Ministerial Decree No. 308 regulating the registration of poplar clones in the National Register of Forest Clones
颁布于 1996-03-05 · 文本截至 2026-10-01
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研究内容本身以英文撰写。标题和标签已翻译,调查结果和引文未翻译。
关于这部法律
- 语言
- Italian
- 类型
- 条例
- 组织
- European Union
- 国家
- 意大利
- 主题
- Cultivated plants
- 关键词
- plant production, seeds/planting material, registration
- 类别
- agriculture
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4-6-19')() GAZLETL\ u l'flCIALE DELLA REPL:mucA I l"ALIANA Serie Xl'llera.'e - n. 129 DECRETI, DELIBERE E ORDINANZE MINISTERIALI MINISTERO DELLE RISORSE AGRICOLE, ALIMENTARI E FORESTALi DECRET0 5 marzo 1996, n. 308. Rcgolamento recantc normc ~r l'iscrizioncdci cloni di pJ~po nel Rcgistro nazionale dei cloni forestali. IL MINISTRO DELLE RISORSE AGRICOLE, ALIMENTARI E FORESTALi Vista la lcgge 22 maggio 1973, n. 269, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale dclla Rcpubblica italiana n. 148 dell' 11 giugno 1973; Visto ii dccrclo dcl Prcsidcntc dclla Rcpubblica 24 luglio 1977, n. 616, pubblicalo nclla Gazzetta Ufficiale dclla Repubblica italiana n. 234 de! 29 agosto 1977; Presa atto della Direttiva comunitaria n. 75/445/CEE de! 26 giugno 1975, pubblicata nclla Gazzetta Ufficiale dclla Comunita economica curopca dcl 26 giugno 1975; Visto ii decrcto <lei Prcsidente della Repubblica 10 maggio 1982, n. 494, pubblicato nella Gaz::.etta Ufficia!e della Repubblica italiana n. 211 del 3 agosto 1982; Visto !'art. 17, comma 3 della lcgge 23 agosto I 988, n. 400; Udito ii parcrc del Consiglio di Stato espresso nell'adunanza generale de! 14 dicembre 1995; Vista la rclativa comunicazionc inviata dal Consiglio di Stato al Ministcro dclle risorse agricole, alimentari c forcstali n. 145/95 in data 9 gcnnaio 1996; ADOTTA ii scgucnte rcgoh1mcnto: Art. I. 1. Gli cnti, ditte o privati che intcndono far iscriverc cloni di pioppo ncl Rcgistro nazionale dei cloni forestali di cui all'art. 21 dclla lcggc 22 maggio 1973, n. 269, devono prcscntarc domanda al Ministcro delle risorse agricolc, alimcntari e forestali - Dirczione generate per le risorse forestali, montane ed idrichc, entro e non oltre ii 30 scttcmbre di ogni anno, allegando una copia debilamente compilata dclla schcda semplificata di identificazione di cui ·alrallcgato I al presentc decrcto, c della documcntazionc sui risultati <li prove preliminari avcnti come oggctto la valutazionc de! comportamcnto <lei nuovo clone per lo rnc11-) nci riguar<li dci carattcri fonda!;1cr:tali di cui all'art. 4 cd cscguitc con le modalita ed i critcri di cui all'art. 5. 2. A norma ddl'art. 23 della legge 22 maggio 1973, n. 269, la Commissione nazionalc dd pioppo costituita con dccrelo del Presidcnte della Repubblica 1° agosto 1968 c ncl seguito indicata semplicemente CNP, provvede, attraverso istituti di riccrca appositamcnte designati, alla valutazionc dcllc carattcristiche dci cloni di pioppo con le metodologic prcviste dal presente decreto ed in co,;forrnita alle norme di cui all'allegato C del dccrcto de! Presidente dclla Rcpubblica 10 maggio I 982, n. 494, c nc propone l'iscrizfone nel Registro nazionale dei cloni forestaii, nel seguito indicato sernplicemente RNCF. Art. 2. I. Per l'acccttazionc delle domande di cui all'art. 1 la Commissione nazionale del pioppo sente il parere del proprio Comitato tecnico di cui all'art. 3. In caso di accoglimcnto della domanda ii clone viene considerato «in corso di osscrvazione e spcrimentazione»; il selezionatore od ii richiedente da lui debitamente autoriz.zato si impegna a consegnare tempestivamente agli Istituti di cui all'art. I, comma 2, il materiale di vivaio secondo le modalita stabilile dagli Istituti mcdesimi. 2. Gli csami rclalivi ad un clone <<in corso di osscrvazione c sperimcntazione» possono tcnninare anchc prim:i dclla conclusionc della spcrimcntazione ufficialc per i motivi di cui al pun to 1.3 dcll'allegato Cal dccreto de! Presidente ella Repubblica n. 494/82, oppure sc da osscrvazioni preliminari ii Comitato tecnico di cui al comma I dcsume con ragionevolc ccrtezza che tale clone non puo supcrarc i rcquisiti richicsti per la rcgistrazione. Tale dcci~ionc vicne assunta con provvedimento motivato del Presidentc dclla CNP, su proposta de! Comitato tccnico. Se la sperimentazione ha dato esito soddisfacente la CNP proponc l'iscrizione de! clone nel RNCF. 3. Per ogni clone iscritto ncl RNCF viene nominato un rcsponsabile della consei:vazione in purezza. L'affidamen to dclla rcsponsabilita e disposto dal Ministro per le risorse agricolc, alimentari c forestali con ii medesimo provvedimcnto di iscrizione e sentito ii parere della CNP. L'affidamento puo essere richiesto dal selezionatore, dal detentore dei diritti sul clone o ai loro aventi causa e, in mancanza di cssi, da un istituto, ente od altro soggetto che off ra la g:ira.r.zia de! mantcnimento in purezza de! clone. 4. Protolipi di tutti i cloni iscritti nel RNCF vcngono conscrvati, oltrc che presso ii selczionatore od ii detentore, anchc in almeno due arborcti, gestiti per la CNP dall'Isti.uto di sperimentazionc per la pioppicoltura di Casale Monfcrrnto, dall'Istituto sperimentale per la sclvicoltura di Arczzo o dal Centro di spcrimcntazionc agricola e forestalc di Roma. 9 -- < GAZ.lETTA Ur-nc1.\LE iA,LLA R:.:rurnuc\ Ir,\U,\NA Serie J:l'/,cTa!c - 11. 129 5. II Prcsidcntc dclla CNP su richicsta del Comitato tecnico proponc al Ministcro dcllc risorse agricole, alimcntari e forcstali la canccllazione dal RNCF di quci cloni di pioppo chc per comprovati motivi non risultano piu consigliabili per la coltivazionc. La canccllazionc avvienc con dccrcto dcl Ministro per le risorsc agricolc, alimentari e forestali <la pubblicarsi nclla Gazzetta Ufflciafc dclla Rcpubblica italiana. Art. 3. 1. Ai fini dc!lc propose:: da formularc per I'iscrizionc ncl R NCF c per i pareri circa l'acx:cttazione dci cloni da considerare «in corso di osscrvazionc e spcrin,cntazione» di cui agli articoli pieccdcnti, la CNP nomina un Comitato t.::cnico costituito da un rapprcscntantc per ciascuno dei scguenti organismi: a) Dirczionc gcncrale per le risorsc forcstali, montanc cd idriche; b) lstituto spcrimcntalc per la sclvicoltura di Arezzo; c) Tstituto di sperimcnlazionc per hl pioppicoltura di Casale Monferrato; d) Centro di spcrimcntazionc agricola c forcstalc di Roma; e) lstituto per la riccrca sul lcgno di Firenze; nonchc <la: f) un rapprcscntantc dci pioppicoltori, nominato dalle Associazioni agricolc facenti partc dclla CNP; g) un cspcrto di pioppicoltura nominato dallc rcgioni in cui e costituito ii Comitato regionalc dcl pioppo od altro organismo equivalente. 2. Per ogni mcmbro vicnc nominato un supplcntc. 3. II Comitato tccnico nomina fra i suoi membri ii presidcntc, ii cui voto prevale in caso di parita. II segretario delta CNP e anche scgretario dcl Comitato tccnico. 