Waste Management Plan of Bolzano Province 2000
Made 2000 · Text as of 2026-10-01
Public law and official guidance, published as research. Not legal, tax or financial advice.
About this law
- Original title
- Piano di Gestione di Rifiuti della Provincia di Bolzano 2000.
- Language
- Italian
- Kind
- policy
- Organisation
- European Union
- Country
- Italy · Bolzano
- Subjects
- Environment, Land and soil, Water, Waste and hazardous substances
- Keywords
- biodiversity, bioenergy, soil pollution/quality, soil conservation/soil improvement, protected area, protection of environment, pollution control, groundwater, surface water, public health, water quality standards, standards, access-to-information, contracts, certification, classification/declassification, climate change, business/industry/corporations, data collection/reporting, ecofriendly products/ecofriendly processes, education, effluent waste water/discharge, environmental standards, freshwater pollution, good practices, hazardous substances, hazardous waste, inspection, packaging/labelling, monitoring, organic waste, policy/planning, precautionary principle, public participation, recycling/reuse, risk assessment/management, soil rehabilitation, solid waste, sustainable development, sustainable use, waste disposal, waste domestic sources, waste management, waste non-domestic sources, waste prevention, zoning
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:::::a:1a UI 1 o a GA H 1c 1 JI 5 0 0 Concetto cl Gesti:>ne dei Rifi.rti Provincl,1 Autonoma. di Botzano Capltolo 5 Rlflutl Organic! PAGINA 5.1 COMPOSTAGGIO PRIVATO E DECENTRAUZZATO 5.1 5.1.1 Mo1ivazionl 5.1 5.1 .1.1 Motivi del Compostaggio 5.1 5.1.1 .2 Compostaggio in Giardino private o nel Ouartiere 5.2 - 5.1.2 Realiuazione di una Piauola di Compostaggio 5.3 5.1 .3 Assistenza da Parte dei Comuni o Consorzi 5.5 5.1.4 Compostagglo In Agricoltura 5.7 5.1.5 Emission! nel Compostaggio private 5.7 5.2 SERVIZIO PUBBLICO DI RACCOLTA DEi RIFIUTI ORGANIC! ED IMPIANTI CENTRALIZZATI DI COMPOSTAGGIO 5.8 5.2.1 Mode di Procedere generale 5.8 5.2.2 Predisposizione del Riliuto organlco 5.10 5.2.3 Sistema di Raccolta 5.17 5.2.3.1 Sistema dJ Raccolta regolare 5.17 5.2.3.2 Servizio dJ Raccolta Allargato 5.19 5.2.4 lmpianti di Compostaggio 5.20 ) 5.2.4.1 Area necessarla ed a Atreuature degU lmpiantl 5.20 5.2.4.2 Geslione 5.23 5.2.5 Oualita' del Compost 5.26 5.2.6 Commercialiuazione del Compost 5.27 5.3 INFORMAZIONE, PUBBUCITA 5.30 5.3.1 Glustlficazione 5.30 5.3.2 lnformazione • Consulenza dJ esperti in Compostaggio 5.32 5.3.2.1 Sostegno per II Compostaggio private 5.33 5.3.2 .. 2 lntroduzione della raccolta del Rifiuli organici 5.34 5.3.2.3 Generale attivita' lnformativa e dJ assistenza 5.35 Pagi'la • II · Concerto di Gestlone oel Rlliuti Provincla Autonoma di Bolz:ano 5.4 IMPIANTI DI COMPOSTAGGIO 5.36 5.4.1 Aifiuti organici • proiezlonl 5.36 5.4.2 lmpianti di compostaggio 5.39 5.5 FASI DI AEAUZZAZJONE 5.41 5.5.1 Fase 1 5.41 5.5.2 Fase 2 5.43 5.5.3 Fase3 5.45 0 0 I A y 1 e c AG, a-t • Miln5~en •Concctto di Gei!ione dei Ali.di Provincla Autonoma di BoJzano Paglna • 5.1 • 5. RIFIUTI ORGANIC! 5. 1 C0mp0staggl0 prlvato e decentraliztato 5.1.1 MOTIVAZIONI 5.1 .1.1 MOTIVI DEL COMPOSTAGGIO !' 20mpost e un yalido miglioratore del 12.'!!!!!9 con motteptici possibiltta di impie• go: • lmpiegato qual'! ammendante '!!1!'!2 ricottur.!, !)!! gi! rdinaggio o net rimo• dellamento paesaggistico, .i!.~•I eleva la !fil!l.li!a del tJlJreno. Nell'orticoltura ruso del com110st coru; ente di evttare rtmplego di eccessive guantita di concimi, asslcurando un prodotto organico e privo di veleni ' • garantlsce un ambiente di vita ottimale per I microorganisml natural!, rende soffice e mlgliora la strunura del terreno e ne attiva la biologia • e un ottimo agente umidificatore • aumenta la reslstenta alrerosJone del terreno • sostltulsce ta torba e quindi contribuisce ad evitare ii depauperamento delle torbiere con II compostaggio inottre: • I resti di giardinaggio e di cucina vengono trasforrnati in compost in modo ra• zionale e con poco dispendio di energia • lo smaltimento del rifiutl viene notevolmente sgravato (discariche ed impianti di incenerimento) • II ciclo di smattimento per I rifiuti organici puo essere completato e chluso entro r ambtto locale o addirittura domestico Ayt•c N;,,, CH• Mun~en Paglna • 5,2 • Concetio di Gestione d.Oi Rlliuli Pmvincla Autonoma di Botzano • ii compostaggio privato e decentraliuato contribuisce ana comprensione dei processi ecologici. In particolare per I bambini rappresenta un' impor tante esperienza di apprendimento pratico 5.1 .1.2 COMPOSTAGGIO IN GIARDINO PRIVATO O NEL QUARTIERE II compostaggio private, sia a livello famigliare che condomlniale a di quartiere, si presenta sicuramente vantaggioso sotto ii profile ecotogico ed economico. La amministrazione provinciale sostiene gia questo tipo di attivita attraverso diverse iniziative di informazione, progetti, e con la distribuzione a costo agevolato del contenitori per ii compostaggio. Con quests attrezzature pratiche, di facile gestione, si possono compostare i rifiuti organici di 1 fine a 5 famigUe, In genera senza particotari problemi di emissioni. Attraverso la diffusione di materiale informativo di facile comprensione e r assi stenza pratica di esperti in compostaggio, si puo agevoiare la regolare allivita di produzlone del compost, per la quale e comunque necessaria un' adeguata conoscenza ed applicazione. Va fatto notare cbe chi veramente ha nnteresse e la vo0lia di fare n comoosJ da s~. to PYO tare da semoce e non ha bisoono di attendere i olanl deUa Pmvincia, 0 Chi posslede un giardlno, da un Jato deve smaltire costantemente notevoli 0 quantita di resti vegetali, dalfaltrn deve apportare con regoiartta le sostanze nutritive necessarie. Per questo scope ii compost e la soluzione piu adatta. Contemporaneamente, assieme ai resti di giardinaggio, possono essere compostati con facilita anche I residui di cucina, arricchendo In tal mode ii valore nutritivo del compost e sgravando efficacemente ii servlzlo di smaltimento dei rifiuti. laddove invece ii compostaggio private non si puo a non sl vuole pra• ticare, deve essere istituito un servlzio di regolare asporto dei residui organici, da avviare ad un lmpianto centrale di compostaggio. Cui, grazie alle temperature piu elevate che si possono raggiungere nei cumuli di fermentazione, e posslblle accettare anche residui altrimenti indesiderabiti, quail erbacce, piante con malat tie fungine, ecc.. Ry1ac N:l.CH • Munst,gan Concetto di Ges.1ione dei Rifiu1i Provincia Autor.::,ma di Bot:.ano Paglna • 5.3 • II compostaggio a li vello di quartiere e particolarmente adatto per case multifami gliari, condominl. Dlsponendo attrezzature di compostagglo central! nell'area di comune proprietil, sl puo minimizzare l'utilizzo di spazio e le immissionl. Ripartendo ii lavoro tra I vari coinquilini si puo coinvolgere un gran numero di persona, motivandole au· uso di case in comune ed alla collaborazione. Con cumuli di maggiori dimensioni si possono ragglungere, dalla primavera air autunno, le necessarie temperature di maturazione, cosicche anche i resti di cucina possono essere lrasformati velocemente e completamente in compost di qualita. 5.1 .2 REAUZZAZIONE 01 UN PIAZZOLA 01 COMPOSTAGGIO FIGURA 1: PIAZZOLA PEA IL COMPOSTAGGIO PRIVATO ........ Le regale per costruire un'attrezzatura di compostaggio sono semplid , ma devono essere osservale attenlamente. lmportante e una scelta ben ponderata dell'attrezzatura di compostaggio, che deve garantire una umidificazione ottimale ed una copertura del compost. II materiale fresco deve essere sistemato saparatamente e coperto. La piazzola di composlagglo deve essere di dimen sioni sufficentemente grandi, facilmente controllabile e pratica. Cosl II possibile mantenerla In ordlne ed evitare al massimo le emissioni. Le operazioni perio• diche quaU II rilacimento del cumulo, ii rivoltamenlo, la vagliatura, lo sminuz zamento di materiale di s1ruttura, eoc: .. devono poler essere svelte con facilita. Rylee AG, CH • Wt!~ Pagi,a - 5.4 - conceno CSI GesUone dei RllhJ1i Pro'dlela Autonoma di OolzallO Come variant! al compostaggio classlco vi sono anche ii compostaggio a tumulo o a maggese. Anche la pacciamatura dlretta con ramaglie triturate puo essere raglone•votmente praticata. qualora non via siano pericoli di malattie infettive in atto. In questa sede rinunceremo a fomire una descrizione dettagliata de! compostaggio a livello casalingo o rlsp. di quartiere. Un' ampia letteratura sull' argomento puo as-sere facilmente reperita nelle librerie o presso gli esperti In compost Le regole-base per dimensionare una piazzola di compostaggio sono le seguentl: • 1 m3 di rifiuto organico (ea. 300-350 Kg) richiede una superficie di 2 m2. A cio si deve agglungere lo spazlo necessario per la lavorazione, per ii contenitore di raccolta e per ii deposito del materiale triturato, per altri 3-7 m 2 • • La riduzione di volume in 8· 12 mes! di maturazione e di ea. II 50%. • Per una tamlgfia di 3 persona sl calcola un quantltativo di residui di cuclna di ea 3-5 Kg (10-t 5 I) /settimana. Un' efficlente piazzola di compostaggio non e quindl solo un semplice deposito di ri fiutl e di erbacce da mettere netrangolo piu remote del giardino. Per la riusclta del compostaggio a livello di quartiere e per una ampia collabora zione tra II vidnato e tondamentale una buona organizzazione. Una torma di orga-nizzazione efficente per ii compostaggio a llvello di quartiere puo configurarsi net mode seguente: • 1 persona, responsabile per rorganlzzazione e ii rispetto delle regole ed al tempo stesso disponibile tutto ii giorno per dlscutere I vari problem! (custode, casalinga). 0 • 10· 15 persona che, a turn! settimanali, si dividono II lavoro di compostagglo (devono essere in numero sufficente in mode da limijare rlmpegno per dascu-no). c necessario che ii numero dei partecipanti sia elevate anche per tar tronte alle detezioni dovute a traslochi o altri motivi. [)j importanza declsiva ( A y t • e AG, CH - MOnsi,gen Concetto di Gcslk>ne dei Rillt1i ProWICia Autoooma di Botzano Paglna • 5.5 • e ii fatto che r organlzzazione sia io grado di mantenersi efficente nel tempo, anno dopo anno e che ii tavoro venga sempre svolto regolarmente, a beneflcio di tutti. • lncontrl periodici Ira i partecipantl, se del caso connessi a visite di esperti in compostaggio. 5.1.3 ASSISTENZA OA PARTE DEi COMUNI O CONSORZI Per quanta precedentemente detto, e chiaro che ii compostagglo privato su larga scala puo essere realizzato e mantenuto solo se la popolazione viene appog• J glata nella soluzione dei suoi problem!. II sostegno riguarda divers! aspettl e deve essere fomito congiuntamente da Comuni e Comunita, ottre che daJ mezzl di informazlone e dal mercato. Ouesti ultimi, In partlcolare devono fomire informazionl, motivazioni e rispettivamente migliorl slsteml di compostaggio. L' asslstenza da pane dei Comuni si puo cosl anicolare: Motivazlone e stimolo attraverso consulenza da pane dl espenl In compe> stagglo e tlunlonl di quartiere . ) asslstenza In fase di repertmen1o delle aree per la reallzzazione degll lmplanti di compostaggio a livello di quanlere lndlcazionl per la definizione delle fonne organlzzatlve assistenza tecnlca ( • assistenia in fase di allestimento delle piazzole di compostaggio • asslstenza per casi particolari • messa a disposlzlone di materiale di struttura, tri1uratori o servizio di triturazione. L' assistenza deve essere fomita tramtte un espeno in compostaggio, con l'aluto della glardineria comunale. Una solida organizzazione dei vari gruppi respon sabil e ii requisito fondamentale per una attlvlta dl compostagglo duratura e senza inconvenient! o reclami. R y I • C AG. CH • U(iisi!"lgM Pagina • 5.6 • Conceno di GesJione dei Alfiutl Provincia Autoroma di Bolzano . L'assistenza alla popolazlone da pane delle Comuntta comprensoriall sl puo anicolare nel seguen1e mode: • attivita di intormazione assleme ai media ad ai Comunl • organizzazione di incontri di lnlormazione e di istruzlone a livello comprensoriale • consulenza da pane di esperti • assunzione di compost in eccesso prodotto da privati, negli impiantl centraliuati SERVIZIO 01 TRITURAZIONE: i privati dispongono in parte di piccoG tri1uratori, cha tuttavla non risultano particolarmente ecologici sotto II profile energetico e della rumorostta: per tale motive non si ritlene opportune cha tau trituratori pnvati Q vengano incoraggiati. Con un servlzlo regolare di asporto, le ramaglle possono essere raccolte anche senza essere preventivamente 1riturate. Che tipo di sostegno puo fornire ii Comune a ques1o riguardo? Dave predisporre un apposite servizio di 1ri1urazione? Come deve essere organiua1o? Che costl deve o puo sostenere r utente? Peri comuni si raccomanda II mode di procedere seguen1e: 1. I privati organizzano un proprio servizio di triturazione (attraverso le glardi• nerie, contadini, nolegglatori di macchine, acc .. ). 2. L'amminis1razione comunale verifies se esis1e la necesstta per ii Comune stesso di dlsporre di un trituratore. 3. Nel memento in cul ii Comune dispone di un trituratore, deve decidere se ad In che misura possa essere messo a disposizione anche del privati. Una possibile collaborazione potrebbe configurarsi cosi: • Organizzazione di giomate in primavera ad aut1.mno nelle quali puo essere svolto un servizio di triturazione in luoghi prestabiliti a livello di quartiere. I privati conferiscono ii materiale da triturare e poi si portano via ii triturato. II Servizio viene svelte In presenza di personale appositamente addestrato (Dipendente comunale, consulente di compostaggio). Ayl•c J,,G.Qt -~.., 0 ) Concetto di GesUone dei RifiU1i Provincia Autonoma di Bolzano Pag;na • 5. 7 • • G~ impianti di compostaggio a ivello di quartiere ricovono in prestito r attrezzatura di triturazione, purch~ sia assicurato cha ii lavoro venga svolto da persona qualificate. 4. Gli impianti di compostaggio necessitano, per ii processo, di materiale di struttura. I mezzi del servlzlo di raccolta non hanno problemi ad accenare e carica-re ramaglie o simiU, specie se queste vengono predisposte In fasdne ben confezionale. CONSIGLIO Of PRINCIPIO PER L'AMMINISTRAZIONE PROVINCIALE: i IL SERVIZIO DI TRITURAZIONE DEVE RIMANERE UNA SCELTA A LIVELLO COMUNALE. LA PROVINCIA NON DEVE INTEAVENIRE CON SOWENZIONI, NE' PER L'ACQUISTO DELLE A TTREZZATURE, NE' PEA CONTAIBUIAE ALLE SPESE DI ESERCIZIO. 5.1 .4 COMPOSTAGGIO IN AGAICOLTURA Nelragricottura ii compostaggio rappresenta una importante variante ed integra• zlone, rispetto alla condmazlone con letame. Ognl genera di letame, colaticcio con paglia, fieno ed erba di cattlva quallta, vlnacce, raml, ceneri di legno, foglie, strame, trudo5 e segatura sono materiali ideali per II compostaggio. In agricoltura sl pratica generalmente ii compostaggio in cumuli. Cuesta tecnica richlede macchlne spedall come: spandlletame, pala da appllcare al trattore, o macchine spedali di rivoltamento. In agricoltura risulta ldonea anche la tecnlca del compostaggio a maggese o la miscela di letame fresco con rifiuti organici. 5.1.5 EMISSION! NEL COMPOSTAGGIO PRIVATO Spedalmente In zone densamente abitate sl sono verificati spesso disagl e protesta a causa di odori darivanti dalle piazzole di compostaggio. In genera si tratta di compost troppo bagnalo, non coperto, cha maroisce provocando odori e paroolatl indesiderati. Predisponendo idoneo materiale di copertura, contenltori R y 1 • c AG, CH • Manslng•n Pagina - 5..8 - Conceno di Geslione dei Riliu'll Ptovincia Autonoma dl Botuno coperti ma aeratl , e con una periodica assistenza, si possono mantenere le emissioni entro livelll mlnimi, anche in condizioni di ambiente particolarmente problematiche. Anche raggiunta periodica di sostanze che aiutano la for• mazione del compost come la farinlnosslle'; pUo servire a mantenere basse le - ,~ c.:=.:..:.....:.:..::.:.::- emissioni di odori. -- ~ Nel compostaggio In cumuli coperti la produzione di percolati e minima e non crea problemi ambientall, date le dimensioni ridotte degli impianti privati di com postaggio a livello domestico o di quartiere. Per tutti i casi in cui le quantita di rifiuti da trattare siano rilevanti, e consigliabile disporre di una piazzola imper• meabilizzata, riciclando I percolati, o scaricandoli nella concimaia o in tognawra. tn generals, e consigliabile stabilire un rapporto di collaborazione con i posti di triwrazione locali e con gli impiantl di compostaggio. C, 5 .2 Servlzlo pubbllco di raccolta del rlllutl organic! ed lmplantl c1ntrall11atl di compostagglo 5.2.1 MODO DI PROCEDERE GENERALE Accanto al compostaggio a livello private, va organlzzata la raa:olta separata di rifiuti organici, mediante servizio pubblico di asporto. I produttori (famiglie, pie coll artlglanl, glartllnerie ecc:..) devono raccogliere I rifiuti senza ahri materiali estranel In propri contenltori (secondo le prescrizlonl dettate dal pubblico ser vlzlo). La separazlone deve essere tale da non rendere necessaria una sue• cesslva operazione di cemha presso rlmpianto dl compostaggio e da permettere di ottenere un prodotto finale senza problem!, facilmente commerciabile. La rac colta dei rifiuti organici di cucina da case priva1e dove avvenire entro contenltori di piccolo dimensioni, degradabili; per gli attri rifiuti organici, entro contenttori aperti, facilmente svuotabili e controllablll. Rlfiutl vlsibilmente contaminati non vengono prelevatl. Per la razlonalizzazione della raccona, devono essere predisposti dei cosidetti punti di raccotta a servizio di piu abitazioni. La lavorazione ed ii compostaggio si svolgono In lmpiantl centrallzzatl sov racomunali. II parco macchine almeno In lase di avvio deve essere moblle, In modo che con una sola attrezzatura mobile, si possano servire piu lmpiantl. A y t • c AG, CH • Mi:inH'lgen 0 . ) ( Conccno di Gestione dei Ri'iJti Provincia At.rtonoma di Balzano Pagil"l3 • 5.9 • Ouesta attrezzatura consists sostanzlalmente in un trituratore, un vague ed una attrezzatura per ii rivoltamento dei cumuli. La geslione delle attrezzature mobill deve essere affidata a personale qualificato. II materials organico raccolto viene innanzitutto messo In cumulo, dove si awia la maturazione. Oopodiche vlene triturato e messo del initivamente In cumuli a sezione trlangolare, utilizzando un mezzo per ii rivoltamento (alrlnlzlo con una pala gommata, attrezzabile con diverse pale intercambiabili). I cumuli vengono poi rivoltatl piu volte. II materiale piu vecchio deve essere messo a maturare al coperto, al riparo dalla pioggia, altrimenti rumidita eccessiva puO compromettere la qualita finale del compost. Oopo 8-12 mesl la maturazione e da ritenersi sufficente ed ii materlale pui> essere vagliato e qulndi predisposto per la vendita. I resti organid di vagliatura vengono nuovamente compostati, se del case ritriturati. La ligura 2 mostra lo schema di lunzlonamento di un impianto di compostaggio. In generals gi lmplantl consistono, in una prima lase almeno, in unarea di com· postaggio di sufficente grandezza, reatizzata secondo I dettaml della tecnica, con tutte le infrastrutture per rallorrtanamento e la raccolta delle acque, II ricovero per II personale, realizzato con un prelabbricato di servizio, acc.. In alcunl casl, come Pontives e Sdaves, dove essere verilicata flpotesi di ristrutturare rattuale lmplanto di compostaggio di rifiU1i urbani, realizzando una linea aggiuntlva di compostaggio per II solo rifiuto organico. A qtJesto riguardo sl puO ritenere che almeno nella prima lase possa essere sufficente una attrezzatura moblle di lavorazione. Pagina - 5.10 - Concetto di Gestlone del Rlluti Provincla Autonoma di 8olzano FIGURA2: SCHEMA FUNZIONALE DI IMPIANTO DI COMPOSTAGGIO ARRIVO DEL MA TERIALE GREZZO Deposlto PREFERMEN• TAZIONE 'II' Shre,ci:jer, ev. TRITURAZIONE cllopper • MISCELAZIONE E La miscelazione avviene durante ta STENDIMENTO triturazione e lo [V Cumulo .. sterdmcnto del ,I, !5 c:umu)Q :;; MA TU RAZIONE IN 'if CUMULO > TRIANGOLARE '6 f ~ u: I• RIVOLTAMENTO ----- (AERAZIONE) • I • 3 X trime•IJali ~ Vaglio .,,..I VAGLIATURA Utilizzo Stoccagglo fino alrutillzzo (vendita) funzioname-~ normale - - - • seex>ndo necesshA 5.2.2 PREDISPOSIZIONE DEL RIFlUTO ORGANICO II rifiuto organico e un materiale che, grazie al processo di maturazione negli im• pianti di compostaggio, sl trastorma In compost. I rifiuti organici si possono dividere in due gruppi principali: R y It e Jill. CH- UDnsi,gen 0 ( Concetto di GosUone c:lei Rifiutl Pmvincia Autonoma di Botzano Paglna • S.11 • .,t, 1. RESTI DI CUCINA:. non ne devono far parte: t 112. RESTI DI GIARDINAGGIO: non ne devono far parte: M/3. RESTI ORGANICLDA AGBJCOL Resti di frutta e verdura; resti di cibo solidi e andati a male; fondi di tee caff~: fiori recisi, ea:. ossa, resti di came, tatticini e prodotti ca seari, salsa e liquidi di tutti I tipi, lmballaggl , giornali Fiort, cespugli , erba, foglie, resti di J)iante, erbaoce, ecc.. legname da costruzlone o da mobllia. pezzl di lmballagglo (legacci di p lastlca, fiU di fer-ro, fogli di plastics) materlale inerte, stracci, ecc. TIJRA E ATTlVITA'PROOUTTIVE Restl di potatura e taglio piante, fieno e: - foglie macerate, residui di produzlone di soochl, eoc. Con I rifiutl di cucina bisogna porn, particolare attenzione a non mescolare succhi, salse o liquidi In genere, che possano creare problemi di odort sgradevoll gla nel sacco, ottre che di pel'l:Olazlone nel trasporto, nello stoccaggio intermedio e nel compostaggio. I sistemi per la predisposizione· dei rifiuti sono I seguentl (vedi figura 3 e 4): 1. RESTI DI CUCINA • Raccotta dei restl di cucina In bidoncinl a tenuta stagna. cha possono essere tenuti facilmente alrlntemo della stessa cuclna I bidonclni (3-1 O I) devono essere acquistatl dai privatl, tra le varie possibilita offerte dal mercato. Rifiuti di aicina particolarmente bagnati devono essere pre ventivamente fatti sgocciolare prtma di rlpor11 nel bidoncino, eventual mente utlllzzando della cana non stampata per assorbire ii liquido • ii bidoncino dove pol essere svuotato, ii giorno stesso in aii viene effet• tuata la raccotta, entro lo special& sacchetto di carta (14 I.). I sacchi A 'It • e AG. CH - Wnai,gen Pagina • 5.12 - COncetto di Gesik:ine dei Aifiuti Provincla Autonoma di Bolzano devono riponare una apposita stampigliatura e possibilmente dovreb· bero essere unificati per tuna la provincia. Una volta riempiti, i sacchi devono essere ben chiusi (con una apposita cordlcella, o, per sacchl di piccole dimensioni, con dells graffette). Devone essere impiegatl possi• bilmente solo sacchetti appositi in cana biodegradabile (fig. 4). Laven• dita deve essere effettuata presso I normali negozl. • I sacchi devono essere lasciati nei punti di raocolta assieme agfi altri rifiutl di giardinaggio, nel giomo stesso della raccolta • In luogo dei sacchl e dei contenitori apeni possono essere ammessi anche bidoni di tlpo chiuso (Biotonnen), in cul i rest! di giardinaggio possono essere lntrodotti sciotti, mentre i rifiuti di cucina devono co- 0 munque essere messi preventivamente nei sacchettl. Lo svuotamento viene effettuato dal meuo di raccolta. I bidonl devono essere rego• larmente lavatl a cura dei proprietari (utenti), I quali devono provvedere anche a mette~I e toglierll dalla strada, onde evitare che vengano riem piti con ogni gen ere di porche-ria, come r esperienza ha dimostrato (fig. 4). Si e visto infatti che ii grado di lmpurita del rifiuti organici raccolti in bidoni chiusi e molto superior& che nel caso di rifiutl scloltl. • Al fine di evitare problemi di imbrattamento, I contenltori chiusi non dev rebb ero venire riempitl con i sacchi per tutta la settimana, In quanta ii contenuto dei sacchi finirebbe per spargersi nel contenltore. Percio la nostra proposta e quella di utiDuare bidoncini, sacchi di cana e solo eventualmente I contenitori. • Le aziende di ristorazione (alberghi, pensioni, mense) ed I commerdanti di fMla e verdura che producono grandi quanma devono dotarsi diap poslti container, da utillzzere solo per rifiutl organici. 2. RESTI DI GIARDINAGGIO • immettere ii materials sciolto in contenltori privati, facilmente svuotabiU, di capacita minima 30 I (vasche, cestlni, contenitori). II proprietario deve . contrassegnare II contenitore con II proprio indiriuo, in modo ben legglblle. R )' h c AG, Of - Uuns'1:jon l) r c. COnoetto di Gestbne del Rltlutl Provincia Au.10noma di Botzano Pagm - s.13 • • Le ramaglie devene essere confezienate In fascine ben legate (max 1,2 x 0,4 m). Nan devana essere utitizzati fi li di ferro e carde di plastica, ma preferibilmente legacci in raffia • I rifiuti devene essere posizienati nel punto di raccolta II giama stessa del prelievo. Dope la svuatamente, I praprietari devona pravvedere a ritirare nella stesse gieme i contentteri. Ai preprietari compete attresl r ebblige di pulizla del contenitere. • I riliuti erganici (resti di cudna e giardinaggie) mescolati con rifiuti urbani di altra tipo devono essere Jasciatl sul pesto e non rltlratl dal servizio pubblico di asporta: impartante, a queste riguardo, e la costante lnfor mazione agli utentl. • A particolare contrallo sul grade di selezlone del rlfiuto devono essere soggette le utenze rappresentate da condomini e azlende praduttive, per le quali e necessario rimpiege del cassonetto. In tali casi e sempre preferibile designare un responsabile per canto del private (custode). R '/ t • c NJ,, CH • U!insirgen Pagina • S. 1-4 • Concetta di G~ionl! del Rlfluli Provinda Autonoma di Botz:ano FIGURA 3: RACCOLTA DEi RIFIUTI ORGANIC! CALLE ABITAZIONI (VARIANTE 1) Casa ReS1idi~a e verdura • Avanzi di cJlo sgocciola1i • Fondi di le e caffe • fiori Resiste, in assooza di liquidi, came ed ollle 1 settimana in luogo protetto dal e precip~azioni chiusura con ciordicetla o graffette ev. con tassa aul aacco Sett anale ••. 114gg. Compostagglo prlvato II plil possibile, ev. con soluzioni di collaborazione con vlclnato Giardino ;::ex:~ ramaglie Surplus, difficilmente compostabile a livello private I resti di cucina devonoe~re messi solamente nel saccti Siseai di racmna: cesti, vasche, conlezionamento delle ramagfie in tascine se111manale r:v. ognt 14 gg. Punti di raccolta sui martiapiedi ogni 80 • 100 m o presso gi attuali punti di colkx:amente dei cassonetti portalifiuti R J t • c AG, CH • MOnslng.n RiflUti orgarici mescolali con alri rifiuti urbanl oon vengooo prelevati Compostagglo pubbllco 0 0 . ) COncetto di GostiOne dOI ~fi.Jti Provincla Autonoma di Solzano Pagina • 5. 15 • ' FIGURA 4: RACCOLTA DEi RIFIUTI ORGANIC! DALLE ABITAZIONI (VARIANTE 2) Casa Resti di rruua e vettlura Avanzi di cibo Sg'JC0t!lati Fordi di" e caffl fiori Resiste, in assenza di liquid, came ed cssa, oltre 1 setlimana In lucgo protettx> dalle precipitaziori ev. con tassa sulsacca Se og 1. Resti di c:ucina in saa:hi clliusi; resti di giatdinaggio scioll! nel alnterilnrt 2. Ritiro del contenilllre dOl'O lo swotamente 3. Publizia ogni qualvo!ta neoessalio 4. I contenitori pe, pi~ abitwoni devono essere messi luori solo PQal prina dell asportn motive: mir,:,re perk:olo di sporclzia, minort emissiorl Ragglonl: Pe<icolo minore id ilsudiciaisi, emissiori di odori diminuil8 clliusura con ciordi~o raffette Compostaggio private ii piu possibile, ev. con soluzioni di collaborazlone con vldnato Giardino Suplus, difficilmente compostabile a livello private r----i!JB' Rifiuti O'llanicl mescclati aln alt1 rifiuti urbani non vergono prelevati Puntl di raccolta Compostagglo pubbllco cgri so -100 m R y t • c Nl. CH • MOnsingen Pagina-5.16 - Concetto di GKtiOne dei Aifiuli Pro\/WlCia Au:ton::>rna di Bo!zano . PREGI E OIFETTI DELLA PROPOSTA a) Prag I • Sistema di raccotta e conferimento dei resti di cucina igienico e pulito con minimizzazione degli odori e della sporcizia • Separazione dei resti di cucina da quelli di giardinaggio. Grazie all'im piego dei sacchi I problemi igienici e di deposlto sono minimi. • PosslbiUta di controllo agevole del grade di purezza del rlfiutl organici e quindl garanzia di buon prodotto finale dal processo di compostaggio. • Sistema di raccolta adattabile in relazione alle varlazioni stagionali della quantita e delia tipologla dei rifiuti. • Grande posslbilita di scetta dei tlpi di contenitori utilizzabili dai prlvatl. II servizio pubbTico non deve preoccuparsi, tranne che per i sacchi per I resti di cucina, dell'approvvigionamento e delia pullzia del contenitori. • Se del case, I plccoli bidoni famigliari per restl di a.ocina, possono essere fornitl gratis dalla pubblica amministrazione, con stamplgTiatura infor mativa. b) Dlfelll • Casto del sacchet!l di carta • Necesslta di disciplina da parte dell'utente, che puo essere ragglunta e mantenuta solo attraverso una intensa attivita di informazione. II successo del servizio di raccolta dei rifiutl organici dlpende dal loro grade di purezza. I dlfetti sono minimi, complessivamente I pregi prevalgono. 0 0 I C COncetto di Gestk>na del RlriJU ProWICia Autonoma di Bolzano Pag;na-s.11. 5.2.3 SISTEMA DI RACCOLTA 5.2.3. 1 SISTEMA DI RACCOLTA REGOLARE La quantita del rlliuti organic:i ral'Jlresenta circa ii 25-35~del pe§g dei rifiuti - urbani glob11lmentQ ,p[Ddatli. Al fine di potenzlare II rendimento di raccolta, ridurre al mlnimo le immisslonl, gli odori ed i rumori, oltre che I costi della raccolta, I punt! di rag;olta devono essere ben individuabiG (figura 5). Peve es-Sere orevisto un ounto di raccotta oanl 80-100 m. Nel case di grancii con centrazioni urbane o di presenza di grossi produtlori di rifiuti organic:i, if punto di raccolta deve essere adattato, caso per caso. La distanza daf punto di raccolta per If slngolo utente e in media di 15-35 m e quindi In un ordlne accettabile per chiunque. Naturalmente, nella scelta del punto di raccolta, bisogna tener conto delle condizioni particolari, del Juogo e delle quantita presumibifmente prodotte dalle diverse utenze. L.addove sia compatibile con la distanza, I rifiuti di cuc:ina dovrebbero essere avviatl direttamente con I mezzi di raccolta, alrimpianto di compostaggio. In caso contrario, deve essere comunque assicurato che ii trasporto del rifiuti dalla stazione di trasbordo all1mplanto di compostaggio, avvenga nello stesso giorno in cui sono statl conferltl dal mezzi di raccolta comunai. Per lo stesso motivo si suggerisce, per grosse quantita di rifiuti e distanze relativamente lunghe, di utilizzare veicoli completamente chlusl (percolali, odori). R y t • e IA CH • MOnaingen Pagina- 5.18 • COncotto di Gestione dei Aifiut.i Provincla Autonoma di Botz.ano FIGURA 5: PUNTI DI RACCOLTA (Varlante 2) ■ ■ ■ Rylee AG, CH•MOnsi'lgen • Predisposlzlone di punli di raccotta a servlzlo di plu' utenze .. 1ii "' f u .. ] a. .!! !! .. ::; Dis nza ma• di co fertmente I Per rmutl organic! di cuclna e di glardlnagglo 0 0 ) Coooetto di Gcsrt,ne del RlfbAJ Pmvlncla Autonoma di Bolza.no Pagina-S.19 • VANTAGGI E SVANTAGGI DEi PUNTI DI RACCOlTA RISPETTO ALLA RACCOLTA CASA PER CASA a) Vantaggl • Riduzione delle emission! di odori e di rumore grazie alle mlnori fermate ed aa:elerazioni del mezzo di raccolta; riduzlone del consume di carburante lino al 30%. • Atta efficenza di raccolta, ottimizzazione dei percorsi, minori tempi di rac• cotta. • Minari punti di raccolta significano minore sporcamento di marciapiedi e mlgliore controflabllita. • Minore concorrenzlablUta con II compostagglo private, a causa della dis tanza leggermente superiore che rutente deve percorrere. • Abitudine della popolazione ad un sis1ema di raccotta razionale (appren• dimento di nuove abitudini). Facile predisposizione del punto di raccolta per altre raccolte ditterenzlale che dovessero essere successivamente organizzate (possibii risparmi in genera). b) Svantaggl • Richiede una elevata pallecipazlone da parte dell'Ulente (max distanza di conferimento 50 m?). • Eventuali resistenze da pane degll abitantl prossimi al punto di raccolta prescelto. 5.2.3.2 SERVIZIO DI RACCOLTA AUARGATO Le aziende di r1storazione ed I commerciantl di frutta e verdura producono In alta staglone quantlta lngenti di rifiuti di cucina e vegetall II cul stoccaggio, nel case di raccolta settlmanale od ogni 2 settimane, puO creare problemi di odori, specie in R y U c AG, Cli • W.slrQon Pagina - 5.20 • COratto di Gestlone dei Rifiuti Proviicia Au1onoma di Bolzano estate. Nei mesi caldi, nel case ~ insediamenti urbani ad atta densita abitativa, a in quartieri con atta presenza di aziende di ristorazione, si puO rendere neces sario introdurre una raccolta supplementare per rifiuti organici. Un apposite servizio di aspono integrative, deve essere rivolto soprattutto alla ristorazlone, al commerclo o alle aziende specifiche che lavorano frutta e verdura. La raccolta puo essere effettuata tramite I comuni a privati direttamente presso le aziende produttrici. Per la raccolta dei rifiuti organici dai parchi e giardini ii consigliabile l'istttuzione di un servizio private con container aperti scarrabili, posizionabili in un luogo centrale nelle piccole localita. in mode che eventualmente possano essere contemporaneamente servite piU utenze. ad es. cimitero, giardineria comunale, Q giardinerie private, ecc .. . 5.2.4 IMPIANTI DI COMPOSTAGGIO La lavorazlone del rifiuto organico deve essere effettuata in speciali impiantl cen• tralluatl di compostaggio, che devono possedere una potenzialitli minima di ea. 1500 Vanna. per essere giustificatl. La dis1ribuzione sul territorio dovrebbe essere tale da comportare dis1anze di conferimento di regola percorribili in tempi non superior! a 1/2 h. In zone piu periferiche, con quantila notevoli di rifiutl organid di origine artigianale e agrlcola, dove tuttavia non ii gius1ificato reafizzare un impianto di compos1aggio si rende opportune realiu.are centri di triturazione supplementare. II materiale triturato con Shredder mobili puo essere caricato direttamen1e su un container e trasportato fino atrimpianto di compos1aggio. 5.2.4.1 AREA NECESSARIA ED ATTREZZATURE DEGLI IMPIANTI (Fig. 7-9) L'area necessaria dipende dalla quantita massima di rifiuto organico da trattare. La tabella 1 mostra r area neeessaria per impianti aperti con cumuli trlangolarl e macchinario mobile di rivottamento. R y t • c AG, CH • Uunslng•n 0 I eonceno ell Ge$1ione dei Rifful.i Provincia Autonoma di Bolzaoo Paglna • s.21 I C8ntri di triturazione possono fungere da centri d accumulo per materials di struttura e resti vegetali da giardinerie e agricoltura I centri di deposito inter medio, di triturazlone, cosi come gli impianti di compostaggio, dovrebbero essere realizzali nelle zone di verde agricolo. Gli impianti di compostaggio devono essere equipaggiali con la seguente attrezzatura-base: • piazzale impermeabilizzato, recintato, con leggera pendenza (4-5%) per garanlire lo scarico delle acque. • Vasca di raccolta per ii ricircolo dei percolali (per lnumidire ii materiale); allacciamento ad un impianto di depurazione per II trattamento dei peroolali in eccesso. TABELLA 1: AREA NECESSARIA PER RIFIUTI ORGANIC I TRITURA TI rn2,'rr3 " .. ,, ' 1 ' ' " " ,, ,, " ... ••• .. •. , ,., ••• •• ,., ., ~· 00 • • " • • ,o 12 u ,, 11 20 n i• 21 a » Ol>anel 1000 ft\l'l nnr> Anla ridlieSlll (m2) per &1oa:agglo, lavorazlone • colfl)Ostagglo di rifOJtl organl::I trturati. II f al:ilisogno di area per lrr!>lanti di COIT!)OS1agglo di 1l)O standard con rumull a sezlone l riOllgOlaro. l a:lnl)reso tra le due linaa. A y 11 c AG, CH - Mi:in$irgGn Pagilla- 5.22 - Conceno di Gestione diei R.ffiu1i Provincia Autonoma di Botzano • Capannone copeno per ii deposlto del compost fintto ed eventualmente per lmpianti piu grandi ed evoluti, anche per i cumuli di maturazlone. • Mezzo di carico con benna a ganasce (piccola pala gommata da 4•6 to). • Trituratore (mobile) • Vaglio rotante (mobile) • Rivottalore (mobile); eventualmente puo essere la stessa pala gommata in una prima lase • Nastro trasponatore (mobi le) • Prefabbricato di servlzio, eventuale pesa FIGURA 6: ATTREZZATURE MOBIU PER LA GESTIONE PROFESSIONALE DI 2· 3 IMPIANTI DI COMPOSTAGGIO. IN UN RAGGIO DI 20 KM, PER UNA CAPACITA COMPLESSIVA DI CA. 10.000 TIA 01 RIFIUTI TRATTATI. () 1 MftnP di dYottamenta: ,. .. gommallllMlo 2 TrttuCIIPCI (Shredder) 3 Yaalla 4 ffil1cP lllJPPrta1Atl A y I • c NJ. Qi • MU"'"-en ·•-.panonn• tl Jf U.Zo • rtvobm«llo: d'll\tuo pall, c.rfe11rtce CIO'I hnft• 1t1•gglonla Su~l\'-NMIIII .. : •pc .... •Nruu,..,. di rl.-dtlSMnto Atlrff:zl tvra •ol:llla pa, .. trbraJont Ml tllllill e,pnkl. lroftd'II llno • 11 aa4'•meero PolaN:lallli to• SO "'3.1' • ........ lriwnlo ~-di YIIQli.tln rotan141,•MII .. ,. afl,U1'04a .... lop"""'tf -..... N ...... Per r••1r&lloN ..a ... .,.... nglla» Mobla...,. fU01a C> J: . ..) , .. concetto tf Gestione dei RifillU Provincia Autonoma di Boltano Pagina • 5.23 • 5 .. 2.4.2 GESTIONE IMPIANTI DI COMPOSTAGGIO In genera le ramaglie conteri1e alrimpianta vengono divise mediante la pala gommata daJ restanti rifiuti organici, che vengona deposttati in cumula a pre• fermentare (piazzale di scarico). Nella stadia successivo avviene la trtturazione di tutto II matertale che viene de pasta in cumuli a sezione triangalare, dove incomincia ii vero e propria processo di fermentazione. Per la regolazione attimale defl'umidtta e per l'avvia della fer• mentazione pua essere aggiunta aoqtJa prelevata dalla vasca di raccolta dei percolati. Negli impiantl completamente copertl racqua dl percolazione pull essere totalmente riciclata, altrimenti vi e inevi1abilmente un surplus che dove essere portato al trattamento in un impianto di depurazlone. Durante la fermentazione ii materiale dove essere rivoltato 2 o 3 volte, con ap posita attrezzatura di riwltamento. In caso di necessita si puo utilizzare anche una semplice pala gammata con speciale benna anteriore (molto piu economica, anche se con prestazionl minori); In una lase successlva, tuttavla, e consigUablle rlmpiego di una vera e propria attreuatura di rivoltamento. Nella stadia finale II compost mature viene vagliato, ottenendone un matertale fine ed omogeneo pronto per essere venduto. Per la vendlta dl piccolo quantlta di compost e conslgliablle che rlnsaccamento sla ettettuato In un lmplanto separato, dove II compost dove essere periodicamente analiuato per deter miname la composizione e la presenza o mono di sostanze tossiche, in modo da garantime la qualita. Per la traslormazione del materiale fresco in compost si calcola che slano necessari a. t 2 mesl. L' attreuatura mobile come ii trituratore, ii vaglio e ta macchlna rivolta-cumuli, puo essere utilizzata per plu lmplantl dl compostaggio o per I centri dl tritu razione. Le attreuature mobili ed II personale di servizio sono trasferibili da un lmpianto di compostagglo o da una stazione dl triturazione all' altra. Le figure 7 e 8 mostrano ta possibile disposizione di lmpianti di compostaggio standard per 2000 e, rispettivamen-te, 4000 t/anno. Per impiantl plu grand! e definltfvl, sltuatl nei pressl di insediamenti abttativi, sl rttengono piu adatti sistemi chiusl, eventualmente automatizzati. R y t t c All, CH • Manslngon Pagina • 5.24 • Concetta di Ge-S11one d .. Riliuti Provincia Autonoma di 8oltano FIGURA 7: IMPIANTO DI COMPOSTAGGIO STANDARD PER RIFIUTI ORGANIC! CAPACIT A 2000 TIA CA. I I porta Recinto I ,n, Se rbatoio de! per \ II =ato con , Ricircolo per irrigaziona o &Jpe~icie ea. 4000 m2. Pendonza min. 4 o/o asfalto-cemento o Tuno recintato con rots di 2 m di altezza a maglia stretta nella pa11e inferlore o Serbatoio per II percolato con pompa di rlcltcolo per rirrigazlone de! currnll o avvio del surplus di percolato ad 1rr1>ianto di depurazlone o cltca 1 O o/o di supe11icle cx,perta per deposito del c0ff1)0SI maturo o prefallbricalD di servizlo, ev. pesa Cumuli di compost Sezlone trasversale (1 l) , L Concctto di Geslbne del Rlfiutl Provincia Aut:onoma di Boluno Pagil'\3 - 5.25 • FIGURA 8: IMPIANTO DI COMPOSTAGGIO STANDARDA PER RIFIUTI ORGANIC! • CAPACITA 4000 TIA CA. I I porta Vagio 1 Sert>atoio del per , , colato con p01T4>a Riciscolo per irrigaziona o Superficie ea. 6500 m2. Pendonza min. 4 % as!alto-<:emento o Tulto recintato con rete di 2 m di altezza a maglia stretta nella pane Inferior• o Sert>atoio per n percclato con l)M1)a di ridrc:olo per fltrlgazlone dstrumuli o avvio del surplus di percclato ad lmplanto di de;,urazione o circa 10 % di superfde C0l)Gf1a per dsposito dst a,mpost maturo o prefallbrlcato di serwio, ev. pesa o rlcovero per I maul di sorvizio Rytec AG,ot - Wns~ Pagina • 5.26 • Concetta di GesliOne dei Rlfluti Provincia Autonoma di Bo!z.ano CENTRI DI STOCCAGGIO INTERMEDIO E DI TRITURAZIONE (FIG. 9 E 10) I deposit! lntermedi sono destinati principalmente a ricevere rifiu1i di provenienza produttiva che vengono ammassati e prefermentati. Le ramaglie ed ii legn;ime devono essere messi in cumulo separato. II centro deve essere dotato di una pala gommata (privata?) per tenere periodicamente in ordine e per effettuare le operazioni di carico. Le ramagTie vengono solitamente triturate direttamente sul pesto medlante un trituratore mobile. II trituratore mobile ed eventualmente anche la pala gommata passano a tumo nei vari impiantl. Come meui di traspono sl possono utiGzzare, a seconda della distanza e del sistema presceho, un servizio a rimorchio (variant& 1) ovvero un traspono con muhi-lilt (variant& 2) entrambi riponati In figura 9. II rivoha•cumuli ed 0 ii vaglio devono traslerirsl solo tra gli impiantl di compostaggio, mentre ii tritu• ratore deve spostarsi anche nel centri di triturazione. Un centre di triturazione del tipo da noi proposto puo essere anche gestito dalle giardlnerie o da aziende agricole locali, in collaborazione con le comunlta comprensoriali. Ladclove, per motlvl di mlnimizzazione deg§ odori (In vlcinanza di abltazioni), sl rende necessario rivoltare piu lrequentemente ii material&, e opponuno dotare 09ni centre di un proprio mezzo rivoltatore. 5.2.5 OUAUTA' DEL COMPOST II compost attualmente prodotto neg& Implant! di compostaggio della provincla corrisponde solo in parte ai requislti fissati dalla normative ltallana, per quanta riguarda ii contenuto In metalli pesantl. Pero I valori limlte itaGanl sono notevol mente superiori a quelli svizzeri e tedeschl. Va pol detto che gli impianti svlzzeri e tedeschi producono compost con contenu1o In metam pesanti decisamente inferiors ai vigentl limiti di legge. (Allegato 1) Negli Implant! di compostaggio che qui preponiamo di realizzare, ci attendiarno di ottenere un compost di quanta simile. GIi espertl agrenomi suggeriscono co munque di non superare la quantita di applicazione di 15 t di compost (come sostanza secca) per ettare, ogni Ire anni. Ryt•c MJ,,CH-~en 0 c. Concetto di Ge$1ione dei Riluti Provincia Au1onoma di Botzano Pagina • 5.27 I resti vegetall rac:coltl presso le strade di grande traffico, a causa dell'alto contenuto di piombo, devono essere compostatl separatamente e, a seconda della concentrailone, riutilizzati sul posto. 5.2.6 COMMERCIALIZZAZIONE DEL COMPOST Lo smercio del compost di buona quallta non costltuisce particolari problemi. Nella lase di avvio i comuni e la Provincia devono dare tutto II loro appogglo per I' organizzazione della vendita del compost. ) Per impiantl plccolo-medi di compostaggio consigliamo: vendlta del compost sciolto per m3 caricato azlonl a livello locale, con vendita di compost nelle piazza dei paesi, 1-2 volte alf'anno, eventualmente con l'appoggio organizzalivo dei comuni sistema di insaccamento molto semptice per la vendita di pic:cole quantlta di compost Per impianti piu grandl, di tlpo chiuso, si ritengono opportune ulterlorl mlsure per la commercializzazlone: produzione di diverse quaDta di compost, valiando struttura, granulometrla, e possibilmente con bassl contenutl di metalli pesanti • controllo analltico della composizione del compost • rlcerca di mercato per una piu ampia diffusione del compost sul mercato, In apposite confezioni allestimento delle necessarie infrastrutture per II controllo, lnsaccamento, deposlto e vendlta del prodotto. Ry1•c Nl.CH - Milnsirven Pagina • 5.28 • Conceuo di Ge'110ne dol Rlflutl Provincia Autonoma di Bolzano FIGURA 9: TRASPORTO DELLE ATTREZZATURE MOBIU DI COMPOST~GGIO Trasporto Yotlaote 1 : Piccolo meuo da tralno (Unlmog o slmllare) Pala gommata Trlturatore Vagllo VArlanle 2: Scar1co su semirma'dlio o con slsloma sca,rabile ed es. Multi llft o slmltaro (conllll11)0raneo traspor1D di composl o a1tro materlale, ev. rlfu1i organic! o urban!) Pala gommata ed al1te aurezzawre (rivolla-annull) vengono transportale con un soconda vlagglo. Nol c:entri di trtturazlone serve solo ii triturat018 e la pala Cenltore Scairabile da 50 m3 0 0 r eoncctto di Gestbne del Rifiuti Provincia Autonoma di Bolzano Paglna - 5.29 FIGURA 10: SCHEMA 01 FUNZIONAMENTO: CENTRO 01 TAITURA ZIONE/OEPOSITO INTERMEDIO Raccolta rtnutl arganlcl pass e nello siesso ioroo Rest! di cuclna (provalenU) Scar1ca In au1omezzl chlusl Canlerlmenta ell pane de! prlvaU • Glardinerie, aziende, agrtcallura Restt 01 Ramaglle glardlnaggla (prevalentl) Oepaslta lntermedlo Oeposlla lntermedlo PrelermentaM zlone Pralormenta-~ zlana Tr11Urazlane ..I Trllurazll d:;;i Trasporta ad lmplanta di Trasporto ad lmptanto di compostagglo campostagglo ' I ' ' Compostagglo I Venema, vandlta Rlpresa I R y I• c Nl. CH - Munwc;len Paglna • 5.30 • Concetto di Geslione dei Rlflu11 Provincla Autonoma di Bolzano 5 .3 lnformazlone, pubbllclla 5.3.1 GIUSTIFICAZIONE II compostaggio privato, cosl come ii servizio di raccolta dei rifiuti organici, pos sono funzlonare parallelamente e su larga scala In modo ottimale, solo se la popolazione viene validamente sostenuta ed istruita Per tale motlvo la raccolta del rifiuto organlco deve essere pianificata e seguita in modo costante nei Co• muni e nelle Comunlta comprensoriaU. A tale scopo devono essere creati degll speclali consulenti, espertl In compost (impiegatl a tempo parziale, casalin• ghe/persone particolarmente lmpegnate, ecc.) Non deve pero aocadere che ii compostaggio private ed ii slstema pubblico di raccolta del riliuti organici entrino In concorrenza tra lore, ma anzl essi devono integrarsl vicendevolmente. I puntl fortl del compostaggio private o a ivello di quartiere sono sostanzialmente I seguen!I: • lo smattimento In via privata di una grande quantlta di resti di cucina e di giar dinaggio, in quartleri con sufficente presenza di glardlnl e di case unifami gliari. • Smaltimento di tutti i rifiuti organlci nelle zone con abitazioni sparse ed Isolate. La popolazlone deve poter acquisire famigliarita con la necessita e la tecnica del compostaggio private. Attraverso una costante inforrnazione e motlvazlone su dlversi piani, si discutono i problem!, sl scamblano esperienze, si portano mig lioramentl, si lntensifica la collaborazione nel quartiere e sl mantiene vivo ii piacere di produrre II compost da se. L"lnformazione, affiancata da corsi forrnatlvl, lezioni dimostrative, cantri d lnfor mazione, e materiale scrltto, sono tutti elementl che possono aiutare la gente a fare II proprio compost da se In mode ottlmale, facile e senza sgradevoll lncon venienti. 0 ( ) Conceno di Ges1ionG de4 Rifiu1i Pfovlncla Autoroma di Bolzano Pagina • S.31 • Maggiore e ii suc:cesso ottenuto da ogni singolo nel produrre e nelrutilizzare ii proprio compost, piu sl allargheril ii numero di coloro che pratlcheranno II com postaggio. In tal mode ii compostaggio avril un sue luogo flsso In ogni giardino e in ogni condominio. L' informazione e la motivazione alla partecipazione sono attrettanto lmportantl, per un successo permanente nel compostaggio private, quanta le conoscenze tecniche. Bisogno pero assolutamente evltare che persona che per mancanza di tempo, per carenza di lmpegno o di interesse non possono praticare ii compo stagglo private, vengano costrette a farlo. La raccotta pubblica dei rifiuti organici con trasporto ad impiantl centralluati di compostaggio e giustlficata in tutti i seguentl casl: • In tutti I quartieri, come razlonale servizio pubbUco per la raccotta di tutti i rlflutl organici che non possono essere compostati in via prlvata. In parti• colare possono essere raccottl: bucce di trutta, surplus di rlfiutl di cucina, materiaU sospetti di essere affettl da funghi, ert,acce, raml, ecc. • Coloro che non dispongono di un glardlno o ne posseggono uno troppo piccolo, o che vlvono In cittil, hanno poche posslbllllil di praticare ii com postaggio private, anche se desiderano dare un contribute alla trasformazione in compost del resldul organici. . ) • Motte persona per vari motivi non possono o non vogUono praticare II com postagglo da se. Per questi e lmportante che vl sla II servlzio di raccolta pubblico. • Per garantlre la continuita del compostaggio anche durante le lnterruzionl invernali. • Per un compostaggio ed un servizio di triturazione razlonale per tutti I resti pro-dotti dai Comunl: clmltert, pardll e giardini, zone verdi attomo ad ediflcl pubblici, scarpate stradai , taglio siepi, potatura di albert, ecc. • Come possibiitil di compostaggio per le attivltil di giardinerla e agricole, per assicurare la produzione In tutto II corso dell' anno, di un compost di buona quaUta e adatto alla commerclalluazlone. Ry1tC AG.CH•~irgan Pagina • 5.32 - COncetto di GeMlone del Rifiuti Provinela Autonoma di Bolzano • Raccolta, deposito e servizio di triturazione per cespugli con posslbillta di riprendere ii materlale triturato. . Per rldurre la concorrenzialita tra i due slstemi, pubblico e privato, ii servizio di raccoha pubblico deve diventare, sul lungo terrnine, un servizio tassabile (tarifta per I sacchi o per le fascine) secondo ii principio di far pagare in proporzlene al rifiutl prodelti, in mode da potersl autosostentare, almeno parzialmente. Le esperlenze all' estero hanno mostrate che le quanttta di rifiuti organici trattate separatamente sono rilevanti solo quando, accanto al compestaggie privato, vie ne istttulto anche ii servlzlo pubblico di raccolta, con compostagglo centratizzato. Senza quesfultimo, non ll pensabile di raggiungere gli obiettlvl prefissati. Per poler asslcurare un servlzlo efficente, senza lnconvenienti e sporclzia, la rac cotta pubbUca dei rifiuti organici deve essere avviata In modo mirato, con una idonea logiS1ica mezzi adatti e la necessaria metivaziene ad un corrette compor tarnente. e·inettre impenante convincers la pepelaziene della opponunita e della utilita di mantenere entrambi I slstemi, ma al tempo stesso essere In grado di svelgere sul lunge periodo la separaziene ed ii trattamente dei rifiuti erganlci. 5.3.2 INFORMAZIONE • CONSULENZA 01 ESPERTI IN COMPOSTAGGIO L' attivtta di lnfermaziene deve essere lmprontata al problemi ettuali ed ai vari livelli del recupero dei rifiuti erganid e seprattutto neOa lase lnlzlale deve avere carattere prettamente educalivo. L"inferrnazlene devrebbe essere oppenunamente anicolata in divers! setterl e predsamente: • • • • • Censulenza di espenl In compostaggio Avvisl sui giemali Stampa locale Radio locale Relazieni da pane di speda&stl In riunieni pubbliche, manifeS1azioni speciai, corsi. 0 0 C: Concetta di Gcstlone del Ali.di Provincia Autonoma d Boll.a.no Pagil'l3 • 5.33 • Gli espertl In compostaggio hanno un ruoio importante nell'amblto delfattivita di infonnazione. Per ogni 8000, e successivamente per ognl 4000 abttanti si dov rebbe prevedere un posto, a tempo parzlale, per un esperto In rffiuti, che dovreb• be rappresentare rinterfocutore a livelio locale, per ogni tipo di infonnazione, o di problema pratico. L' esperto dispone dei necessari contatti con la popolazione ed ha ii complto di svolgere le seguenti funzioni: Lezioni nelie scuole • Organizzazione di riunioni infonnative a tivello locale lstruzione pratica nelle tecniche della raccolta e del trattamenlo separate dei rffiutl lstruzione al compostaggio dei rifiuti organici (teoria e prassi) Dlsponlbilita per fornire informazioni (telefono verde) Per ii ruoio di consulente in materia di rifiuti devono essere assunte persona particolannente lmpegnate (preferibilmente uomini o clonne casalinghe) cha abblano voglla di farsl una fonnazione completa e di impegnarsl per lnsegnare ad altrf la teoria e la pratica dello smaitimento del rifiutl nel proprio Comune. I compitl si devono artlcolare In reiazione al gmdo di svlluppo che sl lntende ragglungere nel sistema di smaltlmento del rifiutl comunale. Nelle stadia di base (stadia 0) devono essere lnsegnatl I requisitl e gli obiettivi del nuovo sistema di gestione dei rifiutl, cha devono essere chiaramente definiti e spiegati, in relazione alie (JJantita di rifiutl raa:olte ed allo state attuale del ser vlzl comunau. Ma11glore saril rlmpegno in questa fase, migliori e piu durevoU saranno I risultati den"iniziativa. Per tutta la provincia di Balzano qulndl sl ren derebbe necessario lstrulre ed lmpegnare circa 100 esperti In tifiuti (uomini o donne) che In segulto possono svolgere la lore funzlone di lnfonnazione e con• sulenza non solo per quanta rfguarda I rifiuti organici, ma tutte le altre raccolte dlfferenzlate, In generals. 5.3.2.1 SOSTEGNO PERIL COMPOSTAGGIO PRIVATO Esso si puo articolare per fasl nel modo seguente: Fass 1: • Metters in riiievo II valore ed I vantaggl del compostaggio prfvato • Diffusions di manuali di lstruzione per ii compostaggio e di letteratura sull' argomento R y 1 • c All. CH • Mllnslngon Pagina • 5.34 • Concetto di GesUone dei AHMi Provtt:la Autonoma di Botz.ano • Organizzare corsl sul compostaggio • Assistenza nella ricerca della localizzazione dei centri di compo staggio a livello di quartlere • lncentivazlone alla costttuzlone di gruppl di compostaggio • lnformazione su quello che puo essere compostato privatamente e quello che deve essere affidato al servizia pubblico di asporto (erbacce, rami) • lnforrnazlone sulle possibilita di asslstenza al compostaggio domestico e di quartlere da parte del Comune e della comunita comprensoriale. Fase 2: • Posli lissi di lnforrnazione - telelona verde per inforrnazionl sul compost e sui rifiutl In genere. • Organizzaziane di centrt fissi di assistenza pratica (per mancanza di material& di struttura, per necesstta di aiuto in giardino, ecx:.) • Scambia di esperienze e di inlonnazloni nella problematica del compoS1aggio. • Eventuali visite e contattl con le giardinerie. 5.3.2.2 INTRODUZIONE DELLA RACCOLTA DEi RIRUTI ORGANIC! Agli ocx:hl di un compostatare private partlcolarrnente lmpegnato, la raocolta del rifiuto organlco svolta con un servizia pubblico pull apparire sbagliata o poco importante. In realtA, se sl vuole ragglungere robiettivo di una raocotta completa clel riliuto organico con valori di 70-110 Kg per abitante an·anno, bisogna necessaria• mente ricorrere anche al servizlo pubblico di raocotta. I compiti dei consulenti in compostaggio sono, a questo riguardo, I seguenti: 1. Fase: • Spiegazlone del sistema • Obiettivo: premettere la qualita alla quantita net servlzio di raa:olta. In modo da evitare di dover successivamente lntervenire sul materiale raccotto per separarlo dalle impurita II graclo di impurita clave essere Inferiors a 1 %. • lnforrnazlone ed lstruzione circa: 0 0 [ . ) Conc:etto di GesUone de.I Rifi.rti Provincia Autonoma di Botz.ano Paglna • 5.35 • cosa raccogUe ii servizio pubblico, avvertenze contro le eventuali contaminazioni modalita di confezionamento e conferimento dei resti di cucina conferimento dei resti di giardinaggio tipl di contenttori accettati • Collaborazione nella individuazione dei punti di raocolta • Prelievo dei campioni al fine di verificare II grado di purezza del materiale raccolto nella fase iniziale, avvertenze contro le infrazioni, con r impiego di adesivi informativi. • Controllo dell' ordine nella consegna e nel ritiro dei contenitori privati per i restl di giardinaggio nei punti di raccolta. 2. Fase: • Oesignazione di una persona lncaricata di accogUere i reciami circa ii servizio di raccolta • lncentlvazione della popolazione all'utilizzo del servlz.lo di. raccolta • Organizzazione di centri fissl di informazione per dilfusione di notizie e materiale sul compostaggio (tecniche, attrezzature nuove, tlpl di t1fiutl compostabili servizi offerti da terzi, manifestazioni). 5.3.2.3 GENERALE ATTIVITA'INFOAMATJVA E DI ASSISTENZA Con un diffuse sistema dl raccoita differenz.iala dei rifiuti organici, rattivita di infor-mazione dovrebbe articolarsl nel seguenU settori: • State del compostaggio privato a livello domestlco e di quartlere, periodiche informazioni wi risultati delle raccolte • Esempl rappresentativi di smaltimento effettuati a regola d·arte, risuitati soddlsfacenU e difficolta • Grado dl purezza del residue organico raccolto, problemi e soluzioni dl smalti• mento • Periodica distribuz.ione graluita alla popolazione di compost prodotto negli im• plantl centralizzatl R y t • c AG. CH • a.llnsingen Paglna - 5.36 - COncetto cl Gesli:lne dei Rltlutl Provincia Autonoma di Bolzano • Vendita ed utllizzo del compost, risultatl ottenuti in agricoltura, nuove possi bilita di lmpiego. L'informazione scrltta da parte dei Comunl puo essere fomita tramtte resperto in rifiuti, assieme al personale di utticio comunale ed in collaborazione con la comunita comprensoriaij. 5 . 