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意大利的法律

Decision of the Interministerial Committee for Economic Planning (CIPE) regarding the proposal relevant to the common plan 1994-99, drawn up according to EEC Regulation No. 2080/93. (Financial measures for the fisheries sector)

颁布于 1994-04-13 · 文本截至 2026-10-01

以研究形式发布的公开法律与官方指引,不构成法律、税务或金融建议。

研究内容本身以英文撰写。标题和标签已翻译,调查结果和引文未翻译。

关于这部法律

语言
Italian
类型
条例
组织
European Union
国家
意大利
主题
Fisheries and aquaculture
关键词
aquaculture, mariculture, marine fisheries, protected fishing area, fish products, internal trade, international trade, fishery management and conservation
类别
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  1. 5-5-1994 Supplemento ordinario alla GAZZETT A UFFICIALE Serie generale - n. 103 DECRETI E DELIBERE DI COMITATI DI MINISTRI COMIT ATO INTERMINISTERIALE PER LA PROGRAMMAZIONE ECONOMICA DELIBERAZlONE 13 aprile 1994. Proposta italiana relativa al documento unico di programmazione 1994-99, elaborato ai sensi del regolamento CEE n. 2080/93. (Strumento finanziario di orientamento della pesca). IL CO MIT ATO INTERMINISTERIALE PER LA PROGRAMMAZIONE ECONOMICA Vista la legge 16 aprile 1987, n. 183, concernente ii coordinamento delle politiche riguardanti l'appartenenza dell'Italia alle Comunita europee e l'adeguamento dell'ordinamento interno agli atti normativi comunitari e, in particolare, !'art. 2 per quanto concerne i compiti del CIPE; Vista la legge 4 dicembre 1993, n. 491, concernente ii riordinamento delle competenze regionali e statali in materia agricola e forestale e istituzione de! Ministero delle risorse agricole, alimentari e forestali che trasferisce al neo istituito Ministero le funzioni in materia di pesca marittima gia di competenza del Ministero della marina mercantile; Visto ii decreto legislativo 3 aprile 1993, n. 96, che stabilisce che ii Ministro de! bilancio e della programmazione economica attende al coordinamento, alla programmazione, anche finanziaria, e alla vigilanza sul complesso dell'azione di intervento pubblico nelle aree economicamente depresse de! territorio nazionale e che, d'intesa con ii Ministro per ii coordinamento delle politiche comunitarie, assicura ii coordinamento di tale azione con la politica regionale, strutturale e di coesione economica e sociale della Commissione delle Comunita europee; Vis to ii regolamento de! Consiglio delle Com uni ta europee n. 2081 /93 de! 20 luglio 1993 che modifica ii regolamento CEE n. 2052/88 relativo alle missioni dei fondi a finalita strutturali, alla loro efficacia e al coordinamento dei loro interventi e di quelli della Banca europea per gli investimenti e degli altri strumenti finanziari esistenti; Visto ii regolamento del Consiglio delle Comunita europee n. 2082/93 de! 20 luglio 1993, che modifica ii regolamento CEE n. 4253/88, applicativo del precedente regolamento CEE n. 2052/88, per quanto riguarda ii coordinamento tra gli interventi dei vari fondi strutturali, da un Jato, e tra tali interventi e quelli della Banca europea per gli investimenti e degli altri strumenti finanziari esistenti dall'altro; Visto ii regolamento de! Consiglio delle Comunita europee n. 2080/93 recante disposizioni di applicazione de! regolamento CEE n. 2052/88 per quanto riguarda lo strumento finanziario di orientamento della pesca (SFOP); Visto ii regolamento del Consiglio delle Comunita europee n. 3699/93 che definisce i criteri e le condizioni degli interventi comunitari a finalita strutturale nel settore della pesca, dell'acquacoltura e della trasformazione e commercializzazione dei relativi prodotti; Visto !'art. 3 de! succitato regolamento de! Consiglio delle Comunita europee n. 3699/93 che prevede che ciascuno Stato membro deve presentare alla Commissione sotto forma di documento unico di programmazione un programma settoriale ed una domanda di contributo; Vista la propria deliberazione del 19 ottobre 1993 concernente la proposta italiana relativa al Piano globale di sviluppo regionale dell'obiettivo I di cui all'art. 8, comma 4, de! regolamento CEE n. 2081/93 de! Consiglio delle Comunita europee; Visto ii documento unico di programmazione SFOP 1994-99, trasmesso dal Ministro delle risorse agricole, alimentari e fores tali con nota n. 60129 de! 21 febbraio I 994; Vista la delibera CIPE in data 13 luglio 1993, pubblicata nella G.U. n. 223 de! 22 settembre 1993, concernente disposizioni organizzative riguardanti l'attivita dei Comitati interministeriali di programmazione economica ed in particolare ii punto 5 che prevede, ai fini dell'istruttoria delle proposte, la convocazione di una o piu riunioni cui partecipano i rappresentanti di tutte le amministrazioni interessate; Esperita l'istruttoria di cui alla citata delibera CIPE de! 13 luglio 1993; Udite le relazioni de! Ministro delle risorse agricole, alimentari e forestali e de! Ministro de! bilancio e della programmazione economica; 5 5-5-1994 Supplemrnto ordinario alla GAZZETTA UFFICIALE Serie xenerale - n. 103 Delihcra: II documcnto prcscntato dal Ministro dcllc risorsc agricolc, alimcntari c forcstali, di cui all'allcgato, costituisce ii documcnto unico di programmazione SFOP 1994-99 ai sensi de] regolamento CEE n. 2080/93 dcl Consiglio c dell'art. 3 de! regolamcnto CEE n. 3699/93 del Consiglio. II documcnto verra inviato allc compctenti autoritii comunitaric. 11 Ministero dellc risorsc agri~olc, alirncntari e forcsta!i, d'intesa con ii Ministcro del hilancio e dclla programrnazione cconornica per quanto riguarda le azioni ricadenti nci tcrritori dclimitati ai scnsi degli obiettivi I, 2 e 5, assicurcd chc le propostc operative risultino compatibili con ii prcscntc documcnto unico di programmazione c con le procedure finanziarie adottatc dalla Commissione dellc Comuniui curopce. II Ministcro dcllc risorse agricok, alimentari c forcstali c designato quale autorit,1 nazionalc compctcntc per la prcdisposiz.ionc e l'attua1.ione dci programmi opcrativi c dcllc altrc formc di intcrvcnto prcvistc dai rcgolamcnti comunitari, salvo chc per ii campo di azionc n. 3, limitatamcntc all'acquacoltura in acqua dolce, dove rcsta fcrma la compctcnza regionalc. II Ministcro dcllc risorsc agricolc, alimentari c forcstali, d'intcsa con ii Ministcro de! bilancio c dclla programmazionc economica e per ii trarnite de! Ministero degli alfari esteri e della Rapprcsenta111.a permanente d'ltalia presso la Unione Europea, provvedeni alla trasmissione alla Commissione delle Comunitcl europec dei Programmi operativi, dclle domande di c,rntributo e delle richicstc di pagamento conccrnenti i programmi stessi, regimi di aiuto, progetti, studi e assistenza tecnica, nnnchc le eventuali proposte di aggiornamcnlo e di modifica. II Ministro delle risorse agricole, alimcntari e forestali, d'intcsa con ii Ministro del bilancio e delta programrna,:ionc economica per quanto riguarda le azioni ricadenti nei territori dclimitati ai sensi degli obiettivi I, 2 c 5 c autorizzato a individuare annualmente gli interventi da riprogrammarc, al fioe di assicurare la picna opcrativit,1 dcllc singole forme di intervento e la massima efficicnza nell'utilizzo delle risorse comunitarie. II quadro finanziario sani ridefinito su proposta de! Ministro dclle risorse agricolc, alimentari e forestali, d'intesa con ii Ministro dcl bilancio e della programmazione cconomica per quanto riguarda le azioni ricadcnti nci territori dclimitati ai scnsi degli obiettivi 1, 2 e 5, allorchc sara stato stabilito l'ammontarc effettivo dellc risorse dei fondi strutturali dcstinalo all'attuazione dcl prescntc docurnento. Le regioni e gli altri enti lerritoriali interessati potranno ottencre il cofinanziarncnto comunitario a favorc di interventi di cui risultano beneficiari (progctti, studi e regimi di aiuto, anchc sc inclusi in programmi operativi), a condizione chc i corrispondenti finanziamcnti a carico dei fondi di propria·competenza risultino iscritti in apposite poste dei rispettivi bilanci annuali e pluriennali. Roma, 13 aprile 1994 II Presidente delegato: SPA VENT A 6 5-5-1994 Supplemento ordinario alla GAZZETI A UFFICIALE Serie generate - n. 103 ALLEGATO MINISTERO DELLE RISORSE AGRICOLE, ALIMENTARI E FORESTALi DOCUMENTO UNICO DI PROGRAMMA SFOP 1994-1999 REGOLAMENTO 2080/93 7 5-5-1994 Supplemerto ordinario alla GAZZETIA UFFICIALE Serie generate - n. 103 l. SITIJAZIONE ECONOMICA DI lNSlEME. ANALISI DELLA SITIJAZIONE DEL SEITORE II programma fa riferimcnto all'intera estensione geografica dello stato italiano che si articola in 20 Rcgioni amminislrative, l 0 litorali marittimi che coprono gli 8.000 Km di costa. L'assenza di un significativo grado di concentrazione della flotta comporta la prescnza di un elevato numero di approdi e porti di pesca che puo essere stimato complessivamente in ca. 802 unita'. Al marzo 1993, la notta da pesca risulta composta da 16.727 imbarcazioni per un tonnellaggio complessivo pari a 261.584,21 TSL ed una potenza pari a 2082976.6 HP A. Gli addetti complessivi attivi nel settore direttamentc produttivo risultano 44.450 e sono concentrati per ca ii 28% nella sola Sicilia. Altre aree a forte popolazione peschercccia sono ii Media Adriatico ( 15%), l' Alto Adria ti co ( 12%), ii Basso Tirreno ( 11 %), ii Basso Adriatico ( I 0%). La produzione totaJe al 1991 e' stimata in 704 mila tonnellate di cui 497 mila corrispondono alla produzione marittima mediterranea, ca. 50 mila alla produzione oceanica e I 57 mila tonnellate risulta essere la produzione realizzata in allevamenti, sia di tipo intensivo chc estensivo. 11 fatturato totale originato dai due settori ammor.ta a 3659 miliardi di lire di cui 3217 miliardi rappresentano l'apporto del settorc pesca. Nel biennio 90/91 e' stato registrato un incrcmenlo produttivo pari al 6,21%, cui ha corrisposto un incrcmento nominalc de! fatturato de! 3,21%. Tuttavia, ii fatturato del settore marittimo calcolato in termini rcali nel periodo 89/91, mostra una riduzionc del 1,8%. Al contrario, ii settore acquacoltura, a fronte di un incremento quantitativo dell' 11,35% nel periodo 90/91, rcgistra un incrcmento in valore dcl 6%. Quanto all'industria di trasformazione si registra un lento processo di ristrutturazione cui fa riscontro un calo occupazionale continuo nel tempo. Gli addetti sono passati, infatti, da 7.100 nel 1989 a 6.500 nel 1992. A talc cifra vanno comunque aggiunti circa 1.800 occupati impegnati ncl settore artigianale, partc dei quail assume caratteristiche stagionali. II fatturato complessivo, al 1992, ammontava a l .~40 miliardi di lire per un volume produttivo pari a 155.700 tonncllate. Quest'ultirno indicatore mantienc nel tempo un and,arnento monotonicarnentc ascendente, purse a tassi lirnilati. Gli investimenti rnostrano, al contrario, una dinamica accentuata a testirnonianza de! processo di ristrutturazione in atto. Questi ultimi sono passati, infatti, da 18 a 30 miliardi annui nel periodo 90/92 a dimostrazione di una dinamicita' che ancora caratterizza ii settore. Tuttavia, l'utilizzazione dcgli impianti c' attestata su perccntuali oscillanti fra ii 50 ed ii 65%, con risvolti preoccupanti per gli equilibri finanziari de! settore. La concorrenza esercitata da produzioni sia comunitarie che extracomunitarie limitano, infatti, la capacita' di copertura del mercato intcrno, che rappresenta concretamente l'unica altemativa per le produzioni nazionali. La rclativa scarsa compctitivita detenninata dall'elevato costo della manodopera e dalla utilizzazione quasi integrale di materia prima di originc non nazionale, costituiscono ancora fattori di riscltio per ii scttorc cui alla capacita' di difesa dimostrata finora sembra non riuscirsi a somrnare una altrettanto forte capacita' di individuazione di nuovi modelli di sviluppo produttivi ed alimentari a maggior valore aggiunto. In tale contesto, la stessa azione comunitaria, mentre fornisce un opportuno sostegno in favore delle iniziative strutturali, non riesce ad elaborare una strategia in grado di favorire un riposizionamento delle produzioni interne. II commcrcio internazionale, fino al 1991, mantiene inalterate le tendenze di fondo gia registrate nel corso degli anni trascorsi. Le esportazioni si attestano su quantitativi limitati e relative a specie di basso valore unitario, piccole specie pelagiche in particolare. Infatti, al 199 l !'export complessivo risultava pari a 81.000 tonnellate, di cui 67.000 di pesce fresco, congelato e surgelato e 14.000 tonnellate di prodotto trasformato. ll valore delle merci esportate raggiungeva i 291 miliardi per un valore medio unitario pari a lire 3091/kg per iI prodotto non trasfonnato e lire 6035/kg per quello trasfonnato. Al contrario le importazioni nello stesso anno arnmontavano a 633 mila tonncllate, di cui 516 mila di prodotto fresco, congelato e surgelato e 117 mila di prodotto trasfonnato. Il valore complessivo delle importazioni si attestava sui 3252 miliardi di lire. II valore medio unitario dell'import risultava pari a 4550 lit/kg per ii primo gruppo di prodotti, mentre per ii secondo risultava pari 7700 It/kg ca. Sulla base dei valori sopraindicati e' possibile individuare ii valore de! segmento di mercato complessivo de! scttore ittico alimentare e che risulta pari a ca 8750 miliardi di lire. II consumo interno totale ha risentito ovviamente del trend ascendente registrato in tutte le componenti di cui esso si compone e, di conscguen1.a, ha mantenuto anche esso la stessa caratteristica positiva. I consumi interni, attestaudosi su 1.256.000 tonnellate di prodotto hanno cosi' raggiunto livelli di discreto interessc nell' ambito del commercio mondiale. II consumo pro capitc risulta, inoltre, livellato sulla media europea e pari a 22,02 Kg. 9 5-5-1994 Supplemento ordinario alla GAZZEITA UFFICIALE Serie generate • 11. 103 Ncl corso dell' ultimo periodo. sia per la piu gcnerale erisi i.::conomica comune alla gran parte dci Paesi ad economia piu' s, iluppata. sia anche a cnusa dclla consistente svalutazione della lira si registra. scppure senza t1110 stravolgimcnto delln dimensione dclle variabili in gioco, una inversione degli andamcnti precedentemente esaminati. Ncl I 992. infatti. le importazioni di111i11ui~cono dcl 6.6% e def 3.6% rispettivamente in quantita' ed in valore. Al contrario. le espona1.ioni. bcncliciando anche di un forte recupero delle catture di mcrluzzi ed altre specie. aumcntano dcl 27% e dcl 7% rispclli\'amcntc. Si stima che oltre ii JO'½, dci consumi freschi e refrigerati venga contrattato negli oltre 70 mcrcati ittici prescnti c di cui si e' a co11osce11/a. Qucsti s0110 dislribuiti sull'i11tero territorio nazionalc, anche sc la maggior partc c' frammentata. al pari delta no11a. lu11go I' intern fascia costiera ed assume pertanto la caratteristica di mercato alla produzionc. Lo stato di efficienza dei mercati ittici esistenti e' di solito molto ridotto, a voile a causa dello scarso intcresse mostrato dagli enti gestori. di solito comunali, dall'altro a causa della progressiva marginalizzazione di tali stnnture all'interno dci canali distributivi csistcnti. lnfatti, ii settore commerciale private ha scarso intercsse alla commercializ7.azionc 1111.:rcatale pubblica. stantc la propria capacita' distributiva autonoma. Gli addctti operanti nei sellori commcrcializzazione e distribuzione sono stimati in ca.12.460 e rappresenlano ca ii 40% dell'intcro indotto collcgato all'industria della pesea. Quanto all' indollo complcssivo va rilcvato che esistono piu di 250 attivita· eeonomiche a vario titolo collcgate al settore ittico, le quali tuttavia, assumono ii carattere della pervasivi1a·. Tale earalteristica implica I'esistenza di un buon livello di integrazione fra la pcsca e le afire allivita ad essa collegatc che. tullavia. non da' luogo a fenomcni di particolarc eoncentrazionc lcrritoriale. In tale contcsto I' azione comunitaria, sia per l'azione che la caratterizza, sia per l'ampiezza dei settori di intervento, influenza in modo consistenle l'evoluzione della stessa struttura produttiva, economica e sociale. Tullavia, un bilancio dclle politiche comunitarie non puo', per sua stessa natura, essere limitato ad una valutazione dell' impatto sul solo settore pesca in senso stretto. Al contrario, questa richiede un' analisi che tenga conto anche degli effetti dispiegati sulle atti,·ita collegnte e che risultano considerevoli, tanto da raddoppiare l'impatto di settore. Ne segue che la valutazione dell' impallo di una politica conservazionista, realizzata rnediante restrizioni di tipo strutturale dirctte a limitare la capacita' di pesca, ancorche' mirata ad una possibile salvaguardia dellc risorse biologiche, richiede l'analisi delle implicazioni dirclle ed indirette da quella generate. Sulla base di tali considerazioni e possibile distinguere l'irnpatto derivante da una politica di tipo conservazionista sul sellore pcsca in scnso strello, da quello che dispiega i propri effetti sulle attivita collegate. In questo senso si puo' alTermare che la riduzione dello sforzo di pesca in Italia produce ciTetti considerevoli di natura socio econornica sia. come e' ovvio. sul settore produllivo in mare, sia attraverso gli effetti indiretti i quali, in alcuni casi, tendono a raddoppiare l'impallo iniziale di settore. Dall'esame dei risultati conseguiti emerge che sia che si guardi al totalc dei redditi o ai soli rcdditi da lavoro dipendente o all'occupazione, gli effetti seeondari sono sempre signilicativi e vanno al di la· di previsioni d'impatto assunte delimitando ii campo di azione al solo settore dircllamentc coinvolto e cioe' la pesca in mare. L'esigenza di introdurre politiche di accompagnamento a quelle di riduzione dello sforzo di pesca richiedono l'utilizzo appropriato delle informazioni in questo senso conseguite. Tali misure devono articolarsi in modo diverso a scconda che esse siano rivolte a contrastare gli eiTetti diretti o quelli indiretti, nell'ipotesi evidente che non sia possibile prevedere un'unica azione per l'intero spettro delle attivita penalizzate dalla riduzione dello sforzo di pesca, inteso qucst'ultimo. come riduzione dcll'attivita' produlliva. Nel caso degli effctti direlli e la stessa struttura della pesca marillima italiana che richiede l'adozione di politiche concentrate territorialmente e orientate all'offerta. Concentrate territorialmente perche la caduta dirctla dci redditi e dell' occupazione avviene in aree precise della fascia costiera. Orientate all'oiTerta perche si tratta di individuare attivati' produttive sostitutive capaci di erogar.~ livelli di reddito adcguati. Ncl caso. invcce. degli cffetti indirelli saranno le politiche di sostegno dclla domanda a caratterc rcgionalc, che pure possono coordinarsi con quclle dirctte a sostenere esplicitamentc ii settore pesca, quclle piu' appwpriate, cio' a causa della loro natura pcrv;isiva e dei canali difTusivi esistcnti per la trasmissione degli impulsi a valle. In qucst'ultimo senso. e' opportuno tener presente che la domanda per investimenti puo' svolgere un ruolo importantc net contrastare gli effetti indirelli negativi. In conclusione. I' impatto dcrivante dall'attivazione di politiche restrittive dello sforzo di pesca richiede la individuazione di politiche di sostcgno adatte a riassorbire la forza lavoro ceduta dal settore e cio' puo' essere efTettuato anche mcdiantc l'attivazionc di una politica di sostituzione accelerata delle attrczzature produttivc e delle imbarcazioni. 10 5-5-1994 Supplemento ordinario alla GAZZETT A UFFICIALE Serie generate - n. 103 1.2 ANALISI PER CAMPO DI AZIONE l.2.1 Flotta di pcsca 1.2.1.1 Situazionc per tipo di pcsca La flolla cfa pcsca italiana prcscnta alcunc carattcristichc, gia indicate ncl POP e ncl IV Piano Tricnnale dclla Pcsca chc c opportune richiamare in qucsta sedc. Su di un totale. al 31.0l.1993, di 16788 natanti da pesca motorizzati, 12995, pari al 77%. sono inferiori a 11 TSL e solamente 415 natanti pari al 2.5% sono supcriori a 100 TSL. I natanti comprcsi tra 51 e IOI TSL sono 724 pari al 4,3% (tab. 1 ). Cio significa che ii 93.2% di tutta la flotta e inferiore a 51 TSL, natanti piccoli che operano nella quasi totalita entro la fascia costicra dclle 12 miglia. Per le modeste dimensioni, le capacita di spostamento sono in genere !imitate. cosi che molti natanti per tradizione praticano tipi di pesca diversi, a scconda della presenza piu o meno abbondante delle risorsc nella rispettiva zona di pesca; solo una parte modesta del naviglio pratica per tutto l'anno un sistema di pcsca unico (tab. 2). TAB. I - RIEPILOGO PER CLASS I DI TSL CLASSIDITSL No % TSL % HPA % 0 - 3,99 7.03 I 41,9 15.819,74 6,0 174.614.60 8,3 4 - 10.99 5.964 35.5 45.014,22 17,1 665.760,14 31,8 11 - 20.99 7.58 4.5 11.999,34 4,6 142.436,47 6.9 21-35.99 1.227 7,3 33.427,88 12,7 323.223.39 15,4 36-50.99 669 4,0 28.952,87 11,0 208.790.13 10,0 51 - 100.99 724 4.3 51.014,70 19,4 301.854.99 14,4 101 - 199.99 367 2,2 50.669,94 19,3 205.002,60 9,8 200 e oltre 48 0,3 26.044,46 9,9 70.868,02 3,4 TOTALI 16.788 262.943,15 2.092.550,34 TAB. 2 • RIEPILOGO NAZIONALE SISTEMI No % TSL % HPA % Strascico 1.700 10,2 94.565,53 36,1 506.207,28 24,3 Traino ocla11.ico 36 0.2 1.568, 11 0,6 12.874,40 0,6 Circuizione 90 0,5 4.175,43 1,6 29.942.15 1,4 Palangari 66 0,4 1.046,49 0,4 11.858,95 0,6 Posta 949 5.7 3.661,01 1,4 39.065,75 1,9 Turbosoffiante 258 1.5 2.621,13 1,0 37.444.70 1,8 Dra11.a manuale 14 0,1 51.13 0,02 407,17 0,02 Altro sistcma 164 1,0 2.012,34 0,8 20.534,68 1,0 Mullioli 13.450 80,4 151.883,04 58,1 142.464,52 68,4 TOTAL! 16.727 261.584,21 2.082. 976,60 La flotta. in accordo con gli orientamenti del POP. sta diminuendo di numero, tonnellaggio e potcnza cosi che tra ii giugno 1990 cd ii gcnnaio 1993 vi c stata una ridu1.ione di 1.074 natanti. Questa riduzione di natanti comporta anche problemi di eliminazionc di posti di lavoro nonostante che sul piano economico le atti\·ita di pcsca vivono situnzioni acccttabili con produzionc per addetto piu clc,·ata che in agricoltura (tab. 3). II 5-5-1994 Supplemento ordinario alla GAZZEIT A UFFICIALE Serie generate - ·n. 103 TAB. 3 -PRODUZIONE LORDA VENDIBILE PER OCCUPATO 1991 SEITORJ PRODUTTIVI PRODUZIONE PER ADDEITO x 1000 Pesca a)69.110 Acquicoltura b) 73.600 Agricoltura C) 33.168 Fonte: a) IREPA; b) ICRAM; c) ISTAT Alcune forrne di pesca, tradizionale in alcuni casi, quale la pesca del corallo con la croce di S. Andrea, la pesca con le sciabiche, unitamente a sistemi di pesca incentivati dall'Italia o dalla CEE fino a qualche anno fa, quali la pesca dei tunnidi e pesci spada con reti derivanti, sono attualmente sotto una forte pressione nel tentativo di pervenire alla loro elirninazione o riduzione in termini non compatibili con una gestione econornicamente valida. Accanto a queste situazioni vanno considerate le indicazioni emerse nei piani triennali e nel POP quanto alla riduzione dello sforzo di pesca con reti da traino, da attuarsi con riduzione dei natanti e del tempo di pesca. Cio comportera una sensibile riduzione dell'occupazione e della produzione. A fronte di questo vi c la situazione econornica del settore sufficientemente positiva (tab. 4)' fino al 1990, anche se vi e' da registrare che nel corso degli ultirni tre anni la tendenza si c invertita. In particolare le imprese di pesca operanti nel Tirreno, registrano margini di profitto decrescenti, al lirnite della remunerativita dei fattori produttivi a causa del perdurare di una tendenza negativa che caratterizza i prezzi del fresco. La situazione delle risorse biologiche dei mari italiani, ove opera la quasi totalita dei natanti, appare in lento rniglioramento, sia pure con dilferenze per risorse ed aree. Le risorse di piccoli pelagici (alici, sardine, spratti, sgombri, ecc.) sono abbondanti e la cattura attuale c inferiore alla disponibilita della risorsa; essi sono pescati con reti da circuizione e con reti da traino pelagico. La comrnercializzazione delle maggiori quantita pescabili e ii fattore limit.ante lo sviluppo di questi tipi di pesca. Le alici, dopo una fluttuazione negativa, sono aument.ate recuperando i livelli di biomassa del 1976-77. Tra i grandi pelagici vi sono le specie alalunga, biso, alletterato e palarnit.a per le quali si puo incrementare ii prelievo e non vi sono lirniti ad un aumento delle catture per ii Mediterraneo da parte di organizzazioni intemazionali (ICCAT). Tale pesca e etTettuata con reti da posta derivanti e in piccola quantita con ami, tonnarelle e reti da circuizione. Per quanto riguarda ii tonno. lo sforzo di pesca, secondo l'ICCA T, puo essere mantenuto ai livelli attuali e la pesca e fatta con rcti da circuizione, tonnare fisse e palangresi. Per ii pesce spada, che e catturato con palangresi e reti da posta derivanti, qualora non si trovi una soluzione valida per la pesca con reti derivanti, e da ipotizzare una riduzione di oltre 700 natanti con problemi di riconversione verso altri sisterni di pesca o disoccupazione per oltre 2000 addetti, quando le risorse di pesce spada possono sostenere ii prelievo attuale. La pesca dei molluschi bivalvi, pur con alte fluttuazioni, perrnette un risult.ato econornico medio accettabile, ma fino a quando non vi sara una gestione consolidata e responsabile delle risorse, non e ipotizzabile un aurncnto di tale flottiglia. La pesca con reti da traino merit.a alcune considerazioni perche c ii tipo di pesca con i maggiori effetti collaterali sulle risorse e richiede uno sforzo di adatt.arnento intenso. La strada gia indicata nei piani triennali consiste nel ridurre la cattura di forrne giovanili mediante ii ferrno temporaneo di pesca, nei periodi e nelle aree di maggiore presenza di forrne giovanili. Poichc le forme giovanili di molte specie ittiche si concentrano nell'area costiera c costituiscono una parte importante dcllc catturc dei piccoli strascicanti, la riduzione di natanti chc operano con le reti a strascico nell'area costiera va inccntivata. 12 TA-.3. ~- INDICATOR! TECNICO-ECONOMICI rKR SIS1Dtl DI Pf.SCA- rrAUA 1"' SJSTEMI CATTURK P.LV. ("I.