anno 2012, ripartiti per attivita economica, si evince che la maggior percentuale, pari al 42,11% del totale, di cui non pericolosi 99,98% e pericolosi 0,02%, e prodotta dalla industria alimentare e delle bevande, seguita dalla raccolta, trattamento e smaltimento dei rifiuti con ii 14,29%, di cui non pericolosi 99,57% e pericolosi 0,43%, e dalle costruzioni con ii 12,20%, di cui non pericolosi 98,94% e pericolosi 1,06%. Nella tabella che segue sono riportati i dati sulla produzione di rifiuti speciali, pericolosi e non, suddivisi per macro-settori di attivita economica in Molise, nelle regioni del sud e in Italia. Fornitura di Altre lndustrla Alimentare lndustrla lndu$trla Raccolta,trattamento AttiviUdl e delle bevande chlmica e metallurglca Energia e smalttmento dei Costruzioni pubblico Altro Totale RS farmaceutica Elettrica,Gas ... rifiuti.~. servl1io M olise 240.504 23.832 2.027 28.649 81.628 69.665 53.535 71.230 571.070 Regionl del Sud 2.333.272 368.608 1.859.895 1.613.671 10.816.374 10.776.571 125.620 5.187.407 33.081.418 Italia 8.799.093 2.223.434 7.317.690 3.629.896 30.514.035 53.072.414 363.543 28.453.769 134.373.874 Tobe/lo 8 Produzione rifiuti speciali, ripartita per gruppi di attivita economiche, in Molise, nel Sud e in Italia 2012 {Fonte: Eloborozioni proprie do Jonte ISPRA) 37 Parte Ill. Pianificazione delta gestione dei rifiuti speciali lndu.stria Fornitura di Raccolta,trattamento Altre lndustria Allmentare lndustria Costruzioni Attlvitldi Altro Totale RS NP e delle bevande chimica e metallurgica Ener1la e imaltimento dei pubbHco farmaceutic:a £1ettric:a,Gi5 ... rifiutl .... s.ervitio Molise 240.473 6.408 1.577 21.883 81.280 68.928 53.257 62.059 535.865 Regioni del Sud 2.331.683 311.584 1.705.517 1.571.758 10.417.834 10.756.063 120.655 3.716.209 30.931.303 Italia 8.787.907 1.198.241 5.976.070 3.456.958 27.993.168 52.651.192 315.689 24.617.184 124.996.409 Tabella 9 Produziane rifiuti speciali non pericolosi, ripartita per gruppi di attivita economiche, in Molise, net Sud e in Italia 2012 (Fonte: Elaborazioni proprie da Jonte /SPRA) Tab. 3.3.19 Produzione rifiuti speciali pericolosi, ripartita per gruppi di ottivita economiche, in Mo/ise, nel Sud e in Italia {2012) Fornituta di Raccolt11,trJttamento Altre lndustri Allmentare e lndusttla lndustria Attlvftl di delle bevande chimiti e metallurglca Energia e smaltlmento del Costrutlonl pubblico Totale RS P htrmaceut!ca Eletttica,Gas ... rifiutl.. .. l f:rvizlo Moli$e 31 l7.4l4 450 6.766 348 737 278 9.171 35.205 Realoni del Sud l.589 57.024 154.378 41.913 398.540 20.508 4.96S 1.471.198 2.150.115 ltaliil 11.186 1.025.193 891.620 172.938 2.520.867 421.l22 47.854 3.836.585 9.377.46S Tabella 10 Produzione rifiuti speciali pericolosi, ripartita per gruppi di attivita economiche, in Molise, nel Sud e in Italia 2012 {Fonte: Elaborazioni proprie da Jonte ISPRA) Dall'analisi dei dati, si puo rilevare che in Molise ii 42,1% circa dei rifiuti speciali complessivamente prodotti dal settore manifatturiero e riconducibile all'industria alimentare e delle bevande (Ateco 10 e 11), corrispondente in termini quantitativi a 240.000 tonnellate. Per questo settore una quota sostanziale del dato complessivo di produzione (80% circa del totale} deriva dall'applicazione delle metodologie di stime effettuate da ISPRA, tenuto conto della bassa copertura d'informazione garantita, per tale settore, dalla banca dati MUD. II 14,3% circa del totale del settore manifatturiero e stato prodotto dalla fabbricazione di rifiuti derivanti dal trattamento meccanico degli stessi (codice191212) ed e costituito, soprattutto, dalla "E38" (Attivita di raccolta, trattamento e smaltimento dei rifiuti; recupero dei materiali), seguono con ii 12,2% i rifiuti afferenti al settore delle costruzioni e demolizioni, e stato desunto a partire dai dati dichiarativi nei MUD inerenti alle operazioni di gestione, eliminando le dichiarazioni relative alle fasi intermedie del ciclo gestionale. Nelle figure che seguono sono indicate le ripartizioni percentuali della produzione di rifiuti speciali per gruppi di attivita economica, in Molise, nelle regioni del sud e in Italia per ii 2012. 38 Parte Ill. Pianificazione della gestione dei rifiuti speciali a A1tro ■ Altrc Atl1'l1ta di pubbhco scrviz10 ■ Costruzioni ■ R.>ccolt.:1,tr11ttamcnto c MTIJ1tlmcnto dcl rifiuti .... • Fom,tura di Ener~i.1 Elcnrkil,GJS ... .i lndustnJ mctJllurg1cJ .. 1ndustriJ chim1ca c f,umaccutica lndustria AllmcntJre c dclte bcvJnde Figura 19 Ripartizione percentuafe dei rifiuti speciali per attivita economiche in Molise e net resto d'ltalia 2012{Fonte: Efaborazioni proprie do Jonte ISPRA) Molisc Rcgioni de! Sud Italia • Altro ■ Altrc Attivita di pubblico scrvizlo ■ Cos-trULioni ■ Raccolta,tr;ittamcnto c smaltimento deinftut1.. .. • Fornitura di Energ1.l Elettrica,Gas ... • lndustrio metallurgico .. 1ndustria chimica c farmaccutica 01 lndustria Alimcntarc c dcllc bcvandc Figura 20 Ripartizione percentuafe dei rifiuti speciali non perico/osi per attivita economiche in Molise e nel resto d'ltalia 2012 (Fonte: Elaborazioni proprie do Jonte /SPRA) 39 Pa rte Ill. Pianificazione della gestione dei rifiuti speciali Molise Rcgioni dcl Sud Italia "'Altro ■ Altre Att1vitil di pubblico servlzio ■ Costruzioni ■ Raccolta,trattamcnto c smaltimentodel rifiuti. ... ■ Fornitura di Energia Elcttrica,G.Js ... o.1 lndustria mctallurgica lndustria chi mica c farmaceutica lndustria Alimcntare e delle bevande Figura 21 Ripartizione percentua/e dei rifiuti speciali pericolosi per attivita economiche in Molise e nel resto d'ltalia 2012 (Fonte: Elaborazioni proprie da Jonte JSPRA} In modo piu dettagliato si ri portano nelle t abelle che seguono, i dati (d ichiarazioni MUD piu stime) relativi alla Regione di produzione dei rifiuti specia li totali, non pericolosi e pericolosi, per attivita economiche, secondo la classificazione NACE Rev. 23 di cui al Regolamento (CE) n. 1893/20063 (fonte ISPRA-Rapporto rifiuti speciali 2014). 3 Le attivita ecanomiche de/la c/assificazione NACE Rev. 2 riguardano le seguenti categorie con relativa legenda: A: Agricoltura, silvicoltura e pesca; B: Attivita estrattiva; C10-C12: lndustrie alimentari, praduzione di bevande, industria de/ tobacco; C13-C15: lndustrie tessili, canfezione di articali di abbigliamento, confezione di orticoli in pelle e simili; C16: lndustria de/ legna e dei pradotti in legno e sughero; C17 C18: Fabbricazione di carta e prodotti di carta, stampa e riproduzione su supporti registrati; C19: Fabbricozione di coke e prodotti derivanti dalla raffinazione de/ petrolio; C20-C22: Fabbricazione di prodotti chimici, fabbricazione di prodotti formaceutici, fabbricazione di articoli in gamma e materie plastiche; C23: Fabbricazione di altri prodotti de/la lavorazione di minerali non metal/iferi; C24-C25: Attivita metallurgiche, fabbricazione di prodotti in metal/a; C26-C30: Fabbricaziane di computer e prodotti di elettronica e ottica, fabbricazione di apparecchiature elettriche, fabbricazione di macchinari e apparecchiature n.c.a., fabbricazione di autoveico/i, rimorchi e semirimorchi, fabbricazione di altri mezzi di trasporto; C31-C33: Fabbricazione di mobili, altre industrie manifatturiere, riparazione e installazione di macchine e apparecchiature; D: Fornitura di energia elettrica, gas, vapore e aria condizionata; E36 E37 E38 E39: Rocco/ta, trattamento e fornitura acqua, gestione de/le reti fognarie; attivita di raccolta, trattamenta e smaltimento dei rifiuti; recupero dei materiali; attivita di risanamento e altri servizi di gestiane dei rifiuti; F: Costruzioni; G-U X G4677: Attivita di servizi (inclusa la classe 46.77: commercio all'ingrasso di rottami e cascami). 40 Parte Ill. Pianificazione della gestione dei rifiuti speciali Codice di Molise attivita ISTAT Ton/anno 01 113 Agricoltura, silvicoltura e pesca 02 0 03 0 OS 0 06 589 Estrazioni di minerali da cave e miniere 07 0 08 6.523 09 0 lndustria alimentare e delle bevande 1011 240.504 lndustria del tabacco 12 0 lndustria tessile 13 273 Confezioni articoli di abbigliamento;Confezioni di articoli e pelliccia 14 879 Fabbricazione di articoli in pelle e simili 15 142 16 1.052 lndustria legno, carta stampa 17 62 18 92 Raffinerie petrolio, fabbricazione coke 19 0 20 6.409 lndustria chlmica e farmaceutica 21 17.423 lndustria gomma e materie plastiche 22 3.525 lndustria minerali non metalliferi 23 2.309 lndustria metallurgica 24 2.027 Fabbricaz. e lavoraz. di prodotti in metallo (escluse macchinari ed 25 4.396 attrezzature) 26 33 Fabbricazione apparecchi elettrici, meccanici ed elettronici 27 365 28 819 41 Parte Ill. Pianificazione della gestione dei rifiuti speciali 29 31.584 Fabbricazione mezzi di trasporto 30 0 31 188 Altre industrie manifatturiere 32 0 Riparazione, manutenzione e istallazione macchine e apparecchiature 33 64 Fornitura di energia elettrica, gas, vapore e aria 35 28.649 Raccolta, trattamento e fornitura acqua 36 4 Gestione delle reti fognarie 37 8.780 Raccolta, trattamento e smaltimento dei rifiuti; recupero dei materiali; 38 81.464 attivita di risanamento 39 164 Costruzioni 4142 43 69.665 45 5.589 Commercio all'ingrosso e al dettaglio, riparazioni di autoveicoli e motocicli 46 261 47 868 49 299 50 13 Trasporti e magazzinaggio 51 0 52 327 53 0 55 15 Servizi di alloggio e ristorazione 56 25 58 0 59 0 60 0 Servizi di informazione e comunicazione 61 28 62 1 63 0 64 0 65 0 lntermediazione finanziaria, assicurazioni ed altre attivita professionali 66 0 ~ 68 426 '" 42 Parte Ill. Pianificazione della gestione dei rifiuti speciali 69 0 70 0 71 111 Attivita professionali, scientifiche e tecniche 72 0 73 3 74 4 75 40 77 1 78 0 79 0 Noleggio, agenzie di viaggio, servizi di supporto alle imprese 80 0 81 0 82 219 84 17 Pubblica ammlnistrazione, istruzione e sanita 85 10 86 87 88 1.175 90 53.495 91 0 92 0 93 0 94 0 Altre attivita di pubblico servizio 95 0 96 40 97 0 98 0 99 0 Attivita lstat non determinata 6 TOTALE 571.070 Tobe/la 11 Ripartizione regiona/e dei rifiuti speciali per Jonte economica di produzione - ton/anno {2012) (Fonte: Elaborazioni proprie da Jonte /SPRA) 43 Pa rte Ill. Pianificazione della gestione dei rifiuti speciali Codice di Molise attivita ISTAT Ton/anno 01 73 Agricoltura, silvicoltura e pesca 02 0 03 0 05 0 06 575 Estrazioni di minerali da cave e miniere 07 0 08 6.510 09 0 lndustria alimentare e delle bevande 1011 240.473 lndustria del tabacco 12 0 lndustria tessile 13 266 Confezioni articoll di abbigliamento;Confezioni di articoli e pelliccia 14 863 Fabbricazione di articoli in pelle e simili 15 142 16 1.021 lndustria legno, carta stampa 17 60 18 84 Raffinerie petrolio, fabbricazione coke 19 0 20 4.818 lndustria chimica e farmaceutica 21 1.590 lndustria gomma e materie plastiche 22 3.318 lndustria minerali non metalliferi 23 2.277 lndustria metallurgica 24 1.577 Fabbricaz. e lavoraz. di prodotti in metallo (escluse 25 3.585 macchinari ed attrezzature) 26 31 Fabbricazione apparecchi elettrici, meccanici ed elettronici 27 337 28 793 Fabbricazione mezzi di trasporto /: ,---. 29 29.749 .. - -. 44 Parte Ill. Pianificazione della gestione dei rifiuti speciali 30 0 31 175 Altre industrie manifatturiere 32 0 Riparazione, manutenzione e istallazione macchine e apparecchiature 33 33 Fornitura di energia elettrica, gas, vapore e aria 35 21.883 Raccolta, trattamento e fornitura acqua 36 4 Gestione delle reti fognarie 37 8.755 Raccolt a, trattamento e smaltimento dei rifiuti; recupero dei materiali; 38 81.280 attivita di risanamento 39 0 Cost ruzioni 4142 43 68.928 45 1.120 Commercio all'ingrosso e al dettaglio, riparazioni di autoveicoli e motocicli 46 259 47 852 49 228 so 2 Trasporti e magazzinaggio 51 0 52 17 53 15 55 25 Servizi di alloggio e ristorazione 56 0 58 0 59 0 60 0 Servizi di informazione e comunicazione 61 7 62 1 63 0 64 0 65 0 lntermediazione finanziaria, assicurazioni ed altre attivita professionali 66 0 68 426 Attivita professionali, scientifiche e tecniche 69 0 45 I Parte Ill. Pianificazione della gestione dei rifiuti speciali 70 0 71 110 72 0 73 3 74 0 75 37 77 0 78 0 79 0 Noleggio, agenzie di viaggio, servizi di supporto alle imprese 80 0 81 0 82 215 84 10 Pubblica amministrazione, istruzione e sanita 85 3 86 87 88 73 90 53.221 91 0 92 0 93 0 94 0 Altre attivita di pubbllco servizio 95 0 96 36 97 0 98 0 99 0 Attivita lstat non determinata 5 TOTALE 535.865 Tobe/la 12 Ripartiziane regionafe dei riJiuti speciali non pericofosi per Jonte economica di produzione ton/anno {2012) (Fonte: Efaborazioni proprie do Jonte JSPRA) / I \ 46 Parte Ill. Pianificazione della gestione dei rifiuti speciali Codice di Molise attivita ISTAT Ton/anno 01 40 Agricoltura, silvicoltura e pesca 02 0 03 0 05 0 06 14 Estrazioni di minerali da cave e miniere 07 0 08 13 09 0 lndustria alimentare e delle bevande 1011 31 lndustria del t abacco 12 0 lndustria tessile 13 7 Confezioni articoli di abbigliamento;Confezioni di articoli e pelliccia 14 16 Fabbricazione di articoli in pelle e simili 15 0 16 31 lndustria legno, carta stampa 17 2 18 8 Raffinerie petrolio, fabbricazione coke 19 0 20 1.591 lndustria chimica e farmaceutica 21 15.833 lndustria gomma e materie plastiche 22 207 lndustria minerali non metalliferi 23 32 lndustria metallurgica 24 450 Fabbricazione e lavorazione di prodotti in metallo 25 811 {escluse macchinari ed attrezzature) 26 2 Fabbricazione apparecchi elettrici, meccanici ed elettronici 27 28 ./ 47 Parte Ill. Pianificazione della gestione dei rifiuti speciali 28 26 29 1.835 Fabbricazione mezzi di trasporto 30 0 31 13 Altre industrie manifatturiere 32 0 Riparazione, manutenzione e istallazione macchine e apparecchiature 33 31 Fornitura di energia elettrica, gas, vapore e aria 35 6.766 Raccolta, trattamento e fornitura acqua 36 0 Gestione delle reti fognarie 37 25 Raccolta, trattamento e smaltimento dei rifiuti; recupero dei materiali; 38 184 attivita di risanamento 39 164 Costruzioni 4142 43 737 45 4.469 Commercio all'ingrosso e al dettaglio, riparazioni di autoveicoli e motocicli 46 2 47 16 49 71 50 11 Trasporti e magazzinaggio 51 0 52 310 53 0 55 0 Servizi di alloggio e ristorazione 56 0 58 0 59 0 60 0 Servizl di lnformazione e comunicazione 61 21 62 0 63 0 64 0 lntermediazione finanziaria, assicurazioni ed altre attivita professionali 65 0 / ... ' 48 Parte Il l. Pianificazione della gestione dei rifiuti speciali 66 0 68 0 69 0 70 0 71 1 Attivita professionali, scientifiche e tecniche 72 0 73 0 74 4 75 3 77 1 78 0 79 0 Noleggio, agenzie di viaggio, servizi di supporto alle imprese 80 0 81 0 82 4 84 7 Pubblica amministrazione, istruzione e sanita 85 7 86 87 88 1.102 90 274 91 0 92 0 93 0 94 0 Altre attivita di pubblico servizio 95 0 96 4 97 0 98 0 99 0 Attivita lstat non determinata 1 TOTALE 35.205 49 ~ Parte Ill. Pianificazione della gestione dei rifiuti speciali .. ..,. Tobe/la 13 Ripartizione regionole dei rifiuti specio/i pericolosi per Jonte economico di produzione - ton/anno (2012) (Fonte: Elaborazioni proprie do Jonte ISPRA) Codice non CER Rifiuti generati nell'ambito di: pericolosi Pericolosi 1 Estrazione e trattamento minerali e materiali di cava 6.578 . 2 Agricoltura, selvicoltura, produzione, preparazione, trattamento 236.121 . alimenti 3 Lavorazlone legno e produzione carta, cartone e mobili 726 93 4 Produzione conciaria e tessile 491 . 5 Lavorazione e raffinazione del petrolio, gas e carbone 1545 6 Processi chimici inorganici 263 634 7 Processi chimici organici 4.621 16.760 8 Produzione e uso di pitture,vernici, smalti e inchiostro 260 150 9 lndustria fotografica 2 33 10 Rifiuti inorganici da processi termici 13.594 11 Rifiuti inorganici da metallurgia 255 2 12 Lavorazione e t rattamento superficia le di metalli e plastica 16.703 1.376 13 Oli esausti e residui dei combustibili liquidi . 1.481 14 Sostanze organiche utilizzate come solventi 54 15 lmballaggi, assorbenti,stracci, materiali filtranti e indumenti protettivi 12.740 713 16 Rifiuti non specificati altrimenti 8.728 4.986 17 Costruzioni, demolizioni e manutenzione strade 68.303 1.741 18 Settore sanitario e veterinario 13 1.101 19 Rifiuti da impianto di t rattamento rifiuti, acque reflue e industrie 164.132 6.080 20 Rifiuti urbani e assimilabili agli urbani, prodotti dalle istituzione, da 785 commercio e dell' industria Totale 535.860 35.204 RSP attivita ISTAT non determinata 5 1 Totale RSP 535.865 35.205 ~--. so ~ Parte Ill. Pianificazione della gestione dei rifiuti speciali '-..,. Tobe/la 14 Produzione di rifiuti speciali per capitolo dell'elenco europeo dei r ifiuti, Molise ton/anno 2012 (Fonte: Elaborazioni proprie do Jonte ISPRA) I rifiuti speciali complessivamente gestiti in Molise nel 2012 sono stati 571.070 tonnellate, costituiti per ii 93,83% da rifiuti non pericolosi (535.865 tonnellate) e ii 6,17% (35.204 tonnellate) da rifiuti pericolosi. 250000 r 200000 150000 100000 0 236,121 16.760 1.741 68.303 1,.uscr 164.132 ■pcricolosl ■ non pcncolos.1 4.986 50000 -------------.....·~------,■ 6344'621 O 1~~;;3 54 713 8 ' 728 0 93 0 0 263 150 3313.594, 1 481 12.740 1101 0 0 r;7~-7-26 4 91~1-S4 5~---• 2 6 o z ~■L-25 5,~·a. 0~0 ,l~. ■~,--1-3-~7-85 1 2 3 4 S 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 Figura 22 Produzione di rifiuti specia/i per capito/o dell'elenco europeo dei riJiuti, Molise 2012 (Fonte: Elaborazioni proprie do Jonte ISPRA) Nella figura che segue sono indicate in percentuale le quantita trattate di rifiuti speciali, per tipologia di gestione. 0% 1% ■ da Rl a R12 ■ R13 ■ da D1 a D12 e D14 ■ D13e D15 Figura 23 Ripartizione percentuale de/la gestione dei rifiuti speciofi in Molise 2012 (Fonte: Elaborazioni proprie do Jonte ISPRA) Dall'analisi dei dati regionali si evince che, delle 571.070 tonnellate di rifiuti speciali trattati, circa ii 42% sono avviati ad operazioni di recupero (da R1 a R12), mentre per l'altro 58% ad operazioni di 51 Parte Ill. Pianificazione della gestione dei rifiuti speciali smaltimento (da D1 a D14). Di quest i nessun quantitativo di rifiuto e destinato ad impianti di stoccaggio e di messa in riserva (D15 e RB) che raffigurano una forma intermedia di gestione, preliminare alla destinazione finale. I rifiuti stoccati spesso rimangono in giacenza presso gli stessi impianti di trattamento, prima di essere effettivamente recuperati/smaltiti. A volte la messa in riserva o lo stoccaggio provvisorio pub durare anche piu di un anno, e pub accadere che gli stessi rifiuti possano essere in seguito trasferiti in altre regioni per subire ii trattamento finale. Questo vale anche per i rifiuti sottoposti a trattamento biologico o chimico-fisico, e cosl anche per ii ricondizionamento e raggruppamento preliminare (D8, D9, D13, D14). Per questo motivo e difficile pater confrontare e seguire temporalmente i dati sui flussi di rifiuti prodotti con quelli relativi alla gestione: accade spesso che i rifiuti non completano ii proprio ciclo di gestione nel periodo di osservazione. lnoltre, per una completezza di analisi del quadro di gestione, occorrerebbe computare anche i quantitativi importati ed esportati, di cui purtroppo non si hanno informazioni esatte. Questa condizione non ci permette di correlare i rifiuti prodotti con quelli gestiti per uno stesso anno di riferimento. Si riportano, invece, i dati relativi ai quantitativi gestiti in regione durante ii 2012, suddivisi per attivita di recupero ed attivita di smaltimento (vedi figura 6.7.13 e figura 6.7.14). 0 0 i= 1 1 1 1 60.000 40.000 20.000 00.000 80.000 60.000 40.000 20.000 0 I• RS p I RS NP ./ V V V ./ V V V /' r Rl 0 22.80 , - • R2 R3 R4 RS 0 0 509 0 0 4.806 84 118.8 .. 1 r 1 ~ , I - - , - - 7 R6 R7 R8 R9 RlO R12 R13 Total e 0 0 0 0 0 0 1844 2.353 0 0 0 0 6.655 0 487 153.6 Figura 24 Quantita di rifiuti speciali per tipologia di recupero (Rl-R13) (Fonte: Elaborazioni proprie da Jonte ISPRA) 52 354 Parte Ill. Pianificazione della gestione dei rifiuti speciali 2 50.000 2 00.000 g 1 50.000 C: "' ..... C: B 1 00.000 50.000 0 I• RS p I RS NP V -· V V V ; ~ 1./" .,- -- -D1 D8 D9 D10 D13 0 0 4.862 381 0 10.822 ~77.971 20.202 64 0 .. • r r r .,e::;, 7 D14 D15 Totale 1 0 5.244 0 5 209.064 Figura 25 Quontita di rifiuti speciali per tipologia di trattamento finale {D1-015) {Fonte: Elaborazioni proprie da Jonte ISPRA} Nelle ta belle che seguono sono indicati ii numero di impianti operanti in Molise per la gestione e lo smaltimento dei rifiuti speciali. Pro\iocb N. impil.nn Noil PuicolMi Pnkolosi TOTALE R3 R4 RS R4 DU 1S 4 1.835 10 6.336 S09 TOTALE REGIONE 9 2.016 11 8.863 509 1 Tabel/o 15 lmpianti di gestione dei rifiuti specia/i in Molise e quantitativi recuperati {ton/anno) - 2012 {Fonte: ISPRA} Pnninru .-\tth;u N. frnpianti Rl RS Total, ;Iii' NP CB lndustria dnnuca sn CB la\"orllioot malerie ollltichc I 37 CB I """"mocc<OClllomtntiumtll!izi < bilUID::IOSi I 20,112 CB 1 ixoduzfooe ll1a1i I 17.006 IOTAU: PRO\L'iCU ~ 37 38.390 IS 1a,'CfUI ... """" l '.!JS TOTAI.EPRO\l::-/ClA l ?.!8 TOT ALE REG IONE s 175 38.390 :-.1'. Non Pencolo<, P: Pcncolon Tobe/la 16 Gestione dei rifiuti speciali presso attivita produttive{ ton/anno)-2012 (Fonte: ISPRA) Tobe/la 17 Altre attivita di gestione dei rifiuti speciali { ton/anno) - 2012 {Fonte: ISPRA) 8.690 11.400 37 28.812 17.006 ~ Jl7 i,s lJi 3U65 53 Parte Ill. Pianificazione della gestione dei rifiuti speciali P'ro,mna :,; impU:0:b Non Pf'ncolil\i TOTAL[ OS D9 CB 176.3# 29 116.375 IS 1.625 20.173 21 "197 TOTAi.I: RECIOXE 117.971 Tobe/lo 18 lmpionti autorizzati al trottamento chimico-fisico e biologico dei rifiuti specio/i ( ton/onno) 2012 (Fonte: ISPRA) lmpl•• •I pro<lunh1 l8 l90 A1th"lra dl Jtstlont 1556 42 3S 4S2 6 6SS CompHtil"lo t diJt\ rioll.f 959 llDUroblc:1: (1) RKupu o tnt.rt•dco 2:!SOS 31 33 101 lmplaa.rl di 1r;utamtnto dti \'tkoU Caorl uso Implnrl di fr>nmamlont dt l ,·,koU f\101i u'° Alrn optr.ulonJ dJ rKuptro (?) TOTALE 21805 -'806 8-' 509 !lUl6 66!'~ ( I) Rifiuti $j)<ci>li (fanghi. raidui agro iodu<;!mlt) 1r.111ati in impi>nti di ,nn..,,,.1.0 bioloJX'() di rifiuli Ul1>>ni. (2) U qumriti si riferi~ ono ;ad ~ azioni di recupuo S\"Oltc cb ~ti die etrntu.mo. prc.;akntnuu:~ opernioni d.i ~m~ nto. NP: Non Pericolosi P: Pericolosi Tobe/la 19 Riepi/ogo de/le quantita do operazioni di recupero ( ton/anno) - 2012 (Fonte: /SPRA} Jrarramturo cblmlco.fflslco bloJ co 20.202 Ill.nntdmtoto 64 Impi.1nti di tram1mHuo dti nicoli fuori ,no 4-862 Alt.rt O f1"2tioni di sm3.lrimt?U0 l Rifluri U uldi d:a o tnzioni di bonltlu TOTAI.E 10.82? l i1.911 lO.lO! 4.862 64 (1) U' qu;;intJt3 si riferiscono :.d openzioui di waltWXIJ.ro 1vol1~ da impi:mri e:be dfettu.mo. prcvalcotcmcott. openzioni di rt-CUpefo, ~P: Non Pcricolosi P: Pttic:olosi 381 381 Tobe/la 20 Riepilogo de/le quantita do operazioni di smoltimento ( ton/onno) - 2012 (Fonte: ISPRA) l6.<!6S 4S 7l5 959 SS.9}7 W.695 19UH H~ U6! I 114.304 \"utam, C..tp..tcif• R.U. I Quannra RS. sm.alnt:a (t/a) Rf.1;1m'" antori:zurorio rMidu,1al Pro, . Comuoe- autoriz:Lato ,-IDahiti Atti\Ua Jl/l :?f.!011 Non Sadtoza (m') ( m') (Ii•) TOT.U.E prricolod PtricoJo-d Data Atllorin. AoCorizz. Discarlcbt pu 1i1lurl IXERTI CB S:an Massimo s.n s u.d. 0 96 96 0 CP 31/08/2007 31,'0S/2017 Total, 0 96 96 0 Dil<1lri<bt Ptr Riliuti :-o:; PERICOl.051. CB Gu~lionesi 412.800 149.201 18-430 7.951 7.951 0 er 1&110/.lOOS 2 1/08/2016 CB Mon1>gano u.d. 159.231 2.9.957 0 0 0 er 11/0112010 29/04a013 IS Is.crnfa 584 000 544 000 84.272 2.776 2.776 0 er 25,'0312010 03/11/2013 Totalt 13?.6!9 10.717 10.727 0 TOTAU: lll.6!9 10.Sll 10.813 0 Tobe/lo 21 Riepilogo de/le quantita do operazioni di smaltimento in discorico per impionto ( ton/onno) 2012 (Fonte: /SPRA} 54 Parte Ill. Pianificazione della gestione dei rifiuti speciali Codice Rifiuti generati nell'ambito di non pericolosi Totale CER pericolosi 1 Estrazione e trattamento minerali e materiali di cava 96 0 96 2 Agricoltura, selvicoltura, produzione, preparazione, 0 0 0 trattamento alimenti 3 Lavorazione legno e produzione carta, cartone e mobili 0 0 0 4 Produzione conciaria e tessile 0 0 0 5 Lavorazione e raffinazione del petrolio, gas e carbone 0 0 0 6 Processi chimici inorganici 0 0 0 7 Processi chimici organici 0 0 0 8 Produzione e uso di pitture,vernici, smalti e inchiostro 0 0 0 9 lndustria fotografica 0 0 0 10 Rifiuti inorganici da processi termici 0 0 0 11 Rifiuti inorganici da metallurgia 0 0 0 12 Lavorazione e trattamento superficiale di meta Iii e plastica 0 0 0 13 Oli esausti e residui dei combustibili liquidi 0 0 0 14 Sostanze organiche uti lizzate come solventi 0 0 0 15 lmballaggi, assorbenti,stracci, materiali filtranti e indumenti 0 0 0 protettivi 16 Rifiuti non specificati altrimenti 36 0 36 17 Costruzioni, demolizioni e manutenzione strade 0 0 0 18 Settore sanitario e veterinario 0 0 0 19 Rifiuti da impianto di trattamento rifiuti, acque reflue e 10.691 0 10.691 industrie 20 Rifiuti urbani e assimilabili agli urbani, prodotti dalle 0 0 0 istituzione, da commercio e dell' industria Totale 10.823 0 10.823 Tobe/la 22 Riepilogo de/le quontita di rifiuti speciafi smoltite in discarica riportiti per Capitolo dell'elenco europeo (ton/anno) - 2012 (Fonte: Elaborazioni proprie do fonte ISPRA) I I SS ~ Parte Ill. Pianificazione della gestione dei rifiuti speciali 4. ANALISI DELLA PRODUZIONE DEi RIFIUTI SPECIALI: APPROFONDIMENTO 4.1 Grandi Soggetti Produttori in Regione Molise Nella Regione Molise esiste un ridotto numero di soggetti produttori di rifiuti speciali che produce la maggior quantita dei medesimi; ai fini di quest'analisi sono stati considerati i soggetti che, per una specifica tipologia di rifiuti, hanno prodotto quantitativi maggiori di 5.000 ton Tipodi Quantita Percentuale Grandi Produttori Rifiuto Pericolosita prodotta su produzione Codice CER regionale C&T $.P.A. -Termoli (CB) 10 0103 NP 5.009.450 1,42% 10 01 01 NP 7.583.800 2,15% CON.I.V. SERVIZI ED ECOLOGIA 5.P.A. 19 08 12 NP 5.052.590 1,43% Montenero di Bisaccia (CB) COSTRUZIONI GENERALI CIMORELLI SPA 17 09 04 NP 6.482.434 1,84% Pozzilli (15) ENERGONUT $,P.A. - Rl - Pozzilli (IS) 19 0112 NP 6.065.500 1,72% F.1.5. FABBRICA ITALIANA SINTETICI 5.P.A. 07 07 01 * p 15.607.490 4,42% Termoli (CB) FIAT GROUP AUTOMOBILES S.P.A- Termoli 12 0101 NP 9.279.280 2,63% (CB) 19 OS 03 NP 8.668.000 2,46% GIULIANI ENVIRONMENT S.R.L. - Montagano 19 07 03 NP 8.946.500 2,54% (CB) 19 07 03 NP 6.601.683 1,87% 19 OS 01 NP 15.715.730 4,45% HERAMBIENTE SPA-IS TERMOVALl.POZZILLI 19 0112 NP 6.619.880 1,88% Pozzilli (15) MOMENTIVE PERFORMANCE MATERIALS SRL 07 07 12 NP 5.551.520 1,57% SPECIALTIES SRL - Termoli (CB) NUOVO ZUCCHERIFICIO DEL MOLISE SRL- 02 04 01 NP 22.440.000 6,36% Termoli (CB) 02 04 02 NP 34.399.200 9,75% SIEFIC SPA- lsernia (IS) 010102 NP 6.013.940 1,70% 1912 12 NP 8.308.500 2,35% SMALTIMENTI SUD- SRL- - lsernia (IS) 1912 10 NP 10.196.310 2,89% 19 OS 01 NP 10.569.420 3,00% 19 07 03 NP 19.824.130 5,62% TIM SERVICE JEANS SRL- Pettoranello Del 19 0812 NP 15.620.000 4,43% Molise (IS) Tota le 234.555.357 66,47% Tobe/fa 23 Flussi di rifiuti specia/i prodotti da Grandi produttori in Regione (ton/anno) - 2013 (Fonte: E/aborazioni proprie da Jonte a ARPA Molise) Dalla tabella evidente la maggior parte degli impianti produttori di rifiuti speciali sono nella Provincia di Campobasso e in particolare nella zona industriale di Termoli. 