4. Se un clone viene proposto per la registrazione da un cnte, ditta o privato rapprcsentato ncl Comitato tccnico, ii rclativo rapprcsentante si dcve astcnerc dalla discussio ne c dalla votazionc riguardantc ii clone medcsimo. 5. Per lo studio di problcmi particolari ii Comitato tccnico puo servirsi di espcrti che intervengono alle riunioni a titolo consultivo scnza diritto di voto. Art. 4. I. Ai fini della registrazione ii Comitato tecnico prcnde in considerazione i seguenti elementi: caratteri morfologici e fenologici utili per ridcntifiea7Jone dci materiali di base c caratteri descrittivi dclla qualita dcl legno rilevati, secondo le nonne di cui agli allcgati 2 c 3, nci pioppcti comparativi e nei vivai di cui agli allcgati 4 c 6; caratteri di comportamento e di produzionc, in partc fondamcntali cd in parte supplemcntari, sulla base dei quali viene formula to, con le mctodologic prcviste dal prcscntc dccrcto ed in conformita alle norme dcl dccreto dd Prcsidcntc della Rcpubb!ica n. 494/82, allegato C, ii giudizio di supcrioritc't di cui allo stesso dccreto <lei Prcsidcntc delta Rcpubblica n. 494/82. 2. Sano considerati fondamentali al fini dclla speri mcntazione i scguenli carattcri di comportamento e di pro<luzionc (tra parcntesi vcngono indicati il/i clone/i tcstimone/i, dal confronto con il/i qualc/i vicnc espresso ii giudizio sulla supi!riorita del nuovo clone, c l'allcgato al prcscntc decrcto o la norma curopca in cui compaiono le modalita di csccuzionc dcllo prove): a) produzionc rapportata alla supcrficie invcstita ( <(l-214» cd evcntualc altro clone; allegato 4); b) resistcnza a «macchic bnmc» (<<I-214»; allc gato 5); c) rcsistcnza a .Marsso11ina brunnea (Boccalari; allcgato 5); d) rcsistcnza a Venturia populina («Luisa Avanzo»; allegato 5); e) rcsistcnza a Mefampsora spp. («I-214»; alk gato 5); .f) curvatura dcl fusto («I-214»; EN 1310*). 3. Sono supplementari i segucnti caratteri, ognuno dei quali dcve concorrcre al giudizio finale sull'idoneita alla registrazionc sol tan to sc richiesto dalla CNP all'atto della designazionc dcgli Tstituti incaricati dellc prove: g) resistenza a Phlocomy:.:us passcrinii («I-214»; allegato 5);. h) resislcnza al virus dcl mosaico (PMV) (<<Lux»; allcgato 5); i) resistcnza a Disco.1porium populeum («J-214»; allcgato 5); /) resistcnza al vcnto («I-214» ed altro cventuale clone; alkgato 5); m) attccchimcnto dclle pioppdle («I-214» cd evcn tualc altro clone; allcgato 6); n) ·carattcristichc meccanichc, chimichc ed anatomi chc dcl lcgno, consid.::ratc anchc singolarmente («I-214»; allcgato 7); o) caratteristichc qu~litativc dci fu~ti del!c pianle in piedi («I-214»; prEN175.4502"'). • Nom1c de! Comitato curopro di normalizza:cionc. 10 4-6-19% GAZZElTA UfflCIALE DELLA REPUBllL!C.\ lrALIAi,A Serie: gcncraie - n. 129 4. Per i carattcri di cui ai numcri 1, 2, 6, 10, 12 c 13 il giudizio viene espresso sulla base dcl comportamento dei cloni in piantagioni comparative <la rcalizzarsi a cura <lei sclczionatore con le modalit,1 i'iportate nell'allegato 4. A questo line ii selczionatore dovra indicare con ragionevole anlicipo alla CNP i vivai di provenienza <lei materiale di impianto, l'ubicazionc <lei terrcni dcstinati alla piantagio ne cd ii rclativo disegno spcrimcntalc, in modo chc i rapprcsentanti dell:1 CNP possano svolgcre i dovuti controlli e fornire gli opportuni suggcrimcnti. 5. Per quanto riguarda i carattcri di cui ai numeri 3, 4, 5, 7, 8, 9 cd 11 ii giudizio vicne espresso sulla base dcl comportamcnlo dci cloni impiantati ad hoc dagli istituti incaricati od in prove di laboratorio cscguitc dagli stcssi istituti. Art. 5. I. Per rammissionc alla spcrimcntazione ii selezionato re dcve produrre i dati di prove preliminari da lui dircttamente eseguite o fatte eseguire, per suo conto, da istituti, enti o liberi professionisti iscritti all'albo dei biologi o dei dottori agronomi e dei dottori forestali. I mctodi per l'csecuzione di dette prove possono discostarsi da quelli previsti per la spcrimcntazione di cui al prcscnte decreto, ma dcvono avere comunque validita scientifica. I dati devono essere espressi in fonna quantitativa e eonscntire un 'interpretazione statistica corretta dellc fonti di variabilita genctica, ambientale e di errore spcrimentale. 2. Le prove preliminari dcvono avere come oggetto pcrlomeno i carattcri fondamcntali di comportamento e produzione; altri caratteri, tra i supplemcntari, possono esscrc inclusi a discrezione del selezionatore. Dette prove devono includere i medcsimi cloni tcstimoni previsti per la spcrimentazione ufficiale (arl. 4). 3. I risultati Jelle prove preliminari dc\'Ono essere esprcssi in forma di rclazionc chc, per ogm caratlcrc, includa: a) Jc,;cr!ztor;c dci matcriali e mctc<li impicgati; h) csposizionc dci ri:rnlt:.!li oltcnut1; c) di~cussionc <lei risultati. 4. II Comitato tccnico, csamin:.!U tt rcblio:1c, puo: a) rcspingcre la domanda di amm1ss:onc alla spcrimcntazione sc, in base ai dnti prcsentati, si puo presumcre con ragionevok certezza che ii clone non possicde i rcquisiti di supcriorita richicsti per la registrazione; h) rc~pingcre la rclazione in tutto o in parte quando questa non dia garanzic suflicicnti di attcndibilita dci <lati prodotti; c) approvare la rebzione e ammettcrc il clone alla spcrimcntazionc ufficialc. Art. 6. I. La durata dclla spcrimentazione per l'acccrtamento dcllc caratteristiehe clcncatc all'art. 4 viene fissata, a giudizio del Comitato tccnico, in base alla lunghezza dei turni carattcristiei dclle spaziature adottatc nei pioppeti comparativi cd agli scopi dichiarati dal sclezionatore. 2. I carattcri per i qu.1li deve esscrc valutata la significativita statistiea delle differenze (alla soglia dcl 95%) rispctto ai cloni testimoni sono quelli che, a norma dell'art. 4, sono stati individuati come fondamentali, nonehe quclli supplcmentari espressamente indicati dalla CNP. . 3. II Comitato tecnico esprimc parere favorcvole per l'iserizionc al RNCF quando vcngono soddisfatte cntrambc le sottoclcncate condizioni: a) prcsenza di superiorit.a signific.:.Liva per uno o piu caratleri tra qucl!i indicati al sccondo comma; nel caso di superiorita signifieativa per un solo carattere, i valori di almcno altri due carattcri devono raggiungere come mini mo i valori mcdi dei cloni testimoni per i due catatteri in questionc; b) assenza di inferiorita significativa per uno o piu carattcri tra quelli indicati al secondo comma, salvo il caso in cui ii Comitato tccnico, in base all'entit.a reale delle diITerenze riseontrate, ii loro peso cconomico ed i riflessi che esse possono avere sulla coltura in caso di diffusione del clone, ritenga tale inferiorit:i compensata dalla superiorita per altri caratteri indicati nel secondo paragrafo. 4. Su parerc favorcvole e~prcsso <lal Comitato tccnico, la CNP proponc l'iscrizione <lei clone ncl RNCF. Art. 7. 