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قوانين إيطاليا

Ministerial Decree (Minister of Economy and Finance) of 15 July 2021

صدر في 2021-07-15 · النص بتاريخ 2026-10-01

القانون العام والإرشادات الرسمية منشورة بوصفها أبحاثاً. ليست مشورة قانونية أو ضريبية أو مالية.

البحث نفسه مكتوب بالإنجليزية. العناوين والوسوم مترجمة؛ أما النتائج والاقتباسات فغير مترجمة.

عن هذا القانون

العنوان الأصلي
Decreto del Ministro dell’economia e delle finanze del 15 luglio 2021, adottato in attuazione dell’art. 1, comma 7, del decreto-legge 6 maggio 2021, n. 59.
اللغة
Italian
النوع
لائحة
الدولة
إيطاليا
الموضوعات
Energy, Fisheries and aquaculture, Wild species and ecosystems, General
الكلمات المفتاحية
public health, equity, innovation, less favoured areas, social protection, One Health approach, governance, climate change, harbour, biodiversity, protected area, renewable energy, transport/storage

أين تقرؤه

النص

نص القانون نفسه، مادةً مادة، كما هو محفوظ. لكل مادة رابطها.

  1. 1. Ai fini del presente decreto, si intende per: a. PNRR: Piano nazionale di ripresa e resilienza, presentato alla Commissione europea in data 30 aprile 2021; b. Piano: Piano nazionale per gli investimenti complementari di cui all’articolo 1 del decreto- legge 6 maggio 2021, n. 59, convertito, con modificazioni, dalla legge 1 luglio 2021, n. 101; c. MOP: il sistema di “Monitoraggio delle opere pubbliche” ai sensi del decreto legislativo 29 dicembre 2011, n. 229; d. Regis: Sistema unitario di supporto ai processi di programmazione, attuazione, monitoraggio, controllo e rendicontazione del PNRR previsto dall’articolo 1, comma 1043, della legge 30 dicembre 2020, n. 178; e. Programmi e Interventi: le misure indicate all’articolo 1, comma 2, del decreto-legge 59 del 2021, convertito, con modificazioni, dalla legge 1 luglio 2021, n. 101, che hanno come titolari le Amministrazioni di cui alla lettera h); f. Programmi e interventi del Piano: programma o intervento individuato e finanziato esclusivamente nel Piano per gli investimenti complementari a carico del bilancio dello Stato; g. Programmi e interventi cofinanziati: programma o intervento individuato e finanziato nel PNRR, per il quale il Piano nazionale per gli investimenti complementari prevede un cofinanziamento; h. Amministrazioni titolari: i Ministeri e la Presidenza del Consiglio dei ministri e gli altri soggetti titolari di programmi e di interventi; i. Soggetto attuatore: è l’ente pubblico o il soggetto privato responsabile dell’attuazione del singolo progetto, che coincide con il soggetto titolare del codice unico di progetto (CUP); j. Progetto: intervento del Piano individuato con il CUP e oggetto del monitoraggio a cura del soggetto attuatore ai sensi del decreto legislativo 29 dicembre 2011, n. 229; k. Procedure di attuazione del Piano: l’insieme coordinato di fasi propedeutiche all’avvio degli investimenti e delle relative attività di realizzazione con indicazione delle tempistiche di adozione degli atti, delle strutture amministrative responsabili, di eventuali fattori di rischio nella realizzazione, nonché eventuali vincoli o condizioni; l. Attivazione del programma o dell’intervento: l’avvio delle attività necessarie alla realizzazione dell’intervento da parte dei Soggetti attuatori di cui alla lettera i) a seguito dell’ultimo atto amministrativo previsto nelle procedure a carico dell’Amministrazione titolare di cui alla lettera h); m. Monitoraggio: l’impianto complessivo di norme, processi e sistemi informativi teso a rilevare e fornire anche automaticamente le informazioni utili alla conoscenza delle attività in essere per l’attuazione del Piano. In particolare si distinguono: 1) il monitoraggio delle procedure di attuazione del Piano a cura delle Amministrazioni titolari; 2) il monitoraggio dei progetti, a cura dei Soggetti attuatori. Articolo 2 (Finalità)

  2. 1. Il presente decreto, in attuazione di quanto disposto dall’articolo 1, comma 7, del decreto-legge 6 maggio 2021, n. 59, convertito, con modificazioni, dalla legge 1 luglio 2021, n.101, individua gli obiettivi iniziali, intermedi e finali determinati per ciascun programma, intervento e progetto del Piano, nonché le relative modalità di monitoraggio.

  3. 2. Le Amministrazioni titolari di programmi o di interventi e i Soggetti attuatori sono responsabili rispettivamente della relativa attivazione e realizzazione, conformemente al principio della sana gestione finanziaria e alla normativa nazionale ed europea, nel rispetto dei cronoprogrammi per il conseguimento dei relativi obiettivi iniziali, intermedi e finali.

  4. 3. Le Amministrazioni titolari applicano le misure di trasparenza e conoscibilità dello stato di avanzamento dei programmi e degli interventi stabilite per il PNRR. Articolo 3 (Obiettivi iniziali, intermedi e finali)

  5. 1. Gli obiettivi iniziali, intermedi e finali dei programmi e degli interventi del Piano sono individuati nelle schede di cui all’allegato 1 e appositamente definiti in relazione al cronoprogramma finanziario e in coerenza con gli impegni assunti nel PNRR sull’incremento della capacità di spesa nonché sull’attuazione degli interventi oggetto del presente decreto. Le schede riportano, altresì, le informazioni relative all’amministrazione proponente, alla complementarietà con il PNRR, ai Soggetti attuatori e alle modalità di attuazione degli interventi.

  6. 2. Gli obiettivi iniziali, intermedi e finali dei programmi e degli interventi cofinanziati relativi ai Servizi digitali e cittadinanza digitale, ai Servizi digitali e competenze digitali, alle Tecnologie satellitari ed economia spaziale, alla Transizione 4.0, ai Piani urbani integrati, all’Ecobonus e Sismabonus 110%, sono individuati con successivo decreto in coerenza con quanto riportato nel PNRR, e in esito all’adozione dei provvedimenti di cui all’articolo 1, commi 1042, e seguenti, della legge 30 dicembre 2020, n. 178. .

  7. 3. Gli allegati di cui al comma 1, con le schede suddivise per Amministrazione titolare, costituiscono parte integrante del presente decreto. Articolo 4 (Amministrazioni titolari e Soggetti responsabili del controllo)

  8. 1. Le Amministrazioni titolari: a) sono responsabili dell’attivazione dei programmi e degli interventi e del relativo monitoraggio; b) assicurano il rispetto degli articoli 5 e 6 nell’adozione degli atti di indirizzo, dei decreti, delle linee guida e delle circolari per l’attuazione dei progetti; c) verificano l’alimentazione del sistema di monitoraggio di cui all’articolo 5; d) verificano l’andamento dei programmi e degli interventi; e) nominano per ogni programma di cui all’articolo 1, comma 7, del decreto-legge 6 maggio 2021, n. 59, convertito, con modificazioni, dalla legge 1 luglio 2021, n. 101, il referente del programma, responsabile dell’attivazione dei programmi o degli interventi, che rappresenta l’amministrazione titolare nelle relazioni con gli altri Ministeri e in ogni altra sede istituzionale competente all’attuazione del Piano o di parti di esso.

  9. 2. Gli obblighi di comunicazione previsti dall’articolo 1 del decreto legislativo 29 dicembre 2011, n. 229, costituiscono presupposto del finanziamento a carico del bilancio dello Stato e gli Uffici del sistema delle Ragionerie preposti al controllo di regolarità amministrativa e contabile ne verificano il rispetto all’atto della sua erogazione. Articolo 5 (Monitoraggio)

  10. 1. Il monitoraggio dei programmi e degli interventi del Piano e delle relative procedure di attuazione, nonché dei relativi progetti è effettuato attraverso il sistema di cui al decreto legislativo 29 dicembre 2011, n. 229. Il monitoraggio dei programmi e degli interventi del Piano e delle relative procedure di attuazione diversi da quelli previsti dal primo periodo e, comunque, dei programmi e degli interventi cofinanziati, nonché dei relativi progetti, è effettuato attraverso il sistema Regis, di cui all’articolo 1, comma 1043, della legge 30 dicembre 2020, n. 178.

  11. 2. Il monitoraggio dei programmi e degli interventi del Piano è effettuato dalle Amministrazioni titolari, attraverso il referente del programma.

  12. 3. Il monitoraggio degli investimenti del Piano è effettuato dal soggetto titolare del CUP ovvero il soggetto o l’ente che detiene l’informazione amministrativa sui progetti.

  13. 4. I Soggetti attuatori e le Amministrazioni titolari conoscono le informazioni trasmesse utilizzando le funzionalità messe a disposizione dal sistema di cui al comma 1, primo periodo. Articolo 6 (Riduzione degli oneri amministrativi e di monitoraggio)

  14. 1. Ai sensi dell’articolo 11, comma 2-bis, della legge 16 gennaio 2003, n. 3, gli atti delle Amministrazioni titolari, anche di natura regolamentare, che dispongono il finanziamento pubblico o autorizzano l’esecuzione dei progetti, previa ripartizione delle risorse e specifica individuazione dei beneficiari e degli interventi stessi, devono contenere per ciascun intervento, a pena di nullità dell’atto stesso, il relativo codice unico di progetto (CUP), in conformità a quanto previsto dalla Delibera CIPE n. 63 del 26 novembre2020.

  15. 2. Le Amministrazioni titolari, nell’effettuare i mandati di pagamento in uscita dal bilancio dello Stato tramite il sistema informativo di contabilità integrata delle pubbliche amministrazioni (SICOGE) a valere sui progetti del Piano, riportano il singolo codice CUP del progetto a cui sono riferiti. Al fine di assicurare la tracciabilità dei flussi finanziari, non sono ammessi mandati cumulativi allo stesso ente riferiti a due o più investimenti ovvero a due o più CUP.

  16. 3. Al fine di assicurare il principio di unicità dell’invio di cui all’articolo 3, comma 1, lettera ggggg- bis) del decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50, e la riduzione degli oneri amministrativi a carico degli enti attuatori, questi ultimi provvedono ai seguenti adempimenti: a) associazione CUP-CIG sul sistema informativo monitoraggio gare (SIMOG): il responsabile unico del procedimento (RUP), ove previsto, provvede all’inserimento del CUP nella scheda di acquisizione del CIG o nella scheda di aggiudicazione associandoli sul sistema SIMOG dell’ANAC; b) fatture elettroniche: le fatture elettroniche ricevute dagli enti attuatori degli interventi devono riportare, ove previsti dalla normativa vigente, il CUP e il CIG dei progetti. Ai fini del pagamento delle fatture trova applicazione quanto previsto dall’articolo 25 del decreto-legge 24 aprile 2014, n. 66, convertito, con modificazioni, dalla legge 23 giugno 2014, n. 89; c) pagamenti: le pubbliche amministrazioni per le quali sono state attivate le procedure del sistema informativo sulle operazioni degli enti pubblici (SIOPE+) effettuano i pagamenti secondo le modalità previste dall’articolo 14, comma 8-bis, della legge 31 dicembre 2009, n. 196, garantendo negli ordini di pagamento l’inserimento dei codici CUP per i progetti del Piano e dei codici CIG, secondo le modalità previste dalla legge 13 agosto 2010, n. 136. Fino alla completa chiusura del monitoraggio SIOPE, i tesorieri e i cassieri garantiscono la trasmissione di tali codici anche alla banca dati SIOPE, secondo le Regole di colloquio tesorieri – Banca d’Italia, consultabili nel sito internet della Ragioneria Generale dello Stato. Le “Regole tecniche e standard per l’emissione dei documenti informatici retativi alla gestione dei servizi di tesoreria e di cassa degli enti del comparto pubblico attraverso il Sistema SIOPE+” sono aggiornate al fine di consentire l’inserimento dei codici CUP anche negli ordini di incasso; d) pagamenti effettuati tramite contabilità speciali: se il soggetto titolare del CUP è un titolare di contabilità speciali utilizzate per l’attuazione degli interventi, nelle operazioni di pagamento o di trasferimento di risorse è sempre riportato il CUP. Articolo 7 (Modalità di erogazione delle risorse)

  17. 1. Per i programmi e gli interventi del Piano, le risorse vengono erogate dalle Amministrazioni titolari degli interventi a valere sulle disponibilità dei relativi capitoli di bilancio. Per i programmi e gli interventi cofinanziati, alla definizione delle procedure relative alla gestione finanziaria delle risorse si provvede ai sensi dell’articolo 1, comma 1042, della legge 30 dicembre 2020, n. 178. Articolo 8 (Comunicazione trimestrale)

  18. 1. Sulla base dei dati e delle informazioni ricavabili dai sistemi informativi di cui all’articolo 5, le Amministrazioni titolari comunicano al Ministero dell’economia e delle finanze -Dipartimento della Ragioneria Generale dello Stato, con cadenza trimestrale, le informazioni sullo stato di attuazione dei programmi e degli interventi e sugli obiettivi conseguiti, nonché gli eventuali scostamenti rispetto al cronoprogramma indicato nelle schede allegate al presente decreto, con le relative motivazioni e le conseguenti iniziative.