56 I ~ ~- ,. Parte Ill. Pianificazlone della gestione dei rifiuti speciali II maggior numero di rifiuti speciali non pericolosi prodotti sono ii "percolato di discarica" (codice CER 19 07 03, diverso da quello di cui alla voce 19 07 02) per un totale di 35.372 tonnellate da GIULIANI ENVIRONMENT S.R.L. e SMALTIMENTI SUD - S.R.L., seguito dal "carbonato di calcio fuori specifica" (codice CER 02 04 02) con 34.399 tonnellate dall'attivita produttiva NUOVO ZUCCHERIFICIO DEL MOUSE S.R.L. , da "parte di rifiuti urbani e simili non destinata al compost" (codice CER 19 05 01) con 26.285 tonnellate da GIULIANI ENVIRONMENT S.R.L. e SMALTIMENTI SUD - S.R.L. e i "fanghi prodotti dal trattamento biologico di acque reflue industriali" (cod ice CER 19 08 12 diversi da quelli di cui alla voce 19 08 11) con 20.672 tonnellate prodotti da CON.I.V. SERVIZI ED ECOLOGIA S.P.A. e TIM SERVICE JEANS S.R.L.. Per quanta riguarda questa categoria solo la F. I.S. FABBRICA ITALIANA SINTETICI S.P.A. produce rifiuti pericolosi che sono "soluzioni acquose di lavaggio e acque madri" (cod ice CER 07 07 01 * ) per una quantita di 15.607 tonnellate pari al 4,42% dei rifiuti speciali prodotti nell'intero territorio regionale. Questi grandi produttori di rifiuti speciali produco ii 66,47% del totale dei rifiuti prodotti a livello Regionale {234.555 tonnellate contra 352.861 tonnellate totali) . Si segnala peraltro come, in considerazione della pesante congiuntura economica, si sia registrata in anni recenti una significativa contrazione delle attivita produttive. Tali dinamiche non potranno non influire nei prossimi anni nel determinare i nuovi livelli di produzione di r ifiuti speciali. 4.2 Produzione dei Rifiuti Speciali Prodotti in Regione per Capitolo dell'Elenco Europeo dei Rifiuti a livello Regionale Si e analizzata la produzione dei rifiuti speciali suddivisi per capitolo dell'elenco europeo dei rifiuti, ai sensi della Direttiva 2008/98/CE e della decisione 2000/532/CE, modificata dalla decisione 2015/955/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, attraverso i dati forniti dal Catasto Rifiuti dell'ARPA Molise riferiti all'anno 2013. Come precedentemente analizzato i rifiuti speciali complessivamente gestiti in Molise nel 2013 (fonte Catasto dei Rifiuti dell' ARPA Molise) sono stati 352.861 tonnellate, costituiti per ii 90,04% da rifiuti non pericolosi {317.708 tonnellate) e ii 9,96% (35.154tonnellate) da rifiuti pericolosi, che sono diminuiti in confronto all'anno 2012 (Fonte ISPRA) del 61,79%. 57 359 Parte Ill. Pianificazione della gestione dei rifiuti speciali 4.2.1 Rifiuti Derivanti da Prospezione, Estrazione da Miniera o Cava, nonche dal Trattamento Fisico o Chimico di Minerali. Di seguito sono riportati i rifiuti speciali prodotti nella categoria "01 Rifiuti Derivanti da Prospezione, Estrazione da Miniera o Cava, nonche dal Trattamento Fisico o Chimico di Minerali". Quantita Percentuale Codice CER Descrizione Pericolosita region ale SU produzione (Kg.) del rifiuto 0101 02 rifiuti da estrazione di minerali non metalliferi NP 6.013.940 94,95% 010413 rifiuti prodotti dalla lavorazione della pietra, diversi NP 70.612 1,11% da quelli di cui alla voce 01 04 07 0105 04 fanghi e rifiuti di perforazione di pozzi per acque NP 248.910 3,93% dolci 0105 99 rifiuti non specificati altrimenti NP 650 0,01% Totale 6.334.112 1,80% Tobe/la 24 Flussi di rifiuti speciali prodotti de/ capito/o 01 (Fonte: Elaborazioni proprie da Jonte a ARPA Molise- Catasto dei rifiuti anno 2013) Dalla elaborazione dei dati riguardanti l'anno 2013 forniti dall' ARPA Molise si evince per ii capitolo osservato la maggior parte della produzione, 6.013 tonnellate pari al 94,95% del totale, sono rifiuti prodotti da estrazione di minerali non metalliferi; l'incidenza della produzione di questo capitolo sulla totale produzione di rifiuti speciali, pericolosi e non, e dell' 1,80%. 7.000.000 6.000.000 5.000.000 4.000.000 3.000.000 2.000.000 1.000.000 0 I \ ■ 010102 ■ 010413 ■ 010504 ■ 010599 58 ~ Parte Ill. Pianificazione della gestione dei rifiuti speciali ~ .,,; Figura 26 Quantita di rifiuti speciali prodotti nel Copitolo 01 {Fonte: Elaborazioni proprie da Jonte a ARPA Molise- Catasto dei rifiuti anno 2013} 4.2.2 Rifiuti Prodotti da Agricoltura, Orticoltura, Acquacoltura, Selvicoltura, Caccia e Pesca, Preparazione e Lavorazione di Alimenti Rifiuti Prodotti Di seguito sono riportati i rifiuti speciali prodotti nella categoria "02 Rifiuti Prodotti da Agricoltura, Orticoltura, Acquacoltura, Selvicoltura, Caccia e Pesca, Preparazione e Lavorazione di Alimenti Rifiuti Prodotti". Percentuale Codice CER Descrizione Pericolosita Quantita SU regionale (Kg.) produzione del rifiuto 02 0104 Rifiuti plastici (ad esclusione degli NP 84.817 0,14% imballaggi) feci animali, urine e letame (comprese le 02 0106 lettiere usate), effluenti, raccolti NP 1.940 0,003% separatamente e trattati fuori site 02 02 01 fanghi da operazioni di lavaggio e pulizia NP 34.300 0,06% 02 02 02 fanghi da operazioni di lavaggio e pulizia NP 91.445 0,15% 02 02 04 fanghi prodotti dal trattamento in loco NP 753.050 1,27% degli effluenti 02 02 99 rifiuti non specificati altrimenti NP 148.692 0,25% fanghi prodotti da operazioni di lavaggio, 02 03 01 pulizia, sbucciatura, centrifugazione e NP 115.760 0,19% separazione di componenti 02 03 04 scarti inutilizzabili per ii consume o la NP 166.000 0,28% trasformazione 02 03 05 fanghi prodotti dal trattamento in loco NP 445.360 0,75% degli effluenti 02 0401 terriccio residua delle operazioni di pulizia NP 22.440.000 37,72% e lavaggio delle barbabietole 02 0402 carbonate di calcio fuori specifica NP 34.399.200 57,82% 02 05 01 scarti inutilizzabili per ii consumo o la NP 25.120 0,04% trasformazione 02 0502 fanghi prodotti dal trat tamento in loco NP 617.180 1,04% degli effluenti 02 06 01 scarti inutilizzabili per i i consumo o la NP 3.600 0,01% trasformazione 02 07 01 rifiuti prodotti dalle operazioni di lavaggio, NP 20.000 0,03% pulizia e macinazione della materia prima 02 07 02 rifiuti prodotti dalla distillazione di NP 136.980 0,23% bevande alcoliche 02 07 05 fangh i prodotti dal trattamento in loco NP 5.140 0,01% degli effluenti Totale 59.488.584 16,86% 59 ) ~ ... ...,. Parte Ill. Pianificazfone della gestione dei rifiuti speciali Tobe/la 25 Flussi di riJiuti speciali prodotti de/ capitolo 02 {Fonte: Elaborazioni proprie da Jonte a ARPA Molise- Catasto dei rifiuti anno 2013} Dalla elaborazione dei dati Molise si evince per ii capitolo in esame la maggior parte della produzione, 34.399 tonnellate pari al 57,82% del totale, sono riferiti al carbonate di calcio fuori specifica seguiti dal terriccio residue delle operazioni di pulizia e lavaggio delle barbabietole, con una percentuale del 37,72%, tutte e due prodotti dallo NUOVO ZUCCHERIFICIO DEL MOUSE S.R.l.; l'incidenza della produzione di questo capitolo sulla totale produzione di rifiuti speciali, pericolosi e non, e dell' 16,86%. lSOOOOOO e 32::: [f --=---= = 20,000000 lS.000.000 ¥ 10.000.000 S.000000 0 ; ■ 020104 ■ 020106 ■ 020101 ■ 0:?0202 ■020204 ■ 020299 ■020)01 ■020304 I 0l030S ■010401 • 020402 0010S0l • 02050? • 010601 020701 ■ 010702 • 02:010s Figura 27 Quantita di riJiuti speciali prodotti nel Capitolo 02 (Fonte: Elaborazioni proprie da Jonte a ARPA Molise- Catasto dei rifiuti anno 2013) 4.2.3 Rifiuti Prodotti dalla Lavorazione del Legno e della produzione di Pannelli, Mobili, Polpa, Carta e Cartone Di seguito sono riportati i rifiuti speciali prodotti nella categoria "03- Rifiuti della Lavorazione del Legno e della produzione di Pannelli, Mobili, Polpa, Carta e Cartone" 60 Parte Ill. Pianificazione della gestione dei rifiuti speciali Percent uale Codice Descrizione Pericolosita Quant ita SU CER regionale (Kg.) produzione del rifiuto segat ura, trucioli, residui di taglio, 03 01 04 legno, pannelli di t ruciolare e p 922 0,56% piallacci contenenti sostanze pericolose segat ura, trucioli, residui di taglio, 03 01 05 legno, pannelli di truciolare e NP 162.304 99,20% piallacci diversi da quelli di cui alla voce 03 0104 03 03 99 rifiut i non specificati altrimenti NP 380 0,23% Totale 163.606 0,05% Tabet/a 26 Flussi di rifiuti specia/i prodotti de/ capitolo 03 (Fonte: Elaborazioni proprie do Jonte a ARPA Molise- Catasto dei riJiuti anno 2013} Dalla tabella si evince per ii capitolo esaminato la maggior parte della produzione, 162 tonnellate pari al 99,20% del totale, sono riferiti segatura, trucioli, residui di taglio, legno, pannelli di truciolare e piallacci diversi da quelli di cui alla voce 03 01 04; inoltre e presente una quota di rifiuti pericolosi pari a 0,922 tonnellate (codice CER 03 01 04 "segatura, trucioli, residui di taglio, legno, pannelli di t ruciolare e piallacci contenenti sostanze pericolo5e") riconducibile alla ditta Marroni S.A.S. di Gilberto Marroni & C. operante nella Provincia di Campobasso. L'incidenza della produzione di questo capitolo sulla totale produzione di rifiuti speciali, pericolosi e non, e dell' 0,05%. 180.000 160.000 140.000 120.000 100.000 ■ 030104 80.000 ■ 030105 60.000 ■ 030399 40.000 20.000 0 Figura 28 Quantita di riJiuti speciali prodotti net Capito/a 03 (Fonte: Elaborazioni proprie do Jonte a ARPA Molise- Catasto dei rifiuti anno 2013} 61 Parte Ill. Pianificazione della gestione dei rifiuti speciali 4.2.4 Rifiuti Prodotti dalla Lavorazione di pelle e Pellicce e dell'lndustria Tessile Di seguito sono riportati i rifiuti speciali prodotti nella categoria 04- Rifiuti della Lavorazione di pelle e Pellicce e dell' lndustria Tessile". Quantita Percentuale Codice CER Descrizione Pericolosita regionale (Kg.) su produzione del rifiuto 04 02 22 rifiuti da fibre tessili lavorate NP 2.318.900 100,00% Totale 2.318.900 0,66% Tabel/a 27 Flussi di rifiuti speciali prodotti de/ capitolo 04{Fonte: Elaborazioni proprie da Jonte a ARPA Molise- Catasto dei rifiuti anno 2013) Dalla tabella si evince che per questo capitolo i rifiuti speciali sono tutti con ii Codice CER 04 02 22 "rifiuti da fibre tessili lavorate" e sono prodotti per la quasi totalita {2.200 tonnellate) dalla TIM SERVICE JEANS SRL di Pettoranello Del Molise (IS) . L'incidenza della produzione di questo capitolo sulla totale produzione di rifiuti speciali, pericolosi e non, e dell' 0,66%. 4.2.5 Rifiuti della Raffinazione del Petrolio, Purificazione del Gas Naturale e Trattamento Pirolitico del Carbone Si riporta la quantita di rifiuti speciali prodotti nella categoria "05 -Rifiuti della Raffinazione del Petralia, Purificazione del Gas Naturale e Trattamento pirolitico del Carbone". Quantita Percentuale Cadice CER Descrizione Pericolosita regionale SU produzione (Kg.) del rifiuto OS 07 99 rifiuti non specificati NP 404.380 100,00% altrimenti Totale 404.380 0,11% Tobe/la 28 Flussi di rifiuti speciali prodotti de/ capitolo 05 (Fonte: Elaborazioni proprie da Jonte a ARPA Matise- Catasto dei rifiuti anno 2013) 62 ~ ~-~ Parte Ill. Pianificazione delta gestione dei rifiuti speciali Dalla tabella si evince per questo capitolo che i rifiuti speciali sono tutti con ii Cadice CER 05 07 99 "rifiuti non specificati altrimenti" e sono prodotti per la tota lita (404 tonnellate) dalla MEDOILGAS ITALIA SPA di Monterio Nei Frentani (CB). L'incidenza della produzione di questo capitolo sulla totale produzione di rifiuti speciali, pericolosi e non, e dell' 0,11%. 4.2.6 Rifiuti dei Processi Chimici lnorganici Si riporta la quantita di rifiuti specia li prodotti nella categoria "06 -Rifiuti dei Processi Chimici lnorganici". Quantita Percentuale Codice CER Descrizione Pericolosita region ale su produzione (Kg.) del rifiuto 06 0101* acido solforico ed acido solforoso p 56.011 11,41% 06 01 04* acido fosforico e fosforoso p 8.620 1,76% 06 0106* altri acidi p 4.692 0,96% 06 02 04* idrossido di sodio e di potassio p 214.134 43,63% 06 02 os• altre basi p 15 0,00% 06 0314 sali e loro soluzioni, diversi da quelli NP 92 0,02% di cui alle voci 06 0311e060313 06 0316 ossidi metallici, diversi da quelli di NP 13 0,003% cui alla voce 06 03 15 06 04 os• rifiuti contenenti altri metalli p 350 0,07% pesanti fanghi prodotti dal trattamento in 06 05 02* loco degli effluenti, contenenti p 183.460 37,38% sostanze pericolose 06 07 99 rifiuti non specifrcati altrimenti NP 18.800 3,83% 0613 02* carbone attivato esaurito p 4.639 0,95% (tranne 06 07 02} Totale NP 18.905 3,85% Totale P 471.921 96,15% Totale 490.826 0,14% Tobe/la 29 Flussi di rifiuti speciali prodotti de/ capitolo 06 {Fonte: Elaborazioni proprie da Jonte a ARPA Molise- Catasto dei rifiuti anno 2013) Analizzando i dati della tabella si evince che per ii capitolo in esame la maggior parte della produzione, 214 tonnellate pari al 43,63% del totale, sono riferiti all' idrossido di sodio e di potassio codice CER 06 02 04*, seguiti dai fanghi prodotti dal t rattamento in loco degli effluenti, contenenti sostanze pericolose (codice CER 06 05 02*), la cui percentuale si attesta ad 37,38%; inoltre la quota di rifiuti pericolosi e pari a 471 tonnellate (96,15% del totale dei rifiuti del Capitolo). 63 ~ Parte Ill. Pianificazione della gestione dei rifiuti speciali .. , L1 incidenza della produzione di questo capitolo sulla totale produzione di rifiuti speciali, pericolosi e non, e dell' 0,14%. 2SO 000 100.000 • l S0,000 t' 100.000 • .50.000 / o I ■060101· ■OGOiG-1' ■060106" ■060104' aOGozos· ■0603 IJ • 060316 • 060,0S• 060S02" •060799 • 06 llOl" Figura 29 Quantita di rifiuti speciali prodotti nel Capito/o 06 (Fonte: Elaborazioni proprie da Jonte a ARPA Molise- Catasto dei rifiuti anno 2013) 4.2.7 Rifiuti dei Processi Chimici Organici Si riporta la quantita di rifiuti speciali prodotti nella categoria "07 -Rifiuti dei Processi Chimici Organici". Percentuale Codice CER Descrizione Pericolosita Quantita SU regionale (Kg.) produzione del rifiuto 07 0104* altri solventi organici, soluzioni di p 2.656 0,01% lavaggio ed acque madri 07 0213 rifiuti plastici NP 166.830 0,55% 07 0216* rifiuti contenenti silicone pericoloso p 30 0,0001% 07 03 01• soluzioni acquose di lavaggio ed acque p 60 0,0002% madri 07 05 01* soluzioni acquose di lavaggio ed acque p 117 0,0004% madri 07 0513* rifiuti solidi contenenti sostanze p 430 0,0014% pericolose 07 06 01• soluzioni acquose di lavaggio ed acque p 486 0,0016% madri fanghi prodotti dal trattamento in loco 07 0612 degli effluenti, diversi da quelli di cui NP 732.520 2,41% alla voce 07 06 11 07 07 01* soluzioni acquose di lavaggio ed acque p 15.607.540 S1,46% madri 64 Parte Ill. Pianificazione della gestione dei rifiuti speciali 07 07 03* solventi organici alogenati, soluzioni di p 47.699 0,16% lavaggio ed acque madri 07 07 04* altri solventi organici, soluzioni di p 3.576.554 11,79% lavaggio ed acque madri 07 07 08* altri fondi e residui di reazione p 1.502.688 4,95% 07 07 09* residui di filtrazione e assorbenti p 38 0,0001% esaurit i, alogenati 07 07 10• altri residui di filtrazione e assorbenti p 111.365 0,37% esauriti fanghi prodotti dal trattamento in loco 07 07 11 • degli effluenti, contenenti sostanze p 2.165.930 7,14% pericolose fanghi prodotti dal trattamento in loco 07 07 12 degli effluenti, diversi da quelli di cui NP 6.415.130 21,15% alla voce 07 07 11 07 07 99 r ifiuti non specificati altrimenti NP 2.150 0,01% Totale NP 8.049.150 26,54% Totale P 23.015.593 75,88% Totale 30.332.223 8,60% Tobe/la 30 Flussi di rifiuti speciali pradotti de/ capito/o 07 {Fonte: Elaborazioni proprie da Jonte a ARPA Matise- Catasto dei rifiuti anno 2013) Dai dati della tabella si evidenzia che per ii capitolo in esame piu della meta della produzione, 15.607 tonnellate pari al 51,74% del totale, sono riferiti al le soluzioni acquose di lavaggio ed acque madri codice CER 07 07 01 *, seguiti dai fanghi prodotti dal trattamento in loco degli effluenti, (diversi da quelli di cui alla voce 07 07 11) ii cui codice CER e 07 07 12, la cui percentuale e 21,15%; inoltre la quota di rifiuti pericolosi e pari a 23.015 tonnellate (75,88% del totale dei rifiuti del Capitolo). Una quota significativa di questi rifiuti speciali pericolosi e prodotta dalla F.I.S. FABBRICA ITALIANA SINTETICI S.P.A.-TERMOLI con 15.607 tonnellate che si riferiscono al codice CER 07 07 01 *. L'incidenza della produzione di questo capitolo sulla totale produzione di rifiuti speciali, pericolosi e non, e dell' 8,60%. 65 Parte Ill. Pianificazione della gestione dei rifiuti speciali ■070104' ■ 070213 ■0702 16 ' ■070301' ■ 070501• ■ 070513• ■ 070601' ■ 0706 12 ■070701' ■ 070703' ■ 0707 04' ■ 0101 as• ■ 070708' ■ 07 07 09" 070710' Figura 30 Quantita di rifiuti speciali prodotti nel Capito/a Ol(Fonte: Elaborazioni proprie da Jonte a ARPA Molise- Catasto dei rifiuti anno 2013} 4.2.8 Rifiuti della Produzione, Formulazione, Fornitura ed Uso di Rivestimenti (Pitture, Vernici e Smalti Vetrati), Adesivi, Sigillanti, e inchiostri per Stampa Si riporta la quantita di rifiuti speciali prodotti nella categoria "08 - Rifiuti della Produzione, Formulazione, Fornitura ed Uso di Rivestimenti (Pitture, Vernici e Smalti Vetrati), Adesivi, Sigillanti, e inchiostri per Stampa". Percentuale Codice CER Descrizione Pericolosita Quantita SU regionale {Kg.) produzione del rifiuto 08 0111• pitture e vernici di scarto, contenenti solventi p 29.729 16,75% organici o altre sostanze pericolose 08 0112 pitture e vernici di scarto, diverse da quelle di NP 21.481 12,10% cui alla voce 08 0111 08 0114 fanghi prodotti da pitture e vernici, diversi da NP 1.244 0,70% quelli di cui alla voce 08 0113 fanghi acquosi contenenti pitture e vernici, 08 0115* contenenti solventi organici o altre sostanze p 193 0,11% pericolose fanghi prodotti dalla rimozione di pitture e 08 0117* vernici, contenenti solventi organici o altre p 1.748 0,98% sostanze pericolose 66 0 \ Parte Ill. Pianificazione della gestione dei rifiuti speciali sospensioni acquose contenenti pitture e 08 0119* vernici, contenenti solventi organici o altre p 13.457 7,58% sostanze pericolose sospensioni acquose contenenti pitture e 08 0120 vernici, diverse da quelle di cui NP 39.393 22,20% alla voce 08 01 19 08 0121* residui di vernici o di sverniciatori p 284 0,16% 08 03 07 fanghi acquosi contenenti inchiostro NP 25 0,01% 08 03 08 rifiuti liquidi acquosi contenenti inchiostro NP 231 0,13% 08 0312* scarti di inchiostro, contenenti sostanze p 2.139 1,21% pericolose 08 03 13 scarti di inchiostro, diversi da quelli di cui alla NP 4 0,002% voce 08 0312 08 03 16 residui di soluzioni chimiche per incisione p 16 0,01% 08 0317* toner per stampa esauriti, contenenti sostanze p 1.564 0,88% pericolose 08 03 18 toner per stampa esauriti, diversi da quelli di NP 5.024 2,83% cui alla voce 08 03 17 08 04 09* adesivi e sigillanti di scarto, contenenti solventi p 36.183 20,39% organici o altre sostanze pericolose 08 0410 adesivi e sigillanti di scarto, diversi da quelli di NP 13.634 7,68% cui alla voce 08 04 09 08 0414 fanghi acquosi contenenti adesivi e sigil lanti, NP 10.780 6,07% diversi da quelli di cui alla voce 08 04 13 rifiuti liquidi acquosi contenenti adesivi e 08 0416 sigillanti, diversi da quelli di cui NP 330 0,19% alla voce 08 04 15 Totale NP 92.146 51,93% Totale P 85.312 48,07% Totale 177.458 0,05% Tabel/a 31Flussi di rifiuti specia/i prodotti de/ capitolo 08 (Fonte: Elaborazioni proprie da Jonte a ARPA Molise- Catasto dei rifiuti anno 2013) Dai dati della tabella si evidenzia che, per ii capitolo in esame, i maggiori rifiuti prodotti, 39 tonnellate pari al 22,20% del totale, sono riferiti alle 50spensioni acquose contenenti pitture e vernici, diverse da quelle di cui alla voce 08 0119 (codice CER 08 01 20), seguite, con una quantita pari ad 39 tonnellate, dagli adesivi e sigillanti di scarto, contenenti solventi organici o altre sostanze pericolose ii cui codice CER e 08 04 09*, la cui percentuale e 20,39%; inoltre la quota di rifiuti pericolosi e pari a 85 tonnellate (48,07% del totale dei rifiuti del Capitolo che si attestano a 177 tonnellate). L'incidenza della produzione di que5to capitolo sulla totale produzione di rifiuti speciali, pericolosi e non, e dell' 0,05%. 67 Parte Ill. Pianificazione della gestione dei rifiuti speclali 40.000 ,-----; .. ; 35.000 i. 30.000 25.000 20.000 15.000 -10.000 5.000 0 ■ 0801 u• ■0801 12 ■ 0801 14 ■ 0801 IS' ■080117' ■ 080ll9' ■ 0801 20 ■0801 21· ■080307 ■080308 ■080312" ■080313 • 080316 ■080317' 080318 ■080409" ■080410 ■OS0414 080416 Figura 31 Quantita di rifiuti speciati prodotti net Capito/a 08 (Fonte: Etaborozioni proprie do Jonte a ARPA Matise- Catasto dei rifiuti anno 2013) 4.2.9 Rifiuti dell'lndustria Fotografica Si r iporta la quantita di rifiuti speciali prodotti nella categoria "09 - Rifiuti dell' lndustria Fotografica". Quantita Percentuale Codice CER Descrizione Pericolosita regionale SU produzione (Kg.) del rifiuto 09 0101 * soluzioni di sviluppo e attivanti a base acquosa p 9.388 36,32% 09 01 02* soluzioni di svi luppo per lastre offset a base acquosa p 1.015 3,93% 09 0103* soluzioni di sviluppo a base di solventi p 10 0,04% 09 0104* soluzioni fissative p 8.242 31,89% 09 0105• soluzioni di lavaggio e soluzioni di arresto-fissaggio p 6.916 26,76% 09 0107 carta e pellicole per fotografia, contenenti argento o NP 179 0,69% composti dell'argento 09 0108 carta e pel licole per fotografia, non contenenti argento NP 95 0,37% o composti dell'argento Totale NP 274 1,06% Totale P 25.571 98,94% Totale 25.845 0,01% 68 Parte Ill. Pianificazione della gestione dei rifiuti speciali Tobe/la 32 Flussi di rifiuti speciali prodotti de/ capito/o 09 (Fonte: Elaborazioni proprie da Jonte a ARPA Molise- Catasto dei rifiuti onno 2013) Dai dati precedenti si rileva che, per ii capitolo in esame, i maggiori rifiuti prodotti, 9 tonnellate pari al 36,32% del totale, sono riferiti alle soluzioni di sviluppo e attivanti a base acquosa (codice CER 09 09 01 *), seguite, con una quantita pari ad 8 tonnellate dalle soluzioni fissative ii cui cod ice CER e 09 01 04*, la cui percentuale e 31,89%; inoltre la quota di rifiuti pericolosi e pari a 25,57 tonnellate (98,94% del totale dei rifiuti del Capitolo che si attestano a 25,84 tonnellate). L'incidenza della produzione di questo capitolo sulla totale produzione di rifiuti speciali, pericolosi e non, e dell' 0,01%. 10.000 9.000 8.000 ■ 090101 * 7.000 ■ 090102 * 6.000 ■ 090103• 5.000 4.000 ■ 090104* 3.000 ■ 090105* 2.000 ■ 090107 1.000 090108 0 Figura 32 Quantita di riJiuti speciali prodotti nel Capito/a 09 (Fonte: Elaborazioni proprie do Jonte a ARPA Molise- Catasto dei rifiuti anno 2013)) 4.2.10 Rifiuti Provenienti da Processi Termici Si riporta la quantita di rifiuti speciali prodotti nella categoria "10 - Rifiuti Provenienti dai Processi Termici". 69 Parte 111. Pianificazione della gestione dei rifiuti speciali Quantita Percentuale Codice CER Descrizione Pericolosita regionale SU produzione (Kg.) del rifiuto 10 0101 ceneri pesanti, scorie e polveri di caldaia (tranne le NP 7,782.020 41,70% polveri di caldaia di cui alla voce 10 01 04) 10 0103 ceneri leggere di torba e di legno non trattato NP 5.057.560 27,10% 10 0116* ceneri leggere prodotte dal coincenerimento, p 360 0,002% contenenti sostanze pericolose 10 0119 rifiuti prodotti dalla depurazione dei fumi, diversi da NP 30 0,0002% quelli di cui alle voci 10 01 OS, 10 01 07 e 10 0118 10 09 06 forme e anime da fonderia non utilizzate, diverse da NP 90 0,0005% quelle di cui alla voce 10 09 05 101103 scarti di materiali in fibra a base di vetro NP 18.040 0,10% 1013 04 rifiuti di calcinazione e di idratazione della calce NP 4.023.000 21,56% rifiuti della produzione di materiali compositi a base 101311 di cemento, diversi da quelli di cui alle voci 10 13 09 NP 1.780.512 9,54% e 101310 Totale 18.661.612 5,29% Tabella 33 Flussi di rifiuti speciali prodotti de/ copitolo 10 (Fonte: Eloborazioni proprie do fonte a ARPA Molise- Catosto dei rifiuti anno 2013) Analizzando i dati si rileva che, per questo capitolo, quasi la meta dei rifiuti prodotti, 7.782 tonnellate, corrispondenti al 41, 70% del totale, sono riferiti alle ceneri pesanti, scorie e polveri di caldaia (tranne le polveri di caldaia di cui alla voce 10 01 04} (cod ice CER 10 01 01) seguite, con una quantita pari ad 5.057 tonnellate dalle ceneri leggere di torba e di legno non trattato ii cui codice CER e 10 01 03 la cui percentuale e 27,10%; inoltre la quota di rifiuti pericolosi e minima visto che si attesta a 0,36 tonnellate {0,002% del totale dei rifiuti del Capitolo che si attestano a 18.661 tonnellate). Si pub evidenziare che la maggior parte dei rifiuti riconducibili al le ceneri pesanti sono prodotte dalla C&T S.P.A. con sede a Termoli (CB), con una quota che si attesta a 7.583 tonnellate. L'incidenza della produzione di questo capitolo sulla totale produzione di rifiuti speciali, pericolosi e non, e del 5,29%. 70 Parte Ill. Pianificazione della gestione dei rifiuti speciali 8.000.000 7.000.000 6.000.000 5.000.000 4.000.000 3.000.000 2.000.000 1.000.000 0 ■ 100101 ■ 1001 03 ■ 100116* ■ 100119 ■ 1009 06 ■ 101103 ■ 1013 04 ■ 101311 Figura 33 Quantita di rifiuti speciali prodatti net Capito/a 10 (Fonte: Elaborazioni proprie da Jonte a ARPA Molise- Catasto dei rifiuti anno 2013) 4.2.11 Rifiuti Prodotti dal Trattamento Chimico Superficiale e dal Rivestimento di Metalli ed Altri Materiali; ldrometallurgia non Ferrosa Si riporta la quantita di rifiuti speciali prodotti nella categoria "11 - Rifiuti Prodotti dal Trattamento Chimico Superficia le e dal Rivestimento di Metalli ed Altri Materiali; ldrometallurgia non Ferrosa". Quantita Percentuale su CodiceCER Descrizione Pericolosita produzione de! regionale (Kg.) rifiuto fanghi e residui di filtrazione, 11 0110 diversi da quelli di cui alla voce NP 6.900 3,76% 1101 09 11 0111 * soluzioni acquose di lavaggio, p 1.254 0,68% contenenti sostanze pericolose soluzioni acquose di lavaggio, 110112 diverse da quelle di cui alla voce NP 174.320 94,93% 10 0111 110113* rifiuti di sgrassaggio contenenti p 1.160 0,63% sostanze pericolose Totale NP 181.220 98,69% Totale P 2.414 1,31% Totale 183.634 0,05% 71 ~ Parte Ill. Pianificazione della gertione dei rifiuti speciall .. .., Tobe/la 34 Flussi di rifiuti speciali prodotti de/ capitolo 11 {Fonte: Elaborazioni proprie do Jonte a ARPA Molise- Catasto dei rifiuti anno 2013) Ana lizzando i dati si rileva che, per questo capitolo, quasi la tota lita dei rifiuti prodotti, 174 tonnellate, corrispondenti al 94,93% del totale, soluzioni acquose di lavaggio, diverse da quelle di cui alla voce 10 0111 (codice CER 10 0110); inoltre la quota di rifiuti pericolosi e minima vista che si attesta a 2 tonnellate (1,31% del totale dei rifiuti del Capitolo che si attestano a 18 tonnellate). L'incidenza della produzione di questo capitolo sulla totale produzione di rifiuti speciali, pericolosi e non, e del 0,05%. 180.000 160.000 140.000 120.000 ■ 1101 10 100.000 ■ 110111* 80.000 ■ 11 0112 60.000 ■ 110113* 40.000 20.000 0 Figura 34 Quantita di r,fiuti speciali prodotti net Capito/a 11 {Fonte: Elaborazioni proprie do Jonte a ARPA Molise- Catasto dei rijiuti anno 2013} 4.2.12 Rifiuti Prodotti dalla Sagomatura e dal Trattamento Fisico e Meccanico Superficiale di Metalli e Plastica Si riporta la quantita di rifiuti speciali prodotti nella categoria 1112 - Rifiuti Prodotti dal Trattamento Chimico Superficiale e dal Rivestimento di Metalli ed Altri Materiali; ldrometallurgia non Ferrosa". 