Decision by the Interdepartmental Committee for Economic Planning (C.I.P.E.) approving the national programme for agricultural development services
صدر في 1995-05-10 · النص بتاريخ 2026-10-01
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16-9-1995 Supplcmento ordi11ario alla GAZZEITA UFFICIALE Serie generate - n. 217 DECRETI E DELIBERE DI COMITATI DI MINISTRI COMITATO INTERMINISTERIALE PER LA PROGRAMMAZIONE ECONOMICA DELIBERAZIONE 10 maggio 1995. Approvazione del programma nazionale dei servizi di sviluppo agricolo. IL COMITATO INTERMINISTERIALE PER LA PROGRAMMAZION~ ECONOMICA Vista la legge 8 novcmbrc 1986, n. 752, concernente l'attuazione di interventi programmati in agricoltura, che si propone ii fine di assicurare continuita pluriennale e coerenza programmatica alla spcsa pubblica net settore agricolo e in quello forestale; Visto in particolarc rart. 2 della citata lcgge n. 752/1986 che oltre ad attribuire al CIPE le funzioni precedentemente esercitate dal CIPAA di programmazione in materia di politica agricola, agroalimentare e forestale stabilisce che lo stesso Comitato su proposta del Ministro dcll'agricoltura e dclle foreste, adotti le determinazioni in cui si articola ii Piano agricolo nazionale: ii programma quadro, i piani specifici di intervento, le direttive di coordinamento; Vista la legge 4 <licembre 1993, n. 491 conccrnente ii riordinamento delle compctenze rcgionali e statali in materia agricola e forestale e istituzionc del Ministero delle risorse agricole, alimentari e forestali; Vista la delibera del CIPE, in data 13 ottobre 1989, che approva la revisione del programma quadro dd Piano agricolo nazionale 1986-1990, prcdisposto dal Ministero dell'agricoltura e delle foreste, pubblicato nel supplemento ordinario alla Ga::::::etta Ufficiale n. 278 de! 28 novembre 1989; Vista la lcgge 23 agosto 1988, n. 400, ed in particolare !'art. 12, che istituisce la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome; Vista la nota del Ministcro dell'agricoltura e dclle foreste n. 16212/54712 del 21 novcmbre 1992 con la quale e stato trasmcsso ii «Piano nazionale servizi di sviluppo agricolo»; Considerato che su detto piano ii Comitato tecnico interministerialc di cui all'art. 2, comma 2, della lcgge n. 752/1986 ha svolto la prevista i.struttoria in data 4 febbraio 1993; Vista la nota n. 50029 dell' I l gennaio 1995 con la qualc il Ministro delle risorse agricole, alimentari e forestali ha trasmesso ii tcsto definitivo de! «Programma nazionale dei servizi di sviluppo agricolo» approvato dal Comitato permanente delle politiche agroalimentari e forestali di cui all'art. 4 della succitata leggc n. 491/1993; Considerate che su detto Programma nazionale <lei servizi di sviluppo agricolo sic cspressa favorevolmente in data 12 gennaio 1995 la Confcrcnza Stato-regioni; Udita la relazione dcl Ministro dellc risorse agricole, alimcntari e forestali; Delibera: E approvato ii «Programma nazionale <lei servizi di sviluppo agricolo», documcnto programmatico per l'avvio di una nuova fase di orientamento dci scrvizi di sviluppo agricolo, di concerto tra lo Stato, le regioni e le province autonome, allegato alla prescnte delibera. I finanziamenti saranno assicurati ncll'ambito dcllc risorse destinate al settore agricolo. Roma, 10 maggio 1995 II Presidente delegato: MASERA 5 Supplemtnto ordinario alla GAZZETT A UFFICIALE Serie generate • n. 217. ALLEOATO Ministero delle risorse agricole. alimentari e forestall PROGRAMIVIA NAZIONALE SERVIZI DI SVILUPPO AGRICOLQ. 7 16-9-1995 Supplmiento ordinario aUa GAZZETIA UFFICTALE Serie generate - n. 217 PR.E.A.'1BOLO AL PROGRA..'\fMA NAZIONALE Da SERVIZI Dl SVU..UPPO AGRICOLO PROPOSTO DALL.£ REGIONl E PROVINO: AUTONOME PRB1ESSA n Programma n;monaJe de1 Scn"tZl di Sviluppo A.gncolo rappn::senia u documemo progr:,rnrnatico :ittr.ivcrso il qu:i.le si in"\"13 una IlU0\'2 f'3se di onenrarnenro i: coorctinarnemo dci servIZi cli sn!uPPo :ignc:o!o di conccrt0 fra lo Suxo e le Regiom. Esso nun pcn:mu, dcm:irc: un:i su:w:gia gcncra1e da pol'?'C in CSSC1'C :ii div= livclli istituz1on.:ili cd il r:ippono ~ questi livclli e le cirg,,mn::rnom d.cl men.do agncolo. :iru±e :mraverso un'atten:a ricogn.izlonc dcilc nsorse 6oarmane. umane e mmirali di.spombili e una loro 1101i:zzmone si.nc:rgica e ccord:inata. Consider:mdo che i SU\i:z:i di sviluppo agricolo sono stromc:n.ci pa l';unm.ion.e di politiche :igrari.c:. a cuscun li..,.cilo isttnIZl.On.a!e compete co che la corrctta intexp:crm.:ine dclla lcgislam v'igeme gti utnbaiscc. r RUOLI ~AZIONALI E REGIONAL! NEI S.S.A Al livcilo nazionalc competeoo le fu.nzioni di indinzzo genera.lee di coordinarnento. lo starniarncmo delle nsorsc pc:r 6oaanare :lttI\'lta di cscitJ.S:n'a valcoza n.azJ.Onale c per LI cafioamarnt"TllO cli ~ progI'2Illmi e supporo intcrrcgionali o n.:monali.. A livcilo rcgionale compete l'organiz:z:az:innc su1 propno tcmtorio di tutie le attniri dei SCI"VlZi di sviluppo che ri~dano 1l r:ippono dircr...o con l'impn:2 agric:ola e le :i::z:ioni interregion:ili di suppono. lo mnz:;arneIUO dcllc riscrse peril finanv;,meruo di u.ti annim. CoilSlder:lto c!le :i liveilo opcratiYo l'aristcnz:1 tecl.ica c la divulgmone sono attiviti di csclusiva co.mpetcn:za dcile Rcgioni. le stcsse R.egioni oo-ono esso-e ~ coixr,"Olte ncl pr~ d::cis:ion.ale da cui tr:1C ortgine la ~one di supporti in~onail. Tutti i program.rm. comprcs1 quclli re,lizz::Jti con. i fondi resi disponibili ~ il bilancio dcll'EIMA. ne! ClSO che siaoo m-oiti :1 svoigcrc :m:rvita di 3..SS:lSW'.U t.cenl.Cl allc ~c. per c;s~ arlll:lll.. dc.,..ono cs:se:re preventwamcnte concon:tlll con 1: Regioci interessate. Le F~oni provvcdono alla form:mone profes..r.:io:iale dci t.eauci ::.gricoli f:lcenri p:ir..: dcl proprio org.amco e d.e.fi.ciscono le mod.aliti cli imp1ego d.:g!i Ste.SS" n M1nistero csercu fu.c:zioru di indi.ri:zzo c coordinamc:n!O e vcri.fica. in pam:.--c.La.rc. il rispaIO d:.ll'esecuzione dci programmi rcatiz:z;,ti in :urumone d.ei .R.egol..amcnu tEE nn. 270r70. 2052/S3 e s-.ic:ccs:sxve mod.ifiche c in:egr:mom. Per soddi.sf.are le esigeme c.i prcgrnrn.m.az:1one naticna.lc c region.ale c ~ en 'c:ffici:me sisu:ma di suppcno alle ~.storu. c o~...a una. prog:ressiYa azicne di Jggiomamo::m de! Siru!ma Informztivo Agricola Nazionale. che rega :inch.e como ddl'espenen:z:i dei supporo inform..·:nYi regionali P"'.!' la pi..anific::zionc S".J.l temtof!O. A t.a1 fine occorrc in pnmo luogo pm·edere L:i cre:IZione di standard infcrm.ami e di comuruc:mor:e c!ie si b:I.su:o su un Wl!CO sistema di an:agrafe ~c.nd:tle. 3!Ucol.ato a li,"cilo regionale. Anche l'ir.fon:n:mzzzw,ne d.dla spesa pubblic:i e delle rcimve proced:u.-e d.eve ~-re prornossa e sos.enuta per incentn·arc l'inr..rodl.mone d!!.I co:!tre!.lc di gemoi:e. lL PROBL&1A DELLE RTSORSE FTN ANZ!ARIE n prcb!e.rna del rcp:nmento dclle ruorse n~c per i S.S.A va :lifront:UO tcncndo present:: che: .'.l) i: oecessano gar..nwe L:i conunuit.a dei flussi per gli interVenti di ~ b) in presm di inteIVCnn s-..raordi.nari. re:itiznti :inche con le risol'S(: 6oaanari~ di denva:rione comunitaria (obic:ur.~ 1. obiettivo Sb). per esigcnze di riequtl.ibrio tcnitoriale c/o di riconvcrsionc produttiva dcllc mcnde. occorrc prcvedere un corrcuto incrememo dei servi:zi :i suppono dell'iruervcmo stesso; c) l'ampliarncnto dell'imervento nel scttorc costimiso: an aspeao fondamcutale dclla riquali6c:izione dc1l:l spesa per i'agricoitura. anche in rappono :tile nuove prospettive di politica ag:ra:ria. 9 16-9-1995 Supplemento ordinario alla GAZZETT A UFFICIALE Serie generate - n. 217 L'obicttivo di cw al pu.mo a) va p.:r-~to considcrando obbligarori.a la spesa rclat\-a o!tre che a! persom1e anc;he :li programmf di :1ttivita ordinari. L'obicttivo di cw al punto b) va persegu.ito pm'Cdendo la costittlZione presso il livcllo istimzionalc intcressato (CEE. Swo. Regio111J di un fondo specifico. alimc:nwo da quota pane deg.ti mrroaroenti disposti. n conceuo espresso al pwua c) compona che. in presenz:a di una rigidita sulla spesa complcssiva peril senore primario. i S.S.A. vadano sostenuti mediame la ri,:illocazione delle riser=. All'imemo del piu gcne:ralc prob!cma deila riqualifietziooc aclla spesa pubblica per 1'.igricoltura. va in.fine :10:,lin:u:a la p0SS1bilita di am un fondo addizionalc per i S.S.A, alimcnwo mrzverso la riallocazionc dclle risorse chc si render:mno disporubili per il prospett:1to minore impegno a sostegno dei merc:m e dei prezzi. 10 16-9-1995 PREMESSA Supplcmeil(o ordinar:o alla GAZZETTA l;FFICl:'\LE 1. L'esigenza di attivare un'organica ;,oiitica r.:uiorr-a:e dei Ser1i:i dl Svilup po Agnco!o (S.S.A.) fu posta in evidenza dal P:z.no A.griccio Naziorole (P.AN.l. pertanto ii Ministero deHe ri-:orse agncclG. alimer.w.ti e foresrali (MRAAF), d'intesa con le Regioni. individua ccr1 ii presente ProgramlT'.a Naziona!e sui Ser.i:Zi di Sviluppo Agricola (P.J'~.S.S.A .. )una f.pe:.:;rfica azione orizzomale. 2. La leva dei servizi di svlluppo as~umo oggi I.in c.1rattcr'1 su:1!egico r;a: l'lntervento ~ubbfico in agricolt;.ira in risposta s.Ha riforIT.a de!la PAC. all'accresciuta competi:zione intem .. v..ioi:ale ed ai nucvi com~:ti social! ed ambientali che l'agriccltura e· criiarnat-1 a S'volg~r9. La progenazione di ur.a azione ort:zcntaJe p0r i S.S.A. assotve a due priorita': riqualfficare g!i strumenrt de'la po!iti,~ a~raria e raffo;zara i pro• cessi di ricrganizz.azjona in atto nel sisterna de; S.S.A. 3. II Programma fa proprio ii conceno di sistema inregrato d~i S.S.A. che si impemia sui servizi piu' direttamente collegati a!le imprese (consulema e formazione professionale) e su quelli di suppcr,ra. ma corn~~ende ancha la ricerca. la sperimentazione, la divulgazione. la fcrrnazione professicnale e l'informazione. La creazione di un slstema dei seniizi rende necessario attuare dslle azioni di coordinamerno a tutti i llvelli. E' pert.ante necessario colmare. laddove esistono. i vuod normativi ed operativi a live!lo regionale. garantira la coerenza tra i livelli decisionali regionali ·e nazianali e quindi assicurare il collegamento verticale tra i segmenti del sistema nonche' la gestione dei serviZi strategici nazionali che andranno a coprire gti spazi innovativi. 4. II P.N.S.S.A in sede di analisi prende in considerazione l'insiemq dei segmenti nei quali si articola il sistema dei S.S.A. In sede di· p;oposta il Programma privilegia le azioni rivolte alla adozione degli snumenti di attuazione def piano stesso e al consolidamenro e al potenziamento delfs strutture portanti del sisterna preposte alla erogazione dei servizi di svilup po agricolo. Per i serviZi generali (ricerca. statistica. ecc.) e per la forma zione professionale. cha pure costituiscono parte integrante e quatificante del sistema dei S.SA. data anche la lore collocazione istituzionale. ~ Programma si limita ad individuare le connessioni con i r~stanti servizi formulando indirizzi per il superamento delle carenze piu' evident!. Occorre quindi ribadire che se da un late l'analisi critica del sistema si colloca in una prospettiva di lunge period a. dalf' aJtro le azioni previste dal piano costituiscono un approccio di breve periodo e sono quindi necessa riamente !imitate rispetto al contesto generate II 16-9-1995 FINAUTA' EO ARTICOLAZIONE OEL PROGRAMMA Finallta' del Prcgrnmm:.: Articolazione del Programrna Supplemento ordinario alla GAZZEIT A UFFICIALE Serie generate - n. 217 5. II processo di trasformazJane che investe il sistema agro-industriale italiano si presenta ampio e profondo. Ai ruoli tradizienaJI dell'agricoltura. come fomitrice di bani alimentari e fonts di reddito e di occupazione, si affiancano nuovi compiti in relazione alle esigenze di salvaguardia dell'am biente e di gestione del territorio, nonche' alle richieste di qualita' e sanita' dei prodottt da parte dei consumatori. 6. In relazione a quanta appena esposto e a quanta definite in sede di trattativa GATT per l'agricoltura. D processo di adattamento dello sviluppo agricolo al nuovo corso di politica comunitaria puo essere favorite amplian de l'azione ed il ruolo di strumentf alternativi di politica agraria che puntino in mode dlretto od indiretto alla salvagua.rdla ed allo sviluppo dei redditi"in agricoltura. 7. Considerate cha I S.S.A rappresentano une degli interventi di politica agraria che piu' possono concorrere a mantenere i llvelli di concorrenzialita' e competitlvita' dell'agricoltura nazienaJe. rendendene piu' agevole e rapi do il processo di adattamento dei ruoll e delle funzieni. a P.N.S.SA sl prefigge di favorire lo svtluppo integrate del territorio ed a migtioramento delle condlzioni economiche. sociali, prof~ssionaJi, cultural! dei produttori agricoll intesi come presenze attive e soggetti dello sviluppo agricolo e rurale. 8. ·L'intervento pubbllco net campo degli S.S.A dovra assicurare a perse guimento degli obiettivi general! di polltica agraria. in particolare quello di favorire ff consolldamento di imprese agrarie che, sempre piu integrate nel slstema agro-iridustriale. siano in grade di adeguarsi in mode autonomo ai cambiarnentl dei mercati agricoll ed alle esigenze dei consumateri (servizi vertlcali di filiera). Alie stesso tempo andranno sviluppate le azioni ed i programmi necessari per favorire la ristrum.Jrazione di quelle area o regioni • I che piu intensamente sono interessate,dalla riforma·della PAC. agevotando la piena utilizzazione delle risorse umane e natural!, anche attrav1rso possibili riqualificazioni produttfve e destinazioni alternative della produzio ne agricola e degli spazi rurali (servizi orizzentaJi di distretto). 9. La complessita' della materia ·trattata. unitamente alle pluralita' dei soggetti coinvolti ed alla eterogeneita' delte situazioni che si rinvengono st.JI territorio a livelle regionaJe, comporta le seguenti necessita': a) delineare il quadro di riferimento in merito all'attuale organizzaziene d·ei S.S.A. alle competenze, al ruolo dei soggettl e al campo di applicazione dei servizi: b) formufare le strategie generali e indMduare gti strumenti di attuazione de! programma a carattere nazionaJe: c) fomire element! conoscitivi, di ana!isi e di proposta per gli specifici interventi settoriall. 12 16°9-1995 QUAORO Cl RIFERIMENTO GENER.ALE Organizz:azione dei S.S.A. Supplemento ordinario alla GAZZETIA UFFICIALE Serie generate - n. 217 10. L'esigenza di attivare servizi di supporto atlo sviluppo delle imprese agricote e sempre stata presente negli interventi a tavore dell'agricoltura previsti daJlo Stato e. in anni piu recenti. daJle Regioni. Dalle esperienze delle cattedre ambutanti in agricoltura negli anni venti. alla istituzione degli lspettorati provinciali dell'agricoltura nel 1935 fine a!la costituzione degtl Uffici agricoli di zona. degfi Enti di riforma e dei CAT nel Sud dell'ltalia negli anni cinquarna e sessarna. lo Stato ha sempre proweduto direttamente all'erogazione dei servizi all'impresa agriccla. Nel tempo. pero. quests strutture perdono la lore funzione tecnica per svolgere prevalentemente attivita amministratiVa Con ii secondo Piano Verde ~egge n. 910/66) si prefigura per la prima volta un sistema di assistenza tecnica pubblico private nconoscendo ij sostegno di iniziative autogestite. Con il D.P.R. 616ITT. tranne che la ricerca di interesse nazior.ale e l'infor mazione connessa aJl'attivita di programmazione. tutte le competenze in materia di servizi passano alle Regioni. Oa quel momenta in poi. le norma tive regionali hanno dovunque consolidate un sistema d'intevento misto pubblico-privato. non potendo pero incidere in maniera significativa sul n.iolo e sulle professionalita delle strutture operative ereditate dallo State. 11. A partire dalla fine degli anni '70 si verifica una inversione di tendenza. che si manifesta innanzitutto con l'inserimento nel settare di nuove unita' tecniche (L N. 2ssm e informatori socio economici previsti dal!a LN. 153/75). II Piano agricolo f1a,zionale per la prima volta individua nei servizi di- sup pone al!e imprese uno strumento di pc!itica agraria strategico; tuttavia e con provvedimerni comunitari che ii settore- dei servizi ricave maggiori impulsi: prima con ii Reg. 270/79 per la fomiazione e l'ir.serimcnto di divulgatori agriccli e la costituzione dei CIFDA. poi con ii Reg. 797i35 per la costrtuzione di servizi di gestione autogostiti a quindi con ii Reg. 2052/88 per la realizzazione di uno specificci programma di dNuigazicr.e agricola nelle Regioni dell'Obiettivo 1. Anche se con lentezza ii processo di riorganizzazio;;,e dei S.S.A e· andato quindi avanti con esperienze in taluni cnsi anche molto avanzate ma in un contesto generate non stabilizzato e con notevoti squilibri. I modelli organizz.ativi attivati si diversificano da Regione a Reg/one. da:,do un peso differenziato ai servizi direttamente gestiti dalle srrutture pubbliche e quelli autogestiti dai!e organiu..azioni agricole. 12. Specifiche analisi hanno evidenziato gli aspetti salienti dell'organizza zione c.