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Laws of Italy

Decision of the Legislative Assembly of Marche Region No. 128 approving the Regional Waste Management Plan

Made 2014-04-14 · Text as of 2026-10-01

Public law and official guidance, published as research. Not legal, tax or financial advice.

About this law

Original title
Deliberazione Assemblea Legislativa Regione March No. 128 del 14 aprile 2015, approvazione del Piano regionale di gestione dei rifiuti (prgr). Decreto legislativo 3 aprile 2006, No. 152, Art. 199.
Language
Italian
Kind
Regulation
Country
Italy · Marche
Subjects
Agricultural and rural development, Food and nutrition, Land and soil, Water, Waste and hazardous substances
Keywords
irrigation, food loss and waste, soil pollution/quality, soil conservation/soil improvement, protected area, protection of environment, pollution control, groundwater, surface water, public health, water quality standards, standards, access-to-information, contracts, certification, classification/declassification, climate change, business/industry/corporations, data collection/reporting, ecofriendly products/ecofriendly processes, education, effluent waste water/discharge, environmental standards, freshwater pollution, good practices, hazardous substances, hazardous waste, inspection, packaging/labelling, monitoring, organic waste, policy/planning, precautionary principle, public participation, recycling/reuse, risk assessment/management, soil rehabilitation, solid waste, sustainable development, sustainable use, waste disposal, waste domestic sources, waste management, waste non-domestic sources, waste prevention, zoning, bioenergy
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  1. REGIONE MARCHE — 1 — ASSEMBLEA LEGISLATIVA — IX LEGISLATURA — deliberazione n. 128 PIANO REGIONALE DI GESTIONE DEI RIFIUTI (PRGR). DECRETO LEGISLATIVO 3 APRILE 2006, N. 152, ARTICOLO 199 ESTRATTO DEL PROCESSO VERBALE DELLA SEDUTA DEL 14 APRILE 2015, N. 193 Il Presidente pone in discussione il seguente punto all’o.d.g.: proposte di atto amministrativo n. 98/15 ad iniziativa della Giunta regionale concer nente “Piano regionale di gestione dei rifiuti (PRGR). Decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, articolo 199”, dando la parola al Consigliere di maggioranza Enzo Giancarli e al Consigliere di minoranza Massimo Binci, relatori della IV Commissione assembleare permanente; omissis Al termine della discussione, il Presidente pone in votazione la seguente deliberazione: paa 98 REGIONE MARCHE — 2 — ASSEMBLEA LEGISLATIVA — IX LEGISLATURA — Avvenuta la votazione, il Presidente ne proclama l'esito: "l’Assemblea legislativa regionale approva" IL PRESIDENTE DI TURNO f.to Giacomo Bugaro IL CONSIGLIERE SEGRETARIO f.to Franca Romagnoli L’ASSEMBLEA LEGISLATIVA REGIONALE Visto l’articolo 199, comma 8, del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152 “Norme in mate ria ambientale” come modificato dal d.lgs. 205/ 2010, che stabilisce che le Regioni approvino e/ o adeguino i rispettivi piani di gestione dei rifiuti; Vista la proposta della Giunta regionale; Visto il parere favorevole di cui all'articolo 16, comma 1, lettera d), della l.r. 15 ottobre 2001, n. 20 in ordine alla regolarità tecnica e sotto il profilo di legittimità del Dirigente della PF ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industria le, nonché l'attestazione dello stesso che dalla deliberazione non deriva né può comunque deri vare un impegno di spesa a carico della Regio ne, resi nella proposta della Giunta regionale; Preso atto che la predetta proposta è stata preventivamente esaminata, ai sensi del comma 1 dell'articolo 22 dello Statuto regionale, dalla Commissione assembleare permanente compe tente in materia; Visto il parere espresso, ai sensi dell’articolo 11, comma 2, della l.r. 10 aprile 2007, n. 4, dal Consiglio delle autonomie locali, nel termine ri dotto dal Presidente dell’Assemblea legislativa ai sensi dell’articolo 12, comma 3, della citata legge; Visto il parere espresso, ai sensi dell’articolo 4, comma 1, della l.r. 26 giugno 2008, n. 15, dal Consiglio regionale dell’economia e del lavoro, nel termine ridotto dal Presidente dell’Assem blea legislativa ai sensi dell’articolo 9, comma 2, lettera b), della citata legge; Visto l’articolo 21 dello Statuto regionale; D E L I B E R A di approvare il Piano regionale di gestione dei rifiuti (PRGR) redatto in attuazione dell’articolo 199 del d.lgs. 152/2006 di cui all’Allegato A che costituisce parte integrante del presente atto e che si compone dei seguenti elaborati: Parte prima - Relazione di Piano: Quadro conoscitivo; Parte seconda - Relazione di piano: Proposta pianificatoria; Parte terza - Programma regionale di preven zione della produzione dei rifiuti; Rapporto ambientale e Sintesi non tecnica; Modifiche apportate agli elaborati del Piano regionale per la gestione dei rifiuti in adegua mento alle controdeduzioni sulle osservazio ni pervenute. 1 ALLEGATO A GIUNTA REGIONALE Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale PIANO REGIONALE DI GESTIONE DEI RIFIUTI (art.199 D.Lgs.152/2006) Parte prima – Relazione di Piano: Quadro conoscitivo Parte seconda – Relazione di Piano: Proposta pianificatoria Parte terza – Programma regionale di prevenzione della produzione dei rifiuti Rapporto ambientale e Sintesi non tecnica Modifiche apportate agli elaborati del Piano in adeguamento alle controdeduzioni sulle osservazioni pervenute 2 GIUNTA REGIONALE Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale PIANO REGIONALE DI GESTIONE DEI RIFIUTI (art.199 D.Lgs.152/2006) PARTE PRIMA RELAZIONE DI PIANO: QUADRO CONOSCITIVO Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Prima: Quadro Conoscitivo 3 3 REGIONE MARCHE La presente relazione è stata redatta dalla società OIKOS Progetti srl cui è stato affidato il servizio di supporto tecnico scientifico per l’aggiornamento del Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti della Regione Marche. Hanno collaborato: • Dr. Fausto Brevi; • Ing. Giulio Giannerini; • Dott.ssa Silvia Malinverno; • Ing. Letizia Magni; • Ing. Alice Morleo; • Ing. Gaia Racanella. Per le parti di competenza hanno inoltre contribuito alla redazione i membri del Gruppo di Lavoro costituito con Decreto del Dirigente del Servizio Territorio Ambiente ed Energia della Regione Marche n 15/TAE del 24/02/2012 così composto per la parte relativa alla redazione del Piano: • Dott. Piergiorgio Carrescia; • Dott.Biol. Paola Cirilli; • Dott. Agronomo Angelo Recchi • Dott. Geol. Nando Cingolani; • Avv. Francesca Recanatesi; • Dott.ssa Patrizia Giacomin; • Dott.ssa Maria Cristina Giombetti; • Geom. Emanuela Montemari; • Geom. Roberto Spinsanti; • Per.Ind. Fabio Lombardi. Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Prima: Quadro Conoscitivo 4 4 REGIONE MARCHE GLOSSARIO ABBREVIAZIONI: ANCI: Associazione Nazionale Comuni Italiani; ATA: Assemblea Territoriale d’Ambito; ATO: Ambito Territoriale Ottimale; BAT: Best Available Techniques (Migliori Tecniche Disponibili); CDR: Combustibile da Rifiuti; CER: Catalogo Europeo Rifiuti; CIAL: Consorzio Imballaggi Alluminio; CIC: Consorzio Italiano Compostatori; CIS: Corpi Idrici Sotterranei; COMIECO: Consorzio Nazionale Recupero e Riciclo degli Imballaggi a base Cellulosica CONAI: Consorzio Nazionale Imballaggi; COREPLA: Consorzio nazionale per la raccolta, il riciclaggio e il recupero degli imballaggi in plastica; COREVE: Consorzio Recupero Vetro; CSS: Combustibile Solido Secondario; CSS-Combustibile: Combustibile Solido Secondario non rifiuto (DM 22/2013); FOP: Frazione Organica Putrescibile; FORSU: Frazione Organica dei Rifiuti Solidi Urbani; FOS: Frazione Organica Stabilizzata; FOU: Frazione Organica Umida; FPc: Fattore di Pressione comunale; FPic: Fattore di Pressione intercomunale; FPp: Fattore di Pressione provinciale; GDO: Grande Distribuzione Organizzata; GHG: Greenhouse Gas (gas serra); GPP: Green Public Procurement; MNC: Materiali Non Compostabili; MUD: Modello Unico di dichiarazione ambientale; O.R.So: Osservatorio Rifiuti Sovraregionale; P: (rifiuto) Pericoloso; PAI: Piano di Assetto Idrogeologico; PCB: Policlorobifenili; PIL: Prodotto Interno Lordo; PRB: Piano Regionale per la bonifica delle aree inquinate; NP: (rifiuto) Non Pericoloso; PAP: (Sistema di raccolta) Porta a Porta; PRGR: Piano Regionale Gestione Rifiuti; RAEE: Rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche; RD: Raccolta Differenziata; RI: Rifiuti Indifferenziati; RICREA: Consorzio Nazionale Riciclo Imballaggi Acciaio; RILEGNO: Consorzio Nazionale per la raccolta, il recupero e il riciclaggio degli imballaggi di legno; RS: Rifiuti Speciali; RU: Rifiuto Urbano; RUB: Rifiuto Urbano Biodegradabile; RUR: Rifiuto Urbano Residuo; SIC: Siti di Importanza Comunitaria (direttiva “Habitat” 92/43/CEE); Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Prima: Quadro Conoscitivo 5 5 REGIONE MARCHE SISTRI: Sistema di controllo della Tracciabilità dei Rifiuti; TARI: Tassa sui rifiuti; TMB: Trattamento Meccanico Biologico; ZPS: Zone di Protezione Speciale (direttiva “Uccelli” 79/409/CEE). Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Prima: Quadro Conoscitivo 6 6 REGIONE MARCHE INDICE PREMESSA - CONTENUTI DEL PIANO E ITER DI REDAZIONE 10 SEZIONE I – QUADRO CONOSCITIVO 15 1. QUADRO NORMATIVO E PIANIFICATORIO DI RIFERIMENTO 16 1.1. Il quadro comunitario 16 1.2. Il quadro nazionale 21 1.2.1. D.Lgs. 36/2003: Attuazione della direttiva 1999/31/CE relativa alle discariche di rifiuti. 26 1.2.2. D.Lgs. 133/2005: Attuazione della direttiva 2000/76/CE, in materia di incenerimento dei rifiuti" 27 1.2.3. D.M. 22/2013 Regolamento recante disciplina della cessazione della qualifica di rifiuto di determinate tipologie di combustibili solidi secondari CSS 27 1.3. Il quadro regionale 28 1.3.1. La L.R. 15 del 20 gennaio 1997: “Disciplina del tributo speciale per il deposito in discarica dei rifiuti solidi” sulle politiche di gestione dei rifiuti 28 1.3.2. Sintesi degli obiettivi della L.R. 24 del 12.10.2009: “Disciplina regionale in materia di gestione integrata dei rifiuti e bonifica dei siti inquinati” 28 1.3.3. La L.R. 18 del 25.10.2011 – L’istituzione delle ATA (Assemblea Territoriale di Ambito) 29 1.3.4. La L.R. n. 41/2013 Interventi per il sostegno delle azioni di prevenzione della produzione dei rifiuti solidi urbani 30 1.3.5. Obiettivi del vigente Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti 30 1.3.6. Atti regionali inerenti la gestione dei rifiuti 32 1.3.7. Recenti orientamenti delle Amministrazioni Provinciali in materia di pianificazione della Gestione dei Rifiuti 35 2. LA PRODUZIONE E GESTIONE DEI RIFIUTI URBANI ED ASSIMILATI 39 2.1. Aspetti demografici 39 2.2. Analisi dei dati storici di produzione di rifiuti urbani dal 2001 al 2011 44 2.2.1. La produzione complessiva di rifiuti urbani ed assimilati 44 2.2.2. La produzione procapite di rifiuti urbani 45 2.2.3. L’evoluzione gestionale nel periodo 2006 – 2011 47 2.3. Evoluzione della raccolta differenziata nel periodo 2001 - 2011 50 Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Prima: Quadro Conoscitivo 7 7 REGIONE MARCHE 2.3.1. L’evoluzione gestionale nel periodo 2006 – 2011 53 2.4. Lo stato attuale della produzione di rifiuti urbani in Regione (approfondimento su dati 2011) 56 2.4.1. Le tipologie di rifiuti intercettati nel 2011 60 2.4.2. La composizione delle raccolte differenziate al 2011 61 2.5. Aggiornamento dei dati di produzione e raccolte differenziate al 2012 e 2013 67 2.6. Il recupero di materia 78 2.7. La composizione merceologica del rifiuto urbano prodotto 79 2.8. Le rese di intercettazione conseguite 81 3. I SERVIZI DI RACCOLTA DEI RIFIUTI URBANI 85 3.1. Analisi dei dati O.R.So. (2011) 85 3.2. Approfondimento delle modalità organizzative dei servizi 88 3.3. Produzione pro capite di RU, percentuale di raccolta differenziata e modello di raccolta 96 4. COSTI DELLA GESTIONE DEI RIFIUTI IN REGIONE MARCHE 97 4.1. Analisi dei dati ISPRA 97 4.2. Approfondimento sui costi comunali dei servizi di raccolta 103 5. ANALISI DEL SISTEMA IMPIANTISTICO 107 5.1. Impianti di valorizzazione delle frazioni secche da RD 108 5.2. Impianti di compostaggio 109 5.2.1. Evoluzione attesa sulla base delle iniziative in corso di definizione 111 5.3. Impianti di pretrattamento dei rifiuti indifferenziati 113 5.3.1. Evoluzione attesa sulla base delle iniziative in corso di definizione 114 5.4. Impianti di discarica 116 5.4.1. Evoluzione attesa sulla base delle iniziative in corso di definizione 126 6. IL SISTEMA ORGANIZZATIVO ISTITUZIONALE 129 7. CONSIDERAZIONI DI SINTESI IN MERITO ALL’ATTUALE GESTIONE DEI RIFIUTI URBANI 131 7.1. La produzione di rifiuti 131 Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Prima: Quadro Conoscitivo 8 8 REGIONE MARCHE 7.2. Riorganizzazione ed ottimizzazione del sistema di raccolta differenziata e massimizzazione del recupero di materiale. 132 7.3. Minimizzazione della quantità e pericolosità del rifiuto da smaltire e annullamento dello smaltimento in discarica del rifiuto indifferenziato 132 8. LA PRODUZIONE E GESTIONE DEI RIFIUTI SPECIALI 134 8.1. Le fonti informative di riferimento in merito alla produzione e gestione di rifiuti speciali 134 8.2. La produzione di rifiuti speciali 135 8.2.1. Evoluzione della produzione di rifiuti speciali 145 8.3. Le attività di recupero e smaltimento dei rifiuti speciali 148 8.3.1. Evoluzione delle attività di recupero e smaltimento dei rifiuti speciali 166 8.4. L’analisi dei flussi di importazione ed esportazione di rifiuti speciali 171 8.4.1. Evoluzione dei flussi di importazione ed esportazione di rifiuti speciali 189 8.5. Approfondimenti territoriali del sistema gestionale dei Rifiuti Speciali 191 8.5.1. Distribuzione territoriale della Macro Categoria 17 193 8.5.2. Distribuzione territoriale della Macro Categoria 19 197 8.5.3. Distribuzione territoriale della Macro Categoria 12 201 8.5.4. Distribuzione territoriale della Macro Categoria 15 204 8.5.5. Distribuzione territoriale della Macro Categoria 03 207 8.5.6. Distribuzione territoriale della Macro Categoria 16 210 8.5.7. Distribuzione territoriale della Macro Categoria 20 215 8.5.8. Distribuzione territoriale della Macro Categoria 10 218 8.5.9. Distribuzione territoriale della Macro Categoria 02 222 8.5.10. Distribuzione territoriale della Macro Categoria 01 225 8.5.11. Distribuzione territoriale della Macro Categoria 04 228 8.5.12. Distribuzione territoriale della Macro Categoria 08 231 8.5.13. Distribuzione territoriale della Macro Categoria 07 234 8.5.14. Distribuzione territoriale della Macro Categoria 05 237 8.6. Il sistema impiantistico dedicato al trattamento e allo smaltimento dei rifiuti speciali in ambito regionale 239 8.6.1. Anagrafica degli impianti operanti nel regime autorizzativo "ordinario" 239 8.6.2. Descrizione delle attività operanti in regime di procedura "semplificata" 248 8.6.2.1. Attività della provincia di Ancona 249 8.6.2.2. Attività della provincia di Ascoli Piceno 252 8.6.2.3. Attività della provincia di Fermo 253 8.6.2.4. Attività della provincia di Macerata 254 8.6.2.5. Attività della provincia di Pesaro e Urbino 257 Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Prima: Quadro Conoscitivo 9 9 REGIONE MARCHE 8.6.3. Conclusioni 258 9. CONSIDERAZIONI DI SINTESI SULLA GESTIONE DEI RIFIUTI SPECIALI NELLA REGIONE MARCHE 260 9.1. La produzione di rifiuti 260 9.2. Le attività di recupero e smaltimento dei rifiuti speciali 260 9.3. L’analisi dei flussi di importazione ed esportazione di rifiuti speciali 260 Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Prima: Quadro Conoscitivo 10 10 REGIONE MARCHE PREMESSA - CONTENUTI DEL PIANO E ITER DI REDAZIONE Ai sensi della normativa in materia di gestione dei rifiuti (art.196 comma 1 del D.Lgs. 152/2006) competono alle Regioni: a) la predisposizione, l'adozione e l'aggiornamento, sentiti le province, i comuni e le Autorità d'ambito, dei piani regionali di gestione dei rifiuti, di cui all'articolo 199; b) la regolamentazione delle attività di gestione dei rifiuti, ivi compresa la raccolta differenziata dei rifiuti urbani, anche pericolosi, secondo un criterio generale di separazione dei rifiuti di provenienza alimentare e degli scarti di prodotti vegetali e animali o comunque ad alto tasso di umidità dai restanti rifiuti; c) l'elaborazione, l'approvazione e l'aggiornamento dei piani per la bonifica di aree inquinate di propria competenza; d) l'approvazione dei progetti di nuovi impianti per la gestione dei rifiuti, anche pericolosi, e l'autorizzazione alle modifiche degli impianti esistenti, fatte salve le competenze statali di cui all'articolo 195, comma 1, lettera f); e) l'autorizzazione all'esercizio delle operazioni di smaltimento e di recupero dei rifiuti, anche pericolosi; f) le attività in materia di spedizioni transfrontaliere dei rifiuti che il regolamento (CEE) n. 259/93 del 1° febbraio 1993 attribuisce alle autorità competenti di spedizione e di destinazione; g) la delimitazione, nel rispetto delle linee guida generali di cui all'articolo 195, comma 1, lettera m), degli ambiti territoriali ottimali per la gestione dei rifiuti urbani e assimilati; h) la redazione di linee guida ed i criteri per la predisposizione e l'approvazione dei progetti di bonifica e di messa in sicurezza, nonche' l'individuazione delle tipologie di progetti non soggetti ad autorizzazione, nel rispetto di quanto previsto all'articolo 195, comma 1, lettera r); i) la promozione della gestione integrata dei rifiuti; l) l'incentivazione alla riduzione della produzione dei rifiuti ed al recupero degli stessi; m) la specificazione dei contenuti della relazione da allegare alla comunicazione di cui agli articoli 214, 215, e 216, nel rispetto di linee guida elaborate ai sensi dell'articolo 195, comma 2, lettera b); n) la definizione di criteri per l'individuazione, da parte delle province, delle aree non idonee alla localizzazione degli impianti di smaltimento e di recupero dei rifiuti, nel rispetto dei criteri generali indicati nell'articolo 195, comma 1, lettera p); o) la definizione dei criteri per l'individuazione dei luoghi o impianti idonei allo smaltimento e la determinazione, nel rispetto delle norme tecniche di cui all'articolo 195, comma 2, lettera a), di disposizioni speciali per rifiuti di tipo particolare; p) l'adozione, sulla base di metodologia di calcolo e di criteri stabiliti da apposito decreto del Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio, di concerto con i Ministri delle attività produttive e della salute, sentito il Ministro per gli affari regionali, da emanarsi entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della parte quarta del presente decreto, delle disposizioni occorrenti affinche' gli enti pubblici e le società a prevalente capitale pubblico, anche di gestione dei servizi, coprano il proprio fabbisogno annuale di manufatti e beni, indicati nel medesimo decreto, con una quota di prodotti ottenuti da materiale riciclato non inferiore al 30 per cento del fabbisogno medesimo. A tal fine i predetti soggetti inseriscono nei bandi di gara o di selezione per l'aggiudicazione apposite clausole di preferenza, a parità degli altri requisiti e condizioni. Sino all'emanazione del predetto decreto continuano ad applicarsi le disposizioni di cui al decreto del Ministro dell'ambiente e della tu tela del territorio 8 maggio 2003, n. 203, e successive circolari di attuazione. Restano ferme, nel frattempo, le disposizioni regionali esistenti. Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Prima: Quadro Conoscitivo 11 11 REGIONE MARCHE L’art. 199 del D.Lgs.152 definisce i contenuti dei Piani Regionali. 1. Le regioni, sentite le province, i comuni e, per quanto riguarda i rifiuti urbani, le Autorità d'ambito di cui all'articolo 201, nel rispetto dei principi e delle finalità di cui agli articoli 177, 178, 179, 180, 181 e 182 ed in conformità ai criteri generali stabiliti dall'articolo 195, comma 1, lettera m) ed a quelli previsti dal presente articolo, predispongono piani regionali di gestione dei rifiuti assicurando adeguata pubblicità e la massima partecipazione dei cittadini, ai sensi della legge 7 agosto 1990, n. 241. 2. I piani regionali di gestione dei rifiuti prevedono misure tese alla riduzione delle quantità, dei volumi e della pericolosità dei rifiuti. 3. I piani regionali di gestione dei rifiuti prevedono inoltre: a) le condizioni ed i criteri tecnici in base ai quali, nel rispetto delle disposizioni vigenti in materia, gli impianti per la gestione dei rifiuti, ad eccezione delle discariche, possono essere localizzati nelle aree destinate ad insediamenti produttivi; b) la tipologia ed il complesso degli impianti di smaltimento e di recupero dei rifiuti urbani da realizzare nella regione, tenendo conto dell'obiettivo di assicurare la gestione dei rifiuti urbani non pericolosi all'interno degli ambiti territoriali ottimali di cui all'articolo 200, nonche' dell'offerta di smaltimento e di recupero da parte del sistema industriale; c) la delimitazione di ogni singolo ambito territoriale ottimale sul territorio regionale, nel rispetto delle linee guida di cui all'articolo 195, comma 1, lettera m); d) il complesso delle attività e dei fabbisogni degli impianti necessari a garantire la gestione dei rifiuti urbani secondo criteri di trasparenza, efficacia, efficienza, economicità e autosufficienza della gestione dei rifiuti urbani non pericolosi all'interno di ciascuno degli ambiti territoriali ottimali di cui all'articolo 200, nonche' ad assicurare lo smaltimento dei rifiuti speciali in luoghi prossimi a quelli di produzione al fine di favorire la riduzione della movimentazione di rifiuti; e) la promozione della gestione dei rifiuti per ambiti territoriali ottimali attraverso una adeguata disciplina delle incentivazioni, prevedendo per gli ambiti più meritevoli, tenuto conto delle risorse disponibili a legislazione vigente, una maggiorazione di contributi; a tal fine le regioni possono costituire nei propri bilanci un apposito fondo; f) le prescrizioni contro l'inquinamento del suolo ed il versamento nel terreno di discariche di rifiuti civili ed industriali che comunque possano incidere sulla qualità dei corpi idrici superficiali e sotterranei, nel rispetto delle prescrizioni dettate ai sensi dell'articolo 65, comma 3, lettera f); g) la stima dei costi delle operazioni di recupero e di smaltimento dei rifiuti urbani; h) i criteri per l'individuazione, da parte delle province, delle aree non idonee alla localizzazione degli impianti di recupero e smaltimento dei rifiuti nonche' per l'individuazione dei luoghi o impianti adatti allo smaltimento dei rifiuti, nel rispetto dei criteri generali di cui all'articolo 195, comma 1, lettera p); i) le iniziative dirette a limitare la produzione dei rifiuti ed a favorire il riutilizzo, il riciclaggio ed il recupero dei rifiuti; l) le iniziative dirette a favorire il recupero dai rifiuti di materiali e di energia; m) le misure atte a promuovere la regionalizzazione della raccolta, della cernita e dello smaltimento dei rifiuti urbani; n) i tipi, le quantità e l'origine dei rifiuti da recuperare o da smaltire, suddivisi per singolo ambito territoriale ottimale per quanto riguarda i rifiuti urbani; o) la determinazione, nel rispetto delle norme tecniche di cui all'articolo 195, comma 2, lettera a), di disposizioni speciali per rifiuti di tipo particolare, comprese quelle di cui all'articolo 225, comma 6; Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Prima: Quadro Conoscitivo 12 12 REGIONE MARCHE p) i requisiti tecnici generali relativi alle attività di gestione dei rifiuti nel rispetto della normativa nazionale e comunitaria. 4. Il piano regionale di gestione dei rifiuti e' coordinato con gli altri strumenti di pianificazione di competenza regionale previsti dalla normativa vigente, ove adottati. 5. Costituiscono parte integrante del piano regionale i piani per la bonifica delle aree inquinate che devono prevedere: a) l'ordine di priorità degli interventi, basato su un criterio di valutazione del rischio elaborato dall'Agenzia per la protezione dell'ambiente e per i servizi tecnici (APAT); b) l'individuazione dei siti da bonificare e delle caratteristiche generali degli inquinamenti presenti; c) le modalità degli interventi di bonifica e risanamento ambientale, che privilegino prioritariamente l'impiego di materiali provenienti da attività di recupero di rifiuti urbani; d) la stima degli oneri finanziari; e) le modalità di smaltimento dei materiali da asportare. 6. L'approvazione del piano regionale o il suo adeguamento e' requisito necessario per accedere ai finanziamenti nazionali. 7. La regione approva o adegua il piano entro due anni dalla data di entrata in vigore della parte quarta del presente decreto; nel frattempo, restano in vigore i piani regionali vigenti. 8. In caso di inutile decorso del termine di cui al comma 7 e di accertata inattività, il Ministro dell'ambiente e tutela del territorio diffida gli organi regionali competenti ad adempiere entro un congruo termine e, in caso di protrazione dell'inerzia, adotta, in via sostitutiva, i provvedimenti necessari alla elaborazione e approvazione del piano regionale. 9. Qualora le autorità competenti non realizzino gli interventi previsti dal piano regionale nei termini e con le modalità stabiliti e tali omissioni possano arrecare un grave pregiudizio all'attuazione del piano medesimo, il Ministro dell'ambiente e tutela del territorio diffida le autorità inadempienti a provvedere entro un termine non inferiore a centottanta giorni. Decorso inutilmente detto termine, il Ministro può adottare, in via sostitutiva, tutti i provvedimenti necessari e idonei per l'attuazione degli interventi contenuti nel piano. A tal fine può avvalersi anche di commissari"ad acta". 10. I provvedimenti di cui al comma 9 possono riguardare interventi finalizzati a: a) attuare la raccolta differenziata dei rifiuti; b) provvedere al reimpiego, al recupero e al riciclaggio degli imballaggi conferiti al servizio pubblico; c) favorire operazioni di trattamento dei rifiuti urbani ai fini del riciclaggio e recupero degli stessi; d) favorire la realizzazione e l'utilizzo di impianti per il recupero dei rifiuti solidi urbani. 11. Le regioni, sentite le province interessate, d'intesa tra loro o singolarmente, per le finalità di cui alla parte quarta del presente decreto provvedono all'aggiornamento del piano nonche' alla programmazione degli interventi attuativi occorrenti in conformità alle procedure e nei limiti delle risorse previste dalla normativa vigente. 12. Sulla base di appositi accordi di programma stipulati con il Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio, di concerto con il Ministro delle attività produttive, d'intesa con la regione interessata, possono essere autorizzati, ai sensi degli articoli 214 e 216, la costruzione e l'esercizio, oppure il solo esercizio, all'interno di insediamenti industriali esistenti, di impianti per il recupero di rifiuti urbani non previsti dal piano regionale, qualora ricorrano le seguenti condizioni: a) siano riciclati e recuperati come materia prima rifiuti provenienti da raccolta differenziata, sia prodotto compost da rifiuti oppure sia utilizzato combustibile da rifiuti; b) siano rispettate le norme tecniche di cui agli articoli 214 e 216; c) siano utilizzate le migliori tecnologie di tutela dell'ambiente; Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Prima: Quadro Conoscitivo 13 13 REGIONE MARCHE d) sia garantita una diminuzione delle emissioni inquinanti. Gli studi per la predisposizione del Piano Regionale per la Gestione dei Rifiuti sono stati affidati, a seguito di gara esperita dalla Regione Marche alla Società OIKOS Progetti Srl (Contratto sottoscritto in data 12 luglio 2012). Le attività di studio per la redazione del Piano si sono articolate in fasi distinte: 1. analisi e valutazione dello stato di fatto gestionale (per i rifiuti urbani e per i rifiuti speciali), individuazione delle criticità del sistema e definizione degli obiettivi della pianificazione; 2. definizione dei modelli previsionali, individuazione delle linee strategiche e proposte metodologiche per il raggiungimento degli obiettivi di piano; 3. elaborazione della proposta di Piano Regionale. Parallelamente si sono effettuate tutte le attività funzionali all’aggiornamento degli strumenti di programmazione regionale di settore vigenti (Piano Gestione Imballaggi, Piano Clorobifenili - PCB, Piano Rifiuti Urbani Biodegradabili - RUB, Piano Regionale delle aree inquinate). Secondo quanto previsto dalla vigente normativa, contestualmente alla redazione del Piano si sono svolte le procedure di Valutazione Ambientale Strategica (VAS) del Piano stesso e di Valutazione di Incidenza sui Siti di Interesse Comunitario (SIC e Zps). I processi di partecipazione e di consultazione nella VAS del PRGR della Regione Marche sono stati attivati dalle autorità regionali durante le fasi dell’elaborazione del Piano garantendo la massima integrazione tra Piano e VAS. Preliminarmente all’avvio della procedura sono state individuate le “autorità competenti in materia ambientale”. La procedura è stata avviata con la convocazione della Conferenza dei Servizi delle ACA (Autorità Competenti in materia ambientale) in data 22 aprile; in tale occasione, oltre alla illustrazione del documento Preliminare, si sono presentate le prime valutazioni in merito allo stato di fatto del sistema gestionale (analisi della produzione e della gestione dei rifiuti urbani). Momenti di specifico confronto si sono poi svolti con le Amministrazioni Provinciali per le tematiche di più diretto interesse per le competenze di tali soggetti (in particolare la definizione dei criteri per l’individuazione delle aree non idonee alla localizzazione degli impianti di gestione dei rifiuti) Per condividere le tematiche oggetto di approfondimento nel processo di elaborazione del Piano, sono stati organizzati momenti di confronto cui sono stati invitati anche altri soggetti che, per la loro specifica natura, sono interessati al procedimento (gestori dei servizi di raccolta, trasporto e smaltimento, associazioni sindacali, associazioni di categoria, associazioni dei consumatori e associazioni ambientaliste. Gli incontri svolti sono stati i seguenti: • 23 aprile 2013 - Lo stato di fatto del sistema regionale di gestione dei Rifiuti Urbani - gli obiettivi della pianificazione • 15 maggio 2013 - Lo stato di fatto del sistema regionale di gestione dei rifiuti speciali e stima dei fabbisogni • 22 maggio 2013 - Criteri di localizzazione degli impianti di gestione rifiuti • 18 settembre 2013 - Scenari evolutivi nella gestione dei rifiuti urbani ed assimilati Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Prima: Quadro Conoscitivo 14 14 REGIONE MARCHE Tutta la documentazione è sempre stata resa disponibile sul sito web della Regione anche per recepire osservazioni e contributi di cui si è tenuto conto nelle fasi di elaborazione della Proposta di Piano. Il percorso partecipato VAS si concluderà con la consultazione finale in merito alla Proposta di Piano preadottata da parte della Giunta Regionale. Al fine di garantire tra tutti i settori dell’Amministrazione Regionale la massima condivisione degli aspetti della pianificazione che presentano argomenti di potenziale interesse, si è assicurato il coordinamento delle attività di studio attraverso specifici momenti di approfondimento; ciò è valso in particolar modo per gli aspetti di carattere territoriale ed ambientale che hanno visto, per gli approfondimenti in merito alla definizione dei criteri per l’individuazione delle zone non idonee alla localizzazione degli impianti, i confronti con le Direzioni e Servizi via via interessate. Per orientare le attività dell’importante atto di pianificazione regionale, in fase di redazione del Piano sono stati attivati confronti in sede politica per la presentazione dello stato di avanzamento degli studi; successivamente a tali momenti di confronto sono state assunte determinazioni da parte degli organismi rappresentativi: • con Delibera n. 484 del 3 aprile 2013 la Giunta Regionale ha preso atto dello stato di avanzamento dei lavori fornendo proprie indicazioni in merito agli obiettivi della pianificazione (“Attività di redazione del nuovo piano regionale - lo stato di fatto del sistema regionale di gestione dei rifiuti, gli obiettivi della pianficazione”); • con successivi atti nel periodo marzo – aprile 2014 (Comunicazioni alla Giunta in data 10 marzo e 1 aprile e successive determinazioni), sono stati espressi orientamenti in merito al sistema della governance regionale della gestione dei rifiuti. Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Prima: Quadro Conoscitivo 15 15 REGIONE MARCHE SEZIONE I – QUADRO CONOSCITIVO Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Prima: Quadro Conoscitivo 16 16 REGIONE MARCHE 1. QUADRO NORMATIVO E PIANIFICATORIO DI RIFERIMENTO 1.1. Il quadro comunitario La normativa comunitaria in materia di gestione dei rifiuti ha avuto negli ultimi venti anni una progressiva evoluzione, basata su un sistema di regole chiave ben definito: • fissare i criteri di definizione della pericolosità dei rifiuti, • stabilire un sistema obbligatorio di registrazione dei movimenti di rifiuti, • determinare le responsabilità delle varie fasi della loro gestione, • definire un sistema autorizzativo per la realizzazione degli impianti e delle fasi di gestione, • controllare il flusso transfrontaliero. Il primo atto legislativo comunitario è stato la Direttiva 75/442/CE, modificata dalla successiva 91/156/CE che ha recepito gli orientamenti introdotti dal V Programma di Azione1993/1997. La direttiva 91/156/CE in particolare individua alcune rilevanti strategie: • la necessità di una terminologia comune ed una definizione dei rifiuti; • la necessità di dare la priorità alla prevenzione, al recupero di materia ed energia rispetto allo smaltimento; • l’introduzione di un regime meno rigido e vincolante per le operazioni di recupero rispetto allo smaltimento. Di primaria importanza risulta la quindi la Direttiva 96/61/CE IPPC (Integrated Pollution and Prevention Control) che ha come oggetto la prevenzione e riduzione integrata dell’inquinamento, prevedendo un approccio integrato su tutte le componenti ambientali, finalizzato al conseguimento di una riduzione dell’inquinamento prodotto da determinati impianti, da conseguirsi con l’applicazione delle “Best Available Techniques” (BAT). La normativa IPPC trova la sua applicazione in diversi comparti industriali, andando ad interessare al loro interno il tema della prevenzione dei rifiuti o della loro corretta gestione. Rientrano inoltre nell’ambito IPPC anche alcune tipologie di attività di recupero e smaltimento rifiuti. A fianco a queste direttive quadro sono stati emanati provvedimenti mirati alla regolamentazione di particolari attività di gestione rifiuti (Direttiva 2000/76/CE sull’incenerimento e coincenerimento di rifiuti e Direttiva 1999/31/CE in materia di smaltimento in discarica) o alla corretta gestione di specifiche tipologie di rifiuti (oli minerali usati, veicoli fuori uso, RAEE). La Direttiva discariche (Direttiva 99/31/CE) include la definizione di obiettivi di riduzione dei rifiuti urbani biodegradabili (RUB) collocati a discarica (entro 5 anni dalla data di recepimento della Direttiva riduzione dei RUB a discarica al 75% del totale dei RUB prodotti nel 1995, entro 8 anni riduzione al 50%, entro 15 anni riduzione al 35%) e vieta lo smaltimento in discarica di rifiuti non trattati, fatta eccezione per i rifiuti il cui trattamento non contribuisce agli obiettivi della Direttiva riducendo la quantità dei rifiuti o i rischi per la salute umana o l’ambiente. La Decisione 2002/1600/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, che ha istituito il VI Programma comunitario di azione in materia di ambiente, ha stabilito i principali obiettivi che l’Unione Europea si è proposta di perseguire per un periodo di dieci anni a decorrere dal 22 luglio 2002. I principi su cui si fonda il programma sono: • principio “chi inquina paga”; Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Prima: Quadro Conoscitivo 17 17 REGIONE MARCHE • principio di precauzione; • principio dell’azione preventiva; • principio di riduzione dell'inquinamento alla fonte. A questa è seguita l’emanazione della Direttiva 2006/12/CE e, infine, l’ultima direttiva quadro in materia di rifiuti: Direttiva 2008/98/CE; tale documento sostituisce le disposizioni di riferimento precedentemente vigenti, puntando alla semplificazione e all’aggiornamento della legislazione, all’attuazione di politiche più ambiziose ed efficaci di prevenzione dei rifiuti, ad incoraggiare il riutilizzo e riciclaggio dei rifiuti. Il concetto fondamentale che sta alla base della nuova direttiva può essere espresso dall’obiettivo di realizzare la cosiddetta “società del riciclaggio”. La società del riciclaggio Fonte: Commissione Europea “La politica sui rifiuti dell’UE: l’origine della strategia” La Direttiva 2008/98/CE ribadisce poi la scala gerarchica di gestione dei rifiuti (art. 4), intesa quale ordine di priorità della normativa e della politica in materia di prevenzione e gestione dei rifiuti, che risulta così individuata: a) prevenzione; b) preparazione per il riutilizzo; c) riciclaggio; d) recupero di altro tipo (per esempio recupero di energia); e) smaltimento. Gli Stati membri nella gestione dei rifiuti devono adottare misure volte ad incoraggiare le opzioni che danno il miglior risultato ambientale complessivo; a tal fine può essere necessario che flussi di rifiuti specifici si discostino dalla gerarchia laddove ciò sia giustificato in termini di ciclo di vita, in relazione agli impatti complessivi della produzione e della gestione di tali rifiuti. Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Prima: Quadro Conoscitivo 18 18 REGIONE MARCHE La gerarchia dei rifiuti (Direttiva 2008/98/CE) In relazione alla prevenzione dei rifiuti, la Direttiva definisce (art. 9) un impegno da parte della Commissione Europea per l’individuazione di politiche, piani di azione e obiettivi specifici e di proposte concernenti le misure necessarie a sostegno delle attività di prevenzione e attuazione di programmi di prevenzione dei rifiuti, essendo la definizione di questi ultimi posta in capo agli Stati Membri entro il 2013 (art. 29). Per dare impulso agli indirizzi in materia di riutilizzo e riciclaggio dei rifiuti, la Direttiva individua (art. 11) specifici obblighi relativi all’attivazione delle raccolte differenziate dei rifiuti (entro il 2015, almeno per carta, metalli, plastica e vetro) e definisce un obiettivo di riutilizzo e riciclaggio dei rifiuti pari al 50% entro il 2020 per rifiuti domestici e per altri rifiuti ad essi similari. La Direttiva richiama poi (art. 14) il principio “chi inquina paga” nell’individuare i soggetti cui sono posti in capo i costi della gestione dei rifiuti. Per quanto concerne il sistema impiantistico, è previsto che gli Stati membri adottino misure appropriate per la creazione di una rete integrata e adeguata di impianti di smaltimento dei rifiuti e di impianti per il recupero dei rifiuti urbani non differenziati tenendo conto delle migliori tecniche disponibili; tale rete è concepita in modo da consentire alla Comunità nel suo insieme di raggiungere l’autosufficienza impiantistica e da consentire agli Stati membri di mirare individualmente al conseguimento di tale obiettivo. Ulteriori disposizioni attengono ai diversi aspetti legati alla gestione dei rifiuti: dall’attivazione delle azioni di prevenzione, allo sviluppo del recupero, alla definizione della pianificazione. In relazione alla già citata Direttiva 2008/98/CE, si è già sottolineato come la stessa sia nata in seno al VI Programma comunitario d’azione ambientale “Ambiente 2010: il nostro futuro, la nostra scelta” pubblicato nel 2002 e con validità decennale. Appare quindi importante evidenziare come sia attualmente in corso il percorso di definizione del nuovo VII Programma d’azione ambientale. Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Prima: Quadro Conoscitivo 19 19 REGIONE MARCHE Il Parlamento europeo nel marzo 2012 ha approvato una relazione contenente le linee guida per la “revisione del sesto programma d’azione ambientale in materia di ambiente e la definizione delle priorità per il settimo programma d’azione in materia di ambiente (PAA)”. In base a tale documento, il settimo PAA dovrà “descrivere in modo inequivocabile le sfide ambientali che l’UE si trova ad affrontare, tra cui l’accelerazione del cambiamento climatico, il deterioramento dell’ecosistema e il crescente ipersfruttamento delle risorse naturali”. Per quanto concerne l’utilizzo efficace e sostenibile delle risorse ed in particolare il tema rifiuti, il settimo PAA dovrà “prevedere la piena attuazione della legislazione sui rifiuti, in particolare il rispetto della gerarchia, garantendo coerenza con le altre politiche dell’UE. Il PAA dovrà fissare obiettivi di prevenzione, riutilizzo e riciclaggio più ambiziosi, tra cui una netta riduzione della produzione di rifiuti, un divieto di incenerimento dei rifiuti che possono essere riciclati o compostati, con riferimento alla gerarchia prevista nella direttiva quadro sui rifiuti e un divieto rigoroso di smaltimento in discarica dei rifiuti raccolti separatamente”. Il Parlamento Europeo ha poi adottato il 20/4/12 la “Risoluzione sulla revisione del sesto programma d’azione in materia di ambiente e la definizione delle priorità per il settimo programma d’azione”, in cui, per quanto concerne il tema della gestione dei rifiuti, si indicano i seguenti indirizzi: • incoraggiare la creazione di schemi incentivanti la promozione della domanda di materiali riciclati; • mirare alla piena implementazione della legislazione sui rifiuti, inclusa la conformità alla gerarchia definita delle opzioni di trattamento dei rifiuti; • definire obiettivi più ambiziosi di prevenzione, riuso e riciclaggio dei rifiuti; • evitare l’incenerimento di rifiuti che siano adatti al riciclaggio o al compostaggio, nel rispetto della gerarchia della Direttiva rifiuti; • vietare rigidamente lo smaltimento in discarica di rifiuti raccolti in forma differenziata; • definire obiettivi settoriali come riferimento per l’utilizzo efficiente delle risorse e l’efficienza dei processi; • richiamare il concetto di rifiuto come “risorsa” e le possibilità di suo riutilizzo; • valutare modalità per efficientare la raccolta dei rifiuti provenienti dai prodotti post-consumo, sia estendendo il principio della responsabilità estesa del produttore sia attraverso linee guida riguardo la gestione dei sistemi di recupero, raccolta e riciclaggio; • enfatizzare la necessità di investire nel riciclaggio delle materie prime e delle terre rare, in considerazione delle conseguenze ambientali che possono essere determinate dalle attività di loro estrazione, raffinazione e riciclaggio se non gestite correttamente; • rielaborare gli obiettivi già stabiliti in diverse direttive riguardo alla raccolta e separazione dei rifiuti, ricercando i più alti livelli di recupero dei materiali, con riferimento anche alla qualità degli stessi, nell’ambito delle fasi del processo di riciclaggio. In data 11/6/12 il Consiglio dell’Unione Europea ha adottato un documento di conclusioni sull’impostazione del VII Programma d’azione ambientale, richiedendo tra l’altro alla Commissione di includere misure che supportino le condizioni per un’economia circolare e verde, quali: • utilizzare una prospettiva di ciclo di vita; • stimolare l’utilizzo efficiente delle risorse, cicli di materiali non tossici e la riduzione dei rifiuti; • stimolare il mercato dei materiali secondari e la domanda di materiali riciclati; • stimolare l’avanzamento verso un’economia basata sulla riduzione, riuso e riciclaggio dei rifiuti, evitando di recare danno alla salute, sicurezza e all’ambiente; • minimizzare, in una prospettiva di completo azzeramento, lo smaltimento in discarica di rifiuti riciclabili e biodegradabili. Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Prima: Quadro Conoscitivo 20 20 REGIONE MARCHE La Commissione Europea, nel 2012, ha redatto le Linee Guida per la preparazione di piani di gestione rifiuti legate ai requisiti imposti dalla Direttiva 2008/98/CE (Waste Framework Directive). Le Linee Guida servono per aiutare la pianificazione della gestione dei rifiuti e promuovere lo sviluppo di pratiche di programmazione più coerenti e adeguate in tutti gli Stati Membri dell'UE, in conformità con i requisiti della legislazione in materia. Esse infatti contengono: • una panoramica di principi e politiche generali applicabili alla pianificazione nel campo della gestione dei rifiuti in Europa, inclusa la prevenzione; • una struttura (o modello “step-by-step”) come fonte di ispirazione per l'elaborazione di un piano individuale di gestione dei rifiuti, affiancato da una lista di elementi rilevanti da considerare nel processo di pianificazione; • una lista di fonti bibliografiche, inclusi alcuni siti web, per ulteriore assistenza sul tema. Come noto, la Direttiva Europea sui rifiuti indica come termine per l'adozione di programmi nazionali da parte degli Stati Membri il 12 dicembre 2013. Esistono inoltre norme comunitarie che disciplinano flussi particolari di rifiuti; di seguito si elencano le principali. • Direttiva del Parlamento europeo 2012/19/UE del 4 Luglio 2012 (che ha abrogato la precedente Direttiva 2002/96/CE del Parlamento Europeo e del Consiglio, del 27 gennaio 2003): direttiva relativa ai rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE), che punta alla prevenzione della formazione di questa tipologia di rifiuto e a promuoverne il reimpiego, il riciclaggio e altre forme di recupero. La direttiva applica il concetto della responsabilità estesa del produttore prevedendo l'obbligo per i produttori di provvedere al finanziamento delle operazioni di raccolta, stoccaggio, trasporto, recupero, riciclaggio e corretto smaltimento delle proprie apparecchiature una volta giunte a fine vita. Con questa nuova normativa si pone l'obiettivo di differenziare con chiarezza i RAEE prodotti da nuclei domestici e professionali; per entrambi si fissa un importante obiettivo di raccolta: 65% al 2019 (45% è l'obiettivo al 2016), determinato in funzione della quantità media di AEE immessi sul mercato nei tre anni precedenti, o, in alternativa, all'85 % del peso dei RAEE prodotti nel territorio dello Stato membro. • Direttive 75/439/CEE e 87/101/CEE: riguardano l’eliminazione degli oli usati. È richiesto agli Stati membri di adottare le misure necessarie per garantire la raccolta e l'eliminazione degli oli usati senza che ne derivino danni evitabili per l'uomo e l'ambiente. Inoltre gli Stati membri devono adottare le misure necessarie affinché sia data priorità al trattamento degli oli usati mediante rigenerazione. • Direttiva 94/62/CE del Parlamento europeo e Consiglio Ue, del 20 dicembre 1994 integrata e modificata dalla direttiva 2004/12/CE, dell’11 febbraio 2004: riguarda gli imballaggi e i rifiuti di imballaggi. Richiede che gli stati membri mettano a punto misure atte a prevenire la formazione dei rifiuti d'imballaggio e a favorire il riutilizzo degli stessi. La Direttiva 2004/12/CE include la definizione di obiettivi di recupero e riciclaggio, da conseguirsi entro il 2008: obiettivo minimo di recupero pari al 60% in peso dei rifiuti di imballaggio, mentre quello globale di riciclo varia tra il 55% e l’80%; obiettivi separati sono inoltre fissati per i diversi materiali di imballaggio: 60% per la carta e il vetro, 50% per i metalli, 22,5% per la plastica e 15% per il legno; Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Prima: Quadro Conoscitivo 21 21 REGIONE MARCHE • Direttiva 2006/66/CE del Parlamento europeo e Consiglio Ue, del 26 settembre 2006, integrata e modificata dalla direttiva 2008/103/Ce del 5 dicembre 2008: che riguardano le pile e accumulatori e ai rifiuti di pile e accumulatori. 1.2. Il quadro nazionale Il D.Lgs. n. 152 “Norme in materia ambientale” del 3/4/2006, entrato in vigore il 29 aprile del 2006, negli anni a seguire è stato interessato da un elevato numero di modifiche che hanno portato alla riscrittura di gran parte del testo. La sezione del D.Lgs. 152/06 riguardante le norme in materia di gestione dei rifiuti si trova nella parte quarta del testo. Con il D.Lgs. 3 dicembre 2010, n. 205, è stata recepita la citata Direttiva Quadro europea in materia di rifiuti (2008/98/CE). Tra le principali modifiche al testo, si ricordano le seguenti. • Introduzione dell’art. 178-bis – “Responsabilità estesa del produttore”. Al fine di rafforzare la prevenzione e facilitare l’utilizzo efficiente delle risorse durante l’intero ciclo di vita, il Ministero dell’Ambiente è incaricato di regolare le modalità e i criteri di introduzione della “responsabilità estesa del produttore del prodotto”, inteso come la persona fisica o giuridica che “professionalmente sviluppi, fabbrichi, trasformi, tratti, venda o importi prodotti”. • Modifica dell’articolo 179 – “Criteri di priorità nella gestione dei rifiuti”. È introdotta una gerarchia per la gestione dei rifiuti: prevenzione, preparazione per il riutilizzo (novità della direttiva 2008/98/CE), riciclaggio, recupero di altro tipo (per esempio recupero di energia), smaltimento. Nel rispetto della gerarchia, devono essere adottate le misure volte a incoraggiare le opzioni che garantiscono il “miglior risultato complessivo”. Da tale ordine è possibile discostarsi, relativamente a singoli flussi e in via eccezionale, se ciò è giustificato da un’analisi degli impatti complessivi della produzione e della gestione dei rifiuti in questione. Il Ministero dell’Ambiente potrà individuare le opzioni che garantiscono il miglior risultato con riferimento a singoli flussi di rifiuti. • Modifica dell’articolo 181 – “Riciclaggio e recupero dei rifiuti”. Per promuovere il riciclaggio, il nuovo articolo 181 dispone che siano le regioni a stabilire i criteri con i quali i comuni provvedono a realizzare la raccolta differenziata in conformità a quanto previsto dall’articolo 205. Inoltre è previsto che “le autorità competenti realizzino entro il 2015 la raccolta differenziata almeno per carta, metalli, plastica e vetro, e ove possibile per il legno, nonché adottino le misure necessarie per conseguire i seguenti obiettivi: entro il 2020, la preparazione per il riutilizzo e il riciclaggio di rifiuti quali, come minimo, carta, metalli, plastica e vetro provenienti da nuclei domestici, e possibilmente di altra origine, nella misura in cui tali flussi di rifiuti sono simili a quelli domestici, sarà aumentata complessivamente almeno al 50% in termini di peso; entro il 2020 la preparazione per il riutilizzo, il riciclaggio e altri tipi di recupero di materiale, incluse operazioni di colmatazione che utilizzano i rifiuti in sostituzione di altri materiali, di rifiuti da costruzione e demolizione non pericolosi, escluso il materiale allo stato naturale definito alla voce 17 05 04 dell’elenco dei rifiuti, sarà aumentata almeno al 70 % in termini di peso”. Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Prima: Quadro Conoscitivo 22 22 REGIONE MARCHE Il comma 4 inoltre riporta che “per facilitare o migliorare il recupero, i rifiuti sono raccolti separatamente, laddove ciò sia realizzabile dal punto di vista tecnico, economico e ambientale, e non sono miscelati con altri rifiuti o altri materiali aventi proprietà diverse”. • Introduzione dell’articolo 182-bis – “Principi di autosufficienza e prossimità”. È previsto che l’autosufficienza in ambiti territoriali ottimali per lo smaltimento dei rifiuti urbani non pericolosi riguardi anche i rifiuti derivati dal loro trattamento. Inoltre lo smaltimento dei rifiuti e il recupero dei rifiuti urbani indifferenziati deve avvenire in uno degli impianti idonei più vicini ai luoghi di produzione o raccolta. • Modifica dell’articolo 183 - “Definizioni”. È definito rifiuto “qualsiasi sostanza od oggetto di cui il detentore si disfi o abbia intenzione o abbia l’obbligo di disfarsi”; è stato eliminato quindi il riferimento all’allegato A. La raccolta differenziata è “raccolta in cui un flusso di rifiuti è tenuto separato in base al tipo ed alla natura dei rifiuti al fine di facilitarne il trattamento specifico”; viene dunque a mancare il riferimento ai soli rifiuti urbani. Si segnala inoltre che è stata stralciata la definizione di “Cdr” e di “Cdr-Q” ed è stata introdotta la definizione di “Combustibile solido secondario (Css)”. Un’altra novità consiste nella definizione di gestione integrata dei rifiuti: “il complesso delle attività, ivi compresa quella di spazzamento delle strade […], volte a ottimizzare la gestione dei rifiuti”. Sono scomparse dall’elenco contenuto nell’articolo 183 le definizioni relative a “luogo di produzione”, “frazione umida”, “frazione secca”, “materia prima secondaria”. • Introduzione degli articoli 188-bis (“Controllo della tracciabilità dei rifiuti”) e 188-ter (“Sistema di controllo della tracciabilità dei rifiuti” - SISTRI) poi modificati dal DL 101/2013 e dalla Legge 125/2013. Il 31 ottobre 2013 è pertanto entrata in vigore la legge 30 ottobre 2013, n. 125 (di conversione del DL 101/2013) che all’articolo 11 stabilisce il nuovo campo di applicazione obbligatorio del Sistri, detta la tempistica per la partenza operativa del sistema e rimanda l’applicazione delle sanzioni all’estate del 2014: per gli enti e le imprese di raccolta e trasporto di rifiuti pericolosi a titolo professionale e per quelli che effettuano operazioni di trattamento, recupero, smaltimento, commercio e intermediazione di rifiuti (speciali) pericolosi l’operatività del SISTRI è scattata il 1 ottobre 2013; per gli enti e le imprese produttori iniziali di rifiuti speciali pericolosi e i Comuni e le imprese di trasporto dei rifiuti urbani del territorio della regione Campagna l’operatività del SISTRI scatterà il 3 marzo 2014. Con riferimento agli obiettivi di raccolta differenziata ed in particolare all’art. 205: “Misure per incrementare la raccolta differenziata” si ricorda che il comma 1 bis dell’art. 205, introdotto dal D.Lgs. 3 dicembre 2010 n. 205, dà la possibilità ad un comune, nel caso in cui dal punto di vista tecnico, ambientale ed economico, non sia realizzabile raggiungere gli obiettivi di cui al comma 1, di chiedere al Ministro dell’Ambiente una deroga al rispetto degli obblighi appena elencati. Questa è condizionata alla stipula di un apposito accordo di programma tra Ministero dell’Ambiente, Regione ed Enti locali attraverso il quale si stabiliscano: a) le modalità attraverso le quali il comune richiedente intende conseguire gli obiettivi di cui all’articolo 181 comma 1. Le predette modalità possono consistere in compensazioni con gli obiettivi raggiunti in altri Comuni; b) la destinazione a recupero di energia della quota di rifiuti indifferenziati che residua dalla raccolta differenziata e dei rifiuti derivanti da impianti di trattamento dei rifiuti indifferenziati, qualora non destinati al recupero di materia; c) la percentuale di raccolta differenziata dei rifiuti urbani, da destinare al riciclo, che il comune richiedente si obbliga ad effettuare. Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Prima: Quadro Conoscitivo 23 23 REGIONE MARCHE A tal proposito si richiama la Sentenza della Corte Costituzionale (22 giugno 2012, n. 158) che ribadisce che la potestà di concedere deroghe ai Comuni nel caso non siano raggiungibili gli obiettivi previsti dal D.Lgs. 152/2006 appartiene alla Stato, che la esercita nell’ambito dell’attività di programmazione che coinvolge anche la Regione. Su queste basi è inteso che gli obiettivi di raccolta differenziata finalizzata al recupero devono essere conseguiti da tutti i Comuni appartenenti ad un dato territorio senza possibilità di “compensazione” salvo il caso che sia definito uno specifico accordo di programma tra Ministero dell’Ambiente, Regione ed Enti locali. Nell’analisi della norma, particolare attenzione deve essere posta in relazione al confine tra rifiuto e “non rifiuto”, in considerazione delle rilevanti implicazioni che ne possono derivare. A tal proposito, si è già visto come il D.Lgs. 205/2010 sia andato a modificare la definizione stessa di rifiuto eliminando il riferimento alle categorie riportate nell’allegato A alla parte IV del D.Lgs. 152/06. Risulta poi essenziale capire che cosa non sia rifiuto ma “sottoprodotto”, in base a quanto definito dal nuovo articolo 184-bis. Si definisce sottoprodotto, “qualsiasi sostanza od oggetto che soddisfa tutte le seguenti condizioni: a) la sostanza o l’oggetto è originato da un processo di produzione, di cui costituisce parte integrante e il cui scopo primario non è la produzione di tale sostanza od oggetto; b) è certo che la sostanza o l’oggetto sarà utilizzato, nel corso dello stesso o di un successivo processo di produzione o di utilizzazione, da parte del produttore o di terzi; c) la sostanza o l’oggetto può essere utilizzato direttamente senza alcun ulteriore trattamento diverso dalla normale pratica industriale; d) l’ulteriore utilizzo è legale, ossia la sostanza o l’oggetto soddisfa, per l’utilizzo specifico, tutti i requisiti pertinenti riguardanti i prodotti e la protezione della salute e dell’ambiente e non porterà a impatti complessivi negativi sull’ambiente o la salute umana.” Nel comma 2 dell’articolo 184–bis si preannuncia l’adozione, con appositi criteri ministeriali, dei criteri quali-quantitativi per specifiche sostanze od oggetti da considerarsi “sottoprodotti”. Una sostanza o un oggetto (non più anche materiali) che si dimostri essere un sottoprodotto, non è soggetto alla normativa sui rifiuti. L’articolo 184-ter del Decreto tratta un altro importante aspetto: la “Cessazione della qualifica di rifiuto”. Il comma 1 riporta che “un rifiuto cessa di essere tale quando è stato sottoposto a un’operazione di recupero, incluso il riciclaggio e la preparazione per il riutilizzo, e soddisfi i criteri specifici” che il Ministero dell’Ambiente dovrà adottare, nel rispetto della disciplina comunitaria e di alcune condizioni, tra cui l’uso comune della sostanza, l’esistenza di un mercato e l’assenza di effetti negativi su ambiente e salute umana. Il comma 2 prevede inoltre che “l’operazione di recupero può consistere semplicemente nel controllare i rifiuti per verificare se soddisfano i criteri elaborati conformemente alla predette condizioni”. Secondo il comma 4, un rifiuto che cessa di essere tale “è da computarsi ai fini del calcolo del raggiungimento degli obiettivi di recupero e riciclaggio”. Il Regolamento 333/2011/Ue, pubblicato sulla Guue dell’8 aprile 2011, è il primo regolamento contenente i criteri di cui all’articolo 184-ter e fa riferimento ai rottami di ferro, acciaio e alluminio. Questo regolamento, che si applica a partire dal 9 ottobre 2011, fissa distinti criteri per i rottami in ferro e acciaio (Allegato I del regolamento) e i rottami di alluminio (Allegato II). Entrambe le categorie di rottami cessano di essere considerati rifiuti se, all’atto della cessione dal produttore a un altro detentore, soddisfano contemporaneamente: • criteri relativi alla tipologia di rifiuti utilizzati nell’operazione di recupero (punto 2 degli allegati I e II); Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Prima: Quadro Conoscitivo 24 24 REGIONE MARCHE • criteri relativi ai processi e alle tecniche di trattamento degli stessi (punto 3 degli allegati I e II); • criteri relativi alla qualità dei rottami ottenuti dall’operazione di recupero (punto 1 degli allegati I e II). In particolare, il limite fissato alla presenza di materiali estranei al termine del recupero è del 2% per i rottami di ferro e acciaio e del 5% per i rottami di alluminio. Oltre a ciò, il produttore è obbligato a stilare una dichiarazione di conformità e ad applicare un sistema di gestione della qualità. Secondo l’articolo 5 del Regolamento, infatti, il produttore deve redigere una dichiarazione di conformità per ciascuna partita di rottami secondo il modello di cui all’Allegato III, da trasmettere al detentore successivo, e conservarla per almeno un anno dalla data di rilascio. L’articolo 6 del Regolamento impone invece al produttore di applicare un sistema di gestione della qualità atto a dimostrare la conformità ai criteri fissati dallo stesso. In particolare il Sistema implementato deve documentare il controllo di accettazione dei rifiuti, i monitoraggi richiesti dagli allegati I e II, le osservazioni dei clienti sulla qualità dei rottami metallici, la revisione e il miglioramento del Sistema e la formazione del personale. Ogni tre anni deve essere accertata la conformità del Sistema da un organismo preposto o riconosciuto alla valutazione della conformità (come da regolamento 765/2008 CE) o da qualsiasi altro verificatore ambientale (come da regolamento 1221/2009/CE Emas). Qualora il trattamento dei rifiuti pericolosi sia stato effettuato da un detentore precedente, il produttore deve assicurarsi che il fornitore applichi un sistema di gestione della qualità conforme. Infine, l’importatore deve esigere che i suoi fornitori applichino un sistema di gestione della qualità conforme e controllato da un verificatore esterno indipendente. Tale regolamento è stato seguito da: • Regolamento Commissione Ue 1179/2012/Ue – criteri per determinare quando i rottami vetrosi cessano di essere considerati rifiuti; il Regolamento si applica a partire dall’11 giugno 2013. In base all’art. 3 del Regolamento, i rottami vetrosi cessano di essere considerati rifiuti quando, all’atto della cessione dal produttore ad un altro detentore, soddisfano le condizioni previste dalla norma con riferimento a: alla provenienza (sono utilizzabili solo rifiuti da raccolta differenziata); processi e tecniche di trattamento; qualità dei rottami in uscita dall’operazione di recupero; adempimenti posti a carico del produttore (dichiarazione di conformità e sistema di gestione). • Regolamento Commissione Ue 715/2013/Ue – criteri per determinare quando i rottami di rame cessano di essere considerati rifiuti; il Regolamento si applica a partire dall’1 gennaio 2014. In base all’articolo 3 del Regolamento, i rottami di rame cessano di essere considerati rifiuti quando, all’atto della cessione dal produttore ad un altro detentore, soddisfano condizioni relative a: rifiuti utilizzabili (non possono essere utilizzati limatura, scaglie e polveri contenenti fluidi quali oli o emulsioni oleose, né fusti e contenitori, tranne le apparecchiature provenienti da veicoli fuori uso, che contengono o hanno contenuto oli o vernici); rottami ottenuti dall’operazione di recupero (requisiti qualitativi da rispettare per l’utilizzo in impianti di fusione, raffinazione, rifusione o produzione di altri metalli. Il limite alla presenza di materiali estranei nei rottami ottenuti dall’operazione di recupero ritenuto “sicuro” dal punto di vista ambientale, è fissato al 2%); processi e tecniche di trattamento; adempimenti del produttore (dichiarazione di conformità e sistema di gestione). • Proposta di regolamento recante i criteri “end of waste” per la carta recuperata – presentata dalla Commissione il 7 luglio 2013 (Com/2013 502 finale), attualmente sotto esame del Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Prima: Quadro Conoscitivo 25 25 REGIONE MARCHE Parlamento europeo. La Proposta, applicabile dall’1 gennaio 2014, fa scattare la fine della qualifica di “rifiuto” quando all’atto della cessione dal produttore ad altro detentore sono soddisfatte determinate condizioni che riguardano: rifiuti utilizzabili (non devono essere usati come materiale dell’operazione di recupero rifiuti pericolosi, biodegradabili, sanitari, rifiuti misti urbani, prodotti usati per igiene personale); qualità della carta ottenuta dall’operazione di recupero (contenuto di componenti non cartacei inferiore o uguale all’1,5% di peso secco all’aria); processi e tecniche di trattamento; adempimenti del produttore (dichiarazione di conformità e sistema di gestione). Per quanto riguarda le iniziative nazionali per l’”end of waste” si rimanda al capitolo 1.2.3. Per completare l’analisi riguardante il confine tra rifiuto e non rifiuto deve essere preso in considerazione l’articolo 185, “Esclusioni dal campo di applicazione”, anch’esso oggetto di modifica da parte del D.Lgs. 205/10. Tra le esclusioni dal campo di applicazione della parte IV del Decreto 152 è introdotto “il terreno (in situ), inclusi il suolo contaminato non scavato e gli edifici collegati permanentemente al terreno”, ferma restando la disciplina in materia di bonifica dei siti contaminati. Il comma 4 impone una valutazione ai sensi delle nuove definizioni di rifiuto, di sottoprodotto e di cessazione della qualifica di rifiuto del “suolo escavato non contaminato e altro materiale allo stato naturale, utilizzati in siti diversi da quelli in cui sono stati escavati”. Nel dettaglio sono di seguito riportate le previsioni dell’art. 185: 1. Non rientrano nel campo di applicazione della parte quarta del decreto: a) le emissioni costituite da effluenti gassosi emessi nell'atmosfera e il biossido di carbonio catturato e trasportato ai fini dello stoccaggio geologico e stoccato in formazioni geologiche prive di scambio di fluidi con altre formazioni (D.Lgs. 14 settembre 2011, n. 162); b) il terreno (in situ), inclusi il suolo contaminato non scavato e gli edifici collegati permanentemente al terreno, fermo restando quanto previsto dagli articoli 239 e seguenti relativamente alla bonifica di siti contaminati; c) il suolo non contaminato e altro materiale allo stato naturale escavato nel corso di attività di costruzione, ove sia certo che esso verrà riutilizzato a fini di costruzione allo stato naturale e nello stesso sito in cui è stato escavato; d) i rifiuti radioattivi; e) i materiali esplosivi in disuso; f) le materie fecali, se non contemplate dal comma 2, lettera b), paglia, sfalci e potature, nonché altro materiale agricolo o forestale naturale non pericoloso utilizzati in agricoltura, nella selvicoltura o per la produzione di energia da tale biomassa mediante processi o metodi che non danneggiano l'ambiente né mettono in pericolo la salute umana. 2. Sono esclusi dall'ambito di applicazione della parte quarta del decreto, in quanto regolati da altre disposizioni normative comunitarie, ivi incluse le rispettive norme nazionali di recepimento: a) le acque di scarico; b) i sottoprodotti di origine animale, compresi i prodotti trasformati, contemplati dal regolamento (CE) n. 1774/2002, eccetto quelli destinati all'incenerimento, allo smaltimento in discarica o all'utilizzo in un impianto di produzione di biogas o di compostaggio; c) le carcasse di animali morti per cause diverse dalla macellazione, compresi gli animali abbattuti per eradicare epizoozie, e smaltite in conformità del regolamento (CE) n. 1774/2002; d) i rifiuti risultanti dalla prospezione, dall'estrazione, dal trattamento, dall'ammasso di risorse minerali o dallo sfruttamento delle cave, di cui al decreto legislativo 30 maggio 2008, n. 117. Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Prima: Quadro Conoscitivo 26 26 REGIONE MARCHE 3. Fatti salvi gli obblighi derivanti dalle normative comunitarie specifiche, sono esclusi dall'ambito di applicazione della parte quarta del decreto i sedimenti spostati all'interno di acque superficiali ai fini della gestione delle acque e dei corsi d'acqua o della prevenzione di inondazioni o della riduzione degli effetti di inondazioni o siccità o ripristino dei suoli se è provato che i sedimenti non sono pericolosi ai sensi della decisione 2000/532/Ce della Commissione del 3 maggio 2000, e successive modificazioni. 4. Il suolo escavato non contaminato e altro materiale allo stato naturale, utilizzati in siti diversi da quelli in cui sono stati escavati, devono essere valutati ai sensi, nell'ordine, degli articoli 183, comma 1, lettera a), 184-bis e 184-ter. 1.2.1. D.Lgs. 36/2003: Attuazione della direttiva 1999/31/CE relativa alle discariche di rifiuti. In aggiunta al D.Lgs. 152/06 sopra citato, è importante far riferimento anche alla normativa riguardante le discariche: il D.Lgs. 36/03, attuazione della direttiva 1999/31/Ce, e il D.M. Ambiente 27 settembre 2010 - Criteri di ammissibilità dei rifiuti in discarica. L’articolo 5 stabilisce un limite di conferimento in discarica di rifiuto urbano biodegradabile (RUB); in particolare viene riportato il seguente calendario valido a livello di Ambito Territoriale Ottimale oppure, ove questo non sia stato istituito, a livello provinciale: a) entro cinque anni dalla data di entrata in vigore del decreto, ossia entro il 27 Marzo 2008, i rifiuti urbani biodegradabili collocati in discarica devono essere inferiori a 173 kg/anno per abitante; b) entro otto anni dalla data di entrata in vigore del decreto, ossia entro il 27 Marzo 2011, i rifiuti urbani biodegradabili collocati in discarica devono essere inferiori a 115 kg/anno per abitante; c) entro quindici anni dalla data di entrata in vigore del decreto, ossia entro il 27 Marzo 2018, i rifiuti urbani biodegradabili collocati in discarica devono essere inferiori a 81 kg/anno per abitante. Lo stesso art. 5 del D.Lgs. n. 36/2003 prescrive che entro un anno dalla data di entrata in vigore del decreto le Regioni elaborino ed approvino apposito programma di riduzione dei rifiuti biodegradabili da collocare in discarica ad integrazione del Piano regionale di gestione dei rifiuti. L’articolo 6 del D.Lgs. 36/03 riporta i rifiuti non conferibili in discarica; in particolare si ricorda: • pneumatici interi fuori uso a partire dal 16 luglio 2003, esclusi i pneumatici usati come materiale di ingegneria e i pneumatici fuori uso triturati a partire da tre anni da tale data, esclusi in entrambi i casi quelli per biciclette e quelli con un diametro esterno superiore a 1400 mm; • rifiuti con PCI (Potere Calorifico Inferiore) > 13.000 kJ/kg a partire dal 31 dicembre 2014 (il termine è stato prorogato a tale data dall’articolo 10 comma 1 del Dl 30 dicembre 2013, n. 150) ad eccezione dei rifiuti provenienti dalla frantumazione degli autoveicoli a fine vita e dei rottami ferrosi per i quali sono autorizzate discariche monodedicate che possono continuare a operare nei limiti delle capacità autorizzate alla data di entrata in vigore della legge di conversione del decreto-legge 29 dicembre 2010, n. 225. I rifiuti possono essere collocati in discarica solo dopo trattamento, eccezion fatta per i rifiuti inerti il cui trattamento non è tecnicamente fattibile e per i rifiuti il cui trattamento non contribuisce a ridurre la quantità dei rifiuti o i rischi per la salute umana o per l’ambiente e non risulta indispensabile ai fini del rispetto dei limiti fissati dalla normativa vigente. È vietato diluire o miscelare rifiuti al solo fine di renderli conformi ai criteri di ammissibilità definiti dal D.M. Ambiente 27 settembre 2010. Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Prima: Quadro Conoscitivo 27 27 REGIONE MARCHE In ultimo pare importante richiamare la Circolare del MATTM del 6 agosto 2013 (Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare) in merito al termine di efficacia della circolare MATTM del 30/06/2009 su ammissibilità dei rifiuti in discarica; con tale atto il ministro dell’Ambiente ha fornito chiarimenti in merito ai trattamenti ai quali devono essere sottoposti i rifiuti urbani prima di poter essere smaltiti in discarica. Con la Circolare viene di fatto superata la circolare emanata “pro tempore” dal Ministero dell’Ambiente il 30 giugno 2009 nella quale si contemplava tra le operazioni di trattamento anche la “tritovagliatura” e si stabiliva altresì che a determinate condizioni la raccolta differenziata spinta poteva far venir meno l’obbligo di trattamento. 1.2.2. D.Lgs. 133/2005: Attuazione della direttiva 2000/76/CE, in materia di incenerimento dei rifiuti" Una normativa nazionale di particolare interesse costituente un riferimento la cui validità è stata confermata dal D.Lgs. 152/06 è il D.Lgs. n. 133/05 che si applica agli impianti di incenerimento e di coincenerimento dei rifiuti e stabilisce le misure e le procedure finalizzate a prevenire e ridurre per quanto possibile gli effetti negativi dell'incenerimento e del coincenerimento dei rifiuti sull'ambiente, in particolare l'inquinamento atmosferico, del suolo, delle acque superficiali e sotterranee, nonché i rischi per la salute umana che ne derivino. 1.2.3. D.M. 22/2013 Regolamento recante disciplina della cessazione della qualifica di rifiuto di determinate tipologie di combustibili solidi secondari CSS In relazione alle norme di riferimento per i rifiuti che possono derivare da un’impiantistica di trattamento meccanico-biologico dei rifiuti urbani, si segnala che dal 29 marzo 2013 sono operative le norme del DM 14 febbraio 2013, n. 22 che regola le condizioni per “derubricare” dalla disciplina dei rifiuti alcune tipologie di combustibili solidi secondari ("CSS"), e le modalità di produzione del CSS-Combustibile da impiegare nei cementifici e nelle centrali termoelettriche. Il regolamento attua l'articolo 184-ter, Dlgs 152/2006 ("Cessazione dalla qualifica di rifiuto") stabilendo, nel rispetto degli standard di tutela ambientale e della salute, le condizioni alle quali alcune tipologie di "CSS" cessano di essere rifiuti e sono da considerare, a tutti gli effetti, un prodotto (cosiddetta "end of waste" ex direttiva 2008/98/CE in materia di rifiuti). La cessazione della qualifica di rifiuto avviene con l'emissione della dichiarazione di conformità secondo il modello allegato al regolamento. Il venir meno della conformità obbliga invece a trattare e gestire il CSS come rifiuto. Il Css si può utilizzare, in parziale sostituzione di combustibili fossili, in cementifici a ciclo completo con capacità produttiva maggiore di 500 t/g di clinker, e comunque soggetti alla Autorizzazione Integrata Ambientale, e certificati UNI EN ISO 14001 o EMAS, nonché in centrali termoelettriche, ed esclusivamente per produrre energia termica o elettrica. Il regolamento definisce poi le tipologie di rifiuti speciali non pericolosi (allegato 2) che non si possono utilizzare per produrre il CSS-Combustibile. L'avvio dei rifiuti alla produzione del CSS Combustibile deve avvenire nel rispetto dell'articolo 179, D.Lgs 152/2006 (criteri di priorità nella gestione dei rifiuti). Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Prima: Quadro Conoscitivo 28 28 REGIONE MARCHE 1.3. Il quadro regionale 1.3.1. La L.R. 15 del 20 gennaio 1997: “Disciplina del tributo speciale per il deposito in discarica dei rifiuti solidi” sulle politiche di gestione dei rifiuti La legge regionale, n. 15/97 e s.m.i. regola il tributo speciale per il deposito in discarica dei rifiuti solidi e si inserisce in un quadro normativo in continua evoluzione in termini di gestione dei rifiuti; va infatti rilevato che tale tributo è stato introdotto dalla legge 549/1995 con lo scopo di favorire la minore produzione di rifiuti e il recupero degli stessi. La L.R. n 15/97 nel determinare il tributo prevede la modulazione dello stesso in funzione dei risultati della raccolta differenziata, introducendo un meccanismo di riduzione del tributo in funzione della percentuale di superamento dell’obiettivo di raccolta differenziata fissato dalla normativa statale di settore, e l’applicazione di un addizionale nel caso in cui non vengano raggiunti gli obiettivi minimi di raccolta differenziata previsti dalla normativa vigente. L’introduzione di tale meccanismo ha permesso un aumento della quantità di rifiuti raccolti in maniera differenziata con finalità di recupero e conseguente diminuzione dei rifiuti smaltiti. 1.3.2. Sintesi degli obiettivi della L.R. 24 del 12.10.2009: “Disciplina regionale in materia di gestione integrata dei rifiuti e bonifica dei siti inquinati” La Legge regionale 24 del 1 ottobre 2009 ha come oggetto la disciplina regionale in materia di gestione integrata dei rifiuti e bonifica dei siti inquinati. L’articolo 1 elenca puntualmente le finalità del provvedimento; tra queste si evidenziano le seguenti: a) Prevenire la produzione di rifiuti e ridurne la pericolosità; b) Potenziare ed agevolare la raccolta differenziata dei rifiuti solidi urbani, di quelli assimilati adottando in via preferenziale il sistema di raccolta porta a porta e dei rifiuti speciali; c) Promuovere e sostenere le attività di riutilizzo, riciclaggio e recupero dei rifiuti urbani e speciali, nonché ogni altra azione diretta ad ottenere da essi materia prima secondaria; d) Favorire lo sviluppo dell’applicazione di nuove tecnologie impiantistiche, a basso impatto ambientale, che permettano un risparmio di risorse naturali; e) Ridurre la movimentazione dei rifiuti attraverso lo smaltimento in impianti appropriati, prossimi al luogo di produzione, che utilizzino metodi e tecnologie idonei a garantire un alto grado di tutela e protezione della salute e dell’ambiente; f) Favorire la riduzione dello smaltimento indifferenziato; g) Favorire l’informazione e la partecipazione dei cittadini, attraverso adeguate forme di comunicazione; h) Promuovere presso le imprese le forme di progettazione di prodotti ed imballaggi tali da ridurre all’origine la creazione di rifiuti non riciclabili, intervenendo attraverso idonee forme di incentivazione economica e/o fiscale. La Regione quindi assicura lo smaltimento dei rifiuti urbani non pericolosi all’interno del territorio regionale, con progressiva autosufficienza all’interno degli Ambiti Territoriali Ottimali (ATO) di cui all’articolo 200 del D.Lgs. 152/2006. Tali ATO, in base a quanto riportato nell’articolo 6, coincidono con il territorio di ciascuna Provincia. Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Prima: Quadro Conoscitivo 29 29 REGIONE MARCHE Gli indirizzi e le modalità per perseguire gli obiettivi sopra elencati sono esplicitati all’interno del Piano Regione di Gestione dei Rifiuti; in particolare, secondo l’articolo 5, tale Piano deve contenere: a) l’analisi della tipologia, delle quantità e dell’origine dei rifiuti da recuperare o da smaltire, suddivisi per singolo ATO; b) l’indicazione del complesso delle attività, delle tipologie e dei fabbisogni di impianti di recupero e di smaltimento dei rifiuti urbani da realizzare nella Regione, tenendo conto dell’obiettivo di assicurare la gestione integrata dei rifiuti urbani non pericolosi all’interno degli ATO; c) l’indicazione del complesso delle attività, delle tipologie e dei fabbisogni di impianti necessari ad assicurare il recupero e lo smaltimento dei rifiuti speciali in luoghi prossimi a quelli di produzione, tenuto conto delle zone di crisi ambientale, al fine di ridurre la movimentazione degli stessi; d) i criteri per l’individuazione delle aree non idonee alla localizzazione degli impianti di smaltimento e recupero dei rifiuti e i criteri per l’individuazione dei luoghi o impianti idonei allo smaltimento, nonché le condizioni ed i criteri tecnici per la localizzazione degli impianti di gestione dei rifiuti, escluse le discariche, in aree destinate ad insediamenti produttivi; e) la determinazione, nel rispetto delle norme tecniche nazionali in materia, di disposizioni speciali per rifiuti di tipo particolare, compresi i rifiuti di imballaggio; f) la stima dei costi delle operazioni di recupero e di smaltimento dei rifiuti urbani, nonché la stima dei costi di investimento per la realizzazione del sistema impiantistico regionale; g) le iniziative dirette a limitare la produzione dei rifiuti ed a favorire il riutilizzo, il riciclaggio ed il recupero dei rifiuti; h) la previsione di apposite azioni finalizzate alla promozione della gestione integrata dei rifiuti per singolo ATO; i) i requisiti tecnici generali relativi alle attività di gestione dei rifiuti, nel rispetto della normativa nazionale e comunitaria. Per quanto non specificamente disciplinato, la Legge 24/2009 rimanda alle disposizioni contenute nel D.Lgs. 152/2006 e nella normativa statale e comunitaria vigente; tra gli obiettivi cui si rimanda vi sono sicuramente gli obiettivi di raccolta differenziata finalizzata al riciclaggio. Tra le norme transitorie e finali (articolo 20, comma 8 ), la Legge prevede che il piano regionale dei rifiuti approvato con deliberazione dell’Assemblea legislativa regionale 284/1999 e i piani provinciali di gestione dei rifiuti conservino efficacia, fatta salva la possibilità di apportare eventuali modifiche, fino all’entrata in vigore dei nuovi Piani previsti dalla stessa normativa vigente. 1.3.3. La L.R. 18 del 25.10.2011 – L’istituzione delle ATA (Assemblea Territoriale di Ambito) Con la L.R. 18 del 25.10.2011, in attuazione dell’art.2, comma 186-bis, della Legge 23 dicembre 2009, n.191 (Legge finanziaria 2010), le funzioni in materia di gestione integrata dei rifiuti già esercitate dalle Autorità d’Ambito, di cui all’art.201 del D.Lgs.n.152/2006, sono state attribuite alle Assemblea Territoriale d’Ambito (ATA) a cui partecipano obbligatoriamente i Comuni e la Provincia ricadenti in ciascun Ambito Territoriale Ottimale (ATO). Tale legge oltre a modificare la L.R. n. 24/2009, ha disciplinato nelle norme transitorie le modalità di passaggio tra l’attuale sistema organizzativo di gestione dei rifiuti basato sui Consorzi e quello previsto attraverso l’istituzione dell’Assemblea Territoriale d’Ambito (ATA). Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Prima: Quadro Conoscitivo 30 30 REGIONE MARCHE 1.3.4. La L.R. n. 41/2013 Interventi per il sostegno delle azioni di prevenzione della produzione dei rifiuti solidi urbani Con la L.R. n.41/2013 la Regione ha istituito il marchio “Comune libero da rifiuti - Waste Free” al fine di promuovere e sostenere sul territorio regionale azioni di prevenzione della produzione dei rifiuti solidi urbani anche incidendo sul livello dei consumi e sulle abitudini di acquisto dei cittadini, nonché sulle modalità di imballaggio impiegate dalle aziende produttrici di beni, di favorire l’informazione e la partecipazione dei cittadini, attraverso adeguate forme di comunicazione. In questa ottica e con lo sguardo rivolto verso l’obiettivo dei “Rifiuti zero” la legge istituisce il marchio “Comune libero da rifiuti – Waste Free” marchio di qualità ambientale conseguito dalle Amministrazioni comunali il cui operato si sia distinto nella riduzione della produzione dei rifiuti solidi urbani. 1.3.5. Obiettivi del vigente Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti Il Piano Regionale vigente è stato approvato nel 1999; ciò fa sì che risulti non completamente “allineato” all’attuale quadro normativo. Gli obiettivi generali del Piano appaiono invece ancora condivisibili; si tratta dei seguenti: a) riduzione della produzione di rifiuti; b) riorganizzazione ed ottimizzazione del sistema di raccolta differenziata dei rifiuti urbani ed assimilati; c) massimizzazione del recupero di materiale; d) minimizzazione della quantità e pericolosità del rifiuto da smaltire; e) annullamento dello smaltimento in discarica del rifiuto indifferenziato entro i termini stabiliti dalla legge; f) miglioramento delle prestazioni tecnico/ambientali degli impianti esistenti. In particolare il secondo obiettivo prevede l’attivazione di sistemi di “raccolta differenziata integrata” con le seguenti caratteristiche: • integrazione ed analogia tra il circuito di raccolta del rifiuto indifferenziato e dei materiali riciclabili; • uguale o maggiore densità dei contenitori o dei punti di raccolta dei materiali riciclabili rispetto al rifiuto indifferenziato. In funzione delle caratteristiche residenziali e delle strutture organizzative presenti, è previsto si possano avere: • sistemi a ritiro con conferimenti di tipo domiciliare, più idonei a centri ad elevata densità abitativa; • sistemi a consegna con conferimenti in punti di raccolta stradali o presso piattaforme, nei centri scarsamente abitati. Il Piano declina quindi tali enunciati in precise indicazioni quantitative circa l’estensione dei diversi sistemi di raccolta compatibili con gli obiettivi di Piano (si veda la tabella sotto riportata) e, per ogni frazione di rifiuto, fissa precise percentuali di intercettazione da raggiungere. Tali previsioni si sono rivelate corrette ed importanti anche alla luce dei più recenti sviluppi normativi a livello comunitario e nazionale. Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Prima: Quadro Conoscitivo 31 31 REGIONE MARCHE Estensione dei diversi sistemi di raccolta % di popolazione interessata dalle diverse tipologie di azioni di raccolta Azione di raccolta 2000 2001 2003 RD integrata fraz. organica da rif domestico 20 50 75 RD integrata fraz. organica da rif non domestico 20 75 75 raccolta presso le centri RD* 33 67 100 Raccolta rifiuto indifferenziato per flussi domestici e non 80 50 25 Nota:*da intendersi come integrativo degli altri servizi di raccolta differenziata. Fonte:Piano Regionale per la Gestione dei rifiuti 1999 Per perseguire gli obiettivi di Piano, la Regione promuove e attiva azioni dirette ed indirette; si tratta delle seguenti: • messa a disposizione di appositi finanziamenti regionali ed indicazione di quelli nazionali ed europei utilizzabili per questa finalità; • promozione dell’attività di educazione ambientale, di comunicazione e di informazione; • verifica e valutazione dell’efficacia delle iniziative attivate ed indicazioni di eventuali correttivi; • definizione delle caratteristiche dei materiali stabilizzati/compostati in relazione al loro possibile utilizzo; • promozione della certificazione di qualità per le materie/prodotti derivanti dal recupero; • promozione e realizzazione di intese ed accordi di programma. Tali azioni hanno delineato il quadro in cui successivamente hanno operato i Soggetti attuatori (Province, Comuni, Consorzi obbligatori di Comuni e soggetti gestori). Per quanto concerne gli aspetti impiantistici, nella situazione a regime il Piano approvato nel 1999 prevedeva le seguenti tipologie di impianti: 1. Impiantistica per il trattamento dei flussi da raccolte differenziate: impianti di selezione della frazione secca multimateriale; impianti di recupero ingombranti-assimilabili; impianti di compostaggio; 2. Impiantistica dedicata ai trattamenti dei flussi residui: impianti di selezione e stabilizzazione della frazione organica in uscita da questi, integrabili con linee di produzione di CDR e con linee di compostaggio della frazione organica da raccolta differenziata; 3. Impianti di smaltimento finale: discariche, è previsto il conferimento in discarica di diverse tipologie di rifiuti tutti caratterizzati dal basso contenuto di sostanza organica putrescibile; trattamento termico, limitatamente all’impiantistica già esistente. In Piano indica quindi le taglie minime di riferimento per le tipologie degli impianti previsti; si tratta di “valori guida” che andranno poi valutati in base ai contesti territoriali e alle soluzioni tecnologiche di volta in volta disponibili. Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Prima: Quadro Conoscitivo 32 32 REGIONE MARCHE Potenzialità minime degli impianti Tipologia impianti impianti di trattamento preliminare del rifiuto residuo a valle delle RD 50.000 t/a > 160 t/g impianti di compostaggio (con esclusione degli impianti dedicati al trattamento della sola frazione verde) 15.000 t/a > 50 t/g impianti di discarica 300.000 t, capacità di stoccaggio: > 30.000 t/a capacità di stoccaggio: >100 t/g Fonte:Piano Regionale per la Gestione dei rifiuti 1999 1.3.6. Atti regionali inerenti la gestione dei rifiuti Tra i provvedimenti maggiormente significativi si segnalano i seguenti: Delibere attuative della Legge Regionale n. 24/2009 e n. 18/2011: • D.G.R. 13-02-2012 n. 161 recante Art. 2 comma 1 lett. g) della L.R. n. 24/2009 “Disciplina regionale in materia di gestione integrata dei rifiuti e bonifica dei siti inquinati” - Criteri per la determinazione di idonee misure compensative.” L’art.2, comma 1, lett.g) della L.R. n.24/2009 prevede che la Regione stabilisce i criteri per la determinazione, da parte delle ATA, delle misure compensative in favore di: a) enti locali proprietari di impianti e dotazioni patrimoniali da conferire in disponibilità ai soggetti affidatari del servizio di gestione integrata dei rifiuti; b) Comuni interessati dall’impatto ambientale determinato dalla localizzazione degli impianti di recupero, trattamento e smaltimento; c) Comuni le cui aree urbane siano interessate dal transito di mezzi adibiti al trasporto di rifiuti. • D.A.C.R 17-4-2012 n. 45 recante “Criteri per la redazione del Piano Straordinario d’Ambito per la gestione integrata dei rifiuti” Definisce i criteri per la redazione del Piano Straordinario dell’Ambito Territoriale Ottimale previsto dall’art.6, comma 1 della L.R. 25 ottobre 2011, n.18. Rappresenta l’atto propedeutico ed indispensabile alla predisposizione del Piano Straordinario di ciascun ATO. Solo sulla base di precise indicazioni relative all’approccio, alla metodologia ed all’impostazione complessiva di una politica industriale di gestione dei rifiuti fornite dall’atto di indirizzo regionale è possibile per le ATA definire i contenuti e le priorità degli elementi costitutivi del PSdA e procedere alla sua redazione ed attuazione. • DGR 04/06/2012 n. 801 e s.m.i, approva gli schemi di convenzione per l’esercizio associato delle funzioni in materia di gestione integrata dei rifiuti da parte dell’ATA. Delibere attuative della L.R. n. 15/1997 • D.G.R. 15-12-2008 n. 1829, così come modificata dalla D.G.R. 17-05-2010 n. 798, individua gli standard operativi ed applicativi che gli impianti di recupero dei rifiuti devono rispettare per l’applicazione della riduzione nella misura del 20% dell’ammontare del tributo in discarica. Tale delibera mira a ridurre la quantità di rifiuti smaltiti in discarica. • D.G.R. 23-11-2009 n. 1928, così come modificata dalla D.G.R. 05-05-2010 n. 733, dalla D.G.R. 21-03-2011 n. 369 , dalla D.G.R. 16-05-2011 n. 684 e dalla D.G.R. 12-03-2013 n. 323, prevede le modalità di rilevamento e trasmissione dei dati al Catasto regionale dei rifiuti per la certificazione della percentuale di raccolta differenziata. Tramite questa delibera la Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Prima: Quadro Conoscitivo 33 33 REGIONE MARCHE Regione ha istituzionalizzato la modalità di raccolta dei dati attraverso l’applicativo informatico ORSo, permettendo di ottenere i dati relativi alla produzione e gestione dei rifiuti urbani dell’anno precedente entro i primi mesi dell’anno successivo. • D.G.R. 09-02-2010 n. 217 individua i criteri per il calcolo della raccolta differenziata al fine dell’applicazione del tributo in discarica. Secondo la definizione di raccolta differenziata, rientrano nel calcolo solo i rifiuti urbani, raccolti in maniera differenziata e destinati al riciclo ed al recupero. A titolo esemplificativo, vengono inclusi nel calcolo della RD i rifiuti urbani raccolti separatamente con sistema di raccolta monomateriale o multi materiale, i rifiuti ingombranti, i RAEE domestici, i rifiuti cimiteriali e i rifiuti inerti da costruzione e demolizione di provenienza domestica. Delibere di indirizzo • D.G.R. del 21-07-2008 an. 994 individua le linee guida regionali in materia di garanzie finanziarie per le operazioni di smaltimento dei rifiuti in discarica. • D.G.R. del 29-11-2010 n. 1735 individua i criteri generali per la realizzazione delle sottocategorie di discariche per i rifiuti non pericolosi. Sono state definite le condizioni a garanzia del principio di autosufficienza a livello di ATO nello smaltimento dei rifiuti solidi urbani e assimilati, prevedendo che il volume massimo autorizzabile per l’individuazione o realizzazione dei settori di discarica destinati al confinamento delle tipologie di sottocategorie di cui all’art.7, comma 1 del DM 30 agosto 2005 non può superare, in totale, il 30% della capacità residua della discarica. • D.G.R. del 13-12-2010 n. 1793 approva la prime linee regionali di indirizzo concernenti i Centri del riuso. In base a quanto riportato nelle linee guida, il Centro del Riuso è costituito da (dotazioni strutturali): un locale chiuso o area coperta allestito nel rispetto di tutte le norme vigenti in materia di tutela della salute dell’uomo e dell’ambente, nonché di sicurezza del lavoro. Le zone da individuare sono: zona di ricevimento e di prima valutazione dei beni, zona di primo ammassamento, zona di catalogazione, zona di immagazzinamento ed esposizione dei beni. Il Centro del riuso deve essere dotato di dotazioni per la pesatura, per la catalogazione informatica dei beni consegnati, per l’esposizione, per la movimentazione e l’immagazzinamento, nonché di idonea cartellonistica multilingue. Per quanto concerne le dotazioni di servizio, la struttura deve essere dotata di: a) servizio di presidio per le operazioni di ricevimento e primo ammassamento; b) servizio di catalogazione e di immagazzinamento del bene in ingresso; c) servizio di presidio per le operazioni di assistenza e di registrazione in fase di scelta e prelievo da parte dell’utente. Al Centro del riuso sono accettati i beni di consumo ancora in buono stato e funzionanti che possono essere utilizzati per gli usi, scopi e finalità originarie. L’attività dei Centri del Riuso è coordinata con quella dei Centri di Raccolta in modo tale che nel caso in cui all’ingresso di un Centro di Raccolta vengano individuati dei beni (non ancora consegnati in qualità di rifiuti) con caratteristiche idonee al riuso, questi ultimi possano essere deviati dal Centro di Raccolta al Centro di Riuso. • DGR del 19.12.2001 n. 3053, così come modificata dalla D.G.R. del 26-03-2012 n. 376, individua i contenuti e le modalità di redazione della comunicazione di inizio attività per operazioni di recupero di rifiuti speciali non pericolosi ai sensi delle procedure semplificate. • D.G.R. del 14-04-2012 n. 515, così come modificata dalla D.G.R. 02/05/12 n. 583, individua le modalità di prestazione ed entità delle garanzie finanziarie relative alle operazione di recupero e smaltimento di rifiuti (escluse le discariche). Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Prima: Quadro Conoscitivo 34 34 REGIONE MARCHE Accordi interregionali • D.G.R. 23-07-2002 n. 1385 ha approvato l’Accordo tra la Regione Marche e la Regione Toscana per la gestione dei rifiuti al fine di permettere al Comune di Sestino (AR) di conferire i rifiuti in regione Marche. Accordi di programma e protocolli d'intesa • D.G.R. 14-11-1999 n. 2121 approva l’intesa di programma tra la Regione Marche, enti, associazioni di categoria e soggetti privati per la gestione dei rifiuti prodotti dal settore agricolo. Tale intesa mira a favorire la diminuzione della produzione dei rifiuti derivanti dall’attività agricola incentivando la raccolta differenziata e il recupero ed a incentivare l’utilizzo del compost in agricoltura. • D.G.R. 11-12-2000 n. 2692 approva l'accordo di Programma tra la Regione Marche, Enti, Associazioni di categoria e soggetti privati per la gestione dei rifiuti inerti provenienti dal settore edile con lo scopo di ridurne la produzione ed agevolarne il recupero in termini di materia secondaria. • D.G.R. 07-04-2008 n. 487 approva lo schema di protocollo d´intesa tra la Regione Marche, il Cobat, l´UPI Marche, l´ANCI Marche e Legambiente Marche per la raccolta ed il riciclo delle batterie al piombo esauste al fine di limitarne il conferimento errato e il mancato recupero. • D.G.R. 09-02-2010 n. 219 approva lo schema di Protocollo di intesa con il Consorzio italiano Compostatori (CIC). Il CIC è l’unico riferimento associativo dei compostatori in Italia e costituisce un valido supporto per lo sviluppo di azioni in materia di recupero della frazione organica differenziata. La sottoscrizione del Protocollo persegue la finalità di ottimizzare il sistema regioanle dei rifiuti tramite la valorizzazione della frazione organica attraverso la definizione di specifiche azioni tendenti a miglioare la qualità delle raccolte differenziatae dell’organico, promuovere e sostenere il miglioramento del processo di trattamento della FORSU negli impianti di compostaggio, promuovere la qualità del compost prodotto e sviluppare sistemi a marchio per il compost di qualità. • D.G.R. 20-06-2011 n. 885 approva lo schema di accordo con il CONAI finalizzato a ottimizzare e incrementare, nel territorio regionale, la raccolta differenziata di rifiuti da imballaggio. L’accordo ha posto le basi per definire un percorso finalizzato alla promozione dell’idea della “società del riciclaggio”, spostando l’attenzione dal concetto di raccolta differenziata a quello di effettivo recupero. Tra le varie azioni previste sono state effettuate le prime analisi merceologiche del rifiuto smaltito in discarica. • D.G.R. n. 290 del 06.03.2013 approva lo schema di accordo di programma tra la Regione Marche, l´UPI Marche, l´ANCI Marche, Legambiente Marche, Federambiente e Unioncamere Marche finalizzato ad individuare strategie generali di prevenzione a programmare e sperimentare forme concrete di riduzione della produzione dei rifiuti da adottare nel territorio regionale, nonché sensibilizzare i cittadini marchigiani verso un contenimento della produzione dei propri rifiuti e l’educazione a forme di acquisto sostenibile. • D.G.R. n. 1530 del 11.11.2013 approva lo schema del Protocollo di intesa tra la Regione Marche, Confservizi Cispel Marche, ARPAM e Legambiente Marche ad oggetto “Tracciabilità dei rifiuti urbani - Regione Marche”. Gli obiettivi del progetto sono quelli di verificare l’effettiva recuperabilità dei rifiuti raccolti e di verificare l’esistenza di una correlazione tra la qualità della raccolta differenziata e l’efficacia del recupero. Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Prima: Quadro Conoscitivo 35 35 REGIONE MARCHE 1.3.7. Recenti orientamenti delle Amministrazioni Provinciali in materia di pianificazione della Gestione dei Rifiuti Le Province marchigiane hanno dato corso a quanto prospettato dal Piano Regionale e dalla Legge Regionale 28/1999 adottando i propri piani di gestione dei rifiuti. Tali strumenti non hanno però trovato piena attuazione; nei diversi contesti si sono infatti registrati ritardi sia nel conseguimento degli obiettivi di recupero sia nelle realizzazioni impiantistiche necessarie a garantire il superamento dello smaltimento in discarica ed il conseguente contenimento degli associati impatti ambientali. In tempi recenti le diverse Amministrazioni Provinciali hanno adottato provvedimenti che esprimono orientamenti in merito alla gestione dei rifiuti urbani evidenziando le criticità riscontrabili nei rispettivi territori e le iniziative da intraprendere per il loro superamento. Nel seguito si riporta una sintesi degli atti più significativi. Provincia di Ancona Con atto di Consiglio Provinciale n.175/2011 del 22 novembre 2011 la Provincia di Ancona ha approvato un “Atto di indirizzo” in ordine alle modifiche del Piano Provinciale per la Gestione dei Rifiuti approvato con atto del C.P.n.60 del 19.04.2001 così come modificato con atto di C.P.n.79 del 28.06.2004. In tale documento si ricorda che il vigente PPGR prevede l’organizzazione del sistema provinciale in due bacini afferenti a due Consorzi obbligatori con la seguente struttura impiantistica: Bacino 1 • un impianto di Bacino per il trattamento della frazione organica, della frazione residuale non riciclabile e di quella secca da RD da valorizzare con eventuale linea atta a produrre CDR; • una discarica da localizzare sulla scorta dello studio prodotto dall’Università delle Marche. Bacino 2 • Impianto per il trattamento della frazione organica a Corinaldo per il bacino (impianto attivo); • un impianto per il trattamento della frazione residuale non riciclabile e di quella secca da RD da valorizzare con eventuale linea atta a produrre CDR per il bacino a Maiolati Spontini (progetto per impianto relativo alla frazione residuale non riciclabile approvato ma da aggiornare dal punto di vista tecnologico affinché sia rispondente alla esigenza di minimizzare la quantità di rifiuti da conferire in discarica e da sottoporre per la condivisione ai futuri soggetti costituenti l’Assemblea Territoriale d’Ambito); • impianto di compostaggio a Maiolati Spontini presso il sito di discarica a supporto dell’intero ATO per compost di qualità da sfalci e potature (impianto attivo) • due discariche strategiche di bacino localizzate a Corinaldo e Maiolati Spontini. Si rileva che: • il vigente Piano provinciale definisce obiettivi di recupero riferiti al D.Lgs.22/1997 e pertanto superati dalle disposizioni normative più recenti (obiettivo di recupero del 65% all’anno 2012 definito dal D.Lgs.152/2006); • nel territorio provinciale è dimostrata la concreta possibilità di conseguimento di detti obiettivi come risulta dalle esperienze condotte dai Comuni che hanno attivato in tempi recenti nuovi servizi di raccolta differenziata; • la normativa vigente prevede l’impossibilità di conferimento in discarica dei rifiuti non trattati mentre nel territorio provinciale è stata concessa una deroga, sino al 31 dicembre 2013, e Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Prima: Quadro Conoscitivo 36 36 REGIONE MARCHE vengono conferiti in discarica rifiuti che hanno subito un semplice trattamento di trito vagliatura. Da questo quadro di riferimento normativo discende la necessità di dotarsi, entro il dicembre 2013, di un impianto di trattamento della frazione residua della raccolta differenziata e dell’indifferenziato realizzato o in fase di ultimazione, pena l’impossibilità di conferire i rifiuti non trattati nelle discariche. Rilevata l’opportunità di ottenere le migliori economie di scala puntando alla realizzazione: • di un solo impianto per la frazione indifferenziata e per quella residuale non riciclabile derivante da operazioni di recupero e riciclo; • di un solo impianto per la valorizzazione della “frazione secca” da raccolta differenziata ad Ancona; si esprime un orientamento affinché il PPGR venga modificato secondo le seguenti linee di indirizzo: ATO2 Marche (Provincia di Ancona) 1. Impianto per il trattamento della frazione organica a Corinaldo per tutto l’ATO (già attivo e da implementare attraverso fondi FAS) con supporto di digestione anaerobica; 2. impianto per tutto l’ATO a Maiolati Spontini per il trattamento della frazione residuale non riciclabile, da aggiornare dal punto di vista tecnologico affinché sia rispondente alla esigenza di minimizzare la quantità di rifiuti da conferire in discarica; 3. impianto per tutto l’ATO ad Ancona di recupero – riciclo per valorizzare la “frazione secca” da raccolta differenziata; 4. due discariche strategiche, già localizzate a Maiolati Spontini ed a Corinaldo (con previsto ampliamento nei comuni di Corinaldo e di Castelleone di Suasa); preso atto del Protocollo d’intesa tra i suddetti Comuni per l’ampliamento della discarica strategica non si ritiene più necessario, allo stato, procedere per la realizzazione della terza discarica che, pertanto, potrà essere attivata solo ed esclusivamente laddove gli iter approvativi di ampliamento risultassero negativi, in relazione al completamento delle volumetrie disponibili nelle discariche strategiche di Maiolati Spontini e Corinaldo. Rispetto alle suddette necessità di intervento si individuano come assolutamente prioritarie le iniziative di cui ai punti 1 e 2. Provincia di Pesaro – Urbino Con nota del 27.04.2012 il Servizio Ambiente, Agricoltura, Procedure relative alle Fonti Rinnovabili, Pianificazione Ambientale, ha illustrato alla Regione lo stato di fatto del sistema impiantistico di trattamento e smaltimento. La nota descrive le ultime realizzazioni impiantistiche e le evoluzioni progettuali in corso nonché il quadro proprietario e gestionale degli impianti. Per quanto riguarda la situazione impiantistica: • l’impianto di compostaggio sito nella Comunità Montana dell’Alto e Medio Metauro nei pressi della discarica “Ca’ Lucio”, è stato autorizzato al raddoppio delle capacità di trattamento (in fase di realizzazione le relative opere); • risultano attive le seguenti discariche: discariche strategiche di: Ca’ Asprete di Tavullia, Monteschiantello di Fano, Ca’ Lucio di Urbino, discariche di Ca’ Guglielmo di Cagli, Ca’ Mascio di Montecalvo in Foglia, Ca’ Rafaneto di Barchi. Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Prima: Quadro Conoscitivo 37 37 REGIONE MARCHE Le discariche strategiche risultano sottoposte ad ampliamenti di notevoli dimensioni avvenuti e in corso permettendo una gestione “moderatamente pianificabile anche se principalmente caratterizzata dallo smaltimento”. Sono stati inoltre autorizzati e allocati gli impianti di trito vagliatura dei rifiuti urbani presso le discariche di: Ca’ Lucio di Urbino, Ca’ Asprete di Tavullia, Ca’ Rafaneto di Barchi e Monteschiantello di Fano che dovranno garantire, mediante operazioni R4 (Riciclaggio/recupero dei metalli e dei composti metallici) il recupero della frazione metallica dai RU. Tra le iniziative che i gestori stanno programmando si segnalano: • la previsione di ipotesi progettuali concernenti l’incremento volumetrico della discarica strategica Ca’ Lucio di Urbino; • la previsione di realizzazione di un impianto di selezione e recupero di rifiuti solidi urbani e speciali non pericolosi in Comune di Pesaro a servizio dell’intera area litoranea (e non dell’intero bacino provinciale). La realizzazione di tale impianto consentirà di soddisfare uno degli obiettivi della normativa e cioè di annullare lo smaltimento di rifiuto tal quale nella discarica di Ca’ Asprete in Tavullia. Provincia di Ascoli Piceno Con nota del 25.11.2010 il Servizio Tutela Ambientale, C.E.A., Rifiuti, Energia, Acque della Provincia di Ascoli Piceno ha comunicato alla Regione che, in coerenza con gli indirizzi della pianificazione provinciale ed a seguito della concreta attuazione della L.147/2004 che ha istituito la nuova Provincia di Fermo, il Polo tecnologico Relluce in Comune di Ascoli Piceno risulta strategico per l’intero territorio provinciale; in tale polo è presente l’unico impianto di discarica per rifiuti non pericolosi ove vengono abbancati tutti i rifiuti prodotti in Provincia opportunamente trattati nell’adiacente impianto di trattamento meccanico biologico. L’Amministrazione Provinciale a seguito della ridefinizione del territorio amministrativo ha avviato una riflessione in merito alla necessità di aggiornamento della propria pianificazione provinciale; tale fase è stata rallentata anche a seguito del processo di ridefinizione delle competenze amministrative a seguito dell’evoluzione normativa in materia; la pianificazione provinciale sarà comunque condizionata e successiva all’aggiornamento del Piano Regionale previsto dalla normativa. Provincia di Fermo Con nota del 17.11.2010 il Settore Ambiente della Provincia di Fermo ha comunicato alla Regione che in materia di gestione dei rifiuti la Provincia fa riferimento al Piano della Provincia di Ascoli Piceno. Il Piano prevede la riduzione da tre a due delle discariche in seguito al conseguimento degli obiettivi di raccolta differenziata. La situazione delle discariche provinciali è la seguente: • per la discarica di Porto Sant’Elpidio i ridotti conferimenti a seguito dei buoni risultati di raccolta differenziata conseguiti dai Comuni conferenti hanno determinato un leggero prolungamento della vita residua dell’impianto; parte della volumetria è peraltro stata destinata a ricevere i rifiuti provenienti da bonifica di area contaminata nel comune sede di impianto; • la discarica di Torre San Patrizio ha recentemente ottenuto un modesto ampliamento della capacità ricettive al fine di assicurare il conferimento all’impianto dei rifiuti provenienti da comuni limitrofi evitando l’aggravio di costi determinato dal conferimento alla discarica di Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Prima: Quadro Conoscitivo 38 38 REGIONE MARCHE San Biagio; • quest’ultima discarica assicura lo smaltimento dei rifiuti di 39 Comuni fermani ed in seguito agli accordi interregionali anche lo smaltimento temporaneo dei rifiuti provenienti dalla Provincia di Macerata, nelle more della realizzazione della discarica a servizio del polo impiantistico di trattamento ei rifiuti prodotti dai Comuni maceratesi sito in località Piane di Chienti di Tolentino; si segnala la necessità che tali rifiuti trovino destinazione presso altri impianti del territorio regionale per esaurimento dei volumi disponibili. La Provincia di Fermo ha recentemente dato avvio al procedimento di aggiornamento del proprio Piano Provinciale di Gestione dei Rifiuti (allo stato attuale parte integrante delle previsioni del vigente Piano della Provincia di Ascoli Piceno). Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Prima: Quadro Conoscitivo 39 39 REGIONE MARCHE 2. LA PRODUZIONE E GESTIONE DEI RIFIUTI URBANI ED ASSIMILATI 2.1. Aspetti demografici Nell’ultimo decennio la regione Marche è stata oggetto di un riassetto territoriale. La Regione infatti era storicamente formata da 246 comuni organizzati nelle quattro province di Ancona, Ascoli Piceno, Macerata e Pesaro Urbino. Nel 2009, con la L. 117/2009, i sette comuni di Casteldelci, Maiolo, Novafeltria, Pennabilli, San Leo, Sant'Agata Feltria e Talamello (per un totale di circa 18.000 abitanti nel 2008, l’1% del totale) sono passati dalla provincia di Pesaro Urbino alla provincia di Rimini (Emilia Romagna); sempre nel 2009 è diventata operativa la provincia di Fermo, nata dal distacco di 40 comuni dalla provincia di Ascoli Piceno. Il grafico seguente riporta l’andamento demografico nel periodo 2001 – 2011. Si osserva un andamento pressoché lineare del numero di abitanti che nel 2011 ha raggiunto quota 1.565.335 abitanti, con un incremento complessivo rispetto al 2001 pari al +6,4%; tale dato coincide con l’incremento registrato a livello nazionale nello stesso lasso temporale. Si segnala come il calo di abitanti che si è registrato nel 2009 sia legato al riassetto territoriale sopra esposto. Andamento demografico nel periodo 2001-2011 1.470.581 1.551.377 1.565.335 1.400.000 1.420.000 1.440.000 1.460.000 1.480.000 1.500.000 1.520.000 1.540.000 1.560.000 1.580.000 1.600.000 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009 2010 2011 n . a b it a n ti Note: i dati fanno riferimento al 1 gennaio di ciascun anno (fonte: Istat). Dal 2009 i comuni di Casteldelci, Maiolo, Novafeltria, Pennabilli, San Leo, Sant'Agata Feltria e Talamello (per un totale di circa 18.000 abitanti) non fanno più parte della regione Marche. I più di 200 comuni che appartengono alla regione Marche si diversificano per vocazione turistica, caratteristiche territoriali e demografiche. Per quanto concerne il turismo, appare interessante individuare i comuni per i quali la pressione turistica è importante così da trattarli separatamente nel proseguo dello studio; per far questo si è proceduto analizzando i dati forniti dall’Ufficio regionale “Servizio internazionalizzazione, cultura, turismo, commercio e attività promozionali – P.F. Turismo, commercio e tutela dei consumatori” circa le presenze turistiche italiane e straniere in contesti alberghieri ed extra alberghieri nel 2011. I dati sulle presenze turistiche sono stati convertiti in presenze equivalenti dividendo il dato annuo per i 365 giorni; il rapporto tra le presenze equivalenti e la popolazione residente relativi allo stesso anno determina un indicatore utile per l’individuazione dei comuni turistici; in particolare si è assunto di considerare comuni turistici i comuni con associato un valore dell’indicatore superiore al 10%. Nella seguente tabella sono riportati i 9 comuni che rispettano questo criterio oltre che altri 10 comuni che presentano un valore dell’indicatore superiore al 5%. Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Prima: Quadro Conoscitivo 40 40 REGIONE MARCHE Comuni marchigiani con maggiori presenze turistiche – anno 2011 Abitanti residenti Presenze turistiche annue Presenze turistiche equivalenti Presenze turistiche equ/abitanti res. n. n. n. % Numana 3.875 583.273 1.598 41,2% Gabicce Mare 5.976 611.020 1.674 28,0% Porto Recanati 12.264 749.156 2.052 16,7% Ussita 436 26.320 72 16,5% Altidona 3.238 188.455 516 15,9% Cupra Marittima 5.389 235.849 646 12,0% Sirolo 3.885 160.117 439 11,3% Camerino 7.130 289.279 793 11,1% Castel Sant’Angelo Sul Nera 318 11.660 32 10,0% Frontino 314 9.992 27 8,7% Urbino 15.627 489.620 1.341 8,6% Montemonaco 661 18.340 50 7,6% Carpegna 1.689 40.446 111 6,6% Fermo 37.834 899.966 2.466 6,5% Senigallia 45.027 1.068.037 2.926 6,5% Fiastra 577 13.128 36 6,2% Grottammare 15.652 321.830 882 5,6% Porto Sant'Elpidio 25.684 497.079 1.362 5,3% San Benedetto Del Tronto 48.262 899.611 2.465 5,1% Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Prima: Quadro Conoscitivo 41 41 REGIONE MARCHE Rapporto tra presenze turistiche equivalenti e popolazione residente – anno 2011 L’immagine mostra come i comuni “turistici” così definiti siano prevalentemente comuni costieri; oltre che tre comuni dell’entroterra collinare. L’analisi delle presenze turistiche mensili a livello regionale fa emergere come il fenomeno turistico sia associato prevalentemente ai mesi estivi, con un picco delle presenze in agosto rispetto al dato medio annuo pari a circa il +250%. Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Prima: Quadro Conoscitivo 42 42 REGIONE MARCHE Variazione delle presenze turistiche mensili rispetto al dato medio annuo – anno 2011 300% 200% 100% 0% 100% 200% 300% gennaio febbraio marzo aprile maggio giugno luglio agosto settembre ottobre novembre dicembre Nel proseguo dell’analisi circa i rifiuti urbani ed assimilati prodotti nel marchigiano si è quindi ritenuto di considerare in modo aggregato questi nove comuni turistici così individuati (Numana, Gabicce Mare, Porto Recanati, Ussita, Altidona, Cupra Marittima, Sirolo, Camerino, Castel Sant’Angelo sul Nera). Per quanto concerne i restanti 230 comuni si è ritenuto di raggrupparli secondo le loro caratteristiche demografiche: si presuppone infatti che all’aumentare della dimensione dei comuni cresca la loro complessità socio economica (ad esempio aumenta l’incidenza delle utenze non domestiche sul numero di utenze complessivamente presenti) che è strettamente legata alle dinamiche di produzione dei rifiuti. Si sono dunque individuate cinque classi in base alla popolazione residente in ciascun comune (comuni piccoli, comuni medio-piccoli, comuni di medie dimensioni, comuni medio-grandi, comuni grandi); la tabella sottostante riporta l’allocazione dei comuni marchigiani nelle classi omogenee così individuate. Distribuzione dei Comuni e della popolazione regionale per classe di Comuni – anno 2011 comuni abitanti* Classi di Comuni n. % n. % Ab<1.000 43 18,0% 26.754 1,7% 1.000<Ab<5.000 124 51,9% 305.152 19,5% 5.000<Ab<15.000 39 16,3% 329.872 21,1% 15.000<Ab<50.000 20 8,4% 547.770 35,0% Ab>50.000 4 1,7% 313.276 20,0% Comuni Turistici 9 3,8% 42.511 2,7% Totale 239 100,0% 1.565.335 100,0% Nota:* dati al 1/1/2011, fonte Istat Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Prima: Quadro Conoscitivo 43 43 REGIONE MARCHE Classi omogenee di comuni per dimensione demografica Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Prima: Quadro Conoscitivo 44 44 REGIONE MARCHE 2.2. Analisi dei dati storici di produzione di rifiuti urbani dal 2001 al 2011 2.2.1. La produzione complessiva di rifiuti urbani ed assimilati Nella figura sottostante si può osservare l’andamento della produzione di rifiuti urbani e assimilati nell’ultimo decennio nella regione Marche. Nel periodo 2001 - 2008 si è registrata una consistente crescita della produzione; quest’ultima ha raggiunto le 871.000 t/a nel 2008. Nell’ultimo triennio si osserva invece un’inversione di tendenza. E’ da ricordare che a partire dal 2009 sette comuni della regione Marche sono passati alla regione Emilia-Romagna; tali comuni nel 2008 hanno pesato per l’1% della produzione totale regionale. Nel 2011 il dato di produzione si è assestato a 823.000 t, in aumento di circa il 4% rispetto al dato del 2001. Produzione di rifiuti urbani totali nel periodo 2001-2011 – regione Marche 700.000 720.000 740.000 760.000 780.000 800.000 820.000 840.000 860.000 880.000 900.000 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009 2010 2011 t/ a Note: dal 2009 i comuni di Casteldelci, Maiolo, Novafeltria, Pennabilli, San Leo, Sant'Agata Feltria e Talamello non fanno più parte della regione Marche. Per il 2007 non sono disponibili i dati relativi a comune di Torre San Patrizio e pertanto non risultano compresi nel totale della produzione; il 2007 è inoltre il primo anno di attivazione di O.R.SO. quindi i dati da esso estratti e qui riportati potrebbero contenere degli errori che rendono critico il confronto con i dati degli anni precedenti e successivi. A tali flussi vanno aggiunti i “rifiuti spiaggiati” derivanti dalla pulizia degli arenili che, avendo natura e origine diversa dagli altri rifiuti urbani, sono stati contabilizzati separatamente; nel quinquennio 2007 – 2011 tale flusso si è attestato mediamente a 10.000 t/a. La tabella alla pagina seguente permette di confrontare i dati regionali con quelli del centro Italia e nazionali. Se si analizza il decennio nel suo complesso, sia il dato nazionale che quello del centro Italia appare in forte crescita; in particolare nel 2007-2009 si è registrata una stabilizzazione o leggera contrazione della produzione totale di rifiuti urbani rispetto agli anni precedenti. Appare interessante notare come, a parità di andamento demografico medio tra regione Marche e Italia, tra il 2001 e il 2010 la produzione di rifiuti urbani totali in Italia abbia registrato una crescita di oltre il 10% a fronte di un +4% della regione Marche. Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Prima: Quadro Conoscitivo 45 45 REGIONE MARCHE Produzione rifiuti urbani totali nel periodo 2001-2011 Marche a confronto con realtà sovraregionali Anno u.m. Marche Centro Italia Italia 2001 794.413 6.500.858 29.408.873 2002 798.804 6.594.344 29.863.728 2003 797.926 6.585.860 30.033.721 2004 835.518 6.940.794 31.149.584 2005 861.652 7.230.344 31.663.548 2006 865.647 7.363.978 32.522.650 2007* 846.510 7.350.195 32.541.749 2008 871.403 7.302.249 32.467.201 2009 840.541 7.185.564 32.109.910 2010 844.344 7.323.097 32.479.112 2011 t/a 822.957 n.d. n.d. Var. totale +3,59% +12,65% +10,44% Var. media annua % +0,35% +1,33% +1,11% Note: dal 2009 i comuni di Casteldelci, Maiolo, Novafeltria, Pennabilli, San Leo, Sant'Agata Feltria e Talamello non fanno più parte della regione Marche. * Per il 2007 non sono disponibili i dati relativi al comune di Torre San Patrizio e pertanto non risultano compresi nel totale della produzione. Fonte dati: Marche, elaborazioni da dati ARPAM e ORSO; Centro Italia ed Italia, rapporti ISPRA. 2.2.2. La produzione procapite di rifiuti urbani Per una migliore analisi del dato appare interessante comparare anche le produzioni pro capite. I valori di produzione pro capite di rifiuti urbani totali registrati nelle Marche risultano inferiori ai valori medi del centro Italia e paragonabili al dato medio italiano. Produzione pro capite di rifiuti urbani totali nel periodo 2001-2011 Marche a confronto con realtà sovraregionali 350 400 450 500 550 600 650 700 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009 2010 2011 k g /a b x a regione Marche centro Italia Italia Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Prima: Quadro Conoscitivo 46 46 REGIONE MARCHE Fonte dati: Marche, elaborazioni da dati ARPAM e ORSO; Centro Italia ed Italia, rapporti ISPRA. Se si osservano i dati della regione Marche nel periodo 2009-2011, il grafico mostra come ad una decrescita della produzione di RU totali sia effettivamente corrisposta una diminuzione della produzione pro capite. Tutto ciò si ritiene possa essere spiegato sia dal delicato periodo di congiuntura economica che si sta attraversando, sia dalle importanti azioni di prevenzione dei rifiuti messe in atto negli ultimi anni nel contesto regionale. La figura seguente mostra gli andamenti di produzione pro capite dei RU in ciascuna delle 5 Provincie marchigiane. Si osserva come solo nelle provincie di Pesaro e Urbino e di Ascoli Piceno la produzione pro capite sia cresciuta nel decennio, rispettivamente del 7% e del 2%. Tra le restanti realtà provinciali, appaiono rilevanti i dati della provincia di Ancona che a partire dal 2007 mostrano una forte e costante riduzione della produzione pro capite: al 2011 si è attestata a -14% rispetto al 2001. Produzione pro capite di RU totali nel periodo 2001-2011 – dettaglio provinciale 0 100 200 300 400 500 600 700 800 900 Ancona Ascoli Piceno Fermo Macerata Pesaro e Urbino MARCHE k g / a b x a 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009 2010 2011 Fonte dati: Marche, elaborazioni da dati ARPAM e ORSO; Centro Italia ed Italia, rapporti ISPRA. Appare interessante sviluppare l’analisi della produzione pro capite in base alle classi omogenee di comuni precedentemente individuate. Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Prima: Quadro Conoscitivo 47 47 REGIONE MARCHE Produzione pro capite di RU nel periodo 2001–2011, analisi per classi omogenee 0 100 200 300 400 500 600 700 800 900 1.000 k g /a b x a 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009 2010 2011 Fonte: elaborazioni da dati ARPAM e ORSO. Dal grafico si osserva come i comuni turistici siano quelli con produzione pro capite più alta; tale risultato appare giustificato dal metodo di calcolo utilizzato per valutare la produzione pro capite che considera i soli abitanti residenti. In base ai dati del turismo disponibili per il 2011 è possibile ricalcolare la produzione pro capite considerando anche il contributo delle presenze turistiche equivalenti: la nuova produzione pro capite media dei comuni turistici relativa al 2011 risulta pari a 595,5 kg/abeqxa, circa il 30% in meno rispetto al precedente valore. Tra le restanti classi si nota che la produzione pro capite aumenta passando dalla classe dei comuni piccoli, a quelle con comuni via via più grandi. Per quanto concerne l’andamento della produzione pro capite in ciascuna classe, solo i comuni con meno di 1.000 abitanti e i comuni turistici hanno registrato un incremento della produzione nel decennio in analisi: rispettivamente +6,9% e +6,6%. Tra le restanti classi si segnala la contrazione del 7% relativa alla classe “15.000 50.000 abitanti” e la contrazione del 4% relativa alla classe di comuni con più di 50.000 abitanti. Si ricorda che la media regionale si assesta nel 2011 ad un -2,7% rispetto ai valori del 2001. 2.2.3. L’evoluzione gestionale nel periodo 2006 – 2011 Come approfondimento rispetto all’analisi sviluppata sul periodo 2001-2011, risulta interessante in particolare il confronto dei dati 2011 con i dati 2006. Nell’ultimo quinquennio a livello regionale la variazione della popolazione è stata del +2,4% mentre produzione totale e pro capite sono calate rispettivamente del -4,9% e del -7,1%; a tali valori corrispondono variazioni medie annue pari a +0,5% per la popolazione, -1,0% sulla produzione totale e -1,5% sulla produzione pro capite. Se si osservano i dati relativi alle diverse Province si osserva come le due realtà con diminuzioni più consistenti di produzione rifiuti siano Ancona e Macerata: nel quinquennio hanno registrato una contrazione della produzione pro capite superiore al 10%. I dati relativi alle classi omogenee di comuni mostrano come le variazioni minori in termini di produzione pro capite si siano registrate nella classe di comuni con meno di 1.000 abitanti e nel Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Prima: Quadro Conoscitivo 48 48 REGIONE MARCHE gruppo di comuni turistici; viceversa i comuni di media dimensione (le classi 5.000-15.000 e 15.000 50.000) nel quinquennio hanno registrato una contrazione di produzione pro capite prossima al 10%. Confronto dati 2006-2011 e variazioni percentuali nello stesso periodo anno 2006 anno 2011 Classi omogenee Abitanti Produz RU [t/a] Produz RU pro capite [kg/abxa] Abitanti Produz RU [t/a] Produz RU pro capite [kg/abxa] Ab<1.000 32.206 14.115 438,3 26.754 11.647 435,3 1.000<Ab<5.000 299.192 142.191 475,3 305.152 133.761 438,3 5.000<Ab<15.000 363.572 190.401 523,7 329.872 156.132 473,3 15.000<Ab<50.000 485.895 290.109 597,1 547.770 295.554 539,6 Ab>50.000 308.004 193.966 629,8 313.276 188.944 603,1 Comuni Turistici 39.940 34.865 872,9 42.511 36.919 868,5 Province Abitanti Produz RU [t/a] Produz RU pro capite [kg/abxa] Abitanti Produz RU [t/a] Produz RU pro capite [kg/abxa] Ancona 464.427 267.410 575,8 481.028 241.915 502,9 Ascoli Piceno 208.785 120.176 575,6 214.068 116.937 546,3 Fermo 171.863 87.542 509,4 177.914 87.648 492,6 Macerata 315.065 168.149 533,7 325.362 153.678 472,3 Pesaro e Urbino 368.669 222.371 603,2 366.963 222.780 607,1 Totale Marche 1.528.809 865.647 566,2 1.565.335 822.957 525,7 Centro Italia 11.321.337 7.363.978 650,5 11.950.322 7.323.097* 616,8* ITALIA 58.752.674 32.522.650 553,6 60.626.442 32.479.112* 535,3* Variazione % totale 2006-2011 Variazione % media annua 2006-2011 Classi omogenee Abitanti Produz RU Produz RU pro capite Abitanti Produz RU Produz RU pro capite Ab<1.000 -16,9% -17,5% -0,7% -3,6% -3,8% -0,1% 1.000<Ab<5.000 2,0% -5,9% -7,8% 0,4% -1,2% -1,6% 5.000<Ab<15.000 -9,3% -18,0% -9,6% -1,9% -3,9% -2,0% 15.000<Ab<50.000 12,7% 1,9% -9,6% 2,4% 0,4% -2,0% Ab>50.000 1,7% -2,6% -4,2% 0,3% -0,5% -0,9% Comuni Turistici 6,4% 5,9% -0,5% 1,3% 1,2% -0,1% Province Abitanti Produz RU Produz RU pro capite Abitanti Produz RU Produz RU pro capite Ancona 3,6% -9,5% -12,7% 0,7% -2,0% -2,7% Ascoli Piceno 2,5% -2,7% -5,1% 0,5% -0,5% -1,0% Fermo 3,5% 0,1% -3,3% 0,7% 0,0% -0,7% Macerata 3,3% -8,6% -11,5% 0,6% -1,8% -2,4% Pesaro e Urbino -0,5% 0,2% 0,6% -0,1% 0,0% 0,1% Totale Marche 2,4% -4,9% -7,1% 0,5% -1,0% -1,5% Centro Italia 5,6% -0,6%** -5,2%** 1,1% -0,1%** -1,3%** ITALIA 3,2% -0,1%** -2,8%** 0,6% <-0,1%** -0,7%** Nota: * i dati sono riferiti all’anno 2010; ** variazioni percentuali tra 2006 e 2010. Alla pagina seguente sono riportate due figure che permettono di confrontare la produzione pro capite di rifiuti in ciascun comune nel 2006 e nel 2011. Si osserva come nella seconda immagine vi sia prevalenza di colori chiari associati quindi a produzioni pro capite inferiori. Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Prima: Quadro Conoscitivo 49 49 REGIONE MARCHE Produzione pro capite di rifiuti urbani totali – 2006 e 2011 a confronto Fonte immagine 2006: “Indagine sullo stato di attuazione del Piano di Gestione dei rifiuti della regione Marche”, Svim 2008 Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Prima: Quadro Conoscitivo 50 50 REGIONE MARCHE 2.3. Evoluzione della raccolta differenziata nel periodo 2001 - 2011 Come esposto nei precedenti capitoli, nel corso dell’ultimo decennio nella regione Marche si è assistito ad una riduzione della produzione pro capite di rifiuti urbani; in aggiunta a ciò si deve osservare come la componente a recupero del rifiuto sia andata via via aumentando. Produzione pro capite di rifiuto urbano nel periodo 2001-2011 – regione Marche 0 100 200 300 400 500 600 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009 2010 2011 k g / a b x a altri rifiuti urbani RD a recupero Note: dal 2009 i comuni di Casteldelci, Maiolo, Novafeltria, Pennabilli, San Leo, Sant'Agata Feltria e Talamello non fanno più parte della regione Marche. Per il 2007 non sono disponibili i dati relativi al comune di Torre San Patrizio e pertanto non risultano compresi nel totale della produzione. Fonte: elaborazioni da dati ARPAM e ORSO. Nota: non sono inclusi Nelle Marche, in assenza di una metodologia unica nazionale, la percentuale di raccolta differenziata è calcolata secondo quanto dettato dalla DGR 560/2008 per i dati fino al 2008, mentre secondo le indicazioni contenute nella DGR n. 217/2010 per i dati dal 2009 in poi. Il grafico sottostante mostra l’andamento della percentuale di raccolta differenziata nelle Marche a confronto con i livelli raggiunti nelle regioni centrali e mediamente a livello nazionale. Fino al 2006 il dato marchigiano risulta coincidere con quello delle regioni centrali, al di sotto della media nazionale. A partire dal 2008, la progressiva riorganizzazione dei servizi di raccolta mostra i suoi effetti positivi: la percentuale di rifiuto differenziato avviata a recupero aumenta fino a raggiungere quota 48,9% nel 2011. Come ilustrato nel successivo Cap.2.5. in anni recenti (2012 e 2013) si sono registrati ulteriori significativi miglioramenti e la percentuale di avvio a recupero (flussi intercettati con le raccolte differenziate) supera ormai il 60%. Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Prima: Quadro Conoscitivo 51 51 REGIONE MARCHE Andamento della percentuale di raccolta differenziata nel periodo 2001-2011 – Marche a confronto con realtà sovra regionali 12,4% 14,2% 16,3% 17,5% 19,0% 20,5% 22,2% 26,5% 35,1% 41,4% 48,9% 0% 10% 20% 30% 40% 50% 60% 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009 2010 2011 % R D MARCHE Centro Italia ITALIA Il confronto con gli obiettivi normativi riportato nella sottostante figura mostra come il livello di raccolta differenziata raggiunto nel 2011 appaia di oltre 10 punti percentuali al di sotto dell’obiettivo fissato per l’anno; il trend di crescita registrato negli ultimi anni va comunque letto come un elemento positivo e, se protratto negli anni a seguire, permetterà di raggiungere nei prossimi anni l’obiettivo “normativo” del 65% di raccolta differenziata. Andamento della percentuale di raccolta differenziata nel periodo 2001-2011 a confronto con gli obiettivi normativi 12,4% 14,2% 16,3% 17,5% 19,0% 20,5% 22,2% 26,5% 35,1% 41,4% 48,9% Obiettivo D.Lgs 22/97: 15% di RD dal 1999 Obiettivo D.Lgs 22/97: 25% di RD dal 2001 Obiettivo D.Lgs 22/97: 35% di RD dal 2003 Obiettivo D.Lgs 152/06: 45% di RD dal 2008 Obiettivo L. Finanziaria 2007: 50% di RD al 2009 Obiettivo L. Finanziaria 2007: 60% di RD al 2011 Obiettivo D.Lgs 152/06: 65% di RD al 2012 0% 10% 20% 30% 40% 50% 60% 70% 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009 2010 2011 % R D Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Prima: Quadro Conoscitivo 52 52 REGIONE MARCHE Può essere interessante analizzare l’andamento delle prestazioni di raccolta differenziata nelle cinque province marchigiane. La figura sottostante mostra come la provincia di Macerata sia la più virtuosa avendo già al 2011 raggiunto e superato l’obiettivo normativo del 65% di raccolta differenziata fissato per il 2012; per tale Provincia l’anno di svolta è stato il 2009, in quanto si è registrato un incremento della raccolta differenziata di quasi 15 punti percentuali rispetto al 2008. Anche la provincia di Ancona nel 2011 ha raggiunto una percentuale di raccolta differenziata interessante e superiore alla media regionale. Percentuale di raccolta differenziata nel periodo 2001-2011 – dettaglio provinciale 0% 10% 20% 30% 40% 50% 60% 70% Ancona Ascoli Piceno Fermo Macerata Pesaro e Urbino MARCHE % R D 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009 2010 2011 E’ possibile inoltre valutare la percentuale di raccolta differenziata media di ciascuna classe omogenea di comuni, così come definita nei capitoli precedenti. La figura mostra come l’indicatore aumenti al crescere della classe dimensionale dei comuni; il picco, pari al 53% nel 2011, si registra nella classe “15.000 – 50.000” abitanti ma le classi immediatamente precedente e successiva e il gruppo di comuni turistici si collocano solo pochi punti percentuali al di sotto. Percentuale di raccolta differenziata nel periodo 2001-2011 – analisi per classi omogenee 0% 10% 20% 30% 40% 50% 60% Ab<1.000 1.000<Ab<5.000 5.000<Ab<15.000 15.000<Ab<50.000 Ab>50.000 Comuni Turistici MARCHE % R D 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009 2010 2011 Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Prima: Quadro Conoscitivo 53 53 REGIONE MARCHE 2.3.1. L’evoluzione gestionale nel periodo 2006 – 2011 Come approfondimento rispetto all’analisi sviluppata sul periodo 2001-2011, risulta interessante in particolare il confronto dei dati 2011 con i dati 2006. La tabella successiva permette un più preciso confronto tra le principali grandezze associate alla raccolta differenziata: produzione in tonnellate/anno, produzione pro capite e percentuale di raccolta differenziata. Confronto RD nel periodo 2006 - 2011 anno 2006 anno 2011 Classi omogenee Prod RD [t/a] Prod RD pro capite [kg/abxa] % RD1 Prod RD [t/a] Prod RD pro capite [kg/abxa] % RD1 Ab<1.000 1.427 44,3 10,2% 3.452 129,0 29,8% 1.000<Ab<5.000 18.526 61,9 13,1% 50.753 166,3 38,6% 5.000<Ab<15.000 35.122 96,6 18,6% 76.234 231,1 50,0% 15.000<Ab<50.000 65.841 135,5 23,6% 149.665 273,2 52,7% Ab>50.000 46.338 150,4 23,9% 90.823 289,9 50,6% Comuni Turistici 7.914 198,2 21,4% 16.776 394,6 49,1% Province Prod RD [t/a] Prod RD pro capite [kg/abxa] % RD1 Prod RD [t/a] Prod RD pro capite [kg/abxa] % RD1 Ancona 48.174 103,7 18,3% 125.668 261,2 53,6% Ascoli Piceno 26.814 128,4 22,4% 42.531 198,7 37,9% Fermo 16.528 96,2 19,5% 31.648 177,9 36,8% Macerata 43.431 137,8 26,7% 96.928 297,9 65,6% Pesaro e Urbino 40.223 109,1 18,1% 90.929 247,8 42,7% Totale Marche 175.169 114,6 20,5% 387.703 247,7 48,9% Centro Italia 1.474.213 130,2 20,0% 1.987.000* 167,4* 27,1% ITALIA 8.377.572 142,6 25,8% 11.452.600* 189,8* 35,3% Variazione % totale 2006-2011 Var. % media annua 2006-2011 Classi omogenee Prod RD Prod RD pro capite % RD2 Prod RD Prod RD pro capite % RD2 Ab<1.000 141,9% 191,2% 19,6% 19,3% 23,8% 23,9% 1.000<Ab<5.000 174,0% 168,6% 25,4% 22,3% 21,8% 24,1% 5.000<Ab<15.000 117,1% 139,2% 31,4% 16,8% 19,1% 21,9% 15.000<Ab<50.000 127,3% 101,6% 29,1% 17,8% 15,1% 17,5% Ab>50.000 96,0% 92,7% 26,7% 14,4% 14,0% 16,2% Comuni Turistici 112,0% 99,2% 27,7% 16,2% 14,8% 18,1% Province Prod RD Prod RD pro capite % RD2 Prod RD Prod RD pro capite % RD2 Ancona 160,9% 151,9% 35,3% 21,1% 20,3% 24,0% Ascoli Piceno 58,6% 54,7% 15,5% 9,7% 9,1% 11,1% Fermo 91,5% 85,0% 17,3% 13,9% 13,1% 13,5% Macerata 123,2% 116,1% 39,0% 17,4% 16,7% 19,7% Pesaro e Urbino 126,1% 127,1% 24,6% 17,7% 17,8% 18,7% Totale Marche 121,3% 116,2% 28,3% 17,2% 16,7% 19,0% Centro Italia 34,8% 28,5% 7,1% 7,7% 6,5% 7,9% ITALIA 36,7% 33,1% 9,5% 8,1% 7,4% 8,2% Nota: 1 il metodo di calcolo della percentuale di raccolta differenziata per il 2006 è definito dal DGR 560/2008, mentre per il 2011 è definito dal DGR n. 217/2010; 2 è qui riportata la variazione espressa in punti percentuali. Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Prima: Quadro Conoscitivo 54 54 REGIONE MARCHE Si osserva come la variazione media regionale della produzione pro capite di rifiuto differenziato tra il 2006 e il 2011 sia stata superiore al 100%; nel quinquennio infatti il quantitativo è più che raddoppiato passando da 114,6 kg/abxa nel 2006 a 247,7 kg/abxa nel 2011. Analizzando lo stesso dato a livello provinciale risulta che la provincia di Ancona è quella che ha registrato la più intensa dinamica di crescita: +152% nel quinquennio; in termini assoluti la provincia di Ancona risulta comunque seconda a quella di Macerata avendo intercettato nel 2011 261 kg/abxa contro i 298 kg/abxa di Macerata. L’incremento di percentuale di raccolta differenziata va da un minimo di +15,5 punti percentuali nella provincia di Ascoli Piceno, ad un massimo di +39,0 punti percentuali nella provincia di Macerata. L’analisi per classi omogenee di comuni della produzione di rifiuto indifferenziato evidenza velocità di crescita maggiori per le classi di comuni più piccoli (meno di 1.000 abitanti e tra 1.000 e 5.000); peraltro si deve segnalare che queste erano quelle che al 2006 partivano dalle situazioni più arretrate. L’incremento di percentuale di raccolta differenziata va da un minimo di +19,6 punti percentuali nella classe di comuni con meno di 1.000 abitanti, a + 31,4 punti percentuali nella classe di comuni con abitanti compresi tra 5.000 e 15.000. E’ possibile infine studiare l’evoluzione della percentuale di raccolta differenziata a livello comunale; l’immagine sottostante permette di apprezzare la variazione dell’indicatore tra il 2006 e il 2011. Osservando l’immagine si osserva un diffuso miglioramento della percentuale di raccolta differenziata; in particolare nell’entroterra maceratese è presente un significativo numero di comuni che nel quinquennio hanno registrato aumenti superiori a 50 punti percentuali. Le province di Fermo ed Ascoli Piceno sono quelle che nel quinquennio hanno registrato incrementi di percentuale di raccolta differenziata più contenuti; nella provincia di Fermo si registrano inoltre diversi casi di peggioramento dell’indicatore rispetto al 2006. Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Prima: Quadro Conoscitivo 55 55 REGIONE MARCHE Variazione della percentuale di raccolta differenziata tra 2006 e 2011 Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Prima: Quadro Conoscitivo 56 56 REGIONE MARCHE 2.4. Lo stato attuale della produzione di rifiuti urbani in Regione (approfondimento su dati 2011) La produzione di rifiuti urbani ed assimilati a livello regionale si è attestata nel 2011 a 822.957 tonnellate, a cui si sommano 12.857 t di rifiuti spiaggiati. Il Rapporto Rifiuti Urbani redatto dall’ISPRA, edizione 2012, permette di inserire la Regione nel più ampio contesto del centro Italia e nazionale; la produzione di rifiuti urbani ed assimilati marchigiana incide per meno del 2,5% sulla produzione Italiana. Per quanto concerne la produzione pro capite, il dato marchigiano appare allineato alla media nazionale mentre risulta inferiore al dato medio del centro Italia di circa il 14%. Produzione regionale a confronto con i dati del centro Italia e nazionali – anno 2011 Abitanti Raccolta differenziata Rifiuto a smalt. e spazzamento RU totale Contributo della Regione RU totale n. t/a % kg/abxa Marche 1.565.335 387.703 435.254 822.957 525,7 Centro Italia* 11.950.322 1.987.000 5.336.097 7.323.097 11,2% 612,8 Italia* 60.626.442 11.452.600 21.026.512 32.479.112 2,5% 535,7 Nota: * i dati di produzione rifiuti di Centro Italia e Italia sono riferiti al 2010 – fonte ISPRA Produzione RU pro capite – anno 2011 0 100 200 300 400 500 600 700 Marche Centro Italia Italia k g / a b x a Rifiuto differenziato tot Rif a smalt./spazzamento Nota: i dati di centro Italia e nazionali fanno riferimento al 2010 Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Prima: Quadro Conoscitivo 57 57 REGIONE MARCHE Le mappe seguenti riportano i principali indicatori territoriali atti a rappresentare le dinamiche locali di intensità di produzione dei rifiuti urbani ed assimilati nel 2011; la produzione è espressa in t/a e t/km2. Produzione di RU ed assimilati [t/a] - anno 2011 Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Prima: Quadro Conoscitivo 58 58 REGIONE MARCHE Nella sottostante figura si osserva come la produzione, espressa in tonnellate per chilometro quadro, aumenti gradualmente passando dai comuni interni ai comuni costieri. Intensità territoriale di produzione di RU [t/kmq] – anno 2011 Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Prima: Quadro Conoscitivo 59 59 REGIONE MARCHE Per quanto concerne la produzione pro capite nel 2011, si osserva come sia ridotto il numero di comuni con produzione superiore ai 700 kg/abxa; si tratta prevalentemente di comuni turistici tra cui spicca il comune di Numana con oltre 2.000 kg/abxa di rifiuto prodotto. La figura mostra come nella provincia di Pesaro-Urbino vi sia prevalenza di comuni con produzione tra 500 e 700 kg/abxa di rifiuti mentre le province di Macerata, Fermo ed Ascoli Piceno presentano un discreto numero di comuni con produzione inferiore ai 400 kg/abxa. Produzione pro capite di RU ed assimilati [kg/abxa] - anno 2011 Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Prima: Quadro Conoscitivo 60 60 REGIONE MARCHE 2.4.1. Le tipologie di rifiuti intercettati nel 2011 I principali flussi che compongono il rifiuto urbano complessivamente intercettato sono: • rifiuti differenziati a recupero; • rifiuti urbani pericolosi (RUP); • rifiuti indifferenziati; • rifiuti ingombranti a smaltimento; • rifiuti da spazzamento stradale; • altri rifiuti a smaltimento. La tabella sottostante riporta tali flussi intercettati nel 2011 organizzati per classi omogenee di comuni e per ambiti provinciali. Composizione del rifiuto totale urbano prodotto – anno 2011 RD totale RUP Rifiuti indifferenziati ing. a smalt. spazz. altro a smalt. Totale Classi omogenee t/a Ab<1.000 3.452 3 7.899 210 81 1 11.647 1.000<Ab<5.000 50.753 48 78.277 2.509 2.160 14 133.761 5.000<Ab<15.000 76.234 39 74.111 1.932 3.741 74 156.132 15.000<Ab<50.000 149.665 90 131.149 3.176 11.425 50 295.554 Ab>50.000 90.823 68 86.900 1.172 9.575 406 188.944 Comuni Turistici 16.776 8 16.935 433 2.766 0 36.919 Province t/a Pesaro-Urbino 90.929 52 118.168 3.273 9.887 470 222.780 Ancona 125.668 115 105.984 2.508 7.606 34 241.915 Macerata 96.928 40 50.712 0 5.998 0 153.678 Fermo 31.648 18 52.620 1.798 1.562 2 87.648 Ascoli Piceno 42.531 31 67.789 1.854 4.693 39 116.937 Totale Marche 387.703 256 395.272 9.433 29.747 545 822.957 Classi omogenee kg/abxa Ab<1.000 129,0 0,1 295,3 7,9 3,0 0,0 435,3 1.000<Ab<5.000 166,3 0,2 256,5 8,2 7,1 0,0 438,3 5.000<Ab<15.000 231,1 0,1 224,7 5,9 11,3 0,2 473,3 15.000<Ab<50.000 273,2 0,2 239,4 5,8 20,9 0,1 539,6 Ab>50.000 289,9 0,2 277,4 3,7 30,6 1,3 603,1 Comuni Turistici 394,6 0,2 398,4 10,2 65,1 0,0 868,5 Province kg/abxa Pesaro-Urbino 247,8 0,1 322,0 8,9 26,9 1,3 607,1 Ancona 261,2 0,2 220,3 5,2 15,8 0,1 502,9 Macerata 297,9 0,1 155,9 0,0 18,4 0,0 472,3 Fermo 177,9 0,1 295,8 10,1 8,8 0,0 492,6 Ascoli Piceno 198,7 0,1 316,7 8,7 21,9 0,2 546,3 Totale Marche 247,7 0,2 252,5 6,0 19,0 0,3 525,7 Come immaginabile, i quantitativi maggiori sono quelli associati alle raccolte differenziate e ai rifiuti indifferenziati; la produzione pro capite di rifiuti indifferenziato nelle cinque province marchigiane varia da un minimo di 156 kg/abxa nella provincia di Macerata ad un massimo di Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Prima: Quadro Conoscitivo 61 61 REGIONE MARCHE 322 kg/abxa nella provincia di Pesaro-Urbino. Per quanto riguarda i rifiuti ingombranti a smaltimento, a fronte di una produzione media regionale pari a 6 kg/abxa si registrano importanti scostamenti tra i dati delle diverse province: i valori variano infatti nel range 0 – 10 kg/abxa. Infine il rifiuto da spazzamento stradale appare maggiormente intercettato nei comuni grandi (oltre 50.000 abitanti residenti) e nei comuni turistici in relazione agli interventi di spazzamento particolarmente intensi che in genere si prevedono per queste realtà. 2.4.2. La composizione delle raccolte differenziate al 2011 Appare a questo punto interessante analizzare la composizione del flusso di raccolte differenziate. Nella tabella successiva sono riportati i quantitativi di rifiuto differenziato intercettati nel corso del 2011 suddivisi per frazioni merceologiche; tali dati, coerentemente con quanto svolto nel capitolo precedente, sono organizzati per classe demografica dei comuni e per Provincia. Per quanto concerne i quantitativi di ingombranti conteggiati da ogni singolo Comune tra i flussi delle raccolte differenziate, si segnala la necessità di verificarne l’effettivo avvio a recupero. Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Prima: Quadro Conoscitivo 62 62 REGIONE MARCHE Principali flussi intercettati tramite raccolta differenziata – anno 2011 Frazione Forsu Verde Legno Carta Plastica Vetro Metalli Multim Tessili Ing. a recupero Altre RD Totale RD %RD Classi omogenee t/a % Ab<1.000 774 132 77 932 345 670 44 183 35 163 295 3.452 29,8% 1.000<Ab<5.000 13.891 5.119 1.567 12.245 3.106 6.665 718 3.809 446 1.491 3.634 50.753 38,6% 5.000<Ab<15.000 22.782 8.688 3.269 18.719 3.732 7.138 947 4.382 462 1.870 6.579 76.234 50,0% 15.000<Ab<50.000 48.636 18.669 4.346 34.686 5.633 14.717 1.916 10.878 1.091 3.835 10.185 149.665 52,7% Ab>50.000 18.885 7.887 8.239 24.981 5.724 9.880 1.356 3.271 757 797 10.599 90.823 50,6% Comuni Turistici 3.849 4.928 991 2.481 346 1.733 165 1.029 111 514 1.254 16.776 49,1% Totale 108.816 45.423 18.489 94.043 18.885 40.802 5.146 23.553 2.902 8.669 32.547 387.703 48,9% Classi omogenee kg/abxa % Ab<1.000 28,9 4,9 2,9 34,8 12,9 25,0 1,6 6,9 1,3 6,1 11,0 129,0 29,8% 1.000<Ab<5.000 45,5 16,8 5,1 40,1 10,2 21,8 2,4 12,5 1,5 4,9 11,9 166,3 38,6% 5.000<Ab<15.000 69,1 26,3 9,9 56,7 11,3 21,6 2,9 13,3 1,4 5,7 19,9 231,1 50,0% 15.000<Ab<50.000 88,8 34,1 7,9 63,3 10,3 26,9 3,5 19,9 2,0 7,0 18,6 273,2 52,7% Ab>50.000 60,3 25,2 26,3 79,7 18,3 31,5 4,3 10,4 2,4 2,5 33,8 289,9 50,6% Comuni Turistici 90,5 115,9 23,3 58,4 8,1 40,8 3,9 24,2 2,6 12,1 29,5 394,6 49,1% Totale 69,5 29,0 11,8 60,1 12,1 26,1 3,3 15,0 1,9 5,5 20,8 247,7 48,9% Provincia t/a % Pesaro Urbino 14.968 9.481 9.847 26.461 7.300 10.201 1.789 3 605 86 10.188 90.929 42,7% Ancona 35.992 15.474 4.630 28.880 7.361 15.111 1.437 8.414 1.212 867 6.290 125.668 53,6% Macerata 38.167 7.544 2.455 20.165 1.788 10.198 1.193 7.751 654 4.611 2.401 96.928 65.6% Fermo 10.498 4.057 948 7.502 1.499 3.489 701 819 256 710 1.169 31.648 36,8% Ascoli Piceno 9.191 8.868 609 11.034 937 1.803 25 6.565 175 2.395 927 42.531 37,9% Totale 108.816 45.423 18.489 94.043 18.885 40.802 5.146 23.553 2.902 8.669 20.976 387.703 48,9% kg/abxa % Pesaro Urbino 40,8 25,8 26,8 72,1 19,9 27,8 4,9 0,0 1,6 0,2 27,8 247,8 42,7% Ancona 74,8 32,2 9,6 60,0 15,3 31,4 3,0 17,5 2,5 1,8 13,1 261,2 53,6% Macerata 117,3 23,2 7,5 62,0 5,5 31,3 3,7 23,8 2,0 14,2 7,4 297,9 65.6% Fermo 59,0 22,8 5,3 42,2 8,4 19,6 3,9 4,6 1,4 4,0 6,6 177,9 36,8% Ascoli Piceno 42,9 41,4 2,8 51,5 4,4 8,4 0,1 30,7 0,8 11,2 4,3 198,7 37,9% Totale 69,5 29,0 11,8 60,1 12,1 26,1 3,3 15,0 1,9 5,5 13,4 247,7 48,9% Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Prima: Quadro Conoscitivo 63 63 REGIONE MARCHE A livello regionale nel 2011 la frazione di rifiuto maggiormente intercettata è la FORSU: ca. 70 kg/abxa. Tale rifiuto risulta essere di cruciale importanza per il raggiungimento degli obiettivi normativi di raccolta differenziata; le successive immagini mostrano infatti una netta correlazione tra questi due fattori: se si osserva la prima figura, l’incidenza della FORSU sul totale intercettato aumenta passando dalla prima alla quarta classe omogenea, così come aumenta la percentuale di raccolta differenziata; per quanto riguarda i dati provinciali, la provincia di Macerata è quella che spicca sia per quantità di FORSU intercettata, sia per percentuale di raccolta differenziata raggiunta. Incidenza di ciascun flusso differenziato sui RU totali, analisi per classi – anno 2011 10% 0% 10% 20% 30% 40% 50% 60% 70% Ab<1.000 1.000<Ab<5.000 5.000<Ab<15.000 15.000<Ab<50.000 Ab>50.000 Comuni Turistici Regione Marche FORSU Verde Legno Carta Plastica Vetro Metalli Multimateriale Ing a recupero Tessili Altre RD Incidenza di ciascun flusso differenziato sui RU totali, analisi per Province –anno 2011 10% 0% 10% 20% 30% 40% 50% 60% 70% Pesaro e Urbino Ancona Macerata Fermo Ascoli Piceno Regione Marche FORSU Verde Legno Carta Plastica Vetro Metalli Multimateriale Ing a recupero Tessili Altre RD L’immagine sottostante permette di apprezzare la produzione pro capite di FORSU a livello comunale. Innanzitutto appare necessario evidenziare come nelle province di Pesaro-Urbino, Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Prima: Quadro Conoscitivo 64 64 REGIONE MARCHE Ancona e Macerata il servizio di raccolta della FORSU sia previsto nella maggior parte dei comuni mentre nelle province di Fermo e Ascoli Piceno sia previsto in un numero ridotto di comuni. In secondo luogo si evidenzia come nella provincia di Macerata, i comuni con servizio di raccolta della FORSU attivo registrino per la maggior parte dei casi intercettazioni superiori agli 80 kg/abxa. Produzione pro capite di FORSU – anno 2011 Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Prima: Quadro Conoscitivo 65 65 REGIONE MARCHE Il secondo flusso in ordine di quantitativi intercettati nel 2011 è sicuramente la carta/cartone: ca. 60 kg/abxa come media regionale. Appare interessante notare come il comune di Pesaro e i comuni contermini siano le realtà in cui viene intercettata più carta; in particolare il comune di Pesaro presenta elevati livelli di intercettazione anche del legno (ca. 60 kg/abxa contro una media regionale di ca. 11 kg/abxa). Questi dati sono espressione di un significativo contributo al flusso totale di raccolta differenziata di rifiuti verosimilmente derivanti da produttori che generano rifiuti “assimilati” agli urbani. Si ricorda come per la provincia di Pesaro, al di là delle produzioni registrate per i comuni turistici, si verifichino i più elevati livelli di produzione pro capite di rifiuti urbani. Produzione pro capite di carta/cartone – anno 2011 Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Prima: Quadro Conoscitivo 66 66 REGIONE MARCHE Appare infine necessario approfondire l’intercettazione della frazione verde nei comuni turistici; la tabella e le figure precedenti mostrano che mediamente i nove comuni turistici intercettano ca. 116 kg/abxa, pari al 13,3% del rifiuto totale intercettato. Tali valori medi appaiono molto elevati; risulta dunque opportuno osservare i dati con dettaglio comunale riportati nella seguente tabella. La tabella evidenzia come quasi tutta la produzione sia concentrata nel comune di Numana: 2.523 t, pari a oltre 650 kg/abxa. In aggiunta a Numana, anche i comuni di Ussita, Sirolo e Cupra Marittima risultano avere produzioni pro capite superiori ai 100 kg/abxa. La tabella riporta il calcolo della produzione pro capite effettuato considerando anche le presenze turistiche equivalenti: tale metodo di calcolo tuttavia non riconduce i valori di produzione pro capite entro la media. Dati di produzione così elevati sono legati alla presenza di residenze e strutture turistiche con parchi e aree verdi e alla contemporanea assenza di regolamentazione stringente che limiti le possibilità di conferimento del rifiuto verde. Si fa presente come tale elevata intercettazione di verde vada ad innalzare in modo improprio la percentuale di raccolta differenziata. Rifiuto verde intercettato nei comuni turistici – anno 2011 Verde Comune t/a kg/abxa kg/abeqxa Altidona 207 64,0 55,2 Camerino 115 16,1 14,5 Castelsantangelo sul Nera 0 0,0 0,0 Cupra Marittima 641 118,9 106,2 Gabicce Mare 55 9,2 7,2 Numana 2.523 651,2 461,1 Porto Recanati 475 38,7 33,2 Sirolo 757 194,8 175,0 Ussita 155 355,1 305,1 Totale 4.928 115,9 97,9 Dopo aver analizzato le singole frazioni differenziate intercettate in Regione nel corso del 2011, è importante ricordare come queste nel loro complesso abbiano comportato a livello regionale nel 2011 una percentuale di raccolta differenziata prossima al 50% e quindi superiore sia al dato nazionale che a quello del centro Italia. Percentuale di raccolta differenziata e produzione pro capite di RD– anno 2011 0% 5% 10% 15% 20% 25% 30% 35% 40% 45% 50% 0 50 100 150 200 250 300 350 400 450 500 Regione Marche Centro Italia ITALIA % R D k g /a b x a Rifiuto differenziato % RD Nota: i dati del centro Italia e nazionali fanno riferimento al 2010 Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Prima: Quadro Conoscitivo 67 67 REGIONE MARCHE La figura sottostante permette di apprezzare con dettaglio comunale le prestazioni di raccolta differenziata nel 2011; i comuni con percentuali di raccolta differenziata migliori sono concentrati nella provincia di Macerata, seguita dalle province di Ancona e Pesaro-Urbino. Nelle province di Fermo e Ascoli Piceno c’è invece prevalenza di comuni con prestazioni di raccolta differenziata inferiori al 40%. Percentuale di raccolta differenziata – anno 2011 2.5. Aggiornamento dei dati di produzione e raccolte differenziate al 2012 e 2013 Nel periodo di svolgimento delle attività di studio a supporto della redazione del Piano Regionale si sono resi disponibili i dati di produzione relativi all’anno 2012 e all’anno 2013. Si presenta quindi nel seguito un sintetico esame di questi dati, aggregati su scala regionale, provinciale e per gruppi di comuni. Per quanto riguarda la produzione di rifiuti urbani totale, l’anno 2012 ha visto una leggera contrazione della stessa proseguita poi nel 2013; nello stesso arco temporale la produzione pro Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Prima: Quadro Conoscitivo 68 68 REGIONE MARCHE capite, dopo una sostanziale invarianza nel 2012, nel 2013 è calata di oltre il 2,5% rispetto all’anno precedente. Produzione di rifiuti in regione Marche, confronto dati 2011 - 2013 – regione Marche 2011 2012 2013 variazione 2013 su 2012 produzione di rifiuti* [t/a] 822.957 810.984 792.551 -2,3% popolazione residente 1.565.355 1.540.688 1.545.155 0,3% produzione di rifiuti [kg/abxa] 525,7 526,4 512,93 -2,6% Fonte: elaborazione su dati ORSO 2011 e 2012; * al netto dei rifiuti spiaggiati (ca. 13.000 t/a nel 2011, ca. 18.000 t/a nel 2012, ca. 12.000 t/a nel 2013) La figura sottostante riporta l’andamento nell’ultimo decennio della produzione totale di rifiuti urbani; rispetto al 2001 la produzione risulta calata dello 0,2%. Andamento della produzione totale di RU – regione Marche 0 100.000 200.000 300.000 400.000 500.000 600.000 700.000 800.000 900.000 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009 2010 2011 2012 2013 t/ a Note: dal 2009 i comuni di Casteldelci, Maiolo, Novafeltria, Pennabilli, San Leo, Sant'Agata Feltria e Talamello non fanno più parte della regione Marche. Per il 2007 non sono disponibili i dati relativi a comune di Torre San Patrizio e pertanto non risultano compresi nel totale della produzione; il 2007 è inoltre il primo anno di attivazione di O.R.SO. quindi i dati da esso estratti e qui riportati potrebbero contenere degli errori che rendono critico il confronto con i dati degli anni precedenti e successivi. Per tutto il periodo di riferimento, i quantitativi riportati sono al netto dei rifiuti spiaggiati. La tabella alla pagina seguente riporta le produzioni 2012 e 2013 a confronto con quella del 2011 con dettaglio provinciale. Si osserva come in tutte le province si sia verificata una contrazione della produzione di RU; le province che nel 2012 hanno avuto una contrazione più marcata rispetto al 2011, nel 2013 hanno avuto una diminuzione della produzione più modesta. In particolare si segnala il forte calo nella produzione pro capite della provincia di Fermo tra 2011 e 2013. Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Prima: Quadro Conoscitivo 69 69 REGIONE MARCHE Produzione di rifiuti in regione Marche, confronto dati 2011-2013 – dettaglio provinciale Abitanti Provincia 2011 2012 2013 variaz 2012-2013 % Ancona 481.028 473.642 475.495 0,4% Ascoli Piceno 214.068 210.182 210.711 0,3% Fermo 177.914 174.813 175.143 0,2% Macerata 325.362 319.375 320.418 0,3% Pesaro e Urbino 366.963 362.676 363.388 0,2% MARCHE 1.565.335 1.540.688 1.545.155 0,3% Produzione di RU [t/anno] Provincia 2011 2012 2013 variaz 2012-2013 % Ancona 241.915 242.932 237.087 -2,4% Ascoli Piceno 116.937 114.494 112.498 -1,7% Fermo 87.648 81.552 80.673 -1,1% Macerata 153.678 149.115 147.872 -0,8% Pesaro e Urbino 222.780 222.891 214.421 -3,8% MARCHE 822.957 810.984 792.551 -2,3% Produzione di RU [kg/abxa] Provincia 2011 2012 2013 variaz 2012-2013 % Ancona 502,9 512,9 498,6 -2,8% Ascoli Piceno 546,3 544,7 533,9 -2,0% Fermo 492,6 466,5 460,6 -1,3% Macerata 472,3 466,9 461,5 -1,2% Pesaro e Urbino 607,1 614,6 590,1 -4,0% MARCHE 525,7 526,4 512,9 -2,6% Nella seguente figura si riporta l’andamento della produzione pro capite di RU con dettaglio provinciale. Per quanto concerne la provincia di Ancona si può osservare come, nonostante la crescita di produzione pro capite verificatasi nel 2012, nel decennio preso in esame questa sia la provincia marchigiana che ha registato la più forte contrazione: -15% al 2013 rispetto al 2001. I comuni delle province di Fermo e Macerata hanno mediamente diminuito la produzione pro capite rispettivamente dell’8% e del 3% rispetto al dato 2001. La provincia di Pesaro e Urbino ha invece registrato un aumento medio della produzione pro capite pari rispettivamene al +5% rispetto al dato 2001. Andamento della produzione pro capite di RU – dettaglio provinciale 0 100 200 300 400 500 600 700 800 900 Ancona Ascoli Piceno Fermo Macerata Pesaro e Urbino MARCHE k g /a b x a 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009 2010 2011 2012 2013 Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Prima: Quadro Conoscitivo 70 70 REGIONE MARCHE La successiva tabella riporta il confronto della produzione nel triennio 2011 - 2013 operata per classi omogenee di comuni (si veda cap. 2.1); come si può osservare, a fronte di una generale contrazione della produzione, la produzione pro capite dei comuni più piccoli è mediamente diminuita in modo più consistente rispetto a quanto accaduto nei comuni sopra i 50.000 abitanti; in questo modo la differenza tra produzione pro capite di RU dei comuni piccoli e quella dei comuni grandi è andata ulteriormente aumentando. Produzione di rifiuti in regione Marche, confronto dati 2011 - 2013 – analisi per classe dimensionale Abitanti Classe dimensionale 2011 2012 2013 variaz 2012-2013 % Ab<1.000 26.754 26.175 25.915 -1,0% 1.000<Ab<5.000 305.152 301.128 301.054 0,0% 5.000<Ab<15.000 329.872 326.661 328.211 0,5% 15.000<Ab<50.000 547.770 537.958 540.705 0,5% Ab>50.000 313.276 307.613 307.774 0,1% Comuni Turistici 42.511 41.153 41.496 0,8% MARCHE 1.565.335 1.540.688 1.545.155 0,3% Produzione di RU [t/anno] Classe dimensionale 2011 2012 2013 variaz 2012-2013 % Ab<1.000 11.647 11.121 10.539 -5,2% 1.000<Ab<5.000 133.761 129.256 126.541 -2,1% 5.000<Ab<15.000 156.132 150.937 146.616 -2,9% 15.000<Ab<50.000 295.554 293.896 287.866 -2,1% Ab>50.000 188.944 189.896 188.029 -1,0% Comuni Turistici 36.919 35.879 32.960 -8,1% MARCHE 822.957 810.984 792.551 -2,3% Produzione di RU [kg/abxa] Classe dimensionale 2011 2012 2013 variaz 2012-2013 % Ab<1.000 435,3 424,9 406,7 -4,3% 1.000<Ab<5.000 438,3 429,2 420,3 -2,1% 5.000<Ab<15.000 473,3 462,1 446,7 -3,3% 15.000<Ab<50.000 539,6 546,3 532,4 -2,5% Ab>50.000 603,1 617,3 610,9 -1,0% Comuni Turistici 868,5 871,8 794,3 -8,9% MARCHE 525,7 526,4 512,9 -2,6% Nella seguente figura si riporta l’andamento della produzione pro capite di RU per classe dimensionale dei comuni. Si nota come la produzione pro capite dei comuni turistici nel 2013 risulti in contrasto con la tendenza registrata negli anni precedenti. Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Prima: Quadro Conoscitivo 71 71 REGIONE MARCHE Andamento della produzione pro capite di RU – dettaglio per classe dimensionale 0 100 200 300 400 500 600 700 800 900 1.000 k g /a b x a 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009 2010 2011 2012 2013 Il successivo grafico riporta l’andamento della produzione pro capite di RU a livello regionale; si osserva come anche nel 2012 e 2013 sia cresciuta l’incidenza dei flussi differenziati a scapito del residuo a smaltimento; a livello medio regionale il pro capite associato alle frazioni differenziate nel 2013 è cresciuto di circa il 4% rispetto al 2012. Andamento della produzione pro capite di rifiuto urbano – regione Marche 0 100 200 300 400 500 600 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009 2010 2011 2012 2013 k g /a b x a altri rifiuti urbani RD a recupero Note: dal 2009 i comuni di Casteldelci, Maiolo, Novafeltria, Pennabilli, San Leo, Sant'Agata Feltria e Talamello non fanno più parte della regione Marche. Per il 2007 non sono disponibili i dati relativi al comune di Torre San Patrizio e pertanto non risultano compresi nel totale della produzione. Per tutti gli anni, non sono inclusi i rifiuti spiaggiati Fonte: elaborazioni da dati ARPAM e ORSO. In particolare, nel 2013 è stato raggiunto il 60,3% di raccolta differenziata a livello medio regionale, oltre 20 punti percentuali in più rispetto al dato del centro Italia. Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Prima: Quadro Conoscitivo 72 72 REGIONE MARCHE Andamento della percentuale di raccolta differenziata, dato regionale a confronto con dati ISPRA sovraregionali 12,4% 14,2% 16,3% 17,5% 19,0% 20,5% 22,2% 26,5% 35,1% 41,4% 48,9% 56,1% 60,3% 0% 10% 20% 30% 40% 50% 60% 70% 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009 2010 2011 2012 2013 % R D MARCHE Centro Italia ITALIA Fonte: i dati sovra regionali sono tratti da “Rapporto Rifiuti Urbani, anno 2013” ISPRA La tabella sottostante riporta, con dettaglio provinciale, i quantitativi di rifiuti raccolti per via differenziata nel 2012 e nel 2013 a confronto con quelli relativi al 2011. In tutte le province si è assistito ad un consistente aumento dei quantitativi di RD intercettati. Per quanto concerne la variazione tra 2012 e 2013, tra tutte le province spicca quella di Fermo con un ca. +14% di tonnellate raccolte, corrispondenti ad un incremento del quantitativo pro capite pari a ca. il 13%. Raccolta differenziata con dettaglia provinciale – dati 2012 e 2011 a confronto Produzione di RD [t/anno] Provincia 2011 2012 2013 variaz 2012-2013 % Ancona 125.668 142.602 146.371 2,6% Ascoli Piceno 42.531 50.378 55.027 9,2% Fermo 31.648 34.279 38.930 13,6% Macerata 96.928 96.373 98.476 2,2% Pesaro e Urbino 90.929 112.703 118.075 4,8% MARCHE 387.703 436.336 456.878 4,7% Produzione di RD [kg/abxa] Provincia 2011 2012 2013 variaz 2012-2013 % Ancona 261,2 301,1 307,8 2,2% Ascoli Piceno 198,7 239,7 261,2 9,0% Fermo 177,9 196,1 222,3 13,4% Macerata 297,9 301,8 307,3 1,8% Pesaro e Urbino 247,8 310,8 324,9 4,6% MARCHE 247,7 283,2 295,7 4,4% % RD Provincia 2011 2012 2013 variaz 2012-2013, punti % Ancona 53,6% 61,0% 65,2% 4,2% Ascoli Piceno 37,9% 46,2% 51,2% 5,0% Fermo 36,8% 42,8% 49,3% 6,5% Macerata 65,6% 66,9% 68,9% 2,0% Pesaro e Urbino 42,7% 53,5% 57,8% 4,3% MARCHE 48,9% 56,1% 60,3% 4,2% Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Prima: Quadro Conoscitivo 73 73 REGIONE MARCHE Per quanto riguarda le percentuali di raccolta differenziata nelle diverse province, Macerata si conferma la provincia più virtuosa: 68,9% di raccolta differenziata nel 2013. Da segnalare il consistente passo in avanti compiuto dalla provincia di Pesaro e Urbino: oltre 10 punti percentuali in più nel 2012 rispetto al 2011, a raggiungere il 53,5% di RD. Andamento della percentuale di raccolta differenziata – dettaglio provinciale 0% 10% 20% 30% 40% 50% 60% 70% 80% Ancona Ascoli Piceno Fermo Macerata Pesaro e Urbino MARCHE % R D 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009 2010 2011 2012 2013 La tabella alla pagina seguente riporta, per classe dimensionale dei comuni, i quantitativi di rifiuti raccolti per via differenziata nel 2012 e 2013 a confronto con quelli relativi al 2011. Nel triennio in analisi in tutte le classi dimensionali si è realizzato un incremento dei quantitativi (espressi in tonnellate annue ) raccolti per via differenziata; si segnala una leggera contrazione della raccolta pro capite di RD nei comuni turistici tra 2012 e 2013. Per quanto concerne la percentuale di raccolta differenziata, i comuni medio-grandi risultano allineati con prestazioni pari a circa il 60%; i comuni più piccoli sono quelli con raccolta differenziata più bassa pari mediamente al 43% nel 2013. Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Prima: Quadro Conoscitivo 74 74 REGIONE MARCHE Raccolta differenziata per classe dimensionale – dati 2012 e 2011 a confronto Produzione di RD [t/anno] Classe dimensionale 2011 2012 2013 variaz 2012-2013 % Ab<1.000 3.452 3.929 4.471 13,8% 1.000<Ab<5.000 50.753 60.272 65.368 8,5% 5.000<Ab<15.000 76.234 84.855 89.649 5,6% 15.000<Ab<50.000 149.665 165.354 173.499 4,9% Ab>50.000 90.823 104.217 106.088 1,8% Comuni Turistici 16.776 17.709 17.802 0,5% MARCHE 387.703 436.336 456.878 4,7% Produzione di RD [kg/abxa] Classe dimensionale 2011 2012 2013 variaz 2012-2013 % Ab<1.000 129,0 150,1 167,1 11,4% 1.000<Ab<5.000 166,3 200,2 214,2 7,0% 5.000<Ab<15.000 231,1 259,8 271,8 4,6% 15.000<Ab<50.000 273,2 307,4 316,7 3,0% Ab>50.000 289,9 338,8 338,6 0,0% Comuni Turistici 394,6 430,3 418,8 -2,7% MARCHE 247,7 283,2 291,9 3,1% % RD Classe dimensionale 2011 2012 2013 variaz 2012-2013, punti % Ab<1.000 29,8% 35,6% 42,7% 12,8% 1.000<Ab<5.000 38,6% 47,5% 52,6% 14,0% 5.000<Ab<15.000 50,0% 57,8% 62,8% 12,8% 15.000<Ab<50.000 52,7% 58,9% 63,1% 10,4% Ab>50.000 50,6% 58,7% 60,9% 10,3% Comuni Turistici 49,1% 51,7% 56,9% 7,8% MARCHE 48,9% 56,1% 60,3% 11,4% Andamento della percentuale di raccolta differenziata – dettaglio per classe dimensionale 0% 10% 20% 30% 40% 50% 60% 70% Ab<1.000 1.000<Ab<5.000 5.000<Ab<15.000 15.000<Ab<50.000 Ab>50.000 Comuni Turistici MARCHE % R D 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009 2010 2011 2012 2013 Nelle pagine seguenti sono riportati i diversi flussi di raccolta differenziata che sono stati raccolti nel 2012 e nel 2013. Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Prima: Quadro Conoscitivo 75 75 REGIONE MARCHE Flussi di rifiuti differenziati intercettati – anno 2012 FORSU Verde Legno Carta Plastica Vetro Metalli Multimateriale Tessili Ing rec altro RD Tot RD Province t/a Ancona 40.792 19.509 5.623 30.769 8.351 15.644 1.403 11.133 1.276 797 7.305 142.602 Ascoli Piceno 12.984 10.187 514 11.188 988 1.808 36 7.274 183 4.300 918 50.378 Fermo 12.357 3.166 1.087 8.138 2.333 3.726 684 803 228 339 1.419 34.279 Macerata 39.226 7.301 2.460 19.426 1.694 10.188 955 7.921 736 4.198 2.270 96.373 Pesaro Urbino 20.788 18.830 11.633 25.617 8.823 11.190 1.885 0 640 685 12.612 112.703 MARCHE 126.147 58.994 21.317 95.138 22.188 42.555 4.963 27.130 3.061 10.319 24.524 436.336 Province kg/abxa Ancona 86,1 41,2 11,9 65,0 17,6 33,0 3,0 23,5 2,7 1,7 15,4 301,1 Ascoli Piceno 61,8 48,5 2,4 53,2 4,7 8,6 0,2 34,6 0,9 20,5 4,4 239,7 Fermo 70,7 18,1 6,2 46,6 13,3 21,3 3,9 4,6 1,3 1,9 8,1 196,1 Macerata 122,8 22,9 7,7 60,8 5,3 31,9 3,0 24,8 2,3 13,1 7,1 301,8 Pesaro Urbino 57,3 51,9 32,1 70,6 24,3 30,9 5,2 0,0 1,8 1,9 34,8 310,8 MARCHE 81,9 38,3 13,8 61,8 14,4 27,6 3,2 17,6 2,0 6,7 15,9 283,2 classi dimensionali t/a Ab<1.000 953 228 94 1.006 333 684 48 276 42 140 125 3.929 1.000<Ab<5.000 17.620 7.214 2.110 13.032 3.646 7.044 754 4.038 558 1.948 2.308 60.272 5.000<Ab<15.000 26.287 11.923 3.174 17.889 4.356 7.629 896 4.920 571 1.866 5.344 84.855 15.000<Ab<50.000 54.253 20.304 5.818 36.655 6.799 14.988 1.687 13.844 1.104 4.294 5.608 165.354 Ab>50.000 22.885 13.770 9.333 24.034 6.645 10.415 1.434 3.002 692 1.475 10.532 104.217 Comuni Turistici 4.150 5.556 787 2.522 408 1.796 144 1.049 94 597 606 17.709 MARCHE 126.147 58.994 21.317 95.138 22.188 42.555 4.963 27.130 3.061 10.319 24.524 436.336 classi dimensionali kg/abxa Ab<1.000 36,4 8,7 3,6 38,4 12,7 26,1 1,8 10,5 1,6 5,3 4,8 150,1 1.000<Ab<5.000 58,5 24,0 7,0 43,3 12,1 23,4 2,5 13,4 1,9 6,5 7,7 200,2 5.000<Ab<15.000 80,5 36,5 9,7 54,8 13,3 23,4 2,7 15,1 1,7 5,7 16,4 259,8 15.000<Ab<50.000 100,8 37,7 10,8 68,1 12,6 27,9 3,1 25,7 2,1 8,0 10,4 307,4 Ab>50.000 74,4 44,8 30,3 78,1 21,6 33,9 4,7 9,8 2,2 4,8 34,2 338,8 Comuni Turistici 100,8 135,0 19,1 61,3 9,9 43,6 3,5 25,5 2,3 14,5 14,7 430,3 MARCHE 81,9 38,3 13,8 61,8 14,4 27,6 3,2 17,6 2,0 6,7 15,9 283,2 Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Prima: Quadro Conoscitivo 76 76 REGIONE MARCHE Flussi di rifiuti differenziati intercettati – anno 2013 FORSU Verde Legno Carta Plastica Vetro Metalli Multimateriale Tessili Ing rec altro RD Tot RD t/a Ancona 43.140 17.253 5.509 31.677 9.221 16.143 1.589 11.436 1.443 1.200 7.759 146.371 Ascoli Piceno 15.370 10.813 1.434 11.202 1.029 1.578 43 7.823 291 4.358 1.087 55.027 Fermo 13.852 4.942 1.126 8.734 2.788 4.468 759 154 265 347 1.496 38.930 Macerata 40.308 7.135 2.756 19.531 1.896 10.063 901 8.154 836 4.337 2.558 98.476 Pesaro Urbino 23.843 19.164 11.258 26.740 9.859 11.519 2.036 0 761 303 12.591 118.075 TOTALE 136.514 59.307 22.083 97.884 24.793 43.771 5.328 27.566 3.597 10.545 25.492 456.878 FORSU Verde Legno Carta Plastica Vetro Metalli Multimateriale Tessili Ing rec altro RD Tot RD kg/abxa Ancona 90,7 36,3 11,6 66,6 19,4 34,0 3,3 24,1 3,0 2,5 16,3 307,8 Ascoli Piceno 72,9 51,3 6,8 53,2 4,9 7,5 0,2 37,1 1,4 20,7 5,2 261,2 Fermo 79,1 28,2 6,4 49,9 15,9 25,5 4,3 0,9 1,5 2,0 8,5 222,3 Macerata 125,8 22,3 8,6 61,0 5,9 31,4 2,8 25,4 2,6 13,5 8,0 307,3 Pesaro Urbino 65,6 52,7 31,0 73,6 27,1 31,7 5,6 0,0 2,1 0,8 34,6 324,9 TOTALE 88,3 38,4 14,3 63,3 16,0 28,3 3,4 17,8 2,3 6,8 16,5 295,7 FORSU Verde Legno Carta Plastica Vetro Metalli Multimateriale Tessili Ing rec altro RD Tot RD t/a Ab<1.000 1.311 190 85 1.084 438 702 56 255 47 160 143 4.471 1.000<Ab<5.000 19.662 7.998 2.367 13.722 4.150 7.246 822 4.228 658 1.891 2.625 65.368 5.000<Ab<15.000 28.967 11.684 3.380 18.834 4.804 7.935 960 5.364 725 1.929 5.067 89.649 15.000<Ab<50.000 57.696 20.429 6.419 36.824 7.643 15.476 1.743 14.493 1.329 4.940 6.507 173.499 Ab>50.000 23.811 14.923 8.982 24.768 7.199 10.487 1.583 2.184 740 969 10.441 106.088 Comuni Turistici 5.067 4.083 850 2.653 558 1.924 164 1.042 97 656 709 17.802 MARCHE 136.514 59.307 22.083 97.884 24.793 43.771 5.328 27.566 3.597 10.545 25.492 456.878 FORSU Verde Legno Carta Plastica Vetro Metalli Multimateriale Tessili Ing rec altro RD Tot RD kg/abxa Ab<1.000 50,6 7,3 3,3 41,8 16,9 27,1 2,2 9,8 1,8 6,2 5,5 172,5 1.000<Ab<5.000 65,3 26,6 7,9 45,6 13,8 24,1 2,7 14,0 2,2 6,3 8,7 217,1 5.000<Ab<15.000 88,3 35,6 10,3 57,4 14,6 24,2 2,9 16,3 2,2 5,9 15,4 273,1 15.000<Ab<50.000 106,7 37,8 11,9 68,1 14,1 28,6 3,2 26,8 2,5 9,1 12,0 320,9 Ab>50.000 77,4 48,5 29,2 80,5 23,4 34,1 5,1 7,1 2,4 3,1 33,9 344,7 Comuni Turistici 122,1 98,4 20,5 63,9 13,4 46,4 3,9 25,1 2,3 15,8 17,1 429,0 MARCHE 88,3 38,4 14,3 63,3 16,0 28,3 3,4 17,8 2,3 6,8 16,5 295,7 Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Prima: Quadro Conoscitivo 77 77 REGIONE MARCHE La frazione FORSU a livello medio regionale costituisce quasi il 30% del totale intercettato per via differenziata; si osserva come la provincia di Macerata (provincia con più alta percentuale di raccolta differenziata) sia quella che negli anni in analisi ha raccolto un più alto quantitativo pro capite di FORSU: 123-126 kg/abxa (117 kg/abxa nel 2011), rispetto ad una media regionale di 82-88 kg/abxa. La carta è la seconda frazione per quantitativi intercettati a livello regionale; la provincia di Pesaro e Urbino ha raccolta oltre 70 kg/abxa di tale frazione rispetto ad una media regionale di 62 63 kg/abxa. La seguente figura permette di confrontare i quantitativi intercettati mediamente a livello regionale con le migliori prestazioni a livello provinciale in Italia. Si osserva come per quasi tutte le frazioni, i quantitativi intercettati in Regione si collochino all’interno del range della “best practice”. Confronto tra livelli di intercettazione dei principali flussi conseguiti nelle Province italiane con migliori prestazioni e livelli conseguiti in regione Marche 59,2 14,6 51,4 35,0 15,1 7,7 5,7 10,1 87,5 98,6 81,2 56,2 56,2 21,5 20,4 24,5 81,9 38,3 62,0 34,9 22,2 13,8 5,5 24,6 0 20 40 60 80 100 120 organico verde carta vetro plastica legno metalli altre RD k g /a b x a n n o intervallo variaz best practice MARCHE Nota: i quantitativi di rifiuto multimateriale sono stati scomposti in base ai dati del rapporto Ancitel 2011. Anno di riferimento dati Marche: 2012; anno di riferimento altre Prov: 2011 (elaborazione dati ISPRA) Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Prima: Quadro Conoscitivo 78 78 REGIONE MARCHE 2.6. Il recupero di materia L’articolo 11 della direttiva 2008/98/CE, recepito nell’ordinamento nazionale dall’articolo 181 del D.Lgs. 152/06, ha stabilito un obiettivo da raggiungere al 2020 per quanto riguarda la preparazione per il riutilizzo e il riciclaggio dei rifiuti urbani e assimilati pari al 50%. In seguito, con la decisione 2011/753/EU, la Commissione europea ha stabilito quattro diverse metodologie di calcolo per la verifica del rispetto dei predetti obiettivi. La Commissione prevede che: • gli Stati Membri possano decidere autonomamente quale delle quattro metodologie proposte utilizzare per il calcolo degli obiettivi; • gli Stati Membri informano la Commissione circa l’opzione scelta nel momento della trasmissione del primo report triennale sull’implementazione della direttiva quadro rifiuti 2008/98/CE ovvero entro il 30 settembre 2013; • le 4 metodologie proposte dalla Commissione variano a seconda delle tipologie di rifiuti (rifiuti domestici o urbani) e frazioni merceologiche che è possibile includere nel calcolo. Pur non avendo ancora l’Italia scelto il metodo di calcolo da adottare, la metodologia numero due, espressa dalla seguente formula, appare la più idonea alla situazione italiana e marchigiana, dove: • FRi: quantitativo della frazione merceologica i-esima avviato a riciclaggio (corrispondente al quantitativo da RD o, nel caso di rifiuti da TMB, alla quota in uscita dall’impianto destinata a riciclaggio o, nel caso dei rifiuti organici avviati a compostaggio e/o digestione anaerobica, al quantitativo in ingresso agli impianti al netto degli scarti dei processi di trattamento); • Si: indice di scarto della frazione i-esima (compreso tra 0 e 1); • FPi: quantitativo della frazione merceologica i-esima contenuto nel rifiuto urbano totale (in tonnellate). Il valore è ottenuto moltiplicando il dato di produzione totale dei rifiuti urbani per il contenuto percentuale medio della frazione i-esima nel RU (bisogna far riferimento alla composizione merceologica del rifiuto prodotto). Secondo questa formula si intendono per rifiuti riciclati quelli sottoposti a recupero di materia. Le i-esime frazioni merceologiche considerate per il calcolo sono: carta, vetro, plastica, metallo, legno, FORSU, verde. Per quanto riguarda l’attuale indice di scarto, si sono considerati i dati riportati nella successiva tabella; in particolare i valori associati a FORSU e verde sono desunti dell’analisi impiantistica svolta nel corso della redazione del presente Piano e comprendono anche i quantitativi di compost fuori specifica destinati a smaltimento. La tabella sottostante riporta il riepilogo degli indici di scarto utilizzati per il calcolo dell’indicatore relativo al 2012. Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Prima: Quadro Conoscitivo 79 79 REGIONE MARCHE Indice in scarto – anno 2012 Frazioni merceologiche % scarti FORSU* 40,0% verde* 40,0% carta/cartone 5,0% plastica 12,0% vetro 4,0% metalli 3,0% legno 5,0% * da analisi impiantistica regionale, comprende anche il compost fuori specifica In base a tali ipotesi, al 2012 a livello medio regionale l’indicatore di recupero risulta pari a 47,4%, di poco inferiore all’obiettivo normativo del 50,0% posto per il 2020. Si fa presente come a livello medio nazionale, lo stesso indicatore nel 2011 sia risultato pari a 38,5%. 2.7. La composizione merceologica del rifiuto urbano prodotto Per determinare la composizione merceologica dei rifiuti urbani prodotti si è partiti ad analizzare i dati raccolti dalla Regione nel corso del 2011 e del 2012 tramite una campagna di analisi (preceduta da un protocollo di intesa con il CONAI) per la caratterizzazione qualitativa dei rifiuti urbani indifferenziati a smaltimento. Le analisi sono state svolte presso gli impianti regionali che ricevono rifiuto indifferenziato. Sono state inoltre prese in considerazione le analisi merceologiche dl rifiuto indifferenziato svolte in modo autonomo dai gestori degli impianti. Complessivamente sono disponibili 41 analisi merceologiche effettuate su un rifiuto indifferenziato riconducibile ad un Comune o insieme di Comuni aventi tra loro caratteristiche omogenee. A queste si aggiungono inoltre 15 analisi merceologiche del rifiuto indifferenziato svolte dal Consorzio Conero Ambiente per indagare la composizione del rifiuto indifferenziato prodotto nei comuni del bacino n. 1 dell’ATO di Ancona in relazione al sistema di raccolta rifiuti in essere in ciascun Comune. Le analisi merceologiche del rifiuto indifferenziato utili sono quindi complessivamente 56, ripartite nelle 6 classi omogenee come di seguito riportato. Numero di analisi merceologiche del rifiuto indifferenziato disponibili Classe omogenee n. analisi indifferenziato disponibili Comuni fino a 1.000 ab 1 Comuni da 1.000 a 5.000 ab 9 Comuni da 5.000 a 15.000 ab 11 Comuni da 15.000 a 50.000 ab 17 Comuni oltre 50.000 ab 17 Comuni turistici 1 Per ognuna delle 56 analisi disponibili si è andata a moltiplicare la composizione dell’indifferenziato, frutto dell’analisi merceologica, per il quantitativo di rifiuto indifferenziato prodotto nel 2011 in quel determinato comune, o gruppo di comuni, calcolando così i quantitativi delle diverse frazioni presenti nel rifiuto indifferenziato residuo. E’ quindi stata ricostruita la composizione merceologica del rifiuto urbano totale prodotto; per far questo, ai quantitativi delle frazioni residue, sono stati sommati i quantitativi di ogni frazione raccolta per via differenziata. Il risultato di tali operazioni ha permesso di ottenere 56 composizioni merceologiche del rifiuto prodotto in altrettanti comuni marchigiani. Le 56 composizioni merceologiche così ottenute, divise nei sei gruppi secondo la ripartizione illustrata nella tabella precedente, sono state mediate tra loro in modo da ottenere 6 composizioni merceologiche associabili a ciascuna delle 6 classi omogenee di comuni. L’analisi delle composizioni Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Prima: Quadro Conoscitivo 80 80 REGIONE MARCHE merceologiche del RU delle tre classi centrali (“da 1.000 a 5.000 abitanti”, “da 5.000 a 15.000 abitanti”, “da 15.000 a 50.000”) non ha mostrato tendenze correttamente interpretabili e si è quindi ritenuto di ridefinire una nuova composizione merceologica del rifiuto prodotto relativa all’unione delle tre classi. La tabella seguente propone quindi le composizioni merceologiche del rifiuto prodotto associate a ciascuna delle 4 classi omogenee di comuni; la composizione media regionale è stata quindi ottenuta come media pesata delle composizioni delle diverse classi. Composizione merceologica del rifiuto prodotto – analisi per classi omogenee Classi omogenee Frazioni merceologiche fino a 1.000 ab da 1.000 a 50.000 ab oltre 50.000 ab comuni turistici FORSU 33% 25% 22% 18% Verde 16% 15% 11% 27% Legno 1% 2% 5% 3% Carta/cartone 16% 19% 21% 17% Plastica 8% 12% 10% 15% Vetro 12% 7% 9% 10% Metalli 2% 2% 2% 1% Tessili 1% 4% 3% 2% RUP 0% 0% 0% 1% ingombranti 4% 2% 1% 2% spazzamento 0% 2% 5% 0% altro 8% 9% 11% 4% Totale 100% 100% 100% 100% Nota: la frazione altro comprende pannolini, cimiteriali, rifiuti provenienti dai mercati, tutto quanto non esplicitato in tabella Lo stesso tipo di informazione è riportata, per una più immediata lettura nelle immagini sottostanti. Composizione merceologica del rifiuto prodotto – classi omogenee 0% 10% 20% 30% 40% 50% 60% 70% 80% 90% 100% fino a 1.000 ab da 1.000 a 50.000 ab oltre 50.000 ab comuni turistici altro spazzamento ingombranti RUP Tessili Metalli Vetro Plastica Carta/cartone Legno Verde FORSU Se si osservano le tre composizioni merceologiche associate alle classi di comuni fino a 1.000 abitanti, da 1.000 a 50.000 abitanti e oltre 50.000 abitanti si nota una progressiva contrazione della FORSU e del verde presenti nel rifiuto. Viceversa, carta/cartone e legno risultano maggiormente presenti nei comuni grandi (classe oltre 50.000 abitanti) in relazione al maggior numero di utenze Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Prima: Quadro Conoscitivo 81 81 REGIONE MARCHE non domestiche presenti in tali realtà. Per quanto concerne i comuni turistici, salta all’occhio la forte incidenza del rifiuto verde nel rifiuto totale prodotto: oltre il 25%; come si è già osservato nei capitoli precedenti ciò è riconducibile alla presenza di residenze con giardini e aree verdi e alla contemporanea assenza di una regolamentazione che limiti l’assimilabilità a rifiuti urbani degli sfalci verdi. La tabella successiva illustra la composizione del rifiuto prodotto in ciascuna Provincia. Appare interessante porre attenzione alla composizione merceologica del rifiuto della provincia di Pesaro – Urbino che presenta le più elevate percentuali di legno e carta/cartone: rispettivamente 5% e 20%; ciò è probabilmente determinato dal significativo contributo al flusso totale di raccolta di rifiuti urbani di rifiuti derivanti da produttori che generano rifiuti “assimilati”. Composizione merceologica del rifiuto prodotto – analisi per Province Province Frazioni merceologiche Ancona Ascoli Piceno Fermo Macerata Pesaro e Urbino FORSU 24% 23% 27% 32% 23% Verde 14% 14% 15% 13% 13% Legno 3% 3% 2% 2% 5% Carta/cartone 19% 19% 19% 17% 20% Plastica 11% 11% 11% 10% 10% Vetro 9% 8% 8% 8% 8% Metalli 2% 2% 2% 2% 2% Tessili 3% 3% 4% 3% 3% RUP 0% 0% 0% 0% 0% Ingombranti 1% 4% 3% 3% 2% Spazzamento 3% 4% 2% 4% 4% Altro 9% 9% 9% 7% 10% Totale 100% 100% 100% 100% 100% Nota: tali composizioni merceologiche sono state calcolate a partire dalle composizioni merceologiche del rifiuto prodotto associate alle classi dimensionali dei Comuni, ritarate per adeguarle ai flussi di rifuti raccolti in ogni Comune. Dalla media pesata delle composizioni merceologiche sopra esposte si è ottenuta la composizione merceologica del rifiuto marchigiano; si osserva la prevalenza nel rifiuto prodotto di FORSU, circa il 25% del totale, seguito da carta/cartone, circa il 19%. Composizione merceologica del rifiuto urbano prodotto media regionale 25% 14% 3% 19% 11% 8% 2% 3% 0% 2% 4% 9% FORSU Verde Legno Carta/cartone Plastica Vetro Metalli Tessili RUP Ingombranti Spazzamento Altro 2.8. Le rese di intercettazione conseguite Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Prima: Quadro Conoscitivo 82 82 REGIONE MARCHE Utilizzando le composizioni merceologiche definite per le diverse classi dimensionali dei comuni si sono calcolate le rese di intercettazione di ogni rifiuto differenziato oggi conseguite (dati 2011). Le rese di intercettazione sono definite, per ciascuna frazione merceologica, dal rapporto tra il quantitativo di rifiuto complessivamente prodotto e il quantitativo di rifiuto intercettato per via differenziata; tali valutazioni sono state sviluppate per le quattro classi sopra esposte oltre che a livello medio regionale. Le seguenti figure riassumono i risultati ottenuti per le principali frazioni. Per quanto concerne la FORSU, l’immagine mostra rese di intercettazioni molto basse per i comuni piccoli; le rese d’intercettazioni maggiori si registrano nella classe di comuni di medie dimensioni (da 1.000 a 50.000 abitanti) e nei comuni turistici: circa 57%, leggermente più alta della resa media regionale. Rese d’intercettazione della FORSU 0% 10% 20% 30% 40% 50% 60% 70% 80% 90% 100% fino a 1.000 ab da 1.000 a 50.000 ab oltre 50.000 ab comuni turistici Regione Marche rifiuto intercettato rifiuto non intercettato Le rese d’intercettazione del rifiuto verde vanno da valori inferiori al 10% nei comuni piccoli, a valori prossimi al 50% nei comuni turistici; le restanti classi appaiono allinearsi su un valore di poco al di sotto del 40%. Rese d’intercettazione del rifiuto verde 0% 10% 20% 30% 40% 50% 60% 70% 80% 90% 100% fino a 1.000 ab da 1.000 a 50.000 ab oltre 50.000 ab comuni turistici Regione Marche rifiuto intercettato rifiuto non intercettato Relativamente alla frazione carta/cartone, la resa d’intercettazione media regionale risulta di poco al di sotto del 60%; nelle diverse classi, le rese aumentano passando dai comuni piccoli (ca. 50%), ai Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Prima: Quadro Conoscitivo 83 83 REGIONE MARCHE comuni medi e ai comuni grandi (oltre 60%). I comuni turistici hanno la resa d’intercettazione più basse: 40% del prodotto. Rese d’intercettazione della carta/cartone 0% 10% 20% 30% 40% 50% 60% 70% 80% 90% 100% fino a 1.000 ab da 1.000 a 50.000 ab oltre 50.000 ab comuni turistici Regione Marche rifiuto intercettato rifiuto non intercettato Di seguito si riportano i grafici delle rese d’intercettazione delle frazioni plastica, vetro e metalli. L’analisi mostra valori di rese d’intercettazioni della plastica mediamente basse. Le rese appaiono migliori nel caso del vetro: 72% a livello medio regionale con valori prossimi all’80% della classe di comuni da 1.000 a 50.000 abitanti. Rese d’intercettazione della plastica 0% 10% 20% 30% 40% 50% 60% 70% 80% 90% 100% fino a 1.000 ab da 1.000 a 50.000 ab oltre 50.000 ab comuni turistici Regione Marche rifiuto intercettato rifiuto non intercettato Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Prima: Quadro Conoscitivo 84 84 REGIONE MARCHE Rese d’intercettazione del vetro 0% 10% 20% 30% 40% 50% 60% 70% 80% 90% 100% fino a 1.000 ab da 1.000 a 50.000 ab oltre 50.000 ab comuni turistici Regione Marche rifiuto intercettato rifiuto non intercettato Rese d’intercettazione dei metalli 0% 10% 20% 30% 40% 50% 60% 70% 80% 90% 100% fino a 1.000 ab da 1.000 a 50.000 ab oltre 50.000 ab comuni turistici Regione Marche rifiuto intercettato rifiuto non intercettato Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Prima: Quadro Conoscitivo 85 85 REGIONE MARCHE 3. I SERVIZI DI RACCOLTA DEI RIFIUTI URBANI 3.1. Analisi dei dati O.R.So. (2011) Nella regione Marche l’anno che ha segnato il passaggio da un sistema di servizi di raccolta rifiuti prevalentemente stradale a un servizio di raccolta porta a porta integrale o affiancato da raccolta stradale di prossimità è stato il 2007; è in quest’anno infatti che è stata effettuata la riconversione del servizio di igiene urbana in comuni quali Senigallia, Potenza Picena, Ostra… La necessità di adempiere agli obiettivi normativi ha fatto sì che negli anni immediatamente successivi tale esempio fosse seguito da un numero sempre crescente di Comuni. In tale processo di riconversione dei servizi è da segnalare l’importante ruolo dei Consorzi che hanno garantito il raggiungimento di alti standard dei servizi. I primi effetti di questo processo, come si è visto, si sono osservati a partire dal 2008 con un sensibile incremento della percentuale di raccolta differenziata media a livello regionale. L’analisi dei dati O.R.So. relativi all’anno 2011 mostra come circa la metà dei comuni marchigiani abbia in essere servizi di raccolta porta a porta. Se si osservano i dati relativi alla raccolta del rifiuto indifferenziato, il servizio di raccolta domiciliare risulta attivato in 104 comuni e nella metà di questi tale tipologia di raccolta risulta essere l’unica nel comune. Negli altri casi, quando cioè c’è compresenza di più modalità di servizio per una stessa tipologia di rifiuto, l’estensione di ciascun servizio non è nota. Nel 2011 i comuni con attivo un servizio di raccolta della FORSU risultano essere 162 su 239. Le provincie in cui tale servizio appare meno sviluppato sono quelle di Pesaro-Urbino e Ascoli Piceno; in particolare nella provincia di Pesaro-Urbino 50 comuni su 60 hanno attivo un servizio di raccolta di rifiuto organico ma solo in 18 di questi il servizio di raccolta è di tipo domiciliare: ciò giustifica la bassa intercettazione di FORSU raggiunta in tale bacino. Nei comuni della provincia di Macerata in cui è attivo il servizio di raccolta della frazione organica, questo è prevalentemente di tipo domiciliare; ciò garantisce intercettazioni molto elevate. La figura riportata alla pagina seguente mostra i comuni in cui risulta essere attivo il servizio porta a porta per la raccolta del rifiuto indifferenziato e dell’organico. Le provincie di Ancona e Macerata sono quelle con maggior estensione dei servizi di raccolta domiciliare; in particolare l’analisi dei dati O.R.So. mostra che i Comuni con più elevata raccolta differenziata sono quelli in cui è attivo un servizio di raccolta domiciliare integrale; nella maggior parte di questi comuni, tale modello di raccolta appare esteso su tutto il territorio comunale. Nella provincia di Pesaro-Urbino persiste invece ancora un buon numero di comuni in cui viene effettuata unicamente raccolta stradale. I sistemi di raccolta stradale, oltre che avere rese di intercettazioni inferiori a quelle di un sistema di raccolta porta a porta, hanno spesso problemi legati alla qualità del rifiuto intercettato; successivi approfondimenti permetteranno di valutare l’entità di tale problematica. Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Prima: Quadro Conoscitivo 86 86 REGIONE MARCHE Cartografia dei comuni con attivato servizio di raccolta porta a porta di rifiuto indifferenziato/organico - anno 2011 Fonte: elaborazione da dati ORSO 2011. Nota: la presenza di un servizio porta a porta in un comune non implica la sua estensione all’intero territorio comunale Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Prima: Quadro Conoscitivo 87 87 REGIONE MARCHE Come osservato nei capitoli precedenti, nel 2011 la seconda frazione merceologica maggiormente intercettata risulta essere la carta. La seguente figura riassume le informazioni disponibili sul data base O.R.So. circa i sistemi di raccolta della carta attivi nei comuni marchigiani. Si nota come nella provincia di Macerata sia presente un elevato numero di comuni in cui la carta viene raccolta solo domiciliarmente; nella provincia di Ancona e di Pesaro-Urbino viene invece applicato un sistema di raccolta misto porta a porta/stradale. Servizi di raccolta di carta/cartone attivi - anno 2011 Fonte: elaborazione da dati ORSO 2011 Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Prima: Quadro Conoscitivo 88 88 REGIONE MARCHE 3.2. Approfondimento delle modalità organizzative dei servizi In questo capitolo si sviluppa l’analisi di dettaglio tecnico-economica dei servizi di raccolta dei rifiuti attivi nel territorio marchigiano. Una prima analisi dei dati Orso relativi all’anno 2011 ha mostrato una scarsa disponibilità di informazioni relative ai servizi in essere e ai loro costi; per il proseguo dei lavori è stato quindi necessario richiedere ulteriori informazioni ai Gestori ai quali è stata inviata una scheda di raccolta dati finalizzata all’approfondimento degli aspetti sia tecnici sia economici relativi ai servizi effettuati sul territorio nell’anno 2011. Per tale indagine è stato selezionato un numero ristretto di comuni-campione individuati secondo i seguenti criteri: • comuni capoluoghi di Provincia; • presenza di comuni turistici (Antidona, Numana, Porto Recanati); • copertura territoriale omogenea; • presenza di comuni piccoli (sotto i 5.000 abitanti), medi (da 5.000 a 15.000 abitanti) e di maggiori dimensioni (sopra i 15.000 abitanti); • indagare le tipologie di servizi più avanzate; • garantire la presenza dei principali Gestori; • indagare i servizi nei comuni che nell’ultimo triennio hanno avuto sensibili incrementi della percentuale di raccolta differenziata. Sono quindi stati selezionati 31 Comuni, per un totale di 18 Gestori, così da coprire il 45% della popolazione totale. La tabella successiva mostra, per Gestore, l’elenco dei Comuni per i quali sono state chieste informazioni e l’elenco delle schede raccolte. Complessivamente sono state raccolte informazioni per 28 comuni, pari al 37% della popolazione marchigiana; si evidenzia che tra le schede ricevute, non tutte contengono lo stesso grado informativo. Prospetto riepilogativo delle schede di raccolta dati inviate ai Gestori e restituite Gestore Comuni per i quali sono richieste informazioni Comuni per i quali sono state fornite informazioni AM Consorzio Sociale Altidona scheda non restituita Anconambiente Ancona, Castelfidardo Ancona, Castelfidardo Ascoli Servizi Comunali Ascoli Piceno Ascoli Piceno ASET Fano, Mandavio Fano, Mandavio ASTEA (ECOFON CONERO SPA) Numana, Osimo Numana, Osimo + Filottrano, Sirolo CIR 33 - ATI Aimeri Ambiente Consorzio Formula Ambiente Corinaldo, Senigallia scheda non restituita ATI IDEALSERVICE, CSN, COSP Tecnoservice Camerano Camerano Centro Servizi Intercomunali srl CE.SE.IN. Falerone scheda non restituita COSMARI - Sintegra Castelraimondo, Civitanova Marche, Morrovalle, Porto Recanati, Potenza Picena, Treia Castelraimondo, Civitanova Marche, Morrovalle, Porto Recanati, Potenza Picena, Treia Eco Elpidiense Montegranaro Porto Sant’Elpidio, Torre San Patrizio Fermo Ambiente Servizi Impianti Tecnologici Energia Fermo Fermo Marche Multiservizi Falconara Marittima, Pesaro Falconara Marittima + Agugliano, Camerata Picena, Offagna, Polverigi, Santa Maria Nuova Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Prima: Quadro Conoscitivo 89 89 REGIONE MARCHE Gestore Comuni per i quali sono richieste informazioni Comuni per i quali sono state fornite informazioni MMS Ecologica Lunano, Montecalvo in Foglia scheda non restituita Picenambiente Monteprandone, San Benedetto del Tronto Monteprandone, San Benedetto del Tronto San Giorgio Distribuzione Servizi Porto San Giorgio Porto San Giorgio SMEA Macerata, Montecassiano scheda non restituita SO.GE.NU.S. Maiolati Spontini, Serra San Quirico scheda non restituita Comune di Loreto Loreto scheda non restituita L’analisi effettuata fa emergere la presenza nel territorio marchigiano di un discreto numero di comuni con sistemi di raccolta avanzati di tipo porta a porta integrale che permettono di conseguire risultati di raccolta differenziata rispettabili. Di fianco ai comuni con un sistema di raccolta porta a porta che si può definire a regime, ci sono poi situazioni in cui il sistema di raccolta porta a porta è in progressiva estensione (ad esempio Ascoli Piceno). L’analisi ha mostrato come i servizi forniti debbano essere calati sulle esigenze del territorio; in particolare i comuni turistici necessitano di servizi potenziati nel periodo estivo in modo da venire incontro al numero maggiore di abitanti gravitanti sui comuni e rispondere alle esigenze delle utenze non domestiche in esercizio. Si segnala l’importanza per i comuni turistici di regolamentare la raccolta della frazione verde che falsa i dati di produzione di rifiuti e raccolta differenziata, oltre che conseguentemente aumentare i costi di gestione dei rifiuti in maniera importante. Nel territorio marchigiano non sono stati implementati modelli di servizi univoci, ma ogni comune è caratterizzato da un servizio con determinate connotazioni tecniche frutto di scelte fatte dal singolo Comune e dal Gestore. Nelle pagine seguenti si riporta uno schema riassuntivo dei servizi attivi nei Comuni analizzati con le relative principali caratteristiche tecniche. Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Prima: Quadro Conoscitivo 90 90 REGIONE MARCHE Servizi di raccolta attivi nei Comuni analizzati – anno 2011 Frazione Modalità Estensione Contenitori Frequenza Note Rifiuto indifferenziato porta a porta Servizio esteso su tutto o quasi il Comune in 14 comuni analizzati; estensione variabile fino al 29% in 6 Comuni; servizio assente in 8 Comuni Sacchi o bidoni/minicassonetti in genere da 120 l a 1.100 l In genere 1 v/sett, con casi di intensificazione fino a 7 vv/sett Rifiuto indifferenziato stradale Servizio esteso su tutto o quasi il Comune in 11 comuni analizzati; estensione variabile fino al 70% in 6 Comuni; servizio assente in 11 Comuni Cassonetti da 2.400 e 3.200 l nei comuni con raccolta stradale estesa a tutto il comune; utilizzo combinato di cassonetti di grandi dimensioni e bidoni da 120 a 660 l nelle altre realtà. In genere 3 vv/sett, con casi di servizio meno intenso (2vv/sett) o più intenso (fino a 7 vv/sett). … FORSU porta a porta Servizio esteso su tutto o quasi il Comune in 12 comuni analizzati; estensione variabile fino al 26% in 3 Comuni; servizio assente in 13 Comuni Mastelli da 25 l o bidoni/minicassonetti da 120 a 1.100 l. Fornitura di sacchietti biodegradabili in 15 Comuni. In genere 2 vv/settimana, con casi di servizio più intenso 3 vv/sett Alcuni comuni con servizio 2vv/sett prevedono l’intensificazione del servizio a 3 vv/sett nel periodo estivo FORSU stradale Servizio esteso su tutto o quasi il Comune in 6 comuni analizzati; estensione variabile fino al 70% in 3 Comuni; servizio assente in 19 Comuni Bidoni di volumetria variabile da 120 a 660 l con prevalenza di bidoni da 240 l. In genere 2 vv/sett, con casi di intensificazione fino a 7 vv/sett Carta porta a porta Servizio esteso su tutto o quasi il Comune in 18 comuni analizzati; estensione variabile fino al 64% in 4 Comuni; servizio assente in 6 Comuni Sacchi, mastelli da 30 l o bidoni/minicassonetti in genere da 120 l a 1.100 l In genere 1 v/sett, con casi di servizio quindicinale Comuni turistici possono prevedere il servizio per le utenze domestiche nel solo periodo estivo Carta stradale Servizio esteso su tutto o quasi il Comune in 11 comuni analizzati; estensione variabile fino al 70% in 5 Comuni; servizio assente in 12 Comuni Generalmente cassonetti/campane di grandi dimensioni da 2.400 a 4.400 l, in alcuni casi integrati da bidoni/minicassonetti da 240 a 1.100 o In genere 1 v/sett, con casi di servizio quindicinale o servizio più intenso fino a 4 vv/sett Nel comune di Osimo la raccolta è stradale di prossimità con bidoni/minicassonetti da 240 a 1.100 l Multimateriale porta a porta Servizio esteso su tutto il Comune in 7 Sacchi o bidoni/minicassonetti in In genere 2 vv/sett, con Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Prima: Quadro Conoscitivo 91 91 REGIONE MARCHE Frazione Modalità Estensione Contenitori Frequenza Note – plastica/metalli comuni analizzati servizio assente in 23 Comuni genere da 120 l a 1.100 l. I sacchi sono forniti dal Gestore in tutti i Comuni solo un caso di raccolta 1v/sett. Multimateriale – vetro/plastica/ metalli porta a porta Servizio esteso su quasi tutto il territorio in 1 Comune; servizio con estensione limitata in 1 Comune. Servizio attivo per le sole utenze non domestiche in 1 Comune Sacchi o bidoni/minicassonetti da 120 a 1.100 l. I sacchi sono forniti dal Gestore. 1 v/sett. Frequenza maggiori, anche 7 vv/sett per le utenze non domestiche e/o in periodo estivo Multimateriale – vetro/plastica/ metalli stradale Servizio esteso in una porzione del territorio in 2 dei Comuni analizzati. Cassonetti da 2.400 e 3.200 l 2vv/sett o 4 vv/sett Multimateriale – vetro/ metalli porta a porta Servizio esteso su quasi tutto il territorio in 1 Comune; servizio attivo per le sole utenze non domestiche in 1 Comune Mastelli o bidoni da 120 a 660 l 1 v/sett Multimateriale – vetro/ metalli stradale Servizio esteso su tutto il Comune in 8 comuni analizzati; servizio con estensione limitata in 2 Comuni analizzato Campane da 2.000 – 3.000 l; solo in un caso contenitori di dimensione ridotta da 240 o 1.300 l. Generalmente quindicinale, con un solo caso di raccolta 1 v/sett Plastica porta a porta Servizio esteso su tutto o quasi il Comune in 5 comuni analizzati; estensione variabile fino al 64% in 4 Comuni; Sacchi o bidoni/minicassonetti in genere da 120 l a 1.100 l. Talvolta i sacchi sono forniti dal Gestore. Generalmente 1 v/sett, con un solo caso di raccolta 2 vv/sett. Plastica stradale Servizio esteso su tutto o quasi il Comune in 12 comuni analizzati; estensione variabile fino al 70% in 4 Comuni; Cassonetti o campane da 2.400 a 4.400 l, talvolta affiancati da bidoni/minicassonetti da 120 a 1.100 l Generalmente 1 v/sett, con intensificazione fino a 4 vv/sett. Solo 1 caso di raccolta quindicinale Vetro porta a porta Servizio esteso su tutto il Comune in 7 Comuni analizzati Mastelli da 25 l o bidoni/minicassonetti da 120 a 1.100 l, con prevalenza di bidoni da 240 l 1 v/sett Vetro stradale Servizio esteso su tutto il Comune in 11 Comuni analizzati Campane o cassonetti da 2.500 a 4.400 l o Generalmente quindicinale, con Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Prima: Quadro Conoscitivo 92 92 REGIONE MARCHE Frazione Modalità Estensione Contenitori Frequenza Note intensificazione fino a 2 vv/sett Metalli porta a porta Servizio attivo in 3 comuni analizzati per specifiche utenze non domestiche Bidoni da 240 l Da giornaliera a mensile Metalli stradale Servizio attivo sull’intero territorio di 5 Comuni analizzati; servizio esteso sul 62% di 1 Comune analizzato Cassonetti o campane da 2.500 a 3.200 l o bidoni da 240 a 660 l Mensile nel caso di contenitori di grande volumetria, settimanale nel caso di bidoni Verde porta a porta Servizio attivo in 14 comuni analizzati Generalmente alla rinfusa Generalmente su prenotazione telefonica, o 1 v/sett Verde stradale Servizio attivo in 3 comuni analizzati Cassonetti da 3.500 l o isole di raccolta 1 v/sett Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Prima: Quadro Conoscitivo 93 93 REGIONE MARCHE Le prestazioni di raccolta differenziata conseguite in ciascun Comune sono strettamente correlate al modello di raccolta attivo; in particolare l’analisi svolta mostra come la percentuale di raccolta differenziata raggiunta dal comune sia legata in particolar modo all’estensione del servizio porta a porta del rifiuto indifferenziato. La figura seguente mostra infatti come i 14 comuni con raccolta porta a porta estesa al 90 – 100% della popolazione registrano tutti percentuali di raccolta differenziata pari ad almeno il 60%, superiori quindi di oltre 10 punti percentuali alla percentuale di raccolta differenziata media regionale. La raccolta porta a porta, oltre che delle frazioni da avviare a recupero, anche del rifiuto indifferenziato appare dunque strategica per l’ottenimento delle più alte prestazioni di raccolta differenziata. Percentuale di raccolta differenziata in funzione dell’estensione della raccolta pap dell’indifferenziato – anno 2011 %RD media regionale 48,9% 0% 10% 20% 30% 40% 50% 60% 70% 80% 90% 100% 0% 10% 20% 30% 40% 50% 60% 70% 80% 90% 100% % R D % popolazione con pap indifferenziato E’ quindi possibile mettere in relazione i quantitativi di rifiuto intercettati, espressi come chili pro capite, con l’estensione del servizio di tipo porta a porta. Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Prima: Quadro Conoscitivo 94 94 REGIONE MARCHE Produzione pro-capite della carta in funzione dell’estensione della raccolta pap della carta – anno 2011 Prod regionale media: 60,1 kg/abxa 0 20 40 60 80 100 120 140 0% 10% 20% 30% 40% 50% 60% 70% 80% 90% 100% C A R T A k g / a b x a % popolazione con pap CARTA Produzione pro-capite della plastica in funzione dell’estensione della raccolta pap della plastica – anno 2011 Prod regionale media: 12,1 kg/abxa 0 5 10 15 20 25 30 35 0% 10% 20% 30% 40% 50% 60% 70% 80% 90% 100% P L A S T IC A k g / a b x a % popolazione con pap PLASTICA Appare interessante notare come nel caso della plastica vi sia un significativo numero di comuni che pur non avendo un servizio di raccolta porta a porta registra intercettazioni del rifiuto notevolmente superiori alla media regionale. Ciò mostra che l’internalizzazione della raccolta porta a porta dell’indifferenziato, con il conseguente venir meno per l’utente della possibilità del conferimento fuori controllo dei rifiuti nei contenitori stradali, determina già di per sé un effetto indotto di crescita delle raccolte differenziate anche se queste rimangono ancora stradali. In aggiunta a ciò, l’attivazione della raccolta porta a porta anche Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Prima: Quadro Conoscitivo 95 95 REGIONE MARCHE per le frazioni differenziate genera un effetto di maggiori rese di raccolta delle singole frazioni. La valutazione della “bontà” della raccolta dei rifiuti non deve considerare unicamente i quantitativi di rifiuti intercettati ma anche la qualità degli stessi; per tale motivo le elevate rese di intercettazione dei rifiuti osservate nel caso di raccolte stradali devono essere valutate con attenzione. La raccolta differenziata di tipo porta a porta consente un maggior controllo dei conferimenti rispetto a quella stradale e ciò incentiva l’utente ad assumere un corretto e più attento comportamento nell’effettuare una raccolta che diventa anche di qualità. Nelle raccolte stradali, viceversa, si riscontra spesso un decadimento significativo della qualità del rifiuto che può anche andare a compromettere la recuperabilità dello stesso; il decadimento qualitativo del rifiuto raccolto interessa in primis la FORSU, seguita dalla plastica. Infine la seguente figura mette in relazione la produzione pro-capite del rifiuto urbano totale con l’estensione del servizio porta a porta dell’indifferenziato. Un primo sguardo rileva come non si evidenzi uno stretto rapporto tra i due fattori; si può tuttavia notare come i comuni con più ridotta produzione abbiano il servizio porta a porta dell’indifferenziato attivo sull’intero territorio; non vale il viceversa. Ciò può trovare una spiegazione nel fatto che, in generale, l’impostazione dei servizi porta a porta tende a determinare una contrazione della produzione di rifiuti ma quest’ultima, valutata in termini di kg/abxa, è comunque condizionata significativamente da una serie di diversi fattori che tendono a limitare la confrontabilità dei dati dei diversi comuni; tra questi ad esempio si può citare il peso delle utenze non domestiche sul totale delle utenze servite, il contributo turistico e la presenza di particolari flussi consistenti di rifiuti legati anche alle caratteristiche insediative (come il rifiuto verde). Produzione pro-capite di RU in funzione dell’estensione della raccolta porta a porta dell’indifferenziato – anno 2011 Prod regionale media: 525,7 kg/abxa 0 100 200 300 400 500 600 700 800 0% 10% 20% 30% 40% 50% 60% 70% 80% 90% 100% R U k g / a b x a % popolazione con pap indifferenziato Nota: non sono riportati i dati di Numana e Sirolo la cui produzione pro-capite calcolata rispetto agli abitanti residenti non è rappresentativa Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Prima: Quadro Conoscitivo 96 96 REGIONE MARCHE 3.3. Produzione pro capite di RU, percentuale di raccolta differenziata e modello di raccolta Come analizzato nei precedenti capitoli, negli ultimi anni alcuni comuni della regione Marche hanno riorganizzato i servizi di raccolta di rifiuti urbani passando da raccolta stradale a raccolta porta a porta integrale. All’interno dei 239 comuni marchigiani sono stati individuati 54 comuni che tra il 2005 ed il 2011 hanno effettuato tale passaggio. Per ciascuno di questi comuni si è andata a confrontare la produzione pro capite di RU in corrispondenza della messa a regime del nuovo sistema di raccolta con la produzione pro capite di RU precedente al cambio del servizio. L’esame dei dati ha evidenziato un legame un legame tra tipologia di servizio di raccolta in essere e produzione pro capite di RU: il passaggio a raccolta porta a porta ha comportato nei comuni in analisi un’aumento della raccolta differenziata accompagnata da una contrazione della produzione pro capite di RU tanto più consistente quanto maggiore è il livello di produzione di partenza Variazioni di produzione pro capite e percentuale di raccolta differenziata al passaggio da raccolta stradale a raccolta porta a porta Produzione pro capite prima del passaggio a pap integrale riduzione produzione pro capite incremento percentuale di raccolta differenziata produzione pro capite sotto 450 kg/abxa -1% + 4 punti percentuali prouzione pro capite da 450 a 600 kg/abxa -1% + 3 punti percentuali produzione pro capite olte 600 kg/abxa -1% + 2 punti percentuali Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Prima: Quadro Conoscitivo 97 97 REGIONE MARCHE 4. COSTI DELLA GESTIONE DEI RIFIUTI IN REGIONE MARCHE 4.1. Analisi dei dati ISPRA Durante la stesura del presente Piano è stato pubblicato il “Rapporto sui Rifiuti – Edizione 2013”, edito da Ispra, contenente i dati dei costi di gestione dei rifiuti urbani relativi all’anno 2011. I costi esposti da Ispra, che si basano come fonte informativa primaria sulle dichiarazioni MUD presentate dai Comuni nel 2012 relative all’anno 2011, integrate con dati economici provenienti dai Certificati di conto consuntivo dei bilanci comunali sempre relativi all’anno 2011, sono strutturati con un dettaglio regionale e sono intesi, per ogni singola regione, riferiti al complesso dei comuni e degli abitanti in essa presenti. Ispra ha infatti provveduto a effettuare stime proiettive sull’intera popolazione laddove i dati disponibili fossero riferiti solo a quota parte della popolazione regionale. L’elevata rappresentatività delle stime Ispra è comunque attestata sul complesso nazionale considerando che la copertura dei dati disponibili raggiunge l’83% dei Comuni e l’82% degli abitanti. Per quanto concerne le Marche, il costo medio regionale in termini di pro capite si colloca al di sotto della media nazionale e anche della media del Centro Italia; in particolare tra le regioni del Centro Italia, la regione Marche risulta quella con il costo minore e pari a 131 euro/abxa, circa il 40% in meno rispetto alla media dell’area. Anche il costo specifico (euro/t) medio regionale è inferiore alla media nazionale, circa -17%, e alla media del Centro Italia, circa – 23%. Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Prima: Quadro Conoscitivo 98 98 REGIONE MARCHE Costi pro capite di gestione dei rifiuti urbani per regione e Nord, Centro, Sud e Italia anno 2011 146,1 129,4 133,2 132,4 145,1 127,0 183,6 157,7 143,9 192,0 155,0 131,3 216,0 192,5 160,5 102,6 175,1 144,0 109,4 116,7 164,4 158,1 155,6 157,5 0 50 100 150 200 250 Piemonte Valle d'Aosta Lombardia Trentino Alto Adige Veneto Friuli Venezia Giulia Liguria Emilia Romagna Nord Toscana Umbria Marche Lazio Centro Abruzzo Molise Campania Puglia Basilicata Calabria Sicilia Sardegna Sud Italia costi procapite (euro/abitantexanno) Fonte: elaborazione su dati ISPRA. Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Prima: Quadro Conoscitivo 99 99 REGIONE MARCHE Costi specifici di gestione dei rifiuti urbani per regione e Nord, Centro, Sud e Italia anno 2011 295,1 209,3 268,0 261,4 305,7 268,9 299,9 234,6 272,9 297,2 270,4 246,1 358,4 318,2 317,0 242,4 382,6 278,6 287,2 254,6 318,8 326,0 320,2 298,2 0 50 100 150 200 250 300 350 400 Piemonte Valle d'Aosta Lombardia Trentino Alto Adige Veneto Friuli Venezia Giulia Liguria Emilia Romagna Nord Toscana Umbria Marche Lazio Centro Abruzzo Molise Campania Puglia Basilicata Calabria Sicilia Sardegna Sud Italia costi specifici (euro/tonnellata) Fonte: elaborazione su dati ISPRA. Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Prima: Quadro Conoscitivo 100 100 REGIONE MARCHE L’analisi dei dati regionali di costo (in euro/abitante) messi in relazione allo sviluppo delle raccolte differenziate porta a tracciare una linea di interpolazione in diminuzione molto lieve, pur dovendo rimarcarsi che la correlazione associata è estremamente scarsa. Si può al riguardo evidenziare che, se l’analisi non mostra in forma statisticamente solida una riduzione dei costi all’aumentare della raccolta differenziata, è almeno ancor più evidente l’assenza di una tendenza statistica all’aumento dei costi all’aumentare della RD. Costi specifici di gestione dei rifiuti urbani per regione e Nord, Centro, Sud e Italia, al variare della raccolta differenziata - anno 2011 Nord ItaliaMarche Centro Italia Sud Italia Italia R² = 0,0052 0 50 100 150 200 250 0% 10% 20% 30% 40% 50% 60% 70% c o s to p ro c a p it e d i g e s ti o n e d e i ri fiu ti ( e u ro /a b it a n te x a n n o ) % di raccolta differenziata Fonte: elaborazione su dati ISPRA. Nel grafico seguente è riportata la composizioni in dettaglio dei costi secondo quanto rilevato nelle dichiarazioni MUD. Le voci di costo considerate, in linea con quanto previsto dal metodo normalizzato per la definizione della tariffa (dal D.P.R. 158/1999), sono le seguenti: Costi di gestione (CG) Sono gli importi relativi ai servizi di raccolta, trasporto e “trattamento” dei rifiuti oggetto del servizio di igiene urbana, suddivisi in: • CGIND: costi di gestione dei servizi che riguardano i RU indifferenziati, articolati in: CSL: costi di spazzamento e lavaggio strade; CRT: costi di raccolta e trasporto; CTS: costi di trattamento e smaltimento; AC: altri costi, inerenti la gestione dei rifiuti urbani indifferenziati, non compresi nelle voci precedenti; Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Prima: Quadro Conoscitivo 101 101 REGIONE MARCHE • CGD: costi di gestione del ciclo di Raccolta Differenziata, articolati in: CRD: costi di raccolta differenziata; CTR: costi di trattamento e riciclo, al netto dei proventi derivanti dalla vendita dei materiali e dell’energia recuperata e dei contributi Conai; Costi comuni (CC) Sono gli importi riferibili ai servizi non direttamente attinenti all’esecuzione della raccolta dei rifiuti, composti da: • CARC: costi amministrativi e di accertamento, riscossione e contenzioso; • CGG: costi generali di gestione; • CCD: costi comuni diversi; Costi d’uso del capitale (Ck) Riguardano le spese per ammortamenti, accantonamenti e remunerazione del capitale investito, come indicato di seguito: • Amm: ammortamenti per gli investimenti; • Acc: accantonamenti; • R: remunerazione del capitale. In questa elaborazione dei dati il costo di spazzamento e lavaggio (CSL) è stato scorporato dal costo di gestione dei rifiuti indifferenziati (CGIND) e presentato come voce separata. Per i costi comuni (CC) e i costi d’uso del capitale (Ck) non sono disponibili le voci disaggregate che li compongono. Si evidenzia come per le Marche sia più elevata, rispetto alla media del Nord e Centro Italia e alla media nazionale, la quota di costi associata alla gestione del rifiuto indifferenziato; il dato delle Marche risulta inferiore solo se confrontato con il Sud Italia. Tale analisi peraltro sconta la disomogeneità nell’esposizione dei costi per le diverse aree del peso associato a voci di costo di tipo indiretto o generale (CC, CK). Può essere quindi interessante mostrare il confronto facendo riferimento alle sole voci di costo CGIND e CGD. L’incidenza del costo CGIND sul totale CGIND e CGD è pari per le Marche al 66,8%; tale dato risulta di poco inferiore al dato del Centro e Sud Italia mentre risulta ancora superiore alla media nazionale. Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Prima: Quadro Conoscitivo 102 102 REGIONE MARCHE Ripartizione dei costi complessivi di gestione rifiuti urbani per macrovoce - anno 2011 51,3% 36,8% 41,7% 55,0% 44,2% 25,5% 27,1% 18,9% 23,4% 23,9% 11,6% 12,5% 17,8% 14,7% 14,5% 8,4% 19,2% 12,8% 5,2% 12,9% 3,2% 4,4% 8,7% 1,8% 4,5% 0% 20% 40% 60% 80% 100% Marche Nord Centro Sud Italia % sul costo complessivo di gestione dei rifiuti CGIND CGD CSL CC CK Fonte: elaborazione su dati ISPRA. Peso relativo dei costi della filiera dell’indifferenziato e delle differenziate - anno 2011 66,8% 57,6% 68,8% 70,2% 64,9% 33,2% 42,4% 31,2% 29,8% 35,1% 0% 20% 40% 60% 80% 100% Marche Nord Centro Sud Italia % sulla sommatoria di CGIND e CGD CGIND CGD Fonte: elaborazione su dati ISPRA. Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Prima: Quadro Conoscitivo 103 103 REGIONE MARCHE 4.2. Approfondimento sui costi comunali dei servizi di raccolta In base ai dati forniti dai Gestori è possibile analizzare i costi associati alla gestione dei rifiuti di 20 comuni corrispondenti ad un bacino di circa 500.000 abitanti (30% della popolazione regionale). I costi dichiarati dai Gestori sono relativi al 2011 e non contengono l’IVA; purtroppo il ridotto dettaglio informativo oltre che la scarsa omogeneità dei dati restituiti fa sì che non si possa entrare approfonditamente nel merito della composizione del costo totale nelle singole voci. I dati dei comuni campione sono confrontati con i dati di costo della regione Marche nel suo complesso; in particolare sono stati utilizzati i dati di costo associati alla regione Marche relativi al 2011 di fonte ISPRA (Rapporto Rifiuti Urbani 2013 – ISPRA) decurtati dall’IVA pari al 10%. Una prima analisi che può essere effettuata riguarda il costo totale pro capite del servizio di gestione dei rifiuti, comprensivo dunque del servizio di raccolta, dei costi di smaltimento ed avvio a recupero, dei costi di spazzamento (ove presente) e di tutti gli altri eventuali servizi associati all’igiene ambientale svolti dal Gestore. Il costo medio pro-capite dei 20 comuni indagati risulta pari a 127 euro/abitante a fronte di un dato medio regionale valutato in 118 euro/abitanti; i comuni campione si collocano dunque circa l’8% al di sopra del dato regionale. La sottostante immagine permette di apprezzare i costi totali pro-capite in relazione alla percentuale di raccolta differenziata raggiunta nel 2011. Il dato associato alla regione Marche si colloca in una posizione mediana del grafico. Sul complesso dei 20 comuni si osserva una generale tendenza alla diminuzione dei costi all’aumentare della percentuale di raccolta differenziata; la relazione tra i due fattori appare tuttavia debole. Appare essenziale sottolineare la non significatività statistica dell’analisi. Costo totale pro-capite di gestione dei rifiuti urbani in relazione alla percentuale di raccolta differenziata – anno 2011 R² = 0,16 0% 10% 20% 30% 40% 50% 60% 70% 80% 90% 100% 0 50 100 150 200 250 % R D euro/ab Comuni campione Marche - ISPRA Per quanto concerne il costo euro/tonnellata, il dato medio dei 20 comuni è 219 euro/t, il quattro percento in meno rispetto al valore medio regionale pari a 224 euro/t. La rappresentazione grafica degli indicatori euro/tonnellata e percentuale di raccolta differenziata associati ai 20 comuni campione mostra una nuvola di punti: legame tra i due fattori sembra non esistere. Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Prima: Quadro Conoscitivo 104 104 REGIONE MARCHE Costo totale di gestione rifiuti per tonnellata di rifiuto prodotto in relazione alla percentuale di raccolta differenziata – anno 2011 R² = 0,01 0% 10% 20% 30% 40% 50% 60% 70% 80% 90% 100% 0 50 100 150 200 250 300 350 400 % R D euro/t Comuni campione Marche - ISPRA Pur in assenza di adeguate informazioni in merito alla composizione analitica dei costi, appare in ogni caso interessante studiare la ripartizione del costo totale in due macrovoci: • costi di smaltimento e di cessione dei materiali, al netto dei ricavi; • costi associati ai servizi in senso stretto (raccolta, spazzamento, lavaggio contenitori, gestione degli ecocentri ed altri servizi effettuati dai Gestori). Rispetto ai venti comuni campione per i quali si dispone del dato del costo complessivo, l’informazione disaggregata in queste due voci risulta nota solo per dieci di questi; si tratta in particolare di: • 2 comuni con raccolta porta a porta sul 100% della popolazione per le principali frazioni merceologiche; • 8 comuni con raccolta porta a porta in estensione. Si precisa che la disaggregazione del costo regionale tra servizi e smaltimento è stata condotta riattribuendo le voci di costo di tipo generale e similari (CAC, CC, CK) indicate nei dati ISPRA sui costi diretti specificamente attribuiti ai servizi (CRT, CRD, CSL) e allo smaltimento (CTS, CTR). La seguente immagine riporta la ripartizione tra i costi dei servizi e i costi legati al recupero/smaltimento dei rifiuti per i dieci comuni campione; si osserva come l’incidenza dei servizi oscilli tra il 60 e l’80% del totale con una media del 75%. L’incidenza dei servizi a livello regionale è invece lievemente più ridotta e pari al 66%; ciò può trovare spiegazione nel fatto che il valore regionale è rappresentativo prevalentemente di realtà in cui è attivo un servizio di raccolta stradale meno evoluto rispetto a quello rappresentato dai comuni campione. Da notare che nei comuni con servizio di raccolta porta a porta sulla totalità del territorio il costo dei servizi rispetto al costo totale si aggira intorno all’80%. Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Prima: Quadro Conoscitivo 105 105 REGIONE MARCHE Ripartizione tra costi dei servizi e costi di recupero e smaltimento – anno 2011 0% 10% 20% 30% 40% 50% 60% 70% 80% 90% 100% Servizi Recupero/Smaltimento Nella seguente figura lo stesso tipo di informazione è correlata alla percentuale di raccolta differenziata raggiunta nel comune: a partire dal quarto dato, si osserva al crescere della raccolta differenziata un incremento del costo associato ai servizi a scapito del costo associato allo smaltimento. Ripartizione tra costi dei servizi e costi di recupero e smaltimento – anno 2011 0% 10% 20% 30% 40% 50% 60% 70% 80% 90% 100% 32,3% 39,6% 41,1% 42,1% 42,7% 42,7% 49,3% 60,6% 60,9% 63,9% 66,1% 73,9% In ci d e n za c o st i su l to ta le % RD Servizi Recupero/Smaltimento Se si analizza il dato in termini non più percentuali bensì di costo pro capite, si rileva che il costo pro-capite dei soli servizi nei dieci comuni campione è mediamente pari a 109 euro/ab, il 40% Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Prima: Quadro Conoscitivo 106 106 REGIONE MARCHE superiore al dato medio regionale pari a 77 euro/ab. La tabella seguente che mette in relazione il costo pro-capite dei servizi con la percentuale di raccolta differenziata non mostra comunque alcuna evidente correlazione. Costi pro-capite dei servizi in relazione con la percentuale di raccolta differenziata – anno 2011 0% 10% 20% 30% 40% 50% 60% 70% 80% 0 20 40 60 80 100 120 140 160 180 % R D euro/ab raccolta porta a porta 100% raccolta porta a porta in estensione Marche - ISPRA La seguente figura riporta invece i costi pro-capite legati a recupero e smaltimento rifiuti in relazione alla percentuale di raccolta differenziata raggiunta nell’anno; si osserva, come ragionevole aspettarsi, che il costo diminuisce all’aumentare della raccolta differenziata. Costi pro-capite di recupero/smaltimento rifiuti in relazione con la percentuale di raccolta differenziata – anno 2011 0% 10% 20% 30% 40% 50% 60% 70% 80% 0 10 20 30 40 50 60 70 % R D euro/ab raccolta porta a porta 100% raccolta porta a porta in estensione Marche - ISPRA Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Prima: Quadro Conoscitivo 107 107 REGIONE MARCHE 5. ANALISI DEL SISTEMA IMPIANTISTICO Compongono l’attuale dotazione impiantistica della regione Marche i seguenti impianti (riferimento anno 2011): • Impianti di Trattamento Meccanico Biologico: 1. Tolentino – Piane di Chienti (MC), gestore: COSMARI; 2. Ascoli Piceno – gestore: SECIT spa; 3. Fermo – San Biagio (FM); gestore: Fermo Ambiente Servizi Impianti Tecnologici Energia; • Impianto di termovalorizzazione dei rifiuti urbani: Tolentino – Piane di Chienti (MC), gestore: COSMARI; • Impianti di discarica: 1. Tavullia (PU), gestore: Marche Multiservizi 2. Montecalvo in Foglia (PU), gestore: Marche Multiservizi (chiuso il 31/08/2011) 3. Urbino (PU), gestore: Marche Multiservizi; 4. Fano (PU), gestore: ASET 5. Barchi (PU), gestore: Comune di Barchi 6. Cagli (PU), gestore: Marche Multiservizi (fine conferimenti entro 31/12/2012) 7. Corinaldo (AN), gestore: ASA 8. Maiolati Spontini (AN), gestore: SOGENUS 9. Morrovalle (MC), gestore: Senesi 10. Porto Sant’Elpidio (FM), gestore: EcoElpidiense 11. Torre San Patrizio (FM), gestore: S.A.M. srl 12. Fermo (FM), gestore: Fermo Ambiente Servizi Impianti Tecnologici Energia; 13. Ascoli Piceno (AP), gestore: SECIT; • Impianti di compostaggio della FORSU: 1. Urbino (PU), gestore: Marche Multiservizi; 2. Corinaldo (AN), gestore: CIR33; 3. Maiolati Spontini (AN), gestore: SOGENUS 4. Tolentino – Piane di Chienti (MC), gestore: COSMARI; 5. Fermo (FM), gestore: Fermo Ambiente Servizi Impianti Tecnologici Energia; 6. Ascoli Piceno (AP), gestore: SECIT Per permettere un’adeguata conoscenza dell’impiantistica presente sul territorio, per ciascun impianto si sono condotti specifici approfondimenti finalizzati a definire: • potenzialità degli impianti; • rifiuti conferiti nell’ultimo triennio; • provenienza dei rifiuti; • flussi derivanti dai trattamenti e loro destino. Sulla base dei dati forniti dai Gestori attraverso apposite schede e di specifici sopralluoghi presso i principali impianti, si sono valutate, per ciascun impianto, le attuali modalità gestionali e le prospettive di sviluppo sulla base di interventi identificati dal Gestore (ampliamenti potenzialità, diversa funzionalità degli impianti sulla base delle modifiche attese dei flussi di rifiuti conferiti, realizzazione nuovi impianti...). Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Prima: Quadro Conoscitivo 108 108 REGIONE MARCHE Nei capitoli seguenti si riporta un sintetico riepilogo degli impianti sopra elencati; le informazioni riportate derivano essenzialmente da quanto dichiarato dai gestori o proprietari degli impianti nelle schede appositamente predisposte e trasmesse agli impianti, da quanto desumibile dalla documentazione presentata/reperita e, per quanto non è stato possibile reperire in forma aggiornata a originale, dal documento “Indagine sullo stato di attuazione del Piano di Gestione dei Rifiuti della Regione Marche” (Svim spa – Oikos Progetti srl, 2008). 5.1. Impianti di valorizzazione delle frazioni secche da RD Presso il Polo CO.SMA.RI di Tolentino sono presenti linee impiantistiche dedicate al recupero delle “frazioni secche” da RD in corso di potenziamento. Tale potenziamento consentirà di adeguare l’impianto al trattamento dei cospicui flussi di materiali provenienti dai servizi di raccolta attivi sul territorio provinciale. Il potenziamento riguarderà: • le linee di lavorazione dei rifiuti ingombranti finalizzata all’intercettazione di tutti le componenti (metalli, legno, plastiche,….) che possono essere sottratte allo smaltimento; • le linee di lavorazione per il recupero di carta, plastica e metalli. Per quanto riguarda la linea di lavorazione dei rifiuti ingombranti gli adeguamenti impiantistici consentiranno di effettuare le operazioni di recupero disponendo di maggiori e meglio attrezzate superfici; grazie al miglior controllo dei conferimenti effettuati presso i Centri di raccolta comunali è atteso un contenimento dei flussi di rifiuti ingombranti che dovrebbero essere costituiti da materiali con minor contenuto di frazioni recuperabili. Con riferimento alle lavorazioni per il recupero delle frazioni secche è stato recentemente realizzato un impianto in grado di recuperare (attraverso l’impiego di lettori ottici e selezioni spinte) tutte le frazioni recuperabili; l’impianto integrerà le attuali lavorazioni effettuate manualmente. L’impianto presenta una certa versatilità e consentirà di effettuare lavorazioni a partire da diverse tipologie di matrici in ingresso in funzione delle raccolte differenziate operate sui territori di provenienza dei rifiuti. In particolare sarà possibile effettuare lavorazioni di selezione finalizzate alla valorizzazione dei seguenti flussi di materiali: • multimateriale con carta; • multimateriale senza carta; • film plastici; • plastica da raccolta differenziata stradale. In funzione della tipologia di materiale lavorato, caratterizzato da diversa eterogeneità e presenza di materiali impropri, è definita una potenzialità oraria di trattamento compresa indicativamente tra 4,5 e 6 t/h. Sulla base delle previsioni progettuali, qualora l’impianto operasse su un solo turno lavorativo, la potenzialità potrebbe garantire il trattamento dei flussi di frazioni secche provenienti dall’intero territorio provinciale maceratese. In caso di esercizio esteso a due o tre turni lavorativi l’impianto presenta importanti capacità di trattamento che potrebbero essere dedicate a flussi di rifiuti provenienti da altri territori. I flussi di materiali saranno avviati a commercializzazione sia attraverso i consorzi di filiera CONAI che attraverso altri canali commerciali. Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Prima: Quadro Conoscitivo 109 109 REGIONE MARCHE Un’altra attività operante presso il centro è rappresentata dalla sezione di lavorazione della carta; tali lavorazione possono andare dalla semplice pressatura alla selezione nelle diverse tipologie di macero da destinare al mercato del recupero. 5.2. Impianti di compostaggio Nella Regione Marche sono in attività sei impianti di compostaggio della frazione FORSU e verde. La potenzialità autorizzata di trattamento (riferita all’anno 2011) è pari complessivamente a 127.900 t/a. La distribuzione territoriale mostra la presenza di almeno un impianto in ogni Provincia; in provincia di Ancona ve ne sono due (si ricorda tuttavia che l’impianto di Maiolati ha cessato le sue attività a fine 2012). Impianti di compostaggio attivi in Regione – anno 2011 Comune/Località Gestore Potenzialità [t/a] Rifiuti trattati nell’anno 2011 [t] Urbino / Ca’ Lucio Marche Multiservizi S.p.a. 10.000 9.517 Maiolati Spontini / Loc. Cornacchia SO.GE.NU.S. Spa 15.000 10.446 Corinaldo CIR33 24.000 19.247 Tolentino COSMARI 49.400 47.011 Fermo / San Biagio Fermo ASITE 22.500 13.803 Ascoli Piceno / Loc. Relluce Secit Srl 7.000* 5.074 Nota: * la potenzialità dell’impianto, in base all’ AIA n. 160/GEN del 01/02/2013, è passata a 11.500 t/a; Le quantità trattate nel 2011 ammontano a ca 105.000 t; è stata pertanto impiegata circa l’82% della potenzialità nominale degli impianti. In termini di rifiuti trattati rispetto alle potenzialità nominali, si rilevano criticità un po’ per tutti gli impianti e in modo particolare per gli impianti di Corinaldo e di Fermo. Gli impianti hanno visto nell’ultimo triennio una progressiva crescita dei conferimenti soprattutto per quei contesti provinciali caratterizzati dai migliori risultati conseguiti in termini di recupero di frazione organica e verde. Di seguito si riporta il grafico che illustra i conferimenti agli impianti per le diverse Province. Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Prima: Quadro Conoscitivo 110 110 REGIONE MARCHE Conferimenti agli impianti per le diverse Province – anni 2008-2011 0 5.000 10.000 15.000 20.000 25.000 30.000 35.000 40.000 45.000 50.000 2009 2010 2011 t/ a PU AN MC FM AP I quantitativi di compost prodotto (classificato come “ammendante compostato misto”) sono mediamente bassi e pari, a livello regionale nell’anno 2011, al 17,6% rispetto ai quantitativi di materiale in ingresso (andando da un minimo del 7,8% ad un massimo del 34% - riferito ad un impianto di trattamento di rifiuti verdi e rifuti speciali - nei diversi impianti regionali). Si tenga conto al proposito che un processo di compostaggio ordinariamente condotto su matrici organiche di qualità determina la produzione di ammendante in ragione del 45 – 50% dei quantitativi di materiali sottoposti a lavorazione. Compost prodotto rispetto al rifiuto in ingresso all’impianto – anno 2011 Localizzazione impianto Prov. Compost/ input Urbino / Ca’ Lucio PU 21,5% Corinaldo / San Vincenzo AN 7,8% Maiolati Spontini / Moie AN 34,0% Tolentino / Piane di Chienti MC 16,2% Fermo / San Biagio FM nd Ascoli Piceno / Relluce AP 27,3% Nei casi in esame, sulla base della documentazione analitica fornita dai gestori, si riscontra una buona qualità dei materiali conferiti; in tutti i casi la presenza di materiali indesiderati per il processo di compostaggio si attesta infatti abbondantemente al di sotto del 10%. Per tutti gli impianti si registra tuttavia una significativa produzione di scarti dal processo di compostaggio. La generazione di ingenti quantitativi di scarti, alla luce della asserita sostanziale buona qualità dei materiali trattati, è pertanto da imputare alle modalità di conduzione del processo; in particolare ad una scarsa raffinazione dei prodotti delle lavorazioni. Si evidenzia come, per la gran parte degli impianti di compostaggio marchigiani la disponibilità, quasi sempre nello stesso sito, di grandi volumetrie per lo smaltimento in discarica degli scarti, renda di scarso interesse qualsiasi azione finalizzata al miglioramento delle prestazioni dei processi di trattamento. Il confronto tra gettito dei rifiuti organico e verde derivante da RD nei diversi contesti provinciali e le potenzialità installate rende conto delle attuali situazioni di criticità. Sulla base dei quantitativi intercettati all’anno 2011 si registra un deficit nell’ordine di 26.000 t/a. Risultano in particolare deficitarie le province di Pesaro e Urbino, Ancona, Ascoli Piceno. Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Prima: Quadro Conoscitivo 111 111 REGIONE MARCHE Gettito organico e verde da RD confrontato con potenzialità impiantistiche– anno 2011 40.000 20.000 0 20.000 40.000 60.000 80.000 100.000 120.000 140.000 160.000 180.000 Pesaro e Urbino Ancona Macerata Fermo Ascoli Piceno MARCHE t/ a FORSU e verde intercettato potenzialità installate deficit/surplus impiantistico Per quanto riguarda gli aspetti economici si segnalano tariffe di accesso agli impianti assai diversificate; le tariffe sono differenziate in funzione della tipologia di materiale e della provenienza dei rifiuti trattati (per l’impianto del Consorzio CIR33). Le tariffe di conferimento dei rifiuti verdi variano da 25 a 36 €/t; l’intervallo di variazione delle tariffe di trattamento della frazione organica è ancora più ampio andando, per quanto concerne i rifiuti provenienti da bacini di conferimento “propri” dell’impianto, da un minimo di 47 €/t ad un massimo di 94,1 €/t; per rifiuti provenienti da fuori bacino le tariffe registrate superano le 111 €/t. Importante elemento di diseconomia del sistema è rappresentato dai costi per lo smaltimento degli scarti derivanti dal processo di trattamento (per un impianto, in particolare, questo costo è aggiuntivo rispetto alle tariffe di accesso all’impianto portando la relativa tariffa di conferimento ad un prezzo “reale” pari a circa 120 €/t). 