1. Gli al!cb:.:ti numeri I, 2, 3, 4, 5, 6 e 7, ,~stati dal proponcntc, fanno p3.rlc integrantc dcl prcscnlc decrcto. H prcsente deerdo, munito dd si3illo ddlo Stato, sari imcrito nella Raccolta unieialc deg!i alti normativi della H.cpubb!ica italiana. E fatto obbligo a chiunquc spctti di o'.;'.;crva rlo e di farlo osscr,arc. Roma, 5 marzo 1996 11 Afinislro: LUCHElTI Vislo, i/ Guardusigii/i: C-\JANIELLO Regi.1tratv al/a Corte dei conti ii ;21-maggio 1996 Rt'gis/fo n. 1 Risorse agrico/e, foglio n. 136 ·· 11 - H-1996 G,\Zll'T,A Ur:, lCL,LE DELLA Rr::'L'LBLICA I,Au,;.;--;A Serie generate - n. t29 ALLEGATO l Scheda· semnlifirnta d'identificazione 1. Nome del cione (in cs:;ervanz.."l c!.::.ile norme del Cod ice Tntemazionale di Nomenclatura. delle Varieta Vegetali). 2. Nome e indirizz:o del Sclezionatore. 3. Nome e indirizzo del Detentcie (se di verso dal Selczionatore). 4. Specie (se ibrido interspccifico indicare le specie parentali). 5. Origine (incrocio controllato, impollinazione libera, selezione entro cultivar gia csistente, propagazione di un soggetto spontaneo). 6~ Notizie sui genitori e/o sulle localita di raccolta. 7. Sesso. 8. Anno di ottenimento de! semenzale (se ii clone e stato ottenuto mediante impollinazione controllata o impollinazione libera di un soggetto femminile noto) oppure anno di primo prelievo di materiale di propagazione (se ii clone e state ottenuto per propagazione di un soggetto spontaneo). 9. Anno d'impianto e ubicazione dei prototipi, ossia dei soggetti disponibili piu vecchi (in ogni caso di eta non inferiore a otto anni}. 10. Ubicazione dei vivai in cui viene allevato ii clone. 11. Ubicazione delle piantagioni gia esistenti. 11 Selezionatore (o ii Detentore, se soggetti diversi) si impegna a mettere a disposizione materiale d'impianto (talee e pioppelle) per i controlli nella quantita che verra richiesta dalla CNP o dagli Istituti da essa designati. Data 12 II Selezionatore o il Dete:itore 4-6-llJ':)6 G.-'.ZLUl.-\ lJr-FlCL\LE DHLA REPUGBLICA lf,\Ll.-\1,.·\ ALLEGATO 2 Schcda per la des-:rizione dei caratteri morfologici e fenologici. Notizie gencrali 1. Nome del cione 2. Nomi e/o sigle ut.ilizz.ati durante la sperimentazione 3. Selezionatore 4. Detentore 5. Responsabile della conservazione in purezza proposto dal Selezionatore 6. Riferimenti ad cventuali brevetti per novit.'t vegetali 7. Specie 8. Origine 9. Notizie sui genitori e/o su!Le localiti di raccolta Caratteri se.ssuali (illberi adu!ti) 10. Sesso 11. Numero di stami (per cloni maschili) 12. Numero di valve nelle capsule (per c1oni femminili) 13. Lunghczza dei grappoli maturi (per cloni femminili) 14. Colore degli stimmi (per cloni fc:nminili) Fenologia fogliarc (pioppclle in vivaio) 15. Precocita dello sboccio 16. Colore allo sboccio Faglie (pioppelle in vivaio) 17. Lunghezza del Jembo fogliarc 18. Larghezza massima del lembo fogli~re 19. Rapporto larghezza massima/Iunghezza (in per cento) 20. Lunghezza de! picciolo 21. Rapporto lunghezza picciolo/lunghezza lembo (in per ccnto) 22. Angolo tra la nervatura mediana e la seconda nervatura laterale infcriore 23. Numero di glandule alla base delle foglie 24. Forma generale de! lembo fogliare 25. Forma generale della base del lembo fogliare 26. Forma dell'inserzione de! picciolo 27. Forma dell'apice 28- Pubescenza pagina inferiore 29. Pubescenza de! picciolo 30. Ondulazione del margine Fusto (pioppelle in vh·aio) 31- Sezione de! fusto 32. Pubescenza de! fusto 33. Forma dclle Ienticelle 34. Dispcrsione delle lenticelle 35. Angolo tra i1 fusto e i rami ne!lc pioppeile di un anno Gemme (pioppclle in vivaio) 36. Lunghezza 37. Forma 38. Forma dell'apice 39. Disposizione 13 Si!rie gei;ernfe - n. 129 GvnTT-~ Ur-nn \IE nFI I A Rrrt'llBI IC>\ fTAIV.NA Serie fietwrafc - n. 129 Note cs£!icative per la compilnzione della scheda di cui all' All. 2. I I rilevamcnti necessari a raccogliere le inforrnazioni elencate nella scheda vanno eseguiti sugli alberi adulti dei pioppeti di cui alt' All. 4 e delle pioppelle dei vivai di cui all' All. 6. Per l'e:.-pressione dei caratteri quantitativi (11, 12, 13, 17, 18, 19, 20, 21, 22, 23, 35 e 36): dovra essere riportato il valore medio seguito da ± deviazione standard: esempio: m ± s ovc per con i: numero di pioppelle/ amenti/ grappoli j: numero di foglie/ fiori/ capsule Per l'espressione dei caratteri qualitativi si dovra fare rifcrimento alle categorie utilizzate dall 'UPOV per i caratteri corrispondenti. Si indichera per ciascuno la classe modale (tra parentesi la sua frequenza relativa) e le altre classi in cui cadono le altre osservazioni: esempio: 3 (0,5) + 2, 4 c!asse modale 3 con meta: del!e osservazioni a!tre classi rappresentate la 2 e la 4 1. Il nome dovra essere approvato dalla Commissione Nazionale de! Pioppo su proposta de! Selezionatore, in osservanza delle nonne de! Cadice fnternazionale di Nomenclatura delie Varieta Vegetali. 3, 4, 5. Nome (o rc1gione sociale) e indirizzo. 7. Nome bot:rnico della specie cui appartiene i! clone ovvero c,,i appartengono i genitori nel c2so si tratti di ibrido interspcdico. 8. a. Incrocio ccntrollato (madre e padre ncci) b. Impollinazione libera di un soggetto femminile noto c. Propagazione veget.ativa di un soggetto appartenente a cuitivz.r gia esistente d. Propagazione vegetativa di un soggetto spontaneo 9. Con riferimento a quanta riportato al punto 8 andranno inoicati nel caso: a. Identita e luogo d'origine di entrambi i genitori b. Identita e luogo d'origine della madre nonche la locaiita dove sono stati ro.ccolti i semi c. Nome della cultivar, sua zona di coltivazione e Iuogo dove e avvenuto il prelievo di materiale per la propagazione d. Identita e ubicazione del genotipo molliµ!icato In ogni caso, se possibile, indicare latitudine e longitudine dei luoehi d'origine. 14 4-6-1996 GAZZEn·A UFFIC!ALE DELLA RLPL;1mucA l r.-i.uAsA Saic grntTrdc - n. 129 11. Si dovra contare ii r.umero di stami di 2 tiori prelevati dalla porzione centrale di ciascuno di 5 amenti. 12. Si dovra contare il numero di valve di 3 capsule preievate dalla porzione centrale di ciascuno di 10 amcnti. 13. Si dovra esprimere il dato come valore medio e deviazione st..111dard di 30 grappoli matur:i. 14. Si dovranno esaminare almeno dieci amenti: verde rosa 1 2 IS. Si dovra considerare la data di raggiungimento della fase feno!ogica 2 (metodo Castellani et al. - fig. 1) esaminando le prime quattro gemme, ben confoimate, al di sotto di quella apica!e in almeno 3 pioppelle all'inizio del secondo anno di vivaio. I dati saranno espressi in base alle categorie seguenti (tra parentesi i c loni di rifelimento che dovranno essere presenti nei vivai in cui verranno compiute le osservazioni): molto precoce 1 tra molto precoce e precoce ('Rochester') 2 precoce ('Fritzi Pauley') 3 tra precoce e 1~edia ('I-214') 4 media (P. nigra var. iralica) 5 tra media e tardiva ('I-45/51 ') 6 tardiva ('Marilandica') 7 tra tardiva e molto tardiva ('Blanc du Poitou') 8 molto tardiva 9 16. Si dovra considerare ii colore al momcr:to dd raggiungimento della fase fcno!ogica 4-5 (metodo Castellani er al.): bianco grigio giallo verde rosso violetto bruno 1 2 3 4 5 6 7 17 - 30. Mcda!ita di carnpionamento delle foglie: dovranno essere esaminate almeno 3 foglie, prelevatc dal tratto di fusto in cui esse abbiano raggiunto le massime dimensioni. di almeno 10 pioppclle. II prelievo dovra essere effcttuato r.ei mesi di agosto o settembre in vivaio al primo anno di vegetazione. 