} h'lf'YF.STIMF..NTI FA1TlJRATO TASSO DI comm COSTI UT11JNET11 RJ-DDno {'Ii) {u:nMo) ANNUO llfffAZlONE CJo::sTIONE PLY ('I.) Pfo:R GIORNO IHSPONIIIU - aldliM .;.rn mio lire DJ,:LCAPITALE --- -- .,..li,c w ,., 11,1 lhl IWfcl P.llfl 11,1 ,~1 ... , .. STRASCJCO 46 49 sos 280 0.0 111.S .co 37S 70~ vot..urn 6 I 91.S J9S 0.SJ 1110 JS SJS a.o CIRCUIZIONE 1 " 110 390 O..Sl 87..S n fOOO ns POSTA 1 11 IIS 60 0.63 14.S 2-4 "40 lS.S DRAC:HE 12 s 240 IIS 0.47 ll.S 21 JlS S2.0 POLIVALENTI 22 29 J.SO 80 0.62 220 28 ISS 11.0 w rfAUA JOOlcl 100 fell l•I VeJori -...ti P" rialcn 0ot1a. lb) Velori aali campioaari lll'Jl'Qssimati. (cJ Y,IOli usoJuti: 426.000 ms... csclasi tomi.i. pclCi spada. nrillli. Jl(odoUi di aJlcwemcmo a.cqwcolo c pc.'iU occaiuca; i quualilaliYi parziali CODl()"si lomi, pcscc spad-. mi.Lili C paca oc.uuc& QKDDala a ca SIS.000 loas..; i qualilalivi Iola.Ii. coaaprcsi prodotli dca·,cquecoll11111 IIDlDIOlllaiO. 656.000 IClllS. (6) V,luri ~ 2719 anilianli di J~ cdusi lonni. pcscc spade. milili. prodooi di atJc¥11DCUlo acqiicoJo c pcxa ocuaia; ii r.uureto pen:iaJc. 00mp«si lanai, rc-c•"'•· aciciJi c pc,c9 occ•ica anDIGll&llao • ca J 117 miliudi di lire; ii fatllU&to lohlc. CDIIIJJJ1:30 qucllo dci prodoUi ddl"■cqaamlura, vicae stianalo a ca ) SJ4 railurdi di tire. (cJ I •.tori ripof(ali pCDJGaO .liwcrgcrc 111 qudli d=-li de! .~ 111c:dio urulario dell 'io¥C$&uncn.to CJ( bOYO C dcl (alluralo • • causa dcllc ■pprouunauoni dfcUutc. (rJ &:lusi salari e ~~ •I ad.lo dc1li oaai social& cd UJIIICl"llmcnti. (1) Rdali"IIO all& figun di ciucN .. armc-uaba,c.elo. pa au compn:atlc la parte spcll&nlc 1gli ulili di gc:s&kluc c )1 partc spcaute ala mnwac:nriooc clcl lnciro -=-ado ii rw>lo .~ nc11•1naamnt. dcl baUclJo. faak: t.R..F..P.A Ri1CY111.ioee ~itmaalice al OrR■-ca dc,:li ladic•tori T caiic:o-Economici «Jla P..-:. 19«JO y, y, '° 'f VJ {; "1::1 f ~ 0 l ~ i5· e:. ~ C') > ~ 3 > C .,, .,, ?i > r tTl f(l .... ~ ~ "' ~ ~ ? ... ~ 5-5-1994 Supplemento ordinario alla GAZZETI A UFFICIALE Serie generate - n. 103 1.2. 1.2 Occupazione I marittimi imbarcati risultano ca 44.450 cui e possibile aggiungere alrneno altri 30.000 addetti attivi nelle attivita produttive e nei servizi collegati (tab. 5). Tuttavia. a causa della artigianalita che caratterizza ii settore ittico, esiste anche un segmento occupazione aggiuntivo che di fatto opera a tempo parziale e che, a causa delle procedure di iscrizione vigenti, viene incluso fra i pescatori professionali. Non va. infine. trascurato che non esistendo un obbligo di cancellazione dai registri, in molti casi questi ultimi risultano sovradimensionati. Di fatto, i pcscatori iscritti nci rcgistri tcnuti prcsso le 46 Capitanerie di Porto, dislocate sul territorio nazionale, sono risultati. da un recente censimento (ottobre 1993) 90.049. Tale dato. ripartito per singola Capitaneria di Porto, e riportato in tab. 6. Lo stesso dato aggregate per litorali e riportato in tab. 7. A questi si devono aggiungere i pescatori professionali delle acque inteme, iscritti presso gli u.ffici caccia e pesca delle amministrazioni provinciali. Questi sono 2.476, riuniti in cooperative e circa un migliaio come autonomi, stirnabili complessivamente in 3.500. Distribuzione per eta Se si prende in considerazione ii numero complessivo di 90.049 pescatori, !'eta media risulta di 44 anni. Per quanta riguarda la distribuzione per eta dei pescatori iscritti nei registri presso la Capitanerie, vengono riportate nella fig. 8 le percentuali per classi di eta, suddivise nelle 6 classi di eta utilizzate a livcllo nazionale dall'IST AT per l'analisi della forza Javoro. Viene quindi posta a confronto la "forza lavoro pesca" con quella risultante a livello nazionale. Per le prime 3 classi gli addetti al settore pesca seguono l'andamento nazionalc mcntre nclle ultime 3 classi si nota un aumento percentuale rispetto al dato nazionale. Questo aumento puo essere interpretato o come un progressive invecchlamento degli addetti al settore o come conseguenza dcl non aggiomamento dei registri. 1.2.1.3 Attivita a rnonte Esistono in Italia circa 85 cantieri navali per pescherecci di dimensioni c caratteristiche nettarnente variabili tra lore la cui capacita produttiva media si aggira attomo alle 16.000 TSL per anno. Sono dislocati un po' lungo la costa italiana: adriatica. sicula c tirrcnica c sono in grado di costruire pescherecci in legno, in acciaio e vetroresina. Vi sono in Italia circa 15 grossi retifici oltrc ad un numero imprecisato di piccoli stabilimenti produttivi per una produzione complessiva di 2.800 tonnellate all'anno di reti. La legislazione delle regioni in rnateria di pesca e arnpia c spazia dall'incentivazionc dellc infrastrutture a quelle della flotta. Cio in particolare per la Regione Sicilia e Sardegna. che, in forza della loro autonornia, hanno previsto incentivi regionali anche alla costruzione eel ammodemamento della flotta. La Regione Sardegna in particolare ha elaborato un piano di sviluppo della pesca ovc sono riportate la situazione attualc e le tappe successive da raggiungerc, prevedendo un incrcrnento del tonnellaggio, della flotta di pesca sarda. Arnpia e pure la legislazione inerente la pesca professionalc in acque intcmc, dove maggiori sono i collegamenti con la pesca sportiva e quasi totalc e l'autonomia legislativa delle regioni. 14 5-5-1994 Supplemento ordinario alla GAZZETT A UFFICIALE Serie generate - n. 103 TABELLAj MOLTIPLICATORE DELL'OCCUPAZIONE ED OCCUPATI DELL'INDOTIO PER BRANCA DI BRANCHE DI AITMTA' AITMTA' ECONOMICA IN ITALIA MOLTIPLICATORE N.OCCUPATIDELVJNDOTTO PRODOTII ENERGETJCI 0,04 1.780 MINERAL( E METALLI FERROSI 0,02 890 CHIMICA E FARMACEUTICA. 0,03 1.335 PRODOTII IN METALLO 0,07 3.115 MEZZIDITRASPORTO 0,06 2.670 PRO DOTTI ALIMENT ARl O,IO 4.450 TESSILE, ABB., CALZATURE 0,03 1.335 AL TRI PRO Dom 0,03 1.335 COMMERCIO 0,28 12.460 SERVIZI O,ot 450 SERVIZI NON VENDIBILI O,ot 450 TOTALE 0,68 30.270 FONTE: I.R.E.P A 15 5-5-1994 ... Cl Supplemento ordinario alla GAZZEIT A UFFICIALE r.7 ... F: 1-----r-----+'!i!!i,tS==:!!!lim:!:!J . -;~~~ 1---J.---41!:=--:iiii=l;i [Ill ... I ~ 1 ................ -..,. I I I I -(oawnu) IMOJ.V::>S!d 16 Serie generate - n. 103 .,.. .,.. ...... ---OMM .... ..... tJl'l't ~ ,.,c■• ww,,---" , .,... ..-4 ~ ·-·· 111'11'1111":1 g - f ,'° l5 """'"' i ....... .. ·--·· I O'ffl'A-'IWl'M """4"11 ~ , , .,. ~ .. "'""" .. ...,,... ••""M"I"""* ---·· ~ •61Wt Ool"'"4 ~M/1111 .,..., , --- .,.,. ..... YI 5-5-1994 Supp/emento ordinario alla GAZZEIT A UFFICIALE Serie generale - n. 103 . ,, , .. , , -~ .- ................ . ....... ,..,.... ··- ...... •' ...... "' · .... '• . ......,, ... , ...... f41: .. •,, .. ,..~ ---•NA·., .. , ,-. . ,:,. ,.,,·••""''"'-• ,, ......... , . . ,. i ~fl41~~J~l½~i.i~::i::~~=i~i(~·~J: 1-.4i, ........... ...... i,....-....... 1 ·.,-•~····-.... , .......... .....,, ·.·· --..... -: ..... ~-·--• ... !>• .. '• ... , ... •·,, ., ...... ,., 0 ll:fO.lV0S:ld ·wnN 17 00 14-29 COIIPROH'?O FOllA LAVORO TO'l'ALE - FORZA LAVORO PESCA PBR CLASBI DI ETA' •ff(i{ '•-1·1·;;•1-,nit· f•'\•i ·un~1•\:1·nfr •w ,. tfll}t "ti•j!• ;HF. ,'.;' <lIH. f" ,t .,., It,·• ! ~ i. l·•· ii •<11< ,no ,, • ,, .. U1 HM !~hHHLmt!! H I UiHUui Wrt l~li 1111m ;fr 11 • 30.,49 • . ,,~ .. •di.ii;) :::~::i..:;~; ~1f'-.•1~,,~t- l'!IL•'!-•~-, ;,.,1,,;:• .• p.;,;}il,; ~:;•-i:di ~ 50-59 w la en Cl) :s ~4 (,) 65-70 >70 0,0 10,0 20.0 30.0 PERCENTUALE Fig. 0 40,0 50,0 60,0 (TI TOTALI: ■ PESCA V, Y' \0 IC• ~ f c::, l g ~ Cil ~ I ,-:J C "l'l ~ i ~ f,{ I ';, -e, (,,., [FJiETTI GLOBALI ( moltlrlkalorl dcl II llpo) DI UNA RIDUZIONE UNJTARIA ( un mlllardo di Ure) DELL'ATTIVITA' DI PESCA REGIONAL£ I NAZIONALE SU QUATTRO INDICATORI SOCIO-ECONOMICI REGIONALI E NAZ.JONA LE Produdone Lord• Vendlblle, Valore Agglunlo, Safari e Sllpeadf, Oc:c:upazlone PLY VAG SALA RI E STIPENDI OCCUPAZIONE OCCUPAZIONI REGIONI unit•' lnoralfve numerc, di occur,aff ··· per unlla' per anlla' 11er unlla' per unit•' per anll•' per •nit•' per unfla' per unit•' pernumno di rl• del di plv di vag di plv di ,alarle di plv di unifa' di riv di teUnre 1tl-11dl lnonfin c,ccupatl I 1 J .. 5 6 7 8 ., 1 PIEMONTE 1.528 1.297 1.748 0.701 1.761 71.506 1.12 J4 J l VAL D'AOSTA 1.006 I.JS2 1.487 0.638 J.580 IS.IJJ J.76 1 I 3 LOMIIARDIA 1.503 I.JU 1.715 0.694 1.728 64.471 1.36 JI J · 4 TREl"fT. A. ADIGE 1.349 1.145 1.496 0.640 1.590 J6.96J 1.74 II I --'° 5 BOLZANO I.0J6 t.186 1.414 0.635 1.524 4.356 1.65 1 z ' TREl"fTO 1.314 1.175 1.447 0.638 J.538 6.999 I.RI J I 7 VENEZIA 2.011 1.371 1.ns 0.708 t.761 n.262 1.26 J7 4 I FRIU.VEN.GIUL 1.991 1.251 1.541 0.651 J.639 17.590 1.66 IJ 2 ' LICURIA 1.884 1.323 1.591 0.691 1.580 39.414 1.42 19 2 10 EMILIA ROMAGNA 1.969 1.401 1.731 0.699 1.794 66.172 1.35 31 J ll TOSCANA 1.1J5 1.1J6 1.884 0.706 1.945 81.166 1.21 39 5 11 UMBRIA 1.156 1.269 1.835 0.723 1.811 15.196 1.10 41 s IJ MARCIIE J.967 I.JIii 1.736 0.699 1.791 65.765 I.J4 J2 J 14 LAZIO 1.817 1.268 t.565 0.606 J.633 28.026 1.67 ll I 15 ABRUZZO 1.687 1.310 l.644 0.619 1.652 -47.057 1.50 2J z 16 MOUSE 1.on 1.146 1.563 0.601 1.625 J0.587 ).6J 15 2 17 CAMPANIA 2.034 1.298 1.873 0.695 1.124 113.649 1.25 ~5 4 II PUGLIA 2.0l8 1.392 1.746 0.6-42 1.116 71.0IO I.JI 34 J 19 IASIUC.ATA 1.425 t.201 1.507 0.589 1.567 19.100 1.72 ' I 21 CALABRIA 1.928 I.JS◄ 1.703 0.628 1.711 n.875 1.34 37 3 21 SICILIA 1.932 1.Jl5 1.648 0.635 1.675 35.066 1.74 17 I 22 S.ARDEGN.A 1.903 I.JOO Ult 0.603 1.689 51.866 1.40 25 J ITALIA 1.943 t.JJ7 1.696 0.661 1.738 5◄.16◄ I.J4 26 J roate:elawale11I IREPA C'l > ~ c:: "T1 "T1 (} > r tTl 5-5-1994 Supp/emento ordinario alla GAZZETT A UFFICIALE Serie generale - n. 103 1.2.1.4 Evoluzione prevedibile Le limitazioni previste dalle nuove nonne comunitarie sull'annonizzazione delle misure di pesca in Mcditcrranco chc di falto impcdiscono l'cscrcizio di alcuni tipi di pcsca. misure !imitative all'utilizzo delle rcti derivanti e infine l'applicazionc dcl POP con la riduzione della pesca a strascico e traino pelagico, riducono drasticamente la pesca italiana con forti ripercussioni sull'occupazione e sull'indotto. Una prima risposta a tale tendenza richiede l'individuazione di indirizzi alternativi finalizzati al superamento degli ostacoli esistenti all'avvio df fonne di pesca scarsamente praticate. Lo sforzo di pesca non e per tutti i tipi di pesca proporzionale alla potenza dei motori o al tonnellaggio, e necessario quindi che ii limite complessivo di potenz.a e tonnellaggio sia vincolante per le categoric di natanti da ridurre, ma non per gli altri sistemi di pesca che dovranno beneficiare dei miglioramenti tecnologici per arrivare a funzionare in maniera economica. Tra le forme di pesca verso cui orientare l'attivita produttiva intervenendo sulla flotta. e possibile elencare: 1. pesca con attrezzi selcttivi a maggiore distanza dalla costa (nasse per gamberi, tremagli, palangresi); 2. pcsca con reti da traino pelagiche, con grande maglia per la cattura di palamiti, bisi, alletterati, alalunghe, sgombri, ecc.; 3. pesca con reti da circuizione; 4. arnmodernarnento dei natanti con installazioni di tecnologie piu morbide nei confronti dell'ambiente o con uso di modelli di rete piu selettivi. Cio comporta che gli interventi sulla flotta dovranno prevedere in particolare: • fenno definitivo con priorita per i piccoli natanti che operano lo strascico costiero; • incentivazione della riconversione natanti verso forme di pesca di cui ai punti 1-4 precedenti; • costruzione nuovi natanti, senza demolizione, solo per le fonne di pesca selettive (punto 1 ); • ammodemamento in funzione della tecnologia piu rispettosa dell'ambiente, della salvaguardia della vita in mare e della riduzione dei consurni energetici. L'individuazione di tipologie di pesca al momento scarsamente praticate, tuttavia, non consente di fornire soluzioni definitive ai problemi sociali ed economici del settore che potranno emergere a seguito dell'applicazione del POP III. In particolare, la politica comunitaria della pesca. attraverso ii POP III, prevede la riduzione del tonnellaggio impegnato nella pesca, del 20% limitatamente ai segmenti della pesca a strascico e volante operante nel Mediterraneo, e del 15% per quella attiva oltre gli stretti. Sulla base di un'analisi intersettoriale. sono stati calcolati i moltiplicatori relativi alle variazioni dell'attivita di pesca quanto all'impatto su Produzione Lorda Vendibile, Valore Aggiunto, Salari ed Occupazione (tab. 9). I risultati dell'analisi, applicati al Prograrnma di Orientamento Pluriennale, mostrano l'esistenza di un impatto negativo globale sulla PL V di 404 miliardi di lire, di cui solo 208 sono imputabili al settore pesca. mentre la differenza. pari a 196 miliardi di lire, rappresenta la riduzione di PL V "nascosta", che si ottiene quando l'intero circuito della formazione, distribuzione, redistribuzione e spesa del reddito viene preso in considerazione (tab. 10). TAB. 10 - VALUTAZIONE DELL'IMPATTO DELLA POLmCA DI PROGRAMMAZIONE COMUNITARIA 1993/1996 VAR% Variazione TSL POP 18.743 Variazione PL V PESCA 208 -6.8 Variazione PL V ITALIA 404 -6.0 Variazone Val. A22. PESCA ISS Variazione Val. A22. ITALIA 278 Variazione salari PESCA lOS Variazione salari ITALIA 138 Variazione occupati PESCA 1.997 Variazione occuoati ITALIA l.357 - 4.S Variazione occuoati TOTALE 3.354 Fonte: IREPA 20 5-5-1994 Supp/emento ordinario alla GAZZETT A UFFICIALE Serie genera/e - n. 103 Tale risultato consente una prima considerazione quanto alla dimensione delle variabili in gioco. lnfatti, le conseguenze direue sul sellore oggeuo di intercsse costituiscono solo la meta dell'impallo complessivo, stante un coefficiente di moltiplicazione di 1,943. Cioe per ogni lira in meno prodotta nella pesca a scguito della minore attivita produttiva si registra una ulteriore riduzione di 0,943 lire nelle attivita collegate (tab. 9). Nonostamc la rilcvanza di talc risultato, e dal lato dcll'occupazione che si registrano i risultati a pili forte valcnza sociale ed economica. II completo perseguimento degli obiettivi prcvisti implica, infatti, una riduzione di occupazione diretta pari a 1997 addetti, stante una riduzione di 9,6 addetti per ogni miliardo di lire in meno di PL V prodotta a scguito dclla riduzionc dclfa flotta. Quanto alla minore occupazione prodotta nel sistema indotto, anche grazie alla natura pervasiva che caratterizza ii settore, i risultati indicano un'cccedenza lavorativa pari a 1.357 addetti. II moltiplicatore dell'occupazione delle attivita indotte risulta, infatti, pari a 0,68 come oportato in tab. S. In conclusione, la piena applicazione del POP comporta una minor occupazione complessiva pari a 3.354 addetti. 1.2.2 ACQUICOL TURA MARINA E CONTINENT ALE 1.2.2. l Descrizione generate de! settore dell'acquicoltura Le produzioni della Acquicoltura ltaliana Nelle tabelle 11 e 12 sono riportate rispettivamente le produzioni intensive ed estensive di specie ittiche eurialine nel 1992, suddivise per aree geografiche. Nella tabella 13 sono riportate le produzioni di specie eurialine allcvate intensivamente ed estensivamente dal 1983 al 1992. Nella tabella 14 sono riportate le produzioni di specie ittiche allevate nelle acque internee la distribuzione perccntuale delle produzioni nel Nord, net Centro e net Sud d'ltalia. Nella tabella 15 c riportato l'andamento dclla produzione di mitili in Italia, in vari anni e secondo quanto riferito da varie fonti. Nella tabella 16 sono riportate le produzioni di mitili peril 1992 in relazione alle varie Regioni ed arcc vocate a talc allevamento. Nella tabella 17 sono riportate le produzioni per anno dellc vongole veraci filippine (Tapes philippinarum), con una ripartizione tra le aree produttive de! Delta del Po, considerato come polo produttivo per questa specie. Per quanto riguarda la gambericoltura alto stato attuale sono in produzione, in alcune Valli salse da pesca, circa 200 ha di bacini con superfici variabili da 1 a IO ettari, con una produzione complessiva di circa 30 tonn. Analizzando sinteticamcnte le produzioni del 1992 si evince che: Per la produzione ittica italiana da acquicoltura, la troticoltura c ancora la pratica di gran lunga phi importante dal punto di vista quantitativo con 40.000 tonn. La produzione di specie marine eurialinc ha subito un processo di intensificazione, ed attualmente ii rapporto produzioni intensivc/estensive si sta avvicinando a 2: 1. Ncl 1986 era prossirno ad 1: 1. La produzione di spigola, che amrnonta a 1.826 tonn totali di cui 1.378 da intensivo, indica una cvidente vocazione di questa specie ad essere per lo piu dcstinata all'intensivo; per l'orata la produzione estensiva c ancora la piu importante: su un totale di 1.070 tonn, ben 610 riguardano estensivi lagunari e valli salse da pesca. La produzione totalc di anguilla nel 1992 c stata di 3.310 tonne l'intensivo contribuisce con ben 2.010 tonn. Si osserva un calo che potrebbc cssere imputalo a sovrastirnc degli anni prcccdcnti, anchc se c comunquc cvidentc ii limitc rappresentato dalla disponibilita di seme, chc per qucsta specie c di esclusiva origine naturalc. Tale limite in Italia, considerata la disponibilita di ceche, potra cssere superato con l'avvio di centri di svczza.mento e prirno allcvamento sempre piu efficienti. La produzione di storione, allevato intensivamente in Italia, ha raggiunto le 350 tonn. La produzione di Molluschi Bivalvi nel 1992 c stata stimata in 26.400 tonn di vongole veraci e 122.300 tonn di mitili, di cui 38.000 pescate su banchi naturali. La produzione di vongole veraci filippine rappresenta certamente "l'evento" vistoso dell' acquicoltura italiana degli ultimi anni, frutto dell'applicazione di tccniche innovative e della colonizzazione di substrati naturali dell'area costicra nord adriatica, che si sono rilevati particolarmcnte adatti a questa specie. Si tratta pero di ambicnti eutrofici in prccario equilibrio, che nel 1992 sono andati soggetti a pcsanti morie, come rilevabile dal calo di produzione di qucst'ultimo anno (tabella 17). 21 5-5-1994 Supplemento ordinario alla GAZZETIA UFFICIALE Serie generate - n. 103 Tab. If Produzlone lntensha dJ spede euri■Une nel 1991, In funzlone della suddJvislone per artt ceocraOche aUuata dall■ CEE UNITA' DI REGIONI CODIO: SPIGOLA ORATA ANGUILLA RJLEV AMENTO O:E (toMellete) (tonnellete) (tonnellete) Nord-O•est: 31 Nonl-Onst Piemoate HI 0 0 150 ♦ Valle D'Aosla Hl 0 0 0 Lomb■nlJ■ LiRuria '" lO 45 0 LombanlJa 32 0 0 IOO Noni-Est: 33 Noni• Est Trentino Alto Adi1e 331 0 0 0 ♦ Veoeto 332 31 35 280 Emilia Romapa Friuli Venezia Giulia 333 15 15 65 Emilia Roma,.... 3' 1S s so Centro: 35 Centro Tosc:ana 3SI 900 90 100 ♦ Umbria 152 0 0 0 Lazio Marche ,SJ l0 s 1S Lazio 36 s 0 llO Sud1 3' Sud Pu11lia 391 145 145 l,40 ♦ Builical& 392 l0 40 0 AbnuzoeMolbe Calabria 393 0 0 so + Abruz:zo e Mollset 31 Campanla Abruzzo 311 0 0 0 Molise Jll 0 0 0 Campau 37 0 0 0 Sldlla Sicilia JA 130 10 0 Sanl-■ Sanlefll■ 38 60 60 40 TOTALE 1.378 460 2.010 fontc ICRAM 1992 Tabh Prodazlone estensh•a dJ rafldle attmta clalla CEE UNITA' DI REGIONI CODICE SPIGOLA ORATA ANGUILLA CEFALI RJLEV AMENTO CEE (tonneDete) (tonneDete) (tonneDete) (tonneUete) Nonl-Onstl Jl Nonl•Onst Piemonle 311 0 0 0 0 + Valle D'Aosta 312 0 0 0 0 LombanlJa Li1wia 313 0 0 0 0 Lombardi■ 32 0 0 0 0 Noni-Est: 33 Noni• Eat Trentino Alto Adige 311 0 0 0 0 + Veneto 332 260 370 ,so 900 Eml1la Romapa Friuli Venezia Giulia 333 90 100 60 450 Emilia R-■-- 34 6 10 140 80 Centro: 35 Centro Tosc:ana 3'I 11 lO lO 150 + Umbria 3S2 0 0 l 0 Lazio Marthe '53 l 3 12 ll Lado 3' 3 s 14 140 Saeli ,, Sucl Pualia 391 1S l0 30 400 + Builical& 392 12 u .. 100 Abnuzo e MollH Calabria 393 0 0 I 10 + Abnuzo e Molbe1 31 Clunpanla Abruzzo 311 0 0 0 0 Molise 312 0 0 0 0 C■mD■nla ,, 2 s l s Sldlla Sldlla 3A s s 3 95 Sanle.,.. Sanl- 38 35 50 ss 500 TOTAL£ ..... 610 1.300 2.942 fontc ICRAM 1992 22 5-5-1994 Supplemento ordinario alla GAZZEIT A UFFICIALE Serie generate - n. 103 TabJ3 Produzioni itaJiane di s ie euriaJine di aJlevamento (anni 1983-92) SPfGOLA ORATA ANGUILLA CEFAU PRODUZIONI IN TONN ELLA TE ~- lnt.,,.YO 50 80 140 350 450 530 600 600 1.055 1.378 · &, ,, •• Semo &t. 200 200 200 200 300 400 500 450 483 448 TOTAI.E 250 280 340 550 750 930 1.100 1.050 1.538 1.826 AJA.t.lnt......,o 10 20 60 150 200 300 350 350 360 460 Allev.&,o,w,,oo-bt. 300 300 300 300 350 450 500 500 605 610 TOTALE 310 320 360 450 550 750 850 850 965 1.070 . ..... -. N.R. N.R. N.R. 2.200 2.700 2.550 2.500 2.200 2.095 2.010 Allft. E8t-•. - &t. N.R. N.R. N.R. 2.000 1.900 1.700 2.000 1.500 1.490 1.300 TOTAL( N.R. N.R. N.R. 4.200 4.600 4.250 4.500 3.700 3.585 3.310 · &t--•. - &t. N.R. N.R. N.R. 3.500 2.900 2.685 2.500 3.000 2.880 2.942 TOTAI.E N.R. N.R. N.R. 3.f>00 2.900 2.685 2.500 3.000 2.880 2.942 fonte ICRAM 1992 Tabl4 Produzione intensiva in acque inteme di aJcune specie illiche contemplate nel P.O.P. (anno 1992) Distrib. oercentuale della orod. Specie Produzione Nord Centro Sud (ton) (%) (%) (%1 TROTE 40.000 74 20 6 (iridea + fario) PESCE GATTO 1.800 90 9 1 ( europeo + americanol STORIONI 350 98 2 0 fonte A.P.I. 23 5-5-1994 Supp/emento ordinario alla GAZZEIT A UFFICIALE Serie generate • n. 103 TabJ5 Andamento della produzione di mitili in Italia (tonn.) anno fonte 1985 70000 CESENATICO 1986 67000 OCDE 1987 85000 MAF 1988 105000 ISMEA 1989 110000 ICRAP (100.5); IRSVEM (120) 1990 110000 FAO 1991 101000 CEE 1992 116000 GRUPPO DI LA VORO TabJ6 I Dettaglio della produzione di mitili nel 1992 DATI (!OM.) PRODUlTORI GRUPPO LA VORO GOLFO DI TRIESTE. GRADO. MARANO 3350 9000 LAGUNA VENETA 22000 22100 DELTA VENETO, DELTA ECOSTA EMIUANA 7000 5200 MARCHE 600 650 ABRUZZO 600 800 PUGUA 30000 31000 CAMPANIA 3000 6800 LAZIO 800 2000 UGURIA 1700 3750 SARDEGNA 2500 3000 TOT ALE ALLEY AMENTO 71550 84300 PESCA SU BANC HI NA TURALI 38000 TOT ALE GENERALE 122300 IMPORT (FONTE ISTA1) 17300 EXPORT (FONTE 1ST A 1) 300 TabJ7 Andamento della produzione di vongole veraci in Italia (tonn) DELTA DELTA ANNO MARANO VENEZIA VENETO EMILIANO TOTAU 1985 0.1 0.6 0.1 0.1 0.8 1986 0.1 4 26 0.1 30.1 1987 0.1 10 240 35 285 1988 3 14 320 1600 1934 1989 3 16 1800 5300 7116 1990 10 1300 6100 9300 16100 1991 16 2400 9200 15500 27100 1992 340 3000 9100 14300 26400 24 5-5-1994 Supplemento ordinario a.Ila GAZZEIT A UFFICIALE Serie generate - n. 103 1.2.2.2 Unita produttive c loro localizzazione La lndagine sullo Stato dcll'Acquacoltura nelle Acque lnterne, realinata dall'API con il contributo dcl Ministcro dell'Agricoltura e Forcste del 1990, ha censito oltre 1.000 allevamcnli itllci operanli in acque interne dolci c salmastre. Di qucsti. 562 sono impianti di allcrnmcnto di trota, 193 pescigattocolture, 135 anguillicollurc, 50 allcvamcnti di specie illichc curialinc. JO carpicolturc c 35 allevamcnti di altre specie. I 562 impianti di trotc risullano cosi suddivisi: 166 ncl Vcncto. 122 in Lembardia. 30 in 'frcntine Alto Adigc. 87 in Friuli. 57 in Picmontc. Da rilcvare chc dal 1990 ad oggi non si c rcgistrata una significativa variazionc dcgli impianti di troticoltura. L'intcra produzione di trotc ha supernto complcssivamcntc 1993 le 41.000 tonn ed e essenzialmente localizzata nel Nord de! Paese dove e stato censito ii 75% degli impianti. II 20% cd ii restante 5% sono localizzati rispettivamente nel Centro e nel Sud del Pacse. Nell'ordine la Regionc che produce piu trote e ii Friuli Venezia Giulia (21.,28%) , seguita dal Veneto (23-24%), Lombardia ( 18%). Abnl7.7:o (6%), Piemonte Trentino Alto Adige. Complessivamente queste Regioni rapprcsentano oltre i 4/5 dell:i produzione naz.ionale. La troticoltura, compreso ii prodotto trasfonnato fresco esprime la PL V valutabile intorno ai 220/230 miliardi. Per quante riguarda l'anguillicoltura. sempre nel 1990, sono stati censiti I 35 impianti ubicati prevolentemente nel centre nord. mentrc la produzionc di <Juesta specie oscilla mediamente, a seconda degli anni, dalle 2500-2700 tonn. II mercato azionale registra interessc per l'anguilla solo stagionalmcnte e per brevi periodi dell'anno. ll livcllo dei prczzi franco allcYamento rilevati nel cerso del 1993 e oscillato dalle 11.700 alle 13.000 per ii buratello e dalle 14.500 3lie 17.000 per ii capitone. Questi dati risultano sotanzialmente identici alle quotazioni rilevate nel corso degli anni precedenti. Non vi e stato quindi un allineamento dei prezzi franco allevamento delle anguille, all'aumento dei costi di produzione deri\ anti dal processo inflattivo e dalla svalutazione della Lira, di cui contraccolpi si sono fatti sentire soprnllutto nei prezzi de! materiale da semina, oramai tutto di importanzione e dei mangimi. Bisogna infine tencr cente che la produzione di anguille in allevamento intensive in Europa, unita al predette sernintensive (vallicoltura) e delta pcsca de! bacino Mediterranco e del Nord Europa, cepre a sufficienza una demanda rclativamente ridotta, lcgata seprallutte ad usi alimcntari stagionali. Per quante ri 1:11arda la pescigallveollura, si tratta di una attivita di allevamento generalmcnte effettuata in semintensivo. tipica della Pianura Padana, soprattutto Emilia-Romagna. Da alcuni anni anche l'allevamcnto del pescegatte si e andato specializzando soprattutto attraverso l'intr9(iuzione del c.d. pescegatto americano, una specie che dimostra avere migliori rcguisiti rispetto al pescegatto comunemente allevato, in relazione sopratutto alla possibilita di essere lavorato e trasformato iu modo del tutto simile alla treta. Per quanto riguarda infine la storionicoltura, si tratta di un tipi di allevamento che si e sviluppato soprallullo in Lombardia e la preduzione nazionale puo considerarsi oramai attestarsi interno alle 400 tonn. l'anno. Tale distibuzione non riguarda soltanto la troticoltura, che trova nel Nord e net Centro siti ideali lunge l'arco alpino e la dorsale appenninica. ma anchc per le produzioni di specie marine eurialinc. che nell'Alte Adriatico hanno tradizienalmcnte ii polo produttive piu importantc. Nella tabclla 18 sene riportate le uuita produllive di specie ittiche marine per Regione, come numcro di impinnti intcnsivi e come superficie in ettari nel caso delle produzioni cstensive. Anche in questo caso le produzioni estensive considerano non solo le valli salse da pesca, ma anche le lagune costiere, che per la natura degli interventi umani, richiesti per la loro gestione produttiva ai fini ittici, non possono essere considerate attivita di pesca net senso stretto del !ermine. La Labella 19 riporta ii numcro di avannotterie di spigola ed orata ed ii numero di impianti per lo svezzamcnto di ccche. suddi, isi per aree geegrafiche. Per quanto riguarda le produzioni di Molluschi (tabelle 16 e 17), mcntre la vongola verace ha ii suo fulcro net Delta dcl Po per ii concorrcre di vantaggi derivanti dalla tessitura del sedimento, dall'elevato idrodinamismo delle acque salmastre c dalla loro trofia. la localizzazione dclle mitilicolturc e molto piu diffusa, rispondendo, sia al nord che al sud. a precise vocazioni tcrritorinli, in particolare delle arce ad alta trofia. 