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意大利的法律

National Biodiversity Strategy 2030

颁布于 2022-04-14 · 文本截至 2026-10-01

以研究形式发布的公开法律与官方指引,不构成法律、税务或金融建议。

研究内容本身以英文撰写。标题和标签已翻译,调查结果和引文未翻译。

关于这部法律

原标题
Strategia Nazionale Biodiversità 2030.
语言
Italian
类型
policy
国家
意大利
主题
Agricultural and rural development, Environment, Forestry, Land and soil, Sea, Water, Wild species and ecosystems
关键词
agricultural development, agricultural land, biodiversity, ecological production/organic production, fertilizers/nutrients, sustainable development, circular economy, urban land, pesticides, One Health approach, afforestation/reforestation, financing, forest management/forest conservation, local government, monitoring, protected area, protection forest, soil conservation/soil improvement, soil rehabilitation, ecosystem conservation, inland waters, water quality standards, water resources management, standards, hazards, endangered species, national parks, protection of environment, protection of habitats, protection of species

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所收录的法律原文,按条款排列。每个条款都有自己的链接。

  1. Il Ministero della Transizione Ecologica Direzione Generale per il Patrimonio Naturalistico Divisione III – Biodiversità, Flora e Fauna, CITES Data: 14/04/2022 Foto di copertina: © MiTE - Panda Photo – M.Branchi, M.Melodia, G.Marcoaldi, D. Ruiu © MiTE - Gherardi © MiTE - DG-PNM È autorizzata la riproduzione purché sia indicata la fonte. Il testo è disponibile sul sito web: www.mite.gov.it/ SOMMARIO PREMESSA ............................................................................................................................. 2 IL CONTESTO INTERNAZIONALE ............................................................................................ 3 PERCHÉ CONSERVARE LA BIODIVERSITÀ? ............................................................................. 8 Biodiversità e Salute .......................................................................................................... 8 Biodiversità e Cambiamenti Climatici ............................................................................. 10 Biodiversità ed Economia ................................................................................................ 12 SINERGIE CON LA STRATEGIA NAZIONALE PER LO SVILUPPO SOSTENIBILE ........................ 15 LA STRATEGIA NAZIONALE PER LA BIODIVERSITÀ 2030 ...................................................... 18 Struttura e Vision ............................................................................................................ 18 Governance e Attuazione ................................................................................................ 19 OBIETTIVO STRATEGICO A. COSTRUIRE UNA RETE COERENTE DI AREE PROTETTE TERRESTRI E MARINE ............................................................................................................................. 20 Aree Protette .......................................................................................................... 21 OBIETTIVO STRATEGICO B. RIPRISTINARE GLI ECOSISTEMI TERRESTRI E MARINI .............. 29 Specie, Habitat ed Ecosistemi ................................................................................ 30 Cibo e Sistemi Agricoli, Zootecnia .......................................................................... 35 Foreste.................................................................................................................... 43 Verde Urbano ......................................................................................................... 48 Acque Interne ......................................................................................................... 53 Mare ....................................................................................................................... 58 Suolo ....................................................................................................................... 63 VETTORI DI BIODIVERSITÀ ................................................................................................... 70 Costruire una nuova società per la biodiversità.............................................................. 70 Finanziare la biodiversità ................................................................................................ 71 Migliorare conoscenze, istruzione, educazione .............................................................. 74 L’ITALIA PER LA BIODIVERSITÀ GLOBALE ............................................................................. 78 ACRONIMI E SIGLE ............................................................................................................... 84 http://www.mite.gov.it/ file:///E:/Lavoro/000 Biodiversità/SNB%202030/Bozza%20nuova%20SNB%202030 11marzo lavoro.docx%23 Toc98146106 file:///E:/Lavoro/000 Biodiversità/SNB%202030/Bozza%20nuova%20SNB%202030 11marzo lavoro.docx%23 Toc98146108 file:///E:/Lavoro/000 Biodiversità/SNB%202030/Bozza%20nuova%20SNB%202030 11marzo lavoro.docx%23 Toc98146109 file:///E:/Lavoro/000 Biodiversità/SNB%202030/Bozza%20nuova%20SNB%202030 11marzo lavoro.docx%23 Toc98146110 file:///E:/Lavoro/000 Biodiversità/SNB%202030/Bozza%20nuova%20SNB%202030 11marzo lavoro.docx%23 Toc98146111 file:///E:/Lavoro/000 Biodiversità/SNB%202030/Bozza%20nuova%20SNB%202030 11marzo lavoro.docx%23 Toc98146112 file:///E:/Lavoro/000 Biodiversità/SNB%202030/Bozza%20nuova%20SNB%202030 11marzo lavoro.docx%23 Toc98146113 file:///E:/Lavoro/000 Biodiversità/SNB%202030/Bozza%20nuova%20SNB%202030 11marzo lavoro.docx%23 Toc98146114 2 PREMESSA L’elaborazione di una Strategia Nazionale per la Biodiversità (SNB) si colloca nell’ambito degli impegni assunti dall’Italia con la ratifica della Convenzione sulla Diversità Biologica (CBD, Rio de Janeiro 1992) avvenuta con la legge n. 124 del 14 febbraio 1994. L’Art. 6 della CBD stabilisce infatti che ciascuna Parte contraente, a seconda delle proprie particolari condizioni e necessità, dovrà elaborare strategie, piani e programmi nazionali volti a garantire la conservazione e l’utilizzazione durevole della diversità biologica e dovrà integrare per quanto possibile e opportuno la conservazione e l’uso sostenibile della biodiversità nei pertinenti piani, programmi e politiche settoriali. Con la prima Strategia Nazionale per la Biodiversità, relativa al decennio 2011-2020 appena concluso, l’Italia si è posta la seguente visione strategica al 2050: “la biodiversità e i servizi ecosistemici, nostro capitale naturale, sono conservati, valutati e, per quanto possibile, ripristinati, per il loro valore intrinseco e perché possano continuare a sostenere in modo durevole la prosperità economica e il benessere umano nonostante i profondi cambiamenti in atto a livello globale e locale”. In particolare, la SNB 2020 aveva definito tre obiettivi strategici da raggiungere entro il 2020: 1) garantire la conservazione della biodiversità ed assicurare la salvaguardia e il ripristino dei servizi ecosistemici; 2) ridurre in modo sostanziale l’impatto dei cambiamenti climatici sulla biodiversità; 3) integrare la conservazione della biodiversità nelle politiche economiche e di settore. Sebbene gli obiettivi siano stati solo parzialmente raggiunti dall’Italia, (cfr. Rapporto Conclusivo SNB 2020), come peraltro avvenuto anche a livello globale e dell’Unione europea, il bilancio di quanto ottenuto con la SNB 2020 appare positivo in termini di capacità di mettere in relazione e creare occasioni di confronto e collaborazione tra esperti, discipline e livelli di attuazione, che difficilmente avrebbero interagito tra loro altrimenti. L’esperienza fornita dalla SNB 2020 ha evidenziato la necessità di una base comune di dati conoscitivi e di strumenti operativi per realizzare gli impegni assunti nell'ambito della Strategia Europea per la Biodiversità al 2030, con risultati misurabili sulla base di monitoraggi dei dati conoscitivi. Bisogna aggiungere altresì, come rilevato dal IV Rapporto su “Il Capitale Naturale in Italia”, che lo stato della biodiversità in Italia risulta essere preoccupante e che la SNB 2020 non ha consentito di conseguire parte dei target indicati dalle strategie e direttive comunitarie, a partire dal raggiungimento dello stato di conservazione soddisfacente per gli habitat e le specie di interesse comunitario. L’Italia, pertanto, intende dotarsi di una rinnovata Strategia Nazionale per la Biodiversità al 2030 con la quale potrà contribuire ad invertire l’attuale tendenza alla perdita di biodiversità e al ripristino degli ecosistemi. La Strategia al 2030 delinea una visione di futuro e di sviluppo incentrata sulla necessità di invertire a livello globale l’attuale tendenza alla perdita di biodiversità e al collasso degli ecosistemi, in coerenza con gli ambiziosi obiettivi della Strategia Europea per la Biodiversità al 2030, della Strategia Europea “Farm to Fork” per sistemi alimentari sostenibili e del Piano per la Transizione Ecologica in corso di definizione. Per raggiungere i target strategici nazionali ed europei, come auspicato nel richiamato Rapporto sul Capitale Naturale, si è deciso di definire azioni più incisive, integrate, valutabili ed efficaci. Le ragioni indiscutibili e urgenti che richiamano alla necessità di mettere in atto misure tempestive e continuative per l’aumento di conoscenza, la conservazione e la valorizzazione di questo patrimonio, particolarmente ricco in Italia, sono riconducibili ai molteplici valori della biodiversità: il valore diretto delle risorse che l’umanità può trarre dagli organismi viventi il valore indiretto, dovuto al ruolo delle diverse specie e delle relazioni dinamiche tra le stesse nel mantenimento di processi come la produzione di ossigeno, il controllo delle inondazioni, i bilanci energetici e gli equilibri idrici e gassosi inoltre, non si dovrebbe dimenticare il valore intrinseco della diversità biologica e la dimensione estetica che offre il mondo naturale, con la sua https://www.mite.gov.it/sites/default/files/archivio/allegati/biodiversita/Report Conclusivo SNB 2011-2020 p11-csr-atto-rep-n-55-05mag2021.pdf https://www.minambiente.it/pagina/quarto-rapporto-sullo-stato-del-capitale-naturale-italia-2021 https://www.minambiente.it/pagina/quarto-rapporto-sullo-stato-del-capitale-naturale-italia-2021 https://ec.europa.eu/info/strategy/priorities-2019-2024/european-green-deal/actions-being-taken-eu/eu-biodiversity-strategy-2030 it https://ec.europa.eu/info/strategy/priorities-2019-2024/european-green-deal/actions-being-taken-eu/eu-biodiversity-strategy-2030 it https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/?uri=CELEX:52020DC0381 https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/?uri=CELEX:52020DC0381 3 incredibile varietà di strutture, forme, colori, adattamenti e comportamenti. Una ricchezza culturale e spirituale anch’essa importante e necessaria per il benessere e l’equilibrio dell’umanità. Con la promulgazione della Legge costituzionale 11 febbraio 2022 n. 1 (G.U. n. 44 del 22 febbraio) il Parlamento italiano ha compiuto una importante innovazione normativa che introduce due diverse modifiche alla Carta costituzionale: • all’articolo 9, inserisce tra i principi fondamentali un nuovo comma volto alla “tutela dell’ambiente, della biodiversità e degli ecosistemi, anche nell’interesse delle future generazioni” e pone sotto la legislazione dello Stato la tutela degli animali; • all’articolo 41, inserisce tra i diritti e doveri dei cittadini nell’ambito della libera iniziativa economica privata al comma 2 la previsione di svolgersi “in modo da non arrecare danno alla salute e all’ambiente” e, al comma 3, che sia indirizzata e coordinata, oltre ai già previsti fini sociali, anche “ai fini ambientali”. Con tale modifica costituzionale, l’Italia ha posto una pietra miliare al percorso di cambiamento e consapevolezza da parte delle pubbliche amministrazioni, ma anche della società civile sui valori della Biodiversità che è alla base della SNB 2030, già orientata al 2050 e dunque all’interesse delle future generazioni. IL CONTESTO INTERNAZIONALE Firmata a Rio de Janeiro il 5 giugno 1992, la Convenzione sulla Diversità Biologica (CBD) è un trattato internazionale giuridicamente vincolante che si prefigge tre principali obiettivi: conservazione della biodiversità, uso sostenibile della biodiversità, giusta ed equa ripartizione dei benefici derivanti dall'utilizzo delle risorse genetiche. Nell'aprile 2002, le Parti della Convenzione hanno messo a punto un Piano Strategico impegnandosi a raggiungere entro il 2010 una riduzione significativa del 1 Global assessment report on biodiversity and ecosystem services of the Intergovernmental SciencePolicy Platform on Biodiversity and Ecosystem Services. Brondizio E.S., Settele J., Díaz S. e Ngo H.T. (Eds). IPBES secretariat, Bonn, Germany. IPBES (2019). tasso attuale di perdita della biodiversità. Tale piano è stato aggiornato nell’ottobre 2010 in occasione della decima COP (Conferenza delle Parti) a Nagoya, in Giappone, con una nuova missione per il 2020 da raggiungere attraverso 5 obiettivi strategici e 20 obiettivi operativi (i cosiddetti Aichi target). Parallelamente, nel 2015, i 193 Paesi membri dell’ONU hanno sottoscritto l’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile, un programma d’azione per le persone, il pianeta e la prosperità che prevede 17 Obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile (Sustainable Development Goals, SDGs) da raggiungere entro il 2030. Gli Obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile danno seguito ai risultati degli Obiettivi di Sviluppo del Millennio (Millennium Development Goals), rispetto ai quali si differenziano principalmente per la loro universalità, poiché riguardano tanto i paesi in via di sviluppo quanto i paesi sviluppati, riconoscendo inoltre che affrontare l’argomento della biodiversità è essenziale sia per lo sviluppo sostenibile sia per sradicare la povertà. In questo contesto, sempre nel 2015, nell’ambito della Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (UNFCCC) è stato firmato l’Accordo di Parigi il cui obiettivo di mitigazione di lungo periodo prevede di limitare l’innalzamento della temperatura ben al di sotto dei 2ºC, perseguendo gli sforzi per limitarlo a 1,5º C, riducendo così sostanzialmente i rischi e gli effetti dei cambiamenti climatici. Il rapporto di valutazione sullo stato della Biodiversità globale dell’Intergovernmental Science-Policy Platform on Biodiversity and Ecosystem Services (IPBES, 20191) conferma che l’attuale tasso di estinzione è superiore da cento a mille volte alla media delle estinzioni degli ultimi dieci milioni di anni, concludendo che siamo di fronte alla sesta grande estinzione di massa causata prevalentemente dalle attività antropiche. La quinta edizione del report Global Biodiversity Outlook delle Nazioni Unite (GBO 5, 2020) ha rilevato che la comunità internazionale non ha raggiunto nessuno dei http://www.cbd.int/ https://ipbes.net/global-assessment https://ipbes.net/global-assessment https://ipbes.net/global-assessment http://www.un.org/sustainabledevelopment/ http://www.un.org/sustainabledevelopment/ https://www.un.org/millenniumgoals/bkgd.shtml https://www.un.org/millenniumgoals/bkgd.shtml http://unfccc.int/2860.php http://unfccc.int/2860.php https://unfccc.int/sites/default/files/english paris agreement.pdf https://unfccc.int/sites/default/files/english paris agreement.pdf https://ipbes.net/global-assessment https://ipbes.net/global-assessment https://ipbes.net/global-assessment https://www.cbd.int/gbo/gbo5/publication/gbo-5-en.pdf 4 20 obiettivi di Aichi del Piano strategico mondiale per la Biodiversità per il periodo 2011-2020. Il GBO-5 e il rapporto IPBES 2019 ritengono che il mancato intervento per contrastare la perdita dei sistemi di supporto del pianeta ai bisogni umani, potrebbe minare il raggiungimento degli obiettivi sia dell'accordo di Parigi sia di quelli definiti dall'Agenda 2030. L’IPBES ha pubblicato nell’ottobre del 2020 un nuovo rapporto scientifico2 che evidenzia come le crescenti occasioni di contatto tra fauna selvatica, bestiame e esseri umani (legate alla distruzione e frammentazione degli habitat, alla diffusione di specie aliene, al commercio illegale di animali selvatici) rappresentino una seria minaccia per la salute, invitando la comunità mondiale a lavorare per un piano ambizioso per la conservazione della biodiversità che sia pervaso da un “cambiamento trasformativo”, definito dall’IPBES come la fondamentale, sistemica riorganizzazione dei fattori tecnologici, economici e sociali, nonché dei paradigmi, degli obiettivi e dei valori umani. A causa dell’emergenza pandemica la 15° COP della CBD è stata organizzata in due fasi: una virtuale con un High Livel Segment ad ottobre 2021, una seconda fase in presenza a Kunming, in Cina entro la fine del 2022; contestualmente si terranno anche la decima Conferenza delle Parti contraenti il Protocollo di Cartagena sulla biosicurezza e la seconda conferenza della Parti contraenti il Protocollo di Nagoya ABS. A Kunming verrà approvato il nuovo piano d'azione globale per la biodiversità (Global Biodiversity Framework- GBF) per il prossimo decennio che ha fissato target e impegni a medio (2030) e a lungo termine (fino al 2050), con l'obiettivo principale di arrestare e invertire il drammatico declino della biodiversità, favorire l'uso sostenibile della biodiversità e una ripartizione equa e giusta dei benefici che da essa derivano. Nel corso del 2021, si sono tenuti i lavori delle due Sessioni formali del SBSTTA-24 e dello SBI-3 preparatori per la COP 15 della CBD, che sono terminati il 13 giugno 2021, dando inizio ad una nuova fase per lo sviluppo del Quadro Globale per la Biodiversità Post-2020 e ad agosto 2021 si è tenuta la terza riunione dell’Open 2 Workshop Report on Biodiversity and Pandemics of the Intergovernmental Platform on Ended Working Group (OEWG-3) con la finalità di predisporre un testo per il nuovo piano strategico che dovrà essere presentato e approvato alla COP-15. Dall’11 al 29 marzo 2022 si sono svolti in presenza e in contemporanea a Ginevra il 24° Incontro del SBSTTA, il 3° Incontro dello SBI e il 3° Incontro dell’OEWG sul Post 2020 GBF per formalizzare il lavoro svolto dai tre organismi sussidiari nel 2020 e nel 2021, durante l’emergenza pandemica. Le riunioni di Ginevra hanno avuto in particolare lo scopo di perfezionare il testo del Quadro Globale per la Biodiversità post 2020. Nonostante i notevoli progressi nella negoziazione conseguiti a Ginevra, si è reso necessario prevedere un quarto Incontro dell’OEWG, che presumibilmente si terrà a Nairobi (Kenya) dal 21 al 26 giugno 2022 per predisporre la bozza finale del Post 2020 GBF da approvare nel corso della COP 15. In questo contesto internazionale, il Green Deal europeo pone la sostenibilità e il benessere dei cittadini al centro della politica economica europea, facendone un punto di riferimento per la definizione degli interventi dell’UE. Rispetto alla crisi causata dalla pandemia da SARS-CoV-2, il Green Deal rappresenta lo strumento per rilanciare l’economia, migliorarne la resilienza, sostenere la transizione ecologica e lo sviluppo sostenibile, in assenza di uno strumento onnicomprensivo adottato dall’Unione Europea che dia attuazione all’Agenda 2030 nel suo complesso. A sostegno del Green Deal, l’UE ha adottato alcune importanti Strategie che considerano la componente biodiversità: la Nuova Strategia sulla Biodiversità per il 2030, la Strategia Farm to Fork, la nuova Strategia EU sull’adattamento ai cambiamenti climatici, la nuova Strategia Forestale, e il Piano d’azione EU “Zero Pollution for air water and soil” e la nuova Strategia tematica europea per la protezione del suolo. La nuova Strategia europea sulla Biodiversità per il 2030 è un documento strategico a lungo termine che, tra l’altro, chiede di ampliare la rete europea di aree protette, di recuperare gli ecosistemi, adottare misure più efficaci per la governance e il miglioramento delle conoscenze, aumentare i finanziamenti e gli investimenti per le risorse naturali e, infine, porre al centro delle agende politiche ambiente e salute Biodiversity and Ecosystem Services. 96 p. IPBES (2020) https://www.ipbes.net/sites/default/files/2020-12/IPBES%20Workshop%20on%20Biodiversity%20and%20Pandemics%20Report 0.pdf https://www.cbd.int/doc/press/2021/pr-2021-08-18-cop15-en.pdf https://www.cbd.int/doc/press/2021/pr-2021-08-18-cop15-en.pdf https://www.cbd.int/doc/press/2021/pr-2021-08-18-cop15-en.pdf https://www.ipbes.net/sites/default/files/2020-12/IPBES%20Workshop%20on%20Biodiversity%20and%20Pandemics%20Report 0.pdf https://ec.europa.eu/info/strategy/priorities-2019-2024/european-green-deal en https://eur-lex.europa.eu/resource.html?uri=cellar:a3c806a6-9ab3-11ea-9d2d-01aa75ed71a1.0009.02/DOC 1&format=PDF https://eur-lex.europa.eu/resource.html?uri=cellar:a3c806a6-9ab3-11ea-9d2d-01aa75ed71a1.0009.02/DOC 1&format=PDF https://eur-lex.europa.eu/resource.html?uri=cellar:ea0f9f73-9ab2-11ea-9d2d-01aa75ed71a1.0009.02/DOC 1&format=PDF https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/PDF/?uri=CELEX:52021DC0082&from=IT https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/PDF/?uri=CELEX:52021DC0082&from=IT https://eur-lex.europa.eu/resource.html?uri=cellar:0d918e07-e610-11eb-a1a5-01aa75ed71a1.0023.02/DOC 1&format=PDF https://ec.europa.eu/environment/pdf/zero-pollution-action-plan/communication en.pdf https://ec.europa.eu/environment/pdf/zero-pollution-action-plan/communication en.pdf https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/PDF/?uri=CELEX:52021DC0699&from=EN https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/PDF/?uri=CELEX:52021DC0699&from=EN https://eur-lex.europa.eu/resource.html?uri=cellar:a3c806a6-9ab3-11ea-9d2d-01aa75ed71a1.0009.02/DOC 1&format=PDF https://www.ipbes.net/sites/default/files/2020-12/IPBES%20Workshop%20on%20Biodiversity%20and%20Pandemics%20Report 0.pdf 5 come un tutt’uno (approccio One-Health) (vedasi il Focus con i principali impegni al 2030). La Strategia Farm to Fork per sistemi alimentari sostenibili fissa gli obiettivi di riduzione del 50% dell’uso e del rischio dei prodotti fitosanitari chimici entro il 2030, di riduzione delle perdite di nutrienti contenuti nei fertilizzanti di almeno il 50%, di destinazione di almeno il 25% della superficie agricola all’agricoltura biologica entro il 2030 e di incentivare la diffusione delle pratiche agro-ecologiche al fine di evitare un deterioramento della fertilità del suolo. La transizione dovrà essere sostenuta dalla PAC incentrata sul Green Deal, dalle altre politiche settoriali europee diverse da quella agricola, dai Programmi europei (ad es. LIFE e HORIZON) e dai fondi del Next Generation EU- PNRR. La nuova Strategia EU sull’adattamento ai cambiamenti climatici, parte dalla precedente Strategia del 2013 spostando l’attenzione dalla comprensione del problema alla definizione di soluzioni per la costruzione di un futuro resiliente ai cambiamenti climatici. Il Piano d’azione EU “Zero Pollution for air water and soil” si prefigge di raggiungere l’obiettivo di zero inquinamento atmosferico, idrico e del suolo al 2050 definendo per il 2030 una serie di obiettivi chiave che accelerino la riduzione dell’inquinamento alla fonte. Infatti, tra gli obiettivi del Green Deal europeo vi è la creazione di un ambiente privo di sostanze tossiche attraverso un’azione più incisiva per prevenire e ridurre l’inquinamento. Le politiche identificate come misure prioritarie legate ai fenomeni di contaminazione sono quelle collegate alla responsabilità ambientale, alle emissioni industriali, alle discariche, ai rifiuti, alla qualità ambientale delle acque, alla direttiva quadro Acque e alle direttive derivate quali (ad es. la direttiva sulle acque sotterranee e la direttiva sulle sostanze prioritarie), alla qualità ambientale dei terreni, ai limiti nazionali di emissioni, ecc. La nuova Strategia tematica europea per la protezione del suolo aggiorna la precedente Strategia sul suolo affrontando anche tematiche come il degrado del suolo, il consumo di suolo e la salvaguardia delle risorse della terra in linea con gli obiettivi in materia di clima e biodiversità previsti nel Green Deal europeo. Infine, la nuova Strategia Forestale dell’UE definisce un quadro politico condiviso dagli Stati membri con l’obiettivo di garantire la crescita, la salute, la diversità e la resilienza delle foreste in Europa. Essa promuove la messa a dimora di miliardi di alberi per la tutela e il ripristino funzionale e strutturale delle foreste e delle filiere del legno con il fine di migliorare l’assorbimento di CO2, proteggere la biodiversità, nonché garantire il mantenimento di tutti i servizi ecosistemici. I suoi principi guida sono la gestione sostenibile, il ruolo multifunzionale delle foreste, l'efficienza delle risorse e la responsabilità globale delle foreste. Sebbene non inclusa nel Green Deal europeo, perché adottata in precedenza (2013), la Strategia EU per le infrastrutture Verdi appare ancor oggi efficace e perfettamente operante nel nuovo contesto europeo che punta alla transizione ecologica. L'obiettivo principale riguarda la realizzazione di una rete di aree naturali e seminaturali pianificata a livello strategico con altri elementi ambientali, progettata e gestita in maniera da fornire un ampio spettro di servizi ecosistemici, della quale fanno parte gli spazi verdi rurali ed urbani o blu, nel caso degli ecosistemi acquatici, ed altri elementi fisici presenti in aree marine e costiere. Per la sua attuazione, vengono individuati gli interventi necessari per incentivare lo sviluppo delle infrastrutture verdi sia nell’ambiente urbano quanto nelle aree rurali, anche attraverso l’innovazione e lo sviluppo tecnologico, migliorandone la base di conoscenze e sostenendo progetti a livello regionale, nazionale, transfrontaliero e in un contesto paneuropeo (Trans-European Nature Network). Nel 2019 la Commissione ha proceduto al Riesame dei progressi compiuti nell'attuazione di tale strategia stabilendo che essa ha dato slancio alla diffusione delle Infrastrutture verdi nell’UE ma che da parte degli Stati membri non è stato ancora adottato un approccio strategico per esse: la diffusione delle infrastrutture verdi avviene sovente solo su piccola scala, senza riconoscere i potenziali benefici economici e sociali derivanti dall'utilizzo di infrastrutture verdi anziché grigie. Per questo sono stati auspicati maggiori sforzi da parte degli Stati membri per integrare più efficacemente le infrastrutture verdi nelle pertinenti politiche e normative dell'Unione. https://eur-lex.europa.eu/resource.html?uri=cellar:a3c806a6-9ab3-11ea-9d2d-01aa75ed71a1.0009.02/DOC 2&format=PDF https://eur-lex.europa.eu/resource.html?uri=cellar:a3c806a6-9ab3-11ea-9d2d-01aa75ed71a1.0009.02/DOC 2&format=PDF https://eur-lex.europa.eu/resource.html?uri=cellar:ea0f9f73-9ab2-11ea-9d2d-01aa75ed71a1.0009.02/DOC 1&format=PDF https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/PDF/?uri=CELEX:52021DC0082&from=IT https://ec.europa.eu/environment/pdf/zero-pollution-action-plan/communication en.pdf https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/PDF/?uri=CELEX:52021DC0699&from=EN https://eur-lex.europa.eu/resource.html?uri=cellar:0d918e07-e610-11eb-a1a5-01aa75ed71a1.0023.02/DOC 1&format=PDF https://eur-lex.europa.eu/resource.html?uri=cellar:d41348f2-01d5-4abe-b817-4c73e6f1b2df.0005.03/DOC 1&format=PDF https://www.eea.europa.eu/publications/building-a-coherent-trans-european https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/PDF/?uri=CELEX:52019DC0236&qid=1562053537296 https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/PDF/?uri=CELEX:52019DC0236&qid=1562053537296 6 FOCUS SULL’AGENDA 2030 “Trasformare il nostro mondo. L’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile” Il programma di azione di Agenda 2030 L’Agenda 2030 è un programma d’azione per le persone, il pianeta e la prosperità, che persegue il rafforzamento della pace universale e lo sradicamento della povertà, in tutte le sue forme e dimensioni, considerando il contrasto al cambiamento climatico quale requisito indispensabile per lo sviluppo sostenibile. È basata su 4 principi guida: integrazione, universalità, trasformazione e inclusione, in un viaggio collettivo in cui nessuno viene lasciato indietro. L’Agenda 2030 è declinata in 17 Obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile (SDGs - Sustainable Development Goals), adottati da tutti gli Stati Membri delle Nazioni Unite nel 2015, e 169 target da realizzare entro il 2030. Gli SDGs sono obiettivi e traguardi universali che riguardano il mondo intero, paesi sviluppati e in via di sviluppo, sono interconnessi, indivisibili, poiché da considerare nel loro complesso e nel loro potenziale trasformativo, bilanciando le tre dimensioni della sostenibilità (ambientale, economica e sociale). I 17 Sustainable Development Goals – SDGs 1. Porre fine ad ogni forma di povertà nel mondo 2. Porre fine alla fame, raggiungere la sicurezza alimentare, migliorare la nutrizione e promuovere un’agricoltura sostenibile 3. Assicurare la salute e il benessere per tutti e per tutte le età 4. Fornire un’educazione di qualità, equa ed inclusiva, e opportunità di apprendimento per tutti 5. Raggiungere l’uguaglianza di genere ed emancipare tutte le donne e le ragazze 6. Garantire a tutti la disponibilità e la gestione sostenibile dell’acqua e delle strutture igienico sanitarie 7. Assicurare a tutti l’accesso a sistemi di energia economici, affidabili, sostenibili e moderni 8. Incentivare una crescita economica duratura, inclusiva e sostenibile, un’occupazione piena e produttiva ed un lavoro dignitoso per tutti 9. Costruire un'infrastruttura resiliente e promuovere l'innovazione ed una industrializzazione equa, responsabile e sostenibile 10. Ridurre l'ineguaglianza all'interno di e fra le nazioni 11. Rendere le città e gli insediamenti umani inclusivi, sicuri, duraturi e sostenibili 12. Garantire modelli sostenibili di produzione e di consumo 13. Promuovere azioni, a tutti i livelli, per combattere il cambiamento climatico 14. Conservare e utilizzare in modo durevole gli oceani, i mari e le risorse marine per uno sviluppo sostenibile 15. Proteggere, ripristinare e favorire un uso sostenibile dell’ecosistema terrestre 16. Promuovere società pacifiche e inclusive per uno sviluppo sostenibile 17. Rafforzare i mezzi di attuazione e rinnovare il partenariato mondiale per lo sviluppo sostenibile 7 FOCUS STRATEGIA DELL'UE SULLA BIODIVERSITÀ PER IL 2030 “Riportare la natura nella nostra vita” Una rete coerente di aree protette 1. Proteggere legalmente almeno il 30 % della superficie terrestre dell'UE e il 30 % dei suoi mari e integrare i corridoi ecologici in una vera e propria rete naturalistica trans-europea. 2. Proteggere rigorosamente almeno un terzo delle zone protette dell'UE (sia a terra che a mare), comprese tutte le foreste primarie e vetuste ancora esistenti sul suo territorio. 3. Gestire efficacemente tutte le zone protette, definendo obiettivi e misure di conservazione chiari e sottoponendoli a un monitoraggio adeguato. Piano dell'UE di ripristino della natura: ripristinare gli ecosistemi terrestri e marini 1. Proporre obiettivi unionali vincolanti di ripristino della natura nel 2021, previa valutazione d'impatto. Entro il 2030: sono ripristinate vaste superfici di ecosistemi degradati e ricchi di carbonio; le tendenze e lo stato di conservazione degli habitat e delle specie non presentano alcun deterioramento; e almeno il 30 % degli habitat e delle specie il cui attuale stato di conservazione non è soddisfacente lo diventi o mostri una netta tendenza positiva. 2. Invertire la tendenza alla diminuzione degli impollinatori. 3. Ridurre del 50 % i rischi e l'uso dei pesticidi chimici e fare altrettanto riguardo all'uso dei pesticidi più pericolosi. 4. Destinare almeno il 10 % delle superfici agricole ad elementi caratteristici del paesaggio con elevata diversità. 5. Adibire almeno il 25 % dei terreni agricoli all'agricoltura biologica e aumentare in modo significativo la diffusione delle pratiche agro-ecologiche. 6. Piantare tre miliardi di nuovi alberi nell'Unione, nel pieno rispetto dei principi ecologici. 7. Realizzare progressi significativi nella bonifica dei suoli contaminati. 8. Riportare almeno 25.000 km di fiumi a scorrimento libero. 9. Ridurre del 50 % il numero di specie della lista rossa minacciate dalle specie esotiche invasive. 10. Ridurre le perdite dei nutrienti contenuti nei fertilizzanti di almeno il 50 % ottenendo una riduzione di almeno il 20 % nell'uso dei fertilizzanti. 11. Dotare le città con almeno 20 000 abitanti di un piano ambizioso di inverdimento urbano. 12. Eliminare l'uso dei pesticidi chimici nelle zone sensibili, come le aree verdi urbane dell'UE. 13. Ridurre sostanzialmente gli effetti negativi della pesca e delle attività estrattive sulle specie e sugli habitat sensibili, compresi i fondali marini, al fine di riportarli a un buono stato ecologico. 14. Eliminare le catture accessorie o ridurle a un livello che consenta il ripristino e la conservazione delle specie. 8 PERCHÉ CONSERVARE LA BIODIVERSITÀ? Biodiversità e Salute La salute è uno “stato di completo benessere fisico, sociale e mentale, e non soltanto l’assenza di malattia o di infermità” (OMS, 1948) ma rappresenta anche “la capacità di adattamento e di auto gestirsi di fronte alle sfide sociali, fisiche ed emotive” (OMS, 2011). Partendo dall’assunto che la salute è un diritto umano fondamentale, la Carta di Ottawa mette in evidenza alcuni prerequisiti necessari: la pace, risorse economiche adeguate, il cibo e l’abitazione, ecosistemi stabili ed un uso sostenibile delle risorse. Il riconoscimento di questi prerequisiti sottolinea i complessi legami esistenti tra le condizioni sociali ed economiche, l’ambiente fisico, gli stili di vita individuali e la salute. Questi legami forniscono la chiave per una comprensione olistica della salute, che è fondamentale per la definizione di promozione della salute. Per l’OMS, i determinanti della salute sono molteplici e partono dallo stile di vita, la genetica, l’età, il genere, le interazioni sociali, l’occupazione, la possibilità di avere una casa, l’accesso alle cure, per arrivare alla viabilità, la ricchezza posseduta, l’ambiente in cui si vive, la potabilizzazione delle acque, arrivando a considerare i fattori di tossicità da inquinamento dell’aria e del terreno e la ripercussione che i cambiamenti climatici hanno sulla salute. Ci troviamo di fronte a una concezione sistemica, di cui l’accesso alle cure e le cure stesse sono solo un aspetto – seppur fondamentale – in una realtà molto più complessa e dove la conservazione e il ripristino degli ecosistemi giocano un ruolo prioritario sulla scala della prevenzione. Da qui la priorità di rafforzare la consapevolezza che gli esseri umani sono intimamente connessi con gli ecosistemi e con le specie animali e vegetali che li costituiscono. La salute dipende dalla biodiversità e dalla ricchezza biologica del mondo vivente. La Dichiarazione di Ostrava della Sesta Conferenza ministeriale Ambiente e Salute (13/15 giugno 2017) indica i punti cruciali su cui deve svilupparsi la Strategia ambiente e salute: il degrado ambientale, l’inquinamento indoor e outdoor, il cambiamento climatico, l'esposizione indoor e outdoor a prodotti chimici pericolosi, la qualità e sicurezza delle acque potabili, i siti contaminati, i rifiuti e la destabilizzazione degli ecosistemi che aggravano le diseguaglianze sociali; la necessità di sviluppare azioni di sistema, intersettoriali, che mettano al centro la prevenzione, ponendo la massima attenzione ai settori più svantaggiati; l’importanza della condivisione delle responsabilità con tutti i livelli di governo, da quello internazionale e nazionale a quelli locali, coinvolgendo i cittadini e i portatori di interesse con azioni estese sul territorio, dentro e fuori i propri confini e proiettate su scale temporali lunghe. La citata Dichiarazione riconosce che il benessere delle popolazioni è strettamente legato a tutti gli obiettivi dell’Agenda 2030 e agli obiettivi dell’Accordo sul Clima di Parigi, che devono necessariamente far parte integrante della Strategia ambiente e salute. La Strategia comune per rispondere a tali necessità è quella di utilizzare due approcci: One-Health e Eco-Health, che verranno discussi e trattati nei seguenti sotto-paragrafi. L’APPROCCIO ONE-HEALTH Al dodicesimo meeting della Conferenza delle Parti sulla Convenzione per la Biodiversità (Pyeongchang, Republic of Korea, 6-17 ottobre 2014) è stata approvata la decisione XII/21, che riconosce il valore dell'approccio One-Health per affrontare le problematiche legate sia alla protezione della biodiversità sia alla salute umana integrando l’approccio ecosistemico. Tale approccio promuove una visione sistemica della salute con un’applicazione multidisciplinare e transdisciplinare per affrontare i rischi potenziali o esistenti che hanno origine all’interfaccia tra la salute umana, quella degli ecosistemi e degli ambienti antropizzati. One-Health è stato ampiamente definita dall'Organizzazione Mondiale della Sanità come un approccio alla progettazione e all'attuazione di programmi, politiche, legislazione e ricerca in cui più settori comunicano e collaborano per ottenere migliori risultati di salute pubblica. È un approccio interdisciplinare e intersettoriale che cerca di esaminare in modo olistico interconnessioni tra la salute umana e degli ecosistemi. L'Organizzazione Mondiale della Sanità, l'Organizzazione Mondiale per la Salute degli Animali e l'Organizzazione per l'Alimentazione e l'Agricoltura delle Nazioni Unite hanno riconosciuto la loro responsabilità condivisa nell'utilizzare approcci One-Health per affrontare una serie di complesse sfide globali, come la resistenza antimicrobica. Tale approccio- superando il concetto di biodiversità come mero censimento - è dunque fondamentale per contrastare in maniera efficace: https://www.euro.who.int/ data/assets/pdf file/0004/129532/Ottawa Charter.pdf http://www.euro.who.int/en/media-centre/events/events/2017/06/sixth-ministerial-conference-on-environment-and-health/documentation/declaration-of-the-sixth-ministerial-conference-on-environment-and-health http://www.euro.who.int/en/media-centre/events/events/2017/06/sixth-ministerial-conference-on-environment-and-health/documentation/declaration-of-the-sixth-ministerial-conference-on-environment-and-health 9 ➢ l’evoluzione delle zoonosi o il consumo di alimenti contaminati, l’emergenza di epidemie e di pandemie, come quella in corso relativa a SARS-CoV-2, che trovano origine nelle alterazioni e degrado degli ecosistemi con conseguenti trasferimenti di patogeni (spillover) dalla fauna selvatica a quella domestica, con successiva trasmissione all’uomo; ➢ l’antimicrobico-resistenza, un problema crescente di dimensioni globali che interessa la società nella sua totalità e che necessita di interventi combinati come la sorveglianza e il controllo del consumo di antibiotici sia in ambito umano che animale. Di straordinaria ambizione per impostazione e finalità, la Vision della Planetary Health si riflette negli obiettivi interconnessi di sviluppo sostenibile, strategicamente concepiti in modo olistico e definiti per integrare la salute con la sostenibilità in chiave economico-sociale e ambientale. Tuttavia, questo innovativo approccio non può prescindere da un drastico potenziamento delle capacità di governance, chiamata ad azioni di lungo termine, in molti casi di carattere innovativo e multisettoriale, finalizzate a una riduzione dei rischi evidence-based, attraverso un rafforzamento della resilienza a carattere individuale, comunitario e istituzionale, rispetto a diverse tipologie di impatti di origine naturale o antropica, e di carattere non solo sanitario, ma anche sociale, politico o economico. In Italia, in linea con gli orientamenti internazionali