~ei S.S.A. sia a livello nazicnale che regio:iale. Tali indicazioni possona essere sinteticamente riassunte come appresso: a) nella maggior parte dei casi l'crganizz.azione'Ciei S.S.A e l'assetto de!le competenze non appaiono coordinate e coerenti rispetto ad un mc-dello comples.sivo capace di: evitare sovrapposizioni e contrapposizioni ne!le azioni sostenute dall'in tervemo pubblico: ~ssicurare l'esercizio eificace e continua dei compiti di programmaziqne e soprarrurto di contro!lo: • garamire una riparti2ione territoriale delie risorse equi!ibrata e razionale: permertere lo svofgersi di processi di adattamento continua dei critari organizzati\.i alle nuove esigenze ed ai nuovi vinco!i che si appalesano man rnano. in conseguenz.a dell'innovazione tecnologica e dello sviluppo agri• coto in generals: 13 16-9-1995 Supp!.:menlo ordinario alla GAZZETIA UFFICJALE Serie genera/e - n. 217 Assetto delle competenze b) sia nelle amministrazioni pubbliche che nelle organizzazioni agrieole. ii tenomeno della commistione dei compiti e dell'utilizzazione impropria det personate non ha cessato di esistere; c) con la recente approvazione della legge in Puglia. tut!e le fiegioni hanno emanate leggi di riorgar.izzaziona e potenziamento dei servizi: d) le risorse destinate agti interventi nel senora non garantiscono una adegiJata continuita' de: flussi flnanziari necessari per l'an:Mta ~onale dai serviZi. dail'aftra non consentono df attuare azioni dJ suppo!'to aJle aziende che beneficiano di aiutl per la riqualificazione deile produzjoni e/o per la ristrutturazione aziendale. Non tutte le Regioni dis~ongono di una quantita' di divulgatori vicina ai livel!i rit~muti soddis'racsrrJ.. 13. L'attuale assetto delle comperenze amministrative in mate:ia di agri coltura e' delineate daJla tegge 4/12/1993 n. 491. rel&tiva alia istituzicn~ del Ministero delle risorse agricole. alimentari e forestall. Per quanta riguan:ta gfl interventi compresi r.ei SSA. tale legge non e inn0\f¢tfva r1spetto al cirato OPR 61 sm in. quanta in gran parte gia definitl di compe:enza mgionale. Per alcuni interventi d'tnteresse anche nazionale (ricerca e infomiazJone }. !'art.2 de!le 491 assegna ad un Comltato permanents delle politiche agroa limentari e forestall la definlzfone degfl indirizzi e dei crtteri d'interventc. lnfh,e, anche in materia dl S.S.A. coma per tuna la materia agricol~ e forestale. competono allo State le funzioni di indirizzo e di cocrdinam~nro e quelfe attinenti I rapporti intemaziona!i e con la UE. 14. L'assetto complessivo delle comp<:tanze sui piano operative disc.2nde anche dalfe nonnative regionali. le qua.II. in modo differenziato nei contenu!i e nei templ hanno successivamente previsto: a) l'attribuzione di competenze ad enti strumentaU (es. Enu di sviluppo); b) l'attribuzione di competenze ad Enti territoriali subregional! (es. Comu nita' montane): c) il sostegno al!e azicni di sviluppo gestite direttamente da organismi di rappresentanza dei produttori agricoli. La realta' istituzionafe ed organizzativa in atto prevede il coinvolgimento. ai diversi livelli decisionali ed operatM, di soggettt pubblicl quali lo State. le Regioni e gli Enti di Sviluppo. e di soggetti sociali. rappresentati daHe OrganiZzazioni professionali agricote a vocazione generate. daJle Assoc:a Zioni cooperative e dalle Associazioni dei prcduttori. ·- 14 16-9-1995 Campo di azione Supplemento ordinario a:la GAZZETT A UFFICIALE Serie generate - n. 217 15. II campo di azione dei servizl di sviluppo si e' prcgre~ivamente ampHato dai tradiZicnali servizi di assistenza tecnica a servizi sempre piu' mirad alla gestlone delle impresa. pert'introduzione de! progresso tecnico e d} praticha idonee a sai'vaguardare i redditf agricof~ fine ad interessare aspettl sempre piu' ampi e general! come quelll delta protezione dell'am biente e delta gestfone del temtorio. Allo stesso tempo, sempre piu' importantf sono dlvenutl i seMZi di supporto necessari per svolgere un'azione di consulenza aziendale mirata a di quanta·. Nel comp!esso. quindl, tutte quests attMta concorrono a definire un siste ma di serviZi formato daJ seguentl segmentt: 1. rfcerca e sperfmentazfone 2. lnformazione 3. consutenza all'Jmpresa 4. orientamento tecnfco 5. orientamento commercial• 6. servtzl tecnicl di supporm 7. statfsdca agrarta a. formazione professionaJe 9. formazione dei quadri tecnici. IS 16-9-1995 Supp!emento ordinario alla GAZZETI A U FFICIALE Serie generale • n. 217 STRA TEGIE E STRUMENTI 01 ATTUAZJONE 11 Co.N.Se.S.A. II problema delle risorse umane 16. Nel rispetto dell'attuale assetto de!le competenze. ii Comitato Perma nente per te Politiche Agricole. Alimentari e Forestall di cui alla legge n. 491/93, dettoComitato Permanente. pert'attuazionedel preseme program ma si awarra del supporto di W1 organismo tecnico. denominate Comitato Nazionale per i ServiZi di Sviluppo Agricoli (Co.N.Se.S.A.). II Co.N.Se.S.A. e nominate daJ Mlnistro. di concerto con a Comitato Permanente. che ne definisce anche i cornpid e le modalita di ftmzionamento. entro trenta giomi dall'approvazione del P.N.S.S.A. da pan:e de! CIPE. II Co.N.Se.SA sara composto da rappresentanti del Ministero. delfe Aegioni e Province Auto name e.delle Organizzazioni Protessionali Agricole piu rappresentative a liveHo nazionale. Ai lavori del Co.N.Se.SA saranno chiamati a panecipare rappresentati di altri organismi appartenemi al mondo agricofo ed in primo lucgo della-cooperazione e dell'associazionismo. in rapporto agli argomen tl posti all'.ordlne def giomo. Nell'ambito del Co.N.Se.S.A. potranno essere istituiti uno o piu Comitatt ristrettf la cui composizione e campi di attivita saranno definitf dal Mlnfstro di concerto con il Comitato Permanente. Le funzioni attualmsnte esercitate dal Comitato lnterregionale per la divulga zione agricola (CIDA), dalla data di approvazione del presente programma · da parte del CIPE. saranno svelte dal Comitato Permanente. 17. II Programma individua nefla risorsa umana un Fattore strategico da affrontare in via prioritaria per rendere efficaci gli interventi negli altri segmenti del sistema In attuaz.ione de! Reg. 270/79 e de! P.O. "Sviluppo della divulgazione agricola" nelle regioni meridionali. al 31 dicembre 1993 il numero dei divufgatori formati e di 1589 unita. di cui 1318 impiegati: aftri 312 divulgatori sono in formazione ed entro ii 1994 si awieranno cors1 di formazione per altli 305 tecnici. In complesso. quindi. la formaZione ha interessato 2206 nuovi tecnici rispetto ai 2455 divulgatori previstl dal Piano quadro di divulgazione. In relazione afl'evoluzione delle stnJttl.Jre agricole verificatasi nell'ultimo decennio. alle tecnologie di divulgazione oggi disponiGili e agli ociettivi della PAC. sara compito de! Comitato Permanente o per sua delega del Co.N.Se.S.A. verificare se ii rapporto "numero d'imprese/divufgatore~ e i profili professionali definiti per l'applicazione de! citato reg.270 de! 1979 sane ancora validi. Tuttavia. un adeguato numero di tecnici e· condizione necessaria ma non sufficiente per dare una soddisfacente risposta alla domanda di servizi che esprime l'esercizio della modema agricoltura: risulta infatti ugualmente importante assicurare un elevate standard di preparazicne professicnale degH addetti anche mediante attivita di aggicmamentc e riqualificazione. Per tale finalita appare indispensabile un azione di ricrdino delle strutture formative interregionafi e delle 00.PP. promosse nefl'ambitc dell'appfica zione del Reg. 270/79 (specifici orientamenti sono ccntenuti nefl'apposita scheda di segmento). 16 16-9-1995 Supplemento ordinario alla GAZZETT A UFFICIALE Serie gen!'rale - n. 217 18. I fattori che influenzano la wqualita'" professionaJe dei divulgatori sono essenzialmente rappresentati da: a) strutture preposte aJla formazione ed aJl'aggiomamento: b) selezione dei tecnici: c) collegamento tra formazione ed impiego. I problemi relativi a!le struttUre sono analizzati nella scheda "Fcrmazione dei quadri teenier'. Per quanta attiene alla selezione va rilevato che essa ha finora rappresentato uno dei punti piu' carerni def sistema in essere. in quanta in moltl casi manca del nmo. in altri a· stata operata secondo criteri non rispondernl al!e finalita deU'azione. PeraJtro finer-a non e' state praso mai in considerazione in modo razionale il prob!ema de!la verifica. dopa un prime periodo di impiego. circa l'idoneita' professionaJa in ralazione alla mig!iore coUocazione all'intemo del sistema stesso. lnfine. del tutto carente appare l'attuale :i.ituazione in ordlna al ccll~amemo tra formazione ed impiego dei diV'Jlgatori. lnfattl da una pane l'incertezza circa la destinazione dei partecipanti ai corsi non ha consentito la migllore finalizzazione delle attivita' formative: dall'altra i lunghi tempi che spesso sono intercorsi tra H compimento della formazione e l'inserimemo nel mondo operative hanno influito negativameme sulla stessa preparazione e spessa hanno determinano la perdita di unita' formate a var.:aggio di altri settort. 19. Un problema ancora irrisolto e' que:llo relative alla tutela della profes sionalita' dei divulgatori una voita inseriti. Nel campo della divulgazione sia la Pubblica Aniministraz.ione cha le organizzazioni agricole hanno da sempre pratlcaio dlffusamerne forme di utilizzaz.ione impropiia dai tecnlci addetti. soprattutto affidando loro compiti di tipo amministrativo e burocra tico. Gli effettl dcleteri di tall comporto.mentl sor.o di vastn poruta e vanno dall'abbassamemo qualitative deHe .azioni. alla mancarm1 di contirn..iita' nefl'inteivento. fino af!,3 vera e propria assenza di servizi in alcune Zf)~O. IT'.algrado siano in a::se present! strurture prepcsta. La risoluzione di tale problema deve cssere p€li-3eguita con as.zciu!a priG· rita', per non vanificare le azioni di potsnz.iam::nto ::hJg!i dppamti. Occorre pertanto rimuovera quelle che appaiario le due principaii cause de! fen.~ meno: a) la commis1ior.3 d(=i compiti ne!le stn.otrure operaive: b) la m2n canza di una spe-::ificita' cor.tratruale del divulgatore agricolo. La prima va rimossa attraverso le nonnative regionali di ricrganizza.zicma dei servizi pubb!ici. Per gli stessi mot.i-vi. le forrne di at..:1cgestiona dovrr.:b· bero organizzativamente scddisfare i principi indlc..atl pr ii pt:bbllco. il ciJi rispena nel tempo andrebbe sottoposto a peric'(!i~c vsnfiche. La specificita' contrattuale va perseguita a livelio nazionale. inserer.do nei conttatti ccllettrvi sia pubbli9 che priv"atl ii prcrnlo d~! divu!gatore. definsn done la relative mans:cni ed adeguando alla pecuHarita' dcile st;;sse gfi a!tri istituti corrn-attuali (orario di se:vizio. missione. straordinarjo. ecc.). Garantrte le due condizioni predctte. risulta possibile prowedcre in mcdo razionale al necessario aggiomamento permanente dei divu!gatori. 20. Un aspe~o non secondario relatlvo aila tutela e a!lo sviluppo d:-::ila pmfessionalita' dei divulgatoM attiena al sur-aramento di tutte quelle situa zior.i cha vedono atlu:ilmem~ i divulg.:,tcri di cz.s-s spesso in sit'JaZicni di dlsagio rispetto al perzor.ale cpcr;:m:e piesso !e struttI .. !~e cantraH. E' ncc:::!~:l sario affeimzr.9 (ln llnea di ~/lr!Cipio ma af,C!;e 112lle li:\gg~ n~i regol::ur:~nti e neife qualffichs r,rofnssior.aq l'assoluta p2r:1a: deHa fum:ior:i svc:ta ne,!a sedi pedericha e ccm.rall: cio' deriva d.11 concerto st~sso di ziste~. c:::Jtf. daUa ccmplem~ntarieta' dells sue compcl!1srd (e quindi dalla pan impor tanza di tutte ai fini del risU:ta!o f.r.sia). 17 16-9-1995 II probfema deUe risorse flnarmarie Supplemento ordinario al!a GAZZETTA UFFICIALE Serie generate - n. 217 Anche l'identfficazione tra la struttura centraJe e le attivita' di consuJenza di ripe specialistico rappresenta un concetto da rimuovere. Nei modelli orga nizzativi dei modemi S.S.A gli specialisti devono opera.re sia a livello centrale che a livello periferico: a livello cP.ntrafe l'attivita prevalente sara quella dicurare i coilegamenti e la collaborazione con le istituzioni di ricerca (quaJe vera e · propria "imerfaccia" tra questa e gli apparati dei S.S.A). mentre a livello periferico, gfl specialisti devono stare a contatto delle reaJta' pi'oduttive collaborando anche con ii consuJente di gestione. 21.-11 problema deUe risorse finanziarie da destinare ai S.S.A va visto sotto ii duplice aspetto della coperrura delle necessita' nlevanti connesse aJ potenziamento delle strutture· e delta garanzia di soddisfacimento delle esigenze. II potenziamento delle strutture comprende prioritariameme l'atttvita di aggiomAmento. riquaJiflcazione e perfezionamento dei dlvulgatori e def personaJe gia in servizio per coprire tutto il fabbisogno e l'attlvazione delle strutture di supporto. Nelle fasi successive. data la natura dell'intervento. la garanzia di contfnuita' nella erogazione dei servizi risufta essere un presupposto indispensa.bile per la lore stessa efficacia e produttivita'. lnfattl l'intervemo. oltre a com portare una spesa correme (personaJe e funzionamento uffici), sl articola in azioni generalmente a carattere pluriennale ed integrate. 2Z Per Quante attlene aJl'lmpegno per i S.S.A dei soggettl primari di politl'ca agraria. in base alla: situazione attuale e· possibHe operare la seguente dlst1nzione: la UE si fa carico in mode parziaJe e non continue del finanziamento di programmi a carattere straordinario e strategico (es. l'impiego dei divufga tori. aJcuni t.emi di rfcerca. la sperimentazione nel campo della statistica ed in quello della telematlca applicata aJl'agricoltura. ecc.); lo State sostlene direttamente gfl oneri per i serviZi generaJi e p~r le azioni promozionaJi di competenza nazionale (sisterna informative nazionaJe. ricerca e sperimentazione di carattere nazionale. statistica agrariaecc.). In moltJ casi le iniziative nazionali coinvolgono direttamente e/o hanno una rfcaduta immedlata sui servizi regionaJi: le Regioni utillzzano per i S.S.A quota · parte dei finanziamenti indivisi per l'agricoltura. 23.Le priorita da perseguire neH'attuazione del Programma sono: funzionamento dei nuovi organismi operativi previstl daJ Programma: riqualfficazione ed aggiornamento del personale gia inserito in correfc¢o ne aJl'attuazione degli interventt previsti daJ Programma e mediante H coinvolgimento dei ClFOA; promozione di progetti integrati di rlcerca sperimentazione e divulgazio ne e retatlvi servizi di supporto, anche in relazione alle opportunita fomite daJla PAC; promozione di progettf lntegratl di interesse nazionale o interregionaf e artfcofati regionaf mente e attivati con i meccanismi di cofinanziamemo. compresi quelll gia attlvati Ootta fitopatologi~ integrata e ipafertilita. ecc.), anche in reaJzione alte opportunita fomite dalla PAC. monitoraggio delta spesa pubblica in materia di SSA al fine di formulare proposte per ta qualificazione degli interventi e la ricerca di sinergie tra i diversi soggettf che sono coinvoltl 18 16-9-1995 II problema dei modelli organiz:Zativi Supp!emento ordi11ario alla GAZZETT A UFFICIALE Serie generate - n. 217 24. II prob!ema del reperimento delle rtsorse necessarie per i S.S.A va affrontato tenendo presente che l'ampliamento dell'lnterverno nel settore costituisce un aspetto fondamentale della riqualificazione della spesa per l'agrico!tura. anche in rapporto alle nuove prospettive di politica agraria. !: pertanto necessario che: a) venga.garantita lacontfnuita' dei flussi per gli interventi di base compresi quelll necessarfper ii funzionamento de! rion::tinato sistema dei CIFOA. Oeve intendersi pertanto obbllgatoria la spesa ralativa al personale e ai program mi di attfvita ordinaria: b) ogni programma d'tntervento nazionaf e e regionals diretto alto sviluppo dell'impresa agricota. e in prime luogo per queJII cha derivano dall'applica• zfone della PAC. deve prevedere .un automatico e corretato incrementa dei flnanziamentf destlnati ai servizi da attivare a supporto dell'"lntervento stesso: c) si attivino concrete azioni di indlriZzo. coordinamento e monitoraggio deUa spesa pubbfica destinata ai SSA. Sia per quanto riguarda le priorita definite per ii Programma che per ii repefimento delle risorse finanziarie in favore dei SSA. ii Comitato Perma nente e chiamato a promuovere specifiche iniziative. 25. II F.'rogramma Nazionaf e non si pone come obiettivo necessario la deflnizione di un unico modello organi.zzativo dei S.S.A, da appllcarsi in ogni tempo ed in ognl luogo~ II P.N.S.S.A. sottolinea invece l'esigenza cha le tonne organizZatlve e gestiona!I rispettlno alcune condizioni irrinunciabili ai fini della creazione di un efficiente ed efficace sistema dei sarvizi. Sembra comunque opporruno. in questa sede. affrontare alcune essenziali condizionl generali n cui rispetto si rende necessario. · o quanta meno opporruno. ai fini della riorganizz-a:zione del sistema dei S.S.A. Esse sono la flessibilita'; il controllo perrnanenre: la partecipazione al sisterna in presenza di una p!uralita' di soggetti. 