Ministerial Decree amending Ministerial Decree of 31 December 1992 on technical regulations for the production of certified propagating material of Prunoideae and relevant root stocks
Made 1997-02-21 · Text as of 2026-10-01
Public law and official guidance, published as research. Not legal, tax or financial advice.
About this law
- Language
- Italian
- Kind
- Regulation
- Organisation
- European Union
- Country
- Italy
- Subjects
- Cultivated plants
- Keywords
- plant production, seeds/planting material, fruits/edible nuts, institution, inspection, governance
- Categories
- agriculture
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4-6-1997 GAZZETIA UFFICIALE DELLA RU>LtntJC'tl-l~lJANA Serie generale - n. 128 MINISTERO DELLE RISORSE AGRICOLE, ALIMENTARI E FORESTALi DECRETO 21 febbraio 1997. Modificazione al decreto ministeriale 31 dicembre 1992 relativo alle norme tecnicbe ~ la produzione di materiale di ~opagazione vegetale cer 1cato delle Pnmoidee e dei rela vi portinoesd. IL MINISTRO DELLE RISORSE AGRICOLE, ALIMENTARI E FORESTALi Visto il decreto ministeriale 23 ottobre 1987, pubbli cato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana n. 271 del 19 novembre 1987, con il quale si e previsto che la produzione, ai fini della commercializzazione sul mercato nazionale ed estero del materiale di molti plicazione delle specie arbustive ed arboree da frutto nonche delle specie erbacee a moltiplicazione agamica, possa essere sottoposta a certificazione volontaria per l'acquisizione di un attestato di rispondenza genetica e di idoneita sanitaria; Visto i1 regolamento istitutivo del Servizio di certifi cazione volontaria del materiale di propagazione vege tale (decreto ministeriale 2 luglio 1991, n. 289, pubbli cato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana n. 209 del 6 settembre 1991); Visti in particolare gli articoli 2 e 3 del sopra citato regolamento ministeriale; Visto il decreto ministeriale 31 dicembre 1992, rela tivo a «Norme tecniche per la produzione di materiale di propagazione vegetate certificato delle Prunoidee dei relativi portinnesti» pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana n. 15 del 20 gen naio 1993; Viste le proposte di modifica al sopracitato decreto ministeriale 31 dicembre 1992 avanzate dalla regione Emilia-Romagna in data 2 febbraio 1994 e dall'lstituto sperimentale per la frutticoltura di Roma in data 24 marzo 1995; Ritenuta l'opportunita di modificare le norme tecni che per la produzione di materiale di propagazione vegetale certificato delle Prunoidee dei relativi portin nesti; Sentito il parere del comitato tecnico-scientifico -di cui all'art. 3 del citato decreto 23 ottobre 1987; A termini degli articoli 2 e 3 del regolamento ministe riale 2 luglio 1991, n. 289; Decreta: Art. 1. 1. Le norme contenute nel presente decreto si appli cano alle specie di fruttiferi di seguito elencate nonche ai relativi portinnesti anche se di specie diversa o ibridi: 14 Albicocco ( Prunus armeniaca L.); Ciliegio (Prunus avium L. e Prunus cerasus); Mandorlo ( Prunus amygdalus Batsch.); 4-6-1997 GAZZETIA UFFICIALE DELLA REPUBBLICA lTALIANA Serie generate - n. 128 Pesco ( Prunus persica L. Batsch.); Susino ( Prunus domestica L., Prunus salicina, Pru nus triflora e loro ibridi). 