ed europei, il Piano Nazionale della Prevenzione 2020-2025 è lo strumento per potenziare l'approccio One Health con l’obiettivo di ridurre le malattie e le morti premature evitabili, correlate all’impatto ambientale di pratiche produttive per tutelare la salute e il benessere delle persone e degli animali, proponendo una strategia intersettoriale e integrata, finalizzata a realizzare sinergie tra i servizi sanitari, preposti alla salute umana e a quella animale, e quelli preposti alla tutela ambientale. Infine, nell’ambito del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), l’Italia si è impegnata ad attuare una riforma in materia di Reti di prossimità, strutture e telemedicina per l’assistenza sanitaria territoriale e rete nazionale della salute, ambiente e clima. L’attuazione della riforma intende perseguire una nuova strategia sanitaria, sostenuta dalla definizione di un adeguato assetto istituzionale e organizzativo, che consenta al Paese di conseguire standard qualitativi di cura adeguati. Tra le attività principali, si prevede inoltre la definizione entro la metà del 2022, a seguito della presentazione di un disegno di legge alle Camere, di un nuovo assetto istituzionale per la prevenzione in ambito sanitario, ambientale e climatico, in linea con l’approccio “One-Health”. L’APPROCCIO ECO-HEALTH L’approccio Eco-Health è stato pensato come una strategia globale di salute pubblica che incoraggia la collaborazione interdisciplinare e la comunicazione sulla salute nell'interfaccia uomo-animale-ecosistema. Una migliore conoscenza delle cause e delle conseguenze di determinate attività, stili di vita e comportamenti umani negli ecosistemi è cruciale per un'interpretazione rigorosa delle dinamiche delle malattie e per guidare le politiche pubbliche. Negli ultimi dieci anni è stato osservato un aumento significativo della circolazione di agenti infettivi con la diffusione e l'emergere di epizootici, zoonosi ed epidemie, i rischi di pandemie sono diventati sempre più critici, tanto da spingere l’OMS a dichiarare, al riguardo, che la pandemia in atto non sarà l’unico e solo evento pandemico. L'approccio ecosistemico alla salute è una ricerca trans-disciplinare che riunisce la salute pubblica, le persone che si occupano di salute ambientale, i veterinari, gli ecologi, gli scienziati sociali, i responsabili politici, le autorità locali e gli esperti di altri settori e membri della comunità per esplorare come i cambiamenti degli ecosistemi possano avere effetti negativi sulla salute umana e implementare soluzioni pratiche tali da permettere di affrontare queste sfide di salute. I sei principi di questo approccio includono: trans-disciplinarietà, partecipazione, genere ed equità sociale, pensiero sistemico, sostenibilità e ricerca-azione. Un approccio Eco-Health migliora e promuove la conoscenza delle connessioni tra la salute degli ecosistemi, la perdita di biodiversità e la diffusione di malattie che hanno un impatto sulla salute e sul benessere per la definizione di un approccio integrato nella strategia globale ambientale e di sanità pubblica (Unità Ecosistemi e Salute- ISS). OBIETTIVI INTERNAZIONALI E COMUNITARI Il tema della salute sostiene direttamente ed indirettamente i target del GBF (Global Biodiversity Framework) e, al contempo, è strettamente legato a tutti gli obiettivi dell’Agenda 2030 in essa richiamati. Fermo restando che all’interno della Strategia UE per la Biodiversità al 2030 non vi sono target mirati, ma trasversali, la salute resta comunque fortemente interconnessa alla Biodiversità. Questo punto di vista è stato confermato, all’interno del GBF, anche dalla https://www.planetaryhealthalliance.org/Planetary%20health https://www.planetaryhealthalliance.org/Planetary%20health https://www.salute.gov.it/imgs/C 17 notizie 5029 0 file.pdf https://www.salute.gov.it/imgs/C 17 notizie 5029 0 file.pdf 10 posizione comunitaria espressa dalla Presidenza portoghese sul tema; infatti, per ciascun target GBF sono state poste in essere azioni mirate e dirette a sostegno della tutela e conservazione della Biodiversità, oltre che della natura e degli ecosistemi, in relazione alla salute, in linea con l’Agenda 2030. In riferimento all’Agenda 2030, con l’adozione della COM(2020) 405 final, di risposta alla crisi del COVID-19, è stato avviato ed attuato il Regolamento 2021-522 del Parlamento e del Consiglio del 24 marzo 2021 che istituisce ufficialmente il programma europeo per la salute EU4health. Il Programma EU4health si inserisce nell'ambito del Recovery Plan e del Quadro finanziario pluriennale 2021-2027. Avrà il compito di colmare le lacune evidenziate dalla crisi del Coronavirus garantendo che i sistemi sanitari dell'UE siano sufficientemente resilienti per far fronte a nuove e future minacce per la salute, ma anche sostenere l'uso prudente ed efficiente degli antimicrobici, nonché promuovere l'innovazione medica e farmaceutica e una produzione più verde. Con questo programma, pertanto, si sottolinea sempre di più come ambiente e salute siano fortemente interconnessi e che siano da inserire all’interno di tutte le agende politiche nell’ottica di tutela e conservazione del patrimonio naturalistico in un quadro pluriennale, già posto in essere dal Parlamento europeo con la risoluzione del 10 luglio 2020. In tale seduta il Parlamento europeo ha adottato una risoluzione, con cui ha evidenziato come la pandemia COVID-19 abbia dimostrato l’interdipendenza tra la salute umana e la salute del nostro pianeta, nonché le nostre vulnerabilità; che la comparsa di malattie zoonotiche trasmissibili dagli animali agli esseri umani sia aggravata dai cambiamenti climatici di origine antropica, dall’erosione della biodiversità e dal degrado ambientale, riportando, altresì, le sei disposizioni per una ripresa sana e verde definite nel manifesto dell’OMS del 18 maggio 2020: a) tutelare e salvaguardare la fonte della salute umana, ovverosia la natura; b) investire nei servizi essenziali, dall’acqua e dai servizi igienico-sanitari all’energia pulita nelle strutture sanitarie; c) garantire una rapida transizione verso energie salubri; d) promuovere sistemi alimentari sani e sostenibili; e) costruire città salubri e vivibili; f) smettere di usare il denaro dei contribuenti per finanziare l’inquinamento. 3 https://ec.europa.eu/clima/change/causes it Biodiversità e Cambiamenti Climatici Il periodo 2011-2020 è stato il decennio più caldo mai registrato, con una temperatura media globale di 1,1°C al di sopra dei livelli preindustriali. Il riscaldamento globale indotto dall'uomo è attualmente in aumento a un ritmo di 0,2°C per decennio.3 Per questo motivo la comunità internazionale sottoscrivendo nel 2015 l’Accordo di Parigi, primo accordo universale e giuridicamente vincolante sui cambiamenti climatici, ha riconosciuto la necessità di mantenere l’aumento di temperatura ben al di sotto dei 2°C e di proseguire gli sforzi per limitarlo a 1,5°C. Il medesimo accordo promuove l’adattamento come aspetto fondamentale delle politiche relative ai cambiamenti climatici prevedendo che ciascuna Parte, ove opportuno, si impegni in “processi di pianificazione dell’adattamento e nell’attuazione di misure che consistano in particolare nella messa a punto o rafforzamento dei pertinenti piani, politiche e/o contributi” (art. 7 punto 9). A livello Europeo, nell'ambito del Green Deal, la Commissione Europea nel dicembre del 2020 ha lanciato il Patto Europeo per il Clima per dare a tutti la possibilità di esprimersi e di progettare nuove azioni per il clima, condividere informazioni, avviare attività di base e illustrare soluzioni che possano essere adottate anche da altri. Inoltre, nel febbraio 2021 è stata approvata la nuova Strategia Europea di adattamento ai cambiamenti climatici le cui proposte focalizzano l'attenzione sulla definizione di soluzioni e sul passaggio dalla pianificazione all'attuazione. La Commissione continuerà a integrare le considerazioni relative alla resilienza ai cambiamenti climatici in tutti i pertinenti settori d’intervento e sosterrà l’ulteriore sviluppo e attuazione di strategie e piani di adattamento, con tre priorità trasversali: integrare l’adattamento nella https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/PDF/?uri=CELEX:32021R0522&from=it https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/PDF/?uri=CELEX:32021R0522&from=it https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/PDF/?uri=CELEX:32021R0522&from=it https://www.europarl.europa.eu/doceo/document/TA-9-2020-0205 IT.pdf https://www.who.int/docs/default-source/climate-change/who-manifesto-for-a-healthy-and-green-post-covid-recovery. https://www.who.int/docs/default-source/climate-change/who-manifesto-for-a-healthy-and-green-post-covid-recovery. https://unfccc.int/sites/default/files/english paris agreement.pdf https://unfccc.int/sites/default/files/english paris agreement.pdf https://ec.europa.eu/info/strategy/priorities-2019-2024/european-green-deal en https://europa.eu/climate-pact/system/files/2020-12/20201209%20European%20Climate%20Pact%20Communication.pdf https://ec.europa.eu/clima/sites/clima/files/adaptation/what/docs/eu strategy 2021.pdf https://ec.europa.eu/clima/sites/clima/files/adaptation/what/docs/eu strategy 2021.pdf 11 politica macro-finanziaria, promuovere soluzioni basate sulla natura4 e azioni di adattamento locale. In Italia le basi per la definizione di azioni e politiche di adattamento ai cambiamenti climatici sono state poste con la Strategia Nazionale di Adattamento ai Cambiamenti Climatici (SNAC) (e i relativi documenti tecnico scientifici di supporto) che ha individuato i principali impatti dei cambiamenti climatici sulle risorse ambientali e su un insieme di settori socio-economici rilevanti a livello nazionale indicando alcune proposte di azioni di adattamento e con il Piano Nazionale di Adattamento ai Cambiamenti Climatici (PNACC) (in fase di approvazione) finalizzato alla sua attuazione. Per quanto riguarda invece la politica energetica e ambientale nazionale, nuovi e fondamentali strumenti di pianificazione sono rappresentati dal Piano Nazionale Integrato per l’Energia e il Clima 2030 (PNIEC) che segna l’inizio di un importante cambiamento nella politica energetica e ambientale del nostro Paese verso la decarbonizzazione, nonché dalla Strategia italiana di lungo termine sulla riduzione delle emissioni dei gas a effetto serra, che disegna una “mappa concettuale” di un’Italia che intende seriamente affrontare il tema della de carbonizzazione del proprio sistema economico e sociale, nell’ottica della “neutralità climatica” al 2050. Mentre i cambiamenti climatici sono una tematica ormai al centro dell’attenzione pubblica, il livello di interesse per la perdita della biodiversità rimane purtroppo ancora basso. La conservazione della biodiversità è spesso erroneamente considerata ancora una questione che riguarda esclusivamente la protezione delle specie in pericolo di estinzione, trascurando il ruolo fondamentale che la natura può esercitare anche nella lotta ai cambiamenti climatici. La perdita di biodiversità e il cambiamento climatico sono strettamente interconnessi. La biodiversità svolge una funzione importante nella regolazione 4 Le soluzioni basate sulla natura sono definite dall'IUCN come "azioni per proteggere, gestire in modo sostenibile e ripristinare ecosistemi naturali o modificati, che affrontano le sfide sociali in modo efficace e adattivo, fornendo contemporaneamente benessere umano e benefici per la biodiversità". Sono ormai riconosciute come un termine generico che copre del clima, fornendo un contributo fondamentale al sequestro e immagazzinamento di carbonio e alla capacità di adattamento ai cambiamenti climatici. Allo stesso tempo, il cambiamento climatico è uno dei principali motori della perdita di biodiversità, alterando le complesse interazioni esistenti tra le specie e i loro habitat, con un impatto negativo sulla fornitura di molti servizi ecosistemici da cui dipendono i nostri mezzi di sussistenza, le economie e la salute pubblica. Ma così come la crisi climatica e quella della perdita di biodiversità sono collegate, lo sono anche le soluzioni. La natura è un alleato vitale nella lotta contro il cambiamento climatico. L’importanza di affrontate in modo unitario e coordinato queste due grandi sfide del nostro tempo è stata ribadita dall’IPBES (Intergovernmental Science-Policy Platform on Biodiversity and Ecosystem Services) e dall’IPCC (Intergovernmental Panel on Climate Change), i due organi intergovernativi che si occupano rispettivamente di biodiversità e di cambiamenti climatici, nel loro primo rapporto congiunto che è stato presentato il 10 giugno 2021. La sfida per i prossimi anni sarà quella di realizzare, ai diversi livelli di governance territoriale e di settore, strategie, piani urbanistico-territoriali e conseguenti azioni finalizzate a rendere gli ecosistemi e le specie meno vulnerabili agli effetti dei cambiamenti climatici. In questo contesto, sarà necessario lavorare in particolare su più fronti: ripristinare gli ecosistemi degradati, rafforzare i servizi ecosistemici sia nei territori urbani/periurbani che nei contesti agricoli e/o naturali, creare una rete coerente ed efficace di aree protette e promuovere le soluzioni basate sulla natura. Ecosistemi sani sono maggiormente resilienti, sono in grado di attenuare e adattarsi agli impatti negativi dei cambiamenti climatici, resistono e si riprendono più facilmente da eventi meteorologici estremi e offrono una gamma più ampia di benefici e servizi da cui dipendiamo. un'intera gamma di approcci legati agli ecosistemi. La Commissione Europea promuove e incentiva l’adozione di Soluzioni Basate sulla Natura per dare attuazione alle priorità politiche dell’UE, in particolare il Green Deal europeo, la Strategia per la biodiversità al 2030 e la Strategia di adattamento ai cambiamenti climatici. https://pdc.minambiente.it/sites/default/files/allegati/Strategia nazionale adattamento cambiamenti climatici.pdf https://pdc.minambiente.it/sites/default/files/allegati/Strategia nazionale adattamento cambiamenti climatici.pdf https://www.minambiente.it/pagina/documenti-di-supporto-alla-strategia-nazionale-di-adattamento-ai-cambiamenti-climatici https://www.minambiente.it/pagina/documenti-di-supporto-alla-strategia-nazionale-di-adattamento-ai-cambiamenti-climatici https://www.mise.gov.it/images/stories/documenti/PNIEC finale 17012020.pdf https://www.mise.gov.it/images/stories/documenti/PNIEC finale 17012020.pdf https://www.mite.gov.it/sites/default/files/lts gennaio 2021.pdf https://www.mite.gov.it/sites/default/files/lts gennaio 2021.pdf https://ipbes.net/sites/default/files/2021-06/20210606%20Media%20Release%20EMBARGO%203pm%20CEST%2010%20June.pdf https://ipbes.net/sites/default/files/2021-06/20210606%20Media%20Release%20EMBARGO%203pm%20CEST%2010%20June.pdf 12 Le torbiere, le zone umide, le foreste e gli oceani svolgono un ruolo essenziale nell’assorbire e immagazzinare carbonio, contribuendo così a mitigare i cambiamenti climatici: sarà pertanto indispensabile conservare, ripristinare e mantenere sani in particolare tali ecosistemi. «L’esistenza di ecosistemi sani è un elemento indispensabile per qualsiasi strategia di adattamento ai cambiamenti climatici. Si può dire che la conservazione della biodiversità rappresenta la nostra assicurazione sulla vita per il futuro.» Stavros Dimas, ex commissario europeo per l’Ambiente In un ambiente che cambia rapidamente le aree protette svolgeranno un ruolo sempre più cruciale per la conservazione della biodiversità, tuttavia sarà necessario cambiare approccio gestionale: la considerazione dei potenziali impatti climatici e la progettazione di azioni di gestione che tengano conto di essi rileva la necessità di passare da una prospettiva di conservazione statica a un approccio di gestione adattiva5. Gli obiettivi e le misure di gestione dovranno essere attentamente pianificati, applicati, verificati attraverso adeguate attività di monitoraggio e, se necessario, modificate nel tempo, anche tenendo conto della Strategia Nazionale di Adattamento ai Cambiamenti Climatici. Inoltre, le singole aree protette dovranno essere sempre più considerate come nodi di una rete di collegamento ecologico funzionale il più possibile estesa e coerente e interconnessa, che riduca al minimo la frammentazione degli habitat ed aumenti la possibilità di dispersione delle specie facilitando i cambiamenti della loro distribuzione. Un contributo importante alla costruzione di tale rete potrà essere fornito dalle soluzioni basate sulla natura, dal restauro degli agroecosistemi, nonché dalla istituzione di aree protette in alto mare ed in stretta collaborazione con i Paesi transfrontalieri. 5 Gestione adattiva: un processo di acquisizione sistematica e successiva applicazione di informazioni affidabili al fine di migliorare l’efficacia della gestione nel tempo (Wilhere G. F., 2002 - Adaptive Management in Habitat Conservation Plans. Conservation Biology, 16,(1): 20–29) Biodiversità ed Economia Proteggere la biodiversità è essenziale non solo per il pianeta, ma anche per la nostra vita e la nostra economia. Si pensi che più di metà del PIL mondiale (ovvero circa 40.000 miliardi di euro) dipende dalle risorse naturali6. Quando vengono mantenuti in salute, i sistemi naturali contribuiscono alla produzione di “servizi ecosistemici” da cui noi stessi siamo strettamente dipendenti per il nostro benessere e il nostro sviluppo: depurazione delle acque, stoccaggio del carbonio, fertilizzazione del suolo, impollinazione, controllo biologico di specie dannose, rifornimento di materie prime e di biomasse, di ossigeno, protezione dal dissesto idrogeologico, solo per citarne alcuni. Praticamente tutti gli aspetti della nostra vita dipendono, direttamente o indirettamente, dalla natura. Tutti i più importanti e recenti rapporti scientifici internazionali confermano la centralità della natura per garantire la salute, il benessere e lo sviluppo umano (es. IPBES 2019, Global Environment Outlook 6, IPBES 2020). Anche il Green Deal europeo riconosce alla tutela degli ecosistemi e della biodiversità un ruolo chiave nell’attuazione della politica europea di crescita sostenibile e, con la Strategia Europea per la Biodiversità al 2030 “Riportare la natura nella nostra vita”, ci ricorda che l’uomo è parte integrante della natura. Allo stesso modo un forte impegno verso la tutela della biodiversità viene promosso nella Strategia Farm to fork, che mira al raggiungimento della sostenibilità ambientale nelle filiere alimentari, che sono oggi associate a usi del territorio e delle risorse che rappresentano alcune tra le principali cause di erosione della biodiversità, sia in ambito terrestre che marino (ad es. agricoltura e pesca). La proposta di un ottavo Programma di Azione Ambientale [COM(2020) 652 final] mira ad accelerare la transizione verso un'economia climaticamente neutra, efficiente sotto il profilo delle risorse e rigenerativa, che restituisca al 6 Risk Rising: Why the Crisis Engulfing Nature Matters for Business and Economy, Forum Economico Mondiale. Nature 2020. https://ipbes.net/global-assessment https://wedocs.unep.org/bitstream/handle/20.500.11822/27539/GEO6 2019.pdf?sequence=1&isAllowed=y https://ipbes.net/sites/default/files/2020-12/IPBES%20Workshop%20on%20Biodiversity%20and%20Pandemics%20Report 0.pdf https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/PDF/?uri=CELEX:52020PC0652&from=EN https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/PDF/?uri=CELEX:52020PC0652&from=EN 13 pianeta più di quanto serva. Riconosce che il benessere e la prosperità umani dipendono dagli ecosistemi sani all'interno dei quali operiamo. È necessario acquisire consapevolezza, a tutti i livelli, del fatto che compromettere la natura e i servizi da cui dipendiamo significa compromettere la nostra stessa società, con gravi conseguenze non solo dal punto di vista della salute e del benessere, ma anche da quello economico. La quantificazione del “Capitale Naturale” risulta quindi necessaria perché solo comprendendo il reale valore della natura è possibile tutelarla e valorizzarla. Si calcola che tra il 1997 e il 2011 il mondo abbia già perso tra 3.500 e 18.500 miliardi di euro all'anno in servizi ecosistemici e tra 5.500 e 10.500 miliardi di euro all'anno a causa del degrado del suolo7. La perdita di biodiversità genera perdite economiche a causa di inondazioni e altre catastrofi, può farci perdere nuove fonti di farmaci, mette a rischio i nostri sistemi alimentari riducendo ad esempio la quantità di pescato e le rese agricole. Di contro, proteggere la biodiversità determina importanti ritorni economici: si stima, ad esempio, che conservando gli stock marini si possa ottenere un aumento degli utili annuali dell’industria dei prodotti ittici di oltre 49 miliardi di euro, oppure che, proteggendo le zone umide costiere e riducendo i danni provocati dalle alluvioni, si generi un risparmio di circa 50 miliardi di euro all'anno per il settore assicurativo8. Alcuni settori si basano sulla natura per oltre il 50% del loro valore economico, come l’industria dei prodotti chimici e dei materiali, quella estrattiva e dei metalli, il turismo, la catena di approvvigionamento, in particolare quella alimentare, e molti altri. Inoltre, la protezione della natura crea posti di lavoro diretti e indiretti, che ridanno vita alle comunità locali: è stato calcolato che la rete Natura 2000 sostiene 104.000 posti di lavoro in attività dirette di gestione e conservazione delle zone protette e altri 70.000 posti di lavoro indiretti; nell’UE circa 1,3 milioni di posti di lavoro nel settore agricolo e 3,1 milioni nel settore turistico sono legati, direttamente o indirettamente, a Natura 2000. 7 Biodiversity, Finance and the Economic and Business Case for Action, Organizzazione per la Cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE), 2019. Anche al fine di integrare e rafforzare reciprocamente biodiversità ed economia, la legge 221 del 2015, all’art. 67 ha previsto l’istituzione del Comitato per il Capitale Naturale, composto da 10 Ministeri, rappresentanti di Regioni e Comuni, dai principali istituti di ricerca pubblici e da un gruppo di esperti della materia. Il Comitato è chiamato a redigere ogni anno un Rapporto sullo Stato del Capitale Naturale, indirizzato al Presidente del Consiglio e al Ministro dell’Economia, contenente un bilancio dello stato di salute dei nostri sistemi naturali e una quantificazione biofisica ed economica dei beni e servizi forniti dall’ambiente. Il Rapporto deve, inoltre, dare indicazioni concrete su come integrare queste considerazioni all’interno delle politiche del Paese affinché il capitale naturale da cui dipendiamo sia preservato, ripristinato e arricchito, anche attraverso meccanismi finanziari innovativi (vedi l’esempio dei Pagamenti per i Servizi Ecosistemici e Ambientali, previsti all’art. 70 della suddetta legge) finalizzati a tradurre valori ambientali non monetizzabili in reali incentivi finanziari per gli attori locali affinché promuovano e sostengano il mantenimento delle molteplici funzioni ecologiche offerte dalla biodiversità e dal capitale naturale. Un esempio in tal senso è rappresentato dal progetto Ecopay-Connect 2020. Nel Quarto Rapporto sullo Stato del Capitale Naturale in Italia, pubblicato nel 2021, è stato stimato che nel periodo 2012-2018 l’entità di molti servizi ecosistemici e i conseguenti benefici economici si sono ridotti. Sono state stimate, ad esempio, perdite fino a 146 milioni di euro associate all'aumento dell'erosione del suolo, una riduzione di quasi 2,5 milioni di tonnellate di carbonio immagazzinato a causa di cambiamenti nell’uso del suolo, con perdite che vanno da 491 a 614 milioni di euro, una riduzione del servizio di regolazione del regime idrologico che comporta un eccesso di 259 milioni di metri cubi di acqua, con perdite potenziali fino a 3,8 miliardi di euro. Fra i pochi servizi in controtendenza quello sul turismo ricreativo basato sul godimento della natura (+ 4 miliardi di euro fra il 2012 e il 2018). 8 Barbier et al., How to pay for saving biodiversity, 2018. https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2016/1/18/16G00006/sg https://www.mite.gov.it/pagina/il-rapporto-sullo-stato-del-capitale-naturale-italia https://www.mite.gov.it/pagina/il-rapporto-sullo-stato-del-capitale-naturale-italia http://www.ecopayconnect2020.it/ http://www.ecopayconnect2020.it/ https://www.minambiente.it/sites/default/files/archivio/allegati/CapitaleNaturale/iv rapporto cn 2021.pdf 14 Nel Quarto Rapporto il Comitato ribadisce la necessità di un radicale cambiamento verso una società e un sistema economico imperniati sull’importanza centrale della natura per il futuro di tutta l’umanità, per creare una società più giusta, sana e prospera, assicurando contestualmente la sua stessa sopravvivenza. Riconoscendo la nostra responsabilità nel garantire uno stato di salute planetario che tuteli il futuro delle nuove generazioni, il Comitato ha assunto, pertanto, la seguente Visione: “la nostra deve essere la prima generazione che lascia i sistemi naturali e la biodiversità in uno stato migliore di quello che ha ereditato”, dandosi l’obiettivo di ottenere, entro il 2030, il blocco della perdita della biodiversità, l’inversione dei processi del suo degrado e i primi risultati di una grande opera pubblica di ripristino dei nostri ecosistemi (terrestri, acquatici ecc), che costituiscono la base fondamentale del benessere e della salute per noi tutti. Mediante la stessa legge che ha istituito il Comitato per il Capitale Naturale, è stato istituito presso il MITE anche il “Catalogo dei sussidi ambientalmente dannosi e dei sussidi ambientalmente favorevoli”, che include anche una valutazione dei sussidi dannosi alla biodiversità. È fondamentale rimuovere tutti i sussidi ambientalmente dannosi e incrementare i sussidi ambientalmente favorevoli, in particolare quelli relativi a biodiversità, servizi ecosistemici e capitale naturale, utilizzando al meglio anche gli strumenti della politica fiscale, per contribuire al raggiungimento degli obiettivi di tutela e valorizzazione della biodiversità. La presenza nel sistema economico e fiscale di sussidi ambientalmente dannosi danneggia non solo ambiente, biodiversità e capitale naturale, ma anche l’economia trascurando le esternalità, distorcendo il mercato e dando segnali di prezzo errati a produttori, investitori e consumatori. Nel gennaio 2022 è stato pubblicato, dal Ministero per la Transizione Ecologica, il quarto Catalogo per l’Italia dei SAD-SAF (Sussidi Ambientalmente Dannosi e Sussidi Ambientalmente Favorevoli). Contiene un capitolo dedicato specificamente alle prime stime dei sussidi dannosi alla biodiversità (Biodiversity Harmful Subsidies- BHS), proseguendo la riflessione avviata nel precedente Rapporto sullo Stato del Capitale Naturale. Le stime dei BHS per il 2018, 2019 e 2020 sono state rispettivamente di 28, 38 e 36 miliardi di €. Le stime sono ripartite in cinque settori, identificati dal Catalogo dei sussidi, che sono: (i) agricoltura e pesca, (ii) energia, (iii) trasporti, (iv) Iva e (v) Altri. Importanti lavori per l’eliminazione dei BHS sono stati sviluppati da OCSE e UNEP; la loro eliminazione era fra gli Aichi target della CBD al 2020 ed è in negoziazione nell’ambito della COP CBD di Kunming (Cina 2022). https://www.mite.gov.it/pagina/catalogo-dei-sussidi-ambientalmente-dannosi-e-dei-sussidi-ambientalmente-favorevoli https://www.mite.gov.it/pagina/catalogo-dei-sussidi-ambientalmente-dannosi-e-dei-sussidi-ambientalmente-favorevoli https://www.mite.gov.it/sites/default/files/archivio/allegati/sviluppo sostenibile/CSA quarta edizione 29 12 21.pdf https://www.mite.gov.it/sites/default/files/archivio/allegati/sviluppo sostenibile/CSA quarta edizione 29 12 21.pdf https://www.mite.gov.it/sites/default/files/archivio/allegati/sviluppo sostenibile/CSA quarta edizione 29 12 21.pdf 15 SINERGIE CON LA STRATEGIA NAZIONALE PER LO SVILUPPO SOSTENIBILE La necessità di preservare e arricchire il capitale naturale e gli ecosistemi per garantire la resilienza dei nostri sistemi socio-economici e culturali, e la stretta interconnessione tra sviluppo sostenibile, contrasto ai cambiamenti climatici e conservazione della biodiversità sono riconosciuti dai diversi impegni internazionali cui l’Italia ha aderito, a partire dall’Agenda 2030 delle Nazioni Unite per lo Sviluppo Sostenibile, dove il raggiungimento degli obiettivi relativi all’ambiente è considerato condizione necessaria per il raggiungimento di tutti gli altri obiettivi: «Riconosciamo che lo sviluppo economico e sociale dipende dalla gestione sostenibile delle risorse naturali del nostro pianeta. Di conseguenza, siamo determinati a preservare e utilizzare in modo sostenibile mari e oceani, le risorse di acqua dolce così come le foreste, le montagne e la terraferma; e di proteggere la biodiversità, gli ecosistemi e la fauna selvatica». Trasformare il nostro mondo: l’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile Tra i 17 SDG e i 169 target inseriti nell’Agenda 2030, numerosi sono i riferimenti alla tutela della biodiversità e degli ecosistemi quale elemento imprescindibile per il contrasto al cambiamento climatico, per la salvaguardia della vita sulla terra e nel mare, per favorire il benessere umano e dell’ambiente. Oltre a due SDG, e relativi target, specificatamente rivolti alla tutela degli ecosistemi marini (SDG 14) e terrestri (SDG 15), numerosi sono i target che, nell’ambito di diversi SDG, hanno un riferimento diretto e/o indiretto alla conservazione della biodiversità. Coerentemente con gli impegni sottoscritti nel settembre del 2015 con le Nazioni Unite, l’Italia ha declinato l’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile nella Strategia Nazionale per lo Sviluppo Sostenibile (SNSvS)9, strumento di coordinamento che assume i 4 principi guida dell’Agenda: integrazione, universalità, trasformazione e inclusione. La SNSvS è strutturata in cinque aree, 9 La Strategia Nazionale per lo Sviluppo Sostenibile è stata approvata con Delibera CIPE 108 del 22 dicembre 2017 le cosiddette “5P” dell’Agenda 2030: Persone, Pianeta, Prosperità, Pace e Partnership. Ogni area si compone di un sistema di scelte strategiche declinate in obiettivi strategici nazionali, specifici per la realtà italiana e complementari ai 169 target dell'Agenda 2030. Gli obiettivi hanno una natura fortemente integrata, quale risultato di un processo di sintesi e astrazione dei temi di maggiore rilevanza, al fine di esprimere così la complessità dell’Agenda 2030 e la stretta e necessaria connessione tra i 17 SDG. Alle 5 aree si accompagna un sistema di Vettori di sostenibilità, definiti come ambiti di azione trasversali e leve fondamentali per avviare, guidare, gestire e monitorare l’integrazione della sostenibilità nelle politiche, piani e progetti nazionali. La territorializzazione della SNSvS e il contributo alla conservazione della biodiversità Consapevole del ruolo e dell’importanza degli enti territoriali nella concreta e fattiva traduzione degli obiettivi strategici nazionali in azioni, il MiTE ha promosso il supporto alle strutture regionali, provinciali e metropolitane nell’attuazione della Strategia Nazionale per lo Sviluppo Sostenibile, con particolare riferimento al recepimento della stessa nell’ambito delle Strategie Regionali e Provinciali per lo Sviluppo Sostenibile10 (SRSvS) e nelle Agende Metropolitane per lo Sviluppo Sostenibile (AMSvS). In particolare, il MiTE ha sottoscritto con gli enti territoriali degli Accordi di collaborazione, con l’obiettivo di supportarli nell’avvio di un percorso che non si esaurisse nella produzione di un documento strategico, ma fosse piuttosto volto alla creazione di una visione di lungo periodo e all’attivazione di una serie di azioni coordinate e sinergiche, che complessivamente potessero consentire il raggiungimento degli obiettivi strategici nazionali. Nell’ambito del processo di territorializzazione della SNSvS avviato dal MiTE, numerose Regioni stanno lavorando nell’ottica di ancorare gli obiettivi delle diverse Strategie Regionali, con i relativi target e indicatori, agli strumenti di programmazione economica e alle voci di bilancio, consapevoli che la fase di 10 Adempimenti previsti dall’art. 34 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152 e ss.mm.ii. https://www.mite.gov.it/sites/default/files/archivio immagini/Galletti/Comunicati/snsvs ottobre2017.pdf 16 programmazione del budget e il suo collegamento con gli obiettivi strategici riveste un ruolo fondamentale per la realizzazione concreta delle iniziative per la sostenibilità e per la loro messa a sistema rispetto agli altri interventi programmati. In questi casi la SRSvS è stata usata quale quadro strategico di riferimento rispetto al quale incardinare gli ulteriori strumenti di programmazione politico/economica e, al contempo, rafforzare le possibili sinergie con gli strumenti di programmazione territoriale regionale, affinché le strategie di sostenibilità abbiano una reale ricaduta alla scala territoriale, consentendo nel contempo una maggiore focalizzazione dell’azione e delle risorse pubbliche sui risultati attesi e agevolando il lavoro di monitoraggio di indicatori e target e la successiva azione di accountability rispetto agli impegni assunti. Nell’ambito degli accordi sono inoltre in corso di definizione azioni integrate interregionali e intermetropolitane, anche finalizzate a mettere a sistema iniziative e finanziamenti per la deframmentazione degli ecosistemi e il rafforzamento del ruolo della biodiversità nei processi di sviluppo locale, a partire dal contributo alla mitigazione degli effetti del cambiamento climatico. 17 FOCUS: Le Scelte Strategiche e gli Obiettivi Strategici Nazionali (OSN) della Strategia Nazionale per lo Sviluppo Sostenibile maggiormente attinenti al tema della biodiversità Avendo come obiettivo quello di offrirsi quale quadro strategico di riferimento che possa favorire la coerenza delle politiche e delle strategie per lo sviluppo sostenibile, la SNSvS affronta anche il tema della tutela della biodiversità. In particolare, nell’Area Pianeta una scelta strategica è direttamente finalizzata a “Arrestare la perdita di biodiversità”, ma si trovano connessioni con l’argomento anche in numerose altre Scelte strategiche, proprio per via della natura strettamente interconnessa di strategie e azioni che mirano alla sostenibilità. Si riporta di seguito una sintesi dei principali obiettivi interessati. AREA PIANETA I. Arrestare la perdita di biodiversità I.1 Salvaguardare e migliorare lo stato di conservazione di specie e habitat per gli ecosistemi, terrestri e acquatici I.2 Arrestare la diffusione delle specie esotiche invasive I.3 Aumentare la superficie protetta terrestre e marina e assicurare l’efficacia della gestione I.4 Proteggere e ripristinare le risorse genetiche e gli ecosistemi naturali connessi ad agricoltura, silvicoltura e acquacoltura I.5 Integrare il valore del capitale naturale (degli ecosistemi e della biodiversità) nei piani, nelle politiche e nei sistemi di contabilità II. Garantire una gestione sostenibile delle risorse naturali II.1 Mantenere la vitalità dei mari e prevenire gli impatti sull’ambiente marino e costiero II.2 Arrestare il consumo del suolo e combattere la desertificazione II.3 Minimizzare i carichi inquinanti nei suoli, nei corpi idrici e nelle falde acquifere, tenendo in considerazione i livelli di buono stato ecologico dei sistemi naturali II.6 Minimizzare le emissioni e abbattere le concentrazioni inquinanti in atmosfera II.7 Garantire la gestione sostenibile delle foreste e combatterne l’abbandono e il degrado III. Creare comunità e territori resilienti, custodire i paesaggi e i beni culturali III.1 Prevenire i rischi naturali e antropici e rafforzare le capacità di resilienza di comunità e territori III.2 Assicurare elevate prestazioni ambientali di edifici, infrastrutture e spazi aperti III.3 Rigenerare le città, garantire l’accessibilità e assicurare la sostenibilità delle connessioni III.4 Garantire il ripristino e la deframmentazione degli ecosistemi e favorire le connessioni ecologiche urbano/rurali III.5 Assicurare lo sviluppo del potenziale, la gestione sostenibile e la custodia dei territori, dei paesaggi e del patrimonio culturale AREA PROSPERITÀ III. Affermare modelli sostenibili di produzione e consumo III.1 Dematerializzare l’economia, migliorando l’efficienza dell’uso delle risorse e promuovendo meccanismi di economia circolare III.5 Abbattere la produzione di rifiuti e promuovere il mercato delle materie prime seconde III.6 Promuovere la domanda e accrescere l’offerta di turismo sostenibile III.7 Garantire la sostenibilità di agricoltura e silvicoltura lungo l’intera filiera III.8 Garantire la sostenibilità di acquacoltura e pesca lungo l’intera filiera 18 LA STRATEGIA NAZIONALE PER LA BIODIVERSITÀ 2030 Struttura e Vision La SNB 2030 conferma la Vision al 2050 della precedente Strategia: la biodiversità e i servizi ecosistemici, nostro capitale naturale, sono conservati, valutati e, per quanto possibile, ripristinati, per il loro valore intrinseco e perché possano continuare a sostenere in modo durevole la prosperità economica e il benessere umano nonostante i profondi cambiamenti in atto a livello globale e locale Inoltre, tiene conto del valore della biodiversità per il contrasto ai cambiamenti climatici, la salute e l’economia, contribuisce al raggiungimento degli obiettivi dell’Agenda 2030 e si integra ad altri strumenti strategici nazionali (fig. 1) La Strategia Nazionale per la Biodiversità al 2030 è strutturata in due Obiettivi Strategici declinati in 8 Ambiti di Intervento (Fig. 2): • Obiettivo Strategico A: Costruire una rete coerente di aree protette terrestri e marine, declinato in 1 Ambito di intervento • Obiettivo Strategico B: Ripristinare gli ecosistemi terrestri e marini declinato in 7 Ambiti di intervento Ogni Ambito di intervento è articolato in 7 punti • Obiettivi Specifici • Quadro conoscitivo/contesto • Principali strumenti • Soggetti attuatori/coinvolti • Indicatori • Fonti di finanziamento • Azioni e sub Azioni Agli Ambiti di intervento si associano i “Vettori”, ambiti trasversali di azione che possono facilitare, rafforzare e concorrere al raggiungimento degli obiettivi della SNB 2030 (Fig.3). Obie vo Strategico A Una rete coerente di aree prote e Obie vo Strategico B Ripris nare gli Ecosistemi terrestri e Marini Strategia Nazionale per lo Sviluppo Sostenibile Strategia Nazionale per il Verde Urbano Piano Strategico Nazionale per la PAC 2023 2027 Strategia Nazionale di Ada amento ai cambiamen clima ci Strategia Forestale Nazionale per il se ore forestale e le sue liere Strategia Nazionale per le Aree Interne Strategia nazionale per un sistema agricolo, Alimentare, forestale sostenibile e inclusivo Strategia Nazionale per il risparmio idrico e la lo a al dissesto idrogeologico Piano strategico nazionale per lo sviluppo del sistema biologico Figura 2: Altri strumenti strategici nazionali Figura 1: Obiettivi Strategici e Ambiti di Intervento 19 • Rafforzare l’attuazione e l’applicazione della legislazione ambientale • Promuovere un movimento di imprese a favore della biodiversità Costruire una società per la biodiversità • Mobilitare fondi a favore della biodiversità • Promuovere l’Economia circolare Finanziare la biodiversità • Migliorare le conoscenze, l’istruzione e l’educazione • Garantire il coinvolgimento attivo della società civile nei processi decisionali e di attuazione e valutazione delle politiche Migliorare conoscenze, istruzione, educazione Figura 3: La Struttura dei Vettori Il documento si chiude con un capitolo, l’Italia per la biodiversità globale, dedicato al contributo che questa Strategia può fornire a livello mondiale. Governance e Attuazione In analogia con quanto già in essere a livello dell’Unione europea, l’attuazione della SNB 2030 richiede un approccio multidisciplinare, una governance attiva ed una costante ed efficace verifica delle azioni intraprese. In considerazione dell’esperienza maturata con la SNB 2011-2020, nell’ambito della quale sono stati costituiti Organismi di Governance che hanno favorito il coinvolgimento dei diversi soggetti interessati, appare opportuno evidenziare la necessità di aumentare la corresponsabilità dell’attuazione e rendere la partecipazione più attiva e propositiva. A questo scopo verrà ridefinita la composizione degli stessi, prevedendo meccanismi di funzionamento più dettagliati ed efficaci (ad es. gruppi di lavoro per i vari ambiti di applicazione e trasversali tra i diversi Organi di Governance). Si prevede di organizzare una governance articolata in un comitato di gestione, formato da ministeri e regioni, un organo tecnico di supporto ed un tavolo di consultazione dei portatori di interesse. L’attività di tali Organismi di Governance sarà supportata da una segreteria curata dalla Direzione PNM del MiTE. La prima azione esecutiva della SNB 2030 sarà la predisposizione di un “Programma di attuazione” che individuerà nel dettaglio le modalità di realizzazione delle singole azioni, il cronoprogramma, i soggetti attuatori e le fonti finanziarie per il monitoraggio del raggiungimento degli obiettivi della Strategia. In un secondo momento verranno definiti, a partire dagli indicatori preliminari indicati all’interno di questo documento e tenendo conto di quelli che si stanno definendo a livello europeo nell’ambito della SEB 2030, specifici indicatori. Il Programma sarà sottoposto all’approvazione degli organi di governance e gli stessi saranno chiamati anche ad una verifica costante dei progressi, da riportare in una rendicontazione annuale. Il processo di verifica e rendicontazione sarà finalizzato ad individuare e risolvere eventuali problematiche che dovessero nascere nel corso dell’attuazione delle azioni previste, con particolare attenzione al raggiungimento degli obiettivi della Strategia Europea per la Biodiversità al 2030. Nel 2026 si prevede di effettuare una verifica approfondita e condivisa sulla validità dell’impostazione della Strategia e su eventuali esigenze di adeguamento, anche in relazione dell’analogo processo di verifica della Strategia Europea per la Biodiversità 2030. 