Decree No. 108 in matter of environmental protection
صدر في 1995-09-26 · النص بتاريخ 2026-10-01
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- سان مارينو
- الموضوعات
- Air and atmosphere, Environment, Water, Waste and hazardous substances
- الكلمات المفتاحية
- pollution control, air quality/air pollution, emissions, hazardous substances, hazardous waste, waste non-domestic sources, authorization/permit, waste management, freshwater pollution, effluent waste water/discharge, solid waste
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DECRETO 26 settembre 1995 n.108 (pubblicato il 27 settembre 1995) Norme di attuazione Legge 19 luglio 1995 n.87 - Capo III (Tutela dell'Ambiente Naturale) Noi Capitani Reggenti la Serenissima Repubblica di San Marino Visto il Capo III della Legge 19 luglio 1995 n.87 ; Visto l'art.56 della medesima legge; Vista la delibera del Congresso di Stato in data 4 settembre 1995; ValendoCi delle Nostre Facoltà, Decretiamo, promulghiamo e mandiamo a pubblicare: Titolo I GENERALITA' Art.1 Scarichi inquinanti Gli scarichi inquinanti considerati nel presente Regolamento sono: a. Acque Reflue b. Rifiuti Solidi c. Emissioni Aeriformi Ai fini di una procedura iniziale semplice si introduce la seguente suddivisione operativa legata alla tipologia degli insediamenti: 1. Insediamenti civili e ad essi assimilabili. 2. Insediamenti produttivi. 3. Insediamenti zooagricoli. Art.2 Autorizzazione allo scarico Tutti gli scarichi e le emissioni in ambiente devono essere autorizzati dal Collegio Tecnico di cui all'Art.55 della Legge19 luglio 1995 n.87. La domanda di autorizzazione deve altresì essere ripresentata per gli insediamenti già esistenti che prevedano cambiamenti del ciclo produttivo, o altre modifiche che comportino una variazione della qualità dello scarico ovvero un aumento del carico inquinante. http://www.consigliograndeegenerale.sm/ricercaleggi/vislegge.php3?action=visTestoLegge1&idlegge=5270&twidth=580&= http://www.consigliograndeegenerale.sm/ricercaleggi/vislegge.php3?action=visTestoLegge1&idlegge=5270&twidth=580&= Per gli insediamenti civili esistenti il cui scarico recapiti in corsi d'acqua superficiale o nel suolo, la domanda deve essere presentata nei casi e nei tempi previsti dall'Art.62 punto d) della Legge 19 luglio 1995 n.87. Art.3 Rilascio di autorizzazione Le autorizzazioni vengono rilasciate, definitive per insediamenti civili e provvisorie per insediamenti produttivi e zooagricoli. L'autorizzazione definitiva per gli insediamenti produttivi e zooagricoli viene concessa a cicli lavorativi e impianti funzionanti a regime a seguito di congruità valutata dal Servizio di Igiene Ambientale. Art.4 Revoca dell'autorizzazione Ogni autorizzazione potrà essere in ogni caso revocata qualora si riscontrino condizioni diverse e comunque peggiorative rispetto a quanto autorizzato. TITOLO II INSEDIAMENTI CIVILI ED ASSIMILABILI Art.5 Recapiti delle acque reflue Gli insediamenti civili ed assimilabili di cui all'Art.58 punto c) della Legge19 luglio 1995 n.87 possono recapitare in: 1. Pubblica fognatura. 2. Acque superficiali. 3. Suolo adibito ad usi agricoli e non agricoli. La domanda di autorizzazione allo scarico deve essere redatta seguendo lo schema di cui all'Allegato 1. Art.6 Scarico liquami in pubblica fognatura Ogni nuovo scarico civile sarà preceduto da un adeguato manufatto di protezione della rete. Gli insediamenti esistenti, su motivata disposizione del Collegio Tecnico, dovranno adeguare i propri manufatti. Tali manufatti dovranno essere costruiti in conformità al regolamento edilizio e posizionati in modo da essere: http://www.consigliograndeegenerale.sm/ricercaleggi/vislegge.php3?action=visTestoLegge1&idlegge=5270&twidth=580&= http://www.consigliograndeegenerale.sm/ricercaleggi/vislegge.php3?action=visTestoLegge1&idlegge=5270&twidth=580&= 1. facilmente bypassabili; 2. ispezionabili ed accessibili per il controllo e lo svuotamento. L'allegato 2 indica un dimensionamento di alcune tipologie di manufatto. Le acque meteoriche dovranno giungere alla rete fognante in via diretta, senza attraversare i suddetti manufatti. Art.7 Scarico liquami in acque superficiali Lo smaltimento dei liquami in acque superficiali è consentito per gli insediamenti esistenti nel rispetto dei limiti previsti nell'Allegato B1 (colonna A) della Legge 19 luglio 1995 n.87. Art.8 Smaltimento liquami nel suolo Lo smaltimento nel suolo è consentito, in attesa del regolamento definitivo, soltanto a case sparse o piccoli agglomerati non ancora serviti da pubblica fognatura. In tal caso lo smaltimento finale consentito è la subirrigazione o la dispersione con adeguati criteri di dimensionamento di cui l'Allegato 3 fornisce alcune indicazioni. La rete di subirrigazione o dispersione deve essere preceduta da: fino a 50 Abitanti Equivalenti, una fossa Imhoff o una fossa settica o altro adeguato manufatto; oltre i 50 Abitanti Equivalenti, una fase ossidativa con abbattimento di BOD5 non inferiore al 60%. Art.9 Rifiuti Solidi I rifiuti solidi da insediamenti civili o assimilabili di cui all'Art.64 della Legge 19 luglio 1995 n.87 si dividono in: 1. Rifiuti solidi urbani e rifiuti ad essi assimilabili. 2. Rifiuti solidi urbani pericolosi (es. farmaci scaduti, pile e simili) da conferirsi al Servizio Pubblico in maniera differenziata. 3. Rifiuti speciali, costituiti dai fanghi di fossa settica o Imhoff o quant'altro similare, da conferire, su richiesta, al Servizio Pubblico o a ditte specializzate autorizzate. Il Servizio Pubblico provvede alla raccolta e allo smaltimento per quanto concerne i punti 1 e 2. Per l'ultima categoria (punto 3) si richiama la necessità di disporre accorgimenti tecnici atti a minimizzare il rischio igienico ed il disagio al vicinato durante le operazioni di manutenzione e svuotamento. Art.10 http://www.consigliograndeegenerale.sm/ricercaleggi/vislegge.php3?action=visTestoLegge1&idlegge=5270&twidth=580&= http://www.consigliograndeegenerale.sm/ricercaleggi/vislegge.php3?action=visTestoLegge1&idlegge=5270&twidth=580&= Emissioni aeriformi Le emissioni aeriformi derivanti da combustibili ammessi secondo l'Art.82, all.B4, comma 1°della Legge 19 luglio 1995 n.87 sono automaticamente autorizzate. Le emissioni derivanti dai combustibili di cui al punto B) del citato allegato B4 sono autorizzate nel rispetto dei seguenti limiti: COMBUSTIBILIINQUINANTEVALORE EMISSIONE (mg/m3) olii combustibili polveri150 ossidi di azoto500 ossidi di zolfo*1700 carboni polveri150 ossidi di azoto650 ossidi di zolfo*600 * il valore dei limiti di emissione si considera rispettato se sono utilizzati combustibili con contenuto di zolfo uguale o inferiore all'1%. Tutte le emissioni aeriformi (fumi, aria estratta, odori) devono, di norma, essere convogliate a tetto e comunque ad una quota idonea rispetto alle aperture degli edifici circostanti in modo tale da non causare imbrattamenti o molestie. TITOLO III INSEDIAMENTI PRODUTTIVI Art.11 Recapito delle acque reflue Gli insediamenti produttivi possono recapitare in: 1. Pubblica fognatura. 2. Acque superficiali. 