2. Ai fini de! presente decreto, ii decreto rninisteriale 2 luglio 1991, n. 289, recante il regolamento istitutivo de! Servizio di certificazione volontaria de! materiale di propagazione vegetale, e di seguito denorninato «decreto rninisteriale». Art. 2. I. II centro di conservazione per la premoltiplica zione di cui all'art. 2, comma 1, lettera a), de! decreto ministeriale e situato presso l'Azienda sperimentale di Tor Mancina sui terreni dell'Istituto sperimentale per la patologia vegetale di Roma, che ne assume la respon sabilita della gestione ai sensi dell'art. 3, comma 3, de! decreto rninisteriale medesimo. 2. Le strutture de! centro di cui al comma I ed i mezzi necessari alla conservazione de! materiale di prebase devono rispondere ai requisiti previsti dall'allegato n. I de! presente decreto. 3. I controlli sanitari ed i controlli di corrispondenze genetica de! materiale vegetale in conservazione per la premoltiplicazione, di cui all'art. 3, comma 2, de! decreto rninisteriale, sono effettuati, rispettivamente, dall'Istituto sperimentale per la patologia vegetale di Roma secondo le procedure di cui all'allegato n. 2A de! presente decreto e dall'Istituto sperimentale per la frut ticoltura di Roma secondo le procedure di cui all'alle gato n. 3A de! presente decreto. Art. 3. I. L'Istituto sperimentale per la patologia vegetale di Roma ha la responsabilita de! centro di premoltiplica zione di cui all'art. 2, comma I, lettera b), de! decreto ministeriale, che potra essere attivato anche presso altre strutture pubbliche o, in deroga, anche private che gia espletano tale attivita nell'ambito di normative regio nali o provinciali che disciplinano il processo di certifi cazione delle piante da frutto. Dette strutture vengono riconosciute dal Ministero delle risorse agricole, ali mentari e forestali, sentito ii parere de! comitato tec nico-scientifico. 2. La gestione de! centro di premoltiplicazione, di cui all'art. 3, comma 3, de! decreto rninisteriale puo essere affidata ad un organismo interprofessionale, sentito ii parere de! cornitato tecnico-scientifico, mediante appo sita convenzione da stipulare tra ii Ministero delle risorse agricole alimentari e fores tali ~ d i soggetti inte ressati. 3. I controlli sanitari ed i controlli di corrispondenza genetica de! materiale vegetale in premoltiplicazione, di cui all'art. 3, comma 2, de! decreto ministeriale sono effettuati rispettivamente, dall'Istituto sperimentale per la patologia vegetale di Roma secondo le procedure di cui all'allegato 2A de! presente decreto dall' Istituto sperimentale per la frutticoltura di Roma secondo le procedure di cui all'allegato 3A de! presente decreto. 4. L'Istituto sperimentale per la patologia vegetale di Roma e l'Istituto sperimentale per la frutticoltura di Roma possono avvalersi, per i controlli di cui al comma precedente, della collaborazione di altri enti o organi srni riconosciuti idonei, mediante la stipula di apposite convenzioni tra i soggetti interessati. 5. Fermo restando quanto disposto dagli articoli 2 e 3 del decreto ministeriale, ii centro di premoltiplicazione ed i mezzi necessari alla conservazione del materiale di base devono rispondere ai requisiti previsti dall'allegato n. I de! presente decreto. Art. 4. I. La moltiplicazione de! materiale di propagazione vegetale delle specie previste nel presente decreto, deve essere effettuata tramite talea, margotta o innesto su piante della stessa categoria sanitaria. Qualora la mol tiplicazione sia effettuata ricorrendo alle tecniche di micropropagazione, le procedure devono essere con formi a quanto previsto dall'art. 10 de! decreto ministe riale. Art. 5. I. Fermo restando quanto disposto dagli articoli 2, 3 e 9 de! decreto rninisteriale i centri di moltiplicazione devono avere dimensioni sufficienti a produrre annual mente un milione di pezzi di materiali di propagazione (talee, barbatelle, marze, gemme e semi), nonche rispet tare le norme di cui agli allegati 4 e 6 de! presente decreto. 