CAP Strategic Plan 2023-2027
颁布于 2022-09 · 文本截至 2026-10-01
以研究形式发布的公开法律与官方指引,不构成法律、税务或金融建议。
研究内容本身以英文撰写。标题和标签已翻译,调查结果和引文未翻译。
关于这部法律
- 原标题
- Piano Strategico della PAC 2023-2027.
- 语言
- Italian
- 类型
- policy
- 国家
- 意大利
- 主题
- Agricultural and rural development, Livestock, Environment
- 关键词
- agricultural development, agro-forestry, agroecology, animal health, biodiversity, contracts, agricultural land, ecological production/organic production, equity, internal trade, farming, gender, innovation, labour, less favoured areas, public participation, risk assessment/management, rural development, rural employment, subsidy/incentive, sustainable development, sustainable use, youth, agricultural extension, capacity building, One Health approach, animal production, animal welfare, climate change
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PIANO STRATEGICO DELLA PAC 2023-2027 Documento di sintesi Il presente documento è stato realizzato dal Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali con il supporto della Rete Rurale Nazionale Data: settembre 2022 Impaginazione e grafica: Roberta Ruberto e Mario Cariello Piano Strategico della PAC 2023-2027 - Documento di sintesi 3 Indice Il Piano Strategico della PAC 2023-2027: dichiarazione strategica ...................................................................... 5 Gli obiettivi specifici del PSP ........................................................................................................................................ 11 L’architettura verde e la transizione ecologica del settore agricolo, alimentare e forestale .......................... 33 Una distribuzione più equa, più efficace ed efficiente del sostegno al reddito ................................................. 53 Il ricambio generazionale ............................................................................................................................................... 59 Lavoro e Condizionalità sociale .................................................................................................................................... 64 Il rilancio dei settori produttivi in un’ottica di sostenibilità ................................................................................... 66 La gestione forestale sostenibile.................................................................................................................................. 88 La gestione del rischio .................................................................................................................................................... 89 Modernizzazione e AKIS ................................................................................................................................................ 91 Modernizzazione e digitalizzazione ............................................................................................................................. 97 Integrazione e complementarità con altri Fondi ................................................................................................... 102 Dotazione complessiva Piano strategico PAC 2023-2027 ................................................................................. 105 Piano Strategico della PAC 2023-2027 - Documento di sintesi 4 Piano Strategico della PAC 2023-2027 - Documento di sintesi 5 Il Piano Strategico della PAC 2023-2027: dichiarazione strategica L’Italia è intenzionata a rafforzare il ruolo strategico del settore agricolo, alimentare e forestale nell’ambito del complessivo sistema economico nazionale e nel contesto europeo e internazionale, partendo dai territori in cui si concentrano tali attività. Il Piano strategico della PAC 2023-2027 (PSP) affronta con decisione le sfide ambientali, sociali ed economiche promuovendo un nuovo corso dove sostenibilità e inclusività sono leve di competitività a livello settoriale e territoriale, con l’obiettivo di trasformare in valore: - le opportunità che possono derivare dalla transizione ecologica e digitale, valorizzando la bioeconomia, l’economia circolare, l’uso a cascata dei prodotti legnosi, la riduzione degli sprechi alimentari e l’agroecologia, anche promuovendo la digitalizzazione dei processi produttivi; - la progressiva riduzione della pressione esercitata dalle attività agrosilvopastorali sul capitale naturale (acqua, aria, suolo, biodiversità), sul paesaggio e sul clima; - i servizi ecosistemici, di regolazione, di approvvigionamento e culturali, prodotti dalle attività agro-forestali, dalle filiere agro-alimentari, forestali e in generale dalle zone rurali; - la semplificazione e l’armonizzazione dei diversi schemi di produzione a basso impiego di input, da comunicare correttamente al consumatore finale. È opportuno che le scelte di politica agricola, alimentare e forestale siano orientate e integrate tra loro, in modo da interpretare in chiave innovativa, ecologica e inclusiva le principali necessità di sostegno che questa transizione richiede. Le sfide da perseguire devono quindi considerare le necessità di: 1) potenziare la competitività del sistema in ottica sostenibile, favorendo l’organizzazione delle filiere e rafforzando le connessioni fra produttori e consumatori, investendo sulla protezione dei redditi degli imprenditori agricoli e forestali e sull’integrazione dei settori verso un’economia realmente circolare, anche ampliando il perimetro operativo delle filiere a nuovi ambiti economici; 2) migliorare le performance climatiche e ambientali dei sistemi produttivi, assistendo gli operatori del settore verso una gestione sostenibile del capitale naturale, recuperando o salvaguardando i paesaggi agrosilvopastorali valorizzando la loro componente culturale e identitaria e favorendo un migliore equilibrio ecologico e tutelando gli habitat naturali e gli ecosistemi agricoli e forestali; 3) rafforzare la resilienza e la vitalità dei territori rurali, generando occasioni di nuova imprenditoria basate sul consolidamento del patrimonio paesaggistico, naturale e sociale, creando le condizioni per migliorare l’attrattività e l’inclusività delle zone marginali; 4) promuovere il lavoro agricolo e forestale di qualità e la sicurezza sui posti di lavoro al fine di garantire la tutela dei diritti dei lavoratori, fornendo anche gli strumenti che assicurino l’equità nei contratti e condizioni per l’emersione e la regolarizzazione di lavoratori; 5) rafforzare la capacità di attivare scambi di conoscenza e innovazioni, accrescendo la consapevolezza collettiva e istituzionale sulle implicazioni legate alla sostenibilità dei sistemi agroalimentari e favorendo la partecipazione attiva degli operatori e dei cittadini; Piano Strategico della PAC 2023-2027 - Documento di sintesi 6 6) efficientare il sistema di governance, rafforzare le strutture di gestione amministrative a livello nazionale e regionale, costruire un quadro regolamentare semplice e adeguato alle nuove sfide e alle nuove esigenze. Il PSP è lo strumento fondamentale per il raggiungimento di questi importanti obiettivi Paese, del tutto coerenti con i nove obiettivi specifici della PAC e con l’obiettivo trasversale teso alla modernizzazione del settore, promuovendo e condividendo conoscenza, innovazione e digitalizzazione in agricoltura. Tuttavia, la sola PAC non è sufficiente ad affrontare le sfide delineate, andranno pertanto cercate tutte le possibili sinergie con gli altri strumenti esistenti, come già programmato con il Piano nazionale di ripresa e resilienza, con il Fondo Complementare e con l’Accordo di Partenariato. Le scelte fondamentali che caratterizzano il Piano Strategico della PAC 2023-27 (PSP) sono le seguenti: La transizione ecologica del settore agricolo, alimentare e forestale Le sfide ambientali da affrontare attraverso la PAC (Green Deal, Farm to Fork, Strategia europea sulla Biodiversità, Quadro europeo per il clima) hanno guidato le scelte che caratterizzano il Piano Strategico. In totale oltre 10,7 miliardi di euro, tra I e II pilastro, sono destinati ad interventi con chiare finalità ambientali (eco-schemi, interventi agro-climatici-ambientali, interventi forestali, investimenti per la sostenibilità ambientale, indennità Natura 2000 e Direttiva acque), a cui si aggiungono gli altri interventi che concorrono comunque alla transizione ecologica del nostro sistema produttivo. In questo quadro, grande importanza assumeranno i 5 eco-schemi nazionali, a cui sarà destinato il 25% delle risorse degli aiuti diretti, che strettamente integrati e coerenti con la condizionalità rafforzata, sosterranno le aziende nell’adozione di pratiche agro-ecologiche per la sostenibilità climatico-ambientale, la tutela e valorizzazione del patrimonio paesaggistico e culturale, e potranno rappresentare una leva straordinaria nella salvaguardia della biodiversità e degli impollinatori, nella riduzione nell’utilizzo di prodotti fitosanitari e fertilizzanti di origine chimica di sintesi, nella riduzione dell’uso di antibiotici in zootecnia, nell’aumento della fertilità dei suoli attraverso pratiche agronomiche idonee alla preservazione o all’aumento della sostanza organica, sostenendo la transizione ecologica del nostro settore agricolo. Agricoltura biologica e zootecnia biologica, priorità strategiche del Piano Il Piano riconosce l’importanza dell’agricoltura biologica, come tecnica di produzione privilegiata per concorrere al raggiungimento di tutti gli obiettivi ambientali previsti; con questa finalità, al settore sono destinati oltre 2 miliardi di euro nell’ambito dello sviluppo rurale, con l’obiettivo molto ambizioso di raggiungere il 25% della superficie a biologico entro il 2027. Sempre in favore del biologico, è importante ricordare il finanziamento dei Contratti di filiera, previsto dal Fondo complementare e la prossima approvazione del nuovo Piano d’azione sul biologico, di cui questi interventi saranno parte integrante. Piano Strategico della PAC 2023-2027 - Documento di sintesi 7 Un importante investimento sul benessere animale per il rilancio della zootecnia in un’ottica sostenibile Il rilancio della zootecnia italiana e della sua competitività passa inevitabilmente attraverso una grande attenzione alla sostenibilità. Con questo obiettivo, una quota rilevante delle risorse per gli eco-schemi è dedicata al benessere animale e alla riduzione dell’uso dei farmaci veterinari, per contrastare una vera e propria emergenza sanitaria globale, rappresentata dall’antimicrobico resistenza (circa 1,8 miliardi di euro). Non si tratta di un’iniziativa isolata, perché è accompagnata da altri importanti interventi nello sviluppo rurale e nel PNRR attraverso: - l’adozione di buone pratiche zootecniche per il benessere animale nello sviluppo rurale - gli investimenti a finalità ambientale e per il benessere animale nello sviluppo rurale - gli aiuti accoppiati al settore zootecnico, in gran parte condizionati all’utilizzo del sistema informativo ClassyFarm, che supporterà l’allevatore nel migliorare l’assistenza tecnica, la gestione del farmaco veterinario e la sanità animale - gli investimenti previsti nel PNRR per migliorare la coibentazione delle strutture agricole produttive, eliminare l’amianto, oltre ovviamente a incentivare la produzione di energia da fonti rinnovabili (solare sui tetti) - gli investimenti previsti nel PNRR destinati ad interventi sul biometano che, oltre a incentivare la produzione di energia da fonte rinnovabili, mira a migliorare la gestione degli effluenti e all’introduzione di altre tecniche agronomiche sostenibili. Un sistema di aiuti al reddito più equo La Strategia nazionale riprende il processo di progressiva perequazione del livello del sostegno al reddito, prendendo a riferimento l’intero territorio nazionale. Il riferimento all’Italia come regione unica mette in atto - attraverso la convergenza interna - un sensibile riequilibrio nella allocazione delle risorse dei pagamenti diretti, a vantaggio delle aree rurali intermedie e delle aree rurali con problemi di sviluppo, nonché a vantaggio delle zone montane e di alcune zone collinari interne. Contestualmente, viene destinato il 10% della dotazione nazionale al sostegno ridistributivo, focalizzando l’attenzione sulle aziende medio-piccole; anche in questo caso, non sono previste differenziazioni a livello territoriale, con ricadute a vantaggio delle aree rurali intermedie e delle aree rurali con problemi di sviluppo. Attenzione ai comparti produttivi con maggiori difficoltà Al fine di tenere conto delle sfide e delle difficoltà che settori e prodotti, importanti per motivi sociali, economici o ambientali, si trovano ad affrontare e allo scopo di migliorare la relativa competitività, sostenibilità e qualità, la Strategia nazionale destina il 13% della dotazione dei pagamenti diretti al sostegno accoppiato. Piano Strategico della PAC 2023-2027 - Documento di sintesi 8 A questo si aggiunge un ulteriore 2% di risorse da destinare al sostegno delle colture proteiche, in modo da ridurre il relativo deficit dell’Italia e dell’Unione, sostenendo colture che consentono di conseguire contestualmente un miglioramento della sostanza organica nel suolo. Nuovi strumenti di gestione del rischio, in grado di garantire una più ampia partecipazione degli agricoltori Quasi 3 miliardi di euro destinati alle assicurazioni agevolate e al nuovo fondo di mutualizzazione nazionale, cui concorrono anche gli agricoltori attraverso una trattenuta del 3% dei pagamenti diretti. Per una più ampia adesione degli agricoltori è stata prevista l’attivazione per tutte le aziende agricole beneficiarie di pagamenti diretti di una copertura mutualistica di base contro gli eventi catastrofali meteoclimatici, attraverso l’istituzione di un Fondo mutualistico nazionale. Questo intervento si integra con il sostegno alla sottoscrizione di polizze assicurative agevolate, che coprono le perdite causate da avversità atmosferiche, epizoozie, fitopatie o infestazioni parassitarie. Rafforzamento della competitività delle filiere Il miglioramento della posizione degli agricoltori lungo la filiera non può prescindere dal miglioramento della competitività delle stesse, da una maggiore integrazione dei diversi attori, dalla gestione dell’offerta, dall’ammodernamento delle strutture produttive. Il Piano è ricco di iniziative in questa direzione attraverso interventi settoriali dedicati ai settori vitivinicolo, ortofrutticolo, olivicolo, apistico e pataticolo, attraverso il sostegno agli investimenti dello sviluppo rurale, ma anche iniziative di cooperazione finalizzate a migliorare i rapporti tra gli attori delle filiere anche a livello locale. Non vanno ovviamente dimenticati gli interventi del PNRR e del Fondo Complementare a favore della meccanizzazione e dell’agricoltura di precisione, dei Contratti di filiera, della logistica per l’agroalimentare, nonché del Parco Agrisolare, che consente di ridurre il costo energetico delle aziende agricole e agroindustriali. I giovani un patrimonio per il futuro Il Piano prevede di potenziare le politiche in favore dei giovani, integrando gli strumenti del primo e del secondo pilastro PAC. Favorire il ricambio generazionale è un investimento necessario, per assicurare un futuro a un settore strategico come quello agroalimentare; i giovani agricoltori sono infatti più recettivi all’innovazione e alla digitalizzazione, quindi più pronti ad affrontare le nuove sfide della competitività e della resilienza del settore agricolo. Maggiore equità e sicurezza nelle condizioni di lavoro La strategia intende promuovere il lavoro agricolo e forestale di qualità, favorendo maggiore trasparenza agli aspetti contrattuali e più sicurezza sui luoghi di lavoro. Piano Strategico della PAC 2023-2027 - Documento di sintesi 9 La condizionalità sociale è l’elemento più innovativo di questo nuovo approccio, i pagamenti a favore dei beneficiari saranno infatti collegati per la prima volta al rispetto delle norme relative alle condizioni di lavoro, ma non è certamente l’unico strumento che si intende attuare. Saranno infatti rafforzati i servizi di consulenza aziendale, che dovranno comprendere, tra le altre materie, anche l’assistenza sulle condizioni di impiego e gli obblighi dei datori di lavoro, nonché la salute e la sicurezza sul lavoro e l’assistenza sociale nelle comunità di agricoltori. Analoghi impegni saranno previsti anche a carico degli interventi settoriali, dove saranno introdotte, tra le azioni attivabili nell’ambito dei Programmi Operativi, anche specifiche misure per il miglioramento delle condizioni d’impiego. Su questo fronte sarà fondamentale l’integrazione con le azioni previste nell’Accordo di Partenariato. Diversità e attrattività delle aree rurali. Un patrimonio da valorizzare Le aree rurali del nostro Paese sono un patrimonio di diversità da salvaguardare e valorizzare. Il legame dei nostri prodotti alimentari con il territorio, i paesaggi tradizionali, il patrimonio naturale e culturale rappresentano un valore non solo per la competitività del settore, ma anche per la tenuta socioeconomica del territorio. Oltre che con il LEADER, iniziativa di riferimento per lo sviluppo locale delle aree rurali, il PSN offre ai territori diversi strumenti di intervento che attraverso la cooperazione possono favorire lo sviluppo dei territori (Distretti del cibo, biodistretti, smart village, contratti di fiume, ecc.), contribuendo al raggiungimento degli obiettivi della Strategia Nazionale per le Aree Interne (SNAI) finanziata dalla politica di coesione. L’incentivazione alla diffusione della gestione forestale sostenibile La diffusione della gestione forestale sostenibile è perseguita con gli interventi dello sviluppo rurale, attraverso validi strumenti di pianificazione forestale, ma anche prevedendo il sostegno a tutti quegli interventi che possano migliorare la prevenzione dai danni causati dai disturbi naturali e dagli eventi climatici esterni ai popolamenti forestali. Il sistema della conoscenza (AKIS) a servizio della competitività e della sostenibilità Al fine di supportare le imprese agricole e forestali nell’adozione di tecniche produttive più sostenibili e innovative, l’introduzione di nuove tecnologie, è stato fatto uno sforzo importante con le Regioni per superare la frammentazione del sistema della conoscenza, proporre strumenti più efficaci e favorire maggiore integrazione tra consulenza, formazione, informazione e gruppi operativi per l’innovazione. In una logica orizzontale, questi interventi andranno sostenuti e integrati con tutte le iniziative che potranno migliorare il quadro delle conoscenze del settore agricolo, alimentare e forestale e delle aree rurali, in primo luogo attraverso l’intervento nazionale relativo alla Rete Rurale, con il compito di Piano Strategico della PAC 2023-2027 - Documento di sintesi 10 assicurare animazione e informazione in tutti i contesti strategici per una gestione efficiente ed efficace del PSP 2023-2027. Si dovrà guardare, inoltre, al Piano nazionale della ricerca 2021-2027, che prevede, tra i 6 “Grandi ambiti di ricerca e innovazione”, uno specifico ambito relativo a “Prodotti alimentari, bioeconomia, risorse naturali, agricoltura, ambiente” La parità di genere La parità di genere è un principio trasversale della PAC; pertanto, nessun dei nove obiettivi previsti dalla Strategia potrà essere considerato neutro rispetto a tale principio. A tal fine, saranno rinforzate e attenzionate, sia a livello nazionale che regionale, tutte le attività volte a contrastare ogni forma di discriminazione e, parallelamente, a sostenere la piena valorizzazione del contributo delle donne alla crescita economica e sociale del settore agro-forestale e delle aree rurali. Negli interventi regionali di sviluppo rurale saranno comprese azioni volte a favorire l’imprenditorialità femminile, in primis nel settore agricolo, nonché a facilitare il loro accesso al credito e a rafforzare le loro competenze (interventi AKIS). Saranno promosse azioni trasversali di sistema per potenziare i servizi di conciliazione nelle aree rurali e finalizzate a migliorare la qualità della vita delle donne e dei loro nuclei familiari, sostenendo e sperimentando anche soluzioni innovative nell’ambito dell’ob. 8 (approccio Leader e cooperazione). Infine, per ottimizzare l’impatto di genere degli interventi di sviluppo rurale saranno attivate azioni di coordinamento, a livello nazionale, con la Strategia nazionale per la parità di genere 2021-2026 e con gli interventi finanziati con FSE Plus. http://www.pariopportunita.gov.it/news/pari-opportunita-bonetti-presentata-la-strategia-nazionale-per-la-parita-di-genere-2021-2026/ Piano Strategico della PAC 2023-2027 - Documento di sintesi 11 Gli obiettivi specifici del PSP Sostenere un reddito agricolo sufficiente e la resilienza del settore agricolo in tutta l'UE al fine di rafforzare la sicurezza alimentare a lungo termine, e la diversità agricola, nonché garantire la sostenibilità economica della produzione agricola (OS1) Le analisi hanno messo in evidenza come, ancora oggi, permanga un differenziale significativo tra il reddito in agricoltura e quello nel resto dell’economia, in particolare per le aziende con dimensioni fisiche medio-piccole. L’obiettivo nazionale è di ridurre significativamente questa differenza, utilizzando in modo sinergico gli strumenti a disposizione e tenendo conto delle osservazioni della Commissione (2020) di “migliorare l'equità del sostegno, compiendo progressi nel processo di convergenza interna e indirizzando meglio […] i pagamenti diretti” utilizzando anche il sostegno ridistributivo complementare al reddito e tenendo conto delle ridotte dimensioni delle aziende agricole; fattori questi individuati dalla Commissione come ostacoli alla resilienza del settore agricolo. Il rafforzamento della resilienza delle imprese dovrà essere accompagnato dalla tutela dei redditi dei produttori agricoli. La competitività del settore passa anche per la vitalità delle aziende e delle imprese, garantendo il mantenimento degli schemi di sostegno al reddito, la loro revisione in termini di maggiore equità e un più ambizioso intervento nazionale sulla gestione del rischio, per fronteggiare con maggiore efficacia la risposta pubblica e privata del sistema agricolo di fronte ai sempre più frequenti e dannosi eventi catastrofali. La strategia adottata consente, pertanto, di perseguire l’obiettivo di una distribuzione più equa e mirata, evitando nel contempo ulteriori riduzioni degli aiuti derivanti da capping e degressività, che sarebbero destabilizzanti per le aziende agricole di maggiori dimensioni in genere “labour intensive”, con pesanti conseguenze economiche e sociali a carico di determinati sistemi produttivi e territori, tenuto conto anche del contesto economico conseguente alla pandemia e all’invasione russa dell’Ucraina. Le scelte relative ai requisiti minimi, alla convergenza interna e al pagamento redistributivo sono volte ad assicurare il sostegno alle piccole aziende, alle aziende part-time e a quelle pluriattive, evitando tuttavia di favorire la polverizzazione delle aziende agricole italiane (punto di debolezza della struttura aziendale individuato nella SWOT) e la dispersione del sostegno su aziende non vitali o la cui produzione anche in termini di beni pubblici è trascurabile. A tal fine, il PSP propone di: - rafforzare il processo di convergenza interna nell’erogazione del sostegno di base al reddito per la sostenibilità, nella logica di una distribuzione più equa degli aiuti, destinando una quota del 48% del plafond nazionale a tale intervento; sempre nella logica di una più equa distribuzione degli aiuti, si inquadra la scelta di fissare un tetto massimo al valore unitario del sostegno di base a patire dal 2023; il valore del tetto è soggetto al processo di convergenza interna. Inoltre, per garantire una maggiore equità, il processo di convergenza interna viene applicato sull’intero territorio nazionale considerando l’Italia come un’unica regione; - applicare il sostegno ridistributivo complementare al reddito per la sostenibilità nella percentuale del 10% del plafond nazionale, con l’obiettivo di sostenere gli agricoltori piccoli e medi, così come identificato dalle analisi; Piano Strategico della PAC 2023-2027 - Documento di sintesi 12 - destinare il 2% del plafond nazionale dei pagamenti diretti ai giovani agricoltori attraverso il sostegno complementare al reddito. Questo intervento contribuirà altresì al raggiungimento dell’obiettivo specifico 7, assieme all’intervento per il sostegno al primo insediamento dei giovani, a carico del FEASR, che sarà rafforzato attraverso il trasferimento al secondo pilastro di una quota pari all’1% dei pagamenti diretti a cui si aggiunge la quota di cofinanziamento nazionale; - adottare specifici schemi per il sostegno accoppiato al reddito nei settori o prodotti importanti dal punto di vista socio-economico e ambientale e ove vengano evidenziate delle difficoltà, con l’obiettivo di migliorare la competitività, la sostenibilità o la qualità, prevedendo il 15% del plafond nazionale, di cui il 2% dovrà essere destinato al sostegno delle proteiche, essendo per queste colture riconosciute le difficoltà e il deficit produttivo per l’intera Unione; - prevedere, nell’ambito degli interventi di sviluppo rurale, l’erogazione di indennità compensative per le aziende localizzate in zone di montagna o in altre aree con svantaggi naturali e specifici, nonché per le aziende localizzate nelle Aree Natura 2000 e nei bacini idrografici ai sensi della Direttiva Quadro Acque e che pertanto sono sottoposte a vincoli normativi più stringenti; - destinare il 3% dei pagamenti diretti erogati a ciascun agricoltore per alimentare, come quota privata, la costituzione di uno Fondo mutualistico nazionale per la gestione del rischio, per danni connessi a calamità naturali catastrofali meteoclimatiche con l’obiettivo di attivare una prima rete di sicurezza e resilienza a favore di tutta la platea degli agricoltori italiani; - prevedere, nell’ambito degli interventi di sviluppo rurale, altri interventi nazionali complementari al Fondo mutualistico catastrofale, per la gestione dei rischi finalizzata a sostenere le coperture assicurative, mutualistiche e di stabilizzazione dei redditi delle aziende agricole, individuando idonei criteri per una più equilibrata adesione a livello territoriale. Ulteriore contributo all’obiettivo deriva dagli interventi settoriali che prevedono strumenti per sostenere: investimenti, gestione dell’offerta, servizi di consulenza e assistenza tecnica, formazione, coaching, creazione, costituzione e ricostituzione di fondi di mutualizzazione, azioni di comunicazione volte a sensibilizzare e informare i consumatori. I nuovi strumenti di gestione del rischio assicureranno quindi un contributo importante all’obiettivo specifico 1 prevedendo una combinazione di interventi volti ad aumentare il grado di resilienza delle aziende agricole, potenziando in particolare gli strumenti per i rischi catastrofali e ad aumentare la cultura della gestione del rischio nelle imprese agricole, con particolare riferimento a quelle professionali. A partire dall’annualità 2023, gli strumenti di gestione del rischio esistenti (assicurazioni agevolate e fondi di mutualità e IST) saranno affiancati dal Fondo di mutualizzazione nazionale eventi catastrofali (SRF04), ai sensi dell’articolo 19 del Regolamento (UE) 2021/2115. Migliorare l'orientamento al mercato e aumentare la competitività dell'azienda agricola nel breve e nel lungo periodo, anche attraverso una maggiore attenzione alla ricerca, alla tecnologia e alla digitalizzazione (OS2) Il rilancio dei sistemi produttivi agroalimentari richiede il rafforzamento delle filiere e dei distretti produttivi territoriali per rendere più forti, equi e stabili i sistemi produttivi agricoli, alimentari e forestali, incentivando l’adozione di modelli organizzativi integrati. A tal fine, è necessario accrescere la redditività e la competitività delle aziende agricole, agroalimentari e forestali, attraverso il sostegno Piano Strategico della PAC 2023-2027 - Documento di sintesi 13 alla ristrutturazione, digitalizzazione, innovazione e gestione sostenibile degli input produttivi. È fondamentale, inoltre, promuovere l’orientamento al mercato delle aziende agricole, agroalimentari e forestali favorendo processi di ammodernamento, anche gestionale, di riconversione, di internazionalizzazione, di adeguamento dimensionale delle strutture produttive in termini economici e fisici, promuovendo l’aggregazione delle stesse e la diversificazione del reddito delle aziende agricole e forestali attraverso lo sviluppo di attività connesse. Sono necessarie, infine, azioni di sistema tese a rafforzare la qualità e l’accessibilità alle reti di infrastrutture, materiali e digitali, a servizio delle aziende agricole, agroalimentari e forestali e nel contempo incentivare l’adozione di nuove tecnologie da parte delle imprese con investimenti specifici accompagnati da azioni che puntino al rafforzamento delle competenze degli operatori. L’Italia, attraverso il PSP, intende quindi accrescere la competitività delle filiere agroalimentari in un’ottica di sostenibilità economica ed ambientale. Tale obiettivo, nella logica di intervento integrata alla base della strategia del PSP, prevede sia interventi settoriali funzionali ad accrescere la competitività di alcune filiere strategiche, sia azioni volte a promuovere l’innovazione organizzativa e strutturale delle imprese della filiera in linea con gli obiettivi di Farm to Fork. All’obiettivo specifico 2 concorrono anche gli interventi settoriali, che riguarderanno i settori del vino, dell’ortofrutta, delle patate, dell’olio e delle api con i seguenti obiettivi: - per il settore vitivinicolo, gli interventi dovranno contribuire al rafforzamento dell’offerta, incrementando la competitività attraverso il miglioramento qualitativo e l’adeguamento delle strutture produttive alla piena sostenibilità, al rilancio della viticoltura nelle aree vocate anche se in crisi, in una logica di sviluppo territoriale integrato e al rafforzamento delle posizioni di mercato, in particolare nei Paesi Terzi. Il 5% delle risorse previste per gli interventi saranno finalizzate a favorire lo sviluppo del settore in una prospettiva di piena sostenibilità (economica, ambientale e sociale) con interventi ispirati, in misura più o meno indiretta a principi di viticoltura sostenibile e alla salvaguardia delle risorse naturali. Nello specifico, gli investimenti per la ristrutturazione e la riconversione favoriranno la viticoltura nelle aree con particolari sensibilità ambientali - inclusa la viticoltura eroica - e con un elevato valore paesaggistico; la conservazione di vigneti e varietà in un’ottica di biodiversità; l’introduzione di tecniche di gestione in grado di contribuire alla riduzione dell’impatto ambientale della coltivazione della vite da vino su: suolo, acqua e aria; - per il settore ortofrutticolo, che vede nelle organizzazioni di produttori il soggetto centrale e imprescindibile per la definizione delle strategie di intervento, si punterà al rafforzamento della concentrazione dell’offerta, alla promozione, sviluppo e implementazione di metodi di produzione sostenibili, insieme al contributo alla mitigazione dei cambiamenti climatici. In quest’ottica sarà necessario sostenere l’attività di ricerca e sviluppo delle innovazioni, nonchè i processi di digitalizzazione della filiera; - il settore pataticolo italiano negli ultimi anni ha assistito a forti processi di riorganizzazione che occorrerà sostenere attraverso interventi che puntino ad un ulteriore processo della concentrazione dell’offerta, alla promozione, alla diffusione di metodi di produzione sostenibili e ambientalmente compatibili, all’avvio di attività di ricerca e sviluppo funzionali alle esigenze della filiera; Piano Strategico della PAC 2023-2027 - Documento di sintesi 14 - l’intervento per il settore olivicolo-oleario intende in primo luogo rafforzare i processi di integrazione e collaborazione lungo la filiera incentivando l’adozione di programmi operativi finalizzati alla concentrazione dell’offerta, alla ristrutturazione e all’ammodernamento delle strutture produttive in chiave sostenibile, al miglioramento della qualità dell’offerta e al miglioramento della competitività del settore. L’IS intende rafforzare il ruolo delle OP per incrementare il valore aggiunto delle attività realizzabili in modalità collettiva, al fine di migliorare i servizi offerti ai soci, favorire la modernizzazione delle dotazioni strutturali (sia in favore delle aziende olivicole che delle successive fasi di trasformazione, stoccaggio e imbottigliamento), avvalendosi anche di interventi mirati nell’ambito dello sviluppo rurale e del Piano nazionale di ripresa e resilienza. Anche in questo caso verranno incentivate azioni tese a favorire l’adozione di innovazioni come quelle relative all’introduzione di metodi di produzione sostenibili, per il miglioramento della qualità e la razionalizzazione dei processi produttivi a favore della riduzione di consumi e sprechi; - nel settore apistico è prioritario incrementare il grado di resilienza e professionalità del settore, favorendo la formazione e la diffusione di conoscenze tecniche volte, in particolare, a combattere in modo efficace le patologie e gli aggressori dell’alveare; contrastare le cause di cali della produttività e la mortalità delle api attraverso la realizzazione di progetti di ricerca, finalizzati anche a migliorarne la capacità di adattamento ai cambiamenti climatici, e attraverso l’introduzione di innovazioni tecnologiche in azienda; favorire l’aggregazione tra gli operatori per migliorare la competitività e l'orientamento al mercato; migliorare il livello qualitativo e la caratterizzazione del miele per l'ottenimento di una adeguata remuneratività e riconoscibilità presso il consumatore finale, anche attraverso azioni di promozione e comunicazione. Tali azioni saranno fondamentali anche ai fini della tutela della biodiversità e in particolare del patrimonio apistico. La strategia a favore del settore contempla anche altri interventi del PSP che in maniera diretta o indiretta agiranno a sostegno della difesa e conservazione del patrimonio apistico, tra queste l’ECO-5 che prevede un intervento a favore degli impollinatori. Per i settori non contemplati dalle politiche di settore (cereali, colture proteiche, zootecnia da carne e da latte, settore forestale), la strategia intende promuovere e rafforzare l’organizzazione di filiera utilizzando principalmente le misure di sviluppo rurale, che nel contempo opereranno anche a favore della modernizzazione degli impianti produttivi, per il miglioramento della qualità e sostenibilità delle produzioni, per la gestione sostenibile dei processi di produzione. Questi obiettivi saranno sostenuti attraverso le misure di investimento e con azioni di sistema comprese quelle relative alla formazione, consulenza, ricerca e trasferimento tecnologico. Per alcuni settori di particolare importanza, l’Italia ha inteso attivare interventi accoppiati (CIS) il cui obiettivo è intervenire su specifiche difficoltà debitamente documentate e, nel contempo, attivare un riassetto organizzativo di imprese e filiere che, nel tempo, porti ad un miglioramento complessivo della competitività. In particolare, il sostegno accoppiato per il settore zootecnico mira a supportare le aziende a intraprendere un processo di transizione verso un sistema più sostenibile ed etico, aiutandole a superare le difficoltà rispetto a fattori riguardanti la competitività, la sostenibilità e la qualità delle produzioni. Tale transizione viene perseguita introducendo l’utilizzo obbligatorio per le principali produzioni (in particolare per bovini da latte di aziende localizzate al di fuori delle zone montane, bufalini da latte e capi bovini da macello) del sistema informativo ClassyFarm, che supporterà l’allevatore ad adempiere Piano Strategico della PAC 2023-2027 - Documento di sintesi 15 agli obblighi previsti dal regolamento (UE) 2016/429 e dal relativo decreto legislativo 5 agosto 2022, n. 136, in particolare per quanto concerne l’assistenza tecnica, la gestione del farmaco veterinario e la sanità animale (al riguardo si veda sezione 3.8). Gli interventi accoppiati per le superfici, nel contrastare le difficoltà dei settori, mirano ad orientare le aziende verso una maggiore organizzazione. Il CIS per il settore olivicolo e gli agrumi introducono un vincolo legato a premiare aziende aderenti alla filiera di qualità (DOP e IGP); mentre per pomodoro da industria, barbabietola da zucchero, girasole e colza, al fine di favorire la cooperazione lungo la filiera, si incentivano le produzioni per cui esistono contratti di fornitura stipulati con un’industria di trasformazione. Per riso, frumento duro e soia, il sostegno punta alla progressiva introduzione dell’uso di sementi certificate. Il PSP intende, inoltre, sostenere processi di collaborazione e di integrazione lungo la filiera attraverso il sostegno alle misure di cooperazione e forme di progettazione integrata già utilizzate nei PSR 2014- 2020 e rilevatesi particolarmente efficaci nel favorire la creazione di filiere territoriali. A tale obiettivo contribuiscono, inoltre, le azioni intraprese con altri strumenti di programmazione come i Contratti di filiera e di Distretto del Fondo complementare al PNRR che prevede 1,2 miliardi destinati a progetti di aggregazione nel settore agroalimentare, silvicoltura, floricoltura, vivaismo e della pesca e acquacoltura. I contratti di filiera e di distretto promuovono progetti collettivi lungo la filiera agroalimentare basati su un accordo di programma che sancisce un obiettivo comune e una strategia di intervento unanime. Lo strumento, già sperimentato negli anni passati, contribuisce alla cooperazione nel settore agroalimentare, razionalizzando sia le relazioni di filiera sia la competitività dei soggetti che aderiscono al partenariato. A questi si aggiungono anche gli Accordi di foresta introdotti con l'articolo 35-bis "Misure di semplificazione e di promozione dell'economia circolare nella filiera foresta-legno", decreto Legge 31 maggio 2021, n. 77, che contribuiscono anche al miglioramento della posizione degli agricoltori e degli operatori forestali nella catena del valore (OS3). Attraverso questi strumenti sarà fondamentale rilanciare gli investimenti verso la transizione digitale ed ecologica, favorendo interventi finalizzati all'ammodernamento e all'innovazione dei processi produttivi primari e in quelli di trasformazione e di commercializzazione, per sostenere in particolare investimenti rivolti alla transizione ecologica, capaci di favorire il passaggio da un’economia lineare a un’economia circolare, che valorizzi i sottoprodotti e gli scarti con un approccio di uso a cascata delle risorse. Attraverso gli interventi previsti nel PNRR in relazione alla misura “Sviluppo logistica per i settori agroalimentare, pesca e acquacoltura, silvicoltura, floricoltura e vivaismo” (M2C1. Investimento 2.1), si opererà a favore dell’efficientamento del sistema logistico, per favorire l’abbattimento dei costi di produzione, trasporto e distribuzione delle filiere produttive, attraverso un piano di interventi sostenibili finalizzato alle infrastrutture e ai servizi logistici per i prodotti alimentari e forestali, sia in termini di internazionalizzazione ma anche con uno sguardo alla logistica di prossimità nei confronti delle grandi aree urbanizzate, nonché in termini di prossimità tra le aree di approvvigionamento e i centri di prima lavorazione e trasformazione, anche per quanto concerne il legno. In particolare, si opererà a favore di investimenti che supportino le innovazioni in campo digitale, per la riduzione degli sprechi, il rafforzamento della catena del freddo e l’allungamento della shelf-life e degli imballaggi, per l’eCommerce e la blockchain, a favore di nuovi servizi alle imprese, innovazione tecnica e diversificazione dei prodotti forestali, anche nella logica dei processi di economia circolare e dell’accorciamento della filiera. Piano Strategico della PAC 2023-2027 - Documento di sintesi 16 La digitalizzazione dal punto di vista dell’infrastrutturazione sarà attuatà attraverso il PNRR (vedere OS 8 e par.4.5). Con gli interventi di sviluppo rurale verrà incentivata all’adozione di strumenti ed attrezzature di ultima generazione da parte delle imprese agricole, agroalimentari e forestali. La misura del PNRR “Innovazione e meccanizzazione” (M2C1. Investimento 2.3) punta invece a sostenere lo sviluppo dell’agricoltura e della silvicoltura di precisione, mentre gli “Investimenti nella resilienza dell'agro-sistema irriguo per un migliore gestione delle risorse idriche” (M2C4. Investimento 4.3) sono finalizzati a migliorare la gestione della risorsa idrica e ridurre le perdite e a favorire la misurazione e il monitoraggio degli usi. A sostegno della competitività del settore il PSP, infine, opererà per facilitare l’accesso al credito da parte delle aziende agricole, agroalimentari e forestali attraverso l’attivazione di strumenti e servizi finanziari dedicati a livello nazionale e regionale. Gli interventi privilegiati per il sostegno attraverso gli strumenti finanziari sono gli investimenti produttivi nelle aziende agricole, gli investimenti produttivi a finalità ambientale nelle aziende agricole, gli investimenti nella trasformazione, nella commercializzazione e nello sviluppo di prodotti agricoli e l’insediamento giovani agricoltori. Il ricorso agli strumenti finanziari è inizialmente previsto nell’ambito delle Regioni Friuli-Venezia Giulia e Abruzzo, dove saranno operativi a partire dal 2023. Migliorare la posizione degli agricoltori nella catena di valore (OS3) È indispensabile accrescere la capacità delle aziende agricole e silvicole di trarre la giusta remunerazione dalle loro produzioni, migliorando la relativa posizione nella catena del valore, attraverso tutti gli strumenti che ne garantiscano una maggiore forza contrattuale, un adeguato riconoscimento da parte del mercato e dei consumatori, in particolare con riferimento alla qualità e salubrità delle produzioni, ma anche alla minore pressione sulle risorse naturali e alla sostenibilità etico/sociale. In questo quadro, appare di assoluta rilevanza il riconoscimento della condizionalità sociale, anche promuovendo il lavoro di qualità in un’ottica di accrescimento della competitività, attraverso la valorizzazione di prodotti e imprese in grado di certificare la sostenibilità etico/sociale, contrastando tutte le forme di irregolarità, favorendo l’emersione dal lavoro nero e promuovendo azioni di prevenzione. A tal fine, sia nel contesto degli interventi settoriali, sia in quello delle misure di sviluppo rurale, verrà data priorità alle azioni che contribuiscono al miglioramento delle condizioni di lavoro. In