25 T•bJa Numuo dql.l lmplanU lnlenth1 di specie euriallM e nperOde (ID ha) deUe ...W da pesca. •cctornalO al 1992 In runzlone deU. suddlvlslone per •ree ir-raOche •Uuta daD• CEE AJL lntenslYO UNITA'DI REGIONI COOICE SPIGOLA e ORATA ANGUILLA RILEV AMENTO CE! (numuo) (numero) Nonl•Ons11 31 Noni• Ovest- 1-'iemonte 111 + V•lle D'Aosta 112 0 20 Lombanlla Ll11uria 111 Lombardia JZ Norcl-E.st.: 33 Noni-Est Treatillo Alto Adiae 331 + Veneto 3)2 15 70 F.mWa Romap• Friuli Venezia Giulia )]] Emilia Rom•o• 34 Centro1 35 Centro Tosc■11a 351 + Umbria 351 10 + 2• 13 Lazio Marche 353 Lazio 3' Sadi :,, Sad Pu11lia 191 + Basilicata 192 Abruzzo e Mollse Calabria 393 11 + 3• 15 + Abnano e .Molbe: )I c ... pan1a Abruzzo 111 Molise 112 C•ms,anla 31 Sidi.la Sicilia )A 5+4• 2 Sanlrena Sardff'II■ 38 5 + 1• 1 TOTAL! 46 + 10• 111 • 1D fase d1 avv1ameoto o ID costtuuoDe T•bi9 All. estenslvo ~DI SPECIE (ettart) 0 32.126 7.018 13.722 I.IMS 9.564 63.485 foDte !CRAM 1992 Namero deDe nannoUerte di Splcola, Orata ed Anguilla In ltalla ac&tomato al 11)92, In (undone della suddlrislone per aree ICNJ:!"110che au-ta dalla CEE SPIGOLA e ORA TA ANGUILLA lmpianti a regime lmpi&Dti DOD &DCOl'I lmpiaati al primo lmpiaDti DOD ancora UNITA"DI REGION! CODICE produllivo a regime produllivo &DDO di auivitl a regime produttivo RILEV AMENTO c:zg studardiuato .rtandardiuato o in avviameDto stalldardiz.uto (Dumero) (Dumero) (Dumero) (Dumero) Nord•Ons11 31 Nonl-0.-est Plemoale 311 + Valle [11\olla 312 0 0 0 1 Lombardi■ Ullurta 313 a 31 Nord-E.tt: 33 Nord• Est TIIIIIIDO 1\110 l\dlte 331 + v..,e10 J3;i 3 l 0 l Emilia Roa.pa Prtall V<Z1ezil Cll11Ha 133 a:.nuua Koma.,... 34 Centro1 3S Centro TOSCIIII& JH + Umbrla ,,~ 4 1 1 1 Lazio Marc:lle HJ IL■llO 3' Suds 3t Sud Putlia 391 + B&1ilic.~ 391 Abruzzo e Mollse Calabria 393 1 1 3 1 + !Abruzzo e MoUM!: ]& C•mpanla Abnlzzo 311 Mollie 112 l\..ampa1u■ 31 SklU. Sicilia 3A 2 l 3 0 Santepa Sardffll■ 38 0 1 0 0 TOTALE 10 7 7 5 foDte ICRAM 1992 26 5-5-1994 1.2.2.3 Supplemento ordinario alla GAZZETT A UFFJCIALE Serie generate - n. 103 Tecnologie di produzione Specie Trotc Anguille Pesci gatto Carpe e Ciprinidi Storioni Spigola e orata Mitili Vongole Tipologie di allevamento Allcvamento intcnsivo a terra Allevamento intensivo a terra, produzioni estensive in Valli Salse da Pesca Allevamento intensivo e sernintensivo in bacini in terra Allevamento intensivo e sernintensivo in bacini in terra Allevamento intensivo a terra Allevamento intensivo a tetra ed in gabbie galleggianti in mare, allevamento estensivo in Valli Salse da pesca Allevamento in mare aperto in arcc marine protette e lagune costiere su pali e su long lines. Allevamento in lagune costiere e zone marine protette, con colture a pieno campo o protette. 1.2.2.4 Descrittori arnbientali dell'acquicoltura italiana II Terzo Piano Triennale ha evidenziato, rispetto al passato, un forte carattere ambientale, che ha condizionato le proposte italiane per ii Programrna di Orientamento Pluriennale Nazionale della Acquicoltura in corso, e le ternatiche delle ricerche previste nell'ambito dell' attuazione dello stesso Piano. Cio e stato motivato dal fatto che la programmazione nazionale in acquicoltura dcve esserc attuata con un quadro di riferimento certo, che tenga conto che questa attivita e simultaneamente vittima cd imputato di impatti arnbientali negativi. Dunque ne consegue che ii consolidamento e lo sviluppo dell' acquicoltura nazionale dipendono strettamente dal risanamento ambientale e dall' applicazione di tecniche produttive i cui reflui, in senso generale, non arrcchino danni all'ambiente. Va ribadito che l'acquicollura non sia momento di dissipazione delle fonti idriche, ma che si integri positivamente nel ciclo della risorsa acqua, e che, nel caso di attivita in arnbienti salrnastri e marini, sia strcttamente integrata e cornpatibile con gli ecosisterni in cui insiste. Da un punto di vista ambientale non e possibile, infatti, trattare l'acquicoltura senza una prccisa divisione tra quelle pratiche produttive che sono riconducibili alla gestione idraulica e trofica di ccosisterni naturali e "come naturali", e gli allevarnenti intensivi che utilizzano, con varie modalita, la risorsa acqua come supporto per un proccsso di trasformazione di alimenti bilanciati, apportati dall'estemo, in un prodotto alimentare cconornicamente piu pregiato. Naturalmente tale separazione pu6 trovare un momento di sintesi- nelle strategic integrate che possono, se correttamente dimensionate, risolvere anche in parte i problerni dello smaltimento delle acque reflue, consentendo per altro recuperi energetici. Le strategic intensive dovranno. comunque, affrontare ii problema di un loro armonico inserimento nelle politichc ambientali, soprattutto per quanto conceme le acque refluc. . Nel caso di impianti alimentati con acque di falda, il problerna della qualita delle acquc superficiali si pone in rnisura minore rispetto ad impianti a rischio per la stessa qualita delle acque superficiali, da cui dipendono e verso cui scaricano. Le sorgenti di impatto ambientale dell'acquicoltura intensiva sono imputabili esscnzialmente a due cause: a) Mangimi non consumati e polverc di mangime, componenti della dicta non completamcnte digerite, prodotti del catabolismo b) Prodotti disinfettanti, biocidi e disincrostanti, antibiotici, antiparassitari, batteriostatici. 27 5-5-1994 Supp/emento ordinario alla GAZZEIT A UFFICIALE Serie generate - n. 103 L'azione direua ed indiretta dei prodotti rilasciati puo essere riassunta in: • Azione tossica con meccanismi acuti {prodotti di cui a1 punto b, ammoniaca, nitriti, acque anossiche, prodotti rilasciati da flora batterica anaerobica dei sedimenti anossici). • Azionc tossica con mcccamismi cronici, bioaccumulo, biomagnificazione, azione ecotossica (agenti tossici a basse concentrazioni). • Domanda biologica di ossigeno (residui organici del mangime o prodotti fecali, cataboliti azotati, residui di organismi fito- e zoo-planctonici sviluppatisi nei bacini, materiale organico rimosso con la pulizia dei bacini). • Eutrofizzazione dei corpi d'acqua riceventi. • lntorbidimento e colorazione delle acque (solidi sospesi da residui della somministrazione e della digestione, dalla rimozione di sedimenti, prodotti della disinfezione, residui di antibiotici). Sono anche da considerare gli impatti dovuti alla fuga di specie destinate all'allevamento intensivo, che possono comportare etTetti sulla struuura genetica delle popolazioni autoctone o che, nel caso di specie alloctone, possono portare modifiche drastiche della rete trotica originaria. La minimizzazione degli impalti si puo comunque ottenere attraverso: • Ottimizzazione del rapporto mangime conswnato/rilascio di inquinanti. • Riduzione al minimo necessario di trattamenti profilattici e terapeutici, attraverso protocolli ottimali di trattamento e scelta di presidi velocemente degradabili. • Adozione di adcguate tccnologic c protocolli di ossigenazioile dcllc acquc. • Adozione di strategic di lagunaggio opportunamentc dimcnsionatc. • Adeguato trattamento dci solidi sospesi nei reflui. • Dimensionamento della produzionc sulla base della riccttivita dell'ambicnte ricevente, dopo la adozione di tutti gli accorgimcnti disponibili per l'abbattimcnto degJi inquinanti. Bisagna tuttavia considerare che l'impatto ambientale imputabile all'uso di prodotti disinfettanti, antibiotici, antiparassitari ecc., puo essere sensibilmente ridotto mediante l'incentivazione di campagnc di vaccinazioni. Le produzioni estensive, lagunari e vallive, sono certamente le piu vulnerabili, considerate le condizioni degli ccosistemi in cui si praticano. In modo analogo si pone ii problema delta vulnerabilita delle produzioni di Molluschi Bivalvi in laguna ed in mare: un'attivita che spesso diviene vittima dello stato di degrado degli ambienti marini costieri. Nella Vallicoltura sono evidenti i problemi legati alla qualita delle acque continentali, lagunari e costiere. Sono sempre piu frequenti gli eventi distrofici, che se pur non rari in passato, stanno assumendo frcquenza crescente, proprio per le modificate condizioni a1 contorno e dei bacini versanti. Pesca lagunare ed acquicoltura non possono sempre giustificare interventi di risanamento ambientale, i cui costi risultano essere motto elevati. Le attivita produttivc in tali ecosistemi possono avere iI significato di volano per iI loro risanamento, che interessa la tutela di beni ambientali collettivi, il turismo, la salvaguardia di tratti di costa a valenza naturalistica prioritaria. II problema va affrontato sul piano generale, ricordando che una corretta gestione idraulica dei sistemi puo garantirc molteplici benefici nelle direzioni sopra citate. Un aspctto che sta assumendo crescente importanz.a, per gli impatti cconomici che comporta e per i conflitti che puo creare tra acquicoltura e movimenti ambientalistici, e quello degli uccelli ittiofagi. In particolare la crescente abbondanza di cormorani sta limitando lo sviluppo di modelli di acquicoltura estensiva, vanificando, da un punto di vista economico, la riccrca di tecnichc produttive compatibili dal punto di vista ambientale. Per citare un caso, per gli stagni dell'Oristanese, in Sardegna, con dati raccolti nel corso di due campagne ( 1991-1992) e stato stimato un prelievo di 111 tonn per anno. considerando una permanenza media della colonia di circa 2.000 cormorani per 180 giorni. Studi su ambienti vallivi del Delta del Po hanno portato a stime di prelievi tra 30 e 53 tonn di pescc per anno in una valle. Questo problema deve far riflettere con molta obiettivita sulle future strategic di sviluppo, senz.a dimenticare che l'acquicoltura estensiva e la produzione in Valli salsc da pcsca hanno conscntito la conscrvazione ed ii mantenimento di molte aree urnide di rilevante interesse naturalistico. In generale deve essere data priorita alla identificazionc delle "vocazioni ambientali" per lo sviluppo e ii consolidamento dclla acquicoltura nazionale. L'elevato grado di dispersione del territorio italiano, continentale e costiero non consente sceltc che non nc tengano conto. 28 5-5-1994 Supplemento ordinario alla GAZZEIT A UFFICIALE Serie generale - n. 103 1.2.2.5 Dcscriuori bio-tccnici dcll'acquicollura ilaliana Prcndcndo in csamc lo stato dell' acquicoltura italiana con Ia finalit:'i di supportare al meglio Ia programmazione, c stato ncccssario disporrc di una scric di dcscrillori. che nc pcrmcllcsscro una sinlclica ed affidabilc diagnosi. Tra qucsli sono stati considcrati in particolarc: la disponibilita di scme: gli aspetli nulrizionali c mangimistici: gli aspclli sanitari; Per quanto riguarda la disponibilita di seme, in Labella 20 sono riponate le produzioni di novellame di spigola e di orala in avannollcrie italiane net 1992. In Labella l 9. come sopra descritto, sono indicate le avannotterie operanti sul lcrritorio nazionale ncl 1992. mcntre nella tahella 21 sono considerate le produzioni per le stesse specie ittiche dal 19117 al I 992. In tabella 22 vcngono confrontale le diffcrcnti origini di novcllame di spigola ed orata, da avannollcrie nazionali. da pesca e da importazionc. Per quanto riguarda i Molluschi Bivalvi. net 1991 c enlrato in funzione net Delta del Po uno schiuditoio. che nel 1992 e gi;'i arrivato a produrre circa 40 milioni di vongole veraci da 3-4mm e .S milioni di ostriche. Net 1992 ha iniziato la sua allivita un secondo schiuditoio localizzato in Alto Adriatico. Per quanto concerne gli aspelli relativi alla produzione di mangimi, in tabella 23 e riponata la produzione totale dal 1989 al I 992. In tabella 24 e riportata una stima delle produzioni di mangimi per specie marine e salmastre. con alcuni indicatori di carauere lccnico-economico. Nelle Labelle 25. 26 e 27 sono riportate le piu frequenti patologie osservate negli impianti di acquicoltura italiani relativamente agli agenli virali. batterici e parassitari. Per le specie dulcacquicole. le patC1logie virali costituiscono oggi ii maggior rischio biologico, mentre per le specie marine e salmastre la situazione non e allarmante anche se nuove patologie stanno emergendo. II rischio maggiore e che si ripeta per queste specie cio che e avvenuto in passato per le specie di acqua deice, in particolare per le trote: in mancanza di una attenta politica sanitaria, gravi malattie sono ormai endemiche su tulle ii territorio, con danni cconomici e ·restrizioni commerciali per i nostri operatori. 1.2.2.6 Descriltori economici e di mercato II passaggio da un'acquicoltura ad indirizzo tradizionale ad un'attivita "economica" vera e propria non e stalo immediate ed ha coinciso, in Italia. con ii ventennio compreso tra gli anni '60 e '80. Succcssivamenle a questo periodo di adallamenlo progressivo, sono intervenuti alcuni faltori che hanno modificato profondamente ii quadro di riferimento per gli imprenditori del sellore. L'aumento della produzione mondiale di prodolli illici ha accresciuto la concorrenzialita e, contemporaneamente, ha determinato un trend decrescente dei prezzi di vendita. Per le azicnde di prod111.ione si e imposta quindi la necessita di ridurre i costi unitari e di accrescere la valorizzazionc dcll'offerta. I paramctri cconomici tramile i quali confrontare i risultati gestionali delle imprese hanno assunto. pertanto, un'importanza sempre maggiore. soprallullo in quest'ullimi anni. In qucsto conlesto l'imprenditore, per scguire da vicino I'andamento economico della propria azienda dovra porre crcscente allcnzione alle variabili. che inn111scono sui costi e sulla redditivila dei fallori impicgali, ma anche alle problemaliche dcl mercalo ed alle sue fluttuazioni. L'operatore pubblico, invecc, ollre all'evoluzione dell' economia aziendale, dovra considerare anche la siluazione e le prospettive di mercato a medio e lungo termine, tenendo percio conlo non solo degli elementi congiunturali. ma anche delle lendenze in alto nei principali Paesi produttori ed in quelli con grandi potenzialita produttive. che stanno awi:mdo poliliche di promozione dell'acquicoltura nelle sue varie forme. Negh ultimi lre anni ii regime di concorrenza che si e sviluppato tra la produzione nazionale e quella d'importazione, con la conscgucnte riduzionc dci prczzi al dettaglio, sta ulteriormente stimolando la domanda verso qucsto prodotto. Dall'inizio dcl 1991 e per tutto ii 1992 si e assistito ad una progressiva riduzione dei prezzi. che considcrando anche la svalutazione della lira negli ultimi 2 anni, comporta per ii produttori una riduzione intorno al 30 % alla fine del 1992. Oltre ai tradizionali Paesi esportatori di pesce fresco verso l'Italia quali Spagna, Portogallo, Francia, Scandinavia ed Argentina. si sono via via aggiunti Paesi quali la Grecia, ii Marocco, !'Egitto, la Tunisia, ed ii Brasil.e. 29 5-5-1994 Supplemento ordinario alla GAZZETI A UFFICIALE Serie generale - n. 103 Tab.l,o RJprodmt- artifldale di ananotd di specie earWIM ad 1992, In ranz1one 4kUa aaddlnsloDe per ane ceogra.Oche attaata dalla CEE (mWoal di lndlnclal) 19 9l UNITA'DI REGIONI CODICE SPIGOLA ORATA RILEY AMENTO CEE (mWonl di llldh1dat) (m.llloal di lndh1dat) Nord-Onst: 31 Nord-OYest Piemoate 311 0 0 + Valle D'Aosta 312 0 0 Lombardi• Liauria 313 0 0 Lombardi• 32 0 0 Nord-Est: 33 Nord-ER Trealiao Allo Adi11e 331 0 0 + Veaeto 332 2.200.000 1.200.000 EmllJaR .cna Friuli Veae:i:ia Giulia 333 1.000.000 3.'700.000 Emilia Romapa 34 Centro1 35 Centro Toscaaa 351 1..300.000 200.000 + Umbria 352. 0 0 LazJo Marche 353 Lazio 36 400.000 0 Suds 39 Sud Pualia 391 1..200.000 150.000 + Basilicala 392 0 0 Abbrwuo e Mollse C-al&bria 393 0 0 + Abbruno e Mollset 31 Campaala Abbrutzo 381 0 0 Moli.se 382 0 0 Camuanla 3'7 0 0 SldUa Sicilia 3A 2.300,000 100.000 Sal"'duna Sard-• 38 600.000 400.000 TOTALE 9.000.000 6.450.000 foate JCRAM 1992 30 5-5-1994 Supplemento ordinario alla GAZZETTA UFFICIALE Serie generate • n. 103 Tab.21 Produzione di novellame in Italia negli anni 1987-1992 I dati, Quando possibile riportati su base reaionale, si riferiscono alla sofa produzione da avannottena PROOUZIONE IN MILIONI 01 INOIVIOUI 1987 1988 1989 1990 1991 1992 REGION! SPIGOLA SPIOOLA SPIOOLA SP1GOLA SPIOOlA SPIGOLA Veneto 1.700.000 1.600.000 2.200.000 . Friuli Venezia Giulia 1.300.000 1.100.000 1.000.000 Toscana 1 .100.000 1.300.000 1.300.000 Lazio 400.000 450.000 400.000 Puglia 700.000 750.000 1.200.000 Sicilia 1.200.000 1.700.000 2.300.000 Sardegna 50.000 0 600.000 TOTALE 3.000.000 4.000.000 6.350.000 6.450.000 6.900.000 9.000.000 PRODUllONE IN MILIONI 01 INOIVIOUI 1987 1988 1989 1990 1991 1992 REGION! 01\ATA ORATA 01\ATA 01\ATA 01\ATA 01\ATA Veneto 200.000 600.000 1.200.000 Friuli Venezia Giulia 1.650.000 2.600.000 3.700.000 Toscana 200.000 300.000 200.000 Puglia 400.000 450.000 850.000 Sicilia 50.000 100.000 100.000 Sardegna 0 0 400.000 TOTALE 400.000 600.000 1.850.000 2.500.000 4.050.000 6.450.000 fonte ICRAM 1 992 Tab. 2 Provenienza del novellame di S i ola ed Orata nel 1 990 Novellame da Novellame da Novellame da Avannotterie Nazionali • Pesca• • lmportazione • • • (numerol (numerol (numerol TOTALE SPIGOLA 6.450.000 3.500.000 2.500.000 12.450.000 ORATA 2.500.000 400.000 6.500.000 9.400.000 TOTALE 8.950.000 3.900.000 9.000.000 21.850.000 • fonte ICRAM • •valori medi stimati sulla base di informazioni acquisita da ricercatori ed operatori del settore • • • vabn medi stimati Prof. R. Rossi 31 5-5-1994 Supplemento ordinario alla GAZZEIT A UFFICIALE Produzione nazionale totale di mangimi per specie ittiche produzioni (q) 1989 771015 1990 830155 1991 880089 Tab!U. Dali ISTAT, ( '89-'9 l), stime Assalzoo e API ('92) 1992 848000/ 861000 Stirna della produzione nazionale di mangimi per specie ittiche marine e salmastre produzionl specie 1990 1991 mangimi per svezzamento (q) spigola/orata l 56 mangimi preingrasso ed ingrasso (q) spigola/orata 37270 59550 anguilla 40640 38350 mangimi medicati (q) spigola/orata 0 1160 totale mangimi (q) spigola/orata 37270 59550 anguilla 40640 38350 77910 99060 costl (£/Kg) mangimi svezzarnento spigola/orata 1637 1637 mangimi preingrasso/ ingrasso spigola/orata 890-1700 1060-1090 anguilla 910-1300 1110-1400 lndlce di converslone spigola/orata 1.2-3.5 1.2-3.5 anguilla 1.7-2.0 1.7-2.0 Serie generale - n. 103 1992 131 70750 32600 1180 70750 32600 104530 1853 1094-2000 1080-1500 1.2-3.5 1.7-2.0 Tab1,4. I dati di produzione sono rilevati su le 4 principali Aziende mangimistiche nazionali e l'indice di conversione attraverso indagini su impianti commerciali 32 5-5-1994 Supplemento ordinario alla GAZZETI A UFFICIALE Serie generate - n. 103 Referti positivi n° soggetti esaminati Malattie virali 1991 1992 1991 1992 Scnicemia emorragica vir.ile 348 22 1545 2503 Necrosi ematopoietica infettiva 17 19 1605 2445 Necrosi pancreatica infettiva 128 404 1962 2079 Viremia primaverile dclla carpa 0 1 197 563 Virosi pesce gatto 0 2 0 30 Linfocistiti 20 2 110 4 Baculovirosi 0 4 0 220 Totale 513 454 5419 7844 Tab.'l.5 Referti positivi n° soggetti esaminati Malattie batteriche 1991 1992 1991 1992 Foruncolosi 161 340 3800 5193 Setticemie emorragiche da Aeromonas 257 219 4062 5470 Bocca rossa 294 425 3838 5161 Myxobatteriosi 693 683 2363 3156 Nefrite batterica 65 110 820 1080 Streptococcosi 142 361 3582 4806 Vibriosi 69 666 3867 6158 Pasteurellosi 105 319 841 1162 Totale 1786 2440 22173 32186 Tab.'Jt; Referti positivi n° soggetti esaminati Malattie parassitarie 1991 1992 1991 Anguillicolosi 7 3 25 Argulosi 2 0 4 Dattilogirosi 6 23 161 Diplectonosi 53 0 176 Girodattilosi 49 34 361 Ictiofoniasi 21 so 720 Ictioftiriasi 31 21 369 Oodiniasi 8 6 41 Trichodiniasi 87 27 371 Mixoboliasi 0 2S 420 PKD 60 333 819 Totale 237 189 2648 Tab.'l] Gh esami vinlli (1ab. lS), baucrici (tab. 'l6) c parusitologici (tab.'l]) sono stati cffcttuati ncl 1991 c 1992 da partc dci Dipa:timcnti di lttiopatologia dell'lstituto Zooprofuattico Spcriimcnlalc dcllc V cnczic. dcll1stituto Zooprofilattico di Lazio e T oscana e ddl'lstituto Zooprofilauico di Piemontc, Liguria c Valle d'Aosta. 33 1992 11 0 160 0 243 1030 157 42 222 756 1358 2621 5-5-1994 Supplemento ordinario alla GAZZETT A UFFICIALE Serie generate - n. 103 L'ltalia infalli rapprcscnla, nel bacino de! Medilerraneo, ii mercato pii.t interessanle per ii fresco di orgine mcdilerranea o per specie simili di diversa origine. La programmazione della acquicoltura deve tener conto allo stato attuale degli strurnenti di razionali.u.azione e di organizzazione di mercato, pertanto le misure specifiche vanno identificate ed attuate nell'ambito della politica gcncralc dcl mcrcato dci prodolti iltici. C'e da aggiungcre che ii mercato 1993 ha superato un profondo stato di crisi con caduta drastica dei prezzi docuta all'importazioni massicce da altri Paesi Comunitari. La piscicollura in acquc dolci c la trolicoltura in particolare, si trovano attualmcnte in una fase di maturita cconomica susceltibile per essere panicolarmente recettive ad interventi volti all'adeguarnento tecnologico e strutturale degli impianti di produzione. oltre che aJJ'aggiomamento dei processi produttivi. Si tratta di iniziative che risultano onnai improcrastinabili per tutte le imprese della piscicoltura continentale, che c bene precisare non hanno potuto accedere alle provvidenze previste dal Reg CEE 4028/86 e successive modificazioni. In attesa della pubblicazione dei dati ISTAT relativi al censimento 1991, e riportata una stima ICRAM del numero degli addctti al setlore acquicoltura, considerando i dati del censimento 198 l. A tale data risultavano censiti 675 allevamenti, comprensivi delle aziende agricole, per un totale di 2.400 addetti. La produzione totale dell'acquicoltura nel 1981. e stata di circa 60.000 tonn, quella del 1991 di 162.000 tonn, mentre ii numero attuale dcgli impianti e di 1.000; si osserva come in questo decennio la produttivita per azienda sia aumentala, passando dalle 88 tonn de! 1981 alle attuali 160 tonn. Stimando che la produttivita per addetto sia passata dalle 25 tonn del 1981 alle 40 tonn attuali, ii numero totale degli addetti risulta essere 4.000 e di circa 7.000 sc si considera l'indotto. A tali dati vengono poi aggiunti quelli riguardanti la produzione ittica in ambienti lagunari, gestiti per lo pii.t da imprese cooperative medio - piccole, che costituiscono ii tipo di impresa pii.t idonea e funzionale alla particolare gestione che gli ambienti lagunari richiedono. Cooperative di pescatori dediti esclusivamente o parzialmente alla gestione di lagune risultano essere 58, con un numero di 4.500 occupati tra soci e dipendenti. In generale, quindi, ii numero degli occupati nel settore dell'acquicoltw-a in Italia e di oltre 12.000 addetti. Altre stime considerano oltre 15.000. Per quanto riguarda le priorita per la troticolutra e piscicoltura continentale che devono essere previste dal Piano Settoriale di attuazione dello SFOP, si sottolinea l'esigenz.a di provvedere: 1 - interventi finalizzati all'aggiornamento tecnologico degli impianti esistenti, riducendo i costi di produzione e quelli energetici; 2 - interventi che prevedono un corretto utilizzo delle risorse ambientali e un ulteriore contenimento dell'impatto ambientale per altro complessivamente modesto in qucsto tipo di allevamento; 3 - interventi per finanziare campagne di eradicazione attraverso l'suo di vaccini o altri mezzi di profilassi ittiopatologica. E' bene sottolineare come questo tipo di intervento riduca sensibilmente nella pratica di allevamento, l'uso di prodotti disinfettanti, antibiotici, ecc. ii cui utilizzo puo rappresentarc una sorgente di impatto ambientale dell'acquacoltura continentale e non. Sono invece da prevedere interventi di ammodemamento tecnologico delle attuali unita produttive soprattutto per quanto riguarda la compatibilita ambientale ela salvaguardia della risorsa acqua calda, ove questa sia presente. 34 5-5-1994 Supplemento ordinario alla GAZZETT A UFFICIALE Serie generate - n. 103 1.2.2.7 ldcntificazione dei maggiori fattori limitanti allo sviluppo scttoriale. Fattori estrinseci. a) Cresccnte dcgrado ambientale lungo la fascia costiera, con particolare riguardo agli ecosistemi lagunari. che rende incerto ii futuro di quelle attivita di acquicoltura che di fatto evidenziano ii piu eJevato livello di compatibilita ambienlale. b) Mancanza di formazione ed educazione arnbienlale produttiva, dovuta alla crcscita progressiva di una visione di tutela integrata. che impc~endo gli interventi gestionali mette a rischio simultaneamente ambienti e produzioni ecologicamente ed economicarnente sostenibili. c) Complesso ed incerto regime concessorio per l'u so delle aree marine da destinare all' acquicoltura. con ritardo del processo di riconversione ed utilizzazione integrata della fascia costiera. d) Difficolta di recepimento ed attuazione delle nonnative sanitarie intemazionali- con riflessi sull' efficacia del controllo e suJ mercato, accentuato dalla mancanza di ccntri di quarantena. e) Programmazione comunitaria insufficiente a garantire un' armonica e diversificata crescita dcUe produzioni nci Paesi mcmbri, con riflessi negativi sul mercato. Fattori intrinseci t) Ridotta diversillcazione produttiva per ii basso numero di specie aUevate. g) Ridotta ricaduta della ricerca sulla produzione per mancanz.a di corctti sistcmi di informazione c trasferimento delle conoscenze. h) Mancanza di un sistema di formazionc chc effcttivarnente risponda alla domanda di mcrc:ato ed al riJascio di certificazioni con valore legale per i fonnati. i) Eccessivo impiego dell'incentivo alle realizzazioni attraverso i contributi in conto capilale e carente politia del credito di esercizio con panicolare riferimento alJe fasi di avvio produttivo. I) Mancanza di tecnologie affidabili per ii trattamento delle acque reflue dagli intensivi m) Mancanza di una produzione di seme quaJitativamente migliorata ed adatta alle ditfcrenti stategic produttive. n) Ritardo nell'organizzazionc di Associazioni di Produttori in riferimento aU'organizzazionc dei mercati ed alla messa a punto di marchi di qualita competitivi. 