3. Suolo. La domanda di autorizzazione allo scarico deve essere redatta seguendo lo schema di cui all'Allegato 4. Gli scarichi debbono essere realizzati in maniera tale da consentire la separazione delle acque meteoriche, nere e di lavorazione. http://www.consigliograndeegenerale.sm/ricercaleggi/vislegge.php3?action=visTestoLegge1&idlegge=5270&twidth=580&= Art.12 Scarico di acque reflue in pubblica fognatura Lo scarico in pubblica fognatura è ammesso nel rispetto dei limiti previsti nell'Allegato B1 (colonna B ) della Legge 19 luglio 1995 n.87 con possibilità di deroga motivata ai sensi dell'Art.61 della stessa legge qualora ciò non pregiudichi l'esercizio della rete fognante o le caratteristiche dei reflui consegnati al confine. Il campionamento e le analisi dei parametri inquinanti previsti nell'All.B1 (colonna B) della Legge 19 luglio 1995 n.87 dovranno essere realizzati secondo i criteri indicati nei manuali CNR-IRSA o equivalenti internazionali (es. STANDARD METHODS APHA-AWWA-WPCF). Gli scarichi esistenti, già autorizzati o già oggetto di prescrizione, dovranno in via transitoria continuare a rispettare i parametri in precedenza definiti, nel rispetto dei termini di adeguamento previsti all'Art. 62, punto c), della Legge 19 luglio 1995 n.87. Qualora il collettore in cui lo scarico viene conferito possa, o per mancanza di un depuratore finale o di sufficienti garanzie allo sfioro di piena, determinare particolari rischi al sistema ricettore, il Collegio Tecnico, anche su indicazione del Servizio di Igiene Ambientale, può' adottare parametri e condizioni piu'' restrittivi. Art.13 Scarico di acque reflue in acque superficiali o nel suolo. Lo scarico in acque superficiali o nel suolo di reflui derivanti da insediamenti produttivi è consentito solo nel rispetto dell'all. B1 (colonna A) della Legge 19 luglio 1995 n.87 a meno di restrizioni giustificate assunte dalla Commissione per la Tutela Ambientale per una migliore protezione dell'ambiente e della salute. Per i nuovi insediamenti dovrà essere comunque assicurato un rapporto di diluizione minimo di 1:4 per tutto l'anno. Lo scarico deve in ogni caso prevedere un idoneo pozzetto di ispezione e campionamento, facilmente accessibile alla vigilanza. Art.14 Rifiuti di lavorazione I materiali in uscita da un insediamento produttivo sono sinteticamente classificati in: 1. Prodotti. 2. Rifiuti solidi urbani ed assimilabili. 3. Sottoprodotti destinati al riutilizzo in altri cicli lavorativi. 4. Materiali destinati all'abbandono, che in base al loro comportamento chimico in ambiente sono a loro volta classificati in: inerti http://www.consigliograndeegenerale.sm/ricercaleggi/vislegge.php3?action=visTestoLegge1&idlegge=5270&twidth=580&= http://www.consigliograndeegenerale.sm/ricercaleggi/vislegge.php3?action=visTestoLegge1&idlegge=5270&twidth=580&= http://www.consigliograndeegenerale.sm/ricercaleggi/vislegge.php3?action=visTestoLegge1&idlegge=5270&twidth=580&= http://www.consigliograndeegenerale.sm/ricercaleggi/vislegge.php3?action=visTestoLegge1&idlegge=5270&twidth=580&= http://www.consigliograndeegenerale.sm/ricercaleggi/vislegge.php3?action=visTestoLegge1&idlegge=5270&twidth=580&= speciali tossico/nocivi Il presente articolo tratta dei soli rifiuti e quindi dei precedenti punti 2 e 4 . I materiali di cui al punto 3 sono equiparati a merci e i soggetti che le impiegano come materie prime sono anch'essi oggetto del presente Regolamento. Le aziende hanno l'obbligo di un registro con pagine numerate e timbrate presso l'Ufficio del Registro, dove vanno annotati i movimenti delle materie prime. Gli smaltimenti di sostanze biodegradabili presso aziende agricole sono regolamentati dal successivo Art.21. Per quanto concerne il punto 2 si rimanda all' Art.9 del presente Regolamento. Per rifiuti inerti si intendono quelli che, alla prova di dilavamento secondo metodologie specifiche adottate dal CNR-IRSA, o equivalenti, danno cessioni comparabili con l'all. B1 (colonna A) della Legge 19 luglio 1995 n.87 e che possono quindi essere reimpiegati come materiale edile. Per la classificazione dei rifiuti speciali e tossico/nocivi si rimanda all'Allegato B2 della Legge 19 luglio 1995 n.87. Detta classificazione permette la valutazione della documentazione autorizzativa delle ditte responsabili della raccolta e dello smaltimento. Lo smaltimento di rifiuti speciali e tossico/nocivi deve essere autorizzato dal Collegio Tecnico ai sensi dell'Art.67 della Legge 19 luglio 1995 n.87. La relativa domanda di autorizzazione seguirà lo schema illustrato dall'Allegato 5 del presente Regolamento. Ciò' dovrà avvenire per: i nuovi insediamenti, ristrutturazioni o cambi di produzione prima dell'attivazione della produzione; gli insediamenti esistenti entro i termini stabiliti dalla legge o all'atto della notifica di variazioni al ciclo lavorativo. Art.15 Emissioni aeriformi Per ciò' che riguarda i limiti di emissione si rimanda all'Art.73 ed all'Allegato B3 della Legge 19 luglio 1995 n.87. Ai fini del presente Regolamento le emissioni aeriformi sono classificate nelle seguenti tipologie: emissioni poco significative. Tutte le emissioni elencate nell'Allegato 6; emissioni a ridotto inquinamento atmosferico. Tutte le emissioni elencate nell'Allegato 7; emissioni significative.Tutte le emissioni non comprese nei punti precedenti. Le emissioni di qualsiasi origine contenenti sostanze cancerogene, teratogene o mutagene come indicato nell' Allegato 8 sono comunque considerate emissioni significative. Art.16 http://www.consigliograndeegenerale.sm/ricercaleggi/vislegge.php3?action=visTestoLegge1&idlegge=5270&twidth=580&= http://www.consigliograndeegenerale.sm/ricercaleggi/vislegge.php3?action=visTestoLegge1&idlegge=5270&twidth=580&= http://www.consigliograndeegenerale.sm/ricercaleggi/vislegge.php3?action=visTestoLegge1&idlegge=5270&twidth=580&= http://www.consigliograndeegenerale.sm/ricercaleggi/vislegge.php3?action=visTestoLegge1&idlegge=5270&twidth=580&= http://www.consigliograndeegenerale.sm/ricercaleggi/vislegge.php3?action=visTestoLegge1&idlegge=5270&twidth=580&= http://www.consigliograndeegenerale.sm/ricercaleggi/vislegge.php3?action=visTestoLegge1&idlegge=5270&twidth=580&= Procedure amministrative Sia le emissioni poco significative che quelle a ridotto inquinamento atmosferico non sono soggette ad autorizzazione specifica, ma devono essere segnalate al Collegio Tecnico secondo quanto riportato nei rispettivi facsimili di segnalazione di cui agli Allegati 6 e 7. Le aziende a ridotto inquinamento atmosferico hanno l'obbligo di un registro con pagine numerate e timbrate presso l'Ufficio del Registro, dove vanno annotati i movimenti delle materie prime. La domanda di autorizzazione allo scarico di emissioni significative deve essere redatta seguendo lo schema di cui all'Allegato 9A. Per i metodi di campionamento - analisi e valutazioni delle emissioni si rimanda all'allegato 9B. TITOLO IV INSEDIAMENTI ZOOAGRICOLI Art.17 Recapito delle acque reflue Le acque reflue da insediamenti zooagricoli possono essere destinate a: 1. Pubblica fognatura. 2. Acque superficiali. 