National Forest Strategy implementing art. 6, para. 1 of Legislative Decree No. 34 of April 3, 2018
颁布于 2014 · 文本截至 2026-10-01
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关于这部法律
- 原标题
- Strategia Forestale Nazionale in attuazione dell’art. 6, comma 1, del decreto legislativo 3 aprile 2018, n. 34.
- 语言
- Italian
- 类型
- policy
- 国家
- 意大利
- 主题
- Energy, Environment, Forestry, Wild species and ecosystems, Waste and hazardous substances
- 关键词
- climate change, forest management/forest conservation, afforestation/reforestation, local government, non-wood forest products, protection forest, sustainable development, sustainable use, biodiversity, investment, agro-forestry, data collection/reporting, hazards, early warning system, financing, fire management, genetic resources, international cooperation, monitoring, research, seeds/planting material, timber, traceability, ecosystem conservation, wild fauna, wild flora, renewable energy, coal, bioenergy, energy conservation/energy production, circular economy, recycling/reuse
- 类别
- energy
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1. SINTESI ANALISI DI CONTESTO ......................................................................... 7
2. OBIETTIVI ....................................................................................................... 19 2.1 Quadro internazionale ed europeo di riferimento ....................................... 21 2.2 Obiettivi generali della Strategia Forestale Nazionale.................................. 28
3. AZIONI ........................................................................................................... 33 3.1 AZIONI OPERATIVE ...................................................................................... 33 3.2 AZIONI SPECIFICHE ...................................................................................... 35 3.3 AZIONI STRUMENTALI ................................................................................. 36
4. STRUMENTI FINANZIARI ................................................................................. 37
5. COERENZA ..................................................................................................... 38
6 — MONITORAGGIO E VALUTAZIONE .................................................................. 46
6. MONITORAGGIO E VALUTAZIONE .................................................................. 46 Abbreviazioni ....................................................................................................... 69 3 Strategia Forestale Nazionale La Strategia Forestale Nazionale è uno strumento adottato a beneficio del patrimonio forestale italiano, nell’interesse collettivo. La sua missione sarà di portare il Paese ad avere foreste estese e resilienti, ricche di biodiversità, capaci di contribuire alle azioni di mitigazione e adattamento alla crisi climatica, offrendo benefici ecologici, sociali ed economici per le comunità rurali e montane, per i cittadini di oggi e per le prossime generazioni. La Strategia Forestale Nazionale incentiverà la tutela e l’uso consapevole e responsabile delle risorse naturali, con il coinvolgimento di tutti, in azioni orientate dai criteri della sostenibilità, della collaborazione e dell’unità di azione. 4 Strategia Forestale Nazionale PREFAZIONE La Strategia Forestale Nazionale (SFN) per strumento essenziale per equilibrare gli il settore forestale e le sue filiere è il interessi della società e la protezione degli documento strategico di indirizzo nazionale a ecosistemi, le responsabilità dei proprietari supporto delle Amministrazioni centrali e di e degli operatori del settore. In secondo quelle regionali e delle Province autonome, luogo, lo sviluppo di una economia del legno previsto all’art. 6, comma 1, del decreto sostenibile e circolare che trovi nei principi legislativo 3 aprile 2018 n. 34 (TUFF). dell’”uso a cascata” e del “riciclo” i suoi La SFN è volta a promuovere, con una strumenti attuativi. visione di lungo termine e in attuazione degli La SFN è organizzata in 6 capitoli e si impegni assunti dall’Italia a livello articola su 4 livelli (Obiettivi, Azioni, internazionale ed europeo, la gestione Strumenti finanziari, modalità di sostenibile del patrimonio forestale Monitoraggio e valutazione): nazionale, e quindi lo sviluppo del settore e • Sintesi dell’analisi di contesto (Cap.1); delle sue risorse produttive, ambientali e • Obiettivi (Cap. 2) con un richiamo ai socioculturali. In particolare, il fine della SFN Principi-guida della Strategia forestale è quello di concorrere efficacemente, in linea dell’UE e al quadro internazionale ed con il Green Deal europeo1, al perseguimento europeo di riferimento (Cap.2.1), con delle priorità e degli impegni sottoscritti in particolare attenzione alle tematiche ambito internazionale in materia di clima, inerenti al clima, la biodiversità e lo ambiente e biodiversità, energia e sviluppo sviluppo sostenibile; la definizione degli socioeconomico sostenibile (Cap. 2.1). Obiettivi generali della SFN (Cap. 2.2), La Strategia individua 3 Obiettivi generali che troveranno declinazione e attuazione riconducibili ai tre Principi-guida della negli strumenti di programmazione Strategia forestale dell’UE del 20132 e forestale regionale e delle Province mantenuti nella nuova Strategia forestale UE autonome, di cui all’art. 6, comma 2, del per il 20303 declinandoli e contestualizzandoli TUFF, sulla base delle specifiche esigenze alle esigenze ambientali e socioeconomiche e caratteristiche territoriali; del territorio nazionale. • Azioni (Cap. 3) che traducono sul piano I pilastri su cui si fonda la SFN sono in operativo gli Obiettivi generali della primo luogo la Gestione Forestale Strategia Forestale Nazionale, trovando Sostenibile (GFS), così come definita dal una declinazione attuativa nei Programmi Processo pan-europeo Forest Europe, con Forestali Regionali e delle Province l’Accordo Europeo firmato a Helsinki nel autonome, e vengono distinte in Azioni 19934, e recepita dall’Italia con il TUFF, quale Operative (Cap. 3.1) che hanno un’applicazione ampia su scala nazionale; 1 Brussels, 11.12.2019, COM (2019) 0640. Azioni Specifiche (Cap. 3.2) che 2 Bruxelles, 20.9.2013, COM (2013) 659. riguardano tematiche di importanza 3 Brussels, 16.7.2021, COM(2021) 572 final. 4 “La gestione e l’uso di foreste e terreni forestali secondo modalità e tassi in grado di mantenerne la biodiversità, la produttività e le funzioni ecologiche, economiche e sociali, a livello locale, nazionale potenzialità per svolgere, nel presente e in futuro, le rispettive e mondiale, senza danneggiare altri ecosistemi”. 5 Strategia Forestale Nazionale strategica ma di rilevanza territoriale nazionali di settore, il modo universitario e specifica; Azioni Strumentali (Cap. 3.3) della ricerca, associazioni ambientaliste e non che si riferiscono all’organizzazione delle profit riconosciute, rappresentanze di istituzioni e dei relativi strumenti di categoria e professionisti del settore. Un politica e governance a livello nazionale e primo importante risultato del processo di locale; riforma in atto è stata la pubblicazione del • Strumenti finanziari (Cap. 4) attivabili per primo Rapporto sullo Stato delle Foreste in l’attuazione operativa delle Azioni Italia (RAF, 20195), una base informativa Operative, Specifiche e Strumentali. realizzata con la collaborazione di professionisti, docenti e istituzioni, fino ad • Gli interventi proposti sono ulteriormente oggi mancante. specificati facendo riferimento alla Coerenza con altri strumenti strategici Anche per la predisposizione del presente (Cap. 5), e di programmazione, e agli documento strategico, è stato istituito un Indicatori di monitoraggio e valutazione Gruppo di lavoro interistituzionale e che sono definiti per il primo quinquennio interdisciplinare che ha redatto la prima di attuazione della SFN (Cap. 6). bozza della SFN, sottoposta a consultazione pubblica on line dal 14 aprile al 28 maggio del Parte integrante della Strategia Forestale 2020, al fine di poter dare la possibilità a tutti Nazionale sono l’Allegato 1 - Azioni (cittadini, imprese, associazioni Operative, Specifiche e Strumentali in cui ambientaliste, di lavoratori, di categoria, non vengono riportate le schede di dettaglio delle profit, professionisti del settore, enti e Azioni e delle rispettive Sotto-Azioni, istituzioni pubbliche e private, istituti associate a una selezione preliminare di finanziari, ecc.) di formulare osservazioni, puntuali interventi; e l’Allegato 2 - proposte e pareri. Documenti preparatori e di approfondimento in cui vengono riportate le La SFN, approvata di concerto con il fasi del processo di redazione dei documenti Ministro della transizione ecologica, il strategici e l’elenco dei documenti utilizzati e Ministro della cultura e il Ministro dello realizzati dal Gruppo di Lavoro per la sviluppo economico, ha ricevuto l’intesa da definizione della SFN. parte della Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province Il Ministero delle politiche agricole autonome di Trento e di Bolzano. alimentari e forestali, nell’ambito delle disposizioni previste dal TUFF, in La SFN avrà una validità ventennale a collaborazione con i Ministeri competenti in decorrere dalla sua pubblicazione in Gazzetta materia, le Regioni e le Province autonome e Ufficiale e dovrà essere aggiornata, a seguito con il supporto della Rete Rurale Nazionale, di verifiche quinquennali o su richieste ha avviato dal 2016 un importante processo istituzionali specifiche e in applicazione di di riforma delle politiche forestali nazionali. nuovi impegni internazionali. Tale processo ha portato all’approvazione del TUFF e l’istituzione di differenti Gruppi di lavoro tecnici per la predisposizione dei 5 RAF Italia 2017-2018 - Rapporto nazionale sullo stato delle foreste decreti ministeriali di attuazione del TUFF, e del settore forestale in Italia (2019), Prodotto dalla Rete Rurale Nazionale (RRN 2014-2020), Compagnia delle Foreste, Arezzo, ISBN che hanno coinvolto i principali stakeholder 9788898850341. 6
1. SINTESI ANALISI DI CONTESTO Il patrimonio forestale nazionale, come attivamente convergere, in linea con gli componente del Capitale naturale, bene di indirizzi del Green Deal europeo7, al rilevante interesse pubblico e parte perseguimento degli impegni internazionali fondamentale del paesaggio storico e e degli obblighi europei sottoscritti dal culturale italiano, assume per le politiche di Governo italiano, ed essere costruite in una sviluppo del nostro Paese un ruolo strategico, visione integrata di lungo periodo, basandosi rappresentando una eredità culturale e su solide e puntuali conoscenze. Conoscenze ambientale del nostro passato, una che consentano di comprendere meglio le componente rilevante della nostra identità e debolezze e le minacce del sistema, e quindi rimane il protagonista del futuro che stiamo di calibrare efficacemente le politiche, le costruendo. azioni e le risorse. È costituito da oltre 9 milioni di ettari di Le principali sfide a cui il settore forestale foreste e da quasi 2 milioni di ettari di altre nazionale deve e può dare un concreto terre boscate (INFC, 2015; RAF, 2019) contributo sono oggi legate alla crisi composti in prevalenza da arbusteti, neo- climatica8 in atto, e di conseguenza alle formazioni e macchia. Complessivamente, le esigenze di decarbonizzazione della aree forestali coprono il 36,7% del territorio 9 economia e di sviluppo delle energie nazionale. In alcune Regioni e Province rinnovabili; alla protezione dell’ambiente10, autonome le foreste raggiungono circa il 50% alla conservazione della biodiversità11 e al o più della superficie regionale (RAF, 2019). recupero funzionale e strutturale degli La superficie forestale è aumentata ecosistemi; alla tutela del paesaggio; all’uso costantemente nell’ultimo secolo, ma con un efficiente delle risorse e alla necessità di leggero rallentamento nell’ultimo decennio, sostenere uno sviluppo12 sostenibile volto grazie soprattutto alla colonizzazione sempre di più verso una economia circolare13 spontanea di aree marginali, aperte o di ex e a garantire il presidio dei territori rurali e coltivi (RAF, 2019; ISPRA, 20196). Secondo i dati dell’INFC 2015, la superficie forestale, il 7 COM (2019) 0640 volume totale e la biomassa arborea epigea, 8 Risoluzione del Parlamento europeo del 28 novembre 2019 sull'emergenza climatica e ambientale (2019/2930(RSP)); Quinto rispetto ai valori stimati da INFC2005, sono Rapporto di Valutazione dell'IPCC “Climate Change and Land” (2019). aumentati rispettivamente del 5,5%, del 9 Commissione Europea (2018), Un pianeta pulito per tutti - Visione 18,4% e del 19,4%. strategica europea a lungo termine per un'economia prospera, moderna, competitiva e climaticamente neutra, COM (2018) 773 In un contesto socioeconomico e final; UNFCCC Paris Agreement, 2015. ambientale sempre più globale, le politiche di 10 Council of the European Union (2019), The 8th Environment Action Programme - Turning the Trends Together - Council tutela e conservazione del patrimonio conclusions, 12795/19. forestale nazionale e di sviluppo e crescita 11 Comunicazione della Commissione al parlamento europeo, al consiglio, al Comitato economico e sociale e al Comitato delle delle sue filiere produttive, ambientali e Regioni, Strategia dell'UE sulla biodiversità per il 2030, COM(2020) 380 final. socioculturali devono sempre più 12 Comunicazione della Commissione al parlamento europeo, al consiglio, al Comitato economico e sociale e al Comitato delle 6 Consumo di suolo, dinamiche territoriali e Servizi ecosistemici Regioni, The European Green Deal, COM/2019/640 final. (2019). Report a cura di Munafò, M., SNPA 08/19 ISBN 978-88-448- 13 Nazioni Unite (2015), Trasformare il nostro mondo: l’Agenda 0964-5 © Report SNPA, 08/19 Settembre 2019; 2030 per lo Sviluppo Sostenibile. Strategia Forestale Nazionale montani; alla commercializzazione e sono spesso in conflitto. Per questo gli trasformazione di prodotti forestali di origine ecosistemi forestali necessitano di una legale e, quindi, alla cooperazione attenta e diffusa pianificazione, basata sul internazionale per la protezione delle foreste bilanciamento di interessi diversi e il ripristino dei territori degradati14. (pubblico/privati, locali/globali, di Queste sfide richiedono un’ampia azione breve/lungo periodo), che ne garantisca di governance locale e di comunicazione, sempre la salvaguardia nel tempo e ne anche in relazione ai tempi biologici di valorizzi e tuteli le vocazioni locali. crescita delle foreste. Per ragioni diverse in tutte le società Non è quindi possibile prescindere da una avanzate si assiste ad una crescita visione strategica lungimirante delle significativa della domanda di Servizi politiche di settore, e dal coordinamento tra ecosistemici legati alle foreste (Tabella 1), le politiche di tutela ambientale e di che direttamente o indirettamente, sviluppo socioeconomico. influenzano e sostengono la vita ed il benessere umano a partire da quelli di Denominatore comune a tutte le sfide approvvigionamento delle materie prime, per rimane l’offerta complessiva dei Servizi proseguire con quelli di regolazione e di ecosistemici15 legati ai territori forestali16 fornitura dei servizi culturali, che assumono (Cap. 2.1) che, quali "molteplici benefici una nuova e crescente rilevanza nella forniti dagli ecosistemi al genere umano"17, valorizzazione del Capitale naturale. rappresentano un riferimento unificante per promuovere l’integrità del patrimonio Tabella 1 – Servizi ecosistemici naturale, la GFS e l’offerta di beni materiali e APPROVVIGIONAMENTO servizi all’intera società, come evidenziato dai • Cibo Rapporti sul Capitale naturale nazionale18. • Acqua potabile SUPPORTO ALLA Grazie alla capacità di poter svolgere VITA • Legname, fibre e molteplici e diversificate funzioni, le richieste • Ciclo dei prodotti spontanei e le attenzioni rivolte al patrimonio forestale nutrienti • Combustibili • Formazione del • … suolo REGOLAZIONE 14 Vd. UN Decade on Ecosystem Restoration. • Produzione • Regolazione del clima 15 In Europa negli ultimi anni si è sviluppato un lavoro rivolto sia alla classificazione, sia alla mappatura dei Servizi ecosistemici da parte primaria • Regolazione del Millenium Ecosystem Assessment con il programma Mapping • Assorbimento idrogeologica and Assessment of Ecosystem Services (MAES) del Joint Research Centre (JRC) e con una proposta di schema condiviso di di carbonio, • Conservazione della classificazione (Common International Classification of Ecosystem inquinanti diversità biologica Services - CICES), secondo la quale i Servizi ecosistemici sono distinti particellari ed in 4 grandi categorie: supporto alla vita (es: ciclo dei nutrienti, altri inquinanti • … formazione del suolo e produzione primaria), approvvigionamento (es: produzione di cibo, acqua potabile, materiali, legno e fibre, aerodispersi VALORI CULTURALI energia, o combustibile), regolazione (es. mitigazione climatica, maree, depurazione dell'acqua, controllo dell’erosione, • Contrasto al • Estetico impollinazione e controllo delle infestazioni, ecc.), valori culturali (es. estetici, spirituali, educativi, ricreativi, ecc.). riscaldamento • Spirituale climatico • Educativo 16 UN Decade on Ecosystem Restoration (2021-30), Natural Capital Coalition (2016), Natural Capital Protocol. • … • Ricreativo 17 Millennium Ecosystem Assessment, 2005. 18 Art 67 della Legge 28 dicembre 2015, n. 221, Disposizioni in • Terapeutico materia ambientale per promuovere misure di green economy e per il contenimento dell'uso eccessivo di risorse naturali. • … Fonte: MEA - Millennium Ecosystem Assessment, 2005. 8 Strategia Forestale Nazionale Tra i servizi di supporto alla vita e di rendendo ancora più acuto il problema della approvvigionamento rientra anche la mancata valorizzazione delle risorse interne, fornitura di prodotti legnosi e di altri particolarmente collegate ad aree fragili e prodotti spontanei del bosco (sughero, con problemi di marginalizzazione economica funghi, tartufi, etc.), e la cui domanda è e sociale. costantemente in crescita. In particolare, la Particolare importanza assumono i Servizi crescita dei consumi di legname è legata a 3 ecosistemici di regolazione, la cui costante trend internazionali: erogazione garantisce la fornitura dei servizi • un incremento dei consumi di prodotti di approvvigionamento e culturali20. Questi (legname per le costruzioni, mobili, Servizi sono sempre più riconosciuti e imballaggi, carta, ecc.); richiesti soprattutto nei contesti urbani in • un aumento, a partire dai Paesi a più relazione ai problemi della qualità della vita e alto tasso di sviluppo, dei consumi della salute e, in particolare, della qualità energetici per produzioni termiche, ma dell’aria e della riduzione della anche di energia elettrica e di bio-fuel concentrazione di contaminanti minerali ed per il settore dei trasporti; organici nelle acque e nei suoli21. • un aumento correlato ai consumi di Le foreste urbane e periurbane sono biomasse legnose conseguente alle riconosciute dalla Strategia Nazionale del politiche di de-carbonizzazione e quindi Verde Urbano22 quale riferimento strutturale all’affermazione di nuovi impieghi di e funzionale del verde urbano, in virtù della materie prime rinnovabili nella bio- loro eterogeneità e continuità con i lembi di economia: bio-plastiche, bio-tessili, bio- bosco urbani, i viali alberati, i grandi parchi, i medicinali, prodotti ingegnerizzati per giardini, le ville storiche, ecc. Il loro ruolo l’edilizia e tutti gli altri nuovi materiali in quali fornitrici di Servizi ecosistemici grado di sostituire prodotti ricavati da essenziali per il benessere dei cittadini e per fonti non rinnovabili. la mitigazione dei cambiamenti climatici è altresì riconosciuto nell’ambito dei Piani Le dimensioni delle previsioni sul gap tra d’Azione per l’Energia Sostenibile e il Clima domanda e offerta sono rilevanti: i livelli (PAESC) che conferiscono all’azione attuali di consumo globale di legname sono d’incremento delle attività forestali urbane superiori ai 3 miliardi di metri cubi annui; al un significativo risultato in termini di 2030 le previsioni sono di 8,5 miliardi e al mitigazione degli impatti e quindi un ruolo 2050 di 13 miliardi19. fondamentale nel perseguimento degli Il gap tra domanda e offerta di prodotti obiettivi internazionali sul cambiamento legnosi su scala nazionale è, salvo un climatico (Accordo di Parigi). cambiamento delle politiche di settore, Riconosciuta da sempre è la naturale destinato a crescere ponendo sempre funzione svolta dagli alberi e dalle foreste maggiori problemi di dipendenza dall’estero nella regolazione del flusso delle acque, nel per le materie prime (problemi spesso legati al degrado delle risorse in paesi esportatori), 20 III Rapporto sul Capitale naturale, 2019. 21 Mite - Piattaforma delle conoscenze-Buone pratiche per 19 Dati da WWF (2012). Living Forests Report Chapter 4: Forests and l’ambiente e il clima. Il progetto Ecoremed. Wood Products su fonti FAO e IIASA. 22 Mite (2018), Strategia Nazionale del Verde Urbano. 9 Strategia Forestale Nazionale contrasto e controllo dell’erosione dei suoli e I boschi d’Italia sono quindi, i custodi di un del dissesto idrogeologico, favorendo la patrimonio ambientale, in termini di diversità stabilizzazione degli strati superficiali e biologica23, ecosistemica e culturale di profondi del suolo, sia sui versanti ad elevata immenso valore per il nostro Paese e per il pendenza che sulle sponde ripariali, pianeta intero, e allo stesso tempo proteggendo i territori di montagna da frane, rappresentano da secoli una fonte primaria di valanghe e altri pericoli naturali, e quelli di risorse rinnovabili. pianura dalle esondazioni. Alle foreste e alle attività forestali è ormai Fondamentale e prioritaria è la funzione di ampiamente riconosciuto un ruolo strategico conservazione della diversità biologica nella lotta al cambiamento climatico globale custodita dalle foreste italiane. Biodiversità e, nell’ambito degli impegni internazionali che non trova eguali in Europa, grazie alle (Accordo di Parigi del 2015) ed europei di caratteristiche geografiche, geomorfologiche, riduzione delle emissioni di gas serra24, geologiche, pedologiche e climatiche del rappresentano uno strumento indispensabile territorio italiano che hanno portato con il per il raggiungimento di un’economia passare dei secoli e nella convivenza uomo- circolare a zero emissioni di carbonio entro il ambiente, alla compresenza di una elevata 2050. diversità ecologica, strutturale e funzionale Il contributo delle foreste alla mitigazione che si rispecchia nella straordinaria diversità dei cambiamenti climatici è riconoscono da bio-culturale storica, paesaggistica e rurale tutti gli strumenti politici dell’Unione del nostro Paese. Nella conservazione e Europea (UE) vigenti. Il Regolamento Land tutela di questo patrimonio, ribadita dalla Use, Land Use Change and Forests (LULUCF)25 nuova Strategia europea per la biodiversità sottolinea, oltre al ruolo delle foreste e del 2030, assumono un ruolo importante le aree suolo forestale per il sequestro e di protezione, di riserva integrale e a parco, l’immagazzinamento del carbonio che creano nel complesso un diversificato atmosferico, anche il ruolo del legno e dei sistema ambientale. suoi derivati quale risorsa rinnovabile per lo L’attuale paesaggio forestale italiano è il stoccaggio di Carbonio nel lungo termine in risultato di profonde trasformazioni alcuni prodotti e per la sostituzione di fonti territoriali e socioeconomiche avvenute nei fossili. secoli, al fine di ottenere specifici prodotti e Le foreste e le attività forestali potranno servizi, anche a protezione e integrazione contribuire, quindi, al raggiungimento degli delle aree destinate ad attività agricole, obiettivi di riduzione prefissati compensando nonché ai sistemi urbani. Le secolari attività parte delle emissioni generate dai settori selvicolturali hanno spesso modificato la dell’Effort Sharing Regulation (ESR)26: struttura, la composizione, la complessità e la trasporti, rifiuti, emissioni non CO2 da diversità degli ecosistemi forestali, assecondato o accelerato le naturali dinamiche evolutive dei popolamenti trattati, 23 Mite (2010), Strategia Nazionale per la Biodiversità e sua portando in alcuni casi a nuovi equilibri revisione di medio termine. ecologici, soggetti a condizioni accresciute di 24 Quadro energia-clima 2030, COM (2014) 15 final. vulnerabilità, anche a seguito dei 25 Reg. UE 842/2018. 