22. Si dovra dcterminare l'ar.golo compreso tra la nervatura rnediana e la seconda nervatura lateral~ infer:iore. Dal momento che tale nervatura non ha un andamento rettilineo nelle misurazioni verra considerata soltanto Ia prima parte delia nervatura (3 cm). 24. Si dovra considerare la forma generale de! Jembo fogliare con riferimento alla presenza di eventuali !obi !aterali. assenti presenti 15 1 2 GA1-ZElTA U,·1',Cl:\LE DLLLA RcFU:.lGUCA l'TALIANA Serie generate • n. 129 · 25. Per quanto riguarda la forma del!a base dtl lembo fcgliare si fara riferirnento ai modelli .proposti da!l'lTPOV (fig. 2) cimciforme convessa cuneifonne diritta cunei forme conc:wa Iargarnente cuneiforme cor.vessa a.rrotondar.a Ja;-gamente cuneiforme diritta l:u~amen!e cuneiiOime concava diritta legg'::rmente co;-data meciamente cordata forterner.tc cordata l 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 26. Per quanto riguanh la forma dell'attaccatura del picciolo con- la lamma fogliare si fara riferimento ai modc!li proposti dall'UPOV (fig. J) diritta poco ir...:avata largamente cuneiforrne ·~ incava-ra paralkla sovrappost:.! alla b~se delia fog!ia pieghe,tata discendente l 2 3 4 5 6 7 8 27. Per quanta riguarda la forma dell'apice fogliare si faf,i. rife1imento ai modelli proposti dall'UPOV (fig. 4) strettamente acuta 2cu1a largamente acuta strettamente lungo-acuminata !arg.-imenle lungo-acuminata strettamente corto-acuminata largamente corto-a'¥uminata mucronata ottusa 28. Pubescenza pagina inferiore: assente o molto debole solo Jungo-le nervature su tutto il lembo 29. Pubescenza picciolo: assente o motto debole debole media forte molto forte 30. Ondulazione del margine: assen&e o leggera media forte 16 l 2 3 4 5 6 7 8 9 l 2 3 1 2 3 4 5 1 2 3 4-6-1996 G,\ZZl.:TTA lJl'F!CIALE DELL,\ REPl'HBi.ICA hAU,\;-.;A Serie generate - n. 129 31 - 34. I rilievi andranno effettuati al termine del primo anno di vegetazione su almeno iO pioppelle considerando la porzione di fusto a 3/4 di altezza: 31. Sezione del fusto: rotonda leggermente angolosa angolosa alata 32. Pubescenza del fusto: assente presente 33. Fonna delle lenticclle: rotonda ellittica line.are corta lineare Iunga 34. Dispedone delie lenticel!e: regoiare in gruppi regolari in gruppi alla base delle foglie irregolare 1 2 3 4 I 2 1 2 3 4 2 3 4 35. Si dovra considerare l'angolo compreso tra ii fusto e i primi 15 cm di almeno 3 rami di 10 pioppelle in vivaio al termine de!la prima stagione vegetativa. La inisura sara presa nella porzione di fusto in cui i rami risultano piu frequenti. 36 - 39. Modalita di campionamento delle gemmc: dovranno essere esaminate almeno 3 gemme, presenti nella porzione di fusto a 3/4 di altezza, di almeno 10 pioppelle. Il rilievo dovra essere effettuato in vivaio al termine de! primo armo di v~getazione. 37. Forma delle gemme: strettamente ovata l ovata 2 largamente ovata 3 38. Forma dell'apice delle gemme: ottusa l acuta 2 ~~K~ 3 acuminata 4 39. Si dovra valutare la posizione delle gernme rispetto al ft:sto: appressata l appressata con apice divergente 2 divergente 3 17 . 4-6-1996 G.\ZZHTA UFFICIALE DELLA REPUBBLICA lTALIANA Serie gener"1e • n. 'J29 ·- -·- --- -============================ Figura. l. Sta di di s.chi usura· de 11 e ·germne. 0 1 2 3 4 5 0 Gemme dormienti ancora completamente racchiuse dalle squame (perule). Gemme ingrossate con P?rule app~na divari~at~ e pre~entanti un orlo giallastro. Presetiza di~una o.piQ guttule di resina. c Gemme apreritesi alla somrriita per divaricazicne delle perule con fuoriuscita della parte apica1e delle fcglioHne. 3 G 2mme completamente aperte. Foglioline ancora riunil"e tra di loro. Perule ancora presenti. 4 Foglioline ~ivaricate con lembo ancora inv~luto. Perule presenti o non. 5 Fogl"ioline completamente aperte (ma di dimensi oni inferiori a quelle delle foglie adulte. Evidente allungarnento dell'asse del germoglio. Perule assenti • . -18 4-6-J9% GAZZETT-\ UFFrcHtE om L"- Rr.rt1RnucA lTAUANA m -=-==== :F:i.gura 2 lamina fogliare: forma genera1e della base Cuneiforme-convessa Curieiforme diritta largamente cuneiforme convessa Arrotondata Largamente cuneiforme concava Diritta Mediamente cordata 19 Cuneiforme concava largamente cuneiforme diritta leggermente cordata Fortemente cordata G,, znrr,, Ur r: CJ.-\ L[ :.l [ !LA Rr: Pt ·nr•l.fcA lr,\u .-, ~ .. -, Figura 3 Lam-Ina fogliare: forma dell 'attaccatura col pic::iolo I\ Oiritta parallel a / poco incavata sovrapposta alla base della foglia 20 \ 1 argarr.ente cunei forme pi eghettata / / (-1 incavata discendentc 1--0- l 996 strettamente acuto strettamente 1 ungo-acurai nato 1 arg a:.:en te corto-acU!i'iinato GAZZETTA UFFIClALE DELLA RF.PUB3L!CA ITAUANA Serie generate • n. 12? F:f.gura 4 Lamina fogliare: forma dell 'apice I\ acuto 1 argament.e lungo-acuminato mucronato 21. 1 argamente acuto strcttamente corto-acuminato ottuso 4-6-1996 GAZZETTA Ur-FICIALE DELI.A REPURBLICA lTALIANA ALLEGATO 3 Scheda per la descrizione della gualita del legno Min. Media Max. Densita basale (g/cm 3 } Massa vo!umica a umidita del 12 % (g/cm3 ) Ritiro tangenzia!e (%) Ritiro radia!e (%) Ritiro vo!umetrico (%) Nervosita Eccentricita def midol!o (%) Superficie de! durame {%) Raggio massimo del durame (%) Legno di tensione (%) EVENTUAL! ESPERIENZE DI LAVORAZIONE Serie grncr-'.ilc - n. --129 Seg3gionc: Sfogliatura: Tranciatura: Es sic c az ion:::: .: lmpregnabHit.i: Fini tu r a: A!tro: · 22 4..6-19% GAD'ETTA UFFICl:\L!: Dc'LL'. RcP,:EflLIC.<\ lTAUAK\ Serie general<! - n. 129 . . - :-:,: ,=-,~=---:-:-::::============ ----==---= ....... -----------=-.