3. Suolo per uso agronomico. Per i casi 1, 2 si rinvia alle disposizioni valide per gli insediamenti produttivi . La presente regolamentazione riguarda nello specifico il punto 3. Art.18 Impiego sul suolo L'impiego di liquami zootecnici sul suolo è consentito qualora sia direttamente utile al ciclo agronomico; esso non deve comunque produrre inconvenienti ambientali come rischi per la salute pubblica, sviluppo di odori, diffusione di aerosoli. Non è consentito lo spandimento sul suolo dei liquami prodotti da allevamenti suinicoli. La quantità massima utilizzabile per ettaro è quella prodotta da 20 quintali di peso vivo di bestiame allevato. Il materiale deve essere uniformemente distribuito evitando disagio al vicinato, mediante rapido interramento in funzione delle condizioni meteorologiche. La superficie impiegabile dovrà essere calcolata al netto delle fasce di rispetto di case, strade, pozzi, acquedotti e terreni in pendenza tali da provocare corrivazione. L'insediamento dovrà avere un volume di stoccaggio pari ad almeno sei mesi di produzione per disconnetterlo dalle operazioni agronomiche. Art.19 Autorizzazione allo scarico La domanda di autorizzazione al reimpiego sul suolo deve essere redatta seguendo lo schema di cui all'Allegato 10. Art.20 Rifiuti I materiali in uscita dagli insediamenti zootecnici sono costituiti da: 1. Prodotti. 2. Rifiuti solidi urbani ed assimilabili. 3. Sottoprodotti o materiali destinati al riutilizzo in altri cicli lavorativi. 4. Materiali destinati all'abbandono, che in base al loro comportamento chimico in ambiente sono a loro volta classificati in: inerti speciali tossico/nocivi I materiali di cui al punto 3, qualora siano allo stato liquido, sono regolamentati dall'Art.18 del presente Regolamento. I materiali derivanti da prime lavorazioni o da pratiche agronomiche, possono essere impiegati nelle normali pratiche agricole, anche presso terzi, o essere conferiti, se l'insediamento a livello familiare, come rifiuti assimilabili agli urbani. I materiali di cui ai punti 2 e 4 vengono regolamentati come nei comparti civile e produttivo. Art.21 Smaltimento nel suolo di liquami da lavorazioni di prodotti agricoli e di materiali biodegradabili in genere I valori dei flussi di massa di sostanze agricole biodegradabili, da smaltire nel suolo, devono rispettare l'equivalente dei limiti previsti per la zootecnia all'Art. 18; i valori degli altri parametri devono rispettare i limiti dell'All.1 (colonna A) della Legge 19 luglio 1995 n.87. Per ciò' che riguarda i flussi di massa equivalenti e le modalità di spandimento di compost, fanghi di depurazione biologica ed altri composti biodegradabili, valgono i limiti previsti per la zootecnia all'Art. 18. http://www.consigliograndeegenerale.sm/ricercaleggi/vislegge.php3?action=visTestoLegge1&idlegge=5270&twidth=580&= I fanghi non debbono contenere eventuali frazioni non biodegradabili (metalli, molecole di sintesi) comunque in grado di peggiorare la meccanica dei terreni, causare alterazioni o danni sulla vegetazione o sull'equilibrio biologico in generale. L'impiego su terreni destinati a pascolo dev'essere interrotto almeno due mesi prima della raccolta o dell'uso diretto del foraggio; per quanto riguarda le essenze destinate a fornire alimento all'uomo è vietato l'impiego diretto su prodotti destinati ad essere consumati crudi o a pervenire crudi in cucina e, in ogni caso, sulle parti epigee. La domanda di autorizzazione allo scarico deve essere redatta secondo lo schema di cui all'Allegato 11. Art.22 Inquinamento atmosferico da insediamento zooagricolo L'inquinamento atmosferico (odori, insetti, aerosoli da trattamenti), deve essere tale da non causare fastidi al vicinato. Art.23 Entrata in vigore Il presente Regolamento stabilisce procedure e vincoli per scarichi inquinanti validi fino all'adozione del regolamento definitivo che dovrà essere emanato entro il 31 dicembre 1997. Le disposizioni contenute nel presente decreto entreranno in vigore il 2 ottobre 1995. Dato dalla Nostra Residenza, addì 26 settembre 1995/1695 d.F.R. I CAPITANI REGGENTI Marino Bollini - Settimio Lonfernini IL SEGRETARIO DI STATO PER GLI AFFARI INTERNI Antonio Lazzaro Volpinari ALLEGATO 1 DOMANDA DI AUTORIZZAZIONE ALLO SCARICO PER REFLUI DA INSEDIAMENTI CIVILI (A) ED ASSIMILABILI (B) Titolare dello scarico 1 Rappresentante legale 2 Riferimento catastale (ove disponibile) : Destinazione scarico: pubblica fognatura[1] acque superficiali[2] suolo[3] Tipo di insediamento : a)- Civile abitazioneE N. di persone servite : Codice di fatturazione A.A.S.S. (ove disponibile) : b)- Insediamenti assimilabili ai civiliì Esercizio turistico 3 ì Scuolaì Edificio destinato all'uso collettivo 4 � Azienda di servizi, Pubblico Ufficio� Azienda lavorativa con scarichi esclusivamente civili� Esercizio commerciale� Altro ( )� N. di persone servite : Fonte di approvvigionamento idrico : Pubblico acquedotto� Altre fonti� Consumi idrici annui previsti (m3)� Codice di fatturazione A.A.S.S.(ove disponibile) : Codice statistico : Allegati : ( da presentare solo per gli insediamenti assimilabili ai civili ) 1)Planimetria dell'edificio con : rete fognante con relativi manufatti, fino al recapito; rete di distribuzione acqua potabile. 2)Eventuali autorizzazioni allo scarico precedenti. 3)Manufatti predisposti e modalità previste per lo svuotamento periodico delle fosse. 4)Eventuali interconnessioni fra pubblico acquedotto e altre fonti di approvvigionamento idrico, con relative portate. San Marino, / / Il Titolare dello scarico o suo Legale Rappresentante 1 Colui che presenta la domanda e sarà titolare dell'autorizzazione. 2 Se persona diversa dal titolare dello scarico. 3 Ristorante, albergo, bar. 4 Centri polifunzionali, teatri, cinematografi. ALLEGATO 2 DIMENSIONAMENTO FOSSE SETTICHE E FOSSE IMHOFF GENERALITA' Le indicazioni che seguono si applicano ai sistemi di smaltimento di nuova realizzazione; quelli esistenti dovranno adeguarsi ad esse, per quanto possibile, secondo le disposizioni di Legge. I liquami trattati devono essere esclusivamente quelli provenienti dall' interno delle abitazioni, quindi solo liquami domestici, con esclusione di immissioni di acque meteoriche. Lo smaltimento dei liquami provenienti dagli insediamenti civili sul suolo può avvenire in particolare mediante: ° Chiarificazione ed ossidazione: con chiarificazione in vasca settica tradizionale o vasca settica di tipo imhoff seguita da ossidazione per dispersione nel terreno mediante pozzi assorbenti o per percolazione nel terreno mediante sub-irrigazione con drenaggio (per terreni impermeabili). VASCHE SETTICHE DI TIPO TRADIZIONALE (Non accettabili per nuove installazioni; i parametri che seguono si riportano per una valutazione delle installazioni esistenti.). Le vasche settiche di tipo tradizionale, caratterizzate dal fatto di avere compartimenti comuni al liquame ed al fango, devono permettere un idoneo ingresso continuo, permanenza del liquame grezzo ed uscita continua del liquame chiarificato; devono avere le pareti impermeabilizzate, devono essere completamente interrate ed avere tubo di ventilazione con caratteristiche tali da evitare cattivi odori. Nelle vasche vi deve essere possibilità di accesso dall'alto a mezzo di pozzetto o vano per l'estrazione, tra l'altro, del materiale sedimentato. L'ubicazione deve essere esterna ai fabbricati e distante almeno 1 metro dai muri di fondazione, a non meno di 10 metri da qualunque pozzo, condotta o serbatoio destinato ad acqua potabile con disposizione planimetrica