20 OBIETTIVO STRATEGICO A. COSTRUIRE UNA RETE COERENTE DI AREE PROTETTE TERRESTRI E MARINE 21 OBIETTIVI SPECIFICI A.1 PROTEGGERE LEGALMENTE ALMENO IL 30% DELLA SUPERFICIE TERRESTRE E IL 30% DELLA SUPERFICIE MARINA ATTRAVERSO UN SISTEMA INTEGRATO DI AREE PROTETTE, RETE NATURA 2000 ED ALTRE AREE LEGALMENTE PROTETTE. A.2 GARANTIRE CHE SIA PROTETTO IN MODO RIGOROSO ALMENO UN TERZO DELLE AREE LEGALMENTE PROTETTE TERRESTRI (INCLUSE TUTTE LE FORESTE PRIMARIE E VETUSTE) E MARINE. A.3 GARANTIRE LA CONNESSIONE ECOLOGICO-FUNZIONALE DELLE AREE PROTETTE A SCALA LOCALE, NAZIONALE E SOVRANAZIONALE A.4 GESTIRE EFFICACEMENTE TUTTE LE AREE PROTETTE DEFINENDO CHIARI OBIETTIVI E MISURE DI CONSERVAZIONE E MONITORANDONE L’ATTUAZIONE IN MODO APPROPRIATO. A.5 GARANTIRE IL NECESSARIO FINANZIAMENTO DELLE AREE PROTETTE E DELLA CONSERVAZIONE DELLA BIODIVERSITÀ QUADRO CONOSCITIVO/CONTESTO In Italia il sistema delle aree di tutela ambientale è formato dall’integrazione e sovrapposizione delle aree protette nazionali e regionali e della rete Natura 2000, rete ecologica diffusa sul territorio dell’Unione Europea. Nel complesso, il sistema delle aree protette nazionali e regionali (dato EUAP, 2010), insieme alla rete Natura 2000 (dato aggiornato a dicembre 2021), copre attualmente un’estensione di quasi 10.500.000 ha, interessando più del 20% della superficie terrestre nazionale e più del 10% della superficie marina di giurisdizione italiana (acque territoriali + ZPE)11. 11Fonte dati MITE 12 A geographically defined area other than a Protected Area, which is governed and managed in ways that achieve positive and sustained long-term outcomes for the in-situ A queste aree occorre aggiungere le così dette Other effective area-based conservation measures (OECM)12 : aree diverse dalle aree protette che, pur essendo istituite con un obiettivo diverso, forniscono un efficace contributo alla conservazione della biodiversità. Come evidenziato dalla Strategia Europea per la Biodiversità, l’attuale rete di aree protette non è sufficientemente estesa ed interconnessa da garantire adeguatamente la salvaguardia della biodiversità. Entro il 2030, pertanto, tale rete dovrà essere ampliata e dovrà integrare corridoi ecologici che migliorino la permeabilità del territorio e aumentino la resilienza ai cambiamenti climatici. Un ulteriore contributo alla lotta ai cambiamenti climatici dovrà essere fornito sottoponendo a protezione rigorosa gli ecosistemi ricchi di carbonio (come foreste vetuste, torbiere, pascoli, zone umide, praterie a fanerogame marine, alghe ed ecosistemi marini calcificanti), tenuto debitamente conto, nella definizione delle priorità di intervento, dei criteri di rarità e del livello di rischio di scomparsa/degrado. Tuttavia, per rendere realmente efficace la rete delle aree protette è necessario migliorare anche la governance e gli strumenti di gestione pianificando obiettivi di gestione chiari e misurabili, applicando le più opportune misure di gestione, garantendo un attento monitoraggio che permetta di verificarne l’efficacia, in un’ottica di gestione adattativa. E’ necessario altresì sviluppare e applicare nuove e innovative forme di finanziamento della biodiversità (alcuni esempi si trovano tra gli strumenti economici e finanziari per la biodiversità dell’OCSE e nel Catalogo delle soluzioni finanziarie per la biodiversità BIOFIN-UNDP, tradotto nell’Allegato H del IV Rapporto sullo Stato del Capitale Naturale in Italia). conservation of biodiversity, with associated ecosystem functions and services and where applicable, cultural, spiritual, socio–economic, and other locally relevant values (CBD, 2018). A re e P ro te tte https://www.mite.gov.it/sites/default/files/archivio/allegati/CapitaleNaturale/allegati iv rapporto cn 2021.pdf https://www.mite.gov.it/sites/default/files/archivio/allegati/CapitaleNaturale/allegati iv rapporto cn 2021.pdf 22 PRINCIPALI STRUMENTI Strumenti normativi di riferimento: • Convenzione di Ramsar • REGOLAMENTO (UE) 2020/852 “EU Taxonomy” relativo all’istituzione di un quadro che favorisce gli investimenti sostenibili • Direttiva 92/43/CEE "Habitat" del 21 maggio 1992 “Conservazione degli habitat naturali e seminaturali, della flora e della fauna selvatiche” • Direttiva 2000/60/CE “Direttiva Quadro sulle Acque – DQA” • Direttiva Quadro sulla Strategia per l’ambiente Marino (MSFD) 2008/56/CE - D. Lgs. 190/2010 - D.P.C.M. del 10 ottobre 2017 relativo al Programma di Misure, attualmente in fase di aggiornamento • Direttiva 2009/128/CE “che istituisce un quadro per l’azione comunitaria ai fini dell’utilizzo sostenibile dei pesticidi” • Direttiva 2009/147/CE del 30 novembre 2009, “La conservazione degli uccelli selvatici” • Direttiva quadro per la Pianificazione dello Spazio Marittimo (MSP) 2014/89/UE • Legge 394/91 “Legge Quadro sulle Aree Protette” • D.P.R. 8 settembre 1997, n. 357 “Regolamento recante attuazione della direttiva 92/43/CEE relativa alla conservazione degli habitat naturali e seminaturali, nonché della flora e della fauna selvatiche” • D. Lgs. 42/2004 Codice dei beni culturali e del paesaggio • D. Lgs. 3 aprile 2006, n. 152 “Norme in materia ambientale” • Decreto 17 ottobre 2007 “Criteri minimi uniformi per la definizione di misure di conservazione relative a Zone Speciali di Conservazione (ZSC) e Zone di Protezione Speciale (ZPS) • D. Lgs. 14 agosto 2012, n. 150 - Attuazione della direttiva 2009/128/CE che istituisce un quadro per l'azione comunitaria ai fini dell'utilizzo sostenibile dei pesticidi (G.U. 30 agosto 2012, n. 202) • D. Lgs. n. 201 del 17 ottobre 2016 – Attuazione della Direttiva 2014/89/UE che istituisce un quadro per la pianificazione dello spazio marittimo • Testo Unico in materia di foreste e filiere forestali. Decreto legislativo, 03/04/2018 n° 34, G.U. 20/04/2018 e suoi decreti attuativi Altri strumenti: • Protocollo SPA/BD Specially Protected Areas and Biological Diversity in the Mediterranean della Convenzione di Barcellona • Strategia Europea per la Biodiversità 2030 • Strategia EU per le infrastrutture Verdi (riesame effettuato nel 2019) • Nuova Strategia Forestale dell’UE (COM 2021/572) • Documenti di indirizzo Europei: Technical Note on Criteria and Guidance for Protected Areas designations Guidelines on wilderness in Natura 2000 Documenti tecnici sulla gestione dei siti Natura 2000 Servizi ecosistemici ed infrastrutture verdi Links between the Water Framework Directive and Nature Directives Guidance for defining, mapping, monitoring and strictly protecting all EU's remaining primary and old-growth forests (in prep.) • Strategia Nazionale per lo Sviluppo Sostenibile • Linee Guida Nazionali per la Valutazione di Incidenza (VIncA) (G.Uff. n. 303 del 29/12/2019) • Linee Guida per l’indicazione di Obiettivi Specifici per i Corpi Idrici ricadenti nelle Aree Protette Naturali • Linee guida di indirizzo per la tutela dell’ambiente acquatico e dell’acqua potabile e per la riduzione dell’uso di prodotti fitosanitari e dei relativi rischi nei Siti Natura 2000 e nelle aree naturali protette A re e P ro te tte http://www.minambiente.it/sites/default/files/archivio/allegati/biodiversita/ramsar convention certified 1971 en.pdf https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/PDF/?uri=CELEX:32020R0852&from=IT https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/PDF/?uri=CELEX:32020R0852&from=IT https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/?uri=CELEX:31992L0043 https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/?uri=CELEX:31992L0043 https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/?uri=CELEX:31992L0043 https://www.minambiente.it/sites/default/files/direttive-acque/direttiva 2000-60-ce.pdf https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/?uri=CELEX%3A32008L0056 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Strumenti di Pianificazione e Regolamentazione delle aree protette • Piani di gestione e misure conservazione Natura 2000 • Piani di gestione forestale • Implementazione dei nuovi Prioritized Action Framework (PAF) 2021 2027 • Liste rosse europee e nazionali • Reti Ecologiche Regionali • Piani Paesaggistici o piani urbanistico-territoriali con specifica considerazione dei valori paesaggistici • Piani di bacino distrettuale e piani stralcio (PAI, PGRA, PdG) • Misura PGRA M34 - Gestione delle acque superficiali • Misure win-win SOGGETTI ATTUATORI/COINVOLTI • MITE (PNM, USSRI, RAM) • MIPAAF • MIC • Regioni e Province Autonome • Comuni • Enti gestori delle aree naturali protette e dei siti Natura 2000 • Autorità di distretto idrografico • CUFA • ISPRA, ARPA/APPA - SNPA • CREA • AGEA • Enti di ricerca e Università • Associazione ambientaliste • Associazioni di categoria • Organizzazioni professionali agricole INDICATORI • Estensione delle aree terrestri legalmente protette (%) (CDDA, EUAP e Banca dati Natura 2000) • Estensione delle aree marine legalmente protette (%) (CDDA, EUAP e Banca dati Natura 2000) • Estensione delle aree terrestri sottoposte a rigorosa tutela (%) (CDDA, EUAP e Banca dati Natura 2000) • Estensione delle aree marine sottoposte a rigorosa tutela (%) (CDDA, EUAP e Banca dati Natura 2000) • Estensione dei boschi vetusti sottoposti a tutela ai sensi della legge n. 10/2013 (Rete nazionale dei boschi vetusti) • % di aree protette terrestri e marine dotate di misure e obiettivi di conservazione coerenti con le linee guida europee (CDDA, EUAP e Banca dati Natura 2000) • % SAU biologico in aree protette e Natura 2000 • % di strumenti di pianificazione territoriale e paesaggistica regionali, provinciali e comunali, che concorrono a dare attuazione agli obiettivi di connessione ecologica-funzionale (obiettivo specifico A3 della strategia nazionale) • Frammentazione del territorio naturale e agricolo (ISPRA) • % della superficie delle aree agricole EFA con infrastrutture verdi funzionali alla connessione ecologico – funzionale delle aree protette a scala locale e nazionale • Risorse mobilitate per gli obiettivi biodiversità e Natura 2000 (euro) • Risorse destinate alla gestione dei Parchi Nazionali, Riserve Naturali Statali e Aree marine Protette (euro) nel bilancio ordinario dello Stato (legge di stabilità) A re e P ro te tte https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2021/12/22/21A07468/sg https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2021/12/22/21A07468/sg https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2021/12/22/21A07468/sg https://www.mite.gov.it/pagina/zsc-designate 24 FONTI DI FINANZIAMENTO • Fondo Europeo per la Politica Marittima, la Pesca e l'Acquacoltura (FEAMPA) • Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (FESR) • Fondo Europeo Agricolo di Sviluppo Rurale (FEASR) • Fondo Europeo Agricolo di Garanzia (FEAGA) • Fondo Sviluppo e Coesione (FSC) • Fondo di Rotazione • Just Transition Mechanism (JTM) • Programma per l’ambiente e l’azione per il Clima (LIFE) • EU Framework Programme for Research and Innovation (Horizon Europe) • INTERREG EUROPA • Fondi nazionali e regionali previsti per le aree protette ai sensi della 394/1991 • Legge 12 dicembre 2019, n. 141 ex decreto Clima (stanziamenti per azioni di riforestazione e per le ZEA a partire dai proventi delle aste di CO2) • Next Generation EU- PNRR • Fonti di finanziamento regionali • Tariffe di accesso ai Parchi e alle aree protette • Schemi di pagamenti ai servizi ambientali ed ecosistemici • Eliminazione dei sussidi dannosi alla biodiversità • 5‰ dell’imposta IRPEF a sostegno degli Enti Gestori delle Aree Protette A re e P ro te tte 25 AZIONI Tenendo conto dei documenti di indirizzo che sta preparando la UE e attraverso un lavoro coordinato tra MITE - ISPRA- Regioni e Province Autonome- enti gestori delle aree protette, si propongono le seguenti Azioni e Sotto Azioni declinate per ciascun Obiettivo Specifico A.1 Proteggere legalmente almeno il 30% della superficie terrestre e il 30% della superficie marina attraverso un sistema integrato di aree protette, rete Natura 2000 ed altre aree legalmente protette. Azione A1.1 Completare rapidamente la rete Natura 2000, in particolare a mare Sotto-Azione A1.1.a) Mettere in atto le azioni e le sinergie necessarie per completare velocemente la rete Natura 2000, specialmente in ambiente marino. Azione A1.2 Istituire le aree legalmente protette supplementari a livello nazionale e regionale, necessarie per il raggiungimento dell’obiettivo Sotto-Azione A1.2.a) Identificare formalmente le OECM terrestri e marine già presenti in Italia applicando i criteri definiti da CBD e IUCN e procedere alla loro dichiarazione ufficiale. Sotto-Azione A1.2.b) Effettuare un inventario di tutte le aree legalmente protette (N2000, nazionali, regionali, OECM etc.) che possono concorrere all'obiettivo (Banche dati di riferimento da verificare, integrare ed aggiornare: N2000, EUAP e CDDA). Sotto-Azione A1.2.c) In base all'inventario al punto A1.2.b) e in base alla distribuzione delle aree ad elevato valore ecologico e degli habitat 13 Strictly protected areas are fully and legally protected areas designated to conserve and/or restore the integrity of biodiversity-rich natural areas with their underlying ecological structure and supporting natural environmental processes. Natural processes are therefore left essentially undisturbed from human pressures and threats to the area’s overall ecological structure and functioning, independently of whether those maggiormente minacciati di estinzione e tenendo conto della fornitura di servizi ecosistemici, definire priorità di intervento e favorire il coinvolgimento delle comunità locali per le relative designazioni supplementari. Sotto-Azione A1.2.d) Designare (protezione giuridica a lungo termine) le aree supplementari prevedendo per esse l'attuazione delle azioni previste all'obiettivo A.4 (gestione e finanziamento). A.2 Garantire che sia protetto in modo rigoroso almeno un terzo delle aree legalmente protette terrestri (incluse tutte le foreste primarie e vetuste) e marine. Azione A2.1 Inventario, mappatura e protezione rigorosa di almeno un terzo delle aree legalmente protette terrestri e marine Sotto-Azione A2.1.a) Sulla base della definizione di protezione rigorosa concordata a livello europeo13, analizzare il quadro gestionale delle aree protette terresti e marine già istituite (comprese le aree Natura 2000) e valutare l’attuale percentuale già sottoposta a tale regime di protezione. Sotto-Azione A2.1.b) Inventario e mappatura delle foreste primarie e vetuste esistenti e istituzione della “Rete nazionale dei boschi vetusti” ai sensi del D. Lgs. 34 2018 (TUFF) e ss.mm.ii (vedi le Linee guida per l'identificazione delle aree definibili come boschi vetusti e le indicazioni per la loro gestione e tutela). Verifica del loro livello di protezione, in coerenza con le indicazioni e definizioni che verranno concordate a livello UE nell’ambito dell’attuazione della Strategia Europea per la Biodiversità. pressures and threats are located inside or outside the strictly protected area” (Technical Note on Criteria and Guidance for Protected Areas designations 2022) A re e P ro te tte https://webmail.minambiente.it/owa/redir.aspx?C=piFzfTfR-PNpYwVeb1nMUoLB84HLc7g-sXTiIN1zFsUgzGR2zHzZCA..&URL=https%3a%2f%2fwww.gazzettaufficiale.it%2feli%2fid%2f2018%2f04%2f20%2f18G00060%2fsg https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2021/12/22/21A07468/sg https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2021/12/22/21A07468/sg https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2021/12/22/21A07468/sg https://ec.europa.eu/environment/publications/criteria-and-guidance-protected-areas-designations-staff-working-document en https://ec.europa.eu/environment/publications/criteria-and-guidance-protected-areas-designations-staff-working-document en 26 Sotto-Azione A2.1.c) Inventario e mappatura sia delle zone del nostro Paese ad alto valore (o potenziale) di biodiversità sia degli altri ecosistemi ricchi di carbonio, come le torbiere, i pascoli, le zone umide, praterie di fanerogame marine, alghe ed ecosistemi marini calcificanti. Identificazione delle aree prioritarie da sottoporre a protezione rigorosa e valutazione dei servizi ad essi connessi (supporto e mitigazione). Sotto-Azione A2.1.d) Sulla base delle precedenti sotto-azioni, sottoporre a protezione rigorosa le aree supplementari necessarie al raggiungimento dell’obiettivo. A.3 Garantire la connessione ecologico-funzionale delle aree protette a scala locale, nazionale e sovranazionale Azione A3.1. Definizione di una Rete Ecologica Nazionale Sotto-Azione A3.1.a) Definire uno strumento strategico nazionale, d’intesa con le Regioni e Province Autonome che, tenendo conto delle reti ecologiche regionali esistenti, miri all’identificazione di corridoi ecologici ed altri elementi di connessione anche indiretta tra aree protette, rete Natura 2000 e OECM, con lo scopo di garantire il collegamento ecologico-funzionale tra di esse armonizzando, a tal fine, anche gli interventi di rinaturalizzazione dei corridoi naturali costituiti dai corsi d’acqua. Assicurare che la Rete Ecologica Nazionale venga integrata negli strumenti di pianificazione nazionale e che sia funzionale ed efficacemente connessa, a scala sovranazionale, per specie migratrici che attraversano il territorio italiano. Sotto-Azione A3.1.b) Definizione e/o eventuale aggiornamento delle reti ecologiche regionali in linea con lo strumento strategico nazionale di cui al punto A1.3.a ed integrazione delle stesse negli strumenti di pianificazione territoriale, in particolare nei Piani Paesaggistici Regionali. Sotto-Azionea3.1.c) Sostenere i Programmi nazionali e politiche di sistema previsti dall’Art. 1bis della legge 394/91 Azione A3.2. Promuovere gli investimenti in infrastrutture verdi e blu e le Nature-Based Solutions Sotto-Azione A3.2.a) Attuare i documenti di indirizzo dell'UE sul finanziamento ed implementazione di infrastrutture verdi e blu e sulle Nature-Based Solutions, incorporandole nella pianificazione del territorio, negli strumenti di pianificazione paesaggistica e nei documenti di programmazione finanziaria nazionale. Sotto-Azione A3.2.b) Approvare un pacchetto di misure fiscali a sostegno di investimenti per infrastrutture verdi e blu e Nature-Based Solutions. Sotto-Azione A3.2.c) Prevedere nell’ambito del Piano Strategico Nazionale della PAC 2023-2027 uno specifico eco-schema per il mantenimento delle infrastrutture verdi e interventi nello Sviluppo Rurale per il loro incremento fissando l’obiettivo del 10% delle aree agricole funzionali alla tutela della biodiversità e creazione di reti ecologiche. A.4 Gestire efficacemente tutte le aree protette definendo chiari obiettivi e misure di conservazione e monitorandone l’attuazione in modo appropriato. Azione A4.1 Dotare tutte le aree protette che concorrono all'obiettivo del 30% di misure e obiettivi di conservazione chiari ed effettuare il necessario monitoraggio nell'ottica della implementazione di una gestione adattativa Sotto-Azione A4.1.a) Dotare tutte le aree protette (N2000, nazionali, regionali, OECM etc.) di misure e obiettivi di conservazione coerenti con i documenti di indirizzo europei. Sotto-Azione A4.1.b) Integrare negli strumenti di gestione e pianificazione delle aree protette marine le nuove misure della Strategia Marina. Sotto-Azione A4.1.c) Completare l’integrazione degli obiettivi di tutela prevista dalla WFD (art. 4.1.c) contenuti negli strumenti di pianificazione (Piani di gestione, misure di conservazione) delle aree naturali protette e dei Siti Natura 2000 in cui sono presenti specie e habitat legati agli ecosistemi acquatici, con quelli definiti a livello di Distretto idrografico. A re e P ro te tte 27 Sotto-Azione A4.1.d) Dare piena applicazione alla Valutazione di Incidenza, anche integrata nelle procedure di VIA e VAS, al fine di garantire la sostenibilità ambientale delle attività economiche e orientare la pianificazione territoriale alla conservazione della rete Natura 2000. Sotto-Azione A4.1.e) Definizione di un sistema di monitoraggio comune, che comprenda tutti gli ambienti sia marini che terrestri, al fine del raggiungimento degli obiettivi di conservazione e tutela, nell'ottica di una gestione adattativa e dare piena attuazione al progetto “Digitalizzazione dei Parchi Nazionali” nell’ambito del PNRR. Sotto-Azioni A4.1.f) Promuovere un'azione di monitoraggio degli impollinatori nelle aree protette e Natura 2000 coordinata e in linea con lo Schema di Monitoraggio europeo e in collegamento con la sotto-azione A4.1.e). Sotto-Azione A4.1.g) Dare attuazione alle “Linee guida per l'identificazione delle aree definibili come boschi vetusti e le indicazioni per la loro gestione e tutela”. Sotto-Azione A4.1.h) Dare attuazione alle “Linee guida di indirizzo per la tutela dell’ambiente acquatico e dell’acqua potabile e per la riduzione dell’uso di prodotti fitosanitari e dei relativi rischi nei Siti Natura 2000 e nelle aree naturali protette. (D.M. 10 marzo 2015). Cfr. sotto-azione B5.1.d) Sotto-Azione A4.1.i) Promuovere pratiche e metodi dell’agricoltura e zootecnia biologiche nelle aree protette e nelle aree Natura 2000, anche in relazione all’obiettivo quantitativo proposto nel nuovo PAN (aumento dell’80% della superficie agricola condotta con il metodo dell’agricoltura biologica nelle aree naturali protette e nei Siti Natura 2000, rispetto alla SAU, con riferimento all’anno 2018), anche sostenendo approcci comuni e azioni congiunte a livello territoriale che coinvolgano attivamente agricoltori, enti gestori e comunità locali. Azione A4.1.l) Garantire un sistema di sorveglianza efficiente ed efficace all’interno di tutte le aree protette, anche attraverso modifiche normative, stabilendo meccanismi di cogestione tra gli attori locali per gestire le attività antropiche, tra cui in particolare la pesca, all’interno delle AMP. A.5 Garantire il necessario finanziamento delle aree protette e della conservazione della biodiversità. Azione A5.1 Supportare il sistema delle aree protette con finanziamenti adeguati Sotto-Azione A5.1.a) Assicurare una mobilizzazione delle risorse da tutte le possibili fonti finanziarie, adeguata agli obiettivi della presente Strategia, in particolare integrando gli obiettivi di conservazione e dei monitoraggi necessari all’interno dell’Accordo di Partenariato della Politica di Coesione 2021-2027 e del Piano Strategico Nazionale della PAC 2023-2027. Sotto-Azione A5.1.b) Garantire un maggiore coordinamento nazionale e la diffusione delle buone pratiche al fine di sfruttare al meglio i fondi comunitari a disposizione. Sotto-Azione A5.1.c) Garantire la piena implementazione dei Prioritized Action Framework (PAF) nella programmazione 2021-2027 e la copertura delle esigenze di finanziamento prioritarie legate a Natura 2000 e a Infrastrutture verdi, rafforzando il coordinamento a livello sia nazionale, in vista della loro integrazione nei pertinenti piani e programmi comunitari, che regionale tra i vari assessorati competenti sui fondi. Sotto-Azione A5.1.d) Proseguire il finanziamento delle Zone Economiche Ambientali (ZEA), coincidenti con Parchi Nazionali, promuovendo provvedimenti normativi che prevedono agevolazioni e vantaggi fiscali per le attività imprenditoriali ecosostenibili operanti nelle medesime aree e replicare il modello delle ZEA a livello regionale. Gli interventi dovranno garantire il raggiungimento degli obiettivi di adattamento al cambiamento A re e P ro te tte https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2021/12/22/21A07468/sg https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2021/12/22/21A07468/sg https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2021/12/22/21A07468/sg https://www.minambiente.it/sites/default/files/dim 10 03 2015 1.pdf https://www.minambiente.it/sites/default/files/dim 10 03 2015 1.pdf https://www.minambiente.it/sites/default/files/dim 10 03 2015 1.pdf https://www.minambiente.it/sites/default/files/dim 10 03 2015 1.pdf 28 climatico favorendo la conservazione della biodiversità e la connettività ecologica. Sotto-Azione A5.1.e) Definire accordi fra aziende e enti gestori di aree protette e Siti Natura 2000 per promuovere una gestione sostenibile e a basso impatto ambientale delle attività economiche all’interno dei loro territori, in linea con i principi della Business for Biodiversity e della Tassonomia degli investimenti sostenibili dell’UE, fornendo visibilità, sostegno formativo ed economico per la valorizzazione delle loro attività e produzioni a fronte del rispetto delle norme ambientali, incluse in particolare le Misure delle Linee Guida del PAN (misure n. 13 e 16 del D.M. 10/3/2015) e delle misure di conservazione e dei Piani di gestione dell’area protetta. Azione A5.2 Supportare le azioni di conservazione della natura con finanziamenti adeguati Sotto-Azione A5.2.a) Aumentare i fondi nazionali disponibili per la conservazione della natura e garantirne la regolarità nel tempo e nello spazio, attraverso un’adeguata valorizzazione della natura che prevede da un lato l’applicazione rigorosa dei principi user pays principle e polluter pays principle, e dall’altro l’attuazione della normativa necessaria a catalizzare gli investimenti verdi privati per lo sviluppo Nature Based Solutions e Green Infrastructure. Sotto-Azione A5.2.b) Riconoscere e remunerare il valore degli ecosistemi e dei loro servizi nella definizione degli aiuti pubblici, in particolare nel Piano Strategico Nazionale della PAC 2023-2027. Riconoscere un sostegno adeguato agli agroecosistemi in Natura 2000, superando la logica compensativa dei maggiori costi e del mancato guadagno, identificando un aiuto alle aziende che conservano gli agroecosistemi e i relativi servizi ecosistemici. Sotto-Azione A5.2.c) Assicurare un adeguato sistema di tracciabilità delle risorse destinate agli obiettivi biodiversità e Natura 2000, al fine di garantire l’adeguata accountability dei finanziamenti A re e P ro te tte 29 OBIETTIVO STRATEGICO B. RIPRISTINARE GLI ECOSISTEMI TERRESTRI E MARINI 30 OBIETTIVI SPECIFICI B.1 ASSICURARE CHE ALMENO IL 30% DELLE SPECIE E DEGLI HABITAT PROTETTI AI SENSI DELLE DIRETTIVE UCCELLI E HABITAT IL CUI STATO DI CONSERVAZIONE È ATTUALMENTE NON SODDISFACENTE, LO RAGGIUNGANO ENTRO IL 2030 O MOSTRINO UNA NETTA TENDENZA POSITIVA. B.2 GARANTIRE IL NON DETERIORAMENTO DI TUTTI GLI ECOSISTEMI ED ASSICURARE CHE VENGANO RIPRISTINATE VASTE SUPERFICI DI ECOSISTEMI DEGRADATI IN PARTICOLARE QUELLI POTENZIALMENTE PIÙ IDONEI A CATTURARE E STOCCARE IL CARBONIO NONCHÉ A PREVENIRE E RIDURRE L'IMPATTO DELLE CATASTROFI NATURALI. B.3 ASSICURARE UNA RIDUZIONE DEL 50% DEL NUMERO DELLE SPECIE DELLE LISTE ROSSE NAZIONALI MINACCIATE DA SPECIE ESOTICHE INVASIVE. QUADRO CONOSCITIVO/CONTESTO L’Italia è tra i paesi europei più ricchi di biodiversità in termini di ecosistemi, habitat e specie: ne consegue per il nostro Paese una grande responsabilità per la sua conservazione. Nell’ultimo decennio è stato grande l’impegno profuso nell’implementazione delle direttive UE per la Natura (Habitat (92/43/CEE) e Uccelli (2009/147/CE) e le direttive quadro sulla Strategia Marina, (2008/56/CE) e sulle Acque (2000/60/CE). Anche sul fronte della lotta alle specie esotiche invasive si è avviata l'attuazione del regolamento UE n. 1143/2014. Nonostante ciò, come evidenziato nel rapporto conclusivo della Strategia Nazionale per la Biodiversità al 2020, le valutazioni complessive sullo stato di conservazione della biodiversità in Italia non sono positive: in linea generale non sì è riusciti ad arginarne il declino. Le cause sono molteplici, e sono legate in particolare a frammentazione del territorio e consumo di suolo, agricoltura intensiva, inquinamento delle matrici ambientali e degrado degli habitat, sovrasfruttamento delle risorse e delle specie, prelievo illegale di specie, competizione esercitata dalle specie esotiche invasive e cambiamenti climatici. Occorrerà fare di più: rafforzare il livello di attuazione della legislazione vigente in materia di conservazione di specie e habitat, definire un piano nazionale di ripristino che favorisca interventi che rispondano in modo sinergico alle diverse direttive dell'UE, ridurre le pressioni sugli habitat e le specie e, infine, assicurare che gli ecosistemi siano sempre utilizzati in modo sostenibile. Sul fronte delle specie esotiche invasive occorre dare ulteriore impulso all’attuazione del regolamento per la prevenzione dell’ingresso, la risposta rapida in caso di comparsa, fino all’eradicazione, e la gestione nei casi di presenza diffusa delle specie riducendo al minimo e, ove possibile, eliminando, l'introduzione e l'insediamento di specie esotiche. PRINCIPALI STRUMENTI Strumenti normativi di riferimento: • Convenzione delle Nazioni Unite Convenzione delle Nazioni Unite per la lotta alla desertificazione e agli effetti della siccità (UNCCD) • Convenzione internazionale per il controllo e la gestione delle acque di zavorra e dei sedimenti delle navi, fatta a Londra nel 2004 (BWM Convention) • Convenzione di Ramsar • Protocollo SPA/BD Specially Protected Areas and Biological Diversity in the Mediterranean della Convenzione di Barcellona • Regolamento EU 1143/2014 recante disposizioni volte a prevenire e gestire l’introduzione e la diffusione delle specie esotiche invasive • REGOLAMENTO (UE) 2020/852 “EU Taxonomy” relativo all’istituzione di un quadro che favorisce gli investimenti sostenibili • Direttiva 92/43/CEE "Habitat" del 21 maggio 1992 “Conservazione degli habitat naturali e seminaturali, della flora e della fauna selvatiche” • Direttiva 2000/60/CE “Direttiva Quadro sulle Acque – DQA” S p e c ie , H ab itat ed E c o siste m i https://www.minambiente.it/sites/default/files/archivio/allegati/biodiversita/Report Conclusivo SNB 2011-2020 p11-csr-atto-rep-n-55-05mag2021.pdf https://www.minambiente.it/sites/default/files/archivio/allegati/biodiversita/Report Conclusivo SNB 2011-2020 p11-csr-atto-rep-n-55-05mag2021.pdf https://www.unccd.int/ https://www.unccd.int/ https://www.imo.org/en/About/Conventions/Pages/International-Convention-for-the-Control-and-Management-of-Ships%27-Ballast-Water-and-Sediments-(BWM).aspx https://www.imo.org/en/About/Conventions/Pages/International-Convention-for-the-Control-and-Management-of-Ships%27-Ballast-Water-and-Sediments-(BWM).aspx https://www.imo.org/en/About/Conventions/Pages/International-Convention-for-the-Control-and-Management-of-Ships%27-Ballast-Water-and-Sediments-(BWM).aspx http://www.minambiente.it/sites/default/files/archivio/allegati/biodiversita/ramsar convention certified 1971 en.pdf http://www.rac-spa.org/sites/default/files/protocole aspdb/protocol eng.pdf http://www.rac-spa.org/sites/default/files/protocole aspdb/protocol eng.pdf https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/PDF/?uri=CELEX:32014R1143&from=IT#:~:text=Il%20presente%20regolamento%20stabilisce%20le,all'interno%20dell'Unione. https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/PDF/?uri=CELEX:32014R1143&from=IT#:~:text=Il%20presente%20regolamento%20stabilisce%20le,all'interno%20dell'Unione. https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/PDF/?uri=CELEX:32020R0852&from=IT https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/PDF/?uri=CELEX:32020R0852&from=IT https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/?uri=CELEX:31992L0043 https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/?uri=CELEX:31992L0043 https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/?uri=CELEX:31992L0043 https://www.minambiente.it/sites/default/files/direttive-acque/direttiva 2000-60-ce.pdf 31 • Direttiva 2007/60/CE sulla valutazione e gestione del rischio di alluvioni – Direttiva Alluvioni (FD) • Direttiva Quadro sulla Strategia per l’ambiente Marino (MSFD) 2008/56/CE - D. Lgs. 190/2010 • Direttiva 2009/147/CE del 30 novembre 2009, “La conservazione degli uccelli selvatici”; • Direttiva quadro per la Pianificazione dello Spazio Marittimo (MSP) 2014/89/UE • Obiettivi dell'UE in materia di ripristino della natura che verranno fissati in uno strumento giuridico vincolante (in prep.) • Legge 394/91 “Legge Quadro sulle Aree Protette” • Legge 11 febbraio 1992, n. 157 “Norme per la protezione della fauna selvatica omeoterma e per il prelievo venatorio” • D.P.R. 8 settembre 1997, n. 357 “Regolamento recante attuazione della direttiva 92/43/CEE relativa alla conservazione degli habitat naturali e seminaturali, nonché della flora e della fauna selvatiche” • D. Lgs. 42/2004 Codice dei beni culturali e del paesaggio • D. Lgs. 3 aprile 2006, n. 152 “Norme in materia ambientale” • D. Lgs. 23 febbraio 2010, n. 49 “Attuazione della direttiva 2007/60/CE relativa alla valutazione e alla gestione dei rischi di alluvioni” • D. Lgs. n. 201 del 17 ottobre 2016 – Attuazione della Direttiva 2014/89/UE che istituisce un quadro per la pianificazione dello spazio marittimo Altri strumenti • Strategia Europea per la Biodiversità 2030 • Strategia Nazionale per lo Sviluppo Sostenibile • Strategia EU per le infrastrutture Verdi (riesame effettuato nel 2019) • Strategia tematica europea per la protezione del suolo • Nuovo Piano d’Azione della CE per la conservazione delle risorse di pesca per la protezione degli ecosistemi marini (in prep.) • EU Pollinator Initiative • Documenti di indirizzo Europei: Technical Note - Guidance to Member States on how to select and prioritise species/habitats for the 30% conservation improvement target under the strategy Relazione della Commissione Europea sull'attuazione del regolamento IAS “Guida alla disciplina della caccia nell’ambito della direttiva 79/409/CEE sulla conservazione degli uccelli selvatici” direttiva “Uccelli selvatici”, 2008 • Liste rosse europee e nazionali • Linee Guida Nazionali per la Valutazione di Incidenza (VIncA) (G.U. n. 303 del 29/12/2019) • Piano d'azione nazionale per il contrasto degli illeciti contro gli uccelli selvatici • Strumenti di Pianificazione e Regolamentazione delle aree protette • Implementazione dei nuovi Prioritized Action Framework (PAF) 2021 2027 • Strategie regionali dello sviluppo sostenibile • Piani di gestione e misure conservazione Natura 2000 • Piani di gestione forestale • Piani Paesaggistici o piani urbanistico-territoriali con specifica considerazione dei valori paesaggistici • Piani di bacino distrettuale e piani stralcio (PAI, PGRA, PdG) • Misura PGRA M34 - Gestione delle acque superficiali • Misure win-win • PCP SOGGETTI ATTUATORI/COINVOLTI • MITE (PNM, USSRI, EC) • MIPAAF • MIMS (in relazione all’attuazione del NFP delle specie aliene marine e della Convenzione Ballast Water Management) S p e c ie , H ab itat ed E c o siste m i https://eur-lex.europa.eu/LexUriServ/LexUriServ.do?uri=OJ:L:2007:288:0027:0034:IT:PDF https://eur-lex.europa.eu/LexUriServ/LexUriServ.do?uri=OJ:L:2007:288:0027:0034:IT:PDF https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/?uri=CELEX%3A32008L0056 https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/?uri=CELEX%3A32008L0056 https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:2010;190#:~:text=DECRETO%20LEGISLATIVO%2013%20ottobre%202010%2C%20n.