National Triennial Program for Fishing and Aquaculture 2025-2027
颁布于 2025-04-16 · 文本截至 2026-10-01
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研究内容本身以英文撰写。标题和标签已翻译,调查结果和引文未翻译。
关于这部法律
- 原标题
- Programma nazionale triennale della pesca e dell’acquacoltura 2025-2027.
- 语言
- Italian
- 类型
- policy
- 国家
- 意大利
- 主题
- Energy, Fisheries and aquaculture, Sea
- 关键词
- allocation/quota, capacity building, fish products, fishery management and conservation, fishing area, freshwater pollution, inland fisheries, integrated management, internal trade, aquaculture, marine fisheries, marine pollution, marine protected areas, protection of species, social impact assessment, stock enhancement/repopulation, sustainable development, sustainable use, tourism, traceability, use restrictions, youth, biodiversity, renewable energy, ecosystem conservation, protected area
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1. Al fine di assicurare la tutela dell’ecosistema marino e della concorrenza e garantire la competitività del settore ittico, è adottato il Programma nazionale triennale della pesca e dell’acquacoltura 2025-2027 allegato al presente decreto di cui costituisce parte integrante.
2. Per l’attuazione del Programma nazionale di cui al precedente comma, sono utilizzati gli stanziamenti allo stato iscritti nei pertinenti capitoli dello stato di previsione della spesa del Ministero dell’agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste per gli anni 2025-2027 come attribuite ai pertinenti capitoli dalla Legge di Bilancio 2025. 2 <s pa n styl e ='c olo Il Ministro dell’agricoltura, della sovranità r:#f e0 00 0; alimentare e delle foreste tex t-al ign :ce nte r; fon t-w Il presente decreto è inviato agli Organi di controllo per la registrazione ed è pubblicato eig ht: nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana. bol d;' Sede, >M AS AF - Aff ari Ge Francesco Lollobrigida ner (documento firmato digitalmente ai sensi del CAD) ali - Francesco Lollobrigida Pr MASAF ot. 16.04.2025 11:36:02 Int GMT+02:00 ern o N. 01 75 25 4 del 16/ 04/ 20 25 </s pa n> 3 <s pa n styl e ='c olo Il Ministro dell’agricoltura, della sovranità r:#f e0 00 0; alimentare e delle foreste tex t-al ign :ce nte r; fon t-w eig ht: bol d;' >M AS AF - Aff ari PROGRAMMA NAZIONALE TRIENNALE Ge ner ali DELLA PESCA E DELL’ACQUACOLTURA - Pr ot. Int 2025-2027 ern o N. 01 75 25 4 del 16/ 04/ 20 25 </s pa n> Ai sensi dell’art. 2 comma 5 – decies del decreto-legge 29 dicembre 2010 n. 225 convertito con modificazioni dalla legge 26 febbraio 2011 n. 10 4 <s pa n styl e ='c olo Il Ministro dell’agricoltura, della sovranità r:#f e0 00 0; alimentare e delle foreste tex t-al ign :ce nte r; PARTE I: La natura del Programma, lo scenario socioeconomico, la visione fon t-w strategica eig ht: bol A. Le sfide da affrontare: cenni sullo scenario socioeconomico pag. 4 d;' >M B. Un riequilibrio della PCP: cambio di rotta per favorire tutela dell’ambiente e AS difesa del lavoro e dell’impresa pag. 7 AF - C. Dall’Europa Omologante a quella delle Comunità: il paradigma della Aff Glocalizzazione pag. 10 ari Ge ner ali PARTE II: La struttura del PNT: Aree Strategiche, Obiettivi e Strumenti - Pr ot. A. La struttura pag. 14 Int B. Le Aree Strategiche pag. 16 ern o C. Sviluppo e sostenibilità della pesca: Obiettivi pag. 16 N. 01 D. Sviluppo e sostenibilità dell’Acquacoltura: Obiettivi pag. 17 75 E. Competitività delle imprese: Obiettivi pag. 19 25 4 F. Strumenti pag. 21 del
1. Ricerche e studi nell’ambito dell’obiettivo prescelto pag. 21 16/ 04/
2. Formazione pag. 22 20 25
3. Promozione e Sensibilizzazione pag. 23 </s G. Monitoraggio e sistema controlli pag. 24 pa n> H. FOCUS: la ricerca scientifica pag. 25 APPENDICE: Dati statistici ed economici A. Stato delle risorse biologiche pag. 28 B. La pesca italiana pag. 30
1. Flotta pag. 30
2. La produzione pag. 33 C. Acquacoltura pag. 35
1. Dati produttivi pag. 35
2. Criticità ed opportunità pag. 38 5 <s pa n styl e ='c olo Il Ministro dell’agricoltura, della sovranità r:#f e0 00 0; alimentare e delle foreste tex t-al ign :ce nte r; fon t-w PARTE I eig ht: bol d;' >M AS AF La natura del Programma, - Aff lo scenario socioeconomico, la visione strategica ari Ge ner ali - Il Programma Nazionale Triennale della Pesca e dell’Acquacoltura (PNT) è Pr ot. uno strumento che mira a definire sinergie tra l’Amministrazione Pubblica e le Int ern o Associazioni di settore. Il PNT è, in sostanza, sia una guida strategica (perché N. 01 propone una visione per lo sviluppo del comparto e risponde alla domanda: cosa 75 25 4 fare e perché?), sia un piano operativo che fornisce alle Associazioni gli strumenti del 16/ tattici per tradurre in concreto, sul territorio e a favore delle imprese e dei lavoratori, 04/ 20 25 tale visione (e che risponde alla domanda: come farlo, con quali metodi, mezzi, </s pa misure?). n> Dal punto di vista delle definizioni, a dire il vero, poco è cambiato da quando il Programma ha visto la luce (previsto nel 2004, programmato per il triennio 2007/2009), allorché era già descritto, secondo una accezione non diversa da quella che oggi lo distingue: tutela dell'ecosistema marino e della concorrenza e competitività delle imprese di pesca Tuttavia, nel tempo il Programma ha perso molte delle sue prerogative, sostituito in diversi ambiti dal meglio finanziato e più complesso Fondo Europeo (oggi FEAMPA). Oggi il PNT rappresenta essenzialmente un supporto al mondo delle associazioni e al mondo sindacale, gli attori principali a cui spetta il compito di dare un forte impulso, tecnico, formativo, socioculturale e professionale, allo 6 <s pa n styl e ='c olo Il Ministro dell’agricoltura, della sovranità r:#f e0 00 0; alimentare e delle foreste tex t-al ign :ce nte r; sviluppo e alla crescita. Il PNT individua proprio in queste strutture consociative gli fon t-w eig attori; le rende corresponsabili dei processi evolutivi o di adeguamento; le investe ht: bol dell’onere di accompagnare la comunità verso il futuro e le sfide che esso pone. d;' >M AS In questo senso, il Programma non solo fa da corollario al FEAMPA, che resta AF - Aff comunque un riferimento fondamentale, ma lo completa, ne colma eventuali lacune: ari Ge si tratta di una attuazione in chiave nazionale del principio di sussidiarietà a cui ner ali - l’Unione Europea si ispira. Pr ot. Int ern o N. A. Le sfide da affrontare: cenni sullo scenario socioeconomico 01 75 25 Faro indiscutibile della Politica Comune della Pesca degli ultimi 15 anni è stato 4 del il tema della sostenibilità a oltranza, che ha messo gli operatori del settore ittico a tu 16/ 04/ 20 per tu con sfide spesso particolarmente difficili, quali la transizione ecologica e 25 </s pa l’innovazione continua delle misure di gestione. Tuttavia, gli approcci regolatori n> hanno fallito molti dei loro obiettivi, incrinando due dei tre pilastri su cui si regge la Politica Unionale, ovvero quello sociale e quello economico, determinando quote di mercato a vantaggio di altri competitor extra e intra europei che, invece, non erano né sono soggetti a politiche così restrittive. E infatti, negli ultimi due decenni i dati relativi all’economia ittica hanno disegnato una tendenza particolarmente negativa e determinato uno scenario critico e preoccupante. Rinviando all’Appendice del documento per una analisi più approfondita (analisi del tutto necessaria per comprendere appieno ciò che il Programma suggerisce di effettuare) è opportuno in questa sede rimarcare che il settore è stato anche attraversato da una crisi di fiducia degli stessi operatori, i quali hanno troppo spesso interpretato come vessatorie o inopportune alcune misure 7 <s pa n styl e ='c olo Il Ministro dell’agricoltura, della sovranità r:#f e0 00 0; alimentare e delle foreste tex t-al ign :ce nte r; adottate a Bruxelles e come troppo debole l’azione politica dei diversi Governi che fon t-w eig si sono avvicendati dal 2004 in poi. ht: bol d;' Una stasi, quella a cui si è giunti, che ha scoraggiato gli impulsi propri >M AS dell’attività d’impresa, affievolito gli investimenti, frenato le nuove aziende e il AF - Aff cambiamento generazionale. I Fondi Europei che si sono succeduti hanno potuto ari Ge tamponare l’eccessivo declino, ma risorse che avrebbero dovuto essere indirizzate ner ali - principalmente allo sviluppo sono state in buona parte utilizzate come Pr ot. ammortizzatori, alla stregua di sussidi. Senza quelle risorse, tuttavia, la situazione Int ern oggi sarebbe molto più grave. o N. 01 75 Con la pandemia e l’esplosione di diversi conflitti, anzitutto quello russo- 25 4 ucraino, come qualsiasi altro settore anche quello ittico ha dovuto reagire alla già del 16/ 04/ precaria situazione. Le imprese hanno subito una compressione dei livelli produttivi 20 25 e dei fatturati, con