4 lmplantl di compostagglo 5.4.1 RIFIUTI ORGANIC! - PROIEZIONI Le proiezioni sulle quantita dei rifiutl sl basano sulle prevision! di sviluppo riportate nel cap. 3. Attualmente in provlncla di Balzano solo una plccola parte dei rifiuti orga-nici vlene recuperala, principalmente tramtte ii compostagglo private, avviato a seguito della campagna provinciale del 1990/1991. GRAFICO 1; PREVISION! DI SVILUPPO CELLO SMALTIMENTO DEi RIFIUTf OR GANIC! IN PROVINCIA DI BOLZANO 100.0% 80.0%-1---~ eo.0%+---l'i' 1990 R y lo C AG, CJi • ManairoM ,... .. gianfN;glo . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 1995 01gnco-nol 2000 2005 0 r · ) • .. Concetto di Gestione dot Rnlutl P,ovn::ia Autonoma di Bolzano GRAFICO 2: VARIAZIONI DEL RECUPERO DEL RIFIUTO ORGANICO PREVISION!: BOLZANO E ALTAI COMPRENSORI Co"1)0laggio privatc,.citt! o- Coff1)ostaggio privalo extrawbano ,... Raa:ola rfiuto orgaz,ico-citt! ~ Raa:ola rfiuto o,ganico-extraubano ~:!'.,.eq. + Ulterlorl reS1i di giardinaggio-clttl ID - -<>- Ulterlorl reSll di giardmggb Paglna • 5.37 • extraurt>ani I : =~=-·········- .......... ·.·.~·=······· ·= ·········-·---·~··= .·.-.~·=-·.-.-.-.-.~=·~·.·~-~---·· 8) SI 30 21 10 1990 1995 2000 Nel graflCO 1 vengono rappresentate le future vie di smattimento della lrazione organica del rlfiutl. Gi slorzl nel settore del compostaggio prlvaio e della raccolta separata dei rifiuti organic:i dovrebbero componare, fine all'anno 2005, una rlduzlone della l razione organica nei rifiutl domestic! ed ailendall del 35¾ : 41¾. A lungo termlne, dunque, si potra contare su un recupero del 76¾ del rlfiutl organic!. Per ii compostaggio private, c:iO rappresenta un oblettlvo motto alto, raggiungibile solo con una intensa azione di appoggio alle iniziative proposte. GU esempl del• la Svi~era e della Germania, dove ii compostaggio privalo viene praticato gla da diverse tempo, mostrano che anche In provincla di Balzano nella siluazione attuale si potrebbero ( e dovrebbero) trattare in !al modo ea. 55 Kg/ab.eq. x anno • (con valort nelle ione extraurbane fino a 58 Kg/ab.eq. x anno e nelle zone urba· ne lino a 36 Kg/ab.eq. x anno) (grafico 2, allegali 2·4) . R y t • c NJ. CH • MOnslngon Po.gina • 5.38 • Concetta di GestiOne dei Ali.di Provincia Autonoma di Bolzano . Per un'efficace e dittusa riduzione della frazione di rifiuti organici nell'attuale rifiuto urbane, e indispensablle II ricorso al servizio di raocolta. le quantita dipenderanno in mode determinante dal sistema di raccotta e di tariffazione presceltl. Noi prevediamo che con una motlvata partecipazione della popolazione e con la completa introduzione della raccotta separata del rifiuto organlro (2005) sl possa raggiungere una quanttta specifica di 70-90 Kg/ab.eq.x anno. Va qui tenuto conto che con un servizio di raccolta efficente, le quantlta di resti di giardinaggio da raccogliere saranno sempre maggiori (grafico 2). Naturalmente se gr. sforzl rivolti al compostaggio private dovessero fal~re, le quantita di rifiuti organic! conferibili al servizio di raccolta sarebbero superiori. In relazione alle diverse condizionl presenti nella citta di Balzano e nei comprensori, sl avranno diversi sviluppl del compostaggio privato e della raccolta differenziata del rifiuto organico. II grafico 3 evidenzia r evoluzione dello smaltimento del rifiuto organico a Balzano e nel comprensori. GAAFICO 3: AACCOLTA AIFIUTI ORGANIC!: QUANTITA' PER COMPAENSORIO 45000 11111 P\Jstetia S!ado finale o,n appa1!1 dei liiuti da alliviti produ!1!',e 40CllO m lsara>~i 35000 ~ Gllldena • llolzaro-Slt!O Sclliar 3IXXX) □ Ollrllige•Bassa Alesirla ... 250:X) li1 Burgrr,iam degli irrl)ianll d • venosu c:o~gi• :m:o 1500J ,cxxn 500J 1990 1995 2000 2005 Nella fase di lntroduzione del servizio di raccolla del rifiuti organici non e con sigr.abile che questo crel costl aggiuntivi per ii cittadino: esso dovrebbe essere pagato con la normale tassa di asporto del rifiuti. In tal modo si potra avere In 0 0 poco tempo uno sgravio nel servlzio di smattimento dei rifiuti. t .J • .... Coneotto di Gestione dai Rifiuti Provlncla Aut:onoma di Bolzaro Pa~ina • 5.39 • Le quantlta annue dJ rifiutl organici trattate separatamente sono stimate, al 2005, in 26.000 tonn. (49 Kg/Ab.eq.) per ii compostaggio privato e rispettivamente ~ 41.000 tonn (77 Kg/Ab.eq.) con la raa:olta separata (Grafico 3). CIO comporta tif una previsione di ridu:tlone della quantita di rifiuto restante (al 2000) di 52.000 Van no (99 Kg/ Ab.eq.x anno) e rispettivamente (al 2005) di 58.800 Van no (11 O Kg/Ab.eq. x anno). Tenendo conto del resti di giardinaggio ulteriori, si stima che al 2005 potranno essere recuperate e compostate complessivamente 64.100 t, ovvero 120 Kg/Ab.eq. x anno. 5.4.2 IMPIANTI DI COMPOSTAGGIO Le quantita di rifiuti che si prevede dJ raccogliere nei vari territori della provincia sono rappresentate nel grafico 4 e nella tabella 2. Nella fase lni:tlale i 5 lmpianti di compostaggio previsti devono essere dlmen sionati per una capaclta totale di 26.000 Vanno, che dovrebbe essere sufflcente fino al 1995/97. Poi, in rela:tlone alle quantita conferite da giardinerie e agri• coltura, la capadta complessiva degli lmpianti dovra ragglungere, al 2005, le 43.000 Vanno. La distribuzione quantltativa nel divers! territori e nei relativi impianti, e rappre sentata nel successive grafico 4. GRAFICO 8: RACCOLTA RIFIUTI ORGANIC!: OISTRIBUZIONE NEI TERRITORI CELLA PROVINCIA ■ Van:iaa El eurg,..,,.,. tll Ottrodl;.aassa Al<slna ■ Botuno-salo Sdli,r El Oardena l1il Isa/co W\wlal ll!I Pust•l'I• Rylee NJ.CH• MOnsingon :0 ~ -• n l'i £ ' J. ! auanut~ di rJflutl organlcl oer compensorlo Proletlone: Sv11uppo quanUtattvo dttla raccoJta dtttranzlata dtl f111uto organlco, capaclti degU lmplantl di compostaglo auanm• rnlste di rtlMI oraanlel Vanosla Bu111uatlv0 Olltadlga Bolz.ano, Sano Gardena lsarco Pusterla Anno Coff1)11• Basu Attsl:na SeDlar •=ne· \'/lootal scrt llolzano 1989 100.0% 0.0% 0.0% 0 0 0 0 0 0 0 1991 104.0% 2.2'4 6.8% 88 280 182 1'167 57 14' 216 1995 110.9% 27.0% 39..1% 1'148 3'667 2'377 T160 744 1'879 2'828 2000 117.7% 40.0% M.0% 1'806 ri767 3739 10-416 1'171 2'954 4'448 2005 124.9% 45.0% 59..1% 2'156 8'888 4'464 12'162 1'398 3'528 5'311 Preposta di dlmen~lonamento deall lmnlantl di comnos1a001n ~ Sladlo-BUI ""'""' 1•500 5'000 4•000 8'500 1'000 3'000 4'000 51ldlo Rnala mu 11>11 3'000 8'000 6'000 13'000 1'500 4'500 6'000 YAU; Slldlo-8111 ""'"'' 1'500 5'000 4'000 8'500 1'000 6'000 0 Stadia Rnala mu 11>11 3'000 8'000 6'000 13'000 1'500 10'000 0 p, ,.,.1 di lfu.11 croanld - te-• 6.4% 20.4°/o 13-.2% 29.7o/. 4, t o/. 10.5% 15.7% Rr1"'"" ,., 0 0 i ' "' ~ :E Provlnela 0 2'133 19'804 30'300 35'906 i,' ~ ~ 0 g, G) " " ,,. , " 2T000 42'000 .. l!. ,, ~ ~ 26'000 41'500 100.0o/o .,, a ~: ,. ... ~ > CD il m 3 ... • t; g, "' g> iii il .. Conceno df Gestlone dei Rifiuti Provincla Autoooma di Botzano Pagina • 5.41 • 5.5 Fasl di reallzzazlone Gli interventi conslgllaU nel precedenti capitoli devono essere realizzati neces sariamente in lasl successive, onde permettere da un lato la costruzione degU impianti necessari, dalraltro rawio graduale e ben organizzato del servlzl di raccolta. Con una introduzione graduale si puo garantire ii necessario periodo di tempo per permettere alla popolazione di assuelarsl e di apprendere I nuovi sistemi e consentlre di apportare eventual! modifiche successive. lnfine anche gli investimenti necessari possono essere distribuitl su un arco di tempo di alcuni anni, evitando eccessivi carichi nel b ilancio provincials. I primi interventi tuttavia possono essere gia awiati dalla Provincia non appena approvato II piano di gestione dei rifiuti organici. 5.5.1 FASE 1 (FIGURA 11) • lndividuazione dei consorzi di gestione del nuovl Implant! da realizzare. • Oefinizione degU organismi di gestione degli impianti, sulla base di apposltl capltolatl. • Ricerca e definizione dei luoghi dove realizzare gll lmplantl di compostaggio ed i centri di trilurazione, tenendo conto delle proposte formulate dalle comuntta comprensoriaU e dai comuni. • Costruzlone degli lmpia ntl di compostagglo centrallzzatl In Venosta, Burgraviato, Bassa Alesina, Salto-SciUar e Pusteria. • RlstrutturazJone degll attuali Implant! di compostagglo di Sciaves e Pontlves, per ii trattamento dei rifiuti organici. • Progettazione degll Implant!, con le posslbilitll di ampliamento per la configurazione finale, secondo le variant! 1 e 2 (Fig, 12 e 13). • FormazJone degli esperti-consulenti in compostaggio . • Estensione delle sowenzionl al compostagglo private e di quartiere. Ry11c AG,CH-MQming-, Pagina • 5.42 • Concetta di Gesrbne oel Airi.Jti PtOVlncia AU1onoma di Bolzano .. --• -, 0 ii: FIGURA 11: RIPARTIZIONE TERRITORIALE DEi CENTRI 01 TRATTAMENTO DEi RIFIUTI ORGANIC! .-.. ~ .... -.-................... . .......... .. . .. .. 1.-:•:-:-:•:•:•:•:•:•:•:•:•:-:-:-:: • .. . .. . ... . ... ... . . . .. .. . .. . .. . .. .. .. . .. ········ ........... .. . . ....... ....... ........ .... . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .. . .. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .. . . . . . . . . . . . ·-:-:-:-:-:-·~:-:-":-... -.... -.... "'-:-:""-:-:-~:-:-:t::::::::::::;::::::::::::::::::::::::::::::;:::::::::::;:::;::::•. ::::::::::::::::::.-.......................... :::::::::::::::::::· :·:·:·:·:·:·:·:·:·:·:·:·:·:·:·:·:·:·:·:·:·:·:·:·:·:·:·:·:·:·:·:·:·:·:·:·:·:·:·:·:·:·:·:·:·:·:·:·:•: .:.:.:.: : : :.:.:.:.:.:.:.:.:.: : : : : : : : : : : :o""•.: : :.-~ : : : : : : : : : : : : ..... . •:::::::::::::. ........................ : .-:. !! ·::: ::::::::::::: .. .......................... .. .. -.................. .. ·•::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::;i. ::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::: ........................................................ ........................................................ .. .. ...... .. ......... .. . ............... ... . . . .. ....... . ........................................................ . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .. . . . . . . . . . . .. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . o @1 ~ • l f t f a I ! i a • .. i • I I. f • i i -... , i C ·1 • .i" 8 ci j j fa i i Ji s ; ! l 0 z w • o©rn D " w ... R J t • e AG. CH • Mhklgon 0 0 C r ... Concctto di GesHone de:I Rllttl Provincia Atrtonoma di Bolzano Pagil'l3 • 5.43 • • Predlsposlzlone dei servlzl di raccolta del rlfiutl organic!. • istruzione della popolazlone sul nuovo sfstema • progettazione dei punti di raocolta • progettazione della raccolta e del trasporto 5.5.2 FASE 2 (FlGURA 12) Oopo aver completato la realiuazione degli impianti di compostaggio e dei centri di triturazionEKleposlto lntermedio. sf devono introdurre I servizi di raccolta del rifiuto organico. terrltorlo per terrltorlo. • Allestimento del parco-mezzi mobile, prevedendo un set di maochinari per le zone ci compostaggio Ovest, Sud e Est (Fig. 12). • Messa in servizio dei centrl di compostaggio e triturazione, tramite I rispettivl consorzi e gestorl. • Assunzlone del consulenti In compostaggio. • Vendita-distribuzione dei saochi (di carta) per i rifiuti organicl, tramlte consorzi o I sfngoU commercianti. • Organizzazione del sistema di commerciaUzzazione del compost median1e I consorzi e gli organismi di gestlone, con rappoggio del Comunl. • Raa:olta del priml datl sperimentali, verifiche, correzioni. Di regola ii rifiuto organlco raccolto e compostato in un certo terrltorio dovrebbe essere pol commeroializzato come compost nelramblto dello stesso terrltorio (variante 1, fig. 12). Nei casl di Sdaves e Pontives, dove gli attuali impianti di compostaggio devono essere ristrutturati per poler lavorare I rlfiutl organici, si dovra lnevltabllmente trovare una soluzione unica In comune con lo smaltlmento del resto dei rlfiutl. Rylee 113.CH•MJn~ ,, ~ -• n i; 2 ' l ,., Figura 12: PISJRIBUZIONE TERRIJORIALE PEI CENTRI PI COMPOSTAGGIO Le ammi1a.zioni c:orrispondOI\O ai e:>nlln! Clel ci:;tm\#'li anaecia6 [ Vs.r 1: ComJ)Oltlgglo comprensorlele ~ , .,.., ~E• •r .. c. . - ~ ,, • LEGENDA: • ·-..; ,· • .. .. 0 ,, ',I I , ~~ Q C.t'!tn,d oompo•~ © 0-,0. ~d COfflpot•QOIO. dllpod'-...o f-i;0013 T~-41°" .......... CJ Terrllorl «ll'I llolo OO!!!Potiawio ,-i 0 mmrn~il!11u i •···E'sr'''l!\ !\ !H !! H .. ,!l:!:!irnm Ii ii II Ii iili [:I ii ii iiil:ec . 'Jl~illlllLl.Ht 0 t:ttH?f:~~/lll :, •,:,:-:,,, ,;,:, -:•.:•:•:•=·=·=·•\•:•:: ·=::·/:,:;:: ; ;:;:,:;::;:;:;:, ::1:=:. \lUUtH(H}~i\HH\~J -~- . :m:i!!!!1!~l~llliil: :: ll l ~, :, ;: ·: ;: ;: :::::;· : ,;:=,: ,: t ' •,• ····· ··•:• ~ ~ .:iulilil lHHl[} Reanuazlone delle 1ttre1.uture lmplantlsllche 0 , ., , , 1 STAOIO Maochinari in oomune 1 S.1 al mace111ne per ogni zona 2 STADIO 1 Set C11 ma,ct;n11'I& tier ogni teniu,rio, e .... ampllamenli 0 .,, Q, C ~ "' 0 ~ a, C !::! 0 z m nl Jl Jl cJ Jl ~ 0 m 0 m z ... 21 0 8 ;:: 2l ~ c;) c;) 0 i ' f I 9, g> " 1 ~ ill a l S· i I 9, g> " " il J Concctto di Gestione dei Rlflutl Provlncla Autonoma di Bolzano Paglna • 5.45 • La variants 2 prevede un grosso impianto a Sciaves per tutti i rifiutl organid delle Valli lsarco, Wipptal e Pusteria. In Bassa Atesina e Bolzano/Salto-Sciliar le quantita raccolte vengono distribuite su due impianti. La scella sulle varianll 1 o 2 dovra essere definita in accordo con le comunita comprensoriali, Per una decisione definitiva sulla distribuzione degli impianti sono determlnanll le quantita in gioco, nonche rinteresse da par1e delle giardinerie e delragrl coltura. lmpianti di compostagglo di grandl dimenslonl per rffiutl di giardinaggio e di cucina potranno essere reaUzzati In viclnanza di centri abitati, solo se saranno di tipo chiuso, con filtrazione degli odori. 5.5.3 FASE 3 Dopo aver avviato con successo I servizl di raccolta differenzlata del rifiuto orga• nico e gli implant! centralizzatl di compostaggio, le quantita di rifiutl raccolti aumenteranno via, via, fino al ragglunglmento dei livem pronosticatl, anche se con magglore lentezza, rispetto alla lase lniziale. Sara necessario coinvolgere sempre piu nel servizio di raccolta le attivita produttlve e r agricoltura. • Stalo•finale della costruzione degU lmpiantl di compostaggio e del centri di triturazione. • Se necessario, aumento del numero del centrl di triturazione. • Allargamento del parco-macchine, fino a1rassetto definitive dei centrl di com postaggio a fivello comprensorlale. Laddove le quantita in gioco lo glustlfichino, sl potranno prevedere impianti fissl, di tlpo chiuso (Burgraviato, Bassa Atesina, Salto-Scillar). • Organizzazlone delrlntero sistema di raccolta e trattarnento del rlfiutl organld In forma finanzlariamente autosufficente con coper1Ura totale dei costi. Nella Valle delr Adige dovranno essere rea.lizzatl ulterlor1 centr1 di trlturazlone e stoccagglo lntermedlo, in relazione alle quantltil del rlfiutl organid prodottl dalr . agrlcoltura, giardinerie ed attivita produttlve (lavorazione delfuva e della frutta). R J t • c N3.. CH - Munaingen Pa,gina • 5 ,.48 • conccuo di Goslione oe1 nlfl.rti Pt0vlncla AUtonoma di Balzano . FIGURA 13 DISTRIBUZIONE TERRITORIALE DEi CENTRI 01 COMPOSTAGGIO 0 o-~a > = iii . " oC .. ---~ -. "'" I 0 1;\ "' .. !! • I I -- l •le o I <> ► ' t ~ l eo ~ 8~ ~ ;.; ~ I .. a. ' , - ~e --~ • ► •o ~ >u "' r.: R y t • c AG. CH - MOnsiigen ;; • 0: :· . ·► . . I I I i • ! ◄ 0 0 • • • -t l • I • l -• ' < I 8 8 t ! • .l f I • t 111 a l • ! !l l l i .. ► ► z t o©WD w " w ... 0 0 C 1-l- -'-"~AT:..::,E,.,,RI,,, AL,, ,I'-'R::., I,,.,CI.,,,CL""A""BI...,.L., I - --------------;16 J 0 CJ concerto di gestime dei Rifi.rti Provinda Autonoma di BolZano Paglno • I • Capltolo 6: Raccotta dlfferenzlata del materlall rlclclablll INOICE PAGINA 6.1 INTROOUZIONE 6.1 6.2 VETRO VECCHIO 6.2 6.3 CARTA STRACCIA E CARTONE 6.7 6.4 METALLI VECCHI 6.13 6.4.1 Generalita 6.13 6.4.2 Metalli ferrosl misti 6.14 6.4.3 Lattine in banda stagnata 6.16 6.4.3 Alluminio 6.20 6.5 TESSUTI 6.23 6.6 MATERIE PLASTICHE 6.26 6.6.1 Campi di impiego delle malerie plastiche 6.27 J 6.6.2 Recupero dei rifiuti di plastica 6.30 6.7 PUNTI DI RACCOLTA PER RACCOLTE OIFFERENZIATE 6.35 6.7.1 Requisttl 6.35 6.7.2 Disposizione e costruzione dei punti di raccolta 6.37 6.7.3 Punto di raccotta principale, o centro di riciclaggic, tipo A 6.39 6.7.4 Punto di raccotta di quartiere I, tipc B 6.41 6.7.5 Punta di raccotta di quartiere II, tipo C 6.42 6.7.6 Punto di raccolta specials, tlpo D 6.43 6.7.7 Punto di raccolta per rifiuti speciali, tipo E 6.44 R y t t c AG, CH-Mllnsi,gan 0 0 r concctto di geSlbne dei Rifiuti Provirda Autonoma di Botzano Seite-6.1 fi 6. RACCOLTA OIFFERENZIATA DEi MATERIALI RICICLABILI 6 .1 lntroduzlone Nel capilolo 3 sl riportano le slime relative alle quantita di rifiuti riciclabili che si prevede di raccogliere di qui al 2000, valutate In 36.000 Va (esciusi riliuti orga• nici recuperali nelle raccolte differenzlate e nel compostaggio private) Come gia indicate al cap. 3 allegati 3. 1 e 3.2 si riportano gli obiettivi quantitativi di raccolta, riportati nelle diverse lrazionl: Vetro vecchio 14.500 Va ovvero 27,5 Kg/ab.eq.xa Cana straccia 14.000 Va ovvero 26,4 Kg/ab.eq.xa Canoni 2.500 I/a ovvero 4,7 Kg/ab.eq.xa Ferro, rottami 2.500 I/a ovvero 4,7 Kg/ab.eq.xa Lanine di banda 800 Va ovvero I ,5 Kg/ab.eq.xa Allumlnlo 150 I/a ovverc 0,3 Kg/ab.eq.xa OU esausti (alimentari•miner.) 850 Va ovvero 1 ,6 Kg/ab.eq.xa Batterie 200 Va ovvero 0,4 Kg/ab.eq.xa Riliuti speciali di provenienza civlle 50 Va owero o,9 Kalab,ea,xa Totale 36.000 Va ovvero 68 Kg/ab.eq.xa • • ••-•••--•c---=••=-=-•• Nessuna indicazione viene data per le materie plastiche, in quanto le esperien ze condone alrestero in piu partl hanno dimostrato cha i materia5 provenienti da raccolta dilferenziata presentano un'eterogeneita ed un grado di lmpurita molto spinla, talche i oonoprodoni di riciclaggio risultavano del tuno lnooddisfacenti e non recepibili dal mercato. lnoltre anche I coS11 per I trattamenti di selezione risul•tavano eccesslvi, a causa della grande quanttta di soS1anze estranee mescolate con la plastica NonoS1ante tutti questl inconvenlentl non sl deve tuttavia rinun-elare ad ogni sforzo per tendere ad una soddisfacente e mirata ,f raccolta differen-ziata e successive ricicfagglo delle materie plastlche. Seite • 6.2 • Concetta di ge$tlone dei Aif1Jti Provtnc:la Au1onoma di Bolzano Le quanttta e la disciplina di raccolta dipendono sempre dai seguentl fattorl : predisposizione di punti di raccolta In numero sufficiente costante lnformazione e motivazione afla popolazione. Oltre a cio bisogna naturalmente garantire lo smercio dei prodotti da riciclare, percha e chiaro cha nel memento in cul II cittadino viene a sapere che I materlall raccoltl separatamente vanno poi a finire comunque in discarica, cessa quafsiasl motivaz.ione. 6 . 2 Vetro vecchlo OBIETTIVO: Recupero di materia prima Rispannio di volume In discarica e di capacita di incenerimento; ii vetro agisce negli incenerttorl come la sabbia negli ingranaggi ed, oltre a causare maggiori usure, dA luogo a maggiore produzione di scorie. Diminuzione dei consuml energetici necessari per produrre nuovi oggetti In vetro, tramtte rimpiego di vetro riciclato. Obiettivo quantitativo minimo al 2000: 14.500 t ovvero 26 Kg/ab.eq. di vetro raccolto annualmente. II vetro e di per se lnerte e quindi non dovrebbe finire assieme ai rifiuti negli Ince• nerttori o nelle discariche. CLASS! DI PRODOTTI IN VETRO RICICLABILE: A COt-lTENrTORI IN VETRO Bottiglie e rottami di vetro vengono raccolti assieme nelle campane verdi gill esistenti. In general& non devono essere lmmessi tappi e chiusure In metaflo o plastics. B VUOTI IN VETRO (Vuoti e bottiglie di vino a rendere) (\ 0 BottigUe pulite non danneggiate, di regola selezionate in base al colore ed • al tipo di bottlgtia Particolarmente adane at riciclaggio sono le bottiglie da I: Concetto di oestbne dOi Rltlutl Provincia Autonoma di Botz:ano Serie• 6 .3 • un lttro a bottiglie di vini dello stesso formate, di una certa regione a di una certa marca. C LASTRE DI VETRO: in particclare provenientl da attlvitil produttive (fabbri· che di finestre, vetrerte, rilacimenti edillzi); miscele di lastre e ccntenitori in vetro vanno ascritte alla categorta C. Spiegazione: Le lastre di vetro presentano una grands varieta di ccmposlzlone e non possono essere utilizzate per la produzione di nuovi ccntenltort In vetro. RIUTIUZZO A,B PRODUZIONE DI CONTENITORI IN VETRO (tipo di riutilizzo praticato finora): A,C Fabbricazione di bottiglie a rendere a a perdere. In Italia dal vetro vecchio si produce praticamente solo vetro verde, principalmente per la fabbri cazione di bottiglie per vino. lntroducendo la raccclta differenziata per co lore, si potrebbero produrre anche vetr1 blanchl e bruni, da vetro riciclato. Le bottlglle a renders vengono riciclate fino a 40 volte, prima di diventare esse stesse rottame. MA TERIALI ISOLANTI E SCHIUMA DI VETRO (nuovo utlUzzo) Da rottame mlsto di vetro si potra anche in futuro produrre schiuma di vetro per divers! lmpieghl. Clo ha sense in particclare quando le vetrerie ricevo-no troppo rottame di vetro e non sono In grado di rilavorarlo !Ullo. I primi impianti per la fabbricazione di schiuma di vetro sono gill entrati in eser~cizio. La lana di vetro viene utllizzata tradlzlonalmente come materiale isolante nelle costruzioni, mentre la schiuma di vetro e un materials leggero di rtemplmeruo. ccn buone i:aratterjstiche drenantl ed isolanti, che puo an• ~ sostituire materiali come ad es. ii betoncino (!onbeton). C,(A) MATERIAL! DRENANTI Rottame di vetro pullto da 0-20 mm puo essere anche lmpiegato come ma•teriale drenante nella costruzlone di discartchefossl e strade. Tuttavia, Sefte -6.• • concetto di gestione oel Rif .,.ti Provincia Autonoma di Bolzano per uno smaltimento piu ortlinato, questa soluzione dovrebbe essere aclattata solo in casi particolarl. Per la provincia di Balzano si conslglia di predisporre diverse possibilita alterna· tive di riutiliuo del rottame di velro, ln modo da garantirne lo smaltimento. Sona attualmente In corso contattl con le cantine vinicole, per cercare di unificare i tipi di bottigija ed organiuare la resa dei vuoti. FIGURA 1: POSSIBILITA DI SMALTIMENTO DEL VETRO VECCHIO ( vetro vecehiO ) ( ' ' nza con /' Cor.~itori r'I ) f1flt;11 1 raccolta daltcrenziata • l '/$tl'O 11.1\t\T" 11 inoef'lefi. I mcMO rn:i,eria'.e di I nompimonll) l ~ lscarlca I ( la,,~dYe1f'O, IISolanO' ) sdliurna d witro tMtoriali di n$mpimcl\!o fflioeraH ~v:/IJ-, • nompi• I men di ~tri w01i altri ~egril llltri pe, ~ MlSURE PER MIGLIORARE LA RACCOLTA OIFFERENZIATA lntenslficazione della rate di racx:olta, secondo I seguenti crlterl quantitativi : • Cltla, centre: 1 container ogni 1000 abitanti • Paesl, zone resldenziafi: 1 container ogni 400 abltanti • Appostto contenitore per: negozl di alimentari, centri sportivi, stazione lerroviarie, sa.,ole La concentrazione ottimale dei punti di racx:olta e stata gia raggiunta ln alcune lccaltta della provincia. 0 0 ,. . .. concotto di gestione del fUllutl Provincia Autorr::>ma di Botzarr::> Sele • 6.S • Le a.tiende (ristoranti, cantlne, commercianli di vini, ecc.J dovrebbero essere servite con maggiore intensita dal servizio di raa:olta separata ovvero, nei casi in cul la produzione di vetro vecchio sia particolarmente elevata, dovrebbero organizzarsi una racx:olta separata in proprio. I centrl di rac:colta per le bottigDe a rendere dovrebbero essere preferibl~ mente istituiti presso tu!tl I negozi e azienda di ristoraziona. II ritiro delle bottiglie standard dovrabbe essere sempre assicurato. Sostituzione di punli di rac:cotta per velrl a lastra di produzlone aziendale, presso I centrl di riciclaggio, o presso le stesse aziende. Verif,ca ed ottimluazione degli attuali punti di rac:colta: • Localizzazione possibilmente vicina alla produziona (insediamanti abitativi, negozi, gastronomla) • Uso di container isolati acusticamante, In prosslmitll di zone residenziaD • Realizzazlone di punti di raccolta puliti e armonizzati con l'ambiente circostante. Essl lnfattl ancorche mobili, vengono considarati dai punti fissi nal paesaggio urbane. Con una a=irata disposiziona di pianta, staccati protettivi, e scegliendo ldonei colori per I container, si possono ottenere ottimi inserlmentl anche negli ambienti piu delicati. • La racx:olta di vuoti di vetro, ditterenzlatl secondo II tipo di bottiglia, va attuata prasso i punti di produzlone, quail ristorantl, cantine, negozl di aDmentari, predisponendo apposite cassettine a griglia, su pallets. II rlti ro puo essere organlzzato In combinazione con la consegna di nuove fomiture da parte dei produttori di bevande o delle Impress di dlstribuzione. Nol momenta In cul le quantttll rac:colte di vetro vea::hio o di botliglie a ren• dare diventasse eccessiva, sl dovra cercare di rlciclarle nella produzione di schiuma di vetro. Razionalizzazione delta rac:colta per la classe A: • I puntl di raccolta eel ii numero dai container dovranno essera scelti in modo da poteme ettettuare lo svuotamento contemporaneamente, con un unico viaggio, garantendo al tempo stesso ii massimo grade di riem• pimento possibile. II rottame di vetro potrebbe essere trasportaJo alle vetrerie anche per terrovia e cio richiederebbe la reaDzzazione di sta zioni di trasbordo, presso alcune stazlonl ferroviarle delta provincia (BZ, Ryt•cAG,at-~ Sette • 6,6 • Concetta di gestlone dei RlflJtl Provincia Autonoma cli Botzano Merano, Bressanone, Brunico). I raccoglitori locali devono coordinare II trasporto in modo da asslcurare ii riempimento di almeno un vagone ler• roviario per votta, onde ridurre i tempi moni ed I cost! di trasporto. • Al momenta tutto ii vetro pui> essere ancora u1i5zzato per la produzlone di bottiglie In vetro verde. In futuro pero, o rindustria dovra predisporre impianti abbastanza costosi per la separazione dei vetri in base al co• lore, oppure tale selezione dovra essere fatta a monte dai raccoglitori (si potra cosl ricavare un preuo miglioru) Motivazlone, informazione: • Miglioramento della disclplina nella raccolta, per ottenere vetro pulito, senza bottiglie di plastica, ceramica, tappi e chiusure di vario genera. Cio sl puo raggiungeru con una costante inforrnazione fomlta attraverso 0 media, scuole e presso gli stessi punt! di raccotta. • Unificazione delle bottiglie per ii vino all'interno della provincia o della regione, per consentiru un piu efficace ritiro di tutte le bottiglie. Cio vale In particolare per i vini locali. • Motivazione ed educazione delta popolazione alla restltuzione di Mte le bottiglie vuote ed in partlcolare quelle di vino, al venditore o al punti special! di raccolta e ritlro. In ogni caso introduzlone di un adeguato controvalore per I vuoti resl di tutti i tipi. Rllevazioni statistiche complete sul vetro raccotto nei comunl, coinvolgendo gli smattitori J.e...statiS1ic~~vooo ,~sere rese pubbliche. con fr&QIJ@'! ZB ~"l>i'~>, annua!!I. Verificare la possibilita di incentivi o segnalazloni particolari per comuni che abbiano ottenuto risultati di raccotta degnl di rillevo (es. premio al comune migliore; segnalazlone da parte dei media). Ryl♦c AG.CH •~ a Conccno Cfl geS1ione doi Aifi.ltl Provlncla Autoroma di Botz.a.no Selto • 6.7 • 6 . 3 Carta straccla e cart one GENERALITA' II consume medic pro capita di carta e canone In Italia nel 1989 e state di circa 117 Kg/ab.eq .. In confronto con i dati intemazionall questo valore risulta piuttosto basso, so si pensa che I paesi nordici di lingua tedesca presentano valori di 200 Kg/ab.eq. e oltre (in Austria e stato ritevato 154 Kg/ab.eq.). In provinda di Bolza no, sulla base delle rilevazlonl effettuate, si dovrebbe avere un consumo di circa 140 Kg/ab.eq., al 1991. Nei prossimi anni questo valore e destinato ancora a salire. GRAFICO 1: PRINCIPALI UTILIZZI DI CARTA E CARTONE C.,wnl Condulad Carlone 15% Carta p« uao domNllco • lmbaJlo O aJtro UM -.,.c&ale Clomall • rlvt ... •ttr• ea.rte stampetl La carta straccla ed II canone vengono distinti in un notevole numero di classi di qualita, a seconda del tipo e del grado di omogenetta. I magglori fornltori sono le lmprese grafiche e le raccolte differenziate. La carta straccia di qualita omoge nea proveniente dall1ndustria si presta ad essere rldclata per produrre carte di elevata quatita (carta ecologica, carta da stampa). Le miscele di carta straccla provenienti dalle raccolte domestiche, vengono poi riciclate per produrre carto• ne, canone pressato e cana per giomali. Jn questo memento In Europa vi e un eccesso di offerta relativamente a cana straccia di quallta lnferiori ed a cartone. Ayt•cAO,CH-~ Seite .. 6.8 • Concctto di ge.stlo:ne d8' Rl1"6ti Provinc:ia Autonoma di Bolzano Le cartiere, che sono sempre piu in grado di riciclare carta straccia, stanno altre sl aumentando continuamente la loro produzione, cosicche puo migliorare la lo• ro capacita di assorbimento di carta straccia. Oltre a quantitatM provenienti dalla raccolta ditferenzlata, che sono in continue aumento, grandi quantitativi di carta straccia di qualita elevate vengono tradizionalmente lmportatl dagll Stati Uniti e dalla Svluera. (#' - Risparmio di materia prima, tutela delle rjsorse lore,stali Riduzione dell'inquinamento attraverso ii riciclagglo, invece dello smal• ( ), timento (l'incenerimento produce emissioni che clevono essere depurate con onerl di energia' e di costo notevoli; II deposito in discarlca di carta e cartone comporta la tormazione di gas che devono essere smaltltl a loro volta) Risparmio ell volume di discarica a di capacitA di lncenerimento; la carta ed !J carton e costituisconoJ 1.35%.de l p.c,ts!lLc:a]QrlliC!Ulel.JifiutiL Riduzione del consume energetico per la produzlone ell nuova carta per giomali o per prodottl in cartone, mediante riutillzzo della carta vecchia (co• me minimo ii 30¾ di risparmio, rispetto alruso di nuova materia prima). Raccolta delle sole frazioni di carta straccla e cartone Obiettlvl quantitativl:(al 2000) 14.000 I/a carta straccia 2.500 I/a carton! DEFINIZIONI RIGUARDANTI LA CARTA STRACCIA "Stampe• sono: giomall, riviste, prospetti, cataloghi, elenchi telelonlcl, libri, carta da macero, involucri senza plasllca. •Carta straccia di qualtta elevata· e costituita da carta da fotocopiatrice a stampati di computer, nonche da stampati smlnuuati e sfridi di carta dells tipografie. C ) C Conceno di gcsUone dei RlfllJtl Provlncla Autonoma di Botzano ·c artonaggl" sono I resti di imballaggio in cartone prlncipalmente provenienti dalla vendita e dalle spedizioni. 5eite . 6.9 Non devono rientrare In queste categorie materiali estranei, quali lnvolucri in plastica, grattette, nastri adesivi, materiali per riempimento di imballaggi, eoc .. MATERIAU DI RACCOLTA Le caratterlstlclle della raccolta devono conlormarsi alla esigenze dalrutiDzzo finale e delle cartiere e possono pertanto variare da luogo a Juogo: I A Un tipo di raccolta mista di carta e cartone va bone per la produziona di car• tone e cartone pressato I B La raccolta di carta mista, senza cartone, e adatta per la produzione di car ta, in particolare per giornali l C La raccolta di solo cartone si presta per la produzione di nuovo cartone ~ o La raccolta di carte speciali, per lo piu di qualttA elevata presso l'industria grafica e le amministrazioni si presta per la produzione di carta da scrittura e da stampa di buona qualitA (carta riciclata) UTILIZZO Produzione di carta di giomale (30-50¾). Con una ulteriore conversione dalle cartiere verso un maggiora lmpiego di carta da macero (fino a circa ii 55%) sara possibila assort>irne maggiori quantltA, rispetto alle attuau. La cana di giornale pesante (di grosso spes• sore) puO tollerare una maggiore percentuale di carta straccla, rlspetto a quella leggera. La carta di giomale leggermente grigia o gialla necessita mlnore sblancatura e deinchiostratura rispetto a quella blanca. Carta per usi igienici o altra carta speciale per uso domestico In questo settore (carta lglenlca, carta assort>ente) vie ancora un enorme potenzlale. L'utillzzo di carta per usl lgienicl riclciata e giA in aumento e Sel e - 6.10 · Corano Cl gestbne dei Ri11Jti Ptovlncia Autonoma di 8olzano potrebbe ulteriormente crescere con una adeguata lnformazione (anche ii grigio e puijto). Produzione di cartone e carta (sostituisce lino al 100% la cellulosa e la pa sta di legno). Grazie alla soslltuzione delle cassettine in legno con quelle in cartone, II mercato e in aumento. Come prodottl di largo consume, gli im• ballaggi in cartone sono tuttavia legati alle recessloni del mercato. Produzione di diversi material! isolanll e fonoassortentl In carta e cartone. Ouesto mercato rappresenta tuttavia una quota relativamente modesta. Le possibilita otferte sono le seguenti: • Matertali llocculati per riemplmento a iniezione di spazl vuoti • Laminatl in foglio o a sandwich per rtvestimentl o paretl Altri utilizzl • Fabbricazione di truclolato di carta per gatti • Sostituzione del cartons nei cementificl: sono gia stati progettati I primi impiantl-pilota La combustione diretta di carta, ad es. sotto forma di "brlquets•, non permette di rtspettare I requisltl di quali1a della emission!. FIGURA 2: FORME DI SMALTIMEITTO DI CARTA E CARTONE ae\e:tione BRAM Carta vecchia &. cartona rifiuli con Recl.(l8f'O $OCO torma ci pasta µr!laa!Jcoota..na dJiffc-e-,enz..l:!!l~a,-•r+•I d•Q.iU eC8't.lJO;a per '---✓ produzion• di: 1noeneri mon10 Olsc.aric, • QIU-tielCIW • canone, camne preesa10 PfOdl.lZIOMI d ffl<tiai tSo&&Mi e ,onou soitierrti 8-..i utilt:.ZI: ptt,Ou?lone cietsnOIO lQ!t!UlaMe) Aecupet0 termic:o: • Qetnen::flel • come BRAM. <la u1iliuart nel!a g: loiw &'lvemale JI J Conceuo di ges.tione cfel RIIU1i Ptovirda Aul:on::ima di Botzano Seile • 6,11 • MISURE PER OTTIMIZZARE LA RACCOLTA lntensificazione della rote di raccolta, secondo i seguenti criteri quantitatlvi: • Citta, contra : • Paese, zone residenziali: 1 container ogni 1000 ab. 1 container ogni 400 ab. • Container appositi per: centri sportivi, stazioni ferroviarie, negozi di alimentari. In case di necessita si possono istituire puntl diraccolta di carta di qualtta piu pregiata nel centri di riciclaggio. • Punti di raccolta per ii cartone, presso i centri di riciclaggio La concentrazione ottimale dei puntl di raccolta e gia stata raggiunta in molte locaUta. Raccolta del cartone presso I produttori • da effettuare settimanalmente presso commerdantl, amminlstrazionl, uffici, repalti di spedizione. I carton! devono essere necessariamente confezionati in pacchi e legati. Verifica ed ottimiuazione dei punti di raccolta esistenti: • locatiuazlone In prosslmita dei punt! di produzlone (centri abitativl, com mercianti, venditori) • le bocche di immissione devono essere di idonea grandeua; neces• saria adeguata informazione per evitare introduzione nei con1enitori di materiali estranei o bagnati • ulteriori suggerimenti acx:essibiDta garantita in ogni memento (non presso parcheggl di auto con orario di chlusura) manutenzione dei container indicazioni chiaramente scrttte predisposlzlone di regolamento d'uso Razionai zzazione della raccolta • Si suggerisce di adeguare II numero di container alle esigenze, talche tutti i container di una detenninata zona risultino pressoche pieni con• temporaneamente, in modo da essere svuotati tutti nello stesso giorno • Trasbordo di tutta la carta raccolta su ferrovia per II trasporto alle cartiere a ad altro utiUzzo Seite. 6.12- Concetto di gestione del Rifiutl Provincia Autonoma di Botz.a.no Motivaziane, informazione • Miglioramento della disciplina di raccolta Diminuzione delle sostanze-estranee nella raccolta ditferenziata, cme ad es. prodotti In plastica o in metallo, copertlne, lmballaggi, ecc. Segnalazione periodica sul media, nelle scuole, circa problemi particolari del punti di raccolta. Vanno anche rese pubbliche tutte le disfunzioni che si verilicano nelle caniere o nelle stazioni di selezione a causa delle lmpurita presenti nella cana • lntormazione del gruppi-obiettivo (in particolare nelrindustria, commercio) sulle possibilita di smaltlmento • Motivazione al ritiro dei contenitorf In canone dai produttori (ev. per un diretto riutilizzo) Predisposizione di statistiche sulla carta straccia e sul canone raccolti nei Comuni, coinvolgendo tutti gli smallitorf ed i recuperalori GRAFICO 2: STIMA OELL'EVOLUZIONE DELLA CARTA STRACCIA va kglall.eq.x a 1800•ll.,--~-~-~-~-~-~-~-~-~-""T"---r- 30 25 20 0 15 Cl 10 5 0 1990 1991 1992 1993 1994 1995 1996 1997 1998 1999 2000 I [;) auantU lotale • auaniu po-c3llils 1 t R J I ec AQ. Qt , ~ · J r ... Conce11o dJ gestlone ctel AifiJtf Provi.ncia Autofl'.>ma di Botzano GRAFICO 3; STIMA DELL'EVOLUZIONE DEL CARTONE VECCHIO v:i. kglal:uq.x a 300u.,..---,----.----.---,---,----,---,---,---,---,---.-6 2 '4-'"',-'4.L.,....l-"'r-'4.,.,."4-'C...-4L.,....,.fJ..:", '+".,...+'"'i-'-1.,..,.-'-+'""'"'4 0 199 1991 1992 1993 1994 1995 1996 1997 1998 1999 2000 I I;;;;;] 0Wllllill totale I -+-auanti.11 pro-capi1e j 6 .4 Meta Ill vecchl 6.4.1 GENEAAUTA' I metalli vecchl sl possono dividere in tre gruppi principali: Metalli ferrosi misti Banda stagnata (barattoii di conserve) Alluminio I recuperatori selezionano i metali in questi tre gruppi. Le leghe vengono sale• zionate in ulteriori sottoclassf, a seconds del grado di purezza. ll tradizionale ferro vecchio viene u1ilizzato nelle ferriere per produrre acciaio per edilizla e costruzioni. I metalli non ferrosi e le leghe vengono avviale a recupero nei rispettivi settori di ulilizzo. conceno di gestlone <Ml Riliuti Provincla Autonoma di Botz.ano I barattoli e altri contenitori in lamiera vengono realiu:ati In banda stagnata, per motivi di corrosione, con un contenuto di stagno del 2-4%. Lo stagno nell'acdaio ne compromette la qualita e percio e necessario che la selezione del ferro vec chio avvenga gill all'origine presso le famiglie. Negli lmpiantl di rlclclaggio poi si provvede alla destagnazione della banda, prima della fusions. La lamiera di ferro e lo zinco possono poi essere utilizzati per la proc!uzione di nuovi barattofl per conserve. L'alluminio e riciclabile al 100%. Nel mercato delralluminio usato si distlngue tra alluminio pulito proveniente da elementl di costnglonj ftubazioni, profili, coper ture, ecc.) ed allumlnlo da confezionl (tubettl, coperchl, fogll, lattine, ecc.) che per la maggior parte proviene dalle attivitil domestiche. 0 6.4.2 METALLI FERROSI MISTI OBIETTIVO: Risparmio di materia prima, diminuzione del consume energetico nella pro• duzione di nuovi prodotti In ferro per costruzione Risparmio di spazio in discarica e capaclta di incenerlmento Obiettivi quantltativi: 2.500 Va, ovvero 4,6 Kg/ab.eq. x a entro II 2000. MATERIAU DI RACCOLTA: Diversi metalli ferrosi, quali tubi, supporti, parti metalliche, cerchioni di ruote, cucine. lavatrici, attreui per tempo libero, ecc .. a seconda del 1ipo di rac• coglitore. · J COnc:eno di ge-s.iione dei Rifuti Provincia Au1on:>ma di Botz:ano Selte. 6 .15 4 RIUTILIZZO Selezione, pulizia da partl estranee: In particolare ii ferro vecchio raccolto presso le famiglie a i piccoli artigianl richiede un grosso lavoro di selezione da parte di personale specialiuato. lndustria della rottamazione: Quasi tutto ii ferro vecchio ,viene fuso per produrre ferro per tondini a laminatl per l'edilizia. La m,11gglor parte di guesto ferro vecchio viene fornito dalrattlvita di ronamazione delle autovetture e di demolizione delle costruzioni, Commercio dei meta!U legati : Talune leghe hanno attualmente un buon prezzo sul mercato. Un Iara riutitizzo mediante fuslone oon altre leghe & tuttavia possibile solo in forrna motto i mitata. MISURE PER OTTIMIZZARE LA RACCOLTA Predisposlzione di punti di rac:colta del ferro vec:chio nei centri di riciclaggio • Punti di raccolta oontrollati, oon orari di apertura deterrninati • Organluazione di campagne di rac:colta semestrale • Chiare indicazioni scritte su quali metam possono essere accettatl e quail no • AttenzJone alla puUzia nel centr1 di racoolta • Vecchi apparec:chi riparabili possono In pane trovare gente lnteressata a recuperarli, I rac:coglitori di oose vecchie sono ospiti graditi nei centri di racoolta • La selezione definitiva deye essere effettuata dal recuperatori • Grassl apparecchi, mac:chinari e auto devono essere trasportati diretta• mente al recuperatore (recupero di carcasse, vedi cap. 10.3) Motivazlone, lnformazione • Spiegazioni alla popolazione circa I tipi di metalli che possono essere portati al centre di raccolta Sette . 6.16 - Coooeno di gestione dOi Rltlutl Provlncla Autonoma di Bolzano • Motivazione ad effettuare azioni di pulizia della casa e del giardino con temporaneamente allo svolgimento delle raccolte periodiche svelte dai Comuni con II sistema di ritiro porta-a-porta • Svolgimento di statistiche sui metalll raccotti GRAFICO 4: STIMA DEU.'EVOLUZIONE DEL FERRO VECCHIO Va kg/ab.eq.x a 300 6 250 5 200 4 150 3 2 1 0 [£!] auantitt total• I --Quantill pro-caplr. I 6.4.3 LATTlNE IN BANDA STAGNATA OBIETTIVO: Recupero di 6tagno e ferro Riduzione dello stagno nel riciclaggio del ferrovecchio Oiminuzione del consumo anergetico per la produzione di nuovi articoli in banda stagnata Aiduzione delle quantlta di rifiutl e scorie Obiettivi quantitativi: 800 t/a, ovvero 1,6 Kg/ab.eq. xa, entro ii 2000 CJ 0 . ) Conootto di g-estione dei Airiuti Provinc:ia Au1onoma di BolZano 5-0le • 6.17 • MATERIALE RACCOLTO: Barattoll e contenttori in banda stagnata, Tappi in ferro (delle bottiglie di vetro), rivestimenti in stagnola delle bottiglie Bombolette spray In ferro, giocattoli in banda Barattoli di vemici e colon, purche puliti ATTENZIONE: la presenza di alluminio o altri rifiuti assieme alla banda stagnata risulta dannosa e puo comprometterne ii reeupero. LOOISTICA DEL RECUPERO Selezione, allontanamento delle sostanze estranee di tutti I tipi Trattamento termlco Separazione dello stagno dal ferro Reeupero del ferro e dello stagno per usi industriali (ad es. nell1ndustria conserviera) MISURE Predisposizione del sistema di smaltlmento delle lattine in banda stagnata • Assicurare la possibilita di rlutl6zzo (lndustrla conserviera, produzione di banda s1agnata, fonderie) • • Discutere ii progetto con l'industria di rilavorazione e con le lmprese di trasporto e raccolta interessate Acquislre otterte per I puntl di raccolta Allestimento dei centri di raccotta per le laltine, secondo I seguenti criteri: • Citta, centre: 1 container ognl 2.000 abitanti • Paese, zone residenziaU: 1 container ogni 1.000 abitanti • Contenitori a!)positi presso: negozi di arimentari, grandi magazzini, centri di ristorazione, ospedali e centri di ridclagglo • Attiancamento del container per le lattlne a quelll per II vetro e la carta ("isole di smaltlmento") Ayl• cAO , CH• MJnsir,gon Seite • 6.18 • conceno di ges1ione dei Rifiuti Provincia Autonoma di Bolzano Oimensioni: 2-4 m3. Con dispositivi di schiacciamento delle lattlne si posscno raggiungere gradi di rendimento migliori e minori frequenze di raccolta. Oualora si faccia la raccolta distinta per le lattlne In banda stagnata e per quelle di alluminio, e necessario disporre di un sistema di selezione magnetica a vane, per separare ii ferro. Raccolta mista: Esistono gia lmpianti industriali di selezione, in grado di separare le lattine di banda stagnata dall'alluminio e da altri riliuti non metallici Vantaggi : • I punti di raccolta comuni per alluminio e banda stagnata so• no resJ possibii da queste tecnologie di separazione a valle, poco lnfluenzablli anche dalla presenza di sostanze estra nee. • La banda e l'alluminio possono raggiungere un sufficen1e grado di pureua. dopo ii processo di selezione, tale da permettere ii lore riciclaggio. • E' richiesta minore anenz.ione al cittadino che non sempre e in grado di distinguere tra i contenitori per atluminio e banda stagnata. • Possibilita di realizzare punti di raccolta meno complicati e piu economici. • Reatizzazlone di puntl di raccolta per allumlnio e banda con la stessa concentrazione della carta e del vetro. • Aumentando i punti di raccolta e riducendo d'altro canto 11m-pegno da parte del cittadino, ci si possono attendere col tempo migliori rendimenti di raccolta • Maggiore razionalita di racx:olta, minori costi di trasporto. Sostegno alla realizzazione di un cemro di selezione di alluminio e banda stagnata in provlncla di Bolzano Motivazione. informazione: • lnlormazione circa ii senso della raccolta delle lattine • Motivazione del gruppi-obiettivo, in particolare negozi di aOmentari, ristoraml e hotel • Aumento della disciplina di raccolta, riduzione delle impurita lntroduzione di rilevazionl statlstiche 0 r . ) Concotto di oestbne dOi Rifiuti Ptovincia Autonoma di Botzano Se!e-6.19· FIGURA 3: POSSIBIUTA DI SMALTIMENTO PER ALLIJMINIO E LATTINE DI BANDA STAGNATA Punti di raccolta: Predispo sizione: Raccolta: i Oualtta de materlali: Trasportl: Utilizzo: Allumlnlo raccotta separata Container distinti per alluminlo I raccotta romune Container comunl Latta; Banda stagnata / '\, raccolta "' separata Container distinti per tatta I Oggetti II piu pos• sibile putiti Severe 'Min ori esigenze dlwezza Oggetti ii piu possibile pultti disposizioni per ii conferimento I Raccolta locale I Separazione del le sostanze est• ranee (manualel I Raccotta e rasporto In comune t ne Ii Separazlo in impian• inclustriali , Severe dispos.iz.ionl ,oer ii conferimento I Haccotta da pa te delle azien de di recupero I Ev. separazionE da aJluminio e altrl rlliutl I 11 commerciamt1 raccoglie l'allu 'Spedlzio neln ntita ente ovia Spedizlonl In grandi quantita preleribllmente Spedizione in grandigua minio pultto e ''pi'eferiti!lm provvede al tras per !err porto di grossl ,, ' . Allumlnio pullto Fond?nadi aJluminio t Produzlone allumlnlo grandi quantlta per ferrovia preferibilmente per ferrovia latta pullta Fusione e destagnazione JI " Stagno Ferro " , Fonderla Ryt•cAO. CH-Monwigen Sele • 6.20 • Concetto di ges.1ione dei Rifiuti Provincia Autonoma di Botzano GRAFICO 5: LATTINE DI BANDA · STIMA DELL'EVOWZIONE va k9"ab.eq. x a 1 UOOL,--~-,-----,r---,--r--r---r--r-,--~-r 5 1990 1991 1992 1993 1994 1995 1996 1997 1998 1999 2000 6.4.3 ALLUMINIO OBIETTIVI: [;;;J Ouantltl totale • Quantila pro-<:apile ! Ricluzione delrinquinamento attraverso ii recupero, anzich~ lo smaltlmen1o. L'alluminio nelle scorie, nelle polveri e nei langhi di lavaggio dei lumi, rencle estremamente problematico lo smaltimento in discarica (ad es. difficolta di lissaggio delle polveri per la presenza di alluminio) Recupero delra11umlnlo come materia prima Riduzione del consumo energetico necessario per la produzione di nuovo alluminio (fino al 95%) Obiettlvi quantitallvi: 150 Ua ovvero 0,4 Kg/ab.eq. di alluminio di prove nlenza domeS11ca, raccoglibile entro ii 2000 0 d Concetta di gostlone dei Rif1.Jti Provincia AU1onoma di Botza.no Seile • 6.21 • MATERIAU DI RACCOLTA Confezloni in alluminio: tubetti, lattlne per bevande, fogU di copertura, fogG di cottura, bombolette spray, in generale contenitoli in alluminio, tubetti per medicinali Tappi (delle bottiglie per bevande) Oggetti grandi in allumlnio: articoli casafinghl (pentole, contenitoli di ogni tipo), guide per tende, cerchioni di biciclette, acc. Arredamenti di inteml : profili, coperture, in particolare peui di alluminio pro• venienti da demolizionl e ristrutturazloni Tutto clo cha e contrassegnato con ii slmbolo dell'alluminio In caso di dubbio provare con un magnate. Non vanno raccoltl fogll di avvolgl· mento composti con pelGcola di plastica (fogli per burro, Tetra Bricks, acc.) RECUPERO Separazione dei mateliali estranei; eventuale selezlone In base alla grandeua ed al grado di pureua, da effettuare a cura del recuperatore Fusione per la produzione di alluminio secondalio I rest! di allumlnio di provenienza domestica per esperienza, sono fortemente mescolatl con sostanze estranee e rendono lndispensabile pertanto una sale• zione ulteriore, da effettuare a cura dei raccoglitoli (Comunl). Le selezioni a livello locale e in piccola scala devono essere di tipo manuale, molto oneroso. lmpianti di grosse dimension! sono automatluatl (cap. 6.4.3) e dispongono di trituratore e separatore di sostanze estranee. A11ecAG , CH·~~ 5'>l8 • 6.22 • Concetta di ge-stione dei Rifi.Jti Provin:ia Autonoma di Balzano MISURE: lstttuzione dei punti di raccolta per l'alluminio, secondo i seguenti criteri quantttatlvl : • Cina, centro: 1 container ogni 3.000 abitanti • Passe, zone resldenziali: 1 container ognl 1.500·2.000 abitanti. • Container specificl per: chioschi, stazionl, ristoranti, luoghi di svago, negozi di alimentari, supermercati, centri di ricictaggio. • Se110le, piscine, mense, ospedall, stazioni di rilornimenlo, rifugi, dovreb• bero pure essere dotati di apposttl contenitori per raccolta di alluminio da solo o assieme a lattine di banda stagnata. da servire con raccolte periodiche tramlte centri di riciclaggio. • Raggruppamento dei container per l'alluminlo assieme a quelli per ii vetro e la cana ("Isola di smaltimento"). • Oimensioni: 2-4 m3. Con un dispositivo di riduzione del volume (pressa) si possono ottenere migliori gradi di riempimento e ridurre la lrequenza di raccolta.Se si effettua la raccolta dell'alluminio separatamente dalle lattine di banda, si dovra disporre accanto alla bocca di introduzlone un magnets, per perrnettere di distinguere I metali lerromegnetici dall'allu· minio. • Coordinamento dell'asporto con ii recuperatore. lstttuzione di punti comuni di raccolta dell'allumlnio e della banda stagnata (vedl anche II capitolo 6.4.3) Motivazione, informazione: • lnlormazione sul signilicato della raccolta delralluminio • Le lattine di alluminio per bevande hanno un lmpatto ecologico assai negative, se non vengono raccolte e riciclate • Motivazione alla raccolta di tutti i rifiuti di alluminio, in particolare di oggettl di grosse dimension! di provenienza domestica o produttiva (da quest'uttima sf possono ricavare grandi quantita) • Sostegno a gruppi privatl che raccolgono l'alluminio (motivaz.ione per associazioni e ciassi scolastiche). lntroduzione di rilevazionl statistiche sull'alluminio di recupero RJ t • c AG, CH · ~ 0 a r . ) • .... Concelto di ge$1:ione dei Rffiutf Provincia Autonoma di Bolzano Sele · 6.23 • GRAFICO 6: STIMA OELL"EVOLUZIONE DELLA RACCOLTA OELL'ALLUMINIO Va ~ab➔eq. x a 200~-~-~- .....--~-.....--.....--.....--.....--.....--.....---,- 1 150-l--4--4---+---+---+---+---+--+---l---h--..4 100•.J---+---+---+---+---+---+---+I so +--+----if--+--h-,+l § Ouantil.\ 10:ale ! I ..... Ouantill p,o-1 6,5 Tessull Attualmente la Croce Bianca ed altre associazionl carttatlve ettettuano la raccolla di tessuti e stracd anche In buone condizioni, generalmente con ii sistema porta • a • porta, owero mediante conferimento pertodlco a determlnati puntl di rac-<:olta. Non si conoscono dati sulle quanttta raccolte, ma sl puO stimare che sl aggir1no su 1.000 tla, owero 2,2 Kg/all.eq.xa. La quantita di tessuti acquistati annualmente ii invece di circa 1 O Kg/ab., owero 9.000 t per tutta la provincla. La tabella seguente lllustra la composizione dei matertaU oggetto della raccolta (fonte: TEXAID, Svl.uera): Abiti, biancherta, lenzuola 30 40 % Mater1ale gre.uo per la produzione di stracci 20 - 30 % Pe.ui di tessuti e lane vecchie 20 - 30 % Resti di filati 10 - 30 % lmpurita 5 10 % A7tecAG, CH •IMln~ Sc<e • 6.24 . Conceno dJ gesiione dei Rifiuti Provincla Autonoma di Botzano OBIETTlVI: Raccolta di abiti ancora utilizzabili per gente bisognosa Sostegno alle associazloni caritative Sgravio degli lmpianti di incenerimento e risparmio di volumi di discarica Recupero di tessuti di scarto di provenienza domestics e produttiva Obiettivi quantitativi: raddoppio delle attuali quanma raccolte, vale a dire 2.000 Va ovvero 4,4 Kg/ab.eq.xa (di provenienza domestica) entro ii 2000. MATERIAL! OGGETTO DELLA RACCOLTA Classi: A Le associazioni caritative ed I commerc:iantl di tessuti usati raccolgono in genere tessuti putitl non rovinati e riutilizzabii • Biancheria, abitl, cappelli • LenZ1Jola, tovaglle , asciugamani • Tande non fanno parte di questa classe, rifiuti tessili, stracci. B Resti di tessutl puUli provenien1i dall'lndustria di lavorazione del tessuli C Tessuti misti: tessuti puUtl riutllizzabili, mescolatl con altri rovinati e con stracci D Scarpa e borse in pelle in buono stato (non sono in effettl tessuti, ma pos sono essere raccolti assieme ai primi) I tessuli devono essere di regola racc:oltl In c:ondizioni asciutte e pufiti. f casi riutilizzabii dovrebbero essere lavati e raccoltl in sacchi da c:onsegnare separatamente. 0 () ) ) Concotto di ge-s.1iona dOI Rlflutl Provincia Autonoma di Botzano RECUPERO A,C Selezlone seconda le tipologie e taglie degli abiti, separazione dei materiali estranel, degu stracci e dei tessuti non riutilizzabili. Gli abiti ancora In buono stato possono essere distribuiti In loco alle persona bisognose oppure spe diti verso ii terzo mondo. I tessuti rovlnati o di minor valore, cosl come gli altri stracci possono essere riutilizzatl come: • tracd per puuzia Fibre per produzione di feltrl, imbottiture, materiali lsolantl • Materiale di supporto per fibre plastiche Malaria prima per produzione di cana e cartone riciclati B Tessuti puliti di buona qualita vengono riciclatl, a seconda del materiale e del tipo di filatura, specificamente per la produzione di tessuti O Le scarpe e le borse vecchie ancora in grado di essere utilizzate, vengono, per quanto possibile, riparate e distrlbuite a bisognosi in loco o nel terzo mondo. La racc:olta diHerenziata di tessutl vlene praticata &empre piu. E' pero necessario che non vengano mescolati rifiuti o altrl materiali estranei, che rendono onerosa la successiva selezione ed ii recupero e creano quindi gravi probleml alle asso dazionl caritative. MISURE: lstltuzione di punti di raccolta per tessuti • Nel centrl di riciclagglo • In aggiunta agli appostti centri di raccolta gill eslstenti, in particolare ne~ le localit/1 piu grandi (ev. con apertura solo periodica). tn relazlone ai risultatl delle raccolte si dovr/1 aumentare gradualmente la concentra• zione del I punti di raccolta, fine a raggiungere ii livello di un punto ogni 3.000 abitantl • Container da 1,5 • 2,5 m3 con apertura antl-ploggla e antHurto, dispostl in punti protetti o coperti R r tecAG , CH • t-1),srigorl Sette • 6,26 - Concetta di gesJione del Rtfiuti Provincia Autorw:>ma di Bo.tzano • Raccolta distinta per tessuti in buono S1ato e per stracci I tessuti riutiliz• zabili come tali devono essere raccolti e oonsegnati in sacchi di plastica o di juta ben chiusl • Coordinamento con I racooglrtori tradizionali su: Politica comune di informazione Ripartizione del compiti riguardo alla raccolta Razionalizzazione deg~ stoccaggi e del trasporti Se e garantrta una possibiUta di recupero, le scarpe in buono stato devono essere posslbilmente consegnate separatamente, ben im• paccate (come gli abiti) Recupero di resti tessili • Assicurare ii riutilizzo lndustriale per i resti tessli: sostenere le imprese che dispongono di impiantl di selezione e di lavorazlone delle fibre • Apertura di mercali per le fibre riciclate • Predisposizione di un programma di intervento per •Raccolta e recupero dei tessuti vecchi• In collaborazione con I Comuni, le associazione caritative e le aziende di raccolta e lavorazione del tessuti Motivazlone, informazione • lnlormazione sulle vie di smaltimento del vecchi tessuti, In partlcolare sulle posslblUta di riciclaggio dei restl tessili e degli stracci • Avvisl circa le raccolte ettettuate • Aumento della disciplina di raccolta, ricluzlone del grade di lmpurlta (gli straccl sporchl devono essere messi assieme agi altri rifiuti) Cl lntroduzione di statiS1iche sul rlliuti tessifi, eventualmente ripartite nelle di· verse classi. J Concetta di gcs1ione dei Rifiuti Provincia Autonoma di Boltano ~ 6.6 Materle plastlche I INTRODUZIONE Sette· 6,27 . Annualmente si producono pro-capite circa 30-40 Kg di rifiuti in plastica, che complessivamente significano.13·18.000 I/a in 1ut1a la provincia. A livello di con• fronto, In Svizzera si producono circa 60• 70 Kg/ab., In Gennania ea. 50 Kg/ab. Quesla quantitil, in conseguenza della vita relalivamente lunga dells materie plastiche, e abbastanza bassa rispetto alla quantttil complessiva degli oggetti in plastica In drcolazione. Entro II 201 O si ritiene che l'attuale quantitative potril raddoppiare: entro ii 2000 si stima che la percentuale di plastica nel rlfiutl rag giungera ii 15-18%, qualora non si riesca a bloccare rattuale tendenza, median le strategie di prevenzione e riduz.ione. Le plastiche sono prodotte con derivati del petrolio, ii che spiega l'alta energia liberata nella combustions (potere calori• fico) 6.6.1 CAMPI DI IMPIEGO DELLE PLASTICHE PRINCIPAL! GRUPPI DI MATERIE PLASTICHE Le pliJ comunl tipologie di materie plastlche sono: • j termoplastiche • I plastich.Uermoiodu19ntl • I elastomeri - ~ i materiali termo1Llaslicl sono cos11Wili da polimeri lineari o ramificati, terml camente rigenerabir.. Gli oggetti sono tennlcamente reversibiU, vale a dire 1'.ossono ess~ riscaldati fino allo sciog,!! mento e poi, rattre~ n~ si, rttoma-no alle corydlzjonl PP!'lltive di dyrezza.. J,e plastiche termoindurenti sono costttulte da componenti monomeri che vengono miscelati tra lore all'atto della formazione e poi lnduriscono In . modo irreversibile, oel SQosa che non sono rigenerabili termicamente. Eventualmenle si prestano ad essere reimpiegati come riempitilli. • GIi elastomeri sono 1113teri !! plastic~& perman !ntemente elastiche, costlWlte da polimeri retlllcatl. Anche gti elastomeri, come le plastiche termoindurentl. non sono fondentl al calore. - . Seile • 6.28 .. Conceno m gestbne del Rtfiutl Provincia Autol"W)ma di Botz.ano I Di questi tre grupf?!, solo le resi.o.itJerm~lasticba..sl..prestanQ. ad essere riformate eiu volte, in m~ d!.!,!nder!' possibile un loro ric[claggjJuiir:etto..Gultri !!"'lllli posson~~re solo oggetto di recueero termico (pirolisi, incenerimento) ovvero --- - . di riciclaggio, previa separazlone per via chimica delle componentl costltulive (molto complicata e Pi'! lo piu antiecono'!'ica). Le resine termoplastiche piu important! al fini del riciclaggio sono: Polioleflne (Polimerizzall dell'Ethene e di altri idrocarburi alifatici) • Polietilene (PE): ad alta denslta (HOPE), a bassa densitil (L CPE) • PoliproJ?!lene (PP) • Po6etilene ettalato (PET) • Cloruro di polivinile (PVC) Polislirolo (PS) Poliammide (PA) CAMPI DI IMPIEGO DELLE MATERIE PLASTICHE I I Le plastiche hanno un vastissimo campo di lmpiego, sia come prodotti a breve, che a lunga durata. L'ampia gamma di tlpologie e di possibilita di combinazione con altri materiati rende estremamente difflcoltoso ii recupero selezionato nene varie categorie. Negl specchiettl che seguono sono illustrati I divers! camp! di lmpiego delle materie ptasliche in generale e delle resine termoplastiche In par• ticolare, per quanta riguarda i prodotti di uso domestlco Mater1a plastlca Slrmo~ Ca"1)0 di lrr!