26 Reg. UE n. 842/2018. cambiamenti climatici. 10 Strategia Forestale Nazionale agricoltura27 e civile. Il Regolamento LULUCF, quindi al mantenimento o al rafforzamento prevede, inoltre, una “no debit rule” in cui il della capacità di assorbimento del carbonio a bilancio delle emissioni da foreste- lungo termine. agricoltura-pascoli e aree umide non dovrà Il livello di riferimento presentato con il generare emissioni. Eventuali assorbimenti, e PNCF dall’Italia prevede uno stoccaggio di conseguenti crediti di carbonio generati, 19.656 milioni di tonnellate annue di CO2 potranno essere utilizzati per la equivalente (periodo 2020-2025). compensazione delle emissioni dal settore Per non generare debiti rispetto del livello ESR nell’ambito della flessibilità prevista dal di riferimento previsti, e considerando Regolamento ESR. All’Italia sono stati l’attuale tasso di utilizzo nazionale, stimato assegnati dalla Commissione europea 11,5 nel 33% dell’incremento annuo (RAF, 2019), milioni di tonnellate di CO2 generabili dal con la gestione forestale in Italia le attività di settore LULUCF e utilizzabili nel periodo prelievo potrebbe raggiungere un massimo 2020-2030 per compensare le emissioni dei del 40-45% dell’incremento annuo dei boschi settori ESR. Se il settore LULUCF è sorgente di sottoposti a pianificazione forestale (art. 6 emissione, tali emissioni dovranno essere com. 3, TUFF). compensate con le allocazioni del Tali conteggi andranno comunque Regolamento ESR. verificati alla luce del prossimo Inventario Il Regolamento LULUCF prevedeva, inoltre, nazionale delle foreste e del carbonio e dei la definizione, da parte di ogni Stato dati sugli effettivi prelievi. Nel membro, del Piano Nazionale di raggiungimento dell’obiettivo nazionale, per Contabilizzazione Forestale 28 (PNCF) che compensare le emissioni dei settori dell’ESR, include, per il periodo dal 2021 al 2025, un vi è anche la possibilità di contabilizzare, livello di riferimento proposto per le foreste. senza alcun limite, gli assorbimenti ed Il livello di riferimento per le foreste è basato emissioni di CO2 derivanti dal carbonio sulla continuazione di pratiche sostenibili di stoccato dai prodotti legnosi, un’opportunità gestione forestale, come documentate nel significativa per i prodotti a lungo ciclo di vita periodo dal 2000 al 2009, che tengono conto (legname per costruzioni, mobili, ecc.). del futuro impatto delle caratteristiche Inoltre, per quanto riguarda le politiche dinamiche delle foreste collegate all'età, per LULUCF, le foreste sono state incluse non limitare, in modo ingiustificato, dall’Italia nella Strategia di decarbonizzazione l'intensità della gestione. Tale elemento è a lungo termine che individua i possibili infatti ritenuto fondamentale per lo sviluppo percorsi per la “neutralità climatica” entro il di pratiche sostenibili di gestione forestale e 2050, in linea con gli orientamenti politici dell’UE e nazionali. La Strategia di 27 Emissioni non-CO2 derivanti da attività agricole: Fermentazione enterica, Gestione delle deiezioni, Risaie, suoli agricoli, con decarbonizzazione, attualmente in fase di riferimento a emissioni dirette (es.: uso di fertilizzanti di sintesi e di deiezioni animali) o indirette (es. deposizione atmosferica di azoto, finalizzazione, verrà trasmessa dall’Italia alla lisciviazione), Combustione volontaria di stoppie/residui agricoli. Commissione Europea. 28 Il 31 dicembre 2019 è stato trasmesso, come previsto da Regolamento (UE) 2018/841, il Piano Nazionale di Contabilizzazione Tenendo in considerazione che il Forestale che include il livello di riferimento proposto per le foreste per il periodo dal 2021 al 2025 che tiene conto delle Mediterraneo è un’area particolarmente raccomandazioni tecniche formulate dalla Commissione il 18 giugno vulnerabile al cambiamento climatico, per le 2019 (SWD (2019) 213 final). https://www.minambiente.it/pagina/lulucf foreste italiane assume un significato particolare il tema dell’adattamento ai 11 Strategia Forestale Nazionale cambiamenti climatici. Queste tematiche Oltre ai Servizi di regolazione assumono trovano una specifica attenzione nella nuova sempre più importanza per la società i Servizi Strategia di Adattamento ai Cambiamenti culturali forniti dal bosco, indispensabili al Climatici dell’UE (Bruxelles, 24.2.2021 benessere individuale e sociale, alla domanda COM(2021) 82 final) che aggiorna la Strategia di attività turistico-ricreative, nonché approvata dalla Commissione europea il 16 elemento centrale della diversità aprile 2013 a Bruxelles. Impegni in questo paesaggistica e ambientale e di occupazione campo, con una specifica attenzione al tema per le aree interne e montane del Paese. Va della migrazione assistita delle specie evidenziato che, al fianco delle tradizionali forestali, sono state oggetto di deliberazioni domande di servizi turistico-ricreativi e di nel corso della Conferenza Ministeriale di conservazione del paesaggio, si stanno Forest Europe di Bratislava nell’aprile 2021. aprendo nuovi campi di sviluppo per attività La maggior frequenza di eventi climatici culturali, sportive, educative, terapeutiche, di estremi (IPCC, 2012)29 ha avuto negli ultimi inclusione sociale per il benessere di tutta la tre anni una visibilità straordinaria in Italia società, ma che possono anche creare (gli incendi del 2017, la tempesta Vaia del importanti opportunità di creazione di valore 2018, le inondazioni del 2019 e del 2020) ma, e occupazione per le economie locali. anche se in forme meno facilmente percepite In questo contesto anche le attività dalla pubblica opinione, la evidente forestali urbane e periurbane assumono variabilità climatica e il progressivo un’importanza rilevante, in particolare nella riscaldamento globale richiedono un’azione riqualificazione di ambienti degradati e di di reindirizzo della governance delle foreste, aree dismesse quali: superfici incolte e la più grande infrastruttura verde del Paese, abbandonate nelle zone periferiche, tenendo anche conto dell’importanza della discariche e aree contaminate, aree ricchezza di specie arboree nella industriali dismesse. composizione di ogni foresta. Alla luce dei problemi e delle opportunità Come tale il sistema forestale nazionale è sopra tratteggiate, la Tabella 1 presenta in interessato da diverse politiche settoriali (di estrema sintesi le principali caratteristiche conservazione della biodiversità e del del settore forestale italiano a partire dalle capitale naturale, climatico-energetiche, di quali è stata formulata la SFN. sviluppo territoriale, di regolazione del Si rimanda ai documenti riepilogati commercio internazionale, ecc.) che devono nell’Allegato 2 per un’analisi di maggiore essere coordinate in un quadro coerente di dettaglio dello stato del sistema. profilo strategico e rese operative attraverso una forte integrazione delle responsabilità a diversi livelli, internazionale, statale, regionale, locale. 29 IPCC (2012). Managing the Risks of Extreme Events and Disasters to Advance Climate Change Adaptation. A Special Report of Working Groups I and II of the Intergovernmental Panel on Climate Change [Field, C.B., V. Barros, T.F. Stocker, D. Qin, D.J. Dokken, K.L. Ebi, M.D. Mastrandrea, K.J. Mach, G.-K. Plattner, S.K. Allen, M. Tignor, and P.M. Midgley (eds.)]. Cambridge University Press, Cambridge, UK, and New York, NY, USA, 582 pp. 12 Tabella 1 – Sintesi delle principali caratteristiche del settore forestale italiano (Analisi SWOT – Strenghts, Weakenesses, Opportunities, Threats). Elementi di forza • Superficie forestale italiana attualmente di oltre un terzo del territorio ed è in aumento negli ultimi decenni, soprattutto per l’espansione spontanea del bosco su coltivi, prati e pascoli abbandonati con conseguente fornitura di numerosi Servizi Ecosistemici offerti dal bosco. • Multifunzionalità forestale, un aspetto consolidato nelle linee strategiche internazionali e riconosciuto quale opportunità di sviluppo e tutela negli strumenti programmatori europei, nazionali e regionali. • Elevata diversità di specie, habitat ed ecosistemi forestali (tipologia, struttura, funzionalità, biodiversità, ecc.), è espressione delle varietà ecoregionali, biogeografiche, pedoclimatiche, storiche, gestionali e culturali. • Elevata presenza di aree forestali protette e sottoposte a vincoli ambientali e paesaggistici con proprietà indisponibili forestali dello Stato che rappresentano un fondamentale bene collettivo di interesse ambientali. • Legislazione forestale nazionale e regionale, tra le più tutelanti e restrittive d’Europa con una posizione trasversale in ambito di tutela paesaggistica, ambientale e di sviluppo locale. • Ruolo e funzioni delle foreste sono elementi sempre più riconosciuti per il perseguimento degli impegni internazionali in materia di lotta al clima, tutela ambientale e sviluppo locale. • Ruolo attivo degli Enti locali, anche tramite loro associazioni, nei processi di governance territoriale, in costante sinergia e confronto con le istituzioni statali in cui sono presenti tavoli istituzionali per la concertazione e la collaborazione tra le amministrazioni stesse e i portatori d’interesse del settore. • Presenza di strumenti normativi innovativi per il superamento della parcellizzazione fondiaria attraverso la gestione forestale associata e la gestione provvisoria. • Presenza diffusa di realtà e collettività locali vitali, in particolare di forme di proprietà collettiva, di gestione dei demani civici e nuove modalità associative tra proprietari provati e gestori (Associazioni fondiarie, Comunità di bosco, cooperative sociali e di comunità, …). • Consolidata tradizione selvicolturale nazionale e locale, fondata su basi naturalistiche (rinnovazione naturale, continuous forest cover nei soprassuoli governati a fustaia, prevalenza di formazioni miste con specie autoctone e limitata presenza di specie esotiche) e di sostenibilità, garantisce una gestione razionale ed equilibrata. • Ruolo strategico dell’arboricoltura da legno e delle coltivazioni forestali specificatamente dedicate, in particolare del pioppo, grande capacità produttiva italiana e ottima esperienza maturata con le piantagioni polispecifiche e policicliche permanenti e temporanee. • Prodotti forestali legnosi e spontanei che, per le loro peculiari caratteristiche locali, possiedono importanti potenzialità qualitative e tecniche apprezzate e ricercate dal mercato nazionale ed estero. • Comparto industriale del legno, della carta e anche di produzione di macchinari per la lavorazione del legno, di grande rilevanza economica e con l’importante riconoscimento all’estero del valore del made in Italy per i prodotti in legno. • Settore legno energia compreso indotto fattura 4 miliardi di € e coinvolge 14.000 imprese. Le biomasse solide destinate alla produzione di energia termica costituiscono la prima rinnovabile italiana consumata con 6,45 Mtep. la seconda è l’idroelettrica con 3,98, il fotovoltaico italiano è solo quarto con 2,04 Mtep (rapporti statistici GSE). • Industrie italiane che producono apparecchi domestici prime nel mercato europeo, nei numeri e nella qualità. • Eccellenti capacità di riciclo dei prodotti legnosi a fine vita, che consentono il riutilizzo del materiale, nell’ ottica di sviluppare sempre più l’economia circolare. • Numerose strutture di ricerca con elevata qualità scientifica (in termini di pubblicazioni e partecipazioni a progetti e network internazionali), in grado di stimolare il settore forestale e i suoi soggetti. • Ricca conoscenza tecnico scientifica e di ricerca in materia forestale a supporto della pianificazione e gestione forestale. • Elevata competenza professionale e presenza diffusa sul territorio di Dottori forestali e agronomi e altri liberi professionisti qualificati, in aggiornamento con la formazione continua, in grado di pianificare il territorio in modo multidisciplinare. • Settore della castanicoltura, della tartuficoltura e della sughericoltura ricoprono un importante ruolo ambientale, socioeconomico e di conservazione paesaggistico- culturale locale. Strategia Forestale Nazionale Elementi di debolezza • Scarsa diffusione della pianificazione forestale aziendale e territoriale, per le proprietà private e pubbliche (anche nei boschi per i quali i piani sarebbero obbligatori ai sensi del R.D. 3267/1923), con conseguente scarsa gestione sostenibile del territorio e del patrimonio forestale. • Limitata conoscenza e consapevolezza del ruolo e delle funzioni del bosco da parte dell’opinione pubblica, nonché del contributo dei gestori e degli operatori forestali nella gestione selvicolturale sostenibile, quale elemento fondamentale per la tutela, crescita e sviluppo dei boschi e dei servizi ecosistemici ad essi legati. • Elevata frammentazione delle proprietà̀ forestali e la ridotta dimensione aziendale con scarsa propensione alla gestione associata e all’adeguamento gestionale, strutturale e produttivo. • Scarso coordinamento tra gli strumenti strategici internazionali e nazionali e i programmi e piani attuativi anche a scale territoriali di dettaglio. • Complessità del sistema normativo e vincolistico e incertezza nei processi amministrativi legati agli interventi selvicolturali e agli investimenti nella gestione forestale. • Scarsa conoscenza della vulnerabilità ambientale ai rischi e agli impatti del cambiamento climatico sul patrimonio forestale. • Frammentazione dell’offerta di biomassa legnosa, la bassa e incostante qualità delle produzioni forestali italiane e la conseguente forte dipendenza nell’approvvigionamento dall’estero • Scarsità di investimenti per il monitoraggio, la tutela, il ripristino e la valorizzazione delle aree forestali, per aumentarne la resilienza. • Scarsa attenzione allo stato di conservazione dei diversi ecosistemi forestali in relazione alle diverse tipologie fisionomiche e strutturali, che comporta scarsa valorizzazione del ruolo dei boschi cedui e poca attenzione all’ importanza naturalistica ed ecologica delle diverse foreste vetuste in termini di singole formazioni e di reti nazionali e regionali, soprattutto in area appenninica. • Scarso interesse e l’assenza azioni di conservazione per le aree con elevata frammentazione di popolazioni marginali, dall’elevato potenziale adattativo, di specie a grande diffusione europea (come l’abete bianco, il faggio, il pino silvestre, l’abete rosso, il pioppo, le querce). • Scarsa conoscenza dei suoli forestali, in particolare in ambiente montano, da cui in molti contesti dipende l’elevata vulnerabilità idrologica, che comporta scarsa prevenzione, gestione e manutenzione dell’assetto idrogeologico del Paese. • Scarsità di azioni e investimenti volti alla caratterizzazione e valorizzazione della biodiversità e del germoplasma forestale anche tramite approcci innovativi. • Insufficiente diffusione e conoscenza sul ruolo della certificazione forestale e scarso livello di innovazione culturale e tecnologica delle imprese forestali anche a causa della limitata presenza di strumenti, iniziative ed organismi di trasferimento tecnologico e divulgazione. • Carenze formative di tipo tecnico e gestionale per addetti, operatori e proprietari, nonché dei dirigenti e funzionari pubblici addetti al settore forestale e scarsa integrazione di competenze scientifiche e professionali tra forestali, ecologi, genetisti e naturalisti. • Necessità dei prodotti legnosi nel settore industriale e residenziale soddisfatta tramite un elevato approvvigionamento dall’estero a causa dell’offerta nazionale frammentata, discontinua, e soprattutto inferiore alle potenzialità reali del settore forestale italiano. • Scarsa densità delle imprese di prima trasformazione (es. segherie) soprattutto in aree montane, poco coordinate e collegate con i segmenti della filiera produttiva e i diversi soggetti che operano nel settore, a partire dalle imprese di utilizzazione e trasformazione. • Elevata incidenza dell’economia sommersa nelle filiere forestali italiane, specialmente a livello della commercializzazione di legna da ardere per uso domestico. • Scarso sviluppo del mercato industriale per assortimenti che possono trovare utilizzazioni da opera e una funzione più duratura e con maggior valore aggiunto rispetto all’uso energetico. • Scarsa attenzione politica al settore forestale e allo sviluppo delle filiere forestali locali anche con sostegni di risorse pubbliche. • Difficoltà e inesperienza da parte del settore forestale ad attivare processi partecipativi nella condivisione delle politiche scelte legate alla gestione forestale. • Assenza di progetti e contratti di filiera bosco legno con scarsa valorizzazione agli usi duraturi ad alto valore 14 Strategia Forestale Nazionale aggiunto dei prodotti legnosi. • Insufficiente rete viaria e la difficoltà di accesso alle proprietà, anche a causa di una scarsa diffusione dei Piani forestali di indirizzo territoriale. • Insufficiente riconoscimento e quantificazione in termini economici dei servizi ecosistemici offerti dalle risorse forestali e dalla loro gestione sostenibile, e lo scarso sviluppo dei mercati volontari tra chi produce e chi fruisce dei servizi ecosistemici. • Scarso ricorso a criteri di “acquisto verde” negli appalti pubblici, in grado di favorire il ricorso a prodotti legnosi locali come le certificazioni di gestione forestale sostenibile, la contabilizzazione delle emissioni da trasporto e le certificazioni di impronta emissiva. • Scarsa assistenza tecnica pubblica al settore forestale con elevata complessità e costi dei processi burocratici e autorizzativi. • Scarsità di strumenti e servizi finanziari e bancari a supporto degli investimenti sul patrimonio forestale e verso le imprese. • Mancato riconoscimento del settore specifico di competenza del dottore forestale quale tecnico, sia come libero professionista che come soggetto a supporto delle amministrazioni pubbliche. • Frammentazione del sistema della ricerca forestale italiana e la scarsa conoscenza delle tematiche sul legno nei programmi di ricerca forestale. • Informazioni di settore limitate, disomogenee e scarsamente accessibili, sia statistiche che cartografiche, di tipo strutturale, funzionale, genetico e pedologico ad ogni scala territoriale, con conseguente scarsa integrazione dei dati e delle conoscenze di settore (idrologici, climatici, pedologici, forestali, zoologici) per sviluppare un’analisi più precisa alle diverse scale di riferimento. 15 Strategia Forestale Nazionale Opportunità • Espansione naturale della superficie forestale nazionale, soprattutto su coltivi, prati e pascoli abbandonati in aree collinari e montane, e in aree periurbane di pianura, che può essere valorizzata come risorsa. • Aumento della diversità strutturale, genetica, funzionale, ed ecologica del patrimonio forestale nazionale. • Necessità crescente della Gestione Forestale Sostenibile quale strumento per la pianificazione territoriale responsabile che sia di tutela, conservazione ambientale e paesaggistica del patrimonio forestale, e contemporaneamente di valorizzazione del capitale naturale, garantendo la fornitura di tutti i Servizi Ecosistemici (approvvigionamento, regolazione e socio-culturali) generati dalle foreste. • La Pianificazione forestale, aziendale e territoriale rappresenta lo strumento migliore per garantire la gestione e la tutela del patrimonio forestale e per individuare l’equilibrio specifico di ogni territorio quale sintesi interdisciplinare di analisi e confronto tra i residenti, i proprietari e gestori forestali e i portatori di interesse. • Prevenzione degli eventi climatici estremi con azioni volte alla conseguente riduzione dei rischi per la pubblica incolumità, per garantire la piena funzionalità delle foreste, per contenere/ridurre il tasso di erosione e desertificazione nelle aree più a rischio, e per migliorare l’assetto idrogeologico del Paese. • Riqualificazione e recupero, a fini ambientali, produttivi e socio-culturali, delle aree forestali danneggiate e/o degradate da eventi calamitosi naturali e/o dall’azione antropica. • Utilizzo, studio e ricerca di pratiche di migrazione assistita e flusso genetico assistito delle risorse genetiche forestali italiane ad elevato potenziale adattativo • Miglioramento, attraverso le funzioni svolte dalle foreste urbane e peri-urbane, della qualità ambientale (fitorisanamento, qualità dell’aria, infiltrazione dell’acqua, clima locale, funzioni ricreative) e del benessere degli abitanti. • Consapevolezza politica e sociale crescente del ruolo e delle funzioni dei boschi e del settore forestale nei processi di mitigazione e adattamento al cambiamento climatico, di tutela e conservazione della biodiversità e di sviluppo socioeconomico e sostenibile in ambito nazionale e locale. • Sviluppo dell’integrazione e del coordinamento tra le politiche settoriali e gli strumenti di programmazione e attuazione, per migliorare l’efficacia delle azioni e l’efficienza nell’uso delle risorse. • Approccio multidisciplinare del territorio agro-silvo-pastorale con uno sguardo anche all’agroforestazione come tematica fondamentale per l’aumento della biodiversità e della fertilità del suolo. • Sviluppo di forme associative e consortili di gestione delle proprietà, attraverso l’accorpamento di aree forestali adiacenti per una gestione unitaria e lungimirante di ampie superfici in ambiti territoriali omogenei. • Miglioramento del dialogo e del confronto tra amministrazioni e portatori d’interesse del settore forestale e promozione degli strumenti e processi di governance multilivello per la gestione delle risorse forestali e per il riconoscimento e coordinamento degli interventi sul territorio. • Espansione delle filiere forestali legate alla produzione di servizi socio-culturali e turistico-ricreativi dalle importanti ricadute occupazionali sulle economie delle aree interne. • Potenzialità per l’approvvigionamento di prodotti forestali legnosi e spontanei, con una significativa presenza di foreste ad elevate provvigioni legnose e bassi tassi di utilizzo. Boschi in evoluzione che necessitano di indirizzi gestionali puntuali/specifici. • Maggiore coordinamento delle iniziative di formazione forestale, aggiornamento e innovazione tecnica rivolte alle imprese, ai proprietari dei boschi e ai diversi soggetti attivi nella filiera del legno. • Ammodernamento delle dotazioni strutturali ed infrastrutturali nelle utilizzazioni forestali e nei processi di trasformazione. • Aumento della domanda di certificazione della gestione forestale e dei processi produttivi con conseguente crescita dei progetti e finanziamenti europei e nazionali per l’innovazione tecnica e di processo, per lo sviluppo di filiere ad elevato valore aggiunto sia di prodotti legnosi che non legnosi. • Diffuso interesse dell’inclusione di investimenti volti alla gestione e tutela del patrimonio forestale all’interno dei portafogli d’investimento. • Possibilità di nascita, sviluppo ed espansione di filiere dei prodotti non legnosi del bosco, in particolare quelli la cui richiesta nazionale è molto elevata e richiede importazione estera. • Crescente domanda di materia prima legnosa per l’industria del legno e della carta, di prodotti legnosi e dei prodotti forestali spontanei locali, tracciati e certificati e possibile riduzione delle importazioni dall’estero di prodotti legnosi e derivati così da evitare il rischio di deforestazione in paesi terzi. 