35 5-5-1994 Supplemento ordinario alla GAZZEIT A UFFICIALE Serie generate - n. 103 1.2.3 ZONE MARINE PROTETfE l.2.3. l Descrizionc gcnerale delle zone marine prolette Le unichc espcricnze di zone marine prolelte csistenli in Italia fanno riferimento a strutture artificiali realizzate mediante I' impiego di substrati artificiali in arnbiente marino. Ad oggi sono state realizzate circa venti iniziative laddove i primi esperimenti risalgono ai primi anni '70, quando nel Mar Ligure fu istallata la prima "barriera artificiale". Scopo dichiarato di questa iniziativa era quello di proteggere i fondali dallo strascico illegale e consentire un incremento della fauna ittica. All' epoca la barriera era stata realizzata con affondamento di 1300 carcasse di auto poste su fondali fangosi a 30/40 mctri di profondita' su un' area dii 15.000 mq. Successivarnente, nell 1974/1975 fu realizzato ii primo espcrirnento di barriera artificiale su scala semi-professionale nella zona di Porto Recanati nei pressi di Ancona. • Sempe ncllo stesso periodo fu anche realizzata una barriera artificiale nel parco di Miramare (Trieste) a fini di protezione e ripopolamento, con blocchi di cemento e ad una profondita' compresa fra 14 e 17 metri. Negli anni successivi furono realizzate le barriere artificiali del Golfo di Castellamare, e di Balestrate -Terrasini.in Sicilia. Un'iniziativa pilota ancora oggi attiva, fu poi realizzata a Portonovo(Ancona) mediante l'istallazione di un quadrilatero che fu poi utilizzato a fini di maricultura. Altre iniziative ancora sono state realizzate nel Mar Ligure (Loano e Lavagna), in Adriatico (Cattolica. Rirnini,Porto Garibaldi,. Cesano - Senigallia). A seguito del forte impulso assicurato a tali iniziative net corso dgli anni '70 ed '80 I' Amrninistrazione nazionale e' giunta alla dctcrminazione che e' necessario procedere ad un periodo di riflessione per poler valutare compiutamente i risultati biologici, economici e gli impatti sociali che da tali inizative sono derivati nel tempo, sebbcne numerose publicazioni sull' argomento. hanno dimostrato l'efficacia di tali inizative sotto una molteplicita' di aspctti. Tuttavia, si ritiene che una piu' attenta valutazione d'insieme e' possibile solo nel medio lungo pcriodo. II quadro giuridico nazionale che consente di fissare le ZMP segue ii nonnale regime concessorio a richiesta del soggetto che intende gestire un'area o istallare una barriera artificiale. L' iter concessorio, stante la caratteristica publicistica del bene in questione e' soggetto ad una lunga serie di pareri che, tuttavia, nel corso degli uJtirni anni, hanno subito una discreta accelerazione quanto ai tempi di ernissione. La compcti1.io11c con altrc attivita chc pure trovano localiZ7.azione lungo la fascia costicra, rapprescnta un indubbio ostacolo alla maggiore difTusionc di ZMP, ma anche l'iter proccdurale preccdentementc esarninato rapprcscnta ancora un ostacolo non marginale. Nell' ambito della utilizzazione delle risorsc finanziarie pubbliche vi e' anche da registrare una crescente esigenza da parte dell' opcratore pubblico di sclezionare i progetti di investimento sulla base di parametri tecnico economici e sociali sempre piu' stringenti. Nel quadro dellc iniziative di gestione attiva delle risorsc alieutiche e, di conseguenza, in collegamento con le attivita di acquacoltura ncl mare. vi e' infine da registrarc una attenzione 1>rogrcssivamcnte crcsccnte da parte dell' Amministrazionc e dcllc categoric intcrcssate. In qucsto contesto, gli uJtirni documenti di programmazione nazionalc, da un lato hanno dedicato consislenti risorse finanziarie allo scopo, dall' altro haMO individuato gli strumenti amministrativi, finanziari e normativi per agcvolarne la renlizzazione. Sono, infatti, stati previsti accordi di programma fra I' Amrninistrazione e le Associazioni di categoria, cosi' come e' stata prcvistta la crcazione di Distretti di pesca per agevolare una difusione di zone marine gestite direttamente dai produttori in collaborazione con la Pubblica Amministrazione. L' introduzione di dirilti di proprieta', ancorche' parzialmente afficvoliti, vuole esscre una risposta non secondaria alle esigenze di riconversione degli addetti da un lato ed all'allcggerimento de! vincolo alimentare dall' altro. Sulla base dcllc precedenti considcrazioni, risulta di tutta evidenza che le prospcttive di sviluppo delle ZMP, se collocate in questa dimensione, sono da valutarsi positivamente. 36 5~5-1994 Supplemento ordinario alla GAZZETI A UFFICIALE Serie generate - n. 103 1.2.4. ATIREZZATURE DEi PORTI DI PESCA 1.2.4. l Descrizione dci porti di pesca La framrnentarieta' che caratterizza ii settore produttivo ittico in Italia determ.ina la presenza di un numero elevato di porti ed approdi che puo' essere stimato in ca. 802 unita'. I porti in senso stretto sono 198 di cui 50 appartengono alla I Categoria in cui ricadono le infrastrutture che interessano Ia sicurezza della navigazione generale, mentre i rimanenti appartengono alla seconda Categoria in cui vengono classificati i porti e gli approdi di interesse commerciale. I porti e gJi approdi appartenenti alla II Categoria sono poi suddivisi in quattro classi in funzione della loro importanza. Le prime tre classi, cui fanno capo 96 porti, sono quelli di maggiori dimensioni e la attribuzione della classc di riferimento viene effetuata in funzione de! movimento commerciale in essi registrato. Ne consegue che tali porti sono utilizzati, fra I' altro, a servizio della pesca. Nella quarta classe confluiscono invecc tutti i porti, seni, golfi, spiagge e rade non compresi nelle altre classi. La classificazione dei porti riveste importanza per i riflessi econom.ici che ad essa sono connessi. Infatti, per le prime tre classi della II Categoria, le spcse sostenute a qualsiasi titolo nell' ambito portuale, escludendo ovviamente eventuali spese derivanti dalla assegnazione di concessioni demaniali a scopi produttivi o commerciali, sono poste in capo e ripartite in diversa m.isura, fra lo Stato, le Regioni e gli altri Enti locali interessati. Per i porti di IV classe. per i quaii non e' prevista alcuna procedura di classificazione e fatta salva la prccedente eccezione, qualsiasi lavoro e' eseguito a cura e spese del Comune interessato, con I' aggiunta di eventuali contributi regionaJi previsti dalla legge 3 agosto 1949, n. 589 e scguenti. Inoltre, la competenza econom.ica ed amministrativa esclusivamente attribuita alle Amm.inistrazioni comunali competenti ne fanno i destinatari naturaJi e privilegiati della azione comunitaria. AnaJogamente a quanto proposto in occasione del precedente Piano di settore elaborato per i scrvizi comunitari, anche in questa occasione viene proposta una prima individuazione di porti utilizzati, anche sc non esclusivamente, dalla flotta peschereccia,con la conseguente classificazione amm.inistrativa, estratti da un campione utilizzato per la stima dgli interventi necessari ad assicurare una adeguata efficienza delle operazioni di carico, scarico dei prodotti della pesca, nonche' delle operazioni di attracco e utilizzo dei banchinamenti (prospetto A). 1.2.4.2 VENTILAZIONE COMPLETA DELLE PRINCIPALI SPECIE SBARCATE EDI QUELLE IMPORT ATE Le specie sbarcate dalla flotta italiana sono ca 140 e variano in funzione del sistema praticato e della stagione di pcsca. La concentrazione delle specie pescate e' particolarmente lim.itata o del tutto inesistente. Infatti delle 47 specie rilevate dai scrvizi statistici ufficiali solo 5 superano iJ 5%, e fra queste vi sono le vongole, i mitili e la categoria "altre specie di pcsci", oltre ai merluzzi ed alle sarde. La ventilazione completa delle specie sbarcate e' riportata in tab. 28 Quanto alle specie importate si ha che i tonni utilizzati per l'industria conserviera ittica rappresentano la voce di gran lunga piu' importante. Seguono naselli, merluzzi, salmoni, filetti di passera. Nel caso dei molluschi si registra una forte importazione di calamari, polpi e seppie oltre che di mitili, mentre per i crostacci sono i gamberi e scampi rappresentano le due specie di maggior importanza. (Tabelle 29 • 30 - 31) 1.2.4.3. DESCRIZIONE DELLE ISTALLAZIONI DEI BISOGNI E DEI PROBLE!'vfl DI OGNI PORTO Sulla base dell' indagine condotta in occasione della elaborazione del programrna specifico ai sensi del Reg. CEE 232 I/88, si evince un notevole sottodimensionamento dei servizi e delle infrastrutture neccssarie allo svolgimento dell' attivita di pesca. Risulta di particolare rilevanza ii fatto che le carenze esistenti riguardano I' intero spettro delle tipologie di intervento previste, senza che aJcun tipo di servizio o cli infrastruttura si riveli piu' penalizzato cli altri.L'esistenza o meno cli questi ultim.i sembra clipendere piu' da ragioni occasionali, che da una vera e propria giustificazione economica e produttiva. La reaJta' dei fatti climostra che la molteplicita' cli competenze amm.inistrative neccssarie per la concessione delle autorizzazioni richieste e dei molteplici interessi sottostanti l'utilizzazionc delle arcc portuali impeclisce l'assunzione cli decisioni cli investimento sulla base cli valulazioni tecnico economiche. Tuttavia. come gia' si ebbe modo cli notare nel corso del precedente Piano settoriale, una maggiore diffusi,JnC delle attrezzature portuali implica la razionalizzazione delle· attivita cli pesca e dunque un alleggerimento dei costi cli produzione, oltre che costituire un indubbio contributo al perseguimento cli un obiettivo cli sviluppo sociale. Quanto al fabbisogno di servizi ed infrastrutture, stante I' ampio numero cli porti ed approdi susccttibili di descrizione e I' esigenza di sintesi richicsta dai scrvizi della Commissione, si rimanda al prccedente programma, Iaddove furono prcscntate le schedc dcttagliate a livello di singolo porto di sbarco quanto alle tipologie di infrastruttura esistente e relative carenze, oltre ai valori quantitalivi relativi alle dotazioni esistenti. 37 5-5-1994 Supp/emento ordinario alla GAZZETI A UFFICIALE Serie generale - n. 103 PROSPETTO A DISTRIBUZIONE GEOGRAFICA E CLASSIFICAZIONE AMMINISTRATIVA DEI PORT! CAMPIONE ••=•==•••1anan1:anaaaaa::::u::::1111aaannnannaaua11nua:an•n••=••=••uaaa:a1uasununaaasannana1111aaaa1aananuana CDRUIIE Kll'JIIIIIAZtDIIC m POITI mv. m1011t ?bl IUUAF. HI£ cum ::::::::n:uanar.:n:aas:az::oasnu111nuunnu1aann-n11n1ss:1:nu:::::::1n1n1n1annannn·as:u:11::11ncnnnanaanau CORACCHIO P,CAIIALEPCITDHIIULII FE mw IOIIA&NA m1mca z· mo mo fE mu. IOKA&IIA mum, z· CESCIIA TICO ,mo CAMALE ctSEIIAtlCD fl mu, HU&IM mumo CATTOLICA ,om UTTOLIC• (IAIICCE) F9 mrn llRAIIIA munco z· mllll PORTO u mun FD ERILIA IOIA&NA munco KC!lALtONE PORTO II 101f'ALC011£ so ntllll mu. SIULU ummo z· HOO PORTO II &UDO &a tl!Ull ¥£Ill. mm murrca RUANO Ll6UNAl[ IARANO LAGUIIARE UI fl!UlI VEIU. IIULil mmm Alil!O 4WZIO 1K LAZIO TlllEND 4 IOftA F!UftlCil«I POITO CANALE RR LAZIO TlllEIII 4 mru LEVANT[ mu um1c SE mum LI&URE 4 L• smu LASPEZ!A SP Ll6UIU ll&UIE 1 SAVONA SAVONA s, mum II lliURE l ANCONA mmm10 All RUCH[ II mumo 1· POtTO S. &IOl6ID RU!W. II PORTO UIOl&ID AP HRCHE II mumo s. mumo m mm s. muma IEL mm AP mm II mumo 1· CIY!!ANOVA IIAltHE IIOLO SUI IIC URCHE II mumo 2· FANO PORTO II mo PS RAICHE II ummo 1· ,m;o PORTO II muo PS RAICHE II m1mco 2· RONT[ H6ENTAI I 0 POtlQ SAIITO STEFANO 61 tOSCAIIA II mm11 z m~mn P IORIIIIO LI mcm II T!IIEIIO 2 VIU(66l0 vumm LU TQSCANA • mmio CAOILE llO IMTEIIIO II CADRLE Y[ mus w mumo cmem PORTO II CHI06~U YE mm II mumo 1· vmo PUNT A PEIIIIA CH AltUZZO s mumo 4• ORTOIIA OE!OIIA CH URUZIO 5 AIIIATICO z· ,mm mcm PE mum s ummo 1· 6I ULUNOYA &IULUMOYA TE mum s mumo 4• mun cmm 1mNA cs CALHIIA s IONIO 4• COR!SL!AIIO mmo POtTO DI SIJARI cs mum $ lOMII cmm cmua cs mum s Tl HEIKI vtlO VALENTIA V[WERE·Y!JO VALENTIA UR, CZ mom s IIUENO z PIZZO m111A ,mo CZ mmu s TUl(K!I POZZUOLI POZZUOLI NA camm s mm~ 4 SAPRI SAPll SA mmu .. s rmrim 4 CAST[LLAUTE SAN um tl ClSTElLAUtE SA CARPANIA s flltEIII 4 mmo mmo SA CARPAIHA s l!UEMG 1 mmu mmu SA CAIPANIA s t [ll[IIQ 4 TEIUCIIIA TERUCIIIA LT LAZIO s tltRElll 4 um &AETA Lt LAZIO s tlttEIII l lEUOLI tEUOll Cl IIOLISE s manco 4• ftOLA II IARI KOLA JI IAII IA 'Uilll s AIRIATICO ftOLrETTA PORTO II IDLFETTA IA PUGLIA s munco IISCESLIE POITO II mmm u PU&lIA s m1mco )UlEtU IULETTA u ,u,m s UIIATICD llllll!Sl ,om 11 mom H PU&LU s HIIATICD YlEStE mm n mm s umnca UlflUOllll UlflEIGIIIA fl mm I UIIATICI -z· OTIAIITO Pttll tl GTHIITG LE PU&LIA s ummo &AlLIPOll POITO It Hlllrat.I LE PUSLII s IOIIII 1· TAlAIITO POITO ll THAIITD ,. PUSUA s IOIITG 38 5-5-1994 Supplemento ordinario alla GAZZETT A UFFICIALE Serie genera/e - n. J03 Stgue.PROSPETTO A 1nnwu1nwa11ttu .. nu111nne1nn,an■■--1n1rm111111111,1tn1tn1n111ntn11,-■...-Ana11n1H1111a1111flfl1nm,,, , tt•ltllZI .. Hl. ,.r, , •. IQIM z•nw. UH cum 1111nm111ttnn11n11111rnnmn1, ... nnn .. nHn•••••••n111■1n11,nnn1n1111na"'-•nnnu n■1n CMLIHI Pim H Ukllll Ct IMHIII I EITPUIII l" I, IITlKI I, AIITIDCI ca WKIII I IUlTEIHIII IHI PRTI IJ lilt IS HIKIM I Tlllhl ,. ..... POITI II AUIIUI IS S.IKIII ' llllTUUIII i· ,om TOIIU ,tlTO II Pllfl TGIKI .. StlttlM I EJTOUIII ,. smm PIITI II ICIACCI H mn.1• I lltlTEIHIII 3• PtlTI [KPUOCU PNrt unmu H .,mm t ••muon z· ucm LICATI Al IICILIA I lltllWACD r UPISTI 11,om CT mim I 10111 z· cm1111 C.Ulll • NIINA CT IICILU I tOMII 4• emu· mmt•cmu· ,. smua s IUtTUHII ~· mam muse TElllMl lllUCI£ " 1mm I 111nm••• J• s, rum '91U«Lll ,. ,mm t 1nnw•• 4• mama PIITI IIMN. IIIIOltl H SICILIA I IDllll t• 1nvm ,. mm,•,. 1uttm It smua I ima 1· tltTOPtll 11 Wt msm am 11 ,oamau SI m1m I 111118 4• ut&UKlHLU mm KL HlLO 1r IJCIUI • IUITtlHlll 1• AAISIU muu TP lltllll I mmm111 t• 1HPAN1 TlUANI 1' m1m I mntttAIIH 1• PIITlfUllll ,omrmm Lt rm,111 I lttttlll 39 5-5-1994 Supplemento ordinario alla GAZZETIA UFFICIALE Serie generate - n. 103 TAB. 28 • RIPARTIZIONE DELLA PRODUZIONE DELLA PESCA l\tARITnMA PER GRUPPI DI SPECIE: (1991) GRUPPI DI SPECIE QUANTITA' (Tonnellate) % ALTRI PESCT 240.013 43,98 MOLLUSCHI 97.103 17,65 .... PICCOLI PELAG lCI 73.921 13,51 CROSTACEI 54.008 9,87 -VONGOLE 38.446 7,03 MfTIL! 34.000, 6,22 I I GRANDI PELAGIC! 9.509 1,74 I 1 TOTALE I 547.0001 100,00 i F:)mc: Rile· .. azione sistematica cd ornanica des.Ii inuicatori della ocsc.: - 0S)ervatorio IRE PA 40 5-5-1994 Supplemento ordinario alla GAZZEIT A UFFICIALE Serie generate - n. 103 r AB. zq ;nroftTAZJQNt ITALIANI DI reset YJYI. rSIICHt q scrsx•CS6JI I CONflb6IJ ANNI 1988/199i (Ou■nt1tl tn KG.) VliDII: IPCCIC ITrICII 1'11 i,a, 1,,0 1,,1 1,,2 000 1,111 1,,2 ruc1 YJYJ: PESCI OINANElfTALI ACQUA DOLCI ll.000 34.096 O.HI 5J.Ol 3'.440 'T ,HI.JJI PtSCI OINANEIITAl,l DI NAlt, .•. 50.400 1 J. 704 U,J17 :o.JU 14,Ul :. 570. 1%1 TIOTt ••••••••••••. ,,,.,, ••.•. 149.600 101.J2:? 17.tll 1:!I. 40l 45. 717 :J:.:63 ANOUlLLE., ••••••••••••••••• ,. :.641.,00 2.124,,,2 :.475. 710 :.:12.n1 2.ou.:no :0.111.043 CAI Pt .•••• , •••• ,, •••••••••••• 1.452.600 1.619.0ll 1. 737 ,'94 i.,n.n3 1.,:,.": J.:u.:10 SAIJIOlfI •••••••••••••• , ••••••• 45,200 2.:n J.:n 6.031 --- ---Al,Tll PESCI DI ACQUA DOLCE, •• 596. 100 Ul.151 7U.7'0 7U.15ol 790.416 :.JU.509 ALTII PESCI Dt 11Aa1 .••.•.•••. 'T.400 41.664 55,2:!l 79.JU :1.15,1 J.175,409 tDCI DH'11 !Z 111'.HGEUil I CQ!QELAII: TaOTE •••••••••••••• ,, •••••••• ::4. :oo ,100.u, 144,716 Ul.951 1n.:01 70.UJ SALIIOlfI . •.•.••••.••••• , . , •••• 5.J2J.400 5,UJ.176 1.045.717 10.527.401 10.n::.~43 71.ol54.H5 Al,Tll SAUIOlltDI .. ....•••.. , .• 1. 1:1. 000 149. ,11 111.1u --- --- ---ANOUt 1.1.E •.•••• , ••••••• , •••••• :o,.soo 11:. 185 :ll.151 1:5.:15 71.HJ o1:,.u1 CAIPE ............ , ... , ••••••• 20. ,oo 4.~01 ··- 5.051 UJ ,.:u ALTRt PESCI DI ACQUA DOl,Ct ••• 110.000 350.201 457.0J 501. ,IJ5 5H,7'1 1.437.tH AIUNGRE ••••••••••• , ••••• , •• ,, 63,600 ~o., 11 111.173 52,411 u.:15 1:1.,11 SPIATTI •••••••• , ••••••• , , , ••• 15,200 2:.9J7 --- --- 230 ).6J8 TO N N I ................ , .. , lll, 539. :oo 1:!1.0Jl.J:7 l:?J.077.530 11::.:91.:1: "· 742,6"4 15::.5◄ 1.015 SARDIIIE ...................... 211.100 u.m 1.000 --- J::.n, 42.514 SQUALI ••••••••••••• , ••••••••• 1,190.600 1,554.999 10.,:,.u: 11.'5.f.Ul 10.5U,6JI H. 735.400 PESCE SPADA •••••••••••••••••• --- --- --- J.875.29' 6,213,HO U.9'1.U6 SEBASTI ••••• , •••••••••••••••• 4JJ.000 1.on.::51 1.015,192 111.1:1 ,1,.J20 ::. 755.Jll Il'l'OOLOSSI. ............... , •. 41',100 :14. 679 ,ia,,:52 JH.llZ 115. ,o, 566,177 IIERLU'ZZI IIAHCRI. •••••••••••• 1,420.900 8.461.0IJ 9.853.87:J 13.496.lJl 1:.:J6.56J 11.:11.su IIERLU'Z'ZI CAHOlfUl ••••••.•••• 154.500 956.0ZI 1.766.HO u:.Jos 396. 655 u:.,u IIERI.U'Z'ZI ALAICA .............. :56. JOO Sl6.114 135,965 320.01'7 --- ---EGLtFtNt .••••••••••.•••.•. , •• 750.900 --- --- l'6 ::. 'TIO 151.909 SGOIIIRI •.••••••• , ••••• , •••••• '7,886.600 9,9◄ 0.~56 ,.on.::5" 1.1::,.::15 6.0)5.199 s.::41.n• ACCIUC!fE, •••• , •• ,., •••••••• ,. :. HJ. 600 2.'83. lH 1. 2:5. ::, 909.623 321,541 641.619 '-'SStlE DI IIA1tE ••••.••••••••• :16.100 53.:SJ 11.1,1 94. ,,. 71.07 ::56. 450 PA!ltRE AITICRE .............. 4.700 1,000 --- 4.950 5.500 4 J. 795 OIIATE Dt IIAIE ................ 796.500 567,486 ::1.10: 503. 632 591.Sn 1,41::.931 IIAStLl.I. , •••• , , ••• , • , •• , , , •• , 16.,SJ.IOO 15.476.39:: H.517,19: 16.190.131 16.756,673 ll,:JO. :11 ROIIB t (JI A Ll,l • , ••••• , , , , , •• , , , :0.100 7.4:0 11.040 9.116 10,711 :1.m RANE ,uCAnICI •••••••••••••• :.:n.:oo 2.111.no :.655,JlO 2,03.157 J.:17.J71 21,316.701 IIELU' .• , •• , •• , • , • , , , • , ••• , , , • 5.300 1.360 1.500 l,115 --- ---SOGLIOLE •••• ,,., •• ,,,,,.,,,., 10.550,100 · 11,084.710 11,657,141 15,)11.710 ll.JU. 717 115. :::, . 31 7 ~LTII PtSCI DI NAIE, ....•.... 41.ll0.600 54.l11,6H 70.537,HO 61.-131.025 H.6J7 .407 539.971,Hl ALTlt I PEICI. , •••••••• , , •••••• --- 2. JJ4. 957 ,0,.1:1 --- --- ---FILmt PESCI DI ACQUA DOLCE, 12,700 :27. 94) :01.n4 531. 114 5:?7.505 •. 144,721 . PEICI DI IIAH ........ :.111. 400 4,770.516 9.095,5)1 ,. uJ. 101 1. u:.110 50. Oil ,l,15 . lltltLUt'Zt BIARCRI ...•. 3,990.400 5.:n.au J.794,JJ4 1.:01.on 7."61.135 50. 337. 102 .. 11£11.Ui'ZI CAIBONARI ••. 1,950.100 2.no.,:o :?.121.12: :.:Jl.3'5 1.041.05 4.114.:47 .. tOl.ETIWt, •••••••••••• --- --- -- 6.000 -·- ---" SUAITI .•.•.• , ••...•• 257. 100 234. :01 llO,ZOO JU.HO 416.436 1. t47 .0l7 . NPLAII •••••• ,,, ••••• 34.700 27.317 JI.JOI 41.790 31.010 111,529 .. TOlfJfO •••••••••••••••• ·-- --- 32.715 ::.102 67,117 :,.a.no .. ICIC)NIIO, ••••• , , • , •••• U,600 2',3'5 sa.::ss :04,00 121,0'2 l0l,tll . 1'lllLLl .. , ........... 2,667.100 ,.s,p.:n 4,310,0Zl 1,700,HJ ,.2u.2::1 ::4, 700, ll4 .. SQIJALJ ••••••••••••••• 1.:!U,100 1,914,1%7 1.311,lH 1.045.03' 1.lH,Ul 7,,,5.SJJ .. PAIIUE DI IIAII,,.,,, U.034,100 17,101.lU ~0.923,101 20.n::.,01 U.H4,241 '1.4:?!.:'!H .. PAIIUS llTlClt ••• ,, • 213.700 Jll. 521 JU,040 504,5IO 376.UO 1.U0.762 Al,TII FILrrTl,,, ••••••••••••• 5,lll.700 951. 714 1.0'4,105 l, 4::5, l71 1.157.134 ,.au.::u ff1'1'AW QOAffJT,I' •• ,.,, ••••••• JIJ,JJl,700 n2.011.10, JJI, l11,Jl4 JIJ. IH.SJ1 Zff,JIJ. 745 J ,JJJ.010, ZfO ,AUJa IUIJMI II lelU,, .• , , , J,054. #ff 1.u1.s1, J.JJf,1Jf ,. fff, 7ff ro~TE/ ANCIT 41 5-5-1994 Supplemento ordinario alla GAZZEIT A UFFICIALE Serie generate - n. 103 T 48. 30 IQLLUfCIJ rcg1•1111 1 Tl1TACIJ) I IJTJLI JIJJ, ,,,.,,, A 11•11011111, co9qlLATI, 1 1ce■ 1, IALATJ, II •Ak&ftRJA l.t'leP!l6UANt IPlell lfflCII OITIICII, ••••• , •••• , , • , • , •• , •••••• , , , , • , , , fllTJ LJ I ••••• t ' •••••••••••••••••••••••••••• riil"ACl'I , •••••• I ••••••••••••••••••••••••••• CAUIIAII, •••••• I •••••••••••• I ' •••• I •••• I •• IIPP!I, ••••••• I ••• I •••••••••••••••••• , •• '. ,OL,PI, ••• I •• ' ••••••••••• I ••• I •• I ••••••••• ' CONC1110L11 •••••••••••••••••••••••••• , • , ••• TOTUI •••••••••••••• I •••• I I I ••••••• I ••• I •• llVDTIIIATl lCOUATlCJ,, ••• ,.,,,,,, •• ,,.,. fl)WIICII IU&LfII CAPPA Olllll'TALS •• I. I ••••••••••••• ' •••••••• YOlfCIOLI, ••••••••••••• I. I •••••••••••• I I. 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TIS.HO 4. ~01, 200 ,.:01.1u 1,141. lU 5.0'71,471 1,140,UI l'4,JIJ,JJ7 IJl,llJ,OIJ u,.m.111 J'1J.Jl7.Jff 4Jf.Jff.lO,f "'·"'·"' 42 YAl.011 000 lffl un IJII ltt2 t.01:.au 4,H4,2U u.ni.ou 13,IH,040 17,fU.m U,lU,71% l,U4,HI l.251,040 )l, 224,HO S0,714,110 u.on.au m.,u.•u 21,Hl,llO 21,1'74,0'4 n.u1.m 4',Jtl,U2 JO.Ul,27' H,115,703 4'1,141 H4,l12 J,40,0l ,.ou.,n t,Hl,IU 11,125,Hl 50,201 114,11' 544,Ut 1U,2H U,121 l,OU,IU ,,,.JU 1u.,oo 1.0\1.HI 511.,,, 101,lH ··'"·"' JIJ.lJl,'111 '"·'"·"' 4U,Jll,IJ1 411,0ll,ln 5-5-1994 Supplemento ordinario alla GAZZEIT A UFFICIALE TAB. 31 CIQl?ACII PIIICHI Q 11,g1q1gA7I I CQIQBLATI AlfNI· 1'11/19'2 (Quantitl in Kg.) t neof'IAZ I OH I IPECII IffICU 1'11 i,a, 1,,0 u,1 ARAoo·sTE •••••••••••••••••••••••••.•••••.•• 1.029.700 1. ◄: ◄ .::1 l. ::: • 975 ,n.:u .\STICI ••••• , •.•••••••••••••.•••.•.••••..•• 629.900 IJ7.Z46 1.6~3.9'1 :. :11. 545 G~ANClll .••••••.•••••••••••••••••••••.••.•• 154.600 1.057.33: 1.034.616 l.1'4.516 CA1'111£lffll, ••••••••••••••••••••••••••••••• 11. 704. 400 :o.u:.oi: 23.05.110 24.954.179 OAlllltltffll 011101 •••••••••••••••••..•••••.• 616. 900' 101. 711 46.19' 29.793 Gl\PUltllI •••••.•••••••••••••••••••••• , •••••. Z.619.J00 2.JSJ.nJ :.1".400 :.10,.1s1 SCAlll'I •••••..••• , •••••• , •••••• , •••.••••••• 5,162.600 5.:1'.984 5.115.2:2 s.uJ. as ALTIU CIIOSTACEI ••••••••••••••••••••••••••• --- 276.95) 570.140 513.878 1TJTAU at!AltTirA ' •••••••••••••.•••.•••••••. 11.flf.JOO 11.JJ1.14' 1',111.Z,J Jl.410.511 VAU,I& 000 LIi& ••••••••••.• .•••....••••. , . 140. 511. 540 '"· 711.011 J'9.J1'.0II 4JJ.111. 01 fONH: ANCIT 43 Serie generate - n. 103 VALOII!! 000 u,2 t.IIE uu 1.315. 78) Z6. J0J. J69 :J.418. 106 37.455.154 1.159,175 1.903.:59 ,.◄ 3'.09' s,.,~s.u: 21,707.87) 210.'95. ◄ 76 :. 641. JJ0 30.05.4:7 5.'49.111 71.791.920 101.s:1 9.450.755 ,1.01.111 45'.441.051 5-5-1994 Supplemento ordinario alla G,\ZZETI A UFFICIALE Serie generale - n. 103 l.2.5 TRASFORMAZIONE E COMMERCIALIZZAZIONE DEi PRODOTII DELLA PESCA E DELL' ACQUACOLTURA La struttura dell'industria di trasformazione dei prodgtti della pesca presenta caratteristichc di accentuato dualismo quanto alle tendcnze che caratterizzano ii sno andamento. Per alcune tipologie produttive, tonno e acciughe in particolare. si registra un costante rafforzamento delle relative produzioni pur all' intemo, nel primo caso. di una crescente problematicita' quanto alla tcnuta dclle quote di mercato. In relazione alle produzioni di vongole e sardine all'olio trovano conferma e si rafforzano i limiti che ne hanno caratterizzato gli andamenti ncl corso degli ultimi anni. Anche le produzioni ittiche congelate mantengono inalterato ii tasso di incremento che si attesta suJ 10% nel corso degli ultimi trc anni. I livelli produttivi raggiunti ncl 1992 risultano pari a 155. 700 tonncllatc complessive per un valore di 1.540 miliardi di lire. L' incremento nel pcriodo 89/92 risulta essere del 13,3% e 12% rispcttivamente. 1 livclli occupazionali de! scttorc conscrviero industriale confcrmano gli andamcnti dccrcsccnti gia' noti da tempo e chc hanno determinato una caduta di 600 posti di lavoro nel corso degli ultimi tre anni. A fronte dei 7. I 00 addctti prescnli nel 1989, nel 1992 sc nc contavano solo 6.500. A talc cifra occorre anchc aggiungcre la prcsenza di ca l .800 addetti impcgnati nel scttorc artigianalc, parte dei quali assume caratteristichc stagienali. La utilizzazione complessiva degli impianti mostra wi andamento fluttuante in funzione della domanda c degli invcstimenti diretti ad incrementare la produttivita' dei fattori produttivi. In tal scnso la pcrcentuale di utilizzazionc degli impianti rispctto alla capacita' produttiva totalc si e' attestata suJ 60% rispctto al 63% dcl prcccdente triennio. E' ii caso di notarc che, fino al 1991, gli investimcnti fissi lordi si sono mantenuti su livclli costanti, nonostante l'e<;cesso di capacita produttiva inutilizzata. In sostanza, la politica industrialc di settore, sulla base delle incentivazioni gia all'epoca esistenti, e' stata centrata piu' sulla sostituzione dcl capitalc fisico deteriorato ed obsoleto che non sulla adozione di strategic di sviluppo in grado di scontare i cambiamenti strutturali che pure andavano delineandosi a livello intemazionale. In realta' occorre rilevare che tale politica e' stata mirata alla difesa dei livelli di compctitivita' rispctto alle produzioni estere, stante la invarianz.a della produttivita' del lavoro e del capitale. Tuttavia, a partire dal 1991, si assiste ad un'inversione de! trend determinato da un Jato dall'aumento della produzione a fronte di una riduzione degli addetti e dall'altro da un forte incremento degli investimenti fissi lordi, anche sc in congiunzione con una riduzione del livello di utilizz.azione della capacita · produttiva. Tali ultimi andamenti, sc da un lato dimostrano una forte dinamicita · del scttore, dall'altro, scontano i vincoli posti dalla collocazione intemazionale del comparto in termini di compctitivita', stante gli alti costi del lavoro e la utilizzazione di materia prima di origine extranazionale. Quanto agli aspctti commerciali intemazionali si rileva un pcggioramento dello sbilancio sia in relazione agli approvvigionamenti che al prodotto finito. Ne! primo caso cio' e' dovuto al fatto che la materia prima lavorata dall'industria e quasi integralmente di origine esterna, mentre nel secondo caso e' lo sviluppo della domanda interna che si mantiene su tassi elevati che determina una crescente dipcndenza dall'estero. In tal senso le importazioni di prodotto conservato passano dalle 94.868 tonnellate nel 1989 alle 122.014 tonnellate nel 1992 (+28,6%), mentre le esportazioni registrano pcrfino un decremento (14.516 e 11.