National Strategy for Sustainable Development
صدر في 2017-10 · النص بتاريخ 2026-10-01
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عن هذا القانون
- العنوان الأصلي
- Strategia Nazionale per lo Sviluppo Sostenibile.
- اللغة
- Italian
- النوع
- policy
- الدولة
- إيطاليا
- الموضوعات
- Agricultural and rural development, Air and atmosphere, Energy, Environment, Food and nutrition, Fisheries and aquaculture, Forestry, Land and soil, Cultivated plants, Sea, Water, Wild species and ecosystems, General
- الكلمات المفتاحية
- education, equity, gender, innovation, public health, research, social protection, agricultural development, biodiversity, family farming, financial agricultural measures, genetic resources, Indigenous Peoples, international cooperation, investment, smallholders/peasants, subsidy/incentive, sustainable development, sustainable use, farming, climate change, environmental impact assessment (EIA), environmental security, integrated management, less favoured areas, monitoring, poverty, protection of environment, tourism, circular economy, artisanal fisheries, financing, Illegal unreported and unregulated fishing (IUU fishing), food loss and waste, food security, geographical indication, breastfeeding/infant food, nutrition, desertification, hazards, erosion, flood, soil pollution/quality, pollution control, seeds/planting material, weeds, plant production, inland waters, water resources management, water supply, ecosystem conservation, management/conservation, protected area, protection of habitats, protection of species, emissions, coal, energy conservation/energy production, renewable energy, taxes, marine area, marine pollution, marine protected areas
- الفئات
- agriculture, energy
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1.1 Entro il 2030, sradicare la povertà estrema per tutte le persone in tutto il mondo, 1.a Garantire una adeguata mobilitazione di risorse da diverse fonti, anche attualmente misurata sulla base di coloro che vivono con meno di $ 1,25 al giorno attraverso la cooperazione allo sviluppo, al fine di fornire mezzi adeguati e affidabili per
1.2 Entro il 2030, ridurre almeno della metà la quota di uomini, donne e bambini di i paesi in via di sviluppo, in particolare i paesi meno sviluppati, attuando programmi e tutte le età che vivono in povertà in tutte le sue forme, secondo le definizioni nazionali politiche per porre fine alla povertà in tutte le sue forme 1.b Creare solidi sistemi di politiche a livello nazionale, regionale e internazionale, 2.1 Entro il 2030, porre fine alla fame e garantire a tutte le persone, in particolare ai basati su strategie di sviluppo a favore dei poveri e sensibili alle differenze di genere, per poveri e alle persone più vulnerabili, tra cui i neonati, un accesso sicuro a cibo nutriente e sostenere investimenti accelerati nelle azioni di lotta alla povertà sufficiente per tutto l'anno
5.4 Riconoscere e valorizzare la cura e il lavoro domestico non retribuito, fornendo 5.1 Porre fine, ovunque, a ogni forma di discriminazione nei confronti di donne e un servizio pubblico, infrastrutture e politiche di protezione sociale e la promozione di ragazze responsabilità condivise all'interno delle famiglie, conformemente agli standard nazionali 6.2 Ottenere entro il 2030 l'accesso ad impianti sanitari e igienici adeguati ed equi
10.1 Entro il 2030, raggiungere progressivamente e sostenere la crescita del reddito per tutti e porre fine alla defecazione all'aperto, prestando particolare attenzione ai bisogni del 40% della popolazione nello strato sociale più basso ad un tasso superiore rispetto alla di donne e bambine e a chi si trova in situazioni di vulnerabilità media nazionale
10.2 Entro il 2030, potenziare e promuovere l’inclusione sociale, economica e politica di tutti, a prescindere da età, sesso, disabilità, razza, etnia, origine, religione, stato economico o altro 25 26 I.3. Ridurre il disagio abitativo II. Garantire le condizioni per lo sviluppo del potenziale umano Nel 2015 è proseguito il moderato recupero dei i quali è elevato il numero dei NEET (giovani che livelli occupazionali: dal 55,5 per cento del 2013 (IV non lavorano e non studiano) e sui soggetti a rischio Agenda 2030: target correlati e grado di coerenza trimestre) al 57,4 per cento del 2016 (IV trimestre), di devianza. In Italia la percentuale dei giovani tra i un valore comunque inferiore a quanto registrato nel 18 e i 24 anni che abbandonano precocemente la
1.4 Entro il 2030, assicurare che tutti gli uomini e le donne, in particolare i più 2008, anno d’inizio della crisi, quando l’indicatore scuola, non conseguendo diplomi di secondo grado né poveri e vulnerabili, abbiano uguali diritti alle risorse economiche, insieme all'accesso ai aveva raggiunto il 58,8 per cento. Il risultato positivo attestati di formazione professionale, è scesa dal 19,2 servizi di base, proprietà privata, controllo su terreni e altre forme di proprietà, eredità, dell’ultimo anno coinvolge sia la componente femminile per cento nel 2009 al 14,7 per cento nel 2015. Tuttavia risorse naturali, nuove tecnologie appropriate e servizi finanziari, tra cui la microfinanza (dal 47,4 per cento al 48,2 per cento) sia quella si registrano forti disparità tra tassi di abbandono 5.a Avviare riforme per dare alle donne uguali diritti di accesso alle risorse maschile (dal 66 per cento al 66,7 per cento). Sia per maschili e femminili. Più in particolare, posta pari a economiche così come alla titolarità e al controllo della terra e altre forme di proprietà, ai gli uomini sia per le donne, la crescita dell’indicatore 100 la popolazione italiana dei 18-24enni, l’incidenza servizi finanziari, eredità e risorse naturali, in conformità con le leggi nazionali è diffusa su tutto il territorio nazionale, in particolare dell’abbandono scolastico è pari al 12,8 per cento per gli
6.1 Ottenere entro il 2030 l’accesso universale ed equo all'acqua potabile che sia nel Mezzogiorno (dal 19,2 per cento al 20,2 per cento). i cittadini italiani, mentre raggiunge il 34,1 per cento per sicura ed economica per tutti In questa parte del Paese, il tasso di disoccupazione la popolazione straniera. Il fenomeno dell’abbandono si attesta al 20,1 per cento, circa 13 punti percentuali scolastico interessa in misura più sostenuta il Sud, con
6.4 Aumentare considerevolmente entro il 2030 l'efficienza nell'utilizzo dell'acqua al di sopra del valore raggiunto dall’indicatore nelle punte del 24,3 per cento in Sicilia e del 22,9 per cento in ogni settore e garantire approvvigionamenti e forniture sostenibili di acqua potabile, regioni settentrionali. Appare inoltre particolarmente in Sardegna. Gli obiettivi individuati per garantire per affrontare la carenza idrica e ridurre in modo sostanzioso il numero di persone che ne critica la situazione della componente femminile, lo sviluppo del potenziale umano sono, quindi, tesi subisce le conseguenze con un tasso di occupazione del 31,7 per cento. Per a ridurre le disuguaglianze sociali e gli squilibri,
7.1 Garantire entro il 2030 accesso a servizi energetici che siano convenienti, converso, al Nord, l’incidenza dell’occupazione anche territoriali, nella distribuzione della ricchezza, affidabili e moderni maschile sulla corrispettiva popolazione ha superato promuovendo politiche del lavoro e dell’istruzione
11.1 Entro il 2030, garantire a tutti l’accesso ad alloggi adeguati, sicuri e convenienti il 75 per cento. La situazione del mercato del lavoro inclusive, eliminando lo sfruttamento del lavoro e e ai servizi di base e riqualificare i quartieri poveri incide, in particolare, sulle famiglie, sui giovani, tra garantendo l’accesso universale ai servizi di base. Obiettivi strategici II.1 Ridurre la disoccupazione per le fasce più deboli della popolazione II.2 Assicurare la piena funzionalità del sistema di protezione sociale e previdenziale II.3 Ridurre il tasso di abbandono scolastico e migliorare il sistema dell’istruzione II.4 Combattere la devianza attraverso prevenzione e integrazione sociale dei soggetti a rischio 27 28 gli strumenti chiave II.1 Ridurre la disoccupazione per le fasce più deboli La strategia messa in atto dal Governo è rivolta alla sostenibile fissati dall’Agenda 2030. Gli strumenti riduzione del fenomeno della dispersione scolastica chiave individuati per l’attuazione della presente scelta della popolazione nonché ad attivare azioni rivolte al benessere, ai corretti sono i seguenti: Accordo di Partenariato 2014-2020 stili di vita e alla buona convivenza degli studenti e (PON Imprese e Competitività, PON Inclusione, PON alla prevenzione del disagio giovanile, in particolare SPAO, PON Cultura, PON METRO, PON Legalità, PON con riferimento alla parità di genere, ai fenomeni del Istruzione, POR FESR, POR FSE, PON Pesca, FSC); PN bullismo e del cyberbullismo e alla lotta alle dipendenze FAMI; Strategia nazionale d’inclusione dei Rom, Sinti e da droga e alcool. Inoltre, la strategia è finalizzata a Caminanti; Piano d'azione per l'occupabilità dei giovani; garantire l’effettiva fruizione del diritto allo studio su Piano Nazionale per la Scuola digitale; Piano Nazionale tutto il territorio nazionale. di Lotta alla Povertà e all’Esclusione Sociale; Piano Agenda 2030: target correlati e grado di coerenza Per tale motivo è stato presentato un Piano per una Nazionale per la formazione dei docenti; Carta cultura scuola più aperta, inclusiva e innovativa in 10 azioni, giovani; Piano anti Cyberbullismo; Garanzia giovani; 2.3 Entro il 2030, raddoppiare la produttività agricola e il reddito dei produttori di che si inseriscono nel quadro degli obiettivi di sviluppo Sostegno autoimprenditorialità. cibo su piccola scala, in particolare le donne, i popoli indigeni, le famiglie di agricoltori, i pastori e i pescatori, anche attraverso un accesso sicuro ed equo a terreni, altre risorse e input produttivi, conoscenze, servizi finanziari, mercati e opportunità per valore aggiunto e occupazioni non agricole
4.4 Aumentare considerevolmente entro il 2030 il numero di giovani e adulti con competenze specifiche - anche tecniche e professionali - per l’occupazione, posti di lavoro dignitosi e per l’imprenditoria 4.6 Garantire entro il 2030 che tutti i giovani e gran parte degli adulti, sia uomini che donne, abbiano un livello di alfabetizzazione e capacità di calcolo
5.5 Garantire piena ed effettiva partecipazione femminile e pari opportunità di leadership ad ogni livello decisionale in ambito politico, economico e della vita pubblica 5.a Avviare riforme per dare alle donne uguali diritti di accesso alle risorse economiche così come alla titolarità e al controllo della terra e altre forme di proprietà, ai servizi finanziari, eredità e risorse naturali, in conformità con le leggi nazionali 5.b Rafforzare l'utilizzo di tecnologie abilitanti, in particolare le tecnologie dell'informazione e della comunicazione, per promuovere l'emancipazione della donna 5.c Adottare e intensificare una politica sana ed una legislazione applicabile per la promozione della parità di genere e l'emancipazione di tutte le donne e bambine, a tutti i livelli
8.5 Garantire entro il 2030 un’occupazione piena e produttiva e un lavoro dignitoso per donne e uomini, compresi i giovani e le persone con disabilità, e un'equa remunerazione per lavori di equo valore 29 30 II.2 Assicurare la piena funzionalità del sistema II.3 Ridurre il tasso di abbandono scolastico di protezione sociale e previdenziale e migliorare il sistema dell’istruzione Agenda 2030: target correlati e grado di coerenza Agenda 2030: target correlati e grado di coerenza
1.3 Implementare a livello nazionale adeguati sistemi di protezione sociale e 4.1 Garantire entro il 2030 ad ogni ragazza e ragazzo libertà, equità e qualità nel misure di sicurezza per tutti, compresi i livelli più bassi, ed entro il 2030 raggiungere una completamento dell'educazione primaria e secondaria che porti a risultati di apprendimento notevole copertura delle persone povere e vulnerabili adeguati e concreti
3.5 Rafforzare la prevenzione e il trattamento di abuso di sostanze, tra cui l’abuso 4.2 Garantire entro il 2030 che ogni ragazza e ragazzo abbia uno sviluppo infantile di di stupefacenti e il consumo nocivo di alcol qualità, ed un accesso a cure ed istruzione pre-scolastiche così da essere pronti alla scuola primaria
4.2 Garantire entro il 2030 che ogni ragazza e ragazzo abbia uno sviluppo infantile 4.5 Eliminare entro il 2030 le disparità di genere nell'istruzione e garantire un accesso di qualità, ed un accesso a cure ed istruzione pre-scolastiche così da essere pronti alla equo a tutti i livelli di istruzione e formazione professionale delle categorie protette, tra cui le scuola primaria persone con disabilità, le popolazioni indigene ed i bambini in situazioni di vulnerabilità
5.1 Porre fine, ovunque, a ogni forma di discriminazione nei confronti di donne e 4.7 Garantire entro il 2030 che tutti i discenti acquisiscano la conoscenza e le competenze ragazze necessarie a promuovere lo sviluppo sostenibile, anche tramite un'educazione volta ad uno
5.4 Riconoscere e valorizzare la cura e il lavoro domestico non retribuito, fornendo sviluppo e uno stile di vita sostenibile, ai diritti umani, alla parità di genere, alla promozione di un servizio pubblico, infrastrutture e politiche di protezione sociale e la promozione di una cultura pacifica e non violenta, alla cittadinanza globale e alla valorizzazione delle diversità responsabilità condivise all'interno delle famiglie, conformemente agli standard nazionali culturali e del contributo della cultura allo sviluppo sostenibile
16.6 Sviluppare a tutti i livelli istituzioni efficaci, responsabili e trasparenti 4.a Costruire e potenziare le strutture dell'istruzione che siano sensibili ai bisogni dell'infanzia, alle disabilità e alla parità di genere e predisporre ambienti dedicati all'apprendimento che siano sicuri, non violenti e inclusivi per tutti 5.1 Porre fine, ovunque, a ogni forma di discriminazione nei confronti di donne e ragazze 8.6 Ridurre entro il 2030 la quota di giovani disoccupati e al di fuori di ogni ciclo di studio o formazione
8.7 Prendere provvedimenti immediati ed effettivi per sradicare il lavoro forzato, porre fine alla schiavitù moderna e alla tratta di esseri umani e garantire la proibizione ed eliminazione delle peggiori forme di lavoro minorile, compreso il reclutamento e l’impiego dei bambini soldato, nonché porre fine entro il 2025 al lavoro minorile in ogni sua forma
13.3 Migliorare l’istruzione, la sensibilizzazione e la capacità umana e istituzionale per quanto riguarda la mitigazione del cambiamento climatico, l’adattamento, la riduzione dell’impatto e l’allerta tempestiva 31 32 II.4 Combattere la devianza attraverso prevenzione III. Promuovere la salute e il benessere e integrazione sociale dei soggetti a rischio Il federalismo sanitario, introdotto attraverso la invece l’obiettivo di ridurre o eliminare le conseguenze modifica del Titolo V della Costituzione, garantisce delle malattie infettive prevenibili da vaccino, attraverso l’individuazione di strategie efficaci e omogenee maggiore rispondenza dei servizi alle necessità sull’intero territorio nazionale. regionali. Tuttavia, permangono divari territoriali e È diventato operativo il Piano nazionale della Cronicità la sempre più frequente rinuncia alle cure da parte (PNC) per armonizzare a livello nazionale le attività delle fasce di popolazione a basso reddito. Allo stesso di assistenza sanitaria e sociale di lunga durata con i Agenda 2030: target correlati e grado di coerenza tempo, si deve tenere conto tanto dell’aumento dei servizi residenziali e territoriali. Tali provvedimenti si inseriscono in una visione della sanità che per il Governo
3.5 Rafforzare la prevenzione e il trattamento di abuso di sostanze, tra cui l’abuso di tassi di povertà, quanto di fenomeni emergenti come è intesa non solo come assistenza, ma soprattutto come stupefacenti e il consumo nocivo di alcol l’intensificarsi dei flussi migratori. È inoltre sempre prevenzione. più rilevante l’esigenza di diminuire l’esposizione Inoltre si segnalano: Accordo di Partenariato 2014-
10.2 Entro il 2030, potenziare e promuovere l’inclusione sociale, economica e 2020 (PON Governance, PON Legalità, PON METRO, politica di tutti, a prescindere da età, sesso, disabilità, razza, etnia, origine, religione, stato della popolazione ai fattori di rischio ambientale, PON Infrastrutture e Reti, POR FESR, POR FSE, PSR, economico o altro sismico e antropico, promuovendo sicurezza e stili FSC); Piano sanitario nazionale; Piano nazionale di vita sani. È, infine, importante incrementare il della prevenzione; Patto per la salute; Piano nazionale contatto e la frequentazione di luoghi naturali da per le emergenze di tipo epidemico; Piano nazionale prevenzione vaccinale; Piano nazionale della sicurezza parte della popolazione per migliorare il proprio stradale; Programma nazionale servizi di cura stato di salute. Questa Strategia da conto della all’infanzia e agli anziani non autosufficienti; Piano posizione del Paese rispetto a tutti questi elementi. d'azione nazionale per l'uso sostenibile dei prodotti fitosanitari; Patto per la sanità digitale; Piano Nazionale gli strumenti chiave della Cronicità; Piano di azione nazionale per la salute Il Governo ha aggiornato i Livelli Essenziali di Assistenza mentale; Definizione e aggiornamento dei LEA; – LEA (l’aggiornamento si ripeterà annualmente) Programma di Governo "Guadagnare salute - Rendere allargando e in gran parte migliorando l'offerta di servizi facili le scelte salutari"; Linee di indirizzo per la tutela e la pubblici gratuiti o soggetti a pagamento di un ticket. promozione della salute negli ambienti confinati; Piano Vengono inserite 110 nuove malattie rare con esenzione Nazionale Infrastrutturale per la Ricarica dei Veicoli dai ticket e viene rivisto l'elenco delle patologie croniche. alimentati ad Energia Elettrica; Programma Operativo Il Piano nazionale di prevenzione vaccinale (PNPV), ha complementare del MIT. Obiettivi strategici III.1 Diminuire l’esposizione della popolazione ai fattori di rischio ambientale e antropico III.2 Diffondere stili di vita sani e rafforzare i sistemi di prevenzione III.3 Garantire l’accesso a servizi sanitari e di cura efficaci, contrastando i divari territoriali 33 34 III.1 Diminuire l’esposizione della popolazione ai fattori III.2 Diffondere stili di vita sani di rischio ambientale e antropico e rafforzare i sistemi di prevenzione Agenda 2030: target correlati e grado di coerenza Agenda 2030: target correlati e grado di coerenza
2.2 Entro il 2030, porre fine a tutte le forme di malnutrizione; raggiungere, entro
1.5 Entro il 2030, rinforzare la resilienza dei poveri e di coloro che si trovano in il 2025, i traguardi concordati a livello internazionale contro l’arresto della crescita e il situazioni di vulnerabilità e ridurre la loro esposizione e vulnerabilità ad eventi climatici deperimento nei bambini sotto i 5 anni di età; soddisfare le esigenze nutrizionali di ragazze estremi, catastrofi e shock economici, sociali e ambientali adolescenti, donne in gravidanza e allattamento e persone anziane 2.4 Entro il 2030, garantire sistemi di produzione alimentare sostenibili e