tale che le operazioni di estrazione del residuo non rechino fastidio. Il proporzionamento deve tener conto del volume del liquame sversato giornalmente per circa 12 ore di ritenzione, con aggiunta di capacità per sedimento che si accumula al fondo (5 - 10 litri per utente); la capacità media è per 10 - 20 persone, con dotazione di 200 - 250 litri pro capite al giorno. L'estrazione del fango e della crosta viene effettuata periodicamente, in genere da una a quattro volte all'anno, ed il materiale estratto viene trasportato con carro-botte per idonea sistemazione. VASCHE SETTICHE DI TIPO IMHOFF Le vasche settiche di tipo Imhoff, caratterizzate dal fatto di avere compartimenti distinti per il liquame ed il fango, devono essere costruite a regola d'arte, Servizio di Igiene Ambientale per proteggere il terreno circostante e l'eventuale falda, in quanto sono anch'esse completamente interrate, Servizio di Igiene Ambientale per permettere un idoneo attraversamento del liquame nel primo scomparto, un'idonea raccolta del fango nel secondo scomparto sottostante e l'uscita, continua come l'entrata, del liquame chiarificato. Devono avere accesso dall'alto a mezzo di apposito vano ed essere munite di idoneo tubo di ventilazione. Per l'ubicazione valgono le stesse prescrizioni delle vasche settiche tradizionali. Nel proporzionamento occorre tenere presente che il comportamento di sedimentazione deve permettere circa 4 - 6 ore di ritenzione per le portate di punta; se le vasche sono piccole si consigliano valori piu' elevati; occorre aggiungere una certa capacità per persona per le sostanze galleggianti. Come valori medi del comparto di sedimentazione si hanno circa 40 - 50 litri per utente; in ogni caso, anche per le vasche piu' piccole, la capacità non dovrebbe essere inferiore a 250 - 300 litri complessivi. Per il compartimento del fango si hanno 100 - 120 litri pro capite, in caso di almeno due estrazioni all'anno; per le vasche piu' piccole è consigliabile adottare 180 - 200 litri pro capite, con un'estrazione all'anno. Il liquame grezzo entra con continuità, mentre quello chiarificato esce; l'estrazione del fango e della crosta avviene periodicamente da una a quattro volte l'anno; buona parte del fango viene asportato, essiccato all'aria e usato come concime, od interrato, mentre l'altra parte resta come innesto per il fango (all'avvio dell'impianto va messa calce); la crosta superiore del comparto fango ed il materiale galleggiante sono, come detto, asportati ed interrati o portati ad altro idoneo smaltimento. ALLEGATO 3 Reti di subirrigazione e dispersione DISPERSIONE NEL TERRENO MEDIANTE SUB-IRRIGAZIONE Il liquame proveniente dalla chiarificazione, mediante condotta a tenuta, perviene in vaschetta in muratura o in calcestruzzo a tenuta con sifone di cacciata, per l'immissione nella condotta o rete disperdente, di tipo adatto al liquame di fogna. La condotta disperdente è in genere costituita da elementi tubolati di cotto, gres, calcestruzzo di 10 12 cm di diametro e lunghezza di 30 - 50 cm, con estremità tagliate dritte e distanziate di 1 - 2 cm, coperta superiormente con tegole o elementi di pietrame e con pendenza fra lo 0.2 e lo 0.5%. La condotta viene posta in trincea profonda circa 2/3 metri, dentro lo strato di pietrisco collocato nella metà inferiore della trincea stessa; l'altra parte della trincea viene riempita con il terreno proveniente dallo scavo adottando accorgimenti acciocchè il terreno di rinterro non penetri, prima dell'assestamento, nei vuoti del sottostante pietrisco; un idoneo sovrassetto eviterà qual Servizio di Igiene Ambientalesi avvallamento sopra la trincea. La trincea può avere la condotta disperdente su di una fila o su di una fila con ramificazioni o su piu' file; la trincea deve seguire l'andamento delle curve di livello per mantenere la condotta disperdente in idonea pendenza. Le trincee con condotte disperdenti sono poste lontano da fabbricati, aie, aree pavimentate o altre sistemazioni che ostacolano il passaggio dell'aria nel terreno; la distanza fra il fondo della trincea ed il massimo livello della falda non dovrà essere inferiore al metro; la falda non potrà essere utilizzata a valle per uso potabile o domestico o per irrigazione di prodotti da mangiare crudi a meno di accertamenti chimici e microbiologici caso per caso da parte dell'unità sanitaria. Fra la trincea e una qualunque condotta, serbatoio od altra opera destinata al servizio di acqua potabile ci deve essere una distanza minima di 30 metri. Lo sviluppo della condotta disperdente, da definirsi preferibilmente con prove di percolazione, deve essere in funzione della natura del terreno; di seguito si riportano comunque altri elementi di riferimento: sabbia sottile, materiale leggero di riporto: 2 m. per abitante; sabbia grossa e pietrisco: 3m. per abitante; sabbia sottile con argilla: 5m. per abitante; argilla con un po' di sabbia: 10m. per abitante; argilla compatta: non adatta; La fascia di terreno impegnata o la distanza tra due condotte disperdenti deve essere di circa 30 metri. Per l'esercizio si controllerà, di tanto in tanto, che non vi Servizio di Igiene Ambientale intasamento del pietrisco o del terreno sottostante, che non si manifestino impaludamenti superficiali, che il sifone funzioni regolarmente, che non aumenti il numero delle persone servite ed il volume di liquame giornaliero disperso; occorre effettuare nel tempo il controllo del livello della falda. DISPERSIONE NEL TERRENO MEDIANTE POZZI ASSORBENTI Il liquame proveniente dalla chiarificazione, tramite condotta a tenuta, perviene al pozzo di forma cilindrica, con diametro interno di almeno un metro, in muratura di pietrame, mattoni, o di calcestruzzo, privo di platea. Nella parte inferiore che attraversa il terreno permeabile si praticano feritoie nelle pareti o si costruisce la parete in muratura a secco; al fondo, in sostituzione della platea, si pone uno strato di pietrame e pietrisco per uno spessore di circa mezzo metro; uno strati di pietrisco è sistemato ad anello esternamente intorno alla parte di parete con feritoie ed alla base dello strato di pietrisco il pietrame è in genere di dimensioni piu' grandi del rimanente pietrisco sovrastante. La copertura del pozzo viene effettuata a profondità non inferiore a 23 di metro e sulla copertura si applica un pozzetto di accesso con chiusini, al di sopra della copertura del pozzo e del pietrisco che lo circonda si pone uno strato di terreno ordinario con soprassesto per evitare ogni avvallamento e si adottano accorgimenti per non avere penetrazioni di terreno ( prima dell'assestamento ) nei vuoti del pietrisco sottostante. Si pongono dei tubi di aerazione di opportuno diametro, penetranti dal piano di campagna almeno un metro nello strato di pietrisco. I pozzi assorbenti debbono essere lontani dai fabbricati, aie, aree pavimentate e sistemazioni che ostacolino il passaggio dell'aria nel terreno. La differenza di quota tra il fondo del pozzo ed il massimo livello della falda non dovrà essere inferiore a 2 metri; la falda a valle non potrà essere utilizzata per usi potabili e domestici, o per irrigazione di prodotti da mangiare crudi a meno di accertamenti microbiologici e chimici caso per caso da