%20190%20Attuazione,all%27atto%20pubblicato%20il%2006%2F12%2F2018%29%20%28GU%20n.270%20del%2018-11-2010%29 https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/?uri=CELEX:32009L0147 https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/?uri=CELEX:32009L0147 https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/?uri=CELEX:32009L0147 https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/HTML/?uri=CELEX:32014L0089&from=IT https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/HTML/?uri=CELEX:32014L0089&from=IT https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/1991/12/13/091G0441/sg https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:1992;157 https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:1992;157 https://www.minambiente.it/sites/default/files/dpr 08 09 1997 357.pdf https://www.minambiente.it/sites/default/files/dpr 08 09 1997 357.pdf https://www.minambiente.it/sites/default/files/dpr 08 09 1997 357.pdf https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:2004-01-22;42 https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:2006-04-03;152 https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:2010;49 https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:2010;49 https://www.mite.gov.it/sites/default/files/archivio/allegati/strategia marina/dlgs 201 2016.pdf https://www.mite.gov.it/sites/default/files/archivio/allegati/strategia marina/dlgs 201 2016.pdf https://www.mite.gov.it/sites/default/files/archivio/allegati/strategia marina/dlgs 201 2016.pdf https://eur-lex.europa.eu/resource.html?uri=cellar:a3c806a6-9ab3-11ea-9d2d-01aa75ed71a1.0009.02/DOC 1&format=PDF https://www.mite.gov.it/sites/default/files/archivio immagini/Galletti/Comunicati/snsvs ottobre2017.pdf https://ec.europa.eu/transparency/regdoc/rep/1/2013/IT/1-2013-249-IT-F1-1.Pdf https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/PDF/?uri=CELEX:52019DC0236&qid=1562053537296 https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/PDF/?uri=CELEX:52021DC0699&from=EN https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/PDF/?uri=CELEX:52021DC0699&from=EN https://ec.europa.eu/environment/nature/conservation/species/pollinators/policy en.htm https://circabc.europa.eu/ui/group/fcb355ee-7434-4448-a53d-5dc5d1dac678/library/4d8f2f91-7708-4ed2-ba0e-e7a945a6d56a/details https://circabc.europa.eu/ui/group/fcb355ee-7434-4448-a53d-5dc5d1dac678/library/4d8f2f91-7708-4ed2-ba0e-e7a945a6d56a/details https://circabc.europa.eu/ui/group/fcb355ee-7434-4448-a53d-5dc5d1dac678/library/4d8f2f91-7708-4ed2-ba0e-e7a945a6d56a/details https://ec.europa.eu/environment/pdf/nature/invasive alien species implementation report.pdf https://ec.europa.eu/environment/pdf/nature/invasive alien species implementation report.pdf https://ec.europa.eu/environment/nature/conservation/wildbirds/hunting/docs/hunting guide it.pdf https://ec.europa.eu/environment/nature/conservation/wildbirds/hunting/docs/hunting guide it.pdf https://ec.europa.eu/environment/nature/conservation/wildbirds/hunting/docs/hunting guide it.pdf https://ec.europa.eu/environment/nature/conservation/wildbirds/hunting/docs/hunting guide it.pdf https://ec.europa.eu/environment/nature/conservation/species/redlist/#:~:text=The%20European%20Red%20List%20is,taken%20to%20improve%20their%20status. http://www.iucn.it/liste-rosse-italiane.php https://www.gazzettaufficiale.it/do/atto/serie generale/caricaPdf?cdimg=19A0796800100010110001&dgu=2019-12-28&art.dataPubblicazioneGazzetta=2019-12-28&art.codiceRedazionale=19A07968&art.num=1&art.tiposerie=SG https://www.gazzettaufficiale.it/do/atto/serie generale/caricaPdf?cdimg=19A0796800100010110001&dgu=2019-12-28&art.dataPubblicazioneGazzetta=2019-12-28&art.codiceRedazionale=19A07968&art.num=1&art.tiposerie=SG https://www.mite.gov.it/sites/default/files/archivio/allegati/biodiversita/accordo piano azione antibracconaggio.pdf https://www.mite.gov.it/sites/default/files/archivio/allegati/biodiversita/accordo piano azione antibracconaggio.pdf https://www.mite.gov.it/pagina/zsc-designate 32 • Ministero della Salute • MITur • MUR • Regioni e Province Autonome • Enti gestori delle Aree Naturali Protette e dei siti Natura 2000 • Autorità di Bacino Distrettuale • ISPRA, ARPA/APPA - SNPA • CREA • Enti di ricerca e Università • Associazione ambientaliste • Organizzazioni professionali agricole • Operatori economici INDICATORI • Modifiche dello stato di conservazione di specie e habitat rilevato dai Report art.17 direttiva Habitat e art. 12 direttiva Uccelli • Percentuale di superficie degradata di ecosistemi naturali e semi naturali (costieri e marini, fluviali e zone umide interne, ecc.) ripristinata • Numero e superficie (ha) dei cambi di uso del suolo autorizzati e degli interventi compensativi (€ e ha) e matrice di transizione da usi del suolo naturali verso usi artificiali e viceversa • Liste rosse nazionali: variazione del numero di specie minacciate dalle IAS • Tasso di introduzione in natura di nuove specie esotiche invasive importate, vendute, scambiate, cedute gratuitamente e acquistate come animali da compagnia o specie animali e vegetali di interesse acquaristico e terraristico FONTI DI FINANZIAMENTO • Fondo Europeo per la Politica Marittima, la Pesca e l'Acquacoltura (FEAMPA) • Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (FESR) • Fondo Europeo Agricolo di Sviluppo Rurale (FEASR) • Fondo Europeo Agricolo di Garanzia (FEAGA) • Fondo Sviluppo e coesione (FSC) • Fondo di Rotazione • Programma per l’ambiente e l’azione per il Clima (LIFE) • EU Framework Programme for Research and Innovation (Horizon Europe) • Next Generation EU- PNRR • Fondi nazionali e regionali per la riduzione dei rischi idrogeologici, idraulici • Fondi nazionali e regionali previsti per le aree protette ai sensi della 394/1991 • Schemi di pagamenti ai servizi ambientali ed ecosistemici • Eliminazione dei sussidi dannosi alla biodiversità S p e c ie , H ab itat ed E c o siste m i 33 AZIONI Tenendo conto dei documenti di indirizzo che sta preparando la UE e attraverso un lavoro coordinato tra MITE-ISPRA-Regioni e Prov. Autonome B.1 Assicurare che almeno il 30% delle specie e degli habitat protetti ai sensi delle direttive uccelli e habitat il cui stato di conservazione è attualmente non soddisfacente, lo diventino entro il 2030 o mostrino una netta tendenza positiva. Azione B1.1 Applicare le misure necessarie per evitare il degrado e favorire il ripristino in uno stato di conservazione soddisfacente delle specie e degli habitat protetti ai sensi delle Direttive Uccelli e Habitat Sotto-Azione B1.1.a) Dare piena attuazione alle direttive Habitat ed Uccelli, in sinergia con la direttiva Quadro sulle Acque, la direttiva sulla Pianificazione dello Spazio Marittimo e la Strategia Marina, definendo ed adottando le misure necessarie (comprese quelle atte a contrastare atti illegali) per garantire che qualsiasi deterioramento/declino dello stato di conservazione degli habitat e delle specie protette ai sensi delle direttive Natura si sia fermato al più tardi entro il 2030. Sotto-Azione B1.1.b) Definire priorità di intervento, anche con riferimento a quanto già inserito nei Prioritized Action Framework (PAF), per le specie e gli habitat che negli ultimi rapporti ex art. 12 (direttiva Uccelli) e art. 17 (direttiva Habitat) non erano in stato di conservazione favorevole e identificare ed attuare le misure necessarie (comprese le necessarie azioni di ripristino, cfr. azione B2) per portarle in tale stato di conservazione o almeno per assicurare una tendenza positiva. Sotto-Azione B1.1.c) Programmare azioni per la ripresa delle specie più rare e minacciate (ad esempio con l’implementazione dei Piani d’Azione Nazionali esistenti e in programmazione) e ampliare le azioni di contrasto al declino delle specie a distribuzione diffusa, agendo in sinergia con le politiche maggiormente influenti, tra cui PAC, Strategia Marina e Pianificazione Spaziale Marittima. Sotto-Azione B1.1.d) Adottare un piano di monitoraggio efficace per tutte le specie e gli habitat delle direttive Natura che permetta di valutare in modo affidabile il loro stato di conservazione e i trend, basandosi su un approccio metodologico comune al fine di avere dati integrati e confrontabili anche con quelli derivanti da altre fonti (es. MSFD, Natura 2000, WFD). B.2 Garantire il non deterioramento di tutti gli ecosistemi e ripristinare vaste superfici di quelli degradati, con particolare attenzione a quelli più idonei a catturare e stoccare il carbonio nonché a prevenire e ridurre l'impatto delle catastrofi naturali. Azione B2.1 Mappare, monitorare e valutare gli ecosistemi ed i servizi da essi offerti e riportarli, dove necessario, ad un buono stato ambientale Sotto-Azione B2.1a) Mappatura degli ecosistemi italiani, valutazione del loro stato di conservazione e sviluppo ed attuazione di un sistema di monitoraggio che permetta di valutare i progressi effettuati verso il buono stato ambientale. Sotto-Azione B2.1b) Definizione di Linee guida nazionali sulle modalità e tecniche di ripristino degli ecosistemi degradati, che li definiscano tali attraverso una serie di parametri oggettivi. Sotto-Azione B2.1c) In attuazione della prevista legge europea sui ripristini e sulla base della mappatura e valutazione prevista dalla Sotto-Azione B2.1a), definizione di un Piano nazionale di ripristino degli ecosistemi e necessarie attuazioni regionali. Sotto-Azione B2.1d) Dare piena attuazione al progetto “Rinaturazione dell’area del Po” nell’ambito del PNRR. Sotto-Azione B2.1.e) Promuovere la destinazione di una quota dei proventi dei canoni di polizia idraulica per interventi di rinaturalizzazione fluviale. S p e c ie , H ab itat ed E c o siste m i 34 B.3 Assicurare una riduzione del 50% del numero delle specie delle liste rosse nazionali minacciate da specie esotiche invasive. Azione B3.1 Gestire le specie esotiche invasive presenti e prevenire l’insediamento di quelle non ancora presenti in Italia Sotto-Azione B3.1.a) Incrementare i progetti di eradicazione e controllo, con particolare riferimento alle specie invasive che minacciano specie in Lista Rossa. Sotto-Azione B3.1.b) Dare ulteriore impulso all'attuazione del Regolamento 1143/2014 dell'Unione sulle specie esotiche invasive, adottando e attuando i piani d’azione sui vettori prioritari di introduzioni accidentali ed attuando le linee guida per l’impostazione dei programmi di monitoraggio regionali di cui all’art. 18 comma 4 del D. Lgs. 230/2017. Sotto-Azione B3.1.c) Promuovere campagne e progetti di comunicazione, formazione e informazione sul tema delle specie esotiche invasive destinati al grande pubblico e a specifici portatori di interesse (es. attuazione delle azioni di formazione e comunicazione previste dai piani delle pathways). Sotto-Azione B3.1.d) Ratificare la Convenzione Ballast Water Management e dare completa attuazione del National Focal Point per le specie aliene e nocive previsto dal Programma Nazionale di Misure della Strategia Marina. Sotto-Azione B3.1.e) Promuovere le attività di Red Listing delle specie con particolare attenzione alla ripetizione degli assessment delle specie maggiormente minacciate dalle IAS. Sotto-Azione B3.1.f) Promuovere una gestione sostenibile delle attività alieutiche nei corpi idrici - che limiti le introduzioni esclusivamente alle specie autoctone attese (comunità ittiche di riferimento tipo-specifiche) così da non provocare ripercussioni sul conseguimento degli obiettivi ambientali di cui alla DQA nei corpi idrici interessati ed al fine di contribuire a preservare la biodiversità degli ambienti acquatici. S p e c ie , H ab itat ed E c o siste m i 35 OBIETTIVI SPECIFICI B.4 INVERTIRE LA TENDENZA AL DECLINO DEGLI IMPOLLINATORI B.5 RIDURRE DEL 50 % I RISCHI E L'USO DEI PRODOTTI FITOSANITARI E IN PARTICOLARE RIGUARDO QUELLI PIÙ PERICOLOSI. B.6 DESTINARE ALMENO IL 10 % DELLE SUPERFICI AGRICOLE AD ELEMENTI CARATTERISTICI DEL PAESAGGIO CON ELEVATA DIVERSITÀ E VALORIZZARE LE SUPERFICI RESIDUALI AGRICOLE VICINO ALLE CITTÀ. B.7 ADIBIRE ALMENO IL 30 % DEI TERRENI AGRICOLI ALL'AGRICOLTURA BIOLOGICA E AUMENTARE IN MODO SIGNIFICATIVO LA DIFFUSIONE DELLE PRATICHE AGRICOLE E ZOOTECNICHE SOSTENIBILI B.8 RIDURRE LE PERDITE DI NUTRIENTI DI ALMENO IL 50%, GARANTENDO AL TEMPO STESSO L'ASSENZA DI DETERIORAMENTO DELLA FERTILITÀ DEL SUOLO. RIDURRE L'USO DI FERTILIZZANTI DI ALMENO IL 20% QUADRO CONOSCITIVO/CONTESTO Il settore agricolo è multifunzionale e svolge un ruolo primario in quanto garantisce: l'autosufficienza alimentare, la gestione e la manutenzione del territorio evitando i fenomeni di dissesto idrogeologico, il sequestro del carbonio, il mantenimento degli ecosistemi e del paesaggio. È un sistema complesso che si basa sulla gestione delle risorse naturali e su importanti equilibri ambientali, per cui garantire un sentiero di sostenibilità è fondamentale non solo ai fini della salvaguardia e tutela delle varie componenti ambientali (suolo, acqua e biodiversità e tutti i servizi ecosistemici) ma anche per le stesse funzioni produttive del settore. La valorizzazione dei servizi ecosistemici in agricoltura è infatti basata sulla conservazione della biodiversità funzionale, che costituisce uno degli aspetti 14 superficie biologica totale è la somma della “superficie in conversione” e della “superficie certificata”. Prima che una zona possa essere certificata come “biologica”, basilari su cui è fondata l’agroecologia e rappresenta al contempo la risorsa fondamentale da valorizzare per una riduzione dell’uso degli input agricoli. Tra i delicati equilibri da garantire (si pensi ad es. al ruolo degli insetti impollinatori, nonché di altri artropodi utili) rispetto all’uso eccessivo di prodotti fitosanitari pericolosi e alla riduzione dell’inquinamento causato dal rilascio di sostanze pericolose per la biodiversità e la nostra salute, tra cui fertilizzanti chimici, prodotti fitosanitari di sintesi, prodotti farmaceutici, sostanze chimiche pericolose, acque reflue urbane e industriali. Gli elementi caratteristici del paesaggio sono essenziali per la produzione di una serie di esternalità positive, es. la fornitura di habitat, il contrasto all’erosione del suolo e l’aumento della fertilità, il miglioramento della qualità dell’acqua e l’aumento della sua quantità, la mitigazione e l’adattamento ai cambiamenti climatici. Nel 2016 gli elementi caratteristici del paesaggio (10%) e i terrazzamenti (3%) interessavano complessivamente il 13% della SAU (DG Agri, 2019). Circa l’80% delle aree terrazzate è in fase di abbandono. L’Italia è il terzo Paese per superficie biologica14 in Europa dopo la Spagna e la Francia. Nel 2020 con 81.731 operatori assoggettati al metodo di produzione biologico l’Italia è il primo paese europeo per numero di aziende, con un trend in continua crescita, mentre nello stesso anno l’incidenza delle superfici biologiche sul totale della SAU italiana è del 16,6% (Fonte: SINAB). Tuttavia, la distribuzione dell’agricoltura biologica non è omogenea e le aree più produttive della Pianura Padano-Veneta sono caratterizzate da una notevole intensità produttiva, segnatamente del settore zootecnico, legato a produzioni di elevato valore commerciale. La dispersione nell’ambiente dei reflui zootecnici provenienti da tali allevamenti intensivi ha provocato la deve subire un processo di conversione, che può richiedere 2-3 anni a seconda della coltura. C ib o e S iste m i A g ric o li, Z o o te c n ia 36 scomparsa di interi ecosistemi oligotrofici (brughiere, ed ecosistemi acquatici oligotrofici). Impegno prioritario della presente strategia è ristabilire le condizioni per il recupero di tali ambienti. Con la comunicazione della Commissione sul Green Deal europeo15, si è dato forte slancio all’azione di integrazione degli obiettivi ambientali e climatici nel bilancio e nelle politiche settoriali dell’Unione. In questa prospettiva, le due strategie faro per l’attuazione del Green Deal, la Strategia dell'UE sulla biodiversità per il 2030 e la strategia dal “Produttore al consumatore” (Farm to Fork), richiamano la necessità di procedere di pari passo anche con la nuova politica agricola comune (PAC), a partire dalla promozione di regimi ecologici, delle misure agro-climatico-ambientali, di investimenti a carattere ambientale e di regimi di pagamento basati sui risultati. Anche il rapporto della Corte dei Conti europea (Relazione n.13/2020), pur mettendone in risalto gli importanti strumenti di finanziamento, documenta che esistono ampi margini di miglioramento dell’efficacia delle risorse della Politica Agricola Comune per il raggiungimento degli obiettivi agroambientali dell’Unione e per sostenere la coesistenza tra agricoltura e Biodiversità; la Corte dei Conti inoltre raccomanda lo sviluppo di indicatori affidabili sulla biodiversità per migliorare la valutazione degli impatti positivi e negativi degli strumenti della PAC. La Strategia europea per la Biodiversità impegna inoltre gli Stati membri a redigere un Piano di recupero e ripristino degli ecosistemi, e per le aree agricole l’obiettivo è quello di riportare la natura al loro interno, attraverso il sostegno e l’incentivazione di pratiche agricole sostenibili, in modo strettamente connesso con la Strategia Farm to Fork (IV Rapporto sullo stato del Capitale Naturale, 2021). Saranno adottati provvedimenti per arrestare e invertire il trend di declino degli impollinatori e degli uccelli degli ambienti agricoli, per ridurre l’uso dei prodotti fitosanitari di sintesi, per favorire la conservazione e il ripristino di elementi del paesaggio ad elevata biodiversità 15 (COM (2019) 640 final) (boschi, cespuglieti, aree aperte, ambienti umidi, prati permanenti e torbiere), per aumentare la diffusione dell’agricoltura biologica, delle pratiche di difesa integrata certificata ai sensi della legge n. 4 del 3 febbraio 2011 (Sistema di Qualità Nazionale Produzione Integrata – SQNPI) e delle pratiche agro-ecologiche funzionali anche alla riduzione degli impatti legati alla zootecnia. PRINCIPALI STRUMENTI Strumenti normativi di riferimento: • Regolamento (UE) n. 1107/2009, relativo all’immissione sul mercato dei prodotti fitosanitari • Regolamento (UE) 2018/848 relativo alla produzione e etichettatura biologica • Regolamento (UE) 2019/1009 Nuovo regolamento sui fertilizzanti • Regolamento (UE) 2020/852 “EU Taxonomy” relativo all’istituzione di un quadro che favorisce gli investimenti sostenibili • Direttiva 91/676/CEE (c.d. Direttiva Nitrati) • Direttiva 2000/60/CE “Direttiva Quadro sulle Acque – DQA • Direttiva 2009/128/CE “che istituisce un quadro per l’azione comunitaria ai fini dell’utilizzo sostenibile dei pesticidi” • Legge 3 febbraio 2011, n. 4 “Disposizioni in materia di etichettatura e di qualità dei prodotti alimentari • D. Lgs. 14 agosto 2012, n. 150 - Attuazione della direttiva 2009/128/CE che istituisce un quadro per l'azione comunitaria ai fini dell'utilizzo sostenibile dei pesticidi (G.U. 30 agosto 2012, n. 202) • D.M. n.17070 del 19 novembre 2012 “Istituzione dell'Osservatorio Nazionale del Paesaggio rurale, delle pratiche agricole e conoscenze tradizionali (ONPR), e del "Registro nazionale dei paesaggi rurali di C ib o e S iste m i A g ric o li, Z o o te c n ia https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/HTML/?uri=CELEX:52019DC0640&from=IT https://eur-lex.europa.eu/resource.html?uri=cellar:a3c806a6-9ab3-11ea-9d2d-01aa75ed71a1.0009.02/DOC 1&format=PDF https://eur-lex.europa.eu/resource.html?uri=cellar:a3c806a6-9ab3-11ea-9d2d-01aa75ed71a1.0009.02/DOC 1&format=PDF https://eur-lex.europa.eu/resource.html?uri=cellar:ea0f9f73-9ab2-11ea-9d2d-01aa75ed71a1.0009.02/DOC 1&format=PDF https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/PDF/?uri=CELEX:52020SA0013(01)&from=GA https://www.minambiente.it/pagina/quarto-rapporto-sullo-stato-del-capitale-naturale-italia-2021 https://www.minambiente.it/pagina/quarto-rapporto-sullo-stato-del-capitale-naturale-italia-2021 https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:2011;4 https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:2011;4 https://www.minambiente.it/sites/default/files/archivio/allegati/reach/Regolamento 1107-2009 it.pdf https://www.minambiente.it/sites/default/files/archivio/allegati/reach/Regolamento 1107-2009 it.pdf https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/PDF/?uri=CELEX:32018R0848 https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/PDF/?uri=CELEX:32018R0848 https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/PDF/?uri=CELEX:32019R1009 https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/PDF/?uri=CELEX:32020R0852&from=IT https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/PDF/?uri=CELEX:32020R0852&from=IT https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/PDF/?uri=CELEX:31991L0676&from=EN https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/PDF/?uri=CELEX:02000L0060-20141120 https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/PDF/?uri=CELEX:32009L0128&from=it https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/PDF/?uri=CELEX:32009L0128&from=it https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:2011;4 https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:2011;4 https://www.mite.gov.it/sites/default/files/dlgs 14 08 2012 150.pdf https://www.mite.gov.it/sites/default/files/dlgs 14 08 2012 150.pdf https://www.mite.gov.it/sites/default/files/dlgs 14 08 2012 150.pdf https://www.politicheagricole.it/flex/cm/pages/ServeAttachment.php/L/IT/D/9%252Ff%252F8%252FD.a17c677602d6caacde19/P/BLOB%3AID%3D5832/E/pdf https://www.politicheagricole.it/flex/cm/pages/ServeAttachment.php/L/IT/D/9%252Ff%252F8%252FD.a17c677602d6caacde19/P/BLOB%3AID%3D5832/E/pdf https://www.politicheagricole.it/flex/cm/pages/ServeAttachment.php/L/IT/D/9%252Ff%252F8%252FD.a17c677602d6caacde19/P/BLOB%3AID%3D5832/E/pdf 37 interesse storico, delle pratiche agricole e delle conoscenze tradizionali". • Linee guida di indirizzo per la tutela dell’ambiente acquatico e dell’acqua potabile e per la riduzione dell’uso di prodotti fitosanitari e dei relativi rischi nei Siti Natura 2000 e nelle aree naturali protette. (D.M. 10 marzo 2015) • Legge 1 dicembre 2015, n. 194 “Disposizioni per la tutela e la valorizzazione della biodiversità di interesse agricolo e alimentare”. • Testo Unico in materia di foreste e filiere forestali. Decreto legislativo, 03/04/2018 n° 34, G.U. 20/04/2018 • D.M. n. 65 del 10 marzo 2020, in G.U. n.90 del 4 aprile 2020 che adotta i Criteri Minimi Ambientali (CAM) per il servizio di ristorazione collettiva e fornitura di derrate alimentari • Legge 9 marzo 2022, n. 23 Disposizioni per la tutela, lo sviluppo e la competitività della produzione agricola, agroalimentare e dell’acquacoltura con metodo biologico • Direttive Ministro per i Parchi Nazionali Altri strumenti: • Strategia Farm to Fork • Strategia Europea per la Biodiversità 2030 • Strategia Nazionale per lo Sviluppo Sostenibile • Strategia tematica europea per la protezione del suolo • Strategia EU “Zero Pollution for air, water and soil” • Iniziativa UE a favore degli impollinatori (possibile revisione prevista nel 2022) • Rapporto sull’implementazione dell’iniziativa UE a favore degli impollinatori • Proposta di un Pollinator Monitoring scheme (2021, EU-PoMs) • Nuovo piano d'azione europeo per l'agricoltura biologica 2021/2026 • Piano d'azione integrato europeo di gestione dei nutrienti (in prep.) • PAC 2023-2027 • Piano strategico nazionale per lo sviluppo del sistema biologico • Strategie regionali dello sviluppo sostenibile • Piano di Azione Nazionale Fitosanitari per l’uso sostenibile dei prodotti fitosanitari (in fase di revisione) • Piano Nazionale sulla Biodiversità di interesse agricolo (in aggiornamento) • Piano Strategico Nazionale (PSN) per la PAC 2023-2027 (in prep.) SOGGETTI ATTUATORI/COINVOLTI • MITE (PNM, USSRI, EC) • MIPAAF • MUR • Ministero della Salute • Regioni e Province Autonome • Enti gestori N2000, aree protette e zone Ramsar • ISPRA, ARPA/APPA - SNPA • CREA • AGEA • Enti di ricerca e Università • Associazioni ambientaliste • Apicoltori • Associazioni nazionali produttori biologici • Associazioni nazionali produttori agricoli e allevatori • Associazioni nazionali produttori fitosanitari, fertilizzanti etc. • Ordine degli agronomi e ordine degli agro- tecnici INDICATORI • Liste rosse nazionali (IUCN): variazione del numero di specie di impollinatori minacciate • Numero di casi di moria di api associato all'impiego di prodotti fitosanitari (annuario ISPRA) • Distribuzione dei prodotti fitosanitari in agricoltura (indicatore ISTAT) C ib o e S iste m i A g ric o li, Z o o te c n ia https://www.politicheagricole.it/flex/cm/pages/ServeAttachment.php/L/IT/D/9%252Ff%252F8%252FD.a17c677602d6caacde19/P/BLOB%3AID%3D5832/E/pdf https://www.politicheagricole.it/flex/cm/pages/ServeAttachment.php/L/IT/D/9%252Ff%252F8%252FD.a17c677602d6caacde19/P/BLOB%3AID%3D5832/E/pdf https://www.minambiente.it/sites/default/files/dim 10 03 2015 1.pdf https://www.minambiente.it/sites/default/files/dim 10 03 2015 1.pdf https://www.minambiente.it/sites/default/files/dim 10 03 2015 1.pdf https://www.minambiente.it/sites/default/files/dim 10 03 2015 1.pdf https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2015/12/11/15G00210/sg https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2015/12/11/15G00210/sg https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2018/04/20/18G00060/sg https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2018/04/20/18G00060/sg https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2020/04/04/20A01905/sg https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2020/04/04/20A01905/sg https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2020/04/04/20A01905/sg https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2022/03/23/22G00031/SG https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2022/03/23/22G00031/SG https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2022/03/23/22G00031/SG https://eur-lex.europa.eu/resource.html?uri=cellar:ea0f9f73-9ab2-11ea-9d2d-01aa75ed71a1.0009.02/DOC 1&format=PDF https://eur-lex.europa.eu/resource.html?uri=cellar:a3c806a6-9ab3-11ea-9d2d-01aa75ed71a1.0009.02/DOC 1&format=PDF https://www.mite.gov.it/sites/default/files/archivio immagini/Galletti/Comunicati/snsvs ottobre2017.pdf https://www.mite.gov.it/sites/default/files/archivio immagini/Galletti/Comunicati/snsvs ottobre2017.pdf https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/PDF/?uri=CELEX:52021DC0699&from=EN https://ec.europa.eu/environment/pdf/zero-pollution-action-plan/communication en.pdf https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/?qid=1528213737113&uri=CELEX:52018DC0395 https://ec.europa.eu/environment/pdf/nature/conservation/species/pollinators/Progress in the implementation of the EU Pollinators Initiative.pdf https://ec.europa.eu/environment/pdf/nature/conservation/species/pollinators/Progress in the implementation of the EU Pollinators Initiative.pdf https://publications.jrc.ec.europa.eu/repository/bitstream/JRC122225/jrc122225 proposal for an eu pollinator monitoring final version.pdf https://ec.europa.eu/info/sites/default/files/food-farming-fisheries/farming/documents/com2021 141-organic-action-plan en.pdf file:///G:/Lavoro/000 Biodiversità/SNB%202030/•%09https:/www.politicheagricole.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/10014%23main https://www.reterurale.it/flex/cm/pages/ServeAttachment.php/L/IT/D/8%252F6%252F1%252FD.75e1b2dd9144d6f5448f/P/BLOB%3AID%3D22203/E/pdf https://www.reterurale.it/flex/cm/pages/ServeAttachment.php/L/IT/D/8%252F6%252F1%252FD.75e1b2dd9144d6f5448f/P/BLOB%3AID%3D22203/E/pdf https://www.isprambiente.gov.it/it/attivita/biodiversita/documenti/piano-nazionale-sulla-biodiversita-di-interesse-agricolo 38 • Percentuale della SAU interessata da elementi caratteristici del paesaggio (ad es. fasce tampone, filari, muretti a secco, boschetti, canali, ecc.) • Frammentazione del territorio naturale e agricolo (ISPRA) • Percentuale di specie e habitat di interesse comunitario connessi con l’agricoltura che presentano una tendenza stabile o in aumento • Farmland Bird Index e del Farmland Bird Index delle Praterie Montane a scala nazionale e a scala regionale (MIPAAF) • Percentuale di superficie agricola utilizzata (SAU) interessata da coltivazioni biologiche sul totale della SAU nazionale (Sistema d'informazione nazionale sull'agricoltura biologica (MIPAAF, Sinab)) • Quota di superficie agricola utilizzata (SAU) investita da misure agro climatiche-ambientali nell’attuazione del Piano Strategico Nazionale della PAC post 2022 (MIPAAF) • Quota di superficie agricola utilizzata (SAU) investita da coltivazioni integrate • Quota di superficie agricola utilizzata (SAU) senza la pratica del diserbo chimico cfr. adesione regime biologico e misure ACA specifiche (ISPRA MIPAAF) • Distribuzione dei fertilizzanti (ISTAT) • Percentuale eliminazione e sostituzione dei prodotti fitosanitari pericolosi per la biodiversità che presentano in etichetta frasi SPe (Direttiva 2003/82/CE) (cfr. misura 13 del DM 10/3/2015) FONTI DI FINANZIAMENTO • Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (FESR) • Fondo Europeo Agricolo di Sviluppo Rurale (FEASR) • Fondo Europeo Agricolo di Garanzia (FEAGA) • Fondo Sviluppo e Coesione (FSC) • Fondo di Rotazione • Programma per l’ambiente e l’azione per il Clima (LIFE) • EU Framework Programme for Research and Innovation (Horizon Europe) • Decreto "Clima", legge 12.12.2019, n. 141: Gazzetta Ufficiale n. 292 del 13.12.2019 • Next Generation EU-PNRR • Schemi di pagamenti ai servizi ambientali ed ecosistemici • Eliminazione dei sussidi dannosi alla biodiversità • Contributo sui prodotti fitosanitari pericolosi, legge n. 388 del 23 dicembre 2000, art. 123, e legge n. 488 del 23 dicembre 1999, art. 59 C ib o e S iste m i A g ric o li, Z o o te c n ia https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2019/12/13/19G00148/sg https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2019/12/13/19G00148/sg 39 AZIONI Tenendo conto dei documenti di indirizzo che sta preparando la UE e attraverso un lavoro coordinato tra MITE – MIPAAF- ISPRA- Regioni e Province Autonome B.4 Invertire la tendenza al declino degli impollinatori Azione B4.1 Adozione ed attuazione di un Piano Nazionale per la conservazione degli impollinatori Sotto-Azione B4.1.a) Definire ed attuare un Piano Nazionale per la conservazione degli impollinatori che preveda: definizione di un processo di monitoraggio coordinato, compreso lo sviluppo di specifici network di citizen science (che coinvolga ad es. anche gli agricoltori), sullo stato di conservazione degli impollinatori e dei loro habitat e identificazione di solidi indicatori. Cfr. sotto-azioni A.4.1.e) A4.1.f) azioni specifiche di gestione e conservazione degli Habitat naturali e semi naturali prioritari per le specie più a rischio. indicazioni per la piena attuazione delle previsioni per la tutela degli impollinatori inserite nel PAN (cfr. azioni B.5), anche applicando in modo più stringente le linee guida di cui al D.M. 10/3/2015 per la sua attuazione. promozione di attività di formazione, informazione e sensibilizzazione dei cittadini per la conservazione degli impollinatori. B.5 Ridurre del 50 % i rischi e l'uso dei prodotti fitosanitari e in particolare riguardo quelli più pericolosi.16 16 Il tema biocidi è trattato nell’ambito di intervento “Verde Urbano” in quanto gli impatti più significativi sulla biodiversità sono associati ai prodotti biocidi impiegati contro gli organismi molesti nel contesto verde urbano Azione B5.1 Adozione dei provvedimenti necessari a ridurre del 50% l'uso complessivo di prodotti fitosanitari e il rischio relativo e ridurre del 50% l'uso di prodotti fitosanitari più pericolosi Sotto-Azione B5.1.a) Nel Piano Strategico Nazionale (nuova PAC) indirizzare i pagamenti addizionali o compensativi a favore di pratiche benefiche per il clima e l’ambiente e che, mirate alla riduzione dei prodotti fitosanitari, supportano il divieto del diserbo chimico e la promozione di tecniche di controllo alternative. Sotto-Azione B5.1.b) Limitare in maniera rigorosa il numero di deroghe per usi essenziali a norma del regolamento (CE) n. 1107/2009 (sottosezione 6 art. 53). Sotto-Azione B5.1.c) Promuovere programmi di ricerca volti a determinare l'impatto dell'utilizzo di prodotti fitosanitari sulla salute umana, sulla biodiversità – con particolare riguardo agli impollinatori e agli artropodi (acari e insetti) limitatori naturali e al servizio ecosistemico da questi fornito – sull’acqua e sul suolo, utilizzando indicatori biologici ed ecotossicologici idonei. Promuovere programmi di ricerca volti a individuare alternative all’utilizzo di sostanze candidate alla sostituzione, inclusi i prodotti fitosanitari ammessi in agricoltura biologica (rameici). Sotto-Azione B5.1.d) Favorire l'aumento degli investimenti e promuovere programmi di ricerca e innovazione inerenti allo sviluppo e alla diffusione di tecnologie digitali e di precisione in agricoltura, e inerenti lo sviluppo di varietà vegetali dotate di meccanismi genetici di resistenza ai patogeni al fine di ridurre l’utilizzo dei prodotti fitosanitari, accrescendo, per converso, l’adozione di mezzi per attuare la lotta biologica e microbiologica. Digitalizzare la “difesa fitosanitaria” attraverso l’integrazione delle banche C ib o e S iste m i A g ric o li, Z o o te c n ia 40 dati agrometeorologiche al fine di sviluppare sistemi e servizi di monitoraggio e allerta (early warning). Azione B5.2 Revisione ed attuazione del Piano Nazionale per l'uso sostenibile dei prodotti fitosanitari (PAN) per la tutela della biodiversità Sotto-Azione B5.2.a) Concludere l'iter di revisione del Piano Nazionale (PAN) per l'uso sostenibile dei prodotti fitosanitari con particolare riferimento alle misure finalizzate alla tutela della biodiversità. Fissare chiari obiettivi quantitativi e un obiettivo generale misurabile al 2030, coerente con le Strategie UE Biodiversità 2030 e Farm to Fork, anche con la definizione di appositi indicatori, finalizzato a un'effettiva riduzione immediata e a lungo termine dei rischi e degli impatti dell'utilizzo di prodotti fitosanitari di sintesi. Sotto-Azione B5.2.b) Dare piena attuazione al PAN con particolare riguardo alle misure indicate nel D.M. 10/3/2015 per la tutela degli impollinatori, della biodiversità legata agli agroecosistemi e degli ecosistemi acquatici in particolare nei Siti Natura 2000 e nelle aree protette. Cfr. sotto-azioni A4.1.h AA4.1.i). Sotto-Azione B5.2.c) Attuare un maggiore coordinamento fra le strutture ambiente e agricoltura a livello nazionale e regionale con l'obiettivo della piena attuazione delle misure del PAN previste per i Siti Natura 2000 e aree protette, anche in relazione al miglior utilizzo delle risorse della PAC. Azione B5.3 Migliorare le disposizioni sulla gestione integrata dei parassiti e le Linee Guida Nazionali di Produzione Integrata Dare piena attuazione alla direttiva sull'uso sostenibile dei prodotti fitosanitari, in particolare attraverso: Sotto-Azione B5.3.a) Adozione di azioni di promozione dell’agricoltura biologica e di difesa integrata, delle pratiche agroecologiche e di incoraggiamento dell'uso di tecniche di controllo alternative. Sotto-Azione B5.3.b) Attività di ricerca, innovazione, formazione e consulenza per e con gli agricoltori sugli effetti dei prodotti fitosanitari sulla biodiversità e sui servizi ecosistemici, sui trattamenti di precisione e sulle pratiche alternative all’uso dei prodotti fitosanitari di sintesi e dei fertilizzanti chimici. Sotto-Azione B5.3.c) Promozione dell'immissione sul mercato PPP contenenti sostanze attive biologiche come i bio-pesticidi microbici e realizzazione di specifici programmi di ricerca, formazione e informazione per la loro diffusione e utilizzo da parte degli agricoltori. Sotto-Azione B5.3.d) Integrazione delle pratiche agroecologiche, dell’agricoltura biologica e della produzione integrata certificata escludendo il diserbo chimico, ai sensi della legge n. 4 del 3 febbraio 2011 (Sistema di Qualità Nazionale Produzione Integrata – SQNPI), nel Piano Strategico Nazionale della PAC al fine di offrire maggiori incentivi economici agli agricoltori affinché optino per tali soluzioni. B.6 Destinare almeno il 10% delle superfici agricole ad elementi caratteristici del paesaggio con elevata diversità e valorizzare le superfici residuali agricole vicino alle città. Azione B6.1 Favorire la destinazione di almeno il 10% delle superfici agricole (a scala aziendale) ad elementi caratteristici del paesaggio con elevata diversità quali ad es. fasce tampone, siepi e boschetti, fasce inerbite, canali erbosi e zone umide Sotto-Azione B6.1.a) Integrare tale obiettivo nello strumento strategico nazionale sulle reti ecologiche previsto per l'obiettivo A.3, azione A3.1. Sotto-Azione B6.1 b) Promuovere l’integrazione di tale obiettivo nella norma quadro tecnica di riferimento del D.M. interministeriale n. 5046 del 25/2/2016 “Criteri e norme tecniche generali per la disciplina regionale dell’utilizzazione agronomica degli effluenti di allevamento e delle acque reflue, nonché per la produzione e l’utilizzazione agronomica del digestato” C ib o e S iste m i A g ric o li, Z o o te c n ia 41 che, recependo la direttiva 91/676/CEE, regolamenta la prevenzione e la riduzione dell’inquinamento delle acque da nitrati provenienti da fonti agricole, anche in collegamento con l’obiettivo B8. Sotto-Azione B6.1.c) Garantire nel Piano Strategico Nazionale della PAC la presenza di interventi sia nel 1 che nel 2 Pilastro atti al mantenimento delle infrastrutture verdi, degli elementi caratteristici del paesaggio con elevata diversità e di quelli con influenza favorevole sulla stabilità dei servizi di impollinazione (siepi, stagni, fasce tampone e con fiori nettariferi, ecc.), anche attraverso la tutela e la valorizzazione dei paesaggi rurali storici e delle pratiche colturali e zootecniche tradizionali, al fine di preservare l’agrobiodiversità, la diversità biologica e culturale del patrimonio rurale, sia a scala aziendale che di distretto. Sotto-Azione B6.1.d) Recuperare e ripristinare gli ecosistemi delle pianure adibite ad agricoltura e zootecnia intensiva e arrestare i fenomeni di abbandono degli ecosistemi agro-silvo-pastorali marginali di collina e montagna, attraverso la promozione del mantenimento di pratiche agro zootecniche ad alta sostenibilità ambientale. Sotto-Azione B6.1.e) Favorire l’attività produttiva agricola o mista nelle fasce non lottizzate vicino alle città e sensibilizzare i possessori di zone lottizzate da edificare, alla semina di essenze floreali per l’impollinazione. Sotto-azione B6.1.f) Promuovere la diffusione di sistemi agricoli misti (agroforestazione) attraverso l’adozione di filari di alberi intervallati alle colture agrarie. B.7 Adibire almeno il 30% dei terreni agricoli all'agricoltura biologica e aumentare in modo significativo la diffusione delle pratiche agricole e zootecniche sostenibili Azione B7.1 Promuovere l’agricoltura biologica e le pratiche agricole sostenibili basate sui principi dell’agroecologia Sotto-Azione B7.1.a) Dare piena e rapida attuazione alla legge quadro nazionale “Disposizioni per la tutela, lo sviluppo e la competitività della produzione agricola, agroalimentare e dell’acquacoltura con metodo biologico”. Sotto-Azione B7.1.b) Attuare il nuovo piano d'azione europeo per l'agricoltura biologica 2021/2026. Sotto-Azione B7.1.c) Garantire la piena attuazione del Regolamento (UE) 2018/848 relativo alla produzione ed etichettatura biologica. Sotto-Azione B7.1.d) Ridurre del 50% del consumo di antibiotici negli allevamenti zootecnici rispetto al 2020, attraverso la promozione della certificazione in biologico e della zootecnia estensiva e di precisione per il monitoraggio degli animali a fini di prevenzione e dell’impiego di sostanze naturali ad attività antimicrobica. Sotto-Azione B7.1.e) Garantire che il PSN della PAC 2023-2027, recependo gli indirizzi del Green Deal, incentivi la diffusione dell’agricoltura e della zootecnia biologiche e di pratiche agroecologiche, al fine di raggiungere l’obiettivo di almeno il 30% di SAU in agricoltura biologica e di valorizzare le esternalità positive ad essa associate. Sotto-Azione B7.1.f) Adozione di adeguati interventi di comunicazione volti alla promozione della conoscenza dei consumatori nei confronti dei prodotti agricoli e zootecnici ottenuti con tecniche sostenibili. Azione B7.2 Invertire la tendenza all'erosione della variabilità genetica in agricoltura e zootecnia Sotto-Azione B7.2.a) Definire ed attuare misure volte a facilitare la registrazione delle varietà di sementi e delle coltivazioni arboree e a garantire un più facile accesso al mercato per le varietà tradizionali e adattate localmente. C ib o e S iste m i A g ric o li, Z o o te c n ia https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2022/03/23/22G00031/SG https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2022/03/23/22G00031/SG https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2022/03/23/22G00031/SG 42 Sotto-Azione B7.2.b) Definire ed attuare misure volte al recupero e all’utilizzo dei pascoli in modo sostenibile, attraverso l’impiego delle razze autoctone al fine di valorizzarle, mantenere l’ambiente e invertire la tendenza all’erosione della variabilità genetica. Sotto-Azione B7.2.c) Definire e attuare forme di incentivi e pagamenti, anche nell’ambito del Piano Strategico Nazionale della PAC 2023-2027, alle aziende che fanno uso di materiale vegetale eterogeneo, frutto della selezione e risemina aziendale o derivanti da piani di selezione collettiva e partecipata o da adattamento specifico di materiale cartellinato, sostenendo la diversificazione dei regimi agrari a partire dalla semente. B.8 Ridurre le perdite di nutrienti di almeno il 50%, garantendo al tempo stesso l'assenza di deterioramento della fertilità del suolo. Ridurre l'uso di fertilizzanti di almeno il 20% Azione B8.1 Dare piena attuazione al Piano d'azione integrato per la gestione dei nutrienti (INMAP) Sotto-Azione B8.1.a) Favorire la diffusione di buone pratiche irrigue e di fertilizzazione incentivando, nel Piano Strategico Nazionale (nuova PAC), l’adozione di sistemi di agricoltura di precisione e di schemi di produzione integrata e incentivare l’utilizzo di coltivazioni adattate alle condizioni climatico-ambientali delle diverse aree produttive, anche in ottica adattativa nei confronti dei cambiamenti climatici. Sotto-Azione B8.1.b) Favorire il riutilizzo irriguo delle acque reflue depurate e la diffusione di processi innovativi come, ad esempio, l'iniezione diretta di digestato, tecniche a tasso variabile