3.3 Entro il 2030, porre fine alle epidemie di AIDS, tubercolosi, malaria e malattie implementare pratiche agricole resilienti che aumentino la produttività e la produzione, tropicali trascurate; combattere l'epatite, le malattie di origine idrica e le altre malattie che aiutino a proteggere gli ecosistemi, che rafforzino la capacità di adattamento ai trasmissibili cambiamenti climatici, a condizioni meteorologiche estreme, siccità, inondazioni e altri
3.4 Entro il 2030, ridurre di un terzo la mortalità prematura da malattie non disastri e che migliorino progressivamente la qualità del suolo trasmissibili attraverso la prevenzione e il trattamento e promuovere benessere e salute
3.9 Entro il 2030, ridurre sostanzialmente il numero di decessi e malattie da mentale sostanze chimiche pericolose e da contaminazione e inquinamento dell’aria, delle acque e
3.5 Rafforzare la prevenzione e il trattamento di abuso di sostanze, tra cui l’abuso di del suolo stupefacenti e il consumo nocivo di alcol 6.3 Migliorare entro il 2030 la qualità dell'acqua eliminando le discariche,
3.6 Entro il 2020, dimezzare il numero globale di morti e feriti a seguito di incidenti riducendo l'inquinamento e il rilascio di prodotti chimici e scorie pericolose, dimezzando stradali la quantità di acque reflue non trattate e aumentando considerevolmente il riciclaggio e il
3.7 Entro il 2030, garantire l'accesso universale ai servizi di assistenza sanitaria reimpiego sicuro a livello globale sessuale e riproduttiva, inclusa la pianificazione familiare, l'informazione, l'educazione e
11.5 Entro il 2030, ridurre in modo significativo il numero di decessi e il numero di l'integrazione della salute riproduttiva nelle strategie e nei programmi nazionali persone e diminuire in modo sostanziale le perdite economiche dirette rispetto al prodotto 3.a Rafforzare l'attuazione del Quadro Normativo della Convenzione interno lordo globale causate da calamità, comprese quelle legate all’acqua, con particolare dell’Organizzazione Mondiale della Sanità sul Controllo del Tabacco in modo appropriato in riguardo alla protezione dei poveri e delle persone più vulnerabili tutti i paesi 11.6 Entro il 2030, ridurre l’impatto ambientale negativo pro-capite delle città,
5.6 Garantire accesso universale alla salute sessuale e riproduttiva e ai diritti in ambito prestando particolare attenzione alla qualità dell’aria e alla gestione dei rifiuti urbani e di riproduttivo, come concordato nel Programma d'Azione della Conferenza internazionale su altri rifiuti popolazione e sviluppo e dalla Piattaforma d'Azione di Pechino e dai documenti prodotti 13.1 Rafforzare in tutti i paesi la capacità di ripresa e di adattamento ai rischi legati nelle successive conferenze al clima e ai disastri naturali
11.2 Entro il 2030, garantire a tutti l’accesso a un sistema di trasporti sicuro, conveniente, accessibile e sostenibile, migliorando la sicurezza delle strade, in particolar modo potenziando i trasporti pubblici, con particolare attenzione ai bisogni di coloro che sono più vulnerabili, donne, bambini, persone con invalidità e anziani 35 36 III.3 Garantire l’accesso a servizi sanitari e di cura efficaci contrastando i divari territoriali Agenda 2030: target correlati e grado di coerenza
3.1 Entro il 2030, ridurre il tasso di mortalità materna globale a meno di 70 per ogni 100.000 bambini nati vivi
3.2 Entro il 2030, porre fine alle morti prevenibili di neonati e bambini sotto i 5 anni di età. Tutti i paesi dovranno cercare di ridurre la mortalità neonatale ad almeno 12 per ogni 1.000 bambini nati vivi e la mortalità dei bambini sotto i 5 anni di età ad almeno 25 per 1.000 bambini nati vivi
3.8 Conseguire una copertura sanitaria universale, compresa la protezione da rischi finanziari, l'accesso ai servizi essenziali di assistenza sanitaria di qualità e l’accesso sicuro, efficace, di qualità e a prezzi accessibili a medicinali di base e vaccini per tutti 3.c Aumentare considerevolmente i fondi destinati alla sanità e alla selezione, formazione, sviluppo e mantenimento del personale sanitario nei paesi in via di sviluppo, specialmente nei meno sviluppati e nei piccoli Stati insulari in via di sviluppo
5.3 Eliminare ogni pratica abusiva come il matrimonio combinato, il fenomeno delle spose bambine e le mutilazioni genitali femminili 37 38 I. Arrestare la perdita di biodiversità PIANETA Le sfide da affrontare in relazione all’area specie a rischio di estinzione e di specie alloctone A fronte di elevate percentuali di superficie la capacità di ‘misurare il Capitale Naturale’ è decisiva terrestre e aree marine protette, oltre che di un per promuovere una crescita duratura puntando sulla “Pianeta” sono molteplici. In primo luogo, occorre invasive; per il contrasto dei fenomeni di degrado qualità ambientale. Questo obiettivo è alla base del primo garantire una gestione delle risorse naturali, del territorio e del suolo e di desertificazione; graduale e continuo incremento della superficie Rapporto sul Capitale Naturale redatto da un apposito terrestri, marine e dei servizi eco-sistemici del per la riduzione degli impatti negativi delle forestale, lo stato di conservazione risulta essere Comitato, composto da rappresentanti delle istituzioni Paese che garantisca un adeguato flusso di servizi attività antropiche sull’aria e sulle acque. sfavorevole per circa la metà delle specie ed habitat ed esperti del mondo della ricerca. Nel 2010 l’Italia si è di interesse comunitario. dotata di una Strategia Nazionale per la Biodiversità, ambientali per le generazioni attuali e future. Sulla base di queste sfide, emerge chiaramente a seguito di un percorso partecipativo e condiviso fra i Inoltre, è necessario attribuire al capitale naturale un la necessità di adottare un approccio integrato, Il numero di specie alloctone è, inoltre, in costante e diversi attori istituzionali, sociali ed economici interessati adeguato valore all’interno dei processi economici, inclusivo ed orientato alla sostenibilità che progressivo aumento. Gli obiettivi nazionali finalizzati al tema. promuovere lo sviluppo di città sostenibili e caratterizzi i processi decisionali, di pianificazione ad arrestare la perdita di biodiversità sono stati La Strategia e la sua revisione intermedia, con orizzonte definiti, pertanto, sia attraverso azioni specifiche di al 2020, costituiscono uno strumento di integrazione invertire la tendenza allo spopolamento delle aree e di attuazione delle policy. Tale approccio ha delle esigenze di conservazione ed uso sostenibile delle marginali, rafforzare la resilienza e la sostenibilità l’obiettivo di creare città sostenibili ed efficienti, salvaguardia, conservazione e gestione, sia favorendo risorse naturali nelle politiche nazionali di settore, in delle comunità e dei territori e custodire i comunità e territori più resilienti, connessi l’integrazione di tali obiettivi nelle politiche e nei coerenza con gli obiettivi previsti dalla Strategia Europea paesaggi. Più nello specifico, l’Italia dovrà (mobilità e infrastrutture verdi) e sicuri, nei quali programmi di settore (tra cui agricoltura, industria, per la Biodiversità. Inoltre si segnalano: Accordo di turismo). Partenariato 2014-2020 (POR FESR, PSRN, PON Pesca); rafforzare il suo impegno per la conservazione di i livelli di rischio legati a fenomeni naturali ed Strategia Nazionale per la Biodiversità; Strategia per circa la metà delle specie di interesse comunitario antropici siano minimi e in cui, attraverso la cura gli strumenti chiave l’Ambiente Marino; Piano Strategico per l’Innovazione e di oltre la metà degli habitat presenti sul suo e la custodia del territorio e delle sue risorse, siano e la Ricerca nel Settore Agricolo-Alimentare e Forestale; territorio; per la tutela dell’elevato numero di conservati i caratteri identitari e i paesaggi del Paese. Il legame tra lo stato dell’ecosistema, il benessere sociale Piano Nazionale sulla Biodiversità di Interesse Agricolo; e le prospettive economiche è essenziale per la crescita del Piano Strategico Nazionale del Biologico; Rapporto sul territorio e per le politiche infrastrutturali. In tal senso Capitale Naturale; Programmi di Sviluppo Rurale. Scelte strategiche Obiettivi strategici I. Arrestare la perdita di biodiversità I.1 Salvaguardare e migliorare lo stato di conservazione di specie e habitat II. Garantire una gestione sostenibile delle risorse naturali per gli ecosistemi, terrestri e acquatici III. Creare comunità e territori resilienti, custodire i paesaggi e i beni culturali I.2 Arrestare la diffusione delle specie esotiche invasive Agenda 2030: goal correlati I.3 Aumentare la superficie protetta terrestre e marina e assicurare l’efficacia della gestione I.4 Proteggere e ripristinare le risorse genetiche e gli ecosistemi naturali connessi ad agricoltura, silvicoltura e acquacoltura I.5 Integrare il valore del capitale naturale (degli ecosistemi e della biodiversità) nei piani, nelle politiche e nei sistemi di contabilità 39 40 I.1 Salvaguardare e migliorare lo stato di conservazione di specie I.3 Aumentare la superficie protetta terrestre e marina e e habitat per gli ecosistemi, terrestri e acquatici assicurare l’efficacia della gestione Agenda 2030: target correlati e grado di coerenza Agenda 2030: target correlati e grado di coerenza
14.2 Entro il 2020, gestire in modo sostenibile e proteggere l’ecosistema marino e 6.6 Proteggere e risanare entro il 2030 gli ecosistemi legati all'acqua, comprese le costiero per evitare impatti particolarmente negativi, anche rafforzando la loro resilienza e montagne, le foreste, le paludi, i fiumi, le falde acquifere e i laghi agire per il loro ripristino in modo da ottenere oceani salubri e produttivi 14.5 Entro il 2020, preservare almeno il 10% delle aree costiere e marine, in conformità
15.5 Intraprendere azioni efficaci ed immediate per ridurre il degrado degli ambienti al diritto nazionale e internazionale e basandosi sulle informazioni scientifiche disponibili più naturali, arrestare la distruzione della biodiversità e, entro il 2020, proteggere le specie a accurate rischio di estinzione 15.1 Entro il 2020, garantire la conservazione, il ripristino e l’utilizzo sostenibile degli
15.7 Agire per porre fine al bracconaggio e al traffico delle specie protette di flora e ecosistemi di acqua dolce terrestri e dell’entroterra nonché dei loro servizi, in modo particolare fauna e combattere il commercio illegale di specie selvatiche delle foreste, delle paludi, delle montagne e delle zone aride, in linea con gli obblighi derivanti dagli accordi internazionali
15.9 Entro il 2020, integrare i principi di ecosistema e biodiversità nei progetti nazionali e locali, nei processi di sviluppo e nelle strategie e nei resoconti per la riduzione della povertà 15.a Mobilitare e incrementare in maniera significativa le risorse economiche da ogni fonte per preservare e usare in maniera sostenibile la biodiversità e gli ecosistemi I.2 Arrestare la diffusione 15.b Mobilitare risorse significative da ogni fonte e a tutti i livelli per finanziare la delle specie esotiche invasive gestione sostenibile delle foreste e fornire incentivi adeguati ai paesi in via di sviluppo perché possano migliorare tale gestione e per la conservazione e la riforestazione Agenda 2030: target correlati e grado di coerenza
15.8 Entro il 2020, introdurre misure per prevenire l’introduzione di specie diverse ed invasive nonché ridurre in maniera sostanziale il loro impatto sugli ecosistemi terrestri e acquatici e controllare o debellare le specie prioritarie 41 42 I.4 Proteggere e ripristinare le risorse genetiche e gli ecosistemi I.5 Integrare il valore del capitale naturale naturali connessi ad agricoltura, silvicoltura e acquacoltura (degli ecosistemi e della biodiversità) nei piani, nelle politiche e nei sistemi di contabilità Agenda 2030: target correlati e grado di coerenza Agenda 2030: target correlati e grado di coerenza
2.3 Entro il 2030, raddoppiare la produttività agricola e il reddito dei produttori di cibo 12.2 Entro il 2030, raggiungere la gestione sostenibile e l’utilizzo efficiente delle su piccola scala, in particolare le donne, i popoli indigeni, le famiglie di agricoltori, i pastori e i risorse naturali pescatori, anche attraverso un accesso sicuro ed equo a terreni, altre risorse e input produttivi, 15.9 Entro il 2020, integrare i principi di ecosistema e biodiversità nei progetti conoscenze, servizi finanziari, mercati e opportunità per valore aggiunto e occupazioni non nazionali e locali, nei processi di sviluppo e nelle strategie e nei resoconti per la riduzione agricole della povertà
2.4 Entro il 2030, garantire sistemi di produzione alimentare sostenibili e implementare pratiche agricole resilienti che aumentino la produttività e la produzione, che aiutino a proteggere gli ecosistemi, che rafforzino la capacità di adattamento ai cambiamenti climatici, a condizioni meteorologiche estreme, siccità, inondazioni e altri disastri e che migliorino progressivamente la qualità del suolo
2.5 Entro il 2020, mantenere la diversità genetica delle sementi, delle piante coltivate, degli animali da allevamento e domestici e delle specie selvatiche affini, anche attraverso banche di semi e piante diversificate e opportunamente gestite a livello nazionale, regionale e internazionale; promuovere l'accesso e la giusta ed equa ripartizione dei benefici derivanti dall'utilizzo delle risorse genetiche e della conoscenza tradizionale associata, come concordato a livello internazionale
15.6 Promuovere una distribuzione equa e giusta dei benefici derivanti dall’utilizzo delle risorse genetiche e promuovere un equo accesso a tali risorse, come concordato a livello internazionale 43 44 II. Garantire una gestione sostenibile II.1 Mantenere la vitalità dei mari e prevenire gli impatti delle risorse naturali sull’ambiente marino e costiero Per garantire la sostenibilità delle risorse naturali gli strumenti chiave Agenda 2030: target correlati e grado di coerenza - acque interne e marine, suolo, aria e foreste - è Il Governo ha posto come priorità della propria agenda politica il rilancio e la modernizzazione delle infrastrutture 14.1 Entro il 2025, prevenire e ridurre in modo significativo ogni forma di necessario affrontare le criticità relative allo stato di idriche del Paese. Il fine ultimo è migliorare l’efficienza conservazione e alle politiche di gestione delle risorse inquinamento marino, in particolar modo quello derivante da attività esercitate sulla e colmare il divario rispetto agli standard europei, stesse. In particolare lo sforzo è mirato a: mantenere garantendo migliori servizi ai cittadini e alle città e un terraferma, compreso l’inquinamento dei detriti marini e delle sostanze nutritive la vitalità dei mari, prevenire gli impatti sull’ambiente ambiente più sano e salubre. 14.2 Entro il 2020, gestire in modo sostenibile e proteggere l’ecosistema marino e marino e costiero, arrestare il consumo del suolo e la Tra gli Strumenti chiave, inoltre, si segnalano: Accordo costiero per evitare impatti particolarmente negativi, anche rafforzando la loro resilienza, e di Partenariato 2014-2020 (POR FESR, PSR, PSRN; agire per il loro ripristino in modo da ottenere oceani salubri e produttivi desertificazione, garantire la gestione sostenibile e PON Pesca; FSC); Strategia Nazionale di Adattamento ai 14.3 Ridurre al minimo e affrontare gli effetti dell’acidificazione degli oceani, anche contrastare l’abbandono e il degrado delle foreste. Cambiamenti Climatici; Programma di Azione Nazionale attraverso una maggiore collaborazione scientifica su tutti i livelli È inoltre necessario minimizzare l’inquinamento per la lotta alla desertificazione; Piano d’Azione Nazionale per l’uso sostenibile dei prodotti fitosanitari; Programma 14.4 Entro il 2020, regolare in modo efficace la pesca e porre termine alla pesca di acqua, suolo e aria, massimizzare l’efficienza idrica, eccessiva, illegale, non dichiarata e non regolamentata e ai metodi di pesca distruttivi. sperimentale nazionale di mobilità sostenibile casa-scuola ridurre lo stress idrico ed assicurare una gestione e casa-lavoro; Strategia per la bioeconomia; Programma Implementare piani di gestione su base scientifica, così da ripristinare nel minor tempo integrata delle risorse idriche a tutti i livelli. quadro per il settore forestale. possibile le riserve ittiche, riportandole almeno a livelli che producano il massimo rendimento sostenibile, come determinato dalle loro caratteristiche biologiche Obiettivi strategici II.2 Arrestare il consumo del suolo e combattere la desertificazione II.1 Mantenere la vitalità dei mari e prevenire gli impatti sull’ambiente marino e costiero II.2 Arrestare il consumo del suolo e combattere la desertificazione Agenda 2030: target correlati e grado di coerenza II.3 Minimizzare i carichi inquinanti nei suoli, nei corpi idrici e nelle falde acquifere,
11.3 Entro il 2030, potenziare un’urbanizzazione inclusiva e sostenibile e la capacità tenendo in considerazione i livelli di buono stato ecologico dei sistemi naturali di pianificare e gestire in tutti i paesi un insediamento umano che sia partecipativo, integrato II.4 Attuare la gestione integrata delle risorse idriche a tutti i livelli di pianificazione e sostenibile II.5 Massimizzare l’efficienza idrica e adeguare i prelievi alla scarsità d'acqua 15.3 Entro il 2030, combattere la desertificazione, ripristinare le terre degradate, II.6 Minimizzare le emissioni e abbattere le concentrazioni inquinanti in atmosfera comprese quelle colpite da desertificazione, siccità e inondazioni, e battersi per ottenere un II.7 Garantire la gestione sostenibile delle foreste e combatterne l’abbandono mondo privo di degrado del suolo e il degrado 45 46 II.3 Minimizzare i carichi inquinanti nei suoli, nei corpi idrici e II.5 Massimizzare l’efficienza idrica e adeguare i prelievi nelle falde acquifere, tenendo in considerazione i livelli di buono alla scarsità d'acqua stato ecologico dei sistemi naturali Agenda 2030: target correlati e grado di coerenza Agenda 2030: target correlati e grado di coerenza
6.3 Migliorare entro il 2030 la qualità dell'acqua eliminando le discariche, riducendo 6.1 Ottenere entro il 2030 l’accesso universale ed equo all'acqua potabile in modo l'inquinamento e il rilascio di prodotti chimici e scorie pericolose, dimezzando la quantità di che sia sicura ed economica per tutti acque reflue non trattate e aumentando considerevolmente il riciclaggio e il reimpiego sicuro 6.4 Aumentare considerevolmente entro il 2030 l'efficienza nell'utilizzo dell'acqua a livello globale in ogni settore e garantire approvvigionamenti e forniture sostenibili di acqua potabile,
12.4 Entro il 2020, raggiungere la gestione eco-compatibile di sostanze chimiche per affrontare la carenza idrica e ridurre in modo sostanzioso il numero di persone che ne e di tutti i rifiuti durante il loro intero ciclo di vita, in conformità ai quadri internazionali subisce le conseguenze concordati, e ridurre sensibilmente il loro rilascio in aria, acqua e suolo per minimizzare il loro impatto negativo sulla salute umana e sull’ambiente
15.3 Entro il 2030, combattere la desertificazione, ripristinare le terre degradate, comprese quelle colpite da desertificazione, siccità e inondazioni, e battersi per ottenere un mondo privo di degrado del suolo II.4 Attuare la gestione integrata delle risorse idriche II.6 Minimizzare le emissioni e abbattere le concentrazioni a tutti i livelli di pianificazione inquinanti in atmosfera Agenda 2030: target correlati e grado di coerenza Agenda 2030: target correlati e grado di coerenza 6.5 Implementare entro il 2030 una gestione delle risorse idriche integrata a tutti i