2. I controlli sanitari ed i controlli di corrispondenza genetica delle piante madri presso i centri di moltiplica zione, ai sensi dell'art. 3, comma 4, de! decreto ministe riale sono attuati dalle regioni e dalle province auto nome ade renti al Servizio nazionale di certificazione volontaria, avvalendosi degli organismi di cui all'art. 4 de! decreto rninisteriale in data 23 ottobre 1987, confor memente alle modalita di cui all'allegato 2B de! pre sente decreto per lo stato sanitario e all'allegato 3B de! presente decreto per la corrispondenza genetica. Art. 6. I. I vivai che intendono produrre materiale da certifi care devono rispettare le norme di cui agli allegati 5 e 6 de! presente decreto. 2. 11 materiale da certificare prodotto dai vivai, fermo restando quanto disposto dalle vigenti disposizioni sullo stato sanitario e sulla corrispondenza genetica, deve soddisfare le caratteristiche di cui all'allegato 7 de! presente decreto. 15 4-6-1997 GAZZETIA UFFICIALE DELLA REPUBBLICA ITALIANA Serie generale - n. 128 Art. 7. I. Le regioni e le province autonome che aderiscono al Servizio nazionale di certificazione volontaria stipu leranno apposite convenzioni con il Ministero delle risorse agricole. alimentari e fores tali ai fini della rego lamentazione delle procedure per l'attazione dei sud detti controlli. 2. Le regioni e le province autonome che alla data di entrata in vigore del presente decreto dispongono di apposito Servizio di certificazione operativo e che intendono aderire al Servizio nazionale, potranno richiedere al Ministero delle risorse agricole, alimentari e forestali la facolta di certificare il materiale di molti plicazione ritenuto rispondente ai sensi della normativa regionale e provinciale, in deroga alle disposizioni del decreto ministeriale. 3. La facolta di cui al comma 2, e riconosciuta previo parere favorevole del comitato tecnico-scientifico di cui all'art. 6 del decreto ministeriale ed a condizione che le regioni e le province autonome, trascorso un periodo non superiore ad anni cinque assumano l'impe gno di utilizzare per la certificazione esclusivamente materiale di propagazione proveniente dal Servizio nazionale. 4. 11 riconoscimento della facolta di cui al comma 3, sara oggetto di apposite convenzioni tra il Ministero delle risorse agricole, ·alimentari e forestali e le regioni e le province autonome che ne faranno richiesta. Art. 8. I. Gli organismi e/ o le istituzioni incaricate di svol gere controlli sul materiale di moltiplicazione ad ogni livello, qualora dovessero riscontrare materiale non conforme ai requisiti previsti dal presente decreto, sono tenuti ad escludere detto materiale dal processo di cer tificazione e ad inviare tempestivamente i risultati dei controlli al Ministero delle risorse agricole, alimentari e forestali. Art. 9. 1. 