72 Parte Ill. Pianificazione della gestione dei rifiuti speciali Quantita Percentuale Cadice CER Descrizione Pericolosita regionale SU produzione (Kg.) del rifiuto 12 0101 limatura e trucioli di materiali ferrosl NP 11.448.472 77,57% 12 0102 polveri e particolato di materiali NP 150.419 1,02% ferrosi 12 0103 limatura e trucioli di mat erlali non NP 1.463.131 9,91% ferrosi 12 0104 polveri e particolato di materiali non NP 1.602 0,01% ferrosi 12 0105 limatura e trucioli di materiali plastici NP 175.020 1,19% 12 0109• emulsioni e soluzioni per macchinari, p 129.288 0,88% non contenenti alogeni 12 0112* cere e grassi esauritl p 1.361 0,01% 12 0113 rifiuti di saldatura NP 366 0,00% 12 0115• materiale abrasivo di scarto, p 424.247 2,87% contenente sostanze pericolose 12 0117 materiale abrasivo di scarto, diverso NP 177.991 1,21% da quello di cui alla voce 12 0116 12 0118* fanghi metallici (fanghi di rettifica, p 444.829 3,01% affilatura e lappatura) contenenti olio 12 0199 rifiuti non specificati altrimenti NP 338.623 2,29% 12 03 01* soluzioni acquose di lavaggio p 4.020 0,03% Totale NP 13.755.624 93,20% Totale P 1.003.745 6,80% Totale 14.759.369 4,18% Tobe/la 35 Flussi di nfiuti speciali prodotti de/ capito/o 12 {Fonte: Elaborozioni proprie da Jonte a ARPA Molise- Catasto dei rifiuti anno 2013) Dai dati si desume che, per questo capitolo, quasi la maggior parte dei rifiuti prodotti, 11.448 tonnellate, corrispondenti al 77,57% del totale, corrispondono a limatura e trucioli di materia li ferrosi (codice CER 12 01 01); inoltre la quota di rifiuti pericolosi si attesta a 1 tonnellata (6,80% del totale dei rifiuti del Capitolo che si attestano a 14 tonnellate}. L'incidenza della produzione di questo capitolo sulla totale produzione di rifiuti speciali, pericolosi e non, e del 4,18%. 73 Parte Ill. Pianificazione della gestione dei rifiuti speciali 12.000.000 10.000.000 8.000.000 6.000.000 4.000.000 2.000.000 0 ■ 120101 ■ 120102 ■ 120103 ■ 12 0104 ■ 12 0105 ■ 12 0109* ■ 120112* ■ 120113 12 0116"' ■ 120117 Figura 35 Quantita di rifiuti speciali prodotti nel Capito/a 12 {Fonte: Elaborazioni proprie da Jonte a ARPA Molise- Catasto dei rifiuti anna 2013} 4.2.13 Oli Esauriti e Residui di Combustibili Liquidi (tranne oli commestibili ed oli di cui ai capitoli 05, 12 e 19) Si riporta la quantita di rifiuti speciali prodotti nella categoria "13 - Oli Esauriti e Residui di Combustibi li Liquidi (tranne oli commest ibili ed oli di cui ai capitoli OS, 12 e 19}". Quantita Percentuale Codice CER Descrizione Pericolosita regionale SU produzione (Kg.) del rifiuto 13 0105* emulsioni non clorurate p 7.729 0,37% 13 0110* oli minerali per circuiti idraulici, non p 34.060 1,64% clorurati 13 0111 * oli sintetici per circuiti idraulici p 200 0,01% 13 0113* altri oli per circuiti idraul ici p 189 0,01% 13 02 04* scarti di olio minerale per motori, p 485 0,02% ingranaggi e lubrificazione, clorurati scarti di olio minerale per motori, 13 02 OS* ingranaggi e lubrificazione, non p 36.879 1,78% clorurati 13 02 08* altri oli per motori, ingranaggi e p 971.827 46,87% lubrificazione 13 03 07* oli minerali isolanti e termoconduttori p 11.524 0,56% non clorurati 74 / Parte Ill. Pianificazione della gestione dei rifiuti speciali 13 03 08* oli sintetici isolanti e termoconduttori p 450 0,02% 13 0310* a Itri oli isolanti e termoconduttori p 720 0,03% 13 04 03* altri oli di sent ina della navigazione p 2.440 0,12% 13 05 06* oli prodotti dalla separazione p 534.860 25,79% olio/acqua 13 05 07* acque oleose prodotte dalla p 258.110 12,45% separazione olio/acqua 13 07 01 * olio combustibile e carburante diesel p 160 0,01% 13 08 02* altre emulsioni p 213.895 10,32% Totale (P) 2.073.528 0,59% Tabella 36 Flussi di riJiuti speciali prodotti de/ capito/o 13 {Fonte: E/aborazianf proprie da Jonte o ARPA Molise- Catasto dei rifiuti anno 2013) Dai dati si desume che, per questo capitolo, i rifiuti prodotti sono tutti rientranti nella categoria di pericolosita; di questi la maggior parte, pari a 971 tonnellate, corrispondenti al 46,87% del totale, corrispondono a altri oli per motori, ingranaggi e lubrificazione (codice CER 13 02 08*). L'incidenza del la produzione di questo capitolo sulla totale produzione di rifiuti speciali, pericolosi e non, e del 0,59%. 1.000.000 ■ 1301 OS* 900.000 800.000 ■ 13 0110* 700.000 ■ 13 0111 * 600.000 ■ 130113* 500.000 ■ 13 0204* 400.000 ■ 1302 05" 300.000 ■ 1302 08* 200.000 100.000 ■ 13 03 07* 0 ■ 1303 08* ■ 130310* Figura 36 Quantita di rifiuti speciali prodotti net Capffolo 13 {Fonte: Elaborozioni proprie da Jonte a ARPA Molise- Cotasto dei rifiuti anno 2013) 4.2.14 Solventi Organici, Refrigeranti e Propellenti di Scarto Si riporta la quantita di rifiuti speciali prodotti nella categoria "14- Solventi Organici, Refrigeranti e Propellenti di Scarto". 75 Parte Ill. Pianificazione della gestione dei rifiuti speciali Quantita Percentuale Cadice CER Descrizione Pericolosita regionale SU produzione (Kg.) del rifiuto 14 06 02* altri solventi e miscele di p 578 3,16% solventi, alogenati 14 06 03* altri solventi e miscele di p 15.010 82,06% solventi 14 06 04* fanghi o rifiuti solidi, p 2.659 14,54% contenenti solventi alogenati 14 06 05• fanghi o rifiuti solidi, p 45 0,25% contenenti altri solventi Totale (P) 18.292 0,01% Tobe/Ja 37 Flussi di rifiuti specia/i prodotti de/ capito/o 14 (Fonte: E/aborazioni proprie da Jonte a ARPA Molise- Catasto dei rifiuti anno 2013) Dai dati si pub evidenziare che, per questo capitolo, i rifiuti prodotti sono tutti rientranti nella categoria di pericolo5ita; di questi la maggior parte, pari a 15 tonnellate, corrispondenti al 82,06% del totale, corrispondono a altri solventi e miscele di solventi (codice CER 14 06 03*). L'incidenza della produzione di questo capitolo sulla totale produzione di rifiuti speciali, pericolosi e non, e del 0,01%. 16.000 14.000 12.000 10.000 ■ 140602* 8.000 ■ 140603* 6.000 ■ 1406 04* 4.000 ■ 1406 OS* 2.000 0 Figura 37 Quontita di riJiuti speciali prodotti nel Capito/a 14 (Fonte: Elaborazioni proprle da Jonte a ARPA Molise- Catasto dei rifiuti anno 2013) 76 Parte Ill. Pianificazione della gestione dei rifiuti speciali 4.2.15 Rifiuti di lmballaggio; Assorbenti, Stracci, Materiali Filtranti e lndumenti Protettivi(non specificati altrimenti) Si riporta la quantita di rifiuti speciali prodotti nella categoria "15 Rifiuti di lmballaggio; Assorbenti, Stracci, Materiali Filtranti e lndumenti Protettivi(non specificati altrimenti)1' . Quantita Percentuale Codice CER Descrizione Pericolosita regionale SU produzione (Kg.) del rifiuto 150101 imballaggi in carta e cartone NP 3.496.128 32,54% 150102 lmballaggi in plastica NP 1.849.647 17,21% 150103 imballaggi in legno NP 1.550.733 14,43% 150104 imballaggi metallici NP 255.446 2,38% 150105 lmballaggi in materiali compositi NP 13.749 0,13% 150106 imballaggi in materiali misti NP 2.548.296 23,72% 150107 imballaggi in vetro NP 153.922 1,43% 15 01 10• imballaggi contenenti residui di sostanze pericolose p 471.952 4,39% o contaminati da tali sostanze imballaggi metall ici contenenti matrici solide porose 15 0111* pericolose (ad esempio amianto), compresi i p 646 0,01% contenitori a pressione vuoti assorbenti, materiali filtranti (inclusi fitri dell'olio 15 02 02* non specificati altrimenti), stracci e indumenti p 3 51.967 3,28% protettivi, contaminatl da sostanze pericolose 15 02 03 assorbenti, materiali filtranti, stracci e indumenti NP 51.912 0,48% protettivi, diversi da quelli di cui alla voce 15 02 02 Totale NP 9.919.833 92,33% Totale P 824.565 7,67% Totale 10.744.398 3,04% Tabe//a 38 Flussi di rifiuti speciali prodotti de/ capitolo 15 (Fonte: Elaborazioni proprie do fonte a ARPA Molise- Corasto dei rifiuti anno 2013) Dai dati si desume che, per questo capitolo, quasi la maggior parte dei rifiuti prodotti, 3.496 tonnellate, corrispondenti al 32,54% del totale, corrispondono a imballaggi in carta e cartone (codice CER 15 01 01); inoltre la quota di rifiuti pericolosi si attesta a 824 tonnellate (7,67% del totale dei rifiut i del Capitolo che si attestano a 10.744 tonnellate). L'incidenza della produzione di questo capitolo sulla totale produzione di rifiuti specia li, pericolosi e non, e del 3,04%. 77 Pa rte Ill. Pianificazione della gestione dei rifiuti speciali 3.500.000 3.000.000 2.500.000 2.000.000 1.500.000 1.000.000 500.000 0 ■ 150101 ■ 150102 ■ 150103 ■ 150104 ■ 150105 ■ 150106 ■ 150 107 150 110* 1501 lP ■ 1502 02• 15 02 03 Figura 38 Quantitci di rifiuti specia/i pradotti nel Capito/a 15 (Fonte: Elaborazioni proprie do fonte a ARPA Molise- Catasto dei r ifiuti anno 2013) 4.2.16 Rifiuti non Specificati Altrimenti nell'Elenco Di seguito sono riportati ri fiut i speciali prodott i nella categoria "16- Rifiuti non Specificati Altrimenti nell'Elenco". Quantita Percentuale Codice CER Descrizione Pericolosita regionale SU produzione {Kg.) del rifiuto 16 0103 pneumatici fuori uso NP 960.888 16,98% 16 01 04* veicoli fuori uso p 189.380 3,35% 16 0106 veicoli fuori uso, non contenenti liquidi ne altre NP 95.928 1,69% componenti pericolose 16 01 07* filtri dell'olio p 83.579 1,48% 16 01 08* componenti contenenti mercurio p 78 0,001% 16 0110• componenti esplosivi {ad esempio "air bag") p 210 0,004% 16 0111* pastiglie per freni, contenenti amianto p 10 0,0002% 16 01 12 pastiglie per freni, diversi da quelli di cui NP 182.557 3,23% alla voce 16 01 11 16 0113* liquidi per freni p 22 0,0004% 16 0114* liquidi antigelo contenenti sostanze pericolose p 1.822 0,03% 16 0116 serbatoi per gas liquido NP 8 0,00% 16 0117 metalli ferrosi NP 352.447 6,23% 16 0118 metalli non ferrosi NP 1.896 0,03% 78 Parte Ill. Pianificazione della gestione dei rifiuti speciali 16 0119 plastica NP 15.810 0,28% 16 0120 vetro NP 11.641 0,21% 16 0121• componenti pericolosi diversi da quelli di cui alle voci p 515 0,01% da 16 01 07 a 16 0111, 16 0113 e 16 0114 16 0122 component! non speclficati altrimenti NP 14.656 0,26% 16 02 09* trasformatori e condensatori contenenti PCB p 39.932 0,71% 16 0211 * apparecchiature fuori uso, contenenti p 406.320 7,18% clorofluorocarburi, HCFC, H FC apparecchiature fuori uso, contenenti component! 16 0213* pericolosi diversi da quelli di cui p 86.022 1,52% alle voci 16 02 09 e 16 02 12 16 0214 apparecchiature fuori uso, diverse da quelle di cui NP 850.527 15,03% alle voci da 16 02 09 a 16 02 13 16 0216 componenti rimossi da apparecchiature fuori uso, NP 32.943 0,58% diversi da quelli di cui alla voce 16 0215 16 03 03* rifluti inorganici, contenenti sostanze pericolose p 353.441 6,25% 1603 04 rifiuti inorganici, diversi da quelli di cui NP 6.271 0,11% alla voce 16 03 03 16 03 05• rifiuti organici, contenenti sostanze pericolose p 30.430 0,54% 16 03 06 rifiuti organici, diversi da quelli di cui NP 307.976 5,44% alla voce 16 03 05 16 05 04* gas in contenitori a pressione (compresi gli halon), p 240 0,004% contenenti sostanze pericolose 16 05 05 gas in contenitori a pressione, diversi da quelli di cui NP 552 0,01% alla voce 16 05 04 sostanze chimiche di laboratorio contenenti o 16 05 06* costituite da sostanze pericolose, comprese le p 9.799 0,17% miscele di sostanze chimiche di laboratorio 16 05 07* sostanze chimiche inorganiche di scarto contenenti o p 93 0,00% costituite da sostanze pericolose 16 05 08* sostanze chimiche organiche di scarto contenenti o p 298 0,01% costituite da sostanze pericolose 16 05 09 sostanze chimiche di scarto diverse da quelle di cul NP 5.720 0,10% alle voci 16 05 06, 16 05 07 e 16 05 08 16 06 01 * batterle al piombo p 539.856 9,54% 16 06 02• batterie al nichel-cadmio p 85 0,00% 16 06 04 batterie alcaline (tranne 16 06 03) NP 397 0,01% 16 07 08* rifiuti contenenti olio p 101.327 1,79% 16 07 09* rifiuti contenenti altre sostanze pericolose p 25.430 0,45% 16 08 01 catalizzatori esauriti contenenti oro, argento, renio, NP 1.489 0,03% rodio, pal ladio, iridio o platino (tranne 16 08 07) catalizzatori esauriti contenenti metalli di transizione 16 08 02• perlcolosi o composti di metalli di transizione p 22.020 0,39% pericolosi 1610 01 soluzioni acquose di scarto, contenentl sostanze NP 20.812 0,37% pericolose 1610 02 soluzioni acquose di scarto, diverse da quelle di cui NP 774.168 13,68% alla voce 16 10 01 1610 04 concentrati acquosi, diversi da quelli di cui NP 12.380 0,22% alla voce 16 10 03 79 Parte Ill. Pianificazlone della gestione dei rifiuti speciali rivestimenti e materiali refrattari provenienti da 161105* lavorazioni non metallurgiche, contenenti sostanze p 29.480 0,52% pericolose rivestimenti e materiali refrattari provenienti da 16 1106 lavorazioni non metallurgiche, diversi da quelli di cui NP 90.089 1,59% alla voce 1611 OS Totale NP 3.739.155 66,07% Totale P 1.920.389 33,93% Totale 5.659.544 1,60% Tobe/la 39 Flussi di rifiuti speciali prodotti de/ capito/o 16 (Fonte: Elaborazioni proprie da Jonte a ARPA Molise- Catasto dei nfiuti anno 2013) Dall'analisi dei dati si puo notare che, per questo capitolo, la maggior quantita di rifiuti prodotti, 960 tonnellate, corrispondenti al 16,98% del totale, corrispondono ai pneumatici fuori uso (codice CER 16 01 03); inoltre la quota di rifi uti pericolosi si attesta a 1.920 tonnellate (33,93% del totale dei rifiuti del Capitolo che si attestano a 5.659 tonnellate) . L'incidenza del la produzione di questo capitolo sulla totale produzione di rifiuti speciali, pericolosi e non, e del 1,60%. 1.000.000 500.000 0 ■ 16 0103 ■ 160214 ■ 1610 02 ■ 16 06 01 * ■ 16 0211 * ■ 160303 * Figura 39 Quantita di rifiuti speciali prodotti ne/ Capito/a 16 (Fonte: Elaborazioni proprie da Jonte a ARPA Molise- Catasto dei rifiuti anno 2013) 4.2.17 Rifiuti dalle Attivita di Costruzione e Demolizione (compreso ii terreno prelevato da siti contaminati) Di seguito sono riportati i rifiuti speciali prodotti nella categoria "17- Rifiuti dalle Attivita di Costruzione e Demolizione (compreso ii terreno prelevato da siti contaminati)". 80 Parte Ill. Pianificazlone della gestione dei rifiuti speciali Percentuale Codice Descrizione Pericolosita Quantita SU CER regionale (Kg.) produzione del rifiuto 17 01 01 cemento NP 2.645.359 6,12% 17 0102 mattoni NP 18.500 0,04% 17 01 03 mattonelle e ceramiche NP 2.440 0,01% miscugli o scorie di cemento, mattoni, mattonelle e 17 0107 ceramiche, diverse da quelle di cul NP 66.240 0,15% alla voce 17 01 06 17 02 01 legno NP 32.120 0,07% 17 02 02 vetro NP 199.738 0,46% 17 02 03 plastica NP 15.894 0,04% 17 02 04* vetro, plastica e legno contenenti sostanze p 80.700 0,19% pericolose o da esse contaminati 17 03 01* miscele bituminose contenenti catrame di carbone p 9.720 0,02% 17 03 02 miscele bituminose diverse da quelle di cui NP 12.540.072 29,03% alla voce 17 03 01 17 04 01 rame, bronze, ottone NP 85.733 0,20% 17 04 02 allumlnio NP 389.285 0,90% 17 04 03 piombo NP 2.160 0,01% 17 04 05 ferro e accialo NP 4.131.860 9,57% 17 04 07 metalli misti NP 162.665 0,38% 17 04 09* rifiuti metallici contaminati da sostanze pericolose p 1.934 0,00% 17 0410* cavi, lmpregnati di olio, di catrame di carbone o di p 384 0,00% altre sostanze pericolose 17 04 11 cavi, diversi da quelli di cui alla voce 17 0410 NP 206.793 0,48% 17 05 03* terra e rocce, contenenti sostanze pericolose p 25 0,00% 17 05 04 terra e rocce, diverse da quelle di cui NP 1.217.130 2,82% alla voce 17 05 03 17 06 01 * materiali isolanti contenenti amianto p 7.700 0,02% 170603* altri material i isolanti contenenti o costituiti da p 39.138 0,09% sostanze pericolose 17 06 04 materiali isolanti diversi da quelli di cui NP 26.773 0,06% alle voci 17 06 01e1706 03 materiali da costruzione contenenti amianto(i) Per quanto riguarda ii deposito dei rifiuti in discarica, la 17 06 05• classificazione di tale rifiuto come "pericoloso" e p 371.196 0,86% posticipata fino all'adozione delle norme regolamentari di recepimento della direttiva 99/31/CE 17 08 02 material! da costruzlone a base di gesso diversi da NP 2.028.990 4,70% quelli di cul alla voce 17 08 01 81 Parte Ill. Pianificazione della gestione dei rifiuti speciali altri rifiuti dell'attivita di costruzione e demolizione 17 09 03* (compresi rifiuti misti) contenenti sostanze p 55.420 0,13% pericolose rifiuti misti dell'attivita di costruzione e 17 0904 demolizione, diversi da quelli di cui NP 18.854.262 43,65% alle voci 17 09 01, 17 09 02 e 17 09 03 Totale NP 42.626.014 98,69% Totale P 566.217 1,31% Totale 43.192.231 12,24% Tobe/fa 40 Flussi di rifiuti speciali prodotti de/ capitolo 17 {Fonte: Elaborazioni proprie da Jonte a ARPA Molise-Cotasto dei rifiuti anno 2013) Dall'anali5i dei dati si pub notare che, per questo capitolo, la maggior quantita di rifiuti prodotti, pari a 18.854 tonnellate, corrispondenti al 43,65% del totale, corrispondono ai rifiuti misti dell'attivita di costruzione e demolizione, diversi da quelli di cui alle voci 17 09 01, 17 09 02 e 17 09 03 (codice CER 17 09 04); inoltre la quota di rifiuti pericolosi si attesta a 566 tonnellate (1,31% del tota le dei rifiuti del Capitolo che si attestano a 43.192 tonnellate). L'incidenza della produzione di questo capitolo sulla totale produzione di rifiuti speciali, pericolosi e non, e del 12,24%. 20.000.000 18,000.000 16.000.000 14.000.000 12.000.000 10.000.000 ■170904 ■ 1703 02 ■1704 OS ■ 170101 ■ 170802 ■170504 ■ 1704 02 ■170605· 170411 ■ 1702 02 ■ 1702 02 ■ 170407 • 170401 1702044 170107 Figura 40 Quantita di rifiuti speciali prodotti nel Capito/a 17 (Fonte: Elaborazioni proprie da Jonte a ARPA Molise- Catosto dei riJiuti anno 2013) 4.2.18 Rifiuti Prodotti dal Settore Sanitario e Veterinario o da Attivita di Ricerca Collegate (tranne i rifiuti di cucina e di 82 Parte Ill. Pianificazione della gestione dei rifiutl speciali ristorazione non direttamente provenienti da trattamento terapeutico) Di seguito sono riportati i rifiuti speciali prodotti nella categoria "18- Rifiuti Prodotti dal Settore Sanitario e Veterinario o da Attivita di Ricerca Collegate {tranne i rifiuti di cucina e di ristorazione non direttamente provenienti da trattamento terapeutico)". Quantita Percentuale Codice CER Descrizione Perlcolosita regionale SU produzione (Kg.) del rifiuto 18 0102 parti anatomiche ed organi incluse le sacche per ii NP 2.080 0,18% plasma e le riserve di sangue (tranne 18 01 03) rifiut i che devono essere raccolti e smaltiti 18 0103• applicando precauzioni particolari per evitare p 1.087.295 96,27% infezioni rifiuti che non devono essere raccolti e smaltiti 18 0104 applicando precauzioni particolari per evitare NP 250 0,02% infezioni (es. bende, ingessature, lenzuola, indumenti monouso, assorbenti igienici) 18 0106* sostanze chimiche pericolose o contenenti p 19.759 1,75% sostanze pericolose 18 0107 sostanze chimiche diverse da quelle di cui alla voce NP 1.614 0,14% 18 0106 18 01 08* medicinali citotossici e citostatici p 2.970 0,26% 18 0109 medicinali diversi da quelli di cui alla voce 18 0108 NP 4.041 0,36% rifiuti che devono essere raccolti e smaltiti 18 02 02• applicando precauzioni particolari per evitare p 2.362 0,21% infezioni rifiuti che non devono essere raccolti e smaltiti 18 02 03 applicando precauzioni particolari per evitare NP 8.395 0,74% infezioni 18 02 05• sostanze chimiche pericolose o contenenti p 583 0,05% sostanze pericolose 18 02 08 medicinali diversi da quelli di cul alla voce 18 02 07 NP 15 0,00% Totale NP 16.395 1,45% Totale P 1.112.969 98,55% Totale 1.129.364 0,32% Tobe/la 41 Flussi di rifiuti speciali prodotti de/ capitolo 18 (Fonte: Elaborazioni proprie do Jonte a ARPA Mo/ise- Catasto dei rifiuti anno 2013} I dati evidenziano che, per questo capitolo, la quasi totalita dei rifiuti prodotti, pari a 1.087 tonnellate, corrispondenti al 96,27% de! totale, corrispondono ai rifiuti che devono e5sere raccolti e smaltiti applicando precauzioni particolari per evitare infezioni (codice CER 18 02 05*); inoltre la 83 ~ Parte Ill. Pianificazione della gestione dei rifiuti speciali .. quota di rifiuti pericolosi si attesta a 1.112 tonnellate (98,55% del totale dei rifiuti del Capitolo che si attestano a 1.129 tonnellate). L'incidenza della produzione di questo capitolo sulla totale produzione di rifiuti speciali, pericolosi e non, e del 0,32%. 1.200.000 1.000.000 800.000 600.000 400.000 200.000 0 ■ 18 0102 ■ 180103• ■ 180104 ■ 180106* ■ 180107 ■ 180108* ■ 180109 ■ 18 02 02• 18 02 03 ■ 1802 os• ■ 1802 08 Figura 41 Quantita di rifiuti speciali prodotti net Capito/a 18 (Fonte: Elaborazioni proprie da Jonte a ARPA Mo/ise- Cotasto dei rifiuti anno 2013) 4.2.19 Rifiuti Prodotti da lmpianti di Trattamento dei Rifiuti, lmpianti di Trattamento delle Acque Reflue Fuori Sito, Nonche dalla Potabilizzazione dell' Acqua e de Ila sua Preparazione per Uso lndustriale Di seguito sono riportati i rifiuti speciali prodotti nella categoria "19· Rifiut i Prodotti da lmpianti di Trattamento dei Rifiuti, lmpianti di Trattamento delle Acque Reflue Fuori Sito, Nonche dalla Potabilizzazione dell' Acqua e della sua Preparazione per Uso lndustriale)". Quantita Percentuale Codice CER Descrizione Pericolositil regionale SU produzione (Kg.) del rifiuto 19 0102 materiali ferrosi estratti da ceneri pesant i NP 150 0,0001% 19 01 05* residui di filtrazione prodotti dal p 31.846 0,02% trattamento dei fumi 84 Pa rte Ill. Pianificazione de Ila gestione dei rifiuti speciali rifiuti liquidi acquosi prodott1 dal 19 01 06"' trattamento dei fumi e di alt ri rifiuti p 85.860 0,06% liquidi acquosi 190112 ceneri pesanti e scorie, diverse da quelle NP 12.739.440 8,60% di cui alla voce 19 01 11 19 0113"' ceneri leggere, contenenti sostanze p 3.727.110 2,52% pericolose 19 0114 ceneri leggere, diverse da quelle di cui NP 2.600 0,002% alla voce 19 0113 fanghi prodotti da trattamenti chimico 19 02 06 fisici, diversi da quelli di cui NP 2.815.500 1,90% alla voce 19 02 OS 19 05 01 parte di rifiuti urbani e simili non NP 26.285.150 17,74% compostata 19 OS 03 compost fuori specifica NP 8.668.000 5,85% 19 0604 digestato prodotto dal trattamento NP 203.640 0,14% anaerobico di rifiuti urbani 19 06 99 rifiuti non specificati altrimenti NP 4.739.088 3,20% 19 07 03 percolate di discarica, diverso da quello di NP 39.007.153 26,33% cui alla voce 19 07 02 19 08 01 vaglio NP 237.121 0,16% 19 08 02 rifiuti dell'eliminazione della sabbia NP 38.120 0,03% 19 08 OS fanghi prodotti dal trattamento delle NP 2.943.592 1,99% acque reflue urbane fanghi prodotti dal t rattamento biologico 19 0812 delle acque reflue industriali, diversi da NP 21.656.192 14,62% quelli di cui alla voce 19 08 11 fanghi contenenti sostanze pericolose 19 0813* prodotti da alt ri trattamenti delle acque p 44.440 0,03% reflue industriali fanghi prodotti da altri trattamenti delle 19 0814 acque reflue industriali, diversi da quelli di NP 869.200 0,59% cui alla voce 19 08 13 19 09 01 rlfiuti solidi prodottl dai processi di NP 56.760 0,04% filtrazione e vaglio primarl 19 0902 fanghi prodotti dai processi di NP 137.145 0,09% chiarificazione dell'acqua 19 0904 carbone attivo esaurito NP 208 0,0001% 19 0905 resine a scambio \onico saturate o NP 273 0,0002% esaurlte 1912 01 carta e cartone NP 64.520 0,04% 1912 02 met alli ferrosi NP 611.174 0,41% 1912 03 metalli non ferrosi NP 25.450 0,02% 1912 04 plastica e gomma NP 364.417 0,25% 1912 07 legno diverse da quello di cui NP 94.054 0,06% alla voce 19 12 06 85 Parte Ill. Pianificazione della gestione dei rifiuti speciali 1912 10 rifiuti combustibi li (CDR: combustibile NP 12.335.300 8,33% derivato da rifiuti) altri rifiuti (compresi materiali misti) 1912 12 prodotti dal trattamento meccanico dei NP 10.349.966 6,99% rifiuti, diversi da quelli di cui alla voce 19 12 11 rifiuti liquidi acquosi e concentrati acquosi 1913 08 prodotti dalle operazioni di risanamento NP 350 0,0002% delle acque di falda, diversi da quelli di cui alla voce 19 13 07 Totale NP 144.244.563 97,37% Totale P 3.889.256 2,63% Totale 148.133.819 41,98% Tobe/la 42 Flussi di rifiuti speciali prodotti de/ capito/o 19 (Fonte: Elaborozioni proprie da Jonte o ARPA Molise- Catasto dei rifiuti anno 2013} Dai dati riportati si deduce che, per questo capitolo, la quasi totalita dei rifiuti prodotti, pari a 39.007 tonnellate, corrispondenti al 26,33% del totale, corrispondono al percolate di discarica, diverse da quello di cui alla voce 19 07 02 {cod ice CER 19 07 03), inoltre la quota di rifiuti pericolosi si attesta a 3.889 tonnellate (2,63% del totale dei rifiuti del Capitolo che si attestano a 148.133 tonnellate). Si constata che la maggior parte del percolate di discarica, diverse da quello di cui alla voce 19 07 02 (codice CER 19 07 03), viene prodotto dalla Ditta SMALTIMENTI SUD - SRL con sede ad lsernia per una quantita pari ad 19.824 tonnellate, dalla Ditta GIULIANI ENVIRONMENT S.R.L. con sede a Montagano {CB} e da GUGLIONESI AMBIENTE SCRL con sede a Guglionesi {CB), gestrici delle tre discariche molisane. L'incidenza della produzione di questo capitolo sulla totale produzione di rifiuti speciali, pericolosi e non, e la maggiore e si attesta sul 41,98%. 4DOOOIXJO .,,.- JOOOOOOQ t I nc.oooco 1 ' aOOt)OOO 10 0000)0 ! ,.,,,,., .. r 0 • ■1?0102 ■ 1'101~' ■ l 'lOI 05~ ■1901 U ■ l')Ol 111 ■llJ0114 ■ 110~015 ■100501 •l',ll>'Ol • 1?060,t ■ l'JC)t,9? • l'J070J ■ll'JOIOl ...... ~ a l')O, I ! ■ t!>OII lt' 11 190& lt • t9M Ol • 1'l090 l 190'J G,t •190,HIS eJ'JUOl 86 ~ .. Parte Ill. Pianificazione della gestione dei rifiuti speciali Figura 42 Quantita di nfiuti speciali prodotti nel Capito/a 19 (Fonte: Elaborazioni proprie da Jonte a ARPA Molise- Catasto dei rifiuti anno 2013) 4.2.20 Rifiuti Urbani (Rifiuti Domestici e Assimilabili Prodotti da Attivita Commerciali e lndustriali nonche dalle lstituzioni) lnclusi i Rifiuti della Raccolta Differenziata Di seguito sono riportati i rifiuti speciali prodotti nella categoria "20- Rifiuti Urbani (Rifiuti Domestici e Assimilabili Prodotti da Attivita Commerciali e lndustriali nonche dalle lstituzioni) lnclusi i Rifiuti della Raccolta Differenziata" Quantita Percentuale Codice CER Descrizione Pericolosita regionale su produzione (Kg.) del rifiuto 20 01 01 carta e cartone NP 260.040 3,14% 20 01 02 vetro NP 187.240 2,26% 20 0110 abbigliamento NP 11.910 0,14% 20 0111 prodotti tessili NP 397.860 4,80% 20 01 21 * tubi fluorescenti ed altri rifiuti contenent i p 3.805 0,05% mercurio 20 0123* apparecchiature fuori uso contenenti p 53.870 0,65% clorofluorocarburi 20 0125 oli e grassi commestibili NP 19.435 0,23% 20 0132 medicinali diversi da quell i di cui alla voce NP 160 0,002% 20 0131 batterie e accumulatori di cui alle voci 16 20 0133* 06 01, 16 06 02 e 16 06 03 nonche batterie p 10.828 0,13% e accumulatori non suddivisi contenenti tali batterie 20 0134 batterie e accumulatori diversi da quelli di NP 100 0,001% cui alla voce 20 01 33 apparecchiature elettriche ed elettroniche 20 0135* fuori uso, diverse da quelle di cui alla voce p 73.977 0,89% 20 01 21e2001 23, contenenti componenti pericolosi apparecchiature elettriche ed elettroniche 20 0136 fuori uso, diverse da quelle di cui alle voci NP 66.095 0,80% 20 01 21, 20 01 23 e 20 01 35 20 0138 legno, diverso da quello di cui alla voce 20 NP 393.000 4,74% 0137 20 0139 plastica NP 17.170 0,21% 87 Parte Ill. Pianificazione della gestione dei rifiuti speciali 200140 metallo NP 2.887 0,03% 20 02 01 rifiuti biodegradabili NP 1.008.285 12,16% 20 02 03 altri rifiuti non biodegradabili NP 673 0,01% 20 03 01 rifiuti urbani non differenziati NP 5.136.790 61,96% 20 03 04 fanghi delle fosse settiche NP 372.715 4,50% 20 03 06 rifiuti della pulizia delle fognature NP 204.500 2,47% 200307 rifiuti ingombranti NP 69.530 0,84% Totale NP 8.148.390 98,28% Totale P 142.480 1,72% Totale 8.290.870 2,35% Tabefla 43 Flussi di rifiuti speciali prodotti de/ capita/a 20 (Fonte: Elaborazionl praprie da Jonte a ARPA Molise- Catosto dei rifiuti anno 2013} Dai dati riportati si deduce che, per questo capitolo, la maggiore quota dei rifiuti prodotti, pari a 5.136 tonnellate, corrispondenti al 61,96% del totale, corrispondono rifiuti urbani non differenziati (cod ice CER 20 03 01), inoltre la quota di rifiuti pericolosi si attesta a 142 tonnellate (1, 72% del totale dei rifiuti del Capitolo che si attestano a 8.290 tonnellate). L'incidenza della produzione di questo capitolo sulla totale produzione di rifiuti speciali, pericolosi e non, si attesta sul 2,35%. 