26. La flessibilita' del sistema rappresenta una condizione indispensa bile. innanzi tutto per affrontare la ~se di riconversione dei servizi esistenti nelle nuove stn.J1tUre ed. in secondo luogo. per cor.sentire l'adattamento perrnanente e rapido delle nuove strutture a!le future esigenze. La ffessibi lita' si realizza in primo luogo attraverso la formazione permanents del personale. la cui competenza professionals deve essere costantemente agglomata e riquaJificata. ancha per perrnettere la mobilita' dei tecnici all'intemo del sistema: in secondo luogo richiede la creazione di servizi modtJfari e reciprocamente compatibili che possono essere combinati in diverse mode secondo le specifiche esigenze di ogni tipo di agricoltura. 27. La capacita' di aclatt.amento spazio-temporale. presuppona l'attivazio ne di strumentl di controllo permanente aile performances dei servizi nell~ diverse zone e tipologie di azienda. II controllo ha una valenza interna ed una estema: il sisterna deve disporre di un ffusso costante di informazioni necessario per attivare i meccanismi intemi di autocor:reZione (feedbacks) e per guidare i processi di adattam~n to: ma al tempo stesso H sistema neJ suo insieme deye essera aperto ai controlll estemi a fin i di vafutazione (anche in termini di costi e benefici) delle attivita' dei S.S.A. rispetto agll obiettivi generali e specific! della pclitica agraria. La fl!ssibilita' eel n controtlo devono essere garantftf dallo stesso crgano di responsabllita' primaria che ha capacita' normatfva. 19 : 16-9-1995 Supplemenro ordinario alla GAZZETT A UFFICIALE Seri!' gcnerale - n. 217 28. Tenuta conto di tali esigenze va chiarita che l'assetto delle competenze all'intemo deUe diverse struitUre pubbliche e la regolamentazione dell'au togestione "devono essere affrontate verfficando l'efficienza dei servizi amaverso il superamemo delle attuali carenze in merito a: la sowapposi.zione delle competenze; la lndeterminatena delle procedure e delle funzioni di control.lo: un uso delJ'lstituto deila delega cha impedisca l'lntegrazione tra i diversi livelli dei serviZi a cha al tempo stesso affidl ad entf inferiori. per dlmensioni e configurazione giuridlco amministativa. compitl operativi complessi: la burocratfzzazione degli apparati preposti che limiterebbe i rapportt con l'utenza ed in generale non renderebbe possibile espansioni di dinamismo e creatMta' indispensabili per ii successo delle azioni di sviluppo. 29. La dislocazione terrltoriale delle strutture e la composizione de! per sonaJe tecnico rispetto alle specifiche professionalita' non possono essere previste in mode uniforme. La flessibilita' del sistema· deve consentire la possibilita' di agire sulla dotazione di personale tenendo conto di eventuail esigenze straordinarie. Cal punto di vista strutturaJe non trovano quindi alcuna giustificazione quei modelli organizzativi nei quali ad una consistente struttura centrale corri spondono strutture periferiche pace consist~ e viceversa. SI deve ricordare infine cha tutto il sistema dei serviZi si basa in grandissima parts sulfa professionalita' dei divulgatori. Un buon modello organizzativo dei S.SA deve penanto garantire l'autonomia professionale dei tecnici. mettendoll at riparo da ingerenze esteme di varia natura (commerciali. politiche, sindacali, ecc.), qualora tali ingerenze possano portare ad una compromissione o ad un'alterazione de!la piena espre~ione della profes sionatlta' dei tecnici. 20 16-9-1995 OAIENTAMENTI E AZlONI VERTICAU GU ambitf operattvi Obiettivi ed indirizzi per segmento Obiettivi specifici Supplemento ordinario alla G . ..\ZZETT A UFFJCJALE Serie generate • n. 217 30. n Programma fa proprio U concetto di sistema di se01izi di sviluppo agricclo composto da sub-sistemi regiona1i/zonall e/o di singoll interventi, tra di lore strettamente integrati ffno a tormare un vero e proprio sistema nazionale. In base a taJe concetto. i S.SA si configurano c ome uno strumento di politica agrarfa modellabile suite piu' varie esigenze def mondo produttivo e. quindl. motto ff essibif e. Come principale chiave di lettura de Programma si deve chiarire che il documento non intend a riferirsi a tutti i possibiii servizi tecnici e generali di supporto alte impresa agricoJe. bensi si limita a formu!are obiettivi ed indirizzi soltanto per gli interventi propri del sistema dei S.S.A idonei a garantire le finalita di politica agraria e di crescita economico-sociale degli imprenditori agricolL Aispetto a datte finallta i S.SA si configurano quindi, in generale. come attivita' di interesse pubblico. 31. Net sistema dei S.SA rientrano la ricerca e la sperimentazione. l'informazione. la consuJenza aJl'impresa I' orientamento tecnico e com merciale. i servizi tecnici di supporto. la formazione professionaJe e dei quadri tecnici. II P.N.S.S.A.; individuati i segmenti de! sistema. le sue articolazioni territoriali ed i momenti che le istituzioni e le forze sociali possono essere chiamate a gestire. pone un'enfasi pa,-tic-.olare: a) sulle attivita' che possono essere gestite a livel!o nazionale eel interregionale: b) sulla promozione ed il completamento del!e strutture a livelto regionals. 32. Pur affermando come concettuaJrnente errata l'atruale tendenza alla parcellizzaz.ione dei S.S .• 4. .• !o stesso Programma non puo· non affrontare il tema degli obiettivi eel indirizzi da un puma di vista settoriale. tenuto canto anche dell'assetto istituzionale e del!e iniziative gia' paste in essere· nelle specifiche reaJta' regionali. Pur individuando specmci obiettivi ed azioni settoriali ii P.N.S.S.A. deve porsi ii problema delfa gestione deJ sistenia ai fini del suo armonico funzionamento. La predisposizione di appositi progetti integrati di sviluppo. che si inseriscano nella cornice dei piani regiona!i di svi!uppo. potra' essere la forma opportuna per concretiz zare le necessarie torme di gestione de! sistema dei servizi. . Ciascuna azione sertoriafe dovrd essere indirizzata a colmare le lacuna dei singoti settori maggiormente pregiudizievoli ai fini de!l'organizza.zione e de! funzionamento delf'intero sistema. 33. G!i obiettivi ~pecifici. di seguito de!ineati sinteticamente. formano oggetto. successivamente. di una 2r.alitica esposizione. In sintesi il Programma intende: a) contribuire a rafforzare tutti gli elementi clie conferiscono a!l'organiZZa zione della ricerca e sperimentazicne agraria i caratteri di sistema per mig!iorare ii collegamento tra i soggetti preposti a!la programmazione ed i raccordi con te strutture dept.rt.ate ai trasferimento; b) concribuire a!l'evo!UZiona del Sistema informatfvo in agriccltura. inteso ne!l'accezione piu' ampia def temiine: c) promuovere e scstenere lo sviluppo delia consulenza azienda!e. ade guatamente integrata dai servi:i di orientamento e scsrenuta dai servizi tecnlci di supporto •articolati in reti reg:onzli: d) perseguire l'obiettivo de!la integrazione programmatica ed operativa tra formazione professionale ed altri servizi di svi!uppo: e) attivare un meccanismo di finanziamenti delle azioni di potenziamento dei s"istem1 regronali. da attuare neU'ambito del completamento del quadro 21 l 6-9-1995 Supp/1:me11to orJinario alla GAZZETIA UFFICIALE Serie general.: - n. 217 normative. capaci anche di assicurare risorsa adeguata e contfnuita' di flusso: f) lnserire ii sistema di fom,azjone dei quadri tecnici nel piu' ampio contesto dei S.S.A, fortfflcandone i puntf di cotlegamentO e le c:apadta' d} attuare un quafificato processo di formazione pennanenta anche attraverso ii riordJno dei OFOA; g) contribuira al raffor.zamento del ruolo che I dlversi soggettt. lstttuzionali e social~ sono chiamatf a svolgere.aJ fine di realizzare una lfnea nazionale di programmazione nel rispetto deila complessa artlcola:zione territoriafe de! slstema: h) rispondere all'e$igenza di servizi nuovi strategicamente lmportanti per garantire organicita' e quaUta' al processo di trasterimento delle innovazio ni: ij tendere a!la razionaJizzazione della spesa nel settore anche favorendo scette organiz:z.ative che. pur nefla divarsita' delle realta' regional~ facciano sa!ve alcune condlzfoni di fondo rttenute ind!spensabill per qualificare l'lntervento. 22 16-9-1995 Supplemento . ordinario alla GAZZEIT A UFFICIALE Serie generale - n. 217 RICERCA E SPERfMENTA210NE Attuate situazione 34. La ricerca e ta· spenmentazione agraria. che di seguit!) indicheremo con· I termine rieerca, ha la funzione di attivare ii processo che dalla eonoscenza scientffica e dd'invenzione giunge alla messa a punto di innovazioni tecnologiche apptlcabill a livello produttivo. La ricerca scientfflca · in genera!e si puo' dist:inguere in ricerca di base. app!fcata e ·finalizzata. La ricS('ca scientifica di base non ha di sotito confini settoriali; quella scientifica e tecnol~ca appficata si rivofge piu' diretta• mente, a.nche se in modo non esdusivo. ai prcblemi settoria!i. La sperimen• tazione traduce te invenzioni in innovazioni tecnologiche e quindi ha di norma un carattere settoriale. La ricerea socio-economica svotge un ruOlo non secondario per l'orienta• memo deffe aziende agrarie. Anene in tale ambito sono riconosciblH · una ricerca pura. ·nvotta da d8finizione dei modelli fnterpretativi, ed una ricen:a app!fcata tendente ad orientare l'adoZione delle innovazioni e le scetie dei produttori·agricai. La ricerca agrico!a ha assume .una rnevanza notevote nelfa po::tica agraria nazfonale a pamre dalle azioni orizZontali del PAN.: infatti spetta aJJa . rieerca attivare i processi di adattamento del sistema agrieolo nazionate alte mutate condizioni del ccntes:o naZionale ed intemazionale, esaltando le caratteristtche dale nostre produzic;>ni e rafforzando la capacita' delle imprese a dominare i proeessi di trasfcirmazione tecnofogica. La stretta irtterdipendenza ttariceroa. sperimentazione agraria. informaZio na dwgazione e formazione prcfessionaie giustlfica l'inquadramento della ricerca applicata e finalizzata e deUa sperimentazione agraria entro la strategia unitaria dei S.S.A. 35. La sltuazione attuafe delta ricerca e della · sperimentazione agraria. pubbliea in Italia e' carattetizzata da fenomeni di frazionamento delle risorse tra e demo le istittlzi0ni. TaJe frammentazione rappresenta in ogni caso un fattore negauvo che si accentua in presenza di risorse !imitate. L'attuale configurazione def .sistema d8'1a ticerca agraria rffiette stratificazioni aceu mulatesi con ii tempo e non costttuisce una struttura coordir.ata e finafiz. zata. e quindi non comsponde a!le esigenze dei servizi ailo sviluppo. Le cause vanno ricercate nella rigk:lita' dei vincoii legislativi del!e vane istitu ziof}i ~ Mella difesa corporativa di una maleirnesa liberta' df rlcerca ehe la compiessita' deife norm.a. rendendo estremameme difficile il coordinamen• to delta attMta'. finisce di fatto con ii favorire. Per ii settore agricolo J'attivlta' di ricerca e' condotta prevalentemertte neU'ambito pubblico. ancha see' rilevante quella eondotta da imprese od istituzioni private per le ftnaUta' relative ai segmenti agro•industrlali di competenza. Nell'amblto pubblico !a ricerca nei settori del!e produZioni vegetali. animal! e foresta!i viene condotta prevalerttemertta nelle Universi• ta'. net CNR e negU fstiMI Sperimentali de! MRA.~F. La ricerca economico agraria fa capo aneora aJ!e Universita'. all'INEA. all'ISMEA Funzioni di ricerea in campo agrico!o sono svolte anche da altri enti pubblici e privati (ENEA. ENI. ecc). 36. La eompetenza regionaJe in materia di ricerca e sperimentazione e riconosciuta dal OPR 616/76; tale attribUZione crea. in linea di prineipio. le condiZioni ideali percha' si abbia una completa integraZione tra la ricerca applicata e gli altrl serviZi di svituppo. Finora l'eserciZio di tale competenza e' state esercitato soprattutto attraverso l'attivaZicne di varie forme di 23 16-9-1995 La. ricerca agricola aff erente at MRAAF Surp!onrntu ordi!!~rio al!a GAZZETTA UFFICIALE Serie ger;erale - n. 217 coHabcrazione con le istituzioni statali preposte. In pcchi casi sono sorta strutture regionali di ricerca o Consorzi cne operano nel campo della ricerca applicata. ·· In merito alle predette collaborazioni va csserw;to che esse si dimostrano valide sopratMto per i temi di ricerca rivolti piu' direttamente alle esigenze immediate delle azienda agricola. Clo' in conseguenza sia di una inadegua ta funzione di lnterfaccia ail'intamo ds1 Servizi tecnici di sviluppo a-carattere regiona.le e sia delle gia' riccrdato carenze del!e istituzioni di ricerca. Cal memento cha la lstltuzioni di rice:-ca r.azionall sono chiamate a dare contenuto coricrato all'esercizio delle funzioni regiona!i in materia. appare opporruno un'atterna valutazione critica su di esse. 37. Le strutture universitarie che operano nel campo agro-forestale e zootecnico restano ii pemo della ricerca di base ed appllcata. Esse si awalgono dei flnanzlamenti del MRAAF, del CNR ed anche dello stesso Mlnistero per la ricerca scientffica (in particolare sut 40% dei fondl destinatl aUe ricerche di interesse nazionale). Negll L!ftimi anni i fananziamentf det CNR sono statf concemratl su progettf ffnalizzati di notevole rilevanza applicativa (progetti finalizzati IPRA di prima e di seconda generazione. RAISA. ecc.). Nonostante il tentative di assegnare alio Universita' finanziamenti concen trati su progetti di ricerca di maggiore consistenza. la ricerca universitaria non appare in grado di assicurare risultad operativi adeguad anche per le altre intrinseche llmitazioni (doveri didattici. naturale propensione verso la ricerche di base. sfavoravole rapporto tra docenti e ricercatori. ecc.). 3a II CNR ha fur.zioni di coordinaniento.dl finanziamento. di organiz:z.azio ne e di gestione sia deUa ricerca di base che di quelta applicata (progetti flnali.zzati). Per quarno riguarda le ricerche nel settore agro-forestale-zoo tecnico opera uno speciflco comitato. i cui membri prendono parte anche a comitad lnterdlsciplinari. lnoltre H CNR organiZza e gestisce in proprio la ricerca agrar& attraverso una ventina tra laboratori ed istituti operanti nel settore agro-alimentare. 39. Nel 1992 le risorse destinate dal MRAAF alta ricerca agricola ha rappresentato D 16% del totale delle risorse pubbliche inve~jte per ta ricerca nel settore primario. Con tall risorse R Ministero attiva una rete di 23 lstitutf di ricerca e sperimentazione agraria (IRSA) e di altri organismi di ricerca che operano in settori ricadenti nel sistema agro-alimemare (lstituto Na zionale delta Nutrizione. INEA. ISMEA). La struttura degfi IRSA e' distribuita sul territorio naziona!e in funzione delle specifiche aree di ricerca. Le finalita istltuzionaJi di tali organismi sono essenzialmente quelle di sviluppare in agricoltura una attMta sperimentale in collegamento da un late con la ricerca di base e da!l'altra con le sce!te di politica agraria econ la domanda che esprime a settore.l loro programmi. infattf. formulati dai Comitad scien tifici vengono coordinatt a llvello nazionale dal Ministero Agricoltura e Foreste con R supporto del Comitato Nazionale della SperimentaZione agraria. Una parte delle attivita degli lstituti Sperimentali derivano dalle collabora zioni con le Regioni. generalmente regolamernate a mezzo Convenzione. 24 16-9-1995 Obiettivi Supp!emenro ordinario al!a · GAZZETT A UFFICIALE Serie generate - n. 217 40. L'ISMEA. Ente Pubblico Economico. e preposto alfa realizzazione di ricerche nel settore produtttvo e nel mercato agro-alimentare con lo scope di fomire orientamenti aJle linee politiche e programmatiche per la valoriz 1.azione de!la prodUZione agricola e per la promozione e ii potenziamento della commercializzazione dei prodottt agro-ailmentari. Per la diffusione de!le infom'.azioni l'ISMEA utilizza s~a le pubblicazicni a stampa che la radio. il telex. il Televideo e il VidooteL lnoftre. una recente realizzazione dell'ISMEA riguarda l'attivaziona di un sistema imom-.atiVo che si av.raie di una banca dati (DATIMA) con circa cinque milioni di dati. 41. L'INEA. lstituto NaZionale di Eccnomia Agraria. Ente Pubb!ico di Ricerca. cura molteplici settori di ricerca eccnomico-agraria tra cut la promozione e la diffusione del!a contabilita agraria e !a gestione de!la rete di informazione cantabile agriccla (RICA) in qualita di argano di collegamento tra !o Stato Italiano e la UE (D.?.A. 1078/65j; • la rea!izzaZione di studi sugH andamenti economici del settore agrico!o che portano alla diffusiona dell'Annuario dell'Agricoltura ltaliana: la realizzazione di indagini conoscitive e di ricerche specifiche. anche di carattere metodologico, nel settore dell'economia a de!!a pofitica agraria tra cui uno specifico filone sul tema dei serviZi allo sviluppo agricolo; if coordinamento e ii supporto scientifico al M!RAAF per la realizzazione de! P.O: Obiettivo 1 "Sviluppo della divulgaziona agrico!a e delle attivita connesse" (Reg. CEE 2052/88). L'INEA e strutturato in una sede centra!e. 19 uffici di contabilit:a agraria ragionali e 15 Osservatori di Economia agraria localizz.ati presso g!i lstituti di Economia e Po!itica Agraria deile Facoltli di Scien.ze Agrar.e. 42. Tale situazione e in via di superamento per effetto de:Ia !egge n. 491 /93. lnfatti g!i IASA dovrarmo confluire in un Ente unico di ricer,;a agro3lirneritarn e forestale in cui saranno rappresentate la Regioni. G!l altri organismi vigilati dal Ministero potranno essere assoggettati a riordina d'lntesa con ii cit:':lto Comitato pennanenre delle poiitiche agroalimentari e fore:31'~'i. 43. Gli obiett1\1i pricritari da perseguire con ii Program,na. cornpm:bilf\:eme con quanta verra deciso in merito al citato Mordino dagli En:i <::H ri::e1r..