• .. ·- Note esplicative per la compilazione dclla schcda di cui all' Ail. 3. I caratteri indicati nella scheda dovranno essere ricavati cu piante campione prelevate in numero di 3 per ognuna de!le piantagioni di cui all' All. 4, scelte a caso fra le piante di area basimetrica media (a seguito di cavallettamento totale). Da ognuna delle piante campione dovranno essere prelevate quattro rotelle di circa 10 cm di spessore immediatamente al di sopra delle seguenti frazioni de!l'altezza cormometrica (diametro minimo di 3 cm): 1/8, 3/8, 5/8, 7/8 (fig. 5). Al momenta dell'abbattimento dovranno inoltre essere rilevati i diametri alla base e alle seguenti frazioni dell'altezza cormometrica: 1/4, 1/2, 3/4. Le rotelle dovranno essere ricavate immediatamente dopo l'abbattimento, opportunamente contrassegnate, poste in contenitori impenneabili, e trasportate entro un tempo massimo di due giomi presso l'Istituto incaricato dell'esecuzione delle determinazioni, dove le misurazioni relative al legno allo stato fresco dovranno essere condotte entro una settimana. Misurazioni e calcoli da effettuare Sulle rotelle intere dovranno essere effettuate le sottoindicate misurazioni. Raggio massimo del durame e raggio corrispondente della rotella sotto corteccia: calcolarc la perccntuale di raggio della rotella interessata dal durame. Superficie interessata dal durame e superficie della rotella sotto corteccia: calcolare la percentuale di area della rotella interessata dal durame. Distam:a del midollo dal centro geometrico della rotella e raggio sotto corteccia sulla retta cosl individuata: esprimere l'eccentricita in percentuale del raggio. Superficie interessata da legno di tensione (se necessario, ricorrere all'evidenziazione con reagente di Herzberg): calcolare la percentuale di area della rotella interessata da legno di tensione. Le rotelle dovranno quindi essere suddivise in due meta, da ognuna delle quali dovra essere ottenuto un provino a forma di cubo di 4 cm di Jato, sul quale .verranno effettuate le previste determinazioni fisiche, secondo le modalita previste dalle norme sottoelencate. Massa volumica a umidita nonnale e densita basa!e: UNI-ISO 3131. Ritiro radiale e tangenziale: UNI-ISO 4469. Ritiro volumetrico: UNI-ISO 4858. Indicare la nervosita come rapporto tra ii ritiro tangenziale e quello radiale precedentemente calcolati. Strumenti di misurazione Le misure lineari eff ettuate sulle rotelle intere dovranno essere rilevate mediante strumento in grado di permettere letture con l'accuratezza del millimetro. Le deteminazioni di superfici possono essere effettuate con mezzi elettronici, meccanici o grafici. 23 4-6-19% G:\Zl.ETTA UFFICIALE DELLA Rt::PL;i-!RLICA ITAL IAN/\ Scr!c grn.:rn(c - n. t-29 ,,..,..,===--=--,...,.-- ·· Le misurazioni sui provini per le caratteristiche fisiche dovranno essere effettuate con gli st rnmenti previsti dalle relative norme. Espressione dei risultati Per ognuna delle caratteristiche indicate nella scheda occorrera eseguire il calcolo de! valore medio per pianta ponderato sul volume secondo la formula: y x1 ·(D; +on +x3 ·(Dr +on +x5 ·(D; +D;) +x1 ·(O; +D1} . D; +2D1 2 +2D; +2Di +D; dove: O• = diametro sopra corteccia alla base, in metri; O;(i = 1. u. 4 i = diametro sopra corteccia a una dist:mza dalla base di i. I-I, in metri, 4 essendo H l'altezza cormometrica della pianta (diametro minimo di 3 cm); x 1 <J=u.s.n = val ore della vari::ibile ottenuto dalla rote Ila pre!evata a una di stanza clalla base di l H; 8 La media aritmetica per tutte le piante andra riportata, unitamente ai valori massirno e minimo assoluti riscontrati, nelle corrispondenti caselle della scheda. Le eventuali osservazioni sulle esperienze di lavorazione possono essere condotte facendo riferimento alle schede tecnologiche proposte dalla Commissione Intemazionale per il Pioppo in occasione della seconda sessione tenutasi in Italia dal 20 al 28 aprile 1948. 4-6-19% G.v1ETTA U1-i:icr .. ,1.r naL\ REPL!OflUCA ITALJAt-;A Saie general.· - n. 12:, ·----·-- ··- -··--··- ... -- - -----. ---------------.,-=c-==,,,...,,==e:==:,========,============ Fig. 5 - Schema dei prclievi per la determinazione·c;Jelle caratteristiche del legno. Diametro = 3 cm .l..H IS .., ... .l..H 8 X -1------<, --1---~1.1-:...-------1.- -----+------ .1..H 4 "' ·" , ::: ..Lu ~ I ~II I ~ II ..L1-1 4 ~ : Sezioni d."l prelevarc per la determinazione dei caratteri descrittivi dclla qualita c.Iel legno (All. 3). §@: Sczioni tla prelevare per la. determinazione dt:ile ca~nttcristiche mecc~niche, chimiche e .1n::tomiche <lei legno (All. 7). 25 1·6-1996 G.->.ZZElTA UrnCii\LE DELL,\ REPUllBUCA ITAUAl'.A- Serie ger.erat;: - n. 129 ==================== ALLEGATO 4 Modalita da seguire nella costituzione dei pioppeti comparativi er l'accertamento delle carntteristiche di roduzione Le piantagioni per l'esame di cloni destinati alla produzione di segati e/o sfogliati includeranno sempre il clone testimonio 'I-214'. Ove possibile, verranno impiegati due cloni testimonio: in questo caso saranno 'I-214' e un clone <! diffusione locale proposto dal Comitato Tecnico o dal Selezionatore, e scelto fra quelli gia registrati e ritenuti adatti ai siti d'irnpianto. Le pioppelle utilizzate dovranno avere caratteristiche rispondenti alle norme CEE di cui al DM 8.3.1975 e provcnire da vivai dove sono state sottoposte a idenliche cure colturali. Avranno Ia stessa eta (1 o 2 anni di vivaio) e apparterro.nno alla stessa categoria commerciale, senza essere piante dominate o superdominanti. Se non sara disponibile un numero sufficiente di pioppelle della medesima categoria si potranno uti!izzare pioppelle· di categoric diverse purche in proporzioni uguali per tutti i cloni. L'allestimento delle pioppelle e la lorn conservazionc in attesa dell'impianto dovranno rispettare le noi-me della buona coltivazione ed essere eseguiti in modo omogeneo per tutti i cloni. Se non sara possibile allestire le pioppelle in tempi sufficientemente· brevi e/o conservarle in modo omogeneo, le d1fferenze di trattamento dovranno riguardare in modo proporzionale tutti i cloni. Le piantagior.i verranno effettuate in almeno tre stazioni ritenute dal Comitato Tecnico sufficientemente diverse per caratteristiche pedoclimatiche. II dispositivo sperimentale adottato dovra es.sere sufficiente:nente sensibile e prevedere parcelle monoclonali minime di 3x3 piante, replicate nella medesima stazione almeno tre volte. I rilevamenti eseguiti sulle piante perimetrali della singola parcella saranno tenuti distinti da qne!li relativi alle piante interne. L'indice di densita potra variare da 20 a 50 ni2 per pianta. La produzione sara espressa attraverso ii volume cormometrico limitato ai primi 5 m di fusto e rapportata alla superficie investita. Le misure a.ndranno confrontate con quelle relative alla media dei cloni testimonio. Le modalita per la co stituzione di piantagioni per ii confronto di cloni destinati alla produz.ione di assortimenti di altro tipo verranno stabilite di volta in volta dal Comitato Tecnico; 26 4-6-19% GAZZElTA UFFICIALE Dl'LLA REPUBBLICA lTAI.IANA Serie generate - n. 129 ALLEGAT05 Modalita da seguire per- l'accertatnento della resistenza alle avversita Resistenza a "mace.hie brune" La predisposizione alla malattia verra valutata, per almeno due volte (al 5° anno c alla fine della sperimentazione), nelle piantagioni costituite per l'accertamento delle caratteristiche di produzione di cui all' All. 4. Unico clone testimonio peril giudizio di superiorita sara. '1-214'. L'intensita d'attacco verra detenninata conteggiando il numero di necrosi presenti nei primi 4 metri di fusto