11.6 Entro il 2030, ridurre l’impatto ambientale negativo pro-capite delle città, livelli, anche tramite la cooperazione transfrontaliera, in modo appropriato prestando particolare attenzione alla qualità dell’aria e alla gestione dei rifiuti urbani e di altri rifiuti
13.2 Integrare le misure di cambiamento climatico nelle politiche, strategie e pianificazione nazionali 47 48 II.7 Garantire la gestione sostenibile delle foreste e combatterne III. Creare comunità e territori resilienti l’abbandono e il degrado custodire i paesaggi e i beni culturali Lo sviluppo territoriale e urbano deve essere anche culturale e civile della società, in cui le opere capace di stimolare la piena espressione del di trasformazione del territorio, infrastrutture potenziale economico, sociale ambientale e culturale ed edifici assicurino non solo elevate prestazioni Agenda 2030: target correlati e grado di coerenza delle città, riequilibrando le relazioni tra i territori ambientali e antisismiche ma anche superiori livelli
15.2 Entro il 2020, promuovere una gestione sostenibile di tutti i tipi di foreste, di cintura e interni, e invertendo le tendenze allo di qualità architettonica, da raggiungersi attraverso arrestare la deforestazione, ripristinare le foreste degradate e aumentare ovunque, in modo spopolamento. la valorizzazione dell’attività di progettazione, e significativo, la riforestazione e il rimboschimento È necessario lavorare alla costruzione di aree siano garantiti spazi pubblici e aree verdi adeguati
15.4 Entro il 2030, garantire la conservazione degli ecosistemi montuosi, incluse le urbane sostenibili ed efficienti e di comunità e e sicuri. loro biodiversità, al fine di migliorarne la capacità di produrre benefici essenziali per uno territori resilienti, capaci di prevenire e affrontare La pianificazione deve dunque integrare tutte sviluppo sostenibile adeguatamente i rischi naturali e antropici, le dimensioni della sostenibilità, che devono accessibili e connessi fisicamente, ecologicamente permeare anche le fasi di progettazione e gestione e digitalmente, in un quadro organico di progresso dei manufatti, infrastrutture, sistemi locali. Obiettivi strategici III.1 Prevenire i rischi naturali e antropici e rafforzare le capacità di resilienza di comunità e territori III.2 Assicurare elevate prestazioni ambientali di edifici, infrastrutture e spazi aperti III.3 Rigenerare le città, garantire l’accessibilità e assicurare la sostenibilità delle connessioni III.4 Garantire il ripristino e la deframmentazione degli ecosistemi e favorire le connessioni ecologiche urbano/rurali III.5 Assicurare lo sviluppo del potenziale, la gestione sostenibile e la custodia dei territori, dei paesaggi e del patrimonio culturale 49 50 gli strumenti chiave Ridurre e gestire il rischio di disastri ambientali non Un’ampia porzione del territorio nazionale (il sessanta III.1 Prevenire i rischi naturali e antropici e rafforzare le rappresentano solo dei costi bensì degli investimenti chiave per cento) ha subito gradualmente nel tempo un processo capacità di resilienza di comunità e territori per far ripartire il Paese. Al fine di attuare il progetto di cura di marginalizzazione che si è tradotto in un declino e valorizzazione del patrimonio abitativo, del territorio demografico, nel calo dell’occupazione e in una tutela del Agenda 2030: target correlati e grado di coerenza e delle aree urbane, denominato “Casa Italia”, è stata suolo non adeguata. Si tratta di centri di piccole dimensioni, istituita una struttura di missione nel bilancio dello Stato. ovvero aree distanti da centri di offerta dei servizi 11.5 Entro il 2030, ridurre in modo significativo il numero di decessi e il numero Il progetto “Casa Italia” ha lo scopo di rafforzare il sistema essenziali dell’istruzione, della salute e della mobilità, di persone colpite e diminuire in modo sostanziale le perdite economiche dirette rispetto di prevenzione del Paese, assicurando l’integrazione e la assai diversificati al loro interno e con forte potenziale di al prodotto interno lordo globale causate da calamità, comprese quelle legate all’acqua, con coerenza tra le diverse misure avviate per la salvaguardia attrazione. L’impegno per questi territori è assunto nella del patrimonio edilizio e infrastrutturale nonché per il Strategia nazionale per le Aree interne, che ha il duplice particolare riguardo alla protezione dei poveri e delle persone più vulnerabili contrasto al rischio idrogeologico. La struttura di missione obiettivo di adeguare la quantità e qualità dei servizi di 11.b Entro il 2020, aumentare considerevolmente il numero di città e insediamenti definisce una policy generale di messa in sicurezza del istruzione, salute, mobilità e di promuovere progetti di umani che adottano e attuano politiche integrate e piani tesi all’inclusione, all’efficienza delle Paese: assicura il costante monitoraggio delle informazioni sviluppo, puntando anche su filiere produttive locali. risorse, alla mitigazione e all’adattamento ai cambiamenti climatici, alla resistenza ai disastri, riguardanti la sicurezza e la qualità dell’abitare; indica le Inoltre si segnalano: Accordo di Partenariato 2014-2020 e che promuovono e attuano una gestione olistica del rischio di disastri su tutti i livelli, in linee guida relative agli interventi preventivi da realizzare (PON Legalità, PON METRO, PON Imprese e Competitività, linea con il Quadro di Sendai per la Riduzione del Rischio di Disastri 2015-2030 per la riduzione dei rischi rilevati; individua criteri per la PON Infrastrutture e Reti; POR FESR, PSR, FSC); Agenda determinazione dello stato degli edifici; promuove un più Urbana Nazionale; Strategia Nazionale per le Aree Interne;
13.1 Rafforzare in tutti i paesi la capacità di ripresa e di adattamento ai rischi legati efficace ed efficiente utilizzo delle risorse disponibili. Piano nazionale di prevenzione e contrasto al rischio al clima e ai disastri naturali Il Governo ha costituito il fondo pluriennale di 47,5 idrogeologico; Piano nazionale per la riqualificazione 13.2 Integrare le misure di cambiamento climatico nelle politiche, strategie e miliardi per opere di prevenzione e infrastrutturazione sociale e culturale delle aree urbane degradate; Sisma pianificazione nazionali del Paese che verrà utilizzato soprattutto nei settori del bonus; Linee Guida per la classificazione di rischio sismico dissesto idrogeologico, della riduzione del rischio sismico delle costruzioni; Piano Nazionale Mobilità sostenibile; III.2 Assicurare elevate prestazioni ambientali di edifici, e dell’edilizia pubblica, specialmente scolastica. Queste Piano nazionale logistica; Programma straordinario di risorse si affiancano ad altri fondi già specificamente intervento per la riqualificazione urbana e la sicurezza delle infrastrutture e spazi aperti indirizzati a contrastare il fenomeno del dissesto periferie delle Città metropolitane e dei comuni capoluogo di idrogeologico, in particolare 7,6 miliardi in base alla provincia; Piani Urbani di Mobilità Sostenibile, riferiti alle Agenda 2030: target correlati e grado di coerenza nuova programmazione 2015-2023 e ulteriori 2,2 miliardi città metropolitane e ai comuni con popolazione superiore 6.3 Migliorare entro il 2030 la qualità dell'acqua eliminando le discariche, riducendo recuperati dalla precedente programmazione. a 100.000; Rapporto Nazionale Italiano sullo sviluppo l'inquinamento e il rilascio di prodotti chimici e scorie pericolose, dimezzando la quantità di Infine, il Governo ha stanziato 7 miliardi per i territori urbano sostenibile, documento di ricerca sull’odierno acque reflue non trattate e aumentando considerevolmente il riciclaggio e il reimpiego sicuro colpiti dal sisma nel Centro Italia, che daranno il via alla stato dell’arte in Italia in materia per la Conferenza a livello globale ricostruzione degli immobili pubblici e privati e delle internazionale delle Nazioni Unite HABITAT III; Piano
6.4 Aumentare considerevolmente entro il 2030 l'efficienza nell'utilizzo dell'acqua attività produttive. In tema di prevenzione, invece, il nazionale della sicurezza stradale; Quadro Strategico in ogni settore e garantire approvvigionamenti e forniture sostenibili di acqua potabile, Governo ha promosso, su tutto territorio nazionale, misure nazionale per lo sviluppo del mercato del combustibili per incentivare i lavori di ristrutturazione dei privati alternativi nel settore dei trasporti e la realizzazione della per affrontare la carenza idrica e ridurre in modo sostanzioso il numero di persone che ne (dalle unità immobiliari ai condomini), con detrazioni relativa infrastruttura; Piano Nazionale Infrastrutturale subisce le conseguenze fiscali fino all’85% della spesa per chi aumenta la sicurezza per la Ricarica dei Veicoli alimentati ad Energia Elettrica; 9.1 Sviluppare infrastrutture di qualità, affidabili, sostenibili e resilienti – comprese antisismica. Programma Opertivo complementare del MIT. quelle regionali e transfrontaliere – per supportare lo sviluppo economico e il benessere degli individui, con particolare attenzione ad un accesso equo e conveniente per tutti
11.1 Entro il 2030, garantire a tutti l’accesso ad alloggi adeguati, sicuri e convenienti e ai servizi di base e riqualificare i quartieri poveri 11. 7 Entro il 2030, fornire accesso universale a spazi verdi e pubblici sicuri, inclusivi e accessibili, in particolare per donne, bambini, anziani e disabili 51 52 III.3 Rigenerare le città, garantire l’accessibilità e assicurare la III.5 Assicurare lo sviluppo del potenziale, sostenibilità delle connessioni la gestione sostenibile e la custodia dei territori, dei paesaggi e del patrimonio culturale Agenda 2030: target correlati e grado di coerenza Agenda 2030: target correlati e grado di coerenza
11.1 Entro il 2030, garantire a tutti l’accesso ad alloggi adeguati, sicuri e convenienti 2.3 Entro il 2030, raddoppiare la produttività agricola e il reddito dei produttori e ai servizi di base e riqualificare i quartieri poveri di cibo su piccola scala, in particolare le donne, i popoli indigeni, le famiglie di agricoltori,
11.2 Entro il 2030, garantire a tutti l’accesso a un sistema di trasporti sicuro, i pastori e i pescatori, anche attraverso un accesso sicuro ed equo a terreni, altre risorse e conveniente, accessibile e sostenibile, migliorando la sicurezza delle strade, in particolar input produttivi, conoscenze, servizi finanziari, mercati e opportunità per valore aggiunto e modo potenziando i trasporti pubblici, con particolare attenzione ai bisogni di coloro che occupazioni non agricole sono più vulnerabili, donne, bambini, persone con invalidità e anziani 2.4 Entro il 2030, garantire sistemi di produzione alimentare sostenibili e
11.7 Entro il 2030, fornire accesso universale a spazi verdi e pubblici sicuri, inclusivi implementare pratiche agricole resilienti che aumentino la produttività e la produzione, che e accessibili, in particolare per donne, bambini, anziani e disabili aiutino a proteggere gli ecosistemi, che rafforzino la capacità di adattamento ai cambiamenti climatici, a condizioni meteorologiche estreme, siccità, inondazioni e altri disastri e che migliorino progressivamente la qualità del suolo
2.5 Entro il 2020, mantenere la diversità genetica delle sementi, delle piante coltivate, degli animali da allevamento e domestici e delle specie selvatiche affini, anche III.4 Garantire il ripristino e la deframmentazione degli attraverso banche di semi e piante diversificate e opportunamente gestite a livello nazionale, regionale e internazionale; promuovere l'accesso e la giusta ed equa ripartizione dei benefici ecosistemi e favorire le connessioni ecologiche urbano/rurali derivanti dall'utilizzo delle risorse genetiche e della conoscenza tradizionale associata, come concordato a livello internazionale
6.5 Implementare entro il 2030 una gestione delle risorse idriche integrata a tutti i livelli, anche tramite la cooperazione transfrontaliera, in modo appropriato
11.3 Entro il 2030, potenziare un’urbanizzazione inclusiva e sostenibile e la capacità Agenda 2030: target correlati e grado di coerenza di pianificare e gestire in tutti i paesi un insediamento umano che sia partecipativo, integrato e sostenibile
11.7 Entro il 2030, fornire accesso universale a spazi verdi e pubblici sicuri, inclusivi
11.4 Potenziare gli sforzi per proteggere e salvaguardare il patrimonio culturale e e accessibili, in particolare per donne, bambini, anziani e disabili naturale del mondo
15.1 Entro il 2020, garantire la conservazione, il ripristino e l’utilizzo sostenibile 11.a Supportare i positivi legami economici, sociali e ambientali tra aree urbane, degli ecosistemi di acqua dolce terrestri e dell’entroterra nonché dei loro servizi, in modo periurbane e rurali rafforzando la pianificazione dello sviluppo nazionale e regionale particolare delle foreste, delle paludi, delle montagne e delle zone aride, in linea con gli obblighi derivanti dagli accordi internazionali 53 54 I. Finanziare e promuovere ricerca e innovazione PROSPERITÀ sostenibili Garantire la prosperità del Paese significa generale, promuova una razionalizzazione dell’uso Nel 2014, l’anno più recente per il quale si hanno gli strumenti chiave porre le basi per la creazione di un nuovo modello delle risorse e la valorizzazione del capitale umano. dati definitivi, la spesa per R&S intra-muros sostenuta Il Piano Industria 4.0. rappresenta un’opportunità economico, circolare, che garantisca il pieno Il progresso economico, sociale e da imprese, istituzioni pubbliche, istituzioni private per le imprese italiane che vogliono trarre vantaggio sviluppo del potenziale umano e un più efficiente e tecnologico dovrà incentrarsi su sfide quali: la non profit e università è stata di circa 22,3 miliardi. dalle innovazioni introdotte dalla quarta rivoluzione responsabile uso delle risorse. decarbonizzazione dell’economia; la promozione industriale, caratterizzata da processi totalmente Rispetto al 2013 (circa 21 miliardi) la spesa è aumenta digitalizzati e connessi. Il piano si articola in una serie A tal fine è necessario individuare un percorso della ricerca e dell’innovazione; l’affermazione in termini sia nominali (+6,2%) che reali (+5,3%). di misure ispirate al principio di neutralità tecnologica di sviluppo che minimizzi gli impatti negativi di modelli di produzione e consumo sostenibili; L’incidenza percentuale della spesa per R&S intra- e basate su interventi orizzontali a sostegno della sull’ambiente, che favorisca la chiusura dei cicli la qualificazione professionale e la sostenibilità produttività, della flessibilità e della competitività dei materiali di produzione e consumo e che, più in dell’occupazione. muros sul PIL risulta pari all’1,38%, in aumento prodotti, con l’obiettivo di migliorare la qualità della rispetto al 2012 (1,31%). Rispetto al 2013, la spesa produzione e di ridurne i tempi grazie allo sviluppo di per R&S è aumentata in tutti i settori. Al 31 dicembre tecnologie innovative. Le misure contenute nel piano 2016, il numero delle start up innovative in Italia era includono: incentivi fiscali agli investimenti privati su tecnologie e beni I4.0 e la spesa privata in Ricerca, 6.745, con un incremento del 31 per cento rispetto Sviluppo e Innovazione; misure che rafforzano la finanza Scelte strategiche al 2015 e del 112 per cento in due anni. Il 75% delle a supporto di I4.0, venture capital e start-up. Un altro start up innovative opera nel settore dei servizi, con obiettivo del piano è promuovere la cultura I4.0 tra gli I.Finanziare e promuovere ricerca e innovazione sostenibili una predominanza di quelle attive nel settore della studenti, creando competenze e stimolando la ricerca attraverso il piano Scuola Digitale e l’Alternanza Scuola- II. Garantire piena occupazione e formazione di qualità R&S. I tassi di crescita degli investimenti realizzati Lavoro, l’istituzione di specifici percorsi universitari, III. Affermare modelli sostenibili di produzione e consumo da start up innovative sono significativamente più dottorati di ricerca sul tema e di Istituti Tecnici Superiori IV. Decarbonizzare l’economia dedicati, il potenziamento dei cluster tecnologici e la alti rispetto alle altre imprese di nuova costituzione. nascita di Competence Center nazionali e di Digital Anche il numero delle PMI innovative è aumentato Innovation Hub. Inoltre si segnalano: Accordo di in modo considerevole. Si rende tuttavia necessario Partenariato 2014-2020 (PON Imprese e Competitività, favorire ulteriormente la ricerca, l’innovazione PON Ricerca e Innovazione, PON Governance, PON Legalità, PON METRO, PON SPAO, PON Istruzione, e il trasferimento tecnologico, anche attraverso POR FESR, POR FSE, PSR, PON Pesca, FSC); Strategia Agenda 2030: goal correlati l’attivazione di network tra mondo della ricerca e Nazionale di Specializzazione Intelligente; Piano imprese, nonché potenziare l’accesso alle tecnologie Nazionale per la ricerca; Strategia italiana per la Banda Ultralarga; Strategia per la crescita digitale;; Piano dell’informazione e della comunicazione, per creare nazionale per la ricerca sanitaria; Strategia per la le condizioni per lo sviluppo dell’economia digitale. bioeconomia; Piano strategico per l’innovazione e ricerca Obiettivi strategici nel settore agricolo, alimentare e forestale. I.1 Aumentare gli investimenti in ricerca e sviluppo I.2 Attuare l’agenda digitale e potenziare la diffusione delle reti intelligenti I.3 Innovare processi e prodotti e promuovere il trasferimento tecnologico 55 56 I.1 Aumentare gli investimenti in ricerca e sviluppo I.2 Attuare l’agenda digitale e potenziare la diffusione delle reti intelligenti Agenda 2030: target correlati e grado di coerenza Agenda 2030: target correlati e grado di coerenza
8.2 Raggiungere standard più alti di produttività economica attraverso la diversificazione, il progresso tecnologico e l’innovazione, anche con particolare attenzione 4.4 Aumentare considerevolmente entro il 2030 il numero di giovani e adulti con all’alto valore aggiunto e ai settori ad elevata intensità di lavoro competenze specifiche - anche tecniche e professionali - per l’occupazione, posti di lavoro
8.3 Promuovere politiche orientate allo sviluppo, che supportino le attività dignitosi e per l’imprenditoria produttive, la creazione di posti di lavoro dignitosi, l’imprenditoria, la creatività e 9.3 Incrementare l'accesso delle piccole imprese industriali e non, in particolare nei l’innovazione, e che incoraggino la formalizzazione e la crescita delle piccole-medie imprese, paesi in via di sviluppo, ai servizi finanziari, compresi i prestiti a prezzi convenienti, e la loro anche attraverso l’accesso a servizi finanziari integrazione nell'indotto e nei mercati
9.2 Promuovere un'industrializzazione inclusiva e sostenibile e aumentare 9.c Aumentare in modo significativo l’accesso alle tecnologie di informazione e significativamente, entro il 2030, le quote di occupazione nell'industria e il prodotto comunicazione e impegnarsi per fornire ai paesi meno sviluppati un accesso a Internet interno lordo, in linea con il contesto nazionale, e raddoppiare questa quota nei paesi meno universale ed economico entro il 2020 sviluppati