  19. 2. La prima comunicazione è trasmessa entro il 31 ottobre 2021. Il presente provvedimento è trasmesso agli organi di controllo. Roma, IL MINISTRO DANIELE FRANCO MINISTERO DELL'ECONOMIA E DELLE FINANZE 15.07.2021 08:11:22 UTC PIANO NAZIONALE PER GLI INVESTIMENTI COMPLEMENTARI DECRETO-LEGGE 6 maggio 2021, n. 59, “Misure urgenti relative al Fondo complementare al Piano nazionale di ripresa e resilienza e altre misure urgenti per gli investimenti” SCHEDA PROGETTO AMMINISTRAZIONE PROPONENTE: Presidenza del Consiglio dei ministri - Ministro per il Sud e la coesione territoriale NOME DEL PROGETTO: ECOSISTEMI PER L’INNOVAZIONE AL SUD IN CONTESTI URBANI MARGINALIZZATI Obiettivo: L'obiettivo del progetto è la riqualificazione infrastrutturale di siti localizzati nelle regioni del Mezzogiorno per ospitare percorsi di istruzione superiore, ricerca multidisciplinare e creazione di imprese orientati alla creazione di almeno 4 Ecosistemi dell'Innovazione. NATURA: investimento IMPORTO TOTALE COMPLEMENTARIETA’ CON PNRR MLN € MISSIONE – COMPONENTE PNRR Missione 5 - Inclusione e coesione 350,00 Componente 3 - Interventi speciali per la coesione territoriale TEMPISTICHE DI ATTUAZIONE MODALITA’ DI ATTUAZIONE DA A SINTESI: procedura concertativa negoziata - pubblicazione della 2021 2026 manifestazione di interesse per la candidatura di idee progettuali; procedura negoziale per l’individuazione dei progetti ammissibili a finanziamento; stipula della convenzione per la concessione della sovvenzione. LOCALIZZAZIONE NAZIONALE TERRITORIALE Se Territoriale, indicare località x Italia meridionale SOGGETTI ATTUATORI Agenzia per la coesione territoriale fino alla stipula della convenzione; soggetti individuati nell’ambito del partenariato come stazioni appaltanti per la realizzazione delle opere. CRONOPROGRAMMA FINANZIARIO Importo a valere sulle Ripartizione risorse risorse del Piano [mln €] complementare [mln €] 2021 2022 2023 2024 2025 2026 350,00 - 70,00 70,00 70,00 70,00 70,00 INFORMAZIONI AGGIUNTIVE E RELAZIONE ILLUSTRATIVA Monitoraggio La Presidenza del Consiglio dei ministri - Ministro per il Sud e la coesione territoriale, avvalendosi delle proprie strutture (DipCoe e Agenzia per la Coesione Territoriale) monitorerà l’avanzamento procedurale e fisico degli interventi tramite i sistemi informativi RGS. Risultati finali Riqualificazione e rifunzionalizzazione di almeno 4 siti per la creazione di Ecosistemi dell’Innovazione nel Mezzogiorno. Relazione illustrativa Il progetto prevede un investimento di 350 milioni di euro per la riqualificazione e rifunzionalizzazione di almeno 4 siti per la creazione di Ecosistemi dell'Innovazione nel Sud Italia, a sostegno dell'intervento già previsto all'interno della Legge di Bilancio 2021, che prevede un finanziamento massimo di 150 milioni di euro a valere su risorse FSC. Questa misura prevede specificamente progetti di riqualificazione urbana situati nelle regioni meridionali. La creazione di infrastrutture materiali o la rigenerazione di quelle abbandonate mira ad attrarre nuove imprese innovative e a promuovere lo sviluppo di capitale umano altamente qualificato. La rigenerazione di queste aree richiede un'ampia collaborazione tra università, centri di ricerca, imprese, amministrazioni pubbliche e organizzazioni del terzo settore, valorizzando il ruolo di tutti gli attori coinvolti. Eventuali oneri di gestione saranno a carico dei beneficiari delle risorse, che dovranno dimostrarne la copertura in sede di presentazione dei progetti. Le sfide che il progetto intende affrontare sono: - Recupero ambientale, rigenerazione urbana e rivitalizzazione socioeconomica delle aree urbane degradate. - Rivitalizzazione dei territori attraverso la creazione di condizioni favorevoli allo sviluppo della ricerca, dell'innovazione e alla diffusione della tecnologia, nonché investire nelle competenze delle persone. - Promozione della diffusione di modelli di collaborazione tra imprese, istituzioni, organizzazioni di ricerca e società civile, in conformità con l'approccio dell'innovazione aperta e il coinvolgimento di tutte le parti interessate (secondo il modello della "quadrupla elica") Gli interventi, il cui costo unitario è stimato in circa 90 milioni secondo un'analisi di misure analoghe, saranno attuati nel periodo 2021- 2026 in stretta collaborazione con le Regioni meridionali dove saranno situati gli HUB. In particolare, una buona prassi in questo settore era già stata riconosciuta dalla Commissione europea nell'ambito del programma “Europa nella mia regione 2019”. Pagina 2 CRONOPROGRAMMA PROCEDURALE - OBIETTIVI INIZIALI, INTERMEDI E FINALI Trimestre Obiettivi Pubblicazione della manifestazione di interesse (avviso). III/2021 Decreto di nomina dei componenti della commissione di valutazione. IV/2021 Invito alla presentazione dei progetti sulla base dell’esito della manifestazione di interesse I/2022 Provvedimento di ammissione a finanziamento dei progetti II/2022 Stipula della convenzione per la concessione delle sovvenzioni III/2022 Pubblicazione di tutti i bandi di gara e aggiudicazione per almeno 2 HUB IV/2022 Avvio dei lavori in almeno 2 HUB – aggiudicazione per tutti gli HUB I/2023 II/2023 Avvio dei lavori in tutti gli HUB III/2023 IV/2023 I/2024 II/2024 III/2024 IV/2024 I/2025 II/2025 III/2025 IV/2025 I/2026 II/2026 Fine dei lavori III/2026 IV/2026 Pagina 3 PIANO NAZIONALE PER GLI INVESTIMENTI COMPLEMENTARI DECRETO-LEGGE 6 maggio 2021, n. 59, “Misure urgenti relative al Fondo complementare al Piano nazionale di ripresa e resilienza e altre misure urgenti per gli investimenti” SCHEDA PROGETTO AMMINISTRAZIONE PROPONENTE: Ufficio del Commissario Straordinario per i terremoti del 2016 d'intesa con il Dipartimento "Casa Italia" e la Struttura di missione per il coordinamento dei processi di ricostruzione e sviluppo dei territori colpiti dal sisma del 6 aprile 2009. NOME DEL PROGETTO: INTERVENTI PER LE AREE DEL TERREMOTO DEL 2009 E 2016 Obiettivo: Il progetto, destinato a tutte le aree del Centro Italia colpite da numerosi eventi sismici negli ultimi 15 anni, è suddiviso in due misure di intervento finalizzate a porre rimedio alle conseguenze degli eventi che ne hanno seriamente influenzato la vivibilità, con effetti duraturi sulla vita urbana e socio-economica: A. CITTÀ E PAESI SICURI, SOSTENIBILI E CONNESSI B. RILANCIO ECONOMICO E SOCIALE I principali campi di intervento riguardano le aree perimetrali già fortemente colpite da eventi cataclismici e che richiedono quindi misure specifiche di ricostruzione sicura e sostenibile, garantendo un processo di riattivazione economica, ambientale e sociale dei territori. NATURA: programma unitario di investimenti infrastrutturali e per la ripresa economica IMPORTO TOTALE COMPLEMENTARIETA’ CON PNRR MLN € MISSIONE – COMPONENTE PNRR Missione 5 - Inclusione e coesione 1.780,00 Componente 3 - Interventi speciali per la coesione territoriale TEMPISTICHE DI ATTUAZIONE MODALITA’ DI ATTUAZIONE DA A VEDERE RELAZIONE 2021 2026 LOCALIZZAZIONE NAZIONALE TERRITORIALE SE TERRITORIALE, INDICARE LOCALITÀ X Aree interessate dai sismi del 2009 e del 2016 SOGGETTI ATTUATORI Ufficio del Commissario straordinario del Governo per la ricostruzione Sisma Centro Italia 2016; Struttura di missione per il coordinamento dei processi di ricostruzione e sviluppo dei territori colpiti dal sisma del 6 aprile 2009. Pagina 4 CRONOPROGRAMMA FINANZIARIO Importo a valere sulle Ripartizione risorse risorse del Piano [mln €] complementare [mln €] 2021 2022 2023 2024 2025 2026 1.780,00 220,00 720,00 320,00 280,00 160,00 80,00 INFORMAZIONI AGGIUNTIVE E RELAZIONE ILLUSTRATIVA Monitoraggio Il monitoraggio dell’avanzamento procedurale e fisico degli interventi verrà attuato tramite i sistemi informativi RGS. Risultati finali Gli interventi saranno individuati con apposito provvedimento. Relazione illustrativa Il Piano è suddiviso in due macro misure d'intervento: A. CITTÀ E PAESI SICURI, SOSTENIBILI E CONNESSI La misura, il cui costo stimato ammonta a 1,08 miliardi di euro, riguarda tutte le zone colpite dai terremoti e quindi colpite dai programmi di ricostruzione, prevedendo un sistema di misure integrate di progettazione urbana e interventi di organizzazione open space, misure di efficienza energetica per mitigare le vulnerabilità sismiche degli edifici utilizzati a fini educativi e formativi, con un aumento della quota di energia derivante da fonti rinnovabili, interventi integrati per la mobilità e i trasporti al fine di promuovere l'uso di veicoli elettrici e aumentare la varietà delle opzioni di trasporto pubblico, il trasporto collettivo (car-pooling, car-sharing, ecc.) e le biciclette, attraverso il miglioramento delle infrastrutture e l'aumento dell'intermodalità tra i tipi di trasporto; interventi, sul modello delle “smart cities”, mirati alla creazione e sperimentazione di un sistema informatico basato su tecnologia blockchain, per introdurre maggiore efficienza in vari ambiti della pubblica amministrazione, alla realizzazione di sistemi integrati di gestione dell'energia di un gruppo di edifici, paesi o parti di città e di gestione dei dati urbani, alla creazione di sistemi di controllo del traffico e nei settori della telemedicina e teleassistenza. La promozione del sistema IOT (Internet of things) e dell'infrastruttura digitale è prevista come investimento trasversale destinato anche alla promozione delle attività di marketing territoriale, attraverso la creazione di una piattaforma specifica. Infine interventi per la realizzazione di utenze sotterranee, sistemi tecnologici per cavi di rete, sistemi di gestione delle acque e interventi di efficienza energetica per edifici pubblici e integrazione di impianti di produzione di energia all'interno dell'impianto urbano (teleriscaldamento e raffreddamento; stoccaggio di energia su larga scala; cogenerazione (CHP); poligenerazione; stoccaggio termico ed energetico su larga scala; fotovoltaico; energia eolica; energia geotermica profonda e superficiale; recupero del calore di scarto). Infine la misura prevede anche lavori di rifunzionalizzazione degli alloggi temporanei nel Comune dell’Aquila per le esigenze del Servizio Civile Universale. Le misure sono attuate dai soggetti attuatori, d'intesa con le amministrazioni coinvolte. B. RILANCIO ECONOMICO E SOCIALE La misura intende promuovere ed innescare investimenti per un totale di 700 milioni di euro a sostegno delle attività economiche e produttive locali, attraverso la valorizzazione delle vocazioni produttive, delle risorse ambientali e del sistema agroalimentare, l'integrazione e il rafforzamento del sistema di formazione tecnica delle competenze per lo sviluppo locale e della PA, la promozione di tutto il territorio dell'Appennino, colpito dai terremoti, anche attraverso il sostegno alle imprese culturali, turistiche e creative. Pagina 5 CRONOPROGRAMMA PROCEDURALE - OBIETTIVI INIZIALI, INTERMEDI E FINALI TRIMESTRE OBIETTIVI macro-misura A macro-misura B Adozione provvedimento con il quale si provvede: - All’individuazione delle specifiche finalità di investimento rientranti nelle macromisure A e B e al relativo riparto delle risorse per ciascuna finalità individuata; III/2021 - All’indicazione del responsabile dell’attuazione per ciascuna sub-misura tra i due soggetti attuatori (ufficio del Commissario sisma 2016 e Struttura di missione sisma 2009); All’individuazione degli obiettivi di realizzazione per ciascuna sub-misura. individuazione degli interventi da parte della Cabina di coordinamento; individuazione delle stazioni appaltanti (centrali uniche di committenza nazionali, regionali o enti Individuazione delle iniziative da parte della Cabina di IV/2021 locali) da parte del soggetto attuatore; affidamento da coordinamento parte della stazione appaltante della progettazione delle misure I/2022 approvazione della progettazione posta a base di gara da parte del soggetto attuatore previa acquisizione delle pubblicazione degli avvisi pubblici/bandi da parte dei II/2022 relative autorizzazioni o concertazioni in sede di soggetti attuatori conferenza permanente (rispettivamente, del sisma 2016 o di quello 2009); pubblicazione, da parte da parte delle stazioni appaltanti, III/2022 dei bandi di gara; aggiudicazione e avvio dei lavori; approvazione da parte dei soggetti attuatori delle istanze IV/2022 presentate e concessione dei finanziamenti I/2023 II/2023 III/2023 25% dei SAL relazione da parte dei soggetti attuatori che attesti IV/2023 l’utilizzo di almeno il 25% del valore finanziario dei progetti/iniziative I/2024 II/2024 III/2024 Ulteriore 50% dei SAL relazione da parte dei soggetti attuatori che attesti la IV/2024 realizzazione del 100% dei progetti/iniziative individuati I/2025 II/2025 III/2025 IV/2025 conclusione dei lavori-collaudo per tutti gli interventi I/2026 individuati II/2026 III/2026 IV/2026 Pagina 6 PIANO NAZIONALE PER GLI INVESTIMENTI COMPLEMENTARI DECRETO-LEGGE 6 maggio 2021, n. 59, “Misure urgenti relative al Fondo complementare al Piano nazionale di ripresa e resilienza e altre misure urgenti per gli investimenti” SCHEDA PROGETTO AMMINISTRAZIONE PROPONENTE: Ministero delle infrastrutture e della mobilità sostenibili NOME DEL PROGETTO: RINNOVO DELLE FLOTTE DI BUS, TRENI E NAVI – BUS Obiettivo: L’obiettivo di questa misura è l’acquisto di circa 1.500 veicoli ad alimentazione GNL e GNC (metano) destinati al trasporto extraurbano ed interurbano. Beneficiari delle risorse sono le Regioni. Tale misura integra quanto previsto dal PNRR (acquisto di autobus elettici e ad idrogeno) consentendo la possibilità di acquisto di mezzi ad alimentazione a metano e contribuendo in modo determinante a favorire la transizione ecologica nell’attività di rinnovo del parco mezzi extraurbani e interurbani adibito al trasporto pubblico locale (che presenta un’età media di 10 anni e attualmente alimentato a gasolio). Il 50% delle risorse per i primi tre anni del Piano potrà essere destinato alla realizzazione di infrastrutture di supporto. NATURA: investimento IMPORTO TOTALE COMPLEMENTARIETA’ CON PNRR MLN € MISSIONE – COMPONENTE PNRR Missione 2 - Rivoluzione verde e transizione ecologica Componente 2 - Energia rinnovabile, idrogeno, rete e mobilità 600,00 sostenibile Investimento 4.4.1 - Rinnovo delle flotte bus e treni verdi (importo 2.415 mln di euro). TEMPISTICHE DI ATTUAZIONE MODALITA’ DI ATTUAZIONE DA A SINTESI: Adozione del DM del MIMS di assegnazione delle risorse alle 2022 2026 regioni; erogazione anticipazione ai soggetti beneficiari (20% del finanziamento assegnato). LOCALIZZAZIONE NAZIONALE TERRITORIALE Se Territoriale, indicare località x SOGGETTI ATTUATORI Regioni di cui al DM n. 81 del 14.02.2020, in attuazione del DPCM n. 1360 del 24 aprile 2019 Pagina 7 CRONOPROGRAMMA FINANZIARIO Importo a valere sulle Ripartizione risorse risorse del Piano [mln €] complementare [mln €] 2021 2022 2023 2024 2025 2026 600,00 - 62,12 80,74 159,01 173,91 124,22 INFORMAZIONI AGGIUNTIVE E RELAZIONE ILLUSTRATIVA Monitoraggio Il Ministero delle infrastrutture e della mobilità sostenibili monitorerà l’avanzamento procedurale e fisico degli interventi tramite i sistemi informativi RGS. Risultati finali Acquisto di circa 1.500 autobus a metano. Relazione illustrativa Il parco autobus italiano per il trasporto pubblico presenta un’età media notevolmente superiore a quello europeo (10,5 anni contro i 7 anni dell’UE) e consta di 42.000 veicoli, di cui quasi il 90% è a benzina, diesel e dual fuel e più del 40% è costituito da veicoli ad alte emissioni (Euro 0, Euro 1, Euro 2, Euro 3, Euro 4). L’obiettivo di questa misura è accelerare il rinnovamento del parco autobus con veicoli alimentati a GNL e GNC, quindi a metano, destinati al trasporto extraurbano ed interurbano. Beneficiari delle risorse sono le Regioni. Tale misura integra quanto previsto dal PNRR (acquisto di autobus elettici ed ad idrogeno) recuperando la possibilità di acquisto di mezzi ad alimentazione a metano e contribuendo in modo determinante a favorire la transizione ecologica nell’attività di rinnovo del parco mezzi adibito al trasporto pubblico locale (che presenta un’età media di 10 anni). Gli obiettivi specifici sono: - miglioramento della qualità e disponibilità dei servizi di trasporto pubblico e scoraggiamento all’uso di veicoli privati; - aumento del comfort degli utenti e dell’attrattiva dei servizi di trasporto pubblico su strada; - miglioramento della qualità dell’aria attraverso l’utilizzo di carburanti verdi e tecnologie innovative, in linea con gli accordi internazionali e le disposizioni normative dell’Unione Europea, quali: la direttiva europea 2014/94/UE sull’infrastruttura per i combustibili alternativi (DAFI) e dalle raccomandazioni specifiche per Paese dell’UE 2019 (COM/2019/512 final) e 2020 (COM/2020/512 final); - promozione della politica di coesione attraverso la riduzione del divario nazionale a seguito dell’aumento delle attrezzature per autobus nel Mezzogiorno. L’attuazione della misura avverrà in base a quanto disposto nel Piano strategico nazionale per la mobilità sostenibile 2019-2033 (PSNMS), adottato con DPCM n. 1360 del 24 aprile 2019 e successivo decreto attuativo di riparto delle risorse n. 81 del 14.02.2020. Le risorse vengono assegnate alle Regioni. Le risorse saranno destinate almeno per il 50% alle regioni del sud. Pagina 8 CRONOPROGRAMMA PROCEDURALE - OBIETTIVI INIZIALI, INTERMEDI E FINALI TRIMESTRE OBIETTIVI III/2021 Adozione DM di assegnazione delle risorse IV/2021 I/2022 Erogazione anticipazione ai soggetti beneficiari II/2022 III/2022 Sottoscrizione dei contratti IV/2022 I/2023 II/2023 III/2023 IV/2023 I/2024 II/2024 III/2024 IV/2024 50% di autobus acquistati I/2025 II/2025 III/2025 IV/2025 I/2026 II/2026 III/2026 IV/2026 100% di autobus acquistati Pagina 9 PIANO NAZIONALE PER GLI INVESTIMENTI COMPLEMENTARI DECRETO-LEGGE 6 maggio 2021, n. 59, “Misure urgenti relative al Fondo complementare al Piano nazionale di ripresa e resilienza e altre misure urgenti per gli investimenti” SCHEDA PROGETTO AMMINISTRAZIONE PROPONENTE: Ministero delle infrastrutture e della mobilità sostenibili NOME DEL PROGETTO: RINNOVO DELLE FLOTTE DI BUS, TRENI E NAVI VERDI – NAVI Obiettivo: La misura, divisa in tre azioni distinte, si pone i seguenti obiettivi: - Sub-investimento I – (costo complessivo di 500 mln di euro) Rinnovare la flotta navale mediterranea con unità a combustibile in grado di ridurre l’impatto ambientale. - Sub-investimento II - (costo complessivo di 80 mln di euro) Rinnovo della flotta navale per l’attraversamento stretto di Messina: mezzi veloci, di proprietà RFI, che garantiscono la continuità territoriale in interconnessione con i treni da/per Villa S.Giovanni e Messina con nuovi mezzi ibridi a basse emissioni, ibridizzazione di 3 unità navali per trasporto treni, di proprietà di RFI, per limitare le emissioni atmosferiche. - Sub-investimento III – (costo complessivo di 220 mln di euro) Aumentare la disponibilità di combustibili marini alternativi (GNL). NATURA: investimento IMPORTO TOTALE COMPLEMENTARIETA’ CON PNRR MLN € MISSIONE – COMPONENTE PNRR Missione 2 - Rivoluzione verde e transizione ecologica 800,00 Componente 2 - Energia rinnovabile, idrogeno, rete e mobilità sostenibile TEMPISTICHE DI ATTUAZIONE: MODALITA’ DI ATTUAZIONE: DA A Vedere relazione illustrativa 2021 2026 LOCALIZZAZIONE NAZIONALE TERRITORIALE Se Territoriale, indicare località x x Vedere relazione illustrativa (Stretto di Messina) SOGGETTI ATTUATORI SUB I: Il Ministero delle infrastrutture e della mobilità sostenibili tramite bando individuerà le imprese armatoriali beneficiarie del cofinanziamento pubblico per l’ammodernamento sostenibile della flotta. SUB II: Il Ministero delle infrastrutture e della mobilità sostenibili nell’ambito del contratto di programma RFI con il MIMS. Pagina 10 SUB III: Il Ministero delle infrastrutture e della mobilità sostenibili tramite bando pubblico individuerà società di produzione e distribuzione di GNL e bio GNL che attueranno gli interventi con un cofinanziamento pubblico. CRONOPROGRAMMA FINANZIARIO Intervento Ripartizione risorse Importo a valere sulle risorse del [mln €] Piano complementare [mln €] 2021 2022 2023 2024 2025 2026 SUB I 500,00 18,00 17,20 56,50 157,60 142,00 108,70 SUB II 80,00 20,00 30,00 30,00 - - - SUB III 220,00 7,00 7,00 42,30 64,40 58,00 41,30 TOTALE 800,00 45,00 54,20 128,80 222,00 200,00 150,00 INFORMAZIONI AGGIUNTIVE E RELAZIONE ILLUSTRATIVA Monitoraggio Il monitoraggio dell’avanzamento procedurale e fisico degli interventi avverrà tramite i sistemi informativi RGS. Risultati finali Sub-investimento I - Interventi di refitting e costruzione delle navi nuove. - Messa in esercizio delle navi nuove. Sub-investimento II - Ibridizzazione 3 navi traghettamento treni nello Stretto di Messina. - Realizzazione di 3 unità navali veloci. Sub-investimento III - Messa in esercizio di micro-liquefattori di almeno 50.000 tonnellate annue di capacità produttiva anche attraverso soluzioni modulari. - Costruzione di navi di piccole dimensioni adatte ad attività di bunkeraggio. - Adeguamenti rigassificatori nazionali in ambito portuale con infrastrutture per il rifornimento marino e terrestre e relative infrastrutture accessorie. Relazione illustrativa In Italia il trasporto marittimo svolge un ruolo rilevante come servizio di trasporto pubblico per la mobilità nelle aree costiere. L'importanza cruciale del trasporto marittimo rende necessario lo sviluppo di un’offerta adeguata di combustibili alternativi e la disponibilità di unità navali ad alta efficienza energetica disponibili per il trasporto pubblico e commerciale. L’Organizzazione Marittima Internazionale (IMO) - attraverso l'allegato VI della Convenzione MARPOL - fornisce prescrizioni e indicazioni per ottenere una significativa riduzione dell'impatto ambientale generato da unità navali. In particolare, la revisione dell'Allegato VI, approvata durante l'ultima riunione IMO MEPC 58 e in vigore dal 1° luglio 2010, contiene restrizioni progressive sulle emissioni di NOx dei motori diesel marini. Il primo strumento normativo obbligatorio per la riduzione delle emissioni di gas serra è l'indice di efficienza energetica (EEDI) adottato dall'IMO nel 2011 - Allegato VI della MARPOL - Risoluzione MEPC.203 (62). L'EEDI impone gradualmente delle restrizioni sulle emissioni Pagina 11 di CO2 delle navi, misurate in grammi per tonnellata-miglio. Il livello di riduzione di CO2 (grammi di CO2 per tonnellata-miglio) è fissato al 10% entro il 2020, al 20% per il 2025 e al 30% per il 2030. La percentuale di riduzione per ogni tipo di nave è calcolata sulla base di un valore di riferimento calcolato sulle navi costruite tra il 2000 e il 2010. Tutte le navi costruite prima del 2010 non sono conformi a queste norme. Le Linee Guida per la redazione dei Documenti di Pianificazione Energetica Ambientale dei Sistemi Portuali del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti di concerto con il Ministero dell'Ambiente incentivano l'utilizzo del GNL nel trasporto marittimo. Allo stato attuale ci sono criticità sia in termini di offerta che di domanda. Dal punto di vista dell'offerta l'Italia ha un numero limitato di infrastrutture per la produzione, liquefazione, stoccaggio e distribuzione al mercato stradale e marino di gas naturale liquefatto (GNL) e Bio metano Liquefatto (BioGNL) . Il GNL ed il BioGNL si stanno sempre più affermando a livello mondiale come combustibili di transizione verso un futuro a zero emissioni di carbonio nel settore del trasporto marittimo. Infatti, il GNL e BioGNL hanno comprovati benefici ambientali rispetto ai carburanti convenzionali (ad esempio il gasolio marino ed il gasolio stradale): tipicamente producono minori emissioni di anidride carbonica (CO2), mentre eliminano virtualmente le emissioni di ossido di azoto (NOx), ossido di zolfo (SOx) e particolato (PM). La costruzione di impianti di liquefazione allacciati alla rete gas nazionale e la conseguente disponibilità di GNL e BioGNL sarà uno degli elementi fondamentali per l'Italia nel periodo di transizione energetica verso un sistema di trasporti completamente decarbonizzato, in quanto consentirà di soddisfare la domanda di GNL e BioGNL per i trasporti (marittimi e terrestri) a partire dal gas naturale via tubo e pertanto consentendo a tutti i consumatori l’accesso al mercato gas nazionale, altamente competitivo e trasparente. La capacità complessiva degli impianti di liquefazione sul territorio nazionale si attesterà in almeno 150.000 tonnellate annue, tale da permettere uno sviluppo importante del mercato del GNL e BioGNL come combustibile green per il trasporto marittimo e stradale. Lo scarso utilizzo del GNL come combustibile marino in Italia dipende da diversi fattori, il problema più critico riguarda la non competitività dei prezzi del GNL nei porti italiani causato dell'elevata complessità logistica rispetto agli altri porti europei. Utilizzando le infrastrutture GNL già esistenti in Italia e associando l’acquisto di nuove unità navali per il trasporto del GNL per attività di bunkeraggio nave-nave, la domanda e l’utilizzo di GNL come combustibile marino in Italia potrebbe crescere velocemente per tutti i tipi di navi (crociere, navi cisterna, navi container, nazionali Ro-Ro / Ro-Pax) avendo l’Italia a disposizione una soluzione di pronta implementazione. La soluzione progettuale risulterebbe flessibile, scalabile in quanto le Bettoline GNL saranno in grado di rifornire i porti italiani e seguirne la crescita in termini di domanda di GNL. L’adeguamenti dei rigassificatori nazionali in ambito portuale per il rifornimento marino e terrestre e relative infrastrutture accessorie permetterà lo sviluppo dei servizi di Small Scale, parallelamente al servizio presso i terminali nazionali esistenti, a favore delle attività verdi “green” del mercato marittimo del bunkeraggio, delle operatività interne ai porti e del trasporto stradale Dal punto di vista della domanda, sia la flotta navale per il trasporto pubblico, che per la continuità territoriale, i servizi di cabotaggio e commerciali, sono caratterizzate da un'età media elevata e da una bassa efficienza del carburante che determina impatti ambientali negativi in termini di emissioni di gas serra e di inquinanti atmosferici. Sub-investimento I - (costo complessivo di 500 mln di euro) Rinnovo della flotta navale mediterranea con unità navali a combustibile pulito La flotta navale nel Mediterraneo sarà rinnovata con unità altamente performanti, dotati di sistemi di propulsione di ultima generazione, soluzioni ibride e innovative e sistemi di controllo digitale. In particolare, saranno attuate le seguenti misure di cofinanziamento pubblico per: - retrofitting di unità navali esistenti con sistemi di propulsione di ultima generazione (motori dual fuel, motori GNL, batterie, sistemi ibridi calibrati su specifiche esigenze operative, celle a combustibile in grado di ridurre o eliminare l'impronta ambientale oltre a migliorare il comfort di viaggio per i passeggeri); - realizzazione di nuove unità o aggiornamento di ordini in corso secondo i più stringenti criteri di efficienza energetica dell'IMO con l'integrazione di soluzioni innovative e sistemi propulsivi di ultima generazione. L'ammodernamento di unità esistenti nonché la costruzione di nuove, mira a: - allineare i requisiti delle unità navali alle più recenti normative di sicurezza, per quanto riguarda l'aumento dei margini di stabilità (SOLAS 2020) e la gestione avanzata degli incidenti e dei guasti (Safe Return to Port); - allineare le unità navali ai più recenti indicatori di efficienza energetica e alle restrizioni sulle emissioni imposte dall'Allegato VI di Marpol; - applicare sistemi di generazione / propulsione innovativi, in grado di ridurre o eliminare l'impronta ambientale; - migliorare gli indici di sicurezza della navigazione e la protezione dell'ambiente marino; - interfaccia innovativa tra layout portuale e progetto nave per migliorare la logistica di imbarco e sbarco; Pagina 12 - aumento dell'affidabilità tecnica delle unità, attraverso l'applicazione di sistemi di monitoraggio delle prestazioni e di manutenzione predittiva basati sull'intelligenza artificiale; - aumentare i livelli di comfort, applicando metodi di calcolo e sistemazioni mutuati dall'esperienza delle navi da crociera. Sub-investimento II - (costo complessivo di 80 mln di euro) Rinnovo della flotta navale e nello Stretto di Messina per ridurre le emissioni in linea con standard ecologici moderni a) Rinnovo della Flotta mezzi veloci Blu Jet L’attuale modello di esercizio di Blu Jet prevede 15 coppie di corse al giorno nella relazione Messina – Villa San Giovanni ed è attuato con 1 mezzo in linea, 1 di riserva calda, utilizzato frequentemente ogni giorno a causa dei ritardi dei treni in arrivo/partenza e n° 1 mezzo noleggiato per sopperire ai periodo di sosta per esigenze manutentive per i mezzi di proprietà sempre più frequenti a causa dell’intenso utilizzo. Si ipotizza il rinnovo della Flotta con l’acquisto di 3 Mezzi Navali nuovi il cui costo stimato complessivo è pari circa a 60 M€ (che include anche i necessari costi di progettazione, materiale di scorta, la sorveglianza alla costruzione, gli imprevisti e le spese generali). Anche per i mezzi veloci di nuova generazione si ipotizza la propulsione NLG/Elettrica. Le nuove realizzazioni incidono significativamente sulla riduzione dell’emissione di CO2 e sui consumi. b) Ibridizzazione flotta esistente per le navi RFI adibite a traghettamento ferroviario Il progetto, per la parte ibrida, prevede per una prima nave (di nuova fornitura denominata Iginia) la predisposizione entro l’anno 2021, ed il completamento entro Giugno 2022, ovvero alla consegna dei pacchi batterie la cui fornitura è prevista dopo 1 anno dall’acquisto. L’ibridizzazione della nave Messina già in esercizio dal 2013 avverrà entro il 2024. Il bando di gara prossimo all’emanazione entro il 2021 per la costruzione di una nuova Unità navale Ibrida già prevede l’installazione di motori GNL dual fuel e la parte elettrica, la costruzione si completerà entro il 2025. Lo sviluppo prevede la predisposizione di: - 1 gruppo batterie di energia nominale minima 500 kWh - 3 motori elettrici - Sistema di collegamento a terra da utilizzarsi durante le soste in invasatura, di potenza 350 kW sufficiente a soddisfare l’intera richiesta nave - Installazione di pannelli fotovoltaici nelle ampie aree disponibili - Stazioni di ricarica a bordo per eventuali futuri treni con alimentazione autonoma a batterie. Complessivamente, si stima un investimento pari a 20 Mln di euro, al termine del quale le tre navi della flotta saranno ibride. Sub-investimento III – (costo complessivo di 220 mln di euro) Aumentare la disponibilità di combustibili marini alternativi in Italia attraverso: - impianti di liquefazione allacciati alla rete gas nazionale ciascuno con una capacità di almeno 50.000 tonnellate anche modulabile sul territorio italiano con particolare focus al sud ed al centro sud Italia. - la costruzione di navi di piccole dimensioni adatte ad attività di bunkeraggio c.d. nave – nave,. Il GNL sarà fornito a tali navi attraverso l'adeguamento infrastrutturale dei terminali di rigassificazione per la ricarica di navi di piccole dimensioni - L’implementazione di necessari adeguamenti ai rigassificatori nazionali in ambito portuale per il rifornimento marino (operazioni di ricarica bunkerine) e terrestre (costruzioni di punti di rifornimento e/o caricamento GNL) e relative infrastrutture accessorie Il costo totale della misura è di 800 milioni di euro, di cui: - 500 milioni di euro per il rinnovo della flotta navale mediterranea con unità navali a combustibile pulito (Sub-investimento I); - 80 milioni di euro per il rinnovo della flotta navale del trasporto pubblico regionale con unità navali a combustibili puliti (Sub- investimento II); - 220 milioni di euro per aumentare la disponibilità di combustibili marini alternativi in Italia (Sub-investimento III) Pagina 13 CRONOPROGRAMMA PROCEDURALE - OBIETTIVI INIZIALI, INTERMEDI E FINALI Trimestre Obiettivi Sub 3 Sub 1 Sub 2 MICROLIQUEFATTORI NAVI UPGRADING RETROFIT Acquisto navi Ibridizzazione BUNKERINE NUOVE NAVI NAVI navi DM definizione tipologia e parametri tecnici degli interventi, entità, modalità e Avvio condizioni di erogazione del contributo riconoscibile per ciascuna tipologia di Predisposizione intervento. Ibridizzazione III/2021 prima nave Iginia traghettamento treni NOTIFICA UE e Notifica UE Pubblicazione revisione del bando di gara per fornitura di nave dual fuel ibrida elettrica IV/2021 Pubblicazione del bando di gara per acquisto delle 3 nuove unità navali veloci I/2022 Decreto ministeriale Decreto Decreto Decreto Pubblicazione per individuazione ministeriale per ministeriale per ministeriale del bando di criteri di ammissibilità individuazione individuazione per gara per al finanziamento criteri di criteri di individuazione acquisto delle ammissibilità al ammissibilità al criteri di 3 nuove unità finanziamento finanziamento ammissibilità