delle tre piante di diametro mediano di ciascuna parcella sperimentale. Resistenza a Marssonina bnmnea (Ell. et Ev.) P. Magn. Verranno costituiti almeno due pioppeti in zone distinte caratterizzate da elevata infettivita con piante di 1 anno di vivaio. Dovra essere adottato uno schema a blocchi randornizzati con 3 replicazioni con parcellc di alrneno 3 piante; unico clone testimonio per ii giudizio di superiorita sara 'Boccalari'; cloni di riferimento da inserire obbligatoriamente per ii controllo della frequenza e della patogenicita del fungillo: 'I-214' e 'Lux'. L'intensita d'attacco sara. rilevata almeno 1 volta l'anno durante i1 periodo estivo e per almeno 3 anni, a partire dal 2° anno d'impianto; vei-ra conteggiato ii numero di macchie necrotiche di M. brunnea per cm2 di superficie fog!iare su 1 pianta di ogni clone per ogni blocco, con le seguenti modalita: prelievo di un ramo nella' porzione centrale della chioma di ciascuna pianta su cui conteggiare il numero di foglie presenti (Fp) e cadute (Fe); raccolta dagli stessi rami di almeno 50 foglie da cui ricavare 50 dischetti della. superficie di 1 cm2 su cui determinare i1 numero medio di macchie per unit.a di superficie (a); alle foglie cadute viene attribuito un numero media di macchie per unita di superficie (b) ricavato dalla media dei 5 dischetti fogliari piu colpiti; per ogni pianta (j) di ogni clone (i), calcolo del numero medio complessivo di macchie per unit.a di superficie fogliare (Nij) applicando la seguente formula: N .. IJ a·Fp4b·Fc Fp+Fc R£Sisten7..a a Venturia populina {VuilL) F:.br. Vcrranr.o costituiti pioppeti con le st~sse modalita indicate per Marssonina brun.'lea; unico done tcstimonio peril giudizio di superiorita sara 'Luisa Avanzo'; cloni di riferimcnto da in:;erire obbligatcri,c:-nentc per il controllo d:::lla frequenza e de!la patogenicik't del fungillo: 'Boccalari' e 'San Martino': ' L'intensita di atbcco sar-l rikvata al:ne:10 1 volta l'ar.:10 nella tarda primavera e per.almeno 3 am,i a partire dal 2° anno d'impianto rnediante stima dcl numero di germogli colpiti ('ur.cini') e di quelli non colpiti su alrneno una pianta di ogni clone per blocco, con un numero mini mo di 50 gennogli campionati per pianta. 27 4-6-1996 GAZZETTA UfflCIALE DELLA REflJBl:!LICA lTALIA;,..:A Serie gcnuale • n. 1;,9 ===========================·=-·=--=·-=·.c;,·~=···=·~~··::··=-·=-·=· ·=·-=··-==- ········· ........ . Resistenza a Melampsora spp. Saranno costituiti vivai in due loca!it.i. carattelizzate, la prima, dz.lla presenz.a prcvc:lente di Melampsora larici-populina c, la s~onda, di Melan1psora allii-popul!na. Le taire Sfil"almo piantate secondo uno schema a blocchi randomizza.ti con 3 replicazioni di almeno 10 p:ante; unico clone testimonio per il giudizio di superiorita sara 'i-214'; cloni di riferimento da inserire obbligatoriamente per il · control!o della frequenza e della patogenicita delle ruggini: 'Bellini', 'Luisa Avanzo', 'Lux' e 'Primo'. L'intensita di attacco verra rilevata su piante RlFl almeno 1 volta in tarda e:;tate con le seguenti modalita: su tutte le foglie dell'astone principale di almeno 3 piante di ogni clone per ogni blocco, stima della percentuale {p) di superficie colpita (superficie coperta da uredosori e rclativa zona clorotica o necrotica). I dati raccolti verranno elaborati previa trasfonnazione in: loge(p/ (1-p)}. Dov~ essere realiu,ato un secondo ciclo di osservazioni in vivai costituiti ex novo con le stesse modalita. Resistenza a Plzloeomyws passerinii (Sign.) Dalla parte basale o mediana de! fusto di 10 barbatelle, non sottoposte a trattamenti antiparassitari, si preleveranno, durante ii periodo di riposo vegetativo, 20 ta1ee lunghe 30 cm. Queste verranno inoculate con individui di Ph/oeomyz.us passerinii e tenute per 20 giomi con la parte basale in acqua, in camera climatica a 20°C e 70-80% di umidita relativa insieme ad altrettante talee del clone testimonio 'l-214'. Al 20° giorno si valutera ii numero di individui di Phloeomyzus passerinii viventi sulle talee. Il valore medio di infestazione, espresso in scala logaritmica (base 5), verra confrontato statisticamente. con quello rilevato contemporaneamente sulle talee di 'I-214', unico clone testimonio per ii giudizio di superiorita. Resistenza a PMV La suscettibilita al virus ven:a determinata mediante rilevamenti condotti nei mesi di luglio e settembre su piante R2F.l o R3Fl in vivai costituiti con le stesse modalita indicate per la valutazione del comportamento verso Melampsora spp. Unico clone testimonio per ii giudizio di superiorita sara 'Lux'. Verra stimata la frequenza delle pioppelle sintomatiche adottando la seguente scala: classe 0 classe 1 classe 2 classe 3 classe 4 nessun sintomo; mosaicature; mosaicature, necrosi del lembo fogliare e, in forma lieve, delle ncrvature; mosaicature, necrosi delle nervature e· accartocciamento fogliare; mosaicature, necrosi delle nervature, accartocciamento fogliare e necrosi dei germogli. 4-6-l9'JG G,\Z/.L:TT.·\ Urnc1;,L.r DELLA Rt:i>ccnuc\ [TALJ-1.r-;.-, Serie generate - n. 119 Dovra esserc n:~ .. 1.liz:wto un secondo ciclo cli osscrvazbn: in vivai cos~ituiti a novo co,1 le stesse modalita. Resistenza a Discosporium populeum (Sacc.) Sutto!l La suscettibilita al parassita verra valutata in vivai R2F2 costituiti con le stesse modalita adottnte per la valutazione del comportamento verso Melampsora spp. L'intensita d'attacco verra detenninata su almeno 3 pioppelle, scelte a caso, per ciascuna replicazione, stimando la superficie necrotizzata (cm1) dal parassila su porzioni di fusto di 2 anni di' almeno l m di lunghezza pre!evate nella zona sottostante il cercine di separazione tra gli accrescimenti di uno e di due anni. Unico clone testimonio per ii giudizio di superiorita sara 'I-214'. Dovra essere realizzato un secondo ciclo di osservazioni in vivai costituiti ex IUJVO con le stesse modali~ In altemativa, la valutazione verra eseguita in laboratorio analizzando la germinabiiita conidica e Jo sviluppo de! micelio in substrati agarizzati contenenti estratti acquosi di campioni di corteccia di fusti di due anni prelevati durante ii periodo di ripcso vegetativo. Re.sistenza al vento Qualora nelle piantagioni costituite per I accertamento delle caratteristiche di produzione vcngano registrati danr.i da vento, verra va!utata l'incidenza dcll'evento meteorico sui cloni presenti classificando tutte le piante sulla base della seguente scab di i:itensita di danno: classe 0 classe 1 classe 2 classe 3 classe 4 classe 5 nessun danno; leggera curvatura de! cimale; curvat;.;ra del fusto < 45°; curvatura de! fusto > 45° c/o stroncatura dcl cimz,.!e; piante stroncate al di sopra di 1/3 dell'a!tezza dendrometrica; piante stroncate al di sotto di 1/3 dell'altezza dendrometrica. I cloni testimonio per ii giudizio di superiorita saranno i medesimi utiiizzati per l'accertamento delle caratteristiche di proauzione. 