9.4 Migliorare entro il 2030 le infrastrutture e riconfigurare in modo sostenibile le industrie, aumentando l'efficienza nell'utilizzo delle risorse e adottando tecnologie e processi industriali più puliti e sani per l'ambiente, facendo sì che tutti gli stati si mettano in azione nel rispetto delle loro rispettive capacità
9.5 Aumentare la ricerca scientifica, migliorare le capacità tecnologiche del settore industriale in tutti gli stati – in particolare in quelli in via di sviluppo – nonché incoraggiare le innovazioni e incrementare considerevolmente, entro il 2030, il numero di impiegati per I.3 Innovare processi e prodotti e promuovere ogni milione di persone nel settore della ricerca e dello sviluppo e la spesa per la ricerca – sia il trasferimento tecnologico pubblica che privata – e per lo sviluppo Agenda 2030: target correlati e grado di coerenza
9.5 Aumentare la ricerca scientifica, migliorare le capacità tecnologiche del settore industriale in tutti gli stati – in particolare in quelli in via di sviluppo – nonché incoraggiare le innovazioni e incrementare considerevolmente, entro il 2030, il numero di impiegati per ogni milione di persone nel settore della ricerca e dello sviluppo e la spesa per la ricerca – sia pubblica che privata – e per lo sviluppo 57 58 II. Garantire piena occupazione gli strumenti chiave Il Governo ha messo in campo una molteplicità di del Paese, attraverso la destinazione di 2,4 miliardi per e formazione di qualità strumenti per il sostegno al finanziamento delle piccole il triennio 2015-2017 (4,7 miliardi per l’intero periodo e medie imprese (PMI), delle startup e dell’innovazione 2015-2020) in settori considerati strategici per il sistema Nel 2016 la riforma del mercato del lavoro ha giovane hanno comportato la riduzione del tasso tecnologica ed, inoltre, per incentivare la crescita della ricerca italiana. Anche nel Piano Industria 4.0. manifestato i suoi effetti positivi: l’occupazione è in di disoccupazione dal 42,7% nel 2014 al 37,8% nel dimensionale delle aziende italiane. Sono stati introdotti sono contenute misure per università e ricerca. Le risorse crescita e la qualità del lavoro è migliorata. 2016. Particolare attenzione deve essere dedicata nuovi strumenti per semplificare l’accesso al credito, verranno reperite attraverso l’incremento del credito promuovere gli investimenti produttivi e l’innovazione, d’imposta per R&S. La riforma del mercato del lavoro è stata all’emersione del lavoro sommerso che, secondo incoraggiare la capitalizzazione e la quotazione in borsa. Nel piano inoltre è prevista l’istituzione di una Cabina di accompagnata da quella della scuola, che costituisce gli ultimi dati disponibili, nel 2014 riguardava 3,6 Essi comprendono i mini-bond, i credit-funds, l’equity Regia dell’industria 4.0 e centri di eccellenza nazionali il prerequisito per la formazione delle competenze milioni di persone, in particolare nel Mezzogiorno. crowdfunding e la quotazione in borsa. scelti tra centri di ricerca e università. Inoltre si necessarie ad intercettare il cambiamento tecnologico Si deve proseguire, nel rispetto dei vincoli di finanza Il Fondo centrale di Garanzia per le PMI svolgerà poi un segnalano le seguenti iniziative Accordo di Partenariato ruolo rilevante e si prevede di rafforzarlo con interventi 2014-2020 (PON Imprese e Competitività, PON e produttivo. In questa fase è essenziale, inoltre, pubblica, nell’azione di riforma del mercato del lavoro, correttivi, migliorativi e integrativi. Almeno il 20 per Cultura, PON Legalità, PON SPAO, PON Occupazione introdurre interventi mirati sui redditi familiari più continuando l’opera di stabilizzazione dei rapporti di cento delle risorse del Fondo dovrà essere destinato alle Giovani; PON Inclusione, PON Istruzione, POR FESR, bassi, sulla parte di popolazione che è ancora esclusa lavoro avviata con il Jobs Act e le misure destinate a imprese e agli investimenti localizzati nelle regioni del POR FSE, PSR, PON Pesca, FSC); Piano d’Azione per dal mercato del lavoro o sulla quale gravano carichi promuovere l’assunzione a tempo indeterminato, in Mezzogiorno. Il Piano Nazionale di Ricerca (PNR) 2015- l’occupabilità dei Giovani; Piano triennale di sviluppo del 2020, varato a maggio 2016, è finalizzato a incentivare sistema universitario; Strategia Energetica Nazionale; assistenziali e familiari che impediscono una serena particolare dei giovani. la competitività industriale e a promuovere lo sviluppo Programmi di Sviluppo Rurale. conciliazione dei tempi di vita e di lavoro. Nel 2016 il È inoltre prioritario migliorare il sistema della tasso di occupazione dei 20-64enni è tornato ai livelli formazione permanente per la riqualificazione delle del 2009 (61,6%). competenze dei lavoratori a rischio di esclusione Obiettivi strategici Il tasso di disoccupazione scende costantemente sociale e lavorativa, nonché proseguire nella dal 2014, pur essendo ancora distante dai livelli sperimentazione di misure per la riduzione dei tempi II.1 Garantire accessibilità, qualità e continuità della formazione del 2009 (7,7%) e ha raggiunto nel 2016 l’11,7%. di ricollocazione dei disoccupati beneficiari di forme II.2 Incrementare l’occupazione sostenibile e di qualità Le politiche dirette alle fasce di popolazione più di sostegno del reddito. 59 60 II.1 Garantire accessibilità, qualità e continuità della formazione II.2 Incrementare l’occupazione sostenibile e di qualità Agenda 2030: target correlati e grado di coerenza Agenda 2030: target correlati e grado di coerenza
4.3 Garantire entro il 2030 ad ogni donna e uomo un accesso equo ad un’istruzione 5.1 Porre fine, ovunque, a ogni forma di discriminazione nei confronti di donne e tecnica, professionale e terziaria - anche universitaria - che sia economicamente vantaggiosa ragazze e di qualità 5.5 Garantire piena ed effettiva partecipazione femminile e pari opportunità di
4.4 Aumentare considerevolmente entro il 2030 il numero di giovani e adulti con leadership ad ogni livello decisionale in ambito politico, economico e della vita pubblica competenze specifiche - anche tecniche e professionali - per l’occupazione, posti di lavoro 8.2 Raggiungere standard più alti di produttività economica attraverso la dignitosi e per l’imprenditoria diversificazione, il progresso tecnologico e l’innovazione, anche con particolare attenzione
4.5 Eliminare entro il 2030 le disparità di genere nell'istruzione e garantire un accesso all’alto valore aggiunto e ai settori ad elevata intensità di lavoro equo a tutti i livelli di istruzione e formazione professionale delle categorie protette, tra cui le 8.3 Promuovere politiche orientate allo sviluppo, che supportino le attività persone con disabilità, le popolazioni indigene ed i bambini in situazioni di vulnerabilità produttive, la creazione di posti di lavoro dignitosi, l’imprenditoria, la creatività e
4.6 Garantire entro il 2030 che tutti i giovani e gran parte degli adulti, sia uomini l’innovazione, e che incoraggino la formalizzazione e la crescita delle piccole-medie imprese, che donne, abbiano un livello di alfabetizzazione e capacità di calcolo anche attraverso l’accesso a servizi finanziari
4.7 Garantire entro il 2030 che tutti i discenti acquisiscano la conoscenza e le 8.5 Garantire entro il 2030 un’occupazione piena e produttiva e un lavoro dignitoso competenze necessarie a promuovere lo sviluppo sostenibile, anche tramite un'educazione per donne e uomini, compresi i giovani e le persone con disabilità, e un’equa remunerazione volta ad uno sviluppo e uno stile di vita sostenibile, ai diritti umani, alla parità di genere, alla per lavori di equo valore promozione di una cultura pacifica e non violenta, alla cittadinanza globale e alla valorizzazione 8.6 Ridurre entro il 2030 la quota di giovani disoccupati e al di fuori di ogni ciclo di delle diversità culturali e del contributo della cultura allo sviluppo sostenibile studio o formazione 5.1 Porre fine, ovunque, a ogni forma di discriminazione nei confronti di donne e ragazze
8.6 Ridurre entro il 2030 la quota di giovani disoccupati e al di fuori di ogni ciclo di studio o formazione 61 62 III. Affermare modelli sostenibili di produzione III.1 Dematerializzare l’economia, migliorando l’efficienza e consumo dell’uso delle risorse e promuovendo meccanismi L’affermazione di modelli di produzione e consumo di economia circolare gli strumenti chiave sostenibili è da considerarsi cruciale per l’intero Con il Piano strategico del Turismo 2017-2022, approvato sistema di attuazione della Strategia Nazionale. Si a febbraio 2017, il Governo ha impostato le linee guida tratta, infatti, di un tema che ha valenza non solo che delineano lo sviluppo del settore nei prossimi sei anni. Il Piano prevede misure per favorire l’innovazione ambientale (efficienza delle risorse, eliminazione tecnologica e organizzativa, la valorizzazione delle Agenda 2030: target correlati e grado di coerenza degli impatti ambientali incompatibili con le capacità competenze, la qualità dei servizi turistici, oltre ad un auto-rigenerative dei sistemi naturali, chiusura dei utilizzo sostenibile e durevole del patrimonio ambientale 6.4 Aumentare considerevolmente entro il 2030 l'efficienza nell'utilizzo dell'acqua in ogni cicli materiali di produzione e consumo, eliminazione e culturale. I principali strumenti per l’attuazione della settore e garantire approvvigionamenti e forniture sostenibili di acqua potabile, per affrontare la scelta in oggetto sono i seguenti: Accordo di Partenariato carenza idrica e ridurre in modo sostanzioso il numero di persone che ne subisce le conseguenze degli sprechi e riduzione dei rifiuti), ma pone le basi 2014-2020 (PON Imprese e Competitività, PON Cultura, per rafforzare l’integrazione tra i tre pilastri dello 6.5 Implementare entro il 2030 una gestione delle risorse idriche integrata a tutti i livelli, PON Legalità, PON Inclusione, POR FESR, PSR, PSRN, POR FSE, PON Pesca, FSC); Piano d'Azione nazionale per anche tramite la cooperazione transfrontaliera, in modo appropriato sviluppo sostenibile, favorendo concretamente la sostenibilità ambientale dei consumi della PA; Piano 8.1 Sostenere la crescita economica pro capite in conformità alle condizioni nazionali, modelli operativi di economia circolare. Attraverso nazionale per la produzione e consumo sostenibile; Piano e in particolare una crescita annua almeno del 7% del prodotto interno lordo nei paesi in via la realizzazione di nuovi modelli di produzione, Strategico per l’Innovazione e la Ricerca nel Settore di sviluppo distribuzione e consumo orientati alla sostenibilità Agricolo-Alimentare e Forestale; Piano Strategico di 8.4 Migliorare progressivamente, entro il 2030, l’efficienza globale nel consumo e nella nei settori di rilievo dell’economia si mira, infatti, sviluppo del turismo in Italia; Piano nazionale della produzione di risorse e tentare di scollegare la crescita economica dalla degradazione ambientale, a stabilire nuove relazioni tra i soggetti economici pesca e dell’acquacultura; Piano per la promozione del Made in Italy; Art Bonus; Finanza per la crescita; conformemente al Quadro decennale di programmi relativi alla produzione e al consumo basate sui principi di coesione e responsabilità Piano Manifattura Italia; Strategia per la bioeconomia; sostenibile, con i paesi più sviluppati in prima linea sociale, di accesso equo alle risorse, di rispetto della Strategia Energetica Nazionale; Programmi di Sviluppo 9.2 Promuovere un'industrializzazione inclusiva e sostenibile e aumentare dignità del lavoro e di inclusione sociale. Rurale; Catalogo Sussidi con Impatto Ambientale. significativamente, entro il 2030, le quote di occupazione nell'industria e il prodotto interno lordo, in linea con il contesto nazionale, e raddoppiare questa quota nei paesi meno sviluppati Obiettivi strategici 12.1 Attuare il Quadro Decennale di Programmi per il Consumo e la Produzione III.1 Dematerializzare l’economia, migliorando l’efficienza dell’uso delle risorse Sostenibili, rendendo partecipi tutti i paesi, con i paesi sviluppati alla guida, ma tenendo presenti e promuovendo meccanismi di economia circolare anche lo sviluppo e le capacità dei paesi in via di sviluppo III.2 Promuovere la fiscalità ambientale 12.2 Entro il 2030, raggiungere la gestione sostenibile e l’utilizzo efficiente delle risorse III.3 Assicurare un equo accesso alle risorse finanziarie naturali
14.1 Entro il 2025, prevenire e ridurre in modo significativo ogni forma di inquinamento III.4 Promuovere responsabilità sociale e ambientale nelle imprese e nelle amministrazioni marino, in particolar modo quello derivante da attività esercitate sulla terraferma, compreso III.5 Abbattere la produzione di rifiuti e promuovere il mercato delle materie prime seconde l’inquinamento dei detriti marini e delle sostanze nutritive III.6 Promuovere la domanda e accrescere l’offerta di turismo sostenibile III.7 Garantire la sostenibilità di agricoltura e silvicoltura lungo l’intera filiera III.8 Garantire la sostenibilità di acquacoltura e pesca lungo l’intera filiera III.9 Promuovere le eccellenze italiane 63 64 III.2 Promuovere la fiscalità ambientale III.3 Assicurare un equo accesso alle risorse finanziarie Agenda 2030: target correlati e grado di coerenza Agenda 2030: target correlati e grado di coerenza
8.5 Garantire entro il 2030 un’occupazione piena e produttiva e un lavoro dignitoso 2.3 Entro il 2030, raddoppiare la produttività agricola e il reddito dei produttori per donne e uomini, compresi i giovani e le persone con disabilità, e un’equa remunerazione di cibo su piccola scala, in particolare le donne, i popoli indigeni, le famiglie di agricoltori, per lavori di equo valore i pastori e i pescatori, anche attraverso un accesso sicuro ed equo a terreni, altre risorse e
10.4 Adottare politiche, in particolare fiscali, salariali e di protezione sociale, per input produttivi, conoscenze, servizi finanziari, mercati e opportunità per valore aggiunto e raggiungere progressivamente una maggior uguaglianza occupazioni non agricole 12.c Razionalizzare i sussidi inefficienti per i combustibili fossili che incoraggiano 5.a Avviare riforme per dare alle donne uguali diritti di accesso alle risorse lo spreco eliminando le distorsioni del mercato in conformità alle circostanze nazionali, economiche così come alla titolarità e al controllo della terra e altre forme di proprietà, ai anche ristrutturando i sistemi di tassazione ed eliminando progressivamente quei sussidi servizi finanziari, eredità e risorse naturali, in conformità con le leggi nazionali dannosi, ove esistenti, in modo da riflettere il loro impatto ambientale, tenendo bene in 5.c Adottare e intensificare una politica sana ed una legislazione applicabile per la considerazione i bisogni specifici e le condizioni dei paesi in via di sviluppo e riducendo promozione della parità di genere e l'emancipazione di tutte le donne e bambine, a tutti i al minimo i possibili effetti negativi sul loro sviluppo, in modo da proteggere i poveri e le livelli comunità più colpite 8.10 Rafforzare la capacità degli istituti finanziari interni per incoraggiare e aumentare l’utilizzo di servizi bancari, assicurativi e finanziari per tutti
9.3 Incrementare l'accesso delle piccole imprese industriali e non, in particolare nei paesi in via di sviluppo, ai servizi finanziari, compresi i prestiti a prezzi convenienti, e la loro integrazione nell'indotto e nei mercati 65 66 III.4 Promuovere responsabilità sociale e ambientale nelle III.6 Promuovere la domanda e accrescere l’offerta imprese e nelle amministrazioni di turismo sostenibile Agenda 2030: target correlati e grado di coerenza Agenda 2030: target correlati e grado di coerenza
12.6 Incoraggiare le imprese, in particolare le grandi aziende multinazionali, 8.9 Concepire e implementare entro il 2030 politiche per favorire un turismo ad adottare pratiche sostenibili e ad integrare le informazioni sulla sostenibilità nei loro sostenibile che crei lavoro e promuova la cultura e i prodotti locali resoconti annuali 11.4 Potenziare gli sforzi per proteggere e salvaguardare il patrimonio culturale e
12.7 Promuovere pratiche sostenibili in materia di appalti pubblici, in conformità naturale del mondo alle politiche e priorità nazionali 12.b Sviluppare e implementare strumenti per monitorare gli impatti dello sviluppo sostenibile per il turismo sostenibile, che crea posti di lavoro e promuove la cultura e i prodotti locali
15.9 Entro il 2020, integrare i principi di ecosistema e biodiversità nei progetti nazionali e locali, nei processi di sviluppo e nelle strategie e nei resoconti per la riduzione della povertà III.5 Abbattere la produzione di rifiuti e promuovere il mercato delle materie prime seconde Agenda 2030: target correlati e grado di coerenza
11.6 Entro il 2030, ridurre l’impatto ambientale negativo pro-capite delle città, prestando particolare attenzione alla qualità dell’aria e alla gestione dei rifiuti urbani e di altri rifiuti
12.5 Entro il 2030, ridurre in modo sostanziale la produzione di rifiuti attraverso la prevenzione, la riduzione, il riciclo e il riutilizzo
14.1 Entro il 2025, prevenire e ridurre in modo significativo ogni forma di inquinamento marino, in particolar modo quello derivante da attività esercitate sulla terraferma, compreso l’inquinamento dei detriti marini e delle sostanze nutritive 67 68 III.7 Garantire la sostenibilità di agricoltura e silvicoltura III.8 Garantire la sostenibilità di acquacoltura e pesca lungo l’intera filiera lungo l’intera filiera Agenda 2030: target correlati e grado di coerenza Agenda 2030: target correlati e grado di coerenza
2.3 Entro il 2030, raddoppiare la produttività agricola e il reddito dei produttori di 2.3 Entro il 2030, raddoppiare la produttività agricola e il reddito dei produttori cibo su piccola scala, in particolare le donne, i popoli indigeni, le famiglie di agricoltori, di cibo su piccola scala, in particolare le donne, i popoli indigeni, le famiglie di agricoltori, i pastori e i pescatori, anche attraverso un accesso sicuro ed equo a terreni, altre risorse e i pastori e i pescatori, anche attraverso un accesso sicuro ed equo a terreni, altre risorse e input produttivi, conoscenze, servizi finanziari, mercati e opportunità per valore aggiunto input produttivi, conoscenze, servizi finanziari, mercati e opportunità per valore aggiunto e e occupazioni non agricole occupazioni non agricole
2.4 Entro il 2030, garantire sistemi di produzione alimentare sostenibili e 14.1 Entro il 2025, prevenire e ridurre in modo significativo ogni forma di implementare pratiche agricole resilienti che aumentino la produttività e la produzione, inquinamento marino, in particolar modo quello derivante da attività esercitate sulla che aiutino a proteggere gli ecosistemi, che rafforzino la capacità di adattamento ai terraferma, compreso l’inquinamento dei detriti marini e delle sostanze nutritive cambiamenti climatici, a condizioni meteorologiche estreme, siccità, inondazioni e altri 14.4 Entro il 2020, regolare in modo efficace la pesca e porre termine alla pesca disastri e che migliorino progressivamente la qualità del suolo eccessiva, illegale, non dichiarata e non regolamentata e ai metodi di pesca distruttivi.