>ieg io TERMOPLASTICH Poliehtllon PE Fogfi. tonne, articoli cl massa PoUp,opllene pp Pezzl tscnid, ad es. di autoveicol Polivinilcluoro PVC Fogll, telai di flneslre, tubi, lsolamenti di cavi Polystyrol PS Vasetti monouso, casalinghl IJ'asparentl, oggetti stampati Pofyamid PA lngranaggl, materie fibroso, tasseli, apparecc:hl elettrld ltelail a l J Concetta di gestbne dcl Rlfllll Provincla Autonoma di 8otzano ' ' Mmeo1a plaS!lca Simbolc CaJ'C1)0 di in1)ieglo TERMOINDURENTI Poliestere UP Reslne per stampi, lacdle, stucd\i Rosine epossidich& EP Vemld, reshe per Sla"l)i. col anti Rosine fllnoliche FF lsolanti eleltrici, piastre lsolantl, reslne per stampi e coper 11Jfe, SlUa:i per legno Melamina "" Legantl per matoriali pressati, srucci per legno, vemicl Poliurelano PUA Reslne per stampi a per c:operture, schiume. vemici ELASTOMER I C&Ja:iu na1'Jrale NR Gommemoll e clJre, ll.bl. guamlzioni caua:;u, stiroloico- SBA Pneumalid butadink:o Polibutacina BR Pneumallcl, rivostimento di cavi, mate,1ali lsolanU Polidorpropano CR NaslJI trasportatoo, rtvestimentl di cavi, gomma piuma, rivestimentl protettivi ESEMPI 01 IMPIEGO DELLE RESINE TERMOPLASTICHE NEL CAMPO OOMESTICO nic>cllmplego Materie plastiche StovtgDe, posa18, parU di lavapialti a altri apparecchi PE, PP, PVC, PA, PS,PC Plan! di laVolo, rivestimenti PVC Arredl della stanza da bagno PVC Fogli di lmballaggio PE Sportine cl plastica PE.PVC Rivestimenti. copertino pp Petllcde inl>enmea>III per clbl PE (Aluminium), PET Confezioni (ad es. per bevande) PET . . R y t • c AQ • CH • Monsingan Seite • 6.30 • Concetta dl gestlone dei Riliuti Provincia Autonoma di Bolzano T,po di impiego Materie plastiche Fogll per confezioni sotto vuoto PE.PVC Busta per c:ottura PE Busie per contenere vari proclotli !;quidi PE.PVC (oli, delernivl, solventl) Barattoli, vasetti, cestelli per fruna, contenitori per PVC.PS.PE posato VuoU vari (c:ontcnilori, bottiglie, tanic:he) PE.PP, PVC Fonte: Rivista ·Mui und Abda1r L'uso delle plastiche nel paesi timitrofi di tingua tedesca e per ii 25¾ nel settore edillzio, e per II 21¾ net settore delle confezioni. Altri important! campi di im• plego sono l'lndustria delle apparecchiature elettriche, dei colori, delle cone, delle vemicl, nonche le attlvita domestiche e t1ndustria automobilistica. Net settore delle costruzioni vengono impiegati prodotti con durata diversificata. Ouelli a lunga vita sono ad esempio i tubi, i serramenti, i fogi imperrneabitizzanti, le pavimentazioni, gli isolamenti, tune strutture cha devono resistere fino al mo-mento del lore rinnovo (durata oltre 30 anni). Lo stoccaggio provvisorio (=Input· Output come rifiuto) dei prodotti di plastica C nel nostro sistema economico consiste soprattutto In oggettl a lunga durata. I prodotti a piu breve durata sono soprattutto quelli del settore delle confezionl e hanno In general& un tempo di utilizzo molto breve. 6.6.2 RECUPERO DEi RtFIUTI DI PLASTICA PROBLEMATICA DEi AIFIUTI DI PLASTICA . J principafi probleml che presentano i rifiuti di plastica sono I segyentl: Umitata posslbiltt!.!!! recupero delle materie prime, a causa della grand~ !lerogeneita delle ptaslictle r Concetta di gestbne dei Rffiuti Provtncia Autonoma di Botz.am Selto • 6.31 Grande varieta di tipologie di plaslica -Tranne che nell'indus1ria, esse non si presentano mal in alta concwra• zione e con •lavata AJJil!Zza ~umento del ,P!P~ ~ituiti ~ mbinazioni di,etaslicha diver~e J,e,plaSJjcha cgntrassegpate e !+uindi riconoscibili sono solo una minima .Jl-attB. L"eleyata ,vclua,ino§ltil, in relazione al peso, delle materie R!astiche corn• -po11a rimpiego di grandi contenitori di raccolta1 oyverp di PJllS,Se per ridurre ~ Jutto cio complica le operazioni di raccolta e traspo110. ATTUALI FORME 01 RICICLAGGIO Nonostante le diffioolta sopra ricordate, vi sono attualmente In corso diverse sperimentazlonl di riciclaggio di rifiu1i di plaslioa. Per quanto rlguarda ta provin• cla di Balzano, le attuali forrne di ricictaggio consls1ono In: Riciclaggio del rifiutl di plasticadell'industria di produzione e trasforrnazione. Reimpiego dei riliutl nel processo produttivo. 'f .,~;n/\-lJ Recupero delle bottiglie in PET presso diversl supermercaU. II racupero av• vlene medlante selezione, triturazione, lavaggio e produzione di nuovo gra nulato. Aumentando la diffuslone delle bottiglie in PET (sla monouso, che multiuso), ques1o tipo di recupero e destlnato ad estendersi In tutta Europa e in aumento ta tendenza a sviluppare lmplanU di selezione per trattare rifiuti di plastica mis1a nonche rimpiego di granulati di rerupero per ampl settori di utiUzzo. OBIETTIVI: Rerupero di materia prima, riduzione del consumo energetico per la produzione di nuova plastica (risparrnio del 50-60% tramtte procasso di rigenerazione) Risparrnlo di volumi di discarioa e capacita di lncanerimento; la plastica io· nalza ii eotere calorif,co In modo enorme e rlduce qulndi la potenzlalita di A 1 t • c AO . CH • I.O'lsi'lgen ' Selte • 6.32 - Concetta di gestlone del Atrlrtl Provincia Autonoma di Bolzano ..JJI1a1timento dei rifiuti nei forni, oltre a provocare disturbi nel processo di combustione Riduzlone delrlnquinamento grazie al recupero, in particolare delle emls sioni gasses&. MISURE: Riduzione, contrassegno di riconoscimento per le plastiche. Le seguenti mi sure dovrebbero essere adottate soprattutto a livello starale e comunitario • Obbligo di contrassegnare le plastiche • Riduzione delle confezioni degli lmballaggi al minimo necessario (evitare gli imballaggl multipli) • Riduzione della varlet/I di plastiche ad alcunl tipi soltanto Raccolta di materiati riciclablU, recupero: • Sostegno alla raccolta ed al ricidaggio all'intemo delle aziende dei rifiuti di plaslica omogenel • Sostegno al recupero delle bottigUe di PET presso le rivendite di be vande • lslltuzlone di centri di raccolta delle bottigUe in PET, presso chioschi, centrl di svago, stazioni ferroviarie, centri di riciclaggio e luoghi molto frequentati • Predisposizione di un •programma di intervento per I rlfiutl di plastica• CJ Elencazione di tutti I rifiull di plastica cha, in vlrtu della quantit/1 C.l abbastanza elevate, del grado di purezza e omogeneit/1, sl presra no ad essere raccoltl e riclclati In modo razionale (ad es. sacchetti in PE) Possibilita di raccolta di detenninatl tlpi di ptastica, ad es. degll tm ballaggi In plastlca da parte dei fomitort di mere! Campionatura di materle ptastiche prodotte da detenninati gruppi• obiettivo, ad es. impress di costruzione o di demolizione, commer clanll, spedizionieri, ecc. • A padlll di valore del prodottl. ,!l<!r!!.§ostegno a Q\181\j fabbricall con plastics ricictata tubl, 11rotezl<lll§.di..caviJ.aci;hiJ11u.1ifiytl,£8ssette per ta --. rutta, ! CC.).~tual~~. ne9!Lappa~pubbJlCW1I11tendere sempre offerta opzionale .eer prodotti ricidatl. R J 1 e c. AG, CH • MJnsi-von ) Concetta di gestione del RtflJtl Provi:ncia Autorx,ma di Botzarx, Sette • 6.33 • • Analisi di mercati potenziali per gu articoU di materiale riciclato (es. tubi per lognature) In prlmo luogo si deve puntare sul riciclaggio dei resti di plastica prodottl dalle industrte. Solo guan®-9ueste !llCCO~uamnno ben orglllli.uate e tunzionanti, sj potra.sperimeotaaumche l;uaccolJa generalizzata,dei.riJiulL di plastica Motivazione, informazione: • lnlormazione sulle vie di smaltimento dei rifiuti di plastlca e sulle ulteriort possibilita di recupero • Presa dl contatto con gruppi-obiettivo per rorganizzazione di raccolte sperlmentali di riliuti di plastica ben deliniti (es. fogli di PE, bottiglie in PET] La AWZ (Azienda di asporto dei rifiuti di Zurigo) ha condotto delle spertmenta zioni in alcune zone campione (Altstetten e Witikon): con ii PVC molle si sono avuti cattivi risultati, forse a causa del tlpo di materiale prescelto, "Exoten·, e della insutficente informazione svolta. Come effetto collaterale positive vi ~ stata invece una intensificazione dei rapportl tra l'Azlenda AWZ, I produttori di pla stlca, ed In generale i rappresentanti del mondo imprenditortale, circa le possi• bilita-dl recupero differenziato detle varie categorie di rifiuti FIGURA 4: VIE DI SMALTIMEITTO DELLA PLASTICA USATA •..J PLASTICA USATA .. SeletU)ne ORAM etl«gi3 di S:,t.t!U RltlU11 sen:ta con racoolta separata Reo.ii,eto d mai:eril ptlma, sccto mrm~ di ~ia.to: mi:cc!Ui:I, .i 1'11.Cvi p(OCJ::li 1)1'(ldou1 a::,eclall in m.atenale .,, ecupero letl'l'IICO ·PitOisi ·Come BRAM. specie tl SoMe • 6.3-4 .. Conc.mo di gestione dei Rifl.lti Provinc:ia Autonoma di Botz.ano La figura successiva mostra in forma schematica le posslbili vie future di smaltimento della plastica FIGURA 5: LOGISTICA OELLO SMALTIMENTO OIFFERENZIATO DELLA PLASTICA (FUTURO) Abltazioni, tndustrla e artigianato piccoti artigiani Aziende di servizi ' Resti di prnduzlone RlfiuU di plastica lmbaJlaggi In plastica J. • Raccona dittorenzlata Raccotta ditterenziata separala/misia separala/ misia I • Rest! lnutilizzabili • • . • solo batle lntere , ~---·---··- -··------·-- ·~~~ldhe ·.• C~nlj.\Ualal • Rlclclagglo di material! tl:. ,C Nuovl prodottl . .I. Stoccaggio a lungo tennlne (Monodiscarlca) I I J. Stocca gglo a ermine RAM breve I B • • • • I r·- --- - J, • lncenerimento con recupero energla Oiscarica di,! Rest! 0 0 . } . .. Concctto di geslione de-i Ri1il1i PYovincla Autonoma di Botzano Sella 4 6.35 4 6. 7 Puntl di raccolta per raccolle dlflerenzlate 6.7.1 REOUISITI I punti di raccolta devono essere progettatl e dimensionall in base alle specifiche esigenze dei rifiuti e della raccolta. In sintesi es.se si possono cosl elencare: Aspetto tecnico: - Pmtezlone (dagli agenti atmoslerlci) e posslbllita di man tenimento In loco del rlfiutl lnformazione: Estetica: lacilita di int10duzione, sla per le piccole, che le grandi di· mensioni tacilita e razionalija di svuotamento da parte del servizio di raccolta slcureua contra ii furto, per i materlali rlutilizzabili (in parti• colare tessutl) stesse caratteristiche costruttive per I contenltorl di diverse grandezza e per diversi prodotti scelta della bocca di carico In mode da evitare possibilita di lntasamenll caratteristiche costruttlve del contenltorl solidi, di lunge du rate e riparabill • Scritte Informative brevi e chiare circa l'uso e la manuten• zione dei contenitori • chiare lndicazlonl esteme, per permettere II rlconosclmento dei diversl prodotti di raccolta Forme gradevole, cha sl adatti alrambiente • combinabile con altri sistemi di raccolta (isole di smaltimen• to) eventualmente rlparato alla vista Ouesti requisiti di carattere costruttlvo vanno combinati con una buona separa• zione e con un efficiente servizio di asporto, vale a dlre: svuotamento del container prima che esso trabocchi Softe • 6.36 • Conceno di gestione del Riflltl Provincia Au1onoma di Botz.ano mantenlmento della pulizia sul posto di raccolta; in caso di lnosservanza delle prescrizioni d'uso da parte degli utenti, ricerca di ldonee misure per ristabllire comportamenti ordinati collocazione di un container per i normali rlfiuti e per i contenttori dei materiaU di raccotta differenziata immediate riparazione dei danneggiamenti arrecati ai contenitori e delle eventuali scritte rovinate. FIGURA 6: SOLUZIONE 01 PUNTO 01 RACCOLTA CON MURETTO PARAVISTA E CHIARA OIVISIONE DEi CONTAINER C\ a r . ) Conceno di g,esUone dol RlllutJ Proviri;:ia At.rtonoma di Bol1ano Selte • 6.37. 6.7.2 OISPOSIZIONE E COSTRUZIONE DEi PUNT! 01 RACCOLTA In generale sl distingue tra punti di raccolta destinatl a tlltla la popolazione e quelli destinati solo a gruppi-obiet1ivo partic:olarl. Ad esempio per le aziende ii dimensionamento dipende dalle quantita In gioco. Con opportuni accord! sl possono anclle realizzare punti di raccolta per le aziende, utlllzzabili anche da parte delle utenze clvlU. FIGURA 7: PUNTO 01 RACCOLTA IN COMUNE TRA INSEOIAMENTO ABITATIVO EAZJENOA I punti di raccolta pubblid devono essere distlibuiti in relazione alla denslla abitativa ed alle esigenze di raccolta. Di norma essl sl possono artic:olare nei seguentl tipl: A Centro di ridclaggio, quale punto di raccolta principal& B Punto di raccotta di quartiere I C D E Pun1o di raccotta di quartiere II Punto di raccotta special& Punto di raccolta di rifiuti spedali RrleCAG , CH-t.ai .. Seile - 6.38 - Conoetto di gestione d&I Aifiutl Provincia Autonoma di Botzano FIGURA 8: STRUTTURA SCHEMATICA DEi CENIBI DI RACCOLTA noo A: Centro di c1c1c1agg10 • Punta 0r1nctoa1e di raccoua Pun!o di raccolta per tuffi i rUiu1.I clvill raccolti separa1amcnte: ( ~"• j( veuo ,~~~(Batter~}( v~~~ J ~neumal1c9~ v'ilio (vuoliJ -J:Oin ev,Jifastlca ~ ~ RW!utl urban! ~ lrigorfterl ~ '-~II!.!-./ ~ric:olosl Olsttlbu.zione: 1 cen1ro ognl 10.000 - 30.000 abltanti owero per ogni cent.ro abitato: con personale di sc-rvlz.lo e orario di apertura dc-fm~o; spesso quosto centro viene oombinato s-u ii punto di racco!ta per rifivti s-pccia!i, tipo E. In tab.mi casi dove la locatizzazione risubi partiooianncnte ick>nea, tali oentri possono essere combinati con puntc dl racco!ta di cadaveri di pk:coll animali. .. Tioo B: Punto di raccona di guartiere I Raccotta separate mediante conta"'er G~ veuo. j(Al@ninio J b~~as~g, ( 1!attet1e )~v. Tess1111) ev;onusatl Dls1rlbu:io'1e: 1 ogni 1.000 - 2.000 abllantl. 5-0nza personole. Iloo C: Punta di reccoua di guartlere II Principa!i raccolte separate modian1e container ( Cana ]8(A1hmil~~) Ab~;=~:=~"' . .... g; (ev:ea11iil9 Oi&tribuzlone: 1 ogni 400 - 1.000 a.bit.anti o in ogri lnsedlamcnto abila1ivo - senza persona.le. IIPP D: Punto di raccolta spec1a1e Si anic<>la a seconda delle eslgenze e pu6 integrare i modelli precedentl, tlpo B • C oan~: ~r ,~1Jt~ j ~lie~sii C'i~~f ~( icfe~ ~ V~.(vuptD {-.~) Oistribuzione: a secon::fa det luogo; senza personale Jlpo E: Punto di raccoJta di rtnuu speciaH Oestinato ad aa:::ogliere rifiuti speciali di provenienza c:ivlla e di piccolo artigianato ( Oil usatl )( Batterle )( la1r41ade XFrigorHert) eletir:?m- ~R-~lu1-ri-~-:8-,-ri' Oistrtiuzione: 1 ogni 10.000 • 30.000 abitantl o por ogni locaUti. Con orari stabt1iti e persona!e. Ll I. •· ) ... conceno di gcsuone de.I Rifiuti Provinci:a AUtoooma di Botzano Soila • 6.39 .. 6.7.3 PUNTO DI AACCOLTA PRINCIPALE O CENTRO DI RICICLAGGIO, TIPO A Viana reallzzato ogni 10.000·30.000 abitanti a seconda della grandezza del luogo a lunge da punti di raccolta-ridclaggio per tutta le raccolte di tterenziate. Durante rorario di apenura (segnalato con appositi volantini inforrnativi) /J pre sente personal• di servlzio. Questi centrl possono essere combinati con punti di raccolta di rlfiuti speciali. Essl dovrebbaro essere raggiungibili ii piu ladlmente possibila, eventualmente nalle vlclnanze della fermate del mezzl pubblici di tras pono. FIGURA 9: SIBUTTURA 01 UN CENIBO DI RICICLAGGIO IN PIANTA (PROPOSTA DI LAY-OUT) " " . . .. Rifiuti speclall Ufficio Frigori· ev. cadaveri Atcelta• feri di plcoo!i Lampado zlone animali Banerie Apparecchi elettrici Rifiuti speciali diversi Ferro vecchio • , I I Riserva , Vetro vecch!o Area di manovra Tessu1i Carta, ov. automozzi quafit3 superiori separate Vetro In I I Jastre Cartone Area con raccotta acque e disoteatore Vetro (vuoli) Baraltoll di banda e alluminio Pnsumatici • . •• •• In rcsso g , . . .. . .... ., .... Reclnzione e orari fissi Seite . 6.'40 - Concetta di oesli:>ne dei Ri'fuli Provincia Autonoma cli Bolzan::, I centri di riciclaggio si distinguono dagli altri punti di raccolta soprattutto per la presenza di spazi sufficienti e lnfrastrunure per la correna raccolta. separazione e stoccaggio dei vari tipi di rifiutl. Per motivi di spazio dunque, difficilmente questi centri possono essere reallzzati alf'interno di centri abitati o in luoghi molto fre quentati. II centro di riciciaggio lntegra gli altri punti di raccolta tipo B, C e D e deve soddisfare le seguentl condizioni: Controllo mediante personale specializzato, durante l'orario di apenura possibilita di stoccaggio temporaneo delfe varie tipologie di rifiuti, entro spe clall container intercamblabill o scarrabili per I rifiuti speciar. possono essere impiegati solo container autorizzall garantire la possibllita di separare I rifiuti sul posto in modo corretto e pulito possibiltta di trasbordo razionale sui mezzi destinati al traspono successive capa~a di assorbire anche le quantita delle punte di conferimento, dispo nendo container aggiuntivi riserve di stoccaggio, ovvero possibiUta di estensione a container per rac colte sperimentali, come la plastica, material! recuperabili nella borsa dei rifiuti, ecc .. area pavimentata. con scolo delfe acque (ev. con disoleafore), recinzlone con cancello, allacciamento elettrico, llluminazione, ev. telefono. locale-uffici pmtetto dalle lntemperie (ev. container) Ulteriori dettagi sono contenutl nelle "Norma tecniche generaG per la reallzza zione dei centri di riclclagglo" predisposte dalla Prov. di Balzano, di data to. giugno 1991 . Nei centri di riciciaggio vengono raocoltl I seguenti titpi di rifiuti: • • • • • • • • • Vetro vecchio, ev. separate per colore o in vetro vuoto e in lastre Cana straccia. canone Banda stagnate. alluminio, ferro vecchio (ev. separate tra oggenl piccoli e grandi, leghe, ecc.) Tessuti Oli usati, vegetai e minerali Pneumatici Frigoriferi e rifiutl contenenti FCKW Lampade, tubi al neon II livello sperimentale: plastiche di particolari qualtta omogenee, di prove nienza produttiva In relazlone alfe eslgenze 0 • ) Concetto di go-suone del Alflutf Provincia Autonoma di Balzano Scno • 6.41 • • rlfiutl speciali di provenienza civile e da piccoli artigiani, purche rarea sia reallzzata rispettando le presclizioni di legge (sirurezza, sistemi antincen dio, sistema di evaruazione delle acque, assistenza), E'opportuno che si raccolgano almeno quei rifiutiche si presentano In grandi quanllta a livello domestico e aziendale. I recuperatori devono mettere a disposizione spe• ciali contenitori per II deposito e ii t rasporto • II centre di riciclaggio, qualora la localizzazione risulll ldonea, puo lntegrarsi con un punto di raccolta di piccoli cadaveri anima6 (vedi cap. 10.2). A seconda della localizzazione, si puo prevedere anche una neutrallzzazione degli odori mediante aspi razlone e finrazione dell'aria. L'uscita dei materiali verso gli lmpianti di riutilizzo deve essere accompagnata da bollette e registrata per permettere rilevazioni statistiche. Possibilmente si dovrebbe registrare per ogni tlpo di rifluto sia ii volume che ii peso. 6.7.4 PUNTO 01 RACCOLTA DI QUARTIERE, TIPQ B Oistributti ogni 2.000 abitanti (nelle zone periferiche ogni 1.000 abitanti), questi punti di raccoha devono essere collocall In luoghi facilmente raggiungibili del paese o della citta. Sano previsti container per tutti I llpl di rifiuti che si presen• tano in quantita abbastanza elevate e che possono essere raccoltl senza parti• colari precauzioni. Questi punti non sono soggettl a controllo continue da parte di personale apposite. I rifiuti conferibi6 sono i seguenti: • Vetro • Carta • Allumlnlo • Lattine di banda stagnate • ev. batlerie • ev. tessuti II numero del contenttori vlene stabilito In relazione alle quantita raccohe, ed In ogni case puo essere modificato anche successivamente. E1mportante che ii punto di raccolta venga mantenuto costantemente pultto ed a questo scope deve essere presente, tra g6 altri, anche un container per i rifiuti veri e propri. La pre• senza di contenitori traboccantl o rovlnatl crea le condizioni per comportamenti non ordinati e riduce la motivazione negU utenti. Selle • 6.42 - Conceno di gesOone dei Rifiuti Provlncia Autonoma di Bolzano 6.7.5 PUNTO 01 RACCOLTA 01 QUARTIERE 11, TlPO C Oistribuiti ogni 1.000 abitanti, o in zone periferiche (slngole localita), ogni 400 abitanti, quest! punti di raccolta sono destinati soprattutto al rlfiuti prodotti in grandl quantita, vale a dire: • vetro • car1a • ev. alluminio e lattine di banda stagnala • ev. batterie Quest! punti di raccolta richiedono abbastanza poco spazio. Nei grossi insediamenti (condomini, scuole) essi devono essere dispostl In punti fissi facilmente accessibill e protetti. Anclle in questo case e conslgliabile la Q presenza di un container per rifiuti, anche per permettere di mantenere rarea costantemente pul~a. flGURA 10: ESEMPIO 01 PUNTO 01 RACCOLTA PER CARTONI NEL CENTRO CITTADINO. NECESSITA UNA RISTRlJTTIJRAZIONE PIU' RAZIONALE ( Conoelto di ge.stlone del Rfflutf Provirda Autonoma di BolZ.ano Selle • 6,43 • FIGURA 11: CONTAINER SINGOLO PER LA CARTA CON OAVANTI MACCHINA PARCHEGGIATA (OISPOSIZIONE IRRAZIONALE) • MANCA LA COMBINAZIONE CON CONTAINER PER ALTAI MATERIAL! 0 1 RECUPERO E PER RIFIUTI 6.7.6 PUNTO DI RACCOLTA SPECIALE, TIPO D auesti punti di raccolta sono destlnatl a speciali gruppi-obiettivo ovvero vengono disposti in luoghi special!, intensamente frequentati. Come struttura, essl posso no variare e possono essere combinati anche con i precedenti modelli B e C. Esempi: Nelle stazioni, centtl di svago, camping, ecc. sl dovrebbero raccogliere I seguentl tlliutl: • BottigUe in PET • Batterie • laltine di banda stagnala e alluminio Concetto di ges.1ione dei Ri'faJ11 Provi-~ Autonoma di Bolzano I punti di raa:olta per oU usati, batterie e lampade dovrebbem essere organizzati presso le aziende (ristorazione • vendita), in quanta richiedono rassistenza di personale quallflcato durante rorario di apenura. 6.7.7 PUNTO DI RACCOLTA DI RIFIUTI SPECIAL! TIPO E Attualmente in pmvincia di Balzano la raccolta dei rifiuti speciali viene ettettuata per meuo di un servizio mobile che raggiunge tutte le locaOta con piu di 5.000 abitantl, con frequenza di 2 o 3 volte all"anno, a seconda della grandezza Cue• sto tlpo di servizio funziona e pertanto ll opportune contlnuare a svolgerto. I par• ticolarl sulle modalita e frequenze di raccolta vanno definiti in appositi program• 0 ml dettagliati. Per ogni comprensorio di raccolta dovrebbe essere realizzato almeno un centm fisso di raa:olta per rifiuti speciaG (ev. con sell container), destinato in particolare ad accogliere e stoccare per tempi brevi ta6 rifiuti. Un tale centre deve pater es• sere reclntato e chluso (con apertura solo in orari prestabiliti in presenza di per sonale qualllicato) e disporre delle necessarie infrastrutture per la tutela delle acque e antincendio. Alraccettazione, i rifiuti speclali devono essere selezionati e separati dagli lmballaggi e contenitori non problematic!. Un tale punto di raa:olta pu6 essere utllmente combinato con un centre di rlcl· ciaggio. u C 1---'R.:.o!.:..cF I,.,,U"-Tl:...::;UR:,:B,.,.,AH:.:.,lc.;E"--"AS,,,S, , 111, ,,l:.::l"'AB:..:l~ll:.. ; ~, 7 0 0 0 Concctto di Gestione dei Rifiu1i Ptovincia Autonoma di Botz.ano Pacina • I Capitolo 7 lmplanto di trattamento del Rlflutl PAGINA 7,1 INTROOUZIONE 7.1 7.2 PROCESS! DI TRATTAMENTO 7.2 7.2.1 lmpianti di selezione meccanica 7.2 7.2.2 Processi biologici 7.6 7.2.2.1 Esemplo del nuovo impianto di compostaggio di Balzano 7.7 7.2.2.2 Altri processl biologici 7.12 7.2.3 Trattamenti termici 7.15 7.2.3.1 lntroduzlone alla tecnica dell'incenerimento 7.15 7.2.3.2 ProcessJ monoS1adio 7.20 7.2.3.3 Process! a due stadi con vetrificazione 7.33 7.2.4 Conclusioni sugli lmplantl di tranamento 7.42 7.3 PROGRAMMI PROVINCIAU PER IL 2000 7.44 7.3.1 lntroduzlone 7.44 7.3.2 Scenario 1 7.45 7.3.3 Scenario 2 7.55 7.3.4 Scenario 3 7.64 I 7.3.5 Scenario 4 7.72 . 7.3.6 Oati riassuntivi sui diversi scenari 7.80 ( R y t • c AG. Oi • Mun;n;jl•n 0 0 J ( Concetto di gestione del Rlfiuti Ptovincla Autoro~ di Bolzano Paglna • 7.1 • 7. IMPIANTO DI TRATTAMENTO DEi RIFIUTI 7 .1 lntroduzlone Nel capttolo 3 e stata riportata la slima sui quantitativi di rlfiull che sl prevede di produrre nelranno 2000, nonostante tutti gli sforzi che saranno rlvolll alla rldu• zione, alla prevenzione ed al recupero (raccotte differenziate): 166.500 t/a SI tratta di riliuti urbanl ed assimilabili, compress la frazione combustibile pro• veniente dai rifiuti di demolizlone e da rifiuti speclali, che necessitano un ade• gualo trattamento. Di segullo si illustrerll come e con quaQ programmi sl cerchera di raggiungere gli oblettlvl definiti al capttolo 2. lnnanzifutto verranno lllustrati i tipi di trattamento del rifiuti presi In consldera zione per le quattro lpotesl di programma, cha sl possono realisticamente pros• pettare per la provincia di Bolzano. A questo riguan:lo vengono presi in considerazione I seguenti fattorl: lmpianll ed lnfrastrutture esistenll Diverse mentaUtll tra dtta e campagna Competenza dei compransorl di gestione Oiminuzione dei trasporti Consenso politlco-sociale Nel corso di numerose riunioni, d si e confrontatl con tutte le posslbiU soluzioni, sotto ii profile della fattiblltta, plu che non di cio che sarebbe desiderab[le. II latte che non si sia potuta evitare qualche contraddlzlone e da attribuire alla necessitll di raggiungere dei compromessi sotto 11 •profilo del consenso•. Paglna • 7.2 • Conceuo di gestione dei Ailk.11i Provincia Autonoma di 8olzano 7. 2 p;ocessl di trattamento Si possono distinguere Ire principali metodologie di trattamento dei rifiuti: lmpianli di selezione meccanica impianti di fermentazione biologica impianti di trattamento termico I primi due lipi di traitamento richiedono di essere integrati con II trattamento ter mico, senza ii quale non si puo concepire nessuna seria e modema pofilica di smaltimento dei rifiuti. 7.2.1 IMPIANTI DI SELEZIONE MECCANICA II processo ha lo scopo di separare dai rifiuli (cio che resta dalle raccolte diffe renziate) un materiale combustibile (BRAM) ed una frazione metallica Per la fra zione combustibile sono necessari alcuni requistti riguardo a: potere calorifico, possibilita di stoccaggio, trattamento e trasporto. Anche se oggi tutti sono d'accordo sul fatto che ii BRAM puo essere bruciato solo In apposlti lncenerltorl, dotati di sistemi completi di depurazlona dei fuml, e tutta-via opportuno effettuare una preven1iva separazione delle sostanze lossiche. Un impianto di selezione dei rifiuti urbani II generalmente strutturato secondo lo schema riportato in fig. 7. Sulla base delresemplo di diversi lmpianti europel che dispongono di un'espe• rienza di esercizlo plurlennale, si ipotizza per la provincia di Balzano ii seguente rendlmento di selezione in un impianto meccanico: INPUT (rifiuti mlsti) OUTPUT • BRAM • Sostanze nocive • Ferro • Resti da ctiscarica 100% 50 o/o 1% 2% - 47% \ u concet10 di gestbno dei Affiuti Provlncla AUtonoma di Botzano Pag:ina • 7 .3 . FIGURA 1 SCHEMA DI FWSSO DI IMPIANTO DI SELEZIONE MECCANICA PER PRODUZIONE DI BRAM Vagllo a tamburo 150 mm grosso Nastro per seletlone manuale Sostanz.e noclvc Ferro - --1 Magnete I • Vagllo rotante 50 mm Grosso Trlturazlone Fine Fermcn• ta.zlone bTologl ca " Restl In dlscarlca reattlva I Magnete I Ferro~ Va llo rolante 30 mm Fine Pesante Leggero BRAM Combustlblle da rlfiull Vagllo pneumatlco R ¥ t • eAO. CH · Monsinaon Pagina • 7,4 • Concerto di gesiione del Rifiuti Pro..,lncia Autonoma Cl Ootz.ano II riiatoriale da portare in discarica (restl di selezione} risulta ancora molta carico di sostanza organica e pertanta richiederebbe di essere preventivamente sotto posta a prooosso di fermentazione aerabica. in mado da raggiungere quel livello di qualita per lo smaltimento finale in discarica Circa II 31 % In peso, rispetto al rifiuto iniziale, rimane come resto da portare in discarica reattiva. In fig. 2 sono rappresentati i llussi quantitativi. FIGURA 2: TEORICO FLUSSO 01 MA TERIALI IN UN IMPIANTO DI SELEZIONE MECCANICA Frazlone combustlbile 50% Hu = ea. 3700 kcal/kg Mctalll + lne I 39' Perdlte di lermentazlone e di umldlta 16% A , t • ~ AG. CH • MOruiro1n Rlflulo urbane 100% Restl dalla sclcz.iono 47% Fermen• ldateriale prcfermentato da portarc In dlscarlca reattlva 31% 0 0 r ( Conc:etto dJ gestlone dei Rifiuti Provincia Autonoma di Bolzano Pagina • 7 .5 • NattJralmente esiste anche la possibilita di mescolare fanghi di depurazione ai resti e clo modificherebbe i flussl di materiali. lndlpendentemente dal tlpo di processo, ii materiale prefermentato risulta ancora abbastanza carico di sostanze inquinanti. I valori medi del materiale di discarica derivante da un impianto svizzero di selezione di BRAM sono I seguenli: MATERIALE DA DISCARICA (DOPO LA PREFERMENTAZIONE) Umidlta ea 3,5 % Reslduo secco ea 45 % PH ea 6.B % Conducibilila ea 10.000 µs/an Plombo ea 300 mg/Kg S.S. Rama ea 300 mg/Kg S.S. Mercurio ea 3 mg/Kg S.S. Zina> ea 900 mg/Kg S.S. Quest! valori mostrano cha nella discarica reanlva vi saranno ancora notevoU process! chimici e biologic!, anche so di durata minore rispetto a quelli che sl verificherebbem a>I rifiuto greuo. Non e tuttavla posslbile fare delie stime sui tempi di reazione necessari lino al raggiungimento della quailta richlesta per lo scaria> finale. Atlualmente sono In corso lndagini in tal senso. Un slstema speclale di pmdurre BRAM a>nslste nel ricavare un materiale com bustibile stoccabiie per un tempo !imitate (di norma 3-6 mesl). Spesso poi ii BRAM vlene esslcato e pellettiuato e in taluni casl anche stabillzzato con calce. Cuesta variante di processo viene presa in conslderazione quando II BRAM e destinato ad essere bruclato in lmpianti lndustriai (cemenUfici) come fonte di energia, anziche in un inceneritore di rifiuti. Da 1.000 Kg di rifiuti sl possono ricavare circa 500 Kg di pellets con un consume energetico di circa 2.300 Kwh. Pagina. 7.6 - Concetta di geslione dei Rifiuti Provincia Autonoma di Bolz.ano FIGURA 3: BILANCIO ENERGETICO DELLA PROOUZIONE 01 PELLETS 1 '000 kg Rtrutl 'T,!•ne,gotico: 0 9i. elettric:160 KWh 0 Co."'l'lb.lS1lbi1e 150 KWh ~ Lavorui~ ~ Addltlvt Prodotto P•Uets 500 kQ La convenienza o mono sotto II profilo energetico di etfettuare I processl di essicamentoistabitizzazione e pellettlzzazione dipende da circostanze eco nomiche, ma soprattutto da considerazioni politiche, circa la fattibiltta di ulteriori impianti di lncenerimento di rifiuti in provincia di Bolzano. Acx:anto al vantaggio di poter evitare rincenerimento diretto del rifiuti in provincia di Botzano, grazle alla possibilita di esportare ii BRAM pellettlzzato, sl deve tutta· via rilevare che una simile variante presenta notevoli lnconvenienti: elevati consuml per la preparazione del BRAM (vedi lmplanto di Balzano); emissioni, presenti anche nel processo di selezione; 0 dipendenza da un utilizzo industrials (garanzla di assorbimento senza Q limltazlonl dal punto di vista del11nquinamento atmosferico); trasporto agti utillzzl lndustriaQ Oltre a ci6 vanno consideratl I problem! lnerenti allo smaltimento in discarica del resti. 7.2.2 PROCESSI BIOLOGIC! Riguardo a questo tipo di processo esiste in provincia di Bolzano la possibiltta di • raa:ogliere una notevole quanttta di esperienze specifiche. Aytec AG.CH - ~ I. J Concerto di gcs1bne dei Rif1.1li Pmvincla AUtonoma cli Bolzano Paglna • 7,7 • L'obiettivo di ottenere dai rifiuti un compost commerciabile e rispondente a tutti I requisiti non e stato conseguito ne nell'lmpianto di Sciaves ne In quello di Pontives. I motivl di cio sono stati illustrati net capitolo 1. 7.2.2.1 ESEMPIO DEL NUOVO IMPIANTO DI COMPOSTAGGIO DI BOLZANO In questo impianto, che attualmente sta funzionando In esercizio prowisorio, 11mpiego di tecnologle per la selezlone dei materiali e decisamente elevate. Lo schema dl processo e riportato nella fig. 4. DESCRIZJONE DEL PROCESSO II rifiuto arriva nella Iossa (una piu grande, una piu piccola, di riserva). I rifiuti in gombranti vengono separati, se possibile, per meuo delta gru. Le parti non re• cuperabili, vengono messe in container ed lnviate alrincenerimento. I rifiuti ven• gono caricati con le benne a polipo sulla piastra mobile di alimentazione al va gi o cilindrico rotante da 10 mm. Le palll con peuatura lnferiore a 10 mm ven gono separate e messe in container. Lo scope e dl separare la frazlone fine che ha ii maggior contenuto In metalli pesanti. Sul nastro dl selezione successlvo vengono separati manualmente materiali come plastica o grossi peui metallid, che eventualmente possono essere recuperati. Successlvamente i rifiutl ven gono trtturati in un mulino a cesoie e quindi deferrizzati con un magnate. , ) La stazione suc:cessiva e costitulta da un vaglio rotante con fori da 140 mm per la separazione dells parti piil grossolane (soprattutto plastlca, legno e carta). II sopravagllo passa su nastro trasportatore, che riceve anche I resti delta raffinazione finale del compost. II sottovag6o vlene nuovamente tJiturato e ben miscelato con I fanghl In un mulino a proiezione (PrallmOhle). ( II matenale triturato e omogeneiuato giunge pol, tramtte trasportalore a catena, nel reattore blologico primario (3 settimane di permanenza) e di qui nel reattore secondario (2 settimane di permanenza).L'alimentazione ai reattor1 e effettuata tramite un dlspositivo a coclea che garantisce una distribuzione omogenea su tutta la superficie. R 'r I• cAG. CH . MOruingon Pagina . 7.8 . Concetto di gestione OCi Rrf,uti Provincia Autonom3 di Oolzano FIGURA 4: SCHEMA DI FLUSSO DELL'IMPIANTO DI BOLZANO Fermentazione blologli:s bffinazlcne compOGt AT 1 • t AG. CH • ~ !baud I Fossa I- Rlftutl ingombr.ln.ti I Vaglio rotante • 10 mm ~1 Resti I Nasuo selezi.c:irn, I 1-1 Resti Tnturaziooe I Scpcrazicne 1-1 Fe mag-ietica I Vaglio rot.ante 1~1 Fossa • 1-40 mm i"lcencritore I T rftu-a.lione t snogeneizzazione I I Rcanc:rc biologico I I I Reaittore seccndario I l Vaglio 'librante l::!eritore I Sepentore hertl I ev. clsc:arica '----~----' - ··-·-'-'""-"-'--~ I Oepos:ito ctd oompost m ati.ro p.arte al ricidaggw p,ne ~ll'V)Cenenmento parte a!l'.n::enenmento p#rte alls d!~eane# a eoncctto di g,es1klne dei Rifiul.i Provlncla AU1onoma di Bottano Pagina • 7 .9 • Ognuno dei 6 reattori pu6 assent fatto funzionare sia c.ome reattore primario, che secondario. La rea.tione viene controllata mediante l'insuffla.tione di aria dal basso, In con trocorrente, regolata automaticamente. L'aria aspirata dal reanore nella parte alta viene mandata in un biofiltro caricato con compost mature, che vlene re golarmente rinnovato. Dai processi biologici sui reanort si produce acqua che deve essere raccolta e tranata. Alruscita dei reattori ii materiale viene fano passare su un vaglio vibrante con maglia da 10 mm. I resti (> 10 mm) vengono cartcatl su un nastro trasportatore e mescolati poi ai resti del prime vaglio (> 140 mm). Dopodich6 ii materiale vagliato passa in un separatore di lnerti pneumalico. Gli inerti separati dal corn• post vengono trasportati tramite un nastro entro un container. L'aria vlene aspi• rata e depurala medianle un clclone. II compost cosl raffinalo viene stoccato nel capannone ed lnfine, se possiede la qualita richiesta, viene avviato alrutilizza.tione. II compost dl cattlva quallta, lnve ce, deve necessariamente essere smaltito in una discarica reattiva. Dalla descri2ione fatta, si puO notare cha 11mplanto dl compostaggio di Balzano dispone gia di diversi elementi processuali tipici di un lmplanto per la produ• zione di BRAM (vedi fig. 1 ). ') GIi obiettlvl perO sono dlversi, In quanto quello delrlmpianto di compostaggio 6 dl produrre ii piu possibile compost, mentre quello di un lmpianto di selezione 6 di prod1Jrre ii piu possibile BRAM. Oualora pero ii concetto del compostaggio del rifiuti urbani con questo lipo di impianto si dovesse dimostrare non valido, per motivi qualitativl o quantltatlvi, dovrebbe essere presa In seria considerazione la eventualita di una ristrutturazione delrimpianto stesso per la produzlone di BRAM. Ryt• cAG , a. •~ • Pagina • 7 .10 • c o nee no di gesllone doi Rifiuti Provincia AU1onoma di Botz a no FIGURA 5: FLUSSI OUANTITATIVI TEOAICI DELL'IMPIANTO DI COMPOSTAG GIO DI BOlZANO R1l11.t11 urt>am 85,5¾ 70'000Ua Ma1orra1e da discarica 6¾ 4920U3♦--' Frazione oombuS1ibile 20¾ Hu .. 3960 kcal/kg t6'400 va M.otalli • inertl 5% 4·1oova Fanghi al 30% s s. 14.So/• 12'000 Va Potdite di lermema:,ono e umd1tj, 24% 19'680 Va Compo$1 45¾ 36'900 Va Nella figura 5 e schematizzato II nuovo flusso di materiali delrimpianto di Bolzano, modilicato rispetto a quello di progetto, del 1984. II rapporto di miscelazione rifiulllfanghi e di 6 a 1. Gr. outpul dell1mplanlo sono stimati come segue: Maleriale da discarica Frazione rombustibile Hu= 3.960 KcaVKg Compost Perdile di lermentaz e umidita - ea. 6 % ea. 20 % ea. 45 % !di, 2~ e{q 100 % c.---=~;a + Oiscarica reattiva + lncenerilore BZ + Mercato? + Almoslera 0 0 , . .. ) eonceno di gesHone de,i Rifutl Provlncla Autonoma ell BolZano Pagtna, 7.11 . Sulla base delle conoscenze attuali si puo stimare che la potenzialita delrim• pianto non corrtsponda a quella di progetto (100.000 Va), bensl sia ridotta a 10·000 Va di rtfiuti urbani t rattabill (compresa la lrazione di riliutl organici della citta di Balzano). A cio si aggiungono circa 12.000 Va di langhi al 30¾ di s.s. I motivi di questa rlduzione consistono In: minore peso specifico dei ri fiuti che condizlona soprattutto la capactta del sistema del trasporti minor grade di rendlmento dell'intero impianto, assai complesso. Oalcolando che l'impianto sia in funzlone per ii 90¾ dei giomi lavorativi, si avrebbe una potenzialita giomatiera di 325 t, ovvero 240 g X 0,9 X 325 Vg: 70.000 Va Per quanta riguarda II compost, dalle analisl finora ettettuate, esso risulterebbe entro I limiti della legge italiana (Utt. Tutela del Suolo). GIi obiettivi qualttativi del compost fissati nel capitolalo di progetto del 1984, prevedevano concentrazionl di metalll pesanli rientranti nei seguentl valori limite ) (fonte Dr. A.Stadler): git s.s Pb SOO Od 10 Or (Ill) SOO Or (VI) 10 Cu 600 NI 200 Hg 10 Zn 2'500 As 10 AytecA.G , CH• Wn$ingcn Pagina • 7.12 • Concetto di gesUone dei Rifiu1i Provin::ia Autonoma di BolZ:ano Questi valorl vengono qui di segurto conlrontati con I valorl limite per II compost stabiliti dalla regolamentazione Svizzera (Stoflverordnung), quelli secondo KLOKE, I valorl orientalivi delta "Societa per la qualita del compost• (Germanla) e quelli di un tlplco compost da rifiuti -Verdi" (Svluera). I valori sono in git s.s. Parametrie Swizzera KLOKE Germania Valeri tipici Compost ·verde" Pb 150 100 150 65 Cd 3 3 3 1.1 Cr (Ill) 150 100 100 . Cr (VI) 25 . . . Cu 150 100 100 50 Ni so so so . . Hg 3 2 1.5 1 Zn 500 300 400 233 DaJ confronto emerge che al tempo della progettazione deU'implanto di Bolzano (1984/85) I valorl tolleratl di concentrazlone per i metarn pesantl erano decisamente atti, rispetto a quem attuati. . a Come precedentemente rlcordato, per poler esprimere un giudizio definitive 0 sull'impianto, si dovra effettuare una complete anansi sul bilando di material! e di energia. 7.2.2.2 ALTAI PROCESS! BIOLOGICI (sull'esempio del sistema VALOflGA) Tramite ii processo di degradazione biologica delle biomasse presenti nel rifiutl, sl puo produrre biogas, Che e composto prlndpalmente tla metano, ed e un fomitore di energia. II procedimento Valorga si basa sulta digestione anaerobica del rifiuti urtlani con l'opzione delllncenerimento. Gia diversi impiantl di questo tipo sono In funzione soprattutto in Francia. Valorga propone impianti chlavl In mano di metanluazione e di incenerimento dei rifiuti. Concerto c:1l gestione dOI RlfiUtl Provincia Autonoma di Bolzano Pagina • 7.t3 TECNICA DI PROCESSO (vedi figura 6) Le fasl di trattamento sono le seguentl: II rifiuto viene triturato e preselezionato, separando I metalli ferrosi, II vetro ecc., nonche attre scstanze nocive al pro• cesso di digestione. II materiale restante viene avviato alla lermentazione, as• sieme all'acqua proveniente dalle torri di dlgestione. La permanenza nel silo, e di tS - 20 giomi, in condizionl anaerobiche, mesofile (40°C), con produzione di biogas (50 - 60% CH4; 40-50% C0 2; 200 - 400 ppm H2S, in condlzioni di satu• razlone di umidit/1). II potere calorifico del biogas varta tra 5,5 e 6,5 KWh/m3 e, prevla opportuna compressione o raffinazione, pu6 essere utlUuato per produr re energia. II materiale viene asportato dal silo e dlsidratato lino al 50 -60% di sostanza secca. In queste condlzioni ii prodotto digertto viene utlliuato in Fran• cia come ammendante dei terrenl (anche se ii contenuto di metalli pesantl /J piut tosto elevate). Come variante, II residue pu6 essere utiliuato come combustibile in un lmplanto di incenerimento, per produzlone di energia; in questo case si tratta di un fomo plrolitico rotante, cui segue una post-combustlone per bruciare al atta temperatura (840-960°C) I gas generati dalla pirolisJ. VI e poi una lrazione inerte pesante rtsuttante daJ prooesso di selezione. Attualmente vi e un grosso interesse attomo al processo di digestione anaerobica dei rifiuti urtiani, nato sulla base del buonl risultatl ottenuti con lmplantl dimostrativi, come ad es. rimpianto pilota DRANCO {Dry Anaerobic Conversion) di Ghent-Belgio e deU'impianto commerciale Valorga di Amlens Francia. Un c,escente lnteresse per questa tecnologia sta nascendo anche In . ) lnghilterra da un po di tempo. I flussJ approsslmatlvl di materiali sono riportati in figura 7. P39ina . 7.14 . conccno c:11 gestiono dei Aihull Provincia Autol'¥:lm3 c:li Bo!.zaoo . FIGURA 6: SCHEMA DI PROCESSO VALORGA I SlOCC oe, - fl.e1, , .... ~:•0l'll'j- - - - .. , Ctt)l.<MO , I Vlt('rlOI t: l - -{ e10~$) <'i~!UIOfl- • 1 ~ MIS.C:tlUIOM H ( t f'fl\t ,..t ulcnft '1. Sflt11Qnt 1• t«'I • c<N~ ell 01$10'UU10f'I !>tltllOII Comoo;,} rlClfCO IO In t11o,r~1-ttor f r . ' ' ' ' ' ' P:IClr(OI ' I f o;;i : .. -- -- ... - - - - --- - -- ... - - --- - - ---- --~ {....,.ll,) 1 ne;11 ) --- -- · 00ZIOM FIGURA 7: BILANCIO DI MATERIAL! NELLA FERMENTAZIONE ANAEROBICA • VALORGA, CON INCENERIMENTO ...... ...... .. OUESITI APERTI/PROBlEMI ..... In alcuni paesi europel (Germanla, Sviuera) gill da tempo sl e lormata la convinzione che ii cosiddetto compost da rifiuti contiene metalli pesanti in concenlrazioni troppo elevate e pertanto non puo essere ragionevolmente utilizzato come ammendante del terreni. 0 0 r. conceno di gestione <:rel Rifllti Ptovincla Autonoma dJ Botzano Paglna • 7 .15 • Affinche l'lntero processo possa tunzionare, e necessaria una quanttta di so• stanza organica nel rlfiutl relativamente alta; cib e perb in contrasto con le inten• zioni della provincia di Balzano di trasformare in compost di quanta II rifiUlo orga• nico raccolto separatamente. Per le considerazioni precedentemente latte, ii slstema dJ!lla ,dlgestione an~ roblca non soddisfa agli obiettivi stabilitl £ er la provlncia di Bolzano e 1>er1anto non verra ulteriormente lrattata, - Oualora, nel corso dell'attuazlone del piano, sl dovesse rllevare l'lmpossibilita pratica di reafizzare nuovl inceneritori di rifiuti, si dovra riprendere in considera• zlone l'ipotesi della digestions anaerobica. In ogni caso per6 i residui ed ii co• siddetto compost dovrebbero essere inceneritl ed in tal case I foml I e II di Bolzano sarebbero ben difficllmente In grado di far fronte a tale quantlta. 7.2.3 TRATTAMENTI TERMICI . 7.2.3.1 INTRODUZIONE ALLA TECNICA DELL• INCENERIMENTO E' oppor1uno premettere alcune considerazioni teoriche sull1ncenerimento. onde facllttare la comprensione dei paragrafi successivi. In general& I processl che entrano In gioco nef trattamento termico dei rifiuti sono I seguentl: essicamento, degasazione, gasificazione, combustione. Ognuno di essi e subordinato alla temperatura ed altrl parametrl che condlzlonano la velocita di reazione. a) rESSICAMENTO del material& avviene a temperatura attomo ai 1 oo•c e pub essere ottenuto sla per lrraggiamento dalla camera di combustions (es• sicamento superfic!ale), sla per trasmissione convettiva del calore per via flulda (gas, aria, fumi, ecc.). Per accelerare questo processo sl deve aumen• tare la superficie esposta all1rragglamento, owero preriscaldare II fluido ris caldante. A y t • c AG , CH • MOncn::o, Pagina- 7.16 - Concotto di gesOone del Riflutl Provincia Au1ol"()ma di Botzano b) nella DEGASAZIONE avviene la liberazlone, a temperature di 2so• C uu• periori, delle componenti volatili presenti nei rifiutl, vale a ~acqua da un lato e datrattro gas di distillazione ed idrocart>uri combusllblll. !J!lJ!J;!~ a degasazione e !'2Ssibi le solo in assenza di meul o~ ldantL{!lriaj. Poiche la temperatura di accensione di quesll prodotti di dlsllllazlone e relalivamente bassa (250· 300°C) essi si infiammerebbero lmmediatamente, in presenza di osslgeno. II processo di degasazione e la sua velocita dipendono sola• mente dalla quantlta di calore fomito. c) Per GASIFICAZIONE si lntende la deco mi>oslzione di carb!llli.QJis.~!1.J!l pro• dotti ga~ . Cuesta processo si svolge principalmente ad alte temperature (tra SOO e 600°C). Oltre alla temperatura sono determinanti per la reazione II vapor acqueo e rossigeno. d) la COMBUSTIONE lnfine e 1a.101alll.Jls.sidaziQQ8 dei gas originati dai pro· cessl precedentemente descritti. Come prodotti della combustione si origi• nano principalmente ossidQ di camonia a vapore acq,100. Nella maggior parte dei processi di combustione ed anche nelrlncenerimento diretto o monostadio, le quattro fasi sopra descritte non sono nettamente distin guibiU runa dall'altra nello spazio e nel tempo. In parte le quattro fasi si svolgono parallelamente e si influenzano a vicenda Accanto alla conoscenza teorica e perO motto importante nelrincenerimento an• che resperienza pratica I fuml devono ragglungere una temperatura di almeno 800°C per garantire la completa combustione e la desodorazione del prodottl gassosl. Non si deve tuttavia superare una temperawra masslma nei fumi per evltare lmbrattamenti nella zona fumi, derivanti da particelle pastose di ceneri. Con eccessive temperature nello strata di rifiutl, si possono avere fenomenl di fusione delle scorte, con conseguenti danni nel movimento delta grig~a. La prtncipale ditferenza Ira i diversi combustibii, rifiutl da un late e cart>one, olio combustibile e gas dalraltro, conslste nella composlzlone, che cambia In conti· nuazione e di conseguenza nella vartazlone del potere calorifico e nella con sistenza dei fumi prodottl. Anche se sl cerca In ogni mode di ottenere la masslma omogeneita possibile del malertale da bruciare, mediante le raccotte ditferen ziate ecl'i trattamentl di triturazione ed omogeneizzazione, non si puO evitare di avere, accanto a PVC, gamma e tessuti, anche materiati umidl, con comporta· menti estremamente diversi nella combustione. (1 ( ) Concetto cN gesUone dei Rifiuti Pravincia AUtonoma di Botz-aoo Pagina • 7.17. ~ comporta naturalmente una combu:;Jione non unitorme con eroc1uzione di masse di tumi di ditferente composlzlone e temperatura. La disomogeneita dei rifiuti rispetto alla combustione provoca diversi inconyenienti aHintero jmpianto. ·sovraiemperature localiuate comportano U pericolo di fusione deHe cenerj e di fenomeni di sjnlerizzazione sulle pareli. Sottotemperatu'! locallzzate comportano al contrario lnsufficiente combustions dei rifiutl. Nelle masse di tumi in sovratemperatura si supera la temperatura di rammolli mento delle ceneri, ii che porta alla tormazione di incrcstazioni sulle paretl della camera di combustlone e persino della caldaia, con conseguente drastica ridu zlone del rendimento e del tempi di eserc!zio. Se lnvece le masse di fumi sono trcppo fredde, non e garantita la completa combustione e la desodorazlone dei fumi stessl. Attrettanto importantl quanto le variazioni di temperatura, sono le variazioni di composizione delle masse di fumi, provocate da mancanza o eccesso di aria. Masse di fumi con atmosfera riducenle danno luogo a corrosion! sulle superfici della caldaia; mescolandosl poi con masse di fumi In eccesso d'aria provocano fenomeni di poslcombustione del gas ancora incombusli, con conseguentl sov ratemperature locaGzzate e relativl fenomenl di rammollimento delle ceneri ed lncrostrazloni sui tubi di caldaia . A tutto. cib sl puo porre rimedio solo se si e in grado di fomire e c:;:mtrollarun c1gni punto la gius1a.guantlta di aria; 11UBsto4XJn.imodemi sistemi dj regolazlo, ) ne, e oggl possibile. Quando sJ parla di efficenza di un impianto di incenerimento di rifiutl, sJ lntende la quantlt/1 di calore recuperablle sotto forma di vapore o di acqua calda, rispetto alla quanlita di calore fomito sotto forma di rifiuto. Tale efficenza o rendimento, sl deve mantenere sull'ortline delr80o/o. Le principali perdlte nel processo di incenerimento, che ne riducono conslstente-mente ii rendimento, sono dovute alle perdite di calore attraverso I fuml emessl In atmosfera. Esse dipendono quindi dalla portata e dalla temperatura dei fumi (eiu bassa e la temperatura di usclta, maggiore 8 II rendimento). Aw tecAG. CH • MlnS~ Pagina • 7. 18 • Conceno di ges!One dei Rlf1.1ti Provlncia Autonoma di Botzano La temperatura dei fumi dipende, da un lato, dal tipo di caldaia e, dall'altro, dal suo grado di sporcamento. L'anttudine allo sporcamento di una caldaia e, da un lato, legata alle sue caraneristiche costrunive, dall'altm dipende dalla quaUta del fumi, nel senso che piu frequenti sono I fenomeni di postcombustlone del fuml In zona caldala, plu rapido e ii suo sporcamento. Le quantita dei fumi pmdotti dipende In larga misura dalla lom temperatura media in camera di combustione: piu atta e tale temperatura, minore e la quantita di fumi. La temperatura massima di esercizio in camera di combustione e fortemente condizionata dalle caraneristiche strutturali della stessa, nonchll dalla disposizione della caldaia, ovvero degli element! di scambio del calore. Pertanto la portals dei fumi e una funzione dells caraneristiche costruttive della camera di combustione . ..!!!2?nciusione si pull afferm !r~he r~cenz~ recupem terrpi~ un forno inceneritore dipende da tre faUori principali: costruzione deUa camera di combustione e della caldaia, qualita dei fumi. Ogni impianto di trattamento termico del rifiuti vlene dimenslonato In base a determinati parametri, lntorno al quail sl definisce una certa fascia di tolleranza. che rappresenta II campo di funzionamento dell1mpianto. I principal! parametri, riportati nel diagramma di carico di figura 8, sono: portata di rifiuti potere calorifico calico termico a 0 Conctlno di gestione csel Rlfiuti Provincia Autonoma di Botz.ano FIGURA 8: OIAGRAMMA 01 CARICO C:mco teNruco 100 canco minimo so so Qc.aanthJ di rlfluti 100 I o s I o I ~ •i ,~ Paglna • 7.19 • la tlesslbllitil del processo vlene r1tertta a questl parametrt, tenendo peraltro conto anche della qualitil del resldul e dei tuml. Calle precedenti considerazioni si rileva quanta sia importante che un tomo venga correnamente dimenslonato e, sopranuno, gestlto. la buona o cattlva conduzione di un tome dipende altresl in gran parte dalla qua6til del personale tecnico. Negli ultimi to annl, grazle al notevole mlglioramento del sis1emi di regolazlone del processi e grazie ad un costante controllo della combustione ottenuto con sensori tissi, si sono ottenuti enorrni progressi. Rytec.AG , CH·~ Pag!n3 • 7 .20 • Corcetto di gestkine dci Rrli.Jti Provincla Autonoma di Bol.zano 7.2.3.2 PROCESS! MONOSTADIO 7.2.3.2.1 FORNO A GRIGLJA (anche secondo l'esempio di Balzano) FUNZIONAMENTO DI PROCESSO Gli inceneritori di rifiu1i sono oggi per lo pill strutturati nei seguenti compartimenti: con una gru si prelevano i rifiuti dalla fossa e si introducono net forno, dove giun-gono sulla griglia in camera di combustione. I fumi dalla camera di combustione passano attraverso gli scambiatori di ea.lore. dove cedono renergia termica dei rifiuti ad un fluido (acqua), tramite processi convettivi di trasmissione termica. Nelrelettrofiltro o nel fillro a tessuto, nonche nei successivi stadi di depurazione (per lo piu lavaggio ad umido, DENOX) gG Ci inquinanti vengono separati dai fumi, owero trasformati in sostanze innocue. Le scorie e le polveri di filtrazione ven•gono raccotte separatamente. Per rincenerimento di rifiuti urbani vengono per lo piu impiegati forni a griglia. In figura 9 viene rappresentato schematicamente un tale tome, nelle sue princicpali componenti: GU lmpianti DENOX non sono ancora obbOgatori in Italia, anche se vengono sempre pill ritenuti necessari, per la riduzjone dell'ossido di azoto, un precursore dell'ozono. FIGURA 9: FORNO A GRIGUA Fomo a griglia cattaia TriOJt&::ionC ~ i Scotie Ceneri di caldaia E•Filtro Torre di la· Ciminiera fittro a maniche vaggio OeNOx \. ~ Potveri di Re-sti da E,Filtro Lavaggio lumi a [ conceno di gcsUone dei Rifiuti Provinci:a Auionoma dj Botzano Pagina • 7 .21 • PRETRATTAMENTO DEi RIFIUTI II pretrattamento dei rifiuti It per Jo piu minima. Solo riliuti ingombrantl, lnadattl alrincanarimento, davono essere preventivamente ridotti di volume, sia per ris parmlare spazio nella Iossa, cha per ottenere una omogeneizzaziona, evitara intasamentl nal forno e conseguire una migliore combustiona. Con l'umanto continue del potere calorifico dei rifiuti, si rends sempre piu opportune ellettuare una pretriturazione dei rifiuti anche nei lorni a griglia, per ottanere una combu stione piu regolare e costante, senza punts di carico. TRATT AMENTO TERMICO Le principali luniionl della griglia consistono nel traspol1o del materials combu• stibile e nelrintroduzlone dell'aria comburente, garantendo una combustione II piu completa possibile. Nel proc! sso di incenertmento le quattro fasi di essi camento, degasazione, gassillcazione e combustione (ossidazionel sj syolgono In pane distintamente, In pal1e paral!e!amente, Lo scope del compal1imento "for no• e rossidazione piu complete posslbila di tutti i composti organici dei rifiuti, in modo da ottanare residui iner1i, nelle scone cha cadono nel bagno d'acqua alrestremitA dalla grigUa Un fondamentale ccntrtbuto allo svolgimento dells combustions sulla griglia It rapprasentato dalrimmisslone dell'alia primaria attraverso le lessure della griglia stessa. Per un'ossidazione ottimale, l'arla primaria dave essare regolata in ralazione al potere calortfico ed al grade di accensione del rtfiutl. Le masse di fumi ancora incombusti vengono lnvestite e mescolale con raria seccndaria iniettata nella zona di postcombustione. per completarne la combustione, a tern• perature di circa 900° C e con un tempo di permanenza di ea. 3 sec.. Dopodichlt I luml passano nella caldaia, dcve trasleriscono ii lore calore al vapore per mez• zo di scamblator1 a lrragglamento ed a contatto. TIPI 01 GRIGUA Per l'incenerimento dei rifiuti urt>ani si sono realizzati divers! tlpl di griglia, oggi present! sul mercato: Pagina • 7 .22 • Concetto di gestione dei Aifiutl Provlncla A&Jtonoma di Botz.aro Griglia a gradini con movimento in avanti Griglia a gradini con movimento in controspinta Griglia a rulli In provincia di Balzano si conosce soprattutto ii terzo tipo, per cui ci limiteremo a desCfivere solo la griglia a rulli. GAIGLIA A RULLI (esemplo fomo I di Balzano) Cuesta griglia e costituita da rulll cllindrici dispostl in sequenza, con una inclinazione di 20·30°. La movimentazlone dei rulli e regolata elettricamento, con velocita dipendente dal grado di combustione dei rifiuti. FIGURA tO; GRIGLIA A RUU.I 2 3 1 Aifiuti 2 Fumi 3 Scone 0 DIAGRAMMA DI CARICO SULL'ESEMPIO DEi FORNI I e II DI B01.2ANO 0 La capaclta di un fomo e condizionata sempre da due fattort: portata e pcrtere calorlfico dei rifiuti. La figura successiva mostra II diagramma di carico del fomo I attuale e del nuovo fomo II in costruziona a Bolzano. La potenziafita dei due fomi, con un potere calorlfico Hu • 2.1 oo KcaVKg e: FORNO I FOANOII Totale ea ea.. 5 a.a:i 13,33 1/h; tlb; 1/h; carico tennico max carico 1ennico max carico 1enn.totale 10,5 GCal/h 17,5 GCaVh 28,0 GCat/h Se ii potere calorifico dovesse aumentare In futuro, la capacita dei due fomi diminuira proporzionalmente. Di ciO sl dovra tenere canto nei programmi futuri. A1t,~ AO. CH · ~ ( Conc-0110 di gcstlone dei Rifiuli Provincia Autonoma di Botzaoo Paglna • 7 .23 • FIGURA t I : OIAGAAMMA 01 CARICO TEAMICO DEi FORNI I E II DI BOLZANO Gcal/h 1' 3.0 4-.0 s..o 8.0 8 3l n.n To/h Oiitl fornitl di! SnamprogettJ Con un potere calor1fico medio di 2.100 Kcal/Kg entrambi i fomj, in funziona ) mento contemporaneo, sono dunque In grado di bruciare ea. 13,5 11h (100.000 Ua). Se ii potere calorifico successivamente dovesse aumentare fino a 3.500 Kcal/Kg (ad es. nel caso del BRAM), la pofenzialijil di incenertmento comples siva si ridurrebbe a 8,0 11h (60.000 Ua). Di questo fatto in particolare si terril conto, nella formulazione delle ipotesl e degi scenar1 futuri . . PRODUZJONE DI ENERGIA L'energia tlberata netrlncenerlmento puo tecnlcamente essere utllluata, sia co me energia termlca, cha come energla elettrica (dl quatlt/l superiore), a seconda del tipo di utenza disponibite. II rattreddamento dei fuml prodottl netla combus tione avviene suite superfici degli scambiatori di catore (ad acqua o a vapore). Pagina • 7 .24 • Con:::eno c,J geslione dei Rifiu1i Provincia Aulonoma di Bolzano La caldaia ha la funzione di trastormare renergia contenuta nel rlfiutl in energia dnetica e di trasterirta ad un fluido ponatore. L'entlta di vapore procfotto risulta dalla differenza tra ii potenziale energetlco conterito nella combustione dei rlfiuti e le perdlte di energia inevitabili e che dipendono dal slstema. II potenziale energetico conterito e ii predotto della quantita di ritiuti per ii rispettivo potere caloritico. Le perdite di energia risuttano dalla somma delrenergia termica contenuta ancora nel fuml alruscita della caldaia. dalle dispersioni di calore nel tome e nella caldaia, nonche dall'energia termica potenziale degli incombusti presenti nelle scorie. L'energia termica asponata con i fumi e preporzionala alla lore ponata. Le relative perdtte di energla sono dell'ordine del 15%, Le perdite per irraggiamento e par ea& di etficenza In camera di combustiona ed in caldaia dipendono dal tlpo di lmpianto e sono nell'ordine del 3% rispetto al totale In ingresso. La frazione di lnccmbusti nelle scorie corrisponde a una perdita di circa to/o dell'energia di panenza La pane di energia utilizzabile in un tome a griglia e partanto circa 1'80% del potenzlale iniziale. Tale enargia puO essare utitizzata direttamente come energia termica, oppure trasformata In energia elettrica ed lmpiegata per I prepri consumi e per attri utilizzi estemi. Attuatmente II tomo I di Balzano produce esclusivamente energia elettrica. E'attualmente in corso un progetto di ottlmlzzazione, per sfruttare in future in mode migliore renergia predotta. BILANCIO DI MATERIAU Rlspetto alla quanttta lntrocfotta come rlfiutl In un fomo a griglia, I residui sono costituiti per 1126% da scorie, per ii 3% ea. da polveri di fittraziona a per r1% ea, da fanghi pressati derivanti dalla depurazione delle acque di lavaggio dei fuml. TRATTAMENTO DEi RESIDUI I residui degli impianti di incenerimento richiedono idonee lorme di smaltimento. Mentre le scone possono essere direttamente conlerite in una apposita dlscarica senza trattamenti aggiuntivi, le polveri di fittrazlone e gll altrl resldul della depurazione devono essere sottoposU a pretrattamentl, prima del deposlto in discarica. 