%9 tonnellate rispcttivamente). In merito alle problematiche conseguenti ii recepimento della Direttiva 91/493/CEE che stabilisce le nonne sanitarie applicabili alla produzione e commercializzazione dei prodotti dclla pesca sono in corso di realizzazione gli adempimcnti strutturali richicsti alle industrie di conservazione e trasformazione. Quanto all'art. 6 de! Dccreto Lcgislativo di attuazionc (n.531 dcl 30/12/92) che comporta l'applicazione di un sistema di prevenzione e di controllo dci rischi di ordine sanitario e di tutti i fattori correlati con la contaminazione, la sopravvivenza c lo sviluppo dei microrganismi nci prodoui alimentari in gcnerale ed ittici in particolare, e' in fase di diffusione il sistema HACCP (Analisi dci pcricoli e dei punti critici di controllo) relativo alla individuazione, controllo ed ottimizzazione delle opcrazioni di trasformazione. 44 5-5-1994 Supplemento ordinario alla GAZZETIA UFFICIALE Serie generale - n: 103 1.2.5. I Analisi delle problematiche relative a ciascun comparto conserviero Conserve di tonno Esistono 19 aziende impegnate nella lavorazione del tonno con un elevato grado di concentrazione. Le prime 4 azicnde si stima coprano ca ii 56% del mercato intemo. La capacita' produttiva si aggira intomo alle 170.000 tonnellate di materia prima lavorata su base annua, mentre la quantita · effettiva.mente lavorata e' stata, nel I 992, pari a 133.000 tonnellate. II valore dela produzione franco fabbrica risulta pari a 744,8 miliardi di lire per un ammontare di 93.100 tonnellate di prodouo inscatolato. 11 comparto tonno rappresenta ii 60% della produzione conserviera italiana mentre la quota relativa agli occupati raggiunge ii 41% del totale. L'incidenza della acquisizione della materia prima per la lavorazione raggiunge ii 46% dcl totalc importato. Nonostante la forte immagine delle marche nazionali le importazioni sono aumentate nel corso del tempo a tassi sostenuti ed hanno raggiunto le 14.530 tonnellate nel 1992, con un incremento del 38% nel periodo 89/92. 11 consumo apparente di conserve di tonno appare in continua e costantc crescita (+15%) nel periodo 89/9? ed ha raggiunto le 104.235 tonnellate. E' evidente un forte interesse da pane del consumatore italiano per ii prodotto in questione, nonostante la maturita' che lo caratterizza commercialmente. PRINCIPALI INDICATORI DELL'INDUSTRIA DELLE CONSERVE DI TONNO 1989 1992 % Produzione (tons) 85.000 93.100 + 9,5 Valore (milioni/lit) 688.500 744.800 + 8,2 Prezzo medio (Lit/k2) 8.100 8.000 - 0,1 Imoort (tons) 10.539 14.530 + 37,9 Exoort (tons) 4.938 3.395 - 31,2 Consumo aooarente 90.601 104.235 + 15,0 Fonte: ANCIT La commercializzazione della produzionc avvienc mcdiante l'utilizzo di sistemi divcrsificati. All'intcmo stcsso delle grandi aziende produttrici non esiste una specifica prefercnza per l'uno o l'altro sistema. In alcuni casi, le aziende provvedono a commercializzare direttamente la propria produzionc all'intemo dclla propria rete distributiva, in altri casi affidano la distribuzione a strutture esteme o collegate. Cio dipende da1 mix totale offerto dall'azienda. In alcuni casi; si ha una distribuzione impegnata nella commercializzazione di pochisimi prodotti oltrc ii tonno, in altri casi ii mix produttivo offerto e considercvole, e dunque si preferisce utilizzare una rete distributiva propria o anche un mix di canali distributivi in funzione delle esigenze csistenti. Quanto alle aziende di minori dimensioni csistc una piu marcata omogeneita · di comportamenti. Questa fascia, infatti, utilizza soprattutto la rete dei grossisti privati che sono in grado di distribuire capillarmente ii prodotto; in alcuni casi si registrano esempi di venditc conto terzi o vendite in bianco. Cio accade quando ii produttore non e' in grado di poler a.ffermare la propria marca c si affida alla commercializzazione esterna. Questo sistema di vendita, tuttavia, anche se di1fuso nel caso di altrc preparazioni, e' quasi incsistentc nel caso del -tonno in scatola. Conserve di sardine II comparto in esame attraversa una profonda crisi chc ha dcterminato la chiusura di 5 dellc 8 imprese ancora attive fino allo scorso tricnnio. I motivi di una crisi di tale profondita' sono da riccrcarsi: nella limitata dimensione de! segmento di mercato; nella insostcnibile competizione con Paesi produttori meno sviluppati e chc godono di accordi comunitari preferenziali in matcria di tariffe e quote. 45 5-5-1994 Supplemento ordinario alla GAZZETT A UFFICIALE Serie generate - n. 103 La produzionc. chc lino a pochi anni addictro era attestata sulle 10.000 tonnellate, a raggiunto le 5.000 ton. ncl 1992, cui a f.1110 riscontro un fatturalo di soli 28 miliardi. II consumo apparente registra una riduzione del 45%. con un totale di 3. 973 Ion. · La utilizzazione degli impianli. di per se· sempre lim11ata, si aggira intorno al 50%, anche se tale stima e' dcl 111110 impropria a causa dcl frcqucnte ricorso alla cassa integrazione guadagni da pane dellc aziende produttrici rimasle. In ogni caso e' da considerare che tale segmento produttivo, insieme a quello delle vongole conservate. presenta una eomplcta integrazione con l'attivita· di pesca. Sotto questo aspetto la crisi industriale si ripercuote direllamente sul scttore produtti\"o in mare. La commercialin.azione dcllc sardine all'olio da pane delle poche aziende ancora operanti avviene oggi sia tramite la distribuzione organizzata. sia anchc tramite la rete dei grossisti. Esiste. tuttavia, anche in questo caso un'aliquota della produzione che viene commercializzata sotto marchi di altre aziende secondo una pratica di produzione per conto terzi. Cio allo sc.opo di assicurare alla azienda acquirente un mix di prodotti offerti quanto piu ampio possibile. Ncl caso dclle azicnde produttrici di conserve di sardine. al contrario, ii problema si pone in termini opposti stante ehe ciascuna di csse e impegnata su una sola linea di produzione. PRJNCIPALI INDICATORI DELL'INDUSTRIA DELLE SARDINE 1989 1992 % Produzione (tons) 8.400 5.000 -40,5 Valore (milioni di lire) 49.560 28.000 - 43.5 Prezzo medio 5.900 5.700 - 3,4 lnmort (tons) 2.398 1.661 - 30,7 Export (tons) 3.558 2.668 - 25,0 Consumo apparente (tons) 7.240 3.973 - 45, I Fonte: ANCIT ConscrYe di acciuge L'industria di trasforn1uzione impegnata nella conservazione delle acciuge si articola in due scgmcnti produttiYi non sempre fra di loro coincidenti all'interr,o della stessa azicnda. Le 125 aziende e/o laboratori sono caratterizzate da una continua esp:msione sia dal lato della domanda che da quello dell'offena. Ne! corso degli ultimi anni i limiti imposti dalla scarsa produzione di mnteria prima di origine nazionale ha determinato un fone passivo valutario che solo reccntemente ha subito un netto miglioramento. Infatti, a seguito della maggiore produ.zione di acciughe da parte dclla notta interna. si e' registrato un ribasso dei prezzi di vendita che. fra l'altro, e' stato possibile scaricare sui prezzi di vendita. A seguito delle variazioni produllive di cui sopra le imponazioni di acciuge salate hanno subito una drastica riduzione (-42%), cui ha fatto riscontro 11n fone aumento dell' expon (+96%). Cio' testimonia della fone nuttuazione nclla consistenza dclle risorse la cui presenza e' variabile da un anno all'altro. In questo senso sono da valutare positivamente le scelte produttive adollate dagli imprenditori del scttore, secondo i quali le esigenze di fiessibilita· organizzativa dell'impianto fanno premio su altri parametri di valutazione normalmente utilizzati. Quanto alla produzione di acciughe salate la produzione ha raggiunto di nuovo le 6.000- tonnellate per un valore di 67,2 miliardi di lire (+ 46.3% e +36.6% rispettivamente). La diITerenza tra gli incrementi di produzione e di valore e' data dalla riduzione de! prezzo mcdio franco fabbrica che e stata pari al 6,7% nel corso degli ultirni tre anni. Come si diceva le imponazioni anno subito una drastica riduzione, passando dalle 10.882 ton. nel 1989 alle 5.589 ton. nel 1992. mentre !'export a rnggiunto le 629 ton a fronte dellc precedenti 321. Anchc ncl caso dclla produzione di filetti di acciuga all'olio si registrano andamenti pos11Jv1, sia in tcnni ni di produzionc chc di valore e cu domanda. La produzione ha superato le 15.000 tonnellate con un incremcnto dcl 29% circa. mcntre ii valore corrispondente ha raggiunto i 372 miliardi con un incremento del 19%. II motivo. come ncl caso preccdente. va individuato nella riduzione del prezzo medio (-7.7%), che era pari a 26.000 Ljkg nel 1989 e non ha superato le 24.000 Ljkg nel 1992. Tale andamento, come gia notato, e da attribuirsi alla maggiore abbondanza di materia prima chc ha dcterminato una riduzione nei prezzi di vendita all'ingrosso. Tenuto conto dell'elevata incidcnza dell'acquisto dclla materia prima nella struttura dci costi di produzione si giustifica la riduzione dei prczzi industriali che. peraltro, non· ha intaccato i margini di profitto. 46 5-5-1994 Supp/emento ordinario alla GAZZEIT A UFFICIALE Serie generale - n. 103 L' importanza del segmento produttivo in questione e' data dal livello complessivo raggiunto daJle due linee di lavorazione, che e stato pari a 440 miliardi nel 1992. cioe ii 60% del fatturato prodotto daJl'industria del tonno. ()\.'\·iamente. la diversa strultura produttiva delle due linee di lavorazione, tonno ed acciughe, non consente paragoni in termini di efficienza e redditiv1ta. Tuttavia, non si puo trascurare che la seconda risulta fortemcnte integrata con l'attivita produttiva in mare. Nel caso delle acciughe, siano esse salate o all'olio, la commercializzazione avviene soprattutto, mediantc l'utilizzazione della rete dei grossisti privati. Cio' dipende daJla particolare struttura organizzativa di tali aziende, tutte di ridotte dimensioni, che non hanno la forza di sviluppare sistemi distributivi piu' avanzati. D'aJtra parte, la stessa tccnica di lavorazione. favopsce questo tipo di commerciaJizzazione stante la prevaJenza di produzione· su commessa per conto terzi. Anche in questo caso si assiste a quantitativi notevoli di vendite in bianco richieste da aziende di trasforrnazione ittica di maggiori dimensioni. PRJNCIPALI INDICATORJ DELL'INDUSTRIA DELLE ACCIUGHE SALATO 1989 1992 % Produzione (tons) 4.100 6.000 + 46,3 Valorc (milioni di lire) 49.200 67.200 + 36,6 Prezzo medio (Lit/k"') 12.000 11.200 - 6,7 Import (tons) 10.882 5 . .589 - 42,2 Exoort (tons) 321 629 + 96,0 Consumo aooarente 14.661 10.960 - 2.5,2 FILETTI ALL'OLIO Produzione (tons) 12.000 1.5 . .500 +29,2 VaJore (rnilioni di lire) 312.000 372.000 + 19,2 Prezzo medio (Lit/k2) 26.000 24.000 -7.7 Imoort (tons) 229 1.2.56 + 448,S Exoort (tons) 620 709 - 14,4 Conswno aooarcnte (tons) 11.609 16.047 +38,2 Fonte: ANCIT Conserve di vongole La f ortc integrazione esistente fra ii sett ore produttivo in mare e l'industria di conservazione delle vongole si ripercuote sugli andamenti di quest'ultima. Infatti, la forte crisi che caratterizza il settore produttivo in mare ha deterrninato una difficolta' di approvvigionamento che si riflette sugli stessi equilibri aziendali. D'aJtra parte la maggior produzione di materia prima aJlevata ha deterrninato una riduzione dei prezzi del prodotto finito che si e' attestato sulle 13 rnila I /kg nel 1992 rispetto alle 16.000 registrate nel 1989. La produzione complessiva, distribuita fra congelato e conservato, si e' ridotta a sole 2.100 ton rispetto aJle 3.900 del 1989 (-46%). Stante la riduzione dei prezzi di acquisto della materia prima, ii valore complessivo della produzione ha subito una riduzione piu' che proporzionale attestandosi sui 27,3 rniliardi di lire, rispetto ai preccdenti 62,4 rniliardi. La riduzione perccntuale e' stata pertanto del .56%. Evidentemente, a fronte dclla crisi di settore, si e sviluppata una forte corrente di importazioni. Qucste ultimc sono passate da 327 ton. nel 1989 allc 3.270 ton. ncl 1992 con un incremcnto del 900%. In tal modo ii consumo apparentc ha avuto possibilita di registrare un ulteriore aurnento, nonostantc le difficolti produttivc, passando da 4,157 ton nel 1989 a S.314 tons nel 1992. L'andamcnto dei consumi sta a dimostrarc l'csistema di un sicuro intcresse da parte dei conswnatori per questo tipo di prodotto che, tuttavia, le aziende conscrviere riescono a soddisfare solo parzialmente. E' da rilevare che ii perdurare della crisi produttiva in mare da un lato c le difficolta' di approvvigionamento di materia prima sul mercato intemazionale haMo impasto alle aziende l'assunzione di modclli produttivi basati su lince di trasfonnazione aggiuntive rispetto alla monoproduzione iniziale ed in tal senso hanno, da tempo, diffcrenziato il mix produttivo offerto alla clientcla. La nuova struttura organizzativa che e' andata. delineandosi non conscnte ovviamente l'individuazione del numero di aziende impegnate su queste lavorazioni. Jnfatti, la produzione assume 47 5-5-1994 Supp/emento ordinario alla GAZZEIT A UFFICIALE Serie genera/e - n. 103 caratterc saltuario c solo 3/4 dclle 11 aziende censitc ncl 1988 sono oggi impcgnate in modo continuativo nclla trasformaz1011c dclle vongole I sistcmi di commercia!iu.azione utilizzati da questo comparto sono di vario tipo. Le piccole aziende, come in altri casi. prcferiscono ridurre i rischi vendcndo conto terzi, mentre in altri casi ii prodotto usufruisce di marchi afTermati e quindi viene venduto dircllamente dal produttorc. Ne! caso delle produzioni surgelate la produzione viene commercializ7.at:t quasi esclusivamentc dalle grandi marche prescnti sul territorio nazionale e che dispongono della ncccssaria retc de! frcddo. PR1NCIPALI INDICATOR! DELL'INDUSTR1A DELLE VONGOLE CONSERVATE 1989 1992 % Produzione (tons) 3.900 2.100 • 46.2 Yalore (milioni di lire) 62.400 27.300 • 56.3 Prezzo medio (Lit/kg) 16.000 13.000 • 18.8 Import (tons) 3.27 3.270 + 900 Exoort (tons) 70 56 • 20.0 Consumo aooarente 4. 157 5.314 + 27,8 Fonte: ANCIT Prodolli ittici diversi non surgclati L'andamcnto della domanda intema di prodotti ittici continua ad assegnare un'importanza crescente alle produzioni "non tradizionali". Si tratta di un mix produttivo composito al cui intemo possono trovare collocazione tecnologie c produzioni alquanto di\·crsificatc. La produzione, in molti casi, viene elTettuata all'intcrno di impianti gia· impeg11ati su altre linee di larnrazione e. pertanto, non e' agevole pervenire ad un esatta quantificazione de! fenomeno sotto l'aspctto strutturale. Le specie oggetto di lavorazione sono numerose e fra di esse assumono rilievo sgombri. Lonni, pesci spada, anguille. mollame. sardine. comunque preparazioni aITumicate, marinate o all'olio. In ques10 contesto assume rilievo degno di nota la crescita dclle produzioni di allevamcnto che sono oggetto di trasforrnazione. Si tratta per lo piu' di lavorazioni alTumicate (trolc. salmoni. storioni. anguillc) che stanno conquistando quote di mercato cresccnti stantc la presenza di alcune caralleristiche produttive e commerciali di sicuro interesse. lnfatti, di norrna tali produzioni sono ollenute grazie allo s,.·iluppo di linee di lavorazione interne agli stabilimenti di allevamento e, dunque, tendono a sfruttarc le economic di scala e le sinergie esistenti. La possibilita· di processare pesce freschissimo, di peu.atura co~1;111te. facilmcntc commercializzabile all'intemo di canali standardizzati sono tutti elementi che ne fanno supporre u11a sicura crcscita nci prossimi anni. Ncl caso spccifico vi e' da aggiungere, inoltre, l'csigcnza e la possibilita di sviluppare sempre piu' stretti contatti con la Grande Distribuzione Organizzata quanto alla commercializzazione del prodotto sia fresco che trasformato. Cio' anche a causa delle caralleristiche merceologiche proprie di tali produzioni. fra cui l.i possibilita· di assicurarc tlussi costanti di prodotto. avente qualita' e pezzatura omogenca. oltre che prezzo costante per periodi prestabiliti. Sulla base di tali motivazioni si registra un rapido cambiamento degli stessi sistemi di transazione chc dal canale lungo stanno passando al canale breve, dalle trattative giornaliere agli accordi quadro, dal mcrcato locale al mercato intcrnazionalc. Nel complcsso le produzioni "altre non surgelate" hanno raggiunto una quota di mercato stimabile in ca 12.000 ton. per un valore di 180 miliardi di lire. L'incremento su base triennale e' stato de! 30%, superiore quindi a molte altre lince di lavorazione. Come in molti dei precedcnti casi, an,hc in questo, non si puo' affcrrnare l'esistcnza di una tipologia distributiva e commerciale omogenea. La dimensione aziendale. la Lipologia dcl prodouo, l'esislenza di un mix produttivo elevalo. sono solo alcuni dci fallori che concorrono alla scclta di un sistema rispetto all'altro. Net caso del gmppo merccologico in csame e' solo possibile ricorrere a crileri di tipo generale data l'eterogeneita· di tutti gli indicatori azicndali. 48 5-5-1994 Supplemento ordinario alla GAZZETI A UFFICIALE Serie generale - n. 103 Prodoui ittici surgelati I consumi di prodolli illici surgelati mantengono tassi di espansione cre~..:enli nel tempo a testimonian1.a di un interesse moderato. ma costallle. da pnrte dci consumatori. Nel 19~2 ii consumo complessivo ha raggiunto le 53.000 ton. con un increme1110 dcl I 0% rispcuo al I 9R9. I prodoui piu' richicsti dal mcrcato sono i filetti di pesce al naturale (19.650 t.). i filcui impanati (20.000 t.) cd ii rimanente riguarda altre lavorazioni surgelate. II rnlorc della produzione interna ha raggiunto i 121 miliardi di lire per una quantita' prodotla stimata in ca. 22.000 ton. di prodouo finito. Sulla base dci valori mcdi dcl scgmento in esamc si puo' supporre chc ii valore di questo segmento di mercato sia di ca 300 miliardi. Come in molti dci casi prcccdcnti. anche ii segmento dei prodotti surgelnti non si prcsta ad una agevole interpret;v.ione. stantc la sovrnpposizionc eo::istcnte fra le attivita · di trasformazione. conscrvazione e surgclazionc. Infatti. dcllc 73 aziende impegnate nell'attivita· di surgelazione. 28 effettuano anche attivita· di conservazione e 45 anche di trasrorn1azione di prodotti non ricntranti nel circuito <lei freddo. E' interessante notare la corrclazione csistcnte fra presenza di aziende impcgnate nclla surgelazione e aree a maggior sviluppo complessivo dcl scttorc ittico. lnfatti, la maggiorc concentrazione di impianti e' localizzata nclle Marche, in Vcneto ed in Sicilia. Sotto l'aspctto strutturalc va rilevata la tendenza del scttore commerciale all'ingrosso ad entrate nel campo delle trasformazioni del surgclato. Cio' ovviamente dipende dalla inesistente soglia di ingresso sotto l'aspetto tecnologico e finanziario. ma anche dalla esistenza di un trend favorevole e che tutto lascia prevedere possa ulteriormcnte consolidarsi in futuro. Quanto agli aspetti commerciali e dislributivi va rilevata 1' esistenza di una fortisssima concentrazione crimmcrciale che mota intorno alle prime 4 marchc ed in cui la prima copre una quota di mercato di oltre.il 60%. In quesle condizioni di mcrcato, la commcrcializzazione della produzione avviene per la gran parte in conto terzi e solo modesti quantitativi vengono commercializzati attraverso la catena di grossisti del freddo. Tuttavia, in questi casi si tratta di produzioni a minor valore unitario. Trasformazione di prodotti di acquicoltura. Si puo stimarc che circa ii 25-30 % dclla produzione nazionale di trote ( 4 l.000 tonn nel I 992) sia destinato alla trasformazione. lnfatti. ii prodotto eviscerato. filettato o pronto a cuocere, rappresenta oramai un segmento di mercato in costante sviluppo. soprauuuo in relazione all'affermarsi dcl c.d. "trasformato fresco", ma anche dall'aITacciarsi sul mercato di nuovi prodotti quali i precolli . gli snacks. ecc. I quantitativi di trote dcstinati alla trasformazione, attualmente gia rilevanti. sono comunque destinati ad incrcmcntarsi ultcriormentc nei prossimi anni, considcrato che. soprattullo ii prodotto filcttato fresco ma anchc congclato ha conquistato una propria posizione commerciale interessando i punti vendita della Distribuzione Modema I nuovi modclli di consumo. una· maggiore salvaguardia delle caratteristichc organolettiche qualitative e. l'esigenza di una sempre piu incisiva tutcla igicnico-sanitaria porteranno ncl giro di pochi anni ad un ulteriorc scnsibile incremento dclla domanda di prodotti frasformati. In questo contesto. i prodotti a base di trota potranno sicuramcnte occupare una posizione rilcvante in quanto gli allevamcnti troticoli possono intcgrarsi meglio di altri nella fitiera: produzione, trasfom1azionc e commercializzazione. Questo aspetto risulta particolarmente importante in quanto una forte integrazione tra produ;,:ione-trasformazione consente un'ottimizzazione dellc produzioni e dei relativi cicli, in raggiungimento di clevati standards qualitativi. maggiore tutela igicnico-sanitaria del consumatori. Anche in qucsto caso le imprcsc dcl scttore non hanno potuto beneficiare degli interventi previsli dal Reg CEE n. 4042/89. Pcrtanto ii Piano dovra prevedere iniziativc finalizzatc a: aggiomarc tccnologicamentc ii settorc della trasformazionc dci prodotti dell'acquacoltura favorendo l'integrazione vcrtica[c "allcvamcnto-trasformazionc". tenendo conto di quelli chc sono c possono essere le produzioni piu idonee, anchc sotto ii profilo economico, a subirc P-!OCcssi di traformazionc; migliorarc cd ouimizzarc la qualita dci prodotti da destinarc alla trasformazione attraverso la determinazione di standards qualitativi: potcn7Jarc ii sistcma distributi\·o c di commcrcializzazione dci prodotti dell'acquacoltura e dci loro derivati; intcgrarc la diITusione dei prodotti trasform:ili dcll'acquacoltura nelle aree jn cui qucsti sono ancora poco conosciuti; svilupparc politiche di marketing dci prodotti dell'acuacoltura prcvedendo idonee iniziative promozionali e pubblicitarie. 49 5-5-1994 Supp/emento ordinario alla GAZZETT A UFFICIALE Serie generate - n. 103 l.2.5.2. Mercati iltici - Aste Le caratteristice qualitative e quantitative che definiscono l'efficienza dei mercati ittici italiani sono state descritte in modo dettagliato nel precedente programma. All'epoca fu riportata la prcsenza di 70 mercati ittici sparsi sull'intcro tcrritorio nazionalc. 56 dci quali situati nci divcrsi centri costieri di produzione e 8 in altrettanti capoluoghi di provincia all'interno del Paese. Nell'ambito del programma precedente fu anche assegnata una relativa priorita· alle costruzioni mcrcatali e. di conscguenza. alcune nuove strutture sono state realizzate o sono in corso di realizazione. In alcuni casi sono in fase di costruzionc anche mcrcati ittici incentivati sulla base dci Programmi lntegrati Mcditerranei: e' questo ii caso di Porto Tolle. Otranto e Porto Torres. Progetti di reaJizzazione dei mercati di Molfetta e Cornacchio sono stati invece approvati nel corso di validita' de! presente programma. in sostanza si e' dunque in presenza di 75 strutture, alcune di esse in fase di realizzazione. ii che significa un incremento del 7. I% nel corso dell'ultirno triennio. Tutte le nuove costruzioni identificano mercati di produzione e pertanto svolgono una funzione di valorizzazione e concentrazione della produzione. Si evince l'interesse al potcnziamento dellc strutture pubblice nei centri di produzione anche sc la nota sperequazione fra mercati costieri ed interni va ulteriormente ad aggravarsi. lnfaui, rimane ancora insoluto ii problema della careitza di strutture mercatali in zone di consumo inteme e tale lacuna non ha trovato alcun avvio di soluzione net corso dell'ultimo periodo. La distribuzione geografica dei mercati costieri esistenti segue la distribuzione delle catture nazionali. Cio' significa che la localizzazione dei mercati e' relativarnente felice per cio' che riguarda la funzione di raccolta della produzione. anche sc la capacita· di smistamento e' quantitativamente carente. ll litorale tirrenico conta sul 20% dei mercati costieri a fronte del ca 19% della produzione. 