6.000.000 5.000.000 4.000.000 3.000.000 2.000.000 1.000.000 0 ■ 200101 ■ 200102 ■ 200110 ■ 200111 ■ 200123* ■ 200125 ■ 200133'" ■ 200135* 200136 ■ 200138 Figura 43 Quantita di rifiuti speciali prodotti net Capitolo 20 (Fonte: Elaborazioni praprie da Jonte a ARPA Molise- Catasto dei rifiuti anno 2013) 88 Parte Ill. Pianificazione della gestione dei rifiuti speciali 5. ANALISI DEL SISTEMA IMPIANTISTICO DI RECUPERO E SMALTIMENTO DEi RIFIUTI SPECIALI IN AMBITO REGIONALE II sistema impiantistico regiona le conta oggi sia su impianti operanti in regime cosiddetto "ordinario" (attivita autorizzate ai sensi dell'art. 208 del D.Lgs. 152/2006), che su impianti operanti nel regime delle cosiddette "procedure semplificate" di cui all'art. 214 del D.Lgs. 152/2006 e quelle operanti dopa ii rilascio dell' Autorizzazione lntegrata Ambientale (a i sensi dell'articolo 29 quater comma 10 del D:Lgs. 152/2006). Al fine di offrire indicazioni in merito alla consistenza ed alle potenzia lita impiantistiche per le diverse tipologie di attivita si fornisce di seguito l'elenco aggiornato al 2013 delle attivita autorizzate per Provincia. 5.1 Anagrafica degli lmpianti Operanti nella Regione Nel presente paragrafo sono riportati i dat i, aggiornati nell'anno 2015 degli impianti autorizzati al trattamento e/o smaltimento dei rifiuti speciali nella Regione 89 39--i ~ \D 0 RacJo<,osoclal<t POUE5PAN51 MOUSE SRL TONEA ITALIAs.rJ. PISTILLI COSTRUZIONJ,-.n.c. Ublc-a.tloM ln'lplanto Nucleo lndvstrl.d,:: SAN POLO MA.TBEICB) C,dA Pe:sco F»ll'MP! RIPAl.lMOSI\NI ICB) C.dl Colle dt'I 81m YINCHtATURO IC&) Scade-nu AUMti comunk~k>ne D.M. S/2/98 1 1/05/2018 Al l· R3 01/10{20! 8 RU RU- RS 17/03/2018 RIS Tipo,lo1io1 a1q;a1ol suWrc;alol • C.f.R. 06,01 • Rlfiutl d1 pl~t1c.a; iml>a.lS.ggi USilli in pb1stfU compres.i I contemtorl ~ liquid1, con esdu~OM de1 COfUCMorl ~r fitofa,macie per pr~id mtd1co-ctuu1&ki. CER 020104, 150102, 200U9, 191104, 170103 06.02 · Sfndl, .surd, P0Nffl e rlfiutl dl imtcrie pbstkhe e fibt"e .si'ltrt:,che. CUt 1201os. 160119 11.20 • Gruwa cartucri.i tontt ~ uampante l.ue,, conteniton toner ~r fotoc0P'atrid, ,.,rtucce per sum pa nt1 ~x e uk011trld ,11 genod'lnthk>i(ro. cartu<n nutro ~ st.11mp1nd ad ~1'11.CER 080318, 160216 05.19 • ..-.,p.1recchl domestic!, app.it«<hi.,ture e macchinarl po1H:oru:umo non cootent"ntl -.01tiln1e lniw dftl'ozono strato1'erico di cu1~l• ~gge SA9/93o HfC. CER 16011•. 200136,. 160216 a, .06 • Con,lotnf'n1lo 811:~minoso, Franvn.enta di piattelli ptt II tiro :.I \do CER 170302. 200101 rn .04 • Sfridi di l:.t~btO cotto 4!'d arg1lla espanu CE R 101203,. 101206, 101208 07.01 • Riflut1 cost!tut1 d.a b tt!rl1li, inton.K'i t! con11omt!ratldi Cl!'mtnto ,umato e non, c~~e le travrrsP I!' tra'lffson1 frrrov¼,ul I!' I paiiln calcl!'Struzzo .armato prov~nle.nti d• llnee fttrCMarie, ~ ltm.atich~ ed el(!(triche!. ir frammenti di nvestirnirnti \trad.>I, purc'ht-•prM diamlHilo.CEA lOUll, 110101. 1?0102, 110101. 170802, 11'0107, 110904. 200301 a1.31 • Terre da coltivo, drrlvu1tfdi1 puhdi di milteri•l1 W!&'1ii11J eduli i: do11J;1 banltlO dell,1 l .n.i ,-1.1cld,1. C~R Ol0l99, Oi040l 07.25 • Te-rrir iL" si1bb1e tuustt di fond~oa di nconda fuslone de! m,wi:.li fttrOiiCf.R 100299. 100010, 100912, 100906. lOO!X>& 161102, 16110-1 07,11• PietnKO tolto d'op,en C(R l70508 07.ll bh • Terre ttOCCPdl w1voC.ER 170S04 07,02 • Rlfluti d rocce d.a u,ve 1utotilntt1 ClR 010410. 010413. 010399, Ol0-108 01..01 ~ Rifiull cl cart1, cartone e canonc.lno.lnctu\i Pol•~coppiati •nthe d1 lmbaU•III'· (ER 1 ~101, 1S010~. lSOlO&. 200101 02.01 • lmb.lllil(li, ~ t,odi s1;1rtoed a ltti rltfutl e:tr,mmenti divttro,rott•m.idivetro.CER 170202, 200102, 1~107, 191205, l6CUO. 101112 OJ.01 • R1fiutl di ferro, ~dtloe1l,,iu C£R 120102, 120101. 100110, 160117, 150104, 11040S, 00118, 190101, 10)1..0, 191201. 100299, 120199 03.0.Z • Rifiuti d mtUIII non ftttOSI e loro le-t,hc-, CER 110599, 110501, tSOlCM, 100140. l9120l, 120103, 120104, J?Q.401, UOlOJ., 170402, l70403,1704CM, 170406, Uo«.17, 100899, 110199 03.03 . Sfridl o surtl 6 tmb•ll:.Ufin .allumlnlo e d11ccoppiatl d c.uupl.1s11c..a • mitlalloCER 1S0104, 191203, l 'SOJOS, 1S0106 06.01 • RifiuU di pl~~tla, imb~ll.a&o u~U in ~astic.a, coq,,e,so ) contentor1 ptr IQuldi con e,,clusklne dC'I cont"'4lton Pf'f fitof,rrNCi e ptt pr~kktmtdko-chuurak:i, Cfk 020104, 150102. 170203, 200139 06.02 • Sftldi. Killta, potver'1 e: rrfMI di rmm'ic pl.1Richc c fibre U llttkhc CER 070lll, 120105. 160119. 160216. 160306, 170103 09,01 • Sarti di 1etno esu1hl.'fo, imba.llagi d1 lteno. CER03010L 030105, 030199, 170201, 200138. 191107, 200.301, 150103 {~ 0 "" ~ m 0 ;;;· ::I ~ n "" N o· ::I m c.. ~ .; 00 m ~ o· ::I m c.. !!. ~ ~ ~ VI .,, m !:!, ~ ~ (P t.O , . EDtl.SCAVI LAHNACONE s.n.c (UROROTTAMI SRL F<Xill.a. Umbctto 5.rJ. £0N.SCAVIIAMNA.c0NE 1..n,c C.d.a MKlneSS 87, km 123+9Sl VINC~IATUllO {CB) C.dl MJini.ntUit NUO\lt' S.S. 16 KM 556 CAM POMARINO lml)Ofchi1 V,lftone-Cupo GUGLIONESI {C1) C.cb Mildne SS 17- km 123•9S1 VINCHIA 1\JRO {CBI R13• RS IS/0<1/2016 RIJ R13•R4 l(l/01/2017 RU 1~09/2017 Rl 17/1U2017 Rll 07.01 - RlflutI coRitu(1 d, 1.lte!tllli, incon•d ~ co,111on'1t-t•t1 d1 ce-mtnto .ltmat0., non, comprew le tniVflse e tr,vrrson1 ferr~n c I p,1lih, olcestruuo ,,m,1to p,ovtnitnd d.t lintt fNro-.1uit. lt'ltmatkhto td ~l,tttlch(' e fr,tmmtmd di ,,.,,\t1mcntf \lr•tbl, pun:h~ prl\i di amianto CER 101311, 110101, 170102, 170101, 170802, 17090,t, 170107, 200301 rn.06 • ConclomerJto Bitumlnoio, Fn1tTrnl'n!i dl pJ,tttUI Pff' ii tlro ~ '.ok> CU 170.302, 200301, 01.11 • Plf'tflK0 l0lto d'opt-U CfR 17050!, 07.02 - IUflutl cl ro«c di c,vo ;1utoriznle C(R 010,t 10, 010413, 010199, 010408 (11.03 • Sfridl t scartl: di p.roduziooe-ce-ramki ctudl $mtlt,tt • COtli. C[R 101201, 101206, lOUO!, 07.M • Sfrldi dl i.Ufflt.iocotto ed ,11illa ~pan.s1 CER 101203, 101106. 101208, 07.17 • Rifiult costltlJlli da pkclJG<O di v.111.atur:a del uk.Jre CER 010102, 020499. 020799.010410.020-IOl, 020701, 010308. 010.oa 100299 12.02 • hnghl cl (lc ..... uio CER 170506 12.03 • h"$hi e pol'"'trid,1 seg;)gione e l1vor1rione p1t1re, fNrml e i,dnie CfR 010410, 010113, 12.04 • Fan,hi e pol~r1da Sft1gK)f'le, molatura, 1,vo,u:lone gcanlto C0.010410, 01CM13. U .OS • MJifmot'C-Sln, CER 01()41 l 11.og • F.ango secco di Ntura nbb;os.. CE.R 101103 07.17 • f{ifivtl ('Ostituit, d.a pietr-co di "¥Qgh1tura dd ok;1rt CER OJ0102, oi0499. 020799, 010410.010402. 020701, 010308, 01040&, 100299 07.13 • Sfridldl produl:l'one di ~nnel1 di gnso ;demol!:t0iie edll(1 CER JOU99, 1?0802. 07.29 • Rd'iuu di lana di >wttro c- tanadi ,occi.a CER 170504, rfl.:31- Terre d• c.ottivo. detN~ntl da pulli,ii di mat,:rlall Vl'KtUli C'duli I! dalla b.ltttttra dell.1 laru sutida. CIR 020199, 020401, 03.0l • Mlutl 6 ferro,ac;cbloe ghiH CE.R 120101, 120102, 190102, L50U)4, 19!202, 100210, 17040S, 2001-40 ,1601J7, 190118 03.02 • R1fiuti d meUlh non forrov o loto tl'ght CER J 10501, 120103, 120104. 150104. 170401, 191103, 170402. 200140, 170«B, 170404, 110406, 170407, 191002. OS.01 • P,r!I di 11utow:koll, di veic:ofl a motore-, dlrlmon.hi e wmil'- risult.anti cla openuionidi mtsU In sk:u~zza df cul •ll'arlkolo 46 dcl dec:reto leg1$J1ttvo 5 ftbb1.ai0 1997, n.22 t succt!'Ss~ modificht t lntftrntonl l' al d«rtlo l"&"l•ti110 24 puana 2003, n.209. e priv.ati di J)ft('UrNtid t dell" coml)Onenti plastkhe fK~~bll COi. 160116, 160117, 160118, 160122, 160106 05.07. Spenof'li dj uvo con 1 condutto,e d allumirao ric~rto CER 160216, J 10402. 170411 05.0&~Spezzoridicavo dit.amit ricopMoCERl?~Ol ,160122. 170411, 16011.S, 160216 2(a1L NI BlopsCER 19.06.99 07.)1 bis -Te,,te eroc,ed! sc-1voCER 170·50.l (~ "0 "' ; "0 ;;;· ::, ~ N er ::, II> c. II> iii' °" ~ ~. 0 ::, II> c. ~-... -~: "' "0 II> n g ~ ,s: \D N \ O.C.O. di DI Crisdo Don.atln.a S.OftCOSSNC Pl(ftGOMME di Pletn.tnti Fabrido & C.U.L V.tlORIET RlJ• R3 R13 ,A5 Rll-R.5 Rl3 C.da ~<<hia Petrillo GAMDATl:SA ICB) 09/l2/1fl17 RB-U Rl3 R13 • R3 Rl3 RU C/d1 FiurM 20/03/2018 PORTOCANNO,~ ICBI fU3•R5 ZONA INO. RtPAUMOSAN'I • Ofi/OS/2019 Rl3 C.OA PISCO F•RESE CJd;,,Calvario CAAi POSAS SO 19/0S/2019 Rll- RS 01.01 • R1fiuti cl t-~n:a, cutone e artooc..ino, lnc.lus1 pobccoppu,11 .11nche d 1mb•lbu,1CER 150101. 1'101DS, 150106, 200101 01.02-Sartidi p.annolinfe aS$or~tiC[R 150203 02.01 • tmb.llttCJI, 'Wt'ttodi scartoed attrl riflllh e frtmmtnti ci vetro; rott11mi di vrtro CER 170202, 2001021 1501071 19U05, 160120, lOIIU 01.01 • Rlfiuti d ferro, ,cd,1io e1hln C[R 120102, 120101, 100210, 160117, 1S0104, l"°40S, 190ll&, l.90102, 100140, 191202 01.02 - ft1fo.1ti di mct-l11l non fcrrosl o io,o leahe C(R UOS99, 110501, 150104, 200UO, 191201, UOlOJ, 12010A. 110401, 191002.170402, 170403, 170404, 170406, 170407 05.05 • M-11tNIUe cnalrtichl' ~au.stc contene,,tl mf'l:,tlH prez.ioW UR 160801 05.06 - Ronarri tilettrici cd e~ltronkl coottnrnt l e non mct.111 prffilo\l CER 160215, 160214, 200135, 200140 OS118 ·S~uonl di c.avodi UlrMrkoptorto(.ER 170401, 170411, 160122.160118, 160216 DS.16 • App•r«chi ~e-tttici. ~tt,ot«nlti td e1t111onld; rotuml t"lettrici rd elf'tttonld contmtntl e non ~t.1111 pte-dosl CEA 160214, 160216, 200136, 110114, 110299, 11020& 05.19 • App.aretthi domt"stid, .apparecchi.aturt e macchln,ui pc)$t•Consumo oon cootenenti sost.anut IC!$.l¥t diell'o:.ono 06.0l • Rifiutl d1 plan.a; tmbalbu1 uuti In ptauJu to,.-.,,ts. I conttn11'CM1 ptr ~quidl, cot1 Hduvone dti cont+t'lllOfl per fitobmwcl t per P'~lcl medico-<tirurgki CER 020104, 150102, 200139, 191104, 170'203 06.0S- P.auurtl e pl;ance di .autovek;oh In .amterle pl.astkhr CER 070213, 160119, llOlOS 06.06 • lmbottrturt" i.rdiJiln pol1utrt.1noespanso CER 070213, 160119, 120105 06.11 - P.-n~ll .sportelll avto CER 070299, 07021.3, 1150119, llOlOS 10.02 • PnNmatk1 "'°" tkoffrulbili, amere cru~ non r1parab1I e Uri surt1 df gornm1 ctR 160103 11.ll• Oh euustt ~taeu,11 ed ;anlm;;1!fCER020~. 200125 13.20 • G,uppo anuccia tontr J>tf sra,.-.,antr l.aiet, cont~nltorl toner ~r fotocop1Ji1od, cartvcte p,tt "Ramp,:antJ fax e alc~,nrlci • t,etto d'in<:hiottro, c.utucce n,utfo per it.il"rl)anti a-d a1hl CEROS031S. 160116 ll.02 • F.tnthi cl dr.1.u .. tOCtR l 70S06 12.0JP Fan&hi e pohierl di S'iil!Fone-e ~wor.iilc)ne ptetrc, tnilttnl c ardelae CER OJ04JO, OlO~ U 12..04 • F.tn&hl t l)Otyti1 d.) 5e!l!I-On', rnotnur, c 1.l'VOfubne dtl ll,anlto CEA 010410, 010413 11.07 • F•ngh1 costlt1,1:ti d• lnerti CER0l0102. OJ<M 10, 010409. 01CM12 01.03 • ~bbl,1 e corxhlglle che ruldtuno d;all,1 v31li.Jtur,1, dei rlllutl provenlC!nU d•ll.a puiz1.1 drgli a,rnil, 07 .30 • 0731 bn · Tt<rt e to«tda suvo tlR 1)050-1 f11 .01 • Rlfiutl co"huttl dill l.1terlzi, lntonKl e c.ong1omfl.1tl di umento ,1rmatoe nor\, col"rl)r(',-e, le t,a..,.erJe e t11v"'1-0fll f~'trQYl,lr( e I pali in cakcit,uzzo .Jffll.tto provenie,.I dt llnee ferrO'd1rl,e, ~1-,ematith,e eel elettrkhe (' frammrntl di r1ve1tl.rrcnU str.1da1i ([ft 07.02 Rtfiuti di ro«e d.J cav,e aut04"itute CER 010410, 010413, 010399, 010408 07 ,06 -Congloml!r.1to b-1tuminoso. f,am~ri.i di piattelll ~ ii tiro ,a,l volo CER 170302, 100301 10.02 . Pneum1uc1 non ,kou,ulbiU, c-imt,e d'arl• r'M>ft ripa,~bil, a•r1 ic-artr d1 comma CIA 160103 13.20- Grupp() <:'•rtucd• toMt J>ff sta~nte l•.ser, cOl\tf'niton 1oi1tr pet fotocoplaulc1, c111ucet! per ,uml)iln~ fax t calcoi11tlC1 • 1ettod'fnc.hlo"lro, c;artucc• nai.110 prr uarn,»nti ad .aghl CD 08031&. 1502!6 (~ "O ... ~ Ill "O iii' ::3 5 !il N er ::3 Ill c.. ~ ;;; '"' ; o· ::3 Ill c.. !!!, ... 5 ~ "' i:, Ill n ~ Parte Ill. Pianificazione della gestione dei rifiuti speciali il ii a -: ~ t ~ ~ ! IS l ! it § § ii ~ ~ i5 .! .!-I ' • :;! ' . ! a -1 tB .. ~ ' ~ i i Jc p ~ -~ ll 1 - .N ~i i § I ~ :; l • u n "' - f ,s ; .. ,g § ~1 ~ il 8 , . ~ ~ I i g i n .... ~ ~ £ !l H } I Ii 'Ii ,;f § i ! p I ~ii e ~ ij • ~ ! ~ : -" • ! £ j,.; ,; ' j i ~ a ; Ii H ,i Pi i~ § I 2 ~ f I ( i IL t' = i i § n 5 ~ iii 0 J ;I ~ e i E- - :; ~ ; ~ .. ~ § ! ~ ii ::: " " ,I. ! iH -1· I I!~ ' .. - d ;; § t !! p l i tl ii I! .. , .. : § l I 2 N n ! Ii ~; il Ii g i 1 ;ii ~ • • 1 ,~ i; ;! ~~ •" -" I:; ! .. I N .. l l:: ~L ::: I i &; • < .. §; i :l s - ~ .. ~ §-: ~ l ~ ....- g::,t - !I - s ... n ~I 1 ! iH J . ~ . ' ~ i ! ! i! l,,.; ~; 2 i h~ :~i "2 5 ! H i H :Sh • . st i~ - 5! !~ s~ .. e = N .. H g ~ ~ 1 - g§ ~ ;:; 1! H n;· :~- t • V 2 ;;'; f~ e; n ~ i • "i -" "1 i i § i Ii - ~ •!~ Ii ii iii .. ~ in s §! "!l -s a ~~ !! ~ ag I! i ~- ! •r:; ~ l I - ~ H ! ., g h gt H ~e f " ~ ~j t i::; • I .. ~ ; ~ ! f • I " • l! . - ,H ,; 2 = "0 • .. ~ V i l !S . ~ ~ 2 1 :: .. ,; . ~e i~ :i.; - ,, " ! ;. is ~ei f e; § •;!! 'a 5\ l ~ t ~ l i~ R c ; ~ l . ~ ii • • § q 0" h tR n 1.., ... B i UR l !R 8 ! •. ; ~ ; ~,! Ill 'If n · E • ' - E i, ~, .. ~ i H -" l .i ! !5 • i1f i "· i ~HI ~i q~ {! 'I! • n C - ' y~ n . ii n ! ie ll'H n L.~ H ~ l! t - • •t :ii . l, rt j H a • . ,.. Hi~ n~ ,;;,; • • n H s} ... I jl ; g :! ig:i § ~ •• -.1 § t z II •• :I .n H~ ;, u • 'ft :;;I H e ii-.,;; l! ~ .. H C ; £ ~ .i ~ t !a d • g i•r ~n ii ~ . . ~ • 0 ii ¥ • ~ 0 !! !g~ H ~11~ ;;-ll ~ .. i. • " . it l! g ? l .! §"" I • tl ii .. " - .. !i § > V . ~ ! l ~ ~ . ,, P!~ .. ; : 1 g~ ~ }! ~it l~!I .. ! Pl -.. H ii H .. .. ::t:: ii ~ i H rH] H ! i .. . l 0 • ':G1 - • ! Q. •• Ul ':':I ~ . ~ ~ !:~: s d :. 5 t:i 3;; :.. .!: ~ ~ ~ r-~ ... i ~~1 ; i 0 ~ ~~ = ~ . ~ ;:; a ~!l ~;; ~il ; s -~ii ~ ~ ~g ·U -g g ;=~; ~~ " ~ ,I ~ :: ~ ::! I . ~ ~ ~ ·s . . ; « 0 ~ = I " i ; ~ § ~ " ~ i :! \l i < ;; < ~ ~ i .. Ii' ~ ! I ~, ~ e- .. • fl~ i .. l~ j ... I l~ I .. ·~ j I i'" " ~i j ~ " ~ " "3 i i ~ .. I ~ !! z au § 2 z !l 0 .. ii I ... i " : ~ ;: ~ ~ 93 Parte Ill. Pianificazione della gestione dei rifiuti speciali ~ .. ; 94 <jj ~ \D V1 INfOSfRdl Gen«oso D'Awru SAHT04AHNI AHTOHIO [COMOUSE. FRAHTOIO OlEARIO fRATUU MASTAAGOSINO i..n.c. EVANGUISTA AH OREA A.rJend.a Acnco4 MARtHA COI.ONNA z1nu..r.1. Gt:N(RAL Slft[CO l.r.l. EHEltGIA. PUUTA IJ.L Loc..Sttofotll\1 BOJANO (CBI 18/08/l016 loc. Ml«hla dth StfeUa BONEFRO (CB) 30/10/2016 C/da S»nta Mari, VINCHlA TURO !CBI 15/1>/lOl& C.cll Coilr d GiofgloMAFAlDA !CB) l0/0l/l017 C. da Ci.anllua. 4 CA.'\1POMAM INO 0l/0l/201B ICBI C.d• Bosco Pootonl SAN MARTINO 06/0l/lOIB INP: (CB) loc. Flno«hicto 16/06,llOIB GUGUOH(SI (CB:) Cd.-Rilmitelli CAMPOMARINO (CB) 00/10/1-028 Nucleo lnduitrrifr contr.ad.a P.aint1no Bisso Vla M.arco Bi.1111 15/l>/2018 TERMOtl (C81 Rl3-RS R13· RS RB Rll, R4 Rll Rl "' •• RIO RU•RS ft11~R1 Rl3 13.20• GruPPQ c;a,\U(dl toner~ it~1r·cM11,10: 1.Htr; cont<inttotl tonr.r ?N" fotoc:op\.Hrld. cartocce Ptf \l.amp.an1t fax e c:a'colattid • gt!tto d'lnchiost(o, cartucce n.1~ro per jfJtnp,in.ti a<t aghi CtA.080318. 160116 07.01 - ftlfiut , co$1ttu1h da 1.Jttrlizl, lntonKI e con11omt-,a11 dt ctmtnto Mm,no e non, cornp,-e:se ~ tr•YffH e travtnon1 ftnOYi.lrl t i p.ali In ealct1.ttu1l'O a(~to provenienti d.> fin~ ferr~.Jr5', t~lem.>tlCM td tltWKh• t fr,mmenti di fl'lf!)tlrrwnti stHdll, :ovrcht oriw di aMlla,uo CER 101311 170101, 170102, 170103, 1?0802 170107 1?(»().I 200301 01.01 • R1fiutl di aru, u,tont t r.art0ttino, indu-si pobccopplJb anche d imb•IWu1 CtR 150101, 150105, JSOlM, l00101 06.01 • ftlflutr di plut,ca; imNiL.agl u1,ui 1n pln1ico11 coq,rcV i contcnitorl Pff IQuld~ e0tt rsclus.ont dal contml'l«I per fi1of1rm,cl • P<f pttslcl mNflco-chlrurC,d C(R 0201<M, 150102, l70l03. l00139. 191204 03.01 • Rifiutl di fttro, ~,a.1ic> r ghiUI CER 120101, 190101, 12010.Z, 150104, .19U02. 100210, 170-40S, 2001«>, 100299, )9011S. 160117, 120199 Ol.02 • R,ftuli di mrum non forrt»i o lorolrght CER lJOSOl, 110103, 110599, 12010-t, 150104, 170401,, 19120.3, 170402, 200140, 170403, 11(),Co,1, 110-406, 170407, 191002, 100899, 12019'3 05.01 • P1rtl di 1utowic:oll, d1 ve,icolt • motore, di rimorch1 rltmlfi, niu!t.Jrd c:b op«azloni di messa In sit:ure1z.11 di CW all'.uticolo 46 dff drc.reto lt1lsl1t.lw 5 ftbbrtk> 1997, n.22 t ,uccNsivf: mcxtfflche e integ1a21onJ c .ii d,e,creto lecl:5l,1tlw:, 24 g{ugno 2003, n,209 e nrlvati di nnev~tk, t del\e com- nd ,.i.utkhe r«u,,..rabli CER UiOl 16 160117 160113 160122 160106 OS.01· S.~uonl: di uvo di r.tme rk:OJ)t'fto CTR l 70t01, 160122, 17041 L 160118, 160216 OS.19 • App.a,ccchl domts.tkJ, app3ucc.hi.iun• IC' m«c.hlnatl PoSt-consumo non contenentl sost1nni !fihie ~lt'o1ono ~r-atotff'tlco dt<:ul 11\.1 lta:t 549/93 o HFC CER 160214. 160216. 200136 1'.01 • Aiflutl compost.ii bib per la produ2'ionf' di compost di quafita ,c<c.. CIR 010103, 020104, 020S01, 020701, 020702, 0.20704 16.01 • ftJfiut1 compcxt1bil1 JH!f la produzione di compcnt di qoalit.i,ecc.. CE.R OlOlOJ 16.01 • RIAutl COl'l'l(l()itabil1 ~ I• ptodurlone d• compost diquilll.lta, tee.. CER020103, 0203(}.I 07.16 • t.alci dl d~f'catlone CER 020402 07 .11 • Sc.uti da Vi1..gl1aturo1. l•lte di cake C[R 101304 07,31 • Tt'ut d.1 <oltfvo, dN"iv~Od.1 PYlltb di ma{f'tlafl ~cetafl C'dul! • d,H,1 t»nltura di11lt,1 bl'\l tudd, CtR 020401 tf7.01 • PUhotl «»t1tulrl CU l.1terilJ, lnton~ e coniJc,nl'fati in <t-mtnto umatoe non. corr.,,eso 141' trwtnt t ttwenonl letr~An e I p,111 In alcestruuo .1rrn;110 provN'llentl da hnee ferr~,1rLe, tel,.,.ytkhe ed efettnc.he e fr-1mmeitldl ri'Ytnimtntl 11:ndaU, orc:hi-s,i'M dl tml.anto. C£A 170101 1?0102 17010J 170!0' 170107 170904, !01311 200301 01.01 • Rifh.ltl ci c;a,t~ urton, c urtonclno. inclusi pobcc01N1d ancht- di lmball~ CEit. lSOlOJ, l~OlOS, ll0106, 200101 06.01 • R1fiull In pt11tK,, lmb1J1.aga/ usati in pUstia compttsi I conrr'lllori Pf"" llquiLt C(R. 010104, 200L19, 1MJ10:Z, 191204, 170203 02.01 • lmbllla,ul. \ttltO di S<.arto ed alui t1fluu e frJnvnenu di Vt1f0, totUmt di wuo CCR. J0Ul2. 1"10lOl, lS0107, 191201, 160U0 200102 06.02 • Sftldl, $C~ti, polvf:f1 e nfiuti d1 mu~rie pl"tiche P fibre rntetkhe C[R. 070211, 110105. 16-011..9, 160216, 1601()6, 170203 06.0S-Pir1urt:I e pbnce di autovekoll in m.ttfi"Je plastteheCU. 070113, 12010S, 1UH19 (~ 0 .. ;:l II> 0 ;;;· ::, 3i Kl N o· ::, II> Q. ~ .; 00 II> ~ o· ::, II> Q. ~-... 5 ~ "' "O II> n g Parte Ill. Pianificazione della gestione dei rifiuti speciali [ i i! i : I!; ~ I !! ~ I • ! .. 0 2 ~- !: i! ~ i !! ~ • ., 8 ~ ij "' I ~· i a H ~ ;; t ;; i ij ! : :!l !! I ~ !! ~ I ~ d : I ;! 1 i ~ § ~ g ~ ~ ~ § ! i ~ q ! !! i ii :!l • ~ l • " I § !! ~ =~ ., ~ !: t I ;i ~ t § ij it ~ I !!! 'I ! ! ! ~ 5 ~ a I 5 ~ t: ! . t!a j !' t: i ~ g j t: i i ~ i ~ i ;/ i. ~ ~ j !i' l {U ~ l j •1i !: i . t ~ " 1 ! i ~ • ~ ] i I ~- a i • I ~ • ~ l, :. i ! ~ li 1 ! ; !!& , i ~ ;/ i « ~ ~ ~ [ ' i :!l ! i ··- .. • ~ ~ ~ ~ i § .I n!! ~ I i • 1 I i i i ll a .. f I ~ l ~ i :<I ! I }i 5 •• l ~ ::! i •i ! l ; -n l I l iii " I e • j : i } § . - :i. i X • -: i\ l ~ ! q "i 0 • . ll • . I i §1~ j I , ~ i l ; • ·: a ~ • l i j ~ ~ i • ii le~ e 1 .. ! ~ t i ~ll ~ ! • i 1 ! , • ; ! ~ ; !! i . j l J t, i ll .. :; 1 ~ • t i " a:; ii 3 i 8' ~ l ! ii : ". - p 1 i • • 4 • i ~ i H! • ;; ~ l l i • 1 ! • ! 3 t f t i l .:2 !.,.; • i ! h. ! ii r i ! ~ i 1 f • ~ 1 iii .d ! i i n. i 1 i j ; ll ii 2 t ! !i ! j i - • I .. ~ . ! i " i i i ~ ; g ~ • ~ s·: • } .. ~ j • i~; li 'j i 1 j f • 2 i l • i ] 11 l! ~ 11 ~ l I!• l t 11 ~ ~~ ~ it -3l d a: • I . : ~ ~ ~ ~ ~ g ~~ - a • i i ~ ; ~ i .. ~ ,;; t ~I:; .... i !: ;; g g ~:! ~ ~ ; ; . . ; ~ ; - 3 ~ ~ I 1i ! 2 ~ • : -o ~ i j= ~ • Ji ~ e :4 i j h ~ ~ ! -~ j ; 1 j 1 I i 96 Pa rte Ill. Pianificazione della gestione dei rifiuti speciali Tobe/la 44 £Ienco lmprese impianti operanti nel regime de/le cosiddette "procedure semp/ificate" di cui all'art. 214 de/ D.Lgs. 152/2006 operanti nella Pravincia di Campobasso 97 § u, 00 DENOMINAZIONE APO SCAVl di Patet-. A~•no umSTA GIUSEPPE COLACEM S.p.A. CONSORZJO P£R LO SVIWPPO JNOUSTRIALE JSEtt NIA • VENA.RO FtmJRA SRL (EX CORMAR SU) SEDE OPf.RAllVA llPO OJ TRATTAHENTO Rll LoQIQ Su, llkoLI •Vut:>glrardi RS C.d. Muccho, 8 • ""°"'° S.nr/1ao Rll Loe. C.mn dcl Coftte· Sett. c... . Vil ddla lndt.atne tON snd,lc. RU Fbuilt ROI R.13 Zona DJ11Nla-Poni5 R4 TIPOLOGJA CD 07.01 (101311) [170101) (170102) (170103) (170802) 07.06 [170302) [200l01). 07.01 i:~~~!l i:=l ~!..°:! 1110103111=1 07.06 [170302) f700l01]. 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Au'lonnazion.e r,ie, l'e~cttJo e lt't!one dt 1.1n impl~todt sde1ione" tr.ill..>rnf'f'lto e-d imD• ntodi d1'tc1ri:c;a perrtf.ud nonJ)fflcol0$.I AutoriJ:Z,UIOM d'lrnpt~to ~ II tntt•fflffllO d, SUl)«Cf.Ot" d, m.JIUII!, og.ui O prodont uU1uo11ndo \O!Yenl1ora:.1n~. in ~rtkdlre- per ilPPl•tt•r., u.imp.ar•. 1.p,IM:ire, scrasurt.1m:i,erme.1btiuMe-, ,ncolart, ...-effl:ICllre-, puN're-o lmPTC'll'\lre, con u~ capaotl d! con.1umod1 )(11-.,entt i uperfort: .t l~ ltg 1N'011 o ;s, 200 tonn-th tt .11'.anno; ptoduz~ di NWO 11.1t0.Jdt$vo anrawrw l1mp~o di ~Im d, ~ I Pl'O?lent f"Urt•. AutOfllU111one ~r t'U.«t-lllo • Ctstlone di un lmj1ilan10 dJ tr•n•me-nto r1Aut1wt;d11.1fbani • dtN'ftt~tl ed a'l"lpj•nto di clKM!(il w rifiutr 1.1rbanl • ~•> nOf\ ~t1co!OM IU votumtttQ ttsJdu,, ~ 0t/OV201S t p.irl ~ 112.997 me-tl't rub!) Au·tOtiznriont .tl ',msunto cNmlco fXt Iii b bbt,c-.u i.orit d, jlltodo1tl ct,lrnid °'""nld ((Ompo1ll orpl"IQMtilllc.1) - noccaq:lo t' ln«tttr\rnefUO di rtf.uti Pft"iCo109 f Cl \,~ 'ii ~ tb .,, ;;:;· :, :ii £ ~-0 :, tb Q. ~ oi 00 tb "' ~ 0 ::s tb c. !E. ~ 5 C ~ "' 'C tb n ~ Pa rte 111. Pianificazione della gestione dei rifiuti speciali Ragione sociale Ubicazione impianto Attivita autorizzata ECO SISTEM S.P.A. Limosano (CB) Messa in riserva e recupero di rifiuti ECORECUPERI S.R.L. Sant' Agapito (IS) Messa in riserva e recupero di rifiuti FOGLIA UMBERTO S.R.L. Guglionesi (CB) Messa in rlserva e recupero di rifiuti GIULIANI ENVIRONMENT Montagano (CB) Messa in riserva e recupero di rifiuti pericolosi e non S.R.L. FRESENIUS KABI ANTI Pozzilli (IS) Messa in riserva di rifiuti INFECTIVES SRL COLALILLO MARMI SRL Bojano (CB) Smaltimento di r ifiuti inerti MOUSE SERVICE S.N.C. DI DI Vinchiaturo (CB) Messa in riserva di rifiuti PAOLA MICHELI NO P.l,M .A.V. DI UMBERTO DI Campomarlno (CB) Messa in riserva e recupero di rifiuti LABBIO WEST MOUSE SRL Termoli (CB) Messa in riserva e recupero di rifiuti UNIPERSONALE MANGIFESTA COSTANTINO Campomarino (CB) Messa in riserva e recupero di rifiuti SRL DIEMME PRECOMPRESSI SUD Pozzilll (IS) Messa in riserva e recupero di rifiuti SRL COLAVECCHIO CARMINE Campomarino (CB) Messa in rlserva e recupero di rifiuti AUTODEMOLIZIONI FRATINO Termoli (CB) Autodemolizione MICHELE ROTTAMAUTO DI DE Campobasso Autodemolizione PASQUALE ANTONIO TULLO-FER DI TULLO San Polomatese (CB) Autodemolizione ANTONIO & C. S.A.S. COMMERCIALE lsernia Autodemolizione ALESSANDRINASNC EUROROTTAMI SRL Campomarino (CB) Autodemolizione D'AMICO FRANCO lsernia Autodemolizione ECOAREA S.A.S, DI Campobasso Autodemolizione GIANCARLO CIPULLO & C. MOFFA ROSARIO Riccia (CB) Autodemolizione SABATINO SAVERIO Bojano (CB) Autodemolizione A.l. S.R.L. A SOCIO UNICO Matrice (CB) Autodemolizione D.C.D DI DI CRISCIO Gambatesa (CB) Gestione RAEE DONATINA CONSORZIO PER L'AREA DI SVILUPPO INDUSTRIALE DEL Montenero di Bisaccia (CB) Smaltimento di rifiuti non pericolsi VASTESE 103 Parte Ill. Pianificazione della gestione dei rifiuti speciali RI.PLASTIC S.p.A. (gia (TRED Sessano del Molise (IS) Smalt imento di rifiuti non pericolsi SUD S.r.l) CONSORZIO PER LOSVILUPPO INDUSTRIALE D DELLA VALLE Termoli (CB) Smaltimento di rifiuti non pericolsi DEL BIFERNO Tobe/la 47 Elenco lmprese operanti in regime cosiddetto "ordinario" (attivita autorizzate ai sensi de/l'art. 208 de/ D.Lgs. 152/2006 esc/usi gli impianti mobi/i e i centri di racco/ta comunali) nel/a Regione 104 ~ f-' 0 V, R,c;OM IOdA!e Sodttl lmmobllarw Acricob 1"41l'Sttble S.t.l Dltu F.1.$. • Flbbt'lu ttlllal'I& Slntdld S,p.A cmA GUT S.t.L SNOWSTOkM S,r.L G.1.1&lontil AmbtMte S.c..u.L VIIACS.p.A ( OfflUl'lhio Mont,1n., Molw C~t nrlt Moml:nthie hftorlnlr'C• M:at•rf•h Sp«:lllllt~S.r.l Ubkml~ lm,llfttO St.t~lmlnto di ,.t tJ«'lato ~B) St•bllm.enlo d.J h·rmol jCI) C•l'IIU1!e d l~llOM ( Mfll• (leUric:~ dJ T0tt•f'II• TON lt•b~lmento di Ao11111D (CII C•11trN ttJ'~eunu coe+ne,,1,.,. l~~l'llOdl T•N"n0· 1(.1) ~l•l'ltodl Hll': iOM C tt•Uatntn10 •d 1m~n1odidM6'1c.1 purlluti F'Ol'I o,nC"Ob.\i W\ llouldlmfM)l"(hl..a - V.il•C\IPQlna,rodta COl'l"tUl'I• CM G\IPorit\l (Cl) S1.at:illrnMtod1Tumoli(C'll Mcnt.tpno(CI) St•bi-lMl'ltodi t.rmo• ICISI V,.Tdd AIIM IJi At,M,flrr.U.11 "uton.nMtOM JWr l'uert.ll.io6- imp~.,tJ ~rl:t l•bZ>l'l(",!,IOM di l'.l(odDtO c•r•Mlci l'flitdl111"1la! couu,.a. In Hrt.i<Oti,• t.flOls, rn,1110,W,, 11\Jiltotli rtft.tttat'i, p~v.r.til', lflK. pon:tl~ con UN c.11:1>«~U d, Ottobn 2011 produt"°""'di ~• 75 IOt"rWln• 11, l!«nO •Jo con \1\1 a9xd diforno,uDCf'~ • tmJ e(OIIUN ~r&1U1dl to111~ l)lrtorno,upc,,lore • lOO q.(<ocfu amv&,1 lP,P.C.J.il "utOf\ll.Ut-Of'leptrres«cWo~I ~nn PIJ d'hmd, per I.I t41!>bl'«-r.i0ne cHo,toelottl CNm,o o,a:arid d, ~ fcod.'<e lttMt~I.P.P.C, .CJJ •ckclllm.pbir,d die !m10'Tlrio~n .,oc,euo(l'Mftl(.OO blOlogic:o Pt1' ll Utibrbiicme ,u ,c:N indunMl-'ed! ptOd()Ctl 1.trm.ucebd di bl.w fc:od,u 11ttl-.tta ''""''"' 201> 1 , ,.,.c.,, '""'""'"'"" .,..,...,.. • ....,,...,,,,..,. ,oClORO><ITIC l"u1omz1tloroe1M-rr«Mro1iodl UN <tntr.11t 1•moe1,utrludt>i t\;>o II moton f!W• com'buRJon. LUfliolOlt lftl llffil ,WtON,~t,~ 1>41' l'1t!MC.illO d, ~ c ... u.ltt. CH CO(t'NfUoOf\4! fl Octo Co,-rib,.,\.l,IO t>ue ~••u• Qu.ale t(lfflbu.)t1b\t1l1:.srnet,.I\O, lutlt01019 "UIOl\ll.lbone pu t't:i.en:::ia:10• ,~d~ di un tr'l'lj)!Ml!Oct. wfetJOM, • tr,1tt1"J'lft'to •d 1mi,~10 d• d11una oe,,aw roon o.rJw!(,1'1 AJ~o201' AulOO,lHZ,CIN'lrlmpj.mtoP., t l V.tl~to 0, Wl)lffiN do l"Nt..,i..Ol,f.flu oPfQdQ1U u1•i.:uncso so,'yf"f\o'l•"lct, In p.i.rtkol.l1'9 per•pp,•1t.trt, ,ump,rt, IPitlmM•, SCf,tnarC', 1mPtm\ffb&1l.a••• ,n(Ol&rt.wrn..c1,1tR.PIJlrto ~~Nr-. conul'I.IIUl).aci!idl(Oftf,urnocJlsdHrnewc»rio,e• 1~ GINlit\O 2020 l(J ,d'o~ o ,12001onnclW1• o1't',1""'°; p,odu:ont di nuuo ,ut~nG .1tt,awno n rr,l'Jtlo dJ lllffl dipoloropleMtUr1• A1Jl~:•11one .,.., l'eW(ll>O e Ja$l!O-. dl UI\ l"nO,.,IAtO di n•m,,..nto r,fh,m ,ohd! 1,ulWN . d1fl'!f'1'l'llbti td l'!'IP,antodl clSQ!lU CMtf rlf:.Uti IJ'N!'lt • ,peo,11t non s,9,ric:o~ ft. YOllltn«r~ G-.iano20l0 t•!o!du~ al 01/01/201!, t 0¥1 -1 IU.9'7 me\NC\lt:H) Au'tOl'!lUliOl'lt el~M$11 .. l'IIOC.hirn<ope, 1' C-ltlOf'ltU,OM d, l)l'Odotli Cfl!mlO l'4"o020l1 Ol'p!'JC' ((OMOOl,tl orprwme1~tic;) • Jtoc;Qg,o, 1nc.t1W~ft!Odl ri1'1ti pe,,coim, (~ "0 Ill ;:i f1) "0 iii' ~ ~j" !:!. 0 ~ f1) a. ~ i» ~ ~ o· ~ f1) CL !!! . ... 