5.2.1. Evoluzione attesa sulla base delle iniziative in corso di definizione Il quadro dell’impiantistica per il recupero delle frazioni organiche è in divenire grazie a iniziative già intraprese o in corso di definizione a cura dei diversi operatori. Per quanto concerne la provincia di Pesaro-Urbino si segnalano: • la disponibilità impiantistica derivante dal recente potenziamento dell’impianto di compostaggio di Ca’ Lucio; la potenzialità nominale dell’impianto è pari a 20.000 t/a; • la previsione di presentazione (sulla base del documento della Provincia di Pesaro: Indirizzi di aggiornamento per il piano provinciale di gestione dei rifiuti ai sensi della dcr 45/2012), a cura delle Società ASET spa e Marche Multiservizi spa, di progetti preliminari per la realizzazione di impiantistica di digestione anaerobica. Per la provincia di Ancona si segnala la dismissione dal dicembre 2012 dell’impianto SOGENUS collocato presso la discarica di Maiolati Spontini; la delibera provinciale del 17 gennaio 2013, nella sezione relativa al trattamento della FORSU, invita a valutazioni e alla ricerca di soluzioni impiantistiche che consentano l’ottimizzazione gestionale di tale rifiuto ed il superamento delle Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Prima: Quadro Conoscitivo 112 112 REGIONE MARCHE attuali criticità. Si suggerisce come possibilità da indagare, l’avvio della frazione organica ad un impianto di trattamento anaerobico. Al momento per la Provincia di Ancona si registra pertanto il mantenimento di un importante deficit impiantistico. Per la provincia di Macerata COSMARI ha dato corso alla progettazione definitiva, finalizzata alla presentazione di un’istanza autorizzativa, per la realizzazione di un impianto di digestione anaerobica della frazione organica da RD e della FOU derivante da selezione impiantistica effettuata presso il polo impiantistico di Tolentino; la potenzialità complessiva per i due flussi è pari a ca 50.000 t/a (40.000 t per FORSU e 10.000 per FOU). A valle della sezione di trattamento anaerobico il digestato completerà il processo con il trattamento aerobico presso la sezione attualmente attiva. L’integrazione tra la nuova sezione di trattamento e l’esistente impianto di compostaggio potrà determinare disponibilità impiantistiche aggiuntive stimabili indicativamente pari a 20.000 t/a Per quanto riguarda la provincia di Ascoli Piceno si segnala come a fronte del progressivo sviluppo della raccolta dell’organico sia in corso di realizzazione un intervento presso il polo impiantistico di Ascoli Piceno; l’intervento prevede una modifica della sezione di stabilizzazione del sottovaglio dell’impianto di TMB prevedendo un’integrazione funzionale con l’impianto di compostaggio; in particolare si andranno a dedicare alla stabilizzazione della frazione organica proveniente dalla raccolta differenziata n.2 bacini/reattori dell’impianto esistente, senza in alcun modo limitare o penalizzare il trattamento della frazione indifferenziata (cui saranno dedicati i rimanenti 3 bacini/reattori). L’intervento determinerà l’aumento della capacità di trattamento dell’impianto tale da raggiungere le 15.000 t/a. All’interno del percorso di aggiornamento del PPGR della provincia di Fermo, sono state sviluppate valutazioni in merito all’impianto di compostaggio e alla possibilità di integrazione con una linea di trattamento anaerobico nell’ottica di ottimizzare il processo di trattamento; a riguardo nel corso del 2014 la soc. Asite ha presentato un progetto per un impianto di digestione anaerobica della frazione organica dei rifiuti per 35.000 t/a. Si segnala inoltre che nel comune di Torre San Patrizio è in fase di realizzazione un impianto di compostaggio da 20.000 t/a . Alla luce di queste iniziative, che dovranno svilupparsi anche nell’ambito dei percorsi tecnico amministrativi che le diverse ATA implementeranno nei prossimi mesi, si prefigura il seguente quadro delle potenzialità di trattamento nei diversi contesti provinciali. Impianti di compostaggio / digestione anaerobica – Evoluzione attesa Provincia Attuali potenzialità nominali degli impianti (t/a) Effettive potenzialità future (t/a) Pesaro Urbino 10.000 20.000 Ancona 39.000* 24.000 Macerata 49.400 70.000** Ascoli Piceno 11.500*** 15.000 Fermo 22.500 55.000 Note: * include la potenzialità (15.000 t/a) dell’impianto SOGENS (dismesso da dicembre 2012) ** a cui si aggiungono 10.000 t/a di potenzialità di trattamento della FOU *** la potenzialità dell’impianto è passata da 7.000 t/a a 11.500 t/a con AIA n. 160/GEN del 01/02/2013 Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Prima: Quadro Conoscitivo 113 113 REGIONE MARCHE 5.3. Impianti di pretrattamento dei rifiuti indifferenziati Per quanto concerne gli impianti di Trattamento Meccanico Biologico del rifiuto indifferenziato, in regione Marche ne risultano attivi 3 situati nelle province di Macerata, Fermo ed Ascoli Piceno; appaiono dunque scoperte le province di Pesaro-Urbino ed Ancona. I tre impianti in funzione, ciascuno dei quali costituisce l’impianto di riferimento per il trattamento dei rifiuti indifferenziati della Provincia in cui si trova, hanno complessivamente una potenzialità di trattamento pari a 215.000 t/a; il confronto delle potenzialità con i quantitativi trattati nel 2011 mostra un significativo sottoutilizzo dell’impianto di Tolentino e dell’impianto di Fermo. Impianti di trattamento meccanico biologico attivi in Regione – anno 2011 Comune/Località Gestore Potenzialità [t/a] Rifiuti trattati [t/a] Tolentino COSMARI 85.000 50.712 Fermo / San Biagio Fermo ASITE 55.000 26.870 Ascoli Piceno / Loc. Relluce Secit Srl 80.000 66.943 Tali impianti sono localizzati presso gli stessi siti degli impianti di compostaggio e sono ad essi funzionalmente integrati. I quantitativi di rifiuti conferiti nell’ultimo quadriennio vedono andamenti differenziati nei diversi contesti probabilmente anche in considerazione di flussi di importazione provenienti da altri territori. Nel corso dei prossimi anni con il progredire dello sviluppo delle RD e con l’incremento dell’intercettazione della frazione organica e del verde, considerata l’integrazione degli impianti per lo svolgimento delle funzioni di stabilizzazione e di trattamento delle matrici organiche di qualità, si dovrà operare una conversione delle linee di trattamento a favore dei maggiori afflussi di FORSU e verde rispetto al rifiuto indifferenziato (operazione questa che si compirà ad es. nell’impianto TMB di Ascoli e che è in progetto per l’impianto COSMARI di Tolentino con l’implementazione della sezione di digestione anaerobica). Conferimenti agli impianti di trattamento meccanico biologico di rifiuti urbani – anno 2009-2011 2009 2010 2011 Impianto [t/a] Tolentino 77.333 65.991 50.712 Fermo 26.967 26.097 26.870 Ascoli Piceno 59.016 72.551 66.943 Totale 163.316 164.639 144.525 Come si osserva nel seguente grafico, le potenzialità installate sono insufficienti a far fronte ai fabbisogni di pretrattamento dei rifiuti prima dello smaltimento in discarica. Sino a tutto il 2013 infatti i rifiuti indifferenziati delle province di Pesaro Urbino e di Ancona hanno subito solo un pretrattamento di tritovagliatura prima dello smaltimento in discarica senza che la componente organica fosse sottoposta a processi di stabilizzazione. Tale situazione ha subito una modifica a far corso dall’anno 2014 in virtù delle ordinanze che hanno ridefinito le modalità di trattamento e smaltimento dei rifiuti in ottemperanza alla Circolare del Ministro dell’Ambiente dell’agosto 2013 (Decreto del Presidente della GR n.3 del 16 Gennaio 2014 e Ordinanza n.2 dell’11 febbraio 2014 del Presidente della Provincia di Pesaro Urbino). Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Prima: Quadro Conoscitivo 114 114 REGIONE MARCHE Gettito rifiuto indifferenziato confrontato con potenzialità impiantistiche– anno 2011 300.000 200.000 100.000 0 100.000 200.000 300.000 400.000 500.000 Pesaro e Urbino Ancona Macerata Fermo Ascoli Piceno MARCHE t/ a R indiff intercettato potenzialità installate deficit/surplus impiantistico Le analisi merceologiche del rifiuto indifferenziato conferito negli impianti TMB, ma più in generale anche quelle relative ai rifiuti indifferenziati conferiti in discarica, rilevano la presenza nel rifiuto residuo di elevati quantitativi di rifiuto organico: dal 30 al 45% del totale del rifiuto analizzato; la presenza di una così alta percentuale di rifiuto potenzialmente recuperabile nel rifiuto residuo costituisce un elemento di forte criticità dell’intero sistema di gestione dei rifiuti. A fronte di una così elevata presenza di rifiuto organico nel flusso in ingresso agli impianti di TMB, i bilanci di massa degli impianti evidenziano una scarsa efficacia nella separazione e stabilizzazione del sottovaglio. In linea generale si evidenziano le elevate quantità di rifiuti in uscita rispetto ai flussi in ingresso: il dato medio regionale ammonta ad oltre il 95%. Queste performance sono evidentemente sintomo di problematiche gestionali; sicuramente i processi di trattamento non determinano il conseguimento dei necessari standard di stabilizzazione della frazione organica prima dello smaltimento. Da questo punto di vista gli impianti rappresentano pertanto un aggravio gestionale che non produce i necessari benefici sulle operazioni di smaltimento a valle. Per quanto concerne l’impianto di TMB localizzato a Tolentino, circa il 25-30% del rifiuto in ingresso va a costituire sovvallo secco un tempo destinato alla termovalorizzazione nell’impianto situato nel medesimo polo impiantistico. L’impianto di termovalorizzazione di Tolentino è l’unico presente in Regione ed ha una potenzialità annua di trattamento pari a 20.125 t; tale impianto non è però più in esercizio dal febbraio 2012. 5.3.1. Evoluzione attesa sulla base delle iniziative in corso di definizione Per far fronte agli attuali deficit del sistema di trattamento dei rifiuti preliminarmente al conferimento in discarica, sono in corso di definizione specifiche iniziative nei diversi contesti territoriali. Per la provincia di Pesaro la ditta Marche Multiservizi spa, nell’ambito del processo di istanza di autorizzazione, ha presentato il progetto per realizzazione di un impianto di selezione e recupero di rifiuti solidi urbani e speciali non pericolosi la cui ubicazione è prevista a Pesaro (previsioni del Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Prima: Quadro Conoscitivo 115 115 REGIONE MARCHE documento della Provincia di Pesaro: Indirizzi di aggiornamento per il piano provinciale di gestione dei rifiuti ai sensi della dcr 45/2012). Per la provincia di Ancona, anche sulla base di recenti orientamenti espressi dall’Amministrazione Provinciale è stata redatta la progettazione preliminare di un impianto di trattamento del rifiuto indifferenziato residuo a servizio dell’intera provincia di Ancona. L’impianto prevede la produzione di CSS. Per la provincia di Macerata la frazione residua dei rifiuti urbani continuerà ad essere trattata nell’esistente impianto di TMB, probabilmente senza linea di trattamento termico, che sarà definitivamente abbandonata per decisione dell’Assemblea dei Sindaci, non appena raggiunto l’80% di raccolta differenziata nell’intera provincia e si attiverà la discarica consortile. Come descritto nel precedente capitolo relativo agli interventi sugli impianti di compostaggio, è in corso di progettazione l’integrazione dell’esistente impianto di stabilizzazione/compostaggio con una sezione di trattamento anaerobico che sarà dedicata prioritariamente al trattamento delle matrici da RD ma anche (per un quantitativo stimato pari a 10.000 t/a), al trattamento della frazione organica da selezione impiantistica. Per la provincia di Ascoli Piceno sono previsti interventi presso l’impianto di Ascoli (Relluce) finalizzati ad adeguare le attuali potenzialità impiantistiche al mutato quadro gestionale (contrazione del rifiuto indifferenziato). Tale intervento renderà disponibile potenzialità di trattamento aerobico attualmente destinata alla maturazione della frazione umida da selezione impiantistica per il trattamento delle matrici organiche provenienti da RD. Per la provincia di Fermo è in corso di realizzazione un intervento di manutenzione straordinaria sull’impianto TMB sito in località San Biagio; ricordiamo come tale impianto presenti una potenzialità nominale di trattamento pari a 55.000 t/a; i dati gestionali evidenziano in anni recenti un importante sottoutilizzo dell’impianto; le capacità residue potrebbero pertanto offrire margini (disponibilità di superfici innanzitutto), funzionali all’ottimizzazione del complesso dei trattamenti effettuati presso il polo impiantistico. Alla luce di queste iniziative, che dovranno svilupparsi anche nell’ambito dei percorsi tecnico amministrativi che le diverse ATA implementeranno nei prossimi mesi, si prefigura il seguente quadro delle potenzialità di trattamento nei diversi contesti provinciali. Impianti di pretrattamento dei rifiuti indifferenziati– Evoluzione attesa Provincia Attuale potenzialità Potenzialità future Pesaro Urbino 0 nd Ancona 0 nd Macerata 85.000 85.000 Ascoli Piceno 80.000 80.000 Fermo 55.000 55.000 Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Prima: Quadro Conoscitivo 116 116 REGIONE MARCHE 5.4. Impianti di discarica A valle dei sistemi di pretrattamento precedentemente descritti il sistema impiantistico finale è centrato esclusivamente sullo smaltimento in discarica. Sul territorio regionale risultano infatti attive al 2011 dodici discariche; tra questi impianti, quello di Montacalvo in Foglia ha esaurito le capacità ricettive nel corso del 2011 ed è ora in fase di post – gestione. Le undici discariche attive al 31/12/2011 risultano così distribuite: • 5 in provincia di Pesaro - Urbino, con una capacità residua complessiva al 31/12/2011 pari a 905.061 mc; • 2 in provincia di Ancona, con una capacità residua complessiva al 31/12/2011 pari a 614.641 mc; • 3 in provincia di Fermo, con una capacità residua complessiva al 31/12/2011 pari a 887.600 mc; tale volumetria è stimata sulla base della capacità residua delle discariche di Porto Sant’Elpidio e di Torre San Patrizio (pari complessivamente a 232.600 mc) e della discarica di Fermo la cui volumetria residua (655.000 mc) è stimata sulla base dei presunti conferimenti registrati nell’anno 2012; • 1 in provincia di Ascoli Piceno, con una capacità residua pari a 300.000 mc al 31/12/11. Il grafico seguente riporta i quantitativi di rifiuti urbani smaltiti in discarica nel triennio 2009 – 2011. E’ evidente la progressiva contrazione dei conferimenti anche se questo fenomeno, in considerazione degli scambi interprovinciali conseguenti alla chiusura di taluni impianti, non interessa in modo omogeneo tutte le discariche del territorio regionale. Quantitativi di RU (o rifiuti derivati da trattamenti di RU) smaltiti in discarica – anni 2009-2011 0 100.000 200.000 300.000 400.000 500.000 600.000 700.000 2009 2010 2011 t/ a Pesaro e Urbino Ancona Macerata Fermo Ascoli Piceno MARCHE Nota: per 2009 e 2010 sono considerati anche i conferimenti alla discarica di Tolentino/Collina; per la provincia di Fermo sono considerati anche i dati relativi alla discarica di Torre San Patrizio/San Pietro forniti dalla Regione. Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Prima: Quadro Conoscitivo 117 117 REGIONE MARCHE Nella ripartizione dei rifiuti alle discariche collocate nei diversi contesti provinciali si nota: • un minor peso nei conferimenti alle discariche della provincia di Pesaro Urbino (da 185.000 a 150.000 t); • la forte contrazione degli smaltimenti registrati negli impianti della provincia di Macerata (da 70.000 a 22.000 t); • un picco nell’anno 2010 nei conferimenti alle discariche in provincia di Fermo; • una sostanziale stabilità nei conferimenti all’unica discarica in provincia di Ascoli e Ancona. Ripartizione dei RU a discarica nei territori provinciali – anni 2009-2011 32,2% 29,1% 29,8% 23,4% 26,8% 27,3% 12,1% 4,0% 4,4% 17,9% 24,7% 21,4% 14,5% 15,4% 17,1% 0% 10% 20% 30% 40% 50% 60% 70% 80% 90% 100% 2009 2010 2011 Pesaro e Urbino Ancona Macerata Fermo Ascoli Piceno Quanto riscontrato in relazione ai bacini di utenza delle discariche mostra come, in via prioritaria, le discariche raccolgano rifiuti prodotti nei comuni contermini appartenenti alla stessa Provincia in cui gli impianti sono localizzati. Per quanto riguarda le considerazioni di merito circa l’esercizio degli impianti va premesso come non sia agevole l’individuazione di indicatori che possano consentire di esprimere un giudizio in relazione ai diversi parametri di esercizio; i diversi impianti hanno infatti caratteristiche costruttive e gestionali differenziate; inoltre le dimensioni degli impianti sono diverse ed è facilmente intuibile come questo aspetto possa rappresentare, di per sé, un criterio fondamentale per determinare, dal punto di vista tecnico ed economico, l’implementazione di talune soluzioni gestionali. Pur con queste premesse si rappresentano di seguito i valori di alcuni indicatori desumibili dall’esame dei dati gestionali degli impianti di discarica collocati sul territorio regionale. La tabella riporta per ciascun impianto: • la capacità totale; • la capacità residua al dicembre 2011; • la produzione di percolato in anni recenti calcolata in termini di % rispetto alla piovosità registrata nel periodo in esame; • la produzione di biogas espressa in termini di quantità di biogas estratto rispetto ai quantitativi di rifiuti abbancati (mcbiogas/mcRifAbb). Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Prima: Quadro Conoscitivo 118 118 REGIONE MARCHE Caratteristiche delle discariche regionali indagate Localizzazione impianto Prov. Gestore Capacità tot. [m3] Capacità residua al 31.12.2011 [m3] Produzione percolato [mcperc/mcpioggia] Produzione biogas [mcbiogas/mcRifAbb] Tavullia / Cà Asprete PU Marche Multiservizi 1.960.000 69.830 26,7% 4,8 Montecalvo in Foglia / Cà Mascio PU Marche Multiservizi 930.000 0 27,4% 0,4 Urbino / Cà Lucio PU Marche Multiservizi 334.714 59.440 73,7% 7,6 Fano / Monte Schiantello PU ASET spa 930.000 (lotto 3) 729.700 35,2% 1,0 Barchi / Rafaneto PU Comune di Barchi 564.200 24.976 62,3% 0,7 Cagli / Cà Guglielmo PU Naturambiente 385.827 21.115 54,1% 0,7 Corinaldo / San Vincenzo AN ASA srl 950.000 195.000 55,5% 9,5 Maiolati Spontini / Moie AN SO.GE.NUS spa 721.600 (IV stralcio – settore RSU) 419.641 (IV stralcio – settore RSU) 30,6% (sup: tot) 48,8% (stima solo IV stralcio attivo) 3,0 Morrovalle / C.da Colli Asola MC Senesi srl 220.000 0 nd nd Porto Sant’Elpidio / Castellano FM Eco Elpidiense srl 1.020.000 113.000 21,1% 0,4 Torre San Patrizio / San Pietro* FM S.A.M. srl 119.600 119.600 nd nd Fermo / San Biagio FM Fermo ASITE 2.455.000 555.125** nd 2,6*** Ascoli Piceno / Relluce AP SECIT 1.710.000 300.000 16,5% 3,1 Nota: *discarica aperta il 1^ gennaio 2012; ** dato al 31/12/12; *** indicatore valutato in base al rifiuto abbancato al 31/12/12 L’analisi dei dati evidenzia, come era prevedibile, risultati assai differenziati. Senza pertanto esprimere giudizi di merito si ritiene di fare emergere i seguenti elementi: • per talune discariche si registrano livelli di produzione di percolato assai elevati: le elevate % di produzione di percolato rispetto alla piovosità indicano infatti che non si riesce a contenere la produzione attraverso interventi di copertura che allontanino le acque meteoriche dal corpo della discarica; questo aspetto può evidentemente rappresentare un onere economico significativo sulla gestione; Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Prima: Quadro Conoscitivo 119 119 REGIONE MARCHE Produzione di percolato – anno 2011 0% 10% 20% 30% 40% 50% 60% 70% 80% 0 500.000 1.000.000 1.500.000 2.000.000 2.500.000 m c p e rc o la to / m c p io g g ia capacità discarica [mc] • in relazione all’estrazione del biogas si registrano prestazioni degli impianti molto diverse; è evidente come per esprimere un giudizio di merito andrebbero valutate modalità costruttive, efficacia degli impianti di estrazione, età e caratteristiche dei rifiuti deposti; pur con queste premesse si può ritenere che, sulla base dei dati riportati, si presentino per taluni impianti, margini di significativo miglioramento delle prestazioni. Produzione specifica di biogas – anno 2011 0 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 0 500.000 1.000.000 1.500.000 2.000.000 2.500.000 3.000.000 m c b io g a s/ m c r if a b b a n c capacità discarica [mc] L’esame dei dati di gestione del percolato evidenzia inoltre aspetti positivi e al contempo elementi di criticità: • diverse discariche regionali si sono dotate in anni recenti di propri impianti di gestione del percolato; questo determina un elemento di ottimizzazione che si ripercuote sicuramente in modo positivo sugli aspetti economici della gestione (oltre che sul connesso annullamento degli impatti associati al trasporto del percolato verso impianti esterni di trattamento); Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Prima: Quadro Conoscitivo 120 120 REGIONE MARCHE • di contro per diversi impianti si continua a fare ricorso allo smaltimento presso impianti collocati anche al di fuori del contesto regionale; è evidente come questo determini ricadute negative sulla gestione (elevati costi di trasporto, dipendenza da impianti esterni). Per quanto riguarda gli aspetti economici si evidenziano tariffe di accesso fortemente differenziate nei diversi contesti. La tabella seguente riporta le tariffe di accesso agli impianti (escluse IVA ed ecotassa); per i rifiuti solidi urbani le tariffe variano da 58,43 €/t della discarica di Ascoli Piceno, alle 120 €/t della discarica di Fano; quest’ultima tariffa risente sicuramente della significativa incidenza rapprentata dal contributo in favore dei territori interessati dalla presenza dell’impianto (tot 17,5 €/t) Discariche – Regione Marche Localizzazione impianto Prov. Gestore Tariffa smaltimento Tavullia / Cà Asprete PU Marche Multiservizi RSU: 67,61 €/t; Rif Speciali NP: 110 €/t; Inerti da attività edile: 22 €/t Montecalvo in Foglia / Cà Mascio PU Marche Multiservizi Urbino / Cà Lucio PU Marche Multiservizi Conferimenti entro Ambito: RSU: 60 €/t; RS e ingombranti: 110 €/t; fanghi e rif da tratt: 75 €/t; Conferimenti da fuori ambito: RSU: 70,84 €/t; RS e ingombranti: 120 €/t; fanghi e rif da tratt: 84 €/t Fano / Monte Schiantello PU ASET spa RSU: 120 €/t; RS riciclabili: 120 €/t; RS non riciclabili 80 €/t; fanghi: 70 €/t Barchi / Rafaneto PU Comune di Barchi nd Cagli / Cà Guglielmo PU Naturambiente nd Corinaldo / San Vincenzo AN ASA srl Comuni Soci – RSU: 67,00 €/t; Comuni non soci – RSU: 70,15 €/t Maiolati Spontini / Moie AN SO.GE.NUS spa Comuni Ambito CIS – RSU: 79,69 €/t Morrovalle / C.da Colli Asola MC Senesi srl Porto Sant’Elpidio / Castellano FM Eco Elpidiense srl RSU: 65 €/t; Rif speciali NP: 95 €/t; fanghi: 75 €/t Torre San Patrizio / San Pietro* FM S.A.M. srl 82,35€/t Fermo / San Biagio FM Fermo ASITE nd Ascoli Piceno / Relluce AP SECIT 58,43 €/t Nota: *discarica aperta il 1^ gennaio 2012 Nelle successive figure sono rappresentate per ciascuna Provincia le dinamiche import export oltre che il totale dei rifiuti smaltiti (per tipologia e provenienza) e le capacità residue complessivamente disponibili. Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Prima: Quadro Conoscitivo 121 121 REGIONE MARCHE Prospetto smaltimenti nelle discariche della provincia di Pesaro Urbino – anno 2011 t Rifiuti Indifferenziati prodotti in Provincia di PU 118.168 Smaltimenti totali 276.428 di cui: RU o derivati da RU prodotti in Prov 150.405 rifiuti speciali prodotti in Prov 31.933 rifiuti da altre provincie marchigiane 3.250 rifiuti extra Regione 90.840 Capacità residua 905.061 mc Fuori Regione: 90.840 t Altre Prov: 3.250 t Prov PU: 182.338 t Totale smaltito: 276.428 t Capacità residua: 905.061 mc Discarica Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Prima: Quadro Conoscitivo 122 122 REGIONE MARCHE Prospetto smaltimenti nelle discariche della provincia di Ancona – anno 2011 t Rifiuti Indifferenziati prodotti in Provincia di AN 105.984 Smaltimenti totali 156.595 di cui: RU o derivati da RU prodotti in Prov 146.510 rifiuti speciali prodotti in Prov 604 rifiuti da altre provincie marchigiane 9.481 rifiuti extra Regione 0 Capacità residua 614.641 mc Totale smaltito: 156.595 t Capacità residua: 614.641 mc Discarica Fuori Regione: 0 t Altre Prov: 9.481 t Prov AN: 147.114 t Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Prima: Quadro Conoscitivo 123 123 REGIONE MARCHE Prospetto smaltimenti nelle discariche della provincia di Macerata – anno 2011 t Rifiuti Indifferenziati prodotti in Provincia di MC 50.712 Smaltimenti totali 0 di cui: RU o derivati da RU prodotti in Prov rifiuti speciali prodotti in Prov rifiuti da altre provincie marchigiane rifiuti extra Regione Capacità residua 0 mc Discarica Fuori Regione: 0 t Altre Prov: 0 t Totale smaltito:0 t Capacità residua: 0 mc Prov MC:0 t Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Prima: Quadro Conoscitivo 124 124 REGIONE MARCHE Prospetto smaltimenti nelle discariche della provincia di Fermo – anno 2011 t Rifiuti Indifferenziati prodotti in Provincia di FM 52.620 Smaltimenti totali 113.933 di cui: RU o derivati da RU prodotti in Prov 71.677 rifiuti speciali prodotti in Prov 5.492 rifiuti da altre provincie marchigiane 35.601 rifiuti extra Regione 1.163 Capacità residua 887.600 mc* Nota: * la capacità residua è stimata assumendo per la discarica di Fermo una disponibilità al dic 2011 pari a 655.000 mc (dato desunto dalla disponibilità volumetrica al dic 2012) Discarica Fuori Regione: 1.163 t Altre Prov: 35.601 t Totale smaltito: 113.933 t Capacità residua: 887.600 mc Prov FM: 77.169 t Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Prima: Quadro Conoscitivo 125 125 REGIONE MARCHE Prospetto smaltimenti nelle discariche della provincia di Ascoli Piceno – anno 2011 t Rifiuti Indifferenziati prodotti in Provincia di AP 67.789 Smaltimenti totali 87.003 di cui: RU o derivati da RU prodotti in Prov 78.601 rifiuti speciali prodotti in Prov 0 rifiuti da altre provincie marchigiane 8.402 rifiuti extra Regione 0 Capacità residua 300.000 mc Discarica Fuori Regione: 0 t Altre Prov: 8.402 t Totale smaltito: 87.003 t Capacità residua: 300.000 mc Prov AP:87.003 t Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Prima: Quadro Conoscitivo 126 126 REGIONE MARCHE 5.4.1. Evoluzione attesa sulla base delle iniziative in corso di definizione Per quanto riguarda la dotazione di discariche, le capacità residue o le rispettive possibilità di ampliamento, le province marchigiane presentano situazioni assai diversificate. Discariche – Regione Marche: Capacità residue e potenzialità ampliamenti Localizzazione impianto Prov. Gestore Capacità tot. [m3] Capacità residua al 31.12.2011 [m3] Capacità residua al 31.12.2012 [m3] Capacità residua al 31.12.2013 [m3] Previsione/ possibilità di ampliamento Tavullia / Cà Asprete PU Marche Multiservizi 1.960.000 69.830 1.629.830* 1.599.830 *E’ stato autorizzato l’ampliamento per 1.564.830 m3 Montecalvo in Foglia / Cà Mascio PU Marche Multiservizi 930.000 0 0 0 No Urbino / Cà Lucio PU Marche Multiservizi 334.714 59.440 30.000 683.957** **E’ stato autorizzato l’ampliamento per 680.000 m3 Fano / Monte Schiantello PU ASET spa 930.000 (lotto 3) 729.700 694.000 661.400 No Barchi / Rafaneto PU Comune di Barchi 564.200 24.976 18.000 0 No Cagli / Cà Guglielmo PU Naturambiente 385.827 21.115 0 0 No Totale PU 905.061 2.307.000 2.945.187 Corinaldo / San Vincenzo AN ASA srl 950.000 195.000 137.781 89.000 Sì: 2.500.000 m3 in fase di autorizzazione Maiolati Spontini / Moie AN SO.GE.NUS spa 721.600 (IV stralcio – settore RSU) 419.641 (IV stralcio – settore RSU) 365.133 292.117 No (autorizzato l’ampliamento per il settore rifiuti speciali) Totale AN 614.641 502.914 381.117 2.500.000 Morrovalle / C.da Colli Asola MC Senesi srl 220.000 0 0 0 No Cingoli / Fosso Mabiglia MC 450.000 mc in corso di realizzazione Totale MC 0 0 0 450.000 Porto Sant’Elpidio / Castellano FM Eco Elpidiense srl 1.020.000 113.000 93.000 75.000 No Torre San Patrizio / San Pietro FM S.A.M. srl 119.600 119.600 68.151 65.000 Sì: 350.000 m3 Fermo / San Biagio FM Fermo ASITE 2.455.000 650.000 555.125 450.000 No Totale FM 887.600 716.276 590.000 350.000 Ascoli Piceno / Relluce AP SECIT 1.710.000 300.000 177.800 15.750 Sì: 1.100.000 m3 avviato iter aut. Totale AP 300.000 177.800 15.750 1.100.000 Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Prima: Quadro Conoscitivo 127 127 REGIONE MARCHE In base ai dati a disposizione, la capacità di smaltimento residua a livello regionale per rifiuti urbani o assimilati non pericolosi è pertanto pari al 31 dicembre 2013 a 3.932.054 mc. A tali volumetrie si aggiungono quelle derivanti dalle iniziative a diverso livello di sviluppo in ambito regionale riassunte nella seguente tabella. Discariche – altre possibili volumetrie disponibili Volumetrie totali [mc] Impianti in corso di realizzazione Cingoli (MC) 450.000 Corinaldo – San Vincenzo (AN) 2.500.000 Impianti per i quali vi sono iter autorizzativi in corso Ascoli – Relluce (AP) 1.100.000 Progetto depositato Fermo – Torre S. Patrizio (FM) 350.000 5.350.000 Come illustrato in tabella, a fronte di una teorica futura disponibilità impiantistica pari a 8.332.054 mc, la situazione è assai diversificata per i diversi contesti regionali; la figura seguente mostra in modo evidente come la provincia di Pesaro-Urbino sia quella con volumetrie disponibili maggiori e “certe”, circa 3.000.000 mc, in virtù di ampie disponibilità residue al 31/12/2013. Discariche – volumetrie residue e progetti in corso [mc] Volumetrie residue al dicembre 2013 Progetti in corso Totale Pesaro Urbino 2.945.187 0 2.945.187 Ancona 381.117 2.500.000 2.881.117 Macerata 0 450.000 450.000 Fermo 590.000 350.000 940.000 Ascoli Piceno 15.750 1.100.000 1.115.750 Regione Marche 3.932.054 4.400.000 8.332.054 Discariche – prospettive a livello di Provincia 0 500.000 1.000.000 1.500.000 2.000.000 2.500.000 3.000.000 3.500.000 Ancona Ascoli Piceno Fermo Macerata Pesaro Urbino m c Volumetrie residue Progetti in corso Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Prima: Quadro Conoscitivo 128 128 REGIONE MARCHE Se si confrontano i dati previsionali delle cinque province considerando anche i “possibili futuri ampliamenti”, gli oltre 8.000.000 mc disponibili a livello regionale appaiono collocati nelle province di Pesaro-Urbino e di Ancona per il 70%. La provincia di Macerata risulta essere quella con minor disponibilità di smaltimento in discarica essendo previsto in tale provincia solo il 6% delle volumetrie totali. Discariche – distribuzione delle volumetrie disponibili 35% 13% 11% 6% 35% Ancona Ascoli Piceno Fermo Macerata Pesaro Urbino Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Prima: Quadro Conoscitivo 129 129 REGIONE MARCHE 6. IL SISTEMA ORGANIZZATIVO ISTITUZIONALE Come anticipato nella sezione relativa all’inquadramento normativo regionale,con la L.R. 18 del 25.10.2011: “Attribuzione delle funzioni in materia di servizio di gestione integrata dei rifiuti urbani e modifiche alla legge regionale 12 ottobre 2009, n. 24: “Disciplina regionale in materia di gestione integrata dei rifiuti e bonifica dei siti inquinati”, in attuazione dell’art.2, comma 186-bis, della Legge 23 dicembre 2009, n.191 (Legge finanziaria 2010), le funzioni in materia di gestione integrata dei rifiuti già esercitate dalle Autorità d’Ambito, di cui all’art.201 del D.Lgs.n.152/2006, sono state attribuite alle Assemblea Territoriale d’Ambito (ATA) a cui partecipano obbligatoriamente i Comuni e la Provincia ricadenti in ciascun Ambito Territoriale Ottimale (ATO). Tale legge oltre a modificare la L.R. n. 24/2009, ha disciplinato nelle norme transitorie le modalità di passaggio tra l’attuale sistema organizzativo di gestione dei rifiuti basato sui Consorzi e quello previsto attraverso l’istituzione dell’Assemblea Territoriale d’Ambito (ATA). L’Assemblea Territoriale d'Ambito (ATA) alla quale partecipano obbligatoriamente i Comuni e la Provincia ricadenti in ciascun ambito territoriale ottimale (ATO) è l’organo a cui la L.R. n. 24/2009 attribuisce le competenze per l’organizzazione, l’affidamento e il controllo del servizio di gestione integrata dei rifiuti. L’ATA è dotata di personalità giuridica di diritto pubblico e di autonomia gestionale, amministrativa e di bilancio. I rapporti tra gli Enti locali appartenenti all’ATA sono regolati da apposita convenzione, stipulata ai sensi dell’art.30 del D.Lgs. n.267/2000. Alla data di redazione del Piano il sistema organizzativo istituzionale è così configurato: ATA Data di costituzione ATA dell'ATO 1 di Pesaro 24 ottobre 2013 ATA dell’ATO 2 di Ancona 18 febbraio 2013 ATA dell'ATO 3 di Macerata 5 aprile 2013 ATA dell'ATO 4 di Fermo Non costituita ATA dell'ATO 5 di Ascoli Piceno 3 settembre 2013 La citata L.R.18/2011 ha previsto all’art.6, Norme transitorie e finali, che: “Nelle more dell’adeguamento del Piano regionale di gestione dei rifiuti ai sensi dell’articolo 199, comma 8, del d.lgs. 152/2006 e al fine di garantire l’organizzazione dei servizi e di adeguare gli assetti impiantistici di gestione dei rifiuti urbani agli obiettivi della normativa di settore, l’Assemblea legislativa regionale, entro quattro mesi dall’entrata in vigore della presente legge, approva i criteri per la redazione di un Piano straordinario d’ambito. Il Piano straordinario d’ambito viene adottato dall’ATA entro quattro mesi dalla pubblicazione nel Bollettino ufficiale della Regione dei criteri di cui al comma 1 ed è approvato secondo le procedure dell’articolo 10, commi 5, 6, 7, 8 e 9, della l.r. 24/2009, come sostituito dalla presente legge, in quanto compatibili. La Regione verifica la conformità del Piano straordinario d’ambito ai criteri di cui al comma 1, al Piano regionale di gestione dei rifiuti vigente, nonché ai relativi Piani provinciali di gestione dei rifiuti. Con atto amministrativo n.41/2012 ad iniziativa della Giunta regionale (presentata in data 3 febbraio 2012) sono stati approvati i “Criteri per la redazione del piano straordinario d'ambito per la gestione integrata dei rifiuti. Legge Regionale 25 ottobre 2011, n. 18, articolo 6, comma 1”. I criteri dettano Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Prima: Quadro Conoscitivo 130 130 REGIONE MARCHE appunto i contenuti dei Piani Straordinari che le ATA dovevano adottare nei tempi sopra precisati. Il Piano è finalizzato ad adeguare al nuovo contesto normativo e fattuale gli assetti impiantistici di gestione dei rifiuti urbani e l’intero sistema organizzativo dell‘ATO. La redazione dei Piani Straordinari deve prevedere lo sviluppo dei seguenti contenuti: • ricognizione delle opere, degli impianti e delle tipologie di servizio • criteri generali per la definizione degli interventi • criteri per l’ottimizzazione della raccolta dei rifiuti • criteri per la definizione dei fabbisogni impiantistici e l’individuazione degli interventi per garantire l’autosufficienza • criteri per l’affidamento del servizio • criteri per il piano economico e finanziario • strategie di prevenzione • monitoraggio e controlli Alla data di redazione del presente Piano Regionale nessuna ATA ha provveduto alla predisposizione del Piano Straordinario. La Provincia di Fermo ha recentemente dato avvio al procedimento di redazione del proprio Piano Provinciale di Gestione dei Rifiuti (al momento parte integrante di quello della Provincia di Ascoli Piceno); tale strumento sarà propedeutico alla redazione del Piano Straordinario. Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Prima: Quadro Conoscitivo 131 131 REGIONE MARCHE 7. CONSIDERAZIONI DI SINTESI IN MERITO ALL’ATTUALE GESTIONE DEI RIFIUTI URBANI Gli approfondimenti dell’attuale stato di fatto gestionale hanno consentito di individuare gli elementi di criticità e “disallineamento” rispetto agli obiettivi della vigente pianificazione e della normativa che è stata successivamente emanata (in primis D.Lgs.152/2006 e s.m.i.). Si riprendono pertanto nel seguito gli obiettivi a suo tempo definiti dal Piano Regionale approvato con L.R.28/1999: a) Riduzione della produzione di rifiuti; b) Riorganizzazione ed ottimizzazione del sistema di raccolta differenziata dei rifiuti urbani ed assimilati; c) Massimizzazione del recupero di materiale; d) Minimizzazione della quantità e pericolosità del rifiuto da smaltire; e) Annullamento dello smaltimento in discarica del rifiuto indifferenziato entro i termini stabiliti dalla legge; f) Miglioramento delle prestazioni tecnico/ambientali degli impianti esistenti. Limitando l’attenzione ai principali parametri di valutazione, ovverosia la produzione di rifiuti, il livello di recupero di materia conseguito e le funzioni del sistema impiantistico, sulla base delle analisi dello stato di fatto della gestione dei rifiuti in ambito regionale emergono le seguenti considerazioni. 7.1. La produzione di rifiuti I livelli di produzione riscontrati nel territorio regionale sono diversi nei contesti provinciali e si registrano trend differenziati nelle dinamiche di produzione in anni recenti. Questi risultati sono probabilmente la risultante di diversi effetti: • la stagnante situazione economica ha determinato la contrazione dei consumi e conseguentemente della produzione di rifiuti (sia speciali che urbani); • le dinamiche registrate nel contesto marchigiano sono specifiche in confronto a quanto riscontrato nel resto del Centro Italia e nel territorio nazionale; la variazione media annua della produzione di rifiuti urbani nel periodo 2001 – 2012 nel territorio regionale è infatti pari al +0,19% rispetto al +0,33% (media Centro Italia) e al +0,91% (media Italia). • le politiche di riduzione con le azioni intraprese a livello locale hanno sicuramente generato meccanismi virtuosi di contrazione della generazione dei rifiuti urbani; l’efficacia di tali azioni deve essere misurata alla luce dei monitoraggi delle diverse iniziative sulla base delle modalità definite dal “Programma di riduzione”; • nei diversi contesti vigono verosimilmente diversi criteri di assimilazione dei rifiuti speciali ai rifiuti urbani che determinano diversi livelli di produzione procapite. Si prenda ad es. il dato della provincia di Pesaro Urbino che presenta il livello di produzione pro capite ben superiore alla media regionale ed alle altre quattro province; • nei territori ove si sono attivati servizi di raccolta di tipo domiciliare o con carattere di forte prossimità all’utenza la sottrazione delle disponibilità volumetriche per il conferimento Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Prima: Quadro Conoscitivo 132 132 REGIONE MARCHE rappresentate dai contenitori stradali ha sicuramente determinato la contrazione del rifiuto urbano intercettato. 7.2. Riorganizzazione ed ottimizzazione del sistema di raccolta differenziata e massimizzazione del recupero di materiale. Le analisi effettuate circa i servizi di raccolta attivi e i flussi di rifiuti intercettati hanno evidenziato una certa dinamicità; in anni recenti la situazione regionale si è infatti significativamente evoluta nella direzione della maggior diffusione di servizi di raccolta di tipo domiciliare in sostituzione di servizi stradali. A livello regionale si registra la presenza di situazioni assai avanzate con buone performance. Per quanto concerne i livelli di raccolta differenziata, gli obiettivi declinati dal Piano Regionale Gestione Rifiuti vigente (conformi al vecchio Decreto Ronchi), a livello medio regionale, appaiono largamente superati: nel 2011 si è infatti raggiunto in Regione il 48,9% di raccolta differenziata, nel 2012 il 56,1% e nel 2013 si è superata la soglia del 60% con il 60,3% di rifiuti raccolti in modo differenziato. Persistono tuttavia ancora numerose realtà comunali (54 comuni su 239 totali) in cui la percentuale di raccolta differenziata risulta ancora inferiore al 35%, che costituiva l’obiettivo del PRGR per il 31 dicembre 2003. Tali comuni si trovano prevalentemente nelle province di Fermo e di Ascoli Piceno. Questa situazione va letta evidentemente alla luce dei nuovi obiettivi normativi sanciti dal D.Lgs.152/2006 che, ricordiamo, prevedono il conseguimento dell’obiettivo del 65% di raccolta differenziata finalizzata a recupero entro il dicembre 2012. Le dinamiche di incremento della raccolta differenziata registrate in anni recenti fanno ben sperare rispetto al rapido conseguimento dell’obiettivo. Il Piano definisce le tempistiche tenendo conto delle esigenze di riorganizzazione dei servizi che si potranno presentare nei diversi contesti territoriali. Un obiettivo che va perseguito attiene inoltre il miglioramento della qualità dei materiali intercettati con le raccolte differenziate ed avviati a recupero. 7.3. Minimizzazione della quantità e pericolosità del rifiuto da smaltire e annullamento dello smaltimento in discarica del rifiuto indifferenziato La dinamicità che ha caratterizzato il sistema delle raccolte in anni recenti non ha certamente contraddistinto il sistema del trattamento e smaltimento finale. Si registra infatti per parte consistente del territorio regionale il mancato conseguimento dell’obiettivo del trattamento dei rifiuti prima dello smaltimento in discarica. Per i territori delle Province di Pesaro ed Ancona non si dispone infatti di impianti di pretrattamento dei rifiuti prima dell’invio a discarica; viene semplicemente effettuata la “tritovagliatura” che rappresenta come noto un “adempimento formale” rispetto agli obblighi di pretrattamento del rifiuto che non consente certo di ottemperare all’obiettivo del trattamento finalizzato al contenimento degli impatti ambientali (attraverso la stabilizzazione della componente organica). Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Prima: Quadro Conoscitivo 133 133 REGIONE MARCHE Tale situazione è stata recentemente “sanata” dalle ordinanze emesse dal Presidente Provincia di Pesaro Urbino e dal Presidente della Giunta Regionale per regolare la gestione dei flussi di rifiuti indifferenziati in modo da superare le situazioni di non conformità al dettato normativo (soprattutto alla luce della Circolare MATTM dell’agosto 2013). Anche gli impianti attivi, dal solo esame dei bilanci di massa, non sembrano tuttavia garantire il conseguimento dei prescritti standard in merito alla stabilizzazione della frazione organica. Per diversi di questi impianti sono in corso valutazioni da parte dei gestori per l’implementazione di sezioni di trattamento anaerobico da destinare anche al trattamento delle matrici organiche da RD. Alla luce delle criticità riscontrate il Piano definisce le funzioni di tali impianti prevedendo standard tecnici per il loro corretto funzionamento anche alla luce di quello che sarà il futuro scenario gestionale in ambito regionale. Per quanto riguarda le discariche in diversi casi sono in corso valutazioni o iter autorizzativi per il loro ampliamento. Si presentano oggi potenzialità residue e disponibilità di abbancamento derivanti dai possibili ampliamenti degli impianti esistenti ampiamente eccedenti i fabbisogni di smaltimento di breve e medio periodo. Le pianificazioni d’ambito subordinate, forniranno indicazioni in merito agli impianti da considerare strategici nel contesto regionale. Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Prima: Quadro Conoscitivo 134 134 REGIONE MARCHE 8. LA PRODUZIONE E GESTIONE DEI RIFIUTI SPECIALI 8.1. Le fonti informative di riferimento in merito alla produzione e gestione di rifiuti speciali L’analisi della gestione dei rifiuti speciali in Regione è stata effettuata sulla base delle dichiarazioni MUD 2011, ossia relative ad attività svolte nel 2010, trasmesse da: • produttori di rifiuti (essenzialmente pericolosi); • trasportatori di rifiuti (non pericolosi e pericolosi); • impianti di recupero o smaltimento rifiuti (non pericolosi e pericolosi). Si sottolinea al riguardo come, in considerazione delle modifiche introdotte dal D.Lgs. 152/06 in merito agli obblighi di presentazione della dichiarazione MUD (che ha sostanzialmente esonerato i produttori di rifiuti speciali non pericolosi), la base dati MUD delle dichiarazioni presentate dai soggetti produttori di rifiuti non sia più adeguata alla caratterizzazione della produzione dei rifiuti speciali in base agli effettivi dati, essendo sostanzialmente assenti i dati relativi ai non pericolosi (si segnala al riguardo come le modifiche al D.Lgs. 152/06 introdotte con il D.Lgs. n. 4 del 16/1/08 abbiano in realtà oggi ripristinato, almeno in parte, l’obbligo di presentazione del MUD anche per i produttori di rifiuti speciali non pericolosi). Al fine di sopperire a tale problematica è stata messa a punto ed attuata una specifica procedura di analisi applicata al contesto studiato che, a partire dall’analisi estesa agli impianti presenti su tutto il territorio nazionale, ha permesso di risalire ai rifiuti di provenienza della Regione Marche. Ulteriori specifiche analisi hanno inoltre consentito l’individuazione dei flussi di rifiuti gestiti in autosmaltimento o autorecupero dai produttori stessi e l’individuazione dei flussi aggiuntivi di rifiuti provenienti da paesi esteri o all’estero destinati. L’effettuazione delle suddette analisi, particolarmente complessa e laboriosa, ha inoltre comportato una attività, anch’essa di particolare rilevanza, di validazione e bonifica dei dati dichiarati, in modo tale da garantirne la piena funzionalità alle esigenze di valutazione dello stato di attuazione della pianificazione vigente. Si evidenzia che da queste analisi sono stati esclusi i rifiuti, formalmente codificati come speciali, ma derivanti dal trattamento di rifiuti urbani, e quindi originariamente codificati con codice CER 20 oppure con provenienza chiaramente riconducibile al sistema di gestione dei rifiuti urbani. La metodologia adottata nel presente studio e brevemente riassunta porta a definire quantitativi prodotti di rifiuti speciali che non necessariamente coincidono con valori riportati nel documento recentemente presentato da ISPRA nel "Rapporto Rifiuti Speciali - Edizione 2012". Infatti la metodologia ISPRA (che pure si avvale delle dichiarazioni MUD) è differente, ed è inoltre variata negli anni. In particolare ISPRA integra le dichiarazioni dei soggetti produttori con stime di produzione di particolari categorie di rifiuti (rifiuti provenienti da settore agroindustriale, industria tessile e settore conciario, industria del legno e della lavorazione del legno con l’eccezione della produzione di mobili, settore cartario, parte del settore chimico e petrolchimico, industria metallurgica e della lavorazione di prodotti in metallo), che ritiene sottostimate perché non rappresentative delle attività realmente presenti nel territorio, utilizzando coefficienti di produzione o effettuando stime sulla base dei bilanci di massa del sistema produttivo analizzato. Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Prima: Quadro Conoscitivo 135 135 REGIONE MARCHE 8.2. La produzione di rifiuti speciali La produzione complessiva di rifiuti speciali in Regione Marche ammonta a 2.470.589 ton/anno1 delle quali: 1.674.482 t costituite da rifiuti speciali non pericolosi (67,8% del totale), ca. 706.896 t da rifiuti da costruzione e demolizioni (29% del totale) e 89.211 t da rifiuti speciali pericolosi al netto di inerti (3,6% del totale). Nell’analizzare la produzione di rifiuti speciali suddivisi nelle 20 macrocategorie CER, si evidenzia una maggiore rilevanza dei codici appartenenti alle macrocategorie: • 19.00.00, relativo ai rifiuti prodotti da impianti di trattamento dei rifiuti, impianti di trattamento delle acque reflue fuori sito, nonché dalla potabilizzazione dell’acqua e dalla sua preparazione per uso industriale, con 858.457 t, pari al 35% del totale; • 17.00.00, relativo ai rifiuti delle operazioni di costruzione e demolizione, con 706.896 t, pari al 29% del totale; • 15.00.00, relativo ai rifiuti da imballaggi , materiali filtranti, tessili, con 149.391 t, pari al 6% del totale; • 12.00.00, relativo ai rifiuti prodotti dalla lavorazione e dal trattamento fisico e meccanico superficiale di metalli e plastiche, con 146.607, pari al 5,9% del totale; • 03.00.00, relativo ai rifiuti della lavorazione del legno e della produzione di pannelli, mobili, polpa, carta e cartone, con 142.771 t, pari al 5,8% del totale. Il restante 18,9% della produzione totale di rifiuti speciali è distribuito nelle altre macrocategorie CER. 1 A seguito di una verifica puntuale, si è deciso di sottrarre dal totale regionale di rifiuti speciali prodotti, il flusso di 3.268.193 t di rifiuto con codice CER 19 13 08 (rifiuti liquidi acquosi e concentrati acquosi prodotti dalle operazioni di risanamento delle acque di falda, diversi da quelli di cui alla voce 19 13 07) dichiarato come prodotto dalla Raffineria API di Ancona in quanto lo stesso viene gestito internamente dalla ditta stessa, non entrando quindi nel circuito di raccolta/smaltimento di rifiuti speciali. Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Prima: Quadro Conoscitivo 136 136 REGIONE MARCHE Produzione regionale totale di rifiuti speciali non pericolosi e pericolosi per macrocategoria CER (anno 2010) t % tot NP t % tot P t % tot 01 RIF. DA PROSP.,ESTR.,TRATT.,LAVORAZ. DI MINERALI E MAT. DI CAVA 31.908 1,4% 0 0,0% 31.908 1,3% 02 RIF. DA PROSP.,TRATT.E PREP. DI ALIMENTI IN AGRICOLTURA 35.847 1,5% 7 0,0% 35.854 1,5% 03 RIF. LAVORAZ. LEGNO E PROD. CARTA, POLPA, CARTONE, PANNELLI… 142.292 6,0% 479 0,4% 142.771 5,8% 04 RIFIUTI DELLA PRODUZIONE CONCIARIA E TESSILE 26.372 1,1% 0 0,0% 26.372 1,1% 05 RIF. DA RAFF. PETROLIO, PURIF., GAS NAT. E TRATT PIROL. DI CARBONE 18.380 0,8% 2.039 1,8% 20.419 0,8% 06 RIFIUTI DA PROCESSI CHIMICI INORGANICI 4.840 0,2% 2.161 1,9% 7.001 0,3% 07 RIFIUTI DA PROCESSI CHIMICI ORGANICI 23.139 1,0% 1.403 1,2% 24.542 1,0% 08 RIF. DA PROD., FORMUL., FORNIT., USO DI RIVESTIMENTI, SIGILLANTI, INCH. 23.773 1,0% 1.813 1,6% 25.586 1,0% 09 RIFIUTI DELL'INDUSTRIA FOTOGRAFICA 86 0,0% 475 0,4% 561 0,0% 10 RIFIUTI INORGANICI PROVENIENTI DA TRATTAMENTI TERMICI 44.630 1,9% 3.781 3,3% 48.411 2,0% 11 RIF. INORG. CONT. METALLI DA TRATT. E RICOP.., IDROMETALL. NON FERR. 5.116 0,2% 5.727 5,0% 10.843 0,4% 12 RIF. DI LAVORAZ. E TRATT. SUPERFICIALE DI METALLI E PLASTICA 143.443 6,1% 3.164 2,8% 146.607 5,9% 13 OLII ESAURITI (TRANNE 050000 E 120000) - 0,0% 14.100 12,4% 14.100 0,6% 14 RIF. DI SOST. ORGAN. UTILIZZATE COME SOLVENTI (TRANNE 070000 E 080000) - 0,0% 1.485 1,3% 1.485 0,1% 15 IMBALLAGGI, ASORBENTI, STRACCI, MATERIALI FILTRANTI E INDUMENTI 146.825 6,2% 2.566 2,2% 149.391 6,0% 16 RIFIUTI NON SPECIFICATI ALTRIMENTI NEL CATALOGO 94.601 4,0% 17.598 15,4% 112.199 4,5% 17 RIF. DI COSTRUZIONE E DEMOLIZIONI (COMPRESA COSTRUZIONE STRADE) 682.051 28,9% 24.844 21,8% 706.896 28,6% 18 RIF. DI RICERCA MEDICA E VETERINARIA (TRANNE RIFIUTI DI CUCINA…) 515 0,0% 3.811 3,3% 4.327 0,2% 19 RIF. DA IMPIANTI DI TRATT. RIF., IMPIANTI DI TRATT. ACQUE REFLUE… 830.328 35,2% 28.129 24,7% 858.457 34,7% 20 RSU ED ASSIMILABILI DA COMMERCIO, INDUSTRIA ED ISTITUZ. INCLUSE RD 102.386 4,3% 473 0,4% 102.859 4,2% 2.356.534 100,0% 114.056 100,0% 2.470.589 100,0% Macrocategorie CER Totale Rif. Speciali non pericolosi Rif. Speciali pericolosi Rif. Speciali totali Fonte dei dati: elaborazione dichiarazioni MUD 2011 relative all'anno 2010 Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Prima: Quadro Conoscitivo 137 137 REGIONE MARCHE Analizzando quindi i dati di produzione a livello provinciale, il maggiore contributo alla produzione di rifiuti speciali è dato dalla Provincia di Ancona con un quantitativo totale di 895.002 t (il 36,2% del totale regionale), seguita dalle Province di Macerata e Pesaro Urbino che, con rispettivamente 619.829 e 602.502 tonnellate prodotte, contribuiscono ciascuna per circa il 25% sul totale regionale. Infine nelle Province di Ascoli Piceno e Fermo sono prodotte rispettivamente 193.185 e 160.071 tonnellate (ossia contribuiscono al dato regionale per il 6-8%). Distribuzione della produzione dei rifiuti speciali nelle diverse Province marchigiane al 2010 Fonte dei dati: elaborazione dichiarazioni MUD 2011 relative all'anno 2010 Nelle seguenti tabelle sono riportati i flussi di rifiuti speciali prodotti, per macrocategorie CER, nelle diverse Province Marchigiane. In particolare nella Provincia di Pesaro Urbino la produzione complessiva di rifiuti speciali ammonta a 602.502 ton/anno delle quali 586.765 t (97,4% del totale) costituite da rifiuti speciali non pericolosi (di cui 192.241 ton sono rifiuti inerti da costruzione e demolizione) e 15.737 t (2,6% del totale) da rifiuti speciali pericolosi. L’analisi della produzione per tipologia di rifiuti, facendo riferimento alle 20 macrocategorie CER, evidenzia una maggiore rilevanza dei codici: • 17.00.00, relativo ai rifiuti da attività di costruzione e demolizione, con 196.962 t, pari al 33% del totale; • 19.00.00, relativo ai rifiuti derivanti da impianti di trattamento dei rifiuti e delle acque reflue, con 151.383 t, pari al 25% del totale; • 03.00.00, relativo ai rifiuti da lavorazione del legno e produzione di carta, polpa, cartoni, pannelli, ecc., con 71.403, pari al 12% del totale. Il restante 30% è distribuito nelle altre macrocategorie CER. Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Prima: Quadro Conoscitivo 138 138 REGIONE MARCHE Nella Provincia di Ancona la produzione complessiva di rifiuti speciali ammonta a 895.002 ton/anno delle quali 848.651 t (94,8% del totale) costituite da rifiuti speciali non pericolosi (di cui 298.062 ton sono rifiuti inerti da costruzione e demolizione) e 46.351 t (5,2% del totale) da rifiuti speciali pericolosi. L’analisi della produzione per tipologia di rifiuti, facendo riferimento alle 20 macrocategorie CER, evidenzia una maggiore rilevanza dei codici: • 17.00.00, relativo ai rifiuti da attività di costruzione e demolizione, con 309.783 t, pari al 35% del totale; • 19.00.00, relativo ai rifiuti derivanti da impianti di trattamento dei rifiuti e delle acque reflue, con 271.012 t, pari al 30% del totale; • 12.00.00, relativo ai rifiuti prodotti dalla lavorazione e dal trattamento fisico e meccanico superficiale di metalli e plastica, con 74.833 t, pari all'8% del totale. Il restante 26,7% è distribuito nelle altre macrocategorie CER. Nella Provincia di Macerata la produzione complessiva di rifiuti speciali ammonta a 619.829 ton/anno delle quali 582.521 t (94% del totale) costituite da rifiuti speciali non pericolosi (di cui 114.040 ton sono rifiuti inerti da costruzione e demolizione) e 37.308 t (6% del totale) da rifiuti speciali pericolosi. L’analisi della produzione per tipologia di rifiuti, facendo riferimento alle 20 macrocategorie CER, evidenzia una maggiore rilevanza dei codici: • 19.00.00, relativo ai rifiuti derivanti da impianti di trattamento dei rifiuti e delle acque reflue, con 297.523 t, pari al 48% del totale; • 17.00.00, relativo ai rifiuti da attività di costruzione e demolizione, con 119.204 t, pari al 19% del totale; • 03.00.00, relativo ai rifiuti da lavorazione del legno e produzione di carta, polpa, cartoni, pannelli, ecc., con 34.620, pari al 6% del totale. Il restante 27,2% è distribuito nelle altre macrocategorie CER. Nella Provincia di Fermo la produzione complessiva di rifiuti speciali ammonta a 170.061 ton/anno delle quali 154.440 t (96,5% del totale) costituite da rifiuti speciali non pericolosi (di cui 25.119 ton sono rifiuti inerti da costruzione e demolizione) e 5.631 t (3,5% del totale) da rifiuti speciali pericolosi. L’analisi della produzione per tipologia di rifiuti, facendo riferimento alle 20 macrocategorie CER, evidenzia una maggiore rilevanza dei codici: • 19.00.00, relativo ai rifiuti derivanti da impianti di trattamento dei rifiuti e delle acque reflue, con 66.665 t, pari al 42% del totale; • 17.00.00, relativo ai rifiuti da attività di costruzione e demolizione, con 25.838 t, pari al 16% del totale; • 05.00.00, relativo ai rifiuti della raffinazione del petrolio, purificazione del gas naturale e trattamento pirolitico del carbone, con 18.194, pari all'11% del totale. Il restante 30,8% è distribuito nelle altre macrocategorie CER. Nella Provincia di Ascoli Piceno la produzione complessiva di rifiuti speciali ammonta a 193.185 ton/anno delle quali 184.156 t (96,3% del totale) costituite da rifiuti speciali non pericolosi (di cui Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Prima: Quadro Conoscitivo 139 139 REGIONE MARCHE 52.590 ton sono rifiuti inerti da costruzione e demolizione) e 9.029 t (4,7% del totale) da rifiuti speciali pericolosi. L’analisi della produzione per tipologia di rifiuti, facendo riferimento alle 20 macrocategorie CER, evidenzia una maggiore rilevanza dei codici: • 19.00.00, relativo ai rifiuti derivanti da impianti di trattamento dei rifiuti e delle acque reflue, con 71.894 t, pari al 37% del totale; • 17.00.00, relativo ai rifiuti da attività di costruzione e demolizione, con 55.098 t, pari al 29% del totale; • 15.00.00, relativo ai rifiuti da imballaggi , materiali filtranti, tessili, con 17.375 t, pari al 9% del totale. Il restante 25,3% è distribuito nelle altre macrocategorie CER. Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Prima: Quadro Conoscitivo 140 140 REGIONE MARCHE Produzione totale di rifiuti speciali non pericolosi e pericolosi per macrocategoria CER in Provincia di Pesaro Urbino (2010) t % tot NP t % tot P t % tot 01 RIF. DA PROSP.,ESTR.,TRATT.,LAVORAZ. DI MINERALI E MAT. DI CAVA 1.984 0,3% - 0,0% 1.984 0,3% 02 RIF. DA PROSP.,TRATT.E PREP. DI ALIMENTI IN AGRICOLTURA 2.853 0,5% 0 0,0% 2.854 0,5% 03 RIF. LAVORAZ. LEGNO E PROD. CARTA, POLPA, CARTONE, PANNELLI… 71.197 12,1% 206 1,3% 71.403 11,9% 04 RIFIUTI DELLA PRODUZIONE CONCIARIA E TESSILE 1.765 0,3% - 0,0% 1.765 0,3% 05 RIF. DA RAFF. PETROLIO, PURIF., GAS NAT. E TRATT PIROL. DI CARBONE - 0,0% 290 1,8% 290 0,0% 06 RIFIUTI DA PROCESSI CHIMICI INORGANICI 2.190 0,4% 782 5,0% 2.973 0,5% 07 RIFIUTI DA PROCESSI CHIMICI ORGANICI 3.118 0,5% 129 0,8% 3.247 0,5% 08 RIF. DA PROD., FORMUL., FORNIT., USO DI RIVESTIMENTI, SIGILLANTI, INCH. 4.274 0,7% 680 4,3% 4.954 0,8% 09 RIFIUTI DELL'INDUSTRIA FOTOGRAFICA 26 0,0% 62 0,4% 88 0,0% 10 RIFIUTI INORGANICI PROVENIENTI DA TRATTAMENTI TERMICI 20.355 3,5% 126 0,8% 20.481 3,4% 11 RIF. INORG. CONT. METALLI DA TRATT. E RICOP.., IDROMETALL. NON FERR. 1.978 0,3% 2.080 13,2% 4.058 0,7% 12 RIF. DI LAVORAZ. E TRATT. SUPERFICIALE DI METALLI E PLASTICA 34.725 5,9% 497 3,2% 35.222 5,8% 13 OLII ESAURITI (TRANNE 050000 E 120000) - 0,0% 1.453 9,2% 1.453 0,2% 14 RIF. DI SOST. ORGAN. UTILIZZATE COME SOLVENTI (TRANNE 070000 E 080000) - 0,0% 306 1,9% 306 0,1% 15 IMBALLAGGI, ASORBENTI, STRACCI, MATERIALI FILTRANTI E INDUMENTI 38.344 6,5% 653 4,2% 38.997 6,5% 16 RIFIUTI NON SPECIFICATI ALTRIMENTI NEL CATALOGO 26.308 4,5% 2.733 17,4% 29.040 4,8% 17 RIF. DI COSTRUZIONE E DEMOLIZIONI (COMPRESA COSTRUZIONE STRADE) 192.241 32,8% 4.731 30,1% 196.972 32,7% 18 RIF. DI RICERCA MEDICA E VETERINARIA (TRANNE RIFIUTI DI CUCINA…) 155 0,0% 775 4,9% 930 0,2% 19 RIF. DA IMPIANTI DI TRATT. RIF., IMPIANTI DI TRATT. ACQUE REFLUE… 151.190 25,8% 194 1,2% 151.383 25,1% 20 RSU ED ASSIMILABILI DA COMMERCIO, INDUSTRIA ED ISTITUZ. INCLUSE RD 34.062 5,8% 39 0,2% 34.101 5,7% 586.765 100,0% 15.737 100,0% 602.502 100,0% Macrocategorie CER Rif. Speciali non pericolosi Rif. Speciali pericolosi Rif. Speciali totali Totale Fonte dei dati: elaborazione dichiarazioni MUD 2011 relative all'anno 2010 Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Prima: Quadro Conoscitivo 141 141 REGIONE MARCHE Produzione totale di rifiuti speciali non pericolosi e pericolosi per macrocategoria CER in Provincia di Ancona (2010) t % tot NP t % tot P t % tot 01 RIF. DA PROSP.,ESTR.,TRATT.,LAVORAZ. DI MINERALI E MAT. DI CAVA 10.063 1,2% - 0,0% 10.063 1,1% 02 RIF. DA PROSP.,TRATT.E PREP. DI ALIMENTI IN AGRICOLTURA 17.766 2,1% 1 0,0% 17.768 2,0% 03 RIF. LAVORAZ. LEGNO E PROD. CARTA, POLPA, CARTONE, PANNELLI… 31.054 3,7% - 0,0% 31.054 3,5% 04 RIFIUTI DELLA PRODUZIONE CONCIARIA E TESSILE 1.560 0,2% - 0,0% 1.560 0,2% 05 RIF. DA RAFF. PETROLIO, PURIF., GAS NAT. E TRATT PIROL. DI CARBONE 191 0,0% 1.646 3,6% 1.837 0,2% 06 RIFIUTI DA PROCESSI CHIMICI INORGANICI 1.716 0,2% 934 2,0% 2.651 0,3% 07 RIFIUTI DA PROCESSI CHIMICI ORGANICI 2.922 0,3% 661 1,4% 3.583 0,4% 08 RIF. DA PROD., FORMUL., FORNIT., USO DI RIVESTIMENTI, SIGILLANTI, INCH. 13.352 1,6% 599 1,3% 13.951 1,6% 09 RIFIUTI DELL'INDUSTRIA FOTOGRAFICA 31 0,0% 214 0,5% 246 0,0% 10 RIFIUTI INORGANICI PROVENIENTI DA TRATTAMENTI TERMICI 11.614 1,4% 3.410 7,4% 15.024 1,7% 11 RIF. INORG. CONT. METALLI DA TRATT. E RICOP.., IDROMETALL. NON FERR. 1.625 0,2% 2.370 5,1% 3.994 0,4% 12 RIF. DI LAVORAZ. E TRATT. SUPERFICIALE DI METALLI E PLASTICA 72.612 8,6% 2.221 4,8% 74.833 8,4% 13 OLII ESAURITI (TRANNE 050000 E 120000) - 0,0% 9.545 20,6% 9.545 1,1% 14 RIF. DI SOST. ORGAN. UTILIZZATE COME SOLVENTI (TRANNE 070000 E 080000) - 0,0% 361 0,8% 361 0,0% 15 IMBALLAGGI, ASORBENTI, STRACCI, MATERIALI FILTRANTI E INDUMENTI 50.769 6,0% 995 2,1% 51.764 5,8% 16 RIFIUTI NON SPECIFICATI ALTRIMENTI NEL CATALOGO 31.964 3,8% 5.670 12,2% 37.634 4,2% 17 RIF. DI COSTRUZIONE E DEMOLIZIONI (COMPRESA COSTRUZIONE STRADE) 298.062 35,1% 11.721 25,3% 309.783 34,6% 18 RIF. DI RICERCA MEDICA E VETERINARIA (TRANNE RIFIUTI DI CUCINA…) 295 0,0% 1.724 3,7% 2.019 0,2% 19 RIF. DA IMPIANTI DI TRATT. RIF., IMPIANTI DI TRATT. ACQUE REFLUE… 266.806 31,4% 4.206 9,1% 271.012 30,3% 20 RSU ED ASSIMILABILI DA COMMERCIO, INDUSTRIA ED ISTITUZ. INCLUSE RD 36.249 4,3% 72 0,2% 36.321 4,1% 848.651 100,0% 46.351 100,0% 895.002 100,0% Macrocategorie CER Rif. Speciali non pericolosi Rif. Speciali pericolosi Rif. Speciali totali Totale Fonte dei dati: elaborazione dichiarazioni MUD 2011 relative all'anno 2010 Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Prima: Quadro Conoscitivo 142 142 REGIONE MARCHE Produzione totale di rifiuti speciali non pericolosi e pericolosi per macrocategoria CER in Provincia di Macerata (2010) t % tot NP t % tot P t % tot 01 RIF. DA PROSP.,ESTR.,TRATT.,LAVORAZ. DI MINERALI E MAT. DI CAVA 17.797 3,1% 0 0,0% 17.797 2,9% 02 RIF. DA PROSP.,TRATT.E PREP. DI ALIMENTI IN AGRICOLTURA 10.386 1,8% 5 0,0% 10.391 1,7% 03 RIF. LAVORAZ. LEGNO E PROD. CARTA, POLPA, CARTONE, PANNELLI… 34.430 5,9% 190 0,5% 34.620 5,6% 04 RIFIUTI DELLA PRODUZIONE CONCIARIA E TESSILE 9.035 1,6% 0 0,0% 9.035 1,5% 05 RIF. DA RAFF. PETROLIO, PURIF., GAS NAT. E TRATT PIROL. DI CARBONE - 0,0% 40 0,1% 40 0,0% 06 RIFIUTI DA PROCESSI CHIMICI INORGANICI 274 0,0% 243 0,7% 517 0,1% 07 RIFIUTI DA PROCESSI CHIMICI ORGANICI 10.512 1,8% 458 1,2% 10.971 1,8% 08 RIF. DA PROD., FORMUL., FORNIT., USO DI RIVESTIMENTI, SIGILLANTI, INCH. 5.074 0,9% 306 0,8% 5.379 0,9% 09 RIFIUTI DELL'INDUSTRIA FOTOGRAFICA 13 0,0% 116 0,3% 128 0,0% 10 RIFIUTI INORGANICI PROVENIENTI DA TRATTAMENTI TERMICI 12.147 2,1% 54 0,1% 12.201 2,0% 11 RIF. INORG. CONT. METALLI DA TRATT. E RICOP.., IDROMETALL. NON FERR. 379 0,1% 106 0,3% 486 0,1% 12 RIF. DI LAVORAZ. E TRATT. SUPERFICIALE DI METALLI E PLASTICA 23.395 4,0% 272 0,7% 23.667 3,8% 13 OLII ESAURITI (TRANNE 050000 E 120000) - 0,0% 1.658 4,4% 1.658 0,3% 14 RIF. DI SOST. ORGAN. UTILIZZATE COME SOLVENTI (TRANNE 070000 E 080000) - 0,0% 661 1,8% 661 0,1% 15 IMBALLAGGI, ASORBENTI, STRACCI, MATERIALI FILTRANTI E INDUMENTI 31.638 5,4% 663 1,8% 32.301 5,2% 16 RIFIUTI NON SPECIFICATI ALTRIMENTI NEL CATALOGO 21.616 3,7% 5.246 14,1% 26.863 4,3% 17 RIF. DI COSTRUZIONE E DEMOLIZIONI (COMPRESA COSTRUZIONE STRADE) 114.040 19,6% 5.164 13,8% 119.204 19,2% 18 RIF. DI RICERCA MEDICA E VETERINARIA (TRANNE RIFIUTI DI CUCINA…) 19 0,0% 643 1,7% 662 0,1% 19 RIF. DA IMPIANTI DI TRATT. RIF., IMPIANTI DI TRATT. ACQUE REFLUE… 276.247 47,4% 21.276 57,0% 297.523 48,0% 20 RSU ED ASSIMILABILI DA COMMERCIO, INDUSTRIA ED ISTITUZ. INCLUSE RD 15.519 2,7% 207 0,6% 15.726 2,5% 582.521 100,0% 37.308 100,0% 619.829 100,0% Macrocategorie CER Rif. Speciali non pericolosi Rif. Speciali pericolosi Rif. Speciali totali Totale Fonte dei dati: elaborazione dichiarazioni MUD 2011 relative all'anno 2010 Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Prima: Quadro Conoscitivo 143 143 REGIONE MARCHE Produzione totale di rifiuti speciali non pericolosi e pericolosi per macrocategoria CER in Provincia di Fermo (2010) t % tot NP t % tot P t % tot 01 RIF. DA PROSP.,ESTR.,TRATT.,LAVORAZ. DI MINERALI E MAT. DI CAVA 262 0,2% - 0,0% 262 0,2% 02 RIF. DA PROSP.,TRATT.E PREP. DI ALIMENTI IN AGRICOLTURA 2.714 1,8% 0 0,0% 2.715 1,7% 03 RIF. LAVORAZ. LEGNO E PROD. CARTA, POLPA, CARTONE, PANNELLI… 2.078 1,3% 47 0,8% 2.124 1,3% 04 RIFIUTI DELLA PRODUZIONE CONCIARIA E TESSILE 12.896 8,4% - 0,0% 12.896 8,1% 05 RIF. DA RAFF. PETROLIO, PURIF., GAS NAT. E TRATT PIROL. DI CARBONE 18.189 11,8% 5 0,1% 18.194 11,4% 06 RIFIUTI DA PROCESSI CHIMICI INORGANICI 260 0,2% 158 2,8% 418 0,3% 07 RIFIUTI DA PROCESSI CHIMICI ORGANICI 2.099 1,4% 17 0,3% 2.116 1,3% 08 RIF. DA PROD., FORMUL., FORNIT., USO DI RIVESTIMENTI, SIGILLANTI, INCH. 590 0,4% 90 1,6% 681 0,4% 09 RIFIUTI DELL'INDUSTRIA FOTOGRAFICA 13 0,0% 18 0,3% 31 0,0% 10 RIFIUTI INORGANICI PROVENIENTI DA TRATTAMENTI TERMICI 363 0,2% 115 2,0% 479 0,3% 11 RIF. INORG. CONT. METALLI DA TRATT. E RICOP.., IDROMETALL. NON FERR. 646 0,4% 294 5,2% 940 0,6% 12 RIF. DI LAVORAZ. E TRATT. SUPERFICIALE DI METALLI E PLASTICA 4.747 3,1% 48 0,9% 4.795 3,0% 13 OLII ESAURITI (TRANNE 050000 E 120000) - 0,0% 619 11,0% 619 0,4% 14 RIF. DI SOST. ORGAN. UTILIZZATE COME SOLVENTI (TRANNE 070000 E 080000) - 0,0% 61 1,1% 61 0,0% 15 IMBALLAGGI, ASORBENTI, STRACCI, MATERIALI FILTRANTI E INDUMENTI 8.892 5,8% 62 1,1% 8.953 5,6% 16 RIFIUTI NON SPECIFICATI ALTRIMENTI NEL CATALOGO 4.516 2,9% 2.535 45,0% 7.050 4,4% 17 RIF. DI COSTRUZIONE E DEMOLIZIONI (COMPRESA COSTRUZIONE STRADE) 25.119 16,3% 720 12,8% 25.838 16,1% 18 RIF. DI RICERCA MEDICA E VETERINARIA (TRANNE RIFIUTI DI CUCINA…) 13 0,0% 246 4,4% 259 0,2% 19 RIF. DA IMPIANTI DI TRATT. RIF., IMPIANTI DI TRATT. ACQUE REFLUE… 66.134 42,8% 531 9,4% 66.665 41,6% 20 RSU ED ASSIMILABILI DA COMMERCIO, INDUSTRIA ED ISTITUZ. INCLUSE RD 4.909 3,2% 65 1,2% 4.975 3,1% 154.440 100,0% 5.631 100,0% 160.071 100,0% Macrocategorie CER Rif. Speciali non pericolosi Rif. Speciali pericolosi Rif. Speciali totali Totale Fonte dei dati: elaborazione dichiarazioni MUD 2011 relative all'anno 2010 Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Prima: Quadro Conoscitivo 144 144 REGIONE MARCHE Produzione totale di rifiuti speciali non pericolosi e pericolosi per macrocategoria CER in Provincia di Ascoli Piceno (2010) t % tot NP t % tot P t % tot 01 RIF. DA PROSP.,ESTR.,TRATT.,LAVORAZ. DI MINERALI E MAT. DI CAVA 1.803 1,0% 0 0,0% 1.803 0,9% 02 RIF. DA PROSP.,TRATT.E PREP. DI ALIMENTI IN AGRICOLTURA 2.127 1,2% 36 0,4% 2.163 1,1% 03 RIF. LAVORAZ. LEGNO E PROD. CARTA, POLPA, CARTONE, PANNELLI… 3.534 1,9% 58 0,6% 3.592 1,9% 04 RIFIUTI DELLA PRODUZIONE CONCIARIA E TESSILE 1.114 0,6% 43 0,5% 1.158 0,6% 05 RIF. DA RAFF. PETROLIO, PURIF., GAS NAT. E TRATT PIROL. DI CARBONE - 0,0% 137 1,5% 137 0,1% 06 RIFIUTI DA PROCESSI CHIMICI INORGANICI 399 0,2% 139 1,5% 538 0,3% 07 RIFIUTI DA PROCESSI CHIMICI ORGANICI 4.488 2,4% 65 0,7% 4.553 2,4% 08 RIF. DA PROD., FORMUL., FORNIT., USO DI RIVESTIMENTI, SIGILLANTI, INCH. 483 0,3% 76 0,8% 559 0,3% 09 RIFIUTI DELL'INDUSTRIA FOTOGRAFICA 2 0,0% 876 9,7% 878 0,5% 10 RIFIUTI INORGANICI PROVENIENTI DA TRATTAMENTI TERMICI 151 0,1% 125 1,4% 276 0,1% 11 RIF. INORG. CONT. METALLI DA TRATT. E RICOP.., IDROMETALL. NON FERR. 489 0,3% 826 9,1% 1.314 0,7% 12 RIF. DI LAVORAZ. E TRATT. SUPERFICIALE DI METALLI E PLASTICA 7.965 4,3% 96 1,1% 8.061 4,2% 13 OLII ESAURITI (TRANNE 050000 E 120000) - 0,0% - 0,0% - 0,0% 14 RIF. DI SOST. ORGAN. UTILIZZATE COME SOLVENTI (TRANNE 070000 E 080000) - 0,0% - 0,0% - 0,0% 15 IMBALLAGGI, ASORBENTI, STRACCI, MATERIALI FILTRANTI E INDUMENTI 17.183 9,3% 192 2,1% 17.375 9,0% 16 RIFIUTI NON SPECIFICATI ALTRIMENTI NEL CATALOGO 10.197 5,5% 1.414 15,7% 11.611 6,0% 17 RIF. DI COSTRUZIONE E DEMOLIZIONI (COMPRESA COSTRUZIONE STRADE) 52.590 28,6% 2.508 27,8% 55.098 28,5% 18 RIF. DI RICERCA MEDICA E VETERINARIA (TRANNE RIFIUTI DI CUCINA…) 33 0,0% 424 4,7% 457 0,2% 19 RIF. DA IMPIANTI DI TRATT. RIF., IMPIANTI DI TRATT. ACQUE REFLUE… 69.950 38,0% 1.923 21,3% 71.874 37,2% 20 RSU ED ASSIMILABILI DA COMMERCIO, INDUSTRIA ED ISTITUZ. INCLUSE RD 11.647 6,3% 89 1,0% 11.736 6,1% 184.156 100,0% 9.029 100,0% 193.185 100,0% Macrocategorie CER Rif. Speciali non pericolosi Rif. Speciali pericolosi Rif. Speciali totali Totale Fonte dei dati: elaborazione dichiarazioni MUD 2011 relative all'anno 2010 Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Prima: Quadro Conoscitivo 145 145 REGIONE MARCHE 8.2.1. Evoluzione della produzione di rifiuti speciali Nel 2008 la Regione ha affidato a SVIM l'elaborazione e redazione di un’"Indagine sullo stato di attuazione del Piano di gestione dei rifiuti della Regione Marche" trattando anche l’indagine sui rifiuti speciali nella Regione Marche relativa all'anno 2006. La metodologia di analisi delle dichiarazioni MUD è la medesima utilizzata nel presente studio, pertanto è possibile fare un confronto e quindi rilevare le tendenze evolutive dal 2006 al 2010. Bisogna evidenziare però che rispetto al 2006, sono cambiati gli assetti dei confini amministrativi, in particolare per la Provincia di Pesaro Urbino, difatti a partire dall'Agosto 2009 ben 7 Comuni sono passati alla Provincia di Rimini (Comune di Casteldelci, Maiolo, Novafeltria, Pennabilli, San Leo, Sant'Agata Feltria, Talamello), quindi nel confronto con il dato di produzione 2006 sia a livello Provinciale ma anche Regionale, questo fattore incide in un eventuale decremento rispetto al dato 2006. Rispetto al 2006 si rileva un decremento della produzione totale di rifiuti speciali del -2,5%, difatti si è passati da una produzione di 2.533.603 ton del 2006 ai 2.470.589 ton prodotti nel 2010. In particolare i rifiuti non pericolosi, che sono anche i rifiuti che incidono maggiormente sulla produzione totale di rifiuti speciali in Regione (incidendo per il 95%), sono decresciuti del -1,6%, mentre i rifiuti pericolosi sono stati interessati da un decremento decisamente più rilevante del 17,8%. Evoluzione produzione rifiuti speciali in Regione Marche nel 2010 rispetto al 2006 Fonte dei dati: elaborazione dichiarazioni MUD 2011 relative all'anno 2010, e dati 2006 del Rapporto SVIM "Indagine sullo stato di attuazione del Piano di gestione dei rifiuti della Regione Marche". Se si analizzano gli andamenti della produzione dei rifiuti speciali nelle diverse Province Marchigiane, si rilevano decrementi di produzione dal 2006 al 2010 per la Provincia di Pesaro Urbino (-18%), Ascoli Piceno (-2,4%) e Ancona (-1,9%), mentre per le Province di Macerata e di Fermo si rileva un crescita della produzione di rifiuti speciali rispettivamente del +11,7% e +20%. Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Prima: Quadro Conoscitivo 146 146 REGIONE MARCHE Evoluzione produzione rifiuti speciali nelle Province Marchigiane nel 2010 rispetto al 2006 Fonte dei dati: elaborazione dichiarazioni MUD 2011 relative all'anno 2010, e dati 2006 del Rapporto SVIM "Indagine sullo stato di attuazione del Piano di gestione dei rifiuti della Regione Marche". Di seguito sono rappresentati gli andamenti dal 2006 al 2010 della produzione di rifiuti speciali per ciascuna macrocategoria di rifiuti suddivisi anche tra non pericolosi e pericolosi. Tra i rifiuti non pericolosi si osserva, per le tipologie di rifiuti che incidono maggiormente in termini di peso: un decremento della produzione dei 17.00.00 (-9,4%); un incremento della produzione dei 19.00.00 (+45,2%). Tra i rifiuti pericolosi si osserva, per le tipologie di rifiuti che incidono maggiormente in termini di peso: un decremento della produzione dei 19.00.00 (-13%) e 16.00.00 (-10%); un incremento della produzione dei 17.00.00 (+5%). Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Prima: Quadro Conoscitivo 147 147 REGIONE MARCHE Evoluzione produzione in Regione Marche di rifiuti speciali non pericolosi per macrocategoria CER nel 2010 rispetto al 2006 Fonte dei dati: elaborazione dichiarazioni MUD 2011 relative all'anno 2010, e dati 2006 del Rapporto SVIM "Indagine sullo stato di attuazione del Piano di gestione dei rifiuti della Regione Marche". Evoluzione produzione in Regione Marche di rifiuti speciali pericolosi per macrocategoria CER nel 2010 rispetto al 2006 Fonte dei dati: elaborazione dichiarazioni MUD 2011 relative all'anno 2010, e dati 2006 del Rapporto SVIM "Indagine sullo stato di attuazione del Piano di gestione dei rifiuti della Regione Marche". Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Prima: Quadro Conoscitivo 148 148 REGIONE MARCHE 8.3. Le attività di recupero e smaltimento dei rifiuti speciali A fronte di un dato di produzione regionale complessiva di rifiuti speciali pari a 2.470.589 t, il complesso del dichiarato come gestito, in termini di attività di recupero o smaltimento, ammonta a 2.506.069 t2. Per una corretta interpretazione del confronto gestione-produzione, si tenga presente che: • il dato di gestione riportato non comprende le attività di sola messa in riserva R13 e deposito preliminare D15, per le quali nel MUD è prevista la dichiarazione della giacenza al 31 dicembre, e non del flusso gestito nell’anno; • il medesimo quantitativo di rifiuti può essere oggetto di più operazioni in serie di recupero o smaltimento nel medesimo impianto (ad es. trattamento chimico-fisico e biologico in serie su rifiuti liquidi); • i flussi di importazione o esportazione di rifiuti influenzano ovviamente il rapporto tra quanto prodotto e gestito nell’ambito provinciale. Con le suddette avvertenze, si segnala innanzitutto come le attività di recupero effettuate in regione coprano una quota maggioritaria del complesso dei rifiuti recuperati/smaltiti, interessando 1.478.083 t (59% del totale). Lo smaltimento interessa invece 1.027.985 t (41% del totale). Nella seguente tabella sono riportati i dati relativi ai quantitativi di rifiuti speciali pericolosi e non pericolosi su cui vengono svolte attività di recupero e smaltimento in regione, suddivisi per macrocategorie CER. Le tipologie di rifiuti per le quali risulta largamente dominante il recupero sullo smaltimento sono, in ordine di quote decrescenti, le seguenti: 01.00.00 rifiuti da estrazione da miniera o cava, 98% di recupero; 17.00.00 rifiuti delle operazioni di costruzione e demolizione, 95% di recupero; 12.00.00 rifiuti prodotti dal tratt. fisico e meccanico di metalli e plastica, 94,8% di recupero; 15.00.00 imballaggi, stracci, materiali filtranti, 90,5% di recupero; 03.00.00 rifiuti dalla lavorazione del legno, 85% di recupero; 10.00.00 rifiuti prodotti da processi termici, 65,3% di recupero; 14.00.00 rifiuti organici utilizzati come solventi,refrigeranti, 62,7% di recupero. Per alcune tipologie di rifiuti risulta invece dominante lo smaltimento sul recupero: 05.00.00 rifiuti da raffinazione petrolio e gas naturale, 100% di smaltimento; 13.00.00 oli esausti, 100% di smaltimento; 18.00.00 rifiuti di ricerca medica e veterinaria, 100% di smaltimento; 02.00.00 rifiuti prodotti da agricoltura, 98,8% di smaltimento; 09.00.00 rifiuti dell’industria fotografica, 96,6% di smaltimento; 08.00.00 rifiuti da PFFU di rivestimenti, sigillanti, inchiostri, 95,5% di smaltimento; 11.00.00 rifiuti inorganici contenenti metalli, 95,3% di smaltimento; 2 A seguito di una verifica puntuale, si è deciso di sottrarre dal totale regionale di rifiuti speciali, il flusso di 3.268.193 t di rifiuto con codice CER 19 13 08 (rifiuti liquidi acquosi e concentrati acquosi prodotti dalle operazioni di risanamento delle acque di falda, diversi da quelli di cui alla voce 19 13 07) dichiarato come prodotto dalla Raffineria API di Ancona in quanto lo stesso viene gestito internamente dalla ditta stessa, non entrando quindi nel circuito di raccolta/smaltimento di rifiuti speciali. Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Prima: Quadro Conoscitivo 149 149 REGIONE MARCHE 06.00.00 rifiuti da processi chimici inorganici, 92,3% di smaltimento; 19.00.00 rifiuti prodotti da impianti di trattamento, 71,9% di smaltimento; 04.00.00 rifiuti dalla produzione conciaria e tessile, 69,5% di smaltimento; 16.00.00 rifiuti non specificati altrimenti nell’elenco, 64,3% di smaltimento; 07.00.00 rifiuti dei processi chimici organici, 61,5% di smaltimento; 20.00.00 rifiuti assimilabili, 56,9% di smaltimento. Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Prima: Quadro Conoscitivo 150 150 REGIONE MARCHE Il recupero e lo smaltimento di rifiuti speciali in Regione Marche al 2010 per macrocategoria CER Recupero Smaltimento Rec. + Smalt. 01 RIF. DA PROSP.,ESTR.,TRATT.,LAVORAZ. DI MINERALI E MAT. DI CAVA 46.703 896 47.599 02 RIF. DA PROSP.,TRATT.E PREP. DI ALIMENTI IN AGRICOLTURA 354 29.020 29.373 03 RIF. LAVORAZ. LEGNO E PROD. CARTA, POLPA, CARTONE, PANNELLI… 34.791 6.152 40.943 04 RIFIUTI DELLA PRODUZIONE CONCIARIA E TESSILE 7.852 17.919 25.770 05 RIF. DA RAFF. PETROLIO, PURIF., GAS NAT. E TRATT PIROL. DI CARBONE 0 21.090 21.090 06 RIFIUTI DA PROCESSI CHIMICI INORGANICI 849 10.113 10.963 07 RIFIUTI DA PROCESSI CHIMICI ORGANICI 9.784 15.658 25.443 08 RIF. DA PROD., FORMUL., FORNIT., USO DI RIVESTIMENTI, SIGILLANTI, INCH. 1.617 34.397 36.013 09 RIFIUTI DELL'INDUSTRIA FOTOGRAFICA 68 1.902 1.970 10 RIFIUTI INORGANICI PROVENIENTI DA TRATTAMENTI TERMICI 21.658 11.504 33.163 11 RIF. INORG. CONT. METALLI DA TRATT. E RICOP.., IDROMETALL. NON FERR. 570 11.505 12.075 12 RIF. DI LAVORAZ. E TRATT. SUPERFICIALE DI METALLI E PLASTICA 189.022 10.403 199.424 13 OLII ESAURITI (TRANNE 050000 E 120000) 0 10.117 10.117 14 RIF. DI SOST. ORGAN. UTILIZZATE COME SOLVENTI (TRANNE 070000 E 080000) 813 484 1.297 15 IMBALLAGGI, ASORBENTI, STRACCI, MATERIALI FILTRANTI E INDUMENTI 119.009 12.439 131.448 16 RIFIUTI NON SPECIFICATI ALTRIMENTI NEL CATALOGO 33.294 59.893 93.187 17 RIF. DI COSTRUZIONE E DEMOLIZIONI (COMPRESA COSTRUZIONE STRADE) 700.768 36.426 737.195 18 RIF. DI RICERCA MEDICA E VETERINARIA (TRANNE RIFIUTI DI CUCINA…) 0 611 611 19 RIF. DA IMPIANTI DI TRATT. RIF., IMPIANTI DI TRATT. ACQUE REFLUE… 264.837 676.669 941.506 20 RSU ED ASSIMILABILI DA COMMERCIO, INDUSTRIA ED ISTITUZ. INCLUSE RD 46.095 60.787 106.882 1.478.083 1.027.985 2.506.069 Macrocategorie CER Rifiuti speciali non pericolosi e pericolosi (t/anno) Totale Fonte dei dati: elaborazione dichiarazioni MUD 2011 relative all'anno 2010 Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Prima: Quadro Conoscitivo 151 151 REGIONE MARCHE Sul complesso dei rifiuti speciali non pericolosi sottoposti ad operazioni di recupero (1.470.730 t) la quota largamente predominante è rappresentata dai rifiuti della categoria 17.00.00 (rifiuti derivanti dalle opere di costruzione e demolizione) pari al 48% del totale dei non pericolosi a recupero, mentre per lo smaltimento è interessato principalmente il codice 19.00.00 (rifiuti da trattamento rifiuti e reflui) pari al 70% del totale dei non pericolosi a smaltimento. Il complesso dei rifiuti speciali non pericolosi sottoposti a smaltimento ammonta a 934.038 t. L’attività di recupero di rifiuti pericolosi riguarda invece essenzialmente il codice 16.00.00 (rifiuti non altrimenti specificati nell’elenco) per un 64% del totale dei pericolosi a recupero, mentre lo smaltimento di rifiuti pericolosi interessa i codici 19.00.00 (rifiuti da trattamento rifiuti e reflui) e i 17.00.00 (rifiuti derivanti dalle opere di costruzione e demolizione) rispettivamente pari al 20% e 18% del totale dei pericolosi a smaltimento. Nelle seguenti tabelle si riporta l’analisi delle tipologie di attività di recupero e smaltimento effettuate sui rifiuti speciali. Tipologia di recupero in Regione (anno 2010) Rif. Spec. NP (t) Rif. Spec. P (t) Rif. Totale (t) R1 Utilizzazione come combustibile o come altro mezzo per produrre energia 60.376 - 60.376 R2 Rigenerazione/recupero di solventi - 941 941 R3 Riciclo/recupero sostanze organiche non utilizzate come solvente (Incl. Compostaggio) 211.271 32 211.303 R4 Riciclo/recupero dei metalli e dei composti metallici 334.450 6.241 340.691 R5 Riciclo/recupero di altre sostanze inorganiche 809.965 42 810.007 R6 Rigenerazione di acidi e basi 2.921 - 2.921 R10 Spandimento sul suolo a beneficio dell'agricoltura e dell'ecologia 29.359 - 29.359 R11 Utilizzazione di rifiuti ottenuti da una delle operazioni indicate da R1 a R10 21.751 21.751 R12 Scambio di rifiuti per sottoporli a una delle operazioni indicate da R1 a R11 228 - 228 R Produzione combustibile da rifiuti 410 96 506 Totale 1.470.730 7.353 1.478.083 Fonte dei dati: elaborazione dichiarazioni MUD 2011 relative all'anno 2010 Tipologia di smaltimento in Regione (anno 2010) Rif. Spec. NP (t) Rif. Spec. P (t) Rif. Totale (t) D1 Deposito su o nel suolo (ad esempio discarica) 271.903 34.160 306.063 D3 Iniezioni in profondità 18.189 - 18.189 D8 Trattamento biologico 260.938 11.195 272.132 D9 Trattamento chimico/fisico 370.781 46.174 416.955 D13 Raggruppamento preliminare prima di operazioni da D1 a D12 6.842 953 7.795 D14 Ricondizionamento preliminare prima di operazioni da D1 A D13 5.385 1.466 6.851 Totale 934.038 93.947 1.027.985 Fonte dei dati: elaborazione dichiarazioni MUD 2011 relative all'anno 2010 Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Prima: Quadro Conoscitivo 152 152 REGIONE MARCHE Di seguito si riporta quindi l'approfondimento sulle attività di recupero e smaltimento nelle diverse Province Marchigiane. Considerando le avvertenze già riferite precedentemente le attività di recupero effettuate in Provincia di Pesaro e Urbino coprono una quota maggioritaria del complesso dei rifiuti recuperati/smaltiti, interessando 332.013 t (67% del totale). Lo smaltimento interessa invece 161.320 t (33% del totale). Di seguito una tabella in cui sono riportati i dati relativi ai quantitativi di rifiuti speciali pericolosi e non pericolosi su cui vengono svolte attività di recupero e smaltimento in Provincia di Pesaro e Urbino, suddivisi per macrocategorie CER. Le tipologie di rifiuti per le quali risulta largamente dominante il recupero sullo smaltimento sono, in ordine di quote decrescenti, le seguenti: 14.00.00 solventi organici, refrigeranti e propellenti di scarto, 100% di recupero; 03.00.00 rifiuti dalla lavorazione del legno, 97,8% di recupero; 01.00.00 rifiuti da estrazione da miniera o cava, 95,2% di recupero; 17.00.00 rifiuti delle operazioni di costruzione e demolizione, 93,9% di recupero; 10.00.00 rifiuti prodotti da processi termici, 91,5% di recupero; 15.00.00 rifiuti di imballaggio, 71,7% di recupero; 20.00.00 rifiuti urbani e assimilabili, 55% di recupero. Per alcune tipologie di rifiuti risulta invece dominante lo smaltimento sul recupero: 04.00.00 rifiuti della produzione conciaria e tessile, 100% di smaltimento; 06.00.00 rifiuti processi chimici inorganici, 100% di smaltimento; 12.00.00 rifiuti prodotti dal tratt. fisico e meccanico di metalli e plastica, 100% di smaltimento; 13.00.00 oli esausti, 100% di smaltimento; 18.00.00 rifiuti di ricerca medica e veterinaria, 100% di smaltimento; 02.00.00 rifiuti prodotti da agricoltura, 97,2% di smaltimento; 19.00.00 rifiuti prodotti da impianti di trattamento, 83,6% di smaltimento; 07.00.00 rifiuti dei processi chimici organici, 82,8% di smaltimento; 11.00.00 rifiuti inorganici contenenti metalli , 81,4% di smaltimento; 08.00.00 rifiuti della produzione, formulazione, fornitura ed uso di rivestimenti, 80,2% di smaltimento; 09.00.00 rifiuti dell’industria fotografica, 77,1% di smaltimento; 16.00.00 rifiuti non specificati altrimenti nell’elenco, 55% di smaltimento. Per la macrocategoria di rifiuto con CER 05.00.00 (rifiuti della raffinazione del petrolio, purificazione del gas naturale e trattamento pirolitico del carbone) la provincia di Pesaro Urbino non ha fatto registrare nessuna attività di recupero e/o smaltimento. Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Prima: Quadro Conoscitivo 153 153 REGIONE MARCHE Il recupero e lo smaltimento di rifiuti speciali in Provincia di Pesaro Urbino al 2010 per macrocategoria CER Recupero Smaltimento Rec. + Smalt. 01 RIF. DA PROSP.,ESTR.,TRATT.,LAVORAZ. DI MINERALI E MAT. DI CAVA 2.405 121 2.526 02 RIF. DA PROSP.,TRATT.E PREP. DI ALIMENTI IN AGRICOLTURA 5 155 159 03 RIF. LAVORAZ. LEGNO E PROD. CARTA, POLPA, CARTONE, PANNELLI… 19.377 426 19.803 04 RIFIUTI DELLA PRODUZIONE CONCIARIA E TESSILE 0 2.821 2.821 05 RIF. DA RAFF. PETROLIO, PURIF., GAS NAT. E TRATT PIROL. DI CARBONE 0 0 0 06 RIFIUTI DA PROCESSI CHIMICI INORGANICI 0 2.015 2.015 07 RIFIUTI DA PROCESSI CHIMICI ORGANICI 360 1.739 2.100 08 RIF. DA PROD., FORMUL., FORNIT., USO DI RIVESTIMENTI, SIGILLANTI, INCH. 1.472 5.971 7.443 09 RIFIUTI DELL'INDUSTRIA FOTOGRAFICA 33 111 144 10 RIFIUTI INORGANICI PROVENIENTI DA TRATTAMENTI TERMICI 5.135 477 5.612 11 RIF. INORG. CONT. METALLI DA TRATT. E RICOP.., IDROMETALL. NON FERR. 569 2.499 3.068 12 RIF. DI LAVORAZ. E TRATT. SUPERFICIALE DI METALLI E PLASTICA 0 1.765 1.765 13 OLII ESAURITI (TRANNE 050000 E 120000) 0 288 288 14 RIF. DI SOST. ORGAN. UTILIZZATE COME SOLVENTI (TRANNE 070000 E 080000) 54.975 0 54.975 15 IMBALLAGGI, ASORBENTI, STRACCI, MATERIALI FILTRANTI E INDUMENTI 18.317 7.227 25.544 16 RIFIUTI NON SPECIFICATI ALTRIMENTI NEL CATALOGO 3.605 4.464 8.069 17 RIF. DI COSTRUZIONE E DEMOLIZIONI (COMPRESA COSTRUZIONE STRADE) 183.574 11.955 195.529 18 RIF. DI RICERCA MEDICA E VETERINARIA (TRANNE RIFIUTI DI CUCINA…) 0 5 5 19 RIF. DA IMPIANTI DI TRATT. RIF., IMPIANTI DI TRATT. ACQUE REFLUE… 19.861 101.051 120.913 20 RSU ED ASSIMILABILI DA COMMERCIO, INDUSTRIA ED ISTITUZ. INCLUSE RD 22.324 18.230 40.554 332.013 161.320 493.333Totale Macrocategorie CER Rifiuti speciali non pericolosi e pericolosi (t/anno) Fonte dei dati: elaborazione dichiarazioni MUD 2011 relative all'anno 2010 Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Prima: Quadro Conoscitivo 154 154 REGIONE MARCHE Nelle seguenti tabelle si riporta l’analisi delle tipologie di attività di recupero e smaltimento effettuate sui rifiuti speciali in Provincia di Pesaro e Urbino. Tipologia di recupero in Prov PU (anno 2010) Rif. Spec. NP (t) Rif. Spec. P (t) Rif. Totale (t) R1 Utilizzazione come combustibile o come altro mezzo per produrre energia 15.960 15.960 R2 Rigenerazione/recupero di solventi 258 258 R3 Riciclo/recupero sostanze organiche non utilizzate come solvente (Incl. Compostaggio) 28.613 28.613 R4 Riciclo/recupero dei metalli e dei composti metallici 88.596 107 88.703 R5 Riciclo/recupero di altre sostanze inorganiche 198.251 198.251 R6 Rigenerazione di acidi e basi R10 Spandimento sul suolo a beneficio dell'agricoltura e dell'ecologia R11 Utilizzazione di rifiuti ottenuti da una delle operazioni indicate da R1 a R10 R12 Scambio di rifiuti per sottoporli a una delle operazioni indicate da R1 a R11 228 228 R Produzione combustibile da rifiuti Totale 331.648 365 332.013 Fonte dei dati: elaborazione dichiarazioni MUD 2011 relative all'anno 2010 Tipologia di smaltimento in Prov PU (anno 2010) Rif. Spec. NP (t) Rif. Spec. P (t) Rif. Totale (t) D1 Deposito su o nel suolo (ad esempio discarica) 113.435 113.435 D3 Iniezioni in profondità D8 Trattamento biologico 32.730 32.730 D9 Trattamento chimico/fisico 11.553 3.602 15.155 D13 Raggruppamento preliminare prima di operazioni da D1 a D12 D14 Ricondizionamento preliminare prima di operazioni da D1 a D13 Totale 157.718 3.602 161.320 Fonte dei dati: elaborazione dichiarazioni MUD 2011 relative all'anno 2010 Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Prima: Quadro Conoscitivo 155 155 REGIONE MARCHE Considerando le avvertenze già riferite precedentemente, le attività di recupero effettuate in Provincia di Ancona coprono una quota maggioritaria del complesso dei rifiuti recuperati/smaltiti, interessando 559.971 t (66% del totale) 3. Lo smaltimento interessa invece 284.501 t (33,7% del totale). Di seguito una tabella in cui sono riportati i dati relativi ai quantitativi di rifiuti speciali pericolosi e non pericolosi su cui vengono svolte attività di recupero e smaltimento in Provincia di Ancona, suddivisi per macrocategorie CER. Le tipologie di rifiuti per le quali risulta largamente dominante il recupero sullo smaltimento sono, in ordine di quote decrescenti, le seguenti: 01.00.00 rifiuti da estrazione da miniera o cava, 98,1% di recupero; 15.00.00 rifiuti di imballaggio, 97,4% di recupero; 12.00.00 rifiuti prodotti dal tratt. fisico e meccanico di metalli e plastica, 97,1% di recupero; 17.00.00 rifiuti delle operazioni di costruzione e demolizione, 94,8% di recupero; 10.00.00 rifiuti prodotti da processi termici, 83,3% di recupero; 14.00.00 solventi organici, refrigeranti e propellenti di scarto, 71,7% di recupero; 03.00.00 rifiuti dalla lavorazione del legno, 64,9% di recupero. Per alcune tipologie di rifiuti risulta invece dominante lo smaltimento sul recupero: 05.00.00 rifiuti della raffinazione del petrolio , 100% di smaltimento; 06.00.00 rifiuti processi chimici inorganici, 100% di smaltimento; 09.00.00 rifiuti dell’industria fotografica, 100% di smaltimento; 11.00.00 rifiuti inorganici contenenti metalli, 100% di smaltimento; 13.00.00 oli esausti, 100% di smaltimento; 18.00.00 rifiuti di ricerca medica e veterinaria, 100% di smaltimento; 08.00.00 rifiuti della produzione ed uso di rivestimenti, 99% di smaltimento; 02.00.00 rifiuti prodotti da agricoltura, 98,8% di smaltimento; 04.00.00 rifiuti della produzione conciaria e tessile, 95,9% di smaltimento; 19.00.00 rifiuti prodotti da impianti di trattamento, 83,7% di smaltimento; 16.00.00 rifiuti non specificati altrimenti, 80,5% di smaltimento; 20.00.00 rifiuti urbani assimilabili, 66,7% di smaltimento; 07.00.00 rifiuti dei processi chimici organici, 61,1% di smaltimento. 3 A seguito di una verifica puntuale, si è deciso di sottrarre dal totale provinciale di rifiuti speciali, il flusso di 3.268.193 t di rifiuto con codice CER 19 13 08 (rifiuti liquidi acquosi e concentrati acquosi prodotti dalle operazioni di risanamento delle acque di falda, diversi da quelli di cui alla voce 19 13 07) dichiarato come prodotto dalla Raffineria API di Ancona in quanto lo stesso viene gestito internamente dalla ditta stessa, non entrando quindi nel circuito di raccolta/smaltimento di rifiuti speciali. Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Prima: Quadro Conoscitivo 156 156 REGIONE MARCHE Il recupero e lo smaltimento di rifiuti speciali in Provincia di Ancona al 2010 per macrocategoria CER Recupero Smaltimento Rec. + Smalt. 01 RIF. DA PROSP.,ESTR.,TRATT.,LAVORAZ. DI MINERALI E MAT. DI CAVA 9.666 183 9.849 02 RIF. DA PROSP.,TRATT.E PREP. DI ALIMENTI IN AGRICOLTURA 80 6.611 6.691 03 RIF. LAVORAZ. LEGNO E PROD. CARTA, POLPA, CARTONE, PANNELLI… 9.761 5.289 15.049 04 RIFIUTI DELLA PRODUZIONE CONCIARIA E TESSILE 100 2.344 2.445 05 RIF. DA RAFF. PETROLIO, PURIF., GAS NAT. E TRATT PIROL. DI CARBONE 0 1.152 1.152 06 RIFIUTI DA PROCESSI CHIMICI INORGANICI 0 3.150 3.150 07 RIFIUTI DA PROCESSI CHIMICI ORGANICI 2.216 3.475 5.691 08 RIF. DA PROD., FORMUL., FORNIT., USO DI RIVESTIMENTI, SIGILLANTI, INCH. 97 10.385 10.482 09 RIFIUTI DELL'INDUSTRIA FOTOGRAFICA 0 0 0 10 RIFIUTI INORGANICI PROVENIENTI DA TRATTAMENTI TERMICI 8.953 1.793 10.746 11 RIF. INORG. CONT. METALLI DA TRATT. E RICOP.., IDROMETALL. NON FERR. 0 1.504 1.504 12 RIF. DI LAVORAZ. E TRATT. SUPERFICIALE DI METALLI E PLASTICA 91.271 2.710 93.981 13 OLII ESAURITI (TRANNE 050000 E 120000) 0 1.108 1.108 14 RIF. DI SOST. ORGAN. UTILIZZATE COME SOLVENTI (TRANNE 070000 E 080000) 292 115 407 15 IMBALLAGGI, ASORBENTI, STRACCI, MATERIALI FILTRANTI E INDUMENTI 45.923 1.237 47.160 16 RIFIUTI NON SPECIFICATI ALTRIMENTI NEL CATALOGO 4.940 20.388 25.328 17 RIF. DI COSTRUZIONE E DEMOLIZIONI (COMPRESA COSTRUZIONE STRADE) 341.361 18.691 360.052 18 RIF. DI RICERCA MEDICA E VETERINARIA (TRANNE RIFIUTI DI CUCINA…) 0 1 1 19 RIF. DA IMPIANTI DI TRATT. RIF., IMPIANTI DI TRATT. ACQUE REFLUE… 36.188 186.092 222.279 20 RSU ED ASSIMILABILI DA COMMERCIO, INDUSTRIA ED ISTITUZ. INCLUSE RD 9.123 18.273 27.396 559.971 284.501 844.472Totale Macrocategorie CER Rifiuti speciali non pericolosi e pericolosi (t/anno) Fonte dei dati: elaborazione dichiarazioni MUD 2011 relative all'anno 2010 Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Prima: Quadro Conoscitivo 157 157 REGIONE MARCHE Nelle seguenti tabelle si riporta l’analisi delle tipologie di attività di recupero e smaltimento effettuate sui rifiuti speciali. Tipologia di recupero in Prov AN (anno 2010) Rif. Spec. NP (t) Rif. Spec. P (t) Rif. Totale (t) R1 Utilizzazione come combustibile o come altro mezzo per produrre energia 24.961 24.961 R2 Rigenerazione/recupero di solventi 381 381 R3 Riciclo/recupero sostanze organiche non utilizzate come solvente (Incl. Compostaggio) 68.450 32 68.482 R4 Riciclo/recupero dei metalli e dei composti metallici 156.572 463 157.035 R5 Riciclo/recupero di altre sostanze inorganiche 287.183 2 287.186 R6 Rigenerazione di acidi e basi R10 Spandimento sul suolo a beneficio dell'agricoltura e dell'ecologia 47 47 R11 Utilizzazione di rifiuti ottenuti da una delle operazioni indicate da R1 a R10 21.751 21.751 R12 Scambio di rifiuti per sottoporli a una delle operazioni indicate da R1 a R11 R Produzione combustibile da rifiuti 32 96 129 Totale 558.996 975 559.971 Fonte dei dati: elaborazione dichiarazioni MUD 2011 relative all'anno 2010 Tipologia di smaltimento in Prov AN (anno 2010) Rif. Spec. NP (t) Rif. Spec. P (t) Rif. Totale (t) D1 Deposito su o nel suolo (ad esempio discarica) 82.558 17.415 99.974 D3 Iniezioni in profondità D8 Trattamento biologico 22.955 26 22.981 D9 Trattamento chimico/fisico 141.834 6.950 148.784 D1 3 Raggruppamento preliminare prima di operazioni da D1 a D12 6.512 944 7.456 D1 4 Ricondizionamento preliminare prima di operazioni da D1 A D13 4.659 647 5.306 Totale 258.518 25.983 284.501 Fonte dei dati: elaborazione dichiarazioni MUD 2011 relative all'anno 2010 Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Prima: Quadro Conoscitivo 158 158 REGIONE MARCHE Considerando le avvertenze già riferite precedentemente, le attività di recupero effettuate in Provincia di Macerata coprono una quota maggioritaria del complesso dei rifiuti recuperati/smaltiti, interessando 420.840 t (88,7% del totale). Lo smaltimento interessa invece 53.615 t (11,3% del totale). Di seguito una tabella in cui sono riportati i dati relativi ai quantitativi di rifiuti speciali pericolosi e non pericolosi su cui vengono svolte attività di recupero e smaltimento in Provincia di Macerata, suddivisi per macrocategorie CER. Le tipologie di rifiuti per le quali risulta largamente dominante il recupero sullo smaltimento sono, in ordine di quote decrescenti, le seguenti: 01.00.00 rifiuti da estrazione da miniera o cava, 100% di recupero; 03.00.00 rifiuti dalla lavorazione del legno, 98,6% di recupero; 04.00.00 rifiuti della produzione conciaria e tessile, 97,5% di recupero; 17.00.00 rifiuti delle operazioni di costruzione e demolizione, 96,6% di recupero; 12.00.00 rifiuti prodotti dal tratt. fisico e meccanico di metalli e plastica, 94,6% di recupero; 19.00.00 rifiuti prodotti da impianti di trattamento rifiuti, 94,3% di recupero; 15.00.00 rifiuti di imballaggio, 88,9% di recupero; 16.00.00 rifiuti non specificati altrimenti nell’elenco, 72,1% di recupero; 20.00.00 rifiuti urbani, 68,8% di recupero; 10.00.00 rifiuti prodotti da processi termici, 57,7% di recupero. Per alcune tipologie di rifiuti risulta invece dominante lo smaltimento sul recupero: 05.00.00 rifiuti della raffinazione del petrolio, 100% di smaltimento; 13.00.00 oli esausti, 100% di smaltimento; 18.00.00 rifiuti di ricerca medica e veterinaria, 100% di smaltimento; 11.00.00 rifiuti inorganici contenenti metalli, 99,9% di smaltimento; 08.00.00 rifiuti della produzione ed uso di rivestimenti, 98,5% di smaltimento; 02.00.00 rifiuti prodotti da agricoltura, 96,4% di smaltimento; 09.00.00 rifiuti dell’industria fotografica, 89,4% di smaltimento; 14.00.00 solventi organici, refrigeranti e propellenti di scarto, 68,4% di smaltimento; 07.00.00 rifiuti dei processi chimici organici, 63,1% di smaltimento; 06.00.00 rifiuti processi chimici inorganici, 58,7% di smaltimento. Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Prima: Quadro Conoscitivo 159 159 REGIONE MARCHE Il recupero e lo smaltimento di rifiuti speciali in Provincia di Macerata al 2010 per macrocategoria CER Recupero Smaltimento Rec. + Smalt. 01 RIF. DA PROSP.,ESTR.,TRATT.,LAVORAZ. DI MINERALI E MAT. DI CAVA 19.522 12 19.535 02 RIF. DA PROSP.,TRATT.E PREP. DI ALIMENTI IN AGRICOLTURA 253 6.876 7.129 03 RIF. LAVORAZ. LEGNO E PROD. CARTA, POLPA, CARTONE, PANNELLI… 5.030 71 5.101 04 RIFIUTI DELLA PRODUZIONE CONCIARIA E TESSILE 5.714 149 5.863 05 RIF. DA RAFF. PETROLIO, PURIF., GAS NAT. E TRATT PIROL. DI CARBONE 0 1.730 1.730 06 RIFIUTI DA PROCESSI CHIMICI INORGANICI 849 1.205 2.055 07 RIFIUTI DA PROCESSI CHIMICI ORGANICI 2.828 4.837 7.665 08 RIF. DA PROD., FORMUL., FORNIT., USO DI RIVESTIMENTI, SIGILLANTI, INCH. 44 2.824 2.868 09 RIFIUTI DELL'INDUSTRIA FOTOGRAFICA 35 294 329 10 RIFIUTI INORGANICI PROVENIENTI DA TRATTAMENTI TERMICI 4.126 3.024 7.150 11 RIF. INORG. CONT. METALLI DA TRATT. E RICOP.., IDROMETALL. NON FERR. 0 358 359 12 RIF. DI LAVORAZ. E TRATT. SUPERFICIALE DI METALLI E PLASTICA 38.513 2.208 40.721 13 OLII ESAURITI (TRANNE 050000 E 120000) 0 212 212 14 RIF. DI SOST. ORGAN. UTILIZZATE COME SOLVENTI (TRANNE 070000 E 080000) 159 346 505 15 IMBALLAGGI, ASORBENTI, STRACCI, MATERIALI FILTRANTI E INDUMENTI 26.132 3.272 29.404 16 RIFIUTI NON SPECIFICATI ALTRIMENTI NEL CATALOGO 13.183 5.110 18.294 17 RIF. DI COSTRUZIONE E DEMOLIZIONI (COMPRESA COSTRUZIONE STRADE) 98.561 3.486 102.047 18 RIF. DI RICERCA MEDICA E VETERINARIA (TRANNE RIFIUTI DI CUCINA…) 0 541 541 19 RIF. DA IMPIANTI DI TRATT. RIF., IMPIANTI DI TRATT. ACQUE REFLUE… 194.316 11.802 206.117 20 RSU ED ASSIMILABILI DA COMMERCIO, INDUSTRIA ED ISTITUZ. INCLUSE RD 11.573 5.257 16.830 420.840 53.615 474.455Totale Macrocategorie CER Rifiuti speciali non pericolosi e pericolosi (t/anno) Fonte dei dati: elaborazione dichiarazioni MUD 2011 relative all'anno 2010 Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Prima: Quadro Conoscitivo 160 160 REGIONE MARCHE Nelle seguenti tabelle si riporta l’analisi delle tipologie di attività di recupero e smaltimento effettuate sui rifiuti speciali. Tipologia di recupero in Prov MC (Anno 2010) Rif. Spec. NP (t) Rif. Spec. P (t) Rif. Totale (t) R1 Utilizzazione come combustibile o come altro mezzo per produrre energia 9.246 9.246 R2 Rigenerazione/recupero di solventi 162 162 R3 Riciclo/recupero sostanze organiche non utilizzate come solvente ( incl. Compostaggio) 62.206 62.206 R4 Riciclo/recupero dei metalli e dei composti metallici 66.079 4.984 71.063 R5 Riciclo/recupero di altre sostanze inorganiche 259.511 40 259.550 R6 Rigenerazione di acidi e basi 2.921 2.921 R10 Spandimento sul suolo a beneficio dell'agricoltura e dell'ecologia 15.691 15.691 R11 Utilizzazione di rifiuti ottenuti da una delle operazioni indicate da R1 a R10 R12 Scambio di rifiuti per sottoporli a una delle operazioni indicate da R1 a R11 R Produzione combustibile da rifiuti Totale 415.653 5.186 420.840 Fonte dei dati: elaborazione dichiarazioni MUD 2011 relative all'anno 2010 Tipologia di smaltimento in Prov MC (anno 2010) Rif. Spec. NP (t) Rif. Spec. P (t) Rif. Totale (t) D1 Deposito su o nel suolo (ad esempio discarica) 1.509 1.509 D3 Iniezioni in profondità D8 Trattamento biologico 14.027 14.027 D9 Trattamento chimico/fisico 14.161 23.359 37.520 D13 Raggruppamento preliminare prima di operazioni da D1 a D12 329 2 330 D14 Ricondizionamento preliminare prima di operazioni da D1 a D13 71 159 230 Totale 30.096 23.519 53.615 Fonte dei dati: elaborazione dichiarazioni MUD 2011 relative all'anno 2010 Considerando le avvertenze già riferite precedentemente, le attività di recupero effettuate in Provincia di Fermo coprono una quota minoritaria del complesso dei rifiuti recuperati/smaltiti, interessando 59.012 t (24,5% del totale), in controtendenza con le precedenti province analizzate: lo smaltimento interessa infatti 182.125 t, pari al 75,5% del totale. Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Prima: Quadro Conoscitivo 161 161 REGIONE MARCHE Di seguito una tabella in cui sono riportati i dati relativi ai quantitativi di rifiuti speciali pericolosi e non pericolosi su cui vengono svolte attività di recupero e smaltimento in Provincia di Fermo, suddivisi per macrocategorie CER. Le tipologie di rifiuti per le quali risulta largamente dominante il recupero sullo smaltimento sono, in ordine di quote decrescenti, le seguenti: 01.00.00 rifiuti da estrazione da miniera o cava, 100% di recupero; 17.00.00 rifiuti delle operazioni di costruzione e demolizione, 99,3% di recupero; 10.00.00 rifiuti prodotti da processi termici, 95,7% di recupero; 14.00.00 solventi organici, refrigeranti e propellenti di scarto 78,9% di recupero; 12.00.00 rifiuti prodotti dal tratt. fisico e meccanico di metalli e plastica , 73,2% di recupero. Per alcune tipologie di rifiuti risulta invece dominante lo smaltimento sul recupero: 02.00.00 rifiuti prodotti da agricoltura, 100% di smaltimento; 03.00.00 rifiuti dalla lavorazione del legno, 100% di smaltimento; 05.00.00 rifiuti della raffinazione del petrolio, 100% di smaltimento; 06.00.00 rifiuti processi chimici inorganici, 100% di smaltimento; 09.00.00 rifiuti dell’industria fotografica, 100% di smaltimento; 11.00.00 rifiuti inorganici contenenti metalli 100% di smaltimento; 13.00.00 oli esausti, 100% di smaltimento; 18.00.00 rifiuti di ricerca medica e veterinaria, 100% di smaltimento; 20.00.00 rifiuti urbani e assimilabili, 100% di smaltimento; 08.00.00 rifiuti della produzione ed uso di rivestimenti, 99,7% di smaltimento; 04.00.00 rifiuti della produzione conciaria e tessile, 96,9% di smaltimento; 19.00.00 rifiuti prodotti da impianti di trattamento rifiuti, 95,9% di smaltimento; 07.00.00 rifiuti dei processi chimici organici, 80,7% di smaltimento; Per i rifiuti della categoria 16.00.00 (rifiuti non specificati altrimenti nell’elenco) e 15.00.00 (rifiuti di imballaggio) si ha una sostanziale equivalenza del dato di recupero con quello di smaltimento. Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Prima: Quadro Conoscitivo 162 162 REGIONE MARCHE Il recupero e lo smaltimento di rifiuti speciali in Provincia di Fermo al 2010 per macrocategoria CER Recupero Smaltimento Rec. + Smalt. 01 RIF. DA PROSP.,ESTR.,TRATT.,LAVORAZ. DI MINERALI E MAT. DI CAVA 13.503 0 13.503 02 RIF. DA PROSP.,TRATT.E PREP. DI ALIMENTI IN AGRICOLTURA 0 2.390 2.390 03 RIF. LAVORAZ. LEGNO E PROD. CARTA, POLPA, CARTONE, PANNELLI… 0 268 268 04 RIFIUTI DELLA PRODUZIONE CONCIARIA E TESSILE 404 12.592 12.995 05 RIF. DA RAFF. PETROLIO, PURIF., GAS NAT. E TRATT PIROL. DI CARBONE 0 18.189 18.189 06 RIFIUTI DA PROCESSI CHIMICI INORGANICI 0 246 246 07 RIFIUTI DA PROCESSI CHIMICI ORGANICI 708 2.951 3.659 08 RIF. DA PROD., FORMUL., FORNIT., USO DI RIVESTIMENTI, SIGILLANTI, INCH. 4 1.247 1.251 09 RIFIUTI DELL'INDUSTRIA FOTOGRAFICA 0 4 4 10 RIFIUTI INORGANICI PROVENIENTI DA TRATTAMENTI TERMICI 173 8 180 11 RIF. INORG. CONT. METALLI DA TRATT. E RICOP.., IDROMETALL. NON FERR. 0 171 171 12 RIF. DI LAVORAZ. E TRATT. SUPERFICIALE DI METALLI E PLASTICA 1.416 520 1.936 13 OLII ESAURITI (TRANNE 050000 E 120000) 0 2 2 14 RIF. DI SOST. ORGAN. UTILIZZATE COME SOLVENTI (TRANNE 070000 E 080000) 85 23 108 15 IMBALLAGGI, ASORBENTI, STRACCI, MATERIALI FILTRANTI E INDUMENTI 570 681 1.250 16 RIFIUTI NON SPECIFICATI ALTRIMENTI NEL CATALOGO 9.560 8.645 18.206 17 RIF. DI COSTRUZIONE E DEMOLIZIONI (COMPRESA COSTRUZIONE STRADE) 27.226 202 27.428 18 RIF. DI RICERCA MEDICA E VETERINARIA (TRANNE RIFIUTI DI CUCINA…) 0 1 1 19 RIF. DA IMPIANTI DI TRATT. RIF., IMPIANTI DI TRATT. ACQUE REFLUE… 5.365 126.119 131.484 20 RSU ED ASSIMILABILI DA COMMERCIO, INDUSTRIA ED ISTITUZ. INCLUSE RD 0 7.767 7.767 59.012 182.025 241.037Totale Macrocategorie CER Rifiuti speciali non pericolosi e pericolosi (t/anno) Fonte dei dati: elaborazione dichiarazioni MUD 2011 relative all'anno 2010 Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Prima: Quadro Conoscitivo 163 163 REGIONE MARCHE Nelle seguenti tabelle si riporta l’analisi delle tipologie di attività di recupero e smaltimento effettuate sui rifiuti speciali. Tipologia di recupero in Prov FM (Anno 2010) Rif. Spec. NP (t) Rif. Spec. P (t) Rif. Totale (t) R1 Utilizzazione come combustibile o come altro mezzo per produrre energia 4.631 4.631 R2 Rigenerazione/recupero di solventi 88 88 R3 Riciclo/recupero sostanze organiche non utilizzate come solvente ( incl. Compostaggio) 10.636 10.636 R4 Riciclo/recupero dei metalli e dei composti metallici 7.536 380 7.916 R5 Riciclo/recupero di altre sostanze inorganiche 22.323 22.323 R6 Rigenerazione di acidi e basi R10 Spandimento sul suolo a beneficio dell'agricoltura e dell'ecologia 13.418 13.418 R11 Utilizzazione di rifiuti ottenuti da una delle operazioni indicate da R1 a R10 R12 Scambio di rifiuti per sottoporli a una delle operazioni indicate da R1 a R11 R Produzione combustibile da rifiuti Totale 58.545 468 59.012 Fonte dei dati: elaborazione dichiarazioni MUD 2011 relative all'anno 2010 Tipologia di smaltimento in Prov FM (anno 2010) Rif. Spec. NP (t) Rif. Spec. P (t) Rif. Totale (t) D1 Deposito su o nel suolo (ad esempio discarica) 51.560 51.560 D3 Iniezioni in profondità 18.189 18.189 D8 Trattamento biologico 44.436 44.436 D9 Trattamento chimico/fisico 66.423 92 66.515 D13 Raggruppamento preliminare prima di operazioni da D1 a D12 2 7 9 D14 Ricondizionamento preliminare prima di operazioni da D1 a D13 655 660 1.315 Totale 181.266 758 182.025 Fonte dei dati: elaborazione dichiarazioni MUD 2011 relative all'anno 2010 Considerando le avvertenze già riferite precedentemente, le attività di recupero effettuate in Provincia di Ascoli Piceno coprono una quota minoritaria del complesso dei rifiuti recuperati/smaltiti, infatti, a differenza delle precedenti province analizzate (ad esclusione di Fermo), il recupero interessa 106.247 t (23,5% del totale) mentre lo smaltimento 346.524 t, pari al 76,5% del totale. Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Prima: Quadro Conoscitivo 164 164 REGIONE MARCHE Di seguito una tabella in cui sono riportati i dati relativi ai quantitativi di rifiuti speciali pericolosi e non pericolosi su cui vengono svolte attività di recupero e smaltimento in Provincia di Ascoli Piceno, suddivisi per macrocategorie CER. Le tipologie di rifiuti per le quali risulta largamente dominante il recupero sullo smaltimento sono, in ordine di quote decrescenti, le seguenti: 14.00.00 solventi organici, refrigeranti e propellenti di scarto, 100% di recupero; 15.00.00 rifiuti di imballaggio, 99,9% di recupero; 04.00.00 rifiuti della produzione conciaria e tessile, 99,2% di recupero; 17.00.00 rifiuti delle operazioni di costruzione e demolizione, 96,0% di recupero; 03.00.00 rifiuti dalla lavorazione del legno, 86,3% di recupero; 01.00.00 rifiuti da estrazione da miniera o cava, 73,5% di recupero; 07.00.00 rifiuti dei processi chimici organici, 58% di recupero. Per alcune tipologie di rifiuti risulta invece dominante lo smaltimento sul recupero: 05.00.00 rifiuti della raffinazione del petrolio, 100% di smaltimento; 06.00.00 rifiuti processi chimici inorganici, 100% di smaltimento; 08.00.00 rifiuti della produzione ed uso di rivestimenti, 100% di smaltimento; 09.00.00 rifiuti dell’industria fotografica, 100% di smaltimento; 11.00.00 rifiuti inorganici contenenti metalli, 100% di smaltimento; 13.00.00 oli esausti, 100% di smaltimento; 18.00.00 rifiuti di ricerca medica e veterinaria, 100% di smaltimento; 02.00.00 rifiuti prodotti da agricoltura, 99,9% di smaltimento; 19.00.00 rifiuti prodotti da impianti di trattamento rifiuti, 96,5% di smaltimento; 16.00.00 rifiuti non specificati altrimenti nell’elenco , 91,4% di smaltimento; 20.00.00 rifiuti urbani, 78,5% di smaltimento; 10.00.00 rifiuti prodotti da processi termici, 65,5% di smaltimento. Per i rifiuti della categoria 12.00.00 (rifiuti prodotti dalla lavorazione e dal trattamento fisico e meccanico superficiale di metalli e plastica) si ha una sostanziale equivalenza del dato di recupero con quello di smaltimento. Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Prima: Quadro Conoscitivo 165 165 REGIONE MARCHE Il recupero e lo smaltimento di rifiuti speciali in Provincia di Ascoli Piceno al 2010 per macrocategoria CER Recupero Smaltimento Rec. + Smalt. 01 RIF. DA PROSP.,ESTR.,TRATT.,LAVORAZ. DI MINERALI E MAT. DI CAVA 1.606 580 2.186 02 RIF. DA PROSP.,TRATT.E PREP. DI ALIMENTI IN AGRICOLTURA 16 12.987 13.003 03 RIF. LAVORAZ. LEGNO E PROD. CARTA, POLPA, CARTONE, PANNELLI… 624 99 723 04 RIFIUTI DELLA PRODUZIONE CONCIARIA E TESSILE 1.634 13 1.647 05 RIF. DA RAFF. PETROLIO, PURIF., GAS NAT. E TRATT PIROL. DI CARBONE 0 18 18 06 RIFIUTI DA PROCESSI CHIMICI INORGANICI 0 3.497 3.497 07 RIFIUTI DA PROCESSI CHIMICI ORGANICI 3.672 2.656 6.328 08 RIF. DA PROD., FORMUL., FORNIT., USO DI RIVESTIMENTI, SIGILLANTI, INCH. 0 13.970 13.970 09 RIFIUTI DELL'INDUSTRIA FOTOGRAFICA 0 1.493 1.493 10 RIFIUTI INORGANICI PROVENIENTI DA TRATTAMENTI TERMICI 3.272 6.202 9.474 11 RIF. INORG. CONT. METALLI DA TRATT. E RICOP.., IDROMETALL. NON FERR. 0 6.973 6.973 12 RIF. DI LAVORAZ. E TRATT. SUPERFICIALE DI METALLI E PLASTICA 3.070 3.200 6.270 13 OLII ESAURITI (TRANNE 050000 E 120000) 0 8.508 8.508 14 RIF. DI SOST. ORGAN. UTILIZZATE COME SOLVENTI (TRANNE 070000 E 080000) 52 0 52 15 IMBALLAGGI, ASORBENTI, STRACCI, MATERIALI FILTRANTI E INDUMENTI 28.068 22 28.090 16 RIFIUTI NON SPECIFICATI ALTRIMENTI NEL CATALOGO 2.005 21.286 23.291 17 RIF. DI COSTRUZIONE E DEMOLIZIONI (COMPRESA COSTRUZIONE STRADE) 50.046 2.092 52.138 18 RIF. DI RICERCA MEDICA E VETERINARIA (TRANNE RIFIUTI DI CUCINA…) 0 63 63 19 RIF. DA IMPIANTI DI TRATT. RIF., IMPIANTI DI TRATT. ACQUE REFLUE… 9.107 251.605 260.712 20 RSU ED ASSIMILABILI DA COMMERCIO, INDUSTRIA ED ISTITUZ. INCLUSE RD 3.075 11.260 14.335 106.247 346.524 452.771Totale Macrocategorie CER Rifiuti speciali non pericolosi e pericolosi (t/anno) Fonte dei dati: elaborazione dichiarazioni MUD 2011 relative all'anno 2010 Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Prima: Quadro Conoscitivo 166 166 REGIONE MARCHE Nelle seguenti tabelle si riporta l’analisi delle tipologie di attività di recupero e smaltimento effettuate sui rifiuti speciali. Tipologia di recupero in Prov AP (Anno 2010) Rif. Spec. NP (t) Rif. Spec. P (t) Rif. Totale (t) R1 Utilizzazione come combustibile o come altro mezzo per produrre energia 5.578 5.578 R2 Rigenerazione/recupero di solventi 52 52 R3 Riciclo/recupero sostanze organiche non utilizzate come solvente ( incl. Compostaggio) 41.366 41.366 R4 Riciclo/recupero dei metalli e dei composti metallici 15.667 307 15.974 R5 Riciclo/recupero di altre sostanze inorganiche 42.697 42.697 R6 Rigenerazione di acidi e basi R10 Spandimento sul suolo a beneficio dell'agricoltura e dell'ecologia 202 202 R11 Utilizzazione di rifiuti ottenuti da una delle operazioni indicate da R1 a R10 R12 Scambio di rifiuti per sottoporli a una delle operazioni indicate da R1 a R11 R Produzione combustibile da rifiuti 378 378 Totale 105.888 359 106.247 Fonte dei dati: elaborazione dichiarazioni MUD 2011 relative all'anno 2010 Tipologia di smaltimento in Prov AP (anno 2010) Rif. Spec. NP (t) Rif. Spec. P (t) Rif. Totale (t) D1 Deposito su o nel suolo (ad esempio discarica) 22.841 16.745 39.585 D3 Iniezioni in profondità D8 Trattamento biologico 146.790 11.168 157.959 D9 Trattamento chimico/fisico 136.809 12.172 148.981 D13 Raggruppamento preliminare prima di operazioni da D1 a D12 D14 Ricondizionamento preliminare prima di operazioni da D1 a D13 Totale 306.440 40.085 346.524 Fonte dei dati: elaborazione dichiarazioni MUD 2011 relative all'anno 2010 8.3.1. Evoluzione delle attività di recupero e smaltimento dei rifiuti speciali Se si vogliono confrontare i dati di gestione 2010 con i valori riscontrati in passato, si può fare nuovamente riferimento al documento del 2008 redatto da SVIM "Indagine sullo stato di attuazione del Piano di gestione dei rifiuti della Regione Marche" in cui è presente l’indagine sulla gestione dei rifiuti speciali nella Regione Marche relativa all'anno 2006. Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Prima: Quadro Conoscitivo 167 167 REGIONE MARCHE Nel confronto rispetto al 2006 vale sempre l'osservazione relativa al cambiamento degli assetti amministrativi per 7 Comuni della Provincia di Pesaro Urbino che a partire dall'Agosto 2009 sono passati alla Provincia di Rimini (Comune di Casteldelci, Maiolo, Novafeltria, Pennabilli, San Leo, Sant'Agata Feltria, Talamello), incidendo quindi sul confronto con il dato di gestione 2006 sia a livello Provinciale ma anche Regionale. Sulle attività di recupero si osserva una sostanziale parità nella gestione 2010 rispetto al 2006, difatti si ha un decremento solamente del -1,2%, decremento totalmente attribuibile alla gestione dei rifiuti non pericolosi. Evoluzione attività di recupero dei rifiuti speciali in Regione (confronto 2006-2010) Fonte dei dati: elaborazione dichiarazioni MUD 2011 relative all'anno 2010, e dati 2006 del Rapporto SVIM "Indagine sullo stato di attuazione del Piano di gestione dei rifiuti della Regione Marche". Sulle attività di smaltimento invece si osserva un'importante crescita dei flussi trattati nel 2010 rispetto al 2006, difatti si ha un incremento del 26,4% totalmente attribuibile alla gestione dei rifiuti non pericolosi. Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Prima: Quadro Conoscitivo 168 168 REGIONE MARCHE Evoluzione attività di smaltimento dei rifiuti speciali in Regione (confronto 2006-2010) Fonte dei dati: elaborazione dichiarazioni MUD 2011 relative all'anno 2010, e dati 2006 del Rapporto SVIM "Indagine sullo stato di attuazione del Piano di gestione dei rifiuti della Regione Marche". Se si analizzano gli andamenti delle attività di recupero dei rifiuti speciali nelle diverse Province Marchigiane, si rilevano decrementi dal 2006 al 2010 per la Provincia di Pesaro Urbino ( -35%), Ascoli Piceno (-7,8%) e Ancona (-1,4%), mentre per le Province di Macerata e di Fermo si rileva un crescita rilevante delle attività di recupero di rifiuti speciali rispettivamente del +50,5% e +171%. Se si analizzano gli andamenti delle attività di smaltimento dei rifiuti speciali nelle diverse Province Marchigiane, si rilevano invece decrementi dal 2006 al 2010 per la Provincia di Macerata (-58%), Ancona (-12,4%), mentre si ha un crescita delle attività di smaltimento per le Province di Ascoli Piceno (+144%), Fermo (+67%) e di Pesaro Urbino (+49,6%). Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Prima: Quadro Conoscitivo 169 169 REGIONE MARCHE Evoluzione attività di recupero dei rifiuti speciali nelle Province Marchigiane (confronto 2006 2010) Fonte dei dati: elaborazione dichiarazioni MUD 2011 relative all'anno 2010, e dati 2006 del Rapporto SVIM "Indagine sullo stato di attuazione del Piano di gestione dei rifiuti della Regione Marche". Evoluzione attività di smaltimento dei rifiuti speciali nelle Province Marchigiane (confronto 2006-2010) Fonte dei dati: elaborazione dichiarazioni MUD 2011 relative all'anno 2010, e dati 2006 del Rapporto SVIM "Indagine sullo stato di attuazione del Piano di gestione dei rifiuti della Regione Marche". Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Prima: Quadro Conoscitivo 170 170 REGIONE MARCHE Analizzando gli andamenti dal 2006 al 2010 delle singole attività di recupero dichiarate in Regione si osserva, per le operazioni che incidono maggiormente: • una crescita dei quantitativi avviati a riciclo/recupero dei metalli e dei composti metallici (R4); • un decremento dei quantitativi avviati a riciclo/recupero di altre sostanze inorganiche (R5) e a riciclo/recupero sostanze organiche non utilizzate come solvente (incluso compostaggio) (R3). Analizzando gli andamenti dal 2006 al 2010 delle singole attività di smaltimento dichiarate in Regione si osserva, per le operazioni che incidono maggiormente: • una crescita consistente dei quantitativi avviati trattamento chimico/fisico (D9) e trattamento biologico (D8); • non si rileva decremento per nessuna operazione di smaltimento. Evoluzione delle singole operazioni di recupero dei rifiuti speciali in Regione (confronto 2006-2010) Fonte dei dati: elaborazione dichiarazioni MUD 2011 relative all'anno 2010, e dati 2006 del Rapporto SVIM "Indagine sullo stato di attuazione del Piano di gestione dei rifiuti della Regione Marche". Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Prima: Quadro Conoscitivo 171 171 REGIONE MARCHE Evoluzione delle singole operazioni di smaltimento dei rifiuti speciali in Regione (confronto 2006-2010) Fonte dei dati: elaborazione dichiarazioni MUD 2011 relative all'anno 2010, e dati 2006 del Rapporto SVIM "Indagine sullo stato di attuazione del Piano di gestione dei rifiuti della Regione Marche". 8.4. L’analisi dei flussi di importazione ed esportazione di rifiuti speciali Al fine di meglio comprendere le dinamiche legate alla movimentazione dei rifiuti prodotti, recuperati, o smaltiti in Regione, in relazione in particolare a flussi di importazione o esportazione da/verso altre regioni (ed estero), si è proceduto ad un approfondimento delle dichiarazioni presenti nel MUD relativamente ai rifiuti che i singoli dichiaranti hanno ricevuto da terzi piuttosto che affidato a terzi. I risultati di queste analisi sono riepilogati nelle seguenti tabelle. Si può innanzitutto osservare come il netto fra il quantitativo di rifiuti in ingresso e in uscita dalla Regione Marche non sia rilevante; si registrano infatti complessivamente 677.017 t di rifiuti in ingresso e 636.972 t di rifiuti in uscita dalla Regione: pertanto il saldo import/export rappresenta un flusso complessivo di importazione netta di 40.045 t. L’analisi per le singole macrocategorie CER evidenzia comunque una significativa diversificazione delle dinamiche di import/export. In particolare, concentrandosi sulle tipologie di rifiuti maggiormente significative, si osserva che: • flussi netti di importazione riguardano principalmente le categorie 12.00.00 (rifiuti da lavorazione di metalli e plastica), 19.00.00 (rifiuti da impianti di trattamento), 17.00.00 (rifiuti da costruzioni e demolizioni), i 15.00.00 (rifiuti da imballaggio) e 20.00.00 (rifiuti urbani e assimilabili); • flussi netti di esportazione riguardano in maniera consistente la categoria 03.00.00 (rifiuti da lavorazione del legno), seguito a distanza dai 02.00.00 (rifiuti prodotti da agricoltura) e 13.00.00 (olii esauriti). Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Prima: Quadro Conoscitivo 172 172 REGIONE MARCHE Flussi di importazione e esportazione extraregionale di rifiuti speciali per macrocategoria CER, confronto con i dati di produzione e gestione in Regione (2010) Produzione (t) Rec. + Smalt. (t) Import (t) Export (t) Import Netto (Import-Export) (t) 01 RIF. DA PROSP.,ESTR.,TRATT.,LAVORAZ. DI MINERALI E MAT. DI CAVA 31.908 47.599 1.036 388 648 02 RIF. DA PROSP.,TRATT.E PREP. DI ALIMENTI IN AGRICOLTURA 35.854 29.373 8.370 15.579 -7.209 03 RIF. LAVORAZ. LEGNO E PROD. CARTA, POLPA, CARTONE, PANNELLI… 142.771 40.943 24.422 126.690 -102.269 04 RIFIUTI DELLA PRODUZIONE CONCIARIA E TESSILE 26.372 25.770 10.236 2.411 7.825 05 RIF. DA RAFF. PETROLIO, PURIF., GAS NAT. E TRATT PIROL. DI CARBONE 20.419 21.090 1.900 902 997 06 RIFIUTI DA PROCESSI CHIMICI INORGANICI 7.001 10.963 5.647 2.242 3.405 07 RIFIUTI DA PROCESSI CHIMICI ORGANICI 24.542 25.443 15.426 5.309 10.118 08 RIF. DA PROD., FORMUL., FORNIT., USO DI RIVESTIMENTI, SIGILLANTI, INCH. 25.586 36.013 9.948 2.728 7.219 09 RIFIUTI DELL'INDUSTRIA FOTOGRAFICA 561 1.970 1.336 98 1.237 10 RIFIUTI INORGANICI PROVENIENTI DA TRATTAMENTI TERMICI 48.411 33.163 33.993 33.656 337 11 RIF. INORG. CONT. METALLI DA TRATT. E RICOP.., IDROMETALL. NON FERR. 10.843 12.075 6.232 4.262 1.970 12 RIF. DI LAVORAZ. E TRATT. SUPERFICIALE DI METALLI E PLASTICA 146.607 199.424 76.498 28.938 47.559 13 OLII ESAURITI (TRANNE 050000 E 120000) 14.100 10.117 4.803 9.049 -4.246 14 RIF. DI SOST. ORGAN. UTILIZZATE COME SOLVENTI (TRANNE 070000 E 080000) 1.485 1.297 186 1.016 -830 15 IMBALLAGGI, ASORBENTI, STRACCI, MATERIALI FILTRANTI E INDUMENTI 149.391 131.448 44.040 30.396 13.644 16 RIFIUTI NON SPECIFICATI ALTRIMENTI NEL CATALOGO 112.199 93.187 58.680 50.742 7.938 17 RIF. DI COSTRUZIONE E DEMOLIZIONI (COMPRESA COSTRUZIONE STRADE) 706.896 737.195 134.195 108.687 25.507 18 RIF. DI RICERCA MEDICA E VETERINARIA (TRANNE RIFIUTI DI CUCINA…) 4.327 611 1.166 4.444 -3.278 19 RIF. DA IMPIANTI DI TRATT. RIF., IMPIANTI DI TRATT. ACQUE REFLUE… 858.457 941.506 200.363 191.760 8.602 20 RSU ED ASSIMILABILI DA COMMERCIO, INDUSTRIA ED ISTITUZ. INCLUSE RD 102.859 106.882 38.543 17.674 20.869 2.470.589 2.506.069 677.017 636.972 40.045 Macrocategorie CER Totale Fonte dei dati: elaborazione dichiarazioni MUD 2011 relative all'anno 2010 Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Prima: Quadro Conoscitivo 173 173 REGIONE MARCHE Flussi di importazione e esportazione extraregionale di rifiuti speciali pericolosi e non pericolosi per macrocategoria CER (2010) RS non pericolosi RS pericolosi RS non pericolosi RS pericolosi 01 RIF. DA PROSP.,ESTR.,TRATT.,LAVORAZ. DI MINERALI E MAT. DI CAVA 1.036 0 388 0 02 RIF. DA PROSP.,TRATT.E PREP. DI ALIMENTI IN AGRICOLTURA 8.363 7 15.577 2 03 RIF. LAVORAZ. LEGNO E PROD. CARTA, POLPA, CARTONE, PANNELLI… 24.418 4 126.211 479 04 RIFIUTI DELLA PRODUZIONE CONCIARIA E TESSILE 10.181 55 2.411 0 05 RIF. DA RAFF. PETROLIO, PURIF., GAS NAT. E TRATT PIROL. DI CARBONE 38 1.861 182 720 06 RIFIUTI DA PROCESSI CHIMICI INORGANICI 3.362 2.285 676 1.565 07 RIFIUTI DA PROCESSI CHIMICI ORGANICI 10.355 5.072 4.774 535 08 RIF. DA PROD., FORMUL., FORNIT., USO DI RIVESTIMENTI, SIGILLANTI, INCH. 9.200 747 1.730 998 09 RIFIUTI DELL'INDUSTRIA FOTOGRAFICA 30 1.306 37 62 10 RIFIUTI INORGANICI PROVENIENTI DA TRATTAMENTI TERMICI 25.062 8.930 29.886 3.770 11 RIF. INORG. CONT. METALLI DA TRATT. E RICOP.., IDROMETALL. NON FERR. 1.731 4.500 1.689 2.573 12 RIF. DI LAVORAZ. E TRATT. SUPERFICIALE DI METALLI E PLASTICA 73.852 2.646 28.226 712 13 OLII ESAURITI (TRANNE 050000 E 120000) 0 4.803 0 9.049 14 RIF. DI SOST. ORGAN. UTILIZZATE COME SOLVENTI (TRANNE 070000 E 080000) 0 186 0 1.016 15 IMBALLAGGI, ASORBENTI, STRACCI, MATERIALI FILTRANTI E INDUMENTI 41.782 2.258 28.986 1.409 16 RIFIUTI NON SPECIFICATI ALTRIMENTI NEL CATALOGO 47.702 10.978 37.663 13.078 17 RIF. DI COSTRUZIONE E DEMOLIZIONI (COMPRESA COSTRUZIONE STRADE) 123.294 10.901 93.519 15.168 18 RIF. DI RICERCA MEDICA E VETERINARIA (TRANNE RIFIUTI DI CUCINA…) 534 632 292 4.152 19 RIF. DA IMPIANTI DI TRATT. RIF., IMPIANTI DI TRATT. ACQUE REFLUE… 190.044 10.319 170.581 21.179 20 RSU ED ASSIMILABILI DA COMMERCIO, INDUSTRIA ED ISTITUZ. INCLUSE RD 35.735 2.808 16.949 726 606.720 70.297 559.778 77.194 Import (t) Macrocategorie CER Export (t) Totale Fonte dei dati: elaborazione dichiarazioni MUD 2011 relative all'anno 2010 Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Prima: Quadro Conoscitivo 174 174 REGIONE MARCHE In provincia di Pesaro Urbino si registrano complessivamente 188.225 t di rifiuti extraregionali in ingresso e 291.676 t di rifiuti in uscita (fuori regione). Il saldo import/export è quindi di un flusso complessivo di esportazione netta per 103.451 t. L’analisi per le singole macrocategorie CER evidenzia comunque una significativa diversificazione delle dinamiche di import/export. In particolare, concentrandosi sulle tipologie di rifiuti maggiormente significative, si osserva che: • rilevanti flussi netti di importazione interessano le categorie 12.00.00 (rifiuti da lavorazione di metalli e plastica), altri flussi meno rilevanti di 20.00.00 (rifiuti solidi urbani) e 08.00.00 (rifiuti della produzione, formulazione, fornitura ed uso di rivestimenti); • flussi netti di esportazione riguardano ingenti flussi per la categoria 03.00.00 (rifiuti da lavorazione del legno), quantitativi meno rilevanti ma comunque non trascurabili di 19.00.00 (rifiuti da impianti di trattamento), 16.00.00 (rifiuti non specificati altrimenti) e 10.00.00 (rifiuti inorganici provenienti dai trattamenti termici). Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Prima: Quadro Conoscitivo 175 175 REGIONE MARCHE Flussi di importazione e esportazione extraregionale di rifiuti speciali per macrocategoria CER, confronto con i dati di produzione e gestione in Provincia di Pesaro Urbino (anno 2010) Produzione (t) Rec. + Smalt. (t) Import (t) Export (t) Import Netto (Import-Export) (t) 01 RIF. DA PROSP.,ESTR.,TRATT.,LAVORAZ. DI MINERALI E MAT. DI CAVA 1.984 2.526 473 88 386 02 RIF. DA PROSP.,TRATT.E PREP. DI ALIMENTI IN AGRICOLTURA 2.854 159 17 2.634 -2.617 03 RIF. LAVORAZ. LEGNO E PROD. CARTA, POLPA, CARTONE, PANNELLI… 71.403 19.803 24.084 90.196 -66.113 04 RIFIUTI DELLA PRODUZIONE CONCIARIA E TESSILE 1.765 2.821 2.260 623 1.637 05 RIF. DA RAFF. PETROLIO, PURIF., GAS NAT. E TRATT PIROL. DI CARBONE 290 0 0 197 -197 06 RIFIUTI DA PROCESSI CHIMICI INORGANICI 2.973 2.015 339 1.060 -721 07 RIFIUTI DA PROCESSI CHIMICI ORGANICI 3.247 2.100 956 1.624 -668 08 RIF. DA PROD., FORMUL., FORNIT., USO DI RIVESTIMENTI, SIGILLANTI, INCH. 4.954 7.443 4.179 1.197 2.982 09 RIFIUTI DELL'INDUSTRIA FOTOGRAFICA 88 144 56 5 51 10 RIFIUTI INORGANICI PROVENIENTI DA TRATTAMENTI TERMICI 20.481 5.612 1.226 16.373 -15.147 11 RIF. INORG. CONT. METALLI DA TRATT. E RICOP.., IDROMETALL. NON FERR. 4.058 3.068 1.631 2.398 -767 12 RIF. DI LAVORAZ. E TRATT. SUPERFICIALE DI METALLI E PLASTICA 35.222 1.765 34.265 19.164 15.101 13 OLII ESAURITI (TRANNE 050000 E 120000) 1.453 288 146 1.025 -880 14 RIF. DI SOST. ORGAN. UTILIZZATE COME SOLVENTI (TRANNE 070000 E 080000) 306 54.975 7 204 -197 15 IMBALLAGGI, ASORBENTI, STRACCI, MATERIALI FILTRANTI E INDUMENTI 38.997 25.544 10.173 16.449 -6.276 16 RIFIUTI NON SPECIFICATI ALTRIMENTI NEL CATALOGO 29.040 8.069 5.369 20.633 -15.264 17 RIF. DI COSTRUZIONE E DEMOLIZIONI (COMPRESA COSTRUZIONE STRADE) 196.972 195.529 25.950 29.460 -3.509 18 RIF. DI RICERCA MEDICA E VETERINARIA (TRANNE RIFIUTI DI CUCINA…) 930 5 1 859 -858 19 RIF. DA IMPIANTI DI TRATT. RIF., IMPIANTI DI TRATT. ACQUE REFLUE… 151.383 120.913 64.247 81.025 -16.778 20 RSU ED ASSIMILABILI DA COMMERCIO, INDUSTRIA ED ISTITUZ. INCLUSE RD 34.101 40.554 12.846 6.462 6.384 602.502 493.333 188.225 291.676 -103.451 Macrocategorie CER Totale Fonte dei dati: elaborazione dichiarazioni MUD 2011 relative all'anno 2010 Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Prima: Quadro Conoscitivo 176 176 REGIONE MARCHE Flussi di importazione e esportazione extraregionale di rifiuti speciali pericolosi e non pericolosi per macrocategoria CER in Provincia di Pesaro Urbino (anno 2010) RS non pericolosi RS pericolosi RS non pericolosi RS pericolosi 01 RIF. DA PROSP.,ESTR.,TRATT.,LAVORAZ. DI MINERALI E MAT. DI CAVA 473 0 88 02 RIF. DA PROSP.,TRATT.E PREP. DI ALIMENTI IN AGRICOLTURA 17 0 2.634 0 03 RIF. LAVORAZ. LEGNO E PROD. CARTA, POLPA, CARTONE, PANNELLI… 24.084 0 89.994 202 04 RIFIUTI DELLA PRODUZIONE CONCIARIA E TESSILE 2.260 0 623 05 RIF. DA RAFF. PETROLIO, PURIF., GAS NAT. E TRATT PIROL. DI CARBONE 0 0 0 197 06 RIFIUTI DA PROCESSI CHIMICI INORGANICI 326 13 367 693 07 RIFIUTI DA PROCESSI CHIMICI ORGANICI 837 119 1.563 61 08 RIF. DA PROD., FORMUL., FORNIT., USO DI RIVESTIMENTI, SIGILLANTI, INCH. 4.167 12 720 477 09 RIFIUTI DELL'INDUSTRIA FOTOGRAFICA 12 44 1 4 10 RIFIUTI INORGANICI PROVENIENTI DA TRATTAMENTI TERMICI 1.211 15 16.250 122 11 RIF. INORG. CONT. METALLI DA TRATT. E RICOP.., IDROMETALL. NON FERR. 929 702 1.164 1.235 12 RIF. DI LAVORAZ. E TRATT. SUPERFICIALE DI METALLI E PLASTICA 33.899 366 19.087 77 13 OLII ESAURITI (TRANNE 050000 E 120000) 0 146 0 1.025 14 RIF. DI SOST. ORGAN. UTILIZZATE COME SOLVENTI (TRANNE 070000 E 080000) 0 7 0 204 15 IMBALLAGGI, ASORBENTI, STRACCI, MATERIALI FILTRANTI E INDUMENTI 10.167 7 15.935 515 16 RIFIUTI NON SPECIFICATI ALTRIMENTI NEL CATALOGO 5.079 291 18.263 2.371 17 RIF. DI COSTRUZIONE E DEMOLIZIONI (COMPRESA COSTRUZIONE STRADE) 25.945 6 24.933 4.527 18 RIF. DI RICERCA MEDICA E VETERINARIA (TRANNE RIFIUTI DI CUCINA…) 1 0 144 714 19 RIF. DA IMPIANTI DI TRATT. RIF., IMPIANTI DI TRATT. ACQUE REFLUE… 64.158 90 80.976 49 20 RSU ED ASSIMILABILI DA COMMERCIO, INDUSTRIA ED ISTITUZ. INCLUSE RD 12.836 10 6.357 105 186.399 1.826 279.099 12.578 Macrocategorie CER Import (t) Export (t) Totale Fonte dei dati: elaborazione dichiarazioni MUD 2011 relative all'anno 2010 Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Prima: Quadro Conoscitivo 177 177 REGIONE MARCHE In provincia di Ancona si registrano complessivamente 129.333 t di rifiuti extraregionali in ingresso e 134.441 t di rifiuti in uscita (fuori regione). Il saldo import/export è quindi di un flusso complessivo di esportazione netta per 5.108 t. L’analisi per le singole macrocategorie CER evidenzia comunque una significativa diversificazione delle dinamiche di import/export. In particolare, concentrandosi sulle tipologie di rifiuti maggiormente significative, si osserva che: • rilevanti flussi netti di importazione interessano le categorie 12.00.00 (rifiuti da lavorazione di metalli e plastica), seguiti dai 17.00.00 (rifiuti da costruzione e demolizione); • flussi netti di esportazione riguardano la categoria 19.00.00 (rifiuti da impianti di trattamento), 02.00.00 (rifiuti prodotti da agricoltura) e 03.00.00 (rifiuti da lavorazione del legno). Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Prima: Quadro Conoscitivo 178 178 REGIONE MARCHE Flussi di importazione e esportazione extraregionale di rifiuti speciali per macrocategoria CER, confronto con i dati di produzione e gestione in Provincia di Ancona (anno 2010) Produzione (t) Rec. + Smalt. (t) Import (t) Export (t) Import Netto (Import-Export) (t) 01 RIF. DA PROSP.,ESTR.,TRATT.,LAVORAZ. DI MINERALI E MAT. DI CAVA 10.063 9.849 127 42 85 02 RIF. DA PROSP.,TRATT.E PREP. DI ALIMENTI IN AGRICOLTURA 17.768 6.691 2.247 10.901 -8.655 03 RIF. LAVORAZ. LEGNO E PROD. CARTA, POLPA, CARTONE, PANNELLI… 31.054 15.049 201 7.572 -7.371 04 RIFIUTI DELLA PRODUZIONE CONCIARIA E TESSILE 1.560 2.445 172 159 13 05 RIF. DA RAFF. PETROLIO, PURIF., GAS NAT. E TRATT PIROL. DI CARBONE 1.837 1.152 555 624 -69 06 RIFIUTI DA PROCESSI CHIMICI INORGANICI 2.651 3.150 2.047 861 1.186 07 RIFIUTI DA PROCESSI CHIMICI ORGANICI 3.583 5.691 3.541 858 2.683 08 RIF. DA PROD., FORMUL., FORNIT., USO DI RIVESTIMENTI, SIGILLANTI, INCH. 13.951 10.482 1.814 917 896 09 RIFIUTI DELL'INDUSTRIA FOTOGRAFICA 246 0 499 53 445 10 RIFIUTI INORGANICI PROVENIENTI DA TRATTAMENTI TERMICI 15.024 10.746 918 6.337 -5.419 11 RIF. INORG. CONT. METALLI DA TRATT. E RICOP.., IDROMETALL. NON FERR. 3.994 1.504 3.025 1.065 1.960 12 RIF. DI LAVORAZ. E TRATT. SUPERFICIALE DI METALLI E PLASTICA 74.833 93.981 26.794 4.425 22.368 13 OLII ESAURITI (TRANNE 050000 E 120000) 9.545 1.108 1.302 6.013 -4.711 14 RIF. DI SOST. ORGAN. UTILIZZATE COME SOLVENTI (TRANNE 070000 E 080000) 361 407 1 212 -211 15 IMBALLAGGI, ASORBENTI, STRACCI, MATERIALI FILTRANTI E INDUMENTI 51.764 47.160 5.139 6.023 -884 16 RIFIUTI NON SPECIFICATI ALTRIMENTI NEL CATALOGO 37.634 25.328 9.926 6.643 3.283 17 RIF. DI COSTRUZIONE E DEMOLIZIONI (COMPRESA COSTRUZIONE STRADE) 309.783 360.052 46.820 37.252 9.568 18 RIF. DI RICERCA MEDICA E VETERINARIA (TRANNE RIFIUTI DI CUCINA…) 2.019 1 181 451 -270 19 RIF. DA IMPIANTI DI TRATT. RIF., IMPIANTI DI TRATT. ACQUE REFLUE… 271.012 222.279 20.481 39.470 -18.988 20 RSU ED ASSIMILABILI DA COMMERCIO, INDUSTRIA ED ISTITUZ. INCLUSE RD 36.321 27.396 3.541 4.562 -1.020 Totale 895.002 844.472 129.333 134.441 -5.108 Macrocategorie CER Fonte dei dati: elaborazione dichiarazioni MUD 2011 relative all'anno 2010 Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Prima: Quadro Conoscitivo 179 179 REGIONE MARCHE Flussi di importazione e esportazione extraregionale di rifiuti speciali pericolosi e non pericolosi per macrocategoria CER in Provincia di Ancona (anno 2010) RS non pericolosi RS pericolosi RS non pericolosi RS pericolosi 01 RIF. DA PROSP.,ESTR.,TRATT.,LAVORAZ. DI MINERALI E MAT. DI CAVA 127 0 42 02 RIF. DA PROSP.,TRATT.E PREP. DI ALIMENTI IN AGRICOLTURA 2.247 0 10.901 0 03 RIF. LAVORAZ. LEGNO E PROD. CARTA, POLPA, CARTONE, PANNELLI… 201 0 7.568 4 04 RIFIUTI DELLA PRODUZIONE CONCIARIA E TESSILE 117 55 159 05 RIF. DA RAFF. PETROLIO, PURIF., GAS NAT. E TRATT PIROL. DI CARBONE 1 554 182 442 06 RIFIUTI DA PROCESSI CHIMICI INORGANICI 1.357 690 190 671 07 RIFIUTI DA PROCESSI CHIMICI ORGANICI 2.873 668 543 315 08 RIF. DA PROD., FORMUL., FORNIT., USO DI RIVESTIMENTI, SIGILLANTI, INCH. 1.655 159 607 310 09 RIFIUTI DELL'INDUSTRIA FOTOGRAFICA 0 499 21 32 10 RIFIUTI INORGANICI PROVENIENTI DA TRATTAMENTI TERMICI 816 102 2.927 3.410 11 RIF. INORG. CONT. METALLI DA TRATT. E RICOP.., IDROMETALL. NON FERR. 470 2.555 310 755 12 RIF. DI LAVORAZ. E TRATT. SUPERFICIALE DI METALLI E PLASTICA 26.133 661 4.020 406 13 OLII ESAURITI (TRANNE 050000 E 120000) 0 1.302 0 6.013 14 RIF. DI SOST. ORGAN. UTILIZZATE COME SOLVENTI (TRANNE 070000 E 080000) 0 1 0 212 15 IMBALLAGGI, ASORBENTI, STRACCI, MATERIALI FILTRANTI E INDUMENTI 4.998 141 5.529 494 16 RIFIUTI NON SPECIFICATI ALTRIMENTI NEL CATALOGO 6.403 3.523 3.378 3.265 17 RIF. DI COSTRUZIONE E DEMOLIZIONI (COMPRESA COSTRUZIONE STRADE) 42.850 3.970 30.823 6.429 18 RIF. DI RICERCA MEDICA E VETERINARIA (TRANNE RIFIUTI DI CUCINA…) 68 113 76 375 19 RIF. DA IMPIANTI DI TRATT. RIF., IMPIANTI DI TRATT. ACQUE REFLUE… 19.181 1.301 38.766 704 20 RSU ED ASSIMILABILI DA COMMERCIO, INDUSTRIA ED ISTITUZ. INCLUSE RD 3.489 52 4.269 293 112.987 16.346 110.312 24.129 Macrocategorie CER Import (t) Export (t) Totale Fonte dei dati: elaborazione dichiarazioni MUD 2011 relative all'anno 2010 Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Prima: Quadro Conoscitivo 180 180 REGIONE MARCHE In provincia di Macerata si registrano complessivamente 125.949 t di rifiuti extraregionali in ingresso e 153.558 t di rifiuti in uscita (fuori regione). Il saldo import/export è quindi di un flusso complessivo di esportazione netta per 27.609 t. L’analisi per le singole macrocategorie CER evidenzia comunque una diversificazione delle dinamiche di import/export. In particolare, concentrandosi sulle tipologie di rifiuti maggiormente significative, si osserva che: • rilevanti flussi netti di importazione interessano le categorie 20.00.00 (rifiuti urbani e assimilabili), 12.00.00 (rifiuti da lavorazione di metalli e plastica) e 07.00.00 (rifiuti da processi chimici organici); • flussi netti di esportazione riguardano la categoria 19.00.00 (rifiuti da impianti di trattamento), 03.00.00 (rifiuti da lavorazione del legno) e per quantitativi più contenuti 10.00.00 (rifiuti inorganici provenienti da trattamenti termici). Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Prima: Quadro Conoscitivo 181 181 REGIONE MARCHE Flussi di importazione e esportazione extraregionale di rifiuti speciali per macrocategoria CER, confronto con i dati di produzione e gestione in Provincia di Macerata (anno 2010) Produzione (t) Rec. + Smalt. (t) Import (t) Export (t) Import Netto (Import-Export) (t) 01 RIF. DA PROSP.,ESTR.,TRATT.,LAVORAZ. DI MINERALI E MAT. DI CAVA 17.797 19.535 - - 0 02 RIF. DA PROSP.,TRATT.E PREP. DI ALIMENTI IN AGRICOLTURA 10.391 7.129 1.242 839 404 03 RIF. LAVORAZ. LEGNO E PROD. CARTA, POLPA, CARTONE, PANNELLI… 34.620 5.101 26 23.502 -23.476 04 RIFIUTI DELLA PRODUZIONE CONCIARIA E TESSILE 9.035 5.863 5.493 1.423 4.071 05 RIF. DA RAFF. PETROLIO, PURIF., GAS NAT. E TRATT PIROL. DI CARBONE 40 1.730 1.345 40 1.305 06 RIFIUTI DA PROCESSI CHIMICI INORGANICI 517 2.055 1.496 141 1.356 07 RIFIUTI DA PROCESSI CHIMICI ORGANICI 10.971 7.665 6.728 2.116 4.612 08 RIF. DA PROD., FORMUL., FORNIT., USO DI RIVESTIMENTI, SIGILLANTI, INCH. 5.379 2.868 1.033 412 621 09 RIFIUTI DELL'INDUSTRIA FOTOGRAFICA 128 329 168 25 142 10 RIFIUTI INORGANICI PROVENIENTI DA TRATTAMENTI TERMICI 12.201 7.150 7.092 10.377 -3.285 11 RIF. INORG. CONT. METALLI DA TRATT. E RICOP.., IDROMETALL. NON FERR. 486 359 129 6 122 12 RIF. DI LAVORAZ. E TRATT. SUPERFICIALE DI METALLI E PLASTICA 23.667 40.721 8.314 1.507 6.807 13 OLII ESAURITI (TRANNE 050000 E 120000) 1.658 212 116 996 -880 14 RIF. DI SOST. ORGAN. UTILIZZATE COME SOLVENTI (TRANNE 070000 E 080000) 661 505 129 484 -354 15 IMBALLAGGI, ASORBENTI, STRACCI, MATERIALI FILTRANTI E INDUMENTI 32.301 29.404 6.906 3.422 3.484 16 RIFIUTI NON SPECIFICATI ALTRIMENTI NEL CATALOGO 26.863 18.294 13.831 13.509 322 17 RIF. DI COSTRUZIONE E DEMOLIZIONI (COMPRESA COSTRUZIONE STRADE) 119.204 102.047 27.258 24.843 2.415 18 RIF. DI RICERCA MEDICA E VETERINARIA (TRANNE RIFIUTI DI CUCINA…) 662 541 938 2.835 -1.897 19 RIF. DA IMPIANTI DI TRATT. RIF., IMPIANTI DI TRATT. ACQUE REFLUE… 297.523 206.117 28.260 64.626 -36.366 20 RSU ED ASSIMILABILI DA COMMERCIO, INDUSTRIA ED ISTITUZ. INCLUSE RD 15.726 16.830 15.444 2.456 12.988 Totale 619.829 474.455 125.949 153.558 -27.609 Macrocategoria CER Fonte dei dati: elaborazione dichiarazioni MUD 2011 relative all'anno 2010 Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Prima: Quadro Conoscitivo 182 182 REGIONE MARCHE Flussi di importazione e esportazione extraregionale di rifiuti speciali pericolosi e non pericolosi per macrocategoria CER in Provincia di Macerata (anno 2010) RS non pericolosi RS pericolosi RS non pericolosi RS pericolosi 01 RIF. DA PROSP.,ESTR.,TRATT.,LAVORAZ. DI MINERALI E MAT. DI CAVA 0 0 0 02 RIF. DA PROSP.,TRATT.E PREP. DI ALIMENTI IN AGRICOLTURA 1.237 6 837 2 03 RIF. LAVORAZ. LEGNO E PROD. CARTA, POLPA, CARTONE, PANNELLI… 26 0 23.312 190 04 RIFIUTI DELLA PRODUZIONE CONCIARIA E TESSILE 5.493 0 1.423 05 RIF. DA RAFF. PETROLIO, PURIF., GAS NAT. E TRATT PIROL. DI CARBONE 37 1.307 0 40 06 RIFIUTI DA PROCESSI CHIMICI INORGANICI 1.159 337 107 34 07 RIFIUTI DA PROCESSI CHIMICI ORGANICI 3.450 3.278 2.011 105 08 RIF. DA PROD., FORMUL., FORNIT., USO DI RIVESTIMENTI, SIGILLANTI, INCH. 567 466 316 95 09 RIFIUTI DELL'INDUSTRIA FOTOGRAFICA 18 150 2 23 10 RIFIUTI INORGANICI PROVENIENTI DA TRATTAMENTI TERMICI 4.260 2.832 10.331 46 11 RIF. INORG. CONT. METALLI DA TRATT. E RICOP.., IDROMETALL. NON FERR. 3 125 1 5 12 RIF. DI LAVORAZ. E TRATT. SUPERFICIALE DI METALLI E PLASTICA 7.773 541 1.287 220 13 OLII ESAURITI (TRANNE 050000 E 120000) 0 116 0 996 14 RIF. DI SOST. ORGAN. UTILIZZATE COME SOLVENTI (TRANNE 070000 E 080000) 0 129 0 484 15 IMBALLAGGI, ASORBENTI, STRACCI, MATERIALI FILTRANTI E INDUMENTI 5.093 1.813 3.173 249 16 RIFIUTI NON SPECIFICATI ALTRIMENTI NEL CATALOGO 7.460 6.371 8.960 4.549 17 RIF. DI COSTRUZIONE E DEMOLIZIONI (COMPRESA COSTRUZIONE STRADE) 23.952 3.306 21.561 3.282 18 RIF. DI RICERCA MEDICA E VETERINARIA (TRANNE RIFIUTI DI CUCINA…) 455 483 62 2.774 19 RIF. DA IMPIANTI DI TRATT. RIF., IMPIANTI DI TRATT. ACQUE REFLUE… 25.172 3.088 44.502 20.124 20 RSU ED ASSIMILABILI DA COMMERCIO, INDUSTRIA ED ISTITUZ. INCLUSE RD 12.713 2.731 2.184 271 98.869 27.081 120.070 33.488 Macrocategorie CER Import (t) Export (t) Totale Fonte dei dati: elaborazione dichiarazioni MUD 2011 relative all'anno 2010 Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Prima: Quadro Conoscitivo 183 183 REGIONE MARCHE In Provincia di Fermo si registrano complessivamente 19.421 t di rifiuti extraregionali in ingresso e 11.472 t di rifiuti in uscita dalla regione. Il saldo import/export è quindi di un flusso complessivo di importazione netta per 7.948 t. L’analisi per le singole macrocategorie CER evidenzia comunque una diversificazione delle dinamiche di import/export. In particolare, concentrandosi sulle tipologie di rifiuti maggiormente significative, si osserva che: • rilevanti flussi netti di importazione interessano le categorie 19.00.00 (rifiuti da impianti di trattamento) e 16.00.00 (rifiuti non specificati altrimenti); • flussi netti di esportazione riguardano la categoria 17.00.00 (rifiuti da attività di costruzione e demolizione) e 03.00.00 (rifiuti da lavorazione del legno). Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Prima: Quadro Conoscitivo 184 184 REGIONE MARCHE Flussi di importazione e esportazione extraregionale di rifiuti speciali per macrocategoria CER, confronto con i dati di produzione e gestione in Provincia di Fermo (anno 2010) Produzione (t) Rec. + Smalt. (t) Import (t) Export (t) Import Netto (Import-Export) (t) 01 RIF. DA PROSP.,ESTR.,TRATT.,LAVORAZ. DI MINERALI E MAT. DI CAVA 262 13.503 - - 0 02 RIF. DA PROSP.,TRATT.E PREP. DI ALIMENTI IN AGRICOLTURA 2.715 2.390 466 281 185 03 RIF. LAVORAZ. LEGNO E PROD. CARTA, POLPA, CARTONE, PANNELLI… 2.124 268 12 1.988 -1.977 04 RIFIUTI DELLA PRODUZIONE CONCIARIA E TESSILE 12.896 12.995 1.020 37 983 05 RIF. DA RAFF. PETROLIO, PURIF., GAS NAT. E TRATT PIROL. DI CARBONE 18.194 18.189 - 3 -3 06 RIFIUTI DA PROCESSI CHIMICI INORGANICI 418 246 28 136 -108 07 RIFIUTI DA PROCESSI CHIMICI ORGANICI 2.116 3.659 49 133 -84 08 RIF. DA PROD., FORMUL., FORNIT., USO DI RIVESTIMENTI, SIGILLANTI, INCH. 681 1.251 223 38 185 09 RIFIUTI DELL'INDUSTRIA FOTOGRAFICA 31 4 16 12 4 10 RIFIUTI INORGANICI PROVENIENTI DA TRATTAMENTI TERMICI 479 180 174 397 -222 11 RIF. INORG. CONT. METALLI DA TRATT. E RICOP.., IDROMETALL. NON FERR. 940 171 1 53 -53 12 RIF. DI LAVORAZ. E TRATT. SUPERFICIALE DI METALLI E PLASTICA 4.795 1.936 54 526 -472 13 OLII ESAURITI (TRANNE 050000 E 120000) 619 2 23 12 11 14 RIF. DI SOST. ORGAN. UTILIZZATE COME SOLVENTI (TRANNE 070000 E 080000) 61 108 20 14 6 15 IMBALLAGGI, ASORBENTI, STRACCI, MATERIALI FILTRANTI E INDUMENTI 8.953 1.250 346 265 81 16 RIFIUTI NON SPECIFICATI ALTRIMENTI NEL CATALOGO 7.050 18.206 7.149 2.231 4.918 17 RIF. DI COSTRUZIONE E DEMOLIZIONI (COMPRESA COSTRUZIONE STRADE) 25.838 27.428 279 3.064 -2.784 18 RIF. DI RICERCA MEDICA E VETERINARIA (TRANNE RIFIUTI DI CUCINA…) 259 1 - 13 -13 19 RIF. DA IMPIANTI DI TRATT. RIF., IMPIANTI DI TRATT. ACQUE REFLUE… 66.665 131.484 7.797 1.799 5.999 20 RSU ED ASSIMILABILI DA COMMERCIO, INDUSTRIA ED ISTITUZ. INCLUSE RD 4.975 7.767 1.764 469 1.295 Totale 160.071 241.037 19.421 11.472 7.948 Macrocategorie CER Fonte dei dati: elaborazione dichiarazioni MUD 2011 relative all'anno 2010 Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Prima: Quadro Conoscitivo 185 185 REGIONE MARCHE Flussi di importazione e esportazione extraregionale di rifiuti speciali pericolosi e non pericolosi per macrocategoria CER in Provincia di Fermo (anno 2010) RS non pericolosi RS pericolosi RS non pericolosi RS pericolosi 01 RIF. DA PROSP.,ESTR.,TRATT.,LAVORAZ. DI MINERALI E MAT. DI CAVA 0 0 0 02 RIF. DA PROSP.,TRATT.E PREP. DI ALIMENTI IN AGRICOLTURA 465 1 281 03 RIF. LAVORAZ. LEGNO E PROD. CARTA, POLPA, CARTONE, PANNELLI… 8 4 1.942 47 04 RIFIUTI DELLA PRODUZIONE CONCIARIA E TESSILE 1.020 0 37 05 RIF. DA RAFF. PETROLIO, PURIF., GAS NAT. E TRATT PIROL. DI CARBONE 0 0 0 3 06 RIFIUTI DA PROCESSI CHIMICI INORGANICI 28 0 0 136 07 RIFIUTI DA PROCESSI CHIMICI ORGANICI 24 25 132 1 08 RIF. DA PROD., FORMUL., FORNIT., USO DI RIVESTIMENTI, SIGILLANTI, INCH. 163 60 4 34 09 RIFIUTI DELL'INDUSTRIA FOTOGRAFICA 0 16 12 0 10 RIFIUTI INORGANICI PROVENIENTI DA TRATTAMENTI TERMICI 174 0 281 115 11 RIF. INORG. CONT. METALLI DA TRATT. E RICOP.., IDROMETALL. NON FERR. 0 1 49 5 12 RIF. DI LAVORAZ. E TRATT. SUPERFICIALE DI METALLI E PLASTICA 45 9 525 0 13 OLII ESAURITI (TRANNE 050000 E 120000) 0 23 0 12 14 RIF. DI SOST. ORGAN. UTILIZZATE COME SOLVENTI (TRANNE 070000 E 080000) 0 20 0 14 15 IMBALLAGGI, ASORBENTI, STRACCI, MATERIALI FILTRANTI E INDUMENTI 111 236 250 15 16 RIFIUTI NON SPECIFICATI ALTRIMENTI NEL CATALOGO 6.873 276 772 1.459 17 RIF. DI COSTRUZIONE E DEMOLIZIONI (COMPRESA COSTRUZIONE STRADE) 251 28 2.977 86 18 RIF. DI RICERCA MEDICA E VETERINARIA (TRANNE RIFIUTI DI CUCINA…) 0 0 3 10 19 RIF. DA IMPIANTI DI TRATT. RIF., IMPIANTI DI TRATT. ACQUE REFLUE… 7.769 29 1.508 291 20 RSU ED ASSIMILABILI DA COMMERCIO, INDUSTRIA ED ISTITUZ. INCLUSE RD 1.761 3 444 24 18.691 730 9.220 2.252 Macrocategorie CER Import (t) Export (t) Totale Fonte dei dati: elaborazione dichiarazioni MUD 2011 relative all'anno 2010 Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Prima: Quadro Conoscitivo 186 186 REGIONE MARCHE In Provincia di Ascoli Piceno si registrano complessivamente 214.089 t di rifiuti extraregionali in ingresso e 45.825 t di rifiuti in uscita (fuori regione). Il saldo import/export è quindi di un flusso complessivo di importazione netta per ben 168.265 t. L’analisi per le singole macrocategorie CER evidenzia una diversificazione delle dinamiche di import/export. In particolare, concentrandosi sulle tipologie di rifiuti maggiormente significative, si osserva che: • rilevanti flussi netti di importazione interessano le categorie 19.00.00 (rifiuti da impianti di trattamento), seguiti dai 10.00.00 (rifiuti inorganici provenienti da trattamenti termici) e più o meno nello stesso ordine di grandezza per i 15.00.00 (rifiuti da imballaggi) i 16.00.00 (rifiuti non specificati altrimenti) e 17.00.00 (rifiuti da attività di costruzione e demolizione); • flussi netti di esportazione riguardano la categoria 03.00.00 (rifiuti da lavorazione del legno). Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Prima: Quadro Conoscitivo 187 187 REGIONE MARCHE Flussi di importazione e esportazione extraregionale di rifiuti speciali per macrocategoria CER, confronto con i dati di produzione e gestione in Provincia di Ascoli Piceno (anno 2010) Produzione (t) Rec. + Smalt. (t) Import (t) Export (t) Import Netto (Import-Export) 01 RIF. DA PROSP.,ESTR.,TRATT.,LAVORAZ. DI MINERALI E MAT. DI CAVA 1.803 2.186 435 257 178 02 RIF. DA PROSP.,TRATT.E PREP. DI ALIMENTI IN AGRICOLTURA 2.163 13.003 4.397 924 3.474 03 RIF. LAVORAZ. LEGNO E PROD. CARTA, POLPA, CARTONE, PANNELLI… 3.592 723 99 3.431 -3.332 04 RIFIUTI DELLA PRODUZIONE CONCIARIA E TESSILE 1.158 1.647 1.291 169 1.121 05 RIF. DA RAFF. PETROLIO, PURIF., GAS NAT. E TRATT PIROL. DI CARBONE 137 18 - 39 -39 06 RIFIUTI DA PROCESSI CHIMICI INORGANICI 538 3.497 1.736 44 1.692 07 RIFIUTI DA PROCESSI CHIMICI ORGANICI 4.553 6.328 4.153 577 3.576 08 RIF. DA PROD., FORMUL., FORNIT., USO DI RIVESTIMENTI, SIGILLANTI, INCH. 559 13.970 2.700 165 2.535 09 RIFIUTI DELL'INDUSTRIA FOTOGRAFICA 878 1.493 597 2 595 10 RIFIUTI INORGANICI PROVENIENTI DA TRATTAMENTI TERMICI 276 9.474 24.582 173 24.409 11 RIF. INORG. CONT. METALLI DA TRATT. E RICOP.., IDROMETALL. NON FERR. 1.314 6.973 1.446 739 707 12 RIF. DI LAVORAZ. E TRATT. SUPERFICIALE DI METALLI E PLASTICA 8.061 6.270 7.072 3.317 3.755 13 OLII ESAURITI (TRANNE 050000 E 120000) - 8.508 3.216 1.003 2.213 14 RIF. DI SOST. ORGAN. UTILIZZATE COME SOLVENTI (TRANNE 070000 E 080000) - 52 29 103 -73 15 IMBALLAGGI, ASORBENTI, STRACCI, MATERIALI FILTRANTI E INDUMENTI 17.375 28.090 21.475 4.236 17.239 16 RIFIUTI NON SPECIFICATI ALTRIMENTI NEL CATALOGO 11.611 23.291 22.405 7.725 14.680 17 RIF. DI COSTRUZIONE E DEMOLIZIONI (COMPRESA COSTRUZIONE STRADE) 55.098 52.138 33.886 14.069 19.818 18 RIF. DI RICERCA MEDICA E VETERINARIA (TRANNE RIFIUTI DI CUCINA…) 457 63 46 286 -240 19 RIF. DA IMPIANTI DI TRATT. RIF., IMPIANTI DI TRATT. ACQUE REFLUE… 71.874 260.712 79.576 4.840 74.736 20 RSU ED ASSIMILABILI DA COMMERCIO, INDUSTRIA ED ISTITUZ. INCLUSE RD 11.736 14.335 4.948 3.727 1.222 Totale 193.185 452.771 214.089 45.825 168.265 Macrocategorie CER Fonte dei dati: elaborazione dichiarazioni MUD 2011 relative all'anno 2010 Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Prima: Quadro Conoscitivo 188 188 REGIONE MARCHE Flussi di importazione e esportazione extraregionale di rifiuti speciali pericolosi e non pericolosi per macrocategoria CER in Provincia di Ascoli Piceno (anno 2010) RS non pericolosi RS pericolosi RS non pericolosi RS pericolosi 01 RIF. DA PROSP.,ESTR.,TRATT.,LAVORAZ. DI MINERALI E MAT. DI CAVA 435 0 257 02 RIF. DA PROSP.,TRATT.E PREP. DI ALIMENTI IN AGRICOLTURA 4.397 0 924 03 RIF. LAVORAZ. LEGNO E PROD. CARTA, POLPA, CARTONE, PANNELLI… 99 0 3.395 36 04 RIFIUTI DELLA PRODUZIONE CONCIARIA E TESSILE 1.291 0 169 05 RIF. DA RAFF. PETROLIO, PURIF., GAS NAT. E TRATT PIROL. DI CARBONE 0 0 0 39 06 RIFIUTI DA PROCESSI CHIMICI INORGANICI 492 1.245 12 31 07 RIFIUTI DA PROCESSI CHIMICI ORGANICI 3.170 982 524 53 08 RIF. DA PROD., FORMUL., FORNIT., USO DI RIVESTIMENTI, SIGILLANTI, INCH. 2.649 50 83 82 09 RIFIUTI DELL'INDUSTRIA FOTOGRAFICA 0 597 0 2 10 RIFIUTI INORGANICI PROVENIENTI DA TRATTAMENTI TERMICI 18.601 5.981 97 76 11 RIF. INORG. CONT. METALLI DA TRATT. E RICOP.., IDROMETALL. NON FERR. 329 1.117 165 573 12 RIF. DI LAVORAZ. E TRATT. SUPERFICIALE DI METALLI E PLASTICA 6.003 1.069 3.308 9 13 OLII ESAURITI (TRANNE 050000 E 120000) 0 3.216 0 1.003 14 RIF. DI SOST. ORGAN. UTILIZZATE COME SOLVENTI (TRANNE 070000 E 080000) 0 29 0 103 15 IMBALLAGGI, ASORBENTI, STRACCI, MATERIALI FILTRANTI E INDUMENTI 21.414 61 4.099 137 16 RIFIUTI NON SPECIFICATI ALTRIMENTI NEL CATALOGO 21.888 517 6.290 1.435 17 RIF. DI COSTRUZIONE E DEMOLIZIONI (COMPRESA COSTRUZIONE STRADE) 30.295 3.591 13.225 844 18 RIF. DI RICERCA MEDICA E VETERINARIA (TRANNE RIFIUTI DI CUCINA…) 10 36 7 280 19 RIF. DA IMPIANTI DI TRATT. RIF., IMPIANTI DI TRATT. ACQUE REFLUE… 73.764 5.811 4.829 11 20 RSU ED ASSIMILABILI DA COMMERCIO, INDUSTRIA ED ISTITUZ. INCLUSE RD 4.937 11 3.694 33 189.775 24.315 41.078 4.746 Macrocategorie CER Import (t) Export (t) Totale Fonte dei dati: elaborazione dichiarazioni MUD 2011 relative all'anno 2010 Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Prima: Quadro Conoscitivo 189 189 REGIONE MARCHE 8.4.1. Evoluzione dei flussi di importazione ed esportazione di rifiuti speciali Se si vogliono confrontare i dati di importazione ed esportazione 2010 con i valori riscontrati in passato, si può fare nuovamente riferimento al documento del 2008 redatto da SVIM "Indagine sullo stato di attuazione del Piano di gestione dei rifiuti della Regione Marche" in cui è presente l’indagine sulla gestione dei rifiuti speciali nella Regione Marche relativa all'anno 2006. Nel confronto rispetto al 2006 vale sempre l'osservazione relativa al cambiamento degli assetti amministrativi per 7 Comuni della Provincia di Pesaro Urbino che a partire dall'Agosto 2009 sono passati alla Provincia di Rimini (Comune di Casteldelci, Maiolo, Novafeltria, Pennabilli, San Leo, Sant'Agata Feltria, Talamello), incidendo quindi sul confronto con il dato di gestione 2006 sia a livello Provinciale ma anche Regionale. Rispetto al 2006 la situazione relativa ai flussi in ingresso ed in uscita rispetto alla Regione Marche risulta essere ribaltata, difatti nel 2006 risultava prevalere il flusso di esportazione con una esportazione netta, seppur contenuta, di -16.318 ton, mentre nel 2010 prevalgono i quantitativi di rifiuti importati con un dato di importazione netta di 40.045 ton. Evoluzione flussi di importazione ed esportazione extraregionale dei rifiuti speciali in Regione (confronto 2006-2010) 638.486 677.017 654.803 636.972 610.000 620.000 630.000 640.000 650.000 660.000 670.000 680.000 690.000 2006 2010 t/ a n n o import export Fonte dei dati: elaborazione dichiarazioni MUD 2011 relative all'anno 2010, e dati 2006 del Rapporto SVIM "Indagine sullo stato di attuazione del Piano di gestione dei rifiuti della Regione Marche". Se si analizzano i flussi extraregionali importati con dettaglio provinciale, si osserva un incremento importante per la Provincia di Ascoli Piceno (+40%) e Fermo (+55,8%), incrementi più contenuti per la Provincia di Ancona (6,6%) e un decremento per la Provincia di Macerata (-16,8%) e Pesaro Urbino (-6%). Se si analizzano i flussi extraregionali esportati con dettaglio provinciale, si osserva un incremento importante solo per la Provincia Fermo (+85%), che però incide poco in termini di quantitativi, per le altre Province si osserva o una sostanziale stazionarietà dei flussi esportati, nel caso di Macerata e Ancona o decrementi dei flussi esportati rispetto al 2006 per la Provincia di Pesaro Urbino (-5,4%) e Ascoli Piceno (-9,6%). Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Prima: Quadro Conoscitivo 190 190 REGIONE MARCHE Evoluzione flussi di importazione extraregionale dei rifiuti speciali nelle diverse Province Marchigiane (confronto 2006-2010) Fonte dei dati: elaborazione dichiarazioni MUD 2011 relative all'anno 2010, e dati 2006 del Rapporto SVIM "Indagine sullo stato di attuazione del Piano di gestione dei rifiuti della Regione Marche". Evoluzione flussi di esportazione extraregionale dei rifiuti speciali nelle diverse Province Marchigiane (confronto 2006-2010) Fonte dei dati: elaborazione dichiarazioni MUD 2011 relative all'anno 2010, e dati 2006 del Rapporto SVIM "Indagine sullo stato di attuazione del Piano di gestione dei rifiuti della Regione Marche". Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Prima: Quadro Conoscitivo 191 191 REGIONE MARCHE 8.5. Approfondimenti territoriali del sistema gestionale dei Rifiuti Speciali Nell'analisi sull’attuale gestione dei rifiuti speciali sono emersi dati di interesse in merito a quantitativi di determinati flussi di rifiuti prodotti in certi contesti territoriali. Di seguito viene proposto un approfondimento in merito alla distribuzione territoriale della produzione primaria delle principali categorie di rifiuti, in modo da evidenziare particolari specificità territoriali (sicuramente riconducibili a particolari concentrazioni di categorie di comparti produttivi in determinati ambiti territoriali); queste informazioni vengono poi messe a confronto con la distribuzione territoriale del sistema impiantistico di trattamento e smaltimento regionale, in base a quanto dichiarato gestito per la particolare categoria di rifiuti analizzata. Di seguito è riportata la distribuzione territoriale (a livello di Province) della produzione primaria dei rifiuti speciali per macro categoria di CER. Per i principali flussi (ossia per quantitativi prodotti superiori alle 20.000 ton) si è quindi analizzata la distribuzione territoriale con dettaglio comunale, come rappresentato nelle mappe seguenti, a confronto con i dati gestionali in termini di: flussi a recupero e smaltimento, flussi importati ed esportati per la stessa macro-categoria. Successivamente, per ciascuna delle macrocategorie principali analizzate si è valutata la distribuzione dei singoli codici CER (a livello provinciale) e quindi sviluppato l'approfondimento sul codice CER più importate in termini di quantitativo prodotto, valutando sia la distribuzione territoriale (con dettaglio comunale) della produzione il dato di “dichiarato gestito” dai vari soggetti che hanno effettuato almeno una operazione di recupero e/o smaltimento (escluso D14, D15 e R13) per il particolare rifiuto analizzato. Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Prima: Quadro Conoscitivo 192 192 REGIONE MARCHE La gestione dei rifiuti speciali e la distribuzione territoriale (a livello provinciale) della produzione primaria delle macrocategorie di CER Produzione (t) Rec. + Smalt. (t) Import (t) Export (t) TOT Regione AN AP FM MC PU 01 RIF. DA PROSP.,ESTR.,TRATT.,LAVORAZ. DI MINERALI E MAT. DI CAVA 31.908 47.599 1.036 388 31.710 31,1% 5,7% 0,8% 56,1% 6,3% 02 RIF. DA PROSP.,TRATT.E PREP. DI ALIMENTI IN AGRICOLTURA 35.854 29.373 8.370 15.579 34.786 48,8% 6,1% 7,0% 29,9% 8,2% 03 RIF. LAVORAZ. LEGNO E PROD. CARTA, POLPA, CARTONE, PANNELLI… 142.771 40.943 24.422 126.690 130.096 23,9% 2,6% 1,6% 26,6% 45,4% 04 RIFIUTI DELLA PRODUZIONE CONCIARIA E TESSILE 26.372 25.770 10.236 2.411 26.043 5,8% 4,1% 48,8% 34,5% 6,8% 05 RIF. DA RAFF. PETROLIO, PURIF., GAS NAT. E TRATT PIROL. DI CARBONE 20.419 21.090 1.900 902 20.392 9,0% 0,3% 89,2% 0,1% 1,4% 06 RIFIUTI DA PROCESSI CHIMICI INORGANICI 7.001 10.963 5.647 2.242 6.874 38,4% 6,4% 6,1% 5,9% 43,2% 07 RIFIUTI DA PROCESSI CHIMICI ORGANICI 24.542 25.443 15.426 5.309 24.188 46,7% 10,5% 6,0% 15,3% 21,5% 08 RIF. DA PROD., FORMUL., FORNIT., USO DI RIVESTIMENTI, SIGILLANTI, INCH. 25.586 36.013 9.948 2.728 25.304 26,6% 6,7% 4,5% 39,7% 22,5% 09 RIFIUTI DELL'INDUSTRIA FOTOGRAFICA 561 1.970 1.336 98 499 49,2% 12,5% 6,1% 14,4% 17,7% 10 RIFIUTI INORGANICI PROVENIENTI DA TRATTAMENTI TERMICI 48.411 33.163 33.993 33.656 48.069 31,3% 0,5% 1,0% 25,3% 42,0% 11 RIF. INORG. CONT. METALLI DA TRATT. E RICOP.., IDROMETALL. NON FERR. 10.843 12.075 6.232 4.262 10.683 37,4% 12,8% 8,8% 3,1% 38,0% 12 RIF. DI LAVORAZ. E TRATT. SUPERFICIALE DI METALLI E PLASTICA 146.607 199.424 76.498 28.938 141.860 52,6% 5,6% 3,4% 14,4% 24,1% 13 OLII ESAURITI (TRANNE 050000 E 120000) 14.100 10.117 4.803 9.049 13.596 69,9% 5,9% 4,5% 11,4% 8,3% 14 RIF. DI SOST. ORGAN. UTILIZZATE COME SOLVENTI (TRANNE 070000 E 080000) 1.485 1.297 186 1.016 1.358 26,6% 6,7% 4,5% 39,7% 22,5% 15 IMBALLAGGI, ASORBENTI, STRACCI, MATERIALI FILTRANTI E INDUMENTI 149.391 131.448 44.040 30.396 141.688 35,0% 11,0% 6,0% 22,1% 25,9% 16 RIFIUTI NON SPECIFICATI ALTRIMENTI NEL CATALOGO 112.199 93.187 58.680 50.742 96.925 36,3% 10,6% 5,4% 19,1% 28,5% 17 RIF. DI COSTRUZIONE E DEMOLIZIONI (COMPRESA COSTRUZIONE STRADE) 706.896 737.195 134.195 108.687 694.116 44,1% 7,5% 3,7% 16,4% 28,3% 18 RIF. DI RICERCA MEDICA E VETERINARIA (TRANNE RIFIUTI DI CUCINA…) 4.327 611 1.166 4.444 4.322 46,7% 10,5% 6,0% 15,3% 21,5% 19 RIF. DA IMPIANTI DI TRATT. RIF., IMPIANTI DI TRATT. ACQUE REFLUE… 858.457 941.506 200.363 191.760 397.337 47,2% 9,0% 13,7% 10,5% 19,5% 20 RSU ED ASSIMILABILI DA COMMERCIO, INDUSTRIA ED ISTITUZ. INCLUSE RD 102.859 106.882 38.543 17.674 91.178 37,5% 11,2% 5,3% 17,0% 29,0% 2.470.589 2.506.069 677.017 636.972 1.941.026Totale Macrocategorie CER Gestione 2010 Produz PRI (t) Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Prima: Quadro Conoscitivo 193 193 REGIONE MARCHE 8.5.1. Distribuzione territoriale della Macro Categoria 17 Per i rifiuti appartenenti alla Macro-categoria con CER 17, ossia i “Rifiuti di costruzione e demolizioni, compresa la costruzione di strade”, si osserva che, su un totale di 694.115 ton di produzione di rifiuti primari (al netto della produzione secondaria), il 44% avviene nel territorio della Provincia di Ancona (ossia 306.451 ton), il 28,3% nella Provincia di Pesaro e Urbino, il 16,4% nella Provincia di Macerata e il resto per quote marginali nelle Province di Ascoli Piceno (7,5%) e Fermo (3,7%). Dalle dichiarazioni da parte dei soggetti regionali si evince che nel territorio marchigiano sono state effettuate operazioni di recupero e smaltimento per un totale di 737.194 ton, di cui il 95% risultano essere operazioni di recupero (senza considerare R13). Pertanto, con le dovute cautele connesse a doppi conteggi dovuti a dichiarazioni di operazioni multiple, si rileva una copertura da parte delle gestione regionale dei fabbisogni di produzione primaria di tale categoria di rifiuti. I flussi di import-export di tale categoria di rifiuti sono più o meno dello stesso ordine di grandezza, ma sono a favore dell’importazione con un saldo di 25.507 ton. La distribuzione della produzione primaria del MACRO CER 17 (Rifiuti di costruzione e demolizioni, compresa la costruzione di strade) Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Prima: Quadro Conoscitivo 194 194 REGIONE MARCHE Analizzando quindi il dettaglio della distribuzione dei singoli codici CER prodotti in Regione, si osserva che i CER prevalenti sono 3 e incidono per più del 76% della produzione di tale macrocategoria, si ha: 170904 “rifiuti misti dell'attività di costruzione e demolizione, diversi da quelli di cui alle voci 17 09 01, 17 09 02 e 17 09 03” un sostanziale distribuzione nel territorio regionale, particolarmente concentrata nelle Province di Ancona e Pesaro e Urbino (congiuntamente incidono per il 71,3% della produzione totale regionale di tale CER); 170405 “ferro e acciaio” una produzione prevalente nella Provincia di Ancona (54,5% della produzione totale regionale di tale CER); 170302 “miscele bituminose diverse da quelle di cui alla voce 17 03 01” una produzione prevalente nella Provincia di Ancona (63% della produzione totale regionale di tale CER). Il restante 23,8% della produzione primaria della macro categoria 17 si distribuisce tra 29 codici CER di rifiuti pericolosi e non come riportato di seguito. Distribuzione territoriale della produzione primaria dei CER 17 Cod Rifiuto Descrizione AN AP FM MC PU tot 170904 rifiuti misti dell'attività di costruzione e demolizione, diversi da quelli di cui alle voci 17 09 01, 17 09 02 e 17 09 03117.193 14.773 13.105 68.595 122.055 335.720 170405 ferro e acciaio 53.293 12.978 5.702 13.153 12.692 97.818 170302 miscele bituminose diverse da quelle di cui alla voce 17 03 01 60.255 1.226 2.703 10.450 21.051 95.684 170504 terra e rocce, diverse da quelle di cui alla voce 17 05 03 43.704 2.606 109 3.619 15.480 65.520 170101 cemento 8.436 6.542 569 9.449 1.991 26.986 170107 miscugli o scorie di cemento, mattoni, mattonelle e ceramiche, diverse da quelle di cui alla voce 17 01 063.782 9.202 757 1.255 2.739 17.735 170605 materiali da costruzione contenenti amianto(i) Per quanto riguarda il deposito dei rifiuti in discarica, la classificazione di tale rifiuto come “pericoloso” è posticipata fino all’adozione delle norme regolamentari di recepimento della direttiva 99/31/CE6.882 2.332 649 1.723 2.612 14.198 170506 fanghi di dragaggio, diversa da quella di cui alla voce 17 05 05 11 235 - 2 9.660 9.908 170402 alluminio 928 547 899 1.085 451 3.909 170503 terra e rocce, contenenti sostanze pericolose 1.766 131 40 314 1.598 3.849 170407 metalli misti 623 150 152 435 1.943 3.302 170204 vetro, plastica e legno contenenti sostanze pericolose o da esse contaminati 2.660 - 0 369 23 3.053 170201 legno 1.504 155 123 456 610 2.848 170411 cavi, diversi da quelli di cui alla voce 17 04 10 710 609 193 662 626 2.800 170401 rame, bronzo, ottone 798 400 202 219 204 1.823 170802 materiali da costruzione a base di gesso diversi da quelli di cui alla voce 17 08 01406 107 265 476 325 1.580 170508 pietrisco per massicciate ferroviarie, diverso da quello di cui alla voce 17 05 071.503 - - - - 1.503 170103 mattonelle e ceramiche 37 14 - 105 1.331 1.487 170604 materiali isolanti diversi da quelli di cui alle voci 17 06 01 e 17 06 03 709 105 4 165 119 1.102 170603 altri materiali isolanti contenenti o costituiti da sostanze pericolose 239 42 3 316 26 626 170203 plastica 353 26 11 98 93 581 170202 vetro 369 8 0 65 62 504 170303 catrame di carbone e prodotti contenenti catrame 2 - 28 10 460 500 170601 materiali isolanti contenenti amianto 40 4 0 445 1 490 170903 altri rifiuti dell'attività di costruzione e demolizione (compresi rifiuti misti) contenenti sostanze pericolose122 - - 33 2 157 170102 mattoni - - - 70 73 143 170403 piombo 45 32 15 40 9 142 170404 zinco 74 0 43 4 7 128 170301 miscele bituminose contenenti catrame di carbone 5 0 - 1 2 8 170406 stagno 0 5 0 - 1 6 170410 cavi, impregnati di olio, di catrame di carbone o di altre sostanze pericolose 0 0 - 0 2 3 170409 rifiuti metallici contaminati da sostanze pericolose 0 - - 0 - 1 Totale 306.451 52.229 25.572 113.614 196.248 694.116 Nel seguito è rappresentata la distribuzione territoriale della produzione del principale CER prodotto (171904) incrociata con la distribuzione delle attività dichiarate di recupero (cerchi verdi) e smaltimento (triangoli rossi) rappresentati in maniera proporzionale rispetto al quantitativo trattato. Il quantitativo complessivamente prodotto in Regione ammonta a 335.720 ton (che si concentra nei territori della Provincia di Ancona e Pesaro e Urbino. Si osserva pertanto la netta prevalenza delle attività di recupero, difatti rispetto alle 378.148 ton dichiarate gestite il 99% sono attività di recupero (prevalentemente R5). Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Prima: Quadro Conoscitivo 195 195 REGIONE MARCHE Le attività principali di recupero (cerchi di dimensioni maggiori) sono collocate in corrispondenza o in prossimità dei luoghi in cui si verifica la maggiore produzione di tale tipologia di rifiuti (Provincia di Ancona e Pesaro e Urbino). Con le dovute cautele connesse a doppi conteggi dovuti a dichiarazioni di operazioni multiple, si rileva una copertura da parte delle gestione regionale dei fabbisogni di produzione primaria di tale categoria di rifiuti. I flussi di import-export di tale categoria di rifiuti sono più o meno dello stesso ordine di grandezza, ma sono a favore dell’importazione con un saldo di 12.106 ton. Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Prima: Quadro Conoscitivo 196 196 REGIONE MARCHE La distribuzione della produzione primaria e gestione del CER 170904 (rifiuti misti dell'attività di costruzione e demolizione, diversi da quelli di cui alle voci 170901, 170902 e 170903) Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Prima: Quadro Conoscitivo 197 197 REGIONE MARCHE 8.5.2. Distribuzione territoriale della Macro Categoria 19 Per i rifiuti appartenenti alla Macro-categoria con CER 19, ossia i “Rifiuti da impianti di trattamento rifiuti, impianti di trattamento acque reflue” (escluso il flusso del CER 191308 prodotto e gestito da API di Ancona), si osserva che, su un totale di 397.377 ton di produzione di rifiuti primari (al netto della produzione secondaria), il 47% avviene nel territorio della Provincia di Ancona (ossia 187.602 ton), il 20% nella Provincia di Pesaro e Urbino, il 14% nella Provincia di Fermo ed il resto per quote marginali nelle Province di Ascoli Piceno (9%) e Macerata (11%). Dalle dichiarazioni da parte dei soggetti regionali si evince che nel territorio marchigiano sono state effettuate operazioni di recupero e smaltimento per un totale di 941.506 ton, di cui il 72% risultano essere operazioni di smaltimento (senza considerare D15). Pertanto, con le dovute cautele connesse a doppi conteggi dovuti a dichiarazioni di operazioni multiple, si rileva una sovrabbondanza nella copertura da parte delle gestione regionale dei fabbisogni di produzione primaria di tale categoria di rifiuti. I flussi di import-export di tale categoria di rifiuti sono più o meno dello stesso ordine di grandezza, ma sono a favore dell’importazione con un saldo di 8.602 ton. Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Prima: Quadro Conoscitivo 198 198 REGIONE MARCHE La distribuzione della produzione primaria del MACRO CER 19* (Rifiuti da impianti di trattamento rifiuti, impianti di trattamento acque reflue) Note: è escluso il flusso del CER 191308 prodotto e gestito da API di Ancona. Analizzando quindi il dettaglio della distribuzione dei singoli codici CER (escluso il flusso del CER 191308 prodotto e gestito da API di Ancona) prodotti in Regione, si osserva che i CER prevalenti sono 2 e incidono per ben il 94% della produzione di tale macro categoria, si ha: 190703 “percolato di discarica, diverso da quello di cui alla voce 19 07 02” una produzione prevalente nella Provincia di Ancona (50% della produzione totale regionale di tale CER); 190805 “fanghi prodotti dal trattamento delle acque reflue urbane” con una sostanziale distribuzione nel territorio regionale, con un contributo da parte di ciascuna Provincia tra il 12% e 30%. Il restante 5,6% della produzione primaria della macro categoria 19 si distribuisce tra 21 codici CER di rifiuti pericolosi e non come riportato di seguito. Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Prima: Quadro Conoscitivo 199 199 REGIONE MARCHE Distribuzione territoriale della produzione primaria dei CER 19* Cod Rifiuto Descrizione AN AP FM MC PU tot 190703 percolato di discarica, diverso da quello di cui alla voce 19 07 02 159.925 18.477 46.394 28.507 62.206 315.509 190805 fanghi prodotti dal trattamento delle acque reflue urbane 17.717 10.721 7.297 11.607 12.210 59.552 190814 fanghi prodotti da altri trattamenti delle acque reflue industriali, diversi da quelli di cui alla voce 19 08 13 2.627 2.937 26 62 620 6.273 190899 rifiuti non specificati altrimenti 3.656 - - 11 807 4.474 190812 fanghi prodotti dal trattamento biologico delle acque reflue industriali, diversi da quelli di cui alla voce 19 08 111.102 2.020 1 0 51 3.174 190801 vaglio 319 245 191 428 997 2.181 190802 rifiuti dell'eliminazione della sabbia 277 347 546 840 139 2.149 190813 fanghi contenenti sostanze pericolose prodotti da altri trattamenti delle acque reflue industriali 1.478 0 0 4 1 1.483 191308 rifiuti liquidi acquosi e concentrati acquosi prodotti dalle operazioni di risanamento delle acque di falda, diversi da quelli di cui alla voce 19 13 07110 971 50 83 33 1.247 190902 fanghi prodotti dai processi di chiarificazione dell'acqua - - - 238 128 365 190904 carbone attivo esaurito 103 5 8 59 166 340 191306 fanghi prodotti dalle operazioni di risanamento delle acque di falda, diversi da quelli di cui alla voce 19 13 05177 - - - 5 182 190807 soluzioni e fanghi di rigenerazione delle resine a scambio ionico - - - - 134 134 190906 soluzioni e fanghi di rigenerazione delle resine a scambio ionico 67 - - 3 3 73 191301 rifiuti solidi prodotti dalle operazioni di bonifica dei terreni, contenenti sostanze pericolose 16 11 13 5 20 65 190901 rifiuti solidi prodotti dai processi di filtrazione e vaglio primari 3 16 - 32 - 51 191307 rifiuti liquidi acquosi e concentrati acquosi prodotti dalle operazioni di risanamento delle acque di falda, contenenti sostanze pericolose3 9 - - 21 33 190905 resine a scambio ionico saturate o esaurite 8 8 0 4 2 22 190810 miscele di oli e grassi prodotte dalla separazione olio/acqua, diverse da quelle di cui alla voce 19 08 09 8 - - 2 - 10 191302 rifiuti solidi prodotti dalle operazioni di bonifica dei terreni, diversi da quelli di cui alla voce 19 13 01 5 1 0 - 2 8 190999 rifiuti non specificati altrimenti - - 7 - - 7 190806 resine a scambio ionico saturate o esaurite 3 - - 0 1 4 191305 fanghi prodotti dalle operazioni di risanamento delle acque di falda, contenenti sostanze pericolose - - - - 0 0 Totale 187.602 35.770 54.532 41.887 77.546 397.337 Note: è escluso il flusso del CER 191308 prodotto e gestito da API di Ancona. Nel seguito è rappresentata la distribuzione territoriale della produzione del principale CER prodotto (190703) incrociata con la distribuzione delle attività dichiarate di recupero (cerchi verdi) e smaltimento (triangoli rossi) rappresentati in maniera proporzionale rispetto al quantitativo trattato. Il quantitativo complessivamente prodotto in Regione ammonta a 315.509 ton (che si concentra nei territori della Provincia di Ancona e Pesaro e Urbino). Si osserva pertanto la netta prevalenza delle attività di smaltimento, difatti rispetto alle 321.331 ton dichiarate gestite il 100% sono attività di smaltimento (D8 e D9). Le attività principali di smaltimento (triangoli di dimensioni maggiori) sono collocate in corrispondenza o in prossimità dei luoghi in cui si verifica la maggiore produzione di tale tipologia di rifiuti (in Provincia di Ancona) ma si rileva anche una polarizzazione di tale gestione in Provincia di Ascoli Piceno, dove si rileva una dichiarazione importante per 99.000 ton gestite con attività D8 e D9. Si rileva pertanto una copertura da parte delle gestione regionale dei fabbisogni di produzione primaria di tale categoria di rifiuti. I flussi di import-export di tale categoria di rifiuti sono a favore dell’importazione con un saldo di importazione netta di 45.693 ton. Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Prima: Quadro Conoscitivo 200 200 REGIONE MARCHE La distribuzione della produzione primaria e gestione del CER 190703 (percolato di discarica, diverso da quello di cui alla voce 190702) Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Prima: Quadro Conoscitivo 201 201 REGIONE MARCHE 8.5.3. Distribuzione territoriale della Macro Categoria 12 Per i rifiuti appartenenti alla Macro-categoria con CER 12, ossia i “Rifiuti di lavorazione e trattamento superficiale di metalli e plastica”, si osserva che, su un totale di 141.660 ton di produzione di rifiuti primari (al netto della produzione secondaria), il 53% avviene nel territorio della Provincia di Ancona (ossia 74.550 ton), il 24% nella Provincia di Pesaro e Urbino, il 14% nella Provincia di Macerata ed il resto per quote marginali nelle Province di Ascoli Piceno (6%) e Fermo (3%). Dalle dichiarazioni da parte dei soggetti regionali si evince che nel territorio marchigiano sono state effettuate operazioni di recupero e smaltimento per un totale di 199.424 ton, di cui il 95% risultano essere operazioni di recupero (senza considerare R13). Pertanto, con le dovute cautele connesse a doppi conteggi dovuti a dichiarazioni di operazioni multiple, si rileva una copertura da parte delle gestione regionale dei fabbisogni di produzione primaria di tale categoria di rifiuti. I flussi di import-export di tale categoria di rifiuti è nettamente a favore dell’importazione con un saldo di 47.560 ton. La distribuzione della produzione primaria del MACRO CER 12 (Rifiuti di lavorazione e trattamento superficiale di metalli e plastica) Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Prima: Quadro Conoscitivo 202 202 REGIONE MARCHE Analizzando quindi il dettaglio della distribuzione dei singoli codici CER prodotti in Regione, si osserva che i CER prevalenti sono 3 e incidono per il 78% della produzione di tale macro categoria, si ha: 120102 “polveri e particolato di materiali ferrosi” una produzione prevalente nella Provincia di Ancona (48% della produzione totale regionale di tale CER); 120101 “limatura e trucioli di materiali ferrosi” una produzione prevalente nella Provincia di Ancona (62% della produzione totale regionale di tale CER); 120199 “rifiuti non specificati altrimenti” una produzione prevalente nella Provincia di Ancona (76% della produzione totale regionale di tale CER); Il restante 21,9% della produzione primaria della macro categoria 12 si distribuisce tra 17 codici CER di rifiuti pericolosi e non come riportato di seguito. Distribuzione territoriale della produzione primaria dei CER 12 Cod Rifiuto Descrizione AN AP FM MC PU tot 120102 polveri e particolato di materiali ferrosi 27.592 2.398 914 11.378 15.095 57.376 120101 limatura e trucioli di materiali ferrosi 18.175 700 577 4.579 5.250 29.280 120199 rifiuti non specificati altrimenti 18.407 2.211 404 474 2.700 24.196 120105 limatura e trucioli di materiali plastici 1.004 1.273 1.893 1.291 6.043 11.504 120103 limatura e trucioli di materiali non ferrosi 4.039 115 211 621 2.074 7.059 120104 polveri e particolato di materiali non ferrosi 2.080 946 311 1.235 1.655 6.228 120109 emulsioni e soluzioni per macchinari, non contenenti alogeni 1.132 65 33 111 358 1.698 120117 materiale abrasivo di scarto, diverso da quello di cui alla voce 12 01 16 668 157 89 347 395 1.656 120301 soluzioni acquose di lavaggio 893 16 14 147 100 1.170 120115 fanghi di lavorazione, diversi da quelli di cui alla voce 12 01 14 126 52 317 111 413 1.019 120113 rifiuti di saldatura 234 1 - 96 0 332 120108 emulsioni e soluzioni per macchinari, contenenti alogeni 76 - - 0 16 92 120121 corpi d'utensile e materiali di rettifica esauriti, diversi da quelli di cui alla voce 12 01 203 - - 73 2 79 120118 fanghi metallici (fanghi di rettifica, affilatura e lappatura) contenenti olio 58 - 0 0 14 73 120116 materiale abrasivo di scarto, contenente sostanze pericolose 27 7 0 1 2 37 120107 oli minerali per macchinari, non contenenti alogeni (eccetto emulsioni e soluzioni)20 - - 5 0 25 120114 fanghi di lavorazione, contenenti sostanze pericolose 10 3 - 6 6 24 120112 cere e grassi esauriti 4 1 2 1 3 9 120106 oli minerali per macchinari, contenenti alogeni (eccetto emulsioni e soluzioni)2 - 0 - - 2 120110 oli sintetici per macchinari 1 - - 0 - 1 Totale 74.550 7.945 4.764 20.476 34.126 141.860 Nel seguito è rappresentata la distribuzione territoriale della produzione del principale CER prodotto (120102) incrociata con la distribuzione delle attività dichiarate di recupero (cerchi verdi) e smaltimento (triangoli rossi) rappresentati in maniera proporzionale rispetto al quantitativo trattato. Il quantitativo complessivamente prodotto in Regione ammonta a 57.373 ton (che si concentra nei territori della Provincia di Ancona e Pesaro e Urbino). Si osserva pertanto la netta prevalenza delle attività di recupero, difatti rispetto alle 79.368 ton dichiarate gestite il 99% sono attività di recupero (R4). Le attività principali di recupero (cerchi di dimensioni maggiori) sono collocate in corrispondenza o in prossimità dei luoghi in cui si verifica la maggiore produzione di tale tipologia di rifiuti (in Provincia di Ancona) ma anche in Provincia di Macerata, che risulta comunque vicina ai centri principali di produzione, dove si rileva una gestione su un complesso di circa 25.000 ton trattate (con operazione R4) dichiarato da più di un soggetto. Si rileva pertanto una copertura da parte delle gestione regionale dei fabbisogni di produzione primaria di tale categoria di rifiuti. Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Prima: Quadro Conoscitivo 203 203 REGIONE MARCHE I flussi di import-export di tale categoria di rifiuti sono a favore dell’importazione con un saldo di importazione netta di 7.722 ton, ma si tratta comunque di quantitativi minori rispetto all’ordine di grandezza dei rifiuti prodotti e gestiti in Regione. La distribuzione della produzione primaria e gestione del CER 120102 (polveri e particolato di materiali ferrosi) Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Prima: Quadro Conoscitivo 204 204 REGIONE MARCHE 8.5.4. Distribuzione territoriale della Macro Categoria 15 Con riferimento alla tipologia di rifiuti appartenenti alla Macro-categoria dei CER 15 “Imballaggi, assorbenti, stracci, materiali filtranti e indumenti”, la produzione primaria regionale ammonta a 141.688 ton, che risulta abbastanza diffusa nel territorio regionale, ed in particolare nella Provincia di Ancona con il 35%, Macerata (25%), Pesaro Urbino (18%) ed equamente nelle Province di Ascoli Piceno e Fermo (il 10% ciascuna). Quanto dichiarato come gestito, in termini di operazioni di smaltimento e recupero, dai soggetti gestori regionali ammonta complessivamente a 131.448 ton, di cui il 90,5% sono attività di recupero. Pertanto, si rileva una lieve scopertura da parte delle gestione regionale dei fabbisogni di trattamento della produzione primaria di tale categoria di rifiuti. I flussi di import-export di tale categoria di rifiuti sono a favore dell’importazione con un saldo di 13.644 ton. La distribuzione della produzione primaria del MACRO CER 15 (imballaggi, assorbenti, stracci, materiali filtranti e indumenti) Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Prima: Quadro Conoscitivo 205 205 REGIONE MARCHE Analizzando quindi il dettaglio della distribuzione dei singoli codici CER prodotti in Regione, si osserva che i CER prevalenti sono 3 e incidono per ben l’84% della produzione di tale macro categoria, si ha: 150101 “imballaggi in carta e cartone” con una sostanziale distribuzione nel territorio regionale, in particolare con un contributo da parte di ciascuna Provincia tra il 10% e 35%. 150106 “imballaggi in materiali misti” con un contributo prevalente nelle Provincia di Ancona (38) e Pesaro e Urbino (29%); 150102 “imballaggi in plastica” con un contributo prevalente di Pesaro e Urbino (52%). Il restante 16% della produzione primaria della macro categoria 15 si distribuisce tra i restanti 8 codici CER di rifiuti pericolosi e non come riportato di seguito. Distribuzione territoriale della produzione primaria dei CER 15 Cod Rifiuto Descrizione AN AP FM MC PU tot 150101 imballaggi in carta e cartone 22.216 6.757 6.548 15.844 11.905 63.271 150106 imballaggi in materiali misti 16.347 4.425 1.123 8.188 12.681 42.764 150102 imballaggi in plastica 2.487 1.616 334 1.557 6.586 12.581 150103 imballaggi in legno 5.237 2.039 175 1.620 2.225 11.296 150104 imballaggi metallici 1.377 171 184 1.199 1.109 4.040 150107 imballaggi in vetro 501 312 39 2.106 221 3.180 150203 assorbenti, materiali filtranti, stracci e indumenti protettivi, diversi da quelli di cui alla voce 15 02 02 353 79 24 118 953 1.527 150110 imballaggi contenenti residui di sostanze pericolose o contaminati da tali sostanze 459 160 32 343 325 1.319 150202 assorbenti, materiali filtranti (inclusi filtri dell'olio non specificati altrimenti), stracci e indumenti protettivi, contaminati da sostanze pericolose523 27 28 222 326 1.125 150105 imballaggi in materiali compositi 91 56 0 58 372 577 150111 imballaggi metallici contenenti matrici solide porose pericolose (ad esempio amianto), compresi i contenitori a pressione vuoti2 1 2 3 1 8 Totale 49.594 15.644 8.489 31.258 36.703 141.688 Nel seguito è rappresentata la distribuzione territoriale della produzione del principale CER prodotto (150101) incrociata con la distribuzione delle attività dichiarate di recupero (cerchi verdi) e smaltimento (triangoli rossi) rappresentati in maniera proporzionale rispetto al quantitativo trattato. Il quantitativo complessivamente prodotto in Regione ammonta a 63.271 ton (che si concentra nei territori della Provincia di Ancona, Macerata e Pesaro e Urbino). Si osserva pertanto la netta prevalenza delle attività di recupero, difatti rispetto alle 64.253 ton dichiarate gestite il 99,5% sono attività di recupero (prevalentemente R3). Le attività principali di recupero (cerchi di dimensioni maggiori) sono collocate in corrispondenza o in prossimità dei luoghi in cui si verifica la maggiore produzione di tale tipologia di rifiuti (in Provincia di Ancona e Pesaro Urbino) ma anche nella Province di Macerata, che risulta comunque vicina ai centri principali di produzione, dove si rileva una gestione su un complesso di circa 19.000 ton trattate (con operazione R3) dichiarato da più di un soggetto e nella Provincia di Ascoli Piceno con una gestione su un complesso di circa 12.500 t trattate. Si rileva pertanto una copertura da parte delle gestione regionale dei fabbisogni di produzione primaria di tale categoria di rifiuti. I flussi di import-export di tale categoria di rifiuti sono a favore dell’importazione con un saldo di importazione netta di 8.192 ton, ma si tratta comunque di quantitativi minori rispetto all’ordine di grandezza dei rifiuti prodotti e gestiti in Regione. Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Prima: Quadro Conoscitivo 206 206 REGIONE MARCHE La distribuzione della produzione primaria e gestione del CER 150101 (imballaggi in carta e cartone) Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Prima: Quadro Conoscitivo 207 207 REGIONE MARCHE 8.5.5. Distribuzione territoriale della Macro Categoria 03 Con riferimento alla tipologia di rifiuti appartenenti alla Macro-categoria dei CER 03 “Rifiuti di lavorazione del legno e produzione carta, polpa, cartone, pannelli”, la produzione primaria regionale ammonta a 130.096 ton, che risulta abbastanza diffusa nel territorio regionale, ed in particolare nella Provincia di Pesaro Urbino con il 45%, Macerata (27%), Ancona (24%) e per quote residuali nelle Province di Ascoli Piceno e Fermo (il 6% complessivamente). Quanto dichiarato come gestito, in termini di operazioni di smaltimento e recupero, dai soggetti gestori regionali ammonta complessivamente a 40.943 ton, di cui l’85% sono attività di recupero. Pertanto, si rileva una scopertura consistente, da parte delle gestione regionale, dei fabbisogni di trattamento della produzione primaria di tale categoria di rifiuti. I flussi di import-export di tale categoria di rifiuti sono necessariamente a favore dell’esportazione con un saldo di 102.269 ton esportate nette. La distribuzione della produzione primaria del MACRO CER 03 (Rifiuti di lavorazione del legno e produzione carta, polpa, cartone, pannelli…) Analizzando quindi il dettaglio della distribuzione dei singoli codici CER prodotti in Regione, si osserva che i CER prevalenti sono 2 e incidono per ben il 91% della produzione di tale macro categoria, si ha: Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Prima: Quadro Conoscitivo 208 208 REGIONE MARCHE 030105 “segatura, trucioli, residui di taglio, legno, pannelli di truciolare e piallacci diversi da quelli di cui alla voce 03 01 04” con un contributo prevalente nella Provincia di Pesaro e Urbino (55%); 030307 “scarti della separazione meccanica nella produzione di polpa da rifiuti di carta e cartone” con un dato di produzione concentrato totalmente nella Provincia Macerata; Il restante 9% della produzione primaria della macro categoria 03 si distribuisce tra i restanti 7 codici CER di rifiuti pericolosi e non come riportato di seguito. Distribuzione territoriale della produzione primaria dei CER 03 Cod Rifiuto Descrizione AN AP FM MC PU tot 030105 segatura, trucioli, residui di taglio, legno, pannelli di truciolare e piallacci diversi da 03 01 04 23.149 3.296 2.008 19.335 58.309 106.096 030307 scarti della separazione meccanica nella produzione di polpa da rifiuti di carta e cartone - - - 12.558 - 12.558 030311 fanghi prodotti dal trattamento in loco degli effluenti, diversi da quelli di cui alla voce 03 03 10 5.551 17 - 1.258 - 6.827 030399 rifiuti non specificati altrimenti 2.103 - - 25 150 2.278 030199 rifiuti non specificati altrimenti 122 - - 474 359 955 030308 scarti della selezione di carta e cartone destinati ad essere riciclati 97 - - 445 21 563 030104 segatura, trucioli, residui di taglio, legno, pannelli di truciolare e piallacci contenenti sostanze pericolose - 36 47 190 206 479 030310 scarti di fibre e fanghi contenenti fibre, riempitivi e prodotti di rivestimento generati dai processi di separazione meccanica6 - - 322 - 329 030101 scarti di corteccia e sughero - - 5 3 3 11 Totale 31.028 3.349 2.060 34.610 59.049 130.096 Nel seguito è rappresentata la distribuzione territoriale della produzione del principale CER prodotto (030105) incrociata con la distribuzione delle attività dichiarate di recupero (cerchi verdi) e smaltimento (triangoli rossi) rappresentati in maniera proporzionale rispetto al quantitativo trattato. Il quantitativo complessivamente prodotto in Regione ammonta a 106.096 ton (che si concentra nei territori della Provincia Pesaro e Urbino e Ancona). Si osserva pertanto, rispetto al dato di gestione regionale (26.998 t/a), che è comunque contenuta rispetto al dato di produzione primaria di tale tipologia di rifiuto, la netta prevalenza delle attività di recupero, essendo dichiarato il 98,6% del totale gestito con attività di recupero energetico (R1) e di materia (R3). Le attività principali di recupero energetico e di materia (cerchi di dimensioni maggiori) sono distribuite in corrispondenza o in prossimità dei luoghi in cui si verifica la maggiore produzione di tale tipologia di rifiuti (in Provincia di Ancona e Pesaro Urbino) ma anche nella Provincia di Macerata, che risulta comunque vicina ai centri principali di produzione. Si tratta però di attività che trattano quantitativi piccoli rispetto alla dimensione del fabbisogno regionale, infatti il soggetto regionale che ha dichiarato il quantitativo massimo ha trattato circa 6.000 ton/a (R3). Si rileva pertanto un importante dato di scopertura da parte delle gestione regionale dei fabbisogni di produzione primaria di tale categoria di rifiuti. I flussi di import-export di tale categoria di rifiuti sono necessariamente a favore dell’esportazione con un saldo di 89.508 ton esportate nette. Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Prima: Quadro Conoscitivo 209 209 REGIONE MARCHE La distribuzione della produzione primaria e gestione del CER 030105 (segatura, trucioli, residui di taglio, legno, pannelli di truciolare e piallacci diversi da 030104) Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Prima: Quadro Conoscitivo 210 210 REGIONE MARCHE 8.5.6. Distribuzione territoriale della Macro Categoria 16 Con riferimento alla tipologia di rifiuti appartenenti alla Macro-categoria dei CER 16 “Rifiuti non specificati altrimenti nel catalogo”, la produzione primaria regionale ammonta a 96.625 ton, che risulta abbastanza diffusa nel territorio regionale, ed in particolare nella Provincia di Ancona con il 36%, Pesaro e Urbino (29%), Macerata (19%) e per quote residuali nelle Province di Ascoli Piceno e Fermo con un contributo rispettivo dell’11% e 5%. Si osserva inoltre che la produzione di tale tipologia di rifiuti si concentra in particolari e puntuali contesti comunali prevalentemente situati sulla costa. Quanto dichiarato come gestito, in termini di operazioni di smaltimento e recupero, dai soggetti gestori regionali ammonta complessivamente a 93.186 ton, di cui il 64% sono attività di smaltimento. Pertanto, si rileva una scopertura consistente, da parte del sistema di gestione regionale, dei fabbisogni di trattamento della produzione primaria di tale categoria di rifiuti. I flussi di import-export di tale categoria di rifiuti sono più o meno dello stesso ordine di grandezza, ma sono lievemente a favore dell’importazione con un saldo di 7.938 ton. La distribuzione della produzione primaria del MACRO CER 16 (Rifiuti non specificati altrimenti nel catalogo) Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Prima: Quadro Conoscitivo 211 211 REGIONE MARCHE Analizzando quindi il dettaglio della distribuzione dei singoli codici CER prodotti in Regione, si osserva che i CER prevalenti sono 3 e incidono per ben il 71% della produzione di tale macro categoria, si ha: 161002 “soluzioni acquose di scarto, diverse da quelle di cui alla voce 16 10 01” con un contributo prevalente nella Provincia di Ancona (42,6%) e Pesaro e Urbino (32%); 160103 “pneumatici fuori uso” con una sostanziale distribuzione nel territorio regionale, con un contributo da parte di ciascuna Provincia tra il 9,5% e 37%; 160214 “apparecchiature fuori uso, diverse da quelle di cui alle voci da 16 02 09 a 16 02 13” con un contributo prevalente nella Provincia di Ancona (41%) e Pesaro e Urbino (34%). Il restante 28,6% della produzione primaria della macro categoria 16 si distribuisce tra i restanti 54 codici CER di rifiuti pericolosi e non come riportato di seguito. Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Prima: Quadro Conoscitivo 212 212 REGIONE MARCHE Distribuzione territoriale della produzione primaria dei CER 16 Cod Rifiuto Descrizione AN AP FM MC PU tot 161002 soluzioni acquose di scarto, diverse da quelle di cui alla voce 16 10 01 21.390 6.938 599 5.208 16.089 50.223 160103 pneumatici fuori uso 2.060 1.185 1.031 4.002 2.619 10.897 160214 apparecchiature fuori uso, diverse da quelle di cui alle voci da 16 02 09 a 16 02 13 3.301 363 196 1.442 2.754 8.055 160601 batterie al piombo 1.634 582 1.589 1.009 1.631 6.446 160117 metalli ferrosi 509 43 170 1.469 1.043 3.233 160104 veicoli fuori uso 863 336 284 1.508 185 3.176 160802 catalizzatori esauriti contenenti metalli di transizione (3) pericolosi o composti di metalli di transizione pericolosi (3) Ai fini della presente voce sono considerati metalli di transizione: scandio, vanadio, manganese, cobalto, rame, ittrio, niobio, af- 8 - 2.063 - 2.071 160216 componenti rimossi da apparecchiature fuori uso, diversi da quelli di cui alla voce 16 02 15515 33 5 486 652 1.691 160708 rifiuti contenenti olio 1.090 40 96 63 297 1.586 160306 rifiuti organici, diversi da quelli di cui alla voce 16 03 05 363 37 321 248 88 1.057 161001 soluzioni acquose di scarto, contenenti sostanze pericolose 439 4 335 46 135 959 160122 componenti non specificati altrimenti 227 28 51 117 528 951 160211 apparecchiature fuori uso, contenenti clorofluorocarburi, HCFC, HFC 497 4 22 44 108 674 160106 veicoli fuori uso, non contenenti liquidi né altre componenti pericolose 135 11 21 53 440 661 160304 rifiuti inorganici, diversi da quelli di cui alla voce 16 03 03 209 24 199 104 69 606 160213 apparecchiature fuori uso, contenenti componenti pericolosi (2) diversi da quelli di cui alle voci 16 02 09 e 16 02 12 - (2) Possono rientrare fra i componenti pericolosi di apparecchiature elettriche ed elettroniche gli accumulatori e le batterie di cui 258 170 28 59 80 595 160119 plastica 143 73 70 112 153 550 160107 filtri dell'olio 128 57 93 88 90 456 161004 concentrati acquosi, diversi da quelli di cui alla voce 16 10 03 340 - - 2 - 341 161106 rivestimenti e materiali refrattari provenienti da lavorazioni non metallurgiche, diversi da quelli di cui alla voce 16 11 0572 0 4 163 81 320 160120 vetro 84 57 20 25 98 283 160799 rifiuti non specificati altrimenti 6 - - 24 225 255 161003 concentrati acquosi, contenenti sostanze pericolose 228 - - 19 - 247 160303 rifiuti inorganici, contenenti sostanze pericolose 54 4 4 44 92 198 160209 trasformatori e condensatori contenenti PCB 80 31 31 20 32 192 160112 pastiglie per freni, diverse da quelle di cui alla voce 16 01 11 80 21 34 10 23 168 160305 rifiuti organici, contenenti sostanze pericolose 82 47 22 10 4 164 160118 metalli non ferrosi 27 3 3 28 87 148 161102 rivestimenti e materiali refrattari a base di carbone provenienti dalle lavorazioni metallurgiche, diversi da quelli di cui alla voce 16 11 010 136 - - - 136 161104 altri rivestimenti e materiali refrattari provenienti dalle lavorazioni metallurgiche, diversi da quelli di cui alla voce 16 11 0383 - 0 1 20 104 160114 liquidi antigelo contenenti sostanze pericolose 43 16 5 20 8 92 160509 sostanze chimiche di scarto diverse da quelle di cui alle voci 16 05 06, 16 05 07 e 16 05 0871 5 2 12 0 90 160807 catalizzatori esauriti contaminati da sostanze pericolose 75 - - - - 75 160709 rifiuti contenenti altre sostanze pericolose 48 - - 0 - 48 160506 sostanze chimiche di laboratorio contenenti o costituite da sostanze pericolose, comprese le miscele di sostanze chimiche di laboratorio17 18 1 2 1 37 160504 gas in contenitori a pressione (compresi gli halon), contenenti sostanze pericolose 27 0 - 1 0 28 160803 catalizzatori esauriti contenenti metalli di transizione o composti di metalli di transizione, non specificati altrimenti- - - 20 - 20 160121 componenti pericolosi diversi da quelli di cui alle voci da 16 01 07 a 16 01 11, 16 01 13 e 16 01 142 0 1 0 12 16 160801 catalizzatori esauriti contenenti oro, argento, renio, rodio, palladio, iridio o platino (tranne 16 08 07)4 - 3 3 4 14 160804 catalizzatori esauriti da cracking catalitico fluido (tranne 16 08 07) 9 - - - - 9 160508 sostanze chimiche organiche di scarto contenenti o costituite da sostanze pericolose 4 0 0 3 1 9 160605 altre batterie ed accumulatori 3 0 0 6 0 8 160505 gas in contenitori a pressione, diversi da quelli di cui alla voce 16 05 04 2 2 - 0 4 7 160604 batterie alcaline (tranne 16 06 03) 2 1 1 1 0 5 160113 liquidi per freni 3 0 0 0 2 5 160507 sostanze chimiche inorganiche di scarto contenenti o costituite da sostanze pericolose2 0 1 1 - 4 160602 batterie al nichel-cadmio 1 0 0 1 1 3 160199 rifiuti non specificati altrimenti 0 - - - 3 3 160115 liquidi antigelo diversi da quelli di cui alla voce 16 01 14 0 0 - - 2 3 160215 componenti pericolosi rimossi da apparecchiature fuori uso 0 1 - 0 0 1 160606 elettroliti di batterie ed accumulatori, oggetto di raccolta differenziata 1 - - - - 1 160904 sostanze ossidanti non specificate altrimenti 1 - - - - 1 160116 serbatoi per gas liquido - - - 0 - 0 160212 apparecchiature fuori uso, contenenti amianto in fibre libere 0 - - - - 0 160603 batterie contenenti mercurio 0 - - - - 0 160111 pastiglie per freni, contenenti amianto 0 - - - - 0 160903 perossidi, ad esempio perossido d'idrogeno - - 0 - - 0 Totale 35.210 10.280 5.241 18.537 27.657 96.925 Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Prima: Quadro Conoscitivo 213 213 REGIONE MARCHE Nel seguito è rappresentata la distribuzione territoriale della produzione del principale CER prodotto (161002) incrociata con la distribuzione delle attività dichiarate di recupero (cerchi verdi) e smaltimento (triangoli rossi) rappresentati in maniera proporzionale rispetto al quantitativo trattato. Il quantitativo complessivamente prodotto in Regione ammonta a 50.223 ton (che si concentra nei territori della Provincia di Ancona e Pesaro e Urbino, in determinati e puntuali contesti territoriali). Si osserva pertanto, rispetto al dato di gestione regionale (47.647 t/a), la netta prevalenza delle attività di smaltimento, essendo dichiarato il 100% del totale gestito con attività di smaltimento appunto (D8 e D9). Le attività principali di smaltimento (triangoli di dimensioni maggiori) sono distribuite in corrispondenza o in prossimità dei luoghi in cui si verifica la maggiore produzione di tale tipologia di rifiuti (in particolare in Provincia di Ancona) ma anche nella Provincia di Ascoli Piceno, difatti risulta che un soggetto in tale territorio provinciale ha effettuato operazione di trattamento con smaltimento D9 per 18.400 t. Si rileva pertanto una relativa copertura da parte delle gestione regionale dei fabbisogni di produzione primaria di tale categoria di rifiuti, seppure non ottimizzata in termini di collocazione nel territorio. I flussi di import-export di tale categoria di rifiuti sono a favore dell’importazione con un saldo di 8.019 ton importate nette. Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Prima: Quadro Conoscitivo 214 214 REGIONE MARCHE La distribuzione della produzione primaria e gestione del CER 161002 (soluzioni acquose di scarto, diverse da quelle di cui alla voce 161001) Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Prima: Quadro Conoscitivo 215 215 REGIONE MARCHE 8.5.7. Distribuzione territoriale della Macro Categoria 20 Con riferimento alla tipologia di rifiuti appartenenti alla Macro-categoria dei CER 20 “Rifiuti urbani o assimilati”, la produzione primaria regionale ammonta a 91.178 ton, che risulta abbastanza diffusa nel territorio regionale, ed in particolare nella Provincia di Ancona con il 37%, Pesaro e Urbino (29%), Macerata (17%) e per quote residuali nelle Province di Ascoli Piceno e Fermo con un contributo rispettivo dell’11% e 5%. Si osserva inoltre che la produzione di tale tipologia di rifiuti si concentra (con quantitativi comunque contenuti essendo superiori a 1.000 t ma inferiori alle 7.000 t) in particolari e puntuali contesti comunali prevalentemente situati sulla costa. Quanto dichiarato come gestito, in termini di operazioni di smaltimento e recupero, dai soggetti gestori regionali ammonta complessivamente a 106.882 ton, di cui il 57% sono attività di smaltimento. Pertanto, si rileva una copertura, da parte del sistema di gestione regionale, dei fabbisogni di trattamento della produzione primaria di tale categoria di rifiuti. I flussi di import-export di tale categoria di rifiuti sono a favore dell’importazione con un saldo di 20.869 ton. La distribuzione della produzione primaria del MACRO CER 20 Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Prima: Quadro Conoscitivo 216 216 REGIONE MARCHE Analizzando quindi il dettaglio della distribuzione dei singoli codici CER prodotti in Regione, si osserva che i CER prevalenti sono 3 e incidono per ben l’84,6% della produzione di tale macro categoria, si ha: 200304 “fanghi delle fosse settiche” con una sostanziale distribuzione nel territorio regionale, con un contributo da parte di ciascuna Provincia tra il 7% e il 38%; 200102 “vetro” con un contributo prevalente nella Provincia di Pesaro e Urbino (48%); 200101 “carta e cartone” con un contributo prevalente nella Provincia di Ancona (64,9%). Il restante 15,4% della produzione primaria della macro categoria 20 si distribuisce tra i restanti 24 codici CER di rifiuti pericolosi e non come riportato di seguito. Distribuzione territoriale della produzione primaria dei CER 20 Cod Rifiuto Descrizione AN AP FM MC PU tot 200304 fanghi delle fosse settiche 19.243 6.939 3.641 6.228 14.501 50.551 200102 vetro 2.041 1.355 187 5.314 8.201 17.097 200101 carta e cartone 6.189 718 56 1.708 863 9.534 200306 rifiuti della pulizia delle fognature 2.154 104 70 900 151 3.379 200201 rifiuti biodegradabili 1.413 325 80 506 35 2.360 200140 metallo 689 23 35 226 1.120 2.092 200301 rifiuti urbani non differenziati 1.074 44 541 104 219 1.981 200307 rifiuti ingombranti 508 270 38 163 56 1.035 200138 legno, diverso da quello di cui alla voce 20 01 37 395 93 26 6 321 840 200125 oli e grassi commestibili 218 105 28 105 194 651 200303 residui della pulizia stradale - 3 27 - 617 647 200139 plastica 20 207 18 2 82 329 200133 batterie e accumulatori di cui alle voci 16 06 01, 16 06 02 e 16 06 03 nonché batterie e accumulatori non suddivisi contenenti tali batterie7 - 24 157 4 191 200136 apparecchiature elettriche ed elettroniche fuori uso, diverse da quelle di cui alle voci 20 01 21, 20 01 23 e 20 01 35127 19 3 16 15 180 200121 tubi fluorescenti ed altri rifiuti contenenti mercurio 12 37 41 6 7 104 200123 apparecchiature fuori uso contenenti clorofluorocarburi 50 9 0 4 9 72 200108 rifiuti biodegradabili di cucine e mense - - 22 10 10 42 200110 abbigliamento 12 - 19 - - 31 200203 altri rifiuti non biodegradabili 3 - 16 - 1 20 200135 apparecchiature elettriche ed elettroniche fuori uso, diverse da quelle di cui alla voce 20 01 21 e 20 01 23, contenenti componenti pericolosi (6) Possono rientrare fra i componenti pericolosi di apparecchiature elettriche ed elettroniche gli accumulatori2 1 - 1 9 13 200399 rifiuti urbani non specificati altrimenti 0 - - - 11 11 200111 prodotti tessili 0 0 - - 8 8 200199 altre frazioni non specificate altrimenti - - - 6 0 6 200127 vernici, inchiostri, adesivi e resine contenenti sostanze pericolose - - - 4 - 4 200132 medicinali diversi da quelli di cui alla voce 20 01 31 0 - - 0 - 0 200134 batterie e accumulatori diversi da quelli di cui alla voce 20 01 33 0 - - - - 0 200119 pesticidi - 0 - - 0 0 Totale 34.156 10.252 4.873 15.464 26.433 91.178 Nel seguito è rappresentata la distribuzione territoriale della produzione del principale CER prodotto (200304) incrociata con la distribuzione delle attività dichiarate di recupero (cerchi verdi) e smaltimento (triangoli rossi) rappresentati in maniera proporzionale rispetto al quantitativo trattato. Il quantitativo complessivamente prodotto in Regione ammonta a 50.551 ton (che si concentra nei territori della Provincia di Ancona e Pesaro e Urbino, in determinati e puntuali contesti territoriali). Si osserva pertanto, rispetto al dato di gestione regionale (44.585 t/a), la netta prevalenza delle attività di smaltimento, essendo dichiarato il 100% del totale gestito con attività di smaltimento appunto (è effettuato prevalentemente D8 e in alcuni casi D9). Le attività principali di smaltimento (triangoli di dimensioni maggiori) sono distribuite in corrispondenza o in prossimità dei luoghi in cui si verifica la maggiore produzione di tale tipologia di rifiuti (in particolare in Provincia di Ancona) ma si rilevano anche qualche attività nelle Province di Macerata e di Ascoli Piceno. Si rileva pertanto una parziale copertura da parte delle gestione regionale dei fabbisogni di produzione primaria di tale categoria di rifiuti, seppure molto vicina al dato di produzione valutata. Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Prima: Quadro Conoscitivo 217 217 REGIONE MARCHE I flussi di import-export di tale categoria di rifiuti sono a favore dell’importazione con un saldo di 3.248 ton importate nette, ma si tratta di quantitativi decisamente più contenuti rispetto alla situazione gestionale regionale. La distribuzione della produzione primaria e gestione del CER 200304 (fanghi delle fosse settiche) Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Prima: Quadro Conoscitivo 218 218 REGIONE MARCHE 8.5.8. Distribuzione territoriale della Macro Categoria 10 Con riferimento alla tipologia di rifiuti appartenenti alla Macro-categoria dei CER 10 “Rifiuti inorganici provenienti da trattamenti termici”, la produzione primaria regionale ammonta a 48.069 ton, che risulta distribuita in termini di contributi delle diverse Province: in particolare nella Provincia di Pesaro Urbino con il 42%, Ancona (31%), Macerata (25%) e per quote praticamente nulle nelle Province di Ascoli Piceno e Fermo (tra lo 0,5% e 1%). Si osserva inoltre che la produzione di tale tipologia di rifiuti si concentra in particolari e puntuali contesti comunali prevalentemente situati sulla costa (in due territori comunali della Provincia di Pesaro e Urbino e in uno in Provincia di Ancona). Quanto dichiarato come gestito, in termini di operazioni di smaltimento e recupero, dai soggetti gestori regionali ammonta complessivamente a 33.163 ton, di cui il 65% sono attività di recupero. Pertanto, si rileva una lieve scopertura, da parte del sistema di gestione regionale, dei fabbisogni di trattamento della produzione primaria di tale categoria di rifiuti. I flussi di import-export di tale categoria di rifiuti sostanzialmente si equivalgono. La distribuzione della produzione primaria del MACRO CER 10 (Rifiuti inorganici provenienti da trattamenti termici) Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Prima: Quadro Conoscitivo 219 219 REGIONE MARCHE Analizzando quindi il dettaglio della distribuzione dei singoli codici CER prodotti in Regione, si osserva che i CER prevalenti sono 3 e incidono per il 71% della produzione di tale macro categoria, si ha: 100908 “forme e anime da fonderia utilizzate, diverse da quelle di cui alla voce 10 09 07” la cui produzione proviene dalle sole Province di Ancona e Macerata; 101208 “scarti di ceramica, mattoni, mattonelle e materiali da costruzione (sottoposti a trattamento termico)” con un contributo praticamente totale da parte della Provincia di Pesaro e Urbino (99%); 100316 “schiumature diverse da quelle di cui alla voce 10 03 15” con un contributo prevalente nella Provincia di Pesaro e Urbino (71%) e per la quota residuale da parte della Provincia di Ancona (27,6%). Il restante 29% della produzione primaria della macro categoria 10 si distribuisce tra i restanti 46 codici CER di rifiuti pericolosi e non come riportato di seguito. Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Prima: Quadro Conoscitivo 220 220 REGIONE MARCHE Distribuzione territoriale della produzione primaria dei CER 10 Cod Rifiuto Descrizione AN AP FM MC PU tot 100908 forme e anime da fonderia utilizzate, diverse da quelle di cui alla voce 10 09 07 7.240 - - 7.676 - 14.916 101208 scarti di ceramica, mattoni, mattonelle e materiali da costruzione (sottoposti a trattamento termico) - 7 - - 12.817 12.823 100316 schiumature diverse da quelle di cui alla voce 10 03 15 1.736 - - 34 4.528 6.299 100903 scorie di fusione 1.760 - - 1.375 1.399 4.533 100315 schiumature infiammabili o che rilasciano, al contatto con l'acqua, gas infiammabili in quantità pericolose 2.959 76 - - 37 3.072 100912 altri particolati diversi da quelli di cui alla voce 10 09 11 8 - - 1.526 - 1.533 101311 rifiuti della produzione di materiali compositi a base di cemento, diversi da quelli di cui alle voci 10 13 09 e 10 13 10192 - 67 182 216 657 100906 forme e anime da fonderia non utilizzate, diverse da quelle di cui alla voce 10 09 05 - - - 520 75 595 101201 scarti di mescole non sottoposte a trattamento termico 98 - 154 203 - 454 100120 fanghi prodotti dal trattamento in loco degli effluenti, contenenti sostanze pericolose 448 - - - - 448 101103 scarti di materiali in fibra a base di vetro 78 - - 104 208 390 100999 rifiuti non specificati altrimenti - - - - 384 384 100101 ceneri pesanti, scorie e polveri di caldaia (tranne le polveri di caldaia di cui alla voce 10 01 04) 156 96 0 26 91 369 101003 scorie di fusione 171 - 46 100 - 317 101008 forme e anime da fonderia utilizzate, diverse da quelle di cui alla voce 10 10 07 1 1 1 259 0 261 100117 ceneri leggere prodotte dal coincenerimento, diverse da quelle di cui alla voce 10 01 16 0 7 - 56 165 228 100103 ceneri leggere di torba e di legno non trattato 70 32 7 37 3 149 100401 scorie della produzione primaria e secondaria - - 115 - - 115 101112 rifiuti di vetro diversi da quelli di cui alla voce 10 11 11 7 - - 0 77 84 100809 altre scorie - - 83 - - 83 101199 rifiuti non specificati altrimenti 1 - - - 49 50 100911 altri particolati contenenti sostanze pericolose - - - 46 - 46 100207 rifiuti solidi prodotti dal trattamento dei fumi, contenenti sostanze pericolose - - - - 45 45 100324 rifiuti prodotti dal trattamento dei fumi, diversi da quelli di cui alla voce 10 03 23 38 - - - - 38 101099 rifiuti non specificati altrimenti 33 - - - - 33 101114 lucidature di vetro e fanghi di macinazione, diversi da quelli di cui alla voce 10 11 13 1 0 0 5 15 22 100102 ceneri leggere di carbone 9 8 4 1 - 22 100114 ceneri pesanti, scorie e polveri di caldaia prodotte dal coincenerimento, contenenti sostanze pericolose 0 - - - 19 19 100119 rifiuti prodotti dalla depurazione dei fumi, diversi da quelli di cui alle voci 10 01 05, 10 01 07 e 10 01 18 2 - - - 13 15 100116 ceneri leggere prodotte dal coincenerimento, contenenti sostanze pericolose 0 - - - 11 12 101209 rifiuti solidi prodotti dal trattamento dei fumi, contenenti sostanze pericolose - - - - 11 11 100122 fanghi acquosi da operazioni di pulizia caldaie, contenenti sostanze pericolose - - - 7 - 7 101105 polveri e particolato - - - - 7 7 101006 forme e anime da fonderia non utilizzate, diverse da quelle di cui alla voce 10 10 05 6 - - - - 6 100804 polveri e particolato 5 - - - - 5 100208 rifiuti prodotti dal trattamento dei fumi, diversi da quelli di cui alla voce 10 02 07 2 - 1 - - 3 100323 rifiuti solidi prodotti dal trattamento dei fumi, contenenti sostanze pericolose - - - - 3 3 101206 stampi di scarto - - - - 3 3 100899 rifiuti non specificati altrimenti - - - 3 - 3 100104 ceneri leggere di olio combustibile e polveri di caldaia 2 - - 0 - 2 100811 impurità e schiumature diverse da quelle di cui alla voce 10 08 10 - - - - 1 1 100601 scorie della produzione primaria e secondaria 1 - - - - 1 101213 fanghi prodotti dal trattamento in loco degli effluenti - - - - 1 1 100799 rifiuti non specificati altrimenti 0 - - 0 0 1 100322 altre polveri e particolati (comprese quelle prodotte da mulini a palle), diverse da quelle di cui alla voce 10 03 21 1 - - - - 1 100321 altre polveri e particolati (comprese quelle prodotte da mulini a palle), contenenti sostanze pericolose - - - - 0 0 101299 rifiuti non specificati altrimenti - - 0 - - 0 100399 rifiuti non specificati altrimenti - - - 0 - 0 101011 altri particolati contenenti sostanze pericolose 0 - - - - 0 Totale 15.024 226 479 12.161 20.179 48.069 Nel seguito è rappresentata la distribuzione territoriale della produzione del principale CER prodotto (100908) incrociata con la distribuzione delle attività dichiarate di recupero (cerchi verdi) e smaltimento (triangoli rossi) rappresentati in maniera proporzionale rispetto al quantitativo trattato. Il quantitativo complessivamente prodotto in Regione ammonta a 14.916 ton (che si concentra in poche località della Provincia di Ancona e Macerata). Si osserva pertanto, rispetto al dato di gestione regionale (7.029 t/a), la netta prevalenza delle attività di recupero, essendo dichiarato l’87,4% del totale gestito con attività di recupero appunto (è effettuato R5). Le attività principali di recupero (cerchi di dimensioni maggiori) sono distribuite in corrispondenza o in prossimità dei luoghi in cui si verifica la maggiore produzione di tale tipologia di rifiuti (in particolare in Provincia di Ancona si rileva un’attività di recupero R5 per 6.133 t/a). Si rileva pertanto una parziale copertura da parte delle gestione regionale dei fabbisogni di produzione primaria di tale categoria di rifiuti, essendo infatti dichiarati gestite 7.029 t/a rispetto alle 14.916 t/a prodotte. Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Prima: Quadro Conoscitivo 221 221 REGIONE MARCHE I flussi di import-export di tale categoria di rifiuti sono pertanto a favore dell’esportazione con un saldo di 7.871 ton esportate nette, ossia il fabbisogno di trattamento non soddisfatto in ambito regionale. La distribuzione della produzione primaria e gestione del CER 100908 (forme e anime da fonderia utilizzate, diverse da quelle di cui alla voce 100907) Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Prima: Quadro Conoscitivo 222 222 REGIONE MARCHE 8.5.9. Distribuzione territoriale della Macro Categoria 02 Con riferimento alla tipologia di rifiuti appartenenti alla Macro-categoria dei CER 02 “Rifiuti da produzione, trattamento e preparazione di alimenti in agricoltura”, la produzione primaria regionale ammonta a 34.786 ton, che risulta distribuita in termini di contributi delle diverse Province: in particolare nella Provincia di Ancona con il 49%, Macerata (30%), e per contributi simili (tra il 6% e 8% ciascuna) da parte delle Province di Ascoli Piceno, Fermo e Pesaro e Urbino. Si osserva inoltre che la produzione di tale tipologia di rifiuti si concentra in particolari e puntuali contesti comunali sia sulla costa che nell’entroterra. Quanto dichiarato come gestito, in termini di operazioni di smaltimento e recupero, dai soggetti gestori regionali ammonta complessivamente a 29.373 ton, di cui il 98,8% sono attività di smaltimento. Pertanto, si rileva una lieve scopertura, da parte del sistema di gestione regionale, dei fabbisogni di trattamento della produzione primaria di tale categoria di rifiuti. I flussi di import-export di tale categoria di rifiuti sono a favore dell’esportazione, con un saldo netto di -7.209 tonnellate esportate. La distribuzione della produzione primaria del MACRO CER 02 (Rifiuti da produzione, trattamento e preparazione di alimenti in agricoltura) Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Prima: Quadro Conoscitivo 223 223 REGIONE MARCHE Analizzando quindi il dettaglio della distribuzione dei singoli codici CER prodotti in Regione, si osserva che i CER prevalenti sono 4 e incidono per l’80% della produzione di tale macro categoria, si ha: 020502 “fanghi prodotti dal trattamento in loco degli effluenti” la cui produzione proviene prevalentemente dalla Provincia di Ancona (75,3%) e per la quota residuale dalla Provincia di Pesaro e Urbino; 020301 “fanghi prodotti da operazioni di lavaggio, pulizia, sbucciatura, centrifugazione e separazione di componenti” la cui produzione proviene prevalentemente dalla Provincia di Macerata (73,5%) e per la quota residuale dalle altre Province; 020204 “fanghi prodotti dal trattamento in loco degli effluenti” la cui produzione proviene prevalentemente dalla Provincia di Macerata (62%) e per la quota residuale dalle altre Province; 020304 “scarti inutilizzabili per il consumo o la trasformazione” la cui produzione proviene prevalentemente dalla Provincia di Ancona (55%) e per la quota residuale dalle altre Province. Il restante 20% della produzione primaria della macro categoria 02 si distribuisce tra i restanti 23 codici CER di rifiuti pericolosi e non come riportato di seguito. Distribuzione territoriale della produzione primaria dei CER 02 Cod Rifiuto Descrizione AN AP FM MC PU tot 020502 fanghi prodotti dal trattamento in loco degli effluenti 6.944 - 1.260 0 1.012 9.216 020301 fanghi prodotti da operazioni di lavaggio, pulizia, sbucciatura, centrifugazione e separazione di componenti578 304 248 5.676 911 7.718 020204 fanghi prodotti dal trattamento in loco degli effluenti 2.326 75 30 4.001 17 6.448 020304 scarti inutilizzabili per il consumo o la trasformazione 2.462 1.017 268 483 249 4.479 020305 fanghi prodotti dal trattamento in loco degli effluenti 1.538 65 - - - 1.604 020201 fanghi da operazioni di lavaggio e pulizia 887 201 123 47 14 1.271 020701 rifiuti prodotti dalle operazioni di lavaggio, pulizia e macinazione della materia prima 555 172 - 29 10 765 020501 scarti inutilizzabili per il consumo o la trasformazione 623 - - - 1 624 020106 feci animali, urine e letame (comprese le lettiere usate), effluenti, raccolti separatamente e trattati fuori sito73 17 224 15 281 608 020705 fanghi prodotti dal trattamento in loco degli effluenti 439 10 - - 36 485 020399 rifiuti non specificati altrimenti 363 62 - - - 425 020601 scarti inutilizzabili per il consumo o la trasformazione - 5 189 1 60 254 020603 fanghi prodotti dal trattamento in loco degli effluenti - 175 - - - 175 020299 rifiuti non specificati altrimenti - - - - 168 168 020704 scarti inutilizzabili per il consumo o la trasformazione 68 6 8 - 31 113 020104 rifiuti plastici (ad esclusione degli imballaggi) 33 11 13 23 32 111 020599 rifiuti non specificati altrimenti - - 90 - - 90 020101 fanghi da operazioni di lavaggio e pulizia 7 5 - 37 28 77 020799 rifiuti non specificati altrimenti 75 - - - - 75 020103 scarti di tessuti vegetali - - - 39 - 39 020203 scarti inutilizzabili per il consumo o la trasformazione 0 1 - 30 - 32 020108 rifiuti agrochimici contenenti sostanze pericolose 1 0 0 3 0 5 020110 rifiuti metallici - - - - 2 2 020703 rifiuti prodotti dai trattamenti chimici - - - 1 - 1 020102 scarti di tessuti animali - - - - 1 1 020199 rifiuti non specificati altrimenti 0 - - - - 0 020109 rifiuti agrochimici diversi da quelli della voce 02 01 08 - 0 - - - 0 Totale 16.973 2.125 2.452 10.385 2.851 34.786 Relativamente al CER principalmente prodotto (020502), non è stata effettuata la mappa in quanto non è molto significativa in termini di distribuzione sia della produzione che della gestione. Infatti la produzione di tale codice CER si concentra in particolare nel territorio di un Comune della Provincia di Ancona con un dato di produzione di 6.932 t/a e in un Comune in Provincia di Fermo (con una produzione di 1.259 t/a) e in uno della Provincia di Pesaro e Urbino (con 1.012 t/a). Il quantitativo complessivamente prodotto in Regione ammonta a 9.216 ton. Si rileva poi, rispetto al dato di gestione regionale (2.689 t/a), la totale prevalenza delle attività di smaltimento, essendo dichiarato il 100% del totale gestito con attività di smaltimento appunto (sono effettuate operazioni D8 e D9). Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Prima: Quadro Conoscitivo 224 224 REGIONE MARCHE L’attività principale di trattamento di tale tipologia di rifiuti è individuata nel territorio di un Comune della Provincia di Ascoli Piceno, dove appunto è dichiarato essere effettuate le operazioni D8 e D9 per 1.260 t/a ciascuna. Si rileva pertanto una scopertura da parte delle gestione regionale dei fabbisogni di produzione primaria di tale categoria di rifiuti, essendo infatti dichiarati gestite 2.689 t/a rispetto alle 9.216 t/a prodotte. Peraltro l’unica attività di trattamento importante in termini di quantitativi si colloca nella Provincia di Ascoli Piceno dove non è stato rilevato alcun fabbisogno per tal tipologia di rifiuti. I flussi di import-export di tale categoria di rifiuti sono pertanto a favore dell’esportazione con un saldo di 7.786 ton esportate nette, ossia il fabbisogno di trattamento non soddisfatto in ambito regionale. Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Prima: Quadro Conoscitivo 225 225 REGIONE MARCHE 8.5.10. Distribuzione territoriale della Macro Categoria 01 Con riferimento alla tipologia di rifiuti appartenenti alla Macro-categoria dei CER 01 “Rifiuti da prospezione, estrazione, trattamento, lavorazione di minerali e materiali di cava”, la produzione primaria regionale ammonta a 31.710 ton, che risulta distribuita in termini di contributi delle diverse Province: in particolare nella Provincia di Macerata con il 56%, Ancona (31%), e per quote praticamente marginali nelle altre Province (tra l’1% e il 6%). Si osserva inoltre che la produzione di tale tipologia di rifiuti si concentra in particolari e puntuali contesti comunali. Quanto dichiarato come gestito, in termini di operazioni di smaltimento e recupero, dai soggetti gestori regionali ammonta complessivamente a 47.599 ton, di cui si ha netta prevalenza delle operazioni di recupero con un incidenza del 98%. Pertanto, si rileva una copertura, da parte del sistema di gestione regionale, dei fabbisogni di trattamento della produzione primaria di tale categoria di rifiuti. I flussi di import-export di tale categoria di rifiuti sostanzialmente sono minimi in termini di quantitativi. La distribuzione della produzione primaria del MACRO CER 01 (Rifiuti da prospezione, estrazione, trattamento, lavorazione di minerali e materiali di cava) Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Prima: Quadro Conoscitivo 226 226 REGIONE MARCHE Analizzando quindi il dettaglio della distribuzione dei singoli codici CER prodotti in Regione, si osserva che i CER prevalenti sono 2 e incidono per il 98% della produzione di tale macro categoria, si ha: 010413 “rifiuti prodotti dalla lavorazione della pietra, diversi da quelli di cui alla voce 01 04 07” la cui produzione proviene prevalentemente dalla Provincia di Macerata (49,5%) e Ancona (29,7%); 010412 “sterili ed altri residui del lavaggio e della pulitura di minerali, diversi da quelli di cui alle voci 01 04 07 e 01 04 11” la cui produzione proviene prevalentemente dalla Provincia di Macerata (65,2%) e Ancona (33,4%). Il restante 2% della produzione primaria della macro categoria 01 si distribuisce tra i restanti 7 codici CER di rifiuti pericolosi e non come riportato di seguito. Distribuzione territoriale della produzione primaria dei CER 01 Cod Rifiuto Descrizione AN AP FM MC PU tot 010413 rifiuti prodotti dalla lavorazione della pietra, diversi da quelli di cui alla voce 01 04 07 4.884 1.240 261 8.152 1.928 16.465 010412 sterili ed altri residui del lavaggio e della pulitura di minerali, diversi da quelli di cui alle voci 01 04 07 e 01 04 114.927 203 - 9.623 - 14.753 010410 polveri e residui affini, diversi da quelli di cui alla voce 01 04 07 34 173 - 1 23 231 010408 scarti di ghiaia e pietrisco, diversi da quelli di cui alla voce 01 04 07 - 187 - - 30 216 010599 rifiuti non specificati altrimenti 19 - - 11 - 29 010499 rifiuti non specificati altrimenti 0 - - 11 3 14 010507 fanghi e rifiuti di perforazione contenenti barite, diversi da quelli delle voci 01 05 05 e 01 05 06 - - 1 - - 1 010508 fanghi e rifiuti di perforazione contenenti cloruri, diversi da quelli delle voci 01 05 05 e 01 05 06 0 - - - - 0 010407 rifiuti contenenti sostanze pericolose, prodotti da trattamenti chimici e fisici di minerali non metalliferi - - - 0 - 0 Totale 9.865 1.803 262 17.797 1.984 31.710 Nel seguito è rappresentata la distribuzione territoriale della produzione del principale CER prodotto (010413) incrociata con la distribuzione delle attività dichiarate di recupero (cerchi verdi) e smaltimento (triangoli rossi) rappresentati in maniera proporzionale rispetto al quantitativo trattato. Il quantitativo complessivamente prodotto in Regione ammonta a 16.465 ton (che si concentra in poche località della Provincia di Ancona e Macerata). Si osserva pertanto, rispetto al dato di gestione regionale (17.346 t/a), la netta prevalenza delle attività di recupero, essendo dichiarato il 95,6% del totale gestito con attività di recupero appunto (è effettuato prevalentemente R5 ma anche R10). Le attività principali di recupero (cerchi di dimensioni maggiori) sono distribuite in corrispondenza o in prossimità dei luoghi in cui si verifica la maggiore produzione di tale tipologia di rifiuti in particolare in Provincia di Macerata si rilevano più di un’attività di recupero R5 e R10 per un totale di 8.400 tonnellate trattate, ossia totalmente in linea con il fabbisogno rilevato provinciale. Si rileva pertanto una copertura da parte delle gestione regionale dei fabbisogni di produzione primaria di tale categoria di rifiuti, essendo infatti dichiarati gestite 17.346 t/a rispetto alle 16.465 t/a prodotte. I flussi di import-export di tale categoria di rifiuti sostanzialmente sono minimi in termini di quantitativi. Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Prima: Quadro Conoscitivo 227 227 REGIONE MARCHE La distribuzione della produzione primaria e gestione del CER 010413 (rifiuti prodotti dalla lavorazione della pietra, diversi da quelli di cui alla voce 010407) Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Prima: Quadro Conoscitivo 228 228 REGIONE MARCHE 8.5.11. Distribuzione territoriale della Macro Categoria 04 Con riferimento alla tipologia di rifiuti appartenenti alla Macro-categoria dei CER 04 “Rifiuti della produzione conciaria e tessile”, la produzione primaria regionale ammonta a 26.042 ton, che risulta abbastanza distribuita in termini di contributi delle diverse Province in particolare concentrata nella Provincia di Fermo con il 49% e Macerata (35%), e per quote praticamente marginali nelle altre Province (tra il 4% e il 7%). Quanto dichiarato come gestito, in termini di operazioni di smaltimento e recupero, dai soggetti gestori regionali ammonta complessivamente a 25.770 ton, di cui si ha una relativa prevalenza delle operazioni di smaltimento con un’incidenza del 69,5% rispetto al totale gestito. Pertanto, si rileva una sostanziale copertura, da parte del sistema di gestione regionale, dei fabbisogni di trattamento della produzione primaria di tale categoria di rifiuti. I flussi di import-export di tale categoria di rifiuti sono a favore dell’importazione, con un saldo di 7.825 t/a nette importate. La distribuzione della produzione primaria del MACRO CER 04 (Rifiuti della produzione conciaria e tessile) Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Prima: Quadro Conoscitivo 229 229 REGIONE MARCHE Analizzando quindi il dettaglio della distribuzione dei singoli codici CER prodotti in Regione, si osserva che i CER prevalenti sono 3 e incidono per l’88% della produzione di tale macro categoria, si ha: 040109 “rifiuti delle operazioni di confezionamento e finitura” la cui produzione proviene prevalentemente dalla Provincia di Fermo (53%) e Macerata (42%); 040106 “fanghi, prodotti in particolare dal trattamento in loco degli effluenti, contenenti cromo” la cui produzione proviene prevalentemente dalla Provincia di Fermo (79,5%) e per la quota residuale dalla Provincia di Macerata (20,5%); 040222 “rifiuti da fibre tessili lavorate” la cui produzione proviene prevalentemente dalla Provincia di Pesaro e Urbino (39,8%) e Ancona (33%). Il restante 12% della produzione primaria della macro categoria 04 si distribuisce tra i restanti 9 codici CER di rifiuti pericolosi e non come riportato di seguito. Distribuzione territoriale della produzione primaria dei CER 04 Cod Rifiuto Descrizione AN AP FM MC PU tot 040109 rifiuti delle operazioni di confezionamento e finitura 245 241 6.384 5.092 65 12.026 040106 fanghi, prodotti in particolare dal trattamento in loco degli effluenti, contenenti cromo - - 5.972 1.541 - 7.512 040222 rifiuti da fibre tessili lavorate 1.141 267 80 577 1.364 3.430 040108 cuoio conciato (scarti, cascami, ritagli, polveri di lucidatura) contenenti cromo - - 39 1.558 8 1.605 040220 fanghi prodotti dal trattamento in loco degli effluenti, diversi da quelli di cui alla voce 04 02 19 88 549 - - 242 878 040199 rifiuti non specificati altrimenti - - 183 128 2 313 040209 rifiuti da materiali compositi (fibre impregnate, elastomeri, plastomeri) 22 8 45 33 13 121 040299 rifiuti non specificati altrimenti 3 - 4 1 70 79 040221 rifiuti da fibre tessili grezze - 4 - 58 - 62 040215 rifiuti da operazioni di finitura, diversi da quelli di cui alla voce 04 02 14 9 6 0 - - 15 040217 tinture e pigmenti, diversi da quelli di cui alla voce 04 02 16 - - - - 2 2 040214 rifiuti provenienti da operazioni di finitura, contenenti solventi organici - - - 0 - 0 Totale 1.506 1.075 12.706 8.989 1.765 26.043 Nel seguito è rappresentata la distribuzione territoriale della produzione del principale CER prodotto (040109) incrociata con la distribuzione delle attività dichiarate di recupero (cerchi verdi) e smaltimento (triangoli rossi) rappresentati in maniera proporzionale rispetto al quantitativo trattato. Il quantitativo complessivamente prodotto in Regione ammonta a 12.026 ton (che si concentra in particolare in un’area ben definita tra la Provincia di Fermo e Macerata). Si osserva pertanto, rispetto al dato di gestione regionale (8.155 t/a), la relativa prevalenza delle attività di smaltimento, essendo dichiarato il 60% del totale gestito con attività di smaltimento appunto (è effettuato D1 come attività di smaltimento e R3 ed R5 come attività di recupero). Le attività principali di smaltimento (triangolo di dimensioni maggiori) e di recupero (cerchi di dimensioni maggiori) sono situate in corrispondenza o in prossimità dei luoghi in cui si verifica la maggiore produzione di tale tipologia di rifiuti (ossia nell’area definita tra la Provincia di Fermo e Macerata). Si rileva però una scopertura da parte delle gestione regionale dei fabbisogni di produzione primaria di tale categoria di rifiuti, essendo infatti dichiarati gestite 8.155 t/a rispetto alle 12.026 t/a prodotte. I flussi di import-export di tale categoria di rifiuti sostanzialmente sono minimi in termini di quantitativi. Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Prima: Quadro Conoscitivo 230 230 REGIONE MARCHE La distribuzione della produzione primaria e gestione del CER 040109 (rifiuti delle operazioni di confezionamento e finitura) Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Prima: Quadro Conoscitivo 231 231 REGIONE MARCHE 8.5.12. Distribuzione territoriale della Macro Categoria 08 Con riferimento alla tipologia di rifiuti appartenenti alla Macro-categoria dei CER 08 “Rifiuti da produzione, formulazione, fornitura, uso di rivestimenti, adesivi, sigillanti, inchiostri”, la produzione primaria regionale ammonta a 25.303 ton, che risulta abbastanza distribuita in termini di contributi delle diverse Province in particolare concentrata nella Provincia di Ancona con il 55% e Macerata (21%), e Pesaro e Urbino (19%) e per quote praticamente marginali nelle altre Province (tra il 2% e il 3%). Quanto dichiarato come gestito, in termini di operazioni di smaltimento e recupero, dai soggetti gestori regionali ammonta complessivamente a 36.013 ton, di cui si ha una netta prevalenza delle operazioni di smaltimento con un’incidenza del 95,5% rispetto al totale gestito. Pertanto, si rileva una copertura, da parte del sistema di gestione regionale, dei fabbisogni di trattamento della produzione primaria di tale categoria di rifiuti. I flussi di import-export di tale categoria di rifiuti sono a favore dell’importazione, con un saldo di 7.219 t/a nette importate. La distribuzione della produzione primaria del MACRO CER 08 (Rifiuti da produzione, formulazione, fornitura, uso di rivestimenti, adesivi, sigillanti, inchiostri) Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Prima: Quadro Conoscitivo 232 232 REGIONE MARCHE Analizzando quindi il dettaglio della distribuzione dei singoli codici CER prodotti in Regione, si osserva che i CER prevalenti sono 3 e incidono per il 75,7% della produzione di tale macro categoria, si ha: 080308 “rifiuti liquidi acquosi contenenti inchiostro” la cui produzione proviene prevalentemente dalla Provincia di Ancona (76,6%) e Macerata (18%); 080120 “sospensioni acquose contenenti pitture e vernici, diverse da quelle di cui alla voce 08 01 19” la cui produzione proviene prevalentemente dalla Provincia di Pesaro e Urbino (39,7%) e Macerata (35,6%); 080112 “pitture e vernici di scarto, diverse da quelle di cui alla voce 08 01 11” la cui produzione proviene prevalentemente dalla Provincia di Ancona (57,9%) e Pesaro e Urbino (26%). Il restante 24% della produzione primaria della macro categoria 08 si distribuisce tra i restanti 31 codici CER di rifiuti pericolosi e non come riportato di seguito. Distribuzione territoriale della produzione primaria dei CER 08 Cod Rifiuto Descrizione AN AP FM MC PU tot 080308 rifiuti liquidi acquosi contenenti inchiostro 8.558 18 224 2.067 310 11.178 080120 sospensioni acquose contenenti pitture e vernici, diverse da quelle di cui alla voce 08 01 19 1.002 92 116 1.746 1.949 4.906 080112 pitture e vernici di scarto, diverse da quelle di cui alla voce 08 01 11 1.507 49 71 473 982 3.082 080416 rifiuti liquidi acquosi contenenti adesivi e sigillanti, diversi da quelli di cui alla voce 08 04 15 961 124 6 132 438 1.661 080111 pitture e vernici di scarto, contenenti solventi organici o altre sostanze pericolose 301 72 70 189 489 1.120 080116 fanghi acquosi contenenti pitture e vernici, diversi da quelli di cui alla voce 08 01 15 402 3 96 108 26 635 080114 fanghi prodotti da pitture e vernici, diversi da quelli di cui alla voce 08 01 13 139 55 41 243 31 510 080201 polveri di scarto di rivestimenti 73 15 9 54 178 327 080410 adesivi e sigillanti di scarto, diversi da quelli di cui alla voce 08 04 09 105 27 3 28 62 224 080202 fanghi acquosi contenenti materiali ceramici 169 - - - 43 213 080399 rifiuti non specificati altrimenti 207 - - 0 - 207 080318 toner per stampa esauriti, diversi da quelli di cui alla voce 08 03 17 63 21 17 59 26 187 080199 rifiuti non specificati altrimenti 58 1 1 5 119 183 080312 scarti di inchiostro, contenenti sostanze pericolose 63 10 8 6 70 157 080118 fanghi prodotti dalla rimozione di pitture e vernici, diversi da quelli di cui alla voce 08 01 17 28 56 3 5 57 149 080117 fanghi prodotti dalla rimozione di pitture e vernici, contenenti solventi organici o altre sostanze pericolose80 1 2 11 3 96 080409 adesivi e sigillanti di scarto, contenenti solventi organici o altre sostanze pericolose 11 9 8 15 40 83 080119 sospensioni acquose contenenti pitture e vernici, contenenti solventi organici o altre sostanze pericolose58 0 0 14 9 82 080313 scarti di inchiostro, diversi da quelli di cui alla voce 08 03 12 53 1 0 5 1 61 080121 residui di vernici o di sverniciatori 20 3 0 29 8 61 080314 fanghi di inchiostro, contenenti sostanze pericolose 25 7 - 0 3 35 080415 rifiuti liquidi acquosi contenenti adesivi e sigillanti, contenenti solventi organici o altre sostanze pericolose- - - - 32 32 080115 fanghi acquosi contenenti pitture e vernici, contenenti solventi organici o altre sostanze pericolose 30 - - - 2 32 080113 fanghi prodotti da pitture e vernici, contenenti solventi organici o altre sostanze pericolose 8 15 - 0 6 30 080411 fanghi di adesivi e sigillanti, contenenti solventi organici o altre sostanze pericolose - - - - 17 17 080315 fanghi di inchiostro, diversi da quelli di cui alla voce 08 03 14 14 - 2 1 - 17 080414 fanghi acquosi contenenti adesivi e sigillanti, diversi da quelli di cui alla voce 08 04 13 12 2 - - 1 14 080501 isocianati di scarto 2 - - - 0 2 080317 toner per stampa esauriti, contenenti sostanze pericolose 1 0 0 0 0 2 080307 fanghi acquosi contenenti inchiostro 0 - 0 0 0 1 080412 fanghi di adesivi e sigillanti, diversi da quelli di cui alla voce 08 04 11 1 - - - - 1 080316 residui di soluzioni chimiche per incisione - - 1 - - 1 080319 oli dispersi - - - - 0 0 080499 rifiuti non specificati altrimenti 0 - - - - 0 Totale 13.951 582 679 5.190 4.903 25.304 Nel seguito è rappresentata la distribuzione territoriale della produzione del principale CER prodotto (080308) incrociata con la distribuzione delle attività dichiarate di recupero (cerchi verdi) e smaltimento (triangoli rossi) rappresentati in maniera proporzionale rispetto al quantitativo trattato. Il quantitativo complessivamente prodotto in Regione ammonta a 11.178 ton (che si concentra in particolare in un insieme di 3 Comuni della Provincia di Ancona). Si osserva pertanto, rispetto al dato di gestione regionale (18.093 t/a), la relativa prevalenza delle attività di smaltimento, essendo dichiarato il 100% del totale gestito con attività di smaltimento appunto (sono effettuate le operazioni D8 e D9). Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Prima: Quadro Conoscitivo 233 233 REGIONE MARCHE Le attività principali di smaltimento (triangolo di dimensioni maggiori) sono situate proprio in corrispondenza o in prossimità dei luoghi in cui si verifica la maggiore produzione di tale tipologia di rifiuti (ossia nell’area definita della Provincia di Ancona) si rileva anche un’attività non trascurabile nella Provincia di Ascoli Piceno (che dichiara di effettuare le operazioni D8 e D9 su 5.125 t ciascuna), quindi decentrata rispetto alla distribuzione della produzione principale. Si rileva quindi una copertura da parte delle gestione regionale dei fabbisogni di produzione primaria di tale categoria di rifiuti, essendo infatti dichiarati gestite 18.093 t/a rispetto alle 11.178 t/a prodotte. I flussi di import-export di tale categoria di rifiuti sostanzialmente è a favore dell’importazione con un saldo di 3.526 t importate nette. La distribuzione della produzione primaria e gestione del CER 080308 (rifiuti liquidi acquosi contenenti inchiostro) 18.093 t (100% smalt) Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Prima: Quadro Conoscitivo 234 234 REGIONE MARCHE 8.5.13. Distribuzione territoriale della Macro Categoria 07 Con riferimento alla tipologia di rifiuti appartenenti alla Macro-categoria dei CER 07 “Rifiuti da processi chimici organici”, la produzione primaria regionale ammonta a 24.188 ton, che risulta abbastanza distribuita in termini di contributi delle diverse Province in particolare concentrata nella Provincia di Macerata con il 45% della produzione regionale, seguita da Ascoli Piceno (19%), Ancona (15%) e per quote praticamente simili nelle altre due Province (tra il 9% e il 13%). Quanto dichiarato come gestito, in termini di operazioni di smaltimento e recupero, dai soggetti gestori regionali ammonta complessivamente a 25.443 ton, di cui si ha una relativa prevalenza delle operazioni di smaltimento con un’incidenza del 61,5% rispetto al totale gestito. Pertanto, si rileva una copertura, da parte del sistema di gestione regionale, dei fabbisogni di trattamento della produzione primaria di tale categoria di rifiuti. I flussi di import-export di tale categoria di rifiuti sono a favore dell’importazione, con un saldo di 10.118 t/a nette importate. La distribuzione della produzione primaria del MACRO CER 07 (Rifiuti da processi chimici organici) Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Prima: Quadro Conoscitivo 235 235 REGIONE MARCHE Analizzando quindi il dettaglio della distribuzione dei singoli codici CER prodotti in Regione, si osserva che i CER prevalenti sono 2 e incidono per l’88% della produzione di tale macro categoria, si ha: 070299 “rifiuti non specificati altrimenti” la cui produzione proviene prevalentemente dalla Provincia di Macerata (47%) e Ascoli Piceno (27%); 070213 “rifiuti plastici” la cui produzione proviene prevalentemente dalla Provincia di Macerata (45%) e Fermo (17,8%). Il restante 12% della produzione primaria della macro categoria 07 si distribuisce tra i restanti 47 codici CER di rifiuti pericolosi e non come riportato di seguito. Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Prima: Quadro Conoscitivo 236 236 REGIONE MARCHE Distribuzione territoriale della produzione primaria dei CER 07 Cod Rifiuto Descrizione AN AP FM MC PU tot 070299 rifiuti non specificati altrimenti 1.211 3.245 356 5.683 1.606 12.102 070213 rifiuti plastici 1.114 954 1.656 4.184 1.383 9.289 070612 fanghi prodotti dal trattamento in loco degli effluenti, diversi da quelli di cui alla voce 07 06 11353 95 70 272 94 884 070601 soluzioni acquose di lavaggio ed acque madri 407 7 - 135 36 585 070514 rifiuti solidi, diversi da quelli di cui alla voce 07 05 13 132 118 2 2 1 256 070513 rifiuti solidi contenenti sostanze pericolose 123 46 - 0 - 169 070704 altri solventi organici, soluzioni di lavaggio ed acque madri 81 9 0 14 1 104 070212 fanghi prodotti dal trattamento in loco degli effluenti, diversi da quelli di cui alla voce 07 02 11- - - 94 3 97 070208 altri fondi e residui di reazione 1 18 1 73 3 97 070215 rifiuti prodotti da additivi, diversi da quelli di cui alla voce 07 02 14 - 2 - 88 - 90 070204 altri solventi organici, soluzioni di lavaggio ed acque madri 1 13 2 59 - 74 070217 rifiuti contenenti silicone diversi da quelli di cui alla voce 07 02 16 1 1 3 60 - 65 070608 altri fondi e residui di reazione 0 - 0 - 61 61 070699 rifiuti non specificati altrimenti 25 0 0 1 31 57 070210 altri residui di filtrazione e assorbenti esauriti - 23 - 22 - 45 070611 fanghi prodotti dal trattamento in loco degli effluenti, contenenti sostanze pericolose 16 5 10 1 2 34 070201 soluzioni acquose di lavaggio ed acque madri 14 1 - 15 1 32 070112 fanghi prodotti dal trattamento in loco degli effluenti, diversi da quelli di cui alla voce 07 01 1124 - 1 - - 24 070101 soluzioni acquose di lavaggio ed acque madri 0 - - 17 2 20 070301 soluzioni acquose di lavaggio ed acque madri - - - - 16 16 070510 altri residui di filtrazione e assorbenti esauriti 1 11 - - 1 12 070209 residui di filtrazione e assorbenti esauriti, alogenati - - - 11 - 11 070108 altri fondi e residui di reazione 6 - - 3 0 9 070104 altri solventi organici, soluzioni di lavaggio ed acque madri 3 0 0 2 4 8 070216 rifiuti contenenti silicone pericoloso 0 - - 7 - 8 070203 solventi organici alogenati, soluzioni di lavaggio ed acque madri - - 0 6 - 7 070703 solventi organici alogenati, soluzioni di lavaggio ed acque madri 0 0 1 4 - 5 070110 altri residui di filtrazione e assorbenti esauriti 4 - - 2 0 5 070207 fondi e residui di reazione, alogenati - - - 4 - 4 070304 altri solventi organici, soluzioni di lavaggio ed acque madri 0 - - 3 - 3 070504 altri solventi organici, soluzioni di lavaggio ed acque madri - 2 - 1 - 2 070214 rifiuti prodotti da additivi, contenenti sostanze pericolose 0 2 - - - 2 070211 fanghi prodotti dal trattamento in loco degli effluenti, contenenti sostanze pericolose - - - - 2 2 070604 altri solventi organici, soluzioni di lavaggio ed acque madri - - 1 - 0 2 070501 soluzioni acquose di lavaggio ed acque madri 0 0 0 0 0 1 070701 soluzioni acquose di lavaggio ed acque madri 1 - - - - 1 070308 altri fondi e residui di reazione - - - 1 - 1 070103 solventi organici alogenati, soluzioni di lavaggio ed acque madri 0 0 - 0 0 1 070303 solventi organici alogenati, soluzioni di lavaggio ed acque madri - - 1 - - 1 070799 rifiuti non specificati altrimenti 0 - - 0 - 0 070413 rifiuti solidi contenenti sostanze pericolose - - - 0 - 0 070408 altri fondi e residui di reazione - - - 0 0 0 070709 residui di filtrazione e assorbenti esauriti, alogenati - 0 - 0 - 0 070603 solventi organici alogenati, soluzioni di lavaggio ed acque madri - - - 0 - 0 070710 altri residui di filtrazione e assorbenti esauriti - - - - 0 0 070307 fondi e residui di reazione alogenati 0 - - - - 0 070708 altri fondi e residui di reazione - - 0 - - 0 070109 residui di filtrazione e assorbenti esauriti, alogenati 0 - - - - 0 070599 rifiuti non specificati altrimenti - - - 0 - 0 Totale 3.517 4.552 2.107 10.766 3.247 24.188 Relativamente al CER principalmente prodotto (070299), la produzione primaria ammonta a 12.102 t/a e proviene prevalentemente dalla Provincia di Macerata (47%) e Ascoli Piceno (27%), con contributi minimi da parte degli altri territori. Si rileva poi, che il dato di gestione regionale ammonta a 7.924 t/a, e che si ripartisce quasi equamente tra attività di recupero (55%) e smaltimento (45%). In particolare è dichiarata come attività prevalente di recupero su tale tipologia di rifiuti R3 e come attività di smaltimento prevalentemente D1. Si rileva pertanto una scopertura da parte delle gestione regionale dei fabbisogni di produzione primaria di tale categoria di rifiuti, essendo infatti dichiarati gestite 7.924 t/a rispetto alle 12.126 t/a prodotte. Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Prima: Quadro Conoscitivo 237 237 REGIONE MARCHE I flussi di import-export di tale categoria di rifiuti a favore dell’importazione per un saldo netto di 1.404 t importate. 8.5.14. Distribuzione territoriale della Macro Categoria 05 Con riferimento alla tipologia di rifiuti appartenenti alla Macro-categoria dei CER 05 “Rifiuti da raffinazione petrolio, purificazione gas naturale e trattamento pirolitico di carbone”, la produzione primaria regionale ammonta a 20.392 ton, che risulta particolarmente concentrata nella Provincia di Fermo con l’89% della produzione regionale, seguita a distanza da Ancona (9%) e per quote praticamente nulle nelle altre Province (tra lo 0,1% e il 1,4%). Quanto dichiarato come gestito, in termini di operazioni di smaltimento e recupero, dai soggetti gestori regionali ammonta complessivamente a 21.090 ton, di cui si ha una totale prevalenza delle operazioni di smaltimento con un’incidenza del 100%. Pertanto, si rileva una copertura, da parte del sistema di gestione regionale, dei fabbisogni di trattamento della produzione primaria di tale categoria di rifiuti. I flussi di import-export di tale categoria di rifiuti sono minimi e a favore dell’importazione, con un saldo di 997 t/a nette importate. Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Prima: Quadro Conoscitivo 238 238 REGIONE MARCHE La distribuzione della produzione primaria del MACRO CER 05 (Rifiuti da raffinazione petrolio, purificaz. gas naturale e trattamento pirolitico di carbone) Analizzando quindi il dettaglio della distribuzione dei singoli codici CER prodotti in Regione, si osserva che la maggiora parte di tale categoria di rifiuti consiste in un codice CER che incide da solo per l’89% della produzione di tale macro categoria, si ha: 050702 “rifiuti contenenti zolfo” la cui produzione proviene praticamente totalmente dalla Fermo. Il restante 11% della produzione primaria della macro categoria 05 si distribuisce tra i restanti 7 codici CER di rifiuti pericolosi e non come riportato di seguito. Distribuzione territoriale della produzione primaria dei CER 05 Cod Rifiuto Descrizione AN AP FM MC PU tot 050702 rifiuti contenenti zolfo 9 - 18.189 - - 18.198 050109 fanghi prodotti dal trattamento in loco degli effluenti, contenenti sostanze pericolose 772 - - - - 772 050106 fanghi oleosi prodotti dalla manutenzione di impianti e apparecchiature 721 - - - - 721 050103 morchie depositate sul fondo dei serbatoi 153 58 5 12 290 518 050117 bitumi 174 - - - - 174 050116 rifiuti contenenti zolfo prodotti dalla desolforizzazione del petrolio 8 - - - - 8 Totale 1.837 58 18.194 12 290 20.392 Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Prima: Quadro Conoscitivo 239 239 REGIONE MARCHE Relativamente al CER principalmente prodotto (050702), la produzione primaria ammonta a 18.198 t/a e proveniente appunto dalla Provincia Fermo da tre contesti comunali vicini. Si rileva poi, che il dato di gestione regionale di tale tipologia di rifiuti ammonta a 18.189 t/a, essendo totalmente autogestito con attività di smaltimento D3 (Iniezione in profondità) dal soggetto stesso che produce il rifiuto. Si rileva pertanto la completa copertura da parte delle gestione regionale dei fabbisogni di produzione primaria di tale categoria di rifiuti. Non sono rilevati flussi di importazione ed esportazione di tale categoria di rifiuti. 8.6. Il sistema impiantistico dedicato al trattamento e allo smaltimento dei rifiuti speciali in ambito regionale Il sistema impiantistico regionale conta oggi sia su impianti operanti in regime cosiddetto “ordinario” (attività autorizzate ai sensi dell’art. 208 del D.Lgs. 152/2006), che su impianti operanti nel regime delle cosiddette “procedure semplificate” di cui all’art. 214 del D.Lgs. 152/2006. Al fine di offrire indicazioni in merito alla consistenza ed alle potenzialità impiantistiche per le diverse tipologie di attività si fornisce di seguito l’elenco aggiornato al 2013 delle attività autorizzate. 8.6.1. Anagrafica degli impianti operanti nel regime autorizzativo "ordinario" Nel presente paragrafo sono riportati i dati, aggiornati al mese di novembre 2013, degli impianti autorizzati al trattamento e/o smaltimento dei rifiuti speciali in Regione. Dai dati provinciali, laddove possibile, gli impianti sono stati raggruppati per tipologia: • autodemolitori: 12 in provincia di Ancona, 9 in provincia di Ascoli Piceno, 9 in provincia di Fermo, 13 in provincia di Macerata e 11 in provincia di Pesaro e Urbino, per un totale regionale di 54 impianti di trattamento e recupero di veicoli fuori uso; • discariche: 9 discariche per rifiuti non pericolosi autorizzati a ricevere rifiuti speciali (AN ─ 3, FM ─ 3 e PU ─ 3); • impianti di trattamento dei rifiuti liquidi: 4 impianti mobili di trattamento di rifiuti liquidi pericolosi e non pericolosi in provincia di Ancona, 3 impianti in provincia di Ascoli Piceno, 1 impianto in provincia di Fermo, 1 depuratore in provincia di Macerata e 1 altro depuratore delle acque reflue in provincia di Pesaro e Urbino, per un totale regionale di 10 impianti; • impianti di messa in riserva e/o trattamento e/o recupero e/o riciclo: 76 impianti in provincia di Ancona, 26 impianti in provincia di Ascoli Piceno, 11 impianti in provincia di Fermo, 61 impianti in provincia di Macerata e 19 impianti in provincia di Pesaro e Urbino; complessivamente a livello regionale tali impianti ammontano a 193. Nelle seguenti tabelle, per ciascun impianto, sono elencati i rispettivi dettagli quali la provincia e il comune sede dell'attività e, qualora noti, la tipologia e le quantità di rifiuto trattato o relative potenzialità. Complessivamente, a livello regionale, gli autodemolitori consentono di trattare più di 60.000 veicoli all'anno, mentre il conferimento in discariche per rifiuti non pericolosi autorizzate a smaltire anche rifiuti speciali sono caratterizzate da una potenzialità superiore a 5.000.000 mc circa. Inoltre i rifiuti speciali liquidi possono essere conferiti presso 10 impianti per una potenzialità di trattamento di molto maggiore alle 100.000 tonnellate annue. Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Prima: Quadro Conoscitivo 240 240 REGIONE MARCHE Per quanto riguarda gli altri impianti di trattamento, recupero, riciclo e deposito preliminare, la potenzialità di trattamento annuale risulta superiore a 1.500.000 t/a, le quantità massime stoccabili sono superiori alle 150.000 t e il volume massimo stoccabile è anch'esso superiore ai 90.000 mc. Autodemolitori in provincia di Ancona Provincia Comune sede dell'impianto Operazioni Potenzialità trattamento AN Ancona R13, R4 n.d. AN Belvedere Ostrense R13, R4 1.000 t stoccabili AN Camerata Picena R13, R4 1.805 t stoccabili; 8.000 veicoli/a AN Fabriano R13, R3 n.d. AN Falconara Marittima R13, R4 n.d. AN Jesi R13, R4 1.000 veicoli/a AN Jesi R13, R4 n.d. AN Jesi R13, R4 n.d. AN Monte San Vito R13, R4 1.500 veicoli/a AN Osimo R13, R3, R4 1.423 t/a; 724 t stoccabili AN Ostra R13, R4 117 veicoli stoccabili AN Serra San Quirico R13, R4 n.d. Autodemolitori in provincia di Ascoli Piceno Provincia Comune sede dell'impianto Operazioni Potenzialità trattamento AP Acquaviva Picena R13, R3, R4 400 veicoli/a AP Ascoli Piceno R13, R3, R4 400 veicoli/a AP Ascoli Piceno R13, R3, R4 500 veicoli/a AP Ascoli Piceno R13, R3, R4 200 veicoli/a AP Ascoli Piceno R13, R3, R4 250 veicoli/a AP Maltignano R13, R3, R4 3.000 t stoccaggio massimo AP Montalto delle Marche R13, R3, R4 200 veicoli/a AP Monteprandone R13, R3, R4, R5 920 veicoli/a;4.900 t/a; 70 t stoccabili AP San Benedetto del Tronto R13, R3, R4 5.200 veicoli/a Autodemolitori in provincia di Fermo Provincia Comune sede dell'impianto Potenzialità trattamento FM Campofilone 850 veicoli/a FM Campofilone 850 veicoli/a FM Falerone 2.000 veicoli/a FM Fermo 840 veicoli/a FM Fermo 500 veicoli/a FM Fermo 800 veicoli/a FM Massa Fermana 200 veicoli/a FM Monterubbiano 500 veicoli/a FM Sant'Elpidio a mare R13, 500 t/a; 30 t stoccaggio massimo autorizzato Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Prima: Quadro Conoscitivo 241 241 REGIONE MARCHE Autodemolitori in provincia di Macerata Provincia Comune sede dell'impianto Tipo rifiuti Operazioni Quantità annua N° veicoli Superficie impianto MC Corridonia NP R13, R4, D15 195 t/a 200 9.613 mq MC Macerata P, NP R13 2.926 t/a 3.000 7.000 mq MC Macerata P, NP R13, R4, D15 706 t/a 375 9.900 mq MC Macerata P, NP R13, R4, R3 195 t/a 200 9.000 mq MC Macerata P, NP R13, R4 3.901 t/a 4.000 10.270 mq MC Matelica NP R13, R4, D15 390 t/a 400 4.300 mq MC Mogliano P, NP R13, R4, R3 6.826 t/a 7.000 33.400 mq MC Pollenza P, NP R13, D15 98 t/a 150 3.185 mq MC Pollenza P, NP R13, D15 1.950 t/a 2.000 2.240 mq MC San Severino Marche P, NP R13 2.926 t/a 3.000 1.200 mq MC Tolentino NP R13, R4, D15 n.d. 1.350 5.818 mq MC Tolentino P, NP R13 975 t/a 1.000 3.845 mq MC Treia P, NP R13, R4, R3 488 t/a 500 34.000 mq Autodemolitori in provincia di Pesaro e Urbino Provincia Comune sede dell'impianto Potenzialità trattamento PU Fano 840 veicoli/a PU Fano 800 veicoli/a PU Fermignano 1.832 veicoli/a PU Fermignano 190 veicoli/a PU Gabicce Mare D15, R13: 25,3 t stoccabili (P) PU Gabicce Mare 1.088 veicoli/a PU Marotta di Mondolfo 1.500 veicoli/a PU Montelabbate 960 veicoli/a PU Pergola 3.000 veicoli/a PU Pesaro 370 veicoli/a PU Tavullia 1.400 veicoli/a Discariche per rifiuti non pericolosi autorizzati a ricevere rifiuti speciali in regione Marche Provincia Ragione sociale Comune sede dell'impianto Operazioni Potenzialità smaltimento AN ASA SRL Corinaldo D1 n.d. AN SO.GE.NU.S. Maiolati Spontini D1 n.d. AP GETA srl Ascoli Piceno D1, D15, D9 15.450 t/a; 160.000 mc D1 n.d. D9 90 mc/d D15 224 t/a FM Eco Elpidiense S.r.l Porto Sant'Elpidio R13 414 t/a FM Fermo Asite S.u.r.l Fermo D1 2.455.000 mc FM S.A.M. S.r.l Torre San Patrizio D1 172.790 mc PU ASET SPA Fano D1 12.000 t/a, 930.000 mc PU MARCHE MULTISERVIZI SPA Urbino D1 112.152 mc PU MARCHE MULTISERVIZI SPA Tavullia D1 95.000 t/a, 1.500.000 mc Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Prima: Quadro Conoscitivo 242 242 REGIONE MARCHE Trattamento di rifiuti liquidi in regione Marche Provincia Comune sede impianto [descrizione impianto] Operazioni Potenzialità trattamento AN CASTELFIDARDO [impianto mobile - trattamento rifiuti liquidi pericolosi e non pericolosi] D9 150 mc/d AN SENIGALLIA [impianto mobile - trattamento di rifiuti liquidi costituiti da acque reflue industriali (e acque di falda contaminate da inquinanti)] D9, R2, D8 18 mc/h AN MONTERADO [impianti mobili - trattamento di rifiuti liquidi costituiti da acque reflue industriali (e acque di falda contaminate da inquinanti)] D8, D9 n.d. AN SENIGALLIA [impianti mobili - trattamento di rifiuti liquidi costituiti da acque reflue industriali (e acque di falda contaminate da inquinanti)] D9, R2 18 mc/h AP SAN BENEDETTO DEL TRONTO D9 40 t/d AP MALTIGNANO D9 n.d. D8, D9 80.000 AP ASCOLI PICENO R13, R3 11.500 FM FERMO D8 98,4 mc/d MC MACERATA [depuratore] D8 50 mc/d PU TALACCHIO DI COLBORDOLO [depuratore] D8, D9 12.000 I seguenti impianti non rientrano nella suddetta tabella poiché non fanno parte del sistema continuo di gestione dei rifiuti speciali, bensì di trattamenti puntuali seguito a operazioni di bonifiche e ricerche universitarie: FALCONARA MARITTIMA (AN) Impianto di trattamento delle acque di falda emunte nell’ambito della m.i.s.e. delle aree ferroviarie afferenti al sito di Via Monte e Tognetti [D9: 17.520 mc/a]; FALCONARA MARITTIMA (AN) Piattaforma sperimentale per il trattamento dei reflui di origine agricola provenienti da aziende zootecniche locali per la riduzione dei nitrati [D8, D9: 150 l/d]; SENIGALLIA (AN) Impianto di trattamento delle acque di falda contaminate da cromo (VI) presso area ex SIMA Industrie di Monsano nell’ambito della bonifica del sito [D9, D8: 18 mc/h]. Impianti di messa in riserva, trattamento, recupero e/o riciclo - provincia di Ancona Comune sede dell'impianto Attività Operazioni Potenzialità impianto* Agugliano recupero e smaltimento RAEE R13, D15, R4 42.500 t/a; 523 t Agugliano recupero rifiuti speciali e urbani NP R13, R3, R4 7.250 t/a; 1.235 t Ancona messa in riserva e deposito preliminare di rifiuti P e NP provenienti dalla raccolta differenziata R13, D15 324 t Ancona messa in riserva e recupero di rifiuti NP R13, R3, R4, R5 150 t Ancona messa in riserva, riciclo/recupero e deposito preliminare di rifiuti speciali P D15, R13, R4 500 trasformatori/a; 32 t Ancona messa in riserva e recupero di rifiuti P costituiti da gas in contenitori a pressione R13, R3 60 t Ancona messa in riserva e recupero di rifiuti speciali P costituiti da gas in contenitori a pressione R13, R3, D15 13 t Ancona messa in riserva e deposito preliminare R13, D15, D9 185 t Ancona deposito preliminare di rifiuti speciali P costituiti da lampade fluorescenti D15 1 t Ancona impianto per la messa in riserva di rifiuti NP derivanti da costruzioni e demolizioni in conto terzi R13, R5 6.000 t Ancona messa in riserva e recupero di rifiuti speciali NP R13, R3, R4, R5 100 t Ancona impianto mobile - recupero di rifiuti NP derivanti da costruzioni e demolizioni R5 100 t/d Ancona messa in riserva e recupero di rifiuti NP derivanti da demolizioni R13, R5 100 t/d; 5.000 t Ancona messa in riserva di rifiuti inverti da demolizioni e costruzioni edili R13 4.000 t/a; 225 t Ancona messa in riserva di rifiuti speciali NP derivanti da R13 105 t Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Prima: Quadro Conoscitivo 243 243 REGIONE MARCHE Comune sede dell'impianto Attività Operazioni Potenzialità impianto* attività edilizia Ancona Impianto mobile - recupero di rifiuti NP prodotti da costruzioni e demolizioni di opere edili R5 180 t/h Arcevia impianto mobile per il recupero rifiuti speciali NP provenienti da costruzioni e demolizioni R5 90 t/d Camerano messa in riserva di rifiuti speciali NP R13 2.000 t Camerano impianto mobile - trattamento di rifiuti speciali NP R5 100 t/d Camerano attività di gestione rifiuti speciali NP derivanti da attività edilizia R5 20 t Camerata Picena messa in riserva e recupero di rifiuti speciali NP R13, R5 3.600 t Camerata Picena deposito e raggruppamento preliminare, messa in riserva e recupero di rifiuti speciali prodotti da terzi D15, R13 1.000 t Castelfidardo messa in riserva e recupero R13, R4 1.500 t Castelfidardo recupero, messa in riserva, raggruppamento preliminare e deposito preliminare di rifiuti speciali NP R3, R13, R4, D15, D13 7.000 t/a; 500 t Castelfidardo deposito preliminare di rifiuti speciali P e NP provenienti da attività di costruzione e demolizioni edili D15, R13 300 t/a Castelfidardo messa in riserva e recupero di rifiuti speciali NP R13, R4 74 t Castelfidardo messa in riserva di rifiuti speciali P e NP R13 135 t Castelfidardo messa in riserva e deposito preliminare per rifiuti industriali; operazioni di trattamento, recupero metalli e recupero materiale organico R13, D15, R4, R3 1.413 t Castelfidardo deposito preliminare di rifiuti speciali P e NP prodotti in contro proprio D15 629 t Castelfidardo messa in riserva e recupero di rifiuti NP costituiti da legno e segatura R13, R3 7.000 t/a; 600 t Castelplanio messa in riserva e recupero di rifiuti speciali e urbani NP di natura organica quali carta, plastica e RSU R13, R3 18.000 t/a; 415 t Corinaldo impianto di compostaggio per rifiuti NP R3, R13 2.000 t Fabriano messa in riserva e recupero R5, R4, R13, R3 300 t Fabriano messa in riserva e recupero di rifiuti speciali NP R13, R3, R4, R5 110 t Fabriano deposito preliminare di rifiuti speciali P prodotti nel proprio ciclo produttivo D15 40 t Fabriano impianto mobile - recupero di rifiuti inerti derivanti da costruzioni e demolizioni edili R5 100 t/d Fabriano messa in riserva, recupero e deposito preliminare di rifiuti speciali ed assimilabili agli urbani NP R5, R3, R13, D15 300 t Fabriano messa in riserva e recupero di rifiuti speciali NP costituiti prevalentemente da metalli e composti metallici R13, R4 385 t Fabriano deposito preliminare e messa in riserva di rifiuti speciali P R13, D15 365 t Falconara Marittima deposito preliminare di rifiuti P e NP, messa in riserva e recupero di rifiuti NP R3, R13, D15, R4, R5 100 t Falconara Marittima messa in riserva e deposito preliminare di rifiuti P e NP R13, D15 57 t Falconara Marittima messa in riserva e recupero di rifiuti speciali NP costituiti da pallets in legno R3, R13 8 t Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Prima: Quadro Conoscitivo 244 244 REGIONE MARCHE Comune sede dell'impianto Attività Operazioni Potenzialità impianto* Filottrano deposito preliminare di rifiuti P e messa in riserva di rifiuti P e NP R13, D15 9 t Filottrano messa in riserva e recupero di rifiuti NP da costruzioni e demolizioni R5, R13 72 t/d Filottrano messa in riserva e recupero di rifiuti NP tessili R13, R3 166 t Jesi messa in riserva e recupero di rifiuti NP R13, R5 60 t Jesi messa in riserva e recupero di rifiuti speciali NP R13, R3 5.000 t/a; 400 t Jesi messa in riserva e recupero di rifiuti NP derivanti da costruzioni e demolizioni edili R13, R5 2.500 t Jesi messa in riserva e recupero di rifiuti NP provenienti da attività edilizie R13, R5 9.622 t Jesi messa in riserva di terreni vegetali R13 38.000 t Jesi messa in riserva e deposito preliminare di rifiuti urbani P e NP e speciali assimilati agli urbani R15, D15 352 t Jesi deposito preliminare, messa in riserva e recupero di rifiuti R13, R8, R3, D15, R4, R5 118.675 t/a; 3.164 t Jesi deposito preliminare di rifiuti speciali NP prodotti da terzi D15 n.d. Jesi deposito preliminare, messa in riserva e recupero di rifiuti NP R5, R3, R4, D15, R13 98 t Loreto recupero di rifiuti NP derivanti da demolizioni e costruzioni R5 100 t/d Mergo deposito preliminare di rifiuti speciali derivanti dal proprio processo produttivo D15 40 t Monsano messa in riserva, deposito preliminare e recupero di rifiuti speciali P e NP D15, R5, R4, R3, R13 430 t Montemarciano attività di messa in riserva e recupero di rifiuti speciali NP R13, R3, R4, R5 200 t Montemarciano recupero e messa in riserva di rifiuti NP R13, R3 7,5 t/d; 70 t Monterado recupero di rifiuti speciali NP costituiti da pneumatici fuori uso R3 900 t Offagna messa in riserva, recupero e deposito preliminare di rifiuti speciali NP R13, R5, R3, R4 200 t/d; 3.500 t Osimo messa in riserva e recupero di rifiuti NP provenienti dalla raccolta differenziata dei rifiuti urbani e delle attività produttive R13, D15 166 t Osimo impianto mobile - recupero rifiuti speciali NP provenienti da demolizioni R5 150 t/h Osimo impianto mobile - recupero rifiuti NP provenienti da attività di costruzione e demolizione R5 130 t/h Osimo messa in riserva, recupero e deposito preliminare di rifiuti speciali P e NP R3, R4, R13, D15 321 t Osimo messa in riserva, recupero e deposito preliminare di rifiuti NP R13, D15, R5, R3 2.100 t Osimo deposito preliminare di rifiuti speciali P contenenti amianto D15 150 t Ostra trattamento rifiuti per la messa in riserva e recupero di rifiuti speciali e urbani (RAEE) e raggruppamento e deposito preliminare D15, D13, R5, R4, R3, R13 67.880 t/a; 1.750 t Ostra messa in riserva e recupero di rifiuti speciali e urbani NP R13, R3 45.000 t/a; 129 t Ostra impianto mobile - recupero di rifiuti NP derivanti da costruzione e demolizione R5, R13 4480 t/a Sassoferrato impianto mobile - recupero di rifiuti NP derivanti da R5 100 t/d Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Prima: Quadro Conoscitivo 245 245 REGIONE MARCHE Comune sede dell'impianto Attività Operazioni Potenzialità impianto* demolizioni Sassoferrato trattamento e separazione di rifiuti NP derivanti da demolizioni R13, R5 100 t/d; 2.000 t Senigallia recupero di rifiuti speciali NP R13, R3 50 t/d; 1.003 t Senigallia messa in riserva e il recupero di rifiuti speciali NP R13, R5, R10 33 t Senigallia spandimento sul suolo a beneficio dell'agricoltura e dell'ambiente di rifiuti provenienti da produzioni agricole R10 300 t/a; 300 t Serra De' Conti messa in riserva e recupero di rifiuti NP derivanti da costruzioni e demolizioni edili R13, R5 2.156 t/a; 4.500 t * [t/a] Quantità annua; [t] Quantità massima stoccabile presso l'impianto. [P] pericolosi, [NP] non pericolosi. Impianti di messa in riserva, trattamento, recupero e/o riciclo - provincia di Ascoli Piceno Comune sede dell'impianto Comune sede impianto Potenzialità impianto* Acquasanta Terme R10 54.884 mc Acquasanta Terme R10 1.000 mc Acquaviva Picena R13, R5 100 t/d Arquata del Tronto [Produzione concimi] R13, R3 2.000 t/a Ascoli Piceno D15 45 t/a Ascoli Piceno R13, R4 55 t Ascoli Piceno R13, R7 44 t/a Ascoli Piceno R13 16.010 t/a; 1.771 t Ascoli Piceno R13, R3, R4 266 t Colli del Tronto R13, D15 6 t Grottammare R13 126 t/a Grottammare R13 199 t Maltignano D15, D13, D9, D8 1.390 mc Massignano R13, D15 6 t Montefiore dell'Aso R13 28.500 t/a Monteprandone R13, R3 2.700 t/a; 1.290 t Monteprandone R13, D15 605 t Offida R13, D15 6 t Rotella [Spandimento fanghi in agricoltura] R10 40 t/a San Benedetto del Tronto R5 64.000 t/a San Benedetto del Tronto R5 1.584 t/a San Benedetto del Tronto R13, R3, R4, R5, D15 24.259 t/a; 60 t San Benedetto del Tronto R13, R3, R4, R5, D15 53.017 t/a San Benedetto del Tronto R5 60 t/h Spinetoli R13, R4, R5, D15 19.641 t/a Spinetoli R13, D15 25 t * [t/a] Quantità annua; [t] Quantità massima stoccabile; [mc] Volume massimo stoccabile. Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Prima: Quadro Conoscitivo 246 246 REGIONE MARCHE Impianti di messa in riserva, trattamento, recupero e/o riciclo - provincia di Fermo Comune sede dell'impianto Operazioni Potenzialità impianto* R13, D13, D14, D15 670 t Fermo R3, R4, R12 20.000 t/a R13 100 t/a Fermo [produzione concime organico azotato] R3 1.000 t/a Fermo R13, R4 400 t/a Fermo [trattamento pneumatici fuori uso] R13, R3, R4 12.000 t/a; 1.660 t Fermo [stoccaggio idrocarburi] D3 120 mc/g; 30.000 mc Grottazzolina [impianto mobile di frantumazione] R5 1200 t/g Montegiorgio D15 350 t/a; 80 t Monte Giberto R13, R2, R3, R4 D15, D14, D13, D9 20.760 t/a Porto San Giorgio [impianto mobile di frantumazione] R5 480 t/g Sant'Elpidio a Mare R5 120 t/g R3 20.000 t/a Torre San Patrizio [impianto compostaggio] R13 8.000 t/a * [t/a] Quantità annua; [t] Quantità massima stoccabile; [mc] Volume massimo stoccabile. Impianti di messa in riserva, trattamento, recupero e/o riciclo - provincia di Macerata Comune sede dell'impianto Attività Tipo rifiuti Operazioni Potenzialità impianto* Montecosaro gestione rifiuti speciali P, NP D15, D14, D13 R13, R3, R4, R5, R9 9.101 t/a; 220 t Porto Recanati impianto mobile per il recupero NP R5 n.d. Treia messa in riserva di rifiuti speciali prodotti da terzi provenienti da attività agricola P, NP R13 355 t/a Treia scarico di acque reflue industriali NP R13, R4 15.700 t/a Cingoli messa in riserva e riciclo/recupero NP R13, R5 10.000 t/a San Ginesio riciclo e recupero di rifiuti inerti NP R5 83 t Montecassiano messa in riserva di rifiuti speciali non pericolosi da attività agricola NP R13 40 t/a Apiro messa in riserva di rifiuti non speciali pericolosi e rifiuti speciali pericolosi prodotti da terzi provenienti da attività agricola P, NP R13 360 t/a Civitanova Marche messa in riserva dei fanghi di dragaggio NP R13 4.700 mc R13 2.250 t/a Tolentino messa in riserva e deposito preliminare dei rifiuti speciali prodotti dalla propria attività NP D15 2.500 t/a Tolentino messa in riserva di rifiuti speciali pericolosi e non pericolosi prodotti da terzi provenienti da attività agricola P, NP R13 300 t/a Recanati messa in riserva di rifiuti speciali pericolosi e non pericolosi prodotti da terzi provenienti da attività agricola P, NP R13 300 t/a Ripe San Ginesio messa in riserva di rifiuti speciali pericolosi e non pericolosi prodotti da terzi provenienti da attività agricola P, NP R13 300 t/a Macerata messa in riserva di rifiuti speciali pericolosi e non pericolosi prodotti da terzi provenienti da attività agricola P, NP R13 300 t/a Tolentino centro stoccaggio rifiuti agricoli P, NP R13 300 t/a Morrovalle recupero rifiuti speciali non pericolosi NP R13, R3 19.245 t/a Montecassiano riciclo e recupero di inerti NP R5 100 t/d Tolentino gestione rifiuti speciali NP R13, R5 30.000 t/a; 400 Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Prima: Quadro Conoscitivo 247 247 REGIONE MARCHE Comune sede dell'impianto Attività Tipo rifiuti Operazioni Potenzialità impianto* t Matelica messa in riserva, riciclo e recupero di rifiuti speciali NP R13, R3 75 t/a Recanati gestione rifiuti speciali NP R13, R3 2.200 t/a Civitanova Marche gestione rifiuti speciali NP R13 117,5 t Potenza Picena riciclo e recupero di inerti NP R5 75.000 t/a Tolentino gestione rifiuti speciali P, NP R13, D15 345 t/a Macerata messa in riserva di rifiuti non speciali pericolosi e rifiuti speciali pericolosi prodotti da terzi provenienti da attività agricola P, NP R13 300 t/a Treia per impianto di recupero rifiuti speciali non pericolosi NP R13, R5 n.d. San Ginesio impianto di recupero rifiuti speciali P, NP R13 360 t/a Morrovalle messa in riserva e riciclo/recupero delle sostanze organiche non utilizzate come solventi di rifiuti speciali non pericolosi NP R13, R3 4.200 t/a Potenza Picena attività di deposito preliminare e di messa in riserva di rifiuti speciali non pericolosi provenienti dalla propria attività NP R13, D15 30 t Recanati recupero rifiuti speciali non pericolosi NP R13, R3 840 t/a Loro Picene messa in riserva NP R13 7.979 t/a Muccia deposito preliminare e messa in riserva NP R5 100 t/d Montefano impianto mobile recupero NP R5 140 t/h Porto Recanati gestione rifiuti speciali NP R13, D15 5.000 t/a Treia riciclo e recupero di inerti NP R5 100 t/d Recanati recupero e smaltimento di rifiuti speciali P, NP R13, D15 453 t Macerata deposito preliminare, messa in riserva e riciclo/recupero P, NP R13, R12, R3, R4, D13, D15 50.000 t/a Macerata impianto di recupero P, NP R13 360 t/a Tolentino messa in riserva e riciclo e recupero NP R13, R3 30.600 t/a Morrovalle messa in riserva e recupero NP R13, R3, R4, R5 29.687 t/a Macerata gestione centro stoccaggio rifiuti agricoli P, NP R13 460 t/a Montecassiano messa in riserva di rifiuti provenienti da attività agricola P, NP R13 300 t/a Civitanova Marche recupero NP R13 10.000 t/a; 300 t Tolentino gestione rifiuti speciali NP R13, R5 75 t/a Potenza Picena messa in riserva e recupero NP R13, R4, R5 13.880 t/a Macerata impianto recupero NP R13, R5 20.000 t/a Potenza Picena centro stoccaggio rifiuti agricoli P, NP R13 325 t/a San Severino Marche messa in riserva e recupero P, NP R13, R3, R4, R5 56.860 t/a Morrovalle messa in riserva e riciclo/recupero NP R13, R3 2.080 t/a Pollenza impianto recupero NP R5 n.d. Morrovalle NP R13, R12, R3, R4, D15 20.000 t/a Morrovalle messa in riserva e recupero NP R13, R4, R3 4.191 t/a Pollenza impianto di recupero P, NP R13, R3, R4, R5 14.815 t/a Civitanova Marche gestione rifiuti speciali P R13, R12 95 mc Corridonia impianto di recupero NP R13 3.920 t/a Tolentino impianto di recupero NP R13, R3 20.000 t/a Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Prima: Quadro Conoscitivo 248 248 REGIONE MARCHE Comune sede dell'impianto Attività Tipo rifiuti Operazioni Potenzialità impianto* Macerata gestione rifiuti speciali P, NP R13, D15 9.710 t/a San Severino Marche spandimento sul suolo a beneficio agricoltura/ecologia NP R10 Treia gestione rifiuti speciali NP R13, R4 900 t/a Macerata trattamento rifiuti speciali P, NP R13, D15, R5 150 t Tolentino gestione rifiuti speciali NP R13, R3, R5 24.250 t/a; 385 t Cingoli messa in riserva di rifiuti speciali da attività agricola P, NP R13 355 t/a * Nota: [t/a] Quantità annua; [t] Quantità massima stoccabile; [mc] Volume massimo. Impianti di messa in riserva, trattamento, recupero e/o riciclo - provincia di Pesaro e Urbino Comune sede dell'impianto Tipo rifiuti Operazioni Potenzialità impianto* Fano P, NP D15, D9 80 t/d Fano [fonderia] n.d. R13, R4 20.500 t/a Fermignano P R13 15 t Fermignano [galvanica] n.d. R13, R4 1.950 t/a Fratte di Sassofeltrio NP R5, R13 1.100 t/a; 54 t Frontone NP R5, R13 28.000 t/a Montelabbate NP, P D15, R13 7.750 t/a; 985 t Monteporzio NP, P R13, R4, D15 935 t/a; 50 t Orciano di Pesaro P, NP R4, R13 3.150 t/a; 57 t Pesaro P, NP D15 39 t Pesaro P D15, R13 96 t Pesaro NP R5, R13 36.500 t/a Pesaro P, NP R4, R13 233.170 t/a; 16.067 t Pesaro NP, P D15, D9 15.000 t/a; 120 t Pesaro [fabbricazione prodotti ceramici] n.d. n.d. 12.000 t/a Sant'Ippolito NP, P R13, R4, R5, R8 2.930 t/a; 80 t Sassofeltrio NP R5, R13 10.000 t/a Tavullia NP R5, R13 30.000 t/a Tavullia P R13 60 t * Nota: [t/a] Quantità annua; [t] Quantità massima stoccabile; [mc] Volume massimo. 8.6.2. Descrizione delle attività operanti in regime di procedura "semplificata" Sulla base dei dati che fanno riferimento fino a novembre 2013 forniti dalle cinque province marchigiane, è stato possibile effettuare una rassegna delle aziende che effettuano attività di recupero dei rifiuti soggette a regime semplificato, a norma del Decreto del 5 febbraio 1998 e del Decreto n. 161 del 12 giugno 2002. Di seguito si sintetizza quanto emerso per ciascuna provincia della regione Marche. Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Prima: Quadro Conoscitivo 249 249 REGIONE MARCHE 8.6.2.1. Attività della provincia di Ancona Nella provincia di Ancona sono presenti 148 impianti che al 2013 risultano avere in essere un procedimento di iscrizione in procedura semplificata. Nella tabella sottostante si riporta un prospetto delle quantità di rifiuti annualmente recuperabili in tali impianti suddivise per tipologia di rifiuto, ai sensi del D.M. 5 febbraio 1998, e per tipologie di recupero, come definite nell’allegato C del D.Lgs. 152/06. Quantità di rifiuti recuperabili in impianti autorizzati con procedura semplificata in prov. di Ancona Totale Quantità trattate [t/a] Tipologia di recupero (D.Lgs. 152/06) Tipologia rifiuto (DM 05.02.98) R1 R10 R13 R2 R3 R3, R4 R4 R5 Totale complessivo 1.1 3.713 14.421 18.134 1.2 1 50 51 10.1 222 2.700 2.922 10.2 3.210 3.500 6.710 11.11 3.060 3.060 11.6 2 2 12.3 4.800 4.800 12.4 1.800 1.800 12.5 500 500 12.7 10.580 10.580 12.9 100 100 13.1 1.000 1.000 13.20 236 1.015 1.251 13.22 1 1 14.1 807 550 1.357 15.1 1.600 1.600 16.1 6.995 2.800 9.795 17.1 707 707 2 All 2 Sub 1 31.520 31.520 2.1 3.480 53 3.533 2.2 170 170 2.3 50 50 3.1 18.621 117.295 135.916 3.11 1 1 3.2 13.999 24.251 38.250 3.3 2.680 450 3.130 3.4 31 31 3.5 3.590 3.590 3.6 10 10 3.7 5.000 5.000 4 All 2 Sub 1 1.380 250 1.630 4.1 645 645 4.3 230 230 4.4 3.625 3.625 4.6 50 50 4.7 10 10 5.1 250 11.950 12.200 5.11 50 50 5.12 50 50 Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Prima: Quadro Conoscitivo 250 250 REGIONE MARCHE Totale Quantità trattate [t/a] Tipologia di recupero (D.Lgs. 152/06) Tipologia rifiuto (DM 05.02.98) R1 R10 R13 R2 R3 R3, R4 R4 R5 Totale complessivo 5.13 20 20 5.14 200 200 5.16 600 860 1.460 5.19 2.610 250 4.600 7.460 5.2 910 361 1.271 5.3 25 25 5.5 81 81 5.6 21.250 502 1.200 22.952 5.7 561 460 70 1.091 5.8 985 553 365 1.903 5.9 33 50 83 6 All 2 Sub 1 3.570 3.570 6.1 4.520 11.675 500 16.695 6.11 412 412 6.2 1.700 5.975 7.675 6.4 50 50 6.5 365 1.100 1.465 6.6 115 115 7.1 130.586 388.219 518.805 7.10 1.000 1.000 7.11 3.000 9.660 12.660 7.12 50 50 7.13 300 300 7.14 3.950 3.950 7.17 490 490 7.2 6.650 21.280 27.930 7.25 10.200 10.200 7.29 20 20 7.3 600 600 7.30 1.000 1.000 7.31bis 122.200 122.200 7.4 1.000 100 1.100 7.5 100 100 7.6 58.729 223.140 281.869 7.8 500 500 8.4 47 50 97 8.9 100 100 9.1 5.732 3.575 9.307 9.2 1.740 4.020 5.760 DM 12.06.02 (6.3) 1.026 1.026 DM 12.06.02 (7.2) 117 117 Totale complessivo 36.470 10.580 457.227 1.143 50.416 1.815 166.402 645.717 1.369.770 Si osserva come complessivamente siano autorizzate operazioni di recupero per 1.369.770 t/a. Tale quantità risulta ripartita in modo disomogeneo all’interno delle tipologie di recupero ammesse dal D.Lgs. 152/06. La tipologia di recupero maggiormente praticabile è la R5 (riciclo/recupero di altre sostanze inorganiche) con 645.717 t/a. Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Prima: Quadro Conoscitivo 251 251 REGIONE MARCHE Se si osservano le quantità ripartite secondo le tipologie di rifiuto (DM 05.02.98), la tipologia per cui è maggiore la potenzialità di recupero è la 7.1 – rifiuti costituiti da laterizi, intonaci e conglomerati di cemento armato e non, comprese le traverse e traversoni ferroviari e i pali in calcestruzzo armato provenienti da linee ferroviarie, telematiche ed elettriche e frammenti di rivestimenti stradali, purché privi di amianto (518.805 t/a) –; tale rifiuto può essere sottoposto a R5 o R13. Tra le restanti tipologie di rifiuto anche il conglomerato bituminoso e i frammenti di piattelli per il tiro al volo (tipologia 7.6) raggiungono quantità massime autorizzate di trattamento abbastanza elevate: 281.869 t/a. Tale rifiuto può essere sottoposto a R5 all’interno di industrie della ceramica e dei laterizi ovvero essere utilizzato per la formazione di rilevati e sottofondi stradali. Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Prima: Quadro Conoscitivo 252 252 REGIONE MARCHE 8.6.2.2. Attività della provincia di Ascoli Piceno Nella provincia di Ancona sono presenti 35 impianti che al 2013 risultano avere in essere un procedimento di iscrizione in procedura semplificata. Nella tabella sottostante si riporta un prospetto delle quantità di rifiuti annualmente recuperabili in tali impianti suddivise per tipologia di rifiuto, ai sensi del DM 5 febbraio 1998, e per tipologie di recupero, come definite nell’allegato C del D.Lgs. 152/06. Quantità di rifiuti recuperabili in impianti autorizzati con procedura semplificata in prov. di Ascoli Piceno Totale Quantità trattate [t/a] Tipologia di recupero (D.Lgs. 152/06) Tipologia rifiuto (DM 05.02.98) R1 R3 R5 R13 Totale complessivo 1.1 0 15.000 0 0 15.000 3.1 0 0 340 1.000 1.340 3.2 0 0 348 1.000 1.348 3 (all. 2, suball. 1) 680 0 0 0 680 4 (all. 2, suball. 1) 300 0 0 0 300 5.1 0 0 122 0 122 5.6 0 0 120 0 120 5.7 0 0 208 15 223 5.8 0 0 260 20 280 5.19 0 0 40 0 40 7.1 0 0 73.960 0 73.960 7.2 0 0 10.000 0 10.000 7.3 0 0 15.000 0 15.000 7.4 0 0 1.200 0 1.200 7.5 0 0 500 0 500 7.6 0 0 106.780 0 106.780 7.11 0 0 12.820 0 12.820 7.12 0 0 400 0 400 7.25 0 0 700 0 700 7.31 0 0 9.000 0 9.000 7.31bis 0 0 47.760 0 47.760 10.2 0 0 0 60 60 12.13 0 0 0 12.000 12.000 13.1 0 0 26.270 0 26.270 16.1 0 0 0 12.000 12.000 Totale complessivo 980 15.000 305.828 26.095 347.903 Si osserva come complessivamente siano autorizzate operazioni di recupero per 347.903 t/a. Tale quantità risulta ripartita in modo disomogeneo all’interno delle tipologie di recupero ammesse dal D.Lgs. 152/06; la tipologia di recupero maggiormente praticabile è la R5 (riciclo/recupero di altre sostanze inorganiche) con 305.828 t/a, a fronte di solo 980 t/a di rifiuto recuperabile secondo R1 – utilizzazione principale come combustibile o altro mezzo per produrre energia. Se si osservano le quantità ripartite secondo le tipologie di rifiuto (DM 05.02.98), la tipologia per cui è maggiore la potenzialità di recupero è la 7.6 – conglomerato bituminoso e frammenti di piattelli per il tiro al volo (106.780 t/a) – che può essere sottoposto a R5. Segue poi la tipologia di rifiuto 7.1 – rifiuti costituiti da laterizi, intonaci e conglomerati di cemento armato e non, comprese le traverse e traversoni ferroviari e i pali in calcestruzzo armato provenienti da linee ferroviarie, telematiche ed elettriche e frammenti di rivestimenti stradali, purché privi di amianto (73.960 t/a) – che può essere sottoposto a R5 o R13. Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Prima: Quadro Conoscitivo 253 253 REGIONE MARCHE 8.6.2.3. Attività della provincia di Fermo Nella provincia di Ancona sono presenti 36 impianti che a novembre 2013 risultano avere in essere un procedimento di iscrizione in procedura semplificata. Nella tabella sottostante si riporta un prospetto delle quantità di rifiuti annualmente recuperabili in tali impianti suddivise per tipologia di rifiuto, ai sensi del DM 5 febbraio 1998, e per tipologie di recupero, come definite nell’allegato C del D.Lgs. 152/06. Quantità di rifiuti recuperabili in impianti autorizzati con procedura semplificata in prov. di Fermo Totale Quantità trattate [t/a] Tipologia di recupero (D.Lgs. 152/06) Tipologia rifiuto (DM 05.02.98) R1 R10 R13 R2 R3 R4 R5 Totale complessivo 1.1 0 0 4.700 0 3.500 0 0 8.200 1.1, 6.5, 6.6 0 0 10 0 0 0 0 10 1.11 0 0 0 0 2.850 0 0 2.850 10.1 0 0 40 0 300 0 0 340 10.2 0 0 1.505 0 0 0 0 1.505 12.07 0 4.500 0 0 0 0 0 4.500 13.1 0 0 0 0 0 0 5.000 5.000 13.20 0 0 0 0 0 0 45 45 15.20 0 0 0 0 0 0 70 70 2.1 0 0 1.730 0 0 0 0 1.730 3.1 0 0 16.590 0 0 18.624 0 35.214 3.2 0 0 10.300 0 0 3.224 0 13.524 3.5 0 0 10 0 0 0 0 10 5.1 0 0 3.400 0 0 3.000 0 6.400 5.16 0 0 300 0 0 200 0 500 5.19 0 0 220 0 0 250 0 470 5.2 0 0 400 0 0 0 0 400 5.6 0 0 250 0 0 0 0 250 5.7 0 0 301 0 0 100 0 401 5.7, 5.8 0 0 50 0 0 0 0 50 5.8 0 0 811 0 0 1.000 0 1.811 6.1 0 0 1.780 0 900 0 0 2.680 6.11 0 0 115 0 0 0 0 115 6.2 0 0 3.310 0 1.100 0 0 4.410 6.3 0 0 0 4 0 0 0 4 6.5 0 0 180 0 0 0 0 180 6.6 0 0 50 0 0 0 0 50 7.1 0 0 113.497 0 0 0 13.132 126.629 7.11 0 0 0 0 0 0 168 168 7.2 0 0 0 0 0 0 300 300 7.31 bis 0 0 3.000 0 0 0 0 3.000 7.6 0 0 85.000 0 0 0 6.000 91.000 8.4 0 0 350 0 0 0 0 350 8.5 0 0 100 0 0 0 0 100 9.1 0 0 2.350 0 0 0 0 2.350 9.2 0 0 50 0 0 0 0 50 All. 2 sub 1 n.2 17.449 0 0 0 0 0 0 17.449 Totale complessivo 17.449 4.500 250.398 4 8.650 26.398 24.715 332.114 Si osserva come complessivamente siano autorizzate operazioni di recupero per 332.114 t/a. Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Prima: Quadro Conoscitivo 254 254 REGIONE MARCHE Tale quantità risulta ripartita in modo disomogeneo all’interno delle tipologie di recupero ammesse dal D.Lgs. 152/06. Infatti, la tipologia di recupero maggiormente diffusa è la R13 (messa in riserva di rifiuti per sottoporli a una delle operazioni da R1 a R12) con 250.398 t/a mentre la tipologia R2 (rigenerazione/recupero solventi), con sole 4 t/a, risulta essere praticamente assente. Se si osservano le quantità ripartite secondo le tipologie di rifiuto (DM 05.02.98), la tipologia per cui è maggiore la potenzialità di recupero è la 7.1 – rifiuti costituiti da laterizi, intonaci e conglomerati di cemento armato e non, comprese le traverse e traversoni ferroviari e i pali in calcestruzzo armato provenienti da linee ferroviarie, telematiche ed elettriche e frammenti di rivestimenti stradali, purché privi di amianto (126.629 t/a) – che può essere sottoposto alle tipologie di recupero R5 o R13. Tra le restanti tipologie di rifiuto anche il conglomerato bituminoso e i frammenti di piattelli per il tiro al volo (tipologia 7.6) raggiunge quantità massime autorizzate di trattamento abbastanza elevate con 91.000 t/a. Tale rifiuto può essere sottoposto all'attività di recupero R5 - riciclaggio/recupero di sostanza inorganiche. 8.6.2.4. Attività della provincia di Macerata Nella provincia in analisi sono presenti 88 impianti che al 2013 risultano avere in essere un procedimento di iscrizione in procedura semplificata. Nel caso della provincia di Macerata non è stato possibile analizzare la ripartizione dei quantitativi autorizzati in funzione delle tipologie di rifiuti (DM 05.02.98) a causa del raggruppamento tra diverse tipologie di rifiuto. Di conseguenza, nella tabella sottostante si riportano le medesime quantità di rifiuti annualmente recuperabili in tali impianti suddivise per gruppi di tipologia di rifiuto, ai sensi del DM 5 febbraio 1998, e per tipologie di recupero, come definite nell’allegato C del D.Lgs. 152/06. Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Prima: Quadro Conoscitivo 255 255 REGIONE MARCHE Quantità di rifiuti recuperabili in impianti autorizzati con procedura semplificata in prov. di Macerata Totale Quantità trattate [t/a] Tipologia di recupero (D.Lgs. 152/06) Tipologia rifiuto (DM 05.02.98) R1 R10 R13 R2 R3 R3, R4 R3, R4, R5 R3, R5 R4 R5 R5, R10 Totale 1.1 14.000 14.000 1.1 2.1 2.2 3.1 3.2 3.3 3.5 3.7 3.11 3.12 6.1 6.2 7.1 7.2 8.5 8.6 9.1 9.2 10.2 13.20 4.230 4.230 1.1 3.1 3.2 3.3 3.5 5.1 5.2 5.3 5.7 5.8 5.13 5.14 5.16 5.19 2.999 2999 1.1 6.1 6.2 8.4 3.850 3.850 1.1 2.1 3.1 3.2 3.3 3.5 3.7 5.1 5.2 5.5 5.7 5.8 5.9 5.19 6.16.5 9.1 10.1 10.2 2.567 2.567 1.1 3.1 3.2 6.1 9.1 9.2 1.600 1.600 1.1 3.1 3.2 3.3 5.7 5.8 5.19 6.1 9.700 9.700 1.1 3.1 6.1 9.1 9.2 10.2 1.800 1.800 1.1 8.4 14.000 14.000 10.1 200 200 10.2 7.000 7.000 11.11 1.500 1.500 12.7 3.468 3.468 12.7 7.31bis 39.000 39.000 13.1 5.000 5.000 13.20 100 5 105 13.20 5.16 238 238 2 8.262 8.262 2.1 2.2 3.1 3.2 3.3 4.4 6.1 7.13 7.25 7.30 8.5 8.6 9.1 9.2 10.1 10.2 1 (All. 2 sub. 1) 34.925 34.925 2.1 3.1 3.2 5.1 6.2 6.5 9.1 9.2 10.1 10.2 2.674 2.674 2.1 3.1 3.2 7.1 7.2 7.3 7.6 7.11 7.25 7.31bis 9.1 12.7 58.500 58.500 3.1 3.2 10 10 3.1 6.1 270 270 3.1 3.2 3.3 3.5 5.1 5.2 5.7 5.8 5.19 152 152 3.1 3.2 3.3 5.1 5.2 200 200 3.1 3.2 3.3 5.8 5.16 5.19 1.145 1.145 3.1 3.2 6.2 8.5 10.1 2.200 2.200 3.1 3.2 5.1 5.6 5.7 5.8 5.16 5.19 6.5 10.2 5.980 5.980 3.1 3.2 5.6 5.16 5.19 2.200 2.200 3.1 3.2 3.3 3.5 4.1 5.1 5.2 5.7 5.8 5.16 5.19 6.11 9.1 10.2 1.745 1.350 3.095 3.1 3.2 7.1 7.2 7.3 7.4 7.5 7.6 7.10 7.11 7.16 7.17 7.18 7.25 7.31 7.31bis 14.200 14.200 5.6 5.7 5.8 5.16 5.19 13.20 95 95 5.7 5.8 5.9 6.2 10.1 6.805 6.805 Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Prima: Quadro Conoscitivo 256 256 REGIONE MARCHE Totale Quantità trattate [t/a] Tipologia di recupero (D.Lgs. 152/06) Tipologia rifiuto (DM 05.02.98) R1 R10 R13 R2 R3 R3, R4 R3, R4, R5 R3, R5 R4 R5 R5, R10 Totale 5.7 5.8 5.9 700 700 6 All.2 sub. 1 4.292 4.292 6.1 2.900 2.900 6.1 6.2 6.810 6.810 6.1 6.2 10.1 2.999 2.999 6.1 6.2 6.5 6.6 6.11 3.800 3.800 6.3 225 225 6.3 7.2 26 26 7,1 7.6 7.11 3.600 3600 7.1 2.995 21.699 5.999 30.693 7.1 7.2 7.4 7.11 7.17 7.31 7.31bis 7.300 7.300 7.1 7.6 14.900 14.900 7.1 7.2 7.6 145.600 145.600 7.1 7.2 7.3 7.4 7.5 7.6 7.10 7.11 7.14 7.16 7.17 7.18 7.25 152 152 7.1 7.2 7.3 7.6 7.31bis 7.000 7.000 7.1 7.2 7.4 7.10 7.25 5.900 5.900 7.1 7.2 7.4 7.6 11.700 11.700 7.1 7.2 7.4 7.6 7.13 7.17 1.200 1.200 7.1 7.2 7.6 7.31bis 14.900 14.900 7.1 7.2 7.6 7.11 7.12 19.200 19.200 7.1 7.6 7.31bis 6.400 6.400 7.1 7.2 7.31bis 7.500 3.000 10.500 7.1 7.2 7.3 12.7 8.000 8.000 7.1 7.2 7.3 7.6 7.8 7.9 7.10 7.12 7.14 7.31 bis 8.700 8.700 7.1 7.2 7.4 7.6 7.11 7.17 7.31bis 13.1 7.660 7.660 7.1 7.2 7.3 24.000 24.000 7.1 7.6 7.11 7.31bis 12.7 10.900 10.900 7.1 7.2 7.3 7.4 7.6 7.11 8.395 8.395 7.12 6.000 6.000 7.2 11 11 7.31bis 1.000 1.000 8.7 8.5 3.537 3.537 9.1 3.000 3.000 9.1 9.2 11.886 11.886 9.2 2.000 2.000 6 All.2 sub.1, 9 All.1 sub.1 1.600 1.600 Totale complessivo 14.154 45.000 118.112 262 58.696 19.504 4.230 18.100 3.550 345.149 22.699 649.456 Si osserva come complessivamente siano autorizzate operazioni di recupero per 649.456 t/a. Tale quantità risulta ripartita in modo disomogeneo all’interno delle tipologie di recupero ammesse dal D.Lgs. 152/06; la tipologia di recupero maggiormente praticabile è la R5 con 345.149 t/a (riciclo/recupero di altre sostanze inorganiche) mentre la tipologia di recupero meno diffusa è la R2 con sole 262 t/a. Dalla tabella sopra riportata, la tipologia di rifiuto per la quale è autorizzata la maggior quantità di rifiuto recuperabile appare essere la 7 – rifiuti ceramici e inerti – con oltre 300.000 t/a. Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Prima: Quadro Conoscitivo 257 257 REGIONE MARCHE 8.6.2.5. Attività della provincia di Pesaro e Urbino Nella provincia di Pesaro e Urbino sono presenti 69 impianti che, a novembre 2013, risultano avere in essere un procedimento di iscrizione in procedura semplificata. Nella tabella sottostante si riporta un prospetto delle quantità di rifiuti annualmente recuperabili in questi impianti, suddivise per tipologia di rifiuto, ai sensi del DM 5 febbraio 1998, e per tipologie di recupero, come definite nell’allegato C del D.Lgs. 152/06. Quantità di rifiuti recuperabili in impianti autorizzati con procedura semplificata in prov. di Pesaro - Urbino Totale Quantità trattate [t/a] Tipologia di recupero (D.Lgs. 152/06) Tipologia rifiuto (DM 05.02.98) R13 R3 R4 R5 Totale complessivo 1.1 23.120 75.555 98.675 10.1 15 15 10.2 9.497 9.497 11.11 1.500 1.500 12.16 150 150 12.3 1.000 1.000 12.9 1.020 1.020 13.20 80 407 487 16.1 17.500 17.500 2.1 33.980 3.000 36.980 2.2 1.100 490 1.590 3.1 25.680 48.000 73.680 3.2 18.240 16.860 35.100 3.3 140 140 3.5 110 110 5.1 4.580 4.580 5.13 10 10 5.16 1.580 100 1.680 5.19 1.820 1.820 5.2 2.800 2.800 5.5 20 20 5.6 5.800 1.100 6.900 5.7 1.036 1.036 5.8 3.886 3.886 5.9 400 400 6.1 20.550 13.820 34.370 6.11 357 357 6.2 6.274 5.248 11.522 6.5 210 210 6.6 50 50 7.1 26.760 147.660 174.420 7.10 40 40 7.17 50 50 7.2 3.300 5.100 8.400 7.25 1.007 1.007 7.4 1 18.000 18.001 7.6 15.600 75.300 90.900 8.4 1.000 1.000 8.9 50 50 9.1 207.800 1.500 209.300 9.2 10.700 51.688 62.388 9.6 200 200 n.d. 100 100 Totale complessivo 446.956 147.811 66.060 252.114 912.941 Si osserva come complessivamente siano autorizzate operazioni di recupero per 1.369.770 t/a. Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Prima: Quadro Conoscitivo 258 258 REGIONE MARCHE Tale quantità risulta ripartita in modo disomogeneo all’interno delle tipologie di recupero ammesse dal D.Lgs. 152/06; la tipologia di recupero maggiormente praticabile è la R5 - riciclo/recupero di altre sostanze inorganiche - con 645.717 t/a. Se si osservano le quantità ripartite secondo le tipologie di rifiuto (DM 05.02.98), la tipologia per cui è maggiore la potenzialità di recupero è la 7.1 – rifiuti costituiti da laterizi, intonaci e conglomerati di cemento armato e non, comprese le traverse e traversoni ferroviari e i pali in calcestruzzo armato provenienti da linee ferroviarie, telematiche ed elettriche e frammenti di rivestimenti stradali, purché privi di amianto (518.805 t/a) –; tale rifiuto può essere sottoposto a R5 o R13. Tra le restanti tipologie di rifiuto anche il conglomerato bituminoso e i frammenti di piattelli per il tiro al volo (tipologia 7.6) raggiungono quantità massime autorizzate di trattamento abbastanza elevate: 281.869 t/a. Tale rifiuto può essere sottoposto a R5 all’interno di industrie della ceramica e dei laterizi ovvero essere utilizzato per la formazione di rilevati e sottofondi stradali. 8.6.3. Conclusioni Per avere una panoramica complessiva a livello regionale vengono riepilogate le quantità di rifiuti recuperabili per ciascuna tipologia di recupero Ri (D.Lgs. 152/06). Nella seguente tabella si riportano tali informazioni assieme al totale complessivo regionale, poi rappresentate anche graficamente per una più immediata lettura. Nella colonna “R misti” sono riportate le quantità non univocamente riconducibili alle tipologie di recupero Ri. Rifiuti recuperabili in impianti soggetti a procedure semplificate: ripartizione per tipologia di recupero - dettaglio provinciale [t/a] R1 R2 R3 R4 R5 R10 R13 R misti TOTALE Ancona 36.470 1.143 50.416 166.402 645.717 10.580 457.227 1.815 1.369.770 Ascoli Piceno 980 0 15.000 0 305.828 0 26.095 0 347.903 Fermo 17.449 4 8.650 26.398 24.715 4.500 250.398 0 332.114 Macerata 14.154 262 58.696 3.550 345.149 45.000 118.112 64.533 649.456 Pesaro Urbino 0 0 147.811 66.060 252.114 0 446.956 0 912.941 MARCHE 69.053 1.409 280.573 262.410 1.573.523 60.080 1.298.787 66.348 3.612.183 Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Prima: Quadro Conoscitivo 259 259 REGIONE MARCHE Rifiuti recuperabili in impianti soggetti a procedure semplificate: ripartizione per tipologia di recupero [t/a] R1 1,91% R2 0,04% R3 7,77% R4 7,26% R5 43,56% R10 1,66% R13 35,96% R misti 1,84% R1 R2 R3 R4 R5 R10 R13 R misti Si osserva che R5 – riciclo/recupero di altre sostanze inorganiche – è la tipologia di recupero più rappresentata (44%) con oltre 1.500.000 t di rifiuti autorizzati all’anno. A questa segue la R13 che, sebbene costituisca solo la messa in riserva preliminare al vero e proprio recupero costituito dai codici R1 – R12, interessa oltre 1.200.000 t all’anno (36%). Le tipologie di recupero R3 - riciclaggio/recupero delle sostanze organiche non utilizzate come solventi - e R4 - riciclaggio/recupero dei metalli e dei composti metallici-, che rappresentano rispettivamente il 7,8% e il 7,3% dei rifiuti autorizzati l'anno, consentono il riciclaggio/recupero di oltre 540.000 t di rifiuti l'anno. Risulta invece marginale la quantità di rifiuto autorizzata annualmente per la tipologia di recupero R2 - rigenerazione/recupero di solventi. Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Prima: Quadro Conoscitivo 260 260 REGIONE MARCHE 9. CONSIDERAZIONI DI SINTESI SULLA GESTIONE DEI RIFIUTI SPECIALI NELLA REGIONE MARCHE 9.1. La produzione di rifiuti La produzione di rifiuti speciali nell’anno 2010 rispetto a quanto riscontrato nell’anno 2006, registra una contrazione del 2,5%; in particolare i rifiuti speciali sono decresciuti dell’1,6% mentre un calo più significativo (-17,8%) interessa i rifiuti speciali pericolosi; le dinamiche non sono omogenee sul territorio regionale: si registrano in particolare decrementi per le province di Pesano Urbino (-18%) Ascoli Piceno (-2,4%) ed Ancona (-1,9%) ed aumenti di produzione per le Province di Macerata (+11,7%) e Fermo (+20%). 9.2. Le attività di recupero e smaltimento dei rifiuti speciali I rifiuti speciali “gestiti” in ambito regionale (attività di recupero e smaltimento), ammontano a 2.506.069 t a fronte di un dato di produzione regionale complessiva di rifiuti speciali pari a 2.470.589 t; c’è pertanto una sostanziale equivalenza quantitativa che ricordiamo non è però da interpretarsi come indicatore dell’autosufficienza gestionale regionale. Le attività di recupero effettuate in regione coprono una quota maggioritaria del complesso dei rifiuti recuperati/smaltiti, interessando 1.478.083 t (59% del totale). Lo smaltimento interessa invece 1.027.985 t (41% del totale). La quota largamente predominante dei rifiuti avviati a recupero è rappresentata dai rifiuti della categoria 17.00.00 (rifiuti derivanti dalle opere di costruzione e demolizione) pari al 48% del totale dei non pericolosi a recupero, mentre per lo smaltimento è interessato principalmente il codice 19.00.00 (rifiuti da trattamento rifiuti e reflui) pari al 70% del totale dei non pericolosi a smaltimento. Confrontando i dati gestionali 2010 con quanto registrato nell’anno 2006 per quanto riguarda le attività di recupero si registra una sostanziale parità dei dati quantitativi; non altrettanto per le attività di smaltimento per le quali si registra nell’anno 2010 un incremento del 26,4%; tale incremento dei dati quantitativi di smaltimento riguarda tre delle cinque province della Regione: Ascoli Piceno (+144%), Fermo (+67%) e Pesaro Urbino (+49,6%). 9.3. L’analisi dei flussi di importazione ed esportazione di rifiuti speciali La differenza tra il quantitativo di rifiuti in ingresso e in uscita dalla Regione Marche non è rilevante: si registrano infatti complessivamente 677.017 t di rifiuti in ingresso e 636.972 t di rifiuti in uscita; pertanto il saldo import/export rappresenta un flusso complessivo di importazione netta di 40.045 t. L’analisi per le diverse macrocategorie CER evidenzia comunque una diversificazione delle dinamiche di import/export; quantitativi importanti di movimentazione sia in entrata che in uscita riguardano i CER 19 e 17; un importane flusso di rifiuti in uscita è rappresentato dal CER 3 per oltre 120.000 t (di cui ca 90.000 dalla Provincia di Pesaro). Si evidenzia un importante squilibrio nelle dinamiche import export dalla Provincia di Ascoli con un quantitativo di rifiuti importato pari ad oltre 214.000 t a fronte delle ca 46.000 t esportate. GIUNTA REGIONALE Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale PIANO REGIONALE DI GESTIONE DEI RIFIUTI (art.199 D.Lgs.152/2006) PARTE SECONDA RELAZIONE DI PIANO: PROPOSTA PIANIFICATORIA Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Seconda: Proposta pianificatoria 2 REGIONE MARCHE INDICE SEZIONE II – LA PIANIFICAZIONE DELLA GESTIONE DEI RIFIUTI NEL PERIODO 2014 – 2020 10 1. OBIETTIVI DELLA PIANIFICAZIONE DEI RIFIUTI URBANI E SPECIALI 11 1.1. Macro-obiettivo: garantire la sostenibilità ambientale del sistema di gestione dei rifiuti 11 1.2. Macro-obiettivo: promuovere elevati livelli di comunicazione e cooperazione 12 1.3. Macro-obiettivo: raggiungimento di ottimali prestazioni in termini di gestione integrata dei rifiuti urbani 12 1.4. Macro-obiettivo: favorire una corretta gestione dei rifiuti speciali 13 2. ANALISI SOCIO ECONOMICHE A SUPPORTO DELLA PIANIFICAZIONE 15 3. LA GESTIONE DEI RIFIUTI URBANI NELLO SCENARIO DI PIANO 17 3.1. Evoluzione della produzione di rifiuti urbani 18 3.1.1. Linee di intervento per il contenimento della produzione di rifiuti 18 3.1.2. Stima dei flussi di RU nello Scenario di Piano 19 3.1.2.1. Stima della popolazione 19 3.1.2.2. Stima della produzione pro capite nello Scenario di Piano 21 3.1.2.2.1. Stima della produzione procapite: l’effetto della riorganizzazione dei servizi 21 3.1.2.2.2. Stima della produzione procapite: l’effetto delle azioni di prevenzione 22 3.1.2.2. Stima della produzione totale nello Scenario di Piano 26 3.2. Il recupero di materia: indirizzi della pianificazione 27 3.2.1. Gli obiettivi di raccolta differenziata 27 3.2.2. Sviluppo della raccolta differenziata: il sistema di riferimento per la riorganizzazione dei servizi 27 3.2.2.1. Criteri e standard per i servizi di raccolta di tipo intensivo ed estensivo 29 3.2.2.2. I criteri organizzativi dei servizi nei Centri ad elevata urbanizzazione 35 3.2.2.3. I criteri organizzativi dei servizi nei Centri storici di pregio 35 3.2.2.4. I criteri organizzativi dei servizi nelle aree turistiche 35 3.2.2.5. I criteri organizzativi dei servizi: il ruolo dei Centri di Raccolta 36 3.2.3. I flussi di raccolta differenziata di riferimento nello Scenario di Piano 36 3.3. Indirizzi in materia di tariffazione dei servizi 42 3.3.1. Inquadramento normativo 42 3.3.2. Caratteristiche della “tariffa rifiuti” 43 3.3.3. Stato dell’applicazione della tariffa in regione Marche 45 3.3.4. Indirizzi e linee guida per l’applicazione della tariffa puntuale in regione Marche 47 Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Seconda: Proposta pianificatoria 3 REGIONE MARCHE 3.4. Stima dei fabbisogni impiantistici per le frazioni differenziate nello Scenario di Piano 48 3.4.1. Gli impianti di recupero della FORSU e del verde 49 3.4.2. Gli impianti di recupero delle frazioni secche 51 3.4.3. Gli impianti di recupero dei rifiuti ingombranti 52 3.4.4. Gli impianti di recupero delle terre di spazzamento 53 3.5. Il trattamento del rifiuto urbano residuo: stima dei fabbisogni 54 3.5.1. Flussi attesi nello Scenario di Piano 54 3.6. I possibili scenari evolutivi del sistema impiantistico regionale 55 3.6.1. Indicatore di recupero di materia nei diversi Scenari 63 3.6.2. Riepilogo dei fabbisogni di smaltimento in discarica per rifiuti urbani 64 3.6.3. Comparazione energetico – ambientale degli Scenari impiantistici 65 3.6.3.1. Il quadro di riferimento per l’analisi 65 3.6.3.2. L’impiantistica di trattamento 68 3.6.3.3. Recupero di materia 69 3.6.3.4. Recupero di energia 70 3.6.3.5. L’impiantistica di smaltimento 70 3.6.3.6. Trasporti intra impianti 71 3.6.3.7. I risultati dei bilanci energetici-emissivi 71 3.6.3.8. I risultati delle valutazioni energetico - ambientali 74 3.6.4. Le opportunità di integrazione con la gestione dei rifiuti speciali 75 3.6.5. Fabbisogno complessivo di smaltimento in discarica 77 3.7. Considerazioni di sintesi in merito all’individuazione dello Scenario di Piano 83 3.8. La possibile articolazione impiantistica sul territorio 87 3.8.1. L’impiantistica per il trattamento di FORSU e verde da RD 89 3.8.2. L’impiantistica per il trattamento e lo smaltimento del rifiuto indifferenziato 90 3.9. La gestione del periodo transitorio 94 4. INDIRIZZI PER LO SVILUPPO DELL’IMPIANTISTICA 96 4.1. I centri per il riuso 96 4.2. Impiantistica a supporto del recupero di materia 97 4.2.1. Stazioni ecologiche - centri di raccolta per la raccolta differenziata dei rifiuti urbani 97 4.2.2. Strutture logistiche di supporto ai servizi 101 4.2.2.1. Funzioni delle strutture di supporto alla logistica 101 4.2.2.2. Localizzazione e modalità realizzative e gestionali 102 4.2.3. Recupero e trattamento delle frazioni secche da raccolta differenziata 104 4.2.3.1. Il ruolo dell’impiantistica di recupero e trattamento 104 4.2.3.2. Caratteristiche dei processi di selezione e trattamento dei materiali da raccolta differenziata 105 4.2.4. Trattamento della frazione organica e del verde da raccolta differenziata 111 Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Seconda: Proposta pianificatoria 4 REGIONE MARCHE 4.2.4.1. Il compostaggio 112 4.2.4.1.1. Caratteristiche del processo 112 4.2.4.1.2. Modalità realizzative degli impianti 114 4.2.4.1.3. Standard gestionali 118 4.2.4.2. Il compostaggio di comunità 119 4.2.4.2.1. Caratteristiche degli impianti 119 4.2.4.3. La digestione anaerobica 120 4.2.4.3.1. Caratteristiche del processo 120 4.2.4.3.2. Modalità realizzative degli impianti 126 4.2.4.3.3. Standard gestionali 127 4.2.5. Compostaggio e digestione anaerobica a confronto 128 4.3. Impiantistica per i rifiuti urbani residui: tipologie di impianti ammissibili, tecnologie applicabili e standard prestazionali 130 4.3.1. Tipologie di impianti 131 4.3.1.1. Impianti a doppio flusso 131 4.3.1.2. Impianti a flusso unico 134 4.3.1.3. La produzione di CSS 136 4.3.1.4. Il recupero di materia 140 4.3.2. Modalità realizzative 141 4.3.3. Standard gestionali 143 5. VALUTAZIONI ECONOMICHE DEGLI SCENARI DI PIANIFICAZIONE 144 5.1. Investimenti 144 5.2. Costi di gestione 147 6. LA GESTIONE DEI RIFIUTI SPECIALI 152 6.1. Previsione di produzione dei rifiuti speciali nello Scenario di riferimento 153 6.1.1. Andamento storico della produzione dei RS e delle variabili economiche valutate rispetto al PIL 153 6.1.2. Previsioni di andamento dell'economia e previsioni di Piano per la produzione dei rifiuti speciali 156 6.2. Valutazione dei fabbisogni di recupero, trattamento e smaltimento dei rifiuti speciali 163 6.2.1. La metodologia per la valutazione dei fabbisogni 163 6.2.2. I fabbisogni individuati 170 6.2.3. Il confronto tra fabbisogni e attuali capacità di recupero e smaltimento 175 7. LA GESTIONE DEI RIFIUTI DA IMBALLAGGIO 177 7.1. Inquadramento normativo 177 7.2. Il quadro dell’attuale gestione dei rifiuti urbani da imballaggio 180 7.2.1. Quadro conoscitivo e convenzioni 180 7.2.2. Quantitativi 2012 181 Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Seconda: Proposta pianificatoria 5 REGIONE MARCHE 7.2.3. Qualità delle raccolte 184 7.3. Il quadro dell’attuale gestione dei rifiuti speciali da imballaggio 188 7.3.1. Inquadramento dell’attuale produzione in Regione 188 7.3.2. Inquadramento delle attuali operazioni di recupero e smaltimento 190 7.3.3. Inquadramento dei flussi di importazione ed esportazione 193 7.4. La proposta di Piano per la gestione dei rifiuti da imballaggio 194 7.4.1. Gli obiettivi di recupero e riciclaggio dei rifiuti di imballaggio 194 7.4.2. Le azioni per la prevenzione, il recupero e il riciclo degli imballaggi 195 7.4.2.1. Le azioni di prevenzione 195 7.4.2.2. Le azioni per il recupero 195 7.4.2.3. L’iniziativa CONAI - CNR 196 8. LA GESTIONE DI PARTICOLARI CATEGORIE DI RIFIUTI 198 8.1. Rifiuti inerti da costruzione e demolizione 199 8.1.1. Inquadramento normativo 199 8.1.2. Inquadramento dell’attuale produzione in Regione 201 8.1.3. Inquadramento delle attuali operazioni di recupero e smaltimento 204 8.1.4. Inquadramento dei flussi di importazione ed esportazione 208 8.1.5. Indirizzi della pianificazione regionale 209 8.2. Oli usati 212 8.2.1. Inquadramento normativo 212 8.2.2. Inquadramento dell’attuale produzione in Regione 215 8.2.3. Inquadramento delle attuali operazioni di recupero e smaltimento 217 8.2.4. Inquadramento dei flussi di importazione ed esportazione 221 8.2.5. Indirizzi della pianificazione regionale 222 8.3. RAEE 226 8.3.1. Inquadramento normativo 226 8.3.2. Inquadramento dell’attuale produzione in Regione 228 8.3.3. Inquadramento delle attuali operazioni di recupero e smaltimento 231 8.3.4. Inquadramento dei flussi di importazione ed esportazione 234 8.3.5. Indirizzi della pianificazione regionale 235 8.4. Veicoli e pneumatici fuori uso 236 8.4.1. Inquadramento normativo 236 8.4.2. Inquadramento dell’attuale produzione in Regione 239 8.4.3. Inquadramento delle attuali operazioni di recupero e smaltimento 242 8.4.4. Inquadramento dei flussi di importazione ed esportazione 246 Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Seconda: Proposta pianificatoria 6 REGIONE MARCHE 8.4.5. Indirizzi della pianificazione regionale 247 8.5. Fanghi da depurazione 250 8.5.1. Inquadramento normativo 250 8.5.2. Inquadramento dell’attuale produzione in Regione 254 8.5.3. Inquadramento delle attuali operazioni di recupero e smaltimento 255 8.5.4. Inquadramento dei flussi di importazione ed esportazione 257 8.5.5. Indirizzi della pianificazione regionale 257 8.6. Batterie e accumulatori esausti 260 8.6.1. Inquadramento normativo 260 8.6.2. Inquadramento dell’attuale produzione in Regione 263 8.6.3. Inquadramento delle attuali operazioni di recupero e smaltimento 265 8.6.4. Inquadramento dei flussi di importazione ed esportazione 265 8.6.5. Indirizzi della pianificazione regionale 266 8.7. Rifiuti contenenti amianto 267 8.7.1. Inquadramento normativo 267 8.7.2. Inquadramento dell’attuale produzione in Regione 270 8.7.3. Inquadramento delle attuali operazioni di recupero e smaltimento 272 8.7.4. Inquadramento dei flussi di importazione ed esportazione 274 8.7.5. Indirizzi della pianificazione regionale vigente 275 8.7.6. Piano Nazionale Amianto 277 8.7.7. Nuovi indirizzi della pianificazione in aggiornamento all’attuale pianificazione regionale in tema di amianto 281 8.8. Rifiuti sanitari 282 8.8.1. Inquadramento normativo 282 8.8.2. Inquadramento dell’attuale produzione in Regione 285 8.8.3. Inquadramento delle attuali operazioni di recupero e smaltimento 287 8.8.4. Inquadramento dei flussi di importazione ed esportazione 289 8.8.5. Indirizzi della pianificazione regionale 290 8.9. Rifiuti agricoli 291 8.9.1. Inquadramento normativo 291 8.9.2. Inquadramento dell’attuale produzione in Regione 293 8.9.3. Inquadramento delle attuali operazioni di recupero e smaltimento 295 8.9.4. Inquadramento dei flussi di importazione ed esportazione 297 8.9.5. Indirizzi della pianificazione regionale 298 8.10. Percolato da discariche 300 8.10.1. Inquadramento normativo 300 Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Seconda: Proposta pianificatoria 7 REGIONE MARCHE 8.10.2. Processi di formazione del percolato 302 8.10.3. Inquadramento dell’attuale produzione in Regione 304 8.10.4. Inquadramento delle attuali operazioni di recupero e smaltimento 306 8.10.5. Inquadramento dei flussi di importazione ed esportazione 306 8.10.6. Indirizzi della pianificazione regionale 308 9. AGGIORNAMENTO DEL PROGRAMMA PER LA RIDUZIONE DEI RIFIUTI BIODEGRADABILI DA COLLOCARE IN DISCARICA 311 9.1. Riferimenti normativi 311 9.1.1. Normativa Comunitaria 311 9.1.2. Normativa Nazionale 311 9.1.3. Normativa Regionale 312 9.2. Inquadramento demografico 312 9.3. Analisi dello stato di fatto della gestione dei rifiuti biodegradabili 312 9.3.1. Identificazione dei Rifiuti Urbani Biodegradabili 312 9.3.2. Stato di fatto nella gestione dei rifiuti urbani biodegradabili 313 9.4. Calcolo del rifiuto urbano biodegradabile in discarica 316 9.4.1. Produzione di RUB articolata per Ambito Territoriale Ottimale (ATO). Anno 2012 318 9.4.2. Individuazione dei RUB destinati alla discarica. Anno 2012 318 9.4.3. Gli obiettivi al 2020 320 9.4.4. Misure ed azioni per il raggiungimento degli obiettivi 320 9.4.5. Individuazione dei RUB destinati alla discarica tra il 2014 ed il 2020 321 9.4.5.1. Stima dei RUB nello Scenario Inerziale 321 9.4.5.2. Stima dei RUB nello Scenario Recupero Materia 322 9.4.5.3. Stima dei RUB nello Scenario CSS 322 9.5. Monitoraggio 323 10. PROGRAMMA REGIONALE PER LA DECONTAMINAZIONE, RACCOLTA E SMALTIMENTO DI APPARECCHI CONTENENTI PCB (POLICLOROBIFENILI) SOGGETTI AD INVENTARIO AI SENSI DEL D. LGS. 209/99 324 10.1. Quadro normativo 324 10.2. Analisi dello stato di fatto 325 10.3. Disposizioni generali e definizioni 332 10.4. Disposizioni e programma per la decontaminazione e lo smaltimento degli apparecchi soggetti ad inventario ai sensi dell’art. 3 commi 1 e 2 del D. Lgs. 209/99. 333 10.4.1. Obblighi per i detentori. 333 Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Seconda: Proposta pianificatoria 8 REGIONE MARCHE 10.4.1.1. Etichettatura 333 10.4.1.2. Comunicazioni 333 10.4.1.3. Decontaminazione e smaltimento 334 10.4.1.4. Decontaminazione dei trasformatori. 334 10.4.2. Divieti 335 10.4.3. Disposizioni finali 335 10.5. Disposizioni e programma per la raccolta ed il successivo smaltimento degli apparecchi contenenti PCB per un volume inferiore o pari a 5 dmc. 335 11. AGGIORNAMENTO PIANO BONIFICHE 337 11.1. Premessa 337 11.2. Inquadramento normativo e genesi del Piano Regionale delle Bonifiche 337 11.3. Sintesi dei contenuti del Piano Regionale per la bonifica delle aree inquinate 338 11.4. Aggiornamento al 31.12.2013, in attuazione del PRB 340 12. I CRITERI PER LA LOCALIZZAZIONE DEGLI IMPIANTI DI GESTIONE DEI RIFIUTI343 12.1. Premessa 343 12.2. Criteri generali e competenze 343 12.3. Fasi di applicazione della procedura localizzativa 345 12.4. Ambito di applicazione, definizione di nuovo impianto, di tipologia, di modifica all’impianto esistente ed esclusioni 346 12.5. Verifica degli impianti esistenti 350 12.6. Il fattore di pressione e altre specifiche indicazioni per la localizzazione delle discariche 351 12.7. Definizione dei livelli di tutela 352 12.8. Descrizione dei criteri localizzativi e tipologie di impianto alle quali devono essere applicati 353 12.8.1. Livello di tutela integrale 353 12.8.2. Livelli di tutela specifici 357 12.8.3. Livelli di penalizzazione 360 12.8.4. Livelli di opportunità localizzativa 372 12.9. Sintesi dei criteri e fase di applicazione 373 12.10. Disposzioni per le aree appartenenti alla Rete Natura 2000 384 Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Seconda: Proposta pianificatoria 9 REGIONE MARCHE 13. POLITICHE DI PIANO, GOVERNANCE E STRUMENTI ATTUATIVI 384 13.1. Competenze della Regione e degli altri Enti territoriali nella gestione dei rifiuti 386 13.2. Le ipotesi di sviluppo della governance 388 13.2.1. Le funzioni della Regione per la governance del sistema gestionale 390 13.2.2. Contenuti del Piano d’Ambito e tempistiche per lo sviluppo della pianificazione 391 13.3. Le proposte di modifica del quadro normativo regionale 392 13.4. Azioni di supporto all’attuazione del PRGR 393 13.4.1. Azioni inerenti la “comunicazione ambientale” 393 13.4.2. Azioni finalizzate alla riduzione della produzione dei rifiuti 395 13.4.3. Azioni per il sostegno del recupero 396 13.4.4. Azioni per l’ottimizzazione del sistema impiantistico 397 13.4.4.1. Miglioramento delle prestazioni degli impianti di trattamento della FORSU e del verde 398 13.4.4.2. Miglioramento delle prestazioni degli impianti di trattamento del rifiuto indifferenziato 399 13.4.4.3. Discariche 400 13.4.5. Azioni per la gestione dei rifiuti speciali 401 13.4.5.1. Azioni per la gestione di particolari tipologie di rifiuti speciali 402 13.4.6. Monitoraggio dell’attuazione del Piano 405 14. DEFINIZIONE DELLE FONTI DI FINANZIAMENTO DEL PIANO 407 14.1. Autofinanziamento su base tariffaria. 407 14.2. Contributo pubblico. 408 APPENDICE I - ELENCHI A, B, C DI AGGIORNAMENTO DEL PRB 2010, COSÌ COME APPROVATI CON DDPF N.32/CRB DEL 25/03/2014 I APPENDICE II - LINEE GUIDA PER LA REDAZIONE DEI PIANI D’AMBITO I Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Seconda: Proposta pianificatoria 10 REGIONE MARCHE SEZIONE II – LA PIANIFICAZIONE DELLA GESTIONE DEI RIFIUTI NEL PERIODO 2014 – 2020 Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Seconda: Proposta pianificatoria 11 REGIONE MARCHE 1. OBIETTIVI DELLA PIANIFICAZIONE DEI RIFIUTI URBANI E SPECIALI I riferimenti per la definizione degli obiettivi del PRGR sono da cercare nell’ambito delle seguenti norme ed indirizzi a livello statale e regionale. • obiettivi del Dlgs n. 152 “Norme in materia ambientale” del 3/4/2006, come modificato dal Dlgs 205/2010, che definisce i criteri principi di precauzione, prevenzione sostenibilità, proporzionalità, responsabilizzazione e di cooperazione di tutti i soggetti coinvolti nella produzione, nella distribuzione, nell’utilizzo e nel consumo dei beni da cui originano i rifiuti, nonché del principio “chi inquina paga”; • obiettivi della Legge Regionale 24 del 1 ottobre 2009 che ha come obiettivi fondamentali quelli di prevenire la produzione di rifiuti, ridurne la pericolosità e potenziare ed agevolare la raccolta differenzia; • obiettivi di sostenibilità ambientale contenuti nella “Strategia ambientale per la sostenibilità – STRAS” approvata dalla Regione Marche con D.A.C.R. n. 44 del 30 gennaio 2007; • attuale PRGR, approvato nel 1999, dove pur essendo elencati degli obiettivi non allineati con la normativa nazionale e regionale vigente, sono previsti obiettivi ancora oggi pienamente condivisibili, quali: o Riduzione della produzione di rifiuti; o Riorganizzazione ed ottimizzazione del sistema di raccolta differenziata dei rifiuti urbani ed assimilati; o Massimizzazione del recupero di materiale; o Minimizzazione della quantità e pericolosità del rifiuto da smaltire; o Annullamento dello smaltimento in discarica del rifiuto indifferenziato; o Miglioramento delle prestazioni tecnico/ambientali degli impianti esistenti. 1.1. Macro-obiettivo: garantire la sostenibilità ambientale del sistema di gestione dei rifiuti • Assicurare le massime garanzie di tutela dell'ambiente e della salute, nonché di salvaguardia dei valori naturali e paesaggistici e delle risorse presenti nel territorio regionale, anche al fine di garantire il risparmio di materia vergine, il risparmio energetico, minori emissioni di gas serra, coerentemente con gli obiettivi di sostenibilità ambientale; • Conformare la gestione dei rifiuti ai principi di responsabilizzazione e cooperazione di tutti i soggetti coinvolti, perseguendo l’economicità, l’efficienza e l’efficacia delle attività; • Promuovere lo sviluppo di processi di educazione e formazione ambientale nell’ambito della gestione integrata dei rifiuti urbani e speciali; • Promuovere l’adozione di misure di prevenzione da applicare a tutte le fasi del ciclo di vita di un bene, a partire dalla fase di progettazione e produzione, di marketing, di distribuzione vendita e impiego fino alla sua dismissione a fine vita, ovvero individuare azioni che contribuiscano ad allungare la durata di vita dei beni e a ridurre la quantità di rifiuto che essi determinano; Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Seconda: Proposta pianificatoria 12 REGIONE MARCHE • Promuovere e sostenere le attività di riutilizzo, riciclaggio e recupero dei rifiuti urbani e speciali, nonché ogni altra azione diretta ad ottenere da essi materia prima secondaria; • Favorire lo sviluppo dell’applicazione di nuove tecnologie impiantistiche, a basso impatto ambientale, che permettano un risparmio di risorse naturali; • Ridurre la movimentazione dei rifiuti attraverso il trattamento e lo smaltimento in impianti appropriati, prossimi al luogo di produzione, che utilizzino metodi e tecnologie idonei a garantire un alto grado di tutela e protezione della salute e dell’ambiente; • Pianificare la realizzazione di impianti di discarica individuando specifici “fattori di pressione” in grado di evitarne la proliferazione e la concentrazione sul territorio; • Garantire la tutela del territorio introducendo adeguati sistemi di valutazione per la localizzazione degli impianti di gestione rifiuti, aggiornando e integrando quanto già previsto dal vigente Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti; • Favorire l’eliminazione delle sorgenti dell’inquinamento e la riduzione delle concentrazioni delle sostanze inquinanti nel suolo, nel sottosuolo e nelle acque sotterranee. 1.2. Macro-obiettivo: promuovere elevati livelli di comunicazione e cooperazione • Favorire l’informazione e la partecipazione dei cittadini, attraverso adeguate forme di comunicazione; • Promuovere presso le imprese le forme di progettazione di prodotti ed imballaggi tali da ridurre all’origine la creazione di rifiuti non riciclabili, intervenendo attraverso idonee forme di incentivazione economica e/o fiscale. • Orientare le scelte dei consumatori verso prodotti e servizi che generano meno rifiuti, perseguendo lo sviluppo di una “diffusa cultura ambientale”, basata su attività di comunicazione e formazione e attuando anche programmi di integrazione tra le politiche ambientali e le politiche di impresa; • Diffondere i principi della prevenzione e riduzione integrata dell’inquinamento mediante la promozione, formazione e qualificazione del personale pubblico e privato. 1.3. Macro-obiettivo: raggiungimento di ottimali prestazioni in termini di gestione integrata dei rifiuti urbani • Assicurare una gestione integrata dei rifiuti urbani adottando soluzioni innovative, efficaci e sostenibili per tutte le fasi (raccolta, trasporto, trattamento e smaltimento) dei rifiuti urbani, perseguendo il superamento della frammentazione istituzionale della gestione e favorendo processi di aggregazione e razionalizzazione della gestione tra i Comuni, garantendo così il contenimento dei costi di gestione del sistema integrato di gestione dei rifiuti a scala provinciale; • Definire tramite l’ATA, politiche di pianificazione e strategie programmatorie coordinate, favorendo l’utilizzazione di strumenti innovativi quali accordi/contratti di programma e protocolli d’intesa con soggetti pubblici e privati; • Massimizzare le politiche di riduzione del rifiuto, soprattutto "alla fonte" garantendo una limitazione della produzione dei rifiuti e una riduzione della loro pericolosità; Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Seconda: Proposta pianificatoria 13 REGIONE MARCHE • Favorire, sempre nell’ottica della prevenzione, la realizzazione dei cosiddetti “centri del riuso”; • Potenziare ed agevolare la raccolta differenziata dei rifiuti solidi urbani e di quelli assimilati, adottando in via preferenziale il sistema di raccolta porta a porta per garantire come minimo il raggiungimento delle percentuali di raccolta differenziata previste dalla normativa nazionale; • Garantire il conseguimento degli obiettivi di recupero previsti per la gestione degli imballaggi, come pure il conseguimento degli obiettivi previsti dalla normativa per la gestione di particolari categorie di rifiuti; • Favorire parallelamente il generarsi di mercati specifici per i materiali recuperati valorizzati (compost, materiali riciclati, CSS) • Favorire il miglioramento della qualità dei materiali intercettati con le raccolte differenziate anche attraverso meccanismi di premialità e di penalizzazione nelle tariffe di accesso agli impianti; • Promuovere il potenziamento del segmento impiantistico relativo al pre-trattamento dei rifiuti indifferenziati contenendo gli impatti ambientali associati minimizzando il ricorso alla discarica come sistema di smaltimento finale e favorendo concrete possibilità di massimizzare il recupero di materia dal flusso di rifiuto indifferenziato residuo; • Prevedere che, fino al raggiungimento del 70% di raccolta differenziata, conseguito in ciascuno degli ATO della Regione, non sia ammessa sul territorio dei singoli ATO, la realizzazione e l’esercizio di nuovi impianti di smaltimento rifiuti tramite termovalorizzazione; in ogni caso tale scenario impiantistico andrà approfondito in termini di analisi costi/benefici in relazione ai quantitativi residuali di rifiuto indifferenziato al fine di valutare la realizzabilità di un unico impianto di bacino regionale; anche al fine di contenere lo smaltimento in discarica, soprattutto per la fase transitoria al raggiungimento degli obiettivi della pianificazione, si considereranno diverse opzioni di recupero energetico quali ad es la produzione di Combustibile Solido Secondario (CSS) da avviare ad impianti industriali non dedicati; • Individuare le soluzioni innovative ed ottimali per la gestione di particolari tipologie di rifiuti, pile ed accumulatori, rifiuti elettrici ed elettronici (RAEE), farmaci, oli minerali, oli vegetali, rifiuti ingombranti, pneumatici, rifiuti contenenti amianto, rifiuti di origine agricola (pericolosi e non pericolosi), rifiuti inerti, con priorità a soluzioni di recupero e riciclo, applicando le Migliori Tecniche Disponibili (M.T.D.). 1.4. Macro-obiettivo: favorire una corretta gestione dei rifiuti speciali Si premette che, per quanto attiene i rifiuti speciali, le relative attività gestionali non possono e non debbono essere disciplinate dall’Ente pubblico in modo prescrittivo come quelle relative ai rifiuti urbani. Non è infatti possibile, oltre che in diversi casi tecnicamente non opportuno, definire in modo prescrittivo bacini di utenza ed impianti di riferimento per i rifiuti speciali prodotti in un determinato contesto territoriale. La pianificazione della gestione dei rifiuti speciali assume inoltre, rispetto alla pianificazione dei rifiuti urbani, carattere meno stringente e vincolante in considerazione del fatto che la responsabilità della corretta gestione è in capo innanzitutto ai produttori (in ottemperanza al principio “chi inquina paga”). Ciò nonostante, le politiche pianificatorie devono fornire indirizzi affinché, in tutte le fasi della gestione, siano perseguiti obiettivi di tutela ambientale, risparmio di risorse ed ottimizzazione tecnica; in particolare, essendo la gestione dei rifiuti in genere un’attività di pubblico interesse per Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Seconda: Proposta pianificatoria 14 REGIONE MARCHE le diverse implicazioni che ne possono derivare, tutte le operazioni di trattamento e smaltimento anche di questi rifiuti devono essere disciplinate, autorizzate e controllate dall'Ente pubblico. Ciò premesso, la Regione intende dotarsi di obiettivi generali della pianificazione, nel seguito esplicitati. • riduzione della produzione e diminuzione della pericolosità in modo che i rifiuti presentino rischi molto limitati per l'ambiente (principio della prevenzione della pericolosità); • massimizzazione dell’invio a recupero e reimmissione della maggior parte dei rifiuti nel ciclo economico (principio della preferenza del recupero); • ottimizzazione delle fasi di raccolta, trasporto, recupero e smaltimento basato sul principio dello smaltimento sicuro; • favorire la realizzazione di un sistema impiantistico territoriale che consenta di ottemperare al principio di prossimità (cioè i rifiuti vengano trattati in punti il più vicino possibile al luogo di produzione); ovvero garantire il trattamento e lo smaltimento dei rifiuti speciali, per quanto tecnicamente ed economicamente possibile, in prossimità dei luoghi di produzione; • favorire l’integrazione, negli impianti dedicati prioritariamente al trattamento dei rifiuti urbani, del trattamento di flussi di rifiuti speciali idonei per caratteristiche merceologiche e chimico fisiche; • assicurare che i rifiuti a smaltimento finale siano ridotti e vengano smaltiti in maniera sicura; • sostenere, attraverso incentivi e finanziamenti, la ricerca e l’applicazione di nuove forme di tecnologie e gestione mirate alla riduzione della produzione dei rifiuti e della loro pericolosità, nonché al loro riciclo, riutilizzo o recupero di materia; • promuovere accordi e/o contratti di programma, nonché l’introduzione di incentivi e/o disincentivi per promuovere la nascita e il consolidamento sul territorio regionale di attività economiche che favoriscano e assicurino il riutilizzo, il riciclaggio dei rifiuti e il recupero di materia; • favorire la cooperazione tra le attività imprenditoriali locali per incentivare ed implementare buone prassi aziendali o gestioni innovative finalizzate alla riduzione, riciclo, riutilizzo e recupero dei rifiuti; • valutare possibili processi di semplificazione amministrativa a carico di determinati comparti produttivi (quali in particolare quello agricolo e quello dell’edilizia), al fine di favorirne il potenziale competitivo sul mercato, assicurando in ogni caso il rispetto di ben definiti standard ambientali e la piena conformità alle leggi vigenti. Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Seconda: Proposta pianificatoria 15 REGIONE MARCHE 2. ANALISI SOCIO ECONOMICHE A SUPPORTO DELLA PIANIFICAZIONE Da un esame di recenti valutazioni condotte in ambito nazionale (si veda il “Rapporto Rifiuti 2013” di ISPRA), si evidenzia come l’andamento della produzione dei rifiuti urbani sia, in generale , coerente con il trend degli indicatori socio-economici quali il Prodotto Interno Lordo e la spesa delle famiglie, che rappresentano le variabili proxi che meglio descrivono lo sviluppo economico. La figura seguente riporta l’andamento della produzione dei rifiuti urbani e degli indicatori socio economici a livello medio nazionale; per il 2011 si rileva una discordanza tra la produzione di rifiuti urbani che diminuisce e le variabili economiche che aumentano leggermente. Andamento della produzione dei rifiuti urbani e degli indicatori socio economici, Italia – anni 2002-2012 Tale legame tra produzione dei rifiuti e variabili economiche è stato verificato anche nel caso della regione Marche ma, in base all’analisi dei dati disponibili, non ha trovato esito positivo. Come si può vedere nelle seguenti immagini, nel caso della regione Marche, l’indice di regressione lineare tra variabili ecomiche e produzione pro capite dei rifiuti è molto basso; da ciò si evince la mancanza di un legame lineare tra le variabili considerate. Ciò si può ritenere dovuto alla maggior incidenza nelle dinamiche locali degli aspetti gestionali rispetto ai fattori economici. Se si calcola la produzione di rifiuti urbani per unità di PIL nella regione Marche, il valore relativo al 2011 risulta in diminuzione rispetto a quello del 2010 del 3%. Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Seconda: Proposta pianificatoria 16 REGIONE MARCHE Andamento della produzione dei rifiuti urbani e degli indicatori socio economici, regione Marche – anni 2001-2011 92 94 96 98 100 102 104 106 108 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009 2010 2011 PIL Consumi famiglie prod RU Fonte: variabili economiche da ISTAT – valori concatenati al 2005 Produzione pro capite di RU in funzione del PIL pro capite , regione Marche – anni 2001-2011 R² = 0,3918 520 525 530 535 540 545 550 555 560 565 570 23,5 24,0 24,5 25,0 25,5 26,0 26,5 p ro d p ro c R U M a rc h e PIL proc Fonte: variabili economiche da ISTAT – valori concatenati al 2005 Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Seconda: Proposta pianificatoria 17 REGIONE MARCHE 3. LA GESTIONE DEI RIFIUTI URBANI NELLO SCENARIO DI PIANO Il disegno della proposta di Piano nel seguito delineata fa perno sui principi normativi e sulla gerarchia comunitaria di gestione dei rifiuti che vede al vertice della piramide la prevenzione della produzione dei rifiuti. Per le principali variabili che determineranno l’evoluzione del sistema gestionale sono nel seguito descritti: • gli obiettivi e gli indirizzi della pianificazione, • le strategie di intervento per il conseguimento degli obiettivi. Per quanto attiene le previsioni in merito ai livelli di produzione dei rifiuti urbani il Piano si pone obiettivi di contenimento individuando le azioni prioritarie di intervento sviluppate nell’apposito Programma parte integrante del PRGR (Allegato alla presente Relazione). Per gli obiettivi di recupero di materia il Piano individua gli obiettivi in linea con le indicazioni normative e definisce le linee di intervento per la riorganizzazione dei servizi miranti alla massimizzazione del recupero ed al miglioramento qualitativo delle frazioni raccolte al fine di agevolarne l’avvio a recupero nella forma di materia. A valle delle proposte di riorganizzazione dei servizi sono quantificati i flussi di materiali che, per le diverse filiere, devono essere sottoposti agli appropriati trattamenti. Sono infine delineati fabbisogni di trattamento e smaltimento del rifiuo indifferenziato residuo disegnando diversi possibili scenari evolutivi del sistema gestionale. Tali scenari troveranno concretizzazione in funzione delle scelte che saranno attuate dalle pianificazioni subordinate. In merito al trattamento del rifiuto indifferenziato residuo il Piano definisce le tecnologie di trattamento ammissibili in ambito regionale e gli standard prestazionali che dovranno essere garantiti dagli impianti. Come noto, ai sensi del comma 1, lettera g dell’art.196 del D.Lgs.152/2006, tra le competenze della Regione vi è: g) la delimitazione, nel rispetto delle linee guida generali di cui all'articolo 195, comma 1, lettera m), degli ambiti territoriali ottimali per la gestione dei rifiuti urbani e assimilati; Nel contesto della Regione Marche tali ambiti sono stati individuati con la Legge Regionale n.24/2009 che prevede 5 ATO corrispondenti ai territori provinciali. Nel rispetto di tale quadro normativo il presente piano ha articolato la proposta organizzativa a partire dai fabbisogni di servizi ed impianti individuati per i cinque diversi contesti provinciali. Tale configurazione rimarrà in ogni caso valida, premettendo che, a partire da questa preliminare indicazione, si sono prospettate altre possibili articolazioni volte soprattutto al sistema di gestione impiantistico; in ragione degli obiettivi sanciti dalla normativa a proposito di efficienza, efficacia ed economicità, pur facendo salvo l’attuale quadro istituzionale delle competenze, sarà opportuno disegnare scenari futuri nei quali, grazie a progressive integrazioni funzionali tra gli attuali ATO, si dovrà riorganizzare il sistema delle competenze e delle Autorità attraverso la costituzione di un unico ATO a livello regionale. Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Seconda: Proposta pianificatoria 18 REGIONE MARCHE 3.1. Evoluzione della produzione di rifiuti urbani Il 7 ottobre 2013, con Decreto Direttoriale del MATTM, è stato approvato il Programma nazionale di prevenzione dei rifiuti. Lo scopo del Programma nazionale è quello di dissociare la crescita economica dagli impatti ambientali connessi alla produzione dei rifiuti. Il programma fissa quindi degli obiettivi quantitativi al 2020 rispetto al 2010: • riduzione del 5% della produzione di rifiuti urbani per unità di PIL; nell’ambito del monitoraggio per verificare gli effetti delle misure, verrà considerato anche l’andamento dell’indicatore rifiuti urbani/consumo delle famiglie; • riduzione del 10% della produzione di rifiuti speciali pericolosi per unità di PIL; • riduzione del 5% della produzione di rifiuti speciali non pericolosi per unità di PIL; sulla base di nuovi dati relativi alla produzione dei rifiuti speciali, tale obiettivo potrà essere rivisto. Si fa notare come il primo obiettivo elencato non risulti di per sé molto ambizioso; come riscontrato nel caso marchigiano (si veda precedente cap.11), già la produzione per unità di PIL del 2011 risulta essere inferiore a quella del 2010 del 3%. Il Programma nazionale di prevenzione dei rifiuti con le azioni proposte è stato recepito dal Programma regionale di prevenzione dei rifiuti che fa parte integrante del presente Piano. 3.1.1. Linee di intervento per il contenimento della produzione di rifiuti In base a quanto analizzato nei capitoli precedenti, si ritiene che l’obiettivo di contenimento della produzione dei rifiuti sia da raggiungere attraverso due principali linee di intervento: • azioni di prevenzione; • riorganizzazione del modello di raccolta rifiuti. Per quanto riguarda le azioni di prevenzione, quelle su cui punta maggiormente il Programma Regionale di Prevenzione dei rifiuti sono: • promozione del compostaggio domestico; • promozione dell’acqua alla spina/del rubinetto; • promozione del riutilizzo (centri del riuso). La descrizione estesa di queste e altre azioni è contenuta all’interno del Programma Regionale di Prevenzione a cui si rimanda per maggiori dettagli esplicativi; nel capitolo seguente è invece illustrata la quantificazione della riduzione della produzione pro capite associata alle azioni previste. Per ottimizzare l’attuale gestione dei rifiuti si ritiene indispensabile un generale ripensamento del modello di raccolta dei rifiuti a scala regionale; come esposto nei seguenti capitoli, la proposta di Piano punta allo sviluppo di servizi domiciliari che, in base a quanto illustrato nel capitolo 3.3 della Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Seconda: Proposta pianificatoria 19 REGIONE MARCHE parte I, oltre a permettere un aumento della raccolta differenziata, vanno ad incidere anche sulla produzione pro capite dei RU. In definitiva, le indicazioni circa la prevenzione dei rifiuti e il modello organizzativo dei servizi di raccolta (in particolare estensione dei servizi di tipo domiciliare), hanno un significativo impatto sulla produzione dei rifiuti e sulle prestazioni di raccolta differenziata, espresse come quantità e qualità del materiale raccolto. Nel seguito si sviluppano quindi le previsioni quantitative relative a questi aspetti. 3.1.2. Stima dei flussi di RU nello Scenario di Piano Le elaborazioni di seguito esposte sono basate sui dati disponibili più recenti che, per quanto riguarda i dati di produzione rifiuti della regione Marche, fanno riferimento all’anno 2012. L’orizzonte temporale di riferimento per la pianificazione Regionale va dal 2013 al 2020. La stima della produzione totale di rifiuti urbani dal 2013 al 2020 è stata sviluppata valutando l’andamento in tal periodo di due variabili: popolazione residente e produzione pro capite di rifiuti. 3.1.2.1. Stima della popolazione Come analizzato nella sezione conoscitiva del Piano, l’andamento della popolazione nell’ultimo decennio è stato caratterizzato da una crescita lineare; nel 2012 si è registrata una lieve contrazione della popolazione pari a -1,6% medio regionale. Per sviluppare l’analisi circa l’evoluzione della produzione rifiuti nel periodo 2013-2020 è necessario elaborare previsioni circa l’andamento della popolazione regionale nello stesso periodo. A tal proposito ci si è avvalsi delle stime effettuate dall’ISTAT riferite al periodo 2011-2065 e presentate con dettaglio Regionale per tutti gli anni del periodo considerato. Tali previsioni sono predisposte sulla base di un “modello per componenti” secondo il quale la popolazione si modifica da un anno al successivo sulla base del saldo naturale (differenza tra nascite e decessi) e del saldo migratorio (differenza tra movimenti migratori in entrata e in uscita); la popolazione base delle previsioni è quella rilevata dalla fonte “Popolazione residente comunale per sesso, anno di nascita e stato civile (Posas)” al 1 gennaio 2011. L’ISTAT formula 3 ipotesi di evoluzione: Scenario centrale; Scenario alto; Scenario basso. Nello Scenario Centrale viene fornito un set di stime puntuali ritenute “verosimili”, costruite in base alle recenti tendenze demografiche. Accanto a tale scenario, considerato più “probabile”, l’ISTAT ha costruito due scenari alternativi che hanno il compito di disegnare il campo dell’incertezza futura. Tali scenari, denominati “Scenario Basso” e “Scenario Alto”, sono impostati definendo una diversa evoluzione per ciascuna componente demografica rispetto allo “Scenario Centrale”. Le due varianti tracciano idealmente un percorso alternativo, dove ciascuna componente apporterà maggiore (scenario alto) o minore (scenario basso) consistenza alla popolazione. Per lo scenario alto ciò significa fecondità, sopravvivenza e flussi migratori (interni e con l’estero) più sostenuti, mentre vale esattamente l’opposto nello scenario basso. Tanto il primo quanto il secondo sono da intendersi soltanto come alternative “plausibili”. A nessuno dei due, infatti, può essere attribuito il significato di limite potenziale (superiore o inferiore) allo sviluppo della popolazione in futuro. Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Seconda: Proposta pianificatoria 20 REGIONE MARCHE Previsioni della dinamica della popolazione residente in regione Marche – anno 2011-2065 1.777.847 1.531.636 2.028.411 1.565.335 0 500.000 1.000.000 1.500.000 2.000.000 2.500.000 2001 2006 2011 2016 2021 2026 2031 2036 2041 2046 2051 2056 2061 n . a b it a n ti scenario centrale scenario basso scenario alto dati storici Fonte: Istat, previsioni 2011-2065 al primo gennaio di ogni anno Per le valutazioni relative alla regione Marche si è fatto riferimento al trend della proiezione dello Scenario Centrale; in particolare ad ogni comune si è applicata la velocità di crescita media regionale rimodulata in base alla provincia di appartenenza; tale rimodulazione ha permesso di diversificare le previsioni in base all’andamento storico della popolazione di ciascuna Provincia. In tal modo è stata stimata la popolazione nell’orizzonte temporale 2012-2020; la popolazione al 2020 si stima raggiunga le 1.611.096 unità, con un aumento complessivo del 4,6% rispetto al dato 2012. Stima della popolazione nell’orizzonte di Piano, regione Marche 1.540.688 1.611.096 0 200.000 400.000 600.000 800.000 1.000.000 1.200.000 1.400.000 1.600.000 1.800.000 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009 2010 2011 2012 2013 2014 2015 2016 2017 2018 2019 2020 n . a b it a n ti Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Seconda: Proposta pianificatoria 21 REGIONE MARCHE Stima della popolazione nell’orizzonte di Piano Province 2012* 2013 2014 2015 2016 2017 2018 2019 2020 Ancona 473.642 476.721 479.605 482.320 484.885 487.318 489.636 491.851 494.391 Ascoli Piceno 210.182 211.202 212.155 213.051 213.896 214.697 215.459 216.187 217.019 Fermo 174.813 175.916 176.948 177.920 178.838 179.709 180.538 181.331 182.239 Macerata 319.375 321.630 323.744 325.734 327.615 329.401 331.103 332.730 334.596 Pesaro e Urbino 362.676 365.861 368.851 371.671 374.341 376.879 379.300 381.619 382.851 MARCHE 1.540.688 1.551.330 1.561.303 1.570.696 1.579.575 1.588.004 1.596.035 1.603.718 1.611.096 Nota: * da elaborazione dati O.R.SO. 3.1.2.2. Stima della produzione pro capite nello Scenario di Piano Come analizzato nel capitolo 2, i dati storici della produzione pro capite di rifiuti urbani non rilevano un legame significativo con le variabili economiche indagate. Per tale motivo, nello sviluppo dello scenario di Piano, anche in assenza di solide previsioni in merito ai futuri scenari economici, non sono state elaborate previsioni legate a tali variabili. Come punto di partenza per le valutazioni dell’andamento della produzione pro capite di RU si è stimata una produzione pro capite per il 2013 pari alla media della produzione pro capite del triennio 2010-2012. Stima della produzione pro capite di RU al 2013, dettaglio provinciale Province 2010 2011 2012 stima 2013 Ancona 518,3 502,9 512,9 511,2 Ascoli Piceno 562,8 546,3 544,7 551,1 Fermo 487,7 492,6 466,5 482,3 Macerata 499,5 472,3 466,9 479,3 Pesaro e Urbino 622,3 607,1 614,6 614,7 MARCHE 540,7 525,1 525,7 531,1 Nota: i quantitativi riportati comprendono i rifiuti da spazzamento mentre sono al netto dei rifiuti spiaggiati A partire dalla produzione pro capite del 2013 si sono individuati due fattori che si stima portino alla contrazione della produzione nell’orizzonte di Piano: • riorganizzazione dei servizi di raccolta; • azioni di prevenzione. 3.1.2.2.1. Stima della produzione procapite: l’effetto della riorganizzazione dei servizi Per quanto riguarda la riorganizzazione dei servizi proposta dal Piano, nel capitolo 3.3 della parte I si è verificato come un cambio nel modello di raccolta porti ad una contrazione della produzione pro capite di RU. Per ogni comune con percentuale di raccolta differenziata al 2012 inferiore al 65% si è quindi quantificata una contrazione attesa della produzione pro capite di RU obiettivo al 2016 in funzione di: • distanza tra percentuale di raccolta differenziata raggiunta al 2012 e l’obiettivo normativo pari a 65%; Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Seconda: Proposta pianificatoria 22 REGIONE MARCHE • produzione pro capite di RU al 2013. La tabella sottostante riassume la stima così ottenuta; a livello medio regionale si valuta una contrazione della produzione pro capite al 2016 pari a -3,8% rispetto alla media della produzione pro capite 2010-2012. Tale dato è il risultato del mediarsi di contrazioni più marcate nelle province di Ascoli Piceno e Fermo e più contenute nelle province di Macerata ed Ascoli Piceno. Stima contrazione produzione pro capite al 2016 legata a riorganizzazione servizi raccolta, dettaglio provinciale Province Ancona -1,8% Ascoli Piceno -6,7% Fermo -6,6% Macerata -1,5% Pesaro e Urbino -5,1% MARCHE -3,8% 3.1.2.2.2. Stima della produzione procapite: l’effetto delle azioni di prevenzione Le azioni previste dal Programma Regionale Prevenzione Rifiuti comporteranno una contrazione della produzione pro capite. In coerenza con quanto esposto all’interno del Programma, si è ritenuto di contabilizzare la riduzione di produzione pro capite dei RU al 2020 legata alle seguenti principali azioni: promozione del compostaggio domestico; promozione dell’acqua alla spina/del rubinetto; promozione del riutilizzo (centri del riuso); altre azioni. Le seguenti valutazioni quantitative sono state sviluppate considerando quanto emerso dal progetto europeo “PreWaste”. Tale progetto è stato implementato per favorire lo scambio di informazioni a livello europeo sulle migliori pratiche in materia di prevenzione; coinvolge 10 partner europei (tra cui, per l’Italia, la regione Marche) impegnati a condividere la loro esperienza in materia di prevenzione e gestione dei rifiuti. Tale programma offre: • linee guida per la pianificazione, l’attuazione e il monitoraggio delle politiche regionali di prevenzione dei rifiuti; • 27 buoni esempi di azioni di prevenzione dei rifiuti attuate nell’Unione europea da parte delle autorità locali e regionali, insieme con altre buone pratiche; • uno strumento web che consente la valutazione dell’efficacia delle azioni di prevenzione dei rifiuti ed il monitoraggio. Per quanto concerne il compostaggio domestico, il target dell’azione o “pubblico bersaglio”, definito come percentuale di popolazione che si ritiene possa attivare l’azione, è la popolazione con giardino od orto privato; tale target è stato quantificato in maniera differenziata a seconda della grandezza del Comune: dal 60% (comuni con meno di 1.000 abitanti) al 10% (comuni con più di 50.000 abitanti). Si è poi valutata una “partecipazione potenziale/tasso di adesione” determinata dall’intersezione dei fattori di successo/limitanti con la qualità/quantità degli strumenti utilizzati dal promotore dell’azione. Tale potenziale partecipazione si è assunta pari al 50%; questo valore è Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Seconda: Proposta pianificatoria 23 REGIONE MARCHE stato estratto dalle elaborazioni del progetto europeo PreWaste relative al compostaggio domestico e corrisponde ad un quadro di riferimento (contesto) in relazione alla presenza di fattori di successo/limitanti di livello medio (presenza media di sistemi “controllati “ di raccolta dei rifiuti, discreta tempistica della campagna informativa..) e ad un alto livello di qualità e quantità degli strumenti attivati (buona informazione e comunicazione generale, sconti sull’acquisto dei composter o fornitura gratuita, norme sulla gestione dei rifiuti con divieto del conferimento degli scarti verdi nei contenitori di raccolta dell’indifferenziato e/o obbligo del compostaggio domestico…) oppure alla presenza di fattori di successo/limitanti di livello buono e ad un medio livello di qualità e quantità degli strumenti attivati. Compostiera Percentuale di adesione all’azione Per ogni comune della Regione si è quindi stimato il numero di abitanti al 2020 che applicheranno con successo la pratica del compostaggio domestico; per ognuno di essi si è valutato un quantitativo di rifiuti organici annuo evitato. Una rassegna dei risultati italiani ed europei sull’applicazione del compostaggio domestico ha permesso di estrarre diversi riferimenti relativi al quantitativo di rifiuti organici annuo evitato: • PARR Lombardia: 150 kg/compostieraxa = ca. 64 kg/abxa; • progetto PreWaste: 90 kg/abxa; • sperimentazione comune di Brescia: 317 kg/compostieraxa = ca. 136 kg/abxa; • progetto CAIA SpA (prov. Asti): 200 kg/compostieraxa = ca. 86 kg/abxa; • società Canavesana Servizi SpA (Torino): 180 kg/compostieraxa = ca. 77 kg/abxa. Il dato estrapolato dal progetto PreWaste, sviluppato per l’Italia da regione Marche, risulta quindi confrontabile con gli altri riferimenti sopra riportati. Per le valutazioni si Piano si è quindi assunto come riferimento un quantitativo pari a 90 kg/abxa di rifiuto organico evitato. Per la seconda azione, “promozione dell’acqua alla spina/del rubinetto”, si è considerato un target dell’azione omogeneo su tutta la Regione, pari al 90%. Per quanto concerne la “partecipazione potenziale/tasso di adesione” si è assunto un valore pari al 40%; questo valore è stato estratto dalle elaborazioni del progetto europeo PreWaste relative alla “promozione dell’acqua non in bottiglia” e corrisponde ad un quadro di riferimento (contesto) in relazione alla presenza di fattori di successo/limitanti di livello buono (possibilità di costruire un impianto di fornitura dell’acqua da bere “fontana dell’acqua”, corretta e costante manutenzione della stessa, sinergia con associazioni e azienda che gestisce il ciclo integrato dell’acqua, con le autorità sanitarie) e ad un medio livello di Classi Target Tasso adesione Totale Ab<1.000 60% 50% 30% 1.000<Ab<5.000 50% 50% 25% 5.000<Ab<15.000 40% 50% 20% 15.000<Ab<50.000 30% 50% 15% Ab>50.000 10% 50% 5% Comuni Turistici 40% 50% 20% Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Seconda: Proposta pianificatoria 24 REGIONE MARCHE qualità e quantità degli strumenti attivati dal promotore dell’azione (due strumenti attivati tra: comunicazione finalizzata alla sensibilizzazione del contenimento dell’uso di acqua in bottiglia, informazione sull’acqua del rubinetto o sulla fontana dell’acqua, valutazione della soddisfazione degli utenti, strumenti organizzativi per la gestione e la manutenzione della fontana dell’acqua, strumenti finanziari per l’investimento). Casa dell’acqua Percentuale di adesione all’azione Target Tasso adesione Totale Tutti i comuni 90% 40% 36% Per ogni comune della Regione, si è quindi stimato il numero di abitanti che al 2019 applicheranno con successo tale azione. Per ognuno di essi si è valutato un quantitativo di rifiuti da imballaggi in plastica annuo evitato pari a 12 kg/abxa; tale quantitativo è stato desunto dal progetto PreWaste. Per la terza azione, “promozione del riutilizzo (centri del riuso)”, si è ipotizzata entro il 2020 la messa a regime dei 40 centri del riuso che si ritiene potranno essere finanziati dalla Regione. Per ogni comune sede della struttura si è considerato un target dell’azione pari al 50%. Per quanto concerne la “partecipazione potenziale/tasso di adesione” si è assunto un valore pari al 30%. Percentuale di adesione all’azione Target tasso adesione Totale Nei comuni dotati di Centri del Riuso 50% 30% 15% Centri del riuso di Porto Sant’Elpidio (FM), Falconara (AN) Per ogni comune, si è quindi stimato il numero di abitanti che al 2020 utilizzeranno appieno tali strutture; ad ognuno di questi abitanti si è applicata una quantità di rifiuto di varia natura (ingombranti, carta …) potenzialmente evitato pari a 16 kg/abxa, desunta dal progetto PreWaste; Come riportato in modo esteso all’interno del Programma Regionale di Prevenzione, in aggiunta a tali azioni si è valutata la promozione di altre azioni volte alla prevenzione dei rifiuti che produrranno una contrazione della produzione quantificata diversamente a seconda della classe dimensionale del Comune (si faccia riferimento alla seguente tabella). Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Seconda: Proposta pianificatoria 25 REGIONE MARCHE Riduzioni dovute ad ulteriori azioni Classe variazione rispetto al livello iniziale* Ab<1.000 -1,0% 1.000<Ab<5.000 -2,0% 5.000<Ab<15.000 -3,0% 15.000<Ab<50.000 -4,0% Ab>50.000 -4,5% Comuni Turistici -3,0% *produzione pro capite media 2010-2012 Il complesso delle azioni di prevenzione previste dal Programma Regionale di Prevenzione si stima che comporti a livello medio regionale una contrazione delle produzione pro capite quantificabile al 2020 in -7,3% rispetto al valore di produzione pro capite medio del periodo 2010-2012 (pari al -7,4% rispetto al valore di produzione pro capite del 2012). In base alle assunzioni sopra esposte è stato quindi possibile valutare l’andamento della produzione pro capite di RU nello Scenario di Piano; la tabella sottostante riporta la sintesi delle elaborazioni svolte con dettaglio provinciale. A livello medio regionale si stima una produzione pro capite al 2016 pari a 494,3 kg/abxa (473,9 kg/abxa al netto dei rifiuti da spazzamento), il 6,1% in meno rispetto al dato 2012; per il 2019 si stima una produzione pro capite pari a 472,1 kg/abxa (452,7 kg/abxa al netto dei rifiuti da spazzamento), il 10,3% in meno rispetto al dato del 2012. Stima dell’andamento della produzione pro capite di RU media regionale nello Scenario di Piano 526,4 472,1 0 100 200 300 400 500 600 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009 2010 2011 2012 2013 2014 2015 2016 2017 2018 2019 2020 k g /a b x a Nota: fino al 2012, elaborazione da dati O.R.SO. Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Seconda: Proposta pianificatoria 26 REGIONE MARCHE Stima della produzione pro capite di RU a confronto con i dati 2012, dettaglio provinciale 2012* 2013 2014 2015 2016 2017 2018 2019 2020 Province kg/abxa Variazione rispetto al 2012 Ancona 512,9 511,2 502,8 494,4 486,1 480,7 475,3 469,9 464,5 -9,4% Ascoli Piceno 544,7 551,1 533,1 515,1 497,1 491,4 485,7 480,0 474,2 -12,9% Fermo 466,5 482,3 466,1 449,9 433,8 428,2 422,7 417,2 411,6 -11,8% Macerata 466,9 479,3 471,5 463,8 456,0 450,7 445,3 439,9 434,5 -6,9% Pesaro e Urbino 614,6 614,7 598,4 582,0 565,7 559,9 554,1 548,2 542,4 -11,7% Marche 526,4 531,1 518,9 506,6 494,3 488,8 483,2 477,7 472,1 Marche** 504,7 509,3 497,5 485,7 473,9 468,6 463,3 458,0 452,7 10,3% Note: * elaborazioni su dati O.R.SO.; ** dati al netto dei rifiuti da spazzamento stradale 3.1.2.2. Stima della produzione totale nello Scenario di Piano A partire dalla produzione pro capite stimata e dall’ipotesi di andamento della popolazione sino al 2020 illustrata in precedenza, è possibile valutare l’andamento della produzione totale di RU. La sottostante figura mostra un andamento decrescente della produzione totale di RU in Regione; al 2020 la produzione si stima si assesti a ca. 760.625 t/a, il 6,2% in meno rispetto al dato 2012. Tale valore regionale risulta dal mediarsi dei diversi andamenti stimati a livello comunale. La tabella seguente mostra il risultato delle analisi con dettaglio provinciale; si osserva come la contrazione della produzione totale di rifiuti vari da un minimo del -2,5% della provincia di Macerata, al massimo di -10,1% della provincia di Ascoli Piceno. Andamento della produzione totale di RU nello Scenario di Piano, dettaglio regionale 810.984 760.625 200.000 300.000 400.000 500.000 600.000 700.000 800.000 900.000 1.000.000 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009 2010 2011 2012 2013 2014 2015 2016 2017 2018 2019 2020 t/ a Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Seconda: Proposta pianificatoria 27 REGIONE MARCHE Stima della produzione totale di RU a confronto con i dati 2012, dettaglio provinciale 2012* 2013 2014 2015 2016 2017 2018 2019 2020 Province t/a Variazione rispetto al 2012 Ancona 242.932 243.693 241.152 238.479 235.688 234.244 232.719 231.122 229.650 -5,5% Ascoli Piceno 114.494 116.402 113.106 109.746 106.329 105.500 104.644 103.762 102.921 -10,1% Fermo 81.552 84.840 82.476 80.051 77.571 76.955 76.312 75.645 75.016 -8,0% Macerata 149.115 154.152 152.657 151.072 149.407 148.445 147.427 146.357 145.374 -2,5% Pesaro e Urbino 222.891 224.893 220.710 216.331 211.774 211.014 210.159 209.220 207.664 -6,8% Marche 810.984 823.981 810.102 795.679 780.769 776.159 771.261 766.105 760.625 Marche** 777.579 790.041 776.734 762.905 748.609 744.189 739.492 734.549 729.295 6,2% Note: * elaborazioni su dati O.R.SO.; ** dati al netto dei rifiuti da spazzamento stradale 3.2. Il recupero di materia: indirizzi della pianificazione 3.2.1. Gli obiettivi di raccolta differenziata Alla luce degli obiettivi normativi nazionali relativi alla percentuale di raccolta differenziata, stante l’attuale sviluppo dei servizi, i risultati già conseguiti e la riorganizzazione dei servizi prevista dalla proposta di Piano si ritiene di poter definire i seguenti obiettivi: 2016: conseguimento, come livello minimo medio di ATO, del 65% di raccolta differenziata; 2020: conseguimento, come livello minimo medio di ATO, del 70% di raccolta differenziata. 