16 Strategia Forestale Nazionale • Incremento dei sink e stock di carbonio nella gestione del patrimonio forestale e nei materiali e prodotti legnosi durevoli, nonché anche con progressiva sostituzione di materiali di origine fossile (generanti un rilevante impatto ambientale) con biomateriali. • Progresso tecnologico in grado di migliorare le prestazioni energetiche e ridurre le emissioni in atmosfera degli impianti energetici a biomassa, incusi quelli domestici e di consolidamento di una filiera foresta-legno-energia correttamente dimensionata alle reali capacità di approvvigionamento locale. • Incremento e sviluppo della bioeconomia e dell’economia circolare anche nel settore forestale, con filiere ad alto valore aggiunto, e creazione di nuova occupazione in ambito locale e nell’indotto industriale. • Ruolo strategico dell’arboricoltura da legno e delle coltivazioni forestali specificatamente dedicate. • Implementazione di un Sistema informativo forestale nazionale (SIFOR) e dell’elaborazione della Carta forestale nazionale georiferita, per l’avvio di un nuovo percorso condiviso tra Mipaaf, ISTAT, centri di ricerca, università, associazioni di categoria per sviluppare innovative metodologie di rilevamento, implementare la raccolta e sistematizzazione delle informazioni e dei dati statistici di settore aggiornabili nel tempo. • Sfide ed obiettivi internazionali, recepiti e sostenuti dall’Italia, che stimolano l’uso a cascata e il riciclo del legno, la trasformazione in prodotti durevoli e la sostituzione di materiali di origine fossile con biomateriali. 17 Strategia Forestale Nazionale Minacce • Crisi climatica con aumento nella frequenza e intensità degli eventi climatici estremi e delle temperature con i relativi dei disturbi biotici e abiotici, in particolare, incendi, siccità e attacchi parassitari, con impatti negativi sulla biodiversità̀, stabilità ed efficienza degli ecosistemi forestali nonché con conseguenze di tipo economiche e sociali sulle comunità locali. • Inquinamento atmosferico da particolato (PM) e consumo di suolo legato ad una non corretta pianificazione territoriale. • Spopolamento delle aree rurali montane e collinari, con progressiva perdita delle attività colturali agrosilvopastorali, di ecotoni e aree aperte che in alcuni contesti comportano la riduzione della biodiversità floristica e faunistica e di habitat di interesse europeo, nonché di aumento del rischio di dissesto idrogeologico. • Abbandono progressivo delle attività agro-silvo-pastorali, soprattutto in collina e in montagna, che porta, oltre a una progressiva perdita delle identità paesaggistiche e conoscenze locali, anche ad un aumento della vulnerabilità̀ ai disturbi naturali e antropici dei soprassuoli, con possibili rischi per l’incolumità pubblica. • Elevata vulnerabilità ai rischi naturali e antropici, e la scarsa attenzione allo stato di conservazione degli ecosistemi forestali. • Aumento della superficie priva di indirizzi di gestione, ovvero aree senza una pianificazione che selezioni zone da proteggere (lasciandole evolvere secondo la dinamica naturale) ed eventuali zone destinate all’uso forestale per produzioni non legnose che legnose, con conseguente possibile aumento dei fenomeni di degrado e dei rischi per l’incolumità pubblica. • Conversione di superfici da destinare ad alto fusto, allungamento dei turni e matricinatura dei boschi cedui, spesso basate su nozioni estetiche, ecologiche e fisiologiche superate e con il rischio di aumentare i fenomeni di dissesto idrogeologico e di perdita di biodiversità. • Perdita di redditività delle normali prassi di gestione del bosco e di valore commerciale delle foreste a vocazione produttiva. • Perdita, nelle utilizzazioni forestali, di maestranze qualificate locali, conoscenze tradizionali, occupazione artigianale e industriale, anche per l’incremento del lavoro informale, dequalificato e/o irregolare con conseguente ulteriore abbandono di paesi e borghi tipici delle aree interne. • Mancanza di adeguata integrazione e convergenza di intenti sulle risorse, sia a livello nazionale che regionale, fra le politiche e gli strumenti di attuazione in materia ambientale e forestale, di cambiamento climatico, conservazione della biodiversità, valorizzazione del capitale naturale, riqualificazione e recupero paesaggistico, sviluppo di filiere locali sostenibili e di utilizzo di fonti di energie rinnovabili. • Carenza di una visione territoriale d’insieme: ecologica, economica e sociale, frutto di un confronto multidisciplinare che individui le potenzialità prevalenti e l’esistenza di criticità oggettive per predisporre e adottare una pianificazione di medio-lungo termine. • Crescente importazione dall’estero delle materie prime legnose, particolarmente per i prodotti in legno di origine illegale e di altre materie prime non legnose (alimentari), prodotti non tracciati che aumentano il rischio di deforestazione al livello mondiale. • Scarso coordinamento tra i soggetti istituzionali, comunali, regionali e nazionali, rispetto alle filiere e mancanza di strategie unitarie territoriali. • Mancata regolamentazione del mercato dei crediti di carbonio e sostenibilità generati da interventi selvicolturali non pianificati. 18 Strategia Forestale Nazionale
2. OBIETTIVI Le foreste30 sono un bene misto pubblico- climatici, e quindi l’immagazzinamento di privato, custode di biodiversità e fonte di carbonio nei suoli, nella biomassa degli alberi innumerevoli Servizi ecosistemici da cui in piedi, nonché nei prodotti legnosi a lungo dipendono le comunità rurali, montane e ciclo di vita. Contemporaneamente è urbane. L’Accordo di Parigi, l’Agenda 2030 necessario promuovere la protezione e la per lo sviluppo sostenibile, le politiche tutela del patrimonio forestale attraverso un dell’UE in materia di clima, biodiversità ed miglioramento nella prevenzione e energia e la Strategia dell’UE per la adattamento agli incendi boschivi, al dissesto bioeconomia, nel porre sfide importanti e idrogeologico, agli attacchi parassitari e altri inderogabili, hanno confermato la crescente eventi estremi, sostenendo meccanismi rilevanza delle risorse forestali. coordinati di risposta rapida a tali eventi e Le foreste e il settore forestale nazionali promuovendo azioni di restauro e contribuiscono e contribuiranno in modo rigenerazione naturale assistita delle aree strategico a fornire soluzioni sostenibili alle danneggiate e degradate. sfide attuali e future che riguardano il nostro Considerando l’inestimabile ruolo Paese. Per garantire questo ruolo è oggi ambientale e paesaggistico delle foreste necessario non solo disporre di dati e italiane, vi è la necessità di intervenire sulla informazioni aggiornate e di buona qualità conservazione della diversità biologica, ma anche migliorare il coordinamento tra le ecologica e bioculturale, con modalità politiche di settore e le azioni previste dai gestionali adeguate a garantire la tutela di diversi strumenti strategici nazionali, europei habitat ed ecosistemi di particolare interesse e internazionali. Ed è proprio in questa e pregio e per salvaguardare i nostri paesaggi prospettiva che la SFN si muove, definendo agro-silvo-pastorali. obiettivi e individuando azioni volte a Partendo quindi, dalla conoscenza dello rimediare alle mancanze del passato e a stato di conservazione e salute dei nostri costruire le fondamenta del prossimo boschi, così come evidenziato anche nei futuro. Rapporti Annuali sul Capitale naturale, vi è la Nel contesto climatico e socioeconomico necessità di garantire la massima complessità globale, coerentemente agli impegni possibile dei tipi e degli ecosistemi forestali, internazionali e alle politiche dell’UE, si compatibilmente con le loro caratteristiche avverte in Italia l’urgenza di attivare politiche intrinseche, con i modelli colturali adottati e volte ad incrementare il ruolo strategico che con le caratteristiche dei paesaggi. possono svolgere il patrimonio forestale e le Coerentemente con le strategie europee sue filiere, politiche che devono essere per la bioeconomia e lo sviluppo sostenibile, finalizzate ad aumentare in primo luogo la bisogna oggi valorizzare ulteriormente il resilienza delle foreste, la loro capacità di ruolo dei prodotti forestali in sostituzione di adattamento e mitigazione ai cambiamenti materiali non rinnovabili, per il settore delle costruzioni, dei mobili, della carta e altri 30 Pe l’Italia, ai sensi dell’art. 3 comma 1 del TUFF i termini bosco, impieghi industriali innovativi (bio-plastiche, foresta e selva sono equiparati. bio-tessili, bio-medicinali, ecc.), per fornire 19 Strategia Forestale Nazionale energia rinnovabile (e in particolare biomassa della società, dei proprietari e degli operatori a uso termico) in sostituzione dei del settore con il fine di tutelare e conservare combustibili fossili, soprattutto in filiere gli ecosistemi, la diversità strutturale e “corte” strettamente collegate alle risorse funzionale delle foreste, frenare il processo di territoriali locali e valorizzando scarti di abbandono colturale e culturale, valorizzare il lavorazione e materie prime secondarie, ruolo del bosco e la funzione del settore privilegiando approcci “a cascata” e quindi la forestale e delle sue filiere nello sviluppo circolarità dell’economia. socioeconomico del Paese. In una società altamente urbanizzata In coerenza con gli impegni internazionali, come quella italiana la fornitura costante e all’art. 3 com. 2, lettera b) del TUFF, la GFS o continua di Servizi ecosistemici materiali e gestione attiva, viene definita come: “insieme immateriali, ricopre un ruolo sempre più delle azioni selvicolturali volte a valorizzare la importante nell’economia del paese. La loro molteplicità delle funzioni del bosco, a fornitura non può prescindere da un’azione garantire la produzione sostenibile di beni e coordinata tra le politiche che sia volta alla Servizi ecosistemici, nonché una gestione e promozione della gestione sostenibile del uso delle foreste e dei terreni forestali nelle patrimonio nazionale come leva non solo per forme e ad un tasso di utilizzo che consenta di l’ulteriore sviluppo e il mantenimento delle mantenere la loro biodiversità, produttività, economie delle aree rurali e interne, ma rinnovazione, vitalità e potenzialità di anche per la tutela idrogeologica, la adempiere, ora e in futuro, a rilevanti funzioni regolazione del ciclo dell’acqua, la ecologiche, economiche e sociali a livello conservazione del paesaggio e della locale, nazionale e globale, senza comportare biodiversità, la mitigazione del cambiamento danni ad altri ecosistemi”. climatico, contrastando la deforestazione e il Soddisfare le richieste e aspirazioni della degrado delle foreste nel mondo e società attuale e delle generazioni future e promuovendo attività di produzione e di definire le modalità ottimali di gestione delle commercio internazionale basate su criteri di foreste italiane, implica trovare sinergie ma legalità e restauro degli ecosistemi degradati. anche mediare tra domande talvolta Compito della SFN sarà quindi, quello di conflittuali, ricercando le soluzioni migliori incrementare il valore dei boschi e dei suoi tramite un processo di concertazione prodotti e servizi, salvaguardando il collaborativa e di scelta delle soluzioni sociali, patrimonio boschivo e la sua biodiversità, finanziarie, tecniche e scientifiche più che rappresentano il volano per lo sviluppo adeguate al fine di migliorare lo stato di di differenti filiere produttive di natura conservazione dei sistemi forestali e la economica, ambientale e sociale. qualità paesistica del nostro territorio. Denominatore comune alla base di queste Peraltro, in una realtà dinamica dovuta linee strategiche è la Gestione Forestale alla crisi climatica e all’evoluzione delle Sostenibile (GFS), così come definita a livello condizioni socioeconomiche, le linee di internazionale nell’ambito delle Conferenze intervento per una GFS devono essere ministeriali per la protezione delle foreste in continuamente verificate e adattate, Europa (Forest Europe) e recepita dall’UE e mantenendo il quadro dei principi generali di dall’Italia quale strumento essenziale per orientamento. equilibrare gli interessi e le responsabilità 20 Strategia Forestale Nazionale Sono queste le motivazioni che hanno legame tra il benessere umano e la salute portato, coerentemente al quadro dei sistemi naturali, sono: Vita sulla terra internazionale ed europeo di riferimento (O.15), Salute e benessere (O.3), Acque (Cap. 2.1), alla definizione degli Obiettivi (O.6), Energia (O.7), Lavoro e crescita generali della SFN (Cap. 2.2). economica (O.8), Produzioni e consumi responsabili (O.12) e Clima (O.13). 2.1 Quadro internazionale ed europeo Di particolare interesse e importanza per il di riferimento settore forestale nazionale risultano, inoltre, le Conferenze mondiali delle Nazioni Unite a A livello internazionale ed europeo cui si aggiungono gli atti del Processo esistono numerosi atti che interessano Paneuropeo delle Conferenze Ministeriali per direttamente e indirettamente il settore la Protezione delle Foreste in Europa: forestale nazionale, definendo gli • la Conferenza delle Nazioni Unite su orientamenti per la gestione, tutela e Ambiente e Sviluppo (UNCED), tenutasi a valorizzazione delle risorse forestali. Rio de Janeiro nel 1992, che con i Principi Nell’ambito degli indirizzi e obiettivi del sulle Foreste ha dato concretezza al Green Deal europeo, di raggiungere la concetto di GFS, definendone le tre neutralità climatica in Europa entro il 2050, principali dimensioni: ecologica assumono particolare importanza per il (conservazione delle risorse boschive), settore forestale gli indirizzi strategici e sociale (impatti sociali positivi) ed programmatici previsti dal Piano strategico economica (efficienza nell’organizzazione delle foreste delle Nazioni Unite per il 2017- dell’offerta dei prodotti o dei servizi 2030 e dall’Agenda 2030 per lo Sviluppo forestali); sostenibile. • la Convenzione sulla Biodiversità (CBD), • Piano strategico delle foreste delle sottoscritta a Rio de Janeiro il 5 giugno Nazioni Unite per il 2017-2030, adottato 1992, ratificata dall’Italia con la Legge n. dal Forum delle Nazioni Unite sulle 124/1994, che con i suoi Protocolli e con il Foreste (UNFF), con un quadro globale per Piano strategico per la biodiversità 2011- garantire una gestione sostenibile e 2020 e i 20 Target di Aichi ha impegnato i fermare la deforestazione e il degrado paesi a “intraprendere azioni efficaci e delle foreste. Il Piano individua 6 Obiettivi urgenti per fermare la perdita di Globali e 26 Obiettivi associati, volontari biodiversità”; e universali, da raggiungere entro il 2030; • la Convenzione sui Cambiamenti Climatici • Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile, (UNFCCC), adottata a New York il 9 maggio che ha definito il nuovo quadro strategico 1992, ratificata dall’Italia con Legge n. delle Nazioni Unite e che individua 17 65/1994; attuata con il Protocollo di obiettivi globali a carattere universale Kyoto (1997), ratificato dall’Italia dalla (Sustainable Development Goals - SDGs) e Legge n. 120/2002, e l’Accordo di Parigi 169 target. I principali obiettivi di (2015), ratificato dall’Italia con la Legge 4 interesse per il settore forestale nazionale novembre 204/2016, che riconoscono alle e che definiscono target rilevanti per la foreste un ruolo significativo nelle gestione forestale riconoscendo lo stretto politiche di mitigazione e adattamento ai 21 Strategia Forestale Nazionale cambiamenti climatici per la loro capacità idrogeologico e regolazione del ciclo di fissazione e stoccaggio del carbonio nei dell’acqua. prodotti legnosi e nel suolo, di produzione • la Green Infrastructures Strategy e il di energie rinnovabili e alternative a quelle recente Forum mondiale per le foreste fossili e di stoccaggio del carbonio nei urbane che individuano nelle prodotti legnosi. infrastrutture verdi e nelle foreste urbane • la Convenzione sulla lotta alla una significativa opportunità per desertificazione (UNCCD) del 17 giugno migliorare il benessere e la qualità della 1994, ratificata con la Legge n. 170/1997, vita dei cittadini. Strategie che hanno che riconosce un ruolo di primaria favorito la stesura da parte del Mite della importanza alle misure forestali come Strategia nazionale per le foreste urbane. strumento di lotta alla desertificazione; • la Convenzione delle Alpi e il Protocollo • la Convenzione sul commercio Foreste montane, che dal 1991 si impegna internazionale delle specie minacciate da a promuovere lo sviluppo sostenibile e estinzione, della flora e della fauna garantire una politica comune per l’arco (CITES), firmata a Washington il 3 marzo alpino, con un accordo internazionale 1973 e ratificata con la Legge n. 874/1975; sottoscritto tra i Paesi alpini e l’Unione • il Processo Paneuropeo delle Conferenze Europea. Ministeriali per la Protezione delle Le foreste rappresentano una risorsa di Foreste in Europa (MCPFE, oggi Forest particolare rilevanza territoriale ed Europe) avviato nel 1990 con lo scopo di economica per l’Europa e sono parte promuovere la protezione e la GFS fondamentale del capitale naturale europeo nell’intero continente europeo, con le oggetto di protezione, rientrando con un Conferenze ministeriali di Strasburgo ruolo rilevante nelle politiche climatiche, (1990), Helsinki (1993), Lisbona (1998), ambientali e di conservazione della Vienna (2003), Varsavia (2007), Oslo biodiversità, di sviluppo socioeconomico, (2011), Madrid (2015) e la recente energetiche e di cooperazione internazionale. Conferenza di Bratislava (2021) che hanno Le foreste e i prodotti forestali non sono portato e porteranno alla definizione e esplicitamente menzionati nei trattati sottoscrizione di Dichiarazioni e istitutivi e, quindi, in accordo con il principio Risoluzioni, in parte recepite dalla di sussidiarietà verticale, la politica forestale normativa nazionale. Le decisioni di Forest europea resta di principale competenza dei Europe impegnano all’utilizzo di un set di Paesi membri. criteri e indicatori paneuropei per il L’UE ha, tuttavia, attuato negli anni monitoraggio delle politiche forestali, con diverse azioni importanti rivolte al attenzione alle modalità di promozione patrimonio forestale e al settore forestale della GFS: adattamento ai cambiamenti (Tabella 2), riconoscendone il valore climatici e ruolo di mitigazione delle trasversale e includendole quindi, in altre foreste, fornitura di legname e altri politiche, in primo luogo quella agricola e di prodotti forestali spontanei, sviluppo rurale, ma anche in quelle conservazione della diversità biologica e ambientali, per il clima e delle energie culturale, mitigazione del rischio rinnovabili, della ricerca, della coesione, 22 Strategia Forestale Nazionale dell’industria, del commercio e della AMBIENTE cooperazione internazionale. • Comunicazione della Commissione COM (2020) 380 final del 25 maggio 2020, “Strategia dell'UE sulla Le diverse politiche europee compongono biodiversità per il 2030 - Riportare la natura nella un quadro ricco e composito di regolamenti, nostra vita”; direttive e indirizzi di grande rilevanza per la • Comunicazione della Commissione COM (2019) 0640 dell'11 dicembre 2019, Green Deal. gestione delle risorse forestali dei singoli stati • Conclusioni adottate dal Consiglio Europeo del 12 membri. Quadro normativo non sempre dicembre 2019, n 12795, inerenti “8º programma facile da ricomporre in un insieme coerente e d'azione per l'ambiente (PAA) in materia di coordinato di azioni. ambiente e cambiamenti climatici 2021 – 2030; • Comunicazione della Commissione COM (2017) 198 del 27 marzo 2017, “Un piano d'azione per la Tabella 2 - Principali norme e documenti di natura, i cittadini e l'economia”; indirizzo di interesse forestale nelle politiche • Comunicazione della Commissione COM (2015) 478 dell’Unione Europea. del 2 ottobre 2015, “Revisione intermedia della Strategia dell’UE sulla biodiversità al 2020”; STRATEGIA FORESTALE EUROPEA • Programma d’azione dell’UE per l’ambiente fino al • Strategia Forestale europea 2030, COM (2021) n 2020 e la sua visione per il 2050, del 29 aprile 2014; 572 final del 16 luglio 2021 • Regolamento (UE) n. 1143 del 22 ottobre 2014, • Relazione della Commissione per l'agricoltura e lo “Disposizioni volte a prevenire e gestire sviluppo rurale 2019/2157(INI), del 11 settembre l’introduzione e la diffusione delle specie esotiche 2020, sulla “Strategia Forestale europea - Il invasive”; cammino da seguire”; • Decisione (UE) n. 1386 del 20 novembre 2013, • Comunicazione della Commissione, COM (2019) “Vivere bene entro i limiti del nostro pianeta” 7° 352 final, del 23 luglio 2019, “Rafforzare l'azione programma d’azione per l’ambiente 2013/2020; dell'UE per la protezione e la ricostituzione delle • Regolamento (UE) n. 1293 dell’11 dicembre 2013, foreste del mondo”; “Istituzione programma LIFE”; • Comunicazione della Commissione, COM (2018) • Direttiva 2008/50/CE del 21 maggio 2008, “La 811 del 7 dicembre 2018, “Progressi nell'attuazione qualità dell’aria ambiente e per aria più pulita”; della Strategia Forestale dell'Unione europea: Una • Direttiva 2009/147/CE del 2 aprile 1979, “La nuova Strategia Forestale dell’Unione europea: per conservazione degli uccelli selvatici”; le foreste e il settore forestale”; • Direttiva 92/43/CEE "Habitat" del 21 maggio 1992 • Documento di lavoro dei servizi della Commissione, “Conservazione degli habitat naturali e SWD (2015) 164 final, del 3 settembre 2015 “Piano seminaturali, della flora e della fauna selvatiche”; di attuazione pluriennale della Strategia Forestale ENERGIA dell'UE”; • Comunicazione della Commissione, COM (2013) • Direttiva (UE) 2018/2001 del 11 dicembre 2018, 659 final, del 20 settembre 2013 “Una nuova “Promozione dell’uso dell’energia da fonti Strategia Forestale dell’Unione europea: per le rinnovabili. L’art. 29 Fissa altresì criteri di foreste e il settore forestale”; sostenibilità e di riduzione delle emissioni di gas a effetto serra per i biocarburanti, i bioliquidi e i POLITICA AGRICOLA COMUNE combustibili da biomassa”. • Regolamento (UE) n. 289 del 19 febbraio 2019 CLIMA (modifica del Regolamento (UE) n. 702/2014) sulla “Compatibilità con il mercato interno di alcune • Comunicazione della Commissione COM(2021) 82 categorie di aiuti nei settori agricolo e forestale e final - Plasmare un'Europa resiliente ai cambiamenti nelle zone rurali”. climatici – La nuova Strategia dell'UE di • Comunicazione della Commissione COM (2017) 713 adattamento ai cambiamenti climatici (24.2.2021) del 29 novembre 2017 “Il futuro dell'alimentazione • Risoluzione del Parlamento europeo del 28 e dell'agricoltura”; novembre 2019 sull'emergenza climatica e • Comunicazione “Il futuro dell'alimentazione e ambientale (2019/2930(RSP)). dell'agricoltura” COM(2017)713, pubblicata il 29 • Quinto Rapporto di Valutazione dell'IPCC “Climate novembre 2017, e successivi Regolamenti (UE) per il Change and Land” (2019); sostegno allo sviluppo rurale, Fondo FEASR e sui • Regolamento (UE) n. 841 del 30 maggio 2018, pagamenti diretti agli agricoltori; “Inclusione delle emissioni e degli assorbimenti di gas a effetto serra risultanti dall’uso del suolo, dal 23 Strategia Forestale Nazionale cambiamento di uso del suolo e dalla silvicoltura nel • Regolamento (UE) n. 652 del 15 maggio 2014, quadro 2030 per il clima e l’energia, modifica del “Disposizioni per la gestione delle spese relative alla Regolamento (UE) n. 525/2013 e della decisione n. sanità delle piante e al materiale riproduttivo 529/2013/UE”; vegetale”; • Comunicazione della Commissione COM (2018) • Regolamento (UE) n. 607 del 6 luglio 2012, 773, Un pianeta pulito per tutti - Visione strategica “Disposizioni particolareggiate relative al sistema di europea a lungo termine per un'economia dovuta diligenza e alla frequenza e alla natura dei prospera, moderna, competitiva e climaticamente controlli sugli organismi di controllo in conformità neutra, final; al Regolamento (UE) n. 995/2010”; • Regolamento (UE) n. 842/2018 del 30 maggio 2018, • Regolamento (UE) n. 995 del 20 ottobre 2010, “Riduzioni annuali vincolanti delle emissioni di gas “Obblighi degli operatori che commercializzano serra a carico degli Stati membri nel periodo 2021- legno e prodotti da esso derivati”; 2030 come contributo all’azione per il clima per • Regolamento (CE) n. 2173/2005 del 20 dicembre onorare gli impegni assunti a norma dell’accordo di 2005, “Licenze FLEGT per le importazioni