2.5 Entro il 2020, mantenere la diversità genetica delle sementi, delle piante Implementare piani di gestione su base scientifica, così da ripristinare nel minor tempo coltivate, degli animali da allevamento e domestici e delle specie selvatiche affini, anche possibile le riserve ittiche, riportandole almeno a livelli che producano il massimo attraverso banche di semi e piante diversificate e opportunamente gestite a livello rendimento sostenibile, come determinato dalle loro caratteristiche biologiche nazionale, regionale e internazionale; promuovere l'accesso e la giusta ed equa ripartizione 14.b Fornire l’accesso ai piccoli pescatori artigianali alle risorse e ai mercati marini dei benefici derivanti dall'utilizzo delle risorse genetiche e della conoscenza tradizionale associata, come concordato a livello internazionale 2.a Aumentare gli investimenti, anche attraverso il miglioramento della cooperazione internazionale, in infrastrutture rurali, ricerca agricola e formazione, sviluppo tecnologico e le banche di geni vegetali e animali, al fine di migliorare la capacità produttiva agricola nei paesi in via di sviluppo, in particolare i paesi meno sviluppati
12.3 Entro il 2030, dimezzare lo spreco alimentare globale pro-capite a livello di vendita al dettaglio e dei consumatori e ridurre le perdite di cibo durante le catene di produzione e di fornitura, comprese le perdite del post-raccolto
12.4 Entro il 2020, raggiungere la gestione eco-compatibile di sostanze chimiche III.9 Promuovere le eccellenze italiane e di tutti i rifiuti durante il loro intero ciclo di vita, in conformità ai quadri internazionali concordati, e ridurre sensibilmente il loro rilascio in aria, acqua e suolo per minimizzare il Agenda 2030: target correlati e grado di coerenza loro impatto negativo sulla salute umana e sull’ambiente
8.9 Concepire e implementare entro il 2030 politiche per favorire un turismo sostenibile che crei lavoro e promuova la cultura e i prodotti locali 69 70 IV. Decarbonizzare l'economia IV.1 Incrementare l'efficienza energetica e la produzione di energia da fonte rinnovabile evitando o riducendo gli impatti sui L’Accordo di Parigi prevede, quale obiettivo di lungo termine, il contenimento dell’aumento della Package; iii) definire le priorità di azione ed indirizzare le scelte di allocazione delle risorse nazionali; iv) gestire beni culturali e il paesaggio il ruolo chiave del settore energetico come abilitatore temperatura al di sotto dei 2°C rispetto ai livelli pre della crescita sostenibile del Paese. La strategia per industriali. I Paesi che hanno sottoscritto l’Accordo il perseguimento del target nazionale di energia dovranno attuare politiche di decarbonizzazione in rinnovabile è contenuta all’interno del Piano di Azione Agenda 2030: target correlati e grado di coerenza tutti i settori dell’economia. Per l’Italia è, dunque, Nazionale (PAN), in cui vengono descritti gli obiettivi e le principali azioni intraprese per coprire con energia 7.1 Garantire entro il 2030 accesso a servizi energetici che siano convenienti, affidabili necessario intraprendere un percorso “di sistema” a prodotta da fonti rinnovabili il 17 per cento dei consumi e moderni sostegno della transizione verso un’economia a basse lordi nazionali. In Italia, negli ultimi anni si è assistito a
7.2 Aumentare considerevolmente entro il 2030 la quota di energie rinnovabili nel emissioni di carbonio, coerente con gli obiettivi una rapida crescita della produzione di energia da fonti rinnovabili, anche a seguito delle politiche di incentivi consumo totale di energia definiti nell’ambito delle Nazioni Unite e dell’Unione intraprese. Inoltre si segnalano: Accordo di Partenariato 7.3 Raddoppiare entro il 2030 il tasso globale di miglioramento dell’efficienza Europea. Questo percorso dovrà assicurare servizi, 2014-2020 (PON Imprese e Competitività, PON METRO, energetica infrastrutture e tecnologie sostenibili ed efficienti PON Infrastrutture e Reti, POR FESR, PSR, PON Pesca, 9.2 Promuovere un'industrializzazione inclusiva e sostenibile e aumentare sull’intero territorio nazionale, promuovendo la FSC); Strategia nazionale per l’Adattamento Climatico; significativamente, entro il 2030, le quote di occupazione nell'industria e il prodotto interno competitività del sistema economico nazionale e Strategia Energetica Nazionale; Piano Generale dei Trasporti e della Logistica; Piano d’Azione Nazionale per lordo, in linea con il contesto nazionale, e raddoppiare questa quota nei paesi meno sviluppati l'incremento dell'occupazione. Anche del punto di 9.4 Migliorare entro il 2030 le infrastrutture e riconfigurare in modo sostenibile le la Riduzione dei Gas Serra; Piano d’Azione Nazionale vista della Difesa, l’Italia ha già avviato il percorso per le Energie Rinnovabili; Piano d’Azione Nazionale per industrie, aumentando l'efficienza nell'utilizzo delle risorse e adottando tecnologie e processi che porterà alla definizione di una propria strategia l'Efficienza Energetica; Programma di riqualificazione industriali più puliti e sani per l'ambiente, facendo sì che tutti gli stati si mettano in azione nel energetica (Strategia Energetica della Difesa). energetica degli edifici della Pubblica Amministrazione rispetto delle loro rispettive capacità centrali; Piano nazionale della sicurezza stradale; 12.c Razionalizzare i sussidi inefficienti per i combustibili fossili che incoraggiano lo gli strumenti chiave Quadro Strategico nazionale per lo sviluppo del Uno dei principali strumenti di attuazione per questa mercato dei combustibili alternativi nel settore dei spreco eliminando le distorsioni del mercato in conformità alle circostanze nazionali, anche scelta è la nuova Strategia Energetica Nazionale (SEN), trasporti e la realizzazione della relativa infrastruttura; ristrutturando i sistemi di tassazione ed eliminando progressivamente quei sussidi dannosi, in corso di definizione. La SEN si basa sui seguenti Piano nazionale degli Aeroporti; Piano strategico ove esistenti, in modo da riflettere il loro impatto ambientale, tenendo bene in considerazione obiettivi: i) ridurre il differenziale dei prezzi dei prodotti nazionale della mobilità sostenibile; Programma i bisogni specifici e le condizioni dei paesi in via di sviluppo e riducendo al minimo i possibili energetici rispetto agli altri Paesi europei; ii) individuare Operativo Complementare del MIT; Piano Nazionale effetti negativi sul loro sviluppo, in modo da proteggere i poveri e le comunità più colpite le principali scelte strategiche in campo energetico, anche Infrastrutturale per la Ricarica dei Veicoli alimentati tenendo conto dei nuovi obiettivi europei del Clean Energy ad Energia Elettrica; Piano d'azione nazionale per incrementare gli edifici ad energia quasi zero. Obiettivi strategici IV.1 Incrementare l'efficienza energetica e la produzione di energia da fonte rinnovabile evitando o riducendo gli impatti sui beni culturali e il paesaggio IV.2 Aumentare la mobilità sostenibile di persone e merci IV.3 Abbattere le emissioni climalteranti nei settori non-ETS 71 72 IV.2 Aumentare la mobilità sostenibile di persone e merci IV.3 Abbattere le emissioni climalteranti nei settori non-ETS Agenda 2030: target correlati e grado di coerenza Agenda 2030: target correlati e grado di coerenza
7.3 Raddoppiare entro il 2030 il tasso globale di miglioramento dell’efficienza 2.4 Entro il 2030, garantire sistemi di produzione alimentare sostenibili e energetica implementare pratiche agricole resilienti che aumentino la produttività e la produzione, che
9.1 Sviluppare infrastrutture di qualità, affidabili, sostenibili e resilienti – comprese aiutino a proteggere gli ecosistemi, che rafforzino la capacità di adattamento ai cambiamenti quelle regionali e transfrontaliere – per supportare lo sviluppo economico e il benessere climatici, a condizioni meteorologiche estreme, siccità, inondazioni e altri disastri e che degli individui, con particolare attenzione ad un accesso equo e conveniente per tutti migliorino progressivamente la qualità del suolo
11.2 Entro il 2030, garantire a tutti l’accesso a un sistema di trasporti sicuro, 11.6 Entro il 2030, ridurre l’impatto ambientale negativo pro-capite delle città, conveniente, accessibile e sostenibile, migliorando la sicurezza delle strade, in particolar prestando particolare attenzione alla qualità dell’aria e alla gestione dei rifiuti urbani e di modo potenziando i trasporti pubblici, con particolare attenzione ai bisogni di coloro che altri rifiuti sono più vulnerabili, donne, bambini, persone con invalidità e anziani 13.2 Integrare le misure di cambiamento climatico nelle politiche, strategie e
14.1 Entro il 2025, prevenire e ridurre in modo significativo ogni forma di pianificazione nazionali inquinamento marino, in particolar modo quello derivante da attività esercitate sulla terraferma, compreso l’inquinamento dei detriti marini e delle sostanze nutritive 73 74 I. Promuovere una società non violenta e inclusiva PACE gli strumenti chiave L’area “Pace”, strettamente connessa rispetto alla realizzazione di politiche finalizzate Il quadro che emerge dall’analisi della violenza all’attuazione di politiche di protezione sociale all’inclusione dei migranti e richiedenti asilo, Il Piano straordinario d'azione contro la violenza sessuale fisica, sessuale e psicologica su donne e bambini e contrasto alla povertà delineate nell’ambito che promuovano il rispetto della diversità e la e di genere previsto dalla legge contro il femminicidio mostra come il fenomeno sia gravemente diffuso, con mette a punto un sistema di governance multilivello per dell’area “Persone”, fa riferimento alla necessità di lotta alle discriminazioni. A ciò si accompagna il persistere di episodi di femminicidio. il contrasto di questi fenomeni e il supporto alle vittime. promuovere società pacifiche, giuste e inclusive. la realizzazione di misure per il contrasto dei Il Governo ha, inoltre, predisposto il Piano nazionale Inoltre, i flussi migratori in atto determinano Le principali sfide da affrontare riflettono fenomeni di criminalità organizzata, corruzione e per l'integrazione, che si articola in diversi punti: cambiamenti e questioni globali, in particolare violenza in tutte le sue forme. l’emergere di nuove istanze sociali, legate alla l’inserimento socio-lavorativo, l’assistenza sanitaria, la necessità, da un lato, di monitorare i casi di violenze formazione linguistica, il ricongiungimento familiare, perpetrate verso e nelle comunità di migranti, l’istruzione e il riconoscimento dei titoli di studio. Inoltre si dall’altro, di porre in essere adeguate politiche di segnalano i seguenti strumenti di attuazione: Accordo di Partenariato 2014-2020 (PON Inclusione, PON METRO, integrazione e accoglienza tese a garantire i diritti PON Istruzione, PON SPAO, POR FSE); PN FAMI; Piano sociali dei migranti e richiedenti asilo, con particolare d’azione nazionale contro la violenza sessuale e di genere; attenzione ai minori non accompagnati. Piano nazionale d’azione contro la tratta e il grave sfruttamento degli esseri umani; Strategia nazionale Scelte strategiche d’inclusione dei Rom, Sinti e Caminanti. I. Promuovere una società non violenta e inclusiva II. Eliminare ogni forma di discriminazione III. Assicurare legalità e giustizia Agenda 2030: goal correlati Obiettivi strategici I.1 Prevenire la violenza su donne e bambini e assicurare adeguata assistenza alle vittime I.2 Garantire l’accoglienza e l’inclusione di migranti richiedenti asilo e l’integrazione delle minoranze etniche e religiose 75 76 I.1 Prevenire la violenza su donne e bambini e assicurare I.2 Garantire l’accoglienza di migranti e richiedenti asilo e adeguata assistenza alle vittime l’inclusione delle minoranze etniche e religiose Agenda 2030: target correlati Agenda 2030: target correlati
5.2 Eliminare ogni forma di violenza nei confronti di donne e bambine, sia nella 5.1 Porre fine, ovunque, a ogni forma di discriminazione nei confronti di donne e sfera privata che in quella pubblica, compreso il traffico di donne e lo sfruttamento sessuale ragazze e di ogni altro tipo 5.2 Eliminare ogni forma di violenza nei confronti di donne e bambine, sia nella
5.3 Eliminare ogni pratica abusiva come il matrimonio combinato, il fenomeno delle sfera privata che in quella pubblica, compreso il traffico di donne e lo sfruttamento sessuale spose bambine e le mutilazioni genitali femminili e di ogni altro tipo 5.c Adottare e intensificare una politica sana ed una legislazione applicabile per la 5.c Adottare e intensificare una politica sana ed una legislazione applicabile per la promozione della parità di genere e l'emancipazione di tutte le donne e bambine, a tutti i promozione della parità di genere e l'emancipazione di tutte le donne e bambine, a tutti i livelli livelli
16.1 Ridurre ovunque e in maniera significativa tutte le forme di violenza e il tasso 10.2 Entro il 2030, potenziare e promuovere l’inclusione sociale, economica e di mortalità ad esse correlato politica di tutti, a prescindere da età, sesso, disabilità, razza, etnia, origine, religione, stato
16.2 Porre fine all’abuso, allo sfruttamento, al traffico di bambini e a tutte le forme di economico o altro violenza e tortura nei loro confronti 10.3 Assicurare pari opportunità e ridurre le disuguaglianze nei risultati, anche eliminando leggi, politiche e pratiche discriminatorie e promuovendo legislazioni, politiche e azioni appropriate a tale proposito
16.9 Entro il 2030, fornire identità giuridica per tutti, inclusa la registrazione delle nascite 77 78 II. Eliminare ogni forma di discriminazione II.1 Eliminare ogni forma di sfruttamento del lavoro e garantire i diritti dei lavoratori Gli elevati tassi di sfruttamento del lavoro, il lavoro gli strumenti chiave nero e il caporalato in agricoltura sono fenomeni che Si segnalano i seguenti strumenti chiave per l’attuazione: ancora caratterizzano alcuni settori dell’economia Accordo di Partenariato 2014-2020 (PON Inclusione, PON italiana. Le specifiche campagne ispettive e le iniziative Istruzione, PON SPAO, PON METRO, POR FESR, POR interforze attivate negli ultimi anni hanno conseguito FSE); PN FAMI; Programma nazionale servizi di cura all'infanzia e agli anziani non autosufficienti; Strategia buoni risultati, tuttavia è necessario rafforzare nazionale d’inclusione dei Rom, Sinti e Caminanti. ulteriormente l’attività di monitoraggio e le azioni di Agenda 2030: target correlati contrasto, come prevede la nuova normativa contro il caporalato (Legge 199/2016). 2.3 Entro il 2030, raddoppiare la produttività agricola e il reddito dei produttori Inoltre, il tasso di partecipazione delle donne al di cibo su piccola scala, in particolare le donne, i popoli indigeni, le famiglie di agricoltori, mercato del lavoro è tra i più bassi dell’Unione Europea, i pastori e i pescatori, anche attraverso un accesso sicuro ed equo a terreni, altre risorse e in particolare nelle aree del Mezzogiorno, e il lavoro input produttivi, conoscenze, servizi finanziari, mercati e opportunità per valore aggiunto e domestico non viene adeguatamente riconosciuto e occupazioni non agricole retribuito. Per una concreta attuazione del principio 8.3 Promuovere politiche orientate allo sviluppo, che supportino le attività di non discriminazione, risulta necessario garantire produttive, la creazione di posti di lavoro dignitosi, l’imprenditoria, la creatività e misure che promuovano la parità di genere, le pari l’innovazione, e che incoraggino la formalizzazione e la crescita delle piccole-medie imprese, opportunità e il rispetto delle diversità e supportino la anche attraverso l’accesso a servizi finanziari lotta a ogni tipo di discriminazione basata sulla razza, 8.7 Prendere provvedimenti immediati ed effettivi per sradicare il lavoro forzato, porre fine alla schiavitù moderna e alla tratta di esseri umani e garantire la proibizione ed l’etnia, l’orientamento religioso o sessuale. eliminazione delle peggiori forme di lavoro minorile, compreso il reclutamento e l’impiego dei bambini soldato, nonché porre fine entro il 2025 al lavoro minorile in ogni sua forma
8.8 Proteggere il diritto al lavoro e promuovere un ambiente lavorativo sano e sicuro Obiettivi strategici per tutti i lavoratori, inclusi gli immigrati, in particolare le donne, e i precari
10.7 Rendere più disciplinate, sicure, regolari e responsabili la migrazione e la II.1 Eliminare ogni forma di sfruttamento del lavoro e garantire i diritti dei lavoratori mobilità delle persone, anche con l’attuazione di politiche migratorie pianificate e ben gestite II.2 Garantire la parità di genere II.3 Combattere ogni discriminazione e promuovere il rispetto della diversità 79 80 II.2 Garantire la parità di genere II.3 Combattere ogni discriminazione e promuovere il rispetto della diversità Agenda 2030: target correlati Agenda 2030: target correlati
4.5 Eliminare entro il 2030 le disparità di genere nell'istruzione e garantire un accesso 4.7 Garantire entro il 2030 che tutti i discenti acquisiscano la conoscenza e le equo a tutti i livelli di istruzione e formazione professionale delle categorie protette, tra cui le competenze necessarie a promuovere lo sviluppo sostenibile, anche tramite un’educazione persone con disabilità, le popolazioni indigene ed i bambini in situazioni di vulnerabilità volta ad uno sviluppo e uno stile di vita sostenibile, ai diritti umani, alla parità di genere,
5.1 Porre fine, ovunque, a ogni forma di discriminazione nei confronti di donne e alla promozione di una cultura pacifica e non violenta, alla cittadinanza globale e alla ragazze valorizzazione delle diversità culturali e del contributo della cultura allo sviluppo sostenibile
5.4 Riconoscere e valorizzare la cura e il lavoro domestico non retribuito, fornendo 4.a Costruire e potenziare le strutture dell'istruzione che siano sensibili ai un servizio pubblico, infrastrutture e politiche di protezione sociale e la promozione di bisogni dell'infanzia, alle disabilità e alla parità di genere e predisporre ambienti dedicati responsabilità condivise all'interno delle famiglie, conformemente agli standard nazionali all'apprendimento che siano sicuri, non violenti e inclusivi per tutti
5.5 Garantire piena ed effettiva partecipazione femminile e pari opportunità di 10.2 Entro il 2030, potenziare e promuovere l’inclusione sociale, economica e leadership ad ogni livello decisionale in ambito politico, economico e della vita pubblica politica di tutti, a prescindere da età, sesso, disabilità, razza, etnia, origine, religione, stato
8.3 Promuovere politiche orientate allo sviluppo, che supportino le attività produttive, economico o altro la creazione di posti di lavoro dignitosi, l’imprenditoria, la creatività e l’innovazione, e che
16.10 Garantire un pubblico accesso all’informazione e proteggere le libertà incoraggino la formalizzazione e la crescita delle piccole-medie imprese, anche attraverso l’accesso a servizi finanziari fondamentali, in conformità con la legislazione nazionale e con gli accordi internazionali
8.5 Garantire entro il 2030 un’occupazione piena e produttiva e un lavoro dignitoso 16.b Promuovere e applicare leggi non discriminatorie e politiche di sviluppo per donne e uomini, compresi i giovani e le persone con disabilità, e un’equa remunerazione sostenibile per lavori di equo valore 81 82 gli strumenti chiave III. Assicurare legalità e giustizia Nel corso degli ultimi anni sono state numerose le pendenze civili non risolte entro i termini previsti dalla iniziative che hanno interessato la giustizia penale. legge e per le quali i soggetti interessati potrebbero Tra queste possono essere citate l’introduzione di più richiedere allo Stato un risarcimento per irragionevole L’Italia presenta ancora fenomeni di infiltrazione altresì, a scoraggiare gli investimenti e a incentivare efficaci strumenti di contrasto ai fenomeni criminali durata. della criminalità organizzata in settori rilevanti l’abbandono dei territori. Infine, il sistema della transnazionali e dell’autoriciclaggio. Infine, in tema di riqualificazione urbana e sicurezza dell’economia, nonché di corruzione; tali elementi, giustizia è affetto dalla lunga durata dei procedimenti Inoltre, è stata adottata la disciplina sugli ecoreati e delle periferie è stato predisposto il ‘Piano Periferie’ che sono state approvate la legge contro il c.d. caporalato, riguarda le aree urbane caratterizzate da situazioni cui si accompagnano fenomeni quali lavoro e dall’elevato numero di cause pendenti. Gli obiettivi la revisione del reato di falso in bilancio e l’irrigidimento di marginalità economica e sociale, degrado edilizio sommerso e irregolare ed evasione fiscale, svolgono affermano, perciò, la necessità di rafforzare l’azione delle sanzioni per il reato di associazione a delinquere di e carenza di servizi. Inoltre si segnalano: Accordo di una funzione di “agenti frenanti” per lo sviluppo e di contrasto alla criminalità̀ organizzata, alla stampo mafioso e per i più gravi delitti contro la pubblica Partenariato 2014-2020 (PON Legalità, PON METRO, rischiano di rendere inefficaci le politiche di coesione corruzione e alla concussione, di supportare il mondo amministrazione. Anche la giustizia civile è interessata PON Governance, PON SPAO, PON Istruzione, PON da un ampio processo di riforma che sta producendo i Ricerca e Innovazione, POR FESR, POR FSE, FSC); Piano economica e sociale. Il persistere di reati legati imprenditoriale e le vittime di reati, e di promuovere primi risultati positivi. di Azione beni confiscati e coesione; Piano Nazionale alle ecomafie e all’inquinamento contribuiscono, lo snellimento del sistema giudiziario. Nel 2016, le cause civili pendenti sono diminuite del 3,6 per Anticorruzione; Fondo Sicurezza Interna; Fondo Unico cento rispetto al 2015. Fatta eccezione per la Cassazione, Giustizia; Piano nazionale anticontraffazione; Piano si è registrata anche una significativa riduzione dei Nazionale Difesa e sicurezza (cyber security, sistemi procedimenti civili a rischio ‘Legge Pinto’, cioè quelle difesa, forze di polizia). Obiettivi strategici III.1 Intensificare la lotta alla criminalità III.2 Contrastare corruzione e concussione nel sistema pubblico III.3 Garantire l’efficienza e la qualità del sistema giudiziario 83 84 III.1 Intensificare la lotta alla criminalità III.2 Contrastare corruzione e concussione nel sistema pubblico Agenda 2030: target correlati
5.2 Eliminare ogni forma di violenza nei confronti di donne e bambine, sia nella sfera privata che in quella pubblica, compreso il traffico di donne e lo sfruttamento Agenda 2030: target correlati sessuale e di ogni altro tipo
15.5 Intraprendere azioni efficaci ed immediate per ridurre il degrado degli 16.5 Ridurre sensibilmente la corruzione e gli abusi di potere in tutte le loro forme ambienti naturali, arrestare la distruzione della biodiversità e, entro il 2020, proteggere le specie a rischio di estinzione