5 ~ "' -0 f1) n ~ Parte Ill. Pianificazione della gestione dei rifiuti speciali l - ;a i ~ g E 'ii 1 I ~ 0 'ii s ~ £ ,:l 0 ~ -• j :, 21 .; ~ < i Ii. ~ ~ "' .s, 0 "' .. ~ j l"' ] "' ~ .d I 0 8 J; , i V .JI .!! ~ i I 'i d ~ 0: i .!I :i: f ~ ~ ~ 8 Tabella 48 Elenco lmprese operanti dopo ii rilascio dell'Autorizzazione lntegrota Ambientale (ai sensi del/'artico/o 29 quoter comma 10 de/ D:Lgs. 152/2006) 106 Parte Ill. Pianificazione della gestione dei rifiuti speciali 6. ANALISI SINTETICA SULL' ATTUALE GESTIONE DEi RIFIUTl SPECIALI IN REGIONE. Valutando l'attuale stato di fatto gestionale regionale si possono trarre delle considerazioni sia sulla produzione dei rifiuti speciali in Regione che sul sintema impiantistico. Per le valutazioni in merito all' attuale destinazione dei flussi di rifiuti trattati in ambito regionale si sono condotte analisi sul sistema gestionale attraverso i dati MUD dell'anno2012 (fonte ISPRA Rapporto sui rifiuti speciali) e quelli forniti dal Catasto dei Rifiuti dell'ARPA Molise riferiti all'anno 2013. Si sottolinea al riguardo come, in considerazione delle modifiche introdotte dal D.Lgs. 152/06 in merito agli obblighi di presentazione della dichiarazione MUD (che ha sostanzialmente esonerato i produttori di rifiuti speciali non pericolosi), la base dati MUD delle dichiarazioni presentate dai soggetti produttori di rifiuti non sia piu adeguata alla caratterizzazione della produzione dei rifiuti speciali in base agli effettivi dati, essendo sostanzialmente assenti i dati relativi ai non pericolosi (si segnala al riguardo come le modifiche al D.Lgs. 152/06 introdotte con ii D.Lgs. n. 4 del 16/1/08 abbiano in rea lta oggi ripristinato, almeno in parte, l'obbligo di presentazione del MUD anche per i produttori di rifiuti speciali non pericolosi). Dall'analisi dei dati si evince che i rifiuti speciali prodotti in Regione nell'anno 2012 (571.070 tonnellate) e pari al 1,73% dei rifiuti speciali prodotti nelle Regioni del Sud d'ltalia (33.081.418 tonnellate), e al lo 0,42% dei rifiuti specia li prodotti in Italia (134.373.874 tonnellate). Ana lizzando i dati per attivita economica si mette in evidenza che ii maggior contributo alla produzione complessiva dei rifiuti speciali, contrariamente a quanto accade nelle altre regioni, dove sono ii settore delle costruzioni e ii settore del trattamento di altri rifiuti a generare le maggiori quantita, e dato dall'industria alimentare ; in Regione nell'anno 2012 la produzione per questa categoria e pari al 42,11% del totale, di cui non pericolosi 99,98% e pericolosi 0,02%. Alla luce di quanto esaminato si possono fare del le considerazioni anche sulla produzione complessiva di rifiuti speciali in ambito regionale che e fortemente condizionata dalla presenza di flussi considerevoli di rifiuti prodotti in ingenti quantita da un numero molto contenuto di realta produttive; infatti i grandi produttori di rifiuti speciali produco ii 66,47% del totale dei rifiuti prodotti a livello Regionale (234.555 tonnellate contro 352.861 tonnellate totali). Sul complesso dei rifiuti la categoria di rifiuti prodotta in maggior quantita e quella ascrivibile al CER 19: "rifiuti provenienti da impianti di trattamento rifiuti e da impianti trattamento acque reflue"; tale flusso ammonta al 41,98% del totale dei rifiuti prodotti; tale ingente quantitativo risente del contributo dei rifiuti "percolato di discarica, (diverso da quello di cui alla voce 19 07 107 Parte Ill. Pianificazione della gestione dei rifiuti speciali 02)", "parte di rifiuti urbani e simili non compostata" e "fanghi prodotti dal trattamento biologico delle acque reflue industriali, (diversi da quelli di cui alla voce 19 0811)". Significative sono le considerazioni che derivano dall'analisi della "dispersione" della produzione. I rifiuti non specificamente associabili a definite attivita produttive ma riconducibili a una pluralita di attivita o di servizi (es. i rifiuti da imballaggio), sono prodotti da un consistente numero di soggetti con una produzione mediamente bassa ; viceversa, per i rifiuti riconducibili alla famiglia CER 19, si registra una produzione media quantitativamente assai piu significativa. Da tali valutazioni potranno evidentemente muovere le considerazioni per la definizione delle soluzioni organizzative da prospettare a livello locale. DaWanalisi dei dati regionali, nell'anno 2012, si evince che, delle 571.070 tonnellate di rifiuti speciali trattati, circa ii 42% sono avviati ad operazioni di recupero (da Rl a R12), mentre per l'altro 58% ad operazioni di smaltimento (da D1 a D14). Di questi nessun quantitative di rifiuto e destinato ad impianti di stoccaggio e di messa in riserva (D15 e R13) che raffigurano una forma intermedia di gestione, preliminare alla destinazione finale. Gli impianti di gestione al 2012 erano n. 9, di cui n.5 ubicati nella Provincia di Campobasso e n. 4 in quella di lsernia1 ed hanno gestito 10.890 tonnel late di rifiuti speciali non pericolosi (R3, R4 e RS) e di pericolosi 509 tonnellate di R4 (Riciclo/recupero dei metalli e dei composti metallici) e 1 tonnellata di D14 (Ricondizionamento preliminare prima di una delle operazioni di cui ai punti da D1 a D13). La gestione presso attivita produttive per la maggior parte riguarda la produzione di conglomerati cementizi e bituminosi con 28.812 tonnellate seguita dalla produzione di inerti con 17.000 tonnellate. Gli impianti di trattamento chimico- fisico e biologico nell' intera Regione sono in numero di 4 (3 nella Provincia di Campobasso e 1 in quella di lsernia) e hanno trattato rifiuti non pericolosi pari ad 177.971 tonnel late di D8 (trattamento biologico non specificato altrove nel presente allegato, che dia origine a composti o a miscugli che vengono eliminati secondo uno dei procedimenti elencati nei punti da D1 a D12) e 202.002 tonnellate di 09 (Trattamento fisico-chimico non specificato altrove nel presente allegato che dia origine a composti o a miscugli eliminati secondo uno dei procedimenti elencati nei punti da D1 a D12 - ad esempio evaporazione, essiccazione, calcinazione, ecc.-), per un totale di 198.172 tonnellate. Nell'anno 2012 la quantita maggiore derivante da operazioni di recupero e data dal recupero energetico con 55.937 tonnellate (36,39% del totale 153.695 tonnellate), seguita dal'attivita di gestione con 48735 tonnellate (31,71% del totale 153.695 tonnellate). Per quanta concerne la quantita derivante da operazioni di smaltimento la maggior entita deriva dal trattamento chimico/fisico biologico con 198.173 tonnellate su 214.304 tonnel late (92,47% del totale). 108 ~ .. ~ Parte Ill. Pianificazione della gestione dei rifiuti speciali Per quelle quantita smaltite in discarica negli impianti regionali i rifiuti speciali non pericolosi smaltiti equivalgono ad 10.823 tonnellate derivanti per la maggior quota, pari a 10.691 tonnellate, da rifiuti da impianto di trattamento rifiuti, acque reflue e industrie. 109 Parte Ill. Pianificazione della gestione dei rifiuti speciali 7. OBIETTIVI DEL PIANO In considerazione dei principi e degli indirizzi definiti nella normativa comunitaria e nazionale di riferimento, delle specifiche caratteristiche del contesto regionale e della convinzione che ambiente e sviluppo economico debbano necessariamente procedere in sintonia, puntando a valorizzare le opportunita di innovazione, modernizzazione e sviluppo che l'ambiente offre all'economia, nonche sulla base della pianificazione regionale dei rifiuti speciali si possono considerare i seguenti obiettivi: ► Ridurre la produzione e diminuire la pericolosita in modo che i rifiuti presentino rischi molto limitati per l'ambiente attraverso la promozione di modelli di servizi che richiedono la responsabilizzazione del singolo utente nel gestire in prima persona i rifiuti nel proprio ambito produttivo, permette di conseguire ii risultato di innescare un circuito virtuoso che necessariamente coinvolge anche la scelta di beni a minore produzione di rifiuto; ► massimizzare l'invio a recupero e reimmissione della maggior parte dei rifiuti nel ciclo economico; nell'ambito della promozione dell'attivita di recupero, appare prioritario ii rispetto dei principi comunitari inerenti alla separazione alla fonte e al trattamento biologico dei rifiuti biodegradabili, con un recupero che effettivamente rappresenti una risorsa per l'agricoltura nella lotta alla desertificazione, con la garanzia dei piu alti livelli di protezione sanitaria e ambientale; ► ottimizzare le fasi di raccolta, trasporto, recupero e smaltimento basato sul principio dello smaltimento sicuro; dovranno essere definite soluzioni gestionali che prevedano la realizzazione di adeguate strutture funzionali proprio all'ottimizzazione delle operazioni logistiche, che consentano di finalizzare le raccolte differenziate delle frazioni recuperabili; tali strutture potranno svolgere un ruolo importante di connessione tra i produttori e gli impianti finali di trattamento; ► promuovere ii riutilizzo dei rifiuti per la produzione di materiali commerciali opportunamente certificati e la loro commercializzazione garantendo la "chiusura del ciclo" attraverso la collocazione dei materiali derivanti dal recupero nei cicli produttivi; considerato che oggi una parte importante dei rifiuti speciali ha come destino ii recupero di materia, si dovra ricostruire, pur tenendo conto delle specificita della produzione e gestione dei rifiuti speciali, la filiera del sistema gestionale, al fine di contribuire ad aumentare la consapevolezza della necessita di un corretto approccio nella gestione dei rifiuti speciali che metta al centro le priorita individuate dalla normativa. ► favorire la realizzazione di un sistema irnpiantistico territoriale che consenta di ottemperare al principio di prossimita (cioe i rifiuti vengano t rattati in punti ii piu vicino 110 Pa rte Ill. Pianificazlone della gestione dei rifiuti speciali possibile al luogo di produzione); ovvero garantire ii trattamento e lo smaltimento dei rifiuti speciali, per quanta tecnicamente ed economicamente possibile, in prossimita dei luoghi di produzione; ► assicurare che i rifiuti a smaltimento finale siano ridotti e vengano smaltiti in maniera sicura senza determinare rischi per l'acqua, l'aria, ii suolo, nonche per la fauna e la flora, senza causare inconvenienti da rumori o odori e senza danneggiare ii paesaggio e i siti di particolare interesse, tutelati in base alla nonnativa vigente; ► sostenere, attraverso incentivi e finanziamenti, la ricerca e l'applicazione dl nuove forme di tecnologie e gestione mirate alla riduzione della produzione dei rifiuti e della loro pericolosita, nonche al loro riciclo, riutilizzo o recupero di materia; ► promuovere accordi e/o contratti di programma, nonche l'introduzione di incentivi e/o disincentivi per promuovere la nascita e ii consolidamento sul territorio regionale di attivita economiche che favoriscano e assicurino ii riuti lizzo, ii riciclaggio dei rifiuti e ii recupero di materia; ► favorire la cooperazione tra le attivita imprenditoriali locali per incentivare ed implementare buone prassi aziendali o gestioni innovative finalizzate alla riduzione, riciclo, riutilizzo e recupero dei rifiuti; ► valutare possibili processi di semplificazione amministrativa a carico di determinati comparti produttivi (quali in particolare quello agricolo e quello dell'edilizia), al fine di favorirne ii potenziale competitive sul mercato, assicurando in ogni caso ii rispetto di ben definiti standard ambientali e la piena conformita alle leggi vigenti; ► promuovere, per quanta di competenza, lo sviluppo di una "green economy" regionale, fornendo impulso al sistema economico produttivo per ii superamento dell'attuale situazione di crisi, nell'ottica di uno sviluppo sostenibile, all'insegna del l'innovazione e della modernizzazione; ► assicurare le rnassime garanzie di tutela dell'ambiente e della salute, nonche di salvaguardia dei valori naturali e paesaggistici e delle risorse presenti nel territorio regionale; 111 Parte Ill. Pianificazione della gestione dei rifiuti speciali 8. CONSIDERAZIONI DI SINTESI SULL'INDIVIDUAZIONE DELLO SCENARIO DI PIANO Partendo dal presupposto che e di assoluta priorita che ii mondo produttivo dovra attuare tutti gli interventi tali da conseguire l'obiettivo del la riduzione della produzione dei rifiuti e, una volta che ii rifiuto sia stato prodotto, tutti gli interventi finalizzati alla sua corretta gestione (massimizzazione del recupero di materia, di energia e infine corretto smaltimento), si e ritenuto prudenziale, ai fini del dimensionamento del sistema impiantistico, un approccio "conservativo" che assuma a riferimento ii data di produzione considerato. Cio e avvalorato dal fatto che vi e incertezza sulle stime di riferimento in relazione soprattutto al le possibili diversificate tendenze che potrebbero registrarsi nei diversi comparti produttivi con significative ripercussioni sulle dinamiche di produzione dei rifiuti; non sono infatti definibili scenari evolutivl di dettaglio, riferiti ai diversi comparti produttivi, su cui impostare trend previsionali delle dinamiche di produzione dei rifiuti. Considerazioni differenti dovranno riguardare i Centri di Autodemolizione a livello regionale sia dal punto di vista numerico che dimensionale, secondo stime A.C.I., alla luce dei cambiamenti dell'ultimo decennio; le Province dovranno provvedere ad aggiornare quanta riportato nei Piani in vigore. 112 /4-l4 ~ .......... Parte Il l. Pianificazione della gestione dei rifiuti speciali 9. LA GESTIONE DI PARTICOLARI CATEGORIE DI RIFIUTO Nel seguito sono riportate le trattazioni relative alla gestione di una serie di flt1ssi specifici di rifiuti speciali che, per diversi aspetti legati alle loro caratteristiche (es. pericolosita o rilevanti quantitativi) e alle dinamiche che contraddistinguono la loro produzione, meritano particolare attenzione. Si tratta in particolare di: ✓ rifiuti inerti da costruzione e demolizione, ✓ oli esausti, ✓ RAEE (Rifiuti da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche), ✓ veicoli fuori uso, ✓ rifiuti contenenti amianto, ✓ rifiuti sanitari, ✓ rifiuti agricoli, ✓ percolato da discariche. La gestione di tali rifiuti e, in diversi casi, regolamentata da specifica normativa e per la loro gestione sono definiti specifici obiettivi. Le loro caratteristiche fanno s1 che sia opportuna la definizione di particolari modalita gestionali per assicurare ii conseguimento degli obiettivi posti dalla normativa e per garantire ii rispetto delle procedure finalizzate al contenimento dei potenziali impatti ambientali che derivano dalla loro gestione. Per ciascun flusso la trattazione e sviluppata nel seguito con riferimento ai seguenti aspetti: ✓ inquadramento normativo, ✓ analisi della produzione e dello stato di fatto gestionale a livello regionale, Resta inteso che, trattandosi di rifiuti speciali, la responsabilita della gestione e in capo esclusivamente al produttore degli stessi. L'innegabile "interesse pubblico" connesso alla gestione di tali rifiuti fa sl che siano fondamentali gli indirizzi individuati dalla Regione, ente responsabile della pianificazione della gestione. Compito della Regione, come pure degli altri attori istituzionali, sara quello di attivare tutte le azioni a supporto delle politiche gestionali in modo che si creino le migliori condizioni per ii conseguimento degli obiettivi stessi. 113 " ... ,..,, Parte Ill. Pianificazione delta gestione dei rifiuti speciali 9.1 Rifiuti lnerti da Costruzione e Demolizione 9.1.1 lnquadramento Normative Si definiscono "rifiuti da costruzioni e demolizioni" i rifiuti corrispondenti al macrocer 17 esclusi i rifiuti pericolosi ed ii materiale al lo stato naturale di cui al CER 17 .05.04. Tali rifiuti derivano principalmente dalle operazioni di costruzione, manutenzione e r istrutturazione delle opere edili e dalla manutenzione e costruzione delle infrastrutture stradali e ferroviarie. I quantitativi di rifiuti derivanti dalle attivita tipiche del settore costruzioni e demolizioni (C&D), comprese quel le stradali, sono ingenti ed in costante aumento (fatto salvo ii calo dovuto alla crisi economica che ha colpito in modo particolare ii settore edilizio). Tuttavia solo recentemente la problematica delle corretta gestione di questi flussi di rifiuti ha assunto rilevanza nella pianificazione delle pubbliche amministrazioni ai diversi livelli istituzionali. Ai sensi dell'art.184 c.3, lettera b del D.Lgs. 152/2006 "i rifiuti derivanti dalle attivita di demolizione, costruzione, nonche i rifiuti che derivano dalle attivita di scavo, fermo restando quanto disposto dall'articolo 184-bis" sono classificati fra i rifiuti speciali. Le frazioni piu rilevanti dal punto di vista quantitative sono rappresentate da cemento, calcest ruzzo, laterizi, ceramiche; queste tipologie di rifiuto sono caratterizzate da grandi potenzialita di recupero e riutilizzo, ma nonostante cio sono ancora in larga parte smaltiti in discarica se non addirittura abbandonati in scarichi abusivi. L'Unione Europea si e impegnata con numerose azioni aventi la finalita di sensibilizzare gli stati membri ad adottare strumenti ed iniziative per attuare una corretta politica di gestione di tali rifiuti. Gia nel 2000 la Commissione Europea, Direzione generale Ambiente, ha efaborato un documento di analisi (DG ENV.E.3 - Management of Construction and Demolition Waste), propedeutico alla definizione di una proposta di strategia comunitaria. Tale documento riporta una serie di indicazioni come l'introduzione in maniera sinergica di: ✓ restrizioni allo smaltimento in discarica; ✓ incentivi per la promozione della selezione alla fonte e del riciclaggio dei rifiuti inerti; ✓ obiettivi di riciclaggio; ✓ specifiche condizioni per lo sviluppo dei materiali riciclati; 114 Parte Ill. Pianificazione della gestione dei rifiuti speclafi ✓ inserimento della gestione dei rifiuti come parte integrante delle licenze edilizie e dei ✓ permessi di demolizione; ✓ incentivi per l'uso di materiali riciclati nelle opere pubbliche. Relativamente alla normativa nazionale, ii O.Lgs. 205/2010, atto di recepimento della direttiva 2008/98/CE, ha comportato numerose modifiche alla parte quarta del O.Lgs. 152/06; tra queste, per cio che riguarda ii flusso di rifiuti in esame, e importante la modifica apportata all'art. 181 comma 1 lettera b): 11entro ii 2020, la preparazione per ii riutilizzo, ii riciclaggio e altri tipi di recupero di materiale, incluse operazioni di colmatazione che uti lizzano i rifiuti in sostituzione di altri materiali, di rifiuti da costruzione e demolizione non pericolosi, escluso ii materiale allo stato naturale definito alla voce 17.05.04 dell'elenco dei rifiuti, sara aumentata almeno al 70% in termini di peso". II primo luglio 2011 e stata redatta una bozza di Decisione della Commissione europea che istituisce regale e modalita di calcolo per verificare ii rispetto dell'obiettivo sopra citato. L'allegato Ill definisce ii tasso di recupero dei rifiuti da costruzioni e demolizioni come ii rapporto t ra la quantita recuperata di rifiuti da costruzioni e demolizioni e la quantita totale di rifiuti prodotti da costruzioni e demolizioni. Vengono quindi proposti i requisiti specifici per le relazioni sull'applicazione degli Stati membri: "1) Le informazioni riguardanti le quantita recuperate di rifiuti da costruzioni e demolizioni (numeratore della formula) includono esclusivamente i seguenti codici dell'allegato della decisione 2000/532/CE della Commissione: Elenco dei rifiuti, capitolo 17 - Rifiuti da costruzioni e demolizioni: 17 0101, 17 01 02, 17 01 03, 17 0107, 17 02 01, 17 02 02, 17 02 03, 17 03 02, 17 04 01, 17 04 02, 17 04 03, 17 04 04, 17 04 05, 17 04 06, 17 04 07, 17 0411, 17 05 08, 17 06 04, 17 08 02, 17 09 04 Elenco dei rifiuti, sottocapitolo 19 12 - Rifiuti da trattamento meccanico dei rifiuti (per es. selezione1 triturazione, compattazione, granulazione), se sono prodotti dal trattamento dei rifiuti da costruzioni e demolizioni: 19 12 01, 19 12 02, 19 12 03, 19 12 04, 19 12 05, 19 12 07, 19 12 09 Nella relazione, che deve essere trasmessa unitamente ai dati, gli Stati membri illustrano le modalita adottate per evitare la doppia contabilizzazione dei r ifiuti. " Le informazioni riguardanti la produzione di rifiuti da costruzioni e demolizioni (denominatore della formula) sono trasmesse conformemente al regolarnento (CE) n. 2150/2002 e comprendono: 115 ~ ~ Parte Ill. Pianificazione della gestione del rifiuti speciali a) rifiuti prodotti dalla sezione F del codice NACE Rev. 2 quale citato nel l'allegato I, sezione 8, punto 17, del regolamento, costituiti dai seguenti codici di cui all'allegato I, sezione 2, dello stesso regolamento: 06.1 - Rifiuti di metallo ferroso 06.2 - Rifiuti di metallo non ferroso 06.3 - Rifiuti metallici misti 07.1 - Rifiuti di vetro 07.4 - Rifiuti in plastica 07.5 - Rifiuti in legno b) ii totale della categoria di rifiuti (di tutte le attivita economiche): Rifiuti minerali da costruzioni e demolizioni conformemente all'allegato Ill del regolamento summenzionato. In alternativa, gli Stati membri possono trasmettere informazioni sul riciclaggio e ii recupero dei rifiuti da costruzioni e demolizioni sulla base del loro sistema di trasmissione di informazioni. In questo caso trasmettono, unitamente ai dati, una relazione che illustra quali materiali sono presi in considerazione e in che modo i dati fanno riferimento ai dati sui rifiuti da costruzioni e demolizioni che devono essere comunicati conformemente al regolamento (CE) n. 2150/2002. Se i dati basati sul sistema di trasmissione di informazioni dello Stato membro sono piu precisi di quelli trasmessi conformemente al regolamento summenzionato, ii rispetto dell'obiettivo deve essere valutato in base ai dati forniti dal sistema di trasmissione di informazioni dello Stato membro. Con ii D.M. Ambiente 10 agosto 2012, n. 161 "Regolamento recante la disciplina dell'utilizzazione delle terre e rocce da scavo", al fine di migliorare l'uso delle risorse naturali e prevenire la produzione di rifiuti, nel rispetto dell'art. 179, comma 1, del D.Lgs. n. 152/2006, si stabiliscono sulla base delle condizioni previste al comma 1, dell'art. 184 bis dello stesso D.Lgs. n. 152/2006, i criteri qualitativi da soddisfare affinche i materiali di scavo, come definiti dal D.M . stesso all'art. 1 comma 1, lettera b), siano considerati sottoprodotti e non rifiuti. Lo stesso D.M. 161/2012 stabilisce inoltre le procedure e le modalita affinche la gestione e l'utilizzo dei materiali da scavo avvenga senza pericolo per la salute dell'uomo e senza recare pregiudizio all'ambiente. Per ii riutilizzo in sito del materiale da scavo occorre fare riferimento all'art. 185 del D.Lgs. 152/2006, ii quale stabilisce che sono esclusi dalla normativa sui rifiuti: 116 Parte Ill. Pianificazione della gestione dei rifiuti speciali ✓ ii terreno(in situ), inclusi ii suolo contaminato non scavato e gli edifici collegati permanentemente al terreno, fermo restando quanta previsto dagli artt. 239 e ss. relativamente alla bonifica di siti contaminati (art. 185, comma 1, lettera b); ✓ ii suo lo non contaminato e altro materiale allo stato naturale escavato nel corso di attivita di costruzione, ove sia certo che esso verra riutilizzato a fini di costruzione allo stato naturale e nello stesso sito in cui e stato escavato (art. 185, comma 1 lettera c). Quindi, se ricorrono le condizioni indicate nell'art. 185 del D.Lgs. 152/2006, ii materiale pub essere liberamente riutilizzato nel sito stesso in cui e stato prodotto e non trova applicazione ii DM 161/2012, 9.1.2 lnquadramento dell'attuale produzione in Regione Dai dati forniti del Catasto dei Rifiuti dell' ARPA molise, relativi all'2013, risulta che in Regione Molise si ha una produzione di rifiuti inerti da costruzione e demolizione, ossia rifiuti appartenenti al macrocer 17 esclusi i rifiuti contenti amianto perche trattati nel capitolo specifico (con CER 170601 "materiali isolanti contenenti amianto" e ii CER 170605 "materiali da costruzione contenenti amianto11 ) 1 pari ad un totale di 41.408 tonnellate, che contribuiscono a ben ii 11,74% della produzione tota le regionale di rifiuti speciali. Percentuale Codice Descrizione Pericolosita Quantita SU CER regionale (Kg.) produzione del rifiuto 17 01 01 cemento NP 2.645.359 6,39% 17 0102 mattoni NP 18.500 0,04% 17 01 03 mattonelle e ceramlche NP 2.440 0,01% miscugli o scorie di cemento, mattoni, mattonelle 17 01 07 e ceramiche, diverse da quelle di cui NP 66.240 0,16% alla voce 17 0106 17 02 01 legno NP 32.120 0,08% 17 02 02 vetro NP 199.738 0,48% 17 02 03 plastica NP 15.894 0,04% 17 03 02 miscele bitumlnose diverse da quelle di cui NP 12.540.072 30,28% alla voce 17 03 01 17 0401 rame, bronzo, ottone NP 85.733 0,21% 17 04 02 allumlnio NP 389.285 0,94% 17 04 03 piombo NP 2.160 0,01% 117 Parte Ill. Pianificazione della gestione dei rifiuti speciali definizione di indirizzi regionali consentira l'omogeneizzazione delle modalita gestionali t ra le diverse strutture sanitarie consentendo ii conseguimento degli obiettivi posti dalla pianificazione. ► Rifiuti agricoli I dati gestionali evidenziano, per questa specifica tipologia di rifiuti, la scarsa rappresentativita dei dati di produzione. C'e pertanto necessita di forti azioni di formazione e informazione accompagnate dalla messa a punto di soluzioni organizzative che risultino praticabili sia dal punto di vista tecnico-organizzativo che dal punto di vista della gestione degli aspetti amministrativi. La Regione fornira indicazioni a supporto degli operatori della gestione dei rifiuti e delle associazioni di categoria, le quali sono caratterizzate da particolare specificita della produzione (occasionalita e saltuarieta per la gran parte degli operatori agricoli). ► Percolate da discariche Nella Regione sono presenti un discrete numero di discariche in fase di gestione operativa o in fase di post-gestione; per ta le motivo risulta importante la corretta gestione del percolate prodotto da tali impianti. La Regione persegue l'ottimizzazione della gestione di questa tipologia di rifiuti al fine di avviarli al corretto smaltimento. 160 REGIONE MOLISE PROPOSTADI PIANO REGIONALE per la GESTIONE DEi RIFIUTI della REGIONE MOLISE PARTE IV. PIANIFICAZIONE DELLE BONIFICHE DELLE AREE INQUINATE PARTE IV. PIANIFICAZIONE DELLE BONIFICHE DELLE AREE INQUINATE 2 PARTE IV. P IANIFICAZIONE DELLE BONIFICHE DELLE AREE INQ.UINATE SOMMARIO 1 II quadro di riferimento normative 1.1 Norme comunitarie e nazionali 1.2 Norme regionali 2. Lo stato dell'art e in Molise 3. Gli obiettivi e gli strumenti della pianificazione 4. Tempistica delle attivita di pianificazione. Cronoprogramma 4 4 8 13 33 34 3 PARTE IV . PIANIFICAZIONE DELLE BONIFICHE DELLE AREE INQUINATE 1 IL QUADRO DI RIFERIMENTO NORMATIVO 1.1 Norme comunitarie e nazionali La gestione dei siti contaminati rappresenta uno dei maggiori problemi ambientali per i Paesi Europei. La rilevanza de! problema si e concretizzata, in uno con altri aspetti, prima nella Strategia Tematica del Suolo {Soi l Thematic Strategy) e poi in una proposta di Direttiva Europea sul Suolo (Soil Framework Directive), che tuttavia, non ha raggiunto una sufficiente cond ivisione a livello di Stati Membri ed e stata ufficialmente ritirata. Quanto de! portato della lunga discussione sviluppatasi nel tempo attorno alla Strategia Tematica si tradurra in contenuto tecnico e normativo in futuro, attraverso una specifica Direttiva, non e possibile immaginarlo allo stato attuale dei fatti. I principi guida in materia di contaminazione dei suoli e di bonifica dei siti interessati vanno rintracciati in un insieme di misure normative o di politica, dedicate alla disciplina e al governo di altri ambiti. Ne costituiscono esempio la Pol itica Agricola Comune (PAC), attraverso in particolare le misure ambientali in campo agricolo e per lo sviluppo rura le; la Direttiva Quadro sulle Acque attraverso i piani per la gestione dei bacini fluviali e le acque sotterranee (2000/60/CE); la legislazione sui nitrati e quell a sui pesticid i; la Direttiva Alluvioni (2007 /60/CE). lnfine, l'insieme della normativa relativa alla gestione dei rifiuti costituisce ii quadro di riferimento per la disciplina dei siti contaminati. In senso piu ampio, inoltre, non si puo non far riferimento alla Direttiva 2004/35/CE, che istituisce un quadro per la responsabilita ambienta le e che ha introdotto ii concetto di danno ambientale. II danno ambientale rappresenta uno degli strumenti concreti per peter tendere decisamente ad uno sviluppo sostenibile dei territori europei. Tale strumento giuridico per la t utela dell'ambiente recepisce un principio fondamentale di diritto internazionale, tradizionalmente noto come "chi inquina paga". In Italia, le prime disposizioni normative per ii risanamento ambientale risalgono alla meta degli anni ottanta, nello specifico con la legge n. 349/19861 {che all'art. 7, poi abrogato, conteneva la disciplina delle aree ad elevato rischio di crisi ambientale). Negli stessi anni furono emanati due decreti legge convertiti, poi, nelle leggi n. 441 de! 19872 e n. 475 del 19883 , adottati per fronteggiare le situazioni di emergenza ambientale causate dallo smaltimento di rifiuti industriali ed urbani. In tali leggi erano discip linati l'individuazione ed ii finanziamento di interventi di bonifica dei siti contaminati, affidando ii tutto ad appositi piani regionali, malgrado non fossero 1 lstituzione del Ministero dell'ambiente e norme in materia di danno ambientale. 