0 0 [ conccuo di gcs.tlone dei Rifuti ProvlllCla Autonoma di Bou.ano FIGURA 12: FLUSSI 01 ENERGIA TE AMICA OTTIMALI Input 100% Paglna • 7 .2S • Perdite nelle scorie 2 % ) Perd1te per 1rraggiamento 3% Forno a grlglia Perdrte nei fumi 15 °/4 ) Energia di caldaia utilizzabile 80% ' In attemativa alla discarica, le scone sono ccmpatibii anche di riutilizzo come sottofondi stradali, previo idoneo trattamento (ad es. trattamento termicc In fomo rotante). Per ii fissaggio delle polveri dei filtri e di caldaia nonche degli attri resi• dul della depurazlone del fuml, vi e tutta una serie di metodi a dlsposizi?ne. II processo di fissaggio con cemento viene gia ampliamente praticato, mantra la ccsiddetta vetrificazione ad alta temperatura e anccra a llvello di tecnotogia sperimentale. Nelrlmplanto dl Bolzano II fissaggio delle polverl viene effettuato ccn ii sistema della cementazione (ccn particclari additivi). RvtecAG , CH-~ Paoin3 • 7 .26 , Conoetto di gestione del Rlflutl Provincia Au1onoma di Bolzano FIGURA 13: FLUSSI DI MATERIAU IN INCENERITORI A GRIGLIA, SENZA RECUPERO DEU.E SCORIE Quant iU trattata • 100'6 lnceneritore a griglia Discarica 29, 1 % WWR • Fanghl chlla dc-;,urazion• fvml R f I • C NJ. CH • l.O,shoerl, 0 0 r ) Corv::;e110 di gestione dei Ri1ilti Provlncla AU1onoma di Bob:ano Pagina • 7 .27 . 7.2.3.2.2 FORNO A LETTO FLUIOO Cuesta tecnica di incenerimento viene soprattutto impiegata nelle centrall termo elettrlche a carbone. Nell'incenerimento dei rifiuti questa tecnologia trova appli• cazione, in una forma parzialmente modificata, specialmente in Giappone. Fin• tandia e Svezia. II fomo a letto fluido trova largo lmpiego in Europa soprattutto per rincenerimento di fanghi di depurazione, fanghi industriali, morchie oleose, rifiuti della lavorazione del legno e della cana. I vantaggi di questo Sistema sono l'atta llesslblUta rispetto alle caratteris1iche del combustlblle e la possibilita di in• cenerire fossm di basso valore e sostanze biogene. FUNZIONAMENTO DEL PROCESSO Un fomo a letto lluido ll In grado di incenerire praticamente ogni genere di riliuli (rifiuti urbani, ingombranti , industriali, ospedalieri, fanghi, ecc.), nella misura In cui questi siana stati preventivamente condizianati. Nel caso dei rifiuti urbani cib significa triturarli fino al grado richiesto dal fomo. Anche nei fomi a letto lluido si pu6 ettettuare II recupero del calore prodotto. I fumi vengono sottoposti ai normaU processi di depurazione. La seguente f,gura 14 mostra In forma schemallca gll stadi del processo. FIGURA 14: SCHEMA DI PROCESSO: INCENERITORE A LETTO FLUIDO Forno a let o fluido ..,. f"Seepaiiao,aF• 7 +----1 Ttl11.1razlone mne Vetri. melali Ceneri e-Wlro e .... ,ttro a tessuto Ciminiera OcNO, \ Potveri Re:dl.a d~ &a~aggio lumi Pagina • 7.28 • conceno di gesiiono del Rifi.Jti P'fovincia Autonoma dl 8otzano TRA TT AMENTO TERMICO 11 letto fluido consists in una camera cilindrica o a sezione rettangolare rivestita in refrattario , sul cui fondo SOno situati degli ugelli, ricoper1i di una strato porosa di sabbia, ceneri o calcare. L'aria di combustione viene insufflata dagli ugelli attraverso lo strato di sabbia, che assume un moto vorticoso. II combustibile viene immesso pneumaticamente o meccanicamente nel forno e lluldlfica. La combustione ha luogo nello strato fluido vorticoso, in forma rapida, intensa e completa, a temperature attomo a 80D-9S0°C. I fuml vengono estratti dalla parte alta del fomo. Le cenerl cadono attraverso ii fondo forato e vengono estratte nella parte bassa del fomo. Per ridurre gli inquinantl nei fumi, si possono mis celare determinati additivi. FIGURA 15: SCHEMA STRUTTURALE DI FORNI A LETTO FLUIDD (A PRESSIONE ATMOSFERICA) Letto r1u100 staz1onar10 Letto tlu100 a c1rcolaz10ne mterna ,-----, Fuml Combustlb lle j::'' """"'' Letto r1u100 vacort ACQUa cccccc Arla Letto f lulOO a c1rcolaz1one esterna '/ t Anche nei fomi a letto fluido si possono distinguere diversi prlncipi; la pressione nel sistema di lncenerlmento e a questo riguardo un parametro distintivo assal lmportante: • lncenerlmento a letto fluido in soprapressione: II reattore viene mantenuto ad una pressione superiore a quella atmosferica: cil> favorisce in modo determinante la trasmissione del calore, perrnettendo di rea5zzare impianti piu compatti ed efficienti. Si stanno 0 0 r ·J Corcetto di gesn:me dei Rif1Jti Provirda Autonoma di BoU:ano Pagina • 7 ,29 • attualmente ettettuando le prime sperimentazionl per la combustione di carbone, mentre non sono ancora prevedibili applicazioni a breve termine per fincenerimento di rifiuti. • lncenerimento a letto lluido a pressione atmoslerlca: e gla collaudato per diversi combustibili. Di questo tipo vi sono due sotlo· classi: • letto fluido stazionario o lento, senza movimento delle ceneri • letto fluido veloce o circolante, con movlmento delle cener1. La principale caratteristlca del letto fluido lento o stazionario e la bassa velocita dell'aria di combustione (1 ·2 m/s). II carico termico attraverso la sezione varia tra 1 e 3 MWtm2. A causa della bassa turbolenza, questo sistema viene conslderato poco idoneo alfincenerimento di rifiutl. II letto fluido a circolazione con ricircolo delle cener1, ha, contrar1amente all'altro processo, senza ricircoto delle ceneri, un letto fluido nel quale le cener1 vengono relmmesse in circolo di incenerimento. CU> permette un buon rimescolamento del materiale combustibile ed una omogenelttl delle temperature di combustione. La particolarita del fomo a letto fluido con ricircolo consiste nel fatto che l'alta ve• lodta del vonice (6·8 m/s) produce un1ntensa circolazione delle ceneri nel siste• ma reattore-ciclone, che quantitativamente e circa 40 volte la quantita del corn• bustlblle lntrodotto. lnoltre II carico termico attraverso la sezione e molto piu alto (3-8 MWtm2). Un lmpianto di questo tipo appficato alrlncenerimento del rlfiutl, e stato realizzato in Svezia a Eskilstuna nel 1986, dagU stabi6menti GOta. Nel fomo a letto fluido a circolazione intema si pu6 raggiungere una potenza di t 00 MW, conispondente ad una potenzlalita di circa 30 Ilg di rlfiutl, con un potere caloriflco di 3,3 MW/I ( 12.000 KJ/Kg). Un presupposto lndispensabile per ii funzionamento dei foml a letto fluido e la preselezione delle sostanze indesiderate, la 1riturazione e la separazlone dei meta Iii. In tutti I process! considerati ii letto lluido e costituito da materiale lnerte (sabbia, cenere, calcare). Alravviamento, 11 letto viene r1scaldato fino alla temperatura di Paglna • 7.30 • Concetto di ges1ione dei RiiiuU Provincia Autonoma di Bolzano . accensione, dopodiche viene immesso ii combus1iblle. L'aria viene lmmessa come aria primaria attraverso gli ugelli sul fondo e come aria secondaria nella camera sovrastante II letto fluido. PRETRATTAMENTO II pretrattamento dei rifiuti e indispensabile per ii funzionamento del forno a letto fluido. Tale pretrattamento varia a seconda del sistema presoelto. Nella tabella successiva sono riponate le pezzawre massime e media cile I rifiuti devono possedere per essere lmmessi nel forno: Sistema Pezzatura media Pezzatura massima mm mm Lotto fluiod stazlonare 250 300 Letto fluido a circolazlone stazionare so 100 Letto fluiod a circolazlone estema 50 100 PROOUZIONE 01 ENERGIA Anello rincenerimento a letto tluido si presta al recupero di energia ed ad essere accoppiato con una caldala II rendlmento di recupero termico e dello stesso ordine di quello dei tradiziona5 foml a grigGa BILANCIO 01 MATERIAU Una Uplca caratterisUca del lama a letto fluido I! che la maggior pane dei resldul e rappresentata dalle ceneri leggere (polveri di E-Filtro + ceneri fini della caldaia). La proporzione dei residui e la seguente: 80% ceneri leggere 20% ceneri di fondo (scorie) 0 u ( Conceno di goS!lone dei R.ifiuti Provtncta Autoroma di Botzano Le ceneri leggere si producono In due punli: 70% (55% dei residui totali) a 400°C circa nella caldaia 30% (25% dei residul totali ) a 200'C nell'elettroflltro Pagina- 7.31 • La figura seguente rappresenta schematicamente i flussl di material!. TRATTAMENTO DEi RESIDUI Le ceneri grossolane derivanti dal fomo a letto fluido subiscono lo stesso lipo di tranamento delle scorie di un forno a griglia. Le ceneri fini, invece, (escluse le polveri provenientl dal filtri e dalla caldaia) cha costituiscono circa II 55% del resldul solidi totali, risultano meno contaminate, ma ciononostante trovano difficilmente una possibilita di lmpiego. In Austria questo tipo di residui viene conslderato come rifiuto speciale, data l'elevato grado di eluabilita cha esso possiede. Le polveri dei filtri, le ceneri finl e gli attri residui del process! di depurazione devono essere stabilizzati prima di essere depositali In discarlca Pagina . 7.32 . Conce1to di oestiOne dei Rifi.tti Provincia Al.rtonoma di Dotzano FIGURA 16: FLUSSI 01 MATERIAL! NEI FORNI A LETTO FLUIOO Triturazione. selezione Fomo I letto fluido Oilca.rica 26,4% ~ w 0 a: a: ,. 5 • ~ ! ; .. w i ~ ! ~ .. C i ~ WRR • FangN da lratt.vnetnii d d8'Uazion• 0 0 ) 0 ... Concetta di gc~ione del Rtfk.111 Provincia Autonoma di Bolzano Paglna • 7 .33 • . 7.2.3.3 PROCESS! A DUE STAOI CON VETRIFICAZIONE 7.2.3.3.1 PROCESSO 01 GASIFICAZIONE/lNCENERIMENTO Ouesto processo, sviluppato dalla KWU•Umwelttechnik tedesca si basa su due processi fondamemaJI: la plrolisl (produzione di gas di distillazione e resldui granulari simili al carbons) e successlvamente rlncenerimento del gas e dei residul {lncenerimento ad alta temperatura) FUNZIONAMENTO DEL PROCESSO La tecnica di processo di un tale impianto si compone dei seguenti elementi: Trattamento dei rifiuti: t ri1urazione in un mulino a cesoie Gaslficaziorie-distillazione: una coclea a tenuta alimenta ii materials tri1urato dalla Iossa nel reattore cillndrico, In assenza di aria II rifiuto sl decompone in gas di distillazione ed In residua simile al carbone. Trattamento dei res1i: avviene in tre fasi e comprende la selezione pneumatica e la vagliatura. Vengono separati I metalD ferrosi e non ferrosi, pletre, vetro e ceramlca. lncenerimento ad alta temperatura: i gas distlllatl ed I resldul soDdi vengono lnceneritl nella camera di combustione ad una temperatura di ea. 1.3oo•c, che e di circa 100 • 150°C superiors alla temperatura di fusions delle ceneri. Le scorie passano percic!I allo state fluldo e dopa aver abbandonato la camera di combustione soDdificano In un granulate vetroso. Anche le polveri del filtri e della caldaia finiscono assieme alle ceneri nella camera di fusions. Oepurazione dei fuml: sl appllcano le tecniche di depurazione usuali. Produzlone di energia: anche in questo case esiste la possibiUt/1 di recupero energetico, sia in forma di vapore che di energla elettrica. per coprire ii fabbisogno energetlco delrlmpianto e aUmentare utenze esterne. Pagina • 7.34 • COncctto dl gestlone <kli Riliuti Provi-neia Autonoma di Botz.ano FIGURA 17: RAPPRESENTAZJONE SCHEMATICA DEL PROCESSO incenerimento ad alta temp. Preriscaldamcnto del ,eattore Cal:laia E-Filtro o filtro a maniche Lavagg10 Ciminiera I reattore Trattamen• 10 ,esti 0 0 0 < I (!> Metalli. ~ vetro,ea:: T n11.1razione Fossa ... Ceneri Scorie vetrifica1e \ Polveri di E•Filtr fumi DcNOx Resdui di lavagg,o tumi Con questo prccedimento possono essere tranate le seguenti tipologie di rifiuti: • Aifiuti urbani residuati dalle raccolte differenzlate • Aifiuti urbani, an\gianali, lngombranti, ta\ quali, non selezionati • Fanghi misce\at\ ad altri rifiuti (interessante per la prov. di BZ) • Materlali di rifiuto derivanti dalla rottamazlone del veicoll (lmportante per provincia di BZ) • Aifiuti speciai anche In torma pastosa o fluida purche trasportabiU per mezzo di coclea (importante per prov. di BZ] • Rlflutl ospedafieri La gamma e pertanto piu ampia che nei fornl a griglla. 0 0 { concerto di gestbne doi RifiJU Provincia Au1onoma di Bolzano Pagina • 7 .SS PRETRATTAMENTO II rifiuto viene lnnanzltutto scaricato In una Iossa e di qul prelevato per essere triturato in un mulino a cesoia fine ad una pezzatura di ea. 200 mm. II materiale triturato viene poi staccato in una Iossa intermedia e di qui caricato nella tramog gia di ar.mentazlone, da cul viene estratto tramite una coclea a tenuta ed lnviato nel reattore a tamburo. TRATTAMENTO TERMICO La coclea a tenuta ha lo scopo, ottre che di alimentare ii reattore, di evitare cha sl Introduce aria dall'estemo. II rifiuto sottoposto a processo di gasificazione (450-C, in assenza di aria) si decompone In gas e residui solidi. Le componenti organiche vengono demolite. I metali pesantl nel rifiuti non vengono ossidatl (atmostera riducente) ed II ferro vlene per cosl dire arrostlto. II gas prodotto passa dlrattamente alla camera di combustlone ad alta temperature, mentre I residul soUdi vengono avviatl al pretrattamento. La polvera di carbone non utmzzabile viene pure awiata alla camera di combustione ad atta temperatura. L 1ncenerimento vero e proprio awiene In due stadi (per motlvl di emlssloni e di tecnica processuale): l'apporto regolalo di aria nel primo stadio determina la temperatura dei fumi di 1.oso•c. Una utteriora graduazione dell'apporto di aria di combustione innalza la temperature nel secondo stadia a t.300°C, che e di ea. 100-1 so•c superior& alla temperature di fusione delle ceneri e che pertanto porta queste uttlme allo state fluido. Essa poi finiscono in un bagno d'aa;ua e si solidlficano In un materiale granulare. Le polveri captate nell'elettrofiltro e nella caldaia vengono ricondotte nella came-re di combustione e fuse assieme alle ceneri. II grosso vantaggio di questo slste-ma consiste proprio nel basso lmpatto amblentale del residui, ridotti in granulalo inerte. I fuml vengono sottoposti alla serie di trattamenti di depurazione oggl dis-ponibiU. Pagina. 7.36 . COnceno di gesuone de:i RiliJtl Provincia Autonoma dl Bolzano . DIAGRAMMA DI CARICO II rendimento termico di un impianto di gasificazione/inconerimento puO essere ricavato dallo schema seguente. II campo di lunzionamento e limltato verso II basso dal valore del potere calorllico di 6.000 KJ/Kg e verso l'atto del valore di 25.000 Kj/Kg. Rispetto ad allri processi termici , questo ha un campo di lunzionamento molto piu ampio. FIGURA 18: OIAGRAMMA DI CARICO Carico termico % 100 50 to/h 60 PRODUZIONE DI ENERGIA 60 so 100 % Quantiti di rifiutl Come negij altri inceneritori tradizionati, anche In questo caso renergia con• tenuta nei riliuti e utilizzabile. Mentre sono teggermente superiori le per<Jite di energla legate ai residui sotidi, quelle legate ai lumi risultano leggermente in• feriori con queS1o s1S1ema. Complesslvamente qulndi II rendimento termico e dello stesso ordine di grandezza che nei sistemi tradizionali di lncenerimento. Aytec: AG.CH · ~ a Q Concetta di gcstbne c:lei Rifuli Provirda Auton.,ma di Botz.an., Pag:ina- 7 ~7 FLUSSI 01 MATERIAL! II grosso vanta11gio di questo processo, rispetto agli altri sistemi di inceneri• mento, va ricordalo, conslste nella buona compatibilita ambientale dei residui. I metalli e gli inerti possono essere riutilizzati (ad es. per sottotondi stradali). Lo stesso dlcasi per le scone vetrlficate utllizzabili per la costruzione di strade, come base per miscele cementizie, ecc. Dai prodottl di reazione provenlentl dalla depurazione del fuml si possono ricavare teoricamente, cosl come per gli altrl processi di incenerimento, HCL e gesso, riutilizzabili nelrindustria. Ouesta po,tenzialita di riciclaggio comporta altrettanta diminuzione del volume necessario nelle discariche. La figura seguente mostra in torma schematics ii bilancio di mater1ali di un lm pianto di gasificazloneAncenerimento. Un ulteriore vantaggio di questo sistema consists nella minors quanttta di fumi prodotta, grazie alla minor quantita di aria in eccesso necessaria nella corn• bustione ad alta temperatura, rispetto alrlncener1mento nel forni a griglia. TRATTAMENTO DEi RESTI Serve per separare I metalli ferrosl e non (specialmente allumlnio), pletre, vetro e ceramics dalle scone e predisporle per ii successivo trattamento ad alla tern• peratura. La selezione avviene tramite un vaglio specials, una macchina vag liatrice, un elettromagnete ed un dispositivo per la separazione dei metalli non ferrosl. I mater1ai recuperati possono essere awlatl al r1utlllzzo. La frazione minerale restante, cha ha un contenuto del 30% di carbonio (potere calorifico 10.000 KJ/Kg), viene macinata In polvere e qulndi bruclata assleme al gas di distillazione nella camera di combustione a 1 aoo0c. • RT 1 • o AG . CM • Mansiro,n Pagina • 7 .38 • Coooetto di ges1ione dei Rifiuti Provincia Autonoma di Botzan:> FIGURA 19: FLUSSI DI MATERIAL! IN UN IMPIANTO DI GASIFICAZIONE /INCENERIMENTO NELL'IPOTESI DI RECUPERO DEi REST! QuantiU trattata • 100'6 lmpianto di gaasificazione / incenerimento R 'I t • c AG. CH • ~ A Metalli, inertl ea. 14" Scorie vetrificate ea. 13" Discarica ea. 2% WRR • fangN da:la depuruione del fuml ,. 0 Cl ) Concerto di gcstlono dei Alfiuti Provincia Atnonoma di Bolzano Pag,na • 7.39 • ESECUZIONE DELL'IMPIANTO E'possibile ottenere impianti con grande continuit3 di esercizio, in quanto realiz4 zati con pill unita autonome. Tutte le componenti attive (reattore a tamburo, venti-latori, ecc.) vengono realizzate in piu unita, mentre le componenti passive (camera di combustione, caldaia, ecc.) vengono realizzate in unita singole. II parametro di dimensionamento per un reattore i, di regola 3·6 Vh. La ligura seguente mostra lo schema cfinsieme di un impianto (fonte KWU). FIGURA 20: LINEE DI PRDCESSO DI UN IMPIANTD TIPD (FONTE KWU) nattaie,to ~ca:zime n!'lut1 ~7 ~ 1\rni al alta ... ...,, lhi ta di pt ooe530 1 1~0C:OW l'rcoilzicn, di ""'1PA t\.a:t:qpe uta e La tecnologia di gasificazioneflncenertmento dovra essere presa in considera zlone per reventuale lmpianto EST. 7.2.3.3.2 PAOCESSO TERMO-SELECT Rlguardo a questa nuovissima tecnologia di concezione ltaUana vi sono ancora molto poche lnfonmazioni. Rylee A.G. a.I • ~:inc»n Pagina • 7.40 • Conceno di g,esllone del APlltl Provincia Autonoma di Bolzana SCHEMA DI PROCESSO II processo si svolge nelle seguenti fasi: Pressa: compattazione dei rifiuti Canale di degasificazlone sotto vuoto Combustions ad alta temperatura Rattreddamento e depurazione dei fumi FIGURA 21 ; PROCESSO TERMO,SELECT O:m.,,tiaiead al b te":l)er'81JJra ~ !-1\z,i Carcle di lJ~=,.,,.7 Pr=> ~ s]-~ .. ,funi . tr-p-a-,ta-,e-rtD- ..--.1 I JidJi I =:ro= I PRETRATTAMENTO DEi RIFll/TI Non ii necessario alcun pretrattamento. Material! di rifiuto di ogni tipo, indu• striale, spedale, urbano a persino fanghl possono essere direttamente trattati. A y 1 e c AO. CH -~ u r J ) conceno di gesuone del RHiJti Provincl3 Autonoma di Botzano Pagina • 7.41 • TRATTAMENTO TERMICO I rifiuti vengono pressati meccanicamente fine ad 1/1 O ea. del volume iniziale. Oopodiche passano In un canale preriscaldato dove avviene II processo di gas• slficazione della sostanza organica dei rifiuti ad una temeperatura di soo•c. Si ottiene un residua cart>onioso che funziona come un filtro a cart>one attivo, nel quale sl possono combinare le sostanze inquinanti metalliche e organiche. Lo stadia successive comprende una camera di combustione ad alta temperatura (2.000°C) dove, mediante rlmmissione regolata di ossigeno, sl ottiene la de• molizlone degli idrocart>url clorurati e le componenti metalliche e minerali si fondono, Questo residua fuse passa poi in un bagno d'acqua dove solidifica In forma granulare, Nel reattore ad alta temperatura sl forma un gas coslddetto di sintesi cha viene poi raffreddato In mode repentino, per evitare ta riformazlone di diossine e furani. Ouesto gas, depurato, ha caratteristiche simili al gas naturale ed e In grade di fomire tutta renergia neeessarla al funzionamento dell'intero impianto. FlUSSt 01 MATERIAL! Con questo tipo di trattamento termico si ha come residua clrca II 27% delt'imput iniziale, sotto forma di maleriale inerte vetrificato e ea 112% sotto forma di sali derlvantl dalta depurazione dei fumi. II residua vetrificato, secondo le analisl ef• fettuate dai laboratori Bachema di Zurigo, e chimlcamente Inert& e risulta ottima• manta compatiblle con rambiente, talche puo essere utilizzato come isolante o come materiale per costruzlone di strade. Sul processo termo-seled sl dispone ancora di pochl daU, tranne che un impian• to di questo tipo dovrebbe essere prosslmamente In costruzlone a Vert>ania, sul Lago Maggiore. Maggiori informazioni si potranno sicuramente avere nel pros• &imi mesi. Anche questo, come ogni sistema di nuova concezione, dovrebbe essere col• laudalo per almeno 5 annl, prlma di pater essere applicato su targa scala. Per questo cl ripromettiamo di seguire le sperimentazioni dell1mpianto di Verbania. R ,;tecAG. CH • l.bimacrl Paglna • 7.42 • Concerto di gestione dei AIILl'tf Provincla Autonoma di BoU:an::> . 7.2.4 CONCLUSION! SUGLI IMPIANTI DI TRATTAMENTO Per ii trattamento dei riliuti vengono proposte continuamente nuove tecnologie. Nel capitolo 7.2 e stata data un'ampia panoramica dei diversi processi e sistemi per pennettere una rapida valutazione di quale livello di trattamento si tratti, impianto per implanto : • Uvello 1. E11 semplice pretrattamenlo, nel quale sl comprende princlpalmente la selezione dei riliuti nelle varie frazioni: malerlall riutilizzabl&, resti di incenerimento, malaria lermentate, resti da discarica. II livello 1 rappresenta sempre solamente un trattamen1o parziale dei riliuti e deve essere lntegrato con i livelli successlvi. • II secondo fivello consists in un lrattamento parziale di degradazione delle sostanze biologiche e si intende la fermentazione aerobica (in presenza di ossigeno) o anaerobica (in assenza di osslgeno) della maggior par1e delle sostanze lacllmente degradabili presenti nei rlliutl. I slstemi biologici tuttavia non sono In grado di demoire quasi per nulla le materle plastlche, ad esem·pio, o ii legno, cosicche e sempre necessario prevedere dopo un processo biologico, un trattamento termico per inertizzare I residul. Ouesto lo si puo evitare solo se sl rlnuncla a fissare determinati requlsltl di qualita per i ma·teria& depositablG nelle discariche e si ammettono in esse resldui anche a lungo !ermine. • II terzo livello consiste nel trattamento complalo cha si puo realizzare solo In impianti termici, vale a dire in inceneritorl a uno o due stadi. Con questo li vello si puo ottenere la quasi totale iner1izzazione delle sostanze organiche, tale da renderle deposltabli In via definitive in discarica. Per poler giudicare I processi e I sistemi, devono essere latte valutazionl corn• plessive, come ad esempio I bilancl di lnquinanti o di energia. A questo rlguardo vengono indicati nel capitolo 7.2 I principal! parametri e la metodica da appU care. Tutti I ivelll si devono comunque ricondurre, come stadio finale di trattamenlo, alla discarica. 0 0 .) . ) Coneetto di ocsllone dei Rifil1i Provfncia Autonoma di Bolza-no Pagina + 7 ,43 Per ii piano provinciale di gestione dei rifiuti l'importante, in una prima lase, non e certamente decider& gia I tipl di lmpianto o altri particolari, bensl cercare di raggiungere gli obiettivi stabilni, secondo le definlzionl riportate al capitolo 2, che, In riferimento ai processi di trattamento dei rifiutl, sl poSS<lno cosi riassu mere: • Raccogliera separatamente e recuperare -+ vedi cap. 5 e 6 • Trattare i riliuti In modo tale da recuperare la quantila maggiore di energia possibile dalla parte combustibile, mantenendo al minimo le emissioni e ottenendo residui ii piu compatlbili possibile con l'ambiente. Con f'ollica odiema appare percio indispensabile un aumento entro ii 2000 della capacita di incenerimento attuale o finora pianificata Poichll in altemativa all'in• cenerimento tradizionale si stanno attualmente evolvendo nuovl e premettentl tecnologie di trattamento termico, quali la gassificazione/incenerimento ed II sistema Termo-Selecl, ci sara in future una gressa posslbilttll di soelta. Con l'ulteriore miglioramento delrefficanza dei slsteml dl depurazlone del fuml, si puo confidare in un maggiore tivetlo di accettazione degli lmplantl di incenerimento. L'incenerimento tuttavia non deve essere perseguito come unlco obiettivo, ma deve essere considerate come un male necessario, responsabitmente scelto come soluzione Immediate per lo smattimento dei rifiuti e per evitara carichi lnqulnantl per l'amblente future. Pagina • 7.44 • Concctto di goSJiOne Gel Rifl.lti Provincia Autonoma di Bolzano 7 .3 Programml provlnclall per II 2000 7.3.1 INTRODUZIONE Peri quan1i1ativl di rifiu1i stimati nel capitolo 3 (fig. 3) di: 166.500 I/a che necessitano di trattamen1o, prima di essere depositati in discarica, vi sono attualmente a disposizione. ovvero sono gic\ in fase di reanzzazione, i seguentl impianti (secondo le lndicazioni del cap. 7.2): FORNO I BZ max potenzlaUta FORNO II BZ max potenzialita 10,5 GCal/h 17,5 GCaVh (progetto esecutivo gia approvato, probabile entrata in funzione 1995/96) IMPIANTO COMPOST AGGIO BOLZANO max potenzialita 70.000 t/a (In esercizlo provvisorio dall'autunno 1991 ; manca ancora una verilica di ldonelta) Gli lmpianti di Pontives e di Sciaves non soddislano ai requisiti richiesti e neces• sitano, per essere mantenuti in esercizio. una notevole e costosa ristrutturazlone. Partendo dalla situazione sopradescritta, si e proceduto, dope una lase di ap• profondimento, a de6neare quattro possiblll lpotesl di programma (scenarl} che si ditterenziano Ira lore soprattutto per le quantlta di rifiuti destinati ad essere smaltiti in discarica ed ii lore componamento a lunge termine. In linea di princl• - pie, meno si incenerisce, piu si aa,entua la prpblematica dal punto di vista della discarica. E'gui • uestione di etica ambientale e politica, stabilire i criterl di priof!!a in base ai guaJLlli,anificar~estione e, , pravlncia di B~z• ano. L1ncenerimento vlene spesso descritto come ii gr:aoda im1uinatore atmo~ J erica. Come esau(ientementg wiegato nei capltoU 7.2.3 e 7.2.4 e come viene anche dim~ to ga~~•JQtterat~~~aliuata, un moderno jm• - ·-planto di lncenerimento, ben gestito, dotato di tutti gli impianti di depurazione dei - -fuml, risulta compaliblle coJL[ambiente, con uru:am;QJ!u,missioni inqulnanti notevolmente lnferiori ad es. a quelle dovute al tralfico automobi6stico o agli lmpiantl di riscaldamento. 0 0 r ) Conccno di gestione del Rlflutl Provincla AUtonoma di Bolnno Pagina • 7 .,C,S • 7.3.2 SCENARIO 1 (IMPIANTO DI COMPOSTAGGIO DI BOLZANO, IMPIANTI 01 SELEZIONE IN VENOSTA E PONTIVES) PRESUPPOSTI II nuovo imoianto di comoos1aaaio di Bolzano soddisfa a tutti i requisiti di l NO qualtta del compost, che quindi risulta commerciabile e smaltibile. ; = Come riportato al cap. 7.2.2.1 rimpianlo ha una potenzialtta di lrattamento di rifiuti dl : ........................................................... ea. 70.000 Va (incluse 6.600 Va di rifiuti organici della citta di Bolzano, cha in questa ipo-tesi non verrebbero raccolti separatamente). A questi sl devono aggiungere ea. 12.000 Va di fanghi al 30¾ di S.S. Come materiali in uscita dall'impianto, secondo quanto lllustrato at cap. 7.2.2.1, fig.5 (pag. 7.9) risultano: ea. 16.400 Va BRAM da lncenerire 4.900 Va materiale da disearica reattiva 4. 100 Va inerti e metalll recuperabii 36.900 Va compost vendibile II resto e rappresentato dalle perdije di malUrazione. II fomo I esistente a Bolzana. con una potenzialita terrniea • di 10,5 GCal, funziona senza probleml ed e In grado di smaltirec ....................................................................................... ea. 24.000 Va di rifiuU con potere ealorifico di 3.320 KCaVKg (Hua3320 e ii pot. cal. medlo del rifiuti, del BRAM e del BAAB, riferito al 2000!) (BRAM • combustibile da rifiuti urbani (vedi lmplanU di sale• zione di Venosta e Pontlves) BAAB= combustibile da rifiuti di costruzlone (vedl cap.B) II riuovo forno II df Bo!zana. con una potenzialita terrnica di 17,5 GCal e gla costruito ed e in grado di smaltire dl rifiutl con pot. cal.3320 Kcal/Kg ........................................... ea. 39.000 Va RvtecAG , CU• ~ Pagfrla. 7.46 • Concetto di ges.1ione dei Arfiuti Provincla Autonoma di Botz.ano L'attuale impianto di compostaggio di Sciaves viene messo fuori servizio, e viene sostituito da un impianto per ilcompostaggio dei soll riliuti organici NECESSITA' DI NUOVI IMPIANTI (vedi fig. 22) La Comunita di Valle Yenosta realizza un proprio impianto di se!ezione di BRAM. di potenzialita ea. 8.000 Va. Ne riwltano circa 4.000 Va di BRAM, che deve essere trasportato ed lncenerito nei tomi di Balzano, assieme al BAAB raocolto nel comprensorio (ev. per lerrovia). I resti dell'impianto di selezione vengono sottoposti ad un processo di lermentazione e poi smaltiti nella discarlce reattiva di Glorenza 11 Coosorzio di smattimento di Pontives riconverte ranvale imoianto di compostaooio, lo un impianto di se!ezione per BRAM. Potenzialita ea. 6.100 Va di rifiuti trattati, da cui risultano ea. 3.000 Va di BRAM, che deve essere pressato in balle, e trasportato su autotreno a Bolzano ed lvi lncenerito. I resti delrimpianto di seleziane vengono sottoposti a processa di fermen tazione e pol smaltlti nella nuova dlscarica reattiva di Pontlves. Nuova linea di incenerimemo da reatiuare o con un grands terzo tome a Balzano, aocanto ai due esistenti I e II, oppure con un nygyp jmpjantg EST nel comprensorio di Bressanone. La potenzialitil termica necessaria e di circa 22 GCal ( circa II dapple dell'attuale fomo I di Bolzano). I rifiuti trattatl, con un potere medio di calorifico 3.320 KCal/Kg risultano ........................................... ea. 49.600 Va Pertanto la capaclta complessiva di incenerimen1o con i due fornl di Balzano, sarebbe al 2000: ................................. ca. 112.600 Va II nuovo impianto EST non avrebbe le stesse caratteristlche di una terza linea a Bolzano, ma eventualmente verrebbe realizzato con tecnalogie piu avanzate, quali rincenerimento a 2 stadi (ad es. gasillcazlone / inceneri• mento), su due linee da 2 x 3,3 Vh. 0 Concetta di c,ei!ione dei Rifiuti Provin:::ia AUton::,ma di Bolzano Pag;,,a • 7.47 • Stazioni di trasbordo Per razionalizzare I trasporti dei riliuti, del BRAM e del BRAB agU impiantl, ~ opportune reaazzare delle stazioni di trasbordo presso Oobbiaco, Brunico, Glorenza, Viptteno e pure Bressanone, nel caso che sl prelerisca la soluzione del 3° fomo a Balzano. II sistema dei trasporti e rappresentato schematicamente In fig. 25. Si dovra poi verificare se saranno necessarte utteriori stazionl di trasbordc, In particolare per la zona di Merana! Un"altro londamentale aspetto che va verilicato e reventualita del trasporto su ferrovia. La stazlone di trasbordo a Bressanone, si rende opportuna anche nell' ipotesi di reallzzare l'impianto di incenerimento nell'area EST, data cha I due lomi di Balzano risulterebbero in tal caso sottocaricati e pertanlo sarebbero in grade di s=gliere anche una certa quantlta di riliuti dalla Valle lsarco. Con la variante delrimpianto di lncenerimento EST si potrebbero utilizzare i grossi container che trasportano I rifiuti da Brunico, per ii trasporto Inverso delle scorie di incenerimento alla discarica di Brunico. II BRAM di Pontlves puo essere pressato in balle e trasportato con autotreni a Balzano. La logistica del trasporti e schematizzata nella figura seguente . . Piscadche II volume di discarica necesserio (esclusi i materiali inerti) e : per le scone degQ inceneritori ea. 45.000 • 46.000 t/a, suddivise nelle discariche di Vadena e Brunico, pari a • Per I rifiutl fermentabiQ provenienti dagQ impianti di sele zione di resti di costruzlone e da quelQ di trattamento dei ri• fiuti di Balzano, Pontives e Venosta, ea. 41.000-44.000 t/a Brunico, Pontives ed ev. Wipptal, pan a: • Ouesti rifiuti contengono ancora percentuali rilevanti 30.000 m3ta 43.000 m3ia Paglna • 7.48 • Conccno di gestione dei Rif''I.Sti Provlncla Autonoma di Botzano di sostanza organica degradabile Volume totale di discarica (scenario I) • 73.000 m3ia ••e:••······· A cio va aggiunto anche ii compost prodotto, pari a 36.900 Va (pur se venduto, rappresenta un volume fittizio da deposltare, in quanta va comunque a riempireterreni agricoli) A • t e c AG. CH • ~ 0 I concctto di ges,ione dei Aifiuli Provinci3 Autonoma d i Botz.ano Pagina • 7.49 • FIGURA 22: DI seartca lnertl FUTUAI FWSSI DI MATEAIALE AL 2000 SCENARIO 1: IMPIANTO PI COMPOSTAGGIO E INCENERIMENTO Comunl & Prlvatl Olsclrlca teattlva fllfto.111 111''-'I Z:1'500 l't (100'll.t ~ AK,: 011 .. ...n,. c-p.i,,,;:;kl ........ 0 ~ filM:COllt,. ....... . "==o ,. ,., .....,. 11'!!00"'-ec .... l.'& - ·-•t?OOr-t ,, , J'Xlt.. ~ . ,....-... - l. - • .. ...... -, .. ... ,. ·---·--·•· Dlsear1Che per seorte + testl ,. Neu: i... • RA.ci~4i~ domtSllca • .,, ... .. ,--.,,i-~edfl.l • Fango•ISlc:Moaa. to'II.M , • NlilapeClbll:~i.n•~ ..... id~""°.n•"UI~ . ..-.. Pagina. 7.50 - conceuo di gesiiOn.e dci Rlliutl Provinc::i3 AU1onoma di Boliano FIGURA23: SCENARIO 1: IMPIANTO COMPOSTAGGIO DI BOLZANO Rllluti urbani, compresi organic!: 70'000 Ua Fanghi: 200 m3/lg x 225 T gla (225 gg. 310 T/g.) Riserva 10% - lnslcurezza nella raccolta dlfferenzlata = 45'000 m3/a a 8% TS senza lngombranll e asslmllablll, direllamente nell' incenerimento ca.16400 Tola Frazlone combustibile all'inceneritore = 16'400 T/a Hu = 3680 kcal/kg Metalll e lnertl 4'100T/a Rrt•o AG. CH - ~ Olsldratazione Perdite di acqua e di fermentazlone 19'700 Tia Compost per agrlcoltura e giardinaggio 39'600T/a a () t ( Concano di oesUono dci Ritiuti Provtncia Au1onoma di Botz.arr:> Paglna - 7.51 • FIGUAA24: FABBISOGNO DI INCENEAIMENTO Dagli impianti di selezione dei resti di costruzione BRAB 30'200 T/ a SCENARIO 1: IMP. DI COMPOSTAGGIO A BOLZANO; NUOVI IMP. DI SELEZIONE A PONTIVES E IN VENOSTA; FORNI I E II, NUOVO IMP. INCENERIMENTO EST (IN ALTERNATIVA 3· FORNO A BOlZANO) Dall'impianto di compostaggio di Balzano BRAM 16'400T/a lf[ali6r'lli'gno di lncenerhriento , !;'!,12'@.ro!a 15.Q~ 49.9Gcallh Oall'impianto di selezione di Pontives BRAM mptalitoiiiz = 28,0 Gcal/h planto £S1'-: ~O/Gca1/ll ... -- • Resti di fncenerimento ea 34'000 Tia Dall'impianto di selezione della Venosta BRAM Rifiuti tal quali da lsarco Wipptal Pusteria 37'700 T/ a • Rifiuti ingombranti + assimilabili Comprensorio BZ 16'800 Tia Oiversi rif)uti inceneribili 4'500 Ti a ,, • • • ~ 2 ' f b Ii] i:11\ Ii)/] /\/\/\ '1 Scenario 1: lmplanto di compostaggto a Bolzano, nuovi Imp. di selezlone a Ponth1es e in Venosta lncenerilorl l + II a Bolz.ano, nuovo lncenerltore EST lneanerl1ore fmp. di selezlone Imp. di compostaggio Olse.arlc.3 • via~ l • ,/. alto s'a Atesln 0 ".-. ·'C " 1/, ,. f mmm Stazlone di trasbordo Traspono con container Trasporto di r ltluli ~~ Trasporto su strada o su terrovia 0 .,, a. I C ~ I ~ ,, ~ 5' .. ~ b' i !!. l ~ ~ j .,, I ~ I ~ 0. f "' ◄ -• 0 !i 2 . r t'' Tabella 1 • Ccmprensorf Venosta Burg:ravlalO Ollradige bassa A. Bo~ano Salbl-Scifiar ~•rco 1·r~p1a1 Pus.1eria Provlncla Ai1iu!i $pedali Ri!iUti 0$,-,+,II Tota.le l , u Scenario 1: Imp. di compostagglo di Balzano+ lnceoerlmento del rest! 1"1). di smarumento Ccll'l?)s.t Sm. , pre!. i.ell.41tcorp. '""~ ""'"" ""'1ica r«Jssern:iOti Vero~ Ga/den .., ..,.,. 801:.ano EST teatt. ineni '''"" Vo Va V3 .. v, Va va va •• Ila T960 Z,$3 6'443 4'157 4'069 2'062 tJ'!'lp. p;0p1ie,del stlU, 8AAM • 8RA9 , az 22'460 13'378 4'49 11'870 6'734 12'847 5'897 :mp, c:om;,. ez. BRAM • eRA9 •) sz 16"817 6724 3'3> ,o·osa 5'123 10-248 :1'329 Imp. co:np.. az. BRAA.I • BRAS •> 8Z 36'.tS4 11190 729 20'483 10'457 21' $98 6'759 Imp. o:xnp. ez. BRAJ.i • BRAS => ez 6"258 6'13C 2'158 1'25, 3'4-09 5"062 2'949 6'209 t '392 • 14-0$2 2'952 7'112 4'496 Riliuti. BRA.Scf; GQ..~ esr 5'862 1'23.2 2'967 t'876 Rilii.1i t BRABdi:tll.l'le ES1' 24'870 3'722 8'924 7•951 Rillutl • SRA8C1;1ettrc. EST 82'000 ~60 6'130 3N13 1&·,00 58'293 49'845 37'326 73'974 :3l 760 1'500 1'$00 1'500 1'000 1'000 500 82'000 nso 6'130 3!''913 60'793 S1'84S 3T3ZS 73·974 ~760 Ouanti~: BRAM vagl!ato (imp. compo-st. 8orz4110J 20'¼ '\'at Garjera: imp. cti se'ez. p~rio, SRAM· lnertL'me.taa (Imp. compost. BotzanoJ So/. 8RA9 •• !nctn esr. rffl corn• a BZ Perdile a.cqua • term. (imp. compost. Borzano/ 24% •> 1000-. 1(,E;Sj Va ::a181.tgra,q10 Resti per c5sc. 1ea1. (imp. compost 801:ano/ 6o/t i:et 1n$':ll!icencaca;:301a oerimp. o Comp0$1 (imp. compost. Bolzsno/ ~So/o oompos1,r,;gioe11SZ e1e.-oroesse1ed:e11a• Percemuale langl'li (Imp. co,riposr. Balzano/ 11 . 1,-. lJ:1% SSI mfl'q ine.nt:,itne,, ;or:tc,i ez •·scorie • 18$idul s1abilizzati 33% .aQCnn;.u K 5 !l, 1 5· il ~ i = I I ~ !l, g> " ii i " i!l ' " ◄ -• • l'i 2 . i I ,., Capaclla di lncenerlmento al 2000 Scenario 1 Comprensori Ab. rut. umanl Pot. BRAI.I Pot. BRAB Pot Rif. speciali Pot. Pottruialil! di Tc!ahil. eq. • essimil, cat. cal. cat e ospe~at cat i.nctnet. neceu. incenl!t'. va kcal/kn Va kcal/kn Va kcali''" Va l(ta.1/k" Gcalfh Va Rlflvtl urtanl Venosta 40252 884 2815 3980 3910 1579 3680 4000 3.2 6'443 Burg,aviato 104836 8140 2815 4502 3910 5234 3680 4000 8.0 1T876 o~~•- 64886 2534 2815 3381 3910 4190 3680 4000 4.8 10'085 8cmno 106794 4336 2815 7287 3910 8854 3680 2500 4000 11.1 22·977 $a1!o,$c:ilia, w:t 25408 935 2815 1251 3910 1223 3660 4000 1.6 :r40S G,ardana + im. 27SSO 678 2815 3065 3910 1321 3680 4000 2.5 5·os2 bWO> 48251 11180 2815 0 3910 2872 3680 2000 4000 6.7 16'052 Wl;:ptal 20127 4664 2815 0 3910 1198 3680 4000 2.3 s·9s2 PUS1Ma 89673 21135 2815 0 3910 3735 3680 4000 9.8 2~'870 , ... ~ 527776 54484 23445 30206 4500 49.9 112·535 QuanU!ii: Tempo di esercizlo/anno 7'500 h I I Po1.cal.medlo 3322 Potenti~ orario BZ I+ II 28.0 Gcavn Oltteren.za zona OVEST •0,6 Gcallh Poten.zial. incentt.necessa,ia tona EST 21.3 Gc.allh n 0,ar(lena, lsaic:o. W1;:p1a1, Pustena C; i..; i . .... ~ &' g ii 0. ,g "' i i . :0 ~ l £ i i 9, i Conceuo di oeslione dei Rifiuti Provincia Autonoma dl Bolzano Paglna • 7.55 7.3.3 SCENARIO 2 (IMPIANTI DI SELEZIONE A BOLZANO, PONTIVES E IN VENOSTA PRESUPPOSTI: L·implanto di compostaggio di Balzano non soddisfa al requisiti stabillti. II fomo I di Balzano, con una capacita termica di 10,5 GCaVh funziona correttamente e smaltisce una quantlta di .......... ea. 23.000 Va di rifiuti con pot. cal. Hu = 3.450 KCaVKg II nuovo fomo II di Bolzano, con una capacita termica di 17,5 GCallh e in grado di smaltire ........................................ ca. 38.000 Va di rifiutl con pot. cat. Hu • 3.450 KCaVKg FABBISOGNO DI NUOVI IMPIANTI (vedi fig. 26) L'jmpjanto dj comppstaggjo di Bolzano vlene trasformato In un jmpianto di selezjone di BRAM. La potenzlallta di trattamento di rifiuti e .............................................................. ea. 71.500 Va La frazione combustibile ottenuta dal processo di selezione ammonia a 35.800 Va e viene incenerita nei fomi di Bolzano. 1.600 va·di lnerti e metalli possono essere riutiUzzati, mentre ii material& residuo, prefermentato, pari a 22.200 Va, viene ponato nella discarica reattiva di Vadena II rimanente II rappresentato dalle perdite di evaporazione e fermentazlone. La Qomunita Venosta reallzza un proprio impianto dj sele zlgnedj BRAM. La potenziaUta di trattamento rifiuti e ............. ea e.ooo Va con una produzione di BRAM di ................................................. ea 4.000 Va Queste 4.000 Va dl BRAM, assieme al BRAS provenlente dal comprensorio, viene trasportato a Bolzano (ev. per ferrovla) ed ivl lncenertto. I resti dell1mpianto di selezione della Venosta vengono sottoposti a processo di prefermentazlone (ev. con sistema a cumuli) e quindl depositati nella discarica reattiva dl Glorenza. Conceno c1i geS1ione dci Aiflutl Provincia Autonoma di Botzano 11 Comprensorio di Pontives converte l'attuale impianto di compostagglo In un lmpianto di selezione di BRAM, con po tenzialita di ............................................................................................. 6.1 oo Va di rifiuti. 11 BRAM prodotto e circa. ...................................................................... 3.000 Va Esso deve essere pressato in balle e trasportato a Balzano per essere lvl lncenerito. I resti dell'implanto di selezione vengono sottoposti a processo di prefermentazione e quindi depositati nella discarica reattiva di Pontives. Nuovo impianto di lncenerjmento lli: II fabbisogno di ea- Q pacita termica totale per tutta la provincia e di 54,5 GCaVh. Dave essere pertanto reafizzato un nuovo lmpianto di capacita 2 GCaVh, pari a ........................................................... ea. 63.000 Va di rlfiutl, con un potere calorlfico di 3.260 KCaVKg. L'impianto EST avra quindl una potenziafita circa pari ai fornl I e II di Balzano messi assieme (vedi fig. 27) Cio corrisponde a due linee da 4,2 Va ciascuna La capacita totale di incenerimento del due lmpianti di Balzano e EST e pertanto di. .................................................. ca. 123.900 Va Oltre al normale incenerimento a griglia, sl dovra prendere In conside• razlone per rimpianto EST la nuova tecnologia di incenerimento a due stadi. Prima di realluare l'lmpianto si dovra anche verificare le possibi6ta di utitizzo diretto delle grandi quantita di calore prodotto, anche se e presu• mibile cha la maggior parte sara trasformata in energia elettrica. Stazioni di trasbordo In llnea di principio valgono le stesse considerazioni latte per lo scenario 1. In ognJ caso sl dovra esamlnare la opportunita di realiuare una stazione di trasbordo anche a Balzano, per far fronte ad eventuaU emergenze che ren dano necessario ii trasporto di rifiuti da Bolzano alrimpianto di inceneri• 0 mento EST. 1: Avt•c AO.CH · ...,,.. ., ) Concctto di gestbno del R~luU Provinda Au1onoma ell Bolza.no Pagina • 7.57 • Oiscariche (vedi anche fig. 26) II volume di discarica necessario (esclusi materiall inerti) ammonia per le scorle ea. 52.000 Va suddivise nelle discariche di Va• dena e Brunlco Per I resti reattivi ea. 58.000 63.000 Va suddlvisi nelle discariche reanive di Glo· renza Lana, Vadena, Brunico, Pontives eel ev. anche Wipptal • Totale volume di discarica nello scenario 2 35.000 m3ta 55.000 m3/a 90.000 m3ta ========== II volume da depositare In discarica risulta dunque maggiore rispetto alto scenario 1, in quanto non viene piu prodotto un compost da utilizzare in agrtcoltura. II materiale prefermentato degli impiantl di selezione di Bolzano e Venosta contiene ancora restl organici, cosicche esso deve essere smaltlto in una discarica cosidetta •reaniva•. Per questi motlvi nello scenario 2 risulta un volume di discarica superiore, rispetto allo scenario 1. Le scorte vengono qui indicate come matertale da deposttare in una discarica per resti; se pero si oovesse in futuro adottare una tecnologia di incenerlmento a due stadi, si otterebbero delle scone fuse sotto forma di granulate potenzialmente recuperabile. Cio ridurrebbe sostanzialmente ii volume di discarica necessario. Pag!na - 7.58 • Concc110 di oesit0ne d~i Rifiuli Provincia Avtonoma di 801zano FIGURA26: FUTURI FLUSSI 01 MATERIALE AL 2000 SCENARIO 2: SELEZJONE PREFERMENTAZIONE E INCENERIMENTO AH. 411 C'011lfWIO• .. ·-: - .. ·-·-· :-· -\ .. / . , .· ,,. Comunl & Prlvatl Rlllullu~I zznoo "' 11W'l't ~-- ,, .. ,,.. ... ~- ... - - " .. "-"'~ -=:;::;;:::.""- .. ... , , ..... ,, .. c ·--, .. ...,., ·--·---·-, ... Olsca,tca lnertl oiscartca roatuva Olscar1d'lt pc-r acorle • restl """ • FUG.Ji ~di po-liNit,t --•ica• •~ (~ .. ~ clillJ . r.., •SGbl.o ea.~ .... •RilUl.,.tWi:irpau•-~. ffflicli~"'ll'",,fUl~,-=c Rylec AG.CH -~ 0 t Conceuo di gestione OCI Rlflutl Provincia Au1oooma di Bolza.no Pagina • 7 .59 • FIGURA 27: SCENARIO 2: IMPIANTO DI BOLZANO CONVERTITO PER SEI.EZIONE BRAM Rifiutl urbanl (compresi ingombrantl e asslmllablll) 71'500 Tia Senza rifiuto organico (vedi cap. 5) (225 gg X 318 T/g.) • 1 Frazlone combustlblle BRAM:: 35'800 t/a all'lncenerimento Inert! + metallt 1'600 Tia :::::: •••••• ♦♦♦♦♦♦ •••• 3% ; ;; ~; ~= ~= ~= ;;~;~; Fermentaz. Senza fanghl (vedi cap. 9: fanghl • Digestloiie ci' • essicamenta/ incenerimento ........... Perdlle di acqua e di lermentazione 11'400 Ti a Materiale per discarica reattlva Pagina • 7 .00 • concetto di gestione dei Riii.Jtl Provinc:i3 Au1onoma di Balzano FIGURA 28: FABBISOGNO DI INCENERIMENTO Dagli imp. di selez. dei resti di costruzioni BRAS 30'200 Tia Aw tee AG.CH -M:lnM,oon SCENARIO 2: CONVERSIONE IN IMPIANTl 01 SELEZIONE OELL'IMP. DI BOLZANO E 01 PONTIVES: NUOVO IMP. DI SELEZIONE IN VENOSTA; FORNI I E II A BOLZANO; NUOVO IMP. INCENERIMENTO EST Dall'impianto di Oal'impianto di selezione di Bolzano BRAM 35'800 Tia Resti di incenertmento ea 40'000 Tia selezione di Pontives BRAM 3'000 Tia Oall'impianto di selezione della Venosta BRAM 4'000 Tia Rifiuti ta! quali da: lsarco Wipptal Pusteria 37'700 T la Oiversi rifiuti inceneribili + rifiuti ingombranti e assimilabili del Comprens, BZ 13'200 Tia 0 0 C " • • • !; 2 ~ I r, b lil /\/\/\ , Scenario 2: Implant! di selozlone di B0IZJ1no, nuovo lmplanto di selezlone a Pontlves o Vcnosta. Forni I+ II Balzano, nuovo lmplanto di lnccnerimento EST lncenerltore Imp. di sel~zlona Dis.car lea > '~· ~~~~MiPP~~q " ~ .l ltt jVad~nafi " 1traMo• ass.a Ateslna ,. 't,:, i . ·;. •. . . ' . ''' ~· • l ' \ ., ' < • ', .,..-, ' ~ ' ' ' ' .· ,,, -, It..-•• -.. t ~ - ,-.1. ·•"A\ •• ~... . J!t•rrov1a~W,;;. . . .. ~.;c=: - ~blaco " .•·· \ mmlIJ Sl.azlone dl trasbordo Trasporto con container ► Trasporto rlflutl ~~ Tras:porto su strada o su ferrovla ,, 0 0 ~ g ci a C "' "' • > 11 ~ a· ~ 0 i :n = ~: -· ~ ! ~ 0 i! 3 • !l, I i! i ~ ':? " • • • l'i £ . r ,., Tabella 3 Ct1mprensorl VenosLa Burgtaviato Ollladige bassa A. Bo~ano Salto-Sciliar ~'"" W~ptal Pusteria Ptovlncta Ri1illli spedali Rifo.rli 0"....A.al. Totaie Scenario 2: Selezlone•prefermentazlone: lncenerlmento dlretto lmpianto ES Imp. di smanimento: Selnlone +prefermen1az. Bolzano Gardena Veno.sta .. •• v, 7'960 24'592 15'206 26'017 5'6.59 6'130 71'474 S-130 7'960 71'47' 6'130 7"60 Outntlta.: SAAM v-aglalO lntnl, metatli '"'"' ecruno EST v, va 6'443 20'262 13'483 24'753 ,r673 5'062 14'052 S'862 24'870 69'614 4g-845 ,·soo 1'500 1'000 500 72'114 51'8,45 Perd!te acx:iua • lennentaz!one Resit Ptf cl!scarica ,eatUva ··scorie .. ttsidul $labili22ati 0 Osua IC\scanca D.scara oueiva:.iet11 rea:i . ~.llj scent' .. va Va 4'157 4'069 2'062 till• propnodelse'e1. BRAM• BRAS u8 12'963 12'847 6'~ tlll• amp. 62. eRAt.t • BRil.B o ez 8'975 1024-8 4'314 L'fUI, co:np. 8Z. BR,"1,A • BR.\9 •► BZ 17'048 21'598 7'921 trip. CO.'T!p, 82, SRAM • BAAB : > ez 6'236 6'209 3· 11 S' 2'952 i112 4'496 Rtuli • 8RA8 o,en. ,nc. EST 1'232 2'967 1'876 Rl'iJli • BRAS 01cn.1nc. EST 3'722 6'924 7'958 Rfi.lli • 8RA8 c:t,en. inc, EST 57'286 73'974 38'227 5i"286 73'974 :18'227 5Qo/4 'VJt;arc1ena:!l'Tlc1anto pfq):nod mvore: 3". BRAM. BRAS~ air ilt;raMO EST: uw. n 1CO'Y. res1i: come a 801z.ano 31~♦ 32°4 oer~u1 ner'kn:::tr.etf.Ore 0 .., i· .... i;J &' ~ 6 !! i 5· ii ~ ' e. I i !l, if ,, B "' • -• n !i 2 ' f I"' ..,, CapacilA di lnccnerimento al 2000 Sccn:irio 2 Comprensori Ab. Ail. urbani Pot BRAU Pot. BAAB Pot fW.speo,6 Pot, Polenzialil3 di fotal; llf eq. e assimil. cal. tal. cal. e cspodat. cal. incener. nteess. #!Cfl'ltf. Ua keal/kt1 Ua kca1J11.t1 •• kca1Jka ua kcal/kn Geallh ,, . Rlflutl urbanl VencsUi <40252 8~4 2815 3980 3910 1519 3680 4000 3.2 6'4.:.J &rgtl1't'i31D 104836 2732 2815 12296 3910 5234 3680 4000 10.0 20'262 O!tr.t.>.AIM. 64886 1690 2815 7603 3910 4190 3680 4000 6.7 13'483 Bolzano 106794 2891 2815 13009 3910 8854 3680 2500 4000 13.5 27'253 Sa!!o.Sci5ar sud 25408 631 2815 2838 3910 1223 3680 4000 2.3 4'69 > G.ardena• li.1'. 27550 681 2815 3065 3913 1321 3680 4000 2.5 5'067 IS.UCO 48251 11180 2815 0 3910 2872 3680 2000 ,ooo G,7 16'052 Wf.!Plal 20127 4664 2815 0 3910 1198 3680 ,ooo 2,3 5'86 Pusteria 89673 21135 2815 0 3910 3735 3680 4000 9.8 24'870 TOla1e 527776 46487 42790 30206 4500 57.0 123'983 Ouan.."llt: Tempo esercizio/anno 7'500 h I I pot.c a, l.medlQ 1d41 Potenzb11111 BZ I • 11 .. 28.0 GcaVh Dlff•renza OVEST -7.7 0-c:allh IPotenzial. lncener.neeessarla zona EST 21 .3 Gcal/h I•) GardMa, lsarco. V/Jpplal, Pvs-:eria ' g ~ 6 2: i a· i 1I. "' ~ "· l i il ~ ~ is i ~ ~ Pagin.a • 7.64 • conccuo di gesOone dei Rifiuti Provinc&a Autonoma di Botz.a no 7.3.4 SCENARIO 3 (TUTTI I RIFIUTI VENGONO SOTTOPOSTl A PROCESSO DI SELEZIONE) PRESUPPOSTI II fomo inceneritore I esistente di Balzano, con una potenzlalilll di 10,5 GCaVh funziona regolarmenle ed It In grado di smaltire ............................................................ ea. 21 .000 Va di rifiuti, con pot.calorifico di 3. 700 KCaVKg (valore elevate, in quanta si prevede di bruciare solo BRAM e BAAB) II nuovo forno 11 di Balzano, con una potenzialita di 17,5 GCaVh It gill in funzlone ed It in grado di bruciare ...... ca. 35.300 Va di resti con pot. calorifico 3.700 KCaVKg NECESSITA' 01 NUOVI IMPlANTI (vedi fig. 30) ln linea di principle non si bruciano piu rifiutl tal quail, ma solo resti cla process! di selezione di BRAM. Accanto al nuovi impiantl di selezione gill descrini nello scenario 2, vale a dire Balzano (rtstrunurazlone) Venosta (nuovo) e Pontlves (rtstrutturazione) ne verranno realizzatl anche a Sdaves e Brunico. Oa tutti questi impianti di selezione risultano le seguenti capacita di trattamento: • Balzano (+1.500 Va direttamente alrincenerimento) • Venosta (Glorenza) Pontives Pusteria (Brunico) • lsarco (Wipptal/Sciaves) TOTALE 71 .500 8.000 6.100 18.900 14,300 118.800 Va Va Va Va va Va ====;..= 0 0 Concctto di ge$ti0ne csef Rltlutl Provlncla At.nonoma di Botzano Pagina • 7 .65 • Allre 14.700 Va di rifiuti ingombranti e speciali ospedaliert verranno direttamente incenerite. Nuovo impianto lncenerimento EST: II fabbisogno di ince nerimento per tutta la provincia e di 53,2 GCal/h; mancano percill 25,2 GCal/h corrtspondenti ad un quantltativo di .............. ...................................................................................... ca. 51 .000 Va di resti, con pctere calorifico di 3. 700 KCaVKg. L1m planto EST avra quindi circa le stesse dimensioni deli' impianto I + II di Balzano. La potenzlaOta complessiva dei due impianti risulta pertanto essere pari a ............................................................... ca. 107.300 Va (vedi fig. 31) Oltre al normals lncenerimento a grig5a, si dovra prendere In considera• zione per rimplanto EST la nuova tecnologia di incenerimento a due stadi. Prima di realizzare l'impianto si dovra anche verificare la posslblllta di utiliuo diretto delle grandi quanlita di calore prodotto, anche se e pre sumibile che la maggior parte sara trasformato In energia elettrica. Stationi di trasbordo Sano previste per Venosta, Dobblaco e Wipptal, ottreche presso tutti gli impiantl di selezione di BRAM e BAAB. Oovra essere poi verificala la ne cesstta di ulteriorl stazionl di trasbordo per consentire un agevole scambio di materiali tra I due lmplanti di incenerimenlo di Balzano e delta zona EST (vedi fig. 32). Anche ii traspcrto tra Merana e Balzano deve essere approfondito. A Pontives l'impianlo di pressalura po1rebbe anche trattare ii BRAM prodotto, In modo da consenlire di trasportarlo in balle con autotreno all'lmpianlo di lncenerlmento EST. P~· 7.66· Concetta di g~stione dei Rifiuti Provincia Autonoma di Bolzano Oiscariche II fabbisogno di volume in discarica (non tenendo conto degn inertl) e: Per le scone: ea 46.000 - 47.000 Va rlpartiti nelle discariche di Vadena e Brunico Per materiali reattivi: ea. 68.000 • 70.000 Va • ripartiti nelle dlscariche di Glorenza, Lana, Vadena. Brunico, Pontives ed ev. Wipptal Totale volume discarica. scenario 3: ·• A y 1 e C NJ. CH • I.Olsno811 31.000 m3/a 94.000 m3/a •===--======= 0 0 ) C Cor.ceno di gcsOone dei Riffuli Provine!~ Au1onom3 di Botz.ano FIGURA 30; FW$$1 DI MA TERIALI AL 2000 SCENARIO 3: Pagin3 • 7 .67 • SELEZIONE, PREFERMENTAZIONE E INCENERIMENTO Ratti" c,o,tn.avon. Comunl & Prlvatl R flu • 11tbanl 221'50G t.r1 110N.) ....... '""" ·e:'' U'-• ,, INOO f-.-0. ,,. --., ... ... ,. 1\7\ *'"*"" ==- O'OOU'f ,-... fTOOO'f ~ - - - - - - , .,. ....... -- .....•--.. ,. ·-- -·-- ·-·-- -·-- -·- -·- "' Dl.scar1ca lnertl Dlscar1ca rc.attlva DlscarCche per sCOf1t • resU A y I• c AG • CH , Milnsir'oel\ Pag!na • 7.68 . Concctto di gestiono dei Rifiuti Provincia Autonoma di Bolzano FIGURA 31 : FABBISOGNO 0 1 INCENERIMENTO SCENARIO 3 : IMPIANTI 01 SELEZIONE A BOLZANO, PONTIVES E SCIAVES (RISTRUTTURAZIONE DEGLI ESISTENTI); NUOVI IMPIANTI 01 SELEZIONE IN VENOSTA E A BRUNICO, FORNI I E II A BOLZANO; NUOVO IMPIANTO INCENERIMENTO EST Dagli imp. di Dall'impianto di Dall'impianto di Dall'impianto di selez. dei rifiuti di costruzioni BRAB 30'200 Tia A 't I• c AG. CH • Mlnlh>on selezione di Balzano BRAM 35'800 Tia Rest! degli inceneritori ea 34'000 Tia selezione di Pontives BRAM 3'000 Tia selezione della Venosta BRAM 4'000 To/a Dall'impianto di selezione di Sciaves/1s arco BRAM 7 '200T/a Dall'implanto di selezione di Brunico/Pusteria BRAM 9'400 Tia Diversi rlflutl combstibili + riliutl lngombranti e assimilabili 17'700 T/a 0 0 ,... b :D [i] • ~ 666 ► " £ ' t § • , , Scenario 3: Implant! di selezlone di Balzano, Pontlves e Scioves (rlstrutturanlone degll eslstentl) ; nuovi lmplanti di selc:ione in Venosta ea Brunlco Forni I + n a Bolz-ano; nuovo lmpianto di inc~nerimento EST lmplanto di lncenerlmento Imp/anti di selez:lone Dlscarlca •a ; ssa Ate-slna o,ot~~e~,1 I) . P~sie'rf~ "' •. ' ., ' ' ' -~ ~ ', - ~,,,.1, m!mD Stazlone di trasbordo Trasporto con container Trasporto di rifiull ... ~, .... " ~ Trasporto su strada o su ferrovJa .,, 0 0 § " 0 g, G) 'il C :IJ u > .,. "' ii) "' c. ~ ;!! e' ; , I .. ~ 0 a 3 ~ !!, g> " ii f .., m " • -• • ~ £ ' f l"1 Tebelle 5: Compre:nsorl Venosta Bu,gravialD OHrad~• bassa A. Bolzano S>lo-&:mar lsanx> l'lj,p!al Pusttria Provlnda Rifiuli speciali Aiiiuli C$Dedal Tota.le • Scenario 3: Selezlone. prefermentazione, incenerlmento Imp. di smal'limento: Selezione+p,efermentaz. lf'ICen. lfll)Jnc. Venosta BZ Gardena EST a:i1za,-., EST va Va Va va v, Va 7960 6'885 24'592 20'262 15'208 13"483 26'017 24"753 5'659 6'130 4'673 5'062 10'002 9'021 4'197 3'763 19'022 15'359 7"960 71'474 8'130 33'281 70'056 33'205 1'500 1'500 1'000 500 7960 71'-474 6\130 33'281 72"SS6 35'205 Ouanl!ta BRAM vag!iato Inert!. me1am Perdita aa:;ua + lermemazlona Re.sti per OiSCarlca reattlva ··Scorie • residui $l30ii z:,11 0 Oiscanca I D4Cilta CXst:.lnc.a Ossec-.a:10/'I rean. Va 4'157 12'963 8'975 17'048 6'236 6'071 2'533 9'619 67'603 6T600 ,nef'II Va 4'069 12'847 10'248 21'598 6'209 i112 2'967 8'924 73·974 73·974 50% 3% ,est·· Va :no:, Imp, p!oprio Cel sele-z. 8RAAl+8RA8--,8Z 6'4$4 Imp. comp. SZ: BAAi.