ripercussioni dirette sull'occupazione. La crisi energetica, </s pa n> esacerbata dalla crisi tra Russia e Ucraina, e la fase post-pandemica hanno ulteriormente aggravato la situazione con un incremento esponenziale dei costi e una flessione di redditi ed occupazione. La dipendenza dal carburante si è rivelata una vulnerabilità critica, con un'aumentata incidenza dei costi di produzione che ha eroso significativamente i margini di profitto. L'aumento dei prezzi del gasolio, dei materiali di consumo e dei costi di trasporto ha inciso pesantemente sulle operazioni quotidiane. Intanto, nonostante l'incremento del consumo di prodotti ittici in Italia, che supera la media europea, si assiste a un paradossale incremento delle importazioni a discapito della produzione nazionale. Questo sottolinea la necessità di politiche di sostegno mirate che incentivino la produzione locale, garantiscano la sostenibilità del settore e promuovano un consumo responsabile. Tuttavia, uno dei motivi che determinano questo squilibrio nella bilancia commerciale del comparto è 8 <s pa n styl e ='c olo Il Ministro dell’agricoltura, della sovranità r:#f e0 00 0; alimentare e delle foreste tex t-al ign :ce nte r; anche l’assenza di una poderosa industria di trasformazione e conservazione del fon t-w eig prodotto, la quale potrebbe immettere sul mercato alimenti congelati, surgelati, ht: bol freschi o precotti che potrebbero aggredire la fetta enorme di mercato che al d;' >M momento diversi produttori stranieri occupano. AS AF - Aff Un aumento esponenziale dei costi di produzione, dunque, una riduzione delle ari Ge catture del 25% in dieci anni, insieme a una diminuzione del 20% della flotta (del ner ali - 50% in 23 anni), hanno portato a una contrazione del valore degli sbarchi e delle Pr ot. produzioni nazionali del 18%. Abbiamo perso in dieci anni 100.000 kW e 25.000 Int ern GT, una flotta enorme, pari a quella dei leader mondiali del settore ittico industriale o N. 01 (negli ultimi 30 anni 600.000 kW e 140.000 GT). 75 25 4 Inoltre, l'incremento delle importazioni (+25% in dieci anni da paesi europei) del 16/ 04/ per soddisfare la domanda interna, nonostante un aumento del consumo di pesce, 20 25 evidenzia una dipendenza crescente dal mercato estero che mina l'autosufficienza </s pa n> nazionale. La sostenibilità sociale è ugualmente compromessa: negli ultimi 13 anni la riduzione delle giornate lavorative in mare e l'aumento dell'età media degli imbarcati (oltre 50 anni) indicano difficoltà, con una forza lavoro invecchiata e una scarsa attrattività per le nuove generazioni. Questo è aggravato da un calo significativo sia di pescatori autonomi (-36%) che di dipendenti (-27%). Le giornate medie di lavoro in mare sono 146 (nel 2005 erano 197); l’età media degli imbarcati è di 53 anni, ed è in aumento. In alcune Regioni l’età media è prossima ai 60 anni (58,6). 9 <s pa n styl e ='c olo Il Ministro dell’agricoltura, della sovranità r:#f e0 00 0; alimentare e delle foreste tex t-al ign :ce nte r; B. Un riequilibrio della PCP: cambio di rotta per favorire tutela dell’ambiente e fon t-w eig difesa del lavoro e dell’impresa ht: bol Nonostante lo squilibrio dei tre pilastri della PCP a favore delle politiche d;' >M ambientaliste, il mondo della pesca ha saputo reagire nei limiti delle possibilità AS AF - concesse dalla ristretta normativa Unionale rispettando il principio per cui lo Aff ari sfruttamento degli stock ittici deve essere in linea con i parametri della rigenerazione Ge ner ali degli stessi. - Pr ot. Questa premessa è alla base del lavoro di formazione e sensibilizzazione Int ern portato avanti dalle varie rappresentanze associative e sindacali dei pescatori sin dagli o N. 01 inizi degli anni Ottanta del secolo scorso, quando il paradigma della pesca 75 25 professionale è mutato decisamente, passando dall’attrezzo migliore per catturare di 4 del 16/ più alle metodologie di prelievo più efficaci per coniugare produttività e sostenibilità; 04/ 20 lo scopo di tale cambiamento è stato, appunto, quello di calibrare lo sforzo di pesca 25 </s pa sulle possibilità di assicurare un futuro riproduttivo alle varie specie ittiche oggetto di n> cattura, consci del fatto che una rarefazione delle risorse avrebbe inevitabilmente causato problematiche occupazionali, oltre che naturalmente ambientali. Tradotto nella pratica quotidiana, questo irrefutabile paradigma ha portato i pescatori e le loro rappresentanze a impegnarsi in uno sforzo di adeguamento, rinnovamento e sensibilizzazione che ha disposto una serie di trasformazioni che hanno reso le generazioni dei pescatori dei nostri giorni una categoria professionale del tutto differente da quella costituita dalle generazioni precedenti. Il tutto per rispondere anche alle direttive e agli stimoli provenienti dalle Istituzioni che, in una sola parola, sono riassumibili nel termine sostenibilità. Questo processo di rinnovamento, tuttora in atto, ha avuto varie positive conseguenze, tra le quali un ampliamento delle competenze e delle professionalità dei 10 <s pa n styl e ='c olo Il Ministro dell’agricoltura, della sovranità r:#f e0 00 0; alimentare e delle foreste tex t-al ign :ce nte r; pescatori ma, di contro, ha causato anche la perdita di occupati per un mutato fon t-w eig approccio al mestiere del pescatore, che non tutti i soggetti attivi nelle varie marinerie ht: bol italiane hanno accettato. d;' >M AS Oggi i pescatori imbarcati sono poco meno di 22 mila, di cui circa 19.000 a AF - Aff tempo pieno (10 anni fa erano circa 30.000), mentre quelli che operano a terra sono ari Ge oltre 100 mila, per un totale che si aggira attorno ai 125 mila lavoratori (escluso ner ali - l’indotto)1. Pr ot. Int La strada della sostenibilità così tracciata arriva ai nostri giorni e si amplia con ern o gli interventi relativi alla transizione energetica, concetto che anche la flotta italiana è N. 01 75 chiamata a declinare, quantunque non siano ancora chiari i contorni degli interventi 25 4 che dovrebbero convertire i motori dei natanti a nuove tipologie di propulsori con del 16/ 04/ ridotte emissioni di sostanze inquinanti. 20 25 </s Un caso specifico relativo al disorientamento e all’impasse che stanno vivendo pa n> le imprese della pesca nel rapportarsi alle istanze della transizione energetica è costituito dalle imbarcazioni che utilizzano attrezzi da traino: lo strascico, ad esempio, è il segmento che maggiormente risente dei vincoli applicati all’impiego di motorizzazioni endotermiche, poiché costretto a revisionare i propri strumenti di lavoro senza poter usufruire di opportunità di investimento e sostegno finanziario per l’acquisto di propulsori più moderni e meno inquinanti. E in effetti, nel quadro delle azioni da implementare all’interno del Programma Nazionale Triennale della Pesca e dell’Acquacoltura 2025-2027 si prevede di favorire la ricerca di soluzioni alternative all’utilizzo di motori a gasolio tradizionali, 1 Fonte: Relazione Annuale Italia 2024 – Reg. (CE) n. 1380/2013 – Ministero dell’agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste, Dipartimento della sovranità alimentare e dell’ippica - DG PEMAC – PEMAC III - agosto 2024 11 <s pa n styl e ='c olo Il Ministro dell’agricoltura, della sovranità r:#f e0 00 0; alimentare e delle foreste tex t-al ign :ce nte r; spingendo sull’innovazione e la progettazione di powertrain che, combinando i fon t-w eig combustibili fossili con le energie rinnovabili, portino a una propulsione sempre più ht: bol vicina agli obiettivi di decarbonizzazione e di contenimento delle emissioni nocive. d;' >M AS Ma per far questo è necessario riflettere sull’adeguatezza delle limitazioni in AF - Aff atto applicate agli attrezzi da traino, al fine di promuovere una stagione di ari Ge investimenti per avviare una fase nuova di collaborazione tra Istituzioni e mondo ner ali - produttivo della pesca, in grado di tradurre in atti concreti la richiamata transizione Pr ot. energetica. Int ern o C. Dall’Europa Omologante a quella delle Comunità: il paradigma della N. 01 75 Glocalizzazione 25 4 Ci si potrebbe chiedere se il settore stia vivendo una crisi ormai endemica, del 16/ 04/ affrontata non bene dalle politiche unionali e resa più grave da una serie di eventi 20 25 esterni che hanno messo a dura prova la resistenza e la capacità di reagire di un </s pa n> settore già fragile. L’inefficacia dei rimedi introdotti dall’Unione Europea sembra trovare origine, come detto, nella asimmetria dei tre pilastri della Politica Comune della Pesca. La PCP ha introdotto un quadro giuridico che mira a considerare le dimensioni ambientali, economiche e sociali della pesca, ma nella pratica le misure adottate hanno spesso favorito la sostenibilità ambientale a discapito delle altre due dimensioni, con misure volte