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National Strategy for Sustainable Development. Analysis of instruments to combat poverty and strategies for sustainable production and consumption patterns

颁布于 2019 · 文本截至 2026-10-01

以研究形式发布的公开法律与官方指引,不构成法律、税务或金融建议。

研究内容本身以英文撰写。标题和标签已翻译,调查结果和引文未翻译。

关于这部法律

原标题
La Strategia Nazionale per lo Sviluppo Sostenibile. Analisi degli strumenti di contrasto alla povertà e strategie per la sostenibilità dei modelli di produzione e consumo.
语言
Italian
类型
policy
国家
意大利
主题
Environment, Water, Wild species and ecosystems
关键词
circular economy, climate change, education, gender, poverty, recycling/reuse, sustainable development, waste management, waste prevention, ecosystem conservation, monitoring, pollution control, potable water, public health, sewerage, water quality standards, water resources management, water shortage/drought, water supply, freshwater pollution, standards, management/conservation

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  1. b) SNSvS Analisi degli strumenti di contrasto alla povertà e strategie per la sostenibilità dei modelli di produzione e consumo La Strategia Nazionale per lo Sviluppo Sostenibile 2 0 1 9 2 Strategia Nazionale per lo Sviluppo Sostenibile Che cos’è La Strategia Nazionale per lo Sviluppo Sostenibile (SNSvS) disegna una visione di futuro e di sviluppo incentrata sulla sostenibilità, quale valore condiviso e imprescindibile per affrontare le sfide globali del nostro paese. La strategia nasce come aggiornamento della “Strategia d’azione ambientale per lo sviluppo sostenibile in Italia 2002- 2010” da parte del Ministero dell’Ambiente dalla Legge n.221 del 28 dicembre 2015 e assume una prospettiva più ampia, disegnando un quadro strategico di riferimento delle politiche settoriali e rappresentando un ruolo importante per istituzioni e società nel lungo periodo di attuazione, che si protrarrà fino al 2030. La Strategia rappresenta il primo passo per declinare a livello nazionale i principi e gli obiettivi dell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile, adottata nel 2015 dalle Nazioni Unite a livello di Capi di Stato, assumendo i 4 principi guida: • Integrazione; • Universalità; • Trasformazione; • Inclusione. Il carattere fortemente innovativo dell’Agenda 2030 supera l’idea che la sostenibilità sia unicamente una questione ambientale e si afferma una visione integrata delle diverse dimensioni dello sviluppo. Il processo di cambiamento del modello di sviluppo viene monitorato attraverso un complesso sistema basato su 17 obiettivi, ma noi focalizzeremo la nostra attenzione sul Goal 6 (Acqua pulita e servizi igienico-sanitari ) e sul 12 (Consumo e produzione responsabile). I 17 Obiettivi 3 Acqua pulita e servizi igienico-sanitari Garantire a tutti la disponibilità e la gestione sostenibile dell’acqua e delle strutture igienico sanitarie Il Goal 6 e focalizzato sulla disponibilità di acqua, risorsa vitale e indispensabile per tutte le forme di vita. Rendere l’acqua accessibile alla popolazione e agli ecosistemi e cruciale per garantire la loro sopravvivenza. Il pianeta possiede sufficiente acqua potabile, ma in numerose aree nel mondo, molte persone, soprattutto bambini, muoiono ancora per malattie dovute al consumo di acqua non idonea al consumo umano, servizi sanitari insufficienti e livelli d’igiene inadeguati. I cambiamenti climatici e la crescente pressione della domanda acuiscono il problema della disponibilità di acqua e le previsioni per il futuro sono tutt’altro che favorevoli. L’Italia non e estranea al problema, avendo già sperimentato, soprattutto in alcune zone del Paese, carenze d’acqua. A questo si aggiungono persistenti inefficienze della rete idrica, che causano, ancora oggi, sprechi e ingenti perdite di questo bene prezioso. La conservazione ed il buon uso dell’acqua consentono di limitare lo stress idrico, ovvero non alterare, ma preservare il naturale ripristino della risorsa. La gestione dell’intero ciclo delle acque deve, quindi, essere resa più efficiente, attraverso investimenti nelle diverse attività, dal prelievo alla distribuzione, fino al trattamento delle acque reflue. L’efficienza nell’utilizzo dell’acqua in tutti i settori (civile, industriale, energetico, agricolo) va migliorata, attivando sistemi di monitoraggio, investendo in manutenzione e sviluppo, incentivando pratiche di riciclo e raccolta. Per garantire adeguati livelli qualitativi, il ritorno delle acque all’ambiente naturale deve essere il più possibile privo di inquinanti. Deve essere garantita la disponibilità di acqua pulita, per la salute, la pulizia e per l’igiene. Gli ecosistemi devono essere salvaguardati. 