& , 8RA8 •> 82 4'314 L'fll). comp. BZ, 8AAIA, BA.\9 •> 81 7'921 imp. comp. ez: BAI.I.I , 8AA8 -> 6Z 3'115 ' 2:U7 Rilvli 1 8R;l.9di,en. ,rc. EST 1~04 RU• 8RAB<litt".I, inc:, EST 4'915 A~ • BAA.9 4irtQ. inc. EST 33'04.4 ~·0,1,,1 16% •> 103¾ ·va1ga:!lena: rnpiatttt1 cropnodi seleZIO!le; 31°1+ 8AAM • BRAB •> alrirrp.JntO EST: r~sti: come a ~1:.ano 32¾ <1elfltl;)'JI ne1rl"(:tl'leo10te 0 i ~ ~ &' ~ ii !, l [ i ::, ~ .,, l f !, f " ii :0 • -• • ~ 2 . r ,.., '-' Capaclt~ di incenerlmento al 2000 Comprensori Ab. Ail. urtani Pot. BRAfA Pot. BRAB Pol R:1. speciali Pot. PotenzlaU\8 di eq. e assimil. cal. cal. cal. e ,csped.t cal. incener. neccss.. Va kcal/kn va kcal/k" ua kcalAtn Ila kcal/kn Gcallh Rl1iu11 ll'blnl V1110S1a 402~ 864 2815 3980 3910 1579 3680 4000 3.2 81.Wgravia» 104836 2732 2815 12296 3910 5234 3680 4000 10.0 OlttA:l.Ales. 64866 1690 2815 7603 3910 4190 3680 4000 6.7 llolzono 106794 2891 2815 13009 3910 8854 3680 2500 4000 13.5 $a!ll),Sdiat sud 25408 631 2815 2638 3910 1223 3680 4000 2.3 Gardt/la+ Sm. 27550 681 2815 3065 3913 1-321 3680 4000 2.5 ~arco 48251 1118 2815 5031 3910 2872 3680 2000 4000 5.5 Wipplal 20127 466 281 5 2099 3910 1198 3680 4000 1.9 Pus,eria 89673 2114 2815 9511 3910 3735 3680 4000 7.6 Totale 527776 13207 59430 30206 4500 53.2 Ouatid~: Tt!Tf?O eserclzlolanno 7'500 h I I Pot.cal, medlo Potenz.lalit~ ora1ia BZ I• II 28.0 G-cal/h Oltferenu 1ona OVEST •7.7 Gcal/h IPotenzial. incener.neceua,la tona esr 17 .5 Gcal'h I•> Garcer.a. 1~aroo, Wiwtal. Pusttrra Sccn3rlo 3 lotali rt 1noer.e1 "" 6'443 20'262 13'483 27'253 4'631 S'067 11'021 3'763 15'359 101"3~3 3714 g ~ 5 9, 1. 15 i "' "' g: ,, ~. g. f 9, ~ ~ ~ l ,... ~ Pagina • 7.72 • Concetto di oesfiono d4)i Rifiuti Provincia Autonoma ell Botz:ano 7.3.5 SCENARIO 4 (TUTTI I RIFIUTI VENGONO INCENERITI TAL QUALi • UNICO IMPIANTO DI PRESELEZIONE IN VENOSTA) PRESUPPOSTI L'impianto di compostaggio di Balzano non ha soddisfatto ai requisiji sta• biliti. Non risutta conveniente nemmeno una ristrutturazione per realizzare un implanto di selezione. I reattori vengono mantenuti in funzione ed adat tati per II trattamento biologico del fanghi di depurazione. 11 forno jnceneritore I di Botzano. con una potenziatita di 10,5 GCaVh funziona regolarmente ed e in grade di 0 smaltire ............ ............................................................................... ea. 26.000 Va di rifiuti , con un potere calorlfico di 3.000 KCaVKg II nuoyg forng II dj Balzano. con una potenzialita di 17,5 GCaVh e gia In funzione ed e in grado di smattire ....... ca 43.200 Va di rifiuti, con un potere calorlfico di 3.000 KCaVKg NECESSITA' DI NUOVI IMPIANTI (vedi fig. 33) La Comuolla Venosta realiua un proprio impianto di selezione di BRAM di potenzialita 8.000 Va, In grado di produrre circa 4.000 Va di. BRAM. II BRAM, assieme al BAAB del comprensorio viene trasportato (ev. su ferrovia) alflncenerltore di Balzano ed ivi smalttto. I resti di selezione vengono sot• toposti a processo di prefermentazione e quindi depositati nella discarlca reattiva di Glorenza. Tutti I res!antl ri!jyti delta provlncia vengono inceneriti ta! quali, senza alcun trattamento preliminare di selezlone. CIO comporta un fabbisogno di ince nerimento di 162.800 Va, pari a 65,9 GCaVh (vedi fig. 34). Oltre alle 28,0 GCal/h lornite dal due lorni di Balzano, risulta necessario un'ulteriore poten zlalita di lncenerimento di 37,9 GCal/h. A questo riguardo sl presentano diverse possibiGta: R Y I e e AG. Qi • Mllnsnlen 0 I Coocetto di gestione dei Rifiuti Provincia Autonoma di 8olzano Pagina- 7.73 a) Reauzzazione di una tenea linea di incenerimento a Balzano da 17,5 GGaVh e di un nuovo impianto di incenerimento su due linee nella zona EST, da 20,5 GCal/h b) Realizzazione dl due grosse linee di lncenerimento da 37,9 GCaVh nella zona EST c) Nuovo impianto di incenerlmento nella zona OVEST su 1 o 2 unee (16,0 GCaVh) e due Unee di incenerimento nella zona EST (21,9 GCaVh) La variante c) e sicuramente la meno probabile, in considerazione delle grosse dilflcolta·che sf lncontrerebbero nel proporre in provincia due nuove localizzazlonl per impiantl di incenerimento. s1azioni di trasbordo Sano necessarie a Dobbiaco, Brunico, ev. nella Wipptal, in Venosta, a Pontives (con la pressa si puo eventualmente ridurre in balle ii rifiuto tal quale per II trasporto su autotreno all'incenerimento EST; vedi fig . 35). Dave pal essere approfondilo ii problema dei trasporti tra Merana e Balzano, che in ogni caso si potrebbero ottimiuare sotto ii promo dei cosli e delle emlssloni , mediante un trasbordo su ferrovia. Discariche II fabbisogno di volume in discarica (non tenendo conto degli inerli) , : Per le scorie ea. 65.000 Va sudcfivise tra le discarlche di Va• dena e Brunico (Con un lncenerlmento a due stadi si potrebbe ottenere un residua granulate riutili.zzablle, con conseguente ridu• zlone del volume necessario in discarica). 43.000 m3/a Pagina ~ 7.74 • Conccno di g~ione dei Aifiuti Provincla Autonoma di Bou:ano Materlale per discarica reattlva ca33.000 • 36.000 Va - 29.000 m3/a suddivise nelle discariche di Gloren• za, Lana, Vadena, Brunico, Pontives ed ev. Wipptal Totale volume discarica (scenario 4) - 72.000 m3/a ====== A dilferenza dei precedenti scenari, da 1 a 3, nello scenario 4 i materiali destinatl alle discariche reattive sono solamente costituiti da resti derivanti dalla selezione dei rifiuti di costruzione, mentre non vi sono attri resti 0 derivanti da selezione di rifiuti urbani (I quali risuttano molto piu carichi di sostanze organiche, rispetto ai primi). Pertanto in questo scenario, e minore non solo ii fabbisogno di volume nelle discariche reattive, ma anche rlmpatto ambientale relativo ai percolati ed ai gas che in esse si producono. 0 C Concct10 d i gcstlone dei Riliuti Provincla AU'lonoma d i Bolzano FIGURA 30: FLUSSI DI MA TERIALI AL 2000 SCENARIO 4 INCENERII.IENTO Comunl & Prlvatl RHlud urMl'II t21 'SOO v, ru,o"lt.> .... .,.., .... ~ 11.:i:i:.1111 /\o/\ ... .... Olscartca lnerU Dlscar1ca reatttva • "''" • rua..tiultllinld~fMnz.tll-...lc:t.1.n!Qlata-(~M~clil,J .... .. • f'1'qO • Si!IQ,lo Q. ~ .... • ft6uli IPIQ&t IPUUltn IQ'IWf, ,.sadl ~ Wllln. llklllht.dl$1l.tce. Dlscar1 ea per 100r1e e lnertl Pagifla. 7.75 ,,.., ~, == t'«I0•1 ,..,., ·---...-. Pagin.a . 7.76 . Conoetto di ge-S110ne del Aifiuli Provinc:ia Autonoma di B01zano FIGURA 31 : FABBISOGNO INCENERIMENTO Oagli imp. di selez. dei rifiuti di costruzioni BRAB 30'200T/a SCENARIO 4: IMPIANTO DI SELEZJONE SOLO IN VENOSTA; INCENERIMENTO OIRETTO DAGLI Al TRI RIFIUTI IN FORNI I E II DI BOLZANO E IN NUOVO GROSSO IMPIANTO EST (IN ALTERNATIVA 3. FORNO A BOLZANO) Rifiuti tal quali dal territorio attorno a Balzano 80'300T/a Resti dell' lncerieento ea 65'000 Tia Rifiuti tal quali da Pontives 6'000 T/a Oall'impianto di selezione della Venosta 4'000 T/a Rifiuti tal quali da lsarco Wipptal Pusteria 37'700T/a Oiversi rifiuti combustibile 4'500 T/a 0 0 • Concetta di gestic,ne dej Rifiutl Provlnci.a Autonoma di Bolzano Pagirla. 1.n. FIGURA35 0 0 7 2! . ~ , .. .c . 0 C ~~ • .,, 0 " - - '0 0 C ,:, 0 " -" 0 .§ ;; .. C -:,1. -" - 0 :, " " 0 .:: 0 -;:: .,, > 0 .. 0 0 0 0 I: ;; " t: t: --C --:, 0 0 0 " - !,! a. a. a.--~ N " " 0 :, " .. .. i,0 iii - -... ... >-0 ~ . ) " C .2 .. f ~ !l 0 '" = a ,: -" '0 a C 0 " ci .!! 0 E C .£ ' " • -• • 15 2 ' r t-1 Tabella 7 Comprensorl Ven0s1a Burgraviat> Qr,ad!ge bassa A. Bolzano Salto-Sc,lar lsarm \'lj,plal Pusteria Provtncl1 Ri!iuli spec:iali Riliuli osnedal. T01ale Scenario 4: locenerimento dlrello: se!ezjone" prete,mentazjone solo In Ver Seiez. • lncen. lmpjnc, OiDiea IOiscanca Oiscanca preferm. 9o- EST ,e,n. neo 16$0·· Va Ila va Va va va 7'960 6'685 4'1S7 4'069 2'272 32"558 5'340 12'847 10'744 21·os6 4'261 10'248• 61>58 3T762 8~83 7'502 8'127 2'581 14'052 ~52 5882 1'232 24'870 3·722 7'960 105'793 52'91 1 33'228 1'500 1'500 i ·ooo 500 7'960 108293 54'911 33'228 Ouanl!tA: BRAM vaglla10 lnenl, mttalli Perdile acxwa + fermentaziene Restl pet discarica ,eattiva "Scorie • ,esidui s1abiliu.a1i 0 21'598 6'209 7·112 2'967 8'924 73'974 73'974 12'.t61 s·1se 4'637 1'934 8'207 52'372 52'372 50% 3¾ 16% 31'1. 33¾ OsstsVa:icn tnp.d HIH,P'OC)rto: BR».t.SRAB 1ncene1. BZ RSU • BAAB•> lncenefl!Ol'e Bdzano RSU • 8AA8 • ., lnceneri!Ofe Sctzano RSU • a.RAS .-,. 1ncenen10te Bdlzano RSU ♦ &RAS" lnceneniOfe eazano & EST RSU • BRAS•> lnceneniora EST RSU • 8R.l.9 •> lnctnerittwt EST RSU • 8RA8 •"> lr.cenetito1e EST 0 'O " '§ " ... iii g i g, i IS ii ~ ll = s: ! .. ~ I 9' l ii " • -• n !i . 2 . r "" (. CapacllA di lncenerimento al 2000 Comp,ensori RiJiLrtl urbanl Venosla &,gra,,lalo OHr,1,.Are,. 8olzano Sallo,So1ia, SI.Id Gaidena • Im. tsarco ,·r~iai P-ustemJ !male Ouanffl.' Ab. Ad. Urbani Pot, aq. e assimiL car. Va kcalll<< 41693 884 2815 108582 27324 2815 67257 16896 2815 1107TT 28908 2815 26318 6306 2815 28512 6811 2815 50001 11180 2815 20859 4664 2815 92840 21135 2815 546838 124108 Tempo eserc:izlotanno P01en.ztalitA oraria BZ I • II Olfftrenz:a zona OVEST BRAM Va 3980 3980 Pot. 8RA8 POL RJ. speciall Pot. Pcteruiatiti di cal. cal. e ospedal. cal. incener. necess. kcalll<.t Va kcallkr ua ke.allkci Gcallh 3910 1579 3680 4000 3.2 3910 5234 3680 4001) 12.9 3910 4190 3680 4000 8.4 3910 8854 3680 2500 <000 16.S 3910 1223 3680 4000 3.0 3910 1321 3680 4000 3.2 3910 2872 3680 2000 4000 6.7 3910 1198 3680 4000 2.3 3910 3735 3680 ~ooo 9.8 30206 4500 65.9 TSOO h I J Pot.cat. rri~~ lo 28.0 Gcallh •15,9 Gcalnl IPotenz.lal. lncentr.neeessarla·~ona EST 22.0 Gcallll J => Garifen3, lsart:0. WlPS)taL Pustel\J Sctnario 4: r ctab ril 1nce11et. 1/a 6'443 32'558 21'086 40'262 7'529 8'1J2 16'0S2 5"862 2t'870 162'794 303~ g i !l, 'g !l [ ~ ;g e· = l ~ f a ii !l, I f " ;t Pagina . 7.80 • COncetto di oes1ione dci Rllluti Ptovincla Autonoma di Botzano 7.3.6 DATI RIASSUNTIVI SUi DIVERS! SCENARI I quattro scenari descritti si ditterenziano sostanzlalmente per I seguen11 aspetti: numero degU lmpianti di trattamento necessari quanttta totaie di rlfiuti trattati nei diversi impianti fabbisogno di impian11 di incenerimento quantita di resti da deposttare In dlscarica A) NUMERO DI IMPIANTI DI TRATTAMENTO NECESSARI SCENARI 1 2 Petrattamento / Selezione 2 3 Trattamento parziale / Compostaggio / Per• fermentazione 3 3 Trattamento totale / Linea di incenerimento 4 4 Stazioni di trasbordo 5 5 3 4 5 I 5 1 4 5 4 6 Totale 9+5 10 + 5 14 + 4 7+6 (14) (15) (18) (13) Lo scenario 3 prevede complessivamente la necessita di 14 impianti di trattamento e 4 stazioni di trasbordo. Nello scenario 4 1/i e circa ta meta di impianti, anche se di dimension! piu grand!, ed lnoltre e necessario un maggior numero di stazlonl di trasbordo. II fabbisogno impiantistico nel caso degll scenari 1 e 2 e plu o meno dello stesso ordine di grandezza. Sulla correlazione tra numero di impianti e investimenti, non ii possibile esprimere una valutazione precisa, anche se e chiaro che aumentando gli 0 0 lmplanti I cost! di personale sono magglori. [ , .. Concetta di ge~ione dql Rifiuti Provincia Autonoma di Botzano Pag;t'la • 7.81 . B) QUANTITA' DI RIFIUTI TRATTATI NEGLI IMPIANTI GRAF I CO 1: OUANTITA' DI RIFIUTI NEGLI IMPIANTI t/a 240000 I ======= -., ;:::.===; 228"100 V l!ZJOOO 200000 180000 160000 140000 1:IDOOO 100000 80000 60000 40000 20000 0 I~ o,,µx,t.wiu [!lSclezi~. I!!!...,,,, in;.e:srfarn.xn:,,.I+Il BZ Dai grafico si evidenzia clle nello scenario 3 si hanno le maggiori quantlla di rifiuti da trattare, in quanto i rifiuti prima vengono selezionati e poi inceneriti, cosicche lo stesso rifiuto viene pratlcamente trattato due votte. Nelle scenario 4, ii totale di rifiuti da trattare, per un quantllatlvo di 166.?<JO Va, (vedi fig. 3), con esclusione di queli relalivi all'lmpianto della Venosta, viene sottoposto a trattamento una sola votta Sotto II profilo economico si pui> attermare che maggiore e la quantita di riliuli da trattare, piu alti sono I costi di smattimento. Oa questo punto di vi.sta, lo scenario 3 e motto probabiimente ii piu costoso . R y t HAO . C>-1 • Miln$hoelt Paoina. 7.82 . eonccno di geslione dei Rltiutl Provincia AUtonoma di Botza.no C) FABBISOGNO DI INCENERIMENTO GRAFICO 2: POTENZIAUTA' DI INCENERIMENTO NECESSARIA Gcal/h 30 20 S:.::n1t1o 1 ~ 2 3 l!JFmOill!Z ■raro I IIZ II minimo fabbisogno (100%) sl ha nello scenario 1, ii masslmo (142%) nello scenario 4. L'aspetto interessante dl questo contronto e che II fabbisogno dl incenrimeno non varia moltissimo da scenario a scenario ed in,tuttl e quattro vi e 0 una necessita aggiuntlva di potenzial~ll piu o meno dello stesso ordine dl 0 grandezza dei fomi I e II di Bolzano. In questi scenari non e stata presa In conslderazione la variante di produrre pellets stoccabili e trasportabili da incenerire In cementifici fuori provlncia. In questo case II fabbisogno di incenerimenlo nello scenario 3 potrebbe ridursl al punto da non rendere plu necessario un nuovo lmpianto di lncenerimento. La possibilita 1uttavia di smaltire continuamente del combustibile da rifiutr pellettizzato in cementifici fuori provincia e allo stato attuale solo teorica e non pull perdo essere seriamente valutata. Certamenle e necessario persegulre anche questa altemativa, promuovendo fin d'ora i necessari contatti con I cementifici. [ R y I e e Ill. CH • JA:k'l5hoon Concetto di g,estbne dei Rirlull Ptovlncla Autonoma dl Bolzano ,. Pagina . 7 .ro . D} VOLUMI DI OISCARICA GRAFICO 3: RESIOUI DA DEPOSITARE IN OISCARICA, NEI DIVERSI SCENARI .,,,,. eo·ooo I 70·000 !O'OCO tota.l.e: 69'000 m3/a Tot.a.let: 61 '1JOO mlta San:rio 3 • S:::aw1.o 4 . □ ~ ---.. .,.. .. ..,.co11 ~ = .... sari• § 01acarie:!I rcatt:l \.~ per n=.t1 ~e,tt d9 telet:icre e pn;f~ Net grafico 3 sono rappresentatl solo I voluml di discarica necessari per ii deposlto dei resti provenienti dagli impiantl di trattamento del ritiutl urtlanl , compresa la quota di scorie derivantl dalrlncenerimento del BAAB. Senza tenere conto del compost per cosl dire "depositato• sui terreni agricoli, lo scenario 1 necesslta un volume di discarica di soli 39.000 m3/a II fabblsogno effettlvo mlnlmo di discarica 6 tuttavia nello scenario 4, con 43.000 m31a. Negli scenari 2 e 3 si ha piu o meno lo stesso fabblsogno totals, costttuito, per una grossa quota, da voluml di discarica reattiva, mentre nello scenario 4 pratlcamente II fabbisogno 6 quasJ solo relatlvo ai volumi di discarica per scorie (e pertanto 6 lo scenario con II minimo lmpatto di discarica}. Pagina • 7.84 • Concetto di gestlone del RlfiJtl Prov1ncia Autonoma di Bolzano OSSERVAZIONI SUi PROVVEDIMENTI FUTURI In questo stadio di pianificazione non e posslbile esprtmere una valutazione conclusiva dei quattro scenari. Sulla base dei confronti e delle discussioni che seguiranno si potra decidere quale scenario sar/1 in grade di conseguire ii ne• cessario consenso per essere realizzato. Come gill piu volte ricordato, se nessuno dei 4 scenari descri1ti potra essere realiuato, si potranno individuare matte attre alternative. Ad esempio sl dovra approfondire ii sistema delta digestlone anaerobica del rifiuti organici, ii che tuttavia metterebbe in discussione l'intero progetto, gill avviato, del compo staggio separate della frazione organica dei rifiutl. Un ruolo determinante per assumere una decisione definttiva It cenameme rap presentato dalrlmpianto di compostaggio di Bolzano, per ii quate si dovranno attendere le conclusioni dell'indagine in corso sui bilanci di materiali, energia e lmpatto amblentale (vedi fig. 39). PROWEOIMENTI CONCERNENTI L'IMPIANTO 01 COMPOSTAGGIO 01 BOLZANO (VEOI FIG. 39) 1. Verifica dell'impianto di compostaggio mediante analisi di flusso dei ma teriali e bilancio energetico 2. Qualora gli obiettlvi qualttativi prefissatl slano rispettatl sotto ogni profile, si deve assicurare lo smercio del compost 3. E' posslbile collocare tutto ii compost in provincia di Balzano? 4. E' possibile collocare ii compost fuori provincia7 5. Qualora la rtsposta ai punti 2 e 3 (o 4) sia affermativa, rimpianto sara In grade di trattare ........................................... 1/a di rifiuti ........................................... 1/a di fanghi in accordo con le previslonl di progetto, ovvero con i dati rilevatl 0 0 durante ii periodo di prova. t ) Concano di gcstlone dei Rifiuti Provincla Autonoma di Bolzano Paglna • 7 .85 • 6. Oualora la risposta ai puntl 2 e 3 (o 4) sla lnvece negativa, deve essere predisposto un progetto di ristrutturazione, per realizzare un lmpianto di selezione di BRAM 7. Se sl dimostrera la convenienza economica a realizzare un tale lmpianto, esso sara in gradi di trattare I/a di rifiuti urbani 8. Qualora si dimostri la convenienza a convertire anche le torr! dl fermen• tazione in digestori biologic! di fanghi, rimplanto sara in grado di trattare anche I/a di fanghl 9. Qualora non sussista la convenienza economlca della ristrutturazione pre• vista al punto 7, si potra sempre verificare reventualita di ristrutturare solo le torri per II trattamento del fanghi ipotluato al punto 8 1 1 o. In caso di esito positive de Ila verifica economlca di cui al precedente punto 9, l'impianto sara In grade di trattare ........................................... I/a di fanghi 11. Nel caso di verifica economica negativa per tulle e due le ipotesl di rlstrutturazione, si dovra bruciare l'intero quantitative di rifiuti pari a I/a Se si daranno risposte chiare e scientificamente fondate alle domande sopra . citate, sara possibile definire anche i passl successlvi. Le verifiche sulrimpianto di compostaggio sono attualmente in corso, sotto la supervisione dell'Assessorato per la tutela deU'ambiente ed I rtsultati si potranno conoscere verso la meta di maggio 1992. IPOTESI DI PROVVEDIMEtrrl FUTURI %1 .,, .. ◄ lmplanto compostagglo BolJano i - G> • " C ::n 1i 1 Come lmplanto di )> ..., 2 ., A1nlltl 111.lltf lftllffM 1 compostagglo "' • "' . I <I> r S~oln J! ObleaM CII "'8111a - 5 Scorl• .,...,,. R .. tuo 'ti "' ~ QWdto? , 0 • ., RSU.. •• ·- ····- ·· .. "· ;~ll - cicriq>osc . Mttu. ,MI\H, .... Fanghl.,-..... T/1 r~ lllet'lllf. d11K arlc:e d~rtcfl m 'ID?' (/) , . ...,.., T,. Tio ,,. '" '" 2 ---- - ----- -- - - - ---- - .,, • I ::n 0 < no I ~•QWWttll07 < m f1 0 Prog.U• 6 Come lmplanto ;:: g di sele1ione !'! rlconfflrslon• ...., m 6 tJoflltlA.AM z 9,. Scor1♦ .,,,,11 RHlllv♦ .... ootl¥el'llent eooonolriat ., • -n m " sustlste RSU-····- ·"·····T/• cornpo, 1 C c· ..;rteoft. .... i C no \ ::n Q '" ..,. T:a ,,. '" !?. :D -- -- - ----- -- -- - ----- - - - - - "' • • "' 11 PfogiMIO riCOnv•r~ J \ I panhl♦ NII♦ tonf. s tfl;,-lllOM ftngl'II . Come relllto 0 I, \~ I, .... ,,. I • ! susslstii >---l At•tM1m 5 ptnlel♦ ~ .. "" . ,,. 9,. --- Aytte AO, g, " """"""""'° .... ~ ,,. MOMlng,n ... .11 RSU 8 TIO '" 12/081199 1 ---- - - - - ,.., 0 0 l-----"-'Rl~F~lU~T4l ~S~PE~C~lA~L~l -.lO 0 0 Concono di g,estione dei Rifi.Jti Provi:ncla AUtonoma di Botzano Pagha- 1· Capitolo 10 Rifiuti speciali PAGINA 10.1 RIFIFUTI OSPEOALIERI 10.1 10.1 .1 Fondamentl legislativi 10.1 10.1 .2 Problematica 10.1 10.1.3 Tipi di Rlfiuti 10.2 10.1.4 Situazione attuale 10.5 10.1.5 Smaltimento Future 10.B 10.1 .5.1 Smaltimento delle singole frazioni 10.B 10.1.5.2 lgieniuazione 10. 10 10.1 .5.3 Logistica dell'igieniuazione 10.11 10.1.6 Conseguenze per rincenerlmento 10.11 10.1.7 Prowedlmenti da assumere 10.13 10.2 CAROGNE ANIMALI E REST! DI MACEUAZIONE 10.14 10.2.1 Smaltimento dells carogne anlmall 10.14 10.2.1.1 lntroduzione 10.14 10.2.1.2 Ouantita• e provenienza 10.14 10.2.1.3 Raccolta 10.15 10.2.1.4 Trasporto 10.17 10.2.1.5 Smattimento delle carogne animali 10.19 10.2.2 Rifiuti di macellazione 10.21 10.2.2.1 Definizioni 10.21 10.2.2.2 Quantlta' 10.22 ) 10.2.2.3 Servizio di Racailta 10.23 10.2.2.4 Recupero 10.24 10.3 CARCASSE 01 AUTOVETTURE E PNEUMATIC! USATI 10.25 10.3.1 Carcasse di autovetture 10.25 10.3.1.1 Ouantita' veicoli drcolanti 10.25 10.3.1.2 Ouanttta' carcasse di autovetture ,10.26 10.3.1 .3 Recupero e smaltlmento 10.26 10.3.1.4 Mode di procedere 10.29 10.3.2 Pneumatici usall 10.29 10.3.2.1 Ouantlta' 10.29 10.3.2.2 Recupero 10.30 ,.. I. 10.3.2.3 Smattlmento 10.30 10.3.2.4 Modo di procedere 10.31 A y t t c PG, CH~en Pagiia • 11 • Concetto di gestione oei R~iuti Provi'da Autonoma di Botzano PAGINA 10.4 APPARECCHI FRIGORIFERI 10.32 10.4.1 Problematica 10.32 10.4.2 Quantita' 10.32 10.4.3 Logis1ica dello smaltimen1o degli apparecchi frigoriferi 10.33 10.4.4 Punti di Raccolta 10.34 10.4.5 Modo di procedere 10.35 10.5 RIFIUTI DELL'ELETTRONICA 10.36 10.5.1 Problematica 10.36 10.5.2 Modalita' di smaHimento 10.38 0 10.5.3 Modo di procedere per la provincia di Bolzano. 10.39 10.6 BATTERIE A SECCO 10.40 10.6.1 Problematica 10.40 10.6.2 RaccoHa 10.41 10.6.3 SIS1emi di recupero 10.42 10.6.4 Modo di procedere 10.44 10.7 LAMPADE A SCARICA (LAMPADE A LUMINESCENZA, A PRESSIONE, ECC.) 10.45 10.7.1 Problematlca 10.45 10.7.2 lmpianti di smaltimento 10.47 0 10.7.3 Logistica dello smaltimento 10.49 10.7.4 Modo di procedere 10.49 10.8 OU ESAUSTI 10.50 10.8.1 Considerazlonl general! sullo smaltimento degi o~ esaustl 10.50 10.8.2 Oli minerali 10.51 10.8.3 Oli e grassi alimentari 10.54 10.9 RIFIUTI SPECIAL! AZIENDAU E INDUSTRIAL! 10.55 R y I• c NJ.. CH-Uhingen ) ( Concetta di gcs11one dei Rifiuti Provtncia Autonoma dl Bolzaoo Pa~a- 10.1 .. 1 O. RIFIUTI SPECIAL! 10.1 Rlflull ospedallerl 10.1 .1 FONOAMENTI LEGISLA TIVI Lo smaltimento dei riliuti ospedalieri e disciplinato dalle seguentl normative: Ordinanza Ministeriale de! 1 o.5.1973 Legge Nr. 256 del 29.05.1974 Oecreto Ministeriale de! 21 .05.1981 0 .P.R. Nr. 915 del 10.09.1982 Oelibera del Comttato lnterministeriale del 27.07.1984, in applicazione de! O.P.R. 915/82 Oecreto Ministeriale del 17.10.1984 Oecre1o Ministeriale del 03.12.1985 Oecreto Ministeriale del 17.12.1987 Oecreto de! Ministro per rAmbiente del 23.09.1988 Legge Nr. 475 del 09.10.1988 Oecreto Legge Nr. 527 del 14.12.1988 Legge Nr. 45 de! 10.02.1989 Oecreto de! Mlnistro per rAmbiente del 25.05.1989 Oecreto Legge Nr. 397 del 09.09.1989· 10.1.2 PROBLEMATICA Le ctasslche malattie infettive oggi non sono piu cosl temibili, mentre I pericoli di infezioni sono soprattutto negli ospedali, a causa dell'alta densit/1 di persone e la presenza di agent! patogenl In alte concentrazioni ; ci6 richiede una particolare attenzione allo smaltimento de! rifiuti, che deve svolgersi nel massimo di lglene possibile. A y t • c AG , CH - l.«ln$haon Pagina • 10.2 • Concetta di gestione dei Rifiuti Provincia Autonoma di Botzano 10.1.3 TIP! DI RIFIUTI Una gran parte dei riliuti ospedalieri ha le stesse caraneristiche qualitative e di composizione dei rifiuti domesticl e pertanto puo essere smatttta con le stesse modalita. Accanto, vie tuna una serie di rifiu1i che, per le loro caratteristiche infettive, per la loro pericolostta, o per motivi esteticl o eticl, devono necessariamenle essere esclusi dal normale servlzio pubblico di asporto. Secondo le indicazioni della ·commisslone per la supervisione della gestione degli inceneritori ospedalieri della provincia di Bolzano" I ri fiutl ospedalieri vanno suddivisi nelle seguenti categorie princlpaU e preclsamente : A) Rifiuti di tipo urbano ed assimilabili B) Rifiuti speclali C) Rifiuti tosslco/nocivi D) Rifiuti pericolosl e vari Poiche questa suddivisione risulta non motto idonea ai fini della successiva trattazione, si propane una diversa classllicazione dei rifiuti ospedalieri: Aifiuti riutiliuabili Rifiu1i Urbani ed assimilabili Rifiuti specificl di medicina • Rifiuti particolarl: a) rifiuti infetti A' • Rifiu1i speciali •) Rifiuli riu1ilizzabi~: • parti anatomiche b) oggettl appunlttl o tag!enti (infetti o potenzialmenta infatti) Comprandono vuoti di vetro pulili, alluminio, barattoli di latta, carta, rlviste, stampe, cartoni. Qualora l'ospedale sia servito dalla raccolta separata <li resti organici, anche i rifiuti compostabili di cucina e di giardino (anche resli di fiori) possono essere compresi nella categoria dei rifiuti riutilizzabili. 'l) Rifiuti urbani: 0 0 Rlfiuti derivantl dalle pulizie degli edifici (cestini dei rifiuti, pulizia dei pavimentl, ecc.),e delle parti esteme, gessi ortopedici , ecc. [ ,.. • Rttlut.l -iaU 9Mlilimto I"" TioolqJ!• di rll'Mo Caratterizzazicne lSJ fluti llootl llfl lglonlz- ln:<nlr. Discar. !qJ,Bt. Alt,, t,~. 1;::;htt1 ln!lltmi"'- -· mzia,e A::cro ~. • srel t. A Ut1uU di palh1e l'\Jllf.• debl(tl- • • • ft'IJ'l • oes, .eo: A :arta ~!,.Z;;'"' I I (1) I A etro I (1) I I•) A M 1:.1a est.em, f\JJ l:r.ia part.I gliar (1) (1) I I esteme CO'l1X"· • A Gesal ortcvediei °""'8124"a • I • A £!wet«- Acstl d1 cu:::ina • I • A ~ tl "'' ~tl I • I A tk-iN, feel• ~ .,......, I (1) I l•l I A I I • run.uti di md.leazicri Slclrg,ef,,~' I • I =. c,a • . """ ""' • ~~ :;a1•dl I I • a 11ts:yj[ I I • a Rifiuti di W015i) =fl,,\c'i!imib'r' • I I a Restl di laborataio I I • Residd di en::xllall$1 l'!nuti di ~ ... I I I $ I rorpr.f i . • AesU ,na,to,dcl ~J~'~u.1l I l•l • • 0 0 B ... g ► a "' 0 ~ ,1 .,. , - .. ![ "' 0 "' ~~ ~ ~ ~ "' ,, ;:: ;; ~ m o ~ z ~ cl o t z m 0 i! 0 3 !!! ~ ;!! a .,, g> c "' ::! iJ 0 "' ,, m 0 'f! m ,, m I 011 allmcnt..-1 I • • ~cinaliecadrt.l I ,., C Aesidli di lab:ratai ~~ , t!PoB • (1) CXl'"C,9:'lB' • C ~c.lrvu i a::ai.lU ' I (1) D Satte:rie I I D ParU ..... - ~,.\41J!""-» I • ,, m i;;: ::! < m s ,, m ~ "' 2 5 ~ 0 IJ d:;;oslto diretto in dia:::arica e ~ oolo ccme eoJudaie trmsitcria L, Pagina • 10.4 • Concetto di gesti::)ne doi Rifiuti Provlncla Auto,..,,ma di Botzano ,) Riliuti specifici di medicina: • I rifiuti particolari comprendano: siringhe, aghi, bende, cateteri, materiali monouso. rifiuti di emo<fialisi, resti di cibo da reparti infettivi , ecc. • I resti anatomici comprendono: parti anatomiche di grosse djmensioni, cadaveri animali ~) Rifiuti speciali: Rlfluti di radiolagia, acidi e basl, solventi , oli esaustl, batterie, lampade, acc. La composizione dei rifiuti aspedalieri e pressapoco la seguente (i rifiuti urban! e quelli riutilizzabill sane stati riunili in un unico gruppo): GRAFICO 1: COMPOSIZIONE DEi RIFIUTt OSPEOALIERI 1% 1% ■ Rifiuti urbani o a.:~!mUabiJi 13 Rifiuti in:eni o po;on.z. infeni ■ Rifiuti ana tomiel 0 Rifiu1i gpecial Dai grafico emerge che la frazione dei rifiuti di tipa urbane rappresenta una quota assai rilevante (72%) sul totale dei rifiuti ospedalierl. R l' t • t AO. CH -~ n 0 ) ( Concetto di gestione del Rifiuti PlOVincia Autonoma di Bolzano Pagina • 1 o➔s 10.1.4 SITUAZIONEATTUALE Attualmente in provincia di Balzano esistono I seguenti impianti di incerierimento, in grado di trattare rifiuti ospedaUeri: lmpinatl: Capacita di incenerimento Ospedale Balzano 405 Va Ospedale Balzano II 218 Va -4 Non ancora In esercizio I I - Ospedale Merano 468 Va • - Ospedale Bressanone 218 Va Ospedale Brunico 156 Va lnceneritore comunale di Balzano 390 Va Total• t'855 Va Tranne poche eccezioni, gti inceneritori ospedalleri soprariportatl soddislano al requisltl di legge, per quanto riguarda le emission!. Sono comunque In via di attuazione alcuni interventl di adeguamento ai sistemi di depurazione de! fumi, prescnttl dai competenll organi provinclali. La capadta di lncenerimento attua• lmenle disponibile e per ii momenta sutticenle al fabblsogno. Per 260 gg. all' anno rinceneritore comunale di Balzano accogfie 1,5 Vg di rifiuti ospedalieri. Per peter In future far lronle anche alle produzioni di punla, sl 'dovra elevare la disponibiltta di tale impian10 per accogliere almeno 3 Vg; in altematlva, si po• trebbe far fronte alle punle, inlroducendo un tumo di esercizio aggiuntivo negli incenerilori ospedalieri. Nei foml In funzione presso gli ospedali vi sono spesso problem! gestionali, dovuti alle continue accenslonl e spegnimentl giomalieri che comportano anche gross! consumi di combustlbile. La gestlone oomunque potrebbe essere notevolmente migliorata con un migliore management e una piu accurata formazione del personale. Le tabelle successive (2·6) danno un quadro delle tlpologie e delle quanttta de! rifiuti ospedalieri In provincia di Bol.zano. Oltre agll ospedall pubblicl sono elencale anche le strutture sanltarle di altro tipo (tab. 3· 5). I rifiuti delle categorie B, C e D (secondo le definizioni della cltata commis• sione provinciale) sono stall ripartiti secondo la nuova classificazlone da noi I I Pagina • 10.6 • Conceno di gesiiona dei RitiJti Pro-vlncla Autonoma di Botz.ano proposta, in restl anatomici, rifiutl lnfetti e rifiuti speciali (tab. 5). Cuesta classi• ficazione e necessaria per peter ripartire le varie frazioni di rifiuti secondo le rispettive vie di smaltimento e stimarne le quantita. La maggior parte del rifiuti proviene dagfi ospedali {circa ii 45% del totale). Una quantita non lrrllevante sl stima che possa provenlre dagli ambulatori medici, demistici e veterinarl, anche se la quantificazione precisa risulta per II momento assai difficile (tab. 3· 5). In linea di principio possono essere incenerili i rifiuti di tipo urt>ano, quelli lnfetti {igienluati), noncne I resti anatomic! (oltre 4.000 Va, vedi tab. 6). TABELLE 2-6: TIPOLOGIE E OUANTITA' DI RIFIUTI DELLE STRUTTURE SANITARIE QUAtmTA (OOARETTE) 01 RlfnJTI PROOOTTI NEGll QSPEOALI PROVINCIALI AIFIUTI URBANI (CAT.A). SPECIALI (CAT.BJ, RIFIUTI DELLA CAT. c ~D 'U,'.U l.ett.Q Rif,r;;,ec .Ri.f.urt). ill'."""'. Rif 'un,. L e ~ti Ca:. B Ca A ~~ Cat.t .. o~ ica Ca 8 c.at A C.U t.O RU'luti patie,ti/2 ... ..., kaln ttV tJa tla t,a Bolz.n, w 115 ""' 38 U3 2"1 1<1 14 ,,..,..., "" Z19 ... 16 :U2 80 Z99 6 s-- HO J) in 5 u, 11 " 2 ac=n, 225 2"' 3:l6 ' 2.60 &a 1Z3 3 vi,,1tcn 95 J) 114 2 1.54 11 ., 1 Bru,J.o, 210 1:16 ,,. • 1T.I 50 1!7 3 S.Q:nii.1 t> .. J) 114 z t.74 11 ., 1 =· 1972 1m - 80 170 511 1.,, " 1=1 Ouanlltl di rll'lud urt>ani • &p8Ciali nell'ospedm. di 8duno. c:orr8tta Fonte: Commissbn• ptt la supc1rvisiont degU lnct ntrlori ospedaieri provincial! {ri:s1.11t11I dell.a I lase di lndagine) TABEUA3: RFIUTI OSPEOALEAI Prooam DAU.E SlRUTnJRE SANITAAIE PUBBLICHE E PRIVATF OFI I A PAOVINClA Struttura sanit. X6ti pceti lett.o etto cco.psU h"' ~ .,;,c,e.Q.mtlc """' ,,. Cl W""' ,:rivote m 85 431 107 ~i p.tt,lici ZilO 85 XII 511 C.O.di~ %'88 85 15 u, Cl.in. l,rg:,-desent 11' 85 <23 " "1bllatari 228 85 n " lnfemerie ltor 39 15 '52 1l =w S3li " 85 "6 11 ~~~ . 317 'lbtale 5110 1115 "' '" 384 111 Z13 S3 Zl)!I S3 "" 0 0 Si U51.1Tl8 d'8 gli ambulalQti p1lvatl mtdlcl, deruistk:i • veterinwi pouano produn• circa ii 23% de! IClaie I (Fonte: SOV/IG • Svizzera 1991) Conce-tto di ges1lone dei Riliutl Provincla Autonoma d i Bolzaoo Pagina • 10.7 • TABELJ>. 4: OUANTITA ANNUA 01 RJFIUTI TOT ALI PROOOm D.AilE STRUTTURE SANITAAIE s= Rir. ~ J.ali Rif. t.trtaU l: &anitria cate C,tA Cat 8+C Rit11.1t1 I 13 ',. t,. ',. :IWd'e pri.,.,te 107 291 6 '°' i fU:bliei SIi t<OI 29 1941 Co:;edi ril)CGO 11'9 <a6 10 m blin.1~ " Ill 2 1$5 kb.llatcri 14 38 I S3 -· 15 " I fl tlistret"'.i t.'n!tari II 30 I ,2 ~at . mdiei , denti:t. e Sll'Ut:lr' 317 11111 18 1196 ToWe 1195 3260 68 <122 "tt)ella S· RJ+:itrtWcre so:::ad> le catq;::r-1e A, B e C de.tint le . ml13 ~ia-e iale c... ~ Rifiut1 Rlfiuti Strut1'n 8.C+O eatltatla ··- ~ ~iali L'lfetti .... I 1' ',. I la Clinid"lo private 113 ,.o ,.o 105 o,.,.,.,,.H p.t;)l.101 S<O 11.4 19.4 501 . Co:;edi rlp:a:, 189 u I.I 171 Clin.l~ Q u 1.5 '° .latxrl 15 0.5 0.5 " Infen-eric II a• 0.6 15 =tti &anitari 12 0.4 a., 11 k.:b.tlat . medi.ci . CB'ltist,e s.:r,J,t:arl 335 ltO Ito 311 . ) T-11 1212 45 45 1172 cat. A.s.c . I(nzti a,atmdci+rifiuU tpeetali♦rifiuti infett1) Tlbe1.la e: R1!'1ut1 1:rm-1 u Tipolqpe R1fiutl ""' ru.n rlflut1 sa,, da esp 111 I 1' R1flut1 = l<01 1172 501 45 19 '477 1!22 Paglna • 10.8 • Conceno di geslione dei Attiuti Provinc::ia Autonoma ell Botzano 10.1.5 SMALTIMENTOFUTURO 10.1.5.1 SMAL TI MENTO DELLE SINGOLE FRAZIONI RIFIUTI INFETTI O POTENZIALMENTE INFETTI Par garantire uno smaltimento sia,ro e razlonale del rlfiuti ospedalieri, deve essere posta particolare anenzione ai rifiuti infetti o potenzialmente infetti. Per questo tipo di rifiuti sono possibili le seguenti tonne di smaltimento: 1. lgienizzazione decentralizzata, dopodiche I rifiutl possono essere smaltiti assieme al riflutl urbani negli inceneritori pubblici: cil> pull valere per una pane o per tutti I rlfiutl o~dafleri infetti o potenzialmente infettl provenientl dalle strutture santtarie. 2. lgienizzazione decentralizzata ed incenerimento negli lncenerltorl ospe dalieri o in inceneritori per rifiuti speciali: una pane o tutti I rlfiutl lnfettl o potenzialmente infetti provenienti dalle strutture sanitarie vengono lgie nluati In impianti decentrati e sucx:essivamente trasportati in un impianto (ev. centralizzato) di lncenerimento (ospedale). 3. Raccolta e diretto conferimento ad un inceneritore di rifiutl urtlanl, tramite ditte specializzale nello smaltimento di rifiutl ospedalieri. Cio comporta diversi scenari di smaltimento e precisamente: Scenario 1: Realluazione e gestione di Implant! decentrati di igienluazione Smaltimento dei rifiuti igieniuati, assieme al rifiuti urtlani, senza problem! speciali Scenario 2: Realizzazione e gestione di impiantl decentratl di lgleniuazione lncenerimento dei rifiuti igieniuati nel foml ospedalieri esistentl e/o In impianto centra6uato di lncenerimento di rffiuti speciali R y h C Ml. Qi • M:>nwloen 0 0 r Concetto di gesUone del Rifiuti Pn:wlncla Autonoma di Botzan:> Pagma.10.9 • Scenario 3: Rinuncia alla costruzione di specifici impianti per ii t rattamento di rifiuti lnfettl Ampliamento della raccolta di ri fiutl ospedalieri attualmente eflettuata presso gli ospedall e le altre strulture sanitarie da ditto speciallttate Conferlmento dei rifiutl nei fomi inceneritori (manuals, direttamente In tramoggia) FIGURA t : SMALTIMENTO DEi RIFIUTI OSPEDALIERI l~m~.util~~,,,,~,.,~u~jj---------------<•► @i<iet,eaio) I rur . ..,.,,.,, 1-1------''------'►►C ::::- ) -----· - - RESTI ANATOMIC! lncenerimerrio nei fomi ospedalieri, oppure lnterramento in cimttero . . RIFIUTI SPECIAL! Smaltimento attraverso ditto specialiuate (con t rasporto separa1o). RIFllJTI RllJTIUZZABILI I rifiutl rlclclal>ili, come vetro, alluminlo, lattlne, carta, metalli, ecc. devono essere II plu possibile raccolti separatamente ed avviati al rerupero RIFIUTI URBANI I rifiuti di tipo urbano devono essere possibilmente conferiti al servlzlo pubblico di asporto e qulndi smattitl negU lncenerttorl pubbOci R y t .c AG . CH • t.llnP"QOn Pagina. 10.10 • Concerto cti oestione dei AifRJti Provincia Autonoma di Bolzano FIGURA 2: SMALTIMENTO DEi RIFIUTI OSPEDAUERI INFETTI 0 POTENZIALMENTE INFETTI NEGU INCENERITORI PUBBUCI 10.1.5.2 IGIENIZZAZIONE Struttura sanitarie (ospedali case di riposo, ambulatori medid, ecc. Opzlona: igienizzazione (stazlonaria o mobile) Smaltimento di regola assleme a RSU e ingombrantl dirett. negll inceneritori putJblid fncenerimento in lmplanto pul)blico II trattamento riguartla i rifiuti inletti o potenzialmente intetti. Gli igienisti sono generalmente delfidea che figienluazione dei riliuti infetti o potenzialmente lnletti si possa ottenere solo mediante trattamento con vapore o incenerimento diretto. L1gienlzzazione con impianti a microonde puO produrre un sufficiente grado di disinfezione solo se I rifiutl sono abbastanza umidi. Le microonde In se non producono alcuna disintezione. Anche se ii rifiuto viene umidilicato gll lmpiantl a microonde non sono praticamenle In grado di garantire sempre una iglenizzazione ottimale. Una variants consisle nella trllurazione dei rifiuti, combinala con un trattamento chimico di disinlezione; anche queslo siSlema tuttavia deve essere scar1alo, in quanta insufficiente. lnoltre, se in lase lransitoria I rlfiutl dovranno esse re smaltili in discarica, si deve considerare che le soslanze disintettanti possono creare utteriori problemi di inquinamento dells acque. n ( Co~cuo di oestbne dei Rifi.lll Provincia Au1onoma di Botz.al"W) Paglna • 10,11 • 10.1.5.3 LOGISTICA OELL'IGIENIZZAZIONE La triturazlone meccanica con trattamento di igienizzazione (con vapore) del rifiuti puo essere effettuata sia In una stazione tissa (asporto diretto con meui proprl o tramite terzl), sia con un sistema mobile, presso ii luogo di produzione. II prodotto igienizzato puo poi essere smalttto In un lmpianto pubblico di incenerlmento. L'igienizzazione prima dell'incenerimento e sempre consigliabile quando non si e in grade di garantire II conterimento del rifiuti direttamente nella tramoggia del tome. da parte di personale apposi1amente addestrato. 10.1.6 CONSEGUENZE PER L'INCENERIMENTO La capaclta di incenerimento dei torni ospedalieri e appena di 1.500 t/a, In tutto ii settore sanitario (ospedali + altre strutturo sanitarie) la produzlone di ritiuti ammonia a ea. 4.500 t/a (vedi anche pag. 10.7, tab. 6), di cui ea. 3.200 t/a e costituita da rifiuti di tipo urt>ano, ea. 1.200 t/a da rlfiutl speclfici (infetti o potenzialmente infetti), ea 50 Vada restl anatomici e ea. 50 Vada rifiuti speciafi (tab. 4 e 5). I rifiuti speclali vengono smaltiti tramite ditte specia6zzate, I restl anatomici vengono seppellltl o cremati (owero direttamente incenertti). Circa ii 45% (500-550 Va) dei ritiuti speclfici proviene dagli ospedall, II restante 55% (ea 650 Va) dalle altre strutture santtarie. I rttiutl infetti degli ospedali possono essere inceneriti direttamente nei forni ospedaliert, mentre quel; provenienti dalle altre strutture sanitarie (ea. 650 Va) devono essero destinati alriglenlzzazione Owero all1ncenerlmento nel fomo comunale di Balzano o in un forno ospedaliero (centrale), I tomi presso gU ospedaU, con una eapacita complessiva di ea. 1.500 Va. sono in grade di incenerire, oltre ai rifiuti lnlettl, solo una piccola frazione dei rlllutl di tipo urt>ano prodottl (ea. 300-1.000 Va, a seconda dello scenario). Per I casl di emergenza si deve comunque garantire una sufficente riserva Rylee AG , CH• ~ Pagina - 10.12- Corw:eno di gestione dEri Riliuti Provincl:a Autonoma dl Botz:ano . Maggiore e la quantitil di rifiuti infetti o potenzialmente infetti bruciata direttamente nei fomi ospedalieri, minore /J la quantila di rifiuti di tipo urbane che in essi puo essere smaltlta (e viceversa). TABEUA 7: OUANTITA' INCENERITE NEI VARI SCENARI T!lx)di Socnrlo 1 SCcMrio 2 s,:,,,,,,r10 3 rlfiut,) !,rn1 L cem it. fbml. In:a,er. !,rn1 l'.rc<n,r, . Bol.13\0 ~- 8ol...-o -· 8ol:tan0 Va Va Va tla tla Va RifluU urttn1 500 2700 0 3'200 500 2700 R1!Mi ..,.,,It, 550 650 1'050 150 550 650 fmti tnltmi.C'i 50 0 50 0 50 0 P.19e:rw. di eer- 400 400 400 !bQle 1500 3350 1500 3350 1500 3350 ~fbml. • 1 '500 Va Conseguentemente una gran parte dei rifiuti di tipo urbane deve poter essere incenerita nel forno comunale di Balzano (ea. 2. 700-3.200 Va). lndipendentemente dagli scenari che si presentano, dalle strutture sanitarie pmvengono circa 3.000•3.500 t/a di rifiutl cha devono essere smaltltl nelrincenerltore comunale di Balzano (rifiuti di tlpo urbane con o senza rifiutl specilicl ospedallerl). II deposito In discarica di rifiuti igieniuati deve essere in luturo escluso, a causa del pericolo di relnlezlone, tale sistema puO essere quindi accettato solo come soluzione transitoria 0 0 c. Concetta di g8$li0ne dei Rifiuti Ptt>Vil'K::la Autonoma di Bolzano Pagina-10. 13 10.1. 7 PROVVEDIMENTI OA ASSUMERE Per i passi successivi, nelrambito del piano generale di smaltimento dei rlfiuti, devono essere soddisfatte le seguenti esigenze: lstruzione del personale degll ospedali, cOniche private, nonche ambulatori medicl, riguardo alle diverse tipologie di ri fiuti ospedalieri, le possibilita di prevenzione e riduzione del rifiuti e le corrette forrne di trattamento; Contenltori unificati nelle cliniche e negli ambulatori medici per tutti I riliutl infetti o potenzialmente infetti; Raccolta di tutti i rifiu11 infetti o potenzlalmente infetti da parte di personale addestrato nelle cfiniche o da parte di dltte specializzate presso gU ambulatori medici; L'igienizzazione dei rifiuti infetti o potenzialmente infetti e opportuna In tutti i casi in cui l'incenerimento non puo avvenlre direttamente in un forno ospedaliero; in modo partlcolare si deve cercare di raccogliere tutti i rifiuti di questo tlpo prodotti dagi ambulatori medicl e dalle cliniche private; In altemativa si puO lstituzlonaliuare la prassi attualmente applicata di con fer1mento diretto dei rifiu1i nella tramoggia del fomo comunale da parte di ditte speclalizzate. Se si dovesse scegliere questo sistema, sl dovra fare In modo di gararrtire che tutte le strutture santtarle slano allaa:iate al servizio; • GeS1ione unica dei fomi ospedafier1, In modo da ottimiuare I consuml energetici, le operazioni di avviamento e spegnlmento, nonch& gli aspettl legati all'inquinarnento atmosferico. A questo riguardo dovranno essere apportate le necessarle modifiche a tutti i fomi che attualmente non rispondono ai requisiti di legge; lntroduzione della separazione dei rifiuti e del recupero delle frazloni riclclabili in tutte le strutture pubbliche. SI deve urgentemente intervenire per evitare che i rifiuti infetti provenienti da ospedali o da altre strutture sanllarle possano pervenire nelle discariche o negli impianti di compostaggio R-,tecN:J . CH • ~$h:lon Pagina . 10. 1 ◄ .. Concetto di geslione doi Ri1iJli Provincla Autonoma di BOU.ano 10.2 Carogne anlmall e restl di macellazlone 10.2.1 SMALTIMENTO DELLE CAROGNE ANIMALI 10.2.1.1 INTRODUZIONE Le carogne animali possono provenire da: Aborti, decimazioni Morti per folgorazione (specialmente nei pascoli monlani) nciden1i da traffico (animall selvatici, gatti, cani, ecc.) Trasporti (trasporti internazlonall sull'autostrada del Brennero) Operazioni/esperimenti (cliniche veterinarie) Per motivi igienici, le carogne devono essere smalttte o recuperate nel piu breve tempo possibile, evitando quafsiasi danno alle persona, agli animali e all'ambiente in generate. L'organlzzazione dello smaltimento deve essere atfidata all'ufficio del veterinario provinciale detrAssessorato per l'agricottura, in collaborazione con le assoclazionl degll allevatorl e ditte private di trasporto e smaltimento (allo stato attuale e in atto un particolare contralto tra la Provincia e la ditta Oabringer). II problema verra qi,indi atfrontato in questa sede solo sotto un profilo generate e sommario. 10.2.1.2 QUANTITA' E PROVENIENZA Sulla qi,antita dells cerogne animall mancano datl esatti; sulla base di datl analoghi, si pul> stimare un quantitative annuo In provincla di Bolzano, di 800 • 1.200 I. Ouesta quantlta e soggetta a notevoli varlazionl, da anno ad anno, In conseguenza di: Trasporti eel lncidenti Epidemie e malattie Manempo, ecc. 0 0 · ) , .. Concet10 di ges10ne dcl Alfiuti Provincia Au1onoma di Botz.ano Pag:ina-10.15 .. Pertanto ii sistema di smaltimento dove possedere la sutticente flessibilita, sia per quanto riguarda gli impianti di trattamento, che i punti di stoccaggio, che devono essere refrigerati, per poter far fronte alle variazioni stagionali e alle punte improvvise di rifiuti. La provenienza delle carogne il estremamente varia• bile, anche se diffusa in tutto II territorio provindale. In generale nelle zone ex• traurbane, agricole e di pascolo montano, vi It prevalenza di animali di grosso taglio; al contrario nelle zone urbane prevalgono gli animali di piccolo taglio. Sulle strade di grande traffico restano uccisi per lo piu animall selvatid e di piccolo tag6o, spesso anche animali domestici abbandonati (periodo delle va canze), che vengono poi raccotti dai responsabili della manutenzione stradale o dalla polizia. Oagli accertamenti svolti , risulta che attualmente una gran quantita di cadaveri animali viene ancora interrata o smaltlta In modo lrregolare. 10.2.1.3 RACCOLTA Per motlvi di trattamento e di pericoli igienici, nella raccolta delle carogne si deve distlnguere Ira animali di grosso e di piccolo taglio. 10.2.1.3.1 ANIMALI DI GROSSO TAGLIO, QUALi BOVINI, CAVALLI, ASINI, MAIALI, PECORE Ouestl devono essere avviati ii piu rapidamente possibile in un centre di raccolta ovvero dlrenamente agli impianti di recupero o di incenerimento, laddove risulta possibile triturarli, in condizioni igienicamente sicure, ai fini del loro sucx:essivo trattamento. Gli animali di grosse dimension! devono essere prelevati direttamente sul posto dove sono deceduti, con un apposite automezzo, che deve essere sempre disponibile, su chiarnata. L'automezzo spedale deve essere dotato, possibilmente, di un apposite verricello per trascinare ranimale morto entro II cassone; le pareti ed II tondo del cassone devono essere a tenuta stagna, per evttare perdite di liquid! e diffusione dl odorl. A V t .e AG . CH - l,Q,$f'I08fl Pagina-10.16 · Conccno di gestione dei Rifiuti Provincia Autonoma di Bolzano II veicolo, con una capacita di carico di ea. 2 I, dovra preferibilmente essere acquistato dalla Provincia e messo a disposizione di una ditta privata, in grade di svolgere II servizio in mode professionals e continuativo. 11 responsabile delranimale morto dovra corrlspondere una cifra simbolica per ii servizio di asporto, mentre la maggior parte della spesa dovrebbe essere coperta dalrasslcurazione. FIGURA 3: VEICOLO SPECIALE PER TRASPORTO 01 CAROGNE DI GROSSI ANIMAU Traspono di ~11:>gna • ~ lune Cadavere 10.2.1.3.2 ANIMAU 01 PICCOLO TAGLIO, ANIMALI OOMESTICI, ANIMALI MORTI IN CASA Per questi piccoti anlmali, cosl come per le carogne messe sotto sequestro, si dovranno reafizzare in provlncia un gran numero di punti di Ja9COlta: si stima 0 che ne saranno necessari circa 20-25 (vedi fig. 2). U II responsabile, ovvero ii Comune territorialmente interessato, provvede al trasporto della carogna al centre di raccolta, entro apposltl sacchi di plastica (eventualmente messi e disposlzlone dal Comune stesso). II centre di raccoha puo essere aggregate ad un lmpianto di depurazione o di smaltimento dei rifiuti, oppure anche ad un centre di riciclaggio. G& orilrl di apertura devono essere chiaramente regolamentatl. Oal momenta in cui ii responsabile ha consegnato In mode regolare la carogna al centre dl raccolta, viene sollevato da ognl ulteriore responsablUta. • A y t • c AG, CH • MOnlnMn Concetta di gcsllone del Rlfiuti Provincta Autonoma di BolZano Pagina • 10.17 • II centro di raccolta consiS1e sostanzialmente in un certo numero di cells frigoritere tenute a temperatura leggennente superiore a quella di congelamento. FIGURA4: PUNT! 0 1 RACCOLTA DI CAROGNE ANIMAL! (CA. 20 PER TUTTA LA PROVINCIA) Sul mercato vi sane dell& celle frlgorlfere prefabbricate, in grade di contenere 2 a piu container da 800 I (fig. 3). Questl container sono dotall di coperchio a chlusura ennellca, e possono essere facilmente swotati nel cassone del vel colo speciale di trasporto. Dopa lo swotamento, essl devono essere lavati con 11a1ua calda II centre di raccolta dovra pertanto essere fomito di acqua calda e posslbllmente di allacciamento alla fognatura per lo scarico delle acque di lavaggio. 10.2-1.4 TRASPORTO II trasporto delle carogne dalla stazione di raccolta alrimpianto di recupero o di lncenerimento deve svolgersl In modo regolare (ad es. settlmanalmente), oppure anctie straordinario, in caso di necesslta (grossi quantitativi). Cl6 richiede un diretto contatto tra ii gestore del centro di raccolta ed II trasportatore. Pagina • 10.18 • Concetta di ges1ione dei Rifiuti Provincia Auton:,ma di Bottano II veicolo utilizzato deve garantire un trasporto igienicamente sia.iro e semplice. Sul mercato esistono divers! sistemi. che debbono as.sere verificati. I contenitori devono essere in acdalo inossidabile, a lenula slagna e con coperchio. FIGURA 5: CELLE FRIGORIFERE PER CENTRI DIRACCOLTA DI CAROGNE ANI• MALI REALIZZATI CON ELEMENT! PREFABBRICATI Porte . ~ • Vista late<ale Per le celle trigoflltre Cl maggiort dlmens:lonl • prefer'tllte un appc>Slo tat:Jbri;.ato II meuo di trasporto dovra essere preferibilmenle dotalo di dlspositivo di sollevamento, in mode da poler svuolare i container (che in talunl casl possono pesare cenlinaia di KITI) direttamenle, senza problemi. 0 0 ' ... Concotto di ge-sJione doi Riliuti Provincla Aulonoma di Boltano Pagina -10.19 FIGUR,'\ 6; ESEMPIO DI MEZZO 01 TRASPORTO PER CAROGNE ANIMALI Senna chiusa con copsrchio Sistema di sollevamento latmale dei container ) 10.2.1.5 SMALTIMENTO DELLE CAROGNE ANIMALI Fino ad oggi la maggior parte delle carogne animali in provincia di Balzano e s1ata smaltlta, assieme agli scartl di macellazione, in un impianto di lavorazione, per la produzione di farine e grassi alimentari, presso Verona. Per una piu razlonale organizzazione dei trasportl, vi e poi ta possibitita di ricolT8re ad un centre di triturazione e di trasbordo su grossi container, presso la Ditta Dabringer. Per motivi igienici ed anche etici sl tende sempre piu a ricorrere anche alrincenerlmento ad alta temperatura delle carogne animali. Noi suggeriamo cha le autorita provinciali competenti discutano e individuino assieme al Veterinario provinclale, oltre che con le Amministrazionl delle province limijrofe, le piu opportune forrne di smaltimento. Pa.gin.a . 10.20 • Conceno di gesiione dei Rifi.Jti Provincia Autonoma di Bolzano FIGURA 7: LOGISTICA DELLO SMALTIMENTO DELLE CAROGNE ANIMALI. IN PROVINCIA DI BOLZANO ( CAA'.X>E Nll!MU, RESro•G\BILI ) Vaicolo $p:IC1ale per troa:u: to .ruimli groe:s1 'l>-1-..... Str=gio lntenoodio T.t asb::I d:) 1\04X1tl 'n £QXll U SJ. lllp distalZle 0 0 aria ai,:uruta tn..ita blofU tr1 ) conccno ctl gestione dei Rifiuti Provmda Autonoma di Bolzaoo 10.2.2 RIFIUTl DI MACELLAZIONE 10.2.2.1 DEFINIZIONI Pagina • 10.21 .. I rifiuti di macellazione sono resli che si producono nei macelli o nelle mecel• lerle, i quaU: non sono utlUzzabiU per alimen1azione, per rlndustrla degll aUmentl per animali domestlcl, per scopi farmaceutid o chlmlcl; sono des1inatl al recupero ed alrutilillo del propr1 component!, ovvero sono destinati ad un recupero economico in altri settori che non quello della produzione di grassi e far1ne animall, ed infine • sono destinali a tipi di trattamento stabilitl In base a crlter1 di tutela dells salute umana ed animale, al sensi della legislazione vigente in materia di smaltimento dei restl anlmali. I prodotti secondari di macello sono panl di anlmali che si producono nel processo di macellazione, per I quati: esistono possibilita di impiego nel campo della alimentazione umana, sulla base delle abitudini attuali di consumo, oppure della a6mentazione animale, oppure ancora della lndustria farmaceutica o di attre lavorazioni, esis1ono possibitita di recupero ragionevoli sotto II promo economlco, esis1ono possibitita di ottenere un incremento qualitative mediante trattamentl successivi del prodotto. Le cami confiscate In 9enerale V8n[Jono smahlte negll lmpiantl di trattamento delle carogne animali, a cura degi organi locali di polizia, ai sensl della legis• lazione vigente. Esse vengono distinte in: obbligatorie: sf tratta di parti di animaG sani che hanno subito processi di contaminazione o infettamento, facottative: sono anlmati macellali, organ! o part! di animall cha, a segulto di controlli sulle cami, sono stati riscontra!i idonei ad essere consumati dalruomo. RvflcAG. CH • Wnsiiaon Pagina • 10.22 • Concelto di ges1bne dai Rifiuti Ptovlncla Au1onoma di Botzano In generale, tutti questi ritiuti vengono suddivlsi nei seguenti gruppi: Ossa, coma, zoccoli. setole, grassi, interiors, pelti, sangue Grandi quantita di resti di macellazione vengono smaltlti In forma liquids o semisotida, come: Contenuti di rumine, stomaco. bile e intestlno. II piu delle volte questi rifiuti vengono smaltiti in fognatura, prevlo trattamento d i grigUatura e di separazione dei grassi, che di regola viene prescrltto presso ii macello stesso. I resti solidi di questi trattamenti vanno smaltiti allo stesso modo degli altrl rlfiuti solidi di macellazione o cami confiscale. Bisogna peraltro tener presente che ii contenuto dello stomaco o dell1ntestino puo anche contenere germi patogenl pericolosi e che quindi lo smaltimento In fognatura non e del tutto privo di rischi e va qulndi ulteriormente approfondito. Animali malati o loro parti utilizzabili per l'alimentazlone devono essere smaltiti assieme alle carogne animal!. 10.2.2.2. OUANTJTA' La quantita totale di rifiuti di macello prodotta in pro]!IDcla non e nota, ma puo • essere ~ata, sulta base di conlronti con realta analoghe, in ea. Nel 1990 sono stati raccolti e recuperati I seguenti quantitativi: Ditta Gasser 804 I Cooperativa macellai 1.255 I Ditta Oabringer 5,902 I Totals 7.961 t Da questi dati si deduce che non tutti i rifiuti che si producono vengono po! smaltiti in forma ccrretta. A y I• c IA CH • IDIN'I08l'I 0 0 ) ( Concetta di ges1ione del Rlllutl Provincia Autonoma dJ BolZano Pagina • 10.23 • . Sono stati segnalati alcuni casi di conlerimento lrregolare dl rifiuti di macello in discarica ed e anche presumibile che molti altri vengano ancora interrati. Sara qulndi compito degU uttici veterinari segnalare piu esattamente le quantita prodotte e la relativa origlne, onde permettere una rllevazione completa e dettagliata. 10.2.2.3 SERVIZIO DI RACCOL TA II servizio di raccolta deve essere ettettuato direttamente presso i macelli, dove dovranno essere installati apposltl container, rispondentl al necessari requisiti igienici. Dato cha gla ora la maggior parte dei rifiuti di macello viene smaltita correttamente, sl tratta innanzitutto di regolariz.zare la situazione per la pa rte rimanente, approntando sistemi di raccolta, mediante Container o Bidon! normaliz.zati, cha possano essere svuotati facllmente e senza intervento manuale, nei camion attrez.zati per la raccolta. Tall contenitori devono essere mantenuti, lino al memento del loro swotamento, In calla frigorilere. Per gll scarti di macellerie piccolo o a fivello casa6ngo, sl potranno eventualmente utlUz.zare i centri di raccolta previsti per le carogne anlmall, descritti al capitolo 10.3.2. In tal caso le carogne o le carni confiscate dovranno essere collocate in contenitori separati, dato che II loro smattimento potrebbe In futuro avere deslinazioni diverse {riciclaggio per I restl dl macello • incenerimento per le carogne animal!). L'organizzazione dei centri di raccolta deve tenere conto di tutte queste necessltA, ad altre, quaU queUa dl stabilire partlcolar1 contratti con gli utiliz.zatori, per la gestione ed II controllo del centre. II servizio di asporto presso I macellai puo essere svolto direttamente, con frequenza prestabiDta, mediante grossJ container. Questi devono essere realiz.zati in acciaio inossJdabile, a tenuta di liquidi e di odori, ed essere dotatl dl disposltivo di swotamento per container di piccole dlmensionl. RV tecAG. CH•~ Pagina • 10.24 • Core:eno dJ gestlone dol Rifiuti Provincia Autoooma di Botz.ano 10.2.2.4 RECUPERO II recupero dei resti di macello e awenuto finora in impianti fuori provincla (Verona). Oovra essere verificata, assieme ai privati, owero alle assoclazlonl dei macellal , la posslblllta di garanlire anche in future questo tipo di smaltlmento. Le forme di recupero conosclute sono le seguentl: Sangue ... Farina di sangue .... Alimenti per animali Grassi -+ Alim.per animall ... Saponi Ossa -+ Farina di ossa -+ Colle La lavorazione negli impianti di trattamento awiene nene seguentl fasl: Rifiuti J. Sterilizzazione loienlzzazione J. Esslcamento J. I Separazione grassl farina J. Alimenti ner anlmall "-.. grassl J. ulteriori lavorazioni ner nroduzionl varie Poichb II presents piano si propane di esaminare solo I stngoll probleml specifici, non si ritiene di dover approfondlre utteriormente questo argomento. Sulla base delle conoscenze attuall sembra susslstere un ulteriore fabbisogno di trattamenlo per gG scartl di macello, ad esempio per quanto riguartla le pelli, che deve essere approfondlto: da scorratti comportamenti potrebbero derivare danni amblentall anche ritevanti. In particolare sl deve assolutamente evitare che questl rlfiuti vadano a gravare sugll lmplanti pubblld di trattamento dei rifiutl o di depurazione delta acque. 