a preservare gli stock ittici attraverso la riduzione delle catture e la diminuzione della flotta peschereccia. Queste misure, sebbene utili per la protezione degli ecosistemi marini, hanno avuto ripercussioni severe sugli altri due pilastri della sostenibilità, specialmente in Italia. Il perché l’Italia abbia pagato un prezzo superiore agli altri paesi leader del settore è semplice: il Paese esercita la pesca esclusivamente nel Mediterraneo. Mentre nazioni che si affacciano 12 <s pa n styl e ='c olo Il Ministro dell’agricoltura, della sovranità r:#f e0 00 0; alimentare e delle foreste tex t-al ign :ce nte r; sull’Atlantico trovano in quella dimensione nuovi mercati e diverse possibilità, fon t-w eig l’Italia rimane custode di millenarie tradizioni focalizzate lungo le coste tirreniche e ht: bol adriatiche, lungo il canale di Sicilia e lo Ionio, e conserva una flotta di piccole d;' >M dimensioni (con circa 7000 barche al di sotto dei dieci metri), ma proprio per questo AS AF - non riesce a seguire, forse non può seguire, l’impulso globalizzante delle politiche Aff ari unionali, politiche che parlano a grandi flotte piuttosto che a pescatori locali (e tutto Ge ner ali ciò senza considerare che la pesca nel Mediterraneo rappresenta circa l’1% della - Pr pesca mondiale: aggredendo in questo modo una così piccola percentuale, si crede ot. Int seriamente di poter dare un contributo essenziale all’ambiente e agli stock?) ern o N. 01 La Politica Comune della Pesca dell'Unione Europea, nonostante sia stata 75 25 concepita con l'intento di uniformare e regolare la gestione delle risorse ittiche in 4 del 16/ modo sostenibile, si è rivelata spesso un carico gravoso per le comunità di pescatori. 04/ 20 Queste ultime, specialmente in Italia, dove il mare è sentito come una naturale 25 </s pa prosecuzione della terraferma, hanno percepito le direttive europee come un corpo n> rigido e insensibile alle variegate realtà locali. Il mare, parte integrante dell'eredità culturale e della sovranità nazionale, è stato oggetto di una cessione di competenze all'UE che ha comportato non una sinergia, ma una sorta di assorbimento dei problemi europei senza una vera e propria condivisione e adattamento alle peculiarità italiane. Ai pescatori italiani è sembrato di assistere alla localizzazione dei problemi europei, e non ad una europeizzazione delle crisi e delle problematiche locali. Il principio di sussidiarietà sembra essere stato violato. L'ingresso nell'Unione Europea ha implicato per l'Italia l'accettazione di un apparato normativo che non sempre ha saputo interpretare o rispettare le specificità territoriali. Le comunità ittiche si sono viste imporre regolamenti che mal si adattano alla realtà peninsulare, minacciando l'economia locale e il benessere delle 13 <s pa n styl e ='c olo Il Ministro dell’agricoltura, della sovranità r:#f e0 00 0; alimentare e delle foreste tex t-al ign :ce nte r; popolazioni costiere. Questo scenario ha posto in luce la difficoltà di trasferire fon t-w eig pratiche e regolamenti da un contesto all'altro senza un adeguato processo di ht: bol adattamento. L’approccio è stato più generico e meno sensibile alle realtà locali. d;' >M AS La glocalizzazione emerge come una strategia promettente in questo contesto: AF - Aff essa propone di integrare le condizioni locali e l'esperienza empirica dei pescatori ari Ge nell'adattamento delle politiche globali. L'obiettivo è quello di armonizzare le ner ali - pratiche tradizionali con le innovazioni tecnologiche e le dinamiche economiche Pr ot. globali, preservando al contempo l'identità e il valore intrinseco delle comunità Int ern locali. o N. 01 75 È imperativo che la Politica Comune della Pesca dell'Unione Europea evolva 25 4 verso un modello più inclusivo e rappresentativo delle molteplici realtà culturali e del 16/ 04/ tecniche che caratterizzano le sue acque. Solo attraverso un approccio più olistico e 20 25 differenziato sarà possibile garantire il futuro sostenibile della pesca e delle </s pa n> comunità costiere italiane, proteggendo al contempo l'eredità storica e culturale che queste rappresentano. Le risorse ittiche non conoscono confini politici ed amministrativi, per cui una politica di pesca efficace deve necessariamente avere una visione globale. Tuttavia, questa visione globale non deve tradursi in un approccio omologante che ignora le specificità locali. La glocalizzazione significa, infatti, adattare le politiche e le pratiche globali alle realtà locali. Coinvolge l'integrazione delle condizioni e delle specifiche locali, insieme all'esperienza dei pescatori, nel calibrare le politiche globali. Non si possono “globalizzare” le comunità locali: perderebbero la loro natura ed i vantaggi che tradizione e cultura hanno concesso per secoli; diverso è 14 <s pa n styl e ='c olo Il Ministro dell’agricoltura, della sovranità r:#f e0 00 0; alimentare e delle foreste tex t-al ign :ce nte r; consolidare le ricchezze locali e avvantaggiarle con le economie di scala che si fon t-w eig determinano a livello globale. Se si costringe il particolare a fondersi con ht: bol l’universale, il locale con il globale, il tradizionale con lo standard, il risultato sarà d;' >M un mondo uniforme e povero. E nessun settore come quello agroalimentare è più AS AF - esposto a queste dinamiche. Aff ari Ge È necessario adottare l’approccio suggerito dal principio della ner ali - glocalizzazione, ovvero la capacità di combinare insieme la sensibilità globale con Pr ot. l'azione locale. È imperativo che le politiche di gestione delle risorse ittiche siano Int ern informate da una prospettiva globale ma calibrate sulle realtà locali. Ciò significa o N. 01 integrare la conoscenza scientifica con la saggezza empirica dei pescatori che 75 25 possono offrire intuizioni preziose sulla salute degli stock ittici e suggerire pratiche 4 del 16/ di pesca sostenibili. 04/ 20 25 </s pa n> 15 <s pa n styl e ='c olo Il Ministro dell’agricoltura, della sovranità r:#f e0 00 0; alimentare e delle foreste tex t-al ign :ce nte r; fon t-w PARTE II eig ht: bol d;' La struttura del PNT: Aree Strategiche, Obiettivi e Strumenti >M AS AF - Aff I criteri attraverso i quali le risorse del PNT saranno distribuite sono una ari Ge diretta emanazione dei princìpi di cui si è detto e delle strategie descritte. Una ner ali - componente importante nell’elaborazione delle regole del gioco è stata anche la Pr ot. relazione della Corte dei conti, pregna di indicazioni e suggerimenti che, Int ern laddove possibile, hanno trovato rifugio nella nuova formulazione del o N. 01 Programma. 75 25 4 Il PNT deve essere interpretato correttamente nella sua accezione di del 16/ 04/ Programma, ovvero un insieme di strumenti, metodi, tecniche per raggiungere 20 25 un risultato complessivo in un arco temporale definito, nel nostro caso un </s pa n> triennio. Se si interpreta il PNT come un percorso, è più semplice comprendere come qualsiasi tappa, rappresentata dalla progettualità che i beneficiari vorranno proporre, ha un valore immediato (ad esempio: formare il ceto peschereccio su dinamiche cogenti), e uno programmato che renderà quella tappa (rectius: progetto) utile ai fini del risultato finale. A. La struttura Il Programma individua tre aree strategiche che tentano di circoscrivere l’intero scenario del complesso mondo professionale a cui è destinato. Ognuna di queste aree contempla obiettivi specifici che possono essere raggiunti attraverso strumenti trasversali, ovvero comuni per le 3 aree strategiche. 16 <s pa n styl e ='c olo Il Ministro dell’agricoltura, della sovranità r:#f e0 00 0; alimentare e delle foreste tex t-al ign :ce nte r; AREE Obiettivi Strumenti fon t-w eig Nuove strategie di gestione dello sforzo ht: bol d;' Conservazione degli habitat per la >M AS protezione delle aree sensibili. AF -
1. Sviluppo sostenibile Transizione energetica Aff della Pesca ari Ge Sensibilizzare il consumo responsabile ner dei prodotti nazionali ali - Pr Migliorare la qualità e la sicurezza dei ot. prodotti ittici da valorizzare. Int ern o Sensibilizzare il consumo responsabile N. Promozione e sensibilizzazione 01 dei prodotti nazionali Ricerche e studi scientifici 75 25 Efficienza energetica e fonti rinnovabili 4 del Formazione 16/ Migliorare la qualità e la sicurezza dei 04/
2. Sviluppo sostenibile 20 prodotti ittici da valorizzare. 25 dell'Acquacoltura </s Ridurre l'impatto ambientale delle pa n> attività di Acquacoltura. Valorizzare le produzioni estensive e i servizi ecosistemici. Promuovere l'associazionismo Promuovere il ricambio generazionale e l'inclusione