29 4-6-1996 G,\1./[,TJ"A U1+1( L\LE !)!'LI,", Rlil'lilJBLI( A ITALIANA Serie g<':u:ral<! - IL 129 ALLEGATO 6 Mod~lith da se2.uire nella prova di attecchimento delle piante a dimora La prova sara condotta con pioppelle dei cloni in esame e dei cloni. testimonio utilizzati per l'accertamento delle caratteristiche di produzione, prodotte secondo le modalita previste dall'AU.4. Saranno sottoposte alle prove di attecchimento 250 pioppelle per ciascun clone, compresi i cloni testimonio. Le pioppelle scelte per la prova dovranno avere fusto di due anni di eta e rapprcscntare in maniera proporzionale le classi commerciali ottenute nei vivai. L'impianto per la prova sara fatto alla profondita di l m per piante con radici e, a richiesta dei Selezionatore, a profondita maggiorc per piante senza radicc. 'A richiesta del Selezionatore, e su parere favorevole del Comitato Tecnico, possono essere impiegate pioppelle RI Fl o R2F 1 con o senza rad ice per piantagioni a profondita minore. 4-6-l99l.'" GAZZETTA UFFICIALE DELLA REPURBLICA lTAUANA Serie f;CJ:ernle • n. 129 ALLEGAT07 Scheda per la descrizione delle caratteristiche meccaniche, chimiche e anatomiche del legno Clone in esame Clone di riferimento ('I-214') n. media dev. st. n. media dev. st. Resisten.za a compressione 27 27 (MPa) Resistenza a flessione I 36 36 statica (MPa) Modulo di elasticita a flessione statica 64 64 (GPa) Lunghezza 36 36 delle fibre lµm) Contenuto in lignina 36 36 (%) Contenuto in olocellulosa 36 36 (%) Estrattivi in etanol-benzene 36 36 (%) Estrattivi in acqua 36 36 (%) 3) 4-6-1996 GA?ZETTA Uf·FICI:\LE O[I [.\ Ru>t:iHl!.IC'. jf:\ll.\N,\ S..-rie ge11cmle ·"' n. H«.. I caratteri da esaminare sono quelli espressamente · se!ezionati dalla Commissione Nazionale per il Pioppo a norma dell' Art. 4. A queso fine verranno prelevati provini supplementari cfalle piante campione utilizzate per la descrizione della qualita. del legno di cui all' All. 3 e da altrettante piante dell'unico clone testimonio peril giudizio di superiorita 'I-214', scelte con i medcsimi criteri. Per le determinazioni chimiche e anatomiche, da ognuna deile piante campione dovranno essere prelevate quattro rotelle di circa 10 cm di spessore immedia~mente al di sotto delle seguenti frazioni dell'altezza connometrica (diametro minima di 3 cm): 1/8, 3/8, 5/8, 7/8 (fig. 5). Da ogni rotella dovra essere ricavato ii materiale necessario per le determinazioni, rispettando il numero complessivo di osservazioni indicate nel!a scheda. Per le prove meccaniche dovranno invece essere prelevati due toppi lunghi 50 cm, di cui uno a 50 cm di distanza dalla base della pianta e l'altro a 1/2 dell'altezza cormometrica. Da ognuno dei toppi dovranno essere ricavati, secondo le modalita previste dalla norma UNI 3252 e rispettando il numero complessivo di osservazioni indicato nella scheda, i provini necessari per le determinazioni richieste. Fer le determinazioni saranno adottate le seguenti prcced~:re: resistenza a compressicne, secondo UNI-ISO 3787; resistenza a t1essione statica, secondo UNI-ISO 3133; modulo di elasticita a f1essione statica, secondo UNI-ISO 3349; co1;tenuto in lignina, secondo ii metodo TAPPI (Tl3M); contenuto in olocellulosa, secondo ii metodo TAPP[ (T9M); estrattivi in etanol-benzene, secondo ii metodo TAPP! (T6M); estrattivi in acqua, secondo ii metodo TAPP! (TIM). 32 G 1:77r·1-rA ?~l;:;:tc11-.1 r. DELL/', Rr:p11:;r,; ~('/\ IT/~: i,\".'A Serie ge1u .. ra/,1? - n. 119 ·==,..,,,,.,....,,==---=~:=-===··- .. -----···--· ·-·--·--···-·--·-··-------·----·--·-.--.-- -- - ~ -. - :,c====----... . ,, .,., ==-"'-,c···='-·•·· A vvr.RTENZ,\: II tcsto dcllc note qui publ.J!icato c stato n:dal!o ai sm~i tldl'art. 10, comma 3, de! testo unico delic disposizioni sulla pronwlgazione dellc lcggi, sull'emana1.ione dei decrcti dd Presidentc <lclla Repubblica e sulle pubblicazioni ufficiali della Rcpuhhlica italiana, approvalo con D.P.R. 28 diccmbrc 1985, n. I 092, al solo fine di facilitare la lcttura de lie disposizioni <li Jcgge alle quali c operato ii rinvio. R::stano invariati ii valorc c l'cfficacia dcgli alli lcgisbtivi qui tra,.:r1lli. Note all'urt. /: La lcggc 22 mugr,io 1973, n. 269, r,'ca disp,,si1ioni su!la disciplina della produzionc e de! commcr:.:io <li semcnli c piantc da rimboschimento. II tcsto dcll'art. 21 dclla lcggc 22 maggio 1973, n. 269, c ii scgucntc: «Art. 21. - Ai fini dcl controllo dci matcriali forestali di propagazione pro<lotti ncl lerritorio naz.ionalc, i cloni del!e piantc forestali indicate nell'allegato A, che in hase ai risultati sperirnenta!i acccrtati dalla commissione di cui al preccdenie art. 16, abbiano dimostrato di possederc requisiti colturali, biologici e tt."Cnologici tali da consigliamc la dilTusione per i rimboschimenli c le piantagioni da legno, sono iscrit1i nel Rcgistro nazionalc dei cloni forer.tali, istituito prcsso ii Ministero dcll'agricoltura c dclle forcstc - Dirczione g,;:Perale per l'cconomia monlana e per Jc forcstc. Le iscri7ioni ncl rcgistro sono cffcttuatc con dccrclo <lei Ministro per l'agricoltura e le foreste, scntita la commissionc di cui al prccedente art. 16, a scguito di apposita domanda ino!lrala dal sck?.ionatore al Ministcro dcll'agricoltura e ddle forcslc - D:r-.:zionc gcncrale per l'cconomi.1 montana e per le forcs!c». Note a//'art. 2: II testo deirarl. 23 ddla lcr,gc 22 maggio 1973, n. 269, c il segucnte: «Art. 23. - Ne! rcgislro dci cloni forestali di cui al prccedente art. 21, sono iscritti anche i cloni di pioppo, secon<lo modalita stabilite con dccreto, da pubblicarsi nclla Gazzetta Ufjiciale, emanato dal Ministro per l'agricoltura e le foreste, su confom1c parere della commissione nazionale per ii pioppo, istituita con dccrcto del Presidcntc della Rcpubblica 1° agoslo 1969. Con lo stesso dccrcto sono altrcsi stabilite modalila particolari conccmenti ii rilascio dei ccrtificati di cui al pr.::ccdcntc art. 11, ii cartellino prcvisto dal preccdcnte art. 10, nonchc la trasmissione <lei verbale di verifica, di cui al successivo art. 24, terzo comma. Per i cloni di pioppo, l'acccrtamento di cui all'articolo scguente e efTettuato dalla commissione nazionale per ii pioppo, di cui al primo comma, a mezzo di tecnici specialiu..ati». II D.P.R. 10 maggio 1982, n. 494, reca disposi7ioni sull'attuazionc della direttiva (CEE) n. 75/445 relativa alla commercia lizzazione dci materiali forestali di moltiplica,,jone. II tcsto dell'allcgato C del D.P.R. 10 maggio 1982, n. 494, c ii scguente: «ALLEGATO C NORME PER EFFEITUARE LE PROVE COMPARATIVE Al FINI DELL'AMMISSIONE DEi MATERJALJ DI BASE DESTINATI ALLA PRODLTZIONE DI MATERIALI DI PROPAGAZIONE CONTROLLATI. I. Ge11erali1a. 1.1. Le prove comparative cfTctluate per conscntire l'ammissionc di matcriali di base devono esscrc predisposte, costituite, condotte e i relativi risultati devono essere interpretati in modo da comparare obiettivamente materiali di propagazione tra loro e con uno o prcferibilmente piu testimoni scelti in prccedenza. 