0 0 I ) • Concetta di gcstlone dei RiriuU Ptovlncia Autonoma di BolZano Pagina • t0,25 • 10.3 Carcasse di autovetture e pneumatlcl usatl t 0.3.1 CARCASSE DI AUTOVETTURE 10.3.1 .1. QUANTIT A' VE ICOLI Cl RCOLANTI Sulla quantita di carcasse di autovetture in provincia di Bolzano non esiste alcuna statis1ica. Veicoli circolanti in provincia di Bolzano: 19B7 dati statisti Automobill 161 .779 Autocani > 3,5 t 16.926 Autobus 679 Motocicli 23.421 Autotrazioni indus1r 698 Totale 223.503 , GRAFICO 2: PARCO VEICOLI • PROV. 01 BOLZANO 1990 0.3% ■ Au1ormbil [J Au1ocani > 3,51 11 Au1otius £8 M01ocll 1990 stime 1B7.000 17.400 700 24.200 700 230.000 m ■ Au101razlonl lndustr., tratlXlri RytecAG. CH·~lhoen Pagina • 10.26 • Conceno di gesrione dei Rifi.J1i Provincia Autonoma di Bolzano 10.3.1.2 OUANTITA' CARCASSE DI AUTOVETTURE Come dato di rlferimento, si stima che dei veicon circolanti annualmente. vadano fuori uso e diventino carcasse circa II 10%. Riferendosi alls autovetture cio significherebbe un quantttativo di 20.000 carcasse/anno Calcolando che mediamente un·au1ovettura pesi 1 t . ii peso complessivo risulta: 20.000 1/anno 10.3.1.3 RECUPERO E SMAL TI MENTO Normalmente le autovetture usate vengono lasciate ai commerclantl dal quali si acquisla rauto nuova lnvece le carcasse di autovetture vere e proprie, oppure incidentals, vengono portate direttamente ai rottamai, che ricevono anche direttamente dai garagisti le macchine non piu funzionantl (eventualmente previo recupero delle partl ancora utilizzabili). I rottamai locai devono svolgere i seguentl compiti: 0 Asporto di tutti I liquidi, come carburante, ogo, liquido dei freni, liquido antigelo, liquido dells batterie 0 Stoccaggio temporaneo delle carcasse conferite Smontaggio ed immagauimento di tutte le parti di autovetture ancora utllizzabill, nonche materials pregiati (rame}, ecc. Smontaggio di altrl rlfiuti speciali, come ad es. batterie, parti elettroniche Riduzione in blocchi delle carcasse mediante potents pressa Trasporto delle carcasse pressate fino al centro di rottamazione Industrials. A y t • e AG, CH • t.ol~ r ) ( Concetto di ges1ione dei Rlfil.rtt Provincia Au1onoma di Botzano Pagina • 10 21 FIGURA8 LOGISTICA DEL RECUPERO DELLE CARCASSE DI AUTOVETTURE a51 - aS a61aS:a□ aS :ail 2 . - Ji aS Ji mD Ji \# Pezzi\V Pezzi \VP=i Rl!luti di rottr.ezia,e Cam-ercialte """"1<mle Fem, kite in:iCB"lta 0 111:rl U00 .., 1,rtcam,liz.laie • tffi ~ Ird:Gtrla rottmm1me Mlrt:alli 1D"I ferrosi Ryt♦oAG , CH •~ Pagina • 10.28 • Conceno di gcstlone del rutluti Provincia Aulonoma di Ootzano I requisiti di un centre di rottamazione devono essere pill o meno I seguenti: A} Tuite le attivita dalle quali possono originarsi sostanze nocive, devono essere svotte al cooerto. Ci6 vale in particolare per: • asporto di tutti i liquidi • demollzione di elementi di ognl tipo • pressatura e impaccamento B} Le aree coperte devono essere anche pavimentate con sonofondi resjsJentj agli o!i ed agli acjdj. GIi eventuali liquidi che sl dlsperdono sul pavimento devono essere raccotti In oozzerto centrale oppure in un sert>atoio. In ogni caso deve essere assolutamente yieJaJo ii collegamemo d jretto degil scarlchi ad una tognaJura oubblica. C) Ulteriorl requisiti dell'area di rottarnazione : • Pavlmentazione resistente del piazzale di stoccaggio • Smaltlmento delle acque dei piazzaii non coperti, tramite disoleatore e separatore di sostanze organoclorurate • Localiuazione al di fuori delle zone di rlspetto delle acque potal>ili • Oistante dalle zone residenziali 0) Ogni centre di rottamazione deve essere appositamente autortzzato. Oaile industrie che lavorano le carcasse di autovetture derivano grandi quantita di rifiuti cosidetti "di rottamazione· costituitl prtncipalmente da materie plastiche, ii a.,i smaitimento rappresenta un problema non ancora rlsolto. Una posslbillta potrebbe essere quella di riprendere parte di questi rffiuti e recuperarli o smaltirll all'interno della provincia di Balzano (sulresempio di Genmania e Svizzera). In ta! caso sl dovra tenere conto, nel dimensionamento degli impianti di incenerimento, anche di queste quantlta di rifiuti, che tra l'attro posseggono un potere calorifico moito elevate. 0 0 Conceno di gostiOne dci RlrlJtl Provfncia Auioooma di Botz.ano . FIGURA 9: ORGANIZZAZIONE 01 UN CENTRO DI ROTTAMAZIONE Ja:.irclcre cn,8a,e:ffl)~vi;.iv:s, alben\ti.n .i:".1zP~•r,rs5,--~ ~-s,::" 0 I 5 1.:Z I~- ,□ f3JIN) sC IF I J • , 1 F ••"""" :aii" ·- Ji e caR sQli: I □E ,iJiftl: ,, cffi :affi :siB : □F -::::..•gW;: 1r 1 1 . , ......... Pcx;:;ibiln'nte p.,vim:ntaZicn! ree.i staite ea, e::-ari.co dclle ~ tnrnite di?.OJ.eatrn 10.3.1.4 MODO DI PROCEDERE Pagina . 10.29 • lnnanzttutto deve essere predisposto un appostto piano per ii recupero delle can:asse d'auto a livello provinciale, individuando le soluzlonl· assleme agli esistenti operator! nel settore della autodemolizione. 10.3.2 PNEUMATIC! USATI 10.3.2. 1 QUANT IT A' Anche in questo case non si dispone di rilevazioni precise sulle quantlta e perdo sl deve cercare di dedurle dal numero di autoveicoli circolanti; con una percorrenza media di 20.000 Kmlanno per autovettura, un ricambio di pneumatici ogni 40.000 Km circa e con un peso mediamente di 5 Kg per pneumalico, si perviene ad un quan11tatlvo di 2.000 1/anno di pneumallcl usall Pagina - 10.30 • Conceno c:li i;,esHone dei Riliuti Ptovlncla Autonoma di Bolzano 10.3.2.2 RECUPERO La miglior forma di rerupero consiste sia.,ramente nella rioenerazione del oneumatico. • Questa risulta sicuramente conveniente per I pneumatici di camion. mentre per le autovetture lo, solo per I pneumatici invemali (per i pneumatici estivi, de• stinati alle alte veloctta, vi sane delle limitazioni alla rigenerazione: a tale rigu arda sane In corso sperimentazionl per migOarare le tecniche di ricopertura). Sotto ii profile economico, un'industria per la rlgenerazione del pneumatici potrebbe susslstere anche per ta sola provlncia di Balzano. Secondariamente, I pneumatici si prestano ad essere recuperatl come fonte di energia in impianti di trattamento termico (pirofisi). Per pater gestire econami· camente un tale tipo di implanto sono pero necessarie grandi quantita. L'incenerimento con altri tipi di tam l risulta poco idoneo per mativi di inquina• mento atmosferico, Anche nei normali inceneritorl per riflutl urbani sono ammesse solo minima quantita di pneumatici, comunque preventlvamente triturati. Una certa quantita di pneumatici puo anche trovare impiego per determlnati problem! di consolidamento di scarpate o di ripartizione dei carichi di tondo In cattivi terrenl da costruzione, l Nei tempi piu recenti si sono sperimentati altrl interessantl sistemi di recupero,, come ad esempio quello di ricavare dai pneumatici un granulalo LJtillzzablle per gll asfaltl o per la costruzlone di element! tonoassorbenti. 10.3.2.3 SMALTIMENTO Per motivi di sicureua contro gli incendi, si sconsigliano depositi di pneumatici eccessivamente grandl. Tali lncendi sl veriticano sempre piu spesso, anche per cause dolose, e comportano gravi tonne di inquinamento dell'aria e disagi per la popolazione, 0 0 ( Concotto di gestione del Rifiutl Provlncla Autonoma di Balza.no Pagina • 10.31 • Se non si e in grado di garantire una qualche forma di recupero, i pneumatici devono essere raccolti a ~vello centrallzzato e trtturati in peuatura grossolana (20•25 cm) per poi essere depositati in una normale discartca reattiva; qui possono essere utlliuati ad esempio per formare I drenaggl dei biogas. I Nella costruzione di nuove discartche i pneumatici trituratl possono essere utiliuatl per formare ii filtro drenante sopra rimpermeabilizzazlone. FIGURA 10: DISCARICA DI TURLIACHEA: FIL TAO DAENANTE CON PNEU• MATICI TAITUAATI 10.3.2.4 MODO DI PROCEOERE Oeve far parte della pianificazione provinciale nel settore dei rifiutl anche rtsolvere ii problema dello smattimento dei pneumatici. Come primo passo sf dovra prowedere a censire tuttl I depositl esistenti; dopodiche si dovra predisporre un piano per II recupero del pneumatici usatl, in collaborazlone con i commerciantl di pneumatlci nuovl. Pagina • 10.32 • Concetto ell gesuone Clel Altlutl Provlncl.a Autoooma di Botzano Ouanto prima dovra essere messa a disposizione un·apposita attrezzatura per la triturazione dei pneumatici, al fine di limitare gli stocca99i ed i relativl pericoli di lncendio. Nell'allegato 10.1 vlene riportata la composlzione dei pneumatici. 1 D.4 Apparecchl lrfgorlferl 10.4.1 PROBLEMATICA Gli apparecchi lrigoriferi, come pure gli impianli di relrigerazione e di condizionamento contengono liquidi e materiali lsolantl a base di idrocarburi fluorurati, simbolicamente FCKW, dannosi per ramblente (distruzione dell' ozone) e anche per l'uomo, se vengono inalatl. Per tale motive gli apparecchi lrigoriferi non devono essere ne smaltiti in dis• carica, ne tantomeno incenerltl. In molti paesi ii lore smaltimento, compreso II recupero dei materiali utilizzabili, viene ormai effettuato da anni, con tecnologle comprovate. I FCKW contenuti nei fluidi frigoriferi e negli isolantl possono venir recuperati con le tecniche attuali, a costi relativamente bassl. lnoltre gO apparecchl frigo• riferi contengono sempre materiali recuperabili di un certo valore, come ferro, rame ed alluminio (ed eventualmente, in future, anche la plaslica). 10.4.2 OUANTITA' In provlnda di Balzano a stata slimata una produzione di 20.DDD apparecchl/anno Ouesla cifra non e sia,ra e dovra essere verificata mediante rilevazionl s1atistiche nei prossimi anni. Aytec AG.CH · ~ 0 0 r ( Conce1to di gcsUonia del Rifuti Provirria Autor¥>ma di Bot::ar¥> Pagina • 10.33 10.4.3 LOGISTICA DELLO SMALTIMENTO DEGLI APPARECCHI FRIGORIFERI FIGURA 11: LOGISTICA DELLO SMALTIMENTO DEGU APPARECCHI FRIGORIFERI L"'lStallatori , cmr:crc1a1t1, azie-de e pr-ivaU (N'Vero raccol tc J)et1.odim! dei O::m.rd O.,t,-1 di m=l ta, di riciclasgio e~te o::rrbinati o::n oe:ntri di raocolta 41 r1!1uti ~iali TtOC\X,ito r.i,,....dis,altimcnto VartantaB 0 ~ do! il.q.Jldi l'rlp"lferi e ell o Tri tunJ:icm deUa s:hitr.a in ~ RlfiuU Phst!c:a li<,Jidi OIi rcn-1genr,ti a ...,lraziae ml roo, a .,...., do! .. tall! a ~ doi residli da i.rs;,:ncrlre 01.o:::ari~in:::ereritlart In:iGtrla d"IJ.:ic::a,-,r1.('1c1aea:io oli A y t .e AG. CH • M:.nshOen Pagina. 10.34 • Concetto di gcstione dOi Riliuti Provincia Au1onoma di Botz.ano I frigoriferi devono essere stoccati prowisoriamente in idonei centri di racootta (1 o 2, per ognl comprensorio). II conferimento al centri ell nonna clovra essere elfettuato clirettamen1e clalrinteressato. L'esperienza ha mostrato che anche le raccolte periodiche ell frlgoriferl (1 o 2 all'anno) organizzate clal Comuni sono molto utilizzale clalla popotazione. E' impo"ante che gli apparecchi non vengano clanneggiati clurante ii trasporto o nelle fasi di carico e scarico. Per lo smaltlmento clal centro di raccolta, vl sono attualmente clue vie: VARIANTEA: VARIANlE B: Un'lmpresa di smaltimento (della provlncla o ell fuorl) preleva I frigorileri clal centro di raccolta e i conferisce allo smaltimento. Con un impianto di smattimento mobile si passa presso i vari cen1ri di raccolta e si elfettuano le varie operazioni ell smaltimento sul posto. E' chiaro che in questo caso si origina una certa quanttta di rifiuti che clovranno essere a loro votta smattiti: generalmente, per contratto, lo smattlmento clel lfluti, clei materiali riciclabi li e clel fiquldo refrigerante e a carico della stessa ditta. Le lmprese di smattimento clovranno essere fomite di apposit~ autorizzazione. 10.4.4 PUNT! DI RACCOLTA Nella preclisposizione clei puntl di raccotta si clovranno prevedere le necessarie mlsure per la 1utefa delle acque (clisoleatore, ecc.) II cleposito orclinato dei materiali al copeno Durante gli orari di conferimento presso II centro di raccolta clovra essere pre sente appostto personale, ben addestrato. Se t'asponazione clel liquiclo refri gerant& a dell'olio motors viene etfettuato direttamente sul centro di raccotta, si clovranno prevedere alruopo iclonei apparecchi e contenitori. In tal moclo I A y te o AG. Di . MonwQon () 0 ) Concerto di gestione del Rlfiuti Provincia Autonoma d1 Botzarr;;i Pai;iina • 10.35 • frtgoriferi possono essere trasportatl allo smaltimento In modo piu facile (ha senso solo nella variame A). 10.4.5 MODO DI PROCEDERE . Come prima c:osa si dovril accertare ii mercato delle imprese di smaltimento della provincia. In ogni caso si dovra cercare una soluzione transttoria a carattere interregionale. Sia per la variante A che per la variante B esistono gill imprese di servizi attlve in provincia. Non appena lo smattlmento sara regolamentato si dovranno realizzare e gestire i centrl di racc:olta e quindi si dovra istrulre la genie sulla logica e sugli sc:opi del sistema, ortentandola verso le necessarie modificazionl In atto. Se possibile, sl dovrebbe tendere ad una tariffa di smaltlmento unificata su tutto II territorio provinciale; di norrna, i costl di smaltimento dovranno essere a cartco dei produttori de! rtfiuto. Le esperienze sviuere hanno mostrato che ii puro e semplice principio di chi inquina paga, ad es. applicando una tassa sulla vendita, per II momento non e praticabile. Sona state avviate diverse lniziative per cercare di lmporre una dlsciplina In questo senso a livello CEE. Fagin.a · 10..36 • Concetto cH geslione dei Alflutl Provi:ncla Au1onoma di Botlano 10.5 Rlflutl dell'elettronlca 10.5.1 PROBLEMATICA Come rifiu1i di elettronica si intendono: • Televisori • Registratori, apparecchi Hi-fi • Computer • Apparecchi fotografici , cineprese, 1elecamere Un televisore e costituito dai seguenti componemi: Pfastica e legno 11% = 2,75 Kg Cavi 4% = 1,00 Kg Ferro a alluminio 12% = 3,00 Kg Trasformatori 11% • 2,75 Kg Piastre di circuiti stampati 9% • 2,25 Kg Vetro ~ = 1J,Z5~g Totale 100% = 25,00 Kg ······ !Fonte: DAISA Pclyteehnik AG) Da approfondlti studi svoltl dalfa ETH di ZUrigo risulta che le componenti: Piastre di circutti-stampati Vetro del tubl catodici Sano da conslderarsi riflutl speclall, a causa detratta concentrazlone di metalli pesanti. In panlcolare II tubo catodico, che rappresenta la componen1e principale del 1elevisore, g,!)1lene piombo, zlnco, rame, manganese, alluminio, bewicenio, cadmio, oltre a tracce di mercuric, arsenico, europio, fosforo, ittrlo, ;;;;c. che, se liberati nell'ambiente In manlera 0 scorretta~rtsultano dannosi pe~ fa salu1e. Anche I computers, In panicolare i sempre piu usati personal computers, sono costttuiti, analogamen1e ai televisori , dalle seguenti componenti: 0 0 Concetto di ges.tiono dcl RlfiUtl Provincia Autoooma di Botzano Pagmo - 10,31 GRAFICO 3 : COMPONENT! PRINCIPAL! 01 UN PERSONAL COMPUTER 5.00% Fonte: Inter Recyclir,g AG • Bektrorik D Kuna.1~, oa, .. Nel rottami di apparecchl elettronici sono presen1l I seguenti elemen1l: Rame Nichel Stagno Piombo Ferro Zlnco 12% 1,2 % 0,9% 0,6 % O,So/o 0,3 o/o Argento 0,2 0,3 % Ore 0,02 0,05% Palladio 0,03 0,04% II resto e anche qui costttuito da plastica, siOcati, ceramica, ecc. Per la provincia di Bolzano si stima al 2000 una produzione di rottami di appareochi elettronici di circa 20-30.000 peui all'anno, con un peso medio di 25 Kg ciascuno; cio significa una quan1ltll di 700 1/anno Con raumento della elettronlca nell'attivita domestica, si potra facilmente arrivare a 1.000 Va di rottami. Pagina • 10.38 • COnceno di get>tione dei Aifuti Provlncla Autonoma dl OOllano Ollre alla notevole quantija di sostanze pericolose prosenti In questi apparecchi e che ne rendono imposslblle lo smattimento assieme ai normali rlfiuti urt>ani, vi sono anche dei materiali utili che si prestano ad essere recuperati. Purtroppo I metalli pregiati come oro e argento sono presenti in quantita sempre minori, cosicche le attivlta di recupero non riescono plu ad autosostenersi ed in future cio comportera necessariamente al produttore dei costl per lo smaltimento. 10.5.2 MODAUTA' DI SMALTIMENTO Gli apparecchi elettronid non possono essere demoliti di rettamente, altrimenti sarebbe impossibile effettuaro qualsiasi forma di recupero. E' necessario dun que procedere innanzitutto ad una selezione manuale, per gruppi di materlali, secondo l'esempio delle dine lnter-Recicling AG e DRISA Polytechnik AG, ent rambi operanti in Svizzera. Ferro, allumlnio e rame possono venlr rocuperati consegnandoll ad un rotta· maio. Per le plastiche piu pregiate vi e pure un certo mercato, che andrebbe predsato nel case della provinda di Bolzano. I tubi catodid devono essere in• nanzitutto trattatl per via chimica, per separare II rivestimento superfidale ester no, poi trattatl per via meccanica per separare anche ii rivestimento lnterno. II vetro cosi ripuUto puo essere in parte riutifizzato per nuove produzioni. FIGURA 12: SEI.EZIONE MANUALE PER GRUPPI 01 MATERIAL! I 0 0 l ricl~o d1 ba.tterle ~ ,, 0 fiaico-dlimi<a l.n=,er!.o-r conceno di gestlone dei Aitiuti Provlncla Autonoma di Bolzano Pagina • 10.39 • Le piastre dei circuitl stampati possono essere fuse, in mode da separare poi i metalli dalle sostanze estranee, In impianti termici di plccole dimensioni anche se tecnicamente motto sofisticatl (dotati tra raltro del necessari dispositivi di depurazione dei fumi), 1 metalli possono poi essere separati nei van elementi, mediamente processo di elettrolisi. Ne risulta soprattutto rame. La logistica del trattamento del rottami di apparecchi elettronici e descritta nella figura seguente {Fonte: DRISA Polytechnik AG). Le ditte specializzate prevedono che in future circa 1'80% di tutte le apparecchiature elettroniche potra essere recuperate. FIGURA t3: LOGISTICA CELLO SMALTIMENTO DEi ROTTAMI DI ELETTRONICA Ccntr1 di rao:x>l ta Ccntr1 di ra:x,,lta Tt&qX4to ~ de1 rotta,d Ccntr1 di no:o,lts 10.5.3 MODO DI PROCEDERE PER LA PROVINCIA DI BOLZANO I rottami di apparecchl elettronici non devono piu finlr:!,.nelle discariclle g neQ!! inceneritori, In prime luogo si rttlene opportune svolgere ricerche In provincia e nelle regioni vicine, ttaliane o estere, per lndividuare un possibile smaltltore. Non appena le lorme di smaltimento, owero di recupero, siano state definite e regolamentate, bisogna organlzzare la raccolta delle apparecchiature, come televlsori, registratori e computers, analogamente a quanta previsto per I lrigorileri, e quindi prowedere allo smaltlmento. In Sviuera si stima che i costi di smaltimento slano di circa 4.000 LJKg. Pagina • 10.40 • Conceno di ges!ione dei Rifiu1i Provincia Au1onoma di Bolzano Perun apparecchio di 25 Kg ii caste di smaltimento ammonterebbe quindi a ea. 100.000 Lire. vale a dire circa ii 5% del caste di acquisto. Tali costi dovrebbero ricadere completamente sul responsabile del rifiuto. E' da ciliarire chi dovrebbe provvedere ad organizzare la raccolta ed ii trasporto lino allo smaltimento. Eventualmente si potra prendere in considerazione la possibilita di una ripartizione di compitl. affidando alrente pubblico la gestione di taluni punti di raccolta. presso i centri di riciclaggio. 1 O. 6 Batter le a sec co 10.6.1 PAOBLEMATICA GIi apparecchi alimentati a pile sane in quantita sempre maggiori In diversi campl: Elettronica di svago Giocalloli lnformatlca e calcolatrlcl tascablll Telecomunlcazionl Tec.nica di misurazione llluminazione, ecc. la tendenza e di un continua aumento. la produzione di batterie usate stimata per fa provincia di Bolzano e di circa 250 t/anno la ripartizione tra le diverse tipologie di batterie. con relativi contenuti di metalli pesanti e slata stimata nel modo seguente per la provincia di Balzano: 0 0 Corcelto ctl gesUone dot Rllluti Provincla Autonoma di Botzano Pagina. 10.41 • ' . Tipo di batteria Ouanttta per- Ouanitta stimata dl me• lmpatto ambientale stimata tall! pesanti in Ua Zn Cd Hq Carbone/:tinco 75,8% 28,5 0,02 0,02 relativ. basso Alcaline/manga nese 23,8% 9,0 0,002 0,50 alto Ossido di mercuri< 0,3% . . 0,23 molto alto NicheVcadmio 0,2% . 0,1 alto (ricaricabili) Totale 100 % 37,5 0,122 0,75 Fonte: Tat>ella di confront• BUWAL. Berna II quantttativo totale di metalll pesanti nelle balterie ammonia quindi a circa 40 ua (40.000 Kg!) di cui ii solo mercuric rappresenta ea. 750 Kg/annol. Le batterie rtcartcabili al nichel-cadmio hanno un contenuto relativamente alto dl cadmio e qulndi presentano pmbleml dl smaltimento. L'esperlen:ta ha poi dimostrato che II numem di ricartche effettuabili con queste batterie e di gran lunga inferiore alraspettativa e quindi ii bilancio ecologico per questo tipo di pile non risulta particolarmente favorevole. E' noto che la maggior parte del . J mercuric presente nei rifiuti pmviene dalle batterie a secco. E'quindl una chiara esigen:ta della futura politica di gestione dei rlfiutl raccogliere e smaltire/ recuperare separatamente le batterie. t0.6.2 RACCOLTA La raccolta delle batterie deve essere la piu completa e capillare posslblle, organiuando punti dl raccolta o dl restltu:tione presso: Puntl di vendita • Scuole Punti dl raccolta comunali Centri di raccolta di rifiuti speciali A , t .c AG . CH . l.bsttoen Pagina • 10.42 • Conceno di gesfione dei Riliuti Provlncia Autonoma di Botzano In tutti I casl risulta opportuno servi rsi di appostt.i contenitori di raccolta (vedi a riguardo anche ii cap. 6). 10.6.3 StSTEMI DI RECUPERO Una possibiUtA di riciclaggio, con un processo di trattamento chimico II ii seguente (tratto dalla presentazione della ditta costruttrice Recymet SA, Nyon): ·1 principal! vantaggi della Tecnologia RECYTEC sono I seguenti: nessuna necessita di preselezione delle batterie praticamente nessun rifiuto secondario, grazie al circuito chiuso acqua acido nessuno scarico fiquido qualita coS1ante e controllata riciclagglo de! 95% de! materiale lntrodotto nel processo ii processo consente ii recupero di metam nobili come rargento, oltre ai normafi materiali (come, zinco, niche!, cadmio, ecc.) LA TECNOLOGIA II trattamento sl svolge In tre fas!: 1. Trattamento termico di degasazlone in sistema chiuso. I gas vengono lavati e filtrati, dopodiche vengono immessi In atmosfera. 2. II materiale (85% della quanttta iniziale) viens poi triturato finemente e lavato con acqua. I sali inorganici solubii vsngono separatl. Le particelle fini di ossido di manganese fonnano un tango. Ii passo successive consists nslla separazions magnstica dells parti ferrose. 3. I rimanenti metalli non ferrosi vengono separati per via idromettallurgica. in prime luogo In un bagno di borate di fluoro e zinco si separano per via elet trolltlca le component! di zlnco e cadmio. Poi con la stessa tecnica (sosti tuendo ogni volta i bagni con I corrtspondentl luoroborati) si recuperano g§ altri metalli, come rame e niche!, nonche i metalli nobili come rargento. Ii grade di purezza ottenibile con queS1o metodo e motto elevate, parl al 99%. 0 0 . ) Concerto di gcstbne dei Riliuti Provlrda AIJl.onoma di Bolzaro Paglna • 10.43 • RESIOUI Come residue del processo rimane gralite e materiaij ceramici non riutilizzabili , pari a circa II 5% del peso iniziale. II tango di decantazione delracqua di lavaggio /J costitutto da biossido di man• ganese e sall di zinco. Questi vengono a lore vona disciolti mediante un bagno acido e qulndi estratti con ii contemporaneo processo di separazione elettro• chimica. GRAFICO 4: BILANCIO DI MATERIAU E DIAGRAMMA 01 FLUSSO DEL PRO CESSO DI RICICLAGGIO DI BATTERIE RECYTEC ... , t:etteritt 11 seletlaate ·:o;tUle:z:i .--t!9 a ao,::o . -. .. I I ·.' t \ • cne . Jlr"'ligio -... . . . . ..,tica ..... ~ .. ,,.(. : . '~ l .~ d~t!l~lsi • -fl•, .. .,. .·::.:~:.~•r,;;., ' " . ',i,t'eiial.1 ~ ~isi .... rn rn,, acq..a " olio . .. tv-:wcd ' 15 DI '9 Bloo,sldo di >h ,..,= ~: ... , i'O•• Oidnio ll)~ &m! N.. Nimcl..aaa,tu/cro ,..., L::.,, tot, 8ia;:ndo di Mt 4" Cn:ftte ArtuAG .CH-~ Pag!na - 10.44 • Concetto di ges.llone del Ai1i.Jti Provincia Autonoma di Bolzano Un altro sistema e quello del processo ad alta temperatura della ditta SUMI TOMO. Qui le batterle vengono portate a 1.SOO' C e traslormate in sostanze primarie come ferromanganese, zinco e mercurlo. Come residua rimane una scoria vetrilicata che puo essere messa In discarica Entrambi I processi, sia quello termico/chimico che quello solamente termico sono piuttosto sofisticati e costosl e pertanto si giustificano solo a partire da determinate potenzialita. Cio significa che la provincia di Balzano dovra cercare la sua soluzione di smaltimento al di fuori del proprio territorio in Italia o nei paesi esteri piiJ vicini. 10.6.4 MODO DI PROCEDERE • Contratti di smaltimento con lmpiantl fuori provincia • Organiuazione della logistica di raccolta e trasporto • Predisposizione di un sistema di tassazione basato sul principio di "chi lnquina paga•. RYiee: Nl,DI •~ () 0 r J ( Concctto di oestt>ne dei Aifutl Provlncia Autonoma di Bolzano Pagina • 10.-'S .. 1 o.7 Lampade a scarlca (lampade a lumlnescenza, a presslone, ecc.) 10.7.1 PROBLEMATICA TAB ELLA 7 SITUAZIONE DEL MERCATO, LAMPADE A SCARICA Tipo Utilizzo Quota di mercato Lampade a vaporl dl lndustrie, uffici, grandl magaz• 95 ¾ mercurio a bassa pres- zini , illuminazione di gallerle. sione (lampade a lumi• abitazloni nescenza} Lampade a vaporl di llluminazione stradale 4 ¾ mercuric (alta pressione Capannoni di fabbriche Lampade alogene a va- liluminazione stradale, capan- 0,3 % port metamci (ana pros• nonl lndustrlali , campi sportivi sione} Lampade al sodio a llitJminazione s1radale 0,3 % . bassa pressione Lampade al sodio ad llluminazione stradale 0,3 % bassa pressione Oiversi tipi di lampade Apparecchl sclentlfici, lampade o. 1 ¾ speciali per cinema, fotocopiatrici . Fonte: Utficio per luttta Ambieme ed energie ~ cantone Basuea QUANTITA' Non esls1endo datl sui consumi di lampade in pmvincia di Bolzano, si stima un quantitative di lampade usate di I I I Pagina • 10 ... 6 • Conceno di g.eslione dei Rifuli Provincia AU1onoma di Botz.ano ea. 500.000 • 800.000 pezzl/anno corrispondente ad un peso di ea. 120 • 200 I/a T ABELLA B: COMPOSIZIONE MEDIA DI UNA LAMPADA A LUMINESCENZA (95% DEL MERCATO) Vetro 243 grammi Attacco (per 10 piu alluminio) 4,60 gramml Elettrodi 0,10 gramml Filamenti conduttori 0,15 gramml Spirale a incandescenza. emettitore 0, 10 gramml Sostanza luminescente 1,0 4,0 gramml Mercurio 0,02 0,05 grammi Fonte: Soci.U Sma.Jlirnemo rtlutl speciall AO. SOVAG. Canlone Berna II problema magglore II rappresentato dal mercuric, che II una sostanza tos slco-noclva. La sua tossicita si manifesta in particolara quando viene riscaldato e vaporizza, diventando cosl respirabile. lnoltre ii mercuric sl puo combinare con le sostanze organiche ed in questo modo entrare nelle catene alimentarl (es. pescl) ed essere cosl assorbtto dall'uomo. Per tale motivQ le lampade a scarica non possono essere smattlte: a) nei normali contenltori per rifiuti urbani (se si rompono possono liberare una certa quantlta di mercuric) b) negll lmplantl di lncenertmento (la separazione del mercuric dai lumi e dalle acque di lavaggio II motto labortosa e comunque non puo essere effettuata al 100%) c) nene dlscariche (a segulto delle reazlonl blologlche sl creano temperature di 60-70°C che possono far evaporare ii mercuric, oppure lo stesso puo passare parzialmente nei percolati). Le lampade a luminescenza devono essere quindi considerate un rifiuto speclale da raa:ogliere separatamente e da smaltire In Implant! speclall. A • t • c AG. CU • Mlnaiaon 0 0 t Con::cno dl gestione del Rlfiuti Provincia Autonoma di Bolzano Pagina • 10.47 10.7.2 IMPIANTI DI SMALTIMENTO I primi impianti di questo genera sono entratl in funzione solo da pochi anni, In Svezia, Germania e Svizzera. L'oblettivo e di effettuare II massimo riciciaggio po~bile delle varie frazioni: Vetro Polvere luminescenle Mercurio ➔ Vetrerie ➔ Fosforo e mercuric + Mercurio puro ➔ riutilizzo Un impianto in grado di offrire questi requisiti e ad es. ii processo MAT, che tunziona nel modo seguente: 1. Asportazione dells polvere luminescente FIGURA 14: PROCESSO DI ASPORTAZIONE DELLA POLVERE DAI TUBI LUMINESCENZA Fbn,tun, del b.to ~ Ris::alcb:ultO V l!C 'nbl pJll to, prlvo d.1 sera.rio □ ~ve-e di fb6foro ~ Distillatrre per """"""' diaemrio Forte: Sistema MAT• AS- Svizzera RytecAG. CH• ~ Pagitla • 10.43 • Conceno dj gesrione dei Ritiuti Provincia Autoooma ell Bolzano 2. Oistillazione del mercuric FIGURA 15: SCHEMA 01 PROCESSO • I o, ••• o,, I 2 1 Oesclizione del processo di distillazione: In una camera sotto vuoto (1) che si riscalda fino a soo0c viene disposto un contenitore in lamiera contenente i rifiuti a base di mercuric. Mantra sl crea II vuo10 nella camera, ii contenitore viene riscaldato in modo da far evaporare II mercurto. Nella camera di posl-<:ombustione (2) vengono bruciate le particelle organiche contenute nel gas, ad una temperatura di almeno aso0c, In modo da garanlire una completa ossidazione. I gas vengono poi fatti passare nel refligeratori (3) e (4) dove si ha la condensazione della maggior parte del mercuric. II mercuric ancora residue viene recuperate nel flttro a carbons (5). Con una opportuna combinazione di tempo, pressione e temperatura, sl ottlene, dopo un processo di alcune ore, un residua privo di mercurio che puO essere smaJUto In discarica, mantra ii mercurio recuperato puO essere riutilizzato. 0 0 r r Conceno di ges.11one dei Rif11ti Provincia Autonoma d1 Bolzano Paglna • 10.49 Dope aver creato la depressione nella camera (prestando attenzione a che effettivamente sia a tenuta) si introduce azoto a 0,5 bar (375 mm Hg). L'azoto lmpedisce rossidazione e permette anche un rapido riscaldamento ed una distribuzione omogenea della temperatura. La pompa del woto ed ii riscaldamento vengono regolati a seconda del tipo di rifiuto trattato, sulla base di dati programmati. Scaduto ii tempo programmato, automaticamente sl interrompe ii riscaldamento; quando ii riliuto si e raffreddato lino ad una certa temperatura prestabiltta, anche la pompa del vuoto lliene interrotta ed ii processo termlna. Oopodiche si puo estrarre ii contenltore dalla camera. II material& trattato risulta cosi privo di mercuric e puo essere depositato In discarica, owero essere sottoposto ad altri trattamenti. Oalle amalgame dei dentisti, si puo recuperare ad es. argento riuti5zzabile. Nelle stesso distillatore si possono trattare anche pile contenenti mercuric, previo necessario sminuz• zamento del material&. L'lmpianto di questo genere plu recente e quello in lunzione presso la ditta SOVAG di Rubigen, Cantone Berna 10.7.3 LOGISTICA DELLO SMALTIMENTO Le lampade a luminescenza devono essere consegnate integre posslbilmente al commercianti oppure in casi eccazlonall al punti di riciclaggio. Per la raccolta devono essere messi a disposizione apposlU contenitori speclali per consentlre pol un'agevole trasporto all1mpian1o di smaltlmento. 10.7.4 MOOO DI PAOCEOERE lnnanzittutto blsogna assicurare la possibiDta di disporre di un impianto di smaltimento, eventualmente mediame accordl con afire province, con aziende di serllizi, oppure prevedendo resportazione. Non appena Iii sara la certezza dello smaltimento, si do111a incominciare ad organizzare la raccolta, accompagnandola con una adeguata campagna di inlorrnazione. R "1 • c. AG . CM • ~ Pa~a • 1 o.so • Concetto di ge-stione dei Rifiuti Pl'Ovind3. Autonoma di Botz.ano / o.a OIi esaustl 10.8.1 CONSIDERAZIONI GENERALI SULLO SMALTIMENTO DEGLI OU ESAUSTI Gli oli esausti che rientrano nella categoria dei rifiuti speciali, sl distinguono in oli minerali e oil sintetici per motori da un late, e oil alimentari (e grassi) vegetali o animali, dall'altro. La maggior pane di questi ell viene direttamente smahita dagli stessl utllizzatori. L'attuale quantita prodot1a annualmente nella normale attivita domestica e stimata in circa 1 Vab. di oli minerali a circa 0,2 1/ab. di oli e grassi alimentari . OU MINERAU ESAUSTI La categoria degli oli minerali e sintetici comprende: • OIi per motore, per cambio, oli idraulici, oli di macchina • Grassl lubrificanti • OIi combustibili (gasolio); carburanti diesel • OIi per la lavorazione dei metalli • Fanghl oleosi pompabili • Emulsloni oieose (Da qualche tempo sono presenti in commercio oli iubrificanti e idrautici di origine vegetale, la cui quantita ~ in contlnuo aumento). Gli oli esausti minerali di provenienza domestica o aziendale derivano sop rattutto dai ricambi di olio di apparecchiature a motore. Tali oli non devono as solutamente finire nei corsi d'acqua o nelle falde idriche sotterranee. Ai sensi del Oecreto Presidenziale Nr. 691 , i produttori di oii esausti (garage, officine meccaniche, ecc.) sono tenuti a smahirti in forma correna, affidandofi ad un apposite Consor:zio, che provvede alla raccolta ed al recupero medlante ince narimanto o raffinazione successiva. I dati relativi ai produttori, alle quanti!A e tipologie, agli smaltitori ed alle modalita di smaltimento, devono essere re gistratl a cura delle ditte smaltitrlci e tenutl a dlsposizione per II controllo da parte degll organl pubblici. Generalmente i piccoli fomi che bruciano oli esausti non sono In grade di soddisfare alle disposizioni di iegge in materia di emis sion!, sia per le caratteristiche della camera di combustiona cha per le carenze 0 nella depuraziona dei fumi. 1: ) Concetto di gc.stlone dei Ririuti Provincla Autonoma di Bolzano Pagina • 10.s1 • Anche la combustion• di oli esaustl nai forni inceneritori di rlfiutl urbani non e de! tutto senza problami: !'alto potere calortfico degli oU comporta una rlduzlone della capacita di smaltimento del lomo, oppure un sovraccarico della caldaia e del sistema di depurazione dei lumi. Attualmente la magglor parte degli oli mi• nerali della Provincia di Bolzano viane incenarita in un lorno speciale a Rove• reto (Prov. di Trento). OU ALIMENTAAI La categoria degll oU alimentari comprende: • Oli da arrosto, da frittura, grassi di cottura • Margarina, burro • Diversi oli vegetall • Grassi animali, anche dal mace Iii (per maggiort dettagli vedere cap. 10.2) Gli oli ed i grassl vegetali provengono soprattutto dalle attivila domestiche e da quelle gastronomiche, In partlcolare da tavole calde e puntl di ristoro con frig• gltoria [palatine, polio frttto, ecc:.). Ouesto oli possono essere degradati anche negli impianti di depurazlone, purcho l'ossigeno sla fornlto in quantita suffi cente. Quando la loro quantita o invece eccessiva si hanno lormazioni di gnoc chi di grasso che possono ostrulre le condutture. I grassl animali vengono prodotti per lo plu dal macelli, macellerie e salumlfici. In particolare la produzlone di cami o insaccati magrl comporta grandi quan• titatlvl di rlfiuti grassi che devono essere recuperati o smattiti (vedi cap. 10.2). In provincia di Bolzano le stesse ditte che prowedono allo smaltimento degli scarti di macello· raccolgono anche I grassi e gU o& alimentarl, che vengono poi avviati al racupero (di regola per la produzione di mangimi o di saponl) In lmpianti situati nella planura padana 10.8.2 OU MINEAALI OBIETTIVI Aiduzione del consume delfolio per motor! Sostttuzlone degli oli idraulici e lubrificanti minerafi con quelll vegetali Pagina . 10.52 • Conceno di ges1ione dei Rifiu1i Provlncla Autonoma di Botzano . Riduzione delle emissioni legate allo smaltimento degll oli esaustl . Raccolta di tutti gli oli esausti presso idonei punti di raccolta, per mezzo di ditte concessionarie autorizzate. MATERIAL! OGGETTO 01 RACCOLTA Tutti i tipi di oli mineral! Oli idrauticl e lubrificanti di tipo vegetale RIUTILIZZO • lncenerimento di tutti gli oli esaustl non ricictabili, in appositi impianti spe clali dotati di sisteml di regolazione della combustions e di depurazione dei fumi, noncll~ di recupero del calore (es. fomi diincenerlmento di rifiuti spe clati, eventualmente forni di cementificl). Tenders sempre piu alla ri-rattinazione degli oil ldraulicl e lubrificanti di alta qua6ta, In quanta soluzione conveniente sotto ii profilo energetico (viene gia pratlcata in alcuni paesi a llvello industriale) PROWEDIMENTI Bisogna assicurare uno smaltimento regolare e controllato· di ttJttl gll oli mineral!; ricerca dl nuove soluzioni di recupero (ri-raffinazione). Divieto di bruclare oli In plccoli impianti (senza depurazione dei tuml) o negli inceneritori per rifiutl urbani. Controlio e registrazlone degli lnceneritori ammes$i. lstituzlone di punti di raccolta di oli esaustl provenienti da attivita domesticlle o di piccoll anigiani, presso: • centri di riclclaggio • puntl dl vendita di oli minerali Punti di raccolta separaU per oll lubrificanti e idraulici vegetall, presso le aziende produttive. Ta& oli possono essere nuovamente raffinatl ma non devono essere mescolati con oli alimentarl. Alrinlzio le quantita raccolte potrebbero tuttavia essere troppo piccolo per giustificare un apposlto A y t • c Nl. CH • ~ () ) eonceno di gestlone deli RrfiutJ Provfncia Autonoma di Bolzano Pagina . 10.53 sistema di raccolta separate. Percio e necessario prima di tutto ettettuare una ricerca di mercato per chiarire i quantitativi in gioco. MOTIVAZIONE E INFORMAZ.IONE Riduzione del consume di oli per motore elubr1ficantl, ad es. mediante rimpiego di fittri a lunga durata (che oltrettutto consentono di ridurre la frequenza del servizio di mamrtenzione). lmpiego di oli idraulici e lubrificanti di derivazione vegetale, In particolare per le nuove attrezzature meccaniche e nei cambi d'oflo, se posslblle {gU oli vegetall non sono adatti per tutte le macchine), Gli oli vegetali sono biologicamente degradablli e percio, in caso di dispersione, rappresentano un pericolo di inquinamento delle acque e del suolo enorrnemente minore, rispetto agli oli minerali . Per quanta riguarda le possibilita di impiego e le caratteristiche di reslstenza nel tempo, gU oil vegetali risuttano In molti casi equivalent! agli oli minerali. Essl inoltre possono essere ri-raffinati, ovvero riutilizzatl per produrre nuove sostanze. lnformazione sulle quantlta raccolte e sulle posslbilita di smaltimento degU all esausti. lnformazlone circa i rischi e gli effettl delrinquinamento da all, dovuto a mancato rispetto delle prescrizionl, sia colposo cha doloso. Predisposlzlone di possibilita di consegna degli oli esausti. FIGURA 16: VIE DI SMALTIMENTO DEGU OLI MINERAU OIi mlnerall lnc11nerltort senza con per rtl. urban! raccolta separata polivert d1 filtrazione Dlscarlca (Ri-raffinazione ) ... ( comwsllbiU per ) cenementifici " . lncener11nr1 spezlall, Pyrolisl Pagina • 10.54 • Conoetto di ~snone del Rlllutl Provlncia AU1onoma di Botz.ano 10.8.3 OU E GRASSI ALIMENTARI OBIETTIVI: Risparmio di materle prime, mediante II riciciaggio Riduzione det carico inquinante nelle acque e negli lmpiantl di depurazlone Garanzla di uno smaltimento capitlare degli oli esausti, su tutto ii territorio provinciate. RIUTILIZZO Produzione di afimenti per animali Pnoduzione di sostanze-base per saponi e deterslvl (produzione di glicerina) Ev. produzione di sostanze-base per industria farmaceUlica Trattamento termico (con recupero del calore) per oli esausti sporchl e per altrl resti non recuperabili. PROWEDIMENTI Assicurare uno smaltimento regolare e ccntrollato di lutti gli oli ed i grassi alimentari, solo tramite azlende ccncessionarie autoriuate. Raccolta di oli alimentari e resti di macello puliU (cap. 10.2). Allargamento e miglioramento degli attuali servizi di asporio presso le aziende (ristoranti, manse, macelli, macellerie). lstttuzione di punti di raccolta degli oli alimentarl, eventualmente anche presso I centri comunali di riciclaggio, owero presso I magazzini di alimentari. MOTIVAZIONE lntensificazione dell'informazione riguardo a: • Presentazione delle posslbllltil di smaltlmento degll ofi e dei grassl allmentarl In provincla di Balzano • lndicazlone dei punti di raccolta pubblici e dei relativi orari di servlzlo 0 0 .:.. Corcctto di geslione del Rifiuti Provincla Autonoma di Bot:.ano P~!na • 10.55 • lnformazione sulla raccolta separata di ofl minerali e oli a6mentarl, facendo presente che la miscelazione dei primi con i secondi puo comprometterne ii recupero. lnformazione sulle quantitA raccotte annualmente e sul loro riutilizzo. FIGURA 17: VIE 0 1 SMALTIMENTO DEGLI OU E DEJ GRASSI ALIMENTARI I 011 e grassl allmentarl I lmplanta di senza con depurazlone raccolta separata Allmenti per animali ~ ~roruzione di saponl) ~, Sostanze-base per dottitarmaceutia pro• Rlcettore ~ Gncenerlmento ) 10.9 Rlllutl speclall azlendall e lndustrlall Su questo specifico tema e stato elaborato un apposlto piano da parts della Coop. INDECO. Percio ii presente piano si occuperA del rlfiutl speciali solo In quanto essl provengano da attivita domestlche, ovvero siano destlnatl al trattamento in impianti pubbDci di smattimento di rlliutl urbani. Cio vale quindl per le seguenti tipologie di rlfiuti: Rifiuli ospedalierl urban! Carogne animali Carcasse d'auto e pneumallcl Frigorlferi e simlll + In parte incenerili in foml per rifiuti + PiccoU animali domestici + Riguardano ogni cittadino + Riguardano ogni famigOa AY1♦CNl. Clot• MOnsmon Pagina • 10.56 • Concirtto di gestlone dei Rif-.J1i Provincia Autonoma di Botzano Ai fiuti de1re1e1tronica ➔ Uffici e abitazioni Batterie a secco ➔ In continua aumento Lampade a scarica ..... In tutti i campi Oli esausti ➔ da ogni a.icina Tutti gli attri tipi di rifiuti speciali , quali derivano dalle attivlta produttive artigianali ed industriali, non vengono presl In considerazione in questo piano. E' altresi motto probabile cha motti dei riliuti da noi considerati e descritti nei capitoli precedenti siano oggetto di appositi servizl dl smattimento, organizzati dalla INDECO o attro organo private, su incarico della Provincia o dei Comuni competenti , in base a programmi gia oggi In parte attuati (in diversi () comprensori esistono gia punti di raccolta centrati con container per riliuti speclali). Per rattuazione del piano lndeco necessita sopranutto realizzare urgentemente un cosidetto Centro Tecnologico per rifiuti speclall, con le seguentl funzioni: Rilevazioni ed analisi del rifiutl Separazione dei ri fiutl secondo la loro tipologia e modalita di smattimento (nella misura in cui c::10 non sla state gia effettuato all'origine) Pretrattamento dei rifiuti, ad es. per separare i fanghl daJ fiquidi, mediante impiantl di filtrazione e ispessimento Trattamento chimico-fisico di diversi l quicli come emulsionr, bagni, ecc. Stoccaggio provvisorio di liquidi, per razionalizzare I trasporti ag& impiantl di trattamento (ad es. serbatol per deposlto di soluzloni). Per II momenta non a pianificato alcun impianto di incenerimento di rifiutl speciali In provincia di Balzano, anche se attualmente a in corso una sperimentazione di un fomo mobile. La Rytec ha espresso una valutazione dello Studio INDECO con una propria relazione Nr. 403 dei 01 .10.1990. Dopa di allora non sono stati predisposti nuovl progetti, mentre si a discussa e definite la struttura della Societa di gestione. Pertanto si a era in grade di procedere alla progettazione del centm tecnologico. R v t • t: AG. CH O MunsnQa'I 0 r . I {. Conceno di gestiofle del Rlflutl Pmvlncla Autonoma di Bolzano Pag:ina - 10.57 .. BR0GG • CENTRO 01 RACCOLTA E SMISTAMENTO PER LO SMALTIMENTO CONTROLLATO DEi RIFIUTI SPECIAL! A¥ I e C AG , CH • 1.0,shaen u [ I ( ) t. Piano dl ges,1bne dei Alfiutl P,ovlnci.a Autorr::i~ di Bolzano Allogato • 11.1 • Crlterl di ammissibilitil del materiali in discarlca, valori-guida' Parametri Oiscariche lnerti Resti Scorie Reattive Generali: PH 5.5 • 12 5.5 - 12 6 • 11 5.5 - 12 perdita a riscaldamento (s.s.) 5% 5% 3% sost. lipofile estraibili sosl. solubili in acqua 5% s~/o Contenuto metalli pesanll: Piombo mg,l(g ,.s. 500 500 Cadmio m~s.s. 10 10 Rame moi\ou, 500 500 Nickel mo<l<gs.s. 500 500 Mercurio mo1<g •. ,. 2 2 Zinco rr.~ticgu. 1000 1000 Contenuto degll eluatl: come difinito da!le disposizioni "igenli e dai laMi uffciali di olrazione solo scorie da Fanghi con s.s. inceneritori >25% di RSU • I criterl di ammissibiUta sono stabiliti dalle leggi vigenti; I valori qui riportati hanno solo caranere di lndirlzzo Allegall • 11.2 • Conccuo di geS,ti:>ne dci Riliuti Provi:ncia Autonoma di Botzano lnquinanti tipici nel percolatl di dlscarica Parametri Oiscariche • inerti resti .. scorie Generali: PH 8 • 11 8 • 11 8 • 11 conduc. eleltrica mS'cm 0.5 • 5 0.5 • 5 10 • 30 DOC tr,g.1 20 • 200 20 • 100 100 - 400 TOC mQ1 25- 220 25 • 120 150 • 450 BOD mol 100 - 8000 100 • 800 1000 • 2000 Sall: . Cloruri mgl 100 • 500 500 • 1500 1 ooo • 1 o·ooo Solfa1i mg! 200 • 600 100-500 500 • 1200 Ammonia mgl 10 • 100 10 • 100 20 • 150 Nitrati mg1 <. 1 <0.5 < 1 P 101a1e mg! < I < 0.5 < 1 Melalll pesanll: Piombo mg,1 0.05 • 0.1 0.05 - 0.1 0.05- 0.1 Cadmio mg,1 0.005 • 0.05 0.005 • 0.05 0.005 • 0.05 Cromo mgl 0.01 • 0.1 0.05 • 0.1 0.05 - 0.1 Ferro "~' 0.2 • 2 0.5 - 2 0.5 - 5 Rama mgl 0.05 • 0.5 0.05 • 1.0 0.05 • 1.0 Nickel mgl 0.05 • 0.5 0.1 - 0.5 0.1 • 1.5 Mercurio mgl 0.005 • 0.05 0.005 • 0.05 0.005 • 0.05 Zinco mol 0.05 - 1.0 0.1 - 1.0 0.1 • 0.5 . Divers!: Fenoli mg1 0.2 • 1 0.5 • 2 2 - 5 Acidi organici vola1. mg1 0.2 • 1 0.5 • 1.5 Boro mg! 0.2 • 2 0.2 - 2 0.5 - 3 AOX mg,1 0.2 - 2 0.2 - 2 0.5- 3 • Oiscariche di eta media 5 anni Fonti: percolati di diverse discariche in Germania e Svizzera .. Slime. fatte in mancanza di dati sufficenti ed a causa della grande variabilita dei materiaG (resti) depositati R y 1 • C AO. CH J.-\Jns.ll"IQOf'I reattive 6 - 10 3 -15 300 • 2000 400 • 2500 2000 • 20·000 300 • 2'000 200 • 1000 300 - 1500 1 • 50 0.5 • 5 0.05 • 0.1 0.005 • 0.05 0.05 • 0.1 1 - 12 0.05 • 0.5 0.05 - 0.5 0.005 - 0.05 0.05 • 0.5 2 • 10 0.5 • 1.5 5 • 15 2 • 10 0 ( t Piano di gestione d.CI Rltlutl Ptovlncla Autonoma di Bolzano Allegato - 11.3 Esemplo di slstema terrltalale lr)legrato di smaltlmentc di percolatl Scorle Dlscarlca di re.al Osmost lnversa 1 S1adlo Concentrato t I l - s:ermeato In tognatura htpian1o di <llpLl'azfone . ridrcob dal rrmaato Dlscari:a rcattlva Osmosl i wcrsa 1 Sladlo • :l>ncentrato I ' IEvaporatore l s0110 vuoto Fanghl lncenel1tore di rlfiutl special! Dlscarlca pa-zlalmente reattlva Blobgb ' Osmosl lnversa 2 Stadl O:mcantratc J Perrrea1> Ullllzzo del calcre firocbUo con I aas ... ........ ., ........ "' ... = ~ ~Capo ldrfco~ ~ ~ I percolati di discariche limilrofe, anche se di diversa tipologia, vanno considerati in un programma di smattimento unico, I grandi quantitatlvl, devono necessariamente essere pretrattati in un proprio im• pianto da realizzarsl presso ogni discarica (biologico - osmosi inversa a 1 o 2 stadi) mentre I concentrati vanno trattati in un impianto unico di evaporazione, ottenendo dei residuL L'energia pull essere fomila anche utilizzando I gas di discarica Ryl ee AG. CH· '-tlnsingon " < -• " ~ 2 f Procedure captasione general! di gaa di di intervento dh,carica ai tlni della tutela contro le ••ploaioni di im.pianti procedure spiegu.ioni 1• fase: par•ri tecnici relativi alla s i cure zza cont ro le esplos i oni del aistema d i capt azione de i gaa Defini t.ione de l conce t to di c1,pt.u:ione dei ga s : 11t t ivo o p.is3i•.10 . Hel caao d i a pe rtu re d i u .,ci t.1 l ibeu lpassivo ) b iso9no veri ! ica re che non vi sia immi saione di aria es t e rna nel siatem..a di c aptaz ione. lnolt re nel l e iff'l'!'lediate vie i nan i e de i punt i di usc lt A dei 9•• s i devono approntare i donee cisure di prote: ione con~ro il pe r icolo di esplosl onl . 2• f•s•: identi!ic azione delle possi bili cause di i nnesco Le cause di innesco o • ccensione possono ess~re: disposi t l '-' l d i al imenta zione, appa~ecchi di misu ra, t ubazlon l tca ri c~e c le t t ro staticheJ, tiaccole, app•recchi d i ut il i::o de ! gos, ecc , 3° f•se : predispos i z ione di mi sure di protezione pr imari• contro l ' e spl osione (in r i ferimento alle possibi li c ause di innesco e sist ent i ) Sono co~res, tut te quelle m.isure che possono evit are l a !or:u zlone di atmos fere esplos lve, t ra l e q~a l i : a) tecnica e cost ruz lone de! l 'impianto di deqa sat ione b> m.odal iti dl qestione e di controllo c ) li~i t i di concentrazione • inerti t t a tione Devono esse : e prese in considera: i on• t ut te l e condi : 1on1 d i eserci:io (mc,sse i n f unzione, dl sinserimento, c att;,ionamento , di satt i vaiioni di par ti di i mpia nti, ecc ) , • fas• : sti rna d• lle probabilit A di for maz i one di miscel• espl os i ve nei re stantl settori di peri colo tsi deve fare ri!eriffiento alle disposizi oni e sistenti J Ceve essere fat t a una va l utaz ione completa •> t i po di captat ione de l gas <ad ea . ant imigrazion•, ecc .J dell' i.tnpi,s,nto : supe rficiale , barrie re b) installa zioni costruttive e t ecni ch• cJ moda lit A di es e rci t i o, manuten zione e Da questa valutaiione devono eme r9ere esplos i on• controllo l e tone d i pe r icolo di s• fast: defini&ione delle m.isure se condo E 3 (ffiis~r• costruttiveJ e delle res t anti mis ure, secon do C 2 (ri duzione del l' accen s i oneJ La scel~a dell• mis ure conseque da lla suddi visione pe r zone di per icolo . 6° fase : det initione del progralfflll defi - Poss i bil e modi ficazione de l piano di degasazione ovve:o de! pro ni tivo, s econdo le fasi da 3 a S getto deq l i il'tpiant l e del l e 1A;t4stru~ture, in r~ l a: l o~e 4 1 p:o• .. 5,; !:~~ ~~ e u t:~~ ~n-t~~~~l-o-$ ~o . ~ . . di ~ ;; "' ., .. b' ~ 0 !, ~ a· g ~ ::, ~ ~. l ~ ~ g ' !, 1 g ( ( ( l Plano di gesliono dci Riliu1i Provinci.a Au1onoma di Bolzano Allegato • 11.5 • Provlncia di Balzano: dlsponlbllita di dlscarlche dal 1992 Denominazione discarica Comcrensori 1 Glorenza 2 Proves 2 S.Leonarao 2 Lana,Tisner,Au 3 Katzental Territorio di conferimento Venosta Proves,Lauregna Val Passina Burgravlato Oltradige,Andriano X X X X X X X X X X X 4 Vadena,lschia,Frizzi Bolzano e limitrofi x x x 5 Pontives Valgardena,Castelrono x x x 5 Tires 6,7 Sciaves 8 Badia 8 Oobbiaco 8 Brunico E Totale discariche Tires X Valli lsarco e Wipptal x x x Val Badia Pusteria Es1 Pusteria X X X X X X X X X X X X X X X X • •• • • I capacila residua mJ 40'000 150'000 700 9'700 3'000 45'000 99'000 560'000 24'500 65'000 160'000 2.0'900 1'100 980'000 135'000 2.'000 68'000 30'000 11 '000 170'000 13'500 70'000 65'000 850'000 533'400 3'060'000 R y 1 • c AG , CH M!Jr.::ir'!le:1 Allcgati • 11.6 • Oiscanca di rifiuti urbani e scorie lschia Frizzi a Vadena • g iugno 1991 Terrnono s0rv110: Balzano e Bas.sa Atesina Oiscarica di RSU Tisner Au, Lana: luglio 1991 Territorio servilo: Burgravia10 l u ( 1 r ------ - - · '. . . . . ..... · .-,':; ·. ;.s.;+i:-·,: ~;-bf. . ~--~ l D,scauca d1 Glorenza . getma c • 3; • Tem1ono serv1to Valfe Vencs;a Oiscanca Katzental App1ano genna10 • S-31 T em1ono serv110 01trad1ge Allega10 • 11.7 • Allcgati • 1 t.8 • Oiscanca di RSU e sovval!i di Sc1aves autonno 1989 T em tono sen,1110 Comunita lsarco e W1pptal 01scanca d1 RSU di Bruoico. maggio 1991 Terntorio servito: media / bassa Pusteria . . ' Oiscarica d, RSU d 1 Badca. gennaio Terri1orio serv ito Val Badia Oiscanca di ASU d1 Oobb1aco T emtono servito atta Pust en a Allegalo • 11.9 . . . ' ~·-· ,;; . ..... ~ . . , .. ,.,,.. ... ... .... ~-.!- . ~ - - ~- .. ..,. . J"'r;., .-·::$· ~- -:,;-.,-· -.. ~ .• "'r• - . , -.. '-- ··· ~ -:.~--.;, .¥".:~<e.,,'<C, 'J·.-~-: I • ... . ,• '"", ~~--• • ·- ... :..~ '='"•➔- . · : . :..:,. . ...,. ~ ..... '•: Allcgati • 1 1. t O • 01scarica d1 RSU d • S.Leonardc i.P.: gennaio 1991 T em1ono servito Val Pass,c,a D1scanca d1 RSU d1 T ,res. gennaio 199 • Tem!ono serv,10 Tires I . ! !l b Piano di oesuone del Rlt!ud Provincla Autonoma di 8otzal"Q Capito lo 12 SITI CONTAMINATI PAGINA 12.1 FONDAMENTI 12.1 12.1.1 Definizioni 12.1 12.1.2 Necessita di intervento, obiettivl 12.2 12.1.3 Procedure di rilevamento e di risanamento dei siti contamina1i 12.2 12.1.4 Emissioni inquinanti dei siti contaminati 12.4 12.2 RILEVAMENTO E ORIENTAMENTO 12.7 ( 12.2.1 Strategie di indagine 12.7 12.2.2 Metodica di valutazione 12.8 12.2.3 Pericoloslta'degli inquinanti 12.10 12.3 SICUREZZA E RISANAMENTO 1'2.10 12.3.1 Ulteriori indagini 12.10 12.3.2 Obiettivl di rlsanamento 12.11 12.3.3 Metodiche dl risanamento 12.11 12.3.3.1 Trattamen1i in-site 12.11 12.3.3.2 Trattamentl on-site 12.12 12.3.3.3 lnterventi di isolamento 12.14 12.3.3.4 lnterventl ldraullci (per le acque di Falda) 12.15 I 12.3.3.5 Asportazione 12.15 12.3.4 Controllo dei slti contaminati 12.16 12.3.5 Archiviazione dei sHi contaminati 12.16 12.4 STATO DEi LAVORI 12. 17 A yte c AG, CH - Milnsingen ·o Piano di gostrone dci Alfluti PtO'Viflda Autonoma di Botuno I FIGURA 1: CARICATURA DI WUKASCH: I PECCATI ' l . 0 ,· l. Piano di gestlone dcl Aifiutl Ptovincla Autonoma di Bo11ano Paglna • 12. I • 12. SITI CONTAMINATI 12.1 Fondamenll 12.1.1 DEFINIZIONI ~SilL.CP.Dtaminali sono definili le vecchle dlscariche ed I vecchi i11SJ1.diame~ costituisoono o possono costituire in futuro un perlcolo per l'ambiente ed in par• ticolare per iasarure clell'uomo. Le vecchie discanche. possono compr.endere: -- ~ • discariche abbandonate di rlliuti urbanl o lndustriali, sla legali cha iliegali • v! a::hi accumuli o riempimentl con terrenl contamlnali, resi:!',l prcduttiyi o mate• riali dl demollzioni, scorie lndustrlall. I vecchi insediamenti possono comprendere: impianti in superficie abbandonati e relative infrastrutture, sistemi di canalizza• zione e condutture aree prcdutti'lle con un elevate grado dl contaminazione, a causa della presen• za di sostanze pericolose, impiegate nell'attivita prcduttlva o di pubb!id servlzl. La contaminazione ambientale causata da questi siti puo comportare un pericolo o un impatto anche per ruomo o per qualslasi attro bane da lutelare, nella misura in cui vi sia prcpagazione o esposizione. I beni soggetti a lutela sono suddivisi in diverse classl e comprendono: • uomo e animali • piante ed aree utmzzate a scopo agrlcclo o forestale • acque superfidall e sotterranee • suolo • aria • beni materiaJi, costruzioni Nella rilevazlone del sill contaminali sl distinguono quelli accertati e quelli potenzlali. A y 1 e t AG. CH • WnN'QOl'I Pagi:na • 122 • Piano di gestione dei Rii.rti Provincia Autonoma di Bolzano 12.1.2 NECESSITA' DI INTERVENTO, OBIETTIVI I sW contaminati devono essere rilevati e valutati sistematicamente al fine di con• seguiro i seguenti obiettivi: conoscenza delle aree a rischio analisi dei rischi, de11e emission! e del grado di contaminazione dell'ambiente (ev. indagine di rlschio) valutazione del danni, dei pertcoli e del rischi, slima dell'entila de11'impatto am• bientale accertamenlo degll obblighi di informazione nei confronli degli organi pubblici A seguito de11a lase dl indagine e di valutazione devono essere immediatamente ( predisposti i programmi di risanamento secondo critert di omogenella e comple tezza. con i seguenti obiettivi: fissazione di programmi di tutela e di risanamento, secondo un ordine di prio• rita, per tutto ii terrttorio provinciale inteiventi di risanamento, da effettuare eventualmente in fasi successive, in ma do da ricondurre I sitl contamlnati a condizioni di compatibilita ambientale realizzazione dei programmi di risanamento, cercando di consegulre al massi mo grado possibile la rimozione dei danni esistenti. 11 primo scopo della pianificazione e quello di definire i programmi di inleivento, In relazione alle possibima tecniche e finanziarie, in modo da pater raggiungere, in un tempo ragionevole, uno standard omogeneo su tutto ii territorio. Nei casl pla gravi potra essere opportune procedere per fasi successive. 12.1.3 PROCEDURE DI Rll.EVAMENTO E RISANAMENTO DEi Sill CONT AMINA TI 11 rilevamento dei siti contaminati dove essere ettettuato su tutto ii lerritorio, con crileri ii piu possibile omogenei. In molti casi l'applicazione di programmi stan• dardizzati si e dimostrata valida, anche se e necessario prevedere una certa fles• sibilita, in modo da adeguare I programmi di indagine e rilevazione ai casi con• tingenti, qualora essi si discostino dalla norm.a. u ( . I P!ano di gcstione dei Rifiuti Provincia Autonoma di Bol:an:> Pagina • 12.3 • II programma operalivo puo essere suddlvlso in 6 fasi: Valutazione in fase di rilevamento: prlma valutazlone dei possibili pericoli, sulla base delle informazioni dis ponibili e di sopralluoghi decisione sulle indagini orientative da effettuare. II Fase di orientamento: esecuzione ai lndagini orientative in loco valutazione circa l'esistenza ai pericoli (ii site e contaminate?} individuazlone del soggettl responsabili peril risanamento. Ill Fase di dettaglio: detenminazione degli inquinamenti piu rilevanti e del pericoli per tipo a per entilA definizione di massima degli obiettivi delle misure di tutela contra I rischl decisione circa la necessilA di utteriori interventi (controllo, sla.,reua, risa namento}. IV lndagini per ii risanamento ricerche e valutazione delle attemative di risanamento decisions da parte delle autorita competenti tenendo conto delle condizioni patticolari, definizione degll oblettlvl specific! V Misura ai sicurezza e risanamento progettazione dell'inlervento ai rlsanamento prescelto • procedure di autoriuazione ed eseruzione del risanamento VI Asslstenza controlli regolarl e, se necessario, ulleriori misure di lntervento • valutazione dei possibili rischi collegati ad utilizzi futurl dell'area In ogni fase: decisione sulle misure di lmmediata necessita e sulle priorilA. Pagina • 12 4 • P&anO di gesfione dei Rifiu1i Prcv'1'1Cla Au1onoma di Bouano 12.1.4 EMISSION! INQUINANTI DEi SITI CONT AMINA TI FIGURA 12.1 VIE DI DIFFUSIONE OEGLI INOUINANTI r • • 0 .,., 0 o O Acqus di f&lda ' '--"----" c cS-v' O•o⇒ o -"-c -,/ r:J Forue: Tutela delrArroierue det Badon wumerrt>erg a Kartsruhe Le s0s1anze inquinanti sl propagano in natura per mezzo del gas e dalle acque. Si deve distinguere tra rilascio di sostanze inquinantl e lmmissione delle stesse nel 0 beni da tutelare. RILASCIO SI intende con cio la quantitil di inquinanti c:he vengono rilasciati dal stto contami• nato; essa dipende in modo deterrninante dalla lmpermeabilita ovvero dalla capa• c~a di ritenzione del materiale che circonda ii sito contaminate. II rilascio puo avve• nire in via diretta oppure In collegamento con un veicolo di propagazlone (atmos· fera del terreno, acqua di percolazione). R y t • e AG. CH • Muruirq,n , Piano di gestlone dol Ali.rti Provincla Au1onoma di Bolzano Pagina : 12.s I terreni circostanti, qualora contengano direttamente dei beni da tutelare, non de vono superare i limiti di cxmtaminaz.ione ammessi per i materiali inerti. Se questi valori vengono superati, devono essere accertali I pericoli e l'impatto cha ii site contaminate rappresenta per I circostanti beni da tutelare, ed individuare le necessita di risanamento. IMMISSIONE Quando la sostanza inquinante lascia la zona di origine, si dlrige verso i va~ og getti di tutela. A questo riguardo e determinante la composltlone del materials del sottosuolo, del suolo e dello strata di copertura superficiale, attraverso II quale gli inquinanti devono propagarsi. PROPAGAZJONE ED EFFETTI SUL BENE OA TUTELARE Gli inquinanti cha sl immettono nel bene da tutelare possono ivi subire un'ulteriore propagazione o ritenzlone (In particolare per effetto di degradazione e adsorbi• mento), la cul entlta ad II cul raggio d'azlone dipendono • cosl come l possibili effetti degli lnqulnantl stessl • dalla composlzione e dalla natura del bane. La liberazione, la diffuslone e gll effettl delle sostanze inquinanti sl possono svol• gere in modi molto diversl, cha di vona in volta vanno studiati e chiariti. A-,tecAG.CU·~ PagITTa • 12.G • Piano di gestionc d ei Rili.ttl Provincia Autonoma di Bolnno FIGURA 12.2: POSSIBILI MODI DI UBERAZIONE DI INOUINANTI '""""'° - · Ry1e c AG.CH- Ml:nmga'I ., .. contamln•IAI lnqulna"ll8tl!o . .., .. .... A:lportD, p-elio,,o UOmo ...... .... Spro~• ft'IUl'IIOs'lllltl O&IYIOlllbnit ,,,.... .... 