4 Consumo e produzione sostenibili Garantire modelli sostenibili di produzione e di consumo GARANTIRE Significa mantenere una stabilità inflessibile di una responsabilità che mira a creare le condizioni opportune per il raggiungimento dell’obiettivo. Non è corretto interpretarlo in modo riduttivo come un generico impegno a “fare qualcosa”. Questa responsabilità fa capo a ciascun soggetto che, pur avendo ruoli differenti, agisce all’interno di una comunità sociale. Il termine MODELLI si riferisce a sistemi articolati e coerenti dei quali sia dimostrata l’efficacia con caratteristiche fondamentali della replicabilità e adattabilità ad ambiti e contesti differenti , assicurando il corretto funzionamento. Ciò significa che non è sufficiente metter insieme azioni virtuose se sono tra loro slegate e che non rispondono ad un quadro d’insieme coerente. L’aggettivo SOSTENIBILI è forse il termine che più presenta il maggior rischio di ambiguità. L’utilizzo del termine in modo generalizzato un’espressione comparativa, da cui di deduce che la sostenibilità di tali modelli debba rispondere a precise caratteristiche e le più importanti sono: • Durabilità nel tempo: è considerato sostenibile un modello che, applicato in modo ciclico e sistematico per un lungo periodo di tempo, produce i risultati attesi senza creare impatti negativi sugli elementi di contesto esterno né in ingresso né in uscita dal modello stesso; • Scalabilità: è considerato sostenibile un modello che può essere applicato su diverse scale o dimensioni mantenendo inalterate le proprie caratteristiche e quelle del contesto in cui è inserito; • Equilibrio: è considerato sostenibile un modello in grado di bilanciare i diversi fattori utilizzati in modo da conservare un’armonia e quindi un equilibrio. Un modello che tende a produrre squilibri e che non risolve al suo interno questo problema non è sostenibile perché, per quanto piccoli possano essere, gli squilibri nel tempo tenderanno a sommarsi e a determinare fratture in grado di minare il funzionamento del modello stesso. 5 Il concetto di Economia Circolare È importante vedere il valore che assumono le imprese e il mondo della produzione, il cui ruolo va interpretato in funzione della necessità di garantire sostenibilità. Tale modello quindi può basarsi quindi su un concetto di Economia Circolare, piuttosto che sul concetto di Economia Lineare. L’economia circolare prevede di gestire la fine della vita di ciascun prodotto con una fase di raccolta, scomposizione e recupero, quanto più ampia possibile, dei materiali che lo compongono in modo da poter essere rigenerati e riutilizzati in nuovi cicli produttivi. Fonte ASVIS (Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile) RifiutoUsoProduzione Materie prime Economia lineare Progettazione Produzione DistribuzioneUso Raccolta rifiuto Riciclaggio Economia circolare Materie prime Scarto Consumo e produzione sostenibili 6 Andamento italiano secondo il rapporto ASVIS CONSUMO E PRODUZIONE RESPONSABILI ACQUA PULITA E ERVIZI IGIENICO-SANITARI L’Italia presenta il maggiore prelievo di acqua per uso potabile pro capite tra i 28 Paesi dell’Unione europea: 156 metri cubi per abitante nel 2015. Nel 2015 sono stati prelevati 9,5 miliardi di metri cubi d’acqua per uso potabile, ma solo 8,3 sono stati immessi nelle reti comunali di distribuzione e 4,9 sono stati erogati agli utenti, corrispondenti a 220 litri per abitante al giorno. L’efficienza della rete di distribuzione dell’acqua potabile e in peggioramento. Nel 2018 il 10,4% delle famiglie italiane lamentano irregolarità nel servizio di erogazione dell’acqua nelle loro abitazioni. Nel 