-:c1. sono i seguenti: • ampliare tutte le fc,rme di ricarca app!icata con finaiiz.zaiJone spzciflca alla fnJizione diretta da pane dei S.S.A.: in tale ottica va perseguita anche l'obiettivo di sviluppare una capacira' di analisi deila domanda di rice(ca e nello stesso tempo di trasferimemo dei risultai:i alie irr;presr-?: dotare ii sistema di supponl spedalistici. che integrtno e ccc,dini,10 la capacita' de!ie sm.rtture regicmali e nazionaii nei!'anaHsi deila dornanda e deii' cfferta deile irmovazioni tecno!ogiche. soprctHutta a f\'EiHO internaz.io riale. e cha siano in grado di valutare l'impatto deHa taro i.-.troduziane suHe struttura produttive. sui consumi finali e sull'ambiente: mig!iarare la definizione delie competenze tecniche ed ammini~tr'ative in materia di ricarca scientifica in modo da aumentare l'efficienza intema dsl sistema attuale. 25 16-9-1995 Az:cni Supplemento ordinario alla GAZZETTA UFFICIALE Serie generale - n. 217 44. A !ivello nazicnale le principa!i azioni saranno legate aJle soluzioni di riordino cha verranno adottate in appiicazione della legge di riforma dal Ministero. In generale. comunque. rispeno alla sit'Ja.Zione attuals ii riordino dovrebbe ccnsentira: la ra.zionalizzazione ed ii migHor coordinamento delia gestione degli lstitut:i di ricerca e di sperimentazione egraria e di quem di ricerca socio-economi ca (INEA e ISMEA); l'adeguamento e la finalizzazione dei finanziamanti per la rfcerca e la sperimentazione sulla base degil indlrtzzi che sarenno fomm daJ Comitato pennanente deUe potit!che agroaJimentari e forestall e dalla Consulta per laricerca: f'attfvazjone di programmi di sperimen+..azione di riievanza nazionale fonnulatl espticitamente sulfa base dell'analisi della domanda e dell'offerta di innovazioni e delle fom:,e di trasferimento dei risultati alla dfvulgazione: in questo ambito. dovranno essere favorite le azioni finanziate tra State e Regioni. 45. A llvello regionale le azioni da lntraprendere sono soprattutto di tipo organizzativo e cioe': istituzione di specifici "poli" regionafi di coordinamento della ricerca. da collocare nell'ambito del S.SA: riordlno e valorizzazione del centri di ricerca esistend. e promozione di rapportl organici tra Regioni ed Ent1 di ricerca per lo sviluppo di progetti di ricerca finalizzati anche attraverso tonne ccnsortill. pragrammi pluriennaii ed interdlsciplinari. ecc.; partecipazione. con altre Aegioni e/o altri Ent! di ricerca alla presentazione di progetti di interesse interregionale. con riferimento sia a quelli cotlegati al programma regionale che a progetti nazionali cofinarlZiati. 26 16-9-1995 INFORMAZlONE At!uale situa.zicme Supplemm:o ordir:ario alb G.o..ZZE.TT/\ u:T!CIALE 46. Nel sistema dei S.S.A a car.3i1ere integrate J'irf.crrr:azione puo· e:sere definrto un servizio di tipo "trar.-vers?.Je··, in quamo rm:dicmte a.:i.:mi mi.ate alla divulgazione. si contigura come anelio d! ccngiui!.zione tra ii mar.do deila produzione delle innovazioni ed il sistema estemo ad esso. II servizio di informazior:e agricol<1 e· rivo!to sia a:!3 :srrruzic.1i ed agli operatari pubblici. che agii impr-endrtori agrico!i. e si esiimde a tt..~o il campo conoscitivo con merimemo al qua!a si g,,c:011 il proccsso decisio nale di detti scggetti. Es.so. ino!tre. in una stn.rr:t;ra integr~ta d: S.S.A. comprendendo sia il trat!am£nto che la drrfusicne d,,:;iia infcrrnaziorii. rap presema un pumo di cormm,mza de.i risu!tati acqui5it1 d<'!gf! aJtli servizi oo un memento di rie!aborazione par il trasferimento. La ri~iabcraz.ior:s per ii trasferirnento dells informazkmi costituis,:;e ia basea dei!.a "df\.nJJg:32.icne~ prcpriameme d,ma. La racco!ta classifica!iona e cidfusicma deila infar.Ttuioni U:ili per gti opera.tori agricoJi va assumenda una importanza cras.::ente. Va con,3idermo che oggi sia le carenze di informazion; utiii cha un eccesso di imcrrnazioni massaJi sono spesso un ostacolo al pieno inseiimento delle impre.se agricofe nei prccessi di ca:nbiamentc. Occorre quindi che le iniormazioni non solo venganc raccoite. uti!;zzando ttitti i canali possibilL ma ancha opportur.amerite rrar,;:rte ed elaborate per rispondere alle esigenze specrriche degli operatcri del S8rvizi ed 2Jle realta' presenti a livello regiona.la 47. L'informaziona agriccla nGila fase attuale. e· ercgata con rnc:,da!itn' e contenuti tali da non configurars1 quale eiemento integrate nel sistema organico dei S.S.A In particotare finor-a ha avuto una nEt"ta pnmonderanza la funzione infomiativa ~-volta dai centri di produz.io:1e d: nuova ccl',osc(;n za tecnico-scientifica e dalle imprese pro.:!:Jttrici di beni per l'ag: iGc!t-; ;;·a. Uno dei filoni if"lforrnativi privilsgiati e' Sto:ito queilo srati::tico. il qu,Je pera' e' state prevalentememe rivoitc a z..:idc;sfare !e cs;G~nzc ..;on::sc:i:r.;e r;osta dal processo di programmazieii1e de;l 'irtterVer.t':' in :::g,i:::oitu~a (i..it/:;~::"' ':ione che peraitro risulta molto scarsa). PJ!o st:::Hc, artuale le p1incipaii i;stituzio;-1i pubblid,!a che tratta.1,:; in mcdo non specifico l'ir,fornJazJc:12 in agricdtura sono, per C<!tegoria di ir>:'srina z.ioni. le seguenli: innovazione tecnclogica: istituti sperimemali del M:~.AAF. Universita·. CrJR, ENEA. S.S.A regiar.ali (s:n.::n::-c pubbliche e<J crganin1zi:J:'!i agri cola); . pr0 n.i dci pr;:,dctti: !SMSA.; • preu.i dei fattod: is.CTtrzion~ lcc:l!~; risu1tati tocri1co-ec0:-icmir~1 de!!e a::ie:,de: !STAT, INS\. Regio;1i; quadro normativa agricolo: UE. rlilRAAF, Regioni, Entl locali. ln questo campc le organiz7az.ioni agrico!e. ~ lr. parcicc!are quE!!e prch:s sionaJi. espiirnar.o u11a sig:.iflcat"va prosenza Recemi iniziati've regiona!i a caratts;e prevafente:nente locale e sperimen ta!e. hanno praso in considerazione anche t'infom1azione suJ!a qualita' dei prcx:iaui e dei mezzi tecnici e sull'ambiente ftsico. Va in g:::ir.erale csse1vato che la frammentazione e lo scarso coordinamen to ha caratteiizza!O l'azione dei diversi Enti pieposti alla raccolta ed alla divi..:igazions det!e ir.formazioni. A fronte di tali carenze degli Enti di tipo put)b!ico e do!fe or9anizzazio:ii agricole. ha fatto riscontro una presenza aro-,ia de'i'informazione commerciate. soprattutto nel campo dell'ln 27 16-9-1995 Supplemento ortlinario alla GAZZETTA Uri~lClALE ================= Obiettivi r.ovazione tecnologica. generondo spesso dei prccessi di cambia.:1ento non razicnaH e comt.=nque rtvol~l ad una pane limitata deile irnprese ag:-ico le. 48. Le prime iniziative volte af!'at:t..ivazione di sistemi informativi i:,t:?grati in agricoltura a livello nazionaie. sono state promosse negll ultimi anni daJ MRAAF e riguardano: a S~ma informatiVo agricolo nazior.ala.(S!AN)ed ii Sistema telematico AGRIVI0EOTEL II SIAN. in particolare. costituisce un sistema informative gestto dai MR/.-.AF con lo scope di: svotgere funzioni di supporto imcrmativa per le decisior:i di pertinenza d~lo stesso Ministero: costituire un punto di confluenza di vane fonti informative per l'ercga zione. attraverso diversi strumemi (scttosistema divufgazione del!'infonna zione). di un servizio aperto aJl'estemo. Tale slstema. pur avendo finora assortito rilevanti risorsa e trartzto ura consistente quant.~ di datl e di archivi. non ha sviluppato sei"vizi apertl ad utenti estemi. neanche verso i fomitofi di informazioni e. in prime lllogo le Regioni e i SSA. ~9. Le principaH cara~e generairner:te an.rib~ite ai servizi di iriforma:z..kma e divulgazio11e in agrico!tu:a possono ess~re riass:.;n:e come appresso: a) servizi informativi generali: nella. m::iggior parte dai ca:ii l'infcrmazione prodo!tl nan e· dfrei:ta c.li'1m prenditore agrk.:cfo oppura a· sca~meme tr..;;bns dcJio ste.sso. sia parci'ie' direi.ta ad cperatori interme-di sia percha' ''trattata· in modo inadeguato da te,-..nici non specificamente professionalizzati: . i co!legamenti tra i soggettf produttori di infcrmazion:.e tra i d!versi live-Iii istituzionall competenti sono deJ tutto inadeguati: b) servizi divulgatM di base: inadeguata praparazione metodolcg:ca dei tecnici preposti: prevalents ricorso a metodologie di approccio tradizionali che privi!egia no a rapporto bilaterafe ed azlendale anziche a rapparto di gruppo: insufficienze sia nelle strutture tecniche di suppo~o cha ne!!a for.ti di informazione specifiche. 50. Come per :a ricer-ca~ !a legge n. 491 /93 rappr~sentera un occasione dt riordino per la materia in questiane. La suddetta legge attribuisce al MRAAF specrnche competanze per la raccoita. l's!aborazione e la diffusiona di informazioni e dati. II riordino degli !RSA. deH'lnea e dell'lsmea dovra necessariamente riguardare ancne le modalita can cui tali organismi si vanno ad integrare in un sistema informative agrico!o artic.c!~to a Hve!lo nazionale e regiona!e. a supporto sia dai S.SA che del procasso di programrnaz.ior.e in agricaltura. I sistemi informativi debbooo rispo .. dere ailG cresce,·1ti 1i.;:;h;aste ..!.:..:.i ri,;;ndo agricolo fo:-nendo sempre phJ' tempestivame;-:to le conoscenzc : ,~..-:ess::i;'ie per g-ovemare i cambia.menti inc!otti dal progresso tec11ico e d:J!a cc:icor ranza mer~ntile. assicurnndo un f!usso di informazoni che ccr.sldari l'orizzorite nazionale a comunitario. II col!eg:1memo e la integr:::.:ione fra i sistemi inform2.tiv: operanti ai diversi live!li tenitor:aii deve costituire raspat to essenziala di un sel"\rizio capaca di e!lminare ogni carnttsre disc!imina torio rispetto alle capaci!a' di sviluppo dalle divGrsa impra!;e ed ::::-~e agrico!o. 28 16-9-1995 Supplenwnto ordinario all.:, GAZ.Zf:TTA. UFflGALE 51. Fai'ticcla:re artenzione va rtvo!ta a que1 tipi di infonnaziami ct11"2 cggi risultano mo!to caranti. Cl si riferisce a tune le intormazioni sulfa reaJta agricola regionaie e a quells di carattere socio-economlco che riguaroano i! ccmplesso agro aHmernare. Le informazicni sui risuitatl ~onomici deJ!e impresa agricole per tipologie devono es.sere affl..ancate da informazicni sui prez:zi e st..'i mercati dei prodotti aqriccli e dei mez:ti ter..nici. sui possibili sbocchi e scenari dei mercati. sull'!ntegrazione ag!"C--f!Jimernare can i·evo luzicne del!e esigenze e carattenstlche de!la tras:f'Ol'TI't"-azkine, commefcia li22azion.:?. trasporto e consumo dei pmdotti <1griccii. 5.2. l11 tale ottlca gH obiettivi prioritrui che il Programma potr.i pers~guire cor.seguentemente al riordino degli Enti vigila!i da! MRAAF. pcssono essere ri.assunti come segM~: • promuovere l'ampliamsnto delle ricerche finaHzz..ate alla messa a punto di metodologie di divulgazicm.g cl"le tenganc como di tt,ttai i~ specfficita" cha esprime i1 settora primaiio: favorire ii raccordo e la fir.alln:azione dei programmi dei div.?.rsi Enti che opera.no nel e;ampo: cantribuire alla creatione di basi irr.crr,.stive di larga ~:::! ~gio'.-,ole utilizza z.icma ten~mdo coma ,mcne d~l!e bam::h€:-da:ti di carattera intBnmJ;;iona.le: faz·vorire i'accei~razione de! procssso di riorganizz.azior.e de! sis1erna imcrmativo irn::1otto dal mutate quadro tocm::!ogico dl rirerimemo: contribuira aJ!'attivaz.!one di strutrure cerate di pr.:ifessionalita' e· si.,1::porti tecnoicgid adeguati per l'erogazione di s;!rvizi forr-r,tj-rr.ii di intl'?,2'sse pubb!ico aitico!atl ancha a !iv!Jl!o temtctime~ 53. Le principali azionl da attivare: a Hw:Ho naz.iwn2li.: i:1 re!azior1a aJiG: s{;;:ra di competenza sono le seguenti: verifica del raccordo tra le vari$ to~ni ii-1form~tive ti tra i d:versi ii'Pam istituzionafi ed operatM: • promoZione di iniziative finalizzate a fur-tor.re i! ccHe-garr:emo t:2 e!':,igem:e conoscitive dei S.SA e contenuti def servizi di lnfo:mazione: • svi!uppo di azioni che consentano di garamire tempestivi"'.a' nel trasteri mer.to delle infcrmazioni e continurta' degii aggiomamenti: promozione di progetti di ricerca su metodologie di divu!gazion:: deile informazioni. in relazione ai diversi ambienti ed alle modeme tecnofogie dlsponibili: • pr:omoZione di iniziative volte a poteru:!are i supporti ad alto cor:renuto tecnclogico per la divulgazione delle infmmazioni contabili e di merc:i.to e dei risuttati deH3 ricerca e speriment.azicne. TaH iniziatrve devono E:ssere finalizzate aJla riduzione d1.ei costi cH esercizia per ccnsntire la massima diffusione dei s~rvizi. 54. A livellc regiona!e le azioni da intr.;;;prenc~re posscmo essere le segwen ti: la promoZicrnl e ~ sostegrio a;!a castktu.zione di csmri r~giona!i per l'lnformazione s.glicola; la pramozicn@ e ii sostegno dl inizia.ti"v9 a;-ga.r,ict1c per il po!sra:i2.rnemo e per un 1..'tilizzo si~tematico dai modJmi m.::zzi di coff,'J?licazione {:::w.mpa div'Jlgativa, televisione. radio. te!ematica. ecc.). In generals. sia a livel1o nationals ct1s regionals. ogni azicme di S\t;!upoo def settore agricolo dovr-a sempre praves:Jere specffiche iniziativ~ di divul• gazione finalizzate ad una migliore applicazlane deHe azJoni stssse. 29 16-9-l<i95 CONSULENZA ALL'lMPRESA Attual~ ~ttua:tione Supplemenro ordinario ai!a Gi\:tlETTA CFFICIALE Serie gencralc - n. 217 55. ll passaggio d:lll'assisteri:.a tec:iic.a tradizicnaie. incemrata sui singoli aspetti tecnici, o da una divulga.zione generica ad un modemo servizio di consuicllZ2. aJl'impresa rap;:,:-es~nta l'aspetto innovativo piu' significativo de! prc.css.5o di riorganizzazione dei servizi di sviluppo. In tale contesto la dGfinizl::me dei comeriutl de4!a ccr.sulenza aH'impresa. pur basa:,dosi su afcur.e co.:sclidata. sebbena lsc!ate. esperienze operative. deye dare !e cccrd:n~te di fonda pt:r una piu' generale crrfusione di tale servizio. 56. ll pracesso decisicn::.ie dell'zgricoltore si am.:a mediarna una succes siona circo!are di fasi di ini'ormaz.ione. scelta e comrollo. II controflo della gestiona si basa sull.:i rilevaz.ione cor:tabile e sull'analisi dei risuttati delle scelie passate: in taJ modo esso attlva un flusso di intormazioni di ritomo (fe~d-tack) che pQSSiamo definire "intemo~ a!l'impresa. II fiusso delis informazioni inteme non esaurisce il fabbisogno di informaziani cel!'impre sa che. in un·economia dinamica e sempre piu' aperta aHe innovazioni ed aJl'intcr,1azionaHzzaziona dei me11".,ati, devo pater attingere all'informazione proveniente dal mondo estemo. In ta! mode l'irnpresa cessa di essere un sisterr.a chiuso e dfventa un sistema aperto neJ quale ii ruolo dell'impren dito:-e e· essenzialmente quello di trasformare l'informazione in declsior.e. Un efficace servizio di consulenza alfa gesticne aziendale non puo' essere quindi disgiunto dalla divuf gazione e dalla ri!evazione cantabile. Tuttavia la ccnsulenza di gcstione non deva essere contusa ne' con la divulgazione. na' con la ri!evazione contabITe: fa ccnsuJenza di gestione e· in buona sosta1~ un servizio d! sostegno a!!e scelte deil'imprenditore. che resta in ogni case sovrano nelfa sue decisioni. II consulente di gestione svofge cffieccemente la sua azione se riesce. medianre l'anaiisi dei risuftati de!fe sce!te pass.ate. a chiarire a!l'agrir.-:ltcre i pur.ri daboli e forti de!!a sua impresa e, attr2•1~rso u:'l'accurata se!ezione de!le informazior.i ri!evanti. ad esplic:t.are 3110 sti-:sso ;;griccltore ie alternative tec!'iiche. ecorccmiche e F.r.anzlarit? tra cul c-g!i deve operare le sue scelta. a::,sistendolo eventual• mente anche ncH'utilizzazione deg!i sm,menti rr.etodol:.,gici e fcrrn~!i (piani di m:g!icramento. criteri di scefta degli in,,estimenti. ecc.). La d~!l!lgazione e la rilevaziane cont.2b!la debbono t~re punt: di ccfie gar:1e'ito e-d armcmizz:.:..z10'1e co:, la sressa ccnsu!en:;:a di gestione. r.:he in qu.al,~h::; me,jo µ~}iarL?:z.a tutti i S'3rY<!i di consulenza aU'impre::.a 57. ll concerto dl ccnsu!wza all'lmpr-esa e· c,u· arnpio di quelk: di cansu t~nz.a aHa gestiane ;:;zie,;da!e, per due fondamentaH mot;,,,i: innG.nzj tutto perche' il sostegno aH~ sce!te cd!"agiiccltcra r.or? si rea:!.Z.u sempre mediante la consulen?.E "global".:" :;;i;::1 ges!iorie d~i'atienda agrari.."L Tale sostegno puo· esolicitar:.;i anche rn~l,a con.s:.;lercz.a a!le sczl~e tecnic;1e. economiche e ccmmercini! che rigusJ"dano un s:ng,:i;o prcce~so pro durtivo (ccnsufer.z3 sertnria!e o per "fil:era" di prodotto). er.pure anche piu' genericamente a!!e scelte tendcmti a ridurr9 l'imparto ambi~nta!e d2lle tecniche agricole {c-Jnsulenza ambientale). t n seco~do iuogo perche' la divuJgazione c la rilevazione ccnr~bile non scn'..'