7 Benl mot:111 e lmrnobill meu.owicu .,...,. la lbel'Uk)nt t 1)"'1'1,,q!ri?nl I ........... ... ........ . .... ( 0 I ) l ( Piano di oes1i0ne Cfei Rlflutl Provincia Autonoma di Bolzano Pagiha - 12,7 12.2 Rllevatlone a orlentamento 12.2 . 1 STRA TEGIE 01 INDAGINE Le strategie di lndagine e di rilevamento nonche i aileri di valulazione devono essere definiti in mode omogeneo per tutto ii tenitorio provlndale. Piu alto e ii po• tenziale di perioolosita, piu approfondite devono essere le indagini preliminari. Con un'adeguata impostazione delle procedure e oon un approfondimento &iste matico del datl conosdtivi In relazlone agll obiettivi preposti, si potranno pianificare le fasl degli interventl piu rilevantl. l'obiettivo e decidere se l'area puo essere con• siderata non pericotosa oppure se, a cause della presenza di gravi impatti ambientali, si rendono necessarie ulteriori lndagini. Gli elementi prlncipali da considerare nella fase di rilevamento sono: rilevazione estesa possibilmente a tutto ii territorio delle aree potenzlalmenta contaminate predisposizione di una raccolta di datl In prima lstanza ii piu complete possiblle, al fine di escludera le aree non a rischio. Se si riesce gia nella lase prelimlnare a distlnguere un certo numero di aree non pericolose da quelle perioolose, si puO reallzzare un grosso rispannio di tempo per tutte le fasi successive rilevazlonl storiche del sttl potenzialmente contaminali, circa dove, quando e quali materiali siano stati depositati predisposizione di un catasto delle area contaminate, ordinate per zone terri• toriali e per tipologla riporto su mappe catastali o carte territorial! delle planlmetrie e delle sezioni di riempimento. Su tali carte vanno anche riportati I punti di emergenza di gas e percolati, punti di misura e di controllo, acc. definizione di un programma di controllo, concepito in mode modulare dedsione sulla necesslla o meno di effettuare un controllo costante. Motti foco• lai di rischio danno luogo ad emissioni intermittenti, in dlpendenza delle condl• zlonl meteorologiche (aumento degli odori in caso di fenomeni di inversione termica, surplus di percolati in caso di lnnalzamento delle !aide, ecx:.) che pas• sono quindi essere osservate e valutate. R y I e c AG, CH • Monsi,gln Pag-jna • 12.8 • Piano di gestione dei R~iuli Provincia Autonoma dJ Botzano Per l'accertamento delle situazioni di impatto e di rischio si possono impiegare nella tase preliminare i seguenti metodi di indagine: valutazione degli effetti visivamente accenabili osservazione di flora a fauna analisi fisiche e chimiche presso I punti di mlsura esistenli o realizzabili con po• ea spesa metodi tecnicamente semplici, quail scavl (!i assaggio, sondaggi, analisi dell'aria dei terreni. II programma di indagine dove riguardare tune le possibiiita di emissioni e diffusio ne di lnquinanti, di un certo rilievo; deve prevedere la rilevazione degli impatti esi stenti e la raccolta di informazioni per la valutazione dei possibili effetti a lungo ter- Ii mine. 12.2.2 METODICA DI VALUTAZJONE Gli obiettivi della lase di valulazione sono: elaborazione di un quadro d'insieme sulla natura e dimension! deii'lnquina• mento e della sua diffusione (delimitazione grossolana) valutazione ragionata della pericolosila deil1nquinamento valutazione ragionata su cessione, immissione, effetti e propagazione delrin quinamento. Per accertare 11nquinamento e valutare la sua pericolosita potenzlale si dovra fare rilerimento a dati di ietteratura, referenze, valori-guida, parametri di controllo e va• lori•limtte. Per i cliteli relativi alle concentrazlonl ed alla natura delle sostanze in quinanti presenli, deve essere vaiutato II potenziale di pericolostta locale. Utiliz zando come termini di confronto I parametri relativi alle aree adiacenti non conta• minate, sl dovra valutare l'effettivo pelicoio potenziale. I valori di rlferimento sl devono utilizzare tenendo conto delle variazloni a livello locale e temporaio. Ryt•cAQ.CH•f.~ 0 ( ) ( Piano di geslione dei Riliu11 P<ovincla Aulonoma di Bolz.a.no Pacina • 12.9 I valor\-guida dl norma sono stati elaborati per piu utilizzi e riflettono vari aspettl di tulela ambienlale. I valori dl contrello dovranno ossere stabilltl per I divorsl mozzi ambientali In re lazione al beni da lutelare od agli effetti ambientali rispotto ai lore utilizzl per quale tipo di impatto si dovra ultoriormente indagare, in cha mode, con quali obiettivi di tutela? I valori•limite sane condizionanti, sotto 11. profile legislative, dolls misure da as• sumere, in case di lore superamento. Nella valutazione degll elfettl sulla salute si prende in considerazlone generalmente l'aspetto tosslcologico, tenuto canto delle piu rllevanti vie di esposlzlone. La valutazione di pericoloslta riferlta al tlpo di utilizzo, non deve solo tenere conto degli utilizzi umanl, ma deve comprendere la tutela dei cosldettl •ecosisteml". Nella valutazione delle area contaminate, del lore impatto e della loro perlcoloslta, bisogna tendere ad un approccio lntegrale. Per la valutazione si possono adottare procedimenti analogici, sulla base di esperlenze effettuate in casi similari notl (an che all'estero). Sulla base di un confronto tra tutte le aree rilevate si potra predi sporre un ordine di priorita per gli interventi successivl. In relazione al potenzlale di pericolosita si deve poi decidere suna necessita e sul la natura degll ulleriori interventi. Si devono individuare, per ognl tipo di lmpatto, ldonel criteri di valutazione e di attribuzione di valore. Una possibilita in questo sense consiste nell"attribuire ad ogni criteria di valutazione (rilascio, immissione, t rasporto, valore del bane tutelato, ecc.) un certo fattore di rischio. Nel confrento di rilevanza Ira i vari criteri si determina questo fattore, cercando d1 giustificario in mo do sufficentemente fondato, specie nel caso che si debba ricorrere a delle slime appressimative, in mancanza di dati rilevati sufficenti. Con l'ausilio di fattori ponderali moltiplicativi si puo determinare ll rlschio effettivo per ogni categoria ell valutazione. II rischio totale e poi la sommatoria di tutti i rischi parziali e da la misura dell1mpatto totale dell'area contaminata e della sua priorita di risanamento. Oegli esempi sul piano pratlco sono stati predisposti dall'lstituto Regionale per la Tutela dell'Ambiente del Baden Wurttemberg a Karisruhe. Rrtu,AG.CH-~ Pagina - 12.10 - Piano di geSJione dei Riliuti Pro\llncia Autonoma di Boll~mo 12.2.3 PERICOLOSITA' DEGLI INQUINANTI La pericolestta delle sestanze inquinantl vlene valutata sulla base dei seguenti criteri : • caratteristiche di tessicita nei cenlrentl dell'ueme e degli ecosistemi • pessibilita di aca.,mule bielegico (es. lipefilia) • effetti di sinergisme • concentrazione, distribuziona selubililll, eluabilita, miscelabilita state di aggregaziene. consistenza, struttura, densita. viscesita mebilita, rimevibllita, stabilita, velatibilttll, pressiene di vapere reattivita con acqua, sestanze discielte, ed altre sestanze • alteraziene all'invecchlamento • compertamente nel lunge periodo, stabilita. degradabilita, metaboliti, per sistenza condizieni di deposite, copertura tipo di pretrattamente, ad es. censelidamente • modallta di deposite, ad es. compattazione 12.3 Slcurezza e tlsanamento 12.3.1 UL TERIORIINDAGINI Sulla base delle inclagini di rilevamente e orientatlve, deve essere stabilito se e quali utterieri indagini necessitano al fine di una valutazione deflnitlva dell'inquinamente e delle relative ipotesi di risanamente. Piu rllevantl saranne le misure di risanamente previste, piu complesse ed approfondite dovranne essere dl nerma le necessarie indagini preliminari. A J 19 c: AG. CH • Mir.sinQen 0 Piano di geS1ione dei RlkJtl Provticla Autonoma di Botzano Pa gina. 12.11 • 12.3.2 OBIETTIVI DI RISANAMENTO Le misure di risanamento devono garantire che l'area contaminata non rappresen• ti pericoli per ii fu1uro o even1ualmeme solo dannl limila1i e controllabili. Ques10 obiettivo deve essere conseguito tanto piu rapidamente, quanto piu grave e la si• 1uazlone di lnquinamen10. Dopo II risanamento non devono piu sussistere pericoli per la vila e la salute dell'uomo e per rambiente animalo o inanimate in relazione all'utilizzo presente o future dell'area. Con le misure di rlsanamenlo rarea viene decontaminata e resa sicura. Oualora si renda necessario procedere secondo priorllil urgenti, si dovr/1 innanzitutto prowe• dere alla sicurezza dell'area e successivamente a decontaminarla. 12.3.3 METODICHE DI RISANAMENTO II risanamento di aree contaminate richiede case per caso uno studio preliminare di massima, owero di fattibilita. Sulla base degll oblettivi individuati in tale studio, si provvedera alla progettazione degli interventi. Ad ultimazione dei lavori si dovra proseguire con controlli finche sia garanttto che gli obiettivi del risanamento sono stati raggiunti e che possono essere mantenuti. Particolare attenzione nel corso dei lavori dovra essere riservata alla tutela del la voro ed alle misure accessorie. Nel casl In cul ii rischio non possa essere calcolato preventivamente, si consiglia di procedere per fasi successive, con proposte di possibili varianti. 12.3.3.1 TRATTAMENTI IN-SITE I trattamenti in-sile consistono nel trattamento in via fisica, chimica, biologica o fototilica delle sostanze inquinanti presenU nel terreno, in modo da trasforrnarle in sostanze non piu noclve e/o asportarle dal terreno, senza dover rimuovere ii terreno stesso. I princlpali tipi di trattamento in•site sono: R rt, c AA CH· fAlnshgM Pagina - 12.12- Piano di gesJione dei Rifi.11i Pcovincia Au1onoma di Botzano • ESTRAZIONE {LAVAGGIO DEL TERRENO) Gli inquinanti vengono dilavall dal terreno con un fluido {ad es. acqua) che vie• ne irrorato sul materiale percolando attraverso cli esso ed arrichendosi delle so stanze inquinanti disciolte; II fluldo deve quindi essere raccolto {ad es. con un pozzo di pompaggio) e depurato. • IMMOBILJZZAZIONE Consiste nel ridurre la solubilita In acqua delle sostanze inquinanti, ad es. mediante precipitazione, in modo da fissa~e al terreno. Con questo procedl mento non si effettua una vera e propria depuraz.ione. DEMOLIZIONE/OEGRADAZIONE Consiste nell'etfettuare una degradazione biologica degli lnqulnantl nel terreno ad es. mediante l'infiltrazione artificial& di 3.CX:1ua arricchita di ossigeno o me4 diante l"impiego di speciali colture di microorganisml che vengono lmmessi nel terteno tramite un liquido veicolante. • RIDUZIONE DELLE SOSTANZE VOI.ATILI Nel case che ii terreno sia inquinato da sostanze facilmente volatill, queste si possono estrarre aspirando l'aria dal terreno con una pompa a vuoto. Cuesta procedimento trova impiego specialmente nel caso cli inquinamento da idrocar• buri dorurati. 12.3.3.2 TRATTAMENTI ON-SITE I trattamenti on-site vengono impiegatl per la depurazlone cli terrenl contaminati, ma non di acque di falda. II terreno contaminate viene preliminarmente asponato RytetAt:J,.CH · l&lsi~ 0 n Piano di g-0sllono Cfei RliJli Pl'ovincia Au1oroma di Bolz.ano Pagina • 12.13. dal slto e quindi sottoposto a uno dei trattamenti qui sotto descrittl; dopodiche esso viene rimesso nel suo pesto primttivo. I sistemi di trattamento sono generalmente I seguenti: • TRATTAMENTOTERMICO Consists nell'incenerimento delle sostanze inquinanti e rlsulta panlcolarmente idoneo per terreni con inquinamento organico. • TRATTAMENTO DI CONSOLIDAMENTO Conslste nella mlscelazlone di panicolari sostanze legantl, come ad es. cemen ta, sllice colloidale o calce, net terrenl contamlnatl. Analogamente al processo di immobilizzazione in-site, non si ha In questo caso nessun tipo di depurazio• ne de! terreno, bensi solamente una riduzione della mobilita delle sostanze in quinantl. • TRATTAMENTO BIOLOGICO Consiste nella miscelazlone di colture di microorganismi nel terreno contaminate, ad es. con un procedimento a cumuli, in mode da ottenere una degradazione biologica • TRATTAMENTO DI ESTRAZIONE le sostanze inquinantl vengono asportate dal terreno mediante un ffuido dila• vante (conlronta analogo procedimento in-site). Pagaoa . 12.1◄ - Pi.ano di ges1ione dei Rilivli Provincia Autonoma d.i Bolzano 12.3.3.3 INTERVENTI DI ISOLAMENTO Questi lipi di risanamento sono mirati esclusivamente a bloccare le possibili vie di emissions o almeno a ridurre l'intensita, senza peraltro operare nessuna trastor mazione chimico-fisica del terreno e quindi rimandando ii problema ai posteri. Gli interventi di isolamento possono essere effettuati mediante sistemi di copertura, paratie stagne. impermeabilizzazioni di base o lore combinazioni. In fig. 12.3 e rappresentato schematicamente un esempio di isolamento totale di un site contaminate. Nella maggioranza dei casi un vero e proprio incapsulamento del site non El ne• cessario. I sistemi di isolamento piU comunemente praticati sono i seguenti: lsolamento del site dalle possibili infiltrazioni di acque super1iciali, mediante una impermeabilizzazione superficiale e/o con una buona ricol1ivazione con rimboschimento. lsolamento def sito dalle infiltrazioni di acque faterali, mediante la realizzazione di canali di scolo, drenaggi profondl, ecc. lntervenll per fa eduzione dei gas, net case in cui questi siano stati rilevali (in• terventi attivi o passivi. ·elimlnaz.ione con fiaccole od ossidazione a freddo). FIGURA 12.3: MODEU.O SCHEMATICO DI ISOLAMENTO capc~zlone percolatl , • Ry I e C ,t,G, CH •~ Edvzione gas '•,1 Sot!otondo ~ / lmpormoabie ,- ~rmeabilizzazione supot11dale • . . 1a1e1a • d !al rAmma knp,etmctWilt . . 0 ( ( ) ' ) Pia.no di gestlone del AlfilJli Ptovlncla Autonoma di Boluno • Pagina. 12.1s. 12.3.3.4 IN1ERVENTI IDRAULICI (PER LE ACQUE DI FALOA) Nel caso di inquinamentl di acqua di falda, II risanamanto puo essere ettettuato con procedimentl ldraulici, di tipo passiyo o ~ I processi oassivi consistono in interventi miratl a modificare la direzione del flusso della falda e deviare le acque inquinate, mediante poul di sbarramento, paratie stagne. o pozzi di estraziona. I processi lll1illi consistono nalla raccolta dells acque a dai terrenl contaminati ad In una loro successiva depuraziona. In questo modo, contrariamente a quanta av• viane nei processi passlvi, si possono circoscrivere localmente le emissioni e ri· durre II carico lnquinante immesso. 12.3.3.5. ASPORTAZIONE Con questo 1ermina si intende un lntervento in cui i terreni contaminall a I rifiuti vengono rimossi dal sito e qulndi depositati in modo controllato, senza al= trat tamento praliminare. CIO.puO avvenire anche nello s1esso silo, previa realizza zione di barriere artlficiali (impermeabiliuazioni, smattimento acque) oppure In un'altra idonea discarica. Anche per questo tipo di risanamento va fatta la considerazione cha la pericolosita del materiale contaminato non viena modificata ma semplicementa si ottiene uno spostamento dal problema, nel cambiara ii sito, ad una riduzione delle emission!. Questo e ii tipo di risanamento piu rigoroso e, nel caso di discaricha di rifiutl, va affattuato solo in situazloni estrame. Gli intervenll sl ditterenziano in modo assai rilavante a seconda delroggatto da ri sanare, suolo, falda, aria, beni mobili o immobill. Con idonaa indagini acx:ompag natoria si dovra acx:ertara rettettivo carlco inquinante, nonchll I risultati del risana• mento. Pagina • 12.16 · Pian:> cti gesliOne dei Rifiuli Provincia Autonoma di Botzano A TTENZIONE!: interventl di risanamento eseguiti con metologie e tecnlche scorret te possono oomportare effettl lnquinanti motto gravi. Percio solo quando tutti gli aspetti saranno chiari sl pctra procedere al risanamento. 12.3.4 CONTROLLO DEi SITI CONTAMINATI II monitoraggio di un sito contaminate si rende necessario in tutti i casi in 0.1i: II site e state risanato e risulta opportune oontrollame gli ettetti le indagini sul silo fanno ntenere che vi sia un alto pctenziale di perioolosita, anche se i valori attuall di emissioni ed immissionl non sono (anoora) tali da richiedere un intervento immediato di risanamento. Con ii moniloraggio sl deve garantire che nessun possibile lncremento di emis sioni e/o immissioni rimanga inawertito e cha siano immediatamente avviate le necessarie misure atte a contrastarto. Per ii monltoraggio devono essere predisposte apposite l inee•guida valide in ge nerale a definirne restensione ed i contenuti, in modo da assicurare criteri di qua• lit/I omogenel per tutti i siti oontaminati. 12.3.5 ARCHIVIAZIONE DEi sm CONTAMINATI I dali, le relazioni e la dooumentazlone raocolta neU'ambito de! programma di risa namento dei siti contaminatl vanno aocuratamente registrati ed archiviatl, In modo da pater essere disponiblll In ogni momenta, in case di necesslta. I dati piu importanti dovranno essere lmmessi in una banca-dati de! oatasto del siti contaminati, per pote~i richiamare In manlera rapida e semplice. II oatasto dovra essere istituito presso l'Assessorato Provindale per la Tutela dell'Ambiente ed as sere consultabile anche da terzi autorizzati. Per la predlspcsizione della banca datl sl oonslglla di fare un appcsito progetto separate. 0 ( I ) Plaoo cfl gosuono doi Rffiutl Provincla Autonom~ di Bolz.ano Pagina. 12.17. 12. 4 Stato del tavotl Uno studio eflettuato nel 1989 su lncarico della Provincia Autonoma di Bolzano, ha rilevato 138 sill potenzlalmonto contaminati, distribuitl In 101 Comuni. Lo studio non ha considerate i siti contaminati di tipo industrlale. In consideraz.ione del fano che molti progetti di rlsanamento sono gia noti, si con siglia di procedere a stllare un catalogo di prlorlta, secondo i criteri illustratl nel cap. 12.1 • 12.3, In modo da peter avviare con la masslma rapid/ta possibile, gli interventi relativl ai casl plu pericolosi. II fano che nel passato si sia creato un numero cosl elevate di siti contaminati nella nostra provincia, segnala Ira l'attro l'lmponan.ta di affrontare in modo nuovo la ge stione dei rifiuti. A tale riguardo nel presente piano di gestione dei rifiuti 2000 sono stall illustrati gli indirizzi da segui re per poteno costantemente adeguare alle piu recenti conoscen ze nel settore. Ay1,eAG.ai · Mln$hgen • I u J \ I Piano di gestbno dol Rlfiull Provlncla Au1oroma di Botzano Capltolo 11 Dlscarlche 11. 1 NECESSITA' DELLA DISCARICA 11.2 CLASSIFICAZIONE DELLE OISCARICHE E CRfTERI DI AMMISSIBILITA' 11.2.1 11.2.2 11 .2.3 11.2.4 Fondamenti Oiscariche di inertl Oiscariche di restl Dlscariche di scorie 11.2.5 Dlscariche reattive 11.3 11.3. 1 11 .3.2 11.3.3 11.3.4 11 .3.5 11.4 11.4.1 11.4.2 FABBISOGNO DI VOLUME IN DISCARICA Volume totale di discarica necessarto Rifiuti da cantieri di costruzione Oiscariche per scone di lncenertmento Resti Oiscarlche reattive . REQUISm DELLE OISCARICHE Barriere, impermeabilizzazlonl Smaltimento delle acque 11 .4.3 Percolali di discarica 11.4.4 Produzione di gas nelle discarlche reattive 11.4.5 Gestione della discarlca 11.5 TRATTAMENTO E RECUPERO DEi PERCOLATI 11.5.1 Oepurazione biologica (per carichi organici) 11 .5.2 Trattamen10 fisico 11 .5.3 Trattamento termico 11.5.4 Trattamento chimico 11.5.5 Rendimenti di depurazlone e residui nei vari sistemi di trattamento 11.5.6 Scetta del trattamento 11.5.7 Prospettive PAGINA 11.1 11.3 11.3 11.5 11 .6 11.7 11.7 11.8 11.8 11.12 11. 15 11.16 11.17 t 1.20 t 1.21 11.31 11.33 11.36 11.41 11.45 11.45 11.47 11 .50 11.51 11.52 11.55 11.56 Ryt•c Nl.at•MUn;ingen Pi.a no di gestione dei Rlllutl Provincla Autonoma di Ootzano 11.6 CAPTAZIONE E RECUPERO DEi GAS 11.6.1 Caplazione dei gas di discarica 11.6.2 Trattamen10 e recupero del gas ALLEGATI PAGINA 11.56 11.56 11.59 0 ) Piano di gestione dei RifiuU Provlneia Autonoma di Bol:ano Pagina - 11.1 • 11. DISCARICHE 11 .1 Necesslla della dlscarlca I rifiuti ed I restl del trattamenti di recupero dei rifiutl devono necessaria• mente essere depositati in discarica, in modo idoneo. Attualmente in provincia di Bolzano la maggior parte dei rlflutl viene ancora smaltita in discariche cosidette ·reattive .. , senza alcun pretranamento. In luturo tutti i rifiuti dovranno essere sottoposti ad idonel processi di recupero, selezione e trattamento in modo da ridurne ii volume ed onenere dei residui ben individuati. II depostto in discarica di ri fiuti organici putresdbill comporta invece notevoll problemi di emissioni, che possono protrarsl per piu di una generazlone, ed in particolare: Produz.ione di aooue di oercotazione con inquinamento organico e salino, le quail a causa del lungo tempo di permanenza In discarica, si prestano solo parzialmente ad essere trattate nei comunl lmpianti di depurazlone delle lognature civill. Le perdite di acque di percolazione attraverso i sistemi di impermeabiUzzazione rappresentano un impano inquinante per ii terreno e le falde sotterranee. I percolati si contlnuano a produrre per lungo tempo anche dopo la chiusura della discarica (oltre 100 anni). La loro guaotlta sl pu6 ridurre solo con una adeguata impermeabilizzazione superficlale della ,discarica. Produzione di gas. Una tonneJJata-<ii rifiuti urbanl produce circa 150· 250 m3 di gas costituito da 35·55% \IOI. di metano, 30·45% vo,I. di C02 e lino a 1,5% "di inqulnanti. II gas di discarlca ii pericoloso nelle Imme• diate vicinanze per ruomo e per gll animali e coatcibulsce alla demoJi,• zione delro-zono negli strati alll dell'atmosfera. I gas prodotti dal corpo della discarica creano problemi di odorl fasti dlosl per chi vive nelle vicinanze e devono pertanto essere captati e trattati mediante idonei impianti di aspirazione e incenerlmento. t·energia termlca cosi prodotta pu6 essere a sua volta sfruttata R y I• c AG. CH • Mun.:"'151on Pagina • 11 .2 . Piano di gestlone Cfei Riliotl Prov!ncia Autonoma Cfi Bolzano (termicamente o in forma meccanlca/elettrica), tenuto conto che la produzione di gas puo protrarsi per 10-20 annl dopo la messa fuori servizio della discarica. QllQd lntensi dovuti ai tenomenl di fermentazione aerobica dei riliuti freschl nello strato superfidale e sulle scarpate. Per ovviare a questi odori e necessario adottare special! tecniche di pretranamento, di deposito e di copertura intermedia dei rifiuti. Rilevanti fenomeni di assestameoto anche per lungo tempo, a causa della decomposizione dei riliuti e della lore alta ccmprlmibilila. Per gli impianti di tranamento dei percolati e dei gas, per le inlrastrutture fisse (sisteml di smaltimento acque, di impermeabilizzazione) nonche per rambiente circcstante (tutela falda idrica) e percio necessario ettet tuare un costante ed adeguato moniloraggig. La discarica rappresenta lo stadio di stoccaggio finale per rifiuti sia pre tranati, che tal quali. Siccome le tecnologie di trattamento possono modificarsi, mentre la produzione di benl di consume e quindi di rifiuti possono variare molto in dipendenza della congiuntura economica, ~ necessario pater disporre di un sufficente volume di riserva nelle dis• cariche. Se lo spazio a disposizlone e troppo scarso, si possono presentare moltl probleml, un particclare riferimento a: garanua di una tecnica di costruzione e gestione sempre affidabile • sutticente ccstlpazione dei rifiuti • distanze di trasporto che non devono essere eccessive per le conse• guenze ambientali che comportano (specie In ccndizioni di traffico intenso) • possibilita di disporre di sulficentl aree di riserva e di compartimenti distinti per le diverse tipologie di rifiutl, date che la miscelazione di rlfiuti Ira lore incompatiblli comporta elevati carichi inquinanti nei A y t • c AG. CH· MllnW!gen C 0 ( Piano di ges:lione dei RifiuU Provincla Autonoma di Botzano Pag:na - 11.3 11 .2 11.2.1 percolati e deve percio essere evitala. Ad esempio ii mescolamento di fanghl di canlera di per se innocui, con gesso proveniente da demo fizioni. puo compona,e la tormazione di solfuri altamente tossici nei percolali. Per garantire ii rispetto delle norme che regolano ii trattamento e lo smaltimento dei ritiuti da pane del sistema economico, e indispensabile che in ogni zona del territorio sia disponibile un sufficente volume di discarica. La localizzazione e la quantila di quasta discariche dovranno assere tali da ottimizzare le distanze di trasporto. Classlllcazlone delle dlscarlche e crlterl di ammlsslblllta FONOAMENTI Per ii deposlto definitive in discarica si dovrebbero possibilmenle ottenera dei residui : • ineni, con caratteristiche simi6 ai costltuenti naturall della crosta terrestre, oppure metalfici (concentrati) In altre parole in futuro saranno ammesse solo le cosidette discariche "di Inert!" o "di restf". Attraverso idonei pretrattamenti ed In panicolare mediante processi di selezione, riutilizzo, incenerlmento, si deve fare in mode che: le sostanze pericolose per l'ambiente vengano ii piu possibile con centrate, mineralizzate e rese lnsolubili (resti) le sostanze ambientalmenta compatibili si presenlino ii piu possibile pure, vale a dire sotto forma pielrosa o terrosa (inarti). A y I • c AG. CH • U!w:lngorn Pagina • 11 .4 · Piano di geslione dei Riliuti Ptovincia Autonoma di Bolzano In questl tlpi di dlscarica si dovra Umttare in mode drastico la presenza di rlliuti organic! putrescibili. In tal modo la produzione di percolati e gas viene ridotta drasticamente. In via transitoria, fine a cha non saranno realizzati tutti gli inceneritori necessari pre'listi al cap. 7, vale a dire per i prossimi tO·tS anni, sl dovranno ammenere anche discariche di lipo "reattlvo" per aooogliere i rifiuti putrescibili. Le scorie degli inceneritori realizzati secondo le tecnologie attualmente impiegate, presentano generalmente un contenuto di sostanza organica (2·5%) ancora tmppo alto, rispetto ai requisiti richiesti per le discariche di inerti a resti. Separando in compartimenti dis1inti le discariche per rifiuti urbani da quelle per scorle si dovra evttare in lutum che gli acidi umici contenuti nei percolati, ovvero ranidride carbonica contenuta nei gas prodotti dai rifiuti urbani, vadano a sciogliere I metalu contenuti nelle scorie. Pertanto, per ii periodo di validita del piano lino all'anno 2000, si prevede di ammettere le seguenti tipologie di discarica: Oiscariche di inerti, destinate ad aooogliere materiali di demolizione, residui inerti, ecc. Discariche di resti, destinate ad accogliere residul pretrattatl deU' incenerimento (polveri di abbattlmento fumi) e rlliuti speciali prelrattati. Discariche di scorie, destinate ad accogliere le scone degli inceneritori di rifiuti. Oiscariche reattive, per rifiuti urbani non pretrattali e per riliufi mistl a components organica, come soluzione transitoria a breve termlne. Nell'allegato 11 .1 sono riportati i valoriiJuida per rammissibilita dei riliuti nelle diverse tipologie di dlscarica. R y t e c AO, CH • Wnsingen (J ( l t i... Piano di gesllone dei Rlfluti PtOVincia Autonoma di Bolzano Pagina-11.s IN GENERAlE: II deposito definitive di rifiuti e residui del trattamento di rlfiuti, per corri• spondere ai requislti della tutela ambientale, presuppone ii soddisfaci• mento di una serie di condizioni di ordine tecnioo ed organizzativo, ri• guardo alla scelta della localizzazione, all'allestimento ed alla gestione della discarica, I cui principaU aspetti sono riportatl nel cap. 11.5. I deposiji ed i riempimenti realizzati con materiali di scavo o rocce naturali non rappresentano delle vere e proprie discariche e pertanto non vengono considerati in questa trattazione. 11.2.2 OISCARICHE 01 INEATI Nelle discariche di inerti possono essere ammessi rifiuti di tipo inerte, a basso contenuto di sostanze estranee, cha non possono quindi dar luogo, anche in forma concantrata, a fenomeni di inquinamento am bientale. Le tipologie di rifiuti ammessl In tall dlscaricha sono (allegato 11.1): Residui inerti provenientl dalla seleziona di materiali di damolizlona cha risultano costituiti per oltre II 90% (r1fer1ti alla sostanza secca) da componenti mineraa e presentano bassi valori di concentrazionl In metalli pesand, sall e sostanze organiche negli eluall Materiali di scavo lievemente contaminati (non terreni impregnatl di oll) Materlali inerti provenienti dalla demolizlone di edifici o afire opere di sottosuolo (container separatl) Alfiuti industriali inerti, poco contaminati Spazzatura stradale senza fogliame Fanghl lnerti poco contaminatl, provenienti da attivila di costruzione sottoterra e dalla lavorazlone di materiali di costruzione. R )' I • c AG, CH • ~irlgo11 Pa:gina • 11.6 • Piano di oes1ione dei Riliu'li Provlncla Auionoma di Botzano t t .2.3 I fanghi o altri materiali poco stabili devono essere preventivamente pretrattati e sistematl in discanca in modo tale da evitare quatsiasi pericolo di smottamento o di dilavamento. Le discariche per inert! non necessilano alcun tipo <Ii impermeabilizza• zione de! sottofondo; esse devono essere tuttavia realluate su terreni a bassa permeabilita, al di fuori delle zone di rispetto di !aide destinate all'approvvigionamento idrico. OISCARICHE DI RESTI Le discarlche di resti sono destinate ad accogliere rifiuti ad alto carico di sostanze inquinantl. I materiaU da depositare devono possedere i requisiti di ·stoccabitita definltiva· in relazione alla toro stabrnta ed alla toro etuabi• Ota, vale a dire le sostanze inauinaoti devooo essere immobilizzate. I rifiuti che non rientrano nei limiti dJ ammissibilit.i devono essere sotto• posti a pretrattamento in modo da ridurre ii livello di eluabilila; vale a dire si dovranno immobilizzare le sostanze nocive in maniera tale da limitarne II rilascio e l'impatto sulrambiente nel tungo periodo. I slstemi idonel conslstono ne1r1mmobillzzazione mediante consolida• mento (miscele di cemento idraulico) ovvero nell'inertluazione mediante trattamenta/fusione ad atte temperature (pirolisi, calcinazione, fusione ad alta temperatura, acc.). Anche per ii pretrattamento le tecnotogie si evolvono di pari passo con quelle di smaltimento dei rifiuti. Le possibiti tipologie dj rifiuti ammessi nelte discariche di resti sono le seguenti (allegato 11.1 ): Polveri di filtrazione e di caldaia da inceneritori di rifiuti Fanghi di idrossidi e langhi industriali Scorie industrlali Terreni altamente inquinati I rifiuti fangosl o pastosi devono essere preventivamente consolidati prima del depostto in <liscarica. A y t • c AG, CH • Munslng•n ( ') 0 ( 1 Piano di gestlone dei RifiJU Provinda Autonoma di Botzano Pagina• 11 .7 11.2.4 11.2.5 OISCAAICHE DI SCORIE A causa detrelevato contenuto di sostanza organica e delreluabilita, le scorie di incenerimento di riliuti urbani sono da considerarsi materiali reattivi. A causa del !!IBLCOJDportament9 all'eluazione {reazioni chi• mlche/biologiche) le discariche per scorie vengono trattate a parte, Ri servando un companlmento separato io discanca per le. scorie dell'in• " cenerimento, si vogli9n9 evitam fenomenl dJ eccessivo dilavament0 e depositi di W21tnze solide nel sistema dj cagtaziane dei P!'rcolati. Nelle discariche reattive si dovra prevedere almeno un setto divisorio imper• meabile (in materiale minerals) tra i companimeati, con sistema separate di raccolta dei percolati. Nelle discariche di scone potranno essere altresl depositati rifiuti ad esse simili, per composizione, solubilita e componamento (con esclusione dei cosidetti resti). DISCARICHE REA TTIVE I material! ammessi nelle discariche dl inenl o di rest! devono presentare un contenuto mlnimo di sostanze organlche putrescibili. Ouando questo limlte viene superato, I rtfluli devono essere depositati nelle discariche cosidetto ·reattive•. Le tipologie di rifiuti ammessi sono le seguenti: Aifiuti urbani mist!, non pretrattall: rifiuli domestic!, lngombranti, rifiuti asslmilabili agli urt>ani, che non possono essere mineraliuati (ince neri!i), per insufficente capacita degli impianti Aesti misti di vagOatura provenienli dalla selezlone e dal compostaggio dei rifiu!I I • Compost eccessivamente contaminato proveniente dal compostaggio di rifiuti urt>ani R y t e c AG. CH · Monfflgon Pagina • 11.s • Piano di gestlone dei Rlliu1i Provincia Aotonoma di Bolzano 11.3 11.3.1 Resti di castruziane, o trazioni di essi risultanti da processi di seleziane che, a causa dell'alto contenuto di sostanza organica, non possono essere ammessl nelle discariche di inerti Fanghi disidratati, in parte S1abilizzati provenienti da impiantl di depurazione civili, con contenuto di sostanza secca > 30%, che non possono essere riutilizzati o inceneriti per mancanza di lmpianti Fanghi disidratatl, In parte stabilizzati, provenienti da impiantl di depurazione industrlall, purche ammessi ai sensi delle vigenti dispasiziani Ritiuti putrescibili, provenienti da attivita produttive. Rifiuti di attro tipo, asslmilabm a quelli sopraelencati per composi zione, sotubilita in acqua e comportamento, purche non si tratti ne di rifiuti speciali , ne di resti. Fabblsogno di volume In dlscarlca VOWME TOTALE 01 DISCARICA NECESSARIO Nel cap. 7 sane stati illustrati i 4 scenari possibili per lo smaltimento dei rifiuti in provincia di Balzano, dove si prevede di sostituire l'attuale deposito diretto del rifiuti In dlscarica con ii trattamen1o (selezione e incenerimento) con conseguente riduzione del tabbisogno di volume In discarica. la tabelta 11.1 lllustra rattuale dlsponibilita di volume in discariche reattive e di scorie. R y 1 • C AG, CH • MVl'l$irvon 0 u ) Piano di gcslione dei Aifivti P,ovinda Autonoma di Botzaoo Pag.na • 11.9 • TABELLA 11.1: Olscarlca Comp-onsori 1 GIOr<!rtta I & JI 2 Lana,Tisncr Au 3 Katzental I & II 3,4,5 Vad"'13 5 PcntiVC$ 6,7 Sciave$ 8 Brunico I & II 8 Badia I & II Tolale dlscarlche FIGURA 11.1 Ay 1 e c AG, CH • MUnsir'Gen DISPONIBILITA' DI DISCARICHE DAL 1992 Oiscariche per scorie e reattive (ev. idonee come discariche di resti owero di inerti) Capaclta per rifiutl urban! cd asslmllablll e scorie di lncenertmento Totale Voiumo ancora Volume gia VoJumo disponibite dispot\it:ile aJ r!empilo o In con:svu:ziono 1.1.91 m3 m3 m3 210'000 140'000 70'000 600'000 5 70'000 30'000 J 10'000 55'000 55'000 1'000-000 990-000 10'000 135-000 135"000 0 120-000 30'000 90'000 1'000'000 850'000 150'000 200'000 170'000 30-000 3'375'000 2'940'000 435'000 CAPACITA' DELLE DISCARICHE DELLA PROVINCIA DI B0l2ANO ~ ~n••JO'ltA.. ilu..,,..,•~ 11,~ .,... .,. ,, ........... al 1990 m3 210·000 400'000 60'000 675'000 135'000 120'000 200'000 200·000 2'000'000 P,aif.ns -11.10 • Plano di geslione dei Rifiuli Provincia Autonoma di Botzano Neg Ii allegati 11.5 • 11 .1 o sono illustrate le discariche anualmente disponibili e le relative infrastrutture. Per le discarlche reanive b anual mente in corso la realizzazione degli lnterventi per la depurazione dei percolati ed ii trattamento dei gas. Per slngole discariche sono necessarl ulteriorl specifici intervenli di migliorla de! slstema di impermeabillzza zione e captazione dei percolatl. Nei 4 scenari di smaltimento dei riliuti descritti al cap. 7 le quantila di rifiuti da depositare in discarica ditteriscono molto tra lore (grafico 1 ). Rylee: AG.CH • Moosingen 0 0 ( ) Piano di gcsnone dei RHkrti Provincla Autonoma di Bol1ano Pagina- 11.11 GRAFICO I I . I : FABBISOGNO DI VOLUME IN DISCARICA SECONDO IL PIANO 2000 (nel caso che gli scenarl vengano attuati lntegralmente) m3/a 140'000.------------------------, 120·000 100'000 80'000 60'000 40'000 20'000 Rytac AG,Ct-i • Munqern Scenario 1 Scenario 2 Scenarlo3 E.;] Co~t •depos11a10• su 1erren1 agric041 ~ Oiscarl::a per scorie (compreso BAAB) D Oiscatica per restt Scenario 4 ■ Oiscarica reatwa per restJ dfse18%i:>ne e prefermentazlons ffl Oiscarica per klortl Paglna • 11.12 . Piano di gestionG dcl Rifiuti Provincia Autonoma di Bolzano 11.3.2 Commento: II fabbisogno di volume di discarica per inertl e per resli e pressoche identico nei diversi scenari. Si presentano invece queste ditterenze: Scenario 1 presenta ii minor 1abbisogno complessivo di volume di discarica, purche sia garantito che ii compost prodotto possa effettivamente trovare una collocazione, altrimenti ii fabbisogno di volume totale In questa variante diventa ii piu atto, come pure la 1razione relaliva alla discarica reattiva. Scenari 2 e 3 richledono I maggiori volumi to1ali ed in par1icolare un elevate volume di discarica reanlva La fermen1azione aerobica comporta si una mineralizzazione della sostan .. za organica, ma non sutficentemen1e spinta, talchlt i re• sidui devono pur sempre essere depos.itati in discariche reattive. Scenario 4 richiede ii minor volume totale di discarlca; In particolare e basso ii fabbisogno di discarica reattiva, mentre quello di discarica per scorie e ii piu alto. RIFIUTI DA CANTIERI DI COSTRUZIONE Delle 178.000 Va di resU di costruzlone ea. 74.000 Va sono costttuiU da ma1erlali lnertl. DI quesU, secondo II piano di settore, una par1e dovra essere solo provvisoriamente stoccata, In attesa di un riutiliuo succes sive. Tuttavia II riutiliuo di grandi quan1i1a di questi materiali inerti si presents problematico, in quanta: allo state attuale vi e ancora un surplus non utilizzato di materiali di scavo e di miniera che pertanto abbisognano di essere smaltiti in discarica. vi e richiesta solo di materiali ban defini11, selezionati; Ryt•c J.G.CH - MOns~en 0 0 ( ) Plano ctl geslione dei Rifiuli Pf'O\Jlncia Autonoma di Bolzano Pagina . 11.13. i materiali misti sono ditticilmente costipabili, hanno cattive caratteri• stiche di resistenza al gelo, e spesso, In relazione al tipo di selezione ettettuato, risultano contaminati con rifiuli: si tratta di materiali di bassa qualita che devono entrare in concorrenza con I materiali di scavo e di miniera, che presentano generalmente un maggior grade di pureua e migliori caratteristiche in genera; Per taD motivi, onde asslcurare uno smercio a tali rifiuti, si dovra: assicurare elevate qualita dei materiali. mediante accurata selezione alla fonte (cantiere) o presso gli impiantl di selezlone elaborare chlare disposlzioni circa i requisiti di qualita per 11mpiego in attivita di costruzione sotto1erra elaborare programmi di impiego di dettl materiali, che possano essere facilmente applicati dai progettlstl e dalle imprese; prescrivere l'impiego di riflutl lnertl nel caso di appalti di grossl lavorl di riempimento; fomire motivazloni agli enli appaltanti ed alle imprese appaltatrici per ruti5uo di quest! materlali; predisporre zone di deposito lntermedio per materiafi inerti classlficall, in modo da utmzzare II minor volume possibile di dlscarica. Poiche generalmente rotterta di materiali inerti e superiore alla domanda, sara necessaria una gestione accurata degr. stoccaggi provvisori, in modo da evitare ii piu posslbile costose operazioni di carico e scarlco. La riserva di spazio in discarica deve essere ber calcolata e disponibile in tutte le zone del territorio provinciale (vedi cap. 11.1 ). A y t • c AG, CH • Wns.,gol'I Pagina - 11 .14 • Plano di geS1ione dei Rifiull Provincia Au10noma di Botz:ano GRAFICO 11.2: VOLUME 01 OISCARICA PER AESIOUI INERT! m3 100000..----- resMa p:,ssb'll!d st:ccQ;jortermtxio e di srmrdo 0,.. que,t •• mast ma 600000 -0- \18klr'tct:iltml~edlo A- qu:intll rn11'1rra sooooo+---------------0::. ---~ 4000004----------- -;,£-=-------:::-,ll'-l 100000 d c:i::nsruzione idtctA, ewcizb o:;li s la::cW p-twvisai o+-=--~----~-~----+---~-~ 1992 1993 1004 1995 1996 1997 1998 1999 2000 l.tti50!J'll cunt.taWod vdUTII Al fini del dimensionamento del volume di discarica per ineni necessario. 0 si consigUa di prevedere di qul al 2000, almeno una disponibilitil totale di D 40.000 m3 ovvero di ea 40.000-50.000 m3/anno. A y 1 • c AG, a. , Mun;n.; ,, ( Piano di gcstJone de• Rlflutl Provinda Autonoma di Bolzaoo Pagina • 11,1S • 11.3.3 DISCARICHE PER SCORIE DI INCENERIMENTO Le scorie di incenerimento proverranno nel prossimo futuro solamente dal forno I di Balzano. Con rentrata in esercizlo dells 28 linea, prevista per ii 1996, si avra un raddoppio della quanttta di scorie, che si prevede di stoccare esclusivamente nella discarica di Vadena, in un compar1i mento separato. Nelle scorie attualmente c'e una presenza di piccolo quantttil di polveri di caldaia, che pen, in futuro dovranno essere raccolle e sottoposte a processo di consolidamento, assieme alle polverl di fittra• zione dei tumi. Le prevision! rlguardo alle quantita di scorie non sono soggette a particolari varlazioni, data l'allo grado di strunamento delrin• ceneritore, che e pressochl! costante. Ouando entrera In esercizio l'im• planto di incenerimento Est, la quantitil di scorle raddoppiera ancora. Con i nuovi sistemi di incenerimento, peraltro, sl presenta la possibilita di trat• tare queste scorie per rtutllizzarle come materiale da costruzione (incene• rimento ad alla temperatura con produzione di scorie vetrificate). GRAFICO 11.3: m3 90000 80000 70000 60000 50000 40000 30000 20000 10000 0 1992 R y t • e AG, CH • Munsingen VOLUME DI OISCARICA PER SCORIE 01 INCENERIMENTO auantlla nette deposltate D- qUSllll amu, ...... t q.Jan'Jti 1CII~ 1993 1994 1995 1996 1997 1998 1999 2000 labblsogno di volume cumulallvo ~ 8 cak:ola 1,6l/m3~1!p.ao. •nu mattrl.al• di c:ql«t'Ula Pagioo • 11.16· Piano di gesUone del Alf!uti Provincia Autonoma di Botzano 11 .3.4 m3 RESTI La maggiore quantila di sostanze residue proviene dalle polverl di liltrazlone degli incenerilori di rifiuli. A questi si aggiungono i fanghi di idrossidi ed i relativi residui di incenerimento. per un quantitativo di ea. 5.000 • 12.000 Va. Attualmenle nell'impianto dl lncenerimento di Bolzano le polveri vengono consolidate in blocchi con cementa. Con i nuovi processl di trattamenlo dei resti, quali la fusione ad aha lemperatura. la calclnazlone a 800-1.0oo•c , ecc. , si possono ottenere dei migliorl requlsiU di stoccabi lita. Tall processi devono tuttavia essere ulteriormente collaudall. GRAFICO 11.4: VOLUME DI DISCAAICA PEA POLVEAI CONSOLIDATE auantlta nette, consolidate 30000-.------- - ---------------, 25000 II- quantU. IX)lvort annue .., IquantUlotali 0-t--+--,--+-r-t--,---<>--,-+-,--+--,--+-.--t--,---<---l 1992 1993 1994 1995 1996 1997 1998 1999 2000 labblsogno di volume cumulattvo Nota: Si catcola 1,6 t/m3 cosrip:,o, senza materlale di oopertuta, coo un·agglunta <Jel 25% di legantl R )' t e c Ml CH · MUn=lrljj)•n 0 Piano di gcstlone dei Rifiuti Provincla Aulonoma di Bolzano Paglna • 11.17 • Attualmen1e la Provlncia di Balzano non dispone di alcuna discarlca per resti vera e propria. Fino al 1990 i blocchl delle polveri consolidate sono stali depositati nelta discarica di Castemrmiano. Dopodiche tali blocchi sono stati conleriti a Vadena nel compartimento realizzato per ii deposilo delle scorie dell1ncenerimento. In luturo questi residui dovranno essere stoccati in una discarica apposita. ovvero in un compartimento di dis• carica a loro riservato, che potrebbe anche essere realizzato presso ta discarica di Vadena. 11 .3.5 D!SCARICHE REA TTIVE II labbisogno di volume di discarica per riliuti reattlvi varia drasticamen1e a seconda delta soluzioni di smaltimento cha verranno adottate nel singoli settori di territorio, come descritte negli scenari 1•4 de! cap. 7. La statistica quantttativa cha segue si basa sull'lpotesi del funzionamento degli impianti di compostaggio di Bolzano, Sdaves e Ponlives, nonche del II lorno inceneritore di Bolzano (a partlre daJ 1996) in grado di bru• ciare tutti i resli di vaguatura. Poiche secondo gll scenari 1 •4 gli impianti di compostaggio dovranno essere convertiti, sl dovra considerare che, al meno per un perlodo t ransitorio di alcunl anni, i rifiuli dei territorl non ser vtti da lmpianti di incenerimento dovranno essere smalttti direttamente in discarica. Nei 3 implant! di compostaggio verranno lnoltre prodotte circa 30.000 t/a di compost con caratteristlche qualitative tali da non garantime uno smercio sicuro. Per queste quantita a necessario prevedere un adeguato volume di discarlca in caso di necessita. Le quantita riportate nel grafico 11 .5 corrispondono al labblsogno di volume minima per ii medic !ermine. L'entrata in eserclzlo deli1mpianto di incenerimento Est proposto dal presente piano, non potra presumibilmente avvenlre prima de! 2000. Solo allora ii labbisogno di volume di discarlca per rifiuti ta! quail (disc. reattiva) potra ridursl drasticamente. Pagina ~ 11.18 • Piano di gosuone dei Rifiu1i Ptovinela Autonoma di Bolzano Per tale motivo si dovra predisporre II necessario volume di discarica reattiva in tempo utile, ampliando le discariche esistenti o realizzandone di nuove. Al di la dell'impegno che si vorra porre nelle iniziative di pre venzione, riduzione e recupero dei rifiuti, sf dovra evitare di cadere In sttuazionl di emergenza per lo smaltimento del rillutl. Maggiore sara la rapidita con cui si passers afla concrete attuazione dello scenario pre scelto, piu rapida sara la diminuzione del materiale da depositare in discariche reattive. Ancha se si dovesse rilevare in future che la disponibilit3 di volume in discariche reattive sara in eccasso rispetto al fabbisogno, comunque non si sari.I fatto un investimento inutile. lnfatti tale volume potra essere con• venientemente utilizzato anche per ii deposito di scone di incenerimento. Se la Provincia potra disporre di un sufficente volume di riserva in <lisca riche, avra anche la possibilila di scegliere mlgliorl sisleml di trattamento e recupero dei rifiutl, senza essere costretta a rlcorrere a soluzloni di com promesso, per la necesslta di fare In fretta Per reallzzare entro ranno 2000 I nuovl lmpianti di trattamento terrnico, sl dovra avviarne fin d'ora la progettazione. Rytec AG.CH • Mi.insingen 0 ( Piano di gestiono doi Ailluli Ptovincia Autonoma di Bolz.Jno Paglna • 11.19. m3 600000 500000 GRAFICO 11.5: FABBISOGNO DI VOLUME PEA MATERIAL! AEATTIVI Ouantlta nette, senza le scorle di lncenerlmento ■ - quantl1l annue e- :t oommatorla Cello quanm~ annue 400000 - ...... . 300000 200000 100000 · - "'-.:;.: ·■-=--·· :::::a:· -=.... . .::;-·- • ••• ···- •• - - ··········--••• ...... 11- •--... ... ....... ... ,, ,., ..... . 0 -t--+--,-+~--<-,--+-.--+--r-+---r--+-,,-t---,--+--l 19921M3 19~1M5199619971M8 19992000 fabblsogno di volume cumulatlvo Nota: si calcola 1 m3/I cosUpato, senza tenor conto del ma!eriale d copertura Le attuali discariche reattive autorizzate, dotate di lmpermeabmuazione del sottofondo e captazione dei percolati, dovranno essere integrate con impianti di tranamento di percolati e gas e successivamente riempite ed infine chiuse in modo idoneo. Tutte le allre dovranno essere rlsanate e potranno essere utiliuate eventualmente in luturo per ii deposito di materiali inerti {es. Dobbiaco e S.Leonardo). R y 1 • c AG, CH • MUnslng«i P ag!na • 11.20 • Piano di ge-slione dc-i Rifiuti Provincla Autonoma Ci Bol:zano 11.4 Requlsltl clella cllscaricha L'ambiente circostante alla discarica e un bene che va tute1ata dalle emissioni dei rifiuti, in modo da evitare qualsiasi forma di impatto. La sicurezza delta discarica si deve tondare su un sistema di barriere muttiple, che comprendono: sottolondo della discarica (barriora geologica) impermeabilluazione cli base (barriera tecnica} immobilizzazione C-incapsulamento interno·, anorno ai riliutl o del riliuto stesso) impermeabilizzazi5me laterate e superficiale ricoltivazione e rimboschimento Le barriers devono essere dotate di sistemi di smaltimento delle acque sicuri nel funzianamento, costantemente controllabili ed accessibili per la manutenzione. Nella specchietto seguente sono elencati i requisiti che devono possedere i diversi tipi di discarica, anche in riferimento alla gestiono ed alle misure di controllo. tlis:m= 10!=-.a [)<~ 1 0'...a=:i=" """"1siti lneru == per =· ~ .. ~ 1. !".eolazia -1 So'ttefaa:i pea, µ:=c:eaoile:Kn!t m/s epe-tfi.i ►. ,nin. 5 m O eq.d'4i.el""J! (X) I X X 2. I""""°1~ • O'..sta"l:Z.l mini.'10 d1lla falda Im 2 m 2m ~ • l"eSU'l pertall.o per zi:n:, c1 ri=tO:> di a:xi,o p:r.:,bi.11 • X I X • nc:::;::u\ ut11u= ceJ.J.a rue.a. . idrici wu::::sca:1w al.la di$::3ric3 • X X X • ~ etrtc:a::e di ~..e le aa;.ie ...,...r1<ial1 • d1 r,,:1'lio X • • • 3. 11':oe:- i::eotJt• '"'.lac SJ.stma ell 1,r,p!rneei:2a1:m:r:tCl"II!! eel I X X si::m::otam • delle pareti.. . . X • • ~ 1,ootnc:.101.le ~ici.l.c X X • 4 • .,.,,..,., do1 ,.,..,.,iati • Sist,cm., di dn:mq;io ell ram o::n (X) I X I p:esl.bil1ta di p uJ%1-I ( X) X X X • c.cnc-auo dei pero:lad. I X • • Oe:p..nziaie dei pera:llati <•> ( • I ( l Piano di gestlone dei Ritiuti Provincia Autonoma di Bol.:ano Pag!na • u.21 . ?.eq..U$1t1 Ji9:'M'~C,3 ;:ier Oisc.sriC3 :)1$C.2."'ic.3 Dis::::;!:"ica pc:'" rcGti per sxi~i~ re?ittiva 11.4.1 5, ;0.JZia,e dei gas • Si.Sttm:1, p.,$$1\fo, ten:3 aspl.!'SZicrie sotto le cx:;:,ertu.--e X I ' 0 $i$tcr;) a~tJvo. o::n aspir-az~ " ~ti.m? mi sas 0~~1£:)$ s. Cesticrie " Pc.:!inzJ.cne, ~1 d1 se:vizio ~lat X X X 0 Caitrollo iJ@! ess:> X X X 0 ?«;;)tz..~ X X X o ~~e ~i..3lizzato. cost. (X) X X " O::ntrollo del volune e Q?i ccdil:r:nt1 X X X • ?.eaistro q.Dtid.sro di esen:i=io X X 7. :::artrollo dcle enissia'li • ?'!?''C:0.l.eU • ;,cq.~ di tald3 (X) X X • :i.icett:::.;i,/ a:::i:;J$ :werl'i.CiaU (X) X X ♦ Cas (X) X X • Qb-1 (X) X X 0 O:::m:rollo i.lTl)UnU (X) X X 0 P~an.ali ea, cx:ntrolli (X) X X {XJ • bllati di "1Uriall a:,:pleti; rec,lis!ti rid>tti • os,plltleaU BARRIERE, IMPERMEABILIZZAZIONI 11.4.1.1 SOTTOFONOO II sottofondo rappresenta la base della discarica e contemporaneamente la sicurezza sul lungo perlodo, rispetto alla possibilila di propagazione delle emissioni inquinanll dei rifiuti. Qualora le misure tecniche di pro tezione dovessero nel tempo perdere la loro efficacia, la localiuazlone prescelta ed II sottofondo rappresentano una barriera naturafe alla pro pagazione incontrollata degU inquinanll nel beni da tutelare. I requislti del sottofondo si possono cosi riassumere: A y t • c AG, CH · MOOsingC'l'I X X X X X X X X X X X X X X X PagiM • 1122 • Pia.no di ges!ione dei Riflutl Provinci.a Autonoma di 8otzano FIGURA 11.2: LA DISCARICA COME SISTEMA CONTROLLATO Soctdondo iJ'.ll-'ro) $iS'lema di hll«tneiblzzaz.lone ~lfldai. deg asa zione k1 -COON.Cl permesbllitl dtflaroro < 10-1 mfa Antaddlscaica «llzkne p41rCol.itl d.;1anza dal a falda 1m stabile, non soggetto a cedimentl, a frane, smottamenti, erosioni, inondazioni o allre catastrofl naturali 1/ basso coetficiente di permeabllita del terreno (si propone <1 o• 7 m/s fino ad una profondita di 7 m) materiale di sottofondo con elevata capacita di adsorbimento e di scambio ionico nessuna presenza di talde idriche utilizzate, sutficente distanza della falda di pendio e di sottofondo. Nelrlndagine geologica del sito , necessaria una conoscenza degll strati fino ad una adeguala profondrta, nonche della situazione della falda, con tutte le possibiO oscillazioni a cui essa va soggetta. Se la scetta del sito , soggetta fin dalrlnlzio a del compromessl, in caso di avarie sara poi estre• mamente difficile intervenire correttamente. Le debolezze lntrlnseche del sottofondo naturale devono essere compensate da adeguate misure tee• nico•costruttive. A y t e c AG. CH • Mi.insingen 0 Pbno di gcstione dei Ril'iuti Provlncia Aulonoma di Bolzano Pagina -11.23 . 11.4.1.2 IMPEAMEABILIZZAZIONE DI BASE E LATERALE L'impermeabilizza,ione di base e la vera e propria barrlera tecnica che deve permeltere la captazione e l'eduzione sicura delle acque di per• colazione. Di norma, sotto rimpermeabilizzazione di base viene richiesto un ulterior& sistema di drenaggio, con funzione di controllo. L'impermea biliuazione tecnica deve garantire la tenuta della discarica a lunge termlne. I possibili sistemi di impermeabilizza,ione di base sono generalmente oostituiti nei modi sono illustrati (fig. 11.3 • 5): FIGURA 11.3: VARIANTE 1, IMPEAMEABILIZZAZIONE DI BASE MINERALE drenagglo dl sottofcndo : e di cmtrolo T O.Sm + D.3m t min I m + 5os:luionedd m,m,ie crlg,atl, nol p.,rli ill dta permollllil o :C Qvoi . s..ccessiva ccsfpazk:tle - C.taed cmaggi> con~ eito - d tl?Won0'1tessu10 R y t • c A~ CH • Mim;ir9en Pag!na • 1124 .. Piano di gestione dei AiflUti Provincia Autcnoma di Bolzano 1. 1 m di materiale impermeabile minerale da s1endere in 3-4 strati da 0,25 m, in condizioni 1ecnicamente ottimaU, sotto costante controllo. II coefficente medic di permeabilita deve essere di norma kf < 1 o-9 m/s. FIGURA 11.4: IMPERMEABILIZZAZlONE COMBINATA MINERALEIFOGLIO ' ' ' ' ' ... , , R!Auti (Sq)osta:i ··! . ., •• I··· ISlrali~ Sosliu:ienu.tl rro.tfrite cri;linati0 • mi p.rtti ced3vct O a:f ata p(t'm(J- • ati!U. con su::ccsslva msf;micne : '- L ..!.. ~-- ' •·· ' +· ' , ' ' L .J. -' , - - - , •• ' ... : - · :, +· ' ··I .... : -·, .,. ' ' ' dronag~o di sottolondo . !.JII s,ntro~ eclcmia;igi0c:x:nrWesUnento . d 1CSStAl>ron tesillO .. ( ) Piano di gestione dei Rifiuti Provincla Au1onoma di Botz.ano Paglna • 11.25 . 2. 0,5 m di materiale impermeabile minerale steso come nel caso 1, con sovrapposto un foglio in HOPE di almeno 2,5 mm dl spessore. I due sistemi impermeabili (foglio e strato mlnerale) devono costitui re un sistema unico etticace (esempio dlscarica dl Vadena). FIGURA 11.5: IMPERMEABILIZZAZIONE DI BASE CON ASFALTO A TENUTA ; ! r f I ·,Ri!IJf depcottai - •a sirai rcgo1a,1 I i-i-1- 1-- -+ : st:a:oftl.arte o .• tmsuo-n:in 1ass1AO tfa.~ ctanane )~o fl 25cm .. '° fallo in nnea:i. Soshabrodd mataiale aig:natb nc,j IU11 cmr,.a o ad al!a f"":'8• • al:il~. caisi.ca:sdia cmtlpUi:r1e I I ' - - - arenagglo di sottofmdo , dlcmtro!IQ -- --- --- Carae d c!ru,awocauw""m""o L. - dt..-Sulo-rolleSND Ryt&c AG,CH - Munsi,gen 25cm !.. Ban 7an T 0-3· 0.ftn 4 Pagjna - 11 .26 - Piano di gosllone dei Aifiuti Provincia A£Jlonoma di Bolzano 3. Strata di asfalto lmpermeabile di 8 cm sovrapposto ad uno strato di asfallo portante (binder) di 7 cm. II sottofondo sotto l'impermeablllzzazione deve essere costipato in modo tale da permettere in seguito solo minimi cedimenti. La posa delfimper• meabilizzazione deve essere accompagnata da un preciso programma di controllo, che garantisca le qualila richieste dei materiali e delta posa per tutta l'estensione detrarea. L'impermeabilizzazione laterale ha in generate la stessa funzione di quella di base. Essa deve essere adattata alle condizioni di pendenza delle scarpate laterali e deve essere dimensionata e reallzzata da personale tecnico allamente qualificato per i problemi che essa pone , in particolare riguardo a: sufficente stabilita delle scarpate e dell'impermeabilizzazione stessa sufficente costipazione de! sottofondo con mezzi idonel caratteristiche qualitative e di tenuta pari a quelle dell'lmpermeabiliz• zazione di base • suflicente ancoraggio e idoneo flssaggio de! foglio In terreni sciolti la pendenza naturafe delle scarpate generalmenle e mi• nore di 1 : 1,5 (V:H). In terrenl conslstenll sono possibi& pendenze su• periort. In ogni caso bisogna evltare resslcamento dello strata di imper• meabifizzazione minerale. Ollre a clO e necessario garantire per rimper• meabifizzazione laterale, cosl come per quella di base, un buon sistema di scolo delle acque. (vedi 11.4.2). 11.4.1.3 IMMOBILIZZAZIONE/DEPURAZIONE DEi PERCOLATI Per lmmobilizzazione si intendono le misure atte ad ostacolare (o ridurre) l'emissione di sostanze inquinanti dal rifiutl. Un primo gradino per ridurre le emisslonl e ad esempio rappresentato dal pretrattamento biologico dei rifiutl. Un gradino piu alto e lnvece rappresenlato dal trattamento termlco in un lmplanto di incenerimento, In quanto le scorie sono meno eluabi& del rifiuto tal quale. fl miglior modello di immobilizzazione dei rlfiutl orga• Ryhe AG.Gl•Wns!rigen ( ' Piano di gestione dei Rifiuti Provincia Auionoma di Bolzano Pagina • 11 .27 • nici e rappresentato perO dal trattamento termico ad alta temperatura (oltre t 200°C) dove sl ottiene un residua vetroso, con caratteristiche simlli alla crosta terrestre (per ulteriori esempi vedere ii cap. 11.2. polveri di filtrazione). I resldul finali devono essere pretrattati in mode tale che i lore etuati soddisfino ai requisni prefissati (allegato 1.1 ). Le sostanze inquinantl devono percio risultare frssate chimicamente e fisicamente, in modo tale che, anche in caso di perdite nella tenuta del sistema di impermeabili z zazione o cli avarie, l'emlsslone di inquinanti nell'ambiente circostante sla minima. I material! stablllzzati vengono depositati in lorma sciolta, o con fezionatl In blocchi oppure consoriclati e compattati sul pesto. Naturaf mente se l'immobilizzazione viene fatta precedentemente, le operazioni di trasporto e deposlto risultano motto mono rischiose. Per ridurre at minima i percolatl, In molte discariche si effettuano delle impermeabilizzazioni intermedie o sl anticipa l'esecuzione della coper tura impermeabile defrnitiva. Per fare ciO, si opera con lotti llmitati di dis carica, riempiendoD lino al ~vello di completamento e quindi ricoprendoli superfrcialmente con uno strato impermeabile. In tal mode si riduce dra sticamente l'lmmissione di acque meteorlche e quindi la produzione di percolati. 