16.1 Ridurre ovunque e in maniera significativa tutte le forme di violenza e il tasso di mortalità ad esse correlato
16.4 Entro il 2030, ridurre in maniera significativa il finanziamento illecito e il traffico di armi, potenziare il recupero e la restituzione dei beni rubati e combattere tutte le forme di crimine organizzato III.3 Garantire l’efficienza e la qualità del sistema giudiziario Agenda 2030: target correlati
16.3 Promuovere lo stato di diritto a livello nazionale e internazionale e garantire un pari accesso alla giustizia per tutti 85 86 Millennio delle Nazioni Unite in tutti i Paesi e di elaborare una visione nazionale da promuovere nei PARTNERSHIP inserire i punti di forza della Cooperazione italiana nell’ottica più integrata che deriva dall’adozione tavoli multilaterali che dibattono di cooperazione. Sui temi concernenti l’ambiente ed i cambiamenti L’area Partnership fa riferimento alla In coerenza con tali obiettivi, le linee dei 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile ampliando climatici è complementare all’azione del Ministero declinazione della strategia, delle aree di strategiche dell’azione della Cooperazione allo l’azione anche a nuovi settori d’intervento. degli Esteri, quella del Ministero dell'Ambiente. intervento e degli obiettivi della cooperazione allo sviluppo italiana sono indicate nel Documento Sarà, inoltre, necessario definire le priorità L’intervento del MATTM si dispiega attraverso sviluppo quale settore prioritario di applicazione triennale di Programmazione e di Indirizzo geografiche per fare in modo che l’Aiuto Pubblico allo accordi di collaborazione bilaterali (60 i Paesi ad della “dimensione esterna” dell’Agenda 2030, così approvato ogni anno dal Consiglio dei Ministri Sviluppo italiano possa costituire un fattore di leva oggi interessati), con le Banche di sviluppo e le come delineata dal Ministero degli Affari Esteri su proposta del Ministro degli Esteri e della anche per altre risorse, avviare schemi innovativi istituzioni multilaterali, con priorità di intervento e della Cooperazione Internazionale (MAECI) Cooperazione Internazionale, di concerto con il di cooperazione bi- e multi-laterali, di potenziare verso l’Africa e le Piccole isole del Pacifico e della e rappresentata nell’ambito del percorso di Ministro dell’Economia e delle Finanze (cfr. art. il coordinamento degli interventi con le altre regione caraibica. costruzione della SNSvS. 12 della Legge 125/2014). Il Documento individua Amministrazioni e gli altri attori della cooperazione Le partnership in quest’area sono anche Nello specifico, i principi e le finalità della le priorità tematiche, settoriali e geografiche e al fine di: aumentarne complessivamente l’efficacia occasione di scambio di tecnologie e di promozione Cooperazione allo sviluppo, parte integrante e fornisce il quadro delle risorse finanziarie destinate e la coerenza (anche con le politiche di crescita del sistema Italia. Sulla base di tali principi, le aree qualificante della politica estera italiana, sono alla Cooperazione allo sviluppo, confermando un interne); valutare con maggior attenzione l’impatto di intervento e i corrispondenti obiettivi nazionali definiti dalla Legge 125/2014: nuovo modus operandi a favore della prevedibilità dei programmi; consolidare meccanismi che individuati come prioritari per l’attuazione della • sradicare la povertà e ridurre le e della programmabilità. La medesima legge consentano una revisione permanente dell’azione di “dimensione esterna” dell’Agenda 2030, nonché disuguaglianze, migliorare le condizioni di (art. 30) impegna inoltre il Governo italiano al cooperazione e che la rendano in grado di adattarsi della Strategia Nazionale sono rappresentati di vita delle popolazioni e promuovere uno rafforzamento della cooperazione allo sviluppo a un contesto in sempre più rapida evoluzione; seguito. sviluppo sostenibile; e a un percorso di graduale riallineamento del • tutelare e affermare i diritti umani, la rapporto tra gli Aiuti Pubblici allo Sviluppo (APS) dignità dell’individuo, l’uguaglianza di e il Reddito Nazionale Lordo (RNL) del nostro genere, le pari opportunità e i principi di Paese agli standard internazionali. A tal fine sono democrazia e dello stato di diritto; stabiliti obiettivi di crescita intermedi dell’APS in • prevenire i conflitti, sostenere i processi vista del raggiungimento dello 0,30% del RNL nel di pacificazione, di riconciliazione, 2020 e dello 0,7% nel 2030. di stabilizzazione post-conflitto, di Nel breve-medio periodo, occorrerà consolidamento e rafforzamento delle non dimenticare l’esigenza di completare il istituzioni democratiche. raggiungimento degli 8 Obiettivi di Sviluppo del Agenda 2030: goal correlati Agenda 2030: goal correlati 87 88 Aree di intervento Obiettivo SDGs Aree di intervento Obiettivo SDGs Rafforzare il buon governo e la democrazia Migliorare l’accesso ai servizi sanitari e contribuire all’espansione Fornire sostegno alle istituzioni nazionali e locali, a reti sociali della copertura sanitaria universale o d’interesse, ai sistemi di protezione sociale, ai sindacati, alle Rafforzare i sistemi sanitari di base e la formazione del personale Organizzazioni della Società Civile sanitario Migliorare l’interazione tra Stato, corpi intermedi e cittadini al fine Contrastare i fattori di rischio e l’impatto delle emergenze sanitarie: di promuovere il rispetto dei diritti umani e i principi di trasparenza perfezionare meccanismi di allerta precoce e di prevenzione Promuovere l’uguaglianza di genere, l’empowerment delle donne e Salute Impegnarsi nella lotta alle pandemie, AIDS in particolare e nella la valorizzazione del ruolo delle donne nello sviluppo promozione di campagne di vaccinazione (Fondo Globale, GAVI) Impegnarsi nella lotta alla violenza di genere e alle discriminazioni contro le donne: migliorare l’accesso e la fruizione dei servizi alla Sostenere la ricerca scientifica, la promozione di una cultura della Governance, salute e della prevenzione salute, ai sistemi educativi e formativi, l’indipendenza economica diritti e lotta alle e sociale Operare per un forte rilancio delle funzioni di sanità pubblica, disuguaglianze appoggio alle riforme sanitarie Migliorare le condizioni di vita dei giovani e dei minori di età: ridurre il traffico di giovani donne, adolescenti e bambini e il loro Garantire l’istruzione di base di qualità e senza discriminazioni di sfruttamento nell'ambito del lavoro, le nuove forme di schiavitù, genere la criminalità minorile, lo sfruttamento dei minori con disabilità, Promuovere la formazione, migliorare le competenze professionali lo sfruttamento sessuale dei minorenni, le pratiche nocive come le degli insegnanti/docenti, del personale scolastico e degli operatori mutilazioni genitali delle bambine e altre forme di abuso, violenze e dello sviluppo malattie sessuali come HIV/AIDS, le discriminazione sul diritto di cittadinanza Realizzare un’educazione inclusiva a favore delle fasce sociali maggiormente svantaggiate, emarginate e discriminate Promuovere la partecipazione e il protagonismo dei minori e dei Favorire l’inserimento sociale e lavorativo dei giovani e degli adulti giovani perché diventino “agenti del cambiamento” disoccupati offrendo una formazione fortemente professionalizzante Promuovere l’integrazione sociale, l’educazione inclusiva, la Istruzione basata sullo sviluppo delle capacità e delle competenze formazione, la valorizzazione dei talenti Valorizzare il contributo delle Università: Favorire il ruolo dei migranti come “attori dello sviluppo” - Definire percorsi formativi con nuove professionalità, rivolti a studenti dei Paesi partner; Promuovere le capacità professionali ed imprenditoriali dei - Contribuire allo sviluppo e al rafforzamento di capacità istituzionali; migranti in stretto collegamento con i Paesi di origine - Formare i futuri professionisti e dirigenti nei Paesi partner; Migrazione e - Mettere a disposizione strumenti di ricerca destinati a produrre Sviluppo Promuovere modelli di collaborazione tra Europa e Africa per innovazione per lo sviluppo e ad elaborare metodi e modelli di la prevenzione e gestione dei flussi di migranti attraverso il valutazione in linea con le buone pratiche internazionali rafforzamento delle capacità istituzionali, la creazione di impiego e di opportunità economiche, il sostegno alla micro-imprenditoria e agli investimenti infrastrutturali in particolare nei Paesi africani 89 90 Aree di intervento Obiettivo SDGs Aree di intervento Obiettivo SDGs Garantire la governance e l'accesso alla terra, all’acqua, alle Coinvolgere il settore privato nazionale, dalle cooperative risorse naturali e produttive da parte delle famiglie di agricoltori all’agro-business, attraverso la promozione di partenariati tra il e piccoli produttori settore privato italiano e quello dei Paesi partner Sostenere e sviluppare tecniche tradizionali di adattamento a Promuovere interventi nel campo della riforestazione, fattori biotici e abiotici dell’ammodernamento sostenibile delle aree urbane, della tutela Rafforzare le capacità di far fronte a disastri naturali anche delle aree terrestri e marine protette, delle zone umide, e dei promuovendo le “infrastrutture verdi” bacini fluviali, della gestione sostenibile della pesca, del recupero Incentivare politiche agricole, ambientali e sociali favorevoli delle terre e suoli, specie tramite la rivitalizzazione della piccola all’agricoltura familiare e alla pesca artigianale agricoltura familiare sostenibile Agricoltura Favorire l’adozione di misure che favoriscono la competitività Contribuire alla resilienza e alla gestione dei nuovi rischi sostenibile e sicurezza sul mercato di prodotti in linea con i principi di sostenibilità ambientali nelle regioni più deboli ed esposte delle diete alimentari Ambiente, alimentare Rafforzare l’impegno nello sviluppo delle filiere produttive in cambiamenti climatici Favorire trasferimenti di tecnologia, anche coinvolgendo gli settori chiave, richiamando il particolare modello italiano di ed energia per lo attori profit, in settori come quello energetico, dei trasporti, sviluppo – PMI e distretti locali – e puntando all’incremento della sviluppo industriale o della gestione urbana produttività e della produzione, al miglioramento della qualità e alla valorizzazione della tipicità del prodotto, alla diffusione Promuovere l’energia per lo sviluppo: tecnologie appropriate di buone pratiche colturali e alla conservazione delle aree di e sostenibili ottimizzate per i contesti locali in particolare in produzione, alla promozione del commercio equo-solidale, al ambito rurale, nuovi modelli per attività energetiche generatici trasferimento di tecnologia, allo sviluppo dell’agroindustria di reddito, supporto allo sviluppo di politiche abilitanti e e dell’export dei prodotti, attraverso qualificati interventi di meccanismi regolatori che conducano a una modernizzazione assistenza tecnica, formazione e capacity building istituzionale della governance energetica interpretando bisogni e necessità delle realtà locali, sviluppo delle competenze tecniche e gestionali locali, tramite formazione a diversi livelli 91 92 Aree di intervento Obiettivo SDGs Infine, per quanto riguarda l’aiuto umanitario, attenzione. Il Summit di Istanbul del 2016 rappresenta Contribuire alla diversificazione delle attività soprattutto nelle la Cooperazione italiana continuerà a fornire l’avvio di un processo di rinnovamento del sistema aree rurali, montane e interne, alla generazione di reddito e assistenza alle popolazioni vittime di crisi umanitarie di risposta alle crisi umanitarie, divenute sempre più di occupazione, alla promozione del turismo sostenibile, allo determinate da eventi catastrofici, siano essi di origine numerose, prolungate e complesse. I Governi sono sviluppo urbano e alla tutela dell’ambiente, al sostegno alle umana o naturale, con l’obiettivo di tutelare la vita, chiamati ad assumere impegni politici e, in parte, industrie culturali e all’industria turistica, alla valorizzazione alleviare o prevenire le sofferenze e salvaguardare la finanziari per tradurre il principio di umanità in dell’artigianato locale e al recupero dei mestieri tradizionali dignità delle persone. Le azioni di aiuto umanitario atti concreti. Insieme agli altri partner dell’Unione Intensificare le attività volte all’educazione e alla formazione, saranno decise in coerenza e complementarietà con le Europea, l’Italia sostiene pienamente il processo di La salvaguardia del linee strategiche generali della Cooperazione italiana riforma del sistema umanitario lanciato dal “Vertice al rafforzamento delle capacità istituzionali, al trasferimento di patrimonio culturale e allo sviluppo. In particolare, si presterà attenzione a Umanitario Mondiale”. know how, tecnologia, innovazione, intervenendo a protezione naturale quei settori ritenuti cruciali per la sopravvivenza e Si rende infatti urgente una messa a punto del del patrimonio anche in situazioni di crisi post conflitto e calamità naturali il miglioramento delle condizioni essenziali di vita sistema umanitario internazionale a fronte di un quali: la protezione dei rifugiati e degli sfollati, la panorama mondiale radicalmente cambiato sul piano Programmare e mettere a sistema progetti sperimentali orientati verso una maggiore conoscenza del patrimonio paesaggistico, salute, la sicurezza alimentare e l’accesso all’acqua. Si dei donatori (con l’ingresso di nuovi finanziatori), culturale e naturale rivolte alle diverse categorie di pubblico da porrà, contemporaneamente, attenzione a tematiche della complessità e del numero delle crisi, delle monitorare in un arco temporale da definire, per valutarne le trasversali quali: la promozione della condizione sfide per la protezione umanitaria e per la tutela ricadute e gli esiti femminile, la protezione e la tutela dei minori, degli dell’incolumità degli operatori. anziani e delle persone con disabilità. Nella definizione delle linee portanti dell’azione Promuovere: strumenti finanziari innovativi per stimolare l’effetto “leva” con i fondi privati e migliorare l’accesso al credito In linea con gli obiettivi del “Vertice Umanitario umanitaria, delle aree e dei canali di intervento, da parte delle PMI dei Paesi partner; dialogo strutturato con il Mondiale”, l’aiuto è volto al rispetto dei principi sarà fondamentale il confronto con i settori della settore privato e la Società Civile; trasferimento di know how in umanitari e al rafforzamento dell’efficacia dell’aiuto società civile attivi nel campo del volontariato e ambiti d’eccellenza dell’economia italiana attraverso una maggiore “accountability”, un degli interventi di emergenza in coordinamento Il settore privato approccio basato sui risultati e il ricorso a tecnologie con le loro reti rappresentative, anche per favorire lo Favorire forme innovative di collaborazione tra settore privato innovative per migliorare – a livello sia locale che scambio di informazioni in vista del lancio di bandi profit e non profit, con particolare riferimento alle Organizzazioni della Società Civile presenti nei Paesi partner, ai fini dello centrale – i sistemi di prevenzione, mitigazione e di gara in loco per il finanziamento dei progetti di sviluppo dell’imprenditoria a livello locale con l’obiettivo di risposta al rischio di catastrofi. Il legame fra l’aiuto emergenza. Sarà, infine, ulteriormente rafforzata la contribuire alla lotta alla povertà attraverso la creazione di lavoro umanitario, il settore privato e le migrazioni, infine, collaborazione del MAECI con il Dipartimento della e la crescita economica inclusiva è un altro tema al quale sarà prestata particolare Protezione Civile. 93 94 VETTORI DI SOSTENIBILITÀ I. Conoscenza comune I vettori di sostenibilità sono ambiti nazionali e comunitari; gli input emersi dalle Il vettore “Conoscenza Comune” intercetta e sociale (uguaglianza e dignità delle persone, trasversali di azione della SNSvS, da considerarsi consultazioni con i soggetti istituzionali e gli obiettivi volti a migliorare lo stato delle immigrazione, inclusione sociale, legalità). come leve fondamentali per avviare, guidare, altri portatori di interesse; le necessità legate conoscenze, con particolare attenzione agli Il vettore punta, inoltre, a sviluppare un sistema gestire e monitorare l’integrazione della all’attuazione della Strategia. Complessivamente ambiti in cui è necessario un maggiore impegno delle conoscenze per tutte le dimensioni della sostenibilità nelle politiche, piani e progetti, in sono state definite cinque tipologie di vettori per il completamento del quadro informativo sostenibilità, che garantisca disponibilità, accesso e linea con il processo trasformativo innescato accompagnati a relativi obiettivi trasversali. principalmente in campo ambientale e culturale messa in rete di dati e informazioni, anche funzionali a livello internazionale dall’Agenda 2030. Per ciascun obiettivo trasversale, infine, sono (ecosistemi naturali e relativi servizi, stato e usio alla formulazione e valutazione delle politiche di I vettori sono stati definiti tenendo conto stati individuati ambiti di approfondimento, che delle risorse naturali, culturali e dei paesaggi) sviluppo. di e in continuità con: gli obiettivi dell’Agenda saranno esplorati e articolati in fase di attuazione, obiettivi trasversali ambiti di approfondimento 2030; le linee strategiche e di indirizzo correlando ad essi strumenti e aree di azione, Gli ambiti saranno definiti a partire dalle seguenti priorità ed esigenze di contenute nei principali strumenti legislativi nonché opportuni indicatori per il monitoraggio. I.1 Migliorare approfondimento: incremento di Liste Rosse nazionali, specie e habitat la conoscenza di interesse comunitario con stato di conservazione definito Unknown, sugli ecosistemi naturali descrittori per la determinazione del buono stato ambientale delle acque marine (D.M. 17 ottobre 2014), banche dati sulle risorse genetiche vegetali e sui servizi ecosistemici e animali, sviluppo di sistemi informativi nazionali (es. di supporto alla gestione dei siti Natura 2000). I.2 Migliorare la conoscenza su Gli ambiti saranno definiti per: ognuna delle diverse tipologie di risorse stato qualitativo e quantitativo naturali - acqua (acque interne e marine), aria, suolo, specie (uso e uso delle risorse naturali, commerciale), foreste ; il patrimonio culturale (consistenza, conservazione, culturali e dei paesaggi fruizione); i paesaggi. Agenda 2030: obiettivi correlati I.3 Migliorare la conoscenza Gli ambiti di approfondimento saranno rivolti all’ampliamento delle basi relativa a uguaglianza, dignità conoscitive dei nessi causali e delle relative misurazioni statistiche di delle persone, inclusione sociale fenomeni complessi e frequentemente interrelati quali l’uguaglianza e la e legalità dignità delle persone, l’immigrazione, l’inclusione sociale e la legalità. I.4 Sviluppare un sistema Gli ambiti terranno in considerazione sia l’evoluzione e il miglioramento integrato delle conoscenze degli strumenti già disponibili, tra cui gli indicatori Istat-BES (Il Benessere per formulare e valutare Equo e Sostenibile in Italia) e quelli SDGs delle Nazioni Unite, sia lo sviluppo di nuovi strumenti di misurazione statistica anche territoriale di fenomeni le politiche di sviluppo non ancora pienamente esplorati dalla statistica pubblica. I.5 Garantire la disponibilità l’accesso e la messa Gli ambiti saranno approfonditi e articolati facendo riferimento alle strategie, processi e strumenti (es. portali, sistemi open data), esistenti e in in rete dei dati via di definizione, per garantire la disponibilità, l’accesso e la messa in rete e delle informazioni di dati e informazioni. 95 96 II. Monitoraggio e valutazione di politiche III. Istituzioni, partecipazione e partenariati piani e progetti Il “Monitoraggio e valutazione di politiche, l’analisi e la valutazione degli effetti complessivi Il vettore “Istituzioni, partecipazione e e coinvolgimento attivo della società civile, piani, progetti” include gli obiettivi che consentono dell’intero processo decisionale, consentendo di partenariati” si articola in obiettivi finalizzati, a coerentemente con le linee di azione definite a di assicurare la realizzazione e l’implementazione comprendere se e in che modo le dinamiche in atto favorire la creazione e diffusione di iniziative e livello europeo e internazionale. di sistemi integrati per il monitoraggio e la sui territori siano coerenti con gli obiettivi posti. percorsi efficaci e continui per il coinvolgimento Un ulteriore obiettivo è assicurare lo sviluppo dei valutazione di politiche, piani e progetti. L’efficacia di questo vettore è strettamente di tutti i portatori di interesse nelle diverse partenariati pubblico-privato nei diversi settori, che Tali sistemi costituiscono il quadro di connessa alla definizione di quadri conoscitivi fasi dei processi decisionali. A questo fine, è garantiscano l’adozione di criteri di sostenibilità, riferimento per le valutazioni della SNSvS, per integrati (vettore I). necessario sviluppare meccanismi di integrazione qualità e innovazione, come indicato dagli strumenti a livello istituzionale, nonché di partecipazione legislativi e d'indirizzo nazionali e comunitari. obiettivi trasversali ambiti di approfondimento obiettivi trasversali ambiti di approfondimento II.1 Assicurare la definizione, la Gli ambiti saranno sviluppati a partire dalle seguenti priorità: monitoraggio e III.1 Garantire il coinvolgimento Gli ambiti saranno approfonditi e articolati tenendo in considerazione la realizzazione e l’alimentazione valutazione delle politiche strategiche e settoriali, dei piani e progetti, anche attivo della società civile rilevanza, la qualità e l’efficacia dei meccanismi attivati per il coinvolgimento e la partecipazione della società civile nei processi decisionali e di attuazione di sistemi integrati per il nell’ambito delle valutazioni ambientali, paesaggistiche ed economico- nei processi decisionali sociali, incluso quanto previsto dal D.M. 11 febbraio 2015 “Determinazione e di valutazione delle politiche. monitoraggio e la valutazione di e di attuazione e valutazione degli indicatori associati ai traguardi ambientali e dei programmi di politiche, piani e progetti delle politiche monitoraggio, predisposto ai sensi degli articoli 10, comma 1 e 11, comma 1, del D.Lgs n. 190/2010”. III.2 Garantire la creazione Gli ambiti saranno approfonditi e definiti in linea con gli indirizzi strategici di efficaci meccanismi del sistema di governance per l’attuazione e la valutazione della SNSvS, di interazione istituzionale e che identificherà i modi, i tempi e gli spazi funzionali all’interazione con le per l’attuazione e valutazione istituzioni (meccanismi di integrazione orizzontale e verticale), tenendo in della SNSvS considerazione le linee guida esistenti a livello nazionale e comunitario. II.2 Realizzare il sistema Gli ambiti di azione riguarderanno i criteri con i quali procedere alla integrato del monitoraggio e definizione e realizzazione del sistema di monitoraggio e del quadro di riferimento per le valutazioni della SNSvS. Saranno sviluppati in coerenza della valutazione della SNSvS, con i principi indicati all’art. 74 dell’Agenda 2030, a partire dalle seguenti III.3 Assicurare sostenibilità, Gli ambiti saranno approfonditi e articolati tenendo in considerazione garantendone l'efficacia priorità: soddisfare le esigenze dettate dal percorso e dagli strumenti qualità e innovazione gli strumenti legislativi e le linee guida esistenti a livello nazionale e della gestione e la continuità di attuazione della SNSvS a livello nazionale e regionale; rispondere nei partenariati pubblico-privato comunitario (tra cui COM(2009) 615 DEF) per lo sviluppo dei partenariati dell’implementazione efficacemente ai meccanismi di esame, valutazione e monitoraggio previsti pubblico-privato, nei diversi settori, con particolare riferimento a criteri di a livello internazionale. sostenibilità, qualità e innovazione. 