3. Competitività delle Favorire la diversificazione economica imprese ittiche Rafforzamento e rilancio economico delle imprese Nuovi modelli di economia circolare 17 <s pa n styl e ='c olo Il Ministro dell’agricoltura, della sovranità r:#f e0 00 0; alimentare e delle foreste tex t-al ign :ce nte r; B. Le Aree Strategiche fon t-w • Sviluppo sostenibile della pesca; eig ht: bol • Sviluppo sostenibile dell’acquacoltura; d;' >M AS • Competitività delle imprese ittiche. AF - Aff ari Ge ner C. Sviluppo Sostenibile della Pesca: Obiettivi ali - Lo sviluppo sostenibile della pesca è una priorità strategica che mira a garantire Pr ot. la conservazione delle risorse ittiche e il loro utilizzo responsabile, in linea con le Int ern o raccomandazioni della Commissione Europea e dei Comitati scientifici. N. 01 75 Obiettivi 25 4 del 16/
1. Nuove strategie di gestione dello sforzo di pesca: 04/ 20 o Sviluppare modelli di gestione coerenti con il raggiungimento del 25 </s pa rendimento massimo sostenibile (MSY); n>
2. Conservazione degli habitat per la protezione delle aree sensibili: o Identificare le aree biologicamente cruciali per la riproduzione e la crescita delle specie target;
3. Transizione energetica: o Sperimentare modelli di adozione di fonti energetiche rinnovabili (eolica, solare, micro-idroelettrica);
4. Sensibilizzare il consumo responsabile di prodotti nazionali: o Favorire l’utilizzo dei prodotti di pesca italiana in contesti educativi e sociali (es. mense scolastiche e catering pubblico); o Coinvolgere operatori e cittadini, con particolare attenzione ai giovani e agli istituti scolastici, per promuovere la consapevolezza 18 <s pa n styl e ='c olo Il Ministro dell’agricoltura, della sovranità r:#f e0 00 0; alimentare e delle foreste tex t-al ign :ce nte r; ambientale e sociale; fon t-w eig o Sensibilizzare i consumatori sull’origine, la qualità e il valore ht: bol aggiunto dei prodotti ittici italiani attraverso campagne mirate. d;' >M
5. Migliorare la qualità e la sicurezza dei prodotti ittici da valorizzare: AS AF - o Sperimentare sistemi innovativi per la tracciabilità e conservazione dei Aff ari prodotti, con l’obiettivo di aumentare la shelf-life e garantire Ge ner ali trasparenza ai consumatori; - Pr o Promuovere le produzioni locali e tradizionali ittiche per la loro ot. Int valenza ecologica e culturale; ern o N. o Fornire informazioni chiare sull’origine e la qualità dei prodotti 01 75 destinati ai canali Ho.Re.Ca., anche attraverso sistemi di etichettatura 25 4 del innovativi. 16/ 04/ 20 25 </s pa D. Sviluppo Sostenibile dell’Acquacoltura: Obiettivi n> Lo sviluppo sostenibile dell’acquacoltura rappresenta un elemento chiave per il rafforzamento della produzione alimentare nazionale, garantendo la tutela delle risorse ambientali e la valorizzazione del patrimonio culturale e produttivo del settore. Si intende creare un equilibrio tra le esigenze economiche, sociali ed ecologiche, promuovendo l’innovazione e la qualità e sicurezza dei prodotti ed a tale scopo sono stati identificati i seguenti Obiettivi
1. Sensibilizzare il consumo responsabile di prodotti nazionali: a. Favorire l’utilizzo dei prodotti di acquacoltura italiana in contesti educativi e sociali (es. mense scolastiche e catering pubblico); b. Coinvolgere operatori e cittadini, con particolare attenzione ai 19 <s pa n styl e ='c olo Il Ministro dell’agricoltura, della sovranità r:#f e0 00 0; alimentare e delle foreste tex t-al ign :ce nte r; giovani e agli istituti scolastici, per promuovere la consapevolezza fon t-w eig ambientale e sociale; ht: bol c. Sensibilizzare i consumatori sull’origine, la qualità e il valore d;' >M aggiunto dei prodotti ittici italiani attraverso campagne mirate. AS AF -
2. Efficienza energetica e fonti rinnovabili: Aff ari • Supportare la produzione di energia da fonti eolica, solare o micro- Ge ner ali idroelettrica, sfruttando le caratteristiche strutturali degli impianti di - Pr acquacoltura. ot. Int
3. Migliorare la qualità e la sicurezza dei prodotti ittici da valorizzare: ern o N. a. Favorire l’adozione di metodiche di allevamento che garantiscano 01 75 elevati standard qualitativi e sanitari, con particolare sostegno alla 25 4 del prevenzione e gestione delle malattie dei pesci, ottimizzando l’uso di 16/ 04/ farmaci veterinari e ingredienti funzionali nei mangimi; 20 25 </s b. Sperimentare sistemi innovativi per la tracciabilità e conservazione dei pa n> prodotti, con l’obiettivo di aumentare la shelf-life e garantire trasparenza ai consumatori; c. Promuovere le produzioni locali e tradizionali ittiche delle lagune e della vallicoltura per la loro valenza ecologica e culturale; d. Fornire informazioni chiare sull’origine e la qualità dei prodotti destinati ai canali Ho.Re.Ca., anche attraverso sistemi di etichettatura innovativi.
4. Ridurre l’impatto ambientale delle attività di acquacoltura: a. Introdurre tecnologie innovative per una gestione sostenibile delle risorse idriche ed energetiche; b. Promuovere sistemi per ridurre il consumo di acqua e minimizzare l’inquinamento e l’impatto ambientale, attraverso il riutilizzo dei reflui 20 <s pa n styl e ='c olo Il Ministro dell’agricoltura, della sovranità r:#f e0 00 0; alimentare e delle foreste tex t-al ign :ce nte r; e il trattamento degli scarti di lavorazione; fon t-w eig
5. Valorizzare le produzioni estensive e i servizi ecosistemici: ht: bol a. Realizzare progetti per il ripristino funzionale e produttivo degli d;' >M ambienti estensivi (es. vallicoltura) con riconoscimento economico dei AS AF - servizi ecosistemici offerti (es. sequestro del carbonio, protezione della Aff ari biodiversità). Ge ner ali - Pr ot. E. Competitività delle imprese ittiche: Obiettivi Int ern Il rafforzamento della competitività delle imprese del settore della pesca e o N. 01 dell’acquacoltura è un obiettivo strategico imprescindibile per garantire la 75 25 resilienza economica e la sostenibilità a lungo termine. La fragilità strutturale 4 del 16/ delle imprese richiede interventi mirati e sistemici. In questo contesto, il 04/ 20 ricambio generazionale, la diversificazione delle attività e la promozione di 25 </s pa modelli imprenditoriali innovativi e inclusivi rappresentano leve fondamentali n> per lo sviluppo. Di seguito si elencano i relativi Obiettivi
1. Promuovere l’associazionismo: o Promozione dell’associazionismo per migliorare l’organizzazione delle imprese e facilitare l’accesso ai mercati, nonché la corretta informazione in materia e la giusta comunicazione ed intermediazione con l’amministrazione;
2. Promuovere il ricambio generazionale e l’inclusione: o Sostenere la partecipazione dei giovani e delle donne nel settore imprenditoriale attraverso l’implementazione di programmi di tutoraggio e formazione mirati a giovani imprenditori e 21 <s pa n styl e ='c olo Il Ministro dell’agricoltura, della sovranità r:#f e0 00 0; alimentare e delle foreste tex t-al ign :ce nte r; imprenditrici, con particolare attenzione all’avvio di nuove imprese fon t-w eig e servizi di supporto per start-up; ht: bol
3. Favorire la diversificazione economica: d;' >M o Espandere le attività lungo la filiera ittica, sviluppando canali AS AF - commerciali alternativi per collegare direttamente la produzione alla Aff ari vendita al dettaglio; Ge ner ali o Sperimentazione e sviluppo di nuove pratiche commerciali (es. - Pr marchio condiviso); ot. Int o Creazione di mercati digitali e piattaforme e-commerce per favorire ern o N. la vendita diretta e ridurre la dipendenza da intermediari, attraverso 01 75 la digitalizzazione delle attività di vendita e la promozione, 25 4 del mediante piattaforme online e strumenti di marketing mirati, di 16/ 04/ modelli di consumo a chilometro zero; 20 25 </s o Promozione di modelli integrati che combinino pesca, acquacoltura pa n> e attività complementari come turismo ittico, vendita diretta e trasformazione dei prodotti, per aumentarne la competitività e la diversificazione.
4. Rafforzamento e rilancio economico delle imprese: o Ridurre la vulnerabilità del sistema imprenditoriale attraverso l’innovazione, la digitalizzazione e lo sviluppo di reti commerciali integrate; o Rafforzare le capacità di adattamento delle imprese ai cambiamenti economici e climatici, attraverso piani di gestione del rischio e piani di adattamento in caso di crisi di mercato o interruzioni della catena produttiva. 22 <s pa n styl e ='c olo Il Ministro dell’agricoltura, della sovranità r:#f e0 00 0; alimentare e delle foreste tex t-al ign :ce nte r;
5. Nuovi modelli di economia circolare: fon t-w eig o Implementazione dei modelli di business dell'Economia Circolare ht: bol (filiera circolare, recupero e riciclo, estensione della vita del prodotto, d;' >M AS piattaforma di condivisione, prodotto come servizio). AF - Aff ari Ge ner F. Strumenti ali - Per realizzare gli obiettivi connessi a ciascuna Area, i soggetti attuatori Pr ot. potranno avvalersi degli strumenti illustrati di seguito: Int ern o N.