11 decreto ministeriale 31 dicembre 1992, citato nelle premesse e abrogato. II presente decreto sara inviato alla Corte dei conti per la registrazione. II presente decreto entrera in vigore il giorno succes sivo alla sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana. Roma, 21 febbraio 1997 II Ministro: PINTO Registrato a/la Corte dei conti /'8 maggio 1997 Registro n. 1 Risorse agricole, fog/io n. 149 ALLBGATO I CARATIERISTICHE TECNICHE DELLE STRUTIURE E DEI MEZZI NECESSARI ALLA CONSERVAZIONE DEL MATERIALE DI PREBASE E DI BASE. II materiale di prebase e di base deve essere conservato in condi zioni di assoluto isolamento onde evitare qualsiasi contaminazione. Pertanto il materiale deve essere allevato in vasi di adeguato dia metro contenente terriccio sterile e conservato in strutture (screen house) che devono rispondere ai seguenti requisiti: la pavimentazione deve garantire il completo isolamento tra i vasi e il terreno. Se si prevede di interrare i vasi il piano di calpestio deve essere realizzato con brecciolino o altro materiale inerte che assi curi comunque un efficiente drenaggio; devono essere realizzate a tetto rigido e con una doppia parete in rete di dimensioni tali da impedire l'ingresso di insetti vettori di virus; tutta la struttura deve garantire dalle acque superficiali e dal l'ambiente circostante. ALLBGATO 2 CONTROLLI SANITARI A) Sul materiale di prebase e di base. I controlli sanitari devono essere eseguiti secondo i protocolli previsti per ogni singola specie come indicato nelle tabelle I, 2, 3, 4, 5 e 6. Per i virus trasmissibili meccanicamente e necessario eseguire su ciascuna pianta un saggio annuale mentre per le malattie non trasmis sibili meccanicamente e necessario effettuare un saggio in modo tale che ogni pianta venga saggiata singolarmente in non piu di 5 anni. B) Su/le piante madri certificate. Sono previsti due tipi di controlli: a) visivi: da effettuare in concomitanza con il periodo di mas sima espressione sintomatologica delle singole ma!attie; b) saggi: saggi sierologici annuali, mediante ELISA, su tutte le piante peril virus PPV (Sharka o Vaiolatura delle Drupacee) e saggi sierologici, mediante ELISA, sul 10% delle piante per i virus ApMV (Mosaico de! melo), PNRV (Maculatura anulare necrotica), PDV (Nanismo del susino) e ACLSV (Maculatura clorotica de! melo). 16 4-6-1997 GAZZETIA UFFICIALE DELLA REPUBBLICA ITALIANA Serie genera/e - n. 128 Tabella 1 PROTOCOLLO DEi SAGGI DI ACCERTAMENTO PER LO STATO SANITARIO DELL'ALBICOCCO E RELATIVI PORTAINNESTI PER LA CERTIFICAZIONE "VIRUS ESENTE* Nome ioglese Nome italiaoo oatogeno A9.en.te lmfii.atore Tu.sLC} . -•~---' Virus (1): Apple chlorotic leaf spot Maculatura clorotica del melo ACLSV GF 305 ELISA Apple mosaic Mosaico del melo ApMV GF 305 ELISA Plum pox Vaiolatura delle drupacee PPV GF 305 ELISA Prune dwarf Nanismo del susino POV GF 305 ELISA Prune necrotic ringspot Maculatura anulare necrotica PNRV GF 305 ELISA MLOs: Apricot chlorotic leafroll Accartocciamento clorotico fogliare dell'albicocco MLO Luizet, Priana Malattie virus sfmflf: Peach asteroid spot agent Macchiettatura asteroide del pesco - GF 305 Apricot ring pox Vaiolatura anulare dell'albicocco --- GF 305, Luizet (") II saggio sierologico negativo non sostituisce ii saggio biologico. (1) I virus trasmissibili meccanicamente possono essere diagnosticati con saggio sugli indicatori erbacei Chenopodium quinoa e/o Cucumis sstivus. Tabella 2 PROTOCOLLO DEi SAGGI DI ACCERTAMENTO PER LO STATO SANITARIO DEL CILIEGIO ACIDO E DOLCE E RELATIVI PORTAINNESTI PER LA CERTIFICAZIONE 'VIRUS ESENTE" Nome ioglese Nome italiaoo patogeno Aslim1e lndii.atore Toilij Qonsigliato Virus (1): Apple Chlorotic leaf spot Maculatura clorotica del melo ACLSV GF 305 ELISA Apple