11 litorale adriatico, che contribuiscc alle catture nazionali con ii 54%. e' invece servito dal 58% dei mercati costieri. lnfine la Sicilia ed ii litorale Jonico, che producono-il 27% delle catture nazionali dispongono del 22% dei mercati costieri. L'efficienza dei diversi mercati risulta in stretta relazione con lo sviluppo complessivo, in particolare del settore ittico, dell'area servita, e con la tipologia gestionale dei mercati. Laddove le strutture mercatali sono gcstite direttamente dalle cooperative di produzione si registra una minore incidenza del fuori mercato che, su base nazionale, puo' essere stimata in ca ii 50% di quella lrattata nella struttura istituzionale. Infatti, sulla base di una stima gia' riportata net precedente programma. si ha che !'area extramercato e' 1,723 volte maggiore di quella di mercato e la tendenza alla sua utilizzazione e' crescente in funzione dei vincoli di carattere fiscale e sartitario che continuano ad essere imposti sulla produzione che viene venduta attraverso i mercati. In molti casi agli oneri pagati non corrisponde un adeguato servizio e, di conseguenza, i produttori trovano piu vantaggioso ricorrcre a formc di vcndita altemativa, fra le quali ii fuori mercato si colloca. L'efficienza dclle strutture mcrcatali e' anche funzione della dotazione di impianti di refrigerazione e congelazione. Ancora oggi la meta· dci mcrcati di produzionenc ne sono privi e richiedono lavori di ammodcrnamento nelle struttute. Ovviamente. in molti mercati di produzionc ii problema non si pone in maniera drammatica a causa della tipologia di prodotto trattato e del mix di prodotto commercializzato. La velocita' con cui la produzione viene venduta non richiede. infatti, che le strutture di refrigerazione siano sempre prcsenti. Tuttavia, la loro caren1..a limita la capacita · di espansione e di attrazione sia in relazione a nuovi acquirenti che venditori. In tale senso e' chiaro che una reale politica di concentrazione della produzione, ancorche' tutta da definire nelle sue lincc operative, ma di cui si sente un forte bisogno, trova un sicuro limite nella limitatezza delle installazioni prescnti e nei fattori di efficienza complementari che determinano la convenienza ad utilizzare la struttura mercatale. Da quanto sopra detto si evince che la dimensione attuale dei mercati ittici non rapprcsenta di per se' un ostacolo al potenziamento dclle quantita · vendutc tramite essi. I rapporti prima evidcnziati fra distribuzione dei mcrcati e distribuzione della produzione dimostra l'esistenza di una certa omogeneita' in ta! senso. Tuttavia, e' ii caso di sottolineare che la utilita' e l'efficienza non dipende sempre dalla velocita' di transazione come, purtroppo, si riticne comunementc. Questa e', infatti, una diretta conseguenza delle quantita' trattate e non e' la chiave per lo sviluppo delle transazioni. lndipendentemente dalla velocita' di transazione, e' ii numero di venditori, degli addetti al mercato, delle ore di apertura delle transazioni, e' la figura giuridica dei contraenti che deterrnina la capacita' di attrazionc del mercato. Ed e' su queste variabili che si rcnde neccssario intervenire per ripristinare reali condizioni di efficienza allc strutture di vendita istituzionali. Infinc. ma non meno importante, e' ii problema dell'adeguamento dei mercati alle recenti normative sanitarie. In molti casi. gli Enti gcstori dei mercati hanno in corso lavori di adcguamento anche se ii proccsso di ammodernamento avviato non si riticne possa trovare soluzione nel corso dei prossimi anni. II numero dei mercati e lo stato di abbandono in cui molti di cssi 4'erteva fino all'entrata in vigore delle nuove normative sartitarie impongono una forte spinta nci confronti delle Amministrazioni Pubbliche, molte dclle quali di piccole o piccolissime dilftensioni. SO 5-5-1994 Supplemento ordinario alla GAZZEIT A UFFiqALE Serie generate - n. 103 1.2.5.J. lmpianti di conser,.-azione cd immagazzinaggio Gli impianti di conscr,.-azione cd immaganinaggio dei prodotti ittici sono uniformemente distribuiti fra le diverse rcgioni italianc. anchc in funzione dei livelli di consumo finale. Infatti, la frammcntarieta' delle strutture produttivc c la loro concc11tra1.ionc gcografica csigono strutturc in grado di svolgere una adcguata funzionc di raccolla c di convogliamcnto dci flussi di ofTerta alla rete di interscambio intra ed internazionale. La dcpcribilitn' dcl prodotto cd ii frazionamento dclle fonti produttive se da un lato impongono un collegnmento ad un tempo rapido e c:ipillare fra produzione e consumo, dall' altro costituiscono un dcterrente a qualsiasi iniziativa intesa a rafforzare ii potere commerciale dellc categoric produttive. In questo senso, fra le misure che verr:inno prcse in considerazionc 1111 rilievo particolare sara' assegnato alle iniziative in grado di favorire la rcalizzazione di stnttturc per la concentrazione del prodotto. Se una maggiore capacita' di concentrazione dclla produzionc consente di ovviare al problcma dclla frammentarieta', e' nello sfruttamento delle tecnologie innovative destinate ad aumentare sensibilimente ii tempo di conservazione utile del pescato che e' possibile individuare una risposta adeguata ai ri~chi di invenduto posti dalla rapida deperibilita' del prodotto. In tal senso I' impiego di tecniche mistc che utilin.ano sia la ed. "rcfrigernzione passiva" che le "atmosfere modificate" consentira' I' avvio di una strategia di commcrcializzazione da parte delle stesse Organizzazioni di Produttori. Infatti, ii prolungamento della shelf life dci prodotti ittici freschi (c tali anche sotto l'aspetto sanitario) puo' essere mediamente stimata in ca 15 giorni e variabilc in funzionc della specie e dclla dimensione del prodotto. E' evidente I' importanza che I' introduzione di tecnologie di questo tipo potranno avcrc sulla st..-:~~;i orgnnizzazione commerciale complessiva, stante la di:;ponibilita' di tempo sufficiente ad agevolare le operazioni di concentrazione, cernita e confezionamento standardizzato dcl prodotto da immcttere sul mercato. La capacita· di refrigernzione complessiva, escludcndo dal computo le grandi aziende di trasformazione, puo essere stimato in ca 600.000 me. distribuiti fra le ca 500 azicnde interessate. Di queste ii 65% ca. e' locaJizzato nelle aree centro nord. mentre ii rcstante 35% insiste nelle aree meridionali, in cui i consumi di prodotti ittici, per tradizione. e' piu' elcvato di quanto non accada nelle restanti regioni. In termini di dimensioni unitarie degli impianti frigoriferi adibiti a conservazione del prodotto si ha che la maggiore pcrccntualc di unita· dispone di capacita· appartenenti alla classe di ampiezza superiore ai 500mc. Quanto al fatturato degli impianti destinati alla conservazione per ii consumo si ritiene che questo possa essere stimato. in prima approssimazione. in ca 2160 miliardi di lire. Tale stima e' pari al residuo delle quantita' importatc totali al nctto dcllc prod111.io11i importate e utiliz7.ale dal settore conservicro. lnfatti, ii prodotto fresco non nccessita di pnrticolari strutture di conscrnzione stanle I' esigenza di procedcre alla fase commerciale ed a quella di consumo in tempi rapidissimi. La stcssa struttura distributiva priYata e' anch'essa impegnafa nell' assicurare rapidita' di colloc::iziom: finale alla propria merce e. pertanto, quanto al prodotto fresco e refrigerato richiede una utilizzazione marginale delle proprie stml'me di conservazione. Di,·crso ii caso delle specie massive e del prodotto congclato destinato a consumo finale. Ncl primo caso si regislrano prolungale permanenze nei magazzini di prodotto a causa di carenza • di domanda, sia estera che da parte delle aziende conserviere. I problemi conseguenti sono a caraltere economico e finanziario piu' che strutturale, anche per la tendenza negativa registrala negli sbarchi da parte delle aziende produttrici. Nel secondo caso, I' ulilizzazione delle strutture di mni?azzinnggio e consef\•azione risulla. ovviamente. ampia ed efficiente da parte delle aziende di importazione e dislribu.t:icnc del prodotto import:.ito. Sotto qnesto secondo aspetto si puo' rilenere che la dimensione dclla strutlura frigorifcra esislcntc in Italia e' atlualmenle sufficiente per la movimenlazione dcl prodotto in entrala ed uscita richicsla dagli attuali Oussi commerciali. Tuttavia, la forte evoluzione che caratterizza questo particolare mercato fa si chc la componente commerciale all' ingrosso risulti estremamente interessata ad incrementare ii volume della propria capacita' di movimenlazione e quindi ad aumentare la disponibilita' di strutture frigorifere. I prodotti immagazzinali dallc azicnde di conservazione risultano essere: merluzzi, sogliole, passere. squali. filctti vari. salmoni, per quanto concerne i pesci. Ne! caso dei molluschi sono calamari, polpi e seppie le specie a piu' elevata prcsenza, mcntre per i crostacei gamberi, scampi, astici ed aragoste mostrano i valori di maggior rilievo. 51 5-5-1994 Supplemento ordinario alla GAZZETI A UFFICIALE Serie generate - n. 103 l.2.6 PROMOZIONE DEi PRODOTII DELLA PESCA E DELL'ACQUACOLTURA La norrnativa nazionale vigente riconosce l'importanza della promozione dei prodotti ittici e prevede in apposito capitolo di bilancio le risorse finanziarie necessarie per lo svolgimento di una specifica attivita diretta a sosteneme i consumi. Ncl corso dcgli ultimi anni sono state, pcrtanto, effettuate campagne promozionali annuali aventi per oggctto l'incremento gcncralizzato dci consumi di prodotti ittici non conservati. Le campagne in questione sono state realizzate attraverso I' utilizzo in panicolare della cana stampata, cosi' come prescrive la piu' gcnerale nonnativa vigente in tema di promozione rcalizzata con fondi pubblici. Sulla base dell' andamento positivo dei consumi intemi, che si sono oramai attestati sui 22Kg per abitante rispetto ai 16/17 Kg di pochi anni addietro, se ne ricava una valutazione positiva in merito al perseguimento degli obiettivi. Con contributo comunitario, integrato da fondi nazionali e dei beneficiari, sono state anche realizzate campagne promozionali dirette al sostegno dci consumi di sardine conservate. Tale iniziativa, tuttavia, non ha potuto registrare lo stesso successo riscontrato nel caso precedente, tanto che i consumi anno continuato a ridursi e molte delle aziende attive nel comparto, hanno abbandonato l'attivita produttiva. Quanto alle iniziative che potranno essere intraprese nel prossimo futuro, si rileva che in attuazione del IV P:ano Triennale della Pesca e dell' Acquacoltura, sono stati aumentati gli importi complessivi destinati alla promozione (7,2 % per un importo totale di 21.000 milioni di lire), mentre gli obiettivi dell' attivita promozionale sono stati ampliati alla promozione dell' intero settore, oltre che ai consumi. In quest' ultimo contesto, sulla base delle tendenze in atto, e tenuto conto della crescente competizione mossa, spesso con successo, alla produzione interna della pesca e in acquicoltura, si ritiene doversi procedere, da un Jato alla realizzazione di iniziative dirette alla valorizzazione della produzione, dall' altro alla creazione di meccanismi in grado di favorire la concentrazione e la commercializzazione del prodotto da parte delle stesse Associazioni di Categoria. Quanto alle iniziative destinate alla promozione del settore nel suo complesso, e che rientrano ·nella piu' a.mpia esigenza di riduzione de( vincolo alimentare e di salvaguardia ·degli interessi della produzione in mare, si ritiene doversi procedere all' avviamento di una politica di internazionalizz.azione degli interessi delle categoric produttive, le quali, peraltro, hanno consolidate esperienze nella trasformazione e nella commercializzazione. In ta! senso, si ritiene possibile I' avvio di iniziative dirette a consentire una gestione dei flussi di prodotto, locaJe ed importato, nell' ambito di una adeguata segmentazione del mercato e cio' come risposta alle azioni intraprese da soggetti divers( ma convergenti nell' indebolimento del settore produttivo in mare. lnfatti, e' sempre piu' evidente che l' industria della pesca, in Italia come in Europa, da un lato subisce tutte le conseguenze e le limitazioni imposte da una politica comunitaria di conservazione biologica, che finisce con incidere pesantemente sui costi di produzione e quindi sulla competitivita' delle produzioni inteme. dall' altro subisce, senza poler reagire, le iniziative assunte dal settore commerciale che opera su scala globale e che trae vantaggio proprio dall' esistenza di regolamenti comunitari di conservazione. 52 5-5-1994 Supplemento ordinario alla GAZZETT A UFFICIALE Serie generate - n. 103 2. OBIEITIVI DEL PIANO E STRATEGIA DI SVILUPPO Nell'ambito degli obiettivi globali della politica comune della pesca, l'Ammirustraz.ione italiana, pur continuando ad ass1curare la dovuta amenz1one alle esigenze di raz.ionalizz.azione ed adatt.amento dello sforzo di pesca, intende introdurre strumenti di intervento volti ad assicurare le condizioni per I' affcrrnazione di una potitica di sviluppo i cui effctti devono essere collocati in un orizzonte temporale sia di breve periodo, quanto alle ipotesi di razionalizzazione, sia di lungo periodo quanta alle prospettive di modernizzazione de! settore nel suo complesso. In particolare, a partire dalla collocazione del settore pcsca nel piu' generale contesto dell' economia naz.ionale, e' stata elaborata una strategia entro cui le rnisure di intervento proposte dall' Amministraz.ione comunitaria sono state opportunamente struuurate, ed integrate in alcuni casi, in modo da avviare a soluzione i nodi strutturali che sc da un lato hanno limitato la crescita economica e sociale, dali' altro contnbwscono al peggioramento della dipendenza dall' estero relativamente ai consurni interni di prodotti ittici. Fra gli aspetti qualificanti che caratterizzano questo piano settoriale, mediante i quali si intende perseguire l'obiettivo di una generale rnodernizzazione de! settore, e ii caso di evidenziare I' importanza assegnata al poten.:z.iamento de! ruolo e delle responsabilita' delle Associazioni di Categoria ed alla scelta di utilizzarc in rnisura non marginale gli strumenti di intervcnto orizzontali qua!i i programmi promoz1onali e la cosutuz10ne di un fondo creditiZJo. In allri termini e' stata valutal.a posllivamente l'opportunita di ridurre !'impatto negative in termini di occupazionc e reddito attraverso un forte coinvolgirnento delle categoric produttive al piu' generale processo di internaz.ionalizz.azionc che trova nelle scelte commerciali assunte da operatori attivi su scala globale, un fattore di rischio per la continuita' della stessa attivit.a produttiva. Sulla base delle precedenti considerazioni, e tenuto conto degli interessi piu' generali della collcttivita' in tcma di salvaguardia della perennita' delle risorse biologiche marine sono stati individuati i seguenti obiettivi qualificanti nell' arnbito di applicazione del prossimo Piano Scttoriale: • modcmizzazione de! settore produttivo. In particolare per quanto conccme le problematiche legate allo sfrutt.amento delle risorse cio' potra' essere conseguito adattando lo sforzo di pcsca alla consistenza delle risorse, si3 attravcrso una politica di ammodernarncnto vero e proprio della flotta che di limitata sostituzione de! capitale esistcnte; • ridurre ii vincolo posto da1 limitato grado di autosufficienza intcma quanto al fabbisogno ittico alimentarc naz.ionale e che progressivarnentc prcgiudica la capacita' dclle imprese di pcsca a generarc profitto; • salvaguardare i livelli occupazionali che cert.amente subiscono una pesante pcnalizzazione a seguito della applicazionc della politica comune della pesca, anchc attraverso iniziative di riconversione produttiva ricnlranti tuttavia nel campo di applicazionc de! piano. E' chiaro chc i tre obicttivi non sono tra di loro indipcndenti, ma possono esscrc considerati alla stregua di insierni intcrsecantisi in cui alcunc az.ioni ricadono nel dominio di piu di un obiettivo. Quanto al primo dci trc obiettivi risuJta cvidcnte l'esigenza di proseguirc nella riccrca di un equilibrate rapporto fra risorse disponibili e sforzo di pesca effettivamente esercitato. Tuttavia, e' anche vero che tale proccsso passa anche attraverso una politica di razionalizzazionc in cui andranno sfruttate appieno le potenzialita offerte dalla ristrulturazione dello sforzo di pcsca all' intcmo dei diversi sistemi ed arcc di pcsca. In tal senso, a partirc dall' analisi degli indicatori bio econornici di cui all' art. 2 della lcgge n.165, si intcnde adottare una stratcgia tcndcntc a favorirc una riallocazione dcllo sforzo di pcsca in funzionc dcllo state di sfruttamento dclle risorsc. Allo stcsso tempo, nel quadro di una gestione attiva dello sforzo di pcsc:a e stante la complementarieta csistcntc fra le azioni di dcmolizionc e la polit.ica delle licenzc di pesca, si intcnde favorirc le inizative di dcmolizionc laddovc vcrra mantcnuto ii bloa:o dcllc liccnze di pcsca. Quanto alla politica di adattamcnto dcllo sforzo di pcsc:a, l'Amministrazionc italiana riticnc chc un rcalc contributo alla soluziooe definitiva del problema potra esscre offerto da una politica in grado di incentivare in modo consistcnte l'abbandono definitivo dall'attivita di pcsca. Sara asscgnata, ovviamcntc, priorita' allc richicstc di fcnno dcfinitivo provcnienti dai segmenti di flotta per i quali ii preccdentc POP ha previsto un obiettivo in riduzionc pari al 15%. Allo scopo, nell'ambito della ripartizionc del bilancio relativo alla applicazionc dcl programma scttorialc ncl suo complesso. sara' asscgnato un peso rilcvante a tale misura la cui dimcnsione puo c:sscrc stimata ncl 200/4 dclla disponibilita complessiva dei fondi. 53 5-5-1994 Supplemento ordinario alla GAZZEIT A UFFICIALE Serie generate - n. 103 Parallelamente alla riduzione de! tonnellaggio, e sempre limitatamente ai segmenti di pesca a maggior impatto biologico, saranno anche adottate misure tendenti a ridurre ii tempo di pesca. lnfatti nei prossimi anni. come in quelli precedcnti. sara stabilito un periodo di fermo temporaneo biologico annuale che consistera nel divieto di pesca per i sistcmi a strascico e volante per un periodo di 45 giomi. Tale periodo sara come sempre stabilito sulla base delle csigcnzc di carattcrc biologico che mcglio saranno in grado di consentire una difesa delle forme giovanili nei primi giomi di vita. In ta! modo. pur con diversa efficacia, si stima che sara possibile abbattere un ulteriore 15% dello sforzo di pesca complessivo e che andra ad aggiungersi, quanto ai segmenti dello strascico e volante, alla riduzione de! 15% de! tonncllaggio dci scgmcnti in qucstione e chc prcsentano un impatto ecologico particolarmente pesante. Di pari passo, sara confermata l'intenzione di procedere alla adozione delle misure di fermo tecnico. E' solo ii caso di rilevare che quest'ultima misura, come quella relativa al fermo biolgico saranno attuate sensa incidere sui fondi comunitari. L'obiettivo de! contenimento dello sforzo di pesca sara iilfine, perseguito anche mediante una politica di forte intemazionalizzazione del settore produttivo in mare. In questo senso, e sempre nell'arnbito delle misure di adattamento dello sforzo di pesca complessivo, saranno incentivate le iniziative tendenti alla costituzione delle Societa Miste e quelle relative alla costituzione di Associazioni Temporanee di Impresa. Si prevede di procedere alla costituzione di almeno 10 Societa su base annua in modo da fomire un consistente contributo aJJa politica di contcnimento dello sforzo. La politica di modemizzazione del settore potra ulteriormente essere assicurata mediante il proseguimento delle iniziative. pubbliche e private, a sostegno de! migliorarnento delle condizioni di lavoro nei porti da pesca. In ta1 scnso, si intende fomire una co~creta opportunita di affrancarnento delle categoric produttive dalle condizioni di emarginazione che ancora caratterizzano molte marinerie in Italia. ll perseguimento de! secondo dei tre obiettivi richiede la contestuale attivazione di: • misure dirette al sostegno de! processo di utilizzazione produttiva della fascia costiera e del largo, cosi' come delle iniziative di acquacoltura in acque dolci e salmastre. In ta1 senso, sara' assicurata priorita' alle iniziative di maricoltura dirette a favorire I' accrescimento ed ii controllo delle risorse da parte delle Associazioni di Categoria e Cooperative di produttori. Tale misura, peraltro, intende contribuire anche aJla riduzione dell' impatto occupazionaJe negativo che verra' ad abbattersi sui produttori in mare a seguito della adozione della politica di adattamento dello sforzo di pesca decisa in sede comunitaria. • misure dirette alla salvaguardia e vaJorizzazione della produzione intema, anche mediante la realizzazione di iniziative destinate a sviluppare circuiti distributivi e cornmerciali da parte delle Associazioni di categoria; • misure destinate alla promozione dei prodotti della pesca, cosi' come del settore nel suo complesso quanto al rafforzarnento delle relazioni internazionali produttive e commerciali da parte delle Associazioni di categoria. In questo ultimo contesto assumono particolare rilevanza le iniziative che le Associazioni di Categoric andranno ad assumere. In particolare, merita di essere rilevata la prevista costituzione di un fondo creditizio diretto a sostenere finanziariamente le iniziative produttive e prornozionali da parte de! sistema produttivo nazionale. Tale iniziativa assume valore strategico in quanto consente ii superarnento dei limiti che tradizionalmente banno impedito ii decollo di una vera e propria politica industriale nel settore della pesca. Analogamente, la realizzazione di un Osservatorio statistico economico per la pesca e I' acquacoltura, inteso come integrazione e rafforzamento dele strutture gia' esistenti, e di un altro con obiettivi di monitoraggio tecnico biologico ad opera delle Associazioni di Categoria. sono destinati a fomire ii necessario supporto informativo ed in tempo reale, alla azione di modemizzazione, internazionalizzazione ed adattamento dello sforzo di pesca precedentemente Jescritta. E' forse ii caso di rilevare che tali ultime due iniziative si muovono nel piu arnpio contesto dell' esigenza di provvedere alla realizzazione di banche dati in grado di consentire una piu efficacc azione amministrativa e gestionale sia in scde nazionale chc comunitaria. Quanto al terzo dei tre obiettivi prima citati si intende provvedere mediante l'individuazione di strumenti di intervento socio economico, ma in particolare saranno le iniziative preccdenti, attraverso l'impatto sulla domanda e sull'otferta che sono destinate a sostenere l'occupazione nel suo complesso. Per gli impianti di piscicoltura dolce e salmastra, si rende indispensabile considerare prioritariarnente l'arnmodemarnento delle unita esistenti rispetto all'aumento della produzione. lnfatti, risulta oramai improcrastinabile dar corso ad interventi di tipo strutturale finalizzati ad aggiornare tecnologicamente gli impianti esistenti, aurnentame la competitivita, riducendone i costi di produzione, rendendoli piu flessibili per quanto riguarda la capacita di modulare la produzione al variare della domanda, oltre che migliorare ulterionnente gli standards qualitativi delle produzioni ittiche. 54 5-5-1994 Supp/emento ordinario alla GAZZEIT A UFFICIALE Serie genera/e - n. 103 j ~i:UZ! ?REVIS7I F-R CONSECit."IRE I.' OBif:mVO :I ?ia.r:o S~.t0naic ?~ :ice :ontc d:.lla npartizionc s=~ =1 amministmiva che :ara~ i1 temtario :wia.no. In i;an:colar&, :ice =mo dd £me at le R.eFCai mendio:wi nemmio iml~ !Wl' Obicm\'Q l t ;c:::: ::Li godono c1.t ?fUc;.wi ccmwom di soar:c-. T1.."::3",i.a, :w qgadr0 dell.a ipowi p:op.mma:mi.a pnmsia. Ii ucc wha =mm d&1 !mo dl.l le di&:am proctzmiw. =i:i,gm.i.Qc e so::ali che canttc:iZzaDO il se=rc pac:a iD Italia, piu' die sqain WI& Lima di dcmarcmm::. om:.omale. repsir.mo !om divarimioni m ftmzicmc dc1 badDO di appani:m:zm. In tal mada il badDo rnnmco. m s==a11. st oppau a qcello adtimeo a per qui =s ccm:c:aa i. mam m 1a prodmziYiu dal1I implac. lia per i reddil:l mdm4aali c:hc per la amsiacza 4dk mua:m-c &4 mtramumn a mm. Ii.a peril liwll&, '"'*'";•mi..» di& par la pemlMti d» mim 1t retazioai pNCbmite. Salla baM di mi c:cmsidemicai Ii • maam oppazam.o pmepire a'ipcnai di eqm dimliad:vl. OY9iamlml mm disgnmr:a da qadla di c:ffldeznc attcc:sz;onc '1cllc rianc flnanziaric DCl1'azioDI di ripaniz:iau da bl,dj put,btid da utiHZ%1ni iJ:l !aYarl dd a=on ed. m pmicaJ&n, tra la resiODt tiemrand .r ObimiYo 1 • q,saU• IWlld. Talc impomrJcme. a c:ma del diw:no c»e:fflc:ic=nro dl t1parr:imllc clci 1blldl impUca im iJMniaH'P prmm 1a:lla pari a :.32$ miliardi di lin, d1 cm 1.020 anzmo mlinati 'ldll rqiom :iammi ~ 1 • 1.30! ncn. mruu me sco:raflc:hc. AmlC'pmcmre, m. f!lnzione ddl'ma d1 pcniAIBZa l'lmpepct nezion•JI! i pm'illo- lD '41.f • 42',4 miliatdi ~ m=tn: D scaare privata putec:ipc:r.i can 1'1,4 • '55,4 milwd1 ~ a frmm: dl ™ quoa comanimia pcrista di 140 miliardJ '111 Ii imcndt, .PC' la motmzioni ~ distranml .blJanl upa1l !ralcdumacroanc. Gli ob:iemri di eqmti ed dldcnza c:ai prim& si .&ccva c:cmo KmP p&Jllmli ..necffenrs 1'appHcezinne di m 'l'lpla p::ra1c = prevak la miniminaziaae dll cam»;,so 01U ■ 11udwrla per l'tmirm, dcllc Jtlsicmi ricadcnri ~ l e la ma•simiz::zancme dcllD aao callDillarP .U. &IZz:e bpmi. u saa:nsr,a p. •azione dd1c acdt ccmlC""ri:ri 1111 - PD) c1rm1uam deDe milmt cbl Ii ia11admo l'llltz:zln Atlrambim di cmcma c:a.mpo 41 az:maa. L'aworita respoasabile dell'eseamON dd.le misure di c:ui al preseare doaoncmn • ii Minisrera dale risone ~k Alimcnrari e Forarali e. per quamo riguarda l"acquacaJtura di acqua dolce, le Amministnzioai tqioDali ,:x,•npc,eod per ti:mtono. I mezzi fi.nanz1an per la gcstione dellc:. inizwhte in malCria di ac:quac:oltwa in acqua dolce, di comr,:reoza ~le saranno dctemu.naa per ciasc:un programma operativo. d'imc:sa c:oa le Ammi.Disamoai regionali imeressa&e. tm:nda presenti le c:s1genzc complessive dd seaore dell'acquacoltwa atlChc in reiazioac a1Je compatibilita aa produziom e mcrcatO. 55 5-5-1994 Supplemento ordinario alla GAZZElTA UFFICIALE PIANO SETIORIALE PESCA SCHEDA DESCRITIIV A DELLA MISURA Cam110 di azionc Misura n. 1 Adattamcnto dcgli sforzi di pesca n. 1.1 Sospcnsione definitiva Serie generate - n. H 1. SCOPO DELLA MISURA: La Dec. 92/592/CEE del dicembre 1992 prevede la riduzione della flotta da pesca in Italia, allo scopo di assicurare un equilibrio durat~o tra le risorse alieutiche e lo sforzo di pesca esercitato. A tale scopo si prevede la riduzione del 20% del tonnellaggio relativamente ai segmenti che praticano la pesca a strascico o a divergenti sugli stock demersali e de! I 5% per le draghe e i pescherecc:i a sfogliara che pescano stock bentonici. La differenza di tonnellaggio tra la situazione al 1/1/92 e quella prevista al 31/12/96 e risultata pari a 18.289 TSL. L' applicazione della misura consentira di ridurre ii TSL per un ammontarc maggiore e pari a 33.600 TSL. 2. DESCRIZIONE DELLA MISURA: Ritiro definitivo di 33.600 TSL di cui, sulla base dei fondi che si ritiene di utilizzare, ca. 16.000 saranno ritirate nelle aree meridionali e 17.700 nelle altre Regioni. Priorita di ritiro e assicurata ai segmenti della flotta a maggior impatto ecologico e previsti nel POP relative al periodo 1993/ l 996. Per ii cosneguimento degli obiettivi previsti da tale misura si prevede di utilizzare un totale (comunitario e nazionale) di 319 ,2 miliardi di lire nell'intero periodo, di cui l 51,2 per le Regioni obiettivo I e i rimanenti 168 per le altre Regioni. 