1. Ricerche e studi 01 75 Lo strumento trasversale delle Ricerche e degli studi scientifici e di fattibilità 25 4 del è il mezzo più versatile per la realizzazione degli obiettivi relativi alle aree 16/ 04/ strategiche prefissate dal PNT. L’importanza di disporre di studi continuamente 20 25 </s aggiornati e che rispondano alle esigenze dell’amministrazione quanto del ceto pa n> peschereccio per programmare le misure di gestione nel migliore dei modi lo rende lo strumento che meglio si adatta alla realizzazione degli obiettivi del programma. Questi ultimi, infatti, non fanno altro che individuare l’oggetto dei possibili studi che i soggetti attuatori possono decidere di sviluppare. Una scontata elasticità sarà consentita nelle diverse annualità nel concentrare i progetti su uno o più focus relativi ad aspetti specifici e di particolare interesse.
2. Formazione La Formazione rappresenta lo strumento su cui è concessa la maggiore elasticità di intenti. Vale a dire che la predisposizione dei corsi di formazioni programmati e realizzati a favore di tutti gli operatori del settore non sarà necessariamente vincolata ad una stretta rispondenza e correlazione con i singoli obiettivi ma potrà 23 <s pa n styl e ='c olo Il Ministro dell’agricoltura, della sovranità r:#f e0 00 0; alimentare e delle foreste tex t-al ign :ce nte r; più genericamente riferirsi direttamente alle tre aree strategiche. Basterà, infatti, la fon t-w eig riconducibilità dei corsi di formazione all’Area Strategica di riferimento, senza ht: bol vincolare in maniera più stringente la formazione ai singoli obiettivi ma d;' >M collegandola all’organizzazione di seguito elencata. AS AF - Aff Organizzazione di corsi di formazione: ari Ge ner o Titoli abilitativi ali - Pr o Corsi di lingua ot. Int o Corsi sulla sicurezza in mare ern o o Corsi in materia di buone prassi igienico sanitarie per il trattamento N. 01 75 dei prodotti ittici a bordo delle imbarcazioni 25 4 o Corsi in materia di trasformazione e confezionamento dei prodotti del 16/ 04/ ittici a terra e a bordo delle imbarcazioni 20 25 o Corso sulla corretta compilazione del log-book </s pa n>
3. Promozione e Sensibilizzazione La promozione e la sensibilizzazione sono strumenti fondamentali del Programma Nazionale Triennale, essenziali per valorizzare il prodotto ittico nazionale, favorire il consumo responsabile e rafforzare il legame tra le comunità locali e le risorse acquatiche. Questi interventi mirano a migliorare la visibilità del settore della pesca e dell’acquacoltura, incentivando pratiche di consumo sostenibili e valorizzando il patrimonio culturale e produttivo legato alle eccellenze italiane. ➢ Campagne di informazione e promozione: o Programmi educativi multimediali: Realizzazione di contenuti digitali e campagne sui principali media per valorizzare le 24 <s pa n styl e ='c olo Il Ministro dell’agricoltura, della sovranità r:#f e0 00 0; alimentare e delle foreste tex t-al ign :ce nte r; eccellenze ittiche locali. fon t-w eig o Eventi tematici: Organizzazione di fiere, manifestazioni culinarie e ht: bol giornate dedicate al pescato italiano e ai prodotti tipici d;' >M dell’acquacoltura. AS AF - o Testimonial e promozione locale: Coinvolgimento di figure Aff ari pubbliche o esperti locali per amplificare l’impatto delle iniziative. Ge ner ali o Iscrizione ad organismi nazionali e sovranazionali - Pr ➢ Materiali divulgativi e certificazioni: ot. Int o Opuscoli e guide per i consumatori: Creazione di materiali ern o N. informativi sui benefici nutrizionali e ambientali dei prodotti ittici. 01 75 o Etichettature e certificazioni: Introduzione di sistemi chiari che 25 4 del garantiscano la tracciabilità, l’origine e la sostenibilità dei prodotti, 16/ 04/ migliorando la fiducia dei consumatori. 20 25 </s ➢ Collaborazione educativa e formativa: pa n> o Progetti nelle scuole: Inserimento di percorsi didattici su pesca e acquacoltura sostenibili nei programmi scolastici, coinvolgendo studenti di ogni ordine e grado. o Workshop per operatori del settore: Seminari e attività formative per promuovere le migliori pratiche di produzione, valorizzazione e sostenibilità. G. Monitoraggio e sistema controlli Il monitoraggio dovrà poggiare: - sulla condivisione dell’attuazione del Programma, nell’ambito del Tavolo istituzionale, che vede la partecipazione di rappresentanti dell’apparato 25 <s pa n styl e ='c olo Il Ministro dell’agricoltura, della sovranità r:#f e0 00 0; alimentare e delle foreste tex t-al ign :ce nte r; governativo centrale e degli enti locali in senso complessivo, che annualmente fon t-w eig monitora l’attività svolta, ivi inclusi i risultati positivi e le criticità attuative; ht: bol d;' - sulla produzione di rapporti di sintesi rappresentanti lo stato di >M AS avanzamento dei programmi a cadenza predefinita nei documenti attuativi; AF - Aff - sulla consultazione costante tra l’amministrazione e gli operatori del ari Ge ner comparto nazionale pesca e acquacoltura, attraverso le loro Associazioni ali - nazionali ed i tradizionali canali della comunicazione e dell’informazione, sia Pr ot. Int in seno al tavolo consultivo centrale per la pesca, sia in occasione ern o dell’organizzazione di eventi mirati, aperti alla partecipazione di esperti e N. 01 tecnici della materia e dell’amministrazione; 75 25 4 del - sulla valutazione del grado di soddisfazione partecipativa e funzionale 16/ 04/ all’attuazione del Programma nazionale da parte degli operatori del settore 20 25 della pesca e dell’acquacoltura. </s pa n> H. FOCUS: La ricerca scientifica Un ruolo fondamentale per la crescita del settore della pesca e dell’acquacoltura assume la ricerca scientifica. Gli sforzi e le risorse impiegate negli ultimi anni hanno consentito al nostro Paese, attraverso le sue strutture di ricerca pubbliche e private, di costruire una base dati completa e fruibile da parte della comunità di amministratori e ricercatori: ciò è ancora oggi essenziale per la determinazione degli obiettivi operativi e gestionali che incontrano le istanze e soddisfano i bisogni degli operatori del comparto. 26 <s pa n styl e ='c olo Il Ministro dell’agricoltura, della sovranità r:#f e0 00 0; alimentare e delle foreste tex t-al ign :ce nte r; In linea generale la ricerca scientifica dovrà essere promossa per raggiungere fon t-w eig obiettivi di sostenibilità delle attività che hanno impatti sugli ecosistemi acquatici e ht: bol sulla biodiversità, nonché per supportare la transizione digitale di tutti i processi d;' >M afferenti al settore. La conservazione della biodiversità è essenziale per la durata nel AS AF - tempo delle attività economiche della pesca: solo assicurandone la preservazione e Aff ari lo sfruttamento nel rispetto di alti standard di sicurezza e qualità del prodotto si Ge ner ali potrà avere una pesca vitale nel futuro. La sostenibilità e la transizione green, infatti, - Pr sono centrali nella predisposizione di ogni intervento. ot. Int ern Il conseguimento di risultati di rilievo scientifico più mirati potrà essere o N. 01 costituito dalla elaborazione di modelli di variabili biologiche ed economiche per la 75 25 osservazione degli standard di qualità e sicurezza alimentare del prodotto ittico, nel 4 del 16/ rispetto delle caratteristiche tipologiche delle singole specie e a tutela della 04/ 20 preservazione e della ricostituzione degli stocks. Sarà quindi essenziale prevedere la 25 </s pa diffusione, anche in formato semplificato e sintetico, dei risultati di tali indagini, per n> consentire non soltanto agli addetti al settore, ma all’opinione pubblica in generale di poter venire a conoscenza delle condizioni della "risorsa blu" e di poter contribuire al dibattito sulle necessità di bilanciamento tra preservazione dell’ecosistema e sfruttamento sostenibile del prodotto ittico. In particolare, la nuova programmazione vuole seguire l’evoluzione delle scienze della pesca per disporre delle migliori evidenze e dei più avanzati strumenti di controllo e previsione per verificare gli impatti delle misure sullo stato delle risorse e per avere elementi indipendenti a supporto delle posizioni assunte in sede europea e nelle relazioni tra Amministrazione ed operatori. In tal senso il processo di modernizzazione della pesca deve considerare la promozione degli strumenti della società dell’informazione che evidenzia la 27 <s pa n styl e ='c olo Il Ministro dell’agricoltura, della sovranità r:#f e0 00 0; alimentare e delle foreste tex t-al ign :ce nte r; necessità di uno sforzo diffuso per la digitalizzazione del sistema, in coerenza con fon t-w eig l’indirizzo pubblico nazionale di potenziare e sostenere la transizione digitale dei ht: bol processi. d;' >M AS In tal senso le innovazioni della ricerca per la definizione di “letture sintetiche AF - Aff delle attività di pesca negli spazi marini”, la definizione di sistemi di controllo ari Ge remoto su base di dati raccolti in tempo reale, la pianificazione spaziale di pesca e ner ali - acquacoltura, e l’elaborazione di modelli bioeconomici per valutare gli effetti delle Pr ot. misure tecniche sulle realtà sociali ed economiche, possono rappresentare una serie Int ern di pilastri su cui appoggiare la digitalizzazione del sistema pesca italiano. Questo, o N. 01 tra l’altro, consentirà di valorizzare il potenziale di conoscenza e la base di dati di 75 25 cui il sistema pesca italiano dispone. 