Mosaic Mosaico del melo ApMV GF 305 ELISA Arabis Mosaic Mosaico dell'arabis ArMV GF305 ELISA Cherry green ring mottle Maculatura anulare verde CGRMV Kwanzan-Shirofugen Cherry leaf roll Accartocciamento fogliare del ciliegio CLRV GF305 ELISA Cherry rasp leaf Foglia rasposa del ciliegio CRLV GF 305 ELISA Prune dwarf Nanismo del susino POV GF 305 ELISA Prune necrotic ringspot Maculatura anulare necrotica del susino PNRV GF 305 ELISA Raspberry ringspot Maculatura anulare del lampone RRV GF 305 ELISA Strawberry latent ringspot Maculatura anulare latente della fragola SLRSV GF 305 ELISA Tomato black ring Anulatura nera del pomodoro TomBRV GF 305 ELISA Tomato ring spot Maculatura anulare del pomodoro TomRSV GF 305 ELISA Malattie virus simfli: Little cherry Piccolo ciliegio Sam Necrotic rusty mottle Maculatura rugginosa necrotica Sam Rusty mottle (european) Maculatura rugginosa (europea) Sam, Bing (*) II saggio sierologico negativo non sostituisce ii saggio biologico. (1) I virus trasmissibili meccanicamente possono essere diagnosticati con saggio sugli indicatori erbacei Chenopodium quinoa elo Cucumis sstivus. 17 4-6-1997 GAZZETTA UFFICIALE DELLA REPUBBLICA ITALIANA Serie generate - n. 128 Tabella 3 PROTOCOLLO DEi SAGGI DI ACCERTAMENTO PER LO STATO SANITARIO DEL MANDORLO E RELATIVI PORTAINNESTI PER LA CERTIFICAZIONE ''VIRUS ESENTE" Nome ingfese t:,iome italiano patQgeno ~ lndicatore Tufil.C). Comii91iato Virus (1): Apple chlorotic leaf spot Maculatura ciorotica del melo ACLSV GF 305 ELISA Apple mosaic Mosaico del melo ApMV GF 305 ELISA Plum pox Vaiolatura delle drupacee PPV GF 305 ELISA Prune dwarf Nanismo del susino POV GF 305 ELISA Prune necrotic ringspof Maculatura anulare necrotica del susino PNRV GF 305 ELISA (*) II saggio sierologico negativo non sostituisce ii saggio biologico. (1) I virus trasmissibili meccanicamente possono essere diagnosticati con saggio sugli indicatori erbacei Chenopodiun quinoa e/o Cucumis sativus. Tabella 4 PROTOCOLLO DEi SAGGI DI ACCERTAMENTO PER LO STATO SANITARIO DEL PESCO E RELATIVI PORTAINNESTI PER LA CERTIFICAZIONE 'VIRUS ESENTE" Nome ingiese Nome italiano patogeno ~ lodicatore DmO r.-----"-,t0 Virus (1): Apple chlorotic leaf spot Maculatura clorotica del melo ACLSV GF 305 ELISA Apple mosaic Mosaico del melo ApMV GF 305 ELISA Cherry green ring mottle Maculatura anulare verde del ciliegio GRMV Kwanzan-Shirofugen Plum pox Vaiolatura delle drupacee PPV GF 305 ELISA Prune dwarf Nanismo del susino POV GF 305 ELISA Prune necrotic ringspot Maculatura anulare necrotica del susino PNRV GF 305 ELISA Strawberry latent ringspot Maculatura anulare latente della fragola SLRSV GF 305 ELISA Tomato black ring Anulatura nera del pomodoro TomBRV GF 305 EUSA Tomato ring spot Maculatura anulare del pomodoro TomRSV GF 305 ELISA Malattie virus simili: Peach asteroid spot agent Macchiettatura asteroide del pesco -- GF 305 Vlroidl: Peach latent mosaic Mosaico latente del pesco Viroide GF 305 (*) II saggio sierologico negativo non sostituisce ii saggio biologico. (1) I virus trasmissibili meccanicamente possono essere diagnosticati con saggio sugli lndicatori erbacei Chenopodium quinoa elo Cucumis sativus. 