parte dell'autorità sanitaria; occorre evitare pozzi perdenti in presenza di roccia fratturata o fessurata; la distanza da qualunque condotta, serbatoio, od altra opera destinata al servizio potabile deve essere almeno di 50 metri. Lo sviluppo della parete perimetrale del pozzo, da definirsi preferibilmente con prove di percolazione, deve essere dimensionato in funzione della natura del terreno; di seguito si riportano comunque altri elementi di riferimento: sabbia grossa o pietrisco: 1mq. per abitante; sabbia fina: 1,5 mq per abitante; argilla sabbiosa o riporto: 2,5 mq per abitante; argilla con molta sabbia o pietrisco: 4 mq per abitante; argilla con poca sabbia o pietrisco: 8 mq per abitante; argilla compatta impermeabile: non adatta; La capacità del pozzo non deve essere inferiore a quella della vasca di chiarificazione che precede il pozzo stesso; è consigliabile disporre di almeno due pozzi con funzionamento alterno; in tal caso occorre un pozzetto di deviazione con paratoie per inviare il liquame all'uno o all'altro pozzo. La distanza fra gli assi dei pozzi non deve essere inferiori a quattro volte il diametro dei pozzi. Per l'esercizio si controllerà di tanto in tanto che non vi Servizio di Igiene Ambientale accumulo di sedimenti o di fanghiglia nel pozzo, od intasamento del pietrisco e terreno circostante e che non si verifichino impantanamenti nel terreno circostante; occorre controllare nel tempo il livello massimo della falda; se i pozzi sono due si alterna il funzionamento in genere ogni quattro-sei mesi. PERCOLAZIONE NEL TERRENO MEDIANTE SUB-IRRIGAZIONE CON DRENAGGIO (PER TERRENI IMPERMEABILI) Il liquame, proveniente da chiarificazione mediante condotte a tenuta, perviene nella condotta disperdente. Il sistema consiste in una trincea, profonda in genere 1-1,5 metri avente al fondo uno strato di argilla, sul quale si posa la condotta drenante sovrastata in senso verticale di pietrisco grosso, minuto e grosso; dentro l'ultimo strato si colloca la condotta disperdente. Le due condotte, aventi in genere pendenza tra lo 0,2 e 0,5 %, sono costituite da elementi tubolari di cotto, grés o calcestruzzo del diametro di circa 10-12 cm con estremità tagliate dritte e distanziate di 1 o 2 cm, coperte superiormente da tegole o da elementi di pietrame per impedire l'entrata del pietrisco e del terreno dello scavo, che ricoprirà la trincea con idoneo sovrassesto per evitare avvallamenti; si dovranno usare precauzioni affinchè il terreno di rinterro non vada a riempire i vuoti prima dell'assestamento. Tubi di aerazione di conveniente diametro vengono collocati verticalmente, dal piano di campagna fino allo strato di pietrisco grosso inferiore, disposti alternativamente a destra e a sinistra delle condotte e distanziati due-quattro metri l'uno dall'altro. La condotta drenante sbocca in un idoneo ricettore (rivolo, alveo, impluvio, ecc.), mentre la condotta disperdente termina chiusa 5 metri prima dello sbocco della condotta drenante. La trincea può essere con condotte su di una fila, con fila ramificata, con piu' file. Per quanto riguarda le distanze di rispetto da aree pavimentate, da falde o da manufatti relativi ad acqua potabile. vale quanto detto per la sub-irrigazione normale. Lo sviluppo delle condotte si calcola in genere in due-quattro metri per utente. Occorre verificare che tutto funzioni regolarmente dal sifone della vaschetta di alimentazione, allo sbocco del liquame ai tubi di aerazione. Il numero delle persone servite ed il volume giornaliero di liquame da trattare non deve aumentare; il livello massimo della falda va controllato nel tempo. ALTERNATIVA TECNICA Le reti subirrigue, a parità di estensione, possono essere realizzate, anzichè con sifoni di cacciata e condotte disperdenti, con pompe idrauliche e tubi forati in materie plastiche idonee, chiusi alle estremità con un dispositivo apribile, in un pozzetto di controllo. ALLEGATO 4 DOMANDA DI AUTORIZZAZIONE ALLO SCARICO PER REFLUI DA INSEDIAMENTI PRODUTTIVI 1 Titolare dello scarico 2 : Rappresentante legale 3 : Indirizzo : Riferimento catastale : Destinazione allo scarico : pubblica fognatura [1] acque superficiali[2] suolo[3] Tipo di insediamento : Industriale� Artigianale� Zooagricolo� Fonte di approvvigionamento idrico : Pubblico acquedotto� Altre fonti� Codice di fatturazione A.A.S.S. : Codice Operatore Economico : Portata dei reflui: Massima oraria : m3/ora Media giornaliera : m3/giorno Media mensile : m3/mese 1 Eventuali reflui civili possono essere oggetto di specifica domanda, qualora gli scarichi siano distinti. In caso contrario anch'essi rientrano nelle voci seguenti. 2 Colui che presenta la domanda e sarà titolare dell'autorizzazione. 3 Se persona diversa dal titolare dello scarico. Allegati : 1)Planimetria dell'insediamento con : layout; schema a blocchi quantificato delle sorgenti di reflui; rete fognante con relativi manufatti, fino al recapito; rete di distribuzione acqua potabile; relazione tecnica su depuratori eventualmente presenti, comprensiva dei sistemi di smaltimento o reimpiego a norma degli eventuali fanghi. 2)Eventuali autorizzazioni allo scarico precedenti. 3)Eventuali prescrizioni precedenti. 4)Eventuali interconnessioni fra pubblico acquedotto e altre fonti di approvvigionamento idrico, con relative portate. San Marino, / / Il Titolare dello scarico o suo Legale Rappresentante ALLEGATO 5 DOMANDA DI AUTORIZZAZIONE ALLO SMALTIMENTO PER RIFIUTI DA INSEDIAMENTI PRODUTTIVI 1 Titolare dello scarico 2 : Rappresentante legale 3 : Indirizzo : Riferimento catastale : Destinazione allo scarico: raccolta pubblica[1] smaltimento privato[2] Tipo di insediamento : Industriale� Artigianale� Zooagricolo� Codice Operatore Economico : Codice di fatturazione A.A.S.S. : 1 Eventuali rifiuti civili possono essere oggetto di specifica domanda, qualora gli scarichi siano distinti. In caso contrario anch'essi rientrano nelle voci seguenti. 2 Colui che presenta la domanda e sarà titolare dell'autorizzazione. 3 Se persona diversa dal titolare dello scarico. Caratterizzazione dei rifiuti Tipologia del rifiuto: Tipologia del rifiuto4 DescrizioneMedia giornalieraMedia mensileTotale Merceologica5anno(kg/giorno) �(kg/mese) �(kg/anno) (m3/giorno) �(m3/mese) �(m3/anno) Solido Urbano o assimilabile Inerte Speciale Tossico e Nocivo 4Nel caso siano presenti, nell'area dello stabilimento piu' lavorazioni, la tabella può essere ripetuta per tipologie merceologiche. 5Ad esempio: fanghi di verniciatura (con solvente); sfridi di gomma, metalli, materie plastiche; fanghi biologici (con % di acqua). Allegati : 1)Planimetria dell'insediamento con : layout; schema a blocchi quantificato delle sorgenti dei rifiuti; sistemi di movimentazione, con relativi manufatti fino allo stoccaggio ed al caricamento dei mezzi dello smaltitore; rete di distribuzione acqua potabile; relazione tecnica su pretrattamenti eventualmente presenti, comprensiva dei sistemi di eventuale reimpiego. 2)Eventuali autorizzazioni allo scarico precedenti. 3)Eventuali prescrizioni precedenti. 4)Eventuali interconnessioni con il sistema pubblico di raccolta e smaltimento, con relative quantità. 5)Classificazione e quantificazione dei rifiuti tossici e nocivi ai sensi dell'Allegato B2 della Legge N. 87/95. 