e la fertirrigazione, riducendo l’uso di concimi di sintesi e lo sversamento dei nutrienti (azoto, fosforo, potassio) negli ecosistemi. Sotto.azione B.8.1.c) Favorire la diffusione di pratiche agronomiche conservative a basso impatto ambientale, senza l’utilizzo del diserbo chimico, con il minimo disturbo del terreno (tecniche della non lavorazione, della semina diretta e del minimum tillage) e delle buone pratiche agronomiche che garantiscono la conservazione della materia organica e la concimazione naturale del suolo, anche attraverso le risorse del Piano Strategico Nazionale PAC 2023-2027. Sotto-Azione B8.1d) Promuovere l’integrazione di tale obiettivo nella norma quadro tecnica di riferimento nel D.M. interministeriale n. 5046 del 25/2/2016 per il controllo e la limitazione dell’inquinamento da nitrati e da fosforo da fertilizzanti naturali e di sintesi. Sotto-Azione B8.1e) Promuovere attività per l’ottenimento di fertilizzanti ottenuti da materiali organici o riciclati. In particolare, favorire il ricorso all’utilizzazione agronomica di effluenti e materia organica naturale trattata (digestati), in linea con le nuove imminenti indicazioni europee, al fine di favorire il riutilizzo di tali materiali in sostituzione dei fertilizzanti di sintesi. C ib o e S iste m i A g ric o li, Z o o te c n ia 43 OBIETTIVI SPECIFICI B.9 OTTENERE FORESTE CARATTERIZZATE DA UNA MAGGIORE FUNZIONALITÀ ECOSISTEMICA, PIÙ RESILIENTI E MENO FRAMMENTATE CONTRIBUENDO ATTIVAMENTE ALL'OBIETTIVO UE DI PIANTARE ALMENO 3 MILIARDI DI ALBERI QUADRO CONOSCITIVO/CONTESTO Le foreste italiane sono uno scrigno di biodiversità che ospita alberi, altre piante vascolari, animali vertebrati e invertebrati, funghi e altri microorganismi, la cui sopravvivenza è direttamente legata alla conservazione degli ecosistemi forestali, alla loro gestione selvicolturale e alla loro estensione. Le foreste forniscono, inoltre, una serie di servizi ecosistemici fondamentali tra cui la produzione di biomassa che annualmente rinnova il suolo contribuendo alla pedogenesi, lo stoccaggio del carbonio non solo della pianta in piedi, ma anche del legname da opera prodotto per un uso durevole nel tempo che si somma ai relativi benefici socio-economici, la regolazione del ciclo dell’acqua e dei vari componenti bio-geochimici, la protezione, il miglioramento ed il rinnovo del suolo, i servizi culturali, il benessere fisico e spirituale, la salubrità dell'aria, ecc. Dalla metà del secolo scorso ad oggi, in Italia, la superficie forestale ha registrato una graduale e continua espansione, soprattutto nei territori montani e collinari, raggiungendo la superficie di circa 11 milioni di ettari, pari quasi al 40% del territorio nazionale17; questa trasformazione di uso e copertura del suolo è legata sia a interventi attivi di afforestazione e riforestazione, sia soprattutto a processi naturali di successione vegetazionale e di espansione del bosco su coltivi e pascoli abbandonati. La superficie forestale complessiva compresa all’interno di tutte le aree a protezione ambientale (aree protette e Natura 2000) ammonta a 3.857.652 ha, ovvero il 32% di tutte le foreste e le aree boscate italiane (MIPAAF 2019). In Europa, l’Italia si situa tra i Paesi con la più alta percentuale di foreste 17 Ultimo Inventario forestale (INFC 2015) e nell’Inventario delle Terre d’Italia (IUTI 2016) protette. Inoltre, le foreste italiane sono tutelate da 100 anni dal vincolo idrogeologico (1923) e da quasi 40 anni quello paesaggistico (1985). Tranne per alcune aree specifiche, come pianure, fondivalle, aree costiere, dove la superficie forestale residuale o degradata necessita di opportune azioni di ripristino ed ampliamento, per buona parte del patrimonio forestale italiano vi è piuttosto la necessità di aumentarne la complessità e funzionalità ecosistemica attraverso l’incentivazione di interventi di riqualificazione e la promozione di una gestione più orientata alla conservazione della biodiversità (come la gestione a fustaia e la messa a dimora di specie autoctone di provenienza certificata in linea con la normativa vigente e valorizzando, ove possibile, la ricolonizzazione spontanea naturale), oltre che attraverso la riduzione della frammentazione (creazione di corridoi ecologici, stepping stones, boschetti, siepi). Negli ultimi vent’anni, inoltre, l’impatto dei cambiamenti climatici sugli ecosistemi forestali si è sensibilmente accentuato, a causa, ad esempio, di lunghi periodi di siccità, gelate tardive e precoci, un aumento della frequenza degli incendi, di tempeste ed eventi estremi, e degli attacchi parassitari, con conseguenze gravi per la biodiversità e anche con costi notevoli per la società umana. La gestione degli ecosistemi forestali e il recupero e il restauro ecologico di quelli degradati, anche grazie alle opportunità fornite dalle buone pratiche selvicolturali, sarà cruciale per favorire l’adattamento e la resilienza di tali ecosistemi nei confronti dei cambiamenti ambientali. Le politiche di tutela e conservazione del patrimonio forestale dovranno sempre più attivamente convergere ed essere costruite in una visione integrata di lungo periodo con le politiche forestali al fine di integrare le esigenze delle filiere produttive a quelle ambientali e socioculturali, basandosi su solide e puntuali conoscenze, tenendo anche conto del ruolo strategico delle foreste nella lotta al cambiamento climatico globale. F o re ste 44 PRINCIPALI STRUMENTI Strumenti normativi di riferimento: • Regolamento (CE) N. 1597/2002 della Commissione del 6 settembre 2002 recante "Modalità di applicazione della direttiva 1999/105/CE del Consiglio per quanto riguarda la presentazione degli elenchi nazionali dei materiali di base per la produzione di materiali forestali di moltiplicazione" • Regolamento (CE) N. 1598/2002 della Commissione del 6 settembre 2002 recante "Modalità di applicazione della direttiva 1999/105/CE del Consiglio per quanto riguarda la prestazione di assistenza amministrativa reciproca da parte degli organismi ufficiali degli Stati membri" • Regolamento (CE) N. 2173/2005 del Consiglio del 20 dicembre 2005 relativo all’istituzione di un sistema di licenze FLEGT per le importazioni di legname nella Comunità europea • Regolamento (UE) 995/2010 del Parlamento Europeo e del Consiglio del 20 ottobre 2010 che stabilisce gli obblighi degli operatori che commercializzano legno e prodotti da esso derivati • Regolamento (UE) 2018/841 (LULUCF) del Parlamento europeo e del Consiglio, del 30 maggio 2018, relativo all’inclusione delle emissioni e degli assorbimenti di gas a effetto serra risultanti dall’uso del suolo, dal cambiamento di uso del suolo e dalla silvicoltura • Regolamento (UE) 2020/852 “EU Taxonomy” relativo all’istituzione di un quadro che favorisce gli investimenti sostenibili • Direttiva 92/43/CEE "Habitat" del 21 maggio 1992 “Conservazione degli habitat naturali e seminaturali, della flora e della fauna selvatiche” • Direttiva 1999/105/CE del Consiglio, del 22 dicembre 1999, relativa alla commercializzazione dei materiali forestali di moltiplicazione • Direttiva 2009/147/CE del 30 novembre 2009, “La conservazione degli uccelli selvatici” • D. Lgs. 10 novembre 2003, n. 386, "Attuazione della direttiva 1999/105/CE relativa alla commercializzazione dei materiali forestali di moltiplicazione" • D. Lgs. 42/2004 Codice dei beni culturali e del paesaggio • Testo Unico in materia di foreste e filiere forestali. Decreto legislativo, 03/04/2018 n° 34, G.U. 20/04/2018 e suoi decreti attuativi • L. 221/2015 “Disposizioni in materia ambientale per promuovere misure di green economy e per il contenimento dell’uso eccessivo di risorse naturali” • D.P.C.M. del 20 febbraio 2019 “Piano nazionale per la mitigazione del rischio idrogeologico, il ripristino e la tutela della risorsa ambientale” • D.M. 30 dicembre 2020, n. 9403879, di istituzione del Registro nazionale dei materiali di base e Decreto Direttoriale 6 luglio 2021, n. 307490, di approvazione del Registro nazionale dei materiali di base • D.M. 11 giugno 2021, n. 269708, di suddivisione del territorio italiano in regioni di provenienza ai sensi dell'articolo 10, comma 4, del decreto legislativo 10 novembre 2003, n. 386 Altri strumenti: • Nuova Strategia Forestale dell’UE • Strategia Europea per la Biodiversità 2030 • Strategia Nazionale per lo Sviluppo Sostenibile • Strategia tematica europea per la protezione del suolo • Strategia dell'UE per la bioeconomia • Nuovo piano d'azione europeo per l'economia circolare • EU Pollinator Initiative • Documenti di indirizzo Europei: Studio del JRC sulla sostenibilità dell'uso della biomassa forestale per la produzione di energia Linee guida europee su Natura 2000 e foreste Linee guida sull'imboschimento e il rimboschimento rispettosi della biodiversità e sulle pratiche di silvicoltura più vicine alla natura (in prep.) F o re ste https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/PDF/?uri=CELEX:32002R1597&from=EN https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/PDF/?uri=CELEX:32002R1597&from=EN https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/PDF/?uri=CELEX:32002R1597&from=EN https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/PDF/?uri=CELEX:32002R1597&from=EN https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/PDF/?uri=CELEX:32002R1597&from=EN https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/PDF/?uri=CELEX:32002R1598&from=IT https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/PDF/?uri=CELEX:32002R1598&from=IT https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/PDF/?uri=CELEX:32002R1598&from=IT https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/PDF/?uri=CELEX:32002R1598&from=IT https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/PDF/?uri=CELEX:32002R1598&from=IT https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/PDF/?uri=CELEX:32010R0995&from=EN https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/PDF/?uri=CELEX:32010R0995&from=EN https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/PDF/?uri=CELEX:32010R0995&from=EN https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/PDF/?uri=CELEX:32018R0841&from=IT https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/PDF/?uri=CELEX:32018R0841&from=IT https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/PDF/?uri=CELEX:32018R0841&from=IT https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/PDF/?uri=CELEX:32018R0841&from=IT https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/PDF/?uri=CELEX:32020R0852&from=IT https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/PDF/?uri=CELEX:32020R0852&from=IT https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/?uri=CELEX:31992L0043 https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/?uri=CELEX:31992L0043 https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/?uri=CELEX:31992L0043 https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/HTML/?uri=CELEX:31999L0105&from=IT https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/HTML/?uri=CELEX:31999L0105&from=IT https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/?uri=CELEX:32009L0147 https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/?uri=CELEX:32009L0147 https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2004/01/29/004G0024/sg https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2004/01/29/004G0024/sg https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2004/01/29/004G0024/sg https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:2004-01-22;42 https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2018/04/20/18G00060/sg https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2018/04/20/18G00060/sg https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2016/1/18/16G00006/sg https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2016/1/18/16G00006/sg https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2016/1/18/16G00006/sg https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2019/04/13/19A02410/sg https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2019/04/13/19A02410/sg https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2019/04/13/19A02410/sg https://www.politicheagricole.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/16649 https://www.politicheagricole.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/16649 https://www.politicheagricole.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/17154 https://www.politicheagricole.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/17154 https://www.politicheagricole.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/17154 https://www.politicheagricole.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/17155 https://www.politicheagricole.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/17155 https://www.politicheagricole.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/17155 https://eur-lex.europa.eu/resource.html?uri=cellar:0d918e07-e610-11eb-a1a5-01aa75ed71a1.0023.02/DOC 1&format=PDF https://eur-lex.europa.eu/resource.html?uri=cellar:a3c806a6-9ab3-11ea-9d2d-01aa75ed71a1.0009.02/DOC 1&format=PDF https://www.mite.gov.it/sites/default/files/archivio immagini/Galletti/Comunicati/snsvs ottobre2017.pdf https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/PDF/?uri=CELEX:52021DC0699&from=EN https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/PDF/?uri=CELEX:52018DC0673&from=PL https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/PDF/?uri=CELEX:52020DC0098&from=IT https://ec.europa.eu/environment/nature/conservation/species/pollinators/policy en.htm https://publications.jrc.ec.europa.eu/repository/bitstream/JRC122719/jrc-forest-bioenergy-study-2021-final online.pdf https://publications.jrc.ec.europa.eu/repository/bitstream/JRC122719/jrc-forest-bioenergy-study-2021-final online.pdf https://ec.europa.eu/environment/nature/natura2000/management/guidance en.htm 45 Linee guida operative sui nuovi criteri di sostenibilità della biomassa forestale usata per la produzione di energia (in prep.) • Nuova Strategia Forestale Nazionale per il settore forestale e le sue filiere • Strategia nazionale per la Bioeconomia • Programmi forestali regionali, Piani forestali di indirizzo territoriale, Piani di gestione forestale o strumenti equivalente (art 6 D. Lgs. 34/2018) • Piani Paesaggistici o piani urbanistico-territoriali con specifica considerazione dei valori paesaggistici • Strategie regionali dello sviluppo sostenibile • Linee guida per la programmazione della produzione e l’impiego di specie autoctone di interesse forestale (in prep.). SOGGETTI ATTUATORI/COINVOLTI • MITE (PNM, EC, USSRI) • MIPAAF • Regioni e Province Autonome • Comunità montane • CUFA • CREA • Enti di ricerca e Università • Enti gestori aree forestali regionali pubbliche e/o private • Enti Gestori delle aree protette e dei siti Natura 2000 • Associazioni e organismi coinvolti nelle filiere forestali • Organismi di certificazione • Proprietari di aree forestali • Associazioni ambientaliste INDICATORI • Indicatori mutuati dalla Strategia Nazionale Forestale: ✓ vedi indicatori SNF Azioni: A.4, A.5, A.6, A.7, B.1 ✓ vedi indicatori SNF Azioni Specifiche 1 e 2 • Numero di nuovi alberi piantati di specie autoctone di provenienza certificata • Superficie forestale compresa all’interno di aree protette • Numero di misure agroforestali adottate nel Piano Strategico della PAC FONTI DI FINANZIAMENTO • Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (FESR) • Fondo Europeo Agricolo di Sviluppo Rurale (FEASR) • Fondo Europeo Agricolo di Garanzia (FEAGA) • Fondo Sviluppo e Coesione (FSC) • Fondo di Rotazione • Programma per l’ambiente e l’azione per il Clima (LIFE) • EU Framework Programme for Research and Innovation (Horizon Europe) • ETS (Emission Trading System) del mercato quote di CO2 • Legge 12 dicembre 2019, n. 141 ex decreto Clima (stanziamenti per azioni di riforestazione e per le ZEA a partire dai proventi delle aste di CO2) • Next Generation EU-PNRR • Schemi di pagamenti ai servizi ambientali ed ecosistemici • Eliminazione dei sussidi dannosi alla biodiversità F o re ste https://www.politicheagricole.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/17813 https://www.politicheagricole.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/17813 https://www.agenziacoesione.gov.it/strategia-italiana-per-la-bioeconomia/ 46 AZIONI B.9 Ottenere foreste caratterizzate da una maggiore funzionalità ecosistemica, più resilienti e meno frammentate contribuendo attivamente all'obiettivo UE di piantare almeno 3 miliardi di alberi Azione B9.1 Rispettare ed incrementare la diversità̀ biologica degli ecosistemi forestali Sotto-Azione B9.1.a) Dare piena attuazione alle nuove strategie forestali, nazionale ed europea, in particolare alle seguenti sotto azioni della Strategia Forestale Nazionale: • Sotto-Azione A.4.1: Tutelare e monitorare la biodiversità delle foreste a livello nazionale, regionale ed ecoregionale (anche in relazione alla Sotto Azione A4.1.g). • Sotto-Azione A.4.2: Ridurre e/o arrestare la perdita e migliorare la diversità biologica degli ecosistemi forestali. • Sotto-Azione A.4.3: Conservare e migliorare la diversità e complessità ecologica strutturale e funzionale, biogeografica e paesaggistica, del patrimonio silvo-pastorale. Azione B9.2 Ricostituire le risorse forestali danneggiate e prevenire i rischi naturali e antropici Sotto-Azione B9.2.a) Dare piena attuazione alle nuove strategie forestali, nazionale ed europea, in particolare alle seguenti sotto-azioni ed azioni specifiche della SFN: • Sotto-Azione A.5.1: - Prevedere azioni di prevenzione attiva nei confronti dei rischi naturali e antropici, fitopatie, incendi, inquinamento e avversità̀ biotiche ed abiotiche (coerentemente con le previsioni della legge 353 del 2000). • Sotto-Azione A.5.2: Ricostituire il potenziale forestale danneggiato da disturbi naturali o antropici, incendi, calamità naturali ed eventi catastrofici e recuperare le foreste degradate in linea con le potenzialità ecologiche e biogeografiche locali. • Azione Specifica 1 - Gestione degli eventi estremi. • Azione Specifica 2 - Coordinamento lotta e prevenzione incendi boschivi. Azione B9.3 Mitigazione e adattamento ai cambiamenti climatici Sotto-Azione B9.3.a) Dare piena attuazione alle nuove strategie forestali, nazionale ed europea, in particolare alle seguenti sotto azioni della SFN: • Sotto-Azione A.6.1 Ridurre gli impatti negativi del cambiamento climatico a carico dei sistemi forestali e dei settori socioeconomici ad essi collegati. • Sotto-Azione A.6.2: Tutelare la salute e il benessere pubblico, proteggere i beni della società e dei cittadini. Azione B9.4 Migliorare la gestione dei rimboschimenti Sotto-Azione B9.4.a) Dare piena attuazione alle nuove strategie forestali, nazionale ed europea, in particolare alle seguenti sotto azioni della SFN: • Sotto-Azione A.7.1: Valorizzare le neoformazioni forestali. • Sotto-Azione A.7.2: Incrementare la superficie forestale. •Sotto-Azione A.7.3: Gestire e naturalizzare, dove opportuno, gli imboschimenti e rimboschimenti artificiali. Azione B9.5 Promuovere e diffondere la Gestione Forestale Sostenibile (GFS) sul territorio nazionale Sotto-Azione B9.5.a) Dare piena attuazione alle nuove strategie forestali, nazionale ed europea, in particolare alle seguenti sotto azioni della SFN: • Sotto-Azione B.1.1: Migliorare e incrementare la GFS nelle foreste esistenti; F o re ste https://www.politicheagricole.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/17813 https://www.politicheagricole.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/17813 https://www.politicheagricole.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/17813 https://www.politicheagricole.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/17813 https://www.politicheagricole.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/17813 https://www.politicheagricole.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/17813 47 • Sotto-Azione B.1.2: Riconoscere il ruolo della GFS quale strumento per una nuova bioeconomia delle foreste; • Sotto-Azione B.1.3: Promuovere la certificazione forestale. Sotto-Azione B9.5.b) Incentivare la valorizzazione sostenibile e circolare dei prodotti della selvicoltura nella bioedilizia in usi ad alto valore aggiunto (industrie tessili, biomedicali, chimiche e, in forma residuale, dell’energia) e dei residui come biochar. Azione B9.6 Dare maggiore diffusione alle misure di sostegno agroforestali nell'ambito dello sviluppo rurale eliminando gli incentivi che possono avere effetti perversi Sotto-Azione B9.6.a) Promuovere e adottare sufficienti misure agroforestali nel Piano Strategico della PAC. Azione B9.7 promuovere l’impiego di specie forestali autoctone di provenienza certificata, ai sensi del D. Lgs. 386/2003 Sotto-Azione B9.7.a) Incentivare l’applicazione delle linee guida per la programmazione della produzione e l’impiego di specie autoctone di interesse forestale (in via di emanazione). F o re ste 48 OBIETTIVI SPECIFICI B10. ARRESTARE LA PERDITA DI ECOSISTEMI VERDI URBANI E PERIURBANI E FAVORIRE IL RINVERDIMENTO URBANO E L’INTRODUZIONE E LA DIFFUSIONE DELLE SOLUZIONI BASATE SULLA NATURA QUADRO CONOSCITIVO/CONTESTO La necessità di verde urbano in ambiti cittadini e limitrofi, anche per la salute dell’uomo, soprattutto in contesti metropolitani, è un’affermazione condivisa ormai a livello globale; verde urbano e periurbano da realizzare e da curare nel tempo tramite adeguata pianificazione urbanistica interconnessa al territorio naturale circostante, sostenuta dal necessario confronto multidisciplinare. Le soluzioni basate sulla natura (NBS) sono riconosciute per apportare importanti servizi ecosistemici ai cittadini di zone urbane. Esempi di NBS includono le infrastrutture verdi, tetti e pareti verdi, fitodepurazioni, parchi, corridoi verdi, alberature, orti urbani, canali e fossi inerbiti per il drenaggio etc. Favorire la loro implementazione in ambiente urbano permette alle città di aumentare la biodiversità e la resilienza del sistema e di adattarsi ai cambiamenti climatici, in particolare agli eventi estremi come le alluvioni o ondate di calore, apportando al contempo una ampia gamma di benefici come il miglioramento della qualità e quindi salubrità dell’aria ed il maggiore assorbimento delle acque meteoriche da parte del terreno reso più permeabile dalle nuove o meglio gestite aree verdi e la contemporanea riduzione della velocità di deflusso. L’approccio olistico-pianificatorio, per realizzare interventi significativi a livello territoriale con nuovi boschi e aree verdi per i cittadini, risulta anch’esso sempre più necessario e il nostro Paese ha iniziato a fornire il proprio contributo. In questo contesto, nel gennaio 2013 è stata emanata la legge n. 10 che definisce il quadro normativo per il Verde urbano e istituisce il Comitato per lo sviluppo del Verde pubblico, oggi importante riferimento nazionale con valenza di indirizzo a livello locale. Il Comitato nel 2017 ha elaborato e pubblicato le linee guida per il verde urbano e nel 2018 la prima Strategia Nazionale del Verde Urbano che fissa criteri per la promozione di foreste urbane e periurbane coerenti con le caratteristiche ambientali, storico culturali e paesaggistiche dei luoghi. Essa si basa su tre elementi essenziali: passare da mq a ha, ridurre le superficie asfaltate e adottare le foreste urbane come riferimento strutturale e funzionale del verde urbano. La foresta urbana include tutti gli aspetti del verde urbano quali lembi di bosco, viali alberati, grandi parchi, giardini, ville storiche, verde di quartiere, e verde architettonico compreso il bosco verticale e i tetti verdi, nonché i terreni incolti e con vegetazione spontanea. La Strategia prevede inoltre il coinvolgimento degli stakeholder e di competenze necessariamente multidisciplinari per sviluppare idonee policy pubbliche e indirizzare le amministrazioni comunali verso la realizzazione di piani e progetti basati sui servizi ecosistemici e sulla rete di Infrastrutture Verdi (Green Infrastructure, Nature Based Solutions), definiti per raggiungere precisi obiettivi di ordine sociale, ambientale, finanziario e occupazionale. La Strategia del verde Urbano ha fatto emergere chiaramente l’esigenza di tornare ad avere “più natura in città” e quindi realizzare ambiti ad elevata naturalità e foreste urbane e periurbane tramite la messa a dimora di milioni di alberi, attribuendo spazi più significativi al verde urbano e favorendo interventi che rendano permeabili vaste aree attualmente asfaltate. Questa interessante fase di recupero delle aree metropolitane è già iniziata grazie al Programma sperimentale di forestazione urbana e periurbana previsto dall’art. 4 del Decreto Clima, a cui si darà rafforzamento con il progetto di “Tutela e valorizzazione del verde urbano ed extraurbano” previsto nel PNRR (Misura 2 Componente 4 Investimento 3.1). In fase progettuale e poi anche operativa è necessario sempre porre la dovuta attenzione alla preparazione del terreno in ambienti mediterranei sempre più siccitosi per i cambiamenti climatici in corso e all’utilizzo di specie V e rd e U rb an o https://www.minambiente.it/pagina/comitato-il-verde-pubblico https://www.minambiente.it/pagina/comitato-il-verde-pubblico https://www.mite.gov.it/sites/default/files/archivio/allegati/comitato%20verde%20pubblico/linee guida finale 25 maggio 17.pdf https://www.mite.gov.it/sites/default/files/archivio/allegati/comitato%20verde%20pubblico/strategia verde urbano.pdf https://www.mite.gov.it/sites/default/files/archivio/allegati/comitato%20verde%20pubblico/strategia verde urbano.pdf 49 autoctone di provenienza certa che siano idonee all’ambiente pedo climatico ed urbano di destinazione. Il verde urbano non può essere considerato una compensazione alla urbanizzazione del territorio, bensì deve essere una componente essenziale della stessa, necessaria per renderla ecologicamente sostenibile, a garanzia della salubrità ambientale e del benessere del cittadino, e in connessione con il territorio naturale circostante tramite adeguati corridoi ecologici. PRINCIPALI STRUMENTI Strumenti normativi di riferimento • Regolamento (UE) n. 1107/2009, relativo all’immissione sul mercato dei prodotti fitosanitari • Regolamento (UE) n. 528/2012, relativo alla messa a disposizione sul mercato e all’uso dei biocidi • Regolamento (UE) 2020/852 “EU Taxonomy” relativo all’istituzione di un quadro che favorisce gli investimenti sostenibili • Direttiva 2000/60/CE “Direttiva Quadro sulle Acque– DQA” • Direttiva 2007/60/CE sulla valutazione e gestione del rischio di alluvioni – Direttiva Alluvioni (FD) • D. Lgs. 42/2004 Codice dei beni culturali e del paesaggio • Legge 10/2013 “Norme per lo sviluppo di spazi verdi urbani” • D.M. del 10 marzo 2020 n. 63 che adotta i Criteri ambientali minimi (CAM) per il servizio di gestione del verde pubblico e la fornitura di prodotti per la cura del verde • D.M. del 9 ottobre 2020 Modalità per la progettazione degli interventi di riforestazione di cui all'articolo 4 del D.L. 14 ottobre 2019, n. 111, convertito, con modificazioni, dalla legge 12 dicembre 2019, n. 141 Altri strumenti • Nuova Strategia Forestale dell’UE • Strategia Europea per la Biodiversità 2030 Strategia Nazionale del Verde Urbano • Strategia EU per le infrastrutture Verdi (riesame effettuato nel 2019) • Strategia adattamento ai cambiamenti climatici dell’UE • Documenti di indirizzo europei: Orientamenti tecnici sull'inverdimento urbano e assistenza agli Stati membri e alle autorità locali e regionali per mobilitare i finanziamenti e lo sviluppo di capacità, anche per lo sviluppo di piani per l'inverdimento urbano (in prep.) Creazione della piattaforma UE per l'inverdimento urbano nell'ambito di un nuovo "Green City Accord" con le città e i sindaci (in prep.) • Linee guida per la gestione del verde urbano e prime indicazioni per una pianificazione sostenibile • Nuova Strategia Forestale Nazionale per il settore forestale e le sue filiere • Piano di Azione Nazionale Fitosanitari per l’uso sostenibile dei prodotti fitosanitari (in fase di revisione) • Piano Nazionale della Prevenzione 2020-2025 • Linee guida per gli interventi di cura e salvaguardia degli alberi monumentali • Piani Territoriali di Coordinamento Provinciali • Piani di adattamento ai cambiamenti climatici • Piani del verde/piani di inverdimento urbano o, laddove i piani del verde vi siano contenuti, Piani Regolatori Generali (PRG), altri piani urbanistici comunali • Piani Paesaggistici o piani urbanistico-territoriali con specifica considerazione dei valori paesaggistici • Censimento del verde, regolamento del verde pubblico e privato, bilancio arboreo • Programmi di rigenerazione urbana • Patti di collaborazione tra amministrazione e cittadinanza attiva V e rd e U rb an o https://www.minambiente.it/sites/default/files/archivio/allegati/reach/Regolamento 1107-2009 it.pdf https://www.minambiente.it/sites/default/files/archivio/allegati/reach/Regolamento 1107-2009 it.pdf https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/PDF/?uri=CELEX:32012R0528&from=EN https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/PDF/?uri=CELEX:32012R0528&from=EN https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/PDF/?uri=CELEX:32020R0852&from=IT https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/PDF/?uri=CELEX:32020R0852&from=IT https://eur-lex.europa.eu/legal-content/it/ALL/?uri=CELEX:32000L0060 https://eur-lex.europa.eu/LexUriServ/LexUriServ.do?uri=OJ:L:2007:288:0027:0034:IT:PDF https://eur-lex.europa.eu/LexUriServ/LexUriServ.do?uri=OJ:L:2007:288:0027:0034:IT:PDF https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:2004-01-22;42 https://www.minambiente.it/sites/default/files/archivio/normativa/legge 14 01 2013 10.pdf https://www.minambiente.it/sites/default/files/archivio/allegati/GPP/2020/guri dm 63 del 2020 verde 002.pdf https://www.minambiente.it/sites/default/files/archivio/allegati/GPP/2020/guri dm 63 del 2020 verde 002.pdf https://www.minambiente.it/sites/default/files/archivio/allegati/GPP/2020/guri dm 63 del 2020 verde 002.pdf https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2020/11/11/20A06097/sg https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2020/11/11/20A06097/sg https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2020/11/11/20A06097/sg https://eur-lex.europa.eu/resource.html?uri=cellar:0d918e07-e610-11eb-a1a5-01aa75ed71a1.0023.02/DOC 1&format=PDF https://eur-lex.europa.eu/resource.html?uri=cellar:a3c806a6-9ab3-11ea-9d2d-01aa75ed71a1.0009.02/DOC 1&format=PDF https://www.minambiente.it/sites/default/files/archivio/allegati/comitato%20verde%20pubblico/strategia verde urbano.pdf 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https://www.reterurale.it/flex/cm/pages/ServeAttachment.php/L/IT/D/8%252F6%252F1%252FD.75e1b2dd9144d6f5448f/P/BLOB%3AID%3D22203/E/pdf https://www.salute.gov.it/imgs/C 17 notizie 5029 0 file.pdf https://www.politicheagricole.it/flex/cm/pages/ServeAttachment.php/L/IT/D/5%252F5%252F9%252FD.1f9732191c4dd91b0e32/P/BLOB%3AID%3D13732/E/pdf https://www.politicheagricole.it/flex/cm/pages/ServeAttachment.php/L/IT/D/5%252F5%252F9%252FD.1f9732191c4dd91b0e32/P/BLOB%3AID%3D13732/E/pdf 50 • Strategie regionali dello sviluppo sostenibile SOGGETTI ATTUATORI/COINVOLTI • MITE (PNM, USSRI, EC) • MIPAAF • MUR • Ministero Salute /ASL • Comitato Nazionale per lo sviluppo il verde pubblico • Autorità di Bacino Distrettuale • Regioni e Province Autonome • Comuni e Città Metropolitane • ANCI • INU • CREA • ISPRA, ARPA/APPA – SNPA • Enti di ricerca e Università • Associazioni ambientaliste • CONAF • Associazioni nazionali florovivaistiche • Associazione Italiana Architetti Pianificatori e Paesaggisti • Comitati di cittadini fruitori del verde urbano • Associazioni no-profit • Imprese private INDICATORI • Incidenza delle aree di verde urbano sulla superficie urbanizzata delle città (ISTAT) • Numero alberi di ambiente urbano e periurbano iscritti nell’Elenco degli alberi monumentali d’Italia • Indicatori A.str.6 SNF: Metri lineari di alberature in ambito urbano distinte per Regione e Provincia autonoma Superficie boschi urbani e periurbani distinte per Regione e Provincia autonoma FONTI DI FINANZIAMENTO • Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (FESR) • Fondo Europeo Agricolo di Sviluppo Rurale (FEASR) • Fondo Europeo Agricolo di Garanzia (FEAGA) • Fondo Sviluppo e Coesione (FSC) • Fondo di Rotazione • Programma per l’ambiente e l’azione per il Clima (LIFE) • URBACT • EU Framework Programme for Research and Innovation (Horizon Europe) • Next Generation EU-PNRR • ETS (Emission Trading System) del mercato quote di CO2 • Legge 12 dicembre 2019, n. 141 di conversione del decreto Clima n.111 del 14 ottobre 2019 • Decreto 9 ottobre 2020 attuativo dell’art. 4 del Decreto clima programma sperimentale di forestazione urbana • Schemi di pagamenti ai servizi ambientali ed ecosistemici • Tariffe di accesso ai Parchi e alle aree protette • Eliminazione dei sussidi dannosi alla biodiversità V e rd e U rb an o 51 AZIONI B10. Arrestare la perdita di ecosistemi verdi urbani e periurbani e favorire il rinverdimento urbano e l’introduzione e la diffusione delle soluzioni basate sulla natura Azione B10.1 Favorire il rinverdimento urbano Sotto-Azione B10.1.a) Incrementare la densità di aree vegetate sul territorio comunale attuando politiche di implementazione della Strategia Nazionale del Verde Urbano e della Strategia Europea di Adattamento: adozione delle foreste urbane come riferimento strutturale e funzionale del verde pubblico, passare dal computare il numero di piante esistenti (vedi bilanci verde ex legge 10) o da mettere a dimora (3 miliardi, 60 milioni), alla misura della superficie coperta da alberi-vegetazione legnosa perenne (canopy copertura, e area fotosintetizzante), limitare, mitigare e compensare l’impermeabilizzazione del suolo (sia asfaltato che cementificato) e incrementare l’economia verde delle città. Sotto-Azione B10.1.b) Far sì che tutte le città e gli agglomerati con almeno 20.000 abitanti sviluppino un ambizioso piano di inverdimento urbano e integrino nella pianificazione urbana le soluzioni basate sulla natura (infrastrutture verdi, tetti e pareti verdi, fitodepurazioni, parchi, corridoi verdi, alberature, orti urbani, canali e fossi inerbiti per il drenaggio ect.), che riconoscano e salvaguardino il valore della biodiversità, delle funzioni e dei servizi dell'ecosistema, considerino gli ecosistemi naturali esistenti e gli impatti climatici presenti e futuri. Sotto-Azione B10.1.c) Dare piena attuazione all'intervento "Tutela e valorizzazione del verde urbano ed extraurbano" nell’ambito del PNRR. Sotto-Azione B10.1.d) Favorire la firma e l'attuazione da parte di più città possibili dell'accordo UE per le città verdi. Sotto-Azione B10.1.e) Favorire l’inserimento dei CAM per il verde pubblico nelle procedure di gara pubbliche al fine di valorizzare il patrimonio verde e migliorare la sua gestione. Azione B10.2 Arrestare la perdita della biodiversità nelle aree verdi urbane Sotto-Azione B10.2.a) Concludere il censimento degli alberi dei filari e delle alberate di particolare pregio ai sensi della legge n. 10/2013 in ambiti urbani e periurbani. Sotto-Azione B10.2.b) Integrare la pianificazione/gestione e la conservazione degli ecosistemi verdi urbani negli strumenti di pianificazione urbanistica/gestione urbana, individuando modalità operative di regolazione e attuazione degli interventi di connettività ecologica ed implementandone la conoscenza specifica (ad esempio tramite atlanti urbani e alberi monumentali). Sotto-Azione B10.2.c) Aumentare la connettività tra i nodi delle reti ecologiche e le infrastrutture verdi presenti nelle aree urbane e periurbane, favorendo la connessione con le core areas, anche attraverso azioni di de sealing de-impermeabilizzazione di superfici asfaltate e promuovendo l’adozione di Nature Based Solutions (NBS) per favorire la connessione tra ambiente costruito e ambiente naturale. Sotto-Azione B10.2.d) Mettere in atto le azioni e le sinergie necessarie per la riduzione al minimo o il divieto nell’impiego dei prodotti fitosanitari e dei biocidi nelle aree utilizzate dalla popolazione o da gruppi vulnerabili e per l’adozione alternativa di misure preventive e di controllo biologico e di lotta integrata contro gli organismi nocivi. Nelle situazioni di emergenza fitosanitaria e di emergenza sanitaria, ove possibile sostenere l’impiego dei prodotti autorizzati con minore pericolosità, quali i prodotti fitosanitari a basso rischio (Regolamento (UE) n. 1107/2009) e i biocidi con autorizzazione semplificata (Regolamento (UE) n. 528/2012) Sotto-Azione B10.2.e) Limitare la falciatura eccessiva degli spazi verdi urbani e dei fossi altre pratiche dannose per la biodiversità. Sotto-Azione B10.2.f) Aumentare il budget comunale destinato alla pianificazione e gestione sostenibile degli ecosistemi verdi urbani e periurbani. V e rd e U rb an o 52 Sotto-Azione B10.2.g) Promuovere la partecipazione dei cittadini, proprietari di giardini, a favorire essenze a sostegno degli impollinatori e utili alle connessioni ecologiche. Sotto-Azione B10.2.h) Favorire pratiche di gestione collaborativa e partecipata per la raccolta dati e il monitoraggio degli spazi verdi urbani e periurbani attraverso azioni diffuse di sensibilizzazione della cittadinanza e delle scuole al valore dei benefici ambientali e sociali del verde, alle pratiche di tutela della biodiversità urbana (animale e vegetale) e attraverso programmi di citizen science e di educazione. Azione B10.3 Integrare le soluzioni basate sulla natura nella pianificazione urbana Sotto-Azione B10.3.a) Incoraggiare la creazione di processi, o perfezionare gli esistenti, che riuniscano i diversi livelli amministrativi, per aumentare l'integrazione di soluzioni basate sulla natura nelle infrastrutture e nella pianificazione e progettazione di aree urbane e peri-urbane con l'obiettivo di rafforzare la capacità, pratiche di gestione del patrimonio naturale e rafforzare la resilienza climatica. Sotto-Azione B10.3.b) Identificare meccanismi che stimolino gli investimenti a livello locale, anche da fonti private, e l’inclusione di criteri che promuovano le infrastrutture verdi. Sotto-Azione B10.3.c) Incentivare il monitoraggio dei benefici e l’efficacia delle soluzioni basate sulla natura introdotte, prendendo in considerazione standard riconosciuti, con l'obiettivo di informare i decisori politici, la pianificazione e per costruire muovi modelli di finanziamento. V e rd e U rb an o 53 OBIETTIVI SPECIFICI B11 RIPRISTINARE GLI ECOSISTEMI DI ACQUA DOLCE E LE FUNZIONI NATURALI DEI CORPI IDRICI E RAGGIUNGERE ENTRO IL 2027 IL "BUONO STATO" DI TUTTE LE ACQUE QUADRO CONOSCITIVO/CONTESTO Le acque superficiali interne e le acque sotterranee costituiscono un bene comune fondamentale e un elemento centrale per la vita, gli ecosistemi e l’economia. Il principale strumento giuridico a loro tutela è la Direttiva Quadro sulle Acque 2000/60/CE (DQA), che mira a prevenire il deterioramento, proteggere e migliorare lo stato degli ecosistemi acquatici e mitigare gli effetti di siccità e alluvioni attraverso la gestione sostenibile, integrata e adattiva dei corpi idrici e raggiungere così l’obiettivo ambientale del buono stato di tutti i corpi idrici. La DQA ha previsto la predisposizione, per ciascun distretto idrografico, di Piani di gestione (PdG) dei bacini idrografici ai fini della programmazione delle misure necessarie per il conseguimento di tali obiettivi. In Italia abbiamo assistito ad un significativo miglioramento nella gestione delle acque, grazie allo sviluppo di soluzioni tecnologiche e all'introduzione di una governance a scala di bacino idrografico; tuttavia, non tutti i corpi idrici hanno ancora raggiunto gli obiettivi indicati 18 19. Tra le pressioni più significative che ancora incidono sullo stato ambientale degli ecosistemi acquatici, vi sono l’inquinamento riconducibile all’ambito agricolo, la 18 Relazione della Commissione al Parlamento europeo e al Consiglio relativa all'attuazione della direttiva quadro sulle acque (2000/60/CE) e della direttiva sulle alluvioni (2007/60/CE). Secondo ciclo di piani di gestione dei bacini idrografici Primo ciclo di piani di gestione del rischio di alluvioni. - COM(2019) 95 final. 