18 4-6-1997 GAZZETIA UFFICIALE DELLA REPUBBLICA lTALIANA Serie generale - n. 128 Tabella 5 PROTOCOLLO DEi SAGGI DI ACCERTAMENTO PER LO STATO SANITARIO DEL SUSINO E RELATIVI PORTAINNESTI PER LA CERTIFICAZIONE 'VIRUS ESENTE" Nome i □glese Nome ttana□o patoge□o ~ lmlii:;atQce Ieili:l. r Virus (1): Apple chlorotic leaf spot Maculatura clorotica del melo ACLSV GF 305 ELISA Apple mosaic Mosaico del melo ApMV GF 305 ELISA Myrabolan latent ringspot Maculatura anulare latente del mirabolano MLRSV GF 305 ELISA Plum pox Vaiolatura delle drupacee PPV GF305 ELISA Prune dwarf Nanismo del susino POV GF 305 ELISA Prune necrotic ringspot Maculatura anulare necrotica del susino PNRV GF305 ELISA Tomato ringspot Maculatura anulare del pomodoro TomRSV GF 305 ELISA MLOs: Apricot chlorotic leafroll Accartocciamento clorotico fogliare dell'albicocco MLO Luizet, Priana (*) II saggio sierologico negativo non sostituisce ii saggio biologico. (1) I virus trasmissibili meccanicamente possono essere diagnosticati con saggio sugli indicatori erbacei Chenopodium quinoa e/o Cucumis-sativus. Tabella 6 LISTA DELLE MALATTIE DA ACCERTARE PER LA CERTIFICAZIONE "VIRUS CONTROLLATO" Spe~ie f[lltti!.2la Ma1atti.a. eatQge□Q Alblcocco Prunus armeniaca L. Maculatura clorotica del melo ACLSV Mosaico del melo ApMV Vaiolatura delle drupacee PPV Nanismo del susino POV Maculatura anulare necrotica del susino PNRV Accartocciamento clorotico fogliare dell'albicocco MLO Cillegio Prunus avium L. Maculatura clorotica del melo ACLSV Prunus cerasus L. Mosaico del melo ApMv Prunus mahaleb L. Nanismo del susino POV Maculatura anulare necrotica del susino PNRV Maculatura anulare del lampone RRV Mandorlo Prunus amygdalus L. Maculatura clorotica del melo ACLSV Mosaico del melo ApMv Vaiolatura delle drupacee PPV Nanismo del susino POV Maculatura anulare necrotica del susino PNRV Pesco Prunus persicae L. Maculatura clorotica del melo ACLSV Mosaico del rnelo ApMV Vaiolatura delle drupacee PPV Nanismo del susino POV Maculatura anulare necrotica del susino PNRV Mosaico latente del pesco Viroide Susino Prunus domestica L. Maculatura clorotica del melo ACLSV Mosaico del melo ApMV Vaiolatura delle drupacee PPV Nanismo del susino POV Maculatura anulare necrotica del susino PNRV 19 4-6-1997 GAZZETfA UFFICIALE DELLA REPUBBLICA ITALIANA Serie generale - n. 128 Ar.LEGATO 3 CONTROLLI DI CORRISPONDENZA GENETICA A) Sul materiale di prebase e di base. La certificazione di corrispondenza varietale per le cultivar di alberi da frutto potra essere rilasciata solo dopo aver osservato almeno una frutt1ficazione sufficiente a permettere la. piena corri spondenza de! materiale in osservazione al fenotipo. La certificazione di corrispondenza varietale per i portinnesti clonali dei fruttiferi potni venire rilasciata solo dopo aver osservato almeno due cicli vegetativi annuali di propagazione in vivaio ed averne verificato la corrispondenza al fenotipo. La certificazione di corrispondenza varietale sui portinnesti pro pagati per seme, e relativa alla cultivar portaseme, ~tra venire rila sciata dall'Istituto sperimentale per la frutticoltura di Roma seguendo ii protocollo indicato per le cultivar di alberi da frutto ed inoltre dopo aver osservato, per un intero ciclo vegetativo in vivaio, un quantita tivo di almcno 200 semenzali-portainnesto ottenuti dal seme raccolto dagli alberi della cultivar portaseme. LUOGO E MODALITA DELL'EFFETTUAZIONE DEi CONTROLLI I controlli - su materiale prelevato da ogni albero di prebase e di base - verranno effettuati nella localita prescelta dall'lstituto speri mentale per frutticoltura di Roma (o dalla istituzione delegata) econ temporaneamente presso ii CCP. Nei primi uno-due anni di fioritura e di fruttificazione andranno effettuati, e ripetuti