6)Modalità tecniche adottate per il deposito in Azienda delle diverse tipologie di rifiuto, con quantitativi massimi previsti. 7)Modalità di smaltimento con: Generalità dello Smaltitore. Estremi dell'Autorizzazione Regionale Italiana di competenza dello Smaltitore. Destinazione finale dei rifiuti. San Marino, / / Il Titolare dello scarico o suo Legale Rappresentante ALLEGATO 6 ELENCO DELLE ATTIVITA AD INQUINAMENTO ATMOSFERICO POCO SIGNIFICATIVO E MODULO DI SEGNALAZIONE Sezione 1 : Elenco delle attività ad inquinamento atmosferico poco significativo: 1)Pulizia a secco di tessuti e pellami, escluse pellicce, pulitintolavanderie; per tali impianti la condizione necessaria per essere inclusi nel presente elenco è il ciclo chiuso. 2)Lavorazioni meccaniche in genere con esclusione di attività di verniciatura, trattamento superficiale dei metalli e smerigliature. 3)Rosticceria e friggitoria. 4)Attività estetica, sanitaria e di servizio e cura della persona. 5)Laboratori odontotecnici. 6)Laboratori orafi senza fusione di metalli. 7)Decorazione di piastrelle ceramiche senza procedimento di cottura. 8)Officine meccaniche di riparazione veicoli (carburatoristi, elettrauto e simili). 9)Le seguenti lavorazioni tessili: preparazione, filatura, tessitura a trama, catena o maglia di fibre naturali artificiali e sintetiche, con eccezione dell'operazione di testurizzazione delle fibre sintetiche e del bruciapelo; nobilitazione di fibre, filati, tessuti di ogni tipo e natura distinta nelle fasi di purga, lavaggio, candeggio (ad eccezione dei candeggi effettuati con sostanze in grado di liberare cloro e/o suoi composti), tintura, finissaggio a condizione che siano rispettate le seguenti condizioni: a) le operazioni in bagno acquoso vengano condotte a temperatura inferiore alla temperatura di ebollizione del bagno medesimo; b) le operazioni di bagno acquoso vengano condotte alla temperatura di ebollizione, ma senza utilizzazione di acidi, alcali o altri prodotti organici ed inorganici volatili; c) le operazioni in bagno acquoso vengano condotte alla temperatura di ebollizione in macchinari chiusi; d) le operazioni di asciugamento o essiccazione e i trattamenti con vapore espanso o a bassa pressione vengano condotti a temperatura inferiore a 150°C e che nell'ultimo bagno acquoso applicato alla merce non siano stati utilizzati acidi, alcali o altri prodotti organici od inorganici volatili. 10)Cucine, ristorazione colletiva e mense. 11)Panetteria, pasticceria ed affini con non piu' di 300 kg di farina al giorno. 12)Stabulari acclusi a laboratori di ricerca e di analisi. 13)Serre. 14)Stirerie. 15)Laboratori fotografici. 16)Autorimesse. 17)Autolavaggi. 18)Silos per materiali da costruzione ad esclusione di quelli asserviti agli impianti di produzione industriale. 19)Officine ed altri laboratori annessi a scuole. 20)Eliografia. 21)Impianti termici o caldaie inseriti in un ciclo produttivo o comunque con un consumo di combustibile annuo utilizzato per piu' del 50% in un ciclo produttivo. La potenza termica di ciascuna unità deve essere inferiore a 3 MW se funzionanti a metano o GPL, e 1MW per il gasolio e a 0,3 MW se funzionanti ad olio combustibile, con contenuto di zolfo non superiore all'1% in peso. 22)Stoccaggio e movimentazione di prodotti petrolchimici ed idrocarburi naturali estratti da giacimento, stoccati e movimentati a ciclo chiuso o protetti da gas inerte. 23)Sfiati e ricambi d'aria esclusivamente adibiti alla protezione ed alla sicurezza degli ambienti di lavoro. 24)Impianti trattamento acque. 25)Impianti termici connessi alle attività di stoccaggio dei prodotti petroliferi con una potenzialità termica minore di 5 MW se funzionanti a metano o GPL e 2,5 MW se funzionanti a gasolio, per meno di 2200 ore annue. 26)Gruppi elettrogeni e di cogenerazione con potenza termica inferiore a 3 MW se alimentati a metano o GPL e potenza termica inferiore a 1 MW se alimentati a benzina o gasolio. 27)Concerie e pelliccerie con impianti dotati di macchinari a ciclo chiuso. 28)Seconde lavorazioni del vetro ad esclusione di quelle comportanti operazioni di acidatura e satinatura. 29)Produzione di vetro con forni elettrici a volta fredda. Sezione 2 : Modulo di segnalazione di attività ad inquinamento atmosferico poco significativo. Titolare dello scarico1 : Rappresentante legale2 : Indirizzo : Riferimento catastale : Tipologia/e dell'attività (corrispondente/i voce/i dell'elenco) : Codice Operatore Economico : Allegati: 1)Planimetria del locale con ciclo lavorativo e numero di addetti. San Marino, / / Titolare dello scarico o suo Legale Rappresentante 1 Colui che presenta la domanda e sarà titolare dell'autorizzazione. 2Se persona diversa dal titolare dello scarico. ALLEGATO 7 ELENCO DELLE ATTIVITA A RIDOTTO INQUINAMENTO ATMOSFERICO E MODULO DI SEGNALAZIONE Sezione 1 : Elenco delle attività a ridotto inquinamento atmosferico: Descrizione attività 1)Pulizia a secco di tessuti e pellami con utilizzo di impianti a ciclo aperto e utilizzo di solventi non superiore a 20 kg/giorno. 2)Riparazione e verniciatura di carrozzerie di autoveicoli, mezzi e macchine agricole con utilizzo di impianti a ciclo aperto e utilizzo di impianti a ciclo aperto e utilizzo di prodotti vernicianti pronti all'uso non superiore a 20 kg/giorno. 3)Tipografia, litografia, serigrafia, con l'utilizzo di prodotti per la stampa (inchiostri, vernici e similari) non superiore a 30 kg/giorno. 4)Produzione di prodotti in vetroresine con utilizzo di resina pronta all'uso non superiore a 200 kg/giorno. 5)Produzione di articoli in gomma e prodotti delle materie plastiche con utilizzo di materie prime non superiore a 500 kg/giorno. 6)Produzione di mobili, oggetti, imballaggi, prodotti semifiniti in materiale a base di legno con utilizzo di materie prime non superiore a 2000 kg/giorno. 7)Verniciatura, laccatura, doratura di mobili ed altri oggetti in legno con utilizzo di prodotti vernicianti pronti non superiore a 50 kg/giorno. 8)Verniciatura di oggetti vari in metallo o vetro con utilizzo di prodotti vernicianti pronti all'uso non superiore a 50 kg/giorno. 9)Panificazione, pasticceria ed affini con consumo di farina non superiore a 1500 kg/giorno. 10)Torrefazione di caffè ed altri prodotti tostati con produzione non superiore a 450 kg/giorno. 11)Produzione di mastici, pitture, vernici, cere, inchiostri ed affini con produzione non superiore a 500 kg/giorno. 12)Sgrassaggio superficiale dei metalli con consumo di solventi non superiore a 10 kg/giorno. 13)Laboratori orafi con fusione di metalli con meno di venticinque addetti. 14)Anodizzazione, galvanotecnica, fosfatazione di superfici metalliche con consumo di prodotti chimici non superiore a 10 kg/giorno. 15)Utilizzazione di mastici e colle con consumo di sostanze collanti non superiore a 100 kg/giorno. 16)Produzione di sapone e detergenti sintetici per l'igiene e la profumeria con utilizzo di materie prime non superiore a 200 kg/giorno. 17)Tempra di metalli con consumo di olio non superiore a 10 kg/giorno. 18)Produzione di oggetti artistici in ceramica, terracotta o vetro in forni a muffola discontinua con utilizzo nel ciclo produttivo di smalti, colori ed affini non superiore a 50 kg/giorno. 