particolare, nell’ambito degli interventi settoriali vino, ortofrutta, patate, miele e olio di oliva, si prevede l’utilizzazione di criteri di priorità che premiano gli investimenti tesi al miglioramento degli ambienti di lavoro. Inoltre, verrà attribuita priorità a tutti gli investimenti effettuati da aziende che utilizzano protocolli per la sicurezza dei lavoratori, coinvolgono i lavoratori nella gestione delle attività e nell’organizzazione delle stesse, che agevolano la qualità del lavoro, che organizzano attività di formazione e informazione dei dipendenti. Anche le politiche di sviluppo rurale seguiranno un approccio incentivante del lavoro di qualità, attraverso investimenti finalizzati al miglioramento degli ambienti di lavoro e la sicurezza dei lavoratori, con azioni per l’accrescimento delle competenze e una sempre più forte integrazione dei lavoratori lungo tutta la filiera. In questo senso, l’incentivazione all’approccio integrato e cooperativistico lungo la filiera vede tra gli obiettivi e gli strumenti premiali utilizzabili quelli per incentivare regolarità, durata, condizioni contrattuali e eque condizioni di accesso. Piano Strategico della PAC 2023-2027 - Documento di sintesi 17 Tali azioni si avvarranno anche di altri strumenti di incentivazione previsti dall’Accordo di partenariato 2021-2027, collaborando con i programmi FSE Plus, soprattutto in materia di contrasto al lavoro sommerso e irregolare, nonché allo sfruttamento dei lavoratori. Questi ultimi obiettivi trovano un supporto anche nella Riforma 1.2: Piano nazionale per la lotta al lavoro sommerso del PNRR, attraverso cui si intende continuare l’azione già intrapresa con il “Piano triennale di contrasto allo sfruttamento lavorativo in agricoltura e al caporalato (2020-2022)”. Queste azioni vanno accompagnate da un migliore posizionamento sul mercato interno dell'UE e sui mercati internazionali dei prodotti agricoli, alimentari e forestali (legnosi e non legnosi), anche incentivando la propensione all’esportazione delle imprese. A tal fine, il PSP propone di: - rafforzare e standardizzare i sistemi di qualità, incentivando i sistemi di certificazione nazionali e comunitari che riconoscano la riduzione dell’impronta ecologica delle produzioni, incluso l’approvvigionamento di materie prime a deforestazione zero, favorendo il riconoscimento da parte dei consumatori e dei mercati delle pratiche di gestione sostenibile anche di natura etico/sociale; - rafforzare e armonizzare i sistemi di tracciabilità, garantendo la trasparenza sulla qualità e sulla provenienza degli alimenti e dei loro ingredienti, nonché delle materie prime forestali, per tutelare i cittadini e i consumatori e favorire da parte loro scelte nella piena consapevolezza. In questo senso, sarà necessario incentivare l’adozione di strumenti e tecnologie avanzate (ad es. modelli di etichettatura, blockchain, protocolli di trasparenza); - garantire, in coerenza con le normative comunitarie, trasparenza e comportamenti leali sui mercati, attraverso la lotta alle pratiche sleali, il contrasto alle frodi sulla qualità dei prodotti, il rafforzamento dell’economia contrattuale, il rispetto delle norme ambientali e sul lavoro, in modo da assicurare una giusta concorrenza e un’equa distribuzione del valore aggiunto lungo la filiera; - favorire l’accorciamento delle filiere attraverso la promozione di nuove dinamiche di domanda offerta e di canali commerciali alternativi, con le varie modalità di vendita diretta in tutte le sue forme e di filiera corta e una più forte integrazione con il canale dell’Ho.Re.Ca. e con il turismo rurale sostenibile; - rafforzare le filiere forestali locali, migliorando i processi di prima lavorazione e ponendo una particolare attenzione ai percorsi di certificazione della gestione e trasformazione dei prodotti forestali legnosi e non legnosi; - valorizzare la multifunzionalità e favorire la creazione di nuove occasioni di commercializzazione su base locale anche in modalità collettive e attraverso distretti del cibo o distretti biologici. Gli strumenti di intervento per il raggiungimento di questo obiettivo andranno attivati principalmente all’interno degli interventi settoriali e degli interventi regionali di sviluppo rurale. A supporto della competitività dei settori, saranno fondamentali tutte le iniziative finalizzate alla standardizzazione nazionale dei sistemi di qualità (vitivinicoltura, ortofrutta, olio, benessere animale, ecc.). Particolare attenzione sarà dedicata alle filiere locali, al fine di incentivare i piccoli produttori in un’ottica di mantenimento della vitalità delle aree interne e marginali e di conservazione e valorizzazione della biodiversità presente nei differenti sistemi agricoli italiani. Attraverso criteri di premialità verranno favoriti gli investimenti in specifici territori; mentre con la misura di cooperazione della politica di sviluppo rurale, saranno incentivate forme innovative di approvvigionamento e vendita diretta che si avvalgano di infrastrutture materiali e immateriali specifiche (aree mercatali, Piano Strategico della PAC 2023-2027 - Documento di sintesi 18 vendita via web, smart delivery, ecc.). Questi interventi sono strettamente legati agli interventi di sviluppo locale previsti nell’ambito dell’approccio Leader e della SNAI promossa nell’ambito dell’Accordo di partenariato 2021-2027. La misura di cooperazione promuoverà anche i progetti integrati di filiera, un approccio che già nelle passate programmazioni ha portato alla creazione di numerosi partenariati di filiera su tutto il territorio nazionale. A sostegno dell’organizzazione di filiera si inseriscono, infine, gli interventi previsti nel Fondo complementare al PNRR, in relazione alla misura “Contratti di filiera e di distretto per i settori agroalimentare, pesca e acquacoltura, forestale, florovivaistica”, che consentono di promuovere programmi di investimento coordinati tra gli operatori appartenenti ad una determinata filiera produttiva, tenendo conto dei nuovi obiettivi delle strategie europee. Lo strumento permetterà di intervenire anche nei settori nei quali si è inteso non attivare il sostegno delle organizzazioni dei produttori. I primi progetti finanziati (graduatorie IV bando) coinvolgono principalmente filiere per cui non è previsto l’intervento settoriale (zootecnia, cereali, lattiero-caseario). Contribuire alla mitigazione dei cambiamenti climatici e all'adattamento a essi, anche attraverso la riduzione delle emissioni di gas a effetto serra e il miglioramento del sequestro del carbonio, nonché promuovere l'energia sostenibile (OS4) Il PSP comprende una serie di interventi e azioni volte a ridurre le emissioni di gas climalteranti in atmosfera e aumentare le capacità di sequestro del carbonio del settore agricolo e forestale, nonché ridurre le emissioni di metano e ammoniaca legate alla gestione degli allevamenti zootecnici, all’impiego di fertilizzanti azotati e alla distribuzione delle deiezioni. Per il raggiungimento di questi obiettivi, il PSP intende sostenere: - la diffusione di pratiche agro-silvo-ecologiche che favoriscano sistemi colturali più estensivi e un più ampio apporto di matrici organiche al suolo, anche in ottica di riciclo di materie di scarto e sottoprodotti (con riferimento al riutilizzo dei sottoprodotti, si veda anche l’OS9); - l’ammodernamento strutturale nel settore zootecnico, favorendo la diffusione di innovazioni nel settore con riferimento alle pratiche di allevamento, di gestione degli effluenti e nel campo dell’alimentazione animale; - azioni finalizzate alla prevenzione dai disturbi naturali e da eventi climatici estremi (fitopatie, schianti da vento, siccità, alluvioni, ecc.) e dagli incendi boschivi; - lo sviluppo e l’impiego delle energie rinnovabili, dei prodotti e sottoprodotti di origine agricola, zootecnica e forestale e l’efficienza energetica, incentivandone la produzione all’interno delle aziende, favorendo il raggiungimento di bilanci territoriali ambientali neutri o positivi e lo sviluppo di comunità energetiche; - azioni di tutela del territorio e del paesaggio per contenere fenomeni di dissesto e degrado, inclusi quelli derivati dagli eventi estremi; - investimenti nelle aziende agricole, agroalimentari e forestali nonché investimenti infrastrutturali finalizzati a ridurre le emissioni e ad aumentare la capacità di stoccaggio di carbonio. Piano Strategico della PAC 2023-2027 - Documento di sintesi 19 In particolare, per l’OS4, in coerenza con gli obiettivi e i target derivanti dalla legislazione di cui all’allegato XIII RPS (cfr. sezione 3.1.4), il PSP prevede numerosi interventi tra eco-schemi, pagamenti agroambientali, misure forestali e misure di investimento, che mirano direttamente o indirettamente a: - Ridurre le emissioni di gas a effetto serra (GES). A questa finalità contribuisce una serie di interventi volti a favorire: i) il mantenimento o l’adozione di usi più estensivi del suolo (PD04- ES4, PD04-ES5, SRA07, SRA08, SRA09, SRA10, SRA13, SRA26, SRA29, SRD05, SRD10); ii) l’adozione di pratiche e tecnologie utili all’efficientamento/riduzione d’impiego di energia e fertilizzanti (PD04-ES2, PD04-ES5, SRA01, SRA03, SRA05, SRA06, SRA20, SRA21, SRA24, SRA29, SRD02-A); iii) la produzione di energie rinnovabili e da prodotti e sotto-prodotti di origine agricola, zootecnica e forestale (SRD02-A, SRD 13-2, SRD 15-2). - Favorire il sequestro di carbonio nei suoli. A questa finalità contribuiscono gli interventi che supportano: i) l’adozione di pratiche che riducono l’intensità delle lavorazioni del suolo (SRA03); ii) il passaggio/mantenimento a sistemi colturali più estensivi e/o meno impattanti (PD04-ES5, SRA01, SRA07, SRA26, SRA29, SRD10); iii) l’apporto e impiego sostenibile di matrici organiche, anche in ottica di riciclo di materie di scarto e sottoprodotti (SRA04, SRA13); iv) la conservazione e/o integrazione dei residui colturali (PD04-ES3, PD04-ES4, SRA21, SRA27-5); v) l’introduzione di cover crops e/o l’inerbimento delle colture permanenti (PD04-ES2, SRA05, SRA06); iv) l’adozione di tecniche e pratiche volte a proteggere gli stock di carbonio esistenti (SRA08, SRA28, SRD11-1, SRD12). - Accrescere la resilienza e l’adattamento del settore primario ai cambiamenti climatici. A questa finalità contribuiscono gli interventi che: i) favoriscono la diversificazione dell’agro-ecosistema (PD04-ES4, PD04-ES5, SRA06, SRA07); ii) sostengono l’adozione di pratiche utili a favorire il risparmio idrico o a migliorare l’efficienza d’uso della risorsa idrica (PD04-ES2, SRA01, SRA02, SRA03, SRA04, SRA05, SRA24, SDR02-C); iii) favoriscono la conservazione o il ripristino di agro- ecosistemi e habitat minacciati dal cambiamento climatico, incluse le azioni di prevenzione e ripristino dei danni forestali derivanti da eventi calamitosi (SRA08, SRA09, SRA27, SRD02-C, SRD06, SRD11). - Contenere fenomeni di dissesto e degrado, attraverso pratiche di prevenzione dal dissesto idrogeologico e di gestione connesse alla conservazione dell’attività agro-forestale e investimenti non produttivi finalizzati alla cura del territorio, al contrasto al consumo di suolo agricolo, alla manutenzione straordinaria dei sistemi di idraulica forestale e del reticolo idraulico minore e un piano straordinario di manutenzione del territorio forestale e montano. A questa finalità contribuiscono tutti gli interventi selvicolturali di gestione forestale (SRD05, SRD10, SRD12, SRD15), gli investimenti non produttivi agricoli e forestali (SRD04, SRD11), gli investimenti infrastrutturali, sia quelli per le aree rurali (SRD07), sia quelli a finalità ambientale (SRD08), l’inerbimento delle colture permanenti dell’eco-schema 2 (PD04-ES2). Nell'ambito di questo Obiettivo Specifico, e in coerenza e sinergia con gli obiettivi sopra citati, si inseriscono gli interventi previsti del PNRR in relazione alla misura “Parco Agrisolare” e “Sviluppo del biometano, secondo criteri per promuovere l'economia circolare”. Il primo (M2C1. Investimento 2.2) mira a incoraggiare la produzione e l’uso di energia da fonti rinnovabili riducendo la dipendenza e il consumo di carburanti fossili. L’intervento contribuisce parallelamente a migliorare la competitività Piano Strategico della PAC 2023-2027 - Documento di sintesi 20 delle aziende agricole riducendo i costi di approvvigionamento per energia e combustibili e migliorando l’efficienza energetica degli edifici produttivi. Lo Sviluppo del biometano, secondo criteri per promuovere l'economia circolare (M2C2. Investimento 1.4), mira a ridurre le emissioni di GHG (in particolare, metano e protossido di azoto) e ammoniaca dell’agricoltura, ridurre l’uso di fertilizzanti sintetici, favorire la produzione e l’uso di gas rinnovabile in sostituzione delle fonti fossili e valorizzare il digestato ottenuto, riducendo l’uso di risorse naturali e di concimi di sintesi, favorendo l’incremento della fertilità dei suoli. Relativamente agli interventi di prevenzione dal dissesto idrogeologico, un importante sostegno sarà fornito dal PNRR, (M2C4 Investimento 2.1 “misure per la gestione del rischio di alluvione e per la riduzione del rischio idrogeologico”). Sul tema, inoltre, si opererà in un’ottica di collaborazione con le risorse messe a disposizione dall’AdP per gli interventi infrastrutturali. Favorire lo sviluppo sostenibile e un'efficiente gestione delle risorse naturali come l'acqua, il suolo e l'aria, anche attraverso la riduzione della dipendenza chimica (OS5) La riduzione della pressione esercitata dalle attività agro-forestali sulle risorse naturali rappresenta il fulcro dell’azione che il PSP intende realizzare per cogliere a pieno gli obiettivi del Green Deal, e in particolare delle strategie Farm to Fork e Biodiversità 2030. In questa direzione si muove l’intera architettura verde, con un impianto che prevede un mix equilibrato di strumenti e risorse teso ad accompagnare il settore verso la transizione ecologica. La vocazione ambientale della strategia è rilevabile dalla natura degli interventi ambientali (eco- schemi e interventi di natura agro-climatico-agroambientale), dall’orientamento delle azioni a sostegno degli investimenti, e anche dall’attenzione posta alla sostenibilità delle filiere produttive. Nonostante il sostegno alle filiere sia, infatti, ricompreso nell’ambito degli OS più specificamente dedicati alla competitività, diverse delle misure previste a sostegno dei settori sono indirizzate in modo mirato a contribuire alla transizione ecologica. Un elemento di trasversalità e di sinergia fra l’esigenza di tutela ambientale e quella di sostegno alla competitività giunge dall’evidenza che un sistema agricolo che punta alla riduzione di fitofarmaci e fertilizzanti è in grado di ottenere il riconoscimento di un maggiore valore aggiunto sui mercati, operando un’importante funzione in termini di salubrità degli alimenti e di sensibilizzazione nei confronti dei consumatori. Altrettanto fondamentale è il contributo degli investimenti produttivi, alcuni di questi con specifica finalità ambientale. La transizione ecologica del settore primario passa anche attraverso l’opportuno ammodernamento di impianti, strutture, macchinari e attrezzature. Tale ammodernamento, infatti, oltre ad assicurare un miglioramento della competitività delle imprese, potrà garantire anche un miglioramento delle performance ambientali delle diverse attività produttive. Nell’ambito dell’OS5, il PSP prevede una serie di azioni volte a ridurre il rischio di inquinamento e degrado delle matrici ambientali connesso all’uso dei prodotti fitosanitari e dei fertilizzanti; ridurre i fenomeni di erosione e degrado del suolo, favorendo la conservazione ed il ripristino della fertilità; ridurre i fenomeni di inquinamento delle risorse idriche; tutelare la qualità dell’aria dall’inquinamento derivante dalle attività zootecniche ed agricole. Più in particolare, per l’OS5, in coerenza con gli obiettivi e i target derivanti dalla legislazione di cui all’allegato XIII RPS (cfr. sezione 3.1.4), il PSP prevede una architettura di interventi tra eco-schemi, Piano Strategico della PAC 2023-2027 - Documento di sintesi 21 pagamenti agroambientali, misure forestali e misure di investimento, che mira direttamente o indirettamente a promuovere: a) l’adozione di metodi produttivi che garantiscono un uso sostenibile di fertilizzanti, prodotti fitosanitari e acqua. A questa finalità contribuisce una serie di interventi volti a favorire: - la zootecnia biologica, attraverso la possibilità di accesso al livello II dell’eco-schema PD05- ES1-livello II) e il sostegno dedicato dall’intervento SRA29; - l’agricoltura biologica, i cui impegni, per la conversione e il mantenimento, sono concentrati nell’ambito dello sviluppo rurale (SRA29), con una dotazione complessiva superiore ai 2 miliardi di Euro; questa attenzione per il metodo biologico è rafforzata, direttamente e indirettamente, dalla possibilità prevista per i beneficiari biologici di poter accedere al sostegno anche di altri interventi agroambientali, e dalla previsione di criteri di selezione più favorevoli in un set di interventi dello sviluppo rurale; - l’adozione di metodi di produzione (es. produzione integrata) e tecniche dedicati a ridurre/razionalizzare/efficientare l’impiego di input (fertilizzanti, fitosanitari, acqua), anche attraverso l’impiego di nuove tecnologie proprie del precision farming o basate sull’efficace ricorso a sistemi di supporto alle decisioni (SRA01, SRA02, SRA13, SRA19, SRA20, SRA24); - la realizzazione di investimenti produttivi per la competitività, anche collettivi, finalizzati ad ottimizzare l’impiego degli input produttivi (SRD01); b) il non-impiego di fertilizzanti diserbanti e prodotti fitosanitari di sintesi, sia nelle colture arboree che nei seminativi. Particolare attenzione a queste tipologie di impegni viene riservata in modo trasversale sia dagli eco-schemi (PD04-ES2, PD04-ES4, PD04-ES5) che da una serie di interventi agroambientali del secondo pilastro (SRA05, SRA06, SRA07, SRA08, SRA12, SRA22, SRA26); c) il mantenimento (o la conversione verso) sistemi produttivi estensivi e più sostenibili (PD04-ES4, SRA07, SRA08, SRA26, SRD05, SRD10); d) l’adozione di impegni di gestione benefici per la tutela delle risorse naturali specialmente fra le aziende localizzate nelle aree ZVN, attraverso la previsione di specifici elementi premiali negli eco- schemi (PD04-ES2, PD04-ES4, PD04-ES5); e) la diffusione di pratiche benefiche per il suolo. A questa finalità contribuisce una serie di interventi volti a favorire: - l’adozione di pratiche agronomiche conservative utili a minimizzare i fenomeni di erosione e degrado del suolo (lavorazioni ridotte, inerbimenti, cover crops) (PD04-ES3, PD04-ES4, SRA03, SRA04, SRA05, SRA06); - il ricorso a pratiche utili a migliorare o conservare lo stato di fertilità del suolo tramite l’apporto di sostanza organica agricola ed extra-agricola (deiezioni zootecniche, digestato da fermentazione anaerobica, sottoprodotti e scarti colturali) (SRA13, SRA21); f) la tutela della qualità delle acque. A questa finalità contribuisce una serie di interventi volti a favorire: i) la gestione o realizzazione di infrastrutture ecologiche utili a contenere fenomeni di lisciviazione e deriva di prodotti fitosanitari e fertilizzanti a tutela della qualità delle acque (SRA10- 11, SRA12, SRD04); ii) la realizzazione di investimenti produttivi per l’ambiente mirati alla tutela Piano Strategico della PAC 2023-2027 - Documento di sintesi 22 qualitativa delle acque e del suolo (es. attrezzature che impediscono l’inquinamento puntale da prodotti fitosanitari in agricoltura, quali ad esempio i biobed) (SRD02); g) la tutela della qualità dell’aria. A questa finalità contribuiscono gli interventi che: i) concorrono alla riduzione delle emissioni di ammoniaca derivanti da gestione degli effluenti zootecnici o impiego fertilizzanti (SRA13, SRA20-2); ii) limitano la pratica dell’abbruciamento dei residui per riduzione la produzione di particolato (PD04-ES3, SRA21, SRA27-5); iii) sostengono l’ammodernamento strutturale nel settore zootecnico attraverso investimenti per la realizzazione, oltre il rispetto degli obblighi della “Direttiva nitrati”, di coperture delle strutture di stoccaggio degli effluenti di allevamento, sia fisse che non fisse (c.d. storage bag), aventi elevata efficacia nella riduzione delle emissioni di ammoniaca (SRD02-A). Per il raggiungimento dell’OS5, come anticipato, il PSP si appoggia anche al fondamentale contributo degli interventi settoriali: - nel settore vitivinicolo, gli interventi per la ristrutturazione dei vigneti prevedono la possibilità di finanziare investimenti che favoriscano la diffusione di tecniche di gestione più razionali e ispirate ai principi della viticoltura sostenibile, compreso il ricorso a metodi di produzione dell’agricoltura di precisione, nell’ottica di favorire la riduzione nell’uso di input chimici inquinanti e/o lo sfruttamento eccessivo delle risorse naturali; - nel settore ortofrutticolo, per ridurre l’inquinamento puntiforme, è previsto il sostegno a investimenti per la realizzazione impianti di lavaggio delle attrezzature usate per la distribuzione fitofarmaci o per realizzazione di impianti comuni per la preparazione delle miscele fitoiatriche; è previsto, inoltre, l’acquisto di macchine e attrezzature che consentono la riduzione dell’impatto ambientale (pirodiserbo e precision farming) macchine per packaging ecosostenibile, ecc); - nel settore olivicolo-oleario, sono previsti investimenti per la conservazione del suolo, il miglioramento della gestione delle risorse idriche, la gestione efficiente dei rifiuti, la riduzione dei prodotti fitosanitari; - nel settore pataticolo, sono previsti investimenti per una migliore gestione degli impianti di irrigazione e di fertilizzazione. Nell'ambito di questo obiettivo specifico, si inseriscono gli interventi previsti del PNRR in relazione alla misura “Innovazione e meccanizzazione” (M2C1. Investimento 2.3), che mira a sostenere lo sviluppo dell’agricoltura di precisione migliorando la sostenibilità delle produzioni. In questo contesto si inseriscono anche gli “Investimenti nella resilienza dell'agro-sistema irriguo per un migliore gestione delle risorse idriche” (M2C4. Investimento 4.3), con cui saranno perseguiti obiettivi di riduzione delle pressioni di tipo diffuso del settore agricolo sia sullo stato quantitativo che sullo stato qualitativo delle acque superficiali e sotterranee, favorendo il mantenimento di un buono stato dei corpi idrici, attraverso un utilizzo sempre più efficiente delle risorse idriche, riducendo le perdite e favorendo la misurazione e il monitoraggio degli usi, perseguendo anche l’OS4. Piano Strategico della PAC 2023-2027 - Documento di sintesi 23 Contribuire ad arrestare e invertire la perdita di biodiversità, migliorare i servizi ecosistemici e preservare gli habitat e i paesaggi (OS6) Il PSP intende favorire la tutela e valorizzazione della biodiversità animale e vegetale di interesse agricolo, alimentare e forestale e della biodiversità naturale come elementi di sostenibilità ambientale e, altresì, come caratteristiche essenziali del modello agroalimentare italiano, che trova nel legame con la qualità e la tipicità delle produzioni e dei territori un fattore di competitività. In questo senso è altrettanto importante sostenere la tutela, valorizzazione e ripristino del paesaggio rurale e dei paesaggi storici e tradizionali. Per il raggiungimento di questi obiettivi, il PSP si propone di sostenere gli agroecosistemi complessi in cui sono presenti molte specie e varietà a bassa densità, al fine di rendere resilienti gli ecosistemi agricoli incrementando la diversità coltivata e allargandone la base genetica, facendola evolvere in specifici contesti. Sono, quindi, fondamentali le attività di recupero, caratterizzazione, conservazione (“in situ/on farm” ed “ex situ”) e valorizzazione delle razze animali, delle risorse genetiche di interesse agricolo e alimentare locali ed in particolare di quelle a rischio di estinzione, che verranno sostenute nell’ambito dello sviluppo rurale con tre specifici schemi di intervento (SRA14, SRA15, SRA16), a cui sono destinati circa 135 milioni di EURO. Uno specifico intervento è stato destinato al sostegno per la conservazione, l'uso e lo sviluppo sostenibile delle risorse genetiche forestali (SRA31). Sono, inoltre, sostenute azioni di sistema (SRG07) che coinvolgano tutti gli attori della filiera dai produttori ai consumatori, lo sviluppo di filiere innovative, la creazione di nuovi mercati e nuovi prodotti e l’uso delle risorse genetiche locali, indirizzando gli agricoltori, gli allevatori e i trasformatori verso nuove opportunità economiche, coinvolgendoli in maniera diretta sia nel recupero delle conoscenze e delle pratiche tradizionali che nei relativi programmi di selezione e gestione delle risorse genetiche locali (selezione partecipativa). Un’attenzione particolare è riservata alla tutela degli impollinatori con uno specifico eco-schema destinato a incentivare pratiche agro-ecologiche per migliorare le condizioni di impollinazione, anche con l’inserimento di colture a perdere di interesse apistico nettarifere e pollinifere. A questo intervento sono destinati circa 217 milioni di EURO. L’eco-schema è complementare a una serie di altri interventi specifici volti a valorizzare il settore apistico, in particolare l’intervento agroambientale “impegni per l’apicoltura” (SRA18) e gli interventi settoriali per il settore apistico (HY01, HY02, HY03, HY04). Il pacchetto è, comunque, completato da tutti gli interventi, eco-schemi e ACA, che incentivano pratiche agro-ecologiche che prevedono il non uso o la riduzione di prodotti fitosanitari. Per quanto riguarda il paesaggio, il PSP prevede uno specifico eco-schema per la salvaguardia di olivi di particolare valore paesaggistico, minacciati dal processo di riconversione verso impianti intensivi. Il patrimonio varietale olivicolo italiano, in cui sono rappresentate oltre 500 cultivar, deve essere preservato attraverso la manutenzione “on farm” degli oliveti tradizionali, ancora largamente presenti in Italia, nei quali si continuano a coltivare varietà minori, ecotipi locali, impollinatori, olivi selvatici e piante da seme. A questo si combinano interventi di sviluppo rurale specifici per la tutela e valorizzazione dei i paesaggi rurali, con particolare attenzione a quelli storici e tradizionali, che si accompagnano alla conservazione e alla tutela, anche attraverso investimenti non produttivi (SRD04 e SRD11), degli habitat e le specie naturali connesse alle attività agricole e selvicolturali, con particolare riguardo alle risorse presenti nei siti Natura 2000, all’avifauna delle aree agro-forestali e agli impollinatori (SRA09, SRA10, SRA11, SRA12, SRA17, SRA25). Piano Strategico della PAC 2023-2027 - Documento di sintesi 24 Con riferimento alla conservazione e tutela degli habitat e le specie naturali, oltre agli interventi già evidenziati, un’attenzione particolare è stata data alle iniziative nei siti Natura 2000, in coerenza ove possibile con quanto previsto dai PAF regionali, con interventi sia a carattere aziendale, sia a carattere territoriale. La strategia prevede in particolare: - un premio aggiuntivo per le aziende localizzate nelle aree Natura 2000, che aderiscono agli eco- schemi, per favorire una maggiore attenzione dove è fondamentale ridurre ed evitare le pressioni dell’agricoltura su habitat e specie, incentivando anche pratiche favorevoli alla conservazione e/o al ripristino dello stato ecologico; - due interventi specifici, tra quelli dello sviluppo rurale, per l’erogazione di pagamenti compensativi nelle zone agricole e forestali Natura 2000 (SRC01 e SRC02), per le misure di conservazione e gli impegni sito-specifici previsti dai PAF e dai diversi Piani di gestione; - un’azione specifica all’interno dell’intervento SRG07 finalizzato alla Cooperazione per la sostenibilità ambientale, per favorire l’aggregazione fra aziende agricole e/o forestali, enti e attori locali impegnati nella gestione delle risorse ambientali a livello locale, realizzare progetti collettivi a finalità ambientale, con la possibilità di finanziare anche i Piani di tutela e gestione dei siti Natura 2000/zone ad alto valore naturalistico, delle aree protette nazionali/regionali; - interventi specifici previsi per gli Impegni volontari di gestione habitat Natura 2000 (ACA 9), per la Gestione attiva di infrastrutture ecologiche (ACA 10-11), per Colture a perdere-corridoi ecologici-fasce ecologiche (ACA 12), con il ritiro dei seminativi dalla produzione (ACA 26). A questo obiettivo, oltre che all’OS8, contribuisce anche la strategia nazionale per la gestione forestale sostenibile, che nel complesso prevede uno stanziamento di oltre 450 milioni di EURO. Gli interventi forestali proposti, si adattano alla diversità ecologica e socioeconomica che caratterizza il patrimonio e il settore forestale italiano, contribuendo al perseguimento degli obiettivi previsti dalle strategie europee Forestale e della Biodiversità, attraverso la tutela del patrimonio forestale nazionale, la valorizzazione e l’erogazione dei servizi ecosistemici e la promozione dello sviluppo sostenibile delle filiere forestali (ambientale, produttiva e socioculturale), garantendo al contempo lo stato di salute e la tutela del capitale naturale, intervenendo sulle criticità e vulnerabilità del territorio e del settore, prevenendo e contenendo i danni al patrimonio e causati da calamità naturali, avversità atmosferiche o eventi catastrofici e i conseguenti impatti socioeconomici alle comunità locali delle aree montane e rurali. La strategia forestale incentiva anche la diffusione di strumenti di pianificazione aziendale e di area vasta, promuovendo pratiche silvo-ambientali volte ad accrescere il valore, il pregio ambientale e paesaggistico, e le vocazioni produttive dei boschi italiani. Attirare e sostenere i giovani agricoltori e i nuovi agricoltori e facilitare lo sviluppo imprenditoriale sostenibile nelle zone rurali (OS7) L’abbandono delle attività agricole è uno dei principali ostacoli all’accrescimento della competitività del settore con indubbi impatti sulla vitalità socioeconomica dei territori rurali in termini di spopolamento e di invecchiamento della popolazione di questi territori. La strategia, in linea con gli obiettivi della Comunicazione “A long-life Vision for the rural areas”, propone un pacchetto di interventi teso ad offrire strumenti a sostegno dell’imprenditorialità rivolte Piano Strategico della PAC 2023-2027 - Documento di sintesi 25 non solo ai giovani che intendono avviare un’impresa agricola ma anche per l’avviamento di start-up da parte di non giovani o in altri settori dell’economia rurale. Nello specifico, la politica di sviluppo rurale prevede: - iniziative per la creazione di nuove opportunità imprenditoriali in agricoltura (interventi SRE01 e SRE02), soprattutto per le giovani generazioni, per le donne e per gli inoccupati di lungo periodo, favorendo le condizioni di avvio di nuove realtà imprenditoriali attraverso la concessione di premi di insediamento e migliorando, nel caso delle imprese agricole giovanili, la loro sostenibilità economica attraverso la concessione di un sostegno aggiuntivo al reddito nella fase di avviamento. A tali interventi sono destinati 737,4 milioni di euro. Questi strumenti potranno, tra l’altro, lavorare in sinergia con strumenti nazionali rivolti a favorire l’accesso alla terra e al credito, due tra le maggiori barriere di ingresso nel settore per i giovani aspiranti imprenditori; - sostegno all’imprenditorialità diffusa, diversificata e multifunzionale in linea con i principi dell’economia green e circolare capace di dare nuovo impulso alle tradizionali attività di tali territori senza perdere la propensione produttiva tipica di queste aree. In questa direzione si muovono gli interventi SRE04 - Start up non agricole e SRE03 - Avvio di nuove imprese connesse alla silvicoltura. Il primo è finalizzato a sostenere l’avviamento di nuove attività imprenditoriali in ambito extra-agricolo nelle zone rurali, nell’ambito delle strategie di sviluppo locale di tipo partecipativo (LEADER). Da segnalare come, fermo restando il vincolo al sostegno a nuove attività imprenditoriali, in alcuni casi le Autorità di Gestione regionali avranno la possibilità di applicare criteri di selezione basati sull’età dei beneficiari, contribuendo in tal modo al rafforzamento del ricambio generazionale anche nelle attività extra-agricole. A tale intervento sono destinati 22,4 milioni di EURO nel periodo 2023-2029. In una logica di favorire nuova imprenditoria extra-agricola si muove, inoltre, l’intervento SRE03 che prevede 6,2 milioni di euro per la concessione di un sostegno alle nuove imprese che operano nel settore forestale e che svolgono attività di selvicoltura, utilizzazioni forestali, gestione, difesa e tutela del territorio e sistemazioni idraulico-forestali, nonché di prima trasformazione e commercializzazione dei prodotti legnosi e non legnosi. Nell’ambito della politica di sostegno alla nuova imprenditorialità ci si avvarrà anche degli strumenti AKIS che prevedono azioni specifiche di formazione, consulenza e assistenza tecnica riservate ai giovani o ai nuovi imprenditori. Come già evidenziato (cfr. OS1), gli interventi a favore dell’imprenditorialità giovanile in agricoltura saranno accompagnati dal sostegno complementare al reddito per i giovani agricoltori e rafforzate attraverso il trasferimento al secondo pilastro di una quota pari all’1% dei pagamenti diretti, a cui si aggiunge la quota di cofinanziamento nazionale. L’obiettivo di creare le migliori condizioni per lo sviluppo di nuove imprenditorialità nelle aree rurali è perseguito anche attraverso opportune sinergie tra il FEASR e il FSE Plus. Infatti, come riconosciuto dall’Accordo di Partenariato, quest’ultimo opererà al fine di offrire nuove competenze e conoscenze per lo sviluppo di nuove professionalità nell’ambito agroalimentare e forestale, con una particolare focalizzazione sull’imprenditoria giovanile e femminile. In questo contesto si punterà a favorire nuova imprenditorialità negli ambiti dell’economia circolare, della tutela dei servizi ecosistemici, dello sviluppo integrato del territorio, anche riconoscendo le profonde connessioni e possibilità occupazionali esistenti nei rapporti fra aree rurali ed urbane. Piano Strategico della PAC 2023-2027 - Documento di sintesi 26 Promuovere l'occupazione, la crescita, la parità di genere, inclusa la partecipazione delle donne all'agricoltura, l'inclusione sociale e lo sviluppo locale nelle zone rurali, comprese la bioeconomia circolare e la silvicoltura sostenibile (OS8) L’obiettivo principale è quello di innalzare il livello della qualità della vita nelle aree rurali attraverso il miglioramento dei processi di inclusione sociale, della qualità e dell'accessibilità delle infrastrutture e dei servizi, anche digitali, alla popolazione ed alle imprese, in modo da porre un freno allo spopolamento e sostenere l'imprenditorialità, anche rafforzando il tessuto sociale. A questo obiettivo sono destinati oltre 1,7 miliardi di EURO, pari nel complesso all’11% delle risorse destinate allo sviluppo rurale (FEASR + risorse nazionali) e al 13,4% di quelle destinate alla programmazione regionale, in aumento rispetto alla disponibilità media annua della priorità 6 nella programmazione 2014-2022. Gli interventi programmati, con le diverse articolazioni rispondenti ai fabbisogni individuati a livello regionale, si propongono di sostenere: - iniziative finalizzate ad aumentare e diversificare le occasioni di occupazione in una logica di sostenibilità (ad es. turismo sostenibile, bioeconomia, green job, agricoltura sociale) rafforzando la multifunzionalità agricola e forestale, valorizzando i paesaggi rurali di interesse storico, favorendo la creazione di nuove opportunità imprenditoriali e occupazionali, rivolte in particolare a giovani e donne, nelle attività connesse e in tutte quelle attività in grado di mantenere vitali i territori rurali in termini economici e sociali (SRD03, SRD14, SRE03, SRE04); - investimenti finalizzati a superare il gap infrastrutturale, con particolare attenzione al digital divide, e migliorare la disponibilità/accessibilità ai servizi per la popolazione e le imprese, attraverso la riorganizzazione e la creazione di servizi, ma anche l’attrattività delle zone rurali sia per la residenzialità, sia per altre attività produttive e gli investimenti attraverso la valorizzazione culturale, la messa in sicurezza e ristrutturazione delle strutture abitative, dei centri abitati e dei borghi rurali; il recupero e riuso delle strutture rurali e beni collettivi; l’efficientamento energetico e l’adeguamento antisismico dell’edilizia abitativa rurale (SRD07, SRD08, SRD09); - iniziative che contribuiscano ad una gestione sostenibile del territorio e del paesaggio intervenendo sui beni collettivi e pubblici favorendo il recupero di aree abbandonate o degradate e finalizzandole ai fabbisogni della comunità per finalità turistico-ricreative o per la creazione di imprese innovative capaci di creare valore dalla valorizzazione delle risorse del territorio (SRD08; SRD09); - l’accesso ai servizi essenziali dei lavoratori, in particolare quelli stagionali, garantendo una maggiore autonomia e sicurezza degli stessi, anche nell’ottica della lotta al caporalato (SRD01, SRD03, SRD13, SRG06, SRG07). A tal fine, sarà fondamentale sostenere una visione innovativa dell’approccio Leader (SRG05 e SRG06) e degli altri strumenti di progettazione integrata territoriale (SRG07), che contribuisca a sperimentare e avviare percorsi di sviluppo delle zone rurali facendo leva e promuovendo: le politiche locali del cibo, la creazione di beni e servizi collettivi e di spazi inclusivi, la valorizzazione dei servizi ecosistemici e lo sviluppo di sistemi di offerta socioculturali e turistico-ricreativi locali, l’innovazione territoriale per i giovani (smart specialization, start-up e imprese sociali-culturali), la co-progettazione Piano Strategico della PAC 2023-2027 - Documento di sintesi 27 e la gestione pubblica-privata, la creazione di comunità di progetto capaci di coinvolgere gli attori locali all’avvio di reti di impresa e imprese di comunità a livello locale, lo sviluppo dei distretti del Cibo. Le Strategie di sviluppo locale del LEADER punteranno ai seguenti ambiti tematici, diversificate a seconda dei diversi contesti socioeconomici del territorio italiano e della necessità di favorire l’espressione di soluzioni innovative allo sviluppo locale: - servizi ecosistemici, biodiversità, risorse naturali e paesaggio; - sistemi locali del cibo, distretti, filiere agricole e agroalimentari; - servizi, beni, spazi collettivi e inclusivi; - comunità energetiche, bioeconomiche e ad economia circolare; - sistemi di offerta socioculturali e turistico-ricreativi locali; - sistemi produttivi locali artigianali e manifatturieri. Le risorse destinate al LEADER sono crescenti rispetto alla programmazione 2014-2022, con un incremento di circa 17,5 milioni della dotazione media annua e ammontano nel complesso a circa 900 milioni di EURO, pari all’5,5% delle risorse destinate complessivamente allo sviluppo rurale e al 6,8% della quota a disposizione della programmazione regionale. Ai fini dell’OS8 è importante il contributo coordinato con il PSP che la Strategia Nazionale Aree Interne (SNAI) apporta ai processi di sviluppo locale, intervenendo in territori con forti caratteristiche di ruralità, con elevati rischi di spopolamento e in cui l’agricoltura svolge ancora un ruolo di presidio essenziale. In un’ottica di integrazione e complementarità dell’intervento pubblico, il FEASR concorre quindi al raggiungimento degli obiettivi della SNAI, nel rispetto delle proprie regole e modalità attuative, favorendo l’innovazione e la cooperazione territoriale, gli investimenti nel settore agricolo e agroalimentare, gli investimenti nei servizi volti a favorire l’inclusione sociale, il turismo rurale e l’imprenditoria locale, nonché le sinergie con il LEADER. A tal fine si provvederà ad un’interlocuzione continua sia a livello nazionale tra Accordo di partenariato e PSP, sia a livello regionale, per favorire una collaborazione costruttiva tra le diverse politiche, anche attraverso l’azione di supporto e accompagnamento alla progettazione locale della Rete Rurale Nazionale. Gli strumenti per assicurare questa partecipazione, sono l’intervento “Cooperazione per lo sviluppo rurale, locale e smart villages (SRG07)”, nel cui ambito valorizzare in maniera mirata le diverse misure previste dal Fondo, comprese quelle per i servizi e la qualità della vita e lo sviluppo delle migliori sinergie possibili tra le Strategie Territoriali della SNAI e LEADER e i processi di co-progettazione sostenuti dalla Rete Rurale Nazionale. Questi interventi potranno contare anche sul contributo della misura M2.1 del PNRR Borghi rurali. Contribuisce al miglioramento della qualità della vita nelle aree rurali anche l’obiettivo di completare e migliorare l’infrastruttura telematica e rafforzare la connettività. Gli interventi saranno sostenuti attraverso le risorse del PNRR (M1C2) e, se necessario, il Fondo Sviluppo e Coesione, al fine di favorire la diffusione reale della Bando Ultra Larga (BUL). L’intervento del PNRR rientra nella logica di coprire tutte le aree rurali e sarà complementare alle azioni del PSP che punteranno (cfr. cap. 8.5) alla realizzazione di interventi infrastrutturali a carattere locale, proposti da Comuni o consorzi di Comuni (anche GAL) in aree non raggiunte dal Piano BUL Aree Bianche, per favorire l’ampliamento della rete in fibra ottica e la realizzazione di siti radio per sviluppare la connettività FWA (SRD07; SRG07). Il collegamento dell’“ultimo miglio” potrà essere finanziato anche nell’ambito degli investimenti Piano Strategico della PAC 2023-2027 - Documento di sintesi 28 aziendali sostenuti dalle schede SRD001, SRD003, SRD013, SRD014, SRD007. Per favorire il miglioramento nell’utilizzo delle nuove tecnologie si punterà, inoltre, ad azioni di formazione, consulenza e promozione da attuare con gli interventi finalizzati al miglioramento della qualità della vita nelle aree rurali e attraverso il rafforzamento degli AKIS. Oltre agli interventi tipicamente di “sviluppo rurale”, un ruolo centrale nei processi di inclusione sociale e lavorativa lo avranno tutti quegli interventi che prevedono investimenti nel settore agricolo, forestale e agroalimentare, sia finanziati dal FEASR sia dal FEAGA, che, oltre ad aumentare le opportunità di occupazione e reddito nelle aree rurali, dovranno essere finalizzati a migliorare le condizioni sui luoghi di lavoro (sicurezza e benessere dei lavoratori) e a contrastare tutte le forme di irregolarità favorendo l’emersione dal lavoro nero e promuovendo