3. OBIETIIVI SPECIFICl: Esistono al memento numerose aree sovrasfruttate in cui occorre ristabilire un equilibrio fra risorse e sforzo di pesca. Le ragioni dello squilibrio sono dovute in particolare all'cccessivo sforzo csercitato dal segmento a strascico. Nel PPO lII e stata registrato un eccesso di 11.316 TSL e 56.344 KW quanto alla pesca a strascico e alla volante esercitanti nella fascia costiera, come pure l'eccesso registrato nel caso delle draghe e stato di 400 Tsl e 3.175 kw nspettivamente Gli stessi indicatori di impatto relativi alla pesca a strascico in acque mediterranee registravano un eccesso di 3.413 TSL e 9.239 KW, mentre nel caso della pesca esercitata in acque intemazionali e nei paesi terzi si registrava un eccesso di 3.614 TSL e di 6.905 KW. Si ritiene di soddisfare completarnente l'obiettivo previsto e di incrementare uJteriormente l'amrnontare di tonnellaggio complessivamente ritirato. Indicatori di impatto fisici A. Capacita' di pesca 1992 risultati attesi variazione ts! 267.471 233.871 ts! (- 33.600) kw 1.536.518 1.336.771 kw (- 199.747) B. Attivita di pesca Giorni di pesca 1990 1991 risultati attesi strascico 172 162 160 volante 193 188 180 draghe 106 103 100 ore di pesca strascico 2941 2727 2500 volante 2594 2457 2500 draghe 1156 1092 1000 56 5-5-1994 Supp/emento ordinario alla GAZZETI A UFFICIALE Serie generate - n. 103 Indicatori di impatto cconomici sbarchi 1991 risul tati attesi strascico: quantita 195.220 t. 190.000 t. ,:ilore 1A50 m.di 1.300 m.di ( prezzi '91) volante: quantita 24.611 t. 24.000 t. valore 38.029 m.di 3 5 m. di (prczzi '9 I) draghe: quantila 52.359 t. 40.000 t. valore 145 m.di 95 m.di (prezzi '91) 4. CATEGOR1E DI BENEFICIAR1 DELLA MISURA: lmprese di pcsca singole ed associate 5. AUTOR1TA' RESPONSABILE DELL'ESECUi'.IONE DELLA MJSURA: Ministero per la Risorse Agricole. Alimentari e Forestali. 6. FOND! E MODALIT A' DI FINANZIAMENTO: Co-finanziamento mediante lo strumento finanziario di orientamento dclla pesca. 7. DURATA: intero periodo. 51 5-5- I 994 Supplemento ordinario alla GAZZETIA UFFICIALE PIANO SETIORIALE PESCA SCHEDA DESCRITIIV A DELLA MISURA Camr,o di azionc n. 1 Adattamcnto dcgli sforzi di pcsca Misura n. 1.2 Riorientamento (Socicta' Miste - A. T.L) Serie generate - n. 103 1. SCOPO DELLA MISURA: riduzione dello sforzo di pesca mediante allontanarnento definitive c/o temporaneo di parte dclla flotta di maggiori dimensioni 2. DESCRIZIONE DELLA MISURA: Con tale rnisura si ritiene di procedere al riorientamento di almeno 14.100 TSL. di cui 8.800 ricadenti nelle regioni dell'arca Obiettivo I e 5.300 nelle altrc rcgioni. Per il conscguimento di 1ale obiettivo si prevede di utilizzare un totale di 134.4 rniliardi di lire, di cui 84 da destinarc alle rcgioni Obiettivo l cd i rimanenti 50.4 alle rimanenti arec del Paesc. Si prcvcde di ripartire l'impono complcssivo in quote uguali fra i fondi nazionaJi e comunitari. 3. OBIETIIVI SPECIFIC!: L'eccesso di sforzo di pesca che caratterizza la flotta da pesca in Italia e concentrata sui battelli operanti a strascico, sia nell'.µ-ea mediterranca che oltrc gli strctti. Tali segmenti sono quelli che piu di altri risultano interessati daJla rnisura in questione. Si ritiene, pertanto, di poter ulteriormente ridurrc lo sforzo di pesca rispetto agli obiettivi previsti daJ PPO Ill. In particolare, attraverso la riduzione dello sforzo di pesca. esercitato sulle risorse mediterranee, sara' possibile ii rniglioramento della rcdditivita delle rimanenti imprese di pesca. A. Indicatori di impatto fisici: Si prevede il riorientamento, definitivo o temporaneo, di 14.100 tsl. Saranno interessati, in particolare i scgmenti della pesca a strascico mediterranca ed oceanica. Capacita di pesca Tsl B. Attivita di pcsca: 1992 267.471 Tsl Risultati attesi 253.371 Tsl Si prcvede un leggero incremento nelle giomate di pesca alla fine del periodo. C. Indicatori di impatto econornici variazioni (-14.100) Si prevede un leggero aumento delle catture per unita di sforzo, cui non si ritiene potra seguire un aumento dei margini di profitto stante la tendenza negativa dei prezzi all'ingrosso. 4. C,A TEGORIE DI BENEFICIARI DELLA MISURA: Imprese singole ed associate. 5. AUTORIT A' RESPONSABILE DELL'ESECUZIONE DELLA MISURA: Ministero per le Risorsc Agricole, Alimentari e Forestali. 6. FONDI E MODALIT A' DI FINANZIAMENTO: Co-finanziamento mediante lo strumento finanziario di orientamento dclla pesca. 7. DURATA: Intero periodo. 58 5-5-1994 Supplemento ordinario alla GAZZEIT A UFFICIALE PIANO SEITORJALE PESCA SCHEDA DESCRIITIVA DELLA MISURA Serie generale - n. 103 Campo di azionc Misura n. 1 Adattamento degli sforzi di pcsca n. 1.J Sospensione temporanea l. SCOPO DELLA MISURA: Contribuire alla riduzione temporanea dello sforzo di pesca. 2. DESCRIZIONE DELLA MISURA: La misura sara attuata nei prossimi anni, cosi come e gia accaduto in quelli preccdenti, attraverso la sospensione della pesca a strascico, volante e turbosoffianti per un periodo massimo di 45 giomi in ragione di anno. La sospensione e obbligatoria. II periodo di ferrno verra stabilito sulla base delle indicazioni fomite dai biologi della pesca, e sara articolato in due periodi differcnti a seconda dcl bacino di appartcncnza della flotta. II sostegno finanziario necessario per assicurare l'attuazione della misura sara intcgralmcnte assicurato dallo Stato. Alla precedente misura di ferrno temporaneo a carattere prevalentemente biologico, se ne affianca anche una seconda di tipo tecnico, che prevede ii divieto di pesca nei periodi festivi e nei fin settimana. L'attuazione di tale misura non richede alcun sostegno finanziario. 3. OBIEITIVI SPECIFIC!: Attraverso la riduzione delle giomate di pesca, concentr;tte nei periodi di rnaggior accrescimcnto degli stadi giovanili delle risorse, e possibile pervenire ad un ulteriore riduzione dcllo sforzo di pesca chc, si prevedc, potra raggiungere almeno ii 15% dcl totale esercitato in ragione di anno da ciascuno dei due scgmcnti coinvolti. Sulla base della precedente espcrienza si ritiene che tale misura, nel medio periodo, sia in grado di fomire un consistente contributo al processo di salvaguardia ed accrescimento delle risorse. A. indicatori di impatto fisici Capacita di pesca: si prevede una riduzione temporanea di 15% del TSL operante a strascico e volante. B. Attivita di pesca 1992 267.471 Tsl Risul tati attesi 227.351 Tsl Variazione (-40.120 Tsl) Riduzione predeterrninata dei giomi di pesca nella misura massima di 4S piu i giomi di fenno tecnico. C. Indicatori di impatto economici Quanto alle specie protette dal fenno temporaneo si prevede un immediato beneficio in termini di sbarchi. 11 beneficio finale, tuttavia, potra esscre riscontrato nel medio lungo periodo, come peraltro I' esperienza maturata finora conscnte di dimostrare. 59 5-5-1994 Misura 1.1 Sospcnsionc dcfinitiva Misura 1.2 R.ioricntamcnto Misura 1.3 Supplemento ordinario alla GAZZETTA UFFICIALE CAMPO D'AZIONE N. 1 ADATIAMENTO DEGLI SFORZI DI PESCA INPATIO COMPLESSIVO PREVISTO A TSL 6% 33.600 -12,6 14.000 -5,2 Sospcnsione temporanea -40.120 -15 87.720 -32,8 4. CA TEGORIE BENEFICIARIE DELLA MISURA: Imprese di pcsca singole ed associate. Serie generate - n. 103 5. AUTORIT A' RESPONSABILE DELL'ESECUZIONE DELLA MISURA: Ministero per le risorse Agricole. Alimentari e Forestali. 6. FOND! E MODALIT A' DEL FINANZIAMENTO: Co-finanziamento mediante lo strumento finanziario di oricntamento dclla pcsca. 7. DURA TA: intero pcriodo. 60 5-5-1994 Supplemento ordinario alla GAZZETT A UFFICIALE PIANO SETIORIALE PESCA SC.HEDA DESCRITIIV A DELLA MISURA Serie generate - n. 103 Campo di azione Misura n. 2 Rinnovo ed ammodemamento della flotta n. 2.1 Nuove costruzioni 1. SCOPO DELLA MISURA: Contribuire in misura modesta al processo di sostituzione dello stock di capitale fisico obsoleto ed al ringiovanimento della flotta da pesca. 2. DESCRIZIONE DELLA MISURA: lnvestimenti materiali. 3. OBIETIIVI SPECIFICI: Consentire la costruzione di ca. 70 nuovi battelli nel corso dell' intero periodo ed in sostituzione di uguale tonnellaggio offerto in demolizione. Nelle regioni Obiettivo 1 si prevede la approvazione di 2.5 nuove iniziative, mentre nelle allre regioni i contributi previsti, anche in virtu' della maggiore partecipazione finanziaria del beneficiario, potranno generare ca. 4.5 nuove iniziative. Per i segmenti della flotta in cui vi e capienz& rispetto all'obiettivo fissato per ii segmento dal Pop potrebbe prescindersi interamente o parzialmente dal ritiro. 4. CA TEGORIE DI BENFICIARIE DELLA MISURA:lmprese singole ed associate . .5. AUTORIT A' RESPONSABILE DELL'ESECUZIONE DELLA MISURA: Ministero per le Risorse Agricole, Alimentari e Forestali. 6. FONDI E MODALIT A' DI FINANZIAMENTO: Co-finanziamento mediante- lo strumento finanziario di orientamento della pesca. 7. DURATA: Intero periodo. 61 5-5-1994 Supplemento ordinario alla GAZZETTA UFFICIALE PIANO SETIORIALE PESCA SCHEDA DESCRITIIVA DELLA MISURA Serie generate - n. 103 Cam1>0 di azione n.2 rinoovo ed ammodemameoto della notta di pesca Misura n. 2.2 Ammodcmamcoto c altri miglioramenti previsti dalle norme vigcoti I. SCOPO DELLA MISURA: Contribuire in modo sostanziale al processo di mantenimento dello stock di capitale fisico, all' aumento della sicurezza delle operazioni a bordo, al rispetto delle norme sanitarie, al processo di riconversione delle attivita di pesca verso sistemi ed attrezzature piu' selettive ed a minor impatto ambientale. Allo stesso tempo, si ritiene di dover assicurare un forte impulso a tale misura dato ii consistente sostegno che tale attivita industriale consente di apportare all'economia del settore nel suo complesso. Cio e possibile in quanto tale misura costituisce I' asse portante per l'attivazione di una politica dell'offerta in grado di contrastarc gli effetti negativi e contrastanti, sia di tipo economico che sociale, derivanti da una politica di riduzione dello sforzo di pesca. 2. DESCRIZIONE DELLA MISURA: Investimenti materiali. 3. OBIETTIVI SPECIFIC!: Consentire un sostenuto processo di ammodemamento della intera flotta da pesca, in tutte le sue componenti. Si prevede di approvare ca. 200 rich.iestc di ammodernarncnto per anno, di cui 70 nclle rcgioni dell'Obiettivo I e 130 nelle restanti arec del Paese. La misura sara' tra l'altro dcstinata a favorirc ii processo di riconversione delle imbarcazioni impegnate nella pesca con reti derivanti e di quelle impegnate nell'attivita a strascico costiero. 4. CA TEGORIE BENEFICIARIE DELLA MISURA: lmprenditori singoli ed associati 5. AUTORIT A' REPONSABILE DELL'ESECUZIONE DELLA MISURA: Ministero delle Risorse Agricole, Alimentari e Forestali. 6. FONDI E MODALITA' DI FINANZIAMENTO: Co-finanzian1ento mediante lo strumento finanziario di orientamento della pesca. 7. DURATA: intero periodo. 62 PIANO SETIORIALE PESCA SCHEDA DESCRfITIV A DELLA MISURA Campo di azione a. 3 Acquacoltura Misura a. 3.1 Coasolidamento della produzione 1. SCOPO DELLA MISlJRA: intervcnirc sulle unita produttivc di acquicoltura csistcnti in acque intcme e marine al fine di ridurre i costi di produzionc, migliorare la qualita dci prodotu, (in termini igienico-sanitari, nutrizionali, di sicurczza d'uso) raggiungerc elevati livelli di compatibilita ambientale. 2. DESCRIZIONE DELLA MISURA : investirnenti per l'adcguamento tccnologico di impianti con priorita per i progetti gia finanziati in parte con fondi comunitari che avranno raggiunto gli obiettivi produttivi che si erano prefissati nel primo o nei succcssivi interventi. 3. OBIETI1Vl SPECIFIC! - INDICATOR! DI IMPATIO - RISlJLTATI ATTESI: awnento della capacita produttiva con particolare riferimento alle avannotterie di specie ittiche marine, di almeno altri 20 milioni di capi per spigole ed orate, con riduzione dei costi di produzione ed adcguamento alla qualita per avviarc programmi di ripopolamento in .;.-.;.; :.;5 , ... .., ... ,;~~1u1 uac..: L..:.:11oiog1cameme gu 1mp1anu dl p1sc1coltura. m acqua dolce e salmastra. csistenti nel territorio naz.Jonale, con parucolare riguardo agli interventi volti alla riduzione dei costi gcsuonali e alla riduzione deil'impatto ambientale. Amrnodemamcnto deile troticolture esistenti per awnentarne la competitivita, ridurre i costi di produzionc, renderle piu flcssibili rispctto al variare della domanda, aumentandone la compatibilita ambientale. Riconversione degli impianti csistenti con nuove specie il cui allcvamento risulti da studi di mercato cconomicamentc intcrcs.sante, scntito ii parcre delle Associazioni profcssionali di categoria Lavori di manutenzione straordinaria in ambienti vallivi per aumentame la compatibilita ambicntale e per sostencrc le produzioni cstens1ve di elcvata qualita. per il mantenimento dei mercati locali. Adcguamento tccnologico deile moiluschicolture per operare in mare apcrto e per migliorarc le condizioni ambicntali di sacche ed arcc costiere confinanti, anche al fine di mantenere la produzione di vongola tilippina almeno ,sulle 25. 000 tonnellate annue costanti. R.ilancio deila ostreicoltura nazionale. Ammodemamento delle anguillicolture csistenti, soprattutto per quanto riguarda il miglioramento dclla loro compatibilita ambientale e la salvaguardia delle risorse idriche. Interventi per finanziare campagne di cradica.zione attuate con l'uso di vaccini o altri mczzi di profilassi. allo scopo di ridurrc scnsibilmentc l'uso di prodotti disinfettanti, antibiotici ccc .. che possono rappresentarc per la piscicoltura continentale una sorgente di impatto arnbientalc. Infinc do\-Tanno cssere finanziati quegli intervenu volti al miglioramento dcgli standards qaulitativi dclle produzioru piscicole nazionalc 4. CA TEGORIE DI BENEFICIARI DELLA MISlJRA : imprenditori singoli cd associati. associazioni di categoria e loro structure. anurunistrazioru regionali per gli interventi in arcc demaniali, associazioni di produnori. 5. AlITORIT A' REPONSABILE DELL 'ESECUZIONE DELLA MISURA: Ministero delle R.isorse Agricole, Alimcntari c Forestali c. per quanto riguarda l'acquacoltura di acqua dolcc, le Amministrazioni rcgionali competenti per territono. 6. FOND! E MODALIT A' DI FINA:--J'ZIA.\1ENTO: Co-finanziamcnto mcdiante lo strwnento finanziario di oncm.amento della pesca. 7. DlJRATA: intero periodo. 63 5-5-1994 Supp/emento ordinario alla GAZZETI A UFFICIALE PIANO SEITORIALE PESCA SCHEDA DESCRIITIV A DELLA MISURA Campo di uione 0. J Acquacoltura Misura a. 3.2 Sriluppo di attiviti innovative Serie generale - n. 103 I. SCOPO DELLA MISURA : Incoraggiare lo sviluppo dell'acquicoltura per nuove specie e con tecnologie a basso impatto ambientale. Aprue opponunita di sviluppo dcUa acquicoltura alle cooperative di pesca per ricoavcrsione e riduzione dello sforzo di pesc:a. promuovendo progetti economicamentc affidabili e non solo a contcnuto eminentementc sociale. 2. DESCRIZIONE DELLA MISURA : investimenti per la c:ostruzione di nuov.e unita di acquicoltura equamente distribwti Jungo la costa aJ fine di assumere ruolo pilota. 3. OBIETIIVI SPECIFIC!: allevamento di aJtre specie marine (Ombrine, Dentici, Saraghi, Ricciole, Pecten). Progetti di acquicoltura lungo la fascia costiera attravcrso impianti in mare aperto con gabbie galleggianti adattc alle condizioni meteomarine delle nostre coste aperte. con sistemi integrati di produzione. Progctti di ripopolamento attivo di lagune costicre gestite da cooperative di pesc:atori. Progetti innovativi in acque intcme e marine cbe prevedano l'uso di tccnologie' ambientali a.ffidabili. 4. CATEGORIE DI BENEFICIARI DELLA MISURA: imprenditori singoli ed associati, associazioni di categoria e loro·sttutture, associazioni di produnori. S. AUTORIT A' REPONSABll.E DELL 'ESECUZIONE DELLA MISURA: Ministcro delle Risorse Agricole, Alimentari e Forestali e, per quanto riguarda l'acquacoltura di acqua dolce, le Amministrazioni regionali competcnti per tcrritorio. 6. FOND I E MODALIT A' DI FINANZIAMENTO: Co-6oanziarnento medianr.c lo strumento ftnanziari" di orientamento della pesc:a. 7. DURATA: intcro periodo. 64 5-5-1994 Supp/emento ordinario alla GAZZEIT A UFFICIALE Misura PIANO SETIORIALE PESCA SCHEDA DESCRITIIVA DELLA MISURA Campo di azione D, J Acquacoltura n. J.J Servizi territoriali per la produzione Serie genera/e - n. 103 I. SCOPO DELLA MISURA : reaJizzazione di centri di servizio per la produzione ubicati in aree strategiche per la produzione dclla acquicoltura suJ tcrritorio nazionale. 2. DESCRIZIONE DELLA MISURA : invcstimenti per la realizzazione di centri di servizi. 3. OBIETIIVI SPECIFIC! : realizzazione di un Centro per la gestione della produzione di vongole veraci e di altri molluschi net nord Adriatico. Attivazionc di un sistema di controllo sanitario (quarantcna) sui prodotti ittici di acquacoltura di importazione coordinato dal Centro di Referenza Nazionale suite malattie dei pesci (Direttiva 93/53 C:E:E: del 24/06/93). Realizzazione di un osscrvatorio dcl mcrcato dei prodolti di acquicolt~ con tre unit.a distribuite suJ territorio nazionale. Tali centri ed unita saranno slrutture estremamente snclle chc prevedono una ampia partccipazione del mondo della produzione. 4. CA TEGORIE DI BENEFICIARI DELLA MISURA : Associazioni di categoria, Amministrazioni regionali, associazioni di produttori. 5. AUTORITA' REPONSABILE DELL'ESECUZIONE DELLA MISURA: Ministero delle Risorse Agricole, Alimentari e Forestali, e, per quanto riguarda l'attivazione di un sistema di controllo sanitario, il Ministero della Sanita. 6. FOND! E MODAi.IT A' DI FINANZIAMENTO: Co-finanziamento mediante lo strumento finanziario di oricntamento della pesca. 7. DURATA: intero periodo. 65 5-5-1994 Supplemento ordinario alla GAZZETTA UFFICIALE PIANO SETTORlALE PESCA SCHEDA DESCRITTIVA DELLA l\flSURA Campo di azione n.4 : Zone Marine Protette Misura: Preparazione zone marine protette Serie generate - n. 103 I. SCOPO DELLA MJSURA: Conlribuire aUa reaJizzazione di impianti di maricoltuia mediante istallazione di barriere di prolezione. 2. DESCRIZIONE DELLA MISURA: investimenti materiali e progettazione 3. OBIETTIVI SPECIFIC!: miglioramento della affidabilita' delle rcalizzazioni di maricoltura. 4. CA TEGORIE DI BENEFICIARI: Associazioni di Categoria e loro Strutturc, Amministrative regionali e comunali. 5. AUTORIT A' RESPONSABILE DELL' ESECUZIONE DELLA MISURA: Ministero per le Risorsc Agricole, Alimentari e Forestali. 6. FONDI E MODALIT A' DI FINANZIAMENTO: Co-finanziamento med.iante lo strumenlo finanziario di orientamento della pesca. 7. DURATA: intero periodo. 66 5-5-1994 Supplemento ordinario alla GAZZETI A UFFICIALE PIANO SETTORlALE PESCA SCHEDA DESCRITTIVA DELLA :MISURA Campo di azione n. 5 Attrezzature dei porti di pesca Misura n. 5.1 Sostegno all' attivita dei pescherecci - Iniziative pubbliche Serie generate - n. 103 l. SCOPO DELLA MISURA: Aumentare la dotazione di servizi ed infrastrutture a servizio della pesca, ivi incluse le opere di adattarnento dei moli di attracco e le opere di prima comrnercializzazione e deposito delle catture. Magazzini frigo e fabbriche di ghiaccio a gestione pubblica. Le differenti azioni sono comunque mirate aJ miglioramento delle condizioni sanitarie del prodotto sbarcato e delle operazioni di sbarco 2. DESCRIZIONE DELLA MISURA: Investimenti materiaJi, costruzione di unita' a servizio dell' attivita di sbarco e prima comrnercializzazione. 3. OBIETTIVI SPECIFIC!: Ridurrc le incfficienze organizzative, distributive e sanitarie aJmcno in aJcuni dei ca 802 porti ed approdi di cui si serve la flotta peschercccia itaJiana. 4. CA TEGORIE DI BENEFICIARI DELLA MISURA: Organismi pubblici S. AUTORIT A' RESPONSABILE DELL' ESECUZIONE DELLA :MISURA: Ministero delle Risorse Agricol, Alimentari e Forestall. 6. FOND I E MODALIT A' DI FINANZIAMENTO: Co-finanziamento mediante lo strwnento finanziario di orientarnento della pesca 7. DURATA:Intero periodo 67 5-5-1994 Supp/emento ordinario alla GAZZETTA UFFICIALE PIANO SETTORJALE PESCA SCHEDA DESCRJTTIV A DELLA MISURA Campo di azione n. 5 Attrczzature dei porti di pcsca Misura n. 5.2: l\-1i~lioramcnto dclle condizioni sbarco - Iniziath·e private Serie ~enerale - n. 103 I. SCOPO DELLA MISURA: Aumentare la dotazione di servizi e infrnstrutture private a sen i7.io degli operatori dclla pcsca. 2. DESCRJZIONE DELLA MISURA: Investimenti materiali, costruzione di unita' a sostegno dell' attivita di sbarco e di prima commcrcializzazione. 3. OBIETTIVI SPECIFICI: Ridurre le inefficienze organizzative, distributive e sanitarie in almeno aJcuni dei ca 802 porti ed approdi di cui si serve la flotta pcschcreccia italiana. 4. CA TEGORIE DI BENEFICIARJ DELLA MISURA: Associazioni di Catcgoria e loro Strutture. 5. AlITORJT A' RESPONSABILE DELL' ESECUZIONE DELLA MJSURA: Ministero per le Risorse Agricole, Alimentari e Forcstali. 6. FOND I E MODALIT A' DI fINANZIAMENTO: Co-finanziamento mediante lo strumento finanziario di orientamento della pesca. 7. DURATA: lntero pcriodo. 68 5-5-1994 Supp/emento ordinario alla GAZZETI A UFFICIALE PIANO SETIORIALE PESCA SCHEDA DESCRllTIVA DELLA MISURA Serie genera/e - n. 103 Campo di azione n.6 Trasfonnaziooe e commercializzaziooe dei prodotti della pesca Misura o.6.1 Immobili ed istallaziooi I. SCOPO DELLA MISURA: L' andamento dei consumi ittici freschi. congelati e trasformati mostra un andamento crescente nel tempo. Di conseguenza, quanto alla capacita' di trattamcnto dcl prodotto finito c dclla materia prima si pone un problema di adattamento delle strutture di trasformazionc, di conscrvazionc e distribuzionc allc mutate esigenze ed anchc alla divcrsa competitivita' dci singoli comparti. Quanto allc strutturc di conservazionc c lavorazione dei prodotti dclla pesca si prevede un aumento della capacita produttiva e di mantenimento del prodotto. In tal scnso si prevede la costruzione di nuovi impianti limitati, per quanto riguarda la trasformazionc, allc lincc di lavorazione attivc nei settori surgelazionc, acciughe, scmiconscrvc, prodotti innovativi nonchc ncl scttore dcllc trotc. Quanto alla reaJizzazione di iniziative destinate al potenziamcnto della capacita di mantcnimcnto e di conscrvazionc del prodotto si prevedc la realizzazione di almeno dieci impianti. Nel caso dellc iniziative a sostegno della conuncrcializzazionc si prevcdc la rcalizzazionc di ccntri di raccolta provvisti di sistcmi informatizzati per assicurarc una cfficicntc c remuncrativa collocazionc dcl pcscato. Tali ccntrt. pcraltro, costituiscono un elemento esscnziale della attivita di promozionc di cui al campo di azione n.7 La reaJizzazione di mercati ittici ed aste e di impianti di depurazionc dei molluschi costituiscc un ulteriore obiettivo che si intende conseguire attraverso talc misura. 2. DESCRIZIONE DELLA MISURA: Investimenti materiali per la realizzazionc di nuovi impianti di trasformazionc e conunercializzazione dei prodotti della pesca. Sistemi informatici per la costruzionc di reti distributive da parte delle Associazioni diei Produttori. 3. OBIETIIVI SPECIFIC!: Esistono al momento ca 220 unita' produttive ncl scttorc dclla trasformazione e prima lavorazione dei prodotti della pesca, per una capacita' produttiva globale di oltre 250.000 tonncllate di materia prirna. La produzione attuale anunonta a oltre 155 mila ton. per un valore di 1.540 miliardi di lire. Le importazioni di prodotti trasformati ammonta a 122 mila ton. per un valore pari a 902 miliardi di lire. Le csportazioni hanno raggiunto le 12 mila ton per un valore di 78 miliardi di lire. Mcdiante l' attivazione della misura in csame si ritiene di poler aumentare la capacita' produttiva mcdiante la realizzazione di nuovi impianti di lavorazione, lirnitatamente ai settori impegnati nella lavorazione delle acciughe, delle scrniconscrve, e dei prodotti innovativi dei surgelati. AI termine del periodo di attuazione del progranuna si ritiene di aumentarc ii numero delle unita' produttive corrispondenti dalle circa I 93 a 245 con un awnento della capacita' produttiva di ca. 18.200 ton. chc corrispondono al 11,6% dell' attuale produzione. Nel caso delle strutture di conunercializzazione e distribuzione si riticne di poter reaJizz.a.rc almeno quattordici nuove istallazioni, mercati ittici, centri di raccolta e impianti di depurazione. In tal modo si ritiene di aumentare la quantita' di prodotto venduto attraverso una struttura appropriata. Si stima chc almcno 50/60.000 ton. di prodotto potranno esscre commercializzate mcdiante le strutture di cui sopra. 4. CATEGORIE DI BENEFICIARI DELLA MISURA:Organismi pubblici, lmprenditori singoli ed associati, Associazioni di Categoria e loro strutture. 5. AUTORITA' RESPONSABILE DELL' ESECUZIONE DELLA MISURA: Ministcro per le Risorsc Agricole, Alimentari e Forestali. 6. FOND I E MODALIT A' DI FINANZIAMENTO:Co-finanziamento mcdiante lo strumento finanziario di oricntamento della pesca. 7. DURA TA: intero periodo. 69 5-5-1994 Supp/emento ordinario alla GAZZETI A UFFICIALE PIANO SEITORIALE PESCA SCHEDA DESCRlITIVA DELLA MISURA Serie generate - n. 103 campo di azione n.6 : Trasfonnazione e commercializzaziooe dei prodotti della pcsca. Misura n. 6.2: Ammodemamenti 1. SCOPO DELLA MlSURA: Per gli stessi moth-i gia' esposti nclla scheda relativa alla misura 6.1 si ritiene necessario sostenere ii processo di ammodemamcnto gia' avviato con ii prcccdcnte programma settorialc e con l' applicazione delle Direttive n. 91/492/CEE e 91/493/CEE in matcria di condizioni sanitarie di vendita dei prodotti della pesca e dell' acquacoltura. In tal senso, si prevede di contribuire all' ammodemamento di ca. 130 unita' sia chc si tratti di impianti di conservazione e lavorazionc chc di mercati ittici ed aste, centri di raccolta c impianti di depurazione. In particolare sara' sostenuto ii processo di modemizzazione relativo all' adeguamcnto degli impianti alle nonnative esistenti, sia di tipo sanitario che in materia di inquinamento, sia ancora in materia di controllo delle nonne relative agli standard di qualita'. La capacita' produttiva complessiva non si ritiene che vcm' influenzata in modo consistente in seguiro alla applicazione della rnisura, se non nel caso di iniziative destinate ad introdurre nuove tecnologie di trasfonnazione e nuovi prodotti, quale risposta all' esigenza di difesa della competitivita' da produzioni extra europee. 