19)Trasformazione e conservazione di frutta, ortaggi, funghi, esclusa la surgelazione con produzione non superiore a 1000 kg/giorno. 20)Trasformazione e conservazione della carne, esclusa la surgelazione, con produzione non superiore a 1000 kg/giorno. 21)Molitura cereali con produzione non superiore a 1500 kg/giorno. 22)Lavorazione e conservazione pesce ed altri prodotti alimentari marini, esclusa la surgelazione, con produzione non superiore a 1000 kg/giorno. 23)Prodotti in calcestruzzo e gesso con produzione non superiore a 1500 kg/giorno. 24)Pressofusione con utilizzo di metalli e leghe in ragione di 100 kg/giorno. 25)Lavorazioni manifatturiere alimentari con utilizzo di materie prime non superiore a 1000 kg/giorno. 26)Lavorazioni conciarie con utilizzo di prodotti vernicianti pronti all'uso non superiore a 50 kg/giorno. 27)Fonderie di metalli con produzione di oggetti metallici non superiore a 100 kg/giorno. 28)Produzione di ceramiche artistiche eslusa decoratura con utilizzo di materia prima non superiore a 3000 kg/giorno. 29)Produzione di carta, cartone e similari con utilizzo di materie prime non superiore a 4000 kg/giorno. 30)Saldature di oggetti e superfici metalliche. 31)Trasformazioni lattiero casearie con produzione non superiore a 1000 kg/giorno. Sezione 2 : Modulo di segnalazione di attività a ridotto inquinamento. Titolare dello scarico1 : Rappresentante legale2 : Indirizzo : Riferimento catastale : Codice Operatore Economico : Tipologia/e dell'attività (corrispondente/i voce/i dell'elenco) : Allegati: 1)Planimetria del locale con ciclo lavorativo e numero di addetti. 2)Schede tossicologiche delle materie prime. San Marino, / / Il Titolare dello scarico o suo Legale Rappresentante 1 Colui che presenta la domanda e sarà titolare dell'autorizzazione. 2Se persona diversa dal titolare dello scarico. ALLEGATO 8 SOSTANZE RITENUTE CANCEROGENE E/O MUTAGENE E/O TERATOGENE. In via generale le emissioni di sostanze ritenute cancerogene e/o mutagene e/o teratogene devono essere limitate nella maggiore misura possibile dal punto di vista tecnico e dell'esercizio. CATEGORIA N°1 CLASSE1 Asbesto ( crisotilo,crocidolite,amosite,antofilite actinolite e tremolite ) Benzo(a)Pirene Berillio e suoi composti Dibenzo(a,h) antracene 2-Naftil ammina e suoi sali Benzo(a)antracene Benzo(k)fluorantene Benzo(b)fluorantene Benzo(j)fluorantene Dibenzo(a,h)acridina Dibenzo(a,j)acridina Dibenzo(a)pirene Dimetilnitrosammina 5-nitroacenaftene 2-nitronaftalene 1-metil-3-nitro-1-guanidina CATEGORIA N°1 CLASSE 2 Arsenico e suoi composti Cromo(VI) e suoi composti Cobalto e suoi composti 3,3'-Diclorobenzidina e suoi sali Dimetilsolfato Etilenimmina Nichel e suoi composti 4-aminoBifenile e suoi sali Benzidina e suoi sali 4,4'-Metilenebis(2 cloro anilina) e suoi sali Dimetilsolfato 3,3' Dimetilbenzidina e suoi sali Esametilfosforotriammide 2-metil Aziridina Metil ONN Azossimetile Acetato Sulfallate Dimetilcarbamoilcloruro 3,3' Dimetossibenzidina e suoi sali CATEGORIA N°1 CLASSE 3 Acrilonitrile Benzene 1,3-Butadiene 1-cloro-2,3-epossipropano (epicloridrina) 1,2-Dibromoetano 1,2-epossipropano 1,2-dibromoetano vinile cloruro 1,3 Dicloro-2-propanolo Clorometil ( metil ) Etere N,N dimetilIdrazina Idrazina Ossido di Etilene EtilenTiourea 2-Nitropropano Bis-clorometilEtere 3-Propanolide 1,3 Propansulfone Stirene Ossido CATEGORIA N°2 CLASSE1 PolicloroDibenzodiossine Policlorodibenzofurani CATEGORIA N°2 CLASSE 2 Policlorobifenili e Policlorotrifenili Policloronaftaleni CATEGORIA N°3 CLASSE 1 Cadmio e suoi composti , espressi sotto forma di Cd Mercurio e suoi composti , espressi sotto forma di Hg Tallio e suoi composti , espressi sotto forma di Tl CATEGORIA N°3 CLASSE 2 Selenio e suoi composti , espressi sotto forma di Se Tellurio e suoi composti , espressi sotto forma di Tl CATEGORIA N°3 CLASSE 3 Antimonio e suoi composti , espressi sotto forma di Sb Cianuri espressi come CN Cromo(III) e suoi composti , espressi sotto forma di Cr Manganese e suoi composti , espressi sotto forma di Mn Palladio e suoi composti , espressi sotto forma di Pd Piombo e suoi composti , espressi sotto forma di Pb Platino e suoi composti , espressi sotto forma di Pt Quarzo in polvere cristallino, espressi come SiO2 Rame e suoi composti , espressi sotto forma di CU Rodio e suoi composti , espressi sotto forma di Rh Stagno e suoi composti , espressi sotto forma di Sn Vanadio e suoi composti , espressi sotto forma di V CATEGORIA N° 4a CLASSE I Clorocianuro Fosfina Fosgene CATEGORIA N° 4a CLASSE II Acido cianidrico Bromo e suoi composti espressi come acido Bromidrico Cloro Fluoro e suoi composti espressi come acido Fluoridrico Idrogeno solforato CATEGORIA N° 4a CLASSE III Composti inorganici del Cloro sotto forma di gas o vapore , esclusi clorocianogeno e fosgene, espressi come acido cloridrico CATEGORIA N° 4a CLASSE IV Ammoniaca CATEGORIA N° 4a CLASSE V Ossidi di Azoto ( monossido e biossido) espressi come biossido di azoto Ossidi di zolfo, espressi come biossidi di zolfo CATEGORIA N°4b CLASSE 1 Anisidina Butilmercaptano cloropicrina Diazometano Dicloroacetilene Dinitrobenzene Dinitrocresolo esaclorobutadiene esaclorociclopentadiene Esafluoroacetone Etere diglicidico Etilacrilato Etilenimina Etilmercaptano Isocianati Metilacrilato Nitroglicerina Perclorometilmercaptano 1,4diossano CATEGORIA N°4b CLASSE 2 acetaldeide acido cloroacetico acido formico acido tioglicolico Acido tricloroacetico Anidride ftalica Anidride maleica Anilina Benzilcloruro Bifenile Butilacrilato Butilammina Canfora sintetica Carbonio tetrabromuro Carbonio tetracloruro Cicloesilammina Cloroacetaldeide 1-cloro 1-nitro Propano Cresoli Crotonaldeide 1,2-Dibutilaminoetanolo Dibutilfosfato o-Diclorobenzene 1,1 Dicloroetilene Dicloroetiletere diclorofenolo Diclorometano Dietilammina difenilammina Diisopropilammina Dimetilammina Etilammina Etanolammina 2-etossietanolo 2-etossietilacetato Fenolo Ftalati 2-Furfuraldeide Furfurolo Iodoformio Isoforone Isopropilammina Metilacrilonitrile Metilammina Metilanilina Metilbromuro Metil n-butilbromuro Metilcloruro Metil 2-Cianoacrilato Metilstirene 2-Metossietanolo 2-Metossietanolo acetato Nitroetano Nitrometano 1-nitropropano Nitrotoluene Piretro Piridina Piomboalchili 2-Propenale 1,1,2,2-tetracloroetano Tetracloroetilene Tetranitrometano m,p Toluidina Tributilfosfato Triclorofenolo Tricloroetilene Triclorometano Trietilammina Trimetilammina Trimetilfosfina Vinilbromuro Xilenolo (escluso2,4 xilenolo) Formaldeide CATEGORIA N°4b CLASSE 3 Acido acrilico Acetonitrile Acido propionico Acido acetico Alcool n-Butilico Alcool iso-butilico Alcool sec-butilico Alcool ter-butilico Alcool metilico Butirraldeide p-ter-Butiltoluene 2-Butossietanolo Caprolattame Disolfuro di carbonio Cicloesanone Ciclopentadiene Clorobenzene 2-cloro-1,3-butadiene o-Clorostirene o-Clorotoluene p-Clorotoluene Cumene Diacetonalcol 1,4-Diclorobenzene 1,1-dicloroetano Dicloropropano Dietanolammina Dietilformammide Diisobutilchetone N,N-Dimetilacetammide N,N-Dimetilformammide Dipropilchetone Esametilendiammina n-esano Etilamilchetone Etilbenzene Etilbutilchetone Etilenglicole Isobutilglicidiletere Isoprossietanolo Metilmetacrilato Metilamilchetone o-Metilcicloesanone Metilcloroformio Metilformiato Metilisobutilchetone Metilisobutilcarbinolo