2015, e pari al 59,6% la quota di carichi inquinanti di origine civile confluiti in impianti di tipo secondario o avanzato, che rappresentano il 44,2% del parco depuratori. L’Italia si colloca in posizione virtuosa in Ue per il contenuto consumo di risorse naturali, grazie anche al netto calo registrato negli ultimi quindici anni. Il consumo di materia torna pero a crescere in concomitanza con la ripresa delle attività produttive, raggiungendo, nel 2017, 8,2 tonnellate pro capite; con notevolissimi disparita regionali. Nonostante i numerosi segnali positivi relativi alla gestione dei rifiuti, l’Italia e ancora indietro rispetto ai target di raccolta differenziata stabiliti dalla normativa. Tra il 2012 e il 2015, due istituzioni pubbliche su 10 hanno adottato forme di rendicontazione non finanziaria. La diffusione del Green Public Procurement e molto variabile a seconda della tipologia di bene/servizio acquistato. Ancora in crescita l’incidenza del turismo sui rifiuti, a seguito della ripresa dell’intensità turistica degli ultimi tre anni. Nel 2017, le presenze turistiche in strutture a maggiore sostenibilità sono 20 su 100, un’incidenza più elevata nelle Marche, in Toscana e in Umbria. Fonte Rapporto ASVIS 2019 7 Andamento dei Goal selezionati Fonte Rapporto ASVIS 2019 100 115,42 115,85 111,17 118,57 109,04 104,92 98,03 0 20 40 60 80 100 120 140 2010 2011 2012 2013 2014 2015 2016 2017 OBIETTIVO 6 64,13 68,85 74,61 83,04 89,7 94,67 100 103,78 111,35 114,83 116,94 116,17 116,56 119,01 0 20 40 60 80 100 120 140 2004 2005 2006 2007 2008 2009 2010 2011 2012 2013 2014 2015 2016 2017 OBIETTIVO 12 Gli indicatori sono stati costruiti utilizzando una metodologia AMPI, adottata anche dall’Istat: è stato possibile costituire l’indicatore tenendo come riferimento il 2010 (valore base 100) mostrando il miglioramento o il peggioramento degli altri anni. Indicatore sintetico per l’Italia (base 100) 8 L’Italia sta perdendo la sfida dello sviluppo sostenibile. E anche negli ambiti in cui si registrano miglioramenti, a meno di immediate azioni concrete e coordinate, sarà impossibile rispettare gli impegni presi dal nostro Paese il 25 settembre del 2015, all’Assemblea Generale dell’Onu, con la firma dell’Agenda 2030. Serve dunque un urgente cambio di passo. Rapporto ASviS 2018 Aree di Peggioramento: 1 povertà 8 condizione economica e occupazionale 10 disuguaglianze 11 condizioni delle città 15 ecosistema terrestre Aree di Miglioramento: 2 alimentazione e agricoltura sostenibile 3 salute 4 educazione 5 uguaglianza di genere 9 innovazione 12 modelli sostenibili di produzione e di consumo 13 lotta al cambiamento climatico 17 cooperazione internazionale 9 Rapporto ASviS 2019 Il Rapporto ASviS 2019 mostra un'Italia ancora molto lontana dal percorso di sostenibilità delineato dagli impegni sottoscritti all’Onu nel 2015. Il documento contiene approfondimenti analitici per ciascuno dei 17 Goal dell’Agenda 2030, nonché una rassegna delle strategie disegnate da altri Paesi europei. I progressi maggiori relativi agli ultimi anni (2016-2017) interessano nove Obiettivi: 3 salute e benessere, 5 parità di genere,8 buona occupazione e crescita economica, 9 innovazione infrastrutturale, 10 ridurre le disuguaglianze, 11 città e comuni sostenibili, 12 consumo e produzione responsabili, 16 pace giustizia e istituzione solide e 17 partnership per gli obiettivi. Si rileva, al contrario, un peggioramento degli indicatori relativi agli obiettivi 1 sconfiggere la povertà, 2 sconfiggere la fame, 6 acqua pulita e servizi igienico- sanitari, 7 energia pulita e accessibile, 14 flora e fauna acquatica e 15 flora e fauna terrestre. Aree di Peggioramento: 1 sconfiggere la povertà 8 condizione economica e occupazionale 11 condizioni delle città 14 flora e fauna acquatica 15 ecosistema terrestre Aree di Miglioramento: 2 alimentazione e agricoltura sostenibile 3 salute 4 educazione 5 uguaglianza di genere 7 energia pulita e accessibile 9 innovazione 12 consumo e produzione responsabili 13 lotta al cambiamento climatico 17 cooperazione internazionale Tra il 2010-2017: Fonte Rapporto ASVIS 2019

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