3.2.2. Sviluppo della raccolta differenziata: il sistema di riferimento per la riorganizzazione dei servizi Il presente Piano prevede l’organizzazione dei servizi di raccolta rifiuti secondo due principali modelli: il modello di raccolta intensivo ed il modello di raccolta estensivo, opportunamente modulati sul territorio in modo da consentire il raggiungimento degli obiettivi di Piano e nel contempo di garantire una adeguata flessibilità e capacità di adattamento in funzione sia delle caratteristiche territoriali e insediative del territorio, sia delle valide progettualità già attivate o in corso di attivazione sul territorio. Il modello di raccolta intensivo (porta a porta – pap) è basato sulla domiciliarizzazione della raccolta delle principali frazioni differenziabili (FORSU, carta, plastica/lattine, vetro), oltre che del rifiuto indifferenziato residuo, integrata con servizi di raccolta differenziata stradali o con contenitori dedicati per altre frazioni (in particolare, tessili e RUP) e il supporto generale dato dalla presenza di centri di raccolta e di altri eventuali servizi mirati per grandi utenze. Le raccolte domiciliari sono caratterizzate da elevate frequenze di ritiro e contenitori di piccolo volume. Laddove presente un servizio di raccolta domiciliare per una determinata frazione, devono essere rimossi eventuali altri contenitori stradali finalizzati alla raccolta della stessa frazione di rifiuto. Il modello di raccolta estensiva si basa su contenitori stradali anche di ridotta volumetria (bidoni carrellati o minicassonetti) e ad elevata densità di installazione per le principali frazioni differenziabili (FORSU, carta, plastica/lattine, vetro), oltre che per il rifiuto indifferenziato residuo, integrate con servizi di raccolta differenziata stradali o con contenitori dedicati per altre frazioni (in particolare, tessili e RUP) ed il supporto generale dato dalla presenza di centri di raccolta e di altri Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Seconda: Proposta pianificatoria 28 REGIONE MARCHE eventuali servizi mirati per grandi utenze. Si prevede che il modello di tipo “intensivo” sia quello da applicare in via prevalente andando progressivamente ad estenderlo a centri e nuclei abitati, privilegiando in prima istanza quelli di grandezza demografica maggiore. Laddove l’attivazione del modello intensivo risulti particolarmente problematica e onerosa, ad esempio nelle aree di territorio ad elevata rarefazione degli insediamenti (località abitate minori, case sparse…), risulta opportuno prevedere l’attivazione della raccolta estensiva. La tabella successiva riporta un confronto puntuale tra i diversi fattori e gli indicatori che caratterizzano la raccolta porta a porta e la tradizionale raccolta stradale. Raccolta porta a porta a confronto con la raccolta stradale Prima di affrontare nel dettaglio la descrizione delle caratteristiche tecniche dei servizi proposti, pare utile sottolineare un aspetto di sicuro interesse per le implicazioni di carattere sociale in una situazione di pesante crisi economica, ovvero le ricadute occupazionali derivanti dall’adozione dei servizi di raccolta di carattere “intensivo”. All’intensità dei servizi (in termini di “vicinanza” all’utenza) è infatti associata l’intensità di utilizzo della manodopera aspetto questo di sicuro interesse. Un’indagine Federambiente ha evidenziato infatti come il numero di operatori impiegati nei servizi vada a più che raddoppiarsi, col sistema porta a porta rispetto al sistema di raccolta di tipo stradale, passando da una media di 1,2 a 2,6 addetti/1.000 t raccolte. Accanto a questi aspetti meramente quantitativi bisogna tuttavia analizzare le possibili implicazioni derivanti dal carattere “usurante” della attività di raccolta. Al fine di tutelare la salute e la sicurezza dei lavoratori è essenziale che vengano utilizzati adeguati mezzi di raccolta (ad es. mezzi con caricamento ribassato a livello strada o sistemi per il sollevamento meccanizzato per la raccolta a Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Seconda: Proposta pianificatoria 29 REGIONE MARCHE sacchi o, ancora, installazione di pedane posteriori in griglia d’acciaio antisdrucciolevoli con cinture di sicurezza, maniglie e punti di presa ergonomici, barre di sicurezza). 3.2.2.1. Criteri e standard per i servizi di raccolta di tipo intensivo ed estensivo Il modello di raccolta intensivo-porta a porta negli ultimi anni è stato applicato in numerosi contesti nazionali attestando importanti risultati sia in termini di incrementi quali-quantitativi della raccolta differenziata che in termini di contenimento della produzione di rifiuti. I primi elementi chiave che permettono di ottenere tali ottimi risultati sono l’elevato grado di coinvolgimento del cittadino e l’elevata responsabilizzazione dello stesso; riultati questi che nei contesti caratterizzati da raccolte stradali sono molto più difficili da conseguire. A ciò si aggiunga il fatto che, la possibilità data all’operatore della raccolta porta a porta di controllare i conferimenti effettuati da un determinato utente, fa sì che lo stesso sia disincentivato ad eddettuare conferimenti scorretti, La raccolta della FORSU Per raggiungere elevate percentuali di raccolta differenziata è di estrema importanza riuscire ad intercettare le frazioni a più altro peso specifico, tra cui la FORSU. La raccolta porta a porta di tale frazione prevede mediamente due ritiri settimanali; può essere valutata la possibilità del terzo passagio settimanale da giugno a settembre. I contenitori da dare in dotazioni sono esemplificati nella seguente tabella. Si segnala in modo particolare l’importanza dell’utilizzo di un sottolavello areato per la raccolta all’interno dell’abitazione; l’introduzione di tale tipologia di contenitore permette alla FORSU raccolta di traspirare e la ventilazione naturale riduce il problema degli odori (minimizza la creazione di sacche di degradazione anaerobica); inoltre all’interno di tali secchielli la FORSU tende a disidratarsi e la conseguente perdita di peso permette un risparmio sui costi di trattamento negli impianti. Per minimizzare i quantitativi di scarti della fase di recupero è inoltre essenziale che la FORSU sia conferita all’interno di sacchi realizzati in materiale biodegradabile e compostabile (ai sensi delle norme UNI 13432 e/o 14995), meglio se dotati anche di legacci per la chiusura. La volumetria ridotta dei contenitori fa sì che venga limitato il possibile conferimento congiunto di scarti verdi per i quali è da preferire il conferimento presso i centri di raccolta; si può eventualmente prevedere un servizio di raccolta porta a porta dedicato, a chiamata e dietro pagamento di un corrispettivo. Caratteristiche della raccolta porta a porta della FORSU Utenza Manufatti a perdere e contenitori Cadenza di raccolta Famiglie 1 secchiello da interno areato (sottolavello) da 6 l, Sacchetti Biodegradabili da 10 l Due volte a settimana (possibile l’estensione a tre volte d’estate) Utenze condominiali fino a 4 famiglie comprese 1 mastello da 20/25 l per famiglia per il conferimento del rifiuto sul ciglio stradale Due volte a settimana (possibile l’estensione a tre volte d’estate) Utenze condominiali oltre 5 famiglie comprese 1 o più bidoni carrellati da 120 l per il conferimento dell’umido all’interno dei sacchetti in Mater-Bi Due volte a settimana (possibile l’estensione a tre volte d’estate) Utenze non domestiche con un’alta produzione di rifiuto umido (ortofrutta, ristoranti ecc) 1 o più bidoni carrellati da 120 l Variabile Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Seconda: Proposta pianificatoria 30 REGIONE MARCHE Sottolavello aerato e mastello per l’esposizione della FORSU La raccolta delle “frazioni secche” La raccolta porta a porta del vetro, della carta e della plastica è sperimentata in numerose realtà territoriali in cui la gestione dei rifiuti urbani è impostata con il sistema porta a porta. Per l’intercettazione del vetro e della carta si propone la consegna ad ogni singola utenza di contenitori della volumetria di circa 40-50 litri; per ottimizzare lo sfruttamento del volume, il contenitore dovrà essere di forma più allargata rispetto al contenitore per l’umido, in modo da permettere lo stoccaggio di un maggior quantitativo del materiale da conferire. Non presentando problematiche legate a basse frequenze di svuotamento si ritiene opportuno regolarizzare il passaggio della raccolta con una cadenza settimanale o quindicinale (nel caso del vetro). Nel caso di utenze condominali si ipotizza l’utilizzo di un servizio collettivo, posizionando nelle aree comuni un contenitore di dimensioni variabili in funzione del numero di utenze presenti nel condominio (bidoni da 120/240/360 l); il contenitore deve essere esposto sulla sede stradale secondo il calendario della raccolta. Per la raccolta della plastica, eventualmente abbinata ai metalli, si propone l’uso di sacchi a perdere o bidoni carrellati da 120 le frequenze di raccolta potranno essere settimanale o quindicinale. La raccolta del rifiuto indifferenziato residuo Per la raccolta domiciliare del rifiuto indifferenziato residuo è fondamentale che le frequenze di raccolta siano, su base settimanale, inferiori a quelle della raccolta della FORSU così da scoraggiare conferimenti scorretti del rifiuto organico; si suggerisce raccolta settimanale. Per quanto riguarda il contenitore da utilizzare, sembra maggiormente percorribile la raccolta con sacco trasparente a perdere. L’utilizzo del sacco è in genere preferito per impostare la raccolta in vie particolarmente strette (centri storici) in cui l’esposizione simultanea degli eventuali bidoni carrellati potrebbe creare problemi di ingombro; inoltre l’utilizzo del sacco non richiede all’utente di riportare alcun manufatto nelle proprie pertinenze, elemento che in alcuni casi crea disagi legati a quegli utenti che, per esigenze lavorative, sono costretti a lasciare esposto il loro contenitore fino al rientro la sera. In più l’utilizzo del sacco trasparente permette all’operatore della raccolta un più immediato controllo e quindi disincentiva conferimenti scorretti da parte delle utenze. Rispetto alla raccolta con bidoni personali, il sistema “a sacco”: • implica un costo di investimento iniziale inferiore; • richiede tempi di raccolta più contenuti; Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Seconda: Proposta pianificatoria 31 REGIONE MARCHE di contro, il sistema a bidoni: • permette l’occultamento visivo del rifiuto; la cosa, se da un lato riscontra il favore di alcune utenze che potrebbero essere infastidite dall’esporre il proprio residuo in strada, dall’altro causa generalmente una resa qualitativa inferiore; la trasparenza agisce come deterrente per eventuali errori di conferimento; • può essere uno strumento comodo per chi ha spazio abbondante nelle proprie pertinenze, mentre può rivelarsi un impaccio per utenze con abitazioni con superfici limitate. Alla luce di quanto sopra esposto, si ritiene indicata una gestione a sacchi, lasciando tuttavia la possibilità agli utenti con comprovate difficoltà o con esigenze particolari di optare per una gestione con il bidone carrellato. Caratteristiche della raccolta porta a porta del rifiuto indifferenziato Utenza Manufatti a perdere e contenitori Frequenza di raccolta Famiglie e utenze condominiale in complessi con meno di 10 famiglie Sacchi trasparenti a perdere Una volta a settimana Utenze condominiali oltre 10 famiglie comprese 1 o più cassonetti Una volta a settimana Utenze non domestiche con alta produzione di rifiuto residuo (Supermercati, mense). 1 o più cassonetti Variabile Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Seconda: Proposta pianificatoria 32 REGIONE MARCHE La raccolta presso le utenze non domestiche Per quanto concerne le utenze non domestiche, la sottostante tabella individua la tipologia di utenza che può essere interessata da ogni specifico servizio di raccolta porta a porta; è importante sottolineare come la raccolta possa essere personalizzata in base alle esigenze della categoria di utenza. Prospetto dei servizi di raccolta PAP di Piano per categoria di utenza non domestica Utenze non domestiche Raccolta RU Indiff Raccolta FORSU Raccolta CARTA / CARTONE Raccolta PLAST./MET Raccolta VETRO (cat. 1) Musei, biblioteche, scuole, associazioni, luoghi di culto X X X X (cat. 2) Cinematografi e teatri X X X X (cat. 3) Autorimesse e magazzini senza alcuna vendita diretta X X (cat. 4) Campeggi, distributori carburanti, impianti sportivi X X X X (cat. 5) Stabilimenti balneari X X X X (cat. 6) Esposizioni, autosaloni X X (cat. 7) Alberghi con ristorante X X X X X (cat. 8) Alberghi senza ristorante X X X X (cat. 9) Case di cura e riposo X X X X X (cat. 10) Ospedali X X X X X (cat. 11) Uffici, agenzie, studi professionali X X X X (cat. 12) Banche ed istituti di credito X X X X (cat. 13) Negozi abbigliamento,calzature,libreria,cartoleria,ferram.,altri beni durev. X X X X (cat. 14) Edicola, farmacia, tabaccaio, plurilicenze X X X X (cat. 15) Negozi particolari (filatelia,tende,tessuti,tappeti,cappelli,ombrelli,antiquar.) X X X X (cat. 16) Banchi di mercato beni durevoli X X X X (cat. 17) Attività artigianali tipo botteghe: parrucchiere, barbiere, estetista X X X X (cat. 18) Attività artigianali tipo botteghe: falegname, idraulico, fabbro, elettricista X X (cat. 19) Carrozzeria, autofficina, elettrauto X X (cat. 20) Attività industriali con capannoni di produzione X X (cat. 21) Attività artigianali di produzione beni specifici X X X X (cat. 22) Ristoranti, trattorie, osterie, pizzerie, pub X X X X X (cat. 23) Mense, birrerie, amburgherie X X X X X (cat. 24) Bar, caffè, pasticceria X X X X X (cat. 25) Supermercato, pane/pasta, macelleria, salumi/formaggi, generi alimentari X X X X X (cat. 26) Plurilicenze alimentari e/o miste X X X X X (cat. 27) Ortofrutta, pescherie, fiori e piante, pizza al taglio X X X X X (cat. 28) Ipermercati di generi misti X X X X (cat. 29) Banchi di mercato genere alimentari X X X (cat. 30) Discoteche, night club X X X X Il modello di raccolta di tipo estensivo prevede la raccolta stradale di prossimità per tutte le principali frazioni con contenitori di volumetria variabile da 240 a 1.100 l e frequenza di svuotamento funzionale alle volumetrie disponibili e ai quantitativi conferiti. Per quanto riguarda la raccolta della FORSU, è opportuno prevedere anche la distribuzione di un sottolavello aerato (6 l) Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Seconda: Proposta pianificatoria 33 REGIONE MARCHE a tutte le utenze domestiche per la raccolta del rifiuto presso l’abitazione; è inoltre importante che il rifiuto venga conferito sempre all’interno di sacchetti biodegradabili e compostabili. Accanto alla raccolta di prossimità si può prevedere l’attivazione di servizi di raccolta porta a porta dedicati a particolari utenze non domestiche presenti sul territorio. Sia il modello intensivo che quello estensivo è importante che di base prevedano frequenze di raccolta standardizzate a livello regionale; è inoltre opportuno che si miri anche all’omogeneizzazione a livello regionale dei colori dei contenitori sia come strategia comunicativa (ridurre la possibile confusione dell’utente che si sposta da un comune all’altro), sia per consentire ottimizzazioni economiche in fase di acquisto e di gestione manutentiva dei manufatti. Di seguito si riporta uno schema riassuntivo dei due modelli proposti. I colori dei vari contenitori sono stati estrapolati dalla proposta di direttiva europea “WASTE MANAGEMENT - WASTE VISUAL ELEMENTS”. Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Seconda: Proposta pianificatoria 34 REGIONE MARCHE Caratteristiche dei modelli di raccolta dello Scenario di Piano Modello intensivo Modello estensivo Frazione Colore contenitore* Contenitore Frequenza di raccolta Contenitore Frequenza di raccolta Indifferenziato Viola Sacco in plastica trasparente Settimanale Sacco in plastica trasparente Bidone o minicassonetto stradale 240 1.100 l Settimanale FORSU Contenitori per l’esterno marroni Per l’interno: secchiello“areato” da 6 l; Per esterno: mastello chiuso da 20-25 l o bidone carrellato da 120 l Rifiuto raccolto in sacchetto biodegradabile e compostabile conforme alla norma EN13432. Bisettimanale (eventualmente trisettimanale nel periodo estivo) Per l’interno: secchiello“areato” da 6 l; Bidone o minicassonetto stradale 240 1.100 l Rifiuto raccolto in sacchetto biodegradabile e compostabile conforme alla norma EN13432 Bisettimanale (eventualmente trisettimanale nel periodo estivo) Carta, cartone, tetrapak Blu Contenitore dedicato da 40 50 l o carrellato da 120-360 l Settimanale Bidone o minicassonetto 240-1.100 l Settimanale Multimateriale leggero (imballaggi in plastica e in metallo) Giallo Sacco in plastica semitrasparente o contenitore carrellato da 120 l Settimanale o quindicinale Bidone o minicassonetto 240-1.100 l Settimanale o quindicinale Vetro Verde scuro Mastello da 40 50 l o bidone carrellato da 120/240 l Settimanale o quindicinale Bidone o minicassonetto 240-1.100 l Settimanale o quindicinale Scarti verdi (erba, potature, ramaglie, …) Verde chiaro Carrellato da 120 l minimo Servizio stagionale a richiesta e pagamento per i soli aderenti al servizio * Fonte: proposta di direttiva UE “WASTE MANAGEMENT - WASTE VISUAL ELEMENTS” del 2011 I servizi di raccolta fin qui descritti possono essere modificati così da adattarli ai particolari contesti territoriali ed insediativi che possono essere presenti. Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Seconda: Proposta pianificatoria 35 REGIONE MARCHE 3.2.2.2. I criteri organizzativi dei servizi nei Centri ad elevata urbanizzazione In generale la raccolta dei rifiuti nei centri ad elevata urbanizzazione caratterizzati da complessità urbanistica, condomini, aree artigianali e grandi utenze (ospedali, centri direzionali, complessi scolastici …) richiede una particolare attenzione nella progettazione del servizio; quest’ultimo dovrà infatti prevedere raccolte condominiali (spazi per l’alloggiamento dei contenitori ed esposizione stradale da organizzare a cura dei condòmini), raccolte dedicate nelle aree artigianali (ad esempio per imballaggi di origine non domestica), raccolte dedicate per le utenze commerciali (ad esempio raccolta del cartone), raccolte dedicate per bar e ristoranti (ad esempio raccolta della FORSU e del vetro) … 3.2.2.3. I criteri organizzativi dei servizi nei Centri storici di pregio La presenza di centri storici di pregio urbanistico e turistico pone nella pianificazione e nella scelta dei modelli di raccolta vincoli significativi nella scelta delle modalità e degli strumenti di raccolta differenziata da eseguire. Nei centri storici di pregio infatti ci dev’essere massima attenzione al decoro urbano, ci sono limiti di accessibilità, limitata disponibilità di suolo pubblico, limitata disponibilità di spazi interni agli edifici e c’è una rilevante presenza di attività commerciali e di ristorazione. Per le condizioni di viabilità e per la difficoltà di collocare bidoni stradali, i centri storici sono obbligatoriamente vocati a raccolte domiciliari; in questo senso il modello intensivo è sicuramente quello che meglio si adatta ai centri storici, pur con la necessità di eliminare quanto più possibile la permanenza di contenitori rigidi sulla strada successivamente alla raccolta. Le soluzioni tecniche della raccolta nei centri storici sono le medesime della raccolta domiciliare intensiva, essendo caratterizzate da frequenze di raccolta molto alte e contenitori di volumetria piccola. Si può comunque optare anche per raccolte che comincino più tardi rispetto ai normali orari (raccolte mattutine dopo le 8.00) per evitare quanto più possibile la permanenza dei rifiuti nella sede stradale (con maggior fruibilità dei centri storici la sera, soprattutto d’estate) e garantire un servizio di ritiro molto efficace per i negozi e gli esercizi pubblici. Tutto questo fa sì che il sistema di raccolta nei centri storici sia più complicato che altrove e con fasce orarie di esposizione più brevi e rigide. Per tale motivo la collaborazione di tutte le utenze coinvolte e la presenza sul territorio della polizia municipale per il rispetto delle norme sono assolutamente strategiche per la buona riuscita del servizio. 3.2.2.4. I criteri organizzativi dei servizi nelle aree turistiche Le aree turistiche presentano elementi di criticità per la gestione dei rifiuti così sintetizzabili: variazione notevole della produzione di rifiuti durante l’anno, alta concentrazione di utenze commerciali, ristorative e di servizio (stabilimenti balneari), presenza di utenze non residenti, presenza di turisti giornalieri. Per rispondere alle necessità di un territorio così complesso è necessario effettuare un’accurata progettazione del servizio che può prevedere l’integrazione di più interventi: raccolta domiciliare nelle zone residenziali, raccolta differenziata nelle spiagge, isole ecologiche mobili e stagionali da posizionare ad esempio nel centro storico durante il fine settimana, isole ecologiche interrate, ampliamento dell’orario di apertura del centro di raccolta comunale nei periodi turistici. Per quanto concerne le raccolte domiciliari, si può prevedere in alcuni periodi dell’anno un’intensificazione delle frequenze di raccolta; è il caso di alcune specifiche categorie di utenze non domestiche per le quali è possibile prevedere nel periodo di maggior affluenza turistica (luglio ed agosto) l’intensificazione dei passaggi delle raccolte domiciliari. Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Seconda: Proposta pianificatoria 36 REGIONE MARCHE 3.2.2.5. I criteri organizzativi dei servizi: il ruolo dei Centri di Raccolta Infine, nei modelli di raccolta previsti nello Scenario di Piano, fortemente orientati al recupero, ricoprono una funzione chiave i centri di raccolta comunale; si tratta di una rete di punti di conferimento centralizzati, recintati e presidiati cui possono accedere in orari definiti le utenze domestiche e non domestiche per il conferimento di rifiuti differenziati; tali strutture costituiscono inoltre un utile punto di supporto per il travaso dei rifiuti raccolti sul territorio. Nella progettazione dei centri di raccolta è essenziale che sia garantita la copertura integrale del territorio attraverso la presenza di una struttura in ogni comune con eventuale accorpamento solo delle realtà territoriali più disperse e meno popolate. Per maggior dettagli tecnici si faccia riferimento al capitolo 4.2.1. 3.2.3. I flussi di raccolta differenziata di riferimento nello Scenario di Piano Per elaborare in maniera precisa lo Scenario di Piano è stato necessario rivalutare la composizione merceologica del rifiuto prodotto e le efficienze di intercettazione dei singoli materiali alla luce dei dati 2012 che si sono resi disponibili durante l’elaborazione del Piano. I dati delle analisi merceologiche del rifiuto indifferenziato del 2011-2012 e quelli relativi ai rifiuti intercettati nel 2012 sono stati elaborati in base alla stessa metodologia esposta nel capitolo 2.7 della parte I; le analisi sono state svolte con dettaglio comunale. La figura sottostante risporta la nuova composizione merceologica media regionale del rifiuto prodotto che poco si discosta da quanto proposto nel capitolo 2.7 della parte I. Composizione merceologica del rifiuto urbano prodotto media regionale 22% 16% 4% 19% 10% 9% 2% 3% 0% 2% 4% 9% FORSU Verde Legno Carta/cartone Plastica Vetro Metalli Tessili RUP Ingombranti Spazzamento Altro Con riferimento alle previsioni di Piano non si prevedono ulteriori variazioni significative della composizione del rifiuto lordo prodotto; poichè nelle valutazioni per la definizione dello Scenario di Piano la produzione pro capite di rifiuti urbani rispetto al 2012 è assunta in decrescita, si può infatti ipotizzare che le dinamiche di produzione rimangano sostanzialmente invariate senza apporti significativi di flussi aggiuntivi che potrebbero determinare un’influenza sulla composizione Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Seconda: Proposta pianificatoria 37 REGIONE MARCHE qualitativa. Utilizzando le composizioni merceologiche comunali così elaborate, si sono quindi calcolate le rese di intercettazione relative al 2012 di ogni rifiuto differenziato definite dal rapporto tra il quantitativo di rifiuto complessivamente prodotto e il quantitativo di rifiuto intercettato per via differenziata; tali valutazioni sono state svolte a livello comunale e quindi a livello medio provinciale e regionale. La figura sottostante mostra l’efficienza d’intercettazione raggiunta a livello medio regionale per i principali flussi di raccolte differenziate. Si osserva come i livelli d’intercettazione mediamente raggiunti siano leggermente migliori rispetto a quelli raggiunti nel 2011 (si veda cap. 2.7 della parte I ). Si segnalano possibuli ulteriori miglioramenti per le frazioni FORSU, carta/cartone e plastica; è sulla base di queste considerazioni che si sono appunto deffiniti i nuovi obiettivi. Rese d’intercettazioni medie regionali – anno 2012 0% 10% 20% 30% 40% 50% 60% 70% 80% 90% 100% FORSU Verde Legno Carta/cartone Plastica Vetro Metalli Tessili rifiuto intercettato rifiuto non intercettato Stimate le efficienze d’intercettazione attuali delle singole frazioni di rifiuto, si sono definiti gli obiettivi minimi di intercettazione per il 2016 in corrispondenza della messa a regime dei modelli di raccolta proposti dal Piano (si veda quanto illustrato nel cap. 3.2.2.). I diversi modelli di raccolta rifiuti, in ragione delle loro caratteristiche intrinseche, si stima che permettano di conseguire diverse prestazioni in termini di quantità e qualità di rifiuto intercettato per via differenziata. Nella valutazione dello Scenario, le rese d’intercettazione teoriche sono state confrontate a livello comunale con le rese d’intercettazione raggiunte nel 2012 e quindi implementate laddove queste ultime fossero inferiori a quelle teoriche di riferimento. La seguente tabella riepiloga gli obiettivi di intercettazione per le diverse frazioni in funzione dei diversi modelli organizzativi di riferimento (intensivo, estensivo e conferimento ai centri di raccolta). Rese d’intercettazione teoriche al 2020 Modello FORSU Verde Legno Carta Plastica Vetro Metalli Tessili RUP ingombr. altro intensivo 75% 50% 0% 70% 30% 85% 30% 40% 0% 0% estensivo 35% 30% 0% 40% 20% 75% 20% 30% 0% 0% 0% Centri di raccolta 0% 40% 70% 10% 10% 5% 50% 30% 75% 40%-80% 50% In base a quanto ipotizzato, si prospettano i seguenti risultati: Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Seconda: Proposta pianificatoria 38 REGIONE MARCHE • 2016: raggiungimento e superamento dell’obiettivo del 65% di raccolta differenziata a livello di ATO; a livello medio regionale si stima di raggiungere il 68,5% di raccolta differenziata. I rifiuti intercettati per via differenziata a livello regionale si stima ammontino a t (kg/abxa), su un totale prodotto pari a t/a; • 2020: raggiungimento del 72,3% di raccolta differenziata a livello medio regionale. I rifiuti intercettati per via differenziata a livello regionale si stima ammontino a t (kg/abxa), su un totale prodotto pari a t/a. Stima dell’andamento della percentuale di raccolta differenziata nello Scenario di Piano, media regionale 12,4% 56,1% 68,5% 72,3% 0% 10% 20% 30% 40% 50% 60% 70% 80% 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009 2010 2011 2012 2013 2014 2015 2016 2017 2018 2019 2020 % R D anno Nota: percentuale di raccolta differenziata valutata in coerenza con DGR 2017/2010 Le seguenti tabelle riportano le stime della percentuale di raccolta differenziata al 2016 e 2020 articolate per provincia e per classe omogenea di comuni. Stima della percentuale di raccolta differenziata nello Scenario di Piano Provincia/ATO 2012* 2016 2020 Ancona 61,0% 70,5% 73,9% Ascoli Piceno 46,2% 66,1% 70,9% Fermo 42,8% 65,0% 70,1% Macerata 66,9% 72,1% 75,1% Pesaro Urbino 53,5% 66,4% 70,1% Marche 56,1% 68,5% 72,3% Classe omogenea 2012* 2016 2020 Ab<1.000 35,6% 58,5% 62,1% 1.000<Ab<5.000 47,5% 65,0% 68,5% 5.000<Ab<15.000 57,8% 70,1% 73,3% 15.000<Ab<50.000 58,9% 69,3% 73,3% Ab>50.000 58,7% 69,3% 73,5% Comuni Turistici 51,7% 67,7% 71,6% Marche 56,1% 68,5% 72,3% Nota: * elaborazioni su dati O.R.SO. Percentuale di raccolta differenziata valutata in coerenza con DGR 2017/2010 Di seguito si riportano i quantitativi di rifiuti destinati a recupero e a smaltimento nello scenario di Piano. Si può osservare come tra quantitativi 2012 e 2020 si stimi un incremento di circa il 20% per Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Seconda: Proposta pianificatoria 39 REGIONE MARCHE quanto riguarda i quantitativi di flussi differenziati a recupero (espressi in tonnellate annue); nello stesso periodo si stima una contrazione di circa il 40% per quanto riguarda i rifiuti a smaltimento. Stima rifiuti a recupero o smaltimento nello Scenario di Piano – anni 2016 e 2020 Province RD rec RUP spazz ing. smalt altro smalt. Tot Anno 2012* t/a Ancona 142.602 99 9.046 2.361 88.824 242.932 Ascoli Piceno 50.378 20 5.568 0 58.528 114.494 Fermo 34.279 31 1.373 1.869 43.998 81.552 Macerata 96.373 28 5.073 0 47.642 149.115 Pesaro Urbino 112.703 38 12.345 3.504 94.301 222.891 Marche 436.336 215 33.404 7.734 333.293 810.984 Anno 2012* kg/abxa Ancona 301,1 0,2 19,1 5,0 187,5 512,9 Ascoli Piceno 239,7 0,1 26,5 0,0 278,5 544,7 Fermo 196,1 0,2 7,9 10,7 251,7 466,5 Macerata 301,8 0,1 15,9 0,0 149,2 466,9 Pesaro Urbino 310,8 0,1 34,0 9,7 260,0 614,6 Marche 283,2 0,1 21,7 5,0 216,3 526,4 Province RD rec RUP spazz ing. smalt altro smalt. Tot Anno 2016 t/a Ancona 159.855 213 8.853 1.864 64.903 235.688 Ascoli Piceno 66.818 88 5.223 801 33.398 106.329 Fermo 49.521 60 1.405 1.424 25.162 77.571 Macerata 103.989 132 5.092 838 39.355 149.407 Pesaro Urbino 132.744 186 11.878 2.800 64.166 211.774 Marche 512.928 679 32.452 7.727 226.985 780.769 Anno 2016 kg/abxa Ancona 329,7 0,4 18,3 3,8 133,9 486,1 Ascoli Piceno 312,4 0,4 24,4 3,7 156,1 497,1 Fermo 276,9 0,3 7,9 8,0 140,7 433,8 Macerata 317,4 0,4 15,5 2,6 120,1 456,0 Pesaro Urbino 354,6 0,5 31,7 7,5 171,4 565,7 Marche 324,7 0,4 20,5 4,9 143,7 494,3 Province RD rec RUP spazz ing. smalt altro smalt. Tot Anno 2020 t/a Ancona 163.430 226 8.625 1.483 55.886 229.650 Ascoli Piceno 69.347 94 5.070 776 27.635 102.921 Fermo 51.644 61 1.367 1.113 20.830 75.016 Macerata 105.400 141 4.955 815 34.064 145.374 Pesaro Urbino 137.445 200 11.688 2.344 55.987 207.664 Marche 527.266 723 31.704 6.530 194.402 760.625 Anno 2020 kg/abxa Ancona 330,6 0,5 17,4 3,0 113,0 464,5 Ascoli Piceno 319,5 0,4 23,4 3,6 127,3 474,2 Fermo 283,4 0,3 7,5 6,1 114,3 411,6 Macerata 315,0 0,4 14,8 2,4 101,8 434,5 Pesaro Urbino 359,0 0,5 30,5 6,1 146,2 542,4 Marche 327,3 0,4 19,7 4,1 120,7 472,1 Nota: * elaborazioni su dati O.R.SO. Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Seconda: Proposta pianificatoria 40 REGIONE MARCHE Andamento dei macro flussi di rifiuti in regione Marche [t/a] 0 100.000 200.000 300.000 400.000 500.000 600.000 700.000 800.000 900.000 2012 2016 2020 t/ a RD recupero RUP spazz ing. smalt R indiff smalt/tratt Andamento dei macro flussi di rifiuti in regione Marche [kg/abxa] 0 100 200 300 400 500 600 2012 2016 2020 k g /a b x a RD recupero RUP spazz ing. smalt R indiff smalt/tratt In base alle previsioni di Piano è inoltre possibile ripartire il flusso delle differenziate nelle sue macrovoci; la tabella sottostante riporta le stime per il 2016 ed il 2020. La tabella mostra come per FORSU e verde nel loro complesso sia previsto che al 2020 raggiungano le 220.000 t/a; quasi il 20% in più rispetto a quanto intercettato nel 2012. Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Seconda: Proposta pianificatoria 41 REGIONE MARCHE Stima delle macrovoci delle raccolte differenziate – anno 2016 e 2020 FORSU Verde Legno Carta Plastica Vetro Metalli Tessili Ing. rec altro RD Tot RD Anno 2016 t/a Ancona 35.390 31.922 6.463 32.478 12.431 21.173 3.894 4.846 1.227 10.031 159.855 Ascoli Piceno 14.819 14.204 1.829 13.505 3.925 7.263 1.562 2.210 3.205 4.297 66.818 Fermo 13.646 9.652 1.263 9.892 3.347 4.936 1.185 1.770 715 3.115 49.521 Macerata 26.927 19.781 2.735 20.737 8.347 10.580 2.447 3.343 3.352 5.740 103.989 Pesaro Urbino 23.643 25.225 11.751 26.771 9.001 13.304 3.057 3.665 1.197 15.131 132.744 Marche 114.425 100.784 24.039 103.383 37.051 57.256 12.145 15.833 9.697 38.314 512.928 Anno 2016 kg/abxa Ancona 73,0 65,8 13,3 67,0 25,6 43,7 8,0 10,0 2,5 20,7 330,1 Ascoli Piceno 69,3 66,4 8,5 63,1 18,3 34,0 7,3 10,3 15,0 20,1 312,8 Fermo 76,3 54,0 7,1 55,3 18,7 27,6 6,6 9,9 4,0 17,4 277,2 Macerata 82,2 60,4 8,3 63,3 25,5 32,3 7,5 10,2 10,2 17,5 317,8 Pesaro Urbino 63,2 67,4 31,4 71,5 24,0 35,5 8,2 9,8 3,2 40,4 355,1 Marche 72,4 63,8 15,2 65,5 23,5 36,2 7,7 10,0 6,1 24,3 325,2 FORSU Verde Legno Carta Plastica Vetro Metalli Tessili Ing. rec altro RD Tot RD Anno 2020 t/a Ancona 35.529 32.879 6.562 33.480 12.332 21.390 3.999 5.178 1.526 10.554 163.430 Ascoli Piceno 15.424 14.581 1.944 14.296 4.164 7.267 1.659 2.347 3.102 4.563 69.347 Fermo 13.824 10.244 1.276 10.383 3.436 5.103 1.238 1.878 956 3.305 51.644 Macerata 26.501 20.914 2.715 20.985 8.214 10.604 2.516 3.567 3.258 6.125 105.400 Pesaro Urbino 24.939 26.237 11.754 27.348 9.031 14.032 3.275 3.939 1.574 15.315 137.445 Marche 116.218 104.857 24.251 106.493 37.177 58.395 12.687 16.908 10.417 39.863 527.266 Anno 2020 kg/abxa Ancona 71,9 66,5 13,3 67,7 24,9 43,3 8,1 10,5 3,1 21,3 331,0 Ascoli Piceno 71,1 67,2 9,0 65,9 19,2 33,5 7,6 10,8 14,3 21,0 320,0 Fermo 75,9 56,2 7,0 57,0 18,9 28,0 6,8 10,3 5,2 18,1 283,7 Macerata 79,2 62,5 8,1 62,7 24,5 31,7 7,5 10,7 9,7 18,3 315,4 Pesaro Urbino 65,1 68,5 30,7 71,4 23,6 36,7 8,6 10,3 4,1 40,0 359,5 Marche 72,1 65,1 15,1 66,1 23,1 36,2 7,9 10,5 6,5 24,7 327,7 Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Seconda: Proposta pianificatoria 42 REGIONE MARCHE 3.3. Indirizzi in materia di tariffazione dei servizi 3.3.1. Inquadramento normativo La disciplina tariffaria ha avuto negli anni una serie di modifiche. La Tariffa di igiene ambientale (Tia1) per la gestione dei rifiuti urbani fu introdotta per la prima volta dal D.Lgs. 22/97 (Decreto Ronchi) con lo scopo di superare la Tassa per lo smaltimento dei rifiuti urbani (Tarsu) del 1993. Era prevista una entrata in vigore graduale ma, a causa delle ripetute proroghe e provvedimenti che hanno “congelato” la sua introduzione, la Tia1 non è mai diventata obbligatoria per i Comuni. Con il D.Lgs. 152/06, art. 238, è stata quindi istituita la Tariffa integrata ambientale (Tia2), “commisurata alla quantità e qualità medie ordinarie di rifiuti prodotti per unità di superficie, in relazione agli usi e alla tipologia di attività svolte sulla base di parametri che tengano anche conto di indici reddituali articolati per fasce di utenza e territoriali”. Nel 2011 è quindi stato emanato il Dl 6 dicembre 2011 n.201 che con l’articolo n. 14 ha istituito un nuovo Tributo comunale su rifiuti e servizi (Tares) che dal primo gennaio 2013 ha superato e soppresso tutti i precedenti prelievi. La Tares è un prelievo di carattere tributario; il tributo si applica sulla base di una quota determinata in relazione alle componenti essenziali del costo del servizio di gestione dei rifiuti, riferite in particolare agli investimenti e relativi ammortamenti, e di una quota rapportata alla quantità dei rifiuti conferiti, al servizio fornito e ai costi di gestione in modo tale da assicurare la copertura integrale dei costi di investimento ed esercizio. A questa tariffa è inoltre applicata una maggiorazione finalizzata alla copertura dei costi dei servizi indivisibili dei Comuni (ad esempio illuminazione e manutenzione delle strade). La Tares deve essere corrisposta esclusivamente ai Comuni e non più al gestore del servizio. I criteri per l’individuazione del costo del servizio e la determinazione del prelievo sono definiti con apposito regolamento, da emanarsi entro il 31/10/2012, con efficacia a decorrere dall’anno successivo alla data della sua entrata in vigore. Relativamente alla Tares, si segnala che una deroga viene dettata per i Comuni che abbiano implementato “sistemi di misurazione puntuale della quantità di rifiuti conferiti al servizio pubblico”, per i quali è prevista la possibilità che gli stessi, in luogo del tributo, adottino una tariffa avente natura di corrispettivo, applicata e riscossa dal soggetto gestore. Come ulteriore evoluzione di tale disciplina, la legge del 27 dicembre 2013 n. 147 in vigore dal 1 gennaio 2014 (legge di stabilità 2014) istituisce l’Imposta unica comunale (Iuc) che sostituisce la Tares; la Iuc è costituita da una componente patrimoniale e da una tassa sui servizi suddivisa in due tributi: la Tari, destinata a coprire il servizio raccolta e smaltimento dei rifiuti, e la Tasi, per finanziare i servizi indivisibili gestiti dai Comuni. Presupposto della nuova Tari è il possesso o la detenzione di locali o aree suscettibili di produrre rifiuti urbani. L’importo della Tari è determinato in base alla tariffa prevista dal regolamento comunale definita in modo tale da assicurare la copertura integrale dei costi di investimento e di esercizio relativi al servizio. Il regolamento può commisurare la tariffa in base alla superficie calpestabile o in proporzione alle quantità e qualità medie ordinarie di rifiuti prodotti per unità di superficie e disporre riduzioni della stessa. Per quanto concerne i rifiuti speciali “assimilati”, il disegno di legge di conversione del Dl 16/2014, approvato dalla Camera il 10 aprile 2014 e trasmesso al Senato, prevede che i rifiuti speciali “assimilati” agli urbani scontino il tributo. Il Comune potrà con regolamento decidere riduzioni della quota variabile del tributo proporzionali alle quantità di rifiuti speciali assimilati che il produttore dimostra di aver avviato al riciclo, direttamente o tramite soggetti autorizzati. Con lo stesso regolamento il Comune individua le aree di produzione di rifiuti speciali non assimilati ai quali estendere il divieto di assimilazione. Riassumendo, il Comune nel regolamento deve quindi definire: Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Seconda: Proposta pianificatoria 43 REGIONE MARCHE • i criteri di determinazione delle tariffe; • la classificazione delle categorie di attività con omogenea potenzialità di produzione di rifiuti; • la disciplina delle riduzioni tariffarie; • la disciplina delle eventuali riduzioni ed esenzioni, che tengano conto altresì della capacità contributiva della famiglia anche attraverso l’applicazione dell’Isee; • l’individuazione di categorie di attività produttive di rifiuti speciali alle quali applicare percentuali di riduzione rispetto all’intera superficia su cui l’attività viene svolta; • per le utenze non domestiche, le riduzioni della quota variabile del tributo proporzionali alle quantità di rifiuti speciali assimilati che il produttore dimostra di aver avviato al riciclo Per quanto concerne l’applicazione della tariffa puntuale all’interno dell’attuale contesto normativo, entro il primo luglio 2014 il Ministero dell’Ambiente, di concerto con il Ministero dell’Economia e delle Finanze e sentita la Conferenza Stato-Città ed autonomie locali, dovrà emanare un regolamento in cui saranno stabiliti i sistemi di misurazione puntuale dei rifiuti o i sistemi di gestione caratterizzati dall’utilizzo di correttivi ai criteri di ripartizione del costo del servizio. La finalità è quella di attuare un effettivo modello di tariffa commisurata al servizio reso e a copertura integrale dei costi. I comuni che hanno già realizzato sistemi di misurazione puntuale dei rifiuti possono, con Regolamento, applicare una tariffa, applicata e riscossa dal gestore del servizio, in luogo della Tari. 3.3.2. Caratteristiche della “tariffa rifiuti” In generale, la tariffa è concepita come un corrispettivo di servizio, introducendo in questo ambito un modello di contabilità industriale e finanziaria completamente nuova rispetto al bilancio comunale. Il piano finanziario che è alla base della tariffa offre al gestore del servizio le informazioni di dettaglio che possono permettere un’analisi dei costi benefici dei vari servizi mentre dà all’amministrazione comunale elementi di confronto e verifica dell’efficacia e dell’efficienza del sistema di raccolta implementato. Il principio dettato dalla normativa europea “Chi inquina paga” si traduce, all’interno della tariffa rifiuti, nel tentativo di correlare, utente per utente, il corrispettivo richiesto per il servizio alla quantità di rifiuto prodotta. I sistemi impiegati per arrivare a determinare la quantità di rifiuti prodotti da ciascuna utenza possono essere di tipo presuntivo o di tipo puntuale. Nel primo caso (secondo il D.P.R. 158/99) si applicano dei coefficienti determinati sperimentalmente attraverso campionamenti su basi statistiche: si stima, appunto per via presuntiva, la produzione di rifiuti in base alla categoria di appartenenza delle utenze non domestiche o sul numero di persone per nucleo familiare. Nel secondo caso, ovverosia quantificazione puntuale dei rifiuti prodotti, le alternative principali oggi sperimentate sono molteplici. In base al quadro normativo precedente alla Tares/Iuc, il metodo presuntivo era considerato di transizione e l’obiettivo era l’applicazione del metodo puntuale; diversamente con Tares/Iuc il metodo presuntivo diventa il metodo ordinario mentre il metodo puntuale può essere utilizzato se già in atto; tuttavia, come accennato in precedenza, è atteso per luglio 2014 l’emanazione di un regolamento ministeriale a riguardo. Per l’applicazione della tariffa con metodo puntuale è necessario identificare il soggetto che conferisce i rifiuti e quantificare i rifiuti conferiti dallo stesso. Per l’identificazione del soggetto produttore possono essere utilizzati dispositivi attivi o passivi (ad esempio trasponder YHF, LF, HF) che associano in modo univoco quel conferimento di rifiuti ad un’utenza. Per la quantificazione dei rifiuti si possono prevedere sistemi di pesatura o sistemi di conteggio dei volumi. A loro volta i sistemi di pesatura possono prevedere: Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Seconda: Proposta pianificatoria 44 REGIONE MARCHE • celle di carico a bordo dei mezzi di raccolta; • punti di raccolta dotati di pese. Questo sistema permette una quantificazione dei rifiuti prodotti più corretta ma d’altra parte richiede delle pesate minime e risulta più oneroso. I sistemi a conteggio dei volumi possono invece considerare: • conteggio di contenitori rigidi con volume fisso esposti dall’utenza all’interno di un sistema di raccolta porta a porta; • conteggio di sacchi esposti dall’utenza all’interno di un sistema di raccolta porta a porta; • conteggio di conferimenti di un volume predefinito di rifiuti presso i punti di conferimento stradali (ad esempio cassonetti stradali con calotte ad accesso controllato); • numero di sacchetti per la raccolta acquistati dalla singola utenza dal Gestore; • scelta del volume del contenitore e della corrispondente frequenza di raccolta da parte della singola utenza. Questo sistema risulta meno complesso ma d’altra parte la quantità di rifiuti viene calcolata in maniera indipendente dal peso dei rifiuti stessi. E’ importante sottolineare come generalmente l’applicazione della tariffa puntuale avvenga attraverso la quantificazione del solo rifiuto residuo, ossia della parte non differenziata. In relazione alle altre frazioni (carta, vetro, ecc), pur avendo costi di raccolta non coperti dagli introiti derivanti dai corrispettivi previsti dall’accordo ANCI-CONAI o dalla valorizzazione dei materiali, appare non conveniente applicare una tariffa puntuale in quanto la differenziazione va incentivata e promossa in tutte le sue forme. Le soluzioni devono essere valutate caso per caso, attraverso simulazioni tariffarie, per determinare gli importi tariffari legati alle varie opzioni e utenze e modulando la ripartizione tra quota fissa e quota variabile e, all’interno della quota variabile, determinando la percentuale da coprire con il conferimento puntuale. La tariffa puntuale consente quindi di responsabilizzare il singolo utente rispetto alla gestione dei rifiuti che produce grazie agli incentivi economici che gli derivano da un suo impegno verso la riduzione della produzione di rifiuti e la loro differenziazione. I principali vantaggi per gli utenti si possono quindi riassumere in: • trasparenza – il cittadino ha la certezza di pagare solo per i conferimenti di rifiuto indifferenziato che effettua andando così a controllare l’entità della quota variabile della tariffa; • premialità – l’utente vede premiati i propri sforzi per aumentare la differenziazione dei propri rifiuti e, conseguentemente, ridurre la produzione di rifiuti indifferenziati; • maggiore libertà delle scelte di consumo – nelle realtà in cui è stata attivata la tariffazione puntuale, la grande/media/piccola distribuzione ha iniziato ad assecondare l’interesse dei propri clienti a produrre meno rifiuti mettendo in commercio prodotti con minor presenza di imballaggi. L’applicazione della tariffa puntuale, spingendo l’utente ad esporre il meno possibile il contenitore dei rifiuti indifferenziati, permette anche al Gestore del Servizio di razionalizzare il percorso dei mezzi di raccolta e ottimizzare i costi associati. Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Seconda: Proposta pianificatoria 45 REGIONE MARCHE Per quanto riguarda gli effetti dell’applicazione della tariffazione puntuale sulla produzione di rifiuti, una recente indagine dell’Ecoistituto di Faenza relativa a circa 2.000 comuni del Veneto e della Lombardia ha dimostrato che i Comuni che applicano la raccolta domiciliare e la tariffazione puntuale presentano un livello di produzione pro capite inferiore di almeno il 10% rispetto ai Comuni con la stessa metodologia di raccolta domiciliare che non applicano la tariffa puntuale. Lo stesso studio ha inoltre rilevato che le realtà con raccolta porta a porta e tariffa puntuale raggiungono percentuali di raccolta differenziata di circa 10 punti percentuali in più rispetto alle realtà con la stessa metodologia di raccolta domiciliare che non applicano la tariffa puntuale. Confronto produzione pro capite RU e percentuale di raccolta differenziata in Veneto VENETO: Kg procapite/anno per sistema di raccolta 454 508 503 381 341 0 100 200 300 400 500 600 no s/u cs s/u cs s/u misto s/u pp s/u pp tp VENETO: % RD per tipo di raccolta e con tariffa parametrica e puntuale 27 44 47 63 74 0 10 20 30 40 50 60 70 80 no s/u s/u cs s/u misto s/u pp pp tp Legenda: cs= racc. con cassonetti stradali, misto= R.D. porta a porta e residuo con cass. stradali, s/u= secco/umido, pp= porta a porta, tp= tariffa puntuale Fonte: Ecoistituto di Faenza 3.3.3. Stato dell’applicazione della tariffa in regione Marche In base a quanto riportato nel Rapporto Rifiuti Urbani redatto da Ispra nel 2013, nella regione Marche al 2012 la tariffa risulta applicata in 23 comuni (su 239 costituenti la regione) per un totale di 333.081 abitanti, circa il 22% della popolazione regionale. Nel 2000 i comuni marchigiani che applicavano la tariffa erano 8, corrispondenti al 4% della popolazione regionale. A livello medio nazionale, dal 2000 al 2012 l’applicazione della tariffa è via via aumentata fino ad interessare nel 2012 circa il 32% della popolazione. Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Seconda: Proposta pianificatoria 46 REGIONE MARCHE Andamento del numero dei comuni italiani a tariffa – anni 2000-2012 Andamento del numero di abitanti a tariffa – Italia, anni 2000-2012 Per quanto concerne i più recenti sviluppi in regione Marche, dopo una sperimentazione della raccolta a sacchi con microchip effettuata a Petriolo e a Scossicci di Porto Recanati, nel secondo semestre del 2013 COSMARI ha progressivamente esteso tale sistema di raccolta in 9 comuni (Camerino, Castelraimondo, Civitanova Marche-porzione, Loro Piceno, Urbisaglia, Monte San Giusto, Porto Recanati, San Severino M., Recanati) per un totale di ca. 79.000 abitanti. Si segnala inoltre come tale raccolta sia stata avviata nel marzo 2014 anche nel comune di Macerata. Il progetto COSMARI prevede il conferimento del rifiuto indifferenziato all’interno di sacchi dotati di microchip; COSMARI prevede di raccogliere all’interno di sacchi con microchip anche il rifiuto multimateriale leggero (plastica/metalli). Ogni sacco munito di microchip risulta associato ad una specifica utenza. Il Gestore con l’avvio di tale sistema di identificazione dei rifiuti prevede, oltre ad una riqualificazione del territorio data da una maggiore responsabilizzazione dei conferimenti, anche un reale incremento della raccolta differenziata e della qualità stessa dei materiali a recupero; in particolare COSMARI prevede un incremento della percentuale di raccolta differenziata di circa 6 punti percentuali rispetto alla situazione precedente all’avvio del sistema. Contestualmente è stata attivata una struttura di controllo consortile mediante ispettori ambientali. L’utilizzo di sacchi con microchip è funzionale a raccogliere dati per l’avvio della tariffazione puntuale in cui la parte variabile della tariffa è commisurata al numero di sacchi conferiti dalla singola utenza; il sistema infatti non effettua la pesatura dei sacchi all’atto del conferimento ma il sacchetto viene convenzionalmente considerato pieno. Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Seconda: Proposta pianificatoria 47 REGIONE MARCHE 3.3.4. Indirizzi e linee guida per l’applicazione della tariffa puntuale in regione Marche La politica tariffaria da attuarsi sul territorio regionale può opportunamente basarsi su di un “principio di equità” che veda tendenzialmente un ugual costo a carico dell’utente a parità di servizio e di sistema impiantistico di cui si usufruisce. La ricerca di tale principio di equità potrà opportunamente gradualmente svilupparsi innanzitutto nell’ambito di un percorso di pianificazione e progettazione del sistema di gestione dei rifiuti all’interno di ogni singolo Ambito Territoriale Ottimale. Nella definizione dei riferimenti tariffari per la definizione del costo gravante sull’utente, così come più in particolare nella definizione della tariffa di accesso agli impianti, si potranno prevedere opportuni meccanismi miranti all’incentivazione di comportamenti virtuosi da parte dei singoli utenti dei servizi piuttosto che dei Comuni. Sebbene il quadro normativo sia tuttora in divenire, appare importante segnalare come un corretto percorso di ridefinizione del sistema dei costi associati alla gestione dei rifiuti e della loro distribuzione sul territorio non possa prescindere dall’applicazione verso gli utenti del sistema tariffario “puntuale”; questo costituisce infatti uno degli elementi disponibili di maggior valenza per ricercare una maggiore equità. La tariffazione puntuale è inoltre il sistema che permette più facilmente di raggiungere sia gli obiettivi di riciclaggio che quelli di riduzione della produzione di rifiuti stabiliti a livello europeo. Tra i diversi strumenti a disposizione per adottare la tariffazione puntuale si segnalano i seguenti da applicare alla frazione indifferenziata dei rifiuti all’interno di un modello di raccolta porta a porta: • sacchetti di volume standardizzato contrassegnati da etichette/sigilli/cartoncini dotati di codice a barre o trasponder a perdere; al momento della raccolta, o in un secondo momento se vengono utilizzati cartoncini staccabili dal sacchetto, viene letto il codice a barre o il trasponder e quindi registrato il codice dell’utenza che ha prodotto quel volume standard di rifiuto. Non possono essere conferiti rifiuti in sacchetti aventi caratteristiche diverse. Tale sistema è quello che risulta ora in fase di attivazione nella provincia di Macerata; Sacchetti contrassegnati con etichette/sigilli/cartoncini/trasponder • sacchetti di volume standardizzato con specifiche serigrafie identificative. La singola utenza viene identificata al momento del ritiro o dell’acquisto dei sacchetti prepagati mediante e card distribuite alle utenze servite. Non possono essere conferiti rifiuti in sacchetti aventi caratteristiche diverse; Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Seconda: Proposta pianificatoria 48 REGIONE MARCHE Sacchetti serigrafati da acuistare • identificazione tramite trasponder del numero di svuotamenti dei contenitori; la registrazione dei dati identificativi avviene attraverso la lettura del trasponder installato sui mastelli e/o bidoni da parte dell’antenna di cui è dotato l’automezzo di raccolta e/o da parte dell’operatore con sistemi di lettura portatili. Contenitori con trasponder identificativo In tutti questi casi la tariffazione della parte variabile della tariffa è effettuata tramite valutazioni sui volumi che prescindono dalla misurazione del peso dei rifiuti conferiti. In base all’analisi di quanto sperimentato a livello nazionale ed europeo, le esperienze di quantificazione volumetrica dei rifiuti sono in assoluto le più diffuse in quanto facilmente applicabili in contesti di raccolta di tipo domiciliare. Questi sistemi sono normalmente integrati da sistemi di identificazione dei conferimenti nei centri di raccolta comunali; possono quindi essere previste delle scontistiche in funzione dei quantitativi di rifiuti riciclabili conferiti presso tali strutture (si veda capitolo 4.2.1). 3.4. Stima dei fabbisogni impiantistici per le frazioni differenziate nello Scenario di Piano In base all’evoluzione del sistema delle raccolte illustrato nei precedenti capitoli, si riassumono di seguito i principali fabbisogni impiantistici della regione Marche: Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Seconda: Proposta pianificatoria 49 REGIONE MARCHE • impiantistica di recupero della FORSU intercettata con la raccolta differenziata per un flusso di rifiuti annuo dell’ordine delle 114.000-116.000 t stimate al 2016 e 2020; • impiantistica di recupero del rifiuto “verde” intercettato con la raccolta differenziata per un flusso di rifiuti annuo dell’ordine delle 100.000-104.000 t stimate al 2016 e 2020; • impiantistica di valorizzazione e recupero delle frazioni secche provenienti dalla raccolta differenziata (carta, vetro, plastica, metalli) per un quantitativo annuo dell’ordine delle 209.000-215.000 t stimate al 2016 e 2020; • impiantistica di recupero dei rifiuti ingombranti intercettati con la raccolta differenziata per un flusso di rifiuti annuo dell’ordine delle 17.000 t stimate al 2016; • impiantistica di valorizzazione e recupero dei rifiuti delle terre da spazzamento strade con recupero di materiali inerti per un flusso di rifiuti annuo dell’ordine delle 32.000 t stimate al 2016. Di seguito viene riportato l’approfondimento sugli specifici fabbisogni. 3.4.1. Gli impianti di recupero della FORSU e del verde In base alle previsioni di Piano, si stima che a regime i quantitativi di FORSU e rifiuti verdi complessivamente intercettati saranno circa 220.000 t/a; pur non essendo la gestione di tali flussi oggetto di previsioni “vincolanti” in termini di pianificazione, ricordiamo come i rifiuti destinati a recupero non abbiano limiti nella loro movimentazione sul territorio e per essi non si pongono obiettivi di autosufficienza, considerato l’interesse pubblico che riveste la loro gestione data l’importanza ai fini del conseguimento degli obiettivi di recupero, il Piano intende definire soluzioni gestionali che mirino alla sostanziale autosufficienza di ambito (fatte salve specifiche necessità che potranno essere affrontate e risolte a livello di pianificazioni subordinate). Come illustrato nella sezione del Piano relativa all’impiantistica (cap. 5 della Parte Prima), sul territorio della regione Marche sono presenti sei impianti di compostaggio per una capacità di trattamento complessiva pari a 184.000 t/a. Come si osserva nella seguente figura, a livello medio regionale a regime si stima un deficit impiantistico di circa il 20%. La distribuzione delle potenzialità impiantistiche nelle singole province evidenzia situazioni di deficit in taluni contesti; si segnala in particolar modo la mancanza di disponibilità impiantistiche nelle province di Ancona e di Pesaro Urbino. Tale analisi fa quindi emergere la necessità di adeguamento ed ampliamento dell’impiantistica esistente nonché la necessità di prevedere nuovi impianti di recupero delle frazioni organiche; in particolare si sottolinea l’opportunità di valutare l’implementazione di impianti di digestione anaerobica che presentano il vantaggio di garantire, oltre che il recupero di materia, anche il recupero di energia. Tali problematiche peraltro si intrecciano con le tematiche dell’adeguamento – realizzazione di nuovi impianti per il trattamento del rifiuto indifferenziato e delle connesse necessità di trattamento della frazione organica da selezione. Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Seconda: Proposta pianificatoria 50 REGIONE MARCHE La sottostante tabella mostra i deficit (segno -) e gli esuberi (segno +) impiantistici in ogni provincia. Stima dei flussi di FORSU e verde intercettati a regime nello Scenario di Piano 2016 2020 FORSU verde Totale FORSU verde Totale Disponibilità impiantistiche Disponibilità fabbisogni Ancona 35.390 31.922 67.312 35.529 32.879 68.409 24.000 -44.409 Ascoli Piceno 14.819 14.204 29.023 15.424 14.581 30.005 15.000 -15.005 Fermo 13.646 9.652 23.298 13.824 10.244 24.069 55.000 30.931 Macerata 26.927 19.781 46.708 26.501 20.914 47.416 70.000 22.584 Pesaro Urbino 23.643 25.225 48.868 24.939 26.237 51.176 20.000 -31.176 Marche 114.425 100.784 215.209 116.218 104.857 221.074 184.000 Flussi di rifiuto organico intercettati nello Scenario di Piano a confronto con l’attuale disponibilità impiantistica – regione Marche 0 50.000 100.000 150.000 200.000 250.000 2013 2014 2015 2016 2017 2018 2019 2020 t/ a FORSU e verde capacità impianti Come evidenziato nei capitoli precedenti, gli impianti di compostaggio esistenti producono ad oggi elevati quantitativi di scarti (compreso anche compost fuori specifica), che vengono smaltiti in discarica: mediamente il 40% dei rifiuti in ingresso. Nel Piano, come conseguenza dell’ipotizzata attivazione o sviluppo della raccolta domiciliare che permetterà un miglioramento qualitativo dei flussi intercettati, dell’adeguamento dell’impiantistica esistente e dell’implementazione di nuovi impianti che garantiscano gli standard prestazionali previsti dal Piano, si stima un progressivo decremento degli scarti secondo quanto riportato nella successiva tabella. Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Seconda: Proposta pianificatoria 51 REGIONE MARCHE Percentuali di scarti da trattamento di FORSU e verde Anno FORSU verde 2013 40% 40% 2014 30% 30% 2015 20% 20% 2016 10% 10% 2017 10% 10% 2018 10% 10% 2019 10% 10% 2020 10% 10% Nota: è compreso anche il compost fuori specifica In base a tali ipotesi si stima quindi il fabbisogno di discarica legato alla necessità di smaltimento degli scarti da recupero delle frazioni organiche riportato nella seguente tabella e pari a regime a circa 20.000 t/a; nel caso in cui gli scarti dalle operazioni di recupero rimanessero ai livelli attuali, nel 2020 i quantitativi da smaltire a discarica sarebbero ben quattro volte superiori. Fabbisogno di discarica - stima degli scarti a smaltimento [t/a] 2013 2014 2015 2016 2017 2018 2019 2020 Ancona 25.138 19.335 13.188 6.731 6.762 6.789 6.814 6.841 Ascoli Piceno 10.230 8.067 5.608 2.902 2.929 2.954 2.977 3.000 Fermo 7.202 5.995 4.350 2.330 2.351 2.370 2.388 2.407 Macerata 17.112 13.253 9.097 4.671 4.691 4.709 4.724 4.742 Pesaro Urbino 17.351 13.628 9.451 4.887 4.952 5.014 5.074 5.118 Totale 77.033 60.277 41.694 21.521 21.684 21.836 21.977 22.107 3.4.2. Gli impianti di recupero delle frazioni secche Lo Scenario di Piano prevede, come si è visto, un potenziamento ed una ottimizzazione dei servizi di raccolta rifiuti in essere con un conseguente incremento dei quantitativi di rifiuti intercettati per via differenziata. Le frazioni secche si stima che complessivamente ammonteranno a regime a 215.000 t/a per carta, vetro, plastica e metalli a cui si aggiungono ca. 81.000 t/a di legno e altre frazioni minori. I flussi delle frazioni secche da raccolta differenziata sono oggi trattati dal variegato mondo dell’imprenditoria privata del recupero oltre che dall’impiantistica pubblica. Si sottolinea al riguardo come il dettato normativo (art. 181 c. 5 del D.Lgs. 152/06 e s.m.i.) ammetta la libera circolazione sul territorio nazionale dei rifiuti raccolti in maniera differenziata e destinati a riciclaggio e a recupero al fine di favorire il più possibile il loro recupero, privilegiando comunque il principio di prossimità; nell’individuazione degli impianti di destino dei rifiuti differenziati, spetta ai Gestori la ricerca delle soluzioni che, nel rispetto delle norme di riferimento e assicurando comunque un effettivo recupero dei rifiuti in oggetto, possano garantire la miglior valorizzazione degli stessi, sia appoggiandosi alla rete delle piattaforme afferenti ai diversi consorzi di filiera (CONAI e relativi consorzi per materiali Cial, Comieco, Corepla, Coreve, Ricrea, Rilegno; Centro di Coordinamento RAEE e sistemi collettivi ad esso afferenti; COBAT; COOU; CONAU) sia ricorrendo alla collocazione dei rifiuti sul mercato. Nell’ottica di privilegiare una gestione di prossimità dei rifiuti raccolti, si auspica l’autosufficienza d’ambito nella gestione della frazione “secca” da raccolta differenziata. Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Seconda: Proposta pianificatoria 52 REGIONE MARCHE Alla luce di queste considerazioni e valutate le attuali dinamiche gestionali si ritiene non siano quindi prevedibili nuove specifiche iniziative di carattere pubblico aggiuntive a quanto già oggi presente sul territorio. Nello Scenario di Piano, come conseguenza alle azioni messe in atto in fase attuativa, si ipotizza una progressiva contrazione degli scarti da recupero di tali flussi differenziati secondo quanto riportato nella tabella seguente. Percentuali di scarti da trattamento delle frazioni secche di RD Anno carta plastica vetro metalli legno tessili RUP altro RD 2013 5,0% 12,0% 4,0% 3,0% 5,0% 10,0% 0,0% 2,0% 2014 4,6% 11,1% 3,7% 2,8% 4,6% 9,3% 0,0% 1,9% 2015 4,3% 10,3% 3,4% 2,6% 4,3% 8,6% 0,0% 1,7% 2016 3,9% 9,4% 3,1% 2,4% 3,9% 7,9% 0,0% 1,6% 2017 3,6% 8,6% 2,9% 2,1% 3,6% 7,1% 0,0% 1,4% 2018 3,2% 7,7% 2,6% 1,9% 3,2% 6,4% 0,0% 1,3% 2019 2,9% 6,9% 2,3% 1,7% 2,9% 5,7% 0,0% 1,1% 2020 2,5% 6,0% 2,0% 1,5% 2,5% 5,0% 0,0% 1,0% In corrispondenza della contrazione degli scarti si valuta quindi una contrazione dei fabbisogni di smaltimento in discarica come riportato nella successiva tabella; nel 2020 si stima un fabbisogno di discarica per lo smaltimento di tale materiale pari a circa 8.000 t/a. Fabbisogno di discarica - stima degli scarti a smaltimento [t/a] 2013 2014 2015 2016 2017 2018 2019 2020 Ancona 4.663 4.470 4.247 3.998 3.654 3.304 2.950 2.593 Ascoli Piceno 1.458 1.497 1.503 1.479 1.362 1.242 1.117 989 Fermo 1.183 1.185 1.165 1.125 1.034 940 844 745 Macerata 2.882 2.754 2.611 2.452 2.235 2.016 1.796 1.575 Pesaro Urbino 3.973 3.803 3.604 3.378 3.093 2.802 2.506 2.199 Totale 14.159 13.710 13.130 12.431 11.378 10.304 9.212 8.101 3.4.3. Gli impianti di recupero dei rifiuti ingombranti Lo Scenario di Piano valuta una produzione annua di rifiuti ingombranti tra le 17.000 e le 18.000 t; risulta importante massimizzare il recupero di materia di tali rifiuti, oggi estremamente disomogeneo tra le diverse province. A tal proposito lo Scenario di Piano individua i seguenti obiettivi: • 2016: raggiungimento del 25% di ingombranti avviati a recupero di materia; • 2020: raggiungimento del 40% di ingombranti avviati a recupero di materia. Per traguardare tali obiettivi, come prima cosa appare necessario promuovere il ruolo dei centri di raccolta comunali come luogo in cui effettuare il conferimento differenziato delle diverse componenti dei rifiuti ingombranti per valorizzare le frazioni recuperabili. A valle di questi centri si ipotizza la realizzazione di impianti centralizzati in grado di ottimizzare il recupero di materia; il quantitativo di rifiuto non valorizzabile in questa forma sarà quindi smaltito in discarica. La sottostante tabella riepiloga le stime dello Scenario di Piano relative al fabbisogno di discarica per lo smaltimento degli ingombranti non recuperabili. Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Seconda: Proposta pianificatoria 53 REGIONE MARCHE Fabbisogno di discarica per ingombranti a smaltimento nello Scenario di Piano 2013 2014 2015 2016 2017 2018 2019 2020 Ancona 2.266 2.129 1.995 1.864 1.767 1.671 1.576 1.483 Ascoli Piceno 219 426 620 801 795 789 782 776 Fermo 1.862 1.711 1.565 1.424 1.345 1.266 1.189 1.113 Macerata 216 428 636 838 832 827 820 815 Pesaro Urbino 3.397 3.192 2.993 2.800 2.688 2.575 2.463 2.344 Totale 7.960 7.886 7.808 7.727 7.427 7.128 6.830 6.530 3.4.4. Gli impianti di recupero delle terre di spazzamento L’attuale gestione delle terre di spazzamento vede il conferimento a discarica delle stesse; tuttavia ad oggi nel panorama nazionale esistono diversi impianti di recupero delle terre da spazzamento che permettono di separare i materiali inerti ivi contenuti (sabbia, ghiaino, ghiaietto) per il loro recupero come sottofondi stradali e nell’edilizia. Alla luce di ciò, nello Scenario di Piano si auspica, a partire dal 2018, l’avvio a recupero all’interno di uno a più impianti localizzati in Regione dell’intero quantitativo di terre di spazzamento con un recupero effettivo di materiale pari ad almeno il 50%. La sottostante tabella riporta una stima degli scarti in uscita dagli impianti di recupero destinati allo smaltimento in discarica; nel 2020 si stima di avviare a discarica ca. 16.000 t di scarti contro una produzione complessiva di terre di spazzamento pari a ca. 32.000 t. Fabbisogno di discarica per terre di spazzamento Scenario con recupero di materia (Scenario di Piano) 2013* 2014* 2015* 2016* 2017* 2018 2019 2020 Ancona 9.072 9.003 8.930 8.853 8.799 4.371 4.340 4.313 Ascoli Piceno 5.667 5.522 5.374 5.223 5.186 2.574 2.554 2.535 Fermo 1.440 1.429 1.417 1.405 1.396 693 688 683 Macerata 5.247 5.198 5.147 5.092 5.059 2.512 2.494 2.477 Pesaro Urbino 12.363 12.211 12.049 11.878 11.845 5.904 5.882 5.844 Totale 33.788 33.363 32.917 32.452 32.285 16.053 15.959 15.852 Scenario senza recupero di materia (Scenario Inerziale)* 2013 2014 2015 2016 2017 2018 2019 2020 Ancona 9.072 9.003 8.930 8.853 8.799 8.741 8.681 8.625 Ascoli Piceno 5.667 5.522 5.374 5.223 5.186 5.147 5.107 5.070 Fermo 1.440 1.429 1.417 1.405 1.396 1.386 1.376 1.367 Macerata 5.247 5.198 5.147 5.092 5.059 5.025 4.988 4.955 Pesaro Urbino 12.363 12.211 12.049 11.878 11.845 11.808 11.765 11.688 Totale 33.788 33.363 32.917 32.452 32.285 32.107 31.917 31.704 Nota: * si tratta del complesso delle terre di spazzamento intercettate Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Seconda: Proposta pianificatoria 54 REGIONE MARCHE 3.5. Il trattamento del rifiuto urbano residuo: stima dei fabbisogni Si vanno di seguito a definire i flussi attesi di rifiuto indifferenziato nello Scenario di Piano e si espongono tre possibili Scenari impiantistici che prevedono diverse modalità gestionali dello stesso. L’obiettivo primario è quello di promuovere il potenziamento del segmento impiantistico relativo al pre-trattamento dei rifiuti indifferenziati; tale trattamento deve porsi i seguenti obiettivi: • incrementare il recupero di materia da rifiuto indifferenziato (oggi vengono recuperate solo quote marginali di materiali per lo più metalli) ove siano concretamente dimostrate le possibilità di effettivo avvio a recupero; • destinare a valorizzazione energetica (attraverso la produzione di CSS) il rifiuto residuo; • minimizzare gli impatti ambientali associati al conferimento in discarica della componente umida attraverso il suo corretto trattamento di stabilizzazione; • minimizzare i fabbisogni di discarica come sistema di smaltimento finale. 3.5.1. Flussi attesi nello Scenario di Piano In base alle elaborazioni condotte e precedentemente illustrate, si stima nello Scenario di Piano una progressiva contrazione del rifiuto indifferenziato. La tabella sottostante mostra come a livello regionale tra 2012 e 2016 si stimi una contrazione della produzione dell’ordine delle 100.000 t; tale contrazione si acuisce negli anni seguenti. Nel 2020 si raggiunge il minimo della produzione di rifiuto indifferenziato pari a 194.000 t/a a livello regionale, circa il 26% della produzione totale (pari a 760.625 t). Per quanto concerne la produzione di rifiuti indifferenziati pro capite, la provincia di Macerata mantiene il minimo di produzione su tutto il periodo di pianificazione; al 2020 è pari a 102 kg/abxa. Viceversa, la provincia con maggior rifiuto indifferenziato pro capite prodotto è quella di Pesaro Urbino che, nonostante il calo di oltre il 40%, si stima che al 2020 produca rifiuto indifferenziato per 146 kg/abxa. Stima dei rifiuti indifferenziati nello scenario di Piano 2012* 2013 2014 2015 2016 2017 2018 2019 2020 t/a Ancona 88.749 84.046 77.519 71.133 64.903 62.630 60.359 58.095 55.886 Ascoli Piceno 58.483 53.792 46.648 39.846 33.398 31.935 30.483 29.044 27.635 Fermo 43.998 41.767 35.886 30.346 25.162 24.064 22.972 21.888 20.830 Macerata 47.642 52.503 48.028 43.642 39.355 38.023 36.690 35.359 34.064 Pesaro Urbino 93.868 88.239 79.909 71.876 64.166 62.175 60.169 58.153 55.987 MARCHE 332.740 320.348 287.991 256.844 226.985 218.827 210.673 202.538 194.402 kg/abxa Ancona 187,4 176,3 161,6 147,5 133,9 128,5 123,3 118,1 113,0 Ascoli Piceno 278,2 254,7 219,9 187,0 156,1 148,7 141,5 134,3 127,3 Fermo 251,7 237,4 202,8 170,6 140,7 133,9 127,2 120,7 114,3 Macerata 149,2 163,2 148,4 134,0 120,1 115,4 110,8 106,3 101,8 Pesaro Urbino 258,8 241,2 216,6 193,4 171,4 165,0 158,6 152,4 146,2 MARCHE 216,0 206,5 184,5 163,5 143,7 137,8 132,0 126,3 120,7 Nota: * elaborazioni su dati O.R.SO. Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Seconda: Proposta pianificatoria 55 REGIONE MARCHE 3.6. I possibili scenari evolutivi del sistema impiantistico regionale Per disegnare le possibili evoluzioni del sistema gestionale con riferimento al segmento dell’impiantistica di trattamento del rifiuto indifferenziato residuo, si sono ipotizzati diversi scenari, ciascuno caratterizzato da una specificità; ogni scenario si differenzia sostanzialmente per le lavorazioni effettuate e per il destino dei flussi derivanti da dette lavorazioni. Alla luce delle prestazioni attese (recupero di materia, fabbisogni di discarica a valle,…) gli scenari sono quindi comparati e valutati dal punto di vista dei risultati conseguiti (Valutazione Energetico Ambientale di cui al successivo cap.3.6.3). Alla luce dei quantitativi di rifiuti indifferenziati che si stima verranno prodotti nell’orizzonte temporale di Piano, si sono ipotizzati tre diversi Scenari impiantistici. I bilanci di massa dell’esercizio degli impianti, simulati per definire i complessivi fabbisogni di smaltimento o i recuperi di materia, sono derivati da un’ipotesi di funzionamento degli impianti di pretrattamento sulla base di un sistema a “doppio flusso” (ovverosia selezione preliminare – trattamento meccanico e successivi trattamenti di valorizzazione o di avvio al corretto smaltimento); nulla vieta evidentemente che si ricorra all’impiego di altre modalità di Trattamento Meccanico Biologico (ad es. a flusso unico quale la bioessicazione); si tratta di tecnologie ammissibili purchè siano rispettati gli standard prestazionali specificamente previsti e definiti dal presente Piano. Il ricorso in fase previsionale ai trattamenti a “doppio flusso” è suggerito dall’esigenza di garantire la piena flessibilità degli impianti in funzione della progressiva evoluzione del sistema gestionale e di crescita dei flussi di matrici organiche da raccolta differenziata; la riorganizzazione dei servizi e la crescita della RD determineranno infatti il calo di presenza della frazione organica nel rifiuto indifferenziato residuo con la conseguente necessità di riorientare le funzioni impiantistiche degli impianti di stabilizzazione. L’individuazione degli scenari impiantistici da considerare quale possibile evoluzione del sistema gestionale discendono direttamente dagli obiettivi di pianificazione che l’Amministrazione Regionale si è data (DGR n.484 del 3 aprile 2013); in particolare gli obiettivi relativi all’impiantistica: • Promuovere il potenziamento del segmento impiantistico relativo al pre-trattamento dei rifiuti indifferenziati contenendo gli impatti ambientali associati minimizzando il ricorso alla discarica come sistema di smaltimento finale e favorendo concrete possibilità di massimizzare il recupero di materia dal flusso di rifiuto indifferenziato residuo; • Prevedere che, fino al raggiungimento del 70% di raccolta differenziata, conseguito in ciascuno degli ATO della Regione, non sia ammessa sul territorio dei singoli ATO, la realizzazione e l’esercizio di nuovi impianti di smaltimento rifiuti tramite termovalorizzazione; in ogni caso tale scenario impiantistico andrà approfondito in termini di analisi costi/benefici in relazione ai quantitativi residuali di rifiuto indifferenziato al fine di valutare la realizzabilità di un unico impianto di bacino regionale; anche al fine di contenere lo smaltimento in discarica, soprattutto per la fase transitoria al raggiungimento degli obiettivi della pianificazione, si considereranno diverse opzioni di recupero energetico quali ad es la produzione di Combustibile Solido Secondario (CSS) da avviare ad impianti industriali non dedicati. Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Seconda: Proposta pianificatoria 56 REGIONE MARCHE La presente proposta assume pertanto le indicazioni strategiche in merito alla scelta di non realizzare sul territorio regionale impianti di trattamento termico dedicati al recupero energetico dei rifiuti urbani; tale opzione potrà essere implementata, una volta verificatane la fattibilità tecnico economica, solo quando sarà conseguito il prioritario obiettivo di recupero di materia (raggiungimento del 70% di RD conseguito in ogni ATO della Regione). Per garantire comunque il conseguimento dell’obiettivo di recupero energetico (che nella “gerarchia” comunitaria assume un ruolo prioritario rispetto allo smaltimento in discarica), si ipotizza che il rifiuto residuo sia in parte “convertito”, come definito dai suddetti obiettivi, in “Combustibile Solido Secondario” da avviare ad impianti non dedicati (auspicabilmente collocati nel contesto regionale al fine di garantire l’autosufficienza del sistema). Ricordiamo che la buona qualità del prodotto derivante dalla lavorazioni di valorizzazione potrebbe anche determinare, se rispettate le condizioni previste dal D.M.22/2013, la “derubricazione” da rifiuto di tale materiale. Tali obiettivi sono stati “calati” sul sistema impiantistico attualmente operante in Regione prospettando quindi una evoluzione nella direzione auspicata. Gli scenari delineati assumono altresì la struttura impiantistica esistente. Gli impianti di pretrattamento (ancorché da “ripensare” nelle modalità di funzionamento alla luce dello stato di fatto, attuali basse prestazioni, e degli obiettivi previsti) e le discariche (con le rilevanti capacità residue di abbancamento), rappresentano pertanto “preesistenze” da tenere in debita considerazione per le opportunità che presentano. Gli scenari gestionali individuati e nel seguito descritti rappresentano “modellizzazioni teoriche” di quella che potrà essere la futura gestione dei rifiuti indifferenziati in ambito regionale. Al fine di evidenziare le differenze di prestazioni tra le diverse modalità gestionali si sono evidentemente introdotte semplificazioni ed assunzioni. Per rendere conto delle differenze di prestazioni si è pertanto assunto che tutto il rifiuto indifferenziato nell’ambito di un definito scenario subisca uno specifico trattamento (recupero di materia o produzione di CSS) che determina i risultati descritti. Resta inteso che il Piano non fornisce indicazioni prescrittive in merito alle soluzioni che dovranno essere adottate a livello locale; tali soluzioni deriveranno da attente valutazioni ed analisi che dovranno essere condotte nei Piani d’Ambito. Si ritiene infatti che in fase attuativa potranno presentarsi situazioni che vedranno la presenza di entrambe le modalità di trattamento; saranno appunto le pianificazioni subordinate che, in funzione delle “situazioni al contorno” (possibilità di collocazione dei materiali, aspetti qualitativi, aspetti economici,….), determineranno le soluzioni più adeguate da implementare. 0. Scenario INERZIALE Si assume l’avvio a trattamento meccanico biologico di tutto il rifiuto indifferenziato prodotto in regione: si ipotizza quindi che i rifiuti indifferenziati delle province di Ascoli Piceno, Fermo e Macerata vengano trattati negli impianti di Trattamento Meccanico Biologico (TMB) presenti nelle rispettive province; i prodotti dei trattamenti sono destinati a discarica (sovvallo secco e FOS). Le province di Ancona e Pesaro Urbino oggi carenti di impianti di TMB si ipotizza si dotino di uno o più impianti di tale tipologia entro il 2018. Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Seconda: Proposta pianificatoria 57 REGIONE MARCHE Nel periodo transitorio i rifiuti indifferenziati della provincia di Pesaro Urbino sono sottoposti a vagliatura in impianti siti presso gli impianti di smaltimento provinciali e il sottovaglio derivante dal trattamento viene stabilizzato presso l’impianto di compostaggio di Urbino (ordinanza Presidente della provincia di Pesaro-Urbino n. 2/2014). Per quanto concerne i rifiuti indifferenziati della provincia di Ancona nel periodo transitorio sono sottoposti a vagliatura presso gli impianti di smaltimento provinciali, il sottovaglio da stabilizzare inviato agli impianti pubblici di TMB siti nelle province di Macerata e/o Fermo e i rifiuti derivanti dal trattamento smaltiti nelle discariche situate nella provincia di Ancona; in alternativa, agli impianti pubblici di TMB siti nelle province di Macerata e/o Fermo può essere inviato il rifiuto indifferenziato (ordinanza Presidente della giunta regionale n. 3 del 16/01/2014). A scadenza del periodo di vigenza delle ordinanze, al fine di garantire il rispetto dell’obbligo di pretrattamento del rifiuto prima del conferimento in discarica, dovranno essere individuate adeguate soluzioni tecnico gestionali. Questo Scenario è esposto per un “confronto” con l’attuale situazione gestionale proiettata nel futuro; per tale motivo è appunto denominato “Inerziale”. Le seguenti tabelle riassumono i flussi di indifferenziato destinati a trattamento e le stime relative agli ingressi e alle uscite degli impianti nello Scenario Inerziale. Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Seconda: Proposta pianificatoria 58 REGIONE MARCHE Flussi in ingresso e in uscita dagli impianti TMB – Scenario Inerziale [t/a] 2014 2015 2016 2017 2018 2019 2020 indifferenziato Ancona 77.519 71.133 64.903 62.630 60.359 58.095 55.886 Ascoli Piceno 46.648 39.846 33.398 31.935 30.483 29.044 27.635 Fermo 35.886 30.346 25.162 24.064 22.972 21.888 20.830 Macerata 48.028 43.642 39.355 38.023 36.690 35.359 34.064 Pesaro Urbino 79.909 71.876 64.166 62.175 60.169 58.153 55.987 MARCHE 287.991 256.844 226.985 218.827 210.673 202.538 194.402 2014 2015 2016 2017 2018 2019 2020 sovvallo secco Ancona 47.060 43.334 39.694 38.376 37.058 35.742 34.460 Ascoli Piceno 28.354 24.360 20.564 19.701 18.845 17.995 17.164 Fermo 21.014 18.034 15.237 14.615 13.997 13.382 12.783 Macerata 28.880 26.443 24.055 23.313 22.570 21.826 21.104 Pesaro Urbino 46.420 42.062 37.873 36.834 35.786 34.731 33.584 MARCHE 171.729 154.234 137.424 132.840 128.255 123.677 119.095 metalli a recupero Ancona 292 261 230 218 206 194 183 Ascoli Piceno 260 190 125 116 108 100 91 Fermo 142 113 86 81 75 70 65 Macerata 186 163 140 132 125 117 109 Pesaro Urbino 403 331 262 247 232 217 202 MARCHE 1.283 1.058 843 794 746 698 650 frazione organica stabilizzata (FOS) Ancona 23.798 21.715 19.684 18.931 18.179 17.430 16.698 Ascoli Piceno 14.063 11.931 9.915 9.460 9.008 8.560 8.122 Fermo 11.364 9.430 7.626 7.257 6.891 6.528 6.174 Macerata 14.985 13.454 11.963 11.498 11.033 10.570 10.119 Pesaro Urbino 25.156 22.391 19.740 19.014 18.285 17.554 16.779 MARCHE 89.366 78.922 68.928 66.160 63.397 60.643 57.892 Nota: flussi di massa in uscita dal pretrattamento: sovvallo secco = 61% degli ingressi metalli a recupero = <1% degli ingressi frazione organica stabilizzata = 30% degli ingressi perdite di processo = 8% degli ingressi In base ai dati riportati in tabella si osserva come i flussi in uscita da tale processo siano: • Frazione Organica Stabilizzata (FOS) in ragione di circa il 30% dell’ingresso, • sovvallo secco in ragione di circa il 60% dell’ingresso • metalli a recupero, meno dell’1% dell’ingresso. Si evidenza come la FOS in uscita da tali impianti, rispondente agli standard tecnici previsti dal Piano, possa essere opportunamente impiegata in operazioni di recupero, quali ad esempio uso come terreno di ricopertura delle discariche. Nonostante ciò all’interno del presente documento, in via cautelativa, entrambi i flussi di sovvallo secco e di FOS sono stati considerati interamente a smaltimento in discarica; conseguentemente il fabbisogno di discarica per lo smaltimento dei rifiuti indifferenziati e dei flussi dal loro trattamento è quantificato al 2020 a livello medio regionale in circa 177.000 t/a. Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Seconda: Proposta pianificatoria 59 REGIONE MARCHE Fabbisogno di discarica dei flussi da trattamento dell’indifferenziato – Scenario Inerziale [t/a] 2014 2015 2016 2017 2018 2019 2020 Ancona 70.859 65.049 59.378 57.307 55.237 53.172 51.159 Ascoli Piceno 42.418 36.291 30.479 29.161 27.853 26.555 25.286 Fermo 32.378 27.464 22.863 21.873 20.888 19.911 18.957 Macerata 43.865 39.898 36.018 34.811 33.603 32.397 31.223 Pesaro Urbino 71.576 64.453 57.613 55.849 54.071 52.285 50.362 MARCHE 261.095 233.156 206.351 199.000 191.651 184.319 176.987 Nota: sono compresi i seguenti flussi: FOS, sovvallo secco 1. Scenario RECUPERO MATERIA Si assume che per tutti gli impianti TMB siano implementate linee di lavorazione che consentano il recupero di frazioni merceologiche valorizzabili in forma di materia Si assume che dal 2018 tutto il rifiuto indifferenziato della Regione venga sottoposto a lavorazioni finalizzate ad estrarre frazioni recuperabili in forma di materia (plastiche, metalli, carta) quantificabili in circa il 20% del flusso trattato. Si ipotizza l’adeguamento impiantistico dei TMB esistenti nel periodo 2015 - 2016 mentre la realizzazione dei nuovi impianti per il bacino delle province di Ancona e Pesaro Urbino entro il 2018. Le province di Ancona e Pesaro Urbino nel periodo transitorio sottoporranno il rifiuto indifferenziato a trattamento meccanico biologico secondo i dettati normativi ribaditi dalla recente Circolare del MATTM del 6 agosto 2013 utilizzando gli impianti disponibili a livello regionale sulla base delle ordinanze recentemente emanate. Anche in questo caso alla scadenza del periodo di vigenza delle ordinanze, al fine di garantire il rispetto dell’obbligo di pretrattamento del rifiuto prima del conferimento in discarica, dovranno essere individuate adeguate soluzioni tecnico gestionali. Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Seconda: Proposta pianificatoria 60 REGIONE MARCHE Flussi in ingresso e in uscita dagli impianti TMB con recupero di materia – Scenario Recupero Materia [t/a] 2014 2015 2016 2017 2018 2019 2020 indifferenziato Ancona 77.519 71.133 64.903 62.630 60.359 58.095 55.886 Ascoli Piceno 46.648 39.846 33.398 31.935 30.483 29.044 27.635 Fermo 35.886 30.346 25.162 24.064 22.972 21.888 20.830 Macerata 48.028 43.642 39.355 38.023 36.690 35.359 34.064 Pesaro Urbino 79.909 71.876 64.166 62.175 60.169 58.153 55.987 MARCHE 287.991 256.844 226.985 218.827 210.673 202.538 194.402 2014 2015 2016 2017 2018 2019 2020 sovvallo secco Ancona 47.060 43.334 39.694 38.376 26.510 25.480 24.475 Ascoli Piceno 28.354 24.360 14.393 13.754 13.119 12.490 11.874 Fermo 21.014 18.034 10.768 10.292 9.819 9.350 8.891 Macerata 28.880 26.443 17.177 16.577 15.978 15.380 14.797 Pesaro Urbino 46.420 42.062 37.873 36.834 25.283 24.431 23.515 MARCHE 171.729 154.234 119.906 115.834 90.710 87.130 83.553 materiali a recupero Ancona 292 261 230 218 10.753 10.456 10.168 Ascoli Piceno 260 190 6.296 6.064 5.833 5.605 5.381 Fermo 142 113 4.555 4.404 4.253 4.103 3.957 Macerata 186 163 7.019 6.868 6.716 6.563 6.416 Pesaro Urbino 403 331 262 247 10.735 10.517 10.270 MARCHE 1.283 1.058 18.361 17.801 38.291 37.244 36.192 frazione organica stabilizzata (FOS) Ancona 23.798 21.715 19.684 18.931 18.179 17.430 16.698 Ascoli Piceno 14.063 11.931 9.915 9.460 9.008 8.560 8.122 Fermo 11.364 9.430 7.626 7.257 6.891 6.528 6.174 Macerata 14.985 13.454 11.963 11.498 11.033 10.570 10.119 Pesaro Urbino 25.156 22.391 19.740 19.014 18.285 17.554 16.779 MARCHE 89.366 78.922 68.928 66.160 63.397 60.643 57.892 Nota1: si ipotizza che nel periodo transitorio, gli impianti di TMB esistenti effettuino solo recupero dei metalli (ca. 1% degli ingressi) Nota2: flussi di massa in uscita dal pretrattamento: sovvallo secco = 43% degli ingressi materiali a recupero = 19% degli ingressi frazione organica stabilizzata = 30% degli ingressi perdite di processo = 8% degli ingressi In base ai dati riportati in tabella si osserva come i flussi in uscita dal trattamento dell’indifferenziato siano: Frazione Organica Stabilizzata (FOS) in ragione di circa il 30% dell’ingresso, sovvallo secco in ragione di circa il 40% dell’ingresso e materiali a recupero, in ragione di circa il 20% dell’ingresso. Si evidenza come la FOS in uscita da tali impianti, rispondente agli standard tecnici previsti dal Piano, possa essere opportunamente impiegata in operazioni di recupero, quali ad esempio uso come terreno di ricopertura delle discariche. Nonostante ciò all’interno del presente documento, in via cautelativa, entrambi i flussi di sovvallo secco e di FOS sono stati considerati interamente a smaltimento in discarica: conseguentemente il fabbisogno di discarica per lo smaltimento dei rifiuti indifferenziati e dei flussi dal loro trattamento è quantificato al 2020 a livello medio regionale in circa 140.000 t/a. Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Seconda: Proposta pianificatoria 61 REGIONE MARCHE Fabbisogno di discarica per lo smaltimento dei flussi da trattamento di indifferenziato – Scenario Recupero Materia [t/a] 2014 2015 2016 2017 2018 2019 2020 Ancona 70.859 65.049 59.378 57.307 44.690 42.910 41.173 Ascoli Piceno 42.418 36.291 24.308 23.213 22.127 21.050 19.996 Fermo 32.378 27.464 18.394 17.550 16.710 15.878 15.065 Macerata 43.865 39.898 29.140 28.075 27.011 25.950 24.916 Pesaro Urbino 71.576 64.453 57.613 55.849 43.568 41.985 40.294 MARCHE 261.095 233.156 188.833 181.994 154.106 147.773 141.445 Nota: sono compresi i seguenti flussi: FOS, sovvallo secco In tale Scenario i flussi di materiali che si ipotizza di separare dal sovvallo secco e di destinare a recupero risultano avere una certa valenza in quanto costituiscono circa il 20% dei rifiuti in ingresso; si tratta di metalli, plastica, carta. 2. Scenario RECUPERO ENERGETICO – PRODUZIONE DI CSS Si assume che per tutti gli impianti TMB siano implementate linee di lavorazione che consentano la produzione di Combustibile Solido Secondario. Si assume che dal 2018 tutto il rifiuto indifferenziato della Regione venga sottoposto a lavorazioni finalizzate alla produzione di Combustibile Solido Secondario quantificabili in circa il 30% del flusso trattato. Si ipotizza l’adeguamento impiantistico dei TMB esistenti nel periodo 2015 - 2016 mentre la realizzazione dei nuovi impianti per il bacino delle province di Ancona e Pesaro Urbino entro il 2018. Le province di Ancona e Pesaro Urbino nel periodo transitorio sottoporranno il rifiuto indifferenziato a trattamento meccanico biologico secondo i dettati normativi ribaditi dalla recente Circolare del MATTM del 6 agosto 2013 utilizzando gli impianti disponibili a livello regionale sulla base delle ordinanze recentemente emanate. Anche in questo caso alla scadenza del periodo di vigenza delle ordinanze, al fine di garantire il rispetto dell’obbligo di pretrattamento del rifiuto prima del conferimento in discarica, dovranno essere individuate adeguate soluzioni tecnico gestionali. Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Seconda: Proposta pianificatoria 62 REGIONE MARCHE Flussi in ingresso e in uscita dagli impianti TMB con produzione di CSS – Produzione di CSS [t/a] 2014 2015 2016 2017 2018 2019 2020 indifferenziato Ancona 77.519 71.133 64.903 62.630 60.359 58.095 55.886 Ascoli Piceno 46.648 39.846 33.398 31.935 30.483 29.044 27.635 Fermo 35.886 30.346 25.162 24.064 22.972 21.888 20.830 Macerata 48.028 43.642 39.355 38.023 36.690 35.359 34.064 Pesaro Urbino 79.909 71.876 64.166 62.175 60.169 58.153 55.987 MARCHE 287.991 256.844 226.985 218.827 210.673 202.538 194.402 2014 2015 2016 2017 2018 2019 2020 CSS Ancona 0 0 0 0 19.203 18.564 17.942 Ascoli Piceno 0 0 10.741 10.309 9.880 9.454 9.038 Fermo 0 0 7.823 7.528 7.234 6.941 6.656 Macerata 0 0 12.375 12.038 11.698 11.358 11.028 Pesaro Urbino 0 0 0 0 18.165 17.728 17.244 MARCHE 0 0 30.940 29.875 66.180 64.046 61.907 sovvallo secco Ancona 47.060 43.334 39.694 38.376 17.391 16.741 16.107 Ascoli Piceno 28.354 24.360 9.542 9.131 8.722 8.317 7.920 Fermo 21.014 18.034 7.220 6.906 6.594 6.284 5.982 Macerata 28.880 26.443 11.364 10.978 10.591 10.205 9.830 Pesaro Urbino 46.420 42.062 37.873 36.834 17.099 16.514 15.886 MARCHE 171.729 154.234 105.694 102.225 60.397 58.061 55.725 metalli a recupero Ancona 292 261 230 708 670 631 594 Ascoli Piceno 260 190 406 378 351 323 297 Fermo 142 113 280 262 245 227 211 Macerata 186 163 455 430 405 380 355 Pesaro Urbino 403 331 262 804 755 706 655 MARCHE 1.283 1.058 1.633 2.582 2.424 2.268 2.112 frazione organica stabilizzata (FOS) Ancona 23.798 21.715 19.684 18.931 18.179 17.430 16.698 Ascoli Piceno 14.063 11.931 9.915 9.460 9.008 8.560 8.122 Fermo 11.364 9.430 7.626 7.257 6.891 6.528 6.174 Macerata 14.985 13.454 11.963 11.498 11.033 10.570 10.119 Pesaro Urbino 25.156 22.391 19.740 19.014 18.285 17.554 16.779 MARCHE 89.366 78.922 68.928 66.160 63.397 60.643 57.892 Nota1: si ipotizza che nel periodo transitorio, gli impianti di TMB esistenti effettuino solo recupero dei metalli (ca. 1% degli ingressi) Nota2: flussi di massa in uscita dal pretrattamento: CSS = 32% degli ingressi scarto secco = 29% degli ingressi materiali a recupero = 1% degli ingressi frazione organica stabilizzata = 30% degli ingressi perdite di processo = 8% degli ingressi In base ai dati riportati in tabella si osserva come i flussi in uscita dal trattamento dell’indifferenziato siano: Combustibile Solido Secondario (CSS) in ragione di circa il 30%, Frazione Organica Stabilizzata (FOS) in ragione di circa il 30% dell’ingresso, scarto secco in ragione di circa il 30% dell’ingresso e materiali a recupero, in ragione di circa l’1% dell’ingresso. Si evidenza come la FOS in uscita da tali impianti, rispondente agli standard tecnici previsti dal Piano, possa essere opportunamente impiegata in operazioni di recupero, quali ad esempio uso come Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Seconda: Proposta pianificatoria 63 REGIONE MARCHE terreno di ricopertura delle discariche. Nonostante ciò all’interno del presente documento, in via cautelativa, i flussi di scarto secco e di FOS sono stati considerati interamente a smaltimento in discarica: conseguentemente il fabbisogno di discarica per lo smaltimento dei rifiuti indifferenziati e dei flussi dal loro trattamento è quantificato al 2020 a livello medio regionale in circa 114.000 t/a. Fabbisogno di discarica per dei flussi da trattamento del rifiuto indifferenziato – Scenario CSS [t/a] 2014 2015 2016 2017 2018 2019 2020 Ancona 70.859 65.049 59.378 57.307 35.570 34.171 32.806 Ascoli Piceno 42.418 36.291 19.457 18.590 17.730 16.877 16.043 Fermo 32.378 27.464 14.846 14.163 13.485 12.812 12.155 Macerata 43.865 39.898 23.327 22.476 21.625 20.776 19.949 Pesaro Urbino 71.576 64.453 57.613 55.849 35.384 34.068 32.665 MARCHE 261.095 233.156 174.622 168.385 123.793 118.704 113.617 Nota: sono compresi i seguenti flussi: FOS, scarto secco In tale Scenario i flussi di materiali che si ipotizza di separare dal sovvallo secco e di destinare a recupero energetico (CSS) risultano avere una certa valenza in quanto costituiscono circa il 30% dei rifiuti in ingresso; si tratta, sulla base di queste preliminari ipotesi di un flusso sicuramente qualificabile come “combustibile” ai sensi del recente DM 22/2013. 3.6.1. Indicatore di recupero di materia nei diversi Scenari Si evidenzia come accanto al mero conseguimento degli obiettivi quantitativi relativi alla percentuale di raccolta differenziata raggiunta, siano assolutamente inderogabili gli obiettivi di qualità dei materiali raccolti al fine di garantire l’effettivo avvio a recupero degli stessi. Per tale motivo si stima il valore dell’indicatore di recupero di materia (in base alla formula esposta nel capitolo 2.6 della parte I) che si stima di raggiungere nel 2016 e 2020. La tabella sottostante riepiloga gli indici di scarto considerati per il calcolo dell’indicatore di recupero di materia; in tutti gli scenari si è ipotizzato un progressivo miglioramento della qualità del rifiuto raccolto con una conseguente contrazione degli scarti. Indice in scarto obiettivo al 2016 e 2020 a confronto con 2012 Scenario Inerziale/ Recupero materia/CSS Frazioni merceologiche 2012 obiettivo 2016 obiettivo 2019 FORSU 40,0% 10,0% 10,0% verde 40,0% 10,0% 10,0% carta/cartone 5,0% 3,8% 2,5% plastica 12,0% 9,0% 6,0% vetro 4,0% 3,0% 2,0% metalli 3,0% 2,3% 1,5% legno 5,0% 3,8% 2,5% In base a quanto precedentemente riportato, nel calcolo dell’indicatore bisogna inoltre considerare i flussi da trattamento meccabico biologico (TMB) di rifiuto indifferenziato destinati a riciclo. Si è quindi calcolato il valore dell’indicatore di recupero nei tre Scenari, negli anni 2016 e 2020; si osserva come in tutti i casi sia abbondantemente superato il livello del 50,0% di recupero. Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Seconda: Proposta pianificatoria 64 REGIONE MARCHE Indicatore di recupero di materia negli Scenari di Piano a confronto con la stima 2012 2012 2016 2020 Scenario Inerziale 66,0% 70,0% Scenario Recupero di Materia 68,7% 75,7% Scenario CSS 47,4% 66,1% 70,2% 3.6.2. Riepilogo dei fabbisogni di smaltimento in discarica per rifiuti urbani Nel seguito si rappresentano, a livello regionale, i fabbisogni complessivi di discarica considerato il complesso di flussi generati dal trattamento dei rifiuti urbani. I fabbisogni relativi ai tre scenari si differenziano per i quantitativi legati agli smaltimenti delle terre da spazzamento e per i flussi legati al trattamento dei rifiuti indifferenziati. Al 2020, il fabbisogno di discarica nello Scenario Recupero di Materia risulta essere circa il 21% inferiore rispetto al fabbisogno definito dallo Scenario Inerziale; per quanto riguarda lo Scenario CSS, il fabbisogno al 2020 si attesta a circa -32% rispetto al fabbisogno definito dallo Scenario Inerziale. Riepilogo fabbisogno discarica per rifiuti generati da trattamento dei RU – Scenario Inerziale [t/a] 2014 2015 2016 2017 2018 2019 2020 Scarti rifiuti organici 60.277 41.694 21.521 21.684 21.836 21.977 22.107 Scarti rifiuti ingombranti 7.886 7.808 7.727 7.427 7.128 6.830 6.530 Scarti altre RD 13.710 13.130 12.431 11.378 10.304 9.212 8.101 terre da spazzamento 33.363 32.917 32.452 32.285 32.107 31.917 31.704 Scarti tratt. rifiuti indiff.* 261.095 233.156 206.351 199.000 191.651 184.319 176.987 Totale 376.331 328.705 280.482 271.775 263.027 254.255 245.430 Nota: * sono considerati i flussi di sovvallo secco e FOS Riepilogo fabbisogno discarica per rifiuti generati da trattamento dei RU – Scenario Recupero di Materia [t/a] Scenario Recupero di Materia 2014 2015 2016 2017 2018 2019 2020 Scarti rifiuti organici 60.277 41.694 21.521 21.684 21.836 21.977 22.107 Scarti rifiuti ingombranti 7.886 7.808 7.727 7.427 7.128 6.830 6.530 Scarti altre RD 13.710 13.130 12.431 11.378 10.304 9.212 8.101 Scarti terre da spazzamento 33.363 32.917 32.452 32.285 16.053 15.959 15.852 Scarti tratt. rifiuti indiff.* 261.095 233.156 188.833 181.994 154.106 147.773 141.445 Totale 376.331 328.705 262.964 254.768 209.428 201.750 194.036 Nota: * sono considerati i flussi di sovvallo secco e FOS Riepilogo fabbisogno discarica per rifiuti generati da trattamento dei RU – Scenario CSS [t/a] Scenario CSS 2014 2015 2016 2017 2018 2019 2020 Scarti rifiuti organici 60.277 41.694 21.521 21.684 21.836 21.977 22.107 Scarti rifiuti ingombranti 7.886 7.808 7.727 7.427 7.128 6.830 6.530 Scarti altre RD 13.710 13.130 12.431 11.378 10.304 9.212 8.101 Scarti terre da spazzamento 33.363 32.917 32.452 32.285 16.053 15.959 15.852 Scarti tratt. rifiuti indiff.* 261.095 233.156 174.622 168.385 123.793 118.704 113.617 Totale 376.331 328.705 248.752 241.159 179.115 172.681 166.208 Nota: * sono considerati i flussi di sovvallo secco e FOS Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Seconda: Proposta pianificatoria 65 REGIONE MARCHE 3.6.3. Comparazione energetico – ambientale degli Scenari impiantistici In base a quanto esposto nei precedenti paragrafi, gli Scenari impiantistici di riferimento considerati sono tre e si differenziano tra loro unicamente per la differente gestione dei flussi di rifiuti indifferenziati. Per riassumere le caratteristiche dei diversi Scenari si è ritenuto di individuare cinque indicatori energetico ambientali così definiti: 1. Bilancio energetico complessivo, espresso in termini di Tonnellate di Petrolio Equivalente (tEP/anno); 2. Bilancio emissivo complessivo di gas climalteranti, espresso in termini di CO2 equivalente (tCO2equivalente/anno); 3. Avvio a recupero di materia: % di recupero di materia rispetto al flusso di rifiuti indifferenziati prodotti; 4. Avvio a recupero energetico: % di recupero energetico rispetto al flusso di rifiuti indifferenziati prodotti; 5. Avvio a discarica: % a smaltimento a discarica (compresa FOS) rispetto al flusso di rifiuti indifferenziati prodotti. Tutti gli indicatori sopra riportati sono stati quantificati facendo riferimento all’anno 2020. Per quanto concerne i primi due indicatori, la valutazione è stata condotta analizzando le fasi di: • trattamento dei rifiuti indifferenziati; • recupero di materia; • smaltimento in discarica; • trasporti intra-impianti. 3.6.3.1. Il quadro di riferimento per l’analisi La misura e valutazione della sostenibilità ambientale delle possibili scelte alternative in materia di gestione dei rifiuti può essere condotta attraverso l’impiego di indicatori appropriati che agevolino il processo decisionale alla base della definizione dello strumento pianificatorio. Nel presente Piano sono fornite indicazioni e prescrizioni per il contenimento e la riduzione degli impatti ambientali generati dal sistema di gestione dei rifiuti, in relazione in particolare alla tutela del territorio dagli impatti che su di esso possono gravare direttamente. Si considerino in particolare obiettivi e indicazioni in materia di: • massimizzazione del recupero di materia dai rifiuti; • contenimento sino all'annullamento del fabbisogno di discarica; • procedure localizzative degli impianti che tengono conto di tutte le previsioni di carattere territoriale e ambientale interessanti il territorio e che garantiscono il miglior inserimento ambientale, sia in relazione alle nuove realizzazioni sia per gli eventuali impianti esistenti collocati in aree critiche. Le indicazioni sopra riportate agiscono nel loro insieme essenzialmente su scala “locale”, intesa come coincidente col territorio provinciale. Appare quindi di particolare interesse sviluppare, in Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Seconda: Proposta pianificatoria 66 REGIONE MARCHE forma complementare, un’analisi comparativa dell'ipotesi di Piano rispetto alla situazione attuale finalizzata alla loro valutazione con riferimento ad una scala territoriale ben più ampia. Il riferimento è in particolare agli impegni definiti e alle azioni sviluppate negli ultimi anni a livello nazionale e internazionale orientate alla riduzione delle emissioni di gas climalteranti, all’aumento dell’efficienza energetica, allo sviluppo della produzione di energia da fonti rinnovabili. A 16 anni dalla redazione e approvazione del Protocollo di Kyoto nell’ambito della Convenzione Quadro sui Cambiamenti Climatici e a otto anni dalla sua entrata in vigore, avvenuta nel febbraio 2005, particolarmente importante risulta essere lo sviluppo di azioni anche a livello locale che siano orientate al conseguimento degli obiettivi assunti. In particolare, il traguardo fissato è rappresentato dalla riduzione a livello mondiale delle emissioni dei sei principali gas climalteranti del 5,2% rispetto all’anno 1990, obiettivo da conseguirsi tra il 2008 e il 2012 (l’obiettivo è del 6,5% per l’Italia). L’Unione Europea, per rilanciare il suo impegno a favore della sostenibilità, ha approvato l’Azione Clima, che, attraverso la formula "20/20/20", fa proprio l’obiettivo strategico di limitare l’incremento della temperatura media della superficie della terra al di sotto dei 2°C rispetto ai livelli pre industriali (formalizzata nella direttiva 2009/28/CE del 5 giugno 2009). L’Italia ha definito l’obiettivo della copertura dei propri consumi con fonti energetiche rinnovabili attraverso il D.Lgs. 28/2011 di recepimento della Direttiva 2009/28/CE e attraverso il successivo DM 15 marzo 2012 (cosiddetto “Burden Sharing”) con il quale sono state assegnate le quote regionali di copertura dei consumi con produzione energetica rinnovabile. A fronte delle dinamiche recentemente riscontrate, è quanto mai urgente arrivare a una inversione di tendenza che scongiuri i rischi di aggravamento della “salute del Pianeta” determinati dal surriscaldamento in atto. Indicazioni forti in tal senso vengono dal più recente rapporto dell’IPCC (Intergovernmental Panel on Climate Change), discusso e approvato a settembre 2013, nel quale si indica tra l’altro una previsione di aumento della temperatura media globale entro il 2100 rispetto ai periodi preindustriali compreso tra 1 e 5,4°C. In relazione alle cause dell’innalzamento della temperatura superficiale, l’IPCC ha quindi indicato che più della metà dell’aumento osservato dal 1951 al 2010 sia da considerarsi di origine antropica con una probabilità pari al 95-100%. Le più opportune modalità di intervento per il conseguimento degli obiettivi fissati dal Protocollo di Kyoto sono state delineate già nel 1998 dal Comitato Interministeriale per la programmazione economica (CIPE), nel documento “Linee guida per le politiche e misure nazionali di riduzione delle emissioni dei gas serra”, in seguito revisionato, evidenziando in particolare la stretta correlazione tra tematiche emissive ed energetiche: • aumento dell’efficienza nel parco termoelettrico; • riduzione dei consumi energetici nel settore dei trasporti; • produzione di energia da fonti rinnovabili; • riduzione dei consumi energetici nei settori industriale/abitativo/terziario; • riduzione delle emissioni nei settori non energetici; • assorbimento delle emissioni di CO2 dalle foreste. Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Seconda: Proposta pianificatoria 67 REGIONE MARCHE Cambiamenti nella temperatura globale e dei continenti dal 1900 al 2010 Note: La linea nera continua rappresenta la serie storica registrata. La fascia blu rappresenta i risultati di modelli di simulazione degli effetti di origine naturale. La fascia rossa rappresenta i risultati di modelli di simulazione degli effetti sia antropici che naturali. Fonte: IPCC “Climate Change 2013 : the physical science basis “, settembre 2013 Un importante contributo alle strategie definite a livello nazionale può derivare anche da quanto ruota intorno al “mondo dei rifiuti”, dalla loro produzione e raccolta all’avvio a recupero, trattamento o smaltimento finale, così come attestato in studi di settore condotti nell’ultimo decennio (si veda al riguardo innanzitutto lo studio redatto nel 2001 da AEA Technology per la DG Ambiente della Commissione Europea “Waste management options and climate change”). Nell’ambito delle attività di predisposizione del Piano Regionale, si è quindi ritenuto interessante introdurre nel processo di definizione delle previsioni pianificatorie anche una valutazione degli aspetti emissivi ed energetici. Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Seconda: Proposta pianificatoria 68 REGIONE MARCHE 3.6.3.2. L’impiantistica di trattamento L’impiantistica di selezione del rifiuto indifferenziato di tipo TMB tradizionale (Scenario Inerziale) è stata modellizzata sulla base di coefficienti di ripartizione delle diverse componenti del rifiuto specifici per le diverse sezioni impiantistiche riportati nella prima tabella. Coefficienti di ripartizione dei flussi per l’impiantistica di selezione e successiva stabilizzazione – Scenario Inerziale in uscita da vagliatura (% su ingresso a sezione) in uscita da stabilizzazione (% su ingresso a sezione) sottovaglio recupero sovvallo secco FOS perdite Organico 65,0% 35,0% 60,0% 40,0% Verde 65,0% 35,0% 75,0% 25,0% Carta e cartone 13,0% 87,0% 95,0% 5,0% Vetro 60,0% 40,0% 100,0% 0,0% Plastica 20,0% 80,0% 100,0% 0,0% Metalli ferrosi 30,0% 20,0% 50,0% 100,0% 0,0% Alluminio e altri metalli 30,0% 20,0% 50,0% 100,0% 0,0% Legno 40,0% 60,0% 95,0% 5,0% Tessili 10,0% 90,0% 95,0% 5,0% RUP 20,0% 80,0% 100,0% 0,0% Altro 40,0% 60,0% 90,0% 10,0% L’impianto TMB relativo allo Scenario di Recupero di Materia è stato modellizzato con un secondo set di coefficienti di ripartizione delle diverse componenti del rifiuto, riportato nella seguente tabella. Coefficienti di ripartizione dei flussi per l’impiantistica di selezione e successiva stabilizzazione – Scenario Recupero Materia in uscita da vagliatura (% su ingresso a sezione) in uscita da stabilizzazione (% su ingresso a sezione) sottovaglio recupero sovvallo secco FOS perdite Organico 65,0% 35,0% 60,0% 40,0% Verde 65,0% 35,0% 75,0% 25,0% Carta e cartone 13,0% 34,8% 52,2% 95,0% 5,0% Vetro 60,0% 40,0% 100,0% 0,0% Plastica 20,0% 52,0% 28,0% 100,0% 0,0% Metalli ferrosi 30,0% 65,0% 5,0% 100,0% 0,0% Alluminio e altri metalli 30,0% 65,0% 5,0% 100,0% 0,0% Legno 40,0% 60,0% 95,0% 5,0% Tessili 10,0% 90,0% 95,0% 5,0% RUP 20,0% 80,0% 100,0% 0,0% Altro 40,0% 60,0% 90,0% 10,0% L’impianto TMB relativo allo Scenario CSS è stato modellizzato con un terzo set di coefficienti di ripartizione delle diverse componenti del rifiuto, riportato nella sottostante tabella. Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Seconda: Proposta pianificatoria 69 REGIONE MARCHE Coefficienti di ripartizione dei flussi per l’impiantistica di selezione e successiva stabilizzazione – Scenario CSS in uscita da vagliatura (% su ingresso a sezione) in uscita da stabilizzazione (% su ingresso a sezione) sottovaglio CSS recupero scarto secco FOS perdite Organico 65,0% 10,5% 24,5% 60,0% 40,0% Verde 65,0% 14,0% 21,0% 75,0% 25,0% Carta e cartone 13,0% 74,0% 13,0% 95,0% 5,0% Vetro 60,0% 16,0% 24,0% 100,0% 0,0% Plastica 20,0% 68,0% 12,0% 100,0% 0,0% Metalli ferrosi 30,0% 2,0% 65,0% 3,0% 100,0% 0,0% Alluminio e altri metalli 30,0% 2,0% 65,0% 3,0% 100,0% 0,0% Legno 40,0% 51,0% 9,0% 95,0% 5,0% Tessili 10,0% 63,0% 27,0% 95,0% 5,0% RUP 20,0% 32,0% 48,0% 100,0% 0,0% Altro 40,0% 42,0% 18,0% 90,0% 10,0% Per modellizzare la stabilizzazione del sottovaglio, si è considerato l’effetto sulle caratteristiche chimico-fisiche delle singole frazioni presenti all’interno del flusso delle perdite di umidità e dei processi di degradazione della sostanza organica che avvengono nel corso del trattamento. I processi di trattamento sono quindi stati valutati in termini di consumi energetici ed emissioni sulla base di una rielaborazione di coefficienti derivanti da dati forniti da operatori del settore e da dati contenuti negli studio effettuato dal Politecnico di Milano per conto di Federambiente “Strategie per il recupero di energia da RSU” (2002, con successivi aggiornamenti) e per conto della Regione Lombardia “GERLA” (2012). Consumi energetici ed emissioni dall’impiantistica di pretrattamento del rifiuto kg EP/ t rifiuto in ingresso kg CO2/ t rifiuto in ingresso selezione/stabilizzazione 13,0 32,0 selezione/stabilizzazione con recupero materia 14,8 35,9 selezione/stabilizzazione con produzione CSS 17,0 40,8 3.6.3.3. Recupero di materia Come illustrato in precedenza, si stima che nello scenario Inerziale e nello scenario CSS gli impianti di TMB effettuino recupero dei metalli in ragione di circa l’1% del rifiuto trattato; nello scenario Recupero di Materia il recupero dal processo di trattamento del rifiuto indifferenziato è esteso a metalli, carta e plastica e si stima di separare circa il 20% degli ingressi. Tali materiali isolati dal flusso di rifiuti indifferenziati si ipotizza siano avviati a recupero. Per tutti i processi di recupero di rifiuti sono stati individuati percentualmente i coefficienti di scarto da avviare a smaltimento e i valori da assumere per la quantificazione dei consumi energetici e delle emissioni evitate (essendo entrambi valutati come quantità generate nel processo di recupero, detratte delle quote evitate per l’effetto di sostituzione della materia prima vergine). Il dato energetico ed emissivo associato ai recuperi è stato quindi valutato moltiplicando i quantitativi in questione per fattori energetici o emissivi specifici riportati in tabella. I saldi netti riportati nella sottostante tabella sono calcolati dalla somma tra gli impatti generati, che Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Seconda: Proposta pianificatoria 70 REGIONE MARCHE costituiscono uno svantaggio per l’ambiente ed appaiono con il segno positivo, e gli impatti evitati, che costituiscono viceversa un vantaggio per l’ambiente e appaiono con il segno negativo. Quota materiali a recupero e relativi saldi netti energetici ed emissivi associati ai flussi di rifiuti prodotti dal trattamento dei rifuti urbani carta plastica % scarti 20,0% 10,0% % a recupero 80,0% 90,0% saldo kg EP/kg a recupero -0,542 -0,625 saldo kg CO2/kg a recupero -0,436 -0,707 metalli ferrosi altri metalli % scarti 10,0% 10,0% % a recupero 90,0% 90,0% saldo kg EP/kg a recupero -0,292 -3,144 saldo kg CO2/kg a recupero -1,076 -6,692 Nota: fonte dei saldi specifici: “Riciclo dei rifiuti”, L. Rigamonti e M. Grosso, Dario Flacconio Ed., ottobre 2009 3.6.3.4. Recupero di energia Come illustrato in precedenza, lo Scenario CSS prevede la produzione di Combustibile Solido Secondario; in questo scenario si ipotizza l’invio di tale materiale ad impianti non dedicati: il CSS va così in parziale sostituzione dei combustibili fossili. In base alla stima del PCI associato al CSS prodotto è possibile stimare il dato energetico associato al recupero energetico dello stesso. Per quanto riguarda il dato emissivo è stato valutato moltiplicando il carico termico del CSS in questione per il fattore emissivo specifico che valuta le emissioni evitate grazie alla sostituzione del carbone con CSS; inoltre sono state valutate le emissioni associate alla combustione del CSS moltiplicando i quantitativi di plastica, tessili e altro contenuti nel CSS per i fattori emissivi riportati in tabella. Fattori emissivi da combustione CSS sostituzione carbone kg CO2eq / GJ -95,9 plastica t CO2eq / t rifiuto 2,43 tessili t CO2eq / t rifiuto 0,70 altro t CO2eq / t rifiuto 0,29 3.6.3.5. L’impiantistica di smaltimento Per il 2020 i diversi scenari considerati ipotizzano un quantitativo annuo di rifiuti a smaltimento (rifiuti dal trattamento di rifiuti indifferenziati) variabile tra 156.000 t e 187.000 t. Lo smaltimento in discarica dei residui finali è stato valutato in termini energetico emissivi sulla base di parametri ricavati dal menzionato studio del Politecnico per Federambiente e da dati forniti da operatori del settore. I saldi netti riportati nella sottostante tabella sono calcolati dalla somma tra gli impatti generati, che costituiscono uno svantaggio per l’ambiente e appaiono con il segno positivo, e gli impatti evitati, che costituiscono viceversa un vantaggio per l’ambiente e appaiono con il segno negativo. Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Seconda: Proposta pianificatoria 71 REGIONE MARCHE Consumi energetici ed emissioni da discarica kg EP / t rifiuto kg CO2eq / t rifiuto gestione operativa* +0,80 +1,76 emissione biogas ** +117,81 emissione biogas*** -12,20 +691,00 Note: (*) riferiti al quantitativo complessivo di rifiuti smaltiti in discarica, rifiuti inerti inclusi (**) riferiti al quantitativo di rifiuti smaltito in discarica non totalmente inerte diverso dal rifiuto indifferenziato (es. bioessiccato, FOS) (***) riferiti al quantitativo di rifiuti indifferenziato smaltito in discarica 3.6.3.6. Trasporti intra impianti La valutazione dei trasporti di rifiuti dagli impianti di primo conferimento agli eventuali successivi impianti di ulteriore trattamento/smaltimento o al destino finale è stata effettuata incrociando fattori energetici ed emissivi specifici per le tipologie di automezzi impiegabili con stime delle distanze intercorrenti. Per la caratterizzazione dei dati di consumo di carburante ed emissivi si è fatto riferimento al modello di calcolo Ecotransit, predisposto da IFEU (2011), che include anche i consumi energetici di approvvigionamento del combustibile e le emissioni dirette ed indirette per diversi sistemi di trasporto (sono state considerate assunzioni standard del modello Ecotransit per quanto attiene ai fattori di carico dei mezzi adibiti al trasporto dei rifiuti). Per quanto concerne la valutazione delle distanze intercorrenti si è considerata trascurabile la distanza tra impianto di TMB e discarica, in quanto questi impianti in Regione sono generalmente contigui, mentre si è ipotizzata una distanza di 50 km tra impianto di TMB e impianto di recupero delle frazioni selezionate, quali metalli, carta e plastica. Per quanto riguarda il CSS, si è considerata una distanza di 100 km tra luogo di produzione e luogo di destino finale. Per il bilancio si è considerato anche l'impatto generato dal viaggio di ritorno del mezzo anche se vuoto. Principali parametri energetico - emissivi per la caratterizzazione dei veicoli adibiti al trasporto di rifiuti intraimpianti portata utile mezzo di trasporto da impianto a successivo destino t 16,000 consumi mezzo di trasporto kg EP/km/t 0,077 emissioni mezzo di trasporto kgCO2/km/t 0,073 Fonte: Ecotransit, IFEU 2011 3.6.3.7. I risultati dei bilanci energetici-emissivi L’analisi condotta evidenzia i benefici/impatti energetico-ambientali dei diversi Scenari; i risultati sono riassunti nella seguente tabella. Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Seconda: Proposta pianificatoria 72 REGIONE MARCHE Bilanci energetici-emissivi degli Scenari Bilancio t EP/anno Bilancio t CO2eq/anno Scenario Inerziale Scenario Rec. Materia Scenario CSS Scenario Inerziale Scenario Rec. Materia Scenario CSS trattamento RUR 2.527 2.867 3.305 6.223 6.972 7.934 recupero materia -171 -18.701 -555 -629 -21.310 -2.045 smaltimento 142 117 91 21.170 17.490 13.610 recupero energia 0 0 -24.719 0 0 -38.070 trasporti intraimpianti 5 279 1.461 5 264 1.383 TOTALE BILANCIO 2.503 -15.438 -20.417 26.768 3.416 -17.188 Bilancio kg EP/t RU Bilancio kg CO2/t RU Scenario Inerziale Scenario Rec. Materia Scenario CSS Scenario Inerziale Scenario Rec. Materia Scenario CSS trattamento RUR 13,00 14,75 17,00 32,01 35,86 40,81 recupero materia -0,88 -96,20 -2,86 -3,24 -109,62 -10,52 smaltimento 0,73 0,60 0,47 108,90 89,97 70,01 recupero energia 0,00 0,00 -127,16 0,00 0,00 -195,83 trasporti intraimpianti 0,03 1,44 7,52 0,02 1,36 7,12 TOTALE BILANCIO 12,88 -79,41 -105,03 137,70 17,57 -88,41 Per quanto concerne il bilancio energetico, al 2020 lo scenario migliore è lo Scenario CSS per il quale si stima un beneficio pari a 20.417 tEP/anno. Tale beneficio è generato dal risparmio di energia che si ottiene dalla sostituzione dei combustibili fossili con CSS. Relativamente al bilancio energetico, anche lo Scenario Recupero Materia risulta interessante in quanto si stima un beneficio pari a 15.438 tEP/anno. Tale beneficio è generato dal risparmio di energia che si ottiene avviando a recupero i flussi di metalli, carta e plastica estratti dall’impianto di TMB; gli impatti legati alla produzione a partire da materiali di recupero (produzione secondaria) risultano infatti minori degli impatti legati alla produzione a partire da materie prime vergini (produzione primaria). Bilancio energetico complessivo 2.503 15.438 20.417 25.000 20.000 15.000 10.000 5.000 0 5.000 Scenario Inerziale Scenario Rec Materia Scenario CSS T E P /a n n o Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Seconda: Proposta pianificatoria 73 REGIONE MARCHE Macrovoci del bilancio energetico 30.000 25.000 20.000 15.000 10.000 5.000 0 5.000 Impianti TMB Recupero di materia Smaltimento in Discarica Recupero di energia Trasporti intra impianti T E P /a n n o Scenario Inerziale Scenario Rec Materia Scenario CSS Per quanto concerne il bilancio emissivo, al 2020 lo scenario migliore è lo Scenario CSS per il quale si stima un beneficio pari a 17.188 t CO2eq/anno. Tale beneficio è dovuto in primo luogo dalle mancate emissioni associate alla combustione dei combustibili fossili. Il maggior impatto è invece associato allo Scenario Inerziale. Bilancio emissivo complessivo 26.768 3.416 17.188 20.000 15.000 10.000 5.000 0 5.000 10.000 15.000 20.000 25.000 30.000 Scenario Inerziale Scenario Rec Materia Scenario CSS t C O 2 e q / a n n o Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Seconda: Proposta pianificatoria 74 REGIONE MARCHE Macrovoci del bilancio emissivo 50.000 40.000 30.000 20.000 10.000 0 10.000 20.000 30.000 Impianti TMB Recupero di materia Smaltimento in Discarica Recupero di energia Trasporti intra impianti t C O 2 e q /a n n o Scenario Inerziale Scenario Rec Materia Scenario CSS 3.6.3.8. I risultati delle valutazioni energetico - ambientali La seguente tabella riassume i valori assunti dai cinque indicatori nei diversi Scenari; per la loro rappresentazione grafica tali valori sono stati riportati in una scala che va da 0, in corrispondenza del valore peggiore assunto dall’indicatore considerato, a 100, in corrispondenza del valore migliore assunto dall’indicatore. Sintesi degli indicatori della Valutazione energetico – ambientale per ciascuno Scenario – anno 2020 tEP/anno t CO2/anno % Rec Mat % Rec Energ % Discarica Scenario Inerziale 2.503 26.768 0,4% 0,0% 91,0% Scenario Rec Materia -15.438 3.416 19,2% 0,0% 72,8% Scenario CSS -20.417 -17.188 1,2% 32,9% 58,4% migliore -20.417 -17.188 19,2% 32,9% 58,4% peggiore 2.503 26.768 0,4% 0,0% 91,0% Nel grafico seguente lo Scenario Inerziale è rappresentato con un puntino in corrispondenza dello “zero” che contraddistingue tutti gli indicatori che assumono sempre il valore peggiore nel confronto con gli altri scenari. Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Seconda: Proposta pianificatoria 75 REGIONE MARCHE Sintesi degli indicatori della Valutazione energetico – ambientale per ciascuno Scenario – anno 2020 0% 20% 40% 60% 80% 100% TEP/anno t CO2/anno % Rec Mat% Rec Energ % Discarica Scenario Inerziale Scenario Rec Materia Scenario CSS In base al complesso degli indicatori, lo Scenario CSS risulta il migliore; per quattro dei cinque indicatori considerati presenta infatti le migliori prestazioni in raffronto agli altri scenari. Sulla base di queste valutazioni la proposta di Piano esprime un orientamento verso il sistema gestionale che prediliga la produzione di CSS al fine del suo utilizzo in impianti industriali. Come precedentemente illustrato tale indicazione, anche per le implicazioni connesse alla potenziale “derubricazione” da rifiuto di tale materiale, non assume carattere prescrittivo. Come anticipato saranno le pianificazioni subordinate che, in funzione della auspicata possibilità di “chiusura del ciclo” (sia in merito alla effettiva possibilità di collocazione del CSS, che dei materiali da destinare a recupero), individueranno le soluzioni localmente percorribili a costi sostenibili. 3.6.4. Le opportunità di integrazione con la gestione dei rifiuti speciali L’integrazione della gestione dei rifiuti speciali con quella degli urbani rappresenta un’importante opportunità di creazione di sinergie tra i due “sistemi” che consentono il perseguimento, anche attraverso la realizzazione di significative economie di scala, dell’ottimizzazione tecnico ambientale degli impianti garantendone nel contempo la piena sostenibilità economica. Lo sviluppo di tali sinergie può riguardare ben definite tipologie di rifiuti, essenzialmente non pericolosi, e di attività di trattamento, recupero o smaltimento, quali: rifiuti speciali assimilabili agli urbani, da imballaggio o comunque costituiti da frazioni secche quali carta, vetro, plastica, legno, metalli, avviabili a impianti di recupero di materia nei quali viene tipicamente effettuata anche attività di recupero di frazioni secche da raccolta differenziata dei rifiuti urbani; Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Seconda: Proposta pianificatoria 76 REGIONE MARCHE rifiuti speciali compostabili per successiva valorizzazione in agricoltura, quali quota parte dei fanghi di depurazione dei reflui urbani (se qualitativamente idonei), fanghi dell’industria agro-alimentare, scarti lignei da lavorazione e altri flussi minori, avviabili a impianti di compostaggio di qualità per un trattamento congiunto con frazione organica e scarti verdi da raccolta differenziata dei rifiuti urbani; rifiuti solidi o fanghi palabili non più recuperabili come materia o energia, quali scarti da processi di recupero o smaltimento di altri rifiuti (scarti da recupero di materia, fanghi o residui da trattamenti biologici o chimico-fisici), destinabili a smaltimento in discariche per rifiuti non pericolosi. Nel successivo capitolo 6.2, relativo alla proposta di Piano per la gestione dei rifiuti speciali, sono individuati i fabbisogni stimati per il trattamento e lo smaltimento in ambito regionale dei rifiuti speciali pericolosi e non pericolosi prodotti. Tali fabbisogni, la cui quantificazione deriva dal disegno del futuro scenario gestionale indirizzato sulla base delle priorità sancite dal Piano Regionale nel rispetto della “gerarchia comunitaria”, devono essere assunti come stime di massima e costituire un orientamento per il sistema produttivo regionale come pure per gli Enti preposti al rilascio delle autorizzazioni alla realizzazione ed esercizio degli impianti dedicati ai rifiuti speciali (ciò al fine di sviluppare un sistema industriale di trattamento correttamente dimensionato rispetto al reale fabbisogno espresso dal territorio). Per le possibili implicazioni sul sistema gestionale dei rifiuti urbani in fase attuativa dovranno essere attentamente valutate le opportunità che i contesti locali offrono in merito alle suddette possibilità di integrazione. Il Piano auspica che, per taluni flussi di rifiuti speciali provenienti dal mondo produttivo, pur garantendo comunque la priorità al trattamento dei rifiuti urbani e dei flussi da essi derivanti, siano localmente verificate le possibilità di trattamento presso gli impianti dedicati alla gestione dei rifiuti urbani, dei rifiuti provenienti dal mondo produttivo garantendo così un importante servizio al contesto territoriale di riferimento. Per le sicure implicazioni sul sistema finale di smaltimento in discarica sono qui anticipate alcune stime quantitative dei fabbisogni di gestione dei Rifiuti Speciali e delle loro possibilità di soddisfacimento lungo il periodo di vigenza del Piano. Anticipando quanto verrà esposto nella specifica sezione del Piano (il già citato cap.6.2), nella tabella sottostante si riporta il fabbisogno di discarica per rifiuti speciali non pericolosi (esclusi CER 17 NP, i rifiuti inerti) e rifiuti speciali non pericolosi inertizzati per il periodo 2014-2020. Fabbisogno di discarica per RS non pericolosi (esclusi i rifiuti inerti) e RS inertizzati anno t/a 2014 186.403 2015 169.314 2016 151.479 2017 132.447 2018 113.868 2019 95.788 2020 78.219 Totale 927.518 Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Seconda: Proposta pianificatoria 77 REGIONE MARCHE I quantitativi di rifiuti per cui si manifesta il fabbisogno, vanno contraendosi nel periodo di riferimento della pianificazione in considerazione: • della progressiva crescente dotazione di impiantistica di tipo diverso destinata a recupero, • delle politiche di contenimento della produzione che potranno essere implementate grazie alle azioni attuative del Piano, • degli importanti sforzi che il settore produttivo dovrà fare per rendere sempre più compatibili le proprie attività. 3.6.5. Fabbisogno complessivo di smaltimento in discarica Al fine di valutare la complessiva sostenibilità del sistema regionale delle discariche vengono ora quantificati i fabbisogni complessivi di smaltimento includenti sia i rifiuti urbani ed i flussi da essi derivanti sulla base di quanto illustrato nei capitoli precedenti, sia i rifiuti speciali prodotti nel contesto regionale; il fabbisogno di discarica è descritto per i tre scenari individuati (Inerziale, Recupero Materia, CSS) per il periodo 2014-2020. I flussi considerati sono pertanto i seguenti: • rifiuto indifferenziato; • rifiuti dal trattamento del rifiuto indifferenziato (sovvallo secco, FOS); • scarti da trattamento delle frazioni differenziate; • scarti da trattamento di terre di spazzamento; • rifiuti speciali. Il fabbisogno complessivo annuo di discarica è stato calcolato considerando che siano conferiti annualmente nelle discariche marchigiane (riportate nel capitolo 5.4 della parte I), rifiuti speciali prodotti in regione per quantitativi non superiori al 50% dei rifiuti urbani o da lavorazioni di rifiuti urbani (sempre di provenienza regionale) abbancati nelle stesse discariche. Le seguenti tabelle riportano per ciascuno scenario i fabbisogni di discarica per i rifiuti urbani o da trattamento degli stessi e i flussi di rifiuti speciali ipotizzati a smaltimento negli stessi impianti; è altresì riportata la % di soddisfacimento dei fabbisogni sulla base delle stime precedentemente illustrate. Fabbisogno regionale di smaltimento in discarica – Scenario Inerziale u.m. 2014 2015 2016 2017 2018 2019 2020 RU o da tratt. RU t/a 376.331 328.705 280.482 271.775 263.027 254.255 245.430 RS t/a 186.403 164.352 140.241 132.447 113.868 95.788 78.219 % soddisfacimento fabbisogno complessivo smaltimento RS* % 100% 97% 93% 100% 100% 100% 100% t/a 562.734 493.057 420.723 404.222 376.895 350.044 323.648 Totale RU e RS mc/a 677.528 593.494 506.425 486.882 455.303 424.250 393.697 Nota: * per il fabbisogno complessivo si veda cap. 6.2.2 Fabbisogno regionale di smaltimento in discarica – Scenario Recupero di Materia Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Seconda: Proposta pianificatoria 78 REGIONE MARCHE u.m. 2014 2015 2016 2017 2018 2019 2020 RU o da tratt. RU t/a 376.331 328.705 262.964 254.768 209.428 201.750 194.036 RS t/a 186.403 164.352 131.482 127.384 104.714 95.788 78.219 % soddisfacimento fabbisogno complessivo smaltimento RS* % 100% 97% 87% 96% 92% 100% 100% Totale RU e RS t/a 562.734 493.057 394.446 382.152 314.142 297.538 272.254 mc/a 677.528 593.494 474.796 459.998 378.134 358.619 329.454 Nota: * per il fabbisogno complessivo si veda cap. 6.2.2 Fabbisogno regionale di smaltimento in discarica – Scenario CSS u.m. 2014 2015 2016 2017 2018 2019 2020 RU o da tratt. RU t/a 376.331 328.705 248.752 241.159 179.115 172.681 166.208 RS t/a 186.403 164.352 124.376 120.580 89.558 86.340 78.219 % soddisfacimento fabbisogno complessivo smaltimento RS* % 100% 97% 82% 91% 79% 90% 100% t/a 562.734 493.057 373.128 361.739 268.673 259.021 244.427 Totale RU e RS mc/a 677.528 593.494 449.136 435.427 323.403 311.785 294.670 Nota: * per il fabbisogno complessivo si veda cap. 6.2.2 Si evidenzia come, pur avendo considerato un limite quantitativo alle possibilità di conferimento dei rifiuti speciali (ricordiamo come oggi tale limite, ove posto, sia nell’ordine del 20%), si preveda un quasi completo soddisfacimento dei fabbisogni di smaltimento dei rifiuti speciali stimati dal Piano (si veda capitolo 6.2.2). Le seguenti tabelle riassumono per ciascuno dei tre scenari, con dettaglio provinciale i fabbisogni di discarica definiti dalla somma delle diverse tipologie di rifiuti sopra riportati. Fabbisogno complessivo di discarica – Scenario Inerziale 2014 2015 2016 2017 2018 2019 2020 2014-2020 t/a t Ancona 158.198 140.114 121.236 116.441 108.532 100.767 93.233 838.521 Ascoli Piceno 86.622 74.093 61.326 58.650 54.427 50.304 46.313 431.735 Fermo 63.847 53.942 43.720 41.643 38.475 35.392 32.425 309.444 Macerata 97.942 86.082 73.607 70.841 66.171 61.575 57.111 513.330 Pesaro Urbino 156.125 138.826 120.834 116.647 109.288 102.006 94.566 838.292 MARCHE 562.734 493.057 420.723 404.222 376.895 350.044 323.648 2.931.322 2014 2015 2016 2017 2018 2019 2020 2014-2020 mc/a mc Ancona 190.470 168.655 145.932 140.252 131.111 122.129 113.412 1.011.961 Ascoli Piceno 104.292 89.186 73.819 70.644 65.750 60.968 56.337 520.995 Fermo 76.871 64.931 52.626 50.158 46.480 42.895 39.443 373.403 Macerata 117.921 103.618 88.601 85.328 79.938 74.629 69.472 619.506 Pesaro Urbino 187.974 167.105 145.448 140.500 132.024 123.630 115.033 1.011.715 MARCHE 677.528 593.494 506.425 486.882 455.303 424.250 393.697 3.537.581 Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Seconda: Proposta pianificatoria 79 REGIONE MARCHE Fabbisogno complessivo di discarica – Scenario Recupero di Materia 2014 2015 2016 2017 2018 2019 2020 2014-2020 t/a t Ancona 158.198 140.114 121.236 117.432 91.237 86.408 79.140 793.764 Ascoli Piceno 86.622 74.093 52.070 50.228 44.527 42.001 38.300 387.840 Fermo 63.847 53.942 37.017 35.512 32.970 30.950 28.081 282.320 Macerata 97.942 86.082 63.290 61.340 55.613 52.775 48.442 465.484 Pesaro Urbino 156.125 138.826 120.834 117.640 89.795 85.404 78.292 786.916 MARCHE 562.734 493.057 394.446 382.152 314.142 297.538 272.254 2.716.323 2014 2015 2016 2017 2018 2019 2020 2014-2020 mc/a mc Ancona 190.470 168.655 145.932 141.353 109.822 104.146 95.767 956.145 Ascoli Piceno 104.292 89.186 62.677 60.460 53.597 50.624 46.346 467.181 Fermo 76.871 64.931 44.557 42.746 39.686 37.304 33.981 340.076 Macerata 117.921 103.618 76.182 73.836 66.942 63.609 58.620 560.726 Pesaro Urbino 187.974 167.105 145.448 141.603 108.086 102.937 94.741 947.895 MARCHE 677.528 593.494 474.796 459.998 378.134 358.619 329.454 3.272.023 Fabbisogno complessivo di discarica – Scenario CSS 2014 2015 2016 2017 2018 2019 2020 2014-2020 t/a t Ancona 158.198 140.114 121.236 117.432 77.558 74.776 70.641 759.955 Ascoli Piceno 86.622 74.093 44.793 43.293 37.931 36.460 34.328 357.519 Fermo 63.847 53.942 31.694 30.433 28.132 26.881 25.153 260.083 Macerata 97.942 86.082 54.571 52.941 47.533 45.915 43.467 428.451 Pesaro Urbino 156.125 138.826 120.834 117.640 77.518 74.989 70.839 756.771 MARCHE 562.734 493.057 373.128 361.739 268.673 259.021 244.427 2.562.779 2014 2015 2016 2017 2018 2019 2020 2014-2020 mc/a mc Ancona 190.470 168.655 145.932 141.353 93.357 90.008 85.161 914.937 Ascoli Piceno 104.292 89.186 53.918 52.112 45.658 43.887 41.384 430.435 Fermo 76.871 64.931 38.151 36.633 33.863 32.357 30.323 313.128 Macerata 117.921 103.618 65.687 63.725 57.216 55.268 52.401 515.837 Pesaro Urbino 187.974 167.105 145.448 141.603 93.309 90.265 85.400 911.104 MARCHE 677.528 593.494 449.136 435.427 323.403 311.785 294.670 3.085.442 Si osserva come, passando dallo Scenario Inerziale, allo Scenario Recupero Materia e allo Scenario CSS, il fabbisogno di smaltimento per il periodo 2014-2020 si contragga significativamente passando dai ca. 3.500.000 mc dello Scenario Inerziale, ai ca. 3.300.000 mc dello Scenario Recupero Materia, ai ca. 3.100.000 mc dello Scenario CSS. Tali fabbisogni sono nel seguito messi a confronto con le capacità residue di discarica al 31 dicembre 2013 riportate nella successiva tabella. Per ogni ATO, è quindi possibile effettuare un confronto tra fabbisogno di smaltimento e capacità residue degli impianti; per far ciò sono state considerate le volumetrie residue al dicembre 2013 e le volumetrie derivanti dai progetti attualmente in corso. Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Seconda: Proposta pianificatoria 80 REGIONE MARCHE Discariche – volumetrie residue al 31 dicembre 2013 e progetti in corso [mc] Volumetrie residue al dicembre 2013 Progetti in corso Totale Pesaro Urbino 2.945.187 0 2.945.187 Ancona 381.117 2.500.000 2.881.117 Macerata 0 450.000 450.000 Fermo 590.000 350.000 940.000 Ascoli Piceno 15.750 1.100.000 1.115.750 Regione Marche 3.932.054 4.400.000 8.332.054 Le seguenti figure permettono un rapido confronto visivo tra il fabbisogno di discarica complessivo per gli anni 2014-2020 e le disponibilità impiantistiche. Per quanto concerne lo Scenario Inerziale si evince come a livello regionale il fabbisogno di discarica per il periodo 2014-2020, pari a circa 3.500.000 mc, non ecceda le disponibilità impiantistiche regionali: a fine 2020 si stima infatti saranno ancora disponibili sul territorio ca. 4.800.000 mc di capacità di smaltimento in discarica. A livello di singoli ATO si rileva invece una criticità legata agli smaltimenti nell’ATO di Macerata: si stima che la disponibilità impiantistica vada ad esaurirsi nel corso 2018. Fabbisogno di discarica 2014-2020 confrontato con disponibilità impiantistiche – Scenario Inerziale 1.000.000 0 1.000.000 2.000.000 3.000.000 4.000.000 5.000.000 6.000.000 7.000.000 8.000.000 9.000.000 Ancona Ascoli Piceno Fermo Macerata Pesaro Urbino MARCHE m c disponibilità impiantistiche fabbisogno smaltimento surplus/deficit impiantistico Per quanto concerne lo Scenario Recupero di Materia si evince come a livello regionale il fabbisogno di discarica per il periodo 2014-2020, pari a circa 3.300.000 mc, non ecceda le disponibilità impiantistiche regionali: a fine 2020 si stima infatti saranno ancora disponibili sul territorio ca. 5.100.000 mc di capacità di smaltimento in discarica. A livello di singoli ATO si rileva invece una criticità legata agli smaltimenti nell’ ATO di Macerata: si stima che la disponibilità impiantistica vada ad esaurirsi nel corso del 2019. Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Seconda: Proposta pianificatoria 81 REGIONE MARCHE Fabbisogno di discarica 2014-2020 confrontato con disponibilità impiantistiche – Scenario Recupero di Materia 1.000.000 0 1.000.000 2.000.000 3.000.000 4.000.000 5.000.000 6.000.000 7.000.000 8.000.000 9.000.000 Ancona Ascoli Piceno Fermo Macerata Pesaro Urbino MARCHE m c disponibilità impiantistiche fabbisogno smaltimento surplus/deficit impiantistico Per quanto concerne lo Scenario CSS si evince come a livello regionale il fabbisogno di discarica per il periodo 2014-2020, pari a circa 3.100.000 mc, non ecceda le disponibilità impiantistiche regionali: a fine 2020 si stima infatti saranno ancora disponibili sul territorio ca. 5.200.000 mc di capacità di smaltimento in discarica. A livello di singoli ATO si rileva invece una criticità legata agli smaltimenti nell’ ATO di Macerata: si stima che la disponibilità impiantistica vada ad esaurirsi nel corso del 2019. Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Seconda: Proposta pianificatoria 82 REGIONE MARCHE Fabbisogno di discarica 2014-2020 confrontato con disponibilità impiantistiche – Scenario CSS 1.000.000 0 1.000.000 2.000.000 3.000.000 4.000.000 5.000.000 6.000.000 7.000.000 8.000.000 9.000.000 Ancona Ascoli Piceno Fermo Macerata Pesaro Urbino MARCHE m c disponibilità impiantistiche fabbisogno smaltimento surplus/deficit impiantistico Il seguente grafico riporta per ciascuno dei tre Scenari l’andamento dei fabbisogno cumulati di smaltimento in discarica a confronto con le disponibilità di smaltimento in discarica. Fabbisogni regionali cumulati di smaltimento in discarica 3.537.581 3.272.023 3.085.442 8.332.054 0 1.000.000 2.000.000 3.000.000 4.000.000 5.000.000 6.000.000 7.000.000 8.000.000 9.000.000 2014 2015 2016 2017 2018 2019 2020 m c Scenario Inerziale Scenario Recupero di Materia Scenario CSS Disponibilità impiantistiche In tutti gli scenari prospettati dal Piano il complessivo sistema regionale delle discariche mostra ampie capacità residue alla fine del periodo di pianificazione; tale risultato è conseguito in modo non omogeneo sul territorio: permangono infatti importanti capacità Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Seconda: Proposta pianificatoria 83 REGIONE MARCHE residue per le province di Pesaro Urbino ed Ancona (ammesso per quest’ultima l’utilizzo delle volumetrie derivanti dai “Progetti in corso”), discrete capacità residue per la provincia di Ascoli Piceno, mentre la Provincia di Macerata risulta deficitaria. In quest’ottica la necessità di perseguire la piena autosufficienza in ciascun ATO imporrebbe alle realtà con minori disponibilità di discarica la ricerca di siti per la realizzazione di nuovi impianti di discarica o l’ampliamento degli impianti esistenti nonostante le consistenti capacità registrate a livello regionale. Pertanto, al fine di evitare l’impegno di nuovo territorio per la realizzazione di impianti di discarica che devono assumere nella strategia gestionale un ruolo sempre più marginale e al fine di contenere anche i possibili ampliamenti degli impianti esistenti, il Piano auspica l’integrazione funzionale tra i diversi contesti provinciali in modo che, grazie ad una coordinata gestione si costituisca la “rete regionale” funzionale al complessivo soddisfacimento dei fabbisogni. 3.7. Considerazioni di sintesi in merito all’individuazione dello Scenario di Piano L’analisi dei possibili Scenari del sistema gestionale, per quanto attiene la componente impiantistica, evidenzia come tutte le evoluzioni prospettate rispetto all’attuale situazione impiantistica rappresentino un miglioramento delle prestazioni energetico ambientali del sistema; in particolare: • lo Scenario Inerziale che prevede il completamento dell’impiantistica di pretrattamento dei rifiuti indifferenziati nei contesti territoriali che oggi ne sono privi permetterebbe il conseguimento dei dettami normativi; • lo Scenario Recupero di Materia che prevede la realizzazione di impianti in grado di selezionare dal rifiuto indifferenziato residuo ulteriori flussi di metalli, plastica e carta da avviare a recupero permettebbe un significativo risparmio energetico e una riduzione dei rifiuti da smaltire in discarica; • lo Scenario CSS che prevede la realizzazione di impianti in grado di produrre combustibile da avviare ad impianti non dedicati, permetterebbe un significativo risparmio energetico, una riduzione delle emissioni in atmosfera e una sensibile riduzione dei rifiuti da smaltire in discarica. In merito alle possibili evoluzioni del sistema impiantistico si rappresentano di seguito gli aspetti di potenziale criticità e, di contro, le opportunità. Per quanto concerne lo Scenario Recupero di Materia per i diversi materiali queste sono oggi le tendenze in atto. I metalli vengono quasi sempre isolati negli impianti TMB e la loro recuperabilità all’interno di impianti dedicati non presenta particolari criticità. La separazione di carta e plastica richiede invece l’istallazione di ulteriori specifici selettori e, una volta isolati tali flussi, il loro recupero presenta qualche criticità. In particolare sperimentazioni svolte in ambito nazionale per la selazione di carta da macero da rifiuto urbano residuo (Idealservice – Ritec di Godega di Sant’Urbano, Treviso. Anno 2007), hanno riscontrato problematiche relative ai quantitativi di impurezze contenute nella carta selezionata e nell’elevato tasso di umidità riscontrato; ciò è evidentemente da imputare alle modalità di raccolta che prevedono il conferimento nel secco residuo della frazione cellulosica sporca da cui deriva l’inevitabile contatto con rifiuti indifferenziati residui contenenti tra le altre frazioni anche organico e Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Seconda: Proposta pianificatoria 84 REGIONE MARCHE rifiuti igienici. Ne conseguono, oltre ai problemi di qualità in sé del materiale, evidenti problemi di putrescibilità che, al fine di limitare l’insorgenza di odori e di processi fermentativi, impongono di non imballare la carta separata e portano ad un incremento dei costi di gestione e di trasporto. Oltre a ciò, anche il quadro normativo di riferimento non depone per un’agevole collocazione di quelli che potrebbero essere i flussi di macero così intercettati. Si sottolinea infatti come la norma EN.643 dica espressamente che la carta da macero proveniente da impianti di selezione del rifiuto non è adatta all’impiego nell’industria cartaria. In effetti, come argomentato nel documento JRC IPTS per la predisposizione del regolamento di settore sull’End-of-Waste, si ritiene che, anche se in teoria pressoché ogni tipologia di rifiuto di carta può essere riciclato, tale processo può essere reso difficoltoso, fino anche ad arrivare ad essere non percorribile, se il rifiuto di carta è stato in diretto contatto con altri rifiuti, quali anche rifiuti domestici misti. Su queste basi, il citato documento JRC-IPTS riporta una proposta di criteri per la definizione dell’End-of-Waste per la carta da macero che prevedono, tra l’altro, che non sia possibile la declassificazione da rifiuto a non rifiuto per carta da macero proveniente da rifiuti urbani misti. L’entrata in vigore di tale regolamentazione, ulteriormente rafforzativa rispetto a quanto già previsto dalla norma EN.643, comporterebbe quindi il permanere, se non l’incrementarsi, di criticità sulle effettive possibilità di collocazione e valorizzazione sul mercato di carta da macero proveniente da recuperi dal rifiuto indifferenziato. Il recupero come materia di plastica dal rifiuto indifferenziato rappresenta ad oggi, nel contesto nazionale, una tipologia di recupero pressoché assente. In relazione al quadro normativo di riferimento si può esservare che per la recuperabilità della plastica non appaiano preclusioni a priori rispetto all’origine da rifiuto indifferenziato, ma criteri di qualità che richiedono un’attenta valutazione rispetto alle possibilità di conseguimento, grazie ad idonei processi di lavorazione. Solo la norma UNI 10667-14, nel definire i requisiti correlati alle materie plastiche eterogenee di riciclo impiegabili in miscela con malte cementizie, richiama nel suo titolo l’origine da raccolta differenziata; questa potrebbe costituire una criticità. Da un’analisi di quanto riscontrabile in letteratura, della documentazione tecnica attinente le attività di riciclo oggi svolte in particolare in ambito nazionale e da un confronto diretto anche con operatori del settore, si evince che per quanto riguarda flussi omogenei per polimero (in particolare PET e HDPE) estraibili dal flusso del rifiuto indifferenziato non si ravvisano criticità rispetto alla collocazione sul mercato. La componente di rifiuti di plastica di maggiore criticità è costituita dal mix di plastiche eterogenee che può essere estratto negli impianti TMB dal flusso del rifiuto indifferenziato a valle dell’intercettazione di polimeri “di pregio”. Seppure non vadano escluse possibili evoluzioni future, ad oggi non si ha ancora un vero mercato sviluppato e quindi tali flussi potrebbero trovare difficoltà di collocazione, anche a valorizzazione tendente a zero. Per quanto concerne lo Scenario CSS il quadro normativo recentemente ridefinito (Regolamento DM 14 febbraio 2013, n. 22 in attuazione dell’articolo 184-ter del D.Lgs. 152/06: “Cessazione della qualifica di rifiuto”) stabilisce le condizioni in base alle quali alcune tipologie di CSS cessano di essere qualificate “rifiuti speciali” e vengono qualificate come “prodotto”; questo nuovo contesto costituisce un riferimento certo e potrebbe sicuramente dare un forte impulso all’utilizzo di tale prodotto. La cessazione dello status di “rifiuto” è infatti un importante strumento attraverso cui attuare la “gerarchia dei rifiuti” promuovendo il riciclaggio ed il recupero degli stessi; viene infatti incoraggiata la produzione di prodotti di alta qualità che vanno a sostituire materie prime vergini riducendo nel contempo il quantitativo di materiale da destinare allo smaltimento. Tale processo registra non solo benefici ambientali ma anche benefici economici; il “prodotto” ha infatti potenzialmente un mercato e quindi un valore positivo rispetto al “rifiuto” che, nella maggior parte dei casi, costituisce un aggravio per il produttore. Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Seconda: Proposta pianificatoria 85 REGIONE MARCHE Un’interessante opportunità legata al CSS è la possibilità di avviarlo in impianti industriali non dedicati (cementerie e centrali termoelettriche) quale combustibile in parziale sostituzione dei combustibili tradizionali. In particolare l’utilizzo del CSS nelle cementerie risulta interessante in quanto permette di ottimizzare l’apporto calorico all’impianto e nel contempo di dare un contributo positivo all’impatto ambientale. L’Italia è uno dei maggiori produttori di cemento a livello europeo ma nonostante ciò ad oggi sfrutta solo limitatamente le possibilità legate all’utilizzo di CSS nelle cementerie La figura seguente mostra infatti come l’Italia si collochi all’ultimo posto tra i principali paesi europei che utilizzano tale pratica, con una sostituzione calorica nei forni da cemento pari a circa il 10%, a fronte di una media europea pari al 20% e picchi superiori al 50% (in Olanda, Germania). In Italia quindi l’incidenza del CSS nel mix energetico del settore cementiero è ancora marginale e presenta ampi spazi di miglioramento. Sostituzione calorica di combustibili fossili con CSS nelle cementerie - 2009 In base ai dati di produzione dei cementifici nazionali relativi al 2009, Nomisma all’interno del rapporto Energia 2011 - “Potenzialità e benefici dall’impiego di Combustibili Solidi Secondari nell’Industria” (dicembre 2011) sviluppa una stima della potenzialità di utilizzo di CSS nei nelle cementerie in Italia in corrispondenza di diversi gradi di sostituzione calorica: 10%, 25%, 50%. La tabella sottostante mostra come nel centro Italia ci sia potenzialità di utilizzo per quantitativi variabili da ca. 100.000 t/a a ca. 480.000 t/a. Potenzialità di utilizzo di CSS nelle cementerie in Italia per diversi gradi di sostituzione calorica Sostituzione del 10% Sostituzione del 25% Sostituzione del 50% Centro Italia* 96.649 241.623 483.244 Italia 453.403 1.133.509 2.267.017 Nota: * comprende le seguenti regioni: Toscana, Umbria, Lazio, Marche. Fonte: elaborazioni NE Nomisma Energia su dati MSE e IEA Nel nostro paese le attuali modalità di utilizzo dei “combustibili alternativi” mostrano quindi ampi margini di incremento rispetto alle effettive capacità di impiego presso i grossi impianti industriali utilizzatori. Lo sviluppo del CSS può pertanto avere prospettive di sicuro interesse. Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Seconda: Proposta pianificatoria 86 REGIONE MARCHE Nel nostro paese le attuali modalità di utilizzo dei “combustibili alternativi” mostrano ampi margini di incremento rispetto alle effettive capacità di impiego presso i grossi impianti industriali utilizzatori (ad es. cementifici). Lo sviluppo del CSS può pertanto avere prospettive di sicuro interesse. La distribuzione omogenea a livello nazionale delle cementerie fa sì che il CSS possa, a livello teorico, trovare una collocazione prossima alla zona di produzione definendo in tal modo soluzioni locali al problema della gestione dei rifiuti. Perché ciò avvenga risulta di estrema importanza favorire l’incontro tra domanda ed offerta; la stipula di accordi tra il produttore di CSS e l’utilizzatore garantirebbe che il CSS prodotto fosse rispondente alle richieste dell’utilizzatore, che quest’ultimo effettuasse le modifiche impiantistiche necessarie per poter trattare il CSS e che quindi il CSS avesse un conferimento finale certo; così facendo si eviterebbero situazioni emergenziali legate alla difficoltà di collocazione del prodotto. Da questo punto di vista la situazione ideale sarebbe rappresentata da un accordo stipulato a livello regionale tra enti pubblici ed operatori industriali. Vista la recente emanazione del Regolamento relativo all’End Of Waste del CSS, risulta ancor più importante la promozione di tali accordi finalizzati anche alla valorizzazione del CSS-combustibile differenziandolo dal CSS-rifiuto per evitare che gli utilizzatori siano maggiormente interessati a quest’ultimo perché più conveniente dal punto di vista economico. Alla luce delle considerazioni inerenti la sfera “energetico ambientale” come risulta dalle valutazioni comparative precedentemente sviluppate e sulla base delle valutazioni di scenario relative alle criticità/opportunità di collocazione dei materiali, è quindi lo “Scenario CSS” quello verso cui orientare prioritariamente il sistema gestionale. E’ tuttavia facilmente intuibile come le possibilità di piena concretizzazione delle previsioni gestionali della filiera impiantistica dipendano da una molteplicità di fattori difficilmente prevedibili a livello di pianificazione regionale; è verosimile che gli scenari gestionali possano infatti evolvere in modo da contemplare il conseguimento integrato del “recupero di materia” e del “recupero energetico” attraverso la contemporanea produzione di CSS e l’effettuazione di recupero di materia (entrambi più limitati dal punto di vista quantitativo rispetto a quanto previsto nei due scenari di partenza) in funzione delle opportunità che si potranno presentare a livello locale. La Regione, sulla base delle proprie competenze, attiverà in fase attuativa tutte le azioni volte al conseguimento degli obiettivi promuovendo innanzitutto il coordinamento delle pianificazioni d’ambito affinchè le stesse siano orientate alla realizzazione di un sistema integrato che a scala regionale sappia cogliere appieno le potenzialità di ottimizzazione gestionale. La declinazione a livello locale delle politiche delineate a livello regionale porterà quindi a valutare le diverse possibili modalità di conseguimento degli obiettivi e ad articolare le proposte gestionali sulla base delle opportunità offerte. Gli scenari delineati individuano quindi “percorsi tecnici” per l’evoluzione del sistema di trattamento che dovranno essere valutati nelle loro effettive possibilità di concretizzazione a livello di pianificazione subordinata (Piani d’Ambito). Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Seconda: Proposta pianificatoria 87 REGIONE MARCHE 3.8. La possibile articolazione impiantistica sul territorio Il Piano definisce il complesso dei fabbisogni per il trattamento – smaltimento dei seguenti flussi di rifiuti: a) frazioni organiche e verde da RD; anche se la gestione di tali flussi non può formalmente essere oggetto di previsioni “vincolanti” (i rifiuti a recupero non hanno limiti nella loro movimentazione sul territorio), considerato l’interesse pubblico che riveste la loro gestione ai fini del conseguimento degli obiettivi, il Piano definisce soluzioni gestionali che mirino alla sostanziale autosufficienza di ambito; b) frazioni “secche” da RD; anche la gestione di questi flussi non può essere oggetto di previsioni “vincolanti”; il PRGR non formula specifiche previsioni realizzative; si auspica il raggiungimento di soluzioni gestionali che mirino alla sostanziale autosufficienza di ambito. Tali flussi sono oggi trattati anche dal variegato mondo dell’imprenditoria privata e non sono prevedibili nuove specifiche iniziative di carattere pubblico; c) rifiuti ingombranti vanno potenziate iniziative per il recupero; d) rifiuti da spazzamento stradale per i quali vanno potenziate iniziative per il recupero; e) rifiuto indifferenziato residuo per il quale si evidenzia la necessità di potenziamento ed adeguamento del sistema impiantistico; f) fabbisogno residuo di discarica. Come precedentemente illustrato, per quanto riguarda il trattamento del rifiuto indifferenziato residuo il Piano prevede un orientamento verso: • il recupero di materia dal RU residuo (stimato indicativamente pari al 20% del rifiuto in ingresso); • la produzione di CSS (stimato pari a ca il 30% del rifiuto in ingresso) da impiegare ai fini della valorizzazione energetica in impianti industriali esistenti come da indicazioni della recente normativa (D.M.22/2013); • lo smaltimento in discarica dei residui non recuperabili. La possibile articolazione del sistema impiantistico, che il Piano Regionale definisce nelle sue linee essenziali e che i PdA dovranno prevedere nel dettaglio, è riferita ai flussi prioritari, ovverosia: • al trattamento dei rifiuti organici da RD per quantitativi totali pari a circa 220.000 t/a; • alle modalità di trattamento del rifiuto indifferenziato residuo ed al suo smaltimento; si ricorda come si stia parlando, ad obiettivi di RD conseguiti, di circa 200.000 t/a di rifiuti pari a circa il 30% del totale del rifiuto prodotto a livello regionale. La definizione dei futuri scenari e della possibile articolazione del sistema impiantistico sul territorio muove da: • presenza sul territorio di dotazione impiantistica dedicata al compostaggio; • presenza sul territorio di impianti di pretrattamento TMB – Trattamento Meccanico Biologico oggi, almeno in parte, funzionalmente integrati all’impiantistica di compostaggio; Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Seconda: Proposta pianificatoria 88 REGIONE MARCHE • necessità di migliorare significativamente le prestazioni degli impianti esistenti: oggi si registrano infatti criticità gestionali per gli impianti di compostaggio e uno scarso ed inappropriato sistema di pretrattamento dei rifiuti indifferenziati a monte del conferimento in discarica; • necessità di nuova impiantistica per il trattamento del rifiuto indifferenziato nei contesti territoriali che oggi ne sono privi (Province AN e PU); • necessità di implementazione di nuove “sezioni impiantistiche” (adeguamento di impianti esistenti) dedicate a nuove funzioni (recupero di materia, produzione di CSS); • necessità di complessiva ottimizzazione del sistema impiantistico di pretrattamento a partire da una “visione regionale” che contempli l’obiettivo di conseguire adeguati standard dimensionali degli impianti ipotizzando pertanto le necessarie aggregazioni; • presenza sul territorio regionale di una importante capacità di smaltimento nel sistema delle discariche. Si precisa come il Piano, recependo gli indirizzi in tal senso formulati dall’Amministrazione Regionale (DGR n. 484 del 3 aprile 2013 con la quale la Giunta Regionale ha preso atto dello stato di avanzamento dei lavori fornendo proprie indicazioni in merito agli obiettivi della pianificazione), non abbia considerato lo sviluppo di un ipotetico scenario che contempli il ricorso a trattamento termico diretto del rifiuto residuo. Il sistema gestionale è infatti centrato su politiche che massimizzino processi spinti di recupero di materia e di energia, quest’ultimo inteso come produzione di CSS e recupero energetico in impianti non dedicati, così da minimizzare gli scarti da indirizzare a smaltimento finale, smaltimento che in ogni caso sarà garantito dall’ancora ampia disponibilità di dicarica presente sul territorio marchigiano. Si rammenta infatti come uno degli obiettivi della pianificazione sancisca che “non sia ammessa sino al conseguimento dell’obiettivo di RD del 70% il ricorso a trattamento termico tramite termovalorizzazione evidenziando comunque l’opportunità di una sua valutazione in termini di analisi costi/benefici.” Queste tematiche travalicano quindi l’arco temporale di riferimento della nuova pianificazione e si è optato per la non considerazione dello scenario di recupero energetico attraverso la realizzazione di un impianto dedicato al trattamento termico del rifiuto residuo; tuttavia, come detto, ai fini del rispetto della gerarchia, è previsto il recupero energetico (attraverso la produzione e l’utilizzo del CSS), prioritariamente allo smaltimento in discarica. Definiti i fabbisogni di trattamento e smaltimento per le diverse filiere e per i diversi contesti del territorio regionale come oggi definiti dalla legislazione vigente, ribadendo che saranno le pianificazioni d’ambito a delineare nel dettaglio lo sviluppo delle soluzioni organizzative ed impiantistiche, il Piano individua quella che, alla luce dello stato di fatto riscontrato e delle necessarie evoluzioni del sistema impiantistico, ritiene sia la soluzione meglio rispondente alle esigenze di ottimizzazione gestionale. Considerate le presistenze e le future esigenze gestionali si ritiene che la corretta gestione possa svilupparsi perseguendo i seguenti obiettivi: • conseguimento della tendenziale autosufficienza a livello di ATO per il trattamento dei flussi da raccolta differenziata da destinare a valorizzazione agronomica (FORSU e verde); Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Seconda: Proposta pianificatoria 89 REGIONE MARCHE • conseguimento della tendenziale autosufficienza a livello di ATO per il trattamento dei flussi “secchi” da raccolta; • trattamento della frazione secca da valorizzare (recupero di materia e/o produzione CSS), in un numero limitato di impianti specializzati di medie dimensioni che consentano il superamento dell’attuale frammentazione prevedendo, ove non siano conseguiti i necessari standard gestionali, l’integrazione funzionale tra diversi contesti territoriali; • smaltimento dei flussi residui dai trattamenti in un numero sempre più limitato di discariche da considerare strategiche per il sistema regionale mirando alla loro ottimale gestione attraverso adeguati bacini di utenza. La presente proposta tecnica, qualora si concretizzi anche a seguito delle verifiche di fattibilità condotte a livello di pianificazione subordinata, necessiterà della formalizzazione di accordi inter ATO che dettaglieranno le modalità organizzative e regoleranno gli aspetti tecnici ed economici tra le parti. La definizione degli aspetti di governance e di “regolazione” del sistema gestionale è sviluppata nel cap. 13 della presente Relazione di Piano. 3.8.1. L’impiantistica per il trattamento di FORSU e verde da RD A livello di singoli ATO dovrà essere potenziata la capacità di trattamento di FORSU e verde sino a garantire la “sostanziale autosufficienza” ed il soddisfacimento dei fabbisogni. Qualora non siano conseguibili i necessari standard di efficienza, a causa ad es. delle ridotte potenzialità impiantistiche, è consentito prefigurare il soddisfacimento attraverso accordi con altri ATO che garantiscano il trattamento con le capacità dei propri impianti. Lo sviluppo di questa impiantistica è necessaria per sanare deficit in diversi contesti provinciali. Lo sviluppo va valutato innanzitutto attraverso le necessarie integrazioni con l’impiantistica di stabilizzazione la cui necessità va contraendosi a seguito della diminuzione di RUR nel periodo della pianificazione grazie allo sviluppo delle Raccolte Differenziate ed alla crescente intercettaizone di frazione organica. Alla luce delle iniziative in atto va definita quale sarà l’effettiva operatività degli impianti esistenti per quanto riguarda le matrici organiche da RD. I fabbisogni totali (anno 2020) per organico e verde ammontano a ca. 220.000 t/a così articolati su base provinciale: • Pesaro Urbino 51.012 t/a • Ancona 68.058 t/a • Macerata 47.152 t/a • Fermo 23.948 t/a • Ascoli Piceno 29.890 t/a Anche in questo caso è auspicata una gestione integrata a scala territoriale; a partire dalle realtà operanti vanno quantificati i deficit puntando conseguentemente alla realizzazione di impianti di taglia dimensionale minima indicativamente pari a 25 - 30.000 t/a; si rammenta come alla definizione della potenzialità impiantistica possano concorrere flussi di rifiuti speciali (es fanghi biologici da depurazione acque reflue, fanghi da agroindustria,..) di caratteristiche idonee. Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Seconda: Proposta pianificatoria 90 REGIONE MARCHE Un’interessante possibilità di sviluppo di tali attività è sicuramente legata all’opportunità di integrazione con l’impiantistica di Digestione Anaerobica già operante su territorio. Ci si riferisce in particolare agli impianti dedicati al trattamento di biomasse per i quali potrebbero essere valutate le possibilità di trattamento di flussi di matrici organiche da RD; per queste situazioni vanno valutati gli aspetti tecnici (qualità dei materiali, compatibilità dei processi, potenzialità residue degli impianti,…). Questa opzione, che prevede l’utilizzo di impianti esistenti e potenzialmente idonei a tali trattamenti, può rappresentare una interessante alternativa a nuove ed onerose realizzazioni impiantistiche; la presenza di impianti decentrati sul territorio consentirebbe inoltre di prefigurare un sistema di trattamento rispondente al rispetto del “principio di prossimità” con conseguente contenimento dei costi gestionali legati al trasporto dei rifiuti oltre che un contenimento dei connessi impatti ambientali. Questi approfondimenti di carattere tecnico ed ambientale insieme alle considerazione degli aspetti economici (valutazione dei costi di accesso agli impianti esistenti confrontati con gli oneri complessivi legati alla realizzazione di nuovi impianti) dovranno essere effettuate a livello di pianificazione d’ambito. Ai fini delle valutazioni in merito al soddisfacimento dei fabbisogni, sempre a livello di pianificazione d’ambito, andranno quindi contemplate tutte le realtà impiantistiche, anche riconducibili a titolarietà di operatori privati, presenti ed operanti sul territorio; tali presenze si configurano come preesistenze che, qualora verificate le condizioni tecnico economiche di accesso agli impianti, potrebbero offrire un interessante contributo per il trattamento di questi flussi di rifiuti da destinare a recupero. 3.8.2. L’impiantistica per il trattamento e lo smaltimento del rifiuto indifferenziato La situazione impiantistica vede, come noto, situazioni differenziate sul territorio regionale. Il complesso del fabbisogno di trattamento di rifiuto indifferenziato, nelle ipotesi di conseguimento degli obiettivi della pianificazione (contenimento produzione e RD al 70%), nel periodo della pianificazione varia a livello regionale da ca 257.000 (2015) a ca 194.000 (2020) t/a. Le esigenze di evoluzione dell’impiantistica e di specializzazione nel recupero di materia/produzione CSS, al fine del contenimento dei costi di investimento e di corretto impiego delle risorse, impongono di affidare tali funzioni ad impianti non disseminati sul territorio ma concentrati in un numero massimo di tre realtà. Il Piano propone la seguente configurazione del sistema di trattamento: • due impianti a servizio dei territori che mostrano i maggiori fabbisogni (Province di Pesaro Urbino ed Ancona); • il terzo a servizio della porzione meridionale del territorio regionale ipotizzando di destinare a tale funzione l’impianto oggi operante in Provincia di Macerata; l’utilizzo di tale impianto potrebbe peraltro determinare interessanti sinergie, ai fini della produzione di CSS, con l’esistente impianto di valorizzazione delle frazioni secche da RD (utilizzo degli scarti delle lavorazioni ai fini della migliore qualificazione energetica del CSS). Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Seconda: Proposta pianificatoria 91 REGIONE MARCHE Alla luce delle taglie dimensionali, delle caratteristiche territoriali e dell’attuale stato di fatto i tre impianti dedicati al trattamento del rifiuto indifferenziato residuo potrebbero pertanto essere così distribuiti e svolgere le seguenti funzioni: • Area Nord – ATO 1, PU: impianto di trattamento di potenzialità indicativa pari a 65.000 t/a (si è stimato un margine di sicurezza pari a ca il 15% rispetto al fabbisogno a regime all’anno 2020); considerata la taglia dimensionale tale impianto potrebbe svolgere il completo ciclo di valorizzazione del rifiuto residuo attraverso produzione di CSS e recupero di materia in modo integrato e provvedere alla stabilizzazione/digestione anerobica della frazione organica da selezione impiantistica; • Area Centro – ATO 2, AN: impianto di trattamento di potenzialità indicativa pari a 65.000 t/a (si è stimato un margine di sicurezza pari a ca il 15% rispetto al fabbisogno a regime all’anno 2020); considerata la taglia dimensionale tale impianto potrebbe svolgere il completo ciclo di valorizzazione del rifiuto residuo attraverso produzione di CSS e recupero di materia in modo integrato e provvedere alla stabilizzazione/digestione anerobica della frazione organica da selezione impiantistica; • Area Sud – ATO 3 MC, 4 FM, 5 AP: 1 impianto di valorizzazione della frazione secca (per produzione di CSS e recupero di materia), da sviluppare presso l’impianto oggi operante in Provincia di Macerata. L’assetto dell’impiantistica in tale contesto potrebbe essere il seguente: o 1 impianto di selezione (ATO Macerata) per soddisfacimento fabbisogno del proprio territorio; a completamento impianto di stabilizzazione – DA della frazione umida da selezione; o 1 impianto di selezione (ATO Fermo) per soddisfacimento fabbisogno del proprio territorio; a completamento impianto di stabilizzazione – DA della frazione umida da selezione; o 1 impianto di selezione (ATO Ascoli Piceno) per soddisfacimento fabbisogno del proprio territorio; a completamento impianto di stabilizzazione - DA della frazione umida da selezione; o 1 impianto valorizzazione secco (c/o Cosmari) a servizio dei flussi provenienti da impianti a servizio degli ATO di Macerata, Fermo ed Ascoli Piceno. Il complesso di questi impianti dovrà “fare rete” a livello regionale così da prefigurare un sistema integrato che possa sostenere i territori temporaneamente in difficoltà. Si ipotizza che il successivo smaltimento in discarica dei residui delle lavorazioni abbia luogo, al fine di contenere l’impatto sul sistema dei trasporti, in luoghi prossimi agli impianti che generano tali flussi almeno sino a saturazione delle capacità recettive degli impianti stessi. A saturazione delle discariche “prossime” si ipotizza che i rifiuti “ritornino” ai territori di provenienza in proporzione ai quantitativi conferiti agli impianti di trattamento. In particolare, assumendo anche per il sistema di smaltimento una dimensione “sovra ATO”, la situazione potrebbe essere la seguente: • rifiuti derivanti dal trattamento operato presso l’impianto a servizio dell’ATO PU (scarti, FOS) smaltiti presso le discariche di ATO; • rifiuti derivanti dal trattamento operato presso l’impianto a servizio dell’ATO AN (scarti, FOS) smaltiti presso le discariche di ATO sino a disponibilità sulla base delle capacità residue oggi autorizzate e dell’eventuale futuro ampliamento; • rifiuti derivanti dal trattamento operato presso l’impianto in Provincia di MC ed a servizio degli ATO di Fermo ed Ascoli, smaltiti presso la discarica di ATO (impianto attualmente in Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Seconda: Proposta pianificatoria 92 REGIONE MARCHE corso di realizzazione in comune di Cingoli) sino a disponibilità, successivamente smaltimento di tutto il flusso derivante da detto impianto presso le discariche in provincia di Ascoli e Fermo; • rifiuti derivanti dal trattamento operato presso l’impianto a servizio dell’ATO FM (FOS) smaltiti presso le discariche di ATO • rifiuti derivanti dal trattamento operato presso l’impianto a servizio dell’ATO AP (FOS) smaltiti presso le discariche di ATO. La seguente figura illustra in modo schematico la futura configurazione impiantistica con l’evidenziazione dei flussi “in movimento” tra i contesti provinciali. Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Seconda: Proposta pianificatoria 93 REGIONE MARCHE Figura 1: Configurazione impiantistica con l’evidenziazione dei flussi “in movimento” tra i vari contesti provinciali nella situazione a regime (scenario 2020) Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Seconda: Proposta pianificatoria 94 REGIONE MARCHE Tale opzione, centralizzando sia le operazioni di trattamento che quelle di smaltimento, presenta l’indubbio vantaggio di limitare gli interventi di adeguamento impiantistico e di contenere gli ampliamenti degli impianti di discarica esistenti allo stretto fabbisogno di smaltimento considerato in un’ottica regionale anziché di ATO. 3.9. La gestione del periodo transitorio Per ottemperare alle necessità di trattamento del rifiuto indifferenziato preliminarmente allo smaltimento in discarica (necessità ribadita dalla Circolare MAATT del 6 agosto 2013), in assenza di disponibilità impiantistiche nelle province di Pesaro Urbino ed Ancona, in tempi recenti (gennaio febbraio 2014), sono state emanate specifiche ordinanze che disciplinano la gestione dei flussi negli impianti regionali. In particolare, per quanto attiene la Provincia di Ancona, profilandosi la necessità di ricorrere ad impianti collocati in diverse Province (Macerata, Fermo ed Ascoli Piceno), con Decreto n.3/PRES del 16.01.2014, modificato con Decreto n.20/PRES del 31.01.2014, è stata emanata dal Presidente della Giunta Regionale ordinanza sulla base della quale: • gli impianti di smaltimento della Provincia di Ancona, in deroga alle autorizzazioni rilasciate ai soggetti gestori, si devono dotare di impianti di vagliatura idonei ad eseguire una operazione di selelzione a carico del rifiuto urbano indifferenziato, utile a separare la quota di rifiuto che necessita di successiva stabilizzazione da quella direttamente ammissibile in discarica; • il rifiuto urbano indifferenziato derivante dalla raccolta dei Comuni dell’ATO 2, ovvero il rifiuto derivante dalla selezione del rifiuto urbano indifferenziato, in deroga all’obbligo di bacinizzazione di cui all’art.182 bis del D.Lgs.152/2006, deve essere conferito agli impianti pubblici di trattamento meccanico biologico siti nel territorio regionale per il trattamento preliminare di cui all’art.7, comma 1 del D.Lgs.36/2003 di seguito individuati: o COSMARI (Tolentino – MC), o Fermo ASITE srl (Fermo) o Ascoli Servizi Surl (Ascoli Piceno); • i gestori degli impianti di cui al punto precedente provvedono al ritiro ed al successivo trattamento dei rifiuti provenienti dall’ATO n.2 AN in deroga ai codici CER ed ai quantitativi indicati negli atti di autorizzazione rilasciati; • i rifiuti derivanti dal trattamento presso gli impianti sono conferiti ai fini dello smaltimento finale alle discariche situate nell’ATO 2 di provenienza. Per quanto riguarda la Provincia di Pesaro Urbino, trattandosi di atto funzionale alla definizione delle modalità di gestione dei rifiuti all’intero del territorio provinciale, è stata emanata ordinanza dal Presidente della Giunta Provinciale (Ordinanza 2/2014 dell’11 febbraio 2014); tale atto prevede che: • gli impianti di smaltimento rifiuti di Tavullia, Urbino e Fano si dotino ciascuno, in deroga alle aturiozzazioni rilasciate, di un impianto di vagliatura finalizzato a trattare il rifiuto indifferenziato onde separare il rifiuto che necessita di stabilizzazione da quello secco che in uscita da detti impianti può essere smaltito direttamente nelle rispettive discariche; • il rifiuto che necessita di stabilizzazione proveniente dai suddetti impianti deve essere conferito per il relativo trattamento all’impianto di compostaggio di Urbino dove si attiverà lo Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Seconda: Proposta pianificatoria 95 REGIONE MARCHE svolgimento del processo di stabilizzazione predisponendo per il rifiuto stabilizzato, il successivo smaltimento nelle rispettive discariche di provenienza; • l’impianto di compostaggio di Urbino, in deroga all’autorizzazione rilasciata, dovrà cessare il trattamento dei rifiuti organici da raccolta differenziata destinando l’intera capacità alla stabilizzazione di 40.000 t/a. Tali ordinanze regoleranno pertanto, per il periodo normativamente previsto, la gestione dei flussi di rifiuti garantendo il rispetto degli obblighi di pretrattamento del rifiuto residuo. La realizzazione dei nuovi impianti di trattamento del rifiuto residuo nelle Province di Pesaro Urbino e di Ancona, previsti dal presente Piano e che dovranno essere meglio definiti nei loro aspetti tecnici dalle rispettive pianificazioni d’ambito, non potranno verosimilmente entrare in esercizio prima dell’anno 2018. Si profila pertanto la necessità di mettere a punto soluzioni tecnico gestionali che, al di là del carattere di temporaneità delle soluzioni definite con le ordinanze citate, abbiano carattere strategico. Tali soluzioni dovranno pertanto essere tempestivamente individuate dai soggetti competenti anche a fronte dell’impossibilità di reiterare le ordinanze oltre i termini previsti dalla normativa. La necessità di mettere a punto soluzioni alternative è altresì imposta dalla seguente considerazione. L’impegno di disponibilità impiantistiche da destinare al trattamento della frazione organica da stabilizzare proveniente dai territori privi di impianti, sottrae potenzialità impiantistiche da destinare alle funzioni per le quali quegli impianti sono, almeno in parte, destinati; si determina così una minore offerta di trattamento per le frazioni organica e verde da raccolta differenziata in una situazione che già vede il sistema impiantistico regionale deficitario. Nel seguente riquadro sono riepilogate le principali fasi di attività che dovranno svilupparsi nel periodo transitorio per garantire il conseguimento degli obiettivi previsti dalla pianificazione regionale. Sono individuate sia le attività necessarie al conseguimento degli obiettivi di recupero (es. la riorganizzazione dei servizi) che quelle funzionali allo sviluppo del sistema impiantistico. Tali attività saranno meglio dettagliate dalle pianificazioni subordinate sulla base dei criteri definiti al presente Piano Regionale. Il primo biennio della programmazione 2014-2015 è dedicato alla messa in campo di tutte le procedure ed azioni di governance propedeutiche al raggiungimento degli obiettivi strategici di medio termine nel successivo quadriennio 2016 – 2020. Tempistiche delle principali fasi di attività 2014 2015 2016 2017 2018 2019 2020 Procedure ed azioni di governance Riorganizzazione servizi raccolta (implementazioni ed adeguamenti) Adeguamenti impianti esistenti (compostaggi, pretrattamenti) Realizzazione nuovi impianti pretrattamento Consolidamento obiettivi ed ottimizzazione del sistema gestionale Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Seconda: Proposta pianificatoria 96 REGIONE MARCHE 4. INDIRIZZI PER LO SVILUPPO DELL’IMPIANTISTICA Nel seguito si riportano, per le tipologie di impianti che il Piano ritiene strategiche e funzionali al pieno conseguimento dei propri obiettivi, le indicazioni in merito alle caratteristiche tecniche realizzative, agli aspetti gestionali, alle eventuali problematiche ambientali ed alle prestazioni attese dall’esercizio degli impianti. Le indicazioni fornite fanno riferimento, ove disponibile, al contenuto tecnico della normativa (es. manualistica e Linee Guida per l’applicazione delle BAT). E’ a tali indirizzi che dovranno ispirarsi in fase attuativa del Piano i soggetti attuatori dopo che le pianificazioni d’ambito avranno definito nel dettaglio lo sviluppo dell’impiantistica e le sue funzioni. In fase attuativa potranno essere emanate ulteriori specifiche tecniche volte ad una più puntuale definizione delle modalità gestionali degli impianti e degli standard prestazionali attesi. 4.1. I centri per il riuso Come precedentemente esposto, nel 2010 sono state emanate le prime linee di indirizzo regionali concernenti i centri del riuso che si riportano qui in forma estesa. Il Centro del Riuso è un locale chiuso o area coperta allestito nel rispetto di tutte le norme vigenti in materia di tutela della salute dell’uomo e dell’ambiente, nonché di sicurezza del lavoro. Il Centro del Riuso è suddivisibile in quattro zone: zona di ricevimento e di prima valutazione dei beni, zona di primo ammassamento, zona di catalogazione, zona di immagazzinamento ed esposizione dei beni. Il Centro del riuso deve essere dotato di dotazioni per la pesatura dei beni, per la catalogazione e gestione informatica dei beni consegnati, per l’esposizione, per la movimentazione e l’immagazzinamento, nonché di idonea cartellonistica multilingue. Per quanto concerne le dotazioni di servizio, la struttura deve essere dotata di: • servizio di presidio per le operazioni di ricevimento e primo ammassamento; • servizio di catalogazione e di immagazzinamento del bene in ingresso; • servizio di presidio per le operazioni di assistenza e di registrazione in fase di scelta e prelievo da parte dell’utente. Al Centro del riuso sono accettati i beni di consumo ancora in buono stato e funzionanti che possono essere utilizzati per gli usi, scopi e finalità originarie. La presa in carico del bene deve seguire una precisa procedura che in primo luogo ne vada a verificare l’accettabilità; viene quindi chiesto al conferitore la compilazione di una “scheda di consegna”. Una volta accettato il bene, è compito del personale del centro catalogarlo secondo codifiche univoche definite da ogni Centro e compilare il quadro descrittivo del prodotto all’interno del data base informatico. Il bene viene esposto e reso quindi disponibile agli utenti interessati. Al momento del prelievo di un bene da parte di un utente, quest’ultimo deve effettuare la compilazione di un modulo di “presa in carico del bene” che sollevi il Gestore del Centro e gli Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Seconda: Proposta pianificatoria 97 REGIONE MARCHE operatori da ogni responsabilità diretta o indiretta conseguente al prelievo del bene, comprese le responsabilità per eventuali danni a cose e/o persone derivanti dall’uso proprio ed improprio dello stesso. All’interno del data base informatico devono essere registrati anche i dati relativi all’uscita dei beni cosicchè il data base informatico rimanga sempre aggiornato dei beni presenti nel Centro e sia possibile il monitoraggio delle attività del Centro. L’attività dei Centri del Riuso è coordinata con quella dei Centri di Raccolta in modo tale che nel caso in cui all’ingresso di un Centro di Raccolta vengano individuati dei beni (non ancora consegnati in qualità di rifiuti) con caratteristiche idonee al riuso, questi ultimi possano essere deviati dal Centro di Raccolta al Centro di Riuso. Il Gestore deve dare massima pubblicità al Centro del Riuso sia nella fase di start-up sia in regime ordinario. 4.2. Impiantistica a supporto del recupero di materia 4.2.1. Stazioni ecologiche - centri di raccolta per la raccolta differenziata dei rifiuti urbani Nelle realtà in cui il modello di raccolta di riferimento è quello porta a porta, rivestono particolare importanza i centri di raccolta (normati dal D.M. 8 aprile 2008, modificato dal successivo D.M. 13/5/09), cioè aree in cui le utenze domestiche e non domestiche possono conferire in modo separato i rifiuti urbani e assimilati agli urbani. Il ruolo di tali infrastrutture è rilevante sia per garantire il conferimento di quelle frazioni non intercettate dal circuito di raccolta porta a porta, sia per incentivare il raggiungimento di elevate percentuali di raccolta differenziata. Centro di raccolta comunale Per quanto concerne le caratteristiche strutturali dei centri di raccolta il D.M. 8/4/2008 e s.m.i. definisce che: − Il centro di raccolta debba essere localizzato in aree servite dalla rete viaria di scorrimento urbano per facilitare l'accesso degli utenti; − Il sito prescelto debba avere viabilità adeguata per consentire l'accesso sia alle autovetture o piccoli mezzi degli utenti, sia ai mezzi pesanti per il conferimento agli impianti di recupero e/o smaltimento; − Il centro di raccolta debba essere dotato di adeguata viabilità interna, pavimentazione impermeabilizzata nelle zone di scarico e deposito dei rifiuti, idoneo sistema di gestione delle acque meteoriche e di quelle provenienti dalle zone di raccolta dei rifiuti, recinzione di altezza non inferiore a 2 m, adeguata barriera esterna realizzata con siepi e/o alberature o schermi mobili atta a minimizzare l'impatto visivo dell'impianto; Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Seconda: Proposta pianificatoria 98 REGIONE MARCHE − All'esterno dell'area dell'impianto debbano essere previsti sistemi di illuminazione e apposita ed esplicita cartellonistica, ben visibile per dimensioni e collocazione, che evidenzi le caratteristiche del centro di raccolta, le tipologie di rifiuti che possono essere conferiti, gli orari di apertura e le norme per il comportamento; − Il centro di raccolta debba essere strutturato prevedendo: o zona di conferimento e deposito dei rifiuti non pericolosi, attrezzata con cassoni scarrabili/contenitori, anche interrati, e/o platee impermeabilizzate e opportunamente delimitate; nel caso di deposito dei rifiuti in cassoni scarrabili è opportuno prevedere la presenza di rampe carrabili almeno per il conferimento di materiali ingombranti o pesanti; o zona di conferimento e deposito di rifiuti pericolosi, protetta mediante copertura fissa o mobile dagli agenti atmosferici, attrezzata con contenitori posti su superficie impermeabilizzata e dotata di opportuna pendenza, in modo da convogliare eventuali sversamenti accidentali ad un pozzetto di raccolta, a tenuta stagna; in alternativa ciascun contenitore destinato al conferimento dei rifiuti liquidi pericolosi deve avere una vasca di contenimento con capacità pari ad almeno 1/3 di quella del contenitore; − Le aree di deposito debbano essere chiaramente identificate e munite di esplicita cartellonistica indicante le norme per il conferimento dei rifiuti e il contenimento dei rischi per la salute dell'uomo e per l'ambiente. In relazione alle modalità di conferimento dei rifiuti e alla gestione della struttura, i centri di raccolta devono essere rispondenti alle seguenti indicazioni di cui al D.M. 8/4/2008 e s.m.i.: − i rifiuti conferiti al centro di raccolta, a seguito dell'esame visivo effettuato dall'addetto, devono essere collocati in aree distinte del centro per flussi omogenei, attraverso l'individuazione delle loro caratteristiche e delle diverse tipologie e frazioni merceologiche, separando i rifiuti potenzialmente pericolosi da quelli non pericolosi e quelli da avviare a recupero da quelli destinati allo smaltimento; − il centro deve garantire: la presenza di personale qualificato ed adeguatamente addestrato nel gestire le diverse tipologie di rifiuti conferibili, nonché sulla sicurezza e sulle procedure di emergenza in caso di incidenti; la sorveglianza durante le ore di apertura; − il deposito dei rifiuti per tipologie omogenee deve essere realizzato secondo modalità appropriate e in condizioni di sicurezza; in particolare, fatte salve eventuali riduzioni volumetriche effettuate su rifiuti solidi non pericolosi per ottimizzarne il trasporto, il deposito dei rifiuti recuperabili non deve modificarne le caratteristiche, compromettendone il successivo recupero; si rimanda alla lettura del D.M. 8/4/2008 e s.m.i. per una più puntuale elencazione di prescrizioni attinenti le caratteristiche di contenitori e depositi delle diverse tipologie di rifiuti e la movimentazione degli stessi; − devono essere adottate procedure di contabilizzazione dei rifiuti in ingresso, per quanto concerne le sole utenze non domestiche, e in uscita al fine della impostazione dei bilanci di massa o bilanci volumetrici, entrambi sulla base di stime in assenza di pesatura; − la durata del deposito di ciascuna frazione merceologica conferita al centro di raccolta non deve essere superiore a tre mesi, mentre la frazione organica umida deve essere avviata agli impianti di recupero entro 72 ore solari, al fine di prevenire la formazione di emissioni odorigene. Si segnala la possibilità di implementare sistemi di informatizzazione dei centri in questione attraverso l’impiego di tecnologie per l’individuazione degli utenti e la quantificazione dei singoli conferimenti. Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Seconda: Proposta pianificatoria 99 REGIONE MARCHE L’informatizzazione dei centri di raccolta ha una duplice finalità: • migliorare il controllo degli accessi; • aumentare la raccolta all’interno di tali strutture attraverso l’introduzione di incentivi diretti a premiare gli utenti particolarmente attivi nei conferimenti. Schema tipo di centro di raccolta informatizzato Pesa piccola UFFICIO OPERATORE Contenitori speciali Entrata Uscita Contenitori speciali Contenitori speciali Container Pesa grande Colonnina di accesso Terminale e pesa di piccola portata Ad ogni utenza viene consegnata una tessera elettronica personale da utilizzare al momento del conferimento dei rifiuti differenziati all’interno dei centri; in altri casi per il riconoscimento possono essere utilizzate tessere già in possesso delle utenze, ad esempio le tessere sanitarie. Gli utenti che accedono alla struttura pesano quindi il rifiuto conferito e lo registrano a proprio nome nel data base del centro di raccolta. In base alla tipologia e al peso del rifiuto conferito, possono quindi essere assegnati dei punti che corrispondono a sconti sulla base del sistema di tariffazione in uso o altre forme premianti. Sono molteplici gli aspetti che si possono valutare nella definizione dei sistemi premianti legati all’informatizzazione dei centri di raccolta; la tabella alle pagine seguenti riassume i principali. Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Seconda: Proposta pianificatoria 100 REGIONE MARCHE Aspetti da valutare nella definizione dei sistemi premianti Aspetto in esame Possibili opzioni o alternative Note Utenze interessate • Solo utenze domestiche • Sia utenze domestiche sia utenze non domestiche L’ammissione al sistema incentivante anche delle utenze non domestiche può determinare una significativa prevalenza di queste ultime rispetto alle utenze domestiche nell’accesso alle risorse messe a disposizione. D’altra parte, così come il meccanismo, in ottica tariffaria, può essere giocato per le utenze domestiche come una possibilità loro data di contenere anche possibili aumenti tariffari, anche per le utenze non domestiche può essere visto come uno strumento adeguato a gestire situazioni di criticità tariffaria, oltre che come una possibilità di “alleggerimento” di servizi di raccolta dedicati altrimenti da prevedersi con intensità maggiori. Tipologia di meccanismo premiante • Sconto su tassa/ tariffa rifiuti; • Altro riconoscimento economico o similare (es. tramite convenzionamento con soggetti della GDO); • Altra modalità di premio (quali “vincita” di particolari oggetti o servizi), anche tramite partecipazione a concorsi ad hoc Il meccanismo dello sconto tariffario appare essere quello maggiormente diffuso e ragionevolmente anche come quello più immediatamente percepibile dagli utenti nelle sue ricadute positive. Tipologie di rifiuti incentivati • Individuazione di un elenco più o meno ampio di tipologie di rifiuti incentivate; • Eventuale possibilità di individuazione di rifiuti soggetti, per contro, a pagamento per il conferimento (es. ingombranti da utenze non domestiche) La scelta delle tipologie di rifiuti incentivati può essere considerata legata a fattori, anche contrastanti, quali: • fornire all’utente un messaggio facilmente comprensibile di generale incentivazione di tutti i conferimenti; • evitare possibili appesantimenti gestionali legati alla necessità di monitorare e gestire i conferimenti di numerose tipologie di rifiuti, anche caratterizzati da conferimenti molto limitati (tendenza alla contrazione dell’elenco); • attenzione al diverso livello di incentivazione del non domestico rispetto al domestico, nel momento in cui si incentivano tipologie di rifiuti a prevalente conferimento non domestico; • attenzione a possibili distorsioni legate alla spinta al conferimento di quantitativi anomali di determinate frazioni. In relazione all’individuazione di conferimenti a titolo oneroso di determinati rifiuti, si deve porre attenzione ai possibili effetti indotti di allontanamento “anomalo” degli stessi dai circuiti ufficiali dedicati di raccolta. Livelli di incentivazione definiti • Livello di incentivazione unico per tutti i diversi materiali; • Livelli di incentivazione differenziati, legati alla valorizzazione sul mercato dei rifiuti differenziati; La definizione di un unico livello di incentivazione (€/t) di tutti i diversi rifiuti è un sistema estremamente semplice, ma va a determinare di base livelli diversi di effettiva incentivazione sui diversi materiali: frazioni a basso peso risultano ovviamente fortemente penalizzate e quindi Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Seconda: Proposta pianificatoria 101 REGIONE MARCHE Aspetto in esame Possibili opzioni o alternative Note • Livelli di incentivazione differenziati, legati alla volontà di spingere l’utente a conferimenti diretti ai centri di raccolta di determinate frazioni, non mettendo “in competizione” il centro di raccolta rispetto ad altri servizi comunque attivi sul territorio (ad es. incentivazione minore per frazioni quali carta, plastica e vetro, nel momento in cui sono effettuati sul territorio servizi dedicati porta a porta) scarsamente incentivate. Nel differenziare i livelli di incentivazione può essere ragionevole collegarsi ai rispettivi livelli di valorizzazione sul mercato, senza ovviamente eccessivi condizionamenti rispetto alle dinamiche e fluttuazioni di mercato. Da valutarsi nel caso quanto spingere l’incentivazione definita rispetto alla valorizzazione di mercato: può andare anche ben oltre al valore di mercato, determinando nel caso la necessità di copertura con risorse da quantificarsi nell’ambito del piano finanziario complessivo. Livelli di incentivazione diversi in relazione anche agli altri servizi attivi sul territorio può andare incontro ad una esigenza di comunicazione all’utente del tipo: in assenza di altri servizi comodi per l’utente di differenziazione dei rifiuti, si premia lo sforzo richiesto a quest’ultimo per il conferimento diretto al centro di raccolta. Definizione di un limite massimo di incentivazione • Definizione di un quantitativo massimo annuo di rifiuti, eventualmente di una data tipologia, conferibile con modalità incentivata; l’incentivazione si azzera per i quantitativi eventualmente conferiti oltre al limite definito; • Definizione di una quota massima di sconto sulla tassa rifiuti o sulla tariffa (in particolare, sulla parte variabile) associata al meccanismo incentivante La definizione di un tetto massimo di incentivazione appare opportuna per assicurare in ogni caso la sostenibilità economica del meccanismo. Si vanno inoltre ad evitare eventuali comportamenti anomali da parte di utenti, con conferimenti “non naturali” di elevati quantitativi di rifiuti. Definizione di un limite minimo oggetto di incentivazione • Definizione di un quantitativo minimo di rifiuti, eventualmente di una data tipologia, da conferirsi per accedere al meccanismo incentivante sul singolo conferimento; • Definizione di un quantitativo minimo annuo di rifiuti, eventualmente di una data tipologia, da conferirsi per accedere al meccanismo incentivante sul complesso dei conferimenti nell’anno La definizione di un tetto minimo (sul singolo conferimento e/o sul quantitativo massimo annuo) al di sotto del quale non si applica il meccanismo incentivante può evitare eccessivi appesantimenti del sistema. 4.2.2. Strutture logistiche di supporto ai servizi 4.2.2.1. Funzioni delle strutture di supporto alla logistica Nell’ambito della gestione dei servizi di raccolta, elemento non trascurabile è rappresentato dalle percorrenze che gli automezzi di raccolta devono effettuare per arrivare a conferire all’impianto di Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Seconda: Proposta pianificatoria 102 REGIONE MARCHE riferimento. Una inefficiente organizzazione dei conferimenti, infatti, si traduce in costi dei servizi più elevati (a causa della quota di impiego delle risorse uomini e mezzi dedicata alla movimentazione dall’area di raccolta all’impianto) e in maggiori impatti ambientali associati all’incremento del trasporto su strada. Per quanto riguarda le raccolte differenziate, nei casi in cui non vi siano operatori del recupero localizzati nelle vicinanze delle aree di raccolta, è possibile appoggiarsi a strutture intermedie rappresentate dai centri di raccolta. In modo analogo, a supporto innanzitutto dei servizi dedicati al rifiuto indifferenziato residuo, vista l’esigenza di accentrare in un numero limitato di siti le fasi di trattamento e smaltimento, può essere opportuno prevedere la presenza di stazioni di trasferenza, che consentano di ottimizzare la movimentazione dei rifiuti dai luoghi di produzione a quelli di smaltimento. Tali strutture, potenzialmente funzionali al trasporto sia del rifiuto indifferenziato sia delle frazioni provenienti dalla raccolta differenziata, possono infatti consentire il conseguimento di importanti obiettivi di miglioramento del sistema complessivo, grazie in particolare a: • la riduzione del traffico veicolare per il trasporto dei rifiuti a destino e dei relativi tempi di conferimento, con conseguente riduzione degli impatti ambientali associati (consumi, emissioni, intralcio alla circolazione, ecc.); • il miglioramento della gestione degli ingressi agli impianti di destino, grazie alla riduzione del numero di veicoli conferenti rifiuti, a parità di quantitativi, con conseguente possibilità di attuazione di più efficaci controlli anche qualitativi dei rifiuti conferiti; • la separazione delle fasi di raccolta e trasporto, con possibilità di significative economie complessive grazie alla possibilità di impiego di mezzi più adeguati alle diverse fasi di gestione dei rifiuti; • la maggiore flessibilità del sistema complessivo, in particolare in caso di temporanei fermi degli impianti di destino, grazie alla possibilità di stoccaggi temporanei presso le stazioni di trasferenza (comunque della durata massima di 24-48 ore per il rifiuto indifferenziato); • la possibilità di effettuare ulteriori controlli sulla qualità dei rifiuti raccolti, prima dell’avvio a destino. Nel seguito si riportano alcuni riferimenti specifici rispetto alle caratteristiche costruttive e gestionali delle stazioni di trasferenza. Si precisa che non rientrano in queste valutazioni le attività di travaso eventualmente effettuate sul territorio nell’ambito delle operazioni di raccolta, in aree non specificamente adibite nè predisposte a tale operazione ma comunque opportunamente individuate, con scarico di rifiuti da mezzi satellite (veicoli leggeri) a mezzi collettori di portata superiore, adibiti al trasporto a destino. Queste ultime operazioni devono essere comunque effettuate con veicoli dotati dei dispositivi necessari al travaso diretto dalla bocca di scarico del mezzo satellite alla bocca di carico del mezzo collettore, evitando ogni possibile fuoriuscita di rifiuti o liquami, nell’effettuazione dell’operazione in questione. Il travaso può anche avvenire mediante scarico dal mezzo satellite a container o press-container, successivamente movimentato a destino. 4.2.2.2. Localizzazione e modalità realizzative e gestionali La definizione della localizzazione e del bacino di utenza della stazione di trasferenza deve tener conto dei seguenti aspetti: • vicinanza ai Comuni serviti in modo da poter utilizzare al meglio i mezzi di raccolta che possono essere utilizzati più volte in un turno di lavoro (è auspicabile una posizione baricentrica solo se supportata da un sistema viario di carattere omogeneo); Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Seconda: Proposta pianificatoria 103 REGIONE MARCHE • raggiungimento di una quantità minima di rifiuto pari ad almeno un carico completo del mezzo di trasporto; • raggiungimento di una provata economia di scala per l’esercizio della stazione di trasferenza. Al fine di poter pianificare efficacemente una corretta ubicazione in funzione della potenzialità dell’impianto stesso, è opportuno valutarne la convenienza economico gestionale in relazione in particolare ai seguenti fattori: • quantità di rifiuti da trasferire; • distanza tra bacino di utenza e impianto di trattamento finale; • caratteristiche del parco veicoli di raccolta e dei mezzi impiegabili per il trasporto a distanza; • caratteristiche del sistema tecnologico di trasferimento adottabile, considerato variabile in funzione della potenzialità, a partire dal semplice travaso diretto in semirimorchi, fino al complesso tecnologico rappresentato da fossa di accumulo e convogliamento a pressa stazionaria. Esempio di schema impiantistico di una stazione di trasferenza Le stazioni di trasferimento devono essere in ogni caso allestite nel rispetto di tutte le norme vigenti in materia di tutela della salute dell'uomo e dell'ambiente, nonchè di sicurezza sul lavoro. Le operazioni ivi eseguite non devono creare rischi per l'acqua, l'aria, il suolo, la fauna e la flora, o inconvenienti da rumori e odori nè danneggiare il paesaggio e i siti di particolare interesse. Le stazioni di trasferimento devono essere dotate di: • adeguata viabilità interna; • pavimentazione impermeabilizzata nelle zone di scarico e carico dei rifiuti; Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Seconda: Proposta pianificatoria 104 REGIONE MARCHE • idoneo sistema di gestione delle acque meteoriche e di quelle provenienti dalle zone di carico e scarico dei rifiuti; • recinzione di altezza non inferiore a 2 m; • adeguata barriera esterna, realizzata con siepi e/o alberature o schermi mobili, atta a minimizzare l'impatto visivo dell'impianto; deve essere garantita la manutenzione nel tempo; • impianto di illuminazione. Deve essere redatto un piano di ripristino a chiusura della stazione di trasferenza al fine di garantire la fruibilità del sito, in coerenza con la destinazione urbanistica dell'area. Ulteriori prescrizioni e presidi impiantistici, quali in particolare l’effettuazione delle operazioni di movimentazione dei rifiuti in ambienti chiusi, mantenuti in depressione e dotati di sistemi di aspirazione e trattamento delle arie esauste, dovranno essere valutate per i singoli casi, in considerazione anche di eventuali elementi di criticità legati alle presenze insediative nelle vicinanze dell’impianto. Fatta salva l’effettuazione di riduzioni volumetriche su rifiuti solidi non pericolosi, nell’ambito delle stazioni di trasferenza è esclusa l’effettuazione di operazioni che modifichino le caratteristiche del rifiuto, incluse operazioni di cernita o disassemblaggio. Il rifiuto indifferenziato deve essere avviato agli impianti di destino preferibilmente entro il medesimo giorno di conferimento alla stazione di trasferenza e comunque entro al massimo 24-48 ore. In tutti i casi si deve comunque assicurare l’adeguata prevenzione della formazione di emissioni odorigene. I flussi di rifiuti in ingresso e in uscita devono essere contabilizzati e registrati attraverso specifiche procedure. 4.2.3. Recupero e trattamento delle frazioni secche da raccolta differenziata 4.2.3.1. Il ruolo dell’impiantistica di recupero e trattamento Al fine di garantire il corretto completamento del ciclo delle attività di recupero e avvio a valorizzazione delle raccolte differenziate, il sistema dei servizi di raccolta sul territorio e dei centri di raccolta può opportunamente integrarsi con un sistema di impianti di trattamento in grado di gestire e valorizzare adeguatamente i diversi flussi di rifiuti. Si precisa che le valutazioni qui presentate sono da intendersi riferite essenzialmente al recupero di materia delle componenti “secche” del rifiuto, essendo trattato in modo specifico in capitolo dedicato il tema del recupero della frazione organica e degli scarti verdi. In particolare, le tipologie di attività qui considerate fanno quindi riferimento a processi di selezione meccanica o manuale quali: • la selezione del multimateriale, intesa come processo che serve a completare la raccolta differenziata restituendo all’uscita i 3 o 4 o più materiali separati e in genere privi di sostanze indesiderate (salvo ulteriori interventi di selezione per raggiungere i requisiti richiesti dall’industria del recupero); • la selezione delle singole frazioni merceologiche, intesa come processo orientato alla raffinazione dei materiali raccolti, con la separazione dei materiali recuperabili dai rifiuti: Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Seconda: Proposta pianificatoria 105 REGIONE MARCHE frazione cellulosica: recupero di materie a specifica (come carta de-ink e cartone da carta mista) per migliorare la qualità (pulizia da materiali estranei); materie plastiche: selezione per polimero e per colore allo scopo di ottenere flussi di materiale omogeneo che hanno maggior valore commerciale; ingombranti: recupero di materiali ferrosi e di legno (in genere eseguita manualmente presso le stazioni ecologiche o le piattaforme o presso stoccaggi provvisori nell’area di impianti di trattamento o di smaltimento); apparecchiature elettriche elettroniche: separazione dei rifiuti pericolosi e dei materiali da recuperare. Nel seguito si presenta una sintetica descrizione dei principali processi di trattamento dei materiali da raccolta differenziata, riportando un estratto del documento sulle Linee Guida di settore predisposto dal Gruppo Tecnico Ristretto istituito dalla Commissione Nazionale IPPC ed emanato in allegato al D.M. 29/01/07. 4.2.3.2. Caratteristiche dei processi di selezione e trattamento dei materiali da raccolta differenziata (estratto da Linee Guida per Impianti di selezione allegate al D.M. 29/1/07) L’evoluzione tecnologica sta progressivamente riducendo la necessità di cernita manuale nella selezione dei rifiuti, tuttavia ancora oggi sia la selezione manuale che quella meccanica vengono impiegate nelle piattaforme di trattamento per il recupero dei materiali. Tradizionalmente la cernita manuale si utilizza sulle frazioni secche di rifiuti urbani, o su materiali provenienti dalla RD, o su rifiuti speciali qualitativamente assimilabili agli urbani. Lo scopo è la separazione di materiali non eseguibile per via meccanica (in genere materiali di forma e caratteristiche fisiche simili); ad esempio per differenti tipi di carta e cartone, per carta e cartone da plastica e altri tipi di rifiuti speciali, per contenitori in materiali plastici differenti per struttura polimerica o differenti per colore. Questo metodo deve essere messo a confronto con i dispositivi di selezione meccanica con cui si realizzano linee di elevata produttività e con qualità accettabile in cui l’intervento manuale è limitato al controllo di qualità, ovvero all’asportazione in linea di impurezze residue nella frazione selezionata meccanicamente. Piattaforme per la selezione della raccolta multimateriale Ingresso all’impianto: materiale costituito tipicamente da: • 3 materiali eterogenei (contenitori in vetro, contenitori in alluminio, contenitori in banda stagnata); • 4 materiali eterogenei (contenitori in vetro, contenitori in alluminio, contenitori in banda stagnata e contenitori di alimenti in plastica). Scopo: separazione delle frazioni raccolte congiuntamente la cui composizione merceologica percentuale può variare notevolmente a seconda dei contesti territoriali e del tipo di raccolta che viene effettuata. Separazione delle impurezze costituite da rifiuti non corrispondenti a nessuna delle frazioni selezionate. Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Seconda: Proposta pianificatoria 106 REGIONE MARCHE Tipo di processo: selezione meccanica o meccanica-manuale Descrizione del processo: scarico del camion sul pavimento a raso; carico dell’impianto con pala meccanica; selezione dimensionale (materiali al disotto di 10 mm vengono scartati, materiali voluminosi o di grandi dimensioni vengono scartati: tipicamente film plastico e carta cartone) con vaglio a doppio stadio; selezione dei metalli ferrosi con elettromagnete; selezione dei materiali leggeri (plastica, alluminio) con aspirazione dall’alto e successiva separazione in ciclone; selezione dei metalli non ferrosi dal flusso dei materiali leggeri con macchina a correnti indotte; selezione dei metalli ferrosi dal flusso del materiale pesante residuo; controllo di qualità manuale del flusso residuo costituito per la massima parte da rottame di vetro; stoccaggio dei materiali separati in box con apertura automatica e pavimento mobile o in cassoni scarrabili; immissione comandata dei materiali sul nastro trasportatore in uscita per la pressa e per il carico sui mezzi di trasporto; pressatura della plastica; carico sui camion dei materiali recuperati (vetro, plastica, lattine di ferro, lattine di alluminio); invio a discarica degli scarti. Destinatari: Riciclatori. Qualora le frazioni selezionate abbiano caratteristiche di qualità conformi a quelle specificate negli allegati tecnici all’Accordo Quadro ANCI-CONAI queste possono essere ritirate, previa stipula di convenzioni, dai Consorzi di filiera degli imballaggi. Piattaforme per la selezione e pulizia della carta Ingresso all’impianto: materiale cellulosico costituito da carta mista da raccolta stradale o porta a porta e contenente carta di diverse qualità, cartone in proporzione variabile dal 20 al 70%, materiali estranei in quantità variabile dal 5 al 15%. In alternativa: materiale da raccolta selettiva contenente cartone in proporzione variabile dall’80 al 100%, carta in proporzione variabile dal 5 al 20% e materiali estranei in proporzione variabile dal 5 al 10%. Raccolta differenziata multimateriale selezione vetro plastica Lattine Al Lattine scarti Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Seconda: Proposta pianificatoria 107 REGIONE MARCHE Scopo: separazione di varie qualità di carta da macero (cartone, giornali e riviste, carta mista, classificati secondo le norme UNI EN 643); separazione delle impurezze costituite da materiali estranei. Tipo di processo: selezione meccanica, manuale o mista Descrizione del processo: scarico dei materiali sul pavimento a raso; carico dell’impianto con pala meccanica; selezione dimensionale con vagliatura del fine e del cartone di grandi dimensioni (vaglio a due stadi); distribuzione del flusso di carta mista residua su un nastro in uno strato unico di materiale (il nastro di trasporto dopo il vaglio deve avere una velocità superiore a quello di carico); separazione carta di giornali e riviste con sensori NIR e di forma o cernita manuale; scarto delle impurezze costituite da materiali non cellulosici; controllo di qualità manuale; stoccaggio delle diverse qualità selezionate; pressatura delle diverse partite di carta ottenute; smaltimento o riciclo degli scarti. Destinatari: Cartiere. Qualora le frazioni selezionate abbiano caratteristiche di qualità conformi a quelle specificate negli allegati tecnici all’Accordo Quadro ANCI-CONAI, possono essere ritirate, previa stipula di convenzioni, dal Consorzio di filiera della carta (COMIECO). Selezione di differenti tipi di materiali plastici (separati per polimero e per colore) dalla plastica eterogenea raccolta; qualità definita dalle norme UNIPLAST-UNI 10667. Ingresso all’impianto: materie plastiche provenienti dalla raccolta differenziata monomateriale o dall’impianto di selezione della raccolta multimateriale. La miscela proveniente dalla raccolta differenziata dei contenitori per alimenti contiene tipicamente dal 70 all’80% di PET, dal 10 al 20% di PE e minori quantità di altri polimeri come PP, PS, PSE, PVC. Scopo: valorizzazione attraverso selezione per polimero ed eventualmente per colore, ottenere materiali con purezza elevata tramite selezione dei materiali estranei. Carta mista da raccolta differenziata selezione cartone De-ink cartaccia scarti Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Seconda: Proposta pianificatoria 108 REGIONE MARCHE Tipo di processo: selezione meccanica, manuale o mista. Descrizione del processo: ricezione e stoccaggio delle balle di plastica; carico delle balle sull’impianto tramite muletto; apertura delle balle e separazione dei materiali; separazione dimensionale con scarto dei materiali fini e di materiali di grande dimensione (film) eseguita con separatore balistico che esercita anche azione di vagliatura; separazione per polimero con macchina a sensori NIR che individuano il materiale da scartare e azionano un getto d’aria al momento della caduta dell’oggetto dal nastro trasportatore. Il getto d’aria spinge l’oggetto in un contenitore separato da quello che contiene gli altri oggetti costituiti da altro materiale. Se necessario, l’operazione si ripete con diverse macchine in cascata (una per ogni polimero da separare dal flusso principale); selezione per colore con analisi colorimetrica eseguita sull’immagine rilevata da una telecamera che inquadra il flusso dei rifiuti e che attiva un getto d’aria per separare un oggetto di colore indesiderato. Se necessario, si esegue la selezione su più colori (in genere il bianco e l’azzurro). Tutte queste operazioni possono essere fatte tramite la cernita manuale ovviamente con un diverso rapporto fra costi d’investimento e costi di esercizio; scarto dei materiali indesiderati; pressatura delle diverse partite di materiale selezionato; stoccaggio e carico su camion. Destinatari: Recuperatori di materiali plastici. Qualora le frazioni selezionate abbiano caratteristiche di qualità conformi a quelle specificate negli allegati tecnici all’Accordo Quadro ANCI-CONAI queste possono essere ritirate, previa stipula di convenzioni, dal Consorzio di filiera degli imballaggi in plastica (COREPLA). Impianti per la separazione delle impurità dal rottame vetroso fino ad ottenere il vetro “pronto al forno” secondo le specificazioni contenute nel D.M. 5/02/98 e successive modificazioni. Ingresso all’impianto: rottame di vetro proveniente dalla raccolta differenziata monomateriale o dall’impianto di selezione della raccolta differenziata multimateriale. Scopo: separazione delle impurità fino ad ottenere la qualità prescritta per il “vetro pronto al forno” secondo le specificazioni contenute nel DM 5/2/98 e successive modificazioni: Plastica eterogenea P.E.T. bianco azzurrato colorato PE altri polimeri Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Seconda: Proposta pianificatoria 109 REGIONE MARCHE granulometria > 3mm (sottovaglio 3mm < 5%); ceramica e porcellana < 0,01%; pietre < 0,02%; metalli magnetici < 0,002%; metalli amagnetici < 0,01%; materiali organici < 0,1%; eventuale selezione per colore. Tipo di processo: selezione meccanica e manuale. Descrizione del processo: scarico del materiale vetroso sul pavimento a raso; carico dell’impianto con macchina operatrice; separazione dimensionale di corpi estranei tramite vagli e tavole densimetriche; selezione manuale di corpi estranei; separazione di metalli ferrosi, metalli non ferrosi, materiali non trasparenti; separazione del fine al di sotto di 3 mm; stoccaggio e carico su camion. Destinatari: Vetrerie. Qualora le frazioni selezionate abbiano caratteristiche di qualità conformi a quelle specificate negli allegati tecnici all’Accordo Quadro ANCI-CONAI queste possono essere ritirate, previa stipula di convenzioni, dal Consorzio di filiera degli imballaggi in vetro (Co.Re.Ve.). Piattaforma per la selezione degli ingombranti Ingresso all’impianto: rifiuti ingombranti provenienti dalla raccolta domestica. Scopo: selezione del ferro e del legno destinati al recupero. Tipo di processo: manuale assistito da macchina operatrice. Descrizione del processo: scarico del materiale in una piazzola impermeabile e con raccolta separata del percolato; selezione manuale del legno e del ferro e carica dei cassoni scarrabili appositi; eventuale riduzione volumetrica del legno; invio a smaltimento del residuo non riciclabile. Destinatari: Consorzio Nazionale recupero legno (Ri.Legno) e industrie di pannelli truciolari per il legno, Consorzio Nazionale Acciaio (CNA), fonderie per il ferro. Il trattamento dei beni durevoli e delle apparecchiature elettriche ed elettroniche Ingresso all’impianto: apparecchiature elettriche ed elettroniche dismesse (RAEE), in particolare beni durevoli, provenienti da appositi circuiti di raccolta. Descrizione del processo: conferimento e messa in riserva; Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Seconda: Proposta pianificatoria 110 REGIONE MARCHE pre-trattamento e messa in sicurezza; smontaggio e recupero componenti; frantumazione controllata delle carcasse; stoccaggio delle componenti ambientalmente critiche; stoccaggio dei materiali recuperabili; stoccaggio dei componenti recuperabili; stoccaggio dei rifiuti non recuperabili, da destinarsi allo smaltimento, risultanti dalle operazioni di pretrattamento, messa in sicurezza e trattamento. Destinatari: filiere produttive. Di seguito si riportano, per ogni fase, le specifiche comuni a tutte le apparecchiature elettriche ed elettroniche dimesse (RAEE). Raccolta, conferimento e messa in riserva Trattasi del complesso delle operazioni di trasferimento dei beni ad un centro di trattamento e loro stoccaggio in vista del recupero, in particolare, il carico su automezzi, il trasporto, lo scarico, lo stoccaggio e il prelievo per il trattamento. Pre-trattamento e messa in sicurezza La fase di pretrattamento e messa in sicurezza è una lavorazione preliminare, consecutiva al trasporto interno o esterno, finalizzata a rendere più sicuro lo svolgimento delle successive fasi di recupero, previo trasporto interno/esterno. Essa consiste nella asportazione di parti mobili delle apparecchiature (sportelli, componenti e cablaggi elettrici, guarnizioni in PVC e/o gomma ed altre parti accessorie quali piani in cristallo, in acciaio, in plastica ecc.) e nella contemporanea rimozione, se necessario, dei materiali classificati pericolosi quali, ad esempio, CFC dai circuiti e dall'olio, interruttori con sostanze pericolose, condensatori, tubi catodici, schede elettriche ed elettroniche. Prevalentemente ai fini della sicurezza sul posto di lavoro, sono asportate in questa fase le sostanze facilmente infiammabili eventualmente presenti. Smontaggio e recupero componenti La fase di smontaggio richiede una definizione attenta di procedure al fine di garantire la possibilità di recupero dei componenti potenzialmente validi da un punto di vista tecnico-economico. Essa richiede, rispetto alle altre fasi, un maggior apporto di lavoro manuale, dunque, il contributo di procedure automatizzate non può essere spinto oltre certi limiti se non a scapito della flessibilità dell’operazione. Le suddette operazioni devono consentire la costituzione di una forma di garanzia sulla durata di vita residua presunta per il componente recuperato. L'impiego di eventuali componenti, utilizzanti fluidi refrigeranti la cui produzione è bandita dalla normativa vigente, dovrebbe essere adeguato secondo i limiti temporali e applicativi della normativa stessa. I componenti e le apparecchiature recuperati devono tassativamente presentare i seguenti requisiti: devono riportare una marcatura dell'azienda/organizzazione che li ricondiziona e li pone sul mercato (in tal modo se ne assume la responsabilità e la marcatura funge da garanzia); la marcatura deve essere visibile, indelebile e tale da consentire la rintracciabilità del responsabile della re-immissione del componente sul mercato. Frantumazione e selezione dei materiali Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Seconda: Proposta pianificatoria 111 REGIONE MARCHE Durante questa fase si realizza la frantumazione e la selezione dei materiali da avviare al recupero (metalli ferrosi e non, plastiche, ecc.). Essa è caratterizzata da un maggiore impiego di energia e da soluzioni automatizzate e ad alto contenuto tecnologico. Nella fattispecie, le operazioni di frantumazione della carcassa bonificata avvengono in locali di tipo industriale; in particolare la rottura delle pareti contenenti le schiume poliuretaniche in cui sono presenti composti organoalogenati avviene in apposito impianto e con procedure tali da evitare il rilascio di suddetti composti, polveri ed altre emissioni all’atmosfera. La demolizione controllata comporta sviluppo di gas e polveri, pertanto, deve essere condotta in ambienti a contenimento statico, tenute con guarnizioni, o dinamico, mediante il mantenimento di opportune depressioni. Prima del rilascio in atmosfera, devono essere predisposti sistemi di abbattimento, la cui efficienza deve essere periodicamente misurata. Deve essere esclusa la possibilità di generare situazioni di rischio per infiammabilità o esplosività di polveri e gas, anche ricorrendo a sistemi inertizzanti. Recupero di materia ed energia I materiali selezionati dovranno essere prioritariamente reintrodotti nei cicli produttivi ovvero avviati a processi di recupero energetico. Smaltimento I rifiuti prodotti dalle attività di bonifica e trattamento sono avviati a smaltimento nel rispetto della normativa vigente. 4.2.4. Trattamento della frazione organica e del verde da raccolta differenziata Le politiche regionali assegnano un forte ruolo al corretto sviluppo della filiera del recupero della frazione organica e del verde. I trattamenti a cui possono essere sottoposte tali frazioni sono due: trattamento di decomposizione biologica in condizioni aerobiche, chiamato compostaggio, e in condizioni anaerobiche, chiamato digestione anaerobica. Perché i trattamenti aerobici ed anaerobici del rifiuto organico abbiano buone prestazioni è essenziale la qualità del rifiuto organico da trattare. Il rifiuto organico da destinare ad impianti di compostaggio, così come alla digestione anaerobica, deve provenire da efficaci ed efficienti sistemi di raccolta differenziata; inoltre deve essere assicurata la tempestività del conferimento del rifiuto all’impianto: entro due/tre giorni dal momento della raccolta per limitare fermentazioni e marcescenze incontrollate. Per la determinazione della qualità della FORSU proveniente da raccolta differenziata, anche per le possibili implicazioni in merito alla modulazione delle tariffe di accesso agli impianti, dovrà essere adottata una metodica univoca. Al fine di definire la qualità media dei materiali e definire le relative tariffe di accesso all’impianto individuando i comuni passibili del pagamento di penali dovute al non conseguimento degli obiettivi di qualità, dovranno essere programmate per ciascun anno (o almeno sino alla stabilizzazione dei risultati conseguiti) tre campagne merceologiche per ciascun Comune o gruppi di comuni appartenenti al medesimo circuito locale di raccolta. Al raggiungimento della stabilizzazione dei risultati conseguiti (variazione della presenza delle frazioni estranee in peso inferiore a due punti percentuali in peso) si potranno ridurre le analisi merceologiche a 2 all’anno. Quando dovessero sopraggiungere forti scostamenti (variazione della presenza delle frazioni estranee in peso Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Seconda: Proposta pianificatoria 112 REGIONE MARCHE superiore a due punti percentuali in peso) si dovrà tornare ad effettuare tre analisi merceologiche l’anno. 4.2.4.1. Il compostaggio Il compostaggio è un processo biologico di tipo aerobico che, applicato alla componente organica dei rifiuti urbani, così come ad altre matrici organiche di rifiuti anche speciali, consente, attraverso l’umificazione delle componenti maggiormente degradabili e l’igienizzazione della massa, la produzione di compost (ammendante organico) opportunamente avviabile ad utilizzo in pratiche agriconomiche, florovivaistiche o simili. Il compostaggio ha accesso alle procedure semplificate ai sensi del DM 05/02/98 e ss.mm.ii. punto 16. 4.2.4.1.1. Caratteristiche del processo Per quanto riguarda i rifiuti di derivazione urbana, la produzione di compost di qualità effettivamente destinabile ad utilizzo può essere effettuata a partire in particolare da: • rifiuti di provenienza alimentare, collettiva, domestica e mercatale; • rifiuti vegetali provenienti da attività di manutenzione del verde pubblico e privato e scarti lignocellulosici naturali (quali trucioli e segature non contaminati, cassette e bancali non trattati). Ai medesimi processi di trattamento possono poi essere destinate altre tipologie di rifiuti speciali, quali in particolare fanghi biologici di depurazione di reflui civili e altre biomasse di origine agricola e agroindustriale (paglie, lolla, graspi e vinacce, fanghi agroindustriali, ecc.). La corretta combinazione e miscelazione delle matrici organiche in ingresso ad un processo di compostaggio rappresenta un elemento di fondamentale importanza per la corretta conduzione del processo e per l’ottenimento di un prodotto (il compost) rispondente alle caratteristiche attese. In tal senso, risultano in particolare di grande importanza il contenuto di umidità ed il rapporto tra carbonio e azoto (C/N) nella matrice destinata al processo. E’ inoltre importante la porosità del materiale da trattare che deve permettere una buona diffusione dell’ossigeno. Altrettanto rilevante rispetto al garantire la qualità del compost prodotto e la sua effettiva idoneità per gli utilizzi indicati, è una ridotta presenza nei rifiuti in ingresso di elementi di disturbo che possono essere rappresentati da: • materiali estranei, es. plastica e inerti, per l’allontanamento dei quali devono essere previste opportune modalità di pretrattamento dei rifiuti da trattare o di raffinazione del compost prodotto, e che possono comunque portare alla generazione di quote rilevanti di scarti di processo; • microinquinanti, sia organici che inorganici, quali metalli pesanti, che possono pregiudicare interamente l’effettiva valorizzazione del compost prodotto; particolarmente critica al riguardo può risultare in particolare la qualità dei fanghi di depurazione di reflui civili, laddove i relativi impianti di depurazione di origine risultino asserviti a reti fognarie con significativi afflussi anche di reflui industriali; • agenti patogeni. Il processo di compostaggio può essere approssimativamente distinto in due fasi: Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Seconda: Proposta pianificatoria 113 REGIONE MARCHE • una prima fase intensiva, Active Composting Time (ACT), in cui la biomassa si presenta come ancora fortemente putrescibile e forte consumatrice di ossigeno; • una fase successiva di maturazione con rallentamento dei processi metabolici, del conseguente consumo di ossigeno e delle necessità di controllo del processo. Sotto il profilo tecnologico esistono diverse varianti: • sistemi intensivi o estensivi, a seconda del grado di articolazione tecnologica, dell’importanza data ai processi naturali e a quelli indotti, e degli input energetici unitari; • sistemi aperti o chiusi, a seconda che il processo avvenga all'aperto o in aree chiuse e confinate rispetto all'ambiente esterno (capannoni, tunnel, reattori a tamburo, box) con captazione e trattamento delle arie di processo; • sistemi statici o dinamici: a seconda che la massa, almeno durante la fase intensiva, sia o meno soggetta a rivoltamento per omogeneizzare il materiale, ricostruire lo stato strutturale e migliorare il contatto con l’aria di ossidazione; • sistemi aerati o non aerati, a seconda che il processo avvenga con o senza aerazione forzata, per aspirazione o insufflazione. Nella fase intensiva (ACT) l’aerazione ha il duplice scopo di garantire le condizioni di metabolismo aerobico e di garantire il controllo termometrico del processo asportando il calore in eccesso per mantenere le condizioni ideali di temperatura. L'impiego di processi di maggior complessità tecnologica (quali il rivoltamento in cumulo in sistemi chiusi, con ventilazione forzata) è in particolare indicato per il trattamento di rifiuti a elevata putrescibilità, come la frazione organica da raccolta differenziata e i fanghi da impianti di depurazione. Per rifiuti a minor putrescibilità, come gli scarti verdi da manutenzione di giardini e parchi, possono essere adottati sistemi semplificati. I flussi in uscita dal processo di compostaggio dipendono dalla qualità del materiale in ingresso; indicativamente, si ha: 35%-50% di compost avviato a valorizzazione agronomica, 45%-60% di perdite di processo (perdita di umidità, degradazione della sostanza organica) e una quota fino al 10% o anche superiore, in funzione della qualità delle matrici in ingresso, di scarti di processo destinati a smaltimento. L’obiettivo ultimo del compostaggio di qualità è, come già sottolineato, la produzione di materiali stabilizzati ed igienizzati, con basso contenuto di sostanze potenzialmente inquinanti, manipolabili, commerciabili ed utilizzabili in agricoltura come “ammendanti compostati misti”, essendo rispondenti in particolare ai requisiti e alle caratteristiche stabilite dall’allegato 2 del D.Lgs. 75/2010 e ss.mm.ii. (decreto di riordino della disciplina in materia di fertilizzanti). In merito alla valenza dei processi di compostaggio, si ritiene inoltre di poter opportunamente richiamare l’attenzione sui benefici associati alla produzione di compost di qualità e al suo successivo impiego in pratiche agricole, rappresentando questo un mezzo efficace per ridurre le emissioni di CO2 e fissare il carbonio in forma di sostanze umifiche che, concorrendo al ripristino della fertilità dei suoli, permettono l’assimilazione di ulteriore CO2 attraverso l’incremento della produzione vegetale (carbon sink). In linea con gli obiettivi del “Protocollo di Kyoto” e della “Convenzione delle Nazioni Unite per la lotta alla desertificazione” (Roma, 1997), che prevedono l’adozione anche di piani regionali contro i Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Seconda: Proposta pianificatoria 114 REGIONE MARCHE fenomeni di degradazione dei suoli, connessi in particolare nel Sud Europa, ad un tendenziale processo di tropicalizzazione del bacino del Mediterraneo, la produzione e l’utilizzo di compost contribuisce al ripristino di livelli di sostanza organica nei suoli che possano garantire la stabilità strutturale del terreno, la ritenzione idrica e la vita microbica, oltre a rappresentare la componente prioritaria della fertilità complessiva. Gli impianti che trattano più di 50 tonnellate di rifiuti organici al giorno sono disciplinati dalla direttiva IPPC. 4.2.4.1.2. Modalità realizzative degli impianti Gli impianti devono prevedere alcune caratteristiche minimali di seguito elencate: a) presenza delle sezioni di: ricevimento, stoccaggio, pretrattamento e miscelazione dei materiali in entrata; biossidazione, maturazione, stoccaggio e vagliatura dei prodotti finali. Tutte le sezioni devono essere delimitate e facilmente individuabili. b) chiusura delle sezioni di ricevimento, stoccaggio, pretrattamento e miscelazione dei materiali umidi e fermentescibili e di bio ossidazione. Questi obblighi non concernono gli impianti che trattano solo residui verdi con potenzialità inferiore alle 30 t/giorno, quantitativo inteso come media su base annua. Deve essere prevista una superficie che consenta il trattamento delle quantità autorizzate per un numero di giorni sufficienti al completamento delle reazioni di biossidazione; in tali sezioni deve essere prevista l'aspirazione e il trattamento delle arie esauste in idoneo impianto ed una adeguata rete di raccolta delle acque di processo. Fatta eccezione per gli impianti che trattano i soli rifiuti verdi, la sezione destinata alla vagliatura del prodotto finale deve essere dotata di sistemi che impediscano la dispersione delle polveri nell’ambiente circostante; c) impermeabilizzazione dei piazzali di maturazione e delle strade e piazzali per il transito dei mezzi di trasporto e la movimentazione dei materiali in entrata ed in fase di trasformazione con realizzazione di adeguata rete di raccolta delle acque reflue. L’impermeabilizzazione non è prevista per lo stoccaggio dei residui verdi fino a 1.000 t o 3.000 metri cubi e per gli impianti di trattamento dei soli residui verdi con potenzialità annua inferiore alle 1.000 t/anno; d) recinzione dell’area di pertinenza dell'impianto che deve essere dotata di idonea fascia di verde perimetrale; nel caso di impianti a bocca di discarica tale fascia può essere ricompresa nell'area di discarica. La sistemazione a verde non è obbligatoria per impianti di compostaggio di soli residui verdi con potenzialità inferiore a 1.000 t/anno; e) per l’analisi del materiale prodotto e dei materiali in entrata l’impianto deve avvalersi di un laboratorio che risponda ai requisiti di cui alla norma UNI EN 17025: f) il prodotto del compostaggio deve rispettare le caratteristiche analitiche previste dall’all. 2 del D.lgs. 75/2010 e ss.mm.ii.. In fase di progettazione e dimensionamento dell'impianto deve essere considerato che la capacità totale di trattamento deve comprendere: • il quantitativo totale dei rifiuti ritirati; • gli eventuali sovvalli, cioè gli scarti a prevalente matrice lignocellulosici ottenuti dopo la vagliatura finale del compost prodotto, riutilizzati ad inizio processo; • i materiali eventualmente acquistati dall’impianto per integrare la miscela di partenza del processo di compostaggio; Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Seconda: Proposta pianificatoria 115 REGIONE MARCHE • i materiali eventualmente autorizzati ai sensi del regolamento UE 1069/2009 e ss.mm.ii. Esistono tre principali tipologie di metodi di trattamento aerobico: a) in cumuli periodicamente rivoltati; b) in cumuli statici aerati; c) in bioreattori. Il trattamento aerobico in cumuli con rivoltamento del rifiuto si realizza disponendo il substrato in lunghe andane, normalmente a sezione triangolare o trapezioidale, movimentate o rivoltate periodicamente. L’altezza delle andane varia a seconda della caratteristica del substrato e della macchina movimentatrice: 1,2-1,5 m per matrici molto dense, 2-3 m per materiali soffici. La base dei cumuli varia da 3 a 6 m. I cumuli sono aerati principalmente grazie alle correnti d’aria e ai moti convettivi e diffusivi della stessa; il ricambio d’aria all’interno della matrice dipende dalla porosità del cumulo. Il rivoltamento contribuisce a ridurre la pezzatura delle particelle, a ripristinare la porosità della matrice e a ridistribuire nell’ambito del cumulo i differenti strati della matrice. La frequenza dei rivoltamenti dipende dal tasso di decomposizione della biomassa, dal contenuto di umidità e dalla porosità del substrato. Con tale metodo, la prima fase di decomposizione dura da 3 a 9 settimane; per ottenere il superamento della fase di ACT in 3-4 settimane è necessario procedere a rivoltamenti una o due volte al giorno nel corso della prima settimana di processo, dopo di che ad un rivoltamento ogni 2-3 giorni. Il trattamento aerobico in cumuli statici aerati non necessita della movimentazione del materiale; l’ossigenazione è resa possibile attraverso la circolazione di aria in appositi sistemi di tubi diffusori. E’ possibile realizzare l’aerazione passiva dei cumuli attraverso un apparato di tubi immersi nel cumulo con estremità aperte che terminano all’esterno dello stesso; l’aria fluisce nei tubi e si diffonde attraverso il cumulo. In questo caso i cumuli devono essere non più alti di 1-1,2 m e ricoperti in superficie con uno strato di ca. 10 cm di compost maturo, paglia o torba con funzioni coibenti e di adsorbimento delle emissioni maleodoranti. E’ possibile inoltre realizzale l’aerazione forzata attraverso l‘aspirazione di aria dalla superficie del cumulo o l’insufflazione forzata di aria nel substrato. Nel caso di aspirazione dell’aria, l’aria esausta deve essere immessa in un sistema filtrante per l’abbattimento di eventuali emissioni maleodoranti e per evitare che il vapore acqueo drenato dal cumulo raggiunga con il suo carico di sostanze corrosive l’aspiratore. E’ tuttavia l’insufflazione forzata a rappresentare la procedura più razionale per la gestione del processo; l’insufflazione rende possibile infatti un miglior controllo della temperatura. Il trattamento aerobico in bioreattori prevede la stabilizzazione della biomassa all’interno di particolari strutture di contenimento dove tecniche di movimentazione e di aerazione forzata della matrice sono combinate. I bioreattori possono essere: • chiusi, ad es. cilindri rotanti, silos, biocelle; • aperti, ad es. trincee dinamiche areate. Cilindri rotanti, silos e trincee dinamiche aerate prevedono la movimentazione della biomassa all’interno del reattore. Generalmente all’interno dei bioreattori viene effettuata una prima omogeneizzazione e trasformazione delle matrici organiche mentre la biostabilizzazione aerobica vera e propria del materiale in uscita dai reattori avviene attraverso uno dei sistemi in cumulo. I cilindri rotanti sono grandi cilindri disposti orizzontalmente che si muovono lentamente secondo un movimento rotatorio; il substrato viene alimentato attraverso una tramoggia sistemata ad una estremità del cilindro. Il cilindro può avere dimensioni pari a 3 m di diametro e 35 m di lunghezza; Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Seconda: Proposta pianificatoria 116 REGIONE MARCHE considerando un utilizzo massimo del 70% del volume, in questo modo è possibile trattare giornalmente 50 t di rifiuto con tempi di residenza del substrato di tre giorni. L’aria, alimentata dall’estremità di scarico della matrice, si muove in direzione opposta rispetto al substrato. Si tratta di un impianto costoso che non apporta giovamenti significativi al processo complessivo di stabilizzazione. I silos sono reattori cilindrici, verticali, solitamente completamente chiusi. Il substrato è alimentato dall’altro e l’aerazione è attuata per mezzo di un sistema di diffusori posti sul fondo del silos; l’aria attraversa il substrato e una volta arrivata nella parte alta del reattore viene convogliata in un filtro per l’addattimento degli odori. Il tempo di ritenzione del substrato all’interno del silos è circa di 2 settimane; dopo questo periodo il materiale deve essere avviato alla fase di completa stabilizzazione in cumulo o in un altro silos. Tale processo presenta i seguenti principali svantaggi: tendenza ad un eccessivo compattamente della biomassa, difficoltà nell’aerare in maniera omogenea, creazione di condensa del vapore lungo le pareti fredde del reattore; a ciò consegue difficoltà nel decorso delle reazioni aerobiche e un difficile controllo della temperatura. Per tali motivi i silos si prestano al trattamento di matrici organiche particolarmente soffici e ben strutturate. Le biocelle sono containers scarrabili dotati di un impianto di aerazione per l’adduzione di aria all’interno del reattore; possono essere usate singolarmente o in batteria. Ogni biocella può contenere da 30 a 60 mc di materiale. Il materiale, prima di essere inserito nella biocella richiede un’accurata preparazione così da bilanciare i nutrienti e garantire un’adeguata porosità e resistenza meccanica al compattamento. Il materiale staziona 7-12 giorni all’interno del container e dopo questo periodo, durante il quale perde buona parte della putrescibilità e della tendenza a rilasciare percolato, viene sistemato in cumuli per la completa maturazione. Le biocelle permettono di controllare le emissioni odorigene e di gestire il percolato opportunamente. Le trincee dinamiche aerate combinano l’aerazione controllata del substrato con il periodico rivoltamento dello stesso all’interno di strette corsie o vasche; sul pavimento delle vasche sono collocate delle canalette funzionali alla diffusione dell’aria La corsia è suddivisa in sezioni caratterizzate da stadi di maturazione diversi; in ognuna di queste sezioni può assere inviata una quantità diversa di aria. La capacità del sistema dipende dal numero e dalle dimensioni delle corsie; tipicamente le trincee hanno una lunghezza di 25-30 m, sono larghe 3-4 m e sono delimitate da pareti alte 1,5-3 m. La lunghezza delle corsie e la frequenza dei rivoltamenti determina i periodi di residenza della biomassa all’interno del reattore; a seconda delle caratteristiche del substrato, i tempi di ritenzione variano da tre a cinque settimane; dopo di che il materiale viene avviato al finissaggio. Tali sistemi sono particolarmente efficaci nel trattamento delle biomasse ad elevato contenuto di umidità. Il materiale ottenuto dopo la maturazione può essere sottoposto ad un processo di raffinazione che ha l’obiettivo di isolare i corpi estranei o non decomposti eventualmente presenti (raffinazione dimensionale, vagliatura densimetrica, vagliatura aeraulica) e di qualificare merceologicamente il prodotto. Per evitare problemi ricorrenti di impaccamento della matrice trattata e di ostruzione delle aperture dei vagli, il materiale stabilizzato sottoposto a vagliatura dovrebbe avere un’umidità non superiore al 45%. I rilasci nell’ambiente nel caso di compostaggio sono due: efflenti gassosi e reflui liquidi. I presidi ambientali per il contenimento degli impatti legati a questi rilasci devono essere opportunamente articolati in relazione alla tipologia della biomassa trattata. Relativamente agli effluenti gassosi, i sistemi di trattamento riguardano principalmente la rimozione delle polveri e degli odori; le prime hanno origine dalle operazioni meccaniche di triturazione e vagliatura, i secondi derivano dai processi di biodegradazione. I trattamenti di depolverazione possono essere di due tipi: • a secco; Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Seconda: Proposta pianificatoria 117 REGIONE MARCHE • a umido. Nel primo caso è utilizzato il ciclone, il filtro a maniche o una loro combinazione; nel secondo caso si prevede l’utilizzo di uno scrubber a umido o di uno bioscrubber. I composti odorigeni prodotti dagli impianti di compostaggio sono composti dello zolfo, composti dell’azoto, acidi grassi volatili, composti aromatici, chetoni, fenoli, toluene. Per gestire gli odori, gli edifici deputati al ricevimento, pretrattamento e biossidazione devono essere confinati e mantenuti in depressione. Il tipo di tecnologia di aspirazione dell'aria ed il numero di ricambi d’aria orari, dipendono dal tipo di processo e dalla presenza di operatori nel locale; è necessario altresì creare un microclima che rispetti i limiti di sicurezza e il relativo benessere prescritti dalle norme relative agli ambienti di lavoro. Di conseguenza il numero di ricambi dell'intero volume d'aria delle strutture chiuse e poste in depressione non deve essere inferiore a 2,5 ricambi/ora; nel caso di presenza, non saltuaria, di personale all’interno delle predette strutture devono essere previsti almeno 4 ricambi/ora, ad eccezione delle biocelle per le quali i ricambi d’aria orari sono legati solamente alle esigenze di corretta biossidazione della massa. Particolare attenzione andrà posta per le aperture d'accesso che devono essere di facile manovra ed a chiusura automatica. L'aria aspirata dagli edifici, se possibile, deve essere riutilizzata per l'ossigenazione della biomassa e, comunque, prima della immissione finale in atmosfera, deve essere trattata per ridurre la concentrazione di composti odorigeni e polveri in idoneo impianto. Uno degli impianti di trattamento dell’aria possibili è il biofiltro; si tratta di un letto poroso biologicamente attivo, resistente alla compattazione, con una buona capacità di ritenzione idrica e relativamente privo di odore proprio, costituito da materiali quali cortecce, legno triturato, compost maturo, torba; per l'aria che attraversa il biofiltro deve essere garantito un tempo minimo di contatto pari a 30 secondi, equivalente ad un carico volumetrico massimo di 120 Nmc di aria per ora per metro cubo di biomassa filtrante. Il contenuto di umidità deve essere preferibilmente compreso tra il 50% ed il 70% (anche in dipendenza delle caratteristiche della biomassa utilizzata come letto di filtrazione); devono essere altresì previste sia la possibilità di bagnare (è comunque preferibile umidificare l'aria in ingresso) sia quella di rimuovere l'eventuale percolato formatosi. Il pH deve essere compreso tra 5 e 8,5 e vanno compensati eventuali fenomeni di acidificazione legati ai prodotti che si formano nella fase di ossidazione biologica. La temperatura dell'aria immessa deve essere preferibilmente compresa tra 10°C e 45°C per rimanere nella fascia ottimale di sviluppo microbico senza avere fenomeni di essiccamenti eccessivi. I limiti per le emissioni devono far riferimento a quelli indicati dalla normativa per analoghe attività, fermo restando che al di fuori dai confini dell’impianto deve essere contenuta al massimo la molestia o il disagio provocati dalle attività. In merito alla determinazione analitica degli odori, in assenza di una normativa comunitaria e nazionale in materia e in attesa di specifiche linee guida regionali si farà riferimento all’uso dell’olfattometria dinamica per la quantificazione delle sorgenti definite, puntuali (condotte e camini) o areali (biofiltro, cumuli ecc.), secondo i criteri indicati dalla norma EN 13725. La stima delle immissioni nell’ambiente deve prevedere l’adozione di un idoneo modello matematico di dispersione, utilizzando come dati di input i valori di emissione determinati con l’olfattometria dinamica ed un congruo e validato database di informazioni meteorologiche. Per quanto riguarda la gestione delle acque reflue, al fine di evitare eventuali contaminazioni delle acque è necessario porre in essere adeguati sistemi, a seconda del tipo di acque: a) Acque di processo. Sono definite come acque di processo: i percolati provenienti dalla zona di ricevimento e miscelazione, l’acqua prodotta dal processo di degradazione trasformazione della sostanza organica della biomassa e, nel caso di ambiente non coperto, le acque di percolazione delle acque meteoriche. Non sono considerate acque di Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Seconda: Proposta pianificatoria 118 REGIONE MARCHE processo i percolati ottenuti per spremitura della FORSU che mantengono la medesima natura del materiale di origine. Tali acque, dato l’elevato carico inquinante, devono essere raccolte, stoccate, prioritariamente riutilizzate per i processi di umidificazione delle biomasse nella sola fase di biossidazione accelerata e trattate conformemente alla normativa vigente (D.Lgs n. 152/06 e ss.mm.ii.); b) Acque meteoriche. Le acque di prima pioggia dei piazzali dove avviene il solo transito e manovra dei mezzi devono essere inviate a trattamento o riutilizzate sulla biomassa. La capacità dell'invaso dedicato allo stoccaggio delle acque di prima pioggia deve avere le dimensioni minime determinate secondo il seguente procedimento di calcolo: C = S x H : 1000 dove: C = capacità dell'invaso [m3]; S = superficie [m2] dell'area dei piazzali e delle strade di transito dei mezzi; H = altezza [mm] dalle precipitazioni di "prima pioggia"; corrisponde al valore massimo di precipitazione in 15-20' di pioggia, convenzionalmente stabilito pari a 3. Le acque meteoriche da gronde pluviali e le acque di seconda pioggia devono essere scaricate nel rispetto delle norme vigenti. c) Acque nere; sono acque nere quelle provenienti dai servizi igienici. Tali reflui devono essere inviati al sistema fognario e/o trattati nel rispetto della normativa vigente; d) Acque di lavaggio degli automezzi; tali acque devono essere raccolte e scaricate nel rispetto delle norme vigenti. 