di Parigi e recante modifica del Regolamento (UE) n. legname nella Comunità europea”; 525/2013 (Testo rilevante ai fini del SEE)”; • Regolamento (CE) n. 1602 del 9 settembre 2002, • Comunicazione della Commissione COM (2018) “Modalità di applicazione della direttiva 0773 del 28 novembre 2018, "Un pianeta pulito per 1999/105/CE”; tutti – Visione strategica europea a lungo termine • Direttiva 1999/105/CE del 22 dicembre 1999, per un'economia prospera, moderna, competitiva e “Commercializzazione e utilizzatore finale dei climaticamente neutra", materiali forestali di moltiplicazione (1), in CATASTROFI NATURALI e PROTEZIONE CIVILE particolare l'art. 17, paragrafo 3”; • Regolamento (CE) n. 2012 dell'11 novembre 2002, “Fondo di solidarietà dell'Unione europea per far Gli orientamenti europei in materia di fronte a gravi catastrofi naturali, come le tempeste foreste e filiere forestali, proposti per la e gli incendi forestali”; prima volta nel 1998 con la prima Strategia • Decisione n. 1313/2013/UE del 17 dicembre 2013, “Meccanismo unionale protezione civile”. forestale dell’UE, resa operativa nel 2005 con BIOECONOMIA il Piano d’Azione Forestale 2007-2011, sono • Documento dei servizi della Commissione stati aggiornati e meglio specificati nella (SWD/2018/431 final) - A sustainable Bioeconomy seconda Strategia forestale dell’UE31 for Europe: Strengthening the connection between approvata nel 2013. Tale strumento è stato economy, society and the environment; • Documento dei servizi della Commissione oggetto di revisione nel 2015 con la {SWD/2012/0011 final} - Innovating for Sustainable pubblicazione nel 2018 della Comunicazione Growth: A Bioeconomy for UE; della Commissione “Una nuova Strategia • Comunicazione della Commissione COM/2011/0571 definitivo, Tabella di marcia verso un’Europa forestale dell’UE: per le foreste e il settore efficiente nell'impiego delle risorse. forestale”. • Documento dei servizi della Commissione {COM A questi lavori ha fatto seguito la (2008) 645 final}, {SEC (2008) 2619}, {SEC (2008) 2620}, {SEC/2008/2618} - Affrontare le sfide della discussione in seno alla Commissione della deforestazione e del degrado delle foreste per nuova “Strategia Forestale europea - Il affrontare i cambiamenti climatici e la perdita di cammino da seguire”32 che nel contesto della biodiversità; COMMERCIO crescente pressione sugli ecosistemi forestali, • Comunicazione della Commissione COM (2019) 352 dovuta ai cambiamenti climatici, e in linea final del 16 dicembre 2019, “Intensificare l'azione con il Green Deal europeo, le discussioni per dell'UE per proteggere e ripristinare le foreste del la predisposizione della Strategia sulla pianeta (23 luglio 2019) e Conclusioni del Consiglio relative alla comunicazione”; biodiversità per il 2030 e in coordinamento • Declarations Partnership Amsterdam (2015) e 31 COM (2013) 659 final. relativa Strategia d’implementazione concordata 32 Relazione sulla Strategia Forestale europea - Il cammino da tra Danimarca, Francia, Germania, Italia, Olanda, seguire (2019/2157(INI). Norvegia Regno Unito; 24 Strategia Forestale Nazionale con la strategia Farm to Fork33, sottolinea il dalla Commissione che hanno portato, il 16 ruolo cruciale delle foreste e della silvicoltura luglio 2021, alla Comunicazione “Nuova nel conseguimento degli obiettivi europei, in Strategia Forestale europea 2030”. continuità con la “Strategia Forestale Nelle more di una più precisa definizione dell’UE: per le foreste e il settore forestale” di cosa si intenda, nella Strategia per la del 2013. biodiversità 2030, l’UE quando parla del 30% Nello specifico, viene promosso della superficie territoriale europea in l’imboschimento, la conservazione e il “regime di gestione efficace”, di cui un 10% ripristino e restauro delle foreste al fine di sottoposto a una rigorosa protezione legale, aumentare il potenziale di assorbimento e occorre sottolineare la peculiarità solo immagazzinamento di CO2, migliorare la italiana in Europa. Fin dal 1985 tutte le resilienza, promuovere la bioeconomia foreste italiane sono tutelate da un vincolo di circolare e proteggere la biodiversità. Essa ha tipo paesaggistico, assistito da una tutela per oggetto l'intero ciclo forestale e penale, grazie al quale non sono consentiti promuove i numerosi Servizi ecosistemici mutamenti dello stato dei luoghi senza forniti dalle foreste. preventiva autorizzazione che valuti l’impatto Questo percorso ha portato alla sul paesaggio e le ipotesi di danno e danno pubblicazione il 16 luglio 2021 della ambientale (art 8, D.lgs. n. 34 del 2018), con Comunicazione “Nuova Strategia Forestale obbligo di compensazione forestale nel caso europea 2030” (COM 2021) 572 final. di positiva accoglienza, insieme alle leggi regionali che modulano tutte le utilizzazioni Le foreste ed il settore forestale vengono forestali, vietando il taglio a raso se non in qui definiti come “parte essenziale” della casi eccezionali. Ulteriori previsioni restrittive transizione europea verso un’economia sono presenti in aree boscate individuate da climaticamente neutra, efficiente sotto il speciali atti amministrativi (art. 136, Decreto profilo delle risorse e della competitiva. Gli Legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, Codice dei impegni e le azioni proposte nel nuovo beni culturali e del paesaggio), le cui superfici documento strategico forniranno foreste oscillano, a seconda delle realtà regionali, tra europee in crescita, sane, resilienti e ricche di il 20 ed il 50 % delle superfici forestali. biodiversità, fiorenti mezzi di sussistenza per Inoltre, la superficie forestale è, in molti casi, le aree rurali e non solo, ed una bioeconomia una componente essenziale delle aree forestale sostenibile. protette presenti sul territorio italiano. In questo contesto, la SFN è redatta sulla L’inventario forestale nazionale (INFC,2015) base dello schema proposto dalla previgente stima in 3,5 milioni di ettari la superficie Strategia Forestale UE (pubblicata nel 2013 forestale ricadente in aree protette, pari al ed aggiornata nel 2018) ed elaborata sia sulla 31,8% della superficie forestale nazionale, di base della Strategia per la biodiversità 2030 cui 2.8 milioni di ettari nel Bosco e quasi pubblicata nel 2020 sia seguendo 700.000 ettari nelle Altre terre boscate. attivamente il percorso preparatorio della L’Italia ha anticipato con il TUFF alcune nuova Strategia Forestale UE 2030 pubblicata delle disposizioni previste nella nuova nel 2021, e sulla base dei documenti prodotti Strategia europea per la biodiversità 2030 che indica tra i suoi obiettivi quello di 33 COM(2020) 381. elaborare la definizione di boschi vetusti e 25 Strategia Forestale Nazionale foreste primarie (temi inseriti anche nella politiche di transizione ecologica che si presente SFN), e la necessità di indicare linee stanno attivando grazie alle misure del PNRR di gestione dedicate alla tutela di tali e per la nuova fase di Programmazione importanti realtà. FEASR 2023-2027. Già dal 2019, integrando l’elenco delle La “Nuova Strategia Forestale europea definizioni contenuto nell’art 3, del D.lgs. n. 2030”, riprende quanto proposto nella 34 del 2018 si è provveduto a inserire una Strategia Forestale dell’UE previgente (2013), definizione specifica di che cosa debba redatta dopo lunga concertazione tra Paesi intendersi per bosco vetusto. Con il decreto membri e i Servizi della Commissione. attuativo previsto dal TUFF vengono inoltre, Vengono infatti, individuati 3 Principi-guida, indicate nel dettaglio le modalità per ripresi integralmente dalla nuova Strategia l’individuazione dei boschi vetusti e le Forestale UE, che rappresentano un indicazioni gestionali di massima, che riferimento d’obbligo per la definizione delle dovranno poi essere specifiche per ciascuno strategie forestali nazionali dei Paesi membri: di essi, data l’elevatissima variabilità delle A. Gestione forestale sostenibile e ruolo situazioni ambientali di cui gode l’Italia. multifunzionale delle foreste, per offrire Inoltre, il TUFF contiene disposizioni molteplici prodotti e servizi in maniera specifiche sul tema del pagamento dei Servizi equilibrata e garantire la protezione ecosistemici ai proprietari e gestori forestali, delle foreste; e le disposizioni necessarie per B. Efficienza nell’impiego delle risorse, con l’aggiornamento, attraverso il lavoro di una l’ottimizzazione del contributo delle Commissione tecnica dedicata, delle foreste e del settore forestale allo specifiche necessarie perché i vivai forestali sviluppo rurale, alla crescita e alla producano materiale riproduttivo adatto alle creazione di posti di lavoro; future condizioni climatiche, individuando 19 C. Responsabilità globale delle foreste, con regioni di provenienza sulla base delle la promozione della produzione e del ecoregioni italiane. consumo sostenibile dei prodotti Anticipato inoltre quanto richiesto dall’UE, forestali. il Ministero ha avviato, grazie alle disposizioni Per il contesto nazionale i 3 principi-guida dell’arti. 15 del TUFF, uno specifico accordo della Strategia europea sono stati declinati in di collaborazione con il CREA finanziato dal 8 Aree prioritarie di intervento che ispirano i Fondo foreste 2020, per la predisposizione contenuti della SFN. della Carta Forestale italiana e la realizzazione di un portale forestale per la 1. Sostenere le comunità rurali e urbane - raccolta, l’aggiornamento e la pubblicazione un settore forestale sostenibile e di dati aggiornati in continuo sul sistema competitivo può svolgere un ruolo forestale nazionale, al fine di colmare un gap importante nello sviluppo delle aree rurali conoscitivo storico per il nostro paese. e montane per l'intera economia del paese, fornendo al contempo benefici Per tutte queste considerazioni ed senza prezzo per la società. evidenze il testo della SFN presenta contenuti aggiornati ed estremamente attuali, e si pone 2. Migliorare la competitività e la come fondamentale documento di indirizzo, sostenibilità delle industrie forestali coordinamento e accompagnamento delle dell’UE, della bioenergia e dell’economia 26 Strategia Forestale Nazionale verde in generale - le foreste e le materie politiche e gli obiettivi dell'UE e degli Stati prime da esse derivate possono offrire membri e gli impegni relativi alle questioni opportunità per mantenere o creare posti connesse alle foreste a livello di lavoro e diversificare le entrate in internazionale. un'economia verde a basse emissioni di Con la comunicazione della Commissione carbonio. europea dell'11 dicembre 2019, Green Deal
3. Foreste e cambiamenti climatici - le europeo vengono poste le basi per affrontare foreste possono aiutare a mitigare i le sfide climatiche e ambientali dei prossimi cambiamenti climatici e gli eventi decenni e costruire una nuova strategia di meteorologici estremi associati, e devono crescita che miri a trasformare l’UE in una quindi mantenere e migliorare la loro società equa e prospera, con un’economia capacità di ripresa e adattabilità, e di moderna, efficiente e competitiva nell’uso resilienza in genere legata alla tutela della delle risorse, con l’obiettivo di raggiungere biodiversità e alla presenza di specie nel 2050 emissioni nette pari a zero di gas a coerenti per ecologia e biogeografia alla effetto serra. Si prevedono quindi, in un vegetazione potenziale. unico quadro politico, nuove iniziative
4. Proteggere le foreste e migliorare i Servizi politiche e impegni rafforzati sugli strumenti ecosistemici - le foreste forniscono Servizi vigenti. ecosistemici da cui dipendono le comunità Come parte importante del Green Deal rurali e urbane e ospitano un'enorme europeo, la Commissione ha presentato la varietà di biodiversità. Strategia Farm to Fork volta a trasformare il
5. Informazioni e monitoraggio forestale - il sistema agro-alimentare europeo, rendendo rafforzamento della base di conoscenze più sostenibile sotto diversi aspetti e forestali consentirà una migliore riducendo il suo impatto sui Paesi terzi e comprensione delle complesse sfide toccando molti aspetti anche della filiera ambientali e sociali che il settore forestale forestale sta affrontando. In questo contesto e per il perseguimento
6. Prodotti forestali nuovi e innovativi che degli obiettivi della Strategia europea sul generano valore aggiunto - uno spazio di Green Deal, un ruolo chiave avranno il ricerca forestale coerente e ambizioso patrimonio forestale e i settori produttivi a dell'UE stimolerà l'innovazione in tutto il esso legati che presentano forti connotazioni settore forestale. economiche, sociali, territoriali e ambientali.
7. Collaborare per conoscere meglio le La Comunicazione sottolinea infatti, come nostre foreste e gestirle in maniera gli agricoltori e i selvicoltori siano i primi coerente - il coordinamento tra le diverse custodi dell’ambiente naturale, in quanto si competenze disciplinari e professionali, la prendono cura di risorse naturali, come cooperazione e la comunicazione suolo, acqua, aria e biodiversità sul 48% del contribuiranno al raggiungimento della territorio dell’UE, garantendo funzioni coerenza e della complementarietà delle essenziali di assorbimento del carbonio e di politiche. fornitura di risorse rinnovabili per l’industria e l’energia.
8. Foreste in una prospettiva globale - occorre garantire la coerenza tra le 27 Strategia Forestale Nazionale La stessa Strategia europea sul Green Deal 2.2 Obiettivi generali della Strategia riconosce gli attori del sistema agro-forestale Forestale Nazionale e della pesca quale parte fondamentale della Come previsto all’art. 6, comma 1, del transizione verso un futuro più sostenibile, TUFF, la SFN in continuità con il Programma efficiente sotto il profilo delle risorse, a bassa Quadro per il Settore Forestale del 2008 impronta climatica e disaccoppiata dall’uso di (PQSF)34, definisce gli indirizzi per la risorse. conservazione, valorizzazione e gestione Tra le numerose azioni previste sostenibile del patrimonio forestale nazionale nell’ambito del Green Deal europeo rientra e per lo sviluppo del settore e delle sue filiere anche il processo di definizione della nuova (ambientali, produttive e socioculturali), in "Strategia Forestale europea - Il cammino da attuazione dei principi e delle finalità di cui seguire", evidenziando la necessità di un agli art. 1 e 2 del TUFF e degli impegni assunti “approccio olistico” alla gestione sostenibile a livello internazionale ed europeo, con delle foreste, evidenziando inoltre, particolare riferimento alla Strategia l’importanza cruciale della Politica Agricola Forestale dell'UE. Comune, che finanzia le misure forestali. La SFN considera inoltre, per la loro L’UE anche attraverso la nuova Strategia importanza economica e ambientale e Forestale, si è impegnata a perseguire nuovi l’attinenza al settore forestale, anche la ambiziosi obiettivi climatici, energetici e filiera pioppicola e dell’arboricoltura da ambientali, ai quali le foreste e il settore legno, della castanicoltura e della forestale possono dare un contributo sughericoltura. Si inserisce in un quadro significativo. Pur essendo molto sensibili ai generale caratterizzato in primo luogo cambiamenti climatici, le foreste fanno parte dall’elevata vulnerabilità ai disturbi naturali e della soluzione in quanto assorbono e di origine antropica a cui è esposto il immagazzinano carbonio sotto forma di territorio italiano e il suo patrimonio biomassa. forestale e dei conseguenti impatti sui suoi Le foreste possono attenuare l’impatto comparti produttivi e sullo sviluppo degli eventi meteorologici estremi socioeconomico alle aree rurali, montane e moderando le temperature e riducendo la interne del Paese; in secondo luogo dalla velocità del vento e del deflusso idrico, esigenza di gestione e tutela del nostro fornendo numerosi Servizi ecosistemici, patrimonio boschivo, prima infrastruttura regolando il ciclo dell'acqua, proteggendo la verde del Paese, e dal crescente aumento biodiversità e controllando l’erosione. della domanda di beni e servizi che le foreste Fornendo una fonte rinnovabile di materie e la loro gestione sostenibile forniscono. prime, esse possono svolgere un ruolo Il quadro nazionale di compiti e ruoli importante nella bioeconomia circolare, istituzionali in materia forestale, con mentre il settore forestale è un’importante riferimento alle funzioni di indirizzo, fonte di occupazione e diversificazione nelle coordinamento, governo, gestione, controllo zone rurali dell’UE. e vigilanza del territorio, si presenta 34 Art. 1, comma 1082, della Legge 27 dicembre 2006, n. 296, Legge finanziaria 2007. 28 Strategia Forestale Nazionale complesso e frammentato con interrelazioni sviluppo (in termini di obiettivi e di azioni) multisettoriali strette tra ambiti differenti e rivolto non solo a una migliore spesso con evidenti sovrapposizioni di “organizzazione e gestione delle risorse”, competenze. ma anche alla protezione e ricostruzione, Questa situazione rappresenta da tempo attraverso l’integrazione delle politiche, di un ostacolo alla definizione di una politica una relazione identitaria, consapevole e organica e condivisa di valorizzazione del responsabile tra foreste e società, di cui settore forestale, che consenta di superarne l’integrazione tra gli aspetti economico, le criticità strutturali legate non solo conservazionistico ed ecologico all’abbandono colturale e culturale del bosco costituiscono fondamento; e delle aree rurali e montane ma anche e • riconosce e promuove la “Gestione soprattutto alla sua scarsa rappresentatività forestale sostenibile o gestione attiva” politica e ridotta propensione (art.3, comma 2, lettera b) del TUFF) quale all’innovazione, nonché alla perdita del strumento programmatico e operativo di valore economico dei suoi prodotti, legnosi e scelta responsabile, in grado di portare le non legnosi, e alla limitata consapevolezza diverse esigenze dell'economia, dei Servizi ecosistemici offerti alla dell'ambiente e della società sul territorio collettività. al fine di garantire la conservazione delle Nel massimo rispetto delle regole di foreste e la fornitura di beni e relativi correttezza e collaborazione istituzionale, si Servizi ecosistemici; deve evidenziare la necessità di costruire un • riconosce il contributo attivo del settore sistematico collegamento fra le componenti forestale e delle sue filiere nel istituzionali del Paese, a partire dal dialogo e perseguimento degli impegni dalla cooperazione tra le istituzioni centrali e internazionali sottoscritti dal Governo le amministrazioni regionali e tra queste e le italiano e da cui discendono gli indirizzi amministrazioni locali, ricercando la massima strategici europei e le Strategie e politiche sinergia nella condivisione di obiettivi e nazionali35 in ambito climatico, di tutela e responsabilità. conservazione della biodiversità, sviluppo Nella definizione delle politiche di settore della bioeconomia, energia e la cooperazione deve anche coinvolgere mantenimento dell’occupazione nelle aree attivamente le organizzazioni sociali ed rurali; economiche, coinvolgendo nei processi • individua un percorso condiviso e decisionali i proprietari e dei gestori del partecipativo tra le istituzioni statali e patrimonio forestale, le comunità locali i regionali competenti, le autonomie locali, rappresentanti degli operatori del settore, gli le organizzazioni sociali ed economiche ordini professionali e le organizzazioni associazioni ambientaliste e di categoria, il ambientaliste e della società civile che hanno mondo produttivo e imprenditoriale, gli a vario titolo, interessi nel settore forestale. In questo contesto la SFN: 35 Strategia Nazionale clima energia 2019, Strategia energetica SEN2017, Strategia adattamento ai cambiamenti climatici 2015, • riconosce il patrimonio forestale come Strategia nazionale biodiversità 2010 e sua revisione di medio termine fino al 2020, Strategia UE per la Biodiversità 2030, Strategia risorsa e bene comune primario del Paese nazionale per la bioeconomia, 2019, Strategia Nazionale del Verde e della società, e propone un progetto di Urbano, 2018, Green deal, 2019. 29 Strategia Forestale Nazionale ordini professionali e il mondo scientifico, Garantire la salvaguardia delle foreste nella loro proponendo un nuovo paradigma nella a) estensione, distribuzione, ripartizione geografica, diversità̀ ecologica e bio-culturale. lettura del ruolo delle filiere del settore forestale nella società. Promuovere la gestione attiva e razionale del b) patrimonio forestale nazionale al fine di garantire Partendo da questi presupposti e facendo le funzioni ambientali, economiche e socioculturali. riferimento ai 3 Principi-guida della Strategia Promuovere e tutelare l’economia forestale, Forestale dell’UE, la SFN individua 3 Obiettivi l’economia montana e le rispettive filiere produttive nonché́ lo sviluppo delle attività̀ agro- generali che rappresentano una declinazione silvo-pastorali attraverso la protezione e il razionale su scala nazionale delle priorità europee e c) utilizzo del suolo e il recupero produttivo delle proprietà̀ fondiarie frammentate e dei terreni definiscono il quadro strategico di indirizzo a abbandonati (colturalmente), sostenendo lo supporto delle amministrazioni nazionali e sviluppo di forme di gestione associata delle proprietà̀ forestali pubbliche e private. regionali competenti in materia. Concorrendo al perseguimento delle 11 Proteggere la foresta promuovendo azioni di prevenzione da rischi naturali e antropici, di difesa finalità del decreto legislativo 3 aprile 2018, idrogeologica, di difesa dagli incendi e dalle n.34 (Tabella 3) gli Obiettivi segnano la avversità̀ biotiche ed abiotiche, di adattamento al d) cambiamento climatico, di recupero delle aree direzione da seguire per un'azione unitaria e degradate o danneggiate, di sequestro del carbonio mirata alla tutela del patrimonio forestale, e di erogazione di altri Servizi ecosistemici generati dalla GFS. alla valorizzazione e allo sviluppo sostenibile Promuovere la programmazione e la pianificazione del settore forestale e delle sue filiere, e) degli interventi di gestione forestale nel rispetto del coerentemente con gli orientamenti e gli ruolo delle Regioni e delle autonomie locali. impegni definiti in ambito internazionale ed Favorire l’elaborazione di principi generali, di linee guida e di indirizzo nazionali per la tutela e la europeo. valorizzazione del patrimonio forestale e del f) Per ognuno dei 3 Obiettivi Generali della paesaggio rurale, con riferimento anche agli strumenti di intervento previsti dalla Politica SFN vengono individuate le Azioni Operative, Agricola Comunitaria. integrate da Azioni Specifiche e da Azioni Favorire la partecipazione attiva del settore Strumentali, declinate per competenze e forestale italiano alla definizione, implementazione g) e sviluppo della Strategia Forestale dell’UE e delle responsabilità dal livello nazionale e politiche ad essa collegate. ministeriale, a quello delle Regioni e Province Garantire e promuovere la conoscenza e il autonome, degli Enti locali, o degli operatori monitoraggio del patrimonio forestale nazionale e h) dei suoi ecosistemi, anche al fine di supportare sociali ed economici, e da commisurare al l’esercizio delle funzioni di indirizzo politico nel perseguimento di risultati concreti con settore forestale e ambientale. interventi specifici e contestualizzati sulla Promuovere e coordinare la formazione e i) l’aggiornamento degli operatori e la qualificazione base delle caratteristiche territoriali, delle imprese del settore. ecologiche, socioeconomiche e delle Promuovere l’attività̀ di ricerca, sperimentazione e specifiche realtà e priorità locali. l) divulgazione tecnica nel settore forestale. Il perseguimento degli Obiettivi generali Promuovere la cultura forestale e l’educazione m) trova attuazioni prioritariamente nei ambientale. Programmi Forestali Regionali ai sensi dell’art. 6, comma 2 del TUFF. Coinvolge ambiti di intervento che sono oggetto di differenti programmi settoriali e Tabella 3 – Elenco finalità all’art. 2 del TUFF. territoriali sia regionali che nazionali, tanto a cofinanziamento europeo quanto a finanziamento nazionale e/o regionale, e 30 Strategia Forestale Nazionale avviene attraverso l’attuazione delle Azioni, coerentemente con i principi e le finalità di cui agli art. 1 e 2 del TUFF. Gli interventi a favore del settore forestale attualmente previsti nei differenti strumenti di programmazione vigenti (es. Fondo FEASR) e nuovi da definire, concorrono quindi all'attuazione degli Obiettivi generali della SFN. La formulazione degli Obiettivi generali della SFN e delle conseguenti Azioni deriva inoltre da un lungo processo di consultazione, avviato già da anni, nel confronto promosso dal Tavolo foresta-legno e nel dibattito avviato per la formulazione del Libro Bianco e per la definizione dei contenuti e l’approvazione del TUFF. L’Allegato 2 riporta le principali priorità di intervento per il settore forestale italiano come emerso da questo ricco confronto. 