4 del 16/ 04/ Questo processo deve vedere partecipi i pescatori come lavoratori del mare, le 20 25 loro associazioni, i loro sindacati, anche per evitare che il processo di </s pa n> digitalizzazione crei ulteriori distanze. 28 <s pa n styl e ='c olo Il Ministro dell’agricoltura, della sovranità r:#f e0 00 0; alimentare e delle foreste tex t-al ign :ce nte r; fon t-w APPENDICE eig ht: bol d;' >M AS AF Dati statistici ed economici - Aff ari Ge ner A. Stato delle risorse biologiche ali - Pr Lo stato degli stock commerciali nei mari italiani è descritto in base ai dati ot. Int raccolti nell’ambito del Programma Nazionale di Raccolta dei Dati Alieutici ern o N. (PNRDA), aggiornati al 2023, che comprendono sia la serie storica dei dati raccolti 01 75 nei trawl surveys (campagne di ricerca in mare come il MEDITS e Grund), sia i 25 4 campionamenti biologici dello sbarcato commerciale (campbiol) e, per la frazione dei del 16/ 04/ piccoli pelagici, le serie storiche ed alcuni risultati ottenuti dai survey acustici 20 25 (MEDIAS). </s pa n> La valutazione sullo stato degli stock condivisi con altri Paesi del Mediterraneo viene realizzata in ambito CGPM-FAO, STECF e ICCAT. I dati raccolti ed analizzati sono stati pubblicati nel 2024 dal Ministero dell’agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste nell’Annuario sullo stato delle risorse e sulle strutture produttive dei mari italiani. I risultati delle valutazioni scientifiche sui principali stock commerciali (circa 10) continuano a descrivere una situazione di sovrasfruttamento delle risorse ittiche seppure con qualche segnale di miglioramento e differenziata nelle diverse sub aree geografiche (GSA). 29 <s pa n styl e ='c olo Il Ministro dell’agricoltura, della sovranità r:#f e0 00 0; alimentare e delle foreste tex t-al ign :ce nte r; Specie demersali come il moscardino (Eledone cirrhosa), e la sogliola (Solea fon t-w eig solea) presentano una situazione non grave e molto diversificata nelle diverse GSA, ht: bol mentre per la triglia di fango (Mullus barbatus) sono stati registrati segnali di netta d;' >M ripresa dello stock seppure ancora con soglie di eccessivo sfruttamento nello Ionio e AS AF - canale di Sicilia (GSA 16 e 19). Aff ari Ge Situazione ugualmente positiva quella del gambero rosa (P. longirostris) in fase ner ali - di incremento in diverse GSA, con segnali di overfishing solo nella 10 e la 16, mentre Pr ot. il gambero rosso (A. foliacea) presenta un livello di sfruttamento sostenibile nella Int ern sola GSA 9 e segnali di ripresa nella 18 e 19, ma situazioni preoccupanti nelle GSA o N. 01 10 e 11. Più negativi tra i crostacei i dati relativi al gambero viola (A. antennatus) e 75 25 allo scampo (N. norvegicus) che risultano ovunque in situazione critica. 4 del 16/ 04/ Per quanto riguarda le alici (E. encrasicolus) e le sardine (S. pilchardus) 20 25 permane una situazione di sovrasfruttamento soprattutto nelle GSA adriatiche (meno </s pa n> grave quella della 18), seppure con fluttuazioni interannuali anche in relazione a fattori ambientali. Tra i cefalopodi dati positivi per il totano (I. coindetii) nelle GSA 17 e 18, dove la seppia (S. officinalis) presenta al contrario segnali preoccupanti. Altre specie, come il sugarello (T. trachurus) o la pannocchia (S. mantis), valutate solo in alcune GSA, hanno mostrato tutte una mortalità da pesca eccessiva. Alla luce di questa situazione, risulta evidente la necessità di rafforzare le misure di gestione, mediante piani di ricostituzione degli stock, piani multi-annuali sia unionali che nazionali per l’ulteriore adeguamento dello sforzo di pesca, senza trascurare laddove la ricerca scientifica ne ravvisi la necessità, un incremento delle chiusure spazio-temporali e delle innovazioni nelle misure tecniche e nei modelli 30 <s pa n styl e ='c olo Il Ministro dell’agricoltura, della sovranità r:#f e0 00 0; alimentare e delle foreste tex t-al ign :ce nte r; gestionali. Ciò anche se è ormai evidente che oltre alla pesca esistono altre fonti di fon t-w eig impatto che incidono sullo stato delle risorse, dai cambiamenti climatici ad altre ht: bol attività economiche (traffico marittimo, attività estrattive, scarichi industriali, etc.) d;' >M che richiederebbero un approccio integrato per essere affrontati adeguatamente ed in AS AF - modo proporzionato e contemporaneo alla limitazione delle catture in mare, e che in Aff ari una visione ecosistemica la stessa ripresa di alcuni stock può comportare una Ge ner ali alterazione degli equilibri tra le specie e non comportare necessariamente un - Pr incremento della biomassa complessiva. ot. Int ern o N. 01 75 B. La pesca italiana 25 4
1. Flotta del 16/ 04/ 20 La flotta da pesca italiana iscritta nell’Archivio Licenze di Pesca al 31 dicembre 25 </s 2023 risulta pari a 11.678 unità. Il tonnellaggio di stazza lorda complessivo espresso pa n> in GT è pari a 141.283, mentre la potenza motore è di 915.186 Kw, tutti valori che confermano il trend di riduzione della flotta già osservato negli anni precedenti. Nei prossimi anni, attraverso la misura cod. 113105 “Arresto definitivo dell’attività di pesca” prevista dall’art. 20 del regolamento (UE) n° 2021/1139 che istituisce il Fondo Europeo per gli Affari Marittimi, Pesca e Acquacoltura (FEAMPA) e che modifica il regolamento (UE) 2017/1004, ed attuata mediante il decreto direttoriale n° 319453 del 17 luglio 2024, è previsto un ulteriore ridimensionamento della capacità di pesca. La percentuale di ritiro del naviglio è modulata nelle GSA in squilibrio in funzione delle diverse aree marine e degli attrezzi da pesca utilizzati. 31 <s pa n styl e ='c olo Il Ministro dell’agricoltura, della sovranità r:#f e0 00 0; alimentare e delle foreste tex t-al ign :ce nte r; Si prevede uno sforzo finanziario pari a circa il 60% delle risorse complessive fon t-w eig previste per l’attuazione delle operazioni di cui agli artt. dal 17 al 21 del Reg. ht: bol FEAMPA (7,14% del totale delle risorse dell’intero Programma Operativo 2021- d;' >M 2027 FEAMPA). Con l’impiego di queste risorse l’obbiettivo è quello della riduzione AS AF - di 10.575 GT e 58.183 Kw. Aff ari Ge Secondo l’intendimento dell’Autorità di Gestione l’implementazione di questa ner ali - misura, peraltro richiesta fortemente anche dal ceto peschereccio direttamente e per il Pr ot. tramite dei vari corpi intermedi, consente di compiere un ulteriore sforzo per il Int ern raggiungimento di un equilibrio sostenibile tra la capacità e le possibilità di pesca o N. 01 (art. 22 del Regolamento (CE) n. 1380/2013). 75 25 4 La consistenza in GT e kW di queste cinque unità è pari a 3.926 GT e 7.840 Kw. del 16/ 04/ 20 Secondo i dati registrati al 31 dicembre 2023, la flotta mediterranea (ossia la 25 </s flotta italiana che opera all’interno del Mediterraneo) è pari a 11.673 battelli, con una pa n> capacità di stazza di 137.357 GT e una forza motrice di 907.346 Kw. La flotta operante al di fuori del Mediterraneo nel 2023 risulta costituita da cinque unità, due delle quali non risultano operative ed una ha già fatto dismissione di bandiera nei primi del 2024. Delle tre unità in esercizio, due praticano la pesca a strascico ed una la circuizione. Alla fine del 2023 la suddivisione della flotta da pesca per sistemi conferma la struttura registrata negli anni precedenti. Con 8.130 battelli, la piccola pesca (PGP) rappresenta di gran lunga il segmento più importante in termini numerici, sommando da solo il 69,58% del totale della flotta. Tuttavia, il peso si riduce notevolmente in termini dimensionali, attestandosi al 12,73% in termini di GT ed al 27,23% di potenza motore (Kw). Con 2.042 unità (il 17,48% del totale nazionale), la flotta 32 <s pa n styl e ='c olo Il Ministro dell’agricoltura, della sovranità r:#f e0 00 0; alimentare e delle foreste tex t-al ign :ce nte r; operante con attrezzi da traino [strascico e rapido (DTS e TBB)] si conferma la fon t-w eig seconda in termini di numerosità, e la prima in termini dimensionali. Difatti, tale ht: bol sistema ricopre il 60,44% di GT ed il 47,17% della potenza motore nazionale. A d;' >M seguire seguono, in ordine di importanza, le draghe idrauliche (con il 6,11% del totale AS AF - nazionale), il segmento della circuizione (con il 2,99%), e le unità che utilizzano Aff ari come tecnica prevalente il palangaro (con il 2,98%). Ge ner ali - La maggior parte della flotta italiana (2.854 unità) è