19 Per quanto riguarda le acque superficiali, il 42% circa di esse (fiumi, laghi, acque di transizione e marino costieri) raggiunge l’obiettivo di qualità di “buono” stato ecologico (considerando la somma dei corpi idrici in stato ecologico “buono“ ed “elevato“), e il 72% raggiunge l’obiettivo di qualità di “buono” stato chimico, mentre non è stato ancora presenza di reflui non adeguatamente trattati, i prelievi e le alterazioni idromorfologiche. Tra le azioni prioritarie da mettere in campo vi è l’adozione di Nature Based Solutions e Green Infrastructure che possano apportare benefici in termini di riqualificazione degli ecosistemi acquatici, (con particolare riguardo agli aspetti funzionali e di continuità longitudinale e connettività laterale), miglioramento dei processi idromorfologici, mitigazione del rischio idraulico, resilienza climatica e protezione della biodiversità. Sarà cruciale procedere a un’analisi idromorfologica del reticolo idrografico e identificare i corpi idrici in cui operare misure specifiche come la rimozione o la regolazione di barriere prevalentemente obsolete e il ripristino di pianure alluvionali e zone umide, contribuendo così anche al conseguimento degli obiettivi previsti nella Direttiva Alluvioni. La riduzione e l’eliminazione dell’inquinamento chimico saranno azioni prioritarie non solo per la protezione degli ambienti acquatici ma anche per la salute umana. Il Piano d’azione dell’UE “Zero Pollution for air, water and soil” individua la “prevenzione” quale unica strategia possibile per ridurre al minimo gli effetti deleteri dell’inquinamento chimico. In tale contesto è in corso il processo di revisione/integrazione della lista delle sostanze prioritarie che dovranno essere ridotte o eliminate da tutti gli scarichi, rilasci, emissioni e perdite, tra cu PFAS, farmaci, prodotti fitosanitari di sintesi e altre sostanze interferenti endocrini. trasmesso alcun dato sullo stato di qualità per circa il 18% dei corpi idrici relativamente allo stato ecologico e per circa il 19% relativamente allo stato chimico e, quindi, tali corpi idrici risultano in stato “Non Determinato” (ND). Per quanto riguarda i corpi idrici sotterranei, il 61% di quelli monitorati sono classificati in buono stato quantitativo, il 14 % fallisce l’obiettivo di buono stato e il restante 25% risultava ancora in stato sconosciuto al 2016. Per quanto riguarda lo stato chimico, il 58% dei corpi idrici sotterranei monitorati è in stato buono, il 25 % in stato chimico scarso e il restante 17% ancora sconosciuto. A c q u e In te rn e 54 PRINCIPALI STRUMENTI Strumenti normativi di riferimento: • Convenzione di Ramsar • Regolamento (UE) 2020/852 “EU Taxonomy” relativo all’istituzione di un quadro che favorisce gli investimenti sostenibili • Direttiva 92/43/CEE "Habitat" del 21 maggio 1992 “Conservazione degli habitat naturali e seminaturali, della flora e della fauna selvatiche” • Direttiva 2000/60/CE “Direttiva Quadro sulle Acque– DQA” • Direttiva 2006/7/CE relativa alla gestione della qualità delle acque di balneazione • Direttiva 2007/60/CE sulla valutazione e gestione del rischio di alluvioni – Direttiva Alluvioni (FD) • Direttiva 2008/56/CE sulla Strategia per l’ambiente marino • Direttiva 2009/147/CE del 30 novembre 2009, “La conservazione degli uccelli selvatici” • D.Lgs. 42/2004 Codice dei beni culturali e del paesaggio Parte III del D. Lgs. 3 aprile 2006, n. 152 (Testo Unico Ambientale) • D.Lgs.116/2008 “Attuazione della direttiva 2006/7/CE relativa alla gestione della qualità delle acque di balneazione • D.Lgs. 23 febbraio 2010, n. 49 “Attuazione della direttiva 2007/60/CE relativa alla valutazione e alla gestione dei rischi di alluvioni” • D.L. 12 settembre 2014, n. 133, convertito, con modificazioni, dalla legge 11 novembre, 2014, n. 164 • D.M. 24 febbraio 2015, n. 39 - Regolamento recante i criteri per la definizione dei costi ambientali e della risorsa per i vari settori d’impiego dell’acqua • D.M del 10 marzo 2015 recante “Linee guida di indirizzo per la tutela dell'ambiente acquatico e dell'acqua potabile e per la riduzione dell'uso di prodotti fitosanitari e dei relativi rischi nei Siti Natura 2000 e nelle aree naturali protette” • D.P.C.M. del 27 settembre 2021 “Aggiornamento dei criteri, delle modalità e dell’entità delle risorse destinate al finanziamento degli interventi in materia di mitigazione del rischio idrogeologico” Altri strumenti • Strategia EU “Zero Pollution for air, water and soil” • Strategia Europea per la Biodiversità 2030 • Strategia Nazionale per lo Sviluppo Sostenibile • Linee guida per l’indicazione di obiettivi specifici per i corpi idrici ricadenti nelle aree protette naturali • Piani di gestione e misure conservazione Natura 2000 • Piani di bacino distrettuale e piani stralcio (PAI, PGRA, PdG) • Programmi di gestione dei sedimenti di bacino • Strategie regionali dello sviluppo sostenibile • Piano regionale Tutela delle acque Documenti di riferimento europei: Guida tecnica della CE per la rimozione delle barriere per il ripristino dei fiumi "Links between the Floods Directive (FD 2007/60/EC) and Water Framework Directive (WFD 2000/60/EC) Technical Report - 2014 – 078 Ecological flows in the implementation of the Water Framework Directive Technical Report 2015/86 SOGGETTI ATTUATORI/COINVOLTI • MITE (PNM, USSRI) • MIPAAF • Autorità di bacino distrettuali • Regioni e Province Autonome • Enti gestione aree protette, siti N2000 e zone Ramsar • ISPRA, ARPA/APPA – SNPA • CREA • CNR A c q u e In te rn e http://www.minambiente.it/sites/default/files/archivio/allegati/biodiversita/ramsar convention certified 1971 en.pdf https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/PDF/?uri=CELEX:32020R0852&from=IT https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/PDF/?uri=CELEX:32020R0852&from=IT https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/?uri=CELEX:31992L0043 https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/?uri=CELEX:31992L0043 https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/?uri=CELEX:31992L0043 https://eur-lex.europa.eu/legal-content/it/ALL/?uri=CELEX:32000L0060 https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/PDF/?uri=CELEX:32006L0007&from=IT https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/PDF/?uri=CELEX:32006L0007&from=IT https://eur-lex.europa.eu/LexUriServ/LexUriServ.do?uri=OJ:L:2007:288:0027:0034:IT:PDF https://eur-lex.europa.eu/LexUriServ/LexUriServ.do?uri=OJ:L:2007:288:0027:0034:IT:PDF https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/?uri=celex%3A32008L0056 https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/?uri=CELEX:32009L0147 https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/?uri=CELEX:32009L0147 https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:2004-01-22;42 https://www.gazzettaufficiale.it/dettaglio/codici/materiaAmbientale https://www.gazzettaufficiale.it/dettaglio/codici/materiaAmbientale https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legge:2008-05-30;116!vig= https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legge:2008-05-30;116!vig= https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:2010;49 https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:2010;49 https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2014/09/12/14G00149/sg https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2014/09/12/14G00149/sg https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2015/03/26/15A02146/sg https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2015/03/26/15A02146/sg https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2015/03/26/15A02146/sg https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2015/03/26/15A02146/sg https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2021/11/15/21A06670/sg https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2021/11/15/21A06670/sg https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2021/11/15/21A06670/sg https://ec.europa.eu/environment/pdf/zero-pollution-action-plan/communication en.pdf https://eur-lex.europa.eu/resource.html?uri=cellar:a3c806a6-9ab3-11ea-9d2d-01aa75ed71a1.0009.02/DOC 1&format=PDF https://www.mite.gov.it/sites/default/files/archivio immagini/Galletti/Comunicati/snsvs ottobre2017.pdf https://www.minambiente.it/pagina/linee-guida-lindicazione-di-obiettivi-specifici-i-corpi-idrici-ricadenti-nelle-aree-protette) https://www.minambiente.it/pagina/linee-guida-lindicazione-di-obiettivi-specifici-i-corpi-idrici-ricadenti-nelle-aree-protette) https://www.mite.gov.it/pagina/zsc-designate file:///C:/Users/BrecciaroliBDT/Downloads/Barrier%20removal%20for%20river%20restoration.pdf file:///C:/Users/BrecciaroliBDT/Downloads/Barrier%20removal%20for%20river%20restoration.pdf https://circabc.europa.eu/sd/a/2e917bbb-abff-41ac-b6fc-0fc91bf0347d/inks%20between%20the%20Floods%20Directive%20and%20Water%20Framework%20Directive%20-%20Resource%20Document.pdf https://circabc.europa.eu/sd/a/2e917bbb-abff-41ac-b6fc-0fc91bf0347d/inks%20between%20the%20Floods%20Directive%20and%20Water%20Framework%20Directive%20-%20Resource%20Document.pdf https://circabc.europa.eu/sd/a/2e917bbb-abff-41ac-b6fc-0fc91bf0347d/inks%20between%20the%20Floods%20Directive%20and%20Water%20Framework%20Directive%20-%20Resource%20Document.pdf https://circabc.europa.eu/sd/a/4063d635-957b-4b6f-bfd4-b51b0acb2570/Guidance%20No%2031%20-%20Ecological%20flows%20(final%20version).pdf https://circabc.europa.eu/sd/a/4063d635-957b-4b6f-bfd4-b51b0acb2570/Guidance%20No%2031%20-%20Ecological%20flows%20(final%20version).pdf 55 • Università • Società scientifiche • Associazioni di categoria agricole • Associazioni di pescatori • Ordini professionali (ingegneri, geologi, ecc.) INDICATORI • Km di fiumi in cui è stata ripristinata la connettività longitudinale • Km di corpi idrici in cui è stata ripristinata la connettività laterale • Numero di obiettivi specifici definiti nei Piani di Distretto Idrografico rispetto ai corpi idrici che ricadono in aree protette e in Siti Natura 2000 • Indicatori per il monitoraggio delle acque dolci superficiali ai sensi della direttiva 2000/60/CE (inclusi gli elementi idromorfologici): Qualità, e relativi indicatori laddove previsti, di stato ecologico e di stato chimico delle acque interne superficiali Qualità, e relativi indicatori laddove previsti, di stato chimico e di stato quantitativo delle acque sotterranee Percentuale di corpi idrici che hanno raggiunto l'obiettivo ambientale sul totale dei corpi idrici delle acque interne superficiali e sotterranee FONTI DI FINANZIAMENTO • Fondo Europeo per la Politica Marittima, la Pesca e l'Acquacoltura (FEAMPA) • Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (FESR) • Fondo Europeo Agricolo di Sviluppo Rurale (FEASR) • Fondo Europeo Agricolo di Garanzia (FEAGA) • Fondo Sviluppo e Coesione (FSC) • Fondo di Rotazione • Programma per l’ambiente e l’azione per il Clima (LIFE) • EU Framework Programme for Research and Innovation (Horizon Europe) • Next Generation EU - PNRR • Legge 12 dicembre 2019, n. 141 di conversione del decreto Clima n.111 del 14 ottobre 2019 • Fondo per la progettazione degli interventi contro il dissesto idrogeologico • Schemi di pagamenti ai servizi ambientali ed ecosistemici • Eliminazione dei sussidi dannosi alla biodiversità A c q u e In te rn e 56 AZIONI B11 Ripristinare gli ecosistemi di acqua dolce e le funzioni naturali dei corpi idrici e raggiungere entro il 2027 il "buono stato" di tutte le acque Azione B11.1 Dare piena attuazione alla Direttiva Quadro Acque raggiungendo il "buono stato" di tutte le acque Sotto-Azione B11.1.a) Integrare e rafforzare le azioni necessarie per il raggiungimento dell'obiettivo del "buono stato ecologico" di tutte le acque rispetto a quanto previsto nei Programmi di Misure dei Piani di gestione distrettuali sensu direttiva Acque. Sotto-Azione B11.1.b) Promuovere un’azione più incisiva per prevenire l’inquinamento chimico negli ecosistemi acquatici – come indicato anche dal Piano d’azione dell’UE “Zero Pollution for air, water and soil” – al fine di ridurre al minimo gli effetti deleteri dell’inquinamento chimico per la protezione degli ambienti acquatici, della relativa biodiversità e della salute umana. Sotto-Azione B11.1.c) definire nei Piani di gestione di Distretto Idrografico gli obiettivi specifici per i corpi idrici che ricadono in aree protette e in Siti Natura 2000. Azione B11.2 Ripristinare gli ecosistemi di acqua dolce attraverso l’adozione di misure integrate che contribuiscano simultaneamente alla realizzazione degli obiettivi di diverse politiche comunitarie e nazionali Sotto-Azione B11.2.a) Favorire interventi di ripristino che abbiano la capacità di contribuire simultaneamente e sinergicamente agli obiettivi di direttive diverse (es. direttive Natura, direttiva Acque 2000/60/CE; direttiva Alluvioni - 2007/60/CE) con interventi utili al contenimento del dissesto e alla riqualificazione fluviale, anche attraverso strumenti quali i Contratti di Fiume. Dare attuazione al programma di gestione dei sedimenti di bacino di cui all’art. 117, comma 2-ter, del TUA. Sotto-Azione B11.2.b) Garantire la piena implementazione di quanto previsto dal PAN pesticidi ed in particolare dalle linee Guida di cui al D.M. 10/3/2015 per la sua attuazione. Sotto-Azione B11.2.c) Verifica e rimodulazione del prelievo da captazioni per usi idropotabili a carico di sorgenti di rilevanza locale o comprensoriale, in territori montani e alto collinari. Sotto-Azione B11.2.d) Aggiornare la formazione di tecnici degli uffici competenti per concessioni, derivazioni, pianificazione di settore, valutazioni in merito al tema della conservazione della biodiversità in ambito fluviale. Azione B11.3 Contribuire all'obiettivo UE di ristabilire lo scorrimento libero di almeno 25 000 km di fiumi Sotto-Azione B11.3.a) Sulla base delle conoscenze al momento disponibili identificare, in collaborazione con le Autorità di bacino distrettuale e le Regioni, corsi d’acqua o loro tratti in cui pianificare come ristabilire lo scorrimento libero, eliminando principalmente le barriere obsolete e ripristinando le pianure alluvionali per riconnettere gli alvei alle pianure alluvionali, in coerenza con la pianificazione di bacino e con i documenti di indirizzo europei. Sotto-Azione B11.3.b) Parallelamente mappare e monitorare i corridoi fluviali (forme e processi) al fine di definire ulteriori azioni di ripristino. Sotto-Azione B11.3.c) Riesame da parte degli enti preposti, delle concessioni di prelievo e invaso delle acque affinché vengano garantiti i deflussi ecologici e l’uso plurimo delle acque, in considerazione del bilancio idrico, delle condizioni idrologiche necessarie a garantire il buono stato dei corpi idrici e dei requisiti ecologici delle specie ed habitat di interesse comunitario (dir 43/92/CE) legate ai corpi idrici laddove presenti”. Sotto-Azione B11.3.d) Definire un piano finanziario, comprensivo di investimenti su larga scala per il ripristino della connettività degli alvei e delle pianure alluvionali quali misure integrate cui destinare i finanziamenti legati al dissesto idrogeologico (vedi anche azione B.11.2a) in coerenza con la normativa vigente (in particolare L. 164/2014), così contribuendo a una diffusa rinaturalizzazione fluviale. Sotto-Azione B11.3.e) Implementare un sistema di monitoraggio degli interventi di riconnessione fluviale, ex ante ed ex post, atto a garantire la A c q u e In te rn e 57 verifica dell'efficacia degli interventi, in continuo, come previsto dalla normativa vigente. A c q u e In te rn e 58 OBIETTIVI SPECIFICI B12. RIPRISTINARE E MANTENERE IL BUONO STATO AMBIENTALE DEGLI ECOSISTEMI MARINI QUADRO CONOSCITIVO/CONTESTO La biodiversità è un patrimonio unico e prezioso che necessita di forme di tutela specifiche, mirate ed estese su un territorio ampio che interessi anche le aree offshore, in considerazione della natura transfrontaliera dell’ambiente marino. Purtroppo, ad oggi, malgrado gli accordi nazionali e internazionali e l’adozione di misure per far fronte al processo di degrado degli ecosistemi marini, questo non solo non è stato arrestato ma procede con ritmi allarmanti. Le pressioni sono crescenti e riguardano soprattutto l’uso non sostenibile delle risorse naturali, tra cui il sovra sfruttamento delle specie ittiche, lo sviluppo non sostenibile dell'economia blu, le catture accessorie (bycatch), la pesca illegale, l’introduzione di specie aliene invasive, l’inquinamento ed i rifiuti, in particolare la plastica. Un importante strumento di governance del sistema mare è rappresentato dalla direttiva quadro sulla Strategia per l’Ambiente Marino (MSFD 2008/56/CE, recepita in Italia con D. Lgs. 190/2010) che promuove l’adozione di strategie complesse mirate alla salvaguardia dell’ecosistema marino per il raggiungimento del Buono Stato Ambientale. Insieme alle altre direttive europee, in particolare le direttive Habitat (92/43/CEE), Uccelli selvatici (2009/147/CE), Acque (2000/60/CE) e per la Pianificazione dello Spazio Marittimo (2014/89/UE), e ad altri strumenti normativi come la PCP (Politica Comune della Pesca, Reg. UE 1380/2013), la MSFD garantisce un robusto quadro politico e giuridico per l’adempimento degli impegni internazionali relativi alla protezione della biodiversità marina, come ad esempio la Convenzione sulla Diversità Biologica (CBD) e la Convenzione di Barcellona (UNEP/MAP). L’implementazione della Strategia Marina, grazie alla quale è stato possibile avere una stima sempre più accurata degli impatti dovuti sia a pressioni come gli inquinanti marini che a tematiche “nuove” come rifiuti marini e rumore sottomarino, si configura come lo strumento prioritario per l’applicazione dell’approccio ecosistemico e per la tutela ed il ripristino degli ambienti marini. Tale approccio deve essere considerato come elemento fondante di tutte le azioni e le politiche messe in campo per la gestione e tutela degli ecosistemi marino-costieri. PRINCIPALI STRUMENTI Strumenti normativi di riferimento • Convenzione di Barcellona delle Nazioni Unite per la protezione del Mar Mediterraneo ed i suoi protocolli (UNEP/MAP) • Accordo per la conservazione dei cetacei nel Mediterraneo, nel Mar Nero e nelle contigue aree atlantiche (ACCOBAMS) • Convenzione internazionale per il controllo e la gestione delle acque di zavorra e dei sedimenti delle navi, fatta a Londra nel 2004 (BWM Convention) • Regolamento 2019/1241 relativo alla conservazione delle risorse della pesca e alla protezione degli ecosistemi marini attraverso misure tecniche • REGOLAMENTO (UE) 2020/852 “EU Taxonomy” relativo all’istituzione di un quadro che favorisce gli investimenti sostenibili • Politica Comune della Pesca (PCP) Regolamento UE 1380/2013 • Direttiva 92/43/CEE "Habitat" del 21 maggio 1992 “Conservazione degli habitat naturali e seminaturali, della flora e della fauna selvatiche” • Direttiva 2000/60/CE “Direttiva Quadro sulle Acque – DQA” • Direttiva Quadro sulla Strategia per l’ambiente Marino (MSFD) 2008/56/CE - D. Lgs. 190/2010 e relativi decreti attuativi (D.M. 15 febbraio 2019 di aggiornamento delle definizioni del Buono Stato Ambientale e dei Traguardi ambientali; D.M. 2 febbraio 2021 di M are https://www.naturaitalia.it/static/temp/allegati natura italia/mare/Convenzione di Barcellona IT.pdf https://www.naturaitalia.it/static/temp/allegati natura italia/mare/Convenzione di Barcellona IT.pdf https://www.accobams.org/wp-content/uploads/2017/01/ACCOBAMS Text Agreement English.pdf https://www.accobams.org/wp-content/uploads/2017/01/ACCOBAMS Text Agreement English.pdf https://www.imo.org/en/About/Conventions/Pages/International-Convention-for-the-Control-and-Management-of-Ships%27-Ballast-Water-and-Sediments-(BWM).aspx https://www.imo.org/en/About/Conventions/Pages/International-Convention-for-the-Control-and-Management-of-Ships%27-Ballast-Water-and-Sediments-(BWM).aspx https://www.imo.org/en/About/Conventions/Pages/International-Convention-for-the-Control-and-Management-of-Ships%27-Ballast-Water-and-Sediments-(BWM).aspx https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/PDF/?uri=CELEX:32019R1241&from=IT https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/PDF/?uri=CELEX:32019R1241&from=IT https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/PDF/?uri=CELEX:32019R1241&from=IT https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/PDF/?uri=CELEX:32020R0852&from=IT https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/PDF/?uri=CELEX:32020R0852&from=IT https://eur-lex.europa.eu/LexUriServ/LexUriServ.do?uri=OJ:L:2013:354:0022:0061:It:PDF https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/?uri=CELEX:31992L0043 https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/?uri=CELEX:31992L0043 https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/?uri=CELEX:31992L0043 https://www.minambiente.it/sites/default/files/direttive-acque/direttiva 2000-60-ce.pdf https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/?uri=CELEX%3A32008L0056 https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/?uri=CELEX%3A32008L0056 https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:2010;190#:~:text=DECRETO%20LEGISLATIVO%2013%20ottobre%202010%2C%20n.%20190%20Attuazione,all%27atto%20pubblicato%20il%2006%2F12%2F2018%29%20%28GU%20n.270%20del%2018-11-2010%29 https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2019/03/22/19A01951/sg https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2019/03/22/19A01951/sg https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2019/03/22/19A01951/sg https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2021/02/23/21A01101/sg 59 aggiornamento dei Programmi di Monitoraggio; D.P.C.M. del 10 ottobre 2017 relativo al Programma di Misure, attualmente in fase di aggiornamento) • Direttiva 2009/147/CE del 30 novembre 2009, “La conservazione degli uccelli selvatici” • Direttiva quadro per la Pianificazione dello Spazio Marittimo (MSP) 2014/89/UE • Legge 979/82 “Disposizioni per la difesa del mare” • Legge 394/91 “Legge Quadro sulle Aree Protette” • D. Lgs. 42/2004 Codice dei beni culturali e del paesaggio • D. Lgs. 152/2006 (Testo Unico Ambientale) (art. 111 sulla minimizzazione degli impatti acquacoltura. decreto interministeriale) • D.M. n. 65 del 10 marzo 2020, in G.U. n.90 del 4 aprile 2020 che adotta i Criteri Minimi Ambientali (CAM) per il servizio di ristorazione collettiva e fornitura di derrate alimentari Altri strumenti • Misure di protezione spaziale (Fisheries Restricted Areas e altri strumenti di modulazione spazio-temporale della pressione di pesca) • Strategia Europea per la Biodiversità 2030 • Strategia UE per la Regione Adriatico e Ionica (EUSAIR) • Documenti di indirizzo europei: Orientamenti strategici per un'acquacoltura dell'UE più sostenibile e competitiva per il periodo 2021 – 2030 (COM(2021) 236 final) Un nuovo approccio per un'economia blu sostenibile nell'UE. Trasformare l'economia blu dell'UE per un futuro sostenibile (COM(2021) 240 final) Nuovo Piano d’Azione della CE per la conservazione delle risorse di pesca per la protezione degli ecosistemi marini (in prep.) • Strategia Nazionale per lo Sviluppo Sostenibile • Piani di gestione pluriennali della pesca • Piano d’azione regionale per la piccola pesca – RPOA-SSF FAO/GFCM • Strategie regionali dello sviluppo sostenibile • Piani Spaziali marittimi SOGGETTI ATTUATORI/COINVOLTI • MITE (PNM, RAM) • MIPAAF • Ministero della Salute • Marina militare • Capitanerie di Porto • Guardia Costiera • Regioni e Province Autonome • Enti gestori delle aree protette e dei siti Natura 2000 • ISPRA, ARPA/APPA - SNPA • CREA • Enti di ricerca e Università • Pescatori (associazioni di categoria) • Associazioni ambientaliste INDICATORI • Stock ittici in sovrasfruttamento (%) (ISPRA) • Tasso di sfruttamento da pesca delle risorse ittiche nazionali • Tasso di catture accessorie (bycatch) di specie di valore conservazionistico • Qualità di stato ecologico e di stato chimico delle acque marino costiere (ISPRA) • Programma di Monitoraggio della Strategia Marina II Ciclo, descrittori: D1 D2 D3 D4 e D6 • Dati EUMAP (Data Collection Framework) sul settore pesca e acquacoltura (dati socioeconomici), MIPAAF M are https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2021/02/23/21A01101/sg https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2017/11/23/17A07943/sg https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2017/11/23/17A07943/sg https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/?uri=CELEX:32009L0147 https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/?uri=CELEX:32009L0147 https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/HTML/?uri=CELEX:32014L0089&from=IT https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/HTML/?uri=CELEX:32014L0089&from=IT https://www.mite.gov.it/sites/default/files/L. 31-12-1982 n. 979.pdf https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/1991/12/13/091G0441/sg https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:2004-01-22;42 https://www.gazzettaufficiale.it/dettaglio/codici/materiaAmbientale https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2020/04/04/20A01905/sg https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2020/04/04/20A01905/sg https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2020/04/04/20A01905/sg https://eur-lex.europa.eu/resource.html?uri=cellar:a3c806a6-9ab3-11ea-9d2d-01aa75ed71a1.0009.02/DOC 1&format=PDF https://www.adriatic-ionian.eu/about-eusair/ https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/HTML/?uri=CELEX:52021DC0236&from=EN https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/HTML/?uri=CELEX:52021DC0236&from=EN https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/HTML/?uri=CELEX:52021DC0240&from=EN https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/HTML/?uri=CELEX:52021DC0240&from=EN https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/HTML/?uri=CELEX:52021DC0240&from=EN https://www.mite.gov.it/sites/default/files/archivio immagini/Galletti/Comunicati/snsvs ottobre2017.pdf 60 • DATI produttivi acquacoltura (Reg. CE n. 762/2008), MIPAAF, EUROSTAT • Numero di AZA istituite a livello nazionale • Qualità delle acque destinate alla vita dei molluschi (% conformità dei corpi idrici, Tabella 1 C, All. 2 alla Parte III – Sezione C del D. Lgs. 152/06). FONTI DI FINANZIAMENTO • Fondo Europeo per la Politica Marittima, la Pesca e l'Acquacoltura (FEAMPA) • Fondo Sviluppo e Coesione (FSC) • Fondo di Rotazione • Programma per l’ambiente e l’azione per il Clima (LIFE) • Next Generation EU- PNRR • Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (FESR) • EU Framework Programme for Research and Innovation (Horizon Europe) • INTERREG EUROPA • Strumento europeo di pre-adesione IPA • Schemi di pagamenti ai servizi ambientali ed ecosistemici • Eliminazione dei sussidi dannosi alla biodiversità M are 61 AZIONI B12. Ripristinare e mantenere il buono stato ambientale degli ecosistemi marini Azione B12.1 Ridurre la mortalità da pesca a livello o sotto il rendimento massimo sostenibile Sotto-Azione B12.1.a) Fissare in linea con la PCP le possibilità di pesca per portare gli stock ad essere pescati entro e non oltre i limiti biologici di sostenibilità (Fmsy, Bmsy, SSB). Sotto-Azione B12.1.b) Aggiornare, ampliando il numero di stock ittici considerati, e implementare i Piani di gestione pluriennali della pesca, che dovranno identificare e attuare le misure di protezione spaziale necessarie (Fisheries Restricted Areas) per la protezione delle fasi sensibili degli stock ittici, riducendo significativamente il sovrasfruttamento in atto ed in linea con gli obiettivi della PCP. Sotto-Azione B12.1.c) Favorire lo strumento della co-gestione ovvero la costituzione di consorzi di cogestione della pesca con pescatori, enti di ricerca, ONG e autorità al fine di garantire la sostenibilità ecologica e socio economica della piccola pesca anche mediante l’introduzione di diritti di uso territoriali (TURFs) ove pertinente. Sotto-Azione B12.1.d) Finanziare attraverso il FEAMPA lo sviluppo di metodi di pesca più selettivi a vantaggio dell'industria alieutica e la diversificazione delle attività di quanti praticano la piccola pesca. Sotto-Azione B12.1.e) Assicurare il monitoraggio e la regolamentazione della pesca ricreativa al fine di limitare l’impatto sulle specie di valore conservazionistico e quelle di natura commerciale in linea con gli obiettivi della Strategia Marina. Sostenere la piccola pesca artigianale costiera che ha invece un basso impatto ambientale ed un alto tasso occupazionale, finanziando le filiere del pescato locale. Sotto-Azione B12.1.f) Applicare una politica di tolleranza zero nei confronti della pesca illegale, non dichiarata e non regolamentata, anche rafforzando il sistema dei controlli, e favorire la diffusione di comportamenti virtuosi e buone pratiche. Azione B12.2 Ridurre gli impatti negativi sulle specie e sugli habitat sensibili, ripristinandoli ove possibile, inclusi quelli sui fondali marini causati dall'attività di pesca acquacoltura ed estrazione, per raggiungere un buono stato ambientale. Sotto-Azione B12.2.a) Dare piena attuazione al nuovo piano d'azione per la conservazione delle risorse alieutiche e la protezione degli ecosistemi marini che a breve verrà approvato dalla Commissione Europea. Sotto-Azione B12.2.b) Implementare misure volte al raggiungimento del Buono Stato Ambientale nel contesto dell’integrità dei fondali marini per ciascun Broad Habitat Type (ad es. per quelli interessati da pressione di pesca non sostenibile condotta con attrezzi con impatto sui fondali marini) in accordo con i target ambientali adottati dall’Italia nell’ambito della Strategia Marina ed agli obiettivi/soglie di impatto unionali in via di definizione nel contesto del TGSeabed. Sotto-Azione B12.2.c) Dare piena attuazione all'intervento "Ripristino e tutela dei fondali e degli habitat marini" nell’ambito del PNRR. Sotto-Azione B12.2.d) Dare attuazione alle misure per la riduzione degli impatti, sia della maricoltura in gabbie che della molluschicoltura, sulle specie e gli ecosistemi marini, con particolare attenzione alla minimizzazione dell'uso degli antibiotici, e promuovere l’assegnazione di Zone Marine per Acquacoltura (AZA). Sotto Azione B12.2.e) Incentivare conoscenza e valutazione dei servizi ecosistemici svolti da diversi ecosistemi marini, al fine di valutarne l’importanza economica e il beneficio economico-sociale per la loro conservazione e/o utilizzo in strategie di gestione, nonché proporre azioni di rigenerazione attraverso approccio Nature based solution (NBS)". M are 62 Azione B12.3 Eliminare o ridurre il bycatch ad un livello che consenta il recupero e la conservazione delle specie Sotto-Azione B12.3.a) Garantire il monitoraggio del bycatch, assicurando che tutte le specie di elasmobranchi, cetacei e tartarughe siano inserite nella raccolta dati nazionale sulla pesca (secondo il protocollo GFCM on vulnerable species bycatch data collection) e focalizzando monitoraggi aggiuntivi in particolare negli hotspot di presenza/interazione tra attività di pesca e specie di valore conservazionistico. Sotto-Azione B12.3.b) Attuare le misure necessarie per eliminare il bycatch o, se non possibile, per ridurlo al minimo e comunque ad un livello compatibile con il raggiungimento del Buono Stato Ambientale. Sotto-Azione B12.3.c) Sostenere attraverso il FEAMPA l’adozione di buone pratiche e la transizione verso l’utilizzo di tecniche di pesca più selettive e meno dannose e pratiche d’acquacoltura sostenibili. Azione B12.4 Definire ed attuare la pianificazione dello spazio marittimo Sotto-Azione B12.4.a) Garantire la definizione ed attuazione di piani nazionali per la gestione dello spazio marittimo coerenti con gli obiettivi della Strategia di riferimento e che applichino un approccio di gestione basato sugli ecosistemi per ridurre gli impatti negativi della pesca, dell'estrazione e di altre attività umane sulle specie e sugli habitat sensibili. Sotto-Azione B12.4.b) Utilizzare i piani nazionali per la gestione dello spazio marittimo per la realizzazione di reti ecologicamente connesse di aree protette e altre misure di protezione dello spazio marino che ricoprano almeno il 30% dei nostri mari, designate in particolare in aree offshore e in aree critiche per la biodiversità e per il ripopolamento degli stock ittici (in coerenza con obiettivo A "aree protette"). Azione B12.5 Stabilire misure di gestione della pesca in tutte le aree marine protette secondo obiettivi di conservazione chiaramente definiti e sulla base dei migliori pareri scientifici disponibili con il coinvolgimento di tutti gli attori potenzialmente interessati Per le azioni e sotto-azioni cfr. azione A4.1 in aree protette. Azione B12.6 Dare piena attuazione alle misure previste dalla direttiva quadro sulla strategia per l'ambiente marino finalizzate alla riduzione dei rifiuti marini del rumore subacqueo e delle specie aliene Sotto-Azione B12.6.a) Garantire l’implementazione ed efficacia della raccolta dei rifiuti accidentalmente pescati durante le normali attività di pesca (Fishing for Litter) mediante interventi legislativi e sostegno logistico, anche mediante utilizzo di fondi ad hoc quali FEAMPA. Sotto-Azione B12.6.b) Dare piena applicazione all’istituzione di un National Focal Point per le specie acquatiche pericolose e aliene finalizzato a garantire la tempestiva rilevazione della presenza di specie non indigene invasive e la segnalazione di allarme alle autorità competenti. Sotto-Azione B12.6.c) Dare applicazione alle linee guida relative alla valutazione degli impatti dovuti al rumore sottomarino e al loro contenimento ed implementare e rendere operativo il registro nazionale dei suoni impulsivi. M are 63 OBIETTIVI SPECIFICI B.13 RAGGIUNGERE LA NEUTRALITÀ DEL DEGRADO DEL TERRITORIO E L’AUMENTO NETTO PARI A ZERO DEL CONSUMO DI SUOLO E COMPIERE PROGRESSI SIGNIFICATIVI NELLA PROTEZIONE E RIPRISTINO DELLA PRODUTTIVITÀ ECOLOGICA E AGRICOLA DEI SUOLI E NELLA BONIFICA E NEL RIPRISTINO DEI SITI CON SUOLO DEGRADATO E CONTAMINATO QUADRO CONOSCITIVO/CONTESTO Il suolo è un ecosistema essenziale, complesso e multifunzionale di vitale importanza sotto il profilo ambientale e socioeconomico, costituito da componenti minerali, materia organica, acqua, aria e organismi viventi (ospita circa il 25% della biodiversità mondiale), che svolge molteplici funzioni importanti e fornisce servizi ecosistemici fondamentali, tra cui produzione di cibo, biomassa e materie prime, controllo dell’erosione e regolazione degli elementi di fertilità, regolazione della qualità dell’acqua, protezione e mitigazione dei fenomeni idrologici estremi, riserva genetica, conservazione della biodiversità. Il degrado del suolo è un processo attribuibile ad un sistema di concause quali perdita di superficie, impermeabilizzazione, deforestazione, incendi, pascolo e agricoltura intensiva, erosione, salinizzazione delle falde, contaminazione e, non ultimo, il progressivo aumento degli indici di aridità e degli eventi climatici estremi (siccità, piogge intense, alluvioni, ecc.). Questi processi possono portare alla riduzione dello strato superficiale del suolo, con perdita di biodiversità, di attività e diversità microbica, di sostanza organica, di stock di carbonio, di fertilità e, quindi, della sua intrinseca capacità produttiva in senso biologico ed economico, fino ad arrivare all’estremo degrado individuabile nei processi di desertificazione. Si stima che circa il 28 % del territorio presenti uno o più delle cause di degrado. 20 Rapporto ISPRA/SNPA 2021 “Il consumo di suolo, dinamiche territoriali e servizi ecosistemici” Il consumo di suolo si riferisce alla perdita di capacità produttiva da parte di aree a causa della loro artificializzazione, ovvero della loro copertura artificiale, fenomeno irreversibile o reversibile con costi e tempi elevati. In Italia il consumo di suolo è in continua crescita. Il quadro aggiornato dei processi di trasformazione del territorio a scala nazionale20 mostra che le azioni di impermeabilizzazione dei suoli nel 2020 non sono rallentate, arrivando a raggiungere circa il 7,11% di copertura artificiale del territorio nazionale. Il territorio continua infatti ad essere trasformato con velocità elevate, e nelle zone periurbane e urbane si rileva un continuo e significativo incremento delle superfici artificiali a scapito delle aree agricole e naturali. La protezione del suolo e il suo uso sostenibile sono pertanto diventate priorità che si intersecano con numerosi obiettivi delle politiche ambientali, climatiche e agricole. Il 17 novembre 2021 la Commissione Europea ha approvato la nuova Strategia tematica europea per la protezione del suolo. Gli obiettivi chiave includono l’intensificazione degli sforzi per proteggere la fertilità chimica, fisica e biologica dei suoli, promuovendo programmi a lungo termine per l’aumento del contenuto di sostanza organica e contrastare il declino della biodiversità, come azioni basilari per ridurre il processo di desertificazione. In questi programmi rientrano azioni di ripristino e monitoraggio mirate ai seguenti obiettivi: i) identificazione e bonifica dei siti contaminati e riduzione dell'inquinamento diffuso; ii) riduzione del tasso di occupazione del suolo al fine di raggiungere il valore pari a zero del consumo di suolo entro il 2050; iii) raggiungere la neutralità del degrado del suolo entro il 2030. Le azioni prioritarie da mettere in campo dovranno includere l’incentivazione di tecniche e pratiche agricole sostenibili da un punto di vista ambientale, con un minor utilizzo di prodotti fitosanitari di sintesi e fertilizzanti (in coerenza con il Green Deal, la “Zero Pollution Initiative” e la Strategia “Farm to Fork”) e sarà necessario agire concretamente per raggiungere la neutralità S u o lo https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/PDF/?uri=CELEX:52021DC0699&from=EN 64 del consumo di suolo con iniziative normative e amministrative e promuovendo interventi di riqualificazione ambientale che privilegino opzioni “in armonia con la natura” (Nature Based Solutions, Green Infrastructure). STRUMENTI Strumenti normativi di riferimento • REGOLAMENTO (UE) 2020/852 “EU Taxonomy” relativo all’istituzione di un quadro che favorisce gli investimenti sostenibili • Direttiva n. 86/278/CEE concernente la protezione dell'ambiente, in particolare del suolo, nell'utilizzazione dei fanghi di depurazione in agricoltura • Direttiva 2007/60/CE sulla valutazione e gestione del rischio di alluvioni – Direttiva Alluvioni (FD) • Direttiva 2009/128/CE “che istituisce un quadro per l’azione comunitaria ai fini dell’utilizzo sostenibile dei pesticidi” • D.M. 11 ottobre 2017 che adotta i Criteri Minimi Ambientali (CAM) per l’affidamento di servizi di progettazione e lavori per la nuova costruzione, ristrutturazione e manutenzione di edifici pubblici • D. Lgs. del 27 gennaio 1992, n. 99 – attuazione della Direttiva n. 86/278/CEE concernente la protezione dell'ambiente, in particolare del suolo, nell'utilizzazione dei fanghi di depurazione in agricoltura • D. Lgs. 42/2004 Codice dei beni culturali e del paesaggio • Parte III del D. Lgs. 3 aprile 2006, n. 152 (Norme in materia ambientale) • D. Lgs. 14 agosto 2012, n. 150 - attuazione della direttiva 2009/128/CE che istituisce un quadro per l'azione comunitaria ai fini dell'utilizzo sostenibile dei pesticidi (G.U. 30 agosto 2012, n. 202) • Decreto 1° marzo 2019, n. 46. Regolamento relativo agli interventi di bonifica, di ripristino ambientale e di messa in sicurezza, d’emergenza, operativa e permanente, delle aree destinate alla produzione agricola e all’allevamento, ai sensi dell’articolo 241 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152. Altri strumenti di riferimento • Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile e i suoi Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (Nazioni Unite, 2015) • Linee guida volontarie per la gestione sostenibile dei suoli (FAO, 2016) • Strategia Europea per la Biodiversità 2030 • Climate package «Fit for 55» • Strategia EU “Zero Pollution for air, water and soil” • Strategia “Farm to Fork” • Nuova strategia tematica europea per la protezione del suolo • Nuova Strategia Forestale dell’UE • Strategia europea per un ambiente edificato sostenibile (in prep.) • Missione Horizon Europe nel settore "Salute del suolo e cibo" • Documenti di indirizzo europei comunicazione COM (2011)571 del 20.09.2011 “Tabella di marcia verso un’Europa efficiente nell’impiego delle risorse”; la decisione del Parlamento Europeo e del Consiglio n. 1386/2013/UE concernente il “Settimo programma d'azione per l'ambiente dell'UE (7 PAA)”; il documento di lavoro dei servizi della Commissione “Orientamenti in materia di buone pratiche per limitare, mitigare e compensare l’impermeabilizzazione del suolo” del 15 maggio 2012 • Strategia Nazionale per lo Sviluppo Sostenibile • Quarto Rapporto sullo Stato del Capitale Naturale in Italia, (2021) • Piani di gestione del rischio di Alluvioni (PGRA) • Piano di Azione Nazionale Fitosanitari per l’uso sostenibile dei prodotti fitosanitari (in fase di revisione) • Piano Strategico Nazionale (PSN) per la PAC 2023-2027 (in preparazione) S u o lo S u o lo https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/PDF/?uri=CELEX:32020R0852&from=IT https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/PDF/?uri=CELEX:32020R0852&from=IT https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/LSU/?uri=CELEX:31986L0278 https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/LSU/?uri=CELEX:31986L0278 https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/LSU/?uri=CELEX:31986L0278 https://eur-lex.europa.eu/LexUriServ/LexUriServ.do?uri=OJ:L:2007:288:0027:0034:IT:PDF 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(a cura di), 2021. Consumo di suolo, dinamiche territoriali e servizi ecosistemici. Edizione 2021. Report SNPA 22/21. SOGGETTI ATTUATORI/COINVOLTI • MITE (PNM, USSRI) • MIPAAF • MISE • Regioni e Province Autonome • Comuni e Città metropolitane • Enti Gestori delle Aree Protette • Autorità di Bacino distrettuale • ISPRA, ARPA/APPA - SNPA • CREA • Consorzi di Bonifica • Associazioni di categoria (agricoltura, edilizia, pianificazione) • Associazioni ambientaliste INDICATORI • Impermeabilizzazione e Consumo di suolo21 • Impermeabilizzazione e consumo di suolo pro capite (m2/ab)” diversificato tra funzione residenziale e attività produttive (mq/n. addetti oppure mq/PIL). 