97 98 IV. Educazione, sensibilizzazione, comunicazione V. Modernizzazione della pubblica amministrazione e riqualificazione della spesa pubblica L'“Educazione, sensibilizzazione, lungo l’intero arco della vita), è il vettore principale Il vettore “Modernizzazione della pubblica essenziale nell’assicurare una crescita inclusiva del comunicazione” rappresenta una delle dimensioni per innescare la trasformazione del modello di amministrazione e riqualificazione della spesa Paese basata su maggiore sostenibilità ambientale, chiave per l’effettivo raggiungimento degli obiettivi sviluppo attuale, nonché la diffusione di conoscenze, pubblica” intercetta gli ambiti di azione chiave sociale e finanziaria. della SNSvS. La “cultura della sostenibilità”, da competenze, stili di vita e modelli virtuosi di finalizzati ad assicurare il buon funzionamento della Tale ruolo si concretizza, in particolare, in promuovere a tutti i livelli (impresa, società civile, produzione e consumo sostenibili. Il vettore sarà pubblica amministrazione, quale precondizione termini di rafforzamento della governance pubblica; istituzioni, ricerca) e in tutte le sedi educative, attuato facilitando le reti e le collaborazioni tra per garantire il conseguimento degli obiettivi semplificazione e qualità della regolazione; efficacia formali e non formali, in un’ottica di life-long coloro che si occupano di sviluppo sostenibile e di strategici nazionali identificati per ciascuna delle e sostenibilità dell’uso delle risorse finanziarie learning (apprendimento permanente che dura educazione allo sviluppo sostenibile 5 aree. Il settore pubblico riveste, infatti, un ruolo pubbliche. obiettivi trasversali ambiti di approfondimento obiettivi trasversali ambiti di approfondimento Attivare meccanismi e strumenti per tradurre dati e conoscenze inerenti allo Gli ambiti saranno sviluppati a partire dalle seguenti priorità: integrità e IV.1 Trasformare le conoscenze sviluppo sostenibile, in sinergia con il vettore I, al fine di promuovere le V.1 Rafforzare la governance trasparenza del settore pubblico; qualità e accessibilità dei servizi pubblici in competenze competenze individuali. pubblica per cittadini e imprese; produttività ed efficienza del settore pubblico; Assicurare in ogni ambito educativo (dall’età prescolare all’istruzione efficacia dei processi di digitalizzazione, dei sistemi di gestione delle risorse universitaria e alla formazione professionale e nell’educazione informale e umane e di performance management. IV.2 Promuovere l’educazione non formale) percorsi interdisciplinari e partecipativi orientati a diffondere V.2. Assicurare allo sviluppo sostenibile Gli ambiti saranno sviluppati a partire dalle seguenti priorità: semplificazione conoscenze, competenze, attitudini e stili di vita orientati allo sviluppo la semplificazione e la qualità di procedure e norme; efficacia, qualità e accessibilità del sistema delle sostenibile, anche investendo sulla formazione dei docenti, sull’integrazione della regolazione norme e delle regole. dei programmi formativi, e sul rispetto dei principi della sostenibilità ambientale e dell’inclusione sociale da parte delle sedi educative e formative. Gli ambiti saranno sviluppati a partire dalle seguenti priorità: efficienza Promuovere iniziative di didattica, ricerca e innovazione ad alta potenzialità V.3 Assicurare l’efficienza e della spesa pubblica per settore; relazione con strumenti di monitoraggio IV. 3 Promuovere e applicare di impatto. Valorizzare soluzioni che hanno prodotto un impatto positivo la sostenibilità nell’uso delle esistenti, tra cui gli indicatori BES (Il Benessere Equo e Sostenibile in Italia); soluzioni per lo sviluppo sulla società. Considerare le strutture educative di ogni ordine e grado risorse finanziarie pubbliche diffusione di metodologie di valutazione della spesa pubblica; qualità della sostenibile come laboratorio per l’implementazione di nuove soluzioni. Facilitare spesa in conto capitale; green procurement. l’applicazione di soluzioni innovative da parte di comunità, imprese e Gli ambiti saranno sviluppati a partire dalle seguenti priorità: definizione società civile, anche attraverso la formazione di nuove figure professionale. V.4 Adozione di un bilancio di della metodologia generale del bilancio di genere ai fini della rendicontazione, Promuovere la divulgazione, nelle modalità più accessibili e aperte, dei genere anche tenendo conto delle esperienze già maturate nei bilanci degli enti IV.4 Comunicazione territoriali; sperimentazione di un bilancio di genere, per la valutazione principi, obiettivi, strumenti e soluzioni inerenti allo sviluppo sostenibile, basandosi sulle conoscenze sviluppate all’interno del sistema educativo e del diverso impatto delle politiche di bilancio sulle donne e sugli uomini, della ricerca. Destinatari di tale azione sono sia i soggetti interni al sistema in termini di denaro, servizi, tempo e lavoro non retribuito; relazione alle educativo che la società nel suo complesso. Camere sulla sperimentazione da parte del MEF e, sulla base dei risultati, eventuale adozione definitiva. 99 100 MONITORAGGIO DELL'ATTUAZIONE DELLA STRATEGIA L’Istat e gli indicatori SDGs dell'Agenda di livello II ed il 16% a quelli di terzo livello. Per 2030 delle Nazioni Unite: una sfida e 36 indicatori, già diffusi a dicembre, sono stati un’opportunità effettuati aggiornamenti delle serie storiche o un L’’Istat sta conducendo l’analisi degli indicatori incremento delle disaggregazioni. suggeriti dall’Inter Agency Expert Group on 62 indicatori, coincidono con quelli definiti SDGs ed ha avviato il lavoro di confronto inter- in sede internazionale, 74 sono simili o parziali istituzionale, dentro e fuori i confini del Sistan, (ovvero non tutti i dati sono disponibili o non che consentirà di completare la costruzione tutti lo sono nella specificità richiesta). Talvolta, di una mappatura metodologicamente si è ritenuto opportuno integrare gli indicatori, consistente, integrata e condivisa e di valutare con altri “di contesto” (37 casi), per fornire la complessiva disponibilità di indicatori per ulteriori elementi utili alla comprensione e al SDGs. La road-map prevede di proseguire nella monitoraggio del target. Sono 38 gli indicatori definizione e implementazione degli indicatori del Bes - Benessere equo e sostenibile – riportati previsti dall’Agenda 2030, nello sviluppo degli tra gli indicatori SDGs. I punti di contatto tra i indicatori necessari, ma ancora non disponibili, due sistemi sono molteplici: in entrambi i casi promuovendo il follow-up, la condivisione delle derivano da una letteratura oramai consolidata, informazioni, le necessarie e proficue sinergie e di non sono vincolati a un’impostazione teorica proseguire conseguentemente nella diffusione di rigida, ma piuttosto ascrivibili ai contesti che li questi. hanno generati, sono concettualmente contigui A Maggio 2017 l’Istat ha pubblicato 100 ed entrambi riconducibili all’approccio “Beyond indicatori SDGs (34 ulteriori rispetto alla diffusione GDP”. La finalità è quella di offrire un quadro di effettuata a dicembre 2016) e, per questi, sono resi informazioni quantitative integrato e arricchito disponibili 173 indicatori: il 48% si riferisce ad per la misurazione del benessere e dello sviluppo indicatori di livello I, il 36% si riferisce ad indicatori sostenibile. 101 102 Goal Target Titolo - italiano Anno Valore Unità di misura Goal Target Titolo - italiano Anno Valore Unità di misura Sconfiggere la 1.2.1 Incidenza di povertà assoluta 2015 7,6 % Salute e 3.2.1 Probabilità di morte sotto i 5 anni 2015 3,57 per 1.000 povertà individuale benessere 3.2.2 Tasso di mortalità neonatale 2014 2 per 1.000
1.2.1 Incidenza di povertà relativa 2015 13,7 % 3.2.2 Tasso di mortalità infantile (**) 2014 2,8 per 1.000 individuale
3.3.1 Incidenza delle infezioni da HIV 2015 5,7 per 100.000
1.2.2 Incidenza di povertà assoluta 2015 7,0 % per 100,000 residenti (per regione di individuale nella popolazione oltre 14 segnalazione) anni d’età (*)
3.3.2 Incidenza tubercolosi 2015 5,8 (5,0; 6,7) per 100.000
1.2.2 Indice di grave deprivazione materiale 2015 11,5 % (**) 3.3.4 Incidenza di Epatite B 2015 0,6 per 100.000
1.2.2 Individui in famiglie a bassa intensità 2015 11,7 % 3.4.1 Tasso standardizzato di mortalità per le 2014 231,5 per 100.000 lavorativa (**) maggiori cause di morte tra 30-69 anni (*)
1.3.1 Popolazione di 16 anni e più che non 2015 6,5 % ha effettuato cure mediche di cui aveva 3.4.2 Tasso standardizzato di mortalità per 2014 6,3 per 100.000 bisogno perché' troppo costose (**) suicidio 1.a.2 Quota dei servizi essenziali (sanita, 2015 64,6 % 3.5.2 Litri di alcol pro capite 2014 7,56 Litri pro capite istruzione e protezione sociale) sulla 3.5.2 Proporzione standardizzata di persone 2015 16,4 % spesa delle Amministrazioni pubbliche di 14 anni e più che presentano almeno 1.a.2 Aiuto Pubblico allo Sviluppo per 2015 57 % un comportamento a rischio nel Educazione, salute e protezione sociale consumo di alcol (*) su APS bilaterale allocabile per settore 3.6.1 Tasso di lesività per incidente stradale 2015 414,7 per 100.000 Sconfiggere la 2.2.2 Eccesso di peso dei bambini (**) 2014- 24,9 % (**) fame 2015 3.6.1 Numero morti in incidente stradale (**) 2015 3.428 valori assoluti
2.3.1 Produzione per unita di lavoro delle 2013 44.285 euro 3.6.1 Numero di feriti in incidente stradale 2015 246.920 valori assoluti aziende agricole, per classe di unita di (**) lavoro e per classe di fatturato (*) 3.6.1 Tasso di lesività grave in incidente 2015 26,2 per 100.000
2.4.1 Quota di superficie agricola utilizzata 2013 7,7 % stradale (**) (SAU) investita da coltivazioni 3.6.1 Numero di feriti gravi in incidente 2015 15.901 valori assoluti biologiche (*) stradale (**) 2.a.1 Propensione alla spesa in agricoltura 2015 21,6 % 3.6.1 Tasso di mortalità per incidente stradale 2015 5,5 per 100.000 delle Amministrazioni pubbliche (*)
3.7.1 Domanda di contraccezione 2013 67,2 % 2.a.1 Aiuto Pubblico allo Sviluppo in 2015 86,61 Milioni di euro soddisfatta con metodi moderni (*) agricoltura (prezzi correnti)
3.7.2 Quozienti specifici di fecondità per età 2015 0,047 per 1.000 per 1000 donne tra i 10 e i 14 anni 103 104 Goal Target Titolo - italiano Anno Valore Unità di misura Goal Target Titolo - italiano Anno Valore Unità di misura
3.7.2 Quozienti specifici di fecondità per età 2015 25,7 per 1.000 4.3.1 Percentuale di persone di 18-64 anni 2011 38,1 % per 1000 donne tra i 15 e i 19 anni che hanno partecipato ad attività di
3.8.1 Persone che hanno ricevuto la terapia 2014 91,9 % istruzione e formazione nei 12 mesi antiretrovirale (ART) (*) precedenti (*)
3.8.1 Percentuale dei parti con più di 4 visite 2014 87,3 % 4.3.1 Percentuale di persone di 25-64 anni 2011 35,6 % di controllo effettuate in gravidanza (*) che hanno partecipato ad attività di istruzione e formazione nei 12 mesi
3.9.3 Tasso standardizzato di mortalità per 2014 0,4 per 100.000 precedenti avvelenamento accidentale 3.a.1 Proporzione standardizzata di persone 2015 20,2 % 4.4.1 Persone di 16-74 anni con competenze 2016 19,5 % digitali: individui con elevate di 14 anni o più che dichiarano di competenze digitali (*) fumare attualmente (*) 3.b.1 Copertura vaccinale antinfluenzale età 2015- 49,9 per 100 abitanti 4.6.1 Persone di 30-34 anni che hanno 2016 26,2 % conseguito un titolo universitario (**) 65+ (per 100 abitanti) 2016 4.a.1 Edifici dotati di accorgimenti specifici 2015- 71 % 3.b.1 Copertura vaccinale in età pediatrica 2015 85,3 per 100 abitanti per il superamento delle barriere 2016 (per 100 abitanti): morbillo architettoniche (*) 3.b.1 Copertura vaccinale in età pediatrica 2015 85,2 per 100 abitanti 4.a.1 Edifici dotati di accorgimenti per 2015- 57,6 % (per 100 abitanti): rosolia ridurre i consumi energetici (*) 2016 3.b.2 Aiuto Pubblico allo Sviluppo in ricerca 2015 20,15 Milioni di euro 4.a.1 Edifici dotati di accorgimenti 2015- 9,8 % medica e salute di base specifici per la protezione dai rumori 2016 3.c.1 Medici praticanti per 1.000 abitanti 2014 3,9 per 1.000 (isolamento acustico) (*) 3.c.1 Densità e distribuzione dei 2016 5,6 per 1.000 4.a.1 Dotazioni delle classi statali (n. devices 2015- per scuola e n professionisti sanitari: Infermieri e per classe) (*) 2016 tipologia ostetriche 4.a.1 Connessione aule, scuola statale (*) 2015- per scuola e % 3.c.1 Densità e distribuzione dei 2016 0,78 per 1.000 2016 tipologia professionisti sanitari: dentisti 4.a.1 Dotazioni laboratori presenti 2015- 8.8 (PC) 0,4 n Istruzione 4.1.1 Livello di competenza alfabetica degli 2015- 200 Punteggio nell'istituto (n. devices per laboratorio) 2016 (tablet) di qualità studenti (*) 2016 (*)
4.1.1 Livello di competenza numerica degli 2015- 200 Punteggio 4.a.1 Connessione in rete dei laboratori (*) 2015- 83,9 studenti (*) 2016 2016
4.2.2 Tasso di partecipazione alle attività 2015 99,5 % 4.b.1 Aiuto Pubblico allo Sviluppo per borse 2015 7,43 Milioni di euro educative (scuola dell'infanzia e primo di studio concesse a studenti dei PVS anno della primaria) per i 5-enni 105 106 Goal Target Titolo - italiano Anno Valore Unità di misura Goal Target Titolo - italiano Anno Valore Unità di misura Parità di 5.2.1 Proporzione di donne dai 16 ai 70 anni 2014 1,6 % 5.b.1 Persone di 6 anni e più che usano 2016 92,4 % genere che hanno subito violenza fisica da un il cellulare almeno qualche volta partner o da un ex-partner negli ultimi l'anno, per 100 persone con le stesse 12 mesi caratteristiche (*)
5.2.1 Proporzione di donne dai 16 ai 70 anni 2014 0,7 % Acqua pulita e 6.1.1 Acqua erogata pro capite (**) 2012 241 litri/abitante/ che hanno subito violenza sessuale da servizi igienico giorno un partner o da un ex-partner negli sanitari 6.1.1 Famiglie che non si fidano di bere 2016 29,9 % ultimi 12 mesi l'acqua del rubinetto (**)
5.2.1 Proporzione di donne dai 16 ai 70 2014 2,0 % 6.3.1 Quota percentuale dei carichi 2012 57,6 % anni che hanno subito violenza fisica inquinanti confluiti in impianti o sessuale da un partner o da un ex- secondari o avanzati rispetto ai carichi partner negli ultimi 12 mesi complessivi urbani generati (*)
5.2.1 Proporzione di donne dai 16 ai 70 2014 9,2 % 6.3.2 Qualità delle acque costiere marine (*) 2015 66,5 % anni che hanno subito violenza fisica o sessuale da un partner o da un ex- 6.4.1 Efficienza delle reti di distribuzione 2012 62,6 % dell'acqua potabile (*) partner negli ultimi 12 mesi
5.2.2 Proporzione di donne dai 16 ai 70 anni 2014 1,6 % 6.6.1 Zone umide di importanza 2013 64 n che hanno subito violenza sessuale da internazionale (numero) (**) un uomo non partner negli ultimi 12 6.6.1 Zone umide di importanza 2013 77.210 ha mesi internazionale (ha)
5.4.1 Quota di tempo dedicato al lavoro non 2013- 13,5 % 6.a.1 Aiuto Pubblico allo Sviluppo nei settori 2015 16,29 Milioni di euro retribuito, domestico e di cura 2014 dell'acqua e sanitizzazione
5.4.1 Quota di tempo dedicato al lavoro 2013- 0,8 % Energia pulita 7.1.1 Famiglie molto o abbastanza soddisfatte 2016 93,4 % volontario non retribuito (**) 2014 e accessibile per la continuità del servizio elettrico
5.5.1 Quota di donne elette al Senato della 2014 30,7 % (*) Repubblica e alla Camera dei Deputati 7.1.2 Famiglie che non possono permettersi 2015 17,4 % (*) alcune voci di spesa: riscaldare
5.5.1 Quota di donne elette nei Consigli 2015 18,0 % adeguatamente la casa (*) Regionali (*) 7.2.1 Consumi di energia coperti da fonti 2015 17,5 %
5.5.2 Donne negli organi decisionali (*) 2016 13,3 % rinnovabili (in percentuale del consumo totale finale di energia) (*)
5.5.2 Donne nei consigli d'amministrazione 2016 30,3 % delle società quotate in borsa (*) 7.2.1 Consumi di energia elettrica coperti 2015 33,1 % da fonti rinnovabili (in percentuale del consumo interno lordo di energia elettrica) (*) 107 108 Goal Target Titolo - italiano Anno Valore Unità di misura Goal Target Titolo - italiano Anno Valore Unità di misura
7.3.1 Intensità energetica 2015 100,4 % 8.9.2 Quota delle posizioni lavorative 2010 9,8 % Buona 8.1.1 Tasso di crescita annuo del PIL reale 2016 0,1 % impiegate nelle industrie turistiche occupazione per abitante (Conti nazionali) rispetto al totale economia (*) e crescita 8.2.1 Tasso di crescita annuo del PIL reale 2016 -0,4 % 8.10.1 Numero di ATM e POS per 100.000 2016 69,3 100.000 abitanti economica per occupato (Conti nazionali) abitanti (*)
8.4.2 Consumo materiale interno pro-capite 2015 6,9 ton pro-capite 8.10.1 Numero di sportelli operativi per 2016 47,8 100.000 abitanti 100.000 abitanti (*)
8.4.2 Consumo materiale interno per unita 2015 0,3 ton /migliaia di di PIL euro 8.10.1 Numero di banche per 100.000 abitanti 2016 1,3 100.000 abitanti (*)
8.4.2 Consumo di materiale interno a livello 2015 421.785 mil ton nazionale 8.b.1 Quota della spesa pubblica per misure 2015 2,6 % occupazionali e per la protezione
8.5.1 Retribuzione Oraria 2014 14.88 (F) 15.85 Euro sociale dei disoccupati rispetto alla (M) spesa pubblica (*)
8.5.2 Tasso di disoccupazione 2016 11,7 % 8.b.1 Quota della spesa pubblica per misure 2015 1,3 %
8.5.2 Percentuale occupati sul totale 2016 37,7 % occupazionali e per la protezione popolazione (**) sociale dei disoccupati rispetto al PIL
8.5.2 Tasso di mancata partecipazione al 2016 21,6 % (*) lavoro (**) Innovazione 9.1.2 Volumi trasportati di passeggeri e 2014 1.497.971 per 1.000
8.6.1 Percentuale di persone di 15-24 anni ne 2016 19,9 % e infrastrutture merci, per modalità di trasporto (*) occupate ne inserite in un percorso di 9.2.1 Valore aggiunto dell'industria 2016 4.025,50 euro istruzione o formazione manifatturiera per abitante (Conti
8.6.1 Giovani che non lavorano e non 2016 24,3 % nazionali) (*) studiano (Neet) (15-29 anni) (**) 9.2.1 Valore aggiunto dell'industria 2016 16,3 %
8.6.1 Uscita precoce dal sistema di istruzione 2016 13,8 % manifatturiera rispetto al totale e formazione (**) economia (Conti nazionali) (*)
8.8.1 Tasso di infortuni mortali e inabilità 2014 12,2 per 10,000 9.2.2 Occupazione nell'industria 2016 15,6 % permanente (*) manifatturiera rispetto al totale economia (Conti nazionali)(*)
8.9.1 Quota del valore aggiunto del turismo 2010 6 % rispetto al totale economia (*) 9.4.1 Intensità di emissione di CO2 del valore 2014 182,8 ton/mil di euro aggiunto
9.5.1 Intensità di ricerca 2014 1,38 %
9.5.1 Tasso di innovazione del sistema 2014 44,6 % produttivo (**) 109 110 Goal Target Titolo - italiano Anno Valore Unità di misura Goal Target Titolo - italiano Anno Valore Unità di misura
9.5.2 Incidenza dei lavoratori della 2015 15,9 % 11.2.1 Famiglie per livello di difficoltà di 2016 27,1 % conoscenza sull'occupazione (**) collegamento con mezzi pubblici nella
9.5.2 Ricercatori (in equivalente tempo 2014 19,4 per 10.000 zona in cui risiedono (poca difficoltà) pieno) (**) 9.b.1 Percentuale valore aggiunto delle 2014 32,1 % 11.2.1 Famiglie per livello di difficoltà di 2016 32,7 % imprese MHT rispetto al valore collegamento con mezzi pubblici aggiunto manifatturiero nella zona in cui risiedono (nessuna difficoltà) (**) 9.c.1 Famiglie con connessione a banda larga 2016 68,0 % (*) 11.3.1 Dinamica delle aree densamente 2011 364 m2/abitante edificate in rapporto alla popolazione Ridurre le 10.1.1 Tasso di variazione del reddito familiare 2015 -1,01 % (*) disuguaglianze pro-capite per il 40% più povero della popolazione 11.3.1 Indice di abusivismo edilizio (**) 2015 19,7 %
10.1.1 Tasso di variazione del reddito 2015 -0,62 % 11.4.1 Spesa pubblica pro capite a protezione 2015 50,6 euro familiare pro-capite per il totale della delle biodiversità e dei beni popolazione paesaggistici (*)
10.1.1 Indice di disuguaglianza del reddito 2015 5,8 Rapporto tra 11.6.1 Rifiuti urbani conferiti in discarica sul 2015 26,5 % disponibile (*) quote di redditi totale dei rifiuti urbani raccolti (*)
10.2.1 Percentuale di persone che vivono in 2015 19,9 % 11.6.2 Esposizione della popolazione urbana 2014 17,5 Micro g/m3 famiglie con un reddito disponibile all'inquinamento atmosferico da equivalente, inferiore al 60% del reddito particolato <2.5μm mediano 11.6.2 Esposizione della popolazione urbana 2014 26,8 Micro g/m3
10.4.1 Quota del lavoro sul PIL comprensiva 2016 61,7 % all'inquinamento atmosferico da di redditi da lavoro dipendente e particolato <10μm trasferimenti di protezione sociale 11.6.2 Superamenti del valore limite 2014 35 n. giorni Città 11.1.1 Indice di bassa qualità dell'abitazione 2015 9,6 % giornaliero previsto per il PM10 nei (*) comuni capoluogo di provincia (*) e comunità sostenibili 11.2.1 Famiglie per livello di difficoltà di 2016 12,7 % 11.7.1 Incidenza delle aree di verde urbano 2014 10,2 m2 per 100 m2 collegamento con mezzi pubblici nella sulla superficie urbanizzata delle città delle superfici zona in cui risiedono (molta difficoltà) (*) urbanizzate (**) Consumo e 12.2.2 Consumo materiale interno pro-capite 2015 6,9 ton pro-capite
11.2.1 Famiglie per livello di difficoltà di 2016 20,2 % produzione 12.2.2 Consumo materiale interno per unita 2015 0,3 ton / migliaia di collegamento con mezzi pubblici nella responsabili di PIL euro zona in cui risiedono (abbastanza 12.2.2 Consumo di materiale interno a livello 2015 421.785 mil ton difficoltà) (**) nazionale 111 112 Goal Target Titolo - italiano Anno Valore Unità di misura Goal Target Titolo - italiano Anno Valore Unità di misura
12.5.1 Percentuale di riciclaggio (*) 2015 46 % 15.1.2 Aree di particolare interesse 2015 19,3 %
12.5.1 Rifiuti urbani oggetto di raccolta 2015 14.020.859 Ton naturalistico comprese nella rete Natura differenziata (*) 2000 (**)
12.6.1 Numero di organizzazioni/imprese 2016 1.000 n 15.5.1 Consistenza e livello di minaccia di 2013 (specie marina, n, % registrate EMAS (*) specie animali (vertebrati) (*) terrestre, specie) 12.b.1 Incidenza del turismo sui rifiuti (**) 2014 8,17 kg /ab. eq.