.l i so!i supporti de!:e varie attivita' di consufenza aH'impresa. in quanta rientr-ano ne!la sfe:-a ds1 ser .. izi tecnici di suppcrto anche i fat,oratcri cii ,5.nali!:;i dcl terreno. ceile aque. dci residui tossici. €-CC.; i servizi agroma:ero!ogici ~ cil lcr:a guicac.1. I serv'IZi d!retti di consulenza c.Jl'impmsa forrnano .:i~iindi ne! loro insiGm~ ~ nucieo qua!mcant~ dell'imero si:m:ma a..:i SJ:Vi.:i di SVi!uppo agricoio. 111 30 16-9-1995 Supplemen;o ordinario a!la GAZZETT A UFFICIALE Serie generate - n. 217 .. . aitri termini appare superam il r.!ppcrto bi!atemle por"..a a por-..a tra singolo tecn:co di rose e singoki agricoltare. scnza un adegu.ato scstegno di con:uisrrza specia!lstica la quale, a sua vclt~L si basa sulla disponibHita· di srn.!t'.1.ir-9 tecniche di suppo~o (si pensi. ad esempio, ana necesstta· di oispc,re di !abo:Qtori di anaJL:ii dal suolo per srudiare in loco le funzioni di risposr.a dei fertBLnarm). VI scno attivita' di ccnsu!em:a che nan sono piu' garaiitite dal!a preps.raz!cne e d~l'esperienza deJ singolo tecnico. percha' datat3 l'una e l:mit:"rta l'altra. A!l'atto pratico tutte le attlvit..a' dirona ed indiratte di consulenza aJl'impresa. sopra ricordate. possono e~.sa;e attuate in mode congiunto o separata mente. secondo la tipof ogia aziendale cui e' rivolto D servizJo, la forms organlzzative assunte dai servtzi di siluppo. ecc. La consulenza alla gssti~ ne aziendaie. che si rivolge a!la fascia di i.rtenza molto ampia dell'azienda coitlvatrice professionale e dell'azienda capitallstica di media dimensioni. in quanta tale tenda a riassorbire tanto la consulenza settoriale che quella ambientale. In moltl casi tuttavia la consulenza globale di gestione non e' richiesta dalle imprese agrarie: le quail possono awertire solo a bisogno della consuf enza per filiera di prodotto (imprese con strutture aziendali ridotte all'essenziale) owero della consulenza ambientale (tutte le restanti tipologie di impresa). L'analisi dei fabbisogni delle diverse tipologie di impresa qovra' chiarire di volta in volta la forrna mig!iore per l'organizza• zione dei servizi dlrettl di consulenza all'impresa 58. Per quanta riguarda i servizi indirettl o di supporto. pur non esclu denda la possibilita' che possano confluire in un'unica struttura integrara insieme con i sen1iZi dirar:u. psr la loro notevole cnerostta· si deve ammet tere cha essi debbano essere in generala assunti direttamerna dalle strutture pubbliche (Entl di Sviiuppo. ecc.), oppure da!le strutture regionali o nazionali di organizzazioni professior.ali, unioni cooperative ed associa zioni dei produttori. La rilevazione cantabile e· un'attMta' di supporto che h~ caratteristiche molto particolari e come tale va trattata nell'ambito dei servizi di consulenza all'lmpresa. II dibattito teorico ha ormai ampiamerne chiarito che la contabilita' aziendale non e· la gestione aziendale ma soltanto H memento propedeutico di una sua fase. ii cornrcllo di gestione. il qua.le a sua volta si esplica principalmerne neJl'analisi di efficienza dalla gestione. Tuttavia la ri!evazione contabile rappresenta senza dubbio uno dei modi dell'approccio trd ccnsulente ed agricoltore soprattutto nella fase iniZiale de! rapporto: anche in seguito. il consoleme che assista un numero limitato di aziende puo' mam,z;nere attraverso la contabilita' un contatto stretto e diretto con gli andamenti defla gestione delle aziende assistite. Se pero· la Mlevazione cantabile dovesse assorbire eccessivamente le foae dei consulente. distogliendo!o da!!e a!tre fcndamentall attivita' connesse alla consulenza (selezione del!a informazioni rilevanti e predisposizione delle a!temative di scelta), o dovesse essa stessa divenire il fine della consulenza. in tall casi occorrernbbe organiv..arn ii servizic di contabilita' come una speciale attMta' di sur.:porto che si integra con la rete contabile RICA Le soluzioni dovranno essere dtmque commisurata alle specffiche doman de dei servizi ed al!e specifiche esigenze orgar.izzative dei sogget!i che ercaano tali servizi. Tuttavia davranno essere evitate le soluzioni· ·che compcrtino un raoporto dell'a.zienda con un numero eccessivo di tecnici (tra i quali debbcno essere considerati anche quelli delle reti commerciali private). Si puo· prevedere cha l'innovazione informatica e telemadca portera' ad un ridimensionamento def persona!e tecnico di base. a tutto v-anraggio di una maggiore qualificazione professionale. Per esempio. l'applicazione di ·'sistemi espertl" da un Jato puo valoriZzare ii contributO 31 16-9-1995 Supp/en,uw• ord:nmiu ali.1 CAZll::TfA Uf-TlCP.LE '>e.-·ie gen. •ru!e - n. 217 dei servizi di supporto e del!5 ban<-;h:;;-<J;::ti ~ dall'aftro aumenta la produtti vita' dei recnici di base Ta!e processo corn;;or-..a inevitabilmente adeguari investimenti tecnologici e la riquaJificazicne:, dei tecnici. 59. I cor.r.enuti dei tre live-!!i di ccnsu!enza aHe imprese.e cice· la consu !en7..a di gestione. di setture ad amb:e~l9. debbono essere posti in relazione a!le varie ca.te-gorie di u:e:it! dei Sf;rvi:::i. La consulen7..a ci gestici,e ha per obi6t?Jyo l'cttimiz:zazione del!a scelte econor:iicc-finanzia.'ie a fivel!o gfobaJe dsll'impresa e qui.id! d;;vs avere alla base la contabillta' azienc.1ale: dalla ccri:abi!ita' ii ccnsutente rrae infa!ti 9li ii1dici r:ec!:ssari i:er l'ana!isi £-concmic.,,. 2 finanziana del'.a gestione. c.he a sua vo!ta precede la pianificazione de!!e scsite di bn~ve periodo (~ornb1 nazione t,rodt..11:iva imensit.:a' di piOduz.ione. ecc.) e di lunge periodo (piani di svifuppo. sceltl deg!i investimer,ti. e<:c.). La consuJenza tecni cg-economica per singofo settore prodt.n::ivo (o per "fiiiera"), piu vicina alle tradizionali" forme di assistenza tecnic.a. cerca di ott'.mizza.re le scelto tecniche e commercia!l a llvello di singc.,;o prudotto. Anche questa tipo di consuJenza deve basarsi suile rilevazioni di tipo analitico e deve essere condotta in stretta cannessione con f'ar.a!isi del!e speciflcha situaz.iani di mercato e defle connes3ioni tra produzione agricala ed industria di trasfor mazione. La consulenza ambient.ale· costituisce un servizio deJ tutto nuavo, cl1e dovra ccnsig:iare gli agricoltori indicando Iara le scelte che minimtz zano l'impatto ambienta!e. menendoli cosi in grade di iimitare i danni ambientali provocad dalle soluzicni tecniche convenzionali. Potra' basarsi ancfl'essa su!la rtfevazione e sulfa vafu.azione tecnica ed economica degli inputs e degli outputs dei processi e dei sistemi produtttvi. 60. L3 cansu!enza di gestione di tipo gfc::bale interessa la fascia mediana delle irriprese agrarie. idemificab:le soprattutto ne!:e imprese caltivatrici con condunorn ful!-tirr;e "giovan:;·•. od anziano con erE"de. coadiuvato da aftri membti de!!a famigHa. a.nch~ e.d irnpisgo non esc!usrvo in azienda, oppure da salariati occasionali. Tale hscia espMme oggi una domar.da camp!essa che comprende anche la ccnsulcmza sr.;aciaiistica settoriafe per processa produttivo. per la difesa fitosanitaria. ecc. La consulen!l1 di gestione g!obale non intsressa. invece. la grande fascia dt'lle imprese di piccola dimensione (part-timecs. full-timers anziani senza eredi. hob bis!i. ecc.), ne' la ristrettissima fascia deHe impress di grandi dimensioni. Oueste ultime sore in grade di risolvere i loro problemi gestionaJi in modo autonomo (grazie anche agli strumenti informatici) ma sono interessate afla consuienza per ffiiera di prodctto. in modo particolare se si integrano veiticairnenta con le fasi a valle di trasformazicne e ver.dita. L'ir:sieme dei servizi di cor.su!enza possono trovarn mcmenti di razicn~!e inr.c-grazione an.:i1c attrav2rso l'assist2nz.a tecr.icz e g2stionale rivo!ta ai!e cooperative agricote cainvolte nella produzione di se;vizi e/o ne!!a trasform-32'.ione e vendita di prodotto. Tutte le fasca di 1.11enza dovranno comunque essere inserite r.el raggio di azione dei servizi di consulenza ambi,.;rit.le, in quanto la salvaguardia dell'ambiente e del!a salute dei cittadini nan sono obiettM perseguibill se ,:,on operando sull'intero tenitorio. 61. Temi di grande imeresse per la definizione dei contenuti dei Servizi di consulenza sane ancora la dlstinzione tra live!lo speciaJistico e poliva lente ed i ruoli delle pubblicha istituzioni e quello delle organizzazioni profjssionali. II pot~alente e' un tecnico particolarmenre addetto alla consulenza di gestione tecnica. economica e finanziaria. a diretto contatto con le imprese 32 16-9-1995 Obiettivi Supplemento ordin:.Jrio al!a GAZZETTA UFFICIALE Serie generale - n. 217 agrarie. ll tecnico specialista si occupa inveca di un singolo comparro produttivo. o di un settore trasversale della tecnica agricola. e cura in mode particolare ii rapporto con la ricerca e la sperimentazione. Va tuttavia scttolineaio che ogni tecnico impegnato nei servizi di sviluppo agricoJo e'. al tempo stesso. un polivalente ed uno speciallsta: lo specialista deve essere anche poli'la.lente in quanta deve saper "legger8" la rea.lta' agricota in cui opera: ii polivalente deve essere anche uno specialista per:ct,e' ogni realta' agricola possiede un suo partlcolare indirizzo produttfvo. C-e' un evidente continuita' tra !'opera deil'uno e deil'a.ltro tipo di tecnico. L'uti lizzazione def pollvalente o dello specialista. o di entrambJ. e' quindl un problema di opporrunita' legato a.Ile singoJe e concrete situazioni produt tive e sccio-strutnJralL Occorre tener presente che afla maggiore com plessita' defla domanda di servizi integrati deve conispondere la comples sita' organizZativa dei serviZi medesimi. che non. possono comunque riprodurre a modello tradizionale impemiato su un solo tecnico di base. 62. Anche if problema della netta dellmitazione tra sf era pubbllca e privata va ricondotto ad una questione di opportunita': a' importante considerara i serviZi di consulenza come attivita' di pubbllco interesse e QUindf fare in mode che essi siano attivati sotto forma di sistema misto pubbllco-privato, gestito amaverso una razionale ripartizione del ruofl a improntato ad uno spirito di collaborazione e complementarieta di intervento. 63. In sintesi, quindf, la situazione attuafa e' carattenzzata da quattro fondamentali carenze: 1) insufficienza e/o squilibrata distribuzione territoriale deJ personale impie gato nei servizl: 2) confusions tra it ruolo delle attivita' di supporto e quello delle attivita' di oonsulenza alle imprese: 3) insufficienze organiz:zative e metodologiche dei serviZi di consulenza afle imprese: 4) scarsi o nulli collegamenti tra tutti i vari livelli operativi del sistema dei S.SA S) carenza di serviZi di supporto e del collegamento tra questi e gli interventi di base (formaZione e consulenza di gestione). 64. Obiettivo del P.N.S.SA e' anche quello di contribuire a determinare un·organica costruZione del slstema dei S.SA. al fine di potenziare ii cruciale segmento dei servizi di consulenza alle imprese. Tenendo canto che la consulenza aziendafe e·. in prime tuogo. la sintesi finale del.ffusso di informazioni e di supporti decisional! indirittato a.lJ'lm prenditore. le condizioni percha' la consulenza possa concretamente estrinsecarsl sono determinate dall'organicita' e completezza di tutto ii Sistema dai S.SA 65. Piu' in particolare. va persegulta: • l'alta qualificazione dei divulgatori ed il loro aggiomamento perrr.anente: un'organizzazione regionale e zonale dotata di organici adeguati e capaci di formulare risposte complete all'jnsieme delle problematiche aziendafi in una visione di sviluppo territoriale: l'adozione diffusa di metodologie di analisi e pianificazione che. con i necessari contenuti tecnici. conducano alla proposta di modelll decisionali. parziali e globali. costan1amente aggiomati e verfficati. con riferimento a con.testi produttM azierdali/territoriali specifici ed aua introduzione delle innova.zionl.' 33 16-9-1995 Supp!emcnro ordinario alla GAZZETT A UFFICIALE Serie grnera/e - .n. 217 Azioni 66. A livello regionaJe le azioru da intraprendere riguardano: il completamento a l'adozione dei quadri normativi e/o dei mcdelll orga nizzativi cha regolano l'lntera materia. con una visione integrata de! sistema cha garantisca la stabilita' e la qualificazione dei servizi: U sostegno aJla creazjone ed aJ potenziamento della consuJenza alle imprese agricole con opportUna articola.zione territoriaf e e produttiva dei servizi integrati attraverso la reaJl.zzazione di programmi organici ed azioni pilota: la creaziona di serviz.i di supporto con elevata professionaJita' e qualifica zione con particotara riferimento a quelle piu' direttamente utilizzabili per la gestione aziendale. anche attraverso la costituZione di unita' operative per la contabilita' aziendala. l'analisi organiZzativa dell'azienda e def terri torio. tendenze dei mercati e delle produzioni agricole. acc.: l'ampliamento. ed D potenziamento del servizi di supporto indiretti all'im presa. quali laboratori di analisi, servizi agrometeorologici, servizi te!ema Uci. ecc. 67. A liveUo nazionaJe occorre garantlre un'azione di oriemamento per i serviii alle impress. che si traduca in servizio di supporto aJle decisioni regionaJi e/o della organizZazior.i prcfessionali con particolare attenzione: agH aspetti metodofcgici della consulenza di gestione aziendale. tecnico economica di prodotto ed ambienta.le; ai profili professionali dei tecnici da in,piegare nelle an.vita' di consulenza; alla strunura organiZZatlva dei servizi dl consu!enza e di suppcrto specia listicc. Tale azione deve ess$re attiVata ins:eme ad un'.azione di monitoraggio sulle attMta' dei servizi ncnc!ie la reaiizzazicne di studi comparativi sulfa legisla zione regional a e suHe metcdofogie di consulenza a!fa gestione e di fomire supporti decisionali in matsria" di legislazione. organizzazione. gestione e ccrnrcl!o dei sarvizi a!!e Regioni ea Organizzazioni Professionali. 34 16-9-1995 ORIENTAMENTO TE<;:N~CO Attuate situazfone Obietttvi Supp/emento ordiJUJrio alla GAZZEIT A UFFICIALE Serie generale - n. 217 68. L'orientamemo tecnlco e' l'anello che tradizionalmente lega la ricerca e la sperimentazione agraria a! trasferimento dei risuftati e va dalle prove dlmostratfve in camJ:)0 o daUa gestloni di aziende dimostrative fino aJ •co1laUdO" defl'lnn~. 69. L'orientamento si svifuppa in momend successivi che sono: la selezio ne deUe proposte provenienti dalla ricerca: H lore evenrua.te adattamento aJfe specffiche esigsnze di una zona o di un tipo di aziende: la dimostrazione dei risultatf ottenibiU daJ punto di vista tecnico ed economico. A queste fasi •cfassiche" si puo' aggiungere un compito al quale in Italia attuafmente non attende aJcun ante pubblico o prtvato: ii "collaudO" dells innovazioni. La selezione e J'adattamento si basano sulla conoscenza delta domanda di innovazionJ e quindf. su quest6 punto si rimanda a quanta gla' detto per la ricerca. La dimostrazione si reafizza generalmente con prove dimostra tive, eseguite presso istituzioru di ricerca. aziende sperimental~ aziende leader.· ecc.; in moltl casi le prove dlmostr.ttfve. se condotte con accortezza a con criteri scientificf. possono dare notevoll contributi ai fini dell'adatta mento delle innovazioni, nello specifico "azienda/territorio", ed anche imputsi per ulteriori sviluppi della ricerca. II collaudo deve certiflcare. a favore det produttore dell'innovazione. ~ garantfre, a vantaggfo deJ potenziafe utilizzatore. le caratteristiche tecniche del nuovi mezzi produttlvi e/o nuovi prodottf, rfspetto alle esigenze awertite dagli agricoltori (facillta' d'uso, rfduzione dei costi, aumento delle rese. miglloramenro della qualita', ecc.), dai eor:isuinatori (qualita' e safubrita' det prodotto, anallsi dei suoi contenuti, costanza nel tempo delle caratteristl che. ecc.) e da tutti gll operatori delle fasi industrial! e commerciaii. OaJ collaudo possono derivare informazioni molto preZiose ai flni della dlvulga zione e della consulenza tecnica alle imprese. 70. L'attivita' di orientamento tecnico. sia pure condotta prevalentementa in modo tradlzionale. rappresenta un'attMta' dlffusa e permanente. reaHz• zata dalle strutture pubbliche delta dfvulgazione agrjcola (lspettoratl Agrari. Enti di Sviluppo, ecc.). In modo piu' sporadico tale attivita' e' presents neUe aziende di aJcuni lstJtµd di lstruzione agraria ed altre stnJttUre di rfcerca. Le tonne di orientamento tecnico non sono diffuse territorialmente in modo adeguato alle esigenze dei S.SA ed inoltre, anche la' dove sono condotte con doviZia di rfsorse. a ffusso di informaZione attivato generalmenta non •• proporzionato alle potenZialita' defle prove stesse- ed e' comunque sottoutillzzato nefle successive fasi di dlvulgazione. L'azfone dlmostrattva assorbe la quasi totalita' delle risorse, mentr8 la domanda di coUaudo delle innovazioni. cha si va ·tormando sempre plu' pressante ed artfcolata. resta largamenta insoddisfda anche sa non man cano aJcune iniziative cha recantementa hanno data buon esito. 