al navali veloci finanziamento II/2022 Aggiudicazione Completamento gara per Ibridizzazione acquisto delle Nave Iginia 3 nuove unità prima nave navali veloci traghettamento treni III/2022 Individuazione Individuazione Individuazione Individuazione Avvio dei lavori beneficiari e accordi beneficiari e beneficiari e beneficiari e progettazione procedimentali con accordi accordi accordi beneficiari. procedimentali procedimentali procedimentali con beneficiari. con beneficiari. con beneficiari. IV/2022 I/2023 Avvio dei lavori Avvio dei lavori II/2023 Sottoscrizione Sottoscrizione Consegna contratti contratto progettazione per le 3 nuove unità navali veloci Pagina 14 Trimestre Obiettivi Sub 3 Sub 1 Sub 2 MICROLIQUEFATTORI NAVI UPGRADING RETROFIT Acquisto navi Ibridizzazione BUNKERINE NUOVE NAVI NAVI navi III/2023 Avvio lavori realizzazione prima Unità Navale Veloce IV/2023 I/2024 II/2024 III/2024 Conclusione lavori di realizzazione della prima unità veloce IV/2024 Consegna unità Conclusione Ibridizzazione lavori di nave traghetto realizzazione Messina in della seconda esercizio unità veloce I/2025 Consegna navi Consegna del Conclusione 50% delle unità lavori di realizzazione della terza unità veloce II/2025 III/2025 IV/2025 Conclusione lavori di realizzazione nave dual fuel ibrida elettrica I/2026 Messa in esercizio microliquefattori II/2026 Consegna del restante 50% delle unità III/2026 IV/2026 Pagina 15 PIANO NAZIONALE PER GLI INVESTIMENTI COMPLEMENTARI DECRETO-LEGGE 6 maggio 2021, n. 59, “Misure urgenti relative al Fondo complementare al Piano nazionale di ripresa e resilienza e altre misure urgenti per gli investimenti” SCHEDA PROGETTO AMMINISTRAZIONE PROPONENTE: Ministero delle infrastrutture e della mobilità sostenibili NOME DEL PROGETTO: RAFFORZAMENTO DELLE LINEE FERROVIARIE REGIONALI Obiettivo: L’obiettivo dell’intervento è potenziare le linee e le infrastrutture ferroviarie regionali non interconnesse per risolvere i problemi di collegamento ed interoperabilità di queste con la rete nazionale principale NATURA: investimento IMPORTO TOTALE COMPLEMENTARIETA’ CON PNRR MLN € MISSIONE – COMPONENTE PNRR Missione 3 infrastrutture per una mobilità sostenibile Componente 1 - Investimenti sulla rete ferroviaria 1.550,00 Investimento 1.6 – Potenziamento delle linee regionali - gestione RFI (importo 936 mln di euro). TEMPISTICHE DI ATTUAZIONE MODALITA’ DI ATTUAZIONE DA A SINTESI: individuazione interventi; aggiudicazione dei contratti; 2021 2026 completamento degli interventi. LOCALIZZAZIONE NAZIONALE TERRITORIALE Se Territoriale, indicare località x Vedere relazione illustrativa SOGGETTI ATTUATORI Soggetti gestori delle linee ferroviarie o altro soggetto indicato in convenzione Pagina 16 CRONOPROGRAMMA FINANZIARIO Importo a valere sulle Ripartizione risorse risorse del Piano [mln €] complementare [mln €] 2021 2022 2023 2024 2025 2026 1.550,00 150,00 360,00 405,00 376,90 248,10 10,00 INFORMAZIONI AGGIUNTIVE E RELAZIONE ILLUSTRATIVA Monitoraggio Il Ministero delle infrastrutture e della mobilità sostenibili monitorerà l’avanzamento procedurale e fisico degli interventi tramite i sistemi informativi RGS. Risultati finali  Almeno n. 10 interventi per il potenziamento delle linee ferroviarie regionali  Almeno n. 9 interventi per la messa in sicurezza delle linee ferroviarie regionali  Almeno n. 3 interventi per potenziamento e il rinnovo del materiale rotabile  Almeno n. 2 interventi per il potenziamento delle linee ferroviarie e il contestuale potenziamento e/o rinnovo del parco rotabile Relazione illustrativa Una delle esigenze prioritarie per lo sviluppo e l’interconnessione del Paese riguarda gli interventi di rafforzamento delle infrastrutture ferroviarie regionali. La gestione frammentata delle reti ferroviarie regionali ha causato problemi di collegamento ed interoperabilità con la rete nazionale principale. La gestione separata delle linee nazionale e regionale ha portato all'adozione di diversi sistemi tecnologici e operativi; ciò ha creato problemi generali di sicurezza della rete ferroviaria e un potenziale rischio di incidenti. Le linee ferroviarie regionali possono essere distinte in linee interconnesse con la rete nazionale (come descritto nell'Allegato 1 del DM 5 agosto 2016) e linee non interconnesse. Le risorse destinate al Rafforzamento delle linee regionali in parola sono destinate ad interventi che riguardano sia alle linee isolate che alle linee interconnesse alla rete gestita da RFI. Gli interventi previsti sulle linee regionali hanno i seguenti obiettivi: - Rafforzare le linee ferroviarie regionali interconnesse, per raggiungere i livelli di sicurezza fissati dall’ Agenzia Nazionale per la Sicurezza delle Ferrovie e delle Infrastrutture Stradali e Autostradali (ANSFISA); - Potenziare il sistema di trasporto ferroviario regionale non interconnesso, che svolge un ruolo fondamentale nel sostegno alla domanda di mobilità locale e metropolitana; - Supportare il collegamento delle linee regionali con la rete nazionale ad alta velocità. Il raggiungimento dei suddetti obbiettivi sono stati definiti i seguenti Programmi di intervento:  Programma di intervento per la messa in sicurezza delle linee ferroviarie regionali: a cui sono state destinate risorse pari a 435,62 milioni di euro. In particolare, 376,22 milioni di euro sono stati destinati ad interventi per la messa in sicurezza delle ferrovie regionali delle Regioni del Sud (circa 86%). I restanti 59,40 di euro sono stati assegnati ad interventi per la messa in sicurezza delle ferrovie regionali delle Regioni del Centro – Nord (circa 14%);  Programma di intervento per il potenziamento delle linee ferroviarie regionali: a cui sono state destinate risorse pari a 542,97 milioni di euro. In particolare, 484,97 milioni di euro sono stati destinati ad interventi per il potenziamento delle ferrovie regionali delle Regioni del Sud (circa 89%) e 58 mln di euro per interventi di potenziamento delle ferrovie regionali delle Regioni del Centro – Nord (circa 11%);  Programma di intervento per potenziamento e il rinnovo del materiale rotabile: a cui sono state destinate risorse pari a 431,41 milioni di euro. In particolare 256,74 milioni di euro sono stati destinati al potenziamento e al rinnovo del parco rotabile delle Pagina 17 linee ferroviarie Regioni del Sud (circa 60%). Mentre i restati 174,67 milioni di euro sono stati destinati per il medesimo scopo alle ferrovie regionali delle Regioni del Centro – Nord (circa il 40 %);  Programma di intervento per il potenziamento delle linee ferroviarie e il contestuale potenziamento e/o rinnovo del parco rotabile: a cui sono state destinate risorse pari a 140 milioni di euro assegnate interamente alle Regioni del Sud. TABELLA CON FINANZIAMENTI COMPLESSIVI (milioni di euro) DISTINTI PER PIANI DI INTERVENTO IMPORTO PIANO DI INTERVENTO FINANZIATO IMPORTO SUD IMPORTO CENTRO -NORD % SUD % NORD POTENZIAMENTO 542,97 484,97 58,00 89 11 MESSA IN SICUREZZA 435,62 376,22 59,40 86 14 POTENZIAMENTO E/0 RINNOVO MATERIALE ROTABILE 431,41 256,74 174,67 60 40 POTENZIAMENTO LINEE FERROVIARIE – POTENZIAMETO E/O RINNOVO MATERIALE ROTABILE 140 140 0 100 0 TOTALE FINANZIAMENTO 1.550 1.257,93 292,07 81 19 In totale le risorse sono state ripartite per un importo complessivo pari a milioni 1.257,93 milioni di euro tra le Regioni del Sud (circa il’81 % delle risorse del Piano) e per i restanti 292,07 milioni di euro mln di euro tra le Regioni del Centro – Nord (circa il 19 % delle risorse del Piano). In generale, sono stati considerati questi tipi di interventi: - necessari a migliorare le condizioni di sicurezza del traffico ferroviario, sia attraverso l'installazione di impianti tecnologici, sia attraverso l'adeguamento delle infrastrutture esistenti; - utili per potenziare e migliorare il sistema di trasporto in termini di numero di passeggeri trasportati, aumentare la velocità commerciale, l'interconnessione tra centri urbani e altre infrastrutture, sia agendo sull'infrastruttura sia sulla quantità di materiale rotabile utilizzabile; - ridurre notevolmente le emissioni inquinanti nell’atmosfera, favorendo le applicazioni dell'idrogeno nel settore ferroviario regionale con particolare riguardo allo sviluppo delle aree centro-meridionali. Il potenziamento delle linee regionali sarà di competenza dei rispettivi proprietari (Regioni e/o Comuni). Pagina 18 CRONOPROGRAMMA PROCEDURALE - OBIETTIVI INIZIALI, INTERMEDI E FINALI Trimestre Obiettivi DM che individua gli interventi ammessi a finanziamento e formalizza l’assegnazione delle risorse necessarie per la III/2021 realizzazione degli interventi del Piano. IV/2021 D.D. di trasferimento delle risorse a titolo di anticipazione alle regioni. I/2022 Pubblicazione dei bandi di gara per il 38% dei lavori. II/2022 III/2022 Stipula contratti per il 38% dei lavori. Avvio del 38% dei lavori. IV/2022 Pubblicazione bando del 100% dei lavori I/2023 I/2023 II/2023 Stipula contratti per il 100% dei lavori. Avvio del 100% dei lavori III/2023 IV/2023 I/2024 I/2024 II/2024 III/2024 IV/2024 I/2025 I/2025 II/2025 Completamento del 50% degli interventi. III/2025 IV/2025 I/2026 II/2026 III/2026 IV/2026 Completamento del 100% degli interventi Pagina 19 PIANO NAZIONALE PER GLI INVESTIMENTI COMPLEMENTARI DECRETO-LEGGE 6 maggio 2021, n. 59, “Misure urgenti relative al Fondo complementare al Piano nazionale di ripresa e resilienza e altre misure urgenti per gli investimenti” SCHEDA PROGETTO AMMINISTRAZIONE PROPONENTE: Ministero delle infrastrutture e della mobilità sostenibili NOME DEL PROGETTO: RINNOVO DEL MATERIALE ROTABILE E INFRASTRUTTURE PER IL TRASPORTO FERROVIARIO DELLE MERCI Obiettivo: La misura si suddivide in due azioni: Sub - investimento 1: rinnovo di locomotive merci e carri obsoleti o loro ammodernamento mediante aggiornamento e potenziamento e l’elettrificazione, con eventuale installazione di impianti di controllo da remoto, dei collegamenti ferroviari di ultimo miglio per ridurre i tempi di manovra e l'utilizzo di mezzi di smistamento ad alimentazione diesel e, di conseguenza, le emissioni inquinanti; Sub – investimento 2: rinnovo dei mezzi per il trasporto intermodali (locotrattori, transtainer, gru). NATURA: investimento IMPORTO TOTALE COMPLEMENTARIETA’ CON PNRR MLN € MISSIONE – COMPONENTE PNRR Missione 3 - infrastrutture per una mobilità sostenibile 200,00 Componente 1 - Investimenti sulla rete ferroviaria TEMPISTICHE DI ATTUAZIONE MODALITA’ DI ATTUAZIONE DA A SINTESI. Provvedimenti di definizione di modalità e condizioni di 2021 2025 erogazione del contributo per locomotori, carri e mezzi intermodali, notifica e autorizzazione CE, individuazione beneficiari e avvio procedure di acquisto. Trasferimento risorse a RFI per elettrificare i collegamenti con i raccordi/terminal intermodali ed installare impianti di controllo da remoto; avanzamento lavori sulla base di step individuati nel CDP. LOCALIZZAZIONE NAZIONALE TERRITORIALE Se Territoriale, indicare località x SOGGETTI ATTUATORI Sub-Investimento I: Ministero delle infrastrutture e della mobilità sostenibili ed aziende operanti nel settore dei servizi ferroviari merci. Relativamente alle opere riguardanti i raccordi, RFI, individuato quale beneficiario dei finanziamenti e soggetto attuatore degli Pagina 20 interventi di elettrificazione dovrà, per le opere eventualmente ricadenti al di fuori del proprio asset, stipulare appositi accordi con i soggetti raccordati nel rispetto del quadro regolatorio vigente. Sub-Investimento II: Ministero delle infrastrutture e della mobilità sostenibili ed aziende operanti nei terminal nel settore dei servizi ferroviari e merci. CRONOPROGRAMMA FINANZIARIO Importo a valere Ripartizione risorse sulle risorse del [mln €] Piano complementare 2021 2022 2023 2024 2025 2026 [mln €] Sub-investimento 1 45,00 35,00 30,00 20,00 15,00 145,00 Sub-investimento 2 15,00 15,00 10,00 10,00 5,00 55,00 TOTALE 60,00 50,00 40,00 30,00 20,00 - 200,00 INFORMAZIONI AGGIUNTIVE E RELAZIONE ILLUSTRATIVA Monitoraggio Il monitoraggio dell’avanzamento procedurale e fisico degli interventi avverrà tramite i sistemi informativi RGS. Risultati finali Circa 1900 unità di materiale rotabile (locomotive, carri e mezzi intermodali) rinnovate 20 km di connessioni ferroviarie elettrificate e raccordate all’Infrastruttura ferroviaria nazionale Relazione illustrativa Nell’attuale configurazione della mobilità delle merci la quota modale ferroviaria è molto inferiore a quella stradale. Per migliorare la ripartizione modale a favore del ferroviario, appare particolarmente importante il rinnovo con rottamazione e il refitting della parte obsoleta dell’attuale parco merci (locomotori, carri, unità di trasporto intermodale), nonché delle infrastrutture di supporto al trasferimento di merci su ferrovia, al fine di garantire un minor impatto ambientale e del rumore. E’ necessario che tali azioni coinvolgano sia le Imprese ferroviarie nazionali che i gestori dei terminal di interscambio strada-ferrovia: solo in seguito allo sforzo congiunto di tutti gli attori del sistema si potranno raggiungere gli obiettivi comuni prefissati di riequilibrio modale, riduzione dell’impatto ambientale e salvaguardia delle risorse energetiche primarie. Nel dettaglio, si prevede la rottamazione dei mezzi per il trasporto merci di età più avanzata, con caratteristiche prestazionali di bassa efficienza e ad elevato impatto ambientale e la loro sostituzione con mezzi appartenenti alle tipologie descritte, allineati agli attuali standard tecnologici in termini ambientali, energetici, manutentivi, economici e di sicurezza in generale, utilizzando le risorse come forma di contribuzione pubblica (le percentuali di contribuzione variano a seconda della tipologia di mezzo). Una ulteriore categoria di investimenti riguarda l’adeguamento tramite elettrificazione ed eventuale centralizzazione dei collegamenti con i raccordi al Sistema Ferroviario italiano, al fine di consentire la terminalizzazione direttamente con locomotive di linea, riconquistando una capillarità di accesso diretto alla rete ferroviaria. A questo fine, sono previsti incentivi pari al 30% per la sostituzione dei locomotori in caso di rottamazione, 20% per l’inserimento di nuovi locomotori senza rottamazione, al 30% per i carri ferroviari di nuova generazione con rottamazione, al 50% per mezzi di movimentazione intermodali con rottamazione e al 100% per l’adeguamento ed elettrificazione ed eventuale centralizzazione dei raccordi alla rete di RFI. Per quanto riguarda i rotabili di linea, verranno presi in considerazione i locomotori elettrici destinati a viaggiare su linee elettrificate e i locomotori diesel da sostituire con modalità meno impattanti. Pagina 21 Per quanto riguarda i mezzi di movimentazione, mentre le gru sono elettriche, a livello di reach stacker invece attualmente non sono disponibili macchine elettriche; è stato lanciato recentemente il primo ibrido. Per la rottamazione dei mezzi obsoleti è necessario che: • il materiale da rottamare sia circolante (revisione non scaduta – il fatto che il materiale sia circolante può verificarsi tramite lettere di vettura e GPS); • ci sia evidenza della rottamazione di un locomotore/di un carro ad ogni immissione di nuovo locomotore/carro in esercizio; • il materiale da rottamare sia di proprietà da almeno 3 anni dello stesso detentore richiede il contributo, • per quanto riguarda i carri ferroviari, la tipologia dei carri rottamati corrisponda a quella dei carri nuovi, che andranno quindi a sostituirli con la stessa destinazione d’uso (in concreto, i carri nuovi devono essere adibiti al trasporto della stessa tipologia di merce e devono utilizzare la stessa unità di carico di quelli sostituiti). Può prevedersi il passaggio da carro convenzionale a intermodale come forma incentivante per l’intermodalità. L’investimento complessivo pari a 200 mln € è suddiviso fra le tipologie descritte. DESCRIZIONE CONTRIBUTO CONTRIBUTO TOTALE MEZZI/ KM PER PEZZO TOTALE MLN € SOSTITUITI SUB-INVESTIMENTO I 145 mln€ Locomotori Erogazione di un contributo medio di 1 mln 60 60 mezzi interoperabili di € a locomotore, pari al 25% del costo medio Carri Erogazione di un contributo medio di 30.000 55 1833 mezzi € a carro, pari al 30% del costo medio Raccordi ferroviari Contributo erogato al 100% 30 30 km SUB-INVESTIMENTO II 55 mln € Transtainer/gru Erogazione di un contributo medio di 2 mln € 50 25 mezzi per ogni mezzo intermodale, pari al 50% del costo medio Locotrattori Erogazione di un contributo medio di 5 33 mezzi 150.000 € a locotrattore, pari al 30% del costo medio TOTALE 200 mln € Pagina 22 CRONOPROGRAMMA PROCEDURALE - OBIETTIVI INIZIALI, INTERMEDI E FINALI Trimestre Obiettivi SUB-INVESTIMENTO I SUB – INVESTIMENTO II Locomotori, carri Raccordi ferroviari Mezzi intermodali: locotrattori, transtainer/gru III/2021 Provvedimento di definizione di Provvedimento di definizione di modalità modalità e condizioni di erogazione e condizioni di erogazione del contributo del contributo riconoscibile per riconoscibile per ciascuna tipologia di ciascuna tipologia di mezzo, a seguito mezzo, a seguito di gara di gara IV/2021 Notifica CE per autorizzazione Avvio progettazione delle Notifica CE per autorizzazione (locomotori e carri) elettrificazioni dei raccordi RFI (locotrattori e transtainer/gru) I/2022 Avvio della procedura di concessione Avvio della procedura di concessione dei dei contributi contributi II/2022 Individuazione beneficiari Trasferimento risorse a RFI per Individuazione beneficiari mezzi locomotori e carri elettrificare i raccordi intermodali intermodali III/2022 DM Assegnazione delle risorse per DM Assegnazione delle risorse per l’acquisto dei mezzi ai beneficiari l’acquisto dei mezzi ai beneficiari IV/2022 Avvio procedure di acquisto mezzi da Avvio procedure di acquisto locotrattori, parte dei beneficiari transtainer e gru da parte dei beneficiari I/2023 II/2023 III/2023 Conclusione primo step di lavori di Consegna locotrattori dal costruttore al elettrificazione raccordi alla rete beneficiario RFI come individuato nel relativo contratto di programma IV/2023 Consegna 50% carri dal costruttore al Conclusione secondo step di lavori Consegna 50% transtainer e gru dal beneficiario di elettrificazione raccordi alla rete costruttore al beneficiario RFI come individuato nel relativo contratto di programma I/2024 Consegna restante 50% carri dal costruttore al beneficiario II/2024 Consegna 50% locomotori dal Consegna ulteriore 40% transtainer e gru costruttore al beneficiario dal costruttore al beneficiario III/2024 Consegna restante 50% locomotori dal costruttore al beneficiario IV/2024 I/2025 Consegna dell’ultimo 10% transtainer e gru dal costruttore al beneficiario II/2025 Conclusione terzo step di lavori elettrificazione raccordi alla rete RFI come individuato nel relativo contratto di programma III/2025 IV/2025 I/2026 II/2026 III/2026 IV/2026 Pagina 23 PIANO NAZIONALE PER GLI INVESTIMENTI COMPLEMENTARI DECRETO-LEGGE 6 maggio 2021, n. 59, “Misure urgenti relative al Fondo complementare al Piano nazionale di ripresa e resilienza e altre misure urgenti per gli investimenti” SCHEDA PROGETTO AMMINISTRAZIONE PROPONENTE: Ministero delle infrastrutture e della mobilità sostenibili NOME DEL PROGETTO: STRADE SICURE – MESSA IN SICUREZZA E IMPLEMENTAZIONE DI UN SISTEMA DI MONITORAGGIO DINAMICO PER IL CONTROLLO DA REMOTO DI PONTI, VIADOTTI E TUNNEL (A24-A25) Obiettivo: L’investimento ha ad oggetto: la predisposizione e realizzazione di un sistema di monitoraggio dinamico per i controlli a distanza sulle strutture (ponti, viadotti, cavalcavia e gallerie) delle autostrade A24-A25, necessario per pianificare gli interventi di messa in sicurezza in modo economicamente vantaggioso e per migliorare i livelli di manutenzione; l’attuazione di un piano straordinario per il controllo e la messa in sicurezza delle strutture sulle autostrade A24-A25; l’adeguamento ed efficientamento energetico del sistema impiantistico del traforo del Gran Sasso. L’investimento riguarda: - controllo di 170 opere d’arte e implementazione prototipo nazionale “smart road”; - interventi strutturali su 36 ponti e viadotti complessivi; - adeguamento del traforo del Gran Sasso ed efficientamento energetico. NATURA: Investimento IMPORTO TOTALE COMPLEMENTARIETA’ CON PNRR MLN € MISSIONE – COMPONENTE PNRR Missione 3 - Infrastrutture per una mobilità sostenibile 1.000,00 Componente 1 - Investimenti sulla rete ferroviaria TEMPISTICHE DI ATTUAZIONE MODALITA’ DI ATTUAZIONE DA A SINTESI. Interventi su Ponti e Viadotti e Smart Road: definizione del 2021 2026 programma generale degli interventi del Commissario Straordinario, redazione del progetto di monitoraggio dinamico; avvio procedura di affidamento operazioni di monitoraggio; aggiudicazione del contratto; avvio lavori di installazione monitoraggio/dispositivi per smart road; Interventi sul Tunnel – Traforo del Gran Sasso: avvio della progettazione degli interventi; aggiudicazione del contratto; avvio dei lavori; ultimazione dei lavori. LOCALIZZAZIONE NAZIONALE TERRITORIALE Se Territoriale, indicare località x Regioni Lazio e Abruzzo Pagina 24 SOGGETTI ATTUATORI Commissario straordinario ex art. 206 del DL 34/2020 CRONOPROGRAMMA FINANZIARIO Importo a valere sulle Ripartizione risorse risorse del Piano [mln €] complementare [mln €] 2021 2022 2023 2024 2025 2026 1.000,00 150,00 150,00 90,00 337,00 223,00 50,00 INFORMAZIONI AGGIUNTIVE E RELAZIONE ILLUSTRATIVA Monitoraggio Il Commissario straordinario ex art. 206 del DL 34/2020 monitorerà l’avanzamento procedurale e fisico degli interventi tramite i sistemi informativi RGS. Risultati finali - controllo di 170 opere d’arte e implementazione prototipo nazionale “smart road” - interventi di adeguamento strutturale di 36 opere d’arte complessive; - adeguamento ed efficientamento energetico del traforo del Gran Sasso; Relazione illustrativa Le autostrade A24 e A25 rappresentano i principali collegamenti stradali che attraversano il Centro Italia da Roma a Pescara, un territorio particolarmente vulnerabile, specie nella parte appenninica, a rischi sismici. Le opere d’arte a servizio delle autostrade A24 e A25 presentano criticità statiche significative, a causa della sismicità dell'area, ma anche dell'usura e del deterioramento nel tempo, nonché, per alcuni tratti, di progettazioni e realizzazioni avvenute su territori non segnalati come sismici nella programmazione del tempo. Sono quindi necessari investimenti significativi per il miglioramento e la messa in sicurezza di tali strutture. L’investimento ha ad oggetto: - la predisposizione e realizzazione di un sistema di monitoraggio dinamico per i controlli a distanza sulle strutture (ponti, viadotti, cavalcavia e gallerie) delle autostrade A24-A25, necessario per pianificare gli interventi in modo economicamente vantaggioso e per migliorare i livelli di manutenzione, sistema che integri al mero monitoraggio una stazione di elaborazione e gestione dei dati, anche a servizio di altre tratte stradali ed autostradali, e la contestuale messa in servizio di un sistema di smart road attrezzato; - attuazione di un piano straordinario di messa in sicurezza delle strutture sulle autostrade A24-A25: sulla base dei risultati via via disponibili dalle operazioni di cui al punto precedente, verranno progettati e realizzati, come previsto dalla norma (art. 206 del DL 34/2020), gli interventi di messa in sicurezza delle infrastrutture, tra cui l’adeguamento del traforo del Gran Sasso, anche al fine di proteggere il bacino imbrifero. Gli interventi saranno attuati dal MIMS attraverso il già nominato Commissario straordinario, deputato all’espletamento delle attività di programmazione, progettazione, affidamento ed esecuzione dei necessari interventi, da attuare per fasi funzionali secondo livelli di priorità per la sicurezza antisismica, nel limite delle risorse che si rendono disponibili a legislazione vigente per la parte effettuata con contributo pubblico (DL 34/2020, art. 206). L’investimento riguarda il controllo di 170 opere d’arte, l’installazione di un sistema di smart road, la realizzazione di interventi di adeguamento strutturale di 36 opere d’arte complessive e l’adeguamento ed efficientamento energetico del traforo del Gran Sasso. L’investimento ha un importo pari a 1,00 mld di euro, finanziato con risorse del Piano complementare. Pagina 25 CRONOPROGRAMMA PROCEDURALE - OBIETTIVI INIZIALI, INTERMEDI E FINALI Trimestre Obiettivi PONTI E VIADOTTI SMART ROAD TRAFORO DEL GRAN SASSO III/2021 Definizione del programma Pubblicazione del bando generale degli interventi del Commissario Straordinario IV/2021 Redazione del progetto di Avvio progettazione interventi monitoraggio dinamico I/2022 Avvio della procedura di affidamento per operazioni di monitoraggio dinamico II/2022 Aggiudicazione del contratto per Aggiudicazione del contratto le attività di monitoraggio dinamico III/2022 - Redazione del progetto Avvio dei lavori di installazione Interventi adeguamento 16 dispositivi per smart road ponti e viadotti; - Avvio lavori di installazione dispositivi di monitoraggio IV/2022 20 ponti e viadotti monitorati Pubblicazione del bando di gara per l’esecuzione dei lavori di adeguamento ed efficentamento I/2023 + 20 ponti e viadotti monitorati a Aggiudicazione del contratto trimestre (80 nel 2023 e ulteriori 70 nel 2024) II/2023 Avvio dei lavori III/2023 IV/2023 Avvio della procedura di affidamento (interventi strutturali) I/2024 Aggiudicazione del contratto (interventi strutturali) II/2024 Avvio dei lavori (interventi strutturali) III/2024 IV/2024 Completamento intervento di Attivazione dispositivi Smart road monitoraggio: 170 opere d’arte sulle prime tratte monitorate I/2025 II/2025 9 ponti e viadotti sottoposti ad intervento di adeguamento strutturale III/2025 IV/2025 11 ponti e viadotti sottoposti ad Collaudo/messa in esercizio intervento di adeguamento strutturale Pagina 26 Trimestre Obiettivi PONTI E VIADOTTI SMART ROAD TRAFORO DEL GRAN SASSO I/2026 II/2026 16 ponti e viadotti sottoposti ad intervento di adeguamento strutturale Raggiungimento obiettivi finali: - Completamento intervento monitoraggio: 170 ponti monitorati - Centrale di analisi completata e monitoraggio interamente funzionante - Completamento intervento adeguamento: 36 ponti e viadotti sottoposti ad intervento di adeguamento sismico, idrologico e dinamico III/2026 IV/2026 Completamento istallazione e attivazione dei dispositivi di Smart road sul sistema autostradale Pagina 27 PIANO NAZIONALE PER GLI INVESTIMENTI COMPLEMENTARI DECRETO-LEGGE 6 maggio 2021, n. 59, “Misure urgenti relative al Fondo complementare al Piano nazionale di ripresa e resilienza e altre misure urgenti per gli investimenti” SCHEDA PROGETTO AMMINISTRAZIONE PROPONENTE: Ministero delle infrastrutture e della mobilità sostenibili NOME DEL PROGETTO: STRADE SICURE - IMPLEMENTAZIONE DI UN SISTEMA DI MONITORAGGIO DINAMICO PER IL CONTROLLO DA REMOTO DI PONTI, VIADOTTI E TUNNEL DELLA RETE VIARIA PRINCIPALE Obiettivo: Il progetto prevede l'attuazione di un sistema integrato di censimento, classificazione e gestione dei rischi per 12.000 opere d’arte della rete nazionale SNIT, di cui 6.500 saranno strumentate, mediante:  la predisposizione e l’attuazione di un sistema di monitoraggio dinamico con controllo a distanza;  la gestione della sicurezza delle infrastrutture stradali in modo strutturale e attraverso un processo iterativo (analisi della rete, sopralluoghi, gestione del sistema digitalizzato, classificazione delle priorità, attuazione degli interventi). L’implementazione, prevista dal DM 578/2020 come obbligo per tutti i gestori della rete SNIT, verrà predisposta sulle Linee Guida per la classificazione e gestione del rischio, la valutazione della sicurezza ed il monitoraggio dei ponti esistenti emanate dal Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, e persegue l’indirizzo avviato con il D.L. 109/2018 sull’aumento della sicurezza delle infrastrutture. NATURA: investimento IMPORTO TOTALE COMPLEMENTARIETA’ CON PNRR MLN € MISSIONE – COMPONENTE PNRR Missione 3 - Infrastrutture per una mobilità sostenibile 450,00 Componente 1 - Investimenti sulla rete ferroviaria TEMPISTICHE DI ATTUAZIONE MODALITA’ DI ATTUAZIONE DA A SINTESI: Riparto delle somme tra gli enti gestori e presentazione dei 2021 2026 Piani operativi di monitoraggio; approvazione dei Piani operativi di monitoraggio delle opere d’arte; installazione dei sistemi di monitoraggio tecnologico e pianificazione delle priorità di intervento; avvio della piattaforma tecnologica integrata e progressiva implementazione dinamica della stessa, sulla base dei dati raccolti e delle evidenziate priorità di intervento. LOCALIZZAZIONE NAZIONALE TERRITORIALE Se Territoriale, indicare località x Pagina 28 SOGGETTI ATTUATORI Gestori della rete SNIT ed Anas. CRONOPROGRAMMA FINANZIARIO Importo a valere sulle Ripartizione risorse risorse del Piano [mln €] complementare [mln €] 2021 2022 2023 2024 2025 2026 450,00 25,00 50,00 100,00 100,00 100,00 75,00 INFORMAZIONI AGGIUNTIVE E RELAZIONE ILLUSTRATIVA Monitoraggio Il MIMS (DG Strade ed Autostrade, supportata dalla Struttura Tecnica di Missione) monitorerà l’avanzamento procedurale e fisico degli interventi tramite i sistemi informativi RGS. Risultati finali - 12.000 opere d’arte controllate; - 6.500 opere d’arte strumentate; - 200 opere d’arte comprese nelle opere oggetto di controllo è prevista l’adozione del modello BIM (Building Information Modeling) Relazione illustrativa Una delle principali cause che impedisce una pianificazione proficua dei lavori di manutenzione necessari per garantire collegamenti sicuri tra i più importanti centri economici del Paese, allo stato attuale, è data dal fatto che non sono disponibili informazioni, dati e conoscenze sufficienti sullo stato di manutenzione di ponti, viadotti, cavalcavia e gallerie della rete stradale. Il progetto finanziato dal Fondo nazionale per gli investimenti complementari prevede l'attuazione di un sistema integrato di censimento, classificazione e gestione dei rischi per 12.000 opere d’arte della rete nazionale SNIT, di cui 6.500 saranno strumentate. Nell’ambito delle opere d’arte oggetto di controllo per 200 opere d’arte è prevista l’adozione del modello BIM (Building Information Modeling). Su questa base verranno selezionate le strutture che si trovano nelle condizioni più critiche, sulle quali applicare il monitoraggio tecnologico e per le quali verranno progettate le opere di riparazione, di messa in sicurezza o di sostituzione. Verranno inoltre sviluppati numerosi progetti pilota, caratterizzati dall'utilizzo di tecniche e materiali di intervento innovativi. Gli obiettivi principali dell'intervento proposto sono: - la predisposizione e l’attuazione di un sistema di monitoraggio dinamico con controllo a distanza, necessario per migliorare la pianificazione degli interventi di manutenzione e per identificare i punti più vulnerabili, considerando i rischi sismici e di smottamento e la vita utile; - la gestione della sicurezza delle infrastrutture stradali in modo strutturale e attraverso un processo iterativo (analisi della rete, sopralluoghi, gestione del sistema digitalizzato, classificazione delle priorità, attuazione degli interventi), in grado di garantire una conoscenza più approfondita dello stato della rete e il miglioramento della sua sicurezza. Gli interventi saranno inseriti nel Contratto di programma ANAS e/o nei contratti stipulati tra società concessionarie autostradali con il MIMS. Le attività relative al censimento, l’acquisizione dei dati e la loro elaborazione confluiranno nell'Archivio Nazionale dei Lavori Pubblici (AINOP), istituito presso il MIMS, che comprende i dati provenienti da varie amministrazioni riguardanti l'esecuzione di lavori pubblici. Le campagne di indagine forniranno dati ed esperienze utili, anche per il monitoraggio e la manutenzione di ponti/viadotti/cavalcavia/varchi di altre infrastrutture stradali. Le tappe dell’intervento saranno le seguenti: Pagina 29 - Riparto delle somme tra gli enti gestori e presentazione Piani operativi di monitoraggio delle opere d’arte; - approvazione dei Piani operativi di monitoraggio delle opere d’arte; - installazione dei sistemi di monitoraggio tecnologico e pianificazione delle priorità di intervento di ripristino/miglioramento/sostituzione/messa in sicurezza prioritari; - avvio della piattaforma tecnologica integrata e progressiva implementazione dinamica della stessa, sulla base dei dati raccolti e delle evidenziate priorità di intervento. L’investimento ha un importo pari a 0,45 mld di euro ed è integralmente finanziato con risorse del Piano complementare. Pagina 30 CRONOPROGRAMMA PROCEDURALE - OBIETTIVI INIZIALI, INTERMEDI E FINALI Trimestre Obiettivi III/2021 IV/2021 Decreto ministeriale di ripartizione delle somme tra enti gestori I/2022 - Decreto direttoriale di approvazione dei Piani operativi predisposti da Anas; II/2022 - Protocolli d’intesa di approvazione dei Piani operativi predisposti dai gestori delle tratte autostradali III/2022 IV/2022 Avvio