15.5.1 Consistenza e livello di minaccia di 2013 (coralli, n, % Lotta contro il 13.1.1 Gas serra totali secondo l'inventario 2014 418.587.214,90 Ton CO2 eq. specie animali (invertebrati) (*) lepidotteri, cambiamento nazionale delle emissioni (UNFCCC) libellule) climatico (**)
15.8.1 Diffusione di specie alloctone animali e 2000- 234 n
13.1.1 Saldo tra le emissioni dovute ad attività 2014 7.491.476,72 Ton CO2 eq. vegetali (**) 2013 di trasporto effettuate nel Resto del Pace, giustizia 16.1.1 Vittime di omicidio volontario 2015 0,8 per 100,000 Mondo dai residenti (+) e in Italia dai e istituzioni consumato non residenti (-) (**) solide 16.1.3 Proporzione di donne dai 16 ai 70 anni 2014 2,7 %
13.1.1 Gas serra totali secondo i conti delle 2014 426.078.691,61 Ton CO2 eq che hanno subito violenza fisica negli emissioni atmosferiche (**) ultimi 12 mesi (*)
13.1.1 Precipitazione media annua (**) 2010 306.883 Milioni m3 16.1.3 Proporzione di donne dai 16 ai 70 anni 2014 2,2 %
13.1.1 Temperatura media massima 2015 17,9 Gradi Celsius che hanno subito violenza sessuale negli giornaliera (**) ultimi 12 mesi (*)
13.1.1 Temperatura media minima giornaliera 2015 9,4 Gradi Celsius 16.1.3 Proporzione di donne dai 16 ai 70 2014 4,5 % (**) anni che hanno subito violenza fisica o Flora e fauna 14.4.1 Stock ittici in sovra sfruttamento 2014 22 n sessuale negli ultimi 12 mesi (*) acquatica (numero) (*) 16.1.4 Persone di 14 anni e più che si sentono 2015 60,6 %
14.4.1 Stock ittici in sovra sfruttamento (%) 2014 88,0 % sicure camminando al buio da sole nella (*) zona in cui vivono
14.4.1 Consistenza dell’attività di pesca - 2014 21,1 n 16.2.3 Proporzione di donne dai 18 ai 29 anni 2014 7,9 % Sforzo (numero) (*) che hanno subito violenza sessuale prima dei 16 anni (*)
14.4.1 Consistenza dell’attività di pesca- CPUE 2014 8,4 kg (kg) (*) 16.3.1 Proporzione di donne dai 16 ai 70 anni 2014 12 % vittime di violenza fisica o sessuale negli
14.5.1 Aree marine protette (*) 2013 3.020,50 km2 ultimi 12 mesi che hanno denunciato Flora e fauna 15.1.1 Coefficiente di boscosità (*) 2015 36,8 % l'episodio (*) terrestre 15.1.2 Estensione delle aree protette terrestri 2013 10,5 % 16.3.2 Percentuale di detenuti in attesa di 2016 17,1 % (**) primo giudizio sul totale dei detenuti 113 114 Goal Target Titolo - italiano Anno Valore Unità di misura Target Nota
2.2.2 (a) I dati vengono forniti come stime biennali in modo da avere valori robusti che permettono un livello di
16.6.2 Fiducia nel sistema giudiziario (*) 2016 4,3 Punteggio analisi anche subnazionale.
16.6.2 Persone di 14 anni e più che esprimono 2016 7,2 Punteggio 3.3.2 (a) La stima viene presentata con intervalli di incertezza. Ciò perché le notifiche nei Paesi ad alto reddito fiducia nelle forze dell'ordine e nei vigili sono aggiustate con un valore standard o misure di sottostima da studi di inventario per tenere conto della del fuoco (fiducia media in una scala da mancata notifica o diagnosi. 0 a 10) (*) (b) Dati provvisori.
16.6.2 Difficoltà di accesso ad alcuni servizi 2013- 7 % 3.8.1 (a) La stima è incompleta poiché il dato del Lazio è mancante. (*) 2015 3.b.1 (a) La copertura vaccinale della polio prevede un ciclo completo di 3 dosi. Partnership 17.1.1 Entrate delle Amministrazioni 2016 42,9 % Le tre vaccinazioni pediatriche presentate sono quelle proposte da WHO Health 2020 per misurare il per gli obiettivi pubbliche in rapporto al PIL, per fonte target 3 - Process, governance and health systems.
17.2.1 Aiuto Pubblico allo Sviluppo come 2015 0,22 % 3.b.1 (a) Per morbillo e rosolia la prima dose va somministrata entro i 24 mesi. quota del reddito nazionale lordo Le tre vaccinazioni pediatriche presentate sono quelle proposte da WHO Health 2020 per misurare il (totale) RNL target 3 - Process, governance and health systems.
17.2.1 Aiuto Pubblico allo Sviluppo come 2015 0,05 % 3.b.1 (a) Per morbillo e rosolia la prima dose va somministrata entro i 24 mesi. quota del reddito nazionale lordo negli Le tre vaccinazioni pediatriche presentate sono quelle proposte da WHO Health 2020 per misurare il LDCs /RNL target 3 - Process, governance and health systems.
17.6.2 Famiglie con connessione a banda larga 2016 68,0 % 3.c.1 (a) 2016 dato provvisorio. (*) 3.c.1 (a) 2016 dato provvisorio.
17.8.1 Persone di 6 anni e più che hanno usato 2016 61,3 % Internet negli ultimi tre mesi, per 100 4.2.2 (a) Percentuali superiori al 100 per cento possono essere causate da flussi in entrata o in uscita di alunni. persone (*) Inoltre, le statistiche sugli iscritti si riferiscono a tutte le iscrizioni scolastiche registrate nel paese, mentre le statistiche relative alla popolazione si riferiscono ai soli residenti. Pertanto, nei casi in cui le percentuali sono superiori al 100%, il valore dell'indicatore è fissato a 100. (*) Indicatore parziale; 4.a.1 (a) Le percentuali di dettaglio dei singoli accorgimenti sono determinate sul numero di Edifici dotati di (**) Indicatore di contesto. accorgimenti specifici per la protezione dai rumori (isolamento acustico). (b) Il Decreto Ministeriale 18 dicembre 1975 stabilisce le norme tecniche di edilizia scolastica relativamente agli spazi e arredi, ai servizi igienico-sanitari, alle condizioni dell'illuminazione ed alle condizioni di abitabilità, pertanto i requisiti ritenuti indispensabili per gli edifici scolastici non sono oggetto di monitoraggio specifico. 4.a.1 (a) Le percentuali di dettaglio dei singoli accorgimenti sono determinate sul numero di Edifici dotati di accorgimenti per ridurre i consumi energetici. (b) Il Daecreto Ministeriale 18 dicembre 1975 stabilisce le norme tecniche di edilizia scolastica relativamente agli spazi e arredi, ai servizi igienico-sanitari, alle condizioni dell'illuminazione ed alle condizioni di abitabilità, pertanto i requisiti ritenuti indispensabili per gli edifici scolastici non sono oggetto di monitoraggio specifico. 115 116 Target Nota Target Nota 4.a.1 (a) Le percentuali di dettaglio dei singoli accorgimenti sono determinate sul numero di Edifici dotati di 9.5.1 (a) Spesa sostenuta per attività di ricerca e sviluppo intra muros della Pubblica Amministrazione, accorgimenti specifici per il superamento delle barriere architettoniche. dell'Università e delle imprese pubbliche e private sul PIL. (b) Il Decreto Ministeriale 18 dicembre 1975 stabilisce le norme tecniche di edilizia scolastica (b) L'ultimo aggiornamento del PIL del 20 luglio 2016 ha comportato una revisione della serie a partire dal relativamente agli spazi e arredi, ai servizi igienico-sanitari, alle condizioni dell'illuminazione ed alle 2010. condizioni di abitabilità, pertanto i requisiti ritenuti indispensabili per gli edifici scolastici non sono (c) Le variazioni tra il 2005-2006 nella spesa per R&S, oltre ad essere influenzate da occasionali modifiche oggetto di monitoraggio specifico. nella classificazione istituzionale di alcuni soggetti interessati alla rilevazione (in genere, imprese che
5.2.1 (a) I dati si riferiscono alla violenza psicologica subita da un partner attuale senza un riferimento specifico hanno assunto una natura giuridica pubblica o non profit o, al contrario, soggetti non profit trasformati in ai 12 mesi. imprese), possono risentire anche dell'effetto di crescita della spesa per R&S indotto dalla diffusione delle richieste di deduzione dal reddito imponibile a fini IRAP delle spese sostenute per il personale di R&S,
5.2.2 (a) Luogo di accadimento: distribuzione percentuale del luogo dell'ultimo episodio. Il totale potrebbe non inclusi consulenti e collaboratori (art.1, comma 347, legge n.311/2004 - Legge Finanziaria 2005). dare 100 a causa degli arrotondamenti percentuali.
10.2.1 (a) Nella definizione l'indicatore fa riferimento alla popolazione a rischio di povertà al di sotto del 60% del
5.5.1 (a) Sono esclusi i senatori e i deputati eletti nelle circoscrizioni estero e i senatori a vita. reddito mediano.
5.5.1 (a) Elezioni effettuate nel 2015 per: Liguria, Veneto, Toscana, Umbria, Marche , Campania, Puglia.
11.6.1 (a) La seria storica è stata sottoposta a revisione rispetto a quella pubblicata nell'edizione precedente. (b) Elezioni effettuate nel 2014 per: Piemonte, Emilia-Romagna, Abruzzo, Calabria, Sardegna. (b) Per una corretta lettura del conferimento in discarica nelle varie regioni si dovrebbero considerare (c) Elezioni effettuate nel 2013 per: Valle d'Aosta/Valle d'Aoste, Lombardia, Bolzano/Bozen, Trento, anche i flussi extra-regionali di rifiuti urbani in ingresso e in uscita (questo giustifica ad esempio il dato del Friuli-Venezia Giulia, Lazio, Molise, Basilicata. Molise superiore al 100%). (d) Elezioni effettuate nel 2012 per: Sicilia. (c) Nella regione Campania è stata inserita anche la quota di rifiuti proveniente dagli impianti di
5.5.2 (a) Autorità della privacy, Agcom, Autorità della concorrenza e del mercato, Corte Costituzionale, trattamento meccanico-biologico che, in mancanza della disponibilità di impianti per il recupero, è stata Consiglio Superiore Magistratura, Ambasciatori, Consob. annualmente stoccata in attesa di essere avviata allo smaltimento (anche fuori regione). La quantità
6.6.1 (a) http://annuario.isprambiente.it/entityada/basic/6439 stoccata è: 892.264 tonnellate per il 2004, 963.845 tonnellate per il 2005, 937.922 tonnellate per il 2006;
6.6.1 (a) http://annuario.isprambiente.it/entityada/basic/6439 1.005.374 tonnellate per il 2007, 1.135.605 tonnellate per il 2008, 358.349 tonnellate per il 2009 e 8.624
7.2.1 (a) L'indicatore è stato calcolato considerando il consumo interno lordo comprensivo dei pompaggi. tonnellate per il 2010; per gli anni successivi tale valore risulta uguale a 0. (b) I valori superiori a 100 di Valle d'Aosta e Trentino-Alto Adige sono dovuti alla produzione di energia 11.6.2 (a) Superamento del limite di 24 ore per la protezione della salute umana (50 μg/m3) per 35 giorni di superiore alla richiesta interna. superamento per anno civile (D. Lgs. 155/2010). (c) I dati sono stati rettificati rispetto agli anni precedenti in quanto nella produzione di elettricità da fonte 11.7.1 (a) In Basilicata si raggiunge il massimo dell'indicatore (219,9 m2 ogni 100 di superficie urbanizzata), per rinnovabile è stata contabilizzata solo la quota biodegradabile dei rifiuti, pari al 50 per cento del totale. via dei 59 milioni di m2 interamente inclusi nel parco archeologico delle chiesi rupestri di Matera, quasi
8.1.1 (a) Aggiornamento del dato nazionale tratto dai Conti nazionali (edizione marzo 2017). l'intero verde urbano della città, risulta tutelato dal Codice dei beni culturali (D. Lgs. 42/2004).
8.2.1 (a) Aggiornamento del dato nazionale tratto dai Conti nazionali (edizione marzo 2017). 12.2.2 (a) Dato 2015 provvisorio. 8.4.2 (a) Dato 2015 provvisorio. 12.2.2 (a) Dato 2015 provvisorio.
8.4.2 (a) Dato 2015 provvisorio. 12.2.2 (a) Dato 2015 provvisorio.
8.4.2 (a) Dato 2015 provvisorio. 12.5.1 (a) L'indicatore misura il rapporto tra quantitativi di rifiuti urbani preparati per il riutilizzo o riciclati in
9.2.1 (a) Aggiornamento del dato nazionale tratto dai Conti nazionali (edizione marzo 2017). un dato anno rispetto ai quantitativi prodotti nello stesso anno, in base alla seconda metodologia (estesa al legno e alla frazione organica) di calcolo stabilita dalla Decisione 2011/753/EU.
9.2.1 (a) Aggiornamento del dato nazionale tratto dai Conti nazionali (edizione marzo 2017).
12.6.1 (a) I dati sono aggiornati al 31 dicembre di ogni anno.
9.2.2 (a) Aggiornamento del dato nazionale tratto dai Conti nazionali (edizione marzo 2017). 12.b.1 (a) http://annuario.isprambiente.it/entityada/basic/6143 117 118 Target Nota
14.4.1 (a) Elaborazione ISPRA su dati di stock assessment validati a livello internazionale dallo STECF (Scientific, Technical and Economic Committee for Fisheries) e dalla CGPM (Commissione Generale della Pesca del Mediterraneo) e su dati IREPA (Istituto Ricerche Economiche per la Pesca e l'Acquacoltura) e Itafishstat (Consorzio per lo sviluppo della statistica economica della pesca) riguardanti gli sbarcati. (http://annuario. isprambiente.it/entityada/basic/6294) (b) In caso di una specie valutata in piu' GSA, gli stock della specie per ciascuna area vengono considerati come singoli stock
14.4.1 (a) http://annuario.isprambiente.it/entityada/basic/6104; (b) Le serie storiche sono stata revisionate
14.5.1 (a) Escluso il Santuario dei mammiferi marini di 25.572,6 chilometri quadrati che è così suddiviso per le regioni: Liguria 5.493,9, Toscana 15.833,9 e Sardegna 4.244,9.
15.1.1 (a) http://annuario.isprambiente.it/entityada/basic/6117
15.1.2 (a) L'estensione dei siti Natura 2000 per regione è stata calcolata escludendo le sovrapposizioni fra i Sic/ Zsc e le Zps. (b) Sono escluse le superfici marine. Superficie territoriale al Censimento 2011.
15.5.1 (a) Sono escluse le specie appartenenti alle categorie Dati Insufficienti (DD) e Non Applicabile (NA). (b) Per i Vertebrati: Elaborazione ISPRA su dati presenti in: Rondinini, C., Battistoni, A., Peronace, V., Teofili, C. (compilatori), 2013. Lista Rossa IUCN dei Vertebrati Italiani. Comitato Italiano IUCN e Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, Roma" (http://annuario.isprambiente.it/ entityada/basic/6101)
15.5.1 (a) Sono stati considerati solo alcuni gruppi di riferimento; sono escluse le specie appartenenti alle categorie Dati Insufficienti (DD) e Non Applicabile (NA).
15.8.1 (a) ISPRA, 2014. Banca Dati Nazionale Specie Alloctone (http://annuario.isprambiente.it/entityada/ basic/6434)
16.1.1 (a) Il dato territoriale sugli omicidi volontari consumati e quello relativo alle caratteristiche demografiche delle vittime provengono da estrazioni da banche dati del Ministero dell'Interno. Trattandosi di dati utilizzati a fini operativi, essi sono suscettibili di modifiche che possono emergere in estrazioni successive. Inoltre possono esserci lievi differenze tra il dato territoriale e la numerosità delle vittime di cui si conoscono le caratteristiche demografiche. (b) Nei dati dell'anno 2013 non sono inclusi i morti nel naufragio di Lampedusa del 3 ottobre 2013, 366 vittime accertate.
16.2.3 (a) Nel 2006 le tre forme di violenza sono raccolte tramite un unico quesito sulla violenza sessuale prima dei 16 anni. Nel 2014 l'indagine ha approfondito la violenza prima dei 16 anni attraverso 3 quesiti distinti.
16.3.1 (a) La percentuale di denuncia si riferisce all'ultimo episodio subito nei 12 mesi.
16.6.2 (a) Farmacie, pronto soccorso, ufficio postale, Polizia, Carabinieri, uffici comunali, asilo nido, scuola materna, scuola elementare, scuola media inferiore, negozi di generi alimentari , mercati, supermercati. Il dato di ciascun anno è calcolato come media triennale. 119 120