concentrata nella GSA 17 Pr ot. (Adriatico settentrionale) le cui marinerie costituiscono un nucleo storico della pesca Int ern italiana dove si riscontrano tutte le possibili tecniche di pesca. Il numero di unità della o N. 01 GSA 17 presenta un’incidenza percentuale del 24,42% sul totale Italia, ed in termini 75 25 dimensionali concentra quasi il 30,86% e 30,88% rispettivamente in termini di stazza 4 del 16/ (GT) e potenza motore (Kw). All’area nord adriatica segue per numerosità la flotta 04/ 20 che opera nel mar Tirreno meridionale e centrale (GSA 10), che include le coste della 25 </s pa Campania, Calabria tirrenica e Sicilia nord; qui si concentrano 2.616 unità pari al n> 22,39% in termini numerici, il cui contributo dimensionale è pari al 13,74% in GT e al 16,14% in potenza del motore. Dal punto di vista della consistenza numerica seguono le GSA 11, 9, 19, 16 e 18; le flotte di queste aree incidono sul totale nazionale con percentuali che oscillano dal 12,28% della Sardegna (GSA 11) all’8,61% dell’Adriatico Meridionale (GSA 18) che con le sue 1.006 unità chiude la classifica delle aree italiane del Mediterraneo. Utilizzando il 2004 come anno di riferimento base, si registra una evidente e costante contrazione nella consistenza della flotta, che passa dai 14.873 battelli del 2004 agli 11.678 del 2023, registrando quindi un calo complessivo di 3.195 motopesca. Tale significativa flessione (-21,6%) ha interessato maggiormente battelli con dimensioni superiori alla media. 33 <s pa n styl e ='c olo Il Ministro dell’agricoltura, della sovranità r:#f e0 00 0; alimentare e delle foreste tex t-al ign :ce nte r;
2. La produzione fon t-w eig Il volume dei prodotti della pesca sbarcati dalla flotta italiana operativa nel Mar ht: bol Mediterraneo nel corso del 2023 risulta pari a 116.276,79 tonnellate, cui corrisponde d;' >M AS un valore economico di 687,65 milioni di euro. Il segmento dello strascico AF - (comprensivo dei rapidi) risulta dominante, le quantità sbarcate si attestano a Aff ari 38.539,23 tonnellate, pari al 33,14% della quantità complessiva. In termini Ge ner ali economici, in ragione dell’elevato pregio commerciale del mix di specie bersaglio, tra - Pr cui gamberi rossi e scampi, il contributo risulta ancor più significativo con 309,22 ot. Int ern milioni di euro pari al 44,97% del fatturato dell’intera flotta italiana. Il segmento o N. della volante a coppia ed il comparto della piccola pesca seguono in termini di 01 75 rappresentatività di catture con valori percentuali di circa il 16% per entrambi sul 25 4 del totale. 16/ 04/ 20 Dall’analisi della distribuzione geografica della produzione, emerge il ruolo 25 </s pa trainante della GSA 17, cui corrisponde il 50,15% delle quantità sbarcate. È noto che n> nell’Adriatico Centro Settentrionale, si concentrano tipologie di pesca particolarmente produttive come la volante a coppia e le draghe idrauliche che, insieme, rappresentano circa un terzo degli sbarchi nazionali. Per converso, il basso pregio commerciale delle specie target, piccoli pelagici e vongole, comporta una riduzione della quota in termini di valore economico, che si attesta a poco meno del 38%, comunque rappresentando l’area principale anche in termini di ricavi. In relazione al paniere di specie sbarcato, si conferma la predominanza di tre specie: acciughe, vongole e sardine, che nel complesso costituiscono il 37,7% del totale sbarcato dalla flotta nazionale operante nel Mediterraneo. Le acciughe rappresentano in assoluto la prima specie con 19.567 tonnellate, equivalenti al 16,8% della produzione complessiva. Le vongole registrano un quantitativo di 16.753 34 <s pa n styl e ='c olo Il Ministro dell’agricoltura, della sovranità r:#f e0 00 0; alimentare e delle foreste tex t-al ign :ce nte r; tonnellate ed un contributo del 14,4% al totale; infine, gli sbarchi di sardine sono di fon t-w eig 7.482 tonnellate pari al 6,4%. Su livelli quantitativi significativamente più contenuti ht: bol gli sbarchi di nasello e gamberi bianchi pari rispettivamente a 6.745 e 5.944 d;' >M tonnellate. Tra le altre specie caratteristiche della pesca italiana si segnalano: il tonno AS AF - rosso con 5.114 tonnellate, le pannocchie con 3.630 tonnellate, le seppie con 3.134 Aff ari tonnellate, le triglie di fango con 3.091 tonnellate ed i polpi con 3.002 tonnellate (All. Ge ner ali B - Tab. B1 Relazione Flotta). - Pr ot. Nel complesso, i dati dei ricavi evidenziano una minore concentrazione rispetto Int ern alle quantità e le prime dieci specie rappresentano più del 50% del valore o N. 01 complessivo dei ricavi. 75 25 4 del 16/ 04/ 20 C. Acquacoltura 25 </s
1. Dati produttivi pa n> L’Italia è uno dei leader europei per la produzione di pesci (come trote), novellame di specie marine (spigole ed orate), storioni e relativa produzione di caviale. Inoltre, è uno dei maggiori produttori di molluschi bivalvi, nonostante negli ultimi anni il settore, in particolare in nord Adriatico, ha dovuto affrontare una forte contrazione a causa dei danni provocati sia dalla comparsa della specie aliena invasiva granchio blu (Callinectes sapidus) che per il fenomeno delle mucillagini. Entrambi questi fenomeni sono strettamente connessi al cambiamento climatico e all’ aumento delle temperature nelle aree marino costiere. Il quadro produttivo dell’acquacoltura nazionale, con riferimento ai pesci, offre sia un’ampia varietà di specie allevate che diverse tipologie di allevamento utilizzate. Le specie ittiche d’acqua dolce, costituite in prevalenza da salmonidi, rappresentano 35 <s pa n styl e ='c olo Il Ministro dell’agricoltura, della sovranità r:#f e0 00 0; alimentare e delle foreste tex t-al ign :ce nte r; circa i due terzi della produzione totale della piscicoltura. Le produzioni negli ultimi fon t-w eig anni hanno chiaramente risentito, in primo luogo, della pandemia da Covid-19 e ht: bol successivamente della particolare congiuntura verificatasi nel 2022 connessa da un d;' >M lato con gli sviluppi della crisi ucraina che ha portato a un aumento forte dei costi AS AF - dell’energia, e dall’altro una lunga siccità complicata da un incremento delle Aff ari temperature medie dell’acqua. Ge ner ali - Prendendo in considerazione i dati produttivi raccolti ed elaborati nell’ambito del Pr ot. Reg. (CE)n. 762/2008, per EUROSTAT nel 2023, la piscicoltura nazionale ha Int ern prodotto circa 50.500 tonnellate con una leggera crescita nella produzione di trota e o N. 01 orata, mentre si registra un calo nella produzione di spigola; in questo dato sono 75 25 comprese le produzioni di vallicoltura e delle acque salmastre delle zone costiere di 4 del 16/ transizione. 04/ 20 25 L’allevamento ittico sul territorio nazionale, si distingue per la varietà di specie </s pa n> allevate (trenta), tra cui spiccano, anche con volumi marginali di produzione, l’ombrina, l’anguilla, i cefali e le diverse specie di storione. Alle produzioni di pesci destinati al consumo, alla pesca sportiva e al ripopolamento si aggiungono le produzioni delle avannotterie di specie eurialine (orata e spigola) e degli impianti specializzati nella produzione di uova embrionate di salmonidi d’acqua dolce. La Produzione Lorda Vendibile del comparto, sempre nel 2023 (fonte EUROSTAT), comprensiva delle produzioni sopra descritte al netto del valore aggiunto fornito dal prodotto ittico fresco trasformato, è superiore ai 330 milioni di euro (cui si deve sommare la produzione della molluschicoltura). 36 <s pa n styl e ='c olo Il Ministro dell’agricoltura, della sovranità r:#f e0 00 0; alimentare e delle foreste tex t-al ign :ce nte r; L'Italia è il Paese leader nella produzione di caviale, ottenuto da storioni di fon t-w eig allevamento, nell’Unione Europea con circa 65 tonnellate prodotte nel 2023; va, ht: bol inoltre, evidenziato che l’export delle trote italiane supera un terzo della produzione d;' >M totale. AS AF - Aff Il comparto dell’itticoltura nel 2024 è costituito, sulla base dei dati presenti sull’ ari Ge Anagrafe delle Aziende d’Acquacoltura gestita dalla BDN del Min. Salute (estrazione ner ali - del 28.10.2024) da oltre 500 impianti attivi, a cui si sommano: gli impianti Pr ot. d’acquacoltura estensivi tradizionali nelle aree costiere di transizione e acque Int ern lagunari salmastre (circa 80 vallicolture attive nella solo bacino dell’Alto Adriatico), o N. 01 oltre 40 centri ittiogenici dediti all’attività di ripopolamento delle acque dolci e oltre 75 25 1.500 laghetti di pesca sportiva ricreativa la cui attività è fortemente interconnessa 4 del 16/ con quella dell’allevamento ittico. Gli impianti di molluschicoltura attivi 04/ 20 (considerando sia gli allevamenti di mitili che di ostriche e vongole) sono 294. 