31 Strategia Forestale Nazionale Obiettivi generali SFN A. Gestione sostenibile e ruolo multifunzionale delle foreste Favorire la GFS e il ruolo multifunzionale delle foreste, per garantire, a scala nazionale, ecoregionale, regionale e locale, la fornitura equilibrata di beni e Servizi ecosistemici la fornitura costante e continua di tutti i Servizi ecosistemici. Concetti-chiave: Servizi ecosistemici di supporto alla vita, approvvigionamento, regolazione e valori socioculturali; biodiversità, tutela e conservazione attiva; reti ecologiche, fito- risanamento; riduzione del rischio: adattamento (riduzione della vulnerabilità e aumento della resilienza); migrazione assistita; mitigazione climatica; prevenzione del dissesto idrogeologico; forest landscape restoration; certificazioni ambientali. Efficienza nell’impiego delle risorse forestali per uno sviluppo sostenibile B. delle economie nelle aree rurali, interne e urbane del Paese Migliorare l’efficienza nell’impiego delle risorse, ottimizzando il contributo multifunzionale delle foreste allo sviluppo della bioeconomia e delle economie forestali e delle aree rurali e interne del Paese, promuovendo inoltre l’espansione e la valorizzazione delle foreste nei contesti urbani e suburbani per migliorare il benessere e la qualità ambientale. Concetti-chiave: crescita imprenditoriale e occupazionale; bioeconomia ed economia circolare; intensificazione sostenibile; nature-based solutions; crescita del ruolo delle imprese e della società civile nella gestione delle risorse ambientali; sussidiarietà orizzontale per il potenziamento di (a) servizi di approvvigionamento: valorizzazione del legname e dei prodotti forestali spontanei nell’ambito delle strategie della bio-economia e dell’economia circolare, uso “a cascata” dei prodotti legnosi; (b) servizi di regolazione: miglioramento della qualità dell’aria, mitigazione del clima a livello locale; (c) servizi culturali: educativi-culturali, turistico- ricreativi-sportivi, di inclusione sociale. C. Responsabilità e conoscenza globale delle foreste Monitorare e sviluppare una conoscenza multidisciplinare e una responsabilità globale nella tutela delle foreste, anche attraverso la ricerca scientifica multidisciplinare, l’assistenza tecnica, la formazione professionale e la promozione dei prodotti forestali e di pratiche, produzioni e consumi sostenibili. Concetti-chiave: monitoraggio continuo, anche tramite i sistemi di contabilità ambientale e la valutazione del Capitale naturale; Ricerca e Sviluppo (R&S) e trasferimento delle conoscenze; formazione professionale e specialistica; politiche di acquisto responsabile e attenzione alla deforestazione incorporata nei prodotti; cooperazione internazionale. 32 Strategia Forestale Nazionale
3. AZIONI 3.1 AZIONI OPERATIVE contestualizzati alle esigenze istituzionali, territoriali, ecologiche, socioeconomiche e Le Azioni Operative concorrono paesaggistiche delle specifiche realtà locali. direttamente al perseguimento dei 3 Nelle pagine successive viene riportata Obiettivi generali della SFN e presentano un una sintesi delle Azioni Operative che riferimento specifico ai principi e alle finalità trovano nell’Allegato 1 una scheda di cui agli articoli 1 e 2 del TUFF (Tabella 4). dettagliata di illustrazione dei rispettivi Nella loro concreta attuazione le singole contenuti, dei risultati attesi a livello Azioni non sono unicamente e strettamente aggregato con riferimento all’orizzonte finalizzate ad un solo Obiettivo generale ma temporale, gli indicatori impiegabili nel possono essere funzionali a più di un monitoraggio, gli attori, i riferimenti al Obiettivo. Le Azioni Operative vanno quadro normativo e le fonti finanziarie. declinate per competenze e responsabilità Per ogni scheda vengono inoltre dal livello ministeriale, a quello delle Regioni dettagliate le Sotto-Azioni alle quali e Province autonome, e trovano diretta corrisponde una selezione puntuale di linee attuazione nei Programmi Forestali Regionali, di intervento. dove saranno finalizzate al perseguimento di risultati concreti con interventi 33 Strategia Forestale Nazionale Tabella 4 - Azioni Operative relative ai 3 Obiettivi generali della SFN. Obiettivo A. Finalità TUFF Gestione sostenibile e ruolo multifunzionale delle foreste (art.2)* Programmazione e pianificazione forestale e politiche di gestione e A.1 e) conservazione del paesaggio e del territorio A.2 Servizi e pagamenti ecosistemici b), c) A.3 Funzioni di difesa del territorio e di tutela delle acque d) A.4 Diversità̀ biologica degli ecosistemi forestali a), d) Risorse forestali danneggiate e prevenzione dei rischi naturali e A.5 b), d) antropici A.6 Mitigazione e adattamento ai cambiamenti climatici d), h) A.7 Gestione dei rimboschimenti a), b), d) Obiettivo B. Finalità TUFF Efficienza nell’impiego delle risorse forestali per uno sviluppo sostenibile delle (art.2)* economie nelle aree rurali, interne e urbane del Paese B.1 Gestione Forestale Sostenibile b) Qualificazione degli operatori forestali e capacità operativa delle B.2 c), i) imprese boschive B.3 Filiere forestali locali b), c), f) B.4 Servizi socioculturali dei boschi b), c), m) B.5 Tracciabilità dei prodotti forestali c) B.6 Consumi e acquisti responsabili c), m) Obiettivo C. Finalità TUFF Responsabilità e conoscenza globale delle foreste (art.2)* C.1 Informazione e responsabilità sociale e ambientale dei cittadini m) C.2 Ricerca, sperimentazione e trasferimento i), l) C.3 Dimensione internazionale delle politiche forestali f), g) * vedi Tabella 3. 34 Strategia Forestale Nazionale 3.2 AZIONI SPECIFICHE La Tabella 5 riporta l’elenco delle Azioni specifiche, anche in questo caso con Le Azioni Specifiche rappresentano linee riferimento alle finalità del TUFF (vd. Tabella di intervento che riguardano particolari 3). Per ogni Azione specifica è riportata ambiti di carattere strategico per l’azione di nell’Allegato 1 una scheda di dettaglio che governance, definendo approfondimenti, illustra le Sotto-Azioni alle quali corrisponde linee-guida e buone prassi per le autorità una selezione puntuale di linee di intervento, centrali dello Stato, le Regioni e le Province contenuti, risultati attesi, attori e riferimenti autonome volte al perseguimento congiunto al quadro normativo. e coordinato degli obiettivi nazionali, nonché degli impegni internazionali ed europei. Tabella 5 – Le Azioni Specifiche Finalità TUFF Azione specifica (art.2)* A.S.1 Gestione degli eventi estremi d), e) A.S.2 Coordinamento lotta e prevenzione incendi boschivi d), e) A.S.3 Risorse genetiche e materiale di propagazione forestale a), d) A.S.4 Arboricoltura da legno e pioppicoltura a), b), c) A.S.5 Alberi monumentali e boschi vetusti a), d), i) A.S.6 Alberi e foreste urbane e periurbane a), m) A.S.7 Boschi ripariali e planiziali a), d), i) A.S.8 Stato di conservazione e Lista Rossa degli ecosistemi forestali d), i) A.S.9 Agroselvicoltura, sistemi agroforestali e sughericoltura a), b), c) A.S.10 Gestione degli impatti tra foreste e fauna selvatici d), i) * vedi Tabella 3. 35 Strategia Forestale Nazionale 3.3 AZIONI STRUMENTALI internazionali sottoscritti dal Governo italiano, per organizzare e armonizzare le Per il perseguimento degli Obiettivi competenze istituzionali, per un generali della SFN vengono individuate le adeguamento degli strumenti normativi e seguenti Azioni Strumentali (Tabella 6), degli atti di programmazione, per un utilizzo intese come azioni portanti e fondamentali efficace delle risorse finanziarie, nonché per per garantire l’attuazione delle Azioni l’ottenimento del più ampio coinvolgimento Operative e delle Azioni Specifiche. possibile delle parti sociali. Costituiscono infatti, una sorta di “misure di Contengono elementi di specificazione dei supporto diretto” ai necessari adattamenti contenuti delle Azioni Operative e delle dell’assetto delle istituzioni. Azioni Specifiche, costituendo delle misure di Le Azioni Strumentali rappresentano accompagnamento relativamente all’assetto elementi cardine per l’attuazione della SFN e delle istituzioni e dei portatori d’interesse delle politiche forestali a livello nazionale e nell’implementazione operativa della SFN. locale per il perseguimento degli impegni Tabella 6 – Le Azioni Strumentali Finalità TUFF Azioni Strumentali (art.2)* Monitoraggio delle variabili socioeconomiche e ambientali, A.St.1. h) coordinamento e diffusione delle informazioni e dei dati statistici A.St.2. Adeguamento del quadro normativo di interesse forestale f) A.St.3. Coordinamento e co-programmazione interistituzionale e), f) A.St.4. Consultazione dei portatori di interesse g), m) A.St.5. Cluster Legno c) 36
4. STRUMENTI FINANZIARI Le principali fonti finanziarie oggi attivabili per le singole Azioni previste dalla disponibili per il raggiungimento degli SFN. Oltre alle Risorse finanziarie pubbliche Obiettivi generali della SFN e indirettamente presenti nella legislazione vigente di origine degli obiettivi dei principali strumenti europea, nazionale e regionale e alle risorse strategici nazionali ed europei di interesse previste dalle Legge di bilancio (nuovo Fondo forestale, nonché per il perseguimento degli Forestale Nazionale), è necessario, garantito impegni internazionali sottoscritti dal il rispetto delle norme unionali sugli Aiuti di Governo italiano che coinvolgono e Stato, prevedere regimi di sostegno dedicati, prevedono un ruolo attivo per il settore che possono essere riassunti nei seguenti tre forestale sono riconducibili alle seguenti ambiti di applicazione: tipologie: • Azioni che richiedono l’attivazione di un • Fondi strutturali europei post 2020; regime di Aiuti di Stato con la disponibilità • Fondo per lo sviluppo agricolo e rurale di specifiche risorse finanziarie; post 2020; • Azioni che non si configurano come Aiuti • Recovery Fund Next Generation; di Stato ma richiedendo la disponibilità di • Programmi europei: LIFE+, INTERREG, specifiche Risorse finanziarie pubbliche e HORIZON 2020; sono attuabili direttamente dagli Enti • Strumenti afferenti alle risorse ordinarie pubblici; dei bilanci delle Amministrazioni centrali • Azioni che richiedono in entità e regionali; estremamente limitata la disponibilità di • Fondo Sviluppo e Coesione; specifiche risorse finanziarie, ma che • Risorse addizionali per le aree montane e devono essere attivate tramite atti interne, imprese, calamità naturali ed normativi o regolamentari (Azioni eventi estremi, ecc.; Strumentali). • Programma quadro per la ricerca; La Conferenza per i rapporti Stato Regioni • Fondi di privati (imprese, Fondazioni, e le Province Autonome, sentiti il Tavolo di associazioni di categoria, ecc.); Filiera Legno e il Tavolo di Concertazione • Fondo foreste (Mipaaf). forestale Stato-Regioni del Mipaaf Le Azioni Operative, Specifiche e individuerà a quali Azioni Operative, Strumentali, (Cap. 3) assumono un ruolo Specifiche e Strumentali dare priorità nel strategico e prodromico per lo sviluppo del perseguimento dei tre Obiettivi generali, settore forestale, ma attualmente non sono individuando a integrazione degli interventi adeguatamente coperte finanziariamente o attualmente previsti dagli strumenti di lo sono solo parzialmente attraverso misure e programmazione vigenti, possibili strumenti interventi presenti in differenti strumenti di sostegno aggiuntivo, in una logica di programmatici regionali e nazionali. accompagnamento e coordinamento delle Nell’Allegato 1 vengono riassunte le politiche nazionali/regionali. potenziali fonti finanziarie oggi attivate o Strategia Forestale Nazionale
5. COERENZA Le Azioni della SFN rientrano direttamente strategici europei e le Strategie e politiche o indirettamente in differenti livelli e nazionali di settore. Contemporaneamente strumenti di politica, di strategia e di concorrono anche indirettamente al programmazione settoriale e territoriale, a perseguimento degli obiettivi per la valenza internazionale, europea e nazionale, bioeconomia circolare, lo sviluppo locale che influenzano operativamente la gestione sostenibile, la conservazione della locale delle stesse risorse. biodiversità, l’erogazione di Servizi Proprio in quanto documento strategico, ecosistemici, la produzione di energia, che assume un orizzonte temporale di 20 nonché mantenendo l’occupazione nelle aree anni (orizzonte minimo), è fondamentale rurali e montane. chiarire quali sono gli elementi di coerenza e Le tabelle evidenziano il livello di coerenza convergenza tra la SFN e gli altri strumenti delle Azioni della SFN con i principali strategici, di programmazione e strumenti di indirizzo strategico nazionali di pianificazione al fine di efficientare il interesse per il settore forestale. raggiungimento degli obiettivi prefissati di tutela, conservazione e gestione delle risorse Coerenza elevata forestali, nonché per lo sviluppo sostenibile locale e delle filiere collegate alle risorse stesse. Coerenza bassa Gli Obiettivi e le Azioni della SFN concorrono direttamente al perseguimento Nessuna coerenza dei differenti impegni internazionali inerenti la materia forestale sottoscritti dal Governo italiano e da cui discendono gli indirizzi 38 Strategia Forestale Nazionale Tabella 7 - Coerenza delle Azioni della SFN con i principali strumenti di indirizzo strategico nazionali di interesse per il settore forestale Agenda Strategia Strategia Strategia 2030 Adattamento ai Strategia Strategia AZIONI OPERATIVE Sviluppo Clima Energetica Cambiamenti Biodiversità Bioeconomia Energia SEN2017 Sostenibile Climatici Obiettivo generale A Azione Operativa A.1 - Programmazione e pianificazione forestale e politiche di gestione e conservazione del paesaggio e del territorio A.1.1 - Promuovere una programmazione forestale integrata, multidisciplinare e interterritoriale A.1.2 - Promuovere una pianificazione forestale di area vasta, integrata, multidisciplinare e interterritoriale A.1.3 - Promuovere la pianificazione forestale delle proprietà pubbliche, private e collettive in linea con i principi e i criteri della GFS Azione Operativa A.2 - Servizi e pagamenti ecosistemici A.2.1 - Riconoscere e remunerare i servizi di interesse pubblico, ambientale e sociale forniti dalle foreste e mantenuti ed accresciuti dalla GFS Azione Operativa A.3 - Funzioni di difesa del territorio e di tutela delle acque A.3.1 - Mantenere, incrementare e monitorare le funzioni protettive delle formazioni forestali, di difesa di beni, infrastrutture e persone A.3.2 - Potenziare il ruolo delle foreste e della GFS per la difesa dell’assetto idrogeologico e per la tutela delle acque Azione Operativa A.4 - Diversità̀ biologica negli ecosistemi forestali A.4.1 - Tutelare e monitorare la biodiversità delle foreste a livello nazionale, regionale ed ecoregionale A.4.2 - Ridurre e/o arrestare la perdita e migliorare la diversità biologica degli ecosistemi forestali A.4.3 - Conservare e migliorare la diversità e complessità ecologica strutturale e funzionale, biogeografica e paesaggistica, del patrimonio silvo-pastorale 39 Strategia Forestale Nazionale Agenda Strategia Strategia Strategia 2030 Adattamento ai Strategia Strategia AZIONI OPERATIVE Sviluppo Clima Energetica Cambiamenti Biodiversità Bioeconomia Energia SEN2017 Sostenibile Climatici Azione Operativa A.5 - Risorse forestali danneggiate e prevenzione dei rischi naturali e antropici A.5.1 - Prevedere azioni di prevenzione attiva nei confronti dei rischi naturali e antropici, fitopatie, incendi, inquinamento e avversità̀ biotiche ed abiotiche A.5.2 - Ricostituire il potenziale forestale danneggiato da disturbi naturali o antropici, incendi, calamità naturali ed eventi catastrofici e recuperare le foreste degradate in linea con le potenzialità ecologiche e biogeografiche locali Azione Operativa A.6 - Mitigazione e adattamento ai cambiamenti climatici A.6.1 - Ridurre gli impatti negativi del cambiamento climatico a carico dei sistemi forestali e dei settori socioeconomici ad essi collegati A.6.2 - Tutelare la sicurezza, salute e benessere pubblico e proteggere i beni della società e dei cittadini Azione Operativa A.7 - Gestione dei rimboschimenti A.7.1 - Valorizzare le neoformazioni forestali A.7.2 - Incrementare la superficie forestale A.7.3 - Gestire e naturalizzare, dove opportuno, gli imboschimenti e rimboschimenti artificiali. 40 Strategia Forestale Nazionale Agenda Strategia Strategia Strategia 2030 Adattamento ai Strategia Strategia AZIONI OPERATIVE Sviluppo Clima Energetica Cambiamenti Biodiversità Bioeconomia Energia SEN2017 Sostenibile Climatici Obiettivo generale B Azione Operativa B.1 - Gestione forestale sostenibile B.1.1 – Migliorare e incrementare la GFS nelle foreste esistenti B.1.2 – Riconoscere il ruolo della GFS quale strumento per una nuova bioeconomia delle foreste B.1.3 - Promuovere la certificazione forestale Azione Operativa B.2 - Qualificazione degli operatori forestali e capacità operativa delle imprese boschive B.2.1 – Competenza, formazione e qualificazione degli operatori forestali e dei soggetti economici delle filiere forestali Azione Operativa B.3- Filiere forestali locali B.3.1 - Sviluppare mercati sostenibili per i prodotti forestali legnosi regionali e nazionali B.3.2 - Promuovere e valorizzare la lavorazione locale, artigianale e industriale, dei prodotti forestali legnosi B.3.3 - Qualificare la filiera foresta–legno-energia a scala locale B.3.4 - Promuovere i prodotti forestali spontanei (art.3, com.2, let. d) del TUFF) Azione Operativa B.4 - Servizi socio-culturali delle foreste B.4.1 - Promuovere lo sviluppo e la fornitura di servizi socioculturali del bosco Azione Operativa B.5 – Tracciabilità dei prodotti forestali B.5.1: Sostenere efficaci sistemi di tracciabilità e controllo e una dettagliata informazione sull’origine dei prodotti forestali legnosi e spontanei Azione Operativa B.6 – Consumi e acquisti responsabili B.6.1: Promuovere i prodotti forestali di origine nazionale e sostenere politiche di acquisto di prodotti derivanti da foreste gestite in modo sostenibile B.6.2: Promuovere la cultura dell’impiego “a cascata” e del riciclo nell’utilizzo delle materie prime forestali 41 Strategia Forestale Nazionale Agenda Strategia Strategia Strategia 2030 Adattamento ai Strategia Strategia AZIONI OPERATIVE Sviluppo Clima Energetica Cambiamenti Biodiversità Bioeconomia Energia SEN2017 Sostenibile Climatici Obiettivo generale C Azione Operativa C.1- Informazione e la responsabilità sociale e ambientale dei cittadini C.1.1 - Promuovere interventi di informazione e sensibilizzazione pubblica Azione Operativa C.2- Ricerca, sperimentazione e trasferimento C. 2.1 - Incrementare il coordinamento e la concertazione tra ricerca e innovazione e promuovere la sperimentazione, il trasferimento tecnologico, la divulgazione e l’assistenza tecnica in campo forestale Azione Operativa C.3. - Dimensione internazionale delle politiche forestali C. 3.1 - Dare concreta attuazione agli impegni internazionali, intensificando le attività di coordinamento e di cooperazione e rafforzando la presenza e il ruolo dell’Italia nelle istituzioni internazionali 42 Strategia Forestale Nazionale Agenda Strategia Strategia Strategia 2030 Adattamento Strategia Strategia AZIONI SPECIFICHE Sviluppo Clima Energetica Cambiamenti Biodiversità Bioeconomia Energia SEN2017 Sostenibile Climatici Azione Specifica 1 - Gestione degli eventi estremi A.S.1.1 - Piano Nazionale per la gestione degli eventi estremi Azione Specifica 2 - Coordinamento lotta e prevenzione incendi boschivi A.S.2.1 - Coordinamento interistituzionale per il governo, pianificazione e gestione degli incendi A.S.2.2 - Coordinamento e convergenza delle politiche e degli interventi forestali, agro-pastorali e ambientali con le strategie di governo incendi A.S.2.3 - Aggiornamento normativo e pianificazione della ricostituzione post- incendio A.S.2.4 - Statistiche e Catasto incendi Azione Specifica 3 - Risorse genetiche e materiale di propagazione forestale A.S.3.1 - Vivaistica forestale, risorse genetiche e materiale di propagazione forestale A.S.3.2 - Gestione selvicolturale orientata e migrazione assistita o colonizzazione guidata Azione Specifica 4 - Pioppicoltura e altri investimenti da arboricoltura da legno A.S.4.1- Sostenere l’arboricoltura e pioppicoltura tradizionale A.S.4.2 - Promuovere le piantagioni policicliche e polispecifiche permanenti o temporanee A.S.4.3 - Promuovere il monitoraggio e sostenere gli accordi di mercato e filiera interregionali Azione Specifica 5 - Alberi monumentali e boschi vetusti A.S.5.1 - Alberi monumentali A.S.5.2 - Boschi vetusti 43 Strategia Forestale Nazionale Agenda Strategia Strategia Strategia 2030 Adattamento Strategia Strategia AZIONI SPECIFICHE Sviluppo Clima Energetica Cambiamenti Biodiversità Bioeconomia Energia SEN2017 Sostenibile Climatici Azione Specifica 6 - Alberi e foreste urbane e periurbane A.S.6.1 - Alberature cittadine A.S.6.2 - Boschi urbani e periurbani Azione Specifica 7 - Boschi ripariali e planiziali A.S.7.1 - Tutelare e recuperare i boschi ripariali A.S.7.2 - Tutelare e recuperare i boschi planiziali A.S.7.3 - Tutela e gestione dei boschi costieri e pinete litoranee Azione Specifica 8 – Stato di conservazione e Lista Rossa degli ecosistemi forestali A.S.8.1 - Lista Rossa delle specie, degli habitat ed ecosistemi forestali italiani A.S. 8.2 - Stato di conservazione degli ecosistemi a scala nazionale e regionale Azione Specifica 9 – Agroselvicoltura, sistemi agroforestali e sughericoltura A.S. 9.1 - Agroselvicoltura e sistemi agroforestali A.S. 9.2 - Valorizzazione della sughericoltura e dei sistemi agro-silvo-pastorali con presenza di sughera Azione Specifica 10 - Gestione degli impatti tra foreste e fauna selvatica A.S. 10.1 - Gestione forestale e tutela degli habitat di specie prioritarie A.S. 10.2 - Pianificazione e gestione in foreste ad elevata densità di ungulati 44 Strategia Forestale Nazionale Agenda Strategia Strategia Strategia 2030 Adattamento Strategia Strategia AZIONI STRUMENTALI Sviluppo Clima Energetica Cambiamenti Biodiversità Bioeconomia Energia SEN2017 Sostenibile Climatici Azione strumentale 1 - Monitoraggio delle variabili, coordinamento e diffusione delle informazioni e dei dati statistici A.St.1.1 - Coordinamento e integrazione nella raccolta di dati e informazioni in materia forestale A.St.1.2 - Rapporto pubblico e periodico sullo stato del patrimonio forestale, del settore e delle sue filiere A.St.1.3 - Inventario Nazionale delle Foreste e dei serbatoi forestali di carbonio A.St.1.4 - Sistema informativo forestale (SIFOR) e Carta forestale nazionale georiferita Azione strumentale 2 - Adeguamento del quadro normativo di interesse forestale A.St.2.1 - Sintesi e armonizzazione dei processi e delle disposizioni normative di interesse forestale A.St.2.2 - Semplificazione normativa in ambito forestale Azione strumentale 3 - Coordinamento e co-programmazione interistituzionale A.St.3.1 - Processo continuo di coordinamento delle politiche forestali nazionali e regionali Azione Strumentale 4 - Consultazione e coordinamento dei portatori di interesse A.St.4.1 - Azioni di consultazione e coordinamento A.St.4.2 - Coinvolgimento dei portatori di interesse locali A.St.4.3: Rinforzare il ruolo consultivo del Tavolo filiera legno e del Tavolo di concertazione forestale tra ministero e Regioni e Province autonome A.St.4.4: Promuovere la sensibilizzazione della società pubblica sul ruolo delle attività in foresta Azione strumentale 5 - Cluster Legno A.St.5.1: Costituzione di un Cluster Legno nazionale 45