azioni di prevenzione. Un ruolo centrale per quest’ultimo aspetto lo avranno anche gli interventi dell’AKIS, in particolare attraverso le azioni di consulenza e formazione. Il perseguimento del principio della parità di genere e l’aumento delle opportunità di occupazione e reddito per le donne, insiti nelle caratteristiche della maggior parte degli interventi sopra descritti, verranno incentivati attraverso adeguati principi di selezione. Sui temi del lavoro e della parità di genere e, più in generale dell’inclusione sociale, il PSP agisce con modalità che verranno definite in fase attuativa con il FSE +, così come previsto dall’Accordo di Partenariato. In particolare, tale collaborazione potrà riguardare: - gli investimenti a favore dei servizi sociali, prevedendo in particolare azioni mirate per favorire l’integrazione lavorativa e sociale dei lavoratori migranti; - le misure di informazione sulle opportunità di lavoro che il settore agricolo, agroalimentare e forestale possono offrire; - lo sviluppo di nuove competenze su temi di frontiera per lo sviluppo dell’agricoltura e l’agroalimentare (es. digitalizzazione); - la formazione, in particolare quella scolastica e universitaria, per offrire alle nuove generazioni maggiore consapevolezza sulle sfide di impresa (produttive, ambientali e sociali) del settore agricolo, agroalimentare e forestale; - le azioni rivolte alle persone disoccupate, per favorirne percorsi di occupabilità nel settore agricolo, agroalimentare e forestale. l PSP, infine, nell’ambito di questo obiettivo promuove la silvicoltura sostenibile così come descritta nell’ambito dell’OS6. Migliorare la risposta dell’agricoltura dell'UE alle esigenze della società in materia di alimentazione e salute, compresi alimenti di alta qualità, sani e nutrienti prodotti in modo sostenibile, ridurre gli sprechi alimentari nonché migliorare il benessere degli animali e contrastare le resistenze antimicrobiche (OS9) Tutti gli interventi della strategia considerano la salute e il benessere della società come elementi chiave per allineare le aspettative dei consumatori con i processi di produzione agro-alimentare, incentivando azioni tese al rispetto delle qualità e salubrità degli alimenti e al rispetto dell’etica nei Piano Strategico della PAC 2023-2027 - Documento di sintesi 29 processi e nei prodotti dell’agricoltura. Alcuni degli ambiti di intervento più significativi per questo obiettivo specifico, sono quindi rilevanti anche per il raggiungimento di altri obiettivi specifici e il loro contributo è conseguentemente descritto nuovamente in una logica “win-win”. Con riferimento a questo obiettivo, la strategia ruota intorno ad alcuni interventi chiave volti alla promozione dell’agricoltura biologica e di pratiche agricole sostenibili, alla riduzione dell’uso degli antibiotici negli allevamenti zootecnici e al miglioramento del benessere degli animali. L’obiettivo del raggiungimento del 25% della superficie a biologico entro il 2027 assume l’agricoltura biologica come tecnica di produzione privilegiata per andare incontro agli obiettivi di salubrità degli alimenti. Con questa finalità, alla promozione dell’agricoltura biologica sono destinati oltre 2 miliardi di EURO, con un incremento significativo della dotazione annuale destinata all’intervento SRA29 - Pagamento al fine di adottare e mantenere pratiche e metodi di produzione biologica. A queste risorse si aggiungono quelle previste dai diversi interventi, eco-schemi e ACA, cumulabili con l’adesione all’agricoltura biologica. Per favorire la sostenibilità economica delle aziende che investono nell’agricoltura biologica, la strategia del PSP è integrata con il finanziamento dei Contratti di filiera, previsto dal Fondo complementare del PNRR. Da rilevare come il PSP sostenga la produzione e commercializzazione di prodotti con indicazioni geografiche riconosciute, attraverso attività di promozione e comunicazione e di sostegno a regimi di qualità finanziate nei programmi settoriali. Inoltre, il PSP sostiene anche altri metodi di produzione sostenibili, come la produzione integrata, con l’obiettivo di aumentare il numero di agricoltori e di ettari certificati nell’ambito del Sistema di Qualità Nazionale Produzione Integrata (SQNPI). A tale proposito, si segnala che il PSP fa riferimento e si coordina, nell’ambito della scheda di intervento SRA01 - ACA 1 - produzione integrata, con la direttiva 2009/128/CE, che istituisce un quadro per l’azione comunitaria ai fini dell’utilizzo sostenibile dei fitofarmaci. Nel caso dell’ortofrutta, tale orientamento si declina nelle attività volte a rendere le caratteristiche qualitative maggiormente riconoscibili dai consumatori (ISOr IS ortofrutta 06), così come negli interventi per il miglioramento della qualità (ISOr IS ortofrutta 07), la tracciabilità/rintracciabilità e l’introduzione di sistemi di certificazione della qualità, comprese le certificazioni etiche e ambientali (ISOr IS ortofrutta 08). Interventi analoghi si ritrovano nel settore olivicolo attraverso gli strumenti volti a favorire l’adesione a regimi di qualità dell’Unione e nazionali e ad accrescere l’adesione volontaria dei produttori a sistemi di qualità riconosciuti (IS Olivicolo - 47.1g), e le misure a sostegno dei sistemi di tracciabilità per una maggiore sicurezza e un maggior controllo degli standard qualitativi (ISO - IS olivicolo 47.1.h). In maniera analoga, nel settore apistico, vengono promosse attività di informazione e promozione finalizzate ad aumentare la sensibilità dei consumatori verso la qualità. Per quanto riguarda la riduzione dell’uso degli antibiotici negli allevamenti zootecnici e il miglioramento del benessere degli animali, il PSP persegue tali obiettivi attraverso lo specifico eco- schema “Pagamento per la riduzione dell’antimicrobico resistenza e il benessere animale” (1,8 miliardi di EURO), finalizzato a limitare l’impiego del farmaco ai casi strettamente necessari, ad incoraggiare l’adesione ai sistemi di qualità nazionale sul benessere animale (SQNBA) e l’adozione di pratiche estensive. L’eco-schema ha l’obiettivo di fare aderire le aziende zootecniche ad un percorso virtuoso di riduzione dell’uso del farmaco, basato sull’attuazione di impegni direttamente collegati al miglioramento del benessere animale, misurati attraverso il sistema ClassyFarm. Il livello 1 punta alla riduzione dell’antimicrobico resistenza; il livello 2 incentiva gli allevatori all’adesione al SQNBA (con obbligo di pascolo) e al sistema di certificazione biologica. Si tratta di un’iniziativa integrata nell’ambito Piano Strategico della PAC 2023-2027 - Documento di sintesi 30 di una strategia nazionale chiaramente orientata al miglioramento del benessere animale, in quanto accompagnata da altri importanti interventi nello sviluppo rurale e nel PNRR: - uno specifico intervento per incentivare l’adozione di buone pratiche zootecniche per il benessere animale (SRA30) con una dotazione complessiva di circa 586 milioni di EURO e che tocca le diverse aree rilevanti su questo tema (acqua, mangimi e cura degli animali, condizioni abitative, condizioni che consentono l'espressione di un comportamento naturale, accesso all'aperto e pascolo); - una specifica azione per favorire investimenti per il benessere animale, nell’ambito dell’intervento investimenti produttivi agricoli per l’ambiente, il clima e il benessere animale (SRD02) che reca una dotazione complessiva di oltre 500 milioni di EURO; - nell’ambito del PNRR, gli investimenti per migliorare la coibentazione delle strutture agricole produttive, eliminare l’amianto, incentivare la produzione di energia da fonti rinnovabili (solare sui tetti), ma anche per migliorare le condizioni degli allevamenti (totale 1,5 miliardi di EURO). L’adozione di queste tecniche produttive sarà accompagnata con gli interventi di consulenza aziendale e formazione previsti dallo sviluppo rurale. Non meno importante per il raggiungimento di questo obiettivo è l’adozione dei diversi interventi (eco-schemi e interventi ACA) che prevedono la riduzione nell’uso dei prodotti fitosanitari e fertilizzanti, già descritti nell’ambito dell’Obiettivo Specifico 5. Considerata la complessità del tema dello spreco e delle perdite alimentari, il PSP concentra alcune iniziative sull’uso più efficiente delle risorse e sul riutilizzo dei sottoprodotti, in una logica di massimizzazione del potenziale di utilizzo degli input e degli output agricoli. In questa direzione si muovono alcuni degli interventi previsti per i settori vitivinicolo, ortofrutticolo, olivicolo-oleario, apistico e pataticolo. In particolare, nel settore ortofrutticolo sono finanziati interventi per campagne informative dedicate a prevenire e ridurre gli sprechi (ISOr IS ortofrutta 01). Da segnalare anche l’intervento destinato alla distillazione dei sottoprodotti della vinificazione, in una logica di economia circolare e riutilizzo degli output agricoli. Per quanto riguarda lo spreco alimentare, il Piano sostiene la costruzione di percorsi partecipativi finalizzati alla definizione di politiche del cibo a scala locale, attraverso la creazione di piattaforme che consentano il coinvolgendo e il confronto fra enti locali, istituzioni di ricerca, imprese e terzo settore, indirizzando i territori verso la ricerca di soluzioni di economia circolare e l’attivazione di programmi orientati alla sostenibilità dei sistemi alimentari (SRG05 e SRG07). Ugualmente importante è agire con azioni di informazione e promozione a favore di un accrescimento della consapevolezza dei consumatori e degli operatori del settore, orientando i sistemi alimentari ad una sempre maggiore integrazione tra produzione e consumo. Informazione, consapevolezza, conoscenza, sia sui singoli prodotti sia sui processi che determinano il funzionamento delle filiere agroalimentari, anche al fine di comunicare il valore della sostenibilità connessa ai sistemi di produzione e certificazione del cibo, sono dunque aspetti fondamentali per stimolare il radicale cambiamento delle abitudini alimentari dei consumatori. Su questo aspetto il PSP si propone di intervenire anche attraverso le attività della Rete Rurale Nazionale, con specifiche iniziative di informazione e comunicazione. Piano Strategico della PAC 2023-2027 - Documento di sintesi 31 Modernizzare l'agricoltura e le zone rurali promuovendo e condividendo le conoscenze, l'innovazione e la digitalizzazione e incoraggiandone l'applicazione da parte degli agricoltori attraverso un migliore accesso alla ricerca, all'innovazione, allo scambio di conoscenze e alla formazione Informazione, consapevolezza, conoscenza sono aspetti fondamentali per stimolare il cambiamento delle tecniche di produzione e incidere positivamente sulla lotta ai cambiamenti climatici, sulla qualità della vita e sul benessere, sulla salute umana e del pianeta. Al riguardo, è fondamentale adottare un approccio sistemico e transdisciplinare al rafforzamento delle capacità e delle competenze professionali lungo le filiere e all’attuazione di processi di collaborazione multi-attore. Inoltre, si considera prioritario ottimizzare la capacità di trasferimento dell’innovazione, sia tra i creatori di nuova conoscenza, sia tra questi ultimi e gli utilizzatori finali (imprese, istituzioni). L’AKIS italiano al servizio del sistema agroalimentare, forestale e rurale farà leva sulla grande disponibilità di soggetti e competenze nelle diverse articolazioni territoriali e promuoverà il superamento delle difficoltà legate al coordinamento fra i soggetti e la scarsa e poco fluida diffusione delle innovazioni e dei servizi di supporto alle imprese/territori. A questo proposito, il modello interattivo d’innovazione, multi-attore e trans-disciplinare, potrà essere funzionale all’attuazione delle strategie europee, delle politiche del cibo e ai percorsi di economia circolare e di bioeconomia. Per il raggiungimento di questi obiettivi, orizzontali e funzionali al conseguimento degli altri obiettivi della strategia, il PSP si propone di sostenere: - il rafforzamento dell’AKIS, valorizzando gli AKIS regionali, il coordinamento e la loro relazione con i diversi sistemi produttivi e territoriali, promuovendo un piano d’azione e l’organizzazione di ruoli e funzioni condivisi, per migliorare i flussi delle conoscenze e delle innovazioni; - lo sviluppo e la diffusione del sistema di consulenza aziendale, dall’assistenza tecnica ai servizi specializzati (digitale, meccanizzazione, altri input di produzione), al supporto alle innovazioni, attraverso la promozione di protocolli di consulenza su temi d’interesse strategico (es. benessere animale, architettura verde, gestione del rischio, ecc.). Verranno incentivate le connessioni con agli altri soggetti AKIS mediante servizi di back-office, studi di fattibilità, attività di formazione dedicate, i servizi di supporto all’innovazione; - il sostegno alla formazione professionale degli imprenditori e degli addetti agricoli e forestali per migliorare le conoscenze, in particolare sui temi della sostenibilità e delle nuove tecnologie digitali, anche nell’ambito della Space Economy. In questo contesto vanno incentivati strumenti per l'apprendimento continuo e collaborativo e le attività dimostrative, nonché le attività di risk assesment per la prevenzione dei rischi e la pianificazione consapevole delle relative azioni di mitigazione; - il rafforzamento delle infrastrutture di ricerca e innovazione, anche attraverso il sostegno delle altre politiche comunitarie, prevedendo piattaforme (digitali, living lab, Innovation hub, datawarehouse, parchi agroalimentari, etc.), risorse e attrezzature di supporto alla circolazione, capitalizzazione e potenziamento della conoscenza nei diversi territori; - il miglioramento nell’utilizzo dei dati, favorendo lo sviluppo di Open data, l’interoperabilità tra le banche dati, la sistematizzazione della raccolta di dati agricoli e ambientali. Piano Strategico della PAC 2023-2027 - Documento di sintesi 32 In particolare, per migliorare i flussi di conoscenza e la collaborazione si punterà all’uso di pacchetti di intervento, alla riproposizione dei Gruppi Operativi del PEI AGRI in una chiave più partecipativa rispetto ai diversi soggetti AKIS e di maggior coinvolgimento diretto o indiretto delle imprese, alla formazione congiunta dei responsabili e degli addetti dei soggetti AKIS. Gli interventi AKIS del PSP si coordineranno anche con le azioni di analoghi contenuti ed obiettivi, promossi dagli altri fondi europei, quali il Fondo europeo per lo sviluppo regionale (FESR) per le azioni di ricerca e innovazione, il Fondo sociale europeo (FSE) per gli interventi che riguardano la crescita e lo sviluppo delle competenze, l’iniziativa per la promozione della ricerca Horizon Europee, l’azione di formazione del programma Erasmus +, ove possibile, sulla base delle norme e procedure di attuazione. Saranno altresì utilizzati e resi disponibili agli attori dell’AKIS gli strumenti di raccolta, organizzazione ed elaborazione delle informazioni promossi dall’UE (es. il programma Copernicus e la Rete di Informazione Contabile Agricola). In ambito nazionale verranno promosse le connessioni con il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, che sostiene anch’esso la diffusione di innovazioni tecnologiche legate alla meccanizzazione e all’agricoltura di precisione (Missione 2) e la creazione di hub dell’innovazione (Missione1), nonché con il Programma nazionale della Ricerca 2021-2027 che individua fra i grandi ambiti di ricerca e innovazione “Prodotti alimentari, bioeconomia, risorse naturali, agricoltura, ambiente”. Piano Strategico della PAC 2023-2027 - Documento di sintesi 33 L’architettura verde e la transizione ecologica del settore agricolo, alimentare e forestale La cornice dentro la quale si muove la strategia e l’architettura verde tiene conto delle sette aree tematiche codificate dalla Commissione, relative agli obiettivi strategici ambiente-clima-benessere animale, su cui occorre focalizzare la stratega di intervento e la programmazione degli strumenti. In questo quadro, il Piano nazionale per l’uso sostenibile dei fitosanitari (Direttiva 2009/128/EC), i Piani di Gestione dei Distretti idrografici (Direttiva 91/676/EEC “Nitrati” e Direttiva 2000/60/EC “Acque”), il Piano d’azione per il miglioramento della qualità dell’aria (Direttiva 2008/50/EC e Direttiva (EU) 2016/2284 “Qualità dell’aria), i Piani d’Azione quadro per Natura 2000 (Direttiva 2009/147/EC “Uccelli” e Direttiva 92/43/EEC “Habitat”), insieme ad altri strumenti di policy ambientale vigenti a livello nazionale, rappresentano il primo elemento di contesto che il Piano strategico ha considerato per massimizzare l’efficacia ambientale e climatica della PAC. Importanti contributi al processo di transizione verde del Paese giungono anche dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) e dal collegato Fondo Complementare. La riduzione della pressione esercitata dalle attività agro-forestali sulle risorse naturali, così come il rafforzamento dei servizi ecosistemici garantiti dall’attività primaria a beneficio della collettività, rappresentano il fulcro dell’azione che il Piano strategico della PAC deve realizzare per cogliere appieno gli obiettivi del Green Deal e delle strategie promosse dall’Unione europea a questo correlate. In questo contesto, l’agricoltura, fermi restando gli obiettivi in essa connaturati legati alla produzione di cibo di qualità, può svolgere un ruolo fondamentale orientando i sistemi produttivi e le filiere verso percorsi di sostenibilità e di circolarità nell’uso delle risorse naturali. In questa direzione si muove l’intera architettura verde, un impianto volto a dare una risposta concreta e di sistema a tutte queste esigenze, prevedendo un mix equilibrato ed efficace di tipologie di strumenti, risorse e regole, capaci di accompagnare il settore agricolo, alimentare e forestale verso la transizione ecologica richiesta. Ci si riferisce non solamente all’applicazione nazionale delle scelte vincolanti previste dai regolamenti, ma anche ad alcune scelte strategiche che rispondono in maniera specifica ad alcuni importanti fabbisogni nazionali. La vocazione ambientale della strategia è rilevabile anche dall’attenzione posta alla sostenibilità delle filiere produttive: nonostante il sostegno alle stesse sia ricompreso nell’ambito degli OS più specificamente dedicati alla competitività, diverse misure contribuiscono alla transizione ecologica del settore agroalimentare. Infatti, tali misure saranno indirizzate a sostenere impegni più specifici, adatti alle peculiarità di territori e tipologie produttive, capaci sia di rafforzare in modo mirato il contributo dell’attività primaria alla società e all’ambiente, che di ridurre l’impronta ambientale delle attività produttive ove ancora troppo marcata. Altro elemento di trasversalità e di sinergia fra l’esigenza di tutela ambientale e quella di sostegno alla competitività giunge dall’evidenza che un sistema agricolo che punta alla riduzione di fitofarmaci e fertilizzanti è in grado di ottenere il riconoscimento di un maggiore valore aggiunto sui mercati, operando un’importante funzione in termini di salubrità degli alimenti e di sensibilizzazione nei confronti dei consumatori. L’adeguata implementazione (regole-controlli-sanzioni) del sistema della condizionalità rappresenta la base dell’architettura verde. CGO e BCAA poggiano sul set di norme ambientali e del benessere animale/sicurezza definite dall’Unione, ed una efficace attuazione di questo sistema rappresenta una Piano Strategico della PAC 2023-2027 - Documento di sintesi 34 via imprescindibile per garantire che i beneficiari della PAC operino nel pieno rispetto di regole che sono fondamentali per garantire la sostenibilità climatica e ambientale. La vocazione ambientale del Piano è testimoniata dagli oltre 10,7 miliardi di euro, tra primo e secondo pilastro, riservati ad interventi chiaramente riconducibili a finalità climatico-ambientali. Grande importanza assumono i 5 eco-schemi nazionali, di alto valore strategico, capaci di qualificare la strategia e di intercettare gli elementi prioritari della strategia in tema di sostenibilità climatico- ambientale, a cui sarà destinato il 25% delle risorse degli aiuti diretti: nel complesso, 4,4 miliardi di euro riservati dall’Italia per oltre il 40% (1,8 miliardi di euro) all’eco-schema 1, che prevede un pagamento per il benessere degli animali e la riduzione degli antibiotici. Il restante 60% è invece ripartito tra quattro eco-schemi incentrati su inerbimento delle colture arboree, salvaguardia degli olivi di particolare valore paesaggistico, sistemi foraggeri estensivi e misure specifiche per gli impollinatori. Gli impegni proposti nei 5 eco-schemi sono stati impostati con l’obiettivo di ampliare quanto più possibile la platea di agricoltori capace di adottare impegni ambientali volontari oltre la condizionalità, avvicinandoli progressivamente a pratiche agricole e allevatoriali più sostenibili. Gli impegni sono stati quindi individuati sulla base della loro efficacia ambientale, ma anche della facilità di adozione, della possibilità di applicarli su tutto il territorio nazionale e della loro comunicabilità al mondo produttivo, in una logica di schemi “entry-level”. La scelta degli impegni degli eco-schemi è stata fatta anche sulla logica della semplificazione, con l’obiettivo di evitare controlli troppo complessi, vista la platea potenzialmente molto ampia di beneficiari: ECO-1 Miglioramento benessere animale e contrasto all’antimicrobico resistenza. L’impegno è finalizzato a sostenere il processo di transizione verso un modello allevatoriale più sostenibile, innalzare la qualità e salubrità delle produzioni agroalimentari, ridurre l’antimicrobico resistenza (AMR) e migliorare il benessere degli animali, nella consapevolezza che benessere animale e consumo di farmaci sono elementi tra loro sempre di più interconnessi. L’eco-schema prevede due livelli di impegno: - il livello 1 si pone come obiettivo finale quello di fare aderire le aziende zootecniche ad un percorso virtuoso di riduzione dell’uso del farmaco (antibiotici), basato sull’attuazione di impegni direttamente collegati al miglioramento del benessere animale, misurati attraverso il sistema Classy Farm; il livello 1 si rivolge agli allevatori di: Bovini da latte, da carne, a duplice attitudine, Ovini da latte e da carne, Caprini, Bufalini da latte e da carne e Suini; - il livello 2, che prevede l’adesione al Sistema di Qualità Nazionale per il Benessere Animale (SQNBA) con pascolamento, si rivolge ai Bovini da latte, da carne e a duplice attitudine e ai suini allevati allo stato semi brado. Al livello 2 del medesimo eco-schema possono accedere anche gli allevamenti biologici, i cui impegni sono stabiliti dai rispettivi disciplinari. Il costo complessivo di tale intervento è stimato pari a circa 363,3 milioni di euro/anno, circa il 41,5% delle risorse previste per l’adozione degli eco-schemi. ECO-2 Inerbimento delle colture arboree, a cui sono ammissibili tutte le superfici occupate da colture permanenti (legnose agrarie) e altre specie arboree permanenti a rotazione rapida, sulle quali sono rispettati i seguenti impegni di gestione del suolo, aggiuntivi a quelli previsti dalla condizionalità: - inerbimento, spontaneo o artificiale dell’interfila; - non lavorazione del suolo nell’interfila; Piano Strategico della PAC 2023-2027 - Documento di sintesi 35 - divieto di diserbo chimico nell’interfila e gestione della copertura vegetale erbacea solo mediante operazioni meccaniche, senza asportazione dal terreno. Sono ammissibili al pagamento anche le superfici certificate Bio e SQNPI, posto che viene assicurata la non duplicazione dei pagamenti per gli impegni che si sovrappongono. L’eco-schema prevede un pagamento annuale a compensazione dei costi supplementari e del mancato guadagno dovuto agli impegni assunti, stimato pari a 120 euro/ha aggiuntivo al sostegno di base al reddito. È prevista integrazione dell’importo per impegni assunti in Natura 2000 e ZVN. Il costo complessivo di tale intervento è stimato pari a circa 155,3 milioni di euro/anno, circa il 17,8% delle risorse previste per l’adozione degli eco-schemi. ECO-3 Salvaguardia olivi di particolare valore paesaggistico, a cui sono ammissibili tutte le superfici olivetate di particolare valore paesaggistico e storico, anche in consociazione con altre colture arboree, sulle quali sono rispettati i seguenti impegni specifici: - assicurare la potatura biennale delle chiome - divieto di bruciatura in loco dei residui di potatura che vengono trinciati sul posto, salvo diversa indicazione a seguito dell’adesione a sistemi di qualità certificati o da parte delle competenti Autorità fitosanitarie, con deroga nelle aree difficilmente accessibili, quali superfici con pendenza superiori al 15% e/o terrazzamenti con una larghezza inferiore ai 5 metri; in questi casi, i residui di potatura, se non trinciati, devono essere asportati dal terreno - mantenere l’oliveto oggetto di impegno nel suo status quo, quale valore paesaggistico e divieto di conversione, anche attraverso infittimenti, in sistemi più intensivi; l’impegno deve essere mantenuto per almeno un anno successivo a quello di adesione all’eco-schema. Si considerano di particolare valore paesaggistico e storico gli oliveti con una densità mediamente inferiore a 300 piante per ettaro e quelli individuati dalla Regione o Provincia autonoma competente per territorio, fino ad un massimo di 400 piante per ettaro, in base ad elementi oggettivi, quali l’architettura degli impianti, le tecniche di allevamento ed altre pratiche tradizionali. Sono ammissibili al pagamento anche le superfici certificate Bio e SQNPI, a condizione che non vi sia sovrapposizione di impegno. L’eco-schema prevede un pagamento annuale di 220 euro/ha aggiuntivo al sostegno di base al reddito. È prevista integrazione dell’importo per impegni assunti in aree Natura 2000 e ZVN. Questo eco-schema è complementare con gli interventi del secondo pilastro che prevedono contributi specifici volti al recupero, ristrutturazione, manutenzione di elementi tipici del paesaggio a carico di tutte le superfici coltivate su terrazzamenti, con muretti a secco, su ciglionamenti inerbiti o su altri manufatti. Il costo complessivo di tale intervento è stimato pari a circa 150 milioni di euro/anno, circa il 17,2% delle risorse previste per l’adozione degli eco-schemi. ECO-4 Sistemi foraggeri estensivi, finalizzato a favorire l’introduzione in avvicendamento di colture leguminose e foraggere, nonché colture da rinnovo con l’impegno alla gestione dei residui in un’ottica di carbon sink, al fine di sostenere orientamenti produttivi aziendali meno impattanti in termini di impiego di input produttivi, oltre gli impegni previsti dalla BCAA 7. Sono ammissibili all’eco-schema tutte le superfici a seminativo in avvicendamento sulle quali sono rispettati i seguenti impegni: Piano Strategico della PAC 2023-2027 - Documento di sintesi 36 - assicurare nell’avvicendamento almeno biennale la presenza di colture leguminose e foraggere, nonché di colture da rinnovo; - sulle colture leguminose e foraggere non uso di diserbanti chimici e di altri prodotti fitosanitari; sulle colture da rinnovo è consentito solo l’uso della tecnica della difesa integrata; - fatta eccezione per le aziende zootecniche, nel caso delle colture da rinnovo e per i cereali autunno-vernini, gestire i residui colturali mediante operazioni di sfalcio o trinciatura, senza asportazione dal terreno; nel caso di colture da rinnovo e per le colture intercalari in secondo raccolto può essere effettuato l’interramento dei residui tramite operazioni di minima lavorazione, ad eccezione del caso di semina su sodo della coltura in avvicendamento. Sono ammissibili al pagamento anche le superfici certificate Bio e SQNPI, posto che viene assicurata la non duplicazione dei pagamenti per gli impegni che si sovrappongono. L’eco-schema prevede un pagamento annuale a compensazione dei costi supplementari e del mancato guadagno dovuto agli impegni assunti, stimato pari a 110 euro/ha. È prevista integrazione dell’importo per impegni assunti in Natura 2000 e ZVN. Il costo complessivo di tale intervento è stimato pari a 162,7 milioni di euro/anno, circa il 18,6% delle risorse previste per l’adozione degli eco-schemi. ECO-5 Misure specifiche per gli impollinatori (sia su colture erbacee che arboree), sono ammissibili le superfici a seminativo e quelle occupate da colture arboree permanenti sulle quali sono rispettati i seguenti impegni: - coltivazione di colture a perdere di interesse mellifero nei seminativi, incluso impegno di non uso di diserbanti e altri fitosanitari, sulla superficie oggetto di impegno fino al completamento della fioritura; - coltivazione di colture a perdere di interesse mellifero nell’interfila delle colture permanenti, incluso impegno di non uso di diserbanti chimici e altri fitosanitari sulla superficie oggetto di impegno, durante la fioritura sia della coltura arborea sia della coltura di interesse apistico. Sono ammissibili al pagamento anche le superfici certificate Bio e SQNPI, posto che viene assicurata la non duplicazione dei pagamenti per gli impegni che si sovrappongono. L’eco-schema prevede un pagamento annuale di 500 euro/ha per i seminativi e di 250 euro/ha per le colture permanenti. È prevista integrazione dell’importo per impegni assunti in Natura 2000 e ZVN. Il costo complessivo di tale intervento è stimato pari a circa 43,4 milioni di euro/anno, circa il 5% delle risorse previste per l’adozione degli eco-schemi. Gli eco-schemi rappresentano, quindi, il “secondo livello” della sostenibilità che si vanno ad aggiungere agli impegni della condizionalità rafforzata e dovranno essere di stimolo per l’assunzione di impegni ambientali più ambiziosi e mirati alle peculiarità dei diversi territori e tipologie produttive, capaci sia di rafforzare in modo mirato il contributo dell’attività primaria alla società e all’ambiente, che di ridurre l’impronta ambientale delle attività produttive ove ancora troppo marcata. In questo senso, gli eco-schemi opereranno in sinergia con i 29 interventi SRA del secondo pilastro, che includono anche il sostegno all’agricoltura biologica, alle pratiche silvoambientali e al benessere animale. Questi interventi hanno una dotazione complessiva di oltre 4,5 miliardi di EURO (comprensivi delle spese in transizione per impegni pluriennali agro-silvo-ambientali della programmazione 2014-2022). Piano Strategico della PAC 2023-2027 - Documento di sintesi 37 Tra questi ultimi interventi va segnalata l’importanza attribuita dalla strategia all’agricoltura e alla zootecnia biologica, che concorrono al raggiungimento di tutti gli obiettivi ambientali e all’OS9, e a cui sono destinati oltre 2 miliardi di euro nell’ambito dello sviluppo rurale, garantiti anche attraverso uno specifico trasferimento di fondi dal primo pilastro, a cui si aggiunge il cofinanziamento nazionale. Ulteriori strumenti in favore dell’agricoltura biologica sono previsti nell’ambito dell’intervento settoriale nel settore ortofrutticolo, pataticolo e olivicolo, per i quali, in questa fase, non è possibile fornire un’indicazione finanziaria. Completano il quadro dell’architettura verde anche: - gli interventi che prevedono pagamenti compensativi per le aziende localizzate in aree di svantaggio produttivo o caratterizzate da vincoli specifici, anche di natura ambientale, come quelli delle aree direttiva acque e Natura 2000. Questi interventi, con una dotazione complessiva di circa 1,5 miliardi di EURO, hanno un ruolo fondamentale nel mantenere la resilienza delle aziende agricole in queste aree, evitando l’abbandono e assicurando quelle attività di cura del territorio fondamentali per il mantenimento dell’equilibrio ecosistemico; - il sostegno agli investimenti non-produttivi nel settore agricolo, per definizione, investimenti a scopo ambientale, e quelli in infrastrutture con finalità ambientali (energia, acqua, viabilità rurale), che nel complesso hanno una dotazione pari a circa 300 milioni di EURO; - gli interventi a favore della forestazione sostenibile (oltre 450 milioni di euro). - gli interventi a favore della produzione integrata o di altri impegni agroambientali previsti nel settore ortofrutticolo, pataticolo e olivicolo. Altrettanto fondamentale è il contributo degli investimenti produttivi, alcuni di questi con specifica finalità ambientale. La transizione ecologica del settore primario passa anche attraverso l’opportuno ammodernamento di impianti, strutture, macchinari e attrezzature. Tale ammodernamento, infatti, oltre ad assicurare un miglioramento della competitività delle imprese, potrà garantire anche un miglioramento delle performance ambientali delle diverse attività produttive. Fondamentale sarà non solo il contributo degli specifici investimenti previsti nello sviluppo rurale, ma anche quello degli interventi settoriali, che prevedono azioni finalizzate al perseguimento dei tre obiettivi specifici a finalità ambientale: - nel settore vitivinicolo, gli interventi per la ristrutturazione dei vigneti prevedono la possibilità di finanziare investimenti che favoriscano la diffusione di tecniche di gestione dei vigneti più razionali e ispirate ai principi della viticoltura sostenibile, anche nell’ottica di assicurare, in via prioritaria, il mantenimento della viticoltura nelle aree con particolari sensibilità ambientali e con un elevato valore paesaggistico (es. viticoltura eroica), dando l’opportunità di introdurre sistemi avanzati di produzione sostenibile, compreso il ricorso a metodi di produzione dell’agricoltura di precisione, nell’ottica di favorire la riduzione nell’uso di input chimici inquinanti e/o lo sfruttamento eccessivo delle risorse naturali. Sempre in questo settore, la scheda di intervento relativa agli investimenti prevede che il miglioramento del rendimento globale dell’impresa passi anche attraverso gli interventi finalizzati a migliorare i risparmi energetici e i trattamenti sostenibili, contribuendo così al raggiungimento degli obiettivi di mitigazione dei cambiamenti climatici. Un contributo alla riduzione delle emissioni verrà anche dall’intervento relativo alla distillazione dei sottoprodotti della vinificazione, limitando l’insorgere di possibili fermentazioni anomale e attivando percorsi di circolarità e di risparmio energetico; Piano Strategico della PAC 2023-2027 - Documento di sintesi 38 - nel settore, ortofrutticolo una specifica azione è finalizzata alla promozione di interventi per la promozione, sviluppo e attuazione di pratiche ambientali e la mitigazione dei cambiamenti climatici e all'adattamento agli stessi, attraverso il finanziamento di investimenti in impianti di irrigazione di precisione e migliore gestione dell’acqua, realizzazione impianti di lavaggio attrezzature usate per la distribuzione fitofarmaci, macchine e attrezzature che consentono la riduzione dell’impatto ambientale (pirodiserbo, agricoltura di precisione, macchine per packaging ecosostenibile, ecc), realizzazione impianti comuni per miscele fitofarmaci, sistemi per la riduzione delle emissioni gassose, sistemi per la produzione energetica combinata, produzione di energia da fonti rinnovabili, centri compostaggio ed altri investimenti anche nella fase produttiva volti alla mitigazione e/o all’adattamento ai cambiamenti climatici. Sempre nel settore ortofrutticolo uno specifico intervento è finalizzato alla riduzione delle emissioni e al risparmio energetico nelle fasi di trasporto e stoccaggio; - nel settore olivicolo-oleario sono previsti investimenti per la conservazione del suolo, il miglioramento della gestione delle risorse idriche, la prevenzione dei danni causati da eventi climatici avversi, l’efficientamento e il risparmio energetico, la riduzione delle emissioni e la gestione efficiente dei rifiuti, la riduzione dei prodotti fitosanitari, la creazione o il mantenimento di habitat favorevoli alla biodiversità; - nel settore apistico, gli interventi sono finalizzati in particolare a contrastare gli effetti dei cambiamenti climatici e ad arrestare e invertire la perdita di biodiversità, migliorando i servizi ecosistemici. Si prevedono investimenti per contrastare le cause di cali della produttività e la mortalità delle api dovuta a eventi climatici avversi, attraverso l’innalzamento del livello tecnologico e l’introduzione di innovazioni nelle aziende apistiche in grado di monitorare e prevenire le situazioni di emergenza climatica, per favorire il ripristino o l’incremento del patrimonio apistico danneggiato da vari agenti biotici ed abiotici, per razionalizzare la transumanza; a tal riguardo, è dato risalto all’assistenza tecnica, alla consulenza alle aziende e alle azioni di formazione degli operatori apistici sia attraverso canali tradizionali sia attraverso i canali social ed il WEB in generale. Inoltre, si prevedono azioni volte alla ricostituzione del patrimonio apistico attraverso il finanziamento dell’acquisto di api autoctone certificate. Sarà, inoltre incentivata la ricerca, attraverso la collaborazione con organismi specializzati, al fine del miglioramento quali-quantitativo della produzione, del miglioramento della salubrità dell’alveare, della lotta agli aggressori dell’alveare e dell’incremento della resistenza delle api agli stress climatici e della creazione ed il rafforzamento di reti di monitoraggio degli apiari per la raccolta di informazioni sullo stato di salute e la rilevazione di inquinanti. Si prevedono, quindi, attività di informazione volte a sensibilizzare i consumatori sulla qualità dei prodotti dell’alveare (in particolare DOP e Bio) anche attraverso l’organizzazione di eventi, concorsi e competizioni volti a premiare i prodotti di qualità accertata attraverso valutazioni organolettiche, chimico-fisiche e melissopalinologiche. Sono anche possibili campagne educative e di comunicazione e la realizzazione di materiale informativo sia tradizionale sia di siti WEB e l’organizzazione e la partecipazione a manifestazioni, fiere ed esposizioni di rilevanza nazionale e internazionale. Infine, particolare importanza è attribuita al monitoraggio del mercato dei prodotti dell’alveare, incluso lo studio delle variabili economiche fondamentali quali i costi di produzione, i fattori di competitività, i canali di vendita e la produttività degli alveari che sono funzionali anche alla Piano Strategico della PAC 2023-2027 - Documento di sintesi 39 programmazione e all’attivazione di idonei strumenti di copertura del rischio derivante dalle perdite di produzione. - nel settore pataticolo, sono previsti investimenti per una migliore gestione degli impianti di irrigazione e di fertilizzazione, nonché per la realizzazione di impianti e barriere a difesa delle colture dagli effetti del cambiamento climatico. Elementi essenziali dell’Architettura verde sono anche tutte le misure del sistema dell’innovazione che potranno essere previste nell’ambito dello sviluppo rurale e degli interventi settoriali. Formazione e consulenza, ricerca e innovazione risultano fondamentali per garantire che, nel proprio percorso verso la transizione ecologica, ogni beneficiario sia accompagnato da un’adeguata azione di supporto, mirata a rafforzare le sue competenze e/o a offrire servizi dedicati di consulenza. In questo senso, sarà fondamentale che queste misure operino in stretta armonia e sincronismo con le misure agroambientali o di investimento, per garantire che ogni beneficiario sia pienamente consapevole e la sua azione risulti efficace nel percorso verso la sostenibilità che intraprenderà con il supporto della PAC. Per favorire una maggiore efficacia di tali interventi verranno promosse, inoltre, tutte quelle iniziative che favoriscono l’aggregazione di soggetti attraverso accordi di natura ambientale di natura territoriale (accordi agroambientali, distretti biologici, strategie di sviluppo locale, contratti di fiume ecc.). L’architettura verde e le strategie ambientali della UE Con riferimento a Natura 2000, il PSP presta molta attenzione all’integrazione degli interventi previsti a favore delle aziende operanti nelle aree Natura 2000 con quanto programmato nei PAF, per quanto questi ultimi prevedano azioni sito-specifiche non sempre declinabili in azioni finanziabili con la PAC. Rilevanti in questo senso sono i pagamenti previsti nell’ambito dello sviluppo rurale per svantaggi territoriali specifici nelle aree agricole e forestali in Natura 2000. L’intervento riconosce un pagamento annuale per ettaro di superficie al fine di compensare, in tutto o in parte, gli agricoltori e altri soggetti gestori del territorio per i costi aggiuntivi e il mancato guadagno derivanti da vincoli e restrizioni per le pratiche agricole stabiliti dalle misure di conservazione e piani di gestione o altri strumenti di pianificazione che impongono limitazioni alle pratiche agricole e forestali in queste aree. I divieti e obblighi che devono essere rispettati possono prevedere l’impossibilità di trasformare le superfici agricole in seminativo o colture più produttive mediante operazioni di dissodamento, aratura e drenaggio, divieti o limiti nell’utilizzo di prodotti fitosanitari, restrizioni alla concimazione, divieto di eseguire alcune operazioni agronomiche in determinati periodi, divieti o limiti al carico di bestiame, regolazione del regime delle acque e altri obblighi di gestione per proteggere e preservare specifici tipi di habitat e specie. Il sostegno concorre quindi in modo importante all’implementazione dei PAF, contribuendo ad una più efficace gestione dei siti Natura 2000. Oltre a questi interventi, il PSP presta particolare attenzione alle misure previste dai PAF con una serie di ulteriori iniziative. In primo luogo, gli investimenti non produttivi agricoli e forestali finalizzati ad arrestare e invertire la perdita di biodiversità, e preservare il paesaggio rurale attraverso: - la realizzazione di infrastrutture ecologiche arbustive e arboree a tutela della biodiversità, come siepi, filari arborei e/o arbustivi, boschetti, sistemi macchia radura; Piano Strategico della PAC 2023-2027 - Documento di sintesi 40 - la realizzazione e/o ripristino della funzionalità di infrastrutture ecologiche connesse all’acqua come laghetti, stagni, aree umide, fontanili, lanche, maceri, pozze e altre strutture di abbeverata; - la realizzazione e/o recupero di muretti a secco, terrazzamenti e/o ciglionamenti e/o recinzioni tradizionali; - la realizzazione e/o recupero di elementi tipici del paesaggio; - il recupero di prati, pascoli e/o habitat umidi in stato di abbandono, al fine di incrementare la biodiversità degli agroecosistemi e valorizzare e ripristinare i paesaggi rurali storici e tradizionali; - interventi finalizzati al contenimento delle specie vegetali alloctone; - interventi per la connettività ecologica della fauna