ogni anno, almeno tre controlli durante ii ciclo vegetativo in corrispondenza delle fasi fenologiche: fioritura, epoca di raccolta dei frutti, caduta delle foglie; controlli pi u accurati sulle diverse fasi fenologiche e sulle caratteristiche morfologiche degli alberi andranno effettuate sul materiale in osservazione presso l'lsti tuto sperimentale per la frutticoltura di Roma o l'istituzione delegata. Nel caso dei portinnesti potra non venire effettuata l'osserva zione dei frutti ed in suo luo~o potra essere rilevata, come carattere distintivo, la capacita di molt1plicazione vegetativa. B) Su/le piante madri certificate. Prima di poter procedere al prelievo di materiale certificato la corrispondenza varietale andra verificata su tutte le piante, per i primi due anni, al germogliamento e/o fioritura e alla caduta delle foglie, inoltre per un solo anno (al secondo, terzo o quarto anno) in corri spondenza della raccolta dei frutti. CARATIERISTICHE TECNICHE DEI CAMPI DI PIANTE MADRI ALLEGATO 4 I campi di piante madri, sia di cultivars che di portainnesti, devono rispondere ai seguenti requisiti: I) l'impianto deve avvenire su terreno che risponda ai normali requisiti di idoneita agronomica, risultare esente da nematodi vettori ed essere preventivamente disinfettato e disinfestato con idonei pro dotti; 2) ii campo deve distare almeno 100 metri da frutteti di qual siasi tipo; 3) le parcelle devono essere omogenee, ben individuabili, dedi cate esclusivamente all'allevamento delle piante madri; 4) nella parcella le file devono essere complete e distinte per specie e per cultivars. Quando si hanno diverse cultivars su di una stessa fila, e obbligatorio la loro separazione con interspazio doppio, comunque non inferiore al metro; 5) le parcelle devono averc una fascia di bordo di almeno metri 3 costantemente lavorata su tutta la superficie e tcnuta libera da qualsiasi altra vcgetazione; 20 6) non possono essere conservati per {Jiu di dieci anni. Per i portinnesti (piante madri portainnesti) tali lim1ti sono elevati a dodici anni; 7) devono essere mantenuti costantemente esenti da infezioni crittogamiche e di altri organismi; 8) le piante devono essere coltivate in modo da evitare la pre senza dei fiori, fatta salva la fase di controllo della rispondenza varie tale; 9) i campi di piante madri devono essere isolati dall'affiusso di acque superficiali e le acque di irrigazione devono risultare o essere rese libere da agenti patogeni o loro vettori. siti: CARATIERISTICHE TECNICHE DEI VIVAI DI PIAN1E CERTIFICABILI ALLEGATO 5 I vivai di piante certificabili devono rispondere ai seguenti requi a) essere impiantati su terreni che rispondano ai normali requisiti di idoneita sanitaria ed agronomica contemplati dalle vigenti disposizioni normative in materia e che da almeno due anni non abbiano ospitato specie arborec da frutto; h) essere sottoposti ad analisi nematologica come indicato nell'allegato n. 6 e, in base ai risultati, essere disinfettati e disinfestati; c) essere suddivisi in parcelle omogenee, ben individuabili, destinate interamente ed esclusivamente all'ottenimento di piante arboree; d) la parcella deve contemplare una fascia di bordo di almeno metri 2, considerata parte integrante della parcella stessa, essere costantemente lavorata su tutta la superficie e tenuta libera da qual siasi vegetazione; e) ciascuna fila della parcella deve essere costituita da Prunoi dee e ogni combinazione d'innesto avere un