6. MONITORAGGIO E VALUTAZIONE L’analisi dello stato di avanzamento della statistiche nazionali in materia forestale, che presente Strategia è un prerequisito per una tuttavia ha bisogno di maggior e più convinto sua efficace attuazione. impulso da parte delle Istituzioni e delle Per ogni Azione viene proposto un set di Amministrazioni coinvolte. A tal proposito la Indicatori volti a raccogliere informazioni in stessa Strategia prevede con l’Azione maniera continua e sistematica per poter non Strumentale 1, interventi volti a promuovere solo migliorare la qualità e l’efficacia della il coordinamento tra istituzioni pubbliche, Strategia stessa ma anche per orientare e Università, Enti di ricerca ed enti pubblici e sostenere le scelte e gli indirizzi politici in privati, per garantire una raccolta omogenea materia forestale a livello nazionale e locale. e costante dei dati statistici in materia di foreste e filiere forestali, con una accessibilità Il processo di monitoraggio si svolgerà nel libera e pubblica alle banche dati e alle corso di tutta la fase di attuazione della informazioni. Strategia, con step quinquennali volti ad analizzare il grado di efficacia ed efficienza Il sistema di monitoraggio e valutazione delle Azioni della strategia nel tempo, in della SFN, dovendo rilevare lo stato degli termini di prodotti tangibili e/o realizzazioni ecosistemi forestali e delle filiere produttive, fisiche nonché di effetti diretti sui beneficiari, ambientali e socioculturali ad essi collegate in modo da trarre conclusioni utili per utilizzerà diverse basi informative, valutare il raggiungimento degli obiettivi coinvolgendo diversi soggetti. Si sviluppa, previsti ed eventualmente ri-orientare le inoltre, coerentemente con gli standard di Azioni in relazione ai risultati ottenuti, monitoraggio e valutazione definiti dal all’evoluzione nelle esigenze e necessità processo pan-europeo Forest Europe per la socioeconomiche nonché dei contesti GFS, e con quelli forniti dall'Unione Europea strategici europeo e internazionale di e dalle organizzazioni delle Nazioni Unite, e in riferimento. stretto coordinamento con i sistemi di monitoraggio e valutazione dei principali Il monitoraggio e la valutazione programmi europei e nazionali in materia di presentano alcuni caratteri comuni: entrambi cambiamento climatico, biodiversità energia, si fondano sulla raccolta di informazioni sviluppo sostenibile e rurale, ecc. puntuali, dettagliate ed affidabili. Le informazioni che il processo di Le fonti statistiche e informative nazionali monitoraggio sarà in grado di raccogliere ed in ambito forestale oggi disponibili risultano elaborare, costituiranno una importante base carenti e inadeguate, fornendo spesso dati a conoscitiva per poter colmare le lacune prima vista contrastanti e di difficile esistenti sulle variabili socioeconomiche e interpretazione. Per soddisfare le necessità ambientali legate al patrimonio forestale e informative del settore e poter rispondere alle sue filiere, e poter quindi, costruire non agli obblighi di monitoraggio e valutazione solo politiche di sviluppo, tutela, delle politiche è stato avviato un profondo conservazione e gestione efficiente, ma processo di rinnovamento del sistema delle anche rispondere puntualmente alle Strategia Forestale Nazionale necessità di reportistica nazionali e • Banca dati GSE; internazionali (RAF ITALIA; Stato di • Banche dati Camere di Commercio; conservazione degli ecosistemi sul Capitale • Altre banche dati e mappature digitali Naturale; Reporting nazionale LULUCF georiferite, nazionali e regionali; (EU/UNFCCC/Protocollo di Kyoto, Forest Goals dell’UNFF), Report FAO, EUROSTAT, UE, • Studi e analisi puntuali. ecc. Come base informativa di partenza viene Le basi informative ad oggi disponibili e assunto il primo “Rapporto nazionale sullo utili a supportare le attività di monitoraggio stato delle foreste italiane e delle sue della Strategia sono: filiere” (RAF, 2019), che ai sensi delle disposizioni dell’art. 14, com. 3 del TUFF, • Carta degli Ecosistemi d’Italia; raccoglie, sintetizza ed elabora, per la prima • Carta delle Ecoregioni d’Italia; volta in Italia, tutte le informazioni di settore • Carta delle Serie di Vegetazione d’Italia; e i dati statistici disponibili in materia. • INFC per caratteri quantitativi; Le attività di monitoraggio e valutazione • INFC per stime di superficie; prevederanno una partecipazione attiva dei beneficiari e degli attori chiave (stakeholder) • Banche dati ISTAT; con l’obiettivo di sviluppare il loro senso di • Quadro di valutazione e monitoraggio appartenenza (ownership) alla Strategia dello Sviluppo Rurale; Forestale Nazionale. • Lista Rossa degli ecosistemi d’Italia; Nelle tabelle successive vengono • Lista Rossa fauna; presentati successivamente sono riportati gli indicatori individuati per ogni Azione e Sotto- • Lista Rossa flora; Azione, i quali, opportunamente integrati per • Lista Rossa habitat; coprire le aree mancanti, saranno la base di • Rete nazionale degli alberi monumentali partenza per la definizione dei target da e dei Boschi vetusti; raggiungere ed il loro adattamento alle • Strategia Nazionale Biodiversità; singole realtà regionali mantenendo un’omogeneità informativa nazionale. • Alpine Climate Target System; • Registro nazionale operatori EUTR; 47 Strategia Forestale Nazionale Tabella 8.a – Indicatori per le Azioni Operative relative all’Obiettivo A della SFN. Obiettivo A - Gestione sostenibile e ruolo multifunzionale delle foreste Azione A.1 - Programmazione e pianificazione forestale e politiche di gestione e conservazione del paesaggio e del territorio A.1.1 - Promuovere una programmazione forestale integrata, multidisciplinare e interterritoriale Unità di misura Rilevamento Fonte
1. Numero di Regioni e Province autonome dotate di Programma Forestale regionale vigente n periodico Regioni, Mipaaf-RAF
2. Numero di Regioni e Province autonome dotate di Piano Paesaggistico regionale vigente n. periodico Regioni, Mipaaf-RAF, Mic
3. Numero di azioni, distinte per Regioni e Province autonome, volte a implementare strumenti di programmazione integrati e multidisciplinari, tra il settore forestale e altri settori (agricolo, ambientale, n periodico Regioni, Mipaaf-RAF ecologico, faunistico, floristico, turistico ricreativo, paesaggistico, di bacino, urbanistico infrastrutturale, di prevenzione dei rischi e di sviluppo socioeconomico
4. Numero di azioni, distinte per Regioni e Province autonome, volte a implementare sistemi di supporto alle n periodico Regioni, Mipaaf-RAF decisioni
5. Risorse finanziarie pubbliche distinte per Stato, Regioni e Province autonome, destinate al settore euro annuale Regioni, Mipaaf-RAF forestale distinte per strumenti finanziari A.1.2 - Promuovere la pianificazione forestale di area vasta, integrata, multidisciplinare e interterritoriale. Unità di misura Rilevamento Fonte
1. Superficie, distinte per Regioni e Province autonome, di aree sottoposte a PFIT ettari periodico Regioni, CUFA-INFC
2. Superficie, distinte per Regioni e Province autonome, sottoposta a Piani di gestione forestale e strumenti ettari periodico Regioni, CUFA-INFC equivalenti
3. Numero di azioni, distinte per Regioni e Province autonome, volte a implementare strumenti di pianificazione forestale integrata e multidisciplinare tra il settore forestale e altri settori (agricolo, n periodico Regioni, Mipaaf-RAF ambientale, ecologico, faunistico, floristico, turistico ricreative e paesaggistico, di bacino, urbanistico infrastrutturale, di prevenzione dei rischi e di sviluppo socioeconomico
4. Risorse finanziarie pubbliche distinte per Stato, Regioni e Province autonome, destinate alla pianificazione euro annuale Regioni, Mipaaf-RAF forestale, distinte per strumenti finanziari A.1.3 -Promuovere la pianificazione forestale delle proprietà pubbliche, private e collettive in linea con i Unità di misura Rilevamento Fonte principi e i criteri della GFS
1. Numero di Regioni e Province autonome dotate di database e piattaforme geospaziali integrare e n periodico Regioni, Mipaaf-RAF multidisciplinari per la pianificazione forestale
2. Superficie pubblica, distinte per Regione e Provincia autonoma, sottoposta a Piani di gestione forestale e Regioni, Mipaaf-RAF, ettari periodico strumenti equivalenti CUFA-INFC
3. Superficie privata, distinte per Regione e Provincia autonoma, sottoposta a Piani di gestione forestale e Regioni, Mipaaf-RAF ettari periodico strumenti equivalenti CUFA-INFC 48 Strategia Forestale Nazionale Azione A.2 - Servizi e pagamenti ecosistemici A.2.1 -Riconoscere e remunerare i servizi di interesse pubblico, ambientale e sociale forniti dalle foreste e Unità di misura Rilevamento Fonte mantenuti ed accresciuti dalla GFS
1. Numero di progettualità pubbliche e private, distinte per Regione e Provincia autonoma, volte a n periodico Regioni, Mipaaf-RAF riconoscere e remunerare i Servizi ecosistemici di interesse pubblico e sociale generati dalla GFS
2. Superficie forestale, distinte per Regione e Provincia autonoma, sottoposta ad accordi volontari per ettari periodico Regioni, Mipaaf-RAF l’offerta di Servizi ecosistemi generati dalla gestione forestale sostenibile
3. Numero di azioni istituzionali (normative) distinte per Stato, Regione e Provincia autonoma, volte a n periodico Mipaaf, Mite, Regioni riconoscere e remunerare i Servizi ecosistemici Azione A.3 - Funzioni di difesa del territorio e di tutela delle acque A.3.1 - Mantenere, incrementare e monitorare le funzioni protettive dirette delle formazioni forestali, di Unità di misura Rilevamento Fonte difesa di beni, infrastrutture e persone
1. Superficie, per Regione e Provincia autonoma, di foreste di protezione diretta ettari periodico CUFA-INFC e Regioni, 2 Risorse finanziarie pubbliche destinate ad interventi in foreste di protezione diretta, distinte per Stato, euro annuale Mipaaf, Mite, Regioni Regioni e Province autonome e per strumenti finanziari A.3.2 - Potenziare il ruolo delle foreste di protezione e della GFS per la difesa dell’assetto idrogeologico e Unità di misura Rilevamento Fonte per la tutela delle acque
1. Superficie, per Regione e Provincia autonoma, di foreste di protezione diretta per la difesa dell’assetto ettari annuale Mipaaf, Mite, Regioni idrogeologico e per la tutela delle acque 2 Risorse finanziarie pubbliche destinate ad interventi in foreste di protezione per la difesa dell’assetto idrogeologico e per la tutela delle acque, distinte per Stato, Regioni e Province autonome e per strumenti euro annuale Mipaaf, Mite, Regioni finanziari
3. Superficie, per Regione e Provincia autonoma, di foreste sottoposte a interventi di GFS per la difesa ettari annuale Mipaaf, Mite, Regioni dell’assetto idrogeologico e per la tutela delle acque 4 Risorse finanziarie pubbliche destinate ad interventi di GFS per la difesa dell’assetto idrogeologico e per la euro annuale Mipaaf, Mite, Regioni tutela delle acque, distinte per Stato, Regioni e Province autonome distinte per strumenti finanziari 49 Strategia Forestale Nazionale Azione A.4 - Diversità̀ biologica degli ecosistemi forestali A.4.1 - Tutelare e monitorare la biodiversità delle foreste a livello nazionale, regionale ed ecoregionale Unità di misura Rilevamento Fonte Mite, Mipaaf, ISPRA,
1. Stato di conservazione degli ecosistemi forestali (indicatori Rapporto sul Capitale naturale) periodico Regioni Mite, Mipaaf, ISPRA,
2. Diversità di tipologie forestali a livello regionale ed ecoregionale (Cartografia delle Serie di vegetazione) periodico Regioni
3. Numero di boschi vetusti riconosciuti, distinte per Regione e Provincia autonoma, nella Rete nazionale del n periodico Mipaaf, Regioni Mipaaf
4. Superficie, distinte per Regione e Provincia autonoma, di boschi vetusti riconosciuti, nella Rete nazionale ettari periodico Mipaaf, Regioni del Mipaaf 5 Numero di specie vegetali e animali endemiche o di interesse conservazionistico presenti nelle foreste a Mite, Mipaaf, ISPRA, n periodico scala regionale Regioni
6. Redazione del “Programma interdisciplinare di monitoraggio nazionale della biodiversità forestale” si/no Entro 2 anni Interministeriale 7 Risorse finanziarie pubbliche destinate alla tutela e monitoraggio della biodiversità delle foreste a livello nazionale, regionale ed ecoregionale, distinte per Stato, Regioni e Province autonome e per strumenti euro annuale Mipaaf, Mite, Regioni finanziari; A.4.2 – Ridurre e/o arrestare la perdita e migliorare la diversità biologica degli ecosistemi forestali. Unità di misura Rilevamento Fonte Mite, Mipaaf, ISPRA,
1. Diversità della flora, fauna e delle specie arboree (indicatori Forest Europe) periodico Regioni 2 Stato di conservazione degli habitat forestali (coerenza con l’eterogeneità potenziale, copertura reale Mite, Mipaaf, ISPRA, rispetto alla copertura potenziale, ecc.) (indicatori Forest Europe - da Direttiva Habitat - combinazione periodico Regioni floristica caratteristica, sindinamica e sintassonomia) Mite, Mipaaf, ISPRA, 3 Frammentazione forestale e consumo di suolo (indicatori Forest Europe) periodico Regioni
4. Numero e tipologia di specie forestali minacciate per Regioni e Province autonome (indicatori Forest Mite, Mipaaf, ISPRA, n. periodico Europe) Regioni Mite, Mipaaf, ISPRA,
5. Studi scientifici ad hoc. (flora, fauna, suolo, cenosi, ecosistemi, ecc.) (indicatori Forest Europe) periodico Regioni. Univ. Ricerca
6. Risorse finanziarie pubbliche destinate a ridurre e/o arrestare la perdita e migliorare la diversità biologica euro annuale Mite, Mipaaf, Regioni degli ecosistemi forestali, distinte per Stato, Regioni e Province autonome e per strumenti finanziari 50 Strategia Forestale Nazionale A.4.3 - Conservare e migliorare la diversità e complessità ecologica strutturale e funzionale, biogeografica Unità di misura Rilevamento Fonte e paesaggistica, del patrimonio silvo-pastorale
1. Superficie delle foreste protette o sottoposte a vincolo ambientale, distinte per Stato, Regioni e Province ettari periodico Mite, Regioni, Enti gestori autonome, e per grado di protezione (indicatori Forest Europe)
2. Superficie delle foreste protette o sottoposte a vincolo ambientale gestite da piani di gestione forestale, ettari periodico Mite, Regioni, Enti gestori distinte per Stato, Regioni e Province autonome, e per grado di protezione
3. Numero e superficie degli habitat forestali a scala regionale con segnalazione degli habitat prioritari ettari periodico Mite, Regioni, Enti gestori (indicatori Forest Europe)
4. Stato di conservazione degli ecosistemi forestali (in termini, strutturali, fisionomici, funzionali e in Mite, Regioni e P.A., Enti periodico relazione al contesto paesaggistico territoriale) (indicatori Direttiva Habitat) gestori
5. Superficie forestale sottoposta a progetti volti all’aumento della complessità̀ ecologica strutturale e ettari periodico Mite, Regioni, Enti gestori funzionale biogeografica
6. Superficie forestale sottoposta a progetti volti all’aumento del valore paesaggistico delle foreste anche in ettari periodico Mic, Regioni, Enti gestori relazione alla complessità e eterogeneità territoriale
7. Superficie forestale sottoposta a tutela ex art. 136 del D.Lgs. n.42/2004 ettari periodico Mic, Regioni
8. Superficie forestale gravata da usi civici e collettivi ettari periodico Regioni
9. Numero interventi di eradicazione specie alloctone a scala regionale n. periodico Mite, Mipaaf, Regioni
10. Risorse finanziarie pubbliche destinate a conservare e migliorare la diversità e complessità ecologica strutturale e funzionale, biogeografica e paesaggistica, del patrimonio silvo-pastorale, distinte per Stato, euro annuale Mipaaf, Mite, Mic, Regioni Regioni e Province autonome distinte per strumenti finanziari Mite, Mipaaf, ISPRA,
11. Studi scientifici ad hoc. (flora, fauna, suolo, cenosi, ecosistemi, ecotoni, ecc.) puntuale Regioni, Univ. Ricerca Azione A.5 - Risorse forestali danneggiate e prevenzione dei rischi naturali e antropici A.5.1 - Prevedere azioni di prevenzione attiva nei confronti dei rischi naturali e antropici, fitopatie, Unità di misura Rilevamento Fonte incendi, inquinamento e avversità̀ biotiche ed abiotiche.
1. Superficie forestale, distinte per Regione e Provincia autonoma, danneggiata da disturbi naturali e cause antropiche, e per tipologie di disturbo (incendi, vento, fitopatie, altre avversità̀ biotiche ed abiotiche, e cause annuale Mipaaf, Mite, Regioni. antropiche (indicatori “Forest damage” Forest Europe)
2. Superficie forestale, distinte per Regione e Provincia autonoma, sottoposta a interventi prevenzione da disturbi naturali e antropici, e per tipologie di disturbo (abiotico -incendi, vento, ecc.; biotico - fitopatie ecc. ettari annuale Mipaaf, Mite, Regioni e cause antropiche)
3. Risorse finanziarie pubbliche destinate a interventi di prevenzione dei rischi naturali e antropici, distinte Mipaaf, Mite, VVFF, Prot. per Stato, Regioni e Province autonome e per strumenti finanziari e per tipologie di disturbo (incendi, vento, euro annuale Civile Regioni fitopatie, altre avversità̀ biotiche ed abiotiche, e cause antropiche) 51 Strategia Forestale Nazionale Sotto-Azione A.5.2 - Ricostituire il potenziale forestale danneggiato da disturbi naturali o antropici, incendi, calamità naturali ed eventi catastrofici e recuperare le foreste degradate in linea con le Unità di misura Rilevamento Fonte potenzialità ecologiche e biogeografiche locali
1. Superficie forestale ricostruita e/o restaurata a seguito di disturbi naturali e cause antropiche distinta per ettari annuale Mipaaf, Mite, Regioni tipologie di disturbo (incendi, vento, fitopatie, altre avversità biotiche, abiotiche, e cause antropiche)
2. Risorse finanziarie pubbliche destinate a interventi di ricostruzione e/o restauro a seguito di disturbi Mipaaf, Mite, Mic, VVFF, naturali e cause antropiche, distinte per Stato, Regioni e Province autonome e per strumenti finanziari e per euro annuale Prot. Civile Regioni tipologie di disturbo (incendi, vento, fitopatie, altre avversità̀ biotiche, abiotiche, e cause antropiche) Azione A.6 - Mitigazione e adattamento ai cambiamenti climatici A.6.1 - Ridurre gli impatti negativi del cambiamento climatico a carico dei sistemi forestali e dei settori Unità di misura Rilevamento Fonte socioeconomici ad essi collegati
1. Superficie forestale coinvolta da interventi forestali di mitigazione e adattamento ai cambiamenti climatici ettari annuale Mipaaf, Mite, Regioni distinte per Stato, Regioni e Province autonome e per strumenti finanziari
2. Risorse finanziarie pubbliche destinate a interventi di forestali di mitigazione e adattamento ai euro annuale Mipaaf, Mite, Regioni cambiamenti climatici, distinte per Stato, Regioni e Province autonome e per strumenti finanziari
3. Condizioni del suolo (indicatori “Soil condition” di Forest Europe) periodico CUFA-INFC
4. Stock di carbonio forestale – suolo e soprassuolo (indicatori “Forest carbon” di Forest Europe) periodico CUFA-INFC, ISPRA,
5. Struttura per età forestale (indicatori “Age structure di Forest Europe) periodico CUFA-INFC
6. Distribuzione diametri forestali (indicatori “Diameter distribution” di Forest Europe) periodico CUFA-INFC
7. Accrescimenti (indicatori “Growing stock” di Forest Europe) periodico CUFA-INFC
8. Defoliazione (indicatori “Defoliation” di Forest Europe) annuale State Europe forest A.6.2 - Tutelare la sicurezza, salute e benessere pubblico e proteggere i beni della società e dei cittadini Unità di misura Rilevamento Fonte
1. Concentrazione e deposizione degli inquinanti atmosferici distinte per tipologia: polveri sottili, ossidi di annuale ISPRA azoto, ammoniaca, composti organici volatili, biossido di zolfo e metalli pesanti (indicatori “Forest Europe)
2. Numero iniziative istituzionali distinte per Stato, Regioni e Province autonome volte ad accrescere la consapevolezza sociale e politica sulla vulnerabilità degli ecosistemi forestali e sul ruolo del settore forestale n. annuale Mipaaf, Mite, Mic, Regioni e delle filiere connesse 52 Strategia Forestale Nazionale Azione A.7 - Gestione dei rimboschimenti A.7.1 - Valorizzare le neoformazioni forestali Unità di misura Rilevamento Fonte CUFA-INFC, Mipaaf-RAF,
1 — Superficie di neoformazione, per Regioni e Province autonome classificata bosco ettari periodico
1. Superficie di neoformazione, per Regioni e Province autonome classificata bosco ettari periodico ISPRA, Mite, Regioni
2. Risorse finanziarie pubbliche allocate a interventi di valorizzazione delle neoformazioni forestali distinte euro annuale Mipaaf, Mite, Mic, Regioni per Stato, Regioni e Province autonome distinte per strumenti finanziari Mite, Mipaaf, ISPRA,
3. Studi scientifici ad hoc. periodico Regioni, Univ. Ricerca A.7.2 - Incrementare la superficie forestale Unità di misura Rilevamento Fonte
1. Superficie imboschimenti e rimboschimenti, distinguendo tra aree agricole, forestali temporaneamente CUFA-INFC, Mipaaf-RAF, prive di soprassuolo, altro uso, periurbane e urbane nonché per macrotipologia forestale (latifoglie, ettari annuale ISPRA, Mite, Regioni conifere), distinte per Regioni e Province autonome
2. Risorse finanziarie pubbliche allocate a interventi di imboschimenti e rimboschimenti distinte per Stato, Regioni e Province autonome, e per strumenti finanziari distinguendo tra aree agricole, forestali euro annuale Mipaaf, Mic, Mite, Regioni temporaneamente prive di soprassuolo, altro uso, periurbane e urbane A.7.3 - Gestire e naturalizzare, dove opportuno, gli imboschimenti e rimboschimenti artificiali Unità di misura Rilevamento Fonte
1. Superficie di imboschimenti e rimboschimenti artificiali distinte per Regioni e Province autonome, ettari periodico Mipaaf, Mic, Mite, Regioni sottoposti a progetti di naturalizzazione
2. Risorse finanziarie pubbliche allocate a interventi di gestione e naturalizzazione di imboschimenti e euro annuale Mipaaf, Mite, Regioni rimboschimenti artificiali distinte per Stato, Regioni e Province autonome e per strumenti finanziari
3. Superficie di imboschimenti e rimboschimenti artificiali distinte per Regioni e Province autonome, ettari periodico Mipaaf, Mic, Mite, Regioni sottoposti a piani di gestione forestale
4. Risorse finanziarie pubbliche allocate a interventi di gestione di imboschimenti e rimboschimenti artificiali ettari annuale Mipaaf, Mite, Regioni distinte per Stato, Regioni e Province autonome e per strumenti finanziari Mite, Mipaaf, Miur,
5. Studi scientifici ad hoc periodico Regioni. Univ. Ricerca 53 Strategia Forestale Nazionale Tabella 8.b – Indicatori per le Azioni operative relative all’Obiettivo B della SFN. Obiettivo B - Efficienza nell’impiego delle risorse forestali per uno sviluppo sostenibile delle economie nelle aree rurali, interne e urbane Azione B.1 - Gestione Forestale Sostenibile B.1.1 - Migliorare e incrementare la GFS nelle foreste esistenti Unità di misura Rilevamento Fonte
1. Superficie Forestale, distinte per categorie, tipologie forestali e forma di governo per Regioni e Province CUFA-INFC, Mipaaf-RAF, n periodico autonome (indicatori Forest Europe) Regioni CUFA-INFC, Mipaaf-RAF,
2. Superficie sottoposta a GFS distinte per Regioni e Province autonome (indicatori “Forest Europe) n. periodico Mite Regioni
3. Rapporto incremento/utilizzazioni forestali su base annua distinte per Regioni e Province autonome Mipaaf-RAF, CUFA-INFC, % annuale (indicatori “Forest Europe) ISTAT Regioni
4. Risorse finanziarie pubbliche allocate a interventi di gestione forestale sostenibile distinte per Stato, Mipaaf-RAF, CUFA-INFC, Regioni e Province autonome e per strumenti finanziari (indicatori “Investment in forests and forestry” di euro annuale ISTAT Regioni Forest Europe)
5. Dimensione media delle utilizzazioni forestali distinte per Regioni e Province autonome ettari annuale Mipaaf-RAF, ISTAT Regioni
6. Superficie forestale gravata da domini collettivi ai sensi della Legge 20 novembre 2017, n. 168, distinta ettari periodico Regioni, Mipaaf- per Regione e Provincia autonoma Mite, Mipaaf, Miur, Regioni.