selvatica, per la sua tutela e per la convivenza con l’attività agricola e forestale. L’azione dello sviluppo rurale si completa con interventi specifici previsi per gli Impegni volontari di gestione habitat Natura 2000 (ACA 9), per la Gestione attiva di infrastrutture ecologiche (ACA 10- 11), per Colture a perdere-corridoi ecologici-fasce ecologiche (ACA 12), con il ritiro dei seminativi dalla produzione (ACA 26). A questi si aggiunge la possibilità di finanziare la predisposizione e l’aggiornamento dei Piani di tutela e gestione dei siti Natura 2000/zone ad alto valore naturalistico, delle aree protette nazionali/regionali con una specifica azione all’interno della scheda Cooperazione negli smart Villages (SRG 07). L’azione a favore delle aree Natura 2000 si completa con l’integrazione di 200 Euro/ha dei pagamenti per le aziende che aderiscono a tutti gli eco-schemi a rappresentare la volontà del PSP di incentivare pratiche ecologiche nei territori con maggiore necessità di tutela e valorizzazione. Per favorire il raggiungimento degli obiettivi della Direttiva Quadro Acque (Direttiva 2000/60/CE), il PSP prevede interventi in linea con numerose misure previste dai Piani di Gestione di Distretto Idrografico (PdG). In tale contesto, le risorse del PSP potranno rappresentare una importante fonte di finanziamento per le misure dei PdG, contribuendo alla copertura del costo ambientale degli utilizzi idrici agricoli. Nei PdG sono infatti previste misure per la riduzione delle pressioni derivanti dal settore agricolo, sia di tipo puntuale per effetto dei prelievi idrici, sia di tipo diffuso da carico inquinante derivanti dall’uso di fertilizzanti e fitosanitari. Tali misure sono raggruppate in KTM (Key Type of Measures), riferibili alle diverse tipologie di pressione, tra cui quelle di origine agricola. È, pertanto, possibile individuare le misure dei PdG riferibili a KTM legate al settore agricolo, e a cui il PSP può efficacemente rispondere. Dal punto di vista della tutela qualitativa, in particolare, si evidenziano le KTM per la riduzione dell’inquinamento da nutrienti (KTM 2) e da fitofarmaci (KTM 3), mirate alla protezione della risorsa idrica dal punto di vista qualitativo. Sotto questo aspetto, numerosi impegni agro-climatico- ambientali supportano il miglioramento delle pratiche agricole volte ad ottimizzare l’impiego degli input inquinanti e a mitigare l’impatto sul suolo e sulle risorse idriche, anche attraverso l’ottimizzazione dei volumi distribuiti al campo (riducendo in tal modo i fenomeni di lisciviazione), oltre ovviamente al rispetto della condizionalità. A questi si aggiungono le diverse tipologie di intervento relative agli investimenti che supportano la realizzazione e manutenzione di infrastrutture ecologiche in grado di sostenere i processi depurativi degli ecosistemi (es. ACA 12, SRD04), che potrebbero essere attuate anche nell’ambito di azioni collettive. Inoltre, l’ECO-2, l’ECO-3, l’ECO-4 e l’ECO-5 Piano Strategico della PAC 2023-2027 - Documento di sintesi 41 consentono di ridurre l’impiego di input e favoriscono l’aumento della capacità di ritenzione del terreno, limitando in tal modo i fenomeni di ruscellamento superficiale. Per quanto riguarda la tutela quantitativa dei corpi idrici, rilevanti per il settore agricolo sono le misure dei Pdg afferenti alla KTM 8, che comprende le misure per aumentare l’efficienza idrica (anche) per l’irrigazione. In questo contesto, si evidenziano anche le misure relative alla politica dei prezzi dell’acqua per l’uso agricolo (KTM9), attuabili attraverso l’implementazione di interventi che favoriscono la quantificazione dei volumi ad uso irriguo, prerequisito per l’adozione di tariffe irrigue basate sui volumi effettivamente impiegati. Sotto questo aspetto, il PSP include diversi interventi che favoriscono il miglioramento dell’efficienza dell’uso dell’acqua per l’irrigazione, attraverso l’intervento specifico sull’Uso sostenibile dell'acqua (ACA2), ma anche attraverso gli investimenti in infrastrutture con finalità ambientale o gli investimenti produttivi agricoli per ambiente clima e benessere animale, da realizzare su piccola scala a livello territoriale o attraverso il LEADER, che offrono anche la possibilità di finanziare interventi per il riuso delle acque reflue. Infine, pagamenti compensativi per le zone agricole incluse nei Piani di gestione dei bacini idrografici potranno supportare le aziende agricole nell’attuare le disposizioni previste dai Piani di gestione. La strategia include anche il supporto alle azioni finalizzate alla quantificazione dei volumi impiegati per l’irrigazione, attraverso la registrazione dei volumi distribuiti al campo (incluso negli interventi ACA 1, ACA2 e ACA 24) e il finanziamento di contatori per la misurazione dei volumi prelevati e/o utilizzati (SRD01, SRD02, SRD07, SRD08). Inoltre, il supporto del PSP alla creazione di invasi e al recupero dei reflui rappresenta un’importante opportunità per l’adattamento ai fenomeni siccitosi dovuti ai cambiamenti climatici (KTM 24). Rilevante è anche il contributo che il PSP potrà offrire all’attuazione delle misure per l’attivazione servizi di consulenza per l'agricoltura (KTM12) e per la Ricerca e miglioramento dello stato delle conoscenze (KTM 12 e 14) attraverso formazione informazione e consulenza, incluso AKIS. La matrice in Tabella 1 evidenzia il potenziale contributo degli interventi del PSP all’attuazione delle misure dei PdG. La tabella è stata redatta con il supporto delle Autorità di Distretto Idrografico, consultate per gli opportuni collegamenti tra le misure dei rispettivi PdG e gli elementi del PSP. Infine, un contributo di rilievo potrà essere offerto dai numerosi interventi del PSP che si configurano come misure di ritenzione naturale delle acque (NWRM-Natural Water Retention Measures), che possono collegarsi ad una specifica KTM dei PdG (KTM 23). Le misure di ritenzione naturale rientrano nella Nature-based solutions (NBS), ossia misure ispirate e supportate dalla natura, che utilizzano o imitano processi naturali al fine di contribuire al miglioramento della gestione delle acque. Si tratta di misure multifunzionali, il cui scopo è proteggere e gestire le risorse idriche e affrontare problemi legati all’acqua tramite il ripristino o il mantenimento degli ecosistemi, così come delle caratteristiche naturali dei corpi idrici, utilizzando mezzi e processi naturali. La Tabella 2 fornisce un elenco degli interventi del PSP, BCAA ed eco-schemi che si configurano come NWRM. Piano Strategico della PAC 2023-2027 - Documento di sintesi 42 Tabella 1- Elementi del PSP collegabili alle KTM dei Pdg KTM PSP KTM.2 - Ridurre l'inquinamento dei nutrienti di origine agricola CGO 1 - Direttiva 2000/60/CE articolo 11, paragrafo 3, lettera e) e h), per quanto riguarda i requisiti obbligatori per controllare le fonti diffuse di inquinamento da fosfati CGO2 - Direttiva 91/676/CEE Articoli 4 e 5 BCAA 4 - Introduzione di fasce tampone lungo i corsi d'acqua SRA01 - ACA 1 Produzione integrata SRA02 - ACA 2 impegni specifici uso sostenibile dell'acqua SRA05 - ACA 5 Inerbimento colture arboree SRA06 - ACA 6 Cover crops SRA07 - ACA 7 Conversione seminativi a prato avvicendato SRA11 - ACA 11 Gestione attiva infrastrutture ecologiche SRA13 - ACA 13 Impegni specifici gestione effluenti zootecnici SRA20 - ACA 20 - Impegni specifici uso sostenibile dei nutrienti SRA29 - ACA 29 Adozione e mantenimento pratiche e metodi di produzione biologica SRD02 - Investimenti produttivi agricoli per ambiente, clima e benessere animale SRD 04 - Investimenti non produttivi agricoli con finalità ambientale KTM.3 - Ridurre l'inquinamento da pesticidi in agricoltura. BCAA 4 - Introduzione di fasce tampone lungo i corsi d'acqua ECO4 - Sistemi foraggeri estensivi con avvicendamento SRA01 - ACA 1 Produzione integrata SRA02 - ACA 2 impegni specifici uso sostenibile dell'acqua SRA05 - ACA 5 Inerbimento colture arboree SRA06 - ACA 6 Cover crops SRA07 - ACA 7 Conversione seminativi a prato avvicendato SRA11 - ACA 11 Gestione attiva infrastrutture ecologiche SRA19 - ACA 19 Riduzione impiego fitofarmaci SRA24 - ACA 24 Pratiche agricoltura di precisione SRA29 - ACA 29 Adozione e mantenimento pratiche e metodi di produzione biologica SRD02 - Investimenti produttivi agricoli per ambiente, clima e benessere animale SRD 04 - Investimenti non produttivi agricoli con finalità ambientale KTM.6 - Migliorare le condizioni idromorfologich e dei corpi idrici, diverse dalla continuità longitudinale, (ad es: restauro fluviale, miglioramento delle aree ripariali, rimozione di argini, riconnessione dei fiumi alle loro pianure alluvionali, miglioramento delle condizioni idromorfologiche delle acque di transizione, ecc.) SRD 08 - Investimenti in infrastrutture con finalità ambientali SRD 09 - Investimenti non produttivi nelle aree rurali KTM.8 - Misure per aumentare l’efficienza SRA02 - ACA 2 impegni specifici uso sostenibile dell'acqua SRA24 - ACA 24 Pratiche agricoltura di precisione Piano Strategico della PAC 2023-2027 - Documento di sintesi 43 idrica per l'irrigazione, l'industria, l'en ergia e l’uso domestico SRD02 - Investimenti produttivi agricoli per ambiente, clima e benessere animale SRD 08 - Investimenti in infrastrutture con finalità ambientali KTM.11 - Misure relative alla politica dei prezzi dell'acqua per l'attuazione del recupero dei costi dei servizi idrici (uso agricolo) SRA01 - ACA 1 Produzione integrata SRA02 - ACA 2 impegni specifici uso sostenibile dell'acqua SRA24 - ACA 24 Pratiche agricoltura di precisione SRD01 Investimenti produttivi agricoli per la competitività delle aziende agricole SRD02 - Investimenti produttivi agricoli per ambiente, clima e benessere animale SRD07 - Investimenti in infrastrutture per l'agricoltura e per lo sviluppo socioeconomico delle aree rurali SRD 08 - Investimenti in infrastrutture con finalità ambientali KTM.12 - Servizi di consulenza per l'agricoltura SRH 01 - Erogazione servizi di consulenza SRH 02 - Formazione dei consulenti SRH 03 - Formazione degli imprenditori agricoli, degli addetti alle imprese operanti nei settori agricoltura, zootecnia, industrie alimentari, e degli altri soggetti privati e pubblici funzionali allo sviluppo delle aree rurali SRH 04 - Azioni di informazione SRH 05 - Azioni dimostrative per il settore agricolo, forestale ed i territori rurali SRH 06 - Servizi di back office per l'AKIS KTM.13 - Misure di tutela dell'acqua potabile (ad esempio istituzione di zone di salvaguardia, fasce tampone, ecc.) BCAA 4 - Introduzione di fasce tampone lungo i corsi d'acqua SRA11 - ACA 11 Gestione attiva infrastrutture ecologiche SRD 04 - Investimenti non produttivi agricoli con finalità ambientale SRC03 - Pagamento compensativo per zone agricole incluse nei piani di gestione bacini idrografici KTM.14 - Ricerca e miglioramento dello stato delle conoscenze al fine di ridurre l'incertezza SRG 01 - Sostegno gruppi operativi PEI AGRI KTM.16 - Ammodernare gli impianti di trattamento delle acque reflue industriali (comprese le aziende agricole) SRD 02 - Investimenti produttivi agricoli per ambiente, clima e benessere animale KTM.17 - Misure per ridurre i sedimenti che origina dall’erosione e dal deflusso superficiale dei suoli SRA03 - ACA 3 Tecniche lavorazione ridotta dei suoli SRA06 - ACA 6 Cover crops SRD 08 - Investimenti in infrastrutture con finalità ambientali SRD 02 - Investimenti produttivi agricoli per ambiente, clima e benessere animale KTM.23 - Misure per la ritenzione naturale delle acque BCAA 4 - Introduzione di fasce tampone lungo i corsi d'acqua BCAA 2 - Protezione di zone umide e torbiere BCAA 7 - Rotazione delle colture nei seminativi, ad eccezione delle colture sommerse ECO4 - Sistemi foraggeri estensivi con avvicendamento SRA01 - ACA 1 Produzione integrata SRA03 - ACA 3 Tecniche lavorazione ridotta dei suoli SRA05 - ACA 5 Inerbimento colture arboree Piano Strategico della PAC 2023-2027 - Documento di sintesi 44 SRA06 - ACA 6 Cover crops SRA07 - ACA 7 Conversione seminativi a prato avvicendato SRA08 - ACA 8 Gestione prati e pascoli permanenti SRA10 - ACA 10 Supporto alla gestione di investimenti non produttivi SRA11 - ACA 11 Gestione attiva infrastrutture ecologiche SRA12 - ACA 12 Colture a perdere corridoi ecologici fasce ecologiche SRA22 - ACA 22 - Impegni specifici risaie SRA28 - ACA 28 Sostegno mantenimento forestazione imboschimento SRD 04 - Investimenti non produttivi agricoli con finalità ambientale SRD 08 - Investimenti in infrastrutture con finalità ambientali SRD 09 - Investimenti non produttivi nelle aree rurali SRD 11 - Investimenti non produttivi forestali KTM.24 - Adattamento ai cambiamenti climatici SRD02 - Investimenti produttivi agricoli per ambiente, clima e benessere animale SRD 08 - Investimenti in infrastrutture con finalità ambientali KTM.26 - Governance SRG01 - Sostegno gruppi operativi PEI AGRI SRG 06 - LEADER - Attuazione strategie di sviluppo locale SRG 07 - Cooperazione per lo sviluppo rurale, locale e smart villages Tabella 2 Interventi, eco-schemi e BCAA configurabili come NWRM. ELEMENTI DEL PSP NWRM ACA7 Conversione seminativi a prato avvicendato ACA8 Gestione prati e pascoli permanenti A1 - Prati e pascoli ACA10 Supporto alla gestione di investimenti non produttivi ACA11 Gestione attiva infrastrutture ecologiche ACA12 Colture a perdere corridoi ecologici fasce ecologiche SRD04 Investimenti non produttivi agricoli con finalità ambientale SRD09 Investimenti non produttivi nelle aree rurali BCAA4 Introduzione di fasce tampone lungo i corsi d'acqua A2 - Fasce tampone e siepi BCAA7 Rotazione delle colture nei seminativi, ad eccezione delle colture sommerse A3 - Rotazione delle colture ACA1 Produzione integrata ECO4 Sistemi foraggeri estensivi con avvicendamento A5 - Colture miste ACA3 Tecniche lavorazione ridotta dei suoli A6 - Agricoltura senza aratura (no till agricolture) ACA3 Tecniche lavorazione ridotta dei suoli A7 - Agricoltura ad aratura ridotta ACA5 Inerbimento colture arboree ACA6 Cover crops ACA8 Gestione prati e pascoli permanenti A8 - Coperture verdi ACA10 Supporto alla gestione di investimenti non produttivi SRD04 A10 - Terrazzamento tradizionale ACA3 Tecniche lavorazione ridotta dei suoli A13 - Pacciamatura ACA28 Sostegno mantenimento forestazione imboschimento F2 - Manutenzione della copertura forestale nelle aree di sorgente SRD11 Investimenti non produttivi forestali F3 - Forestazione di bacini idrici SRD08 Investimenti in infrastrutture con finalità ambientali N1 - Bacini e stagni ACA10 Supporto alla gestione di investimenti non produttivi SRD04 - Investimenti non produttivi agricoli con finalità ambientale BCAA 2 – Protezione di zone umide e torbiere N2 - Ripristino e gestione delle aree umide Piano Strategico della PAC 2023-2027 - Documento di sintesi 45 SRD08 Investimenti in infrastrutture con finalità ambientali N10 - Stabillizzazione delle sponde naturali Per quanto concerne la qualità dell’aria, nel Programma nazionale di controllo dell’inquinamento atmosferico (PNCIA) è allegato il Codice nazionale di buone pratiche agricole per il controllo delle emissioni di ammoniaca redatto dal MIPAAF, ai sensi di quanto illustrato nell’Allegato III - Parte 2 - della Direttiva n. 2016/2284 (Direttiva NEC), tenendo conto della Direttiva 2010/75/UE e del “Codice quadro di buone pratiche agricole per la riduzione delle emissioni di ammoniaca” predisposto e pubblicato nel 2015 dall’UNECE (Commissione economica per l'Europa delle Nazioni Unite). Il suddetto Codice, in conformità a quanto riportato nella Direttiva NEC e nel Decreto Legislativo di recepimento n. 81 del 2018, stabilisce le principali misure per la riduzione delle emissioni di ammoniaca secondo le prescrizioni contenute nel Documento di Orientamento sull'Ammoniaca (Ammonia Guidance Document) e nel Documento sulle Migliori Tecniche Disponibili (Best Available Techniques) nonché secondo le disposizioni comunitarie e nazionali. Il Codice Nazionale, inoltre, analizza gli aspetti inerenti la gestione dell’azoto tenendo conto dell'intero ciclo dell’azoto; le strategie di alimentazione del bestiame; le tecniche di spandimento degli effluenti di allevamento che comportano emissioni ridotte; i sistemi di stoccaggio degli effluenti di allevamento che comportano emissioni ridotte; i sistemi di stabulazione che comportano emissioni ridotte; la possibilità di limitare le emissioni di ammoniaca derivanti dall'impiego di fertilizzanti minerali. Tale documento di programmazione nazionale rappresenta lo strumento per limitare le emissioni di origine antropica e per rispettare gli impegni nazionali di riduzione delle emissioni, concorrendo al raggiungimento degli obiettivi di miglioramento della qualità dell'aria, di salvaguardia della salute umana e dell'ambiente e della partecipazione più efficace dei cittadini ai processi decisionali. Nel Codice nazionale di buone pratiche agricole per il controllo delle emissioni di ammoniaca sono state prese in considerazione le tecniche e le misure che, oltre ad aver dimostrato un’effettiva efficacia, permettono una riduzione emissiva di ammoniaca maggiore del 30% e garantiscono la sostenibilità economica, la fattibilità tecnica di applicazione e la produttività aziendale. Pertanto, il suddetto Codice riporta le principali misure da adottare per la riduzione delle emissioni distinguendole fra obbligatorie e facoltative. In particolare, sono previste misure obbligatorie, a livello nazionale, per la mitigazione e per l’abbattimento dell’ammoniaca tramite il diverso uso dei fertilizzanti, le tecniche di spandimento delle deiezioni e gli stoccaggi. Nel dettaglio: - per la gestione delle deiezioni zootecniche in campo sono previsti interventi obbligatori inerenti le tecniche di spandimento delle deiezioni secondo il metodo dell’incorporazione del liquame e del solido applicato in superficie entro le 24 ore dallo spandimento in campo e il divieto di distribuire su terreni con una pendenza media minore del 15% liquami e assimilati con attrezzature in pressione, con una riduzione delle emissioni di ammoniaca che già si attesta sul 30%. Tale misura permette di ridurre sensibilmente le emissioni odorigene derivanti dalle operazioni di distribuzione degli effluenti. L’incorporamento degli effluenti riveste una funzione agronomica importante in quanto, minimizzando le perdite, aumenta l’efficienza fertilizzante dei reflui riducendo le necessità di impiego di ulteriori fertilizzanti azotati di sintesi. Il divieto di distribuire su terreni con una pendenza media minore del 15% liquami e assimilati con attrezzature in pressione permette di ridurre le emissioni di ammoniaca in quanto evita la formazione di aerosol. Piano Strategico della PAC 2023-2027 - Documento di sintesi 46 - Per la gestione delle deiezioni negli stoccaggi sono stati individuati i seguenti interventi obbligatori: divieto di costruzione di nuove lagune a terra, ovvero quelle con pareti in terra aventi un elevato rapporto tra la superficie libera e il volume totale e, anche, tra il volume di stoccaggio e la superficie di terreno occupato; la copertura degli stoccaggi mediante formazione di crosta superficiale naturale riducendo le miscelazioni e il caricamento di nuovo liquame dall’alto (copertura flottante); la sostituzione delle lagune con vasche coperte o con quelle aperte aventi profondità maggiore di 3 metri. Tali interventi comportano una riduzione delle emissioni di ammoniaca tra il 40 e il 60%. Il divieto di costruzione di nuove lagune a terra evita lo sviluppo di fermentazioni metanigene e la volatilizzazione dell’azoto. Pertanto, determina una riduzione delle emissioni di gas serra e di inquinanti. Tale misura, inoltre, obbligando le aziende agricole a ricorrere ad altre tipologie di strutture di stoccaggio (ad es. vasche di contenimento) contribuisce sia a ridurre il consumo e degrado del suolo che ad eludere l’inquinamento delle acque. La formazione di crosta naturale sulle deiezioni accumulate in vasca di stoccaggio ha i seguenti vantaggi ambientali: nel caso dei liquami, riduce le emissioni ammoniacali, mentre per le deiezioni palabili diminuisce sensibilmente la formazione e dispersione di polveri nell’aria. - Per la fertilizzazione sono previsti interventi obbligatori riguardanti l’incorporazione dei concimi a base di urea. Tale misura determina una riduzione delle emissioni di ammoniaca in atmosfera compresa tra il 50 e l’80%. Tale pratica permette di ridurre la volatilizzazione dell’ammoniaca connessa all’impiego di fertilizzanti a base di urea e, conseguentemente, di incrementare anche l’apporto di azoto alle colture minimizzando le perdite. Tali interventi rappresentano, quindi, delle azioni “win-win”, in quanto vantaggiosi sia dal punto di vista della riduzione degli inquinati in atmosfera, sia dei gas ad effetto serra (protossido di azoto e metano). Infatti, gli interventi previsti nel Codice NEC permettono di ridurre anche le emissioni di metano e protossido di azoto, in quanto si interviene sulle principali categorie aziendali emissive. L’ammoniaca, inoltre, è fortemente connessa all'NO2 avendo l'azoto come fonte comune di emissione. Ciò implica che le misure di riduzione dell'ammoniaca comportino, in molti casi, anche la riduzione delle emissioni di protossido di azoto. Nel Protocollo d’intesa che istituisce il “Piano d’azione per il miglioramento della qualità dell’aria”, le misure tematiche per il settore agricoltura riguardano: - la modifica dell’articolo 182, comma 6 bis, del decreto legislativo n. 152/2006 al fine di limitare progressivamente la pratica dell’abbruciamento dei residui vegetali, anche nell’ottica del recupero e valorizzazione dei residui stessi; - il finanziamento delle misure di abbattimento delle emissioni di ammoniaca, quali ad esempio la copertura delle vasche di stoccaggio rigide e ancorate ai bordi, a titolo di “investimento non produttivo” nella PAC 2023-27 al fine di ottenere una percentuale di contribuzione maggiore. Per quanto concerne il primo punto è stata elaborata una proposta normativa al fine di limitare la pratica dell’abbruciamento dei residui vegetali solo in una “finestra temporale” per un numero di mesi diversi da quelli in cui l’emissione di PM10 da altre fonti raggiunge il culmine e in cui si verifica il massimo rischio per gli incendi boschivi. Tale formulazione, inoltre, tiene in debita considerazione le diversità dei paesaggi agrari nazionali e le esigenze di sostenibilità economica e organizzative delle aziende agricole, che - per la gran parte - sono dislocate in aree montane, interne e svantaggiate. Piano Strategico della PAC 2023-2027 - Documento di sintesi 47 Al secondo impegno viene data concretezza attraverso l’inserimento, nei programmi di sviluppo rurale, delle misure di copertura delle vasche di stoccaggio dei liquami rigide e ancorate ai bordi.. Tale disposizione contribuisce a ridurre le emissioni di ammoniaca dell’80% (fonte: UNECE, 2014), evitare l’ingresso delle acque meteoriche e a contenere le polveri, in riferimento alle deiezioni palabili. In particolare, le misure previste nel Codice NEC e nel Piano d’azione per il miglioramento della qualità dell’aria contribuiscono al raggiungimento dei seguenti obiettivi trasversali: - minimizzare le emissioni e abbattere le concentrazioni inquinanti in atmosfera (obiettivo coerente con la Strategia nazionale dello sviluppo sostenibile, il Piano nazionale di transizione ecologica, la Strategia nazionale per la riduzione dei gas ad effetto serra al 2050, Green deal UE, D. Lgs n. 81/2018); - mantenere la qualità dell'aria ambiente, laddove buona, e migliorarla negli altri casi (D. Lgs. n. 155/2010); - diminuire l’esposizione della popolazione ai fattori di rischio ambientale e antropico (obiettivo coerente con la Strategia nazionale dello sviluppo sostenibile e l’Agenda ONU 2030); - salvaguardare e migliorare lo stato di conservazione di specie e habitat per gli ecosistemi terrestri e acquatici (obiettivo coerente con la Strategia nazionale dello sviluppo sostenibile, Green new deal e Strategia nazionale della biodiversità al 2030); - raggiungere gli obiettivi dell’Agenda ONU 2030 (goal 3.9 “Salute e benessere” e goal 13.1 “Lotta contro il cambiamento climatico”). Dall’analisi dei dati elaborati da ISPRA si evidenzia che: - per gli ossidi di azoto (NOX) lo scenario con misure esistenti si avvicina al target al 2030 ma l’adozione delle misure aggiuntive già previste consente di rispettare l’obiettivo fissato dalla direttiva NEC pari al -65% rispetto al 2005; - per i composti organici volatili (COVNM) e ammoniaca (NH3), la situazione è in qualche modo analoga a quella degli ossidi di azoto; - la situazione è differente per le emissioni di ossidi di zolfo (SOX), per le quali è evidente il raggiungimento dell’obiettivo al 2030 (pari al -71% delle emissioni del 2005) già dal 2018. Piano Strategico della PAC 2023-2027 - Documento di sintesi 48 Distanza dagli obiettivi di riduzione delle emissioni al 2020 e al 2030 Riduzione conseguita nel 2019 (rispetto ai valori del 2005) Obiettivo 2020 Obiettivo 2030 SO2 -73% -35% -71% NOx -48% -40% -65% COVNM -33% -35% -46% NH3 -15% -5% -16% PM2.5 -19% -10% -40% Fonte: Elaborazione dati ISPRA. Per quanto concerne la Politica Agricola Comune, tra le norme della condizionalità in grado di migliorare la qualità dell’aria si annoverano quelle inerenti al divieto di bruciare le stoppie, al benessere animale, al rispetto della direttiva n. 91/676/CEE relativa alla protezione delle acque dai nitrati e della direttiva n. 2009/128/CE (recepita in Italia dal D. Lgs. n. 150/2012 e dal DM del 22/02/14 che istituisce un quadro per l'azione comunitaria ai fini dell'utilizzo sostenibile dei prodotti fitosanitari), la rotazione delle colture e la minima lavorazione dei suoli. In merito al carbon farming e alla gestione sostenibile del suolo sono previsti interventi, in materia di aiuti diretti, connessi agli eco-schemi per l’inerbimento delle colture arboree, per gli oliveti a valenza paesaggistica e per le foraggere avvicendate. Sono previste, inoltre, norme di condizionalità inerenti le rotazioni colturali a superficie/a capo per i percettori annuali dei pagamenti a titolo di contributi; la copertura minima dei suoli; la gestione minima delle terre che rispetti le condizioni locali specifiche per limitare l’erosione; il mantenimento dei livelli di sostanza organica del suolo mediante pratiche adeguate, compreso il divieto di bruciare le stoppie, se non per motivi fitosanitari; il mantenimento degli elementi caratteristici del paesaggio (ad es. i terrazzamenti e i gradonamenti); il mantenimento dei prati permanenti sulla base di una percentuale da garantire in relazione alla superficie agricola; la protezione adeguata di zone umide e torbiere. Nello specifico, le nuove norme sulle buone condizioni agronomiche e ambientali (BCAA) rilevanti ai fini della protezione del suolo riguardano: - il mantenimento dei prati permanenti sulla base di una percentuale di prati permanenti in relazione alla superficie agricola (BCAA 1). L’impegno è derivante dal greening. Misura di salvaguardia generale contro la conversione ad altri usi agricoli per preservare il suolo; - la protezione adeguata di zone umide e torbiere. Misura finalizzata alla tutela dei suoli ricchi di carbonio (BCAA 2); - la rotazione delle colture per preservare il potenziale del suolo (BCAA 7). L’impegno è derivato dal greening, ma non tal quale; Piano Strategico della PAC 2023-2027 - Documento di sintesi 49 - il rispetto di una percentuale minima della superficie agricola, destinata a elementi o zone non produttive, inserita insieme al mantenimento degli elementi caratteristici del paesaggio (BCAA 8); - il divieto di conversione o aratura dei prati permanenti nei siti di Natura 2000 (BCAA 9). Gli impegni corrispondenti a queste nuove BCAA si aggiungono a quelli che nella programmazione 2014 - 2020 hanno concorso alla protezione del suolo: - il divieto di bruciature le stoppie se non per motivi di salute delle piante. Tale misura mantiene i livelli di sostanza organica nel suolo (BCAA 3 corrispondente alla BCAA 6 del 2014-2020); - la gestione della lavorazione del terreno per ridurre i rischi di degrado del suolo, tenendo in considerazione la pendenza. La misura è finalizzata alla gestione minima delle terre che rispetti le condizioni locali specifiche per limitare l’erosione (BCAA 5 corrispondente alla BCAA 5 del 2014- 2020); - non lasciare nudo il suolo nei periodi più sensibili. La misura è finalizzata alla protezione del suolo in inverno. (BCAA 6 corrispondente alla BCAA 4 del 2014-2020 inerente la copertura minima del suolo). Si evidenzia che con la riformulazione della BCAA 6 (Copertura del suolo nei periodi di maggior rischio di riduzione della sostanza organica) e con la permanenza della BCAA 5 (Limitazione del rischio di erosione del suolo) si incrementa la tutela e la fertilità del suolo (incremento sostanza organica). Si rileva fondamentale anche il passaggio al controllo satellitare (controllo del 100% rispetto all’attuale controllo campionario). Tra le misure dello sviluppo rurale, si evidenziano quelle riguardanti l’agricoltura di precisione (fertirrigazione e le tecniche a rateo variabile), le misure agro-climatiche-ambientali, l’agricoltura biologica, la produzione integrata, la produzione di energia rinnovabile (biogas/biometano), la consulenza aziendale e la formazione. Tali interventi incrementano l’assorbimento del carbonio attraverso la gestione sostenibile del suolo e, conseguentemente, permettono di raggiungere gli obiettivi previsti dal PNIEC, dal Green new deal, dalla Strategia nazionale dello sviluppo sostenibile, dalla Strategia UE sul suolo e dall’Agenda ONU 2030 (goal 2.4 “Sconfiggere la fame”; goal 3.9 “Salute e benessere”; goal 13.1 “Lotta contro il cambiamento climatico” e goal 15.3 “Vita sulla Terra”). Le pratiche agronomiche in grado di incrementare la sostanza organica nel suolo, infatti, evitano i fenomeni di degradazione e, contemporaneamente, possono ridurre gli effetti dei cambiamenti climatici, in quanto eludono la perdita di carbonio che ritornerebbe in atmosfera sotto forma di anidride carbonica o metano. In merito alla riduzione dei gas ad effetto serra si rappresenta che, nel 2019, è stato raggiunto l’obiettivo di riduzione previsto dal Regolamento sulla condivisione degli “sforzi comuni” (c.d. “efforts sharing” o settore NO-ETS) per il 2020. Sono necessari ulteriori sforzi ed interventi per il raggiungimento dell’obiettivo al 2030, considerando anche la maggiore ambizione prevista dalla normativa UE sul clima. Piano Strategico della PAC 2023-2027 - Documento di sintesi 50 Distanza dagli obiettivi di riduzione delle emissioni al 2020 e al 2030 Riduzione conseguita nel 2019 (rispetto ai valori del 2005) Obiettivo 2020 Obiettivo 2030 GHG Impianti soggetti a ETS -43% -56% GHG Settori soggetti a Effort Sharing (il settore non ETS include i trasporti, la climatizzazione degli edifici, l’agricoltura, la piccola industria e i rifiuti) -19% -13% -33% Fonte: Elaborazione dati ISPRA. Le misure previste nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) costituiscono il raccordo con gli strumenti generali di pianificazione nazionale quali, ad esempio, il Piano Nazionale di Adattamento ai Cambiamenti Climatici, la Strategia di riduzione delle emissioni di gas serra al 2050, il Piano Nazionale Integrato per l’Energia e il clima, il Piano nazionale di transizione ecologica, il Piano Nazionale di Controllo dell’Inquinamento Atmosferico e l’Agenda ONU 2030. Nel dettaglio, in materia ambientale il PNRR attraverso la missione M2 “Rivoluzione verde e transizione ecologica” garantisce l’utilizzo sostenibile delle risorse, la decarbonizzazione e l’agricoltura sostenibile, rigenerativa e circolare secondo la strategia europea “Farm to Fork”, mentre con la missione M1 “Digitalizzazione, Innovazione, Competitività, Cultura e Turismo” il Piano supporta lo sviluppo di competenze, tecnologie e strumenti di innovazione digitale ai fini di facilitare l’acquisizione, la gestione e la fruibilità di dati ed informazioni anche sulle tematiche ambientali. La componente M1C2 intende rafforzare i sistemi di osservazione della Terra per il monitoraggio dei territori, del clima, dell’atmosfera e la fruizione di dati sul suolo (Land Cover/Use). Per il settore agricoltura il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza prevede un investimento di: - 1.92 miliardi di euro per la misura recante lo sviluppo del biometano e la promozione e diffusione di pratiche ecologiche nella fase di produzione del biogas al fine di ridurre l'uso di fertilizzanti sintetici, aumentare l'approvvigionamento di materia organica nei suoli e creare poli consortili per il trattamento centralizzato di digestati ed effluenti con produzione di fertilizzanti di origine organica. La misura ha lo scopo di promuovere l’innovazione e la diversificazione delle imprese agricole e contribuisce a contrastare il cambiamento climatico ed a migliorare la qualità dell’aria riducendo la volatilizzazione dell’ammoniaca. La produzione dei reflui zootecnici, fase gestionale aziendale da cui derivano le maggiori emissioni di gas climalteranti e inquinanti, può divenire indispensabile per la mitigazione climatica e per la produzione sia di energia rinnovabile (biogas e biometano) che di materia organica naturale (digestato) in grado di fertilizzare i terreni agricoli e di ridurre l'impiego dei fertilizzanti di sintesi chimica. La valorizzazione dei reflui zootecnici in un impianto di digestione anaerobica è, quindi, in grado di ridurre gli impatti climatici (emissioni di gas climalteranti) e quelli ambientali (degrado del suolo, inquinamento atmosferico determinato dall'emissioni di ammoniaca e dai fenomeni di eutrofizzazione causati dalla lisciviazione dell'azoto). La produzione di biogas, quindi, rappresenta l'elemento fondamentale per realizzare Piano Strategico della PAC 2023-2027 - Documento di sintesi 51 un modello virtuoso di economia e bioeconomia circolare e sostenibile in grado di restituire ai terreni la sostanza organica e di ridurre le emissioni di metano, ammoniaca e protossido di azoto in atmosfera. - 0.5 miliardi di euro per garantire l'innovazione e la meccanizzazione del settore agricolo connesso all'ammodernamento del parco automezzi e dei macchinari al fine di garantire l'agricoltura di precisione e l'utilizzo delle tecnologie dell'agricoltura 4.0; - 1.80 miliardi di euro per le misure recanti il sostegno alla ricerca scientifica indicate nel Programma Nazionale per la Ricerca al fine di garantire l’attuazione delle linee strategiche nel campo della ricerca scientifica. Nel Programma Nazionale per la Ricerca le principali aree di intervento riflettono i sei cluster del Programma quadro europeo di ricerca e innovazione, fra cui la bioeconomia, l’agricoltura, le risorse naturali, l’ambiente e i prodotti alimentari. A riguardo la bioeconomia sostiene il tessuto socioeconomico delle zone rurali poiché genera nuove catene di valore basate sulla valorizzazione e sul riutilizzo integrato dei residui agricoli e forestali per la produzione di bioprodotti, biomateriali e bioenergia (ad es. digestato, biogas, biometano, fertilizzanti organici, ecc). Le misure recanti il sostegno alla bioeconomia permetteranno di ridurre l’impiego delle sostanze chimiche di sintesi in agricoltura; di valorizzare i sottoprodotti, gli scarti ed i residui agricoli; di ridurre la pressione sulle risorse naturali (acqua, aria e suolo) e sul clima; di innescare nuove dinamiche di sviluppo e consumo basate su un nuovo e centrale ruolo del sistema agro-forestale; - 1.2 miliardi di euro dal Piano Complementare del PNRR (Decreto-legge n. 59/2021 - legge di conversione del 1° luglio 2021 n. 101) per i contratti di filiera e distrettuali nei settori agroalimentare, pesca e acquacoltura, silvicoltura, floricoltura e vivaismo al fine di finanziare programmi di integrazione ed investimenti sostenibili e innovativi; - 880 milioni di euro per gli investimenti nella resilienza dell'agrosistema irriguo al fine di garantire un utilizzo più efficiente dell’acqua sia in termini di riconversione degli attuali sistemi irrigui che di riduzione delle perdite di acqua dalle reti di distribuzione. La misura ha lo scopo di incrementare la resilienza dell’agrosistema irriguo agli eventi climatici estremi, con particolare riferimento a quelli siccitosi; - 1,5 miliardi di euro per gli investimenti inerenti il Parco Agrisolare. Tale investimento prevede l'installazione di pannelli fotovoltaici sui tetti degli edifici ad utilizzo produttivo nei settori agricolo, zootecnico ed agroindustriale, realizzando contestualmente la riqualificazione delle strutture produttive oggetto di intervento con la rimozione di eternit/amianto, ove fosse presente, e/o il miglioramento della coibentazione e dell'areazione. A riguardo il D. Lgs. n. 199 del 2021 recante “l’attuazione della direttiva (UE) 2018/2001 del Parlamento europeo e del Consiglio, dell'11 dicembre 2018, sulla promozione dell'uso dell'energia da fonti rinnovabili” definisce gli strumenti, i meccanismi, gli incentivi e il quadro istituzionale, finanziario e giuridico, necessari per il raggiungimento degli obiettivi di incremento della quota di energia da fonti rinnovabili al 2030. Le disposizioni sono inerenti all’utilizzo dell’energia rinnovabile per il miglioramento della prestazione energetica degli edifici e, contestualmente, al raggiungimento degli obiettivi del PNIEC al 2030. Tale misura contribuisce sia alla mitigazione e all’adattamento climatico che al benessere e alla fertilità del bestiame in quanto garantisce la climatizzazione delle stalle mediante la coibentazione e l’installazione di sistemi di ventilazione/raffrescamento automatizzati. Piano Strategico della PAC 2023-2027 - Documento di sintesi 52 In particolare, gli investimenti del PNRR contribuiscono al raggiungimento dei seguenti obiettivi trasversali: - minimizzare le emissioni e abbattere le concentrazioni inquinanti in atmosfera (obiettivo coerente con la Strategia nazionale dello sviluppo sostenibile, il Piano nazionale di transizione ecologica, la Strategia nazionale per la riduzione dei gas ad effetto serra al 2050, Green deal UE); - diminuire l’esposizione della popolazione ai fattori di rischio ambientale e antropico (obiettivo coerente con la Strategia nazionale dello sviluppo sostenibile e con l’Agenda ONU 2030); - incrementare l'efficienza energetica e la produzione di energia da fonte rinnovabile evitando o riducendo gli impatti sui beni culturali e il paesaggio (obiettivo coerente con la Strategia nazionale dello sviluppo sostenibile, il Piano nazionale di transizione ecologica); - dematerializzare l’economia, migliorando l’efficienza dell’uso delle risorse e promuovendo meccanismi di economia circolare (obiettivo coerente con la Strategia nazionale dello sviluppo sostenibile, il Piano nazionale di transizione ecologica, l’Agenda ONU 2030 e la Strategia italiana per la bioeconomia); - raggiungere gli obiettivi dell’Agenda ONU 2030 (goal: 3.9 “Salute e benessere”; 6.3 e 6.4 “Acqua pulita e servizi igienici sanitari”; 7.2 “Energia pulita e accessibile”; 9.4 e 9.5 “Imprese, innovazioni e infrastrutture”; “Lotta contro il cambiamento climatico” e 15.3 “Vita sulla Terra”). Piano Strategico della PAC 2023-2027 - Documento di sintesi 53 Una distribuzione più equa, più efficace ed efficiente del sostegno al reddito Il rafforzamento della sostenibilità economica e della resilienza delle aziende agricole viene perseguito attraverso un più efficace ed efficiente sostegno al reddito, garantito da una maggiore equità nella distribuzione dei pagamenti diretti. Tale necessità è confermata dalle analisi di contesto (Policy brief n. 1), dalla relativa SWOT e dall’analisi delle esigenze (E1.11). In assenza di pagamenti diretti, il reddito agricolo scenderebbe ben al di sotto del salario medio nel resto dell’economia. In base ai dati RICA/FADN (2020), il reddito agricolo in termini di Farm Net Value Added per unità di lavoro totale (FNVA/ULT) risulta pari a 22.652 euro, attestandosi ad appena il 77% circa del salario medio nel resto dell’economia (29.352 euro) e facendo registrare una differenza media pari a 6.700 euro. Tale differenza risulta maggiormente marcata nelle aziende medio-piccole e interessa le classi dimensionali fino a 50ha, mostrando un differenziale progressivamente decrescente. Fonte: elaborazioni su dati RICA/FADN (2020) NB: FNVA (istogramma in verde che rappresenta il baseline) include tutti i pagamenti e le sovvenzioni del primo e del secondo pilastro della PAC. Si sottolinea come la RICA/FADN prendendo in considerazione solo aziende professionali, nelle classi dimensionali piccole e micro non coglie pienamente la presenza in questa categoria di diritti all’aiuto con un valore unitario particolarmente elevato; fattore questo che viene rimosso completamente applicando sin dal 2023 un valore massimo ai titoli (tetto). Colmare interamente questo gap, allineando il reddito agricolo medio a quello del resto dell’economia non sarebbe attuabile, tenendo conto del massimale nazionale annuo e dei ring-fencing fissati dal regolamento (UE) n. 2115/2021. L’obiettivo nazionale è di ridurre significativamente questa differenza, utilizzando in modo sinergico il sostegno di base al reddito per la sostenibilità (BISS) - cui viene destinato il 48% del massimale nazionale annuo - e il sostegno redistributivo complementare al reddito per la sostenibilità (CRISS) - con il 10%. La dotazione complessiva è pari a circa 2.028 milioni di euro, che rappresenta il 58% del massimale nazionale annuo. Le scelte sono definite in coerenza con le raccomandazioni al piano strategico (SWD(2020) 396 final), in cui la Commissione sottolineava come l’Italia dovrebbe “migliorare l'equità del sostegno, compiendo Piano Strategico della PAC 2023-2027 - Documento di sintesi 54 progressi nel processo di convergenza interna e indirizzando meglio […] i pagamenti diretti” utilizzando anche il sostegno ridistributivo complementare al reddito e tenendo conto delle ridotte dimensioni delle aziende agricole; fattori questi individuati dalla Commissione come ostacoli alla resilienza del settore agricolo. Le scelte nazionali tengono conto del fatto che, in assenza del sostegno (si veda la figura precedente), si registrerebbe un differenziale di reddito agricolo per unità di lavoro rispetto al resto dell’economia che colpirebbe le aziende con una dimensione fisica fino a 50ha, con un andamento di tale gap decrescente al crescere della dimensione fisica. La dimensione media delle aziende agricole risulta pari a quasi 14ha. Sostegno di base al reddito per la sostenibilità (BISS) È istituito, pertanto, un sostegno di base al reddito per la sostenibilità basato sui diretti all’aiuto che, in continuità con il processo di convergenza avviato con l’attuale pagamento di base, consentirà di garantire una distribuzione più equa