71. In questo cruciale settore che collega la ricerca alle attivita' dei S.S..A. gti obiettivl priorit,ari da perseguire attengono: • all'ampliamento. diffusione e razionalizzazione delle attivita' dimosttattve: aria creaziona · di struttUre di supporto tecnico capaci di veriflcara la rispondenza delta innovaZionf nei diversi contesti territoriali ed organiZZatlvi ("collaudo" delle innovaZioni): in tale campo occorre costituire un redcolo articplato ai varf livelli territorial I (dal livello nazionafe a quello regionale. fino 35 16-9-1995 Azioni Supple,~lo Qrainar.w .alla GAZZEITA UFFICIALE Serie general~ - n. 217 a Quello zonale), con la conseguente partecipazione dei dlversi servizi di base e delte stesse istituzioni di ricarca: allo sviluppo di un sistema infonnativo suite innovazioni, aJimentato proprio dalle atdvita' di orientamento tecnico ·(dimostrazione e co!laudo) che consenta di valortzzare aJ massimo le conoscenze acquisite ed alto stesso tempo di razionalizzare la programmazione delle attMta' in modo da ev~..are le sovrapposizioni e garantire la continuita delle azioni: 72. A llvello regionale, nell'ambito dei prcgrammi piu general! dei S.SA. sono da intraprendere la seguenti azioni priorit.arie: predisposizfonedi un •pio.no organico" per la ricognizione. l'adeguamento e la riorganizzazione gestionale delf e aziende agricole e forestall a carattere pubblico utifizzabm a fini sperimentali. di collaudo e dimostrativi. In tale contesto va recuperata e ampliata la funzione delle aziende agricoJe delle Universita. degli lstitutl Tecnici Agrari e degfl lstitutJ Professionall di State per l'agricoltura che rappresentano un consistente patrimonio da valoriZ zare. anche attraverso ii flnanziamento pubbl'lco dei maggiori oneri ccn nessi aHe funzicni dimostratfve: finanziamento detle iniziatfve previste da "programmi annuafr• delle prove dirncstrative e di coJJaudo e delfs connesse attivita di monitoraggio. La programmazione dovra garantfre la continuita dei flussl finanziari e i ccfle gamemo intra ed extraregionafl: ii monitoraggio dovra co,:isentlre la verifica dei collegamenti con le strutture di divulgazione. :assicurando cosl sia ii trasferimento agfi agricoltori deffe innovazioni che gti stimoli di "ritomO" al centri di prodUZione delte stesse. 73. A livello nazionale si potra prevedere la costituzione di un "prcgramma di orientame11to tecnico" cha faccia pemc su strutture gia esistenti quali: gli IRS"A e l'INEA ricrdinatl e i CIFOA Tale programma potra utillzzara le esperienze gia in atto e i supporti che si vanno predisponendo neU'ambito de! P.O. ··sviluppo del!a divulgazione agrico!a" per le regioni meridlonafi. Tale programma potra garantire: la selezione delle innovazionl mature e ii trattamento de!le informazioni per il trasferimento afle strutture di divulgazione r~ionali; la costituzione di "catafoghi" delle prove e dei risultati conseguiti con le attivita di verifica e collaudo: lo svolgimento di studl di carattere metodologico sull'impianto e la realizzazione delle prove di collaudo ai fini di rendere confrontabili i risultati e quindi elevare la produttfvita deg!! investimenti necessari. la costituzione di un campione di aziende che hanno adottato innovazioni da sottoporre a sistematlca rilevazione cantabile· ne!l'ambito delle reti gia esistenti ed in collegamemo con la RICA gestita dall'INEA. Tale campione costituisce ii supporto necessario per valutare l'impatto socio-eccnomico dell'lnnovazione a livello territoriale e per tipologia azienda!e e ccnsentire il collaudo delle innovazioni gestionafL 36 16-9-1995 ORIENTAMENTO COMMERCIALE Attuale sttuaziona Supplemento ordinario alla GAZZEITA UFFICJALE Serie ger.erale - n. 217 7 4. L'orientamerno t;?ffimerciale a' costituito da rune l'insieme deile attM ta•·d1 supporto e di consulenza atte ad orientate .i produttori agriccli netla scelta dell'indlrizZc produnfvo aziendale in generaJe a dei singofi prodotti in particolare. L'orientamemo commerciaJe segue l'informazione d1 mercato. in quanta sl esprime maaverso azioni intensive indirizzata alla impresa per ottimJz. zare. ia scetta di· commerciafizzazjone. L; orientamento ccmmerciale si appoggia alla ricerca di mercato. cha ha per oggetto lo stUdlo dei mereau dei prodottl agro-alimentari.le poHtiche commerciali eel in particolare l'ana llsi dei comporwnenu dell'offerta a delle domanda (nei tempo, neilo spazio. nelle stratfflcazioni sociafi. ecc.). Scopo deila ricerca di mercato in agri coltura a' la definizione degli spaZi esistend per l'assorbimento dell'offerta delle grandi categorie merceologiche (cereal~ cami. vino. ecc.). L'orientamento commerciale ha un reale significato operattvo quando scende a llvello di singolo prodotto. ccnsiderandone la quaflta', le epoche di produzione e di consumo. le modafita' di presentazione. i vincoli lmposti dalle politlche di mercato,ecc.. Essa non ha fini meramente.dlmostrativi (come l'orientamento tecnico), ma si inserisce in amvita' promoZionafi e puo' essera praficuamente attuato soprattutto nel corso di azioni di mar .. ketlng e/O di promozione commerciale 75. II marketing comprende rune le azioni rivolte alla conquista razionaJe dl·un segmento di mercato: quindi esso tende a coinvolgere l'lnsieme delta fase agricota. industriale a commel'C'.ale. cointeressando tutte le fasi verso un obiettivo comune. La promozione commercia1e. che si cofloca di solito entro una ·strategia di marketing, rappresenta l'insieme delle azioni tese alla massima vaforizZazione delle caratteristiche qualitative de! pro-· dotto (marchi di quaUta'. campagne pubblicitarie. informaZione del consu matore. ecc.). 76. L'informaiione df mercato. put potendosi inserire nelle funzioni della dlvulgazione specialistica. rappresenta per i motivi anzidetti un compito a pane che puo' essere efficacemente svelte solo a scafa intemazionaJe e nazionate. L'infonnaZione di mercato non deve essere tuttaVia avufsa daJla dlvulgaztone tecmca perche' gll standar quaJitatM richiesti dal mercato coinvolgono strettamente anche le tecniche di produZione. La ricerca di mercato viene portata avand da aicuni lstitut:I universitari a dall'ISMEA. Essa attiene aJle analisi sufla situazione in atto e sulle tendenze de! mercato dei prodotti ma la sua quantita e la sua qualita non soddisfano pienamente le enormi esigenze de! settore agricolo. Particolannente carente risulta i collegamento tra gestione delta PAC. informazione di mercato edivulgazione agricofa. Le misure di sostegno alle produzioni agricole e alle imprese vengono ge~e. anche attraverso l'EI MA. esaltando le fasi amministrative e di controllo. Non viene svolta alcuna azione preventiVa di orientamento delle scelte produttive con effetti spesso · negativi in termini di offerta aggregat.a. conseguente calo del prezzi dei prodotti. superamento delle "Quote". e<:c. 37 16-9-1995 Obiettivi Azioni Supp/emento ordinario alla GAZZETI A UFFICIALE Serie generate • n. 217 n. Per l'orientamento commarciale non esistono istituzioni pubbliche o private cha vi si dedichino sistematicamente. Azioni di marketing, ma piu' di i:;ovente ~oni di generica promazione commercials. sorio svelte da vari anti con ~ certa dlscontinuita' e con una copertul'a mclto parziale delle esigenze dei prodtJttoti. SI sono lmpegnatf in campagne di promozione commerciale. in ambito nazionafe ed intemazionafe. i MIRAAF, aJcuna Regfoni od End di Sviluppo ed. a liveflo reglonafe od lnterregionafe. anche aJcune Camere di Commercio. Associazioni dei produttorf o singole coo perative. Partfcotannente attM. anche a livEtHo nazionafe sono I principall consorzi di tutela dei prodotd tipici (formaggio, prosciutto. vino. ecc.) nonche dai Convagri. i quail costttuiscono forme di autogestione da pane def produttori delle attivita' promoZionaJI def settore. Un'azione di promo zione commerciale che coinvofge ancora la produzione agricola. e· quella cha riguarda aJcune nuove tonne di agricoltura (agricottura "biologica" agritunsmo. eec.). In ambito · intemazionaJe l'ICE svolge da tempo con una certa efficacia un'opera di tutefa e. tafvolta. di promozione deUe nostra esportazioni di prodotd agricoll (ortofrutticol~ vino, ecc.). Sempre piu riJevanza vengono ad assumere le azioni di manceting condone da pa.rte delte grandi imprese agroalimentari a della grand a distribuzione operanti in Italia: tal~ azioni sono rivofte prevalentemente a gestfre con profitto la fase di trasfQrmazione e/o di distribuzione dei prodotti ma. negtl ultfmJ anni. sf stanno lntensiflca.n do i rapportf dlretti con la fase di produzione. 78. In considerazione deJl'lmportanza sempre maggiore dei rapporti con ii mercato e della cornmerciali.z:za.Zione dei prodotti agricolL gfi obiettfvi da perseguire sono sostanziaJmente quattro: • garantire ii raccorao funzionale tra obi~ttfvi di poltica agraria e ccmmer ciafe (contenimento delle eccedenze) e obiettivi dell'impresa agricola (ade guata remunerazione dei fattori produttM); coordinara tutte le iniziative in questa delicata IT'.ateria in mode da garantire la massima produttivita' delle attivita' tesa alla valorizzazione della produzione agricola e alla piena valoriZzazione delle politiche di marchio: • SViluppare al massimo la ricerca di mercato e Mte '1e attMta' che possono assicurare efficaci azioni di orjentamento commerciale: favorire la massima correlazione e coerenza tra le scelto tecnico-econo miche degli agrfcoltori e le esigenze paste dalla penetrazione dei nostri prodotti nel mercati nazionali ed intemazionaJI. 79. L'azione di promoZione e sviluppo delle rtcerche di mercato. delle azioni di mancetfng e/o di promozione commerciale. hanno la possibilita' di essere atruate con rapidita' ed efflcacia solo se si assume come puntO di riferimento la dimensions nazionale ed lntemazionale dei mercati Ouindi tune le azioni debbono trovare momentf significativi di intervento a livello nazionaf e. fatte satve le possibHL e talvolta necessarie. azioni da concfursi a llveUo regionale. 80. Le azioni da promuovere e sostenere in attuazione del P.N.S.S.A. attengono sia all'ampJiamento e migf ioramemo del sistema informative che alla consuf enza speciafistfca da rivolgere agll imprenditorf agricoli singoll od organiZzatl sui mercati nazionall ed esteri. In particolare le azionl previste sono: • la formulazione di un ~Programma di orientamento commercialr cha consenta sia di raccogtlere ed annoniz2are le infonnazioni di mercato. sia. 38 16-9-1995 Supplemento ordinmio alla GAZZETTA UFFICIALE Serie [:enerale - n. 217 sopratrutto. di delineare le strategie di produzione tenuto conto dei vincoli che discendano daJle scelte di poHtica agraria. dalle tendenze dei consumi e daJl'evoluzione delle produzioni. Si tratta. in sostanza. di pervenire ad una concertazfone preliminare fra i vari soggetti istituzionaJI e non, per offrira e!ementi di maggiore certezza agti orientamentl dei sezvtzf e aJ!e scelte dei produttori organizzat1. Tale programma deve anche garantira che le aZioni promosse dail'EIMA edaJl'ISMEA possano essere effetttva.merne fi nafizza.te a monitorare l'lntervento pubblico e a fomire concreti supporti di orienta mento alle scelte dell'operatOre agroalimernara.; • favorire la dotaziona da parte dei S.S.A. regionali di specializz,azioni opportune, anche mediante i ricorso a competenze estema. al fine di assicurare, soprattutto alla fonna associative dei proctuttori agricoU, la consulenza al ffni delJa migtlore collocazione def prodotto in particolar modo sui mercati esterl 39 16-9-1995 SEFMZJ TECNICI 01 SUPPORTO Attuale situaziane Supp/emento ordinario alla GAZZETI A UFFICIALE Serie generate - n. 217 81. I servizi tecnici di supporto hanno per oggetto la produzione e/o il trattamemo, genera!meme medlante ii ricorso a tecnologie avanzate. di dati analitici che, contribuendo all'ampliamemo del quadro conoscitfvo dJ riferimento. rendono possibile una maggiore razlonallta' nelle scette dell'lmprenditore. · II campo di azione dei servizi tecnici di supporto e' destinate ad una continua espansione, sia per quanta attiene la natura dei datl prodotti etc trattati. che per quanta riguarda le discipline interessate. sotto la spinta di una duplice esigenza: • introdurre una sempre piu' spinta ·scientfficita' net processo decisionale dell'imprenditore agricolo: · • assicurare, di conseguenza. l presupposti di specificita' tecnica alla produzione dei servizi di consulenza. La gestione di taJi servizi va attribuita a su~strutture altamente speciaJiz. zate che abbiano la necessaria autonomia gestionale ma. nello stesso tempo, siano strettameme collegate ed integrate net contesto organizzativo deiS.SA 82. L'lnteresse verso i servizi tecnici di supporto si e· sviluppato negll ultlmi anni. ma poche sonO ancora le realizzazioni operative. Esperienze con• solidate riguardano: • la gestione di laboratori per le analisl agro-pedologiche attuata da istituzior:i pubbliche e correlata ad attMta' di consulenza per la razionaliz• zazione dei piani di concimazione: • la gestione di centri di elaborazione e per la utilizzazione integrata di datl microcllmatfci e pedologici. fenologici e informazioni relative a operazioni colturali per l'erogazione anraverso il mezzo telematico (videotel) di servizi di consulenza all'irrigatione. Vivo interesse e' rivolto alla attivazione di reti agrometeorologiche per le quail alcune Aegioni hanno superato la fase prOgf?ttuale e sono passate a quella realtzz.ativa. lnoltre un altro campo per a quale e· stata espressa una specifica domanda di intervento riguarda I' osservazione ed il controllo pennaneme dei fenomeni di inquinamento e di stabilita' def suolo e in generale dell'uso di tale risorsa Sia per quanta rigua,-'da l'agrometeorologia che per i fenomeni che riguardano il suolo. il MRAAF ha awiato specifiche iniziative per perva. nire da un late alla reali2:zazione di una Aete Nazionale di agrometeorola. gia. daJl'altro ad un Osservatorio Pedologico anch'esso di carattere nazio• nale. Ouest'ultima iniziativa risponde all'esigenza di integrare ii quadro· conoscitivo di una risorsa che va assumendo un significato sempre piu strategico sia ai fini prod~ che di Mela dell'ambieme'e della sanita delle prodUZioni. 83. In merito alle valutazioni che si pongono in questo campo, tenendo canto delle modalita' che hanno caratterizzato la progettazione e la realizzazione delle poche iniziative operative e deJle prospettive di svilup. po. si puo· osservare che: generalmente le iniziative non hanno assunto ancora dimensioni tali da garantire ii soddisfacimento del!a domanda e adl-19uate econamie di scala: 40 16-9-1995 Obiettivi Azioni Supplemento ordinario alla GAZZETT A UFFICIALE Serie generate - n. 217 • la mancanza di un quadro normative di rifenmento ha comportato difflcolta' sia di selezione e di inquadramemo del personale che di gestione economica det servizi da parte degli enti gestori; • anche per l'inserimemo di enti non preposti all'attivita' d! divulgazione. spesso e' mancata l'imegrazione con aJtri servizj di consulenza. 84. In questo campo se da un late appare indispensabile finaJizzaJ:e i servizi aJle realta' ed esigenze regionall dafl'aJtro occorre ricercare e ~ nme quelle economie di scala e facilltazioni nelle acquisizioni delle conoscanzs che evitino sprecni. ripetitMta' e non comromabilita' delle diverse esperien ze operative. L' esigenza di raggiungere dimensioni adeguate. le elevate protessiona1ita' richieste e non facilmeme disponibili ed i forti investimenti necessari per realizzare questi servizi. fanno ritenere che nella maggior parte dei casi lo sviluppo e la gestione di iniZiative in questo segmemo debbano essere assicurate daJl'Ente pubblico. E: altresi' importante pervenire al coinvolgi rnento di tutti i soggetti pubbiici e sociali interessati. ~5. La creazione di un insieme di servizj di supporto aJl'attivita' dei S.SA acquista piena valenza solamente se viene collocata neJl'ambito di un Sistema informative integrate. alla cui realizzazione devono concorrere sia a livello nazionale che regionale. In tale ortica gli obiettivi da perseguire prioritariamente riguardano: • sostenere lo· sviluppo di servizi tecnici a livello regionale in mode da raff orzare i servizi di consulenza ; • favorire ii raccordo fra le iniZiative a livello regionals e naz.ionale, attivando ancha necessari collegamenti con le reaJizza.zioni intemazionali: promuovere .a livello nazionale. la reaJizzazione di quei servizi di supr,orto che per la faro natura. e per cansentire economie di scala devono a,1ere caranere interregionaJe: • promuovere un'azione naz.ionale di consulenza per la razionaJe organiz zazione dei servizj di supporto. 