intervallo di almeno un metro; f) essere mantenuti protetti da infezioni crittogRmiche e da infestazioni entomatiche o di altra uatura biotica; g) la parcclla deve distare almeno metri 4 da frutteti e vivai adiacenti ottenuti con materiale di propagazione non qualificato sani tariamente. ALLEGATO 6 ANALISI NEMATOLOGICA DEL TERRENO E DELLE PIANTE NEI CAMPI DI PIANTE MADRI E NEI VIVAI II terreno e le piante devono risultare esenti da: A) Nematodi vettori di virus: Longidorus elongatus, Longidorus attenuatus, Longidorus macrosoma, Longidorus diadecturus, Xiphinema diversicaudatum, Xiphinema rivesi, Xiphinema americanum, Xiphinema californicum. B) Nematodi endoparassiti ed ectoparassiti: Pratylenchus vulnus, Pratylenchus penetrans, Meloidogyne incognita, Meloidogyne javanica, Meloidogyne arenaria, Meloidogyne hapla, Criconomella xenoplax. 4-6-1997 GAZZETIA UFFlCIALE DELLA REPUBBUCA ITAUANA Serie generale - n. 128 CAMPI DI PIANTE MADRI Per la verifica dei nematodi vettori di virus i campioni devono essere prelevati in epoche ·opportune (primavera ed autunno) e prima di qualsiasi lavorazione; per ogni ettaro di terreno devono essere pre levati dieci campioni, ciascuno costituito da un massimo di cinque diversi prelievi. Per la verifica dei nematodi al secondo ed al quinto anno di vita delle piante devono essere prelevati campioni composti di porzioni di radici della stessa varieta. VIV A I Per la verifica dei nematodi vettori di virus deve essere effettuata l'analisi de! terreno all'impianto. Per la verifica dei nematodi deve essere effettuato un controllo visivo sulle radici. I campioni, prelevati nei campi di piante madri e nei vivai, devono essere inviati immediatamente ad un laboratorio di analisi riconosciuto dal Ministero delle risorse agricole, alimentari e fore stali. ALLEGATO 7 CARATIERISTICHE BIOMETRICHE E QUALITATIVE MINIME DEL MATERIALE VIVAISTICO DA CERTIFICARE a) Da seme: diritti; PORTINNESTI altezza minima dal colletto cm 40; ben radicati; calibro minimo al colletto mm 4; mazzi da 500 o JOO fino a mm 6; mazzi da 50 da mm 6 a mm 14; mazzi da 25 oltre mm 14. bj Da micropropagazione «erbacea»: diritti; altezza minima dal colletto cm 15; ben radicati (con almeno due radici contrapposte e con radici non «avvolte» oltre un giro); calibro minimo al colletto mm 2; confezioni: contenitori alveolati per 60 piante. c) Da micropropagazione «legnoso»: diritti; altezza minima dal colletto cm 30; ben radicati; calibro minimo al colletto mm 4; mazzi da 100 fino a mm 6; mazzi da 50 da mm 7 a mm 14; mazzi da 25 oltre mm 14. d) Da talea: diritti; altezza minima dal col!etto mm 35; ben radicati con almeno due radici contrappostc; calibro minimo a IO cm dalla base mm 4; mazzi da 100 fino a mm 8 mazzi da 50 da mm 9 a mm 14; mazzi da 25 oltre mm 14. PIANTE INNESTATE 1) Albicocco, pesco e susino: a) piante con gemma donniente: diritte; ben radicate; calibro minimo a 10 cm dal colletto mm 10; mazzi da 10 o 20 piante. b) astoni: diritti; ben radicati e con innesto ben saldato; altezza minima dal colletto cm 100 lignificati; punto d'innesto compreso tra cm 10 e 30 dal colletto; calibro minimo a cm 10 sopra ii punto d'innesto mm 12; mazzi da 10 o 20 piante. 2) Ciliegio e mandorlo: astoni: 97A4391 diritti; ben radicati e con innesto ben saldato; altezza minima dal colletto cm 120 lignificati; punto d'innesto compreso tra cm 10 e 30 dal col!ctto; calibro minimo a cm 10 sopra ii punto d'innesto mm 12; mazzi da 10 o 20 piante. 21