e mirata dei pagamenti diretti. La convergenza interna garantirà il raggiungimento almeno dell’85% del valore medio nazionale al 2026, procedendo in equal step. Viene fissato il livello massimo del valore dei titoli a 2.000 euro a partire dal 2023; questo valore è soggetto a convergenza, pertanto al 2026 arriverà a circa 1.400 euro. Viene inoltre prevista l’applicazione della perdita massima fissando la percentuale al 30%. Al fine di determinare un impatto particolarmente significativo in termini di equità nella distribuzione, la convergenza interna è applicata considerando l’Italia come un’unica regione. Le simulazioni realizzate con il Simulation tool (sviluppato nell’ambito del progetto New IACS Vision in Action - NIVA finanziato su Horizon 2020, Grant agreement n. 842009) applicato ai dati del Registro titoli (SIAN - AGEA) dimostrano che il processo di convergenza interna - così come di seguito descritto - comporta uno spostamento netto di risorse a favore delle aziende appartenenti alle classsi dimensionali comprese tra i 3ha e i 50ha con un beneficio decrescente, coerentemente con la riduzione progressiva del gap illustrato nella figura precedente. Fonte: elaborazioni realizzate con il Simulation tool sviluppato nell’ambito del progetto NIVA (Horizon 2020, Grant agreement n. 842009) su dati AGEA (2020) BPS+Greening 2020 2023 pre convergenza* 2026 var. % 2023 vs 2026 0 AND = 1.00 518,6 270,5 221,2 -18% 1.00 AND =2.00 365,0 192,6 179,5 -7% 2.00 AND = 3.00 318,3 168,3 168,5 0% 3.00 AND = 5.00 299,9 158,4 164,4 4% 5.00 AND =8.00 295,0 155,8 163,0 5% 8.00 AND = 10.00 297,5 157,2 163,3 4% 10.00 AND = 13.70 299,6 158,4 163,7 3% 13.70 AND 20.00 302,8 160,0 164,1 3% 20.00 AND 25.00 306,3 162,2 164,8 2% 25.00 AND 30.00 306,5 162,3 164,7 1% 30.00 AND 50.00 309,0 163,6 165,2 1% 50.00 AND 100.00 320,4 169,6 168,1 -1% > 100.00 328,3 173,9 170,0 -2% TOTALE 315,6 167,0 167,2 0% Valore unitario diritti all'aiuto per classi dimensionali delle aziende agricole classi dimensionali (ha) Piano Strategico della PAC 2023-2027 - Documento di sintesi 55 Le analisi hanno messo in evidenza come il processo di convergenza interna scelto dall’Italia comporti un incremento dell’indicatore R6 di dettaglio per il solo BISS (R6BISS), che passa dal 98,8% (media 2019-2020) al 99,9% nel 2026, raggiungendo i 167€/ha, a fronte di una media nazionale di 167,2€/ha. Va sottolineato come le aziende agricole che contribuiscono al processo di convergenza sono caratterizzate da una dimensione fisica inferiore alla media nazionale. Questo comporta che il processo di convergenza interna determini un duplice effetto (positivo e negativo) su R6. La quantificazione è data dai seguenti valori: Fonte: elaborazioni CREA con EU-wide Simulation tool (progetto Horizon 2020 “The New IACS Vision in Action – NIVA” (Grant Agreement 842009) su dati AGEA 2020 In ogni caso, il processo di convergenza interna determina uno spostamento importante di risorse a favore delle aree rurali intermedie e delle aree rurali con problemi di sviluppo, nonché a favore delle zone montane interne. Ulteriori scenari con percentuali maggiori di convergenza, ovvero con un livello più basso del valore massimo ai titoli, hanno messo in evidenza spostamenti marginali minimi a favore delle aree rurali, a fronte di riduzioni che impattano fortemente su specifici settori e contesti produttivi che già sperimentano riduzioni importanti del BISS. UdM Tot beneficiari Beneficiari < dim media % n. titoli unità 10.533.219 2.717.666 25,8% n. cuaa unità 796.770 619.301 77,7% sup. ammissibile ha 10.037.416 2.375.871 23,7% BPS 2020 € 2.077.628.002 485.781.463 23,4% BPS+greening € 3.167.676.351 740.651.624 23,4% 2023 pre-conv* € 1.675.930.847 391.039.038 23,3% 2023 € 1.678.197.672 392.739.852 23,4% 2024 € 1.678.198.269 393.883.126 23,5% 2025 € 1.678.198.716 395.063.428 23,5% 2026 € 1.678.198.883 396.833.194 23,6% BPS+greening €/ha 315,6 311,7 98,8% 2023 €/ha 167,2 165,3 98,9% 2024 €/ha 167,2 165,8 99,2% 2025 €/ha 167,2 166,3 99,5% 2026 €/ha 167,2 167,0 99,9% Piano Strategico della PAC 2023-2027 - Documento di sintesi 56 Sostegno redistributivo complementare al reddito per la sostenibilità (CRISS) Il miglioramento della distribuzione dei pagamenti diretti viene inoltre conseguito attraverso gli aiuti complementari. Infatti, per la prima volta l’Italia adotta il CRISS, cui viene destinato il 10% del plafond nazionale per i pagamenti diretti (al netto del trasferimento tra pilastri). Tenendo conto che la dimensione media nazionale, in termini di superficie ammissibile, è prossima ai 14 ettari, il CRISS viene attivato prevedendo l’ammissibilità al pagamento dei primi 14 ettari per le aziende aventi dimensione massima fino a 50 ettari. La scelta è dettata dalle evidenze statistiche registrate nella figura iniziale della sezione 3.4, in cui si nota come la differenza del FNVA per unità di lavoro rispetto al salario nel resto dell’economia risulta maggiormente marcata nelle aziende medio-piccole e interessa le classi dimensionali fino a 50ha, mostrando un differenziale progressivamente decrescente. La scelta di finanziare i primi 14 ettari è dettata anche dalla necessità di bilanciare l’erogazione del CRISS a favore delle aziende medio-piccole, evitando contestualmente incentivi alla creazione di condizioni artificiali per percepire il premio. Quest’ultimo effetto, infatti, se non attentamente valutato, determinerebbe un peggioramento della frammentazione aziendale, che per l’Italia rappresenta storicamente un elemento di debolezza del tessuto produttivo. Il contributo all’indicatore R6 da parte del CRISS è particolarmente importante: R6 di dettaglio per il CRISS (R6CRISS) per il periodo 2023-2026 raggiunge il 133%. La quantificazione è data dai seguenti valori: Fonte: elaborazioni CREA con EU-wide Simulation tool (progetto Horizon 2020 “The New IACS Vision in Action – NIVA” (Grant Agreement 842009) su dati AGEA 2020 A livello territoriale, le scelte sul CRISS comportano uno spostamento importante di risorse a favore delle aree rurali intermedie (C) e delle aree rurali con problemi di sviluppo (D), nonché a favore delle zone montane e collinari. UdM Tot beneficiari Beneficiari < dim media % sup. ammissibile ha 5.715.783 2.538.229 44,4% 2023 € 349.624.386 207.409.711 59,3% 2024 € 349.624.386 207.409.711 59,3% 2025 € 349.624.386 207.409.711 59,3% 2026 € 349.624.386 207.409.711 59,3% 2023 €/ha 61,2 81,7 133,6% 2024 €/ha 61,2 81,7 133,6% 2025 €/ha 61,2 81,7 133,6% 2026 €/ha 61,2 81,7 133,6% Piano Strategico della PAC 2023-2027 - Documento di sintesi 57 Inoltre, tenuto conto dell’esperienza maturata nel periodo 2015-2022, non viene applicato alcun limite al livello massimo del pagamento di base, i cui effetti in passato hanno prodotto risultati assolutamente marginali (sono stati recuperati circa 6 milioni di euro l’anno a regime), a fronte di un oneroso processo amministrativo di gestione e controllo. Tra l’altro, la scelta è dettata dalla necessità di non gravare ulteriormente sulle aziende medio grandi - dove il livello di incidenza del sostegno diretto rispetto al valore aggiunto è limitato - già colpite dagli altri strumenti attivati (convergenza, limite massimo e ridistributivo). In merito al pagamento per i piccoli agricoltori, l’esperienza maturata nel corso del 2015-2022 ha messo in luce come tale regime non sia particolarmente attrattivo, nonostante l’esenzione dagli obblighi della condizionalità. A fronte delle 535 mila aziende incluse automaticamente ad ottobre 2015 nel regime dei piccoli agricoltori, nel 2019 risultavano iscritte al regime più di 127 mila aziende, con una fuoriuscita pari al 76%. Pertanto, il pagamento per i piccoli agricoltori non viene attivato per il periodo 2023-2027, considerato che l’effetto del sostegno a favore delle aziende piccole e familiari viene garantito dall’utilizzo dell’intero plafond per il CRISS, senza ricorrere alla deroga prevista dall’articolo 29 paragrafo 1. Fonte: Elaborazioni Mipaaf su dati AGEA Piano Strategico della PAC 2023-2027 - Documento di sintesi 58 Effetti combinati delle scelte nazionali su distribuzione più equa e di un orientamento più efficace ed efficiente del sostegno al reddito Le scelte nazionali su BISS e CRISS contribuiranno a migliorare la distribuzione del sostegno e a rendere i pagamenti diretti più efficaci ed efficienti. A fronte delle evidenze statistiche, le scelte consentiranno di ridurre il differenziale di reddito agricolo per unità di lavoro rispetto al resto dell’economia a beneficio di aziende con una dimensione fisica inferiore a 50ha. Il grafico seguente mette in luce gli effetti combinati delle scelte su BISS e CRISS. Fonte: elaborazioni su dati RICA (2020) NB: 1) Baseline (istogramma in verde), FNVA per unità di lavoro includendo tutti i pagamenti e le sovvenzioni della PAC sia del primo e del secondo pilastro 2) Baseline (istogramma in giallo), FNVA per unità di lavoro al netto dei pagamenti e sovvenzioni PAC 3) Scenario (istogramma in blu), FNVA per unità di lavoro includendo BISS e CRISS Piano Strategico della PAC 2023-2027 - Documento di sintesi 59 Il ricambio generazionale Il ricambio generazionale in agricoltura rappresenta una delle maggiori necessità e sfide ed è riconosciuto come priorità nell’agenda politica dell’Italia e dell’UE, che ha evidenziato il fondamentale ruolo dei giovani per la sostenibilità e la competitività di lungo periodo dell’agricoltura e per la vitalità delle aree rurali. In linea con la cornice comunitaria, il ricambio generazionale è considerato una priorità del Piano strategico dell’Italia che definisce, a questo proposito, la strategia per sostenere ed attrarre i giovani in agricoltura attraverso un insieme coerente di interventi, per rispondere alle esigenze individuate nell’ambito dell’obiettivo specifico 7 dedicato a tale questione. L’identificazione delle esigenze è basata sulle risultanze della prima fase del percorso di redazione del PSN (Policy Brief e Analisi SWOT), che ha portato alla formulazione di un’unica articolata esigenza in riferimento all’obiettivo specifico 7: “Promuovere l'imprenditorialità nelle aree rurali favorendo l'ingresso e la permanenza di giovani e di nuovi imprenditori qualificati alla conduzione di aziende agricole, forestali ed extra - agricole, garantendo un'adeguata formazione, facilitando l'accesso al credito ed al capitale fondiario e favorendo la multifunzionalità delle imprese e i processi di diversificazione dell’attività aziendali” (E3.1). Per il perseguimento dell’obiettivo specifico 7 e il soddisfacimento dell’esigenza 3.1 la strategia nazionale intende quindi rafforzare la resilienza e la vitalità dei territori rurali, generando occasioni di nuova imprenditoria basate sul consolidamento del patrimonio naturale e sociale, creando le condizioni per migliorare l’attrattività e l’inclusività delle zone marginali. Più in dettaglio, la strategia mira alla creazione di nuove opportunità imprenditoriali, soprattutto per le giovani generazioni e per le donne, favorendo le condizioni di accesso alla terra e al credito oltre che un’efficace rete di assistenza tecnica e il trasferimento delle conoscenze anche pratico-operative, utilizzando le imprese agricole più efficienti e innovative come benchmark e luogo di formazione sul campo per i potenziali nuovi imprenditori. Il percorso di definizione della strategia per i giovani ha tenuto necessariamente conto di quanto previsto nelle politiche dell’Unione europea che coinvolgono il FEAGA ed il FEASR e delle Raccomandazioni della Commissione all’Italia che richiedono di incoraggiare un maggior numero di giovani a trasferirsi in agricoltura e in altre attività nelle zone rurali (CE 3.4), combinando interventi destinati anche a rimuovere le barriere all'accesso ai fattori di produzione quali la terra e il deficit di finanziamento per i giovani agricoltori. Non da ultimo, si vuole fornire un’adeguata garanzia di continuità con l’attuale fase di programmazione, integrandone le lezioni apprese. L’accesso alla terra è considerato uno dei principali fabbisogni dai giovani agricoltori. L’investimento iniziale in capitale fondiario sicuramente rappresenta un ostacolo per l’avvio di nuove imprese o l’ampliamento delle esistenti, considerato che necessita spesso di ingenti somme, con l’ulteriore difficoltà di accesso al credito da parte di un giovane che si affaccia al mondo lavorativo per la prima volta, senza disponibilità di capitali e/o di garanzie. Per creare imprese competitive non serve solo finanziare il capitale fondiario ma anche avere a disposizione capitali e strumenti per l’ammodernamento e l’innovazione delle imprese e per il miglioramento della capacità professionale e imprenditoriale. La difficoltà di accesso al credito risulta un punto di debolezza ricorrente che ha determinato l’individuazione di specifici fabbisogni da soddisfare per migliorare il livello di efficacia degli investimenti supportati dai PSR. Per gli under 40, l’accesso al credito risulta essere il problema principale per il 57% dei giovani agricoltori in Italia rispetto al 33% dei giovani agricoltori nell’UE-28. Inoltre, sebbene si sia riscontrato dalle statistiche che i giovani agricoltori tendono ad avere livelli di istruzione e formazione migliore rispetto alla popolazione agricola in generale sia in Italia che nell'UE- 28, gli stessi giovani imprenditori riconoscono la rilevanza della formazione quale strumento di Piano Strategico della PAC 2023-2027 - Documento di sintesi 60 acquisizione di conoscenze e competenze sempre più complesse e localmente specifiche necessarie al successo della propria impresa. Vi è una forte consapevolezza nei giovani imprenditori della necessità di informazione e formazione continua basata sull’interazione non solo con il “sistema istituzionale della conoscenza” (enti di ricerca e trasferimento tecnologico), ma con altri “esperti” sul campo, siano essi appartenenti all’assistenza tecnica o altri imprenditori che hanno avuto esperienza su tematiche condivise, trovando soluzioni di successo che possono essere trasferite anche se con le dovute contestualizzazioni alla propria azienda. In continuità con la fase di programmazione attuale, la strategia per i giovani e il ricambio generazionale sarà realizzata principalmente attraverso il sostegno complementare al reddito per i giovani agricoltori e l’intervento dello sviluppo rurale per l’insediamento dei giovani nelle imprese agricole, destinando complessivamente a questi interventi un importo superiore al minimo di cui all’allegato XII del regolamento (UE) 2021/2115 per ciascun anno civile dal 2023 al 2027. Agli interventi previsti nel PSP si affiancheranno strumenti e iniziative nazionali indirizzate a favorire l’insediamento dei giovani agricoltori, il loro accesso al capitale fondiario e al credito. In dettaglio, il sostegno complementare al reddito per i giovani agricoltori e l’intervento per l’insediamento, con modalità e finalità specifiche diverse, hanno lo scopo di favorire la creazione di imprese e l’insediamento di giovani qualificati, favorendo lo sviluppo imprenditoriale, essenziale per la competitività del settore agricolo e per lo sviluppo economico nelle aree rurali. A tale scopo, sono state adottate delle definizioni comuni che si applicheranno sia ai pagamenti diretti sia agli interventi dello sviluppo rurale: il giovane agricoltore è definito come colui che ha un’età inferiore a 41 anni compiuti e si insedia per la prima volta in un'azienda agricola in qualità di capo azienda - assumendone cioè il controllo effettivo e duraturo in relazione alle decisioni inerenti alla gestione, gli utili ed i rischi finanziari. Sono stati definiti, inoltre, i requisiti minimi di formazione o competenze (titoli di studio e corsi di formazione). Il sostegno complementare al reddito per i giovani agricoltori ha la finalità di fornire ai giovani un sostegno aggiuntivo al reddito nella fase di avviamento, per un periodo massimo di cinque anni. Questo sostegno si aggiunge al sostegno di base al reddito per la sostenibilità che sarà garantito al giovane neo-insediato attraverso l’accesso prioritario alla riserva nazionale. Tale maggiorazione si giustifica con l’esigenza di accrescere il reddito delle aziende dei giovani agricoltori nei primi anni di attività per contrastare uno dei punti di debolezza individuati nell’analisi SWOT, cioè “l’instabilità dei redditi in agricoltura e il gap rispetto ad altri settori economici come deterrente per il rinnovo generazionale” (D7.7). A questo intervento sarà destinato un importo pari al 2% dei pagamenti diretti, pari a circa 352 milioni di euro. Nell’ambito dello sviluppo rurale, l’intervento per il primo insediamento è finalizzato alla concessione di un sostegno a giovani imprenditori agricoli dietro presentazione di un piano aziendale per lo sviluppo dell’attività agricola. La natura dell’intervento è quella di offrire opportunità e strumenti per attrarre giovani nel settore agricolo o per consentire di attuare idee imprenditoriali innovative verso approcci produttivi maggiormente sostenibili sia in termini di ambiente, sia in termini economici e sociali. L’intervento in questo senso è basato sul presupposto di attrarre giovani nel settore e di offrire loro strumenti che semplifichino le fasi iniziali d’insediamento tra cui l’acquisizione dei terreni, dei capitali, delle conoscenze. È quindi strettamente connesso alla possibilità di rispondere all’esigenza E3.1, superando in particolare le seguenti debolezze riscontrate: Insufficiente ricambio generazionale per rallentare il processo di senilizzazione del settore (D7.1); Offerta formativa non completamente allineata alle esigenze manifestate (D7.2); Difficile accesso al credito bancario in particolare per i Piano Strategico della PAC 2023-2027 - Documento di sintesi 61 giovani agricoltori (tasso di rifiuto più alto a causa dell'elevato rischio associato alle nuove attività, alla mancanza di garanzie e di piani aziendali adeguati (D7.4); Difficile accesso alla terra per i giovani agricoltori e per i nuovi imprenditori con prevalenza di subentri (D7.5). Per tale esigenza è stata rilevata una complessiva e sostanziale strategicità su tutte le aree del Paese con un marcato fabbisogno di intervento sia nelle aree di pianura, sia in quelle di collina e montagna. Tale forte strategicità, letta anche in relazione al complesso delle esigenze del Piano, predispone il presente intervento ad assumere un rilievo centrale, anche in termini finanziari, nell’ambito degli interventi finalizzati al ricambio generazionale, ma anche nel panorama complessivo degli interventi da attivare nell’ambito dello sviluppo rurale. Per questo motivo si è deciso di utilizzare l’opzione della flessibilità tra pilastri trasferendo l’1% della dotazione per i pagamenti diretti, pari a 36,3 milioni di euro, verso la dotazione per il FEASR specificamente per l’intervento di insediamento dei giovani agricoltori (Articolo 103, paragrafo 2.b del Regolamento (UE) 2021/2115), sfruttando l’effetto leva del cofinanziamento nazionale. Complessivamente le risorse finanziarie destinate all’intervento di sostegno all’insediamento nello sviluppo rurale sono di oltre 730 milioni di euro. Il sostegno concesso prevede un massimale di 100.000 euro e verrà concesso in forma di premio in conto capitale quale sostegno al reddito anche in più stati di avanzamento. Le modalità e gli importi concessi, come i criteri di selezione sono stabiliti dalle Autorità di Gestione Regionali, ciascuna per il proprio ambito di competenza territoriale. Anche per quanto riguarda le condizioni di ammissibilità, sono previste dalle Regioni condizioni aggiuntive rispetto a quelle previste dalla definizione di giovane agricoltore per garantire una maggiore adesione dello strumento al contesto territoriale di riferimento. L’intervento è stato, infatti, calibrato dalle Regioni e dalle Province autonome che hanno avuto la possibilità di meglio specificare l’intervento attraverso una serie di elementi di regionalizzazione inseriti in una cornice di criteri, obblighi e impegni comune per tutto il Paese. Oltre ai consueti criteri di ammissibilità riferiti alla necessaria istruzione o capacità professionale, l’intervento di primo insediamento continua a prevedere tra gli obblighi la presentazione di un piano aziendale da presentare unitamente alla domanda di sostegno tale da inquadrare la situazione di partenza dell’insediamento, l’idea imprenditoriale che si intende attuare, le tappe essenziali che caratterizzano le attività ed i tempi di attuazione, gli obiettivi e risultati che si intende raggiungere con evidenza di quelli orientati verso la sostenibilità economica ed ambientale e verso l’utilizzo delle ICT e i mercati target. Mentre tra gli impegni dei giovani beneficiari del premio c’è quello di condurre l’azienda agricola per un periodo di tempo minimo stabilito dalle singole Regioni e Provincie. Alcune regioni, sulla base delle proprie specificità, hanno individuato soglie di ammissibilità minime e massime espresse in termini di Produzione Standard o produzione potenziale. Le soglie minime sono state definite da un lato per assicurare una maggiore probabilità che l’insediamento avvenga in aziende economicamente sostenibili nel medio-lungo termine, dall’altro lato senza escludere a priori quelle start-up che alla nascita potranno essere di piccola dimensione, ma che hanno un chiaro potenziale di crescita e sviluppo grazie anche al sostegno dell’intervento della PAC. La soglia massima è invece definita in modo da evitare che il sostegno sia destinato ad aziende che già al momento dell’insediamento siano di dimensione tale da essere economicamente sostenibili e in grado di affrontare il mercato senza necessità di sostegno pubblico. L’intervento viene implementato sia in maniera autonoma che in combinato con altri interventi attraverso la modalità pacchetto. In quest’ultimo caso, le modalità di funzionamento del pacchetto e le misure attivabili al suo interno sono definite dalle singole regioni che adottano questa modalità. Piano Strategico della PAC 2023-2027 - Documento di sintesi 62 Inoltre, i giovani potranno beneficiare di altri sostegni attraverso l’accesso prioritario nel caso di interventi non direttamente riferibili a loro e di maggiori intensità di aiuto per rispondere ancora più efficacemente all’esigenza di favorire l’acquisizione di maggiori conoscenze e capacità tecniche da parte dei giovani e di creare nuove opportunità imprenditoriali e occupazionali favorendo la realizzazione di investimenti anche negli ambiti della diversificazione e multifunzionalità. Gli interventi previsti dal PSP per il perseguimento dell’obiettivo specifico 7 e il soddisfacimento dell’esigenza 3.1 saranno affiancati in maniera sinergica e complementare da una serie di strumenti e iniziative nazionali indirizzate a favorire la creazione e sviluppo di imprese dei giovani agricoltori, il loro accesso al capitale fondiario, al credito e alla formazione. - Strumenti nazionali tesi a favorire l’avvio e lo sviluppo di aziende condotte da giovani agricoltori. Più Impresa - Imprenditoria giovanile e femminile in agricoltura. La misura gestita da ISMEA è dedicata ai giovani (e alle donne senza limiti di età) che intendono subentrare nella conduzione di un'azienda agricola o che sono già attivi in agricoltura da almeno due anni e intendono migliorare la competitività della loro impresa, attraverso la concessione di mutui a tasso zero e contributi a fondo perduto (Decreto Mipaaf 20 aprile 2021, Misure in favore dell'autoimprenditorialità giovanile in agricoltura - GU n.135 del 8-6-2021). - Interventi fondiari dedicati ai giovani. La misura gestita da ISMEA è finalizzata a favorire lo sviluppo e il consolidamento di superfici condotte nell'ambito di una attività imprenditoriale agricola o l'avvio di una nuova impresa agricola. L’intervento è rivolto a giovani imprenditori di età non superiore a 41 anni non compiuti che intendono ampliare o consolidare la superficie della propria azienda mediante l’acquisto di un terreno o avviare ex novo una propria iniziativa imprenditoriale. Il sostegno si concretizza nella erogazione di un mutuo a tasso agevolato per una durata massima di trenta anni. Lo strumento, allo stato attuale, è in corso di notifica alla Commissione. L’accesso alla terra è favorito anche da regimi fiscali specifici per gli imprenditori agricoli professionali con riferimento alle successioni, donazioni o acquisto di terreni agricoli nonché la possibilità per i giovani sotto i 40 anni di poter detrarre dalla dichiarazione dei redditi il 19% delle spese sostenute per i canoni di affitto e per un massimo di 1.200 euro all’anno. La "Banca nazionale delle terre agricole" istituita dall’ISMEA nell’ambito dell'art. 16 della legge 28 luglio 2016, n. 154, costituisce l'inventario completo dei terreni agricoli che si rendono disponibili anche a seguito di abbandono dell'attività produttiva e di prepensionamenti, raccogliendo, organizzando e dando pubblicità alle informazioni necessarie sulle caratteristiche naturali, strutturali ed infrastrutturali dei medesimi, sulle modalità e condizioni di cessione e di acquisto degli stessi. La Banca, gestita da ISMEA, opera a livello nazionale. La Banca può essere alimentata sia con i terreni derivanti dalle operazioni fondiarie realizzate da ISMEA, sia con i terreni appartenenti a Regioni, Province Autonome o altri soggetti pubblici, anche non territoriali, interessati a vendere, per il tramite della Banca, i propri terreni, previa sottoscrizione di specifici accordi con l’Istituto. Inoltre, negli ultimi anni un numero sempre maggiore di amministrazioni regionali ha emanato leggi relative alla “Banca della terra”, con l’obiettivo di costituire inventari completi e aggiornati dei terreni e delle aziende agricole di proprietà pubblica e privata che possono essere messi a disposizione di terzi tramite operazioni di affitto o di concessione. - Strumenti nazionali tesi a favorire l’accesso al credito. A livello nazionale sono operativi fondi di garanzia a copertura di finanziamenti bancari a breve, medio e lungo termine finalizzati a incrementare la competitività del comparto agricolo. Tali garanzie, nel caso di giovani agricoltori, possono coprire fino all’80% dell’importo finanziato. Allo stesso tempo i giovani agricoltori Piano Strategico della PAC 2023-2027 - Documento di sintesi 63 possono accedere allo specifico fondo per l’abbattimento delle commissioni di garanzia (rilascio garanzie dirette ISMEA). Con il decreto Sostegni Bis la garanzia di ISMEA può essere concessa a titolo gratuito nei limiti dei massimali previsti dai regolamenti in materia del de Minimis, per tutte le aziende anche a conduzione giovanile. In caso di aziende a conduzione giovanile, la garanzia Ismea può coprire fino all’80% del finanziamento richiesto (in luogo del 70% previsto per le altre aziende). Piano Strategico della PAC 2023-2027 - Documento di sintesi 64 Lavoro e Condizionalità sociale La strategia italiana dedica particolare attenzione al tema del lavoro come condizione essenziale per ridare competitività ai settori agroalimentari e forestali e rivitalizzare il tessuto socioeconomico dei territori rurali. Il tema del lavoro è affrontato da numerosi punti di vista che tengono conto della necessità di recuperare ritardi strutturali, definire nuove occasioni di lavoro e di impresa e, soprattutto, garantire il rispetto dei lavoratori. La strategia vede come punto centrale il riconoscimento della condizionalità sociale in un’ottica di accrescimento della competitività, attraverso la valorizzazione di prodotti e imprese in grado di certificare la sostenibilità etico/sociale e contrastando tutte le forme di irregolarità favorendo l’emersione dal lavoro nero e grigio, promuovendo azioni di prevenzione e di inclusione dei lavoratori migranti. Tutte le politiche interessate dal Piano risponderanno agli obiettivi della Condizionalità sociale. Nello specifico, quanto previsto dall’art. 14 del Reg. (UE) 2021/2115 si applicherà a partire dal 2023. Pertanto, ai beneficiari dei pagamenti diretti, ai sensi del Capo II del Reg. (UE) 2021/2115, o dei pagamenti annuali di cui agli artt. 70, 71 e 72 dello stesso regolamento, verranno applicate riduzioni dei pagamenti qualora risulti che abbiano violato il rispetto dei requisiti relativi agli obblighi derivanti dall’attuazione delle Direttive n. 2019/1152/UE, n. 89/391/CEE e n. 2009/104/CE, così come riportato nell’allegato IV del Reg. (UE) 2021/2115. A tal fine sarà predisposto uno specifico sistema di controllo e sanzionatorio. Se con il Sistema di Condizionalità sociale si intende colpire le irregolarità, numerosi interventi nel quadro delle politiche di mercato e di quelle di sviluppo rurale intendono, invece, contribuire al miglioramento delle condizioni di lavoro (sicurezza e benessere dei lavoratori), aumentare le opportunità di occupazione e reddito nelle aree rurali, a contrastare tutte le forme di irregolarità favorendo l’emersione dal lavoro nero e promuovendo azioni di prevenzione. Nell’ambito degli interventi settoriali vino, ortofrutta, patate, miele e olio di oliva sono previsti criteri di priorità che premiano gli investimenti per il miglioramento degli ambienti di lavoro. Inoltre, è data priorità a tutti gli investimenti effettuati da aziende che utilizzano protocolli per la sicurezza dei lavoratori, coinvolgono i lavoratori nella gestione delle attività e nell’organizzazione delle stesse, agevolano la qualità del lavoro, organizzano attività di formazione e informazione dei dipendenti. Anche le politiche di sviluppo rurale seguiranno un approccio incentivante del lavoro di qualità, attraverso investimenti finalizzati al miglioramento della gli ambienti di lavoro e la sicurezza dei lavoratori, con azioni per l’accrescimento delle competenze e una sempre più forte integrazione dei lavoratori lungo tutta la filiera. In questo senso l’incentivazione all’approccio integrato e cooperativistico di filiera vede tra gli obiettivi e gli strumenti premiali utilizzabili quelli per incentivare regolarità, durata, condizioni contrattuali e eque condizioni di accesso. Un ruolo centrale per quest’ultimo aspetto lo avranno anche gli interventi dell’AKIS, in particolare attraverso le azioni di consulenza e formazione tese a rafforzare le competenze dei lavoratori soprattutto in relazione ai temi della transizione verde e di quella digitale. Le tematiche del lavoro riguardano oltre che il settore agricolo l’intero contesto territoriale rurale. Infatti, garantendo occasioni occupazionali e qualità del lavoro e degli ambienti di lavoro è possibile contrastare i fenomeni di spopolamento di questi territori. A tal fine, in piena con le indicazioni contenute nella comunicazione “A long-term vision for rural areas”, sviluppando e favorendo nuova imprenditorialità negli ambiti dell’economia circolare, della tutela dei servizi ecosistemici, dello Piano Strategico della PAC 2023-2027 - Documento di sintesi 65 sviluppo integrato del territorio, anche riconoscendo le profonde connessioni e possibilità occupazionali esistenti nei rapporti fra aree rurali ed urbane. Le azioni previste dal PSP lavoreranno nel contesto più ampio delle politiche di incentivazione al mercato del lavoro e di contrasto al lavoro irregolare quali: - Il Piano triennale di contrasto allo sfruttamento lavorativo in agricoltura e al caporalato, che prevede lo sviluppo di una strategia nazionale di contrasto al caporalato ed allo sfruttamento lavorativo in agricoltura a cui verrà data continuità tramite la Riforma 1.2 del PNRR; - Il Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR) la cui “missione 5 Inclusione e Coesione” prevede azioni per facilitare la partecipazione al mercato del lavoro, attraverso la formazione, il rafforzamento delle politiche attive del lavoro e favorire l’inclusione sociale; - La Programmazione integrata pluriennale in tema di lavoro, col quale il Ministero del lavoro e delle politiche sociali prevede le strategie di intervento nella programmazione 2021-2027. L’obiettivo di creare le migliori condizioni per lo sviluppo di nuove imprenditorialità nelle aree rurali è perseguito anche attraverso opportune sinergie tra il FEASR e il FSE Plus. Infatti, come riconosciuto dall’Accordo di Partenariato, quest’ultimo opererà al fine di offrire nuove competenze e conoscenze per lo sviluppo di nuove professionalità nell’ambito agroalimentare e forestale, con una particolare focalizzazione sull’imprenditoria giovanile e femminile; strumenti per lotta al lavoro sommerso e irregolare e allo sfruttamento dei lavoratori nel settore agricolo attraverso azioni di incentivazione per le imprese e i lavoratori, anche attraverso interventi che favoriscono l’inserimento socio- lavorativo e l’inclusione sociale dei cittadini di Paesi terzi. Mentre la sinergia tra strategie territoriali (Leader e SNAI) proporrà azioni a sostegno dell’occupazione e dell’integrazione oltre che dei migranti anche di altre categorie di lavoratori svantaggiati. Piano Strategico della PAC 2023-2027 - Documento di sintesi 66 Il rilancio dei settori produttivi in un’ottica di sostenibilità Un settore zootecnico più sostenibile e attento al benessere animale Le analisi di contesto svolte sui diversi settori zootecnici hanno evidenziato l’esigenza di interventi che contribuiscano a migliorare il benessere animale e a ridurre la resistenza antimicrobica, l’esistenza di specifici fabbisogni relativamente a strutture produttive che devono essere più moderne e funzionali, la necessità di introdurre pratiche e processi volti a migliorare le tecniche di allevamento e di sostenere gli agricoltori che convertono gli allevamenti verso tali pratiche. L’adozione di adeguate misure di biosicurezza, attraverso il miglioramento della gestione dell’allevamento, l’adeguamento delle strutture e la formazione di personale, così come l’adozione di piani vaccinali specificamente ritagliati sulle esigenze del singolo allevamento possono contribuire a ridurre la diffusione di malattie nelle aziende zootecniche e quindi l’impiego di antimicrobici. Alla luce di tali esigenze, il Piano prevede l’attuazione di una strategia molto articolata, che si avvale di numerosi strumenti messi a disposizione del sistema produttivo e che fa perno su obiettivi ben definiti attraverso il sistema di qualità nazionale benessere animale (SQBNA), approvato con decreto interministeriale 3 agosto 2022(1), di concerto tra il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali ed il Ministro della Salute, con l’obiettivo di accelerare il processo di transizione verso un modello allevatoriale più sostenibile, migliorare il benessere degli animali, innalzare la qualità e la salubrità delle produzioni agroalimentari, contrastare il fenomeno dell’antimicrobico resistenza (AMR) e rendere più trasparente il mercato agroalimentare. In questo senso, il SQNBA mira a perseguire le finalità introdotte dalle Strategie Farm to Fork e Biodiversità 2030, contribuendo anche alla protezione dell’ambiente e alla resilienza delle zone agricole e rurali. La sostenibilità ambientale, economica e sociale delle produzioni di origine animale può essere infatti raggiunta attraverso tecniche di allevamento particolarmente attente al management aziendale e alla biosicurezza, aspetti direttamente connessi al benessere animale, oltre che all’uso consapevole del farmaco in ottica di One Health. Il sistema di qualità prevede l’adesione volontaria da parte degli allevatori ad un disciplinare di produzione caratterizzato da una serie di impegni che vanno oltre i pertinenti limiti minimi di legge, e che prendono a riferimento la sanità animale, la biosicurezza, la gestione dell’intera fase allevatoriale e le emissioni nell’ambiente. Gli allevatori che aderiscono al SQNBA si sottopongono ad una serie di controlli di conformità ai criteri ed alle procedure della fase di allevamento degli animali destinati alla produzione alimentare da parte di Organismi di certificazione accreditati. Gli impegni contenuti in ciascun disciplinare, diversi per specie, indirizzo produttivo e modalità di allevamento, sono definiti da un Comitato Tecnico Scientifico, di cui fanno parte esperti delle Amministrazioni pubbliche coinvolte, degli Enti di ricerca del Ministero delle politiche agricole e del Ministero della salute e di Accredia, quest’ultimo in qualità di Ente nazionale di accreditamento designato dal Governo in applicazione del Regolamento (CE) 765/2008. (1) L’entrata in vigore del decreto 3 agosto 2022 è subordinata alla conclusione del procedimento di notifica alla Commissione europea ai sensi della Direttiva (UE) 2015/1535, da ultimo recepita con Decreto Legislativo 15 dicembre 2017 n. 223, effettuata in data 21 giugno 2022 con numero 2002/0439/I. Piano Strategico della PAC 2023-2027 - Documento di sintesi 67 Il SQNBA si avvale del supporto informativo denominato ClassyFarm, messo a punto dal Ministero della salute e gestito dall’Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Lombardia e dell’Emilia-Romagna, integrato nel portale nazionale della veterinaria (www.vetinfo.it). Per garantire la più ampia adesione agli impegni previsti dal SQNBA, il Piano prevede i seguenti interventi: La Condizionalità rafforzata. Al piano di transizione dell’intero sistema allevatoriale contribuisce il dispositivo relativo alla condizionalità rafforzata, attraverso l’applicazione di una serie di criteri obbligatori, riguardanti anche il benessere animale, relativi, ad esempio, alla registrazione dei trattamenti terapeutici, alle condizioni di stabulazione, all’alimentazione animale e all’area della prevenzione delle lesioni agli animali; queste e le altre prescrizioni si concretizzano nell’implementazione di un primo livello di impegni relativi al benessere animale, contribuendo all’obiettivo della riduzione di impiego di farmaci veterinari, fra cui gli antimicrobici. Gli standard in questione, il cui livello di attuazione incide sulla possibilità di percepimento dei pagamenti a superficie/a capo della PAC, sono contenuti nei seguenti Criteri di Gestione Obbligatori (CGO): CGO 9 che stabilisce le norme minime per la protezione dei vitelli, CGO 10 che stabilisce le norme minime per la protezione dei suini e CGO 11 riguardante la protezione degli animali negli allevamenti. Un ulteriore livello di impegno per gli allevatori e gli altri beneficiari che aderiscono volontariamente all’Eco-schema 1 (Regimi per il clima, l’ambiente e il benessere degli animali ai sensi dell’articolo 31 del regolamento UE n. 2115/2021) e/o che assumono volontariamente gli impegni del SRA030 - Benessere animale (Impegni in materia di gestione ai sensi dell’articolo 70 del regolamento UE n. 2115/2021), è previsto dai Requisiti Minimi relativi al Benessere Animale (RMBA), comprovanti il possesso di adeguate capacità, conoscenze e competenze professionali, necessarie a conseguire il miglioramento delle condizioni di benessere negli allevamenti (ad esempio, pratiche di allevamento, condizioni di stabulazione, alimentazione, abbeveraggio, mutilazioni e castrazione, ecc.) L’Eco-schema. Anche con riferimento agli strumenti di base della condizionalità, per dare ulteriore attuazione alla strategia volta a sostenere il processo di transizione del settore zootecnico verso un modello allevatoriale ancora più sostenibile, ridurre ulteriormente l’antimicrobico resistenza (AMR), migliorare il benessere degli animali e innalzare la qualità e salubrità delle produzioni agroalimentari, viene attivato uno specifico eco-schema, articolato su due livelli: il livello 1 punta alla riduzione dell’antimicrobico resistenza; il livello 2 incentiva gli allevatori all’adesione al SQNBA (con obbligo di pascolamento) e all’adesione all’allevamento biologico. Eco-schema 1, livello 1. L’AMR, ovvero la ridotta (o addirittura nulla) efficacia degli antimicrobici nel trattamento di malattie umane e animali è una seria minaccia per la salute pubblica. Risale al 2006 il divieto di utilizzo di molecole ad azione antibiotica negli allevamenti a scopo auxinico. A partire da quell’anno gli antibiotici sono stati utilizzati in medicina veterinaria esclusivamente a scopo preventivo e terapeutico. Tuttavia, nel tempo le sostanze ad azione antimicrobica tendono a selezionare batteri resistenti, e la progressiva diffusione di batteri antimicrobico resistenti ha indotto ad una maggiore cautela verso l’uso di antibiotici, sia in medicina umana, sia in medicina veterinaria. L’obiettivo è l’abbattimento della diffusione nell’ambiente di batteri dotati di antibiotico resistenza, al http://www.vetinfo.it/ Piano Strategico della PAC 2023-2027 - Documento di sintesi 68 fine di prevenire la trasmissione dei fattori di resistenza a specie batteriche potenzialmente patogene per l’uomo. In Italia, secondo quanto rilevato dall’Istituto Superiore di Sanità, nell’ambito del Piano Nazionale di Contrasto Antimicrobico - Resistenza (PNCAR 2017 - 2020), la resistenza agli antibiotici si mantiene tra le più elevate d’Europa. Certamente le cause non sono integralmente riconducibili agli impieghi veterinari, ma anche il settore zootecnico deve impegnarsi a contenere il fenomeno. Per contenere l’uso degli antibiotici negli allevamenti, la strategia nazionale mira a ridurre l’uso di antimicrobici attraverso l’attivazione dell’eco-schema “Pagamento per la riduzione dell’antimicrobico resistenza e il benessere animale”, che si pone come obiettivo finale quello di fare aderire le aziende zootecniche ad un percorso virtuoso di riduzione dell’uso del farmaco, basato sull’attuazione di impegni direttamente collegati al miglioramento del benessere animale. L’entrata a regime della ricettazione elettronica e la collaborazione dell’autorità sanitaria rappresentano strumenti fondamentali per sostenere la riduzione dell’uso del farmaco veterinario e implementare specifici interventi. Il livello 1 dell’eco-schema prevede il rispetto di soglie di impiego del farmaco veterinario (antibiotici) espresse in DDD (Defined Daily Dose) che vengono definite rispetto ad un valore di MEDIANA REGIONALE, calcolato annualmente per ciascuna delle tipologie zootecniche ammissibili al pagamento. Il rispetto delle soglie DDD viene verificato per singolo allevamento tramite il sistema integrato ClassyFarm. Ai fini dell’ammissibilità al pagamento, gli allevamenti sono preventivamente classificati rispetto ai quattro quartili della distribuzione della mediana. Sono ammissibili al pagamento gli allevamenti che alla fine dell’anno solare di presentazione della domanda di aiuto, rispetto alla distribuzione della mediana regionale calcolata per l’anno precedente: a) mantengono valori DDD entro il valore definito dalla mediana, b) mantengono valori DDD entro il valore soglia indentificato dal terzo quartile, ma lo riducono del 20%, c) hanno valori DDD che passano dal quarto al terzo quartile. L’eco-schema risponde in maniera diretta alla necessità di