4.2.4.1.3. Standard gestionali Nella produzione di Ammendante Compostato, per un buon andamento del processo, è necessario che la miscela di rifiuti ad inizio processo abbia le seguenti caratteristiche: a) frazione verde o residui lignocellulosici non inferiori al 30% (in peso sul tal quale); nel caso di riutilizzo dei sovvalli, cioè gli scarti lignocellulosici ottenuti dopo la vagliatura finale del prodotto, questi non possono superare il 50% della frazione verde e devono essere preventivamente puliti dai residui plastici mediante idoneo trattamento; b) FORSU non superiore al 60% (in peso sul tal quale); c) fanghi non superiori al 50% (in peso sul tal quale), di cui al massimo 35% se fanghi diversi da quelli agroindustriali; d) altri materiali non superiori al 50% (in peso sul tal quale); e) umidità iniziale indicativamente compresa tra 50 e 65% (in peso sul tal quale); f) C/N compreso fra 20 e 30; g) pH compreso tra 6,5 e 9,5; h) densità minore di 650 kg/mc. Durante la fase di biossidazione deve essere mantenuto un tenore di umidità della biomassa compreso tra 50 e 65% (in peso sul tal quale) e garantita, ai fini dell’igienizzazione del materiale, una temperatura superiore a 60°C per almeno 5 giorni consecutivi Al termine della fase di biossidazione il materiale deve rispettare il limite di stabilità biologica IRDP<1000 mg O2 kg SV 1 h-1 1. Nel caso questa fase non sia precisamente individuabile, tale limite deve essere rispettato dal materiale non vagliato in uscita dai capannoni in depressione. La fase di maturazione deve garantire la progressiva riduzione della fitotossicità e l’umificazione della sostanza organica. Tale fase ha una durata minima indicativa di 45 giorni; al termine della 1 È ammessa una tolleranza all’IRD del 30% Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Seconda: Proposta pianificatoria 119 REGIONE MARCHE fase di maturazione il materiale deve rispettare il limite di stabilità biologica IRDP<500 mg O2 kg SV 1 h-1. Negli impianti in regime semplificato ai sensi del punto 16 del D.M. 5/02/98 e s.m.i. deve essere garantito un tempo complessivo di processo di 90 giorni. 4.2.4.2. Il compostaggio di comunità Oltre al compostaggio industriale nel quale avviene il processo biologico in condizioni controllate, si stanno sviluppando in diversi contesti nazionali esperienze di “compostaggio di comunità” che utilizza piccole “macchine elettromeccaniche” dove il processo aerobico viene controllato, mantenuto e accelerato dal continuo apporto di aria. Questa tecnologia può essere implementata in comunità isolate, grandi collettività quali strutture alberghiere, campeggi, … 4.2.4.2.1. Caratteristiche degli impianti Per la conduzione di un buon processo di compostaggio è importante la presenza nella miscela di materiale strutturante; questo permette di garantire il giusto grado di umidità ed il corretto rapporto tra carbonio e azoto. Negli impianti per il compostaggio di comunità lo strutturante è fornito con l’apporto di segatura o pellets. Negli impianti per il compostaggio di comunità il materiale in ingresso viene triturato; in questo modo la superficie areata aumenta, con conseguente aumento della velocità di processo, e risulta più facile la miscelazione con lo strutturante; d’altra parte in questo modo anche le eventuali impurezze presenti vengono triturate rendendone impossibile l’isolamento. Gli impianti utilizzati per il compostaggio di comunità possono essere suddivisi in base al metodo di movimentazione del materiale (a camera ruotante o con bracci meccanici), in base al numero di camere in cui è suddiviso il processo (ad una camera o a due camere, con suddivisione nella fase di bio-stabilizzazione accelerata e la maturazione. Nei sistemi a doppia camera il caricamento del materiale avviene in una prima camera dove avviene la prima fase del processo; dopo circa 20 giorni la massa viene spostata nella seconda camera dove avviene la fase di maturazione. Questa seconda fase dura circa altri 20 giorni, per un totale ci 40 giorni complessivi. Il materiale è rivoltato da uno o più aspi. I compostatori di comunità a doppia camera distribuiti in Italia hanno una capacità che varia da 5 a 25 t/a. Impianto a due camere con trituratore Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Seconda: Proposta pianificatoria 120 REGIONE MARCHE Nei sistemi a camera unica vi è un unico contenitore cilindrico; il materiale viene movimentato attraverso la rotazione del cilindro più interno o attraverso braccia meccaniche. Il materiale rimane dentro l’impianto per circa 40 giorni. I compostatori di comunità a camera unica distribuiti in Italia hanno una capacità che varia da 2 a 100 t/a. Il materiale, una volta estratto da questi macchinari, viene sistemato in cumuli per almeno un mese. Il Centro ENEA di Casaccia, con il Progetto Attività Sperimentale Trattamento Organico – ASTRO, nel 2011 ha avviato una sperimentazione di compostaggio di comunità. Nell’ambito delle sperimentazioni effettuate sono state avviate a compostaggio frazione umida e diverse tipolgie di strutturanti (pellets, carta/cartone, scarti verdi, compost); il materiale da compostare è stato trattato in impianto per circa 40 giorni. Durante il processo sono stati monitorati i seguenti parametri: temperatura, umidità, pH, ossigeno, anidride carbonica. Le varie prove effettuate hanno avuto una resa (rapporto tra il quantitativo di compost prodotto ed il quantitativo di materiale trattato) variante tra il 16% e il 40%. Il consumo medio di corrente elettrica dell’impianto è stato pari a 1,56 kWh/giorno. L’attività sperimentale ha dimostrato come il compostaggio di comunità con impianto a doppia camera non presenti criticità tecnico/gestionali; il compostatore comunitario consente un appropriato monitoraggio del processo biologico aerobico ed il raggiungimento delle temperature necessarie per l’igienizzazione della massa. La sperimentazione ha inoltre dimostrato come l’uso di sacchetti in mater bi non sia ottimale per tale tipologia impiantistica. 4.2.4.3. La digestione anaerobica La digestione anaerobica è un processo biologico di stabilizzazione della frazione organica del rifiuto svolto in assenza di ossigeno all’interno di uno o più reattori controllati; il processo è finalizzato ad ottenere la stabilizzazione del materiale, un parziale recupero energetico (biogas) e il recupero del materiale. La decomposizione biologica della sostanza organica in condizioni anaerobiche è un fenomeno naturale che viene forzato ai fini di accelerarlo attraverso l’impermeabilizzazione rispetto all’aria esterna, l’apporto di calore, la miscelazione del materiale. La digestione anaerobica ha accesso alle procedure semplificate ai sensi del DM 05/02/98 e ss.mm.ii. punto 15. 4.2.4.3.1. Caratteristiche del processo La digestione anaerobica è un processo microbiologco frutto dell’associazione tra differenti specie microbiche che lavorano in simbiosi ed interdipendenza. Affinché il processo abbia luogo è necessaria l’azione di diversi gruppi di microrganismi differenti in base al range di temperatura in cui operano (batteri psicrofili, mesofili, termofili) e al metabolismo(batteri anaerobi facoltativi e strettamente anaerobi). I microrganismi anaerobi presentano basse velocità di crescita e basse velocità di reazione e quindi occorre mantenere ottimali, per quanto possibile, le condizioni dell’ambiente di reazione; vanno in particolare monitorate: • temperatura; • pH; • presenza di acidi grassi volatili (VFA); • alcalinità totale (TA); Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Seconda: Proposta pianificatoria 121 REGIONE MARCHE • produzione di biogas e presenza di CO2. I processi anaerobici controllati possono essere suddivisi secondo i criteri riportati nella sottostante tabella. Criteri Caratteristiche psicrofilia, 20°C mesofilia, 35-37°C regime termico termofilia, 55°C e oltre umido, 5-10% solidi totali semi-secco, 10-20% solidi totali contenuto di solidi in reattore secco, >20% solidi totali unica, l’intera catena microbica è mantenuta in un singolo reattore fasi biologiche separate, fase idrolitica e fermentativa sono separate da quella metano genica Il processo di digestione anaerobica si sviluppa in più fasi a cui partecipano gruppi distinti di microrganismi. La prima è la fase idrolitica in cui avviene l’idrolisi dei substrati complessi accompagnata da acidificazione con formazione di acidi grassi volatili, chetoni ed alcoli; si ha poi la fase acetogenica in cui, a partire dagli acidi grassi, si ha la formazione di acidi organici a basso peso molecolare, anidride carbonica ed idrogeno molecolare. Infine nella fase metanigena i batteri strettamente anaerobi, a partire dai prodotti della fase precedente, producono metano. Il biogas prodotto è mediamente costituito per circa il 60% da metano e per circa il 40% da anidride carbonica. Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Seconda: Proposta pianificatoria 122 REGIONE MARCHE Schema generale del processo di digestione anaerobica Fonte: Gazzetta ufficiale, 7 giugno 2007 L’esperienza accumulata nel corso degli anni in studi e applicazioni sulla digestione anaerobica di diverse tipologie di biomasse dedicate e di scarto ha condotto allo sviluppo di differenti tipi di processo e differenti tecnologie. Nella classificazione dei differenti processi, inizialmente si possono distinguere: � processo monostadio, quando le fasi di idrolisi, fermentazione acida e metanigena avvengono contemporaneamente in un unico reattore; � processo a doppio stadio, quando si ha un primo stadio durante il quale il substrato organico viene idrolizzato e contemporaneamente avviene la fase acida, mentre la fase metanigena avviene in un secondo momento; � sistema batch. Nell’ambito di queste classi si individuano i differenti processi applicati su scala industriale basati sul tenore di sostanza secca del substrato alimentato al reattore: � processo a umido (wet), quando il substrato in digestione ha un contenuto di sostanza secca inferiore al 10%; è questa la tecnica più diffusa, in particolare con i liquami zootecnici. � processo a secco (dry), quando il substrato in digestione ha un contenuto di sostanza secca superiore al 20% e fino al 40%; Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Seconda: Proposta pianificatoria 123 REGIONE MARCHE � processo a semisecco(semi-dry), nel caso di valori intermedi di sostanza secca. Si riportano di seguito alcune possibili configurazioni impiantistiche. I processi di digestione monostadio sono distinti in base al tenore di solidi che caratterizza il rifiuto trattato. Il processo monostadio ad umido è il primo ad essere stato utilizzato nel trattamento della frazione organica dei rifiuti urbani; il digestore in questione è caratterizzato da un unico reattore completamente miscelato. Nei processi ad umido il rifiuto di partenza viene opportunamente pretrattato così da rimuovere elementi estranei (plastiche, inerti, corpi grossolani) e quindi diluito e miscelato con acqua (è possibile un parziale ricircolo dell’effluente del reattore) così da ottenere una miscela omogenea con tenore in solidi totali inferiore al 10%. Un problema connesso con i processi ad umido è la possibilità di verificarsi di corto circuitazioni; il flusso di materiale entrante, non perfettamente miscelato con il materiale già presente nel reattore, fuoriesce con tempi di ritenzione ridotti rispetto a quelli previsti. Ciò, oltre a determinare una minore degradazione del substrato trattato e quindi una minore produzione di biogas, può determinare problemi di igienizzazione dei fanghi effluenti. Per tale motivo talvolta è previsto uno step di pastorizzazione dell’effluente dal reattore di digestione. Digestore monostadio a umido Fonte: Gazzetta ufficiale, 7 giugno 2007 Tra i vantaggi di tale tecnologia si hanno i seguenti: • ispirato a processi conosciuti; • diluizione degli inibitori con acqua; • spese ridotte per sistemi di movimentazione dello slurry. I principali svantaggi sono invece i seguenti: • possibile corto-circuitazione idraulica del reattore; • presenza di schiume galleggianti e materiale pesante sul fondo del reattore; • abrasione delle parti meccaniche per presenza di sabbie e inerti; • necessità di pretrattamenti pesanti; • veloce diffusione di inibitori nel reattore; • produzione di elevate quantità di acque di processo; • elevato consumo di acqua e di energia; • elevati costi dei macchinari per i pretrattamenti e dei reattori. Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Seconda: Proposta pianificatoria 124 REGIONE MARCHE I processi a semi secco operano con rifiuti con contenuti di solidi fra 10 e 20%. Dal punto di vista impiantistico viene utilizzato un reattore miscelato che può operare in regime mesofilo o termofilo. Il rifiuto organico da raccolta differenziata presenta generalmente caratteristiche ottimali per l’applicazione diretta del processo; preliminarmente viene effettuato solo un semplice pretrattamento di pulizia del rifiuto per eliminare materiale ferroso e inerte grossolano. Si evidenziano i seguenti principali vantaggi di tale processo: • semplicità dei sistemi di pompaggio e miscelazione; • ridotti pretrattamenti del rifiuto; • diluizione degli inibitori con acqua; • spese ridotte per sistemi di movimentazione dello slurry. Tra gli svantaggi di tale processo vi sono invece: • presenza di schiume galleggianti e materiale pesante sul fondo del reattore; • abrasione delle parti meccaniche per presenza di sabbie e inerti; • veloce diffusione di inibitori nel reattore; • produzione di elevate quantità di acque di processo; • elevati costi dei reattori. I digestori monostadio a secco prevedono un tenore di solidi nel rifiuto compreso tra 25 e 40% quindi solo particolari rifiuti con elevato tenore di solidi (>50%) necessitano di essere diluiti con acqua prima di essere trattati. Tali processi sono caratterizzati da un unico reattore all’interno del quale il flusso segue un andamento a “pistone”; sono richiesti particolari metodi di pompaggio e miscelazione per limitare il problema della miscelazione tra materiale fresco e materiale in fermentazione. E’ richiesto un limitato pretrattamento al fine di rimuovere il materiale con dimensioni superiori ai 40mm durante il quale non si osserva perdita di materiale organico biodegradabile. La figura sottostante riassume le principali tecnologie presenti sul mercato che si differenziato per la fluidodinamica del reattore utilizzato. Digestore monostadio a secco Fonte: Gazzetta ufficiale, 7 giugno 2007 Note: modello A Dranco, B Kompogas, C Valorga Tra i vantaggi di tale tecnologia si hanno i seguenti: Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Seconda: Proposta pianificatoria 125 REGIONE MARCHE • assenza di organi in movimento; • non c’è rischio di corto-circuitazioni idrauliche; • pretrattamenti leggeri; • resistenza a picchi di concentrazione di substrato o sostanze tossiche; • reattore di dimensioni contenute; • basso consumo di acqua e di calore. I principali svantaggi sono invece i seguenti: • impossibilità di diluizione degli inibitori con acqua; • necessità di sistemi più “pesanti” e costosi per la movimentazione del materiale; • materiale molto umido (< 20% solidi totali) non può essere trattato da solo. I processi a doppio stadio prevedono la separazione fisica della fase idrolitica e fermentativa dalla fase metanigena; questa suddivisione permette di ottimizzare le rese di degradazione e quindi di produzione del biogas.Con i processi a doppio stadio è possibile trattare alcuni tipi di rifiuto organico che vengono in genere evitati nei sistemi a fase unica, ad esempio residui agro-industriali o zootecnici con rapporti C/N < 20. Le figure sottostanti riportano due esempi di digestori a doppio stadio a umido; il secondo prevede la ritenzione della biomassa nel secondo stadio del processo. Digestori a doppio stadio a umido Fonte: Types of anaerobic digesters for solid wastes; P. Vandevivere, L. De Baere, W. Verstraete Tra i vantaggi di tale tecnologia si hanno i seguenti: • elevata flessibilità; • più adatti per materiale organico fortemente biodegradabile e povero di cellulosa; • unica tecnologia adatte per materiale con C/N < 20. I principali svantaggi sono invece i seguenti: • sistema complesso; • costi elevati. Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Seconda: Proposta pianificatoria 126 REGIONE MARCHE Ad ultimo si riportano i processi batch;si tratta di una tecnologia a secco con un sistema modulare di celle statiche che consente la gestione indipendente di ogni modulo. Il reattore di digestione viene riempito con materiale organico ad elevato tenore di sostanza solida (30-40%) e viene lasciato fermentare; il processo opera di per se stesso per fasi successive. Le varie configurazioni presenti in figura si differenziano per il diverso ricircolo del percolato utilizzato per l’umidificazione del materiale. Digestori Batch Fonte: Types of anaerobic digesters for solid wastes; P. Vandevivere, L. De Baere, W. Verstraete Nota: A: Biocell; UASB: Upflow Anaerobic Sludge Blanket Reactor. I principali vantaggi di tale tecnologia sono i seguenti: • elevata semplicità; • costi contenuti; • bassi comumi di acqua. Tra gli svantaggi si annoverano i seguenti: • rischi di intasamento, necessità di materiale strutturante; • rischi di esplosione durante lo svuotamentod del reattore; • difficoltà operative nel caricamento del materiale con pala meccanica e operatore; • scarsa produzione di biogas; • elevata occupazione di spazio. 4.2.4.3.2. Modalità realizzative degli impianti L’impianto deve essere dotato di una zona di ricezione rifiuti dimensionata in modo tale da accogliere un volume pari alla produzione di 2-3 giorni del bacino d’utenza servito; in questo modo si rende compatibile la discontinuità del servizio di raccolta con la continuità di esercizio dell’impianto. Lo stoccaggio rifiuti può essere realizzato tramite una fossa interrata o tramite un piazzale di scarico a raso, quest’ultimo adatto solo per rifiuti con umidità ridotta. Il rifiuto organico viene sottoposto ad operazioni di pretrattamento differenti a seconda del tipo di processo di digestione anaerobica a cui viene sottoposto. Le operazioni che possono essere eseguite sono: 1. dilacerazione: prevede l’apertura dei contenitori di raccolta nei quali vengono conferiti i rifiuti e la riduzione della pezzatura del materiale più voluminoso; 2. separazione metalli: prevede la separazione dei metalli con l’obiettivo di recuperare le materie prime e di proteggere da abrasione e usura le apparecchiature successivamente utilizzate; Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Seconda: Proposta pianificatoria 127 REGIONE MARCHE 3. separazione inerti e plastiche: prevede la rimozione dei materiali non biodegradabili; è funzionale anche a proteggere dall’abrasione ed evitare blocchi del processo di digestione; 4. controllo pezzatura: ha lo scopo di rendere la pezzatura compatibile con il processo e le apparecchiature utilizzate per la movimentazione della miscela. Dalla pezzatura del materiale dipende la superficie di contatto tra i microrganismi ed il materiale da digerire e quindi la resa del processo. Sono accettabili dimesioni inferiori a 50 mm; 5. omogeneizzazione e regolazione del contenuto di umidità: i rifiuti devono essere trattati così da ottenere una miscela avente caratteristiche chimico-fisiche ottimali; devono essere diluiti con acqua o fanghi in modo da regolare l’umidità della miscela in base al processo utilizzato. Si deve quindi procedere all’omogeneizzazione della miscela attraverso miscelatori a coclee (processi a secco e semisecco) o idropolpatori (processi a umido o semisecco). I dispositivi di agitazione o miscelazione devono essere realizzati in materiale resistente all’azione abrasiva o corrosiva dei rifiuti, devono essere facilmente ispezionabili e lavabili. 6. regolazione della temperatura: la miscela deve essere portata alla temperatura necessaria per il processo. Ciò viene effettuato all’esterno del digestore, tramite scambiatori di calore viene scaldata l’acqua di diluizione o la miscela stessa, o all’interno, tramite scambiatori di calore o l’iniezione diretta di vapore nel digestore. La produzione di biogas è uno dei principali vantaggi della digestione anaerobica dei rifiuti; il rendimento in biogas del processo è molto variabile e dipende dalla frazione biodegradabile del substrato. Tutte le tubazioni e le apparecchiatura che entrano in contatto con il biogas devono essere realizzate con materiali che tengano conto del carattere corrosivo di alcuni suoi componenti (ad esempio l’idrogeno solforato). All’uscita dal digestore deve essere prevista una filtrazione (> 10 µm) per eliminare le particelle liquide o solide che potrebbero essere trascinate dal biogas. Il criterio più adeguato per il dimensionamento del reattore è quello che considera il carico organico ed il tempo di residenza idraulico e dei solidi. Nella progettazione delle unità di digestione anaerobica è necessario anche prestare particolare attenzione agli aspetti legati al sistema di miscelazione, al sistema di carico e scarico della miscela dal digestore ed alla movimentazione dei fanghi. 4.2.4.3.3. Standard gestionali L’estrema variabilità dei processi rende difficoltosa la definizione di standard gestionali sulla base dei principali parametri di esercizio; la seguente tabella riassume gli intervalli di variazione attesa per i principali parametri dei vari processi di digestione anaerobica. Standard gestionali dei diversi processi Parametro udm processo a umido processo semisecco processo a secco sostanza secca % 10-15 15-25 25-40 carico organico kg SV/m3xg 2-4 fino a 6 8-18 8-10 tempo di ritenzione idraulica g 10-30 10-15 25-30 produzione biogas m3/tFORSU 100-150 100-150 90-150 contenuto di metano % CH4 50-70 55-60 50-60 riduzione della sostanza volatile % 50-75 40-60 50-70 Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Seconda: Proposta pianificatoria 128 REGIONE MARCHE 4.2.5. Compostaggio e digestione anaerobica a confronto Nella seguente tabella si riepilogano in forma sintetica i principali pro e contro del processo di compostaggio e di digestione anaerobica dei rifiuti organici. Valutazione comparata dei processi di compostaggio e digestione anaerobica dei rifiuti organici Compostaggio Digestione anaerobica caratteristiche dei rifiuti trattabili rifiuti organici aventi un certo tenore di sostanza secca nella miscela di partenza tutte le tipologie di rifiuti organici, indipendentemente dalla loro umidità; il processo appare meno indicato per rifiuti lignei prestazioni energetiche il processo comporta un consumo di energia il processo consente la produzione di energia rinnovabile (biogas) emissioni in atmosfera possibile rilascio in atmosfera di emissioni gassose maleodoranti durante la prima fase del processo (necessità di adeguati presidi ambientali) il processo avviene in reattori chiusi, non essendovi pertanto alcun rilascio di emissioni gassose maleodoranti in atmosfera; successive emissioni legate alla combustione del biogas generazione reflui possibilità di ricircolo di eventuali acque di percolazione, con conseguente assenza di scarichi impiego di acqua di processo in eccesso, con conseguente necessità di specifico trattamento qualità del prodotto in uscita destinabile a impiego agronomico necessità di ulteriore trattamento di compostaggio per il successivo impiego agronomico costi di investimento inferiori a quelli della digestione anaerobica superiori a quelli del compostaggio costi di gestione complessivi (inclusi ammortamenti) tendenzialmente inferiori a quelli della digestione anaerobica tendenzialmente superiori a quelli del compostaggio affidabilità tecnologica processi ormai applicati in numerosissime esperienze al trattamento di frazione organica da raccolta differenziata processi già applicati al trattamento di frazione organica da raccolta differenziata in un numero ancora contenuto di esperienze aspetto preferenziale aspetto penalizzante Elaborazione su base Linee Guida IPPC per impianti di trattamento meccanico-biologico emanate con D.M. 29/1/07 e di altre fonti varie In generale, si evidenziano le migliori prestazioni ambientali conseguibili con la digestione anaerobica, in particolare in termini emissivi ed energetici (peraltro con un maggior impatto rispetto agli scarichi di reflui derivanti), a fronte comunque di maggiori costi di investimento e gestionali. Nella digestione anaerobica è più facile il controllo delle emissioni nell’ambiente in quanto i processi di degradazione avvengono all’interno di reattori ermeticamente chiusi; è minore l’impegno di superficie e l’apporto di nutrimenti necessario per lo sviluppo del processo. Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Seconda: Proposta pianificatoria 129 REGIONE MARCHE Si segnala che nel documento sulle Migliori Tecniche Disponibili (MTD) di settore, emanato in allegato al D.M. 29/1/07, si sottolineano con particolare evidenza le possibili sinergie tra i due processi, come esemplificativamente illustrato nello schema riportato nel seguito. Schema del ciclo di trattamento integrato anaerobico/aerobico Fonte: Gazzetta ufficiale, 7 giugno 2007 I vantaggi ottenibili sono così sintetizzabili: • si migliora nettamente il bilancio energetico dell’impianto, in quanto nella fase anaerobica si ha in genere la produzione di un surplus di energia rispetto al fabbisogno dell’intero impianto; • si possono controllare meglio e con costi minori i problemi olfattivi; le fasi maggiormente odorigene sono gestite in reattore chiuso e le “arie esauste” sono rappresentate dal biogas (utilizzato e non immesso in atmosfera); il digestato è già un materiale semi-stabilizzato e, quindi, il controllo degli impatti olfattivi durante il post-compostaggio aerobico risulta più agevole; • si ha un minor impegno di superficie a parità di rifiuto trattato, pur tenendo conto delle superfici necessarie per il post-compostaggio aerobico, grazie alla maggior compattezza dell’impiantistica anaerobica; • si riduce l’emissione di CO2 in atmosfera da un minimo del 25% sino al 67% (nel caso di completo utilizzo dell’energia termica prodotta in cogenerazione). Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Seconda: Proposta pianificatoria 130 REGIONE MARCHE Inoltre, poiché il materiale organico da sottoporre a compostaggio ha già subito una parziale degradazione, i tempi di permanenza nel reparto di stabilizzazione aerobica potranno essere contenuti entro i 30-45 giorni”. Si sottolinea come l’ammendante compostato ottenuto dal compostaggio del digestato, rispetto al digestato tal quale presenti: • un contenuto in azoto organico più elevato; la disponibilità dell’azoto è diversa se si sottopone il digestato ad una fase di maturazione aerobica (compostaggio); questa caratteristica è da tenere in considerazione in virtù dei dettami della direttiva nitrati; l’ammendante compostato si configura dal punto di vista della speciazione dell’azoto come un letame il cui l’azoto è da considerarsi (essendo per più dell’80% organico) “a lenta cessione”; • una igienizzazione più spinta; la fase aerobica garantisce la permanenza della biomassa per tempi lunghi a temperature elevate (>60°C) garantendone ulteriormente l’igienizzazione; l’aspetto della sanitizzazione dei materiali trattati e dei vantaggi del finissaggio aerobico assumono carattere di assoluta necessità per l’abbattimento delle cariche microbiche patogene; oltre a garantire maggiore sicurezza nella manipolazione del prodotto, ciò rende il materiale idoneo a soddisfare gli standard qualitativi previsti sia dal D.Lgs.75/2010 che dal regolamento europeo sui Sottoprodotti di Origine Animale (Reg. 1069/2009); • una maggiore facilità di manipolazione e stoccaggio; il digestato si presenta sovente come una matrice pompabile, la cui applicazione diretta necessita strutture di stoccaggio dalle elevate capacità, da realizzarsi interamente all’interno dell’impianto di trattamento. 4.3. Impiantistica per i rifiuti urbani residui: tipologie di impianti ammissibili, tecnologie applicabili e standard prestazionali Il pretrattamento del rifiuto indifferenziato residuo a valle delle raccolte differenziate, attraverso processi di Trattamento Meccanico Biologico (TMB), può avvenire con modalità diverse, in funzione di fattori e scelte di gestione essenzialmente relative a: • qualità del rifiuto indifferenziato da trattare; • massimizzazione più o meno spinta del recupero di materia dal processo rispetto al recupero di energia; • tecnologia dell’eventuale processo di combustione a valle del pretrattamento; • flussi residui destinati a smaltimento in discarica; • prestazioni ambientali del sistema complessivo di gestione dei rifiuti e dei singoli impianti; • costi di investimento e gestione per il sistema complessivo di gestione dei rifiuti e dei singoli impianti. Ovviamente, tutti i fattori sopra indicati sono correlati uno all’altro e la loro definizione, nel contesto del sistema di gestione dei rifiuti previsto per un territorio, deve essere effettuata con attenzione al quadro complessivo che risulta così definito e alla compatibilità fra loro dei diversi segmenti di servizi e impianti che lo vanno a comporre. Il Trattamento Meccanico Biologico conta di due fasi ben differenziate: • il trattamento meccanico, il rifiuto viene vagliato per separare le diverse frazioni merceologiche e/o condizionato per raggiungere gli obiettivi di processo o le performance Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Seconda: Proposta pianificatoria 131 REGIONE MARCHE di prodotto. Una linea di trattamento è costituita da una serie di operazioni che separano dal flusso dei rifiuti indifferenziati le componenti indesiderate e migliorano le caratteristiche del flusso principale; la qualità di quest’ultimo dipende dal tipo, dall’ordine, dal numero e dall’efficienza delle operazioni eseguite sul rifiuto; • il trattamento biologico, processo volto a conseguire la mineralizzazione delle componenti organiche maggiormente degradabili (stabilizzazione) e l’igienizzazione per pastorizzazione del prodotto. 4.3.1. Tipologie di impianti Nel seguito si presenta quindi un sintetico inquadramento delle principali tecnologie che risultano attualmente disponibili nel panorama nazionale per la gestione dei flussi residui a valle delle raccolte differenziate, riferibili essenzialmente a: • impianti a doppio flusso; • impianti a flusso unico. Ciò che distingue i due impianti è la collocazione relativa dei trattamenti meccanici rispetto a quelli biologici. 4.3.1.1. Impianti a doppio flusso Negli impianti a doppio flusso viene effettuata dapprima una classificazione dimensionale del materiale al fine di separare la frazione secca (il sopravaglio) dalla frazione umida (il sottovaglio). Il sottovaglio viene quindi sottoposto a stabilizzazione biologica e trasformato in frazione organica stabilizzata (FOS); tale materiale può essere destinato ad operazioni di recupero ambientale (quale ad esempio utilizzo come materiale da ricopertura della discarica) o a smaltimento.. Entrando più nel dettaglio, si possono distinguere tre differenti fasi: • pretrattamento meccanico, volto a separare la cosiddetta frazione “secca” (sovvallo) dalla frazione “umida” (sottovaglio) che concentra il materiale organico; • trattamento biologico, cui è sottoposto il sottovaglio per conseguire la mineralizzazione delle componenti organiche maggiormente degradabili (stabilizzazione) e la igienizzazione per pastorizzazione del prodotto; si ottiene la Frazione Organica Stabilizzata (FOS); • eventuale post-trattamento meccanico, la FOS può essere sottoposta a raffinazione per poi essere destinata ad attività di ripristino ambientale o alla copertura giornaliera di discariche. Mediante il pretrattamento meccanico del rifiuto in ingresso in impianto, si arriva ad ottenere una frazione "umida" (frazione sottovaglio; Ø generalmente inferiore a 50-90 mm) da destinarsi a trattamento biologico di stabilizzazione e una frazione secca (sovvallo Ø generalmente superiore a 50-90 mm) da destinarsi a discarica o ad ulteriore valorizzazione. La strutturazione e complessità impiantistica degli impianti basati su questi processi è strettamente legata alle finalità che il processo si propone. In particolare, nel caso di impianti finalizzati alla separazione della sola frazione fine, nella quale risultano concentrate generalmente sostanze inquinanti e che presentano in genere un alto contenuto di ceneri, per il successivo invio del materiale di sovvallo a trattamento termico, la fase di selezione meccanica prevede generalmente l’impiego di: Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Seconda: Proposta pianificatoria 132 REGIONE MARCHE • macchine per la riduzione della pezzatura (trituratori o rompisacchi) fino a quella compatibile con le lavorazioni successive; • vagli rotanti o vibranti. Da tali impianti si ottengono due prodotti: • un sovvallo che può migliorare il funzionamento e le prestazioni degli impianti di trattamento termico, diminuire l’impatto ambientale in caso di conferimento in discarica, migliorare il rendimento di successivi impianti di selezione più spinta; • un sottovaglio fine che deve essere stabilizzato e/o successivamente selezionato e non può essere messo a discarica senza una stabilizzazione biologica. Gli impianti più prettamente orientati alla produzione di un flusso di frazione umida da inviare a biotrattamento, separando il materiale fine ed il materiale secco di sovvallo, presentano in genere una fase di selezione meccanica costituita almeno da: • macchine per la riduzione dimensionale; • deferrizzatori; • vagli a più stadi. Questi impianti producono: • un sovvallo costituito dalla frazione secca che ha un potere calorifico elevato e minore concentrazione di inquinanti e pertanto può migliorare il funzionamento e le prestazioni dei termovalorizzatori, diminuisce l’impatto ambientale in caso di conferimento in discarica, migliora il rendimento di successivi impianti di selezione più spinta; • un sottovaglio umido che può essere utilizzato, dopo stabilizzazione biologica, come materiale di copertura per discariche; • materiali ferrosi che possono essere inviati al riutilizzo; • un sottovaglio fine. Gli impianti finalizzati alla produzione di una frazione combustibile ad elevato potere calorifico, attraverso in particolare la separazione del fine e della frazione umida e l’eventuale successiva effettuazione di processi di essiccazione e di raffinazione per il conseguimento di CSS a norma, sono almeno costituiti nella fase di selezione meccanica da: • macchine per la riduzione dimensionale; • vagli anche a più stadi; • deferrizzatori; • trituratori della frazione secca per ottenere una pezzatura compatibile con la tecnologia di termovalorizzazione o di utilizzo energetico in impianti industriali del combustibile prodotto. Tali impianti producono: • una frazione ad alto potere calorifico che può migliorare il funzionamento e le prestazioni dei termovalorizzatori, diminuisce l’impatto ambientale in caso di conferimento in discarica, può essere stoccato e successivamente riutilizzato; • un sottovaglio umido che deve essere stabilizzato e/o successivamente selezionato e non può essere messo a discarica senza una stabilizzazione biologica; Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Seconda: Proposta pianificatoria 133 REGIONE MARCHE • materiali ferrosi che possono essere inviati al riutilizzo. La produzione eventuale di CSS a partire dalla frazione secca del rifiuto residuo, all'interno di un impianto di trattamento meccanico-biologico, avviene con processi più o meno complessi (con separatori densimetrici o classificatori ad aria), che consentono di destinare a combustione tra il 30% e il 60% del rifiuto indifferenziato residuo. Il trattamento di raffinazione è tipicamente costituito dalle seguenti fasi: • riduzione dimensionale ed omogeneizzazione dei materiali secchi grezzi; • deferrizzazione; • asportazione di metalli non ferrosi; • asportazione di materiali inerti (vetro, ceramiche, sassi, inerti vari); • triturazione (al fine di ottenere la pezzatura desiderata, in funzione della tecnologia di termo utilizzazione o di recupero energetico); • essiccamento, addensamento o pellettizzazione (in funzione delle modalità di alimentazione degli impianti di utilizzo del CSS e della distanza dell’utilizzatore dal luogo di produzione). Ai fini della movimentazione e dell’alimentazione agli impianti di trattamento termico o ad impianti industriali idonei all’uso possono quindi essere richieste ulteriori lavorazioni come l’addensamento, la pellettizzazione, ecc.. Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Seconda: Proposta pianificatoria 134 REGIONE MARCHE Schema di flusso di un impianto a doppio flusso di rifiuti indifferenziati Qualora la FOS sia destinata a discarica, non è necessaria la sua raffinazione, che è invece funzionale al destino ad altri eventuali impieghi alternativi. Elaborazione su Linee Guida IPPC per impianti di trattamento meccanico-biologico emanate con D.M. 29/1/07 * può essere effettuata la digestione anaerobica della FOP. E’ importante evidenziare come il processo biologico, sempre di tipo aerobico nel caso di impianti a flusso unico, negli impianti a doppio flusso possa essere di tipo aerobico o anaerobico; l’impianto con trattamento anaerobico ha tra gli output di processo biogas, in aggiunta ai flussi di materiali tipici degli impianti TMB. 4.3.1.2. Impianti a flusso unico Negli impianti a flusso unico l’intera massa del rifiuto viene sottoposta ad una iniziale fase aerobica di bioessiccazione; il processo biologico, grazie al rilascio di calore, contribuisce alla riduzione di umidità del materiale. Il processo prevede quindi la produzione di bioessiccato a partire dall'intera frazione di rifiuto residuo, attraverso uno specifico trattamento di stabilizzazione ed essiccamento biologico, con selezione di metalli e separazione di inerti e vetro. 150-300 g FOS raffinata 1 kg RU Raffinazione (eventuale) 200-400 g di FOS 50-100 g materiale a recupero 400-650 g sovvallo (250-350 a CSS) 350-600 g sottovaglio Trattamento biologico* Pre-trattamento: lacerasacchi, triturazione, vagliatura 150-200 g perdite di processo Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Seconda: Proposta pianificatoria 135 REGIONE MARCHE Il processo si divide in due stadi principali: • triturazione meccanica blanda del rifiuto tal quale, per aumentare la superficie di evaporazione e di scambio della massa andando ad accelerare i processi di bioessiccamento; • trattamento biologico della matrice triturata. La biomassa viene aerata e il calore prodotto dal processo di fermentazione aerobica della sostanza organica (si raggiungono temperature dell’ordine dei 50-60°C) essicca la massa di rifiuti e la igienizza termicamente. Il materiale finale è caratterizzato da un PCI che può raggiungere i 15.000 kJ/kg. Questa soluzione comporta il successivo destino a combustione o, in alternativa, a discarica di una quota pari al 80-75% del rifiuto trattato, a seconda della composizione del rifiuto. Sulla frazione bioessiccata possono essere effettuate ulteriori operazioni di raffinazione (separazione delle frazioni metalliche, vagliatura della frazione fine inerte, selezione della frazione a più elevato potere calorifico) fino ad ottenere una frazione ad alto potere calorifico (tipicamente equivalente al 50% della massa iniziale e con potere calorifico dell’ordine dei 17-19 MJ/kg). In questo caso, si ha comunque la generazione di una quota di scarti, dell’ordine del 25% ca. rispetto al rifiuto trattato, da destinarsi a discarica. Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Seconda: Proposta pianificatoria 136 REGIONE MARCHE Schema di flusso di un impianto tipo di bioessiccazione di rifiuti indifferenziati Il processo di trattamento può arrestarsi con la produzione di bioessiccato, o proseguire con la sua raffinazione a CDR, in funzione delle esigenze e opportunità di collocazione del rifiuto trattato a destino. Elaborazione su Linee Guida IPPC per impianti di trattamento meccanico-biologico emanate con D.M. 29/1/07 Rispetto agli impianti a doppio flusso, gli impianti a flusso unico presentano i seguenti vantaggi: • resa di produzione di CSS più elevata; • riduzione più efficace del contenuto di umidità del materiale; • assenza della produzione di materiale di difficile gestione quale la FOS. 4.3.1.3. La produzione di CSS Come illustrato nei paragrafi precedenti, un impianto di trattamento meccanico biologico può avere come fine ultimo la produzione di Combustibile Solido Secondario (CSS). La produzione di CSS può essere realizzata sia attraverso impianti a flusso unico che da impianti a doppio flusso. In entrambi i casi è necessaria una raffinazione meccanica del bioessiccato (impianto a flusso unico) o del sovvallo (impianto a doppio flusso) tale da far sì che il materiale finale risponda ai requisiti fissati dalla vigente normativa in tema di caratteristiche chimico-fisiche minimali, contenuto massimo ammissibile di umidità, ceneri ed inquinanti. Per quanto riguarda l’aspetto fisico del Apertura sacchi Triturazione 1 kg RU Trattamento aerobico Perdita di peso (H2O, CO2) 100-250 g 750-900 g di materiale bioessiccato Raffinazione (eventuale) 430-650 g di CSS 200-250 g sottovaglio 50-70 g metalli Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Seconda: Proposta pianificatoria 137 REGIONE MARCHE prodotto per il conferimento all’utilizzatore finale, questo viene ottenuto mediante triturazione finale ed eventuale successiva compattazione meccanica. Il CSS prodotto può quindi essere destinato a termovalorizzazione in impianti dedicati o a co combustione in impianti industriali quali cementifici o centrali termoelettriche; in tal modo si riducono le quantità di materiale da smaltire in discarica. Il CSS è definito dal D.Lgs.152/06 ss.mm.ii. come “il combustibile solido prodotto da rifiuti che rispetta le caratteristiche di classificazione e di specificazione individuate dalle norme tecniche Uni Cen/Ts 15359 ss.mm.ii”. La Uni Cen/Ts 15359 ss.mm.ii. è una norma tecnica europea che fornisce le caratteristiche di classificazione e di specificazione dei CSS. Si riportano di seguito tabelle estratte dalle norme tecniche Cen/Ts 15359 che contengono i criteri di classificazione del CSS; in base al prospetto 2, il CSS è classificato da una terna di numeri corrispondenti alle classi di PCI, Cl e Hg in cui si collocano rispettivamente: • la media del valore del PCI espresso come MJ/kg t.q.; • la media del valore del contenuto di cloro espresso come % s.s.; • il valore più restrittivo tra la mediana e l’80° percentile del valore del contenuto di mercurio, espresso come mg/Mj t.q. . Per quanto concerne la presenza di altri metalli pesanti, la norma UNI EN 15359 prevede l’obbligo di specificarne i valori in sede contrattuale tra produttori ed utilizzatori; fissa dei limiti soltanto per i CSS con CER 191210 e CER 191212 (si veda il successivo prospetto 4). Classificazione e caratteristiche del CSS (fonte: CEN/TS 15359) Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Seconda: Proposta pianificatoria 138 REGIONE MARCHE La produzione di CSS si ritiene potrà avere nel prossimo futuro uno sviluppo positivo in relazione alla recente emanazione del regolamento DM 14 febbraio 2013 n. 22 (in vigore dal 29 marzo 2013) che, in attuazione dell’articolo 184-ter del D.Lgs. 152/06, stabilisce le condizioni in base alle quali alcune tipologie di CSS cessano di essere qualificate “rifiuti speciali” e vengono qualificate come “prodotto”: tale CSS-Combustibile è pertanto derubricato dalla disciplina dei rifiuti. In primo luogo il regolamento disciplina le modalità di produzione del CSS-Combustibile perché questo possa essere impiegato in cementifici o centrali termoelettriche. Il CSS-Combustibile può essere prodotto solo in impianti certificati Uni En 15358 o, in alternativa, registrati Emas. La produzione di CSS-Combustibile deve avvenire a partire da rifiuti urbani e speciali non pericolosi; Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Seconda: Proposta pianificatoria 139 REGIONE MARCHE l’allegato 2 al Regolamento elenca inoltre i rifiuti non pericolosi che non possono essere utilizzati per produrre CSS-Combustibile. Per quanto concerne le caratteristiche del materiale, secondo il regolamento è da classificare come CSS-Combustibile esclusivamente il CSS con PCI e Cl come definito dalle classi 1,2,3 (UNI EN 15359) e Hg come definito dalle classi 1 e 2 (UNI EN 15359), riferite a ciascun sottolotto; inoltre ciascun sottolotto deve avere le caratteristiche chimico-fisiche riportate nella seguente tabella. Caratteristiche di specificazione del CSS-Combustibile Per ciascun sottolotto di CSS-Combustibile il produttore verifica: • il rispetto delle prescrizioni per la produzione e gestione qualità; • la rispondenza alle caratteristiche di classificazione sulla base dei parametri e delle classi 1,2,3 e relative combinazioni; • i dati identificativi dell’utilizzatore del CSS-Combustibile; • il rispetto delle disposizione nazionali e comunitarie relative all’immissione sul mercato e commercializzazione dei prodotti (si ricorda che l’immissione e la commercializzazione sul mercato dei prodotti segue le regole del Regolamento REACH 1907/06 ss.mm.ii.). In seguito a tali verifiche, il produttore emette per il relativo sottolotto una dichiarazione di conformità secondo lo schema dell’Allegato 4 al Regolamento; con l’emissione della dichiarazione di conformità il sottolotto di CSS-Combustibile cessa di essere classificato quale rifiuto. Il Regolamento disciplina infine quali tipi di impianti possono utilizzare il CSS-Combustibile per produrre energia termica o elettrica. Si tratta dei seguenti impianti soggetti alla disciplina dell'autorizzazione integrata ambientale, nonché certificati ISO 14001 o Emas: — cementifici a ciclo completo con capacità produttiva maggiore di 500 t/g di clinker; — centrali termoelettriche di potenza superiore a 50 MW. Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Seconda: Proposta pianificatoria 140 REGIONE MARCHE Tali impianti devono rispettare i limiti di emissione per il coincenerimento dei rifiuti (D.Lgs. 133/05, che dovrà essere modificato al recepimento della Direttiva IED – “Industrial Emission Directive, 2010/75/UE”). In generale, la cessazione dello status di “rifiuto” è un importante strumento attraverso cui attuare la “gerarchia dei rifiuti” promuovendo il riciclaggio ed il recupero degli stessi; viene infatti incoraggiata la produzione di prodotti di alta qualità che vanno a sostituire materie prime vergini riducendo nel contempo il quantitativo di materiale da destinare allo smaltimento. Tale processo registra non solo benefici ambientali ma anche benefici economici; il “prodotto” ha infatti un mercato e quindi un valore positivo rispetto al “rifiuto” che, nella maggior parte dei casi, costituisce un aggravio per il produttore. 4.3.1.4. Il recupero di materia All’estero sono diffuse le “Material Recovery Facilities” (MRF), impianti di trattamento della frazione multimateriale da raccolta differenziata che permettono la suddivisione della stessa in più flussi di materiali omogenei. Queste tecnologie recentemente hanno trovato applicazione anche per il rifiuto indifferenziato; l’obiettivo primario di questi impianti è di separare dal flusso di rifiuti indifferenziati materiali plastici, carta e metalli da avviare a recupero di materia. I TMB con recupero di materia possono essere potenzialmente basati sia su un processo a flusso unico che a doppio flusso. Per il recupero di materiali dal sopravaglio gli schemi operativi efficaci sono dati dalla combinazione di separazioni: • magnetiche e a correnti indotte, per il recupero dei metalli ferrosi e non ferrosi; • densimetrihe o balistiche, per il raggruppamento dei materiali in base ai pesi specifici e la separazione dei materiali bidimensionali (film e cartoni) dai materiali tridimensionali (flaconi, bottiglie ed altri oggetti); • ottiche, per il recupero dei polimeri plastici a più alto valore e di materiali cellulosici; • manuali, di tipo “positivo” per il recupero diretto di film plastici e cartoni sui materiali bidimensionali o di tipo “negativo” per estrarre i materiali che non possono essere trattati o che è preferibile che non vengano trattati. A seconda delle caratteristiche del rifiuto indifferenziato in ingresso e delle caratteristiche della linea di lavorazione, il quantitativo di rifiuti estratti da avviare a recupero può variare. I dati ISPRA relativi al 2011 evidenziano come ad oggi gli impianti TMB operanti nel contesto nazionale effettuino un recupero di materia mediamente pari al 2,3% rispetto ai rifiuti indifferenziati trattati; i materiali separati sono metalli, carta e plastica. Nel contesto europeo, l’impianto di TMB operante a Barcellona (Ecoparc 4) che tratta ca. 160.000 t/a di rifiuto indifferenziato (anni di riferimento: 2010-2011) separa ca. il 10% di materiale a recupero e contestualmente produce il 6% di CDR (Combustibile da Rifiuti). Infine è opportuno richiamare il recente avvio dell’iter autorizzativo di un progetto italiano per la realizzazione di un impianto di TMB con recupero di materia (Polo Ambientale Integrato di Reggio Emilia) che, a fronte di una capacità di trattamento di rifiuti indifferenziati pari a 87.000 t/a, stima un Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Seconda: Proposta pianificatoria 141 REGIONE MARCHE quantitativo di flussi a recupero di materia pari a ca. il 35%. Bisogna però sottolineare che si tratta di un’ipotesi progettuale che non ha ancora trovato concretezza in un impianto operante. Tali impianti TMB sono caratterizzati da una flessibilità impiantistica tale da poter essere facilmente adeguati a trattare un differente quantitativo di rifiuti o anche una diversa tipologia di rifiuti in base alle eventuali modifiche della produzione che potrebbero verificarsi. Valutazioni sull’opportunità di realizzare impianti di TMB che effettuino recupero di materia devono tener conto: • della possibilità di collocazione le frazioni secche sul mercato del recupero in un conveniente intorno dell’impianto; • delle condizioni di qualità e quantità delle frazioni secche richieste effettivamente dal mercato; • della remunerazione che si può ottenere dalla vendita delle frazioni secche al netto dei costi aggiuntivi di trasporto. In particolare appare necessario richiamare le potenziali criticità relative all’avvio a recupero dei diversi materiali derivanti da trattamento dei rifiuti indifferenziati esposte nel capitolo 3.7. Per quanto riguarda la carta da macero da rifiuto urbano residuo, sperimentazioni hanno riscontrato problematiche relative ai quantitativi di impurezze contenute nella carta selezionata e all’elevato tasso di umidità riscontrato dovuto alla contaminazione della frazione con materiale organico presente nel rifiuto indifferenziato; ciò potrebbe rendere difficile la collocazione di tale materiale nel settore dell’industria cartaria. Anche il quadro normativo di riferimento non depone a favore di tale tipologia di recupero della carta. Per quanto riguarda il recupero della plastica da rifiuto indifferenziato, ad oggi a livello nazionale è pressoché assente. Il quadro normativo di riferimento pone degli elementi di possibile criticità ma non a priori ostativi. La componente di rifiuti di plastica di maggiore criticità è costituita dal mix di plastiche eterogenee che può essere estratto negli impianti TMB dal flusso del rifiuto indifferenziato a valle dell’intercettazione di polimeri “di pregio”; ad oggi infatti non si ha ancora un vero mercato sviluppato e quindi tali flussi potrebbero trovare difficoltà di collocazione. Per metalli ferrosi e non, purchè sia garantita un’adeguata purezza, non si evidenziano criticità nella collocazione a recupero dei rottami metallici intercettati dal rifiuto indifferenziato. 4.3.2. Modalità realizzative I trattamenti meccanici prevedono l’utilizzo delle seguenti possibili macchine: • macchine finalizzate a separare il materiale in due o più flussi: vagli; classificatori ad aria; separatori magnetici, per la separazione del ferro; separatori a correnti indotte, per la rimozione dei metalli amagnetici; sensori ottici, per la separazione dei differenti polimeri costituenti le materie plastiche e dei flussi caratterizzati da colorazioni differenti; • macchine finalizzate a modificare la distribuzione dimensionale del materiale: lacera sacchi; trituratori primari e secondari; Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Seconda: Proposta pianificatoria 142 REGIONE MARCHE • macchine finalizzate a compattare il materiale: raddensatrici; pellettizzatrici; presse imballatrici. Le diverse unità di processo vengono scelte e combinate a seconda del materiale di partenza e di ciò che si vuole ottenere dal rifiuto in lavorazione. Per quanto concerne i trattamenti biologici, le unità di processo utilizzabili negli impianti TMB sono riconducibili a tre principali tipologie: • essiccamento biologico o bioessiccazione; • stabilizzazione aerobica o biostabilizzazione; • digestione anaerobica. La bioessiccazione prevede l’avvio a trattamento biologico aerobico di tutta la massa del rifiuto conferito; come già precedentemente illustrato, viene quindi utilizzata negli impianti a flusso unico. L’innesco delle reazioni di degradazione biologica aerobica, conseguenti ad un massiccio apporto di aria ottenuto mediante insufflazione forzata, consente, grazie all’esotermia, l’evaporazione di parte del contenuto di umidità del materiale. Dal punto di vista del bilancio di materia, in funzione del contenuto di sostanza organica nel rifiuto trattato, si può verificare una perdita di peso compresa tra i 10% e il 25% circa, rispettivamente per situazioni con basso (8%) e alto (50%) contento di organico; la durata del processo non supera solitamente i 15 giorni. La stabilizzazione aerobica, più frequente, e la digestione anaerobica possono essere previste negli impianti a doppio flusso. La biostabilizzazione aerobica consente di trasformare la Frazione Organica Putrescibile (FOP) ottenuta dalla separazione meccanica in Frazione Organica Stabilizzata. Il processo dura circa 4 settimane e avviene generalmente in sistemi dinamici aerati (insufflazione di aria forzata all’interno del materiale e suo periodico rivoltamento). Dal punto di vista del bilancio di materia, si registrano perdite di processo (CO2, H2O e altre sostanze gassose minori, pari al 40% rispetto alla FOP in ingresso. La FOS è quindi pari a circa il 60% della FOP in ingresso e circa il 20% del rifiuto entrante nel TMB. Negli impianti a doppio flusso, la FOP può essere sottoposta a digestione anaerobica anziché alla stabilizzazione aerobica. I principali elementi di differenza rispetto al processo aerobico sono la produzione di biogas, sfruttabile a scopi energetici, una stabilizzazione meno spinta del materiale (è quindi richiesta una fase di posta trattamento aerobico) e una gestione più complessa dei flussi liquidi di scarico. Gli impianti TMB richiedono adeguati presidi ambientali relativi in particolare al controllo delle emissioni atmosferiche. I processi biologici risultano critici per le emissioni odorigene legate alla produzione di composti organici volatili (COV) ed eventuali cataboliti ridotti di processo (ammoniaca e acido solfidrico). In tutte le fasi del trattamento sono inoltre da controllare le emissioni di materiale particolato, tanto più rilevante quanto più diminuisce l’umidità del materiale trattato. Se gli impianti sono ben realizzati e gestiti, i rilasci verso gli altri comparti ambientali sono praticamente nulli; i processi biologici, se aerobici, non danno infatti luogo a produzione di scarichi liquidi; eventuali percolati prodotti da materiale troppo umido possono essere ricircolati. Tutte le fasi di trattamento devono quindi avvenire al chiuso, con aspirazione dell’aria interna; l’aria aspirata nelle zone di trattamento meccanico può essere utilizzata come aria di processo per il Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Seconda: Proposta pianificatoria 143 REGIONE MARCHE trattamento biologico aerobico; l’aria in uscita da quest’ultimo deve essere convogliata agli appositi dispositivi di abbattimento di tipo biologico (i biofiltri), chimico-fisico (colonne di lavaggio, sistemi di adsorbimento/desorbimento) o termico (combustione termica o catalitica). Il BREF (Best Available Techniques Reference Document for the Waste Treatments Industries) di riferimento suggerisce di ridurre le emission derivanti dal TMB ai livelli riportati nella sottostante tabella. Livelli di riduzione delle emissioni nei gas esausti concentrazione nei gas esausti emissioni osmogene ouE/m3 <500-6.000 NH3 mg/Nm 3 <1-20 COV mg/Nm3 7-201 PM mg/Nm3 5-20 Nota: 1 per bassi carichi di COV il limite superiore può essere esteso a 50. Fonte: Best Available Techniques Reference Document for the Waste Treatments Industries 4.3.3. Standard gestionali Considerata l’estrema variabilità processistica non sono definibili in modo univoco le prestazioni attese dagli impianti di trattamento meccanico biologico. Soprattutto con riferimento agli aspetti del recupero di materia ed alla produzione di CSS (verso cui dovrà essere orientato il sistema impiantistico regionale), si deve dire che gli standard prestazionali degli impianti (livelli di recupero garantiti e livelli di produzione di CSS), paiono più dettati dalle possibilità di collocazione dei materiali sul mercato, fattore questo che “regolerà” i livelli di recuperi, più che dai limiti tecnologici degli impianti stessi. Non pare pertanto necessario ed opportuno definire livelli minimi di “produttività” degli impianti. Indicazioni possono però essere fornite in merito alla qualità della FOS ed alle sue modalità di impiego. La FOS prodotta dagli impianti di TMB può essere utilizzata come terra di copertura giornaliera, in purezza o in miscela con materiali inerti, nelle discariche, nel rispetto dei limiti tecnici previsti dal progetto o da successivi provvedimenti autorizzativi. Va garantita la stabilità in situ del materiale depositato, limitata la dispersione dei materiali leggeri e garantito il corretto drenaggio delle acque di percolazione. L’utilizzo di questo materiale deve essere preferito rispetto all'uso degli altri ed il suo impiego deve essere autorizzato. La FOS deve essere ricevuta in discarica accompagnata dal formulario di identificazione del rifiuto (codice CER 190503). Tale operazione deve essere poi annotata nel registro di carico e scarico così come da norma di legge. Il quantitativo di FOS utilizzata per la ricopertura giornaliera non può comunque essere superiore al 10% in peso di rifiuto mediamente conferito in discarica; per quantitativi eccedenti l’operazione si configura come di smaltimento con le conseguenti implicazioni in merito al pagamento di ecotassa. Si sottolinea come la definizione di non biodegradabilità per i materiali biostabilizzati sia determinata dalla stabilità biologica residua e definita per mezzo dell’Indice di Respirazione; la soglia indicata (media di 4 valori annui) è pari a 1.000 mgO2 · kg SV 1 · h-1 (Indice di Respirazione Dinamico). E’ inoltre da considerarsi buona pratica gestionale sottoporre a biostabilizzazione (input, rifiuto intermedio normalmente classificato come umido da sottovaglio) un quantitativo di rifiuto non inferiore a 1,3*FO (Frazione Organica presente nel rifiuto indifferenziato in ingresso all’impianto). Al fine di garantire efficacia al processo di stabilizzazione il calo ponderale non potrà essere inferiore al 25% rispetto al materiale in ingresso. Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Seconda: Proposta pianificatoria 144 REGIONE MARCHE 5. VALUTAZIONI ECONOMICHE DEGLI SCENARI DI PIANIFICAZIONE La valutazione economica degli scenari di Piano è sviluppata andando a considerare separatamente gli investimenti associati alle azioni di Piano per il periodo 2014-2020 e i costi di gestione annui dei servizi di igiene ambientale. Le valutazioni sotto riportate sono valutate a valori dei prezzi costanti rispetto al 2012, ossia non si considera l’eventuale effetto di variazione dovuto all'inflazione; i costi sono al netto di IVA. 5.1. Investimenti Gli investimenti economici associati alla proposta di Piano possono essere così articolati: • investimenti per la prevenzione rifiuti; • investimenti per la riorganizzazione del sistema di raccolta rifiuti; • investimenti per l’adeguamento impiantistico. Per quanto riguarda le azioni di prevenzione della produzione dei rifiuti, si sono considerati i costi associati a: • promozione del compostaggio domestico: acquisto dei composter (43 euro cad); • promozione dell’acqua non in bottiglia: finanziamento di case dell’acqua (10.000 euro cad); • promozione del riuso: finanziamento di centri del riuso (40.000 euro cad). L’entità di tali interventi è stata definita in conformità agli obiettivi di Piano sulla base delle ipotesi tecniche formulate per il loro conseguimento. Investimenti per azioni di prevenzione rifiuti – anni 2014-2020 Azione u.m. costo unitario [euro] costo totale [euro] promozione compostaggio domestico n. ut. dom. che praticano compostaggio domestico 108.005 43 4.644.219 promozione acqua non in bottiglia n. case dell’acqua 10 10.000 100.000 promozione del riuso n. centri riuso 21* 40.000 840.000 Nota: per la regione Marche di ipotizza di realizzare una rete di 40 centri del riuso; 19 di questi sono già stati finanziati; al netto di IVA L’investimento complessivo si stima essere pari a 5.584.219 euro. La riorganizzazione dei servizi di raccolta rifiuti secondo quanto previsto dal Piano necessita di investimenti legati all’acquisto di mezzi per la raccolta (mezzi a vasca o costipatori, compattatori da 22 mc …) e attrezzature (bidoni e mastelli). Per quanto riguarda il fabbisogno di mezzi, sono stati considerati i seguenti fabbisogni, ogni 10.000 abitanti serviti, differenziati a seconda della densità territoriale. Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Seconda: Proposta pianificatoria 145 REGIONE MARCHE Numero di mezzi nuovi per comuni attualmente con raccolta stradale senza FORSU numero di mezzi nuovi per 10.000 ab mezzi a vasca o costipatori compattatori ca. 22 mc comuni con dens. urb. < 600 ab/kmq 2,5 0,8 comuni con dens. urb. > 600 ab/kmq 3,5 1,5 Fonte: PRGR Lombardia / indagini di mercato, capitolati, elaborazioni Finlombarda spa) Per quanto concerne i contenitori, si è ipotizzato di dotare le utenze domestiche con nuovo servizio di raccolta porta a porta di tre mastelli per l’esposizione in strada delle frazioni FORSU, carta e vetro oltre che di un sottolavello per la raccolta della FORSU all’interno dell’abitazione. Per le utenze non domestiche si è ipotizzata la distribuzione di bidoni da 120 l; un bidone per ogni frazione intercettata presso un determinato tipo di utenza (escluso il rifiuto indifferenziato che si ipotizza raccolto in sacchi). Costi unitari di mezzi e contenitori per la raccolta porta a porta euro/cad mezzi a vasca 50.000 compattatori ca. 22 mc 130.000 sottolavello 6 l 3 mastello 20 l 5 mastello 40 l 10 bidone 120 l 23 Dall’applicazione di tali parametri alla porzione di popolazione che si stima passerà da raccolta stradale a raccolta porta a porta (ca. 717.000 abitanti), si è valutato un costo d’investimento legato al comparto mezzi di 20.951.370 euro e un costo d’investimento legato ai contenitori funzionali alla raccolta pari a 11.535.833 euro, per un totale di 32.487.203 euro. Nel modello di raccolta porta a porta risulta inoltre essenziale il ruolo dei centri di raccolta comunali, di cui appare necessario aumentare la numerosità; per ogni nuovo centro di raccolta si ipotizza un investimento di 300.000 euro. Investimenti per la riorganizzazione del sistema di raccolta – anni 2014-2020 u.m. costo unitario medio [euro] costo totale [euro] attivazione modello porta a porta n. abitanti che passano da raccolta stradale a raccolta porta a porta 717.124 45,3 32.487.203 apertura centri di raccolta comunali n. centri di raccolta 40 300.000 12.000.000 Nota: al netto di IVA L’investimento totale associato alla riorganizzazione del sistema di raccolta si stima quindi essere pari a 44.487.203 euro. Per quanto riguarda gli investimenti legati all’impiantistica, si considera quanto segue: • realizzazione di due impianti di trattamento meccanico biologico (TMB) del rifiuto indifferenziato; • adeguamento di tre impianti di trattamento meccanico biologico; • adeguamento di cinque impianti di compostaggio; • realizzazione di uno o più impianto di compostaggio/digestione anaerobica; • realizzazione di un impianto di recupero delle terre di spazzamento. Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Seconda: Proposta pianificatoria 146 REGIONE MARCHE Non sono considerati in queste valutazioni i costi associati agli interventi relativi al sistema delle discariche. Si è già evidenziato come il sistema regionale abbia ampie capacità residue di abbancamento; non si prospettano pertanto necessità di importanti realizzazioni. Peraltro essendo il costo realizzativo di tali impianti fortemente dipendente, oltre che dal contesto territoriale ed ambientale di riferimento, anche dalla tipologia realizzativa, risulterebbe assai difficile ricondurlo a parametri specifici. Per quanto concerne gli impianti di trattamento meccanico biologico, i costi di investimento totali sono stati valutati a partire dai costi specifici per tonnellata di rifiuto trattato riportati nella seguente tabella. I costi riportati in tabella derivano dall’analisi di riferimenti a livello nazionale (Piano Regione Gestione Rifiuti regione Lombardia, ”Analisi dei prezzi medi degli impianti” sviluppata dall’autorità regionale per la vigilanza dei servizi idrici e di gestione dei rifiuti urbani della regione Emilia Romagna, anno 2009). Tali costi specifici sono quindi stati moltiplicati per i quantitativi di rifiuti al 2020 considerando un sovradimensionamento dell’ordine del 15-20%. I due nuovi impianti di trattamento meccanico biologico, secondo gli scenari prospettati dal Piano, potranno essere funzionali alla sola separazione secco-umido (Scenario Inerziale), al recupero di materiali, quali plastica, carta e metalli, da avviare a recupero (Scenario Recupero Materia), alla produzione di CSS (Scenario CSS); a queste tre tipologie impiantistiche sono associati costi d’investimento diversi; la crescente complessità impiantistica legata alla produzione di CSS e, a maggior ragione, al recupero di materia, determina conseguentemente costi unitari maggiori (€/t*a) rispetto all’opzione “base” rappresentata dal TMB. Costi specifici per costruzione di nuovi impianti e adeguamento di quelli esistenti per il trattamento del rifiuto indifferenziato euro/t Nuovo TMB tradizionale 200 Nuovo TMB con recupero di materia 279 Nuovo TMB con produzione di CSS 248 Adeguamento TMB tradizionale 100 Adeguamento TMB tradizionale e implementazione del recupero di materia 179 Adeguamento TMB tradizionale e implementazione produzione CSS 148 Nota: al netto di IVA Capacità impiantistiche degli impianti di trattamento del rifiuto indifferenziato t/a Nuovo impianto prov. PU 65.000 Nuovo impianto prov. AN 65.000 Complesso degli impianti esistenti in provv. FM, MC, AP 100.000 La seguente tabella riassume i costi totali di investimento associati all’impiantistica di trattamento del rifiuto indifferenziato. Costi di investimento per l’impiantistica di trattamento dell’indifferenziato euro Scenario Inerziale 36.000.000 Scenario Recupero Materia 54.253.968 Scenario CSS 46.952.381 Nota: al netto di IVA Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Seconda: Proposta pianificatoria 147 REGIONE MARCHE Per quanto concerne la sezione impiantistica di trattamento della frazione organica (FORSU e verde), come analizzato in precedenza, la regione Marche non riesce a far fronte con l’impiantistica oggi operativa al fabbisogno di trattamento di tutto il rifiuto raccolto; nell’orizzonte di Piano, l’incremento dei quantitativi di FORSU intercettata andrà ad acuire questo deficit. Al fine di effettuare il completo trattamento di tale tipologia di rifiuto all’interno della Regione risulta quindi necessario prevedere la realizzazione uno o più impianti, per una capacità impiantistica complessiva di ca. 70.000 t/a, oltre che l’adeguamento degli impianti esistenti al fine di migliorarne l’operatività. Per le nuove realizzazioni si stima un investimento pari a 300 euro/t. Per l’adeguamento di ciascun impianto di trattamento dell’organico di stima in prima approssimazione un investimento medio pari a 1.500.000 euro. Si stima quindi un costo di investimento complessivo per l’impiantistica di trattamento della frazione organica pari a 28.500.000 euro. Infine due degli Scenari proposti (Scenario di Recupero Materia e Scenario CSS) prevedono l’avvio a recupero in impianto dedicato delle terre da spazzamento della potenzialità annua di circa 35.000 t/a per un costo di investimento associato pari a 3.000.000 euro. La tabella sottostante riassume le macrovoci di investimento fin qui dettagliate; come si osserva, le variazioni di costo tra i tre scenari sono legate alle varianti impiantistiche legate al trattamento dei rifiuti indifferenziati e al trattamento delle terre da spazzamento. Riepilogo costi di investimento 2014-2020 Scenario Inerziale Scenario Recupero Materia Scenario CSS prevenzioni rifiuti 5.584.219 5.584.219 5.584.219 riorganizzazione raccolta 44.487.203 44.487.203 44.487.203 impiantistica trattamento rifiuto indifferenziato 36.000.000 54.253.968 46.952.381 impiantistica trattamento frazione organica 28.500.000 28.500.000 28.500.000 impiantistica trattamento terre da spazzamento 0 3.000.000 3.000.000 Totale 114.571.422 135.825.390 128.523.803 Nota: al netto di IVA 5.2. Costi di gestione Ai fini delle valutazioni economiche dello scenario di Piano, al di là della quantificazione degli investimenti necessari all’adeguamento del sistema gestionale (riorganizzazione servizi, impiantistica), pare importante definire il costo gestionale che, in ultima analisi, rende conto della “sostenibilità” economica della proposta di Piano. La costruzione del costo di gestione tende ad evidenziare per le principali componenti di costo, quelle che saranno le variazioni attese grazie all’implementazione delle azioni di piano che determineranno: • la contrazione della produzione di rifiuti procapite • l’aumento dei quantitativivi di rifiuti intercettati con le raccolte differenziate ai fini dell’avvio a recupero • il miglioramento della qualità dei rifiuti raccolti Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Seconda: Proposta pianificatoria 148 REGIONE MARCHE • l’avvio a trattamento in impiantistica collocata in ambito regionale per la FORSU ed il verde da RD • l’avvio a trattamento in impiantistica dedicata di tutto il rifiuto indifferenziato residuo • l’avvio a recupero (di materia o di energia) di quote significative di rifiuto indifferenziato • lo smaltimento in discariche delle componenti non altrimenti recuperabili Tali modifiche del sistema gestionale comportano modifiche dei flussi di rifiuti alla cui gestione sono associati costi differenziati in funzione delle tipologie di trattamenti o di destino. I costi complessivi così determinati sono confrontati con i costi sostenuti dal sistema regionale nell’anno 2012. I costi gestionali nello scenario di Piano includono anche i costi da sostenere per le attività di comunicazione e per l’implementazione dei sistemi di tariffazione puntuale. La caratterizzazione degli aspetti economici legati all’evoluzione del sistema di gestione dei rifiuti è stata quindi condotta confrontando la stima dei costi al 2012 con i costi al 2020 nei tre diversi scenari di Piano (Scenario Inerziale, Scenario Recupero di materia e Scenario CSS). Per tali valutazioni si è fatto riferimento ai dati riportati nel “Rapporto Rifiuti Urbani 2013” dell’ISPRA relativo all’anno 2011, all’”Analisi dei costi della raccolta differenziata” sviluppata da Federambiente (Federambiente e Bain & Company, anno 2009 e 2013) e all’”Analisi dei prezzi medi degli impianti” sviluppata dall’autorità regionale per la vigilanza dei servizi idrici e di gestione dei rifiuti urbani della regione Emilia Romagna (anno 2009). Si evidenzia in particolare come i costi unitari estratti dalle analisi di Federambiente, espressi in euro/tonnellata di rifiuto raccolto, siano stati rielaborati e ne sia stata verificata l’entità in termini di euro/abitante servito. Le varie voci di costo considerate sono quindi le seguenti: • costo della raccolta e trasporto del rifiuto indifferenziato (CRT): si è stimato un costo per tonnellata di rifiuto raccolto con raccolta porta a porta e con raccolta stradale, applicato alle tonnellate di rifiuto che sono state così intercettate nel 2012 e che si stima di intercettare nel 2020; Costo della raccolta e trasporto del rifiuto indifferenziato euro/t raccolta porta a porta 155 raccolta stradale 86 Nota: al netto di IVA • costo di trattamento e smaltimento del rifiuto indifferenziato (CTS): il costo associato al 2012 è stato ricostruito attualizzando il dato euro/tonnellata ricavato dal rapporto ISPRA 2013 relativo alla regione Marche; risulta pari a 105 euro/t. Gli scenari al 2020 sono valutati considerando un costo di trattamento del rifiuto indifferenziato a seconda del tipo di impianto considerato. Per i flussi destinati a smaltimento si è quantificata una tariffa di conferimento a discarica pari a 80 euro/t. In modo cautelativo si ipotizza inoltre che la cessione dei flussi di rifiuti recuperati dal trattamento del rifiuto indifferenziato (metalli, plastica, carta) sia a ricavo zero mentre la cessione del CSS abbia un costo pari a 20 euro/t. Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Seconda: Proposta pianificatoria 149 REGIONE MARCHE Nel CTS rientra anche la gestione delle terre da spazzamento; negli scenari Recupero di Materia e CSS si ipotizza l’avvio di tale rifiuto ad un impianto di recupero alla tariffa di 80 euro/t. Riepilogo costi specifici utilizzati per il calcolo del CTS euro/t Trattamento Meccanico Biologico 45 Trattamento Meccanico Biologico con recupero spinto di materia 70 Trattamento Meccanico Biologico con produzione di CSS 60 Smaltimento a discarica 80 Cessione dei flussi recuperati 0 Cessione del CSS 20 Trattamento terre da spazzamento 80 Nota: al netto di IVA • altri costi (CAC): i costi associati al 2012 e al 2020 sono stati valutati attualizzando il dato euro/abitante ricavato dal rapporto ISPRA 2013 relativo alla regione Marche (12 euro/ab); il costo pro capite è stato applicato al numero di abitanti al 2012 e al 2020; • costo di raccolta delle frazioni differenziate (CRD); per le principali frazioni differenziate (FORSU e carta/vetro/plastica) si è stimato un costo per tonnellata di rifiuto raccolto con raccolta porta a porta e con raccolta stradale, applicato alle tonnellate di rifiuto che sono state così intercettate nel 2012 o si stima di intercettare nel 2020; Costo della raccolta e trasporto delle frazioni differenziate [euro/t] FORSU carta, plastica, vetro altre RD raccolta porta a porta 155 223 raccolta stradale 102 23 23 Nota: al netto di IVA • costo di trattamento e riciclo delle frazioni differenziate (CTR): i costi associati al 2012 e al 2020 sono stati valutati attualizzando il dato euro/tonnellata ricavato dal rapporto ISPRA 2013 relativo alla regione Marche; tale costo specifico pari a 28 euro/t è stato applicato alle tonnellate di rifiuto che sono state intercettate nel 2012 e che si stima di intercettare nel 2020; • costi comuni (CC): i costi associati al 2012 sono stati valutati attualizzando il dato euro/abitante ricavato dal rapporto ISPRA 2013 relativo alla regione Marche; risulta pari a 11 euro/ab. Per quanto concerne gli scenari al 2020, il costo pro capite relativo al 2012 è stato incrementato di 5 euro/abitante (+ 44%) per considerare i costi di comunicazione associati alla riorganizzazione del sistema di raccolta, alle azioni di prevenzione e i costi per l’attivazione della tariffa puntuale. Il costo pro capite è stato applicato al numero di abitanti al 2012 e al 2020; • costo d’uso capitale (CK): i costi associati al 2012 e al 2020 sono stati valutati attualizzando il dato euro/abitante ricavato dal rapporto ISPRA 2013 relativo alla regione Marche; il costo pro capite pari a 4 euro/ab è stato applicato al numero di abitanti al 2012 e al 2020; • costo di spazzamento e lavaggio strade (CSL): i costi associati al 2012 e al 2020 sono stati valutati attualizzando il dato euro/abitante ricavato dal rapporto ISPRA 2013 relativo alla regione Marche; il costo pro capite pari a 16 euro/ab è stato applicato al numero di abitanti al 2012 e al 2020. Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Seconda: Proposta pianificatoria 150 REGIONE MARCHE Le valutazioni così condotte hanno quindi portato a stimare i costi complessivi per il 2012 e per il 2020 nei diversi scenari riportati nella sottostante tabella. Stima dei costi al 2012 e al 2020 nei tre scenari [euro] 2020 2020 2020 2012 Scenario Inerziale Scenario Recupero Materia Scenario CSS CRT 33.294.103 26.224.841 26.224.841 26.224.841 CTS 38.301.792 26.023.570 28.040.258 25.108.183 CAC 18.770.946 19.628.758 19.628.758 19.628.758 CRD 42.398.844 54.305.140 54.305.140 54.305.140 CTR 15.210.044 14.677.524 14.677.524 14.677.524 CSL 24.278.355 25.387.849 25.387.849 25.387.849 CC 17.444.592 26.297.270 26.297.270 26.297.270 CK 6.745.132 7.053.378 7.053.378 7.053.378 Totale 196.443.809 199.598.329 201.615.018 198.682.942 Nota: al netto di IVA Stima dei costi specifici al 2012 e al 2020 nei tre scenari 2020 2020 2020 2012 Scenario Inerziale Scenario Recupero Materia Scenario CSS abitanti 1.540.688 1.611.096 euro/ab 127,5 123,9 125,1 123,3 t RU 810.984 760.625 euro/t 242,2 262,4 265,1 261,2 Nota: al netto di IVA Stima dei costi al 2012 e al 2020 nei tre scenari [euro/abitante] 2020 2020 2020 2012 Scenario Inerziale Scenario Recupero Materia Scenario CSS CRT 21,6 16,3 16,3 16,3 CTS 24,9 16,2 17,4 15,6 CAC 12,2 12,2 12,2 12,2 CRD 27,5 33,7 33,7 33,7 CTR 9,9 9,1 9,1 9,1 CSL 15,8 15,8 15,8 15,8 CC 11,3 16,3 16,3 16,3 CK 4,4 4,4 4,4 4,4 Totale 127,5 123,9 125,1 123,3 variazione rispetto al 2012 2,8% -1,9% -3,3% Nota: al netto di IVA Si osserva come in tutti gli scenari al 2020 si stimi un leggero incremento del costo complessivo annuo; è importante sottolineare come il costo procapite associato vada invece a decrescere passando dallo scenario attuale al 2012 a quelli futuri al 2020. Il confronto tra i tre diversi scenari al 2020 basato sul costo pro capite mostra come questi siano sostanzialmente equivalenti; tutti infatti registrano un leggero calo rispetto al costo 2012, che va dal -1,9% associato allo Scenario Recupero di Materia, al -3,3% associato allo Scenario CSS. Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Seconda: Proposta pianificatoria 151 REGIONE MARCHE Su queste basi si può asserire che la variabile economica non risulta sicuramente determinante nell’orientamento del sistema gestionale. C’è da sottolineare come tutte le valutazioni effettuate abbiano cautelativamente assunto l’assenza di ricavi dalla cessione di materiali e la necessità di sostenere costi per la collocazione del CSS. La situazione reale potrebbe evidentemente essere diversa ed ai prodotti da destinare a recupero potrebbe essere associato un ricavo; a completamento va inoltre rilevato come non siano inclusi i costi dei trasporti dei materiali che potrebbero, almeno in parte, equilibrare tali eventuali ricavi. Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Seconda: Proposta pianificatoria 152 REGIONE MARCHE 6. LA GESTIONE DEI RIFIUTI SPECIALI Considerato il carattere “non prescrittivo” che assume la pianificazione della gestione dei Rifiuti Speciali in virtù dell’ottemperanza al principio della “responsabilità dei produttori”, la Regione persegue obiettivi volti ad assicurare l’ottimizzazione del sistema gestionale nel rispetto delle indicazioni e delle gerarchie sancite dalla normativa e le massime garanzie di tutela dell'ambiente e della salute dei cittadini, in particolare: • riduzione della produzione e diminuzione della pericolosità in modo che i rifiuti presentino rischi molto limitati per l'ambiente (principio della prevenzione della pericolosità); • massimizzazione dell’invio a recupero e reimmissione della maggior parte dei rifiuti nel ciclo economico (principio della preferenza del recupero); • ottimizzazione delle fasi di raccolta, trasporto, recupero e smaltimento basato sul principio dello smaltimento sicuro; • favorire la realizzazione di un sistema impiantistico territoriale che consenta di ottemperare al principio di prossimità (cioè i rifiuti vengano trattati in punti il più vicino possibile al luogo di produzione); ovvero garantire il trattamento e lo smaltimento dei rifiuti speciali, per quanto tecnicamente ed economicamente possibile, in prossimità dei luoghi di produzione; • promozione del riutilizzo dei rifiuti per la produzione di materiali commerciali debitamente certificati e la loro commercializzazione anche a livello locale. Alla luce di tali obiettivi e dell'analisi dettagliata sullo stato di fatto (riferita al 2010, sulla base delle dichiarazioni MUD 2011), si è disegnato lo scenario futuro andando a delineare, per le principali variabili che influiscono sulle dinamiche gestionali, le evoluzioni attese al 2020. Si sono in particolare sviluppate considerazioni in merito a: • produzione dei rifiuti speciali (pericolosi e non pericolosi) alla luce delle recenti dinamiche di andamento dell'economia nazionale e regionale, oltreché dell'andamento di particolari settori (quale il settore manifatturiero) che incidono maggiormente in termini di produzione di rifiuti; nelle previsioni di Piano i futuri livelli di produzione risulteranno influenzati dalle azioni che saranno implementate per conseguire l’obiettivo primario del contenimento della produzione in termini assoluti e della pericolosità dei rifiuti prodotti; • valutazione dei fabbisogni di trattamento ottimali (pericolosi e non pericolosi) tali stime sono mirate alla definizione del “corretto” destino del rifiuto; tale destino non coincide necessariamente con l’attuale gestione; lo scenario di Piano predilige infatti la massimizzazione del recupero rispetto al ricorso allo smaltimento; questa opzione è assolutamente da favorire qualora lo smaltimento non sia necessario per intrinseche caratteristiche dei rifiuti (es pericolosità); nel rispetto della gerarchia di gestione dei rifiuti indicata dalla normativa Europea e Nazionale si sono pertanto individuati in ordine di priorità i seguenti destini: 1. Recupero di materia; 2. Recupero di energia; 3. Trattamenti di smaltimento (escluso discarica e incenerimento); 4. Incenerimento; 5. Smaltimento in discarica. • confronto dei fabbisogni ottimali di Scenario con la gestione attuale; il confronto è sviluppato andando a valutare i fabbisogni stimati con i rifiuti gestiti nel territorio regionale in termini di attività dichiarate di recupero e smaltimento. Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Seconda: Proposta pianificatoria 153 REGIONE MARCHE 6.1. Previsione di produzione dei rifiuti speciali nello Scenario di riferimento Al fine di valutare l’effettivo conseguimento degli obiettivi posti dalla Pianificazione, attraverso lo sviluppo delle azioni individuate, si prevede la definizione di specifici traguardi, sia qualitativi sia quantitativi nello Scenario di Piano. Per definire tali obiettivi è necessario effettuare stime previsionali sulla produzione dei rifiuti speciali nell'anno di attuazione dello Scenario di Piano (2020) e nel periodo transitorio. Tali previsioni si basano su valutazioni dell'andamento storico della produzione (considerando dati il più possibile uniformi in termini di fonti e modalità di stima), oltre a considerazioni relative all'andamento delle variabili economiche e produttive regionali che influenzano la produzione dei rifiuti speciali. 6.1.1. Andamento storico della produzione dei RS e delle variabili economiche valutate rispetto al PIL Per quanto si considerino i dati storici pubblicati da una stessa fonte ("Rapporti rifiuti" di APAT ISPRA), si rileva una disomogeneità dei dati di produzione dei rifiuti speciali; ciò è dovuto al fatto che negli anni sono stati apportati cambiamenti importanti nella metodologia di stima del monte rifiuti prodotti (utilizzo di indici in base a bilanci sulla produzione per alcuni particolari comparti produttivi). Si tenga presente che non sono stati considerati i dati ARPA, in quanto carenti delle stime sulla produzione di rifiuti inerti da costruzione e demolizione. Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Seconda: Proposta pianificatoria 154 REGIONE MARCHE 1.152.708 1.259.008 1.967.613 2.423.467 2.595.594 2.749.668 4.281.296 2.960.868 3.069.136 0 500.000 1.000.000 1.500.000 2.000.000 2.500.000 3.000.000 3.500.000 4.000.000 4.500.000 2000 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009 t/ a n n o Regione MARCHE Fonte dei dati: "Rapporti rifiuti" di APAT- ISPRA pubblicati nei vari anni 0 20.000.000 40.000.000 60.000.000 80.000.000 100.000.000 120.000.000 140.000.000 160.000.000 2000 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009 t/ a n n o ITALIA Fonte dei dati: "Rapporti rifiuti" di APAT- ISPRA pubblicati nei vari anni La tendenza evidenziata nel tempo mostra un collegamento tra l’andamento del PIL e la produzione dei rifiuti speciali. L’analisi storica sulla produzione di rifiuti speciali nelle Marche, confrontata con il PIL regionale, conferma l’esistenza di questa relazione, sebbene ci siano dei disallineamenti (si vedano andamenti 2008-2009), che si ritiene siano collegati ad "incrementi fittizi" della produzione dei rifiuti connessi a modalità di stima dei flussi. Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Seconda: Proposta pianificatoria 155 REGIONE MARCHE Si ritiene pertanto che la previsione sul PIL dei prossimi anni possa fornire utili indicazioni sulla stima della produzione dei rifiuti speciali. Andamento del PIL Regionale e della produzione dei rifiuti speciali 33.000 34.000 35.000 36.000 37.000 38.000 39.000 40.000 41.000 0 500.000 1.000.000 1.500.000 2.000.000 2.500.000 3.000.000 3.500.000 4.000.000 4.500.000 2000 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009 2010 2011 P IL v a l. c o n ca te n a ti 2 0 0 5 ( M il io n i e u ro ) P ro d u z T O T R S ( to n / a n n o ) Produz TOT RS MARCHE PIL prezzi correnti val. concatenati 2005 Andamento del PIL Regionale e della produzione dei rifiuti speciali non pericolosi (al netto degli inerti da costruzione e demolizione) 33.000 34.000 35.000 36.000 37.000 38.000 39.000 40.000 41.000 0 500.000 1.000.000 1.500.000 2.000.000 2.500.000 2000 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009 2010 2011 P IL v a l. c o n ca te n a ti 2 0 0 5 ( M il io n i e u ro ) P ro d u z R S N P e sc lu so i n e rt i (t o n / a n n o ) Produz RS NP (escluso inerti) MARCHE "PIL prezzi correnti val. concatenati 2005" Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Seconda: Proposta pianificatoria 156 REGIONE MARCHE Andamento del PIL Regionale e della produzione dei rifiuti speciali pericolosi 33.000 34.000 35.000 36.000 37.000 38.000 39.000 40.000 41.000 0 20.000 40.000 60.000 80.000 100.000 120.000 140.000 2000 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009 2010 2011 P IL v a l. c o n ca te n a ti 2 0 0 5 ( M il io n i e u ro ) P ro d u z R S P ( to n / a n n o ) Produz RS P MARCHE "PIL prezzi correnti val. concatenati 2005" Come si osserva nel grafico seguente i dati regionali di andamento del PIL sono strettamente correlati con l'indicatore economico del PIL rilevato a livello nazionale. Correlazione tra PIL in Regione e PIL nazionale R² = 0,9542 1.340.000 1.360.000 1.380.000 1.400.000 1.420.000 1.440.000 1.460.000 1.480.000 1.500.000 35.000 35.500 36.000 36.500 37.000 37.500 38.000 38.500 39.000 39.500 40.000 P IL v I T A L IA ( M il io n i e u ro , v a l. c o n ca te n a ti 2 0 0 5 ) PIL Regione Marche (Milioni di euro, val. concatenati 2005) 6.1.2. Previsioni di andamento dell'economia e previsioni di Piano per la produzione dei rifiuti speciali Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Seconda: Proposta pianificatoria 157 REGIONE MARCHE La situazione di crisi economica, che tuttora investe il Paese, determina molte incertezze in merito alle future evoluzioni del sistema economico produttivo; siccome la produzione dei rifiuti è strettamente connessa ad essa, per una corretta previsione della produzione dei rifiuti speciali è necessario tenere presente appunto le valutazioni tendenziali del sistema economico produttivo futuro. Si sono al proposito considerate le diverse fonti ufficiali che in tempi recenti hanno pubblicato valutazioni sulle possibili previsioni di andamento del sistema economico a livello regionale e nazionale. Per i dati a livello regionale: a parte l'andamento storico del PIL (2000-2011), fonti di interesse che contengono dati aggiornati sulle tendenze recenti dello stato dell'economia marchigiana strettamente riguardanti il mondo produttivo, sono il "Rapporto 2012 sull'industria Marchigiana", che fornisce l'andamento dell'indice di produzione industriale regionale sino al 2012, ed i rapporti trimestrali "Analisi Congiunturale Marche" (dell’Unione Regionale CCIAA delle Marche) che riporta appunto l'andamento dell'indice di produttività per i primi due trimestri del 2013. Non si hanno quindi previsioni ufficiali sull'andamento dell'economia marchigiana (né in termini di PIL né di altri indicatori) oltre il 2013. Andamento storico del PIL (2000-2011) e dell'indice di produttività (2000-2013) in Regione Regione Marche Variaz storica % PIL* Variaz % Indice produttività Industriale** 2000 - 2001 1,9% 3,7% 2002 2,9% -0,7% 2003 -0,7% 0,2% 2004 1,9% 0,7% 2005 1,0% -0,8% 2006 3,0% 2,7% 2007 2,0% 2,4% 2008 -2,4% -2,9% 2009 -4,9% -10,8% 2010 0,4% 3,6% 2011 0,6% 0,7% 2012 - -3,0% 2013 - -3,9% Fonte *: ISTAT **: "Rapporto 2012 sull'industria Marchigiana" e "Analisi Congiunturale Marche" (dell’Unione Regionale CCIAA delle Marche). Nel seguente grafico si osserva la correlazione tra PIL regionale e Indice di produttività industriale degli ultimi 5 anni. Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Seconda: Proposta pianificatoria 158 REGIONE MARCHE R² = 0,9244 90 92 94 96 98 100 102 104 106 108 36.500 37.000 37.500 38.000 38.500 39.000 39.500 40.000 In d ic e d e ll a p ro d u zi o n e i n d u st ri a le n e ll e M A rc h e (b a se 2 0 0 5 = 1 0 0 ) PIL Regione Marche (Milioni di euro, val. concatenati 2005) Correlazione andamento PIL in Regione rispetto andamento Indice produzione industriale Per una previsione che vada oltre l'anno 2013, la fonte più aggiornata disponibile è il "Documento di Economia e Finanza (Nota di Aggiornato al Settembre 2013)" del Ministero dell'Economia (pubblicato il 20 Settembre 2013), che effettua previsioni sull'andamento del PIL nazionale sino al 2017. Andamento storico del PIL e previsione al 2017 in Italia Italia PIL ai prezzi di mercato valori conc. al 2005 (milioni di €) Variaz storica % PIL Previsione DEF Min. Economia (Settembre 2013) 2000 1.367.801 - 2001 1.393.278 1,9% 2002 1.399.568 0,5% 2003 1.398.916 0,0% 2004 1.423.126 1,7% 2005 1.436.380 0,9% 2006 1.467.964 2,2% 2007 1.492.671 1,7% 2008 1.475.412 -1,2% 2009 1.394.347 -5,5% 2010 1.418.376 1,7% 2011 1.423.674 0,4% 2012 1.389.948 -2,4% 2013 - - -1,7% 2014 - - 1,0% 2015 - - 1,7% 2016 - - 1,8% 2017 - - 1,9% Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Seconda: Proposta pianificatoria 159 REGIONE MARCHE Sulla base di queste informazioni si è pertanto costruito un possibile andamento del PIL Regionale. In particolare per gli anni recenti (2012-2013) si è considerato l'andamento rilevato per gli indici di produttività (essendo rilevata la correlazione tra PIL e tale indicatore), mentre dal 2014 è stata assunta la previsione dell'andamento del PIL nazionale, ritarando opportunamente le previsioni nazionali al dato regionale per poter costruire una serie temporale sino al 2020, anno di riferimento della pianificazione. 31.000 32.000 33.000 34.000 35.000 36.000 37.000 38.000 39.000 40.000 41.000 2000 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009 2010 2011 2012 2013 2014 2015 2016 2017 2018 2019 2020 P IL p re zz i co n ca te n a ti v a l 2 0 0 5 ( M il io n i e u ro ) Andamento storico del PIL in Regione Marche e possibile evoluzione futura (2013-2020) La definizione dell’andamento della produzione di RS si basa sulle seguenti assunzioni: • valutazioni sulla correlazione tra andamento dell'economia (in termini di PIL) e la produzione dei RS; • il contributo dei rifiuti da costruzione e demolizione non pericolosi viene considerato separatamente dagli altri rifiuti speciali; • lo scenario di crescita economica utilizzato fa riferimento a quello proposto dalle varie fonti più aggiornate; tali previsioni si arrestano al 2017; • lo scenario di crescita economica stimato dopo il 2017 e fino al 2020 viene considerato pari al livello di crescita medio assunto tra il 2015 ed il 2017. Analizzando soprattutto le tendenze recenti di crisi economica che hanno comportato un drastico calo della produttività soprattutto in quei settori (ad es. manifatturiero) che sono i maggiori produttori di rifiuti speciali, si ritiene che negli anni a venire, sebbene le previsioni nazionali prevedano una ripresa in termini di PIL, vi sia ormai in corso un'inversione di tendenza sulla correlazione tra andamento del PIL e quello della produzione dei rifiuti speciali. Tale disaccoppiamento si traduce in una decrescita maggiore della produzione dei rifiuti negli anni recenti (2012-2013) e in una crescita più lenta rispetto alle previsioni sul PIL. Tale situazione si traduce in un disaccoppiamento tra PIL e produzione RS, ossia si considera che l'intensità di produzione dei RS (al netto degli inerti) per milione di euro di PIL decresca negli anni. Si tenga presente che il valore di riferimento al 2010 di tale indicatore è appunto la produzione stimata nel presente documento al netto degli inerti (1.788.538 ton) rapportato ai 37.060 milioni di Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Seconda: Proposta pianificatoria 160 REGIONE MARCHE euro di PIL del 2010, che si traduce appunto in un dato di intensità di produzione di rifiuti speciali (al netto di inerti) di 48 t/milioni di euro. La produzione complessiva di rifiuti speciali nel periodo 2012 /2020 è quindi calcolata in base alle assunzioni sull'andamento del PIL e sul disaccoppiamento della produzione dei rifiuti speciali rispetto a questo indicatore. Al fine di ottenere l’andamento di produzione di rifiuti speciali per il periodo della pianificazione ripartito nelle due componenti principali (RP e RNP), si è valutato il contributo percentuale delle due categorie rispetto all’ammontare complessivo dei RS, come risulta dai dati di produzione del 2010. Gli scenari proposti di stima della produzione e gestione dei rifiuti speciali individuati sono: • Scenario Base: in cui l’andamento di produzione risente degli aspetti economici, considerando un disaccoppiamento rispetto al PIL, ma non tenendo conto delle azioni di Piano relative alla prevenzione dei rifiuti. Le modalità di gestione dei rifiuti restano quelle riscontrate nel 2010. • Scenario Ottimizzato: in cui l’andamento di produzione risente degli aspetti economici, considerando sia il suddetto disaccoppiamento sia l’effetto delle azioni di Piano sulla riduzione: questo comporta una decrescita importante dei rifiuti prodotti rispetto al 2010. Sulla base dell'obiettivo di Piano di riduzione della pericolosità dei rifiuti, si considera anche la "migrazione" di parte dei rifiuti pericolosi prodotti in non pericolosi. Si ipotizza quindi una gestione dei rifiuti primari ottimizzata sulla base della definizione del destino ottimale per tipologia di rifiuti e stato fisico. Nella stima della produzione di rifiuti speciali nello Scenario base, il solo instaurarsi della dinamica recente di disaccoppiamento tra PIL e produzione dei rifiuti, comporta complessivamente un decremento della produzione dei RS del -7,6% nel 2020 rispetto al 2010; invece per il PIL, sulla base delle previsioni del Ministero dell'economia che prospetta una ripresa a partire dal 2014, si stima un andamento crescente. Nello Scenario Ottimizzato si considera lo stesso andamento di previsione del PIL e di disaccoppiamento, ma si considera un'ulteriore progressiva riduzione dell'intensità di produzione dei rifiuti speciali (che già nello scenario base è assunto decrescente) in conseguenza dell'attuazione nel tempo delle politiche di riduzione dei rifiuti previste dal Piano stesso. In particolare al 2020 il decremento ipotizzato di tale indicatore sarà del 10% rispetto alla previsione per lo stesso anno nello Scenario Base per la produzione di rifiuti speciali al netto degli inerti non pericolosi (decremento ipotizzato avvenga in maniera graduale a partire dal 2014). Sulla base delle assunzioni precedentemente illustrate, lo Scenario di Piano, che tiene appunto conto delle azioni per la riduzione dei rifiuti, si stima un decremento della produzione dei RS del 19,4% nel 2020 rispetto al 2010 Relativamente alla riduzione della pericolosità si pone l'obbiettivo che al 2020 i rifiuti si riducano del 10% rispetto a quanto stimato nello Scenario Base per lo stesso anno (decremento ipotizzato avvenga in maniera graduale a partire dal 2014). Per i rifiuti inerti da costruzione e demolizione non pericolosi (CER 17 NP) si assume in prima approssimazione il dato stimato nel 2010 come valore di riferimento per gli anni a venire. Conseguentemente i 2 scenari ipotizzati presentano gli andamenti di produzione rappresentati in figura: nello Scenario di Base si stima una produzione totale di RS al 2020 pari a 2.283.607 ton, ossia 2.181.475 t di RS NP (inclusi 682.051 ton di CER 17 NP) e 102.132 t di RS pericolosi; Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Seconda: Proposta pianificatoria 161 REGIONE MARCHE nello Scenario Ottimizzato si stima una produzione totale di RS al 2020 per 2.123.451 ton, ossia il -10%, se non si considerano i rifiuti inerti non pericolosi, rispetto a quanto previsto nello Scenario di Base in assenza di attuazione delle politiche di riduzione dei rifiuti prodotti. In particolare si stima che i rifiuti non pericolosi siano pari a 2.040.725 t (inclusi 682.051 ton di CER 17 NP) e i RS pericolosi siano pari a 82.727 t. 2.470.589 2.476.368 2.368.709 2.237.150 2.241.038 2.247.663 2.254.709 2.262.179 2.269.289 2.276.432 2.283.607 2.237.150 2.233.243 2.232.007 2.223.256 2.198.974 2.174.055 2.148.882 2.123.451 2.000.000 2.100.000 2.200.000 2.300.000 2.400.000 2.500.000 2.600.000 2010 2011 2012 2013 2014 2015 2016 2017 2018 2019 2020 to n / a n n o Previsione evoluzione Produzione RS in Regione Marche: Confronto SCENARI (2011-2020) Scenario BASE Scenario Ottimizzato Proposta evoluzione della produzione dei RS in Regione nello Scenario Base Scenario BASE: stima produzione RS (t/anno) anno PIL ai prezzi di mercato - valori conc. al 2005 (milioni di euro) Intensità RS (al netto inerti)/milioni euro (PIL val 2005) NP (escluso inerti) P TOT (escluso inerti NP) NP inerti TOT 2010 37.060 48,3 1.674.482 114.056 1.788.538 682.051 2.470.589 2011 37.299 48,1 1.679.893 114.424 1.794.317 682.051 2.476.368 2012 36.180 46,6 1.579.099 107.559 1.686.658 682.051 2.368.709 2013 34.769 44,7 1.455.930 99.169 1.555.099 682.051 2.237.150 2014 34.943 44,6 1.459.569 99.417 1.558.987 682.051 2.241.038 2015 35.240 44,4 1.465.773 99.840 1.565.612 682.051 2.247.663 2016 35.557 44,2 1.472.369 100.289 1.572.657 682.051 2.254.709 2017 35.895 44,0 1.479.362 100.765 1.580.128 682.051 2.262.179 2018 36.218 43,8 1.486.019 101.219 1.587.238 682.051 2.269.289 2019 36.544 43,6 1.492.707 101.674 1.594.381 682.051 2.276.432 2020 36.873 43,4 1.499.424 102.132 1.601.555 682.051 2.283.607 Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Seconda: Proposta pianificatoria 162 REGIONE MARCHE Proposta evoluzione della produzione dei RS in Regione nello Scenario Ottimizzato Scenario Ottimizzato: stima produzione RS (t/anno) anno PIL ai prezzi di mercato valori conc. al 2005 (milioni di euro) Intensità RS (al netto inerti)/milioni euro (PIL val 2005) NP (escluso inerti) P TOT (escluso inerti NP) NP inerti TOT 2010 37.060 48,3 1.674.482 114.056 1.788.538 682.051 2.470.589 2011 37.299 48,1 1.679.893 114.424 1.794.317 682.051 2.476.368 2012 36.180 46,6 1.579.099 107.559 1.686.658 682.051 2.368.709 2013 34.769 44,7 1.455.930 99.169 1.555.099 682.051 2.237.150 2014 34.943 44,4 1.453.685 97.507 1.551.192 682.051 2.233.243 2015 35.240 44,0 1.453.939 96.017 1.549.956 682.051 2.232.007 2016 35.557 43,3 1.447.133 94.071 1.541.204 682.051 2.223.256 2017 35.895 42,3 1.425.716 91.207 1.516.922 682.051 2.198.974 2018 36.218 41,2 1.403.654 88.349 1.492.004 682.051 2.174.055 2019 36.544 40,1 1.381.308 85.522 1.466.830 682.051 2.148.882 2020 36.873 39,1 1.358.673 82.727 1.441.400 682.051 2.123.451 Lo scenario di Piano è lo Scenario “Ottimizzato” il cui andamento è riportato nel seguente grafico senza considerare il flusso di CER 17 NP, che saranno auspicabilmente oggetto di corretta gestione sulla base degli indirizzi di Piano. 1.674.482 1.679.893 1.579.099 1.455.930 1.453.685 1.453.939 1.447.133 1.425.716 1.403.654 1.381.308 1.358.673 114.056 114.424 107.559 99.169 97.507 96.017 94.071 91.207 88.349 85.522 82.727 200.000 400.000 600.000 800.000 1.000.000 1.200.000 1.400.000 1.600.000 1.800.000 2.000.000 2010 2011 2012 2013 2014 2015 2016 2017 2018 2019 2020 to n / a n n o Previsione evoluzione Produzione RS (al netto di inerti NP*) in Regione Marche: SCENARIO OTTIMIZZATO (2011-2020) RS NP (escluso inerti) RS P Note: *: CER 17 NP Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Seconda: Proposta pianificatoria 163 REGIONE MARCHE 6.2. Valutazione dei fabbisogni di recupero, trattamento e smaltimento dei rifiuti speciali Definiti gli scenari di produzione dei rifiuti si definiscono i fabbisogni teorici di trattamento e smaltimento confrontando i due diversi scenari gestionali: • Scenario Base: assume l’ipotesi di invarianza del sistema gestionale attuale in cui al dato di produzione di rifiuti dello Scenario Base (2020) si applicano appunto le modalità di gestione dei rifiuti riscontrate allo stato attuale (riferimento anno 2010). • Scenario Ottimizzato: in cui si valutano i destini ottimali dei rifiuti (sulla base delle tipologie di rifiuti e delle caratteristiche fisiche), in cui al dato di produzione di rifiuti dello Scenario Ottimizzato (2020) si applicano modalità ottimali di gestione sulla base degli obiettivi di Piano per una corretta gestione. Tutte le valutazioni di seguito illustrate sono da intendersi al netto dei rifiuti inerti non pericolosi (appartenenti alla macro-cateogoria CER 17), che sono trattati successivamente nel capitolo specifico, e del flusso autogestito del CER 191308. 6.2.1. La metodologia per la valutazione dei fabbisogni Sulla base dell’analisi delle dichiarazioni MUD, si è proceduto a valutare i fabbisogni di recupero e smaltimento di rifiuti speciali, pericolosi e non. Per stimare i fabbisogni è stato associato ad ogni tipologia di rifiuto prodotto (con riferimento alla produzione primaria di rifiuti, ovvero al netto dei rifiuti derivanti dal trattamento di altri rifiuti) un destino ricompreso tra le operazioni di recupero/smaltimento individuate negli allegati B e C della Parte IV del D.Lgs. 152/2006. Tale destino è stato definito attraverso un esame delle caratteristiche del rifiuto, così come individuabili sulla base del codice CER, del ciclo produttivo di provenienza, dello stato fisico del rifiuto e dell’attuale destino dichiarato. In particolare, nel valutare come elemento comparativo di interesse gli attuali destini si è provveduto ad un’analisi estesa a tutte le attività di recupero e smaltimento rifiuti effettuate nell’intera Regione Marche e in altri contesti nazionali, in modo tale da disporre di una importante base dati di riferimento di attribuzione delle diverse tipologie di attività di gestione (recupero/smaltimento) alle diverse tipologie di rifiuti (identificate dal codice CER e dallo stato fisico). Si noti comunque che le valutazioni qui presentate sono mirate alla definizione del “corretto” destino del rifiuto, che non coincide necessariamente con l’attuale (ad esempio, attualmente potrebbe venir smaltito in discarica un rifiuto che in realtà è ritenuto efficacemente avviabile a recupero). La definizione della corretta modalità di recupero/smaltimento non è univoca per parte consistente delle tipologie di rifiuti speciali e pericolosi. Il possibile destino dipende, infatti, dalle specifiche caratteristiche chimico-fisiche, non sempre deducibili dalle dichiarazioni MUD, oltre che dalla presenza di impurezze che possono ad esempio precludere le possibilità di reimpiego di certe tipologie di rifiuti in determinati cicli produttivi. Nell’effettuare la valutazione dei fabbisogni si sono pertanto indicate, ove ritenuto opportuno, anche più opzioni di recupero/smaltimento associate a un medesimo rifiuto. Per poter disporre di una stima di riferimento dei fabbisogni direttamente confrontabile con il dato di produzione si sono quindi effettuate assunzioni specifiche relative ai flussi di rifiuti associabili a più opzioni, ripartendoli Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Seconda: Proposta pianificatoria 164 REGIONE MARCHE in quote attribuite ai diversi destini, sulla base di considerazioni legate alle caratteristiche dei rifiuti in oggetto e dando maggior "peso", laddove possibile, all’opzione del recupero rispetto allo smaltimento. Tale metodologia è stata applicata alla quasi totalità della produzione primaria di rifiuti speciali pericolosi e non pericolosi, coprendo in particolare più del 95% di entrambe le categorie. Non sono stati considerati flussi minori di rifiuti, essendo gli stessi di scarsa significatività sul complesso regionale ed essendo in diversi casi non adeguatamente valutabile il corretto destino, anche per l’eventuale genericità dell’informazione rappresentata dal codice CER identificativo del rifiuto. Così valutati i fabbisogni di riferimento in relazione alla produzione primaria di rifiuti, si è provveduto a individuare anche i relativi fabbisogni secondari, sulla base di assunzioni di massima rispetto ai rifiuti che derivano dalle diverse filiere di trattamento; ad esempio, per i rifiuti speciali non pericolosi avviati a trattamento termico D10/R1 si sono previsti i seguenti fabbisogni secondari: R5 recupero di scorie come inerti, per un quantitativo pari al 80% delle scorie prodotte, a loro volta assunte pari al 20% del rifiuto termovalorizzato; D1 discarica di rifiuti non pericolosi, per un quantitativo pari al 20% delle scorie prodotte, a loro volta assunte pari al 20% del rifiuto termovalorizzato; D9 inertizzazione di ceneri e altri residui da abbattimento fumi, per un quantitativo pari al 5% del rifiuto termovalorizzato; D1 discarica di rifiuti inertizzati, per un quantitativo pari al 130% dei rifiuti inertizzati di cui al punto precedente. Le tipologie di destino prese in considerazione fanno riferimento, come già segnalato, alle voci di recupero/smaltimento contenute negli allegati B e C della Parte IV del D.Lgs. 152/2006. Alcune di queste (in particolare, le voci D1, D9 e R3) sono state disaggregate in voci di maggior dettaglio, essendo ritenuta eccessivamente generica la codifica originale. Il trattamento termico D10 e il recupero energetico R1 sono stati accorpati in una unica voce D10/R1, in considerazione dell’incertezza che spesso caratterizza la differenziazione delle due attività. L’elenco completo dei destini valutati è quindi il seguente: D1i discarica per inerti; D1n discarica per rifiuti non pericolosi; D1z discarica per rifiuti inertizzati; D8 trattamento biologico; D9e trattamento chimico/fisico (emulsioni oleose); D9i trattamento chimico/fisico (inertizzazione); D9l trattamento chimico/fisico (rifiuti liquidi) D10/R1 incenerimento/recupero energetico; R2 rigenerazione/recupero solventi; R3c riciclo/recupero sostanze organiche (compostaggio); R3s riciclo/recupero sostanze organiche (frazioni secche); R4 riciclo/recupero metalli; R5 riciclo/recupero altre sostanze inorganiche; R9 rigenerazione oli; R10 spandimento sul suolo a beneficio agricoltura/ecologia. Nei seguenti riquadri è riportato un esempio del dettaglio del destino (singolo/multiplo) attribuito alle diverse tipologie di rifiuti che risultano essere prodotti nel territorio (individuati da codice CER e stato fisico). I quantitativi sono da riferirsi alla produzione primaria di RS al 2010. Servizio Ambiente e Agricoltura P.F. Ciclo dei rifiuti, bonifiche ambientali e rischio industriale Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ai sensi del D.Lgs.152/2006 Relazione di Piano – Parte Seconda: Proposta pianificatoria 165 REGIONE MARCHE Come già evidenziato, al fine di disporre di dati utili alla valutazione degli effettivi fabbisogni di trattamento e smaltimento dei rifiuti derivanti dal sistema produttivo e dalle attività di servizio presenti sul territorio regionale, si è ritenuto opportuno definire dati di produzione al netto dei cosiddetti “rifiuti secondari”, ovvero dei rifiuti direttamente derivanti dal trattamento e smaltimento di altri rifiuti. Per poi definire i flussi di rifiuti secondari in un secondo momento. La produzione di rifiuti così valutata è stata definita come “produzione primaria”. La produzione primaria di rifiuti speciali in Regione ammonta nel 2010 a 1.919.081 t, da cui detrarre il flusso dei rifiuti non pericolosi appartenenti alla macrocategoria CER 17 668.608 t; i rifiuti non pericolosi primari ammontano quindi a 1.170.395 t (esclusi CER 17) i

Decision of the Legislative Assembly of Marche Region No. 128 approving the Regional Waste Management Plan · Nelum