7. Studi scientifici ad hoc periodico Univ. Ricerca B.1.2 - Riconoscere il ruolo della GFS quale strumento per lo sviluppo di una nuova bioeconomia delle Unità di misura Rilevamento Fonte foreste
1. Risorse finanziarie pubbliche allocate a interventi volti allo sviluppo di sistemi e filiere produttive euro annuale Mipaaf-RAF, Regioni sostenibili per Stato, Regioni e Province autonome e per strumenti finanziari
2. Volumi di riciclo del legno e della carta mq annuale ISTAT, RILEGNO ISTAT FEDERLEGNO, PEFC,
3. Volumi legname e prodotti derivati certificati commercializzati mq annuale SFC Mite, Mipaaf, Miur, Regioni.
4. Studi e indagini scientifiche ad hoc periodico Univ. Ricerca B.1.3 - Promuovere la certificazione forestale Unità di misura Rilevamento Fonte Mipaaf-RAF, CUFA-INFC,
1. Superficie, distinta per Regione e Provincia autonoma, sottoposta a certificazione forestale ettari annuale Regioni, PEFC, SFC
2. Risorse finanziarie pubbliche allocate a interventi di tracciabilità dei prodotti e servizi forestali distinte euro annuale Mipaaf-RAF, Regioni per Stato, Regioni e Province autonome e per strumenti finanziari Mipaaf-RAF, CUFA-INFC,
3. Volumi legname certificato commercializzato mq annuale Regioni, PEFC, SFC 54 Strategia Forestale Nazionale Azione B.2 - Qualificazione degli operatori forestali e capacità operativa delle imprese boschive B.2.1 - Competenza, formazione e qualificazione degli operatori forestali e dei soggetti economici delle Unità di misura Rilevamento Fonte filiere forestali.
1. Numero di Regioni e Province autonome dotate di sistema formativo forestale (indicatori Forest Europe) n periodico Mipaaf-RAF, Regioni
2. Numero di operatori forestali distinte per Regioni e Province autonome (indicatori Forest Europe) n annuale Mipaaf-RAF, Regioni
3. Numero di eventi formativi per formatori forestali certificati per Regioni e Province autonome (indicatori Mipaaf-RAF, Regioni n annuale Forest Europe)
4. Numero di eventi formativi per operatori forestali e di riconoscimento dei requisiti professionali per Mipaaf-RAF, Regioni n annuale Regioni e Province autonome (indicatori Forest Europe) 5 Numero partecipanti per eventi formativi, distinti per età e sesso nei diversi livelli professionali p da DM Mipaaf-RAF, Regioni n annuale per Regioni e Province autonome (indicatori Forest Europe)
6. Risorse finanziarie pubbliche allocate a interventi di formazione forestale distinte per Stato, Regioni e Mipaaf-RAF, Regioni n annuale Province autonome e per strumenti finanziari (indicatori Forest Europe) Azione B.3 - Filiere forestali locali B.3.1 -Sviluppare mercati sostenibili per i prodotti forestali legnosi regionali e nazionali Unità di misura Rilevamento Fonte
1. Numero di Regioni con albo delle imprese forestali n annuale Mipaaf-RAF, Regioni
2. Numero di imprese iscritte all’albo delle imprese, distinte per Stato, Regioni e Province autonome e per Mipaaf-RAF, Regioni n annuale natura giuridica
3. Numero di imprese iscritte Registro Nazionale degli Operatori che commercializzano legno e prodotti da esso derivati (decreto MIPAAF 9/02/2021), distinte per operatori che commercializzano legno o prodotti n annuale Mipaaf - RAF derivati d'importazione e per operatori che commercializzano soltanto legno d'origine nazionale
4. Quantità annuale commercializzata di legno e prodotti da esso derivati dalle imprese iscritte Registro Volumi annuale Mipaaf - RAF Nazionale degli Operatori (indicatori Forest Europe)
5. Numero addetti per imprese di prima e seconda trasformazione le legno per Stato, Regioni e Province euro periodico ISTAT, Mipaaf-RAF, Regioni autonome distinto per codici ATECO (indicatori Forest Europe)
6. Contributo del settore forestale a PIL (indicatori Forest Europe) euro periodico ISTAT, Mipaaf-RAF, Regioni
7. Numero illeciti e volume sanzioni in ambito forestale distinti per tipologie e per Regioni e Province n. periodico CUFA autonome B.3.2 -Promuovere e valorizzare la lavorazione locale, artigianale e industriale, dei prodotti forestali Unità di misura Rilevamento Fonte legnosi 55 Strategia Forestale Nazionale
1 — Volume di legname utilizzato per tipologia e assortimento (indicatori “Wood consumption”, Forest
1. Volume di legname utilizzato per tipologia e assortimento (indicatori “Wood consumption”, Forest volumi annuale ISTAT, Mipaaf-RAF, Regioni Europe)
2. Commercio del legno per tipologia e assortimento (indicatori “Wood consumption”, Forest Europe) volumi annuale ISTAT, Mipaaf-RAF, Regioni
3. Volumi di import/export per tipologia e assortimento (indicatori “Wood consumption”, Forest Europe) volumi annuale ISTAT, Mipaaf-RAF, Regioni
4. Sviluppo dei prezzi di legno tondo e segati (indicatori “Wood consumption”, Forest Europe) euro/volumi annuale ISTAT, Mipaaf-RAF, Regioni B.3.3 - Qualificare la filiera foresta–legno-energia a scala locale Unità di misura Rilevamento Fonte
1. Energia prodotta dal legno (indicatori “Wood energy”, Forest Europe) Wh periodico Mipaaf-RAF, GSE
2. Consumo domestico, civile e industriale di biomasse legnose per fini energetici per Regioni e Province volumi periodico ISTAT autonome
3. Volumi di legname destinato all’alimentazione di centrali per la produzione elettrica (centrali > 1Mw) distinti per provenienza (foresta, arboricoltura, scarti agricoli e artigianali) per Regioni e Province volumi periodico Mipaaf-RAF, GSE autonome Mipaaf-RAF, GSE, Mite,
4. Numero interventi di ricambio tecnologico generatori per Stato, Regioni e Province autonome n periodico Regioni
5. Risorse finanziarie pubbliche allocate a interventi di ricambio tecnologico generatori per Stato, Regioni e euro periodico Da completare Province autonome, per strumenti finanziari
6. Utilizzo di sistemi incentivanti come titoli di EE o Conto Termico n periodico GSE
7. Variazione prezzi biocombustibili euro periodico Mipaaf-RAF, GSE
8. Risorse finanziarie pubbliche allocate a interventi per la produzione di energia da biomasse distinte per euro periodico Mipaaf-RAF, Regioni, GSE Stato, Regioni e Province autonome, per strumenti finanziari Mite, Mipaaf, Miur, Regioni.
9. Studi e indagini scientifiche ad hoc periodico Univ. Ricerca B.3.4 - Promuovere i prodotti forestali spontanei (art.3, com.2, let. d) del TUFF) Unità di misura Rilevamento Fonte
1. Volumi commercio per prodotti forestali spontanei, per tipologia e Regioni e Province autonome volumi periodico ISTAT, Regioni
2. Risorse finanziarie pubbliche allocate a interventi per prodotti forestali spontanei, per tipologia distinte euro periodico Regioni per Stato, Regioni e Province autonome, per strumenti finanziari Mite, Mipaaf, Miur, Regioni,
3. Studi e indagini scientifiche ad hoc periodico Univ. Ricerca 56 Strategia Forestale Nazionale Azione B.4 -Servizi socioculturali delle foreste B.4.1 - Promuovere lo sviluppo e la fornitura di servizi socioculturali legati al bosco Unità di misura Rilevamento Fonte
1. Numero eventi in foresta a fini distinti per tipologia (cultura, turistico e ricreativi, sportivi), per Regioni e n periodico Mipaaf-RAF, Regioni Province autonome
2. Risorse finanziarie pubbliche allocate a interventi per prodotti forestali spontanei, per tipologia distinte euro periodico Regioni per Stato, Regioni e Province autonome, per strumenti finanziari Mite, Mipaaf, Miur, Regioni.
3. Studi e indagini scientifiche ad hoc periodico Univ. Ricerca B.5 - Tracciabilità dei prodotti forestali B.5.1 - Sostenere efficaci sistemi di tracciabilità e controllo e una dettagliata informazione sull’origine Unità di misura Rilevamento Fonte dei prodotti forestali legnosi e spontanei
1. Volume dei prodotti forestali registrati in sistemi di tracciabilità distinte per tipologia e assortimento, per Mipaaf-RAF, Regioni volumi periodico Regioni e Province autonome
2. Numero e volume dei controlli dei prodotti forestali per tipologia e assortimento distinte per Regioni e Mipaaf-RAF, Regioni n periodico Province autonome
3. Risorse finanziarie pubbliche allocate a interventi di tracciabilità dei prodotti forestali, per tipologia e Mipaaf-RAF, Regioni assortimento distinte per Stato, Regioni e Province autonome, per strumenti finanziari Contributo a euro periodico combattere il commercio del legname illegale Mite, Mipaaf, Miur, Regioni.
4. Studi e indagini scientifiche ad hoc periodico Univ. Ricerca Azione B.6 - Consumi e acquisti responsabili B.6.1 -Promuovere i prodotti forestali di origine nazionale e sostenere politiche di acquisto di prodotti Unità di misura Rilevamento Fonte derivanti da foreste gestite in modo sostenibile
1. Volumi commercializzati di legname e prodotti derivati certificati, per Regioni e Province autonome volumi periodico Mipaaf, ISTAT, Regioni
2. Numero iniziativi pubbliche volte all’acquisto di prodotti a base di legno e suoi derivati, per Regioni e n periodico Mipaaf, Regioni Province autonome
3. Risorse finanziarie pubbliche allocate per interventi di sostegno e agevolazioni economiche e fiscali nel euro periodico Mipaaf, Regioni riciclo e del reimpiego del legno e della carta
4. Risorse finanziarie pubbliche allocate a interventi volti a promuovere l’acquisto di prodotti forestali derivanti da foreste gestite in modo sostenibile, per Stato, Regioni e Province autonome, per strumenti euro periodico Mipaaf, Regioni finanziari Mite, Mipaaf, Miur, Regioni.
5. Studi e indagini scientifiche ad hoc periodico Univ. Ricerca 57 Strategia Forestale Nazionale B.6.2 - Promuovere la cultura dell’impiego “a cascata” e del riciclo nell’utilizzo delle materie prime Unità di misura Rilevamento Fonte forestali
1. Volumi di legname riciclati, per Regioni e Province autonome volumi periodico Mipaaf, ISTAT, Regioni
2. Volumi di prodotti derivati riciclati, per Regioni e Province autonome volumi periodico Mipaaf, ISTAT, Regioni
3. Numero iniziative pubbliche volte a promuovere la cultura del riciclo e del reimpiego del legno e della n periodico Mipaaf, Regioni carta, per Regioni e Province autonome
4. Risorse finanziarie pubbliche allocate per interventi di sostegno all’acquisto di prodotti a base di legno e euro periodico Mipaaf, Regioni suoi derivati, per Regioni e Province autonome Mite, Mipaaf, Miur, Regioni.
5. Studi e indagini scientifiche ad hoc periodico Univ. Ricerca 58 Strategia Forestale Nazionale Tabella 8.c – Indicatori per le Azioni operative relative all’Obiettivo generale C della SFN Obiettivo C - Responsabilità e conoscenza globale delle foreste Azione Operativa C.1 - Informazione e responsabilità sociale e ambientale dei cittadini C.1.1 - Promuovere interventi di informazione e sensibilizzazione pubblica Unità di misura Rilevamento Fonte Mipaaf - RAF, Mite, Miur,
1. Partecipazione e consapevolezza pubblica (indicatori “Public awareness and participation of the public” n periodico Regioni, Univ. Ricerca, Forest Europe) associazioni.
2. Numero di eventi di informazione e sensibilizzazione pubblica per Regioni e Province autonome, su temi forestali, distinguendo tra i seguenti temi: • Servizi ecosistemici legati alle foreste Mipaaf - RAF, Mic, Mite, Miur, • Gestione forestale sostenibile n periodico Regioni, Univ. Ricerca, • Biodiversità e ambiente associazioni. • Tutela del paesaggio • Politiche forestali • Altro
3. Numero di partecipanti ad eventi di informazione e sensibilizzazione pubblica per Regioni e Province autonome, su temi forestali, distinguendo tra i seguenti temi: • Servizi ecosistemici legati alle foreste Mipaaf - RAF, Mic, Mite, Miur, • Gestione forestale sostenibile n periodico Regioni, Univ. Ricerca, • Biodiversità e ambiente associazioni. • Tutela del paesaggio • Politiche forestali • Altro
4. Risorse finanziarie pubbliche allocate per eventi di informazione e sensibilizzazione pubblica per Regioni e Province autonome, su temi forestali, distinguendo tra i seguenti temi: • Servizi ecosistemici legati alle foreste Mipaaf, Mic, Mite, Miur, • Gestione forestale sostenibile euro periodico Regioni, Univ. Ricerca, • Biodiversità e ambiente associazioni. • Tutela del paesaggio • Politiche forestali • Altro Mite, Mipaaf, Miur, Regioni.
5. Studi e indagini scientifiche ad hoc periodico Univ. Ricerca 59 Strategia Forestale Nazionale Azione Operativa C.2 - Ricerca, sperimentazione e trasferimento C. 2.1 - Incrementare il coordinamento e la concertazione tra ricerca e innovazione e promuovere la Unità di misura Rilevamento Fonte sperimentazione, il trasferimento tecnologico, la divulgazione e l’assistenza tecnica in campo forestale 1 Numero di Ricerche, formazione e approfondimenti professionali (indicatori “Research, training and n. annuale Mipaaf, Mite, Miur, Regioni further training”, Forest Europe)
2. Numero eventi di trasferimento tecnologico, divulgazione e assistenza tecnica, in ambito forestale per n. annuale Mipaaf, Mite, Miur, Regioni Regioni e Province autonome
3. Numero di partecipanti per tipologia di evento (di trasferimento tecnologico, divulgazione e assistenza n. annuale Mipaaf, Mite, Miur, Regioni tecnica in ambito forestale) per Regioni e Province autonome
4. Volume risorse pubbliche destinate a interventi di trasferimento tecnologico, divulgazione e assistenza euro annuale Mipaaf, Mite, Miur, Regioni tecnica in ambito forestale per Regioni e Province autonome e per tipologia di strumento finanziario Mipaaf, Mite, Miur, Univ.
5. Numero di brevetti e pubblicazioni italiane con peer reviewed n. annuale Ricerca
6. Numero bandi di ricerca nazionali e regionali in materia forestale distinti per finanziamento pubblico, n. annuale Mipaaf, Mite, Miur, Regioni finanziamento privato Mipaaf, Mite, Miur, Univ.
7. Numero progetti internazionali con partner italiani distinti per tipologia di strumento finanziario n. annuale Ricerca
8. Volume risorse pubbliche destinate a progetti internazionali con partner italiani distinti per tipologia di Mipaaf, Mite, Miur, Univ. euro annuale strumento finanziario Ricerca Mite, Mipaaf, Miur, Regioni.
9. Studi e indagini scientifiche ad hoc periodico Univ. Ricerca Azione Operativa C.3 - Dimensione internazionale delle politiche forestali C.3.1 - Dare concreta attuazione agli impegni internazionali, intensificando le attività di coordinamento e Unità di misura Rilevamento Fonte di cooperazione e rafforzando la presenza e il ruolo dell’Italia nelle istituzioni internazionali
1. Volume risorse finanziarie pubbliche impegnate nell’impostazione e nel monitoraggio e valutazione delle Mipaaf, Mite, Miur, Univ. euro annuale politiche nazionali per l’attuazione degli impegni internazionali Ricerca
2. Numero e finanziamenti per progetti di cooperazione internazionale finalizzati alla tutela e alla Mipaaf, Mite, Miur, Univ. euro annuale valorizzazione sostenibile delle foreste Ricerca
3. Fondi pubblici inerenti le foreste per organizzazioni internazionali e per la partecipazione di esperti Mipaaf, Mic, Mite, Miur, Univ. euro annuale Italiani in organismi internazionali legati alla tutela e valorizzazione sostenibile delle foreste Ricerca Mite, Mipaaf, Miur, Regioni.
4. Studi e indagini scientifiche ad hoc periodico Univ. Ricerca 60 Strategia Forestale Nazionale Tabella 9 – Indicatori per le Azioni Specifiche della SFN Azioni Specifiche Azione Specifica 1 - Gestione degli eventi estremi A.S.1.1 - Piano Nazionale per la gestione degli eventi estremi Unità di misura Rilevamento Fonte
1. Realizzazione del Piano Piano Nazionale per la gestione degli eventi estremi SI/NO Entro 5 anni Consiglio dei Ministri
2. Risorse impegnate per l’attuazione del Piano Piano Nazionale per la gestione degli eventi estremi euro Entro 5 anni Consiglio dei Ministri Azione Specifica 2 - Coordinamento lotta e prevenzione incendi boschivi A.S.2.1 - Coordinamento interistituzionale per il governo, pianificazione e gestione degli incendi Unità di misura Rilevamento Fonte 1. Realizzazione del Coordinamento interistituzionale per il governo, pianificazione e gestione incendi SI/NO Entro 5 anni Consiglio dei Ministri
2 — Risorse impegnate nel Coordinamento interistituzionale per il governo, pianificazione e gestione
2. Risorse impegnate nel Coordinamento interistituzionale per il governo, pianificazione e gestione euro Entro 5 anni Consiglio dei Ministri incendi 2.2 - Coordinamento e convergenza delle politiche e degli interventi forestali, agro-pastorali e Unità di misura Rilevamento Fonte ambientali con le strategie di governo incendi
1. Realizzazione del Coordinamento interistituzionale per il governo, pianificazione e gestione incendi SI/NO Entro 5 anni Consiglio dei Ministri
2 — Risorse impegnate nel Coordinamento interistituzionale per il governo, pianificazione e gestione
2. Risorse impegnate nel Coordinamento interistituzionale per il governo, pianificazione e gestione euro Entro 5 anni Consiglio dei Ministri incendi 2.3 - Aggiornamento normativo e pianificazione della ricostituzione post-incendio Unità di misura Rilevamento Fonte
1. Realizzazione dell’aggiornamento normativo e pianificazione della ricostituzione post-incendio. SI/NO Entro 5 anni Consiglio dei Ministri 2.4 - Statistiche e Catasto incendi
1. Riforma delle Statistiche e Catasto incendi SI/NO Entro 5 anni Consiglio dei Ministri Azione Specifica 3 - Risorse genetiche e materiale di propagazione forestale 3.1 -Vivaistica forestale, risorse genetiche e materiale di propagazione forestale Unità di misura Rilevamento Fonte
1. Numero dei vivai forestali distinti per Regioni e Province autonome n periodico Mipaaf, Regioni
2. Risorse pubbliche impegnate per interventi a favore della vivaistica forestale, delle risorse genetiche e del materiale di propagazione forestale distinti per Regione e Provincia autonoma e strumento euro periodico Mipaaf, Regioni finanziario 3 Numero di vivai forestali certificati distinti per Regione e Provincia autonoma n periodico Mipaaf, Regioni
4. Studi e indagini ad hoc periodici Mipaaf, Regioni, Univ. 61 Strategia Forestale Nazionale Ricerca 3.2 - Gestione selvicolturale orientata e migrazione assistita o colonizzazione guidata Unità di misura Rilevamento Fonte
1. Numero interventi di selvicolturale orientata e migrazione assistita o colonizzazione guidata n. periodico Mipaaf, Mite, Regioni
2. Risorse pubbliche impegnate per interventi di selvicolturale orientata e migrazione assistita o euro periodico Mipaaf, Mite, Regioni, colonizzazione guidata distinti per Regione e Provincia autonoma e strumento finanziario Mipaaf, Mite, Regioni, Univ.