procedura di affidamento dei lavori I/2023 Aggiudicazione dei lavori II/2023 Avvio dei lavori III/2023 IV/2023 Installazione dei sistemi di monitoraggio tecnologico e pianificazione delle priorità I/2024 Avvio della piattaforma tecnologica integrata messa a disposizione degli operatori e progressiva implementazione II/2024 dinamica della stessa, sulla base dei dati raccolti e delle evidenziate priorità di intervento III/2024 IV/2024 I/2025 II/2025 III/2025 IV/2025 12.000 ponti e viadotti controllati; I/2026 6.500 ponti e viadotti strumentati; 200 ponti e viadotti modellati BIM e completamente analizzati (case studies). II/2026 III/2026 IV/2026 Pagina 31 PIANO NAZIONALE PER GLI INVESTIMENTI COMPLEMENTARI DECRETO-LEGGE 6 maggio 2021, n. 59, “Misure urgenti relative al Fondo complementare al Piano nazionale di ripresa e resilienza e altre misure urgenti per gli investimenti” SCHEDA PROGETTO AMMINISTRAZIONE PROPONENTE: Ministero delle infrastrutture e della mobilità sostenibili NOME DEL PROGETTO: SVILUPPO DELL’ACCESSIBILITÀ MARITTIMA E DELLA RESILIENZA DELLE INFRASTRUTTURE PORTUALI AI CAMBIAMENTI CLIMATICI Obiettivo: L'obiettivo del progetto è migliorare l'accessibilità marittima principalmente attraverso interventi di rafforzamento e consolidamento su dighe, moli e banchine, anche per consentire l'adeguamento al crescente tonnellaggio delle navi. NATURA: investimento IMPORTO TOTALE COMPLEMENTARIETA’ CON PNRR MLN € MISSIONE – COMPONENTE PNRR Missione 3 - Infrastrutture per una mobilità sostenibile 1.470,00 Componente 2 - Intermodalità e logistica Integrata TEMPISTICHE DI ATTUAZIONE MODALITA’ DI ATTUAZIONE DA A SINTESI. Pubblicazione da parte delle Autorità di sistema portuale dei 2021 2026 bandi di gara per la realizzazione dell’opera/esecuzione dei lavori Affidamento del contratto per la realizzazione dell’opera/esecuzione dei lavori; conclusione lavori; collaudo. LOCALIZZAZIONE NAZIONALE TERRITORIALE Se Territoriale, indicare località x Vedere relazione illustrativa SOGGETTI ATTUATORI Autorità di sistema portuale Pagina 32 CRONOPROGRAMMA FINANZIARIO Importo a valere sulle Ripartizione risorse risorse del Piano [mln €] complementare [mln €] 2021 2022 2023 2024 2025 2026 1.470,00 300,00 400,00 320,00 270,00 130,00 50,00 INFORMAZIONI AGGIUNTIVE E RELAZIONE ILLUSTRATIVA Monitoraggio Il monitoraggio dell’avanzamento procedurale e fisico degli interventi avverrà tramite i sistemi informativi RGS. Risultati finali 23 interventi portuali di cui 22 in porti della rete TEN-T con migliorata accessibilità marittima e resilienza delle infrastrutture ai cambiamenti climatici. Relazione illustrativa Negli ultimi anni il sistema portuale italiano ha perso quote di mercato, soprattutto rispetto ai concorrenti del Nord Africa e del Mediterraneo orientale, in parte a causa della minore affidabilità e produttività, ma anche per la minore accessibilità marittima. L'obiettivo è migliorare l'accessibilità marittima principalmente attraverso interventi di rafforzamento e consolidamento su dighe, moli e banchine, anche per consentire l'adeguamento al crescente tonnellaggio delle navi. Un progetto faro in questo caso è quello legato al porto di Genova, dove è prevista la realizzazione di un nuovo frangiflutti per consentire l'accesso a navi di nuova generazione, l'adeguata protezione delle banchine interne e l'innalzamento dei livelli di sicurezza delle manovre di ingresso ed evoluzione. Il salto di scala delle navi operanti nel sistema portuale consentirà significativi investimenti privati sul lato terra e un utilizzo più intensivo di terminali operativi di recente e di prossima realizzazione. Il porto di Genova è poi collegato tramite ferrovia alla linea Liguria-Alpi. Si prevede di destinare alle Regioni del Sud circa il 47% delle risorse. Pagina 33 CRONOPROGRAMMA PROCEDURALE - OBIETTIVI INIZIALI, INTERMEDI E FINALI Trimestre Obiettivi III/2021 Decreto ministeriale di individuazione beneficiari IV/2021 D.D.: accordi procedimentali con ciascuna ADSP relativamente agli interventi da realizzare I/2022 Trasferimento risorse a soggetti attuatori Pubblicazione da parte delle Autorità di sistema portuale dei bandi di gara per la realizzazione del 30% delle II/2022 opere /esecuzione dei lavori III/2022 Aggiudicazione del contratto per la realizzazione del 30% delle opere/esecuzione dei lavori da parte delle IV/2022 Autorità di sistema portuale e Avvio del 30% dei lavori I/2023 Pubblicazione da parte delle Autorità di sistema portuale dei bandi di gara per la realizzazione del 100% II/2023 delle opere/esecuzione dei lavori III/2023 Aggiudicazione del contratto per la realizzazione del 100% delle opere/esecuzione dei lavori da parte di IV/2023 tutte le Autorità di sistema I/2024 Avvio del 80% dei lavori II/2024 Avvio del 100% dei lavori III/2024 IV/2024 I/2025 II/2025 III/2025 IV/2025 I/2026 23 interventi portuali di cui 22 in porti della rete TEN-T con migliorata accessibilità marittima e resilienza II/2026 delle infrastrutture ai cambiamenti climatici III/2026 IV/2026 Collaudo Pagina 34 PIANO NAZIONALE PER GLI INVESTIMENTI COMPLEMENTARI DECRETO-LEGGE 6 maggio 2021, n. 59, “Misure urgenti relative al Fondo complementare al Piano nazionale di ripresa e resilienza e altre misure urgenti per gli investimenti” SCHEDA PROGETTO AMMINISTRAZIONE PROPONENTE: Ministero delle infrastrutture e della mobilità sostenibili NOME DEL PROGETTO: AUMENTO SELETTIVO DELLA CAPACITÀ PORTUALE Obiettivo: L'obiettivo degli investimenti proposti è quello di aumentare la capacità portuale, sia attraverso opere di dragaggio sia con lo sviluppo di nuovi moli e/o di nuove piattaforme logistiche. NATURA: investimento IMPORTO TOTALE COMPLEMENTARIETA’ CON PNRR MLN € MISSIONE – COMPONENTE PNRR Missione 3 - Infrastrutture per una mobilità sostenibile 390,00 Componente 2 - Intermodalità e logistica Integrata TEMPISTICHE DI ATTUAZIONE MODALITA’ DI ATTUAZIONE DA A SINTESI. Pubblicazione da parte delle Autorità di sistema portuale dei 2021 2025 bandi di gara per la realizzazione dell’opera/esecuzione dei lavori; Affidamento del contratto per la realizzazione dell’opera/esecuzione dei lavori; conclusione dei lavori; collaudo. LOCALIZZAZIONE NAZIONALE TERRITORIALE Se Territoriale, indicare località x La Spezia, Venezia, Trieste, Napoli, Cagliari. SOGGETTI ATTUATORI Autorità di sistema portuale CRONOPROGRAMMA FINANZIARIO Pagina 35 Importo a valere sulle Ripartizione risorse risorse del Piano [mln €] complementare [mln €] 2021 2022 2023 2024 2025 2026 390,00 72,00 85,00 83,00 90,00 60,00 - INFORMAZIONI AGGIUNTIVE E RELAZIONE ILLUSTRATIVA Monitoraggio Il monitoraggio dell’avanzamento procedurale e fisico degli interventi avverrà tramite i sistemi informativi RGS. Risultati finali Aumento della capacità portuale misurata in termini di estensione delle aree operative: 1.000.000 mq Relazione illustrativa Date le dimensioni crescenti sia delle navi passeggeri sia di quelle portacontainer, è necessario adeguare la capacità di alcuni porti, sia in entrata dal lato mare sia dal lato terra dei terminal e la gestione delle merci. L'obiettivo degli investimenti proposti è quello di aumentare la capacità portuale, sia attraverso opere di dragaggio sia con lo sviluppo di nuovi moli e/o di nuove piattaforme logistiche. Un progetto faro in questo ambito è quello relativo al porto di Trieste, dove si intende potenziare la piattaforma logistica con lo sviluppo dei collegamenti back-port, con l'ampliamento delle infrastrutture comuni per lo sviluppo della Nuova Zona Franca del porto di Trieste, anche a seguito degli accordi strategici con i maggiori operatori europei che rafforzano la proiezione di Trieste a livello internazionale. In particolare sono previsti lavori propedeutici all'insediamento delle attività logistiche e industriali nell'area di Noghere (anche in vista dell'integrazione con il terminal portuale di Noghere in corso di realizzazione, progetto di realizzazione della banchina parziale del terminal di Noghere), compreso il dragaggio del servizio canale e collegamento stradale, e l'ammodernamento infrastrutturale e funzionale del terminal container del Molo VII nel Porto di Trieste. Si prevede di destinare alle Regioni del Sud circa il 31% delle risorse. Pagina 36 CRONOPROGRAMMA PROCEDURALE - OBIETTIVI INIZIALI, INTERMEDI E FINALI Trimestre Obiettivi III/2021 Decreto ministeriale di individuazione beneficiari IV/2021 D.D.: accordi procedimentali con ciascuna ADSP relativamente agli interventi da realizzare I/2022 Trasferimento risorse a soggetti attuatori Pubblicazione da parte delle Autorità di sistema portuale dei bandi di gara per la realizzazione del 30% II/2022 delle opere /esecuzione dei lavori III/2022 Aggiudicazione del contratto per la realizzazione del 30% delle opere/esecuzione dei lavori da parte delle IV/2022 Autorità di sistema portuale e Avvio del 30% dei lavori I/2023 Pubblicazione da parte delle Autorità di sistema portuale dei bandi di gara per la realizzazione del 100% II/2023 delle opere/esecuzione dei lavori III/2023 Aggiudicazione del contratto per la realizzazione del 100% delle opere/esecuzione dei lavori da parte di IV/2023 tutte le Autorità di sistema I/2024 Avvio del 100% dei lavori II/2024 III/2024 IV/2024 I/2025 II/2025 III/2025 IV/2025 I/2026 Aumento della capacità portuale misurata in termini di estensione delle aree operative: 1.000.000 mq II/2026 Collaudo III/2026 IV/2026 Pagina 37 PIANO NAZIONALE PER GLI INVESTIMENTI COMPLEMENTARI DECRETO-LEGGE 6 maggio 2021, n. 59, “Misure urgenti relative al Fondo complementare al Piano nazionale di ripresa e resilienza e altre misure urgenti per gli investimenti” SCHEDA PROGETTO AMMINISTRAZIONE PROPONENTE: Ministero delle infrastrutture e della mobilità sostenibili NOME DEL PROGETTO: ULTIMO/PENULTIMO MIGLIO FERROVIARIO/STRADALE Obiettivo: L'obiettivo dell’investimento è realizzare una serie di collegamenti dell'ultimo/penultimo miglio ferroviario e stradale previsti nel documento #Italiaveloce. NATURA: investimento IMPORTO TOTALE COMPLEMENTARIETA’ CON PNRR MLN € MISSIONE – COMPONENTE PNRR Missione 3 - Infrastrutture per una mobilità sostenibile 250,00 Componente 2 - Intermodalità e logistica Integrata TEMPISTICHE DI ATTUAZIONE MODALITA’ DI ATTUAZIONE DA A SINTESI: Pubblicazione da parte delle Autorità di sistema portuale dei 2021 2026 bandi di gara per la realizzazione dell’opera/esecuzione dei lavori; affidamento del contratto per la realizzazione dell’opera/esecuzione dei lavori; conclusione dei lavori e collaudo. LOCALIZZAZIONE NAZIONALE TERRITORIALE Se Territoriale, indicare località x Venezia, Trieste, Civitavecchia, Ancona, Napoli e Salerno. SOGGETTI ATTUATORI Autorità di sistema portuale Pagina 38 CRONOPROGRAMMA FINANZIARIO Importo a valere sulle Ripartizione risorse risorse del Piano [mln €] complementare [mln €] 2021 2022 2023 2024 2025 2026 250,00 20,41 52,79 68,93 46,65 47,79 13,43 INFORMAZIONI AGGIUNTIVE E RELAZIONE ILLUSTRATIVA Monitoraggio Il monitoraggio dell’avanzamento procedurale e fisico degli interventi avverrà tramite i sistemi informativi RGS. Risultati finali 6 interventi di cui: - 3 porti TEN-T con migliorata accessibilità ferroviaria - 4 porti TEN-T con migliorata accessibilità stradale (un progetto prevede interventi sia sull’ultimo miglio ferroviario sia sull’ultimo miglio stradale) Relazione illustrativa Un noto problema dei porti in Italia è il collegamento del porto con le zone di destinazione/origine delle merci, soprattutto su rotaia. La minore connettività crea difficoltà nella gestione efficiente delle merci, rendendo i porti italiani meno competitivi e aumentando la congestione e l'inquinamento nei centri urbani. L'obiettivo è finalizzare una serie di collegamenti dell'ultimo/penultimo miglio ferroviario e stradale previsti nel documento #Italiaveloce. La percentuale di risorse prevista per le regioni del Sud è il 12%. Pagina 39 CRONOPROGRAMMA PROCEDURALE - OBIETTIVI INIZIALI, INTERMEDI E FINALI Trimestre Obiettivi III/2021 Decreto ministeriale di individuazione beneficiari IV/2021 D.D.: accordi procedimentali con ciascuna ADSP relativamente agli interventi da realizzare I/2022 Trasferimento risorse a soggetti attuatori Pubblicazione da parte delle Autorità di sistema portuale dei bandi di gara per la realizzazione del 30% delle II/2022 opere /esecuzione dei lavori III/2022 Aggiudicazione del contratto per la realizzazione del 30% delle opere/esecuzione dei lavori da parte delle IV/2022 Autorità di sistema portuale e Avvio del 30% dei lavori I/2023 Pubblicazione da parte delle Autorità di sistema portuale dei bandi di gara per la realizzazione del 100% II/2023 delle opere/esecuzione dei lavori III/2023 Aggiudicazione del contratto per la realizzazione del 100% delle opere/esecuzione dei lavori da parte di IV/2023 tutte le Autorità di sistema I/2024 Avvio del 100% dei lavori II/2024 III/2024 IV/2024 I/2025 II/2025 III/2025 6 interventi di cui 3 porti TEN-T con migliorata accessibilità stradale IV/2025 I/2026 Collaudo II/2026 III/2026 IV/2026 Pagina 40 PIANO NAZIONALE PER GLI INVESTIMENTI COMPLEMENTARI DECRETO-LEGGE 6 maggio 2021, n. 59, “Misure urgenti relative al Fondo complementare al Piano nazionale di ripresa e resilienza e altre misure urgenti per gli investimenti” SCHEDA PROGETTO AMMINISTRAZIONE PROPONENTE: Ministero delle infrastrutture e della mobilità sostenibili NOME DEL PROGETTO: EFFICIENTAMENTO ENERGETICO Obiettivo: realizzare un progetto pilota di efficienza energetica denominato “Stretto Green” che interesserà i porti dell'Autorità dello Stretto (Messina, Milazzo, Villa San Giovanni e Reggio Calabria), incentivando la transizione energetica della mobilità marittima predisponendo l'elettrificazione delle banchine dei porti AdSP dello Stretto. NATURA: investimento IMPORTO TOTALE COMPLEMENTARIETA’ CON PNRR MLN € MISSIONE – COMPONENTE PNRR Missione 3 - Infrastrutture per una mobilità sostenibile 50,00 Componente 2 - Intermodalità e logistica Integrata TEMPISTICHE DI ATTUAZIONE MODALITA’ DI ATTUAZIONE DA A SINTESI. Pubblicazione da parte delle Autorità di sistema portuale dei 2021 2026 bandi di gara per la realizzazione dell’opera/esecuzione dei lavori: affidamento del contratto per la realizzazione dell’opera/esecuzione dei lavori; conclusione dei lavori e colludo. LOCALIZZAZIONE NAZIONALE TERRITORIALE Se Territoriale, indicare località x Porti dello Stretto di Messina (Messina, Milazzo, Villa San Giovanni, Reggio Calabria) SOGGETTI ATTUATORI Autorità di sistema portuale Pagina 41 CRONOPROGRAMMA FINANZIARIO Importo a valere sulle Ripartizione risorse risorse del Piano [mln €] complementare [mln €] 2021 2022 2023 2024 2025 2026 50,00 3,00 7,00 10,00 10,00 10,00 10,00 INFORMAZIONI AGGIUNTIVE E RELAZIONE ILLUSTRATIVA Monitoraggio Il monitoraggio dell’avanzamento procedurale e fisico degli interventi avverrà tramite i sistemi informativi RGS. Risultati finali Realizzazione di banchine elettrificate nei quattro porti dell’AdSP dello Stretto. Relazione illustrativa L'intenso traffico nello Stretto di Messina produce un'elevata quantità di emissioni dovute alla circolazione di merci e passeggeri. L’obiettivo è di realizzare un progetto pilota di efficienza energetica denominato “Green Strait” che interesserà i porti dell'Autorità dello Stretto (Messina, Milazzo, Villa San Giovanni e Reggio Calabria). In particolare, verrà incentivata la transizione energetica della mobilità marittima nell'area dello Stretto predisponendo l'elettrificazione delle banchine dei porti AdSP dello Stretto. Pagina 42 CRONOPROGRAMMA PROCEDURALE - OBIETTIVI INIZIALI, INTERMEDI E FINALI Trimestre Obiettivi III/2021 Decreto ministeriale di individuazione beneficiari IV/2021 D.D.: accordi procedimentali con ADSP I/2022 Trasferimento risorse a soggetti attuatori Pubblicazione da parte delle Autorità di sistema portuale dei bandi di gara per la realizzazione II/2022 dell’opera/esecuzione dei lavori III/2022 IV/2022 I/2023 Aggiudicazione del contratto per la realizzazione dell’opera/esecuzione dei lavori II/2023 Avvio lavori III/2023 IV/2023 I/2024 II/2024 III/2024 IV/2024 I/2025 Realizzazione di un deposito costiero di GNL II/2025 Realizzazione di banchine elettrificate nei quattro porti dell’AdSP dello Stretto III/2025 IV/2025 I/2026 Collaudo II/2026 III/2026 IV/2026 Pagina 43 PIANO NAZIONALE PER GLI INVESTIMENTI COMPLEMENTARI DECRETO-LEGGE 6 maggio 2021, n. 59, “Misure urgenti relative al Fondo complementare al Piano nazionale di ripresa e resilienza e altre misure urgenti per gli investimenti” SCHEDA PROGETTO AMMINISTRAZIONE PROPONENTE: Ministero delle infrastrutture e della mobilità sostenibili NOME DEL PROGETTO: ELETTRIFICAZIONE DELLE BANCHINE (COLD IRONING) Obiettivo: Il progetto si pone l’obiettivo di elettrificare le banchine al fine di ridurre la dipendenza dal petrolio e diminuire l'impatto ambientale nel settore dei trasporti, in linea con la Direttiva 2014/94/UE (Direttiva DAFI) che richiede la realizzazione di una rete di fornitura di energia elettrica lungo le coste con l'obiettivo di completarla entro il 31 dicembre 2025. L'investimento proposto, in linea con gli obiettivi nazionali di decarbonizzazione stabiliti nel PNIEC in termini di efficienza energetica nei trasporti, si concentrerebbe in prevalenza sui porti appartenenti alla rete TEN-T. Esso consiste nella realizzazione di una rete di sistemi per la fornitura di energia elettrica dalla riva alle navi durante la fase di ormeggio, in modo da ridurre al minimo l'utilizzo dei motori ausiliari di bordo per l'autoproduzione dell'energia elettrica necessaria, riducendo sensibilmente emissioni di CO2, ossidi di azoto e polveri sottili, nonché l'impatto acustico. NATURA: investimento IMPORTO TOTALE COMPLEMENTARIETA’ CON PNRR MLN € MISSIONE – COMPONENTE PNRR Missione 3 - Infrastrutture per una mobilità sostenibile 700,00 Componente 2 - Intermodalità e logistica Integrata TEMPISTICHE DI ATTUAZIONE MODALITA’ DI ATTUAZIONE DA A SINTESI: Pubblicazione da parte delle Autorità di sistema portuale dei 2021 2026 bandi di gara per la realizzazione dell’opera/esecuzione dei lavori; affidamento del contratto per la realizzazione dell’opera/esecuzione dei lavori; conclusione dei lavori e collaudo. LOCALIZZAZIONE NAZIONALE TERRITORIALE Se Territoriale, indicare località x SOGGETTI ATTUATORI Autorità di Sistema Portuale e Regioni Pagina 44 CRONOPROGRAMMA FINANZIARIO Importo a valere sulle Ripartizione risorse risorse del Piano [mln €] complementare [mln €] 2021 2022 2023 2024 2025 2026 700,00 80,00 150,00 160,00 140,00 160,00 10,00 INFORMAZIONI AGGIUNTIVE E RELAZIONE ILLUSTRATIVA Monitoraggio Il monitoraggio dell’avanzamento procedurale e fisico degli interventi avverrà tramite i sistemi informativi RGS. Risultati finali Creazione di una rete di energia elettrica con potenza elettrica installata pari a 682 MW ripartita in 34 porti, di cui 32 appartenenti alla rete TEN-T. Relazione illustrativa Il trasporto marittimo presenta alcuni problemi ambientali dovuti all'uso di combustibili di bassa qualità che provocano esternalità negative sia durante la navigazione sia, soprattutto, durante la fase di stazionamento nel porto. Durante la fase di ormeggio i motori provocano non solo un elevato livello di inquinamento e rumore all'interno dell'area portuale (con emissioni di CO2, NOx, PM 10, PM 2.5), ma anche nella più vasta area circostante, compreso eventualmente il centro urbano. Attualmente in Italia, a differenza di altri Paesi europei, la presenza di banchine elettrificate è molto limitata, e quelle presenti non alimentano navi da crociera, traghetti o portacontainer, ma forniscono energia elettrica ai terminali di riparazione navale o alle gru destinate alla movimentazione delle merci. Il progetto si pone l’obiettivo di elettrificare le banchine al fine di ridurre la dipendenza dal petrolio e diminuire l'impatto ambientale nel settore dei trasporti, in linea con la Direttiva 2014/94/UE (Direttiva DAFI) che stabilisce un quadro comune di misure per la realizzazione di un'infrastruttura per combustibili alternativi nell'Unione Europea. Tale direttiva richiede la realizzazione di una rete di fornitura di energia elettrica lungo le coste con l'obiettivo di completarla entro il 31 dicembre 2025, con preferenza per i porti della rete centrale TEN-T nonché per gli altri porti a meno che non ci sia domanda e/o i costi siano sproporzionati rispetto ai benefici, compresi i benefici ambientali. L'investimento proposto, in linea con gli obiettivi nazionali di decarbonizzazione stabiliti nel PNIEC in termini di efficienza energetica nei trasporti, si concentrerebbe su 34porti, di cui 32 appartenenti alla rete TEN-T. Esso consiste nella realizzazione di una rete di sistemi per la fornitura di energia elettrica dalla riva alle navi durante la fase di ormeggio, in modo da ridurre al minimo l'utilizzo dei motori ausiliari di bordo per l'autoproduzione dell'energia elettrica necessaria, riducendo sensibilmente emissioni di CO2, ossidi di azoto e polveri sottili, nonché l'impatto acustico. I soggetti attuatori sono le Autorità di Sistema Portuale e le Regioni. Avranno la priorità i porti che servono il mercato delle navi da crociera, considerato il maggior impatto ambientale di queste ultime e il fatto che molte di esse sono già predisposte per connettersi alla rete elettrica terrestre, consentendo così di realizzare rapidamente l'iniziativa. Si prevede di destinare alle regioni del Sud circa il 54% delle risorse. Pagina 45 CRONOPROGRAMMA PROCEDURALE - OBIETTIVI INIZIALI, INTERMEDI E FINALI Trimestre Obiettivi III/2021 Decreto ministeriale di individuazione beneficiari IV/2021 D.D.: accordi procedimentali con ciascuna ADSP I/2022 Trasferimento risorse a soggetti attuatori Pubblicazione da parte delle Autorità di sistema portuale dei bandi di gara per la realizzazione del 30% delle II/2022 opere /esecuzione dei lavori III/2022 Aggiudicazione del contratto per la realizzazione del 30% delle opere/esecuzione dei lavori da parte delle IV/2022 Autorità di sistema portuale e avvio del 30% dei lavori I/2023 II/2023 Pubblicazione da parte delle Autorità di sistema portuale dei bandi di gara per la realizzazione del 100% delle III/2023 opere/esecuzione dei lavori IV/2023 Aggiudicazione del contratto per la realizzazione del 100% delle opere/esecuzione dei lavori da parte di tutte I/2024 le Autorità di sistema II/2024 Avvio del 100% dei lavori III/2024 IV/2024 I/2025 I/2025 II/2025 III/2025 IV/2025 I/2026 II/2026 Installazione della complessiva Potenza elettrica pari a 682 MW III/2026 IV/2026 Pagina 46 PIANO NAZIONALE PER GLI INVESTIMENTI COMPLEMENTARI DECRETO-LEGGE 6 maggio 2021, n. 59, “Misure urgenti relative al Fondo complementare al Piano nazionale di ripresa e resilienza e altre misure urgenti per gli investimenti” SCHEDA PROGETTO AMMINISTRAZIONE PROPONENTE: Ministero delle infrastrutture e della mobilità sostenibili NOME DEL PROGETTO: STRATEGIA NAZIONALE AREE INTERNE - MIGLIORAMENTO DELL'ACCESSIBILITÀ E DELLA SICUREZZA DELLE STRADE Obiettivo: La proposta di investimento, complementare a quella contenuta nel PNRR, punta al miglioramento e sicurezza della mobilità e dell'accessibilità, recuperando pienamente il deficit di manutenzione nella rete stradale secondaria, e ad aumentare l'accessibilità delle Aree Interne, definite dalla Strategia Nazionale delle Aree interne (SNAI 72 aree interne – 1.077 comuni – 2 milioni di abitanti). L'obiettivo è quello di riqualificare circa 2.000 km di strade provinciali, comprendendo le opere d’arte serventi. Le risorse sono ripartite tra le Aree Interne in base ai criteri della popolazione residente, della lunghezza delle strade principali, dei rischi in relazione all’accelerazione sismica, alle situazioni di dissesto idrogeologico ed alla disponibilità del trasporto pubblico locale. NATURA: investimento IMPORTO TOTALE COMPLEMENTARIETA’ CON PNRR MLN € MISSIONE – COMPONENTE PNRR Missione 5 - Inclusione e coesione Componente 3 - Interventi speciali per la coesione territoriale 300,00 Investimento 1 - Strategia Nazionale per le aree interne (importo di 825 mln di euro) TEMPISTICHE DI ATTUAZIONE: MODALITA’ DI ATTUAZIONE: DA A SINTESI: Decreto del MIMS, di concerto con Ministro per il sud e la coesione territoriale e con il MEF, previa intesa in sede di Conferenza Stato-città ed 2021 2026 autonomie locali di riparto delle risorse tra le Aree Interne. Predisposizione dei piani di intervento da parte di Province e Città metropolitane e approvazione degli stessi da parte del Ministero per il sud e la coesione territoriale e della Direzione Generale Strade ed Autostrade del Ministero delle infrastrutture e della mobilità sostenibile; predisposizione, da parte dei S.A., dei progetti di intervento; pubblicazione dei bandi di gara per la realizzazione degli interventi, aggiudicazione dei contratti e avvio dei lavori. LOCALIZZAZIONE NAZIONALE TERRITORIALE Se Territoriale, indicare località x Pagina 47 SOGGETTI ATTUATORI: I soggetti attuatori sono le Amministrazioni Provinciali e delle Città Metropolitane nelle quali insistono le 72 aree interne della SNAI. CRONOPROGRAMMA FINANZIARIO Importo a valere sulle Ripartizione risorse risorse del Piano [mln €] complementare [mln €] 2021 2022 2023 2024 2025 2026 300,00 20,00 50,00 30,00 50,00 100,00 50,00 INFORMAZIONI AGGIUNTIVE E RELAZIONE ILLUSTRATIVA Monitoraggio Il MIMS (DG Strade ed Autostrade, supportata dalla Struttura Tecnica di Missione) monitora l’avanzamento procedurale e fisico degli interventi tramite i sistemi informativi RGS. Risultati finali Realizzazione di interventi su 2.000 km di strade, comprendendo i rifacimenti profondi e le opere d’arte serventi. Relazione illustrativa Circa tre quinti del territorio italiano sono classificati come area interna. Queste aree si trovano in tutta Italia da Nord a Sud e hanno caratteristiche simili: a) grande patrimonio naturale e culturale; b) distanza dai centri urbani e di servizio; e) significative opportunità di sviluppo combinando innovazione e tradizione. Al fine di rivitalizzare e valorizzare le aree interne, è necessario sostenere gli investimenti che ne aumentino l’attrattività, invertendo al contempo le tendenze di declino (infrastrutturali, demografiche ed economiche). La proposta di investimento, complementare a quella contenuta nel PNRR, punta al miglioramento e sicurezza della mobilità e dell'accessibilità. Infatti, le aree interne soffrono a causa del fatto che l'accessibilità nella zona è limitata esclusivamente alla rete stradale, che necessita di un intervento per garantire gli standard di sicurezza di base e le opportunità di sviluppo. L’intervento mira a recuperare pienamente il deficit di manutenzione nella rete stradale secondaria e ad aumentare l'accessibilità delle Aree Interne, come definite dalla SNAI (Strategia Nazionale Aree Interne) L'obiettivo è quello di riqualificare almeno 4.000 km di strade provinciali essenziali al collegamento di dette aree con i centri urbani. L'attuazione dell’intervento richiede un decreto del Ministro delle infrastrutture e della mobilità sostenibili, di concerto con Ministro per il sud e la coesione territoriale e con il Ministro dell’economia e delle finanze, previa intesa in sede di Conferenza Stato-città ed autonomie locali, da adottare entro 45 giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del DL 59/2021, con il quale si provvederà alla ripartizione delle risorse tra le Aree Interne, sulla base dei seguenti criteri: a) entità della popolazione residente; b) estesa delle strade statali, provinciali, e comunali, qualora queste ultime rappresentino l’unica comunicazione esistente tra due o più comuni appartenenti all’area interna; c) esistenza di rischi derivanti dalla classificazione sismica dei territori e dall’accelerazione sismica; d) esistenza di situazioni di dissesto idrogeologico e relativa entità. Gli interventi vengono individuati dal Comitato di ciascuna area interna, secondo le procedure proprie della Strategia Nazionale Aree Interne (SNAI), e i soggetti responsabili della manutenzione dei tratti stradali individuati (tipicamente, le province e le città metropolitane) che assumono il ruolo di stazione appaltante e soggetto attuatore. Pagina 48 Successivamente, sulla base delle risorse assegnate, ogni Soggetto Attuatore condividerà un piano di intervento con le autorità centrali (MIMS e MIN. SUD), analizzato entro 30 giorni. Con i piani approvati i Soggetti Attuatori possono iniziare le fasi di progettazione esecutiva ed appaltabilità dei lavori, in modo che gli investimenti siano completati entro i tempi definiti. I passaggi sopra descritti sono già stati attuati dal MIMS, per oltre 3 miliardi di euro, in tre decreti di ripartizione per la rete secondaria (DM 49/2018, DM 123/2020 e DM 224/2020), e per oltre 1 miliardo di euro (annualità 2021 - 2023) per ponti e viadotti gestiti dalle province e città metropolitane. I piani perseguiranno l’obiettivo generale di migliorare la fruibilità e la sicurezza delle strade di collegamento tra aree interne e centri urbani, anche al fine di potenziare la strategia generale di resilienza sociale e territoriale delle misure predisposte dal Ministero per il sud e la coesione territoriale (infrastrutture sociali e strutture sanitarie). Gli interventi saranno realizzati nel rispetto dei criteri ambientali, necessari a minimizzare l’impatto ambientale, curando in particolare il ripristino, ove necessario, della funzione di salvaguardia idrogeologica che spesso la rete secondaria assume nei territori. Gli importi stimati per le 72 aree ammontano a 300 milioni di euro, Il provvedimento è attuato dal Ministero delle infrastrutture e della mobilità sostenibili in collaborazione con il Ministero per il Sud e la coesione territoriale. Pagina 49 CRONOPROGRAMMA PROCEDURALE - OBIETTIVI INIZIALI, INTERMEDI E FINALI Trimestre Obiettivi III/2021 Decreto Ministeriale di ripartizione delle somme tra i S. A. IV/2021 Condivisione e scelta degli interventi da parte dei Comitati Aree interne e soggetti gestori delle strade individuate I/2022 Predisposizione, da parte dei S.A., dei Piani operativi di intervento II/2022 Approvazione dei Piani di intervento da parte delle Autorità centrali III/2022 Predisposizione dei progetti da parte dei S.A. IV/2022 Pubblicazione dei bandi di gara per la realizzazione degli interventi I/2023 Aggiudicazione dei contratti II/2023 Avvio dei lavori III/2023 IV/2023 I/2024 II/2024 III/2024 IV/2024 I/2025 II/2025 III/2025 IV/2025 I/2026 Conclusione dei lavori/collaudo interventi su 2.000 km di strade II/2026 III/2026 IV/2026 Pagina 50 PIANO NAZIONALE PER GLI INVESTIMENTI COMPLEMENTARI DECRETO-LEGGE 6 maggio 2021, n. 59, “Misure urgenti relative al Fondo complementare al Piano nazionale di ripresa e resilienza e altre misure urgenti per gli investimenti” SCHEDA PROGETTO AMMINISTRAZIONE PROPONENTE: Ministero delle infrastrutture e della mobilità sostenibili e Presidenza del Consiglio dei ministri - Dipartimento Casa Italia NOME DEL PROGETTO: SICURO, VERDE E SOCIALE: RIQUALIFICAZIONE DELL’EDILIZIA RESIDENZIALE PUBBLICA Obiettivo: il Programma è finalizzato ad intervenire sul patrimonio di edilizia residenziale pubblica con l’obiettivo di migliorare l’efficienza energetica del patrimonio di edilizia residenziale pubblica, la resilienza e la sicurezza sismica, nonché la condizione sociale nei tessuti residenziali pubblici grazie alle seguenti azioni: a) interventi diretti alla verifica e alla valutazione della sicurezza sismica e statica di edifici di edilizia residenziale pubblica e realizzazione di progetti di miglioramento o di adeguamento sismico; b) interventi di efficientamento energetico di alloggi, ovvero di edifici di edilizia residenziale pubblica, ivi comprese le relative progettazioni; c) interventi di razionalizzazione degli spazi di edilizia residenziale pubblica, ivi compresi gli interventi di frazionamento e ridimensionamento degli alloggi, se eseguiti congiuntamente ad uno degli interventi di cui alle lettere a) e b) d) interventi di riqualificazione degli spazi pubblici se eseguiti congiuntamente ad uno degli interventi di cui alle lettere a) e b), ivi compresi i progetti di miglioramento e valorizzazione delle aree verdi, dell’ambito urbano di pertinenza degli immobili oggetto di intervento; e) operazioni di acquisto di immobili, da destinare alla sistemazione temporanea degli assegnatari i cui alloggi di edilizia residenziale pubblica oggetto degli interventi di cui alle medesime lettere a) e b), a condizione che gli immobili da acquistare siano in possesso di caratteristiche energetiche e antisismiche almeno pari a quelle indicate come requisito minimo da raggiungere per gli immobili oggetto degli interventi di cui alle lettere a) e b). f) locazione di alloggi da destinare temporaneamente agli assegnatari di alloggi di edilizia residenziale pubblica oggetto degli interventi di cui alle lettere a) e b). NATURA: investimento IMPORTO TOTALE COMPLEMENTARIETA’ CON PNRR MLN € MISSIONE – COMPONENTE PNRR Missione 2 - Rivoluzione verde e transizione ecologica 2.000,00 Componente 3 - Efficienza energetica e riqualificazione degli edifici