2 Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 31 agosto 1987, n. 361, recante disposizioni urgenti in materia di smaltimento dei rifiuti. 3 Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 9 settembre 1988, n. 397, recante disposizioni urgenti in materia di smaltimento dei rifiuti industriali. 4 PARTE IV. PIANIFICAZIONE DELLE BONIFICHE DELLE AREE INQUINATE fissati i criteri per la redazione di tali piani. Solo con ii OM n. 121 del 16 maggio del 19894 , furono definiti, per la prima volta, tali criteri con le contestuali linee guida per l'elaborazione e la predisposizione dei piani di bonifica; a seguito di tale decreto furono emanate anche leggi regionali per la disciplina degli interventi di bonifica. La prima normativa organica nazionale in tema di siti contaminati si ritrova nel D.M. 471/99, regolamento attuativo dell'art. 17 del Decreto Legislativo n. 22 del 1997 (c.d. Decreto Ronchi} in cui viene normato l'intero procedimento, con criteri, procedure e modalita, per la messa in sicurezza, la bonifica e ii ripristino ambientale dei siti inquinati. Tale decreto, infatti, "disciplina: a - i limiti di accettabilita de/la contaminazione dei suo/i, de/le acque superficiali e de/le acque sotterranee in re/azione al/a specifica destinazione d'uso dei siti; b - le procedure di riferimento per ii prelievo e l'analisi dei campioni; c - i criteri generali per la messa in sicurezza, la bonifica ed ii ripristino ambientale dei siti inquinati, nonche per la redazione dei relativi progetti; d - i criteri per le operazioni di bonifica di suo/i e fa/de acquifere che facciano ricorso a batteri, a ceppi batterici mutanti, a stimolanti di batteri naturalmente presenti nel suolo; e - ii censimento dei siti potenzialmente inquinati, l'anagrafe dei siti da bonificare e gli interventi di bonifica e ripristino ambientale effettuati da parte de/la pubb/ica amministrazione; f- i criteri per l'individuazione dei siti inquinati di interesse nazionale". Con tale decreto, tra l'altro, vengono, inoltre, esplicitate, ai fini di una omologazione dei concetti di base in materia, le definizioni di: Sito lnquinato: sito che presenta live/Ii di contaminazione o a/terazioni chimiche, fisiche o bio/ogiche de/ suolo o de/ sottosuo/o o de/le acque superficiali o de/le acque sotterranee tali da determinare un pericolo per la salute pubblica o per l'ambiente naturale o costruito. Ai fini de/ presente decreto e inquinato ii sito nel quale anche uno solo dei valori di concentrazione de/le sostanze inquinanti nel suolo o nel sottosuo/o o nel/e acque sotterranee o nelle acque superficiali risu/ta superiore ai va/ori di concentrazione limite accettabili stabiliti dal presente regolamento; Sito potenzialmente inquinato: sito nel qua/e, a causa di specifiche attivita antropiche pregresse o in atto, sussiste la possibilita che net suolo o nel sottosuolo o nel/e acque superficia/i o nelle acque sotterranee siano presenti sostanze contaminanti in concentrazioni tali da determinare un pericolo per la salute pubblica o per l'ambiente naturale o costruito; Tra gli obiettivi del decreto vi era anche quello di fornire la definizione univoca di sito inquinato e sito potenzialmente inquinato, di criteri di sicurezza, di bonifica, di ripristino, di fase d'emergenza 4 DECRETO 16 maggio 1989: Criteri e linee guida per l'elaborazione e la predisposizione, con modalita uniformi da parte di tutte le regioni e province autonome, dei piani di bonifica, nonche definizione delle modalita per l'erogazione delle risorse f inanziarie, di cui alla legge 29 ottobre 1987, n. 441, di conversione del decreto-legge 31 agosto 1987, n. 361, come modificata dalla legge 9 novembre 1988, n. 475, di conversione del decreto-legge 9 settembre 1988, n. 397. 5 PARTE IV. PIANIFICAZIONE DELLE BONIFICHE DELLE AREE INQUINATE ecc, nonche quello di stabilire criteri e procedure amministrative per l'attuazione degli interventi, definire i va lori limite dei contaminanti, selezionare le tecnologie opportune alla bonifica ed infine indicare alcuni criteri per l'applicazione dell'analisi di rischio. A tal fine, ii Decreto e accompagnato da numerosi allegati tecnici contenenti la disciplina dei pertinenti aspetti5. Attualmente e ii D.Lgs. 152 del 2006, integrato da successive modifiche, ii riferimento normativo per la disciplina delle bonifiche dei siti contaminati: esso abroga pertanto, per ii tema specifico, sia ii D. Lgs. n. 22/97 che ii DM 471/99. La parte IV, Titolo V, "Bonifica di siti contaminati" del 152/2006 disciplina (Art 239. Principi e campo di applicazione) gli interventi di bonifica e ripristino ambientale dei siti contaminati e definisce le procedure, i criteri e le modalita per lo svolgimento delle operazioni necessarie per l'eliminazione delle sorgenti dell'inquinamento e, comunque, per la riduzione delle concentrazion i di sostanze inquinanti, in armonia con i principi e le norme comunitarie, con particolare r iferimento al principio "chi inquina pogo". Le disposizioni del Titolo V non si applicano: a) all'abbandono dei rifiuti. In ta! caso, qualora, a seguito della rimozione, avvio a recupero, smaltimento dei rifiuti abbandonati o depositati in modo incontrollato, si accerti ii superamento dei valori di attenzione, si dovra procedere al/a caratterizzazione del/'area ai fini degli eventuali interventi di bonifica e ripristino ambientale; b} agli interventi di bonifica disciplinati da /eggi speciali, se non nei limiti di quanta espressamente richiamato dalle medesime o di quanta do/le stesse non disciplinato; Gli interventi di bonifica e ripristino ambientale per le aree caratterizzate do inquinamento diffuso sono disciplinati dal/e Regioni con appositi piani, fatte salve le competenze e le procedure previste per i siti oggetto di bonifica di interesse nazionale e comunque nel rispetto dei criteri genera/i di cui al presente titolo. 5 Allegato 1: Valori di concentrazione limite accettabili nel suolo, nel sottosuolo e nelle acque sotterranee in relazione alla specifica destinazione d'uso di siti, e criteri di accettabilita per le acque superficiali. Allegato 2: Procedure di riferimento per ii prelievo e l'analisi dei campioni. Al legato 3: Criteri generali per la messa in sicurezza d'emergenza, bonifica e ripristino ambientale; per le misure di sicurezza permanente; criteri per gli interventi in cui si faccia ricorso a batteri, ceppi batterici mutanti e stimolanti di batteri naturalmente presenti nel suolo. Allegato 4: Criteri per la redazione del progetto di bonifica. Al legato 5: Schema di modello da adottare per la certificazione di awenuta bonifica/messa in sicurezza permanente. 6 PARTE IV. PIANIFICAZIONE DELLE BONIFICHE DELLE AREE INQUINATE Nel Decreto Legislativo 152/2006 sono disciplinati e riorganizzati, sulla base di quanta peraltro gia previsto nella previgente normativa, gli strumenti fondamentali nonche gli obblighi posti in capo alle Regioni per ii governo della materia e la pianificazione degl i interventi. In particolare, si fa qui riferimento all'art. 251 relativo al Censimento ed anagrafe dei siti da bonificare, ii quale stabi lisce che: 1. Le Regioni, sul/a base dei criteri definiti dafl'lstituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (APAT), predispongono l'anagrafe dei siti oggetto di procedimento di bonifica, la quale deve contenere: a) l'elenco dei siti sottoposti ad intervento di bonifica e ripristino ambientale nonche deg/i interventi realizzati nei siti medesimi; b) l'individuazione dei soggetti cui compete la bonifica; c) gli enti pubblici di cui la regione intende avvalersi, in caso di inadempienza dei soggetti obbligati, ai fini dell'esecuzione d'ufficio, fermo restando l'affidamento de/le opere necessarie mediante gara pubblica ovvero ii ricorso a/le procedure dell'articolo 242. 2. Qualora, al/'esito dell'analisi venga accertato ii superamento de/le concentrazioni di rischio, tale situazione viene riportata dal certificato di destinazione urbanistica, nonche dalla cartografia e dalle norme tecniche di attuazione de/lo strumento urbanistico generate de/ comune e viene comunicata all'Ufficio tecnico erariale competente. 3. Per garantire l'efficacia de/la raccolta e de/ trasferimento dei dati e delle informazioni, l'lstituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (APAT) definisce, in collaborazione con le regioni e le agenzie regionali per la protezione dell'ambiente, i contenuti e la struttura dei dati essenziali dell'anagrafe, nonche le modalita de/la loro trasposizione in sistemi informativi collegati alla rete de/ Sistema informativo nazionale del/'ambiente (SINA). II riferimento allo strumento di pianificazione della materia va, invece, rintracciato nell'art. 199, che prevede i contenuti del Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti; in particolare, ii comma 6 recita: "[. .. ] 6. Costituiscono parte integrante de/ piano regionale dei rifiuti, i piani per la bonifica delle aree inquinate che devono prevedere: a) l'ordine di priorita degli interventi, basato su un criterio di valutazione de/ rischio elaborato dal/'lstituto Superiore per la protezione e la ricerca ambientale (ISPRA); b) f'individuazione dei siti da bonificare e de/le caratteristiche generali degli inquinamenti presenti; c) le modalita degli interventi di bonifica e risanamento ambientale, che privilegino prioritariamente l'impiego di materiali provenienti da attivita di recupero di rifiuti urbani; 7 P ARTE IV. P IANIFICAZIONE DELLE BONIFICHE DEUE AREE INQUINATE d} la stima degli oneri finanziari; e) le modalita di smaltimento dei materiali da asportare". 1.2 Norme regionali II riferimento normativo principale in materia di bonifica dei siti inquinati per la Regione Molise e costituito dalla Legge Regiona le 7 agosto 2003, n. 25, recante "Norme per l'elaborazione e l'attuazione del Piano di Gestione dei Rifiuti". II Titolo VII di tale norma e specificatamente dedicate alla messa in sicurezza e bonifica dei siti inquinati. L'art. 30 istituisce, sulla base di quanto previsto dall'al lora vigente Decreto Legislative n. 22/97, I' Anagrafe dei siti da bonificare. Piu in dettaglio: "2. L 'Anagrafe e tenuta ed aggiornata (sistema informativo, monitoraggio, prevenzione e contra/Ii) dall'A.R.P.A.M. che, sul/a base de/le notifiche di cui all'articolo 17, comma 2 de/ Decreto Legislativo 5 febbraio 1997, n. 22 e de/le comunicazioni di cui al/'articolo 17, comma 3 de/lo stesso Decreto, individua: a) g/i ambiti territoriali interessati da fatti di superamento dei limiti di accettabilita de/la contaminazione stabiliti da/ Decreto lnterministeria/e; b) la caratterizzazione ed ii live/lo deg/i inquinanti presenti neg/i ambiti territoria/i individuati ai sensi de/la /ettera a); c) i responsabili dei fatti di contaminazione e g/i a/tri soggetti cui competono gli interventi di bonifica, ave i primi non siano individuati o rimangano inadempienti; d) ii Comune territoria/mente competente nei casi di cui al/'art. 17, comma 9 de/ Decreto Legislativo 5 febbraio 1997, n. 22; e) gli enti di cui la Regione intende avvalersi per /'esecuzione d'ufficio in caso di inadempienza dei soggetti obbligati o di mancata esecuzione d'ufficio da parte de/ Comune territorialmente competente; f) la stima degli oneri finanziari. [. .. ]" II quadro normative di riferimento come disciplinato dalla legge regionale, prevede inoltre (a ll'art.31) la redazione ed approvazione di linee guida per la predisposizione dei progetti di bonifica, ivi compresi i contenuti essenziali dei progetti e la documentazione tecnica da allegare agli stessi. II successive art . 32 disciplina, sulla base di quanta previsto dal gia citato D.M. 471/99, gli adempiment i relativi alla messa in sicurezza e alla bonifica dei siti contaminati. L'art. 32 e relative agli adempimenti relativi al/a messa in sicurezza e al/a bonifica dei siti contaminati stabilendo che: \ 8 I PARTE IV. PIANIFICAZJONE DELLE BDNIFICHE DEUE AREE INQUINATE 1. Chiunque cagiona, anche accidentalmente, ii superamento dei limiti di accettabilita di cui al Decreto interministeriafe 25 ottobre 1999 n. 471 e tenuto a procedere a proprie spese agli interventi di messa in sicurezza e bonifica de/le aree inquinate e deg/i impianti dai quaf i deriva l'inquinamento. A ta/ fine: a) entro e non o/tre quarantotto ore dall'evento di superamento dei limiti di accettabilita de/la contaminazione notifica tale fatto al/a Giunta Regiona/e, al Comune ed al/a Provincia territorialmente competenti, nonche all'A.R.P.AM. e al Dipartimento di prevenzione dell'Azienda A.S. L. competente per territorio; b) entro e non oltre le quarantotto ore successive al/a notifica di cui al/a lettera a), deve comunicare al/a Regione, al Comune ed al/a Provincia territoria/mente competenti, gli interventi di messa in sicurezza adottati per ii contenimento o l'isolamento definitivo de/la Jonte inquinante rispetto a/le matrici ambientali circostanti; c) entro trenta giorni dal/'evento che ha determinato ii superamento dei limiti di accettabilita de/la contaminazione, deve presentare ii progetto di bonifica al Comune territoria/mente competente ed al/a Giunta Regionale. 2. Entro novanta giorni dal/a data di presentazione de/ progetto di cui al comma 1, lett. c), ii Comune o la Regione, secondo le rispettive competenze indicate al comma 4 dell'articolo 17 de/ Decreto, approvano ii progetto di bonifica ed autorizzano la realizzazione degli interventi di risanamento ambientale. L'istruttoria tecnica e svolta dall'A.R.P.A.M .. Ove l'approvazione de/ progetto di bonifica sia di competenza comunale, ii Comune si avvale de/le strutture dell'A.R.P.A.M .. 3. L 'autorizzazione di cui al comma 2, qualora riguardi aree in cui non siano raggiungibili attraverso l'uso de/le mig/iori tecno/ogie a costi sopportabili, i limiti di accettabilita richiesti, puo contenere prescrizioni in ordine al/'adozione di misure di sicurezza per impedire ulteriori danni derivanti dall'inquinamento residua nonche in ordine all'apposizione di limitazioni temporanee o permanenti all'utilizzo dell'area bonificata, anche in variante agli strumenti urbanistici comunali. 4. Ai sensi dell'art. 17, comma 7 de/ Decreto, l'autorizzazione di cui al comma 2 costituisce, ove occorra, variante agli strumenti urbanistici comunali, comporta dichiarazione di pubblica utilita, di urgenza e di indifferibilita dei lavori e sostituisce ad ogni effetto, visti, pareri, autorizzazioni e ogni altro atto di assenso previsti dalla legislazione vigente per la realizzazione e l'esercizio degli impianti e de/le attrezzature necessarie all'attuazione de/ progetto di bonifica. 5. Le garanzie di cui al/'artico/o 17, comma 4 de/ Decreto sono prestate a favore dell'ente che approva ii progetto per un ammontare pari al costo dell'intervento progettato. 6. La Provincia competente per territorio, con apposita relazione semestra/e, comunica al/a Giunta Regionale, al Comune ed al servizio dell'A.R.PA.M. lo stato di avanzamento degli interventi di bonifica autorizzati dal Comune. 7. II comp/etamento deg/i interventi di bonifica e attestato da apposita certificazione rilasciata dalla Provincia competente per territorio. 8. Qualora sul/a base de/ progetto di bonifica sia possibile /'utilizzazione dell'area per lotti successivi e ricorrano particolari condizioni d'interesse pubblico, con riguardo a/lo sviluppo 9 PARTE IV. PIANIFICAZIONE OELLE BONIFICHE DELLE AREE INQUINATE economico ed occupazionale de/la zona interessata, ii Comune o la Regione, secondo le rispettive competenze, possono, previa certificazione di avvenuta bonifica dei singo/i lotti da parte de/la Provincia, ri/asciare la concessione edilizia ed ii certificato di abitabilita ed agibilita relativo a/le opere realizzate nei singoli lotti, fermo restando lo svincolo de/la fidejussione ad avvenuto completamento dell'intero progetto di bonifica. 9. Ove ii progetto di bonifica preveda la realizzazione di un impianto di smaltimento o recupero di rifiuti sottoposto, ai sensi de/la normativa stata/e o regiona/e vigenti, al/a procedura di valutazione di impatto ambientale, ii termine di cui al comma 2 resta sospeso fino all'acquisizione de/la pronuncia sul/a compatibilita ambientale, rispettivamente, da parte de/la competente autorita stata/e, ai sensi dell'art. 6, comma 4 de/la legge 8 luglio 1986, n. 349 e successive modifiche ed integrazioni ovvero de/la Giunta Regionale, ai sensi dell'art. 8, comma 2 de/la Legge Regionale n. 21/2000. L'art. 33, infine, contiene la disciplina relativa alla diffida ad adempiere ed alla esecuzione d'ufficio stabilendo che: 1. Gli organi e g/i uffici di contra/lo ambientale ed igienico-sanitario, che nell'esercizio de/le proprie funzioni individuano siti nei quali i live/Ii di inquinamento risultano superiori ai limiti statali o regionali, ne danno comunicazione al Comune ed al/a Provincia territorialmente competenti, al/a Regione ed al Servizio dell'A.R.PA.M. indicando, ove individuabili, i soggetti cui competono gli interventi di messa in sicurezza e bonifica e specificando gli ambiti territoriali interessati dalla contaminazione e le caratteristiche deg/i inquinanti presenti. 2. II Comune e la Regione, secondo la rispettiva competenza, come determinata ai sensi de/ comma 4 dell'artico/o 17 de/ Decreto, con provvedimento motivato, diffidano i responsabili de/ superamento dei limiti di accettabilita a realizzare gli interventi di messa in sicurezza ed a presentare ii progetto di bonifica secondo le modalita tecniche ed entro i termini precisati nel medesimo provvedimento. 3. Ove i soggetti responsabili rimangano inadempienti, g/i interventi di messa in sicurezza e bonifica sono realizzati d'ufficio dal Comune nel cui territorio e loca/izzata /'area da bonificare, o dal/a Regione, se la contaminazione riguardi un'area compresa nel territorio di piu Comuni. 4. A ta/ fine, ii Comune cui compete l'esecuzione d'ufficio, entro trenta giorni dalla scadenza de/ termine stabilito do/la diffida di cui al comma 2, notifica al/a Regione e al Servizio dell'A.R.PA.M. la data di avvio dell'istruttoria relativa al/a realizzazione degli interventi di messa in sicurezza e bonifica. 5. In caso di mancata o ritardata notifica di cui al comma precedente, ii Comune decade do/la Jaco/ta di realizzare gfi interventi di messa in sicurezza e bonifica e fa Regione, entro i successivi quindici giorni, comunica al Servizio dell'A.R.P.A.M., gfi enti di cui intende avvafersi per f'esecuzione d'ufficio dei medesimi interventi. 6. Nell'ipotesi di cui al comma 1, quafora i responsabili de/ superamento dei fimiti di accettabilita de/la contaminazione non siano individuabifi, gfi interventi di messa in sicurezza e di bonifica sono 10 PARTE IV. PIANIFICAZIONE DELLE BONIFICHE DELLE AREE INQUINATE realizzati d'ufficio dal Comune nel cui territorio e localizzata /'area da bonificare o dal/a Regione, se la contaminazione riguardi un'area compresa nel territorio di piu Comuni. 7. II Comune cui compete l'esecuzione d'ufficio, entro trenta giorni dalla comunicazione di cui al comma 1, notifica al/a Regione ed al Servizio dell'A.R.PA.M., la data di avvio dell'istruttoria re/ativa al/a rea/izzazione degli interventi di messa in sicurezza e bonifica. La mancata o ritardata notifica produce gli effetti di cui al precedente comma 5. Dopo l'entrata in vigore del D.Lgs. n. 152/2006, la Regione Molise e intervenuta su l tema con la Deliberazione di Giunta della Regione Molise n. 1137: "Decreto Legislativo 3 aprile 2006, n. 152. Norme in materia ambienta le. - Parte IV - Titolo V - Bonifica siti contaminati. Art. 242. DISPOSIZIONI DI INDIRIZZO". Con tale atto deliberativo la Regione ribadisce ii previgente sistema di competenze per l'effettuazione delle bonifiche, confermando pertanto l'impianto della Legge Regionale n. 25/2003 per la ripartizione delle competenze tra Regioni, Province e Comuni. Con tale statuizione si stabilisce che le f unzioni amministrative inerenti gli interventi di bonifica ricadenti interamente nell'ambito di un territorio comuna le, attribuite alla Regione ai sensi dell'art. 242 del D.Lgs. 3 aprile 2006, n. 152, sono esercitate dai Comuni territorialmente competenti. Si ritiene, comunque, utile sottolineare quanto dettato dell'art. 2426 , che precisa la vigente disciplina in tema di "Procedure operative ed ammin istrative", in tema di ruolo della Regione nel 6 242. Procedure operative ed amministrative 1. Al verificarsi di un evento che sia potenzialmente in grado di contaminare ii sito, ii responsabile dell'inquinamento mette in opera entro ventiquattro ore le misure necessarie di prevenzione e ne da immediata comunicazione ai sensi e con le modalita di cui all'articolo 304, comma 2. La medesima procedura si applica all 'atto di individuazione di contaminazioni storiche che possano ancora comportare rischi di aggravamento della situazione di contaminazione. 2. II responsabile dell'inquinamento, attuate le necessarie misure di prevenzione, svolge, nelle zone interessate dalla contaminazione, un'indagine preliminare sui parametri oggetto dell'inquinamento e, ove accerti che ii livello delle concentrazioni soglia di contaminazione (CSC) non sia stato superato, provvede al ripristino della zona contaminata, dandone notizia, con apposita autocertificazione, al comune ed alla provincia competenti per territorio entro quarantotto ore dalla comunicazione. L'autocertificazione conclude ii procedimento di notifica di cui al presente articolo, ferme restando le attivita di verifica e di controllo da parte dell 'autorita competente da effettuarsi nei successivi quindici giorni. Nel caso in cui l'inquinamento non sia riconducibile ad un singolo evento, i parametri da valutare devono essere individuati, caso per caso, sulla base della storia del sito e delle attivita ivi svolte nel tempo. 3. Qualora l'indagine preliminare di cui al comma 2 accerti l'avvenuto superamento delle CSC anche per un solo parametro, ii responsabile dell'inquinamento ne da immediata notizia al comune ed alle province competenti per territorio con la descrizione delle misure di prevenzione e di messa in sicurezza di emergenza adottate. Nei successivi trenta giorni, presenta alle predette amministrazioni, nonche alla regione territorialmente competente ii piano di caratterizzazione con i requisiti di cui all' Allegato 2 alla parte quarta del presente decreto. Entro i trenta giorni successivi la regione, convocata la conferenza di servizi, autorizza ii piano di caratterizzazione con eventuali prescrizioni integrative. L'autorizzazione regionale costituisce assenso per tutte le opere connesse alla caratterizzazione, sostituendosi ad ogni altra autorizzazione, concessione, concerto, intesa, nulla osta da parte della pubblica amministrazione. 4. Sulla base delle risultanze della caratterizzazione, al sito e applicata la procedura di analisi del rischio sito specifica per la determinazione delle concentrazioni soglia di rischio (CSR). I criteri per l'applicazione della procedura di analisi di rischio sono stabiliti con decreto del Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare e del mare, di concerto con i Ministri dello sviluppo economico e della salute entro ii 30 giugno 2008. Nelle more dell'emanazione del predetto decreto, i criteri per l'applicazione della procedura di analisi di rischio sono riportati nell'Allegato 1 alla 11 PARTE IV. PIANIFICAZIONE DELLE BONIFICHE DELLE AREE INQUINATE parte quarta del presente decreto. Entro sei mesi dall'approvazione del piano di caratterizzazione, ii soggetto responsabile presenta alla regione i risultati dell'analisi di rischio. La conferenza di servizi convocata dalla regione, a seguito dell'istruttoria svolta in contraddittorio con ii soggetto responsabile, cui e data un preavviso di almeno venti giorni, approva ii documento di analisi di rischio entro i sessanta giorni dalla ricezione dello stesso. Tale documento e inviato ai componenti della conferenza di servizi almeno vent i giorni prima della data fissata per la conferenza e, in caso di decisione a maggioranza, la delibera di adozione fornisce una adeguata ed analitica motivazione rispetto alle opinioni dissenzienti espresse nel corso della conferenza. (comma cosi modificato dall'art. 2, comma 43, d.lgs. n. 163 del 2008) 5 Qualora gli esiti della procedura dell'analisi di rischio dimostrino che la concentrazione dei contaminanti presenti nel sito e inferiore alle concentrazioni soglia di rischio, la conferenza dei servizi, con l'approvazione del documento dell'analisi del rischio, dichiara concluso positivamente ii procedimento. In tal caso la conferenza di servizi puo prescrivere lo svolgimento di un programma di monitoraggio sul sito circa la stabilizzazione della situazione riscontrata in relazione agli esiti dell'analisi di rischio e all'attuale destinazione d'uso del sito. A tal fine, ii soggetto responsabile, entro sessanta giorni dall'approvazione di cui sopra, invia alla provincia ed alla regione competenti per territorio un piano di monitoraggio nel qua le sono individuati: a) i parametri da sottoporre a control lo; b) la frequenza e la durata del monitoraggio. 6. La regione, sentita la provincia, approva ii piano di monitoraggio entro trenta giorni dal ricevimento dello stesso. L'anzidetto termine puo essere sospeso una sola volta, qualora l'autorita competente ravvisi la necessita di richiedere, mediante atto adeguatamente motivato, integrazioni documentali o approfondimenti del progetto, assegnando un congruo termine per l'adempimento. In questo caso ii termine per l'approvazione decorre dalla ricezione del progetto integrato. Al la scadenza del periodo di monitoraggio ii soggetto responsabi le ne da comunicazione alla regione ed alla provincia, inviando una relazione tecnica riassuntiva degli esiti del monitoraggio svolto. Nel caso in cui le attivita di monitoraggio rilevino ii superamento di uno o piu delle concentrazioni soglia di rischio, ii soggetto responsabile dovra avviare la procedura di bonifica di cui al comma 7. 