Naftalene Propilenglicole Propilenglicolemonometiletere Propionaldeide stirene Tetraidrofurano Trimetilbenzene n-veratraldeide Vinilacetato Viniltoluene 2,4-xilenolo CATEGORIA N°4b CLASSE 4 Alcool propilico Alcool isopropilico n-Amilacetato sec-Amilacetato Benzoato di metile n-Butilacetato iso-Butilacetato Dietilchetone Difluorodibromometano sec-Esilacetato Etilformiato Metilacetato Metiletilchetone Metilisopropilchetone N-Metilpirrolidone Pinene n-propilacetato iso-Propilenacetato Toluene Xilene CATEGORIA N°4b CLASSE 5 acetone Alcool etilico Butano Cicloesano Cicloesene Cloropentano Clorobromemetano Clorodifluorometano Cloropentafluoroetano Dibromodifluorometano Dibutiletere Diclorofluorometano Diclorotetrafluoroetano Dietiletere Diisopropiletere Dimetiletere Eptano Esano tecnico Etereisopropilico Etilacetato Metilacetilene Metilcicloesano Pentano 1,1,1,2 Tetracloro 2,2 difluoroetano 1,1,1,2 Tetracloro 1,2 difluoroetano Triclorofluorometano 1,1,2 Tricloro 1,2,2 Trifluoroetano Trifluorometano Trifluorobromoetano ALLEGATO 9A DOMANDA DI AUTORIZZAZIONE ALLO SCARICO PER EMISSIONI SIGNIFICATIVE DA INSEDIAMENTI PRODUTTIVI1 Titolare dello scarico2 : Rappresentante legale3 : Indirizzo : Riferimento catastale : Tipo di insediamento : Industriale� Artigianale� Zooagricolo� Codice di fatturazione A.A.S.S. : Codice Operatore Economico : Presenza di emissioni diffuse: Si � No � N° punti di emissione convogliata : 1Eventuali reflui civili possono essere oggetto di specifica domanda, qualora gli scarichi siano distinti. In caso contrario anch'essi rientrano nelle voci seguenti. 2Colui che presenta la domanda e sarà titolare dell'autorizzazione. 3Se persona diversa dal titolare dello scarico. Allegati : 1)Planimetria dell'insediamento con : layout; schema a blocchi quantificato delle sorgenti di emissione; sistemi di captazione e/o convogliamento; sistemi di abbattimento inquinanti atmosferici; sistemi di smaltimento di eventuali sostanze derivanti dall'abbattimento; relazione tecnica contenente i principali parametri di progetto (temperatura, portata, frequenza, durata dell'emissione) e della soluzione tecnica adottata (ad esempio : superficie delle maniche, quantità di carbone attivo, ecc..). 2)Eventuali autorizzazioni allo scarico precedenti. 3)Eventuali prescrizioni precedenti. 4)Descrizione delle singole emissioni ai sensi dell'Allegato B3 della Legge N. 87/95. San Marino, / / Il Titolare dello scarico o suo Legale Rappresentante Allegato 9B METODI DI CAMPIONAMENTO,ANALISI E VALUTAZIONE DELLE EMISSIONI. Ove non diversamente indicato, le emissioni possono essere misurate con metodi discontinui. I metodi di campionamento, analisi e valutazione delle emissioni sono quelli indicati nella tabella 9B. Tali metodi potranno essere integrati entro il periodo di validità del presente regolamento provvisorio dalla Commissione per la Tutela Ambientale. L'autorità competente al rilascio dell'autorizzazione fissa la scadenza ,di norma annuale, con cui le imprese devono effettuare le misure delle emissioni inquinanti e comunicarne i risultati. Nei casi in cui le misure delle emissioni vengano effettuate con metodi automatici continui le imprese devono verificare il corretto funzionamento delle apparecchiature di misura e procedere periodicamente alla calibrazione di concerto e con la supervisione del Servizio di Igiene Ambientale. Nei casi di cui al precedente paragrafo il limite di emissione si intende rispettato se la media delle concentrazioni orarie rilevate durante l'effettivo funzionamento dell'impianto nell'arco delle 24 ore è inferiore od uguale al limite di emissione stabilito a norma dell'allegato alla Legge 42/93, e ciascun valore di concentrazione oraria non è superiore al 125% di tale limite. Alle misure di emissione effettuate Servizio di Igiene Ambientale con metodi discontinui che continui automatici devono essere associati i valori delle grandezze piu' significative dell'impianto, atte a caratterizzarne lo stato di funzionamento, ai fini di una corretta interpretazione dei dati ( ad esempio: produzione di vapore, carico generato, assorbimento elettrico dei filtri di captazione etc.). Su tutti gli impianti il Servizio Igiene Ambientale può effettuare, qualora lo ritenga necessario, misurazioni al fine di valutare la quantità delle sostanze presenti nelle emissioni. L'autorità competente può prescrivere in sede di autorizzazione l'esecuzione di misurazioni in continuo per l'ossigene ed i tre inquinanti Ossidi di Zolfo, Ossidi di Azoto, Polveri. tabella 9B 1Manuale UNICHIMN° 122/1986 2Manuale UNICHIMN° 151/1988 3Manuale UNICHIMN° 158/1988 4Manuale UNICHIMN° 723/1986 5Manuale UNICHIMN° 758/1987 6ManualeUNICHIMN° 811/1988 7Manuale UNICHIMN° 825/1988 ALLEGATO 10 DOMANDA DI AUTORIZZAZIONE AL REIMPIEGO PER REFLUI ZOOAGRICOLI Titolare dello scarico1 : Rappresentante legale2 : Indirizzo : Riferimento catastale : Fonte di approvvigionamento idrico : Pubblico acquedotto� Altre fonti� Codice di fatturazione A.A.S.S. : N° capi allevati e specie: � Bovini N � Ovini N � Pollame N � Equini N � Altri ( ) N Peso medio del bestiame allevato : kg/capo 1Colui che presenta la domanda e sarà titolare dell'autorizzazione. 2Se persona diversa dal titolare dello scarico. Allegati : 1)Planimetria dell'insediamento con : edifici; volumi di stoccaggio; eventuali reti fognanti (bianca, civile, zootecnica) con relativi manufatti, fino ai rispettivi recapiti; eventuale rete di distribuzione acqua potabile; eventuali trattamenti. 2)Planimetria delle zone in cui è previsto lo spandimento e delle aree di rispetto; 3)Modalità di trasporto e stoccaggio presso l'utente; 4)Attrezzature, modalità e periodicità degli spandimenti; 5)Eventuali autorizzazioni allo scarico precedenti. 6)Eventuali prescrizioni precedenti. San Marino, / / Il Titolare dello scarico o suo Legale Rappresentante ALLEGATO 11 DOMANDA DI AUTORIZZAZIONE AL REIMPIEGO DI MATERIALI BIODEGRADABILI Titolare dello scarico1 : Rappresentante legale2 : Indirizzo : Riferimento catastale : Fonte di approvvigionamento idrico : Pubblico acquedotto� Altre fonti� Codice di fatturazione A.A.S.S. : Comparto di provenienza del materiale e tenore in secco: � Depurazione biologica % in secco � Industria alimentare % in secco � Altre attività prod. % in secco � Compost % in secco Quantitativo medio mensile : ton/mese Totale annuo di secco : ton/anno 1Colui che presenta la domanda e sarà titolare dell'autorizzazione. 2Se persona diversa dal titolare dello scarico. Allegati : 1)Planimetria dell'insediamento con : edifici; volumi di stoccaggio; eventuali reti fognanti (bianca, civile, zootecnica) con relativi manufatti, fino ai rispettivi recapiti; eventuale rete di distribuzione acqua potabile; eventuali trattamenti. 2)Planimetria delle zone in cui è previsto lo spandimento e delle aree di rispetto; 3)Modalità di trasporto e stoccaggio presso l'utente; 4)Attrezzature, modalità e periodicità degli spandimenti; 5)Eventuali autorizzazioni allo scarico precedenti. 6)Eventuali prescrizioni precedenti. 7)Composizione presumibile o accertata del materiale e verifica dell'equivalenza con i flussi di massa di riferimento (settore zootecnico): San Marino, / / Il Titolare dello scarico o suo Legale Rappresentante