ridurre la dipendenza da antimicrobici e in maniera indiretta anche ad altre necessità riscontrate a livello comunitario, come il miglioramento del benessere animale, l’approfondimento diagnostico mirato all’individuazione degli agenti infettivi causa di gravi malattie negli animali e la conseguente applicazione di strategie preventive/terapeutiche mirate alla soluzione del problema, lo sviluppo di una efficace consulenza aziendale e il potenziamento dell’agricoltura biologica. Inoltre, rappresenta uno strumento in grado di rafforzare i collegamenti tra il benessere animale e la politica agricola. La sostenibilità, qualunque sia l’impresa o l’attività, è un criterio che deve tenere conto di una molteplicità di aspetti, da quello economico, a quello sociale o ambientale. Nel caso delle produzioni animali, un aspetto imprescindibile è quello che riguarda il benessere dell’animale. Il rispetto dell’animale è infatti un principio fondamentale della nostra cultura e, negli ultimi anni, c’è stata una forte spinta sociale che ha indotto il legislatore a produrre numerose norme per promuoverlo. Oltre agli aspetti etici, l’importanza del tema è legata al fatto che il benessere animale influenza altre componenti dell’allevamento, in particolare la sicurezza alimentare e l’ambiente. È ormai risaputo che buone pratiche di allevamento, che prendono in considerazione lo stato di benessere degli animali, permettono di ridurre l’insorgenza di malattie cliniche o subcliniche a vantaggio dell’efficienza produttiva, che è la principale arma per ridurre l’impatto ambientale, nonché diminuire la necessità al ricorso ai medicinali veterinari. In questi termini, il concetto di sostenibilità non può prescindere dal miglioramento del benessere animale, misurabile anche attraverso migliori prestazioni produttive e Piano Strategico della PAC 2023-2027 - Documento di sintesi 69 riproduttive, migliore stato di salute, maggiore longevità in allevamento e riduzione del consumo di farmaco. Il rispetto delle soglie di uso del farmaco e la necessità di prevenire l’ingresso di patologie si traduce in costi aggiuntivi per l’allevatore (costi di diagnosi e profilassi), legati all’applicazione di piani di biosicurezza, alla continua formazione e informazione), all’utilizzo di consulenze di alto livello professionale. Il sostegno è concesso per tutte le UBA oggetto d’impegno come pagamento annuale per le unità di bestiame adulto - articolo 31(7) b., con i seguenti importi unitari per comparto: Bovini da latte 66,0 €/UBA; Bovini da carne 54,0 €/UBA; Bovini a duplice attitudine 54,0 €/UBA; Bufalini da carne e da latte 66,0 €/UBA; Vitelli a carne bianca 24,0 €/UBA; Suini (tutte le tipologie) 24,0 €/UBA; Ovini 60,0 €/UBA; Caprini 60,0 €/UBA Eco-schema 1, livello 2. Il livello 2 mira a perseguire le finalità introdotte dalle Strategie Farm to Fork e Biodiversità 2030, relativamente alle tematiche di benessere animale e alla sostenibilità ambientale, contribuendo alla protezione ed alla resilienza delle zone agricole e naturali. La sostenibilità ambientale, economica e sociale delle produzioni di origine animale può essere raggiunta attraverso tecniche di allevamento attente al management aziendale e alla biosicurezza, aspetti direttamente connessi al benessere animale, oltre che all’uso consapevole del farmaco in ottica di One Health. L’Eco-schema va oltre la pertinente baseline, sia nazionale che comunitaria, in quanto per accedere all’aiuto è previsto che gli allevatori, in aggiunta agli altri impegni, pratichino anche attività di pascolamento, altrimenti non obbligatoria secondo le vigenti normative sul benessere animale. L’Eco-schema inoltre incentiva la diffusione all’adesione al Sistema di Qualità Nazionale Benessere Animale (SQNBA) e al Sistema di certificazione biologica, metodologie già messe a punto e grazie alle quali sarà possibile rispondere al meglio alle sfide ambientali e sociali della nuova PAC e garantire aspetti trasversali legati alla protezione dell’ambiente, alla conoscenza, all’innovazione e alla salubrità dei prodotti agricoli. Oltre al settore bovino, la cui attività allevatoriale al pascolo arreca importanti benefici, a livello di sanità e benessere animale, ambientale, in termini di conservazione della biodiversità in quanto valorizza razze più adatte al pascolo, contrasto all’erosione e agli incendi, conservazione di mosaici paesaggistici di grande pregio, ecc., l’eco-schema prevede un incentivo per gli allevatori di suini allo stato semi brado, come misura di contrasto alla diffusione della Peste suina africana (PSA), in considerazione del fatto che per accedere all’aiuto è necessario mettere in atto le pertinenti misure di biosicurezza definite dall’Autorità sanitaria competente. Il sostegno è concesso per tutte le UBA oggetto d’impegno come pagamento annuale - articolo 31(7)(b), con i seguenti importi unitari per comparto: Bovini da latte e a duplice attitudine 240,0 €/UBA; Bovini da carne 240,0 €/UBA; Suini (tutte le tipologie) 300,0 €/UBA. Gli Aiuti accoppiati zootecnia. Nell’ambito della strategia nazionale, il sostegno accoppiato per il settore zootecnico va letto in sinergia con gli altri strumenti di politica economica attivati per la zootecnia e, in particolar modo, con l’Eco-schema 1 e con la misura benessere animale (SRA030), nonché con l’evoluzione normativa legata alla istituzione del Sistema di Qualità Nazionale per il Benessere Animale (SQNBA). Piano Strategico della PAC 2023-2027 - Documento di sintesi 70 Infatti, il sostegno accoppiato per il settore zootecnico mira a supportare le aziende a intraprendere un processo di transizione verso un sistema più sostenibile ed etico, aiutandole a superare le difficoltà rispetto a fattori riguardanti la competitività, la sostenibilità e la qualità delle produzioni. Tale transizione viene perseguita prevedendo un pagamento unitario coerente con le difficoltà osservate [si veda la sezione dedicata agli interventi CIS] ed introducendo l’utilizzo obbligatorio per le principali produzioni (in particolare per bovini da latte di aziende localizzate al di fuori delle zone montane, bufalini da latte e capi bovini da macello) del sistema informativo ClassyFarm, che supporterà l’allevatore ad adempiere agli obblighi previsti dal regolamento (UE) 2016/429 e dal relativo decreto legislativo 5 agosto 2022, n. 136, in particolare per quanto concerne l’assistenza tecnica, la gestione del farmaco veterinario e la sanità animale. Questa scelta si fonda sulla convinzione che il superamento delle difficoltà del settore zootecnico in merito a competitività, sostenibilità e qualità delle produzioni sia fortemente legato alla assunzione di pratiche e tecniche di allevamento sempre più attente agli aspetti del benessere animale in tutte le sue dimensioni (sanità animale, bio-sicurezza, gestione degli allevamenti, emissioni). Il benessere animale, per la percezione dei consumatori e per i suoi effetti in termini di sostenibilità della produzione e miglioramento delle caratteristiche qualitative, consente anche di valorizzare maggiormente le produzioni in termini economici. Per il settore zootecnico è prevista una dotazione complessiva di 218 milioni di euro l’anno, ripartita in tre gruppi di misure con un pagamento unitario a capo, come di seguito riportato: Misure per il settore lattiero-caseario (42,4%) 1.a. Vacche da latte appartenenti ad allevamenti di qualità - 67,29 euro/capo; 1.b. Vacche da latte appartenenti ad allevamenti di qualità siti in zone montane - 123,18 euro/capo; 1.c. Bufale da latte - 32,77 euro/capo. Misure per il settore carne bovina (51,6%) 2.a. Vacche nutrici da carne e duplice attitudine iscritte ai LL.GG. - 118,47 euro/capo; 2.b. Vacche nutrici da carne e duplice attitudine non iscritte ai LL. GG. - 70,82 euro/capo; 2.c. Capi bovini macellati tra i 12 e i 24 mesi di età dopo 6 mesi di permanenza in azienda - 39,06 euro/capo; 2.d. Capi bovini macellati tra i 12 e i 24 mesi dopo 12 mesi di permanenza in azienda, oppure dopo 6 mesi di permanenza in azienda in allevamenti che aderiscono a sistemi di qualità o a LLGG e i cui capi sono certificati, oppure in allevamenti che aderiscono ad organizzazioni dei produttori riconosciute - 57,63 euro/capo. Misure per il settore ovi-caprino (6,0%) 3.a. Agnelle da rimonta - 23,14 euro/capo; 3.b. Capi ovini e caprini macellati - 5,92 euro/capo. Gli interventi per il Benessere animale (SRA30). Come già ricordato, l’impiego di antimicrobici può essere direttamente influenzato dalle condizioni di benessere animale, in quanto fattori di stress e Piano Strategico della PAC 2023-2027 - Documento di sintesi 71 pratiche distanti dalle esigenze etologiche delle specie allevate possono indurre una maggiore suscettibilità alle malattie, nonché comportamenti aggressivi che provocano lesioni fisiche trattate con medicinali antibiotici. È pertanto essenziale sostenere l’adozione di buone pratiche zootecniche e di alimentazione e gli investimenti per l’adeguamento delle strutture di allevamento, contribuendo alla salute e al benessere degli animali, per ridurre il consumo di antimicrobici. Fondamentale è quindi anche l’azione che verrà garantita, nel secondo pilastro, in primo luogo attraverso l’intervento “Pagamento per il miglioramento del benessere animale”, che prevede il finanziamento delle aziende che adottano buone pratiche zootecniche. L’intervento “Pagamento per il miglioramento del Benessere degli animali”, in sinergia con l’eco- schema 1, prevede un sostegno per UBA (Unità di Bestiame Adulto) a favore degli allevatori che si impegnano volontariamente a sottoscrivere una serie di impegni, migliorativi delle condizioni di allevamento delle specie oggetto dell’intervento, per la durata da 1 a 5 anni, oltre le norme obbligatorie vigenti. L’intervento prevede un sostegno economico per compensare i minori ricavi e/o maggiori costi che l’adesione agli impegni richiede. A questo intervento sono destinati circa 586 milioni di EURO. L’intervento è applicato dalle Regioni secondo due diverse modalità alternative: - Azione A - Aree di intervento specifiche - Azione B - ClassyFarm L’Azione A è finalizzata a garantire criteri superiori di Benessere animale riguardo ai metodi di produzione in almeno una delle seguenti aree di intervento: - Area 1: acqua, mangimi e cura degli animali in conformità con le esigenze naturali dell’allevamento degli animali [lettera a) art. 46 Reg (UE) 2022/126]; - Area 2: condizioni di allevamento, come maggiore spazio disponibile, superfici dei pavimenti, luce naturale, controllo microclima e metodi alternativi, per mantenere gli animali individualmente a seconda delle tendenze naturali delle specie interessate [lettera b) art. 46 Reg (UE) 2022/126]; - Area 3: condizioni che consentono l’espressione di un comportamento naturale come l’arricchimento dell’ambiente di vita o lo svezzamento tardivo; [lettera c) art. 46 Reg (UE) 2022/126]; - Area 4: accesso all’aperto e pascolo [lettera d) art. 46 Reg (UE) 2022/126]; - Area 5: pratiche per evitare la mutilazione o la castrazione degli animali. In casi specifici di mutilazione o castrazione degli animali è ritenuto necessario l’uso di anestetici, analgesici e farmaci antinfiammatori [lettera f) art. 46 Reg (UE) 2022/126]. L’Azione B prevede l’utilizzo di ClassyFarm e il raggiungimento di un livello minimo di punteggio, valutato sulla base di check list associate a quattro macroaree di valutazione: - Management aziendale e personale (Area A) - Strutture e attrezzature (Area B) - ABMs - Animal Based Measures (Area C) - Grandi Rischi/sistemi d’allarme Le specie animali oggetto dell’intervento, secondo le scelte regionali, sono le seguenti: Avicoli Carne; Piano Strategico della PAC 2023-2027 - Documento di sintesi 72 Avicoli Uova; Bovini da carne; Bovini da latte; Bufalini da carne; Bufalini da latte; Caprini; Cunicoli; Equidi; Ovini; Suini (tutte le tipologie). SRD001 - Investimenti produttivi agricoli per la competitività delle aziende agricole. Nel quadro dei finanziamenti previsti per gli investimenti alle aziende agricole sarà possibile anche sostenere interventi per il miglioramento del benessere animale, soprattutto in relazione all’adeguamento degli ambienti di stabulazione, in modo da agevolare la corretta gestione della fase allevatoriale, la pulizia, disinfezione ed aerazione dei vari ambienti, al fine di garantire il necessario contributo delle aziende zootecniche alla transizione ecologica. Tenuto conto che gli interventi strutturali e sulle attrezzature fisse volti al miglioramento del benessere animale sono integrati nel più ampio piano di investimenti aziendali, questi non possono essere pre-identificati per il calcolo dell’indicatore di risultato. L’intervento nel suo complesso ha una dotazione finanziaria di circa 1,8 miliardi di EURO (la quota parte dell’investimento destinato al miglioramento del benessere animale non è predeterminabile). SRD002 - Investimenti produttivi agricoli per ambiente clima e benessere animale. È prevista una specifica azione destinata al benessere degli animali. Gli investimenti aziendali sono mirati a favorire l’evoluzione degli allevamenti verso un modello più sostenibile ed etico, anche attraverso l’introduzione di sistemi di gestione innovativi e di precisione, che incrementino il benessere degli animali e la biosicurezza, anche con riferimento all’antimicrobico resistenza. In tale contesto, inoltre, sono previsti investimenti per adeguare la fornitura di acqua e mangimi secondo le esigenze naturali dell’allevamento, per la cura degli animali e il miglioramento delle condizioni abitative (come l’aumento delle disponibilità di spazio, le superfici dei pavimenti, i materiali di arricchimento, la luce naturale), e per offrire accesso all’esterno agli animali. L’intervento, nel suo complesso, ha una dotazione finanziaria di circa 350 milioni di EURO (la quota parte dell’investimento destinato al miglioramento del benessere animale non è predeterminabile). Altri interventi a supporto del miglioramento della sostenibilità del settore zootecnico. Gli interventi sopra descritti saranno accompagnati da azioni di sistema finalizzati a migliorare la conoscenza degli operatori del settore sulle tecniche, sulle pratiche e sulle eventuali tecnologie volte a migliorare la gestione sostenibile degli allevamenti, in particolare attraverso: - azioni di formazione (SRH03), prevedendo in fase attuativa la possibilità di associare alle pratiche di benessere animale finanziate a corsi di formazione e/o aggiornamento per gli operatori a contatto con gli animali; - interventi di consulenza aziendale, soprattutto per quanto riguarda gli aspetti veterinari e alimentari (SRH02 e SRH03); - sostegno di gruppi operativi per l’innovazione (SRG01), finalizzati all’introduzioni di innovazioni nel campo delle tecniche di allevamento e/o delle tecnologie finalizzate al miglioramento del benessere animale. Piano Strategico della PAC 2023-2027 - Documento di sintesi 73 Un settore ortofrutticolo più organizzato, sostenibile e pronto ad affrontare le sfide dell’economia circolare Il settore ortofrutticolo è uno degli assi portanti del sistema agroalimentare italiano in termini di contributo alla formazione del valore della produzione agricola (25%) e alle esportazioni il cui valore ha superato i 9 miliardi di euro, il 21% del totale. L’analisi dei punti di forza, debolezza, opportunità e minacce del settore ha portato a individuare un numero elevato di esigenze che riflette la diversificazione del paniere di prodotti che rappresenta l’ampia varietà di situazioni che il settore ortofrutticolo italiano esprime. La strategia proposta nell’ambito del PSP è incentrata, principalmente, sul sostegno ai programmi operativi delle OP ortofrutticole (Organizzazioni di Produttori) e delle loro associazioni (AOP) che sono il cuore del sistema e formano oltre la metà del valore creato dall’intero settore. Nello stesso tempo, altre tipologie di intervento che presentano strumenti più adeguati in risposta a specifiche esigenze contribuiranno al risultato atteso. L’analisi del contesto e il confronto con gli stakeholder hanno fatto emergere numerose esigenze che vanno a incrociare i diversi obiettivi strategici della PAC. Centrale, in termini di fabbisogni, è la concentrazione dell’offerta che da un lato garantisce la tenuta della competitività, dall’altro favorisce gli interventi di sviluppo in un’ottica di sostenibilità, innovazione e garanzie per i consumatori finali. Nello stesso tempo le azioni intraprese dovranno garantire un reddito adeguato degli operatori e mitigare la volatilità dei prezzi nel settore che è determinata sempre più spesso da eventi catastrofici. L’intervento per il settore ortofrutticolo è teso a rinnovare il finanziamento dei programmi delle OP e AOP per lo sviluppo di filiere competitive, sostenibili ed etiche favorendo approcci innovativi dei processi produttivi e dei rapporti tra gli attori della filiera. L’intervento settoriale sarà rivolto, in risposta alle esigenze individuate, a: - favorire l’aumento della concentrazione dell’offerta, aumentando la rappresentatività della produzione organizzata; - migliorare il funzionamento delle filiere ortofrutticole e la pianificazione dell'offerta; - promuovere l’adeguamento dell’offerta alla domanda interna ed estera, accrescendo la qualità e il valore commerciale dei prodotti e rafforzando il ruolo delle certificazioni, sia biologiche che quelle relative alla sostenibilità, e delle Indicazioni Geografiche nel settore anche aumentando le capacità di aggregazione e di promozione dei consorzi di tutela; - promuovere azioni che incidano sulla riduzione degli sprechi e il riutilizzo dei sottoprodotti secondo un principio di economia circolare e che migliorino l’informazione e la comunicazione con i consumatori, - favorire gli investimenti a valenza ambientale portando almeno al 15% la spesa per tali interventi nei PO, con particolare riferimento alla gestione sostenibile delle risorse naturali e alla riduzione degli input chimici, - rafforzare le azioni di ricerca e innovazione delle OP destinando ad essa almeno il 2% delle risorse dei PO, favorendo inoltre le attività di formazione e consulenza qualificata, Piano Strategico della PAC 2023-2027 - Documento di sintesi 74 - favorire l’introduzione di strumenti per la gestione dei rischi e delle crisi; - migliorare le condizioni operative degli ambienti e delle attività di lavoro in termini di maggiore sicurezza e salute degli operatori, che vanno oltre gli obblighi e le prescrizioni previste dalla legislazione vigente in materia, mediante il sostegno agli investimenti, attraverso interventi di formazione e consulenza e il supporto all’attuazione di sistemi di certificazione e tracciabilità. L’intervento settoriale agirà, quindi, in maniera coordinata con gli altri strumenti del PSP e in sinergia con gli ulteriori strumenti messi a disposizione da altre politiche nazionali e comunitarie. In particolare, nell’ottica di complementarità degli interventi, saranno incentivanti attraverso la politica di sviluppo rurale: - ulteriori processi di integrazione, in particolare quelli di filiera corta; - azioni per l’introduzione e la promozione dei regimi di qualità; - ulteriori investimenti (anche non produttivi) nelle imprese agricole e agroalimentari, comprese quelle non inserite in OP e AOP; - azioni di natura agro-climatico-ambientale, in particolare a sostegno di pratiche ambientalmente favorevoli per la gestione delle risorse e la diminuzione dell’utilizzo di input chimici; - misure per la gestione dei rischi; - azioni a favore del capitale umano (es. AKIS) e a supporto della trasparenza dei rapporti lungo la filiera; - interventi per favorire l’innovazione anche in chiave di processi produttivi circolari. Inoltre, gli eco-schemi previsti nell’ambito dei pagamenti diretti nella nuova PAC hanno certamente una funzione sinergica agli interventi a valenza ambientale previsti dagli interventi dei Programmi Operativi, contribuendo al raggiungimento degli obiettivi di sostenibilità della strategia. La definizione degli eco-schemi tiene conto dei potenziali ambiti di sovrapposizione con le operazioni ambientali previste nei Programmi Operativi delle OP agendo in maniera complementare con l’intervento settoriale, così come con le misure ACA dello sviluppo rurale. Attraverso il PNRR e il Fondo complementare al PNRR si provvederà a incentivare ulteriormente l’aggregazione di filiera, anche in chiave interprofessione, attraverso la misura per i Contratti di filiera e di distretto; la logistica con interventi infrastrutturali (materiali e immateriali); interventi a favore dell’economia circolare che riducano scarti e sprechi e, ove possibile favoriscano anche la produzione di energia verde. Accanto all’intervento settoriale, il settore ortofrutticolo presenta la necessità di sostenere la filiera del pomodoro da industria e quella degli agrumi con un premio accoppiato. Gli elementi alla base della scelta di sostenere queste filiere sono legati alle sfide della competitività e della sostenibilità ambientale e sociale. Nel caso del pomodoro da industria, vi è l’esigenza di sostenere una filiera molto importante per l’agroalimentare europeo. Il settore del pomodoro da conserva, strategico per l’approvvigionamento dell’industria agroalimentare, mostra il permanere di alcune difficoltà per quanto riguarda l’andamento dell’offerta (superfici e produzioni in calo nel periodo 2015-2019, con un recupero nel 2020 dovuto a un aumento di rese e prezzi, da collegare all’impatto transitorio della pandemia Covid-19 sulla domanda di Piano Strategico della PAC 2023-2027 - Documento di sintesi 75 pomodoro trasformato per consumo domestico) e della redditività (il margine operativo per ettaro ha un trend negativo nel decennio 2009-2019, sebbene si riscontri una ripresa nell’ultimo quinquennio che può essere ricondotta anche agli effetti positivi del premio accoppiato condizionato ai contratti con l’industria di trasformazione e all’organizzazione dell’offerta tramite le OP). Il mantenimento del premio accoppiato appare auspicabile nel prossimo periodo di programmazione anche perché l’interna filiera subisce la concorrenza delle produzioni extra-UE. Infatti, una flessione produttiva in Italia si tradurrebbe in un aumento delle importazioni europee di conserve di pomodoro - essenzialmente concentrato - da Cina e Usa. Questi paesi operano con costi di produzione e trasformazione inferiori a quelli europei e quindi i loro derivati sono particolarmente competitivi sui mercati internazionali (i prezzi medi all’import delle conserve di pomodoro, circa 0,10 €/kg, sono tali da generare un potenziale effetto sostituzione del pomodoro prodotto nell’UE e in Italia in particolare. Le perturbazioni subite dai mercati internazionali, a seguito dell’invasione russa dell’Ucraina, hanno dimostrato l’importanza di mantenere le produzioni strategiche vitali al fine di garantire un approvvigionamento alimentare a prezzi accessibili per tutti I cittadini in qualsiasi situazione. Il premio accoppiato avrà lo scopo di sostenere le aziende agricole impegnate anche nello sforzo per migliorare la sostenibilità ambientale della coltivazione, sostenendo extra-costi. In particolare, come tutte le orticole, è una coltura particolarmente esigente in termini di fabbisogno idrico, anche se la tecnica colturale ordinaria prevede l’impiego di sistemi di irrigazione volti al risparmio della risorsa irrigua (microirrigazione). Va poi rilevato che attualmente la produzione del pomodoro da industria è realizzata in Italia quasi esclusivamente nel rispetto del metodo di produzione integrato, mentre è in crescita anche il biologico (da 1.000 a 4.000 ettari certificati bio al Nord negli ultimi 10 anni), con conseguenti benefici sull’utilizzo e soprattutto sulla salvaguardia della risorsa idrica da sostanze inquinanti. L’aiuto accoppiato ai produttori di agrumi va a sostenere una filiera che vive un periodo di estrema difficoltà a causa di molti fattori. La produzione agrumicola italiana interessa circa 62 mila aziende agricole ed è concentrata soprattutto in due regioni, Sicilia e Calabria, ove riveste un ruolo molto importante nel settore agricolo e agroalimentare regionale. Il settore agrumicolo presenta difficoltà dal punto di vista della redditività e necessita di un sostegno per affrontare la concorrenza migliorando la competitività e l’orientamento dell’offerta alla domanda che è in crescita a livello mondiale. Il trend positivo della domanda mondiale e l’attenzione dei consumatori per gli aspetti salutistici sono opportunità che il settore agrumicolo italiano, grazie al supporto al reddito, potrebbe sfruttare attraverso un miglioramento della competitività, della qualità della produzione e un maggiore orientamento dell’offerta alla domanda. La produzione agrumicola alimenta anche l’industria di trasformazione di succhi ed essenze; infatti, circa il 30% della produzione raccolta è destinata a questo utilizzo. Superfici e produzione in volume sono stabili negli ultimi anni, ma si sono fortemente ridimensionate rispetto all’inizio del decennio. Anche la produzione raccolta ha un andamento analogo e la produzione in valore è diminuita fortemente fino al 2016 per poi assestarsi. Il Margine operativo per ettaro è in forte calo nel periodo 2015-2019 anche in relazione all’incremento dei costi di produzione. Le principali cause delle difficoltà negli ultimi anni sono riconducibili alla diffusione di gravi malattie degli agrumi e a problematiche di mercato. La diffusione di queste malattie per lo più importate dai paesi produttori dell’emisfero australe (Brasile e Sudafrica su tutti) ha determinato la riduzione delle rese di produzione per unità di superficie e lo scadimento qualitativo del prodotto raccolto. Invece, le Piano Strategico della PAC 2023-2027 - Documento di sintesi 76 difficoltà di mercato sono determinate dalla volatilità dei prezzi internazionali che mettono in seria difficoltà le imprese agrumicole europee. Anche dal punto di vista della sostenibilità ambientale, il settore ha di fronte sfide importanti. Attualmente, nonostante il basso grado di ammodernamento degli impianti agrumicoli, le tecniche di coltivazione più diffuse prevedono l’adozione di sistemi per il risparmio idrico. Inoltre, sono in forte crescita le superfici biologiche certificate (oltre 36 mila ettari nel 2019, fonte SINAB), con ricadute positive sulla tutela della risorsa idrica da sostanze inquinanti. In generale, un’ultima annotazione va fatta in merito alla circostanza che l’aiuto accoppiato va anche a sostenere l’impegno dei produttori di pomodoro e di agrumi volto a garantire la sostenibilità sociale, in particolare l’esigenza di migliorare le condizioni della manodopera impiegata e affrontare i problemi di lavoro irregolare e caporalato. Un settore vitivinicolo sostenibile e pronto alle sfide dei mercati internazionali Il settore vitivinicolo rappresenta un’importante quota dell’agricoltura nazionale, soprattutto in termini di contributo alla formazione del fatturato dell’intero agroalimentare e di valore dell’export. Nella PAC 2023-27, si confermano gli interventi settoriali per la vitivinicoltura secondo una struttura predefinita, riprendendo in buona misura i regimi di aiuto in scadenza. Questo permette di agire in un’ottica di continuità, sebbene in presenza di alcuni importanti elementi di novità, dovuti soprattutto all’impianto generale della riforma e, in particolare, alla accresciuta attenzione alle finalità e alle ricadute ambientali e sociali degli interventi previsti. In termini generali va considerato che, nel medio termine, il mercato del vino dovrebbe continuare a crescere in volume e soprattutto in valore. Nello stesso tempo, le analisi più recenti indicano come mutamenti significativi nell’evoluzione della domanda per i prossimi anni, una maggiore: - attenzione ai temi dell’ambiente e della sostenibilità della produzione del vino, inclusa anche la dimensione sociale; - sensibilità al rapporto qualità prezzo dei vini acquistati; - apertura verso lo strumento digitale, sia in termini di canale di acquisto che di mezzo di informazione e relazione. Attualmente il baricentro dell’offerta vitivinicola italiana si colloca nei vini di fascia media (commercial premium), ma l’esperienza accumulata e il patrimonio reputazionale del vino italiano incoraggiano a lavorare per un’espansione della posizione nel segmento di maggior prezzo. D’altro canto, il segmento dei vini non premium manterrà la sua importanza quantitativa e consentirà di valorizzare una frazione importante del potenziale produttivo nazionale. L’analisi SWOT condotta sul settore ha fatto emergere 14 esigenze settoriali attorno alle quali è stata costruita la strategia di intervento. Tale strategia impone un modello di attuazione capace di sostenere la realizzazione di interventi che possano contribuire al miglioramento della redditività e della performance competitiva del settore, guardando al contempo alle esigenze di tutela dell’ambiente e delle risorse naturali, del contenimento delle emissioni climalteranti, della promozione della bioeconomia, della tutela della biodiversità e della valorizzazione del paesaggio. Piano Strategico della PAC 2023-2027 - Documento di sintesi 77 L’analisi, in particolare, ha evidenziato la necessità di un innalzamento del reddito, soprattutto per la componente agricola, in alcune aree del Paese, e una maggiore stabilizzazione dello stesso su tutto il territorio nazionale. Infatti, nonostante il settore vitivinicolo italiano nel suo insieme mostri performance di mercato di un certo rilievo, alcuni segmenti della filiera vedono indebolirsi il legame con i mercati di sbocco e soffrono alcune debolezze in termini di competitività. Emerge, quindi, l’esigenza di favorire un maggior orientamento al mercato di tutti i segmenti dell’offerta, congiuntamente al rafforzamento delle relazioni tra imprese e delle diverse forme di integrazione della filiera. Sulla scorta delle considerazioni esposte, la strategia di settore è volta prioritariamente a perseguire i seguenti obiettivi: - rafforzare la competitività del settore migliorando la qualità della produzione, sostenendo l’adeguamento strutturale della vitivinicoltura al mercato (nella fase agricola e della trasformazione) e incrementando la capacità di penetrazione dei vini italiani nei mercati esteri; - favorire, in una prospettiva di piena sostenibilità (economica, ambientale e sociale), l’adozione di innovazioni, tecnologie, modelli di gestione specifici per le diverse fasi produttive, che siano in grado di coniugare crescita e performance economica con le sempre più urgenti necessità di protezione ambientale, nonché con le crescenti aspettative della società in termini di tutela dei lavoratori, di sviluppo di relazioni positive con le comunità circostanti e di promozione di relazioni con i consumatori finali improntate alla trasparenza e alla corretta comunicazione. In merito al rispetto del vincolo sull’uso delle risorse finanziarie destinate al settore vitivinicolo, che prevede un minimo del 5% di spesa finalizzata all’attuazione di almeno un’azione mirata a conseguire obiettivi a favore della protezione dell’ambiente, dell’adattamento ai cambiamenti climatici, della sostenibilità, del risparmio energetico e dell’efficienza energetica, la strategia nazionale fa, in via prioritaria, affidamento sulla stabile attuazione della misura della distillazione dei sottoprodotti (art. 58, lett. g). La distillazione dei sottoprodotti, pur avendo una originaria finalità a garanzia della qualità e del contrasto alla sofisticazione della produzione vitivinicola, produce evidenti ricadute ambientali positive. I processi di distillazione, infatti, rappresentano un esempio emblematico di circolarità e di bioeconomia, ecologicamente e socialmente sostenibile, per più di una ragione. Il trattamento in distilleria dei residui della filiera di produzione del vino consente di estrarre il massimo valore economico da scarti di produzione con un elevato potenziale, che sono trasformati, sia in alcol, sia in altri prodotti per uso alimentare e non. Tra questi, meritano di essere citati alcuni acidi organici – come l’acido tartarico di cui l’Italia è primo produttore a livello mondiale – i mangimi, i fertilizzanti azotati, così come alcuni olii con proprietà alimentari o cosmetiche. A loro volta, gli ulteriori residui generati dai processi di distillazione sono reimpiegati e trasformati nella produzione di energia verde, utilizzata principalmente per autoconsumo all’interno delle stesse strutture di produzione, che raggiungono così una elevato grado di autosufficienza. A quanto già evidenziato, va aggiunto il notevole beneficio ambientale derivante dall’eliminazione dei rischi di inquinamento dell’aria derivanti da possibili fermentazioni anomale. Senza le distillerie e in assenza di un adeguato trattamento, lo smaltimento dei sottoprodotti della vinificazione produrrebbe l’emissione in atmosfera di notevoli quantità di CO2, che in tal modo vengono invece evitate. Piano Strategico della PAC 2023-2027 - Documento di sintesi 78 A fianco della misura della distillazione dei sottoprodotti, ulteriori finalità ambientali sono perseguite anche tramite altri interventi programmati, tra i quali alcune specifiche azioni di ristrutturazione e riconversione dei vigneti e alcune misure di investimento. Entrambi questi interventi forniscono un importante contributo aggiuntivo al raggiungimento degli obiettivi di sostenibilità ambientale della politica per il settore vitivinicolo. Inoltre, viene data anche attenzione alla dimensione sociale, mediante la previsione di specifici criteri di priorità volti al raggiungimento di questo obiettivo. Dettagli sono forniti nelle schede degli interventi. Per quanto riguarda, ad esempio, la misura della ristrutturazione e riconversione dei vigneti, attraverso l’azione del miglioramento delle tecniche di gestione, si può favorire una riduzione dell'uso di input scarsi (come l'acqua), o altamente inquinanti (come i prodotti chimici) il cui utilizzo può influire negativamente sulla qualità degli elementi ambientali (suolo, acqua, aria, biodiversità). Inoltre, l'utilizzo di tecniche di gestione del vigneto più moderne ed avanzate, integrate con i principi dell'agricoltura di precisione, può favorire anche una minore domanda di prodotti di sintesi, con ulteriori benefici legati al contenimento delle attività necessarie alla loro produzione e trasporto, con conseguenti riduzioni dei consumi energetici, delle emissioni e dell'utilizzo delle materie prime." In tale prospettiva, tra gli interventi settoriali attuabili per il vino, e coerentemente con le evidenze delle analisi condotte, nel PSP sono stati selezionati i seguenti: - Ristrutturazione e riconversione dei vigneti (art. 58, lett. a); - Investimenti (art. 58, lett. b); - Vendemmia verde (art. 58, lett. c); - Promozione e comunicazione sui Paesi terzi (art. 58, lett. k); - Distillazione dei sottoprodotti della vinificazione (art. 58, lett. g). Al contempo, nell’ambito dello sviluppo rurale si provvederà a sostenere un’evoluzione del settore caratterizzata dall’attenzione per la vitivinicoltura nelle aree più fragili e svantaggiate, dal raggiungimento di più elevati standard di sostenibilità ambientale e sociale, grazie a investimenti materiali e immateriali innovativi caratterizzati da un’ampia adozione di tecnologie digitali. Investimenti che favoriscono altresì gli obiettivi di sostegno ai processi di sviluppo locale e all’imprenditoria giovanile. Sarà necessario attivare anche misure in difesa e valorizzazione dei paesaggi agrari tradizionalmente caratterizzati dalle produzioni vitivinicole. Le misure dell’AKIS, infine, accompagneranno lo sviluppo in chiave sostenibile della filiera e del capitale umano in essa impiegato. Con riferimento all'innovazione va rilevato che il settore vitivinicolo partecipa attivamente al Partenariato Europeo per l'Innovazione (PEI). Dall'esame dei Gruppi Operativi (GO) istituiti nell'ambito degli attuali PSR italiani, si ricava, infatti, che quelli appartenenti al comparto vitivinicolo rappresentano il 15% dei GO selezionati con un plafond di risorse impegnato superiore ai 27 milioni di euro, valore che ne evidenzia il peso relativo rispetto agli altri comparti. I processi di digitalizzazione, la difesa fitosanitaria e la tutela della biodiversità sono i temi prioritari dei progetti di innovazione. Inoltre, i GO impegnati nell'introduzione di processi di digitalizzazione, sono spesso funzionali alle innovazioni legate ai temi propri del Green deal europeo quali, ad esempio, il miglioramento della gestione delle risorse naturali (acqua e suolo) e la viticoltura biologica, l'introduzione di metodi di difesa fitosanitaria più sostenibili, la gestione del suolo, il miglioramento della qualità del prodotto, e Piano Strategico della PAC 2023-2027 - Documento di sintesi 79 la reintroduzione di varietà locali che possono permettere sia di rafforzare la resistenza ai patogeni o altre malattie, sia di contrastare il cambiamento climatico. A sostegno della filiera vitivinicola interverranno, poi, anche misure del PNRR e del Fondo complementare al PNRR, in particolare quelle a sostegno dei Contratti di filiera e di distretto, quelle per la logistica agroalimentare e per la diffusione di processi di circolarità lungo la filiera rivolti al riuso, alla riduzione degli scarti e alla produzione di energie rinnovabili. Un settore olivicolo competitivo e organizzato a tutela del patrimonio paesaggistico L’olio d’oliva rappresenta poco più del 2% del valore della produzione agricola italiana (media biennale 2019-2020, riferita solo alla produzione di olio ottenuto dalla trasformazione delle olive in impianti dell’azienda agricola) e poco più del 3% del totale del commercio estero agroalimentare nazionale. Nel tempo, l’Italia ha perso quote di produzione e di mercato in favore di competitors storici ed emergenti che stanno puntando sull’ammodernamento degli impianti olivicoli e della trasformazione (frantoi) e su politiche di riconoscimento del Made in nazionale. Il sistema olivicolo italiano (per la produzione di olive da olio e olive da mensa) è caratterizzato dalla massiccia presenza di olivi “anziani” e oliveti con bassa densità di piante ad ettaro (Indagine ISTAT su legnose-agrarie 2017). Infatti, il 61% della superficie investita a olivi ha un’età pari a 50 anni o più e il 49% ha meno di 140 piante ad ettaro; un altro 47% ha una densità compresa tra 140 e 249 piante ad ettaro. Si tratta perlopiù di un’olivicoltura tradizionale, scarsamente meccanizzata che caratterizza le regioni olivicole tradizionali. Molto al di sotto delle potenzialità risulta, inoltre, l’attuale incidenza delle produzioni IG rispetto alla produzione totale e rispetto alla produzione potenziale IG che sarebbe possibile ottenere grazie all’elevato numero di riconoscimenti. L’Italia è mediamente il secondo produttore mondiale di olio di oliva, realizzando circa il 15% della produzione complessiva, a fronte del 45% della Spagna, ed è crocevia degli scambi commerciali, con il primato mondiale delle importazioni, mentre è il secondo esportatore, grazie anche al ruolo di primo piano ricoperto dalle aziende nazionali di imbottigliamento. Il mantenimento di questo ruolo, però, necessita di azioni tese a migliorare la produzione sia dal punto di vista quantitativo che qualitativo. Le olive da mensa, altro segmento del settore olivicolo-oleario, presentano un consumo in crescita sebbene l’Italia sia un importatore netto. Da sempre le olive da mensa caratterizzano alcuni territori e la loro tradizione agroalimentare e la presenza di IG ne è la testimonianza. Il PSP mette a disposizione degli operatori un sistema coerente di interventi che tenda al raggiungimento simultaneo dei seguenti obiettivi: - miglioramento della competitività del settore, - miglioramento della qualità della produzione, - maggiore sostenibilità, inclusa quella sociale. La strategia lavora nell’ottica di favorire la piena sostenibilità (economica, ambientale e sociale), coniugando crescita e performance economica con la protezione ambientale, nonché con le crescenti aspettative della società in termini di tutela dei lavoratori, di sviluppo di relazioni positive con le Piano Strategico della PAC 2023-2027 - Documento di sintesi 80 comunità circostanti e di promozione di relazioni con i consumatori finali improntate alla trasparenza e alla corretta comunicazione. In questo quadro strategico, le OP/AOP rappresentano il fulcro dell’azione comunitaria. Nell’ambito degli interventi settoriali della PAC 2023-2027, infatti, l’UE garantisce il sostegno ai Programmi operativi delle OP/AOP, sulla falsa riga di quanto accade già nel settore ortofrutticolo. Le OP/AOP, pertanto, sono chiamate a fare un salto di qualità, passando dalla gestione di programmi di attività triennali (dell’attuale PAC) alla progettazione e attuazione dei Programmi operativi. Si stima che attualmente solo il 10% circa della produzione venga conferito alle OP/AOP, sebbene gli attuali soci di OP/AOP abbiano un potenziale produttivo superiore (in media) al 50% della produzione nazionale di olive. Le OP/AOP, tramite i Programmi operativi, dispongono di azioni collettive per il raggiungimento degli obiettivi sopra individuati (competitività, qualità e sostenibilità). La strategia settoriale mira a spingere le OP/AOP a migliorare l’efficacia delle loro azioni, incrementando il valore della produzione commercializzata. Il rafforzamento delle OP/AOP, e quindi la loro maggiore attrattività, passa attraverso la modernizzazione delle dotazioni strutturali (sia delle aziende olivicole che delle successive fasi di trasformazione, stoccaggio e imbottigliamento) e il miglioramento dei servizi offerti ai soci per la loro fidelizzazione. Attraverso la maggiore efficacia ed efficienza delle azioni delle OP/AOP i soci troveranno convenienza nell’incrementare la produzione conferita. Questo permetterà alle OP di continuare a offrire servizi essenziali anche ai piccoli produttori con il conseguente mantenimento della superficie olivicola che, altrimenti, potrebbe rischiare di essere abbandonata. L’analisi SWOT ha fatto emergere 29 esigenze settoriali che si collegano alle esigenze nazionali individuate, declinate per gli Obiettivi specifici (OS) più l’AKIS e i 3 Obiettivi generali (OG) della PAC. Si tratta di esigenze che guardano al settore in un’ottica di filiera, attorno alle quali è stata costruita la strategia di intervento. Un aspetto di particolare rilievo è la promozione della ricerca e sperimentazione, rispetto alla quale tutti gli strumenti a disposizione agiranno in complementarità. La demarcazione tra i diversi strumenti previsti nel PSP verrà effettuata ex ante al momento della presentazione della domanda. Per il potenziamento della competitività del sistema in un’ottica sostenibile la