7. Qualora gli esiti della procedura dell'analisi di rischio dimostrino che la concentrazione dei contaminanti presenti nel sito e superiore ai valori di concentrazione soglia di rischio (CSR), ii soggetto responsabile sottopone alla regione, nei successivi sei mesi dall 'approvazione del documento di analisi di rischio, ii progetto operativo degli interventi di bonifica o di messa in sicurezza, operativa o permanente, e, ove necessario, le ulteriori misure di riparazione e di ripristino ambientale, al fine di minimizzare e ricondurre ad accettabilita ii rischio derivante dallo stato di contaminazione presente nel sito. Per la selezione delle tecnologie di bonifica in situ piu idonee, la regione puo autorizzare l'applicazione a scala pilota, in campo, di tecnologie di bonifica innovative, anche finalizzata all'individuazione dei parametri di progetto necessari per l'applicazione a piena scala, a condizione che tale applicazione avvenga in condizioni di sicurezza con riguardo ai rischi sanitari e ambientali. Nel caso di interventi di bonifica o di messa in sicurezza di cui al primo periodo, che presentino particolari complessita a causa della natura della contaminazione, degli interventi, delle dotazioni impiantistiche necessarie o dell'estensione dell'area interessata dagli interventi medesimi, ii progetto pub essere articolato per fasi progettuali distinte al fine di rendere possibile la realizzazione degli interventi per singole aree o per fasi temporali successive. Nell'ambito dell'articolazione temporale potra essere valutata l'adozione d i tecnologie innovative, di dimostrata efficienza ed efficacia, a costi sopportabili, resesi disponibili a seguito dello sviluppo tecnico-scientifico del settore. La regione, acquisito ii parere del comune e della provincia interessati mediante apposita conferenza di servizi e sentito ii soggetto responsabile, approva ii progetto, con eventuali prescrizioni ed integrazioni entro sessanta giorni dal suo ricevimento. Tale termine puo essere sospeso una sola volta, qualora la regione ravvisi la necessita di richiedere, mediante atto adeguatamente motivato, integrazioni documentali o approfondimenti al progetto, assegnando un congruo termine per l'adempimento. In questa ipotesi ii termine per l'approvazione del progetto decorre dalla presentazione del progetto integrato. Ai soli fini della realizzazione e dell'esercizio degli impianti e delle attrezzature necessarie all'attuazione del progetto operativo e per ii tempo strettamente necessario all'attuazione medesima, l'autorizzazione regionale di cui al presente comma sostituisce a tutti gli effetti le autorizzazioni, le concessioni, i concerti, le intese, i nulla osta, i pareri e gli assensi previsti dalla legislazione vigente compresi, in particolare, quelli relativi alla valutazione di impatto ambientale, ove necessaria, alla gestione delle terre e rocce da scavo all'interno dell'area oggetto dell'intervento ed allo scarico delle acque emunte dalle falde. L'autorizzazione costituisce, altresi, variante urbanistica e comporta dichiarazione di pubblica utilita, di urgenza ed indifferibilita dei lavori. Con ii provvedimento pi approvazione del progetto sono stabiliti anche i tempi di esecuzione, indicando altresi le eventuali prescrizioni necessarie per l'esecuzione dei lavori ed e 12 \ \ ) PARTE IV. PIANIFICAZIONE DELLE BONIFICHE DELLE AREE INQUINATE processo di bonifica, espletato anche attraverso lo strumento della conferenza di servizi (es.: convocazione della conferenza di servizi, autorizzazione de! piano di caratterizzazione, approvazione del documento di analisi del rischio, eventuale prescrizione ed approvazione di un programma di monitoraggio sul sito nel caso di concentrazione dei contaminanti presenti nel sito inferiore alle concentrazioni soglia di rischio, approvazione del progetto di bonifica). 2. Lo stato dell'arte in Molise 2.1 L'attuale organizzazione del sistema fissata l'entita delle garanzie finanziarie, in misura non superiore al cinquanta per cento del costo stimato dell'intervento, che devono essere prestate in favore della regione per la corretta esecuzione ed ii completamento degli interventi medesimi. (comma modificato dall'art. 40, comma 5, legge n. 214 del 2011, poi dall'art. 24, comma 1, lettera f-bis), legge n. 35 del 2012, poi dall'art. 34, comma 7-bis, legge n. 164 del 2014) 8. 1 criteri per la selezione e l'esecuzione degli interventi di bonifica e ripristino ambientale, di messa in sicurezza operativa o permanente, nonche per l'individuazione delle migliori tecniche di intervento a costi sostenibili (B.A.T.N.E.E.C. - Best Available Technology Not Entailing Excessive Costs) ai sensi delle normative comunitarie sono riportati nell'Allegato 3 alla pa rte quarta del presente decreto. 9. La messa in sicurezza operativa, riguardante i siti contaminati, garantisce una adeguata sicurezza sanitaria ed ambientale ed impedisce un'ulteriore propagazione dei contaminanti. I progetti di messa in sicurezza operativa sono accompagnati da accurati piani di monitoraggio dell'efficacia delle misure adottate ed indicano se all'atto della cessazione dell'attivita si rendera necessario un intervento di bonifica o un intervento di messa in sicurezza permanente. Possono essere altres1 autorizzati interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria e di messa in sicurezza degli impianti e delle reti tecnologiche, purche non compromettano la possibilita di effettuare o completare gli interventi di bonifica che siano condotti adottando appropriate misure di prevenzione dei rischi. (comma cosl modificato dall'art. 40, comma 5, legge n. 214 del 2011) 10. Nel caso di caratterizzazione, bonifica, messa in sicurezza e ripristino ambientale di siti con attivita in esercizio, la regione, fatto salvo l'obbligo di garantire la tutela della salute pubblica e dell'ambiente, in sede di approvazione del progetto assicura che i suddetti interventi siano articolati in modo tale da risultare compatibili con la prosecuzione della attivita. 11. Nel caso di eventi avvenuti anteriormente all'entrata in vigore della parte quarta del presente decreto che si manifestino successivamente a tale data in assenza di rischio immediate per l'ambiente e per la salute pubblica, ii soggetto interessato comunica al la regione, alla provincia e al comune competenti l'esistenza di una potenziale contaminazione unitamente al piano di caratterizzazione del sito, al fine di determinarne l'entita e l'estensione con riferimento ai parametri indicati nelle CSC ed applica le procedure di cui ai commi 4 e seguenti. 12. Le indagini ed attivita istruttorie sono svelte dalla provincia, che si avvale della competenza tecnica dell'Agenzia regionale per la protezione dell'ambiente e si coordina con le altre amministrazioni. 13. La procedura di approvazione della caratterizzazione e del progetto di bonifica si svolge in Conferenza di servizi convocata dalla regione e costituita dalle amministrazioni ordinariamente competenti a rilasciare i permessi, autorizzazioni e concessioni per la realizzazione degli interventi compresi nel piano e nel progetto. La relativa documentazione e inviata ai componenti della conferenza di servizi almeno venti giorni prima della data fissata per la discussione e, in caso di decisione a maggioranza, la delibera di adozione deve fornire una adeguata ed analitica motivazione rispetto alle opinioni dissenzienti espresse nel corso della conferenza. Compete alla provincia ri lasciare la certificazione di avvenuta bonifica. Qualora la provincia non provveda a rilasciare tale certificazione entro trenta giorni dal ricevimento della delibera di adozione, al rilascio provvede la regione. 13-bis. Per la rete di distribuzione carburanti si applicano le procedure semplificate di cui all'articolo ~52, comma 4. (comma aggiunto dall'art. 13, comma 3-ter, legge n. 116 del 2014) 13 PARTE IV. PIANIFICAZIONE DELLE BONIFICHE DEUE AREE INQUINATE I soggetti individuati nella citata normativa nazionale in materia contribuiscono, ognuno per le proprie competenze, ai processi di bonifica attivati su l territorio regionale. Su l sistema complessivo, tuttavia, rilevano alcune criticita che in questa sede possono essere evidenziate al fine del loro superamento. ARPA Molise costituisce l'organo tecnico a supporto dei processi di bonifica sul territorio regionale, principalmente attraverso i propri compiti di ri lievo, analisi e verifica della presenza dei contaminanti; ARPA Molise, inoltre, come previsto peraltro dalla normativa regionale in materia, e responsabile della tenuta ed aggiornamento dell' Anagrafe dei siti contaminati, in cui sono contenute tutte le informazioni di dettaglio sui singoli siti e sui processi di bonifica connessi agli stessi. Sono, altresl, coinvolti nel processo la Regione stessa, attraverso i propri uffici, le Province di Campobasso ed lsernia, i singoli Comuni interessati. Allo stato dei fatti, risu lta disomogeneo, sia dal punto di vista delle conoscenze che dell'organizzazione int erna, ii ruolo delle due Province r ispetto al tema. La Provincia di Campobasso ha un proprio Ufficio bonifica siti inquinati ed attivita delegate, che svolge attivita di controllo, verifica, monitoraggio e certificazione degli interventi di bonifica dei siti cont aminati (ivi compresi quel li di bonif ica dall'amianto) in conformita di quanto previsto dal D. Lgs 152/06 e dal D.M. 471/99. Ovviamente, sul tema, incide, e non in modo secondario, l'attuale processo di riorganizzazione istituziona le dello Stato, non ancora concluso, che ha tra i suoi obiettivi anche la riorganizzazione delle Province, con relativa nuova attribuzione di competenze che, senz'altro, riguarderanno anche la materia ambientale in generale e le bonifiche nello specifico. Accanto alle criticita organizzative citate, va rilevata, allo stato attuale, l'assenza di uno strumento di pianificazione regionale in materia di bonifica dei siti contaminati, che raccolga l'insieme del le informazioni disponibili in uno strumento operativo contenente le priorita di intervento sul t erritorio regionale. 2.2 l 1 Anagrafe ex Art. 251. Stato dell'arte e passaggi mancanti L' ARPA Molise e responsabile, come detto, de Ila tenuta dell' Anagrafe dei siti contaminati. Ad oggi, l'insieme delle informazioni disponibili, su lla base dei contenuti stabiliti dal D.Lgs. n. 125/2006, e organizzato in schede anagrafiche complete, a disposizione dei soggetti coinvolti a livello istituzionale o procedurale nei singoli processi di bonifica. Come previsto anche dalla norma, tuttavia, ta le mole di informazioni necessita di una "sist emat izzazione" che permetta una restituzione delle informazioni in forma accessibi le e che ne consenta l'aggiornamento costant e sulla base dei successivi adempimenti procedurali e/o operativi. Lo strumento dell' Anagrafe dei siti contaminati deve rispondere ad esigenze diverse: di operativita rivolta direttamente ai soggetti istituzionali di comunicazione per ii piu ampio pubbl ico. ' 14 PARTE IV. PIANIFICAZIONE OElLE BONIFICHE DELLE AREE INQUINATE Deve, inoltre, sempre riportare e rendere note le informazioni in materia di localizzazione, contaminanti presenti, stadia del processo di bonifica. Di seguito, si illustrano in forma sintetica i dati a disposizione di ARPA Molise relativi ai siti contaminati per l'intero territorio regionale, suddivisi per procedimenti aperti e procedimenti chiusi. Arpa Molise, nei successivi aggiornament i del Piano, provvedera ad aggiornare la tabella dei sit i contaminati con procedimenti aperti definendo l'ordine di priorita degli interventi sulla base di un criteria della valutazione del rischio e prevedendo l' individuazione della stima e degli oneri finanziari. 15 ~ .. .,,,,. PARTE IV. PIANIFICAZIONE DELLE BONIFICHE DELLE AREE INQUINATE Tabella: efenco dei siti contaminati con procedimenti aperti; revisione del 3 dicembre 2015. Regione Mofise. MATRICE CONTAMINANTE ANAL/SI DI SUPERAMENTI FASEDEL NOTE PROG. DENOMINAZIONE /ND/RIZZO MATRICE SOSTANZE (superamentl RISCH/O CSR PROCEDIMENTO AMBIENTALE CSC o VL {47'1/99}} Accertamenti su richiesta della forestale. Prelievi di terreno effettuati da ARPA Molise che ha comunicato al CFS ii superamento delle CSC. II CFS ha notificato ai sensi dell 'art.244 con nota n.472 del Ex fabbrica di Bojano arsenico, niche!, rame, 18/05/2015. Comune di Boiano emette fuochi artificiali terreno non eseguita non determinati Notifica Ordinanza n.28 del 3/08/2015 per messa 1 loc. Rio Freddo cadmio, cromo totale di Colacci Armando in sicurezza e piano di caratterizzazione. Essendo ii site sottoposto a sequestro, i responsabili trasmettono istanza di accesso al sito e contestuale proposta di caratterizzazione in data 3/11/2015. Notifica ai sensi dell'art. 249 (proc.sempl.) da parte di TECNO DUE srl per conto di Centrale Telecom Campobasso terreno idrocarburi pesanti non eseguita non determinati Notifica Telecom Italia SpA: in data 21/10/2015. 2 Italia SpA via IV Novembre (C>12) Primo sopralluogo di ARPA Molise in data 18/11/201S. Notifica dell'inquinamento: 26.03.2001 da ~ parte di I taigas. Messa in sicurezza ldrocarburi pesanti, d'emergenza: marzo 2001. Piano di Ex Officina del gas Campobasso I.P.A., cadmio, mercuric, eseguita e non determinati Approvazione AdR Caratterizzazione: luglio 2001. Progetto 3 terreno D.M. 471/99 ITALGAS - S.p.A. via Crispi piombo, rame, zinco, revisione preliminare di bonifica: settembre 2003. benzene Progetto definitive di bonifica: marzo 2006. Perizia di var iante: maggio 2008. 16 ~ ~ "" ..... 4 5 £ PARTE IV. PIANlflCAZIONE DELLE BONIFICHE DELLE AREE INQUINATE Deposito locomotori TRENITALIA - 5.p.A. Distri butore Carburanti ESSO ltaliana - S.R.L. P.V. 6853 Campobasso Via Novelli Campobasso viale Manzoni 51/59 acque sotterranee terreno acque sotterranee terreno nichel, arsenico, I.P.A. idrocarburi pesanti (C>12) idrocarburi totali, IPA, sommatoria benzo(a)antracene, benzo(a)pirene, benzo(g,h,i)perilene, dibenzo(a,h)antracene, indeno(l-2-3-c,d)pirene idrocarburi pesanti (C>12), xileni eseguita proposta revisione non eseguita non determinati non determinati Approvazione AdR in procedura semplificata AdR: ottobre 2012. Revisione AdR: ottobre 2013 e novembre 2014. Approvazione AdR con prescrizioni :10 marzo 2015. ltalgas ha t rasmesso in data 21/10/2015 ii progetto esecutivo delle attivita di ripristino con sistemazione del sito. Notifica: gennaio 2011. Caratterizzazione: maggio 2012. AdR: agosto 2012. CdS approva indagini ambientali integrative e proposta di revisione AdR: maggio 2014. CdS 03/03/2015: discussione report tecnico sulle attivita di caratterizzazione; Trenitalia trasmettera l'aggiornamento e la revisione dell'AdR con cronoprogramma del monitoraggio acque sotterranee entro ii 5/06/2015. Prelievi monitoraggio:09/09/2015 e trasmissione esito con rapporto tecnico in data 30/10/2015. p d I Notifica: ottobre 2014 . lndagini rte~ u;e . ambientali: ottobre 2014. Aprile 2015: la semp 1 ,ea e. ono ,n ditta comunica esito indagini amb.li e corso indagini ambientali integrative prospetta indagini integrative. Maggio 2015 ARPA richiede chiarimenti sulla documentazione presentata. 17 ~ PARTE IV. PIANIFICAZIONE DELLE BONIFICHE DELLE AREE INQUINATE Dismissione serbatoi interrati. In data 17/12/2014 ii Comune diffida ii Consorzio Agrario e l'utilizzatore dell'area Michele Rosa per l'attivazione della bonifica. Ricorso del Consorzio al TAR Molise 6 Ex Consorzio Campobasso . . . . . avverso la diffida. CFS e ARPA effettuano Agrario via M. Romano accertamenti e prelievi all'interno dei serbatoi in data 23/07 /201S (presenza di idrocarburi C>12 ed IPA totali) . Sono in corso indagini da parte dell'Autorita Giudiziaria. Cadmio, Cromo Totale, Rame, Nichel, Piombo, Diossine e Furani, L'ARPA Molise, mediante sue controanalisi, Policlorobifenili, alcuni Piano di ha validate le risultanze analitiche relative Campomarino terreno IPA, Arsenico, Mercurio, ai campioni di acqua e terreno prelevati in lmmobiliare S.S. E2 KM 556 ldrocarburi non determinati Caratterizzazione ed attuazione delle "lntegrazioni al Piano 7 non eseguita lntegrazione al Piano Albarosada s.r.l. c.da Ramitelli e Pesanti(C>12), Cromo VI, della Caratterizzazione". L'ARPA Molise ha Loe.ta Fantine Stagno. stesso in programma l'esecuzione di strisciate con georadar. acque Nichel, Solfati. sotterranee \ Si e in attesa della convocazione della ldrocarburi pesanti CdiS.Comunicazione superamento CSC da Localita (C>=12), I.P.A., Piano di parte dell'A.M.: novembre 2014. Piano di Carovilli terreno . non determinat i 9 Fontangelo idrocarburi leggeri caratterizzazione Caratterizzazione: marzo 201S.(Procedure (C<12), Semplificate) mercurio,vanadio, terreno piombo, cromo totale, E' in corso la caratterizzazione ambientale cromo VI, rame, zinco, delle vasche di monte, di valle e delle HC>l2, PCB. messa in sicurezza fosse. Le ultime analisi sono state eseguite Guglionesi II Guglionesi . . 11 nel settembre 2013 e i risultati non sono acque sotterranee solfati stati validati da ARPA Molise. Stazione non determinati bonifica tramite 12 lsernia terreno Arsenico, cobalto. non eseguita rimozione Ferroviaria 18 ~ ,E;j X ~ ~ 13 14 15 I PARTE IV. PIANIFICAZIONE DELLE BONIFICHE DELLE AREE INQUINATE terreno vanadio e berillio Discarica RU Comunita Montagano Montana Molise solfati, alluminio, loc. S.lanni acque Centrale di sotterranee manganese, ferro, Campobasso arsenico, nichel, piombo Montenero di ldrocarburi Leggeri e Distributore Bisaccia Area di terreno Pesanti, Benzene, Xileni ed Etilbenzene Carburant i Servizio ldrocarburi Totali {come Q8 PV 7601 ex "Trigno est" n. esano), Benzene, 7681 Autostrada A14 acque BO-TA sotterranee Toluene, Etilbenzene e Xilene Dist ributore idrocarburi leggeri e Carburanti ESSO Riccia pesanti {C<12 e C>12), ltaliana - S.R.L. P.V. largo Garibaldi terreno composti organici 6839 aromatici BTEXS Notifica art.244 da parte di ARPA Molise: 28.11.2014. Comunita Montana e ditta Giuliani Environment {gestore) hanno effettuato indagini ambientali per stabilire se la contaminazione sia riconducibile a valori di fondo naturale. L'esito dello studio deve essere valutato ed non eseguita non determinati lndagine ambientale eventualmente approvato dall'Autorita competente. CdS in data 8/05/2015: si chiude ii procedimento per le acque sotterranee e si resta in attesa di chiarimenti sui superamenti CSC nel terreno. In data 7/08/2015 ARPA Molise sollecita ii comune ad indire CdS per la definizione del procedimento. Attualmente sono in corso le attivita di non eseguita non determinati Attuazione Progetto bonifica del Sito, come previsto dal Definitive di Bonifica Progetto Definit ivo di Bonifica e dalla Variante allo stesso progetto. Notifica: giugno 2012. lnterventi di MISE e comunicazione superamenti CSC: Procedure settembre 2012. lndagini ambientali: semplificate. Sano in novembre 2013. Ulteriori indagini amb.li: settembre 2014. Prefettura e Comune non eseguita non determinati corso indagini sollecitano esito. In data 27/04/2015 la ambientali integrative di tta ARCADIS {che effettua le indagini ambientali) comunica che trasmettera AdR. ARPA Molise effettua sollecito a novembre. 19 \ to ~ ~ ~ 16 17 18 19 20 PARTE IV. PIANIFICAZIONE DELlE BONIFICHE DEllE AREE INQUINATE Santa Croce di Area Pozzo Magliano Agro ldrocarburi pesanti terreno "Melanico 1" comunate (C>l2) Distributore idrocarburi leggeri e Carburanti TAMOIL S. Elia a Pianisi pesanti Italia - S.p.A. P.V. corso Umberto I, terreno (C<12 e C >12), 3924 230 etilbenzene, sommatoria organici aromatici {SOA) Termoli Alluminio, Piombo, Centrale biomasse Area lndustriale acque Selenio, fluoruri, nit rit i C&T "A" Via Enrico sotterranee (azoto nitroso), Cromo Mattei Totale Termoli Discarica Nucleo acque Solfati, Manganese, Consortile CoSIB ferro lndustriale sotterranee Benzene, MTDE, Rio Vivo Est P.V. Termoli acque Benzopirene, Benzoperilene, 8108 A14 BO-TA sotterranee Benzofluorantene, IPA totali, HC totali. I dati inviati con la relazione descrittiva sui non determinati Piano di risultati delle indagini di caratterizzazione, non eseguita caratterizzazione svolte nel periodo marzo-aprile 2013, non sono stati validati da ARPA Molise. Notifica: maggio 2014. lndagini ambientali: novembre 2014. 14/07/2015 la ditta comunica che effettuera indagini integrative. 23/09/2015 la ditta trasmette Procedure esito indagini di novembre 2014 con semplificate. Sano in superamenti per idrocarburi C>12 tabl/B non eseguita non determinati corso indagini (commerciale). In base al certificato di ambiental i destinazione urbanistica (Zona B di integrative completamento) ARPA trasmette nota n.6196 del 5/11/2015 dove comunica che in base alla destinazione d'uso risultano superati altri parametri ai sensi della tab.1 colonna A (zona residenziale). La ditta reputa non adducibile ad un non eseguita non determinati In via di definizione evento proprio la potenziale contaminazione, ma a contaminazione storica. Attualmente ii procedimento risulta aperto per ii superamento della csc del eseguita Monitoraggio parametro ferro. Nella CdS del 30/7/2008 no sono state approvate le CSR di r iferimento del manganese (3440 microgrammo /litro) e di Solfati {713 milligrammi/litro. Dai 2014 sono stati spenti gli impianti di Monitoraggio Post- bonifica. La ditta ha effettuato l'ultimo non eseguita non determinati Operam campionamento del monitoraggio Post operam della bonifica in data 02.12.2015. 20 t (? ~ ~ 21 22 23 I PARTE IV. PIANIFICAZIONE DELLE BONIFICHE DELLE AREE INQUINATE Rio Vivo Ovest P.V. 8110 ITT -S.p.a. FIS Fabbrica ltaliana Sintetici Termoli A14 BO-TA Termoli Area lndustriale "A" Via D. Di Vittorio Termoli Area lndustriale "A" Via M. D'Antona acque sotterranee terreno acque sotterranee terreno acque sotterranee MTDE, IPA, Piombo Tricloroetilene e Dicloroetilene (prodotto di degradazione del Tricloroetilene) Tricloroetilene, Triclorometano e Tetracloroetene Toluene Toluene, Benzene (come impurezza del Toluene), Tricloroetilene e suoi prodotti di degradazione (1,1-Dicloroetilene, 1,2· cis-Dicloroetilene, 1,2· trans-Dicloroetilene, Cloruro di Vinile). non esegu ita non eseguita eseguita non determinati non determinati valori residui < CSR Monitoraggio Post Operam Da I 2014 sono stati spenti gli impianti di bonifica. La ditta ha effettuato l'ultimo campionamento del monitoraggio Post operam della bonifica in data 02.12.2015. La Ditta ITT ha chiesto la disattivazione del sistema MPE, giustificando tale richiesta sulla base delle r isultanze delle analisi eseguite, che hanno evidenziato che i parametri analizzati sono risultati conformi ai limiti previsti dal D.M. 471/99 nella matrice "terreno"; invece, nella matrice Attuazione Progetto I acqua, pur risultando al di sopra dei VCLA, Definitivo di Bonifica le concentrazioni di tricloroetilene mostrano un andamento asintotico. La CdS, nell 'esprimere i i proprio parere negativo, ha invitato la ditta a mantenere attivi gli impianti di trattamento e proseguire le attivita di monitoraggio delle acque sotterranee. La Ditta ha presentato l'AdR nel novembre 2015. Attuazione Progetto Definitivo di Bonifica Come previsto dal Progetto di Bonifica, la Ditta, dopo un periodo di pompaggio delle acque di falda di tre anni, dal 2004 al 2006, ha presentato nel dicembre 2007, l'AdR sito specifica, dalla quale e emerso che le CSR calcolate sono superiori alle concetrazioni residue degli inquinanti presenti nel sito. Ad oggi ii documento non e stato ancora approvato. Nel frattempo si continua ii monitoraggio dell'acqua di falda a cadenza annuale. 21 \ - • ~ ~ ~ -2 24 I 25 I 26 ',' 27 I PARTE IV. PIANIFICAZIONE DELLE BONIFICHE DELLE AREE INQUINATE Termoli Manganese, Solfati, I Localita Pantano Ferro, 1,2 EX BG !TALIA Basso acque Dicloropropano, POWER Via Marisa sotterranee Triclorometano, Bellisario Bromodiclorometano, Benzo{a)pirene. Termoli Centrale Zona industriale Manganese, Solfati, Termoelettrica IIAII acque sotterranee Ferro Sorgenia Power Via Adriano Olivetti Discarica comunale Termoli dismessa C.da Pantano acque Solfati, Ferro, per RSU Basso sotterranee Manganese Termoli "Ex Flexsys" I Zona lndustriale terreno Zinco, Anilina ed Oli "A" Minerali Via Enrico Mattei La ditta dichiara la propria estraneita alla contaminazione. Sostiene che le concentrazioni di solfati, di ferro e di manganese superiori alle r ispettive CSC, siano dovute al fondo naturale; mentre i non eseguita non determinati lndagine ambientale valori degli altri analiti, oggetto di superamento, non siano collegabili all'attivita esercitata sul l'area. COSIB ed ARPA Molise hanno svelte una indagine volta ad individuare ii soggetto responsabile della contaminazione. Ad oggi non estate ancora individuate. La Ditta ha presentato l'AdR nell'aprile 2014, elaborata con dati non val idati da ARPA Molise. Successivamente e state Piano di compiuto una nuova campagna di eseguita non determinati mopnitoraggio (giugno 2014), i cui dati Caratterizzazione sono stati validati, e la Ditta ha, di fatto, confermato i contenuti dell'AdR stessa e chiesto contestualmente la chiusura del procedimento. Nelle acque sotterranee prelevate in un piezometro della discarica si e riscontrato non eseguita non determinati Notifica ii superamento delle CSC di cui alla Tabella 2, Allegato S alla Parte Quarta del D.Lgs 152/06 dei parametri Solfati, Ferro, Manganese. L'ultima Conferenza dei Servizi ha espresso parere favorevole sull' AdR a condizione eseguita non determinati AdR che venga effettuato un aggiornamento del documento, in funzione dei dati relativi al parametro Solfati nelle acque sotterranee, finalizzato alla valutazione del 22 ~ ~ ~ 28 29 ( PARTE IV. PIANIFICAZIONE DELLE BONIFICHE DELLE AREE INQUINATE Ex ltalcromo Distributore Carburanti PV "lnterpetrol" ,,,, ' Termoli Zona lndustriale /IA" Localita Bosco Cattaneo Termoli (CB) S.S. 16 Adriatica Km 548 acque Alluminio, Ferro, sotterranee Manganese e Solfati acque Esaclorobutadiene, sotterra nee Tetracloroetilene, Tricloroetilene terreno Amianto ldrocarburi Pesanti e terreno Leggeri ldrocarburi Totali (come acque n-esano) e sotterranee Benzo(a)Antracene rischio ambientale. E' terminata la bonifica relativa alla contaminazione da Amianto. Si sta svolgendo una indagine ambientale non eseguita non determinati lndagine ambientale preliminare, sulle matrici terreno ed acqua, la quale, ad oggi, ha evidenziato superamenti di CSC nella matrice acqua per i parametri a fianco elencati. L'ultima conferenza dei servizi ha stabilito la rielaborazione dell'AdR sito specifica a eseguita con seguito di di dati Piano di una nuova campagna non non determinati campionamento delle acque di falda, in validati da caratterizzazione quanto quella precedente era stata ARPA Molise elaborata sulla base di dati non validati da ARPA Molise. 23 ~ · .... ..... PARTE IV, PIANIFICAZIONE DELLE BONIFICHE DELLE AREE INQUINATE Tabella: elenco dei siti contaminati con procedimenti chiusi; revisione del 3 dicembre 2015. Regione Molise. F: .... I! • ! ,~ MATRICE CONTAMINANTE SUPERAMENTI NORMATIVA DI ANALISIDI NOTE PR~G il DENOMINAZIO~ E . MATRICE 11·s0STANZE(superame. ntl RISCHIO CSR lL RIFER/MENTO AMBIENTALE CSC o VL (471/99)} -- ~ - -d - --- -·-· Nota del comune di Campobasso del maggio 2006 di mancato riscontro da parte del Responsabile, Sig.ra Pace Patrizia, in qualitil di Amministratore del Condominio. Notifica dell'inquinamento da parte di Campobasso Corpo Forestale dello Stato: 05.04.2004. Condominio via ldrocarburi pesanti Messa in sicurezza d'emergenza: ottobre 1 via Monte terreno non eseguita non determinati D.M. 471/99 Monte Sabotino 9 Sabotino 9 (C>12) 2004. Non risulta presentato ii Piano di Caratterizzazione, nonostante diffida del Comune di Campobasso dello 06.03.2006. Con nota n.6246 del 9/11/2015 ARPA Molise ha richiesto agli Enti notizie e documentazione sullo stato del procedimento. Procedimento concluso; verbale CdS del Distributore Campobasso 6/02/2006. Attivazione del procedimento carburanti IP D.M. 471/99 da pa rte di Petrolifera Adriatica: 2 Petrol if era via Duca di terreno nessuno non eseguita non determinati chiuso 14.04.2005. Messa in sicurezza Adriatica Genova 5 d'emergenza: aprile 2005. Piano di Caratterizzazione: gennaio 2006. Procedimento concluso. In data 6/05/2004 Distributore e stata effettuata comunicazione di "sito \ carburanti Campobasso D.M. 471/99 potenzialmente contaminate"; con le 3 ESSO ltaliana PV c.so Bucci terreno nessuno non eseguita non determinati chiuso indagini ambientali e stato accertato ii ' rispetto dei limiti. Pertanto, non si e ' - 6806 attivato ii procedimento "sito come inquinato". 