Pagina 51 TEMPISTICHE DI ATTUAZIONE MODALITA’ DI ATTUAZIONE DA A SINTESI: DPCM, previa intesa in sede di Conferenza unificata, per 2021 2026 individuazione di indicatori per il riparto delle risorse su base regionale, modalità e termini di ammissione a finanziamento degli interventi e modalità di erogazione. Pubblicazione dei bandi e predisposizione della programmazione degli interventi da parte delle regioni. Trasmissione della programmazione al MIMS e al Dip. Casa Italia per adozione decreto di approvazione. Individuazione delle stazioni appaltanti da parte delle regioni. Affidamento e approvazione della progettazione. Pubblicazione dei bandi di gara per la realizzazione dell’opera/esecuzione dei lavori. Aggiudicazione e avvio dei lavori. LOCALIZZAZIONE NAZIONALE TERRITORIALE Se Territoriale, indicare località x SOGGETTI ATTUATORI Regioni CRONOPROGRAMMA FINANZIARIO Importo a valere sulle Ripartizione risorse risorse del Piano [mln €] complementare [mln €] 2021 2022 2023 2024 2025 2026 2.000,00 200,00 400,00 350,00 350 ,00 350,00 350,00 INFORMAZIONI AGGIUNTIVE E RELAZIONE ILLUSTRATIVA Monitoraggio Il monitoraggio dell’avanzamento procedurale e fisico degli interventi avverrà tramite i sistemi informativi RGS. Risultati finali Superficie di immobili ERP interessata dagli interventi di efficientamento energetico pari a 4,5 milioni mq, circa 1/10 dell'intera superficie del patrimonio edilizio residenziale pubblico in Italia. Superficie di immobili ERP interessata dagli interventi di miglioramento o adeguamento sismico pari a 1,4 milioni mq, circa 1/30 dell'intera superficie del patrimonio edilizio residenziale pubblico in Italia. Incremento di superficie ottenuto mediante acquisti di immobili ERP pari a 450.000 mq, circa 1/100 dell'intera superficie del patrimonio edilizio residenziale pubblico in Italia. Riduzione del consumo energetico di circa 27.000 tep, pari a un risparmio del 35% del consumo medio ad alloggio oggetto di intervento ovvero di circa 1,8 tep. Riduzione di emissioni di CO2 in atmosfera di circa 80.000 (tonn/anno). Pagina 52 Relazione illustrativa Il patrimonio di edilizia residenziale pubblica in Italia (abitazioni di proprietà o gestiti da Aziende ex IACP o comunque denominate, la cui epoca di realizzazione è in ampia parte risalente al secolo scorso consiste in circa 710.000 alloggi. Esso deriva, per buona parte, dall’approccio culturale e sociali degli anni Sessanta: la coincidenza culturale con le utopie degli edifici/quartiere autosufficienti è agevolata dalla volontà di densificazione e concentrazione, che rende più economici gli interventi, in rapporto alla popolazione che ne beneficia. La variazione tipologica sperimentale che aveva caratterizzato i decenni precedenti viene abolita in favore delle tipologie a blocco e degli edifici a torre, così come la tecnologia edilizia si muove verso la prefabbricazione spinta del calcestruzzo armato. La ricostruzione edilizia del paese vede una fase di arresto alla fine degli anni Ottanta, a causa di un dell’espansione demografica e del raggiungimento di una percentuale di copertura elevata del fabbisogno abitativo. Lo stock edilizio prodotto in quegli anni dalle politiche di mass housing caratterizza le città contemporanee, insieme ai suoi sottoprodotti quali la segregazione e l’esclusione sociale, oltre ai fenomeni di degrado e obsolescenza. Lo spazio dell’abitare rappresenta quindi un elemento fondamentale per consolidare e rilanciare le misure di welfare, soprattutto in un momento, quello della Pandemia da Covid-19, di estrema esposizione sociale. Per affrontare la sfida della resilienza al rischio sismico, energetico-ambientale e sociale, viene istituito un Programma di edilizia residenziale pubblica finalizzato a creare abitazioni sismicamente più sicure, energeticamente più efficienti e meno inquinanti e socialmente più eque. Il Programma si rivolge esclusivamente all’edilizia residenziale pubblica che risponde alle necessità abitative delle fasce di popolazione più svantaggiate ed emarginate dal mercato immobiliare: l’analisi di contesto e la scelta degli interventi verrà effettuata con regioni ed enti locali nel rispetto della mission di rispondere proprio alle esigenze della parte più vulnerabile della nostra società. Uno studio di Federcasa in collaborazione con l’Associazione Ingegneria Sismica Italiana del 2017, evidenzia che il 40% degli edifici residenziali pubblici localizzati in zona sismica 1 sono stati costruiti prima del 1980 e, pertanto, sono privi di adeguati requisiti antisismici; lo stesso studio evidenzia che solo il 3,9% dei 190.357 alloggi valutati ha subito, negli ultimi decenni, interventi di carattere strutturale volti al miglioramento sismico. Se tale patrimonio pubblico di edilizia residenziale necessita di interventi consistenti, l’impianto normativo attuale, modificato con i recenti incentivi denominati Superbonus e SuperSismabonus, ha ridotto molto le soglie per poter accedere alla detrazione: se per il Sismabonus tradizionale era necessario operare il salto di almeno una classe di rischio, con il SuperSismabonus è possibile usufruire delle agevolazioni anche attuando interventi classificati dalle Norme Tecniche per le Costruzioni come riparazioni o interventi locali. A differenza di tali azioni, il Programma favorisce una semplificazione procedurale e sostiene l’introduzione di innovazione nel processo di miglioramento del comportamento sismico, agevolando le tecnologie più innovative con lo scopo di adottare metodi e modelli sperimentali con l’obiettivo di estendere il miglioramento sismico al maggior numero possibile di strutture immobiliari. Per le analoghe ragioni appena evidenziate il patrimonio pubblico di edilizia residenziale è particolarmente obsoleto anche dal punto di vista dell’efficienza energetica con effetti negativi sia dal punto di vista delle emissioni, che dal punto di vista dei costi a carico delle amministrazioni e degli utenti. Inoltre, il Programma si propone di contrastare anche il fenomeno della cosiddetta “povertà energetica” ovvero la difficoltà o, addirittura, l’impossibilità da parte di persone e famiglie di procurarsi beni e servizi energetici di base, con ricadute negative sul livello di benessere e sul livello di inclusione sociale. Il riferimento è ai servizi che occorrono per assicurare standard di vita dignitosi, quali riscaldamento, raffreddamento, illuminazione, gas per cucinare nelle abitazioni e, chiaramente, l’opportunità di accesso alle risorse energetiche. La povertà energetica può essere derivata da una combinazione di redditi bassi, una spesa per l’energia elevata in relazione alla consistenza e alle esigenze del nucleo familiare e una scarsa efficienza energetica nelle abitazioni, prevalentemente costruite da oltre tre decenni e pertanto oggetto di obsolescenza tecnologica e funzionale, che costituiscono l’area di intervento del Programma. Gli effetti della povertà energetica si ripercuotono anche su altri aspetti della vita di ogni giorno, a partire dalla salute, posto che chi ne è coinvolto risulta più esposto ai rischi di malattie respiratorie e disagio psicologico, anche grave. Assieme alle misure di sostegno al reddito delle persone e delle famiglie, lo strumento maggiormente efficace per contrastare la povertà energetica diffusa sono le misure per potenziare il rendimento energetico dell’edificato e l’efficienza energetica delle abitazioni di cui tratta il progetto. Abitazioni più salubri e più funzionali dal punto di vista energetico permettono di ridurre le bollette elettriche e migliorare la sicurezza energetica delle famiglie. Un effetto indiretto atteso della riqualificazione energetica è anche la riduzione della morosità sui canoni per il consumo di energia elettrica e gas che rappresenta uno degli elementi di maggior criticità per la corretta gestione del patrimonio di edilizia residenziale pubblica. Dal punto di vista della resilienza sociale, un’incidenza del canone di locazione sul reddito familiare superiore al 30% indica un disagio economico abitativo del nucleo familiare stesso. Solo il 14,5% degli affittuari totali vive in alloggi pubblici. Secondo Federcasa, l’edilizia residenziale pubblica risponde solamente a un terzo della reale domanda. Inoltre, dell’intero patrimonio il 6% è sfitto, mentre il 6,4% risulta occupato abusivamente. Il quadro è stato reso più critico con la crisi economica che ricade su alcuni nuclei familiari dovuta agli effetti della Pandemia da Covid-19. A titolo di esempio, i sindacati degli inquilini stimano che solo a Roma già 20-30.000 famiglie Pagina 53 potrebbero trovarsi in situazione di morosità in una città che conta già 9.000 sfratti annui. Intervenire sul tessuto fisico dell’edilizia residenziale pubblica significa operare azioni di miglioramento della resilienza ai rischi sociali per effetto diretto del contrasto alla povertà, alla disuguaglianza sociale e all’erosione dei diritti conseguenti all’aggravarsi del disagio abitativo. Il Programma si pone in coerenza con le indicazioni dell’Unione Europea, a partire dai piani in preparazione nell’ambito del cosiddetto Green Deal europeo, finalizzato alla ristrutturazione sostenibile del patrimonio immobiliare esistente. L’obiettivo generale del Programma è di sostenere il miglioramento sismico, l’efficientamento energetico e ambientale e conseguentemente la riduzione dell’iniquità sociale con interventi sull’edilizia residenziale pubblica e sociale. Complessivamente si stima di intervenire su almeno un decimo del patrimonio edilizio pubblico esistente. L’individuazione dei complessi residenziali su cui intervenire avverrà mediante confronti con le Regioni, gli enti locali e gli enti di gestione degli immobili. Il Programma presuppone l’adozione di riforme profonde delle attuali modalità dell’intervento pubblico nel settore, per garantire al tempo stesso una significativa efficacia realizzativa delle risorse del PNRR che un nuovo assetto della governance a livello nazionale. Scendendo nel dettaglio della determinazione delle specifiche misure da attuare in ciascun edificio, appare necessario ampliare e ridefinire le tipologie degli interventi ammissibili previste dall’articolo 4 del D.L. 28 marzo 2014, n. 47 convertito, con modificazioni, dalla legge 23 maggio 2014 n. 80, che prevede la formulazione di un “Programma di recupero e razionalizzazione degli immobili e degli alloggi di edilizia residenziale pubblica di proprietà dei comuni, degli IACP e degli enti di edilizia residenziale pubblica aventi le stesse finalità degli IACP, sia attraverso il ripristino di alloggi di risulta sia per il tramite della manutenzione straordinaria degli alloggi anche ai fini dell’adeguamento energetico, impiantistico statico e del miglioramento sismico degli immobili”. Attualmente, ai sensi dei criteri definiti dal D.I. del 16 marzo 2015, sono previste le seguenti linee di intervento: a. interventi di non rilevante entità finalizzati a rendere prontamente disponibili gli alloggi sfitti mediante lavorazioni di manutenzione e di efficientamento energetico. Si considerano di non rilevante entità gli interventi di importo inferiore a 15.000 euro da realizzarsi entro sessanta giorni dal provvedimento regionale di concessione del finanziamento; b. interventi di ripristino di alloggi di “risulta”, ovvero non assegnati, e di manutenzione straordinaria da attuare mediante la realizzazione delle seguenti tipologie di intervento, cumulativamente ammissibili a finanziamento nel limite di 50.000 euro per alloggio: b.1. efficientamento energetico degli organismi abitativi mediante il miglioramento dei consumi di energia e l’innalzamento di almeno una classe della prestazione energetica o la riduzione di almeno il 30% dei consumi registrati nell’ultimo biennio di utilizzazione dell’immobile; b.2. messa in sicurezza delle componenti strutturali degli immobili mediante interventi di adeguamento o miglioramento sismico; b.3. rimozione manufatti e componenti edilizie con presenza di materiali nocivi e pericolosi quali amianto, piombo, ecc.; b.4. superamento delle barriere architettoniche; b.5. manutenzione straordinaria sulle parti comuni dell’organismo abitativo e su quelle di pertinenza; b.6. frazionamenti e accorpamenti con rinnovo e sostituzione di parti anche strutturali degli edifici. La gestione degli interventi attuali destinati ad alloggi di proprietà pubblica non occupati (sfitti o non ancora assegnati) per i quali sono previsti complessivi 814 milioni nell’arco di quindici anni, ha evidenziato una criticità nella difficoltà di intervenire in quegli alloggi che, pur bisognosi di urgenti interventi di manutenzione, risultano occupati e abitati. La questione ha comportato rallentamenti nell’utilizzo delle risorse assegnate rivestendo anche un carattere sociale stante che l’utenza spesso non è disponibile a lasciare l’alloggio occupato a fronte di una tempistica esecutiva caratterizzata da fattori di incertezza operativa (esito affidamento lavori, contenziosi, etc.). Inoltre, la modalità di intervento ora previsto “ad alloggio”, che in base alle risorse stanziate ha consentito gli interventi minimi necessari a rendere abitabili gli alloggi “di risulta”, non consente di provvedere ad una più ampia riqualificazione dell’intero organismo edilizio rendendo parziali e non risolutivi gli interventi riguardanti l’efficientamento energetico e il miglioramento strutturale in genere. Per tale ragione appare necessario aggiungere nuove linee di intervento attraverso il riutilizzo e la riconversione a edilizia residenziale pubblica di immobili pubblici e privati in disuso, sfitti o abbandonati e la acquisizione (ovvero l’affitto) di alloggi, inizialmente destinati allo spostamento degli assegnatari di alloggi da riqualificare. L’acquisto di alloggi e immobili consentirà di incrementare il patrimonio residenziale pubblico, che nel nostro Paese è fortemente sottodimensionato rispetto ai valori medi europei e, contemporaneamente, di avere a disposizione alloggi che consentiranno la sistemazione degli assegnatari, per il tempo necessario all’esecuzione dei lavori di recupero, ristrutturazione e riqualificazione energetica, sismica, spaziale e tipologico-funzionale. Relativamente agli obiettivi specifici, per quanto riguarda gli interventi di miglioramento sismico, avere abitazioni sicure significa non solo proteggere l’incolumità o salvare i patrimoni di chi le abita, ma anche rendere le operazioni di gestione di eventuali emergenze sismiche più efficaci, meno traumatiche per le persone, meno costose. In occasione dei grandi terremoti degli ultimi 15 anni, circa 100.000 persone (il 50% dei poco più di 200.000 cittadini costretti ad abbandonare le proprie case a seguito delle scosse) ha richiesto Pagina 54 immediata assistenza ed è rimasta fuori casa per settimane, mesi (o, purtroppo, per anni) a causa di danni di modesta entità che rendevano, tuttavia, gli edifici in cui risiedevano temporaneamente inagibili e che, allo stato attuale delle conoscenze tecniche, avrebbero potuto essere significativamente ridotti o eliminati con l’esecuzione di idonei interventi di adeguamento strutturale. Il Programma si propone, quindi, di intervenire nelle aree sismicamente più a rischio, su edifici per i quali l’intervento di miglioramento sismico risulti conveniente rispetto alla prospettiva dell’impatto economico di un intervento di demolizione e ricostruzione a seguito di un evento emergenziale. Con lo scopo di attuare un approccio di resilienza al rischio sismico, sarà consolidato il meccanismo incentivante basato sulla premialità incrementale. Infine, meccanismi incentivanti o premiali per la selezione degli interventi dovrebbero prevedere anche il vantaggio ottenuto da una serie di azioni satellite: la tecnologia degli interventi antisismici oggi consente di mitigare il rischio di subire il danno più grave, tuttavia un evento sismico distruttivo non porta danni solo agli edifici, ma anche al tessuto socioeconomico. Pertanto, potrebbero essere finanziati quegli interventi che associano la mitigazione del rischio sull’edificio alla resilienza al rischio mediante la selezione di indicatori per la valutazione della risposta delle comunità che abitano le residenze pubbliche nella fase post-sisma. Gli interventi di efficienza energetica sono già oggetto di agevolazione fiscale nel percorso del cosiddetto Superbonus, di cui all’articolo 119 della legge n. 77/2020, ma che non appaiono adeguati, al di là della loro limitata durata, al perseguimento delle finalità del Programma. Ai fini del Superbonus gli interventi devono riguardare edifici o unità immobiliari esistenti, o essere realizzati mediante demolizione e ricostruzione inquadrabili nella categoria della “ristrutturazione edilizia” ex art. 3, comma 1, lett. d) D.P.R. n. 380/2001 non essendo agevolati gli interventi realizzati in fase di nuova costruzione. Nell’impostazione del Programma invece, occorrerebbero risorse non per nuove costruzioni, ma (e soprattutto) al fine di acquisire patrimonio abitativo già esistente da destinare a fini sociali evitando ulteriore consumo di suolo. Inoltre, relativamente al patrimonio di edilizia residenziale pubblica esistente occorre finanziare il recupero di alloggi sfitti sparsi in diversi edifici anche a proprietà mista pubblico privata per i quali non sarebbe possibile prevedere la ristrutturazione integrale di interi edifici in quanto abitati o eventualmente in quanto non prioritaria. Dal punto di vista delle finalità, per gli interventi agevolabili con il Superbonus la norma prevede, in termini particolarmente rigorosi, una specifica finalizzazione alla riqualificazione energetica ed alla adozione di misure antisismiche negli edifici (cosiddetti interventi trainanti). Altri interventi ammessi, sempre a seguito di specifica individuazione normativa, devono comunque essere realizzati congiuntamente ai primi. Ai fini del Programma, invece, sono necessari numerosi interventi di manutenzione che possono essere carenti dei presupposti del superbonus o che, comunque, devono essere realizzati a prescindere dagli stessi, nell’impossibilità di realizzare interventi di rigenerazione edilizia di interi edifici. Sotto il profilo procedurale, gli interventi realizzati con il Superbonus, prevedono strumenti agevolativi di natura essenzialmente fiscale, come la detrazione o, in alternativa, lo sconto in fattura generatore di un credito di imposta per il fornitore, oppure la cessione del credito di imposta corrispondente alla detrazione. Si tratta di procedimenti complessi, che prevedono non pochi oneri di natura formale e la necessaria interrelazione con più soggetti al fine di generare tutti i presupposti per l’applicazione delle misure. Oneri che sono in gran parte estranei ai dispositivi realizzati che prevedono schemi molto più semplici e riconducibili al genere a quelli originariamente previsti per la realizzazione di opere pubbliche o, comunque, di investimenti realizzati con il contributo di risorse pubbliche. A differenza del Superbonus, il Programma consente di: - acquistare o prendere in locazione immobili anche al fine di uno spostamento temporaneo degli assegnatari in attesa dell’esecuzione degli interventi sugli alloggi abitati, a condizione che gli immobili da acquistare siano in possesso di caratteristiche energetiche e antisismiche almeno pari a quelle indicate come requisito minimo da raggiungere per gli immobili oggetto degli interventi di cui alle lettere a) e b) del comma 2 septies, art 1, del DL 59/2021. Alle finalità di cui alla presente lettera può essere destinato un importo non superiore al 10% del totale delle risorse - realizzare interventi diretti alla verifica e alla valutazione della sicurezza sismica e statica di edifici di edilizia residenziale pubblica e realizzazione di progetti di miglioramento o di adeguamento sismico, ivi compresi interventi di demolizione e ricostruzione; - realizzare interventi di efficientamento energetico di alloggi, ovvero di edifici di edilizia residenziale pubblica, ivi comprese le relative progettazioni, ivi compresi interventi di demolizione e ricostruzione; - realizzare interventi di razionalizzazione degli spazi di edilizia residenziale pubblica, ivi compresi gli interventi di frazionamento e ridimensionamento degli alloggi, se eseguiti congiuntamente ad uno degli interventi di cui alle lettere a) e b) precedentemente citati; Il Programma si propone di affiancarsi agli strumenti convergenti a obiettivi simili, quali il Superbonus, superando anche i vincoli temporali di esecuzione delle opere, che potrebbero condizionare fortemente l’esecuzione delle stesse per capacità progettuale e produttiva del mercato. Pagina 55 Pertanto, il Programma si propone come strumento ulteriore, finalizzato a intervenire più efficacemente e in maniera sistematica sul patrimonio di edilizia residenziale pubblica, anche in relazione alla necessità di intervento su un patrimonio ampio e risalente nel tempo che richiede interventi molto significativi ed onerosi. Il Programma si propone come strumento in grado di superare anche i limiti della vigente normativa regionale, vasta e variegata. Inoltre, il Programma consente di migliorare l’approccio attuale consentendo interventi di rigenerazione di interi edifici. Il Programma sostiene, quindi, investimenti di efficientamento energetico di immobili di edilizia residenziale pubblica per combattere la povertà energetica attraverso procedure semplificate e processi, strumenti e tecnologie innovative: il sostegno alle fonti rinnovabili, ad esempio, si concentrerà prioritariamente su interventi integrati di efficientamento energetico per l’autoconsumo e su interventi innovativi e sperimentali. Si intende, infine, incentivare la creazione di Comunità energetiche, per i benefici ambientali, economici e sociali attesi a livello locale. Secondo il Rapporto annuale sull’efficienza energetica 2020 del Mise, l'incidenza degli impieghi finali di energia per settore colloca il settore residenziale come responsabile del 28% circa dei consumi energetici nel 2018. Il Programma si propone di ridurre il consumo energetico di circa 27.000 Tep, aumentare l’efficienza energetica degli edifici del 40% e ridurre le emissioni di CO2 in atmosfera di circa 80.000 Tonn/anno. Saranno anche incentivati interventi che favoriscano la qualità ambientale quali quelli relativi alla riduzione delle emissioni di gas climalteranti. Il Programma si pone, in sintesi, l’obiettivo di migliorare la efficienza energetica del patrimonio di edilizia residenziale pubblica, di migliorare la resilienza e la sicurezza sismica, nonché di migliorare la condizione sociale nei tessuti residenziali pubblici grazie alle seguenti azioni: a. miglioramento delle prestazioni del patrimonio edilizio. In parallelo alla riqualificazione energetica si avrebbero effetti e vantaggi diretti anche sulla capacità di spesa e di risparmio da parte delle famiglie. La scarsa efficienza degli involucri e degli impianti in molti organismi edilizi ha portato nel corso degli anni a ad una spesa per i consumi che eccede di molto il canone di affitto. La riduzione dei costi dei consumi avrebbe effetti sociali sul miglioramento della condizione economica delle famiglie; b. razionalizzazione del patrimonio di edilizia residenziale pubblica. La possibilità trasformare il patrimonio esistente, anche frazionando o accorpando le unità immobiliari, consente di porre rimedio alle distorsioni distributive che si sono registrate nel corso degli anni. Strutture familiari e caratteristiche dei nuclei assegnatari sono infatti cambiate con il tempo senza che vi fosse in numerosi casi un adeguamento dei tagli degli alloggi alle mutazioni dei nuclei familiari; c. incremento del patrimonio di edilizia residenziale pubblica effettivamente disponibile. Trasformando e/o riconvertendo immobili in disuso e attualmente non utilizzabili si amplia l’offerta di edilizia residenziale pubblica consentendo l’accesso di nuove famiglie in attesa dell’assegnazione dell’alloggio. Tali azioni consentirebbero di razionalizzare i canoni sulle reali esigenze abitative del nucleo familiare, regolarizzare le assegnazioni irregolari sulla base delle verifiche dei requisiti ed eliminare le quote di alloggi sfitti. In Italia, al momento esistono 84 enti pubblici responsabili della gestione del patrimonio di edilizia residenziale pubblica, oltre ai Comuni. La molteplicità di soggetti attuatori e la loro caratteristica di enti tecnico-operativi, dotati di un adeguato livello di capacità e competenze tecniche, costituiscono una delle principali condizioni di fattibilità del progetto, anche ai fini del rispetto della tempistica per la progettazione e realizzazione degli interventi. Parimenti, tale molteplicità e la caratteristica di articolazione su base regionale richiedono un forte impegno di coordinamento operativo che assicuri standard univoci sia sul piano tecnico sia su quello operativo. Un coordinamento in grado, ove necessario, di intervenire con misure di indirizzo e di concreto supporto, anche promuovendo le auspicabili sinergie trasversali. Proprio per queste ragioni il coordinamento del progetto è della Presidenza del Consiglio dei ministri, in particolare del Dipartimento Casa Italia, in collaborazione con il Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili, Direzione Generale per l’edilizia statale, abitativa e gli interventi speciali. Il Dipartimento Casa Italia ha il compito di “sviluppare, ottimizzare e integrare strumenti indirizzati alla cura e alla valorizzazione del territorio e delle aree urbane nonché del patrimonio abitativo, anche in riferimento alla sicurezza e all'efficienza energetica degli edifici”, mentre il MIMS si occupa del finanziamento, del monitoraggio e delle verifiche degli interventi nel campo dell’edilizia residenziale pubblica e in particolare della attuazione delle legge n. 80/2014, che rappresenta l’intervento statale che costituisce la prima esperienza di adeguamento sismico ed efficientamento energetico degli immobili di edilizia residenziale pubblica. La governance del progetto prevedrà l’attivazione di un coordinamento strategico (PCM - Dipartimento Casa Italia, MIMS, Direzione Generale per l’edilizia statale, abitativa e gli interventi speciali - Regioni - Anci - Agenzie) e di agenzie/enti di gestione a livello territoriale per la pianificazione degli interventi di dettaglio e il monitoraggio in corso d’opera. Sono previsti, inoltre, indispensabili interventi di natura trasversale volti al consolidamento delle competenze tecniche degli enti gestori (mediante la formazione e la diffusione dell’utilizzo dei BIM, anche con il coinvolgimento di strutture tecnico-scientifiche qualificate) e all’integrazione in ogni fase di attività di strumenti e procedure di controllo dinamiche e orientate alla rimodulazione e al tempestivo riorientamento dei processi, anche mediante il coinvolgimento dei principali organismi di controllo. La definizione di un’intesa in Conferenza Unificata entro il 31 luglio 2021 costituisce la cornice istituzionale per la realizzazione del progetto, al fine di definire: Pagina 56 a. modalità per la sistematizzazione e nuova definizione di linee guida tecniche per la realizzazione degli interventi in campo sismico ed energetico; b. modalità di riparto delle risorse tra le regioni delle risorse sulla base di criteri di fabbisogno e di equilibrio territoriale, garantendo al Mezzogiorno almeno il 50% delle risorse; c. criteri con i quali le regioni e gli enti locali proprietari procederanno alla l’identificazione dei singoli immobili; d. indirizzi per l’elaborazione dei progetti; e. modalità di gestione del fabbisogno di trasferimento temporaneo delle famiglie e persone residenti, ove necessario; f. aspetti contabili, organizzativi ed amministrativi; g. strumenti di monitoraggio e controllo in corso d’opera, h. interventi di supporto in caso di criticità, anche attraverso la stipula di accordi quadro. Pagina 57 CRONOPROGRAMMA PROCEDURALE - OBIETTIVI INIZIALI, INTERMEDI E FINALI Trimestre Obiettivi Emanazione DPCM, previa intesa in sede di Conferenza unificata, recante gli indicatori per il riparto delle somme su III/2021 base regionale, le modalità ed i termini di ammissione a finanziamento degli interventi e le modalità di erogazione dei finanziamenti. Pubblicazione dei Bandi da parte delle Regioni per individuazione proposte da parte degli ex Istituti autonomi case popolari, comunque denominati, dei Comuni e degli enti di edilizia residenziale pubblica aventi le stesse finalità degli IV/2021 ex Istituti autonomi case popolari e conseguente predisposizione della programmazione degli interventi da parte delle Regioni Trasmissione della Programmazione degli interventi da parte delle Regioni al MIMS e al Dipartimento Casa Italia con conseguente adozione del Decreto MIMS, di concerto con Casa Italia, di approvazione della Programmazione. I/2022 Individuazione delle stazioni appaltanti (centrali uniche di committenza nazionali, regionali o enti locali) da parte delle Regioni. II/2022 Affidamento da parte della stazione appaltante della progettazione degli interventi III/2022 Approvazione della progettazione finale ed esecutiva da parte delle stazioni appaltanti. IV/2022 Pubblicazione da parte delle stazioni appaltanti dei bandi di gara per la realizzazione dell’opera/esecuzione dei lavori I/2023 Aggiudicazione dei contratti da parte delle stazioni appaltanti II/2023 Consegna/Avvio dei lavori III/2023 IV/2023 I/2024 II/2024 III/2024 IV/2024 Realizzazione del 50% dei lavori I/2025 II/2025 III/2025 IV/2025 Ultimazione del residuo 50% dei lavori. Conclusione degli interventi con certificato di collaudo finale redatto dalle I/2026 stazioni appaltanti II/2026 III/2026 Raggiungimento dell’obiettivo finale del Piano con riguardo a: - Una superficie di immobili ERP interessata dagli interventi di efficientamento energetico pari a 4,5 milioni mq, pari a circa 1/10 dell'intera superficie del patrimonio edilizio residenziale pubblico in Italia - Una superficie di immobili ERP interessata dagli interventi di miglioramento o adeguamento sismico pari a 1,4 milioni mq, pari a circa 1/30 dell'intera superficie del patrimonio edilizio residenziale pubblico in Italia IV/2026 - Un incremento di superficie ottenuto mediante acquisti di immobili ERP pari a 450.000 mq, pari a circa 1/100 dell'intera superficie del patrimonio edilizio residenziale pubblico in Italia - Una riduzione del consumo energetico di circa 27.000 tep, pari a un risparmio del 35% del consumo medio ad alloggio oggetto di intervento ovvero di circa 1,8 tep - Una riduzione di emissioni di CO2 in atmosfera pari a circa 80.000 (tonn/anno) Pagina 58 PIANO NAZIONALE PER GLI INVESTIMENTI COMPLEMENTARI DECRETO-LEGGE 6 maggio 2021, n. 59, “Misure urgenti relative al Fondo complementare al Piano nazionale di ripresa e resilienza e altre misure urgenti per gli investimenti” SCHEDA PROGETTO AMMINISTRAZIONE PROPONENTE: Ministero della Cultura NOME DEL PROGETTO: PIANO DI INVESTIMENTI STRATEGICI SU SITI DEL PATRIMONIO CULTURALE, EDIFICI E AREE NATURALI Obiettivo: interventi su diverse tipologie di beni, tutti di natura pubblica e appartenenti a Enti Locali o al Ministero della Cultura:  interventi di rigenerazione integrata di recupero urbano e/o processi di riqualificazione culturale.  Interventi di restauro e/o recupero del patrimonio culturale in aree che richiedono interventi rilevanti.  