strategia intende rispondere all’esigenza prioritaria di recuperare il potenziale produttivo derivante da una superficie di 1,16 milioni di ettari (per la produzione di olive da olio e olive da mensa-dato Istat 2021 indagine congiunturale) molti dei quali sottoutilizzati o addirittura in via di abbandono. Si mira quindi al recupero della produttività media in campagna e alla diffusione di un’olivicoltura “imprenditoriale” anche attraverso lo sviluppo di tecniche produttive innovative e sostenibili, che si avvalgano dei risultati della ricerca, senza tuttavia sottovalutare le potenzialità di valorizzazione paesaggistica degli oliveti, soprattutto di quelli di maggiore valore monumentale, storico e paesaggistico. Questa esigenza non può prescindere dalla necessità di aumentare la produttività, la sostenibilità e l’efficienza anche dei frantoi, sia nella fase di frangitura che, eventualmente, in quella di stoccaggio, e la concentrazione della produzione, rafforzando, allo stesso tempo, il potere contrattuale della fase agricola. Prioritarie risultano anche le esigenze di sostenere il reddito degli olivicoltori e ridurne le oscillazioni, così come quelle che mirano ad aumentare l’incidenza della produzione di prodotti a Indicazione Geografica (DOP e IGP) sul totale prodotto e promuovere l'adesione a regimi di qualità Piano Strategico della PAC 2023-2027 - Documento di sintesi 81 (SQPNI, agricoltura biologica e altri regimi di qualità nazionali), nonché ad aumentare la propensione a esportare del settore e rafforzare la competitività dei prodotti olivicoli-oleari sui mercati esteri. Tali esigenze saranno soddisfatte mediante l’attivazione di diversi strumenti. Con particolare riferimento all’Intervento settoriale, in coerenza con l’obiettivo strategico nazionale di competitività sostenibile e, più in generale, degli obiettivi specifici della PAC, la strategia intende perseguire l’attivazione dei seguenti tipi di intervento che potranno essere inclusi (non necessariamente tutti) nei Programmi operativi delle OP/AOP: - Investimenti in immobilizzazioni materiali e immateriali, ricerca e metodi di produzione innovativa e sperimentale; - Servizi di consulenza e assistenza tecnica; - Formazione, compresi l'orientamento e lo scambio di buone pratiche; - Produzione biologica o integrata; - Promozione, comunicazione e commercializzazione; - Attuazione di regimi di qualità dell'Unione e nazionali; - Attuazione di sistemi di tracciabilità e certificazione, in particolare per quanto riguarda il controllo della qualità dei prodotti venduti ai consumatori finali; - Investimenti in immobilizzazioni materiali e immateriali che rendano più efficace la gestione dei volumi immessi sul mercato, anche per il magazzinaggio collettivo; Fornitura di servizi di orientamento ad altre OP/AOP ovvero a singoli produttori; - Azioni di comunicazione volte a sensibilizzare e informare i consumatori. Nell’ambito degli altri interventi, oltre al pagamento di base a sostegno del reddito degli olivicoltori, sarà attivato un pagamento accoppiato alla superficie olivicola IG al fine di migliorare la qualità e distintività della produzione incrementando la quota di produzione IG sul totale. Viene inoltre prevista l’attivazione degli strumenti per la gestione del rischio come polizze assicurative e fondi mutualistici. Inoltre, il potenziamento della competitività del settore troverà supporto anche nelle misure dello sviluppo rurale (investimenti in azienda per nuovi oliveti, ristrutturazione e modernizzazione di quelli esistenti, riconversione varietale, diversa collocazione o reimpianto degli oliveti; ristrutturazione e modernizzazione dei frantoi/centri di stoccaggio; sostegno alle produzioni di qualità; salvaguardia oliveti di particolare valore paesaggistico, aggregazione, misure ACA, ecc.) e del PNRR per contratti di filiera, miglioramento nell’uso delle risorse idriche, economia circolare e bioeconomia (agricoltura di precisione e sostituzione frantoi obsoleti). In risposta all’obiettivo di miglioramento delle performance climatiche e ambientali dei sistemi produttivi, la strategia settoriale mira a: aumentare la resilienza e la capacità di adattamento degli oliveti ai cambiamenti climatici potenziando l'erogazione di servizi ecosistemici; favorire la conservazione e il ripristino della fertilità, struttura e qualità del suolo promuovendo tecniche di coltivazione e gestione sostenibili e incentivando metodi di produzione che favoriscono l'accumulo di CO2; sostenere l’uso di pratiche biologiche; valorizzare il patrimonio varietale nazionale ai fini della diversificazione produttiva e promuovere la conservazione del patrimonio genetico degli oliveti tradizionali/storici; incentivare l’utilizzo degli scarti a fini energetici e migliorare l’utilizzo dei sottoprodotti di lavorazione incluso il loro riutilizzo e valorizzazione; aumentare la sensibilità Piano Strategico della PAC 2023-2027 - Documento di sintesi 82 professionale per la gestione delle acque; stimolare la digitalizzazione; facilitare l’accesso alle tecnologie e soluzioni organizzative esistenti, il recepimento delle innovazioni tecnologiche e l’applicazione dei risultati della ricerca scientifica; accrescere la diffusione di modelli di gestione sostenibili basati su un’attività olivicola economicamente vitale ma a impatto ambientale ridotto e favorire pratiche di monitoraggio ambientale; promuovere modelli di gestione degli oliveti identitari attraverso la certificazione del paesaggio con l’inserimento degli stessi nel registro nazionale dei paesaggi rurali storici, favorendo tecniche di restauro e ristrutturazione dell’architettura degli oliveti. Per quanto riguarda gli Interventi settoriali, sarà possibile per le OP/AOP, in complementarità con lo sviluppo rurale, privilegiare investimenti di sistema per migliorare la conservazione del suolo, l’uso delle risorse idriche, la riduzione delle emissioni e dei sottoprodotti nonché il loro riutilizzo e valorizzazione, il mantenimento degli habitat favorevoli alla biodiversità, la produzione biologica o integrata, l’attivazione di servizi di consulenza e formazione. Nell’ambito degli Eco-schemi, l’olivicoltura è ammissibile all’eco-schema sull’inerbimento delle colture arboree mentre un altro eco-schema è specificatamente rivolto alla Salvaguardia degli olivi di particolare valore paesaggistico. L’olivicoltura, inoltre, può accedere anche ad altri Eco-schemi previsti dal Piano Strategico. Con riferimento al Rafforzamento della resilienza e vitalità dei territori rurali e alla promozione del lavoro agricolo e forestale di qualità e tutelare i diritti dei lavoratori, il ricambio generazionale e le azioni volte a favorire l’ingresso di nuovi soggetti imprenditoriali lungo la filiera rappresentano esigenze in comune con diverse filiere agricole e costituiscono la principale risposta agli obiettivi strategici di sviluppo socioeconomico dei territori rurali. Gli interventi dovranno essere in grado anche di coniugare la crescita e la performance economica e la sostenibilità sociale con ricadute positive sul personale impegnato (includendo azioni realizzate per il benessere lavorativo e la sicurezza) e sulle comunità circostanti gli oliveti e i frantoi. Nell’ambito degli Interventi settoriali, ad esempio, tale aspetto viene incluso tra i temi coperti da Consulenza e assistenza tecnica. A queste esigenze, nel caso specifico del settore olivicolo-oleario, si aggiungono anche quelle di favorire: la nascita di filiere corte aziendali o interaziendali con rapporti diretti con il consumatore finale; la divulgazione e la conoscenza della cultura dell’olio extravergine di oliva; il recupero dei paesaggi e delle strutture produttive tradizionali della filiera olivicola; la diversificazione attraverso percorsi oleoturistici; la realizzazione delle comunità del cibo della dieta mediterranea; la diversificazione delle strutture di trasformazione sia nella produzione di nuovi beni che di servizi (bioeconomia). Tali esigenze troveranno principale risposta negli interventi di sviluppo rurale (investimenti, cooperazione, AKIS, ecc.). In risposta all’obiettivo di rafforzare la capacità di attivare scambi di conoscenza e innovazioni e corretta informazione ai consumatori, la strategia per il settore olivicolo-oleario intende promuovere attività di ricerca e sperimentazione per l’individuazione di varietà resistenti (ai cambiamenti climatici, patogeni, ecc.) e di tecniche di produzione e di trasformazione innovative e sostenibili. Allo stesso tempo, la strategia mira a favorire il ricorso alla consulenza aziendale e assistenza tecnica, alle attività formative e di scambio di buone pratiche (orientamento) e altre azioni per il trasferimento della conoscenza e delle innovazioni. Per l’efficacia della strategia, inoltre, si ritiene fondamentale attuare azioni che aumentino la percezione da parte del consumatore della qualità delle produzioni olivicole IG e più in generale che promuovano la divulgazione e la conoscenza della cultura dell’olio extravergine di oliva e delle olive da mensa. Piano Strategico della PAC 2023-2027 - Documento di sintesi 83 A queste esigenze si darà risposta sia con gli interventi dello sviluppo rurale (investimenti, regimi di qualità, AKIS, ecc.) che dei Programmi operativi delle OP/AOP, con particolare riferimento ai tipi di intervento per la formazione, la consulenza e assistenza tecnica, la promozione e quelli orientati a sensibilizzare/informare il consumatore. Un settore apistico più forte per la tutela della biodiversità Il settore dell’apicoltura italiana, oltre a essere importante per gli aspetti economici legati alla produzione, svolge un’importante azione di monitoraggio ambientale e assume un'enorme valenza in termini di tutela della biodiversità legata alla funzione d’impollinazione svolta dalle api, che sono all’origine della catena alimentare poiché consentono a molte specie di continuare a produrre, in particolare con riferimento ad alcune fruttifere di cui l’Italia è leader. La riduzione o sparizione delle api metterebbe a serio rischio il delicato equilibrio di alcuni ecosistemi fondamentali per la tipicità e la qualità di alcune delle principali produzioni agricole nazionali. L’apicoltura italiana ha visto crescere in misura considerevole le proprie potenzialità sia sul piano della qualità e identità raggiunta per i diversi tipi di miele sia dal punto di vista della numerosità e del livello di professionalità degli operatori. L’aumento del grado di professionalità settore costituisce uno degli elementi fondamentali per l’aumento della produzione, insieme al controllo dei fattori climatico- ambientali che determinano oscillazioni importanti della produzione e delle redditività tra una campagna e l’altra. A queste esigenze prioritarie il PSP risponde principalmente attraverso i tipi di interventi nel settore dell’apicoltura, con una strategia finalizzata a rispondere alle necessità di: - incrementare il grado di resilienza e professionalità del settore apistico, favorendo la formazione, il rispetto della condizionalità sociale e la diffusione di conoscenze tecniche volte, in particolare, a combattere in modo efficace le patologie e gli aggressori dell’alveare, anche senza il ricorso a prodotti chimici (prodotti biologici), coinvolgendo la totalità gli operatori (inclusi coloro che producono per autoconsumo); - contrastare le cause di cali della produttività e la mortalità delle api attraverso la realizzazione di progetti di ricerca, l’introduzione di innovazioni tecnologiche in azienda finalizzate anche a migliorare la capacità di adattamento degli alveari ai cambiamenti climatici e a favorire la pratica del nomadismo per incrementare e valorizzare l’utilizzo delle risorse nettarifere anche nelle aree marginali; - favorire l’aggregazione tra gli operatori per migliorare la competitività e l'orientamento al mercato; - promuovere la conoscenza del settore, della filiera e dei prodotti e valorizzare il miele di qualità per diffonderne la conoscenza presso il mercato e il consumatore. Tra gli interventi settoriali, la scelta strategica si concentra sull’attivazione di 4 misure: - Misura A - Servizi di assistenza tecnica, consulenza, formazione, informazione e scambio di migliori pratiche, anche attraverso la messa in rete, per gli apicoltori e le organizzazioni di apicoltori - Misura B - Investimenti in immobilizzazioni materiali e immateriali Piano Strategico della PAC 2023-2027 - Documento di sintesi 84 - Misura E - Collaborazione con gli organismi specializzati nella realizzazione di programmi di ricerca nei settori dell'apicoltura e dei prodotti dell'apicoltura - Misura F - Promozione, comunicazione e commercializzazione, comprese azioni di monitoraggio del mercato e attività volte in particolare a sensibilizzare maggiormente i consumatori sulla qualità dei prodotti dell'apicoltura In particolare, e in relazione alle principali esigenze del settore, si prevede di concentrare l’attenzione sugli investimenti, favorendo la competitività e l'innovazione nel settore dell'apicoltura, per il miglioramento delle condizioni di sicurezza dei lavoratori, per la valorizzazione delle produzioni destinate alla commercializzazione, per il ripristino del potenziale produttivo danneggiato a seguito di calamità/eventi climatici avversi, per l’acquisto attrezzature digitali e software finalizzati a prevenire i danni causati da eventi climatici avversi, per il ripopolamento del patrimonio, per favorire l’esercizio del nomadismo. Il secondo punto nodale della strategia settoriale riguarda una globale azione di capacitazione, funzionale al miglioramento di settore attraverso l’assistenza tecnica, la consulenza, la formazione, l’informazione e lo scambio di buone pratiche, finalizzati all’innalzamento delle competenze, sia per quanto attiene gli apicoltori che producono per la commercializzazione sia per coloro che producono per autoconsumo. Tale sostegno tiene conto anche della risposta ad esigenze di condizionalità sociale, specie in termini di sicurezza del lavoro, parità di genere e rispetto delle condizioni minime contrattuali. Accompagnano la strategia settoriale le azioni di ricerca da realizzare attraverso la collaborazione fra forme associate di apicoltori e gli organismi specializzati con l’obiettivo prioritario di contribuire al miglioramento della capacità di resistenza delle api e degli alveari rispetto agli effetti dei cambiamenti climatici e al miglioramento qualitativo del miele e degli altri prodotti dell’apicoltura, e le azioni di comunicazione e promozione rivolte ai consumatori per il miglioramento della valorizzazione dei prodotti apistici sul mercato e una maggiore diffusione della conoscenza del settore apistico e delle produzioni di qualità. Rispetto agli interventi settoriali, il tasso di cofinanziamento pubblico nazionale raggiunge il 70%. Tale scelta accoglie gli obiettivi insiti nella strategia nazionale che, oltre a considerare necessaria la crescita e il rafforzamento del settore, riconosce all’attività apistica il contributo agli altri settori agricoli, nonché l’importanza e la valenza ambientale. In particolare, con l’obiettivo di incentivare e rafforzare l’aggregazione del settore, il supporto ai singoli interventi favorisce le forme associate prevedendo criteri premianti differenziati a seconda della tipologia di beneficiario. Nell’ambito della strategia nazionale del PSP è prevista l’implementazione di un eco-schema dedicato agli impollinatori (Eco-schema 5) con impegni specifici volti a favorire la diffusione delle colture di interesse apistico e la riduzione dell’uso di prodotti fitosanitari e di diserbanti chimici. La ragione di tale previsione deriva dalla necessità di contribuire a conservare e ricostruire un ambiente più favorevole gli impollinatori, con il sostegno al mantenimento di sistemi agricoli nei quali siano presenti risorse nutritive per gli insetti pronubi e sia ridotto l’uso dei pesticidi. La strategia del PSP contempla inoltre, a beneficio del settore apistico nel suo insieme, altri strumenti finanziati dal FEASR che possono assicurare integrazione e complementarità con gli interventi settoriali. In particolare, si fa riferimento a interventi di sviluppo rurale che, agendo in maniera complementare con l’obiettivo di rafforzare il settore apistico e il sistema agricolo-forestale, sono Piano Strategico della PAC 2023-2027 - Documento di sintesi 85 concepiti per amplificare e rafforzare l’azione di sviluppo e rilancio del settore. Il settore apistico italiano è alle prese con sempre più gravi problematiche sia di mercato, sia direttamente ed indirettamente legate all’agricoltura: impatto nocivo di fitofarmaci sugli insetti impollinatori, nuovi aggressori, incremento di monocolture e corrispondente perdita di varietà vegetale territoriale, erosione di biodiversità e di pascoli per le api. Al fine di proteggere il settore dagli effetti a medio-lungo termine dei cambiamenti climatici sull’ambiente derivanti da attività agricola sarà opportuno sostenere l'apicoltura biologica ed incrementare l’utilizzo di colture nettarifere. La complementarità degli interventi settoriali con gli altri interventi previsti nello sviluppo rurale è insita in tutte le azioni di sostegno al settore, sia rivolte all’aumento della competitività e dell’organizzazione di filiera sia a quelle che creano condizioni migliori dell’ambiente in cui le api svolgono la loro importante funzione pronuba ed evidenziano il servizio reso all’ecosistema. Nello specifico, nell’ambito dello sviluppo rurale, si segnala la presenza di misure ACA finalizzate alla tutela della biodiversità, con benefici diretti e indiretti per il settore apistico. In particolare, si fa riferimento all’ACA 18 – impegni per l’Apicoltura e ad altri schemi Agro-Climatico ambientali che migliorano l’ecosistema agroforestale quali le infrastrutture verdi o la conversione di seminativi a prati o ancora la previsione di corridoi ecologici, ecc.). Particolare attenzione è posta al supporto del nomadismo che trova accoglimento anche nella misura ACA 18 laddove sono riconosciuti premi per l’esercizio di tale pratica nelle aree ad alto rischio di compromissione di biodiversità. Il sostegno a favore dell’apicoltura è garantito dalla strategia anche prevedendo altre misure che garantiscono complementarità e integrazione: le misure di investimento a favore delle aziende agricole con attività apistica finalizzate all’ammodernamento tecnologico e strutturale, le misure di promozione della qualità volte a valorizzare prodotti a qualità certificata, le misure di diversificazione del reddito agricolo. La demarcazione con lo sviluppo rurale si evidenzia in tutte le azioni di sostegno, prevedendo una esclusività di finanziamento degli interventi settoriali per ciò che attiene la tematica apistica (investimenti, formazione, comunicazione, promozione, assistenza tecnica e consulenza). Nei limitati casi in cui si prevedono eccezioni, con possibilità di sovrapposizione, si riportano le specifiche nelle apposite sezioni delle schede SFC di descrizione degli interventi settoriali. In termini più generali, potranno contribuire al settore anche altri interventi come quelli per la gestione del rischio, funzionale a rispondere all’esigenza di proteggere gli operatori del settore dalle oscillazioni del reddito, e le azioni AKIS e lo sviluppo di Gruppi Operativi per l’Innovazione, finalizzati a migliorare l’ambiente favorevole alle api, il miglioramento delle colture nettarifere o la caratterizzazione della distintività dei prodotti dell’alveare. Un settore pataticolo più organizzato e competitivo Il settore pataticolo ricopre un importante ruolo nel sistema agroalimentare italiano. In particolare, in termini di contributo alla formazione del valore della produzione agricola nazionale alla quale contribuisce con 750 milioni di euro all’anno, ossia il 2% circa del totale. Le patate rivestono inoltre un importante ruolo nella dieta degli italiani sia con riferimento agli acquisti per i consumi domestici sia per i consumi fuori casa. Piano Strategico della PAC 2023-2027 - Documento di sintesi 86 Il settore pataticolo italiano presenta però una forte dipendenza dall’estero. Nell’ultimo triennio, la filiera pataticola ha importato prodotti per circa 600 milioni di euro/anno. Questa dipendenza si manifesta a diversi livelli. Nella fase agricola, l’Italia dipende dall’estero per le importazioni di tuberoseme necessario alla coltivazione di questa coltura; mentre nella fase di consumo, l’Italia dipende per l’approvvigionamento di prodotto comune e novello e inoltre per le importazioni di prodotto surgelato, destinato principalmente ai canali della ristorazione. L’analisi dei punti di forza, debolezza, opportunità e minacce e il confronto con gli stakeholder del settore ha portato a individuare un numero elevato di esigenze che riflette la diversificazione e l’ampia varietà di situazioni che il settore pataticolo italiano esprime. In termini di fabbisogni, è centrale la concentrazione dei produttori e dell’offerta che da un lato garantisce l’incremento della competitività, dall’altro favorisce gli interventi di sviluppo in un’ottica di sostenibilità, innovazione e garanzie per i consumatori finali. Allo stesso tempo le azioni intraprese dovranno garantire un reddito adeguato degli operatori e mitigare la volatilità dei prezzi all’origine nel settore determinata, sempre più spesso da eventi catastrofici e dall’andamento del mercato internazionale. La strategia proposta per il settore pataticolo è incentrata, principalmente, sul finanziamento dei programmi operativi delle OP pataticole e delle loro associazioni (AOP). Considerato che attualmente il tessuto produttivo della filiera presenta forme aggregate già riconosciute come Organizzazioni di Produttori (OP) si ritiene opportuno indirizzare a queste il sostegno di modo che le stesse svolgano il ruolo fondamentale di “nucleo di aggregazione” per le imprese non ancora aggregate. Si ritiene che il finanziamento ai programmi operativi delle OP/AOP pataticole possa avere delle importanti ricadute a livello di investimenti realizzati e di incremento della competitività del sistema pataticolo. Si tratta di uno strumento innovativo per questa filiera ma è indubbio che la sua applicazione determinerà rilevanti effetti nel giro di pochi anni con ricadute concrete per agricoltori, confezionatori e consumatori e con importanti esternalità positive per l’ambiente, favorendo lo sviluppo di filiere competitive, sostenibili ed etiche e incentivando approcci innovativi dei processi produttivi e dei rapporti tra gli attori della filiera. L’intervento settoriale sarà rivolto, in risposta alle esigenze individuate, a: - favorire l’aumento della concentrazione dell’offerta, aumentando la rappresentatività della produzione organizzata; - migliorare il funzionamento della filiera pataticola e la pianificazione dell'offerta; - promuovere l’adeguamento dell’offerta alla domanda interna ed estera, accrescendo la qualità e il valore commerciale dei prodotti e rafforzando il ruolo delle certificazioni, sia biologiche che quelle relative alla sostenibilità, e delle Indicazioni Geografiche nel settore anche aumentando le capacità di aggregazione e di promozione dei consorzi di tutela; - promuovere azioni che incidano sulla riduzione degli sprechi secondo un principio di economia circolare e che migliorino l’informazione e la comunicazione con i consumatori, - favorire le azioni a valenza ambientale, con particolare riferimento alla gestione sostenibile delle risorse naturali (comprese le acque di processo prodotte in fase di lavorazione post raccolta) e alla riduzione degli input chimici, Piano Strategico della PAC 2023-2027 - Documento di sintesi 87 - rafforzare le azioni di ricerca e innovazione e favorire le attività di formazione e consulenza qualificata delle OP, - favorire l’introduzione di strumenti per la gestione dei rischi e delle crisi; - migliorare le condizioni operative degli ambienti e delle attività di lavoro in termini di maggiore sicurezza e salute degli operatori, che vanno oltre gli obblighi e le prescrizioni previste dalla legislazione vigente in materia, mediante il sostegno agli investimenti, attraverso interventi di formazione e consulenza e il supporto all’attuazione di sistemi di certificazione e tracciabilità. Allo stesso tempo, contribuiranno al risultato atteso dal finanziamento ai Programmi Operativi di OP e AOP pataticole anche altre tipologie di intervento, in particolare gli investimenti e la ricerca nell’ambito del secondo pilastro della PAC e le attività previste dal PNRR. L’intervento settoriale per il settore pataticolo agirà, quindi, in maniera coordinata con gli altri strumenti del Piano strategico e in sinergia con gli ulteriori strumenti messi a disposizione da altre politiche nazionali e comunitarie. In particolare, nell’ottica di complementarità degli interventi, saranno incentivanti attraverso la politica di sviluppo rurale: - ulteriori processi di integrazione, in particolare quelli di filiera corta; - azioni per l’introduzione dei regimi di qualità; - ulteriori investimenti (anche non produttivi) nelle imprese agricole e agroalimentari, comprese quelle non inserite in OP e AOP; - azioni di natura agro-climatico-ambientale, in particolare a sostegno di pratiche ambientalmente favorevoli per la gestione delle risorse e la diminuzione dell’utilizzo di input chimici; - misure per la gestione dei rischi; - azioni a favore del capitale umano (es. AKIS) e a supporto della trasparenza dei rapporti lungo la filiera; - interventi per favorire l’innovazione anche in chiave di processi produttivi circolari. Gli eco-schemi nella nuova PAC hanno certamente una funzione sinergica agli interventi a valenza ambientale previsti dai programmi operativi delle OP, contribuendo al raggiungimento degli obiettivi di sostenibilità della strategia. La definizione degli eco-schemi tiene conto dei potenziali ambiti di sovrapposizione con le operazioni ambientali previste nei Programmi Operativi delle OP agendo in maniera complementare con l’intervento settoriale, così come con le misure ACA dello sviluppo rurale. Attraverso il PNRR e il Fondo complementare al PNRR si provvederà ad incentivare ulteriormente l’aggregazione di filiera, anche in chiave interprofessione, attraverso la misura per i Contratti di filiera e di distretto; la logistica con interventi infrastrutturali (materiali e immateriali); interventi a favore dell’economia circolare che riducano scarti e sprechi e, ove possibile favoriscano anche la produzione di energia verde. Piano Strategico della PAC 2023-2027 - Documento di sintesi 88 La gestione forestale sostenibile Il settore forestale italiano nell’applicazione dei principi paneuropei di Gestione Forestale Sostenibile contribuisce attivamente al perseguimento degli impegni europei e internazionali sottoscritti dal Governo italiano in materia di mitigazione e adattamento al cambiamento climatico. Gli interventi forestali adottati nel PSP, si adattano alla diversità ecologica e socioeconomica che caratterizza il patrimonio e il settore forestale italiano, sono finalizzati al perseguimento degli obiettivi previsti dalle strategie europee Forestale (COM/2021/572 final) e Biodiversità (COM(2020) 380 final), recepiti dalla Strategia Forestale Nazionale approvata nel febbraio del 2022 e adottata ai sensi dell’articolo 6 del d.lgs 34 del 2018 (Testo unico in materia di foreste e filiere forestali), e dai Programmi Forestali delle Regioni e delle Provincie Autonome. Il PSP definisce un’azione unitaria e di sistema al fine di massimizzare l’efficienza delle risorse finanziarie disponibili e l’efficacia delle azioni attivabili per incentivare una gestione sostenibili, tutelare il patrimonio forestale nazionale, valorizzare l’erogazione dei servizi ecosistemici e promuovere lo sviluppo sostenibile delle filiere forestali (ambientale, produttiva e socioculturale); garantendo al contempo lo stato di salute e la tutela del capitale naturale, intervenendo sulle criticità e vulnerabilità del territorio e del settore, prevenendo e contenendo i danni al patrimonio e causati da calamità naturali, avversità atmosferiche o eventi catastrofici e i conseguenti impatti socioeconomici alle comunità locali delle aree montane e rurali. La strategia nazionale per la gestione forestale sostenibile, che nel complesso prevede uno stanziamento di oltre 450 milioni di EURO. La strategia forestale incentiva anche la diffusione di strumenti di pianificazione aziendale e di area vasta, promuovendo pratiche silvo-ambientali volte ad accrescere il valore, il pregio ambientale e paesaggistico, e le vocazioni produttive dei boschi italiani. Piano Strategico della PAC 2023-2027 - Documento di sintesi 89 La gestione del rischio La combinazione degli interventi che contribuiscono ad assicurare un approccio coerente e integrato alla gestione del rischio rappresenta un elemento qualificante del PSP concorrendo a: - potenziare gli strumenti di risk management, in particolare per i rischi catastrofali, al fine di aumentare il grado di resilienza delle aziende agricole; - rendere più efficiente ed efficace l’intervento pubblico, prevedendo azioni volte a ridurre il rischio di distorsioni connesso ai fenomeni di concentrazione territoriale e settoriale, di selezione avversa e di moral hazard, e mirate a perseguire il riequilibrio (territoriale e settoriale) nell’adozione di politiche di risk management; - attuare le politiche di gestione del rischio secondo un approccio integrato, attraverso la definizione di un quadro strategico generale che contempli le interazioni e le complementarità tra le diverse misure di risk management e attraverso l’implementazione di un Piano di gestione dei rischi in agricoltura che integri il mix di strumenti disponibili per la tutela delle produzioni e dei redditi agricoli. - aumentare la cultura della gestione del rischio nelle imprese agricole, con particolare riferimento a quelle professionali. In riferimento alla valutazione del rischio e alla strategia di gestione del rischio, entrambe le attività sono svolte, per quanto di competenza sia dallo Stato sia dalle Regioni e Province autonome. Un primo livello di cooperazione fra il livello nazionale e regionale è realizzato in seno alla commissione tecnica di elaborazione del Piano annuale di gestione del rischio (PGRA) con la partecipazione dei principali rappresentanti pubblici e privati, nazionali e regionali, operanti nel settore dei rischi in agricoltura. Il PGRA, elaborato in seno alla predetta commissione anche sulla base delle informazioni e dei dati di carattere statistico-assicurativo rilevati dalla Banca dati sui rischi agricoli, definisce gli interventi attuati a livello nazionale, sia finanziati nell’ambito dell’art. 76 dello sviluppo rurale sia con fondi nazionali ed è approvato annualmente con decreto del Mipaaf, d'intesa con la Conferenza Stato- Regioni. Fra gli interventi attuati a livello nazionale nell’ambito dello sviluppo rurale di cui all’art. 76, a decorrere dall’annualità 2023, si affiancherà agli strumenti già esistenti (assicurazioni agevolate e fondi di mutualità e IST) anche l’intervento SRF04 – “Fondo di mutualizzazione nazionale eventi catastrofali”, per il quale è prevista l’attivazione dell’istituto di cui all’articolo 19 del Regolamento (UE) 2021/2115, ed il cui calendario di attivazione, dopo l’anno 2022 dedicato alla sperimentazione, è stato disposto dalla Legge di bilancio 30 dicembre 2021 n. 234, così come modificata e integrata dal decreto legge 21 marzo 2022 n. 21. Il Fondo, da finanziarsi con il prelievo percentuale obbligatorio sui pagamenti diretti, pari al 3% e valevole come quota privata versata dagli agricoltori per l’attivazione della copertura mutualistica catastrofale, consentirà di perseguire contestualmente gli obiettivi di riequilibrio settoriale e territoriale nel ricorso agli strumenti di gestione del rischio, di ampliamento della platea di agricoltori aderenti a forme di copertura (contrasto al fenomeno delle selezione avversa) e di riduzione/mitigazione dell’esposizione e della vulnerabilità del comparto agricolo nazionale rispetto agli eventi catastrofali (cfr. “Building agricultural resilience to natural hazard-induced disasters: Italy case study”, Box n.4, OECD - 2021). Piano Strategico della PAC 2023-2027 - Documento di sintesi 90 Il Fondo agirà in piena complementarietà rispetto agli altri strumenti di risk management e in particolare rispetto alle polizze assicurative tradizionali, che continueranno ad operare sui rischi catastrofali limitatamente alla parte di rischio non coperta dal Fondo e dunque a fronte di un livello di esposizione inevitabilmente più contenuto per le compagnie e presumibilmente più sostenibile, in considerazione della tendenziale riduzione della capacità assuntiva dichiarata dalle stesse in relazione ai rischi catastrofali. Parimenti è garantita la coerenza e complementarità di questi interventi con quelli dei fondi mutualistici inclusi gli strumenti di stabilizzazione del reddito. A tal proposito va rilevato che il Fondo, garantendo una copertura mutualistica per tutte le aziende percettrici di pagamenti diretti e intervenendo su tutto il territorio nazionale con adeguate compensazioni finanziarie in caso di danni alle produzioni causati da eventi catastrofali (alluvione, gelo e siccità), concorre a ridurre le variazioni di reddito per le aziende agricole e ad aumentare il grado di resilienza di queste ultime alle catastrofi, configurandosi al contempo come strumento di prevenzione del rischio, a tutela dei redditi agricoli, ma anche come azione di adattamento al cambiamento climatico, per effetto della riduzione delle perdite economiche subite dal settore agricolo in conseguenza di catastrofi naturali. Inoltre, dal momento che l’accesso alla copertura è limitato alle aziende agricole percettrici di pagamenti diretti, pertanto assoggettate agli obblighi di condizionalità rafforzata (BCAA e CGO), ed eventualmente esteso esclusivamente ad aziende agricole aderenti a regimi alternativi di tutela dell’ambiente, del clima e del territorio (es. eco-schemi), il Fondo si qualifica a pieno titolo anche come strumento di supporto al perseguimento delle sfide proposte dal Green Deal europeo e degli obiettivi ambientali promossi dalla PAC. Nello specifico, dal punto di vista procedurale, con apposito decreto ministeriale, da emanarsi entro il 2022, saranno definite le procedure per il riconoscimento, la costituzione, il finanziamento e la gestione del Fondo, inclusa l’adeguata strutturazione del veicolo mutualistico. Figura: Architettura del sistema di gestione del rischio evoluto (SGR+) Piano Strategico della PAC 2023-2027 - Documento di sintesi 91 Modernizzazione e AKIS Il sistema della conoscenza e innovazione italiano è caratterizzato da una pluralità di attori e livelli, dovuti principalmente all’organizzazione amministrativa su base regionale. Le Regioni/Province autonome, infatti, hanno competenza in materia di agricoltura, consulenza, istruzione e formazione professionale; le norme generali dell’istruzione scolastica e universitaria sono, invece, di competenza dello Stato centrale, mentre la ricerca è materia di competenza concorrente di Stato e Regioni/Province autonome. Tale organizzazione amministrativa è alla base della presenza nel Paese di 19 AKIS regionali, due provinciali (Province autonome di Trento e Bolzano) e un AKIS nazionale. Pertanto, l’AKIS italiano al servizio del sistema agroalimentare, forestale e rurale farà leva sugli aspetti positivi della suddetta organizzazione che sostanzialmente riguardano la grande disponibilità di soggetti e competenze nelle diverse articolazioni territoriali e promuoverà lo sviluppo e l’evoluzione delle questioni critiche che essenzialmente riguardano: la difficoltà al coordinamento fra i soggetti e la scarsa e poco fluida diffusione delle innovazioni e dei servizi di supporto alle imprese/territori. Un ulteriore elemento di difficoltà che si cercherà di superare è la carenza nel rilevare i fabbisogni di consulenza, formazione, innovazione delle imprese agricole, agroalimentari e forestali, con particolare riferimento alle piccole e microimprese. Il PSP prevede interventi relativi all’AKIS nelle tipologie di intervento “Cooperazione” e “Scambio di conoscenze e informazioni”. Essi privilegeranno un approccio sistemico e territoriale, con il coinvolgimento di tutti gli attori dell’AKIS riferibili al tema o al settore o alla problematica o al territorio oggetto dell’azione, nel rispetto di quanto le procedure attuative prevedono. In particolare, per migliorare i flussi di conoscenza e la collaborazione si punterà: - all’attuazione sinergica degli interventi; - alla cooperazione fra le diverse componenti dell’AKIS (consulenza, formazione, ricerca, imprese, cittadinanza, Pubblica Amministrazione) in modo da offrire al sistema delle imprese più strumenti, coerenti fra loro, anche ricorrendo allo sviluppo di servizi di supporto all’innovazione attraverso forme specifiche di cooperazione; - alla riproposizione dei Gruppi Operativi del PEI AGRI in una chiave più partecipativa rispetto ai diversi soggetti AKIS con particolare riferimento ai servizi di consulenza; - alla formazione degli operatori dell’AKIS. Nell’ambito degli interventi settoriali sono previste azioni riconducibili all’AKIS, pertanto, saranno attuate tutte le iniziative per coordinare le attività evitando sovrapposizioni e promuovendo sinergie e collegamenti. Gli interventi AKIS del PSP saranno coordinati con le azioni riconducibili ad analoghi obiettivi e contenuti promossi da altre politiche, fondi e programmi a tutti i livelli istituzionali (europeo, nazionale, regionale, di Provincia autonoma) promuovendo il raccordo con le autorità di gestione competenti sia a livello nazionale sia di Regioni/Province autonome, con riferimento in particolare a: - il Fondo europeo per lo sviluppo regionale (FESR) per le azioni di ricerca e innovazione, Piano Strategico della PAC 2023-2027 - Documento di sintesi 92 - il Fondo sociale europeo (FSE) per gli interventi che riguardano la crescita e lo sviluppo delle competenze, la formazione e i servizi di consulenza, nonché ulteriori azioni rivolte alle persone disoccupate e non inserite in un percorso di istruzione o formazione - l’iniziativa per la promozione della ricerca Horizon Europe, - l’azione di formazione del programma Erasmus +, ove sarà possibile sulla base delle norme e procedure di attuazione. Il coordinamento con Horizon Europe riguarderà in particolare il Cluster 6, con i Partenariati Agroecology, Animal health and welfare, Agriculture of Data, Food system e altri pertinenti che saranno avviati nella durata di Horizon Europe, nondimeno con la Missione “Un patto per il suolo” che, promuovendo la gestione sostenibile del suolo e il ripristino delle sue funzioni, costituisce un tassello essenziale per la transizione ecologica dell’aree rurali. Anche gli interventi previsti a supporto PEI AGRI potranno coerentemente raccordarsi alle azioni promosse dalla missione “Un Patto per il Suolo” per la messa a punto e il collaudo di innovazioni da adottare. In ambito nazionale si cercheranno le possibili connessioni con: - il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza che promuove anch’esso la diffusione di innovazioni tecnologiche legate alla meccanizzazione e all’agricoltura di precisione e la creazione di hub dell’innovazione; - il Programma nazionale della Ricerca 2021-2027 che sottolinea l’interesse congiunto alla ricerca e all’innovazione (cap. 2 e 3), pone fra le sue sfide la circolazione della conoscenza fra mondo della ricerca e sistema produttivo e lo sviluppo di ricercatori, tecnologi e professionisti del trasferimento della conoscenza (cap. 4) e individua fra i grandi ambiti di ricerca e innovazione “Prodotti alimentari, bioeconomia, risorse naturali, agricoltura, ambiente”. Saranno altresì utilizzati e resi disponibili agli attori dell’AKIS gli strumenti di raccolta, organizzazione e elaborazione delle informazioni che l’UE ha promosso negli ultimi anni o ha programmato di sviluppare quali, ad esempio, il programma Copernicus, l’evoluzione della Rete di Informazione Contabile Agricola (RICA), lo strumento FAST previsto dall'articolo 15 del Regolamento. Il sistema AKIS si gioverà inoltre della ristrutturazione e potenziamento della piattaforma digitale SIAN (Sistema Informativo Agricolo Nazionale) e dei suoi servizi informativi. I contenuti dell’azione dell’AKIS saranno definiti sulla base delle esigenze specifiche del settore agroalimentare italiano e dei territori rurali nelle loro articolazioni regionali. Tuttavia, in coerenza con gli obiettivi strategici della PAC saranno garantite azioni orientate al rafforzamento delle conoscenze e alla diffusione delle innovazioni sugli ambiti indicati di seguito. Per quanto riguarda gli Strumenti di gestione del rischio, la sinergia con servizi di consulenza aziendale, scambio di conoscenze, diffusione di informazioni, PEI Agri, insediamento giovani e investimenti nelle aziende agricole, sarà sviluppata a livello nazionale e/o regionale, attraverso servizi e strumenti per diffondere la cultura della gestione del rischio tra gli attori dell'AKIS e gli utenti finali (protocolli aziendali, protocolli di consulenza, progetti pilota, piattaforme digitali per la valutazione del rischio ecc.). Con riferimento allo sfruttamento della manodopera, sarà promosso il collegamento con la Rete del lavoro agricolo di qualità (INPS -https://www.inps.it/prestazioni-servizi/la-rete-del-lavoro-agricolo- di-qualita) e con i progetti del FAMI finalizzati alla lotta al caporalato e allo sfruttamento in agricoltura Piano Strategico della PAC 2023-2027 - Documento di sintesi 93 per favorire la partecipazione delle aziende agricole alle iniziative e rispettare la condizionalità sociale. Saranno inoltre organizzate azioni di formazione, consulenza e informazione rivolte agli addetti e agli operatori dell’AKIS con particolare attenzione ai territori e ai settori produttivi maggiormente interessati alla suddetta problematica. Il sostegno alla transizione verso la sostenibilità ambientale è una priorità generale del PSP, pertanto, gli interventi trasversali relativi all’innovazione e alla promozione della conoscenza la considereranno oggetto imprescindibile delle azioni promosse come indicato negli Interventi previsti (SRH01, SRH02, SRH03, SRH04, SRH05, SRH06, SRG01, SRG08, SRG09). Poiché le tipologie di agricoltura e di aree rurali italiane differiscono molto in termini di caratteristiche pedoclimatiche, economiche e sociali, il contenuto specifico degli interventi sarà individuato dalle ADG regionali/di Provincia autonoma sulla base dei diversi fabbisogni. Saranno realizzate azioni specifiche di informazione, formazione e consulenza indirizzate agli imprenditori agricoli e agli attori