11.4. I .4 IMPERMEABILIZZAZJONE SUPERFICIALE L'impermeabilizzazione superficiale ha lo scopo di proteggere II corpo della discarica dall1mmissione di acque esterne e di evitare la disper sions incontrollata dei gas, specie nel caso di discariche reattive. I gas stessi vanno captati al di sotto della copertura lmpermeabile. I requlslll di qualita delrimpermeabilizzazione superfrciale sono praticamente gli stessl richiesti per 11mpermeabilizzazione di base e laterals. La riduzione delle immissioni di acque esterne grazie all1mperrneabilizzazione super ficiale, comports anche una riduzione delle perdite potenziali di percolall alla base ed al tall, In particolare quando sl hanno sistemi di tenuta con fogli o con asfalto. R y1 • c AG. at • t.t:insfngon P ag:i"3 - 11.28 - Piano di gt sllone c:lei Rifiu:ti Provincla Autonoma. di Bolzano A causa dei fenomeni di assestamento e di cedimento di fferenziale nel corpo della discarlca, e necessario, net reaUzzare la copertura super liclale, osservare I seguenti criteri: l'impermeabiliuazione superticiale (definitiva) va realizzata solo dopo che si sono esauriti i principali lenomeni di assestamento. Cil> e di particclare importanza nel caso di discariche reattive, ove I process! di liberazione di gas si protraggono per diversi anni anche dope la messa fuori esercizio della discarica ii sistema di impermeabiliuazione deve sopportare I cedimentl preven livati senza subire danneggiamenti. I punti critici ova si possono verifi care cedimenti ditterenziali devono essere tenuti sotto ccntrollo e rego larmente aggiustati si deve cercare di accelerare I process! di assestamento, mediante strati di copertura intermedi o sovraccarichi sul corpo della discarica magglore sara la tenuta del sistema impermeabile, minore sara ii quantitative di acque percolantl e quindi ii dilavamento dei riliuti l'impermeabillzzazione superficlale deve presentare possibilmente una pendenza sufficentemente alta, In mode da evitare la lormazione di ristagni di acque meteorlche o di grosse crepe. Nelle zone di lorma zione delle crepe e necessario prevedere particolari rinlorzi detl'imper• meabilizzazione. Per tutti I tlpl di discarica risultano idonei i sistemi di lmpermeabillzzazione superticiale di tipo minerale o combinato. R y t • e AG. CH • MOOSi~en { \ Pbno di gestlone dei Rifiuti Provinda Autonoma di Botzano Pagina- 11.29 FIGURA 11.6: VAAIANTE 1: IMPEAMEABIUZZAZIONE SUPEAFICIALE MINEAALE ...................... . .. . .. .. .. .. .. -... -.. .. ............ .. ............................. .. .. .. .. .. . .. .. .. .. .. .. . . -..... -. -. .. .. ......... ......................... . .. .. .. .. .. .. . .. .. .. .. .. . .. . . .. " .............. .. - Hurrus i---,t- Satobmb J A y I e c AG. CH • MunU'lgen Geacssuto resislcrte ale radcl Strab aooarte lnl)ermea:>iluaziono mirerale In 3 strati Tcssuo-non 1ossu10 Strab cl crren~gio gas e dsttb.JZX:ine caic:tli Riliuli Pagina • 11.30 • FIGURA 11.7: E • Pian:> di geslione del RiflUti Provincla Autonoma di Bolzano VARIANTE 2: SISTEMA DI IMPERMEA BIUZZAZJONE COMBINATO, MINERAL£ EFOGLIO <i'--+- Sc,tofoncb Geotessi.t::» resistmte ale radicl Stratodrerante Geotcsst.to protettiYo Foglio impenncaDte lrrpenneabirizza.zi:me minerale il 2 strati Tes.-suto-non ttssuo Strata di <tcnaggb gas e dlslrbuzlone car1chf R;fiuti Orenogu 11.4.1.5 RICOLTIVAZIONE Gli scopi della ricoltivazione sono, oltre al reinserimento nelrambiente, se del caso con ripristino delrutilizzo agrlcolo o forestafe, la riduzlone delr immissione di acque attraverso la superficie e del conseguenti percolati. In prime luogo, dunque, II tlpo di rtcoltlvazlone sl deve adeguare alle esi• genze di riutiliuo prescritte o desiderata. Con uno strato di copenura In materiale fine di spessore abbastanza rilevante e con sufficente penden za si puo ridurre notevolmente rlnfiltrazlone di acque meteoriche negli strati piu profondi. R y t • c AG, CH · Milnsing:011 0 0 ( ( Piaoo di gosUono dcl Al kJtJ Provincia Autor-.::,ma di Botzaoo Pagil\a • 11 .31 • 11.4.2 I principal! criterl da prendere in considerazlone nella ricoltlvazione sono: predisposizione di un sistema di eduzlone delle acque meteorlche sopra la copertura impermeabile, In modo da ridurre i ristagni e le infiltrazioni se necessario, prevedere una barriera per le radicl, sopra lo strata impermeabile minerale strata di sottofondo dimensionato In maniera sufficente, in relazlone al tipo di ricoltivazione volute, di spessore minima 0,9 m strata di humus da collocare sopra ii sottofondo, normalmente di spas• sore 0,25-0,3 m stendimento accurate degli strati di sottofondo e di terreno di copertura, solo in condizioni di tempo secco lavorazione della superficle rlcoltivata solo con mezzi leggerl, In modo adeguato alle esigenze colturall piantumazione iniziale con plante cosidette "pioniere• Con f'implanto di cespugD bassi, a radice profonda, si pu~ aumentare ii grade di evaporazione superficiale. Anche II rinverdimento intermedio di lotll di discarica gia ricoperti, ha lo stesso effetto ed inoltre consente di ottenere un buon risultato visivo. SMAL TIMENTO DELLE ACOUE t 1.4.2.1 EDUZJONE DELLE ACOUE SOTTERRANEE II sistema di eduzione delle acque sotterranee deve fungere da controllo della tenuta delf'impermeabiDzzazione di base. Per reduzione delle acque di pendio si dovrebbe reaUzzare una conduttura drenante disposta ad anello tutto intorno afla lmpermeabilizzazione di base. II drenaggio di controllo lunge da rlserva di sicurezza per reduzlone delle acque di pendio, in caso di disfunzione nella conduttura drenante ad anello. Art • c AG.CH · Mi#\$nJilen P ag:na - 11.32 • Piano di gest.ione dcl Rll'luti Provlncla Au1onoma di Bolzano 11 .4.2.2 EDUZIONE DELLE ACQUE ALLA BASE (PERGOLA TI) Un buon slstema di eduzione dei percolati e ii principale presupposto per ridurre al minima le posslbilita di perdite attraverso rimpermeabilizza zione di base. Se le acque non ristagnano, non sl possono formare depositi, si riduce ii dilavamento di sostanze lnqulnantl, nonche sl riduce la possibi6ta di perdite attraverso l'lmpermeabilluazione di base. Per garantire un corretto drenagglo del percolatl deve essere realiuato uno strata drenante adeguatamente dimensionato e tubi di drenaggio collo cati entro speciali corridoi. Per uno scorrimento veloce dei percolati e necessaria una pendenza minima del 4% in senso trasversale e del 2% in senso longitudinale. Nelrattraversare gD strati di rifiuti e di drenaggio le acque di percolazione asponano con se i materiali piu fini. Penanto e necessario proteggere le opera di drenaggio dai sedimenti, mediante idonei tessuti liltranti (tes• suto- non tessuto). L1ntasamento dei dreni comporta la formazione di ristagni di acque e maggiori carichi inquinanti nei percolati, a causa dei lunghi tempi di permanenza a contano con I rifiuti. I corridoi drenanti e le relative tuba.zJoni devono quindi essere adeguatamente dimensionate, protette con idonei tessuti, e realiuate in modo da permeneme la rego lare pulizla 1 t .4.2.3 SMAL TI MENTO DELLE ACOUE SUPERFICIAL! II slstema di smattimento delle acque superficiali funziona allo stesso modo di queno delle acque di percolazione alla base della discarica. Anche qui sl riesce a garantire un rapido scorrimento delle acque con una pendenza elevata, superiore al 5%, evitando nel contempo le in filtrazioni e la forrnazione di ristagnl, cha possono lmpedire II riutilizzo agricolo delle aree In piano e compromettere la stabilita delle scarpate. Anche la rete di eduzione delle acque superficiali dovrebbe possibil• mente essere realizzata in modo da perrnetterne la pulizia. R y t • c: AG, CH • MOn,lng,en 0 ( l Piano di geslione dei RifiutJ Provincia Au:tonoma di Boll:ano PaQina • 11.'33 • 11 .4.3 PERCOLATI DI DISCAAICA La percolazione delle acque meteoriche attraverso ii corpo della discari• ea produce un dilavamento di sostanze solubili {ad es. sail). La composi• zione dei percolati dipende in larga misura dalle sostanze Uberate nei processi biologic! di decomposizione e dalle condizioni di regime della discarica {aerobico, anaerobico, valore di PH, ecc.) {vedi allegato 11.2). II bilancio idrico, la produzione di gas ed II grade di inquinamento dei per• colati si inlluenzano altresi vicendevolmente e sono soggetti a netevoli var1azieni nel tempo. 11.4.3.1 PERCOLATI' DI DISCARICHE DI INERTI In queste discariche i percolati devone in genere avere caratteristiche tali da peter essere direttamente scaricaU In un corpe idrico; percio I materlali ammissibili devono pessedere una bassa capacita di reagire ed un con tenuto cU inquinanti minimo. I percolati devono comunque essere periodi• camente controllati, rilevandene II carico lnquinante (menttoraggio). Probleml di percolati nelle discariche di lnerti si possone verificare ad esempio nel case di singoll carichi incontrollati devutl a scarichi di grandi quantita di mate• r1ali di demolizione o a reazloni tra materiali diversl e acque di percola• zione. In genera la causa principale ii dovuta alla presenza di sostanze organiche in quantlta elevata (materiale vegetale, fanghi di cartlera, materiale provenlente dalla pulizia di grigUe, ecc.) carichi di sedimenU, dovuti alla fuoriusclta o all'erosione di fanghl fini, causate da un esercizio non corretto della discarica. L'immissione in un corpo idrico di tafi sedlmenti argillosi puo comportare l'intasamento del letto del corpo ldrico stesso owero rocclusione delle bronchie dei pesci. R y t e c A/3, CH• MOnshgen Pagina • 11.34 .. Piano di gestione dei Rlliutl Provlncla Au1onoma di Botz.ano 11.4.3.2 PERCOLATI 01 OISCARICHE REATTIVE Nella lase metanica (si verifica circa dopo un anno di esercizio della discarica) II percolato e carattenuato dalla presenza di sostanze diffi• cilmente degradabill, quali composti di ammoniaca e azoto, nonche metalli pesanti, in concentrazioni estremamente variabili complessiva mente (allegato 11.2). II carico di sostanze inquinantl nel percolati e le relative osciliazioni sono fenomeni assai complessl, che da un iato dipendono dai processi bio• chimici che avvengono nel corpo della discanca, e dall'altro dai seguenti fattori: • tecnica di slendimento dei rifiuti e loro alteua • &sciviazione ed erosJone dei materiall deposJtati • aspirailone dei gas e loro lnflusso sul process! di decomposlzione • quantita di acque meteoriche o di altra provenienza che percolano attraverso la discarlca e relativi sistemi di smaltimento • capacita di ritenzlone del corpo della discarica II grado di mlscelazione o di separazlone dei rifiuti depositati, ii grado di compattazlone, l'aileua degll strati e le coperture lntermedie effettuate, determinano l'evoluzione nel tempo dei processi aerobici in processi anaerobici e di conseguenza ii carico inquinante dei percolati. Riducendo al minimo le quantita di acque di percolazione sl possono ridurre in modo sostanziale anche gll interventi necessari per la loro depurazione e l'impatto residuo per l'ambiente circostante. Cio si pu·consegulre con adeguati sislemi di separazione delle acque e di copertura, qua&: • le grandi superfici consofidate (strade di accesso, aree di manovra, ecc. .. ) devono essere dotate di sistemi separati di raccoita delle acque superficiali, che vanno depurate, solo se necessarlo; • tutte le immisslonl di acque esterne devono essere captate e possJbilmente smaitite separatamente Ryt•e NJ.CH•MOnsingon C I ) l Pi.loo di gosliono doi Rifiuli Provlnda Autonoma di Bolzano Pagina • 11 .35 . • lo scarico dei rifiuti dove essere effettuato per lottl di lavoro di !imitate dimensioni • i lotti completati devono essere prowlsorlamenle chiusl e le acque superficiali latte defluire separatamente, assicurando idanee pendenze • i lotti compietati devono essere rinverditi. Con II ricircolo dei percolatl sulia discarica (mediante subirrigazione o dispersione con spruuatori), grazie all'evaporazione nei giomi caldi e solegglali, sl pu6 consegulre un buon livello di riduzione. Cuesta tecnica presenta tuttavia I seguentl inconvenienti: • • maggiore dilavamento dei rifiuti, con conseguente aumento della concentrazione di inqulnantl nei percolati • forte produzione di odori, spesso in forme intolierabili per gll abilanti llmitrofi • forte dipendenza dalle stagioni e dalle condizlonl meteorologiche: l'evaporazlone lnfattl funziona solo nei giorni caldi e solegglati • sono necessall comunque impianti di depurazione integratlvl, per trattare ii surplus di percolati nel case di lunghl perlodl dl piovosila ed In lnverno • Ii necessario un grosso volume di riserva per raccogliere i percoiati durante I periodi di piogge intense • la dispersions di grandi quantita di percolati sulla discarica comporta la formazione di ristagni con conseguenti emergenze di percolati ai lali e grave riduzione della stabiUta della discarlca e delle scarpate Le discariche in pendio, se vengono intrise con eccessive quantita di percolati, possono rappresentare un pericolo assai grave, come certe dighe in terra non eseguite correttamente. GIil degli assestamenti locali danno luogo spesso a rotture nelrlmpermeabilizzazione. Perd6 le dis• cariche devono essere realizzate e geslite con la masslma cura per quanto attiene agli aspetti della stabiUtil e della sicurezza. Con II slstema del ricircolo sulla discarica non sl puo risolvere ii problems dello smattimento dei percolati In provincia di Bolzano, per I quali sono invece lndispensabili idonei implant! di depurazione. Nelfallegato 11 .3 Ii 0 y t • c AG, CH · Mun;illgeo Pagin3 • 11.36 • Piano di geslione dci Rlfiutf Provk'lcla Autonoma cSI Botzano illustrate un progetto di trattamento integrate dei percolati delle discariche provinciali. La dispersione in discarica puo essere adottata solo come sotuzione prowisoria o in caso di fuori servizio degli impianti di trattamento. GQ implanli di depurazione biologic! per acque clvlli hanno rendimentl assai limttatl per quamo riguarda la depurazione deg Ii inguinanti t1e1c1 contenuti nel percolati (sollati, clorurl, nitrati, meta!Q e sostanze org~no alogen~~orbibili, o f,OX). Oueste sostanze, sempllcemente diluite nelle acque di scarico civili, attraversano le varie fasi di depurazione pra• ticamente senza subire alcuna degradazione e finiscono poi nel corpo idrico rlcettore o nei fanghl. La presenza in talunl casi di ammoniaca o di idrocartiuri clorurati in alto concemrazioni puo comportare gravl disfun zioni anche agli impiantl di depurazione. 11.4.4 PRODUZIONE DI GAS NELLE DISCARICHE REATTtVE Solo i processi di decomposizione del rifiuti organicl danno luogo alla produzione di gas, vale a dire solo nelle discariche reattlve sl puo contare ., ----- -~- - SU rilevanti guantita di gas. la composlzione dei gas dlpende da diversi fattori ed in prlmo luogo dal tipo di materials depositato, dal grado di com pattazione della discarica, dal comenuto di acqua e dall'et/1 dei rifiutl. Gi scopl della captazione e de! trattamento del gas di discarica sono I seguentl: • Protezlone delramblente e dell'atmosfera da gas noclvi ed In par ticolare: mamenimento delle concentrazioni dei gas sulla superfice della discarica a livelll non pericolosl per ruomo, gli anlma6 e le piante; evitare migrazioni di gas verso le aree limitrole; evitare la formazione di accumuli di gas e di miscele esplosive nei pozzettl e negli edificl; captazione al masslmo grado del gas, al fine di evltare danni allo strata di ozono dell'atmosfera; R yte e AG, Qi · Miln!!lng,n (> ( I I . Piano di gcsoone dei Rlflrtl Provlnda Autonoma di Bolzano Pagina • 11..37. • Basso li vello di odorl noclvi nell'ambiente • Recupero de! contenuto energelico de! gas • Garanzia di smaitimento de! gas mediante combustione ad alta temperalura anche In caso di fuori servizio degli impianti di recupero • lmpianti disponibili e sicuri 24 ore su 24 • Slcurezza sulle mlsure di captazione dei gas anche nelle discariche non piu in esercizio, gia ricolllvate e nel slti contaminati (con produ• zione di gas) II controllo periodico delle mlsure aclottate e dei sistemi di captazione e recupero del gas mediante un idoneo sistema di monitoraggio e una misura assolutamente necessaria, che la provincla di Bolzano dovra al piu presto predisporre. A giustificazione di quanta sopra, vengono qui di seguito illustraJe le caratteristiche dei gas di discar1ca. PRODUZIONE E COMPOSIZIONE DEi GAS: - I process! complessivi di decomposlzione aerobica ed anaerobica dei rifiuti organici si svolgono secondo ii sottoraffigurato modello, in 4 lasi. Nella lase di ossidazione (I) nelle zone superliclaG, in presenza di ossigeno, si producono, acqua, C02 e calore. In carenza di ossigeno, -nena lase di fermentazione acida (II), con l'auslr.o di batteri anaerobic! facoltativi, le sostanze organiche vengono decomposte in acidl grass!, alcool, C02 e idrogeno. Durante la successiva fermentazione metanica, sl producono, in condizioni anaerobiche, metano e C02 (fig. 11.8). Ry l ec AG. CH •lal:n;jlen Pagino • 11,38- Piano di gestiOne do\ Alflutl Provincla Autonoma di Bolzano FIGURA 11.8: SVILUPPO DEi GAS NELLE SINGOLE FASI DI DECOMPOSIZIONE II Ill IV Va.% aarcb anaerob anaarob anaercb 100 . . llermenl fEl'men tuione I metaniea lwlonel lnstablla I SlabUe ·-N, ladcla I I 80 . .... I I I oo, M I .. ~ 0 I ••••-••• CH, .., I • I ,, 60 .. I I ., 0, C ·!l I • I I I 40 I \ I --- Ha I I I E • 8 I \ I I I 20 I I I 0 I -torpo ( II contenuto di metano ~ del 50-60%; di C02 del 35-45%. lnvece CO, H2, O 02 e N sono present! In quantit/1 abbastanza trascurabili. I gas dl discarica contengono anche lliccola.p.ercgmuan di sostanze noci .)f!}., In particolare idrogenoyolf<>,rato (H2§,!,Jluo'!! ~. cioruri, com~o"" genati e mercaptani. A causa della loro elevata tossicit/1 e conrosivit/1 essi vanno considerati con partlcolare atten.tione, nella progettazione dei slstemi di recupero dei gas. I batteri metanici sono estremamente sensibili e possono essere lnibiti, tra faltro, da variazioni di PH, temperatura, umidit/1, sostanze nutritive, saD e metalU pesanti. L'attivlta di decomposizione puo cosl essere accelerata (ad es. aumentando II contenuto di acqua) oppure rallentata e protrarsi R., I e C AG, CH . Uunsingen ( '· J Pl,1no <tl gesiione dei Ririu1i Provinda Autonoma di Botzano Pag:ina - 11.39 . per anni ed anni (copertura con materlali Inert!, veochie zone contami• nate, ancora attive). La produzione di gas In una discarica di rifiU1i urbani puO protrarsJ per 20· 30 anni dopo la sua definitiva messa fuori servizio. CONTENUTO ENERGETICO E TOSSICITA': La produzione di gas si puo cosl descrivere In forma semplificata: 1 m3 di rifiuti con un contenuto del 20¾ di C (composti di CJ produce 200 m3 di gas con un contenU1o lino al 50¾ di metano CiO corrisponde, in termini energetici a: 0,5 m3 di gas naturale, o O, 5 I di gasolio extraleggero Con un slstema di captazione attiva sl puO raggiungere un grado dl recupero dal 50¾ fino al 70¾ def gas prodotto. La produzione glornaliera attuale e IU1ura dei gas dipende dai fattori in ingresso precedentemente descritti. A Uvello radicale, i gas di discarica migranti inquinano f'atmosfera del sottosuolo creando dei dannl alle plante. In concentrazlonl superior! a 1 oo mgtm3 ii metano e tosslco anche per l'uomo. II metano (CH4) sl ossida alraria solo in mlsura minima. Esso contribul sce alrabbattimento dell'ozono negli strati ahi dell'atmosfera, in misura circa 30 volte maggiore rispetto alla C02. Per tale motive le discariche non dotate di slstemi di degasazione contribuiscono in maniera molto rilevante al danneggiamento dello strata di ozono. I gas dl discarica sono inoltre vettori di diverse sos1anze gassose aha• mente odorose, non tossiche, nelle concentrazionl In cul si presentano generalmente, ma tuttavia assal sgradevoU per chi abita nelle vicinanze. A y I • c AG, CH - Mun$hgen Pagina • 11 .40 • Piano di gosnone dei Rffiuti Provir.ci-.a Autonoma di Bolzano EMISSION! GASSOSE: Le piccole discariche, realizzate in piano, con poca copertura iner1e, ven gono generalmente costipate motto male. In esse percio sl verificano soprattutto fenomeni di decomposizione aerobica, con bassa produzione di gas. Nelle discariche di maggiori dimension!, costipate, I gas che si originano tendono a migrare in primo luogo lungo I confini degli strati di rifiuti e lungo le fenditure, come una corrente in pressione. In misura minore ii gas si disperde per diffuslone. Le maggiori emission! di gas vengono rilevate generalmente nelle scar pate, nelle fenditure, in corrispondenza di fenomeni di assestamento o nei punti a plu alta permeabilita. La diluzione immediata dei gas emessi con raria circostante fa sl che venga escluso ii pericoto di incendio od esplosioni, anche se le concentrazioni possono essere tossiche per ruomo e le piante. f gas emessl In forma diffusa dalla superfice della discarica, in concentrazione superiore a 100 mglm3, risultano tossici per le piante. La migrazlone dei gas nei terreni circostanti (ghiaia, alluvioni) puo estendersl a distanze di centinaia di metri. Fenomeni di accumulo di gas, con formazione anche di miscele esplosive si possono verificare poi nel pozzetti e nei tubi delle fognature e negli scantinati (vedi anche cap. 11.6). Ay1 • c AG. Q-1. Wnsingen t 0 Piano di gcstlono dei RflJtl Provincia Autonoma di Botzaro Pagina - 11.41 .. FIGURA 11 .9: DISCARICA REATTIVA tnea derric:a raoc:aa di can ressore agu t.nl>larto d I pretratt• mento dolpereolatf 11.4.5 m61.ue, 11alisi GESTIONE DELLA OISCARICA 11.4.5.1 OAGANIZZAZIONE E COMPETENZE adimp,wllod d~Hta:ziaie Per raocettazione, la manipolazione, II deposito e la sicureua sul lunge periodo dei rifiuti, e responsabile ii gestore. In relazione ai rischi devono essere previste ldonee garanzie finanzlarle o assicurazionl. Nel regolamento interno devono essere stabilite tune le competenze, attribuendole anche nominalmente al personale addetto. II gestore si assume la responsabiltta della corretta gestione della dlscarica, mediante personale quafificato, che dovra essere all'uopo lstruito ed aggiornato rispetto alla evoluzione della tecnica. Rylee AG..CH • Mun$Z!Qen Pagina • 11.42 • Piano ell gestione dal Rffiutl Provirda Autonoma di Bolzano La gestione della discarica deve essere sottoposta a regotare controllo da parte degli organi provinciaG. Tuna ta documentazione riguardante II controllo delta discarica deve essere messa a disposJzione degli Uffici competent i. 11.4.5 .2 REGOLAMENTO INTERNO II competente organo provincials di controllo dovra lmpartlre le opportune disposizionl sull'esercizio della discarica, che dovranno essere inserite in un apposite regolamento interno. II gestore sJ rende responsabile delr osservanza delle norme regolamentari, di fronte alla Provincia Autonoma di Balzano. II regolamento intemo discipfina: L'accettazione dei ri fiuti tipologie di rifiuti ammessJ in discarica procedure di accetlazione e pretrattamento modalita per ii rigetto di determinall rlfiutl controlli necossari orari di apenura obblighl relatlvi alraccettazlone di determinati rifiuti, nel rispetto delle disposJzionl; obbligo di accettazione per ii territorio di conlerimento compltl speciall della discarica La gestione della discarica disposizioni circa le modalita di scarico e sistemazioni in lotti coperture inlermedie requisitl delle vie di transito aJrinterno della discarica gestlone degro implant! di tranamento dei gas e dei percolati masslme quantlta di rifiutl stoccabili in via provvisoria R yh C AG. CH . Munshgen 0 ( ( ' Piano di gcslione de, RlfluU Provinda Autonom:a di Bolzano Pagina • 11 .43 • GIi obblighl di comunlcazlone comunicazione all'Ufficio competente sui oontrolli relativi a conterimenti non conformi di rifiuti quantita eccessive di singole tipologie di lifiutl (ad. es. di langhl di depurazione) rlspetto al normale conlerimento da zone luoli de! territolio ell appartenenza comunicazlonl e notifiche ai comunl ed al conferitori privati del territorlo di appartenenza I necessarl controlli intemi ed esteml, In accordo con ii programma di controllo acque ell falda e superficiali nel perimetro della discarica acque di percolazione gas di discarica, concentrazioni in superficie odori Le necessarle misure di sicurezza contro gll incendl contro le esplosloni di gas per gH utilizzatorl della discarica contro ellversl casl di disfunzione la lenuta ell un regolamento di eserclzio 11.4.5.3 REGOLAMENTO DI ESERCIZIO II regolamento di eserclzio e destinato agll utrnzzatori della discarica, per lnlormarti sulle modalitfl di conlerimento e sul comportamento da tenere In dlscarica. Esso ii vincolante per tutti gli utenti ed I vlsltatori e deve di massima contenere i seguentl dali: ente gestore, organ! ell controllo tipologie ell rlliutl ammessi A y I • c AG. CH • fr.tJnsi,gen • Pagina • 11.44 • Piano cl geS1ione dei Ailiuti Provlncia Autonoma di Botz.ano conctizioni di conferlmento. obbligo di dichiarazione, controlli in ingresso tariff a, fatturazione orari di apertura comportamento da tenere in discarica responsabilita, organi di giudizio 11.4.5.4 VIGILANZA E CONTROLLO DELLA OISCAAICA Le disposizioni specifiche concementi la gestione della discarica devono essere integrate anche con le necessarie mlsum di controllo. Oueste devono permettere di rllevare I seguentl datl e lnformazioni: accertamento e controllo dei processi cha avvengono nel corpo della discarica, al fine di poler conoscere in anticipo certi problem! accertamento e quantificazione dei pericoli e del livello di inquina mento delrambiente circostante, rappresentandoll In modo preciso previsioni sulrevoluzione quantitativa dei gas e sul livello cfi contaminazione dei percolati ottimizzazione degli impianti di trattamento conoscenza delle quantija scaricate e del volume ancora cfisponibile programmazione per tempo degli ampliamenti e delle misure per la sistemazione finale della discarica stima dei fenomeni di assestamento e misure per rlmpermeabllizza• zione superficiale progettazione degli lnterventl post-mortem rilevazione dei punti deboi e di maggiom pericolo in caso di avaria possibilita di controllo rapido e di confronto, in caso di avaria approfondimento della ricerca scientifica nel settore delle discariche A., t. C Nl. CH. Munslngon ( ( ) ( ( Piano di gesti:>ne dei Rifiuti P,ovineia Auto~ma di Bolzano Pagina • 11.45. 11 .5 11.5.1 Requlsltl del programmi di controllo: preOevo di campioni idonel (punti di prelievo, scetta dei parametri, tempi, ecc.); periodicita, in modo da poter disperre di datl sufficenti (con rausllio di dati di confronto) per caratterizzare la discarica; gestione adeguata degll lmpianti tecnici, con ev. necessita di misure aggiuntive all'intemo degll stessl Trattamento e tecupero del percolatl DEPURAZIONE BIOLOGICA (PER CARICHI ORGANIC!) 11.5.1.1 PROCESSO I processi di depuraziane biolagica nelle acque di scarico avvengono grazie alla presenza di determinati ceppi di micrearganismi (batleri) In grado di attaccare e decomporre le sostanze organiche, ovvero sempli• cementa di asponarte (adsorbimento); I battert moni liniscano pal, assie• me alle sostanze nocive adsorbile, nel tanghi. Attraverso ii processo di decomposizione aerobica dei compastl organici, sl ha la termazione di C02, ammonlaca (NH4+) e acqua (H20). Nel processo di nltrificazione l'azoto ammoniacale viene degradato in un primo stadia a nitrate (N032·) e acqua. Nel processo inverse di denitrifi cazione, II nitrate (ND32·) vlene ridotte, in via anaerobica, ad azoto gas soso (N2) ed acqua. I process! di nitrificazlone e denitrificazlone vengono ettettuatl in appositl reattori, in maniera diversificata, a seconda della tecnica e delrlmpianto prescello, ii piu delle votte tuttavia in successiane l'uno aJraltro. I sistemi plu usati per la depurazione blolagica dei percolatl sono I lettl percolatori ed I reattori a serpentina ed in pressione. A y t e c AG, CH • Milnslngen Pagina • 11.46 • Piano di goslione dei Rifiuti Provincla Autonoma di Botz.ano 11.5.1.2 PRECIPITAZIONE/FLOCCULAZIONE Questi termini definiscono due process! che dlfflcilmente possono essere distinti l'uno dalraltro. Si parta di flocculazione quando sostanze finemente distribuite in so spensione (colloidale, o emulsione) vengono destabilizzate e, con rapporto di una sostanza flocculante, vengono portate ad uno stato tale da permetterne la separazione. Si parla di precipitazlone chlmlca quando ioni disciolti, ad es. ioni metalli ci o fosfationi negativi, con l'aggiunta di una sostanza precipitante, reagi scono chimicamente· per formare composti difficilmente solubili. Anche per ii trattamento di percolati di discarica sl impiega la floccula zione / precipitazione, per lo piu in combinazione con una fase di trat• tamento biologico, In quanto da sola non sarebbe in grado di garantire la depurazione completa. 11.5.1 .3 ADSORBIMENTO Nel processo di adsorbimento si ha rasporto di un componente di una miscela aquida o gassosa medlante adeslone sulla superflcie di un cor puscolo solido. Allo scopo, per II trattamento di acque di scarlco, viene per lo piu impiegato carbone attivo (confronta fig. seguente). Con elevate portate In ingresso (come spesso avviene per I percolati) I valori in usci1a sono generalmen1e insoddisfacenti, se sl impiega solo l'adsorbimento su carboni attivi, in quanto questi dopo un po di 1empo sl esauriscono e devono essere rigenerati o eliminati. La rigenerazione dei carboni attivi e possibile solo In determlna!l casl e risutta motto costosa, cosl come II loro rlnnovo e smaltimen10 (problematico anche sotto ii profilo della gestione dei riliuti). R y I e c AfJ. CH· MOnsingen ( 0 ( ') ( 1 ' . Piano di gosllono CSOI RUJtf Provincia Autonoma di Bolzano Pagina -11 .47• Ancho so lo stadia a carbonl attlvi ~ precoduto da uno stadia di depuraziono biologica, i valori di TOC e AOX (idrocarburl alogenati adsorbibili) dilficilmente rientrano nei limtti di legge. Anche per quanto riguarda i sali, i Dvelli di abbattimento sono lrrllevanti. 11.5.2 TRA TT AMENTI FISICI I tranamenti fisici sono applicabili a tutti i tipi di discarica, In particolare a quelle reattive, e comprendono 0 Osmosi inversa • Ultrafiltrazione • Strlppagglo L'ullraflltrazione e lo strippaggio possono essere presi in considerazlone solo come stadi di pre- o post• tranamento in combinazione con altr1 pro cessi. 11 .5.2.1 OSMOSI INVERSA: Nelrosmosi inversa si effenua la filtrazlone dei percolati in pressione attraverso tubl-membrana. - --- Nol caso di percolati di discarica sl rlescono a trattenere sia le ~nze ~ rg~e'che lnorganlche. st ottiene un concentrato da un lalo e dalr altro acqua iiepuriili (permeatol In quarifo ia membrana semlmpermea bile permet!e 1-'..e:as~o solo in :''!!!!: SO dell'aesl'a. - - - I vantaggl della depurazione dei percolati con rosmosl lnversa sono I seguenti: 0 indipendenza rispetto al tipo ed alla concentrazione delle sostanze contenute 0 funzionamento discontinue (variazionl di portata in ingresso non compromettono ii rendimento di depurazione) R y t • c AG, CH • Miln=:;i'lgon Pagina • 11 .48 • Piano di g~slione del Rilivti Provincia Autonoma di Botzano 0 puO essere impiegato anche da sola, senza ulteriori tranamenti preliminari o successivi • alto grado di automatlzzazione • alto grado di disponibilita dell'lmpianto 0 facile ampliabilita • altamente collaudato II rendimento di depurazione desiderata dell'impianto viene general• mente ottenuto con un·esecuzione a piU stadi, per ognuno dei quali si possono scegliere le pressioni, le membrane e le velacita di flusso piU idonoe. FIGURA t 1.10: DEPURAZIONE DEi PERCOLA TI CON OSMOSI INVERSA lalo Peroo -~ ~ I Permcato " r ...:- - : . H I I I r : i . I I I I I I I I I I - - - - - - . ,. I ,, ! I Co~ontrato Stadia 1 (Modulo tubolare) Conccmrato " ,, - - - - - - - -, I I I ' I " - I I I - - - - - - - - Stadio 2 (Mooolo a lalde) Penneato A y I• c AG. CH · Munsingen ( (J ( { \ Piano di gcsllone dot Rlllrtl Provincla Autonoma di Balzano Ad un elevato rendimento di depurazione del processo ad osmosl lnversa (lino a valori di tabella A) la rlscontro un'elevata quantlta di residui (II con centrato rappresenta ii 20·25¾ del liquame in ingresso); se non si puo effettuare ii ricircolo sulla discarica diventa percio necessario prevedere ulteriori stadi di trattamento per ridurne la quanttta; I residul devono poi essere smalttti con sistemi speciali. 11.5.2.2 ULTRAFILTRAZIONE Con ruttraliltrazione, un processo che pure utilizza membrane, sJ pos sono trattenere solamente composti ad alto peso molecolare; con l'osmosl Inverse, invece, si possono trattenere anche sostanze a peso molecolare motto piu basso o le sostanze lonizzanti delle soluzloni. lmpiegato come stadio successivo alla depurazJone biologies, puo con• sentire un completo abbattimento della biomassa e di conseguenza un'asportazione spinta dei contaminant! lnsolubili, in pallicelle lino a 0,001 µm. Per raggiungere un sufficiente grado di abbattimento degli inquinantl organici, in particolare degl AOX, si deve necessariamente ricorrere ad un ulteriore stadio di trattamento con adsorblmento su fittri a carbon! attivi. 11.5.2.3 STRIPPAGGIO Per tutte le sostanze lnquinanti disciotte, volatiG, qua~ ammonlaca, idro carburi, ecc. puo essere impiegato II processo di degasazione in con• trocorrente (strippaggio) In una colonna di lavagglo o simile. Nel caso di percolati o piu precisamente nel trattamento finale dei permeaU prove nienti da precedent! stadi di trattamento, sl possono raggiungere rendi menti di separazlone superiori al 99¾ (vedi ligura): • Separazione delrammoniaca con vapore • Degasazlone delle acque ammoniacali a 50-SOoC e con valori di PH prossimi a 10, con aria, In controcorrente. L'aria viene poi riscaldata a aoooe e introdotta in un reattore catalitlco, dove rammoniaca viene decomposta in azoto ed acqua. A y t • c AG. CH • Mon,ir.,•n P agina - 11.so - Piano di g8stione d8i Rltluti ProvircLa Autonom.1 di Bolzano 11.5.3 TRATTAMENTO TERMICO Per lo smaltimento di percolati, ed in particolare di concentrati ad alto contenuto salino, sono possibili due sistemi di trattamen10 termico: • Evaporazione con esslcamento • lncenerlmento 11.5.3.1 EVAPORAZIONE CON ESSICAMENTO L'evaporazione va annoverata tra i sisteml di depurazione del futuro. Lo scopo ii quello di separare le sostanze inquinantl dall'acqua. II tratta mento dell'acqua mediante evaporazione ha tuttavia senso in llnea di principio, se le sostanze contenute sono poco volatili, owero non sono decomponlblll In sostanze volatili durante ii processo di evaporazione. A seconda del tipo di percolali , della lora attttudine o meno a formare in crostazionl sulla superficie degli elementi riscaldanti, della formazlone di prodottl lnstabiU e della viscosita, si potranno prendere In conslderazione le seguenti tipologie di evaporatori: • Evaporators a ricircolo • Evaporatore a ricircolo forzato • Evaporatore a velo d'acqua • Evaporatore a strato sottile GU evaporatori a ricircolo forzato che funzionano a piu stadi con regimi regolatl di temperatura e pressione, sono lmplantl di 1ecnologia collau• data in grado di concentrare I percola11 lino a 10·20 volte, ottenendo del concentrati con un con1enu10 di sostanza solida del 10-15%. Rispetto ad anri slsteml di depurazione, l'evaporazlone ii quello a piu a.Ito consumo energetico, Tuttavla esso puo essere alimentato con II calore di scarto di stadi di processo a bassa temperatura. ( 0 ( Piano di gcstlone del Rifi!Ai Provlncia Autonoma di Botzano Pagirut,11.51 • 11.5.3.2 INCENERIMEITTO Vi sono motivl di ordine economico a sfavore dell'incenerimento diretto di percolati di discartca. Per contro, 11ncenertmento dl concentrati derivantl dal processo di evaporazione dl percolati permette di distruggere le so stanze organiche in essi contenute. Come residui rtmangono resti inor• ganici e sail cha possono essere smaltiti assieme alle scorie ed alle pol vert di filtrazione del fuml. 11.5.4 TRATTAMEITTI CHIMICI 11.5.4.1 OSSIDAZIONE CHIMICA L'ossldazione chimica con ozono, sostenuta con l'irradiazione con raggi ultravioletti (UV) e ancora In lase di sperimentazione, SI tratta di un pro• cesso che non ha resldul, In quanto le sostanze biologicamente di difficile o nulla degradabilita sublscono una trasformazione chimica e non rimangono residui, I percolati cosl trattati sl distinguono per bassa tosslcita, alto tivello di degradabilita biologica e mlgllore precipitabilita. I percolatl vengono sottoposti ad una sovrapressione, per aumentare fa solubiDta fisica dell'ozono. L'lmmlsslone dell'ozono avvlene per mezzo di un inlettore direttarnente nel flusso di circolazione del reattore 1, nel quale avviene la vera e propria ossldaziona. Prima dell'immlsslone delrozono, ii flusso dl correnta viene sottoposto ad un lrragglarnento con raggi ultraviolettl, cha agisce da •scioglimento• dei compostl organici piu forti, in modo da favortme la degradabilita. fl processo deva essere integrato da uno stadio di depurazlone pre• llminare di tipo biologico e da uno successive a carbonl attivi. R y t e c AG. CH • MunsWlgen Pagfna • 11.52 • FIGURA 11 .11 : Piano di gestione dei A f"l.lti Provincla Autonoma di Bolzano IMPIANTO DI OZONIZZAZIONE PER LA OEPURAZIONE DI PERCOLATI Goneralae d.i .,...... -I Sebaloio --1 ozono di c, P~to ~ 'IC;;/ ~~ I AGQtto. 1 I I : UV I Essicatore ~~ I I I • R«1ttoe 2 I • • Ttarntomutore di ozoro Sc:arico 11.5.5 RENOIMENTI 01 OEPURAZIONE E OUANTITA' DI RESIDUI DEi VARI SISTEMI DI TRATTAMENTO I dati ripertati nelle tabelle 11.3 e 11.4 sene da conslderarsl come valeri di rllerimente per I slngell slsteml di trattamente; essl pessone variare in piu e in mane, case per case, a seconda delle caratterlstiche del percolate. La tabella 11.3 mestra gli specificl pregi e difettl, rlguarde ai rendimentl di depuraziene, dei varl process!. ( u ( ( Piano di gesilono dei Riliuti P<ovincia. Au1onoma di Bolzano Pag!na • 11 S3 • TABELLA 11.3: RENDIMENTI DI DEPURAZIONE Capaeit.i di abbattir.iento .,,. T:-attamento I 60JS COD NH4-N I AOX Biolcsic:o < 95 <60 > 85 < 15 Mcx:x:ul.at!.cn:t/pn,: 1.p! u,::.ia-w < 20 < 60 < 10 < 60 Ac9:Jroit!mto < 25 > 90 < 15 > 90 O:mx;i inver'sa, 2 stadi < 95 > 95 > 90 > 95 Ev~me > 90 > 96 > 99 > 97 ~ i daz~ c:himica < 20 < 80 < 20 < 70 Le quantita di resti, riponate in tab. 11.4, aumenlano, qualora si aumenti l'appono di additivi, al fine di accrescere II rendimento di depurazlone. TABELLA 11 .4: QUANTITA' DI RESTI Tr-attamento Ouantiti di resti (kg/m3 di pcrcolato) B!olqiico 15 • 40 na:cu1..ia-e/precipitazicre (~ c.l fU tn:iaio 10 • 15 al 33 di a:::et. secca) 5. 15 Ada:::n°ll.":UltD (cartcni attivi) Cu;Q;i i.mers3 (a:n.21cat0) 200 • 250 Evip::ra%icn! {cx:n::tt'ltn,.to) 45 • 55 ~icaTUlto Crcsid.D solub al D di $01$,t.t.cr:::CSi} 4-6 Oooidaz.ia,e dllr-..ics (f>ajtl) 0, 1 . A y t • c AG, CH • MOn~lngen LF < 15 < 20 < 20 > 90 > 96 < 20 I I: Pagm • 11.54 • Piano di gestlone dei Rifn.1ti Ptovineia Autor-,ma di Botz.ano TAATTAMENTl 01 OEPURAZIONE COMBINATI La grande varlet/! di sostanze inquinanti presenti nei percolati fa s1 che, di nonna. nessuno dei processi di trattamento descritti da solo sia in grade di soddisfare alle future esigenze depurative. Di tutte le posslbill combinazioni tra I vari processi, quelle che si presenta no tecnicamente ed economicamente praticabili, sulla base delle attuali conoscenze ed esperienze, sono le seguenti: 0 Denit ri fi caz ione• nitri ficazio ne-adsorbi me nto• r locculaz.ione p recipitazion e; 0 Osmosi inversa • evaporazione • essicamento • estrazlone di azoto • Evaporazione-essicamento•estrazione di azoto-osmosl lnversa; Fondamentalmente, per ogni combinazione valgono i seguentl crlleri: Devona essere minimlzzatl I fatten di impatto ambientale, permettendo lo sfruttamento delle rlsorse rappresentate dal gas (nel caso di discarlche reattive). Le sostanze inquinantl presenti nei p~rcolati devono essere distrutte, trasformate oppure fissate In modo lrreversibile. I processi di trattamento non devono comportare ta dispersione o la diluWone delle sostanze inquinantl. I residui devono essere trattati in modo tale da non costitulre un ulteriore problema ambientale. La questione di quale comblnazlone debba essere impiegata nelle varie sttuazioni, dipende dalle pal1icolari condizioni ed esigenze, caso per caso. tn genere e necessario procodere ad un esame molto complete, appro• fondito e prlvo di pregiudizi, per essere in grade di scegtiere Ja combi• nazione piu ldonea ed in grade di far fronts anche alle esigenze future. Aytec Nl.CH·Mi:iru,gen ( 0 ( Piano di ges.tione dei Rifiuti Provincia Autonoma di Botzano Pagina • 11 .SS • 11.5.6 SCELTA DEL TRATTAMENTO I criteri piu importanti per la scetta di un sistema di trattamento combinato sono i seguenti: • soddisfacimento dei requisiti di qualitil per lo scarico finale • adattabilitil a condizioni variabili (quantita, carichi, disposizioni di legge) flessibilita dell'impiantistica di base, adattablllta ad ampliamenti successivi 0 rendimento di depurazione • necessitil di meu.i di esercizio • comportamento In eserdzio, facilita di assistenza e manutenzione, affidabilita • possibilitil di padroneggiare la tecnologia di trattamento dei percolati • emission! (gas, acque di scarico, rumorl, odori) • quantita di resti e possibilita di garantlre ii loro smaltimento In modo sicuro, nel lungo termine 0 costl di investimento e di eserci.z.io 0 relerenze su impianti analoghi (livello della tecnica) 0 realiuabiltta In loltl dell1mpianto I requisitl circa ii pretrattamento del percolati dipendono dalle condizioni di ammlsslbllita degi scarlchi negll lmpianti pubblici di depurazione e dalle norme di legge vigenti in materia di scarichi (leggl di tutela delle acque). Le condizioni devono essere stabilite quindl caso per caso in ac cordo ccn gli organi competenti. Poiche le quanttta di percolati sono destinate ad aumentare e diminuire in relazlone alrevoluzione delle varle lasi di esercizio, per avere una ml gliore dis1ribuzione dei costi di investimento, e opportuno realizzare gr. impianti di trattamento dei percolati in lotti; ciO consente tra l'altro di utiliz zare le esperienze acquisite nel corso del tempo e di apportare gli oppor tuni miglioramentl. Rytee AG.CH • Munsi,gen Pag!na • 11.56 • Piano di gesllone doi RIUutl Provincia Autonoma di Bolzano 11.5.7 11 . 6 11 .6.1 PROSPETTIVE I requisiti degli impianti di depurazlone dei percolati dovranno essere in futuro sempre piu pertezlonati per ragioni ambientali e cio comporta che i gestori delle discariche devono fin d'ora tarsi carico di veriricare gli attuali slstemi di smaltimento e di fare del programmi a lungo termine. Nel cam• po della depurazione di percolati si presentano sempre nuove soluzioni. che prevedono tuttavia ii ricorso a tecnologie ancora in lase sperimentale. Si consiglia percio, nell'ambito di una programmazione complessiva, di procedere per fasi, ricorrendo a sistemi di trattamento giil collaudatl (vedi a riguardo allegali 11 .4 e 11.5). Captazlona a recupero del gas CAPT AZIONE DEi GAS 11.6. 1 .1 PREVISION! QUANTITATIVE Ogni discarica reattiva clave essere sottoposta a controm periodic! sulle emissioni di gas. In relazione al materlale depositato, alle moclallta di stoccaggio del rlfiuti ed al tipo di copertura, possono essere lane certe previsioni sulle quantila di gas prodotto e captabile nel tempo mediante opportune installazioni. Queste prevision! sono determinanli al finl della progettazione dei sistemi di captazione e riutilizzo dei gas, nonche ai fini del oontrollo dells emission! residue. 11.6.1.2 REQUISITI In tutti i casi In cui la produzione di gas da luogo ad emissioni media mente superiort a 100 mg!m3 e, in relazione al materiale depositato, e posslbile attenders! una produzione di gas continua o crescente nel lungo periodo, si devono prevedere dei slstemi di captazione dei gas. A y t e c AG, CH • Ml:in:~n (l () ( ( Piano di gesliono d&i Rifii.rti Provincla Au'lonoma di Bolzano Pagina • 11.57. I sistemi di captazione passivi sono costituiti da tubazioni, pouettl e dreni attravero i quaU i gas trovano delle vie preferenziar. di migrazione. In tal mode si riducono le eccessive pressioni del gas e si evitano i relativi perl• coli per le infrastrutture. Nelle discartche con basse produzloni di gas le tubazioni vengono disposte sotto la copertura impermeabile superficiale. Con queS1a tecnica sl riesce a captare generalmente solo una modesta quantlta di gas, in quanto la maggior parte si disperde per diffusione o attraverso altre vie. Al fine di ridurre al minimo remissione di odorl, ii gas deve essere posslbilmente trattato in un flltro biologico. Con i sistemi di captazione .!l!llia dei gas, sl effettua una aspirazione per depressione, tale cla compensare le sovrapressioni in ognl zona della discarica. In tal modo la maggior parte dei gas viene aspirata nella rete di tubi del sistema di captazione. Con una appropriata disposizione dei tub! e dei pozzettl di captazione, nonch~ con adeguati sisteml di impermeabil iuazione superficiale, si deve far in modo di evitare l'aspirazione di aria estema, assieme ai gas ed lnoltre si deve prowedere ad asportare rego• larmente ii condensato che si accumula nelle condutture. Tubi e pozzeni devono essere realizzatl In modo da consentire un controllo eel una verlfica costante dei gas, ed in particolare: • Controllo delle eventuali miscele esplosive di aria/metano ° Controllo delle sottopressionl (aspirazione regolare e costante) • Verifica della composizione dei gas: contenuto In CH4, sostanze lnquinanti • Misura delle quantita di gas 11 .6. 1 .3 IMPIANTl DI CAPTAZIONE DEi GAS Nella progettazione di nuove discariche reattive, va tenuto conto fin dall' inlzio del sistema di captazione dei gas, e precisamente: disposizione di tratti orrizontaU di tubazione sulla base e di sistemi di captazione dei gas nelle tubazioni di drenaggio dei percolati; R y t • c AG. CH • MCansil'Qen Pagina - 11 .58· Piano di ges1ione dei Aillluli Provincia h.rtonoma di Botzano pozzetti verticali di captaziona del gas, allungabili di pan passo con rinnalzamento nella discarica; l'aspirazione puo essere effettuata tramtto le tubazioni disposte sul fondo; condu1ture di raccolta con idonea pendenza per la raccolta dalle acque di condensa; dispositivi di aspirazione per onenere la necessaria depressione; fiaccola per assicurare la distruzione degli inquinanti contenutl nel gas; essa e necessaria per rimpiazzare l'impianto di recupero, qualora non sia economicamente conveniente realizzar1o, nel caso in cui la produziona di gas sia troppo bassa; disposttivi di regolazione e misura In corrispondanza dei pozzetti o della condutture di raccolta, per regolare la depressions a le quantita di gas captato; impianti di riutilizzo dei gas, a recupero di energia, nel caso di grosse discar1che. II corretto esercizio del sislema di captazlone dei gas, esteso a tutta la discarica, riveS1e caranere di assoluta prlorita e deva essare controilalo pariodicamente. I lenomani di ce<fimento, le variabili condizioni di eser• cizio della discarica, nonchil le modificazioni nei processi di degrada• ziona biologica, comportano degli scostamenti del sistema di captazione dei gas dai campo di funzionamento ottimale. Se poi vi sono impianti di riutiiiuo, bisogna essere In grade di garantire la costanza della fomitura del gas. Anche soi sistemi di controllo automatico sono sempre piu dittusi ed affidabili, ~ tultavia necessario operare controlu almeno settimanali dei piu importantl settori dell'impianto. Adottando adeguate tecniche di ge stione, sl puo garantire la sicureua di una fornitura regolare di gas, sen• za presenza di aria estema, vale a dire ricco di metano, dimodoche e posslbile prendere in considerazione un suo riutilizzo in torma economi camente conveniente. A y t • c N3, CH • Ui.ai:ingon 0 ( f Piano di gestione del Rifiutl Provlncla Autonoma di Bolzaro Pagin.a • 11.59 • 11.6.1.4 PIANO 01 SICUREZZA Al fine di evils.re i pericoli connessl alla formazione di miscele esplosive nel diversl punti dell'impianto e di garantire ii controllo degli impianti di riutiliuo, In particolare del bruciatore, sono necessarie speciali misure di sicureua, da prevedere in un apposite piano. Per far fronte a necessita di rapido intervento In caso di avaria e indispensabile disporre di un sistema di allarme (vedi allegato 11.4 Procedure di intervento per la protezione contra le esplosioni di impianti di captazione di gas di discarica). 11.6.2 TRATTAMENTO E RECUPERO DEi GAS 11.6.2.1 POSSIBIUTA' DI RIUTIUZZO DEi GAS II gas di discarica deve poler essere asportato con continuita e, se non viene recuperate, deve essere pol completamente mineralizzato (ince• nerito) ad alla temperatura per mezzo di idonee fiaccole. Gli impianti di degasazione non devono essere condizionati o limitati in atcun mode. II recupero energetico dei gas di discarlca puo essere effettuato nei seguenti modi: RISCALDAMENTO DI CALDAIA per produzione di • Vapore (ev. centrale elettrica con turbina a gas per grosse discariche) • Acqua surriscalclata (ev. per fomire calore di processo alle fabbriche) 0 Ac:qua calda (per rlscaldamento) • Calore di processo per utilizzi special! (ad es. post-combustione di rifiuti speciafi) MOTORI A GAS, per produzione di • energia meccanica (azionamento diretto di aggregatl, es. compressori) • solo en. elettrica (impianto generatore di corrente) 0 energia elettrica con posslbifita parziale o totale di recupero del calore (una forrna speciate di accoppiamento calore-energia elettrica) A y t • c AG, CH • Uun$if'ven Pag,inJ. • 11.60 • Piano di gesllone dei Ril iuti Pro1i1incia Autonoma di Solzano 11.6.2.2 AEOUISITI DEL GAS AL FINE DI RENDERE ECONOMICAMENTE CONVENIENTE IL RIUTIUUO QUANT IT A' DI GAS Per peter prendere in considerazione qualsiasi riutilizzo dei gas di discarica, bisogna che sia garantila una certa quantit3 a disposizione. l'impianto di captazione deve essere in grado di fornire oon continuit3 gas con contenuto energetico recuperabile e deve pertanto essere progettato. esegurto, gestito e controllato da personale specializzato. OUALITA' DEL GAS Con un buon sistema di captazione si puO in11uire in modo determinante sulla qualita del gas. A questo riguardo si deve distinguere tra discariche ( in esercizlo e fuori esercizio. FIGURA 11 .12: OtFFUSIONE DEi GAS 01 DISCARICA ,j' ff'~ Aria .,& . •' ' . " ~ ': " .. u i l i ·.~ ,; '• ·,: t t \, Pozzetto gas " . ' . i '• .. t t . . . ! t ,. ,, . " .. •' t t t R y t • c AG, CH • Uun&ing,en t. ( Plano di gesllone dcl Rlflutl Provincia Autonoma di Bolzano Pag;na • 11.61 • a) Metano e contenuto di ossigeno (CH4 e 02) Nelle discariche luori esercizlo, che per lo pi(J vengono dotate di una speclale copertura lmpermeabile, e possibile una captazione di gas senz.a immissione sostanziaJe di aria esterna. Di norma si possono ottenere concentrazloni di metano delrordine del 40•50¾ in volume. per tutta la vita della discarica. Nelle discariche in esercizio, la captazione del gas e condizionata da parecchi timiti esterni. Ad esempio, anraverso la superlicie libera della discarica vi possono essere immissioni di aria esterna netla rete del gas. I punti di captazione devono essere rifatti continuamente; nelle parti provvisoriamente impermeablliuate si verificano spesso fendlture a causa dei fenomeni di assestamento; I punti di ra=tta del gas ven gono danneggiati dal passaggio dei veicoli o del companatore, ecc. Con una buona progettazlone e con un·efficiente assistenza. sl posso• no ottenere anche nelle discariche in esercizio concentrazioni di meta• no nelrordlne del 40¾. b) Contenuto di acqua Dai gas di discarica saturi di vapore acqueo si forma, per effetto del rattreddamento nel sistema di cap!azione, acqua di condensa, aggressiva. E' necessario percio prevedere speciall separatori di condensa. reallzzall con materiall resistentl alla corrosione. c) Sostanze inquinanll, idrogeno solforato (H2S) e ldrocart>uri alogenati (CFKW) Nelle discartche di rifiuti urt>anl I valorl di H2S sono generalmente inferiori a 200 ppm. Nelle discariche di rifiuti di demolizione o di rifiuti speciaU tall valori possono lnvece raggiungere 2000 ppm (per effetto delta presenza di gesso). Con concentrazioni superiori a 1000 ppm, I gas captatl necessitano una depurazione, prima di peter essore utiUuati per alimentare motori R y t • c AG, CH • UOnsi'lgon Paglna • 11.62 . Piano di gestlone dei Rifh,ffl Provincia Autonoma di Bolzano a gas. Se invece i gas sono destinali ad essere semplicemente bruciati, la presenza di H2S non costituisce alcun problema. sotto ii profilo igienico. Peri motori, la presenza di idrocarburi alogenati ha effetti molto ag• gressivi, in quanto nella combustions si formano acido cloridrico (HCI) e fluoridrico (HF). Percicl, per utilizzare i gas per alimentazione di motori, necessita un·analisi prevenliva del contenuto di CFKW, adattando di conseguenza folio del motore ed ii tipo d1 manutenzione. Altrl problemi per i motori alimentati a gas possono essere rappresen• tati dalle polveri e dai silicati, che hanno un effetto abrasive. I 1.6.2.3 PRODUZIONE DI ENERGIA ELETTRICA Per ragioni di distanza delle utenze, in particolare per quanto rlguarda le possibilita di utilizzo del calore, sl ricorre motto spesso alla trasfonma• zione in energia elettrica, direttamente sulla discarica. L'ac:coppiamento in questi casi con ii recupero del calore non sempre e possibile, anche se auspicabile. I motori a gas tipo ono richiedono un adeguato raffreddamento ed un' elevata assistenza. rispetto agli apparecchi diesel dello stesso tipo. Adottando la tecnologia del motori magri si riescono in genera a rlspet• tare I Dmiti di legge per le emissioni In atmosfera. Cio non sempre risulta possibile nel caso di gas ricchi di componenti nocive. che devono per• tanto essere preventivamente depurati. Con una corretta disposlzlone e progettazione dell'impianto sl possono avere i seguenti risultati, in case di semplice combustions senza recupero del calore residue: 7.500 • 8.000 h/anno di eserclzlo rendimento elettrico del 30%, che slgnifica ottenere da 1 m3 di gas 1 • 1,5 KWh di energia elettrica A y t • c AG, CH • Murt$~en () u ( ( Piano di gcstlona del RU rti Prov~Cia Autonoma di Botzano Pagina • 11.63. 11.6.2.4 PRODUZIONE 01 ENERGIA ELETTRICA, CON RECUPERO DEL CALORE (BHKWJ Riutilizzando anche ii calore prodotto dal motore, ii rendimento, rispelto al potenziale energetico de! gas, passa dal 30% al 50-80%. Le utenze pre terite per rutilizzo de! calore sono aziende in grado di assorbirlo per tulto l'anno. II sistema BHKW risulta interessante nei seguen!I casi di impiego: aziende industriali ed artiglanali hotel, ospedali grandi magazzini, scuole insediamenti abilativi con teleriscaldamento pisdne, centri sponivi impianti di depurazione 11.6.2.5 RISCALDAMENTO CON GAS 01 OISCARICA NORMALE COMBUSTIONE: Per l'utilizzo del gas sono da preferire le grosse utenze che possono assorbire ii calore tutto f'anho, come ad es. cantrali dJ teleriscaldamento, ospedaU, industrie, impiantl di essicamento di mangimi, ecc. Per la com buS1ione, risultano idonel bruciatori di gas in pressione, combinati con brudatori a gasolio, In modo da regolare automatlcamente le osclllazloni del potere calorifico del gas. La maggior pane degli impianti a caldala lndustrlali sono convenlbili per la combustione di gas di discarlca. Uno schema possibile di ulllizzo multiple del gas e II seguente: essica mento di erba e granagUe in estate, produzlone di energia elettrica con recupero di calore In inverno. COMBUSTIONE AO ALTA TEMPERATURA Per motivi di immissionl, quando si vogliono eliminare le sostanze inqui• nanti ed in particolare le diossine, si ricorre alla combustione ad alta temperatura A y t • c AG. CH• Mi.#t;i),;;en Pagina • 11.64 • Piano di gestione dei Rifiuti Prov~la Avtonoma di Bolzano La combustione avviene in un forno speciale, mentre i gas di combu stione possono essere utilizzati per riscaldare una caldaia e produrre acqua surriscaldata o vapore per diversi usi. 11.6.2.6 AL TAE POSSIBILITA' 01 UTILIZZO DEi GAS I gas di disca.rica sono prodotti solo per un tempo limitato e percio non sempre i grossi investimentl necessari per II loro recupero sono ripagati dalla vendita doll'energia prodotta. Pertanto e necessario verificare in• nanzitutto se renergia prodotta puo essere direttamente utilizzata per i consumi intemi della discarica o per alimentare utenze immediatamente vicine. GIi esempi in tal senso possono essere: TRATTAMENTO 01 PERCOLATI: Gli impianti di depurazione dei percolati necessitano per lo piU di energ!a elettrica per alimentare le pompe. Nei t rattamenti successivl II concentrate viene per lo piU ispessito ed essicato, eventualmente evaporate. Gli impianti di evaporazione e di essicamento a bassa energia si possono alimentare anche con ii calore residua da caldaie e da motorl a gas. Con tau sistemi si pui> raggiungere un elevate grade di autosuflicenza ener getica. IMPIANTO 01 ESSICAMENTO 01 FANGHI 01 OEPURAZIONE Non sempre e possibile ii reimpiego dei fanghi in agricottura ed e percio necessario ricorrere ad altre torme di smaltimento. Con ressicamento dei fanghl si puo ottenere un granulate, che sl presta ad essere stoccato, sia per essere successivamente lncenerlto, cha utiiizzato In agricottura. L'es slcamento del langhl rappresenta qulncli una buona possibllita di utiflzzo del gas, su tutto rarco delranno. t 0