86. Gli interventi da attuare a liveJlo nazionale sono: • individuazione di un idoneo organismo nazionale a cui affidare ii compito di mettere a pumo modelli organizzativi e standard tecnici e fomire consufenza agli Enti che imendono realizzare servizi tecnici di supporto: • ricognizjone delle strutture Che gia' svolgono servizj tecnici di supporto nei vari campi. al fine di individuare quei centri che possono svolgere compiti di controflo della qualita' dei prodottl e dei meZZi tecnici di premi nente interesse dei produttori agricoli: • promozione di un programma generaJe per i servizi di supporto di rilevanza nazionale. anche con articofazioni interregionali rivolto anche a cofmare le lacuna messe in evidenza dalla ricognizione. Nell'ambito di f:a(e programma appare opportune pcrre in attuazione con priorita' ii consoU damento della rete di agrometeorologia e l'ampliamemo delle esperienze in atto (nell'ambito de! citato P.O. sullo "Sviluppo della divulgazione agri• cola") sulfa real izzazione di carte del suolo e carte tematiche per la divul· gaz.ione agricola 41 16-Q-1993 Supplcm:>nto ord:"wirio ?,1'a Gf\ZZETTA UFFIC!ALE Serie g·'n!?rdt? - n. 217 87. A Hvetlo ragion.3.la l'azione prioriraria deve consistere nel!a raa!lzzazicne di centri per la produzions di servizi speciallstfci a supporto de! pr->gra.'Timi di intervsnto integrati. att1 a sviluppara professionalita' e tecno!ogie secon do gll oblettM e l'organ.izzazicne gene.tile dei S.SA Tall cantri devono comprendera laboratori. anche complessi. per l'ettettuaziona di anaJlsi agrobiologiche. in struttura per i trattamento deUe informazloni ag·ncote. per la produzione di sussidl audlovisM. acc. Occorra aftrasf sostenere seMZI tecnicl di supporto autogestftf dal produt tcri flr:1aJlzmtl tra l'altro al contrclli di quanta previstl dai dlsciptinari di produziane. 42 16-9-! 995 Supptcmc•:!o ord,;;nrio alla GAZZETTA UFFlC!ALE FORMAZJONE PROFESSIONALE Attuale sitUaZione 88. La formazione p:-ofessionaleagricola (F.f'.A) rappresenta il segmento dei S.S.A orientate ad accrescere le capacita professionmi ds produnora agricolo. Questa servizio puo pert1."'lto essere rivcito sia a futuM.operatori cha a ·,avoratori e imprenditori gia inseriti. In un comasto di S.S.A. irnagrati, la formazione profossionaia puo' ccmtrl~ buire af perseguimento degll obiettM di politica agr-dlia solo ooeram:to nell'ambito di azioni organicha 8d in sinergia con altri ser..-m. suila bass d i. un'ana!isi della domanda In tell modo gii inteiventi di F.P. l.'tillzzando strumenti specmci accetlerano a trasferimento delta innovazicni dispo nibiii migliorando cosi' la capactca' eegli operatori ag1icoli ad inserirsi net processo di svi!uppo. 89. A livello regiona!e le cornpetenze in materia di fomi?,.ziorie professio nala sono generalmente attlibuite ad uno specifico Assessorato mentre. prirri.a della regionalizzaziane. specifiche competenze erano riconosciute sia al MRAAF che al Jv!ir:istero del Lavom. Quest'ultimo. con la L£-gga Quadro 845/78, art.18, ha m-antenuto alcune ccmpetenze t:a cui "ia dlsci piina delle fasca di mansloni e di funzioni profes.slonaJL" ed il cacrdinaman ta cha realizza anche aru-dVerso attivit...a di z:ti..1cto. ric2rca ~ sp1:.ii1nenUi1".lone. Riconoscenda ii ruolo degll Enti a carat.er-a nazionale, appro·..-.i annummen~ te progetti di studl ricercha e spsrim~oni cne questf presenrz .. no ail'intemo delta priorita f.sscne dal Minisce,o e da!la Commissiona per l'impiego ir: relazione alle esiger12e della programrna.Lione r.azionala. Le Rcgioni inoitre. ne!!a quasi tota.lita dei casi. harmo delegate ad Enti sub-rag:onaH le com~stam:s dl carattere amrr;inist;-ativc a ricc:1osciuto ad Enti di fonnazione anche di organivnioiii agricote e non la possibUr..a di gestire le attivita formative. · Generalmente sul!a base di un programma annuale a caratt6re re-gionale. ciascuna Organizzazione prowede alla realizzazione detla actr,ita appro va:e daUa Reg/one ma abitualmente progetta!e da: proprio enta di fom-.a zione, promt:ovendo la pa:tecipazione degli adder.:i z:gricoH ed t.'tilizzando prnpri docenti e sedi prowisorie. In rari casi sono stat al.!l.rati Caf:tri pennanemi di fon-naziane p;ofessicinale in agricaltura. Va comunque se gnalato che. ne!la quasi tcta!M delle ragioni. la F.F'A e d:scipHnata da leggi e circolari ammir.istrative dove maJ si colloca la spe-cfficiti3 agricola ,-d ancor piu queila impi'enditarialc: · e pressocche assente ne1 sistema. fam,ativo rn-gionafe una st,ategia di formazione continua. L'ottica programmatica. le fom,ufe organi:u.atlve. i criteri di valutazione sono rigidi ed in qualche modo correlati aHa formazione per l'occupazione. Anche gH investimenti de! F. S. E .• prima deHa riforma dei Fondi Strutturali. erano legati all' occupazicne a a.Ha riconversione professicnale. Qualche spazio rna!e per una F.P A coHegata alio S'-'~uppo agricolc-rurale si e aperw con i F:M e. egg~ con i Ouadri Comunitari di sostegno nei Piani cperativi regionall Gli Assessoratf a!i'Agrico!tura hanno diretta competenza. circa la program r'nazions degli · interventl di formazione previsti dal Rcgclamento CEE ?323/91 che ha recato specifici finanziamenti per la ·-·nquaiificazior.e pro fess:onale agricci.r da attUarsi sia attraverso corsi e tirocini clie mediante creazione di Centri permanenti. I! MRAAF in applicaziane def le nonne in vigore puo esercitare una proprla attMta attraverso ~ sostegno di lniziative di formaziona a carattere nazlo na1e per quadri agricoll di organizZazioni professional! e cooperative. 43 16-9-1995 Obietttvi A.zioni Supplemento ordinario alla GAZZETTA UfTICIALE Serie gc1wraf,, - n. 217 90. Ailo state attuale la formazione professionale. opera a livelli qualitativi rrtenuti generalmema insoddisfacenti ed attraversa una fase di forte crisi di ide~tta sia -per le sempre piu nurnerase incertezzc circa la sua stessa coflocazione tutura nel comesto dell'imervento pubbllco sia per il forte cambiamento della domanda sociala di forma.zione in rapporto alla rnutata valenza che la prafsssionalita dei tavoratori acquisisce per la competitivita dei sistemi produttivi. La F.P A deve con rr.aggiore urgenza rispondere a tale esigenza ma le pur ccnsistenti risorse dell'U.E. destir.ate ns-gfi uJtimi anni a tali iniziative. non hanno portato a marcati benefici per le difficolta di far accogliere la logic.a unitaria di progettazicne da parte dei due Assesso• ratl competenti (Agricoltura e Formazione). ~ questo proposito. il dibattito di quest'uJtimi anni sul!a complessa proble• matica. ha evidenziato le seguenti principali cause de!la crisi anzidetta: impegno di docenti con fcrmszjone prafessionale di tipo generico ed uti!izzazione di metodologie formative inadeguate: • mancanza di collegamemo con gli obiettlvi della politica agraria: • precarieta dei supporti organizzativi: difficolta di collegamenti con altri servizi (divulgazione, orientamento tecnico. sperimentazione. ecc.). In questo comesto si vanno instaurando diversi pracessi di cambiamento che in alcuni casi hanno assunto un carattere di radicals reimpostazione dell'imervento. In particolare in alcune Regioni ii personale docente e state assunto nei ruoll regionali e la gestione delle attivita formative e stata affidata alle strutture di amministrazione diretta.. in altre si e prestata attenzione alla F.P A e si e per questa elaborata una normativa ad hoc per la pragettazione della F.P.A in raccordo coo le altre attivita dei SSA di base e di supporto. Si pu senz'altro sostenere che sul pracessc di riorganiZzazione del settore grava in mode determinante ii probfema defl'utilizzo de! personale addstto a!la F.P .• sia in rermini delle emit.a delle risorse finanziarie necessarie ch2 per quar.ro attiene g!i aspetti ccc:.ipaziona!i attesa le oggettive diffico!ta di riqualificazione che andrebbero comunque co:icordate tra i due Asses.sa ran e progettate in una logica di ruoli integrati tra gii operatori dei SSA.con pratessionalita distinte ma interagemi. 91 II superamento deHe difficc!ta. e crisi del!a formazione profess;onaJe agricola pu awenire fina!izzando gli interventi alla promozione deH'impren ditar,alita' e piu' in genera!e a!lo sviluppo agricc!o: innovar.do le tipclogie e le merodofogie formative: riquaHficando ii p~rsonale insemo neila formaz.ione. II P.N.S.S.A puo' favorire ii mig!ioramento del sisterna dell:a fom1aziai1e agricoia sviluppando la partecipazione attiva e sistematica da parte dei seiVizi df-iulgativi nei confronti de:!la formazione professionaJ.3 per giubnge re ad attivita' integ:-ata e coordinate. 92. le azioni priorrtarie da attivare per elevare ii livello qu:.,.lita!ivo degli interventi di F.P. in agrico!tura sono: promozicne di azioni per favorire ii raccordo dei programmi di F.F.A. tr3 fe diverse arnministrazioni competenti: attivita di p;omoziane per la progettazione e fir1anzia;nento di azioni regionali comprendenti le proposte di innovazioni tecnoicgiche ed o,ga nizzative. direttamente correlate alle antvita di con!::v!enz.a e d: form..vJone prafessionale destinate ad imprendrtori agricoli. 44 16-9-1995 Supplemento ordinario alla GAZZEIT A UFFJCIALE Serie 6!:.':erale - n. 217 sostegno ad attivlta vo!te alla riqualificazione ed alJ'aggiom~merno clef personata docer.te: • realizzazione di studl fir.alizz-an all'anaiisi de!le professior.alita emsrgerni e de!la correlat3 damanda di fo;maz.iona deg!i operatori agriccli. 45 16-9-1995 Supple111e:110 ordinario a!la GAZZE'TTA UFFICIALE =========~== Serie generate - n. 217 FORMAZlONE DEJ OUAORI TECNICI AttuaJe situa%ionra 93. L'esperienza ed il dibattito degli ultimi anni hanno evidenziato che la sol a preparazione scolastica e· .stata finora insufficiente sia a formare profili protessionali adeguati aJle necessita dei S.SA che a soddisfara fa daman da ampia e differei\Ziata che esprime la mcdema agriccltura. L'i3tituzione del diploma uni\iersitario e ia generale revisions dei ccrsi di la:urea. di speciaiizzazione. di perlezionamento e di aggiomamento, a seguito della applicazione della legge 341190. permetteranno na prossimo future di awicinara i profili prafessionali prodotti dalla formazione scofastica ordina ria alie esigenze della divulgazione agricola a tutti i livellL In tale ottica resta valida il principio che ii servizio di formazione e di aggiomamerno deve necessariamerne costituire. per la sua funzione di supporto indispensabile e permanente. pane integrante del Sistema S.S.A Una azione adeguata nel campo della formazione e dell'aggiomamento dei divulgatori e' stata pasta in essere nel nostro paese attraverso a Regolamento CEE n. 270/79 "Sviluppo della divulgazione agricola in Italia". specificamente rivolto alla formazione ed al successive inserimento di nuovi divulgatori. L'attuazione di detta normativa ha comportato l'istituzione di un vero e proprio sistema formative post-scolastico. strutturato su tutto a tenitorio nazionale. dai momenta che le preesistenze nel campo erano del tutto inadeguate per entita' e configurazione giuridico-amministrativa. Cardini di tale Sistema scno stati finora ii Comitato interregianale per la divulgazione agricota (ClDA) e cinque Consorzi interregionali per la formazione dei divl!Jgatori (CIFDA). Con le modifiche al Reg. n. 270/79 apportate dai Reg. CEE n. 1760/87, la possibilita' di pater svolgere attivita' formative program mate in attuazione del Piano quadro di divulgazione agricola. strumento di indirizzo per l'applicazione della citata normativa. e' stata estesa alle Organizzazioni professionali agricole. Tale ampiiamenro ha risposto soprattutto all'esigenza di accelerare l'attua zione del Aegolamemo GEE n. 270/79. tenuta anche canto che ii secondo Piano quadro di divulgazione agricola aveva proposto di portare da 2.000 a 3.500 ii numero di divulgatori agricoli da formare ed inserire con gti incentivi dello stesso Regolamenta. II Reg. 270 ha esaurito a sue effetto per quarno riguarda la formazlone di nucvi tecnici ne!le regioni del Centro-Nord: nel Mezzogiomo sane previsti corsi di fom;azione nell'ambito del citato P.O. sulla divulgazione agricofa Gli effotti deil'intervento dell'U.E. sull'impiego dei divulgatori si Fara sentire fino al 2001 nelle regioni del Sud Italia. 94. II CIDA e· state istituito con D.M. del 7/10/80 in am..Jazione de! primo Piano quadro di divulgazione agricola. quaJe livello nazionaJe de! sistema formative dei divtJlgatori agricoli. Presieduto dal Ministro per l'Agricoltura e Foreste. ii Cl DA e· composto dagli Assessori AegionaJi aJl'agrico!tura. dai rappresentanti dei Ministeri interessati (MAF. Tesoro. Pubblica lstruzione) e dai rappresentanti delle Organizzazioni professionali agricole e coope rative. I compiti attribuiti at CIOA dalle- norme istitutive possono cosi' essere riassunti: • coordinamento generale delle attivita' di formazione dei divulgatori: collegamento tra tune le istituzione e le organizzazioni interessate all'ap plicaziane del Reg. CEE n. 270/79: • formulazione degli indirizzi per la migliore impostazione delle attMta formative: 46 l 6-9-1995 Supplemenrn ordinario alla GAZZEIT A UFFICIALE Serie generate • n. 217 controllo sulrat!Ua.Zione dai programmi; formaziona ed aggiomamento dei docenti pemiananti (formatori); riesame quadriennale del Piano quadro. II D.M. 12!9/85. con ii quale viene data attuazione al Reg. CEE n. 797/85 ha ampliato i compitl del CIOA. attribuandogll la competenza ad emanare direttive in ordine a~ contenutl ed alle modalita' di svoJgimerno dei corsi e dei tirocini di formazione protessionale finalizzati. con le risorse recate dailo stesso Aegolamento. Con la scadenza def Reg. 270 D CiDA e con l'approvazione ad esso prescritta. proprio a Comitato Permanente continua ad espletare D proprio mandate per l'attuazione dei programmi di riqualiflcazione e aggiomamen to che si svolgono presso I CIFOA. 95. Nel periodo 1985/1993 i CIFDA e i centri delle OOPP hanne formate 1900 nuovi recnici ed espletato attMta; di aggiornamento che hanno interessato circa 3000 tacnici gla' in serviZio nelle Amministrazioni regionali e neJle Organizzazioni professionaJI agricole. Le oggettive difflcolta' lncontrate per la risof uzione dei complessi proble mi politici ed amministratM posti sulla strada dell'attivazione 1ei CIFDA Qe Regioni hanno. tra l'altro, varato leggi di adesione) sono la causa principals del ritardo con cul si e' passatf all'attlvita' fcrmatlva. II ritmo di appllcazione del Regolamento CEE n. 270/79 e' state sostan zialmente condfzionato daJ ra.llentato processo di riorganizza.zione dei S.SA regio~i: cha ha fra l'aftro comportato ingiustfficati ritardl neJl'assor bimento dei divufgatori. Tale situazione e· una significatlva dimostrazjone della necessita' che. per evitare faflimentf nelle azioni settoriaJL anche se finaflzzate. e· necessario che la riorganiZZaZione dei S.S.A. assuma ca.rat teri di organicita' e contemporaneita', per tutti I suoi segmenti fondamen talL II sistama della formazione dei quadri tecnici in agricoltura pero', per consofidarsi e fomire una risposta qualitativa aJla domanda permanente di aggiornamente e formazione deve superare le insufficienze che si sono manifestate finora sia nefl'azione di coordinamento a livello nazionale svolta dal CIOA che in quella operativa dei CIFOA. 36. Le difficolta' che il CIDA ha incontrato nell'esercizio dei compiti ad esso assegnati dal Piano quadro e di quelll che comunque oggettivamente gli derivano daJlo sviluppo de! sistema formative. possono essere attribui te alle seguentf principali cause: inldoneita' deJ profile giuridlco: mancanza dei supporti organlz:zativi necessari per le analisi propedeutl che alle declsloni: mancanza di collegamenti con gli altri segmentl de! sistema dei S.SA Le prime due cause sono strettamente correlate tra di loro. neJ sense che eliminata la prima si creano i presupposti per superare la seconda La terza condizione di inadeguatezza si e' manifestata mane mane che sl ampliava la sf era di attivita' def CIOA e. soprattutto. appare particolannente evidente per un rinnovato ruolo di questo organismo. 97. I punti piu' c;leboli che il sistema dei CIFOA ha manifestato in questi anni di attivita' possono essere riassunti come appresso: sotto ii profile giuridico i CIFOA sono organismi di dirrtto private mentre le attivita' rispondono ad esigenze di pubblico interessa e sono paste a carico del bilanclo statale e dei bilanci regionali e la maggicr parta dei coniponentl degfi organi statutari sono funzionari degli Assessorati regio 47 I 6:-9-1995 Obiettivf Supplemento ordinario alla GAZZETI A UFFICIALE Serie generale - n. 217 nali. Una siffatta condizione ha create notevoli incenezze circa i riferimentf amministratM cui unifonnare la gesticne. portando spesso a situazioni di ibridismo pubblico-privato che hanno nociuto aJla funzionaJlta' di detti organismi: · i CJFOA. in misura owiamente differenziata fra di essi. incontrano notevoll difflcofta' a stabillre rapporti di coUaborazione. funzionall e pennanemf. con re istftuzioni scofastiche e delta ricerca per soddlsfare aJ meglio le.esigenze formative; • non sempre e' state possibile risolvere razionafmente i complessi pcoble mf dicfattlcf e di gestfone def corsi per cause aggiuntive a quells connesse ana fase istitutfva. in quanta soprattutto correlate tanto a problematiche di tfpo strutturate. che a quefle df indiritzo dldattico e di raccordo con la domanda di formazione e aggiomamento regiona:e. 9a Per owiare afle carenze manifestatesi nelle strutture formative del Sud Italia e per garantfre la contfnuitA def ffussJ flnanziari oltre la scadenza det Reg. 270. nea·ambito def Reg. CEE 2052/88 e state predlsposto uno speciffco Programma Operatfvo "Sviluppo defla divulgazione agricola e delte attMtl COMesse-. rivotto ane regioni deJl'Obiettivo 1. n P.O. e fnnovativo in quanta. oltre a garantire ii funzionamento def CJFPA del Sucf-ftalfa. promuove una serie di misure parallele volte a sviluppare i collegamentf con ra rfcerca e sperimentazione a favorire l'adozione di adeguatf supporti per fa didattfca. 