24 j ~ ~ ~ 4 5 PARTE IV. PIANIFICAZIONE DELLE BONIFICHE DELLE AREE INQUINATE Dist ributore carburanti ESSO ltaliana PV 6811 Distributore Carburanti PV 7190 Ta moil (ora Agip) (~ ", Campobasso via Gazzani Campomarino SS 16 Km 552+0,16 terreno terreno acque sotterranee ldrocarburipesantie leggeri (C>12 e C<12), benzene, toluene, xileni ldrocarburi Pesa nti ldrocarburi Totali (come n.esano), Benzene, Etilbenzene, Stirene, Toluene, Xilene, IPA, MTBE, Piombo, IPA: Benzo(a)antracene, Benzo(a )pirene, Benzo(b)fluorantene, Benzo(k) fluorantene, Benzo(g,h,i)perilene, Crisene, Dibenzo(a,h)antracene, lndeno(l,2,3-cd)J>irene D.M. 471/99 non eseguita non determinati D.M. 471/99 Notifica 14/10/2003. Presentazione Piano di caratterizzazione 5/11/2003. Novembre 2006 Provincia e Regione chiedono al Comune notizie sul procedimento. Con nota n.6246 del 9/11/2015 ARPA Molise ha richiesto agli documentazione procedimento. Enti sullo notizie e stato del La ditta, dopo aver spento gli impianti di bonifica, ha effettuato ii monitoraggio post operam terminato, con esito positivo, nel dicembre 2014. La Provincia ha rilasciato la certificazione di avvenuta bonifica con D.D. 1472 del 22.10.2015. 25 ~ ~ '. ~ 6 7 8 9 10 PARTE IV. PIANIFICAZIONE DELLE BONIFICHE DELLE AREE INQUINATE Distributore Castelmauro ldrocarburi tota li pesanti Carburanti terreno Corso Umberto (C>12) ESSO PV 6815 Depuratore Gambatesa comunale localita Piano terreno nessuno Fezzano Distributore carburanti Sepino terreno c.da Colle nessuno Potito Carburanti terreno idrocarburi leggeri Distributore Castropignano (C<l2) e aromatici carburanti piazza S.Antonio API ex PV acque idrocarburi totali sotterranee Distributore Campobasso carburanti Viale XXIV terreno TAMOIL Petroli PV nessuno 3925 Maggio La ditta ha eseguito le indagini ambientali nel dicembre 2011. Sebbene siano state eseguite in maniera parzialmente difforme a quanto indicato nel documento progettuale, per la logistica del sito, i risultati delle analisi chimiche hannno non eseguita non determinati D.Lgs 152/06 evidenziato la totale conformita di tutti i campioni prelevati alle csc. Prima di dare attuazione a tali operazioni la Provincia aveva espresso parere favorevole al passaggio alla procedura semplificata di cui all'art. 249 del D. Lgs 152/06. Procedimento concluso; notifica art.13 D.M. 471/99 (proc. sempl.). Effettuata bonifica che non non eseguita non determinati chiuso prevedeva autorizzazione; relazione di fine lavori del Comune di Gambatesa trasmessa con nota prot.1143 dell'll/03/2006 Procedimento concluso; notifica art.249 non eseguita non determinati D.Lgs 152/06 (proc.sempl.). Certificazione di non chiuso superamento limiti con atto notorio dello Studio D'Agata datato 28/12/2007 Procedimento concluso (effettuata si (benzene nel D. Lgs 152/06 bonifica); verbale CdS del 19/05/2008 e si terreno) chiuso D.G.C. del Comune di Castropignano n. 51 del 21/05/2008 Procedimento concluso. Notifica art.249 non eseguita non determinati D.Lgs 152/06 (proc.sempl.). D.D. del Comune di chiuso Campobasso n. 2820 del 27/11/2007 26 ~ ~ PARTE IV. PtANIFICAZIONE DELLE BONIFICHE DELLE AREE INQUINATE .. .,,.,.. 11 12 13 14 \ ' ' ENEL Distribuzione Hotel Ruffirio Distributore carburanti AGIP Petroli PV 7270 Distributore Carburanti AGIP Petroli - S.p.A. P.V. 7263 ,....... Campodipietra c.da Spinapoce Vinchiaturo c.da Monteverde Campobasso Via IV Novembre Bojano via Matese S.S. n. 17 terreno terreno terreno terreno acque sotterranee PCB, idrocarburi C>12 nessuno nessuno idrocarburi leggeri (C<12), benzene, xilene ldrocarburi totali e benzene non eseguita non determinati non esegu ita non determinati non eseguita non determinati eseguita si D.Lgs 152/06 chiuso D.Lgs 152/06 chiuso D.M 471/99 e D.Lgs 152/06 chiuso DM 471/99 con successivo passaggio approvato a D.Lgs 152/06 Procedimento concluso; art.249 (proc.sempl.}; MISE; relazione di fine lavori in cui si certifica l'avvenuta bonifica e ripristino del sito. Nota ENEL del 22/02/2011. Procedimento concluso. Notifica art.249 (proc.sempl.). Relazione di fine lavori ed autocertificazione di ripristino del sito: nota datata 14/01/2013 della ditta lsonzo Trasporti srl I Procedimento concluso; D.D. del Comune di Campobasso n. 286 dello 02/02/2007 II Procedimento concluso; D.D. de! Comune di Campobasso n. 500 de! 29/02/2008 Il l Procedimento concluso; D.D. del Comune di Campobasso n. SOO del 29/02/2008 Procedimento concluso. Notifica dell'inquinamento: giugno 2003. AdR ottobre 2006. Bonifica conclusa a novembre 2013. Monitoraggio post operam concluso ad ottobre 2014. La Ditta ha notificato la conclusione delle attivita in data 10/04/2015; ARPA Molise ha rilasciato relazione finale ai sensi dell'art.248, c.2, con prot. 2674 del 8/05/2015; la Provincia di Campobasso ha rilasciato Certificazione di avvenuta bonifica con D.D. n.961 del 23/06/2015. 27 J: ~ ~ ~ 15 16 17 18 PARTE IV. P1ANIFICA2IONE DELLE BONIFICHE DELLE AREE INQUINATE Linea 4" drenaggio pensilina Rotello ldrocarburipesantie caricamento olio C.da Piano terreno leggeri Centrale Torrente Palazzo Tona Area Pozzo Torrente Tona 14 Rotello Linea di C.da Piana ldrocarburi Pesanti collegamento 6 terreno (C>l2) Cluster A Centro Palazzo Olio Torrente Tona Guglionesi Discarica di Loe.ta lmporchia acque Solfati, Manganese, Guglionesi sotterranee Nitriti Vallone Cupo Distributore Casacalenda ldrocarburi Pesanti, Carburante terreno ldrocarburi leggeri e Via De Gennaro Ex PVAPI Benzene L'ARPA Molise, dopo l 'accertamento condotto presso ii sito in questione, ii non eseguita non determinati D.lgs 152/06 giorno 12 marzo 2009, esprime parere favorevole alla conclusione del procedimento. La Provincia di Campobasso con D. D. n. non eseguita non determinati D.Lgs 152/06 89 del 15 gennaio 2013 ha certificate l'awenuta bonifica e ripristino ambientale del Sito. II Comune di Guglionesi, con D.G. n. 136 del 03 novembre 2008, ha approvato le risultanze della Caratterizzazione-Analisi di Rischio ed ha dichiarato concluso in senso eseguita <CSR D.Lgs 152/06 positive ii procedimento, con prescrizione di svolgimento di un program ma di monitoraggio, che estate eseguito, per cui la Guglionesi Ambiente, con nota n• 254/2009 del 16 novembre 2009, ha chiesto la chiusura del procedimento. La Provincia di Campobasso, con Determinazione Dirigenziale n. 1183 del 24 eseguita <CSR D.Lgs 152/06 maggio 2011 ha certificate la Bonifica ed ii Ripristino Ambientale del sito in questione. 28 ~ ......... .,. 19 20 21 22 23 ;p ).. " PARTE IV. PIANIFICAZIONE DELLE BONIFICHE DELLE AREE INQUINATE Area Centrale Produzione Gas "Sinarca" S.S. 376 Km 31 Rotello Serracapriola Trasformatore ENEL- San Leonardo Trasformatore ENEL - Transure Trasformatore ENEL - Crescenzi Montenero di Bisaccia Agro comunale Rotella C.da Cornicione Trivento Cda San Leonardo San Martino in Pensilis Localita Transure S. Giacomo degli Schiavoni Localita Ponticelli terreno terreno terreno terreno terreno Arsenico Benzene, Toluene, Etilbenzene, Xileni, ldrocarburiPesanti e Leggeri, IPA (Pirene, Benzo(a)antracene, Benzo(a)pirene. Rame, ldrocarburi pesanti (C>12) e leggeri (C<12), PCB, olii ldrocarburi pesanti (C>l2) e PCB ldrocarburi pesanti (C>12) e leggeri (C<12) non eseguita non determinati non eseguita non determinati non eseguita non determinati non eseguita non determinati non eseguita non determinati D.Lgs 152/06 D.M. 471/99 D.Lgs 152/06 D.M. 471/99 D.Lgs 152/06 La Regione Molise, con nota n. 4476/10 del 08 marzo 2010, ritenendo che non ci sia stata contaminazione da Arsenico, ha espresso parere favorevole alla conclusione del procedimento.lnfatti, ii confronto tra i risultati ottenuti nell'ambito del Piano di lnvestigazione lniziale con quelli rinvenut i in fase di Studio di lmpatto Ambientale ha fatto tuttavia ritenere plausibile un errore nella determinazione analitica della concentrazione dell' Arsenico nel 2006. La Provincia di Campobasso ha certificate l'avvenuta bonifica del sito con la D. D. n. 3047 del 02 ottobre 2006. L'ARPA ha attestato che ii procedimento in questione estate gestito in conformita alla normativa vigente, in base all'esito posit ivo delle analisi chimiche effettuate nel suolo e della documentazione presentata per l 'avvenuto smaltimento del terreno contaminato. L'ARPA ha attestato ii ripristino dei luoghi in conformita a quanta dettato dalla deliberazione Regionale n• 1178 del 6/10/03. La ditta reputa non attribuile alla propria attivita ii superamento delle CSC per idrocarburi pesanti e leggeri. L'ARPA e in attesa di risposta dal comune in merito all'evidenza segnalata. 29 ~ .. .,,.,. PARTE IV. PIANIFICAZIONE DELLE BONIFICHE DELLE AREE INQUINATE Linea di Rotello La Provincia di Campobasso ha certificate 24 collegamento Contrada Piana terreno ldrocarburi Pesanti non eseguita non determinati D.M. 471/99 l'avvenuta bonifica e ripristino ambientale Pozzo Torrente Palazzo (C>12) del sito con D. D. n. 2458 del 05 dicembre Tona 7 - Cluster B 2012. L'ARPA esprime parere farevole alla Distributore chiusura del procedimento, sulla base Termoli delle risu ltanze delle analisi eseguite, in 25 Carburanti Via Molise terreno nessuno non eseguita non determinati D.Lgs 152/06 quanto i parametri analizzati sono risultati ESSO PV 6821 conformi alle rispettive CSC di r iferimento, per tutti i campioni analizzati. II comune di Termoli, con nota n• 0017668 del 29 maggio 2013, tenuto conto del Distributore Termoli parere dell' ARPA Molise, ha dichiarato ldrocarburi Pesantie D.M. 471/99, poi chiuso i i procedimento dopo l'esito 26 Carburanti S.S. 16 Km 543 + terreno eseguita <CSR AGIP PV 7268 0,89 ldrocarburi Leggeri D.Lgs 152/06 positive delle analisi eseguite in attuazione al Piano di Monitoraggio per la verifica della stabilizzazione della situazione riscontrata. Con nota SAAi 00000277 AM del 06 aprile I Linea di 2010 la ENI S.p.A. ha trasmesso a Regione collegamento Rotello BTEXS ed ldrocarburi Molise, Provincia di Campobasso, Comune 27 Area Pozzo Contrada Piana terreno Leggeri (C<12) non eseguita non determinati D.Lgs 152/06 di Rotello, ARPA Molise ed ASL la relazione Satellite A - Centro Palazzo tecnica di MISE con autocertificazione di Olio Torrente Tona avvenuto ripristino ambientatale dei luoghi. 30 ~ 5; lP ~ ; ~ 28 29 30 31 32 PARTE IV. PIANIFICAZIONE DELLE BONIFICHE DELLE AREE INQUINATE Deposito commercia le di olii minerali Di Properzio Sabatino Area Pozzo Torrente Tona 1 Distributore carburanti ESSO PV 6838 ENEL Distribuzione S.p.A. Palo MEPR DM 60220513 ENEL Distribuzione S.p.A. Palo PTP Forcella 08513 Termoli Viadei Palissandri, 8/10 Rotella Montenero di Bisaccia Via F. Baracca Forl1 del 5annio c.da Colle Corvino Carpi none strada Forcella terreno terreno terreno terreno terreno ldrocarburi Pesanti HC >12 e HC <12 BTEX, HC totali, Piombo e MtDE olio minerale dielettrico con PCB non eseguita non eseguita non eseguita non eseguita non determinati ldrocarburi pesanti (C>12} no D.Lgs 152/06 D.Lgs 152/06 D.M. 471/99 Procedure smplificate All. 4 parte IV -Titolo V D. Lgs 152/06 D.Lgs 152/06 Con nota n. 3563 del 03 febbra io 2009 ii comune di Termoli comunica a Ditta Sabatino Di Properzio, ARPA Molise, A.S.Re.M. - Zona di Termoli, Prefettura di Campobasso, Procura della Repubblica c/o Tribunale di Larine, Provincia di Campobasso, Regione Molise e, p.c. al Direttore Generale ed all' Assessore all'Ambiente del comune di Termoli la conclusione positiva del procedimento. La bonifica e stata eseguita secondo la procedura semplificata. II procedimento fu aperto, ai sensi del 471/99, in considerazione di una potenziale contaminazione da idrocarburi. Poiche tutte le analisi eseguite dopo la rimozione dei serbatoi non rilevarono superamenti di VCLA, ii procedimento fu chiuso. Procedimento concluso; comunicazione potenziale contaminazione 18.07.2007; Messa in sicurezza d'emergenza 20.07.2007; Progetto di Bonifica del 12.11.2007; verbale CdS di approvazione progetto di ban ifica del 28.01.2008; Comunicazione ENEL ultimazione lavori di bonifica del 15.10.2008. Procedimento concluso; comunicazione potenziale contaminazione 19.11.2014; Comunicazione ES5O di non superamento delle CSC delll.05.2010; Verifica ARPA non superamento prot. 4598 del 14.07.2010. 31 ~ .. ..... PARTE IV. PIANIFICAZIONE DELLE BONIFICHE DELLE AREE INQUINATE Procedimento concluso; comunicazione potenziale contaminazione 15.04.2010; Distributore Messa in sicurezza d'emergenza 33 carburant i Frosolone D.Lgs 152/06 20.07.2007; Progetto di Bonifica del ESSO ltaliana PVF largo Volta terreno 12.11.2007; verbale CdS di approvazione 6801 progetto di bonifica del 28.01.2008; Comunicazione ENEL ultimazione lavori di bonifica del 15.10.2008. Procedimento concluso; comunicazione potenziale contaminazione 08.05.2004; Messa in sicurezza d'emergenza 11.05.2004; Piano di caratterizzazione Distribut ore presentatto in data 07.06.2004; Venafro ldrocarburi Pesanti e Comunicazione approvazione piano di 34 carburant i SS 85 km 24+400 terreno ldrocarburi Leggeri non eseguita no D.M. 471/99 caratterizzazione nota Comune di Venafro AGIP n• 7258 n. 11837 del 18.11.2004. Verbale CdS di conclusione delle opere di bonifica del 29.11.2006. Comunicazione di conclusione del procedimento D.D. n. 197 del 10.05.2007. Procedimento concluso; comunicazione potenziale contaminazione 10.04.2002; Distributore Colli a Volt urno terreno - Messa in sicurezza d'emergenza 35 carburanti SS 158 km acqua ldrocarburi Pesanti e non eseguita D.M. 471/99 12.04.2002; Approvazione piano di superficiale e ldrocarburi Leggeri no AGIP n' 7267 27+256 caratterizzazione verbale CdS del sotterranea 16.05.2003; Chiusura del procedimento 2013. '\... 32 ,t i ~ .... .,,.,,. PARH IV. PtANIFICAZIONE DELLE BONIFICHE DELLE AREE INQUINATE II territorio regionale non prevede allo state attuale Siti d i lnteresse Nazionale. II sito denominate Guglionesi II, nel territorio della provincia di Campobasso, e state escluso dall'elenco dei Siti di lnteresse Nazionale con decreto del Ministero dell' Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare dell'll gennaio 2013 ed e percio ora compreso tra i siti d i competenza regionale. II completamento della bonifica dello stesso resta pertanto in capo alla Regione. Va, infine, precisato che non sono presenti sul territorio regionale aree interessate da inquinamento diffuse, per le quali quindi non si rende necessario un apposite strumento di piano. 3. Gli obiettivi e gli strumenti della pianificazione La pianificazione regionale si pone come obiettivo principale la revisione della funzionalita del sistema vigente, anche con riferimento al future ruolo dei competenti uffici provinciali. II piano, sul la base di quanta delineate in merito a state conoscitivo ed attuativo delle bonifiche in Molise, propane un insieme di misure da attuare nell'immediato nonche le azioni da svolgere nel media periodo ai fini dell'efficacia degli interventi in materia. Cio passa necessariamente per l'aggiornamento del contesto di riferimento, sia esso normative che procedura le, ed implica la verifica della validita e della congruita delle procedure in corso rispetto agli obiet tivi generali di tutela dell'ambient e e della salute umana, ma anche di efficacia dell'azione tecnico-amministrativa, con una particolare attenzione alla analisi dei punti critici del sistema, in termini di tempistica delle procedure, di risorse finanziar ie necessarie e di competenze tecniche. Resta centrale ii tema dell'aggiornamento dell' Anagrafe dei siti, attraverso una messa a sistema e completa informatizzazione dei dati attua lmente disponibili presso ARPA Molise ma anche presso Province e Comuni interessati. Solo sulla base di informazioni aggiornate sara pertanto possibile verificare la necessita di stabil ire le priorita di intervento tra i diversi siti individuati. La metodologia per la definizione delle priorita potra utilmente fare riferimento ad esperienze gia attuate a livello nazionale {ISPRA-ARGIA), ma non potra prescindere dal contesto regionale, caratterizzato da, relativamente, poche attivita specifiche suscettibili di aver causat e impatti necessitanti di concreti interventi di bonifica, concentrate per la maggior parte in ambiti territorial i noti e delimitati. Uno degli st rumenti principali che si ritiene possa offrire un val ido supporto, ai fini dell'efficientamento del sistema, va individuate nella redazione di apposite Linee guida tecnico procedurali, necessarie, ai soggetti privati interessati, anche per interagire, in modo rapido ed efficiente, con le strutture competenti; in ta li linee guida, percio, potranno uti lmente essere previsti appositi formulari tecnici per le comunicazioni previste dalla normativa di riferimento, che potranno essere utili a t utti gli attori nello scambio di ogni informazione necessaria, att raverso procedure standardizzate, che risulteranno, pertanto, opportune anche ai fini dell'aggiornamento costante dell' Anagrafe. 33 PARTE IV, PIANIFICAZIONE DELLE BONIFICHE DELLE AREE INQUINATE La previsione di linee guida tecniche per i procedimenti di bonifica costituisce uno degli elementi qualificanti per la gestione sul territorio delle emergenze legate alla presenza di contaminanti. Sulla base delle esperienze pregresse e, infatti, possibi le stabilire le modalita di intervento privilegiate per singola componente ambientale coinvolta e per specifico insieme di contaminanti presenti. Alla redazione e predisposizione di tal i Linee guida dovra tecnicamente cont ribuire ARPA Mol ise d'intesa con gli uffici provinciali e regiona li interessati. 4. Tempistica delle attivita di pianificazione. Cronoprogramma Attivita Primo semestre Secondo Primo semestre Secondo 2016 Semestre 2016 2017 Semestre 2017 Ricognizione processi in corso; X verifica criticita Ricognizione risorse organizzative attualmente disponibili; X riorganizzazione lnformatizzazione ed X aggiornamento anagrafe Revisione del quadro normativo e X regolamentare vigente in Regione Scelta delle priorita di intervento X Aggiornamento/redazione Linee X guida procedural i e tecniche Monitoraggio ed eventuale X X riprogrammazione interventi 34 '° rl 0 N 1 rl 0 1 r 0 ..... (I) 'O Regione Molise ASSESSORA TO ALL' AMBIENTE DIREZIONE AREA SECONDA Servizio Valutazioni Ambientali Al Servizio Tutela Ambientale Sede All' Autorita Ambientale Sede e p.c. All'Assessore all'Ambiente Sede Al Presidente della Giunta Regionale Sede Al Presidente de! Consiglio Regionale Sede Oggetto : Proposta di Piano Regionale per la Gestione dei Rifiuti. Comunicazioni Con riferimento alla nota del Servizio regionale Tutela Ambientale prot.n. 146977 de! 30.12.2015 con la quale e stata trasmessa la proposta di Piano Regionale per la Gestione dei Rifiuti deliberato dalla seduta del Consiglio Regionale del 28.12.2015, modificata nei termini di cui agli emendamenti presentati in corso di discussione consiliare ed alla Delibera di Consiglio Regionale, recante comunicazioni ai fini dell'iter dell' approvazione definitiva de! piano in argomento si comunica quanta di seguito. Ne! ribadire l'espressione del parere motivato, reso con determinazione dirigenziale prot.n. 7802 de! 22.12.2015, posto che la Deliberazione del Consiglio Regionale approva, ai fini della VAS (Valutazione Ambientale Strategica), ii Rapporto Ambientale e la Sintesi non Tecnica, come da Deliberazione di Giunta Regionale n.553 del 9 ottobre 2015, si confenna, specificatamente per quel che riguarda le attivita di informazione sulla decisione la seguente indicazione : " la dichiarazione di sintesi di cui alla lettera b) art.17 del d.Lgs 152/2006 e ss.mm.ii. dovra dar conto dell 'integrazione delle considerazioni ambientali all'interno de/ Piano e dell 'influenza di eventuali ed ulteriori modifiche del Piano sulle matrici ambientali " significando che per l'approvazione definitiva, ii documento di sintesi, a cura dell' Autorita Proponente/Procedente dovra riportare ai fini delle integrazioni con le tematiche ambientali, anche l'esito della consultazione/discussione consiliare attraverso la quale e stato emendato ii Piano con l'intendo di migliorare le azioni a tutela dell' Ambiente. via Nazario Sauro, ~ - 86100 Campobasso •.!) ,.., 0 N ' ,.., 0 ' r 0 ..... (i) 'O '° C:J M ~~ z-..... Oo H CC t, ..... ~ rl n: ~z zm ::i N HQ t, G) ., 0 r=-1 H ..;...i rn rn c:: HC.. () a Ei 0 0::, ::i: rl u rl 0 r::i 00 zu 0011) H !J' · :-1 t, 0 P. t,:l;., 0 «: p., v Si conferma, ancora, come da determina dirigenziale recante ii parere motivate di Valutazione Ambientale Strategica, che ii Piano di monitoraggio di cui all' art.18 de! D .Lgs 152/2006 e ss.mm.ii., utile ad assicurare ii controllo sugli impatti significativi sull'ambiente derivanti dall'attuazione de! Piano, dovra essere dettagliato nella tempistica e nella definizione del reperimento delle risorse necessarie all'attuazione,concordando, possibilmente, protocolli con i Comuni interessati detentori dei principali dati di riferimento. La decisione finale, dovra essere pubblicata sul BURM, con le modalita di cui punto 1 dell'art. 17 de! D.Lgs 152/2006 e ss.mm.ii. ' IL DIRETTORE DEL SERVIZIO (arch. Saverio Menanno) via Nazario Sauro, l - 86100 Campobasso REGIONE MOLISE DIREZIONE GENERALE DELLA GIUNTA - AREA SECONDA (cod. 2N.02) SERVIZIO VALUTAZIONI AMBIENTALI DETERMINAZIONE DIRIGENZIALE N. 7802 DEL 22-12-2015 OGGETTO: VALUTAZIONE AMBIENTALE STRATEGICA DEL PIANO PER LA GESTIONE DEi RIFIUTI DELLA REGIONE MOUSE (ARTT. DA 13 A 18 DEL D.LGS 152/2006 E SS.MM.II.) PROCEDURA COMPRENSIVA DELLA VALUTAZIONE DI INCIDENZA AMBIENTALE- ESPRESSIONE DEL PARERE MOTIVATO Campobasso, 22-12-2015 I ALL EGA TI IN. 1 L'lstruttore/Responsabile d'Ufficio SAVERIO VINCENZO MENANNO ATTO N·. 29 DEL 22-12-2015 1/4 ATTO N. 29 DEL 22-12-2015 2/4 I VISTA la Deliberazione di Giunta Regionale n.399 del 31.07.2015 ad oggetto: "Redazione ed Aggiornamento del PRGR VAS ai sensi della Dir 2001/42/CE - provvedimenti" con la quale e stato dato avvio al procedimento di Valutazione Ambientale Strategica per ii Piano regionale per la Gestione dei Rifiuti; CONS I DE RA TO che per la valutazione ambientale del Piano regionale per la Gestione dei Rifiuti si e svolto un forum di consultazione pubblica in data 11 .09.2015 per illustrare i contenuti del Rapporto Preliminare Ambientale ai Soggetti con Competenza Ambientale coinvolti nel procedimento; I della redazione della proposta di Piano, ii Rapporto Ambientale e la Sintesi non tecnica e stato dato avviso sul BURM del 12 ottobre 2015 con decorrenza dei sessanta giorni per la presentazione delle osservazioni; i documenti sono stati messi a disposizione dei Soggetti competenti in materia ambientale e del pubblico interessato attraverso la pubblicazione sul sito WEB regionale; VISTE: 1. 1 ); 2. 3. la "Cronistoria amministrativa del processo per la valutazione ambientale strategica" (allegato I' elenco degli elaborati ( allegato 2); la "Relazione istruttoria dei contenuti del rapporto ambientale" (allegato 3); TENUTO CONTO: della "Matrice per la Valutazione di lncidenza Ambientale" a cura del Servizio regionale Tutela e Valorizzazione della Montagna e delle Foreste, Biodiversita e Sviluppo Sostenibile parte integrante e sostanziale del presente provvedimento; TENUTO CONTO dell'attivita tecnico-istruttoria, tesa ad acquisire e valutare tutta la documentazione presentata nonche osservazioni, obiezioni e suggerimenti (art. 15 del D.Lgs. 152/2006 ss.mm.ii),svolta in collaborazione con l'Autorita Proponente; VISTA la Direttiva 2001 /42/CEE del 27/06/2001 concernente la valutazione degli effetti di determinati Piani e Programmi sull'ambiente che introduce nell'ordinamento legislative europeo la Valutazione Ambientale Strategica; VISTO ii Decreto Legislative 3 aprile 2006 n. 152 e ss.mm.ii. ; VISTA la Deliberazione di Giunta Regionale del 26 gennaio 2009, n. 26 "Procedura di Valutazione Ambientale Strategica (VAS) in ambito regionale - prime disposizione applicative delineate in conformita al contenuto della parte seconda del Decreto Legislativo n. 152/2006 come sostituita dal Decreto Legislative n. 4/2008"; VISTA la Deliberazione di Giunta Regionale del 11 maggio 2009 n. 487 con la quale sono state integrate le disposizioni applicative generali di cui alla succitata delibera di Giunta Regionale n. 26 del 2009; VISTA la delibera di Giunta regionale n. 486 del 11 maggio 2009 ad oggetto "Direttiva in maleria di Valutazione di lncidenza per piani, programmi e interventi che possono interferire con le componenti biotiche ed abiotiche dei siti di importanza comunitaria (SIC) e delle zone a protezione speciale (ZPS) individuate nella Regine Molise, in attuazione del D.P.R. 8 settembre 1997, n. 357, cos] come modificato con ii D.P.R. 13 marzo 2003, n. 120"; VISTA la Legge Regionale n. 10/2010 e la normativa attuativa dell a stessa in materia di competenze dirigenziali; sentita l'Autorita proponente ATTO N. 29 DEL 22-12-2015 3/4 . I D ETE RM IN A Valutato ii Rapporto Ambientale e tenuto conto delle risultanze della Valutazione di lncidenza Ambientale parte integrante e sostanziale del procedimento e dei risultati della consultazione di esprimere parere favorevole con le seguenti prescrizioni : all'atto della pianificazione di dettaglio dovranno essere definiti ii numero, la tipologia e la localizzazione dei centri di raccolta e dei micro-centri o eco-punti presso i quali implementare le misure di incentivazione economica per ii conferimento differenziato; II piano di monitoraggio dovra essere dettagliato nella tempistica e nella definizione del reperimento delle risorse necessarie alla attuazione concordando, possibilmente, protocolli con i Comuni interessati detentori dei principali dati di riferimento; la dichiarazione di sintesi di cui alla lettera b) art.17 del D.Lgs 152/2006 e ss.mm.ii. dovra dar conto dell'integrazione delle considerazioni ambientali all'interno del Piano e dell'influenza di eventuali e ulteriori modifiche del Piano sulle matrici ambientali. dovranno essere rispettate le seguenti prescrizioni contenute nella conclusione della matrice dello screening della Valutazione di lncidenza Ambientale: qualora si vadano a realizzare strutture impiantistiche di nuova costruzione e quando si procedera con le azioni di bonifica dei siti inquinati, anche se esternamente ai siti Natura 2000, dovranno necessariamente essere attivate singole procedure di Valutazione di lncidenza nel caso si individuino incidenze negative sulle componenti biotiche o abiotiche presenti negli stessi siti; al fine di minimizzare gli effetti negativi dei flussi veicolari, in particolare per le aree produttive e per i centri urbani che ricadono nei siti Natura 2000, sarebbe utile l'utilizzo dei mezzi ecologici per la raccolta differenziata. Ed inoltre: sono fatte salve autorizzazioni, nulla-osta e pareri di altri Organismi e/o Enti vari; la presente determinazione sara notificate alle Autorita Proponete e Procedente; di disporre la pubblicazione integrale del presente atto sito istituzionale della Regione Molise SERVIZIO VALUTAZIONI AMBIENTALI II Direttore SAVERIO VINCENZO MENANNO Documento informatico sottoscritto con firma digitale ai sensi dell'Art.24 del D. Lgs. 07/03/2005, 82 ATTO N. 29 DEL 22-12-2015 4/4 r' Consiglio Regionale del Molise - Deliberazione n° 100 in data 01/03/2016 6 Letto e approvato, viene sottoscritto come in appresso: Carmelo Parpiglia e GiuseP. e Sabusco II Dirigente i . II Presidente: I Consiglieri Segretari