interventi in ambiti paesaggistico/territoriali. NATURA: investimento IMPORTO TOTALE COMPLEMENTARIETA’ CON PNRR MLN € MISSIONE – COMPONENTE PNRR Missione 1 - Digitalizzazione, innovazione, competitività, cultura e 1.455,24 turismo Componente 3 - Turismo e cultura 4.0 TEMPISTICHE DI ATTUAZIONE MODALITA’ DI ATTUAZIONE DA A SINTESI: L'intervento si realizza tramite un decreto di individuazione dei 2021 2026 progetti, il conseguente provvedimento di ammissibilità al finanziamento dei progetti selezionati emanato dal ministero; il decreto individuerà puntualmente il beneficiario / ente attuatore (stazione appaltante) e sarà accompagnato da un disciplinare d’obblighi da sottoscrivere entro 10 giorni dall'emissione del decreto di ammissibilità che stabilirà le fasi di attuazione e gli obblighi del beneficiario, le spese ammissibili e le procedure e le modalità di attuazione. I decreti di concessione delle risorse verranno invece adottati una volta perfezionati i livelli di progetto e in base allo stato di avanzamento. LOCALIZZAZIONE NAZIONALE TERRITORIALE Se Territoriale, indicare località x Varie: da individuare con dPCM Pagina 59 SOGGETTI ATTUATORI Vari CRONOPROGRAMMA FINANZIARIO Importo a valere sulle Ripartizione risorse risorse del Piano [mln €] complementare [mln €] 2021 2022 2023 2024 2025 2026 1.455,24 207,70 355,24 284,90 265,10 260,00 82,30 INFORMAZIONI AGGIUNTIVE E RELAZIONE ILLUSTRATIVA Monitoraggio Il Ministero della Cultura monitorerà l’avanzamento procedurale e fisico degli interventi tramite i sistemi informativi RGS. Risultati finali Gli interventi saranno individuati con apposito dPCM. Relazione illustrativa Il Piano Strategico consiste in un corposo programma di interventi che rappresentano il punto di convergenza tra le istanze locali e la strategia nazionale volto a potenziare il sistema delle grandi infrastrutture culturali del Paese, veri e propri servizi di rango primario in grado di svolgere funzioni di scala sovra locale e al tempo stesso di costituirsi come poli di attrattività per il miglioramento della competitività internazionale. Si tratta di progetti di recupero dei beni del patrimonio culturale, di restauro e/o recupero di aree rimaste marginali nonché di rilancio delle aree naturalistiche. Pagina 60 CRONOPROGRAMMA PROCEDURALE - OBIETTIVI INIZIALI, INTERMEDI E FINALI Trimestre Obiettivi dPCM di individuazione degli interventi e di riparto delle risorse. Decreto ministeriale di Approvazione dello schema di III/2021 disciplinare d’obbligo con i Soggetti Attuatori (SA); Decreto ministeriale di Individuazione della Centrale Unica di Committenza e stipula convenzione. Approvazione del Piano di supporto tecnico; convenzioni e contratti per l’affidamento dei servizi di AT. Sottoscrizione IV/2021 dei Disciplinari d’obbligo con i soggetti attuatori e conseguente concessione delle anticipazioni (sulla base di QE preliminare). I/2022 II/2022 Pubblicazione dei Bandi di gara per appalto lavori e servizi per interventi corrispondenti al 30% delle risorse. III/2022 IV/2022 Aggiudicazione delle gare per interventi corrispondenti al 30% delle risorse. Decreto di assegnazione definitiva delle risorse (sulla base di QE definitivo pre-gara) a seguito del perfezionamento dei I/2023 livelli progettuali. Avvio lavori per interventi corrispondenti al 30% delle risorse. II/2023 Pubblicazione di tutti i Bandi di gara per appalto lavori e servizi. III/2023 IV/2023 Aggiudicazione di tutte le gare. I/2024 Avvio lavori per tutti gli interventi. II/2024 III/2024 IV/2024 I/2025 II/2025 III/2025 IV/2025 I/2026 II/2026 III/2026 IV/2026 Conclusione lavori in tutti i siti - collaudo degli interventi. Pagina 61 PIANO NAZIONALE PER GLI INVESTIMENTI COMPLEMENTARI DECRETO-LEGGE 6 maggio 2021, n. 59, “Misure urgenti relative al Fondo complementare al Piano nazionale di ripresa e resilienza e altre misure urgenti per gli investimenti” SCHEDA PROGETTO AMMINISTRAZIONE PROPONENTE: Ministero della salute NOME DEL PROGETTO: SALUTE, AMBIENTE, BIODIVERSITA’ E CLIMA Obiettivo: Gli investimenti si pongono i seguenti obiettivi: - rafforzamento complessivo delle strutture e dei servizi di SNPS-SNPA a livello nazionale, regionale e locale, migliorando le infrastrutture, le capacità umane e tecnologiche e la ricerca applicata; - sviluppo e implementazione di specifici programmi operativi pilota per la definizione di modelli di intervento integrato salute- ambiente-clima in 2 siti contaminati selezionati di interesse nazionale; - programma nazionale di formazione continua in salute-ambiente-clima; - promozione e finanziamento di ricerca applicata con approcci multidisciplinari in specifiche aree di intervento salute- ambiente-clima anche di livello universitario; - piattaforma di rete digitale nazionale SNPA-SNPS. NATURA: investimento IMPORTO TOTALE COMPLEMENTARIETA’ CON PNRR MLN € MISSIONE – COMPONENTE PNRR Missione 6 - Salute 500,01 Componente 1 - Reti di prossimità, strutture e telemedicina per l'assistenza sanitaria territoriale TEMPISTICHE DI ATTUAZIONE MODALITA’ DI ATTUAZIONE DA A SINTESI. Adozione del provvedimento di assegnazione delle risorse per 2021 2026 la realizzazione delle opere di istituzione/rafforzamento di strutture nazionali, regionali e territoriali con competenze e responsabilità specifiche in salute-ambiente-clima (piano di azione); programma nazionale di formazione continua SNPS-SNPA; pubblicazione bandi dei progetti di ricerca; provvedimenti attuativi per l’identificazione dei siti contaminati e definizione del piano di interventi integrati di promozione della salute, sorveglianza attiva e assistenza sanitaria e sistemi di comunicazione partecipativa delle comunità; procedure pubbliche di procurement riferite alla piattaforma digitale nazionale. Pagina 62 LOCALIZZAZIONE NAZIONALE TERRITORIALE Se Territoriale, indicare località x SOGGETTI ATTUATORI Istituto Superiore di Sanità (ISS) per gli interventi:  Rafforzamento complessivo delle strutture e dei servizi di SNPS-SNPA a livello nazionale, regionale e locale, migliorando le infrastrutture, le capacità umane e tecnologiche e la ricerca applicata;  Programma nazionale di formazione continua in salute-ambiente-clima anche di livello universitario;  Piattaforma di rete digitale nazionale SNPA-SNPS. DG Prevenzione (MdS) per gli interventi:  Promozione e finanziamento di ricerca applicata con approcci multidisciplinari in specifiche aree di intervento salute- ambiente-clima;  sviluppo e implementazione di specifici programmi operativi pilota per la definizione di modelli di intervento integrato salute- ambiente-clima in 2 siti contaminati selezionati di interesse nazionale. CRONOPROGRAMMA FINANZIARIO Importo a valere sulle Ripartizione risorse risorse del Piano [mln €] complementare [mln €] 2021 2022 2023 2024 2025 2026 500,01 51,49 128,09 150,88 120,56 46,54 2,45 INFORMAZIONI AGGIUNTIVE E RELAZIONE ILLUSTRATIVA Monitoraggio Il monitoraggio dell’avanzamento procedurale e fisico degli interventi sarà effettuato tramite i sistemi informativi RGS. Risultati finali - 100% di strutture nazionali e almeno il 50% di strutture regionali/territoriali afferenti al SNPS-SNPA pienamente operative (rinnovate, digitalizzate e collegate in rete) a livello nazionale, regionale e locale; - almeno 14 corsi FAD attivati: programma nazionale di formazione continua in salute-ambiente-clima anche di livello universitario (formazione a distanza) sui rischi sanitari associati a determinati ambientali e cambiamenti climatici sia rispetto a aree tematiche specifiche che su approcci multidisciplinari funzionali alla visione degli SDGs per i professionisti di SNPS- SNPA; - almeno 14 programmi attivati di promozione e finanziamento di ricerca applicata con approcci multidisciplinari in specifiche aree di intervento salute-ambiente-clima; - almeno 50% della rete dati SNPS-SNPA (almeno 10 anni retrospettivi) attivata, su piattaforma di rete digitale nazionale SNPA- SNPS, funzionale all'acquisizione, elaborazione, integrazione, analisi, interpretazione e condivisione di dati di monitoraggio e sorveglianza, modellistica e informazioni rilevanti per salute-ambiente-clima; - n. 2 interventi integrati di salute-ambiente-clima in 2 siti contaminati rappresentativi, di interesse nazionale. Pagina 63 Relazione illustrativa Il piano di investimenti proposto è collegato all’azione di riforma oggetto della Missione 6 - Salute Health, del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza “Istituzione del Sistema Nazionale Salute, Ambiente e Clima (SNPS”) come nuovo assetto di prevenzione collettiva e sanità pubblica, in linea con l’approccio 'One health', nella più recente evoluzione 'Planetary health'”, per far fronte efficacemente ai rischi storici e emergenti di impatti sulla salute di cambiamenti ambientali e climatici. Per rafforzare la capacità, l'efficacia, la resilienza e l'equità del Paese nell'affrontare gli impatti sanitari presenti e futuri, associati ai rischi ambientali e climatici sono pertanto definiti una serie di investimenti sinergici: - rafforzamento complessivo delle strutture e dei servizi di SNPS-SNPA a livello nazionale, regionale e locale, migliorando le infrastrutture, le capacità umane e tecnologiche e la ricerca applicata; - sviluppo e implementazione di specifici programmi operativi pilota per la definizione di modelli di intervento integrato salute- ambiente-clima in 2 siti contaminati selezionati di interesse nazionale; - programma nazionale di formazione continua in salute-ambiente-clima anche di livello universitario; - Promozione e finanziamento di ricerca applicata con approcci multidisciplinari in specifiche aree di intervento salute- ambiente-clima; - Piattaforma di rete digitale nazionale SNPA-SNPS. La capacità istituzionale del nuovo sistema SNPS-SNPA dipende da un adeguamento infrastrutturale e di risorse umane, formative e di ricerca delle strutture del sistema, al fine di assicurare le indispensabili sinergie e funzioni del SSN a supporto di uno sviluppo sano e sostenibile. Il piano è concepito per migliorare ed armonizzare le politiche e le strategie di attuazione della prevenzione e risposta del SSN alle malattie acute e croniche - trasmissibili e non trasmissibili - associate a rischi ambientali, anche attraverso un interfacciamento sistematico con il Sistema Nazionale per la Protezione Ambientale (SNPA). Il piano riposiziona il Servizio Sanitario Nazionale del Paese rispetto alle più recenti indicazioni internazionali – tra cui l’agenda ONU 2030 e il portfolio della Sesta Conferenza interministeriale di Ostrava su Ambiente e salute dei Ministri della regione europea dell’OMS – assicurando il potenziamento delle politiche multisettoriali di promozione della salute e i co-benefici per la salute dell'azione per il clima in settori diversi, come l'energia, i trasporti, la pianificazione urbana e altri sistemi economico-produttivi di rilevanza. Le funzioni del SNPS si indirizzano, infatti, alla protezione della salute della popolazione attraverso la prevenzione primaria, in base a principi di equità e con focus sulle comunità e persone vulnerabili o in situazioni di vulnerabilità. Le attività del nuovo sistema integrato convergono nel prevenire l'esposizione ai rischi ambientali e climatici, per garantire azioni preventive efficienti, armonizzate e dinamiche: ad esempio attraverso un nuovo approccio efficace e tempestivo per la valutazione dell'impatto sanitario di politiche, programmi, progetti, (nuove) tecnologie o siti industriali. Il SNPS si pone in chiave strategica per l’identificazione e valutazione - in chiave di prevenzione e risposta - di nuove problematiche ambientali, climatiche e sanitarie, per definire criteri, metodi e sistemi di monitoraggio integrati (inclusa acquisizione, analisi, integrazione ed interpretazione di modelli e dati relativi ad ambiente-salute-clima, in piattaforme condivise), per garantire l’analisi dei progressi, a livello distale e prossimale, in materia di prevenzione primaria salute- ambiente e clima e per definire strategie di allarme rapido e risposte aggiornate alle emergenze ambientali-sanitarie. Il SNPS si indirizza inoltre ad assicurare una comunicazione efficiente e basata su evidenze in materia di salute, ambiente e clima nonché la definizione e il supporto al raggiungimento di standard di formazione e competenze del personale del SSN sui rischi ambientali e climatici, comprese le capacità di promuovere/condurre azioni intersettoriali. La piena sinergia dei sistemi SNPA e SNPS – pur nel rispetto delle reciproche competenze – è funzionale a una piena integrazione nello studio della scienza dell’esposizione rispetto a determinanti ambientali, sanitari e socio-economici, anche attraverso l’integrazione dei LEA (Livelli Essenziali di assistenza) e i LEPTA ( Livelli essenziali delle prestazioni tecniche ambientali). Le aree di intervento specifiche in salute-ambiente-clima di SNPA-SNPA comprendono tra l'altro: - azioni centrali per il sistema sanitario: prevenzione e riduzione dei rischi per la salute legati all'inquinamento atmosferico outdoor e indoor; prevenzione e mitigazione dei rischi per le popolazioni all'interno di siti contaminati, gestione sicura e sostenibile dei suoli e del ciclo dei rifiuti; accesso universale all'acqua: approvvigionamento idrico e servizi igienico-sanitari gestiti in modo sicuro, utilizzo sicuro delle coste e degli ambienti marini, analisi di rischio sanitario nel riuso dell'acqua; prevenzione e riduzione dei rischi fisici (comprese radiazioni ionizzanti e non ionizzanti) e dei rischi associati a prodotti chimici e processi; riduzione dei rischi diretti e indiretti per la salute umana associati ai cambiamenti climatici; igiene, resilienza e sostenibilità della produzione primaria e dell’insieme delle filiere agro-alimentari in rapporto ai determinanti ambientali e climatici; promozione della salute e prevenzione salute-ambiente nelle prime fasi di vita (salute infantile e materno-infantile); risposta ai bisogni di salute in circostanze ambientali critiche, attraverso un approccio di prossimità al cittadino; prevenzione sanitaria nei luoghi di lavoro; - azioni ad elevata sinergia con altre istituzioni / settori: prevenzione dei rischi sanitari emergenti associati a cambiamenti ambientali e socio-economici, nuove tecnologie, politiche energetiche, trasporti, transizione verde; cooperazione Pagina 64 internazionale per la condivisione di politiche, buone pratiche, ricerca traslazionale; sostegno allo sviluppo della pianificazione urbana per ambienti più sani, più inclusivi, più sicuri, resilienti e sostenibili; promozione di scelte orientate a ambienti naturali, spazi verdi e azzurri; promozione della digitalizzazione dei sistemi ambiente-clima e salute, a supporto dell'analisi e della comunicazione sui rischi; ricerca applicata alla valutazione dell'impatto sulla salute di aspetti emergenti associati, tra l’altro, allo sviluppo tecnologico, ad una nuova organizzazione del lavoro, migrazione, degrado degli ecosistemi, perdita della biodiversità. Le risorse saranno distribuite proporzionalmente sul territorio fondandosi sui criteri di ripartizione sanitaria (quota di accesso) tenendo anche conto di coefficienti di rischio ambientale e climatico dei territori. Pagina 65 CRONOPROGRAMMA PROCEDURALE - OBIETTIVI INIZIALI, INTERMEDI E FINALI Intervento 1) RAFFORZAMENTO COMPLESSIVO DELLE STRUTTURE E DEI SERVIZI DI SNPS-SNPA A LIVELLO NAZIONALE, REGIONALE E LOCALE, MIGLIORANDO LE INFRASTRUTTURE, LE CAPACITÀ UMANE E TECNOLOGICHE E LA RICERCA APPLICATA - Investimento complessivo € 415.379.000 Trimestre Obiettivi III/2021 IV/2021 Pubblicazione bando, aggiudicazione (entro 3 mesi successivi) e avvio interventi (entro 3 mesi successivi): per 5% del I/2022 rafforzamento complessivo delle strutture regionali (SNPA). Provvedimento di assegnazione delle risorse per la realizzazione delle opere di istituzione/rafforzamento di strutture II/2022 nazionali, regionali e territoriali con competenze e responsabilità specifiche in salute-ambiente-clima (Piano di azione SNPS SNPA); provvedimento di istituzione del SNPS. III/2022 IV/2022 Pubblicazione bando, aggiudicazione (entro 3 mesi successivi) e avvio interventi (entro 3 mesi successivi): per 5% del I/2023 rafforzamento complessivo delle strutture regionali (SNPS-SNPA) e 25% del rafforzamento complessivo delle strutture nazionali. II/2023 III/2023 Pubblicazione bando, aggiudicazione (entro 3 mesi successivi) e avvio interventi (entro 3 mesi successivi): per 10% del IV/2023 rafforzamento complessivo delle strutture regionali (SNPS-SNPA) e 25% del rafforzamento complessivo delle strutture nazionali. I/2024 II/2024 III/2024 Pubblicazione bando, aggiudicazione (entro 3 mesi successivi) e avvio interventi (entro 3 mesi successivi): per 5% del rafforzamento complessivo delle strutture regionali (SNPS-SNPA) e 50% del rafforzamento complessivo delle strutture IV/2024 nazionali. Stato avanzamento lavori (impegno risorse / acquisto da parte dei soggetti delle risorse strumentali) - rinnovamento 50% strutture nazionali e 20% strutture regionali (SNPS-SNPA). I/2025 II/2025 III/2025 Pubblicazione bando, aggiudicazione (entro 3 mesi successivi) e avvio interventi (entro 3 mesi successivi): per 25% del IV/2025 rafforzamento complessivo delle strutture regionali (SNPS-SNPA). I/2026 II/2026 III/2026 100% di strutture nazionali e almeno il 50% di strutture regionali/territoriali afferenti al SNPS-SNPA pienamente IV/2026 operative (rinnovate, digitalizzate e collegate in rete) a livello nazionale, regionale e locale. ***** Pagina 66 Intervento 2) SVILUPPO E IMPLEMENTAZIONE DI SPECIFICI PROGRAMMI OPERATIVI PILOTA PER LA DEFINIZIONE DI MODELLI DI INTERVENTO INTEGRATO SALUTE-AMBIENTE-CLIMA IN 2 SITI CONTAMINATI SELEZIONATI DI INTERESSE NAZIONALE - Investimento complessivo € 49.501.000 Trimestre Obiettivi III/2021 IV/2021 I/2022 II/2022 III/2022 Provvedimenti per l’identificazione dei siti contaminati e definizione del piano di interventi integrati di promozione IV/2022 della salute, sorveglianza attiva e assistenza sanitaria e sistemi di comunicazione partecipativa delle comunità. I/2023 II/2023 III/2023 IV/2023 Pubblicazione bando e aggiudicazione. Avvio interventi con prima quota finanziamenti per i soggetti attuatori pari al 25% dei fondi totali disponibili per l’intero I/2024 programma. II/2024 III/2024 Monitoraggio stato di attuazione previsto negli atti formali (convenzioni/accordi), rendicontazione e verifica dello stato IV/2024 di avanzamento e seconda quota dei finanziamenti pari al 25% dei fondi totali disponibili per l’intero programma. I/2025 II/2025 III/2025 Monitoraggio stato di attuazione previsto negli atti formali (convenzioni/accordi), rendicontazione e verifica dello stato IV/2025 di avanzamento e terza quota dei finanziamenti pari al 25% dei fondi totali disponibili per l’intero programma. I/2026 II/2026 III/2026 Monitoraggio stato di attuazione previsto negli atti formali (convenzioni/accordi), rendicontazione e verifica dello stato IV/2026 di avanzamento e quarta quota dei finanziamenti pari al 25% dei fondi totali disponibili per l’intero programma. N.2 interventi integrati di salute-ambiente-clima in 2 siti contaminati rappresentativi, di interesse nazionale. ***** Pagina 67 Intervento 3) FORMAZIONE DI LIVELLO UNIVERSITARIO E PROGRAMMA NAZIONALE DI FORMAZIONE CONTINUA IN SALUTE- AMBIENTE-CLIMA - Investimento complessivo € 6.120.000 Trimestre Obiettivi III/2021 IV/2021 I/2022 II/2022 Adozione provvedimento per definizione Piano di azione MdS-ISS; provvedimento di istituzione del SNPS III/2022 IV/2022 I/2023 II/2023 III/2023 Fase esecutiva - Acquisizione e rinnovamento infrastrutturale, di strumentazioni gestionali, piattaforme informatiche e IV/2023 sistemi qualità presso il centro di formazione Salute, Ambiente e Clima presso l’ISS I/2024 II/2024 Provvedimento adozione Piano di formazione - progettazione corsi di formazione FAD III/2024 IV/2024 I/2025 Almeno 14 corsi FAD attivati: programma nazionale di formazione continua in salute-ambiente-clima (formazione a distanza) anche di livello universitario sui rischi sanitari associati a determinati ambientali e cambiamenti climatici sia II/2025 rispetto a aree tematiche specifiche che su approcci multidisciplinari funzionali alla visione degli SDGs per i professionisti di SNPS III/2025 IV/2025 I/2026 II/2026 III/2026 IV/2026 ***** Intervento 4) PROMOZIONE E FINANZIAMENTO DI RICERCA APPLICATA CON APPROCCI MULTIDISCIPLINARI IN SPECIFICHE AREE DI INTERVENTO SALUTE-AMBIENTE-CLIMA - Investimento complessivo € 21.000.000 Trimestre Obiettivi III/2021 IV/2021 I/2022 II/2022 Pubblicazione bando, aggiudicazione (entro 3 mesi successivi) e avvio interventi (entro 3 mesi successivi) III/2022 IV/2022 I/2023 II/2023 III/2023 IV/2023 I/2024 Pagina 68 II/2024 III/2024 IV/2024 I/2025 II/2025 III/2025 IV/2025 I/2026 II/2026 III/2026 Almeno 14 programmi attivati di promozione e finanziamento di ricerca applicata con approcci multidisciplinari in IV/2026 specifiche aree di intervento salute-ambiente-clima. ***** Intervento 5) PIATTAFORMA DI RETE DIGITALE NAZIONALE SNPA-SNPS - Investimento complessivo € 8.000.000 Trimestre Obiettivi III/2021 IV/2021 I/2022 Piano di azione MdS-ISS II/2022 III/2022 IV/2022 I/2023 II/2023 Provvedimento di adozione Piano di Digitalizzazione della rete SNPS e SNPA Procedure pubbliche di procurement riferite alla Piattaforma digitale nazionale: pubblicazione bando, aggiudicazione III/2023 (entro 3 mesi successivi) e avvio interventi (entro 3 mesi successivi). IV/2023 I/2024 II/2024 III/2024 IV/2024 I/2025 II/2025 III/2025 IV/2025 Completamento 25 % transizione dati I/2026 II/2026 III/2026 Almeno 50% della rete dati SNPS-SNPA (almeno 10 anni retrospettivi) attivata, su piattaforma di rete digitale nazionale IV/2026 SNPA-SNPS, funzionale all'acquisizione, elaborazione, integrazione, analisi, interpretazione e condivisione di dati di monitoraggio e sorveglianza, modellistica e informazioni rilevanti per salute-ambiente-clima. Pagina 69 PIANO NAZIONALE PER GLI INVESTIMENTI COMPLEMENTARI DECRETO-LEGGE 6 maggio 2021, n. 59, “Misure urgenti relative al Fondo complementare al Piano nazionale di ripresa e resilienza e altre misure urgenti per gli investimenti” SCHEDA PROGETTO AMMINISTRAZIONE PROPONENTE: Ministero della Salute NOME DEL PROGETTO: VERSO UN OSPEDALE SICURO E SOSTENIBILE Obiettivo: Adattare le strutture ospedaliere alle attuali normative antisismiche. L’obiettivo del progetto è la realizzazione di 220 interventi, finanziati con le risorse del Fondo Complementare. NATURA: investimento IMPORTO TOTALE COMPLEMENTARIETA’ CON PNRR MLN € MISSIONE – COMPONENTE PNRR Missione 6 - Salute Componente 2 - innovazione, ricerca e digitalizzazione del servizio 1.450,00 sanitario nazionale Investimento 1.2 - Verso un ospedale sicuro e sostenibile (importo 1.640 mln di euro) TEMPISTICHE DI ATTUAZIONE MODALITA’ DI ATTUAZIONE DA A SINTESI: Definizione del piano di azione con l’assegnazione delle risorse 2021 2026 e l’individuazione degli interventi. Il piano d'azione sarà formalizzato con decreto del Direttore della programmazione sanitaria del Ministero della salute; pubblicazione di gare d'appalto o accordo quadro per interventi antisismici da parte delle regioni, anche attraverso gli enti del SSN; sottoscrizione dei contratti e avvio dei lavori da parte delle regioni, anche attraverso gli enti del SSN. LOCALIZZAZIONE NAZIONALE TERRITORIALE Se Territoriale, indicare località X SOGGETTI ATTUATORI Ministero della salute, Regioni e Aziende sanitarie Pagina 70 CRONOPROGRAMMA FINANZIARIO Importo a valere sulle Ripartizione risorse risorse del Piano [mln €] complementare [mln €] 2021 2022 2023 2024 2025 2026 1.450,00 250,00 390,00 300,00 250,00 140,00 120,00 INFORMAZIONI AGGIUNTIVE E RELAZIONE ILLUSTRATIVA Monitoraggio Il Ministero della salute monitorerà l’avanzamento procedurale e fisico degli interventi tramite i sistemi informativi RGS. Risultati finali Completamento di 220 interventi di adeguamento nel rispetto delle normative antisismiche non ricompresi nel PNRR. Relazione illustrativa Con l'entrata in vigore dell'Ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri n. 3274 del 20 marzo 2003 l'intero territorio nazionale è stato classificato “a rischio sismico”, obbligando la progettazione e la costruzione delle strutture al rispetto di specifiche norme. La citata ordinanza prevede, inoltre, l'obbligo di effettuare controlli di vulnerabilità sismica per gli edifici di interesse strategico, incluse le strutture sanitarie, quali gli ospedali, che svolgono un ruolo determinante in caso di eventi a carattere emergenziale in quanto garantiscono la tempestività e l'effettiva prosecuzione degli interventi sanitari. A tal fine, occorre prestare particolare attenzione non solo agli elementi portanti, ma anche agli elementi non strutturali e impiantisci, nonché alla distribuzione di funzioni e flussi, per garantire le unità ambientali e le attrezzature necessarie per la gestione delle maxi-emergenze. La sfida principale consiste, quindi, nell’effettuare e nel completare gli interventi per adattare le strutture ospedaliere alle attuali normative antisismiche. A tal fine, il Ministero della Salute ha individuato gli interventi necessari, dei quali almeno 109 saranno finanziati con il PNRR, mentre 220 con le risorse del Fondo Complementare. Il presente programma di interventi integra quindi le risorse previste nel PNRR, già assegnate a progetti esistenti, con l’obiettivo di rinnovare e modernizzare il quadro fisico e tecnologico del settore immobiliare della sanità pubblica. Le Regioni dovranno fornire un calendario dettagliato per la distribuzione degli interventi da eseguire nel periodo 2022-2026. Per garantire l’aderenza dell’l’iter realizzativo con il cronoprogramma degli interventi individuati è previsto l’utilizzo di Accordi di Programma, Conferenze di Servizi e Accordi Quadro, allo scopo di accelerare e semplificare le procedure amministrative di programmazione, autorizzazione e affidamento, soprattutto nelle ipotesi in cui vi sia il coinvolgimento di più amministrazioni, e con specifico riguardo al parco tecnologico degli impianti, alle licenze e le interconnessioni. Il Ministero della Salute, in qualità di Amministrazione Responsabile, attiverà risorse e procedure per monitorare l'andamento dell'investimento, e si occuperà della raccolta dei dati relativi allo sviluppo del Progetto in conformità con le leggi e i regolamenti vigenti. Pagina 71 CRONOPROGRAMMA PROCEDURALE - OBIETTIVI INIZIALI, INTERMEDI E FINALI Trimestre Obiettivi III/2021 IV/2021 I/2022 Decreto ministeriale di approvazione del piano d’azione con individuazione degli interventi e assegnazione delle risorse II/2022 alle Regioni III/2022 IV/2022 Pubblicazione di gare d'appalto o accordo quadro per interventi antisismici da parte delle Regioni, anche attraverso gli I/2023 Enti del Ssn II/2023 III/2023 Sottoscrizione dei contratti da parte delle Regioni, anche attraverso gli Enti del Ssn IV/2023 Avvio dei lavori da parte delle Regioni, anche attraverso gli Enti del Ssn I/2024 II/2024 III/2024 IV/2024 I/2025 II/2025 III/2025 IV/2025 I/2026 II/2026 III/2026 IV/2026 Ultimazione dei lavori - Completamento degli interventi di adeguamento nel rispetto delle normative antisismiche Pagina 72 PIANO NAZIONALE PER GLI INVESTIMENTI COMPLEMENTARI DECRETO-LEGGE 6 maggio 2021, n. 59, “Misure urgenti relative al Fondo complementare al Piano nazionale di ripresa e resilienza e altre misure urgenti per gli investimenti” SCHEDA PROGETTO AMMINISTRAZIONE PROPONENTE: Ministero della salute NOME DEL PROGETTO: ECOSISTEMA INNOVATIVO DELLA SALUTE Obiettivo: Il progetto mira a creare un ecosistema sanitario innovativo attraverso la creazione di reti clinico-transnazionali di eccellenza in grado di mettere in comune le competenze esistenti in Italia e creare interventi pubblico-privati che lavorino in sinergia per innovare, sviluppare e creare opportunità occupazionali per posti di lavoro altamente qualificati. Sono previste tre macro- azioni: creazione di una rete di centri di trasferimento tecnologico; rafforzamento e lo sviluppo qualitativo e quantitativo degli Hub life science per area geografica (Nord - Centro - Sud Italia); la realizzazione di un HUB per la gestione e contrasto alle malattie infettive epidemiche/pandemiche – APH (laboratori di diagnostica virologica di eccellenza, strutture di ricerca, sviluppo e produzione di vaccini e anticorpi monoclonali, strutture deputate allo studio e contrasto dell’antibioticoresistenza, gestione di una rete di eccellenza di strutture per la diagnosi e cura delle malattie infettive e del trattamento intensivistico ad esso associato). NATURA: investimento IMPORTO TOTALE COMPLEMENTARIETA’ CON PNRR MLN € MISSIONE – COMPONENTE PNRR Missione 6 - Salute 437,40 Componente 2 - Innovazione, ricerca e digitalizzazione del servizio sanitario nazionale TEMPISTICHE DI ATTUAZIONE: MODALITA’ DI ATTUAZIONE: DA A SINTESI. Individuazione dei requisiti dei soggetti che potranno 2021 2026 partecipare alla fase ad evidenza pubblica, dei requisiti progettuali e degli aspetti correlati; decreto di approvazione della procedura ad evidenza pubblica e relativo espletamento per: la creazione di una rete coordinata di centri per il trasferimento tecnologico con una articolazione a più livelli, inclusivo delle diverse realtà; il rafforzamento dei life science hub possibilmente in continuità con POS traiettoria; la creazione di un polo anti-pandemia; stipula atti formali con i soggetti attuatori e realizzazione degli interventi. LOCALIZZAZIONE NAZIONALE TERRITORIALE Se Territoriale, indicare località x Pagina 73 SOGGETTI ATTUATORI Ministero della salute, Regioni e altri enti. CRONOPROGRAMMA FINANZIARIO Importo a valere sulle Ripartizione risorse risorse del Piano [mln €] complementare [mln €] 2021 2022 2023 2024 2025 2026 437,40 10,00 105,28 115,28 84,28 68,28 54,28 INFORMAZIONI AGGIUNTIVE E RELAZIONE ILLUSTRATIVA Monitoraggio Il monitoraggio dell’avanzamento procedurale e fisico degli interventi sarà effettuato tramite i sistemi informativi RGS. Risultati finali - creazione di una rete coordinata di centri per il trasferimento tecnologico con una articolazione a più livelli, inclusivo delle diverse realtà e coordinato da un soggetto attuatore; - rafforzamento dei Life Science Hub possibilmente in continuità con POS traiettoria; - creazione di un Polo Anti-Pandemia. Relazione illustrativa L'obiettivo di questo intervento è sviluppare un ecosistema per l'innovazione nell'Area "Salute" come identificato dal Programma Nazionale di Ricerca (PNR) e dalla Strategia Nazionale di Specializzazione Intelligente (SNSI). In particolare, il progetto mira a creare un ecosistema sanitario innovativo attraverso la creazione di reti clinico-transnazionali di eccellenza in grado di mettere in comune le competenze esistenti in Italia e creare interventi pubblico-privati che lavorino in sinergia per innovare, sviluppare e creare posti di lavoro altamente qualificati. Sono previste due macro- azioni, una relativa alla creazione di una rete di centri di trasferimento tecnologico e l'altra relativa al rafforzamento e allo sviluppo qualitativo e quantitativo degli Hub Life Science per area geografica (Nord - Centro - Sud Italia). Inoltre, questo intervento prevede la creazione di un Hub anti-pandemia, inteso come infrastruttura strategica per affrontare le future pandemie attraverso tre macro-aree di intervento: - ricerca, sviluppo e produzione pilota di vaccini; - sviluppo della ricerca e produzione pilota di anticorpi monoclonali; - progetti di ricerca sulla vaccinologia inversa e sulla lotta contro la AMR. L'elemento innovativo dell'approccio adottato risiede nella funzione “di guida” strutturata del Ministero della Salute nella definizione delle priorità di intervento su cui concentrare l'azione. Il progetto si svilupperà in coerenza e collaborazione con i programmi di ecosistema di ricerca proposti dal Ministero dell'Università e della Ricerca (MUR) e i programmi di trasferimento tecnologico proposti dal Ministero dello Sviluppo Economico (MISE), anche attraverso iniziative congiunte. I progetti riferiti all’ecosistema salute sono rivolti alla creazione di infrastrutture intese come aggregazione di capacità di ricerca presenti in diverse Istituzioni italiane di ricerca in analogia alle Infrastrutture di Ricerca ESFRI (European Strategy Forum on Research Infrastructures) e ERIC (European Research Infrastructure Consortium) attuati dalla Commissione dell’Unione europea. Conseguentemente il finanziamento a carico del fondo complementare sarà utilizzato per incrementare le capacità di servizio già esistenti ma che risultano presenti in maniera parcellizzata e granulare anche attraverso la copertura dei costi correlati all’aggregazione di tali realtà in un contesto di tipo HUB & Spoke. Pagina 74 In considerazione di quanto sopra rappresentato saranno attivati bandi/espressioni di interesse pubblico per conoscere i soggetti disponibili a mettere a disposizione le proprie capacità di ricerca nei sistemi HUB & Spoke che saranno individuati. Parallelamente ai bandi saranno acquisite le proposte progettuali che terranno conto della realtà esistente e delle problematiche di ricerca che saranno finanziate con i fondi disponibili in funzione del substrato esistente. I progetti di ricerca, come avviene di norma in tutte le attività di ricerca, saranno oggetto di una selezione pubblica nel cui ambito, con la presentazione delle specifiche proposte progettuali che in caso di superamento delle fasi di verifica sia scientifica che amministrativa saranno incluse in apposito accordo convenzionale, saranno riportate le azioni specifiche necessarie da parte del proponente e le relative milestones, alle quali collegare l’erogazione delle rate del finanziamento convenuto. Il piano dei pagamenti correlato alle milestones terrà conto della distribuzione economica annuale dei fondi assegnati all’ecosistema salute e alle relative azioni specifiche. Il Ministero della Salute sarà responsabile della pianificazione, esecuzione, gestione e monitoraggio dell'intervento nel suo complesso. Per azioni e interventi che richiedono il coinvolgimento di singoli enti regionali, saranno applicati strumenti di governance coordinati e negoziati con il Ministero della Salute responsabile e attuatore e le Amministrazioni regionali e altri enti interessati come attori partecipanti. Le risorse saranno distribuite proporzionalmente sul territorio. Pagina 75 CRONOPROGRAMMA PROCEDURALE - OBIETTIVI INIZIALI, INTERMEDI E FINALI Trimestre Obiettivi III/2021 IV/2021 I/2022 Perfezionamento del decreto approvazione della procedura ad