99. L'attivita.' di formazicne ed aggiamamento dei quadri tecnici che si e' andata consolicfando a llvello interregionale riveste un ruclo sempre piu' ample nella valorizzazione ed afferma:zione del S.SA II PNSSA. per garantire il consolidamento e lo svnuppo.del sistema forma tive dei divulgateri agricolL come parte integrante dei S.SA. deve perse. guire i seguenti obiettivi: promuovere un processo di revisione normc1tiva per razionalizzare l'im pianto organiZzatr,o del sistema formative in atto: sostenere le iniz.iative finatizzata a dotara a sistema delle capacita' neces sarie per contribuire, in stretta co!laborazione con i committenti istftuzional~ aJla valutazione deUa domanda di fonnazione ed aggiomamento correlata alle realta' agricole regionafi eel alle condizioni organiZzative dei S.SA: ampfiare I! rafforzare i colfegarr~ntl aJl'intemo dell'lntero sistema che comprende oltre ai CJFOA anche le struttura di fonnazione gestite dalle organiZZa.zioni professionali agrico!e: promuovere i co!legamenti def sistema formative agli aJtri segmenti e in particolSJe a quelli della ricerca e dell'infonnazione~a tafe propcsito potran no costituire un utile punto di riferimento i risultati de! citato P.O. in fase di reaJizzazione per le Aegioni dell'Ob!ett!vo 1. promuovere cc!Iaborazioni arganiche ed istituzionalizzate tra il sistema formative interregionafe e l'universita', per affrbntare raziona!mente il pro blema de!la formazione specialistica. mediante apposite convenzioni che consentano di organizzare presso i CIFDA corsi di perfazionamento per la formaziono di divulgatori polivalenti e specialisti. riservati ai laureati. e di corsi post secondari. riservati ai diplomati. ottenendo cosi due risultatf: l'individuazione di iter tonnativi piu mirati e a riconoscimento dei titoli rilasciati. 48 16-9-1995 Azioni Supplcmento ordinario alla GAZZEIT A UFFICIALE Serie ger.erale • n. 217 100. In relazione alle carenze evidenziate ed agli obiettivi perseguibill con gli strumentl del Piano. occcrre attivare af cune azioni operative rivolte aJ sostegno ed a!la razionalizzazione dell'attuale sistema 101. ·t ClFOA. per la lore configurazione istituzionale. devono continuare a rappresentare. a llvello operatiVo. un punto di riferimento gerieraJe per tutte le azioni di formazione e soprattutto, di aggiomamento e riquafifica zione dei divulgatori sostenute dall'lnter:vento pubblico e in prime luogo per le azioni che discendono dal!a PAC. In tale ambito si propongor.o sia per rispondere alle esigenze delie istitu~ zioni sia per promuovere iniziative di aggiomamanto votte a tener conto degli scenari di sviluppo agricolo e delle innovazioni adottabilL 102.11 slstema fonnatiVo in atto puo' ulteriormente svilupparsi ed articolarsi attraverso un'azione di riordlno dei CIFOA che tenga ·come: cha la lore collocaziona sul territorio deve essere funzionale alle nuove esigenze della divulgazione e al ruo!o che le diverse Regioni ir.tenderanno svolgere nello stesso segmento. E' tuttavia oppor:tuno un programma straordlnario per l'adeguamento delle strutture logistiche e dldattiche: • de!le esigenze di concentrazione delle risorse umane e tecnotogiche per far fronte ai nuovt e piu consistend impegni net settore delle metodotogie dldattlche e progettazione di moduli formativl Specifiche azioni di aggior namento e riquaJificazione dovranno essere realizzate per ii personale dlrettivo dei SSA e per i docenti-formatori: detla necesstta di integrarsi da un lato con le istituzioni di ricerca {si veda anche la proposta gla formulata per l'Orientamento tecnico) e dall'aJtro con le strutture regional! dei SSA. L'azione di riordino potra essere promossa anche mediante uno studio prefiminare cha. tenendo presents le piu' valide esperienze esters e le prospettive di evoluzione deU'organiZzazione dei S.SA. individui un asset to def sistema formative. deffnisca i ruoll ed i rapporti tra le ist:ituZioni formative. M comprese le Universita e le altre componenti del sistema dei Servizi. 49 16-9-1995 STA TISTICA AGRARIA Attuale situazione Swpplemento ordinario alla GAZZETI A UFFICIALE Serie gener ale • n. 217 103. Le statistiche agricofe rappresentano una realta consolidata soprat tutto a lfveffo naz:f onale. Cetta realt\ non e apparsa. speciaJmente negfi ultimi aMi, in grade -di sodcffSfare pienamente fe esigenze del sempre piu vasto e comptesso coniparto agro-mdustriale. data anche la panicolare rapidita con ct.ii esso Si evolve. L'attu2Zione di una serie di iniziatfve. sia a livello comunitario (es.. specifici regolamenU e decisioru1 cha nazicnale (es., infonnatiz%azione def sistemi sta!isticf a livefJo centrafe e regiona!e) non e ancora riuscita a dotare ii Paese di statistfche agrarie pienamente rispondentl. E' per tale motfvo che la circolare dell'ex Ministero dell'Agricoltura e delle Foresta del 25 marzo 1991, n. 2. prevede, fra l'altro, il potenziamento dell'lntero comparto deUe statfstfche agrarie. Tale potenziamenta dovra anche consentire ta "semplfficazione" delle statJstiche agrarie: nel sense di elfminare graduaJmente quelle iniziative ridondanti ecostose cha hanno in questi ultimi anni accresciuto la cosidetta "molestia statistfca" p,esso gli agricottori. Per ii prevista potenziamenta delle statistfche agrarie un ruolo fondamen taJe svolgeranno: l'ISTAT. cha graduaJmente decentrera la sua attfvitc\ per riservarsi. in partfcolare. compid di ricerca. indlrizzo e coordinamento: gli Uffici di statistica deJle Regioni: i'Ufficio di statlstica del Mlnistero dell'Agri cottura e delle Foresta:. gli · attrt principali organismi la cw attfvfta futura appare detenninante per ii potenziamento dell'intero comparto delle stati stiche agrarie sono: l'lstltuto Nazionale di Economia Agraria ONEA}: l'lstf tuto per StudL Aicerche e informazioni-sul mercato agricolo OSMEA). 104. L'ISTAT prowede in particolare: a) alla predisposizione de! Program ma statistico nazionafe SISTAN (net quafe conffuiscono statistiche de! MIRAAF. dell'1STAT, dell'AIMA. edell'INEA); b) all'indirizzo e coordinamen to delle attivita stat!stlche degfl Entl ed Uffici del Sf STAN: c) aJla predispo sizione di nomendature e metodologie di base per'ta rilevazione e ciassi ficazione dei fenomeni; Q) alla ricerca e allo studio sui risultatf dei censimenti e delle nlevazioni. OaJ punto di vista quaJitativo le informazioni ISTAT possono essere distinte nei settorl delle statistlche strutturali e di quelle sul contesto produttfvo (coltivazioni. a!levamentl e mezzi di produzione). In relazione all'uso di diverse 'metodologie di rilevazione si individuano tlpi di indagini campionarie ed estimative. lriformazioni di carattere agricolo sono inoltre reperibili in indagini annuali di tipo genera!e condotte dall'IST AT (import-export, consumi d elle famiglie. forza lavoro). Oa un punto di vista organizzativo. man mano che ii sistema di indagini campionarie condone sulle aziende agralie sta sostituendo U metodo estimative. alla rete di rilevatori esperti, afferenti agli lspettorati provincial! dell'agricoltura. e· subemrata una rete di rilevatori regionali organizzata dagli Assessorati all'agricoltura che puo· prefigurare una struttura permanente di rilevazione statistica Alla scope di raccordare le competenze e le possibilita operative dsl MAAAF. dell'ISTAT e delle Regioni nel campo del!a statistica agraria si attuano specific! protocofll d'intesa · La divulgazlona dei risultatl della indagini !STAT awiene mediante pubbHcazioni specifiche e periodiche e. 50 16-9-1995 Supplemento ordinario alla GAZZETT A UFFICIALE Serie generale - n. 217 solo negli ultimi tempi, i dati di base rilevati vengono fomitf alle regioni su supporto magnetico. 105. Per H m;gtiorar{lerUo.delle statistiche agrarie H MAAAF ha comunque da tempc gia in attivo importanti iniziative: ad esempio. ha awiato net 1979 ~ spenmentazione dell'uso def satellite a fini agricoll per veriflcare la possibilita di reafiZzare con ·1 suo ausillo l'lnventario delle superfici e ta previsione deUe resa delle principaU colture. Ottenuta la conferma di quanta si ipotizzava, dal 1987 it iniziata la fase operativa ed ogni anno, net periodo del raceolto. sono dlsponibili i dati relativi aUe seguenti coltura: frumentO tenero e durc. orzo. mais. cotza girasole. barbabietola da zucchero. tabacco. pomodoro e soia. Gli obiettivi che SOl)O stati perseguiti con il telerilevamento negti ultimi aMi sono sostanzlalmente I seguentl; reaJinazicine di un'organizzazione permanerite per H telerilevamemo delle principaJi co!ture nazionali a livelto regionale e sperimentazione di stime su base provinciale: · attivazione di collabora:Zioni sia in campo nazionale che intemazionale per lo scambio e ii reciproco controllo delle informazioni telerilevate e per la sperimentazione scientifica e tecnica: • progressiva riduzione dei costi in mode che le informazioni telerilevate diventino accessibifi ad una utenza sempre piu vasta. II teleri!evamer.to da satelliti e attualmente considerate un vaJido strumento ausiliariodeUe statisticheagrarie, specialmente per H settore delle previsioni di produzione. 106. L'INEA dal 1965 e' organo di collegamento tra State e UE per la gestione della rete di informazione contabile agricota comunitaria (RICA). attualmente composta da 18.000 aziende di contabilita' ogni anno. La RICA rappresenta l'unica fonts a livello nazionale di informazione socio-econo mica per l'agricoltw"a e sul funzlonamento dell'impresa agricola .L'INEA e anche membro permanente de! SISTAN con compiti di coordina mento nel campo delta statistlche socio-economiche. La metodologia contablle definita daJl'INEA per la rilevazione dei dati RICA e utilinata dalla maggior parte delle Regioni. Essa consente di nlevare tutte le intormazioni richieste dalla UE per aJimemare ia RICA ed una serie di informazioni aggiuntive al fine di aumentare ii livello conoscitivo sulla struttura e sui risultati tecnico-economici delle aziende. La rifevazione e· affidata daJle Regioni prevalentemente a tecnici delle 00.PP. agricote. La principale fonte di promozione e di finanziamento delle contabilita' aziendali e· costituha attualmente dal Aegotamento CEE 2328/89: alcune regioni destinano proprie risorse atrattivazione di reti contabill regionali e svlluppano proprie metodologie di rilevazione. In ogni case e' assicurato !'input necessario ad alimentare 1'archivio dati dell'INEA. L'INEA restituisce gli &Jaborati finali alle strutture tecniche preposte al rilevamento e divulga i dati aggregati attraverso rapporti annuaJi a livello regionale e nazionale. A partire dal 1993 l'INEA ha awiato la diffusione di un software che consente la rilevazione dei dati contabifl e l'applicazione di metcdologie per l'analisi di gestione. Tale sw (denominate PEGASO) rende la struttura tecnica • regionale completamente autonoma dall'INEA e la scheda RICA diventa un sottoprodotto delt'archivio regionale. L'archivio delle contab!ita' INEA afimenta da un late la RICA Comunitaria. che consents confrontl dei risuttatf a livelJo CEE. dall'altro una banca-dati SI 16-9-1995 Obiettjvi Suppiemento o:dinario alla GAZZETT A t;FFICIALE Serie generate • n. 217 dell'INEA stesso che contiene altri archivi di statistiche agricole (Redditl lordi standard. cooperative. costi di prodUZione. ecc.). Uno specifico progetto di ristrutturazicne delta RICA e gia ~so present.ate daJl'INEA alle Regioni a al MRAAF; tale progeno prevede la eostituzione di retf informative e contatlilii regionall , gestite dai SSA local! a raccordate con la banca datf nazionaJe deR'INEA. Obiettivo principate del progetto e queilo di concentr.ara intomo aJta contabilita per finaJlt:a. RICA ta. rnagglor pa.rte de!le esigenze informative regionaJi e nazionaJI {lNEA. ISMEA. ISTAT, ecc.}. 107. L'ISMEA e· l'Ente economico pubblico create con decreto del Presi• dente della Repubblica del 28 maggio 1987.n. 278. sottoposto alla vigilanza det MAAAF, che svolge ricerche ne! settore produttivo e nel mercato agro-allmentare. con lo scope di fomire orientamentJ atle llnee politlche e programmatfche per la vaJorizzazione deUa produzjone ed a potenzfamen• to della commercializzazione dei prodottJ agro.aJimentari. L'ISMEA opera per. • la raccofta sistematica delle informazioni utilf alla conoscenza ed alle previsioni suil'anc:lamento delle produzioni agroalimentari e del relativi mercaU intemi 8d esteri: • relaborazione e vaJutazione delle informazioni raccolte: la diffusions dslle infonnazioni elaborate: la previsions economica a breve ed a medic temiine; la dh:u!gazione de!l'innovazione tecno!ogica. 108. Le carenze cha carattertz:zar10 l'attua!e sistema della st.atistica agraria possono ccsi' essere dfstfnta: a) sul piano metodoJogica: l'insieme di indagini da' luogo ad archivi non raccordabill tra loro: i metodi di camp!onamento non sono sufficientemente studiati e ra:,a• grate dslle a7Jende e' inadeguata e non dispcnibile per tutti gll Enti interes sati; icol!egamentitraiediversetcnti statisticne (ISTAT. iNEA.ISMEA. Pubblica Amministrazlone} e con la contabilita' naz.ional.a sano carenti: b) su1 piano organiz:zativo: le strutture di rilevazione sono spesso pr.ecarie e non qualificate e polverizZa!e: gfi strumenti di rilevazione. di elaborazione e di divulgazione non sor.o adeguati rispetto a.lie possibilita' che offra la modema tecnologia: c) per quanto attiena i cont1:muti: • sono particolarmerne awertfte le ~enze di informazioni su: forze di lavoro. mei.zi tecnici. agricoltura ed industria. agrotecniche. interventi pubblici in agriccltura: • manca sostanzialmente un'articolazione dei rilevamenti che tenga canto delle esigenze conoscitlve specffiche regionali e sub-reglonall Va infine osservato che. come carenza dl ordine genera.le. il data statistlco viene poco o mals uti!lzzato sia da live!li istituzionali principali destinatari che da!le strut!Ure dei $.SA 109. Per cogiiere i mutamentl in atto nel settore agricolo e fomire un quadro conoscitivo continuamente aggiomato sia ai centri politico-decisio nali che alle struttura dei S.SA e· necessario far frcnte a nuove esigenze derivanti: da!Ta domanda conoscitiva posta dal sistema dei S.S.A.; 52 16-9-1995 Azfonl 95A5306 Supplemento ordinario alla GAZZETTA UFFICJALE Serie generate - n. 217 daJl'artico!azione dei poteri di intervento in agricoftura e dall'azione di riordino che investira gti enti vigilatl det MRAAF; dalle differenziazioni tenitoriafi delle realta' agricole; dalla pluralita' della fonti informative esistenti: dal processo di innovazione metodofogica in atto. che individua l'azienda quale minima unita' di osservazione. e come espressione di una reatta' socioeconomica integrata con l'intero sistema produttivo. Si rende inoltre necessario affrontare con urgenza il problema della rifeva zione dei dati per ovviare alle citate carenze attuafl partendo innanzitutto dalle esigenze ISTAT e INEA e veriflcando la fattibillta del progetto gia presentato da quest'ultimo Ente. lnfine. per rispondere alte esigenze dei S.SA; va considerate prioritario l'obiettfvo di una maggiore tempestivita nella diffusio:ie delle informazioni statistiche sia quelle relative alle nuove esigenze conoscitfve che quetle relative alle statistiche a carattere ordina rio. 110. Le azioni da porre in essere sono le seguenti: progettare la citata riorganizZazione delle fasi di raccolta de.i datl a liveUo regionale. creando raccordi funzionaJI con I centri nazfonaJI chedefiniscono le metodologie e gestiscono le banche dati; sostegno di iniziati'{e regional! volte alla utilizzazione di tutte le fonti · statistfcha dlsponibill ai fini dei S.S.A; promozione e finanziamento di studl ffnallzzatl alla messa a punto di metodologie di campionamento e di nlevazione che perseguano l'obiettivo di ottimizZare la produttivita delle risorse impiegate e di garantire la qualita delle informazioni. DOMENICO CORTESANI, direttore FRANCESCO NOCITA, redattore ALFONSO ANDRIAN(, vice reda/lore (7651423) Roma - lstituto Poligrafico e Zecca dello Stato - S.