4. Studi e indagini ad hoc periodici Ricerca Azione Specifica 4 - Arboricoltura da legno e pioppicoltura 4.1 - Sostenere l’arboricoltura e pioppicoltura tradizionale Unità di misura Rilevamento Fonte
1. Superficie ad arboricoltura da legno di cui pioppicola distinta per Regione e Provincia autonoma ettari periodico Mipaaf, Mite, Regioni
2. Risorse pubbliche impegnate per Sostenere l’arboricoltura e pioppicoltura tradizionale distinti per euro periodico Mipaaf, Mite, Regioni Regione e Provincia autonoma e strumento finanziario 4.2 - Promuovere le piantagioni policicliche e polispecifiche permanenti o temporanee Unità di misura Rilevamento Fonte
1. Superficie impegnata in piantagioni policicliche e polispecifiche permanenti o temporanee distinta per ettari periodico Mipaaf, Mite, Regioni Regione e Provincia autonoma
2. Risorse pubbliche impegnate per nuovi impianti distinti per Regione e Provincia autonoma e euro periodico Mipaaf, Mite, Regioni strumento finanziario 4.3 - Promuovere il monitoraggio e sostenere gli accordi di mercato e filiera interregionali Unità di misura Rilevamento Fonte
1. Numero interventi di monitoraggio del settore arboricoltura da legno n. periodico Mipaaf, Mite, Regioni
2. Risorse pubbliche impegnate per interventi di monitoraggio del settore arboricoltura da legno distinti euro periodico Mipaaf, Mite, Regioni per Regione e Provincia autonoma e strumento finanziario 3 Numero di accordi di mercato e filiera interregionali n. periodico Mipaaf, Mite, Regioni
4. Risorse pubbliche impegnate per accordi di mercato e filiera interregionali distinti per Regione e euro periodico Mipaaf, Mite, Regioni Provincia autonoma e strumento finanziario Azione specifica 5 - Alberi monumentali e boschi vetusti 5.1 - Alberi monumentali Unità di misura Rilevamento Fonte
1. Numero alberi monumentali iscritti nel registro nazionale n annuale Mipaaf, Regioni
2. Risorse pubbliche impegnate per alberi monumentali distinte per Stato, Regione e Provincia autonoma euro annuale Mipaaf, Mite, Regioni e strumento finanziario 62 Strategia Forestale Nazionale 5.2 - Boschi vetusti Unità di misura Rilevamento Fonte
1. Numero di boschi vetusti riconosciuti nella rete nazionale distinte per Regione e Provincia autonoma n annuale Mipaaf, Regioni
2. Risorse pubbliche impegnate per boschi vetusti distinte per Stato, Regione e Provincia autonoma e euro annuale Mipaaf, Mite, Regioni strumento finanziario Azione Specifica 6 - Alberi e foreste urbane e periurbane 6.1 - Alberature cittadine Unità di misura Rilevamento Fonte
1. Metri lineari di alberature in ambito urbano distinte per Regione e Provincia autonoma m annuale Mipaaf, Mite, Regioni
2. Risorse pubbliche impegnate per Alberature cittadine distinte per Stato, Regione e Provincia euro annuale Mipaaf, Mite, Regioni autonoma e strumento finanziario 6.2 - Boschi urbani e periurbani Unità di misura Rilevamento Fonte
1. Superficie Boschi urbani e periurbani distinte per Regione e Provincia autonoma ettari annuale Mipaaf, Mite, Regioni
2. Risorse pubbliche impegnate per foreste urbane e periurbane distinte per Stato, Regione e Provincia euro annuale Mipaaf, Mite, Regioni autonoma e strumento finanziario Azione Specifica 7- Boschi ripariali e planiziali 7.1 - Tutelare e recuperare i boschi ripariali Unità di misura Rilevamento Fonte
1. Superficie Boschi ripariali distinte per Regione e Provincia autonoma ettari annuale Mipaaf, Mite, Regioni
2. Risorse pubbliche impegnate per tutelare e recuperare i boschi ripariali distinte per Stato, Regione e euro annuale Mipaaf, Mite, Regioni Provincia autonoma e strumento finanziario 7.2 - Tutelare e recuperare i boschi planiziali Unità di misura Rilevamento Fonte
1. Superficie Boschi planiziali distinte per Regione e Provincia autonoma ettari annuale Mipaaf, Mite, Regioni
2. Risorse pubbliche impegnate per tutelare e recuperare i boschi planiziali distinte per Stato, Regione e euro annuale Mipaaf, Mite, Regioni Provincia autonoma e strumento finanziario 7.3 - Tutela e gestione dei boschi costieri e pinete litoranee Unità di misura Rilevamento Fonte
1. Superficie Boschi costieri e pinete litoranee distinte per Regione e Provincia autonoma ettari annuale Mipaaf, Mite, Regioni
2. Risorse pubbliche impegnate per tutelare e gestione dei Boschi costieri e pinete litoranee distinte per euro annuale Mipaaf, Mite, Regioni Stato, Regione e Provincia autonoma e strumento finanziario 63 Strategia Forestale Nazionale Azione Specifica 8 - Stato di conservazione e Lista Rossa degli ecosistemi 8.1 - Lista Rossa delle specie, degli habitat ed ecosistemi forestali italiani Unità di misura Rilevamento Fonte
1. Monitoraggio della Lista Rossa periodico Mite, Mipaaf,Regioni
2. Risorse pubbliche impegnate per tutela delle specie, degli habitat ed ecosistemi forestali italiani della euro annuale Mite, Mipaaf, Regioni Lista Rossa distinte per Stato, Regione e Provincia autonoma e strumento finanziario Mipaaf, Mite, Regioni, Univ.
3. Studi, censimenti e indagini ad hoc periodico Ricerca 8.2 - Stato di conservazione degli ecosistemi a scala nazionale e regionale Unità di misura Rilevamento Fonte
1. Monitoraggio biodiversità periodico Mite, Mipaaf, Regioni
2. Studi, censimenti e indagini ad hoc periodico Mipaaf, Mite, Regioni, Univ. Azione Specifica 9 – Agroselvicoltura, sistemi agroforestali e sughericoltura 9.1 - Agroselvicoltura e sistemi agroforestali Unità di misura Rilevamento Fonte
1. Superficie ad agroselvicoltura e sistemi agroforestali distinte per Regione e Provincia autonoma ettari annuale Mipaaf, Mite, Regioni
2. Risorse pubbliche impegnate per l’agroselvicoltura e sistemi agroforestali distinte per Stato, Regione e euro annuale Mipaaf, Mite, Regioni Provincia autonoma e strumento finanziario 9.2 - Valorizzazione della sughericoltura e dei sistemi agro-silvo-pastorali con presenza di sughera Unità di misura Rilevamento Fonte
1. Superficie sughericoltura e sistemi agro-silvo-pastorali con presenza di sughera distinta per Regione e ettari annuale Mipaaf, Mite, Regioni Provincia autonoma
2. Risorse pubbliche impegnate per filiera della sughericoltura e sistemi agro-silvo-pastorali con presenza euro annuale Mipaaf, Mite, Regioni di sughera distinte per Stato, Regione e Provincia autonoma e strumento finanziario
3. Risorse pubbliche impegnate per filiera della sughericoltura distinte per Stato, Regione e Provincia euro annuale Mipaaf, Mite, Regioni autonoma e strumento finanziario Azione Specifica 10 - Gestione degli impatti tra foreste e fauna selvatica 10.1 - Gestione forestale e tutela degli habitat di specie prioritarie Unità di misura Rilevamento Fonte
1 — Numero e Superficie di habitat forestali con specie prioritarie distinta per Regione e Provincia
1. Numero e Superficie di habitat forestali con specie prioritarie distinta per Regione e Provincia ettari annuale Mipaaf, Mite, Regioni autonoma
2. Risorse pubbliche impegnate per Gestione forestale e tutela degli habitat di specie prioritarie distinte euro annuale Mipaaf, Mite, Regioni per Stato, Regione e Provincia autonoma e strumento finanziario
3. Studi, censimenti e indagini ad hoc periodico Mipaaf, Mite, Regioni, Univ. 64 Strategia Forestale Nazionale 10.2 - Pianificazione e gestione in foreste ad elevata densità di ungulati Unità di misura Rilevamento Fonte numero
1. Carico di ungulati per superficie forestale distinta per Regione e Provincia autonoma periodico Mipaaf, Mite, Regioni /ettari
2. Numero di interventi di gestione in foreste ad elevata densità di ungulati n periodico Mipaaf, Mite, Regioni
3. Risorse pubbliche impegnate per interventi di pianificazione e gestione in foreste ad elevata densità di euro annuale Mipaaf, Mite, Regioni ungulati distinte per Stato, Regione e Provincia autonoma e strumento finanziario
4. Studi, censimenti e indagini ad hoc periodico Mipaaf, Mite, Regioni, Univ. 65 Strategia Forestale Nazionale Tabella 10 – Indicatori per le Azioni Strumentali della SFN Azioni Strumentali Azione Strumentale 1 - Monitoraggio delle variabili socioeconomiche e ambientali, coordinamento e diffusione delle informazioni e dei dati statistici A.St.1.1 - Coordinamento e integrazione nella raccolta di dati e informazioni in materia forestale Unità di misura Rilevamento Fonte Mipaaf, Mite, Mic,
1. Numero iniziative di coordinamento e integrazione nella raccolta di dati e informazioni in materia forestale SI/NO Entro 5 anni Regioni, Univ. Ricerca
2. Volume di risorse pubbliche impegnate per azioni di coordinamento e integrazione nella raccolta di dati e Mipaaf, Mite, Mic, euro Entro 5 anni informazioni in materia forestale Regioni, Univ. Ricerca A.St.1.2 - Rapporto pubblico e periodico sullo stato del patrimonio forestale nazionale del settore e delle sue Unità di misura Rilevamento Fonte filiere produttive
1. Realizzazione del secondo Rapporto pubblico sullo stato del patrimonio forestale nazionale del settore e delle SI/NO Entro 5 anni Mipaaf sue filiere produttive 2. Volume di risorse pubbliche impegnate per la realizzazione del RAF2 euro Entro 5 anni Mipaaf
3. Numero e tipologia di soggetti coinvolti per la realizzazione RAF2 n. Entro 5 anni Mipaaf A.St.1.3 - Inventario nazionale delle foreste e dei serbatoi forestali di carbonio. Unità di misura Rilevamento Fonte
1. Realizzazione del nuovo Inventario nazionale delle foreste e dei serbatoi forestali di carbonio SI/NO Entro 5 anni Mipaaf, CUFA 2. Volume di risorse pubbliche impegnate per la realizzazione INFC euro Entro 5 anni Mipaaf, CUFA
3. Numero e tipologia di soggetti coinvolti per la realizzazione INFC n. Entro 5 anni Mipaaf, CUFA A.St.1.4 - Sistema informativo forestale nazionale (SIFOR) e Carta forestale nazionale georiferita Unità di misura Rilevamento Fonte
1. Realizzazione del Sistema informativo forestale nazionale SI/NO Entro 5 anni Mipaaf
2. Volume di risorse pubbliche impegnate per la realizzazione SIFOR euro Entro 5 anni Mipaaf,
3. Numero e tipologia di soggetti coinvolti per la realizzazione SIFOR n. Entro 5 anni Mipaaf
4. Realizzazione della Carta forestale nazionale georiferita SI/NO Entro 5 anni Mipaaf
5. Volume di risorse pubbliche impegnate per la realizzazione della Carta forestale nazionale georiferita euro Entro 5 anni Mipaaf,
6. Numero e tipologia di soggetti coinvolti per la realizzazione della Carta forestale nazionale georiferita n. Entro 5 anni Mipaaf 66 Strategia Forestale Nazionale Azione Strumentale 2 - Adeguamento del quadro normativo di interesse forestale A.St.2.1 - Sintesi e armonizzazione dei processi e delle disposizioni normative di interesse forestale Unità di misura Rilevamento Fonte
1. Numero di interventi volti a realizzare sintesi e armonizzazione dei processi e delle disposizioni normative di Mipaaf, Mite, Mic, SI/NO Entro 5 anni interesse forestale Regioni Mipaaf, Mite, Mic,
2. Numero e tipologia di soggetti coinvolti per la realizzazione della Carta forestale nazionale georiferita n. Entro 5 anni Regioni A.St.2.2 - Semplificazione normativa in ambito forestale Unità di misura Rilevamento Fonte Mipaaf, Mite, Mic,
1. Numero di interventi volti a realizzare una semplificazione normativa in ambito forestale SI/NO Entro 5 anni Regioni Mipaaf, Mite, Mic,
2. Numero e tipologia di soggetti coinvolti per la realizzazione della Carta forestale nazionale georiferita n. Entro 5 anni Regioni Azione Strumentale 3 - Coordinamento e co-programmazione inter-istituzionale A.St.3.1 - Processo continuo di coordinamento delle politiche forestali nazionali e regionali Unità di misura Rilevamento Fonte
1. Numero di interventi volti a realizzare un Processo continuo di coordinamento delle politiche forestali nazionali Mipaaf, Mite, Mic, SI/NO Entro 5 anni e regionali Regioni
2. Numero e tipologia di soggetti coinvolti per la realizzazione di Processo continuo di coordinamento delle Mipaaf, Mite, Mic, n. Entro 5 anni politiche forestali nazionali e regionali Regioni Azione Strumentale 4 - Consultazione e coordinamento dei portatori di interesse A.St.4.1 - Promuovere azioni di consultazione e coordinamento delle organizzazioni più rappresentative dei Unità di misura Rilevamento Fonte portatori di interesse nei processi decisionali e di programmazione in materia di foreste e filiere forestali
1. Numero di azioni di consultazione e coordinamento delle organizzazioni più rappresentative dei portatori di Mipaaf, Mite, Mic, interesse nei processi decisionali e di programmazione in materia di foreste e filiere forestali, distinto per Stato, SI/NO Entro 5 anni Regioni Regioni e Province autonome
2. Numero e tipologia di soggetti coinvolti per azioni di consultazione e coordinamento delle organizzazioni più Mipaaf, Mite, Mic, rappresentative dei portatori di interesse nei processi decisionali e di programmazione in materia di foreste e n. Entro 5 anni Regioni filiere forestali, distinto per Stato, Regioni e Province autonome 67 Strategia Forestale Nazionale A.St.4.2 - Coinvolgere i portatori di interesse locali nella pianificazione territoriale delle risorse forestali, Unità di misura Rilevamento Fonte attuando modelli di governance partecipata per definire le interazioni e minimizzare i conflitti
1. Numero di azioni volte a coinvolgere i portatori di interesse locali nella pianificazione territoriale delle risorse Mipaaf, Mite, Mic, forestali, attuando modelli di governance partecipata per definire le interazioni e minimizzare i conflitti, distinto SI/NO Entro 5 anni Regioni per Regioni e Province autonome
2. Numero e tipologia di soggetti coinvolti per azioni volte a coinvolgere i portatori di interesse locali nella Mipaaf, Mite, Mic, pianificazione territoriale delle risorse forestali, attuando modelli di governance partecipata per definire le n. Entro 5 anni Regioni interazioni e minimizzare i conflitti, distinto per Regioni e Province autonome A.St.4.3 - Rinforzare il ruolo consultivo del Tavolo filiera legno e del Tavolo di concertazione forestale tra Unità di misura Rilevamento Fonte ministero e Regioni e Province autonome
1. Componenti del Tavolo di Filiera Legno del Mipaaf n. annuale Mipaaf,
2. Numero incontri annuali del Tavolo di Filiera Legno del Mipaaf n. annuale Mipaaf
3. Numero incontri annuali del Tavolo di coordinamento Forestale Mipaaf-Regioni n. annuale Mipaaf, Regioni
4. Disponibilità di un forum permanente sulle foreste SI/NO annuale Regioni
5. Tavoli di Filiera regionali (numero, componenti e incontri annuali) n. annuale Regioni A.St.4.4 - Promuovere la sensibilizzazione della società pubblica sul ruolo delle attività in foresta Unità di misura Rilevamento Fonte Mipaaf, Mite, Mic,
1. Numero di azioni volte a promuovere la sensibilizzazione della società pubblica sul ruolo delle attività in foresta SI/NO annuale Regioni, Uiv. Ricerca, distinto per Stato, Regioni e Province autonome Associazioni Mipaaf, Mite, Mic,
2. Numero e tipologia di soggetti coinvolti in azioni volte a promuovere la sensibilizzazione della società pubblica n. annuale Regioni, Uiv. Ricerca, sul ruolo delle attività in foresta distinto per Stato, Regioni e Province autonome Associazioni
3. Volume di risorse pubbliche impegnate per la realizzazione azioni volte a promuovere la sensibilizzazione della Mipaaf, Mite, Mic, società pubblica sul ruolo delle attività in foresta distinto per Stato, Regioni e Province autonome e tipologia di euro annuale Regioni, Uiv. Ricerca, strumento finanziario Associazioni Azione Strumentale 5 - Cluster Legno A.St.5.1 - Costituzione di un Cluster Legno nazionale Unità di misura Rilevamento Fonte
1. Realizzazione del Cluster Legno nazionale SI/NO Entro 5 anni Consiglio dei Ministri Mipaaf, Mite, Mic,
2. Volume di risorse pubbliche impegnate a favore del Cluster Legno nazionale distinto per Stato, Regioni e euro annuale Regioni, Uiv. Ricerca, Province autonome e tipologia di strumento finanziario Associazioni 68 Abbreviazioni ABS Access and Benefit Sharing (Accesso e distribuzione dei benefici). ACCOMBAS Accordo per la Conservazione dei Cetacei del Mar Nero, Mar Mediterraneo e Aree Atlantiche Contigue. ADP Amsterdam Declarations Partnership. AEWA African-Eurasian Waterbirds Agreement (Accordo per la tutela dell’avifauna acquatica migratrice) ARPA Agenzia Regionale per l'Ambiente. AIB Antincendio boschivo. AICS Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo. ASCI Areas of Special Conservation Interest (Zona di particolare importanza per la conservazione) ASPIM Aree Specialmente Protette di Importanza Mediterranea. ATO Ambito Territoriale Ottimale CAMP Coastal Area Management Programme (Programma di Gestione delle Aree Costiere). CBD Convention on Biological Diversity (Convenzione sulla Biodiversità di Rio de Janeiro). CCD Convention to Combat Desertification. CGIAR Consultative Group on Intemational Agricultural Research (Gruppo di consultazione sulla ricerca agricola internazionale). CHM Clearing-House Mechanism (Centro Diffusione Informazioni) CIPE Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica. CIFOR Center for International Forestry Research. CITES Convention on Intemational Trade in Endangered Species of Wild Fauna and Flora (Convenzione di Washington sul commercio internazionale di specie di flora e fauna in pericolo di estinzione). CMS Convention on the Conservation of Migratory Species of Wild Animals (Conservazione delle Specie Migratrici, Convenzione di Bonn). CMSI Comitato dei Ministri per Società dell’Informazione. CNR Consiglio Nazionale delle Ricerche. COM Comunicazione della Commissione europea. COP Conferenza delle Parti. CREA Consiglio per la ricerca in agricoltura e l'analisi dell'economia agraria. CUFAA Comando delle Unità Forestali Ambientali e Agroalimentari dell’Arma dei Carabinieri. CWRSG Crop Wild Relative Specialist Group DESS Decennio internazionale dell’Educazione allo Sviluppo Sostenibile. D.lgs. Decreto Legislativo. D.M. Decreto Ministeriale. D.P.C.M. Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri. D.P.R. Decreto del Presidente della Repubblica. EEA European Environmental Agency (Agenzia Ambientale Europea). ECP/GR European Cooperative Programme on Genetic Resources (Programma europeo di cooperazione per le reti di risorse genetiche delle piante coltivate). Strategia Forestale Nazionale EFI European Forest Institute. ENEA Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile. EPCS European Plant Conservation Strategy (Strategia Europea di Conservazione delle piante) EUAP Elenco Ufficiale delle Aree Protette. ESR Effort Shering Regulation. EUROBAT Accordo europeo sulla conservazione dei chirotteri. FE Forest Europe. FLEGT Forest Law Enforcement, Governance and Trade. FSC Forest Stewardship Council. GBIF Global Biodiversity Information Facility. GEF Global Environment Facility (Meccanismo finanziario per la CBD). GFS Gestione Forestale Sostenibile. GSPC Global Strategy for Plant Conservation (Strategia Globale di Conservazione delle piante). IAS Invasive Alien Species (Specie aliene invasive). INFC Inventario Nazionale delle Foreste e dei Serbatoi forestali del Carbonio. ICLEI International Council for Local Environmental Initiatives. INSPIRE Infrastructure for Spatial Information in Europe (Infrastruttura per l'Informazione Territoriale in Europa). IPCC Intergovernmental Panel on Climate Change. IPGRI International Plant Genetic Resources Institute (Istituto Internazionale per le Risorse Fitogenetiche). IPPC Integrated Pollution Prevention and Control (Prevenzione e Riduzione Integrate dell´inquinamento) ISPRA Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale. ITTO International Tropical Timber Organization. IUCN International Union for Conservation of Nature (Unione Internazionale per la Conservazione della Natura). JRC Joint Resaerch Centre della Commissione europea. LULUCF Land Use, Land Use Change and Forests Mite Ministero della transizione ecologica. Maeci Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale. MCPFE Conferenze Ministeriali sulla Protezione delle Foreste in Europa. Mic Ministero della Cultura. Mipaaf Ministero per le Politiche Agricole, Alimentari e Forestali. Mise Ministero per lo Sviluppo Economico. MIT Ministero per le Infrastrutture e i Trasporti. Miur Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca. NFAP Piano Nazionale di Contabilizzazione Forestale. NNB Network Nazionale per la Biodiversità. 70 Strategia Forestale Nazionale OGM Organismi Geneticamente Modificati. OMS Organizzazione Mondiale della Sanità. ONG Organizzazioni Non Governative. PA Province autonome. PAC Politica Agricola Comune. PAF Piano d’Azione dell’Unione Europea per le Foreste. PAF Prioritised Action Frameworks. PAL Programmi di Azione Locale di Lotta alla Siccità e Desertificazione. PEBLDS Pan-European Biological and Landscape Diversity Strategy (Strategia Pan-europea sulla diversità Biologica e Paesaggistica). PEFC Programme for Endorsement of Forest Certification schemes. PES Payment for Environmental Services (Pagamenti per i Servizi Ambientali). PFR Punti Focali Regionale del Sistema Informativo Nazionale Ambientale. PN Parco Nazionale. PNR Programma Nazionale della Ricerca. PSR Programma Sviluppo Rurale. PQSF Programma Quadro per il Settore Forestale. PRIN Programmi di ricerca di Rilevante Interesse Nazionale. PSN Piano Strategico Nazionale. RAF Rapporto sullo stato delle foreste e delle filiere forestali. RIBES Rete Italiana Banche del germoplasma. SAP BIO Programma Strategico d’Azione per la Conservazione della Biodiversità nella Regione Mediterranea. SIC Sito di Interesse Comunitario. SIT Sistemi Informativi Territoriali. SSC Species Survival Commission (Commissione per la salvaguardia delle specie della IUCN). SNGIZC Strategia Nazionale per la Gestione Integrata della Zona Costiera. TUFF Testo Unico per le Foreste e le Filiere forestali. UE Unione Europea. UNCCD United Nations Convention to Combat desertification (Convenzione delle Nazioni Unite per la lotta alla desertificazione). UNCED United Nations Conference on Environment and Development (Conferenza delle Nazioni Unite su Ambiente e Sviluppo). UN/ECE Commissione economica per l’Europa delle Nazioni Unite. UNFF The United Nations Forum on Forests. UNEP United Nations Environment Programme (Programma ambientale delle Nazioni Unite). UNEP/MAP United Nations Environment Programme / Mediterranean Action Plan. VPA Voluntary Partnership Agreements (Accordi Volontari di Partenariato). VVFF Vigili del Fuoco. 71 Strategia Forestale Nazionale WFD Water Framework Directive (Direttiva Quadro sulle Acque 2000/60/CE). ZPE Zone di Protezione Ecologica. ZPS Zona di Protezione Speciale. ZSC Zone speciali di conservazione. 72 Strategia Forestale Nazionale IL GRUPPO DI LAVORO ISTITUITO PER LA REDAZIONE DI QUESTO DOCUMENTO È COMPOSTO DA: Alessandra Stefani (DG-DIFOR, Mipaaf); Davide Pettenella (UniPd, Coordinatore del GdL); Giuseppe Cottignoli (DIFOR, Mipaaf); Enrico Pompei (DIFOR, Mipaaf); Pietro Oieni (DIFOR, Mipaaf); Antonio Maturani (Mite); Bruno Petrucci (Mite); Riccardo Brugnoli (Mic); Maria Teresa Idone (Mic); Francesco Ferrelli (Mise); Livia Profeti (Mise); Davide De Laurentis (CUFA Carabinieri); Marco Panella (CUFA Carabinieri); Giancarlo Papitto (CUFA Carabinieri); Flora Della Valle (Regione Campania); Matilde Mazzaccara (Regione Campania); Elena Fila Mauro (Regione Piemonte); Marco Corgnati (Regione Piemonte); Marco Bussone (UNCEM); Antonio Pollutri (WWF); Antonio Nicoletti (Legambiente); Federica Barbera (Legambiente); Marco Marchetti (UniMol, Sisef); Carlo Blasi (Uniroma1); Davide Travaglini (UniFi, Sisef); Fausto Manes (UniRoma1); Consolata Siniscalco (UniTo); Pietro Brandmayr (UniCal); Sebastiano Cerullo (Federlegnoarredo); Angelo Mariano (Conlegno); Fabio Boccalari (Api); Marino Berton (Aiel); Stefano Campeotto (Aiel); Andrea Argnani (Aiel) Vanessa Gallo (FIPER); Maria Elena Massarini (Consorzi Forestali Lombardi); Raoul Romano (CREA-PB); Antonio Pepe (CREA-PB); Luca Caverni (CREA-PB); Luca Cesaro (CREA- PB). Documento realizzato nell’ambito delle attività previste dal Programma Rete Rurale Nazionale 2014-2020, Scheda attività CREA 22.1 “Foreste”, con il supporto tecnico del Centro di ricerca Politiche e Bioeconomia del Consiglio per la Ricerca in agricoltura e l’analisi dell’Economia Agraria. 73 Strategia Forestale Nazionale 74