21 Quantifica il suolo consumato a seguito di una variazione da una copertura non artificiale ad una copertura artificiale. Viene ottenuto attraverso l’analisi della copertura del suolo (Land Cover); sebbene collegato è distinto dall’uso del suolo. 22 L’indicatore è articolato in tre sub-indicatori, inclusi i due indicatori già elencati (copertura del suolo e carbonio organico) più l’indice di produttività del suolo), di cui vengono misurati lo stato e le tendenze. Possono essere considerati ulteriori • Previsioni insediative attualmente inserite nei Piani urbanistici comunali superiori all’effettivo fabbisogno • Contenuto di Carbonio Organico nel Suolo (SOC), ovvero il contenuto di carbonio organico nei vari orizzonti del suolo con particolare attenzione a quello contenuto nell’epipedon • Degrado del suolo, secondo le indicazioni della Commissione Statistica delle Nazioni Unite per la misurazione del target 15.3 degli SDGs e adottato dalla UNCCD per il raggiungimento della Land Degradation Neutrality22 • Uso del suolo, che descrive l’uso del suolo (agricolo, urbano, industriale o commerciale, infrastrutture, ricreativo, naturale e seminaturale, corpi idrici, ecc.) riportando le superfici territoriali relative alle diverse classi secondo il sistema di classificazione CORINE Land Cover. • Indicatore di Land Recycling23 • Contaminazione dei suoli da prodotti fitosanitari e loro metaboliti • Contaminazione dei suoli da Diossine (PCDD policlorodibenzodiossine), furani (PCDF - policlorodibenzofurani) e policlorobifenili (PCB), Idrocarburi pesanti (C10-C40) e idrocarburi policiclici aromatici (IPA), metalli pesanti (es. Nichel, Arsenico e suoi composti inorganici, Cromo esavalente, Cadmio, Selenio, Berillio, ecc.) • Progresso nella gestione dei siti contaminati: siti contaminati di interesse nazionale siti oggetto di procedimento di bonifica regionali/locali indici/parametri rilevanti e disponibili a livello nazionale (es. l’indice della Qualità Biologica del Suolo-QBS), il tutto per analizzare lo stato e l’aumento del degrado del suolo e territorio. 23 Articolato distinguendo tra le componenti di Land Densification, Grey Recycling e Green Recycling S u o lo https://www.snpambiente.it/wp-content/uploads/2021/11/Rapporto consumo di suolo 2021.pdf https://www.snpambiente.it/wp-content/uploads/2021/11/Rapporto consumo di suolo 2021.pdf 66 FONTI DI FINANZIAMENTO • Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (FESR) • Fondo Europeo Agricolo di Sviluppo Rurale (FEASR) • Fondo Europeo Agricolo di Garanzia (FEAGA) • Fondo Sviluppo e Coesione (FSC) • Fondo di Rotazione • Programma per l’ambiente e l’azione per il Clima (LIFE) • EU Framework Programme for Research and Innovation (Horizon Europe) • Legge 12 dicembre 2019, n. 141 di conversione del decreto Clima n.111 del 14 ottobre 2019 • Next Generation EU - PNRR • Schemi di pagamenti ai servizi ambientali ed ecosistemici • Eliminazione dei sussidi dannosi alla biodiversità S u o lo 67 AZIONI In linea con gli orientamenti dell'UE (nuova strategia europea per il suolo e strategia europea per un ambiente edificato sostenibile in preparazione) B.13 Raggiungere la neutralità del degrado del territorio e l’aumento netto pari a zero del consumo del suolo e compiere progressi significativi nella protezione e ripristino della produttività ecologica e agricola dei suoli e nella bonifica e nel ripristino dei siti con suolo degradato e contaminato. Azione B13.1 Approvare ed attuare una legge nazionale sul consumo del suolo Sotto-Azione B13.1.a) Approvare ed attuare una legge nazionale sul consumo del suolo che consideri il suolo come bene comune e risorsa non rinnovabile e stabilisca obiettivi nazionali e regionali, coerenti con gli obiettivi di sviluppo sostenibile (11.3.1, 15.3.1), con gli obiettivi europei (aumento netto pari a zero del consumo di suolo) e con il sistema di monitoraggio SNPA, favorendo, di conseguenza, la rigenerazione urbana. Sotto-Azione B13.1. b) Necessità di fissare l'obiettivo di allineamento del consumo di suolo alla dinamica demografica entro il 2030 a livello nazionale per poi recepirlo a livello regionale in base alla capacità di carico dei territori per “ripartire" le superfici a livello comunale con conseguente obbligo di rivedere i piani urbanistici. Azione B13.2 Affrontare il tema dell'impermeabilizzazione del suolo e della riqualificazione dei siti dismessi contaminati per un ambiente edificato sostenibile Sotto-Azione B13.2.a) Definire ed attuare misure concrete e decise per limitare, mitigare e compensare l’impermeabilizzazione del suolo adottando la “Land take hierarchy” indicata dalla Strategia europea per il suolo per il 2030 (SWD 2021 323 final) che prevede, in ordine di priorità decrescente, di: a) evitare il consumo e l’impermeabilizzazione del suolo; b) riutilizzare le aree già consumate e impermeabilizzate; c) utilizzare aree già degradate in caso di interventi assolutamente non evitabili; d) in questo ultimo caso, compensare gli interventi per arrivare a un bilancio non negativo di consumo e di impermeabilizzazione del suolo e per mantenere o ripristinare i servizi ecosistemici. Avviare, inoltre, processi di rinaturalizzazione di suoli degradati, anche ai fini della mitigazione del rischio idrogeologico, in ambito urbano e periurbano. Sotto-Azione B13.2.b) Prevedere il ripristino e la riqualificazione dei siti dismessi contaminati al fine di ridurre al minimo l'ulteriore uso e impermeabilizzazione del suolo. Sotto-Azione B13.2.c) Utilizzare nei processi di rigenerazione urbana i principi dell’invarianza idraulica e restoration ecology, incentivando l’uso di Nature Based Solutions, con vantaggi sia dal punto di vista ambientale che sociale. Azione B13.3 Adottare pratiche sostenibili di gestione del suolo Sotto-Azione B13.3.a) Promuovere e finanziare attraverso il Piano Strategico Nazionale PAC 2023-2027,l’attuazione di pratiche agro-ecologiche sostenibili di gestione del suolo che ne aumentino e mantengano la fertilità, ne incrementino la capacità di sequestro di carbonio e di invaso idrico, ne contengano il compattamento e la salinizzazione e ne riducano l'erosione e il degrado, in linea, anche, con le Linee guida volontarie per promuovere la gestione sostenibile del suolo" (VGSSM) della FAO nell’ambito della Global Soil Partnership e in sinergia con l’Azione B8.1 di questa Strategia e relative Sotto-azioni. Sotto-Azione B13.3.b) Riqualificare gli agroecosistemi con pendenze superiori al 20% per evitare l’erosione e altri gravi processi degradativi capaci di limitare o inibire totalmente la funzionalità del suolo (es. perdita di sostanza organica, perdita della fertilità del suolo, dissesto), promuovere l’adozione di colture di copertura anche in pianura e garantire la piena e S u o lo 68 corretta attuazione delle Buone Condizioni Agronomiche ed Ambientali (BCAA) nella condizionalità della PAC post 2020. Sotto-Azione B13.3.c) Combattere lo spreco alimentare e promuovere l’impiego di fertilizzanti e ammendanti di origine organica per mantenere la ricchezza microbica dei suoli, ridurre e scongiurare la competizione nell’uso del suolo tra scopi alimentari (servizi ecosistemici di approvvigionamento) e altre destinazioni d’uso (servizi ecosistemici di regolazione, energetici e culturali). Sotto-Azione B13.3.d) Promuovere sistemi di drenaggio urbano sostenibili basati sull’utilizzo di soluzioni che ripristinino il naturale ciclo delle acque meteoritiche al fine di aumentare le disponibilità idriche, migliorare la qualità delle acque, diminuire il rischio di allagamento e contenere gli effetti avversi dei cambiamenti climatici. Sotto-Azione B13.3.e) Promuovere ed incentivare il recupero dei paesaggi rurali storici caratterizzati dalla presenza di muretti a secco e altre sistemazioni idraulico-agrarie tradizionali, al fine di preservare infrastrutture low tech con valore di contenimento del dissesto idrogeologico e alta valenza paesaggistica e culturale come riconosciuto dall’UNESCO. Favorire il coinvolgimento attivo degli agricoltori nelle azioni di manutenzione attiva del territorio. Sotto-Azione B13.3.f) Definire in linea con i dati e gli orientamenti della UE un percorso che porti alla graduale eliminazione entro il 2030 dei biocarburanti di prima generazione ad alto rischio indiretto di cambiamento nell'uso del suolo così come alla diffusione del fotovoltaico su terreni agricoli. Sotto-Azione B13.3.g) Ridurre al minimo l’uso di alberi interi, colture alimentari e foraggere per la produzione di energia, favorendo l’impiego efficace di materiali di scarto e sottoprodotti dall’agricoltura nella filiera delle energie rinnovabili in una prospettiva di economia circolare. Sotto-Azione B13.3.h) Fissare l’obiettivo di neutralità del degrado del suolo e del territorio entro il 2030 considerando almeno i tre sub-indicatori stabiliti dalla UNCCD. Azione B13.4 Ripristinare gli ecosistemi del suolo (cfr. azione B.2) In coerenza con gli obiettivi e le azioni della nuova strategia europea per il suolo: Sotto-Azione B13.4.a) Identificazione dei siti del suolo contaminati e definizione dei tipo e grado di contaminazione del suolo. Sotto-Azione B13.4.b) Definizione di obiettivi di ripristino/rinaturalizzazione di aree consumate/impermeabilizzate. Sotto-Azione B13.4.c) Ripristino degli ecosistemi terrestri degradati e dei suoli degradati e protezione della fertilità del suolo anche attuando le azioni per il ripristino dell'integrità e delle funzioni del suolo elaborate nell'ambito della missione Horizon Europe nel settore "Prodotti alimentari e salute del suolo" per garantire il ruolo chiave per la vita sulla Terra e per il benessere umano. Sotto-Azione B13.4.d) Definizione delle condizioni per il buono stato ambientale dei suoli. Sotto-Azione B13.4.e) Miglioramento delle conoscenze e del monitoraggio della qualità del suolo attraverso l’aggregazione e l’omogeneizzazione di dati regionali pedologici. Occorre migliorare la conoscenza del suolo, compresa la biodiversità in essa contenuta ed i processi pedogenetici che avvengono in esso, considerando anche i fattori che portano al degrado del suolo e del territorio, attraverso la promozione della ricerca scientifica e tecnologica e la messa in opera di opportuni sistemi e reti di monitoraggio. Sotto-Azione B13.4.f) Organizzazione e gestione di una rete nazionale di monitoraggio dei suoli in Italia per valutare lo stato di conservazione della biodiversità ed i livelli di contaminazione, in particolare per l’inquinamento S u o lo 69 da prodotti fitosanitari, idrocarburi e metalli pesanti, in relazione alle maggiori fonti di inquinamento, con redazione di specifici report annuali o periodici. S u o lo 70 VETTORI DI BIODIVERSITÀ I vettori di biodiversità sono ambiti trasversali di azione che facilitano, rafforzano e concorrono al raggiungimento degli obiettivi della SNB 2030. Costruire una nuova società per la biodiversità Rafforzare l'attuazione e l'applicazione della legislazione ambientale Come evidenzia la nuova Strategia Europea per la biodiversità “la legislazione ambientale è efficace solo se attuata e fatta rispettare correttamente”. Sia a livello nazionale che Europeo esiste un quadro legislativo ampio e solido che però in molti casi non risulta pienamente implementato24. Pertanto, sarà necessario: • attuare pienamente e garantire l'applicazione della legislazione ambientale vigente avente un impatto sulla biodiversità, migliorare la garanzia della conformità ambientale, combattere il crimine ambientale e rafforzare le capacità delle figure che lavorano sulle violazioni e reati legati alla natura; • garantire l'applicazione della legislazione ambientale e dei regimi di tutela all’interno dell’intero sistema delle aree protette italiane e di quello dei siti della rete Natura 2000 e delle reti ecologiche, sia in ambito terrestre che marino, e parallelamente implementare e dare attuazione agli strumenti di controllo (con sistema premiante per le aree protette virtuose) e di valutazione dell’efficacia della gestione e della verifica del raggiungimento degli obiettivi di conservazione; • dare piena attuazione alle politiche di gestione integrata dei bacini idrografici che contemperi il raggiungimento degli obiettivi delle 24 'Fitness Check' evaluation of the EU Birds and Habitats Directives direttive quadro Acque, Alluvioni, Habitat, Uccelli e Strategia Marina, dando priorità alle c.d. misure win-win anche attraverso la promozione dell’istituto dei contratti di fiume; • garantire l’applicazione degli strumenti legislativi di tutela ambientale associati alle politiche dei settori primari quali agricoltura, selvicoltura, pesca e acquacoltura, favorendo l’adozione di pratiche che concorrano al raggiungimento degli obiettivi di tutela della biodiversità; • utilizzare gli strumenti normativi e strategici che prevedano meccanismi finanziari sulla base della valutazione del mantenimento nel tempo dei servizi ecosistemici e ambientali in relazione a diversi livelli di utilizzo delle risorse naturali, sia per l’ambito agricolo-forestale, sia per le altre attività economiche, disincentivando le pratiche più dannose sulle funzioni ecologiche, su tali servizi e sulla biodiversità; • rinforzare il legame tra la PAC, le politiche settoriali dell’UE diverse da quella agricola e i fondi del Next Generation EU – PNRR con le misure per la tutela della biodiversità derivanti dall’attuazione delle direttive europee e della normativa nazionale e regionale; • garantire che la VAS, nella sua veste trasversale e sistemica, contribuisca efficacemente all’applicazione di questa Strategia e alla sua integrazione nei molteplici strumenti di pianificazione e di programmazione a livello nazionale, regionale e locale. Promuovere un movimento di imprese a favore della biodiversità Un ruolo particolarmente importante nella “transizione ecologica” lo avranno le imprese non solo a causa del loro impatto sull’ambiente, ma anche per l’importante contributo che possono fornire nell’ambito dell’innovazione tecnologica “verde”. Sarà pertanto importante: https://ec.europa.eu/environment/nature/legislation/fitness check/docs/nature fitness check.pdf 71 • dare attuazione alla nuova risoluzione europea sulla governance societaria sostenibile (i.e. due diligence e responsabilità di impresa), per aiutare le aziende a creare valori sostenibili a lungo termine attraverso una gestione attenta dei rischi di transizione ecologica e delle opportunità di trasformazione dei propri processi produttivi verso una maggiore compatibilità ambientale con il territorio, nel pieno rispetto dei diritti umani e sociali; • promuovere la partecipazione a reti nazionali di imprese a favore della biodiversità e il loro collegamento con le reti europee nell'ambito della EU Business@Biodiversity Platform, mettendo a punto strumenti fiscali a sostegno di tali imprese; • dare attuazione alla direttiva europea sulla rendicontazione non finanziaria per migliorare la qualità e la portata delle informazioni non finanziarie, compresi gli aspetti ambientali come la biodiversità; • promuovere la diffusione di soluzioni vantaggiose per la produzione di energia (win-win solution) dando priorità alle energie rinnovabili ad impatto zero sulla biodiversità, quali ad es. impianti solari sui “tetti”; • promuovere l’adozione di buone pratiche e la diffusione di sistemi di certificazione ambientale al fine di favorire la diffusione di pratiche agro ecologiche sostenibili nelle imprese del settore primario lungo le filiere dell’agricoltura, della selvicoltura, della pesca e dell’acquacoltura in linea con gli obiettivi della Strategia Farm To Fork e del Green Deal, attraverso specifiche attività di formazione e sensibilizzazione riguardo gli effetti delle attività produttive sulla biodiversità e sui servizi ecosistemici; • promuovere e sostenere l’utilizzo di prodotti locali valorizzando quelli ottenuti con metodi che favoriscono la biodiversità anche attraverso adeguate attività di marketing territoriale e la creazione di filiere corte, consorzi di imprese agricole, forestali, zootecniche che sottoscrivano disciplinari per il rispetto delle Strategie nazionale ed europea sulla Biodiversità e quella Farm to Fork; • dare piena attuazione agli articoli 14 e 15 del Decreto Legislativo 18 maggio 2001, n. 228 “Orientamento e modernizzazione del settore agricolo, a norma dell'articolo 7 della legge 5 marzo 2001, n. 57” al fine di facilitare il coinvolgimento attivo delle aziende agricole nelle attività di gestione e fruizione delle aree naturali protette e siti Natura 2000 e la partecipazione a progetti di conservazione e valorizzazione della biodiversità naturale, in sinergia con la legge nazionale sull’agricoltura sociale, 18 agosto 2015 , n. 141 valorizzando anche le fattorie didattiche presenti nei territori ad elevato valore naturale; • promuovere partenariati forti tra il livello locale, regionale e nazionale. Finanziare la biodiversità Mobilitare fondi a favore della biodiversità La Strategia Europea Biodiversità 2030 individua degli obiettivi quantificati di mobilizzazione delle risorse per la biodiversità: • Almeno 20 miliardi di euro all'anno dovrebbero essere sbloccati per la spesa per la natura – attraverso finanziamenti pubblici e privati (a livello nazionale ed europeo), anche attraverso una serie di programmi nel prossimo bilancio dell'UE a lungo termine; • Una quota significativa, il 30%, del bilancio dell'UE dedicato all'azione per il clima sarà investita nella biodiversità e nelle soluzioni basate sulla natura (NBS); • Nell’ambito di Invest UE, iniziative dedicate al Capitale Naturale e all’Economia Circolare devono essere sviluppate per mobilitare almeno 10 mld nei prossimi 10 anni, sulla base dei finanziamenti misti pubblico privato; • Dedicare almeno il 7,5% del QFP 2021-2027 agli obiettivi biodiversità per il 2024 e il 10% per il 2026; • Tutta la spesa del budget comunitario dovrà essere “biodiversity-proof” e, secondo il principio “di non arrecare danno”, bisognerà assicurare che le risorse UE non abbiano impatti negativi e che contribuiscano ai target biodiversità. I programmi pertinenti dell'UE comprendono: Fondo Europeo per gli Affari Marittimi, la Pesca e l'Acquacoltura (FEAMPA), Fondo Europeo Agricolo di Sviluppo Rurale (FEASR), Fondo Europeo Agricolo di Garanzia (FEAGA), Fondo per una Transizione Giusta (JTF), Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (FESR), Fondo https://ec.europa.eu/environment/biodiversity/business/index en.htm#:~:text=The%20EU%20Business%20%40%20Biodiversity%20Platform%20provides%20a,natural%20capital%20and%20biodiversity%20considerations%20into%20business%20practices. https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:2001-05-18;228 https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:2001-05-18;228 https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:2001-05-18;228 https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:2015;141~art2-com4 https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:2015;141~art2-com4 https://cinea.ec.europa.eu/european-maritime-fisheries-and-aquaculture-fund en https://cinea.ec.europa.eu/european-maritime-fisheries-and-aquaculture-fund en https://ec.europa.eu/info/food-farming-fisheries/key-policies/common-agricultural-policy/rural-development en https://ec.europa.eu/info/food-farming-fisheries/key-policies/common-agricultural-policy/rural-development en https://ec.europa.eu/info/food-farming-fisheries/key-policies/common-agricultural-policy/financing-cap/cap-funds en#eagf https://ec.europa.eu/info/strategy/priorities-2019-2024/european-green-deal/finance-and-green-deal/just-transition-mechanism en https://ec.europa.eu/info/strategy/priorities-2019-2024/european-green-deal/finance-and-green-deal/just-transition-mechanism en https://ec.europa.eu/info/business-economy-euro/recovery-coronavirus/recovery-and-resilience-facility en https://ec.europa.eu/regional policy/en/funding/cohesion-fund/ 72 di Coesione (FC), Fondo Sociale Europeo (FSE+). Questi finanziano varie iniziative, tra cui il programma Orizzonte Europa, il Programma per l'ambiente ed il Clima (LIFE), i Piani di Ripresa e Resilienza e varie altre iniziative tra cui il Corpo europeo di solidarietà, ovvero attività di ripristino mirate per i giovani e l'Ufficio di Assistenza Tecnica e Scambio di Informazioni (TAIEX), che mette a disposizione fondi per incoraggiare l'apprendimento peer-to-peer sul ripristino degli ecosistemi naturali in tutti gli Stati. Gli investimenti pubblici/privati possono essere stimolati o facilitati attraverso iniziative delineate nella strategia dell'UE per la biodiversità per il 2030, la Strategia UE Farm to Fork o nell’ambito del Piano di Azione sulla Finanza Sostenibile, come la Business for Biodiversity e la Tassonomia dell'UE. In particolare, i fondi di restauro potrebbero essere oggetto di indagini nell'ambito dell'"iniziativa sul capitale naturale e l'economia circolare", che sarà istituita per mobilitare almeno 10 miliardi di euro nei prossimi 10 anni, sulla base di finanziamenti misto pubblico/privato. Potrebbe essere promossa anche l’introduzione di strumenti basati sul mercato, a partire dall’adozione di meccanismi di incentivazione fiscale e sistemi di determinazione di prezzi attraverso creazione di mercati, anche nel contesto del semestre europeo. Attraverso l’attuazione della rinnovata Strategia Europea in materia di finanza sostenibile potranno inoltre essere promossi investimenti privati in progetti e attività sostenibili e per gestire e integrare i rischi climatici e ambientali nel sistema finanziario Non esistendo ad oggi uno specifico strumento di finanziamento per la biodiversità e per sfruttare al meglio le sopracitate risorse, occorrerà rafforzare, a livello nazionale, la governance nell’attuazione delle diverse politiche settoriali, tenendo in debito conto la biodiversità ed i costi ambientali nella programmazione dei diversi fondi. A tal fine, la governance e i meccanismi di attuazione previsti nell’ambito del Piano di Transizione Ecologica potranno fornire un utile contributo all’integrazione e alla sinergia degli interventi e dei relativi fondi, secondo una prospettiva sistemica di coerenza delle scelte di policy. Per la programmazione 2021-2027, un utile strumento a supporto dell’integrazione dei fabbisogni e degli obiettivi biodiversità nei piani e programmi settoriali è rappresentato inoltre dai Quadri di Azione Prioritaria 2021-2027 (Prioritised Action Frameworks, PAF) che le 21 Regioni e Province autonome italiane hanno predisposto per assicurare un’azione organica di intervento per la tutela della biodiversità nei siti Natura 2000. I PAF si inquadrano nel contesto degli interventi a favore delle aree Natura 2000, sulla base di quanto previsto nell’articolo 8 della Direttiva Habitat (92/43/CEE). Si tratta di strumenti strategici di pianificazione pluriennale, mirati a fornire una panoramica generale delle misure necessarie per attuare la rete Natura 2000 nelle diverse Regioni e Province autonome, oltre che il fabbisogno finanziario e le corrispondenti fonti di finanziamento dell’UE (FESR, FSE, FEAMPA, FEASR, LIFE), necessari per sostenere l’applicazione di tali misure. Alla luce delle considerazioni sopra riportate, come previsto dal IV Rapporto sul Capitale Naturale sarà inoltre importante: • valutare il fabbisogno finanziario per il raggiungimento dei nuovi obiettivi per la biodiversità per il nostro paese; • sostenere la sperimentazione e l’introduzione nei conti pubblici del valore delle esternalità e dei servizi ecosistemici in modo da integrare la valutazione economica dei territori con il valore dell’ambiente e della biodiversità; • istituire partnership tra il settore finanziario pubblico ed il settore privato, migliorando la sensibilizzazione e la partecipazione dei vari soggetti economici coinvolti, l’animazione territoriale e la facilitazione; • diffondere la conoscenza e l’uso di metodi e strumenti innovativi per finanziare gli obiettivi strategici nazionali per la biodiversità, come BIOFIN-UNDP, mirati a riallineare la spesa pubblica e privata, rendere più efficaci ed efficienti gli impieghi delle risorse già destinate evitando di finanziarie attività dannose; • riorientare la finanza, pubblica e privata, verso la conservazione, il ripristino e l’arricchimento del Capitale Naturale, attraverso l’adozione di soluzioni di tipo normativo (Regulatory), fiscale (Fiscal) e di mercato (Market); la predisposizione e l’incentivo a strumenti di debito/capitale https://ec.europa.eu/regional policy/en/funding/cohesion-fund/ https://ec.europa.eu/european-social-fund-plus/en https://ec.europa.eu/info/horizon-europe en https://cinea.ec.europa.eu/life en https://ec.europa.eu/info/business-economy-euro/recovery-coronavirus/recovery-and-resilience-facility en https://europa.eu/youth/solidarity/mission en https://europa.eu/youth/solidarity/mission en https://ec.europa.eu/regional policy/en/policy/how/improving-investment/taiex-regio-peer-2-peer/ https://ec.europa.eu/regional policy/en/policy/how/improving-investment/taiex-regio-peer-2-peer/ https://ec.europa.eu/environment/biodiversity/business/index en.htm#:~:text=The%20EU%20Business%20%40%20Biodiversity%20Platform%20provides%20a,natural%20capital%20and%20biodiversity%20considerations%20into%20business%20practices. https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/PDF/?uri=CELEX:32020R0852&from=EN https://www.minambiente.it/pagina/quarto-rapporto-sullo-stato-del-capitale-naturale-italia-2021 https://www.minambiente.it/pagina/quarto-rapporto-sullo-stato-del-capitale-naturale-italia-2021 https://www.biofin.org/ 73 (Debt/Equity) e di copertura del rischio (Risk); la riallocazione di nuove e vecchie risorse (Grant); • avviare la riforma fiscale ambientale partendo dalla razionalizzazione e graduale eliminazione dei sussidi ambientali dannosi (SAD), con particolare cura per quelli dannosi per la biodiversità. Andrà infine data attuazione agli impegni assunti dal G7 (Carbis Bay G7 Summit Communiqué “Our Shared Agenda for Global Action to Build Back Better”), che chiede di incoraggiare i settori privati e la società a contribuire alla lotta ai cambiamenti climatici e alla tutela della biodiversità, di assicurare la sinergia tra gli strumenti finanziari volti ad affrontare i cambiamenti climatici e quelli sulla biodiversità, aumentare gli investimenti nella protezione, conservazione e ripristino della natura, compreso un impegno a aumentare i fondi per le Nature Based Solutions entro il 2025. A livello internazionale, nell’ambito della Convezione sulla Diversità Biologica (UNCBD), con la Decisione CBD/COP/14/22 è stato istituito un Panel of Experts on resource mobilization per fornire indicazioni sugli elementi chiave per un efficace impiego delle risorse per l’attuazione del nuovo Global Biodiversity Framework (GBF), nonché per la preparazione della nuova Strategia per la mobilitazione delle risorse. Il Panel ha identificato tre categorie di misure chiave: (a) ridurre e reindirizzare le risorse che danneggiano la biodiversità; (b) generare risorse aggiuntive da tutte le fonti; (c) migliorare l'efficacia e l'efficienza dell'uso delle risorse. Ognuna di queste componenti deve essere inserita nel contesto più ampio di una necessaria integrazione (mainstreaming) della biodiversità in tutte le fonti di finanziamento, rafforzando le sinergie tra le risorse mobilitate per la biodiversità e quelle mobilitate per il cambiamento climatico, ed integrando la biodiversità in tutti i piani, i bilanci e le azioni del settore pubblico e privato, sia a livello nazionale che internazionale. Il Panel ha proposto anche l’impegno per tutti i paesi, entro una certa data, di fissare degli obiettivi nazionalmente determinati di mobilitazione delle risorse domestiche, che devono essere commensurati all’ambizione del nuovo GBF. Inoltre, propone di rafforzare lo strumento dei piani finanziari nazionali sulla base delle tre componenti della mobilitazione delle risorse, per l’attuazione dei piani nazionali per la biodiversità e del nuovo GBF. Promuovere l’Economia circolare L’Economia circolare rappresenta uno strumento fondamentale di tutela del Capitale Naturale per cui, come evidenziato dal IV Rapporto sul Capitale Naturale, sarà importante: • imporre opere di ripristino ambientale di cave e giacimenti al termine del loro ciclo di vita ed aumentare la capacità di riciclo/riuso dei rifiuti da lavorazione delle rocce da scavo, da costruzione e demolizione; • promuovere l'adozione di sistemi di valutazione di impatto esteso all'intero ciclo di vita (life cycle thinking) di processi produttivi e prodotti e di sistemi di monitoraggio dell'uso delle risorse e della gestione dei rifiuti; • promuovere l’innovazione dei modelli dell’architettura e della pianificazione urbanistica, per la resilienza ai cambiamenti climatici, l’impiego circolare di materiali rinnovabili come il legno e il design intelligente; • incentivare l’adozione di buone pratiche per la riduzione degli sprechi e il riuso degli “scarti di lavorazione” da parte di imprese del settore primario lungo le filiere dell’agricoltura, della selvicoltura, della zootecnia. Altre importanti azioni da attuare in questo ambito saranno: • ridurre l’inquinamento da plastica dando piena attuazione della Strategia europea per la plastica. Incentivare le misure di riduzione al consumo dei prodotti di plastica monouso così come previsto dal D.Lgs n. 196/2021, recante attuazione della direttiva (UE) 2019/904 sulla riduzione dell’incidenza di determinati prodotti di plastica sull’ambiente; • incrementare il tasso di riciclo con obiettivi più ambiziosi di quelli fissati dalla stessa normativa comunitaria al 2030 e al 2050; • adottare misure di sensibilizzazione dei consumatori per incentivare comportamenti responsabili, in modo da ridurre la dispersione dei rifiuti nell’ambiente e l’utilizzo di prodotti di plastica monouso; • dare piena attuazione al nuovo piano d'azione europeo per l'economia circolare; https://www.minambiente.it/pagina/quarto-rapporto-sullo-stato-del-capitale-naturale-italia-2021 https://www.minambiente.it/pagina/quarto-rapporto-sullo-stato-del-capitale-naturale-italia-2021 https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2021/11/30/21G00210/sg https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/PDF/?uri=CELEX:32019L0904 https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/PDF/?uri=CELEX:32019L0904 https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/PDF/?uri=CELEX:52020DC0098&from=IT https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/PDF/?uri=CELEX:52020DC0098&from=IT 74 • attuare misure volte ad incentivare la raccolta dei rifiuti marini accidentalmente pescati, con l’obiettivo di consentirne il conferimento presso gli impianti portuali, contribuendo alla tutela dell’ambiente marino senza ulteriori oneri per il conferitore, nell’ambito del recepimento della direttiva (UE) 2019/883 relativa agli impianti portuali di raccolta per il conferimento dei rifiuti delle navi; • mettere in pratica il principio di “Responsabilità estesa del produttore” perché si faccia carico del destino finale del prodotto, così come del principio del “chi inquina paga” prevedendo anche misure incentivanti per implementare schemi di vuoto a rendere; • rafforzare l’adozione e l’applicazione dei Criteri Minimi Ambientali (CAM) negli appalti pubblici (Green Public Procurement) per stimolare la domanda di beni che seguono i principi di circolarità e sostenibilità. Gli acquisti verdi della pubblica amministrazione rappresentano uno degli strumenti a maggior potenziale per promuovere la transizione verso i modelli virtuosi di circolarità e sostenibilità. Tali requisiti ambientali in generale sostengono: o i modelli di economia circolare; o la decarbonizzazione dell’economia; o un sistema alimentare equo, sano e rispettoso dell’ambiente; o la riduzione dell’utilizzo e delle emissioni di sostanze tossiche; o la promozione dell’utilizzo di materie prime secondarie e dei sottoprodotti. Con tali contenuti i CAM contribuiscono al conseguimento delle finalità delle principali normative, strategie e accordi nazionali, comunitari ed internazionali riguardanti i seguenti obiettivi: la lotta ai cambiamenti climatici attraverso politiche di mitigazione e adattamento, la transizione da un’economia lineare ad un’economia circolare, la protezione del capitale naturale e la tutela della biodiversità. 25 https://www.eea.europa.eu/data-and-maps/daviz/familarity-with-the-term-biodiversity 2/#tab-chart 2 Migliorare conoscenze, istruzione, educazione Migliorare le conoscenze, l’istruzione e l’educazione Non si può affrontare efficacemente il tema della perdita della biodiversità e del ripristino degli ecosistemi senza possedere le necessarie conoscenze scientifiche di base. La biodiversità è un tema interdisciplinare e interdipendente ai settori sanitari, sociali ed economici. Occorre un ampio coinvolgimento delle categorie di diversi settori per poter ottenere risultati concreti e duraturi. Se per quanto riguarda i cambiamenti climatici c’è una maggiore consapevolezza, riguardo alla biodiversità il livello di conoscenza da parte dei cittadini europei è del 40%25. Sarà pertanto necessario: • migliorare le conoscenze scientifiche attraverso il rafforzamento delle reti di monitoraggio esistenti e lo sviluppo di nuove reti per le tematiche che ne sono ancora sprovviste, anche attraverso l’utilizzo di sistemi di monitoraggio automatici e digitali; • promuovere la diffusione delle conoscenze sulla biodiversità in Italia tramite piattaforme web e sistemi informativi (es. Network Nazionale della Biodiversità (NNB) e Sistema Informativo Nazionale Ambientale(SinA)) in grado di integrare banche dati ambientali e servizi sviluppati nell’ambito del programma Mirror Copernicus. Tali dataset di archiviazione e gestione di dati derivanti da attività di monitoraggio e valutazione relative a più matrici ambientali (biodiversità, copertura e uso del suolo, idrografia, acque superficiali e sotterranee, aria, suoli, rischio di alluvione e di frana, ecc.), possono diventare utili strumenti di supporto decisionale (es. per ripristini, attività di controllo, VIncA, valutazione del danno ambientale, ecc.); • supportare la realizzazione e la diffusione di strumenti di raccolta e validazione di dati sulla biodiversità ottenuti tramite citizen science https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/PDF/?uri=CELEX:32019L0883&from=EN https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/PDF/?uri=CELEX:32019L0883&from=EN https://www.eea.europa.eu/data-and-maps/daviz/familarity-with-the-term-biodiversity-2/#tab-chart 2 https://www.eea.europa.eu/data-and-maps/daviz/familarity-with-the-term-biodiversity-2/#tab-chart 2 http://www.nnb.isprambiente.it/it/il-network http://www.nnb.isprambiente.it/it/il-network http://www.sinanet.isprambiente.it/it http://www.sinanet.isprambiente.it/it 75 presso ampi strati della popolazione in particolare presso i più giovani grazie all’utilizzo delle nuove tecnologie (app, gaming, ecc.) anche in contesti scolastici; • sostenere: a) la ricerca sui metodi per la valutazione ambientale e dei servizi ecosistemici; b) la ricerca in economia sulla valutazione del capitale naturale e dei servizi ecosistemici; c) l'uso degli strumenti normativi, fiscali, finanziari per il pagamento dei servizi ecosistemici per la costruzione di un’economia verde, come promosso dai rapporti del Comitato per il Capitale Naturale; • riformare e ampliare i dottorati di ricerca in materia di biodiversità, rafforzare la ricerca e la diffusione di modelli innovativi per la ricerca condotta in sinergia tra università, imprese e istituzioni; • garantire un aggiornamento della disciplina degli ordinamenti didattici dei corsi di laurea e post-laurea che tengano conto delle nuove sfide poste dalla modernità (tra cui il legame tra ambiente e salute e transizione ecologica) e che rafforzino le competenze multidisciplinari ed in campo ambientale; • promuovere l’aggiornamento dei tecnici e la formazione di nuovi professionisti e operatori al fine di promuovere una cultura della biodiversità in grado di attuare le azioni della SNB 2030 e permettere la sostenibilità nel tempo delle attività realizzate; • favorire una apertura della scuola al territorio e alle aree verdi, sia al fine di un potenziamento dell’attività sportiva e motoria all’aperto, sia per rafforzare la conoscenza, la sperimentazione pratica, il rapporto e il rispetto dei giovani verso l'ambiente, anche attraverso la riqualificazione di aree e spazi urbani annessi alle scuole, a vantaggio dell’intera comunità locale; • migliorare la qualità della formazione dei docenti per un’offerta didattica più aggiornata e finalizzata all’educazione allo sviluppo sostenibile e alla tutela dell'ambiente, dando precedenza a questi temi fra gli obiettivi della legge 92 sull’educazione civica; • prevedere l'integrazione delle tematiche del green nei moduli di orientamento formativo rivolti alla scuola secondaria di primo e secondo grado e finalizzati ad accompagnare gli studenti nella scelta consapevole di prosecuzione del percorso di studi; • promuovere la partecipazione delle aree protette alle comunità educanti del territorio al fine di attivare un processo di formazione continua, in un rapporto di scambio, arricchimento reciproco e confronto tra le realtà istituzionali e quelle associative. Garantire il coinvolgimento attivo della società civile nei processi decisionali e di attuazione e valutazione delle politiche Al fine di raggiungere gli ambiziosi obiettivi che si prefigge questa Strategia, sarà necessario il contributo, e quindi il coinvolgimento, di tutti i settori della società civile. Sarà pertanto fondamentale: • promuovere la consapevolezza del ruolo degli ecosistemi e della biodiversità anche per lo sviluppo socio-economico e dell’importanza della tutela dei servizi ecosistemici, anche attraverso opportune campagne informative con target e media diversi e che coinvolgano in primis gli operatori e le imprese che svolgono attività economiche che fruiscono direttamente di risorse naturali; • promuovere su scala territoriale programmi di conoscenza del valore della diversità biologica e di educazione alla tutela della biodiversità anche approfondendo l’interdipendenza tra biodiversità e diversità culturale; • migliorare la digitalizzazione, l’accesso e la trasparenza dei dati e delle informazioni ambientali anche attraverso lo sviluppo e l’efficientamento dei portali delle procedure di valutazione ambientale (in particolare della Valutazione di incidenza-VIncA) e l’uso di formati dati aperti, accessibili e interoperabili; • coinvolgere attivamente il pubblico nei processi decisionali mediante l’identificazione di processi strutturati di programmazione partecipata, con obiettivi definiti e risultati attesi chiari. Promuovere la partecipazione fattiva dei cittadini, delle imprese, delle parti sociali, della ricerca e della conoscenza nell’applicazione della programmazione; 76 • migliorare l’efficacia delle azioni di comunicazione, informazione e educazione sul tema della biodiversità e del relativo ruolo per la qualità della vita, il benessere e la salute dell'uomo attraverso eventi e iniziative di informazione e comunicazione multimediali, mirate al coinvolgimento di tutti i target di riferimento, e relative azioni di monitoraggio e di valutazione; • promuovere una corretta fruizione della natura e l’utilizzo di buone pratiche nei settori produttivi primari, anche in un’ottica di turismo sostenibile in relazione con economie locali ecocompatibili; • far sì che le azioni di comunicazione nei diversi ambiti della tutela ambientale mantengano sempre in primo piano il ruolo fondamentale della biodiversità. 