dell’AKIS, finalizzate alla diffusione della conoscenza, e l’introduzione di innovazioni in tema di contrasto alle fitopatie, alle malattie degli allevamenti e alle epizoozie, con particolare riferimento a quelle di recente introduzione, di malattie da quarantena delle specie vegetali, di biosicurezza e di benessere animale, in linea con quanto previsto nelle relative schede di intervento e in coerenza con gli obiettivi sanitari e fitosanitari definiti nella normativa europea e nazionale. Nell’ambito degli strumenti di coordinamento e delle azioni sopra descritte, attenzione particolare sarà posta alla individuazione di scelte procedurali e modalità di attuazione dei processi di finanziamento semplificati e meno onerosi sia per le istituzioni responsabili dell’attuazione sia per i beneficiari, soprattutto per quanto riguarda la consulenza e la cooperazione per l’innovazione. A tal fine si farà utilizzo, per la rendicontazione delle spese, di costi standard, importi forfettari e altre forme di costi semplificati i più idonei per le diverse azioni, saranno ripensati i processi amministrativi nell’ottica di ridurre al minimo la produzione di documenti e certificazioni, saranno utilizzati strumenti di facilitazione mutuati dalle tecnologie digitali promuovendo l’interoperabilità dei sistemi. Al fine di garantire un maggior coordinamento e ridurre la frammentazione delle azioni AKIS saranno istituiti Coordinamenti AKIS nazionali/regionali/di Provincia autonoma con il duplice obiettivo di favorire il confronto e le connessioni fra le diverse istituzioni e di promuovere le necessarie relazioni funzionali tra i soggetti dell’AKIS. Tali coordinamenti avranno anche il compito di facilitare il flusso di informazioni tra il livello regionale, quello nazionale e quello europeo. I Coordinamenti AKIS regionali/di Provincia autonoma, saranno composti dalle istituzioni preposte a tale livello e dai soggetti che a vario titolo offrono ed erogano formazione, consulenza, ricerca, informazione, servizi digitali ed altri riferibili all’AKIS secondo le specificità regionali/di Provincia autonoma; essi si interfacceranno con i responsabili FESR e FSE con le modalità e sui temi opportuni. I Coordinamenti saranno presieduti dalle Regioni/Province autonome e avranno il compito di coordinare la definizione e l’attuazione delle politiche per l’innovazione e la conoscenza per il settore agroalimentare e forestale nel territorio di competenza. Il Coordinamento AKIS nazionale sarà composto dai responsabili dei Coordinamenti AKIS regionali/di Provincia autonoma, dalle istituzioni nazionali competenti (Ministero dell’università e della ricerca, Ministero della sanità, Ministero dell’ambiente), dagli enti e soggetti nazionali dei servizi sopra indicati riferibili all’AKIS. Il Coordinamento nazionale sarà presieduto dal MIPAAF e avrà il compito di fare Piano Strategico della PAC 2023-2027 - Documento di sintesi 94 sintesi delle strategie regionali/di Provincia autonoma, di proporre una strategia nazionale e di raccordarsi con il livello europeo. A livello regionale potranno essere valorizzate aggregazioni (create per filiera e/o per ambito territoriale) che favoriscano l’integrazione dei processi di modernizzazione (formazione, consulenza, innovazione tecnologica, ecc.) e che diventino punti di riferimento per l’AKIS regionale: svolgendo un’azione continua di monitoraggio dei fabbisogni delle imprese; coordinando l’eventuale raccolta di dati; facilitando la condivisione delle innovazioni disponibili; diffondendo in modo più mirato le informazioni agli attori che appartengono all’aggregazione di riferimento. I Coordinamenti AKIS nazionale e regionali/di Province autonome si avvarranno della collaborazione della Rete Interregionale della Ricerca Agraria Forestale Acquacoltura e Pesca riconosciuta il 4/10/2001 dalla Conferenza dei Presidenti delle Regioni e Province autonome per promuovere azioni di raccordo e di rete fra le stesse Regioni e Province autonome in materia di definizione delle linee politiche e dei programmi europei e nazionali, sostenere la partecipazione ad iniziative specifiche (Piattaforme tecnologiche ecc.) e per porre in evidenza specifiche esigenze correlate all’attività di ricerca e di servizio a imprese e territori. In particolare, in continuità con quanto già realizzato dalla Rete Rurale Nazionale, essa continuerà a sostenere l’Intervento PEI AGRI mediante: - l’azione informativa del portale Innovarurale (database, infografiche, statistiche, schede di innovazione ecc.); - la produzione di documenti metodologici correlati alla progettazione, gestione e verifica dell’approccio partecipativo all’innovazione; - iniziative di incontro e confronto fra i Gruppi Operativi e con esperti; - la riproposizione ragionata di documenti metodologici e report tecnici promossi dalla Commissione europea (focus dell’innovazione, gruppo AKIS dello SCAR, sub group Innovation della DG AGRI ecc.).e da progetti di ricerca europei sui temi AKIS. Particolare attenzione sarà prestata alla promozione di attività di confronto e collaborazione fra i servizi di consulenza e le strutture di ricerca promuovendo iniziative pilota anche di formazione e supporto metodologico. I Coordinamenti AKIS potranno altresì essere supportati dalle azioni di Assistenza tecnica al PSP quando si tratti di attività di gestione e management degli stessi. Con riferimento ai servizi di consulenza, questi saranno organizzati secondo la modalità ritenuta più consona a rispondere ai fabbisogni specifici delle imprese, dei territori e dei settori produttivi presso cui opereranno. A tal fine sarà promosso il coinvolgimento nell’AKIS di consulenti pubblici e privati con professionalità e competenze diversificate, includendo anche professionisti di altri settori (ingegneri, professionisti del paesaggio, tecnologi di altri settori produttivi ecc.). I servizi di consulenza adempiranno come minimo alle richieste di cui all’articolo 15, paragrafo 4. Per favorire l’integrazione nel sistema, i servizi di consulenza saranno rappresentati nei processi istituzionali e di coordinamento dell’AKIS a livello nazionale e regionale. Saranno inoltre coinvolti nelle azioni di adattamento e diffusione delle innovazioni in collaborazione con le strutture di ricerca (PEI AGRI e altri Interventi che prevedono modalità collaborative). Piano Strategico della PAC 2023-2027 - Documento di sintesi 95 Le azioni di consulenza saranno affiancate da attività formative, dimostrative ed informative sinergiche fra loro e coerenti con le esigenze delle imprese, in modo da assicurare il miglior risultato in termini di condivisione delle conoscenze e delle innovazioni soprattutto quelle rese disponibili dal PEIAGRI. I consulenti parteciperanno al processo di rilevamento e di analisi della domanda di innovazione, consulenza e formazione delle imprese agricole e forestali nell’ambito dei servizi di supporto all’innovazione, con particolare attenzione alle piccole e microimprese, ed alle imprese operanti nelle aree interne. Le modalità di selezione e di finanziamento delle azioni di consulenza avverranno mediante avvisi pubblici o procedure ad evidenza pubblica o affidamento in house o per il tramite di Enti strumentali. rivolte agli organismi di consulenza. La somministrazione della consulenza potrà essere realizzata anche mediante l’utilizzo di voucher da rendere disponibili alle imprese secondo le medesime procedure. Saranno messe in atto procedure idonee a verificare che l’attività di consulenza venga svolta in modo imparziale e in condizioni di assenza di conflitti di interesse. Sarà cura delle istituzioni responsabili realizzare un’adeguata azione di informazione sui servizi di consulenza selezionati al finanziamento che possa essere accessibile a tutto il territorio nazionale. I consulenti pubblici e privati, oltre alla formazione di cui già fruiscono/ricevono nell’ambito delle proprie organizzazioni professionali e di impiego, avranno a disposizione attività di formazione specifica e mirata, oggetto dell’Intervento SH02 nell’ambito della tipologia “Scambi di conoscenze e la diffusione di informazioni”, che ha l’obiettivo di: a) offrire servizi di consulenza di qualità, legati alle reali esigenze delle imprese e dei territori; b) rispondere alle emergenze e alle opportunità offerte dalle dinamiche di mercato e dagli orientamenti dei consumatori; c) rendere disponibili i risultati delle ricerche e le innovazioni. Le attività di formazione dei consulenti potranno essere realizzate a livello nazionale e regionale secondo le modalità previste nella scheda di Intervento dedicata. Per favorire la pianificazione delle suddette attività saranno realizzate specifiche analisi dei fabbisogni formativi. Un servizio di back-office articolato a livello regionale e nazionale fornirà informazioni e supporto specialistico (es. banche dati innovazione, servizi meteorologici, strumenti per la tutela del suolo, per la analisi del mercato, DSS, modelli di Intelligenza Artificiale ecc.) anche per i consulenti e permetterà di realizzare attività di networking e comunità virtuali tra consulenti e altri attori dell’AKIS a livello di regionale/di Provincia autonoma, nazionale e internazionale. La strategia italiana dell’AKIS si propone di incentivare l’approccio sistemico ai servizi e fornire adeguato supporto alla circolazione e adozione dell’innovazione a favore delle aziende agricole, forestali e delle aree rurali del Paese con tutti gli Interventi relativi all’AKIS. Per rispondere alle debolezze e ai fabbisogni, agli altri interventi di cui alle tipologie Cooperazione e Scambi di conoscenze e informazione, sono previsti due interventi specifici: - il servizio di back-office a sostegno dell’azione dei consulenti e degli altri attori dell’AKIS; - i servizi di supporto all’innovazione, principalmente dedicati alle esigenze degli imprenditori agricoli, forestali e delle aree rurali. Il back office è l’insieme di strumenti e servizi che consente alla consulenza in particolare, ma anche a tutti gli attori dell’AKIS, di svolgere la propria azione di sostegno allo sviluppo in modo specializzato Piano Strategico della PAC 2023-2027 - Documento di sintesi 96 e con l’ausilio delle tecnologie attualmente disponibili. Si tratta di attività di raccolta a tutto campo di informazioni e della loro restituzione sotto forma di prodotti che rispondano a bisogni specifici (ad esempio le innovazioni disponibili per ambiti tematici e strumenti digitali), della realizzazione di studi di fattibilità e di fabbisogno dedicati a temi ritenuti rilevanti, della messa a disposizione di strumenti tecnologicamente avanzati per comprendere il clima, il suolo, lo stato di salute delle produzioni e di altre iniziative analoghe. La programmazione e attuazione di servizi di back office potrà essere realizzata a livello nazionale e nelle Regioni e Province Autonome coerentemente con le esigenze dei diversi territori. L’attivazione a livello nazionale ha lo scopo di raccogliere dati e buone pratiche - implementandoli in data base nuovi o adeguandoli a nuove funzionalità - messi a punto da azioni di ricerca e sperimentazione condotte da Istituti operanti nei territori delle diverse Regioni e Province autonome. Tali dati e buone pratiche, integrati fra loro, consentiranno di restituire informazioni (anche su piattaforme digitali) e creare momenti di approfondimento tra tecnici anche volti a definire nuovi percorsi di formazione professionale. in modo da incentivare l'introduzione dell'innovazione nelle imprese agricole e forestali. I servizi di back office potranno essere sviluppati anche su filiere specifiche, laddove l’AKIS di riferimento abbia raggiunto a livello locale un’elevata specializzazione di filiera e di territorio. I servizi di back office saranno aperti anche alla partecipazione dei partner dei GO del PEI che abbiano sviluppato progetti coerenti nella passata programmazione. I servizi di supporto all’innovazione sono una serie di attività e prestazioni a disposizione degli imprenditori agricoli, forestali e delle aree rurali che supportano la complessa attività di analisi delle problematiche e opportunità e poi di individuazione di soluzioni innovative. Essi garantiscono anche un servizio di integrazione fra le operazioni attuate dai diversi interventi dell’AKIS. L’intervento sarà programmato e attuato a livello regionale e permetterà di finanziare: studi specifici, attività di animazione, attività di “brokeraggio”, interventi di collaudo delle innovazioni, divulgazione dei risultati ecc., con particolare attenzione alla creazione e attuazione dei progetti dei GO del PEI. L’attuazione di questo intervento permetterà anche di: - rilevare particolari esigenze formative sia degli imprenditori agricoli sia dei consulenti, che potranno essere affrontate con le tipologie di intervento legate alla formazione; - evidenziare le esigenze di ricerca dei settori produttivi e dei territori da segnalare alle istituzioni di ricerca e sperimentazione - rilevare particolari esigenze degli imprenditori, che potranno essere affrontate con interventi che coniughino attività di consulenza, formative, dimostrative e di informazione. Il supporto ai servizi di back office e di supporto all’innovazione sarà assicurato anche dalla Rete Rurale Nazionale, in coordinamento con la Rete PAC europea. Piano Strategico della PAC 2023-2027 - Documento di sintesi 97 Modernizzazione e digitalizzazione L’analisi SWOT ha messo in evidenza diverse problematiche che limitano la diffusione nel mondo agricolo e nelle aree rurali di innovazioni digitali, quali la carenza di informazioni statistiche e di indagini sulle innovazioni già introdotte, l’offerta di servizi di supporto non adeguata, lo scarso uso di strumenti digitali a causa delle conoscenze limitate e dei costi elevati, la frammentazione delle attività di sperimentazione, la scarsa disponibilità di servizi di consulenza per le imprese medio-piccole e le difficoltà di infrastrutturazione digitale nelle aree periferiche e marginali. Da tali criticità, emergono alcuni fabbisogni che si concretizzano nel promuovere la raccolta e la diffusione di conoscenza ed informazioni, formare e supportare adeguatamente gli operatori con servizi formativi e di consulenza, diffondere l’uso di strumenti digitali, favorire la cooperazione per spingere le imprese ad adottare innovazioni digitali in favore di una maggiore competitività e sostenibilità. A questi fabbisogni si correlano specifiche esigenze. Allo scopo di favorire la raccolta e la diffusione di conoscenza e informazioni, occorre promuovere l’informazione sulle opportunità di digitalizzazione e sulle tecnologie disponibili, accrescere il livello di competenze digitali, migliorare l’accesso ai dati pubblici sui risultati di progetti di ricerca e innovazione e aggregare le informazioni disponibili provenienti da database diversi. La diffusione dell’uso di strumenti digitali richiede necessariamente un adeguato livello di connettività soprattutto nelle aree marginali, la disponibilità di servizi in forma digitalizzata a favore di cittadini ed imprese, la presenza di strumenti digitali di supporto decisionale che siano facilmente accessibili, la disponibilità di servizi che facilitino l’adozione delle tecnologie digitali nonché incentivi e contributi per promuovere e agevolare l’accesso alle nuove tecnologie. a necessità di una maggiore cooperazione finalizzata all’adozione di innovazioni richiede invece un rafforzamento delle relazioni con i soggetti che fanno parte del cosiddetto ecosistema digitale, in particolare la Pubblica Amministrazione (PA) e la rete dei Poli di Innovazione Digitale, nonché la promozione di iniziative di cooperazione a supporto dell’innovazione. Per promuovere la digitalizzazione in agricoltura e nelle aree rurali è necessario perseguire tre finalità principali: 1) riduzione del divario digitale; 2) aumento dell’utilizzo dei dati; 3) sviluppo di modelli imprenditoriali digitalizzati. L’approccio strategico alla digitalizzazione in agricoltura e nelle aree rurali verrà realizzato in linea con le principali strategie sulla digitalizzazione nazionali (Strategia italiana per la Banda Ultralarga, Italia Digitale 2026, Repubblica Digitale, Strategia Nazionale per le Competenze Digitali) ed europee (“Plasmare il futuro digitale dell’Europa”, Strategia europea dei dati, Libro bianco sull’intelligenza artificiale, “Digital Skills and Jobs Coalition”), assicurando l’attivazione e il pieno coordinamento tra tutti gli altri strumenti previsti per la diffusione della digitalizzazione nel settore agricolo e nelle aree rurali (Programma Europa Digitale, Partnership “Agriculture of data” di Horizon Europe, Piano Strategico Nazionale PAC, Piano Banda Ultralarga, Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, Piano Strategico “Space Economy”, Sistema Informativo Agricolo Nazionale, Rete d’informazione sulla sostenibilità agricola, Piano strategico per l’Innovazione e Ricerca nel settore agricolo alimentare e forestale). L’attività di coordinamento tra strumenti sarà finalizzata ad assicurare un uso integrato ed efficiente evitando sprechi e potenziali sovrapposizioni. Piano Strategico della PAC 2023-2027 - Documento di sintesi 98 Riduzione del divario digitale Nelle aree rurali, il livello di digitalizzazione risulta ancora limitato in confronto con le aree urbane. Questo dipende dal più basso livello di diffusione della banda ultralarga e dalle minori conoscenze in merito alle opportunità offerte dalla digitalizzazione da parte di cittadini e imprese che operano sul territorio e caratterizzate prevalentemente da medio-piccole dimensioni. Al fine di rimuovere il divario digitale tra aree rurali e aree urbane e tra piccole e grandi imprese, è necessario migliorare il livello di connettività, promuovere la digitalizzazione nelle aree rurali, favorire l’informazione sulle opportunità della digitalizzazione, accrescere il livello di competenze digitali. Per quanto riguarda il divario digitale, va evidenziato come la connessione ubiqua è prerequisito abilitante per la piena realizzazione della gigabit society e per consentire alle imprese di usufruire di diverse “tecnologie 4.0” (sensori, Internet delle Cose, ecc.) che richiedono collegamenti veloci e con bassi tempi di latenza. L’aumento del livello di connettività alle reti internet nelle aree periferiche e marginali non sarà di competenza esclusiva del PSP. L’Italia ha avviato, infatti, diverse azioni al fine di garantire standard di connettività diffusi, sia nelle aree bianche che nelle aree grigie e nere, attraverso una serie di progetti - alcuni in corso, altri in avvio - che dovranno assicurare entro il 2026 il raggiungimento degli obiettivi della Commissione europea di cui alla “Digital Compass 2030”. In particolare, la Strategia nazionale per la Banda Ultralarga prevede: - il completamento del “Piano BUL Aree Bianche” entro il 2023 per i Comuni afferenti ai fondi FESR e per il 2024-25 per i Comuni afferenti ai fondi FEASR; - l’infrastrutturazione delle cosiddette “unità immobiliari residue” (circa 500.000 UI) del “Piano BUL Aree Bianche”, per le quali a fine 2021 è stata conclusa la consultazione degli operatori come previsto nella Comunicazione della Commissione 2013/C 25/01 “Orientamenti dell’Unione europea per l’applicazione delle norme in materia di aiuti di Stato in relazione allo sviluppo rapido di reti a banda larga”; - l’avvio dei progetti a valere sulle risorse del PNRR italiano per i quali sono stati assegnati oltre 5 miliardi di euro (esclusa IVA e altri oneri) con i bandi “Italia a 1 Giga”, “Sanità connessa”, “Scuola connessa” “Italia 5G” e “Isole Minori”, per portare Internet veloce su tutto il territorio italiano. Più nello specifico, i progetti PNRR per la connettività prevedono: • piano “Italia a 1 Giga”: contributo di 3,455 miliardi di euro per l’infrastrutturazione di circa 6,9 milioni di indirizzi civici in aree grigie e nere per assicurare connessioni di rete Gigabit. I fondi pubblici andranno a finanziare fino al 70% degli investimenti che dovranno essere realizzati entro il 30 giugno 2026; • piano “Sanità connessa”: contributo di circa 314 milioni di euro per l’infrastrutturazione di circa 12 mila strutture sanitarie; • piano “Scuola connessa”: contributo di circa 166 milioni di euro per l’infrastrutturazione di circa 10 mila strutture scolastiche; • piano “Italia 5G”: contributo pubblico di circa 1,07 miliardi di euro che copre fino al 90% degli investimenti per la realizzazione di due interventi (“Italia 5G - backhaul” per la Piano Strategico della PAC 2023-2027 - Documento di sintesi 99 realizzazione di circa 11 mila siti di backhaul abilitanti il 5G nelle aree non ancora servite; “Italia 5G - copertura” per assicurare l’erogazione dei servizi di connettività con tecnologia 5G o superiore in 1385 aree individuate dal bando di gara). • piano “Isole Minori”: contributo di 45,6 milioni di euro per la posa di cavi sottomarini in fibra ottica per il collegamento di 21 isole minori di cinque regioni italiane (Lazio, Puglia, Sicilia, Toscana e Sardegna). L’investimento pubblico complessivo per la connettività del Paese ammonta a 5,5 miliardi. È previsto inoltre un investimento di 2,2 miliardi da parte degli operatori privati. La Strategia nazionale per la Banda Ultralarga rappresenta, quindi lo strumento nazionale privilegiato per assicurare la copertura di tutte le aree del Paese, non ancora con un livello adeguato di connessione digitale. In questa direzione saranno utilizzate tutte le risorse eventualmente liberate dai ribassi d’asta delle gare pubbliche o derivanti dalle economie nella realizzazione degli investimenti. Complementarmente ai progetti BUL previsti dalla Strategia nazionale per la Banda Ultralarga ed in particolare a quelli finanziati dal PNRR, l’Accordo di Partenariato 2021-2027 nell’ambito della programmazione dei Fondi per la Coesione prevede di concentrarsi sulle connessioni ad alta capacità nelle aree meno popolate, marginali, rurali, montane ed insulari minori. In tali aree si promuoveranno, infatti, iniziative di completamento della connettività locale con soluzioni tecnologiche mirate e appropriate per tali territori, verrà sostenuta la copertura in fibra degli insediamenti abitativi e produttivi privilegiando l’accesso nelle strutture di comunità e di servizio, e le connessioni di ultimo miglio (last mile connection). Ulteriori eventuali fabbisogni di intervento saranno soddisfatti attraverso le risorse nazionali del Fondo sviluppo e coesione 2021-2027. L’intervento nazionale si completa con il PSP che prevedrà il finanziamento di interventi volti migliorare la rete infrastrutturale digitale nelle aree bianche o al collegamento del cosiddetto “ultimo miglio”. Per quanto riguarda il miglioramento della rete infrastrutturale digitale nelle aree bianche si interverrà nel finanziamento di investimenti finalizzati a: - l’ampliamento della rete in fibra ottica - la realizzazione di siti radio per sviluppare la connettività FWA - la realizzazione della rete interna in fibra ottica delle sedi localizzate nelle aree rurali delle Pubbliche Amministrazioni Centrali e Locali per assicurare idonea qualità dei servizi alla popolazione Questi interventi, tutti a carattere locale, dovranno essere proposti da Comuni o consorzi di Comuni (anche GAL) in aree non raggiunte dal Piano BUL Aree Bianche e saranno finanziati nell’ambito di una specifica azione della scheda SRD007 o della scheda SRG007 (cooperazione per Smart villages). Per quanto riguarda il collegamento dell’“ultimo miglio”, ovvero la porzione finale di rete che dalla terminazione dell’infrastruttura in fibra, che connette l’utente finale attraverso reti fisse e wireless, si interverrà nel finanziamento di investimenti finalizzati a: - la posa della fibra ottica dal punto di accesso in fibra fino al centro aziendale dell’utente finale - l’acquisto e l’installazione di dispositivi radio point-to-point Piano Strategico della PAC 2023-2027 - Documento di sintesi 100 - l’acquisto e installazione di dispositivi radio point-to-multipoint - l’acquisto e l’installazione di dispositivi per la connessione a tecnologie satellitari Questi interventi, tutti a carattere aziendale, potranno essere finanziati nell’ambito delle schede SRD001, SRD003, SRD013, SRD014. Gli analoghi interventi volti a favorire la connessione delle abitazioni (case sparse) di privati cittadini residenti nelle aree rurali, potranno essere finanziati nell’ambito di una specifica azione della scheda SRD007. La digitalizzazione può essere favorita anche da una adeguata campagna informativa rivolta a imprese e cittadini in merito all’esistenza delle infrastrutture digitali disponibili, ai fondi a disposizione delle aziende per finanziare gli investimenti digitali, alle strutture che consentono l’accesso alle competenze digitali e alle strutture di sperimentazione. La necessità di un’adeguata informazione sarà ancora più forte con lo sviluppo della banda Ultralarga nelle aree rurali, grazie agli interventi del PNRR, e alla creazione della rete europea dei DIH prevista nel programma Europa digitale. Per tali motivi potranno essere finanziati, nell’ambito del PSP, eventi informativi dedicati a migliorare il livello di conoscenza sulle infrastrutture digitali e sugli strumenti di finanziamento disponibili (SRH04 – Azioni di informazione). Il grado di conoscenze digitali risulta ancora limitato tra imprese e cittadini, soprattutto tra le piccole imprese e le popolazioni rurali. Ciò limita il livello di competitività delle imprese e le potenzialità di sviluppo nelle aree rurali. Al fine di accrescere il livello di competenze digitali, saranno quindi finanziati nell’ambito del PSP attività formative e di consulenza per l’acquisizione di competenze digitali destinati sia ad agricoltori (SRH03 – Formazione degli imprenditori agricoli, degli addetti delle imprese operanti nei settori agricoltura, zootecnia, silvicoltura, industrie alimentari, e degli altri soggetti privati e pubblici funzionali allo sviluppo delle aree rurali; SRH01 – Erogazione servizi di consulenza) sia ai consulenti (SRH02 Scambi di conoscenze e informazioni per i consulenti e gli attori degli AKIS). Aumento dell’utilizzo dei dati La disponibilità dei dati rappresenta un fattore limitante la digitalizzazione in quanto una scarsa disponibilità impedisce l’assunzione di scelte razionali ed accurate, e frena ulteriori investimenti in tecnologie digitali. Allo scopo di accrescere la quantità di dati a disposizione degli agricoltori sarà favorito l’accesso ai dati pubblici (open data), sviluppata l’interoperabilità di database diversi (interoperabilità), favorita la raccolta di dati agricoli, geospaziali e ambientali. L’accesso ai dati pubblici verrà promosso attraverso la diffusione dei risultati dei progetti realizzati dai Gruppi Operativi del PEI-AGRI (GO) e di quelli relativi a progetti di ricerca nazionale e internazionale in campo agricolo, con particolare riferimento alle innovazioni e alle ricerche nel campo della digitalizzazione. Le banche dati aggiornate saranno disponibili nel portale nazionale Innovarurale. Il sostegno a progetti sull’interoperabilità, potrà essere realizzata nell’ambito dei progetti realizzati dai GO che contribuiscono a risolvere i problemi di interoperabilità, inclusa l’individuazione o l’applicazione di codifiche standard, e integrano banche dati agricole e ambientali diverse (SRG01 – Sostegno ai Gruppi Operativi del PEI AGRI). Grazie alla possibilità di costituire GO interregionali, potranno essere fornite soluzioni applicabili su scala multi-territoriale o nazionale. L’incentivo all’uso di piattaforme interoperabili potrà provenire dagli impegni ad aderire a piattaforme che adottano Piano Strategico della PAC 2023-2027 - Documento di sintesi 101 preferibilmente standard di interoperabilità da parte dei beneficiari dei pagamenti compensativi per l’applicazione di tecniche di agricoltura di precisione (SRA24 – ACA 24 – Pratiche agricoltura di precisione). Il miglioramento della piattaforma nazionale di dati sarà realizzato principalmente in ambito agricolo attraverso la ristrutturazione e l’ammodernamento del Sistema Informativo Agricolo Nazionale (SIAN), una “Piattaforma Nazionale Dati” a cui il cittadino e le imprese potranno accedere e usufruire di un complesso di servizi tra loro interconnessi, anche da remoto, grazie agli investimenti nelle piattaforme di servizio digitale. Diffondere l’uso delle tecnologie digitali Il grado di adozione delle tecnologie digitali risulta ancora molto basso tra le imprese italiane. Questo problema è ancora più evidente nel settore agricolo e nelle aree rurali. I fattori che limitano l’adozione delle tecnologie digitali vanno ricercati soprattutto nella mancanza di informazioni e di strumenti tarati sui fabbisogni e sulle specificità territoriali per assumere decisioni razionali, e nella mancanza di adeguati incentivi rivolti alle imprese medio-piccole. Il PSP promuoverà attraverso vari interventi la diffusione di informazioni sulla disponibilità e l’uso delle tecnologie digitali, la realizzazione o l’adattamento di piattaforme digitali per il supporto decisionale, l’utilizzo di incentivi all’acquisizione di strumenti digitali. Piano Strategico della PAC 2023-2027 - Documento di sintesi 102 Integrazione e complementarità con altri Fondi In una visione comune di sviluppo sostenibile economico, sociale e ambientale del Paese, il Piano Strategico della PAC (PSP) è complementare e integrato con quanto programmato dall’Accordo di partenariato, dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), dal Fondo Complementare al PNRR e dal futuro FSC. In questo senso, la strategia delineata per la PAC rappresenta il quadro di riferimento strategico per gli interventi a favore del settore agroalimentare e le aree rurali previsti nell’ambito delle suddette strategie di intervento e contribuisce, allo stesso tempo, al raggiungimento degli specifici obiettivi. Il coordinamento del processo di programmazione è avvenuto con costanza in tutto il periodo di consultazione istituzionale e partenariale, attraverso la partecipazione reciproca ai tavoli di lavoro per la definizione dei diversi documenti di programmazione, lo scambio di elaborati tecnici, con attività di coordinamento e condivisione di linee strategiche, la partecipazione ai Tavoli di partenariato. Le attività sopra descritte hanno portato alla condivisione dell’approccio di intervento teso a favorire la complementarità e l’integrazione degli interventi per il raggiungimento degli obiettivi proposti. Gli obiettivi di policy definiti nell’Accordo di Partenariato sono coerenti con gli obiettivi specifici della PAC e, in particolare il FEASR, per le materie di competenza e nel rispetto delle proprie regole, opererà in maniera coordinata ed integrata con il FESR, il FSE Plus e il FEAMPA. Per tutti gli obiettivi l’azione congiunta dei Fondi andrà sviluppata in coerenza con le strategie per la “biodiversità” e “Farm to fork”, e la visione a lungo termine per le zone rurali dell'UE coniugando sostenibilità ambientale ed economica e qualità delle produzioni con un miglioramento dei margini di reddito per i produttori agricoli. L’Italia propone un approccio di integrazione tra i Fondi in linea con il percorso sperimentato nella programmazione 2014-2020 incentivando le sinergie tra fondi e la complementarità degli interventi soprattutto nelle fasi di attuazione delle programmazioni, demandate in parte alle autorità regionali. A tal fine, a livello nazionale, verranno istituiti idonei meccanismi di coordinamento volti ad accompagnare, monitorare e valutare l’integrazione e la complementarità dei programmi (Tavoli tecnici, sistema di monitoraggio unitario, ecc.). Le seguenti aree di intervento rappresentano gli ambiti su cui i programmi agiranno in maniera integrata e complementare. Con riferimento, al Rafforzamento della competitività del settore agricolo, agroalimentari e forestali, nell’ambito delle rispettive competenze, i programmi dovranno operare in complementarità in funzione della rimozione degli ostacoli e dei ritardi che ancora caratterizzano il settore agroalimentare e quello forestale. In questo contesto il FSE Plus presterà particolare attenzione al tema del lavoro di qualità, alla lotta al lavoro sommerso e irregolare e allo sfruttamento dei lavoratori nel settore agricolo attraverso azioni di incentivazione per le imprese e i lavoratori, anche con interventi che favoriscono l’inserimento socio-lavorativo e l’inclusione sociale dei cittadini di Paesi terzi. Questo obiettivo trova un supporto anche nella Riforma 1.2: Piano nazionale per la lotta al lavoro sommerso del PNRR attraverso cui si intende consolidare l’azione già intrapresa con il “Piano triennale di contrasto allo sfruttamento lavorativo in agricoltura e al caporalato (2020-2022). Il FSE Plus lavorerà, inoltre, in sinergia con il FEASR per assicurare l’accompagnamento all’accrescimento delle competenze e delle conoscenze sulle sfide che caratterizzano le filiere agroalimentari e forestali, anche alla luce delle opportunità che il settore può offrire nello sviluppo di nuove professionalità (es. green jobs), in particolare per favorire l’occupazione giovanile e femminile. Piano Strategico della PAC 2023-2027 - Documento di sintesi 103 Gli interventi previsti dall’AdP saranno fondamentali per migliorare le condizioni di accessibilità delle aziende agricole, agroalimentari e forestali e dei territori rurali alle infrastrutture e ai servizi essenziali per favorire lo sviluppo di attività imprenditoriali, con particolare riferimento alla produzione di energia da fonti alternative, lo sviluppo dell’economia circolare, lo sviluppo diversificato del territorio rurale. Il Contrasto ai cambiamenti climatici, nonché la difesa e valorizzazione delle risorse naturali ed ambientali sono obiettivi chiave della PAC, dell’AdP e del PNRR per rispondere alle sfide del Green Deal. In questo senso gli interventi del FEASR e del FESR si integreranno: - nelle azioni di contrasto ai cambiamenti climatici, al dissesto idraulico e idrogeologico, nel ripristino e la conservazione della biodiversità, nella gestione forestale sostenibile, nella manutenzione del territorio rurale, nella conservazione del suolo e la diffusione di pratiche che concorrano a una corretta gestione del territorio, alle messa in sicurezza dei territori interni, montani e delle aree a maggior rischio e delle zone umide con azioni di ripristino e recupero delle dinamiche idro-morfologiche, di ingegneria naturalistica, di infrastrutturazione verde, di creazione di nuove aree umide per l’espansione naturale delle piene e per fronteggiare l’avanzare della desertificazione, di manutenzione straordinaria dei reticoli idraulici e di prevenzione degli incendi boschivi; - nelle azioni di ripristino, di conservazione, di valorizzazione e monitoraggio previsti nel Quadro delle azioni prioritarie d'intervento regionali (c.d. PAF), nelle Misure di Conservazione per la Rete Natura 2000, nei Piani dei Parchi e nei Piani d’Azione europei e nazionali per le specie minacciate, in coerenza con la Strategia UE sulla biodiversità per il 2030 e con la Strategia Nazionale per la Biodiversità; - nella tutela delle risorse idriche nello spirito degli obiettivi dell’economia circolare, in particolare per il riutilizzo dell’acqua a scopo irriguo, sarà promossa anche attraverso il FESR per la realizzazione e/o l’adeguamento degli impianti di depurazione per renderli idonei alla produzione di acque destinate al riuso irriguo, anche al fine di promuovere e garantire l’applicabilità del Regolamento UE 2020/741 sul riutilizzo dell’acqua che entrerà in vigore nel 2023. La Promozione dello sviluppo delle aree rurali è stata disegnata condividendo le sfide della comunicazione “A long-term vision for rural areas” e in tal senso individua gli approcci integrati come strumenti privilegiati a servizio delle strategie di rivitalizzazione sociale ed economica dei territori rurali. In quest’ottica è strategica l’integrazione dell’OS8 del PSP con l’obiettivo di policy “Una Europa più vicina ai cittadini”, che interessa l’obiettivo dello sviluppo territoriale, comune ad entrambe le programmazioni. In tale ambito, saranno potenziate le relazioni urbano e rurale, favorendo il riconoscimento dei servizi ecosistemici, l’accessibilità ai servizi e il miglioramento infrastrutturale. Su questo fronte il FESR e il FSE Plus possono contribuire alle strategie di sviluppo locale proprie della PAC (LEADER, SMART VILLAGES) così come alla cooperazione territoriale e ai progetti integrati territoriali. Con riferimento alla digitalizzazione dei territori, gli interventi finanziati dal FEASR e dal FESR nei programmi regionali, potranno accompagnare il più complessivo Piano BUL previsto nel PNRR con interventi specifici volti a garantire soprattutto l’infrastrutturazione aziendale e abitativa (il cd. Ultimo miglio), nonché investimenti di adeguamento aziendale e pubblico e di rafforzamento delle competenze digitali per le popolazioni e gli imprenditori. Piano Strategico della PAC 2023-2027 - Documento di sintesi 104 Fondamentale è anche il coordinamento con Strategia Nazionale Aree Interne (SNAI) che interviene in territori con forti caratteristiche di ruralità sulla base di un approccio integrato di sviluppo locale e con l’obiettivo di rafforzamento dei servizi essenziali, contribuendo quindi ai processi di miglioramento della qualità della vita, di occupazione e reddito nelle aree rurali. Tali aree, soggette a maggiori rischi di spopolamento e in cui l’agricoltura svolge ancora un ruolo di presidio essenziale, sono state individuate con un processo di selezione trasparente e oggettivo che ha visto coinvolti le istituzioni nazionali e regionali con responsabilità nella programmazione dei Fondi FESR, FSE+ e FEASR. In questo quadro, il FEASR concorre al raggiungimento degli obiettivi della SNAI, in quanto coerenti con gli obiettivi del PSP, e comunque nel rispetto delle proprie regole e modalità attuative, valorizzando l’approccio già sperimentato, da perseguire in fase attuativa in accordo con le Autorità di gestione regionale, attraverso approcci e strumenti dedicati e diversificati a seconda dei contesti. Il FEASR potrà contribuire alle Strategie territoriali attraverso diverse modalità: - attraverso l’intervento “Cooperazione per lo sviluppo rurale, locale e smart villages (SRG07)”per incentivare nei territori selezionati l’innovazione e la cooperazione territoriale, intervenendo in via prioritaria sull’agricoltura e sull’agroalimentare, con la finalità da un lato di sostenere un modello di agricoltura e zootecnia di piccola scala, e dall’altro contribuire al rafforzamento delle filiere agroalimentari, forestali e non food secondo la logica di trattenere sul territorio il valore aggiunto prodotto e migliorare la posizione dei produttori primari dentro le singole filiere; - attraverso le misure per i servizi e la qualità della vita, l’inclusione sociale e il turismo rurale da finanziare sui territori in maniera complementare agli altri Fondi; - sviluppando le sinergie tra LEADER e SNAI, sia in fase di costruzione delle strategie territoriali che veda la partecipazione attiva degli attori locali, dei gruppi di azione locale e l’integrazione degli interventi in funzione dei fabbisogni che scaturiscono dal territorio. - accompagnando i processi deliberativi e alla progettazione sui temi agricoli, attraverso la Rete Rurale Nazionale o altri strumenti del sistema della conoscenza. Parallelamente alla definizione del PSP, sono stati definiti gli interventi del PNRR e del Fondo Complementare al PNRR che prevedono diversi interventi a favore del settore agroalimentare. Tali interventi rispondono pienamente alla strategia proposta per la PAC 23-27 e in generale sono stati concepiti in una logica di demarcazione che rimanda al PNRR azioni di sistema volte al mantenimento della competitività del settore agroalimentare italiano messo a dura prova dall’emergenza Covid-19 e, nello stesso tempo tese ad incentivare modelli di sviluppo innovati rispondenti alla strategia del Green Deal. Gli interventi proposti dal PNRR e dal Fondo complementare, riportati nel dettaglio anche nelle sezioni del PSP relative agli obiettivi specifici, riguardano: - Azioni di sistema volte a sostenere la competitività del sistema agroalimentare: interventi a favore della logistica (Sviluppo logistica per i settori agroalimentare, pesca e acquacoltura, silvicoltura, floricoltura e vivaismo - M2C1. Investimento 2.1), - Interventi previsti dalla misura Innovazione e meccanizzazione (M2C1. Investimento 2.3) che mira a sostenere lo sviluppo dell’agricoltura di precisione Piano Strategico della PAC 2023-2027 - Documento di sintesi 105 - Interventi sulla risorsa idrica (Investimenti nella resilienza dell'agrosistema irriguo per una migliore gestione delle risorse idriche- M2C4 Investimento 4.3), infrastrutturazione telematica e rafforzamento della connettività (M1C2 del PNRR) - Azioni per lo sviluppo delle imprese della filiera agroalimentare: Contratti di filiera e di distretto del Fondo complementare al PNRR, che contribuiscono anche al miglioramento della posizione degli agricoltori nella catena del valore (OS3), interventi per le energie da fonti alternative: Parco Agrisolare e Sviluppo del biometano, secondo criteri per promuovere l'economia circolare; - Interventi finalizzati al completamento dell’infrastrutturazione BUL nelle aree rurali attraverso la misura M1C2: DIGITALIZZAZIONE, INNOVAZIONE E COMPETITIVITÀ NEL SISTEMA PRODUTTIVO - Investimento 3: Reti ultraveloci del PNRR. - Interventi per favorire l’attrattività dei Borghi rurali (M2.1 del PNRR) Dotazione complessiva Piano strategico PAC 2023-2027 INTERVENTI PSP DOTAZIONI TOTALE PAGAMENTI DIRETTI 17.607.504.611,21 TOTALE INTERVENTI SETTORIALI 3.364.427.781,00 TOTALE SVILUPPO RURALE (SPESA PUBBLICA) 15.934.836.143,29 TOTALE PAC (PRIMO E SECONDO PILASTRO) 36.906.768.535,50 Rete Rurale Nazionale Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali Via XX Settembre, 20 Roma Pubblicazione realizzata con il contributo FEASR (Fondo europeo per l’agricoltura e lo sviluppo rurale) nell’ambito del Programma Rete Rurale Nazionale 2014-2022 doc pagine interne.pdf 1. Il Piano Strategico della PAC 2023-2027: dichiarazione strategica 2. Gli obiettivi specifici del PSP 3. L’architettura verde e la transizione ecologica del settore agricolo, alimentare e forestale 4. Una distribuzione più equa, più efficace ed efficiente del sostegno al reddito 5. Il ricambio generazionale 6. Lavoro e Condizionalità sociale 7. Il rilancio dei settori produttivi in un’ottica di sostenibilità 8. La gestione forestale sostenibile 9. La gestione del rischio 10. Modernizzazione e AKIS 11. Modernizzazione e digitalizzazione 12. Integrazione e complementarità con altri Fondi 13. Dotazione complessiva Piano strategico PAC 2023-2027