2. DESCRIZIONE DELLA MISURA: lnvestimcnti materiali nclle imprese e nei centri commerciali oggcllo di ammodernamento. Soddisfacimento dei requisiti nonnativi sia sanitari che antinquinamento, informatizzazione del sisterna distributive e delle procedure per la definizione di procedure automatiche per accertare il controllo di qualita' nei processi produttivi. Aggiomare tecnologicamente, promuovendone l'adeguamento alle nuove noramtive sanitarie ed antinquinamento, gli impianti di trasforrnazione e lavorazione di prodotti d'acqua dolce (trote, pescegatto, ecc.) privilegiando l'integrazione tra allevamento e trasforrnazione. 3. OBIETIIVI SPECIFIC(: secondo slime attendibili solo una parte degli stabilimenti oggi csistenti rispcttano le nonne in materia sanitaria ed antinquinarnento. Si ritiene pertanto di appoggiare in modo consistente tale processo. Cio' implica che la misura in questione consentira' di adattare alle norme esistenti almeno 100 impianti di trasfonnazione e cornmercializzazione e 30 mercati ittici. lnoltre, con tale misura sara' possibile procedere alla introduzione di un sistema di informalizzazione dei mercati ittici c dei centri di vendita e di raccolta delle Associazioni di Catcgoria e de lie loro cooperative. Si slima che almeno 15 mercati saranno interessati dalla misura in questione. Le iniziative di ammodemamento destinate alla introduzione di nuove tecnologie ed alla ricerca di nuovi prodotti da immettere sul mercato saranno opportunarnente sostenute, in particolare le aziende impegnate nella trasformazione di prodotti di allevamento in acqua dolce o salmastra (trote, anguille, rnitili ecc.). 4. CA TEGORIE DI BENEFICIARI: lmprenditori singoli ed associati, Associazioni di Catcgoria e loro strutture. Associazioni professionali di categoria e loro Cooperative 5. AlITORJT A' RESPONSABILE DELL' ESECUZIONE DELLA MISURA:Ministero per le Risorse Agricole, Alimentari c Forestali. 6. FOND I E MODALIT A' DI FINANZlAMENTO: Co-finanziarnento mcdiante lo strumento finanziario di oricntamento della pesca. 7. DURATA: intero periodo 70 Campo di azione Misura PIANO SEITORIALE PESCA SCHEDA DESCRIITIVA DELLA MISURA n.7 n. 7.1 Promozione dei prodotti e sostegno nuove iniziative interne ed estere Campagne promozionali I. SCOPO DELLA MISURA: L' andamenlo dei consumi di prodolti iltici freschi e trasforrnati irnpone un crescente ricorso ad importazioni, caratterizzate in generate da prezzi inferiori a quelli corrcnti per ii prodotto pescato dall' armamento locale. Tale attivita assume una duplice valenza chc lendc ad in.fluenzare ii mondo della pesca in modo consistente. Da un lato i flussi di importazione sono assunti da aziendc commerciali operanti su scala globale c, pertanto, pur senza entrare in contatto, interferiscono con le scelle produttivc c commerciali delle imprese di pesca nazionali. In tale contesto tendono a svilupparsi delle diseconomie eslemc chc si abbattono sul settore produttivo riducendone, peraltro, la capacita' a produrre protitti adeguati agli investimenti. La misura in questione tende da un lato a contrastare tale andamento naturale che, se lasciato a se stesso, finirebbe col generare forti tensioni sociali, dall' altro a favorire un processo di intemazionalizzazione delle attivita in esserc nell' arnbito delle Associazioni dei Produttori, sia favorendo una maggiore partecipazione delle proprie impresc alla gestione dei flussi commerciali intemazionaJi, sia favorendo la costituzione di inziative produttive e commerciali con partners estemi laddove se ne potranno veriticare le condizioni. Nel primo caso si procedera' alla realizzazione delle iniziativc di valorizzazione della produzione sia attraverso la realizzazione di Marchi, sia mediante un' azione diretta a riorganizzare gli altuali sistcmi distributivi. In quest' ultimo caso, attraverso una piu' accentuata presenza dci ccntri di raccolta c distribuzione de! pescato, sara' possibilc proccdere alla costituzione di uffici commerciali collettivi con I' obiettivo, fra I' altro, di divcrsificare gli attuali circuiti distributivi e passare dalla vendita mediante can.ale lungo, come oggi accade, a quella di tipo breve, privilegiando ii canale della Grande Distribuzione Organizzata. Nel secondo caso, si procedera' alla individuazione di aree commerciali e produttive nei confronti delle quali maggiore sono le potenzialita' di sviluppo di accordi su scaJa globale, chc tengano conto cioe' dellc esigenze di adattamento interno dello sforzo di pesca, delle dillicolta' di approvigionamcnlo dci prodotti ittici, freschi e trasformati, della competitivita' intemazionale. 2. DESCRIZIONE DELLA MISURA: Saranno svolte ricerchc di mercato, in Italia ed all' estcro, inchiestc sul consumo, azioni test, fiere e mostre, studi di mercatu dal Jato dell' offerta intemazionale, consulenza ed assistcnza. 3. OBlETTIVI SPECIFIC!: Valorizzazione della produzione intcrna, aumcnto della quota di mcrcato relativa al prodotto di importazione attuaJmente copcrta dalle organizzazioni di categoria, salvaguardia dei margini di profitto delle imprese di pesca. 4. CA TEGORIE DI BENEFICIARI DELLA MISURA: Associazioni di Categoria e loro strutture;associazioni di produttori e loro consorzi. 5. AUTORIT A' RESPONSABILE DELL' ESECUZIONE DELLA MISURA: Ministero per le Risorse Agricole, Alimentari e Forestali. 6. FOND I E MODALIT A' DI FINANZIAMENTO: Co-finanziarnenlo mediante lo strurnento finanziario di orientamento della pcsca. 7. DURATA: intero periodo. 71 5-5-1994 Supplemento ordinario alla GAZZETI A UFFICIALE Serie genera/e - n. 103 PIANO SETIORlALE PESCA SC HEDA DESCRlTTIV A DELLA MISURA Cam110 di :v.ionc n. 8 Misura n. 8.1 Rafforzamcnto dcllc organizzazioni di catci:oria. Creazionc di un fondo di garanzia I. SCOPO DELLA MISURA: Superamenlo dei limili finanziari che ostacolano ii perseguimento degli obicltivi di modernizzazione cd climinazione o riduzione def differenziale per capilale di rischio e capitale di preslito. Tali limiti intervengono in tutti i momenti def percorso produttivo ed organizzativo della professione. dalla copcrtura delle proprie quote in ~aso di irwestimento in mare o a terra, alla necessita' di garantire una adeguala capitalizzazione alle iniziative commerciali e produttive. alle esigcnze di anticipazion) richieste da operazioni di Coun.ter Trade o Buy back per la rcalizzazione di societa' misle. Riduzione del vincolo alimentare ed aumento del grado di autoapprovvigionamenlo mediante acquisizione e lavorazione di prodolto estero da parte di sociela' costituite in Paesi detentori dclle risorsc. 2. DESCRIZIONE DELLA MISURA: Costituziouc di un fondo di garanzia. gestito dalle Associazioni di categoria con l'evenluale concorso di intermediari finanziari operanli su scala intemazionale. Le leggi che concedono crcdili agevolati per la pesca (legge 41/82 e legge 302/89) hanno entrambi tempi di erogazione Iunghissimi e certamcnte non compalibili con ii carauere di pronta disponibilita che dovrebbero avere. Gli intervenli credilizi. in altre parole,sono risultati insufficienti e, spesso. anche non conformi alle esigenze gestionali delle imprese, quando non addirillura dannosi per i tempi lunghissimi che le azicnde devono sopportare. Troppo spesso le imprese si vedono CO!-lrettie a ri,·olgersi agli Istituti di Credito con onerosissini tassi di interesse passivo. Altrettanto frequcntemente si fa ricorso ai fornitori. grossisti, commercianti. Viene cioe utiliu.ato ii fornitore come fonte di .finanziamento, allraverso dclcghe. pcrdendo cosi la capncita di contrallare nei confronti dci fomitori stessi. In pratica. solo una piccola parte delle imprese di pesca fanno ricorso a1 credito, rnentre occorre creare quei meccanismi che consentano alle imprese di avere un rapporto "normale" con ii sistema bancario, quale strumcnto principalc di intermediazione di capitale. Inollre. accade che i pescatori. per non ricorrere al sistcma bancario intensifichino la loro attivita fino ad un ritrno di lavoro fo17.ato. Cio provoca non solo un abbrutimcnto dclla vita in mare, ma anche un supcrsfruttamcnto della fauna iuica. gi:i solloposta ai rischi dcl devastanlc fcnomcno dell'inquinamento. L'accesso al credito per le piccole c medic impresc, che sono la stragrnnde maggioranza all'intcmo dcll'economia ittica. e stala una scommessa. I lassi reali, quelli depurati dcll'inflazione, hanno superato i 7 punli. II fabbisogno di credito nel settore era, e resta. elevato mentre si concentra l'offerta di nuovi fidi da parte degli Istituli di credito. La situazione linanziaria def settore. ncl periodo di vigenza del 3° Piano triennale, ha rappresentato ii punto di debole1.za piu critico soprettullo per le imprese di piccola e media dimensione, che hanno scontato gli effelli ncgativi don1li al progressivo dilatarsi dei termini di pagamento o dci mancali pagamenli sempre piu frequenti. Nel corso di questi ultimi anni gli effeui della recessione si sono ripercossi duramente sulle imprese che operano nel scllore dell'economia ittica, facendo crescere l'indebitamento e gli oneri sociali: una crisi di vaste proporzioni che la creazionc di un consorzio lidi 11:1zionalc ed 11nitario potrcbbe signilicativamcnte tamponare. Un clTello c:1lmicrante nci confronti dci tassi di mercato pratir.ati dalle banche. lnoltre, l'istituzionc di un consorzio lidi potra oITrirc l'accesso a strumcnti linanziari modcrni quali ii leasing ed ii factoring. 3. OBIETTIVI SPECIFICI: Crcazione di socicta' a capitale interamente proprio o miste, di produzione, commercialin.azione e trasformazione dei prodotti ittici operanti in Italia. 4. CA TEGORlE DI BENEFICIARI DELLA MISURA: Associazioni di categoria e loro strutture; associazioni di produttori e loro cooperative. 5. AUTORIT A' RESPONSABILE DELL' ESECUZIONE DELLA MISURA: Ministero per le Risorsc Agricole, Alimentari e Forestali. 6. FONDI E MODALIT A' DI FINANZIAMENTO: Co-finanziamento mediantc lo strumento finanziario di orienlamcnto della pesca. 7. DURATA: lntero periodo .. 72 5-5-1994 Supplemento ordinario alla GAZZETI A UFFICIALE Serie generale • n. 103 PIANO SETIORIALE PESCA SCHEDA DESCRITIIVA DELLA MISURA Campo di azione n. 8 Rafforzamento delle organizzazioni di categoria Realizzazione di un ossen-atorio ecooomico Misura n. 8.2 1. SCOPO DELLA MISURA: La politica delJa pesca nazionale e comunitaria prevede una crescente utilizzazione di informazioni specifiche suit' attivita produttiva in mare. Le stesse categoric, in quanto soggetti attivi del processo di piani(icazione, intendono dotarsi di uno strumento conoscitivo e decisionale quanto alle scelte ~ inv~timento dei propri ,associati ed intendono, nel quadro di una sempre maggiore partecipazione alle scelte delle Amrninistrazioni, sia nazionale che comunitaria. fomire un supporto informativo realistico ed elaborato su base scientifica. 2. DESCRIZIONE DELLA MISURA: La rcalizzazione di un Osservatorio economico prevedc ii ratrorzamento dclla rete di rilcvazione gia' esistente e la partecipazione diretta delle Associazioni di Categoria alla gestione dell' iniziativa. L' Amministrazione ccntrale nazionale partecipa a tale iniziativa fomendo il collegamento all' Archlvio Licenze in essere presso la Direzione Generale Pesca e sovrintendendo all' esecuzione dell' iniziativa. In lal modo sara' assicurato ii monitoraggio sistematico ed organico dei parametri tecnici ed economici della 0otta di pesca ilaliana con una copertura statistica significativamente maggiore di quella attuale. Gli investimenti consistono in speciali apparecchiature informatiche per garantire la trasmissione delle informazioni in tempo reale e la realizzazione di corsi di formazione per i nuovi addetti alla rilevazione che andranno ad aggiungersi agli attuali 23 gia' attivi. 3. OBIETIIVI SPECIFIC!: Realizzazione di una struttura permanente di rilevazione a servizio delle Associazioni di Categoria e delle Amministrazioni Pubbliche. 4. CA TEGORIE DI BENEFICIARI DELLA MISURA: Associazioni di categoria e Istituti di ricercbe economicbe. 5. AUTORIT A' RESPONSABILE DELLA ESECUZIONE DELLA MISURA: Ministero per le Risorse Agricole, Alimentari e Foreslali. 6. FOND I E MODALIT A' DI FINANZIAMENTO: Co-.finanziamento mediante lo strumento finanziario di orientamento della pesca. 7. DURATA: Intero periodo 73 5-1994 Supplemento ordinario alla GAZZEIT A UFFICIALE PIANO SEITORlALE PESCA SCHEDA DESCRlTIIVA DELLA MISURA Serie generale - n. 103 Campo di azione n. 8 Raffon:amento delle or1anizzazioni di Categoria Misura n. 8.3 Realizzazione di un Osservatorio tccnico - biologico l. SCOPO DELLA MISURA: La politica della pesca nelle sue componenti, comunitaria e nazionale, prevede una crescente utilizzazione di informazioni specifiche suit' attivita produttiva in mare. Le stesse categorie, in quanto soggetti attivi del processo di pianificazione intendono dotarsi di uno strumento conoscitivo e decisionale quanto alle scelte di investimento dei propri associati ed intendono, nel quadro di una sempre maggiore partecipazione alle scelte delle Amministrazioni, nazionale e comunitaria, fomire un supporto informativo realistico ed elaborato su base scientifica. 2. DESCRJZIONE DELLA MISURA: A partirc dalla rcte fomita dai Consorzi di monitoraggio biologico cd ambicntalc gia' esistcnti nell' ambito dclle Associazioni di Categoria, si prevede ii rafi'orzamento di tale iniziativa e I' individuazione di una griglia di parametri utili, da monitorare su scala sistematica e statisticamente significativa, da utilizzare per ii funzionamento di modelli di valutazione delle risorse. La raccolta e I' elaborazione dei parametri su base sistcmatica ed organica consentira' anche l' assunzione di scelte operative e di investimento motivate da parte delle Associazioni di categoria ed in linea con la politica piu' generale di settore. 3. OBIETIIVl SPECIFICI: Realizzazione di una struttura permanente di rilevazione di parametri tecnico biologici a servizio delle Associazioni di categoria e delle Amministrazioni Pubbliche. 4. CATEGORIE DI BENEFICIARI: Associazioni di categoriae loro strutture. 5. AUTORlT A' RESPONSABILE DELL' ESECUZIONE DEL~A MISURA: Ministero per le Risorse Agricole, Alimentari e Forestali. 6. FONDI E MODALIT A' DI FINANZIAMENTO: Co- finanziamento mediante lo strumento finanziario di orientamento dclla pesca. 7. DURA TA: Intero periodo. 74 ~ V, RIPARTl2iONE INVESTIMENTI SU BASE ANNUA PER CAMPO DI AZIONE CAMPO DI AZIONE n° 1: ADATTAMENTO DEGLI SFORZI DI PESCA MISURAN° 117,6 OBIETIIVO l (28 %) 109,2 ALTRE REGION I (26 %) TOTALE COM. I NAZ. PRIV. TOTALE COM. NAZ. PRIV. TOTALE GENERALE 12,6 12,6 - 25,2 14 14 - 28 53,2 l. 1 Sospensione definitiva (%) 0,5 0,5 (%) 0,5 0,5 1.2 Riorientamento (Societa' 7,0 7,0 14 4,2 4,2 - 3,➔ 22,4 misle • Assoc. temporanee) (%) 0,5 0,5 - (%) 0,5 0,5 30 - 30 24 - 2➔ 54 1.3 Sospensione temporanea (%) 1,0 (%) 1,0 (%) (%) (%) (%) (%) (%) I TOTALE 19,6 49,6 - 69,2 18,2 42,2 60,4 129,6 lpotesi: Fondi ripartiti in modo uguale per obiettivo 1 e Altre Regioni owero ii concorso comunitario e' massimizzato nelle Altre Regioni (50%) e minimizzato nell'Obiettivo 1 /50%1 lootesi valida oer tutte le schede. Y' Y' Cl ► N N tTI :1 ► C: 'Tl :!l Q ► r m RIPARTIZIONE INVESTIMENTI SU BASE ANNUA PER CAMPO DI AZIONE CAMPO DI AZIONE n° 2: RINNOVO E AMMODERNAMENTO DELLA FLOTTA DI PESCA MISURA N" 84 OBIETIIVO l (20 %) 84 ALTRE REGIONI (20 %) TOTALE COM. NAZ PRIV. TOTALE COM. NAZ. PRIV. TOTALE GENERALE 2.1 Rinnovo della Ootta: 2,8 0,56 2,24 5,6 2,8 0,9 5,6 9,3 14,9 2.1.l. Nuove costruzionl (%) 0,5 0,1 0,4 (%) 0,3 0,1 0,6 11,2 2,24 8,96 22,4 11,2 3,7 22,4 37,3 59,7 2.1.2. Ammodernamento (•) (%) 0,5 0,1 0,4 (%) 0,3 0,1 0,6 (%) (%) (%) I (%) (%) (%) (%) (%) TOTALE 14 2,8 11,2 28 14,0 4,6 28 46,6 74,6 (*) Si intendono inclusi nel punto 2. 1.2 anche le misure relative alle modifiche strutturali tendenti a soddisfare i punti di cui alle misure 2.2 - 2.3 - 2.4 2.5 Y' Y' C) ► N N tT1 :1 ► c:: .,, .,, ;=; ► r tT1 RIPARTIZIONE INVESTIMENTI SU BASE ANNUA PER CAMPO DI AZIONE CAMPO DI AZIONE n° 3: ACQUICOLTURA MISURAN• 63 OBIETIIVO l (15 %) 75,6 ALTRE REGIONI (18 %) TOTALE COM. NAZ. PRIV. TOTALE COM. NAZ PRIV. TOTALE GENERALE 3.1 Consolldamento della 5,25 1,05 4,2 10,5 6,3 2,1 12,6 21 31,5 produzlone (%) 0,5 0,1 0,4 (%) 0,3 0,1 0,6 3.2 Svlluppo attlvltA 4,2 0,84 3,36 8,4 5,04 1,68 10,08 16,8 25,2 innovative (%) 0,5 0,1 0,4 (%) 0,3 0,1 0,6 ..I 3.3 Servizi territorial! per la 1,05 0,21 0,84 2,1 1,26 0,42 2,52 4,2 6,3 ..I promozione (%) 0,5 0,1 0,4 (%) 0,3 0,1 0,6 (%) (%) (%) (%) (%) (%) TOTALE 10,5 2,1 8,4 21 12,6 4,2 25,2 42 63 . Sono considerate prioritarie le misure relative alla commercializzazione diretta alla realizzazione e/o ammodernamento dei circuiti distributivi e commerciali destinati alla creazione di poli di concentrazione del pescato e gestiti dalle Associazioni di categoria e loro cooperative . • Sono comunque previste tutte le iniziative finalizzate alle soecifiche di cui alle norme di attuazione. Cl ► N N m :j ► C: "11 "11 n ► r m .J 00 RIPARTIZIONE INVESTIMENTI SU BASE ANNUA PER CAMPO DI AZIONE CAMPO DI AZIONE n° 4: ZONE MARINE PROTETTE MISURAN° 4,2 OBIETIIVO l (l "') . 4,2 ALTRE REGIONI (l %) COM. NAZ PRIV. TOTALE COM. NAZ PRIV. 4.2 Preparazlone e 0,7 0,7 - 1,4 0,7 0,7 ripopolamento (%) 0,5 0,5 - (%) 0,5 0,5 (%) (%) (%) (%) (%) (%) (%) (%) (%) (%) TOTALE 0,7 0,7 - 1,4 0,7 0,7 Sono prevlste tutte le lnlzlative finaliuate ane soeclfiche di cul alle norme di attuazione. TOTALE TOTALE GENERALE 1,4 2,8 1,4 2,8 V, . y, -i t;i {3 "<:S ~ § (:) Sl ~ ~ 5· e. ji;' C') > ~ l'rl ~ c:: "11 "11 a > t""' l'rl ~ ., ;;;· 1 i:l ~ p e RIPARTIZIONE INVESTIMENTI SU BASE ANNUA PER CAMPO DI AZIONE CAMPO DI AZIONE n° 5: ATTREZZATURA DEi PORTI DI PESCA MISURAN° 12,6 OBIETTIVO l (3 %) 12,6 ALTRE REGIONI (3 %) COM. NAZ PRIV. TOTALE COM. NAZ. PRIV. 1,1 1, 1 . 2,2 1, 1 l, 1 . S.L PUBBLICHE (%) 0,5 0,5 . (%) 0,5 0,5 . 1,0 0,5 0,5 5.2 PRIVATE 2 1,0 0,6 1,7 (%) 0,5 0,25 0,25 (%) 0,3 0,2 0,5 (%) (%) (%) (%) (%) (%) (%) (%) TOTALE 2,1 1,6 0,5 4,2 2,1 1,7 1,7 Sano comunque previste tutte le iniziative finalizzate alle specifiche di cui alle norme di attuazione. TOTALE TOTALE GENERALE 2,2 4,4 3,3 5,3 5,5 9,7 .... , Y' Y' Cl ► N N tT1 :j ► c .,., :!:l 0 ► t""' tT1 RIPARTIZIONE INVESTIMENTI SU BASE ANNUA PER CAMPO DI AZIONE CAMPO DI AZIONE n° 6: TRASFORMAZIONE E COMMERCIALIZZAZIONE DEi PRODOTTI MISURAW 75,6 OBIETIIVO l (18 %) 75,6 ALTREREGIONI (18%) TOTALE COM. NAZ. PRIV. TOTALE COM. NAZ. PRIV. TOTALE GENERALE 6,3 3,15 3,15 12,6 6,3 4,2 10,5 21 33,6 6.l lmmoblll c lnstallazlonl (%) 0,5 0,25 0,25 (%) 0,3 0,2 0,5 6,3 3,15 3,15 12,6 6,3 4,2 10,5 21 33,6 6.2 Ammodernamentl (%) 0,5 0,25 0,25 (%) 0,3 0,2 0,5 (%) (%) (%) (%) (%) (%) (%) (%) TOTALE 12,6 6,3 6,3 25,2 12,6 8,4 21 42 67,2 Sono considerate prioritarie le misure relative alla commercializzazione diretta alla realizzazione e/o ammodernamento dei circuiti distributivi e commerciali destinali alla creazione di poli di concentrazione del pescato e gestiti dalle Associazioni di categoria e loro cooperative. Sono comunque previste tutte la iniziative finalizzate alle soecifiche di cui alle norme di attuazione. C) ► N N m :j ► C: 'Tl 'Tl n ► r m Q w RIPARTIZIONE INVESTIMENTI SU BASE ANNUA PER CAMPO DI AZIONE CAMPO DI AZIONE n° 7: PROMOZIONE DEi PRODOTTI MISURAN° 14,7 OBIETTfVO l (3,5 %) 14,7 ALTRE REGION I (3,5 %) TOTALE COM. NAZ PR!V. TOTALE COM. NAZ PRIV. TOTALE GENERALE 7.1 Campagne di 2,45 2,45 - 4,90 2,45 2,45 4,9 9,8 ·promozione (•) (%) 0,5 0,5 (%) 0,5 0,5 . (%) (%) 00 (%) (%) (%) (%) ' (%) (%) (%) (%) TOTALE 2,45 2,45 4,9 2,45 2,45 - 4,9 9,8 (*) Le iniziative promozionali previste sono tutte a carattere pubblico in quanto a sostegno della politica di rafforzamento settoriale. Le iniziative saranno realizzate da un unico organismo designato ad hoc sulla base di un programma concordato con l'Amministrazione. II programma potra' contenere le iniziative finalizzate alle specifiche di cui alle norme di attuazione e di altre ancora che potranno essere ritenute idonee al oerseauimento dell' obiettivo. OJ, Y' 0 0 """ ~ ~ ;:, ~ ~ ~ <::, ~ I:) .., 5· !::.. s;; C'l ► N N ~ C 'Tl :!J (") > r tT1 ~ .., ,;;· ~ ~ "' ~ ;;; ? -0 ~ 00 N RIPARTIZIONE INVESTIMENTI SU BASE ANNUA PER CAMPO DI AZIONE CAMPO DI AZIONE n° 8: RAFFORZAMENTO DELLE ORGANIZZAZIONI DI CATEGORIA MISURA N• 48,3 OBIETilVO l (11,5 %) 44,l ALTRE REGIONI (I0,5 %) COM. NAZ PRIV. TOTALE COM. NAZ PRIV. TOTALE 4,9 4,9 - 9,8 4,2 4,2 8,4 8.1 Credito (%) 0,5 0,5 (%) 0,5 0,5 1,5 1,5 - 3 1,5 1,5 - 3 8.2 Osservatorlo economko (%) 0,5 0,5 (%) 0,5 0,5 8.3 Osservatorio l·,65 1,65 - 3,3 1,65 1,65 - 3,3 tecnlco-blologlco (%) 0,5 0,5 : (%) 0,5 0,5 (%) (%) (%) (%) (%) (%) TOTALE 8,05 8,05 - 16,l 7,35 7,35 14,7 Note: TOTALE GENERALE 18,2 6 6,6 30,8 Y' Y' C) ► N N tTl =l ► C: .,, ::J Q ► t""" tTl ... 0 .... 00 w PIANO SETfORIALE "PESCA" • MODELLO DI PIANO FINANZIARIO RIPARTIZIONE PER CAMPO DI INTERVENTO • OBIETTIVO l (milionl di Lire) ··--·- ·-·- -·------ - ···---· SPESE PUBBLICIIE CAMPI DI ·- SETl'ORE INTERVENTO TOTALE C.E.E. SPESE NAZIONALI PRIVATO PHESTITI PRIORITARI TOTALE ------ ------- H E. I. TOTALE SFOP (•) FESR FSE FEOGA TOTAl.E NAZ.LE REG.LE I = 2+ 11 2 C 3+8 3~4+5+6+7 ◄ 5 6 7 8 = 9+10 9 10 II -- --·-·- --------· ------------ --- ·· I. Adattnmento degll sforzi di pescu (Mis. 1.1- 235.200 235.200 117.600 117.600 I I I 117.600 117.600 I I I 1.2) ·--- ·-·---· --·-• Sospenslone temporunea 180.000 180.000 I I I I I 180.000 180.000 I I I (Mis. 1.3) --- ----~ 2. Rinnovo e ammodernamento della 168.000 100.800 84.000 84.000 I I I 16.800 16.800 I 67.200 noun di pesca r - - ------· 3. Acqnacollnra 126.000 75.600 63.000 63.000 I I I 12.600 12.600 I 50.400 I ·-- ·-· -·. -------- ~--- 4. Zone marine protette 8.400 8.400 4.200 4.200 I I I 4.200 4.200 I I I ·-- -- -------~ S. Attrezzatura del porti di 25.200 22.200 12.600 12.600 I I I 9.600 9.600 I 3.000 I pesca --- ---- -----------f- 6. Trasrormazione e commerclnliz:wzlone del 151.200 113.400 75.600 75.600 I I I 37.800 37.800 I 37.800 I prodotti ·------ -- ·--- - - -- 7. l'romozione dei prodottl 29.400 29.400 14.700 14.700 I I I 14.700 14.700 I I I ·-- ----------- -- -- ------- ----- - -~------- ---------- ---- - .. 8. Org. prod. 96.600 96.600 48.300 48.300 I I I 48.300 48.300 I I I ------·---- ---- ---------- ·- TOTALE 1.020.000 861.600 420.000 420.000 I I I 441.600 441.600 I 158.400 I L,.. --------- --- -- (*) SFOP: strumento finanziario di orientaniento della pesca '{' Y' 'D 'D +> r ;;;­ :;i '1S ~ v v ... ~ c:, :::!. v 1') 1') C) ► N N il'1 ~ ► C: 'Tl 'Tl ;:s ► r il'l ~ ... ;;; )<, ~ '1S z ~ ? -0 <;> 00 ~ PIANO S~TIORIALE "PESCA" - MODELLO DI PIANO FINANZIARIO RIPARTIZIONE PER CAMPO DI INTERVENTO - ALTRE REGION( (mllloni di Lire) CAMPI DI SPESE PUBBLICHE INTERVENTO TOTALE C.E.E. SPESE NAZIONALI TOTALE PRIORITARI TOTALE SFOP (•) FESR FSE FEOGA TOTALE NAZ.LE REG.LE 1 = 2+ II 2=3+8 3=4+5+6+7 4 s 6 7 8 = 9+10 9 10 l. Adattamento degli sforzi di pesca (Mis. 1.l- 218.400 218.400 109.200 109.200 I I I 109.200 109.200 I l.2) Sospenslone temporanea 144.000 144.000 I I I I I 144.000 144.000 I (Mis. l.J) 2. Rlnnovo e ammodemamento della 279.600 111.600 84.000 84.000 I I I 27.600 27.600 I notta di pesca (Mis. l.3) 3. Acquacoltura 252.000 100.800 75.600 75.600 I I I 25.200 25.200 I 4. Zone marine protette 8.400 8.400 4.200 4.200 I I I 4.200 4.200 I S. Attrezzatura del portl di 33.000 22.800 12.600 12.600 pesca I I I 10.200 10.200 I 6. Trasformazione e commercializzazlone dei 252.000 126.000 75.600 75.600 I I I 50.400 50.400 I prodoltl 7. Promozione del prodotti 29.400 29.400 14.700 14.700 I I I 14.700 14.700 I 8. Org. prod. 88.200 88.200 44.100 44.100 I I I 44.100 44.100 I TOTALE 1.305.000 849.600 420.000 420.000 I I I 429.600 429.600 I (*) SFOP: Strumento linanziario di orientamento della pesca SETI'ORE PRIVATO II I I 168.000 151.200 I 10.200 126.000 I I 455.400 PRESTITI B.E.I. I I ~ I I I -· I ·-··-···-· I .L L I y, y, C) > N N m ~ > C: 'Tl 'Tl n > t'"" m 00 Vl ANNI 1994 1995 1996 1997 1998 1999 TOTALE ANNI 1994 1995 1996 1997 1998 1999 TOTALE TOTALE TOTALE 1 • 2+11 2• 3+8 170.000 143.600 170.000 143.600 170.000 143.600 170.000 143.600 170.000 143.600 170.000 143.600 1.020.000 861.600 TOTALE TOTALE 1,. 2+11 2~ 3+8 217.500 141.600 217.500 141.600 217.500 141.600 217.500 141.600 217.500 141.600 217.500 141.600 1.305.000 849.600 PIANO SETTORIALE "PESCA" • SCADENZIARIO DELLE SPESE RIPARTIZIONE ANNUALE • OBIETTIVO l (mlllonl di Lire) SPESE PUBBLICHE C.E.E. SPESE NAZIONALI TOTALE SFOP FE.SR FSE FEOGA TOTALE NAZ.LE REG.LE 3•HH6+7 -4 s 6 7 8 = 9+10 9 10 70.000 70.000 I I I 73.600 13.600 I 70.000 70.000 I I I 73.600 73.600 I 70.000 70.000 I I I 73.600 73.600 I I 70.000 70.000 I I I 73.600 73.600 I 70.000 70.000 I I I 73.600 73.600 I 70.000 70.000 I I I 73.600 73.600 I 420.000 420.000 I I I 441.600 441.600 I PIANO SETTORIALE "PESCA" · ~CADENZIARIO DELLE SPESE RIPARTIZIONE ANNUALE · ALTRE REGIONI (mllionl di Lire) SPESE PUBBLICHE C.E.E. SPESE NAZIONALI TOTALE SFOP FESR FSE FEOGA TOTALE NAZ.LE REG.LE 3=4+5+6+7 4 s 6 7 8 = 9+10 9 10 70.000 70.000 I I I 71.600 71.600 I 70.000 70.000 I I I 71.600 71.600 I 70.000 70.000 I I I 71.600 71.600 I 70.000 70.000 I I I 71.600 71.600 I 70.000 70.000 I I I 71.600 71.600 I 70.000 70.000 I I I 71.600 71.600 I 420.000 420.000 I I I 429.600 429.600 I SETTORE PRIVATO 11 26.400 26.400 26.400 26.400 26.400 26.400 158.400 SETTORE PRIVATO 11 75.900 75.900 75.900 75.900 75.900 75.900 455.400 PRESTITI B.E.I. I I I I I I I PRESTITI B.E.I. I I I I I I I Y' Y'

Decision of the Interministerial Committee for Economic Planning (CIPE) regarding the proposal relevant to the common plan 1994-99, drawn up according to EEC Regulation No. 2080/93. (Financial measures for the fisheries sector) · Nelum