evidenza pubblica Pubblicazione ed espletamento delle procedure ad evidenza pubblica per:  la creazione di una rete coordinata di centri per il trasferimento tecnologico con una articolazione a più livelli, inclusivo delle diverse realtà e coordinato da un soggetto attuatore; II/2022  il rafforzamento dei Life Science Hub possibilmente in continuità con POS traiettoria;  la creazione di un Polo Anti-Pandemia. III/2022 Aggiudicazione e stipula atti formali con i soggetti attuatori ed impegno/erogazione 1° quota di finanziamento ai IV/2022 soggetti attuatori pari al 20% dei fondi totali disponibili I/2023 II/2023 III/2023 monitoraggio stato di attuazione previsto negli atti formali (convenzioni e/o accordi), rendicontazione, verifica dello IV/2023 stato di avanzamento del progetto - pagamento 2° quota di finanziamento ai soggetti attuatori pari al 20% dei fondi totali disponibili per l’intero programma salvo residui anno precedente I/2024 II/2024 III/2024 monitoraggio stato di attuazione previsto negli atti formali (convenzioni e/o accordi), rendicontazione, verifica dello IV/2024 stato di avanzamento del progetto - pagamento 3° quota di finanziamento ai soggetti attuatori pari al 15% dei fondi totali disponibili per l’intero programma salvo residui anni precedenti I/2025 II/2025 III/2025 monitoraggio stato di attuazione previsto negli atti formali (convenzioni e/o accordi), rendicontazione, verifica dello IV/2025 stato di avanzamento del progetto - pagamento 4° quota di finanziamento ai soggetti attuatori pari al 10% dei fondi totali disponibili per l’intero programma salvo residui anni precedenti I/2026 II/2026 III/2026 monitoraggio stato di attuazione previsto negli atti formali (convenzioni e/o accordi), rendicontazione, verifica IV/2026 completamento del progetto - pagamento saldo 5° quota di finanziamento ai soggetti attuatori pari alla quota di disponibilità dell’anno e eventuali residui anni precedenti Pagina 76 PIANO NAZIONALE PER GLI INVESTIMENTI COMPLEMENTARI DECRETO-LEGGE 6 maggio 2021, n. 59, “Misure urgenti relative al Fondo complementare al Piano nazionale di ripresa e resilienza e altre misure urgenti per gli investimenti” SCHEDA PROGETTO AMMINISTRAZIONE PROPONENTE: Ministero dello Sviluppo Economico NOME DEL PROGETTO: “POLIS” – CASE DEI SERVIZI DI CITTADINANZA DIGITALE Obiettivo: L'obiettivo del Progetto è di promuovere la coesione economica, sociale e territoriale in relazione ai piccoli centri urbani e nelle aree interne del Paese, contribuendo al loro rilancio attraverso, anzitutto, la realizzazione di uno “sportello unico” di prossimità che assicuri ai cittadini residenti nei comuni più piccoli la possibilità di fruire di tutti i servizi pubblici, in modalità digitale, per il tramite di un unico punto di accesso alla piattaforma di servizio multicanale di Poste Italiane. Tale Progetto accelererà la trasformazione digitale del settore pubblico, dotandolo di un punto di accesso dislocato e sicuro nei territori più difficilmente raggiungibili per la diffusione e la fruibilità dei servizi digitali tra i cittadini superando il digital divide. L’intervento coinvolgerà infatti 6.910 Uffici Postali negli altrettanti Comuni con popolazione inferiore a 15.000 abitanti in cui attualmente è presente un ufficio postale, nel 100% delle 72 aree interne del Paese. Gli uffici saranno radicalmente trasformati e dotati di una infrastruttura tecnologica e digitale all’avanguardia che abiliti l’automazione dei servizi e la rapida diffusione dei nuovi servizi digitali della PA. Gli obiettivi del Progetto saranno perseguiti anche attraverso la realizzazione della più ampia rete nazionale di spazi di co-working, nei Capoluoghi di Provincia e in altri centri di medie dimensioni. Si prevede infatti la realizzazione di 250 “Spazi per l’Italia” con oltre 5.000 postazioni di lavoro, spazi di riunione, servizi condivisi, aree dedicate a eventi e formazione. NATURA: investimento IMPORTO TOTALE MLN € MISSIONE – COMPONENTE PNRR Missione 1 - Digitalizzazione, innovazione, competitività, cultura e 800,00 turismo Componente 1 - Digitalizzazione, innovazione e sicurezza nella PA TEMPISTICHE DI ATTUAZIONE MODALITA’ DI ATTUAZIONE DA A SINTESI: Notifica aiuti di Stato alla CE; predisposizione Convenzione tra MISE e Poste Italiane; condivisione cronoprogramma operativo tra MISE e Poste Italiane; implementazione piattaforma online di 2022 2026 monitoraggio dei progetti; pubblicazione dei bandi di gara; aggiudicazione gare d’appalto; realizzazione degli interventi pilota; avvio sviluppo piattaforma multicanale per erogazione servizi PA; lavori di trasformazione Uffici postali e realizzazione di spazi di co-working ed attività educative; convenzioni di servizio tra Poste, PA, sistemi di impresa locali, altri stakeholders e centri di ricerca. Pagina 77 LOCALIZZAZIONE NAZIONALE TERRITORIALE Se Territoriale, indicare località L’intervento coinvolge 6.910 Uffici Postali negli altrettanti Comuni con X popolazione inferiore a 15.000 abitanti ove sia attualmente presente un ufficio postale, nel 100% delle 72 aree interne del Paese e 250 “Spazi per l’Italia” situati sul territorio nei Capoluoghi di Provincia e in altri centri di medie dimensioni. SOGGETTI ATTUATORI Poste Italiane CRONOPROGRAMMA FINANZIARIO Importo a valere sulle Ripartizione risorse risorse del Piano [mln €] complementare [mln €] 2021 2022 2023 2024 2025 2026 800,00 - 125,00 145,00 162,62 245,00 122,38 INFORMAZIONI AGGIUNTIVE E RELAZIONE ILLUSTRATIVA Monitoraggio Il Ministero dello sviluppo economico monitorerà l’avanzamento degli interventi tramite i sistemi informativi RGS. Risultati finali Implementazione della piattaforma multicanale per erogazione servizi PA. Realizzazione di interventi di trasformazione green e digital su 6.910 uffici postali. Realizzazione di 250 spazi per il coworking e le attività educative. Relazione illustrativa Il Progetto mira a promuovere la coesione economica, sociale e territoriale e il superamento del digital divide nei piccoli centri e nelle aree interne del Paese, abilitando, attraverso la trasformazione della infrastruttura postale e lo sviluppo di una apposita piattaforma multicanale, la fruizione dei servizi della PA in modalità digitale in tutti i comuni con meno di 15.000 abitanti. Con la realizzazione degli investimenti previsti dal progetto sarà messo a disposizione delle Pubbliche amministrazioni un network multicanale di servizio la cui capillarità ed efficacia nell’accompagnare i cittadini verso la fruizione dei servizi innovativi consentirà una drastica accelerazione dei piani di trasformazione digitale della Pubblica Amministrazione. Il Progetto contribuirà, inoltre, al raggiungimento degli obiettivi di transizione ecologica attraverso interventi di efficientamento energetico e produzione di energia verde negli uffici postali, diffusione della mobilità sostenibile, messa a disposizione delle comunità locali di sensoristica di monitoraggio ambientale e di spazi esterni attrezzati. Il progetto è composto da due linee di intervento: La prima, “Sportello unico”, ha l’obiettivo di dotare i cittadini residenti nei comuni più piccoli di un punto di accesso fisico/digitale per la fornitura di tutti servizi delle PA in modalità digitale/multicanale. L’intervento coinvolge 6.910 Uffici Postali negli altrettanti Comuni con popolazione inferiore a 15.000 abitanti in cui attualmente è presente un ufficio postale, nel 100% delle 72 aree interne del Paese. Gli uffici saranno dotati di una infrastruttura tecnologica e digitale all’avanguardia che abiliti l’automazione dei servizi e la rapida diffusione dei nuovi servizi digitali della PA. Pagina 78 Ciascuno dei 6910 uffici postali individuati sarà dotato di ATM, di connettività a banda ultra-larga e di accesso alla piattaforma multicanale per i servizi digitali. Saranno inoltre definiti ulteriori interventi di trasformazione fisica e tecnologica su diversi sottoinsiemi di uffici postali, individuati sulla base delle dimensioni e delle caratteristiche immobiliari. Tali interventi prevedono la installazione di ATM evoluti, di postazioni per l’erogazione di servizi pubblici self-service (cd Totem), di lockers per la consegna e la spedizione di pacchi, vetrine informative interattive, colonnine di ricarica per veicoli elettrici, impianti fotovoltaici, sistemi di smart building e sensori di monitoraggio ambientale. Il numero e i requisiti tecnici degli interventi saranno puntualmente definiti dal Piano Operativo allegato alla Convenzione di servizio per l’attuazione del progetto Polis, stipulata tra Il Ministero dello Sviluppo economico e Poste Italiane, sulla base del Contratto di programma 2020-2024. Saranno inoltre allestiti 1.000 spazi esterni attrezzati per accogliere iniziative culturali, di salute e benessere. La seconda linea d’intervento denominata “Spazi per l’Italia”, prevede invece la realizzazione di una Rete nazionale formata da 250 spazi per il co-working, la formazione e l’erogazione di servizi avanzati per professionisti, imprese, associazioni e singoli cittadini in città piccole e medie. Tale rete sarà realizzata attraverso la trasformazione di edifici direzionali e di grandi uffici postali distribuiti in tutte le province italiane, nei principali distretti industriali e nelle aree di alto interesse ambientale, culturale e paesistico. Tali strutture costituiranno una rete nazionale in quanto tutti gli edifici saranno tra loro interconnessi, collegati a banda ultra-larga e dotati di alta capacità computazionale diffusa. In tali strutture saranno messe a disposizione circa 5.000 postazioni, spazi di riunione, servizi condivisi, aree dedicate a eventi e formazione la cui fruizione pubblica ed il cui modello di servizio sarà disciplinato in ciascun ambito territoriale, remunerando a Poste solo i costi vivi sostenuti, da apposite convenzioni di servizio tra Poste, pubbliche amministrazioni nazionali e locali, associazioni di impresa, università e centri di ricerca. Il Progetto, fermo restando il co-finanziamento da parte dello Stato, stabilito con il decreto 59/2021 per complessivi 800 milioni di euro prevede, nel periodo 2022-2026, investimenti complessivi per 1.120 milioni, cui andranno sommati i costi per le attività di manutenzione decennale della piattaforma e delle infrastrutture informatiche. Gli investimenti eccedenti gli 800 milioni e i costi di manutenzione saranno sostenuti da Poste in qualità di soggetto attuatore. Inoltre contribuirà a definire l’intero perimetro del progetto la stima del valore immobiliare legato all’utilizzo degli spazi e degli edifici di Poste, destinati in esclusiva alle attività di co-working e formazione nell’ambito della linea di intervento “Spazi per l’Italia”. L’affidamento del Progetto a Poste Italiane si basa sulla considerazione che la rete di Uffici Postali è il network più capillare del Paese, ed è il solo presente in tutti i Comuni con una propria infrastruttura di servizio digitale e di sportello, appare pertanto l’unico network in grado di assicurare in tutti i Comuni interessati, la massima omogeneità e velocità di diffusione dei modelli di erogazione e gestione dei servizi in condizioni di economicità ed efficienza. ll Progetto sarà notificato alla Commissione ai sensi della disciplina sugli Aiuti di Stato. L'investimento è da considerarsi un Aiuto compatibile poiché viene realizzato in zone dove non sono presenti con analoghe caratteristiche, altre reti omogenee di servizi di sportello e digitali oltre agli Uffici Postali. Gli uffici postali selezionati non devono affrontare pertanto la concorrenza diretta di altre infrastrutture di rete che offrono servizi anche solo parzialmente sostituibili. Inoltre gli uffici postali coinvolti sono in larga misura in perdita e non diverrebbero profittevoli neppure a seguito del Progetto, pertanto il co-finanziamento pubblico di tale investimento è da considerare aggiuntivo, e non sostitutivo di interventi che sarebbero comunque realizzati, anzi, attraverso il co-finanziamento pubblico si innescano ulteriori rilevanti investimenti di Poste Italiane, che non sarebbero altrimenti programmati. Per quanto riguarda la seconda linea di intervento “Spazi per l’Italia” gli investimenti previsti per la sua realizzazione sono relativamente contenuti e saranno sostenuti principalmente da Poste Italiane. Fonti di finanziamento pubblico saranno previsti e notificate alla UE, solo per i lavori relativi alla realizzazione dei centri di co-working localizzati in territori in cui non esistono concorrenti per quella tipologia di sevizi né ci sono oggi prospettive di ritorno sull’investimento (circa 80 spazi di coworking, su 250 totali, saranno situati in Comuni con meno di 15.000 abitanti). Il piano di realizzazione del Progetto, sia nella componente “sportello unico”, sia, in misura molto limitata, nella componente “Spazi per l’Italia” prevede quindi finanziamenti pubblici esclusivamente per gli investimenti relativi ai necessari lavori infrastrutturali, alle forniture e ai servizi, localizzati in comuni o territori ove non ci sono prospettive di mercato vantaggiose per tali investimenti in termini di redditività. Gli investimenti interessati dal co-finanziamento pubblico inoltre saranno solo quelli strettamente funzionali all’erogazione dei servizi di pubblica utilità ai cittadini, in formato digitale, ed all’accelerazione della transizione energetica. La restante parte degli interventi saranno a carico di Poste Italiane. Il piano degli interventi e dei relativi investimenti è dettagliato e completo e sarà articolatamente descritto nel già menzionato Piano Operativo, i lavori saranno terminati entro Dicembre del 2026 sulla base di un cronoprogramma condiviso tra il Ministero proponente e Poste. I lavori saranno avviati nel corso del 2022. Il Progetto prevede altresì un monitoraggio operativo del raggiungimento delle milestones di progetto tramite un Portale pubblico dedicato, gestito dal soggetto attuatore, che assicurerà la trasparenza sui processi di gara e sui fornitori ingaggiati e descriverà il coinvolgimento delle PA locali nel corso della implementazione del progetto. Pagina 79 CRONOPROGRAMMA PROCEDURALE - OBIETTIVI INIZIALI, INTERMEDI E FINALI Trimestre Obiettivi III/2021 Notifica UE e Sottoscrizione Convenzione tra MISE, Ministero PA e Poste Italiane IV/2021 Autorizzazione UE I/2022 Pubblicazione dei bandi di gara II/2022 Aggiudicazione gare appalto III/2022 Realizzazione interventi pilota Avvio sviluppo piattaforma multicanale per erogazione servizi PA; Avvio lavori di trasformazione Uffici Postali (UP) per IV/2022 implementazione HUB PA; Avvio lavori per realizzazione spazi di coworking ed attività educative I/2023 II/2023 Completamento ed attivazione piattaforma multicanale III/2023 IV/2023 Realizzazione di interventi su almeno 1.500 UP; Collaudo 150 interventi di coworking ed attività educative I/2024 II/2024 III/2024 Collaudo interventi di realizzazione dei 250 spazi per il coworking e le attività educative Realizzazione di interventi su IV/2024 almeno 2.800 UP I/2025 II/2025 III/2025 IV/2025 I/2026 II/2026 III/2026 IV/2026 Collaudo interventi di trasformazione green e digital dei 6910 uffici postali Pagina 80 PIANO NAZIONALE PER GLI INVESTIMENTI COMPLEMENTARI DECRETO-LEGGE 6 maggio 2021, n. 59, “Misure urgenti relative al Fondo complementare al Piano nazionale di ripresa e resilienza e altre misure urgenti per gli investimenti” SCHEDA PROGETTO AMMINISTRAZIONE PROPONENTE: Ministero dello Sviluppo Economico NOME DEL PROGETTO: ACCORDI PER L’INNOVAZIONE Obiettivo: L’intervento “Accordi per l’Innovazione” mira a sostenere sull’intero territorio nazionale la realizzazione di progetti di ricerca e sviluppo, in grado di sperimentare e introdurre soluzioni innovative di alto profilo, anche attraverso la collaborazione con centri di trasferimento tecnologico, organismi di ricerca e di diffusione della conoscenza, in linea con il Piano di Transizione 4.0 e con la Strategia Nazionale di Specializzazione Intelligente (SNSI). NATURA: contributi per la realizzazione di progetti di ricerca e sviluppo sul territorio nazionale IMPORTO TOTALE COMPLEMENTARIETA’ CON PNRR MLN € MISSIONE – COMPONENTE PNRR Missione 4 - Istruzione e ricerca 1.000,00 Componente 2 - Dalla ricerca all’impresa TEMPISTICHE DI ATTUAZIONE MODALITA’ DI ATTUAZIONE DA A SINTESI: Adozione del dm di semplificazione delle procedure amministrative attualmente in vigore; procedura di evidenza pubblica 2021 2026 per individuare il soggetto gestore e stipula della convenzione; adozione dm di apertura sportello; approvazione dei progetti e concessione delle agevolazioni. LOCALIZZAZIONE NAZIONALE TERRITORIALE Se Territoriale, indicare località X SOGGETTI ATTUATORI Il soggetto attuatore sarà individuato tramite procedure di evidenza pubblica e sarà stipulata una convenzione tra lo stesso ed il Ministero dello sviluppo economico. Pagina 81 CRONOPROGRAMMA FINANZIARIO Importo a valere sulle Ripartizione risorse risorse del Piano [mln €] complementare [mln €] 2021 2022 2023 2024 2025 2026 1.000,00 100,00 150,00 250,00 250,00 250,00 - INFORMAZIONI AGGIUNTIVE E RELAZIONE ILLUSTRATIVA Monitoraggio Il Ministero dello sviluppo economico monitorerà l’avanzamento dei progetti tramite i sistemi informativi RGS. Risultati finali Erogazione di sostegno a 308 imprese, con l’attivazione di investimenti privati combinati al sostegno pubblico alle imprese. Relazione illustrativa Il Quadro europeo di valutazione dell’innovazione 2020 ha classificato l’Italia come un innovatore moderato, sulla base dei punteggi medi delle prestazioni calcolati tramite un indicatore composito, l’Indice sintetico dell’innovazione. In media, le prestazioni nel campo dell’innovazione dell’UE sono aumentate dell’8,9% dal 2012. Le principali differenze strutturali italiane con l’UE si evidenziano nella variazione media annua del PIL nelle principali imprese che spendono in R&S e negli afflussi netti per investimenti diretti esteri (IDE). L’incapacità di innovare è considerata la causa principale del lento adattamento del sistema produttivo ai nuovi scenari globali e tecnologici e della scarsa crescita delle aziende, in termini di dipendenti. Il livello italiano degli investimenti in R&S è subottimale rispetto ai principali competitor europei e ha un impatto diretto sul tasso di crescita e, anche, sulla durata delle recessioni. È necessario favorire il collegamento e l’integrazione degli strumenti finanziari a supporto degli investimenti lungo l’intera catena di ricerca e sviluppo, semplificando al contempo le procedure per le aziende che necessitano di accedervi, abbreviando i tempi e rafforzando la capacità di utilizzo delle risorse. In tale contesto, lo strumento Accordi per l’Innovazione, che si basa su un regime di aiuto esistente, istituito con il Decreto del Ministro dello Sviluppo Economico del 1° aprile 2015, integrato con Decreto del Ministro dello Sviluppo Economico 24 maggio 2017 e contrassegnato dai numeri di aiuto SA.42139, SA.49112, SA.49781, e SA.53634 assegnati dalla Commissione europea, è considerato idoneo al fine di contribuire al rilancio degli investimenti privati nelle attività di ricerca, sviluppo e innovazione delle imprese. Il regime, infatti, promuove il sostegno ad attività di ricerca industriale e sviluppo sperimentale (Technological Readiness Level - TRL 6- 8) idonee ad innalzare la competitività delle imprese e dei sistemi produttivi territoriali prevedendo, in una prospettiva di efficienza dinamica di medio-lungo, un impatto potenziale anche sulla salvaguardia e l’aumento dell’occupazione e l’attrazione di imprese estere. I soggetti beneficiari destinatari dell’intervento sono singole imprese o gruppi di imprese di qualsiasi dimensione legati da contratti di collaborazione effettiva, nel numero massimo di 5 soggetti. Nel caso di contratto associativo è possibile la partecipazione di un Organismo di Ricerca. Da un punto di vista gestionale, gli Accordi per l’Innovazione vengono attuati attraverso una procedura di valutazione di tipo negoziale, con il coinvolgimento del Ministero dello Sviluppo Economico e della Regione e/o della Provincia autonoma in cui ha sede l’impresa beneficiaria. Il coordinamento istituzionale endogeno, integrato nell’attuazione delle misure, riducendo il rischio di sovrapposizioni o duplicazioni di iniziative, migliora l’efficienza allocativa dell’utilizzo delle risorse pubbliche impiegate. Pagina 82 A tale proposito, al fine di rendere di migliorare anche l’efficienza dell’iter attuativo della misura le regole attuative saranno oggetto, mediante l’adozione del provvedimento di riforma di cui al precedente punto 1.3, di un processo di semplificazione con conseguente riduzione delle tempistiche dell’intero impianto normativo/attuativo. Secondo le vigenti procedure, per l’attivazione della fase di negoziazione finalizzata alla definizione dell’Accordo per l’Innovazione, le aziende proponenti devono sottoporre al Ministero dello Sviluppo Economico una proposta progettuale contenente la descrizione di ciascun progetto, con l’indicazione dei relativi obiettivi, delle date di inizio e fine, delle unità produttive coinvolte e dei costi previsti. Il Ministero dello Sviluppo Economico, ricevuta la proposta progettuale, avvia la fase di negoziazione con le Regioni e le Province autonome e valuta la validità strategica della proposta di iniziativa analizzando i seguenti elementi: - rilevanza dell’iniziativa in termini di sviluppi tecnologici e grado di innovazione dei risultati previsti; - interesse industriale nell’attuazione dell’iniziativa in termini di capacità di favorire l’innovazione in settori specifici o in settori economici; - effetti diretti e indiretti sul livello occupazionale del settore produttivo e/o del territorio di riferimento; - rilevanza nazionale degli interventi in termini di impatto multiregionale dell’iniziativa; - possibile capacità di attrarre investimenti esteri, anche attraverso il consolidamento e l’ampliamento di società estere già presenti sul territorio nazionale; - capacità di rafforzare la presenza del prodotto italiano in segmenti di mercato caratterizzati da una forte concorrenza internazionale. Nel caso in cui le valutazioni si concludano con esito positivo, si definisce l’Accordo per l’Innovazione. A seguito della sottoscrizione dell’accordo, le società non maturano alcun diritto ai benefici, che sono soggetti tuttavia alla presentazione di progetti definitivi di natura esecutiva e successiva valutazione da parte dell’organo amministrativo. Lo strumento opera attraverso la concessione di un aiuto “misto” che consente di adattare l'intervento alle esigenze delle imprese. Le agevolazioni, finalizzate alla realizzazione di nuovi prodotti, processi o servizi o al notevole miglioramento di prodotti, processi o servizi esistenti, tramite lo sviluppo di tecnologie, sono concesse nella forma di contributi diretti alla spesa e finanziamento agevolato. La combinazione e l'integrazione tra contributi diretti e prestiti, quest'ultimo gestiti attraverso uno strumento finanziario dedicato, consente di garantire l'adeguatezza e la proporzionalità dell'intervento. La ripartizione finanziaria per anno, a partire dal 2021, è funzionale alla copertura del fabbisogno di finanziamento relativo ad accordi già presentati e in istruttoria, per i quali non risultano coerenti i profili temporali degli stanziamenti di bilancio preesistenti. L’impiego dell’attuale stanziamento consentirà di velocizzarne la tempistica di attuazione in coerenza con quella propria del PNRR. Pagina 83 CRONOPROGRAMMA PROCEDURALE - OBIETTIVI INIZIALI, INTERMEDI E FINALI Trimestre Obiettivi III/2021 Pubblicazione del bando per la selezione del soggetto gestore e aggiudicazione. DM MISE semplificazione amministrativa della procedura prevista per accordi di innovazione; Convenzione tra Ministero e Soggetto gestore per l’affidamento del servizio di assistenza e supporto per l’espletamento degli IV/2021 adempimenti tecnico-amministrativi e istruttori connessi alla concessione, all’erogazione, ai controlli e al monitoraggio delle agevolazioni concesse. I/2022 Adozione Decreto direttoriale di apertura sportello e definizione termini e condizioni per l’accesso alle agevolazioni. II/2022 III/2022 Emanazione decreti di concessione delle agevolazioni per ammontare pari ad almeno il 30% delle risorse stanziate per IV/2022 la misura. I/2023 II/2023 Emanazione decreti di concessione delle agevolazioni per ammontare pari al 100% delle risorse stanziate per la misura. III/2023 IV/2023 Erogazione di almeno il 5% delle risorse complessive stanziate. I/2024 II/2024 III/2024 IV/2024 Erogazione di almeno il 35 % delle risorse complessive stanziate. I/2025 II/2025 III/2025 IV/2025 I/2026 II/2026 III/2026 IV/2026 Numero di imprese con progetti finanziati: 308. Pagina 84 PIANO NAZIONALE PER GLI INVESTIMENTI COMPLEMENTARI DECRETO-LEGGE 6 maggio 2021, n. 59, “Misure urgenti relative al Fondo complementare al Piano nazionale di ripresa e resilienza e altre misure urgenti per gli investimenti” SCHEDA PROGETTO AMMINISTRAZIONE PROPONENTE: MINISTERO DELLA GIUSTIZIA NOME DEL PROGETTO: COSTRUZIONE E MIGLIORAMENTO DI PADIGLIONI E SPAZI PER STRUTTURE PENITENZIARIE PER ADULTI E MINORI Obiettivo: L’investimento si propone i seguenti obiettivi:  miglioramento degli spazi e della qualità della vita carceraria negli istituti penitenziari attraverso la costruzione di 8 nuovi padiglioni “modello” per detenuti adulti (in aree statali già a disposizione dell’Amministrazione Penitenziaria). La finalità è quella di ampliare il patrimonio immobiliare penitenziario allo scopo di migliorare la qualità dell’esecuzione della pena, favorendo le attività lavorative, contrastando sovraffollamento e recidiva, garantendo una ricettività che garantisca le condizioni di sicurezza e salute di tutti i settori della vita di detenzione all’interno di strutture a vocazione riabilitativa e a costo energetico quasi zero (NZEB);  adeguamento strutturale, aumento dell’efficienza energetica ed interventi antisismici di quattro complessi demaniali sede di Istituti penali per i minorenni. NATURA: investimento IMPORTO TOTALE COMPLEMENTARIETA’ CON PNRR MLN € MISSIONE – COMPONENTE PNRR Missione 5 - Inclusione e coesione 132,90 Componente 2 - Infrastrutture sociali, famiglie, comunità e terzo settore TEMPISTICHE DI ATTUAZIONE MODALITA’ DI ATTUAZIONE DA A SINTESI: Pubblicazione dei bandi e avvio dei lavori. 2022 2026 LOCALIZZAZIONE NAZIONALE TERRITORIALE Se Territoriale, indicare località x Varie: vedere relazione illustrativa SOGGETTI ATTUATORI Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili (MIMS) per il tramite dei Provveditorati Interregionali alle OO.PP. competenti territorialmente Pagina 85 CRONOPROGRAMMA FINANZIARIO Importo a valere sulle Ripartizione risorse risorse del Piano [mln €] complementare [mln €] 2021 2022 2023 2024 2025 2026 132,90 - 2,50 19,00 41,50 57,00 12,90 INFORMAZIONI AGGIUNTIVE E RELAZIONE ILLUSTRATIVA Monitoraggio Il MIMS monitorerà l’avanzamento procedurale e fisico degli interventi tramite i sistemi informativi RGS. Risultati finali Per quanto riguarda il primo sub-investimento relativo al “Miglioramento degli spazi e della qualità della vita carceraria nelle carceri per adulti”, entro la metà del 2026 saranno realizzati 8 nuovi padiglioni “modello”. Per quanto riguarda il secondo sub-investimento relativo all’“Adeguamento strutturale, aumento dell’efficienza energetica ed interventi antisismici di quattro complessi demaniali sede di Istituti penali per i minorenni”, entro la metà del 2026 saranno realizzati interventi su 32000 mq di edifici interessati. Relazione illustrativa L’emergenza epidemiologica ha evidenziato la grave insufficienza delle strutture in uso in termini di gestione delle misure di prevenzione sanitaria indicate dalle autorità sanitarie competenti per la gestione delle nuove ammissioni, la gestione di eventuali casi sospetti e confermati, la gestione dell’accesso di familiari, operatori e volontari, l’attuazione di attività riabilitativa, ecc..Ciò ha messo a dura prova il sistema che ha potuto “mantenere” solo in virtù della sostanziale riduzione delle presenze registrate e a costo della sospensione temporanea di alcuni servizi. Una situazione del genere richiede inevitabilmente un ripensamento delle strutture che consentirebbero gli spazi necessari per garantire l’erogazione in modo ordinato dei servizi, anche in situazioni di crisi come quella vissuta negli ultimi mesi. Gli interventi proposti nel piano relativo al sistema di giustizia penale sono coerenti e in continuità con il programma di modernizzazione ed efficienza del sistema giudiziario italiano che nella sua interezza non può ignorare il sistema di esecuzione della sentenza. Secondo i dettami della nostra Costituzione, la punizione deve ispirarsi ai principi dell’umanità e concentrarsi sulla rieducazione e sul reinserimento. L’investimento proposto, risponde principalmente alle seguenti sfide: - garantire la dignità delle condizioni di vita durante la detenzione e la vivibilità degli spazi di detenzione in un contesto di costante valorizzazione e riqualificazione del patrimonio statale; - aumentare la resilienza del sistema penitenziario e colmare la mancanza di spazi funzionali essenziali per rendere l’attività riabilitativa efficiente ed efficace; - garantire l’esecuzione della sentenza nel suo scopo di rieducazione e risocializzazione utilizzando strutture con un costo energetico quasi nullo (NZEB); - garantire la massima trasparenza della “vita carceraria” e responsabilizzare il detenuto in una vera visione di reinserimento sociale e recupero personale. Gli interventi di cui al sub-inverstimento 1 sono localizzati nelle città di Rovigo, Vigevano, Viterbo, Civitavecchia, Perugia, S. Maria Capua Vetere (CE), Ferrara, Reggio Calabria (Arghillà) Gli interventi di cui al sub-investimento 2 sono localizzati nelle città di Roma, Torino, Airola (Benevento), Bologna. Pagina 86 Sub-investimento 1. Miglioramento degli spazi e della qualità della vita carceraria nelle carceri per adulti (DAP), attraverso la costruzione di 8 nuovi padiglioni “modello” per detenuti adulti (in aree statali già a disposizione dell’Amministrazione Penitenziaria): l’obiettivo è quello di ampliare il patrimonio immobiliare penitenziario al fine di migliorare la qualità dell’esecuzione della pena nel trattamento dei detenuti, favorendo le attività lavorative, contrastando sovraffollamento e recidiva, garantendo una ricettività che garantisca le condizioni di sicurezza e salute di tutti i settori della vita di detenzione all’interno di strutture a vocazione riabilitativa e a costo energetico quasi zero (NZEB). In particolare: - aumentare le strutture ricettive normative per combattere il sovraffollamento ed espandere gli spazi riabilitativi per combattere la recidiva; - ripensare la morfologia e i criteri architettonici dei padiglioni di detenzione creando luoghi che contribuiscano al successo dei programmi di riabilitazione, creando condizioni favorevoli di “accoglienza” e non di “contenimento” (utilizzando i risultati dei lavori della commissione sulla costruzione penitenziaria); - creare un circuito virtuoso che metta i detenuti al centro dell’offerta terapeutica Sub-investimento 2. Adeguamento strutturale, aumento dell’efficienza energetica ed interventi antisismici di quattro complessi demaniali sede di Istituti penali per i minorenni (DGMC): - miglioramento dell’efficienza energetica degli edifici e loro sicurezza, implementazione di interventi tecnici per la prevenzione antisismica, al fine di aumentarne la resilienza rispetto agli eventi naturali, con una riduzione dei costi, dei consumi energetici e dell’impatto ambientale, in linea con gli obiettivi legati alla transizione green, attraverso l’utilizzo di fonti rinnovabili. - miglioramento della distribuzione degli spazi e della loro funzionalità, garantiti attraverso la revisione della sicurezza degli ambienti portando alla revisione del layout, ripensando la suddivisione delle aree funzionali, creando percorsi e distanze per una nuova qualità in termini di tutela della salute. - miglioramento complessivo dell’alloggio e della gestione della popolazione carceraria, garantendo spazi migliori per le attività riabilitative (in particolare, istruzione e formazione professionale), rendendo possibile l’ammissione dei detenuti ad attività organizzate per diverse categorie (minori di diciotto anni, giovani adulti). L’autorità responsabile della proposta di investimento è il Ministero della Giustizia (DAP e DGMC), mentre il MIMS per il tramite dei Provveditorati Interregionali alle OO.PP. competenti territorialmente, si occuperà dell’attuazione degli interventi. La proposta prevede i seguenti interventi: - Intervento 1 - Costruzione di 8 padiglioni di detenzione, tra cui sale e spazi di riabilitazione. - Intervento 2 “Adeguamento strutturale, aumento dell’efficienza energetica ed interventi antisismici di quattro complessi demaniali sede di Istituti penali per i minorenni”. Per maggiori dettagli:

  20. 1. Istituto penale per i minori di Casal del Marmo a Roma. Ristrutturazione ed efficienza energetica dell’edificio chiamata precedente accettazione. (Efficienza del sistema penitenziario - interventi strutturali). - efficienza del sistema penitenziario-interventi strutturali.

  21. 2. Ferrante Aporti complesso statale di Torino. Interventi di miglioramento sismico, efficienza energetica e riorganizzazione funzionale degli edifici che ospitano gli uffici dei servizi minorili, l’Esecuzione Penale Esterna e l’Istituto Penale per i Minori del DGMC - Interdistretto Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta (Efficienza del sistema penitenziario - interventi strutturali) - efficienza del sistema penitenziario-interventi strutturali.

  22. 3. Istituto penale per i minori di Airola (Benevento). Restauro, riqualificazione funzionale ed efficienza energetica del complesso. (Efficienza del sistema penitenziario - interventi strutturali). - efficienza del sistema penitenziario- interventi strutturali.

  23. 4. Complesso statale “ex Convento SS. Ludovico ed Alessio” a Bologna, sede degli Uffici servizi minorili e dell’Istituto penale per i minori del DGMC - Interventi di miglioramento sismico, efficienza energetica. (Efficienza del sistema penitenziario - interventi strutturali). - efficienza del sistema penitenziario-interventi strutturali. L’attuazione della proposta di investimento prevede le seguenti macro-attività per gli interventi edilizi: - Progettazione del lavoro: progetto di fattibilità tecnica ed economica, progettazione finale e progettazione esecutiva. Il risultato finale è quindi la stesura del progetto esecutivo; - Assegnazione dell’esecuzione dei lavori: in questa fase procederemo alla pubblicazione del bando di gara per l’assegnazione dei lavori. Questa fase ha come obiettivo la selezione del soggetto che eseguirà il lavoro e si conclude con la firma del contratto; - Esecuzione dei lavori: fase di costruzione che inizia con la consegna dei lavori e termina con il rilascio del certificato di completamento dei lavori; Pagina 87 - Prove tecnico-amministrative: un terzo è responsabile della certificazione che l’oggetto del contratto in termini di prestazioni, obiettivi e caratteristiche tecniche, economiche e qualitative è stato creato ed eseguito nel rispetto delle disposizioni e degli accordi contrattuali. Il prodotto di questa attività è il rilascio del certificato di collaudo. Il costo totale dell’investimento ammonta a 132,9 €/mln: - 84 €/mln per intervento 1 - Costruzione di 8 padiglioni di detenzione tra cui sale e spazi di riabilitazione. - 48,9 €/mln per Intervento 2 - Adeguamento strutturale, aumento dell’efficienza energetica ed interventi antisismici di quattro complessi demaniali sede di Istituti penali per i minorenni. Pagina 88 CRONOPROGRAMMA PROCEDURALE - OBIETTIVI INIZIALI, INTERMEDI E FINALI Trimestre Obiettivi Sub-investimento 1 Sub-investimento 2 I/2021 II/2021 III/2021 IV/2021 50% dei bandi di gara pubblicati per l’affidamento del 75% dei bandi di gara pubblicati per l’affidamento del I/2022 servizio di ingegneria/architettura servizio di ingegneria/architettura - 50% aggiudicazione definitiva dei servizi di - 75% aggiudicazione definitiva dei servizi di ingegneria/architettura; ingegneria/architettura; II/2022 - 50% dei bandi di gara pubblicati per l’affidamento del - 25% dei bandi di gara pubblicati per l’affidamento del servizio di ingegneria/architettura. servizio di ingegneria/architettura. 50% aggiudicazione definitiva dei servizi di 25% aggiudicazione definitiva dei servizi di III/2022 ingegneria/architettura; ingegneria/architettura; 50% approvazione del livello di progettazione da porre 75% approvazione del livello di progettazione da porre a base IV/2022 a base di gara; di gara; - 50% pubblicazione bandi di gara per l’affidamento - 75% pubblicazione bandi di gara per l’affidamento dei dei lavori; lavori; I/2023 - 50% approvazione del livello di progettazione da - 25% approvazione del livello di progettazione da porre a porre a base di gara; base di gara; - 50% aggiudicazione definitiva l’affidamento lavori; - 75% aggiudicazione definitiva l’affidamento lavori; II/2023 - 50% pubblicazione bandi di gara per l’affidamento - 25% pubblicazione bandi di gara per l’affidamento dei dei lavori; lavori; - 50% stipula contratto d’appalto; - 75% stipula contratto d’appalto; III/2023 - 50% aggiudicazione definitiva affidamento dei lavori; - 25% aggiudicazione definitiva affidamento dei lavori; IV/2023 25% stipula contratto d’appalto; 25% stipula contratto d’appalto; I/2024 Avvio dei lavori per il 50% degli interventi previsti; Avvio dei lavori per il 75% degli interventi previsti II/2024 50% stipula contratto d’appalto 25% stipula contratto d’appalto III/2024 Avvio dei lavori pari al 100% degli interventi previsti Avvio dei lavori pari al 100% degli interventi previsti IV/2024 I/2025 Avvio dei lavori per il 100% delle gare II/2025 75% ultimazione dei lavori relativi agli interventi 75% ultimazione dei lavori relativi agli interventi previsti ed III/2025 previsti ed avvio collaudo tecnico-amministrativo; avvio collaudo tecnico-amministrativo; 100% ultimazione dei lavori relativi agli interventi 100% ultimazione dei lavori relativi agli interventi previsti ed IV/2025 previsti ed avvio collaudo tecnico-amministrativo; avvio collaudo tecnico-amministrativo; 100% degli interventi emissione del certificato di 100% degli interventi emissione del certificato di collaudo I/2026 collaudo tecnico-amministrativo; tecnico-amministrativo; II/2026 III/2026 8 nuovi padiglioni realizzati e positivamente collaudati 32 mila mq di superfici oggetto di interventi di adeguamento IV/2026 strutturale, aumento dell’efficienza energetica ed interventi antisismici, con positivo collaudo delle opere realizzate. Pagina 89 PIANO NAZIONALE PER GLI INVESTIMENTI COMPLEMENTARI DECRETO-LEGGE 6 maggio 2021, n. 59, “Misure urgenti relative al Fondo complementare al Piano nazionale di ripresa e resilienza e altre misure urgenti per gli investimenti” SCHEDA PROGETTO AMMINISTRAZIONE PROPONENTE: Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali NOME DEL PROGETTO: CONTRATTI DI FILIERA E DISTRETTUALI PER I SETTORI AGROALIMENTARE, DELLA PESCA E DELL’ACQUACOLTURA, DELLA SILVICOLTURA, DELLA FLORICOLTURA E DEL VIVAISMO Obiettivo: L'intervento mira a rafforzare lo strumento dei contratti di filiera e di distretto per i settori agroalimentare, pesca e acquacoltura, silvicoltura e floricoltura e vivaismo, attraverso programmi di investimento integrati su tutto il territorio nazionale che promuovano obiettivi di sostenibilità ambientale. In tutti i settori di intervento, lo strumento dei contratti di filiera e di distretto è volto a potenziare le relazioni intersettoriali lungo le catene di produzione, trasformazione e commercializzazione, attraverso l’aggregazione dei produttori e la creazione di responsabilità solidale delle imprese della filiera, migliorando la posizione degli agricoltori nella catena del valore. Inoltre, si vuole facilitare la partecipazione degli operatori, anche dislocati in aree rurali o marginali, ai processi di aggregazione, contribuendo a contrastare lo spopolamento delle aree rurali. NATURA: contributo ai programmi di investimento integrati IMPORTO TOTALE COMPLEMENTARIETA’ CON PNRR MLN € MISSIONE – COMPONENTE PNRR Missione 2 - Rivoluzione verde e transizione ecologica 1.203,30 Componente 1 - Economia circolare e agricoltura sostenibile TEMPISTICHE DI ATTUAZIONE MODALITA’ DI ATTUAZIONE DA A SINTESI: Per la realizzazione dell’intervento si prevede: la definizione 2021 2026 dell’Accordo con CDP; la pubblicazione dell’invito a presentare proposte per la selezione dei programmi di investimento nel settore agroalimentare; la definizione del regime di aiuti per gli altri settori e notifica alla CE; l’approvazione delle graduatorie e la firma dei nuovi contratti di filiera e di distretto. LOCALIZZAZIONE NAZIONALE TERRITORIALE Se Territoriale, indicare località x Gli interventi saranno attuati in tutto il territorio nazionale Pagina 90 SOGGETTI ATTUATORI Il soggetto attuatore è il Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali. CRONOPROGRAMMA FINANZIARIO Importo a valere sulle Ripartizione risorse risorse del Piano [mln €] complementare [mln €] 2021 2022 2023 2024 2025 2026 1.203,30 200,00 300,83 300,83 258,81 122,50 20,33 INFORMAZIONI AGGIUNTIVE E RELAZIONE ILLUSTRATIVA Monitoraggio Il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali monitorerà l’avanzamento procedurale e fisico degli interventi tramite i sistemi informativi RGS. Risultati finali Finanziamento di 46 nuovi contratti. Relazione illustrativa I contratti di filiera costituiscono uno strumento di sostegno alle politiche agroindustriali istituito dall’articolo 66 della legge 27 dicembre 2002, n. 289 e gestito dal Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali. Si tratta del finanziamento di programmi di investimento integrati proposti da aziende del settore appartenenti a una filiera o a un distretto. L’impianto è realizzato sulla base delle modalità attuative dei contratti di filiera per il settore agroalimentare di cui alla Decisione C(2015) 9742 final del 6.1.2016 “Aiuto di Stato–Italia SA.42821 Contratti di filiera e di distretto” così come modificato dalla Decisione C(2020) 5920 final 07.09.2020 “Aiuti di Stato SA.57975 (2020/N) -Italia Contratti di filiera e di distretto”. Il progetto si basa quindi su uno schema amministrativo e finanziario consolidato, già utilizzato con successo per promuovere gli investimenti privati rivolti alla riconversione delle aziende verso produzioni sostenibili, anche sulla base dei principi della bioeconomia e dell'economia circolare. L'intervento proposto mira a rafforzare lo strumento dei contratti di filiera e di distretto per il settore agroalimentare, consolidandone gli aspetti di sostenibilità ambientale, e a creare nuovi strumenti analoghi per i settori silvicoltura, pesca e acquacoltura e floricoltura e vivaismo. L’obiettivo è fornire a tutti i settori coinvolti la possibilità di finanziamento di programmi di investimento integrati su tutto il territorio nazionale. I contratti di filiera e di distretto hanno l’obiettivo generale di finanziare programmi di investimento sostenibili dal punto di vista ambientale e innovativi dal punto vista tecnologico e, rispetto al singolo settore, hanno specifici obiettivi: - nel settore agroalimentare: ridurre le emissioni di gas serra, lo spreco alimentare e l'uso di pesticidi e antimicrobici, migliorare l'efficienza energetica e aumentare la produzione e l'utilizzo di energie rinnovabili; - nel settore della pesca e dell'acquacoltura: aumentare sostenibilità ecologica dei processi e del prodotto in coerenza con le strategie comunitarie di settore e con la "crescita blu"; - nel settore forestale: favorire l'uso efficiente delle risorse forestali, potenziando l'aggregazione e l'associazionismo imprenditoriale per la creazione di progetti integrati; - nel settore floricoltura e florovivaismo: promuovere la produzione arborea e forestale autoctona e certificata, l’ammodernamento delle serre obsolete ed inefficienti dal punto di vista energetico e dei relativi sistemi di riscaldamento. Pagina 91 In tutti i settori di intervento, lo strumento dei contratti di filiera e di distretto mira a rafforzare le relazioni intersettoriali lungo le catene di produzione, trasformazione e commercializzazione, attraverso l’aggregazione dei produttori e la creazione di responsabilità solidale delle imprese della filiera, migliorando la posizione degli agricoltori nella catena del valore. Inoltre, si vuole facilitare la partecipazione degli operatori, anche dislocati in aree rurali o marginali, ai processi di aggregazione, contribuendo a contrastare lo spopolamento delle aree rurali. I beneficiari finali della misura sono le imprese che concorrono direttamente alla produzione, raccolta, trasformazione e commercializzazione di prodotti agricoli (agroalimentari, ittici, forestali e florovivaistici) e le imprese che forniscono servizi e mezzi di produzione. Per beneficiare dell’agevolazione le imprese devono aver sottoscritto un accordo di filiera, finalizzato alla realizzazione di un programma integrato a carattere interprofessionale ed avente rilevanza nazionale che, partendo dalla produzione, si sviluppi nei diversi segmenti della filiera. Le agevolazioni sono concesse nella forma di contributo in conto capitale e di finanziamento agevolato:  Le risorse disponibili a valere sul fondo complementare saranno impiegate per il finanziamento del contributo in conto capitale.  Il finanziamento agevolato è concesso da Cassa Depositi e Prestiti (CDP) a valere sulle risorse del "Fondo rotativo per il sostegno alle imprese"(FRI) istituito con legge n. 311/2004, articolo 1, commi 354-361 e finalizzato alla concessione alle imprese di finanziamenti agevolati che assumono la forma dell'anticipazione, rimborsabile con un piano di rientro pluriennale. Per usufruire del finanziamento agevolato, i beneficiari dovranno ottenere anche un finanziamento bancario ordinario pari al 50% del costo degli interventi ammissibili (cofinanziamento privato). La combinazione delle diverse forme di aiuto viene definita sulla base della categoria di intervento, della localizzazione e della dimensione dell’impresa. Le principali categorie di investimenti ammissibili nel settore agroalimentare sono: - investimenti in beni materiali e immateriali in aziende agricole legati alla produzione agricola; - investimenti per la trasformazione e commercializzazione dei prodotti agricoli; - investimenti riguardanti la trasformazione di prodotti agricoli in prodotti non agricoli; - partecipazione dei produttori a regimi di qualità; - misure promozionali a favore dei prodotti agricoli; - progetti di ricerca e sviluppo nel settore agroalimentare. Per i settori diversi da quello agroalimentare verranno individuate, nei singoli regimi di aiuto, categorie analoghe dedicate. In particolare, si prevede di attuare la misura attraverso due procedure: - Scorrimento della graduatoria dei progetti già presenti nell’ambito del IV Bando 2015-2020 “Contratti di filiera e di distretto” nel settore agroalimentare; - Emanazione nuovi bandi per tutti i settori. In particolare, il IV bando per la selezione dei contratti di filiera e di distretto è stato aperto dal Mipaaf nel 2017 sulla base del regime di aiuti “Aiuto di Stato–Italia SA.42821 Contratti di filiera e di distretto”, prorogato al 2027 e ampliato in termini economici dalla Commissione con la Decisione C(2020) 5920 final 07.09.2020 “Aiuti di Stato SA.57975 (2020/N) -Italia Contratti di filiera e di distretto”. Il IV Bando è stato finanziato con fondi FSC e ha fatto registrare un importante overbooking determinato dall’esaurimento delle risorse del Fondo. Infatti, sono stati sottoscritti o sono in corso di sottoscrizione 35 contratti di filiera per un impegno finanziario di 210 milioni di euro di contributi in conto capitale a fondo perduto (dal fondo FSC) che comportano il coinvolgimento di circa 480 beneficiari e generano un valore in investimenti che supera gli 800 milioni di euro. Le risorse necessarie per finanziare i Programmi che non hanno trovato disponibilità sulle risorse FSC ammontano a 350 milioni di euro di contributi a fondo perduto. Questi progetti, sebbene selezionati con uno schema di bando emanato precedentemente alla definizione del PNRR e del Fondo complementare, potrebbero essere finanziati in tale ambito, poiché già coerenti con le indicazioni comunitarie per l’implementazione di progetti sostenibili dal punto di vista ambientale (i.e. Orientamenti dell’Unione europea per gli aiuti di Stato nei settori agricolo e forestale e nelle zone rurali 2014—2020). Pagina 92 In generale, ai fini dell’ammissibilità dell’aiuto, è soddisfatta la condizionalità espressa nel punto 52 degli orientamenti che prevede che “le esigenze connesse con la tutela dell’ambiente devono essere integrate nella definizione e nell’attuazione delle politiche e azioni dell’Unione, in particolare nella prospettiva di promuovere lo sviluppo sostenibile”. Gli obiettivi, complessivamente rivolti al miglioramento delle prestazioni - anche ambientali - delle aziende beneficiarie, cui la realizzazione dei progetti ammissibili deve tendere (art. 39) sono: il miglioramento delle prestazioni globali e la sostenibilità dell'azienda agricola, il miglioramento dell'ambiente naturale o le condizioni di igiene e di benessere animale, la creazione di infrastrutture connesse allo sviluppo, all'adeguamento e all'ammodernamento dell'agricoltura, compresi (…), l'approvvigionamento e il risparmio energetico e idrico, oltre al costante rispetto della normativa UE. In particolare, le tipologie di investimenti ammissibili (art. 19) sono: a) investimenti in attivi materiali e attivi immateriali nelle aziende agricole connessi alla produzione agricola primaria; b) investimenti per la trasformazione di prodotti agricoli e la commercializzazione di prodotti agricoli; c) investimenti concernenti la trasformazione di prodotti agricoli in prodotti non agricoli; d) partecipazione dei produttori di prodotti agricoli ai regimi di qualità; e) misure promozionali a favore dei prodotti agricoli; f) progetti di ricerca e sviluppo nel settore agricolo. Per le tipologie di investimento a) e b) – quelle che potenzialmente hanno impatto ambientale – il regime di aiuti prevede, oltre al rispetto delle normative nazionali e comunitarie, anche un ulteriore vincolo al rispetto dei requisiti ambientali applicati ai progetti finanziati dal FEASR nell’ambito dei PSR regionali. Inoltre, vengono puntualmente disciplinati gli investimenti connessi alla produzione di biocarburanti o alla produzione di energia da fonti rinnovabili a livello delle aziende agricole, sulla base delle condizioni indicate ai punti da 137 a 142 degli orientamenti. Al fine di incentivare la realizzazione di investimenti volti alla transizione verde è sempre previsto l’aumento del 20% dell’intensità di aiuto per “investimenti destinati a migliorare l'ambiente naturale, le condizioni di igiene o le norme relative al benessere degli animali, oltre le vigenti norme dell'Unione; in tal caso la maggiorazione si applica unicamente ai costi aggiuntivi necessari per raggiungere un livello superiore a quello garantito dalle norme dell'Unione in vigore, senza che ciò comporti un aumento della capacità di produzione”. Lo scorrimento di graduatoria consente, inoltre, da un lato, un immediato impatto della misura sul settore e, dall’altro, il soddisfacimento dei requisiti per garantire una transizione verde delle filiere interessate. Pagina 93 CRONOPROGRAMMA PROCEDURALE - OBIETTIVI INIZIALI, INTERMEDI E FINALI Obiettivi Trimestre III/2021 Provvedimento di attribuzione beneficio della graduatoria dei progetti già presentati Decreto ministeriale per la Definizione e pubblicazione nuovo bando settore agroalimentare; Definizione regime di aiuti IV/2021 per altri settori (pesca e acquacoltura, silvicoltura, floricoltura e vivaismo) I/2022 Pubblicazione bandi altri settori II/2022 III/2022 IV/2022 I/2023 Approvazione delle graduatorie finali per la concessione degli aiuti finanziari settore agroalimentare Approvazione delle graduatorie finali per la concessione degli aiuti finanziari altri settori; Numero di nuovi contratti per II/2023 la filiera e di distretto firmati [obiettivo unico per tutti i settori]: 46 III/2023 IV/2023 I/2024 II/2024 III/2024 IV/2024 I/2025 II/2025 III/2025 IV/2025 I/2026 II/2026 III/2026 IV/2026 Pagina 94 PIANO NAZIONALE PER GLI INVESTIMENTI COMPLEMENTARI DECRETO-LEGGE 6 maggio 2021, n. 59, “Misure urgenti relative al Fondo complementare al Piano nazionale di ripresa e resilienza e altre misure urgenti per gli investimenti” SCHEDA PROGETTO AMMINISTRAZIONE PROPONENTE: Ministero dell’università e della ricerca NOME DEL PROGETTO: INIZIATIVE DI RICERCA PER TECNOLOGIE E PERCORSI INNOVATIVI IN AMBITO SANITARIO E ASSISTENZIALE Obiettivo: L’iniziativa prevede il finanziamento di progetti di ricerca con l’obiettivo di mettere a sistema in chiave innovativa il potenziamento della ricerca nell’ambito delle tecnologie abilitanti in ambito sanitario al fine di migliorare la diagnosi, il monitoraggio, le cure assistenziali e riabilitative. Il piano proposto si attuerà tramite la presenza di quattro grandi iniziative basate su robotica e strumenti digitali, monitoraggio a distanza, reingegnerizzazione dei processi, data mining. NATURA: finanziamenti per progetti di ricerca IMPORTO TOTALE COMPLEMENTARIETA’ CON PNRR MLN € MISSIONE – COMPONENTE PNRR Missione 4 - Istruzione e ricerca 500,00 Componente 2 - Dalla ricerca all’impresa TEMPISTICHE DI ATTUAZIONE MODALITA’ DI ATTUAZIONE DA A SINTESI. Pubblicazione da parte del MUR di due bandi (in più finestre) per il finanziamento di progetti di ricerca; presentazione delle 2022 2026 domande progettuali e valutazione dei progetti di ricerca tramite un panel di revisori; pubblicazione graduatoria di merito dei progetti di ricerca e ammissione al finanziamento dei progetti vincitori; finanziamento ai soggetti beneficiari e monitoraggio degli investimenti. LOCALIZZAZIONE NAZIONALE TERRITORIALE Se Territoriale, indicare località x SOGGETTI ATTUATORI Ministero dell’università e della ricerca / Direzione generale della ricerca Pagina 95 CRONOPROGRAMMA FINANZIARIO Importo a valere sulle Ripartizione risorse risorse del Piano [mln €] complementare [mln €] 2021 2022 2023 2024 2025 2026 500,00 - 100,00 100,00 100,00 100,00 100,00 INFORMAZIONI AGGIUNTIVE E RELAZIONE ILLUSTRATIVA Monitoraggio Il Ministero monitorerà l’avanzamento procedurale e fisico degli interventi tramite i sistemi informativi RGS. Risultati finali Finanziamento di progetti di ricerca riconducibili a quattro grandi iniziative, quali pilastri dell’azione, basate su: robotica e strumenti digitali, monitoraggio a distanza, reingegnerizzazione dei processi, data mining. Per ogni pilastro dell’iniziativa saranno finanziati 4-5 grandi progetti di ricerca. Relazione illustrativa Nell’organizzazione della rete sanitaria e assistenziale dei sistemi sanitari le tecnologie digitali, dell’informazione, dei big data e dell’intelligenza artificiale sono identificate come fattori abilitanti e determinanti per la realizzazione dei nuovi modelli assistenziali ed organizzativi. In questo scenario si incardina l’iniziativa proposta dal MUR con l’obiettivo principale di mettere a sistema in chiave innovativa il potenziamento della ricerca nell’ambito delle tecnologie abilitanti in ambito sanitario al fine di migliorare la diagnosi, il monitoraggio, le cure assistenziali e riabilitative. Le iniziative possono riguardare la gestione dei dati e le tecnologie innovative per la diagnosi locale e remota, la terapia a distanza, il supporto decisionale clinico e gestione della salute e delle cure utilizzando l’intelligenza artificiale, la cura dei pazienti fragili e cronici, la valutazione dell'impatto dei fattori ambientali e dello stile di vita sulla salute, il monitoraggio e transizione verso stili di vita sostenibili. Per attuare l’iniziativa proposta è necessario focalizzare gli sforzi con l’obiettivo di finanziare la ricerca per lo sviluppo di una molteplicità di tecnologie all’avanguardia in diversi ambiti complementari quali la robotica, la sensoristica, la biomeccatronica, le tecnologie ICT, il cloud computing, l’intelligenza artificiale, la telemedicina. Il piano proposto si attuerà tramite la presenza di quattro grandi iniziative, da intendersi come pilastri dell’azione, basate su robotica e strumenti digitali, monitoraggio a distanza, reingegnerizzazione dei processi, data mining. Per ogni pilastro dell’iniziativa saranno finanziati un numero pari a circa 4-5 grandi progetti di ricerca. L’iniziativa prevede la pubblicazione di due bandi per il finanziamento di progetti di ricerca. Il primo bando da pubblicare nel 2022 prevede due finestre temporali, la prima nel 2022 e la seconda nel 2023, con un finanziamento previsto pari 100 milioni di euro per ciascuna finestra. Il secondo bando da pubblicare nel 2024 prevede tre finestre temporali, la prima nel 2024, la seconda nel 2025 e la terza nel 2026, con un finanziamento previsto pari a 100 milioni di euro per ciascuna finestra. Saranno finanziati prevalentemente progetti di ricerca industriale e sviluppo sperimentale nell’ambito delle tematiche sopra elencate. I finanziamenti saranno rivolti a soggetti pubblici quali università ed enti pubblici di ricerca che fungeranno da soggetti capofila nei confronti del MUR e che potranno organizzarsi a loro volta consorziandosi con altri enti. I progetti avranno durata massima pari ad un biennio ed un finanziamento previsto pari a circa 5 milioni per progetto. Al fine di sfruttare al massimo lo sviluppo delle nuove tecnologie provenienti dai risultati della ricerca svolta nell’ambito dei progetti di ricerca finanziati con l’obiettivo di creare un corto circuito tra sistema sanitario nazionale, regionale e locale e utenti finali, gli attori coinvolti nei progetti di ricerca finanziati saranno da un lato gli ospedali e i distretti sanitari territoriali che adotteranno e sfrutteranno le tecnologie sviluppate nell’ambito dei progetti di ricerca finanziati e dall’altro lato le comunità di riferimento (ad esempio le comunità isolane, lacustri, lagunari, montane, ecc.) in veste di utilizzatori finali delle tecnologie abilitanti sviluppate. L’obiettivo dell’iniziativa è in scia con la radicale trasformazione che sta subendo il mondo sanitario e assistenziale e tende a generare outcomes migliori in termini di maggior salute e sicurezza nelle cure secondo il paradigma della medicina delle 4P (predittiva, Pagina 96 personalizzata, preventiva e partecipativa), ad avere nuove possibilità di cura come combinazione di terapie tradizionali, omiche e “digitali”, a migliorare la capacità di accesso, l’analisi e l’interpretazione di enorme moli di dati e informazioni mediche in tempo reale, di utilizzare e sfruttare nuove tecnologie come l’intelligenza artificiale, i sistemi robotici per l’automazione dei processi, la chirurgia e la riabilitazione, il 3D printing, l’Internet of medical things, la realtà aumentata. Pagina 97 CRONOPROGRAMMA PROCEDURALE - OBIETTIVI INIZIALI, INTERMEDI E FINALI Trimestre Obiettivi III/2021 IV/2021 I/2022 Pubblicazione da parte del MUR del primo bando (in due finestre) per il finanziamento di progetti di ricerca nell’ambito II/2022 di tecnologie e percorsi innovativi in ambito sanitario e assistenziale; Apertura della prima finestra del primo bando. III/2022 Decreto di ammissione al finanziamento dei progetti selezionati e avvio dei progetti per la prima finestra del primo IV/2022 bando. I/2023 Apertura della seconda finestra del primo bando e ricezione delle proposte progettuali per la seconda finestra del primo II/2023 bando. III/2023 Decreto di ammissione al finanziamento dei progetti selezionati e avvio dei progetti per la seconda finestra del primo IV/2023 bando. I/2024 II/2024 Predisposizione del secondo bando (in tre finestre) e relativa pubblicazione; Apertura della prima finestra del secondo III/2024 bando. Decreto di ammissione al finanziamento dei progetti selezionati e avvio dei progetti per la prima finestra del secondo IV/2024 bando. I/2025 II/2025 Apertura della seconda finestra del secondo bando. III/2025 Decreto di ammissione al finanziamento dei progetti selezionati e avvio dei progetti per la seconda finestra del secondo IV/2025 bando. I/2026 II/2026 Apertura della terza finestra del secondo bando. III/2026 Decreto di ammissione al finanziamento dei progetti selezionati e avvio dei progetti per la terza finestra del secondo IV/2026 bando. Pagina 98

Ministerial Decree (Minister of Economy and Finance) of 15 July 2021 · Nelum