1.2. Dcvono csserc prese tuttc le disposi7foni per garantire che i matcriali di propagazione, inclusi i tt.-stimoni, siano rapprcsentativi dci matcriali di base esaminali. 1.3. Se, dunmte 11: prove, si dimostra chc i maleriali di propagazionc non sono confomu almeno ai caratteri: d'i<lentificazionc dci rispcttivi mate1iali di base, tali malcriali di propagazione dcvono esscre eliminati; di rcsi:,!cni..a dcl materiale di base nci confroati di organismi nocivi che provocano danni di imponanza economica, tali matcriali di propagazionc possono essere e)iruinali. 2. Dispositivi sperimenta/i. 2.1. J matcriali di propagazione devono esserc piantati, nclla fase di vivaio e nelk prove di campagna, in modo da conscntire ripctizioni c-0n distribuzione a c.1•0 che conscntano di controllare le varie fonti di variabilita sia gcncti~ chc di ambicnte, le interazioni e gli errcri di ~pcrimenl.17.icnc. 2.2. Le parcelle sperimentali devono contcnere un numero di albcri sufficiente per potcr valutare le carattcri,tiche proprie di ciascun matcrialc da esaminare. 2.3. I materiali di base rappn.-scntati e le ripetizioni devor.o csscre in numcro ~ufficicntc a garantire un soddisfaccnte grado si esatteu..a statistica. 3. Trattamrn/o d,-1 mal<?riak in esame. 3.1. l mate1inli di r,ropagazione, inclusi i testimoni, devono es~ere trattati, nclla fase di scmcnti o talce, nella fase piantamadrc, nclta fase vivaio, nella fasc di campagna e lino al tcnnine delle prove in modo identico, per quanto si rifcrisce alla concimazionc, agli sfollamenti, ai diradamc,1ti e a qualsiasi altro metodo o tccnica colturale. 3.2. Per quanto riguarda i dirndamenti, ii mctodo applicato deve tcner conto de! grado di vigore di ciascun matcriale di propagaz1,me. 4. Condizioni di scdia e di racco/ta dei materiali di propagazione soggelli a/le prove, compr.!si i l<!slimoni. 4.1. J matcriali di base devono esscrc: I) bcn definiti per quanto ccncerne la provenienza, la costituzione, la composi;.icne ed un sufficicnte isolamcnto contrn impollinazioni estrancc; I!) di ct;i e di sviluppo tali <la po!er prcvcdcre una suffic:cnte stabilita dcile caralleristiche de! matcrialc di propagazione. 4.2. I nwtcr:ali di propagazionc sessuale dcvono csserc: I) raccolii durant.: ,mni di buona fruttificazione, a mcno chc da stata etTclluata una imp<lliina7fone artificiale; 11) raccolii St.-condo met.odi .chc consentano di garanlire la rappresentativita dei campioni ottenuti. 4.3. I matcriali di propag;:zionc vegetativa devono provenire in originc da un unico individuo per via vegetativa. 5. Condizio11i supplementuri per i testimo11i. 5.1. I tcslirnoni dcvcno csscre possibilmente noti da tempo nclla regione in cui ha Juogo la prova. Sono rappresentati da materiali che hanno dalo buoni risultati p..."'I" la selvicoltura, al ruomcnto in cui ha avuto inizio la prova o nclle condizioni ecologiche considerate per le quali si propone l'ammissione dcl materialc. Dcvono proven1re possibilmcutc da materiale di base ammessi. 5.2. Ncl caso <lei materiali di propaga7ione sessuale, possono essere utilizzati come testimoni anche clolli o disccndenti da impollinazioni controllate. 5.3. Possibilmente, devono esscre utilizzati phi tcslimoni. In caso di nccessita giustificata, un testimone puo esscre sostituito dal materiale di propagazione che sembra cssere il piu adatto tra i materiali di" propagazionc soggctti alle prove. 5.4. Gli stessi testimoni devono csscre utilizzati nel maggior numero di prova possibile. 6. Caratteri soggetti ad esame. 6.1. I caratteri soggctti ad esame sono: carattcri di identificazione per quanto conceme materiali di base; caratteri di comportamento; caratteri di produzione. 6.2. I caratteri di identificazione per quanto concernc i materiali di base sono prcscntati sotto forrna di schcda descrittiva sufficientemente completa. 33 4-6-19% GAZZE1TA Ul·TICl,\LE DELLA RLPUilllLIC,\ ITALIANA 6.3. Pt:r quanto c,1nccrnc i carattcri di comportamcnto c di prodm:ionc, l't;i;amc \'Crtc normalmcntc sull'accrescimcnto, sull'adatta mento e sulla resisten;,.a ai fattori abiotici e agli organismi nocivi di importanza ccnnomica. lnoltrc. altri caraltc-ri ritcnuti importanti, tenuto conto ddl'obicllivo pcrscguito, suno consi<lerati c valutati in funzionc dcllc condizioni ccologichc ddla rcgionc in cui ha Juogo la prova. 7. Analisi dci risu/t((ti e raluta::ionc. 7.1. I risultati dcllc prove, per quanto conccrnc i carattcri di comporlamcnto c di produ;,ionc, dcvono csscrc prescntati sotto forma di dati numcrici c scparatamcntc per ciascun carattcrc valutato in virtu <lei punto 6.3. Tali carattcri sono valutati indipcndcntcmcntc gli uni dagli altri. 7.2. L'analisi dcvc portarc, per ciascun carattcrc di comportamento c di proJuzionc e per l·iascun amhicntc considcrato, ad una dassificazionc indic:rntc i \'alori di ciascun materialc di propagazionc in base alla media cd cvcntualmcntc alla varianza intrarnatcrialc. Va indicato ii li\'cllo di significativila dcllc cliffcrcnzc. La diffcrcnza, sia in valorc assoluto che in valorc rclativo, devc esscrc esprcs.<,a possibilmcntc in termini di guadagno gcnctico rispetto al valore tipo. Dcvc css~rc imli,;ala l'ct,i dd makrialc.: di propagazionc al momenlo dc!la valutaziom: dcl caralh:rc. 7.3. Do\'r.\ csscrc consla(ala una superiorit.:l significativa, dal !)unto di vista c.:onomico c statistico (alla soglia 95%) rispctto ai lc5timoni, per almcno u~o <lei caruttcri valutati in virtu de! punto 6.3. In caso di constatazionc di una supcriorit.a significativa solo per un unico rnrattcrc. i valori di almcno altri due carattcri valutati a norma dcl punto (,.3. dcvono raggiungc·rc come rninimo i valori rncdi dci tcstirnoni per i due carallcri in qucstionc. Bisogna indicarc chiaramcntc i carallcri valutati in virlu dcl punto l•.3. per i quali si c constatata una significativa infcriorit.:l (alla soglia 45%) rispctto a quclli dci tcslirnoni. Tuttavia se i loro cffetti possono l'sscrc compensati cla caraltcri favorcvoli cio dcv'esscrc prccisato. 7.4. Quan<lo la prova ha lo scopo di ammcttcre un matcriale di hasc in funzione di un carattcrc csscnziale per la sopravvivenz.a in mndizioni ccologichc cstrcmc, non e piu richiesto ii requisito dclla nguaglianza al valorc rnedio dci testirnoni per gli altri carattcri. 7.5. II rnctodo applicato per la prova c i particolari relativi ai , isultati ottcnuti sono acccssibili a tutti coloro chc ahbiano un intcrcssc giustilicato. 8. E.\'Clmi precoci. Gli csami prccoci in vivaio, in scrra o in laboratorio s0110 ammcssi come csarni prccoci validi qualora sia dimostrato chc csiste una strctta corrclazionc tra i valori dci caratteri valutati nc!la prima fase c nellc ~ucccssivc fasi di sviluppo». 96C0315 34 SNic generate - n. 129