25 </s pa n> Per quanto concerne l’allevamento di molluschi in Italia è limitato alla produzione di bivalvi. Le tre specie che dominano il mercato sono: la cozza mediterranea (Mytilus galloprovincialis), la vongola filippina (Ruditapes philippinarum) e l’ostrica del Pacifico (Magallana gigas). Nel 2023 i mitili hanno raggiunto le 57.000 tonnellate, la vongola filippina 21.000 tonnellate e l’ostrica concava 300 t. Come esposto in precedenza, i fattori che stanno contribuendo alla contrazione della produzione di vongole veraci sono molteplici: dal degrado della qualità delle acque costiere agli effetti del cambiamento climatico, nonché all’esplosione demografica di specie aliene invasive che, predando gli stadi giovanili della vongola, ne impediscono il raggiungimento delle dimensioni commerciali. 37 <s pa n styl e ='c olo Il Ministro dell’agricoltura, della sovranità r:#f e0 00 0; alimentare e delle foreste tex t-al ign :ce nte r; Un esempio di specie aliena invasiva è il granchio blu, che, pur essendo presente fon t-w eig nelle lagune del Delta del Po Veneto da almeno dieci anni, è diventato invasivo nella ht: bol primavera del 2023, come segnalato dagli allevatori di molluschi locali. La vongola d;' >M verace in quest'area ha mostrato un'elevata incidenza di lesioni dovute alla predazione AS AF - del granchio. Inoltre, è stata registrata un'elevata incidenza di vongole morte sia Aff ari nell'estate che nell'autunno del 2023, con valori che hanno raggiunto il 100%. Ge ner ali - La totale assenza di semi dai siti di raccolta è compatibile con l'attività predatoria Pr ot. del granchio blu. Int ern o Per le cozze, sia le ondate di calore che la progressiva acidificazione delle acque N. 01 75 costiere sembrano avere un impatto negativo sulla disponibilità e sulla capacità di 25 4 attecchimento dei semi, poiché influenzano negativamente la resistenza del bisso e la del 16/ 04/ capacità immunitaria delle cozze. 20 25 </s pa n>
2. Criticità ed opportunità Gli eventi climatici degli ultimi anni hanno avuto un’importante incidenza sulla produttività degli impianti: in particolare si segnala come, a partire dal 2013, in Italia si siano spesso ripetuti lunghi periodi di siccità che hanno determinato notevoli variazioni in termini quali-quantitativi dell’acqua che hanno condizionato sia le produzioni in essere sia la salute degli stock ittici. Nello stesso periodo, sempre a causa degli effetti connessi al cambiamento climatico, si sono verificati eventi atmosferici eccezionali caratterizzati da elevata piovosità con danni diretti (perdite allo stock ittico) ed indiretti con danneggiamenti alle strutture ed attrezzature. 38 <s pa n styl e ='c olo Il Ministro dell’agricoltura, della sovranità r:#f e0 00 0; alimentare e delle foreste tex t-al ign :ce nte r; Gli effetti del cambiamento climatico si fanno sentire anche nell’ambito della salute fon t-w eig degli animali con la comparsa di nuove patologie o recrudescenza di agenti patogeni ht: bol da tempo conosciuti che, soprattutto a causa dell’incremento delle temperature, d;' >M diventano più aggressivi. AS AF - Aff È necessario, pertanto, che vengano create nuove opportunità economiche e nuovi ari Ge posti di lavoro, contribuendo ad aumentare l’immagine dell’acquacoltura europea ed ner ali - italiana come riferimento globale in termini di sostenibilità e salubrità di prodotto. Pr ot. Int Questo potrà essere perseguito anche con campagne promozionali dedicate ai ern o prodotti acquicoli, sia a livello nazionale che internazionale. N. 01 75 25 Permane a livello nazionale un ritardo nell’applicazione delle innovazioni 4 del tecnologiche dovuto anche all’elevata presenza, di micro e piccole imprese, 16/ 04/ 20 superabile con una capillare diffusione delle informazioni e ad una puntuale attività 25 </s di formazione, garantita anche dall’attività delle associazioni di produttori. Il settore, pa n> inoltre, è caratterizzato da una forte diversificazione delle strutture produttive, favorito dalle diverse condizioni ambientali e socioeconomiche che caratterizzano il territorio, che va dalle tradizionali tecniche estensive svolte in lagune costiere, valli e stagni, alle moderne produzioni intensive in bacini, vasche e gabbie in mare, oltre alla molluschicoltura svolta sia in aree riparate che off-shore. A fronte di quanto sopra descritto, va sottolineato che la tendenza dei consumi dei prodotti ittici sia in continua crescita, anche se ancora ridotto è l’apporto delle produzioni nazionali di acquacoltura e pesca al fabbisogno nazionale: nell’insieme riescono a soddisfare appena il 25% della domanda del mercato al consumo. I prodotti ittici trasformati rappresentano un’eccellenza dell’acquacoltura nazionale, in quanto capaci di rispondere alle esigenze del consumatore che richiede 39 <s pa n styl e ='c olo Il Ministro dell’agricoltura, della sovranità r:#f e0 00 0; alimentare e delle foreste tex t-al ign :ce nte r; un alimento salubre con un alto valore nutrizionale, fresco, di facile preparazione, fon t-w eig dai contenuti innovativi in grado di fornire: ht: bol d;' ● prodotti specializzati (per l'infanzia e l'adolescenza, fish burgers, street food), >M AS AF ● packaging moderno, accattivante ed eco-friendly, - Aff ● conservazione prolungata, ari Ge ● preparati idonei alla somministrazione nella ristorazione sociale (scuole, centri ner ali - per anziani, ospedali, ecc.), Pr ot. ● prodotti di elevata qualità ed eccellenze gastronomiche (carpaccio, affumicato, Int ern o sushi, caviale, ecc.). N. 01 La pandemia da COVID-19 ha inoltre rivoluzionato l’approccio dei 75 25 4 consumatori ai prodotti ittici: i consumatori si stanno orientando verso prodotti del 16/ "locali" d’origine italiana, con maggiori garanzie di freschezza, tracciabilità e 04/ 20 sicurezza. In quest’ultimo periodo si è inoltre osservato l’aumento del ricorso 25 </s pa all’acquisto diretto dai produttori, sia in azienda o negli spacci/mercati locali, sia n> attraverso forme innovative di cessione diretta quali la consegna porta a porta o delivery. In relazione a quanto sopra esposto, purtroppo, sempre più spesso si assiste a forme di etichettatura di prodotti dell'acquacoltura immessi nel mercato al consumo non rispondenti ai principi espressi dalla normativa europea. È necessaria quindi una forte azione a tutela del consumatore e delle produzioni ittiche nazionali che preveda l'obbligo di indicare l'origine e il metodo di produzione anche da parte degli operatori dell’HORECA, azione più volta richiesta dalle associazioni di categoria di varie sedi. 40 <s pa n styl e ='c olo Il Ministro dell’agricoltura, della sovranità r:#f e0 00 0; alimentare e delle foreste tex t-al ign :ce nte r; In questo quadro di riferimento gli obiettivi del Piano Nazionale Triennale 2025- fon t-w eig 2027 riguarderanno principalmente la crescita economica del settore secondo i ht: bol principi di equità sociale e uso responsabile delle risorse ambientali, in linea con le d;' >M diverse Strategie e norme UE, e si affronteranno alcune criticità, quali: AS AF - Aff ● la complessità dell’apparato normativo di riferimento vigente; ari Ge ● la debolezza degli strumenti di sostegno finanziario ed assicurativo in favore ner ali - degli operatori del settore; Pr ot. ● la difficoltà per le imprese micro e piccole imprese di accesso al credito per la Int ern o creazione di nuovi insediamenti o l’ammodernamento e potenziamento degli N. 01 impianti esistenti; 75 25 ● la diversificazione delle specie allevate e dei processi in grado di garantire 4 del 16/ valore aggiunto alla produzione; 04/ 20 ● la necessità di qualificare il prodotto nazionale e di adottare certificazioni di 25 </s pa standard di qualità; n> ● la necessità di sviluppare nuove formulazioni di mangime adeguate ai principi della sostenibilità e dell’economia circolare; ● l’esigenza di informare, aggiornare e formare continuamente gli operatori del settore in merito a: innovazione tecnologica, evoluzione delle norme (ambientali, sanitarie, fiscali, di sicurezza e tutela dei lavoratori) che intervengono sulla complessa e multiforme attività dell’acquacoltura, digitalizzazione e dematerializzazione, dinamiche di mercato e commercializzazione dei prodotti. Si sottolinea infine, che a livello nazionale, l’Italia si è dotata di una strategia Nazionale per l’acquacoltura il PNSA 2021-2027, che rappresenta, come nella 41 <s pa n styl e ='c olo Il Ministro dell’agricoltura, della sovranità r:#f e0 00 0; alimentare e delle foreste tex t-al ign :ce nte r; precedente programmazione finanziaria, un allegato al PN FEMAPA 2021-2027 e fon t-w eig che di fatto recepisce quanto suggerito dagli orientamenti strategici dell’Unione. ht: bol d;' Il PNSA 2021-2027 descrive quali azioni e linee di intervento siano ritenute >M AS prioritarie nella risoluzione di alcune delle criticità sopra riscontate e, di concerto con AF - Aff il PNT, rappresenta uno strumento fondamentale non solo per l’Amministrazione ari Ge centrale, ma anche per le Regioni e gli operatori stessi. ner ali - Pr ot. Int ern o N. 01 75 25 4 del 16/ 04/ 20 25 </s pa n> 42