77 FOCUS. Le possibili relazioni con i Vettori di sostenibilità della Strategia Nazionale per lo Sviluppo Sostenibile e i meccanismi di partecipazione pro-attiva Nell’ambito della SNSvS, i Vettori di sostenibilità sono le condizioni abilitanti per innescare e sostenere il rilancio sostenibile del Paese e la trasformazione richiesta dall’Agenda 2030: hanno un ruolo fondamentale per il raggiungimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile in Italia, perché hanno un riflesso diretto sul quadro nazionale di governance per la sostenibilità, sugli impatti delle politiche pubbliche in ottica di coerenza delle stesse, sul coinvolgimento di tutti i portatori di interesse in processi partecipativi ed educativi. Vanno incontro all’urgenza di agire, non solo in ottica di breve periodo, ma all’interno di una chiara visione di medio e lungo periodo, attraverso lo sguardo, la collaborazione e la partecipazione di tutti i portatori di interesse, passando da un modello di sviluppo basato sulla competizione tra territori a uno che si fondi sulla loro sostenibilità e capacità di fare rete e affrontare in modo integrato le sfide del presente e dell’immediato futuro. Il Forum per lo Sviluppo Sostenibile quale spazio costante di partecipazione Per garantire la massima condivisione e partecipazione pro-attiva della società civile e degli attori non statali nell’ambito del processo di definizione e successiva revisione triennale della SNSvS, il MiTE ha lanciato il Forum per lo Sviluppo Sostenibile, pensato per essere una piattaforma stabile e incrementale per lo sviluppo sostenibile, uno spazio di incontro delle politiche pubbliche con le energie sociali, incluse le nuove generazioni. L’obiettivo generale del Forum è quello di assicurare il concorso attivo e costante nel tempo degli attori che promuovono azioni e politiche a favore della sostenibilità. Il Forum, nato nel 2019, conta oggi sull’adesione di più di 190 organizzazioni suddivise in 6 gruppi di lavoro (“Persone”, “Pianeta”, “Pace”, “Prosperità”, “Cultura per la sostenibilità” e “Giovani per la sostenibilità”, trasversale agli altri 5) al fine di portare un contributo fattivo alle diverse dimensioni in cui si articola l’Agenda 2030. L’interazione tra le iniziative in essere nell’ambito della SNSvS e i vettori per la biodiversità potrà rafforzare la capacità dei due processi di orientare la trasformazione del modello di sviluppo in una direzione di sostenibilità, supportando il riconoscimento del ruolo degli ecosistemi e l’importanza della loro conservazione. 78 L’ITALIA PER LA BIODIVERSITÀ GLOBALE Nel perimetro tracciato in seno a policy e posizioni UE, l’Italia è in prima fila sul piano regionale e globale per l’adozione di una programmazione efficace ed ottenere obiettivi e indicatori misurabili, in grado di intensificare l’impegno della Comunità Internazionale e dei singoli paesi contro la perdita di biodiversità, e di ridurre e invertirne il declino. Al G20 Ambiente presieduto dall’Italia nel 2021, il nostro paese ha posto al centro delle aree prioritarie numerosi temi con ricadute dirette in tema di protezione della biodiversità e della natura, ripristino degli ecosistemi e capitale naturale. Al Vertice, tenutosi a Napoli il 22 luglio 2021, i ministri dell’ambiente dalle maggiori economie del pianeta hanno approvato un Comunicato finale imperniato su 10 aree prioritarie e volto a moltiplicare gli sforzi sulle emergenze ambientali globali all’insegna del “building forward better” anche in risposta alla crisi pandemica e per rafforzare la resilienza delle nostre società. Tra le aree prioritarie del G2026 rientra l’impegno di sviluppare soluzioni basate sulla natura (Nature Based Solution) e approcci basati sugli ecosistemi, oltre a diversi richiami in tema di biodiversità, gestione sostenibile delle acque, oceano, degrado dei suoli e clima, potenziamento dei servizi ecosistemici e dei flussi finanziari a favore di tali finalità. Numerosi sono inoltre gli strumenti propri della cooperazione internazionale bilaterale e multilaterale che l’Italia ha già attivato – Accordi bilaterali con circa 50 paesi in via di sviluppo e partecipazione a numerose iniziative di organizzazioni internazionali e banche di sviluppo anche sui temi della protezione della biodiversità e degli ecosistemi marini e terrestri (quale ad esempio l’Amsterdam Declaration Partnership) - che, insieme alle nuove iniziative promosse dall’UE nell’ambito della SEB (quali ad es. l’iniziativa NaturAfrica) potranno concorrere all’attuazione della dimensione globale di questa Strategia. 26 Per maggiori informazioni su esiti del G20 Ambiente: https://www.mite.gov.it/pagina/g20-biodiversita . Tali direttrici si ascrivono anche nel negoziato in corso sulla bozza di Quadro Globale per la Biodiversità post-2020 con i suoi 4 obiettivi connessi al milestone, ai 20 target e ai relativi indicatori, presentati dal Segretariato della CBD nel luglio 2021, discussi nelle successive riunioni tecniche e in adozione nella seconda parte della 15° Conferenza delle Parti della Convenzione sulla diversità biologica, (CBD COP 15) che si terrà a Kunming, in Cina, nel 2022. La Convenzione sulla diversità biologica: verso un ambizioso Quadro Globale per il post-2020 Dopo i rinvii dettati dalla pandemia, il Segretariato della CBD e il Governo cinese, in qualità di Paese ospitante, hanno programmato due segmenti per COP15 della CBD e le concomitanti COP/MOP10 del Protocollo di Cartagena e la COP/MOP 2 del Protocollo di Nagoya ABS: dopo una sessione inaugurale in modalità virtuale fra l’11 e il 15 ottobre 2021, i lavori proseguiranno in presenza a Kunming entro la fine del 2022. Il nostro paese intende sostenere l’attuazione del Quadro Globale sulla Biodiversità Post-2020 della CBD e raggiungere la “Visione 2050”. Qui a seguire alcuni dei punti chiave del Quadro Globale che il nostro paese sta portando avanti in un’azione comune in seno all’UE: • adottare un GBF ambizioso e realistico con la definizione di obiettivi e target misurabili, che siano in grado di incentivare ulteriori azioni per invertire la perdita di biodiversità e preservare la salute degli ecosistemi; • incentivare l’uso di soluzioni basate sulla natura e promuovere il ripristino degli ecosistemi, identificando obiettivi e indicatori quantitativi per garantire coerenza e sinergie con altri obiettivi ambientali (cambiamento climatico, degrado del suolo, riduzione rischio di disastri, uso sostenibile di risorse idriche); https://www.mite.gov.it/pagina/g20-biodiversita 79 • supportare il ruolo della scienza per guidare lo sviluppo di politiche volte a promuovere il bene comune, con un sostegno espresso al ruolo delle piattaforme scientifiche internazionali (IPCC e IPBES); • garantire che il GBF adotti gli approcci "whole government" e “whole society” così da garantire che tale complessiva azione sulla biodiversità sia attuata in modo effettivo e sia di beneficio a persone e comunità; • prevenire, gestire e controllare i potenziali impatti negativi delle moderne biotecnologie sulla biodiversità e sulla salute umana; • ripristinare e invertire il trend di degrado e perdita della biodiversità mobilitando tutte le risorse possibili (finanziarie, umane, tecniche e istituzionali) nazionali, internazionali, pubbliche e private, in linea con il Green Deal europeo; • Integrare l’obiettivo di rendere coerenti tutti i flussi finanziari con un percorso di sviluppo positivo per la biodiversità nella nuova strategia di mobilitazione delle risorse. IPBES: la piattaforma intergovernativa sulla biodiversità e sui servizi degli ecosistemi Nel gennaio del 2020 l’Italia ha aderito alla piattaforma intergovernativa IPBES (Intergovernmental Science-Policy Platform on Biodiversity and Ecosystem Services) che ha il compito di valutare lo stato della biodiversità e dei servizi eco sistemici allo scopo di promuovere l’interfaccia tra scienza e politica. Il nostro paese considera fondamentale l’apporto della comunità scientifica per consentire di raggiungere traguardi concreti e oggettivamente misurabili. Per questo, anche in linea con quanto evidenziato nel Rapporto Global Assessment on Biodiversity and Ecosystem Services, si intende proseguire la partecipazione alla piattaforma, identificando le seguenti priorità: • supportare attività e ruolo di catalizzatore di IPBES nel cambiamento trasformativo necessario per affrontare la crisi della biodiversità e fornire una solida base scientifica su cui formulare le politiche per ridurre, ripristinare e invertire il drammatico declino della biodiversità; • ampliare e implementare l’uso di soluzioni basate sulla natura e infrastrutture verdi in settori chiave delle nostre società ed economie, e in tutti gli ecosistemi, comprese le aree urbane, garantendo allo stesso tempo l'inclusione sociale e la tutela dell'ambiente; • agire con sinergia nelle strategie e nelle politiche di contrasto alla perdita di biodiversità e del cambiamento climatico, in linea con gli esiti del Rapporto 2021 sul Workshop co-sponsorizzato da IPBES-IPCC in materia; • individuare percorsi per procedere verso la sostenibilità nei diversi settori, inclusa l’agricoltura, la silvicoltura, la gestione dei sistemi marini e di acqua dolce, delle aree urbane, la produzione di energia, la finanza sostenibile e altro; • sostenere una pianificazione multisettoriale e un insieme di politiche strategiche inclusive e adattive volte al raggiungimento della sostenibilità a livello locale, nazionale, regionale e globale attraverso la trasformazione dei settori pubblico e privato. UNESCO: La designazione di aree protette di eccellenza e di laboratori di sostenibilità Per decenni l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l'educazione, la scienza e la cultura (UNESCO) ha sviluppato accordi, programmi e iniziative internazionali in diversi ambiti operativi – scienze naturali e sociali, cultura, ricerca ed educazione – con una prospettiva multidisciplinare, favorendo sinergie anche con i grandi accordi in campo ambientale: dalle politiche di conservazione degli ecosistemi, alla crisi della biodiversità, ai temi dello sviluppo sostenibile. Tra le principali iniziative multilaterali sono da ricordare la Convenzione per la protezione del Patrimonio Mondiale Culturale e Naturale (1972), la Convenzione per la salvaguardia del Patrimonio Culturale Immateriale (2003), il Programma sulla Geoscienza e i Geoparchi (1972), con la Rete Globale dei Geoparchi e il Programma Uomo e Biosfera (MAB, Man and the Biosphere, 1971), la cui Rete Mondiale delle Riserve delle Biosfera riconosce aree protette e territori che dimostrano sul campo un rapporto equilibrato tra natura ed attività umane. L’Italia presenta un numero altamente significativo e variegato di siti Patrimonio Mondiale, Riserve della Biosfera e Geoparchi UNESCO che ricadono in aree https://ipbes.net/global-assessment https://ipbes.net/global-assessment http://labpesq.io.usp.br/images/publicacoes/IPBES IPCC report2021.pdf 80 protette, nazionali e sub-nazionali, terrestri e marine assolvendo un ruolo centrale e propositivo nell’ambito delle sessioni di lavoro e riunioni tecniche che si svolgono in ambito UNESCO. Tale esperienza ha portato alla cooperazione con altre aree protette a livello globale e regionale (ad es. gemellaggi delle aree ASPIM nel Mar Mediterraneo o all’accordo Italia-Francia sulla Riserva MAB transfrontaliera del Monviso e l’Accordo UNEP/MAP-MAB UNESCO). Il nostro paese è anche tra i massimi sostenitori dell’UNESCO, come testimoniato dalle risorse destinate, unitamente all’entità e alla qualità dei progetti finanziati. Tra questi da segnalare la “Rete Internazionale di Esperti Ambientali UNESCO”, iniziativa attuativa del Programma sperimentale “Caschi Verdi per l’ambiente” (D.L. n. 111 del 2019), che si prefigge di assicurare ai siti di eccellenza riconosciuti dall’Organizzazione ONU un sostegno altamente qualificato. Nei prossimi anni, in attuazione anche del GBF della CBD, si intende intensificare tali attività con le seguenti priorità: • mettere a sistema quel complesso di expertise, competenze e capacità maturate in questi anni; • mettere in rete esperienze e buone pratiche; • avviare programmi ed interventi di promozione e valorizzazione di tali siti dell’ambiente anche attraverso iniziative destinate ai più giovani. CITES: la convenzione sul commercio internazionale delle specie selvatiche di fauna e flora minacciate di estinzione (CITES) La Convenzione sul commercio internazionale delle specie selvatiche di fauna e flora minacciate di estinzione (CITES), firmata a Washington nel 1973, conta oggi 184 Parti aderenti e tutela, con diversi livelli di protezione, oltre 35.000 specie. La CITES ha lo scopo fondamentale di garantire che, ove sia consentito, lo sfruttamento commerciale internazionale di animali e piante (incluse le loro parti ed i prodotti da essi derivati) sia sostenibile per le popolazioni selvatiche e compatibile con il ruolo ecologico che la specie riveste nel suo habitat. La tutela avviene regolando e monitorando il commercio internazionale, ovvero l'esportazione, la riesportazione, l'importazione e l’introduzione dal mare di esemplari delle specie inserite nella CITES, attraverso un sistema di licenze e certificati che possono essere rilasciati solo laddove determinate condizioni siano soddisfatte e che devono essere presentati agli uffici doganali dei Paesi coinvolti. In questo modo, la Convenzione CITES assicura che le specie animali e vegetali, siano commerciate secondo il grado di protezione accordato e, in ogni caso, in modo sostenibile, legale e certificato. L’Unione europea disciplina l’applicazione della CITES mediante regolamenti che forniscono la base legale per gli adempimenti della CITES in Europa, con misure più restrittive rispetto al testo della Convenzione. L’Italia ha ratificato la Convenzione di Washington nel 1975, adottando ulteriori misure restrittive, come il divieto di detenzione di alcune specie animali e l’obbligo di tenuta di un registro per allevatori, vivaisti e commercianti per garantire la tracciabilità degli esemplari, uno dei tre pilastri della Convenzione. Nei prossimi anni, in attuazione delle Risoluzioni della Conferenza delle Parti CITES e della normativa UE, si intende migliorare l’applicazione della normativa che disciplina il commercio di esemplari CITES attraverso la cooperazione con gli Stati Parte della Convenzione esportatori, finalizzata a garantire la legalità e la sostenibilità delle risorse naturali (ad es. legname) e, in applicazione del pertinente Piano d'azione dell’Unione europea, contribuire al contrasto al traffico illegale di specie selvatiche secondo le seguenti priorità: • riduzione dell'offerta e della domanda di prodotti illegali; • miglioramento dell'applicazione delle norme esistenti; • rafforzamento della cooperazione tra paesi di origine, di destinazione e di transito; • rafforzamento delle attività di controllo in dogana e di indagine attuate dalle autorità di polizia competenti (Arma dei Carabinieri e Guardia di Finanza). In termini più generali, il traffico illegale di specie selvatiche rende ai gruppi di criminalità organizzata coinvolti da 8 a 20 miliardi di euro ogni anno, cifre equivalenti a quelle del traffico di droga, di persone e di armi. Questo traffico non solo minaccia la sopravvivenza di alcune specie emblematiche, ma alimenta la corruzione, miete vittime umane e priva le comunità più povere di fonti indispensabili di reddito. 81 Altri grandi accordi internazionali e regionali a tutela della biodiversità La Convenzione sulle zone umide, detta di Ramsar La Convenzione sulle zone umide di importanza internazionale (come le Direttive Habitat e Uccelli) ha lo scopo di porre un freno alla distruzione delle zone umide, in particolare quelle molto importanti per gli uccelli migratori e di riconoscerne ufficialmente l’elevato valore ecologico, scientifico, culturale ed economico. L’Italia annovera 57 zone umide con un’estensione pari a oltre 73mila ettari, distribuite su tutto il territorio nazionale, a cui vanno aggiunte le ulteriori proposte in via di perfezionamento in diverse regioni italiane. Nel 2021 è giunta l’ultima designazione italiana con il sito “La Foce del Rio Posada” ubicato in Sardegna, nel Parco Naturale Regionale di Tepilora. Tra le attività promosse nel nostro paese a cui si intende dare seguito anche nei prossimi anni si segnalano: • aggiornamento dati relativi alle caratteristiche strutturali e funzionali dei siti Ramsar, con la mappatura di referenti, enti gestori e tutti gli attori impegnati a livello nazionale e territoriale; • preparazione periodica del “National Report”, con focus mirati di politiche connesse in particolare in tema di uso sostenibile del sistema delle acque e funzionalità ecologica delle aree umide, in generale, e delle zone Ramsar in particolare; • predisposizione di un Piano di azione per attività di comunicazione ed educazione (cd Programma CEPA) sulle aree umide italiane rivolte a specifici target ed in particolare alle scuole. La Convenzione sulla conservazione delle specie migratrici (CMS) La Convenzione sulla conservazione delle specie migratrici appartenenti alla fauna selvatica (nota anche come CMS o Convenzione di Bonn) è l’unico accordo globale specializzato nella conservazione delle specie migratrici, dei loro habitat e delle rotte di migrazione. Con tale accordo, i 130 Stati membri, tra cui l’Italia, si sono impegnati a garantire una rigida protezione delle specie migratrici minacciate di estinzione (elencate nell’Allegato I) conservando o ripristinando gli ambienti in cui vivono, mitigando gli ostacoli alla loro migrazione e controllando altri fattori di potenziale pericolo. La CMS promuove anche azioni coordinate tra i paesi dell’area di distribuzione di molte di queste specie. Tra le attività promosse dall’Italia rientra il sostegno alla creazione di un Atlante sulla migrazione degli uccelli nella regione afro eurasiatica che verrà sviluppato in tre anni, anche per proporre in seguito un Atlante della migrazione animale a livello globale. Basato sui dati di movimento degli uccelli forniti dall'EURING (organizzazione di coordinamento per gli schemi europei di inanellamento degli uccelli) l’Atlante getterà le basi per l'integrazione di ulteriori set di dati, per aiutare a identificare fattori che determinano il declino della popolazione delle specie, mitigarli con azioni di conservazione ed evitare conflitti futuri con altre politiche, ad esempio in tema di uso del suolo, come per l'impiego di tecnologie per le energie rinnovabili. Sempre in ambito CMS, l’Italia è firmataria, insieme a numerosi Stati rivieraschi, del Memorandum of Understanding on the Conservation of Migratory Sharks (Sharks MOU), il primo strumento globale per la protezione delle specie migratrici di squali e razze. L’accordo è finalizzato a raggiungere e mantenere uno stato di conservazione favorevole per gli squali migratori sulla base delle migliori informazioni scientifiche disponibili, tenendo al contempo in considerazione il valore socio-economico di queste specie. La Convenzione di Barcellona La Convenzione di Barcellona per la protezione dell'ambiente marino e della regione costiera del Mediterraneo è uno strumento giuridico-operativo del Programma delle Nazioni Unite per l’Ambiente (Piano di Azione per il Mediterraneo, UNEP/MAP), atto a garantire l’implementazione a livello della regione mediterranea di una serie di convenzioni internazionali per la tutela ambientali quali, per citarne alcune, la Convenzione di Rio (CBD, UNCCD e UNFCCD) e la Convezione sulla conservazione delle specie migratrici, nonché per l’applicazione dell’Agenda 2030 sullo Sviluppo Sostenibile. 82 L’attuazione della Convenzione è realizzata mediante l’adozione di specifici protocolli. L’Italia aderisce alla Convenzione di Barcellona e ha ratificato cinque dei suoi sette Protocolli. Sebbene tutte le azioni previste dalla Convenzione apportino importanti benefici alla biodiversità marina, il contributo più rilevante per la sua tutela deriva dall’applicazione del Protocollo relativo alle zone specialmente protette e alla diversità biologica (Specially Protected Areas and Biological Diversity Protocol– SPA/BD). Le azioni previste da tale strumento sono mirate alla conservazione e l’uso sostenibile delle risorse marine mediterranee, proteggendo specie della fauna e della flora di particolare rilevanza ecologica, in pericolo o minacciate di estinzione o il cui sfruttamento deve essere regolamentato (elencate negli allegati II e III del Protocollo), anche attraverso l’istituzione di “Aree Specialmente Protette di Importanza Mediterranea” (ASPIM, allegato I). Lo strumento operativo del Protocollo è rappresentato dal “Piano d’Azione Strategico per la conservazione della diversità biologica” (SAP-BIO), volto all’analisi dello stato dell’ambiente marino e della sua biodiversità, nonché alla pianificazione e successiva implementazione di misure concrete ed azioni strategiche mirate al raggiungimento del Buono Stato Ambientale marino. Convenzione Ballast Water dell’Organizzazione Marittima Internazionale La convenzione internazionale per il controllo e la gestione delle acque di zavorra e dei sedimenti delle navi (International Convention for the Control and Management of Ships' Ballast Water and Sediment, anche abbreviata come Ballast Water Management Convention - BWMC), conclusa a Londra il 13 febbraio 2004 ed ancora non ratificata dall’Italia nonostante sia in vigore a livello globale, è una convenzione dell'Organizzazione marittima internazionale (International Maritime Organization - IMO). Il trattato multilaterale disciplina globalmente la navigazione internazionale al fine di ridurre il trasferimento di organismi acquatici nocivi e di patogeni tra i mari del mondo tramite le acque di zavorra, le cosiddette ballast water che le navi caricano alla partenza per stabilizzare lo scafo e che poi scaricano nel mare all'arrivo, talvolta in località anche molto lontane e differenti tra loro, determinando una migrazione di sostanze che causa squilibri negli ecosistemi e gravi danni alla biodiversità, con pregiudizio all'ambiente, alla salute umana ed alle attività economiche che usano il mare (es. pesca, acquacoltura, turismo). La Convenzione è composta da 22 articoli, un annesso suddiviso in 5 sezioni – recanti regole specifiche per il controllo e la gestione delle acque di zavorra e dei sedimenti delle navi – e due appendici contenenti i moduli necessari ad assicurare in modo trasparente la verificabilità e la correttezza dell’applicazione della Convenzione. Le grandi convenzioni regionali: Berna, AEWA, EUROBATS, ACCOBAMS La Convenzione di Berna sulla conservazione della vita selvatica e degli habitat naturali in Europa ha come obiettivi la conservazione della flora e della fauna selvatiche e degli habitat naturali e la promozione della cooperazione fra Stati prestando particolare attenzione alle specie minacciate e vulnerabili, incluse quelle migratorie. L'Accordo AEWA sulla conservazione degli uccelli acquatici migratori dell'Africa Eurasia è un trattato indipendente internazionale che ha lo scopo di conservare gli uccelli acquatici migratori elencati nell’Allegato 2 dell’Accordo, in un’area geografica che interessa l’Africa, l’Europa, l’Asia Occidentale, la Groenlandia e il Canada nord-orientale (allegato 1 dell’accordo). Le Parti, tra cui l’Italia, sono chiamate ad impegnarsi in un’ampia gamma di azioni di conservazione descritte nel Piano d’Azione, una programmazione dettagliata e che affronta questioni chiave quali conservazione delle specie e degli habitat, gestione delle attività antropiche, attività di ricerca e monitoraggio, educazione e informazione. L'Accordo EUROBATS per la conservazione delle popolazioni di chirotteri europei, a cui l’Italia ha aderito nel 2005, si prefigge la protezione dei pipistrelli europei, migliorando lo stato di conservazione delle 45 specie oggi note e intervenendo sul degrado e il disturbo dei loro habitat e dei siti di rifugio. L'attuazione dell'Accordo EUROBATS in Italia è affidata al MiTE, responsabile per la relativa attuazione nel nostro paese e che, in seno al Comitato permanente dell’accordo, collabora con altri paesi per portare avanti anche puntuali progetti di conservazione, ad es. nel quadro della EUROBATS Projects Initiative (EPI). L’accordo ACCOBAMS, per la conservazione dei cetacei del Mar Nero, del Mediterraneo e della zona atlantica contigua è un accordo intergovernativo vincolante, realizzato sotto gli auspici della Convenzione di Bonn, risultato della 83 consultazione fra i Segretariati della Convenzione di Barcellona per la protezione dell'ambiente marino e della regione costiera del Mediterraneo, della stessa Convenzione di Bonn, della Convenzione di Berna sulla conservazione della fauna selvatica e degli habitat naturali europei e della Convenzione di Bucarest sulla protezione del Mar Nero contro l'inquinamento. L’Accordo, il cui successo è legato principalmente alla cooperazione fra gli Stati rivieraschi firmatari, è finalizzato in particolare a ridurre le minacce che gravano sui cetacei marini ed a preservare i loro habitat naturali attraverso l’utilizzo di apposite misure di conservazione, migliorando al contempo le conoscenze riguardo a questi animali. L’Italia contribuisce all’attuazione di tali Convenzioni e Accordi collaborando con altri paesi per portare avanti puntuali progetti di conservazione ma anche sul piano europeo, attraverso il suo costante impegno nell’implementazione delle direttive comunitarie “Habitat”, “Uccelli” e “Strategia Marina” e con progetti per la tutela di specie autoctone e l’eradicazione di specie aliene invasive. In coerenza con l’impegno sin qui profuso le principali attività che si intende svolgere in futuro sono: • favorire attività di ricerca sui temi della conservazione, soprattutto su specie di flora e fauna vulnerabili e a rischio estinzione; • favorire programmi di educazione ambientale nelle scuole e di sensibilizzazione pubblica in merito alle tematiche inerenti alla necessità di tutela delle specie di flora e fauna e dei loro habitat naturali; • favorire una maggiore collaborazione tra Amministrazioni centrali e periferiche nell’attuazione di progetti e nell’elaborazione e rispetto di norme atte a prevenire e scoraggiare fenomeni di bracconaggio ed uccisione e prelievo illegale di specie protette dalle Convenzioni e Accordi internazionali. 84 ACRONIMI E SIGLE ABS Protocollo di Nagoya sull’Accesso alle Risorse Genetiche e l’Equa Condivisione dei Benefici (Nagoya Protocol on Access and Benefit-sharing) ACCOBAMS Accordo per la conservazione dei cetacei nel Mediterraneo, nel Mar Nero e nelle contigue aree atlantiche (Agreement on the Conservation of Cetaceans of the Black Sea, Mediterranean Sea and contiguous Atlantic area) AEWA Accordo sulla Conservazione degli Uccelli Acquatici Migratori dell'Africa-Eurasia (African-Eurasian Migratory Waterbird Agreement) AGEA Agenzia per le Erogazioni in Agricoltura AMP Area Marina Protetta AMSvS Agende Metropolitane per lo Sviluppo Sostenibile ANCI Associazione Nazionale Comuni Italiani APPA Agenzia Provinciale per la Protezione Ambientale ARPA Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale ASL Azienda Sanitaria Locale ASPIM Aree Specialmente Protette di Importanza Mediterranea (Specially Protected Areas of Mediterranean Importance) AZA Zone Marine Assegnate per Acquacoltura (Allocated Zones for Aquaculture) BCAA Buone Condizioni Agronomiche ed Ambientali BHS Sussidi Ambientali Dannosi (Biodiversity Harmful Subsidies) BIOFIN Biodiversity Finance Initiative Bmsy Spawning stock biomass (SSB) that results from fishing at FMSY for a long time BWM Convenzione sulla gestione delle acque di zavorra (Ballast Water Management Convention) CAM Criteri Ambientali Minimi CBD Convenzione sulla Diversità Biologica (Convention on Biological Diversity) CDDA Banca dati comune sulle aree designate (Common Database on Designated Areas) CEPA Gruppo di supervisione sulla comunicazione, l’istruzione, la partecipazione e la consapevolezza della Convenzione sulle zone umide (Convention on Wetlands' Programme on communication, capacity building, education, participation and awareness) CIPE Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica CITES Convenzione di Washington sul commercio internazionale delle specie di fauna e flora selvatiche minacciate di estinzione (Convention on International Trade in Endangered Species of Wild Fauna and Flora) CMS Convenzione sulle Specie Migratrici appartenenti alla Fauna Selvatica (Convention on the Conservation of Migratory Species of Wild Animals) CNR Consiglio Nazionale delle Ricerche CONAF Consiglio Ordine Nazionale Dottori Agronomi e Dottori Forestali COP Conferenza delle Parti (Conference of the Parties) CREA Consiglio per la Ricerca in Agricoltura e l'Analisi dell'economia agraria CUFA Comando Unità Forestali, Ambientali e Agroalimentari dei Carabinieri DG AGRI Direzione Generale per l'Agricoltura e lo Sviluppo Rurale della Commissione Europea (Directorate General for Agriculture and Rural Development) Ddl Disegno di Legge D.Lgs Decreto Legislativo D.L. Decreto-legge D.M. Decreto Ministeriale D.P.C.M. Decreto del Presidente del Consiglio Dei Ministri D.P.R Decreto del Presidente della Repubblica DQA Direttiva Quadro Acque (Water Framework Directive) EC Direzione Generale per l’Economia Circolare EPI EUROBATS Projects Initiative (EPI) ETS Sistema europeo per lo scambio di emissioni (Emission Trading System) 85 EU Unione Europea (European Union) EUAP Elenco Ufficiale delle Aree naturali Protette EUMAP EU Monitoring and Advocacy Program EU-PoMs Monitoraggio degli impollinatori dell’Unione Europea (European Union - Pollinator Monitoring Scheme) EUROBATS Accordo per la conservazione delle popolazioni di pipistrelli in Europa (Agreement on the Conservation of Populations of European Bats) EUSAIR Strategia UE per la Regione Adriatico e Ionica (EU Strategy for the Adriatic-Ionian Region) FAO Organizzazione delle Nazioni Unite per l'alimentazione e l'agricoltura (Food and Agriculture Organization) FC Fondo di Coesione FD Direttiva Alluvioni (Floods Directive) FEAGA Fondo europeo agricolo di garanzia FEAMPA Fondo europeo per la politica marittima, la pesca e l'acquacoltura FEASR Fondo Europeo Agricolo di Sviluppo Rurale FESR Fondo Europeo di Sviluppo Regionale Fmsy Fishing mortality consistent with achieving Maximum Sustainable Yield (MSY) FSC Fondi Europei e Nazionali della Politica di coesione FSE Fondo Sociale Europeo GBF Quadro globale per la biodiversità (Global Biodiversity Framework) GBO Global Biodiversity Outlook GFCM Consiglio generale per la pesca nel Mediterraneo (General Fisheries Commission for the Mediterranean) GFS Gestione Forestale Sostenibile G.U. Gazzetta Ufficiale IAS Specie Aliene Invasive (Invasive Alien Species) INMAP Piano d'azione integrato per la gestione dei nutrienti (Integrated Nutrient Management Action Plan) IMO Organizzazione marittima internazionale (International Maritime Organization) INFC Inventario Nazionale delle Foreste e dei Serbatoi Forestali di Carbonio (National Inventory of Forests and Forest Carbon pools) INU Istituto Nazionale di Urbanistica IPA Strumento Europeo di preadesione (Instrument for Pre Accession Assitance) IPBES Piattaforma Intergovernativa Scienza-Politica sulla Biodiversità e i Servizi Ecosistemici (Intergovernmental Science-Policy Platform on Biodiversity and Ecosystem Services) IPCC Gruppo intergovernativo di esperti sul cambiamento climatico (Intergovernmental Panel on Climate Change) IRPEF Imposta sul reddito delle persone fisiche ISPRA Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale ISS Istituto Superiore di Sanità ISTAT Istituto Nazionale di Statistica IUCN Unione Internazionale per la Conservazione della Natura (International Union for Conservation of Nature) IUTI Inventario dell'uso delle terre d'Italia L. Legge JRC Centro comune di ricerca (Joint Research Center) JTF Fondo per una transizione giusta (Just Transition Fund) JTM Meccanismo di transizione giusta (Just Transition Mechanism) LIFE Programma europeo per l’ambiente e l’azione per il Clima MAB Uomo e Biosfera (Man and the Biosphere) MI Ministero dell’Istruzione MIC Ministero della Cultura MIMS Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili MIPAAF Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali MISE Ministero dello Sviluppo Economico MITE Ministero della Transizione Ecologica MITur Ministero del Turismo MOP Riunione delle Parti (Meeting of the Parties) MUR Ministero dell'università e della ricerca 86 MSFD Direttiva Quadro per la Strategia Marina (Marine Strategy Framework Directive) MSP Direttiva sulla Pianificazione Marittima (Maritime Spatial Planning Directive) NBS Soluzioni basate sulla natura (Nature Based Solutions) ND Non Determinato NNB Network Nazionale della Biodiversità OCSE Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico OECM Other Effective Area-based Conservation Measures OMS Organizzazione Mondiale della Sanità ONG Organizzazione non Governativa ONPR Osservatorio Nazionale del Paesaggio Rurale, delle pratiche agricole e conoscenze tradizionali ONU Organizzazione delle Nazioni Unite OSN Obiettivi Strategici Nazionali OEWG Gruppo di lavoro aperto (Open-Ended Working Group) PAC Politica Agricola Comune PAF Quadro delle azioni prioritarie d'intervento (Prioritized Advanced Framework) PAI Piano Stralcio di Assetto Idrogeologico PAN Piano d'Azione Nazionale PCP Politica Comune per la Pesca PdG Piani di Gestione PFAS Sostanze Perfluoro Alchiliche PGRA Piano di gestione del rischio di alluvioni PNACC Piano Nazionale di Adattamento ai Cambiamenti Climatici PNM Direzione Generale per il Patrimonio Naturalistico e il Mare PNRR Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza PNIEC Piano Nazionale Integrato per l’Energia e il Clima PPA Programma d’Azione per l’Ambiente PPP prodotti per la protezione delle piante (Plant Protection Product) PRG Piano Regolatore Generale PSN Piano Strategico Nazionale QBS Qualità Biologica del Suolo RAM Reparto Ambientale Marino RPOA/SSF Piano d'azione regionale per la pesca su piccola scala nel Mediterraneo e nel Mar Nero (Regional Plan of Action for Small Scale Fisheries in the Mediterranean and the Black Sea) SAD Sussidi Ambientali Dannosi SAF Sussidi Ambientali Favorevoli SAP/BIO Piano d’Azione Strategico per la conservazione della diversità biologica (Strategic Action Programme for the Conservation of Biological Diversity) SAU Superficie Agricola Utilizzata SBSTTA Organismo sussidiario di consulenza scientifica, tecnica e tecnologica (Subsidiary Body on Scientific, Technical and Technological Advice) SBI Organismo sussidiario per l’implementazione (Subsidiary Body on Implementation) SDGs Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (Sustainable Development Goals) SEB Strategia Europea per la Biodiversità SFN Strategia Forestale Nazionale Sharks MOU Protocollo d'Intesa sulla conservazione degli Squali Migratori (Memorandum of Understanding on the Conservation of Migratory Sharks) SinA Sistema informativo nazionale Ambientale SINAB Sistema di Informazione Nazionale sull’Agricoltura Biologica SNAC Strategia Nazionale di Adattamento ai Cambiamenti Climatici SNB Strategia Nazionale per la Biodiversità SNPA Sistema Nazionale a rete per la Protezione dell'Ambiente SNSvS Strategia Nazionale per lo Sviluppo Sostenibile SOC Soil organic carbon (Carbonio Organico nel Suolo) SPA/BD Aree specialmente protette e Diversità Biologica nel Mediterraneo (Specially Protected Areas and Biological Diversity in the Mediterranean) SQNPI Sistema di Qualità Nazionale Produzione Integrata SRSvS Strategie Regionali e Provinciali per lo Sviluppo Sostenibile SSB Biomassa dello stock riproduttivo (Spawning stock biomass) https://www.cbd.int/sbi https://www.cbd.int/sbi 87 TAIEX Assistenza Tecnica e Scambio di Informazioni (Technical Assistance and Information exchange) TUA Testo Unico Ambientale TUFF Testo Unico in materia di Foreste e Filiere forestali TURF Diritti di Uso territoriali per la pesca (Territorial Use Right for Fishing) UE Unione Europea UNCBD Convenzione delle Nazioni Unite sulla Diversità Biologica (United Nations Convention on Biological Diversity) UNCCD Convenzione delle Nazioni Unite contro la desertificazione United Nations (Convention to Combat Desertification) UNDP Programma delle Nazioni Unite per lo sviluppo (United Nations Development Programme) UNEP Programma delle Nazioni Unite per l'ambiente (United Nations Environment Programme) UNEP-MAP Piano di Azione per il Mediterraneo del Programma delle Nazioni Unite per l'Ambiente (United Nation Environment Program Mediterranean Action Plan) UNESCO Organizzazione delle Nazioni Unite per l'Educazione, la Scienza e la Cultura (United Nations Educational, Scientific and Cultural Organization) UNFCCC Convenzione delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (United Nations Framework Convention on Climate Change) USSRI Direzione generale uso sostenibile del suolo e delle risorse idriche VGSSM Linee guida volontarie per promuovere la gestione sostenibile del suolo (Voluntary Guidelines on Sustainable Soil Management) VIncA Valutazione di Incidenza VAS Valutazione Ambientale Strategica WFD Direttiva Quadro Acque (Water Framework Directive) ZEA Zone Economiche Ambientali ZPE Zona di Protezione Ecologica ZPS Zone di Protezione Speciale ZSC Zone Speciali di Conservazione https://www.cbd.int/

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